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TuttoBallo20 - LUGLIOAGOSTO 2025. ENJOYART - N.47

Cari lettori, l'estate è finalmente arrivata e con essa il numero 47 di TUTTOBALLO20! Siamo entusiasti di portarvi un bimensile che celebra la creatività e il talento in tutte le sue forme. In copertina, abbiamo il giovane cantautore LUK3, una vera rivelazione che ha conquistato il pubblico con la sua straordinaria partecipazione a "Amici di Maria De Filippi". La sua musica fresca e innovativa sarà la colonna sonora perfetta per le vostre calde serate estive! E non è tutto! La nostra controcopertina rende omaggio a una delle attrici più talentuose di Hollywood, Anne Hathaway, in occasione del suo coinvolgimento nel colossal "The Odissey", diretto dal geniale Christopher Nolan. All'interno troverete interviste esclusive, recensioni di film, musica, teatro e danza, pensate per arricchire le vostre giornate di svago e cultura. Non perdete l'occasione di scoprire tutto ciò che abbiamo preparato per voi! Condividete le vostre impressioni e le vostre letture estive con noi usando l'hashtag #TUTTOBALLO20! Vi auguriamo vacanze meravigliose, piene di emozioni e nuove scoperte. Buona lettura e buone vacanze!

Cari lettori, l'estate è finalmente arrivata e con essa il numero 47 di TUTTOBALLO20!
Siamo entusiasti di portarvi un bimensile che celebra la creatività e il talento in tutte le sue forme.
In copertina, abbiamo il giovane cantautore LUK3, una vera rivelazione che ha conquistato il pubblico con la sua straordinaria partecipazione a "Amici di Maria De Filippi". La sua musica fresca e innovativa sarà la colonna sonora perfetta per le vostre calde serate estive!
E non è tutto! La nostra controcopertina rende omaggio a una delle attrici più talentuose di Hollywood, Anne Hathaway, in occasione del suo coinvolgimento nel colossal "The Odissey", diretto dal geniale Christopher Nolan.
All'interno troverete interviste esclusive, recensioni di film, musica, teatro e danza, pensate per arricchire le vostre giornate di svago e cultura. Non perdete l'occasione di scoprire tutto ciò che abbiamo preparato per voi!
Condividete le vostre impressioni e le vostre letture estive con noi usando l'hashtag #TUTTOBALLO20!
Vi auguriamo vacanze meravigliose, piene di emozioni e nuove scoperte. Buona lettura e buone vacanze!

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47

A n n e H a t h a w a y

è Penelope nel nuovo colossal di Nolan

© F R E E P R E S S O N L I N E - v i e t a t a l a r i p r o d u z i o n e D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r T "


STEFANO FRANCIA ENJOYART

presenta

COMPILATION e PODCAST

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME

Ascolta ora

PODCAST/STEFANOFRANCIA


TuttoBallo - Luglio/Agosto - n. 47

Copertina: Luk3 - rivelazione ad Amici 24

contro copertina : ANNE HATHAWAY - “The Odyssey” foto da profilo social di Christopher Nolan

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt

Direttore - Fabrizio Silvestri

Vice direttore - Eugenia Galimi

Segretaria di redazione - Pina delle Site

Redazione - Marina Fabriani Querzè, Luca Fochetti.

COLLABORATORI: Lisa Bernardini, Maria Luisa Bossone, Antonio Desiderio,

Francesco Fileccia, David Bilancia, Giovanni Fenu, Mauri Menga, Sandro

Mallamaci, Luca Fochetti, Walter Garibaldi, Francesco Leone, Assia

Karaguiozova, Elza De Paola, Giovanna Delle Site, Francesca Meucci.

Fotografi: Luca Di Bartolo, Monica Irma Ricci, Elena Ghini, Cosimo Mirco

Magliocca Photographe Paris, Luca Valletta, Raul Duran, Raul, Alessio

Buccafusca, Alessandro Canestrelli, Alessandro Risuleo. Altre foto pubblicate

sono state concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine social dei

protagonisti.

CREDITI FOTO

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore,

vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65

comma 2 e 70 comma 1 bis della Lg. 633/1941.

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.

É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal direttore.

I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.

Testata giornalistica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com

Editoriale

Cari lettori, con l'arrivo dell'estate, siamo entusiasti di

presentarvi il numero 47 di TUTTOBALLO20, un bimensile

che celebra la creatività e il talento in tutte le sue forme. La

nostra copertina è dedicata a LUK3, un giovane cantautore

emergente che ha catturato l'attenzione del pubblico grazie

alla sua straordinaria partecipazione al programma "Amici

di Maria De Filippi". La sua musica, fresca e innovativa,

promette di accompagnarci durante le calde serate estive.

Con la contro copertina rendiamo omaggio, invece, a una

delle attrici più talentuose di Hollywood, Anne Hathaway,

in occasione della sua partecipazione al colossal "The

Odissey", diretto dal visionario Christopher Nolan.

All'interno di queste pagine, troverete interviste esclusive,

recensioni di film, musica, teatro e danza, per arricchire le

vostre giornate di svago e cultura. Vi auguriamo di

trascorrere delle meravigliose vacanze, ricche di emozioni

e nuove scoperte. Buona lettura e buone vacanze!

Sostienici ora con un caffé.

© F R E E P R E S S O N L I N E r i p r o d u z i o n e r i s e r v a t a - D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "


LUCA FOCHETTI

TuttoBallo


TuttoBallo

In una serata che ha vibrato di emozioni e passi di danza, lo spettacolo "EMOZIONI IN SCENA" delle MAGIC DANCE ASD

e EVASIONE LATINA ha celebrato con sfarzo e passione il 40° anniversario della scuola trapanese, un traguardo che

risuona come un inno alla dedizione e all'arte. È un privilegio essere testimoni di un evento che non solo onora la storia, ma

proietta nel futuro una tradizione di eccellenza e innovazione. Maria Pia Altese e Francesco Fileccia, insieme al compianto

maestro Luca Altese e alla preziosa Cinzia Amico, hanno trasformato la danza in un linguaggio universale di amicizia e

integrazione, unendo generazioni di allievi che hanno brillato come campioni regionali e nazionali.

La loro visione ha aperto le porte a collaborazioni illustri, con maestri del calibro di Stefano Francia, Massimo Polo e Gianni

Nicoli, arricchendo il panorama della danza di coppia italiana. Recentemente, l'alleanza con il M° Leonardo Fileti e il suo

team ha segnato un nuovo capitolo di rinnovamento, introducendo discipline innovative come il "Balla e Snella", un

programma che unisce divertimento e benessere psico-fisico per le donne.

In questo contesto, l'amicizia emerge come il pilastro fondamentale, un valore che alla Magic Dance e alla Evasione Latina

si traduce in rispetto, inclusione e amore. La presenza di tanti amici e collaboratori, tra cui il presidente Csain Nicola

Cottone e il giornalista Fabrizio Silvestri, sottolinea l'importanza di questa serata. Un applauso caloroso accoglie sul palco

Cinzia Amico, Angela Novara, Serena Zichichi, Giovanna Barbiera, Miriana Fontana, Serena Mauro, Marco Rescigno e

Leonardo Fileti, simboli viventi di una comunità unita dalla passione per la danza. Maria Pia e Franco, con gratitudine,

offrono un piccolo omaggio a tutti i presenti, un ricordo tangibile di una serata indimenticabile.


TuttoBallo


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Non ci resta che piangere

di Sandro Mallamaci

Se proviamo ad aprire gli occhi, a svegliarci, a vedere in faccia la realtà, quello che scopriamo non è un brutto sogno.

Purtroppo è tutto vero! Il detto "occhio non vede cuore non duole" calza a pennello. Nel mondo ci sono sempre state

guerre e atrocità. Anche dopo l'orrore della seconda guerra mondiale si è continuato a combattere e a uccidere.

Vietnam, Corea, Medio Oriente, Argentina, Africa, Balcani, sono solo alcune delle aree del mondoche hanno subito altre

guerre. Informazioni, seppur filtrate, sono arrivate anche a chi direttamente non è stato coinvolto.

Con il progredire della tecnologia anche i mezzi di comunicazione hanno consentito una sempre più immediata

conoscenza di quello che accadeva nel mondo.

La libera informazione ci rende consapevoli di ciò che succede ma anche, nello stesso tempo, ci fa sentire responsabili

per non riuscire a fare qualcosa per fermare questi conflitti.

Perché forse una buona parte di responsabilità l'abbiamo proprio noi, paesi e popoli che non fanno la guerra e che

addirittura la ripudiano, come noi italiani, ma che contemporaneamente forniscono i mezzi di distruzione a chi nel mondo

vuole conquistare il potere con la forza.

Negli ultimi decenni questo senso di colpa è molto più sentito e diffuso che in passato proprio perché siamo coinvolti e

informati in tempo reale grazie alla tecnologia; e non mi riferisco solo ai media o ai giornalisti inviati ma soprattutto ai

social che mettono in rete tutto in tempo reale e senza alcuna censura o filtro.

Grandi sforzi sono compiuti da chi cerca di influenzare l'opinione pubblica per trovare ragioni di parte a giustificazione di

azioni politiche spesso difficilmente condivisibili, proprio perché ognuno ormai ha tutti gli strumenti per formarsi una

propria opinione sui fatti.

Ma a pensarci bene forse, una volta, quando l'accesso all'informazione era garantito soltanto attraverso pochi strumenti,

si viveva meglio.

I fatti che accadevano in giro per il mondo non sembravano così vicini e non ci toccavano direttamente e quindi molti

vivevano sereni nell'inconsapevolezza e nella beata ignoranza.

Oggi non abbiamo alcun alibi. Le cose le conosciamo e non possiamo fare finta di niente. Le nostre coscienze, o almeno

di chi c'è l'ha, sono chiamate a rispondere a tutto questo. Quando chi ci rappresenta ha la responsabilità di prendere

decisioni dovrebbe dare conto di ciò che fa proprio perché agisce per conto di intere popolazioni ed in nome di chi lo ha

scelto per rappresentarlo.

Invece accade che chi guida i governi crede di avere il potere di decidere a prescindere, senza sentire la necessità di

interpellare qualcuno, anzi, creando i presupposti perché nessuno possa manifestare un benché minimo dissenso. I

governi più importanti del mondo sono improntati proprio all'insegna dell'intolleranza verso chi manifesta e chiede

spiegazioni. Tutti costoro sono responsabili di ciò che fanno contribuendo a fomentare odio e morte nel mondo.

Noi tutti dovremmo rispondere alle nostre coscienze, ma i potenti del mondo dovranno rispondere di fronte a Dio.


TuttoBallo

Reggio Calabria pedala unita:

successo per la 37ª edizione di Bicincittà

di Eugenia Galimi

Vicedirettore

Domenica 18 maggio 2025, Reggio Calabria ha ospitato con entusiasmo la 37ª edizione di Bicincittà, la storica

manifestazione nazionale promossa dalla UISP (Unione Italiana Sport per Tutti). Organizzata localmente dal Circolo Tennis

Padel Crucitti, l'evento ha trasformato le strade della città in un vivace corteo di biciclette, promuovendo sport, ambiente e

socialità.

Una pedalata per tutti

L'evento ha visto la partecipazione di oltre 200 ciclisti di tutte le età, dalle famiglie con bambini ai gruppi organizzati

provenienti da tutta la provincia. Un fiume colorato e sorridente ha attraversato le vie della città, dimostrando ancora una

volta quanto sia forte il desiderio di vivere Reggio Calabria in modo sano e sostenibile.

Il percorso

La pedalata, non competitiva e aperta a tutti, è partita alle ore 9:30 da Piazza Indipendenza. Il percorso ha attraversato il

suggestivo Lungomare Falcomatà, proseguendo per Piazzale Botteghelle e Piazzale Pentimele, dove sono state previste

soste con ristoro. Il tragitto si è concluso nuovamente a Piazza Indipendenza, offrendo ai partecipanti un'esperienza

piacevole e accessibile a tutti.

Gadget e premi

Tutti i partecipanti hanno ricevuto una maglietta ufficiale, un cappellino e uno zainetto contenente gadget e promozioni

offerte dagli sponsor. Al termine della manifestazione, si è tenuto un sorteggio finale con premi a sorpresa, tra cui omaggi

gastronomici, rendendo l'evento una vera e propria festa cittadina.

Sicurezza e organizzazione

La sicurezza dell'evento è stata garantita grazie alla collaborazione di diverse realtà locali, tra cui la Polizia Municipale, la

Croce Rossa Italiana, le Guardie Ambientali "Le Aquile", la Guardia Faunistica, Martino Moto per la gestione delle chiusure

stradali e Cicli Iriti per l'assistenza tecnica. Questa sinergia ha assicurato un'esperienza sicura e piacevole per tutti i

partecipanti.

Un messaggio di sostenibilità

Bicincittà non è solo una manifestazione sportiva, ma anche un'occasione per promuovere la mobilità sostenibile e

sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza di uno stile di vita attivo e rispettoso dell'ambiente. L'evento ha dimostrato come

sia possibile vivere la città in modo più sano e consapevole, valorizzando gli spazi urbani attraverso l'uso della bicicletta.



