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N. 2 - F ebbraio 2006 P oste Italiane S. p. A. - Parrocchia di Chiari

e alla dignità di sacramento. È unaconsiderazione che riprende e specificale precedenti: gli sposi infatti nonsono soltanto ministri e soggetti delsacramento, ma lo sono in riferimentoad un gesto profondamente personale,il patto coniugale, che nellostesso tempo è lo stesso segno sacramentaledel matrimonio. Gli sposisono pertanto chiamati ad esprimerenel loro consenso un impegno umanodi vero amore coniugale ed ancheuna volontà di accoglienza dellanovità che Cristo vi ha introdotto, lagrazia di un sacramento che si prepara,si vive poi e si perfeziona in uncontinuo dono reciproco e nella benedizionedivina.La Chiesa adempie la sua missioneevangelizzatrice del matrimonio inparticolare con la preparazione cristianaal matrimonio, ove si evidenzianol’ascolto della Parola di Dio,l’inserimento nel mistero liturgico diCristo, l’esperienza della vita nuovanello Spirito, la disponibilità alla preghiera,la formazione della coscienzamorale e la capacità di assumeredelle responsabilità. La scelta dei fidanzaticirca il matrimonio cristianosi qualifica, in modo originale e profondo,come scelta di fondo.PALMA IL VECCHIO (Jacopo Negretti, detto; 1480 - 1528)Giobbe e Rachele, Dresda, PinacotecaVerso un fidanzamento maturoI giovani sono chiamati a vivere unapreparazione adeguata al matrimonio,orientata a raggiungere una felicitàe serenità di prospettive, di valorie di impegni, rendendosi consapevoliche la felicità non è una stazionedi arrivo, ma un modo di viaggiaree si può dire pertanto che la maturitànon è tanto un traguardo da raggiungerequanto un modo di vivere.Alcune caratteristiche possono facilitareuna maturazione progressivaverso il matrimonio. Innanzitutto lacapacità di vedere chiaro quello chesi vuol vivere, cioè avere una luciditàdi idee e di convinzioni inerenti lareciproca conoscenza; è utile avereuna spiritualità: la fede infatti è luceche viene da Dio e infonde coraggionelle difficoltà e lungimiranza nellevarie decisioni personali; un fidanzamentomaturo diventa pure un’esperienzadi libertà dall’egoismo personale,da eventuali condizionamentied educarsi ad assumere le proprieresponsabilità, evitando certamentela superficialità e ogni sorta di formalismo.La gioia del fidanzamento favoriscela riuscita del matrimonioNon vorrei spendere molte parolesulla gioia come sistema per crescerenella maturità e nella responsabilitàdi fronte alla vita e al matrimoniostesso. La gioia ha a che fare con unacerta capacità di contemplare i regalidell’esistenza. Non si cresce agevolmentese ci si carcera nelle angustieo se ci si ingabbia nel reticolato delcalcolo. La gioia come calore umanocrea un clima favorevole alla crescitaperché sollecita tutte le potenzialitàdella persona. Dice un autore:“Dio è gioia, eccoperché davanti allasua casa ha appesoil sole”. La gioiasviluppa il senso diresponsabilità perchéconsente unavisione serena dellecose, al di là deipropri limiti e dellapropria precarietà.È un fidanzatoresponsabile quelloche non vedenemici ovunque oche non drammatizzaogni questionee problema. Ma peragire così occorrel’umile serenità dichi, per dirla con Papa Paolo VI, “èfelice oggi, perché attende per il domaniuna piena felicità”. La partecipazioneai corsi di preparazione deifidanzati al matrimonio si rende certamenteutile e permette la crescitadella disponibilità verso i valori umanie cristiani del matrimonio.Per questoinvito ad accogliere i corsi deifidanzati che vengono proposti inParrocchia o nella zona pastorale.Auguro ogni bene ai fidanzati peruna riuscita serena del loro matrimoniocon la benedizione del Signore ela preghiera di tutta la comunità cristiana.don RosarioLa Consulta di pastoralesociale della Zona VIIIdelle Parrocchie di Castelcovati,Castrezzato, Chiari, Cizzago, Comezzano,Cossirano, Rudiano,Trenzano, Urago d’Oglio, proponetre incontri di riflessione per tutti apartire dal Compendio della DottrinaSociale della Chiesa.Martedi 7 febbraioLa dignità del lavoro e il sensodella festarelatore don Ruggero Zani, Direttoredell’Ufficio Diocesano diPastorale Sociale.Lunedì 13 febbraioI compiti della famiglia cristiananel mondo contemporaneorelatore don Franco Dorofatti,insegnante di teologia e psicologiadel seminario vescoviledi Brescia.Martedì 21 febbraioLa famiglia in un mondo che cambiavive il Giorno del Signorerelatore don Diego Facchetti,insegnante di teologia morale delseminario vescovile di Brescia.Gli incontri sono tenutialle ore20.45 presso il Centro Giovanile2000 in via Tagliata 2, Chiari.don Rosario, vicario zonale4


Un cammino di fede e di gioiaUna delle maggiori preoccupazionidi sempre è la famiglia:ad essa pensano coloro chehanno responsabilità civile e cercano,con disposizioni e opportuni aiuti,di sostenere un’istituzione fondamentaledella società; non di menopensano ad essa quanti hanno responsabilitàecclesiale e propongonoquanto consente di formare e di viverenel migliore dei modi l’istituzioneche anche la Chiesa ritiene fondamentale.La Chiesa pone a fondamento dellafamiglia il matrimonio, come dono egrazia che Dio rivolge ad un uomo ea una donna, che chiama a vivere informa unica, fedele e indissolubile lacomunione di vita che nasce dal reciprocoamore. Quando due giovanidecidono di sposarsi, Dio è felice.Nel loro entusiasmo vede realizzarsiun suo sogno: Egli stesso ha impressonel cuore dell’uomo il bisogno diamare; ha donato a lui un aiuto simile,la donna; lo chiama a realizzarecon lei l’unità in una sola carne. Lacoppia che nasce gli richiama la convivialitàtrinitaria.Cristo guarda con infinita simpatiaun uomo e una donna che si amanocosì intensamente da decideredi sposarsi. Anch’Egli vive un’intensastoria d’amore nuziale: si presentacome lo Sposo con noi, ama la Chiesae dà se stesso per lei, la vuole suaSposa, bella e santa. Desidera incontrarei giovani fidanzati nel giornodel loro matrimonio, vuole rimanerecon loro, sostenere il loro amore.Per questo riversa nei loro cuori loSpirito Santo: vuole che siano capacidi amarsi come Egli ama la Chiesa,sua Sposa. Nessuno può spegnere lagioia e la premura di Dio. Ogni famigliache nasce è una primizia delsuo amore. È un evento umano incui vive il mistero della nuzialità diCristo sposo.La Chiesa guarda quindi con particolarepremura ai fidanzati, intendesostenerli nel discernimento vocazionaleed aiutarli a prepararsi aduna scelta che segnerà per sempre laloro vita; è felice di accompagnarlia celebrare il sacramento dell’Amore.Tutto il periodo del fidanzamentoè un tempo di grazia e di crescitanella relazione di coppia che si staconfigurando come sponsale ed è uncammino verso il matrimonio. Ciòche i due giovani stanno vivendo èun momento importante: è un tempodi preparazione nel quale sonochiamati a crescere nella loro capacitàdi amarsi; è un tempo nel qualesono invitati ad assumersi le proprieresponsabilità, così da poter costruireuna vera famiglia; è un tempo nelProposta di incontriIn Parrocchia(sede: CG2000)giovedì 2 - 9 - 16 - 23 febbraiogiovedì 2 - 9 - 16 - 23 marzodomenica 26 marzo:ritiro conclusivoNella curazia di S. Bernadino(sede: istituto salesiano)sabato 21 - 28 gennaiosabato 4 - 11 - 18 - 25 febbraiosabato 4 - 11 marzosabato 18 marzo:ritiro conclusivoquale sono accompagnati dalla graziadel Signore.È un momento entusiasmante: tantiprogetti e tanti sogni stanno per avverarsi;è un momento di grande libertà:stanno per decidere di se stessi,per una donazione reciproca cheli impegna per tutta la vita. Stannoper prendere tra le loro mani unarealtà meravigliosa, ma anche difficileperché continuamente minacciatada modi di pensare e di agire chenon aiutano a vivere in modo autenticol’esperienza dell’amore coniugalee della famiglia.Richiede, perciò, una preparazioneche si concretizza in un cammino serioe impegnativo fatto di incontri, diriflessione, di confronto, di dialogo edi preghiera. Forse a qualcuno potràsembrare eccessivo, ma è necessarioper essere ciò che ogni uomo e ognidonna vogliono essere.A tutti i fidanzati è rivolto l’invito alasciarsi attrarre dalla bellezza dellachiamata che scende dall’alto; seben preparati, diventeranno testimonianzaconcreta e vivente della grandezzadel matrimonio cristiano.don ValentinoDate per la celebrazionecomunitaria del BattesimoAnno 2006Febbraio Domenica 26Marzo Domenica 26Aprile Domenica 30Maggio Domenica 28Giugno Domenica 25Luglio Domenica 30Agosto Domenica 27Settembre Domenica 24Ottobre Domenica 29Novembre Domenica 26Dicembre Domenica 31I Battesimi, nella Parrocchia diChiari, vengono celebrati l’ultimadomenica del mese, con lapossibilità di scegliere tra dueorari: alle 12.00 o alle 16.00,eccetto i mesi di luglio e agostodove i battesimi verranno celebratisoltanto nella Santa Messadelle ore 11.00 in Duomo.5


Consiglio per gli Affari EconomiciMacchina delle Quarantorea cura di Rosanna AgostiniÈ stato completato l’oneroso e complessorestauro della Macchina delleQuarantore. “Per saldare le spese- ha riferito al CPAE don GiovanniAmighetti - sono stati corrisposti allaScuola Regionale ENAIP di Botticino16mila euro; resta ancora il saldodi 10.800 euro. Il montaggio e altrespese varie inerenti alla strutturadi sostegno sono state di 9.100 euro.Le offerte per la Macchina delleQuarantore ammontano attualmentea 11.141 euro, contro 35.900 eurodi uscite. È prevista la realizzazionedi un’intelaiatura di sostegno dellaraggiera, parte alquanto delicata delcomplesso, soprattutto nelle operazionidi montaggio e riposizionamento.La parte superiore della strutturalignea è stata alleggerita con l’inserimentodi travi di alluminio. A curadella Ditta Chiari Serramenti, inoltre,viene offerta la struttura retrostante,con scala di accesso a norma e parapettodi sicurezza, per la collocazionedell’Ostensorio”.La Macchina delle Quarantore si èlasciata ammirare da indiscussa protagonistadella Settimana Eucaristicaclarense, dal 22 al 30 ottobre, a conclusionedell’Anno Eucaristico 2005.Un’occasione per tutti i clarensi di verificarepersonalmente il delicato recuperostrutturale che ha ricondottol’imponente apparato liturgico settecentescoal suo originario splendore,grazie alla perizia dei lavori svolti dallaScuola Regionale ENAIP di Botticino,con la supervisione della Soprintendenzaai Beni Artistici di Brescia.Per la solenne cerimonia inauguraledella Settimana Eucaristica clarensein Duomo, sabato 22 ottobrealle 18.00, un applauso commossoe spontaneo dei fedeli ha accolto icelebranti all’ingresso in chiesa. Peri clarensi, infatti, il mastodontico apparatonon è solo la cornice esterioredi abbellimento al Verbo Incarnato,ma il segnale di devozione al MisteroEucaristico manifestata nell’attaccamentoalla Parrocchia di Chiari,visibile in questo documento di anticafede dei clarensi, sapientementerecuperato nel tempo presente. AlessandroGozzini ha curato, con pazientededizione in questi dieci anni,le diverse fasi del restauro. Per sapernedi più gli rivolgiamo qualche domanda.Può descriverci come si è giunti alcompletamento del restauro che si èprolungato per oltre dieci anni?Va innanzitutto chiarito che i diecianni del restauro non sono imputabiliad incuria o ad abbandono del progetto,ma sono la conseguenza dellenecessità didattiche della scuola chenon poteva metter mano a più di trequattropezzi per ogni anno scolastico.Considerando che l’intero apparatoconsta di oltre settanta pezzi, ilconto è subito fatto. Se quest’annosi è potuto restituire l’opera al culto,lo si deve alla volontà del prevostomons. Rosario Verzeletti che hafortemente creduto nell’iniziativa delsuo predecessore. Si sono così potutiorganizzare gli stage cui hanno aderitodiversi allievi della Scuola che,sotto il diretto controllo dei docenti,hanno portato a termine il lavoro.Sono state portate modifiche particolario criteri di modernizzazione all’imponentestruttura? Quale attenzioneè stata riservata alla sicurezzadell’intero apparato?Dal 1762 la Macchina ha subito almenodue “pesanti” modifiche di cuil’ultima probabilmente in occasionedel Congresso Eucaristico del 1938.Oggi nessuna modifica strutturale èstata apportata, ma solo un diversoposizionamento di alcune parti, rispettoall’unica immagine del passatoin nostro possesso. È stata invececompletamente ricostruita, perché distruttao alienata, la struttura portantedell’apparato seguendo, in linea dimassima, i criteri usati in passato macercando di ottimizzarla e di modernizzarlain direzione di una migliore“componibilità” e sicurezza.Sarà possibile riproporre l’impiego dellaMacchina delle Quarantore cometradizionale apparato liturgico di esposizionedel Santissimo Sacramento?La Settimana Eucaristica è stata unevento eccezionale che ha visto coinciderela fine dei lavori di restaurocon la chiusura dell’Anno dell’Eucaristia.D’ora in poi la Macchina verràriutilizzata durante i tradizionali giornidel Triduo Pasquale, dalla Domenicadelle Palme al Mercoledì Santo.È stata definita una sede idonea peril riposizionamento della struttura?Una sede riservata specificamentealla conservazione è ancora in fasedi progettazione. Per il momento lastruttura verrà depositata in ambientiidonei a proteggerla da eccessivisbalzi di temperatura e umidità.La Macchina delle Quarantore, oltread essere un’opera di grande valoreartistico, è parte delle radici storichedella fede clarense, rivitalizzate nell’AnnoEucaristico 2005. Quale rilievoritiene possa avere al giorno d’ogginella devozione popolare questamastodontica struttura?Certamente quest’opera può rivestireil ruolo di un mediatore importantefra l’uomo e il suo desiderio innatodi comprendere e comunicare conil mistero. La sua bellezza e preziositàpossono ancora oggi aiutare il credentea vivere un gesto di devozionecon quella meraviglia e stupore che6


Consiglio Pastorale Parrocchialea cura di Ida AmbrosianiI gruppi caritativi della nostra parrocchiaAlla riunione del 13 gennaio eranostati invitati alcuni rappresentanti deigruppi caritativi della Caritas parrocchiale,essendo l’argomento all’ordinedel giorno il seguente: “Il voltodella Parrocchia si riflette nella dimensionecaritativa verso le persone,fatta di prossimità, condivisionee cura” (la missione dei vari gruppicaritativi presenti nella Parrocchia).Questo tema riflette la Nota pastoraledel nostro Vescovo - ha affermatoMonsignor Verzeletti - e vuol essereun approfondimento dell’aspettocaritativo della nostra comunità.Già nel dicembre 2003 erano apparsidue articoli su L’Angelo, a seguitodi riunioni riguardanti questo tema enel 2004 si era considerata la Caritàdal punto di vista pastorale - tematicainterrotta per la visita pastoraledel nostro Vescovo - e adesso si desiderariprendere l’argomento soprattuttonella sua parte applicativa, riguardantei gruppi operativi parrocchiali.Infatti i Consiglieri sono interessatia conoscere la realtà attualedella Caritas.Durante la sua visita pastorale il Vescovoaveva anche incontrato i gruppicaritativi e del volontariato, raccomandandoin quell’occasione che “ilbene venga fatto bene”, ossia conpreparazione e competenza. Invitatia presentarsi e ad esporre la loro attività,hanno parlato di volta in voltai rappresentanti dei gruppi facenticapo alla Caritas: L’Ascolto, SanVincenzo, Nomadi, Centro Aiuto allaVita, Rustico Belfiore e altri. Questigruppi si occupano di portare avantii progetti che la Caritas individua.Abbiamo quindi sentito che a L’Ascoltoconfluiscono le persone con problemidi ogni genere e che, mentreun tempo si trattava solo di clarensi,adesso si rivolgono per aiuto specialmentegli stranieri; il gruppo Nomadisi occupa soprattutto dei bambini,perché frequentino la scuola, venganoseguite norme igieniche e si distribuisconoalcuni aiuti alimentari;il Rustico Belfiore ospita e sostienealcuni disabili, ma risulta difficile laloro integrazione dal punto di vistasociale e lavorativo; il Centro aiutoalla Vita opera anche nell’Ospedalee trova i fondi - con grande difficoltà- per sostenere alcune mamme chealtrimenti non potrebbero tenere ilbambino; la San Vincenzo, con scarserisorse, cerca di aiutare i bisognosi,magari andando a trovare quelliche si vergognano a chiedere.Don Pozzi ha esposto l’opera delgruppo Auxilium che fa capo a donGalli di San Bernardino. Qui è statoorganizzato un centro di accoglienzaper gli extracomunitari, i quali possonolavarsi, vestirsi, pranzare e ricevereun sacchetto per la cena.Da tutti i racconti sono emerse duedifficoltà principali: la mancanza dirisorse e la carenza di collaboratori.I pochi volontari chiedono sostegnoper la loro opera. Verrà dunque rinnovatala commissione Caritas, chedovrebbe essere una emanazionedel Consiglio Pastorale e si invitanoi Consiglieri a farne parte e a dareuna mano.Rimangono in evidenza le parole diSan Paolo, dalla Lettera ai Corinzi:“Queste dunque le tre cose che rimangono;la fede, la speranza e lacarità; ma di tutte più grande è lacarità!” AvvisoPer i collaboratori de L’AngeloAl fine di evitare disguidi e confusione,si ricorda che il materialecartaceo e le foto a stampa siconsegnano (e si ritirano dopo lapubblicazione) presso l’UfficioParrocchiale.Il materiale informatico va indirizzatoper posta elettronica all’indirizzoe-mail:e_go@libero.it (Enrica Gobbi).Apostolato della preghieraIntenzione per il mesedi febbraio:Affinché la Comunità Internazionaleponga fine al trafficodegli esseri umani.L’allarmante crescita del commerciodegli esseri umani costituisceuno dei problemi politici,sociali ed economici legatial processo della mondializzazione:questa realtà rappresentauna grave minaccia alla sicurezzadelle Nazioni ed è ancheuna questione di giustizia internazionaleche deve essere presain considerazione.Lo sfruttamento sessuale delledonne e dei bambini è unaspetto particolarmente ripugnantedi questo commercio,che deve essere consideratocome una intrinseca violazionedella dignità e dei diritti dell’uomo.L’incresciosa tendenzaa ritenere la prostituzione un’industriacontribuisce non solo altraffico di persone, ma costituisceprova di una tendenzain costante crescita che riduceil ricco mistero della sessualitàumana ad un semplice bene diconsumo. Si rende allora necessariofare attenzione alle causeprofonde che alimentano questamanifestazione di schiavitùumana: in particolare si trattadi considerare l’immagine delladonna che sta generando unavera industria dello sfruttamentoumano, soprattutto nei Paesiindustrializzati.Come pure si rende necessario,nei Paesi meno sviluppati, daiquali proviene la maggior partedelle “vittime umane”, costruiredei meccanismi talmenteefficaci da prevenire la trattadi queste donne, offrendo loroanche la possibilità di una riabilitazione.Padre Piero Donadoni7


