Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

(le trachiti recenti del La Marmora) e soprattutto abbondanti lave basaltiche di vario

tipo. Queste per la loro grande fluidità si sono diffuse con vaste colate dello spessore

di 30-50 m. su ampie superfici ad altopiano (basalti delle piattaforme), specie

nella parte centro-occidentale, tra il Campidano di Oristano, la media valle del

Tirso, il Logudoro e la costa uscendo più che altro dai cospicui apparati vulcanici

del Monte Ferru (1050 m.) e del Monte Arci (812 m.). Profonda è stata l’impronta

che le manifestazioni vulcaniche plioceniche hanno dato al paesaggio con

i maestosi, uniformi altopiani della Campeda, della Planàrgia e di Abbasanta dislocati

a diverse altezze. Altre colate basaltiche coeve sgorgarono, più ad oriente, dai

vulcani minori del Monte Gùzzini e di Nurri-Orroli: presso quest’ultima località

la massa lavica sbarrò la valle del Flumendosa pliocenico causando così la formazione

di un lago, attestato oggi da un deposito alluvionale.

Inoltre il sollevamento determinò una ripresa e un acceleramento dell’azione

erosiva dei corsi d’acqua che si sono affondati vigorosamente nella superficie anteriore

incidendovi valli profonde, spesso vere gole dai versanti ripidi (medio Flumendosa,

affluenti di sinistra del Tirso, Posada) contrastanti con le parti superiori

spianate о ondulate del penepiano paleozoico riesumato. Furono anche resecati i

tavolati basaltici e le colate basaltiche plioceniche ad altopiani che vennero così

smembrandosi alla periferia in tante zolle di dimensioni varie e a superficie rego-

il

Fot. Mori

Il gruppo collinoso trachitico di Furtei Serrent!.