TuttoBallo

Nello sport, non sempre il successo coincide con la coppa. A volte lo trovi nel

silenzio dopo l’urlo del pubblico, nei chilometri percorsi senza medaglia, negli

abbracci fuori dal podio. È questo il caso di Andrea Ranzani, pilota della

categoria RCK il nostro ROS50, protagonista di una stagione che ha il sapore

delle grandi storie: quelle fatte di sudore, delusioni e rivincite. Una storia che

ha avuto una burocratica battuta di arresto il 25 maggio a Cremona, ma che è

rinata l’8 giugno a Misano, più viva che mai.

Ecco cinque istantanee che raccontano il successo non celebrato e il riscatto

di un pilota che ha vinto prima di tutto dentro di sé.

1. La corsa perfetta… che non basta

A Cremona, Andrea ha dato tutto. Ha guidato con cuore, testa e manico. I

tempi erano buoni, il passo costante, i punti convalidati. Ma un

misunderstanding in fase di verifica lo ha escluso dalla premiazione. Il pubblico

era lì, pronto a esplodere. I supporter, gli amici, la sua crew. Ma il podio,

questa volta, aveva deciso di voltargli le spalle. Un successo non celebrato,

ma che nella sostanza c’era tutto.

2. La forza di chi sa cedere il podio a testa alta

Molti avrebbero mollato. Andrea no. Felice per tutti i supporter lì a fare il tifo,

ma con un pizzico di delusione per non averli resi fieri del successo, ha stretto

i denti, ha fatto silenzio e ha ascoltato il rombo della motivazione interiore. Non

era il momento di lamentarsi, ma di preparare il ritorno. Le sconfitte non ti

definiscono, ma il modo in cui reagisci sì. E lui ha reagito come un campione.

3. Il podio più strano: un divano, un’amica e la fidanzata

La settimana dopo Cremona, niente champagne, niente trofei, testa e moto a

Misano per i test. Solo un divano, una festa a sorpresa improvvisata in casa,

risate genuine, la compagnia di chi conta davvero: L’amica, la fidanzata, e

l’orgoglio di chi sa di aver fatto il massimo. È lì che è nato il vero premio: un

cuore più forte, una mente più lucida. Il divano come podio, i fiori rubati

dall’appartamento, un trofeo fatto con una moto giocattolo e gli affetti come

medaglia.

4. Misano, la pista del riscatto

L’8 giugno, a Misano, Andrea è tornato in pista con gli occhi di chi ha visto il

buio e ha scelto la luce. Ha corso come se Cremona non fosse mai esistita… o

forse proprio perché esisteva. Giri perfetti, sorpassi chirurgici, concentrazione

glaciale. E alla fine, il podio vero, quello che brilla sotto il sole e negli occhi

all’ora del tramonto. Il pubblico stavolta ha potuto applaudire, e lo ha fatto con

il cuore.

5. Il successo più grande: non smettere di crederci

Il successo non è solo una coppa. È il coraggio di risalire in moto, la forza di

non farsi spezzare, la bellezza di una risata sul divano quando tutto sembra

perso. E poi, quando meno te lo aspetti, arriva anche quel podio, quello vero.

E sa di libertà. Andrea, hai vinto molto più di una gara. Hai vinto la battaglia più

dura: quella contro la resa.

Il campionato continua, ancora una tappa, ancora Misano… ma il cuore del tifo

è già tuo.


PEGGY GUGGENHEIM COLLECTION

MARIA HELENA VIEIRA DA SILVA

Assia Karaguiozova

A Venezia, fino al 15 Settembre 2025

Mostra con il potere di trascinare nella profondità della terza

dimensione, attraverso le espressioni grafiche magnetiche dell’Artista.

ANATOMIA DI UNO SPAZIO, a cura di Flavia Frigeri [National Portrait

Gallery London]


VENEZIA: PALAZZO CINI CON BUILDING

GALLERY DI MILANO LJUBODRAG ANDRIC

Assia Karaguiozova

SPAZI, SOGLIE, LUCI - fino all’8 Settembre a Venezia e di seguito a Milano,

dal 9 Settembre all’11 Ottobre, a cura di Francesco Tedeschi.

Rivela una Luminosità sorprendente, nella Profondità degli Spazi, appunto.

Pittura coinvolgente, perfettamente ambientata in Campo San Vio e lo sarà

sicuramente, diversamente audace, negli spazi di Via Monte di Pietà.


STEFANO FRANCIA ENJOYART

presenta

COMPILATION e PODCAST

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME

Ascolta ora

PODCAST/STEFANOFRANCIA


TuttoBallo

Cinzia Bevilacqua e Ferdinando Fedele

sguardi a confronto.

Lisa Bernardini


TuttoBallo

“Io sono Tu sei”: un faccia a faccia sorprendente tra Cinzia

Bevilacqua e Ferdinando Fedele. Due artisti di indiscusso talento,

preparazione, esperienza, che nonostante utilizzino un diverso

linguaggio sono stati capaci di creare un dialogo, spontaneo ed

interagente. Stili, tecniche, tematiche in un raffronto intrigante grazie

ad un curatore di riconosciute esperienza ed abilità, Claudio Strinati.

Un evento da non perdere accolto dalla Galleria La Pigna e dal

Palazzo Maffei Marescotti, nota costruzione seicentesca ubicata nel

Rione Pigna, in angolo tra via dei Cestari e via della Pigna, e contiguo

alla Chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco.

L’exhibition “Io sono Tu sei” unisce la pittura - forma specifica di arte

visiva – di una appassionata Cinzia Bevilacqua, all’ arte visiva

ispiratrice di Ferdinando Fedele. La visione è per entrambi mezzo di

espressione e veicolo di profondi messaggi.

Bevilacqua usa il pennello per raccontarsi al mondo, e raccontare il

mondo ai suoi estimatori. Fedele preferisce la performance, l’incisione

e la grafica – e derivati di indagine sulla fotocalcografia, sull’offset e

sulla cianotipia, nonché approcci verso la stampa digitale e lo stencil -

per far comprendere la sua ricerca artistica a chi guarda.

Il colloquio tra i due creativi verrà ospitato il prossimo 18 luglio dalla

Galleria La Pigna a Roma, in via della Pigna 13a, all’interno di

Palazzo Maffei Marescotti, al centro di una Roma “ruffiana” che

ammalia e strizza l’occhio a passanti curiosi, tra bellezze

architettoniche che parlano di epoche passate di cui ancora si

percepisce nei vicoli la segreta essenza. Significativa è la scelta di

questa location, che per i suoi trascorsi (dagli Anni 60 sede UCAI -

Unione Cattolica Artisti Italiani) sembra richiamare gli ospiti ad essere

mediatori di mistero, nella certezza che tutta l’arte debba continuare

ad essere sacra nonostante i nostri tempi desacralizzati.

“Il fil rouge che unisce la mostra di Cinzia Bevilacqua e la

performance di Ferdinando Fedele è la riflessione sul mito di Narciso,

che trova una nuova risonanza nella nostra contemporaneità, segnata

dall'uso ossessivo dei social network” - annuncia alla stampa Claudio

Strinati, esperto di chiara fama, saggista, organizzatore e curatore di

innumerevoli mostre di grande rilievo nazionale ed internazionale.

“In una società in cui l’approvazione degli altri si misura in like,

l'identità individuale sembra sempre più legata all’immagine che

proiettiamo e modifichiamo per ottenere conferme. La continua

ricerca di consensi virtuali amplifica il bisogno di riconoscimento e

approvazione, trasformando il mito antico in una narrazione moderna

e ancora più pervasiva” - sottolinea.

Cinzia Bevilacqua presenterà nel contesto un racconto del suo

percorso artistico in cui, attraverso il linguaggio figurativo, esplora

temi a lei cari come la famiglia, la natura morta, la figura e il ritratto. A

questi si aggiunge il tema del mito di Narciso e l'ossessione

contemporanea per l’immagine di sé, che l'artista analizza indagando

l'identità sia interiore che esteriore. Il colore, protagonista assoluto

delle sue opere, diventa il mezzo espressivo attraverso il quale

plasma emozioni e forme, trasformando la realtà e offrendo una

riflessione profonda sull’evoluzione dell’essenza umana.

Parallelamente, Ferdinando Fedele proporrà una performance

interattiva, invitando i visitatori a partecipare, rendendoli parte

integrante dell'opera stessa, superando così una classica fruizione

passiva dell’evento. Coinvolgerà il pubblico nel fotografare e farsi

fotografare, creando così una riflessione sulla distorsione

dell’immagine e sul ruolo centrale che i social media hanno assunto

nella costruzione di identità alterate. Con la sua esibizione, Fedele

intenderà sovvertire l'idea tradizionale di Narciso: lo specchio non è

più il fiume in cui si rifletteva l’immagine, ma diventa lo sguardo

dell’altro. La dinamica del selfie, che passa dal riflettere sé stessi a

farsi ritrarre da qualcuno, ribalta il rapporto con l'immagine personale,

introducendo un dialogo tra la propria percezione e la visione altrui.

Alberto Angela - olio su tavola 67x57

Claudia Gerini - olio su tela 80x50

La bellezza,concetto fluido - olio su tela 70x70


TuttoBallo

Due artisti di grande spessore, che rappresentano appieno

gli interrogativi, i tormenti, le ansie da prestazione della

nostra contemporaneità.

Cinzia Bevilacqua è profondamente legata agli

insegnamenti dei suoi maestri, lavora con un linguaggio

figurativo, concentrandosi in modo quasi ossessivo sul

colore. Nelle sue opere, il colore è l’elemento principale che

costruisce le forme e crea un forte impatto emotivo. La sua

ricerca è finalizzata a trasmettere emozioni sincere, con

l’obiettivo dichiarato di “far battere il cuore” di chi osserva.

Ferdinando Fedele, dopo essersi trasferito a Roma, ha

intrapreso un percorso sperimentale che lo ha portato a

esplorare nuovi linguaggi e tecniche, tra cui pittura su

materiali diversi, scultura, installazioni, incisioni e

fotocalcografie. La sua arte combina l’uso di materiali

eterogenei con una ricerca concettuale volta a ridefinire il

rapporto tra l’opera e lo spettatore.

Valentina Pedrali, assistente alla curatela, presenta la

cornice di incontro fra Bevilacqua e Fedele: “La mostra

nasce dall'incontro tra due ex studenti dell’Accademia di

Belle Arti di Firenze, che negli anni '80 hanno condiviso il

percorso artistico sotto la guida del Maestro Goffredo

Trovarelli”. E specifica ulteriormente: “Questo legame ha

lasciato un segno profondo nelle loro carriere, influenzando il

loro approccio all'arte nonostante le evoluzioni personali e

stilistiche sviluppate nel corso degli anni. Pur avendo una

formazione artistica comune, Cinzia e Ferdinando hanno

intrapreso strade differenti, maturando linguaggi espressivi

autonomi. Le loro opere, pur diverse, condividono una radice

di ricerca artistica che si intreccia con le esperienze di vita e

con un continuo dialogo con il loro passato formativo”.

La conclusione di Strinati: “Io sono tu sei’ offre

un’esplorazione di due linguaggi artistici differenti che, pur

nascendo da una base comune, si sono sviluppati in direzioni

originali. In questa mostra l’Arte diviene mezzo di riflessione:

l’osservatore viene stimolato a una valutazione sulla

centralità dell'immagine nella società contemporanea,

esplorando il legame tra identità, percezione e

rappresentazione”.

L’inizio del vernissage è fissato alle ore 17.30 del 18

luglio, con introduzione da parte della Dott.ssa Valentina

Pedrali, che interverrà a più riprese, insieme al curatore

Prof. Claudio Strinati e al Dott. Don Giuseppe Fusari,

prete, scrittore e storico dell’arte.

Il vernissage d’apertura sarà accompagnato dalla pianista

Daniela Reboldi.

L’esposizione ad ingresso libero continuerà fino al giorno 31

luglio 2025, seguendo gli orari della galleria. E riprenderà dal

primo settembre fino al giorno 8 settembre 2025.

Info sugli artisti in mostra a www.cinziabevilacqua.it

www.ferdinandofedele.com


Lisa Bernardini

TuttoBallo


TuttoBallo

Una mostra di pittura da non perdere è stata inaugurata a giugno a Roma: “La vanità dell’Assenza” di Dario Fiocchi

Nicolai, a cura di Matteo Maione. E' ospitata da Kayros Contemporary Art a via Giulia nr. 8. L’esposizione, ad

ingresso libero, sarà ancora visitabile fino al 31 luglio seguendo gli orari di apertura della galleria ospitante.

L’orgoglio è una bestia feroce che vive nelle caverne e nei deserti; la vanità invece è un pappagallo che salta di ramo

in ramo e chiacchiera in piena luce – diceva Gustave Flaubert.

Arrivata a Roma una exhibition pittorica davvero singolare, inauguratasi lo scorso 13 giugno, e che invita a una

profonda e chiara riflessione sulla vanità dell'apparire e sull'inconsistenza di tale manifestazione, che vive di

contraddizione propria. Attraverso le opere di Dario Fiocchi Nicolai, e la sapiente curatela di Matteo Maione, i

visitatori di “La Vanità dell’Assenza” sono guidati in un percorso che esplora l'ossessione contemporanea per la

presenza e l'immagine, interrogandosi sul significato di “esserci a tutti i costi”.

Il titolo stesso suggerisce un paradosso, ponendo l'accento su un'assenza che, lungi dall'essere vuoto, rivela la

futilità di una costante e non autentica apparizione.