a cura di don AlbertoPraticanti falsi o non praticanti giusti?Tutti rimaniamo scandalizzati seuna persona praticante (checioè partecipa ogni domenicaall’Eucaristia, possibilmente comunicandosi,si accosta periodicamentealla confessione e condivide comunitariamentela propria preghiera)vive il contrario di quello che celebra.Magari non si bada troppo acome me la cavo io (tanto, se credo,nessuno può dirmi come credere),ma, piuttosto di fare come quello là,praticante, è meglio fare come faccioio. In realtà entrambe le posizioni, seconsapevoli (e qui ci salvi l’ignoranza),non permettono al buon Dio dimantenere la promessa che ci ha fatto:la vita eterna accanto a Lui.Gesù era già intervenuto a proposito:«Allora comincerete a dire: “Abbiamomangiato e bevuto in tua presenza(Eucaristia?) e tu hai insegnatonelle nostre piazze”. Ma egli dichiarerà:“Vi dico che non so di dove siete”».(Lc 13,26)«In verità, in verità vi dico: se nonmangiate la carne del Figlio dell’uomoe non bevete il suo sangue, nonavrete in voi la vita. Chi mangia lamia carne e beve il mio sangue ha lavita eterna e io lo risusciterò nell’ultimogiorno». (Gv 6,53-54)Il Sacramento non ha sensosenza fedeLe due precedenti posizioni mostranotuttavia un aspetto di grande verità.Gli uni, i praticanti, dicono difatto che i sacramenti sono necessari,gli altri evidenziano che non sonosufficienti. Il punto assurdo è proprioquesto: essere cristiano credente eaver ricevuto i sacramenti sono duecose separate!Da qui l’esigenza di un nuovo mododi diventare cristiani. Non basta piùoggi il catechismo che prepara ai sacramenti(modello precedente chepresupponeva la fede oggi spesso insufficiente),ma è necessario un percorsodi Iniziazione Cristiana che, attraversola ricezione dei sacramenti,introduca al mistero di Cristo e dellaChiesa.Verrei scomunicato se non precisassiimmediatamente che i sacramentinon sono manchevoli in sé, nellaconsistenza della grazia comunicata,quanto, come in ogni processocomunicativo, nella loro ricezione.Il catecumenato non rende più efficacel’azione di Cristo nel sacramento.La rende semplicemente possibile,per una scelta divina di non violentarela libertà umana. Per questo,dice l’ICFR, «il Sacramento al di fuoridi un contesto di fede non ha alcunsenso» (n. 25). Infatti, «pur essendovero che la grazia sacramentale, infusain noi dallo Spirito santo, generae alimenta la vita di fede, speranzae carità, va ribadito che i Sacramentisono pur sempre e in primo luogo “iSacramenti della fede”, che presuppongonola grazia della fede comecondizione indispensabile per la loroefficacia salvifica» (n. 23).Non si può separare il dono gratuitodi Dio dall’accoglienza della fede,dalla libera adesione del credente. Inquesta prospettiva si comprende illamento del Catechismo degli adultiLa verità vi farà liberi al n. 666: «Nelnostro paese quasi tutte le famigliechiedono i Sacramenti dell’IC peri loro figli; ma molte volte li vivonocome riti di passaggio, in cui prendecorpo un vago senso del sacro, e noncome riti specificamente cristiani. Lagrandezza di queste celebrazioni stainvece nel fatto che uniscono vitalmentegli uomini a Cristo e li assimilanoa Lui nell’essere e nell’agire,introducendoli nella Comunione trinitariae in quella ecclesiale. Particolarmentenecessario si rivela dunqueun itinerario di fede, che preceda,accompagni e segua la celebrazionedei tre Sacramenti».Si sta attivando un cammino di IniziazioneCristiana che nelle intenzioninon dà per scontata e presuppostala fede, ma si preoccupa di generarla;che sviluppa un’educazione globalealla vita cristiana, senza limitarsial momento dottrinale o sacramentale;che è scandito da tappe progressiveed è segnato da diversi passaggie verifiche; che ha un’intrinseca dimensionecomunitaria ed ecclesiale.La verità della fedeesige il SacramentoIl cristiano credente vive della graziasacramentale. Una relazione vitaletra te che leggi (e io che scrivo... valeanche per me!) e Dio. Dove da unlato l’accostarsi ai sacramenti non diventiabitudine slegata dal resto dellavita e dall’altro la fede si abbandoniobbediente al modo voluto da Coluiin cui dice di credere: «Prendetee mangiate, questo è il mio corpo».(Mt 26,26). Partecipo sempre volentieriagli incontri che vengono propostiai genitori al Centro Giovanilee cosi mi sono ritrovataad ascoltare il dott. Poli, unopsicoterapeuta che dibattevasull’educazione dei figli e adessere sincera ero un po’ scettica.Man mano che parlavami riconoscevo nella “buonamadre” e solo verso la fine hadetto una frase che mi ha colpita:spiegava come una personaegoista e piena di sé peressere superiore si cerca comecompagna “una di quelle chevengono dalla valle” cosicchélo possa assecondare senzacontrobattere… ma ha ancheaggiunto che l’amore nel donarsiall’altro non è sottomis-8


sione. Sembrava parlasse dime, ma di una me di qualcheanno fa…Sono ormai divorziata e la salitada affrontare è stata dura,ricominciare da sola e con duefigli (di 2 e 5 anni) mi è costatoun notevole sforzo... cosi comeaccettare il fatto di non averepiù al fianco un marito chemi volesse bene, di aver fallitonella vita matrimoniale e divedere attorno a me solo coppiefelici. Credo però che Diomi sia sempre stato al fianco,facendomi trovare persone sullamia strada che mi hanno saputodar coraggio e mi hanno stimataper quel che sono. Oggiho un lavoro di responsabilitàe sono apprezzata, ho due figliche crescono sereni e tranquilli;nonostante la nostra situazionedi coppia, davanti aloro non c’è mai stato un litigiooppure situazioni di tensione,grazie ad uno sforzo comune,che ci ripaga ogni giorno; riescoa gestirmi in modo di esserecon loro per i compiti, per leattività sportive e non, grazieanche all’aiuto dei nonni.Le tensioni o i litigi ci sono statie continuano ad esserci… glialimenti non puntuali, gli extrache vengono contestati, le vacanzenon rispettate, le criticheper qualsiasi cosa si faccia dipropria iniziativa…A volte sono stanca, mi sembradi non aver momenti perme, c’è sempre da fare e vorreiqualcuno a cui appoggiarmi,che mi dicesse “lascia,non ti preoccupare, ci pensoio”, ma mi basta passare davantialla cameretta dei mieidue bambini e vederli dormireuno affianco all’altra per sentirmidi nuovo forte e piena dienergia. Ora so che la decisionedi non vivere un matrimoniodi facciata è stata quellagiusta, sacrificare me stessanon avrebbe giovato né a me,né ai miei figli.Una mamma separataQuesto breve racconto può aiutare i bambini a far fronte allostress da lontananza.È importante trovare un trucco per controllare il senso di incertezza;esercitando infatti una qualche forma di dominio su ciòche sfugge al proprio controllo anche l’ansia diventa controllabile.I sassolini del principeC’era una volta un re che viveva in un castello con la regina, ilprincipino suo figlio, la tata del principino, un cuoco e il giardiniere.Il principino era molto affezionato al re che, quando avevadel tempo libero, giocava col figliolo.Il re doveva occuparsi degli affari di Stato e spesso partiva percompiere dei viaggi nel proprio Paese al fine di verificare comevivevano i suoi sudditi. Il principino capiva che il suo papà avevacose importanti da fare, ma ogni volta che il re partiva lui sirattristava. Un giorno il re partì per ben quattordici giorni. Il piccolonon sapeva contare e per lui quattordici giorni erano tanti.Decise perciò di andare a cercare il suo papà.Di notte, in pigiama, silenziosamente, uscì dal castello e si ritrovònel bosco. Il bosco era buio, pieno di ombre, strani rumori efigure; il principino, spaventato e infreddolito, si accucciò ai piedidi una quercia e cominciò a piagnucolare. Lo sentì una civettache, incuriosita, gli chiese cosa fosse successo. Il principino spiegòche era in cerca del suo papà il quale era partito per un viaggiodi quattordici giorni, ma non sapendo contare non conoscevaquanto fossero lunghi quattordici giorni.La civetta procurò allora un pallottoliere, che è uno strumentoa palline che usano le civette per contare, e insegnò al principinoa contare. “Uno, due, tre… ogni pallina è un giorno. Se ognigiorno sposti una pallina da un lato e dall’altro del pallottoliere,puoi sapere i giorni che rimangono. Ogni giorno che passa c’èuna pallina di meno da una parte e una pallina in più dall’altrae mentre tu conti si avvicina il giorno del ritorno. Quando avraispostato tutte le palline, il tuo papà tornerà al castello”.Il principino imparò subito a contare fino a quattordici. Raccolsequattordici sassolini e tornò al castello; li depose in una scatolarossa e ne procurò un’altra gialla per spostare ogni giorno unsassolino in quest ’ultima. Il quattordicesimo giorno, verso sera,dall’alto di una torre vide arrivare il re.Da allora, ogni volta che il re partiva per un viaggio, il principinosi faceva dire quanti giorni sarebbe stato fuori, poi, tranquillo,senza piagnucolare, iniziava a spostare i sassolini come gli avevainsegnato la civetta… e quando nella prima scatola non c’eranopiù sassolini voleva dire che il re stava per arrivare.Chiara. L.(Tratto da Prova con una storia, di Anna Oliverio Ferraris, FabbriEditori)9


XXVIII Giornata per la vitaLa giornata per la vita è sempreun appuntamento importanteper il nostro Centro e per tutticoloro che hanno a cura la vita ed inmodo particolare quella nascente.È anche un momento di bilancioper l’anno appena chiuso. Duranteil 2005 presso il nostro Centro sonopassate più di 80 mamme, a tutteabbiamo dato l’aiuto di cui avevanobisogno: latte, pannolini, vestiti e accessoriper l’infanzia.Abbiamo realizzato due progettiGemma rispettivamente per duebambini che, grazie al nostro sostegno,hanno potuto esserci: FrancescoPio e Antonio.La gioia di queste mamme che orasono felici di stringere tra le braccia iloro bambini e hanno potuto contaresu di noi in modo concreto, è anchela nostra e di tutte le persone chehanno contribuito ai progetti.I progetti Gemma applicati, sonoscaturiti da persone generose, checon 5 o 10 euro al mese hanno contribuitoin modo concreto ai due progetti.È stato un modo di aiutare duemamme che spinte dalla disperazione,potevano agire in modo imprudente,rinunciando alla creatura cheportavano in grembo.Il nostro Centro lavora molto nel sostegnoalle mamme in stato di bisogno;nel nostro giorno di apertura ilvenerdì dalle 9 alle 11 vengono circa10/12 mamme ogni venerdì, ed èanche un momento di relazione e direciprocità.Tutto questo ci rende molto utili, malo spirito autentico del CAV è l’aiutocon i Progetti Gemma, soprattuttonel momento in cui una donna disperatanon sa come affrontare unagravidanza ed è tentata di ricorrereall’aborto. Per questo motivo siamopresenti anche nella Struttura OspedalieraMellini di Chiari il venerdì pomeriggiodalle ore 15 alle ore 16.Lo spirito che anima il CAV è quellodi promuovere una cultura per lavita, difenderla in maniera concretae sostenere la donna in un momentodifficile.5 febbraio 2006Per la XXVIII Giornata per la vitavorremmo sottoporre alla vostra attenzionealcuni brani della lettera enciclica“Evangelium vitae” (il vangelodella vita) di Giovanni Paolo II. Èil nostro modo per ricordare questogrande Papa e cioè quello di continuaresulla sua traccia-guida cheè per tutti i cristiani e in particolarel’anima di tutti i Centro Aiuto Vitache sono circa 265 in tutta Italia.«Pur tra difficoltà e incertezze, ogniuomo sinceramente aperto alla veritàe al bene, con la luce della ragionee non senza il segreto influssodella grazia, può arrivare a riconoscerenella legge naturale scritta nelcuore il valore sacro della vita umanadal primo inizio fino al suo termine,e ad affermare il diritto di ogniessere umano a vedere sommamenterispettato questo suo bene primario.Sul riconoscimento di tale dirittosi fonda l’umana convivenza e lastessa comunità politica».(n.2)Giovedì12 gennaio 2006Inaugurazionedelle nuove auledella scuoladell’infanziaG.B. Pedersoli(Chiari)«Fra tutti i delitti che l’uomo puòcompiere contro la vita, l’aborto procuratopresenta caratteristiche che lorendono particolarmente grave e deprecabile.Ma oggi, nella coscienza dimolti, la percezione della sua gravità,è andata progressivamente oscurandosi.L’accettazione dell’ aborto nellamentalità, nel costume e nella stessalegge è segno eloquente di una pericolosissimacrisi del senso morale,che diventa sempre più incapace didistinguere tra il bene e il male, persinoquando è in gioco il diritto fondamentalealla vita».(n.58)«Urge coltivare in noi e negli altri unosguardo contemplativo. Questo nascedalla fede nel Dio della vita, cheha creato ogni uomo facendolo comeun prodigio. È lo sguardo di chi vedela vita nella sua profondità, cogliendonele dimensioni di gratuità, dibellezza, di provocazione alla libertàe alla responsabilità. È lo sguardodi chi non pretende d’impossessarsidella realtà, ma la accoglie comeun dono, scoprendo in ogni cosa ilriflesso del Creatore e in ogni personala sua immagine vivente. È tempodi assumere tutti questo sguardo,ridiventare capaci, con l’animo colmodi religioso stupore, di venerare eonorare ogni uomo. Animato di questosguardo contemplativo, il popolonuovo dei redenti non può non proromperein inni di gioia, di lode e diringraziamento per il dono inestimabiledella vita». (n. 83)Sono dei piccoli brani di questa grandelettera che ci piacerebbe approfondiree magari con qualcuno che èdisposto ad affrontare il tema bello emisterioso della vita.Auguriamo a tutta la comunità unasplendida giornata della la vita nellaconsapevolezza del grande dono ricevutodal Creatore.a cura delCentro Aiuto Vita di Chiari10


