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VILLA

Giornale della Comunità - Parrocchia S. Stefano ...

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Giornale della Comunità Parrocchiale<br />

<strong>VILLA</strong><br />

DI SERIO<br />

Cronaca parrocchiale, appuntamenti... e altro Anno XXIX - n.2 - Giugno 2015<br />

Grazie alle nostre Suore<br />

Grazie a don Franco


Lettera del Parroco<br />

A destra:<br />

Don Franco e i<br />

bambini della Prima<br />

Comunione, 2007<br />

(Photo Art<br />

di Pegurri).<br />

In copertina,<br />

in alto: Suor Fede,<br />

suor Nunzia e suor<br />

Emilia in piazza san<br />

Pietro a Roma, il 26<br />

aprile 2009, per<br />

la canonizzazione di<br />

Madre Geltrude<br />

Comensoli,<br />

fondatrice delle Suore<br />

Sacramentine<br />

di Bergamo.<br />

Sotto: il parroco don<br />

Francesco Gherardi<br />

riceve l’omaggio<br />

di due bambini<br />

nel giorno del<br />

quarantesimo<br />

anniversario della sua<br />

ordinazione<br />

(29 maggio 2005).<br />

Vicino a lui suor<br />

Romana Ghisleni.<br />

Dietro, don Matteo<br />

Cortinovis.<br />

Tra la gente,<br />

suor Alfonsa Villa.<br />

C arissimi Villesi,<br />

ancora una volta mi rivolgo a voi con questa lettera che da quasi<br />

12 anni vi faccio avere attraverso il nostro giornale della Comunità.<br />

Sono molto contento per questi anni che ho vissuto a Villa di Serio, perché mi sono<br />

sentito accolto da voi nonostante i miei limiti e ho incontrato tante persone che in<br />

vario modo mi hanno aiutato a svolgere il mio servizio in questa Comunità.<br />

Non faccio nomi perché sono moltissime le persone verso le quali sento tanta riconoscenza<br />

e affetto. Ringrazio di cuore tutti i sacerdoti che hanno collaborato in modo<br />

esemplare con me, le suore che hanno svolto un servizio veramente speciale sia<br />

nella Scuola Materna che in parrocchia, i gruppi, le associazioni e le singole persone<br />

che mi hanno edificato per la generosità con cui hanno donato il loro tempo<br />

e le loro capacità per il bene della Comunità. Davvero, senza la collaborazione di<br />

tutte queste persone io sarei riuscito a fare molto poco a Villa di Serio.<br />

Chiedo al Signore che vi ricompensi nel modo che solo Lui può fare.<br />

Al termine di questo mio servizio<br />

vorrei comunicarvi alcune direttive<br />

alle quali mi sono ispirato in<br />

questi anni vissuti in mezzo a voi,<br />

in modo che forse possiate comprendere<br />

meglio anche il mio modo<br />

di operare in questa Comunità.<br />

La prima linea operativa mi è stata<br />

suggerita da un vecchio sacerdote<br />

quando ero ancora direttore<br />

dell’Oratorio di S. Pellegrino<br />

e lui era prevosto di S. Giovanni<br />

Bianco: “Ricordati, mi disse,<br />

che bisogna tenere sempre<br />

sveglia la Parrocchia, perché se<br />

la lasci addormentare, è difficile svegliarla”.<br />

Ho conservato sempre questo suggerimento e anche a Villa di Serio ho cercato di<br />

fare varie proposte, di suggerire molteplici iniziative, di invitare varie persone a parlare,<br />

di stimolare interessi culturali, di organizzare esperienze piuttosto impegnative<br />

come le Missioni Parrocchiali, l’Anno Giubilare per i 250 anni della Consacrazione<br />

della chiesa parrocchiale, la duplice venuta della Madonna di Fatima, la Novena<br />

e la Festa della Madonna del Buon Consiglio ecc.<br />

Qualcuno, in modo molto rispettoso, qualche volta mi ha detto che proponevo troppe<br />

case, ma io sono convinto che aveva ragione quel vecchio parroco quando mi<br />

diceva di “non lasciare addormentare una Comunità, perché è poi difficile svegliarla”.<br />

Devo dire che la gente di Villa di Serio in genere ha accolto con generosità le varie<br />

iniziative, anche se a volte mi sarei aspettato una risposta più numerosa, specialmente<br />

alle proposte formative e culturali.<br />

La seconda direttiva che ho cercato di seguire nella mia attività pastorale a Villa di<br />

Serio mi è stata suggerita fin da quando ero giovane prete da Don Giovanni Bosco.<br />

Egli diceva ai suoi educatori: “Dovete amare i ragazzi che vi sono affidati e dovete<br />

fare in modo che loro sappiano che voi li amate”.<br />

2 - Lettera del Parroco


Questo suggerimento del grande educatore, di cui quest’anno ricorre il secondo centenario<br />

della nascita, mi ha sempre accompagnato nella mia vita sacerdotale dovunque<br />

ho svolto il mio ministero. Anche qui a Villa di Serio ho cercato di voler bene<br />

alle persone di questa Comunità, senza fare distinzione tra quelle che venivano<br />

in chiesa e quelle che, per vari motivi, non frequentavano.<br />

E’ chiaro che mi sentivo in particolare sintonia con chi condivideva la mia fede nel<br />

Signore Gesù, ma credo di essere stato sempre accogliente anche verso chi non sentiva<br />

la mia convinzione religiosa.<br />

Questo desiderio di amare e aiutare le persone che mi erano state affidate, a volte<br />

mi ha portato ad essere forse troppo indulgente verso le loro richieste, a volte magari<br />

ho trascurato alcune norme giuridiche o liturgiche, forse avrei dovuto dire anche<br />

dei no, ma penso che il Signore mi saprà perdonare se qualche volta sono stato<br />

troppo permissivo …<br />

Avrei comunque desiderato essere più vicino alla famiglie in difficoltà,<br />

alle persone ammalate, agli anziani soli, a<br />

chi aveva perso il posto di lavoro, a chi<br />

aveva perso una persona cara, ai giovani<br />

che non sentivano più il bisogno di partecipare<br />

alla vita della Comunità cristiana,<br />

alle persone che avevano visto crollare il<br />

loro sogno di amore, a chi stava vivendo<br />

momenti di depressione e di tristezza, ai disabili<br />

ecc, ma ho dovuto fare i conti con i<br />

miei limiti di tempo e specialmente con le<br />

mie forze che lentamente andavano diminuendo<br />

con il passare degli anni.<br />

Chiedo scusa a tutte quelle persone che avrebbero<br />

avuto il diritto di una mia presenza e di<br />

una mia parola. Avrò specialmente per tutti<br />

voi un ricordo particolare al Signore perché<br />

vi sappia dare quel conforto che io non sono<br />

riuscito a darvi.<br />

La terza linea pastorale che mi ha accompagnato<br />

specialmente da quando sono diventato<br />

parroco mi è stata suggerita da una definizione<br />

della Parrocchia che mi sta accompagnando<br />

già da molti anni: “La Parrocchia è la famiglia<br />

delle famiglie”. Questa affermazione mi ha<br />

fatto comprendere che occorre lavorare per avere<br />

delle belle famiglie, se vogliamo avere una bella parrocchia. Già quando ero a Foppenico<br />

avevo compreso, attraverso l’esperienza del Movimento “Equipe Notre Dame”<br />

(E.N.D.), quanto era importante creare in Parrocchia dei gruppi di giovani famiglie<br />

che camminassero insieme e si incontrassero almeno una volta al mese per<br />

approfondire la vita matrimoniale e l’educazione dei figli.<br />

Anche a Villa di Serio, lungo gli anni, abbiamo creato parecchi gruppi di famiglie<br />

che si incontrano una volta al mese per momenti formativi e di amicizia. Anche Don<br />

Carlo e Padre Giuseppe collaborano nel portare avanti questi gruppi.<br />

Devo ammettere che in questo ultimo anno ho trascurato un po’ i gruppi che io do-<br />

Chiesa prepositurale<br />

di Villa di Serio,<br />

altare e ostensorio,<br />

sec. XVIII;<br />

Crocifisso, sec. XVII<br />

Lettera del Parroco<br />

Lettera del Parroco - 3


Lettera del Parroco<br />

Don Franco con il<br />

card. Loris Capovilla<br />

(2010).<br />

vevo seguire, pensando che poteva essere utile proporre degli incontri per tutte le famiglie<br />

della Parrocchia, anche per quelle che non fanno parte dei gruppi familiari.<br />

Per questo ho invitato Don Davide Rota, direttore del Patronato S. Vincenzo di Bergamo,<br />

a tenere la domenica pomeriggio alcuni incontri in chiesa parrocchiale e mi<br />

sembra siano stati molto apprezzati.<br />

Comunque la pastorale dei gruppi familiari merita di essere portata avanti, perché<br />

favorisce la nascita di belle amicizie tra le persone che ne fanno parte. Occorre però<br />

che ogni gruppo non si chiuda in se stesso, ma crei relazioni profonde con gli altri<br />

gruppi e insieme sappiano portare avanti una pastorale per tutte le famiglie della<br />

Parrocchia. Tutto questo io purtroppo non sono riuscito a realizzarlo e questo mi dispiace<br />

molto. Mi auguro che Don Paolo, il nuovo prevosto, possa riprendere questa<br />

attività dei gruppi familiari e migliorarla a beneficio di tutte la famiglie della nostra<br />

Parrocchia. Sempre nell’ambito dell’impegno per la famiglia devo riconoscere che<br />

una delle attività pastorali che ho vissuto con più impegno e gioia in questi 12 anni<br />

a Villa di Serio è stato il “ Percorso per i fidanzati in preparazione<br />

al Matrimonio cristiano”.<br />

Ogni anno abbiamo avuto più di 30 coppie di fidanzati ed è<br />

stato molto bello vedere questi giovani prepararsi con serietà<br />

e responsabilità al Matrimonio. Devo ringraziare di cuore le<br />

coppie di sposi che hanno condiviso con me questo cammino<br />

e che hanno saputo creare dei rapporti molto belli con questi<br />

fidanzati. Molti di questi giovani, anche se non erano di<br />

Villa di Serio, hanno voluto celebrare nella nostra Comunità<br />

il loro Matrimonio e io ho accolto sempre con molta gioia la<br />

loro richiesta, perché celebro sempre molto volentieri le nozze.<br />

Molti di questi fidanzati, dopo il Percorso in preparazione<br />

al Matrimonio, avevano espresso il desiderio di continuare<br />

ad incontrarsi con altre coppie di fidanzati e sposati, ma purtroppo<br />

io non sono più riuscito ad esaudire il desiderio e questo mi dispiace moltissimo.<br />

Queste sono le principali direttive che ho cercato di seguire nel mio servizio<br />

in questa Comunità di Villa di Serio. E’ chiaro che potevo fare anche altre scelte e<br />

certamente chi verrà dopo di me seguirà altre strade e vi raccomando di non fare<br />

confronti, perché viviamo in un tempo in cui “ si naviga a vista” e quindi ogni sacerdote<br />

sceglie dei percorsi che ritiene più idonei a tenere viva la fede nelle persone<br />

che gli sono affidate.<br />

Don Paolo Piccinini, il nuovo prevosto, ha quasi 30 anni meno di me e quindi certamente<br />

ha una mentalità diversa dalla mia, ha fatto esperienze diverse dalle mie, ha<br />

avuto una formazione in Seminario molto diversa dalla mia ecc. Quello che vi raccomando<br />

è di volergli bene, come avete voluto bene a me, di seguirlo nelle direttive<br />

che vi darà e di accettare anche i cambiamenti che porterà nella vita della Comunità.<br />

Chiedo al Signore che tenga viva la mia e la vostra fede. Con il passare degli<br />

anni, mi convinco sempre di più che la cosa più importante nella vita è credere<br />

nel Signore Gesù e lasciarci salvare da Lui.<br />

Anche da lontano continuerò a pregare il Signore per voi, perché possiate essere sempre<br />

una bella Comunità, ricca di fede e di amore e voi pregate per me perché, se il<br />

Signore mi darà ancora un po’ di salute, possa continuare a fare ancora un po’ di bene<br />

nella Parrocchia di S. Pellegrino T. dove venni destinato nel lontano 1965 come<br />

novello sacerdote.<br />

Con tanta stima e affetto vi saluto uno per uno e vi auguro ogni bene.<br />

Don Franco Gherardi<br />

4 - Lettera del Parroco


CHE IL NOSTRO INCONTRO<br />

SIA PER TUTTI UN BUON CAMMINO<br />

Nell’attesa di incontrarvi, come mi è stato chiesto, racconto qualcosa di me.<br />

