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pag.10 Cammini associativi Scout e AC pag. 12 Mamme in cammino ...

I cristiani attendonoil loro SignoreCarissimi Clarensi,il mese di dicembre ciorienta direttamente alNatale di Cristo nostroRedentore e Salvatore:pone in noi gioia interioree serenità di spirito, conla voglia di attenderlo e ildesiderio di incontrarlo edaccoglierlo. Infatti il Verbodi Dio si è fatto uomoed è presente nella Chiesa.Dio cammina con ilsuo popolo. C’è però ancheun’altra venuta delSignore, quella finale.La Chiesa, che pur godegià del Cristo venuto, loattende e il Cristo attesoentra nel suo popolo enella vita di ogni credente.Quando Gesù tornerà,cercherà quelli che,pur essendo impegnatie attivi, lo stanno attendendocon impazienza, econfidando in Lui per laloro salvezza. In essi Eglisi aspetterà di trovare uncomportamento degno dicoloro che sono stati sceltie partecipi del suo Regnoe che vivono la bontà,la pazienza, l’umiltà, lacapacità di perdono e diamore vero. Essi dovrannoessere quelli che nonhanno nulla a che vederecon “l’immoralità diffusa,con la facile ingiustizia,con una mentalità impura,con passioni incontrollabili,con i desideri cattivie la brama sfrenata delpossedere”. Gesù ci vuolepuliti, generosi e prontiad incontrarlo. Il Signoreosa dire: “Guardatevi dagliscribi, che amano passeggiarein lunghe vesti,ricevere saluti nelle piazze,avere i primi seggi nellesinagoghe e i primi postinei banchetti; divoranole case delle vedove epregano a lungo per farsivedere. Essi riceverannouna condanna più severa”(Mc 12,38-40).Un’attesa viva e veraChi noi attendiamo è certamenteil Cristo, chetrionfa sul male e da essoci libera e spiana la viadella verità e della libertàalla Chiesa e ai cristiani.La venuta finale del Signoresarà la manifestazionepiena della sua gloriae della sua totale vittoriasul male, sul peccato,mediante la sua risurrezione.In san Paolo si legge:“Ora, invece, Cristo èrisorto dai morti, primiziadi coloro che sono morti.Perché se per mezzo diun uomo venne la morte,per mezzo di un uomoverrà anche la risurrezionedei morti. Come infattiin Adamo tutti muoiono,così in Cristo tutti riceverannola vita” (1 Cor 15,20-22). Con Cristo il mondoattende una trasformazionee il cristiano attendeun mondo rinnovato.È facile capire come questaattesa colora disperanza e di gioia tuttala vita cristiana.Gioia e speranza sono ildistintivo del discepolodi Gesù. Gesù infatti è ilgarante della nostra speranzae il termine dell’attesaè il fiorire della nostraamicizia con lui. È inGesù, Dio fatto uomo nelNatale, che i beni del Regnodi Dio vengono messialla portata del nostro esseree del nostro modo digodere. Dobbiamo quindiimparare a comportarcialla presenza del Signoreinvisibile, come se fossimoalla presenza del Signoreche si è fatto visibilea noi.Ciò implica prima di tuttoun atteggiamento dellamente e poi il suo riflessosul corpo. Se Cristo fossequi, davanti a noi, e noifossimo completamentetrasparenti al suo sguardo,sia nella mente chenel corpo, proveremmoriverenza, rispetto, timore,adorazione, ma nonsaremmo certamente distrattie superficiali nel nostrocomportamento.“Anche voi tenetevi pronti,perché il Figlio dell’uomoverrà quando voi non velo aspettate” (Mt 24,44).La venuta del Figlio diDio è il fatto centrale chedomina le Scritture: Gesùè al centro della storia dellasalvezza, cioè della storiadell’incontro fra Dio el’uomo, incontro che risultadi due movimenti: ildono di Dio e la disponibilitàfedele dell’uomo.Gioiscano i cielie la terraDio viene a salvare ilmondo, per questo gioisconoi cieli e la terra el’umanità è inondata diluce e di speranza. Recitail salmo 96: “Cantateal Signore, benedite il suonome, annunciate di giornoin giorno la sua salvezza.In mezzo alle gentinarrate la sua gloria, atutti i popoli dite le suemeraviglie. Date al Signore,o famiglie dei popoli,date al Signore che vienegloria e potenza”.Il Signore viene a visitareil suo popolo: è una certezza,un inno per il tempodi Avvento che uniscela festa della regalità diCristo Re al suo Natale.Tutti gli uomini sono invitatia entrare nella lodeeterna del Signore Gesù;nessuno deve essere temutoo tenuto a distanza,ma invitato a prendereparte a questo eventodi grazia e di pace. Lapreghiera unisce tutte lenazioni, avvicina i cuori,crea fratellanza e solidarietà.In questo si manifestail giudizio di Dio, nondi condanna ma di salvezza,infatti egli giudicheràil mondo con giustizia econ verità. In questo tempodi Avvento celebriamoil Signore che ci vuoleincontrare insieme a tuttii nostri fratelli, di ogniDicembre 20123


cultura e credo, popolo enazione, perché nella ricercadella fraternità si realizzinole parole dell’Apocalisse:“Tutte le gentiverranno e si prostrerannodavanti a te, o Signore,perché i tuoi giusti giudizisi sono manifestati.”(Ap 15,4). La preparazionealla venuta del Signoreè difficile e laboriosa, perchéla fedeltà e la misericordiadivine devono continuamentetrionfare sullanon disponibilità degli uominia corrispondere. L’attesadell’Antico Testamentoviene ad essere duplice:attesa di un tempo in cuiil dono di Dio sarà datoin pienezza, e attesa di untempo in cui la piena corrispondenzadegli uominisarà finalmente resa possibile.L’incarnazione delFiglio di Dio segna questapienezza dei tempi. In Cristoavviene così l’incontrodel dono di Dio e dellacorrispondenza dell’uomo.Infatti Gesù è il Figliodi Dio che diviene uomoper la nostra salvezza einsieme è un uomo cheobbedisce a Dio fino allamorte.Gli atteggiamentida assumereQuali sono gli atteggiamentiche il cristiano deveassumere durante l’attesa?In altre parole, comesi può vivere l’attesa? Cristoha vinto il male, mala vittoria non consistenell’aver messo gli uominial di sopra degli attacchidi satana e al di sopra dellepossibilità di peccato.L’impegno personale perevidenziare il bene continuasempre in un mondolacerato da discordiee noncurante della pace.Si verifica pure, una lotta,una tensione nei riguardidella Chiesa. Le persecuzionicontro la Chiesa inalcuni paesi sono intensee alquanto perfide. Ognicristiano è invitato a unimpegno generoso e fedelenell’evitare il male e alasciare ogni tentazione.La potenza del male nondeve mai essere sottovalutatae contro di essa sipone la grazia di Cristocon il dono dello SpiritoSanto. È possibile con l’aiutodel Signore vincere ilmale, facendo il bene.Un secondo atteggiamentoconsiste nella vigilanza,che significa attesadel Signore: suppone lasobrietà e il distacco daibeni terreni. Il cristianodeve essere impegnatonel mondo, ma non deveesserne sommerso. La vigilanzanon si esauriscenell’attesa dell’arrivo delSignore, ma pone anchein guardia contro le tentazioniquotidiane. Nonbisogna lasciarci sorprendere.Le lotte quotidianecon il male sono l’immaginee l’anticipo del combattimentofinale di ognicristiano, che si pone a seguireil Signore. Occorrevigilare. Gesù nel suo insegnamentocita al riguardoun’esperienza di cronacaquotidiana, quelladel ladro, la figura sinistrache sguscia coperta dalbuio. C’è solo una difesacontro l’irruzione traumaticadel rapinatore in casa:la vigilanza avveduta delpadrone.Ecco quindi anchela vera sapienza difronte al futuro ritorno delSignore: Vigilate. Statepronti. Questo imperativoè per la comunitàcredente. Il futuro decideil presente di ogni discepolo:la vigilanza deve poifarsi operosa nel servizioe nel saggio impiegodei talenti (Mt 25,1-31).Il futuro non è lontano: èun incontro con Il Figliodell’uomo che viene nellastoria e nella vita.Il Signore ci sorprendeIl Natale, l’Incarnazionedi Gesù, vero Dio e verouomo, è la manifestazionedell’amore diDio. L’amore di Dio generoso,preventivo e salvifico,è divenuto in Cristovisibile, concreto, alla nostraportata. “Ciò che erafin da principio, ciò chenoi abbiamo udito, ciòche noi abbiamo vedutocon i nostri occhi, ciòche noi abbiamo contemplatoe ciò che le nostremani hanno toccato, ossiail Verbo della vita, noi loannunziamo anche a voi,perché anche voi siate incomunione con noi.La nostra comunione ècon il Padre e col Figliosuo Gesù Cristo: “Questecose vi scriviamo, perchéla nostra gioia sia perfetta”(1 Gv 1-4). Ma l’Incarnazionenon è solo lamanifestazione visibilee concreta dell’amore diDio: è proprio nel Figliodi Dio incarnato che l’amoredi Dio ci raggiunge,da Gesù si prolunga finoa noi. È in Gesù, Figlio diDio e nostro fratello, chenoi siamo predestinati,chiamati, eletti e santificati.Non solo Dio si rivelaa noi e ci raggiunge inGesù, ma è ancora mediantel’Incarnazione cheDio si mette al nostro livelloe diviene raggiungibileda noi. Gesù è veramenteil Dio che camminacon noi: ha piantato lasua tenda in mezzo a noi(Gv 1,14). Gesù nel suoNatale si presenta a noicome un Dio imitabile.La norma di vita è seguireil Signore, che divienevisibile e quindi imitabile.Cristo da una parte cisalva attraverso la Chiesa,i Sacramenti. Dall’altra ilCristo che dobbiamo accogliere,servire e amare,è il Cristo che continua lasua presenza bisognosanel prossimo.È apparsala bontà di DioForse non piace il volto diGesù come giudice che ciincontra alla fine del nostrotempo. Non è facileconiugare insieme la giustiziacon la misericordia,il timore con l’amore. Sipreferisce il volto misericordiosodi Dio. E taloraviene di pensare che lamisericordia copra tutto,anche le nostre irresponsabilità.In realtà Gesù denunciala cultura dell’indifferenza,della confusionetra bene e male, dellamiopia che fa del presentel’unico tempo di unapartita da gioco. “Vegliate!”La vita è un affareserio, in edizione unica.Dio dona e ripete continuamenteil suo amoreper noi in Cristo. In Gesùappare la bontà di Dio.“È apparsa infatti la graziadi Dio, che porta salvezzaa tutti gli uomini e ci insegnaa rinnegare l’empietàe i desideri mondani ea vivere in questo mondocon sobrietà, con giustiziae con pietà, nell’attesadella beata speranza edella manifestazione dellagloria del nostro grandeDio e Salvatore Gesù Cristo.Egli ha dato se stessoper noi, per riscattarcida ogni iniquità e formareper sé un popolo puroche gli appartenga, pienodi zelo per le opere buone”(Tt 2,11-14).Questo viviamo in Avventoper un BUONNATALE a tutti!don Rosario,vostro prevosto4