Rispettare la vitaDomenica 29 gennaio è uscito con ilquotidiano Avvenire in edizione specialel’inserto Noi Genitori&Figli,dedicato alla XXVIII Giornata per laVita. “La vita umana viene prima ditutto” scrivono i Vescovi italiani nelmessaggio per la 28° Giornata perla Vita, dal titolo “Rispettare la Vita”che “è un bene indisponibile e vieneprima di tutte le istituzioni: lo Stato,le maggioranze, le strutture socialie politiche; precede anche la scienzacon le sue acquisizioni”. Il messaggiodei Vescovi chiede di valorizzarela vita nel mondo di oggi ad ognilivello. Noi Genitori&Figli, in questaoccasione come accade da ormainove anni, si è presentato in veste dimonografia imperniata sul tema “Rispettarela Vita”, indicato dal ConsiglioPermanente della ConferenzaEpiscopale Italiana.Nel supplemento in uscita domenica29 gennaio è integralmente riportatoil messaggio dei Vescovi e grandespazio nell’inserto viene dato allalegge 194 sull’interruzione volontariadi gravidanza e al dibattito chela riguarda: in un dossier staccabile,con l’aiuto di esperti, sono esaminatii vari aspetti della normativache riguarda l’interruzione volontariadella gravidanza, specialmenteper quanto concerne la tutela dellamaternità “difficile”. Inoltre, storieBACHECACONFESSIONIal CG 2000Giovedì 9 febbraioore 15.00 medieore 16.30 elementariVenerdì 10 febbraiodi coppie che, pur di fronte a gravidifficoltà, hanno scelto di metter almondo un figlio. Ma anche il rischiosbandierato come cultura di vita daparte di molti giovani. Nella rivistaviene esplorato questo comportamentodi indifferenza per la vita e disprezzo per la morte, con indagini sulperché tante persone “oltraggiano lavita, sfidandola impunemente conl’uso pervasivo di droghe, ubriacaturee sfide in auto e in moto”. Servizie testimonianze sul boom registratoin Italia delle indagini geneticheprenatali e sul perché oggi si ritengaun “tragico errore” mettere al mondoun figlio imperfetto rendono imperdibilequesta uscita.Al numero speciale del 29 gennaio ilGruppo Portaparola per la Stampacattolica in fondo alla chiesa ha dedicatoun’attenzione specifica, conuna fornitura supplementare, disponibilealla vendita anche domenica5 febbraio, nelle sedi di distribuzionein Duomo, Santa Maria e nelle chiesesussidiarie della Parrocchia perportare in ogni famiglia il quotidianoAvvenire con Noi Genitori&Figli.R. A.“Se nel cuore cerchi la libertà e aspirialla felicità, rispetta la vita, sempre ea ogni costo”(dal messaggio del Consiglio EpiscopalePermanente).Domenica 26 febbraioSfilata di carnevaleda SamberMartedì 28 febbraioCarnevale al CG 2000L’associazioneChiariAmbiente,presieduta dal Sig. GiuseppeRamera, ha programmatoun Convegno per trattareun argomento che staa cuore a tutti cittadini:L’impattodell’inquinamentosulla salute pubblicasabato 18 febbraio 2006ore 9.30Centro Giovanile 2000(Chiari, via Tagliata 2)Oltre al Sindaco di Chiari, airappresentanti delle Istituzioniinteressate all’argomento(ASL e ARPA) sono stati invitatitutti i soggetti pubblicie privati, che a vario titolo sisentono chiamati in causa.Relatori:Don Gabriele Scalmana,Incaricato della diocesi diBrescia per la Pastoraledell’AmbienteDott. Ettore Brunelli,Assessore all’Ambientedel Comune di BresciaProf. Pietro Apostoli,Ordinario di medicina dellavoro presso l’Universitàdegli Studi di BresciaCoordinatore del gruppodi lavoro sui “Nuovi Indicatoridi Esposizione”Si attende anche l’adesionedel prof. Paolo Crosignani,Direttore Unità Operativa RegistroTumori, Istituto Tumori,di Milano.ore 16.30elementari e medieMercoledì 1 marzoCeneri in Duomo,ore 16.30Tutta la cittadinanzaè invitata11


Iragazzi cantavano in allegria, mac’era chi in silenzio soffriva. Erail Prevosto Lombardi che vedevala sua opera vacillare sotto il pesodei debiti. “Mio caro Prevosto - gliscriveva un ragazzino di undici anni- Ti vedo spesso con gli occhi rossi;mi hanno detto che piangi moltoperché non hai i soldi per pagarei debiti dell’Oratorio. Non piangerepiù, tutte le domeniche mio babbomi dà una palanca e mio zio Antonioun palancone; li porterò tuttia te e dopo non piangerai più”.L’ingenuità e l’innocenza di questobambino fanno maggiormente risaltarel’indifferenza, o peggio ancorala perfidia, di chi (non ultimi alcunisacerdoti) aveva ostacolato il progettoe che ora gioiva di fronte alledifficoltà.Monsignor Lombardi certamente sifidava troppo e non vedeva la disonestàdi certi fornitori che, si dice,entravano nel cantiere con pietre,mattoni e cemento, incassavano ildovuto e se ne uscivano senza averscaricato tutta la merce. Il poveroPrevosto, con l’aiuto di don PietroRizzi, tentò un’altra strada: prese inaffitto un fondo di 200 piò in Montirone,ma ancora una volta si fidò diun fattore disonesto che completò larovina. I creditori ipotecarono l’immobile,i fornitori si portarono viaquanto era possibile e nel marzo del1914 l’oratorio fu venduto all’astaper la somma di lire 19.000.Viene da chiedersi come mai monsignorLombardi venne lasciato affondarein questa situazione; possibileche in Chiari non ci fosse qualcunoin grado di intervenire? C’era,ad esempio, monsignor Menna chea cura di Elia FacchettiE venne l’anno della ripresaaveva grosse potenzialità economichee non si mosse se non l’annosuccessivo, nel 1915, quando riscattòl’oratorio cedendolo in uso allaParrocchia.Perché non intervenire subito e salvaredall’umiliazione il proprio Prevosto?Sarà lo stesso Monsignor Mennache, in occasione dell’elogio funebre,chiederà perdono a monsignorLombardi per avergli reso difficilel’esistenza riconoscendogli, seppurein ritardo, la bontà e la rettitudine edichiarando “di aver aiutato la suasantificazione con le resistenze allasua volontà di pace e di zelo sacerdotale”.D’altra parte, in quegli anni il reverendoMenna non faceva misterodella sua avversione alla istituzionedegli oratori.“Il catechismo fatto bene basta, nonoccorre altro”, andava ripetendo.“L’oratorio fa più male che bene, èoccasione di corruzione perché vi siincontrano i buoni con i cattivi”.Il suo intervento, seppure tardivo,fu dunque provvidenziale e permisealla parrocchia di avere finalmenteun oratorio. C’è da dire, a onor delvero, che Monsignor Menna, riscattatol’oratorio, si attivò immediatamenteanche per organizzare il catechismoe, prima ancora, i catechisti.La maestra Caterina Arici, che perben trentun anni fu Segretaria Generaledel Catechismo, nei suoi registriracconta quanto avvenne inquegli anni ad iniziare dal 1916, chepuò ben essere indicato come l’annodella ripresa.Scrive la signorina Arici: “Il 12 novembre1916, Mons. Menna invitavail Corpo insegnante della DottrinaCristiana e quello della localeScuola Elementare, con altre piesignore, nella propria casa, ad unaserie di conversazioni sul modo diinsegnare Catechismo con MetodoCiclico Intuitivo. Nella diciottesimalezione tutti gli intervenuti venivanoinvitati da Monsignore a cooperarecon Lui alla restaurazione dell’insegnamentocatechistico in Chiari mediantel’istituzione della Scuola diReligione”.Ed è sempre la maestra Arici cheracconta l’inizio (il 26 novembre)della scuola maschile suddivisa in6 classi ed undici sezioni alle qualiMonsignor Menna con il gruppo del Piccolo Clero12


ne viene aggiunta una apposita peri “piccoli operai e contadini”, vale adire i ragazzi che, superata la classeterza elementare entravano da subitonel mondo del lavoro. Non essendol’oratorio sufficientemente capaceper contenere tutte le sezioni, treclassi vennero addirittura ospitatenella casa di Monsignor Menna.Nel 1917, rendiconta la direttrice,“gli alunni iscritti al catechismofurono 747 e frequentanti 500, lealunne iscritte 750 e le frequentanti450”.E non mancano i riconoscimenti perla preparazione dei ragazzi e dellascuola di catechismo che il 16 settembre1920, annota l’Arici, “partecipavacon 52 alunni alla Gara CatechisticaDiocesana in occasionedel Congresso Eucaristico. Dei nostriconcorrenti 40 riportarono il primopremio, 9 il secondo e 3 il terzopremio. La Scuola veniva onoratacon una bella medaglia d’argentodono di S.S. Benedetto XV”.È strano come, dall’entrata in scenadi monsignor Menna, passi insecond’ordine, almeno nella storiadell’oratorio, la figura di MonsignorLombardi.Ma forse l’unica stranezza è da ricercarenei meandri dell’animo degliuomini, talvolta anche dei monsignori,che spesso si compiaccionodei propri meriti e gioiscono degliinsuccessi altrui. Monsignor Lombardi,“papanù” come veniva chiamatoper la sua statura non solo fisica,moriva improvvisamente l’8febbraio 1927, certamente contentonel vedere così ben avviata l’attivitàdell’oratorio che con tanti sacrificiaveva voluto.Il 28 giugno 1920 all’oratorio arrivavadon Domenico Bettari “chiamatodalla fiducia di Mons. Menna,Vicario Generale della Diocesi, a dirigerela Scuola della Dottrina CristianaMaschile e Femminile e l’Oratoriomaschile in via Trinità, sotto lesue sapienti direttive”.Ed in quell’anno veniva introdottala Messa festiva del fanciullo. Alleore 8, in santa Maria, erano convocatitutti i ragazzi dell’oratorio, controllatidai loro catechisti che prendevanobuona nota della partecipazionee dell’attenzione.Catechisti con Mons. Capretti, don Bettari e la signorina AriciDon Bettari, dunque, diede ulterioreimpulso all’oratorio ed ebbe il meritodi creare un gruppo del PiccoloClero veramente modello e di instaurareuna fattiva collaborazionetra la vita oratoriana ed il CircoloCattolico Giovanile S. Agape, preziosovivaio di catechisti ed educatori.Nel 1929, l’impareggiabile segretariadel Catechismo, la maestra Arici,presentava a Monsignor Menna,in partenza per la diocesi di Mantova,la situazione dell’oratorio.“La partecipazione al Catechismoè migliorata: gli iscritti sono saliti a1800 e si va dai bimbi e dalle bimbedella prima classe elementare aicontadini, agli operai, alle operaieed alle casalinghe, agli alunni delGinnasio e della Complementarefino agli studenti dell’Istituto. L’organizzazionesi può dire completa:registri annuali e generali per le assenze,presenze, gradi, giudizi; registriparticolari e diari per ogni insegnante,segnalazione degli assenti,tessera per gli alunni e relativa timbraturaper la presenza alla S. Messae al Catechismo, gare e premiazioniannuali”.La vita dell’oratorio proseguì senzatroppi scossoni per alcuni anni:d’altra parte il carattere autoritariodel suo direttore, don Bettari, nonavrebbe concesso altre possibilitàed il successore di monsignor Lombardi,monsignor Mario Toccabelli,rimase troppo poco tempo a Chiariper poter lasciare una profonda improntanella storia locale.L’otto giugno del 1932 fece il suoingresso a Chiari il nuovo prevosto,monsignor Enrico Capretti che rilanciala questione “Oratorio”. Eranopassati soltanto tre decenni, mala parrocchia di Chiari sentiva la necessitàdi una nuova struttura, piùadeguata ai tempi.Monsignor Capretti si guardò attornovolendo portare in centro le classidi catechismo e le sedi delle associazioni,ma i bisogni della parrocchiaerano tanti e le risorse economichepoche. Tuttavia, sul bollettinodella parrocchia del novembre1936, il prevosto annunciava: “Conil concorso di offerte e con i debiticontratti si è acquistato il fabbricato,che per molti anni fu adibito ad Asiloinfantile, intestandone la Chiesaparrocchiale. Il fabbricato compostodi varie stanze servirà principalmenteper le classi di Catechismo e perle Associazioni parrocchiali. Le speseper l’acquisto e per l’adattamentonon sono indifferenti e si confidache qualche generoso benefattore,compreso della grande utilitàdell’opera, venga in aiuto per condividereil merito del bene che si otterrànella sede dell’opera catechistica”.L’opera, costata 40.000 lire,veniva inaugurata in modo solenneil 29 novembre dello stesso annocon l’allestimento di una mostra catechisticae con la consegna di unamedaglia d’argento a 17 catechistiin servizio dal 1916. 13


a cura di Alessandro GropelliStorie d’immigrazione / Pendolari della maternitàAfrica”. È così che Martha, cittadinadella Costa d’Avorio, arriva in Italiaper ritrovare il marito e qui, finalmente,possono formare una famiglia. Glianni passano e la gioia della maternitàregala ai due Feride, una bimbavispa e intelligente, “unica” - per tradurreil significato del suo nome. Intantoi tre si integrano, non senza difficoltà,nel tessuto sociale della provinciabresciana e Josè, per cercareUn’altra storia di immigrazione perCity Lights, questa volta un affascinanteracconto di donne africane che“emigrano” negli Stati Uniti per partorire.Annotiamo poi che, essendonarrati fatti inerenti a minorenni, ci èparso opportuno utilizzare i soli nomidi battesimo dei protagonisti della vicenda.Josè è originario del BurkinaFaso, uno dei paesi più poveridi tutto il mondo e terra martoriatadall’HIV, oltre che dalla fame edalle guerre. Ma Josè è giocatore dellanazionale di calcio, così nel 1990emigra in Italia con la promessa cheverrà assoldato dalle nostre “mitichesquadre di serie A”. La disillusionearriva subito per lui e, invece che sulcampo di San Siro, si trova al lavoroUn racconto per Fadilain un campodi pomodori,nel napoletano:“Lavoravodieci oreal giorno, incondizioni disumane- racconta- e comegli altri venivo tenuto praticamente inschiavitù, sequestrato e non pagato”.Ma Josè, uomo alto e dall’insolita tenacia,riesce a scappare e risalire l’Italiafino al cuore della provincia bresciana,a Villa Carcina, lì dove la Valtrompiaprende le mosse dai colli perdiventare montagna.“Qui ho trovato un lavoro in fabbrica- continua - e sono riuscito a farmiraggiungere da mia moglie Martha,che nel frattempo era rimasta inOgni bambino concepito dall’amore dei genitori è un seme nuovo disperanza, una promessa futura per l’umanità. I miei genitori, sorpresidalla mia presenza, volevano donarmi la “terra promessa” degli antichiprofeti e riprendere il cammino mai interrotto dell’umanità per approdareall’Eden primordiale. Tutti i loro antenati hanno camminato, camminato,camminato: erano nomadi nel deserto, schiavi delle Americhe,precursori del nuovo mondo. Il sangue nomade continuava a scorreredentro le vene di mio padre, gli impediva di fermarsi. L’imperativo categoricoera “ riprendere il cammino”. Venute meno le necessità primariedi sopravvivenza, i miei genitori volevano continuare il cammino versola “terra promessa” degli antichi avi…. “l’America”. Il mondo è immenso,a volte ci si perde e a volte fa paura, ma lo spirito nomade degli antenatinon ha frontiere; esiste sempre una terra promessa dove far crescerei propri figli, dove regna l’abbondanza e tutto è semplice, dove unbimbo che nasce diviene parte integrante della comunità. Papà affermasempre questa sua opinione: “un nero, anche se lavora e fatica una vita,non potrà mai essere considerato un italiano; mentre quando camminaper le strade d’America nessuno potrà mai metterne in discussione l’appartenenza:è un diritto pagato col sangue degli antichi schiavi africani”.La volontà del nostro Dio non ha voluto che fossi americana, ma cittadinadel mondo. In me, tuttavia, scorrerà sempre il sangue nomade degliantenati: potrò sempre riprendere il viaggio, “se Dio vorrà”.Nazioni a confronto Burkina Faso USAReddito pro capite 1.200 $ 40.100 $Popolazione povera 45% 12%Mortalità infantile 98 su 1000 6.5 su 100Aspettativa di vita 48 anni 78 anniPopolazione con HIV 2.2% 0.004%Contributo di G. Fornoniun tenore di vita sempre migliore, diventacamionista viaggiando su e giùper la penisola. Ma se per noi italianile grandi distanze sono ancora un“tabù”, chi ha attraversato un continentee un mare non si scoraggia:questa volta Josè prende un volo pergli Stati Uniti e lavora lì un anno. “InAmerica i camionisti vengono pagatimeglio - chiosa - e ho potuto mettereda parte un po’ di soldi”.La stabilità economica portata dal lungoanno di lavoro all’estero consentea Martha di pensare ad un secondo figlio,ed è così che inizia un’avventura.“Abbiamo deciso che avrei partoritonegli Usa - dice la donna - per darela cittadinanza americana al bambino…è una gran cosa!”. Anche Josèconcorda “perché - afferma - in Italiaun nero rimane sempre un immigrato,oltreoceano no, si integra davvero”.Gli diamo torto?Ecco allora che Martha, nel giugnodel 2004, prende il primo volo perNew York e va a partorire in un ospedaleamericano. Il sogno si realizza,nasce Shadj York - è femmina anchelei: la prima parte del suo nome significa“fortunata”… la seconda è unomaggio soddisfatto al luogo che l’havista venire al mondo. Tutto è andatoper il meglio, il rientro in Italia avviene- trionfale - nel settembre dellostesso anno: Martha ha provato adiventare pendolare della maternità,come tante sue connazionali, edè contenta. Anche Josè è soddisfatto,la vita procede bene e in famiglia c’è14