Il saluto di don Paolo<br />

S<br />

ono don Paolo Piccinini e<br />

dal prossimo settembre sarò<br />

chiamato ad essere il vostro<br />

parroco.<br />

Sono nato il 15 marzo del 1967<br />

e mi avvio al 25° anno di sacerdozio<br />

visto che sono stato ordinato<br />

prete il 6 giugno 1992.<br />

Dal 1992 al 1998 sono stato vicario<br />

parrocchiale a Tagliuno di<br />

Castelli Calepio, dal 1999 al 2006<br />

vicario parrocchiale per la pastorale<br />

giovanile a Zogno in Val Brembana,<br />

nel 2006 ho iniziato la mia<br />

esperienza da parroco a Bratto di<br />

Castione della Presolana, continuata<br />

fino ad oggi.<br />

In questi giorni convivono in me<br />

due sentimenti apparentemente<br />

opposti - il timore e la gioia - perché<br />

mi è dato di vivere una nuova<br />

e importante "sfida"<br />

pastorale … ma da sempre<br />

amo le sfide perché<br />

mi impediscono di sentirmi<br />

arrivato, di adagiarmi,<br />

di crogiolarmi nel<br />

passato e perché mi invitano<br />

e obbligano a inventare<br />

e a sognare: per<br />

tutti e con tutti.<br />

“Finché siamo inquieti<br />

possiamo stare tranquilli<br />

(J. Green)”.<br />

Inizio quindi una nuova<br />

stagione, un nuovo amore<br />

e come ogni innamorato<br />

sono certo - come<br />

racconta un antico detto<br />

- di non incontrare fiumi<br />

senza guado.<br />

Anche in questa nuova<br />

avventura mi faccio avvolgere<br />

e sospingere da<br />

un augurio che ho trovato<br />

e che mi piace molto:<br />

Da prete-parroco sii sempre<br />

una favola per i bambini<br />

un sogno per gli adolescenti<br />

una inquietudine per i giovani<br />

un fratello per gli adulti<br />

una carezza per gli anziani<br />

un elisir per gli ammalati<br />

Voi proibitemi di essere un parroco<br />

troppo clericale, un "funzionario",<br />

aiutatemi ad essere un<br />

parroco-pastore, ministro dell’Evangelii<br />

Gaudium, (della gioia<br />

evangelica). Il parroco é un fratello<br />

al servizio della fede, forte o<br />

fragile che sia, degli uomini e delle<br />

donne che abitano un territorio.<br />

Offre un vangelo che è la bella<br />

notizia fattasi carne in Gesù.<br />

Abbiamo bisogno tutti di fiducia<br />

reciproca e di condivisione.<br />

Siamo al servizio, in mezzo alla<br />

gente che c’è e non a quella che<br />

vorremmo a nostra immagine e<br />

somiglianza.<br />

E’ già una grazia per me capire<br />

che accompagnare la fede della<br />

comunità di Villa di Serio significa<br />

anche prendermi cura della<br />

mia vita cristiana.<br />

Le due cose vanno insieme.<br />

Rifletteva don Primo Mazzolari<br />

predicando a futuri sacerdoti:<br />

“Quando si vuol stringere amicizia<br />

con uno, non lo si strapazza,<br />

ma si cerca di mettere in evidenza<br />

i punti che si hanno uguali”.<br />

Detto in altro modo: non si può<br />

essere preti e non amare la comunità<br />

che si serve.<br />

Insieme cercheremo di<br />

continuare a costruire una<br />

Chiesa radicalmente evangelica<br />

e fraterna, che sa<br />

vivere e annunciare il volto<br />

misericordioso di Dio,<br />

pienamente corresponsabile<br />

e missionaria, entusiasta<br />

del Vangelo, esperta<br />

in umanità, una comunità<br />

non ripiegata su<br />

se stessa ma protagonista<br />

vivace della splendida<br />

realtà di Villa di Serio.<br />

Sarà bello - sacerdoti e<br />

laici - pensare e progettare<br />

insieme, arrivare a<br />

scelte pastorali condivise<br />

e incisive, costruire<br />

luoghi di discernimento<br />

comunitario.<br />

Insieme daremo vita alla<br />

Chiesa che non possiede<br />

facili risposte ma<br />

che si lascia "inquietare"<br />

dalle domande.<br />

Don Paolo celebra la<br />

S. Messa alla<br />

Cappella Savina<br />

(Presolana),<br />

CRE 2013.<br />

Il saluto di don Paolo - 5


Il saluto di don Paolo<br />

Sopra:<br />

Logo del Giubileo<br />

della Misericordia.<br />

Sotto:<br />

Don Paolo al Diavolo<br />

della Malgina.<br />

Sogno una Chiesa che viva all’ombra<br />

e viva al sole … all’ombra<br />

della Parola di Dio, al sole dell’Eucarestia.<br />

“Senza la domenica<br />

non possiamo vivere” dicevano i<br />

primi cristiani.<br />

Questa affermazione, questo "urlo",<br />

questo "segreto" arrivi fino a<br />

noi con tutta la sua freschezza e<br />

la sua potenza, la sua gioia e il<br />

suo splendore. Sogno cristiani "gelosi"<br />

dell’Eucarestia domenicale<br />

che si accostano all’Eucarestia, alla<br />

Messa, come ci si accosta all’amore<br />

… in punta di piedi, irresistibilmente<br />

attratti dall’invito e<br />

dalle promesse della Pasqua di<br />

Gesù.<br />

Lascio la parrocchia di Bratto alla<br />

quale sono molto affezionato:<br />

è la comunità che mi ha accolto<br />

con grande disponibilità nove anni<br />

fa e mi ha insegnato con pazienza<br />

e tanto amore ad essere<br />

parroco. Le sono grato e porto nel<br />

mio cuore una memoria incancellabile<br />

dei volti, delle persone,<br />

delle esperienze vissute.<br />

Adesso vengo a Villa di Serio e ci<br />

vengo volentieri. La mia presen-<br />

za aiuti ciascuno ad avere occhi<br />

di speranza, in particolare coloro<br />

che hanno perso la fiducia nella<br />

vita, gli ammalati, chi è senza<br />

lavoro, chi si trova ai margini o si<br />

sente escluso.<br />

La nostra comunità cristiana sia<br />

casa aperta. Viviamo una certezza:<br />

Dio è all’opera, anche nelle<br />

periferie della storia.<br />

Volete che non lo sia a Villa di Serio?<br />

Che il nostro incontro sia per tutti<br />

un buon cammino. Sotto il segno<br />

della benedizione di Dio! Sappiamo<br />

che la croce è piantata dentro<br />

ogni percorso umano.<br />

Non per schiantarci, ma per purificarci<br />

da deliri di onnipotenza.<br />

Papa Francesco lo scorso giovedì<br />

santo ha invitato i preti ad essere<br />

pastori con “l’odore delle pecore”<br />

addosso. Capaci di abitare le<br />

periferie più che le sacrestie. E’<br />

ciò che chiedo al Signore, anche<br />

attraverso la vostra preghiera<br />

In questa affascinante avventura<br />

mi affido a Maria, Madre del Buon<br />

Consiglio, donna audace che si è<br />

fidata perdutamente del Dio dell’impossibile.<br />

A lei chiedo di saper<br />

essere un parroco che sa vivere<br />

e mostrare che è possibile e<br />

insieme splendido amare Dio con<br />

cuore di carne e amare la carne<br />

con cuore di Dio.<br />

A presto.<br />

don Paolo<br />

6 - Il saluto di don Paolo


GRAZIE ALLE SUORE<br />

E AL PARROCO DON FRANCO<br />

È<br />

con grande emozione che<br />

scrivo queste brevi note<br />

a nome dell’Amministrazione<br />

Comunale di Villa di Serio,<br />

per salutare e ringraziare il Parroco<br />

Don Franco Gherardi e le Suore<br />

Sacramentine che nei prossimi<br />

mesi lasceranno la nostra comunità.<br />

Un profondo senso di gratitudine<br />

e di riconoscenza a Don Franco<br />

che ha guidato per tanti anni la<br />

nostra comunità incarnando fino<br />

in fondo la figura del “buon pastore”.<br />

È stato un sacerdote per tutti, per<br />

l’intera comunità: giovani, anziani,<br />

ammalati, famiglie, e con particolare<br />

attenzione a quelli che<br />

sono in difficoltà. Proprio nelle<br />

difficoltà, sia spirituali che materiali,<br />

ha insegnato a prodigarsi per<br />

gli altri e che la carità deve essere<br />

al centro del nostro essere cristiani.<br />

Questo insegnamento lo ha dimostrato<br />

in prima persona, con i<br />

suo gesti, le sue parole, l’essere<br />

sempre disponibile e pronto, anche<br />

con l’aiuto materiale a chi si<br />

trova in situazioni di grave disagio.<br />

Per questo tutta la comunità<br />

ecclesiale e civile è grata a Don<br />

Franco per l’impegno<br />

profuso nei 12 anni di<br />

ministero sacerdotale<br />

in mezzo a noi, per il<br />

cammino fatto insieme,<br />

per i valori umani,<br />

sociali e cristiani<br />

proposti che ci guideranno<br />

nel nostro percorso<br />

futuro.<br />

Diamo sin da ora il<br />

benvenuto a don Paolo<br />

Piccinini che arriverà<br />

a settembre e alla<br />

pari di Don Franco,<br />

saprà sicuramente trovare<br />

un posto nel cuore<br />

dei Villesi.<br />

Non saranno sostituite invece le<br />

Reverende Suore Sacramentine<br />

che lasceranno definitivamente<br />

Villa di Serio dopo 105 anni di<br />

servizio per la comunità. Infatti è<br />

dalla fondazione della Scuola Materna<br />

“Comm. Piero e Matilde Cavalli”<br />

avvenuta nel 1910 che l’Asilo<br />

Infantile venne affidato a quattro<br />

Suore Sacramentine.<br />

Negli anni l’Asilo Infantile è diventato<br />

Scuola dell’Infanzia, si sono<br />

aggiunti l’Asilo Nido e la Sezione<br />

Primavera, ma la presenza<br />

e la preziosa opera educatrice delle<br />

suore non è mai venuta meno.<br />

Quanti di noi villesi sono stati accompagnati<br />

nei primi passi dall’infanzia<br />

al mondo della scuola<br />

proprio dalla suore e ancora oggi<br />

come cent’anni fa ogni giorno<br />

vengono accolti con un sorriso.<br />

La loro preziosa opera educatrice<br />

fondata sulla preghiera e sull’esempio<br />

ha educato intere generazioni,<br />

contribuendo in modo<br />

sostanziale alla crescita spirituale<br />

morale e civile della nostra comunità.<br />

Purtroppo la crisi delle vocazioni<br />

ha costretto la Casa Madre a<br />

raggruppare in pochi luoghi le oramai<br />

poche è non più giovani suore<br />

rimaste.<br />

Vorrei citarle tutte, ringraziarle<br />

personalmente per quanto fatto,<br />

ma questo non è possibile ed allora<br />

a nome dell’Amministrazione<br />

Comunale esprimo tutta la gratitudine<br />

alla Congregazione, alla<br />

Superiora Generale e a tutte le<br />

suore, anche di quelle delle quali<br />

si è persa la memoria, che hanno<br />

lasciato nella comunità parrocchiale<br />

e nella comunità civile<br />

l’impronta positiva della loro presenza.<br />

Siamo tutti consapevoli che questi<br />

momenti lasciano tristezza e<br />

nostalgia ma aiutano a riflettere e<br />

a far memoria del bene dato e ricevuto.<br />

Il bene quando è tale arriva a tutti<br />

e da tutti e quindi anche a coloro<br />

e da coloro che magari non<br />

sono così vicini alla<br />

nostra parrocchia.<br />

Sono sicuro che, se<br />

anche Don Franco e<br />

le nostre Suore non<br />

saranno più tra noi,<br />

Villa di Serio sarà sempre<br />

nei loro pensieri<br />

e nei loro cuori e non<br />

ci faranno mancare la<br />

loro preghiera.<br />

Ancora un grazie di<br />

cuore a nome mio personale<br />

e della comunità<br />

che rappresento.<br />

Bruno Rota<br />

Sindaco<br />

Il saluto del Sindaco<br />

Don Franco accanto<br />

al card. Silvano<br />

Piovanelli, arcivescovo<br />

emerito di Firenze,<br />

dopo la benedizione<br />

dell’antico orologio<br />

collocato nel cortile<br />

del Palazzo comunale<br />

(25 aprile 2005).<br />

(Photo Art di Pegurri).<br />

In alto: il sindaco<br />

di Villa di Serio,<br />

dott. Bruno Rota.<br />

Il saluto del Sindaco - 7


Grazie alle nostre suore<br />

Grazie alle nostre suore<br />

8 - Grazie alle nostre suore


ACCOGLIERE I SEGNI DELLA SPERANZA<br />

NELLA LOGICA PASQUALE:<br />

UN PROGETTO NELLA LOGICA DELLA<br />

CONDIVISIONE E DELLA CORRESPONSABILITÀ<br />

D<br />

esidero condividere con<br />

ciascuna delle nostre Comunità<br />

religiose il cammino<br />

di rivitalizzazione e riorganizzazione<br />

del nostro Istituto.<br />

(…) Il nostro ultimo Capitolo Generale<br />

ci ha sollecitate a continuare<br />

il cammino sulla strada di<br />

Emmaus, stimolandoci a cercare<br />

strade nuove per annunciare al<br />

mondo la bellezza di avere incontrato<br />

il Crocifisso Risorto ed<br />

averlo riconosciuto nella<br />

spezzare il pane. Quando<br />

unitamente al Consiglio di<br />

Congregazione e al Governo<br />

Generale, tutte noi<br />

abbiamo voluto lanciarci<br />

nell’avventura di un progetto<br />

globale per il nostro<br />

Istituto, eravamo pienamente<br />

coscienti che stavamo<br />

per compiere una “pasqua”<br />

con tutto quello che<br />

questa parola sacra significa<br />

in termini di passaggio,<br />

di cambiamento, sofferenza,<br />

gioia, cammino,<br />

deserto, alleanza, donazione<br />

(…)<br />

Una tentazione affiora nei<br />

confronti del Progetto che<br />

ci sta dinnanzi: pensare e<br />

poi affermare che il tutto<br />

corrisponda alla verifica e<br />

proposta di apertura e chiusura<br />

delle Case: No! Il Progetto non ha<br />

questo come “cuore pulsante”.<br />

La principale motivazione che ci<br />

conduce ad una revisione della<br />

nostra presenza è quella di favorire<br />

una qualità nuova della vita<br />

comunitaria. “Attingere nuovo vigore<br />

per la missione; rispondere<br />

con fedeltà rinnovata alla vocazione<br />

ricevuta, nel solco tracciato<br />

dalla Santa Fondatrice…”<br />

Questo obiettivo che vuole tenere<br />

conto soprattutto della significanza<br />

della presenza delle co-<br />

munità sul territorio e nei vari ambiti<br />

di servizio, deve tuttavia essere<br />

perseguito con quel sano realismo<br />

che sa coniugare i grandi<br />

obiettivi con le risorse che si possiedono<br />

(…).<br />

Le scelte, affrontate dopo lungo discernimento<br />

e preghiera, sono e<br />

restano discutibili ma la docilità al<br />

Signore che sempre opera e mai ci<br />

abbandona ci deve condurre a viverle<br />

e farle vivere nella pace (…)<br />

Si sono individuate delle priorità:<br />

preservare e custodire il carisma<br />

educativo proprio dell’Istituto;<br />

scegliere la “periferia” quale luogo<br />

di presenza;<br />

guardare ai luoghi della “fragilità”<br />

per essere testimonianza viva;<br />

ottimizzare i servizi interni all’Istituto.<br />

Ritengo, importante sottolineare<br />

che l’esperienza educativa se trova,<br />

come ha trovato, in scuole per<br />

l’infanzia e altri ordini e gradi di<br />

scuole il luogo privilegiato, non<br />

si limita assolutamente ad esso.<br />

Educare non è solo scommettersi<br />

sul percorso formativo scolastico.<br />

Numerosi documenti della<br />

Chiesa ci indicano come l’educazione<br />

sia un ambito vasto che<br />

va dalla promozione umana, all’educazione<br />

evangelica ecc.<br />

(…) Come il Convegno delle Chiese<br />

d’Italia ha detto a Verona alcuni<br />

anni fa e il Papa continua a<br />

ripetere, la Chiesa è un ospedale<br />

da campo che cura le ferite umane.<br />

Tutti gli esseri umani<br />

sperimentano l’incontro<br />

con il limite e con la fragilità<br />

ed è proprio lì che il<br />

Signore trova uno dei luoghi<br />

dove far risuonare la<br />

sua parola.<br />

Non possiamo e non dobbiamo<br />

essere assenti da<br />

questi luoghi che tanto necessitano<br />

di un “Amore<br />

presente”.<br />

(…) Lasciare è sempre faticoso,<br />

perché si costruiscono<br />

legami, si generano<br />

persone nella fede, si educano<br />

ed accompagnano,<br />

talvolta, intere generazioni.<br />

Sappiamo anche quanto<br />

sia necessario in questi momenti<br />

restare legati a Colui<br />

che non ci lascia mai<br />

e che non lasceremo mai.<br />

(…) A tutte le realtà in chiusura<br />

(17 ndr) chiedo un supplemento<br />

di fede, una ricarica di fiducia,<br />

alimentati da una profonda comunione<br />

con il Signore che non<br />

ci lascia mai mancare il suo aiuto.<br />

Bergamo, 18 febbraio 2015<br />

Superiora Generale<br />

Madre Maria Gambirasio<br />

(Estratto dalla lettera inviata alle Comunità<br />

religiose, a cura di Elisabetta Asperti)<br />

Santa Geltrude<br />

Comensoli, fondatrice<br />

delle Suore<br />

Sacramentine<br />

di Bergamo<br />

(1847 -1993).<br />

L’opera: “Adorazione<br />

e missione” è<br />

di Trento Longaretti.<br />

Grazie alle nostre suore<br />

Grazie alle nostre suore - 9


Grazie alle nostre suore<br />

Foto di gruppo<br />

al Nido.<br />

IL PARROCO VIENE SOSTITUITO…<br />

LE SUORE PURTROPPO NO!<br />

S<br />

ono rimasto molto male<br />

quando, dopo la malattia<br />

di Suor Fede, ho incontrato<br />

la Madre generale e la provinciale<br />

delle Suore Sacramentine e<br />

mi hanno detto che al termine di<br />

questo anno scolastico le suore<br />

non sarebbero più state presenti<br />

nella Comunità di Villa di Serio.<br />

La decisione era necessaria per il<br />

numero sempre più ridotto delle<br />

suore, ma anche per una riorganizzazione<br />

della presenza delle<br />

suore nella vita ecclesiale e sociale<br />

della realtà bergamasca.<br />

Non è certamente facile immaginare<br />

la Parrocchia di Villa di Serio<br />

senza la presenza delle Suore<br />

Sacramentine, dopo che vi hanno<br />

operato per più di cento anni.<br />

In questo numero del Giornale<br />

della Comunità si parla a lungo<br />

di quello che le Suore Sacramentine<br />

hanno fatto per il paese di Villa<br />

di Serio e sentiamo tutti verso di<br />

loro una grande riconoscenza.<br />

Quando nel 2003 il vescovo di<br />

10 - Grazie alle nostre suore<br />

Bergamo mi ha chiesto di venire<br />

a fare il parroco a Villa di Serio<br />

mi sono subito informato circa la<br />

presenza delle suore in questa<br />

Comunità e quando ho saputo<br />

che vi operavano da molto anni<br />

sono venuto più volentieri.<br />

Non avrei mai pensato che il termine<br />

del mio servizio in questa<br />

Comunità sarebbe coinciso con<br />

la fine della presenza anche delle<br />

Suore Sacramentine.<br />

In questi dodici anni ho potuto<br />

apprezzare il prezioso lavoro che<br />

le suore hanno svolto per i più<br />

piccoli della Parrocchia, sia nella<br />

Scuola dell’Infanzia che nel Nido<br />

e nella Sezione Primavera.<br />

L’incontro quotidiano con le insegnanti,<br />

i genitori e i nonni dei<br />

bambini è di una importanza straordinaria.<br />

Qualche venerdì ho provato<br />

anch’io ad andare alla Scuola<br />

Materna per incontrare i bambini,<br />

i genitori e i nonni che li accompagnavano<br />

ed è stata un’esperienza<br />

molto bella; purtroppo<br />

non sono riuscito a essere fedele<br />

a questo impegno che mi ero assunto.<br />

Ma le suore non hanno lavorato<br />

solo per i più piccoli della Comunità,<br />

si sono impegnate anche<br />

nella catechesi ai ragazzi e specialmente<br />

nell’animazione della<br />

liturgia, sia con il canto, sia scegliendo<br />

le persone che dovevano<br />

leggere o svolgere qualche servizio<br />

nelle varie celebrazioni.<br />

Ma al di là di quello che hanno<br />

fatto, la sola presenza delle suore<br />

è stata significativa per la vita<br />

della Comunità. In una Parrocchia<br />

è importante la presenza dei<br />

preti, dei laici, ma anche delle<br />

persone consacrate. Senza il loro<br />

carisma la comunità è più povera.<br />

Diminuiscono i preti, diminuiscono<br />

le suore, perché viene meno<br />

la fede nel Signore Gesù. L’unica<br />

possibilità per avere ancora<br />

preti e persone consacrate è una<br />

fede più viva nelle nostre Comunità.<br />

Mi auguro allora che la partenza<br />

della Suore Sacramentine<br />

dalla nostra Parrocchia ci renda<br />

consapevoli che dobbiamo vivere<br />

con più serietà il nostro cristianesimo,<br />

sia a livello personale<br />

che comunitario. E specialmente<br />

dobbiamo risvegliare la fede<br />

cristiana nelle nostre famiglie<br />

perché è dalle famiglie cristiane<br />

che nascono le vocazioni religiose.<br />

Grazie suore per tutto quello che<br />

avete fatto per la Comunità di Villa<br />

di Serio! Il Signore vi ricompensi<br />

e renda il sacrificio della<br />

vostra partenza capace di far germogliare<br />

altre vocazioni alla vita<br />

consacrata.<br />

Il parroco Don Franco


GRATITUDINE E SPERANZA<br />

C<br />

arissimi villesi,<br />

sono trascorsi ormai anni<br />

da quando una alla<br />

volta siamo arrivate nella comunità<br />

di Villa di Serio, una comunità<br />

accogliente, molto legata alle<br />

sue suore… E’ trascorso il tempo,<br />

con Voi abbiamo vissuto parte<br />

dei nostri anni migliori ed ora…<br />

ci risulta difficile fare un bilancio.<br />

L’esperienza più forte è stata quella<br />

di percepire tanta speranza negli<br />

sguardi di chi abbiamo incontrato:<br />

speranza di vivere, di<br />

conoscere, di crescere; speranza<br />

di farcela nel lavoro, nella famiglia,<br />

nell’educazione dei propri<br />

bambini.<br />

Con alcune persone il dialogo è<br />

stato più partecipato ed abbiamo<br />

compreso che per molti la speranza<br />

si poggia sulla solidarietà<br />

che si sperimenta nelle relazioni<br />

di aiuto, espressione sempre di<br />

una Provvidenza attuata nella storia<br />

da persone “buone”.<br />

Quanti semi di bene, di generosità<br />

che non vanno sprecati, che<br />

hanno generato vita e che co-<br />

struiranno una storia di bene anche<br />

nel futuro!<br />

Abbiamo capito in tanti momenti<br />

che eravamo “gratificate” dalle<br />

persone incontrate; “ gratificate”<br />

cioè riempite del “grazie” rivolto<br />

a noi; “gratificate” cioè messe<br />

nella possibilità di comprendere<br />

come tutto nella vita è “grazia”<br />

che attraverso noi passa a chi<br />

incontriamo, ai nostri bambini,<br />

alle nostre famiglie, ma che è dono<br />

di Dio depositato come seme<br />

nei cuori.<br />

Abbiamo tanti motivi di gioia e<br />

soprattutto di gratitudine verso<br />

tutti e di preghiera per affidare<br />

ciascuno al Padre.<br />

Vorremmo riuscire a comunicare<br />

la riconoscenza e la gioia di<br />

noi tutte animate sempre dall’ideale<br />

dello stare a “servizio” della<br />

nostra cara Fondatrice, Santa<br />

Geltrude Comensoli , “Gesù amarti<br />

e farti amare” …<br />

Vorremmo riuscire a comunicare<br />

l’affetto con cui siamo unite a<br />

tante persone conosciute, con le<br />

quali abbiamo creato legami.<br />

Ora la Provvidenza ci chiama altrove…<br />

l’Obbedienza ci dice che<br />

all’orizzonte c’è comunque e sempre<br />

e soltanto Lui, il nostro Signore;<br />

la nostalgia che grava nei<br />

nostri cuori si tramuti in ricordi<br />

cari e dolci al cuore, il vissuto<br />

colmo di bene sia lo zaino per<br />

questo nuovo viaggio.<br />

Affidiamo a Maria, Madre del<br />

Buon Consiglio, Madre della Vita<br />

e dell’Amore, il compito di assistere<br />

chi è nel bisogno, di ricompensare<br />

ciascuno, di essere<br />

sempre accanto a tutti coloro che<br />

con fede la invocano affinché possa<br />

sempre in ogni momento indicare<br />

la via che porta al suo Gesù.<br />

Con il suo aiuto possa essere il<br />

vostro “sguardo” sempre un luogo<br />

di luce che offra pace e gioia<br />

a chiunque vi vede.<br />

Con tanto affetto,<br />

le vostre Suor Nunzia,<br />

Sr. Emilia, Sr. Fede<br />

e Sr. Maria Luisa<br />

Sacramentine<br />

di Bergamo<br />

Suor Emilia Rota<br />

(coordinatrice<br />

pedagogico-didattica<br />

della Scuola<br />

dell’Infanzia Cavalli);<br />

suor Nunzia Carozzi<br />

(superiora);<br />

suor Fede Abbiati.<br />

Suor Maria Luisa<br />

Maestroni<br />

Grazie alle nostre suore<br />

Grazie alle nostre suore - 11


Grazie alle nostre suore<br />

GRATUITÀ E IMPEGNO<br />

C<br />

arissime Suore,<br />

da tempo il cambiamento<br />

era nell’aria ma la certezza<br />

è giunta solo pochi giorni<br />

fa… i numerosi e ripetuti incontri<br />

con le Madri Generale e Provinciale<br />

hanno permesso di capire<br />

sempre più le motivazioni di<br />

una scelta così importante e nel<br />

frattempo di condividere tutta la<br />

fatica e l’amarezza per una tale<br />

decisione.<br />

Come anche per molte altre comunità<br />

religiose, la crisi vocazionale<br />

costringe a chiudere esperienze<br />

più che mai valide, così le<br />

parrocchie sono sempre più chiamate<br />

a progettare il proprio futuro<br />

nell’ottica delle Unità Pastorali…<br />

La storia, qualche volta, porta<br />

a dover prendere delle decisioni<br />

che affettivamente non si vorrebbero.<br />

Le nostre Sr. Nunzia, Sr. Emilia,<br />

Sr. Fede e Sr. Maria Luisa ci lasciano:<br />

altri progetti<br />

le aspettano,<br />

strade nuove dove<br />

portare l’annuncio<br />

del Signore<br />

Gesù!<br />

E… con loro, tutto<br />

l’Istituto delle<br />

Suore Sacramentine<br />

di Bergamo,<br />

dopo centocinque<br />

anni, saluterà definitivamente<br />

Villa<br />

di Serio. Un secolo<br />

in cui in grande<br />

unitarietà d’intenti<br />

e spirito di<br />

servizio, per garantire<br />

un efficace<br />

funzionamento della scuola,<br />

piano piano ampliata, rinnovata<br />

nelle strutture e riorganizzata su<br />

sei, sette, otto sezioni, realizzazione<br />

dell’asilo nido e della sezione<br />

primavera, le molte suore<br />

si sono alternate nell’attività educativa<br />

con i bambini e nel servizio<br />

parrocchiale. Le Suore hanno<br />

guidato la graduale transizione<br />

della scuola materna non statale<br />

di Villa di Serio da un modello di<br />

gestione assistenziale ad una im-<br />

postazione pedagogica sempre<br />

più aggiornata e moderna e maggiormente<br />

promozionale degli interessi<br />

dei bambini, curando ed<br />

attuando la programmazione didattica<br />

con il corpo docente che<br />

nel frattempo gradualmente ha<br />

modificato la propria composizione<br />

passando da personale religioso<br />

a laico.<br />

Partire è un po’ morire... morire a<br />

tutto ciò che finora è stata l’attività<br />

quotidiana, l’impegno consueto:<br />

i volti conosciuti, la vita di<br />

relazione con le persone amate,<br />

le vie e le contrade famigliari, le<br />

gioie e le tristezze condivise… tutto<br />

si lascia per terre nuove dove<br />

l’unica certezza e pertanto sicurezza<br />

è Lui, il Signore al quale affidarsi<br />

e fidarsi.<br />

Come non ricordare la Vostra presenza<br />

costante e discreta nell’asilo,<br />

presenza utile e preziosa, testimonianza<br />

cristiana e fedele!<br />

Ogni Vostro gesto è stato dettato<br />

dall’amore incondizionato a quel<br />

Gesù scelto da sempre; l’amore<br />

puro è capace di grandi imprese<br />

e non l’annientano né le difficoltà<br />

né le contrarietà e come l’amore<br />

è forte nelle grandi difficoltà<br />

così è perseverante nella grigia<br />

vita quotidiana… Essa sa che per<br />

piacere a Dio una cosa è necessaria:<br />

fare con amore le cose più<br />

piccole. Amore e sempre amore!<br />

I locali non riecheggeranno più<br />

dell’incedere spedito, lesto od appesantito<br />

dei Vostri passi, del timbro<br />

delle Vostri voci, ma il nostro<br />

sguardo ovunque si poserà, ci parlerà<br />

di Voi.. e non solo, l’azione<br />

educativa trasmessa in un secolo<br />

di presenze resterà sempre radicata<br />

nella nostra comunità; in misura<br />

più o meno accentuata, a fondo<br />

o marginalmente, nella crescita<br />

dei bimbi di allora, divenuti<br />

giovani, uomini e donne, le Suore<br />

hanno avuto una qualche incidenza…<br />

dimenticarlo non è possibile,<br />

né onesto. ..<br />

Sentimenti di gioia per questi anni<br />

passati insieme si alternano a<br />

sentimenti di tristezza per la lontananza<br />

dalle persone amate; ma<br />

non sarà una perdita perché tutto<br />

questo periodo trascorso fa parte<br />

della nostra storia, del nostro<br />

vissuto: sarà la base fondante del<br />

nostro futuro in cui l’attività istituzionale<br />

della Scuola Materna<br />

Comm. Piero e<br />

Matilde Cavalli,<br />

ispirandosi alla<br />

concezione cristiana<br />

della realtà<br />

e della vita in<br />

coerenza con i<br />

valori alti e con<br />

le irrinunciabili<br />

motivazioni, farà<br />

sempre riferimento<br />

al Vangelo<br />

e al Magistero<br />

della Chiesa.<br />

Il nostro cuore è<br />

colmo di gratitudine<br />

per l’impegno<br />

e lo zelo dimostrati:<br />

il consiglio<br />

di amministrazione, le dipendenti,<br />

i bambini, i genitori, i<br />

volontari e chiunque Vi ha conosciuto,<br />

hanno beneficiato della<br />

Vostra disponibilità incondizionata<br />

e preziosa…<br />

Grazie Suor Nunzia, grazie Suor<br />

Emilia, grazie Suor Fede, grazie<br />

Suor Maria Luisa!<br />

Ora la Provvidenza ha disegni diversi<br />

: nuove comunità, nuovi incontri…<br />

Saremo più poveri non<br />

solo perché non avremo più il Vo-<br />

12 - Grazie alle nostre suore


stro auto … ma perché avremo vite<br />

in meno che ci testimoniano<br />

che il Vangelo è così vero che si<br />

può dare la vita per Lui!<br />

L’abbandonarsi alla volontà del<br />

Padre, deporre tutto nelle Sue mani<br />

rassicura il cuore stretto in una<br />

morsa di rimpianto e di nostalgia.<br />

Siamo tutti consapevoli che questi<br />

momenti lasciano tristezza e<br />

rimpianto ma aiutano a riflettere<br />

e far memoria del bene dato e ricevuto.<br />

La nostra preghiera Vi seguirà e<br />

affinché possiate sempre più testimoniare<br />

quel Gesù che avete<br />

scelto da sempre e per sempre, il<br />

Signore benedica le Vostre vite<br />

continuando a farVi essere, anche<br />

là dove l’obbedienza Vi manda,<br />

offerta e dono perché il suo regno<br />

venga in mezzo a noi.<br />

Sentiamo però anche la necessità<br />

di affidare alle Vostre fervide<br />

preghiere i nostri cammini affinché<br />

siano sempre più cristiani,<br />

coerenti, condivisi.<br />

Grazie, grazie, grazie…<br />

Elisabetta Asperti<br />

Ai cittadini villesi<br />

Dallo Statuto: …La “Scuola Materna Comm. Piero e Matilde Cavalli” è una fondazione di diritto privato di<br />

ispirazione cattolica, non ha fini di lucro ed esaurisce le proprie finalità nell’ambito territoriale della Regione<br />

Lombardia. Essa ha per scopo primario quello di accogliere i bambini in età prescolare e di provvedere alla loro<br />

educazione fisica, morale, intellettuale e religiosa ponendo al centro del suo operare i valori della vita, dell’accoglienza,<br />

della condivisione e della solidarietà. Suo obiettivo è la formazione integrale del bambino nella<br />

sua individualità e irripetibilità, in vista della maturazione della persona, libera e responsabile, attraverso l’educazione<br />

ai principi della democrazia e nel rispetto delle diversità ideologiche in una società pluralistica, senza<br />

rinunciare alla propria identità cristiana.<br />

…Le linee guida dell’attività educativo-didattica, in armonia con il progetto educativo e con l’ispirazione<br />

cattolica dell’istituzione, recepiscono gli orientamenti e le innovazioni della scuola dell’infanzia in Italia.<br />

La Scuola dell’Infanzia riconosce nella famiglia il contesto primario irrinunciabile del bambino e promuove<br />

la collaborazione attiva scuola-insegnanti-genitori.<br />

L’Ente accoglie i bambini, senza discriminazione alcuna, residenti nel comune di Villa di Serio e, se vi sono posti<br />

disponibili, anche i bambini provenienti dai comuni limitrofi. In aderenza alla sua identità cristiana, privilegia<br />

e promuove l’accoglienza dei bambini svantaggiati per ragioni psicofisiche, sociali, familiari ed etniche…<br />

Grazie alle nostre suore<br />

La Scuola Materna continuerà a svolgere il suo “consueto” servizio in quanto di ispirazione cattolica, perciò le<br />

famiglie non hanno niente da temere da questa partenza delle suore.<br />

Resta comunque aperto tutto il grande capitolo del servizio generoso e puntuale che le suore hanno svolto per<br />

tutta la comunità in questi 105 anni di presenza... Si comprende la preziosità di un dono quando lo si perde...<br />

Certamente questa è una grande perdita perché viene a mancare una presenza discreta e certa, semplice e forte,<br />

che ha aiutato tanti nel loro cammino di vita.<br />

Ora è però il tempo di rimboccarsi ancora di più le maniche ed essere più consapevoli della<br />

necessità di metterci a servizio gli uni degli altri come le suore ci hanno insegnato a fare con<br />

la loro presenza. E. A.<br />

Comunicazione distribuita ai genitori dei bambini<br />

della Scuola dell’infanzia<br />

La notizia sta rimbalzando da qualche giorno … “ Le suore se ne vanno!”<br />

Sì, è vero! La Madre Generale dell’Istituto delle Suore Sacramentine di Bergamo, con lettera scritta di pochi<br />

giorni fa, ha annunciato che:<br />

… il nostro Istituto ha avviato un processo di rivitalizzazione delle Comunità e dei membri che le compongono,<br />

al fine di riqualificare la nostra vita e i nostri servizi, in ascolto delle istanze e delle sollecitazioni della Chiesa di<br />

oggi. In riferimento a tale processo è stato steso un progetto che prevede la chiusura di alcune comunità, tra cui<br />

quella di Villa di Serio, entro l’estate 2015 e con vivo rincrescimento comunico la decisione …<br />

Siamo dispiaciuti di questa decisione epocale, vista la presenza pluricentenaria delle Suore Sacramentine a Villa<br />

di Serio pur comprendendo le grandi difficoltà in cui si trovano tutti gli istituti religiosi, specie quelli femminili.<br />