Incontrare Dio,oggi, nel Natale«Il saluto che corre inquesti giorni sulle labbradi tutti è: “Buon Natale!Auguri di buone festenatalizie!”. Facciamoin modo che, anche nellasocietà attuale, lo scambiodegli auguri non perdail suo profondo valorereligioso, e la festa nonvenga assorbita da aspettiesteriori che toccano lecorde del cuore.Certamente i segni esternisono belli e importanti,purché non ci distolgano,ma piuttosto ci aiutino avivere il Natale nel suosenso più vero, quello sacroe cristiano, in modoche anche la nostra gioianon sia superficiale, maprofonda. Con la liturgianatalizia la Chiesa ci introducenel grande Misterodell’Incarnazione.Il Natale, infatti, non èil semplice anniversariodella nascita di Gesù: èanche questo, ma è moltodi più. È celebrare unMistero che ha segnato econtinua a segnare la storiadell’uomo. Dio stessoè venuto ad abitare inmezzo a noi (Gv 1,14), siè fatto uno di noi. Un misteroche interessa la nostrafede e la nostra esistenza.Qualcuno potrebbechiedersi: come è possibileche io viva adessoquesto evento così lontanonel tempo? Come possoprendere parte fruttuosamentealla nascita delFiglio di Dio avvenuta piùdi duemila anni fa? NellaSanta Messa della Nottedi Natale, ripeteremocome ritornello al SalmoResponsoriale queste parole:“Oggi è nato per noiil Salvatore”. Questo avverbiodi tempo, “oggi”,ricorre più volte in tutte lecelebrazioni natalizie edè riferito all’evento dellanascita di Gesù e alla salvezzache l’Incarnazionedel Figlio di Dio viene aportare.Nella liturgia tale avvenimentooltrepassa i limitidello spazio e del tempoe diventa attuale, presente;il suo effetto perdura,pur nello scorrere deigiorni, degli anni e dei secoli.Indicando che Gesùnasce “oggi”, la Liturgianon usa una frase senzasenso, ma sottolinea chequesta nascita investe epermea tutta la storia, rimaneuna realtà ancheoggi alla quale possiamoarrivare proprio nella liturgia.A noi credenti la celebrazionedel Natale rinnovala certezza che Dio è realmentepresente con noi,ancora “carne”: pur essendocol Padre è vicinoa noi. Dio, in quel bambinonato a Betlemme, si èavvicinato all’uomo: noilo possiamo incontrareadesso, in un “oggi” chenon ha tramonto.Vorrei insistere su questopunto, perché l’uomocontemporaneo, uomodel “sensibile”, dello sperimentabileempiricamente,fa sempre più faticaad aprire gli orizzontie ad entrare nel mondodi Dio. L’Eterno è entratonei limiti del tempo edello spazio, per renderepossibile “oggi” l’incontrocon Lui.I testi liturgici natalizi ciaiutano a capire che glieventi della salvezza operatada Cristo sono sempreattuali, interessanoogni uomo e tutti gli uomini.Quando ascoltiamo e pronunciamo,nelle celebrazioniliturgiche, questo“Oggi è nato il Salvatore”,non stiamo utilizzandouna vuota espressioneconvenzionale, ma intendiamoche Dio ci offre“oggi”, adesso, a me, adognuno di noi la possibilitàdi riconoscerlo e di accoglierlo,come fecero ipastori a Betlemme, perchéEgli nasca anche nellanostra vita e la rinnovi, laillumini con la sua Grazia,con la sua Presenza.C’è un secondo aspettoal quale vorrei accennarebrevemente: l’eventodi Betlemme deve essereconsiderato alla luce delMistero Pasquale.L’uno e l’altro sono partedell’unica opera redentricedi Cristo. Natale e Pasquasono entrambe festedella Redenzione. La Pasquala celebra come vittoriasul peccato e sullamorte, segna il momentofinale, quando la gloriadell’Uomo-Dio splendecome la luce del giorno;il Natale la celebra comel’entrare di Dio nella storiafacendosi uomo, perriportare l’uomo a Dio:segna, per così dire, ilmomento iniziale, quandosi intravede il chiaroredell’alba.Ma, proprio come l’albaprecede e fa già presagirela luce del giorno, cosìil Natale annuncia già laCroce e la gloria della Risurrezione.Nel Natale noiincontriamo la tenerezza el’amore di Dio che si chinasui nostri limiti, sullenostre debolezze, sui nostripeccati e si abbassafino a noi.Cari fratelli e sorelle, viviamocon gioia il Nataleche si avvicina. Viviamoquesto evento meraviglioso:il Figlio di Dio nasceancora “oggi”, Dio è veramentevicino a ciascunodi noi e vuole incontarci,vuole portarci a Lui.Soprattutto contempliamoe viviamo questo misteronella celebrazione dell’Eucarestia,centro del SantoNatale: lì si rende presentein modo reale Gesù,vero Pane disceso dal cielo,vero Agnello sacrificatoper la nostra salvezza.Auguro a tutti voi e allevostre famiglie di celebrareun Natale veramentecristiano, in modo che anchegli scambi di auguri inquel giorno siano espressionedella gioia di sapereche Dio ci è vicino evuole percorrere con noi ilcammino della vita». Dicembre 20125


Brevi riflessioni sui Vangelidelle domeniche di dicembreLiberamente tratto da “Gettate le reti”di Raniero Cantalamessa2 dicembreI domenica di Avvento“Ecco, verranno giorni…”(Luca 21,25-28.34-36)Questo invito della liturgia arimetterci sempre in camminoriflette quello che avvieneanche nella vita. La capacitàdi tornare a sperare dopol’ennesima smentita della realtà,è una delle capacità piùincredibili dell’uomo. Comela canna si raddrizza dopoogni colpo di vento, così l’essereumano torna a speraredopo ogni rovescio di fortuna.È forse la nostra risorsapiù grande; quella, in ognicaso, che ci permette di continuarea vivere. Poveri noiil giorno in cui essa venissemeno! Si fermerebbe la vita.Noi abbiamo bisogno di sperareper vivere. Vivere è sperare!Anche se l’uomo nondovesse ottenere quello percui ha lottato, il suo lottare etornare a sperare dopo ogniinsuccesso non è stato vano.È verissimo, anche sul pianoumano, ciò che affermasan Paolo: «La speranza nondelude» (Romani 5,5). Mai!Voglio esporvi il pensiero diun poeta a me caro, CharlesPèguy. Anche Dio, dice, conoscela speranza. Dio amal’uomo e non vuole che siperda, ma non può salvarlo«senza di lui», contro la sua libertà.Allora che può fare, senon quello che fa ogni padrein queste condizioni, e cioèsperare? «Il ravvedimento diun uomo è il coronamento diuna speranza di Dio».9 dicembreII domenica di Avvento“Giovanni Battista,profeta dell’Altissimo”(Luca 3, 1-6)Il Vangelo di questa domenicaè occupato per intero dallafigura di Giovanni Battista.Noi siamo oggi alla ricerca diprofeti. Ma chi è il vero profeta?San Giovanni Battistaci aiuta a scoprirlo. Che cosaha fatto il Precursore per esseredefinito da Cristo «il piùgrande dei profeti»? Anzitutto,sulla scia degli antichi profetidi Israele, ha predicato control’oppressione e l’ingiustiziasociale. Fin qui riconosciamofacilmente l’idea che abbiamooggi del profeta: uno chespinge al cambiamento, chedenuncia le storture del sistema,che punta il dito controil potere in tutte le sue forme– religioso, economico, militare– che osa gridare in facciaal tiranno, come farà appuntoGiovanni Battista con Erode:«Non ti è lecito!» (Matteo14,4). Ma Giovanni Battistafa anche una seconda cosa.Dà al popolo «la conoscenzadella salvezza, nella remissionedei suoi peccati». In chesenso, potremmo chiederci,questo fa di lui un profeta?Dov’è la profezia in questocaso? I profeti annunciavanouna salvezza futura, maGiovanni Battista non annunciauna salvezza futura:indica uno che è presente.Egli è colui che punta di scattoil dito verso una persona egrida «Eccolo! Ecco l’Agnellodi Dio! Quello che si è attesoper secoli e secoli è qui!È lui!».16 dicembreIII domenica di Avvento“Rallegrarsi sempre”(Luca 3, 10-18)La terza domenica di Avventoè tutta pervasa dal temadella gioia. Dio ha voluto chela storia umana, così carica dipianto e di sofferenza, fosseaccompagnata da un annunciodi felicità. La prima parolache l’angelo dice a Maria,la nuova “figlia di Sion”, è:«Rallegrati, piena di grazia!».San Paolo non si limita adare il comando di rallegrarsi,ma indica anche come devecomportarsi una comunità disalvati che vuole testimoniarela gioia e renderla credibileagli altri. Dice: «La vostra affabilitàsia nota a tutti gli uomini».La parola greca chetraduciamo con “affabilità”significa tutto un complessodi atteggiamenti che vannodalla clemenza, alla capacitàdi saper cedere e di mostrarsiamabile, tollerante e accogliente.Potremmo tradurlacon “gentilezza”. La gentilezzaè una virtù a rischio, o addiritturain estinzione, nellasocietà in cui viviamo.Paolo pone la gentilezza trai frutti dello Spirito quandodice che frutto dello Spiritoè: «Amore, gioia, pace, pazienza,benevolenza, bontà,fedeltà, mitezza, dominio disé» (Galati 5,22). Il mondonon credente, o che è in ricercadella fede, dice ai cristiani:«Fateci vedere la vostragioia!».23 dicembreIV domenica d’Avvento“Ha guardato l’umiltà dellasua serva” (Luca 1, 39-48)L’ultima domenica d’Avventoè quella che ci deve preparareimmediatamente alNatale. La liturgia dell’Avventoci presenta due grandiguide verso il Natale: GiovanniBattista e Maria. Nellechiese ortodosse le rispettiveicone sono collocate una adestra e l’altra a sinistra dellaporta che immette nella partepiù sacra del tempio doveè situato l’altare del sacrificio.Sono come i due “uscieri”che introducono alla presenzadel re. La basilica dellaNatività a Betlemme ha unasola porta d’ingresso ed ècosì bassa che non vi si passase non curvandosi profondamente.Qulcuno dice chefu costruita così per impedireche i beduini vi entrasseroin groppa ai cammelli. Ma laspiegazione che si è sempredata è un’altra. Quella portadoveva ricordare ai pellegriniche, per penetrare nel significatoprofondo del Natale, bisognaabbassarsi e farsi piccoli.Nei prossimi giorni sentiremocantare tante volte l’anticamelodia: «Tu scendi dallestelle, o re del cielo…». Ma seDio è sceso “dalle stelle”, nondovremmo noi scendere dainostri piccoli piedestalli di superioritàe di dominio, dallostare, come si dice “sulle nostre”,per vivere come fratelliriconciliati tra di noi?30 dicembredomenica dopo Natale“Festa della Sacra Famiglia”(Luca 2,41-52)Nel monastero di Subiacoesiste una magnifica immaginedi Gesù e di Maria. È unaffresco antichissimo che rappresentaCristo e la Chiesa(qui impersonata da Maria)che sono il modello ultimo,dice Paolo, di ogni unionenuziale (Efesini 5,32).Lo sposo, Gesù, ha il suobraccio sul collo della sposa,e la sposa ha il capo appoggiatosulla spalla dello sposo,mentre la mano di lui sostienedelicatamente quella di lei.Qui si vede come dovrebbeessere il giogo che uniscel’uomo e la donna nel matrimonio.Non un giogo impostosu di loro dall’esterno(dalla società, dalla Chiesa, onon si sa da chi), ma un giogoformato idealmente daloro stessi, dall’unione delleloro volontà, e perciò «ungiogo soave e un peso leggero»(Matteo 11,29). In unoscritto poetico del II secolo,Gesù risorto dice: «Come ilbraccio dello sposo sulla sposa,così è il mio giogo su coloroche mi conoscono» (Odidi Salomone 42,8). 6


