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GEOmedia_1_2025

La prima rivista italiana di geomatica

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Rivista bimestrale - anno XXIX - Numero - 1/2025 - Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma

TERRITORIO CARTOGRAFIA

GIS

CATASTO

3D CITY

INFORMAZIONE GEOGRAFICA

FOTOGRAMMETRIA EDILIZIA

URBANISTICA DIGITAL TWIN

LASER SCANNING

REMOTE SENSING

GNSS

SPAZIO

RILIEVO AMBIENTE TOPOGRAFIA

LiDAR

GEOBIM

BENI CULTURALI

SMART CITY

anno XXIX - N°1 2025

EUSATfinder

piattaforma a

supporto delle

operazioni di

primo soccorso

NUOVO INVENTARIO

FORESTALE ITALIANO

MAPPATURA RAPIDA DOPO

I DISASTRI NATURALI

CARTE DI ACCOMPAGNO

DELLE AEROFOTO


© 2025 Designed by MediaGEO

EUropean Space, Aerial and

Terrestrial assets supporting first

responders' operations

EUSATfinder provides an innovative integrated and scalable solution to support first

responders in real-life during different operational phases. In particular, in the tactical

phase, EUSATfinder aims at improving the intervention capability and reducing the

reaction time using shared capacities from different governmental (GOVSATCOM) and

private satellite systems interoperable with terrestrial communication services.

www.eusatfinder.eu


Geoportali e cartografie

regionali a confronto

In un recente articolo apparso nel precedente numero di GEOmedia, l’autore ci porta all’evidenza

la problematica relativa alla disuniformità della cartografia regionale italiana (Selvini, A. Due

cartografie regionali a confronto. GEOmedia, 6-2024)..

Ripercorrendo la storia recente vediamo che, con il decentramento delle competenze avvenuto

negli anni ’70, mentre gli Organi Cartografici mantenevano il focus sulla produzione cartografica

nazionale, alle Regioni veniva affidata la gestione della cartografia a scala locale. Questo ha portato

a una frammentazione gestionale, con differenze significative in termini di standard, formati

e aggiornamento dei dati cartografici. Secondo Attilio Selvini, questo processo ha risentito di

dinamiche politiche che hanno influenzato le scelte tecniche, portando a una gestione eterogenea

che ha prodotto una cartografia disomogenea, con scale, riferimenti e formati variabili tra le

diverse Regioni.

Nello stesso periodo, l’Unione Europea promuoveva politiche di standardizzazione, come la

Direttiva INSPIRE, per garantire l’interoperabilità dei dati geografici tra gli Stati membri, e per

porre rimedio alla disuniformità per armonizzare i criteri cartografici regionali, veniva istituito il

Centro Interregionale, con il compito di coordinare le attività delle Regioni. Tuttavia, il Centro ha

progressivamente perso rilevanza, e molte delle sue iniziative sono state abbandonate. Per fortuna

le regole tecniche prodotte, come quelle relative ai geodatabase e alle ortofoto in scala 1:10.000,

sono state implementate e ancora oggi utilizzate.

Attualmente, la cartografia regionale italiana si presenta come un mosaico eterogeneo. Molti

prodotti cartografici risultano obsoleti o privi di aggiornamenti regolari, nonostante le norme

prevedano verifiche periodiche.

Nel recente convegno organizzato dall’Ordine dei Geologi del Lazio su questo tema, in occasione

della recente Giornata della Terra, è stata evidenziata l’enorme difficoltà dei professionisti che

operano sul territorio nazionale alle scale della cartografia geologica per le differenti basi oggi

disponibili in diverse modalità sui portali. È stata evidenziata la necessità di avere una sorta di

standard dei geoportali in modo da avere uniformità dalla Val D’Aosta alla Sicilia.

Di nuovo c’è che l’Istituto Geografico Militare ha recentemente prodotto un database di sintesi

(DBSN) globale di livello nazionale, che costituisce una raccolta di informazioni geografiche

vettoriali con la risoluzione di una scala 1:10.000 .

Non disperiamo quindi, le cose si muovono, certo con lentezza e forse un riordino normativo

nel nostro settore potrà presto portare la necessaria uniformità nei prodotti cartografici regionali.

Buona lettura,

Renzo Carlucci


FOCUS

In questo

numero...

FOCUS

GUEST

REPORT

AEROFOTOTECA

ALTRE

RUBRICHE

28 MERCATO

46 AGENDA

Il nuovo Inventario

Forestale Nazionale

Italiano: geomatica e

telerilevamento a servizio

del monitoraggio

delle foreste

di G. D’Amico, G. Papitto,

W. Mattioli, L. Fattorini, E.

Presutti Saba, P. Corona

e G. Chirici

6

12

by

EUSATfinder, an

European Space,

Aerial and Terrestrial

assets supporting first

responders' operations

Redazione Mediageo

In copertina una immagine

aerea su area alluvionata

a Celle (Germania) del

dicembre 2023 causata

dall’esondazione del fiume

Aller. Realizzata da AVT

Airborne Sensing

(https://avt-as.eu/),

azienda di fotogrammetria

aerea che svolge anche

rilievi per mappare in

modo rapido gli effetti

dei disastri naturali.

4 GEOmedia n°1-2025

GEOmedia, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica.

Da oltre 25 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei

processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati,

in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre.

In questo settore GEOmedia affronta temi culturali e tecnologici

per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi

geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia,

della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e

spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo.


INSERZIONISTI

34

Mappatura rapida

dopo i disastri

naturali

di K. Legat, R. Zampiccoli,

D.Poli e R. Krammer

AVT 32

EPSILON 33

ESRI 41

EUSATFINDER 2

GEOBUSINESS 30

GTER 28

PLANETEK 48

STONEX 31

TEOREMA 46

TRAFFIC 47

VALUESAFE 29

38

Un fenomeno

pericoloso

di Attilio Selvini

40

Le carte di

accompagno:

ricostruire i

retroscena delle

fotografie aeree

di Maria Modafferi

una pubblicazione

Science & Technology Communication

GEOmedia, la prima rivista italiana di geomatica.

ISSN 1128-8132

Reg. Trib. di Roma N° 243/2003 del 14.05.03

Direttore

RENZO CARLUCCI, direttore@rivistageomedia.it

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Roberto Capua, Mattia Crespi, Fabio Crosilla, Donatella

Dominici, Michele Fasolo, Marco Lisi, Flavio Lupia, Luigi

Mundula, Beniamino Murgante, Aldo Riggio, Monica

Sebillo, Attilio Selvini, Donato Tufillaro, Valerio Zunino

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Redazione

Gabriele Bagnulo, Valerio Carlucci, Massimo Morigi

Gianluca Pititto, Maria Chiara Spiezia

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Numero chiuso in redazione il 28 aprile 2025.


FOCUS

Il nuovo Inventario Forestale Nazionale

Italiano: geomatica e telerilevamento a

servizio del monitoraggio delle foreste

di Giovanni D’Amico, Giancarlo Papitto, Walter Mattioli, Lorenzo Fattorini, Emanuele Presutti Saba,

Piermaria Corona, Gherardo Chirici

Fig.1 - Procedura inventariale in tre fasi di INFC2005 e INFC2015.

Le foreste sono una risorsa

fondamentale assolvendo a una

moltitudine di benefici per la

collettività. In questo contesto,

le statistiche forestali sono

cruciali sia a livello nazionale,

sia internazionale, per il

monitoraggio della biodiversità,

la quantificazione delle risorse

forestali, la gestione locale e

la pianificazione delle attività

di conservazione, e quindi

per decisioni informate in un

ambiente in continua evoluzione.

La necessità di una

approfondita conoscenza

della consistenza

delle foreste ha portato

all’introduzione degli Inventari

Forestali Nazionali (IFN)

basati su indagini campionarie

già a partire dei primi del

‘900 nei paesi della penisola

scandinava (Norvegia 1919,

Finlandia 1921 e Svezia

1923 - Gschwantner et al.,

2022). Negli anni ‘60, grazie

allo sviluppo della teoria del

campionamento e all’uso

delle fotografie aeree, molti

paesi europei hanno adottato

inventari su larga scala. Più

recentemente, le iniziative volte

a monitorare la deforestazione

e a mitigare gli effetti del

cambiamento climatico

(REDD+) hanno favorito

la realizzazione degli IFN

anche nei paesi emergenti, e il

consolidamento nei protocolli

nei programmi già operativi

(Breidenbach et al., 2021).

In Italia, l’esigenza di

aggiornare le statistiche

forestali nazionali ha

portato alla realizzazione del

primo Inventario Forestale

Nazionale (IFNI85) negli

anni ‘80. Successivamente il

rilevamento è stato ripetuto

nel 2005 con l’Inventario

Nazionale Forestale e dei

Serbatoi Forestali di Carbonio

(INFC2005), quando l’IFN

è stato istituzionalizzato

come pratica permanente e

poi replicato nuovamente

nel 2015 (INFC2015)

mantenendo pressoché

invariato il programma di

rilievo (Gasparini et al., 2022)

(Figura 1).

Attualmente, sulla base delle

esperienze dei precedenti cicli

6 GEOmedia n°1-2025


FOCUS

di IFN, si è resa necessaria

una revisione del sistema di

inventario forestale italiano.

A partire dal 2023, incontri

tra esperti, accademici e

portatori di interesse nei

settori forestale e ambientale

hanno permesso di affinare il

protocollo per il nuovo IFN.

Queste discussioni e test sul

campo, come quelli condotti

nella Foresta di Vallombrosa,

hanno contribuito a definire

le migliori soluzioni per il

monitoraggio forestale e

a sviluppare un approccio

collaborativo tra tutti i gruppi

di lavoro coinvolti.

Il nuovo progetto

dell’Inventario Forestale

Nazionale d’Italia (IFNI)

segna un’evoluzione

significativa rispetto alle

precedenti realizzazioni.

Sebbene le definizioni delle

variabili forestali siano state

mantenute pressoché invariate

per garantire la coerenza

con le stime passate, sono

state introdotte importanti

innovazioni metodologiche e

tecnologiche, con particolari

avanzamenti sull’uso del

telerilevamento, della

geomatica e dei sistemi di

posizionamento satellitare

(GNSS).

Disegno inventariale

Una delle principali modifiche

riguarda la struttura statistica

dell’indagine, che passa da

tre fasi di campionamento a

due. La prima fase utilizza un

campionamento stratificato a

tasselli (Tassellation Stratified

Sampling - TSS), che prevede la

selezione casuale di un punto

all’interno di una griglia 4 km

× 4 km (16 km²) che copre

l’intero territorio nazionale,

ottenuta dall’accorpamento

delle maglie quadrangolari

chilometriche impiegate

nei precedenti inventari

FIG. 2 - Rappresentazione grafica dei panel di appartenenza delle celle di seconda fase.

(Fattorini, 2015). Una ulteriore

novità è l’adozione di un

sistema di campionamento

annuale a panel ruotato. La

griglia è stata ordinatamente

numerata in blocchi da 1

a 5 (Figura 2) e ogni anno

è prevista la rilevazione dei

punti appartenenti al panel

identificato dalla stessa cifra.

Ogni anno sarà possibile

produrre stime delle variabili

di interesse. Ogni cinque

anni, al completamento del

rilievo inventariale con tutti i

punti misurati, sarà possibile

realizzare, in condizioni di

assenza di eventi estremi di

disturbo, stime complessive

con un grado di precisione

maggiore rispetto a quelle

annuali. Al sesto anno si

ripartirà con il panel 1 (Fig. 2).

Campione di prima fase

Per garantire la continuità con

i precedenti IFN e integrare

i nuovi dati nei sistemi di

monitoraggio esistenti, il

protocollo di rilievo ha

previsto che il campione

di punti da misurare in

campagna includa alcune

aree di saggio già esaminate

durante INFC2015 e siti

Fig. 3 - Progetto GIS per la fotointerpretazione dei punti campione di fase 1.

GEOmedia n°1-2025 7


FOCUS

appartenenti al programma

CONECOFOR (CONtrollo

ECOsistemico delle FOReste),

il programma italiano di

monitoraggio a lungo termine

delle foreste, che, attraverso

indagini periodiche, analizza

la salute degli ecosistemi

forestali, l’inquinamento

atmosferico e i cambiamenti

climatici, raccogliendo dati

su alberi, suolo e biodiversità

in siti permanenti distribuiti

in Italia. Questo programma

rappresenta il contributo

italiano a ICP Forests

(International Co-operative

Programme on Assessment and

Monitoring of Air Pollution

Effects on Forests), iniziativa

internazionale avviata nel

1985 per comprendere gli

impatti ambientali sulle foreste

europee (Papitto et al., 2021).

L’indagine IFNI ha per oggetto

sia le aree boschive sia le altre

terre boscate, in conformità

alle definizioni del Global

Forest Resource Assessment

Fig. 4 - Ricevitore GNSS Solutop MS2 in stazione su

palina e bipiede, con smartphone per la gestione del

rilievo (da Mattioli et al., 2025).

(FRA) della FAO, adottate

come standard a livello globale

per il monitoraggio e il

reporting delle risorse forestali,

definizioni già utilizzate

nei precedenti inventari

INFC2005 e INFC2015.

Ogni punto campione

selezionato è stato classificato

in una delle categorie: Bosco

(che include le categorie

di “soprassuolo forestale”,

“piantagione da legno” e

“bosco temporaneamente

privo di soprassuolo”), Non

Bosco e Altre Terre Boscate,

per fotointerpretazione in

ambiente GIS, basandosi

sulle Ortofoto AGEA del

triennio 2021-2022-2023,

oltre alle immagini liberamente

disponibili di Google Satellite

(Figura 3).

