Notiziario della Comunità Parrocchiale di Chiari - N. 1 - Gennaio ...

parrocchiadichiari.org

Notiziario della Comunità Parrocchiale di Chiari - N. 1 - Gennaio ...

Notiziario della Comunità Parrocchiale di Chiari - N. 1 - Gennaio 2009Poste Italiane S. p. A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia


In questo numeroN. 1 - Gennaio 2009Anno XIX nuova serieNotiziariodella ComunitàParrocchialedi ChiariConto corrente postale n. 12509253intestato Parrocchia Santi Faustino e Giovita25032 Chiari (Bs)Registrazione N. 45/91 del 6 settembre 1991Tribunale di BresciaEdito dalla Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita inChiari, via Morcelli 7 Chiari (Bs)sito web: www.parrocchiadichiari.orge-mail: angelodichiari@libero.itper le vostre lettere: Ufficio Parrocchiale,p.za Zanardelli (8.30 - 11.30)Direttore responsabileDon Giuseppe MensiDirettore redazionaleDon Alberto BoscagliaRedazioneMons. Rosario Verzeletti, Enrica Gobbi, Bruno Mazzotti,Roberto Bedogna, Ida Ambrosiani, Elia Facchetti,Paolo FestaCollaboratoriLuisa Libretti, Maria Marini, Caroli Vezzoli, don FeliceRizzini, Rosanna Agostini, don Luca Castelli, don DavideCarsana, Fulvio CoccioloImpaginazioneVittorio BedognaPreparazione copertinaGiuseppe SisinniTipografiaTipolitografia Clarense di Lussignoli S. & G.356891314161718192021222628LA PAROLA DEL PARROCOA servizio della paceConsiglio Pastorale ParrocchialeConsiglio per gli Affari EconomiciBENE DICTALENTE D’INGRANDIMENTOSettimana di preghiera per l’unità dei cristianiLITURGIA INSIEMEIl corettoDI ZONA IN ZONAZonzonando in unoFONDAZIONE MORCELLI REPOSSIAlla scoperta della FondazioneMONDO SCUOLA“Comprarne uno - regalarne uno”CLARENSITÀVITA SOCIALEASSOCIAZIONE PENSIONATICOSE SBALORDITIVE“Cani e porci siete voi!”DA SAN BERNARDINOPASTORALE GIOVANILECentro giovanile 2000SPORTIo pensavo...Il prossimo numerode l’Angelo saràdisponibile il 7 febbraioAi collaboratori:► Il materiale per il numero di febbraiosi consegna entro il 19 gennaio.► L’incontro di redazione per progettareil numero di marzo si terrà il2 febbraio.Come una vita che nasce e dal grembo di madre viene alla luce, cosìogni civiltà nasce dal cuore della terra. Il pozzo ne è il simbolo, e forseil primo luogo di incontro, il passaggio dalla solitudine alla compagnia,dall’estraneità alla conoscenza.Che sia stato così anche per Chiari?La zona prima identifica il centro storico. I recenti scavi hanno portatoalla luce quello che potrebbe essere un pozzo: non così antico forse,ma sufficiente per sentire, se solo chiudiamo gli occhi, l’eco dellacreazione, l’inizio di tutto e di tutti, il primo vagito della nostra città.Collocato tra il Duomo e l’ex municipio, tra Dio e l’uomo, rammentala storia che i nostri padri hanno tràdita e l’identità che per i nostrifigli non va tradìta.Auguri di cuore dal cuore di Chiari.E auguri anche dalla nostra redazione.In copertina2


A servizio della paceCarissimi Clarensi,sono appena trascorse le solennitàdel Santo Natale diGesù e ora siamo lieti per il dono diun nuovo anno, tempo buono e propizioper gustare la dignità della nostravita nella missione di bene cheognuno sta vivendo in famiglia, nellascuola, nel lavoro e nella comunità.Per la lettera mia personale alla comunitàclarense per il mese di gennaiointendo partire dal messaggiodel papa Benedetto XVI per la giornatadella pace, dal titolo:Combattere la povertà, costruirela pace.È grande il servizio che il papa fa allapace, perché possa essere edificatain ogni cuore umano, in ogni spazioe in ogni tempo. Egli infatti afferma:“Ad ogni discepolo di Cristo, comeanche ad ogni persona di buona volontà,rivolgo all’inizio di un nuovoanno il caldo invito ad allargare ilcuore verso le necessità dei poveri ea fare quanto è concretamente possibileper venire in loro soccorso”.Si parla spesso di paceIl tema della pace acquista semprepiù rilievo nella riflessione e nellacultura del mondo contemporaneo.Infatti il bisogno della pace assilla gliuomini di tutti i tempi e i cristiani ditutte le epoche. La pace è l’aspirazionecostante del cuore umanoed è una promessa messianica esplicita.Il Concilio Vaticano II ha chiaramenteaffermato: “Solo una politicadi pace, messa a servizio dell’umanitàpuò garantire un vero progressoglobale. Essa dovrà fondarsi sullaricerca di una collaborazione tra ipopoli, su scala mondiale; sull’analisirigorosa delle cause che portanoalla guerra; su di un modello realisticodi una società futura da costruireinsieme” (GS 82,4). Il credente infattiè invitato ad impegnarsi per la pace,perché è creato da Dio, che è il Diodella pace (1 Tess. 5,23). La Chiesaannuncia la pace, perché istituitada Cristo, “principe della pace”. Laliturgia del Natale ci ha comunicato“Oggi su di noi splenderà la luce,perché è nato per noi il Signore; Dioonnipotente sarà il suo nome, Principedella pace, Padre dell’eternità: ilsuo regno non avrà fine”. Ci aiuti orail Signore a condividere la gioia delNatale, promuovendo la fraternità, lasolidarietà e la pace in famiglia, coni più poveri, gli esclusi, gli emarginati,gli indesiderati, i forestieri. Tuttiquesti ci chiedono di alzare la nostravoce contro quelli che causano miseriae povertà, di abbandonare unostile di vita pieno di cose, ma assentedi vita, perché anche loro possanosemplicemente vivere con dignità. Ilnostro essere cristiani di pace ci portia sporcarci le mani, ad impegnarele nostre lacrime, il nostro tempo ela nostra vita, nella costruzione di unmondo “altro”, di una vita migliore etanto necessaria per milioni di uomini,donne e bambini, perché sempreabbiano a vincere la pace e la vita,in vista di un bene comune per tuttigli uomini.La pace è dono di DioÈ questa l’idea più sottolineata dallaBibbia: è dono di Dio la pace familiaree personale: “Non abbiate paura,dice l’angelo Raffaele a Tobia, lapace sia con voi” (Tb 12,17). SanPaolo e gli altri Apostoli iniziano leloro lettere invocando “la grazia e lapace del Signore” su tutti e singoli icristiani. Nel Vangelo è chiaramenteaffermato che la pace è data agliuomini “amati da Dio”. Gesù risortosaluta i suoi discepoli con l’auguriodi pace (Lc 24,36), collegandocosì l’idea di pace a quella più ampiadi salvezza. L’alleanza di pacedi Dio con il suo popolo e di Cristocon tutta l’umanità, esige una rispostada parte dell’uomo. L’iniziativadi Dio non si realizza se ad essa noncorrisponde l’adesione degli uomini.La pace dono di Dio per i giusti illuminae sostiene il cammino spiritualedi vera coscienza morale rettae di concreta responsabilità personale.È giusto colui che fa la volontà diDio ed osserva i suoi precetti, camminanella pace, cioè rispetta il dirittoe gode del favore della giustiziadivina, apportatrice della salvezza edel benessere. La gioia, frutto delloSpirito Santo, è presentata nella Bibbiacome conseguenza di una serenapace spirituale e dell’amicizia conDio. La pace sarà possibile perché ilSignore Dio susciterà un Pastore chestringe un’alleanza di pace con il suopopolo (Ez. 34,20-21).Essa garantiràgiustizia e tranquillità nella vita diogni uomo. La pace è il segno visibiledel rapporto di vita con Dio; essaparte dal Signore, ma si realizza pienamentesolo quando gli uomini ricercanola giustizia, la stima reciproca,la verità e la fedeltà a Lui. Si realizzala pace solo se gli uomini vivonoi valori di solidarietà, di fraternità,di comunione, di amore e di servizioal bene comune, di integrazione dipopoli diversi per etnia e per religione.E questo può avvenire non soloa livello personale, ma anche sociale.Infatti nessuno deve imporre agli altrila pace, che ritiene sua e secondola propria idea o visione soggettiva.Nessuno è padrone della pace: tuttisiamo a servizio della pace. Essaper sfuggire al pericolo della retorica,deve certamente avvalersi di organismie strutture capaci di realizzare lagiustizia e il rispetto in maniera efficace,anche se rifiuta ogni violenzao la rissa.La pace di CristoGesù con la sua morte e risurrezioneha posto le basi di una nuova pace,che è superamento di ogni lacerazio-3


ne degli uomini con Dio e tra loro.Mediante il suo sangue Cristo ha unitol’umanità a Dio, che è Padre edama i suoi figli e si china su di lorocon amore infinito. Questa pace ristabilitatra gli uomini e Dio è il fondamentodi ogni altra pace. Con il suoesempio e con il suo insegnamentoil Signore Gesù è venuto a ristabilirela pace anche tra gli uomini, chesono tra loro fratelli e legati da vincolidi solidarietà. La pace di Cristo toccapure l’intimo delle coscienze. I credenti,in quanto consapevoli di esseredei liberati dalle contraddizioni delpeccato, trovano in questa certezza laforza dell’impegno e la sicurezza dellapiena riuscita. In questa prospettivasi capisce il canto degli Angeli aBetlemme: “Gloria a Dio nell’alto deicieli e pace in terra agli uomini cheDio ama” (Lc 2,14). Essa è il preludioche inquadra tutta l’opera salvificadi Cristo. Ugualmente significativala missione del Messia così come civiene presentata da Zaccaria nel canticodi lode a Dio per la nascita delfiglio Giovanni: egli verrà per indicare“il cammino della pace” (Lc1,79) e liberare gli uomini dalle tenebredel male e della morte. La pacedi Cristo non è mai quieto vivere:“Non sono venuto a portare la pace,ma la divisione” (Lc 12,51). Non èneppure l’assenza di tribolazioni, mala certezza che Lui ha vinto il mondo.Per questo la sua pace è diversa dallapace del mondo. Alla peccatrice pentitadice: “Va in pace, la tua fede tiha salvata” (Lc 7,50). Essa diventaquindi segno del perdono e della riconciliazionecon Dio, ottenuta medianteil riconoscimento delle propriecolpe. Ai discepoli chiusi nel cenacoloil Signore risorto augura la pace edà loro il potere di trasmetterla agliuomini. Cristo è la nostra pace perchéha riunito l’umanità in Dio; quindiè il fondamento di ogni pace, siapersonale che collettiva, sia religiosache politica (Ef 2,14-17).Il Vangelo della paceGesù è venuto ad annunciare il Vangelodella pace che i credenti inLui trasmetteranno con decisione eimpegno a tutta l’umanità: “In piedi,dunque, cinti i fianchi con la verità,rivestiti della corazza della giustizia,e per calzari lo zelo per annunciareil Vangelo della pace” (Ef 6,14).L’accostamento della pace alla giustiziacompleta il contenuto dottrinaledel pensiero degli Apostoli: “Il Regnodi Dio non è certo mangiare ebere, ma giustizia, pace e gioia nelloSpirito Santo” (Rm 14,17). Nellaterza beatitudine Gesù dice: “Beati imiti, perché avranno in eredità la terra”e nella settima: “Beati gli operatoridi pace, perché sarannochiamati figli di Dio” (Mt 5, 1 - 9).La mansuetudine evangelica divieneforza diffusiva che comunica pace. Siè operatori di pace, se si è in pacecon Dio, in comunione dentro, pacecon se stessi nel dominio di sé, pacecon gli altri, in quanto carichi di amorevicendevole. L’operatore di pace ècolui che mette pace, colui che diffondela pace. Nell’insegnamento dipapa Paolo VI si legge un vero messaggiodi pace: “Per noi cristiani lapace è innanzitutto il risultato dell’attuazionedel disegno di sapienza edi amore, con cui Dio ha voluto instaurarerelazioni soprannaturali conl’umanità. La pace è un dono di Dioche diventa stile della vita cristiana.Senza la pace nessuna fiducia, senzafiducia nessun progresso. Una fiduciaradicata nella giustizia e nella lealtà.Solo nel clima della pace si attesta ildiritto, progredisce la giustizia, respirala libertà. Inoltre la pace è un benesupremo della vita dell’uomo sullaterra, un interesse di primo grado, unideale degno dell’umanità padronadi sé e del mondo” (Messaggio peruna giornata mondiale della pace).Secondo lo spirito evangelico dovremmoabituarci ad abbinare lapace a parole più quotidiane. Si parlaquasi sempre di festa della pace,di marce della pace, di veglie dellapace, di tavole rotonde sulla pace.Sembra opportuno parlare anchedi ferialità della pace, che si costruiscenel quotidiano: chiamati ad esseremediatori di incontri e di relazioni,pronti per smorzare gli animifocosi, ad eliminare tensioni e avversionipersonali tra parenti, familiari evicini di casa, a togliere ogni formadi superbia e di vanagloria, di disistimadell’altro e di noncuranza del bisognoso,ad essere capaci ancora diperdono e di riconciliazione, a vivereGiornata della paceDomenica 25 gennaio 2009ore 15.00Accoglienza delle famiglieore 15.30per i genitoriSpettacolo teatrale “Virginia,una storia di baci e bugie”; comeparlare di affettività coi miei figliin maniera “pacifica”.per bambini e ragazziGiochi e divertimentoore 17.30per adolescenti e giovaniMusica dal vivo;a seguire, cena del poveroInfo presso la segreteriadell’Oratorio CG2000in concreto lo scambio del segno dellapace della Messa, a vivere la virtùdella dolcezza e della tenerezza.Costruttori di paceI poveri sono sempre i primi a pagarequando sopravviene un conflittoo quando imperversa un periododi crisi. Nella Palestina dei tempidi Gesù c’è molto da fare per aiutaretanta povera gente a resistere, amantenere la pace e l’equilibrio inmezzo a tutte le tensioni sociali e atutte le difficoltà della vita. Gesù è unartefice di pace, trovando una certaaggressività nei rapporti fra gli uominidel suo tempo; ha cominciato colmettere di fronte alla sfida del vivereinsieme i suoi apostoli, così diversigli uni dagli altri, così in conflitto fradi loro, così desiderosi del primo posto.Gesù interviene e dice: Amatevigli uni gli altri. Questo è l’elementosignificativo. L’amore fra personesimili non è difficile, ma l’amorefra persone o popoli differenti èil sale della vita e della storia. Gesùpropone ai suoi discepoli di interiorizzarei loro impulsi di tensioni; percondurli a questo non predica il sacrificio,ma mostra loro la tenerezzadi Dio; non fa riferimento alla colleradivina come motivo per fare penitenza,ma presenta la dolcezza di DioPadre, che invita alla gioia: la gioia4