serenità; ecco, allora, che con il 2005inseguono il sogno di veder nascereil primo bimbo maschio. Così, visto ilfortunato precedente, Martha decidedi partire ancora alla volta degli StatiUniti d’America, eterno miraggio diquesta simpatica coppia.“Sono partita a metà novembre - fasapere la donna - ad accompagnarmila piccola Shadj, l’avrei portata in visitadai parenti che ci avevano ospitatila prima volta”. Josè e Feride, l’unoimpegnato al lavoro e l’altra a scuola,avrebbero raggiunto mamma perle vacanze di Natale. Stavolta, però,le cose non vanno per il verso giusto.Martha e Shadj sono all’aeroporto diHeatrow (Londra, ndr) e stanno aspettandoil transfer sul volo per New York.La bimba ha bisogno di essere cambiatae Martha si dirige a passo sicuroverso il fasciatoio: “mentre cambiavola bambina - racconta - mi sono distrattaun attimo solo e qualcuno mi harubato la borsa”. In quella borsa c’eranodocumenti, soldi e biglietti; Marthae Shadj non sono più nessuno.“Ho chiesto subito aiuto - continua araccontare Martha - ma so poco l’inglese,e il personale dell’aeroporto ciha condotte in una stanzina in attesadel riconoscimento”. Dentro la “stanzina”,le cortesi guardie di Heatrow, ce lelasceranno per due giorni interi: pococibo, una bottiglia d’acqua e neancheun giaciglio su cui poter dormire.“Avevo un telo con me - dice Martha- e ho steso quello perché la bambinapotesse dormire; sono stati momentiduri”. Ci chiediamo se nessuno, inquell’aeroporto, abbia pensato di portarlein un ospedale o, almeno, di garantirgliun letto su cui dormire. Fattosta che, dopo lunghe trafile burocratichee dialoghi tra le diplomazie, unaqualche ambasciata riesce a restituireloro un’identità e un biglietto aereo peril rimpatrio.Così, come nella miglior tradizione delpendolariato, qualche volta il viaggiosalta. Martha torna in Italia e partorisceuna magnifica bambina: è la seradel 24 dicembre 2005, vigilia di Natale.La natività porta al mondo Fadila,“l’eccellente”; un’altra bimba dagli occhivispi. storiedimmigrazione@yahoo.it(hanno collaboratoL. Pasina e G. Fornoni)Associazione PensionatiCome passa veloce il tempo! Siamo nel terzo millennio già da cinqueanni, è passato Natale 2005 e Capodanno 2006, ci siamo lasciatialle spalle un anno da dimenticare... soprattutto se pensiamo alle tantesciagure che hanno decimato intere popolazioni... i bambini e gli anzianisono stati i più colpiti. Preghiamo perché il Signore li accolga tuttinel suo regno.Noi pensionati guardiamo avanti con quella fiducia che ci distingue,con la speranza di tempi migliori e di un domani meno inquietante. Eintanto cominciamo a rinnovare gli auguri ai nostri soci, che in questomese di gennaio hanno festeggiato il loro compleanno.La nostra associazione è aperta a tutti e in particolare ai neopensionati,che avendo maggiori energie potranno portare una ventata di novitàtra le file della vecchia guardia. Ora attendiamo in sede i soci per ilrinnovo della tessera associativa, ricordando che la quota d’iscrizionerimane invariata.Terminati i soggiorni del periodo delle festività, con soddisfazionedi tutti i partecipanti, già ci si organizza per la primavera, periodo nelquale ci saranno soggiorni adatti a tutte le età; in tale periodo organizzeremoinoltre incontri d’informazione sulla salute e l’igiene della terzaetà. Infatti vivere in salute è un bene che, se è prezioso per noi, a maggiorragione è prezioso per i nostri figli, nipoti e pronipoti ai quali potremotrasmettere le ultime conoscenze sull’argomento. Vorremmo chela nostra gioventù ogni tanto riflettesse sul significato della vita: anchei giovani un giorno saranno pensionati e allora magari si iscriverannoal nostro circolo per scambiarsi i ricordi e le esperienze della loro vitalavorativa e per dimenticare nella condivisione gli acciacchi accumulaticol passare degli anni.L’ultima bella novità tra gli eventi dell’Associazione è l’ottima riuscitadel torneo di briscola, tanto amato dai soci. È stato bello vederecon quanta serietà si è svolto fino allo scontro finale tra i due Giuseppe(Gritti e Turotti) che hanno battuto la temuta coppia Adele Vertuae Severino Ramera.La vita associativa, dopo la parentesi delle festività, è ripresa il 7gennaio con il ballo del sabato sera e, nonostante le temperature diquesto scorcio di inverno, che ha fatto registrare di notte fino a meno15 gradi, i soci vengono numerosi anche perché si ha la fortuna chela nostra sede è situata in viale Cadeo e si può raggiungere con facilitàanche durante la stagione fredda. È ormai prossima la festa dell’estrazionedei biglietti della tradizionale sottoscrizione benefica. Il giorno 11febbraio vi aspettiamo numerosi e vi auguriamo di poter conquistareuno dei premi messi in palio.Ma prima di chiudere, ci siapermesso esprimere il desiderioche il nostro Parroco monsignorRosario venga a trovarciin sede. Farà contenti i numerosisoci che sono impazientidi rivederlo. Sotto la protezionedi Maria, a tutti i soci che ciseguono attraverso il notiziarioL’Angelo, specialmente gli ammalati,il Direttivo e la Presidenteaugurano, insieme a tuttigli altri soci, conforto e speranzaper un avvenire migliore.Per la Direzione, Pietro Ranghetti15


Antiche Famiglie:Famiglia SalviRipubblichiamo la storia della famigliaSalvi, essendo incorsi il mesescorso in alcune inesattezze.La famiglia Salvi è molto conosciutaa Chiari e dintorni per l’esercizio,ormai quasi secolare, di vendita aldettaglio e all’ingrosso di frutta e verdura.Fu la nonna Edvige Delfrate adare il via all’attività (la prima sedefu in via San Martino della Battaglia,nel Lazarèt), percorrendo in lungo ein largo la campagna con cavallo ecarretto. Dopo la guerra Felice Salvi,tornato dall’Albania, riprese il lavorodella mamma: vendeva frutta e verduraal mercato e, quando d’invernola merce scarseggiava, girava viee campagne di Chiari in cerca di bottigliee bottiglioni vuoti.Acquistato un camion americano, unDodge, l’attività prese il volo con numerosiclienti in tutti i paesi del circondario.Fu sempre Felice ad aprireil negozio di via Rangoni, dov’è ancoroggi la sede della ditta.I due sposi felici della fotografia (corretta,questa volta) sono Felice Salvie Amelia Pederzoli: dall’unione nacqueroRosa, Bruno, Nanda e FrancoFelice.Bruno si sposò con Agnese Ramera,Franco Felice con Elisabetta Cittadini,Ferdinanda con Giovanni Groppellie Rosa con Fausto Fontana. Ricordiamoche quest’ultimo fu apprezzatocentrocampista del Chiaricalcio (... se ’l ghera la lüna giösta alsbagliaa mia ’n passagio).Bruno e Franco continuano oggi l’attivitàdi famiglia.Vogliamo inoltre ricordare che Feliceorganizzò per molti anni un pellegrinaggioa passo Buole, nei pressi diAla, in provincia di Trento.Nella sanguinosa battaglia di passoBuole, detta anche delle Termopilid’Italia, persero la vita il padre elo zio di Felice. Per quest’ultimo divennequindi un vero e proprio impegnopartecipare alla cerimonia dicommemorazione. Tradizione, questa,diventata occasione d’incontrocon tanti nuovi amici, e mantenutaviva dai figli assieme al Gruppo Alpinidi Chiari, sempre presente in tantianni.C’è il ricordo dei propri cari, l’occasioneper familiarizzare con gli amicitrentini, la devozione alla Santa Messa,il piacere di un pranzo in allegriasui monti dove l’aria pulita, il cieloazzurro e le menti serene fanno pensarea una vita migliore.Dal 15 giugno 2005 Sat2000,la TV promossa dalla Conferenzaepiscopale italiana, si può ricevereanche con il digitaleterrestre tramite il decoder chetanti hanno acquistato in questimesi, anche perché promossodal Governo italiano con uncontributo di 75 €.Il segnale è in chiaro, quindinon si deve pagare nulla eSat2000 sta migliorando semprepiù la qualità e la quantitàdei servizi offerti, trasmettendo24 ore su 24 al giorno.Alla fine della scuolaUna bella scolaresca degli anni Cinquantafotografata nel cortile di piazzaRocca. Per tradizione la fotografia- per la quale veniva chiamato untecnico con tanto di cavalletto e attrezzaturaprofessionale - si scattavaalla fine dell’anno scolastico, e i pantalonicorti di tutti i ragazzi lo confermano.Qualcuno indossa ancora ilgrembiulino d’ordinanza, la maggioranzaè già in abiti da vacanza. Mancanoi maestri, chissà perché?Uno dei bimbi ritratti è Bruno Salvi -la fotografia fa parte dell’album dellasua famiglia - agli altri il compito e ilpiacere di riconoscersi.Franco Rubagotti16


Sul mobile buono di casaÈ la vigilia della Grande Guerradel ’15-’18. Faustino Signori aquel tempo è un giovane sposo di29 anni. Sua moglie Maria Franzelli,che è un’abile materassaia, gli hagià dato una bimba, Giovanna, chea quel tempo ha circa quattro anni.Faustino fa il fornaio in una panetteriadi Via Larga (ora Via De Gasperi)dove ancora oggi si sfornano panie focacce.La foto storica scattata 90 anni faè ancora perfetta. Sul cartoncinoin basso a destra si può riconoscereil timbro a secco dello Studio SoldoMa torniamo al nostro Faustino che,nell’imminenza della guerra, decidedi recarsi nello studio fotograficodi Sanzio Soldo: un vero artista nell’usodella camera oscura e nel ritoccodi immagini incise su lastra. Vuoleuna fotografia da tenere sul mobilebuono di casa, una testimonianzadella pienezza di vita della sua giovanefamiglia, come tante altre giàminacciata dallo spettro di una guerrainutile e sanguinosa.L’originale di questa fotografia è cosìben conservato dalla nipote, signoraFausta Baricordi, che se ne sono potutericavare copie e ingrandimentidi ottimo risultato. La mamma dellasignora Fausta è Giovanna, la bimbadella foto, che, più nota ai clarensicol nome di Lucia, avrebbe sposatoTommaso Nello Baricordi e avrebbepoi continuato, in una modesta abitazionedi un cortile di via Zeveto,la tradizione di abile materassaia imparatadalla mamma Maria.Faustino tornerà dalla guerra e potràriabbracciare i suoi cari. Mariagli darà ancora due figli: Annita, chesposerà il compianto Giannetto Bresaola,e Carlo, che sposerà GiannaTosi. Dai tre figli di Faustino e Mariasono discesi cinque nipoti, novepronipoti e tre nipoti di terzo grado,che la signora Annita, ormai bisnonna,può ancora oggi coccolaree alla quale, con l’occasione, siamolieti di augurare tanti e tanti giornidi serenità.Piccola Accademia di Musica di San BernardinoAmore, casta leggiadria di un eterno cantoUn violino stride, taglia l’aere silente mentre un pianoforte rintoccagli attimi disuguali che gli amanti trascorrono, gaudenti l’unodell’altrui sorriso, momenti impalpabili e senza tempo che paionofuggire come rapiti dall’impeto del vento. La dolcezza del flautoschiude gli occhi all’Amore: è la primavera ed i cuori possonoudire il profumo di una natura in perpetuo divenire. I prati infiore, l’alba intrisa di nuovi sapori, l’oscurità del cielo vinta dalvitreo bagliore degli astri: tutto è pronto per cogliere il miracolodell’eterna unione.Soltanto violoncello e contrabbasso, con la cupa profondità deiloro suoni, talvolta incutono timore, portandoci a pensare che latempesta sia incombente, pronta a distruggere il nostro raccolto.In realtà basta poco per intendere che si tratta solo di un temporaleestivo, un’esplosione di tuoni e virgole di fuoco innocue, inseguito alla quale tornerà la quiete.Ecco allora le voci cantare la speranza, la fede, l’amore senzafine. Ecco labbra spalancate, volte al cielo per innalzare la libertàdei sentimenti, il desiderio di proteggere l’anima dell’amato ela scelta di vivere delle sue mani che lambiscono il nostro volto,pronte ad essere consacrate dinnanzi al banchetto divino.Questi temi sono il fulcro dell’opera “Wedding songs”, una raccoltadi canti nuziali, musicata dal maestro Domenico Clapassone portata a termine dal coro Nuova Armonia, in collaborazionecon l’orchestra Ensamble Soledad Sonora.L’incisione è accompagnata da una pubblicazione curata dall’artistaFelice Martinelli, che presenterà il lavoro sabato 18 febbraio2006 alle ore 20.30 nella Villa Mazzotti, alla presenza degli autorie delle autorità civili e religiose. La serata è organizzata dallaCompagnia della Stampa Massetti Rodella, Editori e stampatori.Il compact disc sarà presentato per la prima volta durante le seratedel 24 e 25 febbraio nel salone Marchettiano di Chiari.Contando sulla presenza di un pubblico attento ed interessato, laPiccola Accademia di Musica di San Bernardino ritiene doverosoringraziare per i contributi l’Amministrazione Comunale di Chiarie della Provincia di Brescia, patrocinanti insieme alla RegioneLombardia, sponsor e collaboratori tutti che hanno creduto inquesto lavoro, sostenendolo col calore della fiducia.A tutti l’augurio di mai cedere nel bramare il sentimento: cheognuno possa esser vento per quel fuoco che scalda il cuore,spiaggia e non deserto per accogliere l’Amore.Alessandra TosiL. C.17


Con te... un pezzo di stradaIl saluto a don PieroLa notizia del trasferimento didon Piero è ormai presente intutti. Da tempo avevo, come altri,questo presentimento, manonostante tutto lo avvertivocome una meta seppur vicina,lontana. Tredici anni e qualchemese sono passati in questa comunitàe di certo non sono pochi!La vocazione a seguire il Signoreè legame con la Personadi Cristo e questo vincolo chelega solo a Lui non è null’altroche completa rottura con ognipiano programmato, con ogniaspirazione soltanto nostra. Sisa che chi “pone la mano all’aratro”,poi non può più “guardareindietro”. Correre dietro aLui. Ecco tutto.Camminare dietro a Cristo è,in fondo, qualcosa di grande.Unica cosa certa è che quandoGesù chiama, coglie nella radicalitàdell’esistenza. Si è chiamatifuori e bisogna “venir fuori”dall’esistenza condotta fino aquesto giorno; si deve “esistere”nel senso più vigoroso dellaparola. Il passato resta indietro,lo si lascia completamente.L’intervento della volontà divinatramite la disposizione delVescovo porta di fronte ad unasvolta non facile, né semplice:essere sacerdote missionariodi una comunità lontana.Ti ammiro per il tuo coraggioe per la tua scelta! È il momentoper te, don Piero, dellesensazioni ed emozioni indefinite.Rimpianto di cose e di personeche si vorrebbe avere vicine.Paura di aver sbagliato nelle parole,nel modo di fare e di pensare.Bisogno di chiedere perdonoa chi non può più sentirti.Il tempo è passato, adesso ti vediamopartire da noi con la speranzae la fiducia che tu possascoprire il nostro cuore che ti ha


voluto bene. I giovani e i ragazzite l’hanno fatto capire domenica15 gennaio: i loro volti eranosprizzanti di gioia per te, maho notato anche tanta emozionee anche qualche lacrima nei loroocchi. È stato bello e meravigliosoanche per me constatare comei giovani ti vogliono bene e pensodi non essere un debole a direche anch’io mi sono commossoveramente.Non si possono scordare i numerosicambiamenti positivi nellepersone e nelle strutture di cuisei stato fautore, dopotutto hannoportato a una svolta definitivanella storia della nostra comunità,ma soprattutto mi risulta arduopensare a te come a uno deitanti che si incontrano per stradae che presto si dimenticano. Latua persona, animata dall’amoreper il Signore, per gli uomini,per i giovani, per la vita; la tuaprofonda sensibilità che ti permettedi cogliere ciò che sfuggea molti e ti rende capace di accoglieresimpaticamente le sofferenze,i momenti difficili e le gioiedegli altri; la tua capacità di sognareper i giovani e con i giovanied esprimere una creatività continuae serena; la tua sete di conoscenzae di incontri formativi; iltuo spiccato senso critico e spiritodi iniziativa; le tue solide convinzioni,la tua originalità e generositànel Centro Giovanile 2000; laschiettezza e la serietà, la tua fragilitàdi uomo, hanno affascinatomolti, inducendo alla riflessione eall’impegno di vita cristiana.È il momento per noi in cui vieneda dire grazie! Poche parole, lucide,senza ricami. Grazie, don Piero,per tutto quello che per noi seistato: il padre buono dei bambini,l’amico leale e preoccupato degliadolescenti e dei giovani, il fratellofedele degli adulti. E il pensieroche sorge ancora dal didentro, adesso: grazie.È qui allora che nasce nell’animoun dovere semplice e profondo:la fedeltà e la continuitàper la vita del Centro Giovanile2000 stesso, con tutti i suoi gruppie associazioni, iniziative e proposte.Ho la gioia di comunicarti,e so che questo ti fa piacere,che il 31 gennaio 2006 alle ore16.00 il Cardinale GiovanbattistaRe inaugura e benedice il CentroGiovanile e pone la prima pietraall’ultimo “lotto” per completare ilCentro giovanile nella sua strutturadefinitiva. So che a questo tuci tieni.E ora non posso che, a nome ditutti i clarensi, augurarti “buonastrada”, forte del fatto che l’uomoè in continuo divenire e quindinon arriva se non per ripartire,anche se una forma capillaree subdola di pigrizia vorrebbeportarci a credere di essere arrivatie quindi di poterci fermarecome sacerdoti e costruire la nostracasa di cemento; però la veritàdel nostro essere liberi e intelligentifa capire che là dove siamoora, non è che una tappa e che lastrada è ancora lunga.Il mio desiderio, permetti che lodica, che tutti a Chiari abbianodi te il migliore dei ricordi. Certo,per capirci meglio in questi sentimenti,i volti contano di più ancoradelle parole. Essi traduconol’amicizia. E a Chiari non esistonoche bei volti, sia volti tristiche quelli luminosi. Così per finireti chiedo: al termine di ognitua giornata, quando nel lontanoMozambico ti raccoglierai davantial Signore per pregare, lì nel buiosilenzioso della sera, prega a lungoanche per noi. Raccogli il tuovolto fra le mani e facci passaredavanti a uno a uno, sono tuttepersone care e ti resteranno persempre fedeli nel ricordo graditoe nella preghiera.Concludo ringraziando il Signoreper quello che don Piero è statoper la comunità parrocchiale diChiari e per la generosità senza limiticon cui si è donato a tutti e inmodo speciale ai giovani. Graziee auguri di ogni bene.don RosarioNella pagina accanto e a lato,alcune immagini della seratadi ringraziamento organizzataper don Piero dai suoi giovani.19


