N. 4 - Aprile 2003 - Parrocchia di Chiari

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N. 4 - Aprile 2003 - Parrocchia di Chiari

Notiziario della Comunità Parrocchiale di Chiari - N. 4 - Aprile 2003 - Spedizione in a. p. Art. 2 Comma 20/c - Legge 662/96 - F. Bs.


LA PAROLA DEL PARROCOPasqua: la pacein cui crediamoCarissimi Clarensi,il cammino spirituale dellaquaresima è stato vissuto inparrocchia realizzando alcune tappesignificative e costruttive di bene: gliEsercizi Spirituali della Città, i quattrocentri di ascolto dei mercoledì, ilConvegno Ecclesiale Parrocchiale, leSante Quarantore, la Settimana Santaper la Pasqua. Sta pure in noi lapreparazione al Convegno EcclesialeDiocesanodel2–4maggioprossimo.Ora il nostro sguardo è proteso versola Pasqua di Cristo risorto. In merito aquesto vorrei riflettere con voi su unaparola, che penso gradita, anche seimpegnativa nel nostro mondo odierno:la pace.“Pace” è una parola che può dar aditoa più significati. Di pace parla la Bibbiain prospettive diverse. La parolacosì, soprattutto nelle esortazioni, puòsignificare il contrario di conflitto e diostilità, mali che hanno sempre afflittole comunità e che esistono ovunque gliuomini entrino in relazione reciproca.“Se è possibile, per quanto dipende davoi, vivete in pace con tutti” (Rom.12,18). Perché crediamo in Dio, crediamopure nell’uomo. La dignità dell’uomoè la bandiera che condividiamocon tutti gli uomini di cuore retto e sincero.Certamente l’intero peso di taliesortazioni risulta chiaro solo dall’accezionedipacechelesostiene.PerilNuovoTestamento la pace è qualcosa di piùe di diverso dalla repressione degli impulsidi aggressività; di più di un comportamentointeressatamente convenientecon i propri simili e di un benessereterreno il più possibile indisturbato.Perché crediamo nell’amore, crediamonella giustizia, nella libertà e nellapace. La pace che vogliamo non è l’ordinedei cimiteri, né la passività dei codardi,né la rassegnazione forzata piùo meno del sotto e del sopra, né l’invidiadel crescere di alcuni ritenuto aproprio dispetto, ma la pace che vogliamoedificare in noi è quella che nascedalla giustizia e dal rispetto, dallafraternità e dalla gioia, la pace degliuomini generosi e senza odio e tensioni:queste sono l’ostacolo allo sviluppoarmonico ed equilibrato di tutte le partidi una convivenza civica e religiosa.Gli operatori di pace sono coloro chesi battono perché si realizzi sempre edappertutto il benessere comune e chepuntano non sulle tradizionali e ingiustefratture, ma sull’intento di nuoveprospettive e di sincere relazioni umane,basate su strade anche senza marciapiede,su abitazioni anche senzafantomatici parcheggi, su chiese anchesenza belle piazze di fantasie inoltrateverso eventuali demolizioni assurde,su edifici anche senza recinti.Non crediamo nelle libertà bugiarde dichi vuol avere le mani libere per aumentarei propri affari immiserendogli altri, né nella libertà del più furboche intende affogare il semplice, né ildesiderio di esserci, ma dato che c’èquell’altro, me ne sto in disparte io,magari a criticare e a moralmente distruggere.Perché crediamo nell’amorevogliamo la riconciliazione di tutti,l’armonia delle famiglie, il riposo indisturbatodei defunti, l’unità dei cristiani,l’intesa tra quartieri, vie e condomini,la stima per tutte le chiese indistintamente,la solidarietà di tutti gli uominidi buona volontà e lo “lo starmi acuore della mia comunità”.Il papa Paolo VI l’8 dicembre del 1967ebbe a dire nel suo messaggio per laPrima Giornata mondiale della Paceche si sarebbe celebrata il 1 gennaio1968: “La pace si fonda soggettivamentesopra un nuovo spirito, chedeve animare la convivenza dei popoli,una nuova mentalità circa l’uomo e isuoi doveri e i suoi destini. Una nuovapedagogia deve educare le nuove generazionial reciproco rispetto dellenazioni, alla fratellanza dei popoli, allacollaborazione delle genti fra loro, anchein vista del loro progresso esviluppo”.La religione rivelata di Israele, chescopriva sempre più anche il meccanismodella violenza, sufficientementesperimentato e messo in atto da Israele,fa maturare il riconoscimento chel’unico vero Dio e Signore del mondo èColui che dona e garantisce la pace.Nella situazione di salvezza, fondatasulla dedizione della propria vita daparte di Gesù nella sua passione, mortee risurrezione, e sulla sua elevazionealla gloria, la professione di fede nelDio della pace (1Tess. 5,23) e, conessa, la “pace” vera, segnalavano la dimensionepostpasquale del raggiungimentodella salvezza. Ora stanno adindicare la grazia del nuovo rapportotra Dio e l’uomo, che Dio, nella morteredentrice di Cristo, con un atto di riconciliazioneha donato all’umanitàche lo rifiutava: “Giustificati dunqueper la fede, noi siamo in pace con Dioper mezzo del Signore nostro GesùCristo e ci vantiamo nella speranzadella gloria di Dio”.Perciò essere in pace per i cristiani significafondatamente essere in accordocon Dio, con gli altri e con sé stessianche in mezzo alla mancanza di paceesteriore ed interiore di questo mondo.Il “catalogo delle virtù” di San Paolomette al primo posto come “fruttodello spirito”, della nuova forza di vitadonata al battezzato “Amore, gioia,pace” (Gal. 5,22). Questa pace crescedallo spirito dell’amore riconciliante ecreativo di Dio e, come l’amore e lagioia, è concepita quale determinazionedi fondo e disposizione d’animofondamentale del cristiano.La Pasqua di Cristo diventi la nostrapasqua nella misura in cui realizziamol’incontro, il dialogo, la pace, la fraternità,la collaborazione e il sostegno reciproco.San Paolo in Gal. 5,15 dice:“Ma se vi mordete e divorate a vicenda,guardate almeno di non distruggervidel tutto gli uni gli altri”.Ancora Paolo VI e pure Giovanni PaoloII ci hanno ammoniti: “Occorreeducare il mondo ad amare la Pace, acostruirla, a difenderla; occorre suscitarenegli uomini del nostro tempo e3L’Angelo - Aprile 2003


Parrocchia di ChiariConvegno ecclesialeparrocchialeSabato 12e Domenica 13 aprile 2003Trasmissione della fedee comunità cristianacon particolare attenzioneal ruolo delle nuove generazioniSabato 12 aprileOre 9.00S. Messa in Duomo in aperturadel Convegno parrocchiale:“Condivisione della fede e di discernimentocomunitario”; ritodi aggregazione all’Associazionedelle Madri Cristiane.Invocazione dello Spirito Santoper il Convegno parrocchiale.Ore 15.00Momento celebrativo del convegno:“Noi lo annunziamo anchea voi” (Sala conferenze del CentroGiovanile 2000)Ore 16.00Gruppi di lavoro per riflettere sutre temi: “I problemi che si pongonoalla Chiesa per la comunicazionedella fede oggi”; “Qualecomunità cristiana per comunicareoggi la fede”; “Trasmissionedella fede alle nuove generazioni:forme e criteri per possibilipercorsi”.Ore 17.30Assemblea comunitariaOre 18.30Conclusione del ConvegnoDomenica 13 aprileOre 10.45Benedizione degli ulivie delle palme in Santa MariaOre 11.00Solenne Liturgia della Domenicadelle Palme in Duomo. S.Messa solenne: canto della Professionedella fede.Conclusione del Convegno.Sono invitati: i genitori, i catechisti, gli animatori dei varigruppi ed associazioni, i membri del Consiglio pastorale edel Consiglio per gli affari economici, gli animatoridell’Azione Cattolica, i capi Agesci, i capi dei ministranti, ilettori, i cantori e organisti, i ministri straordinari dell’Eucaristia,i membri della commissione della Liturgia e dellaCaritas parrocchiale, i volontari di ogni settore, l’associazionedelle madri cristiane, insegnanti cattolici, addettialla buona stampa, gruppo Betania, gruppo di preghiera,gli animatori e ospitanti i vari Centri di ascolto, le personeinteressate della comunità.Mons. Beschinuovo vescovo ausiliareSostituirà mons. Vigilio Mario Olmidimissionario per aver compiuto i 75 anni4delle generazioni venture il senso e l’amoredella pace fondata sulla verità,sulla giustizia, sulla libertà e sull’amore”.Per capire quello che sarà il futuro ditutti noi e di quelli che verranno dopodi noi, dobbiamo partire da molto lontano,dal nostro passato storico. Nonpossiamo progettare senza riferirci aquello che è stato: non solo per conoscerlo,ma anche per convertirci e‘cambiare direzione di vita’.Se avremo questo coraggio tutti, certamentequalcosa di nuovo e di meglio sipotrà fare nella nostra città, in famigliae in parrocchia.L’augurio a tutti e a ciascuno di unaBuona Pasquasi deduce dalla pacein cui crediamo.don RosarioIl Convegno Ecclesiale Parrocchialeè una preparazione al ConvegnoEcclesiale Diocesano di BresciaGenerazioni di fede del 2 - 4 maggio 2003.Mons. Francesco Beschi e mons. GiulioSanguineti in una recente fotografia.Mons. Francesco Beschi è il nuovo Vescovoausiliare di Brescia. Martedì 25 marzo, allariunione plenaria della Curia, mons. GiulioSanguineti ha annunciato: “In data odierna,solennità dell’Annunciazione, il Santo Padreha accolto le dimissioni di mons. Vigilio MarioOlmi da Vescovo ausiliare di Brescia enel contempo ha nominato nuovo Vescovoausiliare mons. Francesco Beschi, provicariogenerale della Diocesi”.Lo stesso mons. Beschi ha mostrato il suostupore ieri mattina: «Tutto si è svolto in pochissimotempo - ha detto ai responsabilidella Curia riuniti -. Anche se la collaborazioneintensa con il vescovo poteva far presumereulteriori passi, questo non era previsto,almeno da parte mia». Mons. Beschi haquindi espresso gratitudine al Santo Padre,al vescovo Giulio, alla sua famiglia, ai collaboratoripiù stretti e in particolare a chiopera nel Centro Paolo VI e alla Curia. Haanche aggiunto di «accettare la volontà delSignore» non senza la trepidazione di chi «riconoscedi avere molti limiti». Commossomons. Vigilio Mario Olmi, a fianco del Vescovo,testimoniando la sua gioia per la nuovanomina e l’emozione nel lasciare un incaricoper tanti anni svolto con impegno emisura. Il Vescovo Giulio Sanguineti ha ringraziatomons. Olmi «per aver accettato, asuo tempo, la nomina di vescovo al serviziodella Chiesa bresciana» ed ha ringraziatomons. Beschi «per aver accettato oggi lastessa nomina». Ha quindi invitato mons.Olmi a celebrare la Messa vespertina dellaDomenica in albis, in Cattedrale, il 27 aprile,come segno solenne della conclusionedel suo impegno pastorale attivo. Mons.Francesco Beschi compirà 52 anni il prossimo6 agosto, essendo nato a Brescia nell’estatedel 1951. Sorriso aperto, tratto cordiale,grande capacità di dialogo con i più diversiambienti bresciani, mons. Beschi è statoordinato sacerdote il 7 giugno del 1975.L’Angelo - Aprile 2003


Sante Quarantore 2003Gesù Cristoin cui credoè il pane di vita13 aprile - Domenica delle palmeOre 14.45Inizio delle Sante Quarantore.Esposizione dell’EucaristiaTurni di adorazioneOre 14.45 - ragazzi/e degli Oratori(elementari e medie)Ore 15.30 - Madri cristiane e donneOre 16.30 - Azione cattolicaOre 17.00 - Adorazione liberaOre 18.00 - Reposizione del Santissimoe Santa Messa14 e 15 aprile - Lunedì e MartedìOre 7.30Esposizione dell’Eucaristia;celebrazione delle Sante Messe del mattino.Turni di adorazioneOre 10.00 - Adorazione dei bambinidelle scuole materne10.30 - Adorazione libera personale11.30 - Confratelli del Santissimo Sacramento12.00 - Movimenti e Associazione dei pensionati12.30 - Reverende Suore, Figlie di Sant’Angela13.00 - Consorelle del Santissimo Sacramento13.30 - Fraternità Francescana14.00 - Casa di Riposo e Anziani (Unitalsi)14.30 - Ragazzi e ragazze delle medie15.00 - Spose, mamme, vedove, nubili.15.30 - Gruppo del Rosario perpetuo16.30 - Ragazzi e ragazze delle elementari17.00 - Azione Cattolica18.00 - Gruppo dell’Apostolato della Preghiera18.30 - I ministri straordinari dell’Eucaristia19.00 - Gruppo di preghiera San Padre Pio19.30 - Uomini - giovani - Adolescenti20.00 - Reposizione del Santissimo e Santa MessaMeditazione.16 aprile - MercoledìOre 7.30Esposizione dell’Eucaristia;celebrazione delle Sante Messe del mattinoOre 9.00Santa Messa Solenne - Benedizione Eucaristica.Processione all’altare del Santissimo - Conclusione.Sacro triduo pasquale 2003Gesùnel mistero pasqualedona all’uomo vita, dignitàe speranza17 aprile - giovedì santoGiornata dell’Eucaristia e del Sacerdozio Ore 8.00 Ufficio delle Letture e Lodi Ore 16.30 S. Messa in Duomo per ragazzi/ee pensionati Ore 16.30 S. Messa per i bambini di 1 a e2 a elementare(chiesa “Emmaus” del Centro Giovanile) Ore 20.00 Concelebrazione solennedi tutti i Sacerdoti “In coena Domini”con la “lavanda dei piedi” (Duomo) Ore 22.00 “Vegliate con me”:Veglia al Cenacolo con e per i Sacerdoti(Cappella del Santissimo Sacramento)18 aprile - Venerdì santoCommemorazione della passione e morte di Gesù Cristo(magro e digiuno) Ore 8.00 Ufficio delle Letture e Lodi Ore 15.00 Azione liturgica della morte del SignoreLettura della Passione di nostro Signore Gesù CristoAdorazione della Santa Croce di GesùComunione EucaristicaEsposizione della Statua del Cristo Morto ore 16.30 Celebrazione della morte di Gesùper i bambini e ragazzi (Santa Maria) ore 20.00 Vespri - Processione solenne19 aprile - sabato santoGiornata del silenzio e della preghiera Ore 8.00 - Ufficio delle Letture e LodiBacio a Gesù Crocifisso Ore 21.00 - Solenne Veglia PasqualeLiturgia in quattro momenti:Luce - Parola - Battesimo - Eucaristia20 aprileDomenica di risurrezionePasqua: Cristo è risorto!Alleluia!Orario festivo delle Sante MesseVespri solenni in Duomo5L’Angelo - Aprile 2003


