Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

vide nella parte settentrionale in piccoli massicci tabulari tra cui domina la mole

del Monte Minerva, a forme monotone, rotte solo dal neck trachitico di Bonvei,

mentre nella parte meridionale forma un altopiano piuttosto uniforme costituito dal

Planu de Murtas e dal margine occidentale della basaltica Campeda.

La popolazione è rada, contando appena 9000 abitanti (30 ab. per kmq.), e presenta

uno dei massimi coefficienti di accentramento della Sardegna, dato che vive

praticamente tutta in cinque centri abitati, tra i quali spiccano per importanza

Pàdria e soprattutto Villanova. Pàdria (1800 ab.), nodo stradale di una certa importanza

che occupa la sede dell’antica Gùrulis Vetus, è nota pure per la chiesa

cinquecentesca di Santa Giulia, uno dei più notevoli monumenti aragonesi dell’isola.

Villanova Monteleone (4600 ab.), capoluogo indiscusso anche per la posizione dominante

che occupa sulla maggiore strada della regione, venne fondata dai profughi

dell’antico centro di Monteleone Rocca Doria, dopo che i Sassaresi ebbero, nel

1436, distrutto quest’ultimo villaggio, oggi pressoché abbandonato ma notevole per

gli avanzi medievali (mura, torri, cisterne) e per la pittoresca posizione su un cocuzzolo

calcareo isolato.

In gran parte roccioso e sterile, il paese di Villanova è nettamente votato alla

pastorizia; le aree coltivate sono limitate agli immediati dintorni dei centri abitati,

mentre il resto del territorio è regno del pascolo sia invernale che estivo, con saltuarie

aree di magra cerealicoltura avente funzione più di miglioramento del pascolo

che di sussistenza. Una certa importanza economica hanno i giacimenti di caolino

esistenti nei tufi trachitici di Romana.

Il Meilogu.

È un paese interno, dai limiti controversi e in ogni caso scarsamente definiti, dall’aspetto

quanto mai vario. Chiamato Meiulocu о Mesuloghu nel Medio Evo, il suo

nome significa probabilmente « in mezzo al logu », cioè « in mezzo al Giudicato »,

data la sua posizione approssimativamente centrale rispetto al Giudicato di Torres.

Nessun confine naturale lo separa dalle regioni adiacenti, anzi il Meilogu spartisce

con esse i bacini di diversi corsi d’acqua: quello del Mannu di Porto Torres col

Sassarese, quello del Mannu di Ozieri col Montacuto e col Gocèano, quello del Rio

di Campeda col Màrghine, quello del Temo col paese di Villanova. Nè la regione

si appoggia ad alcuno spartiacque, perchè la linea principale di displuvio, situata

sulle dorsali del Màrghine e del Gocèano, le passa alquanto più a sudovest, mentre

spartiacque minori l’attraversano in vari sensi.

È, dunque, un paese di alti e medi bacini fluviali, assimilabile a una conca irregolare

con i margini inclinati un po’ da tutte le parti fuorché nell’angolo sud-orientale;

ma una conca tutt’altro che monotona, dove di fronte alle depressioni costituite

da trachiti e tufi trachitici si ergono ripiani calcarei miocenici, e accanto ai basalti

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