dell’abbandono, come quella di unbambino fra le braccia di suo padre;la gioia del ritorno quando si è figliprodighi; la gioia della mensa, dellacomunione, della condivisione. Dalmomento che siamo tanto amati dalPadre, perché non accettare sé stessi,e quindi anche gli altri. Questo èil fondamento della pace. Gesù cercadi fare in modo che ciascuno siriconcili con se stesso e sia in pace.Egli parla in modo rassicurante: “Viho detto queste cose, perché abbiatepace in me” (Gv 20,30. Il messaggioe l’impegno di costruire la pace,dono di Dio in Cristo e affidato agliuomini, è fatto proprio dall’azioneevangelizzatrice della Chiesa di Cristonel mondo contemporaneo. Lafondazione della pace e del bene comunedell’intera famiglia umana sullanatura profonda dell’uomo, liberala politica da ogni indebita ingerenzaconfessionale e giustifica la sua autonomiae quindi la sua laicità. Il VescovoTonino Bello in merito ha detto:“La Chiesa dal giorno di Pasqua,ha un compito preciso: annunciare lapace. Questo è il suo progetto politico,questa la sua linea diplomatica,questo è il suo indirizzo amministrativo:la pace”. Essa è un atto, non undiscorso. Una serie di atti. Non bisognaproclamarla, ma crearla, instaurarla,costruirla. Punto di riferimentocostante è il Regno di Dio, cioèun progetto di vita secondo il cuoredi Dio, che si rivela e si definiscecome Padre, attraverso le parole diCristo. È il progetto di felicità, offertoa tutti, nel discorso delle beatitudini.E per tutti esso può diventare realtà,se accettiamo di morire ai nostriegoismi e apriamo il cuore e la vitaa Dio, amandolo appunto come padre,e ai nostri simili, amandoli e servendolicome fratelli. Rivolgo a tuttil’invito a partecipare e a promuovereiniziative di riflessione e di incontrinella comunità sulla pace nel mesedi gennaio.Concludo riportando una preghiera:“Tu invii, Padre santo, il tuo Figliounigenito, consacrato dallo Spirito aproclamare la pace e la gioia; colmacidello stesso Spirito per diffonderenel mondo la giustizia e la bontà chetu solo puoi donare”.don Rosario, vostro prevostoConsiglio Pastorale Parrocchialea cura di Ida AmbrosianiPreparazione delle Missioni PopolariUna riunione del Consiglio Pastorale Parrocchiale si è svolta la sera del21 novembre 2008 presso il Centro Giovanile 2000, avendo all’Ordinedel Giorno, come argomento principale di riflessione, “La Missione Popolaredel 2010 nella risonanza delle zone pastorali della Parrocchia, conl’urgenza di incontrare il Signore che rivolge a noi la sua Parola di vita”.Erano stati invitati, oltre ai Consiglieri, i catechisti e gli animatori deiCentri d’ascolto. Presiedevano la riunione Monsignor Rosario Verzeletticon due Padri Passionisti, i quali stanno organizzando le Missioni del2010.Ha iniziato Monsignor Verzeletti, presentando i due Padri Passionisti,entrambi di nome Giuseppe, e dicendo che, quando vivremo le Missioni,raggiungeremo un punto di arrivo e insieme di partenza e che comunquequesto evento storico va preparato e vissuto in anticipo. Perquesta ragioni sono in programma alcuni incontri con i Padri Passionistie continuerà il discorso di cui si è già parlato su L’Angelo e in Chiesa.Citando la Lettera Pastorale del nostro Vescovo dal titolo “La Parola diDio nella vita della comunità cristiana”, Mons. Verzeletti ha preannunciatoche sarà questo l’argomento di riflessione nella riunione di gennaiodel CPP.Padre Giuseppe sottolinea che la Missione non è qualcosa da ripetere,ma richiede un cammino nuovo nell’ambito della Chiesa e della evangelizzazione.Prendendo spunto dalla Lettera Pastorale del Vescovo, vanotato quanto vi si dice sulle Missioni Popolari, ossia che devono essereun’occasione per coinvolgere tutta la Comunità nell’annuncio del Vangelo.“I Missionari che vengono da fuori devono sostenere la collaborazioneeffettiva dei presenti”.Questo metodo delle zone pastorali è nuovo rispetto alle Missioni 2000.Le fasce di particolare attenzione saranno costituite dai ragazzi, dai giovanie dalle giovani coppie.Uno dei Padri, il quale era presente alla Missione del 2000, ha ricordatoil programma di allora e la disponibilità di tutti. Ha fatto memoria diPadre Enrico che è mancato recentemente e di Mons, Angelo Zanetti,il Parroco di allora. Il coinvolgimento attuale consiste nell’inventare laMissione. Adesso si parte dalle zone per arrivare a proposte mirate e occorrela collaborazione di tutti per costruire una panoramica delle personedi ciascuna zona.I presenti si sono quindi divisi in gruppi secondo le zone di appartenenzae si sono scambiati riflessioni e propositi sul da farsi. Ogni portavoceha poi espresso un resoconto delle intenzioni stabilite.I Padri si sono dichiarati contenti per quanto è emerso, poiché sonostate recepite le loro proposte per il coinvolgimento di tutti, anche dei‘lontani’.Mons. Verzeletti ha concluso ringraziando i presenti, con l’augurio chequesto cammino da intraprendere con amore per la nostra Comunitàsia aiutato dallo Spirito Santo. 5


Consiglio per gli Affari Economicia cura di Rosanna AgostiniLavori al tetto del duomoL’incontro del CPAE del 9 dicembre èstato introdotto dall’intervento dei tecnicidella ditta che, nel corso dell’anno2008, hanno provveduto al restauroconservativo del concerto delle undicicampane della Torre Civica. Alla periziacomprovata dell’azienda, apprezzatain Italia e all’estero, si aggiungel’orgoglio, da parte degli esecutori dell’opera- clarensi di origine e residenza-, di aver restituito alla città il pregevoleconcerto oggi nuovamente funzionantee pienamente godibile nellasua originaria armonia. Il complessodelle undici campane e l’incastellatura,mutilato negli anni e defraudatonei suoni in qualità e quantità, è statoprotagonista di un intervento delicatoed oneroso che merita di essere approfonditoe conosciuto in ogni dettaglio.A completamento dell’articolatorestauro conservativo, la ditta fornisceper cinque anni alla Parrocchiadi Chiari periodici interventi di manutenzionegratuita con due sopralluoghiannuali per garantire in modo efficientelo stato di conservazione delcastello campanario e degli undicibronzi. Le nuove soluzioni adottate,dal punto di vista meccanico, elettricoed elettronico per la programmazionedelle campane sono tecnologicamenteall’avanguardia. La ditta confermala propria disponibilità ad accogliereogni esigenza per migliorare la gestionesviluppando un dialogo costruttivoche garantisce una fruizione consonaall’optimum qualitativo pienamenterecuperato del concerto di ChiariSabbiatura e finituradel concerto campanarioLa situazione drammatica inizialedel concerto campanario di Chiari,con strati di guano e depositi diffusidi smalto caduto per incaute e precedentimanutenzioni, ha comportato,in accordo con la competente Soprintendenza,una sabbiatura preliminaredelle campane realizzata con un prodottodi ultima generazione ricavatodalla sgusciatura della frutta secca emacinato per garantire un interventonon aggressivo sui bronzi. Una sabbiaturacon tecnica più mirata, con successivaverniciatura e finitura semi-lucidaha interessato l’incastellatura nelsuo insieme. La finitura di campane ecastello è di tipo naturale per recuperarel’aspetto originario e la consistenzamaterica del manufatto.Impianto luminosoper la cella campanariaLa nuova illuminazione della cellacampanaria risulta di grande effettoscenico. Nel rispetto delle indicazionidella Soprintendenza, il nuovo impiantoluminoso ha una rea naturalecon installazione di lampade agli iodurimetallici ed accensione da crepuscolare.Orologio della Torre CivicaPer intervento del Comune, è statosostituito il motore di traino dell’orologiodel campanile. Il nuovo meccanismodi rotazione delle lancette ha ridottole frizioni e interviene egregiamenteper ovviare le sfasature che siregistravano sui quadrati esterni.Campanella di richiamoLa campanella di richiamo, localizzatasopra la sacrestia del duomo, è un manufattodi rara bellezza consunto dall’incuriadel tempo. Dopo l’asportazionedel bronzo e la sostituzione dellecomponenti di sostegno gravementelesionate, la campanella è stata completamenterestaurata. L’applicazionedi appositi cuscinetti a sfera rende piùdinamico e sicuro ilmovimento “a dondolo”caratteristicoper l’effetto sonorodel richiamo.Nuovo impianto dimovimentazioneÈ stato realizzato edinstallato un nuovoquadro di potenzaper la movimentazionedella campanenei suoni di carillon,a distesa econcerto. Il quadrodi potenza è unostrumento di elevatatecnologia, di durataillimitata si basa su un sistema logicodi movimentazione che permetteuna perfetta riproduzione dei vecchisistemi di azionamento a corda lasciandoalla campana il naturale movimentodi oscillazione con un suonopiù armonioso e un’autoregolazionedel movimento per concerti eseguitinelle diverse condizioni meteorologicheesterne.La nuova era: il programmatoretouch screenPer il concerto di Chiari, la ditta ha installatoil nuovo programmatore chesi qualifica al top per la programmazionee la movimentazione delle campane.Uno strumento all’avanguardiatecnologica che risulta particolarmenteversatile nella gestione, nellarealizzazione e nella memorizzazionedi programmi, melodie, carillon,concerti e suonate. Il monitor touchscreen permette infatti infinite possi-In alto, una campana dopo l’intervento di sabbiatura;qui sopra, la schermata del nuovo programmatoreper il concerto delle campane6


ilità di personalizzazione, grazie alleschermate facilitate, all’autonomiaper mancata tensione superiore a treanni, il radiocomando e anche l’utilizzomediante sms o la gestione remota.Per il campanile di Chiari sonoofferte con il nuovo impianto di movimentazionesoluzioni uniche e di facileimpiego per la programmazionegiornaliera, settimanale, periodica,mensile, annuale, perpetua, a prioritào combinata. Con il nuovo quadrodi comando… il futuro per le nostrecampane è già qui!I battagliL’usura generalizzata dei battagli, nellafase preliminare del restauro conservativo,si presentava particolarmentemarcata. È stato analizzato conspeciale cura il battaglio della primacampana - il campanone- che, con unpeso di oltre 65 kg, è risultato sovradimensionato:il recupero conservativoha comportato un alleggerimentodi circa 15 kg.Tutti gli undici batacchi, dopo l’asportazione,sono stati riforgiati a Bienno,in Valle Camonica, il “paese dei magli”.Alla riforgiatura in ferro dolce,per non lesionare le campane, è seguitoil rinvenimento dei battagli e lasuccessiva ricollocazione, con il completorinnovo dei macadisci di cuoio,dei morsetti di sostegno con punte inacciaio realizzate a mano e con le legaturedi sicurezza mediante fune inacciaio.Per suonare a cordaPer permettere di realizzare ancheconcerti a corda, come nella vecchiatradizione, sono stati sistemati glianelli di attacco delle corde, posizionatisulle doppie ruote delle campane.Per l’XI campana, la più piccola chene era sprovvista, è stata installata ladoppia ruota. Il suono a corda richiedespecifiche conoscenze e tecniche diabilità raffinate. In passato, il campanarochiamava per numero le campanee i ragazzi addetti a ciascuna cordache, a turno, lasciavano le campanechiamate.Isolatori, ferramenta di sostegno,contrappesi, perni e cuscinetti,motori e cateneOpera delicata ed importante dalpunto di vista tecnico è stata la sostituzionedegli undici isolatori lignei edella ferramenta di sostegno. L’isolatore,in legno massello, interposto trala campana ed il ceppo, ha un ruolospeciale nell’isolare le vibrazioniemesse dall’onda sonora. Il legno impiegatoè rovere di prima qualità, constagionatura naturale. La ferramentache sostiene in tutto il suo peso ognicampana è costituita da barre parzialmentefilettate in ferro dolce e sagomatea caldo. Non va né tempratané indurita in superficie per ovviarea rotture precoci causate da sollecitazionio da sbalzi termici. I contrappesidi bilancia tura all’interno delle cassedei ceppi erano fortemente instabili:dopo l’apertura delle casse, i contrappesisono stati fissati e si è provvedutoanche alla sostituzione dei tiranti difissaggio delle bocce. In corso d’operasono stati integralmente sostituitiperni e cuscinetti di sostegno che,in molti casi, erano del tutto inservibili.Sono stati installati nuovi motorie catene di trasmissione, con impiantiadeguati per potenza, velocità e dimensionespecifici per ogni campana.L’ottava campana, da tempo inutilizzata,è stata ricentrata con bloccaggiolongitudinale dei cuscinetti di supporto.La quarta campana - particolarmentecompromessa per le numerose“soffiature” nella zona delle manigliedi sostegno - è stata restaurata conl’inserimento di adeguate piastre didefaticamento per distribuire lo sforzoesercitato sulla bulloneria ed interessareuna superficie maggiore al sostegnodel bronzo. Durante le fasi di lavorazionesono comparse transenneanti-intrusive alla base del campanilementre in quota, a livello della cellacampanaria, apposite reti anti-cadutafissate a telai mobili in corda diacciaio per non deturpare i manufattimurari della Torre, hanno garantito lamassima sicurezza per lo svolgimentodelle operazioni di ripristino. Il CPAE confermala volontà di venditadegli immobili parrocchialiCinema Teatro Sant’OrsolaOasi Sant’Angela MericiInfo: geom. Oscar TraversariTel. 030 70002064Mo.I.Ca. informaDomenica 23 novembre 2008,presso la Sala Giunta del Comune,ha avuto luogo la nostrariunione, organizzata in collaborazionecon l’Assessorato perla famiglia. Era relatore il professorMons, Arnaldo Morandi,teologo, il quale ci ha intrattenutesul tema “Famiglia, vita cristianaed etica politica del BeatoCarlo d’Austria”. Abbiamocosì appreso che Carlo d’Austriaera succeduto all’ImperatoreFrancesco Giuseppe allamorte di quest’ultimo nel 1914,in pieno conflitto mondiale.Il Papa Giovanni Paolo II, il cuipadre era ufficiale nell’esercitoaustriaco e gli aveva dato lostesso nome di questo imperatore,conosceva bene l’indole,le abitudini ed i principi etici emorali di questo sovrano cheodiava la guerra, aveva otto figlieducati cristianamente e avevatrascorso molti anni nell’isoladi Madera, prigioniero degliInglesi, dopo la fine della guerramondiale. Aveva sopportatocon rassegnazione esemplare glistenti per la mancanza di tutto,aiutato soltanto dalla Chiesa.Attualmente vivono a Bresciaalcuni discendenti di Carlod’Austria e Mons. Morandi haavuto modo di conoscerli comesuoi parrocchiani.Il 21 dicembre 2008, avvicinandosiil Natale, avevamo programmatoun incontro di riflessionecon don Davide, il qualeogni anno ci esorta a ricordarel’importanza per noi Cristianidi questo grande evento. Comeal solito, le amiche si scambianogli auguri e formulano buonipropositi per l’anno nuovo.Buon anno a tutti!Ida Ambrosiani7


