GEOmedia_1_2025
La prima rivista italiana di geomatica
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Rivista bimestrale - anno XXIX - Numero - 1/2025 - Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma
TERRITORIO CARTOGRAFIA
GIS
CATASTO
3D CITY
INFORMAZIONE GEOGRAFICA
FOTOGRAMMETRIA EDILIZIA
URBANISTICA DIGITAL TWIN
LASER SCANNING
REMOTE SENSING
GNSS
SPAZIO
RILIEVO AMBIENTE TOPOGRAFIA
LiDAR
GEOBIM
BENI CULTURALI
SMART CITY
anno XXIX - N°1 2025
EUSATfinder
piattaforma a
supporto delle
operazioni di
primo soccorso
NUOVO INVENTARIO
FORESTALE ITALIANO
MAPPATURA RAPIDA DOPO
I DISASTRI NATURALI
CARTE DI ACCOMPAGNO
DELLE AEROFOTO
© 2025 Designed by MediaGEO
EUropean Space, Aerial and
Terrestrial assets supporting first
responders' operations
EUSATfinder provides an innovative integrated and scalable solution to support first
responders in real-life during different operational phases. In particular, in the tactical
phase, EUSATfinder aims at improving the intervention capability and reducing the
reaction time using shared capacities from different governmental (GOVSATCOM) and
private satellite systems interoperable with terrestrial communication services.
www.eusatfinder.eu
Geoportali e cartografie
regionali a confronto
In un recente articolo apparso nel precedente numero di GEOmedia, l’autore ci porta all’evidenza
la problematica relativa alla disuniformità della cartografia regionale italiana (Selvini, A. Due
cartografie regionali a confronto. GEOmedia, 6-2024)..
Ripercorrendo la storia recente vediamo che, con il decentramento delle competenze avvenuto
negli anni ’70, mentre gli Organi Cartografici mantenevano il focus sulla produzione cartografica
nazionale, alle Regioni veniva affidata la gestione della cartografia a scala locale. Questo ha portato
a una frammentazione gestionale, con differenze significative in termini di standard, formati
e aggiornamento dei dati cartografici. Secondo Attilio Selvini, questo processo ha risentito di
dinamiche politiche che hanno influenzato le scelte tecniche, portando a una gestione eterogenea
che ha prodotto una cartografia disomogenea, con scale, riferimenti e formati variabili tra le
diverse Regioni.
Nello stesso periodo, l’Unione Europea promuoveva politiche di standardizzazione, come la
Direttiva INSPIRE, per garantire l’interoperabilità dei dati geografici tra gli Stati membri, e per
porre rimedio alla disuniformità per armonizzare i criteri cartografici regionali, veniva istituito il
Centro Interregionale, con il compito di coordinare le attività delle Regioni. Tuttavia, il Centro ha
progressivamente perso rilevanza, e molte delle sue iniziative sono state abbandonate. Per fortuna
le regole tecniche prodotte, come quelle relative ai geodatabase e alle ortofoto in scala 1:10.000,
sono state implementate e ancora oggi utilizzate.
Attualmente, la cartografia regionale italiana si presenta come un mosaico eterogeneo. Molti
prodotti cartografici risultano obsoleti o privi di aggiornamenti regolari, nonostante le norme
prevedano verifiche periodiche.
Nel recente convegno organizzato dall’Ordine dei Geologi del Lazio su questo tema, in occasione
della recente Giornata della Terra, è stata evidenziata l’enorme difficoltà dei professionisti che
operano sul territorio nazionale alle scale della cartografia geologica per le differenti basi oggi
disponibili in diverse modalità sui portali. È stata evidenziata la necessità di avere una sorta di
standard dei geoportali in modo da avere uniformità dalla Val D’Aosta alla Sicilia.
Di nuovo c’è che l’Istituto Geografico Militare ha recentemente prodotto un database di sintesi
(DBSN) globale di livello nazionale, che costituisce una raccolta di informazioni geografiche
vettoriali con la risoluzione di una scala 1:10.000 .
Non disperiamo quindi, le cose si muovono, certo con lentezza e forse un riordino normativo
nel nostro settore potrà presto portare la necessaria uniformità nei prodotti cartografici regionali.
Buona lettura,
Renzo Carlucci
FOCUS
In questo
numero...
FOCUS
GUEST
REPORT
AEROFOTOTECA
ALTRE
RUBRICHE
28 MERCATO
46 AGENDA
Il nuovo Inventario
Forestale Nazionale
Italiano: geomatica e
telerilevamento a servizio
del monitoraggio
delle foreste
di G. D’Amico, G. Papitto,
W. Mattioli, L. Fattorini, E.
Presutti Saba, P. Corona
e G. Chirici
6
12
by
EUSATfinder, an
European Space,
Aerial and Terrestrial
assets supporting first
responders' operations
Redazione Mediageo
In copertina una immagine
aerea su area alluvionata
a Celle (Germania) del
dicembre 2023 causata
dall’esondazione del fiume
Aller. Realizzata da AVT
Airborne Sensing
(https://avt-as.eu/),
azienda di fotogrammetria
aerea che svolge anche
rilievi per mappare in
modo rapido gli effetti
dei disastri naturali.
4 GEOmedia n°1-2025
GEOmedia, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica.
Da oltre 25 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei
processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati,
in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre.
In questo settore GEOmedia affronta temi culturali e tecnologici
per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi
geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia,
della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e
spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo.
INSERZIONISTI
34
Mappatura rapida
dopo i disastri
naturali
di K. Legat, R. Zampiccoli,
D.Poli e R. Krammer
AVT 32
EPSILON 33
ESRI 41
EUSATFINDER 2
GEOBUSINESS 30
GTER 28
PLANETEK 48
STONEX 31
TEOREMA 46
TRAFFIC 47
VALUESAFE 29
38
Un fenomeno
pericoloso
di Attilio Selvini
40
Le carte di
accompagno:
ricostruire i
retroscena delle
fotografie aeree
di Maria Modafferi
una pubblicazione
Science & Technology Communication
GEOmedia, la prima rivista italiana di geomatica.
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Numero chiuso in redazione il 28 aprile 2025.
FOCUS
Il nuovo Inventario Forestale Nazionale
Italiano: geomatica e telerilevamento a
servizio del monitoraggio delle foreste
di Giovanni D’Amico, Giancarlo Papitto, Walter Mattioli, Lorenzo Fattorini, Emanuele Presutti Saba,
Piermaria Corona, Gherardo Chirici
Fig.1 - Procedura inventariale in tre fasi di INFC2005 e INFC2015.
Le foreste sono una risorsa
fondamentale assolvendo a una
moltitudine di benefici per la
collettività. In questo contesto,
le statistiche forestali sono
cruciali sia a livello nazionale,
sia internazionale, per il
monitoraggio della biodiversità,
la quantificazione delle risorse
forestali, la gestione locale e
la pianificazione delle attività
di conservazione, e quindi
per decisioni informate in un
ambiente in continua evoluzione.
La necessità di una
approfondita conoscenza
della consistenza
delle foreste ha portato
all’introduzione degli Inventari
Forestali Nazionali (IFN)
basati su indagini campionarie
già a partire dei primi del
‘900 nei paesi della penisola
scandinava (Norvegia 1919,
Finlandia 1921 e Svezia
1923 - Gschwantner et al.,
2022). Negli anni ‘60, grazie
allo sviluppo della teoria del
campionamento e all’uso
delle fotografie aeree, molti
paesi europei hanno adottato
inventari su larga scala. Più
recentemente, le iniziative volte
a monitorare la deforestazione
e a mitigare gli effetti del
cambiamento climatico
(REDD+) hanno favorito
la realizzazione degli IFN
anche nei paesi emergenti, e il
consolidamento nei protocolli
nei programmi già operativi
(Breidenbach et al., 2021).
In Italia, l’esigenza di
aggiornare le statistiche
forestali nazionali ha
portato alla realizzazione del
primo Inventario Forestale
Nazionale (IFNI85) negli
anni ‘80. Successivamente il
rilevamento è stato ripetuto
nel 2005 con l’Inventario
Nazionale Forestale e dei
Serbatoi Forestali di Carbonio
(INFC2005), quando l’IFN
è stato istituzionalizzato
come pratica permanente e
poi replicato nuovamente
nel 2015 (INFC2015)
mantenendo pressoché
invariato il programma di
rilievo (Gasparini et al., 2022)
(Figura 1).
Attualmente, sulla base delle
esperienze dei precedenti cicli
6 GEOmedia n°1-2025
FOCUS
di IFN, si è resa necessaria
una revisione del sistema di
inventario forestale italiano.
A partire dal 2023, incontri
tra esperti, accademici e
portatori di interesse nei
settori forestale e ambientale
hanno permesso di affinare il
protocollo per il nuovo IFN.
Queste discussioni e test sul
campo, come quelli condotti
nella Foresta di Vallombrosa,
hanno contribuito a definire
le migliori soluzioni per il
monitoraggio forestale e
a sviluppare un approccio
collaborativo tra tutti i gruppi
di lavoro coinvolti.
Il nuovo progetto
dell’Inventario Forestale
Nazionale d’Italia (IFNI)
segna un’evoluzione
significativa rispetto alle
precedenti realizzazioni.
Sebbene le definizioni delle
variabili forestali siano state
mantenute pressoché invariate
per garantire la coerenza
con le stime passate, sono
state introdotte importanti
innovazioni metodologiche e
tecnologiche, con particolari
avanzamenti sull’uso del
telerilevamento, della
geomatica e dei sistemi di
posizionamento satellitare
(GNSS).
Disegno inventariale
Una delle principali modifiche
riguarda la struttura statistica
dell’indagine, che passa da
tre fasi di campionamento a
due. La prima fase utilizza un
campionamento stratificato a
tasselli (Tassellation Stratified
Sampling - TSS), che prevede la
selezione casuale di un punto
all’interno di una griglia 4 km
× 4 km (16 km²) che copre
l’intero territorio nazionale,
ottenuta dall’accorpamento
delle maglie quadrangolari
chilometriche impiegate
nei precedenti inventari
FIG. 2 - Rappresentazione grafica dei panel di appartenenza delle celle di seconda fase.
(Fattorini, 2015). Una ulteriore
novità è l’adozione di un
sistema di campionamento
annuale a panel ruotato. La
griglia è stata ordinatamente
numerata in blocchi da 1
a 5 (Figura 2) e ogni anno
è prevista la rilevazione dei
punti appartenenti al panel
identificato dalla stessa cifra.
Ogni anno sarà possibile
produrre stime delle variabili
di interesse. Ogni cinque
anni, al completamento del
rilievo inventariale con tutti i
punti misurati, sarà possibile
realizzare, in condizioni di
assenza di eventi estremi di
disturbo, stime complessive
con un grado di precisione
maggiore rispetto a quelle
annuali. Al sesto anno si
ripartirà con il panel 1 (Fig. 2).
Campione di prima fase
Per garantire la continuità con
i precedenti IFN e integrare
i nuovi dati nei sistemi di
monitoraggio esistenti, il
protocollo di rilievo ha
previsto che il campione
di punti da misurare in
campagna includa alcune
aree di saggio già esaminate
durante INFC2015 e siti
Fig. 3 - Progetto GIS per la fotointerpretazione dei punti campione di fase 1.
GEOmedia n°1-2025 7
FOCUS
appartenenti al programma
CONECOFOR (CONtrollo
ECOsistemico delle FOReste),
il programma italiano di
monitoraggio a lungo termine
delle foreste, che, attraverso
indagini periodiche, analizza
la salute degli ecosistemi
forestali, l’inquinamento
atmosferico e i cambiamenti
climatici, raccogliendo dati
su alberi, suolo e biodiversità
in siti permanenti distribuiti
in Italia. Questo programma
rappresenta il contributo
italiano a ICP Forests
(International Co-operative
Programme on Assessment and
Monitoring of Air Pollution
Effects on Forests), iniziativa
internazionale avviata nel
1985 per comprendere gli
impatti ambientali sulle foreste
europee (Papitto et al., 2021).
L’indagine IFNI ha per oggetto
sia le aree boschive sia le altre
terre boscate, in conformità
alle definizioni del Global
Forest Resource Assessment
Fig. 4 - Ricevitore GNSS Solutop MS2 in stazione su
palina e bipiede, con smartphone per la gestione del
rilievo (da Mattioli et al., 2025).
(FRA) della FAO, adottate
come standard a livello globale
per il monitoraggio e il
reporting delle risorse forestali,
definizioni già utilizzate
nei precedenti inventari
INFC2005 e INFC2015.
Ogni punto campione
selezionato è stato classificato
in una delle categorie: Bosco
(che include le categorie
di “soprassuolo forestale”,
“piantagione da legno” e
“bosco temporaneamente
privo di soprassuolo”), Non
Bosco e Altre Terre Boscate,
per fotointerpretazione in
ambiente GIS, basandosi
sulle Ortofoto AGEA del
triennio 2021-2022-2023,
oltre alle immagini liberamente
disponibili di Google Satellite
(Figura 3).
Secondo la definizione FAO-
FRA, un’area è considerata
bosco se ha:
4copertura arborea > al 10%;
4superficie > di 0,5 ettari;
4altezza degli alberi a
maturità ≥ 5 m,
includendo anche
giovani soprassuoli e aree
temporaneamente prive di
alberi a causa di eventi naturali
o interventi umani, purché
suscettibili di ricopertura
nel breve termine. Sono
inoltre inclusi vivai forestali,
strade e fasce tagliafuoco,
piccole radure, barriere
frangivento e piantagioni
per la produzione di legno, a
condizione che superino 0,5
ettari di superficie e 20 metri
di larghezza. Tuttavia, le aree
prevalentemente destinate ad
attività agricole o urbane non
rientrano nella definizione di
bosco.
Le altre terre boscate
comprendono invece:
4 copertura arborea tra il
5% e il 10% di alberi alti a
maturità ≥ 5 m;
4 copertura > 10%, ma con
alberi che non superano 5
metri a maturità, oppure
dominate da arbusti e
cespugli.