Un solideo di Papa Wojtila a ChiariIl solideo (Soli Deo… honor =solo a Dio si deve onore) derivada una tradizione rabbinica che,interpretando letteralmente Deut.4,15 fa obbligo al devoto ebreo dinon percorrere più di dieci metricol capo scoperto, per rispetto allamaestà di Yahwè.Nella tradizione cattolica si è mutatoin una quantità di copricapo (tricorno,saturno o cappello da viaggio,mitra, tiara orientale e latina, cappucciomonastico…) che per lo piùsi riducono ora al solo uso liturgico.Anche i laici avevano l’abitudine dicoprirsi il capo: le donne col velo, gliuomini col cappello o berretto. Finoa poco tempo fa era consideratosconveniente andare in pubblico acapo scoperto. Attualmente i copricapo“feriali” (solideo o papalina)hanno il colore bianco per il Papa,rosso per i Cardinali, violaceo per iVescovi e nero per gli Abati.2 aprile 1987 in PatagoniaUno dei suoi viaggi missionari GiovanniPaolo II lo riservò al ConoSud d’America: Argentina e Cile(marzo-aprile 1987). Nella città diViedma, culla dei Salesiani in Patagonia,fece sosta il 2 aprile.Lì fra gli altri erano vissuti il CardinalCagliero, il Beato Artemide Zatti,il venerabile indio santo ZeffirinoNamuncurà… il Papa intese rendereomaggio all’opera evangelizzatricedei Salesiani. Ricevettero l’illustreospite, nel deserto adiacenteall’aeroporto, più di diecimila persone.Guidati dal gran difensore deidiritti umani, Mons. Jaime F. De NevaresSdB, giunsero in treno da Nequèn,a 700 km, più di mille indiosMapuches. Giovanni Paolo II gradìda un sacerdote della razza primitiva,Padre Juvenal Currulef, un“mate”, simbolo di amicizia e dibenvenuto. Disse un “buono!”, storcendola bocca per l’amarezza dellabevanda e poi lo restituì. La gentecominciò a gridargli: “Èl del estribo!Èl del estribo!”.Il Pontefice pronunciò il suo magistralediscorso sulla “nuova evangelizzazione”e dopo aver impartitola benedizione dal palcoscenicopiù povero in tutti i suoi viaggi(due piattaforme di camion accostatecon un piccolo riparo contro ilfurioso papero) si volse attorno percercare qualche sacerdote da salutare.In altre udienze era stato assediatoda preti e suore: a Viedma ipochi missionari eravamo mescolaticon la nostra gente. In quel momentouna folata di vento gli fecevolare il solideo ben lontano. Quandotoccò il mio turno per salutare ilPapa, una guardia della Polizia Federalemi porse il povero cappellinoe feci atto di porgerglielo. Se lopose sulla mano sinistra e mi chiese:“Cosa mi gridava la gente colfamoso” estribo”?”. Io gli spiegaiche fra i gauchos delle steppe patagonichec’è l’abitudine di salutarsie conversare prendendo lo stesso“mate” che è un infuso di erbastimolante con acqua calda in unrecipiente adatto e che si sorbiscecon la stessa cannuccia senza pulirla.Per un “chasqui”(un cavalieremessaggero) il minimo di educazioneesigeva che sorbisse un “mate”all’arrivo e un secondo nel rimetterepiede nella “staffa” (estribo) primadi ripartire. Giovanni Paolo II sorridendomi rimise in mano il solideoe mi pregò di tenerlo. Poi alzando ledue mani chiese il famoso “mate delestribo”… ma senza esito.La mia anziana mamma, che erasempre stata la missionaria della retroguardianei miei 22 anni di girovagaretra le tribù patagoniche enei 10 anni come missionario tra iQuichuas delle Ande dell’Ecuador,custodì gelosamente il ricordo delPapa “che era andato a trovare suofiglio”. Purtroppo un’ischemia cerebralesta marcando gli ultimi giornidi mia madre. Sono venuto per accompagnarlacon l’unico modo chele fa capire il mio affetto: una carezza,uno sguardo, la vicinanza.Rovistando tra i ricordi di famigliaritrovai il solideo papale. Lo presentaia mamma e le chiesi se era contentadi regalarlo a una Chiesa peresservi custodito: con un cenno degliocchi mi fece capire di sì.Ed ecco come il ricordo del caroWojtyla è ora in mano a don AntonioFerrari che ha avuto la bontà diospitarmi a Treviglio ed ora a Chiari.Che dal cielo il Papa Santo affrettiil mio rientro nella Patagonia deisogni di don Bosco.don Sergio Micheli,Missionario SalesianoPRESBITERIO CLARENSECURAZIA DI SAN BERNARDINOVia Palazzolo, 1don Antonio Ferrari (Direttore)030/7006811don Mino Gritti030/7000959 - 3289004767don Gianni Pozzi030/712356 - 333 3367973don Silvio Galli030/700220020


550° del Convento e della Chiesa di San BernardinoUn artista a SamberIl nostro convento di San Bernardinoappartiene al periodo di grandesviluppo della Regolare Osservanzain seno all’Ordine Francescano, favoritada san Bernardino in persona(1380-1444) che, da Vicario Generaledegli Osservanti, portò da venti aduecento i conventi della stessa Osservanza.Anche in Lombardia tale riformasi divulgò, avendo una propriaVicaria Osservante Milanese, differenziandosidagli altri frati francescanidetti “Conventuali”, pur sotto uncomune ed unico Ministro Provincialeper mantenere l’unità dell’Ordine.Quando Brescia, nel 1428, si staccòpoliticamente dal Ducato di Milanoe passò alla Repubblica di Venezia,nacque nel 1472 la Vicaria OsservanteBresciana, con l’approvazione diPapa Sisto IV, riconosciuta definitivamentedal Capitolo Generale di Napoli,nel 1475. Contemporaneamentesi andava affermando anche un’altrariforma francescana, quella degliAmadeiti, così chiamati dall’iniziatoreB. Amedeo Menez da Sylva, cheebbe diversi conventi nel bresciano eche durò un centinaio d’anni fino al1568, quando rientrò negli Osservanti.Risalgono a san Bernardino stessola fondazione a Brescia del Conventodei Santi Apollonio e Rocco, quelladi Aguzzano fuori “Orci Nuovi”,quella di Santa Maria degli Angeli aGardone Valtrompia e quella di Pralboino.A discepoli di san Bernardinoe nello stesso periodo sono da attribuireil Convento di San Maurizio aLovere, quello di Ghedi, di Salò, diIsola di Iseo e di Orzinuovi. In generenascono tali donazioni in seguitoall’entusiasmo per la predicazione disan Bernardino e dei suoi discepoli,alcuni raffigurati anche nella nostrachiesa, come san Giacomo dellaMarca e san Giovanni da Capestrano.Per la nostra chiesa e convento,l’occasione è stata la predicazione delPadre Bonaventura Piantanida degliOsservanti di Milano e ne fu autorizzatal’accettazione da Papa Nicolò V,con la Bolla “Inter coetera desiderabilia”del 7 giugno 1447, come recitala scritta sotto il suo ritratto sull’intradossodella porta d’entrata del primochiostro. La predicazione di PadreBonaventura Piantanida avevaportato molti frutti, quali la pace trale diverse fazioni, l’attenzione ai poverie alcune riforme in perfetta corrispondenzaai principi della giustiziae della carità cristiana. Oltre che perl’emulazione con altri paesi della diocesi,la Comunità di Chiari volle edificareil convento e la chiesa per devozioneal Santissimo Nome di Gesù,raffigurato nel monogramma bernardinianoe in ricordo di San Bernardinoche, nelle sue predicazioni a Brescia,passò anche da Chiari. Difatti,il monogramma bernardiniano dominatutta la costruzione, in una lastradi marmo bianco collocata sulfrontone della chiesa a conclusionedei lavori, durati ben nove anni trala raccolta di offerte e la muratura.Soltanto il 28 ottobre 1456 il PadreBonaventura Piantanida, diventatoVicario Provinciale, ne accoglieva laproprietà, riservandosi di continuarenella questua fino a completamentodei lavori.don Felice RizziniDa domenica 4 dicembre a domenica11 dicembre, nella Parrocchiadi San Giovanni Bosco in Brescia,accanto alla Mostra del PiccoloQuadro è stata allestita una personaledi don Piero Bettinzoli. Il gruppo“Arte e cultura salesiana”, fondatoda don Piero, ha voluto onorarein questo modo il 20° di attivitàe nello stesso tempo il suo ideatore.La motivazione fondamentaleè nata dal voler che anche lagente ordinaria, senza grandi mezzi,avesse la possibilità di gustare lebellezze dell’arte e ne potesse ornarela propria casa, cioè riscoprire la funzione educativa dell’arte. Non solovisitare mostre e monumenti, ma rendere possibile usufruire dell’arte nelproprio ambiente di vita. Don Piero ha preceduto i suoi giovani artisti conle sue diverse realizzazioni: case e cascine di una campagna impregnatadi vita solidale, scorci cittadini, fiori, finestre con fiori, paesaggi primaverili,nevicate, ecc. Tutto racconta l’adesione alla vita in una pittura sommessa,dai toni smorzati e dolci, eppure flutto palpitante e grato. Contemporaneamenteoffriva ai suoi parrocchiani la grande pittura nella chiesa,ad opera del pittore Bogani. Insieme ripensavano la storia della salvezza,operata da Gesù Cristo e ne illustravano i vari momenti: ne veniva unacerta completezza dell’educazione dell’arte; nelle case un inno alle virtùdomestiche e alla vita quotidiana, nella chiesa l’epopea delle grandiscelte di Dio per venire incontro alla povertà e fragilità umana. La genteammirava i diversi quadri, esprimendo il loro parere e giudizio. Si avevala percezione che vent’anni di educazione avevano raffinato il gusto e lacapacità di valutazione. Il nostro accompagnatore, tutto preso dalla contemplazionedelle opere di don Piero, ci ha messo in rilievo la sua sceltaanti-retorica, attraverso una luce che si frantuma sulle cose, sull’ambientein nome di una dignità umile, in una pace veramente fraterna. E ha concluso:“La pittura pare concepita da don Piero come difesa di un patrimoniodi sentimenti, di affetti e di relazioni da conservare nel gusto del veroe del bello, nel grembo della natura e del focolare domestico”.D.F.R.21


Brescia ricorda il sacrificiodi don Elia CominiAsessantun anni dalla tragicascomparsa, Brescia ha onoratola memoria del sacerdotesalesiano don Elia Comini, medagliad’argento al valor civile, intitolandogliun giardino pubblico neipressi di via Mantova.La cerimonia ufficiale si è svolta lunedì12 dicembre, in presenza delSindaco di Brescia, prof. Paolo Corsini,del vicario ispettoriale dei Salesiani,don Franco Fontana e deirappresentanti dell’ANPI-ComitatoProvinciale di Brescia e dell’ANED-Associazione Nazionale Ex-Deportatipolitici nei campi di concentramentonazisti-Comitato Provincialedi Brescia. Con la targa benedettadal vicario diocesano del centro storico,don Federico Pellegrini, ancheil nostro capoluogo ha ricordato indon Comini un martire della fedee della libertà. Il giovane sacerdotesalesiano, nato a nato a Calvenzanodi Vergato (Bo), è stato fucilato dainazisti nell’eccidio di Pioppe di Salvaro,nel Comune di Grizzana (Bo)il 1° ottobre 1944.La nostra città di Chiari già da tempoha reso omaggio a don Cominial quale sono dedicati una via delquartiere di San Bernardino e il PalaSportdell’Istituto Salesiano clarense.Don Elia Comini infatti ha lasciatoa Chiari una traccia sensibiledel suo operato, come sacerdote ededucatore.Da chierico a San Bernardino nel1930 per un anno di tirocinio, insegnanteed educatore dal 1931 al1935 al Collegio Rota, viene consacratosacerdote a Brescia da mons.Giacinto Tredici il 16 marzo 1935.Nell’estate del 1944, al termine dell’annoscolastico, da Treviglio donComini raggiunge la mamma alpaese natale di Salvaro, in pienazona di guerra, epicentro della “lineagotica”.In aiuto del vecchio parroco, mons.Fidenzio Mellini, don Comini operacon crescente zelo pastorale in unacongiuntura quanto mai cruciale,tra sfollati, rastrellamenti, rappresagliee fucilazioni: molti gli devonosalva la vita. Il 29 settembre 1944,don Comini con il padre dehonianoMartino Cappelli accorrono in localitàCreda, sopra Salvaro dove si erascatenato lo sterminio nazista, con70 vittime a Creda e 13 a Maccagnano.Entrambi sono fatti prigionieridai tedeschi e rinchiusi nella scuderiadi Salvaro con una settantinadi uomini. Pur accusati da un collaborazionistaex-partigiano, i due sacerdotiavrebbero potuto essere liberati.“O tutti, o nessuno” sono statele parole di don Comini, un attoesemplare di generosità e non certoun gesto provocatorio di sfida primadella fucilazione, avvenuta la seradell’1 ottobre 1944. Dopo le scarichedi mitraglia, i cadaveri, gettatinella cosiddetta “botte”, una cisternad’acqua comunicante con il fiumeReno, sono andati dispersi nelleacque fluviali. La morte tragicadi don Elia Comini ha coronatoun’esistenza intensamentespesa nella testimonianzadella carità, finoall’estremo sacrificio di séper amore degli altri.Una forma di eroismo cheè sempre stata lontana dall’esterioritàma si è sostanziataattraverso un impegnoeducativo umile, decisoe coerente, nello stile diSan Giovanni Bosco.Rosanna AgostiniUn americano a ChiariNon è mica facile gemellarsi congli americani! Lo posso dire concognizione di causa perché, conla mia famiglia al completo, dadomenica sera 27 novembrea sabato 3 dicembre abbiamoavuto da noi Robert. Il ragazzoha un anno in più di mio figliomaggiore Andrea: Robert vienedalla California ed è uno studentedella Salesian High School diRichmond dove sono stati, l’annoscorso, gli studenti del LiceoScientifico di Samber. Problemigravi per l’adattamento non cene sono stati: in casa mia, ci siamoarrangiati ad ospitare que-22


sto amico che viene dall’America.Robert è un tipo simpaticoanche se qualche volta parlain maniera tanto svelta che, piùche americano, sembrava ostrogoto(almeno così ha detto miomarito). Qualche difficoltà nelletraduzioni non ha impedito didivertirci insieme a lui: mia figliaFederica aveva sempre il vocabolarioa portata di mano, perogni evenienza. Semmai è statoun problema il maltempo che siè scatenato da noi proprio mentreerano qui gli americani: a Veneziain gita diluviava, sul lagod’Iseo faceva un freddo becco eper la gita a Torino Valdocco, neiluoghi di don Bosco, c’era unanebbia che non si vedeva a unpalmo dal naso. Non solo io, maanche gli altri genitori che ospitavanoi ragazzi, abbiamo dovutovestirli un po’ più pesanti: loroerano arrivati in Italia pensandoal clima mediterraneo e invece sisono trovati in pieno inverno!Quanto a problemi alimentari,con Robert a tavola, non cene sono davvero stati. Io e i genitoridi Luca (un altro ragazzodi Samber) dove spesso è rimastoa cena abbiamo solo dovutoaumentare le dosi: mai vistomangiare di tutto con un appetitocosì tosto! E alla fine Robertha fatto spesso i complimenti allanostra cucina.Ma, in questo soggiorno degliamericani, veramente ho fattoanche da taxista nei vari spostamentie, di notte, per via delfuso orario (sono 9 ore in menoda qui a San Francisco) bisognavaanche rispondere alla mammadi Robert che voleva saperevia e-mail cosa succedeva al suo“bambino”, qui da noi. Con Robertche dal divano mi suggerivasempre la stessa risposta. Anzi,qualche volta era solo un segnoper dire “Tutto ok”. Come, nelcomplesso, posso dire anch’io diquesta avventura fuori programmain famiglia, impegnativa, madivertente.Gabriella Brignoli TurottiLa pace parlain tutte le lingueÈ questo il titolo che abbiamo sceltoper il mese della pace 2006.Siamo partiti dal desiderio di un incontrocon le diverse comunità straniereche fanno ormai parte dellanostra città. Ci siamo chiesti se nonfosse possibile trovarsi e pregare insiemeper la pace, ognuno con il propriostile, con le parole ed i segni dellapropria religione, ma accomunatidalla fede in Dio e dalla tensioneverso la pace, desiderio profondo diogni essere umano al di là delle appartenenzeculturali etniche e religiose.Il confronto con persone che giàhanno intrapreso esperienze di questotipo da un lato ci ha fatto comprenderele difficoltà di un simile percorso,dall’altro ci ha confermato nell’ideache questa sia in realtà la stradada costruire per tutti coloro chevogliono un futuro di pace.I primi passi in questa direzione sonol’incontro, nella disponibilità alla conoscenzareciproca libera dai pregiudizi,e l’avvio di un dialogo reciprocamenteattento e rispettoso. Sonoquesti gli obiettivi che abbiamo tenutopresenti per organizzare i tre incontriproposti nel mese di febbraio.La fase di progettazione è già stataper noi occasione di incontro condivisionee dialogo anche con personedi culture diverse, tutti ci siamo riconosciutinelGruppo iniziative paceCentro Giovanile 2000 ChiariIl testo che segue è tratto dalla rivistadel Sermig (Servizio Missionariogiovani) di Torino. Ve lo proponiamocome occasione di riflessione e comeinvito alla partecipazione:“Ci sentiamo responsabili e vogliamocaricare la pace sulle nostre spalle. Èper questo che tentiamo la strada deldialogo, disposti a cambiare qualcheidea, qualche comportamento perchéci sta a cuore il futuro di tutti.Il dialogo è un segno dei tempi. Questoè il tempo in cui i buoni devonoincontrarsi e costruire un futurodi pace.I buoni non credenti, i buoni cristiani,i buoni ebrei, i buoni musulmani,i buoni di qualsiasi appartenenza etnica,politica e religiosa scelgono insiemela bontà che disarma e che èl’unica chiave per incontrare e dialogarecon l’uomo, per essere ricercatoridi giustizia, di pace, di perdono,di solidarietà”.Incontrarsi e dialogareper costruire un futuro di paceVenerdì 3 febbraioore 20.45La pace nelle religioniInterverranno:Don Fabio Corazzinadi Pax ChristiHamza Roberto Piccardodell’Unione ComunitàIslamiche ItalianeSatokh Singhdella Comunità SikhVenerdì 10 febbraioore 20.45La pace in musica e poesiaSuoni parole e danze di tante cultureDomenica 19 Febbraioore 15.30La pace nelle esperienze concretedi incontro e dialogoL’esperienza della comunità ebraicopalestinese di Nevè Shalom Wàhat asSàlam, con Franca Ciccolo FabrisL’esperienza di preghiera interreligiosaa Brescia, con Francesco MusolinoL’esperienza sirianaTutti gli incontri si terrannoa Chiari presso il Cg 2000,via Tagliata 2I genitori con “piccoli”al seguito potranno contaresul Clan Fuoco del gruppo Scout,ottimi baby-sitter23


