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STAZIONE MARITTIMA

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

2005

INIZIO OPERA

2008

INIZIO OPERA

8

STATO ATTUALE

PROSSIMA A INAUGURAZIONE

PROGETTO FINALE

2


Stazione marittima

Arch.: Zaha Hadid (Iraq/Gb)

Anno di inizio: 2005

Previsione fine lavori: 2008

Stato: Prossima a inaugurazione

Ritardo: 8 anni

Costo: 29 milioni

Finanziamento: 17 milioni Fondi Europei POR

+ 12 milioni Fondi regionali

AGGIORNAMENTO: Con otto anni di ritardo, ma decine e decine

di articoli stampa che negli anni ne hanno annunciato il

suo completamento, la Stazione Marittima è finalmente ultimata

ed a dicembre dovrebbe essere davvero inaugurata.

Certo, poi, il giorno dopo chiuderà i battenti: ancora non si

sa chi dovrebbe gestire la struttura, Bisognerà fare una gara

per la gestione della Stazione Marittima. L’Autorità portuale

ha pubblicato nel 2014 le linee guida per l’affidamento in

concessione dell’edificio così come stabilito dalla delibera

presidenziale numero 113. Il resto è avvolto nel mistero.

ACCADEVA UN ANNO FA. L’ultimo annuncio sulla stampa è

recentissimo, ad inizio novembre. La “cozza” sarà completata

a “dicembre”, hanno titolato le testate locali, le stesse che

ad aprile avevano sempre titolato che la stazione marittima

sarebbe stata completata per settembre. Messa in cantiere

nel 2005, finanziata con i soldi della Comunità europea

e con Fondi regionali, la struttura a grezzo è realizzata per

l’90% circa. Sono state montate a settembre, in pompa magna

e con stampa al seguito, le vetrate, ma mancano ancora

gli interni della struttura. È probabile che a dicembre il sindaco

De Luca faccia l’ennesima finta inaugurazione a favore di

telecamere.

3


PIAZZA DELLA LIBERTÀ

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

2009

INIZIO OPERA

2012

INIZIO OPERA

4

STATO ATTUALE

INCOMPIUTA E SOTTO INDAGINI E PROCESSI

PROGETTO FINALE

4


Piazza della Libertà

Arch.: Ricardo Bofil (SPA)

Anno di inizio: 2009

Previsione fine lavori: 2012

Stato: Incompiuta e sotto indagini e processo

Ritardo: 4 anni

Costi: 52 milioni di euro

Finanziamento: 14milioni Fondi europei + 24 milioni

fondi comunali mutuo cassa depositi e prestiti

AGGIORNAMENTO: Il cantiere della Piazza, sequestrato

a marzo del 2013, è stato dissequestrato

a novembre solo per consentire le opere di

messa in sicurezza. La piazza, crollata nell’estate

del 2012, è oggetto di tre indagini da parte della

procura della repubblica di Salerno: per due di

queste sono stati già stabiliti dal tribunale i rinvii

a giudizio degli imputati. L’opera, ad oggi, è costata

già oltre 30 milioni di euro di soldi pubblici,

a cui vanno aggiunti altri 14 milioni di fondi europei

spesi per la pavimentazione a forma di palma.

Serviranno ancora 14 milioni di euro, di fondi

europei impegnati dalla Regione, necessari alla

messa in sicurezza dell’opera, crollata nel settore

4 e con problemi strutturali in tutti i settori. Tantissimi

soldi pubblici che, stando alle previsioni

del Puc (Piano Urbanistico Comunale) e del Pua

Santa Teresa (Piano attuativo), avrebbero dovuto

cacciare i privati, che stavano realizzando il Crescent,

come oneri di urbanizzazione. Anche il Tribunale

del Riesame, chiamato ad esprimersi sul

dissequestro del mega condominio di lusso che

circonda la piazza, ha negato ad ottobre il dissequestro

proprio perché una delle ipotesi di reato

nel processo in corso è relativa al mancato pagamento

da parte dei privati dei costi della piazza

monumentale. Il Comune ora dovrebbe procedere

ad una nuova gara d’appalto per completare

la messa in sicurezza della piazza entro 18 mesi

utilizzando altri soldi pubblici.