“In tempi remoti partecipare ad un vernissage significava essere dei privilegiati, dei veri prescelti, proprio perché

solo in quell'occasione l'artista stendeva sul quadro la vernice finale trasparente, l'atramentum, affinché i dipinti

mostrassero una maggiore lucentezza, prima dell'apertura ufficiale della mostra al pubblico” - ha dichiarato il

curatore Matteo Maione.

“In tempi più recenti partecipare ad un vernissage significa non essere più scelti ma semplicemente scegliere,

attraverso il web, un qualsiasi evento artistico, che riporti appunto la parola vernissage” - ha sottolineato.

L'artista, in questa esposizione, trova una forma di redenzione attraverso la sua arte, trasformando il proprio medium

in uno strumento di indagine introspettiva e critica sociale. Le tele di Fiocchi Nicolai diventano specchi in cui la

società può riconoscere le proprie dinamiche, spesso dettate da un'ansia di visibilità che rischia di offuscare

l'autenticità, e dove l’Artista indaga per primo se stesso.

Maione, presentando i dipinti, ha parlato di “(…) figure evanescenti, che sembrano vagare, attraverso impalpabili e

sfuggenti corpi, alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i loro smaglianti ed acuminati denti, proprio per placare

un’insaziabile e imprescindibile fame, che è però fame di presenza, che diventa appunto esistenza, sopravvivenza in

un mondo nel quale si deve a tutti i costi apparire, ritrovarsi per poi riperdersi nuovamente”.

Per concludere: la mostra di Fiocchi Nicolai – così emozionale, intimistica, e legata ad un mondo visibile, ma al

contempo impalpabile – raggiunge un risultato insperato: permettere al visitatore di sentirsi parte di un palcoscenico

di attori e spettatori nello stesso momento. “Personaggi in cerca di un pittore” - ama definirli Maione.

Ed eccolo, lo stesso pittore Fiocchi Nicolai, riflesso ed immerso nelle sue quindici tele in esposizione, che sono

sicuramente destinate a palati raffinati. "La Vanità dell'Assenza" e' ad ingresso libero e rimarrà aperta fino al 31

luglio, seguendo gli orari di apertura di Kayros Contemporary Art.


TuttoBallo


TuttoBallo

musica da ballare e da ascoltare

“Pomodoro Studio”

lancia la street latin

di Giovanna Delle Site

Pomodoro Studio, fondato nel 1978 da Bernardo Lafonte, ha

iniziato la sua avventura come studio di registrazione

professionale, accogliendo artisti di grande calibro come

Amedeo Minghi, Renato Carosone, Eugenio Bennato e molti

altri. Nel corso degli anni, l'attività si è trasformata in Edizioni

Discografiche ed Editoriali, ampliando il suo impatto nel

mondo musicale. Dal 1990, Pomodoro Studio ha

diversificato la sua offerta, producendo musica per la Danza

Sportiva e collaborando con l'ANMB. Ha inoltre creato la

disciplina Natusumba, che unisce fitness e meditazione,

ispirandosi ai quattro elementi della natura per promuovere

il benessere totale. La musica a 432 Hz prodotta dallo studio

è pensata per stimolare la mente e favorire il relax.

Attraverso il gruppo Facebook "Natusumba Line Dance",

Pomodoro Studio collabora con scuole internazionali di line

dance. Oggi, con band come Musicos de Sevilla e Los

Angeles Vagabundos, lo studio si dedica alla produzione di

musica latina, offrendo generi come cumbia, salsa e tango,

disponibili per il download sul loro sito ufficiale. Questa

nuova produzione arricchisce il panorama musicale,

offrendo brani ideali per il ballo e l'ascolto, contribuendo al

benessere fisico e mentale degli appassionati.

Pomodoro Studio

clicca qui per ascoltare la musica

NatuSamba


Lisa Bernardini


Dopo il suo primo libro “L’Agente Patogeno” pubblicato nel 2022, l’autore

umbro Daniele Alimenti è tornato in libreria con “L’Agente Patogeno e i

misteri della metropoli di Arsura” (Edizioni Clandestine).

Nella metropoli di Arsura, come il titolo stesso ci anticipa, un'altra incredibile

avventura attende l'Agente Patogeno che, proprio nel pieno di una tanto

attesa quanto indesiderata paternità, si troverà ad affrontare un nuovo

terribile nemico e un'implacabile minaccia proveniente dal Lontano Oriente:

Il Pignone Virus. Coadiuvato dal suo inseparabile aiutante WhatsApp e da

un sempre più confuso Commissario Bianco, dovrà ricorrere a tutte le sue

energie e a tutto il suo acume per dribblare le più astruse tesi

cospirazioniste, venire a capo di un intrigato quanto complesso caso di

duplice omicidio e smascherare il suo perfido antagonista.

Daniele, dove si trova Arsura?

Eh, bella domanda… Direi che si trova all’emisfero opposto dell’Isola che

non c’è. Arsura, infatti, è una grande metropoli in cui tutti i paradossi, le

mode e le isterie di una società sempre più frenetica prendono vita e forma;

l’esatto contrario dell’isola di Peter Pan dove, appunto, a prendere vita sono

sogni e speranze.

Senza svelare troppo, quali sono i principali misteri e casi che l'Agente

Patogeno investiga nel corso della narrazione?

Tutta la vicenda è accompagnata da una serie di casi decisamente surreali

tra cui due omicidi che risulteranno poi essere abilmente orchestrati

dall’antagonista di questo capitolo; ma forse il mistero più grande è scoprire

come e quanto questo terribile e inaspettato virus proveniente dal Lontano

Oriente sia concreto e pericoloso.

Come si evolve il rapporto dell'Agente Patogeno con la paternità e la

vita familiare?

Diciamo che si evolve nella rassegnazione che, in realtà non è una gran

bella evoluzione ma è pur sempre un primo passo. Penso che non tutti

nascano per essere padri, alcuni semplicemente ci si ritrovano e l’Agente

Patogeno fa sicuramente parte di questa categoria. L’impatto è

indubbiamente tremendo, soprattutto per un personaggio così egoriferito,

ma poi, alla fine si rassegna alla sua condizione appunto.

Le teorie complottiste e le minacce globali che emergono come

influenzano i personaggi?

Direi che, sia nel bene che nel male, li esaltano facendogli tirare fuori il

meglio o il peggio di loro stessi. C’è chi impazzisce seguendo ogni genere di

teoria e isteria che gli viene propinata e chi riesce a distaccarsi, nonostante

il marasma di informazioni e ragionamenti che gli piove addosso, e a

continuare a pensare con la propria testa.

Nomi e cognomi dei personaggi sicuramente non dati a caso: come li

scegli?

L’Agente Patogeno è un personaggio che ho in mente da anni mentre

WhatsApp è il Watson dei nostri tempi, l’aiutante per antonomasia. Gli altri,

invece, dipendono molto dal ruolo che hanno all’interno della storia.

Insomma, continueremo a seguire le vicende dell’Agente Patogeno e

della sua “cricca”?

Spero vivamente di sì, chiudere la saga con una trilogia è un po' quello che

ho in mente e anche quello a cui, tra una cosa e l’altra, sto lavorando. Ho

molte idee che mi girano per la testa, qualcuna ho iniziato a buttarla giù ma

altre le sto lasciando libere di girare; del resto la società odierna offre

quotidianamente infiniti spunti su cui poter lavorare e sarebbe un vero

peccato non coglierli a pieno.



Lo scrittore fiorentino di nascita e romano d’adozione Mario Pieri, noto con il nome d’arte di Tommaso Picasso, è

tornato dopo una serie di riconoscimenti letterari con “Ho pianto tanto a Tripoli”, la quarta avventura di “Picasso &

Valeri - I delitti degli anni ruggenti” (Youcanprint).

Roma, 1932. Giovan Battista Picasso, redattore di spettacoli del “Messaggero”, incontra per caso una sua vecchia

conoscenza di quando aveva vissuto a Tripoli, all’epoca fiorente colonia italiana. Ma il destino è bizzarro: un giorno in

cui Picasso si reca di nuovo a visitarlo, l’uomo viene trovato morto nella sua biblioteca.

Il commissario Valeri, amico del giornalista, si trova ben presto a indagare, oltre che sul delitto, anche su uno strano

furto subìto dalla vittima. Almeno tre sono i sospettati, tutti con solide motivazioni. Mentre viene vagliato ogni indizio, ci

si interroga su come l’assassino abbia potuto agire. Il mistero arrovella Picasso non meno del suo sentimento per

Giulia, un’attrice piacevole e intelligente, con la quale ha condiviso una recente e drammatica vicenda.

Mario, torni con un nuovo romanzo della serie “I delitti degli anni ruggenti”. Cosa rappresenta “Ho pianto

tanto a Tripoli” nel percorso della saga?

Nei miei libri Giovan Battista Picasso svolge, per così dire, tre tipi di indagine. La prima è quella classica dei gialli, che

lo vede coinvolto nella risoluzione di crimini e misteri, da solo o insieme al commissario Valeri. La seconda consiste

nella graduale scoperta di luoghi che lui non conosce, essendo un genovese trasferitosi da giovane nella grande e

monumentale Roma. La terza indagine è quella che lui fa su sé stesso andando a ritroso: i suoi rapporti con il padre, le

esperienze di guerra, la parentesi africana e via dicendo. In “Ho pianto tanto a Tripoli”, più che nei tre romanzi

precedenti, queste tre ricerche parallele svolgono un ruolo molto importante nel percorso di crescita umana e

professionale di G.B. Picasso e anche degli altri protagonisti.

Qual è l'impatto dei luoghi (Roma, Tripoli) sugli eventi e sui personaggi?

I luoghi non sono solo palcoscenici, bensì componenti fondamentali delle storie. Senza il primo mistero, relativo a una

morte avvenuta nel popolare quartiere romano della Garbatella nel Natale del 1929, non ci sarebbe stato tutto il resto.

A cominciare dal fatto che il giornalista e il commissario non si sarebbero mai conosciuti. Gli anni trascorsi da G.B.

Picasso a Tripoli, che lui credeva ormai chiusi nel cassetto dei ricordi, all’improvviso gli si parano davanti e lo fanno

precipitare in una nuova avventura, stavolta in modo involontario. Allo stesso tempo, però, gli forniscono chiavi

importanti per arrivare alla soluzione del caso. Anzi, alle soluzioni, perché i misteri da risolvere si riveleranno più d’uno.

In che modo, invece, le relazioni personali influenzano l'indagine e le decisioni?

Cerco sempre di rendere i personaggi realistici e poco stereotipati: non c’è un investigatore infallibile, non c’è una

“femme fatale”, non ci sono cattivi dalla perfidia quasi diabolica. G.B. Picasso è un giovanotto insoddisfatto del suo

lavoro in un quotidiano romano, perciò vuole dimostrare al commissario Valeri che anche lui è in grado di venire a

capo di un delitto, ma finisce per ficcarsi in qualche guaio. Oppure si getta nella mischia senza riflettere perché non

sopporta che Giulia e altre donne siano vittime di soprusi e violenze. A sua volta, Giulia deve spesso riportare G.B.

Picasso con i piedi per terra, e la relazione complicata che c’è tra i due a volte li induce a prendere decisioni istintive

con esiti imprevedibili. Poi c’è il commissario Valeri, che comanda i suoi uomini come fa un buon capo, guidandoli ed

esaltando le qualità di ognuno di loro. Questi sono solo esempi, ma spiegano l’importanza delle relazioni personali sia

tra i protagonisti sia tra i comprimari.

Come i segreti e il passato dei personaggi guidano la trama?

In questa avventura, in particolare, è il passato a fare da filo conduttore, al di là della ricerca dei colpevoli e del modo in

cui essi hanno agito. Il passato entra in scena subito, con l’incontro fra G.B. Picasso e un suo amico conosciuto a

Tripoli. Costui a sua volta vive immerso nel passato, chiuso nella sua passione per l’archeologia, nel ricordo della

moglie scomparsa e forse in qualcos’altro che non ha fatto in tempo a rivelare. Ognuno dei tre sospettati principali

potrebbe avere avuto un movente legato a eventi accaduti nel passato, che il commissario Valeri si ingegna di portare

alla luce. Alla fine, comunque, il cerchio si chiuderà: i segreti saranno svelati e il passato lascerà spazio al presente.

Per concludere, una curiosità: sei un grande appassionato e studioso di storia, ti cimenteresti in un libro

ambientato nel futuro?

In realtà ho già scritto un racconto ambientato in un futuro prossimo, dal titolo “CAPTCHA”, che è stato pubblicato da

una rivista di letteratura e ha ottenuto un premio a un importante concorso. Questo costituisce per me uno stimolo a

intraprendere questa nuova rotta, prima o poi, magari con un romanzo. Però ho ben chiaro che la “fantascienza” (dico

così per semplicità) è un po’ l’antitesi del “giallo storico”. Quest’ultimo mi obbliga a far agire i personaggi in uno

schema temporale e geografico preciso, ma allo stesso tempo mi offre spunti reali e concreti per le trame poliziesche:

prendo a esempio la rivoluzione urbanistica subita da Roma durante il Ventennio fascista e i relativi interessi politici ed

economici (che sono alla base del secondo romanzo) e anche il rapporto tra l’Italia dell’epoca e le colonie (vedi terzo e

quarto libro). D’altra parte, un’eventuale avventura ambientata nel futuro mi darebbe la massima libertà di azione, pur

dovendo stare molto attento a creare personaggi e situazioni comunque credibili, oltre che comprensibili per il lettore.

