Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

cartiera; e tipiche attività artigianali tra cui quella dei ricami e quella delle stoviglie

praticata verso la via Pigoli dall’antica maestranza dei congiolargius. Tutto questo giustifica

la costituzione in corso di un nucleo industriale, che dovrebbe essere servito

da un porto progettato sulle sponde dello Stagno di Santa Giusta, al posto dello

Scalo attuale di Torre Grande (il «lido» di Oristano), la cui spiaggia però è più

frequentata da bagnanti e forestieri che dalle navi. Tra i monumenti degni di nota

ricordiamo il Duomo duecentesco (ma quasi interamente rifatto nel 1700 e 1800),

dove si trova una lapide con il più antico esempio di scrittura in lingua sarda (1359),

la poderosa torre di San Cristoforo о Porta Manna, costruita nel 1291 e soprattutto

la splendida chiesa romanico-pisana di Santa Giusta (XII secolo), situata però fuori

città, presso lo stagno omonimo, già cattedrale dell’antica diocesi di ugual nome. In

vicinanza di Oristano, poco al di là del Tirso, si trova il famoso Santuario della

Madonna del Rimedio, dove per la festa dell’S settembre e per la successiva Sagra

della Croce giunge fin da Sassari e dalla Barbàgie gran folla di fedeli. Pure vicino

ad Oristano è il paese di Sili, uno dei più importanti centri sardi per la fabbricazione

artigiana di terrecotte comuni.

Secondo centro del Campidano di Oristano, in ordine d’importanza, è Terralba

(8300 ab.), l’erede dell’antica Neàpolis, antica sede vescovile, oggi grosso borgo vinicolo

valorizzato dalla bonifica.

(D a u n ’in cisio n e d e ll'e p o c a )

Veduta ottocentesca di Oristano

con la piazza del mercato (nel posto dell’attuale Piazza Roma)

e la Torre di San Cristoforo.

37* — L e R eg io n i d 'I t a lia - S a rd e g n a .

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