COSE SBALORDITIVEVado a Messaquando me la sento6Equando te la senti? Dovremmoavere sempre desiderio diandareaMessa,mapurtropponon si ha quasi mai. Forse c’è,quando capita qualche disgrazia, qualchemalattia, qualche evento doloroso,matiparequestounmodoleale,veramente cristiano di agire? Andarea Messa per interesse è come amarequalcuno per interesse. Ma è veroamore questo? La Messa è un eventodi salvezza, è morte e Risurrezione diGesù, causa di salvezza per tutti, ancheper te, e tu te ne servi solo per rimediarea una malattia casuale, aqualcosa che di fronte alla salvezzadella tua anima è nulla? Caro mio, ilnostro bello e grande Cristianesimonon è a base di sentimenti, sentimentalismo,ma a base di intelligenza e volontà.Non è fatto di voglie e non voglie,madifortevolontà.Gesùnonèandato in Croce perché aveva voglia diandarci, ma è andato per pura obbedienzaeamorealPadreeamoreanoi.Qualcuno ha persino il coraggio didire: «Non vado a Messa, non vado inChiesa per non immischiarmi tra quegliipocriti e impostori che durante laMessa chiacchierano, fanno commentiparlando addosso agli altri, guardanocome sei vestito, fanno perfino contrattidi compravendita ecc.». Oh bellaquesta!!! Sarebbe come dire: «Io nonvado a scuola perché là ci sono asiniche non stanno attenti, non fannocompiti, sono maleducati ecc... Io sonomalato, ma non vado all’ospedale afarmi curare, perché ci sono quelli chenon vogliono terapie noiose, diagnosilunghe a non finire e poi magari ti sentidire: ‘Ancora tre mesi e poi te ne vai’».Ma chi mai ha fatto questi ragionamenti?Se qualcuno li fa non li chiamiragionamenti, ma sragionamenti, idiozie,pazzie. E poi tu che punti il ditoverso gli altri, credi di essere integro,senza difetti, coerente ai tuoi doveri,anche sociali e civili, e così schizzinosoda non volerti immischiare con gli altriche tu giudichi indegni, ipocriti ecc..Sta attento! Il Signore dice che se il tuoocchio è puro, vede bene e buono tuttoil corpo, ma se è malato vede maledappertutto. Allora non sarà perchéanche in te qualcosa non funziona, nonè puro e pienamente efficiente, è perciòvedi male e lanci la prima pietracontro gli altri? Le persone umili, buone,impegnate nelle opere buone, vannoin Chiesa nonostante trovino qualcheinghippo. Non si credono miglioridegli altri, anzi, si giudicano e si reputanopoveri peccatori e perciò sentonoil bisogno e la volontà di andare a Messa,perché nella Messa trovano graziedi perdono e di conversione. Sonoignoranti, ma sentono il bisogno di i-struirsi, sono malati spiritualmente, echi non lo è?, e vanno a Messa per averegrazie di guarigione, di conversionee forza per fare un cammino di Fede edi perfezione. Se i peccatori tornasseroa Messa, nel mondo non ci sarebbetanta corruzione, immoralità, convivenzeillecite e peccaminose, marciumedi ogni genere e specie; il mondosarebbe diverso, molto diverso e moltopiù pulito. Invece ci si è ridotti a vedereconviventi, illecitamente conviventi,che osano persino venire a fare la Comunionecon scandalo per tutti. Cariamici, la Messa è fatta per i peccatori,non per i giusti, anche se specialmentei giusti si credono peccatori.San Francesco d’Assisi si riteneva ilpiù grande peccatore del mondo alpunto da dire: «Se Dio avesse trovatoun uomo più indegno, più peccatore dime avrebbe scelto quello al mio postoe si servirebbe di lui per fare le sueopere meravigliose».Qualcun altro ancora dice: «Sono andatoa Messa fino a un certo punto,perché obbligato dai miei genitori, equindi credo di essere andato inutilmente.Ora che sono libero non civado più». È vero che la costrizionerende inutile e pesante andare a Messa.Infatti è un atto d’amore che nonpuò essere fatto per forza. Le cose fatteper forza valgono una scorza. “Peròchi non prova stupore o gioia partecipandoalla Messa, pensando che è ungran dono che Dio ha fatto a noi poveripeccatori, è come morto e i suoi occhisono spenti” (Einstein). I genitori,almeno quelli coscienti e responsabili,preoccupati e impegnati a crescere iloro figli nella Fede e nel santo timoredi Dio, almeno fino a una certa età,fanno bene a obbligarli con un po’ dibenevola violenza; del resto li hannoobbligati a frequentare la scuola, amangiare anche quando non sentonoappetito, a curarsi la salute quandoviene meno, a lavarsi quando sonosporchi, e allora? Perché non obbligarlia fare la cosa più importante per lasalvezza dell’anima? Purtroppo cisono genitori che indulgono sconsideratamentealla pigrizia dei loro bambini.“Poverini! Lasciamoli dormire almenoalla festa. Si alzano presto tuttala settimana!”. Ma, mio buon Gesù,che razza di genitori sono quelli?!? Mahanno dato il Battesimo ai loro figli,cioè li hanno fatti nascere a una vitanuova, vita Divina, che come quellaumana esige nutrimento, educazione,istruzione per mantenersi viva e crescere,quindi aiuto, assistenza, impegnoda parte dei genitori. Se i genitorinon coltivassero la vita umana, nondessero da mangiare ai figli, non limandassero a scuola ecc. che genitorisarebbero? Hanno dato la vita e poil’hanno lasciata morire. Sarebberosnaturati e così non meno snaturatiquei genitori che, dopo aver dato lavita soprannaturale, la lasciassero morire.Ma con quale coscienza? Doveandranno a finire quei genitori? Nonho che da invocare misericordia perloro e per i loro figli.don DavideL’Angelo - Aprile 2003


● La sera del giorno in cui diede l’annunziodel Concilio Vaticano II,Papa Giovanni XXIII racconta d’averstentato alquanto a prenderesonno, finché non gli venne questaispirazione: “Giovanni, perché nondormi? Sei tu, Papa, che governi laChiesa, oppure è lo Spirito Santo?È lo Spirito Santo, no? E allora!Dormi, Giovanni!”● «Ci è nato il nostro quinto figlio edabitiamo in un appartamento adiacentea quello dei nostri padroni dicasa. Ci vogliono molto bene. Dopoquesta nascita, si sono resi contochelanostracasaeratroppopiccolaper una famiglia di sette persone.Allora hanno rinunciato ad avere lostudio in casa, trasferendolo alpianterreno. Hanno aperto unaporta interna e ci hanno dato unacamera in più. Questo gesto è statoper i nostri parenti una fortissimatestimonianza, tanto da ricomporresubito i rapporti ed accettare conamore quel bambino, la cui nascitaera stata motivo di tante critiche edissapori tra di noi».● "Daparecchimesimettevodapartetutti i soldi che mi davano papà emamma, zia Eugenia e i nonni.Avevo raggranellato centocinquantamilalire. Proprio quanto costavanogli orecchini che ogni giorno vedevonell’oreficeria, passando perandare a scuola, e che mi piacevanoun mondo. Ma non li ho comprati.Oggi ho sentito una gioia che nonavevo mai provato. Ho donato imiei risparmi a una suora missionaria.L’ho conosciuta perché è venutaa trovare i suoi genitori, che abitanonell’appartamento di fronte almio. Una sera, in parrocchia, ci hafatto le diapositive del suo lavorotra i lebbrosi, a Calcutta. Quando,primadiripartire,èvenutaasalutarci,io le ho dato una busta con isoldi, non li voleva, ma io ho insistito.Alla fine li ha accettati. Mi hadetto che con essi curerà un bambinolebbroso”.in “Progetto uomo”● Iveriamicivedonoituoierrorietiavvertono. I falsi amici vedono ituoi errori e li fanno notare agli altri.● “Se sei malato, curati; se stai bene,curati di più, perché vuol dire cheignori la tua malattia”.Proverbio catalano● Io mi lagnavo di non avere le scarpe.Passando davanti alla Moscheadi Damasco, vidi un uomo senzagambe. Cessai di lamentarmi!● Lafelicitàèunamercemeravigliosa:più se ne dà, e più se ne ha.Blaise Pascal● Un uomo anziano, ricoverato in unospedale con le due braccia ingessatee una gamba in tensione, erapur sempre allegro e scherzoso.«Quanto tempo pensa di dover rimanerecosì immobilizzato?», glivenne chiesto. «Soltanto un giornoper volta!», rispose.Laura Vagliasindi● Da lontano vidi un animale che miveniva incontro; scoprii poi che inrealtà era un uomo; quando mi fu difronte,miaccorsicheeramiofratello.Antico detto tibetano● Del celebre professore della SorbonaAntonio Federico Ozanam leggiamoche,dopolaComunione,andavaa casa di un uomo paralizzatoa fare i più umili servizi. Sull’esempiodi Cristo, che nella santa Comunionediventava per lui pane quotidiano,anche Ozanam voleva esserepane per il suo fratello. Imitaval’Eucaristia. Fu un vero testimonedell’Eucaristia.● Io penso che tu ne abbia abbastanza,Signore, della gente che sempreparla di servirti con piglio da condottiero,di conoscerti con aria daprofessore, di raggiungerti con regolesportive,diamarticomesiamain un matrimonio invecchiato. Ungiorno in cui avevi un po’ vogliad’altro hai inventato san Francescoe ne hai fatto il tuo giullare. Lasciache noi inventiamo qualcosa per esseregente allegra che danza la propriavita con te.Madeleine Delbrel● Un commento al Vangelo non sideve scrivere, ma vivere. E ci sonopiù commenti viventi al Vangelo diquanto possa sembrare a prima vista.Ferdinand Ebner● «La misericordia di Dio è una funelungaeforte:enonèmaitardiperaggrapparvisi».Bruce Marshall● «La maggior parte della gente vedeDio come un aviatore vede il suoparacadute. Lo tiene sempre a portatadi mano, per il caso che neavesse bisogno, ma spera di non doversenemai servire».C. Sinclair Lewis● «I contenuti della fede non dipendonodagliindicidigradimento».Vittorio Messori● «30 maggio 1963: un attacco di peritonitestronca ogni speranza chePapa Giovanni possa riprendersi. Ilsegretario si inginocchia accanto alletto. Sussurra: Santo Padre, saròleale con lei. Le dico che questo è ilgiorno del Signore, dell’incontrocon Gesù. E scoppia in lacrime.Papa Giovanni raccoglie le forze esorridendo dice: Ma guardalo ilmio segretario. Sembra tanto forteeinvecesicommuovequandodevedire al Papa la cosa più bella: oggiandrai in paradiso».7L’Angelo - Aprile 2003


8MonsignorGiuseppeBosettiSi ode solo un tubare di tortora,questa mattina. Se ne sta appollaiatasulla mano alzata verso ilcielo di una statua di donna. E pare untutt’uno, pur essa di marmo, se nonfosse per quel movimento ritmico delcollo ogni qualvolta lancia il richiamo.E le risponde una compagna nascostatra i rami di uno dei pochi cipressi rimasti.È quiete nel camposanto diChiari questa mattina.Da fuori, lontano, si sente un trattoreche ara la terra, rumore di vita che nasce,che ancora comincia.La vita e la morte, così diverse eduguali, con gli stessi eterni misteri. Èquiete nel camposanto di Chiari questamattina di marzo ed io me ne stoFotografia scattata a Gavardo nel 1901, cheritrae i coniugi Giovanni Battista Bosetti eFaustina Goffi, genitori di don Giuseppe.Don “Giosep” nella sua classica posa.qui, davanti alla tomba dei preti, a pensarealla vita di uno di loro, di donGiuseppe Bosetti.La sua storia iniziò il 25 giugno 1873 inuna piccola cascina in via Muradello,figlio di Giovanni Battista e FaustinaGoffi. Era l’unico figlio maschio edaveva due sorelle: Genoveffa, che diventeràFiglia di S. Angela, e Mariache sceglierà il matrimonio. Dopo averfrequentato i primi studi nelle scuoledi Chiari, entrò nel seminario di Brescia,dove ricevette l’ordinazione sacerdotaleil 26 maggio 1899. La primadestinazione fu Limone di Gavardodove rimase fino al 1903. In quell’announ prete di Chiari, don GiuseppeRovetta, divenne abate a Montichiarie don Bosetti fu chiamato a sostituirlo.È così che don Giuseppe Bosetti tornòa Chiari, nella città che tanto amava edalla quale dedicherà tutta la sua lungavita. Espressione dell’ambiente contadinoda cui proveniva, conosceva benele difficoltà della gente e la sapeva capire.Pratico, schietto ed arguto, usavamolto il dialetto nei suoi interventiche, grazie anche ad una voce forte ecavernosa, lasciavano un segno. Piùche sulla misericordia divina puntavasu pene e castighi, ma allora si usavacosì! Non ricorreva a lunghe predichee, forse anche per questo, le sue messeera molto frequentate.“Era un prete tutto d’un pezzo, didilui Dino Frigoli, senza mezze misure,senza mezzi termini. Austero con sestesso, cordiale col prossimo. Una cordialitàsui generis: sbrigativa, fatta dipoche sagge parole condite semprecon appropriati proverbi che erano ilsuo forte; in aggiunta qualche scossoneche ti rimescolavano dentro. Voltotirato, asciutto; naso aquilino, occhivivaci, gesticolare rapido”.Ed, aggiungo, infaticabile lavoratore.Si alzava presto al mattino e gli piacevapercorrere le strade di Chiari, pregando,quando la gente ancora dormiva.Era il suo modo di affidare la comunitàalle cure del Padre, specialmente neimomenti di grande difficoltà, comenegli anni delle due grandi guerre e neltriste periodo della spagnola, ma anchenelle necessità di tutti i giorni. Proseguivala giornata con i servizi in parrocchiadove, si racconta, nelle giornatepiù gelide teneva un mattone caldosotto la cotta per difendersi dal freddo.Aveva una particolare attenzione versogli ammalati, soprattutto quelli cheabitavano in campagna. Li raggiungevaa piedi o con il biroccio quando loandavano a prelevare per un Viaticourgente.“Che tempi!” ricorda la nipote signoraMaria. “Quando don Giuseppe portavail Santissimo agli ammalati, le personesi inginocchiavano ai lati dellastrada e nelle chiesette periferiche venivanosuonate la campane. I contadini,nei campi, smettevano di lavorare,si toglievano il cappello e sostavanomuti, appoggiati ai loro arnesi. E nelleIl progresso avanza e può servire anche perla pastorale.L’Angelo - Aprile 2003


Mo.I.Ca informaDomenica 9 marzo abbiamoavutolaFestadellaDonnasecondo il programmapubblicato nelle locandine.Un buon numero di amiche si è riunitoper la S. Messa delle nove, durantela quale don Benvenuto ha ricordatola dignità del lavoro dicasa; abbiamo anche ascoltato laPreghiera della casalinga, scrittada P. Perico. Nel pomeriggio, nel teatrinodel “Rota” si sono udite risatee risatine, poiché la commediadialettale Le furberie di Scapino -tradotta dal testo di Molière - eraveramente divertente.Alla fine sono stati estratti i bigliettivincenti della nostra lotteria, il cuielenco resterà esposto in bachecaper 60 giorni.La cena al Ristorante Zucca ha vistoriunite una trentina di amicheche hanno così concluso la festa inallegria. Alla rappresentazione delpomeriggio era presente la nostrapresidente nazionale, Tina Leonzi,apparsa di recente in diversi programmitelevisivi nazionali.Gli incontri successivi sono stati:domenica 16 marzo, la conferenzadella dott. Enza Sutera, psicologa egiornalista, sui problemi familiari edell’educazione; lunedì 31 marzo lagita a Venezia per visitare la mostradi Palazzo Grassi I Faraoni. Il pullmandi 54 posti era completo.Potremo riferire nel prossimo numerodel bollettino.Buona Pasqua a tutti!Ida Ambrosianicase era pronta la tovaglia ricamatacon le insegne dell’Eucaristia, pezzoindispensabile nella dote di ognifanciulla”.La gratitudine delle famiglie si manifestavain maniera semplice, con un bicchieredi vino in compagnia o, non dirado, con due pomodori o due zucchineche don Giuseppe infilava nellaampie tasche della tonaca.Già prete maturo, don Giuseppe imparòad usare la bicicletta, avvenimentoimmortalato in una piccola fotografiache lo ritrae, con la tonaca rimboccata,in instabile equilibrio sul mezzo,sotto lo sguardo stupito di alcune persone.“È il progresso che avanza”,sembrano dire.Dal 1921 al 1954 fu direttore dell’OratorioSacro Cuore, l’oratorio “di campagna”,dove collaborò con le varie superiore,dalla signorina Maria Facchi,alla Virginia Pagani, all’Angelina Bussenied, infine, alla signorina BettinaMercandelli.Durante il suo servizio a Chiari fu assistenteprezioso della scuola di cantoSant’Agape e della associazione femminiledella S. Vincenzo. Collaborò,nella sua lunga vita, con quattro parroci,monsignor Lombardi, monsignorToccabelli, monsignor Capretti e monsignorGazzoli. E fu quest’ultimo che,sollecitato dai clarensi, propose il conferimentoa don Giuseppe del titolo dimonsignore e la nomina a Canonicoonorario della cattedrale di Brescia.Venne emesso un comunicato: “Eccola notizia che è ormai di dominio comunee che riempie di gioia tutti i clarensi.Sua Ecc. Mons. Arcivescovo, colparere favorevole dei Canonici effettivi,ha nominato Canonico Onorariodella Cattedrale di Brescia il Rev.moD. Giuseppe Bosetti, col titolo di Monsignore.Il 14 giugno, in riunione privata,Sua Ecc. Monsignor Vescovo Ausiliareleggerà al Neo-Monsignore laBolla di nomina. Il giorno 19, domenica,Monsignore celebrerà la S. Messain S. Faustino alle ore 9, con canti dellanostra Schola Sant’Agape”.Ed il 19 giugno 1960 si festeggiò. “Trail giubilo della folla convenuta per lamessa delle 9, raccontano le cronache,la scola S. Agape ha con appropriaticanti, fatto onore a Dio e al suo Direttore,che la portò a vero splendore, conesecuzioni applaudite a Brescia e altrove.Il festeggiato, con brio che sipuò dire veramente giovanile a 87anni, alla fine disse parole di ringraziamento,ripetendo “che aveva cercatodi fare il suo dovere”, lodando Iddioper tutto quello che in 61 anni di sacerdoziogli aveva dato di poter fare, abene dei suoi cari concittadini”.Pur avendo rinunciato al servizio attivoin parrocchia a causa dell’età, rimasesempre disponibile, pronto a farequanto la salute gli permetteva. MonsignorGiuseppe Bosetti morì il 18 ottobre1965: aveva 92 anni. A pregaredavanti alla sua salma passarono quasitutti i clarensi, le autorità civili ed ilclero, compreso il vescovo di Brescia S.E. Mons. Morstabilini.Consiglio PastoraleParrocchialeEducazioneliturgicaLaseradivenerdì21febbraiosi è svolta la riunione delConsiglio Pastorale, pressoil Centro Giovanile. L’argomentoproposto era la necessità di promuoverel’educazione liturgica e la partecipazionesincera, consapevole eattiva alla Santa Messa.Risulta infatti che molte personevanno a Messa per dovere, per abitudineo per usanza tramandata, manella realtà non conoscono bene ilsignificato della celebrazione, deiriti, dei segni: quindi non partecipanoe spesso si annoiano.Durante la trattazione di questo argomentosono emerse varie propostetendenti a migliorare e favorirela partecipazione attiva dei fedeli;tra queste la eventuale istituzione diun animatore liturgico che guidi neicanti e nella preghiera.Si è anche proposto di prevederedei corsi di formazione sulla liturgia,proprio per astenerci dal formularecritiche senza conoscerla eper evitare di pensare semplicementeal lato esteriore della celebrazione.Occorre ricordare che èGesù Cristo il soggetto centrale dellaliturgia.Il nostro Vescovo raccomanda chela Messa sia seria, semplice e bella.Viene anche segnalata la necessitàdi aumentare il numero dei lettori.Certamente ogni proposta validaviene accolta con la dovuta considerazione.Giorgio Capra così lo ricorderà in unapoesia dedicata al Canonech Buzet:“Un dè, so gnìt a saì / che ‘l staa mal. / So‘ndàt a trual / stindìt söl so let: / con delama la curuna e’l manipol / el crucifiss elvangelo / e la beretta col fioch porporètt./ Me l’ho truàt / fermo col fiàt / sensa piöus / con l’öcc fissat / en chel Signur / chesempre / el g’ha predicàt.”E che ora gusta nell’eternità!Elia Facchetti9L’Angelo - Aprile 2003