È un’idea che mi stuzzica e che, forse, affronterò quando la saga dei “delitti degli Anni Ruggenti” avrà fine, o si

prenderà una meritata pausa.


Angiolina Sensale, pianista di grande successo, ha deciso

di dedicarsi all'insegnamento presso il Conservatorio di

Piacenza dopo anni di concerti e performance di alto livello.

La sua esperienza e passione per la musica la rendono

un'insegnante preziosa, pronta a ispirare e guidare le

nuove generazioni di musicisti.


Angiolina, grazie di questo incontro. Partiamo come ogni

nostra intervista dai tuoi esordi. Come nasce il tuo amore

per la musica?

Grazie Antonio per questa opportunità di ripercorrere il mio

passato! Il mio amore per la musica nasce da bambina: mi è

sempre piaciuto ascoltare musica e cantare. I miei erano

appassionati di musica classica e molto spesso ascoltavo i

vinili di famiglia, in particolare musica pianistica e sinfonica.

Da adolescente mi sono innamorata di Elton John, di cui

cantavo numerose canzoni

Il pianoforte, perche?

Il pianoforte è stato , da piccolissima, uno dei miei giocattoli

preferiti. In casa c'era un pianoforte verticale di mia mamma,

che aveva studiato musica a livello amatoriale. Ci passavo

ore, a cercare di ricostruire melodie ascoltate e poi, dall'età di

6 anni, a studiare metodi pianistici e i primi brani d'autore.

Avevo come insegnante un'anziana suora, molto severa,

ormai poco motivata all'insegnamento, ma per me la lezione

di pianoforte era comunque tra gli appuntamenti più attesi

della settimana. Una volta terminate le scuole medie chiesi ai

miei di poter studiare con un insegnante di Conservatorio. Per

fortuna nella mia città abitava il M° Giuseppe Aneomanti, che

mi ha seguito per tutte le materie teoriche , oltre al pianoforte,

e portato, in soli 6 anni di studio, a conseguire il diploma

decennale da privatista presso il Conservatorio di Milano

Il tuo primo concerto...quali ricordi?

Il mio primo concerto,nell'autunno del 1984, è stato al

Collegio Borromeo di Pavia con un programma comprendente

il Concerto italiano di Bach e le Sonate di Beethoven

"Patetica" e "Appassionata". Ricordo un grande senso di

responsabilità, più che di paura, nell'affrontare un pubblico

numeroso per la prima volta. Una sfida con me stessa, nel

padroneggiare tecnicamente e mnemonicamente il

programma, ma anche il desiderio di non deludere le

aspettative del maestro e di tutti coloro che credevano in me.

Decidere di terminare il Liceo Classico e dedicarmi

completamente al pianoforte senza iscrivermi all'Università

come tutti i miei compagni di classe era stata una scelta non

approvata all'unanimità... Il dubbio era quello che rimanessi

relegata in una dimensione hobbistica della musica senza

riuscire a dare una svolta lavorativa alla mia passione.

ll viaggio per un concerto più bello che ricordi e perche?

I miei viaggi più belli sono stati quelli in Brasile: ho insegnato

nelle Università del Rio Grande do Sul e del Paranà e tenuto

concerti in moltissime città. A parte le bellezze naturalistiche e

le mete turistiche di grande suggestione, mi sono sorpresa

ogni volta del calore del popolo brasiliano, dell'empatia così

facile e immediata. Ho ricordi bellissimi, e dal Brasile ho

portato in Italia anche alcuni studenti. Tra questi un'artista

speciale, che ora è naturalizzata italiana: il soprano Susie

Georgiadis. Nei miei desideri è sempre presente il ritorno in

questa terra magica.

Un altro viaggio che ricordo con piacere è stato quello a

Stoccolma, con un concerto proprio sotto il veliero Vasa.

Dopo tanti concerti poi, arriva la docenza in

Conservatorio. cosa significa per te l'insegnamento?

Il mio rapporto verso l'insegnamento ha subito

un'evoluzione nel corso degli anni. Posso dire che

insegnanti si diventa e che il proprio metodo deve

continuamente aggiornarsi e rimodellarsi in rapporto al

proprio interlocutore. Negli ultimi anni ho reinventato il

metodo di insegnamento attraverso il rapporto con i

numerosi studenti orientali che affollano i conservatori

italiani. Molti cercano nell'insegnante un punto di

riferimento durante gli anni che trascorrono lontano dalla

propria terra a studiare il Belcanto italiano. E'

sorprendente constatare come i risultati didattici siano

direttamente proporzionali al tipo di rapporto umano

instaurato. In questo senso l'attività didattica sa dare molto

e rappresenta per me un complemento inalienabile

dell'attività artistica .

Il rapporto dei giovani con la musica in base alle tue

esperienze.....com'è oggi?

I giovani , che rappresentano il pubblico di domani,

rispondono alle sollecitazioni dei media. Non è difficile

creare un pubblico per la musica commerciale, che

costituisce l'oceano in cui si nuota quotidianamente. Più

difficile creare un pubblico per la musica cosiddetta "colta",

per la quale manca un progetto serio di educazione nella

scuola italiana. Rispetto a 20 anni fa le cose stanno

cambiando, ma è ancora troppo poco.Per amare un

prodotto bisogna conoscerlo, senza prevenzioni. La

musica classica e lirica sono purtroppo ancora ghettizzate

dalla cultura di massa.

Hai conseguito successivamente poi una laurea in

Scienze dei Beni Culturali presso l'Università Statale

di Milano. Questo ha reso i tuoi orizzonti culturali piu

completi?

Ho conseguito la Laurea in Scienze dei Beni Cultuali a 50

anni, rimettendomi in discussione come studentessa. Il

corso è stato molto stimolante e mi ha permesso di

arricchire le mie conoscenze sotto diversi profili, ad

esempio quello della Legislazione dello Spettacolo dal

vivo, così utile per chi organizza eventi. Ho ripreso con

piacere anche materie come Letteratura Greca , Storia

Romana e , altra mia grande passione, Storia del Cinema

Dal 1993 sei Direttore Artistico del Festival

Ultrapadum, che abbraccia eventi e concerti

dell'Oltrepo Pavese. Come è nata questa avventura?

Sono sempre stata appassionata delle bellezze del mio

territorio, in particolare i castelli e le dimore storiche.

Trentatre anni fa ho avuto l'idea di organizzare eventi

musicali all'interno di edifici storici , che aprivano le porte

al pubblico in occasione dell'evento. Non esisteva nulla del

genere in quegli anni. Il modello di evento culturale ha

subito conquistato il pubblico e il Festival, dalla prima

edizione di 5 eventi , è arrivato ai 55 del 2006,con

certificazione di rilevanza regionale. Lo stesso progetto si

è poi esteso alle province di Alessandria e Piacenza con

uguale successo


Che programma presenterete questo

anno?

Il programma di quest'anno è

particolarmente articolato, con 40 eventi

tra le province di Pavia, Alessandria e

Piacenza. Ci sono spettacoli che spaziano

tra tutti i generi musicali,con un'attenzione

alle ricorrenze del 2025: il 150°

anniversario di Carmen, celebrato a

Rivergaro con "Carmen: la solitudine che

si fa danza", il bicentenario di Strauss, con

un concerto di Valzer Viennesi diretto da

Jiulius Kalmar e con la partecipazione di

un gruppo di Danza in costumi storici.

Saranno ospiti del Festival Ensemble

prestigiosi come l'Orchestra dei Pomeriggi

Musicali e l'Orchestra Filarmonica dei

Navigli con l'esecuzione della Sinfonia Dal

Nuovo Mondo.

Una kermesse che accompagnerà i week

end da metà giugno a fine ottobre

( www.festivalultrapadum.it)

Cosa suggeriresti ad un giovane che

vuole avvicinarsi al mondo della

musica e dell'arte oggi?

Di essere curioso e attento, di prediligere

l'ascolto dal vivo e le emozioni visive dal

vivo, di limitare l'uso del cellulare e

riscoprire il valore della bellezza delle

cose semplici, che di per sè possono già

essere arte. Nel caso volesse poi studiare

seriamente musica , magari per affrontare

la professione, consiglierei di scegliere un

insegnante che possa essere fonte di

ispirazione costante e mai di frustrazione.


Jeanne Moreau corre sul Lungotevere

La quarta edizione di "Nouvelle Vague sul Tevere" si tinge di un

verde vibrante, simbolo di rinascita e libertà, evocando l'immagine

iconica di Jeanne Moreau che corre lungo il Tevere. Dal 4 all'8

luglio, Roma si trasforma in un palcoscenico per celebrare il

gemellaggio con Parigi, un legame che nel 2026 raggiungerà i 70

anni. Questo festival cinematografico, in perfetta sintonia con il suo

gemello parigino "Dolcevita-sur-Seine", offre un ricco programma di

proiezioni, incontri e musica, unendo le due capitali in un abbraccio

culturale senza precedenti.

La Casa del Cinema diventa il cuore pulsante dell'evento, mentre

Villa Medici e Villa Massimo ospitano incursioni artistiche che

amplificano il tema dell'amore universale e sovversivo. La mostra

"Raymond Cauchetier: Baci rubati" a Villa Massimo, ad esempio,

rende omaggio al fotografo di scena della Nouvelle Vague,

evocando l'energia ribelle di un'epoca che continua a ispirare.


les-enfants-du-paradis © ufficio stampa


Antoinette_dans_les_Cevennes_Photo_2∏Julien_PaniÇ_CHAPKA FILMS _ LA FILMERIE_FRANCE 3 CINEMA


STEFANO FRANCIA ENJOYART

presenta

COMPILATION e PODCAST

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME

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PODCAST/STEFANOFRANCIA


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Arena CineVillage Talenti

Il Cinema Sotto le Stelle nel Cuore del Sessantotto

Village, in Collaborazione con ANEC Lazio!

Nasce l'Arena CineVillage di Talenti, un nuovo spazio cinematografico all'aperto inaugurato il 16 giugno nel cuore del

Sessantotto Village, in collaborazione con ANEC Lazio. Fino al 28 agosto 2025, il Parco Talenti ospiterà ogni sera

proiezioni di film italiani, europei e internazionali, accompagnate da incontri con autori e ospiti del mondo del cinema.

L'iniziativa, che mira a valorizzare l'esperienza collettiva della visione cinematografica, prevede un biglietto simbolico di

3,50 euro per sostenere l'industria audiovisiva. Tra i protagonisti delle prime settimane ci saranno nomi noti come Greta

Scarano e Mario Martone. L'Arena si inserisce nel più ampio contesto del Sessantotto Village, un festival multidisciplinare

che offre concerti, laboratori e eventi gratuiti, arricchendo l'estate culturale romana.

, Greta Scarano (La vita da grandi)

Roberto Andò (L’abbaglio)


Guy Nader, Maria Campos Time takes the time time takes _©Alfred Mauve

Fuori Programma 2025:

Un Decennio di Danza e Incanto nella Capitale

Roberto Zappala_Compagnia Zappalà Danza & Munedaiko Brother to Brother_ site specific version_ph. SerenaNicoletti


La Capitale si prepara a ospitare la decima edizione di Fuori Programma, il festival internazionale di danza

contemporanea che, sotto la direzione artistica di Valentina Marini, promette di incantare il pubblico con il tema evocativo

"In-Canti". Dal 2 al 9 luglio, Roma diventerà il palcoscenico di un viaggio artistico che attraverserà il Teatro India, i Mercati

di Traiano e il Parco Tor Tre Teste Alessandrino, offrendo performance en plein air al tramonto, musica dal vivo e

installazioni coreografiche.

Il festival di quest'anno si distingue per un cartellone ricco e variegato, che mette in dialogo artisti nazionali e

internazionali, tra cui la pluripremiata compagnia spagnola La Veronal di Marcos Morau, che presenterà "Totentanz.

Morgen ist die frage", una rivisitazione contemporanea della "danse macabre". Dalla scena iberica, il duo GN|MC e il duo

Carles Castaño e Sau-Ching Wong porteranno innovazione e tecnologia con performance che esplorano il tempo e la

realtà virtuale.


Lloyd Knight

(Martha Graham Dance Company


Il Ravenna Festival si prepara a chiudere in grande stile con "Les Étoiles pour homme", un gala di danza che sfida la

celebre affermazione di George Balanchine secondo cui "Il balletto è donna". In programma il 13 luglio al Palazzo

Mauro De André, questo evento, diretto artisticamente da Daniele Cipriani, celebra la danza maschile in tutte le sue

sfaccettature, presentando un cast di straordinari talenti. Tra i protagonisti, spiccano nomi come Sergio Bernal,

Davide Dato e Lloyd Knight, che porteranno sul palco coreografie di maestri che hanno scritto la storia della danza.

La serata promette di essere un inno alla libertà dell'umanità, con danze che esplorano temi di diversità e

liberazione. Knight, ad esempio, danzerà "Lamentation", un pezzo iconico di Graham, per la prima volta interpretato

da un uomo, mentre Miccini e Moore presenteranno "Chant du compagnon errant", un balletto che riflette sul viaggio

della vita. La musica dal vivo, eseguita da talentuosi musicisti, arricchirà ulteriormente l'esperienza. La chiusura del

gala sarà affidata a un momento di leggerezza con la parodia de "La morte del cigno", sottolineando l'importanza di

trovare un equilibrio tra profondità e umorismo. "Les Étoiles pour homme" non è solo un evento di danza, ma

un'esperienza che invita a riflettere sulla libertà e sull'umanità, promettendo di lasciare un'impronta indelebile nel

cuore del pubblico.