Seconda tappa.Vitebsk Russia: Marc Chagall.La sua produzione, strettamente legataall’immaginario infantile e a una dimensionedella memoria e del sogno,offre grandi spunti di interpretazionecon i bambini, i quali hanno scompostouna sua opera per poi ricomporlaattraverso una narrazione fantastica.Il linguaggio usato affronta tematichelegate al fantastico che permettonoanalogie immediate tra mondo pittoricoe mondo infantile, in sintesi il narrareattraverso parole e immagini.Scuola dell’infanzia San GiovanniViaggio nel paese di Stranizia e dintorni...persone strane, alcunecon 3 gambe altre a testain giù..” “SonoContinua così il viaggio nel mondodell’arte contemporanea che da alcunianni la scuola dell’infanzia San Giovanniha intrapreso. Il mondo dell’artecontemporanea è una vasta risorsaper l’attivazione di processi di conoscenzacritica e di crescita del gusto,nel senso di un continuo sviluppo delproprio senso estetico e della disponibilitàal “vedere” che i vari contestiespressivi della contemporaneità artisticaoffrono, talora in modo estremamenteprovocatorio e dirompente.Occorrente per il viaggio:una valigia piena di… pennelli, colori,tappi, conchiglie, carte di ogni tipo,timbri, inchiostro e quant’altro… e soprattuttouna buona guida! Chi megliodegli insegnanti poteva intraprenderequesto ruolo? L’obiettivo non ècerto quello di creare nuovi artisti, maè senza dubbio quello di perfezionaree arricchire un potente mezzo espressivocome quello visivo.A questo proposito nasce la collaborazionecon l’associazione PROMEDIAdi Milano, specializzata in corsi di aggiornamentoe laboratori artistici.Nicolas e Marta, esperti in didatticadell’arte, coadiuvati dalle insegnantidella scuola dell’infanzia hanno accompagnatoi bambini nel “paese diStranizia” alla scoperta di artisti provenientida parti diverse del mondo.Prima tappa.America: Keith Haring.Artista che ha saputo inondare di vitalitài paesaggi di intere metropoli,ispirato da un fenomeno spontaneoe collettivo come quello della “streetart”, Haring ha colpito i bambini nonsolo per la sua componente grafica,ma soprattutto per quella cromatica.I suoi disegni sono molto vicini alleproduzioni grafiche infantili, semplicima con una carica espressiva immediata.Terza tappa.Germania: Kurt Schwitter.Artista del movimento Dada, i suoicollages costituiti da diversi elementitra i più disparati, casualmente trattidalla quotidianità, hanno entusiasmatoi bambini.Assemblando tappi, conchiglie, carte,biglietti del treno e altro materialedi recupero si sono divertiti a crearedelle vere opere d’arte, divertenti ecuriose.Quarta tappa. Europa: alla ricercadel ritratto “ideale”.Attraverso Picasso, Modigliani, Morlotti,Mirò, Arp... i bambini hanno scopertoun modo originale per rappresentareil nostro viso.“Abbiamo visto tanti visi, alcuni straniavevano solo un occhio, la bocca storta.La prima signora che abbiamo vistoera tutta truccata... che divertente!”Questo viaggio intrapreso con tantointeresse e portato avanti con tantoentusiasmo è solo all’inizio e… l’avventuracontinua!Le maestreA San Giovanni “sarà Natale se...”Riprendiamo il ritornello di una delle canzoni cantate dai nostri bambiniper fare un resoconto di quello che è stato anche quest’anno il Natale aSan Giovanni. Il periodo precedente la venuta di Gesù ci ha visti impegnatisu diversi fronti, chi per preparare la S. Messa natalizia, chi per consegnaregli auguri di Natale alle famiglie della comunità, come tradizionalmenteavviene, chi per confezionare i centri tavola venduti il 18 dicembrea San Giovanni e in Piazza Martiri in una bancarella messa a nostradisposizione dal Comune, il cui ricavato sarà devoluto a Padre Franzelli,vescovo in Uganda.Tutto è culminato poi nella Santa Messa del 25 dicembre,come di consueto animata dalle canzoni del coro ma soprattutto daipiù piccoli, che hanno messo in scena simbolicamente la Natività, ripetendosipoi con l’Adorazione dei Magi il 6 gennaio. La celebrazione ha vistola partecipazione di moltissime persone che, finalmente, hanno avuto unposto caldo dove potersi sedere.Buon anno a tutti dalla Comunità di San Giovanni!24


Concerto di NataleMondo Femminileun concerto? Unconcerto di Natale? Insieme?”“FacciamoEsordiva così la presentatrice chenelle serate di S. Stefano e Epifaniaintroduceva il nostro concerto di Natale.Infatti l’idea di fare uno spettacolocon i cori delle comunità di S.Giovanni e Santellone, nata un po’per caso quasi sottovoce, ci ha subitoentusiasmato. Così nei mesi diottobre e novembre abbiamo imparatole canzoni separatamente, soloin dicembre sono state fatte le proveinsieme, sia a S. Giovanni che alSantellone.E finalmente è arrivato il 26 dicembre,giorno del primo dei nostri dueconcerti, che si è tenuto nella chiesadi S. Giovanni, poi il 6 gennaio è statala volta del Santellone.In entrambe le serate abbiamo avutoil piacere e l’onore di avere tragli spettatori il Parroco che primadi congedarsi ha voluto ringraziarcie congratularsi con noi per questabella iniziativa. Abbiamo raccontatol’attesa e la nascita di Gesù attraversocanti interpretati da noi adultie poesie ed esibizioni musicali briosamenteeseguite dai bambini delledue comunità.Un sincero e doveroso ringraziamentova fatto alla nostra Stefania Alborghettiche ha insegnato i canti a entrambii cori coadiuvata da LucianaCancelli che ha preparato i bambinidi S. Giovanni e a don Giuseppe chebrillantemente ha diretto noi coristi.Nella presentazione del concerto abbiamovoluto ricordare il caro donLuigi che tanto ha amato le due comunitàe non mancava mai di organizzareoccasioni di incontro e discambioÈ stata un’esperienza molto positiva,ci ha insegnato che “insieme” è ancorapiù bello lavorare poiché abbiamocondiviso la fatica ma soprattuttola gioia, la felicità e tanti applausi,tant’è che ebbri di tante emozioniabbiamo già pensato di fare ancoraqualcosa. Naturalmente insieme.Le comunitàdel Santellone e San Giovanni“Signora, mi dispiacedisturbare...”Quella mattina di dicembre,Marietta era stata alla Posta aritirare la sua magra pensionedi circa 250 euro. Dopo menodi una quarto d’ora da quandoera rientrata a casa, sentì suonarealla porta. Lei non aspettavavisite e sapeva che suo figlio,il quale vive in un paese diverso,era via per lavoro. Quindichiese: “Chi è?’. La risposta furassicurante: “Sono dell’Enel,signora, devo fare una piccolaverifica”. Marietta guardò attraversolo spioncino e vide un signoreben vestito: sotto il cappottosi intravedeva una camiciabianca e la cravatta. Dunquela donna aprì la porta equel signore entrò in cucina, dicendo:“Mi dispiace disturbare,ma stiamo controllando le ultimebollette della luce, poiché cisono stati dei disguidi nei pagamenti.Lei dovrebbe farmivedere l’ultima bolletta che hapagato”. Marietta, pur essendopovera, ha sempre pagato puntualmente,per cui andò volentierinell’altra stanza a cercarela bolletta. II signore la guardòvelocemente, disse soltanto ungrazie e se ne andò. Quasi subito,però, Marietta si accorse chela sua pensione, che non avevaancora riposto nel solito cassetto,era semplicemente sparita.Marietta, disperata, chiamò inaiuto i vicini, ma ormai di quel“signore” non c’era più traccia.Ida Ambrosiani25


Incredibile ma vero. Me lo raccontavalui, il mio amico don Bruno Pelati,cappellano nell’Ospedale civileper molti anni. Mentre visitava gli ammalati,una donna gli si fece incontroe gli chiese con semplicità e tantafede (povera fede, dov’è finita!!):“Don Bruno, sarebbe tanto gentile diaccendermi una candela alla Madonna?”“Perché?” le risponde Don Bruno.“Perché domani devo subire unintervento per aborto”. “Ma scherza?”le replica sorpreso, irritato e scandalizzatodon Bruno, che di solito erasempre molto gentile, mite, arrendevolecon tutti. “Ma dice sul serio? Masa che cosa mi domanda? Non è unagrazia che chiederebbe alla Madonna,ma una disgrazia, un delitto, masi rende conto?”. Ma quella poveradonna rimase persino male del rifiutodi don Bruno e neppure si convinsedella gravità della cosa. Ma tanti oggiignorano la gravità dell’infanticidioche è l’aborto volontariamente e liberamenteprocurato. L’aborto non èche un autentico omicidio, è una uccisionediretta dell’innocente, di unapersona, la più debole, la più indifesache si possa immaginare. L’abortoè un vero omicidio, il più abominevole,il più vigliacco, barbaro, essendocompiuto a danno di chi è del tuttoincapace di difendersi. È il peccatopiù grave contro il quinto comandamento(non uccidere) che nessunopuò violare e che nessuno può permetteredi violare, nessun uomo, nessunaautorità umana, nessuna scienza,nessun medico, per nessun motivo,né eugenetico, né sociale, né economico,né terapeutico, né per voleredel padre, né della madre, nessuno,nessuno, nessuno. Ma qualcunopuò obiettare che la legge lo permette.Purtroppo! Il governo, per volontàa cura di don DavideDon Bruno, per favore, mi accenda unacandela perché il mio aborto riesca benedel popolo, per quel 62% che ha dettosì all’abrogazione della legge chelo proibiva, ha emanato quella iniqualegge permissiva dell’aborto, una leggeche grida continuamente vendettaal cospetto di Dio come il peccato diCaino. Nella campagna elettorale siandava affermando che in certi casi,pochi in verità, era giusto permetterel’aborto. Quei casi dipendevano tuttidalla libera scelta della madre o delpadre, e da pochi sono diventati moltissimi.In vent’anni se ne sono fattiun miliardo e quattrocento mila intutto il mondo, 70 milioni all’anno. InItalia dai 300 ai 400 mila all’anno. AChiari all’Ospedale se ne fanno molti.Non so quanti, ma è stato pubblicatodalla stampa che se ne fanno piùche in altri Ospedali di tutta la Lombardia.Bel primato!!! Orrore!!! Qualcunoafferma che in certi casi eccezionalil’aborto è permesso, anzi doveroso.Per esempio, quali?Quando si dovrebbe sacrificare il figlioper salvare la madre. Quando siponesse il tragico dilemma o il figlioo la madre. Nessun dubbio che deveessere la madre a sacrificarsi per il figlio,e non viceversa, perché i genitorisono per i figli e non viceversa.D’altra parte, tra un adulto che ha giàvissuto e un nascituro che incominciaa vivere, il diritto della vita sembraspettare proprio più a questo chea quello. Inoltre se autorizziamo lamadre a uccidere suo figlio prima chenasca, perché non la autorizzeremmo,in caso di qualche difficoltà, peresempio in caso di estrema miseria, aucciderlo appena nato, o dopo qualchemese, o dopo qualche anno?In un caso in cui se non si intervenisse,ambedue, madre e figlio morirebbero,anche qui bisogna dare laprecedenza al figlio, il più debole, coluiche ha più diritto a vivere più dellamamma, che ha già vissuto il suotempo. Qui deve primeggiare la leggedell’amore. Tra due amanti sincerinessuno desidererebbe e sceglierebbela morte dell’altro per salvare sestesso. C’è da dire inoltre che in questitempi i casi dell’aborto terapeuticosono diminuiti quasi del tutto, in graziadella scienza medica che ha raggiuntoaltissimi gradi di progresso.Purtroppo la scienza ha scoperto mezzidi aborto sofisticati, come la pillolaabortiva RU 486, la pillola del giornodopo, che causa un aborto cosiddettochimico, senza intervenire chirurgicamentein ospedale. Ma anche questorimane un abominevole infanticidio.Ma com’è possibile? Si chiede qualcuno.Si tratta di espellere un sempliceembrione, che non è ancora unuomo. Si tratta di una semplice cellula.Invece quella cellula, detta anchezigote, è già un uomo, perfettamentee potenzialmente programmata. Lascienza vera l’ha riconosciuto e affermatochiaramente.Il Papa BenedettoXVI, mille volte benedetto, nel discorsocatechetico tenuto mercoledì28 dicembre scorso, ha mirabilmenteaffermato:“Nell’embrione Dio vedel’uomo, vede già tutto il futuro dellapiccola creatura umana. Nel librodella vita del Signore, già sono iscrittii giorni che quella creatura vivrà ecolmerà di opere durante la sua esistenzaterrena. È un prodigio tutto divino”.Questa solenne dichiarazionel’ha dedotta dal salmo 138, autenticaparola di Dio. Che cosa si vuole dipiù? Attenzione però alla pillola RU486, che gli scienziati, specialmenteamericani, hanno dichiarato pericolosissimaalla salute e ne hanno dato607 controindicazioni.Per l’amor di Dio che da nessunasia praticata. La legge che permettel’aborto è e rimane iniqua e abominevolee la Chiesa condanna severamentecon la scomunica chi procuraliberamente e direttamente l’abortoe condanna pure chi lo consigliae lo realizza. E guai a quei legislatoriche hanno fatto quella legge infanticidae guai anche a coloro che hannovotato per essa al referendum. MadreTeresa di Calcutta ha detto: “Se sipermette alle mamme di uccidere ingrembo il loro bambino a chi si potràvietare di uccidere?!? Caro don Bruno,prega per noi. 26