Posizionamento satellitare
Per le indagini di campagna
è previsto il parziale
ritrovamento di aree di saggio
già misurate in precedenti
programmi di monitoraggio,
oltre al mantenimento dei
punti della prima fase per i
futuri cicli inventariali. Di
conseguenza, particolare
attenzione è stata dedicata
alla scelta di un affidabile
sistema di posizionamento
satellitare GNSS. Uno dei
principali ostacoli all’utilizzo
dei sistemi GNSS in foresta è
rappresentato dalla copertura
delle chiome, che può ridurre
significativamente la qualità
del segnale satellitare. Foglie
e rami attenuano e riflettono
il segnale, causando errori
di posizionamento, perdita
di segnale (loss of lock) e un
aumento della deviazione della
posizione rilevata rispetto a
quella reale. Questi problemi
risultano particolarmente
evidenti nelle foreste dense con
chiome fitte, soprattutto nei
periodi di massima copertura
fogliare.
Vari studi hanno analizzato la
precisione dei sistemi GNSS in
contesti forestali. Kaartinen et
al. (2015) hanno confrontato
diverse soluzioni GNSS in
foreste boreali, rilevando errori
medi di posizionamento tra
2 e 10 metri a seconda delle
condizioni di copertura.
Più recentemente è stato
dimostrato il miglioramento
della precisione grazie alle
nuove costellazioni satellitari
come Galileo, che aumentano
il numero di segnali disponibili
8 GEOmedia n°1-2025
FOCUS
Fig. 5 - Integrazione tra dati a terra e dati telerilevati per la mappatura delle variabili forestali
riducendo gli errori di
posizionamento (Brach, 2022).
Il rinnovamento di IFNI ha
riguardato la strumentazione
GNSS con ricevitori multicostellazione,
che sfruttano
segnali GPS (americano),
GLONASS (russo), Galileo
(europeo), BeiDou (cinese),
QZSS (giapponese) e SBAS,
risultati i più efficienti in
ambiente forestale. Il Chip
GNSS previsto per i rilievi
inventariali presenta, tra le
altre, le seguenti caratteristiche:
4 velocità di aggiornamento
in RTK fino a 30Hz
4 precisione della posizione in
RTK 0,01m+1ppm CEP
4 tempo di convergenza in
RTK <10sec
4 acquisizione a freddo circa
24s
4 partenze assistite 2s, 4
Riacquisizione 2s
4 sensibilità:Tracciamento e
navigazione –167dBm
4 avviamenti a freddo
–148 dBm, Avvii a caldo
–157dBm
4 riacquisizione –160 dBm
4 temperatura operativa
-20°C to 60°C
4 temperatura per la
registrazione -30°C to 70°C
Per il rilievo forestale il chip
GNSS è collegato ad una
multi-band antenna attiva
GNSS per applicazioni di
precisione topografica (Fig.4).
Per la registrazione delle
coordinate inventariali, sono
state previste tre possibili
modalità di ricezione, con
diverse modalità di correzioni
in post-processing,:
4 RTK (Real-Time
Kinematic) fix;
4 RTK float;
4 No RTK.
Nella modalità RTK
fix il software segnala
automaticamente il fixing della
posizione e in pochi secondi
avviene la registrazione delle
coordinate ad alta precisione.
Nelle modalità RTK float e No
RTK, invece, si raccomanda
la registrazione statica delle
coordinate per almeno 30’; con
il ricevitore collocato nel punto
centrale dell’area di saggio, con
correzioni post-elaborate (PPK,
Post-Processed Kinematic) è
possibile ridurre gli errori fino
a pochi centimetri, anche in
presenza di copertura arborea.
Mappatura delle risorse
forestali
Gli inventari forestali su scala
globale hanno via via compiuto
un salto di qualità, passando
dalla semplice raccolta di dati
aggregati alla realizzazione di
mappe dettagliate delle risorse
boschive (Kangas et al., 2018).
Questo progresso è stato
possibile grazie alle tecnologie
geomatiche e all’uso di
algoritmi di machine learning,
che permettono di combinare
le osservazioni effettuate sul
campo con le informazioni
derivate da immagini satellitari
e altri dati da telerilevamento
(analisi multisorgente) (Fig.5).
Un presupposto fondamentale
per ottenere relazioni affidabili
tra dati raccolti a terra e
dati telerilevati è l’accurato
posizionamento delle aree
di saggio, che consente
di garantire la coerenza
spaziale tra le diverse fonti
di informazione. Anche in
Italia, metodi di questo tipo
hanno già mostrato risultati
interessanti (Corona et al.,
2014; Chirici et al., 2020;
Vangi et al., 2021; Giannetti
et al., 2022; Di Biase et al.,
2022). Nel caso dell’IFNI,
sono adottati approcci per
generare mappe tematiche
sfruttando sia i rilievi effettuati
in bosco sia i dati geospaziali
disponibili a livello nazionale,
oggi o in futuro, vedasi la
missione IRIDE con previsione
GEOmedia n°1-2025 9
FOCUS
di completamento entro il
2026 (Mastracci & Geraldini,
2023).
Novità nei rilievi e nelle
misurazioni delle variabili
forestali in campo
Le misurazioni in campo si
basano su unità di rilevamento
strutturate coerentemente con
i precedenti inventari forestali,
quali il punto C (centro
dell’unità di rilevamento)
e varie aree di saggio (AdS)
circolari, individuate sul
terreno per il monitoraggio
di specifiche componenti
dell’ecosistema forestale.
Ad esempio, l’AdS25 è il
riferimento per i caratteri
qualitativi (categoria forestale,
tipo colturale, ecc.). Nelle AdS
concentriche con raggio di 4
m e 13 m vengono rilevati gli
alberi in piedi, in particolare
l’AdS4, è dedicata a soggetti
“piccoli” con diametro a 1,30
m da terra compreso tra 4,5
e 9,4 cm, mentre nell’AdS13
sono rilevati tutti gli alberi
diametro a 1,30 m maggiore
di 9.5 cm. L’AdS13 è anche
l’unità di campionamento di
legno morto, mentre le AdS2
sono dedicate a rinnovazione e
arbusti (Fig. 6).
Un’importante innovazione
riguarda il rilevamento della
posizione georeferenziata
dei singoli alberi all’interno
dell’AdS13, facilitando
così l’integrazione con dati
telerilevati ad alta risoluzione.
Inoltre, vengono introdotti
rilievi di biodiversità relativi
a diverse componenti
dell’ecosistema forestale —
come flora erbacea, licheni
e microhabitat arborei —
in linea con gli standard
europei di monitoraggio e
reportistica, con l’obiettivo
di quantificare e monitorare
la ricchezza ecologica delle
foreste italiane. La diversità
vegetale è rilevata tramite
l’acquisizione di immagini del
sottobosco e la valutazione
quantitativa dei gruppi morfofunzionali
presenti. La diversità
lichenica viene analizzata su
alberi campione mediante
fotografie scattate all’interno
di una cornice standard di
10 × 15 cm, posizionata sul
tronco a un metro da terra; le
immagini sono poi elaborate
da modelli di intelligenza
artificiale addestrati per
l’identificazione automatica
dei licheni. La presenza e
l’abbondanza relativa dei
microhabitat arborei sono
invece valutate attraverso un
protocollo speditivo basato sul
catalogo di Kraus et al. (2016),
successivamente ampliato da
Larrieu et al. (2018, 2022),
che prevede il riconoscimento
visivo delle diverse tipologie
di microhabitat presenti su
ciascun albero.
Conclusioni
Il nuovo IFNI rappresenta
un passo avanti nell’uso
delle tecnologie di geomatica
applicate al monitoraggio
forestale. L’integrazione
di GNSS, telerilevamento
satellitare e rilievi di campo
consente di ottenere dati
accurati e aggiornati, a
supporto della gestione
sostenibile delle foreste italiane.
Con l’adozione di metodologie
avanzate di mappatura,
IFNI non solo fornisce un
quadro dettagliato delle
risorse boschive, ma diventa
strumento fondamentale per la
pianificazione ambientale e la
conservazione del patrimonio
naturale del Paese.
Fig. 6 - Schema delle unità di rilevamento a terra (da Mattioli et al., 2025).
10 GEOmedia n°1-2025
FOCUS
BIBLIOGRAFIA
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org/10.3390/rs13051038
KEYWORDS
Gestione forestale sostenibile, GNSS, inventario
forestale nazionale, monitoraggio forestale, telerilevamento.
ABSTRACT
Il monitoraggio delle risorse forestali è essenziale per la
gestione del territorio e la definizione delle politiche
ambientali. In Italia è stato avviato il nuovo Inventario
Forestale Nazionale Italiano che segna un cambiamento
chiave rispetto alle precedenti realizzazioni, passando da
indagini periodiche a un monitoraggio continuo con
stime annuali. L’impianto statistico e il protocollo di
rilievo sono stati rivisti, prevedendo nuove strumentazioni
GNSS e l’integrazione con dati da telerilevamento per una
migliore efficienza nel monitoraggio e la rappresentazione
cartografica in continuo delle variabili rilevate.
AUTORE
Giovanni D’Amico
giovanni.damico@unifi.it
Gherardo Chirici
gherardo.chirici@unifi.it
geoLAB-Laboratorio di Geomatica Forestale, Dipartimento
di Scienze e Tecnologie Agrarie,Alimentari,
Ambientali e Forestali, Università degli Studi di
Firenze, Via San Bonaventura 13, 50145 Florence,
Italy.
Giancarlo Papitto
giancarlo.papitto@carabinieri.it
Arma dei Carabinieri, Comando Unità Forestali,
Ambientali e Agroalimentari, Via. G. Carducci 5,
00187 Roma, Italy.
Emanuele Presutti Saba
emanuele.presuttisaba@crea.gov.it
Walter Mattioli
walter.mattioli@crea.gov.it
CREA Research Centre for Forestry and Wood, Via
Valle della Quistione, 27, 00166 Rome, Italy.
Lorenzo Fattorini
lorenzo.fattorini@unisi.it
Department of Economic and Statistics, University
of Siena,
Piermaria Corona
piermaria.corona@crea.gov.it
CREA Research Centre for Forestry and Wood,
Viale Santa Margherita, 80, 52100 Arezzo, Italy.
GEOmedia n°1-2025 11
GUEST
EUSATfinder
EUropean
Space,
Aerial
and Terrestrial
assets
supporting first responders' operations
by GEOmedia Editorial Team
Natural disasters - intended as hurricanes, landslides,
fires, avalanches, flooding, earthquakes, industrial
accidents, terroristic attacks, eruptions, pollution,
etc… - have been seriously threatening the
well-being of the global society. Over the past 50
years, more than 11,000 disasters have been attributed
to weather, climate and water-related hazards,
involving 2 million deaths. While the average number
of deaths recorded for each disaster has fallen by
a third during this period, the number of recorded
disasters has increased five times and the economic
losses have increased by a factor of seven.
Current findings from
the United Nations
Global Assessment
Report on Disaster Risk
Reduction (DRR) points out
that the economic loss from
disasters such as earthquakes,
hurricanes and flooding
range from US$250 billion
to US$300 billion each year.
In this context Space
assets, such as satellites and
remotely piloted aircraft
(drones), can play a crucial
role in emergency response
and disaster management.
12 GEOmedia n°1-2025
GUEST
EUSATfinder purpose: an
innovative integrated and
scalable solution to support
first responders
The purpose of the
EUSATfinder is to provide
an innovative integrated and
scalable solution to support first
responders in real-life during
different operational phases and
improving citizens wellbeing.
In particular, in the tactical
phase, EUSATfinder aims at
improving the intervention
capability and reducing the
reaction time using shared
capacities from different
governmental (GOVSATCOM)
and private satellite systems
interoperable with terrestrial
communication services. The
main objectives of the project
are as follows:
4 Objective 1 -Secure and
Reliable SATCOM/
Terrestrial infrastructure
building up
4Objective 2 - Concept of
operations exploiting Secure
and Reliable SATCOM
4Objective 3 - BVLOS
Drones Operations using
Secure and Reliable
SATCOM
4 Objective 4 - Monitoring
and mapping for situational
awareness
4 Objective 5 - Awareness and
outreach in the context of
GOVSATCOM HUB
Secure and Reliable SATCOM/
Terrestrial infrastructure
building up (Objective 1)
EUSATfinder aims to
provide an improvement/
reestablishment of in-situ
communication with a quick
to deploy, resilient, robust
infrastructure avoiding the
usage of already pres- ent
infrastructure which can be
compromised or not existing at
all, by means of SATCOM and
„ad hoc“ integrated terrestrial
networks:
4 Usage of a combination of
secure SATCOM services
(including GOVSATCOM
service and Non-European
narrow-band, i.e. 1 GEO
FSS, 1 GEO MSS, 1 LEO
MSS);
4 Integration with 1 scalable
proprietary terrestrial
network integrated with the
SA- TCOM services;
4 Usage of 1 patented
innovative LightAway
for fast SATCOM infra
deployment on situ
customized for compliant
with Athena Fidus Italian
and French payloads;
4 Usage of 1 innovative dual
system for SATCOM able to
work with Athena Fidus and
VHTS Kon- nect
4 Usage of 1 Mobile
Operation Center to
distribute communication
and data processing according
to the operational
chain of command.
Concept of operations
exploiting Secure and Reliable
SATCOM (Objective 2)
USATfinder aims to provide
an improvement/ Optimisation
of Concept of operations
exploiting secure and reliable
communication to manage first
responders‘ activities and for
alerting citizens in distress based
on the integrated satellite, aerial
and terrestrial infrastructure
Fig. 2 - EUSATfinder concept: from Training to in-situ preventive and real time monitoring
GEOmedia n°1-2025 13
GUEST
deployed during the tactical
phase of the emergency.
Test of 2 portable and mobile
apps/tools used by:
4 First responders during
tactical operations allowing
to share info also to citizens
potentially in distress
with the involvement
of transnational first
responders‘ which will be
equipped with a mobile
terminal to receive filtered
data and to share location
and ancillary parameters;
4 Citizens in distress, having
the possibility to be
connected and geotagged/
localised when the terrestrial
network is built-up.