Saremo certamente più poveri perché privi della testimonianza umile, discreta e sincera di una scelta di vita totale<br />

fatta per amore del Signore.<br />

A noi, a cui la gestione è affidata da sempre, nell’assicurare che i servizi per l’infanzia continueranno con le modalità,<br />

attenzione, spirito che caratterizzano la realtà attuale, ora raccogliere questo esempio al fine di essere<br />

sempre più spronati a perseguire l’obiettivo di far crescere “l’uomo di domani” secondo i principi fondanti della<br />

nostra Istituzione.<br />

7 aprile 2015 - Per il Consiglio di Amministrazione – Elisabetta Asperti, Presidente<br />

Grazie alle nostre suore - 13


Grazie alle nostre suore<br />

LE SUORE SACRAMENTINE A <strong>VILLA</strong> DI SERIO<br />

1910 - 2015<br />

Le nostre suore lasciano Villa di Serio. Con loro, non senza dolore, se ne va una parte<br />

di noi, quella più cara, che risiede nel cuore.<br />

Tentiamo qui di raccontare brevemente la storia di questi cent’anni e oltre, non certo<br />

per ripagare le suore del bene che hanno fatto e rappresentato: solo per lasciare un<br />

segno minimo di ciò che la loro presenza ha significato per noi.<br />

V<br />

illa di Serio, primi di dicembre<br />

1910. Fa freddo.<br />

Sono gli ultimi giorni<br />

d’autunno ma da noi è già come<br />

d’inverno. La campagna è immobile.<br />

I contadini hanno sigillato le<br />

finestre delle stalle perché le bestie<br />

non soffrano il freddo: qui le<br />

famiglie han già iniziato a ritrovarsi<br />

la sera per godere di un po’<br />

di tepore e per dire il rosario.<br />

Questa sera qualcuno ha avvertito<br />

dell’evento: “Sono arrivate le<br />

suore!”<br />

Sono arrivate da Bergamo ad Alzano<br />

forse in treno, con la loro<br />

valigia di cartone; hanno attra-<br />

Suor Luigia Dall’Aglio,<br />

insegnante dell’Asilo e<br />

della Scuola e di lavoro<br />

Suor Laurina Stefanoni,<br />

insegnante dell’Asilo e<br />

della prima classe<br />

della scuola elementare<br />

14 - Grazie alle nostre suore<br />

versato il Serio sulla passerella di<br />

legno (chissà se il Paiaröl le ha viste<br />

passare (1) ).<br />

Sono quattro, la più anziana, 40<br />

anni, è suor Giuseppina Cappellini<br />

e viene da Lodi. A lei sarà affidata<br />

la direzione dell’asilo, con<br />

lei suor Luigina Dall’Aglio di 26<br />

anni, si dedicherà ai bambini più<br />

piccoli e alla scuola di lavoro, suor<br />

Laurina Stefanoni di 24 anni, insegnerà<br />

ai più grandicelli e ai ragazzini<br />

della prima classe della<br />

scuola elementare (2) , suor Rosalia<br />

Colleoni di 25 anni, si occuperà<br />

della cucina.<br />

Sono arrivate senza grandi annunci,<br />

in silenzio, a piedi, dalla<br />

strada ghiaiosa cha dal fiume attraversa<br />

i campi fino alla Filanda.<br />

Al ponte della Seriola in Cimavilla,<br />

al lavatoio, forse qualche donna<br />

le ha viste e ha sussurrato: iè i<br />

suore de l’asilo: iè riade, meno<br />

mal.<br />

Poi imboccano la Via della Ripa<br />

(oggi via Locatelli), stretta tra il<br />

muro di sassi e il ciglio della roggia,<br />

superano i molini e dopo un<br />

breve tratto finalmente intravedono<br />

il “palazzo”, la loro nuova<br />

dimora.<br />

Suor Rosalia Colleoni,<br />

cuciniera<br />

Santa Geltrude Comensoli, fondatrice<br />

dell’Istituto delle Suore Sacramentine<br />

E’una vecchia casa signorile, già<br />

della famiglia Mazzocchi da tempo<br />

trasferita in Venezia: un lascito<br />

dell’ultimo erede, don Angelo<br />

Vegini, con l’obbligo di istituirvi<br />

l’asilo infantile e la clausola inderogabile<br />

che l’istituto sarebbe<br />

stato affidato alle suore.<br />

Nella casa, più che i segni di quella<br />

che fu una dimora signorile, sono<br />

ben più evidenti l’umidità, il<br />

freddo e la poca luce.<br />

Vi sono al primo piano “due stanze<br />

e una minuscola cella rivolte<br />

sulla via della Ripa, quindi all’ombra;<br />

una “latrinetta” e una<br />

loggia che dà sul cortile interno<br />

che, se aveva qualche ragion d’essere<br />

per i signori del Seicento, risulta<br />

inutile, anzi dannosa per<br />

quelle suore che si vedono così<br />

aggiungere alla loro povertà anche<br />

l’assenza del sole.” (3)


I lavori per l’adattamento della casa<br />

alla nuova attività sono finiti,<br />

a piano terra le suore trovano una<br />

“saletta”, la cucina e il refettorio;<br />

sul muro un crocifisso e i quadri<br />

del Sacro Cuore, di Pio X e del<br />

vescovo Radini Tedeschi.<br />

Tra gli arredi e le stoviglie spiccano<br />

una lucerna, un cassettone<br />

per la legna, la cucina economica,<br />

l’asse per la pasta, per la polenta<br />

e per il lardo, un mastello,<br />

una grande pentola, 150 scodelle,<br />

10 bicchieri, una scatola di<br />

cucchiai di ferro stagnato.<br />

Collegato al corpo del vecchio palazzo<br />

l’edificio continua a L, con<br />

il solo piano terra: vi è la stanza<br />

da lavoro, un aula per la scuola,<br />

uno porticato aperto sul cortile<br />

che porta direttamente alle latrine<br />

per i bambini; all’opposto una<br />

seconda aula per la scuola e la<br />

chiesetta dell’Immacolata che collega<br />

l’asilo con l’oratorio maschile<br />

(4) .<br />

Nella prima visita la cuciniera ha<br />

notato il campo contiguo, “sarà<br />

la nostra ortaglia - dice – potremo<br />

ricavarci un po’ di verdura e<br />

con le galline anche qualche uovo”.<br />

E così sarà effettivamente.<br />

Non conoscono ancora nessuno<br />

se non il parroco don Giovanni<br />

Palazzi e il curato don Matteo Alberti.<br />

Sono sole in un paesino sconosciuto<br />

e povero. Ripetono dentro<br />

di loro le parole della Madre,<br />

Geltrude Comensoli: “Vi raccomando<br />

l’osservanza della Regola,<br />

il silenzio, il sacrificio, la povertà,<br />

l’obbedienza (…). Però siate<br />

allegre! I musi non vanno d’accordo<br />

con le virtù.<br />

La religiosa deve farsi vedere sempre<br />

lieta e contenta, in pace con<br />

tutti, affabile accondiscendente,<br />

dolcemente seria, allegramente<br />

seria” (5) . Con questi sentimenti si<br />

preparano all’apertura dell’Asilo<br />

che avviene lunedì 18 dicembre<br />

1910.<br />

Arrivano 105 bambini. Vengono<br />

accolti dalle maestre nelle due aule<br />

dove vi sono solo alcune panche<br />

e due tavoli. I banchini per i<br />

piccoli arriveranno solo l’anno<br />

dopo, mentre i più grandicelli dovranno<br />

aspettarli ancora un anno.<br />

A mezzogiorno nel refettorio<br />

funziona una stufa caricata a legna<br />

mentre i bambini consumano<br />

la refezione composta da una<br />

minestra calda e pane.<br />

Un po’ di riposo e quindi il gioco<br />

nell’ampio cortile, nonostante<br />

il freddo. L’asilo diviene parte<br />

preziosa della comunità e di questa<br />

le suore ne divengono l’anima.<br />

Esse non curano solo i bambini,<br />

ascoltano, aiutano e consigliano<br />

le mamme; a loro possono<br />

confidare difficoltà e privazioni.<br />

Aprono la scuola di lavoro, un laboratorio<br />

di economia domestica<br />

per le ragazze e le giovani operaie,<br />

che le suore educano e assistono.<br />

L’apostolato sociale poi non<br />

è disgiunto da quello religioso per<br />

cui le suore sono coadiutrici dei<br />

sacerdoti nel servizio liturgico,<br />

nella preparazione dei bambini<br />

ai sacramenti, nel catechismo e<br />

nell’accompagnamento, specie<br />

delle adolescenti e delle giovani.<br />

Una rara foto di bambini che giocano nel vecchio cortile dell’Asilo.<br />

Il porticato<br />

dell’Asilo;<br />

sul fondo,<br />

l’ingresso<br />

del refettorio.<br />

Grazie alle nostre suore<br />

Grazie alle nostre suore - 15


Grazie alle nostre suore<br />

Nella foto,<br />

da sinistra:<br />

suor Nunzia Carozzi,<br />

superiora,<br />

suor Emilia Rota,<br />

coordinatrice,<br />

suor Fede Abbiati;<br />

le insegnanti:<br />

Roberta Fantoni<br />

Silvia Poloni<br />

Anna Pedrini<br />

Elsa Assolari<br />

Claudia Marconi<br />

Lucia Morotti.<br />

Insomma, l’asilo diventa una vera<br />

fucina sociale e pastorale, ben<br />

al riparo e al di sopra delle parti<br />

anche politiche che si susseguono<br />

nei decenni.<br />

Di fronte alle croniche difficoltà<br />

finanziarie le suore non fanno<br />

mancare il loro aiuto con ogni<br />

mezzo, talora vendono la verdura<br />

dell’ortaglia, i conigli e le uova<br />

del loro pollaio per ricavare<br />

qualche spicciolo. La stessa scuola<br />

di lavoro nei giorni feriali e alla<br />

domenica genera qualche provento<br />

che può incrementare il bilancio<br />

dell’asilo sempre all’osso.<br />

Né si dimentichi infine che, per<br />

contribuire alle spese dell’asilo,<br />

l’Istituto non esita a soprassedere,<br />

anche per lunghi periodi, ad<br />

una parte del compenso<br />

delle sue<br />

suore, già sempre<br />

magro per sua natura<br />

(6) .<br />

Non è possibile qui<br />

raccontare gli innumerevoli<br />

episodi<br />

di bene che pure<br />

hanno fatto la<br />

storia della Sacramentine<br />

a Villa di<br />

Serio.<br />

Pensiamo ai molti<br />

periodi difficili,<br />

la prima guerra<br />

mondiale, la crisi<br />

economica e la fame<br />

tra le fine degli<br />

Anni Venti e gli Anni Trenta,<br />

quando l’asilo delle suore era il<br />

luogo di una minestra sicura per<br />

molti, non solo per i bambini! Poi<br />

la seconda grande guerra e lo sconquasso<br />

politico e le difficoltà del<br />

Dopoguerra. Mai un fatto, un cenno<br />

negativo nei confronti delle<br />

suore. Come non raccontare l’episodio<br />

emblematico di quella<br />

banda di facinorosi che la sera del<br />

26 luglio 1943, dopo aver festeggiato<br />

la caduta del Regime fascista<br />

a modo loro, razziando vino,<br />

salami, olio e carne in scatola nella<br />

case di alcuni benestanti, decisamente<br />

alticci finirono per portare<br />

il tutto alle Reverende suore!<br />

Arrivano finalmente la fine degli<br />

Anni Quaranta, la Repubblica e<br />

il parroco don Paris con la sua forte<br />

volontà di innovare. L’asilo è rimasto<br />

un Istituto Pubblico di Assistenza<br />

e Beneficienza, vive per<br />

le rette delle famiglie e l’aiuto della<br />

parrocchia, può contare su un<br />

minimo contributo del Comune<br />

e dello Stato ma ha sempre bisogno<br />

d’aiuto. Solo dopo le oblazioni<br />

importanti dalla famiglia Cavalli<br />

si può pensare ad un riscaldamento<br />

un po’ efficace e al miglioramento<br />

delle condizioni igieniche.<br />

E anche le suore ne hanno<br />

un piccolo beneficio: qualche veloce<br />

riparazione del tetto e il collegamento<br />

dell’appartamento con<br />

la chiesina di S. Bernardino tornata<br />

al culto: ora le suore possono<br />

recarsi, anche di notte, dal loro<br />

appartamento alla chiesa senza<br />

gelare, soprattutto d’inverno,<br />

per la loro irrinunciabile Adorazione<br />

eucaristica quotidiana.<br />

L’opera delle suore e il loro fervore<br />

per l’educazione dei bambini<br />

e della gioventù specie quella<br />

femminile continua senza sosta.<br />

La Scuola di lavoro è attiva<br />

più che mai diretta dalla indimenticata<br />

suor Deodata Carenini,<br />

a Villa dal 1942 al 1972.<br />

Tra le suore ricordiamo, con la superiora<br />

suor Tarsilia (1948-1954),<br />

suor Innocente (1942-1954), suor<br />

Giampaola (1950-1969), suor Marcellina<br />

(1951-1964) e suor Preziosina<br />

(1953-1964). Nel 1955 arriva<br />

anche suor Domenica Zanetti<br />

che resterà con noi per ben 51 anni,<br />

fino al 2006.<br />

Verso gli Anni Settanta tornano incontenibili<br />

le magagne strutturali<br />

dell’edificio specie per l’umidità<br />

interna alle aule. Non parliamo<br />

dei tetti, in particolare quello<br />

sopra le camere delle suore.<br />

Capita che mentre la muffa aumenta<br />

nelle aule, quando piove<br />

le suore si corichino con il catino<br />

per terra e l’ombrello sopra il<br />

letto. La situazione diviene insostenibile<br />

già alla fine degli Anni<br />

Sessanta quando, alla decrepitezza<br />

dell’edificio si aggiunge la<br />

necessità di nuove aule: è necessaria<br />

un’azione energica, risolutiva,<br />

bisogna costruire un asilo<br />

nuovo. E così avviene. Il primo<br />

lotto viene inaugurato nel 1971,<br />

mentre l’ultimo, che comprende<br />

finalmente anche l’appartamento<br />

delle suore, è pronto nel 1974 (7) .<br />

La scuola nuova, funziona bene,<br />

le famiglie sono contente. Anche<br />

l’appartamento delle suore c’è ma<br />

è presente una nuova insidia, grave.<br />

Le suore sempre entusiaste ad ogni<br />

ricambio, cominciano<br />

a diminuire.<br />

Quella vena preziosa<br />

nella roccia<br />

della religiosità<br />

bergamasca (ma<br />

non solo bergamasca)<br />

si affievolisce,<br />

dapprima lentamente,<br />

poi diventa<br />

una voragine.<br />

Anche Villa di Serio,<br />

che pure ha<br />

contribuito alla<br />

Congregazione delle<br />

Sacramentine<br />

con 18 suore native,<br />

pare avere<br />

esaurito la sua generosa riserva.<br />

Dico pare, perché la speranza in<br />

una nuova primavera vocazionale<br />

resta.<br />

Con l’anno scolastico 1971-72<br />

comincia l’esperienza delle insegnanti<br />

laiche. Prima una, poi due<br />

fino ad aumentare via via che le<br />

suore diminuiscono.<br />

Il problema dell’identità dell’asilo,<br />

che ormai chiamiamo scuola<br />

dell’infanzia, si pone da subito:<br />

occorre assicurare alla scuola la<br />

continuità educativa cristianamente<br />

ispirata senza tradire quanto<br />

è stato seminato dalle suore in<br />

tutti questi anni. Un’azione paziente<br />

e talvolta coraggiosa di relazioni<br />

e di ascolti non sempre facili<br />

ma produttivi, ancora una volta<br />

affidata alle suore, affinché, ora,<br />

attraverso delle buone insegnanti<br />

laiche, ciò che è stato seminato<br />

continui a dare frutto.<br />

16 - Grazie alle nostre suore


Così dagli Anni Settanta ad oggi<br />

l’impegno delle suore accresce<br />

mano a mano che la loro presenza<br />

diminuisce. Sperano con tutto<br />

il cuore in un miracolo o comunque<br />

che resti ancora molto, molto tempo<br />

prima di dover lasciare.<br />

Con questo assillo nel cuore ma<br />

anche con l’entusiasmo<br />

di sempre passano<br />

questi ultimi quarant’anni,<br />

forse i più<br />

difficili. E non possiamo<br />

non ricordarle<br />

queste suore, sia<br />

pure brevemente.<br />

Con le due direttrici<br />

suor Assunta Tomasoni<br />

(1972-78) e suor<br />

Rosaria Sana (1978-<br />

87), sono gli anni della<br />

contestazione, ricordiamo<br />

la dolce<br />

suor Domitilla Ghirardelli,<br />

cuciniera ma<br />

anche maestra di ricamo, cucito,<br />

maglia e uncinetto con suor Colomba<br />

Brignoli e suor Anna Besazza.<br />

Poi ancora suor Zita Micheli, suor<br />

Gianteresa Mulas e suor Delia Lorenzi.<br />

E’ il tempo della prima fase<br />

non sempre facile dei Decreti<br />

delegati e del nuovo apporto dei<br />

genitori nella scuola. Dopo di loro<br />

è direttrice suor Giuseppina<br />

Salvi (1987-1996) e, dopo di lei,<br />

suor Maria Teresa Monti (1996-<br />

91) con suor Franca Mauri superiora,<br />

suor Alfonsa Villa e suor Marina<br />

Albani che purtroppo morirà,<br />

proprio a Villa, il 19 novembre<br />

2000. E’ tempo di nuove normative<br />

e nuove leggi, (la Scuola<br />

Cavalli viene de pubblicizzata e<br />

viene aggiornato lo Statuto).<br />

Siamo ormai ai nostri giorni. Suor<br />

Maria Teresa viene sostituita da<br />

suor Romana Ghisleni (2001-07):<br />

viene costruito e aperto il nido integrato<br />

alla scuola dell’infanzia.<br />

Con suor Romana resta suor Fede<br />

Abbiati e l’intramontabile suor<br />

Domenica. La crisi vocazionale<br />

si fa sentire: le insegnanti laiche<br />

sono ormai sette. Dopo suor Romana<br />

a dirigere la scuola viene<br />

inviata suor Emilia Rota con suor<br />

Nunzia Carozzi, superiora.<br />

Suor Domenica dopo 51 anni ininterrotti<br />

si ritira nel 2006 (morirà il<br />

20 marzo 2008). Con la direzione<br />

di suor Emilia e con l’aiuto di<br />

suor Nunzia, resta attiva nella<br />

scuola solo suor Fede, ora ammalata,<br />

e da pochi mesi suor Maria<br />

Luisa.<br />

E siamo alla fine della<br />

nostra storia. Non<br />

la storia delle suore,<br />

che continuerà il suo<br />

cammino rinnovata<br />

secondo la provvidenza<br />

del Signore<br />

che l’ha voluta. Non<br />

la fine della scuola<br />

dell’infanzia Cavalli<br />

che queste suore hanno<br />

servito e preservato<br />

più di chiunque<br />

per 105 anni.<br />

Noi le ringraziamo<br />

commossi. Mentre<br />

preghiamo il Signore<br />

perché sia prodigo di grazie per<br />

l’Istituto delle Sacramentine che<br />

tanto ha dato a Villa di Serio.<br />

La Santa Fondatrice con la Madonna<br />

e San Giuseppe, i grandi<br />

protettori dell’Istituto, ispirino le<br />

strade più feconde, certi che tanta<br />

esperienza di bene continuerà<br />

senza sosta a generare altro bene.<br />

Casimiro Corna<br />

Grazie alle nostre suore<br />

Note<br />

(1)<br />

(2)<br />

(3)<br />

(4)<br />

(5)<br />

(6)<br />

(7)<br />

Il Paiaröl era Antonio Pagliaroli, ultimo “guardiano” della passerella che la sua famiglia custodiva da tempo immemorabile. Pare<br />

anche che chiedesse una palanca per una sorta di pedaggio. Naturalmente non c’era ancora il ponte in muratura che sarà costruito<br />

e reso attivo solo nel 1916.<br />

La scuola elementare era presente da alcuni decenni ed era composta delle sole prime tre classi. Per la quarta classe bisognava<br />

recarsi ad Alzano. L’obbligo scolastico era comunque assolto con la terza elementare.<br />

C. Corna, “Educare alla gioia”, Edizione della Fondazione Scuola dell’Infanzia Comm. Piero e Matilde Cavalli, Villa di Serio,<br />

2010, p. 46.<br />

Non bisogna confondere la chiesetta dedicata all’Immacolata con quella di S. Bernardino, dalla parte opposta, direttamente collegata<br />

con via della Ripa (via Locatelli) ma non ancora con il palazzo delle suore. La chiesetta di S. Bernardino infatti, a quei<br />

tempi, era stata trasformata a teatrino ad uso del ricreatorio maschile.<br />

Madre Geltrude Comensoli, Santa, (1847-1903) è la fondatrice delle Suore Sacramentine di Bergamo. Fin dalla fanciullezza sente<br />

una precoce attrattiva verso l’Eucarestia e pensa ad un Istituto contemplativo dedito alla adorazione eucaristica perpetua. Nel<br />

1880 riesce a parlare con Papa Leone XIII a cui espone il suo ideale. Il Pontefice la asseconda ma esige che, nell’istituto che vuol<br />

fondare, con il “Santo Pensiero dell’Adorazione ci sia vita attiva per educarvi le fanciulle povere e specialmente le operaie”. L’Istituto<br />

nasce, anche con successo, ma dovrà superare prove e sacrifici prima di giungere ad una serena presenza attiva. Il suo carisma,<br />

riassunto nel motto ”AmarTi e farTi amare”: prevede l’adorazione eucaristica perpetua e l’educazione della gioventù femminile,<br />

comprese le orfane malate e le operaie assistite anche in fabbrica dando così avvio, con altri Istituti, ad un capitolo nuovo<br />

nella vita religiosa di inizio Novecento, segnato dal passaggio dall’antica società rurale al nuovo mondo industriale. Figura di<br />

spicco nel cattolicesimo bergamasco a cavallo tra il XIX° e XX° secolo, Geltrude Comensoli viene canonizzata da papa Benedetto<br />

XVI il 26 aprile 2009, Festa della madonna del Buon Consiglio. La madre delle Sacramentine è Santa.<br />

Cfr.: Educare alla gioia, O.C., p. 48, 49.<br />

La nuova scuola dispone di un grande salone, refettorio, saletta - direzione, ufficio, spogliatoi, 5 aule a norma di legge e una piccola<br />

graziosa cappelletta. Occorre tener conto che i bambini accolti nel 1969 risultano essere 165 e le aule che si possono definire<br />

tali sono solamente due.