Chiari, 10 gennaio 2006Gentilissimo don Rosario,siamo un numeroso gruppo didipendenti della Gnutti di Chiarie anche parrocchiani di Chiari.Le scriviamo in riferimento all’articolocomparso sul suo bollettinoUn futuro per i nostri bambinia cura di Luciano Cinquini.Riteniamo offensivo tale articolonei confronti di chi come noiha passato la vita all’interno dellostabilimento in questione lavorandodalla mattina alla sera permantenere i nostri figli agli studi equindi garantire a loro un futuro.Probabilmente il signor Cinquininon ha mai provato a lavorarein fonderia e dovrebbe primadi parlare a nome della comunitàparrocchiale perlomeno venire avisitare l’ambiente dove noi lavoriamoda molti anni. Non siamoa difendere il signor Gnutti ma citeniamo a protestare nei confrontidi un “bollettino parrocchiale”che dà spazio a questi interventifalsi e privi di fondamentoscientifico altrimenti non ci spiegheremmose la situazione è cosìpreoccupante come denunciatodal giornalista perché le istituzionichiamate in causa dallo stessonon hanno ancora provveduto aporre dei rimedi.Noi che ci lavoriamo quotidianamentecome tanti altri possiamodire che da parte della direzioneaziendale sono stati fatti continuiinvestimenti per migliorare tuttoquello che la tecnologia attualeconsente senza risparmio di impegnoe di risorse economiche.Noi intendiamo con questo scrittodifendere il nostro diritto a unposto di lavoro e ci sembra stranoche “la Parrocchia di Chiari sisia sentita in dovere di fare chiarezza”mettendo in discussione ilfuturo dei nostri figli.Le chiediamo se questa è caritàcristiana. Sarebbe opportunoche Lei invitasse il sig. Cinquinia provare se non l’ha maifatto nella sua vita a sporcarsi lemani nel lavorare e non nell’usaresolo la penna e l’inchiostro. Ciaspettiamo da parte sua se nonuna smentita una presa di posizionein merito in quanto riteniamoche sia un nostro diritto continuarea riconoscerci nella Parrocchiadi Chiari che frequentiamoe in cui viviamo e cresciamo inostri figli. Ci scusiamo se le siamosembrati scortesi ma ci credale parole lette hanno contribuitoa creare tanta angoscia nei nostrianimi.Un gruppodi dipendenti della GnuttiPubblichiamo questa lettera – facendoun’eccezione alla nostraregola di cestinare gli scritti senzafirma riconoscibile - e anche se ècarica di insulti e minacce più chedi argomentazioni La pubblichiamointegralmente perché ci offrel’occasione di tornare sull’argomentoche ci sta a cuore.Con qualche puntualizzazione:1. Non abbiamo mai chiesto néproposto la chiusura della Gnutti,ma solamente abbiamo richiamatol’attenzione su un tema cheda qualche tempo è al centro dellepreoccupazioni di tutta la cittadinanzae dell’Amministrazionecomunale.2. Siamo convinti che il lavorosia un valore preziosissimo(lo rispettiamo e vorremmo fossesempre rispettato: non sgobbasolo chi sta in fonderia…),ma siamo convinti che la salutenon sia meno preziosa e crediamoche entrambi, lavoro e salute,possano essere difesi senza sacrificarela seconda al primo.3. Il tema della tutela della salutee dell’ambiente è in continuaevoluzione: quello che avremmotollerato dieci anni fa oggi nonlo accettiamo più se scopriamoche mette a rischio la qualità dellanostra vita. Così è anche perla Gnutti: non a caso l’aziendastessa continua a migliorare l’impattoambientale delle sue strutture.L’attenzione collettiva suitemi ambientali non è un’offesaagli imprenditori o una insensatavoglia di mettere a rischio il postodi lavoro dei dipendenti, maun diritto-dovere dei cittadini.Con queste motivazioni è statoorganizzato il dibattito cui l’articolofaceva riferimento e al quale,fra l’altro, era presente un belgruppo di dipendenti della stessaGnutti. Non è una “stranezza” daparte della Parrocchia di Chiari,visto che al tavolo dei relatorisedeva anche il delegato del Vescovoper i temi della difesa dellanatura e dell’ambiente.4. La Parrocchia, infine, non è unpartito, un club o un’associazionealla quale si aderisce finchédice e sostiene quello che ci fapersonalmente comodo. È, invece,una comunità viva, che al suointerno dà voce a sensibilità diverse,che si prende cura di ogniaspetto della vita dei suoi membri,che si preoccupa del futurodei suoi figli. È cellula vitale dellaChiesa e gli elementi in cui siriconosce sono la Fede e la Grazia,Cristo e il suo messaggio disalvezza. Che si incarnano anchenella tutela della vita quotidianadi ogni persona.E questa è carità cristiana.La redazione27


Budapest 2005...Sei magutti e due geometraAnche per quest’anno ho volutopartecipare all’iniziativa promossadal Cg2000 e i ragazzi della zona.L’anno scorso la meta era Pragaquest’anno invece Budapest chesecondo il mio punto di vista è unadelle più belle città che ho visitato.Partenza alle ore 22.28 del 1 Gennaiodal CG2000 con un pulminodei muratori e sotto il controllo delnostro capo squadra don Alberto.Già mi veniva male al solo pensierodi arrivare a Budapest con unpulmino, viste le tante ore di viaggio,ma tra una chiacchierata e l’altra,un riposino, una sosta all’autogrill,il regolamento: chi bestemmiamulta! e una sveglia improvvisaalla frontiera, perché ci han chiestoi documenti, alle 11.10 del giornosuccessivo siamo arrivati ad unpaese chiamato Vesprem che distasolo 100 km da Budapest… Dopouna piccola sosta per il primo cambiodei soldi, la ricerca di una chiesa,un posto dove mangiare, un riposinodi don Albero (che ha guidatotutto il viaggio sia di andatache di ritorno) siamo ripartiti dopole 14.30 e alle 18 circa eccoci arrivatia Budapest… Unico problema,la ricerca del nostro ostello. Gira erigira, tra una via e l’altra, i sei muratorie le 2 geometra arrivano all’ostello.Dopo una sistemazione,la celebrazione della messa e unadoccia, ci siamo lanciati in un localea mangiare e dopo tutti a nanna…Le giornate si svolgevano consveglia alle 7.30 per chi voleva, vistoche già dal secondo giorno cisiamo divisi in due squadre per poiritrovarci tutti assieme alla sera…Di solito alla sera, prima di uscire,celebravamo la messa nella camerapoi andavamo a mangiare…Abbiamo visitato molte cose… siaa Buda che a Pest… il Parlamento,la piazza degli eroi, vari musei,i negozi, i pub e il Palazzo reale,distrutto più volte nel corso deglianni e poi ricostruito, da dovesi poteva ammirare un bellissimopaesaggio di Buda sulla riva occidentalee di Pest sulla riva orientale,divisa dal Danubio. Per attraversarloci hanno costruito ben setteponti, uno più bello dell’altro.I nostri pranzi, come le cene, sonosempre stati pieni di felicità, di scopertadi un piatto tipico da mangiare,tanta birra… e lo iegher maister…Però si sentiva già il trascorredel tempo e l’avvicinarsi del rientroin Italia… eh sì, non volevo più tornare…(secondo me anche i ragazzi,visto il gran numero di belle ragazze!!!).Spero che l’anno prossimodon Alberto ci porti ancora a ripetereesperienze nuove ed uniche,come lo sono state le due a cui hopartecipato, con nuove amicizie…Un grazie a don Alberto, Daniele(bossmen, che in ungherese vuoldire…), Ivan, Mali (gli sbabbari),Eleonora, Fabio (peo), Iuri (il drago)e Peter che ci faceva da traduttorevisto che lui è di Budapest…colgo anche l’occasione per fare gliauguri di buon anno a tutti, anchese è già iniziato.Elena FogliaPellegrinaggioin Terra Santadal 17 al 24 agostorivolto a tutti i giovanidella ParrocchiaCi accompagnadon Flavio DallaVecchiaCosto: 880 euroSegnàlati entrola fine di marzoinfo: don Alberto28


Bello sì, ma che freddo!Purtroppo eccoci di nuovo qui, nellanostra piatta e sconfinata pianura.Purtroppo!!!Il campo adolescenti del CentroGiovanile 2000 è ormai finito edora, via di nuovo per le strade deinostri impegni quotidiani.La nostra avventura è cominciatail 27 dicembre 2005, quando dibuon mattino, mentre la città ancoradormiva, siamo partiti per la Valled’Aosta nella nota e rinomata localitàturistica, e non solo, di Cogne;infatti il primo pensiero nell’arrivarein questa zona è stato quello di individuareil luogo dell’omicidio delpiccolo Samuele (ammettiamo chela cosa ha avuto il gusto del macabro).Subito però noi partecipanti,otto ragazzi e due animatori tra cuiDon Alberto, nel vedere il magnificoscenario che accompagnava la stupendama poco innevata pista di scidi fondo, ci siamo dilettati in buffee divertenti cadute che immancabilmentehanno accompagnato tuttiquanti durante il nostro cimentarcicon questi attrezzi per noi poco famigliari.Scivolare sulla pista ci haGrazie a Beppe e Valeriaperò riempito di allegria e voglia didivertimento, unico neo: mancavanoragazze per noi “uomini gelati”(le temperature oscillavano tra i –18°C e i –11°C ).Le notti sono trascorse ascoltandoil “melodioso” rumore di un termoconvettorepoco moderno allestitonelle nostre camere e con i piedi intorpiditidal freddo dovuto ai molteplicispifferi provenenti da serramentipressoché arcaici; le mattine,svegliati di soprassalto da un donAlberto più scatenato che mai, checi faceva notare con grande meravigliail ghiaccio sul vetro interno dellacamera formatosi durante il nostro“russamento”: sembrava di esseretornati nel passato, in case antichee poco riscaldate ma comunqueaccoglienti.Le giornate sono passate velocementetra sciate e visite alle valli vicine.Ma lasera, anche sestanchi e provatida “lavori”così intensi, andavamoa rilassarci neipochi ma accoglienti pub della cittadina.Una sera ci siamo anche recati al cinemaper vedere il fantastico film“Le Cronache di Narnja” e dopoun’attenta riflessione, siamo riuscitia cogliere alcuni aspetti del Vangelocome ci aveva suggerito Don Alberto.Questi giorni sono stati moltoimportanti per aver scoperto moltilati positivi di tutti i partecipanti soprattuttodi Mali e di don Alberto, ilgrazie va particolarmente per la lorodisponibilità.Alla prossima!!!Mario & Roberto (cugino pazzo…)È giusto e doveroso esprimere un grazie riconoscente a Beppe per lasua dedizione come custode del Centro Giovanile 2000 durante alcunianni. La sua è stata una presenza utile e indispensabile, preziosa einfaticabile, insieme a quella della moglie Valeria. L’attenzione è statarivolta alla custodia premurosa dell’edificio per tutte le varie occorrenzee necessità. Ciò che però ha contraddistinto l’operato di Beppeè la sua determinata e sicura, indiscussa e straordinaria passione per igiovani nella piena convinzione di far sì che il “sogno” del Centro Giovanile2000 divenisse negli anni realtà quotidiana per la formazionedegli adolescenti e giovani, dei bambini e delle famiglie. È riuscito adessere l’anima di tutto un volontariato che si è vissuto per il bene deigiovani: valore che certamente va continuato da tutte le persone cheintendono condividere questa “scommessa” per i giovani di Chiari.Con il 31 dicembre 2005 ha ritenuto di concludere questo suo mandatoeducativo per una diversa occupazione. A nome mio, dei sacerdotie della comunità parrocchiale, e soprattutto del Centro Giovanile2000, un grazie di cuore a Beppe per quello che è stato e ha fatto insiemea Valeria. Un augurio di ogni bene a Domenico, il nuovo custodecon la sua famiglia e un grazie per la sua disponibilità. La figuradel “custode” è molto importante, oserei dire necessaria: è una presenzaeducativa e punto di riferimento per la vita quotidiana del nostroamato Centro Giovanile 2000. Chiedo a tutti sostegno e collaborazionecorresponsabile per il bene dei giovani.Unisco infine un grazie a tutti i volontari, ai gruppi e associazioni varie,ai genitori e famiglie che ritengo essere “il respiro” del luogo vitale delCentro Giovanile 2000.Grazie davvero di cuore!don Rosario29


Gromo... le vacanzeche non si dimenticanoNatale… S. Stefano… e poi?!?...… ma naturalmente tre giorni inmontagna con Samber!!!Siamo partiti la mattina del 27 dicembre,noi ragazzi dei DL Club ecatechismo medie in generale.Dopo 2 ore di viaggio siamo giuntiai meravigliosi Spiazzi di GromoSan Marino (BG) dove ci ha accoltola tanto attesa neve.Chi avrebbe mai pensato di divertirsitanto, in soli tre giorni in un postocosì pacifico e alla prima impressionecosì disperso!?Beh, noi sicuramente no, ma dopoi primi capitomboli sulla neve e lerisate tra nuovi e vecchi amici, cihanno fatto immediatamente cambiareidea!Mattinate e pomeriggi li passavamosulle piste armati di bob e di sci,giacche a vento piumatissime, e calzettonicaldi…, faceva un freddo!!!!(-14), mentre le serate le passavamoin compagnia, con divertentie coinvolgenti momenti di gruppoche iniziavano con piacevoli giochidi squadra e che si concludevanocon la preghiera.Durante la prima serata ci siamo divisiin squadre che, molto semplicemente,si chiamavano: 1-2-3-4, proseguendocon grandi giochi “dell’oca”e battaglia navale.Il secondo giorno è stata celebratala S.Messa di campo e sono prevalsii valori dello spirito oratoriano conmomenti divertenti, come il gioco,oppure quelli seri come la Messa ela preghiera, non è mancato però ilcontatto con la neve con gli immancabilicapitomboli, ma si sa, sullaneve si scivola…Con il proposito di mantenere vivoquesto spirito abbiamo affrontatoanche l’ ultimo giorno col gustarci leultime bobbate e sciate, dopo di cheabbiamo lasciato l’albergo per dirigercia gustare una deliziosa cioccolataofferta dal don.A malincuore abbiamo preparatole valige e, dopo aver ringraziato ilpersonale dell’albergo, con il pullmanci siamo diretti verso l’ oratoriodi San Bernardino.Speriamo di rivivere questa esperienzache è stata resa meravigliosae istruttiva anche grazie agli animatori:Michele, Alessandro, Giovanni,Alfredo, Sergio e Silvana, la fantasticafamiglia boliviana, Chiara, Silvia,Anna e soprattutto grazie a donMino.Elisa, Gloria, Simona,Ilaria e Mariachiara30


Una valanga di divertimentoCi sono voluti più di quattro giorniper smaltire le sbronze e le dosidi allegria che ci ha regalato Lizzola2006, ed ora per noi è tempo dibilanci…Voi potreste pensare che nell’arcodi quattro giorni, 127 ragazzi (inclusieducatori) non abbiano avuto iltempo per legare tra di loro, di divertirsisulla neve muniti di bob, scie snowboard, di sfidarsi a briscolonee, perché no, di combinare anchequalche piccolo scherzetto sfociatopoi in un disastro…(sono ragazzi!).Ci dispiace deludervi, ma a Lizzola èsuccesso questo e anche di più!La serata più importante, più attesa,è stata ovviamente quella del 31,dove in un combattuto “saranno famosi”ha trionfato lo scoppiettante efantastico gruppo MEG con un’esibizionecanora sulle orme del Liga.Meritevole di lode comunque il ballettopreparato da Jessi, Fra e Fede.Questo però a noi non è bastato. Infatti,dopo uno “snervante” bingocurato dall’agguerrito staff di educatoriin cui è stata assegnata al vincitoreuna mini moto di ValentinoRossi, si è arrivati al brindisi di mezzanotte.L’anno nuovo oramai stava arrivando,e quale miglior modo di accoglierlose non accompagnati oltreche dalle bottiglie di spumante,dall’ormai irrinunciabileperformancemusicale dei fedelissimiDJ Cala eDJ Gnappo che ci hannofatto ballare per tutta la notte?!…Purtroppo però, anche i sogni hannouna fine…ma non questo perchéil secondo tempo deve ancora iniziare!!!Arrivederci all’anno prossimo…probabilmenteda qualche altraparte!!!Silvia e Arianna38° CARNEVALE DI SAMBERGià, perché d’ emozioni ce ne sonostate proprio tante! A partire dallamattina del 30 quando ci siamo ritrovatitutti a samber per la partenza,arrivando all’ultimo giorno incui, oramai stanchi ma soddisfatti,siamo saliti sui pullman per ritornarea Chiari.Bambini golosi di tutto il mondo… ascoltate!!Dopo anni di misteri e di notizie false e tendenziose, io, WillyWonka, titolare della più grande fabbrica di cioccolato del mondo…l’unico, il vero, l’inimitabile re del dolciume e delle caramelle, ho deciso,il 26 febbraio 2006, di aprire ad alcuni fortunati fra voi i cancellidella mia fabbrica e di regalare loro, oltre ad una fornitura a vitadi cioccolato Wonka, un tour all’interno dei reparti della mio magicoregno, dove vengono pensati e prendono vita i miei capolavori,come la barretta energetica “sgranocchia delizio-giamgnosa”, la caramella“tutti gusti più uno”… e la carta da parati leccabile!Dopo la consueta sfilata della mie maestranze per le vie del centrodella città di Chiari, lo straordinario evento avrà luogo a Samber,sede della mia fantasmagorica azienda.Sono stati nascosti all’interno di alcune tavolette di cioccolatoWonka, cinque biglietti d’oro, che permetteranno, a chi li troverà, divarcare i cancelli della fabbricae di trascorrere una splendidagiornata in compagniamia e dei miei fedeli OOPMALOOMPA, alla scoperta deisegreti delle mie ricette…Per gli altri… beh…Divertimento in ogni casoassicurato!!!Vi aspetto numerosi, in mascherae con tanta, tanta vogliadi cioccolato!DolcementeWilly Wonka31