Operational cooperation
between 2 different sites,
managed by different teams
of first responders
BVLOS Drones Operations
using Secure and Reliable
SATCOM (Objective 3)
EUSATfinder aims to provide
a contribution to enable
(technology and standard)
the operation of Remotely
Piloted Aircraft Systems
(drones) and communication
with their onboard sensors,
including BVLOS scenarios
where C2 and mission data are
exchanged using an integrated
SATCOM and terrestrial
network interfacing with the
U-Space Service Provider
USSP for common criteria and
standardised operations:
4 On field data collection
using a fleet of 3 categories
of drones (fixed wings,
rotary wings and tethered)
with different features
equipped with SATCOM
transponders and Galileo
OSN- MA enabled receivers;
4 Interface with the 1 USSP
(Italy) using an integrated
SATCOM and terrestrial
network. Drones will be
equipped with a GNSS
tracker Galileo OSNMA
enabled.
Monitoring and mapping
for situational awareness
(Objective 4)
EUSATfinder aims to perform
real time monitoring and
mapping for situational
awareness, by collecting realtime
processed images and
videos, forwarded to the in-situ
MOC and to a remote center
for processing:
4 Usage of Copernicus EMS
and CLMS products also
integrated with in situ data
integrated in a unique map;
EUSATfinder contribution
Usage of 3 GOVSATCOM GEO FSS services
4 ATHENA Fidus (AF) ITA payload;
4 Athena Fidus (AF) FRA payload;
4 Konnect.
LEO MSS service usage
GEO MSS service usage
Ad Hoc Terrestrial infrastructure including extending
local coverage with meshed network
Mobile Operational Center (MOC)
Novelty
4 Implementation of LightAway (mobile and portable
terminal) for AF ITA + FRA payloads;
4 Customisation of TPZ dual satellite terminal for
ATHENA FIDUS ITA and VHTS Konnect
Usage of LEO MSS for drones C2 and mission data
Usage of GEO MSS for drones C2 and mission data
Fast building up of a secured and integrated terrestrial
SATCOM network with significant coverage extension
Building up of a mobile station integrating on filed
sensors for quick operations
Tab. 1 - Objective 1
EUSATfinder contribution
Tools for first responders’ operations
Tools for citizens in distress/ emergency situation
Novelty
Dedicated tools and mobile app for first respon- ders’
operation tested on a secure SATCOM channel
Dedicated mobile app for citizens in distress tested on a
secure SATCOM channel
Tab. 2 - Objective 2
14 GEOmedia n°1-2025
GUEST
EUSATfinder contribution
Boreal drone configuration
ATMO and TSP (Tethered) drones configuration
OSNMA Galileo service
U-space Service Provider interfacing over integrated
SATCOM
Tab. 3 - Objective 3
EUSATfinder contribution
Copernicus EMS and CLMS products over integrated
SATCOM
Situational awareness over integrated SATCOM
In situ Mapping over integrated SATCOM
Novelty
Fixed wings operations (C2 and payload data) with GEO
MSS and LEO MSS
Rotary wings operations with (C2 and payload data) LEO
MSS and integrated terrestrial Network
Usage of Galileo/ EGNOS enabled receiver on board the
drones for GNC (e, g. OSNMA service)
U-space service (e-tracking over SATCOM)
Novelty
Products exchange (return and forward links) over
distributed sites in the on-field area and remote HQ,
including both C2 and mission data of drones for
situational awareness.
Copernicus tools and services will be used exploiting
both mid-resolution (Sentinel-2 & Landsat) and hi- ghresolution
(SPOT 5/6) optical multispectral images to
provide geomorphological evolution of the target area
Tab. 4 - Objective 4
EUSATfinder contribution
GOVSATCOM HUB (G-HUB)
Novelty
Interfacing analysis coherently with G-HUB road- map
Transnational cooperation Operational cooperation between 2 different sites,
managed by different teams of first responders
Tab. 5 - Objective 5
4 Usage of real-time processed
images and maps collected
from the fleet of drones and
other Sensors;
4 Real time surveillance using
an integrated SATCOM and
terrestrial ad-hoc network
Awareness and outreach in
the context of GOVSATCOM
HUB (Objective 5)
EUSATfinder aims to
disseminate towards to first
responders‘ institutional
organisations and citizens
the EUSATfinder context
exploiting GOVSATCOM
resources:
4 Analysis of GOVSATCOM
HUB managing pull and
share of 3 GOVSATCOM
service providers, namely
ATHENA Fidus FRA,
Athena Fidus ITA and
VHTS (KONNECT);
4 Involvement of at least three
(3) Stakeholders to manage
operations during the demo
managed by Autonomous
Region of Valle d‘Aosta and
Civil Protection competence
Center;
4 Arrangement of at least
three (3) events with large
audience (citizens and
Institutional organizations).
EUSATfinder System Concept
The purpose of the
EUSATfinder is to provide
an innovative integrated and
scalable solution, to support
decision maker actors in
real-life during different
operational phases (detection,
preparedness, response, recovery
and mitigation of emergencies)
with particular focus to first
responders’ activities in situ for
a disaster management.
The solution is based on a
mobile operational centre
(MOC) able to join in the
proximity of the emergency area
and to deploy several assets to
GEOmedia n°1-2025 15
GUEST
support the operations:
1. a quick to deploy
resilient communication
infrastructure;
2. a fleet of heterogenous
drones for mapping
(integrated with Copernicus
Emergency Management
Service), for extended
environmental surveillance
and for people and asset
localisation;
3. innovative equipment for
first responders’ health
monitoring and localisation
(Galileo);
4. a distributed platform for
First responder operations
and citizens alerting
management. Galileo
adding an additional layer
of security against spoofing
are clearly new coming
valuable services supporting
drones’ operations
(including U-space) for these
emergency applications.
Moreover, Copernicus data
will be integrated with in-situ
observations in the Mobile
Operational Control (MOC).
EUSATfinder Core
Connectivity
The core connectivity of
the proposed architecture is
represented by the CNES
and Telespazio SATCOM
HUB located respectively at
CNES premises and at Fucino
TPZ Space Center, acting as
the hub towards all satellite
systems involved, either directly
(Athena Fidus) or via APN and
PoP interconnected to their
gateways (Iridium, Inmarsat
and VHTS Konnect). This
SATCOM core connectivity
will also connect the „ad hoc“
emergency telecommunications
infrastructure to the external
world (national agencies,
processing facilities, data
repositories) guaranteeing the
integrity of the exchanged
data and protecting from
cyberattacks. It is essential
to note that the mobile
control center located at the
emergency area will have only
security protected interfaces
to the external world, acting
by all means as an extension
of the SATCOM HUB
that have the role to secure
the interconnection to the
external world. EUSATfinder
connectivity includes 3
GOVSATCOM services and
aims to study non-European
narrow band service providers
(LEO MSS and GEO MSS) to
provide recommendations for
future European services not yet
available.
Natural Disaster
Validation Test
Hazard management in a
previously monitored area
In CPA (Civil Protection Authorities)
practices, the need
for intervention criteria based
on quantified risk is rising and
becoming decisive for implementing
effective disaster risk
reduction strategies. Geohazard
management and mitigation
practices involve the correct
choice of the monitoring system
(remotely sensed or in situ),
the selection of the geohazards
to be prioritized (in terms of
allocated resources), and the
development of a real-time or
near-real-time monitoring service
with ad hoc alerts based on
Fig. 3 - EUSATfinder System Concept
16 GEOmedia n°1-2025
GUEST
thresholds. At a regional scale,
it is crucial to have a solution
enabling the CPA to investigate
the largest possible extension of
the territory and to detect new
hazard phenomena or changes
of the existing ones as early as
possible. This screening capability
provides the CPA with
the opportunity to perform
a full-scale regional assessment
of the geohazards, with
a proper allocation of human
and financial resources. From
an operational point of view, an
efficient monitoring solution
should be able to be deployed
in all the different operational
phases of disaster management:
i) prevention and preparedness,
ii) emergency and response, iii)
recovery. EUSATfinder system
shall provide a scalable, portable
and usable solution in
order to configure the proper
architecture depending on the
selected phases. Therefore, it is
worth highlighting that a robust
regional monitoring system integrated
into the CPA cycle requires
multi-source techniques
to retrieve the most reliable and
complete information possible.
Moreover, effective communication
among first responders
during and in the aftermath of
a disaster can affect outcomes
dramatically. There is a concrete
need to build a resilient architecture
that allows first responders
to communicate even with:
4 damage to infrastructure –
civilian and/or specialized
communication facilities
may be damaged by the
disaster;
4 congested channels –
because affected people
report something about the
disaster, and these messages
may be broadcast;
4 dynamically formed groups
– first responder teams may
be formed dynamically in
response to a disaster and
team member addresses
(e.g., phone numbers)
may not be known to one
another;
4 impediments to
communication – because
the new command chain to
manage the disaster may be
different from the original
organizational hierarchy;
4 poor interoperability – each
sub-team might use different
communication facilities,
and it could be different
to have the possibility to
communicate with the
whole involved persons.
4 security attacks – disaster
situations are often
vulnerable to attacks,
requiring authentication
and authorization as well as
establishing data integrity
and provenance;
The Planpincieux Glacier, a
hanging glacier located on the
southern slopes of the Grandes
Jorasses in the Mont Blanc massif
is a temperate glacier largely
investigated in the last decade
with optical cameras and meteo
station to analyse the dynamics
of ice collapses. The lower (terminal)
part of the Planpincieux
Fig. 4 - The Aosta Valley seen from Pointe Helbronner (Mont Blanc massif). The municipality of Courmayeur is seen with the valley
floor. On the right the lower section of the Brenva Glacier, on the left the entrance of the Val Ferret. Valle d’Aosta climate-related
hazards: crucial issues in the light of the accelerating global warming, because of which regions in the alpine settings are increasingly
experiencing warm weather patterns.
GEOmedia n°1-2025 17
GUEST
glacier is very active and characterized
by the presence of crevasses
and seracs, and collapse
phenomena that make these
areas difficult to access and very
dangerous. The difficulty of
access is high especially in the
suspended glacier front. Over
the years, several ice avalanches
and glacial outburst floods have
occurred that posed a threat to
the hamlet of Planpincieux at
the bottom of the valley. Over
the years, several ice avalanches
and glacial outburst floods have
occurred that posed a threat
to the hamlet of Planpincieux
at the bottom of the valley. In
September 2019 and August
2020, the access roads to Val
Ferret were closed and the
evacuation of population was
ordered after experts warned
that some 500,000 cubic metres
of the glacier could break away,
potentially affecting the access
road to the Val Ferret valley.
The Val Ferret is also affected
by landslide of different typology.
Beside the historic large
(volume of 10 million of m3)
rock avalanche of 12 September
1717 interesting the moraine
complex of Triolet Glacier in
the highest sector of the valley,
in August 2018 a debris flow
of 25,000 m3 of volume and a
front of the slide of around 700
meters occurred. After intense
rainfall a major mudslide swept
through parts of Val Ferret,
claiming two people and determining
320 evacuees.
Natural disaster in an
unexpected area
The territory of Valle d’Aosta is
potentially affected by a series
of natural extreme events on
which it is vital an effective
solution for context awareness
and extended surveillance. The
severe flooding occurred in
October 2000 is an example.
On 16th od October, after
several days of persistent and
intense precipitation involving
the entire Region, extensive
flooding and landslides
occurred for more than 500
million euro, thousands of
evacuees and several life losses
in the population (20 persons
died in the Region). In case
of emergency generated
by one of the different
hazards, the integration of
the complementary systems
and sources strengthens the
monitoring of the events. In
fact, data collection during
natural extreme events can be
difficult and it represents a
serious hazardous condition
for involved personnel. With
respect to such scenario, the
capability of assessing the
situation, in terms of awareness,
becomes a hard task to be
solved in a very short time to
enable possible countermeasures
or evacuation actions.
In case of emergency,
EUSATfinder system will
provide a solution allowing
near real time video-streaming
in order for a remote operator
to extend his / her situational
awareness. This shall include
automatic detection of hazard
phenomena, essential for
defining the impact zones
of harmful phenomena.
Operations can include:
4 investigation of remote,
inaccessible and uninhabited
areas (in the case of Valle
d’Aosta Region, the high
mountainous environment),
with a proper recurrence
time in data acquisition;
4 prioritization of intervention
Fig. 5 - The Planpincieux Glacier (left side) with the terminal part at high risk of collapse. The landslide event of August 2018 (on the
right side) which wiped out several cars and a couple lost their lives after their car was hit.
18 GEOmedia n°1-2025
GUEST
areas where to orientate the
Search and Rescue activities;
4 appreciable and positive
impact on the safety of the
personnel involved in Search
and Rescue activities;
4 assessing distribution of
hazard extension (e.g.,
mapping material in case of
landslide/avalanche);
4 mapping areas affected by
the event (e.g., flooded areas
in case of inundation);
4 recognition of residual
hazard in the areas close to
the collapsed area;
4 control and monitoring of
evacuated areas with high
resolution imagery in wide
settings or to operate during
day and night;
4 recognition of residual
hazard in the areas close to
mapping the destroyed area;
4 provision of a constant
stream of data, to be used
to control and monitor
evacuated areas;
4 research and rescue of
injured in case of emergency
event (e.g., snow avalanche)
EUSATfinder project
main features
SATCOM services under test (1)
An important objective of
EUSATfinder is to test different
SATCOM services integrated
with a terrestrial network, providing
several configurations to
cope with the identified use cases.
The experience collected during
the demonstration campaign
will allow EUSATfinder consortium
to provide recommendations
also for future European
SATCOM network as being
identified in IRIS2 initiative.
In particular, the project will
analyze how this managed service
will be coordinated by the
GOVSATCOM HUB.
GEO FSS: Athena Fidus: a
European SATCOM service to
support GOVSATCOM concept
GEO FSS is one of the core
components investigated in
EUSATfinder; ATHENA
Fidus has been identified as
reference solution being a European
constellation designed
for military and civilian emergency
situation which is the
core scope of EUSATfinder.
Athena-Fidus (Access on THeatres
for EuropeaN Allied forces
nations-French Italian Dual
Use Satellite) is a civil-military
satellite developed by France
and Italy to provide broadband
telecommunications services for
armed forces and civil protection
teams in both countries.
CNES manages a French civil
capacity on Athena-Fidus satellite
with its own experimental
ground station (also known as
SEXTAN). This French civil
capacity covers the French metropolitan
and some areas within
its neighboring countries due to
the beam form. Telespazio manages
the ASI gateway on Italian
civil capacity located in Fucino
Telespazio Space center. To
demonstrate the interoperability
the demonstration location
will be covered by the French
and Italian civil beam.