NOTE: La piazza, grande quasi 30 mila metri quadri,

ha spazzato via 4 mila mq di spiaggia e 2 mila

di mare, oltre alla deviazione del torrente Fusandola,

tristemente noto durante l’alluvione del ‘54.

Grande come tre campi di calcio, sotto la piazza

sono presenti circa 700 posti auto, gli stessi che

erano già presenti nell’area in questione prima

che iniziassero i lavori della piazza. A seguito

dell’indagine avviata subito dopo il cedimento

del solaio nel settore 2 (luglio 2012) la procura

– in conseguenza della perizia effettuata dall’ingegner

Boeri, nominato dai pm - ha messo sotto

indagine nove persone: dal RUP fino al progettista,

l’ingegnere Nunziata. Successivamente la super

perizia del tecnico del Gup, prof. Augenti, ha

affermato che i calcoli del progetto esecutivo erano

sbagliati: il solaio non regge ed i pilastri punzonano

non solo nel settore 2, dove è avvenuto

il cedimento, ma anche negli altri settori dell’opera.

Nel frattempo gli indagati sono stati rinviati a

giudizio. Oltre alle responsabilità da parte di chi

doveva effettuare i controlli in corso d’opera, Augenti

ha calcato la mano anche sulla “variante”

approvata dalla giunta comunale da 8 milioni di

euro che poteva essere evitata. L’anomala “variante”

è stata oggetto di ulteriore inchiesta che

vede coinvolti amministratori e dirigenti comunali.

La Piazza infine è finita anche nell’inchiesta relativa

allo smaltimento dei detriti dell’ex pastificio

Amato, usati con materiale da riempimento per il

solaio della piazza stessa. A novembre c’è stato

il rinvio a giudizio degli indagati anche di questo

altro filone d’indagine.

5


CRESCENT

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

2009

INIZIO OPERA

2012

INIZIO OPERA

4

STATO ATTUALE

INCOMPIUTO E SOTTO SEQUESTRO

PROGETTO FINALE

6


Crescent

Arch. Ricardo Bofil (SPA)

Anno di inizio: 2009

Previsione fine lavori: 2012

Ritardo: 4 anni

Stato: Incompiuto e sotto sequestro

Finanziamento: 80 milioni di euro (privati)

AGGIORNAMENTO: Il 2015 è stato l’anno dell’inizio

del processo Crescent che vede imputato

Vincenzo De Luca insieme ad un’altra ventina di

persone tra assessori, dirigenti comunali e imprenditori

privati. Durante le 12 udienze svolte in

questi mesi, particolarmente significativa è stata

la testimonianza dell’ex soprintendente Gennaro

Miccio che ha dichiarato di non aver mai visto

l’autorizzazione paesaggistica relativa la Crescent.

Il mega condominio privato a sponda di

mare resta sotto sequestro della magistratura. il

Tribunale del Riesame, chiamato ad esprimersi,

ha negato ad ottobre il dissequestro proprio perché

una delle ipotesi di reato nel processo in corso

è relativa al mancato pagamento da parte dei

privati dei costi della piazza monumentale. Cifra

che supera i 40 milioni di euro.

LA STORIA INFINITA. Partito nel 2009 grazie al

silenzio assenso della soprintendenza di Salerno

- il cantiere del Crescent, condominio di lusso

con i suoi 120 appartamenti, ma anche centro

commerciale con 80 tra negozi ed uffici - è sotto

sequestro della magistratura da novembre 2013.

