Zeitschrift für romanische Philologie

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Zeitschrift für romanische Philologie

STUDI MEDIEVALT, VOL. I, PASC. I. 477

direzione che doveva fatalmente metter capo al dolce stil nuovo". Di ciö

offron molte prove la teorica dell' innamoramento quäle apparisce nei tardi

trovatori, e in modo speciale il nuovo spirito che anima la poesia di Monta-

nhagol, il quale vantando i suoi noels digz si proclamö anch' egli iniziatore di

uno Stil novo. Per questa via che menava a trasmutar 1' amore d' astrazione

cavalleresca in astrazione filosofica e teologica si mossero altii fra i trovatori, e

al de L. pare, concludendo, „pur sempre lecita 1' opinione che le vie del cielo

fossero apperte alle poesia provenzale e che la creatura angelica dello Stil

novo, come una crisalide dal bozzolo, uscisse dal suo seno".

Queste opinioni sembrano a me giustissime in tutto; temo tuttavia che

qualcuno se ne lasci troppo persuadcre, attribuendo a quegli elementi filosofici

ereditati indubbiamente, almeno in parte, dalla Provenza, piü importanza di

quella che meritano e scorgendovi

1' essenza dello Stil novo. lo vado anche

piü lontano del de Lollis, affcrmando che la donna angelicata era giä nota ai

Provenzali e che la prima canzone delle rime nuove — Donne cä' avete —

non ha nel contenuto assolutamente nulla di nuovo. ^ Eppure, quelle rime

restano e resteranno sempre nuove : nuove per 1' arte e per lo Stile. Non

dubito che il tormentato problema finirä col risolversi in questo senso: affermando

1' evoluzione in fatto di elementi morali e filosofici (che sono del resto

parte secondaria) e la rivoluzione dello Stile poetico. Uno studio stilistico,

lessicale ed estetico occore oggi a compier 1' opera critica su quella scuola.

P. S.-L.

Laura Torretta, // ^'•Wälscher Gasty> di Tommasino di Cerclaria e

la poesia didattica del secolo XIII. L' A. h giä nota per un buon lavoro

sul De claris mulieribtcs del Boccaccio; di questo nuovo studio accurato e

sobrio pur nella sua ampiezza e massimo pregio il lucido ordine che regna in

ogni sua parte. Dopo essersi brevemente indugiata sulle scarse notizie bio-

grafiche di T. di C, aggiungendo qualche non trascurabile documento alla

messe di quelli giä raccolti dal Grion (T. dei Circlari, poeta cividalese del

trecento, Udine 1856), 1' A. prende a trattare dei precetti di educazione che

Tommasino, «sebbene . . . si proponga di apparire predicatore austero di virtii»,

non isdegna di esporre sul principio del suo poema, facendo numerosi e pre-

gevoli raffronti con la Bescheidenheit di Freidank e altri componimenti del-

r ant. letteratura tedesca. Troppo scarsi invece mi sembrano i raffronti con

la poesia didattica italiana, provenzale e irancese, che il titolo faceva sperare

piü Jarghi. II 30. cap. Considerazioni e opinioni di T. intorno alla societä

de 'suoi tempi h forse il piü importante di tutto il lavoro; le idee di lui sulla

cavalleria, sui principi, il clero, il papa, la crociata, gli eretici (le cui dottrine

crilicava senza averne nozione adeguata), il disordine morale — io direi sociale

— del tempo sono della piü alta importanza per chi voglia ricostruire, come

felicemente a l'A., la fisonomia di Tommasino. Un buon capitolo e anche

il 40. {La morale nel Wälscher Gast) in rapporto con le dottrine stoiche,

specie per ciö che riguarda il concetto della staete (perseveranza nel bene) e

dell' unstaete (perseveranza nel male), da cui Tommasino fa derivar tutte le

^ Devo limandare qui al mio saggio su La morte di Laura, nella

Rivista d' Italia, luglio 1904, e alla recensione del Vossler e dell' Azzolina

che ho pubblicato nel Giornale storico della letter. ital.

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