Sant’Angela MericiCosa può dirci ancora oggi?Non è mai facile pensare aisanti, provare ad accostarsialle loro vite: da un lato si rischiadi avere una sorta di “timorereverenziale”, considerandole figure“alte”, irraggiungibili, con il rischioperò di ignorare che ogni uomo èchiamato alla santità; dall’altro c’èla possibilità di considerarli “lontani”,appartenenti ad un tempo chenon è più il nostro, vivendoli comefigure (verrebbe anche da dire “figurine”)che hanno sì fatto il loro onorevolepercorso, ma che vanno benegiusto per essere evocati ogni tantoin un indefinito calderone di orazionirecitate troppo in fretta e chepoco o nulla hanno a che fare conla nostra vita.È partendo da questo tipo di premesseche vorrei provare a direqualcosa su sant’Angela Merici, senzala pretesa di tracciare un completoprofilo della sua vita, della suavocazione o del suo percorso religioso.Preferisco provare a vedere cosapuò dirci sant’Angela oggi; la suaesperienza e la sua biografia possonoessere significative. Specificandoche si tratta di considerazioni puramentepersonali, che non hanno lapretesa di avere un valore assoluto,in particolare vorrei porre l’accentosu un paio di elementi. Ma andiamocon ordine.Angela Merici visse in quel periodostorico, conosciuto come “Rinascimento”,che fu l’inizio della civiltàmoderna. Un tempo segnato daagitazioni e guerre, come quelle dell’imperatoreCarlo V, che squassavanol’Europa ma anche un periodosegnato da grandi artisti, comeMichelangelo, Raffaello, Masaccio,Donatello, Brunelleschi... Un periodoche vide la Riforma Protestantedi Lutero, il Concilio di Trento, la nascitadi congregazioni religiose comei Gesuiti, ad opera di s. Ignazio diLoyola; i Fatebenefratelli, fondati das. Giovanni di Dio; i Filippini o Pretidell’Oratorio di s. Filippo Neri.Si trattava, insomma, di un periododi grande fermento culturale, spiritualeed educativo. Un fermento rivoltoperò prettamente alla formazionedella parte maschile della societàdel tempo.E già qui possiamo trovare una notadi novità nell’opera di Angela Merici,che si prefiggeva un impegnoparticolare per la formazione delleragazze in ogni aspetto della lorovita: nel campo morale, integrandol’educazione ricevuta nelle famiglie,nel campo spirituale, alimentandoquella già ricevuta nei monasteri,ma specialmente in campo intellettuale.Sin da quando, all’età divent’anni, dopo la morte dello zioche la ospitava, tornò alla casa paternae la trasformò in una scuoladove, riuniva quotidianamente dellebambine di Desenzano e insegnavaloro gli elementi del cristianesimo.Una nota di novità che sirivela ancora molto attuale oggi, inun tempo in cui, sebbene la formazioneculturale non sia più appannaggioesclusivo degli uomini, conle donne confinate all’ambiente domestico,una donna, e molto spessouna giovane donna o una ragazza,fa fatica ad emergere per le sue qualitàmorali o la sua intelligenza in uncontesto in cui la maggior parte dimodelli femminili che ci vengonopresentati hanno come caratteristicanecessaria, per non dire l’unica, labellezza esteriore.Un altro aspetto di grande interesseè la scelta di lasciare le sue figlie“nel mondo”, vestite come le altreragazze del tempo, in maniera chea distinguerle non fosse l’abito, mal’atteggiamento, quello che noi oggichiameremmo “stile”, come l’impegnodi vivere in verginità: «santificarese stesse per santificare le famigliee la società restando nel secolo, increduloe sensuale, come elementidi reazione e di conservazione cristiana».Recuperare la scelta di sant’Angeladi “scommettere” sulle donne, sullaloro formazione e su quelli che sonoi valori fondanti (sulla verginità, certo,ma anche sul valore del propriocorpo, oggi troppo mercificato daimezzi di comunicazione) può aiutarea riscoprire quello che è davveroimportante nel crescere dal puntodi vista umano e cristiano, se mai cifosse qualche differenza. E può aiutarea rendere sant’Angela meno figura“lontana” e più “voce” che accompagnanel percorso della vita.Intenzione per il mesedi gennaio:Paolo FestaApostolato della Preghiera“Perché le diverse confessioni cristiane,consapevoli della necessitàdi una nuova evangelizzazione,in quest’epoca di profondetrasformazioni, si impegnino adannunciare la Buona Novella eda camminare verso la loro pienaunità, offrendo una credibile testimonianzadel Vangelo”.Dice Giovanni nel Prologo delsuo Vangelo: “Veniva nel mondola luce vera, quella che illuminaogni uomo”.Anche la nostra Comunità saràterra di missione nel 2010 e dunquetutti siamo invitati a pregaree ad esprimere gesti di fraternitàverso i fratelli. Veniamo esortatispecialmente a perdonare le offese,generando pace; ad aiutarechi è nel bisogno, ad essere portatoridi carità come espressionedell’amore di Dio. Il BambinoGesù ci è stato appunto mandatoda Dio come segno del suo amoreper noi, per redimerci dal peccato.Il Bambino è dunque la luceche illumina di speranza questomondo di brutture. Noi Cristianisiamo chiamati ad applicare gliinsegnamenti del Vangelo nellanostra vita e ci sentiamo figli diDio: infatti lo invochiamo come‘Padre nostro’. Occorre dunquepregare perché si realizzi il progettoevangelico di fraternità epace generale con la buona volontàdi tutti.Ida Ambrosiani8


Combattere la povertà,costruire la paceMessaggio di Benedetto XVI per laGiornata Mondiale della Pace1 gennaio 2009Sono diverse le questioni affrontatedal Papa: tra le altre la globalizzazione,lo sviluppo demografico, le pandemie,il disarmo, la crisi alimentaree le distorsioni della finanza.«La povertà risulta sovente tra i fattoriche favoriscono e aggravano i conflittianche armati. A loro volta questiultimi alimentano tragiche situazionidi povertà» afferma Benedetto XVIall’inizio del massaggio, sottolineandoche, in tale contesto, «combatterela povertà implica un’attenta considerazionedel complesso fenomenodella globalizzazione» e una «visioneampia e articolata» della povertàstessa, che non è solo di naturamateriale, ma comprende anche «fenomenidi emarginazione, povertàrelazionale, morale e spirituale».Tra i fenomeni che vengono comunementeritenuti una delle sue causevi è lo sviluppo demografico. Al riguardoBenedetto XVI rammenta le«campagne di riduzione delle nascitecondotte a livello internazionale», osservandoche «lo sterminio di milionidi bambini non nati, in nome dellalotta alla povertà, costituisce in realtàl’eliminazione dei più poveri tragli esseri umani», mentre nelle nazionipiù sviluppate «la popolazione staconfermandosi come una ricchezza».Ulteriore ambito di preoccupazionedel Papa: le “malattie pandemiche”(malaria, tubercolosi e Aids), conl’aggravante, evidenzia, «che i Paesiche ne sono vittime, per farvi frontedebbono subire i ricatti di chi condizionagli aiuti economici all’attuazionedi politiche contrarie alla vita».«Per combattere l’Aids - afferma ilPapa - occorre anzitutto affrontare lea cura di A. P.problematiche morali a cui la diffusionedel virus è collegata e educarespecialmente i giovani a una sessualitàpienamente rispondente alladignità della persona»; è necessarioinoltre «mettere a disposizione anchedei popoli poveri le medicine e lecure necessarie con un’applicazioneflessibile delle regole internazionalidella proprietà intellettuale».Il documento sottolinea poi un datoagghiacciante: quasi la metà dei poveridi tutto il mondo è costituita dabambini. E invita a difendere l’istitutofamiliare perché «quando la famigliasi indebolisce i danni ricadono inevitabilmentesui bambini». Così come«dove non è tutelata la dignità delladonna e della mamma, a risentirnesono ancora principalmente i figli».«Suscita preoccupazione - si leggeancora nel messaggio - l’attuale livelloglobale di spesa militare». Si trattadi risorse che «vengono di fatto distoltedai progetti di sviluppo dei popoli,specialmente di quelli più poverie bisognosi di aiuto». Di qui il richiamoagli Stati ad una seria riflessionesulle ragioni dei conflitti, «spessoaccesi dall’ingiustizia». Un miglioramentodei rapporti «dovrebbe consentireuna riduzione delle speseper gli armamenti» e quindi tradursiin «un impegno per la pace all’internodella famiglia umana» attraversorisorse da destinare a progettidi sviluppo.Sulla crisi alimentare, «caratterizzatanon tanto da insufficienza di cibo,quanto da difficoltà di accesso ad essoe da fenomeni speculativi», il Papadenuncia «la carenza di un assetto diistituzioni politiche ed economiche ingrado di fronteggiare le necessità e leemergenze». Più in generale BenedettoXVI sottolinea la necessità di «unaforte solidarietà globale tra Paesiricchi e Paesi poveri, nonché all’internodei singoli Paesi».Soffermandosi sulle distorsioni di«una finanza appiattita sul brevee brevissimo termine», BenedettoXVI osserva che «anche la recentecrisi dimostra come l’attività finanziariasia a volte guidata da logichepuramente autoreferenziali e privedella considerazione, a lungo termine,del bene comune».La lotta alla povertà richiede unacooperazione sia sul piano economicoche su quello giuridico.Il dramma della miseria che calpestai diritti di centinaia di migliaiadi persone, favorendo o aggravandoi conflitti, «s’impone alla coscienzadell’umanità». Bisogna percorrereuna strada nuova: cambiare «gli stilidi vita, i modelli di produzione edi consumo, le strutture consolidatedi potere che oggi reggono la società».Non si tratta di un’operazionepuramente esteriore: è necessario infatti«abbandonare la mentalità checonsidera i poveri come un fardelloe come fastidiosi importuni che pretendonodi consumare quanto altrihanno prodotto». Occorre «guardareai poveri nella consapevole prospettivadi essere tutti partecipi di ununico progetto divino, quello dellavocazione a costituire un’unica famiglia».Del resto, «l’avidità e la ristrettezzadi orizzonti» creano quei «sistemiingiusti» che «prima o poi presentanoil conto a tutti».«Solo la stoltezza - afferma il Papa- può indurre a costruire unacasa dorata, ma con attorno ildeserto o il degrado».Che cosa fare?La globalizzazione deve essereguidata dalla solidarietà, perché«da sola è incapace di costruirela pace e in molti casi, anzi, creadivisioni e conflitti». Occorre «lottarecontro la criminalità e investire nellaformazione delle persone sviluppandoin modo integrato una specificacultura dell’iniziativa».Infatti «le politiche marcatamente assistenzialistesono all’origine di moltifallimenti nell’aiuto dei Paesi poveri».Bisogna dare anche più spazioalla società civile. Ma, in ultimaistanza - conclude Benedetto XVI -«la lotta alla povertà ha bisogno diuomini e donne che vivano in profonditàla fraternità, scorgendo neipoveri il volto di Cristo». 9


Settimana di preghieraper l’unità dei cristianiOgni anno in gennaio, in occasionedella Settimana di preghiera perl’unità dei cristiani, si intensificano lecelebrazioni liturgiche in rito bizantinoslavo, richieste da diocesi e parrocchie.Anche la nostra Parrocchia diChiari ha chiesto di poter vivere unacelebrazione secondo questo rito. LaDivina liturgia in rito bizantino slavoverrà celebrata nella chiesa di S. Mariagiovedì 22 gennaio alle ore 20.30.Preparandoci a questo momento vengonodi seguito offerte delle riflessionie delle spiegazioni.Significato e scopodi questa celebrazioneTra le opere di Russia Cristiana, lacelebrazione della Divina Liturgiain rito bizantino slavo, haun significato e un valore particolare.È il gesto più significativo propostocome preghiera per l’unità delleChiese, per il raggiungimento dellapiena e visibile unità in Cristo ditutte le Chiese cristiane, in particolarecon la Chiesa Ortodossa, conla quale l’unità è ancora più sensibile.La passione per l’unità più volterichiamata da Giovanni Paolo II èstata pienamente assunta dall’attualePontefice che in diverse occasionie in molti modi non ha mancatodi manifestare questo compito comeuno dei più significativi su cui impegnareil proprio pontificato.Un po’ di storia: il ritobizantino e le Chiese orientaliLa nascita del rito bizantino si devea san Basilio e a san Giovanni Crisostomo,padri della Chiesa del IVsecolo; la Divina Liturgia in rito-bizantinoslavo viene celebrata ancoraoggi nelle due forme che prendonoil nome appunto dai due Padriorientali. Durante l’episcopato disan Giovanni Crisostomo, Bisanzioiniziò a diventare un punto di riferimentoper la forma liturgica orientale;fu proprio san Giovanni Crisostomoa dare un impulso decisivo allanascita della Divina Liturgia. Dopo iprimi anni, in cui la forma liturgicafu soggetta a frequenti evoluzioni, laDivina Liturgia in rito bizantino (nelladue forme di cui si è detto) rimasefondamentalmente inalterata neisecoli; essendo nata nel IV secoloessa appartiene alla tradizione dellaChiesa indivisa. Il rito si diffuse pressole popolazioni slave nel IX secolograzie agli apostoli Cirillo e Metodio“gli apostoli degli slavi”, che crearonocon il “cirillico” un alfabeto chene esprimesse la lingua, consentendoloro la nascita e il mantenimentodi un’identità culturale; questo èun fatto del tutto significativo tantoche le popolazioni che non accettaronol’evangelizzazione di fatto sparironodalla storia anche come entitàetnica. Il cirillico rese così accessibilea tali popolazioni la lingua greca dacui appunto derivava il rito. Certamentel’evento che portò al rapidosviluppo del rito nel mondo orientaleè stato il battesimo di quella cheoggi chiamiamo Russia nel 988 adopera del principe Vladimir di Kiev.La divisione del 1054A qualche decennio dal battesimodella Russia, la cristianità assistettecon dolore alla divisione tra la Chiesaoccidentale e la Chiesa orientalebizantina. Certamente tra le cause diquesto scisma un peso fondamentaleebbero alcune questioni politiche e dipotere, legate anche alle vicende dell’imperoromano; Teodosio il Grande,che morì nel 395, fu l’ultimo imperatorea regnare su un impero unito;dopo la sua morte, l’impero fu divisoin due metà, occidentale ed orientale,ognuna con il suo distinto imperatore.Altre questioni teologiche (legateal filioque o ad altre norme giuridiche),possono essere ricordate comeulteriori motivi di divisione; da soleperò non possono rendere ragione diuno scisma così grave.L’unione di Brest e la nascitadella Chiesa “unita”L’unione di Brest fu la decisione, presadalla Metropolia di Kiev, tra il 1595e il 1596, di rompere le relazioni conil Patriarcato di Mosca e sottomettersialla giurisdizione del papa di Roma.All’epoca, questa chiesa comprendevagran parte degli ucraini e dei bielorussi,sotto il dominio della ConfederazionePolacco-Lituana. I vertici dellaChiesa di Kiev si unirono in sinodonella città di Brìst e composero i 33articoli dell’Unione, che furono accettatidal Pontefice romano.Inizialmente l’Unione ebbe successo,ma nei decenni successivi perse granparte del sostegno iniziale, principalmentea causa della persecuzione dell’Imperorusso anche se nella Galiziaaustriaca la Chiesa sopravvisse e rimaseforte nei secoli successivi, dan-10


ROSTOV SUZDAL’, Ultima cena (XV secolo)do origine alla Chiesa greco-cattolicaucraina.Chiesa unita (detta anche Chiesauniate) è la denominazione comunementeusata per indicare le chiese chericonoscono l’autorità papale, i dogmie il catechismo cattolico ma conservanola liturgia bizantina, molto similea quella praticata dalla Chiesa ortodossa,secondo una formula già indicatadal Concilio di Firenze. In particolareprende il nome di “Chiesa unita”quella nata in seguito all’Unionedi Brest nell’ambito dell’Unione tra ilregno di Polonia e il Granducato diLituania.Analogamente nel corso del XVII secoloi cristiani orientali che dimoravanonei territori soggetti al Regno diUngheria adottarono sostanzialmentela stessa formula: dogmi cattolici, obbedienzaal papa di Roma, ma conservazionedel rito bizantino.Il termine “Chiesa unita” venne usatoper indicare i cattolici della Chiesagreco-cattolica rutena oltre a quellidella Chiesa greco-cattolica ucraina,e a volte veniva applicato a tutti i cattolicidi rito orientale delle 15 chiesedi rito bizantino. La Santa Sede nel1927 incaricò la Congregazione perle Chiese orientali di elaborare un codicecanonico per loro riservato. Il termineuniate in alcune lingue e in alcuneculture aveva, però, assunto unavalenza spregiativa e i documenti delConcilio Vaticano Secondo lo evitanoaccuratamente.S. Gregorio Nazianzeno,S. Giovanni Crisostomo e S. BasilioRiconciliazioneUn evento storico di grande rilevanzaebbe luogo il 5 gennaio 1964, quandoil patriarca Atenagora I e Papa PaoloVI si incontrarono a Gerusalemme: illoro “abbraccio di pace” e la loro dichiarazionedi riconciliazione furonoil primo atto ufficiale congiunto delledue chiese dallo scisma del 1054.La Dichiarazione comune Cattolico-Ortodossa del 1965 fu letta contemporaneamenteil 7 dicembre 1965 inun incontro pubblico nell’ambito delConcilio Vaticano II a Roma ed in occasionedi una cerimonia speciale aCostantinopoli: precisò che lo scambiodi scomuniche del 1054 era fra lepersone interessate e non fra le Chiese,e che tali censure non intendevanorompere la comunione ecclesiasticafra le sedi di Roma e di Costantinopoli.Questi grandi eventi non pongonoperò fine allo Scisma d’Oriente-Occidente,ma senz’altro mostrano il desideriodi una maggiore riconciliazionefra le due chiese.Le visite reciproche, senzaprecedenti, del Papae del Patriarca sono il risultatodell’avvenuta eliminazionedi molti ostacolistorici, che ha portatoad una ripresa deldialogo fra le due chiese,per la prima voltadopo 900 anni: questieventi storici sono altriimportanti segni di speranzanella strada di risoluzionedel problemadel Grande Scisma.Il 27 novembre 2004,per “promuovere l’unitàdei Cristiani”, papa GiovanniPaolo II restituì lereliquie dei patriarchiGiovanni Crisostomoe Gregorio Nazianzenoa Costantinopoli. I restidi Giovanni Crisostomofurono presi come bottinodi guerra da Costantinopolidai Crociati nel 1204, e moltiritengono che anche le spoglie diGregorio Nazianzeno abbiano subitola medesima sorte, anche se la SantaSede sostiene che le ossa del secondosanto furono portate a Roma da monacibizantini nell’VIII secolo.Il patriarca ecumenico BartolomeoI, insieme con altri capi delle Chieseautocefale orientali, ha presenziato aifunerali di papa Giovanni Paolo II, l’8aprile 2005. Questa fu la prima occasionedopo molti secoli nella quale unpatriarca ecumenico ha assistito ai funeralidi un papa, ed è considerata damolti un serio segno della ripresa deldialogo verso la riconciliazione.Nel corso del suo viaggio pastoralein Turchia, il 30 novembre 2006,papa Benedetto XVI ha incontrato ilpatriarca Bartolomeo I, firmando unadichiarazione congiunta e ribadendola necessità del dialogo fra le dueChiese.La CelebrazioneLa Divina Liturgia equivale nella sostanzae nel significato alla celebrazionedella Santa Messa. È anzi uno deiriti con cui la Chiesa Cattolica celebrala S. Messa, insieme con il rito romanoe con il rito ambrosiano. Dal puntodi vista della forma, la celebrazionesi presenta molto diversa dalla S.Messa:- Prima della celebrazione vera e propria,vi è una parte iniziale (celebratain forma privata dai celebranti a unpiccolo altare detto proscomidia), durantela quale vengono preparate le11