Da allora è successo di tutto e di più: il Consiglio

di Stato ha annullato le autorizzazioni paesaggistiche

dando ragione a Italia Nostra. Il soprintendente

di Salerno, Gennaro Miccio, dopo quasi

un anno di gestazione ha emesso una nuova

autorizzazione paesaggistica, trasformando nel

giro di un’estate un preavviso di diniego in parere

favorevole con prescrizioni. E le prescrizioni

sull’altezza del Crescent riguarderebbero solo il

cornicione, ovvero 50 centimetri. Subito dopo, il

7 novembre, il Gup ha rinviato a giudizio, il prossimo

23 dicembre, il sindaco Vincenzo De Luca,

gli assessori e diversi dirigenti comunali, oltre che

i privati. I reati contestati vanno dal falso in atti

pubblici alla lottizzazione abusiva passando per

l’abuso d’ufficio. La speculazione immobiliare,

avvenuta su suolo demaniale, ovvero pubblico,

si può quantificare in circa 150 milioni di euro. I

suoli sono stati venduti ad appena 20 milioni. Il

Comune pur di far iniziare i lavori ha firmato un

contratto con la Crescent srl che prevede, in caso

di blocco dell’opera, la restituzione ai privati dei

soldi spesi per acquisire l’area, degli oneri di urbanizzazione

e delle opere già realizzate.

7


METROPOLITANA

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

1999

INIZIO OPERA

2002

INIZIO OPERA

12

STATO ATTUALE

COMPLETATA PARZIALMENTE

STATO ATTUALE

8


Metropolitana

Progetto: Comune Salerno

Anno di inizio: 1999

Presunta entrata in funzione: 2002

Partenza: 4 Novembre 2013

Stato: Completata parzialmente

Ritardo: 12 anni

Costi: 55 milioni

Finanziamento: 40 milioni Fondi Europei + 15 milioni

fondi regionali

AGGIORNAMENTO. Ancora incompleta, costosissima,

lenta, un treno ogni 30 minuti se

va bene, con fermate fantasma e senza dati

ufficiali su quanti passeggeri ne usufruiscono:

questa è la pseudo metropolitana di Salerno.

Un’occasione mancata e uno spreco di soldi

pubblici messo sotto la lente d’ingrandimento

nel “Docufilm”, prodotto dai Figli delle Chiancarelle

nel 2015, “Metropolitanìa” realizzato

da Giovanna Testa e Luca Forte. Il treno

urbano, o monorotaia, di Salerno ad oggi è

costato circa 90 milioni di euro, i lavori sono

parzialmente completati, dopo 11 anni di attesa,

manca il collegamento con la zona Ovest

della città (centro storico), con l’Università di

Fisciano e l’aeroporto di Pontecagnano. Servirebbero

almeno altri 20 milioni per terminare

l’infrastruttura. Avere dati ufficiali sul numero di

cittadini che usano il servizio è stata un’impresa,

come ha dimostrato il docufilm “Metropolitanìa”.

E le cifre sono ben lontane dai 10 mila

utenti al giorno propagandati dal Comune. In

realtà l’amministrazione comunale, per bocca

dell’assessore alla Mobilità Luca Cascone, non

ha dati ufficiali sui passeggeri. Anche quelli

forniti da Trenitalia sono alquanto approssimativi:

secondo la loro analisi di frequenza sono

tremila le presenze medie giornaliere sulla

metropolitana, con circa 80 viaggiatori a corsa.

NOTE: La “Metropolitana” si sviluppa su 5,325

Km è composta in realtà di sole 7 fermate dalla

Stazione Ferroviaria allo Stadio Arechi. L’infrastruttura

sfrutta un binario indipendente parallelo

al tracciato della ferrovia Tirrenica Meridionale.

Le 7 stazioni sono state realizzate con 80

miliardi di lire stanziati nel 1997. Il susseguirsi

di varianti al progetto ha rallentato l’iter burocratico

e la messa in esercizio ed aumentato in

maniera esponenziale il costo. Il treno urbano

copre esclusivamente la parte EST della città.

La fermata M1 “Centro Storico - via Monti” non

è stata mai costruita. E la M2 “Duomo - via Vernieri”

non è collegata direttamente alle altre.

Le corse giornaliere sono 56. La metropolitana

non arriva all’aeroporto di Pontecagnano (servono

altri 10 milioni di euro circa per farlo).

