Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

L ’entrata in Cagliari della reale Famiglia di Savoia nel 1793

in un disegno del Duca d’Aosta.

Si provvide anche all’incremento delle industrie estrattive, specie per merito di

Quintino Sella, che condusse appunto un’inchiesta parlamentare sulle miniere.

Rimanevano però insoluti altri gravi problemi riguardanti l’agricoltura, la pastorizia,

le strade vicinali, l’igiene, l’analfabetismo, il reperimento dei capitali, sicché

si andò diffondendo un disagio economico e un malcontento che portò a disordini

e fece delineare la cosiddetta « questione sarda ».

Dopo la prima guerra mondiale, che vide i Sardi combattere valorosamente sui

campi di battaglia per il compimento dell’unificazione italiana si ebbe, in verità, un

notevole fervore di opere pubbliche rivolte anzitutto alla esecuzione di bonifiche

sia idrauliche che agrarie anche per combattere il flagello della malaria, e che si svolsero

a partire dal 1925 per gran parte nel Campidano di Oristano (bonifica di

Arboréa) ma anche nella Nurra e in altre zone dell’isola con insediamento di molti

coloni continentali e formazione di alcuni centri nuovi. Ma riguardarono pure la regolamentazione

dei corsi d’acqua e la costruzione di imponenti laghi artificiali (del

Tirso e del Coghinas) per produzione di energia elettrica necessaria per Г illuminazione,

per lo sviluppo delle industrie ed anche per irrigazione. E ancora si attese

alla costruzione di molte opere stradali, di acquedotti, di edifici pubblici, di porti

e si incrementarono assai le industrie specialmente quella estrattiva, valorizzando in

modo particolare il bacino carbonifero del Sulcis, ove sorse nel 1938 la nuova cittadina

mineraria di Carbonia.

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