Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

C a p i t o l o

Q u a t t o r d i c e s i m o

I QUADRI REGIO N ALI MINORI

D E L L A SARDEGNA MERIDIONALE

Le Bafbàgie.

La regione più elevata, più impervia e più interna della Sardegna rimase, com’è

facilmente comprensibile, la più refrattaria alla penetrazione dei dominatori e in

particolare dei Romani, e fu pertanto da questi chiamata «Barbària», e « Barbaricini »

si chiamarono i popoli dell’interno che persero l’antico nome di Ilienses о lolaei; in

seguito « Barbària » si trasformò in « Barbàgia » (ma si conservò nella forma originaria

nell’aggettivo « barbaricino ») e persistè tenacemente nel corso dei secoli grazie

anche all’immutata fierezza degli abitanti, restati tenacemente avversi ad ogni tentativo

di penetrazione di altre forme di civiltà, ad ogni commistione di sangue о di

costumi con le popolazioni vicine.

Nel tempo è tuttavia più volte variata l’estensione attribuita a questa regione,

come pure è variata la suddivisione amministrativa della regione stessa: documenti

del XII secolo nominano una « Barberia Dagusti » ( = d’Austis), una « Dalastaa »

(= d’Ogliastra), una « di Meana » (due secoli dopo detta « di Beivi ») e una « Mandrolisai

» ; nel XIV secolo quest’ultima viene aggregata alla Barbàgia di Beivi, e

compare anche una Barbàgia « de Ololà », mentre il Fara, dal canto suo, parla anche

di una « Barbària Bithis ». Del resto anche oggi v ’è chi parla di tre, chi di quattro

Barbàgie, e la definizione esatta dei limiti resta sempre incerta, poiché incerta rimane

l’appartenenza о meno alla regione di alcune aree periferiche.

Tuttavia il concetto di unità regionale della Barbàgia e le sue suddivisioni vivono

tuttora nell’uso popolare, non solo in virtù dei precedenti storici e amministrativi.

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