Il cammino degli adolescenti:la felicità«Che cos’è la felicità?» Una domanda apparentementefacile, che invece si rivela molto complicata. Durantegli incontri con suor Laura e i nostri educatori abbiamocercato di dare una risposta a questo interrogativo. Conl’aiuto di alcuni filmati e del libro “YouCat” siamo riuscitia capire in profondità il significato della felicità perun cristiano.Può sembrar banale dire che la felicità non sta nellecose materiali, ma non per tutti è una cosa scontata. Lafelicità è un’emozione soggettiva, che ognuno prova inmaniera diversa e che per ognuno ha un volto differente.Riflettendo su questo argomento siamo inoltre riuscitia trovare un collegamento con le Beatitudini (Mt 5,1-12), perché il segreto della felicità sta nell’amare e nellostare bene con se stessi e con gli altri. In altre parole,quello che abbiamo capito è che le Beatitudini sono unpo’ la chiave della felicità di ciascuno.Questo è in sintesi ciò di cui si discute durante gli incontriai quali sono invitati tutti i ragazzi e le ragazze natinegli anni ’97-’98.Cogliamo l’occasione per invitare tutti i nostri coetaneiche avessero voglia di discutere con noi di temi importantie molto attuali. Ci teniamo a sottolineare l’importanzadi questo cammino, che dopo la Cresima vuoleradunare ancora i ragazzi per accrescere in loro la curiosità,ma soprattutto la Fede.Naturalmente gli incontri non sono fatti solo di riflessionee di preghiera, ma anche di momenti di svago e didivertimento, condividendo ad esempio una merendao una cena. Perciò vi aspettiamo, ricordandovi che ilnostro non è un gruppo chiuso, ma aperto a chiunque,con serietà e curiosità, voglia conoscere e approfondireun altro lato del suo essere cristiano.Valeria Ricca, Eleonora Vietti e Martina Saccofoto di somadjinnPensiero“Al vedere la stella i Magi provarono una grandissimagioia” (Mt 2,10)Mi piace – condividi – commenta“La felicità è un percorso, non una destinazione.”(M. T. di Calcutta)Valeria: è proprio vero, viviamo per cercare la felicitàcome se fosse un punto di arrivo anziché essere felici pervivere bene. Nella vita bisogna vivere ogni momento essendofelici e non aspettare di esserlo solo un giorno, ilmomento più bello è oggi, non bisogna aspettare ma ci sideve godere ogni momento.Eleonora e Martina: come per la felicità, che è un percorsoe non una meta, anche nelle amicizie che in questianni stiamo coltivando, bisogna intraprendere un camminoche può essere lungo e faticoso che però non finirà:sarà eterno!Lascia anche tu un commentosulla pagina facebook “InJoy Chiari”Forse anche noi siamo un po’ come i Magi, alla ricercadi quella stella che ci fa provare una grande gioia.Qual è questa stella, quali sono le nostre stelle? Quandosi alzano gli occhi verso un cielo stellato, ci sonostelle che brillano più di altre.Così è anche nella nostra vita: non c’è un’unica stella,un’unica gioia. Sono tante le gioie che costellano ilnostro vissuto; però, magari, a volte, rischiamo di farlebrillare tutte con la stessa intensità, confondendo lagioia che dà vita da quella che con la vita ha niente opoco da spartire.Rischiamo di spegnere quelle che sono vere gioie edi accenderne altre che sanno anche di gioia, ma aun certo punto si rivelano… stelle cadenti; non peròquelle per cui si esprimono anche dei buoni desideri,ma quelle di quei sogni che al risveglio svaniscono!Capita che i nostri passi possano disorientarsi, ma iMagi ci insegnano qual è la strada maestra. Se sonoriusciti ad arrivare a Gesù, è perché i loro occhi nonsono rimasti ad… altezza d’uomo, a quell’Erode cheabita dentro di noi e a cui diamo retta ogni volta che cirattristiamo per il male che ci domina, andando fuoristrada. I loro occhi si sono alzati verso il cielo, all’altezzadelle stelle; hanno visto la Stella (… per questo nonsono andati fuori strada), e già poco prima di vederlacoi loro occhi sulla terra, hanno provato una grandegioia. Questo perché la gioia che viene da Gesù nonè la gioia che viene solo da ciò che vediamo, tocchiamo,ascoltiamo, gustiamo, respiriamo, ma è una gioiache va oltre… più alta… che abita il cielo, le nostrenotti… “Una luce si è levata per i giusti, gioia per i rettidi cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, rendete grazieal suo santo nome” (Sal 96): nasce Gesù, la nostraluce, la nostra stella, la nostra gioia. Dicembre 20127


Cari bambini,state bene? Grazie per i vostri disegni, questotema non era così scontato, sicuramente vi sieteimpegnate e avete riflettuto su un argomento nontroppo vicino a tutti i bambini: il cimitero. Che cosaè? Perché esiste? Perché si fa visita al cimitero?Il cimitero è semplicemente il luogo sacro in cuiviene portato il corpo dei nostri cari quando sonomorti, quando la loro anima si avvicina al nostroSignore. In questo modo familiari e amici possonofar visita ai loro cari, ricordarli, pregare davanti alleloro foto. La nostra amica Camilla ha pensatodi disegnare la chiesetta del cimitero dove sultetto ha disegnato una croce e poi, dopo essersirappresentata, ha disegnato anche alcune foto deidefunti.Desireè dopo essere stata al cimitero ha disegnatouna stradina di sassi con delle scale e dopo queste lefoto di alcuni morti. Vicino alle fotografie la piccolaDesirée ha fatto anche dei bei fiorellini: infatti se lodesideriamo quando andiamo a salutare i nostri caripossiamo proprio portare dei fiori, è un modo peresprimere i nostri sentimenti e il nostro ricordo.Giulia invece ha rappresentato un particolare dellachiesa del cimitero: le statue. Brava, hai osservatomolto bene quella splendida chiesetta. Sembranoquasi degli angioletti che vegliano su tutti i nostricari.L’altra nostra amica Giulia V. ha invecerappresentato le tombe che si trovano sotto i portici.Saliamo delle scalette ed ecco che possiamo trovarei nostri cari; anche Giulia ha disegnato dei fiorivicino alle foto e l’altro elemento che ricorre neidisegni del cimitero è la croce. Non potrebbe esserealtrimenti, il Signore è presente in questo luogo.Infine la piccola Giorgia B. con il suo meravigliosodisegno che rappresenta una parte della sua vita.Giorgia ha disegnato il cimitero dove ci sono letombe di tante persone, tantisorridenti angioletti, e poi si èdisegnata vicino al suo zio Vale,il suo angioletto.Uno zio disegnato con moltacura, con un vestito elegante econ dei precisi occhiali.Un angelo che con le sue ali lepuò stare sempre vicino.Cari bambini, tutti i nostridefunti, se noi lo desideriamo,potranno sempre rimanere neinostri cuori; il loro ricordo e ilbene che proviamo per loro nonsvaniranno mai e li potremoamare per sempre.Penso che questo sia molto bello. “Il cimitero” di Giorgia B. (5 anni)“Lo Zio Vale e io.”Fai anche tu un disegno…Il prossimo tema è:IL MIO PRESEPECari mamma e papà portate il disegnodel vostro bambinoentro il 9 dicembre al CG2000in segreteriacon una breve descrizione di quelloche vi ha raccontato nel disegnare…“Il cimitero” di Desirée (5 anni)“La Chiesa del Cimitero, le scale,le foto dei morti.”8


“Il cimitero” di Giulia V. (5 anni)“Le tombe sotto i portici.”“Il cimitero” di Giulia (5 anni)“La Chiesa del Cimitero con le statue.”Presbiteriodella ComunitàParrocchialedi ChiariMons. Rosario VerzelettiVia Morcelli, 7030/711227don Alberto BoscagliaVia Tagliata, 2328 8163662don Fabio MottinelliVia Garibaldi, 5030/711136don Giovanni AmighettiP.za Zanardelli, 2328 1416742 - 30/7000667don Stefano AlmiciP.za Zanardelli, 2340 3111363don Angelo PiardiV.le Mellini tr.I, 2030/7000930don Mario RusichVia De Gasperi, 18030/711372Ufficio Parrocchiale030/7001175Centralino CG2000030/5236311“Il cimitero” di Camilla (5 anni)“La Chiesa del Cimitero. Le foto dei morti.”don Stefano VanoliVia Palazzolo, 1030/7006806don Giuseppe GhigginiVia Palazzolo, 1030/7006811don Luca CastelliVia Palazzolo, 1340 5638014 - 30/7000959CentralinoCurazia S. Bernardino030/7006811Dicembre 20129


Mamme in camminoRitiro spirituale in preparazioneal Santo NataleCarissime mamme,con gioia portiamo a conoscenza di tutte che ora lanostra referente, nonché ispiratrice del gruppo, è suorDaniela Mazzoleni, già da tempo presente nella nostracomunità delle Suore Dorotee e coadiuvante indiverse attività al Centro Giovanile 2000.Suor Daniela ci accompagnerà al ritiro in preparazioneal Santo Natale, che si svolgerà il 9 dicembrea Brescia presso il convento di San Francescod’Assisi.Nostra guida spirituale invece sarà padre GiorgioGrassi, francescano, che alcune di noi hanno già conosciutodurante il pellegrinaggio fatto in preparazionealla Santa Pasqua, presso il convento delle Carmelitanea Brescia.La chiesa di San Francesco, una delle più belle chieseconventuali d’Italia, e il convento, datati intornoal 1300, sono un’importante testimonianza di arte edi storia in campo religioso e non solo. All’internodella chiesa, fra le tante opere, sono presenti la paladell’altar maggiore, capolavoro del Romanino, ed undipinto del Moretto all’altare di destra.In questa atmosfera di pace e serenità francescana,ci verrà assegnata una stanza del convento e padreGrassi, insieme a suor Daniela, ci guiderà in riflessioniimportanti di intensa spiritualità; a seguire ci sarannola Santa Messa e momenti di condivisione.Il nostro è un gruppo aperto, pertanto aspettiamo anchemamme nuove che desiderano partecipare e farequesta bella esperienza. 9 dicembreRiassumendo• Ritrovopresso la stazione di Chiari ore 7.55con biglietto (fatto il sabato)• Partenzadalla stazione di Chiari alle ore 8.14.• Metachiesa di San Francesco d’Assisi,piazzetta San Francesco d’Assisi, Brescia• Inizio ritiro ore 9.00• Momenti di preghiera di riflessionee di condivisione• Santa Messa• Pranzo al sacco• Rientro ore… (da decidere).SVE GemmaMi chiamo Gemma Magri, ho 26 anni e sono appena tornatada un anno di Servizio Volontario Europeo a Pilsen,in Repubblica Ceca. Ho svolto il mio servizio pressoun centro giovanile salesiano frequentato soprattutto daragazzi Rom ed ho vissuto in un appartamento con dueragazze del posto.Com’è stata la mia esperienza? È difficile riassumerla inpoche parole... È stata un’immersione totale in un mondoed in una cultura che non conoscevo affatto e che credopochi in Italia conoscano. Ero l’unica volontaria e l’organizzazioneche mi ha accolta era piuttosto disorganizzata,perciò, nei primi mesi, ho dovuto faticare parecchio percavarmela.Poi, però, ho iniziato a sentirmi a casa ed a raccogliere ifrutti degli sforzi fatti: ho stretto amicizie con persone cheparlano solo ceco, i ragazzi che frequentavano il centrogiovanile mi fermavano per strada per fare due parole etante persone cercavano di convincermi a non tornare inItalia.Quindi posso dire che è stata davvero una bella esperienza,interessante, impegnativa; un’esperienza in cui ho potutomettermi alla prova, ho imparato tante cose e durantela quale mi sono anche divertita molto.In tanti mi hanno chiesto se rifarei il Servizio VolontarioEuropeo e se lo consiglierei ad altri e la mia risposta èsempre “sì”. Ripartirei domani, se potessi, e consiglierei difarlo a tutti coloro che amano almeno un po’ l’avventura.Penso sia una grande opportunità per tutti i giovani.Aggiungo: lo SVE è un progetto cofinanziato a livello europeo,appartenente al progetto Youth In Action. Se seiintenzionato a vivere un’esperienza del genere o vuoi semplicementedelle informazioni: progetti@cg2000.it 12


