Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Oristano. Santuario della Madonna del Rimedio.

F o t. M ori

Ben i8 centri campidanesi superano i 5000 abitanti, totalizzando complessivamente

circa 325.000 abitanti, dei quali 140.000 nella sola città di Cagliari. Nella piana

bonificata del Tirso a non molta distanza dal mare giace Oristano (17.000 ab.), detto

localmente Aristanis (derivante forse da un nome latino Aristiiis), capoluogo indiscusso

del Campidano settentrionale ed una delle principali città dell’isola. Fondata nel-

ГХІ secolo dagli abitanti della spopolata Tharros (forse sul sito dell’antica Othoca), fu

capitale del Giudicato di Arborèa e il suo periodo di massimo splendore (secoli XIll-

XIV) coincise con il periodo di vita indipendente di esso; poi decadde per risollevarsi

solo di recente in seguito alla bonifica. Il suo sviluppo demografico e topografico è

avvenuto soprattutto nell’ultimo quarto di secolo: dal 1936 al 1961 la popolazione

è raddoppiata e tra il 1961 e il 1963 è aumentata del 40% (17.191) sicché la città si

è estesa ben oltre l’antica cerchia delle mura duecentesche con nuovi quartieri moderni,

il cui aspetto contrasta spiccatamente con le vecchie case di « làdiri » che ancora sussistono

qua e là. Economicamente Oristano, oltre ad essere il maggior mercato

agricolo dell’isola (è tra l’altro centro di produzione della vernaccia), ha la funzione

di centro di smistamento dei prodotti della pesca, praticata fruttuosamente negli

stagni contigui di Pontis, di Santa Giusta, ecc. ; non mancano alcune industrie, come

lo zuccherificio, l’oleificio, la riseria, la fabbricazione di laterizi e ceramiche, una

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