Zeitschrift für romanische Philologie

scans.library.utoronto.ca

Zeitschrift für romanische Philologie

482 BESPRECHUNGEN. P. SAVJ-LOPEZ, STÜDJ ROMANZl.

giano L. VIII. 305. Questo cod. contiene fra le altre poesie 21 1 sonetti

adespoti, de' quali il Monaci attribuiva circa 130 al rimatore Cecco Angiolieri.

II Massera, che di costui prepara un edizione critica, riprende 1' indagine e

conclude con 1' attribuirgliene 123, mentre i restanti 88 appartengono ad altri

rimatori i cui nomi, per un terzo circa, possono ritrovarsi con 1' aiuto delle

antiche raccolte di rime.

G. Bertoni, Nuove rime provenzali tratte dal cod. Campori. Fa-

cendo seguito alla pubblicazione delle rime inedite di quel medesimo codice

[Studj di ßlol. rom. VIII) il B. pubblica qui un manipolo di altre rime per

qualche riguardo piü notevoli (o per contenere strofe inedite, o per trovarsi in

uno o due codici soli, o per varianti d' importanza, ecc). Innanzi vanno alcune

notizie su Piero di Simon del Nero, cui si deve la copia del canzoniere di

Bernart Amoros e che la copia collazionö molto probabilmente con l'originale

pur troppo smarrito. Con la medesima diligenza quell' eruditc cinquecentista

corresse il cod. riccardiano 2981, servendori di un testo che indica con le

sigle R. L. S. Non so davvero quanti vorranno seguire il Bert, nel sospetto

che tali sigle significhino riveduto libro stampato, rallegrandosi con lui d' avere

„fmalmente una ragione per credere una buona volta all' esistenza di una

stampa di liriche provenzali fatta nel Cinquecento".

Seguono componimenti di Marcabrus, R. de Miraval, R. de Vaqueiias

(due), Uc de Penna, Cercamon, B. Calvo, G. de Berguedan B. del Born (due),

Jaufre Rudel, P. Cardenal, Ricatz Honorael, B. de Paris; tenzoni di Marca-

brus e de senher N' Enric, di Guigo e de Jori, del Comle e d'En Gaucelm.

II Bert, si ferma a dare semplicemente una trascrizione diploraatica , senza fare

uno studio dei suoi testi.

C. S e g r ^ , Aneddoto biografico del Petrarca. Da un memoriale notarile

im Bologna risulta che nel dicembre 1324 un D. Fraticiscus filius d. Petri

qui fuit de florentia et nunc nioratur Avignone contraeva un debito, e pare

che possa trattarsi del Petrarca, il quäle veramente era allora in Bologna,

A. Parducci, Stanze rusticali in dialetto lucchese del sec. XVII. Dal

ms. 2744 della biblioteca di Lucca. L' autore, ignoto, h uomo che sapeva

di lettere e non sempre si tiene alle genuine forme lucchesi. Sono stanze

amorose, messe in bocca a un contadino.

P. Rajna, La lettera di frate Ilario, Di questa famosa lettera si

avevano finora sei edizioni, migliore fra tutte quella del Muzzi (1845), ma

nessuna compledamente esatta e con precisa trascrizione diplomalica. Tale

trascrizione, condotta con ogni scrupolo, ci offre qui il R.; e con minuto

esame studia la condizione del testo, se si presenti in condizioni primitive, o

con segni d' alterazione. Esso si trova, com' h noto, in un sol manoscritto,

lo Zibaldone laurenziano di mano del Boccaccio, e per la storia di quel singo-

lare documento apocrifo importa assai conoscere le sue vicende. Ora, il R.

dimostra che autore non ne fu il Boccaccio, perch^ sono evidenti nel testo i

segni di alterazione; quegli dovette prendere la lettera da una fönte anteriore,

per modo ch' essa viene ad essere pui antica dello Zibaldone (meti sec. XIV)

per un tratto non breve, „Verrä a ravvivarsene in taluno la credenza, scrive

il R., o un tentativo di credenza, che la lettera sia genuina. Altri invece-ed

io con essi — ne dedurranno la prova che dei falsi danteschi se n' ebbero

Weitere Magazine dieses Users
Ähnliche Magazine