Atletica Chiari: sono quasi 50…ma non li dimostra!È giunto il momento dianalizzare più da vicinol’ennesimo anno agonisticodell’Atletica Chiari 1964- Libertas, società prossimaa compiere i 50 anni di attivitàsul territorio clarense.Spulciando fra quanto èstato fatto nel 2012, prepotentementebalza all’occhioil lavoro svolto da codestasocietà: sono 18 le giornatedi gare per un totaledi ben 6344 atleti-gara!Non sononumeri messi lì percaso, ma a dimostrazionedi una acquisitacapacità organizzativache gli organifederali riconosconoai dirigenti dell’AtleticaChiari. Tuttoquanto sulla pista esulle pedane di viaSS. Trinità, per nondimenticare che il 5settembre, in piazzaZanardelli, e malgradoun notevole acquazzone,è andatain scena la XXVI edizionedel Salto con l’asta… e connotevole successo. Anchequest’anno il risvolto tecnicodegli atleti clarensi nonè venuto meno, al contrariodei campionati a squadre,non brillante per alcuneragioni naturali. Sonostate ben 17 le presenzedei nostri atleti ai CampionatiItaliani delle varie categorie.E quando si partecipaa queste manifestazioninazionali, vuol dire chesi è raggiunta una prestazionetecnica di alto livello.Su tutti spiccano le provedel saltatore con l’astaLuca Peggion, terzo agliitaliani indoor di Ancona,medaglia d’argento ai campionatidi Misano Adriaticoe capace di volare oltre imetri 4,90 che rappresentaanche il record provincialeassoluto, seppur eguagliato.Ancora buona la stagionedell’astista Mauro Moletta,ma notevole il 4,40 delcadetto (del ’97) DavideLussignoli, nono ai campionatiitaliani di Jesolo.Non sono certo da dimenticarele prestazioni dei triplistiValentin Tatarus atterratoa metri 14,59, dellojunior Davide Ghidini, a14,40, e della sempiternaKatia Zani. Ed ancora, fragli allievi, il velocista StefanoGoffi, l’ostacolista MarcoUrgnani ed il poliedricolanciatore Carmine Secondulfo,atleti che hanno avutomodo di partecipare agliitaliani di Firenze.Un altro fiore all’occhiellodell’Atletica Chiari è certamenterappresentato dalquattrocentista Luca Cropelli,l’anno scorso inaspettatobronzo allievi a Rieti.Luca, junior del 1994,dopo un buon esordio agliindoor di Ancona (50”71),si è migliorato sul giro dipista sino ad un eccezionale48”51, surrogato daun ottimo 21”85 ventososui 200 metri. Purtroppopoco dopo è incappatoin un serio infortunio chelo terrà lontano dalla pista,condizionandone il prosieguodella stagione. Un angoloparticolare se lo è poiritagliato Federico Fogliata,che ha contribuito, assiemea Stefano Leni, ElvisSarpong ed al succitatoCropelli, ad un ottimocrono della staffetta 4x400,siglando il record di societàdell’inusuale corsa delmiglio; ma soprattutto il30 settembre ha fermato ilcronometro a 1’57”44 sugli800 metri. Ed a propositodi mezzofondo… piccoliatleti crescono: le gemelleAngelica e BeatriceArrighetti, Francesca Olmi,i cadetti Edoardo Zubani eMohamed Belgada, JamalSouak ed Hicham El Badoui.Nei lanci non male lo juniorStefano Cucchi confoto di dlritter42,17 nel disco junior, CristianVezzoli nel lancio delmartello allievi a 49,42 eNicola Garzetti nel tiro delgiavellotto, prima dei loroinopinati ed ingiustificati ritiriagonistici. Buona la stagionedi Guido Zini e soprattuttoquella dei giovanissimie poliedrici cadettiDelia Fravezzi e NicolaArcaini, chiamati più voltenelle rappresentative.Ma i nostri atleti non sonosolo questi. L’ossatura dellasquadra si è avvalsa anchedi tanti altri atleti quali Baglioni,Belotti, Caruna, MeiTomasi, Strinasacchi, Milini, Bellotti,Sirani, Pozzi, Chittò,Dell’Angelo, Singh,Riganò, i fratelliFreschi, Ida Fravezzi,la Rillosi, la Boglioni,la Boccali, labrava Katia Belussi eGiulia Pedretti, ottimasaltatrice con l’astache al momentodi raccogliere i fruttisi è eclissata. Giovada ultimo ricordareMilena Serina, DeboraTerzi, RobertoUrgnani e MichelaChiari che, pur nonavendo ancora appeso alchiodo le fatidiche scarpette,si sono anche dedicaticon entusiasmo ad insegnarei rudimenti atletici adun numero veramente notevoledi giovanissimi atletiin erba. Saranno proprioquesti ultimi, quelli che neiprossimi anni faranno parlaree di sé e dell’AtleticaChiari 1964-Libertas dei50 anni!Atleti, tecnici, genitori e tuttii cittadini che vorrannoessere presenti, sono attesisabato 15 dicembre (ore17) al Salone Marchetti inChiari per l’annuale festadi fine stagione.Franco Ducciper l’Atletica ChiariDicembre 201213


L’aborto procuratoConquista civile o uccisione di un innocente?Per la complessità e lagravità del tema trattato,si è ritenuto opportunostrutturare l’esposizione intre parti.Prima parte:In che cosa consiste(numero di dicembre)Seconda parte:Le ferite dell’aborto(numero di gennaio)Terza parte:Le false convinzioni(numero di febbraio)Da una parte c’è il popolodegli abortisti, che conslogan e megafoni accesisostiene che l’aborto procuratosia una conquistacivile, un passo in avantifatto dalla nostra civiltà.Dall’altra parte c’è ilpopolo dei pro-life, cioèdi quelli che difendono lavita sin dal concepimentoe che dichiarano l’abortovolontario un vero e proprioomicidio.In mezzo a queste duerealtà ci stanno quasi5.300.000 esseri umaniche non sono mai nati.Ribadiamolo: cinquemilionie trecentomila esseriumani, che dal 1978(anno nel quale lo Statofoto di asterisco21Italiano ha legalizzato l’aborto)al 2011 mancanoall’appello nelle aule scolastiche,nelle palestre, neicortili degli oratori, nellenostre case, nella nostraItalia. Sono tanti, sonotroppi. Il termine “quasi”è inappropriato quandosi sta parlando di viteumane, ma i dati ufficialirisalgono al 31 dicembre2007 quando gli aborticonteggiati a partire dal1978 erano 4.864.783(dati ministero della salute).Se contiamo che ognianno in Italia ci sono circa130.000 aborti procuratiarriviamo alla cifra menzionatasopra. E mancanoi dati del 2012.Sul tema dell’aborto procuratosono stati scritticentinaia di libri, vi sonoogni giorno dibattiti televisivicon ospiti illustri, cisono stati e ci sono tutt’oraconferenze, convegni,analisi psicologiche dettagliatissime,vengono presentatestatistiche approfondite,vi sono riflessioniguidate anche da sacerdoti,si sono organizzatemanifestazioni, stampatiopuscoli, e tanto altroancora. Ma c’è un aspettodel quale si parla poco,o non se ne parla affatto:nessuno spiega come avvienel’aborto procuratodal punto di vista clinico.Esiste una sorta di tabù suquesto argomento, un sottilee perverso gioco deldire-non dire; si è cercatodi stemperarne il significatosostituendo la parolaaborto, semanticamenteforte, con una sigla: IVG(interruzione volontariadella gravidanza). Addiritturain Inghilterra si parladi “medical care”, cioè siparagona l’aborto ad unacura medica.Difficilmente troverete inun salotto televisivo unconduttore che per megliospiegare il tema delicatodell’aborto procurato mostriun video nel quale sivede come operano i medici.Eppure, di trasmissionitelevisive dedicate altema della medicina ce nesono tante. Perché questonon viene mai mostrato?Perché non compare neppurenel testo della leggela descrizione di come siproceda tecnicamente perinterrompere una gravidanza?Il perché è tanto semplicequanto drammatico. Sesi spiegasse nei dettagli incosa consiste clinicamentel’interruzione volontariadi gravidanza si capirebbeall’istante che il vero protagonistadell’aborto, nonè la donna, o la società,o lo Stato che lo permette,o la Chiesa che lo vieta,ma è un essere umanoinnocente al quale vieneprocurata la morte. Impossibilenon capirlo. Leimmagini e i video sonotalmente eloquenti da fugareanche i dubbi dell’abortistapiù convinto.Si vede chiaramente che,anche a otto, sette, sei settimanequello che si definisce“embrione”, o “ammassodi cellule”, in realtàè un individuo che contienegià tutti i caratteri chelo contraddistinguono daun altro essere umano.Ora, noi che siamo genitori,che sappiamo benecosa significa avere un figlio,che andiamo in panicosolo quando ha unabanale malattia, e che seva a dormire una nottedai nonni sembra che cisi svuoti la casa, vogliamoporre con questo articolol’accento sulla brutalitàdella pratica dell’abortovolontario.Questo va fatto, anche seè doloroso e urta la nostrasensibilità, perché a forzadi eufemismi e di acronimisi rischia di perdere ilsenso della realtà. La culturadominante ci inducea credere che l’abortoprocurato avviene quasisenza accorgersene, senzadolore, in modo del tuttosoft. Se questo è veroper la donna, che effettivamentenon sente nulla,e non ha particolari conseguenzedopo il breve intervento,non è altrettantovero per il nascituro cheviene fatto morire.È lui il vero protagonista.I medici “lavorano” conlui. Esistono varie tecnicheabortive impiegateper procurare la mortedel nascituro: aborto medianteaspirazione con raschiamento,aborto medicocon RU486, aborto perdilatazione ed estrazione,aborto con iniezione salina.Ci limiteremo a descriverebrevemente la procedurapiù comunemente pratica-14


La città invisibileBreve corso di filosofia politicaproposto dalle AcliACLIViene riproposto nella sedeprovinciale delle Acli brescianein via Corsica a Bresciaun corso di filosofiapolitica: “La città invisibile2”. Lo scorso anno abbiamoscoperto, o riscoperto,alcuni fondatori della storiadel pensiero occidentale,come Platone e Aristotele,sant’Agostino e sanTommaso, Kant e HannahArendt. In compagnia abbiamoapprofondito criticamentealcune parole chiave,ispirandoci al loro pensiero:giustizia, potere, etica,interessi, libertà, disobbedienza,senso.Quest’anno ci concentreremosulla storia del Novecento,secolo di avvenimentiepocali, crisi profonde,ma anche di grandistimoli intellettuali ed esistenziali.Sarà un cammino di speranza,perché volto ad offrireun contributo di pensieroper ritornare a pensareil futuro delle nostre comunità.I filosofi scelti perl’approfondimento storicosono Friederich Nietzsche,Carl Schmitt, EmmanuelLevinas, Emmanuel Mounier,Simone Weil, MichaelFoucault e Amartya Sen.Con l’aiuto di alcuni esperti,rifletteremo su concetticome violenza, ideologia,alterità, persona, sventura,corpo, qualità della vita.Sono parole esigenti. Cichiedono tempo e responsabilitàper una riflessionecomune. Viviamo un periodostorico che ci vienedescritto sempre più spessocome tempo di crisi. Lareazione più evidente èquella della paura e dellaframmentazione; anche perquesto faremo “acli” leggendoinsieme.Durante il corso spazieremodalla crisi all’ordine politicomoderno, affrontandole trasformazioni delle principaliideologie.Si tratta dunque di un percorsoeducativo per conosceree conoscerci, per indagaree rispondere ai dilemmidel nostro tempo edel nostro futuro. Ponendosempre al centro del nostrooperare il bene comune ela dignità delle persona,avvertiamo la necessità diSabato17 novembre 2012Sabato1 dicembre 2012Sabato15 dicembre 2012Sabato12 gennaio 2013Sabato2 febbraio 2013Sabato23 febbraio 2013Sabato9 marzo 2013un pensiero capace di analisigiudizio e prospettivaintegrale.Il circolo ACLI di ChiariAugura un Santo Natalee un sereno Anno Nuovoa tutta la comunità.Programma completo del corsoFriedrich Nietzsche,parola chiave Ideologiarelatore Luca Ghisleri,docente di ermeneutica all’Universitàdel Piemonte OrientaleSimone Weil,parola chiave Sventurarelatore Wanda Tommasi,docente di storia della filosofiaall’Università di VeronaEmmanuel Lévinas,parola chiave Alteritàrelatore Maria Averoldi,cultrice della materia di antropologiaculturale all’Università Cattolicadi BresciaEmmanuel Mounier,parola chiave Personarelatore Giovanni Nicolini,teologo, giornalista, già direttoredella Caritas di BolognaCarl Schmitt,parola chiave Violenzarelatore Raffaele Maiolini,docente di teologia all’UniversitàCattolica di BresciaMichel Foucault,parola chiave Corporelatore Paolo Ferliga,docente di filosofiaal Liceo Arnaldo di BresciaAmartya Sen,parola chiave Qualità della vitarelatore Fabrizio Casazza,consulente ecclesiastico regionaledell’Unione Cattolica della StampaItaliana e docente di teologiamorale.Tutte le lezioni di storia sono tenute da Maria Buizza(specializzanda in Filosofia e linguaggi della modernità,Università di Trento).Dicembre 201217