Le coreografie portano firme prestigiose, tra cui quelle di Maurice Béjart, Martha Graham, Jerome Robbins,

Christopher Wheeldon, Marco Goecke, e il programma include anche molte "prime", lavori rappresentati per la prima

volta in Italia o in Europa, alcuni commissionati appositamente. Inoltre, aleggia (come si vedrà) il profumo, la

presenza spirituale, di due tra i più celebri protagonisti della danza maschile di tutti i tempi: Rudolf Nureyev e Mikhail

Baryshnikov. “Se noi siamo qui e danziamo, è anche grazie a voi”, sembrano voler dire i danzatori di Les Étoiles

pour homme.


Les Étoiles pour homme - Una parata di talenti, ma

soprattutto un inno alla libertà dell'Uomo (inteso qui non

come genere maschile, bensì come rappresentante

dell'umanità nel suo insieme), una libertà che la danza in

ogni sua sfaccettatura - che sia essa classica, moderna,

folcloristica o (perché no?) anche umoristica - incarna.

Matteo Miccini e David Moore (Balletto di Stoccarda),


La "divina" Tatianna Youbetyabootskaya, al secolo Andrea Fabbri,

unico danzatore italiano della troupe en travesti “Les Ballets Trockadero de Monte-Carlo”


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Bruce Springsteen, noto come "The Boss", è una delle figure più iconiche della musica rock, la cui carriera si

estende per oltre cinque decenni. Con l'uscita di "TRACKS II: THE LOST ALBUMS", Springsteen offre ai fan

un'opportunità unica di esplorare sette album inediti, un cofanetto prezioso che raccoglie 83 brani e colma

capitoli significativi della sua vita e carriera. Questo progetto, descritto dallo stesso artista come «dischi

completi, alcuni addirittura già mixati ma mai pubblicati», è stato realizzato con il produttore Ron Aniello e

l'ingegnere del suono Rob Lebret presso i Thrill Hill Recording Studios nel New Jersey. Springsteen ha

condiviso: «Ho suonato questa musica per me stesso e per alcuni amici intimi per anni. Sono felice che ora

possiate finalmente ascoltarla. Spero che vi piaccia».

Il cofanetto, disponibile in edizione limitata in formato 9 LP, 7 CD e digitale, include un libro rilegato di 100 pagine

con foto d'archivio rare e note dettagliate scritte dal saggista Erik Flannigan. La varietà musicale di "The Lost

Albums" spazia dalla cruda esplorazione sonora di "LA Garage Sessions ’83" ai suoni di drum loop e

sintetizzatori di "Streets of Philadelphia Sessions". Springsteen ha dichiarato: «La possibilità di registrare in

casa ogni volta che volevo mi ha permesso di esplorare una vasta gamma di direzioni musicali diverse».

Inoltre, il 27 giugno è uscito il set "Lost And Found: Selections from The Lost Albums", con 20 brani selezionati

dalla raccolta. L'annuncio di "TRACKS II" ha suscitato entusiasmo tra i fan e la critica, definendolo un "tesoro" e

"sorprendente". Sei singoli hanno anticipato la pubblicazione, tra cui "Rain in the River" e "Faithless".

Recentemente, Springsteen e la E Street Band hanno infiammato San Siro a Milano, celebrando il 40esimo

anniversario della loro prima esibizione in Italia. Con il "The Land of Hope & Dreams Tour", che ha visto oltre

700.000 fan, Springsteen continua a dimostrare perché è considerato uno dei più grandi artisti della musica

contemporanea.

© F R E E P R E S S O N L I N E - v i e t a t a l a r i p r o d u z i o n e D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r T "


Dopo quarant'anni dal suo primo concerto a Milano, Bruce Springsteen ha fatto il suo attesissimo ritorno al San Siro, di

fronte a un pubblico di 58.000 spettatori entusiasti. L'artista si è presentato sul palco con un'eleganza inusuale,

indossando camicia, cravatta e gilet, un abbigliamento che riflette la sua personalità poliedrica e il rispetto per il suo

pubblico. Il tour, che prevede due tappe milanesi, si è aperto con l'inno di resistenza «No Surrender», un manifesto di

determinazione che ha subito catturato l'attenzione di tutti.

Nonostante le difficoltà legate a una recente operazione, Little Steven ha dimostrato la sua indomita presenza,

mantenendo il suo caratteristico ghigno e contribuendo a creare un'atmosfera di intimità e complicità. Dopo un paio di

brani, Springsteen si è rivolto al pubblico, avvalendosi di sottotitoli in italiano per garantire che ogni parola fosse

compresa. In un'epoca in cui il messaggio politico è spesso frainteso, il Boss ha chiarito la sua intenzione: non si tratta

di MAGA o di una Grande America, ma di un invito a unirsi nella «terra della speranza e dei sogni», come recita il titolo

del tour e dell'omonima canzone.

Nonostante alcuni abbiano percepito il concerto come un comizio musicale, il rock and roll ha risuonato potente in ogni

angolo dello stadio. Springsteen si è mostrato in grande forma, un sollievo per i fan dopo un'esibizione a Ferrara due

anni fa, in cui appariva distaccato. Gli assoli di Nils Lofgren, in particolare quello infuocato di «Because the Night»,

insieme alla macchina del tempo rappresentata da Max Weinberg e Garry Tallent, e ai ricami delle tastiere di Roy

Bittan, hanno creato un suono autentico e senza finzioni. Il sax di Jake Clemons e gli accenti gospel dei cori hanno

ulteriormente arricchito l'esperienza, dimostrando che non c'è bisogno di effetti visivi stravaganti per emozionare.

Il momento culminante è arrivato con «The River», che, pur essendo un brano di profonda introspezione, si è

trasformato in un canto collettivo, unendo il pubblico in un abbraccio sonoro. Durante i bis, le luci si sono accese sulla

platea, creando un'atmosfera di festa per i classici «Born in the USA», «Born to Run» e «Dancing in the Dark».

L'epilogo del concerto ha visto l'esecuzione di due cover: «Twist and Shout», per estrarre l'ultima goccia di energia, e

«Chimes of Freedom» di Bob Dylan, un richiamo alla riflessione che ha lasciato il pubblico con un pensiero profondo.

Bruce Springsteen ha dimostrato ancora una volta di essere non solo un grande artista, ma anche un narratore

capace di unire le persone attraverso la musica, portando un messaggio di speranza e resistenza in un mondo che ne

ha sempre più bisogno.



LUK3, all'anagrafe Luca Pasquariello, è un giovane cantautore

nato nel 2007 a Marcianise, in provincia di Caserta. Fin dalla

tenera età, ha coltivato una passione travolgente per la musica,

iniziando a suonare la chitarra con il supporto della sua famiglia e

scrivendo la sua prima canzone all'età di soli 13 anni. La sua

carriera ha preso una svolta significativa quando ha partecipato

al talent show "Amici 24", dove ha saputo conquistare il cuore del

pubblico con il suo stile fresco e autentico.

Prima di entrare nel programma di Maria De Filippi, LUK3 aveva

già iniziato a costruire una solida fanbase online, accumulando

centinaia di migliaia di follower su piattaforme come Instagram e

TikTok, dove conta rispettivamente 279k e 627k seguaci. I suoi

brani, tra cui “Tutta Rosa” (in collaborazione con Ascanio e

Vyperr), “Alice” e “Sara”, hanno raggiunto la viralità, dimostrando

la sua capacità di connettersi con il pubblico attraverso melodie

accattivanti e testi evocativi.

Durante la sua esperienza ad "Amici 24", LUK3 ha presentato

una serie di inediti che hanno catturato l'attenzione degli

ascoltatori, come “PARIGI IN MOTORINO”, “VALENTINE”,

“PIANGI” e “ROMA LO SA”, totalizzando oltre 13 milioni di

stream su Spotify. Conclusa la sua avventura nel talent, ha

lanciato il singolo estivo “BIANCA-PRADA”, seguito dal suo

attesissimo EP d’esordio “Diciotto”. Quest'ultimo ha debuttato al

2° posto nella classifica “CD, Vinili e Musicassette” e al 7° posto

nella classifica FIMI Album, segnando un inizio promettente per

la sua carriera.

Dopo il successo del suo primo EP, LUK3 ha annunciato i suoi

primi concerti, che si terranno il 30 settembre presso Largo

Venue a Roma e il 2 ottobre presso Santeria Toscana a Milano. I

biglietti saranno disponibili in prevendita a partire dal 19 giugno

alle ore 14.00 su Ticketone e nei punti vendita abituali, con

l'organizzazione a cura di Color Sound.

Sul palco, il giovane cantautore campano presenterà i brani che

hanno segnato il suo percorso artistico, condividendo il suo

mondo emotivo e creativo con il pubblico. Questi concerti

rappresentano un'opportunità unica per LUK3 di entrare in

contatto diretto con i suoi fan, offrendo due show che promettono

di rivelarlo come una delle voci più sincere e promettenti della

sua generazione.

"Diciotto" è il racconto senza filtri di LUK3, un viaggio attraverso

le emozioni e le sfumature della Generazione Z, un mondo ricco

di luci e ombre. L'EP è composto da sei brani, tra cui l'inedito

“Canzoncine”, che esplora la lotta interiore dell'adolescenza, e i

brani più rappresentativi del suo percorso ad "Amici 24", come

“Valentine” e “Parigi in motorino”, insieme al già virale “Bianca-

Prada”, pubblicato lo scorso 13 maggio.

Con un talento in continua crescita e una visione artistica

autentica, LUK3 si prepara a lasciare un segno indelebile nella

scena musicale italiana. Non resta che attendere con

trepidazione i suoi concerti, dove il giovane artista avrà

l'opportunità di brillare e di far sentire la sua voce unica.



Nel panorama musicale italiano, poche canzoni hanno lasciato un'impronta indelebile come "Figli delle Stelle" di Alan Sorrenti. Questo

brano iconico, che ha fatto ballare generazioni intere, torna a risplendere sotto una nuova luce grazie a un progetto innovativo che unisce

talenti di diverse nazionalità e stili. A partire da venerdì 4 luglio, le onde radio accoglieranno "Children of the Sky", una reinterpretazione in

inglese del celebre successo di Sorrenti. Questa nuova versione, interpretata dall'appassionato O’ NeeL, è stata arricchita da tre

rivisitazioni uniche, curate dai talentuosi Bruno Guerrini, Lo Zio Peter e Dj Patrickx. Queste versioni, già disponibili in formato digitale

grazie a UDP – Disco Più e The Orchard, promettono di conquistare sia i nostalgici che le nuove generazioni.

Il progetto ha avuto origine quasi per caso, durante una serata tra amici in un locale milanese. Mentre il successo di Sorrenti risuonava in

sottofondo, Lino Dentico, Bruno Guerrini, Lo Zio Peter e Dj Patrickx, insieme all'amico americano O’ NeeL, hanno avuto l'idea di dare

nuova vita al brano. O’ NeeL, amante della musica italiana, ha colto l'occasione per collaborare con il team, utilizzando il testo inglese

"Children of the Sky", scritto da Alan Sorrenti e Maurizio Bettelli. Il risultato è una triplice reinterpretazione che include la '70 Original

Taste, fedele alla versione originale, e due remix italo dance che riflettono l'evoluzione musicale del team. Bruno Guerrini, con la sua

visione innovativa, Lo Zio Peter, maestro del ritmo, e Dj Patrickx, esperto di sonorità contemporanee, hanno saputo esaltare l'essenza

del brano originale, rendendolo attuale e irresistibile. Questa nuova avventura musicale non è solo un omaggio a un classico

intramontabile, ma anche un ponte tra passato e presente, unendo generazioni attraverso il linguaggio universale della musica. "Children

of the Sky" è pronto a farci sognare ancora una volta, ricordandoci che, in fondo, siamo tutti figli delle stelle.


TuttoBallo

FAMILY THERAPY


TuttoBallo

In un mondo in cui la monotonia può diventare opprimente, i Little Pieces of Marmelade emergono con una

visione audace e disturbante, un’immagine che si insinua tra le crepe della nostra esistenza quotidiana. Il loro

nuovo singolo, *Family Therapy*, in uscita venerdì 27 giugno per Astralmusic, segna un ritorno atteso dopo un

silenzio durato oltre due anni, durante i quali la band ha continuato a esplorare e a creare, alimentando un

archivio sterminato di idee e visioni sonore.

“Abbiamo scritto così tanta musica che non sapevamo da dove cominciare. Alla fine, abbiamo scelto *Family

Therapy* perché è la canzone che più ci rappresenta in questo momento,” raccontano i membri della band.

Questo brano, già presentato in alcune esibizioni dal vivo, trova ora la sua forma definitiva, segnando l’inizio di

un nuovo capitolo per i LPOM, una strada ancora da percorrere, che si avvia da ciò che è difficile da esprimere e

impossibile da ignorare.

Registrato e prodotto nello studio della band a Filottrano (Ancona), *Family Therapy* è un prodotto di

un’estetica lo-fi, caratterizzata da sonorità ruvidamente elettriche e imperfette, che oscillano tra scariche ad alto

volume e contaminazioni grunge, punk e blues. Questo sound riflette la tensione emotiva del testo, che si nutre

di riferimenti volutamente surreali, spaziando da Ron su cassetta a scorci onirici di Nino D’Angelo, fino a assoli

spigolosi che richiamano Thomas Raggi. Non è una canzone comoda, né aspira a esserlo.