In both the sites are present
SATCOM terminals connected
to the ground stations in order
to manage and to provide IP /
Internet connectivity to remote
satellite terminals used by endusers
located in the civil beams/
zones. Thus, the CNES and
the Telespazio own SATCOM
platforms provide a wireless
and secure IP connectivity to
end-users thanks to satellite terminals
and without any terrestrial
infrastructure close to the
intervention area. For the EU-
SATfinder project, CNES will
provide, during the demonstration,
a satellite broadband
connectivity to first responder
staff (Mobile Operation Control
unit) on the on-field area
GEOmedia n°1-2025 19
GUEST
in order to communicate with
the Civil protection remote
control room. The same will be
provided by Telespazio through
the Network Control Center
collocated in the Fucino Space
Center. The Telespazio, in its
role of Communication Service
Provider, has in the NCC the
control center of all the operation
related to its services. The
satellite communication will
be able to send drone videos or
images (via the drone remote
command connected to the
satellite terminal) to the remote
control room. This communication
solution would also be able
to remotely control the payload
(camera) of a wide-range drone.
An important activity undertaken
in EUSATfinder refers to
the implementation of compact
and portable satellite terminals.
A Telespazio COTP dual system
(Konnect+AF) and a portable
Athena Fidus terminal developed
by EVERSAT. Through
this terminals the remote first
responders could be able to
send videos or images and data
from the on-field area to the
remote control room with a
high data rate. Two-way communication
will also be possible
from the remote control to the
on-field area.
The LightAway satellite suitcase
from Eversat is an innovative
satcom terminal. This is the
most easy to use and quick to
air broadband portable terminal
in the market. This rolling
satellite suitcase is ideally suited
for broadband IP connectivity
(voice, video and high-speed internet
communications). In addition,
the LightAway satellite
suitcase is a flexible platform.
Depending on the satellite service,
the end user can modify
himself the RF and the modem
to be adapted to the satellite
service he wants to use. This
satellite suitcase meets International
Air Transport Association
(IATA) weight and size limits
and is airline checkable. The
LightAway satellite suitcases
are already deployed on the
field and are used by many TV
broadcaster, Military Special
Forces and first responders (fire
men, police squad, nuclear protection,
etc.).
In the EUSATfinder project,
Eversat will develop a new
LightAway satellite suitcase
compliant with Athena Fidus
for both French and Italian
payloads. Based on an award
winning concept design by
Eversat, the LightAway Athena
will be deployed and used with
no technical skills in less than 5
minutes. The LightAway satellite
suitcase will integrate a RF
transceiver, a modem and a battery
pack for more than 2 hours
of communication in the field.
In the EUSATfinder project,
EVERSAT has to adapt the
LightAway platform to be
compliant with Athena Fidus
satellite for both French and
Italian payloads. The key performances
of the new LightAway
satellite suitcase Athena
Fidus will be:
4 Fast IP connectivity: 3 / 8
Mbps (upload/download)
4 Secure IP connectivity
4 Flexibility: compliance with
both Athena Fidus French
and Italian payloads (by
switching the antenna feed
arm and the modem)
4 Easy to use; no parts to assemble
and “one button”
satellite autopointing,
4 Quick to air; from suitcase
(stow position) to satellite in
less than 5 min by a first responder
without satellite system
knowledge/ background
4 Easy to carry: 1 single rolling
suitcase weighting less
than 30 kg
4 Autonomous in energy:
integrated battery pack for
2h of communication in the
field.
The LightAway satellite suitcase
is a patented technology
by Eversat. In the future, the
LightAway platform could be
also adapted to Eutelsat Konnect
VHTS.
LEO MSS: Iridium analysis to
provide recommendations for
future European SATCOM
LEO MSS systems with appropriate
constellation and
coverage design can provide
truly global coverage from/to
small and lightweight satcom
user terminals, thanks to the
preferential link budget characteristics
especially in L-band.
The GEO FSS service described
above may not be able to provide
always and alone the complete
end-to-end connectivity
demand required in various
first-responder situations and
use cases, particularly for BV-
LOS drone operations. Hence
the LEO MSS component shall
be used in EUSATfinder to
complement the core GEO
FSS Athena Fidus system in
appropriate manner, while retaining
as much as possible the
important security features and
the benefits from the valuable
CNES and Telespazio centers.
At the moment of proposal
writing the proposed implemented
solution in the project
will be based on Iridium and its
most recently available secondgeneration
Certus service and
terminals; However, it is important
to underline that the LEO
MSS component in the target
scenario can become technically
and strategically significantly
stronger with any emerging
(European) broadband satellite
constellation network, like the
envisaged IRIS2. It is important
to notice in this context that
20 GEOmedia n°1-2025
GUEST
the ongoing 3GPP/NTN standardization
roadmap underlines
the importance of the L-band
service frequencies, in which
Iridium is working, now also
as an integral NTN frequency,
which shows that our approach
with currently available and
mature Iridium terminals and
services can definitely be seen as
a clear and targeted transition
step towards such European satellite
constellation future. This
provides a perspective for very
tight integration with European
GOVSATCOM infrastructure
as a development path for
the EUSATfinder LEO MSS
subsystem; this will be considered
throughout the project in
the system architecture, futureproof
solution design and exploitation
perspectives.
LEO MSS terminals will be
used primarily onboard rotarywing
(octocopter) drones for
their tight size and weight requirements,
but also shown as
an option on larger fixed-wing
drones. The end-to-end communication
between drone and
the respective ground control
station (GCS) is systematically
used for C2 communications,
(i) as complementary means
for LOS flights but especially
(ii) as sole means for BVLOS
missions; moreover, it can be
also used for limited-bandwidth
payload communications: typically
22/88 kbit/s up/down for
the current smallest Iridium
Certus category. This proves to
be sufficient for the most important
payload data from the
field such as position, sensor,
IoT data, but it can also support
still pictures or short lowresolution
compressed videos if
no strict real-time service is required.
In the trials and demos
of the project, the LEO MSS
service will be used to verify in
particular the following capabilities:
4 multiplexing and prioritization
of end-to-end C2
and payload traffic from
the drone over Iridium satcom
connected to the GCS
located at ATM Wessling
premises via the ATHENA
Fidus secure link
4 local network configuration
with GCS co-located with
Athena Fidus satellite terminal
In all configurations
and for all types of applications,
we envisage to achieve
end-to-end delays below
1 second for critical and
prioritized traffic and less
than 2-3 seconds for lowerpriority
data.
GEO MSS: Inmarsat analysis
to provide recommendations
for future European SATCOM
GEO FSS system doesn’t fit all
the use cases; when the drone
operates beyond line of sight,
when the radio link with the
ground station and the FSS
system is masked by obstacles,
or when the area overflown is
environmentally limiting (water,
mountain, …). Also, it is
important to underline that
the GEO MSS component in
the target scenario can become
technically and strategically
significantly stronger with any
emerging (European) broadband
satellite constellation network,
like the envisaged IRIS2.
EUSATfinder proposed solution
also relies on a GEO MSS
system. The terminal, placed
in the body of the aircraft, can
send its data to the remote control
centre located anywhere
on earth. The advantage of a
GEO MSS system is its global
coverage. It is possible to stay
under the same spot, without
any handover, during a whole
flight. We can also reach higher
throughputs and maximize the
bandwidth. The challenge we
face while choosing an MSS
terminal for UAV, is its size, its
weight but also the attitude of
the carrier.
In the EUSATfinder project,
we will consider a GEO MSS
service provider such as Inmarsat.
Its L-Band satellites cover
France and Italy, where the
tests and demos will take place.
In order to reach the highest
performances, an electronically
steerable antenna will be used.
This technology consists in an
array of small antenna elements
that are electronically controlled
to point in different directions,
without any mechanical movement.
This way, the beam is
always directed towards the satellite,
even if the UAV is heading
to somewhere else. As an
example, the Aviator UAV 200
terminal has been preliminary
identified, which can manage
to reach 200kbps bandwidth,
which is enough to send videos
or photos also for mission purposes.
GROUND: Integrated
Terrestrial network (2)
Typical first responder scenarios
will often see compromised,
destroyed or non-existing terrestrial
network capabilities. Still
some ad-hoc terrestrial cellular
technology can help to improve
the EUTSATfinder offering of
a quickly deployable, resilient,
robust infrastructure, by means
of meaningful integration of
respective portable or mobile
terrestrial network components.
As a strong candidate for that
we will further present an insitu
5G campus network, but
this can conceptionally be seen
also as a good representative for
similar solutions based on 4G
or future 6G technology. Moreover,
the 3GPP evolution with
the emerging non-terrestrial
network (NTN) architectures
integrating 6G networks with
satellite and aerial communica-
GEOmedia n°1-2025 21
GUEST
tions in a systematic and strategic
way, is a strong motivation
to put some focus exactly on
that 5G campus network integration
and inter-operability
with both, (i) on-site drones
and satellite terminals to provide
extended in-situ access
network capabilities, and (ii)
the primary governmental and
secure long-distance backhaul/
backbone satcom Athena Fidus,
via the shielding SATCOM
HUB.
Clearly, the most important
R&I challenge to be addressed
in this context is the seamless
inter-operability and handover
between satellite and terrestrial
communications networks
providing overall secure governmental
communications services.
Initial simple but resilient
interoperability and handover
procedures are established and
tested in the existing solutions
used by partner ATM: these
include full diversity of 5G and
satcom links wherever available,
mainly for C2 traffic, and
fallback operation of satcom
links for payload traffic when a
cellular network is (temporarily)
not available. Further more
advanced handover protocols
considering service prioritization
(C2 over payload etc.) and
optimized cost and performance
routing in multilink scenarios
are on the development roadmap
and will be implemented
and integrated in the EUSATfinder
solution.
SATNAV: Galileo OSNMA
and GNSS anti spoofing
(GSD) to support U-space interfacing
over SATCOM (3)
In some scenarios involving first
responder’s operations, drones
are required to have a communication
continuity that needs
to involve Satellite Communication
services giving operators
the ability to send and receive
data beyond visual line of sight
(BVLOS), enabling operations
half a world away. The publication
of the Manifesto for the
development of D-Flight’s U-
Space services paved the way
for the first U-Space services of
Electronic Remote Identification
Networking and Traffic
Information (NRI). The actual
U-space services lack of the full
traceability of positioning data
from its origin to final recording
and storage.
Nevertheless, there is no mechanism
put in place yet, to avoid
any counterfeit of data from its
origins to its permanent storage.
For ensuring the full traceability
chain with a high level of data
protection against malicious attempts
of data retrieval, altered
records, meaconing, or spoofing
attacks, it is important to
guarantee the traceability of
data from its origin, by implementing
secure communication
channels and reliable store data
without the possibility of altering
their content in the future.
This last point is very important
for many U-space services proposed
by standardization bodies
as Legal Recording, Digital
Logbook, Tracking, Accident
reporting/Investigation as well
as for the new generation of
proposed U-space services.
In our vision these services
can be enabled by a rugged
UTM Box The UTM Box is
an EGNSS/IoT transponder
mounted on UASs as an add-on
(EFB - Electronic Flight Bag)
FIG. 6 - Terrestrial 5G network integration options.
22 GEOmedia n°1-2025
GUEST
on. It is the fundamental key
enabler for EUSATfinder solution
allowing to connect with
the USSP. The UTM box will
be designed having in mind
robustness, reliability, and antitampering
mechanisms, considering
the successful experience
of the previous model Pollicino®
with basic tracking functionalities.
The UTM Box envisioned
for EUSATfinder will be addressed
for UAS needs, with the
same electronics, but different
HMI.
The Innovative features of the
new UTM Box can be summarized
as follow:
4 EGNSS OSNMA authentication
(data secure from the
origin);
4 IMU Integration (Deep
Kalman Filtering Algorithms
for OSNMA / propagated
solution coherence);
4 UAS payload data integration
to enable application
specific data traceability;
4 Cyphering mechanism for
data authenticated tracking
data transmission;
4 Direct Remote Identification
(DRI) and Network
Remote identification
(NRI) - EU regulation
2021/664 for General Aviation
situational awareness
and warnings;
4 GNSS Raw data transmission
to EUSATfinder platform
(to enable Machine
Learning anti-spoofing
algorithms).
4 Implementation of GNSS
Spoofing Detection (GSD)
function intended to
guarantee the authenticity
of data generated and
location-related internally
to the UAV (e.g. by the
UTM Box), providing
indications whether the
estimated position is genuine
or altered by a spoofing
attack. In sysnthesis, the
GSD function aims to discriminate
between genuine
(authentic) and altered
(spoofed) signals to increase
the protection provided by
the Galileo OSNMA. The
function, based on AI techniques,
has been trained
and validated to recognize
the majority of possible
spoofing attacks that can
be carried out on a GNSS
Receiver. In particular, the
GSD function is able to
provide information on:
- the type of spoofing
attack (e.g. meaconing,
synchronized,
advanced and SCER
attacks)
- the spoofed GNSS
Constellations, frequency
bands and
satellites.
EO: Copernicus EMS,
CLMS services and products
integrated with in situ
measurements using drones (4)
EUSATfinder foresees stateof-the-art
3D map integration
of heterogeneous data (e. g.
Earth Observation satellite +
drone, several sensors). Now,
data coming from different
sensors will be integrated in a
unique map. The photos will
be acquired with an overlap
of 80 to 90%. The 3D map
or 3D model is then created
using aerial image stitching
photogrammetry software.
The drone will fly using
autonomous programmed flight
paths called waypoints. Each
photo captured will also have its
GNSS coordinates (Geotagging
saved, which also assists to build
the 3D map) to obtain the
following products:
4 DEM / DTM / DSM
(surface models)
GEOmedia n°1-2025 23
GUEST
4 Orthophotos (geospatially
corrected aerial images)
4 Volumetric Surveys
Concerning the Copernicus
data and information, proposed
activities within EUSATfinder
will rely on both existing
Services (Service Usage)
and dedicated processing
(Innovative Algorithm
Implementation).
For what concern the
Copernicus Services Usage,
a particular attention will be
devoted to two existing Services:
4 the Copernicus Emergency
Management Service (EMS),
which has reached a very
high level of maturity, being
operational since 2012. The
Rapid Mapping tool and
products, as part of EMS
Service, consist of timely
geospatial information
in support of emergency
management activities
immediately following
disaster. The service is
based on the acquisition,
processing and analysis,
in rapid mode, of satellite
imagery and other geospatial
raster and vector data
sources, and social media
when relevant.