ACLIVita socialePromossa dalla FAP-ACLIsi è svolta domenica 28 ottobreuna riunione informativae propositiva finalizzataa mantenere l’anzianoancora attivo socialmentee a prevenire, il piùpossibile, fattori patologicitali da comprometterne lostato di salute ed anticiparneil decesso.Il dott. Aldo Apollonio ciha offerto un’ampia relazione.La persona sta benequando gode di salute siadel corpo sia della mente.Sotto l’aspetto fisico è consigliabileun’alimentazionemoderata, per evitare il sovrappeso,che può esserecausa di malattie cardiovascolarisilenti, diabete,asma.Già in età infantile e pertutta la vita è bene abituarciad un’alimentazionesana e corretta in terminidi calorie. Infatti abbiamodiversi ragazzi obesi, o comunquein sovrappeso, equesto è un danno che sitrascina per tutta la vita.E dunque: limitare i grassiche contiene la carne, ealternare una dieta vegetarianaè anche più economico;cibi freschi e conpochi conservanti (le merendinenon sono cibi freschi!);contenere le bevandealcoliche ed evitare isuperalcolici, che incidonopesantemente sul fegato,oltre che produrre rischiper chi viaggia in macchina;fare ogni giorno attivitàfisica, che favorisce ilbenessere di tutto il corpo,compreso il cuore, la pressione,il diabete ed ancheil cervello. La lotta al fumodeve essere decisiva, inquanto causa danni gravissimialla persona e determinacosti economici moltoconsistenti per la collettività.Il nostro Sistema sanitarioè buono, ma necessitadi un maggiore impegnosul versante della prevenzione.Inoltre, lo Stato, chetrae guadagni dalla venditadi sigarette, o dal giocod’azzardo, deve rendersiconto che certe forme diguadagno portano a dannienormi per tutti.Occorrono scelte politichedi medio e lungo termineed è necessario sviluppare,anche attraverso i mezziradio televisivi, programmidi prevenzione. Poi, deveintervenire l’assunzione diresponsabilità da parte deicittadini, adottando stilidi vita che tengano contodelle indicazioni sanitarie.Ecco perché è importantela partecipazione ad incontriinformativi, come questo,od altri!Continuando la riflessione,il dott. Apollonio ha invitatoa porre attenzioneall’ambiente in cui viviamo:non provocare inquinamentocon l’uso di automobiliquando si può evitare,ma andare il più possibilein bicicletta, o usarei mezzi pubblici; limitare laproduzione di rifiuti relativiagli acquisti di prodottiimballati che contengonomolto scarto da buttare;proteggere il verde; fare inmodo che l’acqua del rubinettoabbia le garanzie necessarieper usarla per finidomestici, evitando chel’acqua in bottiglia di plasticafaccia il giro di tuttaItalia prima di arrivare nellenostre case (rischiamo diessere sommersi dalla plastica);prestare attenzioneal risparmio energetico.Dunque un insieme di consigliorientati a vivere meglioe con maggiore responsabilitàverso noi stessie gli altri.Il relatore ha poi toccatobrevemente il riferimentoalla vita di coppia, edal sostegno reciproco cheessa comporta, contenendoanche le spese rispettoalla vita di single.La salute della mente presupponesaper socializzare,stare con la gente, cheè occasione per non trascurarsinel corpo, ma tenersiin ordine. Essere inrelazione con altri aiuta adevitare stati di depressioneo di isolamento. Quindiè auspicabile che l’anzianoche ha buona salute, chedispone di tempo libero,partecipi alla vita sociale:leggere, coltivare interessinella ricerca del bello (arte,musica, letteratura), frequentareambienti stimolanti,quali le biblioteche,impegnarsi in ruoli attivi, odi utilità sociale.Un po’ di cultura e di istruzione,oltre alle attività motorie,fa bene alla salute.Infine, anche la fede - hasottolineato il “nostro” medico- dà un beneficio anchepsicologico: credere,pregare, rapportarci con iltrascendente aiuta a viverepiù sereni, e a mantenere irapporti sociali improntatialla condivisione reciproca.a cura diGiuseppe DelfrateCustodi del CreatoSiamo ospiti sulla terraCi farebbe senz’altro bene, ogni tanto, rileggere il capitolosulla ‘Creazione’ nella Genesi. Considerando la curache Dio Padre ha posto nel predisporre ogni cosa, dal firmamentoalle acque, alla terra e alla produzione di frutti,noi umani possiamo soltanto esserGli grati e rallegrarciper l’ospitalità e per la possibilità di beneficiare di talidoni. Il rispetto e la conservazione al meglio sarebberouna logica conseguenza nei nostri comportamenti.In realtà, moltissime persone - e per cause le più svariate- se ne infischiano del rispetto per il Creato. Per citareun fatto semplice, alla portata di tutti, basta attraversareil sottopassaggio della nostra stazione ferroviaria per trovarsiimmersi in un mare di pseudodipinti colorati checoprono completamente il muro, come se non si trattassedi un muro pubblico, da non deturpare.Per passare a situazioni più gravi, si può richiamare il disboscamentosistematico della foresta amazzonica, il cosiddetto‘polmone della terra’, oppure all’ormai celeberrimobuco nell’ozono, provocato dai gas di scarico anchedelle automobili, con l’effetto di modifiche imponenti alclima generale, cicloni e cambiamenti di stagioni.Il 27 settembre scorso si è svolta a Brescia una riunionecon la partecipazione del Direttore dell’ARPA, dr. GiulioSesana e del dr. Celestino Panizza dell’associazione Mediciper l’ambiente.Il tema era “Brescia come Taranto?”Speriamo che non sia proprio così.Ida Ambrosiani18


Al - AnonGruppi familiari Al-AnonI Gruppi familiari Al-Anon hanno lo scopo di aiutarele famiglie degli alcolisti. L’alcolismo infattinon colpisce solo l’individuo che ne è portatore,ma coinvolge l’intero gruppo familiare.Chiunque condivida l’esistenza di un alcolistavive, spesso per lunghi anni, in uno stato di continuaincertezza, di ansia, di paura, di vergognae quindi di grande solitudine, perché il familiare,per nascondere la situazione, non si confida connessuno e per il timore di brutte figure sfugge aicontatti sociali.Prendetevi un momento per rivolgere a voi stessile seguenti domande: Sono preoccupato peril bere di un’altra persona? Sono cresciutocon una persona per cui l’alcol è un problema?Se vi identificate con alcune di queste domandeè importante sappiate che con una telefonatapotete trovare aiuto e speranza per amici e familiaridi alcolisti. Vi suggeriamo di visitare il nostrosito web www.al-anon.it oppure di telefonare alnumero verde 800.087.897 per ricevere informazionisul programma e sulle sedi dei gruppi.La vostra richiesta sarà confidenziale ed anonima.A Chiari le riunioni si tengono ogni venerdì dalleore 20.30 alle ore 22.30, presso il CentroGiovanile 2000 in Via Tagliata. Alcolisti AnonimiL’alcol comincia a costartipiù di quanto lo paghi?Alcolisti Anonimiun aiuto a chiunque abbia problemi con l’alcolTelefona al 334 - 3948693 (gruppo di Chiari)oppure al 334 - 7344880 (referente provinciale)Alcolisti Anonimi è presente:• presso l’ospedale di Chiariil martedì dalle 18.30 alle 20.00(nella palazzina delle associazioni, a fianco dellavecchia entrata)• presso il Centro Giovanile 2000 di Chiariil martedì e il venerdì dalle 20.30 alle22.30.Mo.I.CaLe nostre attivitàIl 31 ottobre scorso, accogliendo l’invito del Gruppodi Brescia, abbiamo assistito nella Sala Sant’Agostino delBroletto, ad una relazione sul tema: “Vi presento il mio Paese:il Brasile”.Com’è noto, si tratta di un territorio dell’America Latina,ricco di grandi foreste e di grandi fiumi.La colonizzazione portoghese e gli emigrati europei hannoportato la civilizzazione e molte città moderne che sonometa del turismo. Nonostante le ricchezze del sottosuolo,però, molte persone vivono poveramente nel degrado, inagglomerati di baracche a ridosso delle città, le ‘favelas’.Per quanto riguarda la condizione femminile, si è lontanidalle pari opportunità: le retribuzioni delle donne sonosempre molto inferiori a quelle degli uomini che svolgonoil medesimo lavoro: la situazione in generale fa ricordarequella nostra di circa cent’anni fa.Attualmente è presidente della Repubblica una donna e sispera che le cose migliorino.Noi pensiamo di solito al Brasile per il suo Carnevale diRio de Janeiro e per le sue spiagge, ma la realtà di chi civive è ben diversa.Ci sono in programma relazioni informative anche sugliStati Uniti e sull’India, a cura di nostre associate provenientida quei Paesi.Per il 18 novembre avevamo organizzato, in collaborazionecon l’associazione Las Congo, un incontro conesperti di economia, risparmio e investimenti, in questitempi di crisi. Relazioneremo sul prossimo bollettino.La nostra riunione di dicembre avrà luogo domenica 16per lo scambio di auguri.Siamo tutte invitate.Buon Natale e buon Anno Nuovo a tutti.Ida AmbrosianiApostolato della PreghieraMese di dicembreCi dicono i Vescovi: “Il mondo ascolti il messaggio delVangelo che supera l’orizzonte terreno e conduce allavita eterna”.In questo mese ricordiamo con gioia la nascita di Gesù,il grandissimo dono che Dio Padre ha inviato all’umanità.Il Vangelo che Gesù ci ha lasciato, trasmettendolo atutti per mezzo degli Apostoli, è un insegnamento di vitacorretta, di dedizione e di carità per il prossimo, di sopportazioneper le offese e di amore verso tutti. Se gli uominiaccolgono e mettono in pratica questa lezione, tralasciandol’odio, l’invidia, l’ingordigia e la cattiveria, allorala terra troverà la vera pace. È nell’interesse di tuttiche ciò avvenga.Preghiamo per questo.Ida AmbrosianiDicembre 201219