Secondo la definizione FAO-

FRA, un’area è considerata

bosco se ha:

4copertura arborea > al 10%;

4superficie > di 0,5 ettari;

4altezza degli alberi a

maturità ≥ 5 m,

includendo anche

giovani soprassuoli e aree

temporaneamente prive di

alberi a causa di eventi naturali

o interventi umani, purché

suscettibili di ricopertura

nel breve termine. Sono

inoltre inclusi vivai forestali,

strade e fasce tagliafuoco,

piccole radure, barriere

frangivento e piantagioni

per la produzione di legno, a

condizione che superino 0,5

ettari di superficie e 20 metri

di larghezza. Tuttavia, le aree

prevalentemente destinate ad

attività agricole o urbane non

rientrano nella definizione di

bosco.

Le altre terre boscate

comprendono invece:

4 copertura arborea tra il

5% e il 10% di alberi alti a

maturità ≥ 5 m;

4 copertura > 10%, ma con

alberi che non superano 5

metri a maturità, oppure

dominate da arbusti e

cespugli.

Posizionamento satellitare

Per le indagini di campagna

è previsto il parziale

ritrovamento di aree di saggio

già misurate in precedenti

programmi di monitoraggio,

oltre al mantenimento dei

punti della prima fase per i

futuri cicli inventariali. Di

conseguenza, particolare

attenzione è stata dedicata

alla scelta di un affidabile

sistema di posizionamento

satellitare GNSS. Uno dei

principali ostacoli all’utilizzo

dei sistemi GNSS in foresta è

rappresentato dalla copertura

delle chiome, che può ridurre

significativamente la qualità

del segnale satellitare. Foglie

e rami attenuano e riflettono

il segnale, causando errori

di posizionamento, perdita

di segnale (loss of lock) e un

aumento della deviazione della

posizione rilevata rispetto a

quella reale. Questi problemi

risultano particolarmente

evidenti nelle foreste dense con

chiome fitte, soprattutto nei

periodi di massima copertura

fogliare.

Vari studi hanno analizzato la

precisione dei sistemi GNSS in

contesti forestali. Kaartinen et

al. (2015) hanno confrontato

diverse soluzioni GNSS in

foreste boreali, rilevando errori

medi di posizionamento tra

2 e 10 metri a seconda delle

condizioni di copertura.

Più recentemente è stato

dimostrato il miglioramento

della precisione grazie alle

nuove costellazioni satellitari

come Galileo, che aumentano

il numero di segnali disponibili

8 GEOmedia n°1-2025


FOCUS

Fig. 5 - Integrazione tra dati a terra e dati telerilevati per la mappatura delle variabili forestali

riducendo gli errori di

posizionamento (Brach, 2022).

Il rinnovamento di IFNI ha

riguardato la strumentazione

GNSS con ricevitori multicostellazione,

che sfruttano

segnali GPS (americano),

GLONASS (russo), Galileo

(europeo), BeiDou (cinese),

QZSS (giapponese) e SBAS,

risultati i più efficienti in

ambiente forestale. Il Chip

GNSS previsto per i rilievi

inventariali presenta, tra le

altre, le seguenti caratteristiche:

4 velocità di aggiornamento

in RTK fino a 30Hz

4 precisione della posizione in

RTK 0,01m+1ppm CEP

4 tempo di convergenza in

RTK <10sec

4 acquisizione a freddo circa

24s

4 partenze assistite 2s, 4

Riacquisizione 2s

4 sensibilità:Tracciamento e

navigazione –167dBm

4 avviamenti a freddo

–148 dBm, Avvii a caldo

–157dBm

4 riacquisizione –160 dBm

4 temperatura operativa

-20°C to 60°C

4 temperatura per la

registrazione -30°C to 70°C

Per il rilievo forestale il chip

GNSS è collegato ad una

multi-band antenna attiva

GNSS per applicazioni di

precisione topografica (Fig.4).

Per la registrazione delle

coordinate inventariali, sono

state previste tre possibili

modalità di ricezione, con

diverse modalità di correzioni

in post-processing,:

4 RTK (Real-Time

Kinematic) fix;

4 RTK float;

4 No RTK.

Nella modalità RTK

fix il software segnala

automaticamente il fixing della

posizione e in pochi secondi

avviene la registrazione delle

coordinate ad alta precisione.

Nelle modalità RTK float e No

RTK, invece, si raccomanda

la registrazione statica delle

coordinate per almeno 30’; con

il ricevitore collocato nel punto

centrale dell’area di saggio, con

correzioni post-elaborate (PPK,

Post-Processed Kinematic) è

possibile ridurre gli errori fino

a pochi centimetri, anche in

presenza di copertura arborea.

Mappatura delle risorse

forestali

Gli inventari forestali su scala

globale hanno via via compiuto

un salto di qualità, passando

dalla semplice raccolta di dati

aggregati alla realizzazione di

mappe dettagliate delle risorse

boschive (Kangas et al., 2018).

Questo progresso è stato

possibile grazie alle tecnologie

geomatiche e all’uso di

algoritmi di machine learning,

che permettono di combinare

le osservazioni effettuate sul

campo con le informazioni

derivate da immagini satellitari

e altri dati da telerilevamento

(analisi multisorgente) (Fig.5).

Un presupposto fondamentale

per ottenere relazioni affidabili

tra dati raccolti a terra e

dati telerilevati è l’accurato

posizionamento delle aree

di saggio, che consente

di garantire la coerenza

spaziale tra le diverse fonti

di informazione. Anche in

Italia, metodi di questo tipo

hanno già mostrato risultati

interessanti (Corona et al.,

2014; Chirici et al., 2020;

Vangi et al., 2021; Giannetti

et al., 2022; Di Biase et al.,

2022). Nel caso dell’IFNI,

sono adottati approcci per

generare mappe tematiche

sfruttando sia i rilievi effettuati

in bosco sia i dati geospaziali

disponibili a livello nazionale,

oggi o in futuro, vedasi la

missione IRIDE con previsione

GEOmedia n°1-2025 9


FOCUS

di completamento entro il

2026 (Mastracci & Geraldini,

2023).

Novità nei rilievi e nelle

misurazioni delle variabili

forestali in campo

Le misurazioni in campo si

basano su unità di rilevamento

strutturate coerentemente con

i precedenti inventari forestali,

quali il punto C (centro

dell’unità di rilevamento)

e varie aree di saggio (AdS)

circolari, individuate sul

terreno per il monitoraggio

di specifiche componenti

dell’ecosistema forestale.

Ad esempio, l’AdS25 è il

riferimento per i caratteri

qualitativi (categoria forestale,

tipo colturale, ecc.). Nelle AdS

concentriche con raggio di 4

m e 13 m vengono rilevati gli

alberi in piedi, in particolare

l’AdS4, è dedicata a soggetti

“piccoli” con diametro a 1,30

m da terra compreso tra 4,5

e 9,4 cm, mentre nell’AdS13

sono rilevati tutti gli alberi

diametro a 1,30 m maggiore

di 9.5 cm. L’AdS13 è anche

l’unità di campionamento di

legno morto, mentre le AdS2

sono dedicate a rinnovazione e

arbusti (Fig. 6).

Un’importante innovazione

riguarda il rilevamento della

posizione georeferenziata

dei singoli alberi all’interno

dell’AdS13, facilitando

così l’integrazione con dati

telerilevati ad alta risoluzione.

Inoltre, vengono introdotti

rilievi di biodiversità relativi

a diverse componenti

dell’ecosistema forestale —

come flora erbacea, licheni

e microhabitat arborei —

in linea con gli standard

europei di monitoraggio e

reportistica, con l’obiettivo

di quantificare e monitorare

la ricchezza ecologica delle

foreste italiane. La diversità

vegetale è rilevata tramite

l’acquisizione di immagini del

sottobosco e la valutazione

quantitativa dei gruppi morfofunzionali

presenti. La diversità

lichenica viene analizzata su

alberi campione mediante

fotografie scattate all’interno

di una cornice standard di

10 × 15 cm, posizionata sul

tronco a un metro da terra; le

immagini sono poi elaborate

da modelli di intelligenza

artificiale addestrati per

l’identificazione automatica

dei licheni. La presenza e

l’abbondanza relativa dei

microhabitat arborei sono

invece valutate attraverso un

protocollo speditivo basato sul

catalogo di Kraus et al. (2016),

successivamente ampliato da

Larrieu et al. (2018, 2022),

che prevede il riconoscimento

visivo delle diverse tipologie

di microhabitat presenti su

ciascun albero.

Conclusioni

Il nuovo IFNI rappresenta

un passo avanti nell’uso

delle tecnologie di geomatica

applicate al monitoraggio

forestale. L’integrazione

di GNSS, telerilevamento

satellitare e rilievi di campo

consente di ottenere dati

accurati e aggiornati, a

supporto della gestione

sostenibile delle foreste italiane.

Con l’adozione di metodologie

avanzate di mappatura,

IFNI non solo fornisce un

quadro dettagliato delle

risorse boschive, ma diventa

strumento fondamentale per la

pianificazione ambientale e la

conservazione del patrimonio

naturale del Paese.

Fig. 6 - Schema delle unità di rilevamento a terra (da Mattioli et al., 2025).

10 GEOmedia n°1-2025


FOCUS

BIBLIOGRAFIA

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KEYWORDS

Gestione forestale sostenibile, GNSS, inventario

forestale nazionale, monitoraggio forestale, telerilevamento.

ABSTRACT

Il monitoraggio delle risorse forestali è essenziale per la

gestione del territorio e la definizione delle politiche

ambientali. In Italia è stato avviato il nuovo Inventario

Forestale Nazionale Italiano che segna un cambiamento

chiave rispetto alle precedenti realizzazioni, passando da

indagini periodiche a un monitoraggio continuo con

stime annuali. L’impianto statistico e il protocollo di

rilievo sono stati rivisti, prevedendo nuove strumentazioni

GNSS e l’integrazione con dati da telerilevamento per una

migliore efficienza nel monitoraggio e la rappresentazione

cartografica in continuo delle variabili rilevate.

AUTORE

Giovanni D’Amico

giovanni.damico@unifi.it

Gherardo Chirici

gherardo.chirici@unifi.it

geoLAB-Laboratorio di Geomatica Forestale, Dipartimento

di Scienze e Tecnologie Agrarie,Alimentari,

Ambientali e Forestali, Università degli Studi di

Firenze, Via San Bonaventura 13, 50145 Florence,

Italy.

Giancarlo Papitto

giancarlo.papitto@carabinieri.it

Arma dei Carabinieri, Comando Unità Forestali,

Ambientali e Agroalimentari, Via. G. Carducci 5,

00187 Roma, Italy.

Emanuele Presutti Saba

emanuele.presuttisaba@crea.gov.it

Walter Mattioli

walter.mattioli@crea.gov.it

CREA Research Centre for Forestry and Wood, Via

Valle della Quistione, 27, 00166 Rome, Italy.

Lorenzo Fattorini

lorenzo.fattorini@unisi.it

Department of Economic and Statistics, University

of Siena,

Piermaria Corona

piermaria.corona@crea.gov.it

CREA Research Centre for Forestry and Wood,

Viale Santa Margherita, 80, 52100 Arezzo, Italy.

GEOmedia n°1-2025 11


GUEST

EUSATfinder

EUropean

Space,

Aerial

and Terrestrial

assets

supporting first responders' operations

by GEOmedia Editorial Team

Natural disasters - intended as hurricanes, landslides,

fires, avalanches, flooding, earthquakes, industrial

accidents, terroristic attacks, eruptions, pollution,

etc… - have been seriously threatening the

well-being of the global society. Over the past 50

years, more than 11,000 disasters have been attributed

to weather, climate and water-related hazards,

involving 2 million deaths. While the average number

of deaths recorded for each disaster has fallen by

a third during this period, the number of recorded

disasters has increased five times and the economic

losses have increased by a factor of seven.

Current findings from

the United Nations

Global Assessment

Report on Disaster Risk

Reduction (DRR) points out

that the economic loss from

disasters such as earthquakes,

hurricanes and flooding

range from US$250 billion

to US$300 billion each year.

In this context Space

assets, such as satellites and

remotely piloted aircraft

(drones), can play a crucial

role in emergency response

and disaster management.

12 GEOmedia n°1-2025


GUEST

EUSATfinder purpose: an

innovative integrated and

scalable solution to support

first responders

The purpose of the

EUSATfinder is to provide

an innovative integrated and

scalable solution to support first

responders in real-life during

different operational phases and

improving citizens wellbeing.

In particular, in the tactical

phase, EUSATfinder aims at

improving the intervention

capability and reducing the

reaction time using shared

capacities from different

governmental (GOVSATCOM)

and private satellite systems

interoperable with terrestrial

communication services. The

main objectives of the project

are as follows:

4 Objective 1 -Secure and

Reliable SATCOM/

Terrestrial infrastructure

building up

4Objective 2 - Concept of

operations exploiting Secure

and Reliable SATCOM

4Objective 3 - BVLOS

Drones Operations using

Secure and Reliable

SATCOM

4 Objective 4 - Monitoring

and mapping for situational

awareness

4 Objective 5 - Awareness and

outreach in the context of

GOVSATCOM HUB

Secure and Reliable SATCOM/

Terrestrial infrastructure

building up (Objective 1)

EUSATfinder aims to

provide an improvement/

reestablishment of in-situ

communication with a quick

to deploy, resilient, robust

infrastructure avoiding the

usage of already pres- ent

infrastructure which can be

compromised or not existing at

all, by means of SATCOM and

„ad hoc“ integrated terrestrial

networks:

4 Usage of a combination of

secure SATCOM services

(including GOVSATCOM

service and Non-European

narrow-band, i.e. 1 GEO

FSS, 1 GEO MSS, 1 LEO

MSS);

4 Integration with 1 scalable

proprietary terrestrial

network integrated with the

SA- TCOM services;

4 Usage of 1 patented

innovative LightAway

for fast SATCOM infra

deployment on situ

customized for compliant

with Athena Fidus Italian

and French payloads;

4 Usage of 1 innovative dual

system for SATCOM able to

work with Athena Fidus and

VHTS Kon- nect

4 Usage of 1 Mobile

Operation Center to

distribute communication

and data processing according

to the operational

chain of command.

