Zeitschrift für romanische Philologie

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I06 BESPRECHUNGEN. A. RESTORI,

Sappiamo inoltre che nel 1623 era a Madrid e recitö alla Reggia, (daW Averiguador

p. 8). Se poi il ms. passasse dall' Acacio al Claramonte o viceversa,

e impossibile dirlo. Comunque e certo questo: il dramma originale h di Lope

e pare anteriore al 161 8 perch^ vi e un' allusione adulatrice pel duca di

Lerma, che cadde in quell' anno. II dramma di Lope cascö nelle mani del

Claramonte, che lo rispettö in sostanza, ma ne alterö la forma coi soliti ri-

tocchi e interpolazioni, bene seasibili pel distacco enorme dello Stile e del

tono poetico. L' edizione del M. riproduce questo testo, per dir cosi, clara-

moniizzato.^

Oltre a questo abb'amo del dramma un altro testo che io chiamerei

tipografico tradizionale. Esso infatti ci h. rappresentato dalle due seguenti

edizioni antiche, e tutte due rarissime:^

p. 682)

Parte XXVII, Barcelona 1633 — ivi e al nono posto (Barr. Cat.

Parte V de comedias de Calderön , Barcelona, A. de la Caballeria 1677

— ivi e al quinto posto — (Barr. Cat. p. 52); s' iutende che h. una falsa

j>arte e il Calderön stesso dichiarö apocrifo il tomo e non sua questa commedia.

Alla Palatina trovasi (Collez. Diferentes Aut. vol. 68) un esemplare strappato

evidentemente da questa parte V, come lo provano

1' attribuzione al Calderön

e la foliatura che occupa i fol. 93— 116; il che conviene al 5" ma non al

9" posto.

Di questo testo tradizionale il M. non fece, pare a me, un giudizio

adeguato. Sia j)ure il ms. Osuna: el texto mds antiguo (di 7 anni: 1626—33;

forse anche pixi, ma e impossibile provarlo): ma che sia anche il piii autentico

h difficile dimostrare. Aggiunge il M.: la lecciön de los impresos es muy in-

ferior, pues si bien es cierto que suprimen lo afiadido por Claramonte tam-

bien lo es que carecen de belllsimos trozos de la obra primitiva. Quest' ultima

asserzione h verissima; ma noi abbiamo a che fare con editori, fuori di Madrid,

cupidi e senza coscienza e, spesso, costretti a prendere da comici d'infima

lega le copie per la stampa, Dio sa come fatte, o per non trovarne altre o per

spendere meno; siecht queste povere commedie (come dice il M. proprio par-

lando della Parte XXVII di Barcellona) abbandonate d la torpeza y la

codicia de faranduleros y tipögrafos de mogollön, andaban impresas de tal

suerte que ya ni de Lope parecian (p. CXXXI). A parte gli errori grossolani

di copialura, facilmente riconoscibiii , queste vecchie stampe per altro non

alterano sistematicamente l'originale: ma lo mutilano senza compassione per

^ E lo stesso testo che da una copia moderna del codice Osuna, aveva

pubblicato 1' Ilartzenbusch nel volume di Tirso della Biblioteca de Autores

esp. tomo V (ed. 1848).

2 Cosi dicendo, non voglio affcrmare che il testo sia proprio identico in

ambedue le edizioni, perch6 io non ho vislo la Parte XXVII il cui unico

esemplare k. a Madrid. Perö il M. cita da essa, a pag. CLXXiv—v, una

1' altra edi-

quarantina di versi e in quetti non c'6 la piii lieve Variante con

zione, siecht possiamo ritenere trattisi di un testo solo.

II Paz y Melia (num. 1593) cita una edizione anche piü antica delle due

sunnotate: Doce comedias de lope . . . y otros autores . Barcelona, 1630; ma

questo volume h ignoto a tuiti i bibliografi del Teatro spagnolo, e deve

trattarsi di un equivoco. C e veramente un tomo che risponderebbe a quest' indicazione

(Barr. Cat. p. 707), ma esso non contiene 1' Infanzön de Jllescas.

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