Grazie alle nostre suore<br />

Foto di gruppo<br />

con lo scultore Lorenzo<br />

Piemonti vicino alla<br />

sua opera.<br />

A sinistra<br />

suor Rosaria Sana,<br />

direttrice e superiora<br />

dal 1978 al 1987;<br />

a destra<br />

suor Assunta Tomasoni,<br />

direttrice e superiora<br />

dal 1972 al 1978.<br />

CENTO ANNI INSIEME A NOI<br />

C<br />

ento anni sono passati…<br />

Intere generazioni hanno<br />

vissuto con loro, ma<br />

è arrivato il momento di salutare<br />

e di ringraziare le nostre Suore<br />

che tanto hanno fatto per la nostra<br />

Comunità, ma soprattutto, per<br />

la nostra Scuola dell’Infanzia.<br />

Personalmente, ho molti ricordi<br />

legati a loro.<br />

Fin dalla prima Infanzia, ho vissuto<br />

momenti SPECIALI con la mia<br />

Suor Rosaria, dolcissima insegnante,<br />

ma ferma guida per la mia<br />

crescita.<br />

Come dimenticare il suo quotidiano<br />

sorriso rassicurante e materno,<br />

quando, al mattino, il pulmino,<br />

mi portava da lei, alla Scuola<br />

dell’ Infanzia, mentre sul mio<br />

viso, scendevano quelle lacrime<br />

di nostalgia che solo lei sapeva<br />

asciugare con tanta delicatezza e<br />

con quegli abbracci rassicuranti<br />

che, ancora oggi, se ci penso, mi<br />

trasmettono ancora tutto il suo calore.<br />

Era sempre pronta a confortarmi<br />

e a donare, a ciascuno dei suoi<br />

bimbi, il suo prezioso insegnamento.<br />

Con lei c’era anche Suor Zita (insegnante<br />

dei “ Rossi ”) e Suor Domitilla,<br />

FANTASTICA cuoca.<br />

Entrando nella sala da pranzo della<br />

nostra Scuola, un giorno, un<br />

papà mi disse:<br />

“ Mamma mia! Quando entro qui<br />

dentro, sento ancora il PROFU-<br />

MO del risotto di Suor Domitilla!<br />

”…Che cosa non fanno i BEI ricordi!<br />

Ammetto che sono sempre<br />

stata una bimba che non è mai<br />

andata molto d’ accordo con il cibo,<br />

eppure, la pazienza di Suor<br />

Rosaria, durante il pranzo e la mano<br />

da cuoca eccelsa di Suor Domitilla<br />

(sempre vestita di bianco<br />

e non di nero, come le altre Suore,<br />

con un bel grembiule davanti),<br />

mi facevano sembrare il momento<br />

del pranzo meno pesante<br />

e anche piacevole, se ci penso bene!<br />

Suor Domitilla, poi, aveva un orticello,<br />

qualche coniglio e alcune<br />

galline, nella sua piccola stalla,<br />

che era situata nel giardino,<br />

dove, adesso, ci sono le casette<br />

colorate.<br />

Crescendo, durante la Scuola Primaria,<br />

ho partecipato al mese di<br />

Luglio tenuto dalle nostre Suore,<br />

alla Scuola dell’ Infanzia, dove<br />

Suor Domitilla, Suor Colomba,<br />

Suor Anna e Suor Delia, ci insegnavano<br />

a ricamare e a cucire.<br />

Quante belle cose avevamo preparato!<br />

Tovaglie ricamate con il “ punto<br />

erba ” , centrini con l’ uncinetto,<br />

sciarpe con gli aghi e tante altre<br />

cose.<br />

Le Suore, poi, ci facevano scrivere<br />

su un quaderno, “ I rimedi della<br />

nonna ”, piccoli segreti per le<br />

faccende domestiche.<br />

Per loro, noi bambine e ragazze<br />

delle Scuole Medie, eravamo “ Le<br />

Donne del Futuro”!<br />

Durante una delle Feste dell’ Uva<br />

del nostro paese, il nostro carro<br />

si chiamava proprio così!<br />

Sicuramente non era un CRE, ma<br />

18 - Grazie alle nostre suore


Grazie alle nostre suore<br />

quante cose PREZIOSE abbiamo<br />

imparato! Crescendo e diventando<br />

adolescente, ho avuto la fortuna<br />

di incontrare come catechista<br />

Suor Giuseppina, Superiora<br />

delle nostre Suore e coordinatrice<br />

della nostra Scuola dell’Infanzia.<br />

Proprio con lei, nel 1994, ho<br />

mosso i miei “primi passi da insegnante”.<br />

Sono passati ormai 21 anni, ma<br />

ho ancora nel cuore i suoi insegnamenti<br />

e i suoi consigli.<br />

Sempre sorridente, ma ferma e decisa<br />

nel coordinare la nostra Scuola<br />

dell’ Infanzia.<br />

Con lei c’ erano Suor Franca, la<br />

dolcissima Suor Marina, cuoca<br />

delle Suore e dispensatrice di CA-<br />

REZZE ai bimbi che avevano nostalgia<br />

della mamma e la nostra<br />

Suor Fede che, sia quando insegnava,<br />

sia quando era di supporto<br />

a noi insegnanti durante il momento<br />

del pranzo, del riposo pomeridiano<br />

e durante l’anticipo al<br />

mattino, ha sempre tenuto i nostri<br />

bimbi con lo sguardo fisso e<br />

la bocca aperta con le sue canzoni,<br />

le sue filastrocche (che tiene<br />

ancora scritte a mano su una<br />

PREZIOSA agenda marrone, che<br />

ha sempre condiviso con noi insegnanti,<br />

quando ne avevamo bisogno)<br />

e i suoi giochi di squadra.<br />

C’era poi Suor Alfonsa, con cui<br />

ho condiviso, come con Suor Fede,<br />

la catechesi in Oratorio e i momenti<br />

di animazione alla Domenica<br />

quando, con il “Gruppo di<br />

Animazione”, si organizzavano<br />

giochi e momenti di svago per i<br />

bambini della comunità, nella nostra<br />

Scuola dell’ Infanzia.<br />

Suor Alfonsa è sempre stata la Suora<br />

del dialogo e del confronto, sempre<br />

pronta ad ascoltare e ad imparare<br />

da noi insegnanti, quando<br />

non sapeva qualcosa, sempre per<br />

il bene dei suoi bambini “Rosa”.<br />

Poi ho incontrato, come coordinatrice<br />

e collega, Suor MariaTeresa,<br />

giovane Suora pronta a fare<br />

sempre di più e sempre meglio<br />

per la SUA SCUOLA.<br />

Suora STIMOLANTE e pronta alle<br />

NOVITA’, disposta all’ aggiornamento<br />

continuo per risolvere<br />

quei problemi quotidiani che ogni<br />

insegnante vive con i suoi bambini.<br />

Tanto ho imparato da lei umanamente<br />

e professionalmente e, con<br />

la sua CAPARBIETA’ e VOGLIA DI<br />

FARE, con cui ha conquistato tanti<br />

genitori, ha saputo donare molto<br />

alla nostra Scuola.<br />

Suor Romana, la DOLCEZZA fatta<br />

persona, è entrata nei cuori di<br />

grandi e piccini quando ha coordinato<br />

la nostra Scuola.<br />

Bastava che lei sussurrasse poche<br />

parole ai bambini, che li aveva<br />

già INCANTATI!<br />

Non dimenticherò mai la sua BON-<br />

TA’ D’ ANIMO, trasformata nella<br />

quotidianità, in un insegnamento<br />

prezioso, non solo per i nostri<br />

bambini.<br />

Oggi il nostro GRAZIE, di cuore,<br />

va anche a Suor Emilia, nostra coordinatrice<br />

e preziosa ascoltatrice,<br />

perché, anche se lei stessa si<br />

definisce (lo dico traducendolo in<br />

Il laboratorio<br />

di suor Domitilla<br />

con le piccole<br />

cuoche, 1975.<br />

Suor Domitilla<br />

Ghirardelli e suor<br />

Colomba Brignoli<br />

erano anche maestre<br />

di ricamo, cucito,<br />

maglia ed uncinetto,<br />

che insegnavano<br />

alle bambine<br />

in alternativa al<br />

CRE dell’Oratorio.<br />

Da sinistra:<br />

Suor Giuseppina<br />

Salvi, superiora e<br />

direttrice dal 1987<br />

al 1996.<br />

Suor Maria Teresa<br />

Monti, direttrice<br />

della Scuola<br />

materna dal 1996<br />

al 2001.<br />

Grazie alle nostre suore - 19


Grazie alle nostre suore<br />

italiano, ma lei, da buona bergamasca,<br />

lo dice a noi insegnanti,<br />

ma anche ai genitori, in dialetto…)<br />

“Un cane che abbaia, ma,<br />

alla fine, non morde!”, chi la conosce<br />

bene come la conosciamo<br />

noi, sa benissimo che, quel suo<br />

modo di porsi, è una “maschera”,<br />

dietro a cui si nasconde una persona<br />

che sa ascoltare e comprendere<br />

ciò che ti sta più a cuore.<br />

Un GRAZIE va a Suor Nunzia, Superiora<br />

delle nostre Suore, sempre<br />

pronta ad aiutarci con i nostri<br />

bambini, anche quando vediamo<br />

sul suo volto quella comprensibile<br />

e umana stanchezza e a Suor<br />

MariaLuisa, entrata da poco a far<br />

parte delle nostre Suore, ma con<br />

una voglia di fare, di relazionarsi<br />

e di VIVERE con i nostri bambini,<br />

che è come se fosse con noi<br />

da anni.<br />

Da ultimo, ma non perché sia meno<br />

importante delle altre, un GRA-<br />

ZIE SPECIALE va a Suor Domenica.<br />

Lei ha visto INTERE GENERAZIONI<br />

di bambini crescere, diventare<br />

mamme, papà, nonne e nonni,<br />

nei suoi 50 anni di amorevoleservizio<br />

nella nostra comunità.<br />

Quanti Cre vissuti con lei, quanti<br />

bambini ha preparato alla Prima<br />

Comunione, quante volte l’abbiamo<br />

vista riordinare gli spartiti<br />

della Corale S. Stefano (di cui faceva<br />

orgogliosamente parte), sul<br />

suo tavolo in legno, nel corridoio<br />

della Scuola dell’ Infanzia, su cui<br />

teneva anche le “Famiglia Cristiana”<br />

da vendere.<br />

Con lei ho imparato a leggere in<br />

Chiesa, anche se, a volte, la vergogna<br />

mi faceva dire di no, ma<br />

lei, prima di iniziare la S. Messa<br />

mi diceva: “Pasa so che ta set braa!<br />

ALZA la voce, capito? Stai bene<br />

vicino al microfono!”.<br />

Il batticuore c’era, ma, grazie a<br />

lei, ho superato quell’emozione<br />

del momento che mi faceva tremare<br />

la voce.<br />

Come dimenticare i suoi compleanni<br />

festeggiati insieme ai bambini!<br />

Così FORTE caratterialmente<br />

ma, davanti ai loro auguri, arrossiva<br />

e le si riempivano gli occhi<br />

di lacrime.<br />

Quando ci “ha lasciati” il vuoto<br />

è stato ENORME, ma, il suo ricordo,<br />

sarà PER SEMPRE.<br />

Santa Geltrude Comensoli, Ma-<br />

dre Fondatrice delle Suore Sacramentine,<br />

diceva:<br />

“Gesù Amarti e farti Amare”.<br />

Le nostre Suore hanno saputo far<br />

AMARE Gesù ai nostri bambini e<br />

alle loro famiglie e noi, come<br />

scuola di ispirazione cristiana,<br />

non possiamo far altro che ringraziarle<br />

ed essere loro riconoscenti<br />

per tutto il BENE che hanno<br />

saputo donare ai nostri bambini,<br />

certi che continueremo sulla<br />

strada del loro insegnamento.<br />

Elsa<br />

A destra: Suor Romana Ghisleni,<br />

superiora e coordinatrice<br />

dal 2001 al 2007.<br />

Sotto:<br />

l’intramontabile Suor Domenica<br />

Zanetti (insegnante),<br />

a Villa di Serio dal 1955 al 2006.<br />

20 - Grazie alle nostre suore


GRAZIE PER CIÒ CHE AVETE FATTO<br />

PER LE NOSTRE FAMIGLIE<br />

Grazie alle nostre suore<br />

L<br />

e nostre suore ci salutano!<br />

Da quest’estate lasceranno<br />

la comunità di Villa di<br />

Serio!<br />

Che choc apprendere questa notizia!<br />

Le suore per la nostra generazione<br />

ci sono sempre state,<br />

tanto che il loro servizio e la loro<br />

presenza, per molti di noi ormai<br />

erano date per scontate; a tal<br />

punto che non riesco ad immaginare<br />

come cambierà la comunità<br />

di Villa di Serio già a partire dal<br />

prossimo settembre.<br />

Di certo, la prima mancanza che<br />

sentiremo sarà quella dei tanti e<br />

preziosissimi servizi che da decenni<br />

hanno silenziosamente svolto<br />

per tutta la comunità religiosa<br />

e civile; in primo luogo il servizio<br />

per l’asilo, scuola materna o<br />

scuola per l’infanzia… già perché<br />

in tanti anni la scuola dei nostri<br />

bambini è stata chiamata in tanti<br />

modi diversi, ma le suore? Loro ci<br />

sono sempre state! Sono cambiati<br />

i loro volti e i loro nomi, ma non<br />

lo spirito di umile e gratuito servizio<br />

nei confronti dei nostri figli,<br />

adulti di domani.<br />

Seppur consapevoli che la scuola<br />

per l’infanzia continuerà ad esistere<br />

e ad avere una forte impronta<br />

cristiano-cattolica, quanto vuoto<br />

sembrerà l’asilo senza i sorrisi, la<br />

disponibilità, l’affetto e anche qualche<br />

tirata di orecchie delle nostre<br />

suore?!?<br />

Un segno ineluttabile dei tempi<br />

che cambiano! Una campanella<br />

d’allarme sulla scarsa sensibilità<br />

spirituale che avanza, a favore di<br />

una predominante attenzione agli<br />

aspetti materiali.<br />

E allora stringiamoci in una preghiera:<br />

la Madonna ricolmi di ogni<br />

bene tutte le suore del mondo, in<br />

particolare Suor Nunzia, suor Fede,<br />

Suor Emilia e suor Maria Luisa;<br />

le sostenga nel loro servizio e<br />

interceda per loro nei confronti di<br />

Suo Figlio Gesù, affinché esaudisca<br />

i loro propositi; e possa lo Spirito<br />

Santo chiamare alla vocazione<br />

religiosa ancora molti bambini<br />

e bambine.<br />

Grazie per tutto quello che avete<br />

fatto per le famiglie di Villa di Serio!<br />

Avete contribuito a crescere<br />

i nostri figli, affiancandoci nel trasmettere<br />

loro i valori della famiglia,<br />

del rispetto e dell’amore; avete<br />

pregato per noi e ci siete state<br />

vicine nei momenti di difficoltà;<br />

“ GRAZIE ”<br />

con il vostro esempio e la vostra<br />

testimonianza ci avete indicato<br />

quale strada seguire, dedicando<br />

tutta la vostra vita al Signore!<br />

Non sarà facile rimanere orfani<br />

del vostro affetto! Per questo motivo<br />

abbiamo la sfacciataggine di<br />

chiedervi ancora un regalo: continuate<br />

a pregare per noi, per la<br />

nostra comunità e specialmente<br />

per i nostri bambini!<br />

Rimarrete sempre nei nostri cuori!<br />

Grazie di tutto! Buon viaggio<br />

e buona vita a voi!<br />

Tra le pagine del mio quaderno<br />

scritto con il pensiero<br />

Giovanni Nervi<br />

per il Comitato Genitori<br />

c’ è l’ inchiostro più indelebile e sincero.<br />

Ha scritto GRAZIE per la vostra PAZIENZA,<br />

per la COSTANZA,<br />

per la vostra SILENZIOSA VICINANZA,<br />

per il SOSTEGNO e la PERSEVERANZA.<br />

Durante questi anni RICCHI DI EMOZIONI,<br />

voi avete saputo COLORARE<br />

tutte le stagioni.<br />

GRAZIE SUORE!<br />

- Villa di Serio, Maggio 2015 -<br />

Grazie alle nostre suore - 21


Grazie don Franco<br />

Grazie don Franco<br />

Il gruppo dei bambini<br />

della Prima<br />

Comunione,<br />

17 maggio 2015,<br />

(Photo Art di Pegurri).<br />

Don Franco ha chiesto che non si scrivesse di lui, nemmeno del suo cinquantesimo anniversario di Messa - che<br />

ha scelto di vivere all’ombra materna della Madonna di Fatima che ci ha raggiunto anche quest’anno -, e che,<br />

se proprio non si poteva evitare, lo si facesse in un numero del Giornale dedicato prioritariamente alle nostre<br />

Suore e alle consuete attività parrocchiali. L’avvicendarsi dei parroci fa parte della normale vita delle comunità<br />

cristiane, ci ha detto più volte, mentre la partenza delle Suore è qualcosa di definitivo, che chiude un capitolo<br />

fecondo e prezioso, lasciandoci un’eredità bellissima da raccogliere e far fruttificare. Verissimo, ma contenere<br />

in poche righe dodici anni di cammino insieme era impossibile. Si è quindi pensato di dar voce innanzitutto<br />

ai principali collaboratori di don Franco - don Carlo e padre Giuseppe -, ai suoi “vecchi” curati, alle Suore,<br />

ai Consigli parrocchiali, alla Scuola dell’infanzia, ad alcuni gruppi e ai giovani. Impossibile dare la parola a<br />

tutti; confidiamo che nessuno si consideri escluso, ma anzi, tutti si sentano rappresentati dalle testimonianze<br />

pubblicate. Questo proprio nello spirito di unità e fraternità, di collaborazione e ascolto, per il quale don Franco<br />

ha tanto lavorato in questi anni. Sia quindi questa parte del Giornale come un piccolo ed artigianale arazzo,<br />

nel quale si intrecciano le esperienze della nostra comunità, le sue gioie e i suoi cammini, le opere e le fatiche<br />

ma anche quanto di bello e di buono è rimasto custodito nel cuore di ciascuno.<br />

Ripercorrere questo cammino, leggere e guardare le fotografie, fare memoria di tanti momenti vissuti insieme,<br />

ci fa sentire più Chiesa, più amici nella grande casa che è la parrocchia, in fondo più buoni: un altro regalo che<br />

don Franco ci fa. Fin dall’inizio don Franco ha valorizzato il Giornale - cui negli anni si è affiancata con ottimo<br />

esito Radio Villa, grazie alla collaborazione autorevole di padre Giuseppe e di una nutrita squadra - proprio<br />

come strumento che potesse raggiungere tutto il paese e raccontarlo, offrendo occasioni di riflessione e privilegiando<br />

le interviste, che consentono un contatto diretto e vivo con le persone. Di qui la nascita di molte rubriche<br />

che caratterizzano il nostro Giornale.<br />

Ecco, per usare un tweet di papa Francesco, in questi anni la guida di don Franco ha cercato di mostrare che il<br />

cristiano “è testimone non di una teoria, ma di una Persona”. Quindi grazie don Franco per aver contribuito a<br />

costruire una “Chiesa di persone”, e averci insegnato ogni giorno come è bello seguire Gesù, il maestro.<br />