INTERNET E DINTORNIDavide.it èOKAIDOIl Consiglio Direttivo del GruppoAIDO Comunale “ClaudioFesta” porta a conoscenza deipropri iscritti che l’Assemblea ordinariaannuale è stata fissata per ilgiorno 15 aprile 2003, in primaconvocazione alle ore 20.00 ed inseconda convocazione alle ore20.30, presso la sala riunioni del“Gruppo Volontari del Soccorso”inviaG.B.Rotan.27/c.All’ordine del giorno:1. relazione del Presidente2. relazione del Cassiere e Presidentedei Revisori dei Conti3. varie.Si raccomanda di fare il possibileper non mancare all’assemblea.Il Direttivo10di Internet, anche intantissime famiglie clarensi, èL’utilizzoormai una realtà diffusa. Manavigare in Internet, soprattutto conconnessioni gratuite, non comportasolo vantaggi. Minimo il nostro providerci copre di pubblicità che, oltre afarci pagare la connessione telefonica,èvolgareesemprepiùpornografica.Che poi, ragazzi compresi, si finisca insiti pornografici, violenti o anche peggioè probabilissimo.Cosa fare? Maledire la tecnologia, rassegnarsie darsi per vinti, rinunciandoal compito educativo di genitore?Ora una soluzione c’è e senza spendereuna lira in più, rispetto alle connessionipiù diffuse e cosiddette gratuite.Invece di rimanere con provider “manigiasoldi”e strumenti di ogni tipo dipubblicità, si passa a davide.it.È semplice. Si digita www.davide.it sipresenta la possibilità di iscriversi, silasciano i propri dati e per il resto pensalo stupendo programma di davide.ita “regalare” una connessione protetta,filtrata, gratuita, per i privati, ed anchead eliminare, se si vuole, la connessioneprecedente e tutto lo sgradito pregresso.È stato proprio geniale don IlarioRolle. E il suo server-provider è anchepiù veloce di quelli falsamente liberie gratuiti.Poi cosa succede quando si è iscritti esi è magari deciso di diventare soci perl’irrisoria cifra di € 10? Entrando inInternet si è protetti da siti pornografici,violenti e di pedofilia. Quanti sonoquelli bloccati? Tremilioni. Sì, proprio3.000.000. E lo staff di don Ilario continuaad incrementare l’elenco.Credo che chi ha figli e un computer esale in zucca abbia già acceso il computere stia aspettando il desktop percambiare connessione.Se qualcuno non ha capito molto, o haqualche difficoltà, può telefonare all’Ufficioparrocchiale, dalle 8.30 alle11.30, (030 700 11 75). Troverà indicazioniper essere guidato passo passonella grande opera di bonifica.Sintetizziamo, per capire cosa èdavide.it e come funzionaCome funziona?Quando ti colleghi a Internet attraversoun POP di Davide entra in azioneun filtro, che impedisce la visione deisiti contenenti pornografia, violenza epedofilia.I siti filtrati sono più di 3.000.000!Come si usa?Per poter utilizzare il filtro di Davidebisogna registrarsi al servizio, ottenendocosì la tua User ID e la Password,creare una nuova connessione diAccesso Remoto e collegarsi ad unPOP di Davide (molto più semplice diquello che sembra leggendo, ndr.).A chi è rivolto?Ai genitori che vogliono proteggere lanavigazione dei propri figli.A scuole, aziende ed associazioni chedesiderano una connessione veloce efiltrata, per avere solo il meglio diInternet (ovviamente anche a personeprivate, ndr.).Quanto costa?L’accesso per privati è gratuito.L’accesso per associazioni ONLUS,scuole, parrocchie o altro costa € 125annui, IVA compresa. L’accesso peraziende costa € 200 annui, IVA compresa.(d. A.)L’Angelo - Aprile 2003


MAZZOTTI-BERGOMIBianchina, la pecorellaTerminata la grande festa di Carnevaletutto sembrava tornarealla normalità, ma era una calmaapparente che, dopo solo una settimana,è stata nuovamente interrotta dallaricomparsa di Schizzo, portatore dinovità e proposte. Infatti l’amato personaggiosi è presentato attorniato daalcuni agnellini di peluches che glisono serviti per raccontare la paraboladel Buon Pastore rivista e adattata dalCardinale Lercaro nella storia diBianchina.Analizzando la sequenza dei fatti diquesto racconto, sono stati colti quattrospunti di riflessione, diventati poiimpegno di vita per i bambini: l’attenzione,quella che il Buon Pastore haper ciascuna delle sue pecore, ha stimolatoi bambini ad accettare che anchegli altri abbiano un posto nel cuoredella mamma, della maestra, dei compagni…;la comprensione che il BuonPastore ha avuto nei confronti dellapecorella smarrita, a cui si è avvicinatocon amore, ha portato i bambini adavere una maggiore tolleranza nei confrontidi chi sbaglia e paga il prezzo delsuo errore; la ricerca incessante dellapecorella da parte del Buon Pastore,che ha lasciato le altre 99 per non abbandonarlaal suo destino, ha promossonei bambini atteggiamenti di attenzioneverso chi è solo e in difficoltà.Per concretizzare questo obiettivo SuorGiovanna e tutta l’équipe educativahanno allestito una “bancarella dellagenerosità” per aiutare Suor OrnellaTerzi, missionaria in una scuola maternain Argentina, dove la mancanza diciboedicondizioniigienicheèstatacausadi malattie e morti infantili. Per sostenerequesta proposta quaresimale ibambini insieme ai loro genitori, hannopotuto dare un contributo acquistandovirtualmente un pranzo o singolialimenti simboleggiati da cartellinicolorati. Infine l’amore che il BuonPastore ha mostrato prendendosi curadella pecorella, caricandosela sullespalle e portandosela a casa pieno digioia, ha invitato i bambini a prendersicura degli altri.Durante la Celebrazione pasquale èstato invitato don Piero MarchettiBrevi, a cui i bambini hanno consegnatoil ricavato della “bancarella della generosità”che lui stesso, insieme ad alcunigiovani dell’oratorio Centro Giovanile2000, consegnerà a Suor Ornellaquest’estate quando si recherà inArgentina.Nel frattempo, la scuola materna è stataattrezzata con un arredamento adeguatoe con addobbi relativi alle varieproposte educative; è stata decoratacon dipinti favolosi eseguiti da unavera e propria artista che è anche la direttricedella scuola stessa; e poichéera ancora “spoglia” esternamente si èpensato di “arredare” lo spazio verdecon un giardino ben strutturato. Nellazona posteriore è stato pensato unfrutteto che permetterà di osservare ilmiracolo della vita che ogni anno sidona attraverso i frutti. Lateralmenteal frutteto cresceranno alberi che ombreggerannola zona di gioco dei bambini,mentre il giardino anteriore è statoabbellito da piante ornamentali che,per la loro diversità, si presteranno all’osservazionescientifica. L’albero èvita, e nella scuola in cui c’è la “vita checresce” è bellissimo avere degli alberiche cresceranno con i nostri figli donandola loro ombra e i loro frutti.Alla realizzazione di questo progettohanno contribuito le offerte sostanziosefatte da singole persone e la generositàdei genitori dei bambini di ogni sezione.A tutti dunque il grazie di tuttala comunità educativa della scuola edell’amministrazione, e in particolareai papà che, con la loro disponibilità,hanno rimesso a nuovo la piccolafattoria e i giochi esterni.E con quest’ultimo passo, quello chepoco più di un anno fa era un progettosu fogli di carta è diventato realtà, unagrande realtà a disposizione di tutta lacomunità.Alessandra BariselliCAISezione di ChiariGli appuntamentidi aprile e maggioEscursionismo Domenica 6 aprileVia Ferrata al Monte Duemani, dalla Val Boazzo(Ballabio) Sabato e domenica 12/13 aprileStage di alpinismo base con ilCai di Bergamo Domenica 27 aprileRifugio Olmo, dal passo dellaPresolana Domenica 11 maggioValle di Campovecchio, daSant’Antonio (Aprica)Cai family Domenica 13 aprileRifugio Magnolini, da Ceratello(Costa Volpino) Domenica 11 maggioRifugio Bagozza (Schilpario)Informazioni e prenotazioniin sede.La sede, in Via Cavalli 22, èaperta tutti i giovedì dalle 20.45alle 23.00.Telefono e fax 030 7001309e-mail: caichiari@virgilo.itSito Internet: www.cai.it11L’Angelo - Aprile 2003


744415-3-2011 - Supplemento straordinario n. 2 al B. U. della Regione Calabria - Parti IeII-n.4dell’1 marzo 2011e) verificare il rapporto di prevalenza tra attività agricola eattività agrituristica;f) verificare eventuali carichi pendenti;g) verificare quant’altro ritenuto necessario per accertare cheil richiedente sia in possesso di tutti i requisiti di legge.7. La Provincia provvede altresì ad effettuare un sopralluogosia presso l’azienda che nei fabbricati da adibire ad attività agrituristica,al fine di:a) verificare le superfici dichiarate con quelle effettivamentecoltivate;b) verificare le tipologie di coltivazioni in atto;c) verificare la consistenza degli allevamenti;d) verificare le giornate lavorative necessarie per la conduzioneagricola;e) verificare i fabbricati in dotazione dell’azienda agricola, laloro connessione con l’attività agricola e la loro destinazionenell’ambito dell’attività agrituristica;f) verificare i fabbricati che si intendono demolire per l’accorpamentodella relativa volumetria sottraendoli alle esigenzedi conduzione aziendale;g) verificare la connessione tra azienda agricola e le attivitàrientranti nell’esercizio dell’agriturismo;h) verificare, nel caso di ristorazione, la percentuale dei prodottiagricoli aziendali da destinare agli ospiti nella somministrazionedei pasti e bevande;i) verificare quant’altro ritenuto opportuno e necessario insede di sopralluogo.9. L’iscrizione è effettuata entro 3 mesi dalla presentazionedella richiesta, se completa di tutta la documentazione, ad operadella struttura provinciale competente, la quale provvede a trasmettereall’interessato il certificato di iscrizione provinciale all’eserciziodell’attività di agriturismo riportante i limiti dell’attivitàconsentita.Copia dello stesso viene, altresì inviata al sindaco del comunenel quale ha sede l’azienda.L’iscrizione ha una valididi 3 anni, trascorsi i quali in assenzadell’autorizzazione comunale e del reale svolgimento dell’attività,la stessa decade automaticamente in assenza di ricorsopresentato dal soggetto interessato entro 30 giorni dalla ricezionedella notifica di decadenza da parte della Provincia. È consentitala proroga per ulteriori due anni senza l’avvio dell’attività,solo in presenza di interventi di ristrutturazione idoneamentedocumentati sul piano tecnico e funzionale.L’iscrizione, inoltre, è revocata a seguito della comunicazionedi cessata attività da parte del titolare e del Comune, ovvero alsopraggiungere di una delle condizioni di revoca.10. In caso di esito negativo dell’istruttoria la Provincia,prima di procedere all’adozione del provvedimento di reiezionedell’istanza, comunica al soggetto interessato, con raccomandataA/R, il preavviso di rigetto, motivandone le cause. Il soggettointeressato potrà presentare istanza di riesame motivata edocumentata entro 30 giorni dalla ricezione del preavviso.Art. 17Aggiornamento dell’elenco degli operatori agrituristici1. La Provincia verifica, almeno ogni 3 anni, il permaneredei requisiti per l’iscrizione nell’elenco provinciale degli operatoriagrituristici, effettuando i necessari controlli su tutte leaziende iscritte all’elenco provinciale senza eccezione alcuna, eprovvede agli aggiornamenti dell’elenco medesimo. I tre annidecorrono dalla data di iscrizione.2. Per le finalità di cui al precedente comma 1, la Provinciaorganizza annualmente un piano dei controlli sulle aziende daverificare e procede ad effettuare i controlli in azienda e presso ilpunto di esercizio dell’attività agrituristica per verificare la sussistenzae il mantenimento dei requisiti previsti per l’iscrizionenell’elenco degli operatori agrituristici, con particolare riferimentoalla permanenza dei requisiti di ampiezza delle superficicoltivate e alla tipologia delle coltivazioni in atto nonché allaconsistenza degli allevamenti.3. Per le aziende agricole iscritte da oltre tre anni nell’elencodegli operatori agrituristici e che non abbiano iniziato l’attivitàagrituristica per mancanza del titolo autorizzativo comunale, laProvincia procede alla cancellazione dall’elenco, fatto salvo ilcaso in cui siano in corso realizzazioni strutturali inerenti l’attivitàagrituristica.4. Nelle fasi di controllo la Provincia può avvalersi di idoneistrumenti informatici che consentano di gestire in maniera integratadati riferiti al territorio, nonché di banche dati autorizzatedisponibili sul web.5. I controlli dovranno essere rivolti in particolare a:a) verificare la sussistenza del rapporto di prevalenza e diconnessione tra attività agricola e attività agrituristica effettuandogli opportuni calcoli;b) verificare le superfici effettivamente coltivate e le tipologiedi coltura;c) verificare la tipologia e la consistenza degli allevamenti;d) verificare quant’altro ritenuto opportuno e necessario sullabase degli esiti di cui sopra.6. Al termine delle verifiche la Provincia redige sintetico verbaleda conservare agli atti e qualora dai controlli effettuati dovesseroemergere elementi tali da configurare la perdita dei requisitiper l’iscrizione nell’elenco degli operatori agrituristiciavvia il procedimento di cancellazione, dandone comunicazioneall’operatore interessato ed indicandogli il tempo massimo occorrentealla risoluzione dell’irregolarità riscontrata. Decorso ilperiodo indicato ovvero in assenza di comunicazioni ed evidenzedocumentali che dimostrino il ripristino dei requisiti daparte dell’operatore, la Provincia comunica al Comune competentee alla Regione l’avvenuta cancellazione dall’elenco deglioperatori agrituristici specificando le irregolarità riscontrate.7. L’avvenuta cancellazione viene comunicata all’operatoreagrituristico interessato, al Comune competente e al Dipartimentoregionale competente. L’operatore agrituristico, ad avvenutanotifica, dovrà immediatamente interrompere l’attività.8. La Provincia provvede altresì ad aggiornare l’elenco deglioperatori agrituristici a seguito delle variazioni che intervengononella consistenza dell’azienda agricola complessivamente condotta,della SAU e nell’esercizio dell’attività agrituristica.