9


CITTADELLA GIUDIZIARIA

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

2002

INIZIO OPERA

2007

INIZIO OPERA

9

STATO ATTUALE

INCOMPIUTO

STATO ATTUALE

10


Cittadella giudiziaria

Arch.: David Chipperfield (Gb)

Anno di inizio: 2002

Previsione fine lavori: 2007

Stato: Incompiuto

Ritardo: 9 anni

Costo: 70 milioni

Finanziamento: Mutuo Cassa Depositi e Prestiti

(Ministero Giustizia)

AGGIORNAMENTO. Rispetto allo scorso anno nulla

è cambiato. Siamo ancora in attesa che si sblocchino

i fondi, 26 milioni, della Cassa Depositi e Prestiti per il

completamento della struttura. Il cantiere, avviato dalla

giunta De Biase, a causa di diversi fallimenti di imprese

susseguitesi nella realizzazione dell’opera, ha subito

enormi ritardi; ciò nonostante, può contare già un

discreto numero di inaugurazioni: dal faro della Giustizia

con marmi cinesi, alla piazzetta antistante la prima

palazzina, nonché la conclusione dei primi tre piani a

grezzo sempre della prima palazzina. L’opera è realizzata

per circa il 70% con una stima di costi sostenuta fin ora

di 40 milioni di euro. Per completare gli edifici A-B-C

servono 4 milioni per gli arredi ed il sistema di sicurezza.

Per le palazzine D-E-F servono altri 30 milioni. La data di

entrata in funzione della Cittadella non è ipotizzabile a

breve, ma neanche a medio periodo.

11


LUNGOIRNO

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

1999

INIZIO OPERA

2008

INIZIO OPERA

7

STATO ATTUALE

COMPLETATA

STATO ATTUALE

12


Lungoirno

Progetto: Comune Salerno

Anno di inizio: 1999

Previsione fine lavori: 2008

Stato: Completata

Ritardo: 7 anni

Costi: 21 milioni per il completamento

Finanziamenti: 13 milioni Regione (2002), 8 milioni

(2010) Comune Salerno mutuo cassa depositi e prestiti

AGGIORNAMENTO: Dopo anni di attesa e finte inaugurazioni

il tunnel della Lungoirno è terminato. Tanto per

capirci: il tunnel della Manica, 53 chilometri, fu completato

in 7 anni e mezzo. I soli lavori per completare il “traforetto”

finale sono durati oltre 4 anni. E parliamo di circa

70 metri. La Lungoirno è la strada che taglia la città da

Nord a sud sulla direttrice Fratte-Torrione. Gli espropri

delle aree sono iniziati nel lontano 1994 per cui fare una

stima dei costi è impossibile. Per il suo completamento

l’ultimo finanziamento, della Regione, risale al 2002 ed

è di 13 milioni.

13


VELA

PRESENTAZIONE

PLASTICO

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

2009

INIZIO OPERA

-

INIZIO OPERA

-

STATO ATTUALE

INDEFINITO

PROGETTO FINALE

14


Vela

Arch.: Ricardo Bofil (SPA)

Presentazione plastico: 2009

Anno di inizio: ???

Consegna opera: ???

Stato: Indefinito

NOTE. Quando fu presentata, con annesso plastico, nel

2009, i giornali scrissero che sarebbe venuta alla luce

nel 2014. In realtà è calato il buio totale sulla Vela di Bofil,

uscita dai piani dell’amministrazione comunale, rimpiazzata

da un altro mega edificio a “pirellone” disegnato da

Dante Bernini, alto 30 piani, a destinazione commerciale

e residenziale. Anche questa mega opera sembra una

grande bufala o, come è solito dire il sindaco De Luca,

“Pippe&Palle”. Resta il compenso all’architetto Bofil per

la Vela, che con quello del Crescent, arriva ad oltre 2

milioni e mezzo di euro.