offerte che verranno poi consacrate.- È sempre interamente cantata, in undialogo intenso di preghiera tra celebrantie coro.- Presenta parti più lunghe e solenniproprio per introdurre il fedele nelmistero e nella solennità dalla liturgiaceleste attraverso la bellezza dei canti,il ripetersi delle litanie, l’aroma dell’incenso.Ma fondamentalmente la struttura èla stessa della Santa Messa:- dopo le preghiere iniziali costituiteda tre antifone alternate a brevi litanie,si procede con la lettura dell’epistola,l’alleluja e la lettura del Vangeloa cui segue l’omelia;- dopo la preghiera litanica (paragonabilealla preghiera dei fedeli dellasanta Messa) il canto dell’inno deicherubini accompagna la presentazionedelle offerte che verranno consacrate;- segue il canto del Credo e quindi labellissima sequenza di preghiere tracelebrante e coro che porta alla consacrazione;- prima del Padre Nostro, il coro cantaun inno alla Madre di Dio, il cui testovaria a seconda del periodo liturgico;- la celebrazione si conclude con la comunionee i canti di ringraziamento.Si riconoscono quindi anche nella DivinaLiturgia le due parti fondamentidella Liturgia della parola e della LiturgiaeucaristicaLa Divina Liturgia, nei secoli, è rimastafedele anche nella forma ai canoniiniziali:le origini risalgono al IV secoloe le due forme in cui viene celebratasono note come Divina Liturgia diS. Giovanni Crisostomo e Divina Liturgiadi San Basilio, celebrata in particolarimomenti dell’anno come laquaresima.La partecipazione a questa celebrazioneconsente di conoscere un po’più da vicino la tradizione, la sensibilitàe l’arte cristiana orientale equindi di cominciare ad amare questatradizione come parte della grandetradizione cristiana da cui è natal’Europa.E, attraverso la conoscenza e l’amore,a compiere passi concreti versol’unità.a cura della CommissioneLiturgica ParrocchialeUna iniziativa della Parrocchia di Chiari e del Consorzio Il FocolareTrentasei nuove case sulle tracce di padre MarcoliniAperto il cantiere nell’area San Gervasio a Chiari: abitazioni innovativecon pannelli solari, risparmio energetico, possibilità di riscaldamentoa pavimento. Pagamenti scadenzati e personalizzati, mutuo in accollo,prefinanziamento della cooperativa.È partito finalmente. Il cantiere edile della cooperativa Il Focolare di cuigià si era parlato su queste colonne a fine 2006 e che vede impegnati inpartnership la Parrocchia ed il “Consorzio coop. Il Focolare” che a PadreMarcolini ispira la sua azione, è ora aperto. È stato consegnato infattialla ditta MAICO che è risultata assegnataria dell’appalto e i lavorisono iniziati con lo scavo e lo sbancamento del terreno su cui sorgerannoquattro palazzine con negozi ed appartamenti.Il tempo che è trascorso è servito a migliorare e meglio definire il progettoiniziale. Le nuove case infatti risponderanno ai requisiti richiestidalle normative per il risparmio energetico e saranno tutte dotate di boxpertinenziali. Sorgeranno così, proprio al centro del nuovo quartiere divia San Gervasio, attorno alla piazza principale, 36 appartamenti e 8negozi suddivisi in quattro edifici di tre piani che saranno assegnati aisoci della cooperativa titolari dei requisiti stabiliti nella convenzione comunale.Saranno appartamenti di diversa tipologia e metratura, per risponderealle diverse esigenze delle famiglie di oggi: bilo – trilo e quadrilocali. E quindi si varierà dagli appartamenti piccoli per le giovani coppiea quelli più ampi per le famiglie che i figli li hanno già. Appartamenticon o senza balcone, con o senza terrazza. Con il cucinino oppure conla cucina abitabile. Con uno o più bagni. Tutti dotati di garage privato edi cantina autonoma. Insomma: ce n’è per tutti i gusti ed i bisogni.Ma tutti gli appartamenti hanno una cosa importante in comune:il prezzo. Che è quello stabilito dalla convenzione con l’AmministrazioneComunale che indica un controvalore di Euro 1.331,90 al mq.Un prezzo quanto mai interessante per la città di Chiari, soprattutto sesi considera che comprende anche tutto il pacchetto innovativo del risparmioenergetico.Infatti le palazzine saranno ecologiche, dotate di pannelli solari perla produzione di energia elettrica, di un migliorato cappotto per il risparmioenergetico, e di riscaldamento a pavimento su richiesta dicoloro che lo desiderano.I pagamenti saranno veramente vantaggiosi: scadenzati e personalizzati,con la possibilità di porre a mutuo fino all’80% del valore dell’abitazionetramite accollo. E con la straordinaria opportunità, versato un10% minimo di acconto, di ottenere un prefinziamento dalla cooperativa,senza necessità di ulteriori garanzie accessorie.Per visite in cantiere, appuntamenti e richieste di informazione i nostriuffici sono a disposizione tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore8.30 alle ore 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30 al n. 030/220761.Sergio ArrigottiConsorzio Coop. Il Focolare ScrlCentro Giovanile 2000Venerdì 30 gennaio 2009, Ore 20.30Per presentare l’iniziativa e i progetti in maniera dettagliata la cooperativae la parrocchia hanno organizzato un incontro pubblico apertoa tutti. Vi aspettiamo numerosi.12


Per questo numero dell’Angeloci hanno chiesto di scrivere unarticolo sul “Coretto”. La propostaè stata subito accolta con grandeentusiasmo! Ed ecco il risultato.Il “coretto” è nato dopo il camposcuola del 2006: i nostri animatorie le nostre animatrici si sono accortiche ci piaceva cantare e vedendoche eravamo un gruppo unito cihanno proposto di animare la messadelle famiglie alle ore 10.00.Durante i primi incontri eravamosolo una decina ma, negli ultimi tempi,siamo aumentate e speriamo, anchediventate più brave!!Il coretto è formato da bambine e ragazzeche vanno molto d’accordo traloro e che si divertono insieme. Oltrea noi ragazze, sono coinvolte inquesto gruppo anche le famiglie; infattici troviamo molto spesso per festeggiarei compleanni, per mangiareuna pizza, per partecipare a gite fuoripaese (Bienno, Cevo...), a qualchemomento spirituale, ma soprattuttoper divertirci (pigiama party).Quasi tutti i sabato pomeriggio ci troviamoall’Oratorio per provare insieme,anche con i papà che ci aiutanomusicalmente grazie alle loro doti dimusicisti.Per noi animare la S. Messa non èsolo un modo di cantare ma ancheun’occasione per pregare insieme.Un ringraziamento speciale a Laura,Stefania, Lara e i papà che ci aiutanonelle prove, a don Luca Lorini e adon Alberto che ha dato il via a questamagnifica avventura.Il corettoLucrezia D’Ascenzocoinvolto tutta la comunità e anchestando in silenzio ad ascoltarle è veramenteemozionante. Questo ripagaabbondantemente i nostri piccolisacrifici per accompagnare nostra figliaalle prove di canto. Da tutti questiincontri sono nate, tra le famiglie,tante belle, semplici e genuine amiciziecome sono belli semplici e genuinii canti del nostro coretto!Ci sentiamo in dovere di dire un graziegrandissimo a chi accompagna icanti con gli strumenti, alla pazienzadi Stefy, Laura e Lara che le accolgonosempre con gioia e a don Albertoper aver reso possibile tutto questo.Una famigliaCanto nel coretto da 2 anni e devodire che mi piace proprio tanto, mipiacciono i canti, mi piace la Messa,mi piace il gruppo e la nostra bellaamicizia. Grazie a Lara, Laura, Stefy,Guido, Federico, Alessandro e ai mieigenitori per la loro disponibilità.Chiara ValtuliniTutti vi chiederete cos’è il coretto enoi in poche parole cercheremo dispiegarvelo basandoci sull’esperienzache stiamo vivendo.Il coretto è…C = Cantare; è ciò che ci unisce eci fa andare d’accordo.O = Organizzazione; ognuno dinoi ha un compito ben preciso affinchénessuno sia escluso: c’è chicanta, chi suona, chi dirige e chiprepara le canzoni.R = Ritrovo; il nostro è di due tipi:il primo riguarda le prove che facciamoogni sabato, il secondo siriferisce agli incontri “esterni” allaChiesa come pizzate, gite e pigiama-party.E = Entusiasmo; siamo felici di farparte di un’organizzazione simile edi una compagnia così piacevole.T = Team; siamo una squadra esiamo orgogliose di esserlo e difarne parte.T = Tempo; ce ne è voluto moltoper raggiungere il livello di coristeche siamo ora e ce ne servirà altrettantoper migliorare.O = Obiettivo; il nostro è quellodi rendere piacevole a tutti lamessa e farla sembrare semprepiù una festa.Durante questi anni abbiamocondiviso tante emozioni insiemee speriamo di essere riuscite attraversoil canto a trasmetterle anchea voi. Siamo sicure che un giornoraggiungeremo il nostro obiettivo.Le vostre Sara Z. e Valeria C.Il nostro coretto ha raggiunto il suoobiettivo: tutti i partecipanti alla S.Messa cantano rendendo la celebrazionepiù viva, come una vera festadi gioia. Le loro giovani voci hanno13


a cura di Elia FacchettiZonzonando in unoSul vocabolario “zonzonare”non esiste, ma chi lo ha redattonon sapeva che, in previsionedelle Missioni cittadine del 2010,la redazione de L’Angelo mi avrebbeassegnato l’incarico di presentarele zone pastorali di Chiari. Per farlodevo prima approfondire la conoscenzadei luoghi, una conoscenzache posso acquisire solamente “zonzonando”,vale a dire “andando azonzo per la zona”.Chiarito il concetto, eccomi prontoad affrontare la zona numero uno.Tanto per iniziare voglio vederla dall’altoe così, una domenica mattina,salgo sulla torre. È una giornatalimpida e, se all’orizzonte riesco avedere il Monte Rosa, immaginatevicome mi appare la zona in questione.Da lassù la sua forma è evidente:un semicerchio quasi perfetto delimitatoda una parte dal tracciato che vada Piazza della Rocca fino in fondo avia Cavalli e dall’altra parte dal trattooccidentale della circonvallazioneesterna. Un semicerchio che racchiudemetà del centro storico, con i suoitetti ordinati, il fumo che esce dai camini,i giardini ed i cortili all’internodei palazzi.Dall’alto tutto appare perfetto e il panoramamerita un buon voto, mapercorrendo quelle strade e quei vicolimanterrò la stessa valutazione?Non mi resta che controllare e così,dopo pochi giorni, eccomi pronto.Il mio percorso inizia da via San Martinodella Battaglia con il relativo vicolo,poi imbocco via Matteotti perandare in via Marengo percorrendovia Valmadrera. In queste strade incontropoca gente (è una mattina piovosa),ma non posso dire altrettantoQui sopra, panorama della zona pastorale I. In alto, interno della chiesa disan Luigi e, nella pagina a fianco, esterno della stessa visto dal cortile casaGrassini. A destra, in basso, cortile dell’ex casa Faglia.quando giungo in via XXVI aprile.È da poco terminata la messa dellenove: sul sagrato della chiesa la gentesi saluta prima di andare chi a farela spesa, chi direttamente a casa e chial bar per un caffè o per la colazione.Do un’occhiata al vicolo Carceri (ma ilavori in corso bloccano il passaggio),poi mi rituffo nella quiete di via Rivetti,via Morcelli e via Rangoni.Non posso non pensare alle tante ragazzeche in passato hanno percorsoquesto tratto di strada per andare all’oratoriodi campagna, come alloraera chiamato l’oratorio così mirabilmentegestito dalla Figlie di Sant’Angelae con rammarico noto il declinodi quello che fu l’orfanotrofio femminile.Percorro via Isidoro Clario e vicolodell’Operaio, con quell’immobileda anni in ristrutturazione e maifinito, per sbucare in via Cortezzano.In questa strada, al numero 33, c’èuna lapide: “In questa casa da Francescoe Giovanna Rocca nacque il17 gennaio 1737 STEFANO ANTO-NIO MORCELLI principe dell’epigrafialatina archeologo insigne modellodei pastori d’anime”.Una modesta targa a ricordo di ungrande uomo!Via Cambranti e via Varisco mi portano,infine, in via Quartieri, così chiamatain quanto già “Quartiere dellaimperial regia gendarmeria”, con ilnuovo palazzo sorto su quella che ful’abitazione del conte Ludovico Mazzottiprima e, successivamente, permolti decenni, l’asilo Mazzotti Bian-14


cinelli. Anche via Quartieri è prestosuperata: non mi resta che tornare alpunto di partenza percorrendo la circonvallazioneesterna.Se non mi sono distratto, nel miopercorso ho incontrato sette banche,diciassette tra bar e ristoranti,oltre a due doner kebab. Strada facendoho anche sbirciato sui campanellidelle case riscontrando una presenzadi nomi stranieri davvero rilevante,confermata anche dalle parlateincomprensibili di tante personeche ho incrociato. Una mescolanzadi genti con i pro ed i contro che lediversità comportano e che spessorimangono chiuse fra quattro muraquando, la notte, calate le saracineschedelle banche dei negozi e deibar, le strade si fanno deserte.Per fortuna, anche quando tutti dormono,sulla zona veglia San Luigi.La zona, difatti, è affidata a questosanto che egregiamente svolge questocompito dalla chiesetta a lui dedicatain via Bernardino Varisco. Ricostruirela storia di questa chiesettanon è facile, anche per la mancanzadi documentazione, ma ci possiamoprovare sulla scorta di alcuni indizi edi dati certi.Partiamo dalla sua posizione, incastonatatra l’immobile della FondazioneMorcelli-Repossi a sud ed il palazzoFaglia-Terinelli a nord. Questopalazzo, ora di proprietà dei fratelliGrassini, ha origini antiche (secondametà del 1400); lo stemma visibile suuna colonna del cortile (tre corone dialloro sormontate da un’aquila) appartieneai nobili Cesareni che, presumibilmente,ne furono i primi proprietari.Più avanti divenne proprietàdella famiglia Faglia, una famigliache nel ‘700 rivestì grande importanzaper la città di Chiari.Di origini contadine, i Faglia sepperocrearsi una solidità patrimoniale taleche permise loro di allacciare parenteleimportanti. Inoltre “per insignibenemerenze verso la RepubblicaVeneta, il Senato con D. 18 marzo e4 maggio 1741, decorava Gio. BattistaFaglia con tutta la discendenzadel titolo di Conte e gli concedevail feudo Nobile e Giurisdizionale diTerrazzo nel territorio Veronese iscrivendoil 13 maggio stesso nel A.I.T.coi fratelli e figli” (lo stemma raffiguracinque gigli d’oro su sfondo verdenella parte superiore, mentre la parteinferiore mostra un leone coronatodi oro su sfondo rosso).Appartiene a questa famiglia PietroFaglia che fu prevosto importante diChiari. Di lui si legge: “Ei tutto consumavain benefizio de’ poveri e dellasua Chiesa per la quale ha spesointorno a 58.000 franchi. Ha lasciatoin benefizio delle pubbliche scuoletutto il suo avere, compreso eziandioil locale ove egli abitava ed ove sitengon tuttora le medesime scuole. Èmorto nel 1768 a 77 anni”.E nell’abitazione del Prevosto Fagliavenne aperto il Ginnasio. È certamentein quest’epoca che sorse lachiesa di San Luigi, ricavata da unasemplice stanza, con volta a botte amensoloni contrapposti, e voluta perpermettere agli studenti di attenderealle devozioni. Nel 1793 il PrevostoMorcelli aggiunse l’attuale piccolopresbiterio di forma semicircolaree la dotò di un “quadro di San LuigiGonzaga dipinto dall’egregio pittoreclarense signor Giuseppe Teosa,mentre era tuttavia allievo del medesimoBatoni, la qual eccellente pitturaserve ad ornamento della cappelladelle scuole ginnasiali”.Ed il Morcelli, la mattina del 14 gennaio1793, benedisse la chiesettaristrutturata; ma fu solo il 25 luglio1801 che, come ricorda lo stessoMorcelli nelle sue memorie, “fuaperta di mio consenso la porta sullastrada nell’oratorio di San Luigi dellescuole pubbliche”.L’originale della tela del Teosa è oraconservata presso la Pinacoteca Repossi,sostituita nel 1910 da una copiadel pittore Riva.Nel 1913 in questa chiesetta pregòanche il futuro Papa Paolo VI quandosostenne gli esami nell’adiacenteGinnasio. Da anni la signora Natalinacura questa chiesa con ammirevolededizione, ma son certo cheSan Luigi gradirebbe la visita anchedi altri clarensi, soprattutto di quellidella zona pastorale n. 1.Ecco, monsignor Rosario: questa è lasua zona! 15