Elisabetta Corna<br />

per la redazione del Giornale della Comunità<br />

22 - Grazie don Franco


VENITE IN DISPARTE, VOI SOLI, IN UN LUOGO<br />

DESERTO, E RIPOSATEVI UN PO’<br />

"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui<br />

raccontarla."<br />

Grazie don Franco<br />

Q<br />

uando un amico o un<br />

collega va in pensione<br />

una delle frasi fatte che<br />

si dicono è: “Dopo tanto<br />

lavoro ecco il meritato riposo”.<br />

Don Franco, ti conosco da poco<br />

tempo, ma sono certo che hai compreso<br />

che il prete non è un uomo<br />

del meritato riposo, piuttosto è un<br />

discepolo che trova solo nel Signore<br />

il suo riposo.<br />

Il titolo di questo mio augurio è<br />

tratto dal Vangelo di Marco (6,31).<br />

Gesù sta accogliendo gli apostoli<br />

che dopo essere tornati dalla<br />

missione sono desiderosi di raccontare<br />

a Gesù ciò che lo Spirito<br />

Santo ha compiuto attraverso loro.<br />

Il Maestro li invita al riposo …<br />

1 - In un luogo deserto come Israele<br />

che per quarant'anni ha passeggiato<br />

con Dio verso la Terra<br />

Promessa e stando con il suo Signore<br />

si è scoperto amato.<br />

2 - In disparte: si lascia la scena<br />

delle responsabilità amministrative<br />

per dedicarsi al Signore e al<br />

suo Corpo, quella gente che troveranno<br />

di là dal mare che è persa<br />

senza pastore.<br />

3 - Voi soli. Non è un singolare<br />

(ora sei da solo), ma un plurale.<br />

Gesù chiede ai discepoli che quel<br />

tempo diventi davvero occasione<br />

per costruire rapporti fraterni, da<br />

prima tra ministri e poi insieme<br />

con la gente.<br />

Certo che hai compreso che non<br />

voglio farti una predica sull’essere<br />

in “pensione”, ma semplicemente<br />

riconsegnarti ciò che tu in<br />

questi due anni hai dato a me: un<br />

esempio di preghiera, una dedizione<br />

alla Chiesa perché essa è il<br />

Signore Gesù e uno stile fraterno<br />

di collaborazione.<br />

Un ultima cosa: non è Bibbia, ma<br />

è stata per me una spinta grande<br />

nel mio ministero. E’ la frase tratta<br />

da ‘Novecento’ di Baricco che<br />

ho messo come sottotitolo.<br />

Mi ha sempre colpito. Sono giovane<br />

e quando agisco penso sempre<br />

di essere al centro del palcoscenico<br />

pensando che così annuncerò<br />

con coraggio ciò in cui<br />

credo, ma poi ti accorgi che a precedere<br />

ogni tuo gesto c’è un amore<br />

disarmato, una salvezza fuori<br />

misura, un Padre misericordioso,<br />

un Fratello che non tradisce e una<br />

Forza che ti spinge. Scopri che la<br />

tua storia è abitata da Dio e se<br />

vuoi dire qualcosa di Lui non potrai<br />

che raccontare come ti ha<br />

chiamato, come ti ha amato e come<br />

continua a guidarti. Noi abbiamo<br />

una buona storia ed è la<br />

nostra perché abitata da Dio. Gli<br />

Apostoli han fatto proprio questo:<br />

raccontare di come, in Gesù, Dio<br />

si è fatto prossimo della loro vita.<br />

Voglio allora ringraziarti<br />

per quello<br />

che hai fatto<br />

per questa comunità,<br />

ma ringraziando<br />

te ringrazio<br />

prima di<br />

tutto Colui-chetutto-può<br />

perché<br />

ti ha donato alla<br />

nostra comunità<br />

e grazie alla tua<br />

storia si è fatto<br />

presente in mezzo<br />

a noi come<br />

l’Emmanuele<br />

(Dio-con-noi).<br />

Grazie e buon<br />

meritato riposo<br />

Foto di gruppo<br />

per la Professione<br />

di fede,<br />

24 maggio 2015.<br />

dCarlo<br />

Grazie don Franco - 23


Grazie don Franco<br />

LA RICONOSCENZA:<br />

UN FIORE CHE NON DEVE APPASSIRE<br />

Questo non è il tempo dei bilanci, ma il tempo dei ringraziamenti.<br />

T<br />

utti noi abbiamo delle<br />

persone verso le quali siamo<br />

legati da particolari<br />

obblighi di riconoscenza.<br />

Nessuno nasce da solo. Nessuno<br />

vive da solo. Ognuno riceve la vita<br />

da altri, ognuno è aiutato da altri<br />

a crescere e a maturare nelle<br />

diverse fasi della vita. Dai genitori<br />

ai fratelli, dai nonni ai coetanei,<br />

dagli amici agli insegnanti,<br />

nel mondo della scuola come in<br />

quello del lavoro.<br />

Tra i nostri benefattori un posto di<br />

non secondaria importanza lo occupano<br />

coloro che, per una investitura<br />

dall’Alto, per una vocazione<br />

sacra, sono stati sacerdoti<br />

che ci hanno avvicinato. Benefattori<br />

dalle due mani: una dedicata<br />

all’Eucarestia che ci hanno<br />

offerto, l’altra alla Confessione che<br />

ci è stata assicurata. Senza di loro<br />

non avremmo ricevuto questi<br />

preziosissimi e indispensabili doni<br />

della vita cristiana.<br />

Don Franco appartiene a questa<br />

categoria di benefattori. Dal Vescovo<br />

Roberto Amadei ha ricevuto<br />

questa comunità come un<br />

giardino da coltivare, una famiglia<br />

cui assicurare il nutrimento<br />

dell’anima.<br />

Dal 2003 è stato legato alla comunità<br />

parrocchiale di Villa di Serio,<br />

che ha come patrono, Santo<br />

Stefano protomartire, ma che sente<br />

come sua speciale protettrice<br />

la Madonna del Buon Consiglio<br />

cui ha riservato un particolare Santuario.<br />

Ora, per raggiunti limiti di età, lascerà<br />

a settembre questo suo incarico<br />

che ha svolto con una dedizione<br />

totale, senza riserve e senza<br />

risparmio di energie. Se la parrocchia<br />

gode oggi di una particolare<br />

stima per la sua compattezza,<br />

la molteplicità e la vivacità<br />

delle sue iniziative e per la fede<br />

che brilla in tante coppie, giovani<br />

e non più giovani, questo lo<br />

si deve al lavoro svolto dai sacerdoti<br />

che come pastori si sono succeduti<br />

in questi anni (parroci o<br />

curati di Oratorio o addetti al santuario).<br />

Ad altri il compito di valutare il<br />

lavoro e le realizzazioni fatte in<br />

questi dodici anni di don Franco;<br />

a tutti il dovere di ricordare il tanto<br />

lavoro fatto con passione e tenacia.<br />

Torna a lavorare a San Pellegrino<br />

nella parrocchia che lo ebbe<br />

come curato appena ordinato<br />

sacerdote. Termina la responsabilità,<br />

non l’attività.<br />

Quando uno celebra la sua prima<br />

Santa Messa si sprecano i manifesti<br />

con l’espressione: “Tu sei<br />

sacerdote per sempre”. Lo sei e<br />

non devi mai smettere di lavorare<br />

come sacerdote. Deve essere<br />

la tua gloria quella di morire sul<br />

campo di lavoro. Il sacerdote, finché<br />

ha una stilla di energia, la deve<br />

impiegare nel lavoro per gli altri,<br />

in mezzo agli altri.<br />

Don Franco,<br />

padre Giuseppe e<br />

don Carlo<br />

accompagnano in<br />

chiesa mons.<br />

Gaetano Bonicelli,<br />

vescovo emerito di<br />

Siena, che ha<br />

amministrato il<br />

Sacramento della<br />

Cresima a 56 ragazzi<br />

di Villa di Serio, 24<br />

maggio 2015<br />

(Photo Art di Pegurri).<br />

24 - Grazie don Franco


La parola “ pensione” non fa parte<br />

del vocabolario di un prete.<br />

Ecco perché don Franco, terminata<br />

la sua missione di parroco<br />

per raggiunti limiti di età, torna al<br />

suo primo amore, a lavorare nella<br />

parrocchia di San Pellegrino.<br />

Compirà 76 anni il prossimo 18<br />

settembre, essendo nato a Bracca<br />

di Costa Serina nel 1939, nella<br />

parrocchia di Ambriola.<br />

Le primizie del suo ministero sacerdotale<br />

le ha donate a San Pellegrino<br />

dove, dal 1965 al 1981,<br />

ha diretto l’Oratorio per 16 anni.<br />

Dal 1981 al 1986 è stato parroco<br />

a Vallalta, quindi a Foppenico parroco<br />

dal 1986 al 2003. In quell’anno<br />

il Vescovo Amadei gli affi-<br />

dò la comunità di Villa di Serio.<br />

La presenza costante, l’affabilità<br />

nell’accogliere le persone, la dedizione<br />

continua, sono dati che<br />

nessuno può contestare e che tutti<br />

hanno avuto la possibilità di<br />

constatare.<br />

Se lui ci lascia non ci deve lasciare<br />

la gratitudine nei suoi confronti<br />

anche se, nella storia degli uomini,<br />

è un fiore che attecchisce raramente<br />

e con immensa fatica. Insegnava<br />

già ai suoi tempi il filosofo<br />

e scrittore latino Seneca (4<br />

a.C - 65 d.C.): “Chi nega il beneficio<br />

ricevuto è un ingrato; più<br />

ingrato ancora è chi non lo rende;<br />

ma il più ingrato di tutti è colui<br />

che lo dimentica”.<br />

Dimenticare è far disseccare il fiore<br />

della riconoscenza. A questo<br />

filosofo pagano faceva eco un santo<br />

cristiano, San Giovanni Climaco<br />

che ammoniva con forza: “Il<br />

nostro Dio pieno di bontà e di saggezza,<br />

attira al suo amore le anime<br />

riconoscenti esaudendo prontamente<br />

le loro domande; le anime<br />

ingrate invece le lascia pregare<br />

a lungo prima di esaudirle”.<br />

Noi non vogliamo far parte dell’esercito<br />

dei dimenticoni e ancora<br />

meno a di quello degli estirpatori<br />

del fiore della riconoscenza.<br />

Don Franco se ne va: lo segua e<br />

lo insegua la nostra riconoscenza.<br />

P. Giuseppe Rinaldi s.x.<br />

Grazie don Franco<br />

TENEREZZA E UMILTÀ<br />

C<br />

aro don Franco,<br />

ricordo che facesti una<br />

certa fatica fisica la prima<br />

volta che ti vidi al mio ingresso<br />

in casa tua, per abbracciarmi:<br />

io non me l'aspettavo e non mi chinai<br />

subito e tu compensasti la differenza<br />

d'altezza con un piccolo<br />

sforzo...<br />

E quell'abbraccio fu l'inizio di sette<br />

anni di un affetto di padre.<br />

Venni a Villa di Serio nel momento<br />

in assoluto più difficile della mia<br />

vita, carico di ferite e rancori, e<br />

trovai in te un papà (certe volte,<br />

a dirla tutta, persino un po' una<br />

mamma...) con cui costruire un<br />

cammino di fiducia piena, nel quale<br />

ho raccolto i pezzetti e mi sono<br />

rialzato.<br />

Tra le tante cose buone di te, quelle<br />

che mi hanno sempre colpito<br />

sono la tenerezza per ogni persona,<br />

anche per le più petulanti e<br />

superficiali, quelle con le quali al<br />

massimo io riesco a rispettare l'antica<br />

opera di misericordia spirituale<br />

("sopportare pazientemente<br />

le persone moleste") ma tu proprio<br />

gli vuole bene a quella gente<br />

lì... lo vedevo dai tuoi gesti, dal<br />

tono della tua voce, dal tuo sguardo...<br />

e nel corso degli anni mi accorsi<br />

anche che non sei affatto ingenuo,<br />

come potrebbe apparire<br />

al primo colpo d'occhio: tu vedi<br />

il male con lucidità, ma continui<br />

a sperare nell'uomo e nel perdono.<br />

La seconda cosa che più mi porto<br />

nel cuore è la tua umiltà.<br />

Per me, orgoglioso fin nel midollo,<br />

è una lezione di vita vedere<br />

come tu, che ti consumi anche a<br />

75 anni per la tua parrocchia, accetti<br />

sereno anche quella mormorazione<br />

contro la quale mi sono<br />

sempre (invano...) scagliato nei<br />

miei anni di oratorio villese.<br />

Mi colpì soprattutto un giorno,<br />

quando ti stavo consegnando, furibondo,<br />

un vile attacco fatto alle<br />

tue spalle e quando ti stavo facendo<br />

anche nome, cognome e<br />

codice fiscale di chi ti calunniava,<br />

tu mi fermasti: "No, don Corrado,<br />

potrebbe condizionarmi poi<br />

quando guardo quella persona,<br />

non è necessario che tu mi dica<br />

come si chiama".<br />

A te, in assoluto una delle persone<br />

a cui devo di più della mia attuale<br />

serenità e di quello che di<br />

buono riesco a fare da prete, chiedo<br />

la benedizione.<br />

Con profonda stima, affetto e gratitudine.<br />

Don Corrado Signori<br />

Il gruppo dei bambini<br />

della Prima<br />

Comunione con<br />

don Corrado Signori<br />

e don Franco,<br />

25 maggio 2008<br />

(Photo Art di Pegurri).<br />

Grazie don Franco - 25


Grazie don Franco<br />

Da sinistra<br />

don Vittorio Rossi,<br />

padre Filippo Rondi,<br />

saveriano nativo di<br />

Villa di Serio,<br />

don Leone Lussana,<br />

il vescovo mons.<br />

Roberto Amadei,<br />

don Franco,<br />

don Corrado Signori,<br />

padre Giuseppe<br />

e don Matteo<br />

Cortinovis, nativo di<br />

Villa di Serio e<br />

missionario a Cuba.<br />

FRATELLO E MAESTRO<br />

Dei miei nove anni<br />

passati a Villa di Serio,<br />

gli ultimi tre li<br />

ho passati con don Franco.<br />

Tre anni belli con un uomo,<br />

un prete, un parroco che, più<br />

che un padre, voleva sentirsi<br />

fratello.<br />

Un maestro prezioso per me.<br />

Ricordo ancora quello che<br />

scrisse quando lasciai Villa<br />

di Serio nel settembre 2006:<br />

“Il Signore ti aiuti a voler sempre<br />

bene alle persone che ti<br />

sono affidate, ti mantenga ottimista<br />

anche di fronte alle<br />

difficoltà, ti conservi la gioia<br />

di essere prete”.<br />

Ti ringrazio ancora, caro don Franco<br />

per quelle parole: era ed è il<br />

tuo stile di vita.<br />

Lì sta il tuo esempio.<br />

Ringrazio il Signore per avermi<br />

fatto incontrare con te e, insieme<br />

a tutti i villesi grati per ciò che hai<br />

fatto in questa comunità, prego la<br />

Madonna del Buon Consiglio perché<br />

ancora a lungo continui a sorreggerti<br />

così che tu possa continuare<br />

a fare il bene tra la gente<br />

sull’esempio di Gesù Buon Pastore.<br />

Don Vittorio Rossi<br />

Anche mons. Paolo Rossi, saluta e ringrazia<br />

don Franco per quanto ha fatto per la gente<br />

di Villa di Serio e gli augura ancora molti<br />

anni di appassionato servizio alla Chiesa.<br />

Nella foto Mons. Paolo, nativo di Villa di<br />

Serio, con don Franco nella festa per la sua<br />

onorificenza pontificia (27 aprile 2009).<br />

Il gruppo dei ragazzi<br />

della Cresima (2006).<br />

Nella foto, con i ragazzi,<br />

don Vittorio e<br />

il compianto don Pasquale<br />

Mazzoleni (sulla sinistra).<br />

Dietro ai ragazzi,<br />

con il vescovo celebrante, si<br />

intravede anche<br />

il parroco don Franco.<br />

26 - Grazie don Franco


FEDELE ALLA GIOIA<br />

Grazie don Franco<br />

G<br />

esù radica il rapporto,<br />

tra noi e Lui, sull'amore<br />

vicendevole: Lui nella<br />

veste di guida umile, ma ferma,<br />

- come è quella del pastore, che<br />

ama le “sue pecore”, a differenza<br />

dei mercenari, per i quali non<br />

importa la sorte delle pecore! -<br />

Noi docili e fragili, come le pecore<br />

che hanno bisogno di una<br />

guida e di una cura totale.<br />

Nessuno di voi, che siete “pastori”,<br />

siete tali per vostra scelta, ma<br />

è Dio che, guardando le masse<br />

“ha compassione” e così, pur conoscendo<br />

la debolezza di ognuno,<br />

per pura Sua misericordia e<br />

bontà, vi sceglie ad uno ad uno.<br />

La gente ieri, oggi, sempre, esige<br />

di vedere nel sacerdote l’Amore<br />

di Dio vissuto e donato... non solo<br />

sull’altare, ma sempre e dovunque!<br />

È l’invito pressante di Papa Francesco,<br />

rivolto ai sacerdoti:<br />

“Questo vi chiedo: di essere pastori<br />

con l'odore delle pecore, pastori<br />

in mezzo al proprio gregge,<br />

e pescatori di uomini”.<br />

E tu Don Franco lo sei!...<br />

Sai ascoltare il gemito del povero,<br />

la voce candida del bambino,<br />

il grido pensoso della gioventù,<br />

il lamento del lavoratore affaticato,<br />

il sospiro del sofferente e la<br />

critica del pensatore.<br />

Pur nella vita costellata di gioie<br />

e difficoltà, la tua “forza” è sempre<br />

stata nel credere che in ogni<br />

situazione non eri tu ad operare,<br />

ma Lui. Lui l’aveva scelta per te<br />

e ti guidava.<br />

Grazie per la tua testimonianza!<br />

Ora ci resta da dire che è bello,<br />

infinitamente bello, ammirare come<br />

Dio sa operare, se ci si abbandona<br />

nelle sue mani.<br />

Se Lui chiama, se gli si dice di sì,<br />

in totalità, Lui e solo Lui opera<br />

cose, che la mente dell’uomo forse<br />

sogna, ma senza riuscire, da<br />

solo, a realizzarle. L’abbandono<br />

fiducioso in Lui è necessario, non<br />

solo per voi pastori, ma nell'impegno<br />

di ogni credente.<br />

Ha detto Papa Francesco: il vero<br />

pastore, il vero cristiano non ha<br />

paura di sporcarsi le mani.<br />

Va dove deve andare. Rischia la<br />

sua vita, rischia la sua fama, rischia<br />

di perdere la sua comodità,<br />

il suo status, anche perdere<br />

nella carriera, ma è buon pastore.<br />

È tanto facile condannare gli altri,<br />

è tanto facile, ma non è cristiano.<br />

Non è da figli di Dio.<br />

Il Figlio di Dio va al limite, dà la<br />

vita, come Gesù, per gli altri.<br />

Non può essere tranquillo, custodendo<br />

se stesso: la sua comodità,<br />

la sua fama, la sua tranquillità.<br />

Pastori a metà cammino no,<br />

mai! Cristiani a metà cammino,<br />

mai! Il buon pastore, il buon cristiano<br />

sempre è in uscita da se<br />

stesso, è in uscita verso Dio, nella<br />

preghiera, nell’adorazione; è<br />

in uscita verso gli altri.<br />

E tu Don Franco sei sempre stato<br />

fedele alla Gioia che si prova seguendo<br />

Gesù, sempre. È un dono!<br />

È bello! Grazie!<br />

Ora la realtà ci accomuna in un’unica<br />

chiamata: altre comunità ci<br />

attendono, altre persone da incontrare,<br />

altri figli di Dio da amare.<br />

Ti auguriamo un futuro carico di<br />

testimonianza fedele della Parola<br />

mentre nelle nostre preghiere<br />

ti affidiamo al nostro unico Signore<br />

e Maestro dal quale ogni<br />

vivente trae forza e sostegno.<br />

Siamo certe che anche noi saremo<br />

presenti nelle tue…<br />

Maria Santissima vegli sui tuoi<br />

nuovi cammini.<br />

Arrivederci nel Signore, don Franco!<br />

Settembre 2007:<br />

la celebrazione<br />

per il saluto<br />

alla superiora<br />

suor Romana Ghisleni<br />

e a suor Alfonsa Villa,<br />

che lasciano Villa di<br />

Serio (le prime due<br />

da sinistra) e il saluto<br />

alle suore che<br />

arrivano, suor Emilia<br />

Rota e suor Nunzia<br />

Carozzi (le prime da<br />

destra). Con loro,<br />

suor Fede, a Villa di<br />

Serio dal 2001.<br />

Suor Nunzia, Sr. Emilia,<br />

Sr. Fede e Sr. Maria Luisa<br />

Grazie don Franco - 27


Grazie don Franco<br />

DODICI ANNI INSIEME. IL SALUTO DEL CONSIGLIO<br />

PASTORALE PARROCCHIALE<br />

Sopra: Missione<br />

parrocchiale 2013.<br />

La Parrocchia aperta:<br />

la chiesa gremita,<br />

il Libro, i giovani,<br />

la musica, i giovani<br />

della Comunità<br />

Shalom. A destra:<br />

Inaugurazione della<br />

Casa della Comunità<br />

(25 novembre 2006). Il<br />

vescovo mons. Roberto<br />

Amadei con il sindaco<br />

Mario Morotti<br />

e don Franco.<br />

A destra il volontario<br />

Sandro Assolari, membro<br />

del CPAE (Photo<br />

Art di Pegurri).<br />

Anche la decisione, fortemente<br />

voluta da Don Franco, di rilanciare<br />

l’attività del Consiglio Pa-<br />

A<br />

nome di tutto il Consiglio<br />

Pastorale sono lieto (e al<br />

tempo stesso triste) di rivolgere<br />

un saluto al nostro prevosto,<br />

Don Franco.<br />

Percorrere con la memora questi<br />

dodici anni ci si rende conto del<br />

solco che Don Franco ha tracciato<br />

nella nostra comunità, lasciandoci<br />

una grande eredità di fede, di passione,<br />

di dinamismo per la quale<br />

tutti noi saremo sempre grati.<br />

Non starò certo ad elencare tutte<br />

le iniziative che don Franco ha<br />

promosso nella sua attività pastorale<br />

a Villa di Serio: è riuscito,<br />

con la sua determinazione ad affrontare<br />

(e vincere) sfide organizzative<br />

che la nostra Parrocchia<br />

non viveva da tempo (fra tutte da<br />

ricordare il Giubileo della nostra<br />

Chiesa Parrocchiale e la venuta<br />

della Madonna Pellegrina di Fatima<br />

del 2013, riproposta poi anche<br />

nel 2015) coinvolgendo tutte<br />

le varie realtà che gravitano in-<br />

torno alla parrocchia ed all’oratorio.<br />

Ecco, proprio la collaborazione<br />

ed il “mettere insieme” tutti i gruppi<br />

parrocchiali, sono stati fra i<br />

suoi principali obiettivi: far sentire<br />

cioè tutti noi partecipi alla vita<br />

della Parrocchia evitando divisioni<br />

e personalismi.<br />

storale va in quel senso: riunire<br />

tutte le persone di buona volontà<br />

in un cammino comune, coinvolgendole<br />

nelle scelte e nelle decisioni.<br />

Ci ha fatto sentire, insomma,<br />

tutti ugualmente importanti<br />

spingendoci costantemente<br />

verso una collaborazione fra i vari<br />

gruppi che, a volte, manca.<br />

Grazie, Don Franco: nella vita di<br />

ognuno di noi ci sono fatti che lasciano<br />

segni permanenti, nel bene<br />

e nel male; e anche nella vita di<br />

una comunità avvengono fatti che<br />

lasciano ricordi indelebili; per questo<br />

siamo grati soprattutto al Pastore<br />

che ha guidato questa comunità<br />

in questi intensi anni e che<br />

ci ha permesso di vivere tutti quei<br />

momenti che hanno segnato inevitabilmente<br />

la nostra esistenza.<br />

Sappiamo che Don Franco rifugge<br />

gli elogi e le celebrazioni ma non<br />

possiamo non affermare che ci mancheranno<br />

il suo paterno sguardo,<br />

la sua pacatezza, la sua umiltà, la<br />

sua disponibilità verso tutti.<br />

Ringraziamo il Signore per averci<br />

donato Don Franco al quale auguriamo<br />

una lunga vita e tutto il<br />

bene possibile, assicurandolo sul<br />

fatto che al suo successore non<br />

faremo mancare lo stesso impegno<br />

e la stessa collaborazione.<br />

Marco Lavelli, Segretario<br />

Consiglio Pastorale Parrocchiale<br />

28 - Grazie don Franco


PAZIENZA E GENEROSITÀ PER IL BENE DI TUTTI<br />

Grazie don Franco<br />

È<br />

davvero grande la generosità<br />

di don Franco. Ogni<br />

giorno dedica il suo tempo,<br />

le sue energie, la sua<br />

intelligenza a svolgere con grande<br />

passione la sua preziosissima<br />

missione in mezzo a noi.<br />

E’ di grande esempio perché non<br />

si è mai risparmiato, non ha mai<br />

pensato che potrebbe celebrare<br />

meno Sante Messe, fare meno in-<br />

cessari per la comunità. Ritengo<br />

che questo suo atteggiamento abbia<br />

portato grandi benefici anche<br />

economici.<br />

Infatti questo suo distacco dai soldi,<br />

unito alla sua mitezza, bontà<br />

e disponibilità ha determinato importanti<br />

entrate per la Parrocchia;<br />

basta pensare ai beni ereditati, ai<br />

contributi da enti e da privati, alla<br />

rinuncia spontanea da parte di<br />

vari cittadini di avere<br />

il rimborso di<br />

prestiti fatti alla Parrocchia<br />

trasformandoli<br />

volontariamente<br />

in “doni”.<br />

Lascia una situazione<br />

finanziaria<br />

buona dopo aver<br />

realizzato, grazie<br />

alla generosità dei<br />

villesi ed a quanto<br />

già in cassa al<br />

suo arrivo, numerose<br />

opere tra le<br />

quali la ristrutturazione<br />

della Casa<br />

della Comunità<br />

e del Santuario<br />

oltre al “gioiello” finale costituito<br />

dal Parco Giochi per Bimbi che<br />

ha fortemente voluto e che dà respiro<br />

all’intero complesso dell’Oratorio.<br />

Avrebbe fortissimamente voluto<br />

realizzare una sala polivalente che<br />

doveva diventare, tra l’altro, il centro<br />

vitale per aggregare le famiglie<br />

convinto, come è da sempre,<br />

che gli incontri conviviali avvicinano<br />

le persone e le aiutano ad<br />

aprirsi, ad aiutarsi ed a volersi più<br />

bene. Dispiace che, nonostante<br />

abbia cercato in tutti i modi di<br />

realizzarla, sia rimasto un sogno,<br />

così come per altri interventi rimandati<br />

alle scelte e possibilità<br />

future. No caro don Franco, per<br />

capire quanto è stato prezioso per<br />

la comunità non è necessario aspettare<br />

quando non sarà più a Villa<br />

di Serio, perché siamo consapevoli<br />

del bene che ha fatto e ringraziamo<br />

il Signore per aver disposto<br />

che svolgesse il suo apostolato<br />

in mezzo a noi.<br />

Stefano Zappella<br />

Commissione Affari<br />

Economici<br />

Casa della Comunità:<br />

il crocifisso ligneo<br />

(sec. XVII),<br />

la sala Santo Stefano<br />

(sec. XV)<br />

(Photo Art di Pegurri).<br />

contri, meno iniziative; la sua disponibilità a favore<br />

dei malati, dei bisognosi e di chi chiede il<br />

suo aiuto è senza limiti.<br />

Quante persone in cerca di aiuto bussano ogni<br />

giorno alla sua porta; quante associazioni benefiche,<br />

missionari, gruppi volontari troviamo dopo<br />

le Messe festive a vendere, a proporre, a chiedere<br />

aiuto!<br />

Quanta pazienza e fatica ad ascoltare tutti!<br />

Ma non potrebbe limitarsi alle associazioni villesi<br />

e quindi risparmiare?<br />

Ritengo che per Don Franco essere così generoso<br />

con tutti sia la normalità.<br />

In campo economico penso che per lui il denaro<br />

sia lo “sterco del demonio” il cui valore è importante<br />

solo in quanto “mezzo” necessario per aiutare<br />

chi si trova davvero nel bisogno.<br />

Abbiamo notato la sua contrarietà, la sua fatica a<br />

chiedere soldi, anche se sappiamo che sono ne-<br />

Grazie don Franco - 29


Grazie don Franco<br />

DON FRANCO A <strong>VILLA</strong> DI SERIO, 2003 - 2015<br />

I chierichetti con il<br />

Vescovo mons.<br />

Francesco Beschi e<br />

con il parroco<br />

don Franco nel<br />

giorno della Festa<br />

della Madonna del<br />

Buon Consiglio,<br />

26 aprile 2012.<br />

Dopo tanti articoli sul Giornale<br />

parrocchiale sui più<br />

svariati argomenti scritti<br />

con la condivisione di Don Franco<br />

eccoci a questo Giugno 2015<br />

in cui dobbiamo scrivere su di lui<br />

quasi in incognito. Sì, perché lui<br />

ha raccomandato a tutti: non dite<br />

nulla di me!<br />

Ma non possiamo non salutare<br />

don Franco dopo 12 anni a Villa<br />

di Serio. E costa a me e a tutti:<br />

avremmo voluto tenercelo ancora<br />

questo parroco. La sua età e le<br />

norme della Chiesa non lo consentono<br />

e ne prendiamo atto, ma<br />

ci dispiace. Lui ha voluto che conoscessimo<br />

e cominciassimo da<br />

subito a voler bene al futuro parroco<br />

don Paolo, mentre spera che<br />

siano contenuti e bassi i toni della<br />

più che normale espressione di<br />

gratitudine per lui che lascia, da<br />

parte di una comunità che gli ha<br />

voluto bene. Questo è don Franco.<br />

E non è possibile salutarlo senza<br />

dire di lui e della gratitudine che<br />

Villa di Serio gli serberà per molto<br />

tempo. Si potrà dire che succede<br />

sempre così ad ogni saluto,<br />

poi ci si dimentica, e in parte è<br />

vero. Ma qui, nella storia di que-<br />

30 - Grazie don Franco<br />

sti dodici anni vi è qualcosa di diverso.<br />

Diverso fin dall’inizio, dall’incontro<br />

nel 2003 con la nostra<br />

comunità ancora addolorata e<br />

scossa; diverso per la crisi di valori<br />

che in questi anni, molto più<br />

di prima, ha investito tutto e tutti;<br />

diverso per la crisi economica<br />

assolutamente grave e inattesa,<br />

per le migrazioni così intense ed<br />

estese: accadimenti davanti a cui<br />

la Chiesa, anche quella di Villa<br />

con don Franco, non poteva solo<br />

prendere atto ma doveva fare la<br />

sua parte, concretamente. E non<br />

dimentichiamo anche la densità<br />

degli eventi nel mondo ecclesiale:<br />

il Sinodo diocesano, straordinario<br />

segno di vitalità per la Chiesa<br />

bergamasca; il passaggio dal<br />

vescovo Amadei al nuovo vescovo<br />

Beschi e il susseguirsi di ben<br />

tre papi, ognuno grande e diverso<br />

dall’altro: grazie a Dio per la<br />

grandezza della Chiesa.<br />

Diciamo questo perché don Franco<br />

è prete che sente fortemente<br />

la sua appartenenza alla Chiesa<br />

tutta. Tra i suoi desideri vi sta quello<br />

di farla conoscere, per farla<br />

amare: “Troppo poco - non si stanca<br />

mai di ripetere -, manifestiamo<br />

l’affetto per questa Chiesa e soprattutto<br />

la gioia forte di essere<br />

cristiani”.<br />

Questo è il tempo di don Franco<br />

a Villa di Serio. Ma che dire ancora<br />

di lui senza farlo arrabbiare<br />

troppo? Mi aiuta la foto pubblicata<br />

qui sopra, trovata in sacrestia.<br />

Lì vi è tutto di don Franco.<br />

Defilato come al solito (se potesse<br />

starebbe fuori dall’obbiettivo),<br />

però bello e compiaciuto qui, con<br />

la schiera dei suoi chierichetti! Un<br />

bel gruppo di bambini e bambine<br />

e qualche ragazzo più grandicello;<br />

rappresentano una parte<br />

della comunità e le loro famiglie,<br />

le famiglie villesi: lì sta il cuore<br />

del parroco. La famiglia è in crisi,<br />

la gioia del matrimonio si avverte<br />

poco; troppe volte si spegne<br />

o addirittura non si accende e ne<br />

pagano i danni prima di tutto i figli,<br />

poi la società tutta. Don Franco<br />

pensa alle giovani coppie, alla<br />

loro formazione, all’educazione<br />

dei figli. E alla povertà culturale<br />

che ci accompagna nonostante<br />

i mezzi di cui disponiamo. Don<br />

Franco incontra, raduna, organizza,<br />

chiama esperti, e perfino<br />

cerca spazi perché la comunità si<br />

esprima, perché si aggreghino i<br />

gruppi e le persone.