15


DIFESA E RIPASCIMENTO

DEL LITORALE CITTADINO

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

2010

INIZIO OPERA

2011

INIZIO OPERA

5

STATO ATTUALE

INCOMPIUTO

16


Difesa e ripascimento del litorale cittadino

Arch.: Manuel Ruisanchez (SPA) / concorso d’idee 2007

Anno prima progettazione 2006

Anno di inizio: 2010

Previsione fine lavori: 2011

Stato: Incompiuto

Ritardo: 4 anni

Costi: 14 milioni

Finanziamento: fondi regionali

AGGIORNAMENTO. L’opera, iniziata con almeno 2 anni

di ritardo per la variazione della progettazione originaria,

riguarda soltanto la protezione del tratto di costa che

va dal porto di Pastena alla fine di Via Leucosia (Arenella

Beach), ovvero scarso il 10% del progetto totale.

Stanziati dal Comune lavori soltanto per 5milioni di euro:

nel 2007 erano disponibili 11 milioni della Provincia e 3

dal Comune. Il lungo iter amministrativo susseguitosi dal

2000 al 2010 ha provocato, non solo l’erosione ulteriore

delle spiagge, ma anche l’erosione delle risorse a disposizione.

L’intervento è partito anche grazie alle pressioni

di un comitato di cittadini di Mercatello, esasperati dallo

stato di devastazione di quel tratto di Lungomare cittadino

a seguito delle mareggiate. Per completare l’intero

progetto definitivo dell’Archistar servirebbero 100 milioni

di euro, così come scritto nel bando del concorso

internazionale di idee indetto dal Comune nel 2007 e

vinto da Ruisanchez.

17


PALAZZETTO DELLO SPORT

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

2005

INIZIO OPERA

2008

INIZIO OPERA

8

STATO ATTUALE

INCOMPIUTO

STATO ATTUALE

PROGETTO FINALE

18


Palazzetto dello Sport

Arch.: Tobia Scarpa (Ita)

Anno d’inizio: 2005

Previsione fine lavori: 2008

Stato: Incompiuto

Ritardo: 7 anni

Costi: 14 milioni

Finanziamento: europeo

AGGIORNAMENTO. Nulla è cambiato in quest’ultimo

anno. Il Pala “rane” continua a gracchiare mentre il cantiere

è fermo ormai da anni: praticamente un rudere che,

quando piove, si trasforma nell’habitat ideale per rane e

girini. Per riprendere l’opera si aspetta lo sblocco di 30

milioni di fondi europei (fonte Il Sole 24 ore). Nel Giugno

del 2000 la commissione del concorso internazionale,

presieduta da Bohigas, per il PalaSport scelse il progetto

di Tobia Scarpa, da doversi completare entro il 2008.

Per il palazzetto sono stati spesi finora 10 milioni di euro,

mentre per l’edifico destinato ai servizi commerciali sono

stati necessari 4 milioni euro. La vicenda diventa ancora

più grave se si considera che nel palazzetto erano stati

già installati tutti i servizi e i pavimenti di linoleum sul

campo di basket (oramai spaccati). Per completare l’opera,

mancano: gli infissi, le tribune (avrebbero potuto

ospitare da 3 a 8mila spettatori), il tetto (che è parte più

complessa dal punto di vista ingegneristico), oltre a parte

della struttura. Il rudere del palazzetto è stato ripreso

anche dalle telecamere di Striscia La Notizia con il suo

inviato Bombazza. Il consiglio comunale ha votato nella

variante al Puc del 2013 l’alienazione ai privati di parte

del progetto. Ma intanto il pala rane continua a marcire.

19


SOLARIUM

DI PIAZZA DELLA CONCORDIA

INIZIO OPERA

PREVISIONE

FINE LAVORI

RITARDO

INIZIO OPERA

2008

INIZIO OPERA

2009

INIZIO OPERA

7

STATO ATTUALE

MAI ENTRATO IN FUNZIONE / DEGRADO

STATO ATTUALE

20


Solarium

Anno d’inizio: 2008

Previsione fine lavori: 2009

Stato: mai entrato in funzione / degrado

Ritardo: 6

AGGIORNAMENTO. Anche nel 2015 i lavori non sono

mai iniziati e stamm ancora aspettann .Era il 26 marzo

2013 quando il Sindaco Vincenzo De Luca presentava un

nuovo progetto che prevedeva la riconversione dell’area

con l’installazione sulla superficie di attività di piccola ristorazione,

caffetteria, solarium con servizio docce, aree

didattiche, con avvio dei lavori previsto ad Aprile 2013 e

conclusione Luglio 2013 e di un costo di 78.000 euro. A

Novembre 2013 i giornali riportano che l’aggiudicatario

dell’appalto è l’imprenditore Amoroso e che i lavori inizieranno

a dicembre con data di consegna maggio 2014..