4 the Copernicus Land
Monitoring Service (CLMS)
provides a series of highresolution
geographical
information on land
cover/land use and their
evolution at global scale.
The products provided by
High-Resolution Snow
and Ice Monitoring of the
CLMS contribute as an
operational and a regular
source of ice cover recordings
within Europe, providing a
critical parameter for a wide
range of applications (water
cycle, weather, hydrology,
water management, natural
hazards assessment).
European Ground Motion
Service (EGMS, part of
CLMS), whose first baseline
has been released in 2022,
will be explored to map
ground instabilities. Based
on Sentinel-1 SAR data
processed at full resolution,
EGMS is conceived to
provide for free seamless
information regarding
natural and anthropogenic
ground motion phenomena
over Europe, fundamental
for landslide mapping and
monitoring. Copernicus
products is meant to provide
tailored risk assessment
for both recovery and
preparedness phase of
disaster management cycle.
This product supports
decision makers in
localizing priority areas and
helps defining mitigation
measures.
With reference to the Innovative
Algorithm Implementation,
specific processing algorithms
and procedures will be
implemented to refine existing
Copernicus tools and services
exploiting both mid-resolution
(Sentinel-2 & Landsat) and
high-resolution (SPOT 5/6)
optical multispectral images
to provide information
geomorphological evolution of
the target area. In particular,
the main envisaged scenario
24 GEOmedia n°1-2025
GUEST
will consist in the creation of
satellite-based glacier mapping
using optical multispectral
acquisitions in order set up a
monitoring approach based on
glacier displacements, variations
in the glacier morphology
and environmental variables,
such as air temperature, rain
and snowfall. Algorithms
based on co-registration,
orthorectification, and sub-pixel
correlation will be adopted to
track the geomorphological
evolution of glaciers in near real
time.
MOC: Operations with the
On site Mobile Operation
Control (5)
A core segment of the
EUSATfinder solution is the
implementation of Mobile
Operational Center (MOC),
aiming to provide an easy to
deploy in-situ center to support
first responders’ operations in a
cost effective, efficient way.
The proposed concept includes
one (1) Van equipped with the
following assets:
4 A fleet of drones selected
in number and category
depending upon the type of
emergency;
4 Gateway communication
infrastructure to civil
protection remote control
room(s) and external services
as Copernicus and U-space
UTM providers exploiting
state of the art COM links
(via satellite or terrestrial
incase the MOC can be
placed on a covered area);
4 Secure Local independent
Communication
infrastructure M&C based
on 802.11 or equivalent
standards and equipment
installed on board of a
tethered aerial drone,
providing in continuity
a coverage of a order
Fig. 8 - Sample of a potential mockup to be customized for both first responders
and citizens.
10 Km radius as a core
backbone available without
interruption during real
time operations for first
responders in the field
and to collect data from
environmental sensors
dropped by the fleet of
drones.
4 Ground Mission Segment
(GMS) and Ground
Control Segment (GCS)
to manage the fleet of
drones. The mission module
will be based on tailoring
of product inherited for
mission preparation and
execution. That modules
will be designed to have
a unique interface versus
U-space services for all the
fleet of drones. It includes
command&control,
telemetry transmission,
video transmission and
recording, Artificial
Intelligence, mapping
and 3D reconstruction
algorithms.
4 Integrated Mapping
platform merging drones
and EO (Copernicus EMS
CLMS) data collection
as well as processes about
planning, acquisition,
processing and final
reporting.
4 Connection to a Mobile
application to allow first
responders or citizens users
to be connected when
entering the ad-hoc WAN
for message exchanging and
context awareness.
UAV: The EUSATfinder fleet
of drones (6)
Fixed wings drone: Boreal
with GEO MSS and Galileo
OSNMA enabled GNSS Rx
The BOREAL drone system is
composed of a less than 25Kg
fixed wing with high endurance
(1000km, 10h of flight)
and with large payload carrying
capacity (5Kg). Among
the applications and due to its
great endurance, the BOREAL
system has demonstrated its
relevancy for surveillance called
ISR (Intelligence, Surveillance,
GEOmedia n°1-2025 25
GUEST
Fig. 9 – UAVs
Recovery) as well as for experimental
applications thanks to
its payload capacity, its robustness
and its volume available
for the payload.
In complement to rotary wings
UAVs, fixed-wings drone will
be used in EUSATfinder for
long range flight/missions. In
this respect, M3SB will bring to
the project its long range fixedwing
drone, named BOREAL.
It is a system that consists of
a vector of type fixed-wing (4
m wingspan) with rear engine.
This configuration gives it great
stability in flight, associated
with a significant payload capability
(up to 5 kg) and flight
duration of up to 10h.
The main interest on this solution
is to ensure the surveillance
on area size that cannot be covered
by rotary wings solutions.
In EUSATfinder project, two
configurations of the BOREAL
drone will be used. With the
ISR (Intelligence, Surveillance,
Recovery) drone equipped with
a gimbal camera which permits
to covers a scene with real-time
transmission of HD video via
the UHF link.
The First version will be
equipped with a camera, onboard
processing capacity and a
SATCOM modem for images
transmission via INMARSAT
whereas in the second configuration
an IRIDIUM service is
used provided by TPZ. In addition,
“pollicino” tracker box
is used for integration to the
U-Space service provider USSP
in Italy via SATCOM communications.
The ISR configuration of the
BOREAL, which is a COTS
product, will be used for the
project. It consists of a BO-
REAL vector equipped with
a long-range VHF radio link
for C2 and datalink (up to
80km), satcom link for C2
once beyond UHF reach. A day
EO / night IR optronic turret
is already installed in the ISR
configuration. For the purpose
of EUSATfinder, a GNSS record
solution (Galileo enabled)
will be installed as well, and the
interface with the project infrastructure
will be developed.
Rotary wings drones:
ATMO(s) with LEO MSS
and Galileo OSNMA enabled
GNSS Rx
Atmosphere has developed two
octocopter drones where the focus
of operations has been and
will subsequently be not the
drone as future product, but
particularly to use the platform
for continuous optimization
and verification of secure and
performant on-board connectivity
solutions for both, C2
and mission data. ATMO-1
and ATMO-2 drones are displayed
in Figure 12. Due to the
typical size, weight and flight
duration limits of an electrical
rotary-wing UAV, the on-board
satcom terminal must be as
small and light-weight as possible,
and hence a LEO MSS
solution has been chosen, more
particularly a second-generation
Iridium Certus terminal which
is developed and manufactured
by Atmosphere. Being an Iridium
value-added manufacturer,
ATM can bring airtime plans
and further benefits of commercial
satcom for R&D&I
projects along inherently with
the terminal.
The primary drone for the
project will be the more powerful
ATMO-2, which is in the
max. 25kg category. The current
standard payload consists
of a 360° camera, a WiFi access
point offering local connectivity
to standard WiFi devices in the
field, and a tailored 5G modem
providing a backhaul link to
a ground based 5G campus
network. The satcom terminal
may also be used for payload
communications (besides its
main task as the C2 BVLOS
link), however with limited bit
rate capabilities of 22/88 kbit/s
up/down as the smallest Certus
category. However not only
relevant IoT and position data
for typical first responder applications,
but also still pictures
or low-resolution compressed
video can always be transmitted
if there is no strict real-time
requirement. A more recent
upgrade with a highy efficient
adaptive video streaming capability
also allows real-time
video with dynamic limitations
in rate, resolution and field of
concern. Reliable and secure
C2 communication is provided
over complementary links
(UHF, 5G, satcom) and a spe-
26 GEOmedia n°1-2025
GUEST
cific version of enhanced MA-
VLINK protocol by ATM. For
the EUSATfinder flights in Italy,
the drone will also be equipped
a Pollicino GNSS tracker to
achieve national USSP compliance.
Tethered Rotary wings drone:
TSP system with Galileo OS-
NMA enabled GNSS Rx
Nowadays tethered drones are
used in a lot of domains to
provide a consistent support for
surveillance purposes.
In each of the application fields
reported in the above figure, the
following needs are identified:
4 CONTINUITY: Drones
shall be able to fly for hours,
allowing long endurance surveillance
operations by day
and night.
4 USABILITY: Drones shall
be robust, quick to use and
deploy, (even in a mobile
platform as reported in figure)
providing an effective
solution for persistent aerial
surveillance.
4 COVERAGE: Drones shall
cover wide areas as many
square kilometer in some
cases and thus provide information
for a complete situational
awareness
4 SECURITY: Drones have
to be intended as an additional
segment of the overall
surveillance infrastructure
and as consequence has to
be protected against accidental
and intentional attacks.
Based on the abovementioned
parameters, a so called “Tethered
solution” is a very interesting
candidate for first responders
operations consisting in
coupling a drone with a fixed
point on the ground (a hangar)
providing power:
4 Power over cable for extended
flight time operations;
4 C2 link data security &
integrity through cable for
Fig. 10 - Tethered drone used on mobile pick-up
spoofing rejection
4 Physical constraint to limit
the drone envelope of flight,
easing authorization requests
Moreover, The Tethered drone
will be used as a Communication
relay, with the following
main components
4 Hot Spot Station for Advanced
Operative Center
(COA) located with the
MOC
4 Master Thetered Drone
(MTD) (UAV1)
4 Hot Spot Station for Home
Point (HSS
The bandwidth of the network
will be adequate for real-time
video streaming from the
aerial drone and the underwater
drone to the COA, simultaneously
during the respective
environmental monitoring operations.
NOTE
This project has received funding from the European Union Agency for the Space
Programme (EUSPA), under the European Union’s Horizon Europe research and
innovation programme (grant agreement No 101180157).
KEYWORDS
Emergencies; first responder system; mitigation; Copernicus; Galielo; MOC;
Earth Observation; SATCOM; SATNAV; Terrestrial Network; UAVs
ABSTRACT
The purpose of the EUSATfinder is to provide an innovative integrated and scalable
solution, to support decision maker actors in real-life during different operational phases
(detection, preparedness, response, recovery and mitigation of emergencies) with particular
focus to first responders’ activities in situ for a disaster management.
The solution is based on a mobile operational centre (MOC) able to join in the proximity
of the emergency area and to deploy several assets to support the operations:
1. a quick to deploy resilient communication infrastructure;
2. a fleet of heterogenous drones for mapping (integrated with Copernicus Emergency
Management Service), for extended environmental surveillance and for people and asset
localisation;
3. innovative equipment for first responders’ health monitoring and localisation (Galileo);
4. a distributed platform for First responder operations and citizens alerting management.
Galileo adding an additional layer of security against spoofing are clearly new
coming valuable services supporting drones’ operations (including U-space) for these
emergency applications.
Moreover, Copernicus data will be integrated with is-situ observations in the Mobile
Operational Control (MOC).
AUTHOR
GEOmedia Editorial Team
redazionemediageo@gmail.com
GEOmedia n°1-2025 27
MERCATO
TEOREMA PRESENTA LEICA BLK ARC:
MODULO LASER SCANNER PER LA CAT-
TURA DELLA REALTÀ IN AUTONOMIA
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Geosystems da oltre 30 anni, offre le migliori tecnologie
sul mercato nel campo di ingegneria, architettura, progettazione,
rilievo e molto altro.
Teorema Srl è a disposizione per guidare attraverso ogni
fase del processo di acquisto, per garantire un'esperienza
senza intoppi, sicura e che offra ogni risorsa utile a far
prendere le decisioni di acquisto migliori in base all'attività
da svolgere.
In questo articolo viene presentato uno strumento che
rappresenta un ulteriore passo in avanti nel campo della
cattura della realtà:Leica BLK ARC , un avanzatissimo
modulo di scansione laser autonomo progettato per eseguire
rilievi 3D in completa autonomia.
Estremamente versatile, può essere utilizzato oltre che con
robot, anche con paline e carrelli, per essere impiegato in
molteplici campi di applicazione, dall’ispezione di infrastrutture
alla mappatura di ambienti complessi. Cattura
nuvole di punti 3D e immagini panoramiche.
Leica BLK ARC è l'unico laser scanner progettato per
l'installazione e integrazione su mezzi robotici per la realizzazione
di ispezioni automatiche ripetitive oppure per
andare a catturare la realtà tramite funzioni di scansione
statica e dinamica di grandi aree complesse o ambiente
poco accessibili per l’operatore umano.
La tecnologia GrandSLAM combina LiDAR SLAM,
Visual SLAM e IMU per ottenere le migliori prestazioni
di mappatura con l’esecuzione di una scansione completamente
autonoma mediante navigazione robotizzata.
È possibile mappare il proprio percorso di scansione da
remoto utilizzando disegni esistenti o modelli BIM dell’edificio
da rilevare, anche nel caso di spazi grandi e complessi.
E una volta completata la missione di scansione, i
dati sono pronti all'uso.
BLK ARC può essere montato su diversi tipi di robot
come Spot di Boston Dynamics, ANYmal di ANYbotics o
RB-WATCHER di Robotnik, utilizzando i propri sensori
assieme a quelli del robot per creare missioni di scansione
completamente autonome e replicabili.
Leica BLK ARC può essere utilizzato anche senza un robot
e ovunque: applicato su un supporto come una palina,
un carrello o appeso ad un cavo. Può essere controllato
tramite un tablet o uno smartphone con pochi semplici
tocchi è possibile avviare le scansioni.
Su un supporto stabile sarà possibile realizzare delle
scansioni statiche che hanno l'obiettivo di fornire un rilievo
con maggiore densità di punti ed accuratezza per
poi eventualmente combinarle con scansioni dinamiche
oppure gestirle separatamente.
Grazie ai sensori GrandSLAM LiDAR, una fotocamera
da12 Mpixel e un sistema di visione panoramica composto
da 3 fotocamere da 4.8 Mpixel, permette la restituzione
di una nuvola di punti colorata e di un’immagine
panoramica a 360°.
Terminato il rilievo sarà successivamente possibile effettuare
l'upload di dati dal BLK ARC alla piattaforma
Reality Cloud Studio per la condivisione, archiviazione e
visualizzazione dati.