alpinisti. Per conoscere meglio le attivitàe le proposte del Cai vi invitoa procurarvi l’opuscolo che la sezionedi Chiari ha preparato per l’anno2006… è anche bello. Qualche bilancioa cura di Bruno MazzottiQuesto può essere un buonmomento per fare i consueticonti. Siamo giunti a febbraioed i campionati comincianoa concederci la possibilità di tirarequalche somma e magari azzardarealcune previsioni. Però può capitareche a volte le somme sianorisultati di operazioni più complessedi quanto normalmente avviene.Vedremo poi perché dico così.Il Seven Diesel Basket Chiari hachiuso il girone d’andata del campionatodi serie D con un bilanciodifficile da interpretare e da raddrizzare.Ha giocato delle buone partiterivelando però una difficoltà ditenuta che gli è costata molto. Allafine della prima parte del torneo sitrova al penultimo posto dopo 11sconfitte e 3 vittorie. Nel conteggiodei punti segnati e subiti si il risultatoè negativo di 78. Ora inizia il gironedi ritorno ed attendiamo i clarensiad imboccare la strada versola salvezza. A questo punto si trattadi un’impresa, ma noi invitiamoPiceni e compagni a provarci. Piùtranquilla, anzi serena, è la situazionedell’Isola Chiari nel campionatodi serie C maschile di pallavolo.Dopo un inizio di campionato incertola squadra si è ripresa ed ha vinto6 partite su 11. Ora sta nella zonamedio alta della classifica, con buoneprospettive. Per quanto riguardail calcio ho appena scritto dellaYoung Boys del Centro Giovanile(chiamiamola la “Bene Amata”). Ilcampionato del Chiari di quest’annoè la cosa più complicata che misia capitato di commentare. Tutti sapeteormai quanto sia difficile la situazionesocietaria dell’A.C. Chiari.In questo caso devo arrendermial fatto che non ci sono numeriche valgano la pena di essere messiinsieme, se no dovrei impostareuna equazione con troppe variabili.Mi sembra doveroso ringraziarechi non ha abbandonato la barcae continua a lavorare per salvare ilsalvabile. Dovremmo fare il tifo per igiovani che ogni domenica scendonolo stesso in campo e per chi ce liporta. Quel che si profila all’orizzontenon è ancora ben definito e le delusionici sono già state. Noi possiamosolo stare a vedere: chi invece sela sente, e può, ci regali ancora calciovero, pulito e di buon livello.Nel salone Marchettiano il Cai diChiari ha presentato le attività cheverranno svolte nell’anno 2006. Ilprogramma di quest’anno, interessantee vario, è già stato avviato conle proposte per il periodo invernale,rivolte a chi ama lo sci di fondooppure le camminate sulla neve conle ciaspole. La stagione delle escursioniinizierà il 5 marzo con la piacevolecamminata nelle Cinque Terre,lungo il sentiero dell’amore divenutaormai un tradizionale incontrod’apertura. Durante i mesi successivigli amanti della montagna e dellanatura avranno una vasta possibilitàdi scelta tra gite ed escursioni di varioimpegno e di diversa difficoltà.Per darne un’idea cito alcune mete:il monte Guglielmo, il monte Baldo,il Gran Zebrù, il Catinaccio d’Antermoia.Ce n’è per tutti, comprese lefamiglie. Chi vuole passeggiare inbicicletta può partecipare al giro diMontisola, alle gite a Riva del Gardao arrivare fino a Linz, in Austria.Il Cai di Chiari inoltre ci ha abituatoda anni ad altre offerte ed ancorace le propone. Cito per primo il programmadi alpinismo giovanile propostoa bambini e ragazzi, ma sonoimportanti anche i vari corsi di formazioneper gli adulti escursionisti oMo.I.Ca. InformaDurante i primi tre giornidi dicembre 2005, lanostra Presidente nazionaleTina Leonzi ha partecipatoal Congresso Internazionaledi Asunción (Paraguay), organizzatodall’UNICA (UnioneInternazionale Casalinghe)di cui il Mo.I.Ca. faparte come socio fondatore.Tina riferisce che il congressoè stato inauguratodal Presidente paraguayanoCarlos Filizzola e da tre ministridi quel governo, allapresenza di numerose autoritàdel mondo politico, socialee culturale e che all’avvenimentoè stata data granderisonanza e importanza.Essendo il Paraguay un paesepovero, Tina sottolinea il contrastodi entusiasmo ed accoglienzanei confronti delladiffusa indifferenza quandoci si riunisce nei nostri paesicosiddetti “ricchi”.Domenica 18 dicembreci siamo preparate al S. Nataleascoltando le riflessionidi don Davide sull’argomento.Nella stessa occasioneabbiamo distribuito allepresenti un omaggio di fineanno e ci siamo scambiategli auguri con una fetta dipanettone.Martedì 17 gennaio 2006un gruppo di una ventinadi amiche ha visitato la Mostra“Aliment” di Montichiari,alla scoperta delle ultimenovità che possono interessareil management domestico.Ne parleremo diffusamentenel prossimo bollettino.Arrivederci!Ida Ambrosiani32


OFFERTEDal 15 dicembre al 16 gennaio 2006Opere ParrocchialiA. M. - C. F. nel 40° di matrimonio 50,00Banca Popolare di BergamoCredito Varesino di Chiari 130,00Anniversari di matrimonio 545,00Ahizi Kouame Kakou 50,00Federico Galli e sorelle in memoriadel fratello Angelo (tetto duomo) 3.000,00Federico Galli e sorelle in memoriadel fratello Angelo (facciata S. Maria) 3.000,00Federico Galli e sorelle in memoriadel fratello Angelo (restauro chiesa S. Rocco) 3.000,00N. N. 250,00In ricordo di Angelina Cogi 100,00Le colleghe di Faustoin memoriadel papà Paolo 100,00N. N. 200,00Giovanni Bariselli 50,00Gli amiciin memoria di Renato Metelli 75,00N. N. per cappella Santissimo 25,00A. M. 100,00Associazione Pensionati di Chiari 100,00TegoleCassettina chiesa - domenica 11/12/2005 42,00M. E. 100,00A. M. - C. F. nel 40° di matrimonio 50,00Cassettina chiesa - domenica 18/12/2005 41,00Cassettina chiesa - domenica 25/12/2005 38,00Cassettina chiesa - domenica 1/01/2006 53,00Ahizi Kouame Kakou 20,00Cassettina chiesa - domenica 8/01/2006 67,00Macchina QuarantoreFederico Galli e sorellein memoria del fratello Angelo 3.000,00N. N. 1.000,00In memoria di R.G. 100,00Centro GiovanileOfferte cassettina centro chiesa 119,00M. E. 100,00N. N. 200,00A. M. - C. F. nel 40° di matrimonio 50,00Busta generosità Natale 2005 73,61N. N. 1.000,00N. N. 50,00Le famiglie degli amicidel Rustico Belfiorein memoria dei propri defunti 40,00Famiglia Festa 30,00In memoria di Alessandra Piceni 130,00B. Marino 30,00Federico Galli e sorellein memoria del fratello Angelo 3.000,00Busta generosità Natale 2005 - Un pensionato 50,00Busta generosità Natale 2005Una pensionata B. G. M. 20,00Busta generosità Natale 2005 - N. N. 25,00Busta generosità Natale 2005 - Auguri a tutti 10,00Buste della generosità Santo Natale 2005 5.931,61N. N. 100,00Busta generosità Natale 2005 - T. A. G. 500,00Scuola elementari “Martiri” 50,00Busta generosità Natale 2005 150,00Busta generosità Natale 2005 - V. F. 100,00Offerte cassettina centro chiesa 259,00N. N. 100,00Busta generosità Natale 2005 - N. N. 500,00A. L. in memoria dei familiari defunti 100,00N. N. 100,00N. N. 5,00N. N. 30,00N. N. 20,00Busta generosità Natale 2005 - Ernesto Baroni 30,00N. N. 50,00I vicini di casain memoria di Renato Metelli 50,00Busta generosità Natale 2005 - P. L. - P. A. 200,00Busta generosità Natale 2005 - F. L. 50,00Un fiore per i defuntiM. E. 100,00N. N. 20,00Moglie e figli in memoria di Alfredo Festa 100,00I parenti in memoria di Maria Piantoni 70,00Angelina Camoniin memoria di Renato Metelli 50,00Fratello e sorelle Rossi e cognatiin memoria di Angioletta Olmi-Rossi 300,00Le famiglie di via Paolo VIin memoria di Paolo Salvoni 150,00CaritasEster Vezzoli 25,00ClarondaSorelle Adrodegari 50,00F. R. 50,00Ester Vezzoli 25,00N. N. 30,00NB: l’offerta di euro 150,00 attribuita nel numero scorsoalla sola Ass. Nazionale Artiglieri d’Italia era da attribuirsicongiuntamente anche al Gruppo Vigili del Fuoco.33


In memoriaCaro nonno,purtroppo te ne sei andato, te ne sei andato persempre... Ora però sappiamo che tu sei lì, sei alsicuro, sei in un posto felice e sereno... Sei con glialtri miei nonni che non ho mai conosciuto... e ilpapà di una mia carissima amica. Sai, qua tuttisono tristi, ma so che tu ci sorriderai sempre ancheda lassù... So che mi darai la forza di andareavanti... So che non sarò più sola... non sarò piùPaolo Salvoni sola per il resto della mia vita... Tu per me sei statocome un secondo papà... Non ti dimenticherò10/8/1922 - 26/12/2005mai, anzi non ti dimenticheremo mai... Hai sempreavuto sul viso un sorriso splendido, caloroso, anche nei momenti difficilidi tutta la tua lunga vita... Anche quando soffrivi e chiamavi mamma...beh, ora sei lì con lei... Ora sono sicura di una cosa: «Il Paradiso esiste».Tua nipote NicolettaCaro dolce, tenero e unico papà,il destino ha voluto separarci così dolorosamentee velocemente. Avremmo voluto dirti tante cose euna delle più importanti è che “ti vogliamo bene”,ma forse per la nostra timidezza o per stupiditànon l’abbiamo mai fatto. E adesso che non ci seipiù, sentiamo il bisogno di dirtelo, e continuiamoa comunicartelo tutte le volte che pensiamo a te.Ci siamo stretti la mano, fino a quando il Signoreti ha chiamato per nome e tu, buono come eri,Renato Metellinon potevi rifiutare, non hai mai detto un NO a16/6/1953 - 1/1/2006nessuno. Ma noi sappiamo che non ci separeremomai, perché tu ci hai insegnato tante cose e una di queste è avere unafamiglia unita, come lo è la nostra. La mamma si sta facendo forza, cometu le hai insegnato, dopo 28 anni di matrimonio felice come lo era il vostro.Giovanni è un vero papà, anche se non potrà mai sostituirti: ormai èlui l’uomo di casa, è proprio bravo ad aiutare la mamma a sopportare latua mancanza, ed è anche un ottimo fratello. Ti preghiamo stacci semprevicino e aiutaci a sopportare questo enorme dolore. Sei stato e sarai sempreun affettuoso, dolce, unico e inimitabile papà. Ti mandiamo, e speroche ti arrivi il più presto possibile, questo nostro grossissimo abbraccio efortissimo bacio. Ti vogliamo bene papà per sempre.Alessandra e GiovanniAnagrafeparrocchialeBattesimi (2006)1. William BonaitaMatrimoni (2006)1. Andrea Verzeletticon Lidia BiloniDefunti (2005)127. Anna MariaMercandelli 72128. Angioletta Olmi 75129. Giuseppe Belotti 91130. Giovanni Bariselli 79131. Paolo Salvoni 83132. Rocco Ghidini 80Defunti (2006)1. Brigida Bitto 692. Renato Metelli 523. Giuseppe Locatelli 734. Giuseppe Baresi 715. Albert Asante Danso 366. Teresa Oneda 667. Faustino Maifredi 898. Angelina Sofia Casari 889. Vittoria Martinazzi 7710. Palmira Simoni 7311. Mario Bergomi 79Luigi Ebranati4/2/1923 - 13/10/1986Eugenio Ebranati22/1/1956 - 6/1/1983Luigia Perrotta13/11/1957 - 25/10/2005Guido Vezzoli7/3/1929 - 1/2/2004Stefano Faglia2/9/1940 - 8/1/200534


Amici sostenitori - anno 2006Euro 105,00A.B.P.Euro 100,00Associazione Amici Pensionati e Anziani,Associazione Pensionati CentroBettolini, Penna Francesco, ForestiMaria, Molinari Eugenio, PiantoniGlauco, Molinari Marcello, Tosi Maurizio,Scalea FrancescoEuro 50,00Cogi Faustino, Goffi Giorgio, FioriniVincenzo, Antonelli Tino, N.N., N.N.,Mondini Ottorino, Galli Federico, BettiMario, Riccardi Severino, BonottiGiorgio, Zambelli Begni, CampiottiCesare, Faglia Mario, Vezzoli Olmi,Mombelli Scalvi, Acerboni Baresi Virginia,Ferrari Mario, Sirani Gioacchino,Bonotti Adrodegari, Sorelle Landriani,Ferrari Piantoni, Piantoni Michele,Cancelli Giuseppe, Festa Eugenio,N.N., N.N., Salvoni Adrodegari,Lonati Italo, Baresi Renato, BaresiVittorio, Vezzoli Lino, Begni Tarcisio,Salvoni Cortinovis Natalina, VezzoliMario, Colossi Antonietta, N.N.,N.N., N.N., Ravelli Gino, Festa Emilioe Liliana, Olmi Vanda, RubagottiLuciano, Famiglia Canevari, MachinaTarcisio, Petrucci Comellini Maria,Mantegari Tarcisio, Betella Luigi, MariniBresaola, Salvoni Angelo, DottiChionni, Olivari Giuseppe, GrassiAdolfo, Grassi Franco, Claretti Valter,Cucchi Machina, Famiglia Iore, FacchettiArsenio, Chierici Manenti, ZucchelliGiuseppe, Caratti Lino, DeganiAntonio, Rossi Franco, Baresi Sergio,N.N., Mantegari Attilio, Ravelli Attilio,Gozzini Emilio, Facchetti Cucchi, BarbarigaFrancesco, Sigalini Giuseppe,Arcari Giuseppe, Baresi Ester, N.N.Euro 40,00Fattori Francesco, Loda Massetti, SiverioSantino, Cacciani Paolo, OlmiLuigi, Baroni Rosa, Cadei Agostino,Baresi Gianfranco, Duiella Matteo,Margariti Giorgio, Margariti Vincenzo,Bosis Franco, Cancelli Carlo, N.N.Euro 35,00Bergamaschi Enzo, Serina LandriscinaRosi, Guerrieri Moleri, Moleri Giovanna,Moleri Monica, Bonaita Attilio,Canesi AgapeEuro 30,00Antonelli Romano, Delfrate Guido,Rapetti Daniele, N.N., Massetti Luigi,Masneri Cadeo Eugenia, LonatiScalvini, Mombelli Alberto, BoccaliGirelli, Forloni Clara, Lorini Brianza,Corneo Gaetano, Corneo Ermanno,Festa Giulio, Lonati Achille, VezzoliCarolina, Goffi Alfredo, Siverio Mario,Baù Doriano, Carsana Pasquale,Famiglia Bianchi, Festa Stefano,Goffi Rizzini, Tradati Franca, DonnaAttilio, Olmi Francesco, Cucchi Angelo,Ramera Sirani, Marini Ferrari,Jore Vincenzo, Begni Angela, DelfrateGiuseppe, Grassi Bruno, FestaAngelo, Sigalini Paolo, Aiardi Mondella,Rocco Giovanni, Cividati Ermanno,Bonotti Bracchi, ZucchettiChiari, Famiglia Grasselli, MarchettiLuigi, Goffi Lucio, Molinari Luisa,Bertoli Gianni, Carminati Vito,Bertoli Roberto, Famiglia Scarpetta,Cogi Cancelli Emma, Sirani Pasquale,Foglia Fausto, Festa Alfredo,Festa Quinto, Cancelli Dino Angelo,Vertua Vittorio, Gozzini Giuseppe,Scalvini Carlo, Sirani Alessandro,Salvi Ernesto, Olmi Giovanni, GarzettiFausto, Ruggeri Silvano, LonatiCelesta, Belotti Santo, Begni Giuseppe,Lorini Emma, Maifredi Giuseppe,Marini Enrico, Gaspari Aldo,Goffi Maria e Franco, Begni Severino,Gazzoli Piantoni, Martinelli Tedeschi,Verzeletti Domenico, MantegariPasquina, Tortelli Umberto,Goffi Michele, Faglia Lucia, MarzaniDaniela, Festa Gino, Festa Giulio,Festa Felicina, Mondini Lina, RavelliToni e Piera, Calvetti Enzo, Goffi Ernesto,Calabria Attilio, Paderno Celestino,Viti Roberto, Bosetti Paolo,Consoli Piero, Corna Luigi, CancelliFerdinando, Sigalini Domenico, FamigliaMondella, Famiglia Bulgarini,Salogni Lubiana e Guerino, MercandelliGiuseppe, Olmi Giuseppe,Terzi Luigi, Begni Claudio, ManentiFrancesco, Mura Fontanella, SalvoniPagnoni, N.N., Faranda Giovanni,Vitali Sergio, Vezzoli Carlo, BulgariniLuciano, Mombelli Maurizio,Terzi Ennio, Cancelli Silvano, FogliaCaterina, Famiglia Carminati, BegniFacchetti, Facchetti Severino, ZipponiMarilena, Facchetti Aldo, FamigliaGoffi, Sigalini Mario, Festa Emilio,Festa Scalvini, Mussinelli Aldo, BellinardiStefano, Famiglia Lazzaroni,Bortolini Franco, Baresi Paolo, BaresiPietro, Baresi Angelo, BariselliFiorangela, Terzi Luigi, Massetti Ida,Vezzoli Olmi, Festa Guglielmo, BarcellaRossi, Fochesato Elda, LussignoliMaria, Festa Amelia, FranceschettiPiero, Delfrate Guido, GalliRoberto, Vezzoli Franco, Gini Franco,Gozzini Giovanni, Frosio Rina,Viola Giuseppe, Gennari Francesco,Prati Vittorio, Fermi Iole, Costa Valada,Ghilardi Zoni, Pescini Antonio,Cropelli Masala, Recenti Volpi Laura,Chiari Felice, Begni Arzuffi Armida,Boldrini Piero, Massetti Aldo,Bariselli Giuliana, Bariselli Guglielmo,Bariselli Riccardo, Gozzini Vincenzo,Zipponi Fausto, Gozzini Luigi,N.N., N.N.Le 97 campane di nonna AngelaIl 17 dicembre 2005 Angela Begni, vedovaBombardieri, ha festeggiato il suo novantasettesimocompleanno.Angela gode di ottima salute; il grande appetitoe la voglia di vivere la accompagnanoogni giorno. Nessuno le nega la sua trasmissionepreferita, Walker Texas Ranger ele sue partite di briscola.Sono orgogliosi di festeggiarla i figli, i nipotie i pronipoti.35

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