Il solarium avrebbe dovuto sostituire la “Concord”, la

nave ristorante, costruita in Germania nel 1918 come

nave passeggeri con il nome di St. Elian, attraccata alla

Piazza della Concordia sul Lungomare di Salerno, dal

1971 rottamata, dopo un lungo contenzioso, nel marzo

del 2009 proprio per fare posto alla nuova opera che

avrebbe dovuto riqualificare l’area. Un investimento da

184 mila euro del Comune grazie al quale, oltre al solarium,

è stato allestito un campo di beach volley, con i

relativi servizi igienico sanitari. L’intera opera si è rivelata

un fiasco completo e mai entrata in funzione. L’intera

area appare in uno stato di abbandono assoluto, ricovero

estemporaneo di homeless e pescatori dilettanti. Il

campo di beach volley è soltanto un lontano ricordo, la

struttura che avrebbe dovuto ospitare gli spogliatoi ed il

solarium sembrano aver subito gli effetti di un bombardamento.

Intanto, il proprietario della Concord, Giuseppe

Martino, ha ancora in corso una causa per danni, riconosciuti

in sede civile, in cui il Comune di Salerno rischia di

essere condannato ad un pesante risarcimento di circa

9 milioni di Euro.

21


LUNGOMARE

DI SALERNO

STATO ATTUALE

DEGRADO

COME ERA

22


Lungomare di Salerno

Metà anni ‘50 del ‘900

Fine opera: anni ‘50

Rifacimento: inizio anni ‘90 del ‘900

Stato: degrado

NOTE. Il Lungomare Trieste è l’immagine da cartolina

per eccellenza della città di Salerno. Luogo della storica

passeggiata, larga 30 metri, che costeggia il mare, dalla

spiaggia di Santa Teresa al porto Masuccio. Oggi quella

“cartolina”, sfregiata dal Crescent, è in uno stato di degrado

diffuso: l’ultimo intervento di restyling da parte del

comune risale al 1990 con la giunta del Sindaco Giordano.

A partire dal 2006 oltre 200 palme sono state attaccate

e uccise dal Rhynchophorusferrugineus (punteruolo

rosso).L ’amministrazione continua a piantare palme

per la gioia del punteruolo rosso. Oltre al Crescent, il

Lungomare rischia un nuovo sfregio all’altezza di Piazza

Cavour, dove, dopo un iter alquanto lungo e singolare,

è arrivato l’ok da parte della soprintendente Casule ai

box auto. Quel tratto di lungomare sarà stravolto nella

sua identità. Buone notizie arrivano dal fronte Santa Teresa,

la storica spiaggia dei salernitani ridotta a un terzo

dopo i lavori della piazza e del Crescent. Sono terminati

i lavori, oltre due milioni di euro di fondi europei, per ricoprire

col tek parte di ciò che resta dell’arenile. E’ stato

realizzato un solarium su tre livelli: bassa la qualità della

messa in opera del legno, visibile fin dal giorno dopo l’inaugurazione

avvenuta a metà settembre, ovvero a fine

stagione estiva. Il tavolato sembra in diversi punti già

ammalorato con diverse chiancarelle di legno spaccate.

Resta il problema degli scarichi del “chiavicone” e del

torrente fusandola, con liquami rossastri che continuano

a riversare nel mare e sulla spiaggia. Inoltre il mare a

Santa Teresa non è balneabile poiché è area marina inserita

tra due porti. Ed i prelievi non vengono effettuati.

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