Il brano affronta una delle immagini più inquietanti e affascinanti che possono emergere dall’inconscio: durante

la primavera del 2020, in uno dei periodi più bui della nostra memoria collettiva, il primo lockdown, si manifesta

una visione quasi fastidiosa, una fantasia proibita che riemerge nei momenti di vulnerabilità emotiva. “Non si

tratta di provocazione gratuita, ma di un'esplorazione autentica delle derive mentali che possono sorgere

quando il mondo esterno si ferma e rimane solo il caos interiore,” aggiungono i LPOM.

*Family Therapy* si presenta come una confessione: non un’ammissione di colpa, ma una

presa di coscienza. È un dialogo interrotto tra desiderio e disagio, tra attrazion©√e e

repulsione, un tentativo di dare forma e suono a pensieri che non trovano spazio nella

vita diurna, ma si insediano tra le pieghe dei sogni, degli incubi e della solitudine.

L’estate del 2025 vedrà i LPOM esibirsi dal vivo in una serie di concerti organizzati da

Crox Concerti, con date che includono il 28 giugno ad Ancona al Gulliver Rock, il 12 luglio

a Sabbioneta (MN) al Sabbio Summer Fest, il 13 luglio a Castel San Pietro Terme (BO) al

Teatro Arena per Sanremo Rock, il 17 luglio a Sanremo in Piazza Pian di Nave, il 27 luglio

a Porto Sant’Elpidio e il 30 agosto a Teramo al SUBURBIÆ - Unexpected Fest.


TuttoBallo

I Little Pieces of Marmelade, composti da Daniele "DD" Ciuffreda (voce, batteria, pianoforte, synth) e Francesco

"Frankie" Antinori (chitarra, basso, synth, seconda voce), sono compagni di lunga data che suonano insieme da

oltre un decennio. Dopo un primo EP autoprodotto, nel 2020 esce l’omonimo album d’esordio, prodotto da

Giacomo Fiorenza. Nello stesso anno, partecipano a *X Factor Italia*, raggiungendo la finale con il loro sound

energico che fonde grunge e psichedelia. Nel 2021, sono in tour nei club italiani, registrando sold-out, e nel 2022

accompagnano Manuel Angelli nel suo primo tour solista. Nello stesso anno, pubblicano l’album *Ologenesi*,

prodotto da Manuel Agnelli per l’etichetta Vertigo/Believe. Con *Family Therapy*, in uscita il 27 giugno 2025, i

LPOM si preparano a scrivere un nuovo capitolo della loro storia musicale.


DIMENSIONE BRAMA


Spiritualità, sarcasmo, ironia, onirismo, irriverenza, distopia, straniamento, unicità e teatralità: mescolando questi ingredienti, si ottiene una

pozione magico-detonante, capace di perturbare corpi, anime, menti e sensi. Questa è la DIMENSIONE BRAMA, un’entità artistica che sfida le

convenzioni e invita a un'esperienza sensoriale unica.

I DIMENSIONE BRAMA, rock band e collettivo teatrale, si preparano a incantare il pubblico con il loro nuovo singolo "Goodbye, cuore da killer",

in uscita venerdì 20 giugno. Con questo brano, la band conferma la propria identità di outsider nella scena musicale italiana, mescolando ironia,

dramma e riflessione esistenziale in un mix esplosivo.

"Goodbye, cuore da killer" si presenta come un apparente addio al mondo scintillante della televisione, in particolare alla loro esperienza a X

Factor. Tuttavia, la canzone si apre a interpretazioni più profonde e universali, affrontando temi come illusioni, dipendenze emotive e culturali, e

il senso di isolamento in un mondo dove le relazioni si consumano sotto il peso delle aspettative. È un addio disperato ma lucido, che esplora la

tensione tra ironia e fatalismo, una dichiarazione di resa e resistenza.

Il brano esprime una disillusione nei confronti del mondo e dei media, suggerendo un desiderio di evasione e un cambiamento radicale. La

volontà di distruggere lo status quo per fare spazio a nuove possibilità emerge con forza, accompagnata da un messaggio di resilienza e

speranza per un futuro migliore. Il “cuore da killer” rappresenta chi ha imparato a difendersi, ma che, in fondo, desidera solo disarmarsi.

Prodotto da Winniedeputa, noto per il suo lavoro con artisti come Ariete e Psicologi, il nuovo singolo segna una svolta verso sonorità pop,

mantenendo intatta l'identità della band. La scrittura è colta e stratificata, con tensione emotiva e armonie agrodolci che si intrecciano tra

teatralità e controllo espressivo. "Goodbye, cuore da killer" abita uno spazio ibrido, fondendo rock alternativo, synth rock e un’estetica postpunk/new

wave, arricchita da elementi neoclassici e barocchi.

La tromba, protagonista del brano, richiama le sonorità di Purcell, Haendel e Morricone, mentre i synth rétro evocano Wendy Carlos. Le

influenze spaziano da Nico a DEVO, da Ultravox a Bowie, fino a MGMT e Arcade Fire. In chiave italiana, si avvertono rimandi ai Bluvertigo,

Battiato e al Teatro degli Orrori. L’atmosfera malinconica richiama l’eleganza delle band synth degli anni ‘80, in omaggio al consiglio di Paola

Iezzi, giudice a X Factor, che suggerì alla band di ispirarsi a quel periodo.

"Goodbye, cuore da killer" si presenta come un inno raffinato e alieno, vibrante su un equilibrio instabile e affascinante, tra concerto barocco e

rave in rovina. Con questo nuovo singolo, i DIMENSIONE BRAMA non solo intrattengono, ma invitano anche a una riflessione profonda,

rendendo la loro musica un’esperienza indimenticabile.


Isotta

“Happy Ending” (Apollo Records / Ada Music Italy) è il nuovo singolo di

Isotta, cantautrice toscana che descrive il brano come un inno per chi

ha smesso di aspettare un finale perfetto e ha iniziato a crearlo da sé.

"Ogni fine nasconde l'inizio di qualcosa di nuovo, e la felicità risiede nel

coraggio di accendere quella scintilla," afferma Isotta.

"Happy Ending" non ripara, ma raccoglie i pezzi, offrendo un finale

reale e personale.

Isotta Carapelli è una cantautrice nata a Siena nel 1992. Ha iniziato a

cantare a 5 anni e a scrivere canzoni a 14. Nel 2021, ha vinto il premio

Bianca d’Aponte con "IO" e ha pubblicato "Palla Avvelenata". Il suo

album di debutto, *Romantic Dark*, è stato prodotto da Pio Stefanini.

Nel 2022, ha ricevuto riconoscimenti a Musicultura e ha aperto concerti

per artisti come Madame e Raphael Gualazzi. Nel 2023, ha pubblicato

l'album *Minuscola* e diversi singoli di successo. A luglio 2024, il brano

"COMING OUT" l'ha portata alle semifinali del premio Amnesty

International Italia sezione Emergenti.


“una canzone per accendere la pace in medio oriente”


Il cantautore italiano Giacomo Lariccia, residente a Bruxelles e tre volte finalista al Premio Tenco, presenta una nuova canzone

che sarà inclusa come bonus track nel suo prossimo disco "Canzoni nella tormenta", previsto per l'autunno. Il brano vede la

partecipazione straordinaria di Noa e Mira Awad, recentemente apparse sul palco del Festival di Sanremo.

Lariccia è stato ispirato da un concerto che Mira Awad e Noa hanno tenuto insieme a Berlino. Una delle canzoni cantate su quel

palco che lo hanno particolarmente emozionato è stata Think of others, un brano di Mira Awad che ha messo in musica una

poesia di M. Darwish, il più importante poeta palestinese. Lariccia ha deciso di tradurre la canzone in italiano cercando di

mantenere intatta la forza del messaggio di coesistenza e pace attraverso la musica: Think of others è diventato Candela

nell’oscurità. Per aumentare la portata evocativa del brano, Lariccia ha chiesto a Noa e Mira Awad di cantarla insieme a lui in

Italiano, arabo e ebraico. Dopo aver ricevuto il loro accordo, è iniziata l’organizzazione delle registrazioni e delle riprese: la

canzone, infatti, è stata registrata in tre città e due continenti diversi, superando ostacoli tecnici e logistici.

La collaborazione è stata motivata dall'amore per il Medio Oriente e per le popolazioni che lo abitano e dal bisogno di

trasmettere un messaggio importante di coesistenza tra ebrei e arabi. La canzone termina con una verso che si ripete in tre

lingue: "Io vorrei essere una candela nell'oscurità", parole di speranza in un periodo di oscurità.

Giacomo Lariccia a proposito del brano dice: “Con questa canzone, insieme a Noa e Mira, voglio condividere con voi una

proposta di coesistenza, di umanesimo, di solidarietà. Un invito a provare ad essere, ciascuno nella propria vita, una candela

che illumina le oscurità del mondo.”

Il videoclip di “Candela nell’oscurità” include immagini delle sessioni di registrazione realizzate negli studi di Bruxelles, Londra e

Tel Aviv, affiancate da frammenti video dedicati a realtà che rappresentano una speranza in Medio Oriente. Lariccia ha scelto di

inserire scorci di scuole, teatri, accademie di musica e iniziative culturali che testimoniano la possibilità di una coesistenza tra

mondo ebraico e mondo arabo, malgrado le difficoltà. Il video si propone così come un omaggio a chi, ogni giorno, costruisce

ponti di dialogo e coesistenza attraverso l’arte e l’educazione.



Un meteorite musicale sta per colpire il panorama della musica italiana, portando con sé un monolite di electropop oscuro

che promette di scuotere le fondamenta del pop nostrano. "UOMINI CANI GABBIANI", il primo album de Le Feste

Antonacci, sotto l'etichetta Panico Dischi. Questo duo, composto da Giacomo Lecchi d’Alessandro e Leonardo Rizzi, si è

fatto strada nel mondo musicale con un sound che sfida le convenzioni, mescolando mantra spirituali e beat trascendentali

in un vortice sonoro che è tanto mistico quanto pop. Con un passato di collaborazioni con giganti come HBO e Netflix, Le

Feste Antonacci si presentano come apostoli di una nuova fede musicale, in bilico tra sacro e profano.

L'album, anticipato da singoli come "Uomini Nudi" e "P.U.L.P.", è un viaggio sonoro che esplora le icone del nostro tempo

attraverso toni infuocati e immagini nitide, offrendo un mix di entusiasmo e ansia che riflette la complessità dell'esistenza

moderna. Con concerti in programma a Genova, Firenze, Trento e Bologna, Le Feste Antonacci sono pronti a portare il loro

messaggio musicale in tutta Italia, invitando il pubblico a unirsi a loro in questa celebrazione sonora.

Giacomo Lecchi d’Alessandro e Leonardo Rizzi, Le Feste Antonacci, si sono incontrati a un matrimonio. Ispirati da Biagio

Antonacci, creano musica pop e indie, mescolando generi come prog e jazz. Componendo per artisti e media, il loro stile è

caratterizzato da arrangiamenti innovativi e un tocco di ironia. Dal 2018, con l'EP "Grandi successi", hanno pubblicato brani

come "Sigarette" e "Di poche parole", quest'ultimo incluso in una pubblicità di Andrea Bocelli.


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ROGER WATERS


Roger Waters, icona indiscussa del rock e mente

creativa dei leggendari Pink Floyd, torna a far sentire

la sua voce con un'opera che trascende il semplice

intrattenimento, invitando a una profonda riflessione

sulla condizione umana. Il suo nuovo progetto, “This

Is Not A Drill - Live from Prague The Movie”, non è

solo un film concerto, ma un potente manifesto

contro l'indifferenza e la distopia capitalistica che

caratterizza il nostro tempo. In programma dal 23 al

30 luglio nelle sale italiane, questo evento

cinematografico offre un'esperienza visiva e sonora

senza precedenti, filmato in 8K e accompagnato da

un audio rimasterizzato che esalta ogni nota e ogni

parola.

Diretto da Sean Evans, il film cattura l'essenza di uno

spettacolo che Waters stesso ha definito il suo “primo

vero tour d’addio”, un atto di denuncia dedicato a

coloro che lottano per l'anima dell'umanità. Con una

scaletta che include classici intramontabili come

“Wish You Were Here” e “Comfortably Numb”, il

concerto si trasforma in un viaggio emotivo, dove la

musica diventa un veicolo di resistenza e speranza.

La performance, arricchita dalla presenza di una

band di talentuosi musicisti, si propone di ispirare il

pubblico a riflettere sull'importanza di amare e

proteggere il nostro pianeta.

L'uscita dell'album live, prevista per l'1 agosto,

rappresenta un ulteriore passo verso la diffusione di

questo messaggio, rendendo accessibile a tutti

l'esperienza di un artista che ha saputo, nel corso

della sua carriera, trasformare la musica in un

potente strumento di cambiamento sociale. Con “This

Is Not A Drill”, Waters non solo celebra la sua eredità

musicale, ma invita anche a un'azione collettiva,

sottolineando l'urgenza di affrontare le sfide del

nostro tempo con coraggio e determinazione. In un

mondo in cui l'indifferenza sembra prevalere, la sua

opera si erge come un faro di speranza e un invito a

non rimanere in silenzio.