Concept of operations

exploiting Secure and Reliable

SATCOM (Objective 2)

USATfinder aims to provide

an improvement/ Optimisation

of Concept of operations

exploiting secure and reliable

communication to manage first

responders‘ activities and for

alerting citizens in distress based

on the integrated satellite, aerial

and terrestrial infrastructure

Fig. 2 - EUSATfinder concept: from Training to in-situ preventive and real time monitoring

GEOmedia n°1-2025 13


GUEST

deployed during the tactical

phase of the emergency.

Test of 2 portable and mobile

apps/tools used by:

4 First responders during

tactical operations allowing

to share info also to citizens

potentially in distress

with the involvement

of transnational first

responders‘ which will be

equipped with a mobile

terminal to receive filtered

data and to share location

and ancillary parameters;

4 Citizens in distress, having

the possibility to be

connected and geotagged/

localised when the terrestrial

network is built-up.

Operational cooperation

between 2 different sites,

managed by different teams

of first responders

BVLOS Drones Operations

using Secure and Reliable

SATCOM (Objective 3)

EUSATfinder aims to provide

a contribution to enable

(technology and standard)

the operation of Remotely

Piloted Aircraft Systems

(drones) and communication

with their onboard sensors,

including BVLOS scenarios

where C2 and mission data are

exchanged using an integrated

SATCOM and terrestrial

network interfacing with the

U-Space Service Provider

USSP for common criteria and

standardised operations:

4 On field data collection

using a fleet of 3 categories

of drones (fixed wings,

rotary wings and tethered)

with different features

equipped with SATCOM

transponders and Galileo

OSN- MA enabled receivers;

4 Interface with the 1 USSP

(Italy) using an integrated

SATCOM and terrestrial

network. Drones will be

equipped with a GNSS

tracker Galileo OSNMA

enabled.

Monitoring and mapping

for situational awareness

(Objective 4)

EUSATfinder aims to perform

real time monitoring and

mapping for situational

awareness, by collecting realtime

processed images and

videos, forwarded to the in-situ

MOC and to a remote center

for processing:

4 Usage of Copernicus EMS

and CLMS products also

integrated with in situ data

integrated in a unique map;

EUSATfinder contribution

Usage of 3 GOVSATCOM GEO FSS services

4 ATHENA Fidus (AF) ITA payload;

4 Athena Fidus (AF) FRA payload;

4 Konnect.

LEO MSS service usage

GEO MSS service usage

Ad Hoc Terrestrial infrastructure including extending

local coverage with meshed network

Mobile Operational Center (MOC)

Novelty

4 Implementation of LightAway (mobile and portable

terminal) for AF ITA + FRA payloads;

4 Customisation of TPZ dual satellite terminal for

ATHENA FIDUS ITA and VHTS Konnect

Usage of LEO MSS for drones C2 and mission data

Usage of GEO MSS for drones C2 and mission data

Fast building up of a secured and integrated terrestrial

SATCOM network with significant coverage extension

Building up of a mobile station integrating on filed

sensors for quick operations

Tab. 1 - Objective 1

EUSATfinder contribution

Tools for first responders’ operations

Tools for citizens in distress/ emergency situation

Novelty

Dedicated tools and mobile app for first respon- ders’

operation tested on a secure SATCOM channel

Dedicated mobile app for citizens in distress tested on a

secure SATCOM channel

Tab. 2 - Objective 2

14 GEOmedia n°1-2025


GUEST

EUSATfinder contribution

Boreal drone configuration

ATMO and TSP (Tethered) drones configuration

OSNMA Galileo service

U-space Service Provider interfacing over integrated

SATCOM

Tab. 3 - Objective 3

EUSATfinder contribution

Copernicus EMS and CLMS products over integrated

SATCOM

Situational awareness over integrated SATCOM

In situ Mapping over integrated SATCOM

Novelty

Fixed wings operations (C2 and payload data) with GEO

MSS and LEO MSS

Rotary wings operations with (C2 and payload data) LEO

MSS and integrated terrestrial Network

Usage of Galileo/ EGNOS enabled receiver on board the

drones for GNC (e, g. OSNMA service)

U-space service (e-tracking over SATCOM)

Novelty

Products exchange (return and forward links) over

distributed sites in the on-field area and remote HQ,

including both C2 and mission data of drones for

situational awareness.

Copernicus tools and services will be used exploiting

both mid-resolution (Sentinel-2 & Landsat) and hi- ghresolution

(SPOT 5/6) optical multispectral images to

provide geomorphological evolution of the target area

Tab. 4 - Objective 4

EUSATfinder contribution

GOVSATCOM HUB (G-HUB)

Novelty

Interfacing analysis coherently with G-HUB road- map

Transnational cooperation Operational cooperation between 2 different sites,

managed by different teams of first responders

Tab. 5 - Objective 5

4 Usage of real-time processed

images and maps collected

from the fleet of drones and

other Sensors;

4 Real time surveillance using

an integrated SATCOM and

terrestrial ad-hoc network

Awareness and outreach in

the context of GOVSATCOM

HUB (Objective 5)

EUSATfinder aims to

disseminate towards to first

responders‘ institutional

organisations and citizens

the EUSATfinder context

exploiting GOVSATCOM

resources:

4 Analysis of GOVSATCOM

HUB managing pull and

share of 3 GOVSATCOM

service providers, namely

ATHENA Fidus FRA,

Athena Fidus ITA and

VHTS (KONNECT);

4 Involvement of at least three

(3) Stakeholders to manage

operations during the demo

managed by Autonomous

Region of Valle d‘Aosta and

Civil Protection competence

Center;

4 Arrangement of at least

three (3) events with large

audience (citizens and

Institutional organizations).

EUSATfinder System Concept

The purpose of the

EUSATfinder is to provide

an innovative integrated and

scalable solution, to support

decision maker actors in

real-life during different

operational phases (detection,

preparedness, response, recovery

and mitigation of emergencies)

with particular focus to first

responders’ activities in situ for

a disaster management.

The solution is based on a

mobile operational centre

(MOC) able to join in the

proximity of the emergency area

and to deploy several assets to

GEOmedia n°1-2025 15


GUEST

support the operations:

1. a quick to deploy

resilient communication

infrastructure;

2. a fleet of heterogenous

drones for mapping

(integrated with Copernicus

Emergency Management

Service), for extended

environmental surveillance

and for people and asset

localisation;

3. innovative equipment for

first responders’ health

monitoring and localisation

(Galileo);

4. a distributed platform for

First responder operations

and citizens alerting

management. Galileo

adding an additional layer

of security against spoofing

are clearly new coming

valuable services supporting

drones’ operations

(including U-space) for these

emergency applications.

Moreover, Copernicus data

will be integrated with in-situ

observations in the Mobile

Operational Control (MOC).

EUSATfinder Core

Connectivity

The core connectivity of

the proposed architecture is

represented by the CNES

and Telespazio SATCOM

HUB located respectively at

CNES premises and at Fucino

TPZ Space Center, acting as

the hub towards all satellite

systems involved, either directly

(Athena Fidus) or via APN and

PoP interconnected to their

gateways (Iridium, Inmarsat

and VHTS Konnect). This

SATCOM core connectivity

will also connect the „ad hoc“

emergency telecommunications

infrastructure to the external

world (national agencies,

processing facilities, data

repositories) guaranteeing the

integrity of the exchanged

data and protecting from

cyberattacks. It is essential

to note that the mobile

control center located at the

emergency area will have only

security protected interfaces

to the external world, acting

by all means as an extension

of the SATCOM HUB

that have the role to secure

the interconnection to the

external world. EUSATfinder

connectivity includes 3

GOVSATCOM services and

aims to study non-European

narrow band service providers

(LEO MSS and GEO MSS) to

provide recommendations for

future European services not yet

available.

Natural Disaster

Validation Test

Hazard management in a

previously monitored area

In CPA (Civil Protection Authorities)

practices, the need

for intervention criteria based

on quantified risk is rising and

becoming decisive for implementing

effective disaster risk

reduction strategies. Geohazard

management and mitigation

practices involve the correct

choice of the monitoring system

(remotely sensed or in situ),

the selection of the geohazards

to be prioritized (in terms of

allocated resources), and the

development of a real-time or

near-real-time monitoring service

with ad hoc alerts based on

Fig. 3 - EUSATfinder System Concept

16 GEOmedia n°1-2025


GUEST

thresholds. At a regional scale,

it is crucial to have a solution

enabling the CPA to investigate

the largest possible extension of

the territory and to detect new

hazard phenomena or changes

of the existing ones as early as

possible. This screening capability

provides the CPA with

the opportunity to perform

a full-scale regional assessment

of the geohazards, with

a proper allocation of human

and financial resources. From

an operational point of view, an

efficient monitoring solution

should be able to be deployed

in all the different operational

phases of disaster management:

i) prevention and preparedness,

ii) emergency and response, iii)

recovery. EUSATfinder system

shall provide a scalable, portable

and usable solution in

order to configure the proper

architecture depending on the

selected phases. Therefore, it is

worth highlighting that a robust

regional monitoring system integrated

into the CPA cycle requires

multi-source techniques

to retrieve the most reliable and

complete information possible.

Moreover, effective communication

among first responders

during and in the aftermath of

a disaster can affect outcomes

dramatically. There is a concrete

need to build a resilient architecture

that allows first responders

to communicate even with:

4 damage to infrastructure –

civilian and/or specialized

communication facilities

may be damaged by the

disaster;

4 congested channels –

because affected people

report something about the

disaster, and these messages

may be broadcast;

4 dynamically formed groups

– first responder teams may

be formed dynamically in

response to a disaster and

team member addresses

(e.g., phone numbers)

may not be known to one

another;

4 impediments to

communication – because

the new command chain to

manage the disaster may be

different from the original

organizational hierarchy;

4 poor interoperability – each

sub-team might use different

communication facilities,

and it could be different

to have the possibility to

communicate with the

whole involved persons.

4 security attacks – disaster

situations are often

vulnerable to attacks,

requiring authentication

and authorization as well as

establishing data integrity

and provenance;

The Planpincieux Glacier, a

hanging glacier located on the

southern slopes of the Grandes

Jorasses in the Mont Blanc massif

is a temperate glacier largely

investigated in the last decade

with optical cameras and meteo

station to analyse the dynamics

of ice collapses. The lower (terminal)

part of the Planpincieux

Fig. 4 - The Aosta Valley seen from Pointe Helbronner (Mont Blanc massif). The municipality of Courmayeur is seen with the valley

floor. On the right the lower section of the Brenva Glacier, on the left the entrance of the Val Ferret. Valle d’Aosta climate-related

hazards: crucial issues in the light of the accelerating global warming, because of which regions in the alpine settings are increasingly

experiencing warm weather patterns.

GEOmedia n°1-2025 17


GUEST

glacier is very active and characterized

by the presence of crevasses

and seracs, and collapse

phenomena that make these

areas difficult to access and very

dangerous. The difficulty of

access is high especially in the

suspended glacier front. Over

the years, several ice avalanches

and glacial outburst floods have

occurred that posed a threat to

the hamlet of Planpincieux at

the bottom of the valley. Over

the years, several ice avalanches

and glacial outburst floods have

occurred that posed a threat

to the hamlet of Planpincieux

at the bottom of the valley. In

September 2019 and August

2020, the access roads to Val

Ferret were closed and the

evacuation of population was

ordered after experts warned

that some 500,000 cubic metres

of the glacier could break away,

potentially affecting the access

road to the Val Ferret valley.

The Val Ferret is also affected

by landslide of different typology.

Beside the historic large

(volume of 10 million of m3)

rock avalanche of 12 September

1717 interesting the moraine

complex of Triolet Glacier in

the highest sector of the valley,

in August 2018 a debris flow

of 25,000 m3 of volume and a

front of the slide of around 700

meters occurred. After intense

rainfall a major mudslide swept

through parts of Val Ferret,

claiming two people and determining

320 evacuees.

Natural disaster in an

unexpected area

The territory of Valle d’Aosta is

potentially affected by a series

of natural extreme events on

which it is vital an effective

solution for context awareness

and extended surveillance. The

severe flooding occurred in

October 2000 is an example.

On 16th od October, after

several days of persistent and

intense precipitation involving

the entire Region, extensive

flooding and landslides

occurred for more than 500

million euro, thousands of

evacuees and several life losses

in the population (20 persons

died in the Region). In case

of emergency generated

by one of the different

hazards, the integration of

the complementary systems

and sources strengthens the

monitoring of the events. In

fact, data collection during

natural extreme events can be

difficult and it represents a

serious hazardous condition

for involved personnel. With

respect to such scenario, the

capability of assessing the

situation, in terms of awareness,

becomes a hard task to be

solved in a very short time to

enable possible countermeasures

or evacuation actions.

In case of emergency,

EUSATfinder system will

provide a solution allowing

near real time video-streaming

in order for a remote operator

to extend his / her situational

awareness. This shall include

automatic detection of hazard

phenomena, essential for

defining the impact zones

of harmful phenomena.

Operations can include:

4 investigation of remote,

inaccessible and uninhabited

areas (in the case of Valle

d’Aosta Region, the high

mountainous environment),

with a proper recurrence

time in data acquisition;

4 prioritization of intervention

Fig. 5 - The Planpincieux Glacier (left side) with the terminal part at high risk of collapse. The landslide event of August 2018 (on the

right side) which wiped out several cars and a couple lost their lives after their car was hit.

