Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

dossone calcareo profondamente attaccato dall’erosione carsica. La meridionale invece

è caratterizzata dall’eterogeneità di rocce e di rilievo, che si presenta suddiviso in elementi

talora imponenti, ma sempre di limitate dimensioni: sulla sinistra del Cedrino

domina un’estesa placca granitica, che verso la foce del fiume cede il posto alle regolari

colate basaltiche recenti dei « gollei », le quali si estendono poi con maggiore

ampiezza sulla destra del Cedrino, ove compaiono anche sedimenti giurassici ed

eocenici. I Monti Rèmule, al confine tra le due Baronìe, rappresentano bene il loro

contrasto, con la parte settentrionale formata da micascisti e quella meridionale intagliata

nei graniti. La regione presenta dunque una grande varietà di forme: l’alternarsi

di dorsali calcaree e di creste granitiche e micascistose, di altopiani basaltici

e di depressioni colmate da alluvioni rende il paesaggio delle Baronìe uno dei più

singolari della Sardegna, tanto pittoresco quanto ancora poco conosciuto.

L ’economia della Baronìa di Siniscola è basata sulla cerealicoltura estensiva, integrata

dalla pastorizia indirizzata sia verso l’allevamento degli ovini che verso quello

dei bovini, il cui carico per unità di superficie è qui notevolmente superiore alla

media sarda. La bassa valle del Posada, fino a pochi anni fa acquitrinosa e malarica,

è oggi in corso di bonifica e di trasformazione agraria, in parte fondata sull’irrigazione

che sopperisce alla scarsità delle precipitazioni mediante le acque del lagoserbatoio

del Posada. Anche nella Baronìa meridionale l’attività economica prevalente

è data dall’agricoltura, ma qui assumono maggiore importanza la vite, che dà

prodotti pregiati, e l’olivo, specialmente diffusi nella bassa valle del Cedrino e nella

piana litoranea di Orosei, anch’essa in corso di trasformazione agraria.

Siniscola e Lodè sono i centri principali del nord (Posada, molto importante in

epoca medievale come scalo marittimo e nota per il poderoso Castello della Fava, ha

ormai perduto d’importanza), Dorgàli e Orosei quelli del sud. Siniscola (5300 ab.),

località abitata fin dalla preistoria, tormentata in passato dalle incursioni barbaresche,

è oggi un grosso villaggio, situato al margine interno della piana costiera vicino

a grosse risorgenti carsiche, fra ricchi mandorleti ed agrumeti, dai quali si raccolgono

le pompie, grossi frutti dal succo acidulo, utilizzati per la fabbricazione dei

canditi. La vicina spiaggia è in corso di valorizzazione balneare e turistica, specie

in corrispondenza di Santa Lucia. Lodè (3500 ab.) è invece spostata nell’interno,

presso il Rio Mannu. Dorgàli (7000 ab.) è un grosso borgo posto a ridosso del

Monte Bàrdia, rinomato per il suo vino (cannonao), nonché per le ceramiche e i

cuoi lavorati prodotti dai suoi artigiani; una leggenda lo vuole fondato dai Saraceni,

tracce dei quali persisterebbero nei caratteri etnici, nella pronuncia e nel costume

degli abitanti. Poco distante, lungo la pittoresca costa rocciosa, si è sviluppata la

« marina » di Cala Gonone, vicino alla famosa Grotta del Bue Marino mentre

Orosei (4000 ab.), capoluogo storico della Baronìa meridionale, è situato nella bella

pianura presso la foce del Cedrino, in corso di bonifica. In una piana alle sue spalle

si trova un gruppo di paesi: Lòculi, Irgoli, Onifai e soprattutto Galtelli (1750),

antica sede episcopale, nei pressi del Castello di Pontes dominante la gola con cui

il Cedrino si apre la via al mare.

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