Remo Manfredini è un fantino leggendario la cui vita è segnata da un comportamento autodistruttivo che minaccia di offuscare

il suo talento e di compromettere la sua relazione con Abril, la fidanzata in attesa di un figlio. Il giorno della gara più importante

della sua carriera, che potrebbe liberarlo dai debiti con il boss mafioso Sirena, Remo subisce un grave incidente. Dopo essere

stato ricoverato in ospedale, scompare e inizia a vagare per le strade di Buenos Aires, un viaggio che diventa un'opportunità

per scoprire il suo vero io. Tuttavia, la sua fuga non passa inosservata, poiché Sirena e i suoi uomini sono determinati a

ritrovarlo, pronti a tutto. Il film "El Jockey", diretto da Luis Ortega, si presenta come una commedia queer che esplora il mondo

delle corse di cavalli, con una narrazione che alterna elementi di thriller e introspezione. La pellicola, co-protagonizzata da

Úrsula Corberó (debutto nella serie La casa di Carta nel ruolo di TOKYO) , si distingue per il suo stile visivo e per la

complessità delle relazioni umane, pur sacrificando in parte lo sviluppo di alcuni personaggi secondari. La ricerca di un

equilibrio tra bellezza e mostruosità è un tema ricorrente nell'opera di Ortega, che, attraverso il volto del protagonista Nahuel

Pérez Biscayart, segue il tumultuoso percorso di Remo, tra momenti di vagabondaggio e riflessione. "El Jockey" si propone di

osare e di esplorare nuove strade narrative…




Tra i film più attesi di questa estate 2025, c’è "Downton Abbey: The Grand Finale", il terzo e ultimo capitolo della saga

cinematografica che chiuderà non solo la trilogia sul grande schermo, ma anche l'intera storia televisiva creata da Julian

Fellowes. È proprio Fellowes a firmare la sceneggiatura di questo atteso film, che vede nuovamente Simon Curtis alla

regia, sebbene la pellicola sia segnata dall'assenza della leggendaria Maggie Smith, (la Professoressa McGranitt nei film

di Harry Potter) scomparsa nel settembre 2024.

Ambientato all'inizio degli anni '30, il film, in uscita il 12 settembre, si apre su un'Inghilterra in lenta trasformazione,

dove tradizione e modernità si scontrano con crescente intensità. La tenuta di Downton, pur mantenendo il suo

splendore, porta i segni del tempo e delle vicende passate, affrontando nuove sfide sia economiche che personali. Dopo

sei stagioni televisive e due film precedenti, che hanno incassato complessivamente 287 milioni di dollari a livello

globale, ci troviamo di fronte a una vera e propria conclusione di un'epoca.

Ma ci sono sorprese in serbo per i fan? Dopo aver pensato di aver detto addio alla famiglia Crawley e al suo staff nel

2015, e dopo due film, l'ultimo dei quali uscito nel 2022, l'attrice Imelda Staunton (Lady Bagshaw nella serie) ha rivelato a

BBC Radio 2: "Ci sarà un ultimo film e basta", lasciando intendere che la storia non è ancora finita.

Per gli appassionati della serie, questo è un colpo inaspettato, che riaccende l'entusiasmo dopo i due film precedenti. La

data di uscita è stata confermata tramite un tweet dall'account ufficiale della serie: il terzo film arriverà nelle sale il 12

settembre 2025.

Diretto da Simon Curtis, già regista del secondo film, "Downton Abbey 3: The Grand Finale" riunirà molti dei personaggi

storici amati dai fan. Il cast include Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern, Michelle Dockery, Laura Carmichael e

Imelda Staunton, insieme a nuovi volti come Simon Russell Beale. La trama ci riporterà agli albori degli anni Trenta, un

periodo in cui la famiglia Crawley e i suoi dipendenti devono adattarsi a un mondo in rapida evoluzione. Con un mix di

speranze, cambiamenti e sfide, il film promette di essere la conclusione tanto attesa di una saga iconica.

Inoltre, Julian Fellowes ha accennato alla possibilità di spin-off, suggerendo che l'universo di "Downton Abbey"

potrebbe continuare a vivere, deliziando non solo i fan di lunga data, ma anche attirando un pubblico più giovane,

curioso di scoprire i nuovi intrighi che si svilupperanno all'interno della prestigiosa residenza. Non ci resta che

attendere con trepidazione l'uscita nei cinema!



Anne Hathaway, premiata con un

Oscar e un Golden Globe per la sua

straordinaria interpretazione in "Les

Misérables", torna sul grande schermo

nel ruolo di Penelope nel film "The

Odyssey", diretto dal visionario

Christopher Nolan. Questo attesissimo

progetto, che uscirà il 17 luglio 2026,

promette di portare la leggendaria saga

di Omero in una nuova dimensione

grazie alla tecnologia IMAX. Le riprese

le stanno girando tra le suggestive

location della Sicilia e dell'Islanda, con

scene già girate a Favignana, dove

Hathaway ha incantato i fan con il suo

fascino e un caloroso saluto in italiano.

Accanto a lei, Matt Damon interpreta

Odisseo e Tom Holland è Telemaco, il

cast si completa con Zendaya nel ruolo

di Athena, Charlize Theron in quello

della maga Circe, Benny Safdie nei

panni di Agamennone e Lupita Nyong'o

come Clitennestra. Con l'innovativa

visione di Nolan, "The Odyssey" si

preannuncia come un'epopea d'azione

mitologica senza precedenti, e i fan

sono in attesa di scoprire quali ruoli

avranno altri talenti, tra cui Robert

Pattinson, Jon Bernthal e Mia Goth nel

film più atteso del 2016.

Christopher Nolan

Matt Damon



Nel nuovo capitolo dell'acclamato film d'animazione d'azione e commedia del 2022 di DreamWorks Animation, i Troppo

Cattivi, una banda di animali criminali, cercano di guadagnarsi fiducia e accettazione nella loro nuova vita da "bravi

ragazzi". Tuttavia, vengono richiamati in azione per affrontare un'ultima missione, guidati da una squadra criminale tutta

al femminile.

Basato sulla serie di libri best-seller del New York Times scritta da Aaron Blabey, Troppo Cattivi 2 vede il ritorno del cast

originale.

Ritroviamo il premio Oscar Sam Rockwell nei panni di Mr. Wolf, il fascinoso ex borseggiatore; Marc Maron come Mr.

Snake, il professionista delle casseforti; Craig Robinson come Mr. Shark, il maestro del travestimento; Anthony Ramos,

vincitore di un Grammy, nel ruolo dell'irascibile Mr. Piranha; e Awkwafina, vincitrice di un Golden Globe, nei panni di Ms.

Tarantola, la hacker soprannominata "Webs".

Tra le altre voci celebri tornano Zazie Beetz nel ruolo di Diana Foxington, Richard Ayoade come il Professor Marmellata,

Alex Borstein come la capo della polizia Misty Luggins e Lilly Singh come Tiffany Fuffy.

Troppo Cattivi 2 è diretto da Pierre Perifel, già regista del primo film, prodotto da Damon Ross, e co-diretto da JP Sans.

La colonna sonora è affidata nuovamente al compositore candidato all’Oscar Daniel Pemberton.


Le voci dei protagonisti di #TroppoCattivi2

in Italia sono: Margherita Vicario, Edoardo

Ferrario, Francesco De Carlo, Valerio

Lundini, Andrea Perroni, Paola Michelini e

Saverio Raimondo.


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GAETA JAZZ

ADI ODASIS

Gaeta Jazz 2025 ha accolto, nell'ambito della sua tre giorni di eventi, l'artista e producer franco-caraibica

Adi Oasis, attualmente residente negli Stati Uniti. Con una padronanza unica dei generi soul-funk e R’n’B,

Adi ha collaborato con nomi illustri come Lenny Kravitz, Gilles Peterson, Masego, Anderson .Paak,

Thundercat e Yasiin Bey, solo per citarne alcuni. Riconosciuta da prestigiose testate come Vogue, Rolling

Stone ed Elle, ha calcato i palchi di festival di fama mondiale, tra cui Newport Jazz Fest, Love Supreme,

Central Park Summerstage, Afropunk, Montreux Jazz Festival, Cross the Tracks e Funk on the Rocks.

Durante il Gaeta Jazz Festival 2025, Adi Oasis ha presentato i brani del suo ultimo album, "Lotus Glow", un

lavoro che si distingue per la sua voce potente, i ritmi funky e una produzione retro-futurista. L'album vanta

anche collaborazioni con artisti di spicco come KIRBY, Leven Kali, Jamila Woods e Aaron Taylor. Questo

disco rappresenta non solo il suo progetto più personale, ma anche il più politico della sua carriera,

riflettendo esperienze di vita che spaziano dalla sua crescita nelle case popolari di Parigi all'essere una

donna nera immigrata negli Stati Uniti. "Il mio nuovo album è tematicamente audace ma vulnerabile; è

anche più politico, perché sono un'immigrata nera e queste sono le mie verità", ha dichiarato Adi Oasis.



Modena/Stoccarda – Jazzopen, uno dei festival musicali più importanti d’Europa, debutta in Italia dopo trent’anni di

successi in Germania. Dal 13 al 18 luglio 2026, il centro di Modena si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto,

accogliendo artisti di fama internazionale e migliaia di appassionati da tutta Italia e dall’estero.

Nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jürgen Schlensog, jazzopen è diventato un punto di riferimento tra i festival

estivi europei grazie alla sua formula “Jazz and beyond”, che spazia dal jazz classico a generi contaminati, pop, soul e

rock. Ogni luglio, la città tedesca si anima con oltre 60.000 spettatori e un programma che ha visto esibirsi artisti del

calibro di Christina Aguilera, Bob Dylan, e leggende del jazz come Herbie Hancock e Gregory Porter.

Nel 2026, jazzopen Modena porterà questo modello culturale in Italia, organizzato da jazzopen Italia e sempre sotto la

direzione di Jürgen Schlensog, con il supporto di sponsor come il Museo Enzo Ferrari, System Ceramics, Mastercard e

SIXT, e il sostegno del Comune di Modena e della Regione Emilia-Romagna.

Due luoghi emblematici del centro storico diventeranno palchi d’eccezione: Piazza Roma, di fronte al Palazzo Ducale, sarà

il cuore del festival, mentre il Giardino Ducale Estense ospiterà gli “Open Stages”, concerti gratuiti dedicati ai giovani

talenti.



La Fondazione Pastificio Cerere di Roma ospita fino al 30

luglio 2025 "Timeline Shift", una mostra collettiva della

quarta edizione del Re:humanism Art Prize, curata da

Daniela Cotimbo. Questo evento esplora le connessioni tra

intelligenza artificiale e arte contemporanea, mettendo in

discussione le logiche estrattive di dati e risorse che guidano

lo sviluppo tecnologico attuale. La mostra propone modelli

alternativi più etici e inclusivi, attraverso opere che superano

la visione lineare del tempo, offrendo una rilettura sincronica

e rituale. Tra le opere esposte, spiccano installazioni

multimediali e video interattivi che coinvolgono il pubblico in

esperienze immersive. Il collettivo Lo-Def Film Factory ha

vinto il primo premio con "Concept Drift", un progetto che

intreccia videogioco e narrazione postcoloniale. Altri artisti,

come Isabel Merchante e Minne Atairu, esplorano temi di

percezione e identità attraverso l'uso critico dell'AI. La

mostra si conferma un laboratorio di ricerca e visione critica,

aprendo spazi di consapevolezza e immaginazione del

futuro.

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video_ME_VS_YOU_2025

REHUMANISM4_Minne_Atairu_DA_BRAIDR_2025

_REHUMANISM4_Lo-Def_Film_Factory_CONCEPT_DRIFT_2025

© ph Sergio Battista

REHUMANISM4_Isabel_Merchante_ONE_DAY_I_SAW_THE_SUNSET_TEN_THOUSAND_TIMES_2025


Dal 10 luglio al 22 agosto alla

Spezia nell’arena all’aperto di

Piazza Europa e, per la prima

volta, in Piazza Mentana si terrà

la sesta edizione “LA SPEZIA

ESTATE FESTIVAL”, la rassegna

culturale che ogni anno propone

un ricco programma di spettacoli

che vedono protagonisti grandi

nomi del teatro, musicisti,

performer e big della scena

nazionale come i Kataklò,

Giancarlo Giannini e altri.


Dal 10 luglio al 22 agosto alla Spezia nell’arena all’aperto di Piazza Europa e, per la prima volta, in Piazza Mentana si terrà

la sesta edizione “LA SPEZIA ESTATE FESTIVAL”, la rassegna culturale che ogni anno propone un ricco programma di

spettacoli che vedono protagonisti grandi nomi del teatro, musicisti, performer e big della scena nazionale.

La Spezia Estate Festival è promosso da Comune della Spezia e Società dei Concerti ETS con il patrocinio e il contributo

di Regione Liguria, con il sostegno di Fondazione Carispezia e AdSP – Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure

Orientale, Main sponsor Iren SPA, sponsor MBDA e BVLG – Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana.

«La Spezia Estate Festival torna per la sua sesta edizione, confermandosi un appuntamento centrale dell’estate spezzina

– dichiara il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini – Dopo il grande successo dello scorso anno, il festival cresce

ancora, portando in scena spettacoli di grande qualità e nomi di primo piano. L’ampliamento agli spazi di Piazza Mentana

dimostra la volontà di investire sempre di più negli eventi di teatro all’aperto e offrire sempre più occasioni per coinvolgere

un pubblico eterogeneo e permettere a tutti di vedere nella propria città artisti, attori e comici di livello nazionale. La Spezia

si conferma città viva e accogliente non solo d’estate, ma in tutte le stagioni dell’anno, con programmi che, edizione dopo

edizione, superano le aspettative di tutti. Un ringraziamento a chi si è impegnato per organizzare il festival e tutti coloro

che lo sostengono insieme al Comune».