Nuove recensioni dalla rubricaTam tam: ricordiamo che questoè uno spazio aperto a tutticoloro che utilizzano la Biblioteca diChiari,oanchesoloilsuosito,alqualesi possono inviare le proprie impressionidi lettura. Ringraziando i collaboratoriormai “abituali”, ci piacerebbe che anchealtri utenti ci facessero partecipi delleloro scoperte.Enrique Vila-MatasBartleby e compagniaFeltrinelli, 2002BIBLIOTECA COMUNALETam tam,i consigli dei lettoriLusingato dalla pronta pubblicazionedel mio commento a un libro, avevosubito cominciato a scrivere la recensionedi quest’altro quand’era una novità,visto che poi l’avevate anche acquistato.Adesso è passato però troppotempo, e non lo si trova immagino piùnelle vetrine - se mai c’è stato. È un librocurioso, che racconta dei non scrittori,cioè degli scrittori che al culminedella loro carriera scompaiono, smettonodi scrivere, oppure vivono sempreintorno a un libro non scritto, uncentro vuoto, un’assenza. Si presentacome il diario di un impiegato tratteggiatoun po’ alla Kafka (che ha scrittomolto, ma pubblicato quasi niente peruna sindrome simile a quella dei personaggidel libro). Piacerà sicuramentea chi ama i libri pieni di citazioni e difrasi folgoranti (ma attenti a distinguerlidai personaggi inventati di sanapianta). È zeppo di aneddoti e di frasiche piacerebbe ricordarsi per poterleusare con il suo fare distaccato e umoristico.I nomi sono talmente tanti checitarne alcuni sembra riduttivo. Gustosoil racconto dell’incontro dell’io narrantecon Salinger. Un posto tutto suoha Bobi Bazlen, il consulente editorialetriestino che - proprio come il Bartlebydel racconto di Melville - a tutti iferventi ammiratori delle sue note editoriali(gente come Svevo, Montale), iquali lo invitavano a fare finalmentelui della letteratura, ha risposto ostinatamente“preferisco di no”.Andrea BonettiSandor MaraiTruciolo - Adelphi 2002Truciolo è il nome del cane protagonistadi questo romanzo. Sandor Marairacconta con lucidità l’incontro di unafamiglia borghese con questo esserevivente. Troviamo questa famiglia inaridita,intrappolata all’interno di convenzionisociali che scoloriscono anchei sentimenti. Freddezza, scivolosaindifferenza permeano l’esistenza diquesta coppia (signore e signora) ormaisopraffatti dalla noia nonché dall’abitudinel’uno all’altra. Ed è la freschezzadi questo cucciolo, la sua vogliadi vivere, la sua spontaneità, la forzadi essere se stesso che susciterannouna sorta d’invidia nell’animo del padrone.L’analisi delle due esistenzeche si intrecciano (quella di Truciolo edel signore) è precisa e cadenzata dallenostalgie dell’autore. A volte vorrebbevivere anch’egli una vita così spontaneae naturale come dimostra di fare ilsuo compagno di stanza... Ma per gliuomini, si sa, non è così facile: troppele convenzioni sociali e i perbenismi acui sottostare. Il legame di complicità ela relazione travagliata che nascerà trai due esseri sfocerà in un finale a sorpresache sottolinea maggiormente ilrimpianto per una vita non vissuta. Lostile letterario di Marai è abbastanzascorrevole, anche se spesso si lasciatrascinare dal fluire dei suoi pensieritraducendoli sulla carta in perioditroppo lunghi. Il lettore è costretto afermarsi, respirare, riprendere fiatoper poi immergersi di nuovo nelloscorrere lento della storia. Consigliatoa chi ha il fiato lungo.Carla IoreMondo femminileMillyEmilia era la maggiore di cinque figli ein famiglia la chiamavano Milly. Suopadre, operaio nell’industria bresciana,aveva l’hobby della musica e suonavadiversi strumenti. Ogni sabato sera eogni domenica andava con alcuni amicia suonare nelle balere, ritornando invariabilmentealticcio. Sua madre, casalinga,faceva del suo meglio permandare avanti la famiglia. Durante unlungo periodo di disoccupazione delmarito, la madre dovette procurarsi unlavoro fuori casa. Così Milly, ad appenadieci anni, si trovò a dover accudire aisuoi fratellini di età compresa tra i duee gli otto anni. Lei racconta che la facevanodisperare e preoccupare con leloro birichinate.A 14 anni Milly andò a lavorare nel magazzino-attrezzidi una grossa industriae vi rimase fino al matrimonio, Infatti,nel frattempo, aveva conosciuto - siapure da lontano - un simpatico militare,il quale stava spesso affacciato alla finestradel suo ufficio, proprio di fronteall’abitazione di Milly. I due giovani comunicavanocon bigliettini: lui appesantivail messaggio con un sassolinoe glielo lanciava quando la vedeva passare.Milly racconta: “Quando ho saputoche era astemio, ho deciso subitoche quello era l’uomo della mia vita.Ero stanca delle scenate settimanalidel papà!”Milly andò a vivere col marito in provinciaed ebbe quattro figli di cui è evidentementemolto fiera. Milly racconta deimolti disagi quotidiani, del brutto periodobellico, della prigionia di suo marito,ma ne parla con distacco, come sesi trattasse di altre persone. Lei affermache dietro ad ogni vicenda, lieta o triste,c’è evidente la mano di Dio, i suoidisegni… “Non sappiamo perché, matutto quanto ci accade sembra preordinatoe si intreccia con ciò che accadealle altre persone. Io lo prego spesso elo ringrazio per la mia vita.” In particolare,rievoca quella mattina del dopoguerra,quando si era alzata presto peraccompagnare una parente alla stazione.I treni erano ancora scarsi. Quandoarrivò il convoglio, la parente vi salì subitoe, mentre le due donne si salutavano,Milly vide suo marito apparire nel riquadrodello sportello accanto e scenderedal vagone. Ritornava dalla prigionia.Ci fu un’esclamazione a due voci e,naturalmente, un lungo abbraccio. Chiaveva fatto in modo che Milly andassealla stazione proprio quella mattina?Ida Ambrosiani13L’Angelo - Aprile 2003


14Pubblichiamo su questo numerodue lettere provenineti dalla Missione:una è di suor Ornella Terzie l’altra è di suor Giuliana Fadani.Suor Ornella Terzi sappiamo che è aFrias, città situata in una delle zone piùpovere dell’Argentina, in una situazionedi povertà ulteriormente aggravata dallapesante crisi economica che sta attraversandoquesto paese latino-americano.Nella lettera è testimoniata questa grandepovertà, causa di sofferenze per tutti,in modo particolare per i bambini.Suor Giuliana Fadani, dorotea, di Berlingo,si trova in Congo, a Bukavu, dovel’estate scorsa sono andati in gruppo alcunigiovani clarensi e non, con don Pieroe suor Paola, a fare esperienza di animazionee di condivisione. La lettera disuor Giuliana è breve, ma testimonia inmodo efficace la situazione di grandesofferenza di un popolo martoriato dauna guerra dimenticata, che dura ormaida 5 anni ed ha fatto 3 milioni di vittime.Congo - BukavuCarissimi,grazie della vostra partecipazionea ciò che il nostro popolosoffre. Non possiamo ancoraparlare di Pace, nonostantei vari accordi. La gente, viveancora nel terrore, e c’è unnuovo afflusso in città, di famiglieintere, perciò nuovicasi di malnutrizione, di analfabetismoe gente che continuamentechiede aiuto. Ricordatecinella preghiera.Grazie infinite dei soldi, delmateriale, così posso finire dipagare le ragazze. Un saluto atutto il gruppo missionario eun grazie a tutti per quantofate per sollevare le sofferenzedei più deboli e poveri.Un abbraccio!Suor GiulianaAlbaniaMolto Reverendo Don Rosario,ho aspettato a mandare i miei ringraziamenti,per la cordialissimaaccoglienza che mi hai fatto nellagiornata missionaria, non per dimenticanzama per poter mandaredelle fotografie che mostrino comesta crescendo la chiesetta per laquale mi avete fatto la vostra generosaofferta.È stata un po’ lenta la crescita perchéil tempo è stato molto piovoso enon si è potuto lavorare con continuità.Adesso sta per cominciare laprimavera e le giornate sono piùlunghe e speriamo meno piovose,così di arrivare alla festa di SanGiovanni Battista per inaugurarla.La gente di questo villaggio è moltograta a voi tutti e prega il Signoreche benedica.Una volta la settimana, anche senon è finita e senza tetto, ho celebratoe abbiamo pregato per tutti ibenefattori. Ti manderò altre fotografiecosì che potrete accompagnarcicon le vostre preghiere.Un grande grazie riconoscentedon Michelangelo BragaL’Angelo - Aprile 2003


ArgentinaASSOCIAZIONE PENSIONATICordoba, 25/1/2003Carissimi del gruppo missionario,come state? Spero tutto bene,anch’io sto bene. Grazie dei soldiche mi avete mandato, che useròper i 130 bambini a cui ogni giornodiamo la merenda e che per qualcunoè pranzo e cena. In questi mesil’Argentina è in vacanza; solo il 1° diMarzo si cominciano le attività apostolichee la scuola, mentre chi ha inmano tutta la programmazione devegià pensare come deve condurre tuttoil lavoro. Nell’assemblea diocesanaè stato fissato il tema “Servizio eCarità” proprio per la situazioneche si sta vivendo, ed è bello vedereche dentro tanta povertà ognuno dàquello che può per alleviare un pocochi è ancora più povero.Quanta solidarietà si incontra, e ame commuove vedere come lottanoperché i bambini soprattutto nonsoffrano molto. A livello politico cistiamo preparando a nuove elezioni,non so se sarà per il bene o per ilmale del paese. Fanno grandi discorsiperò chi paga sono i poveri.Sono al corrente dei giovani chevengono a Frias e ne sono contenta,spero che l’esperienza a contattocon la nostra gente qui sia positiva.Mentre vi saluto di nuovo vi ringrazioper il bene che fate.A tutti un abbraccio, con affettoSuor OrnellaScrivo all’apparire della primavera,in un risveglio generale della natura,che a noi anziani dà gioia e speranzain un futuro migliore dopo tante vicissitudini.Ci siamo già lasciati allespalle il carnevale, la festa della donnae anche quella dei nonni, che sifesteggiano in alcuni paesi del bresciano.Ma certo, fra le tre, la festadella donna richiama alla nostra memoriale privazioni di tante nostredonne, mogli e fidanzate, costrette adandare in risaia per sopperire alle necessitàfamiliari; un’esperienza duraeavolteinsalubre,vistochenonpochetornavano a casa con febbri malariche,colpite nel fisico e nello spirito.Non possiamo dunque dimenticare laloro disponibilità e dedizione alla famiglia,i sacrifici compiuti insiemeper il bene dei nostri figli. Esse che alloranon ebbero dedicata la festa delladonna abbiano ora almeno il fioredella nostra gratitudine.La nostra vita associativa in marzo èstata ricca di eventi capaci di stimolarela vita relazionale: il 4 marzo, ultimogiorno di carnevale, sono stateofferte ai soci frittelle e spumante;l’otto marzo a tutte le donne iscrittee simpatizzanti è stato donato un vasettodi primule e si è festeggiato conbrindisi e serata danzante. Con soddisfazionedei partecipanti, per iltrattamento loro riservato, si sonoconclusi i soggiorni di Alassio e FinaleLigure e sono in corso le vacanzedei soci che hanno scelto la localitàdi Torre Molinos in Spagna.Anche la vita spirituale è stata stimolatain molti soci, che hanno aderitoall’invito del S. Padre al digiunoin favore della pace nel mondo. Lefunzioni della Quaresima, gli Esercizispirituali della città, la preghiera el’astinenza in preparazione alla S.Pasqua, fondamento della nostrafede cristiana, hanno trovato ascoltopresso tanti nostri soci, che ne dannotestimonianza con alcune piccole rinunce.L’impegno di servizio verso la città siè rinnovato anche quest’anno con iturni settimanali in Villa Mazzottiiniziati il 10 marzo, mentre si è conclusocon soddisfazione di tutti il serviziodi custodia nei locali della FondazioneMorcelli Repossi interessatida eventi culturali.Ora che si apre la stagione si sta organizzandola prima gita di unagiornata: invitiamo quindi tutti i socia tener d’occhio la nostra bachecadegli avvisi.Ricordiamo ai simpatizzanti che leiscrizioni per il 2003 sono apertefino al 30 giugno e che possono riceveretutte le informazioni utili nellanostra sede di Viale Bonatelli.Non resta che augurare a tutti unaBuona Pasqua in salute e riservareun pensiero riconoscente alla Redazionede L’Angelo che sempre ci accoglie,facendoci sentire compresi evalorizzati.Per la direzionePietro Ranghetti15Apostolato della Preghiera“Per coloro che nella Chiesa hanno compiti di responsabilità,perché offrano un luminoso esempio di vita,sempre docile alla guida dello Spirito”.Nell’intenzione espressa per questo mese siamo invitatia pregare affinché tutti coloro che nellaChiesa svolgono compiti di responsabilità, sia laiciche religiosi, diano una testimonianza di vita tendente allasantità. Preghiamo dunque perché si vincano le tentazioniche il demonio infaticabile dissemina in ogni circostanza,soprattutto perché le sue lusinghe e le false illusioni venganoscoperte e respinte. Anche Gesù, mentre pregava e digiunavanel deserto, aveva subito le tentazioni del diavoloe le aveva subito neutralizzate.Purtroppo, osservando quanto accade nel mondo o-dierno, ci si rende conto sempre più di come sia fragilela natura umana, ma con l’aiuto della preghiera quotidiana,la liturgia delle Ore e la recita del Santo Rosario,sarà più facile perseguire la santità nell’amore di Dio.Ida AmbrosianiL’Angelo - Aprile 2003


16In tivvù... di tutto,dippiù?Mentre scrivo, un occhio allatastiera, l’orecchio alle ultimenotizie dall’Iraq, provoun senso di inutilità misto a rabbia esconcerto. Avvenire di questa mattina,20 marzo 2003, riporta nella paginaOGGIspettacoli la notizia di un neonatomaccartismo negli USA, che nellesettimane precedenti si è manifestatocon “liste nere” pubblicate su quotidiani,quali il New York Post,diuominie donne di spettacolo, pacifisti diHollywood, con l’invito a boicottarne ifilmeiconcerti.E,tenutocontodiquanto filoamericanismo serpeggianelle nostre strade e nei nostri parlamentigrandi e piccoli, non mi meravigliereise qualche genio della cartastampata non prendesse ad imitarequell’indegna caccia alle streghe.Intantoapprendiamoconsollievocheè stata rimandata la sentenza circa lapossibilità di sequestro del Gabibbo eche il tribunale di Lugo di Romagnasoltanto l’undici luglio dirà se il Gabibboha copiato o no il pupazzo BigRed, mascotte dell’università del Kentuckydal 1982. Registriamo poi laconclusione di una telenovela iniziatanel lontano novembre 2002 e proseguitasenza colpi di scena particolarifino alla nomina di Mieli e alla suasdegnosa rinuncia: Lucia Annunziata,ex direttrice del Tg3, votata alla presidenzadatuttiiconsiglieri,hapresopossesso della Rai proprio ieri, 19marzo 2003, con una dichiarazione laconicae significativa, “parlerò poco elavorerò tanto”, mentre sul caso BiagieSantoro,diversamentedaMieli,nonsi sbilancia... “deciderà il Consiglio diAmministrazione”. Resta incerta ancorala nomina del direttore generale,anche se la relazione del dimissionarioSaccà su come la Rai intende affrontarel’emergenza bellica dal punto di vistadell’informazione è stata apprezzatadal nuovo C.d.A. Io voglio sperareche, al di là dell’emergenza bellica,il nuovo gruppo dirigente dal qualetanto ci si attende, voglia finalmentechiedere una legislazione che garantiscaun servizio utile alla comunitàcivile.Quale potrà essere il futuro della Tvnegli anni a venire è difficile dirlo, se èvero che un esperto come Aldo Grasso,nel suo recente saggio sulla “Storiadella Rai”, si domanda perché da unatv idealista, quale fu quella degli anni’50, e da una tv realista, che furoreggiòdagli anni del boom economico allacrisi petrolifera del ’74, si sia passati inquesti ultimi vent’anni ad una tv semprepiù brutta e che oggi più brutta nonpotrebbe essere. Insomma avremmotoccato il fondo e forse questo ci potrebbeaiutare a trovare il modo di risalirein superficie. Ma come? SecondoJacobelli non si risalirà, se non conun nuovo patto “costituente” che nascadal potere legislativo e che metta albando, almeno in Rai, la logica della tvconcorrenziale, che si è sempre più impostaa partire dagli anni ’80, e che fadipendere le sue fortune dai risultatidell’Auditel, mentre non si preoccupadi valutare il ritorno in termini di educazionepermanente al senso civico esociale che l’avevano permeata nei primivent’anni di vita.Si continua a ripetere che la Rai deverilanciarsi nel segno del servizio pubblicoe recuperare la sua finalità civica,ma ciò è possibile? Se i giornali di ogniestrazione e colore continuano a parlaredel successo dei programmi, confrontandoliquasi esclusivamente sulgradimento, sulla cosiddetta audience,quali criteri di giudizio verranno fornitiallo spettatore, se non quelli che premianosolo e soltanto chi sta in testaagli ascolti? Che meraviglia se oggisono tutti d’accordo sulla consegna aFiorello dell’Oscar Tv 2003? Provate asorbirvi in diretta Tv su Raiuno, ilprossimo 14 aprile, dal teatro Aristondi Sanremo, la manifestazione che incoronerà,oltre a Fiorello, i vincitoridei vari programmi e dei personaggitelevisivi, e poi traete le conclusioni.Intanto provo a passare in rassegnaqualche trasmissione che forse nonavrà gli onori degli Oscar e dei TelegattiTv, ma che può aiutarci a recuperareun giusto rapporto col mezzo televisivoe a stimolare una sana curiositàarricchendo il nostro patrimonio culturale.Parola mia, su Raitre dal lunedì al venerdìalle 13.30, (punta massima registratada Auditel, 380.000 spettatori) ètornata dopo 17 anni in Rai con lo storicoconduttore Luciano Rispoli, affiancatodall’esperto linguista, professorGian Luigi Beccaria e da una giovanescrittrice, Chiara Gamberale.Ben lontano dallo stile quiz televisivo,che sforna eurodoni a tutto spiano, ilprogramma pone in gara due ragazzisulla conoscenza della lingua parlata escritta giocando magari su una sola parola,su un’espressione idiomatica, suun particolare linguaggio (comico,sportivo, politico…) e sviluppando ildiscorso nelle più diverse direzionisemantiche.Tv7, settimanale di approfondimentodel Tg1, in onda da quarant’anni ognivenerdì alle 23.10, ha conosciuto alti ebassi e ultimamente tenta di tornarealle sue gloriose origini, soprattuttoquando affronta con equilibrio i temidella povertà, dell’emigrazione e dellecontraddizioni della società dei consumie si pone ad indagare la realtà, rimettendoin discussione giudizi giàpronunciati, confrontandoli con provee documenti originali. Attualmente sioccupa soprattutto di raccontare icambiamenti dell’Italia dei nostri giorni,avvalendosi della collaborazione diregisti cinematografici come ErmannoOlmi e Lina Wertmuller.Grande storia in prima serata, che tornain aprile (ha fatto in passato puntemassime del 15% di share), fa partedel Progetto Storia di Raitre che comprendeanche programmi come Correval’anno e Enigma. Nel prossimo giugnoad arricchire il progetto storia arriveràIl mio Novecento, con intervisteesclusive a personaggi, testimoni ocularidi vicende delle quali conservanomemoria e documentazione.Luciano CinquiniL’Angelo - Aprile 2003