Rustico BelfioreIl Rustico Belfiore, una storia di solidarietàServizio disabili volontario e gestione del canile/gattile: una grande famiglia per tutti.Il Rustico Belfiore nasce nel 1989 come Associazione diVolontari attenti a situazioni di disagio e di emarginazionenel rispetto della persona disabile e al recupero e allacura dell’animale abbandonato.Oggi, ad esempio, gli utenti diversamente abili del Rustico(circa una quindicina) fra le varie attività per migliorarel’autonomia personale e il sapersi rapportare congli altri, compiono uscite settimanali per ritirare il contenutodei cassoni delle offerte alimentari per i cani e per igatti, posti presso i supermercati. Una duplice funzione,quindi, che da sempre ha dato alla struttura una sinergiavincente.Restando inalterata negli anni la proposta di accoglienzadomenicale, il Rustico Belfiore ha dato sempre più spazioal potenziamento dell’offerta infrasettimanale.Da questa continua e graduale espansione, strutturazionee professionalizzazione della realtà infrasettimanaledel “Rustico” è nato il servizio diurno di SASI (Serviziodi Accoglienza Socializzazione e Integrazione) che funzionadal lunedì al venerdì.Di notevole importanza è la presenza dei volontari cheaffiancano gli educatori nello svolgimento di alcune attività,dando un notevole contributo alla buona riuscitadel percorso formativo.Il programma settimanale è ricco di attività che sonosvolte alcune per tutto l’anno, altre ciclicamente, altreancora periodicamente.Le attività possono essere svolte in gruppo, sottogruppoo singolarmente e si articolano nelle seguenti aree:Area dell’espressivitàAttività didatticheAttività rivolte albenessere psicofisicoAttività formativee sociali• Laboratorio di pittura• Laboratorio teatrale• Laboratorio di danza.• Utilizzo computer• Studio della geografia• Conversazione• Giornalino• Tecniche di rilassamento• Ginnastica dolce• Attività ludico-ricreative• Laboratorio diconsapevolezza corporea• Pet-therapy• Laboratorio di crescitapersonale• Autonomie personalie sociali• Uscite sul territorio• Percorsi culturaliPer quanto riguarda la gestione degli animali, i nostricirca 40 volontari, ad oggi, hanno curato e affidato uncentinaio di gattini e circa 272 cani. Siamo convenzionaticon il Comune di Chiari per la gestione delle coloniefeline clarensi; forniamo cibo, cure e ci occupiamodelle sterilizzazioni. Siamo inoltre convenzionati con ilComune di Chiari per la gestione dei cani randagi sulterritorio.Le Convenzioni sono indispensabili per l’esistenza diquesti servizi. Come Associazione ci prendiamo caricodai privati di cani problematici o di difficile gestione.Il Rustico Belfiore non percepisce e non richiede nessunpagamento. Tutti i nostri volontari prestano la propriaopera gratuitamente presso il canile/gattile preparati dalCorso Formativo per Proprietari di cani.Per raggiungere un riassetto contabile e progettuale, dalprimo gennaio 2013 sospenderemo il servizio disabilisettimanale nella forma sino a oggi attuata.Riteniamo fondata la prospettiva di proseguire limitandol’orario e relativi costi con utilizzo di un solo operatoreretribuito coadiuvato da volontari che, ci auguriamo,diano la propria disponibilità a collaborare anche a turno,e richiedendo un ulteriore ma limitato sacrificio economicoalle famiglie dei nostri disabili.In alternativa siamo favorevoli a collaborare con Entideputati alla gestione professionalizzata della disabilità,in modo che il servizio disabili resti incarnato e siaespressione della ricchezza del volontariato della nostraCittà.Il Comune di Chiari, infatti, sta lavorando con noi tramitel’Assessore e l’Ufficio Servizi Sociali per giungerea una soluzione che permetta di continuare quanto volutocon lungimiranza e caparbietà dai Soci Fondatori,in particolar modo dalla Dott.ssa Silvia Fioretti che - incollaborazione con gli attuali membri del Consiglio Direttivo- è impegnata in prima persona nella risoluzionedel problema. La soluzione, che ci auguriamo sia positivamentetrovata, sarà poi discussa dinanzi ai Soci delRustico nel mese di gennaio 2013 in occasione dell’Assembleadegli stessi, in cui sarà presentato il Bilanciopreventivo 2013, al termine della quale si procederà allavotazione di un nuovo Consiglio Direttivo, in modo darinnovare o negare la fiducia verso gli attuali membriche dovessero riproporre la loro candidatura.Ricordiamo che il nostro vero punto di forza sono i volontarie la nostra gestione è totalmente collegiale e trasparente.Diventare volontari è semplicissimo: bastacontattarci attraverso la nostra e-mail rusticobelfiore@libero.it oppure telefonicamente allo 030-7001701.Mauro Ferrari20


Fondazione Istituto MorcellianoSono passati quasi sei anni da quando,nel marzo 2007, l’Istituto si è rimessoin moto. All’epoca, il calo deicontributi regionali e il bisogno dispazi per i giovani spinsero la Parrocchiae il Comune a cercare un accordocon la Fondazione per ottimizzarele risorse e migliorare i servizi. Oggiquella scelta appare a dir poco profeticae il beneficio procurato ai giovaniclarensi e alle loro famiglie, anchese non fa rumore apparendo quasinormale, ci sembra davvero straordinario.Merito della disponibilità, delleidee e del coraggio di chi rappresentale tre realtà sopracitate, e insiemedei giovani educatori e volontari chequotidianamente operano a nomedell’Istituto sui progetti che, comeavrete modo di scoprire proseguendola lettura, sono molti e in continuaespansione.Assistenza e promozioneDirettamente o indirettamente laFondazione oggi persegue il propriofine statutario attraverso undici iniziative:• il Centro di Aggregazione Giovanileè presente all’interno dell’Oratoriodi via Tagliata e presso la Sede diviale Bonatelli;• l’équipe educatori ha instaurato unrapporto di stretta collaborazione conla realtà scolastica e il corpo docenteattraverso i Progetti nelle Scuole raggiungendouna significativa continuitàeducativa;• Due punti a capo, spazi e tempi perl’integrazione scolastica (L.R. 23/99)- partnership con l’Oratorio CG2000;• Servizio Civile Nazionale (L.64/01) - partnership con l’OratorioCG2000;• Servizio Volontariato Europeo(SVE – 1719/2006/CE) - partnershipcon l’Oratorio CG2000;• l’équipe educativa coordina concompetenza e professionalità anchele Attività Estive (grest, follest, formazioneassistenti);• la Fondazione sostiene le esperienzeculturali in coincidenza delCapodanno nelle capitali europee(quest’anno Roma, in precedenzaLondra, Dublino, Barcellona, Bruxelles,Berlino);• si sta valutando una ulteriore collaborazionead altri progetti oratorianicome la Casa di Alice e le AssociazioniSportive.• il progetto ospitalità dà ai giovani(18 – 35 anni, insegnanti, infermieri,studenti, coppie) la possibilità di rendersiindipendenti per un arco temporalebreve (da uno a tre anni) nelquale discernere il proprio futuro regalandosiqualche momento di volontariato;• gli orti (per nonni-nipoti e giovani)intendono promuovere sia le antichee tradizionali tecniche di coltivazioneche le nuove metodologie su piccolascala secondo una visione agricolanon “industriale”;• la sistemazione alla viabilità diVia San Sebastiano – Via Tagliataha completato la fitta rete ciclo-pedonalecittadina (progetto pedibus)che unisce le scuole elementari (Turla,Martiri della Libertà, Pedersoli), lescuole medie (Toscanini, Morcelli), laLudoteca presso la Sede e l’OratorioCG2000.Ricerca di fondi per i progettiCome facilmente intuibile, tutti i progettidescritti necessitano di finanziamentiper non pesare sulle famiglie:da qui il massimo impegno perconvertire e ampliare il patrimonio emetterlo a rendita. Adeguati e risolti ivecchi contratti di affitto, ecco il percorsointrapreso:1. la vendita di parte dei terreni (aun prezzo assolutamente vantaggioso)fornisce un interesse bancariomaggiore rispetto ai precedenti affitti;2. attraverso Il Girasole srl (fotovoltaico),si ricava quanto necessarioper sostenere parte del mutuo dellasede e le assunzioni dei dipendenti(posti lavoro);3. il recupero della Sede, oltre cheaver dato lavoro a una ditta clarense,permette la riscossione di affitti(anche se calmierati per il progettoforesteria).4. attraverso l’Istituto Morcelliano srl(Golf), si ricava, nell’assoluto rispettoambientale e a tutela del territorio,quanto necessario per costruire unanuova Scuola per la città oltre chesostenere la parte residua delle assunzionidei dipendenti.Le iniziative ai punti 2.3.4. permettonotra l’altro di accedere a finanziamentiimportanti diversamentenon raggiungibili; il rateizzato recuperodell’esposizione si sostiene grazieall’indotto dei progetti stessi, afronte però di un patrimonio incrementato.Importanza della modifica delloStatutoIl 2011 ha visto la conclusione delpercorso di modifica statutaria iniziatouna decina d’anni prima.Se gli articoli modificati nel 2003 risolvevanonelle intenzioni la stasioperativa della Fondazione passandoda due a tre curatori, quelli approvatinel 2012 permettono di fatto l’applicazionedelle precedenti modifiche(dal 2003 al 2007 non vi fu Presidentee in seguito la nomina risultò difettosa)definendo la nomina del terzocuratore.Con l’aggiunta della finalità dellaFormazione e dell’Istruzione a recuperarnela piena identità, la Fondazionerispecchia fedelmente la volontàdel suo fondatore e gode finalmentedi totale autonomia: la legittimitàe la durata dei Consigli di Amministrazionenon sono più soggettea dubbi o interpretazioni.il Consigliodi AmministrazioneDicembre 201221


Un anno di… San GiovanniIl 2012 volge ormai al terminee tocca anche a noidi San Giovanni fare unbilancio di ciò che siamoriusciti a fare e di comesi è svolto l’anno in corso,nonché di fare progettiper quello successivo.I primi due mesi hannovisto impegnati i papà ei ragazzi nell’allestimentodei carri di carnevale ispiratial tema del Far West.Sono venuti così alla luceuna splendida carovanadi pionieri e un villaggioindiano con tanto ditende, totem e sciamanoall’opera.I carri, animati da grandie piccini in maschera,hanno sfilato la domenicadi carnevale per le vie diChiari e hanno partecipatola settimana successivaal Carnevale di Uragod’Oglio.Spogliate le vesti di indianie pionieri, qualchemese dopo i nostri volontarisono dovuti intervenirea porre rimedio ad unasituazione poco piacevoleper la chiesetta, fulcrodella comunità.Il risveglio in una domenicadi inizio primavera,trascorsa dopo una nottatad’acquazzoni, ci ha fattotrovare la chiesa totalmenteallagata.Il pronto intervento deiVigili del Fuoco e, comegià detto, della gente diSan Giovanni è riuscitoa salvare l’aspetto dellastruttura e a renderla agibilegià per la messa mattutina.Nel frattempo si era pensatodi provvedere adopere di gestione e di manutenzionedella nostrapiccola pieve e primo fratutti è stata necessaria lasostituzione delle vecchiecampane, ormai pocofunzionanti e addiritturapericolanti.A fine maggio ha avutoluogo la cerimonia dibenedizione, guidata dalparroco, e di inaugurazionedelle nuove campane,venute dall’Austria,che simbolicamente, nelpiazzale antistante la chiesahanno ricevuto i primicolpi dalla persona piùanziana e da quella piùgiovane della comunità.Già la settimana successivaè stato possibile sentirnei primi nuovi rintocchi!In un secondo tempo si èprovveduti al rifacimentodell’impianto elettricoe si è deciso di illuminareanche l’umile campanile,ora ben visibile in tutta lacampagna sud di Chiari.Il 13 giugno, in formasemplice e modesta, masempre carichi di entusiasmo,abbiamo festeggiato,dopo la consueta messadel mercoledì, il 25° anniversariodi sacerdozio delnostro curato don Giovanni,che da undici anniè per noi punto di riferimentofondamentale.L’estate poi è trascorsatra i preparativi della Sagratradizionale, che si èsvolta dal 24 al 27 agosto,che come sempre hariscosso successo tra gliospiti e ha regalato soddisfazionia chi, ogni anno,si fa in quattro per la suabuona riuscita.Quattro serate di canti eballi, all’insegna dell’allegriae della buona cucinahanno lasciato spazio neigiorni successivi alle celebrazionireligiose, culminateil 29 agosto, in memoriadel martirio di SanGiovanni.Nella serata stessa, nelpiazzale della chiesetta, siè tenuto inoltre un eventoculturale molto significativoed interessante perla nostra comunità, maanche per molti altri citta-22


