Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

nuclei distinti da nomi particolari (Asuai, Ovolaccio, Issiria per Dèsulo; Ilalà, Tòneri,

Teliseri, Arasulè per Tonara), molti dei quali risalenti al più antico strato linguistico

sardo, fondati da gruppi diversi di pastori. I due villaggi, come il non lontano

Aritzo (2400 ab.) sono noti per i prodotti del loro artigianato e perchè luoghi

frequentati di villeggiatura, essendo tra i piu alti dell’Isola.

Ancora più minuscoli sono i capoluoghi delle Barbàgie meridionali. Beivi (900 ab.)

e Seùlo (1700 ab.), largamente superati rispettivamente dal borgo pastorale di Meana

Sardo (2600 ab.) e dal villaggio silvo-pastorale e minerario di Seùi (3100 ab.), dove

era coltivato fino a poco tempo fa un piccolo deposito di antracite.

Isolato, su un fianco del Monte Santa Vittoria, sta Esterzili (1500 ab.), alpestre

villaggio da cui prende nome la famosa tavola bronzea romana trovata nel suo

territorio e risalente al 69 d. C., contenente il decreto ingiungente ai montanari

gallilensi di ritirarsi dai terreni della sottostante pianura.

Il Barigadu.

Il versante sinistro della media valle del Tirso costituisce, al contrario del versante

destro, una spiccata unità regionale avente da tempo una propria denominazione:

Barigadu, che significa «varcato, al di là del», sottintendendosi «Tirso». La

regione fu curatoria già nel Medio Evo, e nel ’700 venne divisa amministrativamente

in « Parte Barigadu susu » e « Parte Barigadu iossu », l’una più settentrionale e più

elevata, l’altra più meridionale e più bassa. I confini sono ben netti a nord e ad

ovest, dove seguono il corso del Tirso includendo interamente il Lago Omodeo,

mentre dagli altri lati sono piuttosto convenzionali, appoggiandosi a limiti amministrativi

e in particolare, a oriente, al confine provinciale tra Cagliari e Nùoro.

La struttura geologica e morfologica della regione è piuttosto semplice, se si prescinde

dai dettagli: si tratta di un omogeneo piano inclinato verso il fiume, con

una vasta coltre di trachiti oligoceniche e loro tufi che nelle parti più alte (quindi

a nord e ad est) lascia scoperto l’imbasamento granitico. I terreni migliori del

Barigadu sono stati però sommersi quarant’anni fa, unitamente all’abitato di Zuri e

ad un nuraghe, dalle acque del grande bacino artificiale del Lago Omodeo —

descritto in precedenza — ottenuto sbarrando il Tirso con la diga di Santa Chiara,

che ha impresso con la distesa delle sue acque azzurre tutto un nuovo aspetto

al paesaggio del Barigadu.

La maggior parte dei centri, tutti di modeste dimensioni, è situata a mezza

costa nel Barigadu « susu » seguendo le sorgenti, ma non manca qualche centro di

fondovalle laterale, sul Tirso о sul suo affluente Mannu, nella parte « iossu » della

regione. Capoluogo, e unico centro che superi i 2000 abitanti, è il pittoresco villaggio

di Busachi (2700 ab.), che conserva molti aspetti tradizionali (case antiche,

carri con ruote piene, bei costumi femminili), ma è anche un moderno centro com-

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