18 GEOmedia n°1-2025


GUEST

areas where to orientate the

Search and Rescue activities;

4 appreciable and positive

impact on the safety of the

personnel involved in Search

and Rescue activities;

4 assessing distribution of

hazard extension (e.g.,

mapping material in case of

landslide/avalanche);

4 mapping areas affected by

the event (e.g., flooded areas

in case of inundation);

4 recognition of residual

hazard in the areas close to

the collapsed area;

4 control and monitoring of

evacuated areas with high

resolution imagery in wide

settings or to operate during

day and night;

4 recognition of residual

hazard in the areas close to

mapping the destroyed area;

4 provision of a constant

stream of data, to be used

to control and monitor

evacuated areas;

4 research and rescue of

injured in case of emergency

event (e.g., snow avalanche)

EUSATfinder project

main features

SATCOM services under test (1)

An important objective of

EUSATfinder is to test different

SATCOM services integrated

with a terrestrial network, providing

several configurations to

cope with the identified use cases.

The experience collected during

the demonstration campaign

will allow EUSATfinder consortium

to provide recommendations

also for future European

SATCOM network as being

identified in IRIS2 initiative.

In particular, the project will

analyze how this managed service

will be coordinated by the

GOVSATCOM HUB.

GEO FSS: Athena Fidus: a

European SATCOM service to

support GOVSATCOM concept

GEO FSS is one of the core

components investigated in

EUSATfinder; ATHENA

Fidus has been identified as

reference solution being a European

constellation designed

for military and civilian emergency

situation which is the

core scope of EUSATfinder.

Athena-Fidus (Access on THeatres

for EuropeaN Allied forces

nations-French Italian Dual

Use Satellite) is a civil-military

satellite developed by France

and Italy to provide broadband

telecommunications services for

armed forces and civil protection

teams in both countries.

CNES manages a French civil

capacity on Athena-Fidus satellite

with its own experimental

ground station (also known as

SEXTAN). This French civil

capacity covers the French metropolitan

and some areas within

its neighboring countries due to

the beam form. Telespazio manages

the ASI gateway on Italian

civil capacity located in Fucino

Telespazio Space center. To

demonstrate the interoperability

the demonstration location

will be covered by the French

and Italian civil beam.

In both the sites are present

SATCOM terminals connected

to the ground stations in order

to manage and to provide IP /

Internet connectivity to remote

satellite terminals used by endusers

located in the civil beams/

zones. Thus, the CNES and

the Telespazio own SATCOM

platforms provide a wireless

and secure IP connectivity to

end-users thanks to satellite terminals

and without any terrestrial

infrastructure close to the

intervention area. For the EU-

SATfinder project, CNES will

provide, during the demonstration,

a satellite broadband

connectivity to first responder

staff (Mobile Operation Control

unit) on the on-field area

GEOmedia n°1-2025 19


GUEST

in order to communicate with

the Civil protection remote

control room. The same will be

provided by Telespazio through

the Network Control Center

collocated in the Fucino Space

Center. The Telespazio, in its

role of Communication Service

Provider, has in the NCC the

control center of all the operation

related to its services. The

satellite communication will

be able to send drone videos or

images (via the drone remote

command connected to the

satellite terminal) to the remote

control room. This communication

solution would also be able

to remotely control the payload

(camera) of a wide-range drone.

An important activity undertaken

in EUSATfinder refers to

the implementation of compact

and portable satellite terminals.

A Telespazio COTP dual system

(Konnect+AF) and a portable

Athena Fidus terminal developed

by EVERSAT. Through

this terminals the remote first

responders could be able to

send videos or images and data

from the on-field area to the

remote control room with a

high data rate. Two-way communication

will also be possible

from the remote control to the

on-field area.

The LightAway satellite suitcase

from Eversat is an innovative

satcom terminal. This is the

most easy to use and quick to

air broadband portable terminal

in the market. This rolling

satellite suitcase is ideally suited

for broadband IP connectivity

(voice, video and high-speed internet

communications). In addition,

the LightAway satellite

suitcase is a flexible platform.

Depending on the satellite service,

the end user can modify

himself the RF and the modem

to be adapted to the satellite

service he wants to use. This

satellite suitcase meets International

Air Transport Association

(IATA) weight and size limits

and is airline checkable. The

LightAway satellite suitcases

are already deployed on the

field and are used by many TV

broadcaster, Military Special

Forces and first responders (fire

men, police squad, nuclear protection,

etc.).

In the EUSATfinder project,

Eversat will develop a new

LightAway satellite suitcase

compliant with Athena Fidus

for both French and Italian

payloads. Based on an award

winning concept design by

Eversat, the LightAway Athena

will be deployed and used with

no technical skills in less than 5

minutes. The LightAway satellite

suitcase will integrate a RF

transceiver, a modem and a battery

pack for more than 2 hours

of communication in the field.

In the EUSATfinder project,

EVERSAT has to adapt the

LightAway platform to be

compliant with Athena Fidus

satellite for both French and

Italian payloads. The key performances

of the new LightAway

satellite suitcase Athena

Fidus will be:

4 Fast IP connectivity: 3 / 8

Mbps (upload/download)

4 Secure IP connectivity

4 Flexibility: compliance with

both Athena Fidus French

and Italian payloads (by

switching the antenna feed

arm and the modem)

4 Easy to use; no parts to assemble

and “one button”

satellite autopointing,

4 Quick to air; from suitcase

(stow position) to satellite in

less than 5 min by a first responder

without satellite system

knowledge/ background

4 Easy to carry: 1 single rolling

suitcase weighting less

than 30 kg

4 Autonomous in energy:

integrated battery pack for

2h of communication in the

field.

The LightAway satellite suitcase

is a patented technology

by Eversat. In the future, the

LightAway platform could be

also adapted to Eutelsat Konnect

VHTS.

LEO MSS: Iridium analysis to

provide recommendations for

future European SATCOM

LEO MSS systems with appropriate

constellation and

coverage design can provide

truly global coverage from/to

small and lightweight satcom

user terminals, thanks to the

preferential link budget characteristics

especially in L-band.

The GEO FSS service described

above may not be able to provide

always and alone the complete

end-to-end connectivity

demand required in various

first-responder situations and

use cases, particularly for BV-

LOS drone operations. Hence

the LEO MSS component shall

be used in EUSATfinder to

complement the core GEO

FSS Athena Fidus system in

appropriate manner, while retaining

as much as possible the

important security features and

the benefits from the valuable

CNES and Telespazio centers.

At the moment of proposal

writing the proposed implemented

solution in the project

will be based on Iridium and its

most recently available secondgeneration

Certus service and

terminals; However, it is important

to underline that the LEO

MSS component in the target

scenario can become technically

and strategically significantly

stronger with any emerging

(European) broadband satellite

constellation network, like the

envisaged IRIS2. It is important

to notice in this context that

20 GEOmedia n°1-2025


GUEST

the ongoing 3GPP/NTN standardization

roadmap underlines

the importance of the L-band

service frequencies, in which

Iridium is working, now also

as an integral NTN frequency,

which shows that our approach

with currently available and

mature Iridium terminals and

services can definitely be seen as

a clear and targeted transition

step towards such European satellite

constellation future. This

provides a perspective for very

tight integration with European

GOVSATCOM infrastructure

as a development path for

the EUSATfinder LEO MSS

subsystem; this will be considered

throughout the project in

the system architecture, futureproof

solution design and exploitation

perspectives.

LEO MSS terminals will be

used primarily onboard rotarywing

(octocopter) drones for

their tight size and weight requirements,

but also shown as

an option on larger fixed-wing

drones. The end-to-end communication

between drone and

the respective ground control

station (GCS) is systematically

used for C2 communications,

(i) as complementary means

for LOS flights but especially

(ii) as sole means for BVLOS

missions; moreover, it can be

also used for limited-bandwidth

payload communications: typically

22/88 kbit/s up/down for

the current smallest Iridium

Certus category. This proves to

be sufficient for the most important

payload data from the

field such as position, sensor,

IoT data, but it can also support

still pictures or short lowresolution

compressed videos if

no strict real-time service is required.

In the trials and demos

of the project, the LEO MSS

service will be used to verify in

particular the following capabilities:

4 multiplexing and prioritization

of end-to-end C2

and payload traffic from

the drone over Iridium satcom

connected to the GCS

located at ATM Wessling

premises via the ATHENA

Fidus secure link

4 local network configuration

with GCS co-located with

Athena Fidus satellite terminal

In all configurations

and for all types of applications,

we envisage to achieve

end-to-end delays below

1 second for critical and

prioritized traffic and less

than 2-3 seconds for lowerpriority

data.

GEO MSS: Inmarsat analysis

to provide recommendations

for future European SATCOM

GEO FSS system doesn’t fit all

the use cases; when the drone

operates beyond line of sight,

when the radio link with the

ground station and the FSS

system is masked by obstacles,

or when the area overflown is

environmentally limiting (water,

mountain, …). Also, it is

important to underline that

the GEO MSS component in

the target scenario can become

technically and strategically

significantly stronger with any

emerging (European) broadband

satellite constellation network,

like the envisaged IRIS2.

EUSATfinder proposed solution

also relies on a GEO MSS

system. The terminal, placed

in the body of the aircraft, can

send its data to the remote control

centre located anywhere

on earth. The advantage of a

GEO MSS system is its global

coverage. It is possible to stay

under the same spot, without

any handover, during a whole

flight. We can also reach higher

throughputs and maximize the

bandwidth. The challenge we

face while choosing an MSS

terminal for UAV, is its size, its

weight but also the attitude of

the carrier.

In the EUSATfinder project,

we will consider a GEO MSS

service provider such as Inmarsat.

Its L-Band satellites cover

France and Italy, where the

tests and demos will take place.

In order to reach the highest

performances, an electronically

steerable antenna will be used.

This technology consists in an

array of small antenna elements

that are electronically controlled

to point in different directions,

without any mechanical movement.

This way, the beam is

always directed towards the satellite,

even if the UAV is heading

to somewhere else. As an

example, the Aviator UAV 200

terminal has been preliminary

identified, which can manage

to reach 200kbps bandwidth,

which is enough to send videos

or photos also for mission purposes.

GROUND: Integrated

Terrestrial network (2)

Typical first responder scenarios

will often see compromised,

destroyed or non-existing terrestrial

network capabilities. Still

some ad-hoc terrestrial cellular

technology can help to improve

the EUTSATfinder offering of

a quickly deployable, resilient,

robust infrastructure, by means

of meaningful integration of

respective portable or mobile

terrestrial network components.

As a strong candidate for that

we will further present an insitu

5G campus network, but

this can conceptionally be seen

also as a good representative for

similar solutions based on 4G

or future 6G technology. Moreover,

the 3GPP evolution with

the emerging non-terrestrial

network (NTN) architectures

integrating 6G networks with

satellite and aerial communica-

GEOmedia n°1-2025 21


GUEST

tions in a systematic and strategic

way, is a strong motivation

to put some focus exactly on

that 5G campus network integration

and inter-operability

with both, (i) on-site drones

and satellite terminals to provide

extended in-situ access

network capabilities, and (ii)

the primary governmental and

secure long-distance backhaul/

backbone satcom Athena Fidus,

via the shielding SATCOM

HUB.

Clearly, the most important

R&I challenge to be addressed

in this context is the seamless

inter-operability and handover

between satellite and terrestrial

communications networks

providing overall secure governmental

communications services.

Initial simple but resilient

interoperability and handover

procedures are established and

tested in the existing solutions

used by partner ATM: these

include full diversity of 5G and

satcom links wherever available,

mainly for C2 traffic, and

fallback operation of satcom

links for payload traffic when a

cellular network is (temporarily)

not available. Further more

advanced handover protocols

considering service prioritization

(C2 over payload etc.) and

optimized cost and performance

routing in multilink scenarios

are on the development roadmap

and will be implemented

and integrated in the EUSATfinder

solution.

SATNAV: Galileo OSNMA

and GNSS anti spoofing

(GSD) to support U-space interfacing

over SATCOM (3)

In some scenarios involving first

responder’s operations, drones

are required to have a communication

continuity that needs

to involve Satellite Communication

services giving operators

the ability to send and receive

data beyond visual line of sight

(BVLOS), enabling operations

half a world away. The publication

of the Manifesto for the

development of D-Flight’s U-

Space services paved the way

for the first U-Space services of

Electronic Remote Identification

Networking and Traffic

Information (NRI). The actual

U-space services lack of the full

traceability of positioning data

from its origin to final recording

and storage.

Nevertheless, there is no mechanism

put in place yet, to avoid

any counterfeit of data from its

origins to its permanent storage.

For ensuring the full traceability

chain with a high level of data

protection against malicious attempts

of data retrieval, altered

records, meaconing, or spoofing

attacks, it is important to

guarantee the traceability of

data from its origin, by implementing

secure communication

channels and reliable store data

without the possibility of altering

their content in the future.

This last point is very important

for many U-space services proposed

by standardization bodies

as Legal Recording, Digital

Logbook, Tracking, Accident

reporting/Investigation as well

as for the new generation of

proposed U-space services.

In our vision these services

can be enabled by a rugged

UTM Box The UTM Box is

an EGNSS/IoT transponder

mounted on UASs as an add-on

(EFB - Electronic Flight Bag)

FIG. 6 - Terrestrial 5G network integration options.

22 GEOmedia n°1-2025


GUEST

on. It is the fundamental key

enabler for EUSATfinder solution

allowing to connect with

the USSP. The UTM box will

be designed having in mind

robustness, reliability, and antitampering

mechanisms, considering

the successful experience

of the previous model Pollicino®

with basic tracking functionalities.

The UTM Box envisioned

for EUSATfinder will be addressed

for UAS needs, with the

same electronics, but different

HMI.

The Innovative features of the

new UTM Box can be summarized

as follow:

4 EGNSS OSNMA authentication

(data secure from the

origin);

4 IMU Integration (Deep

Kalman Filtering Algorithms

for OSNMA / propagated

solution coherence);

4 UAS payload data integration

to enable application

specific data traceability;

4 Cyphering mechanism for

data authenticated tracking

data transmission;

4 Direct Remote Identification

(DRI) and Network

Remote identification

(NRI) - EU regulation

2021/664 for General Aviation

situational awareness

and warnings;

4 GNSS Raw data transmission

to EUSATfinder platform

(to enable Machine

Learning anti-spoofing

algorithms).