SCOUTSquadriglia,avventura nel tempostesso: «Là dove due o tre si riunirannonel mio nome, io sarò con loro». Siamocerti che, grazie al vostro entusiasmo edalla vostra voglia di giocarvi, all’aiuto edall’impegno dei capi ed alla presenza delSignore, vivrete una esperienza meravigliosache porterete con voi per tutta lavita.”A parte gli annunci formali… si avvicinaveramente questo grande evento,atteso da tanti anni (l’ultimo risale a 20anni or sono) che coinvolgerà circa17.000 ragazzi in quattro luoghi diversidal 28 luglio al 7 agosto 2003. Possiamoanche rivelare dove andrà “il Chiari”:i dintorni di Spoleto, in Umbria, ciospiteranno. Per adesso… continua, esi fa sempre più intenso, il lavoro e ilgioco in squadriglia per arrivare prontiall’appuntamento di questa estate chesi preannuncia molto, ma molto intensa!!Paolo FerrariReparto Andromeda Chiari 1Circa due settimane fa i ragazzidel Reparto di Chiari hannoricevuto una lettera dai CapiReparto ed Assistente Ecclesiasticod’Italia che, finalmente, dava l’attesissimanotizia: si va al Campo Nazionale!!Più o meno diceva così:“Si diffonda l’annuncio in tutta l’Italia,la vostra mitica Squadriglia parteciperàquest’estate al Campo Nazionale «Squadriglia:un’Avventura nel tempo». Alcampo vi incontrerete con altri esploratorie guide come voi, che vestono la stessauniforme, credono negli stessi valori,ma con usanze e tradizioni che vi sorprenderanno!Se arriverete al campocon il cuore aperto e disponibile, riusciretea condividere la vostra storia e il vostroentusiasmo con le migliaia di fratellie sorelle scout che con voi vivranno quest’avventura.Il Campo Nazionale è una occasione irripetibileper mettervi alla prova, per dimostrarela vostra lealtà, le vostre competenzeed il vostro valore come guide escout. Ma anche per far vedere a tutti chesiete una Squadriglia in gamba! Insommaper mostrare a tutti di che stoffa sietefatti. [...] Quando arriverete al Campola vostra Squadriglia si unirà ad altreSquadriglie per formare un nuovo Reparto…e nuovi compagni di avventure!Inoltre al Campo sarà presente anche unaltro amico: Gesù! Infatti lo ha detto luiScuola dell’infanzia Pedersoli - Elementari Martiri e PedersoliInsieme per la settimana della continuitàDa parecchi anni, per numerosi bambini di Chiari, si ripete la coinvolgenteesperienza della Settimana della continuità. Lescuoledell’infanzia statali sono gemellate con una o più scuole elementaridel territorio ed insieme gli insegnanti dei due ordini scolastici elaboranoun progetto che coinvolge i bimbi dell’ultimo anno della scuola dell’infanziae gli alunni che già frequentano la prima elementare. La scuola dell’infanziaPedersoli, data la sua ubicazione, è gemellataconlevicinescuoleelementariMartiri e Pedersoli.Le finalità di tale progetto sono di permettere ai bambini di cinque anni unaprima conoscenza della struttura e dell’organizzazione della scuola elementare.I piccoli, accolti ed accompagnati dai loro “amichetti” di prima inizianoa dare risposta alle loro innumerevoli curiosità. Spesso, infatti, i bimbi di 5anni fantasticano sul come siano fatte le aule, i banchi, le sedie delle elementari…cosa sia necessario portare a scuola poi… “Si potrà giocare alleelementari?”…Il progetto si articola in varie giornate, anche i neoscolaretti portano a scuolalo zainetto contenente la merendina che consumeranno al momento della ricreazione;sosta altrettanto fondamentale è quella del pranzo consumatonella mensa delle elementari, per scoprire la differenza dell’erogazione delservizio nei due ordini di scuola.In seconda battuta si entra nel vivo delle attività: i bambini vengono divisi ingruppi misti (5 anni - prima elementare), insieme ascolteranno una storianarrata dagli insegnanti e la riprodurranno graficamente; non solo, realizzerannosemplici strumenti musicali, impareranno canti e costruiranno il fantocciodella “Vecchia” di metà Quaresima, che verrà bruciata nel cortile delleelementari, concludendo così il percorso e coinvolgendo anche tutti glialtri alunni.Una settimana davvero entusiasmante sia per i bimbi che accolgono, che sisentono di svolgere un ruolo di guida nei confronti dei compagni più piccoli,sia per i bimbi di 5 anni che si caricano di “responsabilità e d’orgoglio” perquesta esperienza che li fa sentire già grandi.Settimana intensa e di grande lavoro, soprattutto per gli insegnanti coinvoltinel progetto, ma che senz’altro darà i suoi frutti nel passaggio tra scuola dell’infanziae scuola elementare; non si pensa certo di risolvere tutte le problematichelegate all’inserimento, ma certamente si appianano alcune ansie e sicrea una forte motivazione nei bambini che il prossimo settembre inizierannocon entusiasmo la scuola elementare, forti dell’esperienza vissuta inprecedenza.Buon lavoro a tutti!Chiara17L’Angelo - Aprile 2003


18Benvenuto,Rettor MaggioreBenvenuto a Chiari, Don PascualChavez, Rettor Maggioredei Salesiani. Questa visita,pur nella sua rapidità, un solo giorno,il 30 aprile 2003, è un privilegio checoncede a San Bernardino ed alla nostracittà in questi primordi del suorettorato. Continua una tradizioneche, alle sue origini, ha un santo, il BeatoFilippo Rinaldi. Dopo aver acquistatonel 1926 il convento con le sueadiacenze dai fratelli Menna, per farnel’aspirantato ed il noviziato dellanuova Ispettoria Lombardo-Emiliana,lo ha frequentato in occasione delleprime vestizioni e delle prime professionie di ritorno dal Veneto. Dietroa lui, hanno continuato tutti i RettoriMaggiori a visitare San Bernardino.Non parliamo, poi, del RettorMaggiore Don Egidio Viganò, ex allievodell’Istituto. Se poi diamo creditoalle testimonianze di antichi salesiani,Don Bosco stesso, passando intreno sulla linea Milano-Venezia, habenedetto la nostra città ed ha profetizzatola presenza salesiana in essa. Èancora recente la memoria della visitadel suo immediato predecessore DonEdmundo Vecchi in occasione del 70dell’opera Salesiana.Sotto i quattrocenteschi chiostri di S.Bernardino (nucleo fondamentale dell’Istituto)si respirano tuttora effluvi dimomenti storici di grande spessore religioso:quello della visita pastorale diS. Carlo Borromeo - un suo quadro èstato recentemente restaurato -; quellodella permanenza come insegnantedel Servo di Dio Don Elia Comini,martire della carità durante la secondaguerra mondiale; quello delle frequentazionidel Servo di Dio Giovanni BattistaMontini, che da adolescente vi siritirava in preghiera, a gustare il gregorianoed a riflettere sulla scelta vocazionale.Terra di santi, San Bernardino,prima sotto la cura dei Francescanidell’Osservanza bernardiniana, poisotto quella dei Padri Benedettini edora sotto i Salesiani di Don Bosco.La presenza dei Rettori Maggiori inmezzo a noi è segno della predilezionedivina e della protezione particolaredella Madonna e di Don Bosco. Ne èstato frutto una eccezionale feconditàvocazionale. Quando San Bernardinoera aspirantato maturarono alla suaombra circa 500 vocazioni di specialeconsacrazione per la Congregazione,per le diocesi e per altri Ordini e Congregazionireligiose. Fra di esse quattroVescovi, un Rettor Maggiore, I-spettori e direttori salesiani e numerosimissionari. Attualmente, da quandoSan Bernardino si è trasformata inScuola Cattolica, è tutto un fiorire digioventù. Nella scuola, articolata inelementare, media inferiore e superiore,si è raggiunta la quota di 500 allievi,che l’anno venturo sarà superata, stantele numerose richieste. Nell’oratorioc’è una forte ripresa sia per il moltiplicarsidelle iniziative, sia per le nuovestrutture, sia per il nuovo incaricato.Per la curazia: la chiesa risulta in tanteoccasioni incapace ad accogliere i fedeli,provenienti anche da altri paesi,per la comodità dei servizi religiosi. AlCentro di prima accoglienza Auxiliumcontinua l’afflusso di giovani extracomunitariper un’assistenza semprepiù adeguata.Sotto l’urgenza di trovare altri spazialle attività educativo-pastorali, è statonecessario costruire l’edificio che ilRettor Maggiore si appresta a benedireed inaugurare.La presenza del Rettor Maggiore inmezzo a noi è come il passaggio di DonBosco, del suo amore di padre. Eglistesso narra di un suo sogno, in cui eracircondato da tanti giovani. Nei primicerchi li conosceva ad uno ad uno. Più icerchi si allontanavano dal centro e conoscevameno persone fino a quandonon ne conosceva nessuno. I cerchicontinuavano ancora e, dove non arrivavala sua conoscenza, arrivava il suocuore, il suo amore di padre. Ai suoisuccessori sarebbe toccato supplirealle mancanza di conoscenza diretta diDon Bosco.La visita del Rettor Maggiore vuol essereanzitutto di conforto per la ComunitàSalesiana e la Famiglia Salesiana.Ci sentiamo sempre più limitati difronte al moltiplicarsi dei problemieducativi e pastorali, in una perduranteconfusione e fragmentazione sociale,che li aggravava ogni giorno di più.Vuol essere di guida e di illuminazione,rifacendosi alle esperienze delmondo salesiano e sue personali. LasuaparoladiventastimoloperlaComunitàEducativa-Pastorale della scuola,dell’oratorio, della Curazia e delCentro, per una fedeltà, a tutta prova,al sistema educativo di Don Bosco e perun servizio efficace al territorio. Il suosorriso dice il grazie più generoso ai numerosicollaboratori e volontari, che affiancanol’Opera Salesiana in tutte lesue dimensioni.Se i salesiani riescono a fare qualcosa,lo si deve alle preghiere di tante personebuone, all’aiuto di tanti collaboratori,al sostegno di tanti benefattori edalla simpatia che li circonda. La presenzadel Rettor Maggiore sia come unraggio di speranza e di ottimismo per lanostra città.C’è tanto bene nel mondo, e, facendoleva su di esso ed unendosi, come volevaDon Bosco, si possono risolvere iproblemi che ci tormentano.don Franco FontanaDirettoreL’Angelo - Aprile 2003


IN CAMMINOVERSO LA PASQUALa Curazia e l’Oratorio CentroGiovanile di San Bernardinoidentificano nella Quaresimal’itinerario più propizio “per impararead amare come Gesù”, facendo diquesto orientamento il tema conduttoredi molteplici iniziative pastorali.Diversi incontri di riflessione e catechesisisonoattivati,secondoigruppiorganizzatieledifferentifasced’età.Ogni Venerdì di Quaresima, la celebrazionepenitenziale delle ore 20.30ha conosciuto un’animazione partecipatadella Via Crucis, realizzata daigiovani dell’Oratorio. I ragazzi delleScuole Elementari e Medie sono statiprotagonisti dell’Oratory’s day, occasionepervivere,insiemeeinallegria,un’intera domenica in Oratorio, conattività formative e ricreative, fino allarituale “Giornata dell’Amicizia”, delGiovedì Santo, in apertura alle celebrazionidel Triduo Pasquale. Per coinvolgerepiù direttamente la presenzae sollecitare un’attenzione specificadei ragazzi al Mistero Pasquale, è statoproposto un simpatico puzzle a formadi cuore, suddiviso in sei tasselli, dacompletare individualmente con lafrequenza alla Messa festiva delle ore9.00. I propositi personali ai quali si fariferimento nel cammino verso la Pasquapoggiano sui “Tre pilastri” dellacarità, della preghiera e del digiuno,integrati dalla frequenza ai Sacramentidi Confessione e Comunione.A tutti i ragazzi che hanno completatoil cuore simbolico del percorso quaresimale,Giovedì 17 nella giornata dell’amiciziae della carità in Oratorio,sarà consegnato un ciondolo in legnod’ulivo a forma di cuore, come segnodi condivisione dell’itinerario intrapreso.Nell’orizzonte della solidarietà rientrala distribuzione del salvadanaio Tramedi Pace, destinato per quest’anno,all’Ospedale di Abobo, vicino a Gambella,in Etiopia, unica struttura sanitariadi una zona tra le più povere e abbandonate,dove opera don AngeloMoreschi, sacerdote salesiano brescianodi Nave, con l’aiuto di volontari laicilegati agli Amici del Sidàmo e coadiuvatodalle Sorelle della Carità di MadreTeresa di Calcutta.Bosco ChildrenDa una lettera del missionario salesianodon Dino Viviani ai Benefattori:Noi siamo una piccola comunità, composta da tre salesiani (un prete, donDino Viviani italiano, un coadiutore Mulugeta Welde Amanuel e un giovanesalesiano tirocinante Theodoros Techane, etiopi) e da tre volontari“Amici del Sidamo” impegnata nel Rifugio “Bosco Children”, nel cuoredella città di Addis Abeba, capitale dell’Etiopia. Forte è il sentimento digratitudine per averci accompagnato fin qui, per averci fatto sentire la vostravicinanza e la vostra condivisione a questo progetto che vuole essere“casa” di chi non ha casa, famiglia di chi non ha famiglia o di chi ne è “rifiutato”.Anche oggi, Natale, siamo rientrati al Rifugio dopo il giro serale per lestrade della città. Tra noi è sceso un silenzio profondo per lasciare spazio ariflessioni angoscianti. Ora è notte e negli occhi sono rimaste le scene diragazzi che si rincorrono lungo le strade, che giocano alla fioca luce deilampioni delle vie principali, file di gente allineate lungo i marciapiedi sottole tettoie e le verande... dormono avvolti da stracci, teli, cartoni.Non riusciamo a cancellare le immagini del ragazzino accoccolato sul cigliodella strada, circondato dai cani in cerca di cibo nei piccoli falò di rifiuti,che radunano attorno gruppi di ragazzi grandi e piccoli, delle capanneimprovvisate lungo i muri che tentano un riparo a intere famiglie. È la consuetascena di tutte le sere, di tutte le notti per le strade di Addis Abeba,presso le stazioni, nelle zone del mercato, attorno alle chiese. Siamo rientratial nostro Rifugio. Ora siamo qui e ci domandiamo come aiutare questigiovani. Tutto il giorno per le strade ci sono tanti bambini, tantissimiragazzi.Alcuni ci chiamano, ci salutano e poi, a volte delusi ed umiliati, a volte offesie arroganti, ci dicono: “Datemi un lavoro, qualunque lavoro”.Sono parole forti, provocazioni che ci toccano il cuore. E ti senti piccolo,incapace di aiutare. Ma noi siamo qui e rimaniamo qui per testimoniarecon la nostra presenza che pensiamo a loro. Anche questa sera alcuni deipiù piccoli ci hanno avvicinato. Ci siamo fermati con loro. “Money, money...dammi qualche soldo”. “Io ho fame”. “Mio padre e mia madre sonomorti”. “Non so dove dormire questa notte”.Abbiamo risposto: “Come ti chiami?” Il volto si è illuminato di sorriso e larisposta è stata immediata. “Thomas”, “Sintaio”, “Yohannes”, “Frewet”,“Sennait”. Così ci succede ad ogni incontro.Al nostro Rifugio c’è qualche letto, qualcuno può dormire, c’è un piatto di‘engera’, il cibo locale, qualcuno può mangiare... C’è un po’ di scuola, unpo’ di lavoro, qualcuno può trovare posto... e gli altri?In cuore ci nasce una domanda: “C’è davvero posto per gli altri nei nostripensieri, nei nostri programmi, nella nostra vita?” Qualcuno bussa allaporta. Sarà ancora un “povero Gesù”, come tanti anni fa a Betlemme.Con la carestia, che si fa sentire ad Addis Abeba, sono ingrossate le file deibambini e dei ragazzi abbandonati per le strade. Talora corre il pensiero almio paese ed all’Italia, dove c’è lavoro, c’è abbondanza di cibo, ci sonocase belle e comode e vorrei gridare a tutti: Aiutateci a salvare questi bambinie ragazzi dalla miseria, ad offrire loro una scodella di “engera”, un tettoe soprattutto un po’ di scuola.don Dino VivianiEcco il mio indirizzo:Bosco ChildrenP.O. Box 34137tel (01) 651968Addis Abeba - Ethiopiae-mailsdbboscochildren@telecom.net.et19L’Angelo - Aprile 2003


