Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

daño la pianura ove si stendono, distinguendosi a malapena tra loro, i grossi borghi

di Quartu Sant’Elena (22.000 ab.), Pirri (18.000 ab.), Monserrato (15.000 ab.), i maggiori

centri viticoli ed enologici della Sardegna, che, insieme ad altri minori formano

bianca e vivace corona alla città di Cagliari che li ha fatti suoi sobborghi e tutti li

domina col suo castello.

Una subregione del Campidano è costituita dalla già citata valle del Cixerri,

separata dalla pianura maggiore da un gruppo di colline trachiandesitiche recenti.

Si tratta di un’ampia depressione tettonica lunga 35 km. e larga da 6 a 8, occupata

da arenarie cenozoiche e da alluvioni quaternarie, le une e le altre formanti diversi

ordini di terrazzi. La violenza delle precipitazioni, la forte pendenza dei vicini rilievi

iglesienti e sulcitani e la scarsezza della vegetazione provocavano in passato improvvise

inondazioni della valle, ora evitate grazie all’opera del Comprensorio di bonifica

che ha provveduto alla sistemazione idraulica e ad un parziale rimboschimento.

Il centro di colonizzazione del Cixerri nelle Aziende di Musei e di Barega ha provveduto

alla costruzione di strade, acquedotti, poderi, piccole industrie agrarie, ecc.,

con imponenti lavori riguardanti una superficie di circa 27.000 ettari.

Pochi ma importanti sono i centri abitati della valle del Cixerri e cioè: Siliqua

(3800 ab.), nota per i vicini resti del Castello di Acquafredda, costruito su uno spuntone

trachiandesitico nel XIII secolo ad opera dei Giudici di Cagliari e appartenuto

in seguito ai Donoràtico e ai Della Gherardesca; Domusnovas (5500 ab.), centro minerario

di origine medievale, sorto allo sbocco del Rio San Giovanni nella vallata, in

prossimità di varie miniere e nota anche per la vicina, suggestiva grotta carsica di

San Giovanni, da cui sgorga l’abbondante risorgiva che alimenta l’acquedotto che

fino a pochi anni fa costituiva il principale rifornimento idrico di Cagliari; e

massàrgia (3000 ab.), sorta in bella posizione nella piana dominata dagli spuntoni

trachiandesìtici del Monte Ollastus, di Monte Exi e di Gioiosa Guardia (396 m.),

quest’ultimo dominato dai resti dell’omonimo castello che, insieme a quelli di Villa

di Chiesa (Iglèsias) e di Acquafredda costituiva il poderoso sistema difensivo organizzato

dai Pisani sul rovescio di Cagliari.

Cagliari.

Nella parte più interna del gran Golfo degli Angeli, protetta dal promontorio del

Sant’Elia, tra le ultime propaggini delle ondulazioni mioceniche e il mare, si stende

Cagliari, l’unica grande città sarda, capitale dell’Isola fin da epoca romana. E ciò,

nonostante la sua posizione assai eccentrica, giustificata peraltro dal fatto che è situata

allo sbocco della pianura sarda più estesa e ricca, cui confluiscono le vie principali

per le altre parti della regione e che inoltre gode di una posizione centrale rispetto

al bacino occidentale del Mediterraneo e rivolta verso la sua parte più navigata.

Proiettata verso il mare, la città ha avuto dal mare la sua fortuna e la sua vocazione

commerciale affermatasi ben presto e consolidatasi sino all’intensa operosità attuale.

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