Zeitschrift für romanische Philologie

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6o6 GIACOMO DE GREGORIO, IL CODICE DE CRUYLLTS-SPATAFORA.

li pedi e di llunghi . . . casuni di cboui oi di [ligni] . , . dintiu di [lu uinu]

di llunghia . . . da la . . . inchouatuia . . .^

1 Di questo rigo, che e 1' ultimo nbn si possono leggere le ultime parole.

Nel margine inferiore vi h scritto fultigla, che indicava forse la prescrizione

successiva. Cfr. RufFo lat. : pultrix de furfure. Ecco il periodo di RufTo

lat. corrispondente all' ultimo del nostro Cod. Et noia qiiod ad ceteras

laesiones pediim vel ungiilanitn, qiiae accidiint occasione clavelli vel ligni aut

aliciijiis intrantis intus vivum ungiilae, antequam ungiila vel pes tangatur

ad inclavaturam inquirendam proiit convenit fiat piiltrix de furfure etc. —

AUa trascrizione del codice non aggiungo per ora osservazioni fonetiche e

morlblogiche. Rimando i lettori a quelle che aggiungevo ai testi dei Capitoli

della prima compagnia di disciplina di San Nicola in Palertno (Palermo,

Carlo Clausen, 1891) e dcX Libro dei vizii e delle virtu, testo siciliano inedito

(Torino, Loescher, l8q3), da me pubblicati. Essi appartengono pure alla metä

del sec. XIV, e col testo, che ora qui pubblico, costituiscono i documenli piü

cospicui e sicuri dell' antico siciliano.

GiACOMO DE Gregor 10.

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