Alla scoperta della FondazioneVuoi conoscere la Pinacoteca Repossie la Biblioteca Morcelliana?Seguici attraverso le pagine dell’Angeloe, poi, vieni a trovarci in via Varisco9. Ti attendiamo.Le nostre righe si pongonol’obiettivo di darti una sinteticaidea di ciò che potrai vedere.Cominciamo ad entrare in via Varisco:dopo la chiesetta di San Luigi,i numeri 7, 9 e 11 indicano gli accessie, quindi, l’estensione dei palazzidella Fondazione che, all’interno,giunge fino a via Cavalli (cancello n.16). Entrando dal portoncino al numero9, un elegante atrio ti accoglie:un’epigrafe latina del prevosto StefanoAntonio Morcelli invita la studiosa“coorte” clarense ad usufruire dellaricchezza offerta dalla bibliotecada lui istituita con legato del 1817 edaperta al pubblico nel 1822 (un annodopo la sua morte).Soffermiamoci al piano terra: trecortili, su cui si affacciano i palazzisede del museo, della biblioteca e degliarchivi, rendono spaziosa e fruibileper eventi all’aperto l’area; in particolare,il grande cortile centrale, armoniosoper linee, volumi e luce, si prestaper concerti e spettacoli all’aperto.Esso è racchiuso sui quattro lati dallefacciate interne dei palazzi della Fondazione:gli spazi del lato nord, sottoil portico quattrocentesco, sono dedicatiai laboratori didattici e risuonanoquotidianamente delle domande,delle attività, delle risate delle classi,soprattutto elementari e dell’infanzia,che qui vengono a “lavorare” sottola guida di Camilla, la giovane dottoressaclarense responsabile dei nostriservizi educativi. Un moderno corridoioa vetrate ti conduce nel foyerove, nelle serate dedicate a corsi, seminario conferenze, puoi rilassartie scambiare quattro chiacchiere conamici che magari da tempo non vedevi;il foyer si apre su un cortiletto,vero “gioiello nascosto”, dove puoiammirare l’abside della chiesetta diSan Luigi o puoi accedere ai pianisuperiori del museo… Ma restiamoal piano terra: dal foyer puoi passarenell’auditorium “Flavio Riva”, un elegantesalone con un centinaio di postia sedere, che occupa lo spazio che tuconoscevi, se hai una certa età, comesede dell’officina del fabbro Calabria:la troverai molto cambiata!Uscendo dall’auditorium nel cortile,proprio di lato (a sud), ti si presentauna facciata neoclassica scandita, sutre piani, da una lunga teoria di finestreche vanno da via Varisco a viaCavalli: qui, a piano terra, è allestitolo spazio espositivo per mostre temporanee;attualmente, se passi, puoiammirare le opere di don RenatoLaffranchi, piene di luce, di colore, dipoesia, ma anche di ironia… L’altrafacciata neoclassica (rivolta ad est),proprio di fronte all’auditorium, ha idue piani suddivisi da un lungo balconein marmo bianco; a piano terrasi aprivano le aule delle antichescuole o, meglio, come i clarensi piùvecchi ancora dicono, del “Ginnasio”;oggi le sale, pur restaurate, conil bianco dei loro soffitti e il rosso delcotto antico ti avvolgono in un’auraquasi magica, potenziata dall’allestimentomuseale dell’architetto TakashiShimura. Grazie infatti alla munificadonazione della signora Iris Polidori,vedova dello scultore clarense VittorioPelati, le antiche aule sono diventateuna sezione della pinacoteca Repossi.L’architetto Shimura ha saputotrasformare stanze strette e chiuse inun percorso espositivo luminoso, grazieanche all’utilizzo di materiali modernissimi,in cui la luce del biancoe la profondità del marrone giocanocon il riflesso luminoso degli specchi:soluzione veramente efficace perchépermette di ammirare le sculture diVittorio Pelati, ivi esposte, da prospet-16


tive ed angolazioni diverse; vedrai lematernità dolorose e gioiose dell’artista(lui, orfano di padre e di madre,cresciuto, nel primo Novecento, nel“Conventino”; lui, che ha perso in unincidente Fabio, il suo unico figlio...);i suoi chierichetti, ironici e scanzonati;le sue ballerine slanciate e leggereseppur eternate nel bronzo; i trapezistichiusi nella “ragnatela” della vita; ipugili sconfitti; l’ubriaco a terra, il renudo, ma anche la luce della fede edell’amore nei suoi papi, nell’abbracciodella comunità clarense attornoalla sua chiesa…(continua)Ione BelottiNell’articolo intitolato «Al Vittorianodi Roma un’opera giovaniledi Pietro Repossi», pubblicatosull’Angelo dello scorso novembre,si afferma che il modello ingesso del busto del giovane RobertoSarfatti, opera dello scultorenostro concittadino PietroRepossi, potrà avere un postod’onore nel costruendo museodella città.Si tratta di una pur bella intenzionedestinata a rimanere tale, essendol’opera - il cui originale inbronzo si trova al Museo di StoriaPatria presso il Vittoriano diRoma - già da numerosi anni èesposta in museo, e precisamentenella Gipsoteca della FondazioneMorcelli - Repossi,(vedi fotografia) nei locali in cui,da oltre centocinquant’anni, sicustodiscono l’arte, la cultura ela storia cittadine.Ci scusiamo per l’errore con gliinteressati e i lettori.Il direttoreMondo scuola“Comprarne uno - regalarne uno”L’istituto Comprensivo 1 “Martiri Libertà” è stato selezionato tra le seiscuole nella provincia di Brescia per partecipare al Progetto OLCP, cheprevede la distribuzione nelle classi 4A “Martiri” e 5B del “Pedersoli”di 52 “Laptop X0”, acquistati dalla Provincia di Brescia all’interno dell’azione“Give One Get One” dell’organizzazione internazionale nonprofit “One Laptop Per Child” (OLPC), fondata da Nicholas NegroponteOLPC, docente del Massachussets Institute Of Technology di Boston.Sabato 6 dicembre 2008, alle ore 9.30 presso l’auditorium dell’IstitutoComprensivo 1 “Martiri Libertà” di Chiari è avvenuta la cerimoniadi consegna ufficiale, da parte del Dirigente Scolastico, Prof.ssa PatriziaGritti dei computer ai bambini e alle loro famiglie.Durante la presentazione generale, il Dirigente Scolastico ha illustrato ilduplice obiettivo di questo progetto:1. introdurre le nuove tecnologie nella pratica didattica quotidiana dellenostre classi, al fine di favorire l’innata capacità dei bambini di imparare,condividere produrre autonomamente;2. fornire uno strumento (il computer “XO”) ai bambini delle aree delmondo in via di sviluppo, partendo dalla constatazione che una enormequantità di questi bambini riceve un’istruzione non adeguata o nonne riceve affatto; nello stesso tempo ridurre il cosiddetto digital divide,cioè la “distanza” nell’uso delle tecnologie che separa i Paesi industrializzatida quelli in via di sviluppo.Infatti ai 320 computer acquistati dalla Provincia di Brescia, trai qualianche i nostri 52 “clarensi”, ne corrispondono altrettanti giunti in Etiopia.A questi 640 portatili è possibile aggiungerne altri sempre con laformula “comprarne uno - regalarne uno” (Get one Give one) acquistandoal costo di euro 375,00 un X0 europeo (al quale si aggiunge unX0 etiope).Dopo l’illustrazione del funzionamento tecnico dei “Laptop XO” e l’utilizzonella pratica didattica quotidiana a cura della docente, RaffaellaBerlucchi, referente nominata, è stato proiettato un filmato in cui NicholasNegroponte spiega le finalità che l’OLPC si prefissa.Alla cerimonia ha partecipato, per conto dell’Amministrazione comunaledi Chiari, l’Assessore alla cultura, Avv. Fausto Consoli, in rappresentanzadel Sindaco, Senatore Sandro Mazzatorta.Il dirigente scolastico, Patrizia GrittiNelle fotografie, due momenti della cerimonia17


Gabriele Lenza“I treni e le locomotive dei miei anni di ferroviererivivono nel box di casa mia”In alto, Gabriele Lenza (ultimo a destra) nel depositoferroviario di Milano con cinque colleghi;in basso, i treni di Lenza in mostra in via Zevetodurante il Palio delle Quadre 2008Gabriele Lenza, classe 1938, èin pensione da alcuni anni,ma le locomotive che pertanto tempo hanno fatto parte delsuo lavoro e della sua vita, continuanoa scorrere sui binari dei ricordi edella passione per la scultura. Tra lecose di cui il nostro Gabriele va fiero,sono il fatto di essere un alpino, (lepenne nere non sono mai degli ex) edi quarant’anni trascorsi nelle officinedello scalo ferroviario di Milano. Chenei confronti del Corpo Alpini continuia nutrire un grande sentimento, losi comprende molto bene dai discorsie dai tanti cappelli di legno realizzati acolpi di martello, scalpelloe sgorbia.Ed è appunto nel ’59,ben mezzo secolo fa,che a Bressanone GabrieleLenza presta serviziodi leva nella compagniaGenio Pontieridella gloriosa Tridentina.“Quando vai a farparte di corpo gloriosocome il nostro - ammetteGabriele - finisciper rimanerci immancabilmentefedele aisuoi ideali per il restodella vita”. Razza rarae preziosa questi alpini,“teste dure fin dibene”: una volta chesi mettono in capoccial’idea di fare qualcosadi utile per gli altri,non li ferma nessuno,nemmeno i terremoti.Per loro, l’altruismoè un cantiere sempreaperto con lavori semprein corso.Nativo di Coccaglio,nel 1966 si unisce inmatrimonio con la nostraconcittadina, NellaAngeloni, nonni felicidi Elisa, di diecianni, e di Mattia diquattro, nati dal matrimonio della figliaCristina con Giovanni Remondina.“Terminate le scuole elementari- ricorda Lenza - nel 1949, a undicianni, i miei genitori mi hanno mandatoa lavorare nella fabbrica di Coccagliodi Tomaso Pedrini.” Troppo giovaneper essere assunto, nel ’50 vienemandato al Collegio degli Artigianellidi Brescia dove resta per tre anniapprendendo l’arte del falegname. Inferrovia, allo scalo ferroviario di Milano,viene assunto nel 1962, e vi restaper quarant’anni. Quattro decennidurante i quali ha avuto la possibilitàdi registrare la storia e l’evoluzionedelle locomotive, da quelle sbuffanti efumanti alimentate a carbone, a quelleelettriche più veloci silenziose e moderne.Tra i diversi modelli in scala dimotrici che ama realizzare in legno, cisono le gloriose potenti 740, e le 685.Modellini che spesso regala a parentied amici, come fa con tanti altri piccolicapolavori del suo ingegno. Sue sonoanche diverse costruzioni utilizzate inoccasione delle sfilate storiche con laQuadra di Zeveto. “Un lavoro ed unapassione - confida Lenza - che ho appresoda giovanissimo alla scuola difalegname, scultura ed intaglio, degliArtigianelli di Brescia. Oltre alla scuola-bottega,noi scolari servivamo le S.Messe come chierichetti, ed io ho avutola fortuna di servire diverse funzionidell’allora futuro papa Paolo VI”.Oltre alle locomotive, trenini, cappellialpini, ed altri oggetti d’arredo, harealizzato diverse navi e velieri in scala.Gli basta trovare un ceppo di legnoduro, e siate certi che pochi minutidopo è gia al lavoro nel piccololaboratorio ricavato nel box di casa.Quando gli capita di lavorare su uncappello alpino, il suo pensiero correspesso ai mesi passati nella Tridentina.Ma è ripensando i quarant’annidi ferroviere che il suo cuore iniziaa battere forte, al punto da rimetterein moto le sue locomotive che inizianocosì a correre sui binari infiniti deiricordi. Treni leggeri e silenziosi chesi fermano solo nelle stazioni di chi,come lui, ha la fortuna di sapersi ancoraemozionar e rendersi utile; ovviamenteil tutto, senza mai perderedi vista i suoi alpini.Guerino Lorini18


Vita socialeLiberi e ugualiNel ricordo della dichiarazione universale dei diritti umaniTutti gli esseri umani nascono liberied uguali in dignità e diritti.Essi sono dotati di ragionee di coscienza e devono agire gli universo gli altri in spirito di fratellanza.Con queste parole esordisce la DichiarazioneUniversale dei DirittiUmani, uno dei documenti più importantidelle Nazioni Unite. Era il 10dicembre 1948 quando l’AssembleaGenerale dell’ONU, sull’onda del rigettodi quell’evento catastrofico chefu la Seconda Guerra Mondiale, avevaproclamato uno dei più importanticodici che l’umanità sia stata capacedi “dedicarsi”, il primo documentoa sancire universalmente i diritti chespettano all’essere umano. La DichiarazioneUniversale era il primo passoper una nuova percezione del mondo,dove l’uomo e la sua condizioneoccupano il centro della prospettiva.Da allora sono passati 60 anni,ma ancora molto resta da fare perchéquesta solenne Dichiarazione superil’indifferenza e l’arroganza di chi, nelmondo, impedisce ancora che moltedelle libertà fondamentali trovinola degna espressione e la giusta tutela.Occorre, ancora oggi, un impegnoquotidiano perché non si giustifichinomai le violazioni di diritti che appartengonoalla persona e alla sua vita.Pertanto tutte le componenti educative,formative, politiche e sociali sonochiamate ad operare insieme perchéin nessun luogo o circostanza sia impeditala libertà di pensiero, di associazione,di espressione delle proprieconvinzioni di fede e di religione.Nella circostanza della commemorazionedel 60°, Benedetto XVI, intervenendoalla presenza delle più altecariche dello Stato convenute in Vaticano,ha affermato che “c’è ancorauna umanità senza diritti”, ed ha ricordatoche la Dichiarazione del 10dicembre 1948 “costituisce ancoraoggi un altissimo punto di riferimentodel dialogo interculturale sulla libertàe sui diritti dell’uomo”. La dignità diogni uomo, ha aggiunto, “è garantitaveramente soltanto quando tutti idiritti fondamentali vengono riconosciuti,tutelati e promossi”.Anche a Chiari l’evento è stato ricordatoall’interno delle scuola, impegnandoparticolarmente i ragazzi e igiovani a riflettere sul significato dellelibertà individuali e sociali e sui dirittidi cittadinanza in merito ai qualiconfrontarci con grande senso di responsabilità.a cura di D. G.Le nostre trasmissioniDomenicaIl Clarondino - ore 12.15a seguire: L’erba del vicinoLunedìIl Clarondino - ore 10.00L’intervista - ore 18.00MartedìChiari nei quotidiani - ore 18.00GiovedìL’erba del vicino - ore 18.00VenerdìChiari nei quotidiani - ore 18.00SabatoChiari nei quotidiani - ore 10.00L’erba del vicino - ore 10.30Fare il Volontario del Soccorso significa porsi in discussione quotidianamentenei confronti dei bisogni socio-assistenziali. Così, sabato4 ottobre 2008, 20 Volontari del Soccorso di Chiari hanno affrontatoil percorso della certificazione IRC per la defibrillazione: una proceduracomplessa, di ampia responsabilità, ma salva-vita. Il corso, cheha seguito le linee guida dell’IRC, ha visto impegnati nelle lezioni teorichee pratiche il Dr. Andrea Roda, il Capo Sala Ermanno Ferrari egli infermieri istruttori Mirko Colossi, Emanuela Galbagini, EmanuelaTassi, Giuseppina Terzi del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera“M. Mellini”. Grazie all’ottima professionalità dei suddetti istruttori, iVolontari hanno potuto porre un ulteriore tassello al loro percorso formativo.Un sincero ringraziamento è stato esternato dai corsisti al DirettoreGenerale dell’Azienda Ospedaliera, Dr. Flavio Russo, per l’opportunitàofferta loro.Chi desidera iscriversi al nostro sodalizio, può contattare il numero dicellulare 339.3499420.F. C.Foto di gruppo dei Volontari del Soccorso di Chiari, con gli Amicidella C.R.I. di Palazzolo Sull’Oglio e dell’AVS Badia Polesine in occasionedella inaugurazione del nuovo mezzo di trasporto per disabili.19


