Zeitschrift für romanische Philologie

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Zeitschrift für romanische Philologie

STUDJ DI FILOLOGIA ROMANZA PASC. 26. 383

Studj di filologia romanza pubblicati da E. Monaci e C. de Lollis, fasc. 26

(Vol. IX., fasc. 3°).

Paolo Savj-Lopez, // canzoniere provenzale y. iL la riproduzione

completa di questa raccolla, della quäle pubblicö alcuni saggi lo Stengel nella

Rivista di filologia romanza I, 25 sgg. Precede una descrizione del codice,

dalla quäle risulta ch' esso fu scritto di mano francese verso la fine del sec,

XIII, ed h integro, sebbene qualche apparenza potesse farceue dubitare. Viene

pur ripresa in esame la questione delle fonli, osservando che J ebbe con C

e con E qualche fönte comune ma abbastanza remota.

ArturoFerretto, Notizie intorno a Calega Panzano, trovatore genovese,

e alla sua famig lia (1248— 1313). Pubblicazione di ventotto documenti, dai

registri notarili del R. Archivio di Stato in Genova, che si rifeiiscono all' azienda

commerciale del trovatore, negoziante in tela e panni; a suoi viaggi in Oriente,

in Francia, a Napoli, forse in Sicilia; ai figli e alla rimanente famiglia; alla

sua casa in Genova. I documenti vanno dal 1248 al 131 3.

G. Crocioni, „La intervenuta ridicolosa" commedia in versi, nel

dialetlo di Cingoli (Marche) composta da un Francesco Borrocci nel 1606; si

trova nella Bibl. com. di Serra Sanquirico. Per 1' uso costante e aperlo del

dialetto, la commedia ha qualche inteiesse. Precede il testo uno spoglio della

sua fonetica e morfologia, con un breve glossario che si vorrebbe piü ricco di

voci e di riscontri.

Francesco Luigi Mannucci . Del libro de la misera humana con-

dicione , prosa genovese inedita del secolo decimoquarto. Ignoto 1' anno e

r autore, si trova nella Biblioteca genovese delle Missioni Urbane, in im cod.

giä. descritto dal Guarnerio. E traduzione della Miseria delV Uomo di Bono

Giamboni, il quäle a sua volta aveva ridotto nel suo volgare toscano il tratlato

De Contemptu Mundi di Innocenzo III. La lingua 6 un genovese toscaneggiante.

Cade il sospetto espresso dal Gaspary che il trattato del Giamboni, per essere

scritto in prosa troppo forbita e piena, provenga da una penna del secolo

seguente. Se cosi fosse, la traduzione genovese dovrebbe collocarsi o nel

secolo XV o in altr' epoca piü recente, laddove essa h. indubbiamente del

principio del XIV o anteriore, perche del XIV sec. e la copia a noi perve-

nutane.

Giovanni Flechia, Note lessicali ed onomatologiche, edite da Giuseppe

Flechia. Illustra o registra le voci toscane caparello, caschereccio, caverozzola,

cittarello, giulleresco, lapislazzero , macherozzolo , marmerucola, millaghera,

pacchierotto , piluccherare , spicchierone, taffera, trajero, nonch6 alcuni nomi

propri. Seguono due elenchi di nomi originariamente personali, diventati nomi

locali, e di forme accorciate di nomi propri italiani; ,,saggio del copioso e

importante materiale, lasciato dal Flechia, intorno all' origine dei cognomi

italiani." Questo materiale vedrä prossimamente la luce per cura di Giuseppe

Flechia, insieme con gli studj inediti di toponomastica italiana.

Francesco d'Ovidio, Per il dialetto di Campobasso. Nel suo noto

lavoro SU questo dialetto, il D' O. asseriva che vi si avesse la riduzione di

? ed ^ in ei, e quella di u, o in du. In un recente scritto pubblicato nella

MisceUanea in onore dell' Ascoli, il Goidanich assicura che a Campobasso tali

dittonghi non esistono, bensi nel contado; e ne cava la conseguenza che il

dialetto cittadino sia difFerente dal rustico. II D' O. nega questa differenza

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