Zeitschrift für romanische Philologie

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Zeitschrift für romanische Philologie

2 1 6 VERMISCHTES, ZUR MUNDARTKUNDE.

pj L si inantiene ancora nella scrittura : //z^ 26; plaxerä (Mem.

1340,110 140). Lltr- perde spesso 1'/: atra 22.

Ldj: ntago i.

Ltj: stago7ie 13, ohl'igaxoin 22, 25; raxone 14,

Notevole l' epitesi di e in vioe - {ind = modo), die 1,3; mon/oe 15.

Epentesi di n dinanzi a j in cofise 20. Aferesi in rede, rese, rexe.

Metatesi in pluhico (Mem. 1346, n^. 140). Dissimil. in propio 2^, 27.

Quanto ai pronomi, sia anzitutto osservato che nel trecento

non si incontra nella coniug. quello che il Meyer - Lübke chiama

giustamente: "ein verschrumpftes Pronomen" (Ital. Gram., p. 212).

Esso incomincia a comparire sul finire del secolo e forse dapprima

nelle frasi come questa dell' iscrizione del 1396: e sum mi, ove

^' e senza dubbio : eo = ego. In progresso di tempo, quest' e at.

diventa poi

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