Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

C apitolo T erzo

STRUTTU RA, COSTE E MARI D E LLA SARDEGNA

Le vicende geologiche.

La Sardegna è una terra antichissima, contenente anzi la zolla più antica d’Italia,

riunita un tempo al massiccio continentale europeo di cui formava forse una penisola

sporgente in un mare assai più vasto del Mediterraneo attuale. Il parossisma dell’orogenesi

alpina che fece sorgere le grandi catene a pieghe circummediterranee,

scompaginò e fratturò la parte meridionale del massiccio europeo di cui così vennero

isolati frammenti di varia grandezza: uno di questi frammenti è appunto l’attuale

massiccio sardo-corso, che porta nei suoi lineamenti i segni profondi dei rivolgimenti

verificatisi nel corso dei tempi geologici.

La Sardegna è formata dunque per gran parte da rocce risalenti all’era paleozoica

e soprattutto ai periodi Cambrico e Silúrico. I terreni cambrici hanno costituito

il primo nucleo di terra emersa dal mare paleozoico e si trovano nella parte sud-occidentale

cioè neiriglesiente e nel Sulcis. Ne fanno parte rocce sedimentarie diverse

più о meno metamorfosate appartenenti a tre serie distinte: alla base sta una formazione

arenacea, alla superficie un monotono complesso di scisti argillosi e tra le

due una poderosa intercalazione di calcari e dolomie di notevole interesse anche dal

punto di vista pratico sia sotto l’aspetto idrologico, sia perchè sede degli importanti

depositi metalliferi di zinco e piombo argentifero esistenti nel territorio di Iglesias.

L ’erosione di questo nucleo cambrico provocò durante tutto il periodo Silúrico

e in gran parte del Devónico, la formazione nel mare circostante di potenti strati di

materiali detritici, soprattutto arenacei e argillosi ma in minor misura anche calcarei

e marnosi, che dai grandiosi sommovimenti posteriori furono profondamente metamorfosati.

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