4 Implementation of GNSS

Spoofing Detection (GSD)

function intended to

guarantee the authenticity

of data generated and

location-related internally

to the UAV (e.g. by the

UTM Box), providing

indications whether the

estimated position is genuine

or altered by a spoofing

attack. In sysnthesis, the

GSD function aims to discriminate

between genuine

(authentic) and altered

(spoofed) signals to increase

the protection provided by

the Galileo OSNMA. The

function, based on AI techniques,

has been trained

and validated to recognize

the majority of possible

spoofing attacks that can

be carried out on a GNSS

Receiver. In particular, the

GSD function is able to

provide information on:

- the type of spoofing

attack (e.g. meaconing,

synchronized,

advanced and SCER

attacks)

- the spoofed GNSS

Constellations, frequency

bands and

satellites.

EO: Copernicus EMS,

CLMS services and products

integrated with in situ

measurements using drones (4)

EUSATfinder foresees stateof-the-art

3D map integration

of heterogeneous data (e. g.

Earth Observation satellite +

drone, several sensors). Now,

data coming from different

sensors will be integrated in a

unique map. The photos will

be acquired with an overlap

of 80 to 90%. The 3D map

or 3D model is then created

using aerial image stitching

photogrammetry software.

The drone will fly using

autonomous programmed flight

paths called waypoints. Each

photo captured will also have its

GNSS coordinates (Geotagging

saved, which also assists to build

the 3D map) to obtain the

following products:

4 DEM / DTM / DSM

(surface models)

GEOmedia n°1-2025 23


GUEST

4 Orthophotos (geospatially

corrected aerial images)

4 Volumetric Surveys

Concerning the Copernicus

data and information, proposed

activities within EUSATfinder

will rely on both existing

Services (Service Usage)

and dedicated processing

(Innovative Algorithm

Implementation).

For what concern the

Copernicus Services Usage,

a particular attention will be

devoted to two existing Services:

4 the Copernicus Emergency

Management Service (EMS),

which has reached a very

high level of maturity, being

operational since 2012. The

Rapid Mapping tool and

products, as part of EMS

Service, consist of timely

geospatial information

in support of emergency

management activities

immediately following

disaster. The service is

based on the acquisition,

processing and analysis,

in rapid mode, of satellite

imagery and other geospatial

raster and vector data

sources, and social media

when relevant.

4 the Copernicus Land

Monitoring Service (CLMS)

provides a series of highresolution

geographical

information on land

cover/land use and their

evolution at global scale.

The products provided by

High-Resolution Snow

and Ice Monitoring of the

CLMS contribute as an

operational and a regular

source of ice cover recordings

within Europe, providing a

critical parameter for a wide

range of applications (water

cycle, weather, hydrology,

water management, natural

hazards assessment).

European Ground Motion

Service (EGMS, part of

CLMS), whose first baseline

has been released in 2022,

will be explored to map

ground instabilities. Based

on Sentinel-1 SAR data

processed at full resolution,

EGMS is conceived to

provide for free seamless

information regarding

natural and anthropogenic

ground motion phenomena

over Europe, fundamental

for landslide mapping and

monitoring. Copernicus

products is meant to provide

tailored risk assessment

for both recovery and

preparedness phase of

disaster management cycle.

This product supports

decision makers in

localizing priority areas and

helps defining mitigation

measures.

With reference to the Innovative

Algorithm Implementation,

specific processing algorithms

and procedures will be

implemented to refine existing

Copernicus tools and services

exploiting both mid-resolution

(Sentinel-2 & Landsat) and

high-resolution (SPOT 5/6)

optical multispectral images

to provide information

geomorphological evolution of

the target area. In particular,

the main envisaged scenario

24 GEOmedia n°1-2025


GUEST

will consist in the creation of

satellite-based glacier mapping

using optical multispectral

acquisitions in order set up a

monitoring approach based on

glacier displacements, variations

in the glacier morphology

and environmental variables,

such as air temperature, rain

and snowfall. Algorithms

based on co-registration,

orthorectification, and sub-pixel

correlation will be adopted to

track the geomorphological

evolution of glaciers in near real

time.

MOC: Operations with the

On site Mobile Operation

Control (5)

A core segment of the

EUSATfinder solution is the

implementation of Mobile

Operational Center (MOC),

aiming to provide an easy to

deploy in-situ center to support

first responders’ operations in a

cost effective, efficient way.

The proposed concept includes

one (1) Van equipped with the

following assets:

4 A fleet of drones selected

in number and category

depending upon the type of

emergency;

4 Gateway communication

infrastructure to civil

protection remote control

room(s) and external services

as Copernicus and U-space

UTM providers exploiting

state of the art COM links

(via satellite or terrestrial

incase the MOC can be

placed on a covered area);

4 Secure Local independent

Communication

infrastructure M&C based

on 802.11 or equivalent

standards and equipment

installed on board of a

tethered aerial drone,

providing in continuity

a coverage of a order

Fig. 8 - Sample of a potential mockup to be customized for both first responders

and citizens.

10 Km radius as a core

backbone available without

interruption during real

time operations for first

responders in the field

and to collect data from

environmental sensors

dropped by the fleet of

drones.

4 Ground Mission Segment

(GMS) and Ground

Control Segment (GCS)

to manage the fleet of

drones. The mission module

will be based on tailoring

of product inherited for

mission preparation and

execution. That modules

will be designed to have

a unique interface versus

U-space services for all the

fleet of drones. It includes

command&control,

telemetry transmission,

video transmission and

recording, Artificial

Intelligence, mapping

and 3D reconstruction

algorithms.

4 Integrated Mapping

platform merging drones

and EO (Copernicus EMS

CLMS) data collection

as well as processes about

planning, acquisition,

processing and final

reporting.

4 Connection to a Mobile

application to allow first

responders or citizens users

to be connected when

entering the ad-hoc WAN

for message exchanging and

context awareness.

UAV: The EUSATfinder fleet

of drones (6)

Fixed wings drone: Boreal

with GEO MSS and Galileo

OSNMA enabled GNSS Rx

The BOREAL drone system is

composed of a less than 25Kg

fixed wing with high endurance

(1000km, 10h of flight)

and with large payload carrying

capacity (5Kg). Among

the applications and due to its

great endurance, the BOREAL

system has demonstrated its

relevancy for surveillance called

ISR (Intelligence, Surveillance,

GEOmedia n°1-2025 25


GUEST

Fig. 9 – UAVs

Recovery) as well as for experimental

applications thanks to

its payload capacity, its robustness

and its volume available

for the payload.

In complement to rotary wings

UAVs, fixed-wings drone will

be used in EUSATfinder for

long range flight/missions. In

this respect, M3SB will bring to

the project its long range fixedwing

drone, named BOREAL.

It is a system that consists of

a vector of type fixed-wing (4

m wingspan) with rear engine.

This configuration gives it great

stability in flight, associated

with a significant payload capability

(up to 5 kg) and flight

duration of up to 10h.

The main interest on this solution

is to ensure the surveillance

on area size that cannot be covered

by rotary wings solutions.

In EUSATfinder project, two

configurations of the BOREAL

drone will be used. With the

ISR (Intelligence, Surveillance,

Recovery) drone equipped with

a gimbal camera which permits

to covers a scene with real-time

transmission of HD video via

the UHF link.

The First version will be

equipped with a camera, onboard

processing capacity and a

SATCOM modem for images

transmission via INMARSAT

whereas in the second configuration

an IRIDIUM service is

used provided by TPZ. In addition,

“pollicino” tracker box

is used for integration to the

U-Space service provider USSP

in Italy via SATCOM communications.

The ISR configuration of the

BOREAL, which is a COTS

product, will be used for the

project. It consists of a BO-

REAL vector equipped with

a long-range VHF radio link

for C2 and datalink (up to

80km), satcom link for C2

once beyond UHF reach. A day

EO / night IR optronic turret

is already installed in the ISR

configuration. For the purpose

of EUSATfinder, a GNSS record

solution (Galileo enabled)

will be installed as well, and the

interface with the project infrastructure

will be developed.

Rotary wings drones:

ATMO(s) with LEO MSS

and Galileo OSNMA enabled

GNSS Rx

Atmosphere has developed two

octocopter drones where the focus

of operations has been and

will subsequently be not the

drone as future product, but

particularly to use the platform

for continuous optimization

and verification of secure and

performant on-board connectivity

solutions for both, C2

and mission data. ATMO-1

and ATMO-2 drones are displayed

in Figure 12. Due to the

typical size, weight and flight

duration limits of an electrical

rotary-wing UAV, the on-board

satcom terminal must be as

small and light-weight as possible,

and hence a LEO MSS

solution has been chosen, more

particularly a second-generation

Iridium Certus terminal which

is developed and manufactured

by Atmosphere. Being an Iridium

value-added manufacturer,

ATM can bring airtime plans

and further benefits of commercial

satcom for R&D&I

projects along inherently with

the terminal.

The primary drone for the

project will be the more powerful

ATMO-2, which is in the

max. 25kg category. The current

standard payload consists

of a 360° camera, a WiFi access

point offering local connectivity

to standard WiFi devices in the

field, and a tailored 5G modem

providing a backhaul link to

a ground based 5G campus

network. The satcom terminal

may also be used for payload

communications (besides its

main task as the C2 BVLOS

link), however with limited bit

rate capabilities of 22/88 kbit/s

up/down as the smallest Certus

category. However not only

relevant IoT and position data

for typical first responder applications,

but also still pictures

or low-resolution compressed

video can always be transmitted

if there is no strict real-time

requirement. A more recent

upgrade with a highy efficient

adaptive video streaming capability

also allows real-time

video with dynamic limitations

in rate, resolution and field of

concern. Reliable and secure

C2 communication is provided

over complementary links

(UHF, 5G, satcom) and a spe-

26 GEOmedia n°1-2025


GUEST

cific version of enhanced MA-

VLINK protocol by ATM. For

the EUSATfinder flights in Italy,

the drone will also be equipped

a Pollicino GNSS tracker to

achieve national USSP compliance.

Tethered Rotary wings drone:

TSP system with Galileo OS-

NMA enabled GNSS Rx

Nowadays tethered drones are

used in a lot of domains to

provide a consistent support for

surveillance purposes.

In each of the application fields

reported in the above figure, the

following needs are identified:

4 CONTINUITY: Drones

shall be able to fly for hours,

allowing long endurance surveillance

operations by day

and night.

4 USABILITY: Drones shall

be robust, quick to use and

deploy, (even in a mobile

platform as reported in figure)

providing an effective

solution for persistent aerial

surveillance.

4 COVERAGE: Drones shall

cover wide areas as many

square kilometer in some

cases and thus provide information

for a complete situational

awareness

4 SECURITY: Drones have

to be intended as an additional

segment of the overall

surveillance infrastructure

and as consequence has to

be protected against accidental

and intentional attacks.

Based on the abovementioned

parameters, a so called “Tethered

solution” is a very interesting

candidate for first responders

operations consisting in

coupling a drone with a fixed

point on the ground (a hangar)

providing power:

4 Power over cable for extended

flight time operations;

4 C2 link data security &

integrity through cable for

Fig. 10 - Tethered drone used on mobile pick-up

spoofing rejection

4 Physical constraint to limit

the drone envelope of flight,

easing authorization requests

Moreover, The Tethered drone

will be used as a Communication

relay, with the following

main components

4 Hot Spot Station for Advanced

Operative Center

(COA) located with the

MOC

4 Master Thetered Drone

(MTD) (UAV1)

4 Hot Spot Station for Home

Point (HSS

The bandwidth of the network

will be adequate for real-time

video streaming from the

aerial drone and the underwater

drone to the COA, simultaneously

during the respective

environmental monitoring operations.

NOTE

This project has received funding from the European Union Agency for the Space

Programme (EUSPA), under the European Union’s Horizon Europe research and

innovation programme (grant agreement No 101180157).

KEYWORDS

Emergencies; first responder system; mitigation; Copernicus; Galielo; MOC;

Earth Observation; SATCOM; SATNAV; Terrestrial Network; UAVs

ABSTRACT

The purpose of the EUSATfinder is to provide an innovative integrated and scalable

solution, to support decision maker actors in real-life during different operational phases

(detection, preparedness, response, recovery and mitigation of emergencies) with particular

focus to first responders’ activities in situ for a disaster management.

The solution is based on a mobile operational centre (MOC) able to join in the proximity

of the emergency area and to deploy several assets to support the operations:

1. a quick to deploy resilient communication infrastructure;

2. a fleet of heterogenous drones for mapping (integrated with Copernicus Emergency

Management Service), for extended environmental surveillance and for people and asset

localisation;

3. innovative equipment for first responders’ health monitoring and localisation (Galileo);

4. a distributed platform for First responder operations and citizens alerting management.

Galileo adding an additional layer of security against spoofing are clearly new

coming valuable services supporting drones’ operations (including U-space) for these

emergency applications.

Moreover, Copernicus data will be integrated with is-situ observations in the Mobile

Operational Control (MOC).

AUTHOR

GEOmedia Editorial Team

redazionemediageo@gmail.com

GEOmedia n°1-2025 27


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consente di pubblicare in pochi e semplici

passi dati geografici su web. Basato su

QGIS Desktop, QGIS Server e Lizmap

Web Client, non richiede particolari competenze

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di tutti gli strumenti necessari alla navigazione

e consultazione della mappa e, grazie

alla soluzione in hosting, non è necessario preoccuparsi

dell'hardware e dell'aggiornamento software.

Gter ha pensato a diversi piani per rispondere alle diverse

esigenze di chi ha bisogno di pubblicare su web le proprie

mappe:

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dei dati. E' il piano più semplice, nonché quello più economico.