Associazione PensionatiAnche l’anno 2008 si è oraconcluso, ma noi pensionativorremmo incorniciare di essoalcuni eventi significativi, che davverolo hanno segnato: i festeggiamentiper il 30° anniversario di fondazionedel nostro sodalizio; la solenne settimanadel 70° anniversario del CongressoEucaristico, le cui celebrazionici hanno fatto capire una volta di piùche soltanto aprendo le porte a Cristotroveremo il senso più vero e profondodella nostra vita quotidiana.Mentre scriviamo queste note siamoancora in tempo di Avvento, il momentospirituale dell’attesa, duranteil quale la solennità dell’Immacolataconcezione costituisce il punto di riferimentopiù alto e significativo.Recitando il Santo Rosario in famigliae alimentando quotidianamente il salvadanaiodella Caritas parrocchialeclarense, abbiamo cercato di crescereinsieme nella carità, in preparazionedella nascita del Redentore.Abbiamo volentieri seguito alla radioparrocchiale le meditazioni offerte daiPadri Passionisti in preparazione delSanto Natale e siamo grati a RadioClaronda per le tante trasmissioni diinformazione e per la continua replicadelle fiabe, che noi anziani, come ibambini, ascoltiamo tanto volentieri.Nel tempo di Avvento abbiamo volutoricordare i soci nostri predecessoricon una Santa Messa celebrata nellabella cripta di Sant’Agape dal nostroParroco mons. Rosario e dal caro donFabio, sacerdoti che sentiamo tantovicini a noi.Mentre scrivo penso già alla nostrapartecipazione alla celebrazione deglianniversari di matrimonio previstaper l’ultima domenica del mese di dicembree al canto del Te Deum al terminedella messa vespertina dell’ultimogiorno dell’anno, quando ringrazieremoil Signore per avere avuto indono ancora un anno di vita trascorsoin salute, lontano da pericoli e inun luogo preservato dalle calamitànaturali.Tra le varie attività del mese di dicembresi segnala la nostra nutritapartecipazione all’inaugurazione dellabella mostra “Imago mundi” delsacerdote artista don Renato Laffranchi.La nostra vita associativa è statainoltre caratterizzata anche dall’intrattenimentoe dal gioco. Si è svolto untorneo di briscola che ha visto impegnatenumerose coppie di soci appassionatie già altre volte campioni. Ilprimo premio è andato al duo DomenicoVerzeletti - Franco Olmi, che habattuto la coppia Primo Gritti - FrancaLorini. I premi hanno riconosciutoil merito, sottolineato dagli applausi ditutti, fino all’ottava coppia. Il rinfrescodopo le premiazioni ha poi ampiamenteconsolato tutti gli altri (giocatorie non giocatori).Vogliamo qui ricordare che è giàstata lanciata anche per il 2009 la tradizionalesottoscrizione benefica chela nostra Associazione organizza conil locale Milan Club. La sottoscrizionesi può già effettuare in sede e nellebotteghe di Chiari e dintorni. L’estrazionedei biglietti vincitori, che darannodiritto a ricchi premi, oltre ai numerosissimidi consolazione, avverràsabato 7 febbraio al palazzetto dellosport di via Lancini.L’Associazione AmiciPensionati e Anzianiporge alla cittadinanza gliauguri di un felice 2009Il primo giorno del 2009, solennitàdi Maria Santissima, madre diDio, si è celebrata la giornata mondialedella Pace. Noi anziani auguriamola pace a tutti i popoli, alle nostrefamiglie salute e concordia, rinfrancatinella fede e in attesa delle missionicittadine previste per il 2010.A tutti l’augurio di un nuovo annofelice dalla Direzione.per la Direzione, Pietro RanghettiDon Giovanni Amighetti celebra la Santa Messa nella ricorrenzadella Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri(23 novembre 2008)20


“Cani e porci siete voi!”Demoni villani e maleducatia cura di don DavideCosì sono esploso con un gruppodi ragazzi, uno dei quali hadato a Dio del cane. Non hopiù visto, quando sento queste orribilibestemmie, il sangue mi si gela perl’orrore, mi sento male da morire. Capiscoche non è stato, il mio, il migliormodo di correggere, di insegnare.Non sono stato un pedagogo comeDon Bosco e come tanti santi e saggieducatori. Ma penso che Don Bosconel suo oratorio non avrà mai sentitobestemmiare così bestialmente e diabolicamenteil nostro Santo, SantissimoIddio. Se no penso che anchelui sarebbe intervenuto non con dolciparole, ma risentito come me, infuriato,non so che cosa avrebbe detto.Comunque chiedo scusa per quantoho sbagliato, ma mi auguro di nonsentire più bestemmiare, se no potreicomportarmi anche peggio.Cari miei giovani e non giovani, finiteladi dire bestemmie perché labestemmia è un boomerang, è unafreccia velenosa lanciata verso Dio,ma che può ritornare verso chi lapronuncia in maledizioni e castighi.Non per nulla Mosè faceva ucciderechi avesse bestemmiato. I mussulmanifanno altrettanto. Un antico adagiorecita: «La bestemmia, gira, gira,cade in testa a chi la tira». Nel librodell’Apocalisse si narra che san Giovannievangelista vide una donna acavallo di una bestia orribile, vestitadi porpora e di pietre preziose, avevain mano una tazza piena di abominazionee di immondezza e sullafronte portava scritto il nome: Mistero.Questa donna informe rappresentala turpe disonestà. Il sacro testodice che la bestia cavalcata daquesta donna era piena di nomi dibestemmia. Essa dunque rappresentavacon la passione disonesta, anchelo Spirito di bestemmia. La disonestàcavalca la bestemmia, perchéquesti sono due peccati che volentierisi danno la mano e che stannomolto bene insieme.La bestemmia dunque è un misteroche non si comprende. Un mistero diiniquità inspiegabile. Come è possibileche un uomo creato da Dio, redento,circondato da tantissimi doninaturali e soprannaturali, abbia il coraggiodi bestemmiarlo? Ma è orribileoltre che incomprensibile che persinoi bambini bestemmino, le donne,le mamme bestemmino, i nonnipure. Ma in nessuna religione, innessuna civiltà anche pagana, si osabestemmiare la divinità che adorano.Indiani, Cinesi, Giapponesi, Mussulmanied Ebrei, non bestemmiano.Solo i Cristiani bestemmiano il loroDio onnipotente, immenso, infiammatoe impazzito d’amore infinitoper loro. Ma non è mistero questo?La bestemmia è solo il linguaggiodiabolico dell’inferno. Solo i dannatimaledetti bestemmiano e voglionopurtroppo impadronirsi della boccae della lingua dell’uomo per scagliaresaette fangose, ingiuriose e infiammiatedi odio satanico. I paganinon bestemmiano assolutamente ildio Giove, Saturno, Marte, Vulcano,Bacco e tutti gli dei. Solo i Cristiani,figli di Dio, eredi e coeredi con Gesùdel Paradiso, bestemmiano.E poi perché non si bestemmiano i nostrinomi? Io mi chiamo Davide, voi vichiamate Andrea, Pietro, Paolo, Ernesto.Ebbene avete mai sentito bestemmiareuno di questi nomi? No. I nostrinomi sono rispettati. Un nome solo èbestemmiato, svillaneggiato, quello diDio. Ma perché? Chi lo sa? È un veromistero. Ancora insisto.La storia registra dei nomi malvagi,assassini, dittatori crudeli, personaggitiranni, imperatori feroci persecutoricome Nerone, Diocleziano,Attila, Robespierre, Enrico VIII, Hitler,Stalin, Tito e tanti altri dittatoridell’Africa e dell’America. Avete maisentito qualcuno maledire, bestemmiarei loro nomi? Mai! Solo Dio sibestemmia. Che mistero!!!La Santa Chiesa il Venerdì Santorivolge in nome di Dio al popoloCristiano queste commoventi parole:Popolo mio, che ti ho fatto? Inche cosa ti ho contestato, rispondimi.Cosa risponde il bestemmiatorea queste parole? Cosa risponde luiche lo insulta con titoli infami? Gesùgli dice, perché mi oltraggi? Ti ho forsetradito, maltrattato, contristato, sudimmi che cosa ti ho fatto, rispondimi.Che cosa potevo fare di più perte, dopo aver sofferto una vita tuttacroce, martirio, dopo essere mortoin Croce e risuscitato proprio perte, per la tua salvezza, dimmi, cosapotevo fare di più? E tu mi rispondibestemmiando. Che mistero! Cheorrore! Che vergogna! Che disgrazia!Che maledizione! Basta, basta, bastabestemmiare! 21


80° delle Suore di don Boscoa Chiari San Bernardinosono un riferimento capillare e costantedurante i momenti di svago e le ricreazioni.Con il gruppo Laura Vicuñaincontrano la sensibilità delle ragazzealternando momenti di riflessione e diattività manuale. La loro presenza arricchiscee completa il carisma salesianotra i giovani e per i giovani nell’Operadi Chiari.Rosanna AgostiniUna ricorrenza significativa si celebranel nuovo anno 2009. Èl’80° di presenza della Comunitàdelle Figlie di Maria Ausiliatrice aChiari - San Bernardino. Fondate daSan Giovanni Bosco e da Santa MariaDomenica Mazzarello nel 1872, leFiglie di Maria Ausiliatrice arrivano aChiari il 24 gennaio 1929, a tre anni didistanza dall’ingresso ufficiale dei Salesianidi don Bosco in San Bernardino,Casa per il noviziato e la formazionedegli aspiranti alla vita salesiana apertaper volere dell’Ispettoria Salesianalombardo-emiliana a decorrere dal settembre1926. Il ruolo della Comunitàdelle “suore di don Bosco” fin dall’iniziosi distingue come supporto all’apostolatodei Salesiani nell’opera educativadell’Istituto Clarense. La Comunitàclarense di FMA è incaricata di prestazionidi cucina e di guardaroba. Lavoranonel silenzio, con un ruolo affidabilee discreto, soprattutto all’inizio incondizioni difficoltose per la mancanzadi ambienti adeguati e di attrezzature.La presenza delle FMA lascia un segno,da ottant’anni a questa parte, ancheal di là dei confini dell’Istituto nellazona di Chiari: visite agli ammalati,conforto alle famiglie, consiglio ed aiutoalle giovani, diffusione della stampacattolica. Il loro zelo, animato da spiritogioioso e bontà, permette il fioriredi diverse vocazioni alla vita consacratada parte delle giovani clarensi.Dal 1929 ad oggi contiamo diciannovevocazioni sorte tra giovani nativedi Chiari: secondo gli ultimi aggiornamentiforniti dal Vicariato, sono diecile consorelle clarensi defunte e nove leviventi. A partire dal maggio 1931 finoal 1935 le FMA sono impegnate nellacatechesi delle giovani, per incaricodel Prevosto di Chiari. L’attività riprendenel 1937. Durante il periodo bellico,le FMA di San Bernardino assistonoi bambini libici, profughi di guerra emolti sfollati da Milano per le incursioniaeree. Nel dopoguerra intorno allaComunità religiosa femminile si formaun gruppo di cooperatrici che lavoranoalacremente con generosità per risponderealla povertà e ai bisogni di moltigiovani. Dal 1968, per incarico delPrevosto di Chiari, Mons. Guido Ferrari,si sviluppa l’Oratorio festivo femminile:le giovani iscritte sono oltre duecento.Dal 2001, per l’anno scolastico2001-2002, alle FMA è affidata la gestioneorganizzativa della Scuola ElementareParitaria di San Bernardino,esempio di cooperazione tra i Salesiani,nel ruolo del direttore e del preside,con le Figlie di Maria Ausiliatrice cheintervengono nel coordinamento delladidattica e delle attività scolastiche.La Scuola Elementare Paritaria di SanBernardino in questi anni ha completatol’organico delle varie sezioni, dallaprima alla quinta. Nell’anno scolastico2008-2009 conta dieci classi con unapopolazione scolastica che ammonta a266 allievi oltre un centinaio dei qualiprovenienti da Chiari e per la parte restantedai paesi del circondario. La Comunitàattuale delle Figlie di Maria Ausiliatricedi San Bernardino si componedi sei Consorelle guidate dalla Superiora,Madre Maria Letizia Gatti. LeFMA sono una presenza incisiva nonsolo per la realtà dell’Istituto Salesianodi Chiari. Oltre al ruolo determinantenella realtà scolastica dell’Istituto SalesianoSan Bernardino, all’animazionedella catechesi festiva e al servizio diguardaroba le FMA svolgono un delicatoe significativo compito formativoverso le giovani: nella Scuola Elementare,nella Scuola Media e in Oratorio22


Gruppi formativi e di interesseUn’altra caratteristica della Scuolasecondaria di primo gradodi San Bernardino è data daiGruppi Formativi e d’interesse propostiagli alunni e da loro liberamentescelti. Queste attività integrative sonomolto varie. Ci sono i Gruppi Formativi(Laura Vicuña, Savio Club, Mission),Culturali (Teatro 2008, Musicad’Insieme, Giornalino scolastico, Chitarrae Danza) e Sportivi (badminton,calcio femminile, vela e rugby). Tuttisono a carattere democratico, pur essendoanimati da adulti, docenti o volontari.Sono palestre in cui l’allievo siabitua a parlare in pubblico, a proporree difendere le sue proposte, a sceglieree soprattutto a fare. Tutti hannocome obiettivo non solo di trovarsibene insieme, tra amici, ma anchedi studiare qualche iniziativa a vantaggiodella comunità impegnandosia sostenerla ed attuarla una volta ottenutoil consenso della maggioranzadei compagni. Nell’orario scolastico èfissato il tempo anche per queste attivitàintegrative. Ogni gruppo è, più omeno, attivo e frequentato. Ad esempio,il gruppo del Giornalino scolasticoha già prodotto i primi due numeridel mensile della Scuola Secondariadi primo grado “SamberExpress”.Possono essere veramente soddisfattidel risultato l’animatrice del gruppo, lagiornalista Rosanna Agostini e i redattoriche hanno voluto arricchire le pagineciascuno con un proprio scritto ebellissime fotografie di vita scolastica,scattate con il prezioso contributo delcatechista delle Medie, don Paolo Braga.Interessanti gli argomenti trattati,dai commenti su alcune notizie di rilievocome le novità scolastiche introdottedal Ministro dell’Istruzione MariastellaGelmini, all’orientamento perle terze, ma non mancano inchieste einterviste che analizzano l’andamentodidattico attuale. C’è anche spazio alracconto mensile e nella pubblicazionecompaiono divertenti e coloratissimevignette ispirate dalla fantasia degliallievi. SamberExpress presenta benel’immagine della nostra Scuola. Dopola prima uscita di novembre, la redazioneè raddoppiata ed ora conta benquattordici “giornalisti” in erba, conuna netta preponderanza femminile di13:1. Ma il giornalino è aperto al contributodi tutti gli studenti delle Medie.Nei corridoi della Scuola è comparso,con la supervisione di don Paolo,il contenitore “SamberExpressMAIL”per raccogliere le idee e gli interventidi tutti i ragazzi. SamberExpress sipuò apprezzare anche sul sito internetwww.salesianichiari.com/it.Aspettiamo ora con curiosità anche gliinterventi degli altri gruppi.don Felice RizziniPRESBITERIO DELLA COMUNITÀPARROCCHIALE DI CHIARIMons. Rosario VerzelettiVia Morcelli, 7030/711227don Alberto BoscagliaVia Tagliata, 2328 8163662 - 030/70073207don Fabio MottinelliVia Garibaldi, 5030/711136don Giovanni AmighettiP.za Zanardelli, 2328 1416742 - 030/7000667don Valentino BosioVia Garibaldi, 5030/711154don Davide CarsanaP.za Zanardelli, 2030/7002087don Giuseppe FusariP.za Zanardelli, 2030/7001979don Angelo PiardiV.le Mellini tr.I, 2don Mario RusichVia De Gasperi, 18030/7000930030/711372UFFICIO PARROCCHIALE030/7001175don Antonio FerrariVia Palazzolo, 1030/7006811don Gianni PozziVia Palazzolo, 1030/712356 - 333 3367973don Luca CastelliVia Palazzolo, 1340 5638014 - 030/7000959don Silvio GalliVia Palazzolo, 1030/7002200CENTRALINO CURAZIA S. BERNARDINO030/71235623