Alice nel paesedelle meraviglieAd Erbusco, martedì grasso, al 49° Concorso del Carnevale di Franciacorta,i carri di San Bernardino hanno sbaragliato la concorrenza.La35 a edizione del Carnevale diSan Bernardino si è svolta nelfantastico mondo di Alice nelpaese delle meraviglie, tema conduttoredella rassegna. Festosa accoglienzaè stata riservata alla sfilata domenica2 marzo lungo le vie di Chiari. Aprivanoalcuni veicoli prototipo del Club“Vecchia Cinquecento” e i carri allegoricidella frazione Santellone, inuna riuscita ambientazione dei personaggidei Puffi. Di seguito, i cinquecarri di Samber attesi dai clarensi lungol’intero percorso cittadino, in unospirito di allegria privo di spiacevoliintemperanze.L’atmosfera magica del mondo di Alicesi è venuta snodando con la mastodonticaserratura che introduce la protagonistain un percorso incantato finoalla pittoresca casa di Bianconiglio ealla mensa conviviale del “Tè delle oresei” con la Lepre Marzolina e il CappellaioMatto. Si è poi entrati nella forestamagica, abitata da personaggioriginali come il Bruco, fumatore dinarghilè, il Fungo Magico che ingrandisceo rimpicciolisce chi se ne ciba e iFiori Parlanti, giungendo, per finire,alla spettacolare struttura del castellodi carte da gioco, con il Re e la Reginadi Cuori tra vocianti carte multicolori.L’aspetto più interessante era rappresentatodalle centinaia di personaggiche animavano la sfilata. Qualche mascherasi è distinta per lo spirito di autoironiacon cui ha saputo interpretareil proprio ruolo. Simpatica la Libellulache, esempio di grazia vera e propria,primeggiava nettamente tra i fiorellinie i vermetti della foresta incantata. Pernon parlare del Bruco, esteso ben oltregli otto centimetri della favola, in stesurachilometrica tra i petali della suacorolla, tanto mobili e pieghevoli dasembrare veramente vitali.La ricostruzione scenografica ha saputofondere l’inventiva dei coreografi, lacompetenza dei costruttori e l’esperienzadei trattoristi con la bravura el’impegno paziente di quanti hannocollaborato alla tinteggiatura dei carrie alla confezione dei diversi costumi.Ad Erbusco, martedì grasso, al 49°Concorso del Carnevale di Franciacorta,i carri di San Bernardino hannosbaragliato la concorrenza. Usciti alloscoperto da ultimi e dodicesimi nellagara, siamo stati premiati con un meritatissimoprimo posto dalla Giuria.Particolarmente apprezzati la curadell’allestimento e l’impegno dei ben150 figuranti per la regia della premiataDitta G&G. Tra gli applausi, ha saputodistinguersi sul campo il drappellodi soldati armati di picche, cuori,fiori e quadri - tra i quali una generalissimaconsorella - sincronizzati in marciacon fiero cipiglio militare. È vero,come si dice, che “a Carnevale ognischerzo vale” ma, in allegria e in amicizia,la baraonda può diventare un’occasioneper collaborare al buon esitodi una splendida e vittoriosa sfilata inmaschera, per rendere - per un giornoalmeno - divertente, se non propriomeraviglioso in tutto, ogni paese diquesto mondo.AliceLa spettacolare struttura del castello di carte da gioco, con il Re e la Regina di Cuori.21L’Angelo - Aprile 2003


22Torneodi San ValentinoPomeriggio di venerdì 14 febbraio,arrivodaBresciaallastazionedi Chiari. In mattinata ho assistitoad una logorante lezione universitariae un carosello di formulematematiche popola ancora la miamente quando attraverso i binari e midirigo verso il parcheggio delle auto.Ad un tratto però la mia attenzione èrapita dal suono di una tromba da stadioe da alcune bandiere granata chespiccano in mezzo ad un gruppo di ragazze.Mi fermo e osservo. A pochimetridamecamminanospeditelecalciatricidella Dorotea Football Club,così almeno leggo sulle loro borse rigonfiedi divise e scarpette tacchettate.Incuriosito mi avvicino a quelloche, per ragioni anagrafiche, mi pareessere il loro accompagnatore, pardon,“mister”.Sipresenta:èNicolaFantoni, ha trent’anni e non esita adinformarmi che “Oggi partecipiamo alTorneo di San Valentino organizzatodalla scuola media di San Bernardino!”.“Torneo di San Valentino??! Checos’è??”. Il mio stupore si fa parola edesce incontrollato dalle mie labbra. Larisposta non tarda: “Siamo tre scuolemedie che hanno una squadra di calciofemminile e oggi ci sfidiamo. Noi, SanBernardino e San Paolo d’Argon, vedremochi la spunta…”.Sorrido e senza esitare decido di unirmialla carovana di tifosi, giocatrici egenitori. Il tragitto dalla stazione all’IstitutoSalesiano è una festa.Mamme che incoraggiano le figlie, padriche suggeriscono posizioni e strategiedi gioco, tifosi che urlano a squarciagolai nomi delle loro beniamine.Non mancano estemporanee dichiarazionid’amore ad Erika o a Paola, le“belle” della formazione titolare.Arriviamo a San Bernardino. Al centrodel rettangolo verde del campo dicalcio ci attendono don Paolo e il prof.Vietti. Stanno fissando uno striscionevariopinto: “Torneo di San Valentino2003”. Accanto a loro il tavolo con lecoppe e i premi (caramelle ipercaloriche).Li raggiungiamo. Il clima è familiare,le battute si sprecano. Poi io miaccomodo sulle tribune mentre la DoroteaFootball Club si dirige verso glispogliatoi. Intanto il San Paolo d’Argonsta già riscaldandosi nel campettodi terra battuta agli ordini del prof Demichele,un omone di oltre centottantacentimetri per un quintale e passa chesi diverte ad incitare le sue ragazzeall’impegno nel tackle e alla disciplinatattica.Ore 15, fischio d’inizio della primapartita. Ne seguiranno altre due. Tempounico di trenta minuti. Alla fineventi, trenta, quaranta ragazze avrannoincrociato fiato, gambe ed emozionidavanti a tifosi che si saranno quasiconsumati le corde vocali; gli allenatoriavranno perso il conto di cambi, errorie indicazioni cadute nel vuoto.“Poco importa, la mia soddisfazione èvederle giocare con un entusiasmo straordinario”,mi dice Nicola, il “mister”delle ospiti. “Per molte di loro sarà unagiornata irripetibile!”. Da non credere:sta perdendo sei a zero ma sembrafelice quanto Felipe Scolari al minutonovanta di Brasile-Germania al mondialenippocoreano.Alle 16.45 il triplice fischio di chiusuradella terza gara. Vince il Torneo lascuola media di San Paolo d’Argon,San Bernardino è seconda, terza laDorotea. Ma attorno al tavolo dellamerenda finale paiono tutti vincitori.E forse è proprio così...Io me ne torno a casa. Ah, dimenticavo!Devo correre a comprare il regalo perSan Valentino altrimenti oggi l’unico anon festeggiare potrei essere io...Alberto PaganiLiturgia ordinariaSante MessePrefestive17.00 San Bernardino18.00 Duomo19.30 MonticelliFestive6.00 Duomo6.30 San Bernardino7.00 Duomo7.30 San Bernardino8.00 Duomo8.30 San Bernardo9.00 Duomo9.00 Santellone9.00 San Bernardino10.00 Duomo10.00 Santa Maria(elementari)10.30 San Giovanni10.30 San Bernardino11.00 Duomo11.00 Santa Maria(adolescenti e giovani)12.00 Duomo18.00 DuomoFeriali6.25 San Bernardino7.00 Duomo / Sant’Agape7.30 San Bernardino8.00 Duomo9.00 Duomo17.00 San Bernardino18.30 Duomo /Sant’AgapeL’Angelo - Aprile 2003


VITA SOCIALESinfonia montanaDopo i soliti accordi telefonicie no, ben presto giunge lasera; solito pranzo leggero egiù in taverna per la rituale e meticolosapreparazione dello zaino, ed anchesedomanil’evasionenonprevededifficoltà alpinistiche, il sacco devesempre contenere il necessario, che èsempre tanto. Quattro chiacchierecon i familiari, uno scampolo di televisione,eviaaletto,nonprimadiaverimpostato la sveglia alle ore 5.30.Dopo la levataccia e la fugace colazione,eccomi al volante della miaquattro ruote in compagnia dei solitiamici non ancora del tutto presenti;per l’ennesima volta ci stiamo dirigendoverso una meta montana, vogliosicome sempre di vivere unagioiosa giornata. È da poco spuntatal’alba quando, al termine dell’avvicinamentoautomobilistico, veniamoaccolti da un terso cielo di fine settembre;nell’apposito slargo a balconesull’ampia e morbida conca valliva,sistemo l’automobile. Espletati irituali d’inizio escursione e caricatosulle spalle il sempre pesante zaino,avvolti dall’invitante cupola azzurraentro di nuovo nel meravigliosomondo montano, che dopo la famigliaè quello che amo di più. Disponibilecome sempre a cogliere ed avivere i bei momenti che offre l’ascesa,in compagnia degli amici m’incamminosulla bella carrareccia contanto di divieto ai fracassoni su dueruote. Lasciate a destra ed a mancapiccole aree attrezzate, ubicate ancheaccanto al rigoglioso corso d’acquache presto lasceremo, entriamonel variegato ed invitante bosco;sono trascorsi pochi minuti che ibattiti del motore incominciano afarsi sentire, ed il ritmato tam tamaccompagna la nostra salita. Per ilmarcato e sinuoso sentiero entriamosempre più nel pittoresco boscodi latifoglie, dove primeggiano quercee grossi castagni in compagnia diesili ed arborei pioppi; inondati dall’inconfondibilee caratteristico profumodi sottobosco, l’attenzione vienecarpita dai rari e grossi ciclaminicolor rosso vivo che costellanol’erboso tappeto.Sempre più in simbiosi con questawilderness, i ritmati battiti del cuorepare inizino una sorta di chiamata araccolta, portandomi da lontano unsoffuso e non ben definito suono diviolini; vista la conformazione delladolce vallata che stiamo risalendo,ho persino l’impressione di esserecapitato in un grande palcoscenico,e di essere coinvolto da protagonistain un grande spettacolo. Sbucati sull’ampiopianoro prativo, dove in lontananzafanno da sfondo le scoscesepareti stagliate nell’azzurro cielo, undolce venticello mi avvolge di meravigliosisuoni di archi, che pare indirizzarcisul giusto sentiero. Che strano,va bene che sono nell’ambienteche amo, ma che anche i cinguettiidi piccoli volatili, ed il fruscio deimiei scarponi si trasformino in armonianon mi era mai capitato, e piùtrascorrono i minuti più altri suoni libratidallo sfregamento armoniosodi chissà quali corde vengono versodi me.Lasciata a sinistra la caratteristicacappellina in muratura con statua dimadonna incastonata, dove le testimonianoaffetto i fiori di prato, entriamonel variegato bosco di conifere,dove spicca l’abete rosso in compagniadel raro abete bianco, e dovealtri suoni mi raggiungono. Arrivatiai ruderi di un vecchio casolare abbandonato,depositiamo gli zaini perla canonica e breve sosta, e mentreci reintegriamo veniamo avvolti daleggero venticello, che soffiando damonte verso valle accarezza le virgultebetulle che contornano l’attiguapozza d’acqua, librando nell’ariasuoni di flauto; amalgamandosiai precedenti creano una sorta dimelodia.Superata l’accattivante faggeta, dovedal morbido tappeto di foglie paionouscire soavi suoni, sbuchiamo sulmorenico sentiero che punta decisoagli invitanti e scoscesi contraffortirocciosi, dove pare provenire un fortesuonodioboecomestimoloaproseguire.Lasciati gli ultimi e combattivilarici, entriamo sempre più nel sublimescenario, e col personale e ritmicotam tam, altri suoni si aggreganoall’ormai consistente melodia, chemi sta avvolgendo sempre più.Terminato il sentiero morenico, sonoai primi appigli delle possenti e facilicrode, dove dai vari anfratti sembranouscire squillanti suoni di ottoni, el’inconfondibile corno s’innesta nell’orchestra.Il salire non è difficile, ilbel sentierino si snoda su sicure cengea balcone sulla valle, e la naturasempre disposta ad elargire ci appagadi uno straordinario spettacolo,stupendo; con l’innesto di altri suoni,la voglia e la curiosità di arrivarealla meta, e forse anche alla fonte diquesta melodia, aumenta semprepiù.Invaso da gioia che non avevo maiprovato prima, continuo a salire edaltre squillanti note come uscite davicine trombe, vengono a far partedell’ormai corposa aggregazioneche mi sta inebriando.Ad ogni appiglio, ad ogni aereo passaggio,altri suoni si uniscono ai precedenti,tanto che non riesco più acapire se sto camminando su sentieroo volando sul pentagramma: di sicuromi sento un tutt’uno con l’ambiente.Il venticello di vetta mi avvolgecol sicuro suono del trombone emi fa capire che ormai sto per sbucaresulla cima, confermato anche dalpanorama sempre più allargato edal sentierino meno ripido. Con legambe tremolanti, percorro gli ultimimetri di sentiero e finalmentesbuco sulla piccola e rocciosa cima,dove mi sento sopraffatto da un’emozionemai provata in altre escursioni,ed il forte nodo alla gola miconferma la gioia che sto provando.23L’Angelo - Aprile 2003


