Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

L ’ O gliastra.

Presso la parte meridionale del Nuorese, così com’è avvenuto in quella settentrionale

per le Baronìe, si è formata un’unità regionale costiera: la fascia litoranea tirrenica,

dalle ripe calcaree del Golfo di Orosei fino al Salto di Quirra, per una profondità

variante dai io ai 30 km., costituisce la regione chiamata, forse con riferimento

all’abbondanza di vigorosi olivastri che si trovano nelle sue macchie, Ogliastra. Il

limite verso l’interno segue prima per breve tratto la valle del torrente Còdula de

Luna, poi si appoggia allo spartiacque tra questo torrente e il Flumineddu, toccando

la Genna Intermontes, per risalire fino al crinale del Gennargentu; percorso

questo fino al Monte Terralba, il confine volge nuovamente verso il mare per giungere

al lato alto del Flumendosa e proseguire in seguito verso sud, lungo la valle

del San Girolamo, e poi verso est (Monte Rasu, Monte is Crobus).

Geologicamente e morfologicamente si tratta di una delle regioni più complesse

e varie della Sardegna, vero campionario di forme e di rocce di natura diversa e di

età che vanno dal Silúrico all’Olocene: dobbiamo pertanto distinguere in essa parecchi

elementi geomorfologici.

Al centro della regione, largamente aperto verso il mare, sta un grande anfiteatro

che costituisce in tutti i sensi il cuore dell’Ogliastra: area in complesso poco

elevata, essa presenta tuttavia un rilievo piuttosto vario, con colline fortemente erose,

valli strette e conche ampie, piccoli rilievi isolati e pianure costiere paludose.

Tutt’intorno a questo anfiteatro sta una serie di imponenti complessi montuosi.

A nord, i monti di Baunei costituiscono il più esteso gruppo di montagne calcaree

della Sardegna, che si prolunga a settentrione nel paese di Dorgàli (Baronìa meridionale).

Si tratta di rilievi selvaggi, la cui altezza diminuisce molto lentamente

man mano che ci si avvicina al mare, per cui sul mare essi strapiombano con meravigliose

ripe alte centinaia di metri; valli strette e profonde, non di rado ospitanti

espandimenti vulcanici molto recenti, intagliano questi monti spezzettandoli in tutta

una serie di piattaforme calcaree alte, strette e lunghe, separate talvolta da magnifiche

gole.

A nordovest dominano i contrafforti nord-orientali del Gennargentu, che culminano

nelle vette del Monte Genziana (1505 m.) e del Monte Olinie (1372 m.):

specialmente notevole la prima, che è un rilievo a ciglione di natura tettonica, con

la fronte occidentale scoscesa e quella orientale dalle forme morbide, tutto intagliato

nelle filladi quarzifere. A sud questi rilievi si proseguono con la dorsale Armidda-Tricoli,

lungo e stretto allineamento di creste scistose che si stende da nordnordovest

a sud-sudest tra la bassa Ogliastra e la profonda valle del Rio Pardu,

verso la quale manda di tanto in tanto frane rovinose. Tra le alture ora ricordate e

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