Non include un DataBase PostgreSQL per questo

funzionalità avanzate come editing online e ricerche spaziali

non sono disponibili. Consente comunque di pubblicare un

numero illimitato di progetti QGIS nella propria repository

fino a 5 GB di spazio disco su server condiviso

• il piano full per chi ha una mole di dati più importante e

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oltre a condividerli deve anche elaborarli via web. Include

infatti un DataBase PostgreSQL con estensione spaziale

PostGIS che consente quindi l'attivazione di strumenti

quali appunto l'editing dei dati via web. Anche con questo

piano è possibile pubblicare un numero illimitato di progetti

nella propria repository fino a 10 GB di spazio su server

condiviso equamente suddiviso tra disco e DB

• il piano private per chi ha necessità di creare un geoportale

con diverse mappe pubblicate e suddivise per aree tematiche

e di cui poter gestire utenti, accessi e permessi. Questo

piano infatti, oltre ad comprendere tutte le caratteristiche

dei piani precedenti ad esempio il DataBase, include un'installazione

dedicata di QGIS Server e Lizmap. Ciò garantisce

migliori prestazioni e maggiore autonomia nella gestione

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Lizmap. Oltre a pubblicare un numero illimitato di progetti

QGIS è infatti possibile creare più repository, creare utenti

e gestirne i permessi. Con il piano private lo spazio a disposizione

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un servizio analogo ai propri clienti personalizzando i

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sul proprio server è di 160 GB equamente suddiviso tra

disco e DB

Tutti i piani comprendono servizi di backup dei dati, aggiornamento

software e assistenza.

Naturalmente Gter è a disposizione per installazioni su

server di proprietà dei suoi clienti, propone infatti il piano

local che, come il piano enterprise, consente all'utente di

essere amministratore di tutte le componenti di GisHosting.

In questo caso però i servizi di backup dei dati, aggiornamento

software e assistenza non sono compresi nel piano

ma attivabili su richiesta.

32 GEOmedia n°1-2025


MERCATO

STONEX S590

RICEVITORE

GIS & RTK

Il ricevitore GIS e RTK

S590 è una soluzione progettata

per i professionisti

che necessitano di un posizionamento

ad alta precisione

anche negli ambienti

più impegnativi. Rispetto

ai prodotti GIS tradizionali,

S590 può essere indossato

per una maggiore libertà di movimento o fissato ad una

palina se necessario.

Sistemi multi-costellazione e correzione PPP

S590 integra un sistema multi-costellazione che include

GPS, GLONASS, BeiDou, Galileo, QZSS e IRNSS.

Grazie ai servizi di correzione PPP disponibili (HAS e B2b),

è possibile contare su dati di posizionamento estremamente

precisi, personalizzati in base alle esigenze specifiche.

C’è vita nel nostro mondo.

Alta precisione

Con una tecnologia avanzata che consente la registrazione

di dati grezzi per il post-processing, S590 garantisce una

precisione straordinaria. Questa capacità è fondamentale

per applicazioni in cui la precisione è imprescindibile.

Tecnologia IMU

S590 è dotato di una tecnologia IMU all'avanguardia che

consente un'inizializzazione rapida e misurazioni accurate

anche con inclinazioni fino a 60 gradi. Questa caratteristica

assicura prestazioni affidabili anche in terreni complessi.

Trasmissione dati

Rimani connesso grazie alle opzioni versatili di trasmissione

dati, tra cui Wi-Fi, Bluetooth e radio esterna. Questa

flessibilità consente una facile integrazione con i sistemi e

dispositivi già in uso, semplificando il flusso di lavoro.

Soluzione per droni

S590 può essere utilizzato come stazione base per droni,

migliorando significativamente la precisione e l'affidabilità

delle operazioni aeree. La stazione base fornisce dati di

correzione al drone (rover), garantendo una precisione al

centimetro grazie al posizionamento cinetico in tempo reale

(RTK). Questa funzionalità può essere facilmente attivata

tramite l'interfaccia utente web. Inoltre, S590 può essere

impiegato per misurare i punti di controllo a terra (GCP),

migliorando l'accuratezza del rilievo cartografico.

RTK robusto

Progettato per durare, il S590 ha una certificazione IP67

che garantisce resistenza a condizioni difficili, come polvere

e acqua. Questo design robusto lo rende ideale per l'utilizzo

in una vasta gamma di ambienti impegnativi.

Con il Ricevitore GIS e RTK S590, la precisione e l'affidabilità

incontrano l'innovazione tecnologica, offrendo una

soluzione completa per le necessità dei professionisti sul

campo.

Trasformazione e pubblicazione di dati

territoriali in conformità a INSPIRE

Assistenza su Hight Value Datasets,

APIs, Location Intelligence, Data Spaces

INSPIRE Helpdesk

We support all INSPIRE implementers

Epsilon Italia S.r.l.

Viale della Concordia, 79

87040 Mendicino (CS)

Tel. e Fax (+39) 0984 631949

info@epsilon-italia.it

www.epsilon-italia.it

www.inspire-helpdesk.eu

GEOmedia n°1-2025 33


REPORT

Mappatura rapida dopo

i disastri naturali

Il monitoraggio come supporto essenziale per i rilievi

post evento e per le attività di bonifica e ricostruzione

di Klaus Legat, Roberta Zampiccoli, Daniela Poli e Rainer Krammer

Il nostro ambiente è in continuo

cambiamento. La maggior

parte di questi cambiamenti

è lenta e può essere

individuata solo in lunghi

periodi di tempo. In caso di

disastri naturali, tuttavia, la

situazione è completamente

diversa: cambiamenti significativi

possono verificarsi in

periodi molto brevi, di giorni,

ore o anche minuti. Secondo

le Nazioni Unite, il cambiamento

climatico sta “cambiando

i modelli meteorologici e

sconvolgendo gli equilibri naturali,

il che comporta molti rischi

per gli esseri umani e per tutte

le altre forme di vita sulla Terra“

(unric.org).

Fig. 1 - Immagine aerea su area alluvionata

vicino a Vienna nel settembre 2024 a causa

dell’esondazione del fiume Danubio, acquisita

dalla camera Vexcel UltraCam Osprey 4.1 e

confrontata con una foto di repertorio.

Questo causa non solo

temperature più elevate

e aumento della

siccità, ma anche tempeste

più violente, sia in termini di

intensità che di conseguenze.

Sempre stando a quanto riportato

dalle NU, “Le tempeste

sono diventate più intense e

frequenti in molte aree geografiche.

Con l’aumento delle

temperature si rileva una mag-

giore umidità che accentua

le precipitazioni estreme e le

inondazioni, causando temporali

sempre più devastanti.

Anche la frequenza e l’estensione

delle tempeste tropicali,

34 GEOmedia n°1-2025


REPORT

cicloni, uragani e tifoni, sono

influenzate dal riscaldamento

delle acque superficiali oceaniche.

Si tratta di tempeste capaci

di distruggere intere comunità,

causando enormi perdite

umane ed economiche”.

In questo quadro diventa evidente

come già da ora e negli

anni a venire ci si troverà davanti

ad eventi metereologici

estremi con sempre maggiore

frequenza; compito delle pubbliche

amministrazioni a vari

livelli, accanto ad attività di

prevenzione, è e sarà sempre

più quello di sviluppare piani

di intervento efficaci e rapidi.

Per essere efficaci, gli interventi

di soccorso, messa in sicurezza

e bonifica devono essere

pianificati e coordinati con la

massima precisione possibile.

Un prerequisito è la documentazione

degli effetti causati dal

disastro. E qui, il rilievo aereo

nelle ore o nei giorni successivi

al disastro gioca un ruolo cruciale.

AVT Airborne Sensing

(https://avt-as.eu/) è un’azienda

di fotogrammetria aerea che

svolge anche rilievi per mappare

in modo rapido gli effetti

dei disastri naturali, impiegando

aerei e sensori di proprietà

di diverse caratteristiche, scelti

a seconda dell’area da monitorare

e dei requisiti dei prodotti

da generare.

Consapevole dell’importanza

sociale e ambientale della

tempistica di intervento in

caso di calamità naturali, AVT

Airborne Sensing si è concentrata

sulla mappatura rapida

dei disastri, occupandosi del

progetto a 360 gradi, dalla pianificazione

alla produzione di

dati geospaziali 2D e 3D. La

posizione centrale in Europa

della flotta e l’esperienza pluridecennale

in rilievi aerei anche

in aree critiche come quelle

alpine, le permettono di intervenire

tempestivamente e in

modo efficiente sul sito dell’evento.

Alcuni esempi di recenti progetti

di rilievo rapido usato per

la documentazione dei disastri

sono mostrati nelle Figure 1

e 2. Gli esempi documentano

solo due casi di un’ampia varietà

di disastri in termini di

tipologia (piogge estreme, frane,

tempeste) e dimensioni (da

centinaia di chilometri quadrati

a decine di ettari) che AVT

Airborne Sensing è in grado di

monitorare con la propria tecnologia

e apparecchiature.

Attualmente presso AVT

Airborne Sensing sono in uso

cinque velivoli di diverse dimensioni,

autonomia e velocità

di crociera, oltre a diversi droni

Fig. 2 - Immagine aerea su una frana a Tschuppbach (Tirolo) nel luglio 2024, acquisita

da drone e confrontata con una foto di repertorio.

GEOmedia n°1-2025 35


REPORT

Fig. 3 - Immagine aerea da camera fotogrammetrica

Vexcel UltraCam Eagle Mark2 dopo

tempesta Vaia - autunno 2018.

per interventi locali nei dintorni

delle sedi in Austria e Italia.

I sensori impiegati sui velivoli

includono fotocamere digitali

a grande formato nadirali e

obliqui, laser scanner, sensori

termici e sensori iperspettrali.

Grazie alla vasta gamma di

sensori posseduti è quindi possibile

offrire le soluzioni ideali

in base alla copertura e alla

tipologia del danno.

Ad esempio, per mappare vaste

aree con superficie anche di

centinaia di chilometri quadrati

in poche ore e ad una

risoluzione spaziale di 20 – 30

cm, sono indicate le camere aeree

fotogrammetriche a grande

formato (Fig. 3 e Fig. 4).

Le camere fotogrammetriche

possono acquisire immagini

con risoluzione spaziale fino a

2 cm, consentendo un livello

di dettaglio tale da poter monitorare

un sito con altissima

precisione e realizzare raffronti

multitemporali per rilevare le

variazioni intercorse.

Inoltre, rispetto alle immagini

da satellite, i rilievi effettuati

con l’aereo presentano un ulteriore

vantaggio oltre all’altissima

risoluzione, ovvero la

possibilità di volare al di sotto

delle nuvole, permettendo di

effettuare i rilievi anche con il

cielo coperto (Fig. 5).

In caso di terremoto con le

camere aeree oblique si può

avere un quadro molto più

preciso della situazione degli

immobili danneggiati rispetto

alle camere nadirali, perché si

rilevano anche le facciate degli

edifici, permettendo di capire

se vi sono danni strutturali

(come ad esempio crepe nei

muri esterni) che non sarebbero

visibili con le tradizionali

riprese verticali nel caso in cui,

ad esempio, il tetto si presenti

visivamente integro.

La camera termica rileva le

variazioni di temperatura, cosa

fondamentale ad esempio in

caso di incendi, in particolare

su vasta scala, perchè permette

di individuare la presenza di

focolai nascosti, che non sono

visibili ad occhio nudo e che

possono permanere a lungo

dopo che le fiamme visibili

Fig. 4 - Immagine aerea su area alluvionata a Celle (Germania) nel dicembre 2023 a causa dall’esondazione del fiume Aller.

36 GEOmedia n°1-2025


REPORT

sono estinte, così come di

monitorare l’evoluzione dell’incendio

stesso e individuare aree

con temperature particolarmente

elevate, che potrebbero

costituire un rischio per l’incolumità

dei soccorritori.

Con i sensori LiDAR, si ottengono

modelli 3D ad alta

risoluzione della superficie

terrestre utili, ad esempio, in

caso di frane, smottamenti,

valanghe o apertura di voragini

nelle strade, per monitorare la

variazione in tre dimensioni

della parete o del manto stradale.

In caso di alluvione, ad

esempio, il confronto con i dati

precedenti l’evento permette di

stimare il volume del materiale

spostato o accumulato.

I sensori iperspettrali invece,

che misurano la radiazione

riflessa dagli oggetti e quindi

permettono di riconoscere i

materiali superficiali e individuare

la presenza di materiali

pericolosi, sono in grado ad

esempio di rilevare la presenza

di amianto dopo eventi catastrofici

come un terremoto.

L’esperienza e il costante aggiornamento

tecnologico nel

campo dell’elaborazione dei

dati acquisiti ha anche portato

il gruppo a sviluppare strumenti

informatici e software di misurazione

e di visualizzazione

dei dati rilevati, che oltre alla

estrema precisione e versatilità,

permettono anche a persone

prive di competenze nel campo

della fotogrammetria di

visualizzare e interpretare i dati

rilevati.

Il primo è Measuree, uno

strumento fotogrammetrico

effettuare misurazioni di precisione

nelle immagini nadirali

e oblique anche in assenza di

competenze fotogrammetriche

o capacità di misurare in modo

stereoscopico.

Mappis invece è un versatile

strumento di visualizzazione

Fig. 5 – Rilievo aereo su Celle (Germania) in presenza di nuvole alte.

grazie al quale gli utenti anche

non esperti possono esplorare

facilmente set di dati complessi

e interagire direttamente con i

prodotti finali, come immagini

iperspettrali pre-elaborate con

combinazioni di bande specifiche,

indici spettrali e mappe di

classificazione.