E subito pensa alla Casa della comunità:<br />

può non sembrare così a<br />

prima vista, ma don Franco ha coraggio,<br />

e sarebbe anche spericolato<br />

se potesse. Affronta l’opera<br />

difficile di recupero e di salvaguardia<br />

degli antichi spazi, pericolanti<br />

e fatiscenti attigui alla chiesa<br />

parrocchiale, da secoli completamente<br />

dimenticati. Ne ricava<br />

aule ampie e dignitose che diventano<br />

luoghi di riunione per i<br />

tanti gruppi, parrocchiali e non.<br />

Lui sognava anche una sala polivalente<br />

ma il tempo e le circostanze<br />

non glielo hanno permesso.<br />

E un po’ ne ha sofferto.<br />

Ancora i bambini su quella foto,<br />

e ci vengono in mente con questi,<br />

anche gli altri, i più piccoli,<br />

bisognosi di cura speciale.<br />

Pensiamo alla scuola dell’infanzia<br />

nel cui consiglio di amministrazione<br />

è attivo anche il parroco,<br />

e non sordo ai suoi bisogni.<br />

E’ stato lui più di altri a sostenere<br />

l’idea coraggiosa di aprire il nido<br />

e costruire una sede nuova,<br />

bella e spaziosa.<br />

Ultimamente per i piccoli ha voluto<br />

uno spazio aperto di gioco<br />

nel verde attrezzato, rinunciando<br />

al brolo di pertinenza della casa<br />

canonica. Così dalla sua finestra<br />

li osserva e li vede giocare.<br />

Poi vi sono i più grandicelli, ormai<br />

attivi all’oratorio, altro luogo<br />

importante a cui don Franco non<br />

fa mancare la sua presenza assidua<br />

e l’attenzione, pur discreta<br />

ma fattiva, per l’opera pastorale<br />

del curato direttore. E per quel<br />

luogo il parroco non nasconde la<br />

speranza che qualche ragazzo studi<br />

e si faccia prete. Lo pensa e forse<br />

lo confida al suo Vescovo, il vescovo<br />

di Bergamo, al centro della<br />

foto.<br />

Anche il Vescovo è felice in quella<br />

foto e pare non di circostanza.<br />

E’ felice di quei bambini che ha<br />

attorno, pronti con la bella croce<br />

astile e le candele accese: attendono<br />

orgogliosi di servirlo all’altare.<br />

Ed è felice di quel suo prete,<br />

così pienamente prete.<br />

Ma c’è un altro aspetto non secondario<br />

da cogliere nella foto:<br />

siamo al Santuario. Una delle prime<br />

cose che gli abbiamo sentito<br />

dire appena arrivato è che si sentiva<br />

fortunato di essere tra noi perché<br />

qui c’è un santuario della Madonna.<br />

Lo ha amato questo santuario,<br />

senza fargli mancar nulla.<br />

Ha continuato i restauri iniziati<br />

dal suo predecessore, don Franco<br />

anche lui, portando alla luce i<br />

begli affreschi del ‘400-500 nella<br />

chiesa antica; in quella novecentesca<br />

ha restaurato l’organo<br />

Bossi con il lascito del compianto<br />

don Pasquale (più di recente ha<br />

fatto restaurare anche il grande<br />

organo della parrocchiale), ma nel<br />

santuario ha dato soprattutto nuovo<br />

vigore alle celebrazioni eucaristiche<br />

con la messa vespertina<br />

della domenica e con le messe feriali<br />

celebrate da padre Giuseppe.<br />

Ha favorito incontri di preghiera<br />

e ritiri, per i villesi principalmente,<br />

ma anche privilegiando,<br />

senza badare alla fatica, iniziative<br />

che coinvolgessero il territorio<br />

più vasto (una per tutte,<br />

l’accoglienza della Madonna Pellegrina<br />

di Fatima).<br />

Da ciò la stima per lui che va oltre<br />

la parrocchia. Lo ricordiamo<br />

al 37° Sinodo della Diocesi di Bergamo<br />

(2006-2007): non vi era sessione<br />

in cui don Franco non prendesse<br />

la parola, umile, sobrio, preciso,<br />

ascoltato. E non ha esitato<br />

ad aprire molte volte, come appena<br />

detto, non solo le chiese ma<br />

anche la parrocchia tutta alle iniziative<br />

vicariali e diocesane. Lui<br />

conosce bene i rischi del chiudersi<br />

nel proprio guscio, tentazione<br />

tra le più diffuse, specie a danno<br />

della carità.<br />

Possiamo dire che don Franco si<br />

è distinto in questo ambito? Si è<br />

distinto e per questo, pur senza<br />

cattiveria, non gli sono mancate<br />

le critiche. Ma lui ha tirato diritto.<br />

Non si tratta solo di stile ma<br />

dell’essenza e dell’impegno di una<br />

vita, a Villa di Serio e nelle parrocchie<br />

che precedentemente ha<br />

servito.<br />

Il senso pieno lo possiamo trovare<br />

riassunto nella bella introduzione<br />

ad una delle Costituzioni<br />

sinodali (cap. 10) in cui si afferma:<br />

“La Chiesa, come nelle sue<br />

origini, unendo l’agape con la cena<br />

eucaristica è tutta unita nel vincolo<br />

della carità attorno a Cristo,<br />

così in ogni tempo si riconosce<br />

da questo contrassegno della carità<br />

e… rivendica le opere di carità<br />

come un dovere e diritto inalienabile.<br />

Perciò la misericordia verso i poveri<br />

e gli infermi, come pure le<br />

opere caritative e di mutuo aiuto,<br />

destinate ad alleviare le necessità<br />

umane d’ogni genere, sono tenute<br />

dalla Chiesa in particolare<br />

onore”.<br />

Davvero in tutto ciò riconosciamo<br />

il parroco don Franco e ci azzardiamo<br />

a promettergli che tenteremo<br />

di seguire il suo esempio,<br />

mentre gli auguriamo di cuore ancora<br />

molti e molti anni fecondi.<br />

Ma soprattutto, con affetto, gli diciamo<br />

grazie!<br />

C. C.<br />

Grazie don Franco<br />

26 aprile 2004,<br />

festività del<br />

Centesimo anniversario<br />

della consacrazione<br />

del Santuario.<br />

La processione della<br />

Madonna del Buon<br />

Consiglio passa<br />

davanti alla chiesa<br />

parrocchiale con la<br />

reliquia della Vergine<br />

portata da don Franco:<br />

è il momento toccante<br />

in cui la sacra Effige<br />

della Madonna viene<br />

rivolta verso la porta<br />

spalancata della chiesa<br />

parrocchiale.<br />

Grazie don Franco - 31


Grazie don Franco<br />

CARO DON FRANCO,<br />

I GRUPPI FAMIGLIA TI RINGRAZIANO!<br />

"La famiglia costituisce il luogo nativo e lo strumento più efficace di umanizzazione<br />

e di personalizzazione della società: essa collabora in modo originale e profondo alla<br />

costruzione del mondo, rendendo possibile una vita propriamente umana, in particolare<br />

custodendo e trasmettendo le virtù e i valori" (GIOVANNI PAOLO II, Familiaris consortio, n. 43.b)<br />

C<br />

ome non ringraziarti, caro<br />

don Franco, per l'intuizione<br />

che hai avuto nel<br />

creare i "gruppi famiglia"? Spesso<br />

tu li hai chiamati "gruppi di giovani<br />

coppie", chiudendo gli occhi<br />

sull'anagrafe di molti di noi<br />

che non sono più proprio così "giovani",<br />

né personalmente né come<br />

"coppia"! Eppure un fondo di verità<br />

questa espressione lo porta:<br />

incontrarsi con altre coppie per<br />

camminare nella vita accompagnati<br />

dallo Spirito di Gesù aiuta<br />

a mantenersi "giovani".<br />

Aiuta ad aprirsi alla comunità, a<br />

comunicare gioie e speranze, a<br />

sentire che i problemi propri sono<br />

i problemi di tutti e quindi non<br />

così insormontabili, ad arricchirsi<br />

dei pensieri, dei cammini e dell'affetto<br />

delle altre coppie. Ci hai<br />

sempre detto che non ci si sposa<br />

una volta per tutte nel momento<br />

del nostro "sì" davanti all'altare:<br />

in effetti ogni giorno è importan-<br />

te per rinnovare la conoscenza tra<br />

noi sposi e l'occasione mensile di<br />

incontro nel gruppo famiglia è stata<br />

e continua ad essere un momento<br />

bello e profondo per alimentarla.<br />

E' bello anche per i nostri figli vedere<br />

che i loro genitori si ritrovano<br />

per condividere un pomeriggio<br />

di preghiera e di confronto:<br />

accanto a tanti stimoli negativi<br />

della società, vedono almeno qualche<br />

proposta di valore. Come non<br />

ringraziarti, caro don Franco, per<br />

lo stile accogliente con cui sei stato<br />

presente nei nostri incontri! Più<br />

che il giudizio hai sempre saputo<br />

offrirci comprensione e misericordia,<br />

ascolto e stimolo a vedere<br />

le cose positive che il Signore<br />

semina nelle nostre famiglie.<br />

Come non ringraziarti, caro don<br />

Franco, per gli autorevoli "formatori"<br />

che ci hai fatto incontrare in<br />

questi anni.<br />

Ci piace ricordare soprattutto gli<br />

stimoli di don Carlino Panzeri che<br />

puntualmente in autunno ci visita<br />

con competenza e calore umano,<br />

i pomeriggi con il teologo Luca<br />

Crippa e con il dott. Ettore Ongis<br />

ex direttore de l'Eco di Bergamo,<br />

le visite alla Comunità Shalom<br />

di Suor Rosalina, gli incontri<br />

interessanti con don Ezio Bolis e<br />

con il Vescovo Francesco, in occasione<br />

della Giornata della Famiglia<br />

a gennaio, nonchè le ultime<br />

robuste e accorate provocazioni<br />

di don Davide Rota del Patronato<br />

San Vincenzo. Ognuno<br />

con il suo stile, tutti loro ci hanno<br />

testimoniato la bellezza della<br />

vita familiare ma anche le grandi<br />

sfide a cui essa va incontro in questi<br />

anni di relativismo e di pluralismo<br />

culturale. Con loro abbiamo<br />

capito quanto decisivo sia il<br />

camminare accanto a Cristo, unica<br />

Persona -Vero Uomo, Vero Diocapace<br />

di trasformare la coppia<br />

da un insieme di un "io" e un "tu"<br />

Il gruppo dei<br />

partecipanti al<br />

Corso per fidanzati,<br />

16 dicembre 2006,<br />

(Photo Art di Pegurri).<br />

32 - Grazie don Franco


ad una nuova realtà costituita da<br />

un "noi".<br />

Come non ringraziarti, caro don<br />

Franco, per aver inserito la realtà<br />

dei gruppi famiglia nel contesto<br />

del Vicariato, affidandone la crescita<br />

ad un contesto più allargato.<br />

Gli incontri di formazione e i<br />

pellegrinaggi ai nostri Santuari più<br />

vicini ci hanno sicuramente donato<br />

una dimensione più diocesana.<br />

Noi sappiamo che una tua preoccupazione<br />

è sempre stata quella<br />

che i singoli gruppi famiglia non<br />

restassero chiusi nel proprio intimo:<br />

per questo, tra le tante opportunità<br />

hai organizzato ogni anno<br />

un appuntamento che riunisse<br />

tutti anche solo per una giornata<br />

in allegria.<br />

In effetti queste proposte le abbiamo<br />

un po’ disattese: forse perchè<br />

ognuno di noi aveva già tanti<br />

altri impegni parrocchiali? O<br />

forse è utile che riflettiamo maggiormente<br />

sul senso del tuo invito<br />

alla comunità ad essere “famiglia<br />

di famiglie” superando la chiusura<br />

nel proprio particolare?<br />

Hai sempre detto che<br />

uno dei fondamenti<br />

della tua attività pastorale<br />

è stato l’attenzione<br />

alla famiglia<br />

perché è il nucleo<br />

portante della<br />

società: se una famiglia<br />

è “sana” lo<br />

sarà anche tutta la<br />

società perché "essa<br />

è il luogo dove<br />

si impara a convi-<br />

vere nella differenza e ad appartenere<br />

ad altri e dove i genitori<br />

trasmettono la fede ai figli" (FRAN-<br />

CESCO, Evangelii Gaudium, 66).<br />

Noi abbiamo imparato che trovarsi<br />

nei gruppi famiglia sia un bel<br />

momento per ricordare a noi stessi<br />

che non si finisce mai di imparare<br />

ad "essere famiglia", che crescere<br />

insieme come coppia, è decisivo<br />

e che questo è già un servizio<br />

forte alla comunità. In questo<br />

senso non serve che si facciano<br />

necessariamente altri servizi<br />

pratici anche se di fatto tanti di<br />

noi, personalmente o in coppia,<br />

già li svolge: imparare a crescere<br />

come famiglia è già un grande servizio<br />

di formazione e di testimonianza.<br />

Ti auguriamo ogni bene e un po’<br />

di... meritato riposo nel cammino<br />

pastorale che ti attende nella<br />

comunità di San Pellegrino! Da<br />

parte nostra, vogliamo continuare<br />

questa esperienza consapevoli<br />

che saremo assistiti, oltre che<br />

da Padre Giuseppe e don Carlo,<br />

anche da don Paolo, il nostro futuro<br />

parroco, che tu ci hai detto<br />

essere molto interessato a seguirci.<br />

Riconoscenti per la cura che hai<br />

avuto per tutte le famiglie della<br />

comunità ti esprimiamo il nostro<br />

GRAZIE!<br />

Carla e Battista<br />

Grazie don Franco<br />

Icona dell’anno<br />

pastorale 2014-15<br />

“Uomini e donne<br />

capaci di Eucarestia”.<br />

A sinistra: i giovani<br />

dell’Oratorio con<br />

don Franco all’incontro<br />

con il Papa Benedetto<br />

XVI a Milano, per la<br />

VII Festa mondiale<br />

delle famiglie,<br />

giugno 2012.<br />

Dal Gruppo Vedove<br />

Il Gruppo Vedove di Villa di Serio si unisce a tutta la Comunità per ringraziare e salutare Don Franco ricordando<br />

con una certa commozione il giorno in cui, nel 2008, ci ha proposto di formare questo gruppo, per intraprendere<br />