28 GEOmedia n°1-2025
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GEOmedia n°1-2025 29
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MERCATO
PIANI DI GISHOSTING
Dal 2016 Gter sviluppa e gestisce il servizio
di hosting geografico GIShosting che
consente di pubblicare in pochi e semplici
passi dati geografici su web. Basato su
QGIS Desktop, QGIS Server e Lizmap
Web Client, non richiede particolari competenze
per ottenere un webGIS completo
di tutti gli strumenti necessari alla navigazione
e consultazione della mappa e, grazie
alla soluzione in hosting, non è necessario preoccuparsi
dell'hardware e dell'aggiornamento software.
Gter ha pensato a diversi piani per rispondere alle diverse
esigenze di chi ha bisogno di pubblicare su web le proprie
mappe:
• il piano base per la semplice condivisione e consultazione
dei dati. E' il piano più semplice, nonché quello più economico.
Non include un DataBase PostgreSQL per questo
funzionalità avanzate come editing online e ricerche spaziali
non sono disponibili. Consente comunque di pubblicare un
numero illimitato di progetti QGIS nella propria repository
fino a 5 GB di spazio disco su server condiviso
• il piano full per chi ha una mole di dati più importante e
che necessita di uno storage più strutturato e/o per chi i dati
oltre a condividerli deve anche elaborarli via web. Include
infatti un DataBase PostgreSQL con estensione spaziale
PostGIS che consente quindi l'attivazione di strumenti
quali appunto l'editing dei dati via web. Anche con questo
piano è possibile pubblicare un numero illimitato di progetti
nella propria repository fino a 10 GB di spazio su server
condiviso equamente suddiviso tra disco e DB
• il piano private per chi ha necessità di creare un geoportale
con diverse mappe pubblicate e suddivise per aree tematiche
e di cui poter gestire utenti, accessi e permessi. Questo
piano infatti, oltre ad comprendere tutte le caratteristiche
dei piani precedenti ad esempio il DataBase, include un'installazione
dedicata di QGIS Server e Lizmap. Ciò garantisce
migliori prestazioni e maggiore autonomia nella gestione
dei progetti pubblicati essendo l'utente amministratore di
Lizmap. Oltre a pubblicare un numero illimitato di progetti
QGIS è infatti possibile creare più repository, creare utenti
e gestirne i permessi. Con il piano private lo spazio a disposizione
su server condiviso è di 50 GB equamente suddiviso
tra disco e DB
• il piano enterprise per chi vuole riproporre un servizio
di hosting geografico ai propri clienti appoggiandosi
all'infrastruttura server di Gter. Con questo piano l'utente
è amministratore di tutte le componenti di GisHosting che
vengono installate su un server dedicato e può di fatto riproporre
un servizio analogo ai propri clienti personalizzando i
domini web. Con il piano enterprise lo spazio a disposizione
sul proprio server è di 160 GB equamente suddiviso tra
disco e DB
Tutti i piani comprendono servizi di backup dei dati, aggiornamento
software e assistenza.
Naturalmente Gter è a disposizione per installazioni su
server di proprietà dei suoi clienti, propone infatti il piano
local che, come il piano enterprise, consente all'utente di
essere amministratore di tutte le componenti di GisHosting.
In questo caso però i servizi di backup dei dati, aggiornamento
software e assistenza non sono compresi nel piano
ma attivabili su richiesta.
32 GEOmedia n°1-2025
MERCATO
STONEX S590
RICEVITORE
GIS & RTK
Il ricevitore GIS e RTK
S590 è una soluzione progettata
per i professionisti
che necessitano di un posizionamento
ad alta precisione
anche negli ambienti
più impegnativi. Rispetto
ai prodotti GIS tradizionali,
S590 può essere indossato
per una maggiore libertà di movimento o fissato ad una
palina se necessario.
Sistemi multi-costellazione e correzione PPP
S590 integra un sistema multi-costellazione che include
GPS, GLONASS, BeiDou, Galileo, QZSS e IRNSS.
Grazie ai servizi di correzione PPP disponibili (HAS e B2b),
è possibile contare su dati di posizionamento estremamente
precisi, personalizzati in base alle esigenze specifiche.
C’è vita nel nostro mondo.
Alta precisione
Con una tecnologia avanzata che consente la registrazione
di dati grezzi per il post-processing, S590 garantisce una
precisione straordinaria. Questa capacità è fondamentale
per applicazioni in cui la precisione è imprescindibile.
Tecnologia IMU
S590 è dotato di una tecnologia IMU all'avanguardia che
consente un'inizializzazione rapida e misurazioni accurate
anche con inclinazioni fino a 60 gradi. Questa caratteristica
assicura prestazioni affidabili anche in terreni complessi.
Trasmissione dati
Rimani connesso grazie alle opzioni versatili di trasmissione
dati, tra cui Wi-Fi, Bluetooth e radio esterna. Questa
flessibilità consente una facile integrazione con i sistemi e
dispositivi già in uso, semplificando il flusso di lavoro.
Soluzione per droni
S590 può essere utilizzato come stazione base per droni,
migliorando significativamente la precisione e l'affidabilità
delle operazioni aeree. La stazione base fornisce dati di
correzione al drone (rover), garantendo una precisione al
centimetro grazie al posizionamento cinetico in tempo reale
(RTK). Questa funzionalità può essere facilmente attivata
tramite l'interfaccia utente web. Inoltre, S590 può essere
impiegato per misurare i punti di controllo a terra (GCP),
migliorando l'accuratezza del rilievo cartografico.
RTK robusto
Progettato per durare, il S590 ha una certificazione IP67
che garantisce resistenza a condizioni difficili, come polvere
e acqua. Questo design robusto lo rende ideale per l'utilizzo
in una vasta gamma di ambienti impegnativi.
Con il Ricevitore GIS e RTK S590, la precisione e l'affidabilità
incontrano l'innovazione tecnologica, offrendo una
soluzione completa per le necessità dei professionisti sul
campo.
Trasformazione e pubblicazione di dati
territoriali in conformità a INSPIRE
Assistenza su Hight Value Datasets,
APIs, Location Intelligence, Data Spaces
INSPIRE Helpdesk
We support all INSPIRE implementers
Epsilon Italia S.r.l.
Viale della Concordia, 79
87040 Mendicino (CS)
Tel. e Fax (+39) 0984 631949
info@epsilon-italia.it
www.epsilon-italia.it
www.inspire-helpdesk.eu
GEOmedia n°1-2025 33
REPORT
Mappatura rapida dopo
i disastri naturali
Il monitoraggio come supporto essenziale per i rilievi
post evento e per le attività di bonifica e ricostruzione
di Klaus Legat, Roberta Zampiccoli, Daniela Poli e Rainer Krammer
Il nostro ambiente è in continuo
cambiamento. La maggior
parte di questi cambiamenti
è lenta e può essere
individuata solo in lunghi
periodi di tempo. In caso di
disastri naturali, tuttavia, la
situazione è completamente
diversa: cambiamenti significativi
possono verificarsi in
periodi molto brevi, di giorni,
ore o anche minuti. Secondo
le Nazioni Unite, il cambiamento
climatico sta “cambiando
i modelli meteorologici e
sconvolgendo gli equilibri naturali,
il che comporta molti rischi
per gli esseri umani e per tutte
le altre forme di vita sulla Terra“
(unric.org).
Fig. 1 - Immagine aerea su area alluvionata
vicino a Vienna nel settembre 2024 a causa
dell’esondazione del fiume Danubio, acquisita
dalla camera Vexcel UltraCam Osprey 4.1 e
confrontata con una foto di repertorio.
Questo causa non solo
temperature più elevate
e aumento della
siccità, ma anche tempeste
più violente, sia in termini di
intensità che di conseguenze.
Sempre stando a quanto riportato
dalle NU, “Le tempeste
sono diventate più intense e
frequenti in molte aree geografiche.
Con l’aumento delle
temperature si rileva una mag-
giore umidità che accentua
le precipitazioni estreme e le
inondazioni, causando temporali
sempre più devastanti.
Anche la frequenza e l’estensione
delle tempeste tropicali,
34 GEOmedia n°1-2025
REPORT
cicloni, uragani e tifoni, sono
influenzate dal riscaldamento
delle acque superficiali oceaniche.
Si tratta di tempeste capaci
di distruggere intere comunità,
causando enormi perdite
umane ed economiche”.
In questo quadro diventa evidente
come già da ora e negli
anni a venire ci si troverà davanti
ad eventi metereologici
estremi con sempre maggiore
frequenza; compito delle pubbliche
amministrazioni a vari
livelli, accanto ad attività di
prevenzione, è e sarà sempre
più quello di sviluppare piani
di intervento efficaci e rapidi.
Per essere efficaci, gli interventi
di soccorso, messa in sicurezza
e bonifica devono essere
pianificati e coordinati con la
massima precisione possibile.
Un prerequisito è la documentazione
degli effetti causati dal
disastro. E qui, il rilievo aereo
nelle ore o nei giorni successivi
al disastro gioca un ruolo cruciale.
AVT Airborne Sensing
(https://avt-as.eu/) è un’azienda
di fotogrammetria aerea che
svolge anche rilievi per mappare
in modo rapido gli effetti
dei disastri naturali, impiegando
aerei e sensori di proprietà
di diverse caratteristiche, scelti
a seconda dell’area da monitorare
e dei requisiti dei prodotti
da generare.
Consapevole dell’importanza
sociale e ambientale della
tempistica di intervento in
caso di calamità naturali, AVT
Airborne Sensing si è concentrata
sulla mappatura rapida
dei disastri, occupandosi del
progetto a 360 gradi, dalla pianificazione
alla produzione di
dati geospaziali 2D e 3D. La
posizione centrale in Europa
della flotta e l’esperienza pluridecennale
in rilievi aerei anche
in aree critiche come quelle
alpine, le permettono di intervenire
tempestivamente e in
modo efficiente sul sito dell’evento.
Alcuni esempi di recenti progetti
di rilievo rapido usato per
la documentazione dei disastri
sono mostrati nelle Figure 1
e 2. Gli esempi documentano
solo due casi di un’ampia varietà
di disastri in termini di
tipologia (piogge estreme, frane,
tempeste) e dimensioni (da
centinaia di chilometri quadrati
a decine di ettari) che AVT
Airborne Sensing è in grado di
monitorare con la propria tecnologia
e apparecchiature.
Attualmente presso AVT
Airborne Sensing sono in uso
cinque velivoli di diverse dimensioni,
autonomia e velocità
di crociera, oltre a diversi droni
Fig. 2 - Immagine aerea su una frana a Tschuppbach (Tirolo) nel luglio 2024, acquisita
da drone e confrontata con una foto di repertorio.
GEOmedia n°1-2025 35
REPORT
Fig. 3 - Immagine aerea da camera fotogrammetrica
Vexcel UltraCam Eagle Mark2 dopo
tempesta Vaia - autunno 2018.
per interventi locali nei dintorni
delle sedi in Austria e Italia.
I sensori impiegati sui velivoli
includono fotocamere digitali
a grande formato nadirali e
obliqui, laser scanner, sensori
termici e sensori iperspettrali.
Grazie alla vasta gamma di
sensori posseduti è quindi possibile
offrire le soluzioni ideali
in base alla copertura e alla
tipologia del danno.
Ad esempio, per mappare vaste
aree con superficie anche di
centinaia di chilometri quadrati
in poche ore e ad una
risoluzione spaziale di 20 – 30
cm, sono indicate le camere aeree
fotogrammetriche a grande
formato (Fig. 3 e Fig. 4).
Le camere fotogrammetriche
possono acquisire immagini
con risoluzione spaziale fino a
2 cm, consentendo un livello
di dettaglio tale da poter monitorare
un sito con altissima
precisione e realizzare raffronti
multitemporali per rilevare le
variazioni intercorse.
Inoltre, rispetto alle immagini
da satellite, i rilievi effettuati
con l’aereo presentano un ulteriore
vantaggio oltre all’altissima
risoluzione, ovvero la
possibilità di volare al di sotto
delle nuvole, permettendo di
effettuare i rilievi anche con il
cielo coperto (Fig. 5).
In caso di terremoto con le
camere aeree oblique si può
avere un quadro molto più
preciso della situazione degli
immobili danneggiati rispetto
alle camere nadirali, perché si
rilevano anche le facciate degli
edifici, permettendo di capire
se vi sono danni strutturali
(come ad esempio crepe nei
muri esterni) che non sarebbero
visibili con le tradizionali
riprese verticali nel caso in cui,
ad esempio, il tetto si presenti
visivamente integro.
La camera termica rileva le
variazioni di temperatura, cosa
fondamentale ad esempio in
caso di incendi, in particolare
su vasta scala, perchè permette
di individuare la presenza di
focolai nascosti, che non sono
visibili ad occhio nudo e che
possono permanere a lungo
dopo che le fiamme visibili
Fig. 4 - Immagine aerea su area alluvionata a Celle (Germania) nel dicembre 2023 a causa dall’esondazione del fiume Aller.
36 GEOmedia n°1-2025
REPORT
sono estinte, così come di
monitorare l’evoluzione dell’incendio
stesso e individuare aree
con temperature particolarmente
elevate, che potrebbero
costituire un rischio per l’incolumità
dei soccorritori.
Con i sensori LiDAR, si ottengono
modelli 3D ad alta
risoluzione della superficie
terrestre utili, ad esempio, in
caso di frane, smottamenti,
valanghe o apertura di voragini
nelle strade, per monitorare la
variazione in tre dimensioni
della parete o del manto stradale.
In caso di alluvione, ad
esempio, il confronto con i dati
precedenti l’evento permette di
stimare il volume del materiale
spostato o accumulato.
I sensori iperspettrali invece,
che misurano la radiazione
riflessa dagli oggetti e quindi
permettono di riconoscere i
materiali superficiali e individuare
la presenza di materiali
pericolosi, sono in grado ad
esempio di rilevare la presenza
di amianto dopo eventi catastrofici
come un terremoto.
L’esperienza e il costante aggiornamento
tecnologico nel
campo dell’elaborazione dei
dati acquisiti ha anche portato
il gruppo a sviluppare strumenti
informatici e software di misurazione
e di visualizzazione
dei dati rilevati, che oltre alla
estrema precisione e versatilità,
permettono anche a persone
prive di competenze nel campo
della fotogrammetria di
visualizzare e interpretare i dati
rilevati.