Tutti questi fattori fanno di

AVT Airborne Sensing una realtà

affidabile e versatile, sulla

quale pubbliche amministrazioni,

enti e privati possono

contare in caso di calamità

naturali e disastri ambientali,

laddove ci sia la necessità di

intervenire tempestivamente e

con strumentazioni avanzate

per monitorare e mappare aree

anche molto vaste in tempi

brevi e fare raffronti multitemporali

per il monitoraggio

dell’evoluzione dell’evento o

degli interventi di bonifica o

ricostruzione.

PAROLE CHIAVE

Rilievi aerei; fotogrammetria aerea;

LiDAR; mappatura rapida; monitoraggio

ABSTRACT

In a global context in which extraordinary

climatic events are becoming more

frequent and devastating, there is a need

to intervene promptly and effectively to

limit the damage and facilitate remediation

and reconstruction operations. To

be effective, rescue and interventions

must be planned and coordinated with

the greatest possible precision and a

prerequisite is the documentation of

the effects caused by the disaster. In this

context, aerial surveying plays a crucial

role and AVT Airborne Sensing can

provide a complete, rapid and reliable

service even in these critical situations.

AUTORE

Klaus Legat

k.legat@avt.at

Roberta Zampiccoli

r.zampiccoli@avt.at

Daniela Poli

d.poli@avt.at

Rainer Krammer

r.krammer@avt.at

AVT Airborne Sensing Italia

GEOmedia n°1-2025 37


REPORT

UN FENOMENO PERICOLOSO

di Attilio Selvini

Fig. 1 - Un bellissimo fuco (drone in

inglese).

La nuova fotogrammetria

da "drone" è così semplice

da poter essere veramente

praticata da chicchessia?

Ma nemmeno per sogno.

“Navigando” sul web, ho

rilevato un fenomeno che

mi appare assai pericoloso,

tanto da farmi tornare

alla mente un detto, nel mio

dialetto originario, che mia

madre buonanima usava di

fronte ad avvenimenti insensati:

“ghe r’ciupà la stüpidera”

che tradurrei con l’italiano,

assai meno icastico, “ma si

è ammattito”. Quasi d’improvviso

vi sono annunci di

ingegneri, geometri, architetti,

o anche semplici informatici,

che offrono mirabolanti servizi

di rilevamento cartografico da

“droni”.

Suvvia, siamo seri! Mi ritorna

alla mente il tempo di avvio

della cartografia regionale:

sorsero allora come funghi im-

prese di aerofotogrammetria,

talvolta addirittura formate

da un modesto strumento

analogico di seconda mano,

sistemato nella cantina di casa,

azionato da un poveretto che

aveva in qualche modo appreso

la tecnica della stereorestituzione

e che affidava ad altri

sia le operazioni di ripresa che

poi quelle di disegno cartografico

(1). In poco tempo si

arrivò al centinaio di “imprese

di fotogrammetria” che poi via

via scomparvero; attualmente

sono non più di due decine,

si veda in (2) ove una delle

aziende serie e storiche mi dice

che le “Aziende cartografiche

rimaste attive, sono circa 15/20;

nel frattempo sono sorti degli "

avventizi " che rovinano sempre

di più questo povero mercato”.

Nello stesso articolo altra

azienda di pregio mi dice che

“ … il mercato (del rilevamento

con droni) è allo sbando, i clienti

sono sempre meno interessati

ad un buon prodotto guardano

solo il prezzo. Inoltre l'ignoranza

è tale da essere convinti

che con il drone si può rilevare

qualsiasi superficie”.

Un’azienda dell’estremo Nord

mi fa sapere che: “ … Il drone

rappresenta una interessante soluzione

tecnologica nei rilievi di

estensione limitata a poche decine

di ettari e dove sia richiesto

un elevato dettaglio (pixel a

terra = 1 o 2 cm). Il concetto di

scala è superato dalla richiesta

degli oggetti specifici da rappresentare”.

Il che è certamente

corretto, ma non seguito dai

nuovi improvvisati gestori

di “droni” purchessia. Altra

azienda fiorentina mi dice ancora

che il drone “ .. è richiesto

solo per agricoltura e spettacoli”.

A proposito, in inglese il “drone”

è il fuco, della grande famiglia

delle api, in sostanza il

maschio che deve fecondare la

regina, e pertanto viene nutrito

dalle api operaie: lo si vede

in figura 1.

Vediamo allora di fare un poco

di chiarezza sull’intera questione.

Cosa è e da dove arriva

il “drone” fatto dall’uomo?

Ne ho scritto recentemente

sul nuovissimo “Manuale

dell’Ingegnere civile” edito da

Ulrico Hoepli a Milano, per

il quale sono co-autore delle

voci Topografia, Cartografia,

Fotogrammetria, e dal quale

tolgo un poco di quanto segue.

Negli USA e prevalentemente

per scopi militari, alla fine

del millennio, sono nate delle

riprese da “droni” con camere

di piccolo formato. Ciò era

stato preceduto, verso la fine

del ventesimo secolo, dall’uso

di piattaforme diverse, compresi

gli aerei giocattolo, intese

come supporti per camerelle

leggere di formato dal (60x60)

al noto (24x36) cm2: se ne

dice ampiamente nel volume

citato in (3). Oggi la tecnica

è divenuta abituale anche per

scopi civili; di droni si parla

comunemente anche al di fuori

delle applicazioni metriche,

sconfinando dal gioco e dal

puro divertimento alle applicazioni

commerciali. Nella

letteratura corrispondente vi è

38 GEOmedia n°1-2025


REPORT

ormai una selva di sigle per indicare

questi “unmanned aerial

systems”: UAS, UAV, RPAS,

VLOS, VTOL ….

per cui si è internazionalmente

proposto di indicare questi

aggeggi volanti con una unica

definizione universalmente

accettata: RPAS, ovvero

“Remotely Piloted Aircraft

System”, dato che il loro volo

è comunque sempre controllato

da terra in vario modo. Qui

sotto vengono indicati i vari

dispositivi oggi usati:

• strutture ad ala fissa,

• strutture rotanti,

• palloni

• aquiloni

• dirigibili

Nella figura 2 i primi due tipi

sopra indicati; sul modello

ad ala fissa, a sinistra vi è il

sensore GPS e a destra la camerella.

Al volo provvedono

autopiloti prodotti da varie

aziende: Micropilot (Canada),

3D Robotics (USA), AeroSpy

(Austria) e altre; dimensioni

e peso sono veramente modesti.

Dalle immagini e dai dati

della camera (per es. Canon

S95, Canon S100) e dalle informazioni

GPS/INS si ottengono

modelli 3D del terreno e

modelli metrici della camera,

oltre alla georeferenziazione;

con l’elaborazione si ottengono

DTM e DSM, ortomosaici,

volumi, profili e curve di

livello e ogni altro dato tipico

delle consuete restituzioni fotogrammetriche

digitali.

Ovviamente sono necessari

adatti permessi per l’esecuzione

dei voli da RPAS, comprendenti

le quote ammissibili,

le estensioni delle zone riprese

e quelle non sorvolabili.

In Italia l'Ente Nazionale per

Fig.2 - Due RPAS: ad ala fissa (sopra) e

rotante (sotto).

l'Aviazione Civile - ENAC

- con delibera del C.d.A. n°

42/2013 in data 16/12/2013

ha stabilito un regolamento

per chiunque utilizzi mezzi

aerei a pilotaggio remoto. Le

regole stabilite dall'ENAC

devono essere osservate quindi

anche dai soggetti che realizzano

riprese aeree con l'utilizzo

di questi mezzi volanti,

soggetti che debbono aver

seguito corsi di formazione

corrispondenti, conseguendo i

relativi brevetti. Oggi dal web

si apprende che vi è una vera

e propria corsa, alla caccia di

tali brevetti.

Il trattamento delle immagini

riprese da queste piattaforme

viene fatto prevalentemente

con mezzi di correlazione delle

immagini, ovvero con tecniche

fotogrammetriche assai

complesse e ben distanti dalle

semplici operazioni di restituzione,

tipiche del tempo sia

analogico che analitico.

Si parla qui di “SFM”

(Structure From Motion) per

indicare modellazioni tridimensionali;

per esempio l’università

di Washington (Seattle)

da tempo ha preparato il

programma (libero) “Visual

Fig.3 - Italdron 8HSE.

Fig. 4 - Ortofotocarta in scala originale 1:100;

si notino i particolari dei triangolini.

SFM” per la soluzione di

“Dense Image Matching”. La

ArcTron 3D, specializzata in

operazioni relative all’archeologia

ha sviluppato il sistema

informativo “aSPECT” per

generare modelli fotorealistici

tridimensionali di ogni tipo,

da strutture minute a enormi.

Con esso si possono combinare

prese da scansori laser

con riprese fotogrammetriche

terrestri e aeree (da RPAS).

Le incertezze raggiungibili

vanno dal centimetro a due

o tre volte tanto. Fra i tanti

“software” utilizzabili per la

restituzione delle riprese architettoniche

e simili, ricorderò

AGISOFT di Photoscan

e PHOTOMODELER.(sul

quale si trovano molte pagine

indicative in inglese sul web,

e che offre oltre al software

anche parecchio hardware, a

cominciare dagli scansori).

Nella figura 3 uno dei più

noti mezzi rotanti italiani, con

GEOmedia n°1-2025 39


REPORT

Fig. 5 - L’esacottero (elicottero a sei rotori) a terra.

Fig. 6 - L’esacottero in volo.

ben visibile la camera sottostante.

L’impiego diffuso degli RPAS,

ha permesso di ottenere oggi

documentazioni vettoriali e

ortofotografiche, che solo uno

o due decenni fa non sarebbero

state possibili. Per esempio

la restituzione a scala grande

e grandissima, quale quella

necessaria nel caso di carte per

la progettazione stradale locale,

la redazione di progetti di

lottizzazione, quella di ponti

o cavalcavia e sottopassaggi,

avrebbe richiesto un volo con

vettore tradizionale a quote

impossibili da realizzare per

ragioni di sicurezza. Le prese

oblique avrebbero richiesto

l’impiego di camere militari;

la trasformazione proiettiva

sia vettoriale che fotografica

avrebbe richiesto l’uso di strumenti

di calcolo allora nemmeno

immaginabili, sia pure

in era di fotogrammetria analitica.

Le incertezze raggiungibili

con le nuove prese aeree

da quote dell’ordine di decine

o al più del centinaio di metri,

che sono ormai dell’ordine del

centimetro, erano impensabili

nel secolo ventesimo neppure

usando il rilevamento celerimetrico

oppure il cosiddetto,

rudimentale, impreciso e

discontinuo “rilievo diretto”

per gli edifici, così caro ancora

oggi a certi cultori del disegno

architettonico. L’immagine in

Fig. 4, riguarda il rilevamento

di uno svincolo stradale, con

incertezza al suolo di ± 2 cm e

rappresentazione ortofotografica

in scala 1:100.

A questo punto è necessaria

una riflessione. La nuova fotogrammetria

da RPAS (per

favore, abbandoniamo il termine

“drone”!) è così semplice

da poter essere veramente

praticata da chicchessia? Ma

nemmeno per sogno. Le

nuove tecniche richiedono

padronanza della topografia

e della (tradizionale) aerofotogrammetria,

nonché abilità

nell’uso di computer e programmi.

Dal momento che la

tecnica di restituzione è qui

largamente automatizzata, la

determinazione dei parametri

del volo, l’acquisizione dei

punti di appoggio, la scelta

se procedere per via vettoriale

oppure ortoproiettiva, sono

momenti importanti per il

risultato finale. Non basta

richiedere all’ENAC il brevetto

e il permesso di volo;

occorre ben altro, a partire da

una formazione “da bottega”,

come usavano gli apprendisti

pittori del Rinascimento. Ne

sanno qualcosa per esempio

i ricercatori e gli assegnisti di

ricerca del Politecnico milanese,

che da tempo conducono

la “Summer School” nella

bassa Valformazza avendone

risultati eccellenti (4). Nelle

figure 5, 6 e 7 una terna di

immagini relative a quel lavoro.

Attenzione quindi: facciamo

in modo che le nuove

tecnologie non si tramutino

in disordine, in sciatteria, in

pressapochismo e quindi in un

fenomeno pericoloso.

40 GEOmedia n°1-2025


REPORT

BIBLIOGRAFIA

1) Selvini, Attilio, Le imprese di cartografia fotogrammetrica

in Italia.

GeoMedia, Roma, n° 2 /2014.

2) Selvini, Attilio, Il mercato attuale della cartografia.

GeoMedia, Roma, 3/18.

3) Selvini, Attilio, Guzzetti, Franco, Fotogrammetria

Generale. Ed. UTET, Torino, 2000.

4) Monti, Carlo, Selvini, Attilio Dalla iconometria

al trattamento delle immagini.

Maggioli Ed., Rimini, 2018.

PAROLE CHIAVE

Fotogrammetria, droni, cartografia

ABSTRACT

Modern photogrammetry using drones—or rather

RPAS—isn't something just anyone can do. These

new techniques still require solid knowledge of

topography and traditional aerial photogrammetry,

along with strong skills in using computers

and software. With much of the processing now

automated, critical decisions—like setting flight

parameters, acquiring ground control points, and

choosing between vector or orthoprojection methods—directly

impact the final outcome.

Fig. 7 - Il villaggio abbandonato in ortofotoproiezione.

AUTORE

Attilio Selvini

Attilio.selvini.polimi@gmail.com

Già Presidente SIFET

GEOmedia n°1-2025 41


AEROFOTOTECA

LE CARTE DI ACCOMPAGNO:

RICOSTRUIRE I RETROSCENA

DELLE FOTOGRAFIE AEREE

L’Aerofototeca

Nazionale

racconta…

di Maria Modafferi

Presento qui la prima parte

di un lavoro di ricerca in

Aerofototeca Nazionale

svolto insieme alla collega

Marianna Carbone, che cura

la seconda parte, dal titolo

" L’Aerofototeca Nazionale

racconta…Il datastrip: leggere

il tempo e lo spazio nelle

fotografie aeree Alleate.", in

uscita nel prossimo numero

di questa rivista.