cate o costrette sul ciglio della strada della storia: allunganola mano per poter sperare. Come Israele che gridaa Dio dalla propria schiavitù. il suo grido chiede a Gesùsolo pietà per la sua condizione: di non passare oltre, difermarsi di fronte al suo dolore, di fargli sentire la giustacompassione. Quante volte anche il nostro grido si è alzatoverso il cielo! “Molti lo rimproveravano perché tacesse”:ci sono sempre, ha proseguito l’incaricato dell’oratorioSamber, quelli preoccupati che non sia turbatol’andare della vita. Il maestro non può essere importunato,impegnato come è in cose importanti!Anche la comunità cristiana spesso impedisce l’incontrotra l’uomo nel bisogno e il Dio della vita. Nelle nostrechiese impera il silenzio ed il raccoglimento, le grida degliuomini non sempre arrivano: facciamo in modo chearrivino alle orecchie di Dio, la vista della sofferenza nonpacifica l’anima come la melodia di un organo.Gesù ascolta quel grido, si ferma e coinvolge coloro chegli stavano intorno e nascondevano la sua presenza:“chiamatelo!”. Le barriere devono saltare e gli animi sidevono raccordare, il grido dell’uno non può che essereil grido dell’altro.“Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi”, il cambiamentoè immediato, radicale: balza in piedi e gettavia il mantello, si toglie dal ciglio della strada e lascia ilsimbolo della sua condizione di mendicante. Quell’uomoè ancora cieco, ma libero, e mosso dalla libertà ritrovatasi mette in cammino verso Gesù. Il suo camminoinizia al buio, come ogni cammino di fede, sorrettodagli altri.La vita riprende possesso di Bartimeo, il nazareno diventa“rabbunì” e la richiesta di pietà acquista un significatopreciso: la vista per vedere il volto di colui che è lavia, la verità e la vita. “E subito vide di nuovo e lo seguivalungo la strada”.La fede compie il suo miracolo: gli occhi sono apertied egli si muove. Bartimeo segue Gesù su quella stessastrada sulla quale era stato seduto ai margini a mendicare.La fede dunque, ha sottolineato don Luca, diventail punto per una nuova partenza, una dinamica diversadella vita.Dopo aver ascoltato l’omelia, che potremmo intitolare“il grido” e professata la fede con la recita del Credo,sono state lette le preghiere dei fedeli, appositamentepreparate da alcune persone del mondo rurale.L’offertorio è stato un momento particolarmente curato,suggestivo e ammirevole della messa, durante il qualealcuni nonni e nonne con i loro nipotini, delle nostrebuone famiglie, hanno portato all’altare, oltre al pane eal vino, cesti con abbondanti frutti della terra e del lavorodell’uomo. Questi prodotti tipici della campagna clarense,dopo la funzione religiosa, sono stati donati ai sacerdotidella parrocchia e ad enti come la Casa di riposoe l’Auxilium. La celebrazione si è conclusa in chiesa conla lettura della preghiera dell’agricoltore; siamo poi uscitisul sagrato per la benedizione dei trattori e delle macchineagricole, sotto una fitta pioggia.Termino con una breve riflessione, credo, ricca di significato,soprattutto pensando agli uomini impegnati nelmondo rurale, in stretto contatto ogni giorno con la natura,che dall’alba al tramonto sono chiamati a coltivarela terra “casa comune di tutti i popoli”, tolta dal messaggiodella commissione episcopale per i problemi socialie il lavoro, la giustizia e la pace, tratta dal Compendiodella dottrina sociale della chiesa.Ogni uomo è invitato a cogliere il passaggio di Dio nellafatica e nella bellezza del lavoro dei campi se “si arrivaa riscoprire la natura nella sua dimensione di creatura,si può stabilire con essa un rapporto comunicativo, cogliereil suo significato evocativo e simbolico, penetrarecosì nell’orizzonte del mistero, che apre all’uomo il varcoverso Dio, creatore dei cieli e della terra. Il mondo sioffre allo sguardo dell’uomo come traccia di Dio, luogonel quale si disvela la sua potenza creatrice, provvidentee redentrice”.Ferdinando Vezzoli24


Il quesito di NataleIl presepe di AngeloSi passa dapprima per un ben fornitoe attrezzato laboratorio, fucina diidee e di manufatti, quindi si scendeuna ripida scala di ferro e ci si trovadavanti qualcosa d’inatteso: un presepedi oltre trenta metri quadrati,frutto di oltre sessant’anni di appassionatolavoro.Angelo Calabriaè un pensionatoelettricistadi settantadueanni ches’è innamoratodei presepiquando neaveva nove. Eancora bambinoha cominciatoa costruire ciò che oggi ci mostracon fierezza. Perché la costruzionedi un plastico - spiega - non èmai finita: ad esempio il castello di reErode l’ha modificato più volte finoad esserne completamente soddisfatto,mentre gli zampilli delle fontanevanno regolati attentamente perchél’acqua è difficile da controllare,Due vecchie cartoline natalizie - dellacollezione di Enzo Tonoli - più piccoledel consueto come si è usato finoal tempo dell’ultima guerra. In una laSacra Famiglia, illuminata dallo SpiritoSanto e con un angelo che porgeun giglio al Bambinello. Nell’altra -con gli auguri di Buon Anno - un bimboin abiti invernali, ben vestito comeun piccolo fotomodello.Sopra di lui l’orologio segna la mezzanotte.Una è stata spedita nel 1941,l’altra nel 1942. Entrambe indirizzateal «Maresciallo Rebecchi Angelo, 77°Fanteria, Chiari Città» e firmate «Il vostrofiglioccio». Senz’altra scritta chela data, poiché gli auguri stavano giàstampati al recto.Così chiediamo aiuto ai lettori: chi erail maresciallo Rebecchi Angelo? Eraun clarense? Più facile che, essendoun militare, fosse stato destinato quida fuori… E, soprattutto, chi era il suofiglioccio? Angelo gli aveva fatto dapadrino al Battesimo?... O alla Cresima?...Le date ci fanno pensare ad una personache oggi potrebbe avere intornoe gli effetti sonori devono essere gradevoli…È notte, le luci si accendono nellecase e nelle grotte, i pastori riposano,Gesù Bambino si muove inquietonella culla, dietro di Lui danzal’Angelo dell’Annunciazione. Improvvisamentesi scatena un temporale:acqua, neve, tuoni, fulmini. Mapresto tuttos’acquieta. Poiviene il giorno:le fontanezampillano,il maglio dà isuoi colpi ritmati,i pastoricamminano,la Madonnasembra sorridere...In casa Angelo mi mostra i numerosiattestati che ha ricevuto e intantomette nel videoregistratore una cassetta- realizzata da lui stesso - chefa sembrare ancor più bello il suopresepe. Gli fa piacere se qualcunovolesse visitarlo: risponde allo030713385 per un appuntamento.rbai settantacinque anni… chissà?Intanto estendiamo volentieri ai nostrilettori quegli antichi auguri di BuonNatale e Buon Anno.rbNotizie da San RoccoIntrodotta da un grande albero e daun altrettanto grande presepe sul sagrato,sarà riproposta, per la secondaedizione, la mostra di presepi che tantosuccesso ha riscontrato l’anno scorso.La chiesa di San Rocco - forse perla sua storia per certi aspetti oscura,forse per la sua collocazione nell’immediatosettentrione cittadino, forseper i suoi altari così diversi fra loro e isuoi straordinari decori - ha la capacitàdi esercitare sul visitatore che vi sireca una stupefacente, quasi misticasuggestione, ancor più amplificata dauna mostra di numerose natività cosìuguali a se stesse nell’anelito di fede ecosì diverse per dimensioni, originalità,stile, materiali di costruzione.Gli Amici di San Rocco, assieme ainumerosi volontari e appassionati chesi sono uniti in una sorta di “circolovirtuoso” i cui scopi sono il mantenimentoe il restauro della chiesa, invitanola cittadinanza a una visita: la mostrasarà aperta dall’8 dicembre al6 gennaio, sempre il mattino dalle9 alle 12, anche il pomeriggio dalle14.30 alle 19 nei giorni festivi.rbDicembre 201225


Consiglio Pastorale ParrocchialeLa corresponsabilitàdella famigliaSu richiesta di MonsignorPrevosto, lunedì 12 novembre2012, alle 20.45,presso il Centro Giovanile2000, si è riunito il ConsiglioPastorale Parrocchiale.All’ordine del giorno iseguenti argomenti:1. Lettura del verbale dellariunione precedente del1 ottobre scorso e introduzionealla riunione.2. Argomento di dialogo:“La famiglia cristianadi oggi nella prospettivadell’educazione nellafede”:- la famiglia nella suaidentità (Che cosa dicidella famiglia di oggi?)- il suo ruolo educativonei confronti dei figli (linearità,discontinuità, scambiogenerazionale): secondote la famiglia educaoggi alla fede? È coscientedel suo dovere educativo?Come collabora la famigliaoggi?- l’incidenza della famiglianell’accompagnare lescelte di vita dei figli: checosa dici sulla realtà deigiovani di Chiari e qualiurgenze suggerisci?- corresponsabilità dellafamiglia nella comunitàcristiana: come ci si puòsentire corresponsabili infamiglia e nella comunità,in Parrocchia come ritienidi vivere la corresponsabilità,che cosa ti aspettiche ti si chieda o che tupuoi dare ed essere, cometi senti di rappresentare iltuo gruppo oppure la Parrocchianel CPP, hai passioneper la comunità?Come intendi sentirti attivonel CPP e nella comunità?foto di bjearwicke3. Programma pastoralee liturgico del mese di dicembre:l’Avvento e il Natale.4. Varie ed eventuali: laproposta della riscopertadel Catechismo dellaChiesa Cattolica del mercoledì,proposte della Caritas,ecc...La riunione si è apertacon un momento dipreghiera, al termine delquale, dopo l’approvazionedel verbale della sedutaprecedente, MonsignorVerzeletti ha delineato iltema di dialogo della serata:“La famiglia cristiana dioggi nella prospettiva dellafede”.Nel suo intervento si ècollegato al VII IncontroMondiale delle Famiglie,che si è svolto a Milano,tra la fine di maggio e iprimi di giugno, e ad alcunidocumenti del Magisterodella Chiesa, in particolareponendo l’attenzionesu ciò che afferma ilCatechismo riguardo allafamiglia.Riporto in sintesi i riferimential Catechismo aiquali Monsignore si è collegatonella sua trattazionee il percorso fatto, consideratofondamentale eindispensabile dai membridel Consiglio PastoraleParrocchiale, per rifletteresu questa importanteistituzione e come guidagenerale al dialogo che èseguito.Una famiglia cristianadeve essere una piccolaChiesa; tutti i membri dellafamiglia sono invitati arafforzarsi a vicenda nellafede e a superarsi l’unocon l’altro nell’impegnoa vivere per Dio; devonopregare l’uno con l’altro el’uno per l’altro e compiereinsieme le opere dell’amoredel prossimo. GiovanniPaolo II nella Familiarisconsortio ha scrittoinfatti che “nessuno è privodella famiglia in questomondo: la Chiesa è casa efamiglia per tutti, specialmenteper quanti sono affaticatie oppressi”.Un uomo ed una donnasposati fra loro formanouna famiglia insiemeai loro figli; Dio desiderainfatti che dall’amore deigenitori, finché è possibile,nascano dei figli; essi,che sono affidati alla protezionee alle cure dei lorogenitori, hanno la lorostessa dignità. Ogni bambinonasce da un padre eda una madre e per cresceresicuro e felice habisogno del calore e dellasicurezza di una famiglia.È quindi fondamentaleche fin da piccolo ilbambino si senta amatoin una famiglia, nella qualesi respirano e trasmettonoi valori cristiani, e inseguito venga inserito inun gruppo con figure significative,capaci di fareda interlocutori privilegiatitra la famiglia e la Parrocchia,all’interno della comunità.Il bene e il futuro stesso diuno Stato dipendono dacome la sua più piccolaunità, la famiglia, vive e sidispiega. Infatti la famigliaè nel suo piccolo quelloche la Chiesa è nel suogrande: immagine dell’amoredi Dio nella societàumana.Ogni matrimonio si compienell’apertura verso glialtri, verso i figli donati daDio, nell’accettazione reciproca,nell’ospitalità enella presenza in favoredegli altri.Come ha affermato ilPapa: “Solo la rocciadell’amore totale e irrevocabiletra uomo e donnaè capace di fondare la costruzionedi una societàche diventi una casa pertutti gli uomini.La famiglia è un bene necessarioper i popoli, unfondamento indispensabileper la società ed ungrande tesoro degli sposidurante tutta la loro vita.È un bene insostituibileper i figli che devono esserefrutto dell’amore, delladonazione totale e generosadei genitori”.26


