Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

L a P lan àrg ia.

È una piccola regione in gran parte pianeggiante — donde il nome, che però comincia

ad apparire nei documenti solo nel ’400, sostituendo i precedenti « Frussio »

e « Contrada del Castello di Serravalle » — limitata nettamente ad ovest dal mare

e a sud dal Rio Mannu che la separa dal Montiferru, assai meno nettamente a nord

dove trapassa gradualmente nella regione villanovese e nel Màrghine.

A nord la Planàrgia comprende la parte terminale del Bacino del Temo, trachitico

a occidente e basaltico ad oriente, a sud una modesta dorsale trachitica che

manda al mare brevissimi corsi d’acqua e, subito ad oriente di questa, il versante

destro della valle del Mannu, prevalentemente basaltico e calcareo-marnoso. Tutta

la regione, salvo il più elevato territorio di Sindia, ha un’altitudine abbastanza uniforme,

sui 200 metri.

I lembi delle fertili marne mioceniche, situate sul bordo occidentale, al di sotto

dell’espandimento basaltico, costituiscono i terreni più importanti dal punto di vista

umano ed economico e quindi con discreta densità di popolazione (60 ab. per kmq.).

Qui sorgono, a breve distanza l’uno dall’altro, ben sette piccoli centri, intorno a

A ! -■ ■ ■ // ___,

“ V N .g h e CANNEDU / ^/334,-W ^^

w.'S? і/ І/ / \

, ¥ !-■ • о , I / \

Suni, Tinnùra, Flussio e dintorni

sul bordo dell’altopiano

della Planàrgia. Si osservi il

contrasto tra il paesaggio a

tancas pastorali sull’altopiano

basaltico orientale e il paesaggio

agrario a viti e a olivi sui

sottostanti colli marnoso-arenacei.

537

More magazines by this user