un cammino spirituale che nello stesso<br />

tempo, sul piano umano, ci avrebbe permesso di conoscerci<br />

meglio di aiutarci, di dialogare in modo costruttivo<br />

e, anche, di organizzare delle iniziative di<br />

carattere sociale.<br />

Ci è sempre stato vicino radunandoci puntualmente<br />

una volta al mese in sala Parroci per un momento<br />

di riflessione, seguito dal S.Rosario e dalla S. Messa<br />

per le vedove e i mariti defunti.<br />

Con grande rincrescimento per la fine del suo operoso<br />

mandato, lo ringraziamo per tutta la dedizione<br />

nei nostri confronti. Lo salutiamo raccomandandoci<br />

a lui, nelle sue preghiere e promettendogli che<br />

non lo dimenticheremo mai.<br />

Gina Manini<br />

Responsabile del Gruppo Vedove<br />

Grazie don Franco - 33


Grazie don Franco<br />

A destra:<br />

alcuni bambini di<br />

catechismo in<br />

occasione della<br />

XXX Giornata<br />

per la Vita (2008).<br />

Il gruppo dei<br />

cresimati con il<br />

vescovo mons.<br />

Gaetano Bonicelli,<br />

don Franco, don Carlo<br />

e i catechisti,<br />

24 maggio 2015,<br />

(Photo Art di Pegurri).<br />

UNA GUIDA SICURA<br />

C<br />

arissimo Don<br />

Franco, vogliamo<br />

innanzitutto<br />

ringraziarla<br />

per questi dodici anni<br />

trascorsi insieme,<br />

per la disponibilità e<br />

attenzione che ha sempre<br />

avuto nei nostri<br />

confronti all’inizio di<br />

ogni anno catechistico<br />

e durante il periodo<br />

dei Sacramenti.<br />

La ringraziamo con<br />

tutto il cuore per la sua<br />

costante presenza nel momento<br />

del bisogno per ognuno di noi;<br />

come Pastore è stato una guida sicura,<br />

perché la fede che ci ha trasmesso<br />

ci ha aiutato a riflettere e<br />

ad approfondire il nostro essere<br />

cristiani per essere sempre più testimoni<br />

credibili del Vangelo di<br />

Gesù. Come ha detto più volte, la<br />

Fede nella sua vita è aumentata<br />

sempre di più con il passare degli<br />

anni, ci auguriamo che la sua<br />

esperienza possa essere anche la<br />

nostra.<br />

Ci dispiace tantissimo separarci<br />

da lei, ma sappiamo che nella parrocchia<br />

dove andrà si troverà<br />

sicuramente bene.<br />

Pertanto le auguriamo che<br />

il Signore l’accompagni<br />

sempre come ha fatto finora<br />

nel suo cammino sacerdotale<br />

e Le dia sempre<br />

tanta forza e salute<br />

per testimoniare con passione<br />

la sua Fede anche<br />

a coloro che sono lontani.<br />

Sappiamo che la preghiera<br />

ha un valore enorme,<br />

quindi le assicuriamo<br />

che da parte nostra<br />

non verrà a mancare, nella certezza<br />

di avere uno spazio nel suo<br />

cuore per tutti noi.<br />

Grazie Don Franco per questi anni<br />

vissuti tra noi.<br />

I Catechisti e<br />

Catechiste<br />

34 - Grazie don Franco


GRAZIE DALLA SCUOLA DELL’INFANZIA<br />

della Casa della Comunità e la tua<br />

attenzione nel cercare di offrire il<br />

miglior ambiente possibile ai bambini<br />

e ai ragazzi ( V. parco giochi)<br />

ma soprattutto alle famiglie, rimasta<br />

purtroppo solo un desiderio.<br />

Ma essere Parroco non è solo compimento<br />

di opere. Piuttosto, è presenza<br />

di Gesù che guida la sua<br />

Chiesa, che si fa dono: quindi, ti<br />

ringraziamo per aver reso presente,<br />

qui, a Villa di Serio, ogni giorno,<br />

Cristo. Ci hai permesso di incontrarlo:<br />

nel sacrificio eucaristico,<br />

nel perdono, nella testimonianza,<br />

nella parola, nel consiglio, nel servizio<br />

gratuito, nella fatica quotidiana.<br />

E la sua mamma, Maria? Sicuramente<br />

Maria, Madre del Buon<br />

Consiglio è stata modello, indicazione<br />

e madre per te in questi<br />

anni e lo sarà per il futuro.<br />

(“Maria, donna del piano superiore<br />

affacciàti lassù alla tua stessa<br />

finestra, ci coglierà più facilmente<br />

il vento fresco dello Spiri-<br />

I<br />

n una comunità cristiana si<br />

instaura un rapporto significativo<br />

tra sacerdote e fedeli,<br />

un rapporto profondo, fatto<br />

di amicizia, di fiducia reciproca,<br />

di aiuto e sostegno spirituale ed<br />

è giusto che sia così, il sacerdote<br />

nella comunità è chiamato ad essere<br />

al servizio della gente, l’ideale<br />

è che sia come Gesù che<br />

passava tra la gente annunciando<br />

il Regno di Dio, con uno sguardo<br />

attento a tutti ma capace di attenzione<br />

verso ognuno e, in particolare<br />

verso chi era nel bisogno.<br />

Tuttavia la comunità che il Sacerdote<br />

non sceglie, ma che il Vescovo<br />

gli ha affidato diventa via<br />

via la “sua” comunità, la “sua” famiglia,<br />

lì è la sua casa, lì nulla è<br />

suo ma tutto è il centuplo che il<br />

Signore promette a chi lascia madre,<br />

padre, fratello, casa e averi.<br />

E si impara così a volersi bene a<br />

tal punto che quando arriva il momento<br />

di salutarsi un po’ si soffre.<br />

I sacerdoti si avvicendano perché<br />

gli anni passano per tutti e<br />

quindi le attitudini cambiano e si<br />

modificano le mansioni. Ma soprattutto<br />

perché il sacerdote ha il<br />

compito di far incontrare le persone<br />

con il Signore, l’unico Maestro,<br />

il solo Salvatore. Certo lo fa<br />

con la sua persona, con la sua parola,<br />

con la sua fede, con la sua<br />

carità, ma sarebbe tradire l’ideale<br />

del sacerdote se la gente rimanesse<br />

legata a lui e lasciasse sullo<br />

sfondo il Signore.<br />

Il tuo andare via… non ci ha certo<br />

colto di sorpresa, lo sapevamo<br />

un po’ tutti che i tempi erano maturi.<br />

Tuttavia l’emozione cresce<br />

tanto più si avvicina il giorno del<br />

saluto e, come spesso succede, è<br />

nel momento in cui ci si deve salutare<br />

che la mente e il cuore fanno<br />

emergere ricordi, situazioni,<br />

avvenimenti costruiti e vissuti insieme<br />

e ci si rende conto di quanto<br />

una persona si è spesa per il<br />

bene di tutti.<br />

Per dodici anni hai vissuto nella<br />

comunità di Villa di Serio, dodici<br />

anni condivisi in una importante<br />

presenza sacerdotale nella vita<br />

liturgica, caritativa, sociale, associativa<br />

della comunità.<br />

I momenti di festa e quelli di dolore,<br />

affrontati insieme nella fede,<br />

hanno intrecciato indissolubilmente<br />

la storia della Parrocchia,<br />

la storia dei singoli e la storia del<br />

loro parroco.<br />

Se prendiamo in mano la storia<br />

della nostra comunità parrocchiale,<br />

vediamo che tanti hanno collaborato<br />

con te nella realizzazione<br />

della Parrocchia così come oggi<br />

è …<br />

Tante persone hanno trovato in<br />

“don Franco” la guida, il punto di<br />

riferimento, la fonte di stimolo per<br />

portare avanti iniziative importanti,<br />

utili per tutto il paese, ma<br />

soprattutto, con il tuo aiuto, hanno<br />

orientato il loro agire ad essere<br />

espressione di fede nel Dio incarnato<br />

che non lascia mai soli.<br />

E negli anni a venire, nessuno potrà<br />

dimenticare la realizzazione<br />

Inaugurazione del<br />

“Nido In cammino”,<br />

7 dicembre 2006.<br />

Nella foto il taglio<br />

del nastro da parte<br />

del vescovo mons. Lino<br />

Belotti con la<br />

presidente della Scuola<br />

Elisabetta Asperti,<br />

vicini a lei, don Franco<br />

e il sindaco Mario<br />

Morotti, a sinistra<br />

mons. Aldo Nicoli.<br />

Grazie don Franco<br />

Grazie don Franco - 35


Grazie don Franco<br />

Il Consiglio di<br />

Amministrazione della<br />

Fondazione Scuola<br />

dell’Infanzia Comm.<br />

Piero e Matilde<br />

Cavalli, 2009.<br />

to con il tripudio dei suoi sette doni.<br />

I giorni si intrideranno di sapienza,<br />

e intuiremo dove portano i sentieri<br />

della vita, e prenderemo consiglio<br />

sui percorsi più praticabili, e decideremo<br />

di affrontarli con fortezza,<br />

e avremo coscienza delle insidie<br />

che la strada nasconde, e ci accorgeremo<br />

della vicinanza di Dio accanto<br />

a chi viaggia con pietà, e<br />

ci disporremo a camminare gioiosamente<br />

nel suo santo timore.<br />

E affretteremo così, come facesti<br />

tu, la Pentecoste sul mondo…”<br />

Don Tonino Bello)<br />

Tu ci hai accompagnato in<br />

questi anni con una presenza<br />

costante e discreta, facendo<br />

tue le nostre gioie e le nostre<br />

speranze, facendo tuoi i<br />

nostri dolori e i nostri problemi.<br />

In punta di piedi sei entrato<br />

nelle nostre case, in punta<br />

di piedi sei entrato nei nostri<br />

cuori e li hai conquistati.<br />

L'ascolto, con una particolare attenzione<br />

all'altro, è stata la tua arma<br />

vincente e, mentre proclamavi<br />

la Parola di Dio che alimenta<br />

Fede, Speranza e Amore, sapientemente,<br />

lasciavi ad ognuno la libertà<br />

di accoglierla.<br />

Nel tuo ministero sacerdotale noi<br />

riteniamo infatti non sia mai esistita<br />

la parola costrizione; ed ecco<br />

allora un'altra tua dote: cercare<br />

di convincere, senza mai forzare<br />

e nel massimo rispetto del<br />

pensiero altrui.<br />

Inoltre, quanta umiltà, quanta semplicità,<br />

quanta generosità non sbandierata<br />

nel tuo vivere, sempre e<br />

dovunque.<br />

E poi, chi potrà dimenticare la tua<br />

genuina tenerezza per i bambini?<br />

Venivi alla Scuola dell’infanzia<br />

chiedevi il nome ad ognuno, parlavi<br />

di Gesù e di Maria con bontà…<br />

e i bambini ne restavano incantati…<br />

E l’impegno nel Consiglio di Amministrazione?<br />

Sempre valido e<br />

tenace sostenitore delle decisioni<br />

deliberate nel bene comune,<br />

sempre più convinto che la prima<br />

attività pastorale era lì, con le famiglie<br />

dei bambini che molte volte<br />

dopo il matrimonio trovavano<br />

in quell’occasione il primo incontro<br />

con una fede vera e comunitaria.<br />

E, nell'estremo accorato congedo<br />

da questa terra, quante mani si sono<br />

strette alle tue mani, mentre<br />

un lampo accendeva lo sguardo<br />

che poi si spegneva per sempre:<br />

tu, con la tua dolorosa intensa partecipazione,<br />

accompagnavi l'ultimo<br />

respiro con le preghiere della<br />

speranza cristiana e nell'angoscia<br />

del distacco si apriva uno<br />

squarcio di Paradiso.<br />

Chi ha assistito un proprio caro in<br />

quel momento, non potrà dimenticarlo:<br />

ti sarà grato per tutta<br />

la vita. Mentre è giunto il momento<br />

del commiato da te come<br />

parroco, lasciamo che tornino alla<br />

mente i ricordi personali, mentre<br />

un velo di nostalgia cala sull'anima:<br />

non sarai più il nostro<br />

Parroco, però sarai sempre il<br />

nostro caro amato don Franco<br />

al quale ora diciamo: «Grazie,<br />

grazie, grazie di tutto, con<br />

tutto il cuore».<br />

Ecco, in circostanze come questa,<br />

le parole forse non riescono<br />

mai a dare il senso vero e completo<br />

dei sentimenti che ciascuno<br />

prova dentro di sé.<br />

Grazie don Franco perché sei<br />

stato tra noi come “uomo di<br />

Dio” e proprio per questo , ti<br />

giungano i nostri più sinceri<br />

auguri, uniti alla nostra preghiera<br />

per il futuro ancora a servizio<br />

della Parola...<br />

Ti chiediamo di portaci con te<br />

alla Mensa Eucaristica.<br />

Noi ti assicuriamo che “don Franco”<br />

resterà nella storia e nel cuore<br />

dei suoi parrocchiani nella certezza<br />

che dove celebrerai ci sarà<br />

sempre un pezzo della tua Comunità<br />

di Villa di Serio.<br />

La vita è così, tutto passa ma beati<br />

quei passaggi che ci lasciano<br />

più ricchi di fede e di umanità e<br />

il tuo passaggio tra di noi è stato<br />

uno di questi.<br />

GRAZIE!<br />

Elisabetta Asperti<br />

DALLE MAESTRE DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA<br />

Tra qualche mese il parroco, Don Franco Gherardi e le Suore Sacramentine ci lasceranno, dopo tanti anni di presenza tanto<br />

significativa nella comunità di Villa di Serio e nella scuola dell’Infanzia. È una partenza che ci addolora anche se motivata<br />

da ragioni plausibili… ma in queste poche righe vogliamo manifestare la nostra gratitudine al Parroco.<br />

Don Franco ha sempre avuto grande considerazione per l’infanzia perché essa è un’età nella quale il lavoro educativo è assai<br />

prezioso e delicato. Sono quelli gli anni in cui nel bambino si strutturano le basi della sua personalità e don Franco, con<br />

saggezza e discrezione ha saputo stare a fianco delle famiglie aiutandole in questo percorso.<br />

Ma l’attenzione del Parroco ai bambini, nel nostro ambiente, si è estesa anche al personale docente e ausiliario.<br />

In lui è presente un’esigenza comunicativa che riteniamo doveroso mettere in rilievo. Per questa sua dote, ha saputo stabilire<br />

una rete di relazioni positive, fatta di attenzione, cura e benevolenza.<br />

Grazie don Franco per il tuo cuore grande, per la tua mente nobilmente aperta, capace di rispetto e di considerazione per<br />

i vissuti di ciascuno di noi, facendoci sentire la presenza della “ misericordia “ di Dio sulla scia di Papa Francesco.<br />

Anna Pedrini<br />

36 - Grazie don Franco


UNA GUIDA PER LE NOSTRE FAMIGLIE<br />

Grazie don Franco<br />

Il saluto dei bambini<br />

della Scuola<br />

dell’Infanzia a<br />

don Franco.<br />

C<br />

aro Don Franco,<br />

mi è stato affidato l’onore<br />

di scrivere un ringraziamento<br />

per salutarti, ma nonostante<br />

la scrittrice sia una, sono<br />

convinta che il pensiero sia<br />

quello di tutte le famiglie di Villa<br />

di Serio. Cosa scrivere per non<br />

rendere questo saluto un monologo?<br />

Che parole usare per rendere<br />

il nostro messaggio chiaro e<br />

semplice, anche alle orecchie dei<br />

nostri bimbi?<br />

L’ispirazione è arrivata da una domanda.<br />

Chi è un sacerdote? Un<br />

sacerdote è colui che parla e agisce<br />

nel nome di Gesù, trasmette<br />

la sua parola, distribuisce i suoi<br />

doni, lo rende presente nel Pane<br />

e nel Vino, perdona e conforta con<br />

il suo amore. Dire grazie ad un<br />

sacerdote è dire grazie a Dio per<br />

essersi preso cura del suo gregge,<br />

attraverso una persona, un volto,<br />

una voce ed un cuore ben precisi.<br />

E a te, Don Franco, portiamo grande<br />

riconoscenza per tutto quello<br />

che hai fatto per noi. In questi ultimi<br />

anni sono arrivate in paese<br />

molte nuove famiglie e tu hai saputo<br />

prenderle per mano con delicatezza<br />

e con rispetto e accompagnarle<br />

nella comunità di<br />

Villa di Serio, la Tua Casa, la Nostra<br />

Casa. Offrire la presenza di<br />

Gesù nel mondo è l’esperienza<br />

che rende i sacerdoti più vicini a<br />

Maria, la madre.<br />

E proprio in questi giorni vogliamo<br />

ricordare la presenza della<br />

Madonna di Fatima, un evento<br />

prezioso che per ben due volte sei<br />

riuscito ad organizzare nella nostra<br />

comunità, coinvolgendo tutti,<br />

dai più piccoli ai più anziani.<br />

Che emozione sentire il proprio<br />

figlio cantare le canzoni alla Madonna,<br />

che meraviglia vedere l’amore<br />

di Dio attraverso gli occhi<br />

di un bambino!<br />

Grazie Don Franco!<br />

Hai cercato ogni giorno di vivere<br />

il tuo ministero di Pastore per la<br />

costruzione di una vera e più viva<br />

comunità, hai dato conforto e<br />

aiuto alle persone malate, agli anziani,<br />

a chi si era smarrito e non<br />

ti sei mai dimenticato di guardare<br />

i piccoli. Un altro importante<br />

segno che ci lasci è aver trasformato<br />

uno spazio vicino all’oratorio<br />

in un parco, dove accogliere<br />

i bambini con giochi e divertimenti<br />

e ritrovare le mamme, i papà,<br />

i nonni, gli zii e chiunque altro<br />

voglia passare un momento in<br />

comunità.<br />

Per tutti noi sei stato una guida<br />

spirituale a cui ci siamo sinceramente<br />

affezionati.<br />

Il tuo sorriso, la tua energia e la<br />

tua sensibilità saranno per noi e<br />

per i nostri bimbi un bellissimo ricordo<br />

che porteremo sempre nei<br />

nostri cuori.<br />

Vogliamo salutarti con un grande<br />

abbraccio, siamo certi che nelle<br />

tue preghiere ci sarà sempre posto<br />

per ricordare la Scuola dell’Infanzia<br />

di Villa di Serio.<br />

Speriamo che questo enorme coro<br />

di piccole voci ti accompagnerà<br />

nella vita di ogni giorno:<br />

CIAO DON FRANCO!<br />

Simona<br />

genitore della Scuola dell’Infanzia<br />

Grazie don Franco - 37


Grazie don Franco<br />

Sopra:<br />

Mons. Enrico Dal<br />

Covolo, rettore<br />

dell’Università<br />

Lateranense con il<br />

gruppo dei sacerdoti<br />

che hanno concelebrato<br />

nella solennità della<br />

Madonna del<br />

Buon Consiglio<br />

il 26 aprile 2015.<br />

UN SALUTO DAI TUOI CHIERICHETI<br />

C<br />

aro don Franco,<br />

siamo i tuoi chierichetti<br />

e anche noi vogliamo<br />

salutarti e ringraziarti per tutto<br />

quello che hai fatto per noi. Sono<br />

state tante le S. Messe celebrate<br />

insieme a te e tutte, da quelle<br />

in settimana a quelle delle festività<br />

più importanti, si sono sempre<br />

concluse in sacrestia<br />

con il tuo:“Bravi<br />

chierichetti!”, subito dopo<br />

l’inchino al crocifisso.<br />

Il tuo affetto però l’hai<br />

dimostrato soprattutto<br />

in sacrestia prima della<br />

Messa! Infatti, anche se<br />

ogni tanto hai sbagliato<br />

il nostro nome, ci hai<br />

sempre accolto con un<br />

sorriso e ti sei interessato<br />

per ognuno di noi<br />

di come procedevano<br />

la scuola, la vita in famiglia<br />

e le varie attivi-<br />

tà, dandoci incoraggiamenti e…<br />

i tuoi esclusivi “pizzicoti” sul mento!<br />

Però, se dobbiamo essere davvero<br />

sinceri, ti ricordiamo e ti ringraziamo<br />

anche per tutte le sgridate<br />

che ci hai dato! Quante volte<br />

infatti, o durante le celebrazioni<br />

o in sacrestia, ci hai raccomandato<br />

di stare bravi o hai ripreso<br />

qualcuno che ha chiacchierato<br />

troppo!<br />

Altra cosa bella di te, carissimo<br />

don, è che il tuo rapporto con noi<br />

non si è mai esaurito dentro i muri<br />

della Chiesa! Infatti, tutte le volte<br />

che ti abbiamo incontrato in<br />

oratorio, a catechismo, o semplicemente<br />

per strada, tu sei sempre<br />

stato il primo a salutarci<br />

e a preoccuparsi che fosse<br />

tutto a posto.<br />

Siamo molto dispiaciuti<br />

del fatto che ci lascerai,<br />

ti auguriamo di continuare<br />

con gioia il tuo sacerdozio<br />

ma ricordati che,<br />

tutte le volte in cui tornerai<br />

a Villa, noi saremo<br />

sempre felici di rivederti<br />

e di ricevere un bonario<br />

“pizzicotto”!<br />

Gruppo<br />

chierichetti<br />

FIDUCIA IN NOI E NEL FUTURO!<br />

Professione di Fede 2014,<br />

con don Carlo<br />

e don Franco.<br />

C<br />

aro Don Franco,<br />

ti scriviamo noi giovani<br />

ADO, per ringraziarti<br />

di tutto quello che hai fatto per<br />

noi in questi anni trascorsi nella<br />

nostra Parrocchia. Grazie per tutte<br />

le volte che ci hai ascoltato, che<br />

ci hai dato dei consigli su come<br />

affrontare al meglio gli ostacoli<br />

presenti nelle nostre vite, per aver<br />

soddisfatto ogni nostro dubbio,<br />

per averci sempre accolti con serenità,<br />

dandoci sempre<br />

tante sicurezze e per non<br />

averci mai abbandonato.<br />

Ricordiamo con gioia<br />

le varie iniziative proposte<br />

a noi giovani per<br />

farci integrare e unire<br />

sempre più con la comunità<br />

di Villa Di Serio,<br />

ad esempio le messe animate<br />

da noi, la via Crucis<br />

e la Comunità Shalom.<br />

Non ti vediamo solo come una<br />

guida o un pastore, ma come un<br />

grande saggio che ci ha fatto crescere<br />

sia umanamente, facendoci<br />

diventare uomini e donne, che<br />

religiosamente, spiegandoci e aiutandoci<br />

a comprendere la parola<br />

di Dio e la comunità cristiana.<br />

Ci mancherà molto non vederti<br />

passeggiare per l’oratorio fermandoti<br />

a parlare anche solo per<br />

cinque minuti con noi giovani (e<br />

le persone presenti) o camminare<br />

per i banchi della chiesa assicurandoti<br />

che tutto sia pronto e<br />

in ordine per celebrare la Santa<br />

Messa. Chi dirà gli avvisi ora?<br />

Che dire… Noi ADO, come d’altronde<br />

l’intero paese, vogliamo<br />

dirti che ti sei sempre preso cura<br />

della Parrocchia nel miglior modo<br />

possibile e che, sicuramente,<br />

occuperai sempre un posto di rilievo<br />

nel cuore di tutti.<br />

Sappiamo che un grazie<br />

non basta, però vogliamo<br />

lo stesso ringraziarti<br />

per la persona magnifica<br />

che sei e per l’impegno<br />

che hai sempre messo<br />

in tutto ciò che hai fatto,<br />

quindi grazie, grazie<br />

e, ancora infinite volte,<br />

GRAZIE!<br />

I tuoi giovani ☺<br />

38 - Grazie don Franco


CHE BELLO CAMMINARE INSIEME<br />

C<br />

aro Don Franco,<br />

nella marea di saluti e<br />

ringraziamenti ufficiali<br />

che riceverà in questi giorni vogliamo<br />

portarle anche i nostri, quelli<br />

speciali dei suoi giovani.<br />

Non vogliamo fare inutili discorsoni<br />

su quanto sia stato bello camminare<br />

con lei in questi anni e<br />

quanto sia stato parte integrante<br />

fondamentale del nostro gruppo e<br />

del percorso personale di ognuno<br />

di noi, ma vorremmo ugualmente<br />

tentare di esprimerle la nostra gratitudine<br />

e il nostro affetto nei suoi<br />

confronti nella maniera più semplice<br />

che ci viene in mente.<br />

La ringraziamo innanzitutto per la<br />

disponibilità che ci ha dimostrato<br />

nell’essere pastore di questa comunità<br />

che qualche volta le ha fatto<br />

passare notti insonni tra decisioni<br />

da prendere e problemi da<br />

risolvere.<br />

Sappiamo di aver sempre contato<br />

su di lei e sulla sua capacità di affidarsi<br />

alla Provvidenza per qualunque<br />

scelta.<br />

È sempre stato un grande esempio<br />

per noi giovani in questo: nel sapersi<br />

consegnare a Lui e nello “stare<br />

in Sua compagnia”.<br />

Ci chiediamo ancora come abbia<br />

fatto a credere in iniziative che a<br />

noi non sembravano entusiasmanti<br />

tanto quanto a lei; eppure il tempo<br />

ci ha dimostrato che ha fatto<br />

bene ad avere fiducia e a impegnarsi<br />

in ogni cosa.<br />

Siamo un gruppo variopinto, come<br />

una splendida opera d’arte.<br />

Lo stare uniti nella nostra diversità<br />

è sempre stato il nostro punto<br />

di forza. E questo è stato anche<br />

grazie a lei e al suo impegno nel<br />

farci stimare gli uni gli altri.<br />

Abbiamo apprezzato il suo desiderio<br />

di unire il più possibile i vari<br />

gruppi all’interno della Parrocchia<br />

e, anche se non è sempre stato<br />

possibile, vogliamo prometterle<br />

che in sua assenza continueremo<br />

a provarci.<br />

Grazie di aver creduto in noi. Grazie<br />

per averci ricordati sempre nelle<br />

sue preghiere, come fossimo veramente<br />

suoi nipoti.<br />

Le auguriamo di vivere al meglio<br />

il passaggio che la aspetta nei prossimi<br />

mesi.<br />

Sappiamo che il suo servizio qui<br />

in parrocchia è terminato, ma confidiamo<br />

che potremo godere ancora<br />

e a lungo dei frutti che lei ha<br />

seminato durante la sua permanenza<br />

qui.<br />

Nella speranza di rivederla appena<br />

vorrà passare a trovarci la abbracciamo<br />

e le auguriamo ogni bene.<br />

Con affetto<br />

La comunità giovanile<br />

Grazie don Franco<br />

Mons. Francesco<br />

Beschi, suor Rosalina,<br />

don Carlo e<br />

don Corrado con i<br />

giovani della Comunità<br />

Shalom e quelli di Villa<br />

di Serio al termine<br />

della Missione 2013.<br />

Grazie don Franco - 39


Grazie don Franco<br />

ATTENZIONE E CURA PER CIASCUNO<br />

“Io sono il Buon Pastore. Il Buon pastore dà la vita per le sue pecore”. (Giovanni 10, 11)<br />

P<br />

er noi catechisti del gruppo<br />

adolescenti è stato davvero<br />

un onore e una grande<br />

gioia averti incontrato, carissimo<br />

don Franco, e svolgere il nostro<br />

compito di catechisti sapendo<br />

di averti sempre al nostro fianco.<br />

Per noi che siamo stati chiamati<br />

dalla Chiesa, attraverso don<br />

Carlo, al compito entusiasmante<br />

ma molto impegnativo di trasmettere<br />

agli adolescenti la gioia della vita<br />

vissuta in Cristo, la Verità che<br />

ha un volto e un nome in quello<br />

di Gesù sei stato sempre un esempio<br />

della cura e dell’amore che il<br />

Signore Gesù ha per ciascuno di<br />

noi. Ciò che più ci ha colpito di<br />

te è proprio questo: l’attenzione,<br />

la cura e l’amore che sei capace<br />

di dare a ogni singola persona che<br />

incontri, il bene che vuoi alle persone<br />

che traspare dai tuoi occhi<br />

e da come ogni volta riesci a dare<br />

a ciascuno un po’ di attenzione.<br />

Ti ringraziamo perché ci siamo<br />

sempre sentiti appoggiati e<br />

supportati, per tutte le volte che<br />

sei venuto a trovarci prima o dopo<br />

il Gruppo. Ti ringraziamo per<br />

l’importanza e il valore che hai<br />

dato al gesto della Professione di<br />

fede che alcuni ragazzi in questi<br />

anni hanno compiuto al termine<br />

del percorso del Gruppo adolescenti.<br />

Per tutto questo sei stato<br />

per noi più che un punto di riferimento,<br />

un vero e proprio modello.<br />

Ti ringraziamo per la fiducia<br />

grande che ci hai sempre dimostrato,<br />

per averci sempre incoraggiato<br />

a lavorare per il bene<br />

dei nostri ragazzi, per essere stato<br />

per noi l’immagine di Gesù,<br />

buon pastore che ama ognuna delle<br />

sue pecore e cerca di fare sentire<br />

ciascuna voluta, apprezzata,<br />

accolta, necessaria. Noi catechisti<br />

siamo davvero grati al Signore<br />

per tutto il bene che hai fatto in<br />

questa comunità e chiediamo al<br />

Signore di benedirti e ricompensarti.<br />

Grazie di tutto e buon cammino!<br />

I catechisti del<br />

gruppo adolescenti<br />

Nella giornata di domenica 10 maggio un gruppo di 27 adolescenti e giovani del nostro oratorio e<br />

del gruppo scout di Albino si è recato a Roma per partecipare alla Marcia nazionale per la Vita insieme<br />

a 40 mila persone provenienti da tutta Italia. È stato un momento molto forte, sereno e gioioso<br />

per testimoniare la preziosità e il valore di ogni vita umana sin dal suo concepimento e per dire no all’aborto<br />

e alla legge 194 che dal 1978 ha permesso l’uccisione di 6 milioni di bambini nel grembo materno.<br />