La famiglia, in quanto celluladella società, risultafondamentale non soltantoper la formazione deipropri figli, ma anche nellatrasmissione di valoriin un contesto più ampio,testimoniando il matrimonioall’interno della comunionein una realtà piùestesa rispetto alla singolaParrocchia.Assumendo quindi sempremaggiore rilievo ilruolo dei laici, è indispensabileun cammino fondatosulla gradualità, suldialogo, sulla formazionee sulla corresponsabilitàche, soprattutto nell’ambitodella iniziazione cristiana,vede i genitori e lecoppie pilota protagonistidella evangelizzazione.Riguardo alle giovani famiglieè opportuno pensarea cammini formativi:partendo da dopo il corsoper i fidanzati, arrivinofino a quando la coppiaintende far battezzareil primo bambino, ed unpercorso adatto ad accompagnarela nuova famigliafino al momentodell’inserimento del figlio,a sei anni, nell’itinerariodella iniziazione cristiana.È emersa l’esigenza di potenziarela pastorale vocazionalein vista del matrimonio,soprattutto dedicandopiù spazio allariflessione durante i corsidei fidanzati, affrontandotematiche attuali, capacidi suscitare interesseed entusiasmo nei giovani,ponendo l’attenzionesull’importanza del camminointrapreso.I consiglieri constatanola fragilità di molte famiglieodierne e la tendenzadell’interruzione del legamegenerazionale tra i genitorie i figli: i primi hannola percezione che nonriescono a tramandarequanto giudicano davveroessenziale perché unavita buona possa esserevissuta; i secondi invecenon riescono a riconoscerealcun debito alle generazionidei padri, con lasensazione di trovarsi solie di dover affrontare tuttosenza una base solida.La conseguenza è la tendenzialeinterruzione dellatradizione, il venir menodella “memoria storica”e quindi il concetto stessodi crescita nel tempo enella storia.L’impegno del lavoro, lemolteplici attività nellequali sono immersi i ragazzidi oggi e sicuramenteun contesto generaleorientato spesso a considerarela persona umanasoltanto per ciò che possiede,è utile e può dareprofitto, prescindendo daquel patrimonio di valori,autenticamente umani ecristiani (l’onestà, la fedeltà,la solidarietà, la giustizia…),rendono più difficileil cammino educativoproprio di ogni famigliacristiana e delle istituzionidelegate ad assolverequesto compito, tanto necessarioquanto urgenteper il nostro tempo. Senzadubbio la donna, ancoraoggi, rimane la figuraper eccellenza chiamataad educare i figli, anchese riveste una funzione diversaall’interno della società,rispetto al passato,essendo stata valorizzataper le sue competenzeprofessionali.Si può dire quindi che lagenitorialità finalmenteoggi è condivisa: madrie padri, con ruoli diversi,vengono avvalorati.Mons. Prevosto, concludendoe facendo sintesidei vari interventi, ha sottolineatoche non è indispensabileinventare nuovimetodi pastorali, mabisogna piuttosto “sollecitarela fantasia e la creativitàdi ciascuno e diogni gruppo” nel proporrelinee pastorali capaci dicoinvolgere i giovani, suscitandoin loro il desideriodi formare la famigliafondata sul matrimonio eaccompagnando le giovanicoppie, rendendolecorresponsabili all’internodella Parrocchia, perpoter creare quello scambioreciproco tra le diversegenerazioni, favorendocosì una crescita armonicadella comunità.Esaminato l’argomentodi dialogo della serata,il Prefetto di sacrestia hapassato in rassegna brevementeil programmapastorale del mese di dicembrecon l’Avvento e ilNatale.Nella Solennità di CristoRe, vi sarà l’inaugurazionedella Cappelladella Madonna delleGrazie in Duomo, restauratanegli ultimi mesi.I due incontri in Avventosulla Dei Verbum sarannotenuti dai Padri Oblatidi Passirano. La messaper il Natale dello sportivoverrà celebrata sabato22 dicembre alle 18in Duomo.Monsignore è soddisfattoper la buona partecipazioneagli incontri delmercoledì sera sul Catechismodella Chiesa Cattolica,con l’utilizzo diYoucat, pensato dal Papaper i giovani, ma consigliatoa tutti i credenti cheintendono approfondirele ragioni del proprio crederein questo Anno dellaFede.Riguardo al Sinodo Diocesano,ha comunicatoche Matteo Riccardi inqualità di rappresentantedei giovani nel ConsiglioPastorale Zonale e StefaniaBarboglio delle Figliedi Sant’Angela, parteciperannoa dicembre all’assisediocesana, come delegatiper la nostra zonapastorale. I rappresentantidelle varie associazionihanno inoltre fissato gliincontri specifici che ognigruppo sarà chiamato avivere prossimamente.Oltre ad alcune iniziativedi sensibilizzazione,come è consuetudine daanni, la Caritas proponela Giornata del pane laprima domenica di Avvento.Il Prevosto infine ha manifestatoapprezzamentoper l’impegno dei gruppiche si dedicano allacura ed alla salvaguardiadel patrimonio delle chiesesussidiarie della nostraParrocchia, essendo terminatiin questi mesi diversilavori di sistemazionee di ristrutturazione.Ferdinando VezzoliDicembre 201227


Mese di dicembreSabato 1 dicembreInizio sinodo diocesano sulle Unità pastoraliOre 17.30 Primi Vespri solenni della I Domenica di AvventoInizio Nuovo Anno Liturgico (Duomo)Domenica 2 dicembre - I di AvventoGiornata del paneOre 9.00 Ritiro conclusivo corso dei fidanzati (Cg 2000)Ore 10.00 Ammissione tra i candidati ai sacramenti del 5°anno ICFR (Duomo)Lunedì 3 dicembreOre 20.45 Incontro genitori, padrini e madrine per i battesimidi domenica 30 dicembre (Cg 2000)Martedì 4 dicembreOre 20.00 S. Messa per tutti i defunti iscritti sul registro postoall’altare dei Santi (Duomo)Mercoledì 5 dicembreOre 20.30 Incontro in preparazione al S. Natale:preghiera e riflessione sulla Dei Verbum (S. Maria)Giovedì 6 dicembreOre 20.00 Adorazione Eucaristica e preghiera per le Vocazionicon possibilità delle Confessioni per giovani e famiglie(Duomo)Venerdì 7 dicembreFesta di sant’AmbrogioOre 17.30 S. Rosario (Duomo)Ore 18.00S. Messa festiva nella Vigilia dell’Immacolata(Duomo)Sabato 8 dicembreSolennità dell’immacolata Concezione di MariaGiornata dell’Adesione dell’Azione CattolicaOrario festivo delle sante MesseOre 16.00 S. Rosario, primi vespri della seconda domenicadi Avvento e benedizione eucaristicaOre 18.00 S. Messa festiva della II Domenica di AvventoDomenica 9 dicembre - II di AvventoChiusura del sinodo diocesano sulle unità pastoraliMartedì 11 dicembreOre 20.30 Incontro zonale di spiritualità per giovani(Santuario di Rudiano)Mercoledì 12 dicembreOre 20.30 Incontro in preparazione al S. Natale: Preghiera eRiflessione sulla Dei Verbum (S. Maria)Domenica 16 dicembre - III di AvventoInizio Novena di NataleAlla S. Messa delle 10.00 Benedizione delle statuine di GesùBambino che poi metteremo nei nostri presepi e consegnadella preghiera per la Novena di Natale da pregare in famiglia(Duomo)Incontro adolescenti (17.30- 20.00)Mercoledì 19 dicembre:Ore 20.30 Liturgia Penitenziale per giovani e adulti (S. Maria)Sabato 22 dicembreOre 10.00 e 14.30: Confessioni per ragazzi al CG 2000Ore 18.00 S. Messa del Natale dello Sportivo (Duomo)Domenica 23 Dicembre - IV di AvventoSarà presente il confessore forestiero per tutta la giornataLunedì 24 dicembreVigilia di NatalePossibilità delle ConfessioniOre 18.00 S. Messa Vespertina della vigilia (Duomo)Ore 23.30 Veglia di preghiera nella notte santa (Duomo)Ore 24.00 S. Messa della notte di Natale (Duomo)A seguire scambio di auguri presso il CG 2000Martedì 25 dicembre - Santo NataleOrario festivo delle sante MesseOre 12.00 Messaggio natalizio e Benedizione Urbi et Orbidel Papa Benedetto XVI (Via radio e televisione)Ore 16.30 Vespro solenne (Duomo)Mercoledì 26 dicembreS. Stefano protomartireGiovedì 27 dicembreS. Giovanni, Apostolo ed EvangelistaVenerdì 28 dicembreSs. Innocenti, martiriOre 20.45 Incontro genitori, padrini e madrine per i battesimidi domenica 30 dicembre (Cg 2000)Domenica 30 dicembre - Festa della Sacra FamigliaOre 11.15 Celebrazione degli anniversari di matrimonio(Duomo)Ore 11.00 (S. Maria) / ore 16.00 (Duomo)Celebrazione comunitaria dei BattesimiLunedì 31 dicembreOre 18.00 S. Messa e canto del Te Deum di ringraziamento(Duomo)Mese di gennaio 2013Martedì 1 gennaio - Maria Santissima madre di DioGiornata Mondiale della PaceOrario festivo delle sante Messe(Unica S. Messa solenne alle 10.00 in DuomoNon si celebra la S. Messa in S. Maria)Ore 16.00 Vespro solenne (Duomo)Ore 18.00 S. Messa solenne e canto del Veni Creator(Duomo)30


Domenica 6 gennaioSolennità dell’Epifania del SignoreOrario festivo delle sante MesseOre 15.00 Funzione della Santa Infanzia con benedizionedei bambini e bacio a Gesù BambinoOre 16.00 Vespro solenneLunedì 7 gennaioOre 20.45 Incontro genitori, padrini e madrine per i battesimidi domenica 27 gennaio (Cg 2000)Ogni venerdìAdorazione eucaristicain Sant’Agape dalle 9.40 alle 11.00Indicazioni per i battesimiper l’anno 2013Stiamo vivendo l’Anno della fede, iniziato l’11 ottobre2012, che si concluderà il 24 novembre 2013.È questo un tempo importante per prendere sempre più coscienzadel nostro Battesimo e del dono della fede ricevutoe quindi vivere con questo impegno anche la celebrazionedel Battesimo dei nostri bambini e bambine.Con il nuovo anno si è pensato di dare una nuova impostazionealle celebrazioni dei Battesimi, offrendo due diversepossibilità di celebrazione, così da cercare di agevolare tutti.Si invita pertanto ad inserirsi nelle celebrazioni comunitarie,nelle date che potete trovare presso l’Ufficio Parrocchiale(aperto dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 11.30 - tel.030.7001175), evitando il più possibile di chiedere altredate e orari.Le celebrazioni dei Battesimi si svolgono l’ultimadomenica del mese (salvo indicazioni diverse, segnalatesui fogli da ritirare all’Ufficio Parrocchiale)con i seguenti orari:Anagrafe parrocchialedal 14 ottobre al 12 novembreBattesimi92. Filippo Foti93. Camilla Goffi94. Giulia Grimaldi95. Chiara Salvoni96. Virginia Biffi97. Emma De Giorgis98. Miranda Tamara Gelsomino99. Manrico Piscozzo100. Martina Salvi101. Davide Cimpoesu102. Amanda PedraliDefunti155. Giovanna Gropelli 84156. Carlo Piantoni 84157. Silvestro Festa 71158. Francesco Burni 58159. Giuseppa Zerbini 71160. Battista Recaldini 89161. Giuseppina Dotti 77162. Maria Forcellini 71163. Lucia Castellini 87164. Quinto Piantoni 75165. Pietro Zucchetti 79166. Aldo Foschetti 77167. Sergio Bontempi 48168. Claudia Cucchi 52169. Luigi Begni 71170. Padre Stefano Fogliata 91- alle ore 11.15 in Santa Maria con la S. Messa- alle ore 16.00 in Duomo senza la S. Messa, masolo con il rito.Anno 2013ordinario: 25 eurosostenitore: da 30 europostale: da 35 euroDicembre 201231


VI È NATO UN SALVATORENon appena è tornato mio fratello,gli ho visto il viso lieto come in festa.Gli ho chiesto quale avvenimento bello,quale nuovo pensiero avesse in testa.Mi raccontò: “Stavamo là a vegliareil gregge sotto un cielo di stelle,quando un angelo ci venne a chiamareDisse: lasciate qui le pecorelleVenite presto tutti alla capanna,sopra quel tetto è ferma una cometa.Sentirete cantare in coro osanna osanna,poiché vi raggiunge una notizia lieta.Questa notte vi è nato un Salvatore”.Siamo accorsi con doni: c’era un bambinotranquillo e sorridente. Con amorelo cullava sua Madre. Da vicino(Ida Ambrosiani)

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