Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

N O T A B I B L I O G R A F I C A

C a p it o lo I. Caratteri generali e storia della conoscenza dell’isola. — La segnalazione particolareggiata

degli studi geografici editi anteriormente al 1934 può venir reperita nei capitoli

relativi alla geografia della Bibliografia Sarda curata da R. C ia sc a (Roma, 1931-34). Per gli

anni 1940-47 esiste un Notiziario bibliografico sardo (« Studi Sardi », voli. VII-VIII, 1947-48). Dal

1955 in poi si pubblica il Nuovo Bollettino Bibliografico Sardo, periodico bimestrale edito a Cagliari.

La fonte più completa in campo bibliografico è comunque il voi. V (Sardegna) della

Collana di bibliografie geografiche delle Regioni Italiane (Faenza, 1963, a cura di A . T erro so A s o l e).

La prima descrizione ragionata della Sardegna, impostata su una critica delle fonti e su una conoscenza

diretta dei luoghi, è quella scritta nel secolo XVI da J. F. F a r a, De Chorégraphia Sardiniae

libri duo (i^ ediz. a stampa, Torino, 1835). Fra le descrizioni della Sardegna edite nei secoli XVII,

XVIII e XIX vanno ricordate quelle di M. C a r r il l o , Relación al Rey Don Philipe... del Reyno de

Sardella (Barcellona, 1612), di G. Cossu, Descrizione geografica della Sardegna (Genova, 1799), di

F. d’A u s t r ia - E s t e , Descrizione della Sardegna (1812, ediz. a stampa, Roma, 1934), di T. N a p o l i

(Compendiosa descrizione corografico-storica della Sardegna ecc., Cagliari, 1814), di P. C u o ia, N uovo

itinerario dell’isola di Sardegna (Ravenna, 1892), di F. C o ro n a, La Sardegna sotto l’aspetto storico

e geografico (Bergamo 1896). Ma particolarmente significativi sono gli articoli relativi alla Sardegna

in generale ed ai suoi singoli Comuni curati da V. A n g iu s per il Dizionario geografico-storicostatistico-commerciale

degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, di G. C a sa l is (Torino, 1833-56): in

essi viene fornito un esauriente ed accurato prospetto della situazione politico-economica ed amministrativa

della regione sarda nella prima metà del secolo XIX. Fondamentali, infine, le due opere

di A. D e L a M arm o ra, Voyage en Sardaigne de i8 ig à 1S25 etc. (Parigi, 1826), e Itinéraire de

Vile de Sardaigne etc. (Torino, i860), in cui si trovano condensati i risultati del rilevamento e dell’esplorazione

della regione fatti dall’Autore.

Fra le opere edite più recentemente meritano un particolare cenno quelle di A. Cossu, L ’isola

di Sardegna (Roma, 1900), e Sardegna e Corsica (Torino, 1932), quella di V. M a r t e l l i, La Sardegna

e i Sardi (Cagliari, 1926), il volume Sardegna della Guida d’Italia del T.C.I. (Milano, 1952)

e soprattutto il volume di M. L e L a n n o u , Pâtres et paysans de la Sardaigne (Tours, 1941).

Quest’ultimo Autore ha pure delineato una sintesi delle nuove conoscenze dovute a studi di geologi

e geografi italiani nello scritto Sardaigne 1950 («Rev. Géogr. Lyon», XXVI, 1951). Pregevoli ed

utili, infine, le due raccolte di studi e contributi contenute negli « Atti XII Congresso Geografico

Italiano» (Cagliari, 1935) e in un numero speciale della rivista «Il Ponte» (VII, 1951, n. 9-10),

entrambi dedicate alla Sardegna. Come fonte statistica si consulti il «Compendio Statistico della

Regione sarda», che dal 1949-50 appare ogni due anni.

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