Prima della Marcia abbiamo avuto anche la gioia di partecipare al Regina Caeli di Papa Francesco<br />

in Piazza San Pietro, che ha salutato i partecipanti alla Marcia.<br />

40 - Grazie don Franco


GRAZIE DON FRANCO DAL<br />

CENTRO DI ASCOLTO PARROCCHIALE<br />

S<br />

criveva S. Giovanni Paolo<br />

II nel 50° del suo sacerdozio:<br />

Se si analizzano le attese<br />

che l'uomo contemporaneo<br />

ha nei confronti del sacerdote, si<br />

vedrà che, nel fondo, c'è in lui<br />

una sola, grande attesa: egli ha sete<br />

di Cristo. Il resto - ciò che serve<br />

sul piano economico, sociale,<br />

politico - lo può chiedere a tanti<br />

altri.<br />

Al sacerdote chiede Cristo! E da<br />

lui ha diritto di attenderselo innanzitutto<br />

mediante l'annuncio<br />

della Parola…<br />

Il primo e più grande grazie a don<br />

Franco credo debba essere per il<br />

suo essere padre di tutti noi, un<br />

padre che ha messo tutto il suo<br />

cuore nel portare i suoi figli all’incontro<br />

con Cristo.<br />

Credo che tutti coloro che hanno<br />

avuto modo di conoscerlo possano<br />

confermare che don Franco è<br />

prima di tutto un uomo di grande<br />

fede, di profonda preghiera e di<br />

amore per tutti e in particolar modo<br />

per le persone più fragili, per<br />

gli ammalati, per gli emarginati,<br />

per i poveri.<br />

È per questa sua attenzione che 7<br />

anni fa è nato il nostro gruppo del<br />

centro di ascolto parrocchiale di<br />

cui don Franco è sempre stato il<br />

presidente. Ringraziamo Dio per<br />

averci permesso di fare un pezzo<br />

della nostra strada personale e comunitaria<br />

con don Franco e diciamo<br />

un grosso grazie al nostro<br />

parroco per la sua grande disponibilità<br />

e apertura verso ogni nostra<br />

iniziativa, perché ci ha pazientemente<br />

ascoltato, perché nei<br />

dubbi e nelle difficoltà ci ha consigliato<br />

e soprattutto come un padre<br />

ci ha sempre accolti e perdonati.<br />

Don Franco grazie…<br />

Per il Centro di ascolto<br />

Loredana<br />

Grazie don Franco<br />

DON FRANCO<br />

“MISSIONARIO”<br />

“L<br />

a missione è passione per<br />

Gesù Cristo e nello stesso<br />

tempo è passione per la<br />

gente”, così scrive Papa Francesco<br />

per la Giornata missionaria<br />

mondiale che si celebrerà ad ottobre,<br />

quest’anno. Se pensiamo<br />

alla tenace e appassionata testimonianza<br />

di don Franco nella comunità<br />

di Villa di Serio non possiamo<br />

trascurare l’impronta missionaria<br />

a trecentosessanta gradi<br />

che da sempre ha caratterizzato<br />

il suo operato. Un’attenzione costante<br />

che da sempre don Franco<br />

ha donato a tutta la comunità, diffondendo<br />

con gioia il messaggio<br />

evangelico, cercando di conoscere<br />

e avvicinare le periferie esisten-<br />

ziali che caratterizzano<br />

gli esseri umani dei nostri<br />

tempi, ascoltando e<br />

aiutando ogni persona,<br />

da chi ha più bisogno<br />

fino ad arrivare alle realtà<br />

più lontane geograficamente.<br />

In questo senso quindi<br />

possiamo dire con estrema<br />

certezza e profonda<br />

gratitudine che don Franco<br />

ha espresso pienamente<br />

quella passione così nitidamente<br />

indicata da Papa Francesco,<br />

ovvero una passione per<br />

Gesù Cristo, per la gente… quindi<br />

in una parola… missionaria!<br />

Grazie don Franco per questo bellissimo<br />

esempio di amore che ci<br />

ha offerto, per Gesù e per l’umanità<br />

tutta.<br />

Maria Corna<br />

per il Gruppo Missionario<br />

La Diocesi di Bergamo ha attivo dal 1993 l’Ufficio Migranti. Durante questi anni ha coinvolto sempre<br />

più parrocchie sul problema dei flussi migratori che oggi giorno stanno interessando un numero impressionante<br />

di persone. Don Franco ha saputo raccogliere anche questa richiesta ben conscio dell’importanza<br />

della problematica, sia a livello sociale che culturale, dell’integrazione dei diversi popoli<br />

e ha aperto un dialogo interreligioso tra le diverse fedi.<br />

Grazie don Franco - 41


Grazie don Franco<br />

La delegazione villese<br />

con il Vescovo di Jasi<br />

(Romania) mons. Petru<br />

Ghergel e con don<br />

Stefano Vacaru<br />

(già parroco di<br />

Faraoani e ora parroco<br />

di Barticesti) e don<br />

Agostino Benchea<br />

(già parroco di Stufu ed<br />

ora di Pustiana).<br />

SOSTEGNO E CONDIVISIONE<br />

L’Associazione “Solidarietà<br />

1991 onlus” saluta fraternamente<br />

don Franco e lo<br />

ringrazia per la vicinanza<br />

e la collaborazione dimostrata fin<br />

dall’inizio del suo servizio a Villa<br />

di Serio.<br />

DAI VOLONTARI GRAZIE DON FRANCO!<br />

Al nostro riconoscente saluto si<br />

uniscono le comunità di Barticesti<br />

(Romania) col parroco don Stefano<br />

Vacaru; di Grigorauca (Moldavia)<br />

col parroco don Daniele<br />

Medves; di Belene (Bulgaria) col<br />

parroco don Paolo Cortesi e i ragazzi<br />

della Bosnia Erzegovina che<br />

sono stati ospitati nel nostro paese<br />

durante i periodi estivi con l’associazione<br />

Tuzlanka Amica.<br />

Il ricordo e l’attenzione alle comunità<br />

dell’Est europeo ancor oggi<br />

alle prese con rilevanti problemi<br />

etnici ed economici, la vicinanza<br />

alle comunità cattoliche<br />

che vivono una condizione di minoranza<br />

e di discriminazione sono<br />

state le costanti dell’azione della<br />

nostra Associazione ed hanno<br />

trovato in don Franco sincera condivisione<br />

e sostegno anche di questo<br />

ne siamo grati.<br />

Associazione Soldarietà 1991<br />

onlus<br />

I Volontari della<br />

Parrocchia nella gita<br />

del 10 maggio 2015<br />

a Rovereto.<br />

I<br />

l gruppo volontari della parrocchia,<br />

vuole esprimere il<br />

proprio sincero grazie a don<br />

Franco per il suo infaticabile e<br />

continuo servizio pastorale a favore<br />

della comunità villese. Fin<br />

dal suo arrivo a Villa di Serio don<br />

Franco ha sempre sostenuto e incoraggiato<br />

il gruppo volontari a<br />

continuare, pur con le fatiche e<br />

le difficoltà, in un opera altamente<br />

benemerita nei confronti dell’intera<br />

comunità.<br />

Tutti i volontari ricordano certamente<br />

il momento tradizionale<br />

degli auguri natalizi che ogni anno<br />

don Franco ha voluto proporre<br />

e durante il quale ha incoraggiato<br />

tutti nell’azione ricordando<br />

sempre che il Signore Gesù avrebbe<br />

compensato tutti come solo<br />

Lui sa fare.<br />

Durante la regolare raccolta del<br />

sabato, don Franco non ha mai<br />

mancato di passare dal piazzale<br />

del mercato a salutare i volontari<br />

impegnati nelle raccolta dei metalli<br />

e nello smaltimento dei diversi<br />

materiali.<br />

Pochi minuti ma intensi e densi<br />

di significato che tutti abbiamo<br />

sempre apprezzato!<br />

Sono solo due esempi che dimostrano<br />

però lo spessore umano del<br />

pastore che sta in mezzo al suo<br />

“gregge” in ogni circostanza e situazione.<br />

Grazie don Franco per la sua vicinanza,<br />

grazie don Franco per il<br />

suo sostegno, grazie don Franco<br />

per il suo esempio, grazie don<br />

Franco per il bene che ha fatto a<br />

tutta la comunità villese.<br />

Gruppo Volontari<br />

Parrocchia<br />

42 - Grazie don Franco


NELLA MUSICA IL SORRISO DEL CREATORE<br />

Don Franco? Una roccia<br />

salda nel fiume in piena,<br />

un rifugio certo nella tormenta,<br />

un consiglio prudente ma<br />

orientato alla certezza della Fede.<br />

Grazie per averci fatto intuire<br />

l’importanza della Musica nella<br />

Liturgia. Grazie per averci mostrato<br />

quel “Sorriso del Creatore”<br />

che si trova nella Musica sacra.<br />

Grazie don Franco<br />

La Corale Santo Stefano<br />

di Villa di Serio<br />

DAL CORO LAUDATE<br />

A<br />

nome del gruppo Laudate,<br />

un sentito ringraziamento<br />

a Don Franco per<br />

la sua missione sacerdotale compiuta<br />

in mezzo a noi durante questi<br />

anni. Sempre ci ha sostenuto<br />

ed incoraggiato a proseguire con<br />

il nostro gruppo nell’animare le<br />

funzioni della nostra parrocchia,<br />

anche quando piccole incomprensioni,<br />

o discussioni animavano<br />

il nostro gruppo ed era difficile<br />

proseguire con la dovuta serenità.<br />

Faremo tesoro della sua bontà d’animo,<br />

della sua capacità di seminare<br />

sempre il bene tra le persone,<br />

ma anche della sua caparbietà<br />

e convinzione nell'intraprendere<br />

iniziative e progetti, a volte<br />

ardui, ma sempre finalizzati a porre<br />

al centro della nostra comunità<br />

la figura di Cristo Salvatore.<br />

Il Coro Laudate<br />

UN DIRETTORE D’ORCHESTRA<br />

Caro Don Franco, il gruppo<br />

dei ragazzi cantanti e<br />

musicisti ti vuole ringraziare<br />

per l'affetto e l'amore che ci<br />

hai dato in tutti questi anni.<br />

Al termine di ogni celebrazione<br />

ci ringraziavi per averla animata.<br />

Questa volta siamo noi a ringraziarti:<br />

Ti ringraziamo perché per<br />

noi sei stato un papà, un esempio,<br />

un vero dono di Dio; perché<br />

hai creduto in noi, nonostante all'inizio<br />

era più il baccano che facevamo<br />

che tutto il resto; ti ringraziamo<br />

perché sei stato in grado<br />

di far emergere i nostri talenti,<br />

la nostra voglia di fare musica<br />

insieme e ci hai trasmesso la gioia<br />

di animare le S. Messe il meglio<br />

possibile; Ti ringraziamo per esserci<br />

sempre stato vicino, per esserci<br />

venuto a trovare prima della<br />

Santa Messa mentre provavamo.<br />

Con il tuo entusiasmo sei stato un<br />

grande "direttore d'orchestra" pieno<br />

di umiltà, sincerità, amore e<br />

altruismo.<br />

Non finiremo mai di cantare il nostro<br />

"Grazie" per te!<br />

Il gruppo dei ragazzi cantanti<br />

e musicisti dell'oratorio<br />

Il gruppo dei ragazzi<br />

cantanti e musicisti<br />

dell’Oratorio mentre<br />

si prepara ad animare<br />

la Veglia diocesana<br />

per la giornata mondiale<br />

per le vocazioni<br />

“Venite e vedrete”,<br />

presieduta dal vescovo<br />

Francesco nella<br />

Parrocchiale di Villa di<br />

Serio il 24 aprile 2015.<br />

Nella foto, con i ragazzi,<br />

Giuliano Marchesi e la<br />

moglie Nicoletta.<br />

Grazie don Franco - 43


Grazie don Franco<br />

GRAZIE DA <strong>VILLA</strong> RADIO<br />

C<br />

omunicare con tutti, raccontare<br />

il bene, stimolare<br />

le riflessioni e il confronto,<br />

creare legami, promuovere<br />

la conoscenza del territorio e<br />

fra le persone… in altre parole<br />

aiutare una comunità a rimanere<br />

aperta e nel contempo unita e vivace.<br />

Più umana, più solidale, più<br />

bella. Sono alcuni dei motivi per<br />

cui don Franco ha voluto nella nostra<br />

comunità - come già a Fop-<br />

penico - lo strumento prezioso<br />

che è Villa Radio. Nata il 5 novembre<br />

2007, ha all’attivo ben<br />

316 trasmissioni, 70 interviste special,<br />

12 rubriche e raggiunge 550<br />

famiglie! Grazie all’impegno instancabile<br />

di don Franco e padre<br />

Giuseppe, alla collaborazione di<br />

don Carlo e di una vivace redazione,<br />

composta da una ventina<br />

di persone e da un gruppo di tecnici<br />

molto in gamba, la Radio continua<br />

ormai da 7 anni a trasmettere,<br />

cercando di rendere la nostra<br />

parrocchia sempre migliore.<br />

Anche per questo, grazie don Franco!<br />

La redazione di Villa Radio<br />

S<br />

e il noto proverbio “come si<br />

semina, così si raccoglie” ha<br />

un fondo di verità oserei affermare<br />

che l’Oratorio Villese in<br />

questa stagione calcistica ha seminato<br />

davvero bene perché il raccolto<br />

è davvero stato generoso e<br />

non solo in termini di risultati calcistici<br />

ma soprattutto nella crescita<br />

del GRUPPO.<br />

Se tutto questo è stato possibile il<br />

merito va alla società tutta: agli<br />

allenatori, ai dirigenti, ai collaboratori<br />

e a quanti spesso nell’anonimato<br />

hanno donato il loro<br />

tempo libero per raggiungere un<br />

comune obbiettivo: far crescere il<br />

GRUPPO e far crescere il calcio<br />

a Villa di Serio.<br />

Un sentito ringraziamento va inoltre<br />

ad una persona che in questi<br />

anni pur non essendo “esperta” e<br />

forse neppure tanto appassionata<br />

di questo sport ha comunque collaborato<br />

ed aiutato questo gruppo<br />

a crescere. Parliamo ovviamente<br />

del nostro amatissimo parroco<br />

Don Franco sempre vicino<br />

e partecipe delle nostre esigenze<br />

e dei nostri percorsi extra calcistici.<br />

Don Franco con la sua presenza<br />

sempre discreta e mai ostativa<br />

ha accompagnato in questi<br />

anni di servizio nella comunità<br />

anche il cammino della nostra società,<br />

sottolineando sempre la funzione<br />

educativa dello sport. Molte<br />

sono state le opportunità offerte<br />

da Don Franco per aiutare il<br />

nostro ambiente a crescere moralmente:<br />

il Natale e la Pasqua dello<br />

Sportivo, le fiaccolate, le processioni<br />

riconoscendo in questo<br />

modo anche il lavoro extra-sportivo<br />

della nostra società. Un simbolico<br />

triplice fischio giunga a<br />

Don Franco da parte di tutta la<br />

nostra società. La partita è chiusa<br />

ma il ricordo della persona speciale<br />

che è stata non svanirà.<br />

DON FRANCO - ORATORIO VIL-<br />

LESE 10 - 0<br />

GRAZIE DON FRANCO<br />

44 - Grazie don Franco


La solidarietà<br />

ha trovato casa<br />

Raccolta alimentare 15 marzo 2015!<br />

Parrocchia in breve<br />

G<br />

razie a tutti i ragazzi e ai loro catechisti.<br />

Grazie a tutti i genitori.<br />

Grazie a tutti coloro che hanno voluto partecipare<br />

all’iniziativa.<br />

Grazie a tutta la comunità!!!<br />

Dal Centro di ascolto parrocchiale e dall’Oratorio<br />

Grazie alle classi<br />

di catechismo!<br />

N<br />

ei mesi scorsi il Gruppo<br />

Missionario ha portato<br />

avanti nelle classi di catechismo<br />

una delle tre iniziative<br />

promosse dal Centro missionario<br />

diocesano per la Quaresima.<br />

E’ stato chiesto ai ragazzi di contribuire,<br />

con una piccola offerta,<br />

all’acquisto di alimenti perché nella<br />

missione di Guantanamo-Baracoa<br />

a Cuba i bambini possano<br />

avere qualcosa da mangiare, anche<br />

solo una piccola merenda.<br />

Sono stati raccolti 412 euro: ringraziamo<br />

di cuore tutti i bambini<br />

e i ragazzi delle classi di catechismo<br />

con i loro catechisti per quanto<br />

hanno generosamente donato<br />

a favore dei bambini cubani!<br />

Il Gruppo Missionario<br />

Parrocchia in breve - 45


Parrocchia in breve<br />

La Madonna di Fatima<br />

a Villa di Serio<br />

Mentre il Giornale viene chiuso in tipografia, a Villa di Serio arriva la statua della<br />

Madonna Pellegrina di Fatima, accolta con grande devozione e gioia della nostra comunità<br />

domenica 31 maggio, alla presenza del cardinale Giovanni Battista Re. Pubblichiamo<br />

la lettera scritta da don Franco in preparazione al Pellegrinaggio, ricordando<br />

che don Franco ha voluto porre il ricordo dei suoi cinquant’anni di ordinazione<br />

presbiteriale proprio sotto la protezione della Madonna di Fatima.<br />

Carissimi villesi e tutti voi, devoti della Madonna,<br />

soltanto due anni fa abbiamo accolto nella nostra parrocchia la statua<br />

della Madonna di Fatima. E’ stata una esperienza che difficilmente dimenticheremo<br />

perché abbiamo vissuto giorni meravigliosi in compagnia di Maria e di tante persone<br />

che venivano a incontrarla. Per delle felici circostanze e per la disponibilità di don<br />

Vittorio de’ Paoli, assistente spirituale dell’Apostolato Mondiale di Fatima,<br />

l’immagine della Madonna di Fatima il 31 maggio 2015 ritornerà a farci visita e<br />

resterà con noi sino a domenica 7 giugno.<br />

Questa volta la accogliamo non più spinti dalla curiosità di vederla, ma dal<br />

desiderio di averla di nuovo tra noi e di lasciarci cambiare dai suoi “Messaggi”.<br />

Ogni giorno rifletteremo su quanto la Madonna ha detto a Fatima nel<br />

lontano 1917 ai tre pastorelli, perché riteniamo che questi “Messaggi” siano il<br />

grande dono che Maria vuol fare a tutti noi suoi figli per aiutarci a risvegliare la<br />

nostra fede in Gesù, nostro redentore.<br />

Anche quest’anno ci impegneremo ad addobbare il nostro paese per<br />

testimoniare a Maria la gioia di poterla accogliere ancora una volta nella nostra<br />

comunità; anche perché se non ci sono dei segni esteriori difficilmente le persone si<br />

lasciano mettere in discussione a livello interiore.<br />

La preoccupazione maggiore sarà però quella di vivere questa settimana in<br />

un atteggiamento di ascolto della Parola di Dio che ci verrà offerta con abbondanza<br />

durante le varie celebrazioni: di preghiera a Maria perché ci aiuti a vivere i suoi<br />

messaggi, di partecipazione ai sacramenti, in particolare alla confessione, e di<br />

adorazione al Signore Gesù presente nel mistero dell’Eucaristia.<br />

Vorrei rivolgere un invito particolare ai giovani e agli adulti che per vari<br />

motivi si sentono piuttosto lontani dal Signore Gesù e da Maria sua Madre.<br />

Provate ad ascoltare quello che la Madonna vuole dirvi durante la sua venuta nella<br />

nostra comunità, provate ad ascoltare non solo quello che vi dice la vostra mente<br />

ma specialmente quello che vi suggerisce il vostro cuore e vi accorgerete che<br />

abbiamo bisogno tutti di tornare piccoli, come i tre veggenti di Fatima, e di affidarci<br />

ad una Madre che desidera vedere contenti i suoi figli e che per questo ci invita a<br />

seguire Gesù che è venuto per darci la vita e darcela con abbondanza.<br />

Vi ringrazio di cuore per tutto quello che farete per accogliere con gioia la<br />

nostra Madre celeste per far sì che ci lasciamo rinnovare da lei.<br />

Con affetto<br />

Don Franco Gherardi<br />

Ringraziamo di cuore Giuliano Marchesi, Marco Lavelli e<br />

tutti coloro che hanno messo a disposizione le fotografie che<br />

illustrano questo numero del Giornale della Comunità.<br />

46 - Parrocchia in breve


Don Chino Pezzoli<br />

Parrocchia in breve<br />

Vi sono giovani che consumano droghe regolarmente, per tutto il corso dell’anno,<br />

eppure non si sentono tossicodipendenti. Desiderano una vita avventurosa,<br />

senza fatiche e responsabilità, si assicurano emozioni uniche, eccitanti per essere<br />

persone diverse, euforiche, contente e capaci di fare tutto…<br />

A questo proposito, proponiamo la testimonianza di una ragazza che sta recuperando<br />

la propria vita grazie al percorso riabilitativo della Comunità Promozione<br />

Umana di Don Chino Pezzoli.<br />

“<br />

S<br />

ono una ragazza di 22 anni;<br />

da due anni e mezzo<br />

ho avuto la possibilità di<br />

entrare nella Comunità di Don<br />

Chino, dove la mia vita è cambiata<br />

completamente.<br />

Prima di iniziare questo percorso<br />

vivevo in modo molto leggero<br />

prendendo tutto come un gioco,<br />

senza dare valore alle cose, senza<br />

un minimo di responsabilità e,<br />

gli inganni, le truffe, la crudeltà e<br />

il menefreghismo, erano la base<br />

della vita quotidiana.<br />

Ho passato anni ad imbrogliare<br />

i miei genitori, i parenti,<br />

gli amici, e perfino chi mi dava<br />

le sostanze.<br />

Non riuscivo a capire che tutto<br />

ciò che facevo mi stava distruggendo,<br />

nonostante la mia<br />

famiglia facesse di tutto per farmelo<br />

capire.<br />

Questo stile di vita mi ha portato<br />

ad avere guai anche con la<br />

giustizia, che ho pagato e tutt’ora<br />

sto pagando.<br />

In questi anni in cui ho manipolato<br />

e preso in giro le persone, ho<br />

fatto ricorso alla “sostanza” per<br />

cercare di cancellare i problemi<br />

che avevo con tutti, pensando che,<br />

in questo modo, questi potessero<br />

svanire… ma i problemi ritornavano,<br />

erano reali e la ragione non<br />

riusciva più a controllarli.<br />

Così a vent’anni ho toccato il fondo<br />

trovandomi fuori casa, senza<br />

un posto per dormire, senza po-<br />

ter avere cura di me, senza il sostegno<br />

di nessuno quando stavo<br />

male.<br />

Così, un giorno ho capito! Ho capito<br />

di dover dare una svolta alla<br />

mia vita e soprattutto che volevo<br />

ritrovare me stessa.<br />

In quel momento sono stata aiutata<br />

ad entrare nella Comunità di<br />

Don Chino e, nel giro di poco tempo,<br />

la mia vita è cambiata e, da<br />

subito, ho scoperto che si può tornare<br />

a vivere.<br />

La vita di comunità non è facile,<br />

è un percorso faticoso perché ti<br />

devi confrontare con tante difficoltà<br />

quotidiane e, soprattutto,<br />

con le regole, proprio quelle che<br />

prima non avevo.<br />

In comunità ho riscoperto la cura<br />

della mia persona, a partire da<br />

una alimentazione regolare, ore<br />

di sonno adeguate. Il contatto con<br />

altre persone come me, mi ha aiutato<br />

a scoprire nuovi aspetti della<br />

vita.<br />

La conoscenza di me stessa e degli<br />

altri, senza inganni, mi ha fatto<br />

scoprire il valore del voler bene,<br />

le emozioni vere, belle e brutte,<br />

imparando a gestirle.<br />

Questo percorso di recupero ha<br />

la durata di tre anni e, all’inizio,<br />

mi dicevo: “3 anni?... Non so se<br />

ce la farò!” Ed invece eccomi qui,<br />

pulita, felice delle piccole cose<br />

che posso avere.<br />

Dicevo che ho sistemato i problemi<br />

con la giustizia anche<br />

se lasceranno il segno nella<br />

mia vita, ma la cosa più importante<br />

è che ho riscoperto<br />

il rapporto con i miei genitori<br />

che mi hanno sempre<br />

sostenuto e aiutato.<br />

Tutto questo lo devo alla<br />

Comunità che mi ha aiutata<br />

a correggere i miei<br />

modi arroganti e prepotenti<br />

e mi ha dato la possibilità di<br />

dare un senso alla mia vita.<br />

Questa mia testimonianza vuole<br />

essere un richiamo a tutti quei giovani<br />

che come me, hanno scelto<br />

una vita sregolata, rifugiandosi<br />

nella falsa felicità della sostanza.<br />

A loro voglio dire di non avere<br />

paura, ma di trovare il coraggio<br />

di chiedere aiuto.<br />

Dopo essere caduti nel tunnel, ci<br />

si può rialzare e tornare a camminare<br />

a testa alta.<br />

Parrocchia in breve - 47


Anagrafe<br />

Orari S. Messe<br />

FERIALI - Da Lunedì a Giovedì<br />

Ore 8.00 Parrocchia<br />

Ore 15.00 Santuario<br />

Ore 17.30 Parrocchia<br />

Venerdì<br />

Ore 7.30 Parrocchia<br />

Ore 15.00 Santuario<br />

Ore 20.00 Parrocchia<br />

Sabato<br />

Ore 8.00 Parrocchia<br />

Ore 9.00 Santuario<br />

Ore 18.30 Parrocchia (Prefestiva)<br />

BUONA<br />

ESTATE!<br />

DOMENICA E FESTIVI<br />

Ore 7.30 Parrocchia<br />

Ore 9.00 Santuario<br />

Ore 10.30 Parrocchia<br />

Ore 18.30 Parrocchia<br />

Ore 20.30 Santuario<br />

Battesimi<br />

ORLANDI GABRIELE<br />

di Fabrizio e Corna Marzia<br />

LUZZANA MELKAMU<br />

di Claudio Luigi e Palazzi Anna Maria<br />

PONTI ELISA<br />

Giuliano e Zanchi Rossana<br />

LA FORGIA CRISTIANO<br />

di Fabio e Marziali Michela<br />

ACERBIS SAMUELE<br />

di Davide Luigi e Capelli Alessia<br />

LOGLIO CATERINA<br />

di Alex e Poloni Stefania<br />

BORNATICO FEDERICO<br />

di Giovanni e Mazzoleni Ferracini Silvia<br />

RUDELLA EGLE<br />

di Mattia e Marchesi Michela<br />

GHISLENI CAMILLA<br />

di Noè e Facciolongo Alessandra<br />

PIERSANTI ALESSANDRO<br />

di Walter e Carrara Anna<br />

Matrimoni<br />

Invernici Serena – Mostosi Livio<br />

Salvi Cristina – Confalonieri Stefano<br />

Pagliaroli Gloria – Signorelli Luca Mario<br />

Bettinelli Martina – Masna Fabio Luigi<br />

Galizzi Roberta Maria – Rota Paolo<br />

Pezzetta Claudia Luisa – Manzoni Massimiliano<br />

Contessi Sara – Sechi Angelo<br />

Madonna Cristina – Bonacina Matteo<br />

Lazzari Cinzia – Radi Matteo<br />

Franchini Cristina – Zappa Giovanni<br />

Bolla Federica – Zaccagnini Fabio<br />

Rossi Ester – Scaburri Matteo<br />

Terzi Michela – Gotti Michele Agostino<br />

Tornati alla Casa del Padre<br />

Sala Maia Olga Domenica anni 90<br />

Alborghetti Luigi anni 93<br />

Pezzoli Anna anni 63<br />

Gerenzani Mario anni 75<br />

Rossi Pietro anni 86<br />

Corna Francesco anni 83<br />

Offredi Luciano anni 68<br />

Testa Eliseo anni 68<br />

Gamba Elsa anni 68<br />

Capelli Maria anni 81<br />

Lanfranchi Rita Anna anni 57<br />

Curnis Maria Dolores anni 81<br />

48 - Anagrafe

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