Il primo è Measuree, uno
strumento fotogrammetrico
effettuare misurazioni di precisione
nelle immagini nadirali
e oblique anche in assenza di
competenze fotogrammetriche
o capacità di misurare in modo
stereoscopico.
Mappis invece è un versatile
strumento di visualizzazione
Fig. 5 – Rilievo aereo su Celle (Germania) in presenza di nuvole alte.
grazie al quale gli utenti anche
non esperti possono esplorare
facilmente set di dati complessi
e interagire direttamente con i
prodotti finali, come immagini
iperspettrali pre-elaborate con
combinazioni di bande specifiche,
indici spettrali e mappe di
classificazione.
Tutti questi fattori fanno di
AVT Airborne Sensing una realtà
affidabile e versatile, sulla
quale pubbliche amministrazioni,
enti e privati possono
contare in caso di calamità
naturali e disastri ambientali,
laddove ci sia la necessità di
intervenire tempestivamente e
con strumentazioni avanzate
per monitorare e mappare aree
anche molto vaste in tempi
brevi e fare raffronti multitemporali
per il monitoraggio
dell’evoluzione dell’evento o
degli interventi di bonifica o
ricostruzione.
PAROLE CHIAVE
Rilievi aerei; fotogrammetria aerea;
LiDAR; mappatura rapida; monitoraggio
ABSTRACT
In a global context in which extraordinary
climatic events are becoming more
frequent and devastating, there is a need
to intervene promptly and effectively to
limit the damage and facilitate remediation
and reconstruction operations. To
be effective, rescue and interventions
must be planned and coordinated with
the greatest possible precision and a
prerequisite is the documentation of
the effects caused by the disaster. In this
context, aerial surveying plays a crucial
role and AVT Airborne Sensing can
provide a complete, rapid and reliable
service even in these critical situations.
AUTORE
Klaus Legat
k.legat@avt.at
Roberta Zampiccoli
r.zampiccoli@avt.at
Daniela Poli
d.poli@avt.at
Rainer Krammer
r.krammer@avt.at
AVT Airborne Sensing Italia
GEOmedia n°1-2025 37
REPORT
UN FENOMENO PERICOLOSO
di Attilio Selvini
Fig. 1 - Un bellissimo fuco (drone in
inglese).
La nuova fotogrammetria
da "drone" è così semplice
da poter essere veramente
praticata da chicchessia?
Ma nemmeno per sogno.
“Navigando” sul web, ho
rilevato un fenomeno che
mi appare assai pericoloso,
tanto da farmi tornare
alla mente un detto, nel mio
dialetto originario, che mia
madre buonanima usava di
fronte ad avvenimenti insensati:
“ghe r’ciupà la stüpidera”
che tradurrei con l’italiano,
assai meno icastico, “ma si
è ammattito”. Quasi d’improvviso
vi sono annunci di
ingegneri, geometri, architetti,
o anche semplici informatici,
che offrono mirabolanti servizi
di rilevamento cartografico da
“droni”.
Suvvia, siamo seri! Mi ritorna
alla mente il tempo di avvio
della cartografia regionale:
sorsero allora come funghi im-
prese di aerofotogrammetria,
talvolta addirittura formate
da un modesto strumento
analogico di seconda mano,
sistemato nella cantina di casa,
azionato da un poveretto che
aveva in qualche modo appreso
la tecnica della stereorestituzione
e che affidava ad altri
sia le operazioni di ripresa che
poi quelle di disegno cartografico
(1). In poco tempo si
arrivò al centinaio di “imprese
di fotogrammetria” che poi via
via scomparvero; attualmente
sono non più di due decine,
si veda in (2) ove una delle
aziende serie e storiche mi dice
che le “Aziende cartografiche
rimaste attive, sono circa 15/20;
nel frattempo sono sorti degli "
avventizi " che rovinano sempre
di più questo povero mercato”.
Nello stesso articolo altra
azienda di pregio mi dice che
“ … il mercato (del rilevamento
con droni) è allo sbando, i clienti
sono sempre meno interessati
ad un buon prodotto guardano
solo il prezzo. Inoltre l'ignoranza
è tale da essere convinti
che con il drone si può rilevare
qualsiasi superficie”.
Un’azienda dell’estremo Nord
mi fa sapere che: “ … Il drone
rappresenta una interessante soluzione
tecnologica nei rilievi di
estensione limitata a poche decine
di ettari e dove sia richiesto
un elevato dettaglio (pixel a
terra = 1 o 2 cm). Il concetto di
scala è superato dalla richiesta
degli oggetti specifici da rappresentare”.
Il che è certamente
corretto, ma non seguito dai
nuovi improvvisati gestori
di “droni” purchessia. Altra
azienda fiorentina mi dice ancora
che il drone “ .. è richiesto
solo per agricoltura e spettacoli”.
A proposito, in inglese il “drone”
è il fuco, della grande famiglia
delle api, in sostanza il
maschio che deve fecondare la
regina, e pertanto viene nutrito
dalle api operaie: lo si vede
in figura 1.
Vediamo allora di fare un poco
di chiarezza sull’intera questione.
Cosa è e da dove arriva
il “drone” fatto dall’uomo?
Ne ho scritto recentemente
sul nuovissimo “Manuale
dell’Ingegnere civile” edito da
Ulrico Hoepli a Milano, per
il quale sono co-autore delle
voci Topografia, Cartografia,
Fotogrammetria, e dal quale
tolgo un poco di quanto segue.
Negli USA e prevalentemente
per scopi militari, alla fine
del millennio, sono nate delle
riprese da “droni” con camere
di piccolo formato. Ciò era
stato preceduto, verso la fine
del ventesimo secolo, dall’uso
di piattaforme diverse, compresi
gli aerei giocattolo, intese
come supporti per camerelle
leggere di formato dal (60x60)
al noto (24x36) cm2: se ne
dice ampiamente nel volume
citato in (3). Oggi la tecnica
è divenuta abituale anche per
scopi civili; di droni si parla
comunemente anche al di fuori
delle applicazioni metriche,
sconfinando dal gioco e dal
puro divertimento alle applicazioni
commerciali. Nella
letteratura corrispondente vi è
38 GEOmedia n°1-2025
REPORT
ormai una selva di sigle per indicare
questi “unmanned aerial
systems”: UAS, UAV, RPAS,
VLOS, VTOL ….
per cui si è internazionalmente
proposto di indicare questi
aggeggi volanti con una unica
definizione universalmente
accettata: RPAS, ovvero
“Remotely Piloted Aircraft
System”, dato che il loro volo
è comunque sempre controllato
da terra in vario modo. Qui
sotto vengono indicati i vari
dispositivi oggi usati:
• strutture ad ala fissa,
• strutture rotanti,
• palloni
• aquiloni
• dirigibili
Nella figura 2 i primi due tipi
sopra indicati; sul modello
ad ala fissa, a sinistra vi è il
sensore GPS e a destra la camerella.
Al volo provvedono
autopiloti prodotti da varie
aziende: Micropilot (Canada),
3D Robotics (USA), AeroSpy
(Austria) e altre; dimensioni
e peso sono veramente modesti.
Dalle immagini e dai dati
della camera (per es. Canon
S95, Canon S100) e dalle informazioni
GPS/INS si ottengono
modelli 3D del terreno e
modelli metrici della camera,
oltre alla georeferenziazione;
con l’elaborazione si ottengono
DTM e DSM, ortomosaici,
volumi, profili e curve di
livello e ogni altro dato tipico
delle consuete restituzioni fotogrammetriche
digitali.
Ovviamente sono necessari
adatti permessi per l’esecuzione
dei voli da RPAS, comprendenti
le quote ammissibili,
le estensioni delle zone riprese
e quelle non sorvolabili.
In Italia l'Ente Nazionale per
Fig.2 - Due RPAS: ad ala fissa (sopra) e
rotante (sotto).
l'Aviazione Civile - ENAC
- con delibera del C.d.A. n°
42/2013 in data 16/12/2013
ha stabilito un regolamento
per chiunque utilizzi mezzi
aerei a pilotaggio remoto. Le
regole stabilite dall'ENAC
devono essere osservate quindi
anche dai soggetti che realizzano
riprese aeree con l'utilizzo
di questi mezzi volanti,
soggetti che debbono aver
seguito corsi di formazione
corrispondenti, conseguendo i
relativi brevetti. Oggi dal web
si apprende che vi è una vera
e propria corsa, alla caccia di
tali brevetti.
Il trattamento delle immagini
riprese da queste piattaforme
viene fatto prevalentemente
con mezzi di correlazione delle
immagini, ovvero con tecniche
fotogrammetriche assai
complesse e ben distanti dalle
semplici operazioni di restituzione,
tipiche del tempo sia
analogico che analitico.
Si parla qui di “SFM”
(Structure From Motion) per
indicare modellazioni tridimensionali;
per esempio l’università
di Washington (Seattle)
da tempo ha preparato il
programma (libero) “Visual
Fig.3 - Italdron 8HSE.
Fig. 4 - Ortofotocarta in scala originale 1:100;
si notino i particolari dei triangolini.
SFM” per la soluzione di
“Dense Image Matching”. La
ArcTron 3D, specializzata in
operazioni relative all’archeologia
ha sviluppato il sistema
informativo “aSPECT” per
generare modelli fotorealistici
tridimensionali di ogni tipo,
da strutture minute a enormi.
Con esso si possono combinare
prese da scansori laser
con riprese fotogrammetriche
terrestri e aeree (da RPAS).
Le incertezze raggiungibili
vanno dal centimetro a due
o tre volte tanto. Fra i tanti
“software” utilizzabili per la
restituzione delle riprese architettoniche
e simili, ricorderò
AGISOFT di Photoscan
e PHOTOMODELER.(sul
quale si trovano molte pagine
indicative in inglese sul web,
e che offre oltre al software
anche parecchio hardware, a
cominciare dagli scansori).
Nella figura 3 uno dei più
noti mezzi rotanti italiani, con
GEOmedia n°1-2025 39
REPORT
Fig. 5 - L’esacottero (elicottero a sei rotori) a terra.
Fig. 6 - L’esacottero in volo.
ben visibile la camera sottostante.
L’impiego diffuso degli RPAS,
ha permesso di ottenere oggi
documentazioni vettoriali e
ortofotografiche, che solo uno
o due decenni fa non sarebbero
state possibili. Per esempio
la restituzione a scala grande
e grandissima, quale quella
necessaria nel caso di carte per
la progettazione stradale locale,
la redazione di progetti di
lottizzazione, quella di ponti
o cavalcavia e sottopassaggi,
avrebbe richiesto un volo con
vettore tradizionale a quote
impossibili da realizzare per
ragioni di sicurezza. Le prese
oblique avrebbero richiesto
l’impiego di camere militari;
la trasformazione proiettiva
sia vettoriale che fotografica
avrebbe richiesto l’uso di strumenti
di calcolo allora nemmeno
immaginabili, sia pure
in era di fotogrammetria analitica.
Le incertezze raggiungibili
con le nuove prese aeree
da quote dell’ordine di decine
o al più del centinaio di metri,
che sono ormai dell’ordine del
centimetro, erano impensabili
nel secolo ventesimo neppure
usando il rilevamento celerimetrico
oppure il cosiddetto,
rudimentale, impreciso e
discontinuo “rilievo diretto”
per gli edifici, così caro ancora
oggi a certi cultori del disegno
architettonico. L’immagine in
Fig. 4, riguarda il rilevamento
di uno svincolo stradale, con
incertezza al suolo di ± 2 cm e
rappresentazione ortofotografica
in scala 1:100.
A questo punto è necessaria
una riflessione. La nuova fotogrammetria
da RPAS (per
favore, abbandoniamo il termine
“drone”!) è così semplice
da poter essere veramente
praticata da chicchessia? Ma
nemmeno per sogno. Le
nuove tecniche richiedono
padronanza della topografia
e della (tradizionale) aerofotogrammetria,
nonché abilità
nell’uso di computer e programmi.
Dal momento che la
tecnica di restituzione è qui
largamente automatizzata, la
determinazione dei parametri
del volo, l’acquisizione dei
punti di appoggio, la scelta
se procedere per via vettoriale
oppure ortoproiettiva, sono
momenti importanti per il
risultato finale. Non basta
richiedere all’ENAC il brevetto
e il permesso di volo;
occorre ben altro, a partire da
una formazione “da bottega”,
come usavano gli apprendisti
pittori del Rinascimento. Ne
sanno qualcosa per esempio
i ricercatori e gli assegnisti di
ricerca del Politecnico milanese,
che da tempo conducono
la “Summer School” nella
bassa Valformazza avendone
risultati eccellenti (4). Nelle
figure 5, 6 e 7 una terna di
immagini relative a quel lavoro.
Attenzione quindi: facciamo
in modo che le nuove
tecnologie non si tramutino
in disordine, in sciatteria, in
pressapochismo e quindi in un
fenomeno pericoloso.
40 GEOmedia n°1-2025
REPORT
BIBLIOGRAFIA
1) Selvini, Attilio, Le imprese di cartografia fotogrammetrica
in Italia.
GeoMedia, Roma, n° 2 /2014.
2) Selvini, Attilio, Il mercato attuale della cartografia.
GeoMedia, Roma, 3/18.
3) Selvini, Attilio, Guzzetti, Franco, Fotogrammetria
Generale. Ed. UTET, Torino, 2000.
4) Monti, Carlo, Selvini, Attilio Dalla iconometria
al trattamento delle immagini.
Maggioli Ed., Rimini, 2018.
PAROLE CHIAVE
Fotogrammetria, droni, cartografia
ABSTRACT
Modern photogrammetry using drones—or rather
RPAS—isn't something just anyone can do. These
new techniques still require solid knowledge of
topography and traditional aerial photogrammetry,
along with strong skills in using computers
and software. With much of the processing now
automated, critical decisions—like setting flight
parameters, acquiring ground control points, and
choosing between vector or orthoprojection methods—directly
impact the final outcome.
Fig. 7 - Il villaggio abbandonato in ortofotoproiezione.