Matrimonio:non s’improvvisa!Dal 4 ottobre al 29 novembre2008 si è svolto, presso la Curaziadi S. Bernardino, il corso peri fidanzati tenuto da don GianniPozzi. Le coppie che hanno partecipatosono state diciotto. Noisiamo una di queste e abbiamocercato di raccontare brevemente,anche se con difficoltà, il camminoseguito. Infatti le tematicheaffrontate sono state molte e tuttefondamentali per accostarsicon consapevolezza al sacramentodel Matrimonio.Don Gianni ha iniziato gli incontrisottolineando che: “Il matrimonionon s’improvvisa, bisognaprepararsi!”.Fondamentale è rendersi contoche il matrimonio in Chiesa nonè solo un rito bello e coinvolgente,ma che prevede un’unione atre, con il Signore sempre prontoad aiutarci, se gli apriamo il nostrocuore. Si è parlato dell’importanzadel dialogo, che deveessere costante e sincero. È statarimarcata più volte l’importanzadel perdono, come base necessariaper superare le piccole ograndi difficoltà della vita quotidiana.L’intervento del Dott. Lorini haevidenziato la necessità che glisposi siano aperti alla vita e quindipronti ha ricevere i figli che ilSignore vorrà donare loro. Tenereviva e unita la coppia durante glianni è uno dei segreti della buonariuscita del matrimonio; DonGianni ad ogni incontro ci ha ripetuto:“Prima pensate alla coppia!”.Molte volte, infatti, l’arrivodei figli è motivo di allentamentotra i coniugi, perché si tende aconcentrare tutte le attenzioni sulnuovo arrivato, dimenticandosidella coppia. Come direbbe DonGianni: “Così non va bene!”.Concludiamo ringraziandolo sinceramenteper queste sue ammonizioni,che, siamo certi, citorneranno in mente quando piùne avremo bisogno.Daniela e RobertoMamma DoloresMartedì 11 novembre si sono svolti aCoccaglio i solenni funerali di DoloresIazzi; mamma del nostro professoreConsigliere Helenio Savoldini. Per solidarietàci siamo dati appuntamentoalla parrocchiale del paese. Più di unmotivo ci ha sorpreso: la vasta chiesaera gremita all’inverosimile; all’altareconcelebravano numerosi sacerdoti,fra i quali il nostro Direttore d. AntonioFerrari; alla cantoria i giovani dellacomunità Shalom. Nell’omelia il Parroco,riferendosi alla Parola di Dio etracciando un profilo della cara defunta,ci svelò il segreto di quel rito funebre trasformatosi in un pubblico esentito ringraziamento a Mamma Dolores.Mamma Dolores aveva fatto della sua vita una donazione ai giovani ealle ragazze, già vittime della droga, dell’alcool e della prostituzione, chestanno riscattandosi e rieducandosi ai valori perenni del cristianesimo.Vedova che aveva perduto un figlio, non si era ripiegata su se stessa esulle proprie cose ma, donna forte e volitiva, si era donata generosamenteall’ideale di “Servire il prossimo”. Fedele al vangelo, con semplicitàe gioia, lo testimoniava in ogni circostanza. Accettò la malattiacome “porta da aprire” all’incontro con il suo Salvatore.Nell’omelia, il Parroco, don Giovanni Gritti, ha ringraziato la mammaDolores come esempio in una società egoista e alla ricerca esclusiva delproprio benessere. Ha ringraziato il nostro Direttore, ha ringraziato soprattuttoi giovani e le giovani della comunità Shalom che l’avevanopotuta godere come educatrice; mamma e nonna, invitandole a continuarenel loro cammino faticoso di riabilitazione.Usciti fuori sul sagrato ci sembrava di essere diventati più buoni perl’esempio ricevuto, più addolorati per la sua scomparsa e più fiduciosiper la sua presenza in cielo.Grazie mamma Dolores ora comprendiamo come tu desideravi strapparcidal cuore l’angoscia che ogni tanto ci opprimeva, la tua voglia dirubarcela e tenertela per te. La bontà di Gesù ti ha colmato di tanti benie noi siamo orgogliosi di essere stati parte di te.A prestodon Bruno Baldiraghi24


Cresce la comunitàMessaggio dalla Missione di Dilla, in EtiopiaCari amici, familiari e benefattori,è bello ritrovarci perl’appuntamento di una letteramissionaria. Ogni anno, specialmenteil mese di ottobre, ci invita alpensiero e all’azione per quale grandeprogetto d’amore che i missionarirealizzano in paesi lontani. Qualcunopotrebbe obiettare che la missioneai nostri tempi è anche in Italia, acasa nostra. Tanti sono gli immigratidai Paesi del cosiddetto “Terzo Mondo”,tanti i poveri di casa da aiutare,tante le persone lontane dalla Chiesada ri-evangelizzare. Rimane purvero, però, che il compito missionariodella Chiesa è quello di portare ilVangelo e i suoi valori in tutti gli angolidella terra e anche in queste regionidell’Etiopia a lungo dimenticate.Nella nostra Missione di Dilla daventisei anni i figli di don Bosco sonoapprodati tra le popolazioni Sidamoe Ghedeo del Sud Etiopia. Nessunopensava che in così breve tempo inquesta sperduta Missione si sviluppasserotante attività. RingraziamoDio per la crescita della comunità cristianalocale. Ormai siamo 7500 cattolici,sparsi in 17 centri, attorno allaParrocchia cittadina di Dilla. Ringraziamoanche don Bosco e i Salesianiper lo sviluppo di una rete educativache ci fa raggiungere ogni anno centinaiadi giovani. Grazie alle scuoledi diverso livello, tanta gioventù etiopicariesce ad avere un futuro migliore.Ma il nostro grazie va soprattuttoagli amici e benefattori che ci permettonodi aiutare tanti poveri. Perle ripercussioni della crisi mondialein atto anche in questi Paesi, il costodella vita è aumentato a dismisura.La schiera dei poveri è aumentata!Con il lavoro generato dalla Missionepossiamo dare un salario a circa200 famiglie. Con gli aiuti che riceviamoe il prodotto dei nostri campi,possiamo dare un pasto caldo a 185bambini poveri della zona. Con lacarità che si suddivide in tanti rivoli abeneficio di anziani, orfani, famigliedisagiate e disoccupati contribuiamoad alleviare al situazione davverodisperata e alla soglia della fame dimolti. Ai primi di giugno dello scorsoanno, quando ancora non si vedevanoi prodotti dei campi e la scarsitàdi cibo mordeva lo stomaco di tantipoveri, i guardiani della Missione cihanno chiamato per mostrarci un involtoabbandonato vicino alla piantadi sicomoro. È un bambino di ottomesi, sano all’apparenza, piangenteed affamato. Della mamma non visono tracce, ma qualcuno ci dice chein mattinata una giovane si aggiravavicino al dispensario delle suorein cerca di cibo. Da qui si risale pianopiano alla ricostruzione dei fatti.Una ragazza madre ventenne haabbandonato al “Don Bosco” la suacreatura non avendo nulla da darleda mangiare, essendo lei stessa cacciatadi casa e digiuna da parecchigiorni. Il piccolo è subito portato al“fedding center” dove le donne incaricatelo nutrono e lo coccolano unpo’. Facciamo poi chiamare i vicini dicasa, dove abita la ragazza che vienetrovata in lacrime. Parliamo per la“restituzione” del bambino, non primadi aver dato aiuto e garanzia diun pasto quotidiano per la mammaed il bimbo alla nostra mensa. Nonè stato difficile aggiungere due postia tavole, perché quel bambino avevagià conquistato il cuore di tutti.Cari amici, l’appello che vi facciamogiungere da Dilla è semplice. Aiutatecia lavorare tra questa nostra gente,di cui cominciamo a conoscere leabitudini, la cultura e la lingua. Magari,venite anche a darci una mano,come hanno fatto Monica, Michele,Marco, Francesco, Clara e Silvia lascorsa estate. Il nostro impegno è didare un po’ di speranza a tanti giovanie qualche possibilità concreta dieducazione in modo che non pensinosolo a scappare dalla loro patria oa buttarsi in avventure a volte drammaticheall’estero. Grazie per quantogià fate per noi. Che il Signore vi ricompensie benedica le vostre famiglie.Vi sentiamo vicini con l’amiciziae la preghiera.don Mario Robustellini e i Salesianidella Missione di Dilla-EtiopiaMondo femminilePieraPiera vantava in ogni occasionele sue antiche origini milanesi,in contrasto con la marea digente proveniente da altre città,che lavorava nel capoluogo.Sembrava esprimere un certospirito di superiorità ambientalenei confronti dei colleghi dilavoro. Era impiegata d’ordineda molti anni e diceva apertamenteche, una volta in pensione,aveva progettato di godersiun po’ la vita insieme a suomarito. Ma il suo destino era diverso.Piera era sempre di buon umoree questo fatto faceva perdonarei lati sgradevoli del suo carattere.Un giorno i colleghi notaronoche era insolitamente triste etaciturna e, incuriositi, la indusseroa sfogarsi. Sua figlia, ormaimaggiorenne, aveva detto tranquillamentein casa che intendevaandare a vivere col fidanzatoe che, anzi, avevano già illoro appartamento. Di sposarsineanche un’ombra di intenzione.Piera aveva sognato un belmatrimonio per la figlia, unariunione di tutti i parenti, specialmentequelli di suo marito.Invece così non ci sarebbe statoniente. Avrebbe dovuto passarequel fatto sotto silenzio.I colleghi la consolarono, facendolenotare che quella era lamoda del momento, ma che alprimo figlio si sarebbe poi regolarizzatala situazione. Piera sospirò:“Speriamo !”.Dopo un paio d’anni, Pieraandò in pensione e si trasferì alpaese di suo marito, progettandogite e crociere.Ma non fece in tempo a realizzarei suoi disegni, perché purtroppoil suo Giovanni morì improvvisamente,lasciandola nelladisperazione.Adesso sta con la figlia e fa lababy-sitter alla nipotina.Ida Ambrosiani25


Oratorio: quo vadis?Anno del Signore 2009.Siano rese grazie al buon Dio che ciconcede altro tempo per perdonareed essere perdonati, per parlar beneed essere benedetti, per cercare e scoprireil suo Regno e la Sua presenzatra noi. E che l’Oratorio sia una casadove il bambin Gesù possa cresceresentendosi a suo agio (se si trovavabene tra l’asino e il bue…).Qualche anno fa mi si chiedeva qualelinea intendevo proporre come direttoredell’Oratorio. Io risposi chenon avevo linee precostituite, mache avrei desiderato veder crescerequanto seminato prima del mio arrivosenza creare guasti o intoppi. Sperociò stia accadendo.Alcune situazioni in particolare mipare stiano giungendo a maturazione,e vorrei condividerle con voi.Proprio da queste emerge forse unotra i segni distintivi dell’Oratorio: èaperto a tutti coloro che desideranocrescere e far crescere. Si è quindi allargataquesta comunità educativa,che comprende non solo singolepersone, ma anche gruppi, associazioniche di per sé hanno sede altrove,ma trovano in oratorio la possibilitàdi educare.Il punto è parlare lo stesso linguaggio,aver intrapreso lo stesso cammino,puntare allo stessa mèta.Qualcuno obbietterà che così si rischiadi perdere la propria identità,che chi è nuovo è meno bravo e magaripoi si stufa, che non c’è posto pertutti… Altri apprezzano questa novitàdi persone, vedono un’occasione perimparare e condividere, scopronoche l’Oratorio non è dei soliti pochima anche per ciascuno di loro.Qualcuno lamenta che l’oratorio vienemeno dentro facendo spazio adaltre realtà, altri sono sorpresi cheinvece cresca fuori quasi lievitandoquanto già c’è. Si potrà parlare dimissione?Affido al Signore l’entusiasmo deinuovi e la capacità di accoglienza dichi da tempo c’è: che i primi si inseriscanocon fiducia e gradualità, che isecondi rimangano con umiltà.C.A.G. e LudotecaIl Centro di Aggregazione Giovanile èuna realtà da tempo presente in oratorio,come anche da anni il Comunesostiene la medesima iniziativa pressolo stabile in viale Bonatelli di proprietàdella Fondazione Istituto Morcelliano.Comune e Oratorio continuanoa fare educazione attraverso questamodalità del C.A.G. in dialogo traloro e con la Fondazione. Dopo unanno di passaggio, ma già così positivoagli occhi delle famiglie, il 2009 intendeconsolidare tale progetto.Mi domando (senza per altro faticaremolto per ottenere una risposta):come mai qualcuno sostiene con insistenzache politiche giovanili e pastoralegiovanile fanno di meno chein passato? Sprecare meno e faremeno rumore è un errore?La Fondazione Istituto Morcellianocon i suoi educatori opera in oratorio(e non solo) e l’oratorio offre ilproprio volontariato (anche fuori daipropri ambienti). Così la comunitàeducativa si è allargata.Settore giovanile sportivoDa sempre l’Oratorio fa educazionenello sport grazie alla società YoungBoys. Da settembre continua a farloin dialogo con A.C. Chiari e Pro26