24Avvolto dalla musica dove gli archi, ilegni e gli ottoni esprimono al massimol’armonica gioia, titubante, miporto verso la consueta testimonianzareligiosa sotto forma di crocefissoad edicola, dove, incastonato, fa bellavista l’artefice delle mie emozioni,il Direttore d’Orchestra e Signoredelle Cime che a braccia allargatepar che dica: ammira e vivi semprecome si deve le bellezze del creatoche ho messo a tua disposizione, finalmenteoggi sei riuscito ad avvicinarlecon amore.Tutto intorno è armonia, e mi sentoinvaso da qualcosa che non mi appartienee non merito, e mi rendoconto di quanto l’essere umano siaimbecille premettendo a questo incanto,boria, prestigio, egoismo eodio. Speriamo che rimanga semprelì “appeso” perché se “scende” chissàquanti “ceffoni” volerebbero a destraed a manca, ed il primo certamenteè per me.Depositato lo zaino per la solita e doverosasosta con gli amici, mi avvicinoancor di più al Direttore d’Orchestraper ringraziarlo di avermi predestinatoa vivere questo emozionantemomento e confidando come semprenella sua bontà, sono sicuro cheanche questa volta mi lascerà scenderea valle, dandomi l’ennesimapossibilità di riflettere e testimoniaresul come spendere la mia vita.Ancora frastornato, all’improvvisomi sento sobbalzare, e il brutale suonodella sveglia fa svanire il momentomagico, ed una forte amarezza mipervade nel vedermi ancora a letto.Che i sogni siano premonitori?, miauguro proprio di sì.Giovanni RoccoLa Biblioteca don Luigi Rivetticontinua ad investire quasiesclusivamente in libri e videocassetteche abbiano un valore formativo.Anche ultimamente si è dotatadi altre quindici videocassette,che ci auguriamo possano essere graditedagli utenti della Biblioteca.Non semopre sono recentissime, masono ormai dei classici che si possonorivedere con grande giovamento.Proponiamo infatti “Gandhi”, “L’alberodegli zoccoli”, “Uomini contro”.Alcune invece sono recentissime:“Casomai”, bel film sul valoredel matrimonio-sacramento, “Minorityreport”, “A beautiful mind”,“Apocalisse”, “11/9” (documentariosulla tragedia dell’11 settembre2001), “No man’s land”, “Respiro”,“Insider - dentro la verità”, “A torto oa ragione”...Per noi è il modo migliore per non essereschiavi della TV spazzatura. Sceglierecon criterio cosa si vuol vedere,non avere interruzioni pubblicitarie,farsi un’idea a partire da un input sullegrandi problematiche.Ci auguriamo che i clarensi sappianoapprezzare questa gratuita offerta.Abbonamenti sostenitori 2003€ 25,00 - Giacomina Terzi, Aiardi-Mondella, Idelbrando Manchi, Maria Bertoli, Rosa Belotti, Dotti-Navoni, PietroGalli, Teresa Sigalini, Franco Begni, Vanda Ramera, Giacomo Belotti, Alfredo Ferrari, Giulia Locatelli, Lazzarini, DomenicoMetelli, Gazzoli-Piantoni, Egidio Vertua, Giuseppe Marzani, Marzani-Donna, Carlo Franchini, BattistaVertua, Vincenzo Piantoni, Silvana Boccardelli, Alessandra Bicocchi, Paola Caratti, Lidia Metelli, Emanuela Puerari,Angela Massetti, Gino Metelli, Luigi Terzi, Mario Rigamonti, Marinella Cattaneo, Narcisa Olivini, Irma Siverio, LuigiVezzoli, Renato Montini, Giovanni Garretti, Severino Iore, Anna Tonelli, Emanuela Siverio, Maria Piantoni, PierFranco Branzini, Natale Iore, Sergio Metelli, N. N. 7.€ 30,00 - Assunta Adrodegari, Guerino Lorini, Velia Zipponi, Ferraro, Belotti-Ricca, Giuseppe Canevari, Bruno Facchi,Mauro Porcelli, Giulia Facchetti, Zambelli-Begni, Franca Tradati, Bruno Vermi, Paolo Cacciani, Velia Zipponi,Paolo Cacciani, Giovanni Galli, Graziella Sirani, Gianna Licciardi, Edgardo Mondini, Giulio Bonotti, Gianfranco Vezzoli,Luigina Ferrari Chionni, Amabile Andrea Lorini, Mauro Salvoni, Ester Tosi, Enrico e Monica Maifredi, MiriamGrassini, Faustino Goffi. € 35,00 - Luciano Piccinelli. € 40,00 - Lito Festa. € 50,00 - Luciano Donini, Francesco Festa,Marì Businaro, Amedeo Pellegrini, Ebranati, Livia Marchini, Palma Morsia Pescali, Angelo Valtulini, N. N. 1. € 60,00 -Luigi Setti. € 70,00 - Giulio Marconi.L’Angelo - Aprile 2003


C’era un nipotino ad ascoltare la storia:«Contami ancora della guerra, zio!».«Gh’era al nost sergènt che parlaa bé ‘ltedèsch, e a ölte ‘l ciamaa i suldacc del’altra trincea. I ga ‘nfinamai fat amicisia:ardì ché ‘l biglièt che gó fat fa zó, coleparole tedesche, per mia desmentegale...».E tirò fuori un biglietto piuttosto rovinatosu cui erano scritte, in italiano ein tedesco, parole di pace: «Mein freund...warum diese krieg... ich verstehenicht... amico mio, perché questa guerra...non capisco...». Parole scritte dadue nemici che, in cuor loro, avrebberovoluto essere fratelli.C’è sempre bisogno di pace. Sempre!Buona Pasqua a tutti.Franco RubagottiC. A. V.Centro aiuto alla vitaChiariLa fabbrica del linoRicordate la vecchia passerella pedonaleche scavalcava la ferrovia? Quellademolita una decina d’anni fa? Fu costruitaperché i lavoratori delle fabbricheposte al di là della ferrovia potesseropassare in sicurezza e senza perderetempo. Oggi Gnutti, ieri CalzificioAmbrosi, ieri l’altro Fabbrica delLino.La fotografia d’epoca ci mostra ungruppo di quelle lavoranti del lino inun momento di sereno riposo. Se le osserviamobene possiamo dire che eranofelici. Tra di esse abbiamo riconosciutole signorine Cagna e Zizioli; allealtre, al solito, la voglia o la gioia diriconoscersi.Alcune sembrano ragazze da marito,altre avevano probabilmente già famiglia.La chiesa e il campanile di SanBernardino sembrano vegliare attentamente...Segreteria telefonicaContatto diurnoTelefono030.700.16.0025Ricordi di guerra«Apena che salte zó del treno, file drit deSoldo e ma fó fa ‘na foto an bela posa dedaga ala mé murusa Rosa e ai parènc».Felice Simoni combatté la guerra1915-18. Un giorno venne a casa in licenza:«Fét chi a casa, Felice?».«L’è che góm sistemàt la trincea e gómtiràt föra ‘na specie de stansa per al tenènt...ass de pont ansima, ass de pontsota, sachei de sabia e po’ a ‘na bela tetoia...ghè ignìt föra an bel spassio söt ecalt. Va cönte mia la felicità del’uficiàl...».«E alura ‘l ta mandàt an licensa...».«Pensa che quando ‘l püìa o ‘l fiucaastaem lé a cüntala del general Cadorna.Al tenènt al ga dit che l’è n’om deciesa, che ‘l ga do fiöle suore...».NegozioChiariMondopresso il Centro Giovanile,ingresso da Viale CadeoOrario di aperturaMartedì dalle 17 alle 19Sabato: 9.30 /11.30 - 14.30/18.00Puoi trovare tutti i prodottidel commercio equo e solidale:generi alimentari e artigianato.L’Angelo - Aprile 2003


F137 dove F sta per Filippi e 137 pergli anni d’attività della nostra ditta.26La ditta clarense Filippi costruìcampane dal 1820 al 1975 (perben centocinquantacinque anni!).Ne incontro l’ultimo discendenteche vi lavorò, Adalberto Filippi, nellasua bella casa di via Andreoli; ci facompagnia la gentile signora Adriana.Centocinquantacinque anni sono veramentemolti, almeno cinque-sei generazioni.Proviamo, signor Adalberto, a ricostruireun po’ la storia di questa ditta,che giocoforza coincide con quella dellasua famiglia?Certamente. Fondatore fu mio bisnonnoCarlo Filippi, originario dellaToscana, nel 1820. A lui subentrò miononno Giuseppe, quindi mio padreCarlo, poi mio fratello Giuseppe ed io.Ho un’altra sorella, Nella, che molti ricordanocome insegnante e che ha intrapreso,appunto, la carriera professionale.L’attività della ditta cessò nel1975. Abbiamo avuto tre sedi: la primain viale Mazzini, davanti all’ospedale;la seconda in via Valmadrera; l’ultimain via Milano. Una curiosità: sia ilnonno Giuseppe che il papà Carloerano ultimogeniti, ma unici figlimaschi.Quindi la sua famiglia ha origini toscane.Conosce la ragione per la quale suobisnonno venne a Chiari?A quei tempi chi lavorava nel nostrosettore non aveva una sede propria,ma si recava laddove c’era bisogno dilui. Perché poi, venuto a Chiari, qui sisia fermato, proprio non lo so.Forse per amore, è successo a molti. Matorniamo a lei che è del 1939. Qualisono i primi ricordi...I miei primi ricordi risalgono al 1948,quando, finito il periodo buio dellaguerra ed iniziata la ricostruzione, lostato decise di restituire le campane achi, nel 1939, se le era viste requisireper dare bronzo alla patria.Mi spieghi un po’ meglio questa storiadella requisizione.A partire dal 1939, alla vigilia dell’entratain guerra, e ancor più negli anniimmediatamente successivi, servivabronzo per i cannoni. Il governo, il ministerodella guerra, decise allora cheogni chiesa, ogni comune, ogni campaniledovesse contribuire in ragione delquaranta per cento del bronzo posseduto.Il campanile di Chiari avrebbedovuto privarsi delle due campane piùgrosse. Mio padre, per salvare l’anticoconcerto delle undici campane, tirògiù tutte le piccole campane delle chiesettesussidiarie - san Rocco, san Giacomo,Trinità, Disciplina, ecc. - fino araggiungere il peso necessario. Lecampane venivano radunate, fatte apezzi, caricate sui treni per Milano...chissà dove andavano a finire...E poi le restituirono. A pezzi?No, nuove. Solo che seguirono un curiosoordine alfabetico che creò alcunidisguidi. Le campane clarensi, cheavremmo dovuto fondere noi, venneroassegnate ad una ditta di Udine, la dittaBroli. E così, siccome le campanevenivano restituite ai piedi del campanile,a Chiari come in molti altri luoghici si ritrovò con le campane sui sagrati.E come andò a finire?Che monsignor Capretti cercò l’aiutodi mio padre e tutte le campane furonosistemate gratuitamente. C’è una lapideche ricorda l’evento. Pensi che tuttequelle campane, non ricordo più quantefossero, andavano benedette e perciascuna ci voleva un padrino. Ecco: abenedirle venne il vescovo Tredici, ilpadrino sono io, di tutte. Un’altra lapidefu posta sul campanile alla fine del1964, quando donammo l’impianto diautomazione: è dedicata al ricordo dimia madre, Clelia Tolentini.L’impianto di automazione. Personalmentene ho un ricordo lontano mavivo. A Chiari se ne parlò a lungo: nonserviva più il campanaro, le esecuzioniavvenivano automaticamente, si potevanoprogrammare eventi e concertistando comodamente in sagrestia. Inqualche modo fu la fine di un’epoca,quella dei Ceco Turezà e consimili.Il primo impianto elettronico lo installammonel 1957, al Santuario di Caravaggio.Era contraddistinto dalla siglaE poi? Gli altri?Qui a Chiari il concerto di San Bernardino,poi da Milano a Cremona, da Torinoad Alessandria, da Brescia a Bergamo:tutta l’alta Italia praticamente,ma anche Portici, Nicosia e San Giovanniin Laterano a Roma. Pensi cheproducevamo un concerto la settimana,circa trecento l’anno, comprese laparte meccanica e quella elettronica.Calcoli che un concerto è formato dacinque campane minimo, per arrivarea undici e oltre.Quanti dipendenti avevate in queglianni?In viale Mazzini, di fronte all’ospedale,l’attività era di tipo artigianale, in viaValmadrera arrivammo ai cinquantacollaboratori, in via Milano superammoi cento. Realizzavamo non soltantola fusione della campana, ma anche lacarpenteria, la meccanica, l’elettronica,il castello - prima in legno e più tardiin ferro. Consegnavamo il prodottofinito e pronto per funzionare.Mi racconta un po’, senza entrare in particolariprettamente tecnici, come avvienela fusione?Si parte da una tavola, meglio se dinoce, su cui si disegna il profilo dellacampana che s’intende costruire, conparticolare attenzione allo spessore, aldiametro, alla nota musicale; con successivelavorazioni in mattoni e argilla,fatti asciugare bruciando carbone dolce,si ottengono nell’ordine la sagoma,l’ossatura e l’anima della campana.Dall’anima, rivestita di materiale isolante,con altra argilla si ottiene la falsacampana, che viene ricoperta con unostrato di cera. Sulla cera vengono applicatiornamenti, decorazioni, immaginisacre, diciture, motti. Sempre incera vengono applicate le maniglie chesorreggeranno la campana. Sopra laforma completamente in cera si costruisceil mantello, spesso strato d’argillache viene fatto asciugare primanaturalmente e poi artificialmente,fino a liquefare la cera stessa.A questo punto, da profano direi che èpronto lo stampo...Sì, una volta raffreddata la forma, la sicala nella fossa di fusione, dove si staccail mantello e si distrugge la falsacampana. Dopo aver applicato all’ani-L’Angelo - Aprile 2003


L’uomo seduto in abiti eleganti è Carlo Filippi, il ragazzino alla sua sinistra è Rino Galbiati;l’operaio in piedi appoggiato alla ruota in ferro a destra è Guglielmo Lorini, detto PrimoTrampantì, mentre uno dei due operai sotto di lui, quello a sinistra di chi guarda, è inequivocabilmenteun Antonelli della dinastia dei falegnami. (Fotografia Soldo - 1920)ma la maniglia reggi battaglio, si puòdire di avere, in quel momento, unacampana d’aria. Quindi si procede allafusione vera e propria: il metallo puòprovenire da rottami di vecchie campaneo da lingotti di bronzo (compostoda 78 parti di rame e 22 di stagno), ilfuoco è a legna, la temperatura da raggiungere1.200 gradi. Ed è il momentodella colata vera e propria: la formaviene riempita in pochi minuti, mentreil raffreddamento deve avvenire intempi molto lenti. Compiuto il raffreddamento,si svuota la fossa dalla terra esi ha finalmente la campana. È moltoimportante sottolineare come, nellacostruzione di una campana, il risultatofinale presupponga la distruzione ditutte le operazioni intermedie. Eccoperché ogni campana è sempre ununicum, non ne esistono due uguali.Torniamo a quegli anni Cinquanta-Sessanta.Un episodio curioso che ricorda?La campana dedicata a Vittorio Bottego,il famoso esploratore che avevascoperto il lago Margherita e che morìnel 1897, ucciso dai negri abissini delras Menelik I. Non ricordo in qualeparte dell’Africa fu portata, probabilmentein un mausoleo in Etiopia, maricordo che fu realizzata da noi su calcodel famoso architetto Gio Ponti, eche ci fu imposta l’immediata distruzionedel calco stesso: forse temevanoche lo usassimo per altre opere. Lacampana fu benedetta presso la nostrasede con un toccante rito di cui conserviamoun interessante album fotografico.Gio Ponti è un nome molto famoso.Collaboraste anche con altri artisti?Pietro Repossi, lo scultore nostro concittadino,lavorò spesso con noi. C’è unbusto di Louis Armstrong, il grandeSatchmo, al casinò di Sanremo: Repossine fece il calco e noi la fusione.Personalmente ho un ricordo particolaredella vostra ditta. Da ragazzino, ognianno mio nonno mi portava a visitare laFiera di Milano, che allora si teneva versola fine di aprile. Non mancava mai lavisita allo stand della ditta Filippi, accompagnatida un certo malcelato orgogliod’essere clarensi. Ricordo una sortadi traliccio, su cui erano montate diversecampane. Era uno stand all’aperto, inpiazza.Era un concerto di cinque campane, difamiglia, diciamo. Lo usavamo per leesposizioni e su ciascuna campana viera incisa la dedica ad un membro dellanostra famiglia: papà Carlo, mammaClelia e i tre nipoti maschi Carlo, Sergioe Gianluca Filippi. (Ho anche duefiglie femmine, Clelia e Alessandra,ma a quel tempo non erano ancoranate). Poi costruivamo uno scenario incui era riprodotto il profilo dei principalimonumenti della città di Brescia.Un bel giorno, doveva essere il 1966 oil ’67, arriva in visita, preceduto da dignitari,ambasciatori, e dal presidentedella fiera, l’imperatore della RepubblicaCentrafricana Bokassa...Quello che si macchiò di crimini e nefandezzed’ogni tipo, che fu accusatopersino di cannibalismo e che oggi credostia scontando un ergastolo...Proprio quello, ma allora gli eventi dicui parla lei erano di là da venire. Lacosa curiosa fu che l’imperatore s’innamoròdelle nostre campane e le vollecomperare immediatamente: manon una serie a lui dedicata che avremmopotuto fondere quanto prima; no,volle proprio le nostre, quelle di famiglia.E assieme acquistò tutto lo stand,compresi uffici e scenografie.E voleva portare via tutto subito senzanemmeno aspettare che finisse lafiera.Fu un buon pagatore?Non le nascondo che al momento ci fuda parte nostra una certa preoccupazione,tanto che ci rivolgemmo al dottorLonardi, che allora era il direttoredel Credito Agrario Bresciano, perchéci aiutasse. Invece pagò tutto in anticipo.E allora un nostro dipendente,Benvenuto Antonelli, partì - su un cargo,da Malpensa - per l’Africa con lecampane e le montò nel giardino dellavilla di Bokassa. Le faceva suonare amezzanotte. Durante tutto il periodoin cui rimase là, Antonelli era ospitatonella reggia, a pranzo sedeva alla destradell’imperatore e se ne ritornò aChiari con mille dollari (di allora) dimancia.Cambiamo ancora argomento. Checosa ricorda della Chiari di quegli anni?Il tiro a segno in fondo a via Brescia, lebalere, i due cinema che funzionavanoa pieno ritmo, il derby tra Uso e Cralche “terminava” alla trattoria Stadio,gestita dal signor Bruno Frigoli. Lamessa di mezzogiorno con tutte quellebelle ragazze da marito, le figlie“bene” della città. Sono ricordi digioventù.La chiacchierata sta per finire,malasignoraAdriana ha tirato fuori una fotografiad’epoca. Le storie vanno raccontatecon le parole, ma la testimonianza èassai interessante: dunque la pubblichiamoe commentiamo.È di Soldo, risale al 1920 quando la dittaFilippi ha già un secolo d’attività allespalle, fu scattata nella prima sede di via27L’Angelo - Aprile 2003