AUTORE
Attilio Selvini
Attilio.selvini.polimi@gmail.com
Già Presidente SIFET
GEOmedia n°1-2025 41
AEROFOTOTECA
LE CARTE DI ACCOMPAGNO:
RICOSTRUIRE I RETROSCENA
DELLE FOTOGRAFIE AEREE
L’Aerofototeca
Nazionale
racconta…
di Maria Modafferi
Presento qui la prima parte
di un lavoro di ricerca in
Aerofototeca Nazionale
svolto insieme alla collega
Marianna Carbone, che cura
la seconda parte, dal titolo
" L’Aerofototeca Nazionale
racconta…Il datastrip: leggere
il tempo e lo spazio nelle
fotografie aeree Alleate.", in
uscita nel prossimo numero
di questa rivista.
In Aerofototeca Nazionale
(AFN) a Roma, sono conservate
fotografie aeree storiche
del territorio nazionale dagli inizi
del 1900 agli anni 2000. Un nucleo
considerevole e importante
di tali foto riguarda le collezioni
di foto aeree della Seconda Guerra
Mondiale, spesso arricchite dalle
cosiddette carte di accompagno,
dossier di informazioni accessorie
relative a singole missioni -dette
sortie-. Tali carte documentano
con vari livelli di dettaglio le fasi
Fig. 1 - AFN, fondo MAPRW, Carte d’accompagno: Pilot’s trace, 5th Photographic Group Reconnaissance
U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron Group, sortie 740, 8
febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential
della ricognizione aerea dal decollo
al momento dell’arrivo a terra
dell’aereo, fino alla consegna ai
fotointerpreti delle foto aeree fresche
di sviluppo. I fotogrammi
sono il risultato di missioni di ricognizione
eseguite dagli Alleati,
con lo scopo di pianificare l’azione
militare, identificando possibili
obiettivi e i movimenti del
nemico, documentando i danni
inflitti. L’acquisizione di materiali
così importanti per l’andamento
della guerra seguiva necessariamente
delle istruzioni molto
precise, a partire dalla routine del
briefing prima del decollo (con
la definizione di parametri e del
tracciato di volo) alle procedure
da seguire al ritorno dell’aereo
alla base.
1. Il report di volo
Una volta completato il volo di
ricognizione e fermati i motori,
la procedura da seguire per l’equipaggio
del velivolo consisteva
nello scarico della pellicola impressionata,
nel suo affidamento
ad un fotografo della base per
lo sviluppo e la stampa e nel debriefing
della missione/sortie.
Quest’ultima fase era particolarmente
importante per l’ufficiale
dell’intelligence che coordinava
la parte di fotointerpretazione. Il
pilota tracciava un itinerario del
volo appena concluso a matita
su carta semitrasparente poggiata
sulla cartografia dell’area sorvolata
(fig. 1).
L’ufficiale dei servizi segreti poneva
precise domande, che scriveva
a macchina su un’apposita scheda
(fig. 2) così da acquisire tutte
le informazioni utili riguardanti
l’intera missione e la situazione
del territorio appena sorvolato.
Il documento più eloquente è
senza dubbio l’Interrogation
42 GEOmedia n°1-2025
AEROFOTOTECA
Report. Dalla figura (fig. 2) si
denota immediatamente l’accurata
divisione in sezioni delle informazioni.
Dopo l’intestazione
del documento segue un’informazione
relativa al gruppo militare
di appartenenza: “FIFTH
PHOTOGRAPHIC GROUP
RECONNAISSANCE”, dal 1°
ottobre 1944 assegnato alla 15th
Air Force 1 . Seguono le informazioni
di natura temporale (data,
ora del decollo, ora di atterraggio,
durata totale) e identificativa, riportate
in maniera puntuale.
Il documento prosegue con le informazioni
riguardanti gli obiettivi
coperti durante la ricognizione
organizzati in tabella. Nella prima
colonna della tabella in figura,
ci sono: “Target and Reference
Number Covered or Not” sono
riportati gli obiettivi (target) rilevati
o meno rispetto al numero
di riferimento. Accanto al nome
di alcuni luoghi si possono notare
delle sigle, che erano standard nel
campo militare: “M/Y” sta per
“Marshalling Yard”, letteralmente
“Stazione di Smistamento” e
costituiva una stazione ferroviaria
di importanza strategica per
le operazioni di carico, scarico e
smistamento merci; “A/D” sta
invece per “Aerodrome” e quindi
si tratta di un aeroporto o una
pista di atterraggio. La seconda
colonna “Briefed Yes-No” indica
se l’obiettivo è stato discusso o
meno prima del volo. La terza,
“Time” specifica l’orario in cui
ogni obiettivo è stato coperto.
La quarta colonna “Alt(itude)”
esprime la quota di volo in piedi
e la successiva specifica la focale
della macchina fotografica.
L’ultima sezione della tabella
“Remarks Visual - Flak - E/A
(=Enemy Aircraft) - Shipping,
Etc. If Targets Not Covered Give
Reasons” serve, invece, per segnalare
eventuali osservazioni visive,
presenza di contraerea, aerei
nemici, forze navali, ecc. e se gli
obiettivi non sono stati coperti ne
Fig. 2 - AFN, fondo MAPRW, Carte d’accompagno: Interrogation Report, 5th Photographic
Group Reconnaissance U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron Group,
sortie 740, 8 febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential.
Sortie No. 32 S 740 32 S = 32nd Squadron, missione 740
Pilot Lt. Dreyer – Grassland 143 21 Qualifica e nome del pilota e relativo “call
sign” (= nome in codice)
Squadron 32nd Photo Rcn.Sq. 32nd Photo Reconnaissance Squadron
Aircraft No. 968 Codice aeromobile 968
Target Weather: clear to 10/10 Perfetta visibilità a 10km di distanza
Date 8 Feb 45 Data del volo
Time Out 10:45 Ora di decollo
Time In 15:45 Ora di atterraggio
Total Time 5:00 Tempo totale della missione
E/A Yes Aereo nemico
Flak Nil (=nihil) Presenza di contraerea
Drop Tanks Back:
No
Il tank è un serbatoio di carburante; il
drop tank è un serbatoio supplementare,
normalmente destinato ad essere scaricato
prima del ritorno alla base, anche se non usato,
salvo casi eccezionali; in questo caso è stato
infatti normalmente usato/scaricato
Tab. 1 - AFN, fondo MAPRW, Tabella illustrativa di una delle Carte d’accompagno: l’Interrogation Report
del 5th Photographic Group Reconnaissance U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron
Group, sortie 740, 8 febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential.
GEOmedia n°1-2025 43
AEROFOTOTECA
Fig. 3 - AFN, fondo MAPRW, Carte d’accompagno: Plotting, 5th Photographic Group Reconnaissance
U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron Group, sortie 740, 8
febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential.
documenti, che mostrano l’avvio
delle operazioni finalizzate alla
fotointerpretazione. Il pilota, con
precisione meticolosa, tracciava
su carta un itinerario dettagliato,
o pilot trace, che rivelava la
sequenza delle sue riprese aeree.
La traccia, in forma lineare continua,
indicava il percorso del volo,
svelando la direzione di marcia su
ogni obiettivo nella sequenza di
ripresa. In nero veniva indicato
il percorso tra obiettivi, in rosso,
invece, quei tratti che venivano
coperti da fotografie aeree. Oltre
a tracciare il percorso, il pilota
annotava il tempo trascorso
dall'inizio della missione fotografica
fino al momento in cui aveva
scattato l'ultima foto. Questa
informazione, unita all'altitudine
raggiunta su ogni obiettivo, forniva
elementi essenziali per determinare
la scala delle fotografie.
L'altitudine, infatti, influenzava
direttamente la dimensione degli
oggetti ripresi, offrendo un'indicazione
precisa della prospettiva
e del dettaglio catturato. Ai pilot
traces erano allegati i grafici delle
strisciate (fig. 3), che mostrano
in scala gli ingombri a terra delle
immagini scattate durante la missione,
utili per ricostruire il percorso
mediante analisi dei singoli
fotogrammi.
Il processo di plotting o graficizzazione
era condotto su una base
cartografica, della quale si indicano
le coordinate geografiche o le
intersezioni, oltre che mediante
l’indicazione dei toponimi. Ai
documenti sopracitati, si allega
inoltre una scheda prestampata
di registrazione del materiale fotografico
consegnato ai fotointerpreti
(fig. 4), compilata da questi
ultimi.
In secondo luogo, avveniva la titolazione
(titling) delle fotografie
aeree: un elemento cruciale per
valorizzare il contenuto di una
pellicola, rendendo le immagini
interpretabili e funzionali per
l’analisi e costituito dall’apposivanno
evidenziate le ragioni.
In questo caso specifico, è riportata
la scritta “BRIEFED BUT
NOT COVERED - CLOUDS”,
letteralmente: “obiettivo definito
ma non coperto per la presenza di
nuvole”.
In alcuni casi su questi report
ci si può imbattere in una breve
ma dettagliata spiegazione di ciò
che è accaduto durante la ricognizione
nella sezione “General
Remarks” (osservazioni generali),
così come si può osservare nella
fig. 2 sul fondo del foglio, in cui
si racconta di una operazione militare
intercettata durante la missione
di rilievo aerofotografico. A
piè di pagina, infine, viene riportato
l’orario in cui è stato compilato
il modulo (16:00) e il nome
dell’ufficiale che lo ha redatto.
Questi documenti erano fondamentali
per tenere traccia delle
fotografie aeree da analizzare,
garantendo il corretto passaggio
di tutte le informazioni utili dai
fotografi ai fotointerpreti.
2. Dai fotografi ai fotointerpreti
Tra le carte di accompagno si
possono trovare anche altri tipi di
44 GEOmedia n°1-2025
AEROFOTOTECA
zione di una riga di informazioni
sul volo e sul fotogramma anche
noto come datastrip o frisket. Le
informazioni essenziali per il titolo
venivano estratte dal “flight
log” del fotografo, che documentava
dettagli come il luogo, l’orario
e la missione di acquisizione
delle immagini. Questi dati venivano
applicati sul lato lucido
del negativo, al di fuori dell’area
esposta, secondo le linee guida
stabilite dall’Air Force Regulation
95-7. Questo processo, eseguito
da tecnici specializzati, garantiva
che le informazioni fossero leggibili
e standardizzate.
In assenza di strumenti adeguati
come i normografi o in condizioni
di emergenza, i titoli venivano
scritti a mano, con rischi di errori
o sovrapposizioni, con il rischio
di compromettere l’utilità della
stampa.
Una missione fotografica non si
poteva considerare completata
finché non si convertiva il negativo
in positivo con il processo dello
sviluppo fotografico. In qualsiasi
situazione di combattimento,
enormi quantità di negativi aerei
dovevano essere stampate e duplicate
nel più breve tempo possibile.
Era necessario che le stampe
fossero consegnate nelle mani
degli ufficiali dell'Intelligence il
più rapidamente possibile dopo
Fig. 4 - AFN, fondo MAPRW, Carte d’accompagno: Prints Received, 5th Photographic Group
Reconnaissance U.S.A.A.F, afferente al 32nd Photo Reconnaissance Squadron Group, sortie 740,
8 febbraio 1945, focale 36 pollici, ore 12:30, quota 22.000 piedi – Confidential
una missione. Tutte le pellicole
aeree importanti dovevano essere
duplicate in modo che uno o
più rulli duplicati potessero essere
inviati ai quartieri generali superiori.
Ulteriori stampe potevano
essere fatte in altre sedi attraverso
le copie se la pellicola originale
veniva distrutta o danneggiata
dall'azione nemica. Per consentire
di svolgere questo lavoro più
rapidamente, fu ideata la stampante
continua, progettata per
stampare negativi di pellicole aeree
o di altro tipo su carta al bromuro.
Invece di realizzare stampe
singole di ogni negativo, l'intero
rullo veniva stampato in un'unica
operazione continua su una striscia
di carta della stessa lunghezza
della pellicola.
In sintesi, il sistema di gestione
delle fotografie aeree durante la
Seconda Guerra Mondiale riflette
una straordinaria precisione e organizzazione,
cruciali per le operazioni
militari. Grazie alla rapida
elaborazione delle immagini, al
tracciamento meticoloso dei voli
e all'accurata fotointerpretazione,
gli Alleati ottennero informazioni
importantissime per pianificare e
realizzare strategie vincenti, dimostrando
come la fotografia aerea
fosse un elemento determinante
per il successo delle missioni.
NOTE
1 https://15thaf.org/5th_Photo_Recon/
2 Probabilmente è il pilota Sherman Dreyer,
ricordato in Follis 2005, p. 172, 237. Il nome
in codice Grassland, seguito da un numero, era
usato dal 32nd Photo Reconnaissance Squadron:
Follis 2005, s.v.
BIBLIOGRAFIA
• P. Brozzi, “L’Aerofototeca Nazionale racconta…
Pianura Pontina, 17 marzo 1944: la "slicing run”
del tenente Dolk” in GEOmedia, vol. 24, num. 1,
2020, pp.50-53.
• E. J. Shepherd et al., "La collezione cd USAAF
dell'Aerofototeca Nazionale." Lavori in corso, in
Archeologia Aerea. Studi di Aerotopografia Archeologica,
6, 2012, pp. 13-32;
• War Department, Technical Manual Topographic
Drafting, TM 5-230, 1940.
• M. Carbone, " L’Aerofototeca Nazionale racconta…Il
datastrip: leggere il tempo e lo spazio nelle
fotografie aeree Alleate.", c.s..
PAROLE CHIAVE
Fotografia aerea; fotointerpretazione;
archeologia; cartografia; tracce.
ABSTRACT
The article describes the detailed process of managing
aerial photographs during World War
II, preserved in the Aerofototeca Nazionale in
Rome. The individual frames resulting from Allied
reconnaissance missions were accompanied
by index maps containing crucial information
for image analysis and interpretation. After each
flight, the film was developed, and the pilot traced
a detailed itinerary (pilot trace) to document
the covered targets and encountered conditions.
The Interrogation Report, another highly important
document, provided essential information
about the flight and its objectives, such as cloud
cover or the discovery of enemy aircraft. The
photographs were carefully titled and recorded
to ensure accurate interpretation.
Moreover, prints had to be produced quickly
and duplicated before being sent to headquarters.
The aerial imagery management system,
which included the use of continuous printers,
was crucial to the success of Allied military operations.
AUTORE
Maria Modafferi
maria.modafferi@hotmail.it
Nota: La rubrica L’Aerofototeca Nazionale
racconta… è a cura di A. Dell’Anna
GEOmedia n°1-2025 45
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