verità senza laquale non puòesserci neppureamore, perdonoe riscatto.Buon anno dunque.A tutti e ciascuno.L’Oratorio vi aspetta.Aspettatevi l’Oratorio.don AlbertoStaff. Quest’ultima, con i propri educatori- allenatori, trasmette ai ragazzie alle loro famiglie il sapere motoriocon lo spirito “da oratorio” che lacontraddistingue e che da tempo anchela società cittadina ha sposato.Dentro e fuori gli spazi dell’oratorio.Anche in questo caso, le famiglie sipossono confrontare con una propostache tende a unire e non a dividere,cercando di migliorare l’attivitànei tempi, nei modi e negli spazi.BarNovità nella struttura e nell’inserimentodi giovani dietro il bancone.Il tutto reso possibile dalla disponibilitàdel gruppo di coordinamento diaccogliere al proprio interno una figuraprofessionale esperta nel settoree di sostenere una giovane formataed entusiasta. Ne è valsa la pena?Il bar garantirà un servizio altrettantovalido? Sarà ancora fedele alla cartaeducativa?In estate potremo tirare una primavalutazione… e più che mai in questocaso è meglio passare di personapiù che cedere al “sentito dire”!Ambienti e spazi per tuttiL’Oratorio non può farsi veicolo diparti politiche né indurre in confusioneriguardo alla dottrina cattolicaospitando manifestazioni religiose oculturali in contrasto con essa: è inprimo luogo l’ambiente che testimoniala fede in Gesù alle giovani generazioni.Detto questo, non sono poche le occasioniper ospitare i cittadini e i parrocchianiclarensi; in particolare, lo spazioall’aperto e la sala conferenzesi rivelano davvero importanti.Ecco perchè non poche realtà oramai“abitano” stabilmente l’Oratorio.Dalle riunioni condominiali all’AzioneCattolica, dai saggi della ScuolaCivica agli Scout, dai corsi del Politecnicoai catechismi, dalle serate delCai ai gruppi di preghiera, dalle iniziativedell’Avis al Consiglio Pastorale,dalla Festa del Ringraziamento aigruppi di aerobica e danza, dai Vigilidel Fuoco alle feste di fine anno scolastico,dal parcheggio per il mercato(ovunque esso si collochi) alla messadel martedì sera, dalla partita a calciosul sintetico ai corsi per fidanzatie per i battesimi, dagli scivoli peri bambini agli incontri per genitori.A ciò si aggiungono riunioni, assembleee incontri di vario genere, privatie non.Inoltre feste di compleanno per bambini,ragazzi e giovani; feste di laurea;rinfreschi in occasione di Battesimi;serate per adolescenti, attività di laboratorio,cineforum, musical...L’Oratorio contribuisce alle iniziativecon la propria funzionalità, chi neusufruisce sostiene e aiuta l’Oratorio.Così la comunità parrocchiale si mostraattenta al territorio e favorisce ilbene comune, mentre amministrazioni,istituzioni pubbliche e benefattoripossono sostenere quanto ritengonoidoneo alla propria sensibilità.Alla luce di un numero così elevatoe variegato di presenze, è motivatol’aiuto costante di telecamere, carabinierie polizia locale: le forze dell’ordinenon sono estranee alla comunitàeducativa, ne rientrano anzi a pienotitolo. La loro fedele presenza haportato ulteriore verità nell’ambiente,Progetti europeiGioventù nel mondoPoloniaScambio giovani bilaterale15 - 20 anniMese di luglio (10 giorni)Max 10 partecipantiEstoniaScambio multilateralecon 10 paesi europei15 - 20 anniDal 20 al 30 luglioMax 5 partecipantiPellegrinaggiSantiago de CompostelaGiovani dai 18 anniFine agosto (10 giorni)Terra SantaGiovani dai 18 anniPrimi di agosto (10 giorni)Esperienzedi mondialitàMozambicoParrocchia di MorrumbeneDai 18 ai 25 anniFine luglio (tre settimane)Incontro di presentazionedelle iniziative:domenica 1 febbraioore 18.00, pressol’Oratorio C.G. 2000Info: don Alberto 3288163662Email: info@cg2000.it27


a cura di Bruno MazzottiIo pensavo...Io pensavo, ingenuamente, che laquestione fosse risolta da tempo.Invece la soluzione della quadraturadel cerchio è tornata a occuparmi latesta da quando i quotidiani richiamanocon insistenza la discussione sullacollocazione del mercato di Chiari. Iltormento mi nasce dal continuare aparlare di ring esterno e di ring interno.Colto dal dubbio mi sono scrupolosamentedocumentato interpellandoi miei familiari, conoscitori di lingua inglese.Da essi ho avuto conferma che“ring” vuol dire “quadrato”. Cari amici,non per togliervi tempo, ma per curiositàe diletto, prendete una cartinadi Chiari e trovatemi un quadrato(ring). Però qualcun altro mi ha dettoche “ring” può indicare, genericamente,“spazio chiuso”. Ma non le avevamochiamate sempre circonvallazioni?A proposito! Parliamo di sport. È il momentodell’anno in cui mi viene vogliadi fare i conti. Voglio essere sinceroed obiettivo: i numeri che ho raccoltonon sono di segno positivo. Ci vuolpoco a capire che la situazione dellenostre squadre non è per tutte bella.Il primo appunto negativo riguardail Chiari Calcio che nel campionatodi eccellenza è partito con notevolistenti. Ora prosegue con prestazionialtalenanti. I miglioramenti ci sono maper raggiungere gli obiettivi previsti civuole ben altro, soprattutto in terminidi continuità. Vediamo nel dettaglio.Dopo 14 gare la squadra ha raccolto16 punti. Proprio pochini. Sono fruttodi tre vittorie, otto pareggi e tre sconfitte.Il tempo e le possibilità di migliorareci sono ancora, ma probabilmente isogni di gloria (promozione) sono tramontati(boh! Non si sa mai). Mi riservoil piacere di presentare la squadrafemminile che gioca nel campionatoCSI... Queste ragazze i numeri li hannoda sole, per cui io mi ritiro.Mi sento di spendere parole di lode perla società che, preso atto delle difficoltàobiettive, ha confermato fiducia al tecnico,ed è cosa rara. Gli Young Boysdel Centro Giovanile 2000, nostrasquadra beneamata, stanno disputandoun buon campionato in terza categoria.La stampa li ha definiti bravi maspensierati. A noi piacciono così, conle loro prestazioni brillanti, con la vogliadi giocare, con i loro cali. La classificaresta sempre buona. Per quantoriguarda il basket la mia impressioneè che l’Enostaff Basket Chiari stiaattraversando una delle sue stagionipiù difficili. Anche qui ho alcuni dati.La squadra di Ricci ha giocato dodicipartite, vincendone sei. Il bilancio deipunti segnati e subiti per ora è negativo,seppure non gravemente (-38).La posizione in classifica è indecifrabile,visto che il posto è condiviso da altreotto formazioni. Il torneo di serie Cdi pallavolo prosegue tranquillamenteper il GS Chiari. A questo punto si haun bilancio positivo che porta alla solitaposizione tranquilla della classifica.Il proseguo del campionato prometteulteriori miglioramenti. 28


OFFERTEdal 16 novembre al 13 dicembre 2008Opere ParrocchialiN. N. 200,00I coniugi Pietro Franceschettie Maria Bazzurini nel 50° di matrimonio 300,00Associazione Artiglieri d’Italia e Vigili del Fuocodi Chiari nella commemorazione di Santa Barbara 150,00I. R. 100,00Santina Capra 20,00Benedizione famiglie 50,00Classe 1948 100,00Associazione Pensionati di Chiari - In occasionedella S. Messa nella Cripta S. Agapedel 4/12/2008 250,00N. N per i sacerdoti 50,00In memoria del marito L. P. 50,00I nipoti B. e G. in memoria di Costanzo Serotti 100,00Banca Popolare di BergamoCredito Varesino di Chiari 250,00AIDO Comunale “Claudio Festa” per S. Messain memoria dei donatori di organi clarensi 100,00Associazione Pensionati di Chiari 100,00Restauro Santa MariaCassettina Chiesa - domenica 16 / 11 / 2008 80,00Vendita 13 libri “Cinque annicon Monsignor Rosario” 150,00Cassettina Chiesa - domenica 23 / 11 / 2008 80,00Cassettina Chiesa - domenica 30 / 11 / 2008 95,00Associazione Nazionale CarabinieriSezione di Chiari in occasione della celebrazionedella Virgo Fidelis del 23/11/2008 200,00N. N. 50,00Cassettina Chiesa - domenica 7 / 12 / 2008 17,00Tetto DuomoCassettina Chiesa - domenica 16 / 11 / 2008 27,00N. N. 30,00Famiglia Pietro Zanetti e Caterina Foglia 500,00Cassettina Chiesa - domenica 23 / 11 / 2008 29,00In memoria di Teresa Molari 20,00N. N. 70,00In memoria di Vittoria Bettoni 50,00N. N. 20,00Cassettina Chiesa - domenica 30 / 11 / 2008 32,00P. M. E. 100,00N. N. 200,00N. N. 50,00Consorelle del Santissimo 500,00Benedizione famiglie 130,00Cassettina Chiesa - domenica 7 / 12 / 2008 38,00Le famiglie del villaggio Paolo VIin memoria di Vittoria Bettoni Zani 185,00Chiesa del cimiteroLa moglie in memoria di Cesare Canevari 100,00La moglie in ricordo del marito Franco 100,00Restauro OrganoCassettina Chiesadomeniche 16-23-30/11/2008 e 7/12/2008 25,00Centro GiovanileOfferte cassettina centro Chiesa 101,00I dipendenti D.A.M.in memoria di Giovanni Pagani 70,00In memoria di Francesco Sirani 200,00Associazione Sposee Madri Cristiane di Chiari 1.000,00Federico Zotti in memoriadi Gianni e Ernesto Salvi 500,00Offerte domenica 30 / 11 / 2008 3.021,48N. N. 50,00N. N. 50,00Banca Popolare di BergamoCredito Varesino di Chiari 500,00Zia e familiari in memoriadella nipote Giovanna Vertua 100,00Gli amici di Eugenio: Franco, Gianni, Luca,Stefano in memoria di Rebecchi Cav .Luigi 200,00L’Avis di Chiari in occasionedel 35° “Du pas per Ciare” 200,00Battesimi93. Michela Ambrosini94. Benedetta Begni95. Nuccia Anna Caratozzolo96. Anna Corbetta97. Bustine D’Altilia98. Valeria Fettolini99. Sebastiano Giovanni Maria Ottoni100. Gregorio Vertua101. Matteo FrigoliMatrimoni49. Marco Olivari con Giorgia Ranzoni50. Diego Bettazzi con Cristina Breda51. Pantaleo De Mitricon Antonella Maria BaresiDefunti143. Giovanni Nava 70144. Adele Morandi 87145. Teresa Molari 86146. Vittoria Bettoni 90147. Costanzo Serotti 88148. Osanna Marconcin 96149. Luigi Ribecchi 88150. Giovanna Vertua 53151. Mario Pandolfi 9029


In memoriaSergio Vezzoli6/2/1967 - 25/1/2007Sono già trascorsi dueanni dalla tua scomparsae non c’è stato un sologiorno in cui non mi seimancato.Molte cose sono accadutee molte ne accadranno,ma tu resterai semprenel mio cuore comeun dolce ricordo.RobyCostanzo Serotti19/7/1920 - 27/11/2008Caro nonno Costanzo,questi interminabili giorni della tua agoniami hanno permesso di riflettere molto: hopensato alla tua vita segnata da tanta faticae tanta sofferenza.La tragedia della guerra che ti ha rubatogli anni della tua giovinezza, la drammaticamorte della tua mamma di cui non haimai voluto parlare.Il duro lavoro dei campi che ti ha permessocon molti sacrifici di mantenere la tuafamiglia. La vita di un uomo semplice edumile, ma una figura importante per me.Tu e la nonna mi siete stati testimoni esemplari nella fede: mai unamessa domenicale persa (tu in bici anche d’inverno finché hai potuto)ed il rosario recitato tutte le sere. Con il vostro esempio miavete trasmesso il valore della famiglia, della solidarietà, del lavoro.Grazie nonno, nonna per il vostro coraggio ad affrontare insiemela vita nelle avversità e nelle gioie di ogni giorno.Arrivederci nonno, ti abbraccio forte.Dai un bacio per me alla nonna Teresa.Tua MichelaStefano Faglia2/9/1940 - 8/1/2005Cesare Mai26/2/1946 - 11/1/1997Caro Cesare, ci manchi tanto e non smetteremomai di pensarti.Ti prego, veglia dal cielo nostra figlia Monica,nostro genero, e ancor più Cesare eClara, i nipotini che non hai avuto la gioiadi conoscere e stringere al tuo cuore e che,ne sono certa, vedi e ami da lassù.Con l’amore di sempre.Graziella e familiariCesare Canevari5/9/1925 - 4/1/2007Nel secondo anno dallascomparsa del nostrocaro, lo ricordiamo contanto amore.La moglie e i figliGabriele Chiari1/11/1934 - 21/11/2007Rinaldo Bellotti30/1/1922 - 17/1/200730


Calendario liturgico pastoraledal 1 gennaio al 7 febbraio 2009a cura di don FabioMese di gennaioGiovedì 1 gennaio 2009Maria Santissima madre di DioGiornata Mondiale della PaceOrario festivo delle Ss. Messe(NB. Unica S. Messa solenne alle 10.00 in Duomo.Non si celebra la S. Messa in S. Maria)Ore 16.00 Vespro solenne e canto del Veni CreatorVenerdì 2 gennaio: primo venerdì del meseDopo la S. Messa delle 9.00 Esposizione del S.S.e Adorazione fino alle 11.00 (in Duomo)ore 20.30 Incontro per genitori, padrini e madrinedei Battesimi di domenica 25 gennaio (al Centro Giovanile)Domenica 4 gennaio - II domenica dopo NataleMartedì 6 gennaioSolennità dell’Epifania del SignoreOrario festivo delle Ss. MesseOre 15.00 Funzione della Santa Infanziacon benedizione dei bambini e bacio a Gesù BambinoOre 16.00 Vespro solenneDomenica 11 gennaioFesta del Battesimo di GesùOrario festivo delle Ss. MesseOre 15.00 Celebrazione di ringraziamentoper tutti i bambini battezzati nel 2008 (in Duomo)Lunedì 12 gennaioInizio Tempo OrdinarioSabato 17 gennaioXX Giornata per l’approfondimento e lo sviluppodel dialogo tra cattolici ed ebreiDomenica 18 gennaio - II del tempo ordinarioInizio ottavario di preghiera per l’unità dei cristianiInizio triduo di preparazione alla festadella traslazione di sant’AgapeSabato 17 e domenica 18 gennaioWeek-end di spiritualità per giovanipresso l’Eremo di Bienno(vedi locandine di spiegazione - info presso don Fabio)Martedì 20 gennaioore 20.30 Incontro mensile di spiritualitàper giovani presso l’Oratorio di ChiariMercoledì 21 gennaioAnniversario della traslazione di S. AgapeOre 9.00 S. Messa solenne (in S. Agape)Ore 16.00 Vespri solenni (in S. Agape)Giovedì 22 gennaioore 20.30, in S. MariaDivina liturgia in rito bizantino slavoVenerdì 23 gennaioore 20.30 Incontro genitori, padrini e madrine per i battesimidi domenica 25 gennaio (al Centro Giovanile)Domenica 25 gennaio - III del tempo ordinarioConversione di S. Paolo - Chiusura dell’ottavario dipreghiera per l’unità dei cristianiOre 11.00 (in S. Maria) / ore 16.00 (in Duomo): Celebrazionedei BattesimiMartedì 27 gennaioSant’Angela MericiVenerdì 30 gennaioS. Giovanni BoscoOre 9.30 S. Messa solennepresieduta da Mons. Gianpaolo Crepaldi,Segretario della Commissione Giustizia e Pace(a S. Bernardino - in palestra)Mese di febbraioDomenica 1 febbraio - IV del tempo ordinarioXXXI Giornata nazionale per la vitaOre 18.00 S. Messa per la festa di san Giovanni Bosco(in Duomo)Lunedì 2 febbraioFesta della presentazione del SignoreOre 9.00 S. Messa solenne e benedizione delle candele(in Duomo)Martedì 3 febbraioRicorrendo la memoria liturgica di san Biagio,ad ogni S. Messa seguirà la benedizione della gola.Ore 20.30 Incontro mensile di spiritualità per giovani(a Urago d’Oglio)Mercoledì 4 febbraioInizio Pellegrinaggio parrocchiale ad Assisi(fino al 7 febbraio)Giovedì 5 febbraio: primo giovedì del meseOre 15.00 Adorazione Eucaristica per le Vocazioni(in S. Agape)Venerdì 6 febbraio: primo venerdì del meseDopo la S. Messa delle 9.00, Esposizione del SS.e Adorazione fino alle 11.00 (in S. Agape)N.B. Lunedì 9 febbraio, Ore 20.30Incontro per genitori, padrini e madrinedei battezzandi del mese di febbraio(al Centro Giovanile)Tutti i venerdì dalle 9.40 alle 11.00Adorazione Eucaristicanella Cripta di S. Agape31


l’Angelo 2009OrdinarioOrdinario postaleSostenitorea partire da 20 euro30 euroa partire da 30 euroCHIARI - PARROCCHIA DEI SANTI FAUSTINO E GIOVITACorsi per fidanzatiPrimo trimestre 2009pressoORATORIO CG2000Date degli incontri:Febbraio: 5/12/19/26Marzo: 5/12/19/26ore 20.30Ritiro:Domenica 29 marzo, ore 9.00Per informazioni e iscrizioni:Ufficio Parrocchiale (030.7001175)pressoORATORIO SAN BERNARDINODate degli incontri:Gennaio: 17/24Febbraio: 7/14/21/28Marzo: 7/14ore 20.45Ritiro:Domenica 22 marzo, ore 9.30Per informazioni e iscrizioni:Don Gianni Pozzi(030.712356 - 333.3367973)dal Cantico dei Cantici:“Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio;perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione:le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore!Le grandi acque non possono spegnere l’amore, né i fiumi travolgerlo.Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore,non ne avrebbe che dispregio.”

More magazines by this user
Similar magazines