28Mazzini di fronte all’ospedale. L’uomoseduto in abiti eleganti è Carlo Filippi, ilragazzino alla sua sinistra è Rino Galbiati;l’operaio in piedi appoggiato allaruota in ferro a destra è Guglielmo Lorini,detto Primo Trampantì, che lavoròpresso i Filippi praticamente per tutta lavita, mentre uno dei due operai sotto dilui, quello a sinistra di chi guarda, è inequivocabilmenteun Antonelli della dinastiadei falegnami.Si sta preparando l’incastellatura per unconcerto di nove campane che sarà installatoalla Collegiata di Seregno (Mi).È interessante osservare come tutto venissemontato in ditta, provato, verificato;quindi smontato e trasportato nellasede definitiva dove veniva rimontato aregola d’arte. Si notino i cuscinetti a sfere,usati per la prima volta al posto dellebronzine, la lunga infilata dei nove ceppie, sulla sinistra, il gioco a festa, la tastierache permetteva di suonare semplicicanzoni e melodie e che, se ne avete nostalgia,potete rivedere nei film di donCamillo e Peppone.E a proposito del gioco a festa, vogliotrascrivere qui la descrizione che ne faAgostino Turla nel suo libro più famoso:che sia un augurio di pace e di Pasquaserena.«C’è una tastiera, vasta, in un angolodella cella campanaria. Massimo factotumvi batte su a pugni chiusi, sorpresolui stesso che dalle sue mani possasbocciare un’armonia così gioconda.I battagli, vincolati da un ordignoingegnoso a bacio della parete internadi ogni bronzo, divengono tutt’un fremitoe le campane prendono a cantarein latino. È un pangelingua così solenneche la gente si volta in su, pervedere se si sia adunato nell’aria uncoro d’angeli...».Grazie del bel ricordo e dell’interessantechiacchierata, signori Filippi, e auguri.Roberto BedognaL’11 maggio 2003la Classe 1943celebra la ricorrenza del 60 o .È gradita la partecipazionedi tutti.Per informazioni rivolgersial sig. Tarcisio Mantegari(tel. 030/71 23 32)o alla tabaccheria Cittadinidi via Matteotti.SportIl cuore caldo dello sportMi piacciono le persone che sanno guardare allo sport con cuore caldo.Non mi piacciono invece quelli che solamente lo denigranosenza volerlo conoscere. Anch’io sono spesso critico verso alcuniaspetti di questo settore, tuttavia non posso fare a meno di avere la mia squadradel cuore. L’espressione “squadra del cuore”, applicata particolarmenteagli appassionati di calcio, esprime abbastanza felicemente quella che è lamia posizione. Avere una squadra del cuore aiuta a non seguire con noia losport più popolare d’Italia e regala qualche momento di spensieratezza meritataenecessaria.Pensatequantesimpatichediscussionicimancherebberoinfamiglia o tra gli amici. Oppure pensate alla piccola, ma rilassante, soddisfazionedi sapere che l’Inter ha vinto (lo sapete che sono ostinatamente per labeneamata). Il Bar sport è un’invenzione formidabile dove si diventa e si restaamici litigando aspramente. Questo è il cuore caldo dello sport che riescemiracolosamente a restare lontano dalle distorsioni che investono semprepiù pesantemente questo ambito della nostra vita. È lo stesso che richiamatanti giovani ancora a praticarlo senza pretese se non quella di giocare con glialtri. È lo stesso che spinge alcune persone a prendersi cura, anche economicamente,di formazioni che poco o nulla hanno da promettere come ritornopubblicitario o economico.Neconosciamoeneabbiamoconosciute. Un cuore caldol’hanno in particolare quellepersone che appassionate ecompetenti di un gioco si dedicanoa diffonderlo ed insegnarloai ragazzi. Con questooffrono non solo degli insegnamentitecnici, ma ancheesempi importantissimi dicome lo sport vada vissuto edinserito nella vita. Molti diloro diventano dei modelliesemplari per la crescita deinostri ragazzi. Ho avuto personalmentemodo di constatarepiùvoltechequestepersone,semplicimaricchedellavera cultura dello sport, hannola consapevolezza di ricoprirequesto ruolo educativodi grande efficacia e lo esercitanocon generosità, responsabilità,senza altre ambizioniche quella di aver fatto divertiredei bambini. Abbiamo appenasalutato per l’ultima volta,prima di rivederlo in cielo,unodiquestiuominipreziosi:Giuseppe Mombelli, che dapochigiornicihalasciatoperaspettarci nei campi celesti.Starà già allenando qualcheangioletto a volare tra i pali?A lato vediamo come lo ricordail presidente della YoungBoys.Bruno MazzottiBomba, così amichevolmente era soprannominato,era prima di tutto un amico. Nellanostra società era un collaboratore e nellostesso tempo un esempio di persona daapprezzare ed imitare per la passione versoil calcio che condivideva con gli allenatoridella nostra società. Poche ore prima chemorisse sono andato a trovarlo in ospedale.Nel vedermi, non gli avevo ancora chiestocome stava, per primo mi chiese: “I pulcinicon chi giocano oggi?”. Ecco, il suo pensieroera sempre rivolto ai giovani, ai ragazziniai quali insegnava l’arte e i segreti del portiere.Bomba era una persona molto discreta,sempre arguto però e intelligente nell’apprezzaree valutare il gioco del calcio;sempre lucido nel giudicare i giocatori,sempre umile nell’accettare i consigli, maorgoglioso nell’insegnare il difficile ruolodel portiere. La Young Boys piange la scomparsadi un valido collaboratore che dedicavaparte del suo tempo libero ai ragazzidell’Oratorio. Diceva: “Prima i pulcini dellaYoung Boys, poi, se mi rimane tempo, lo dedicoanche ad altre squadre”. Infatti è riuscitoa svolgere il suo servizio anche per l’A.C. Chiari. Per il suo funerale la chiesa eragremita da tante persone, ma in particolareda tanti ragazzi, i suoi ragazzi, che con tantoamore ha incitato e incoraggiato durante lepartite. Penso che dall’alto del Paradiso,caro Giuseppe, avrai apprezzato quantoamore hai ricevuto nel giorno dell’addio,quanta riconoscenza per quello che hai donato.Grazie per quanto hai fatto. Che altrepersone come te, caro Giuseppe, raccolganoil tuo testimone e continuino l’impegnodi amore e generosità che contraddistinguel’essere della Young Boys. Con riconoscenteaffetto.Emanuele FestaPresidente Young BoysL’Angelo - Aprile 2003


Aprile 20031 M S. Ugo V.2 M S. Francesco da Paola3 G Primo del meseS. Riccardo4 V Primo del mese - AstinenzaS. Isidoro5 S Primo del meseS. Vincenzo FerrerPrime confessioni6 D 5ª di QuaresimaGer 31,31-34; Sal 50,3-4.12-15;Eb 5,7-9; Gv 12,20-33Prime confessioni7 L S. Ermanno8 M S. Gualtiero9 M S. Maria di Cleofa10 G S. Terenzio11 V Astinenza - S. Stanislao12 S S. Giulio13 D DOMENICA DELLE PALMEIs 50,4-7; Sal 21,8-9.17-18a.19-20.23-24;Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47Inizio Sante Quarantore14 L Lunedì Santo - Sante Quarantore15 M Martedì Santo - Sante Quarantore16 M Mercoledì SantoConclusione Sante Quarantore17 G Giovedì SantoDuomo-Ore8.00-UfficiodilettureeLodi18 V Venerdì Santo - Astinenza e digiunoDuomo-Ore8.00-UfficiodilettureeLodiProcessione della Via Crucis19 S Sabato SantoDuomo-Ore8.00-UfficiodilettureeLodi20 D PASQUA DI RISURREZIONE DEL SIGNOREAt 10,34.37-43; Sal 117,1-2.16-17.22-23;Col 3,1-4;Gv 20,1-921 L Dell’Angelo22 M S. Leonida23 M S. Giorgio24 G S. Fedele25 V S. Marco26 S Beato G. Battista Piamarta,sacerdote bresciano27 D 2ª di PasquaAt 4,23-35; Sal 117,1-4.16-18.22-24;1Gv 5,1-6; Gv 20,19-3128 L S. Pietro Chanel29 M S.CaterinadaSiena30 M S. Pio VMaggio 20031 G S. Giuseppe artigiano - Festa del LavoroPrimo del meseInizio del mese mariano2 V Primo del meseS. Cesare3 S Primo del meseSs. Filippo e Giacomo4 D 3ª di PasquaAt 3,13-15.17-19; Sal 4,2.4.6-7.9;1Gv 2,1-5a; Lc 24,35-48Santa Messa di Prima ComunioneAi nostri collaboratoriSpesso, nella composizione del bollettino, ci troviamo indifficoltà a decidere se pubblicare quanto ci viene trasmessoall’ultimo minuto, oppure rimandare al mese seguente,quando magari è troppo tardi. Vorremmo ricordare cheogni scritto è bene che sia presentato circa un mese prima,in modo che la redazione al completo possa valutare omeno l’opportunità di pubblicare i testi. Vorremmo anchericordare di non chiederci di pubblicare quanto può riguardaresolo i membri di una associazione o può interessaresolo un piccolo numero di lettori. Chi prepara il bollettinodeve sforzarsi di corrispondere alle richieste degli abbonati,senza rinunciare alla peculiarità “parrocchiale”.E a volte anche lo spazio a disposizione è “limitato”.TegoleperSanta MariaIl valore della tegola è simbolico,ognuno offra quello che può.Tutti possiamo offrire il corrispettivo di una tegolae allora… non tirarti indietro,porta una tegola a Santa Maria!Ho fiducia e sono certo che tutti,essendone molto devoti, portiamo la nostra tegolaalla Madonna e con questa tegola Ella ci proteggee ci accompagna.Vi ringrazio.Puoi passare dall’Ufficio parrocchiale.Don Rosario29L’Angelo - Aprile 2003


30Opere parrocchialiN. N. per benedizione € 100,00Benedizione famiglie 330,00La classe 1943 nel 60° in ricordo dei defunti 50,00Chiesa del Cimitero - N. N. in memoria del marito 25,00Associazione Pensionati di Chiari 100,00Tegole per Santa MariaIn memoria dei propri defunti € 50,00Una pensionata 20,00In memoria di Mario Marini 15,00N. N. in suffragio del marito 50,00Mantegari - In memoria dei genitori 50,00Giulietta - P. C. 10,00A. G. 50,00In memoria dei defunti Mario e Giovanni Facchetti 50,00Cassettine centro Chiesa 136,00Aquila e Priscilla 40,00F. G. 50,00M. P. 50,00N. N. 50,00N. N. 10,00N. N. 25,00M. M. e A. 15,00Offerte chiesetta dell’Ospedale di Chiari 50,00N. N. 50,00N. N. 50,00N. N. 25,00N. N. 15,00Totale entrate € 861,00Terzo acconto lavori - 30.000,00Centro GiovanileG. L. in memoria di Rocco Lorininel primo anniversario della morte 125,00Comunità San Giovanni 30,30Offerte cassettina centro Chiesa 38,00Famiglia Giovanni Facconiin memoria di Rita Salvoni 50,00In memoria di Giulio Cogi 75,00Pinaaricordodella cara defunta Maria Lorini vedova Bettinardi 25,00Alcune famiglie del Villaggio Primavera 190,00Offerte chiesetta dell’Ospedale di Chiari 100,00Saldo precedente - 1.110.591,27Totale entrate 633,30Saldo al 18 marzo 2003 - 1.109.957,97Qualcuno rimane ancora sorpreso di fronte all’ingentesomma debitoria che resta da coprire per estingure l’impegnoassunto nella costruzione del nuovo oratorio. Precisiamodunque, come già segnalato più volte, che questodebito, che rimane un debito, anche se a lungo termine,per la maggior parte verrà estinto pagando le restanti15 rate del mutuo nei prossimi anni. Ogni rata ammontaa 57.556,77 €. Inoltre, rimane un ulteriore debitocon le banche, pari a 300.000 euro circa. Certo uno sforzodi generosità dei clarensi non guasterebbe, sia perSanta Maria che per il Centro Giovanile.Ricordo di Marianna BosettiFiglia di Sant’AngelaChiari 12/1/1900 - Marone 2/2/2003Il giorno 4 febbraio ci siamo stretti intorno all’altare nella Basilica dedicata alla Madonnadel Rosario per dare l’estremo saluto alla nostra sorella Marianna Bosetti. Eravamo intanti, di parecchie generazioni: consorelle di Chiari, Brescia, Marone, amici, parenti, conoscentidi vecchia data, con i cari nipoti e pronipoti. Monsignor Rosario, che presiedevala liturgia Eucaristica, ha esordito al Vangelo con pensieri eccellenti che hanno illuminato tutto l’arco della vita della sorellaMarianna, deceduta alla longeva età di 103 anni. Ricevette la grazia battesimale nei primi giorni della sua vita, chela rese figlia di Dio e più avanti, nella giovinezza, decise di consacrarsi a Cristo nella Compagnia delle Figlie diSant’Angela, emettendo i fermi propositi di Castità - Povertà – Obbedienza, il segno di appartenenza a Cristo e la donazionetotale alla Chiesa, perciò ai fratelli, che Ella esercitò nella sua famiglia, nella catechesi e negli oratori del suo tempo.Più avanti negli anni condivise le fatiche e la missione apostolica del fratello Monsignor Guglielmo Bosetti e lo seguìnelle scelte pastorali prima come parroco a Brescia, poi come Vescovo a Fidenza. Dopo la morte dell’illustre Presule siritirò nel dolore con le sue sorelle, che sempre animò ad accettare la Volontà di Dio, nei suoi disegni. Concluse la suavita densa di preghiera e di bontà nella casa di riposo di Marone, dove attese come sposa vigilante l’incontro dello sposo,che sempre invocava con l’anelito del suo cuore. Sparse ovunque la bontà, la serenità, la gioia. Resterà in benedizioneper quanti la conobbero e l’amarono.Le Consorelle di Chiari, i nipoti e pronipotiL’Angelo - Aprile 2003


MariaGoffi16.7.190616.3.1993Per chi abitavanella zona di S.Giovanni versola metà del XXsecolo, MariaGoffi ha rappresentatoun forte punto di riferimento perla propria formazione e crescita cristiana,ma anche per l’aspetto ricreativo e di utilizzodel poco tempo libero di cui disponevamo50 anni fa in campagna. Come non ricordareil catechismo, soprattutto in Quaresima,prima della scuola alle ore 7.30, ma anchediverse gite con i primi pullman, noncerto di Gran turismo come oggi, per recarsia Caravaggio, Stezzano, Varallo Sesia, o altrelocalità? In queste circostanze di festanon mancavano, per i ragazzi, abbondantipanini e salame nostrano.Un grato ricordo e l’impegno di volerla ricordarein modo più completo, magari nell’ambitodella Festa di San Giovanni delprossimo agosto.Giuseppe DelfrateStefano Sigalini15/9/1922 - 23/2/1993Aldo Mingardi29/5/1932 - 1/5/1997Battesimi4. Andrea Orizio5. Mattia Baresi6. Alessandro Formenti7. Giulia Faglia8. Sara Massetti9. Kevin Joseph Kuijper10. Andrea Nighetti11. Valeria SalvettiMatrimoni3. Battista Pescinicon Patrizia Morandini4. Angelo Cattaneocon Monica MaiDefunti25. Ida Rubagotti anni 7826. Angela Recenti 7727. Anna Maria Guardi 8928. Giuseppa Salvoni 7629. Claudia Costa 7230. Velia Maria Arrighetti 7931. Nicola Giuseppe Ciarma 5532. Epifanio Moletta 7633. Dina Lussignoli 8734. Pasqua Foglia 9235. Maria Rampini 7236. Giuseppe Mombelli 6537. Carlo Baroni 8738. Vittoria Festa 8839. Domenico Manzardo 9040. Angelina Goffi 9431Arturo Lorenzi23/8/1931 - 28/4/1969Maria Gorla26/10/1927 - 8/4/1999Margherita Demaria23/1/1905 - 3/4/2001Silvano Malzani25/7/1940 - 5/4/1997Guglielmo Seggiali - Gemma Mombelli8/9/1904 - 24/1/1987 * 2/11/1908 - 12/2/2002Anna Piantoni19/10/1956 - 20/2/1990Ester Goffi in Piantoni27/11/1926 - 30/4/2000L’Angelo - Aprile 2003

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