In Aerofototeca Nazionale

(AFN) a Roma, sono conservate

fotografie aeree storiche

del territorio nazionale dagli inizi

del 1900 agli anni 2000. Un nucleo

considerevole e importante

di tali foto riguarda le collezioni

di foto aeree della Seconda Guerra

Mondiale, spesso arricchite dalle

cosiddette carte di accompagno,

dossier di informazioni accessorie

relative a singole missioni -dette

sortie-. Tali carte documentano

con vari livelli di dettaglio le fasi

Fig. 1 - AFN, fondo MAPRW, Carte d’accompagno: Pilot’s trace, 5th Photographic Group Reconnaissance

U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron Group, sortie 740, 8

febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential

della ricognizione aerea dal decollo

al momento dell’arrivo a terra

dell’aereo, fino alla consegna ai

fotointerpreti delle foto aeree fresche

di sviluppo. I fotogrammi

sono il risultato di missioni di ricognizione

eseguite dagli Alleati,

con lo scopo di pianificare l’azione

militare, identificando possibili

obiettivi e i movimenti del

nemico, documentando i danni

inflitti. L’acquisizione di materiali

così importanti per l’andamento

della guerra seguiva necessariamente

delle istruzioni molto

precise, a partire dalla routine del

briefing prima del decollo (con

la definizione di parametri e del

tracciato di volo) alle procedure

da seguire al ritorno dell’aereo

alla base.

1. Il report di volo

Una volta completato il volo di

ricognizione e fermati i motori,

la procedura da seguire per l’equipaggio

del velivolo consisteva

nello scarico della pellicola impressionata,

nel suo affidamento

ad un fotografo della base per

lo sviluppo e la stampa e nel debriefing

della missione/sortie.

Quest’ultima fase era particolarmente

importante per l’ufficiale

dell’intelligence che coordinava

la parte di fotointerpretazione. Il

pilota tracciava un itinerario del

volo appena concluso a matita

su carta semitrasparente poggiata

sulla cartografia dell’area sorvolata

(fig. 1).

L’ufficiale dei servizi segreti poneva

precise domande, che scriveva

a macchina su un’apposita scheda

(fig. 2) così da acquisire tutte

le informazioni utili riguardanti

l’intera missione e la situazione

del territorio appena sorvolato.

Il documento più eloquente è

senza dubbio l’Interrogation

42 GEOmedia n°1-2025


AEROFOTOTECA

Report. Dalla figura (fig. 2) si

denota immediatamente l’accurata

divisione in sezioni delle informazioni.

Dopo l’intestazione

del documento segue un’informazione

relativa al gruppo militare

di appartenenza: “FIFTH

PHOTOGRAPHIC GROUP

RECONNAISSANCE”, dal 1°

ottobre 1944 assegnato alla 15th

Air Force 1 . Seguono le informazioni

di natura temporale (data,

ora del decollo, ora di atterraggio,

durata totale) e identificativa, riportate

in maniera puntuale.

Il documento prosegue con le informazioni

riguardanti gli obiettivi

coperti durante la ricognizione

organizzati in tabella. Nella prima

colonna della tabella in figura,

ci sono: “Target and Reference

Number Covered or Not” sono

riportati gli obiettivi (target) rilevati

o meno rispetto al numero

di riferimento. Accanto al nome

di alcuni luoghi si possono notare

delle sigle, che erano standard nel

campo militare: “M/Y” sta per

“Marshalling Yard”, letteralmente

“Stazione di Smistamento” e

costituiva una stazione ferroviaria

di importanza strategica per

le operazioni di carico, scarico e

smistamento merci; “A/D” sta

invece per “Aerodrome” e quindi

si tratta di un aeroporto o una

pista di atterraggio. La seconda

colonna “Briefed Yes-No” indica

se l’obiettivo è stato discusso o

meno prima del volo. La terza,

“Time” specifica l’orario in cui

ogni obiettivo è stato coperto.

La quarta colonna “Alt(itude)”

esprime la quota di volo in piedi

e la successiva specifica la focale

della macchina fotografica.

L’ultima sezione della tabella

“Remarks Visual - Flak - E/A

(=Enemy Aircraft) - Shipping,

Etc. If Targets Not Covered Give

Reasons” serve, invece, per segnalare

eventuali osservazioni visive,

presenza di contraerea, aerei

nemici, forze navali, ecc. e se gli

obiettivi non sono stati coperti ne

Fig. 2 - AFN, fondo MAPRW, Carte d’accompagno: Interrogation Report, 5th Photographic

Group Reconnaissance U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron Group,

sortie 740, 8 febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential.

Sortie No. 32 S 740 32 S = 32nd Squadron, missione 740

Pilot Lt. Dreyer – Grassland 143 21 Qualifica e nome del pilota e relativo “call

sign” (= nome in codice)

Squadron 32nd Photo Rcn.Sq. 32nd Photo Reconnaissance Squadron

Aircraft No. 968 Codice aeromobile 968

Target Weather: clear to 10/10 Perfetta visibilità a 10km di distanza

Date 8 Feb 45 Data del volo

Time Out 10:45 Ora di decollo

Time In 15:45 Ora di atterraggio

Total Time 5:00 Tempo totale della missione

E/A Yes Aereo nemico

Flak Nil (=nihil) Presenza di contraerea

Drop Tanks Back:

No

Il tank è un serbatoio di carburante; il

drop tank è un serbatoio supplementare,

normalmente destinato ad essere scaricato

prima del ritorno alla base, anche se non usato,

salvo casi eccezionali; in questo caso è stato

infatti normalmente usato/scaricato

Tab. 1 - AFN, fondo MAPRW, Tabella illustrativa di una delle Carte d’accompagno: l’Interrogation Report

del 5th Photographic Group Reconnaissance U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron

Group, sortie 740, 8 febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential.

GEOmedia n°1-2025 43


AEROFOTOTECA

Fig. 3 - AFN, fondo MAPRW, Carte d’accompagno: Plotting, 5th Photographic Group Reconnaissance

U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron Group, sortie 740, 8

febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential.

documenti, che mostrano l’avvio

delle operazioni finalizzate alla

fotointerpretazione. Il pilota, con

precisione meticolosa, tracciava

su carta un itinerario dettagliato,

o pilot trace, che rivelava la

sequenza delle sue riprese aeree.

La traccia, in forma lineare continua,

indicava il percorso del volo,

svelando la direzione di marcia su

ogni obiettivo nella sequenza di

ripresa. In nero veniva indicato

il percorso tra obiettivi, in rosso,

invece, quei tratti che venivano

coperti da fotografie aeree. Oltre

a tracciare il percorso, il pilota

annotava il tempo trascorso

dall'inizio della missione fotografica

fino al momento in cui aveva

scattato l'ultima foto. Questa

informazione, unita all'altitudine

raggiunta su ogni obiettivo, forniva

elementi essenziali per determinare

la scala delle fotografie.

L'altitudine, infatti, influenzava

direttamente la dimensione degli

oggetti ripresi, offrendo un'indicazione

precisa della prospettiva

e del dettaglio catturato. Ai pilot

traces erano allegati i grafici delle

strisciate (fig. 3), che mostrano

in scala gli ingombri a terra delle

immagini scattate durante la missione,

utili per ricostruire il percorso

mediante analisi dei singoli

fotogrammi.

Il processo di plotting o graficizzazione

era condotto su una base

cartografica, della quale si indicano

le coordinate geografiche o le

intersezioni, oltre che mediante

l’indicazione dei toponimi. Ai

documenti sopracitati, si allega

inoltre una scheda prestampata

di registrazione del materiale fotografico

consegnato ai fotointerpreti

(fig. 4), compilata da questi

ultimi.

In secondo luogo, avveniva la titolazione

(titling) delle fotografie

aeree: un elemento cruciale per

valorizzare il contenuto di una

pellicola, rendendo le immagini

interpretabili e funzionali per

l’analisi e costituito dall’apposivanno

evidenziate le ragioni.

In questo caso specifico, è riportata

la scritta “BRIEFED BUT

NOT COVERED - CLOUDS”,

letteralmente: “obiettivo definito

ma non coperto per la presenza di

nuvole”.

In alcuni casi su questi report

ci si può imbattere in una breve

ma dettagliata spiegazione di ciò

che è accaduto durante la ricognizione

nella sezione “General

Remarks” (osservazioni generali),

così come si può osservare nella

fig. 2 sul fondo del foglio, in cui

si racconta di una operazione militare

intercettata durante la missione

di rilievo aerofotografico. A

piè di pagina, infine, viene riportato

l’orario in cui è stato compilato

il modulo (16:00) e il nome

dell’ufficiale che lo ha redatto.

Questi documenti erano fondamentali

per tenere traccia delle

fotografie aeree da analizzare,

garantendo il corretto passaggio

di tutte le informazioni utili dai

fotografi ai fotointerpreti.

2. Dai fotografi ai fotointerpreti

Tra le carte di accompagno si

possono trovare anche altri tipi di

44 GEOmedia n°1-2025


AEROFOTOTECA

zione di una riga di informazioni

sul volo e sul fotogramma anche

noto come datastrip o frisket. Le

informazioni essenziali per il titolo

venivano estratte dal “flight

log” del fotografo, che documentava

dettagli come il luogo, l’orario

e la missione di acquisizione

delle immagini. Questi dati venivano

applicati sul lato lucido

del negativo, al di fuori dell’area

esposta, secondo le linee guida

stabilite dall’Air Force Regulation

95-7. Questo processo, eseguito

da tecnici specializzati, garantiva

che le informazioni fossero leggibili

e standardizzate.

In assenza di strumenti adeguati

come i normografi o in condizioni

di emergenza, i titoli venivano

scritti a mano, con rischi di errori

o sovrapposizioni, con il rischio

di compromettere l’utilità della

stampa.

Una missione fotografica non si

poteva considerare completata

finché non si convertiva il negativo

in positivo con il processo dello

sviluppo fotografico. In qualsiasi

situazione di combattimento,

enormi quantità di negativi aerei

dovevano essere stampate e duplicate

nel più breve tempo possibile.

Era necessario che le stampe

fossero consegnate nelle mani

degli ufficiali dell'Intelligence il

più rapidamente possibile dopo

Fig. 4 - AFN, fondo MAPRW, Carte d’accompagno: Prints Received, 5th Photographic Group

Reconnaissance U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron Group, sortie 740,

8 febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential

una missione. Tutte le pellicole

aeree importanti dovevano essere

duplicate in modo che uno o

più rulli duplicati potessero essere

inviati ai quartieri generali superiori.

Ulteriori stampe potevano

essere fatte in altre sedi attraverso

le copie se la pellicola originale

veniva distrutta o danneggiata

dall'azione nemica. Per consentire

di svolgere questo lavoro più

rapidamente, fu ideata la stampante

continua, progettata per

stampare negativi di pellicole aeree

o di altro tipo su carta al bromuro.

Invece di realizzare stampe

singole di ogni negativo, l'intero

rullo veniva stampato in un'unica

operazione continua su una striscia

di carta della stessa lunghezza

della pellicola.

In sintesi, il sistema di gestione

delle fotografie aeree durante la

Seconda Guerra Mondiale riflette

una straordinaria precisione e organizzazione,

cruciali per le operazioni

militari. Grazie alla rapida

elaborazione delle immagini, al

tracciamento meticoloso dei voli

e all'accurata fotointerpretazione,

gli Alleati ottennero informazioni

importantissime per pianificare e

realizzare strategie vincenti, dimostrando

come la fotografia aerea

fosse un elemento determinante

per il successo delle missioni.

NOTE

1 https://15thaf.org/5th_Photo_Recon/

2 Probabilmente è il pilota Sherman Dreyer,

ricordato in Follis 2005, p. 172, 237. Il nome

in codice Grassland, seguito da un numero, era

usato dal 32nd Photo Reconnaissance Squadron:

Follis 2005, s.v.

BIBLIOGRAFIA

• P. Brozzi, “L’Aerofototeca Nazionale racconta…

Pianura Pontina, 17 marzo 1944: la "slicing run”

del tenente Dolk” in GEOmedia, vol. 24, num. 1,

2020, pp.50-53.

• E. J. Shepherd et al., "La collezione cd USAAF

dell'Aerofototeca Nazionale." Lavori in corso, in

Archeologia Aerea. Studi di Aerotopografia Archeologica,

6, 2012, pp. 13-32;

• War Department, Technical Manual Topographic

Drafting, TM 5-230, 1940.

• M. Carbone, " L’Aerofototeca Nazionale racconta…Il

datastrip: leggere il tempo e lo spazio nelle

fotografie aeree Alleate.", c.s..

PAROLE CHIAVE

Fotografia aerea; fotointerpretazione;

archeologia; cartografia; tracce.

ABSTRACT

The article describes the detailed process of managing

aerial photographs during World War

II, preserved in the Aerofototeca Nazionale in

Rome. The individual frames resulting from Allied

reconnaissance missions were accompanied

by index maps containing crucial information

for image analysis and interpretation. After each

flight, the film was developed, and the pilot traced

a detailed itinerary (pilot trace) to document

the covered targets and encountered conditions.

The Interrogation Report, another highly important

document, provided essential information

about the flight and its objectives, such as cloud

cover or the discovery of enemy aircraft. The

photographs were carefully titled and recorded

to ensure accurate interpretation.

Moreover, prints had to be produced quickly

and duplicated before being sent to headquarters.

The aerial imagery management system,

which included the use of continuous printers,

was crucial to the success of Allied military operations.

AUTORE

Maria Modafferi

maria.modafferi@hotmail.it

Nota: La rubrica L’Aerofototeca Nazionale

racconta… è a cura di A. Dell’Anna

GEOmedia n°1-2025 45


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Conference on eXtended

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JUNE 18 – 20 2025

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