«Giunto alla sesta edizione, il La Spezia Estate Festival è ormai uno tra gli appuntamenti ormai irrinunciabili per il pubblico

della città – sottolinea il direttore artistico Alessandro Maggi – Alla multidisciplinarietà che ha sempre caratterizzato questa

iniziativa, quest’anno si aggiunge anche la diversificazione degli spazi, per dare al pubblico ancora più opportunità di

interesse e partecipazione.

Quando il Festival nacque, nel 2020, non ci saremmo mai aspettati che sarebbe entrato in modo così importante nelle

aspettative della città. – prosegue Maggi - Dopo le edizioni precedenti, siamo felici di poter dire che questa iniziativa è

diventata parte della Spezia, segno che soltanto quando si stabilisce un filo così forte con quel pubblico che rappresenta

l’elemento necessario e imprescindibile per la buona riuscita di qualsiasi evento spettacolare si creano le premesse per la

continuità e l’evoluzione di qualcosa che ormai è entrato nel cuore della città».


Il programma 2025 è rivolto a tutte le età e con

una serie di eventi che spazieranno dal teatro

alla danza acrobatica, dall’intrattenimento alla

irresistibile comicità, fino alla serata

conclusiva di poesia e musica che vedrà il

ritorno nella sua città natale di Giancarlo

Giannini, uno dei più grandi attori italiani di

sempre. Tra i nomi di spicco anche Dario

Ballantini, Federico Basso, il duo Corrado

Nuzzo e Maria Di Biase affiancati da Matteo

Saudino, Enrico Bertolino, la compagnia dei

Kataklò, Andrea Pennacchi, Edoardo Prati,

Luca Ward e Alessandro Bergonzoni.


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La terza edizione del Festival di SANLISCIO ha brillato come un faro di successo nel panorama musicale,

celebrando il genere del liscio con un entusiasmo travolgente. Svoltosi l'1 e il 2 luglio presso l'Arena Rubicone di

Gatteo Mare, l'evento ha attirato un pubblico straordinario, confermando la sua importanza nel valorizzare la

tradizione musicale italiana. Elena Cammarone ha conquistato il Premio per la Miglior Canzone, incantando la

giuria e il pubblico con la sua voce potente e la sua interpretazione emozionante. Davide Salvi ha trionfato con il

Miglior Brano Strumentale e ha ricevuto il Premio della Critica per la Migliore Composizione, grazie alla sua

audace esplorazione sonora che ha superato i canoni tradizionali. La manifestazione, ideata da Claudio

Cecchetto e diretta da Moreno "Il Biondo", ha visto la partecipazione di 13 artisti accompagnati dall'Orchestra del

Festival, sotto la guida elegante di Felicity Lucchesi. Con il supporto del Comune di Gatteo e dell'Assessorato al

Turismo della Regione Emilia-Romagna, il festival ha dimostrato di essere un evento imprescindibile per il liscio,

rafforzando il legame tra musica popolare e nuove generazioni.


Ricci Weekender

Un Festival di Suoni e Sapori a Catania

Dal 4 al 7 settembre, Catania ospiterà la settima edizione del Ricci Weekender, un evento

che celebra l'estate siciliana con una fusione di musica e gastronomia internazionale.

Questo festival, ormai un simbolo dell'estate in Sicilia, si svolgerà in location suggestive

come il barocco Palazzo della Cultura, i giardini del parco botanico di Radicepura a Giarre

e il circolo Mercati Generali, un antico palmento ottocentesco.

Il programma di quest'anno promette di collegare artisti emergenti e nomi affermati della

scena musicale e gastronomica, grazie alla collaborazione tra il dj e producer Gilles

Peterson, il club Mercati Generali e il cuoco Ed Wilson del ristorante Brawn di Londra. Tra i

protagonisti, spiccano Nubya Garcia, sassofonista e compositrice della nuova scena jazz

inglese, e i Calibro 35, che apriranno il festival con un concerto esclusivo.

Il festival non si limita alla musica: la cucina sarà guidata da chef di fama come Ed Wilson,

Sarah Ciccolini e Emilia Strazzanti, che porteranno i loro talenti culinari a Catania. Bianca

Celano, chef del ristorante Michelin Materia, e Bar Brutal di Barcellona arricchiranno

ulteriormente l'offerta gastronomica.

Con un mix di artisti e chef di alto livello, il Ricci Weekender si conferma un appuntamento

imperdibile per gli amanti della musica e della buona cucina. Per ulteriori aggiornamenti,

visitate il sito ricciweekender.com e seguite i canali social ufficiali.

Il festival è sostenuto dal Ministero della Cultura e dagli assessorati regionali al Turismo e

alle Attività Produttive.


Tra i protagonisti del premio Ravera 2025, al Campo Sportivo Comunale, Castelraimondo (Macerata), il 22 giugno si è

esibita ache Serena Brancale rivelazione dell’ultimo Festival di Sanremo. Accanto all’artista pugliese

un cast stellare, tra cui Nino Frassica, The Kolors, Nomadi, Clara, Ditonellapiaga, Sal da Vinci, e altri ancora. "Una

canzone è per sempre", è l’evento che onora la figura di Gianni Ravera, influente nella musica e televisione italiana.

Carlo Conti ha guidato la serata con eleganza, mentre Michele Pecora, ideatore del Premio e allievo di Ravera, ha

diretto l'Orchestra Mediterranea in uno spettacolo dal vivo. Pecora ha sottolineato l'importanza di mantenere vivo lo

spirito di Ravera, unendo memoria e presente.


Il direttore artistico Pasquale Mammaro ha espresso il privilegio di aver

conosciuto Ravera e ha sottolineato l'importanza del Premio come evento di

rilievo nazionale. Pecora ha ricordato come l'idea del Premio sia nata undici

anni fa, diventando un appuntamento significativo per celebrare la musica dal

vivo. Gianni Ravera, originario delle Marche, ha lasciato un segno indelebile

nella storia musicale italiana, organizzando eventi come 24 edizioni del

Festival di Sanremo e contribuendo al successo di artisti come Iva Zanicchi e

Eros Ramazzotti. Il Premio Ravera continua a unire generazioni attraverso la

musica, celebrando l'eredità di un grande uomo di spettacolo.


Notte Magiche a Campo

Appuntamento che unisce musica e natura dall’8 al 10 agosto

L'8, 9 e 10 agosto torna Notti Magiche a Campo, un festival che unisce musica e natura nel borgo

medievale di Campo di Brenzone, affacciato sul Lago di Garda. Quest'anno, il festival celebra il suo

31° anniversario, continuando a offrire serate indimenticabili con artisti di rilievo. Tra i protagonisti,

Luca Barbarossa con uno spettacolo intimo e Sherrita Duran con sonorità soul e pop. I Musici di

Francesco Guccini arricchiranno l'evento con arrangiamenti raffinati. Domenica mattina, Colazione

in Musica offrirà un risveglio elegante con il tenore Stefano Zilio e altri musicisti. Organizzato dal

CTG Brenzone, il festival si svolge nel suggestivo Campo Teatro degli Ulivi, creando un'atmosfera

unica che combina arte, natura e il cielo stellato. Notti Magiche a Campo è un appuntamento

imperdibile per gli amanti della musica d'autore e della cultura, in un contesto di straordinaria

bellezza.


festival multidisciplinare di teatro, musica, danza, cinema,

letteratura, arte, fotografia

BACI RUBATI ph RAYMOND CAUCHETIER

Jean-Luc Godard et Anna Karina amoureux,

durant le tournage


Letteratura, musica, cinema, arti

performative e installazioni sitespecific:

un intreccio di linguaggi

in movimento che torna a Roma con

Sempre più Fuori dal 7 al 18 luglio

2025. Più che un festival: una

piattaforma culturale che unisce

eccellenza artistica, ricerca e

accessibilità.

Cuore della manifestazione sono

l’Accademia Tedesca Roma Villa

Massimo e il Goethe-Institut Rom,

con i loro spazi di sorprendente

bellezza e identità, affiancati

quest’anno da scenari urbani densi

di significato, come ad esempio il

Cimitero Monumentale del Verano.

Luoghi che, durante il festival, si

trasformano in “isole culturali”,

crocevia di scambi e relazioni, dove

artisti emergenti e grandi nomi

internazionali intrecciano nuove

connessioni tra opere, territori e

pubblici.

In un tempo che chiede nuove

mappe e narrazioni condivise,

Sempre più Fuori prova a

delineare una geografia del

contemporaneo fluida, viva e

partecipativa che si spinge ben

oltre i confini nazionali.

Le diverse discipline, teatro,

musica, danza, cinema,

letteratura, arti visive e fotografia

si intrecciano in un programma

multidisciplinare capace di

rinnovare il dialogo tra

sperimentazione e tradizione,

dando vita a un racconto

collettivo che è al tempo stesso

riflessione e festa.

Un invito a uscire – sempre più

fuori – dagli schemi, dai luoghi

consueti, dai propri confini, per

riscoprire insieme il potere

trasformativo dell’arte.


La quinta edizione del festival "Sempre più Fuori" si apre

con due eventi di grande impatto che accompagneranno

l'intero programma. Il primo, "Remote Roma", è

un'innovativa passeggiata urbana guidata da una voce

artificiale, concepita specificamente per la capitale

italiana. Dopo il successo in città come Berlino, New

York e Parigi, questa esperienza site-specific è

realizzata dal rinomato collettivo Rimini Protokoll, noto

per la sua avanguardia nel panorama teatrale europeo.

Ideata e diretta da Stefan Kaegi, "Remote Roma" è una

co-produzione di Cranpi, Rimini Protokoll e Goethe-

Institut Rom.

Il secondo appuntamento, "Baci rubati", celebra il

legame tra Roma e Parigi attraverso una mostra di

fotografie di Raymond Cauchetier, celebre fotografo di

scena per registi del calibro di Godard e Truffaut, in

collaborazione con Nouvelle Vague sul Tevere.

Tra i protagonisti di questa edizione spicca la

leggendaria Laurie Anderson, che presenterà in prima

nazionale "State of Love", un intervento sullo stato

dell'arte in un contesto di crisi climatica e conflitti

globali, prodotto da Cranpi e Carnezzeria in

collaborazione con Romaeuropa Festival. La raffinata

interprete siciliana Etta Scollo, residente in Germania,

porterà in scena la poesia di Mascha Kaléko, affiancata

dall'attrice Isabella Ragonese. La pioniera della sound

art tedesca, Christina Kubisch, presenterà "Electrical

Jubilee", una mostra sui paesaggi sonori

elettromagnetici, in collaborazione con il fotografo Frank

Paul e il musicista Tom Thiel. Per quanto riguarda la

danza, il gruppo mk, guidato dal coreografo Michele Di

Stefano, Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2014,

presenterà "Bermudas", un'opera ispirata alle teorie del

caos, con un'audiodescrizione poetica a cura del

performer cieco Giuseppe Comuniello e di Camilla

Guarino.

Il teatro non sarà da meno: Gioia Salvatori debutterà con

"Avere una brutta natura", un varietà innovativo, mentre

l'ensemble lacasadiargilla porterà in scena "L’amore del

cuore" della drammaturga Caryl Churchill. Il talentuoso

Leonardo Manzan presenterà "Uno spettacolo di

Leonardo Manzan", mentre Caterina Marino si esibirà

con "Still Alive", finalista a In-Box 2023. Il festival offrirà

anche esperienze immersive, come quella della

compagnia Bartolini/Baronio, che inviterà otto spettatori

alla volta a un viaggio unico con "Tu_Two. Due alla fine

del mondo". In occasione del ventesimo anniversario di

Dj Show, il collettivo Sotterraneo proporrà un'edizione

speciale della performance, un ibrido tra dj set e teatro.

Numerosi eventi trasversali arricchiranno il programma,

tra cui la mostra di Donatella Spaziani e le jam session

musicali curate da Iacopo Schiavo. Il concertospettacolo

"Wunder Tandem" unirà musica e teatro,

mentre Eva Geist offrirà un dj set ipnotico. Il cinema si

intreccerà con il teatro nella proiezione di "Fitzcarraldo"

di Werner Herzog, evento conclusivo di un laboratorio

dedicato.

Il festival non dimentica l'importanza del cibo, con una

postazione food & drink a cura del ristorante La Cantina

di Dante, che proporrà reinterpretazioni della cucina

romana, e una copertura dedicata da Radio Frammenti.

Con un programma ricco e variegato, "Sempre più Fuori"

si conferma come un appuntamento imperdibile per gli

amanti delle arti e della cultura.


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IPERFAMIGLIE

Odonchimeg Davaadorj - Who's gonna ride your horse, 2023

straperetana 2025 | IX edizione

Pereto (AQ), millenario borgo abruzzese, presenta la nona edizione di

una mostra d'arte contemporanea che esplora le molteplici sfumature

del concetto di famiglia attraverso le opere di 15 artisti.


Antonio Leone Il divano, 2024 Stefano Arienti - Peluche Bianco, 2001

Dal 12 luglio al 17 agosto 2025 torna straperetana, la rassegna di arte pubblica fondata da Paola Capata e Delfo Durante, che dal

2017 invade le strade e i palazzi storici del borgo millenario di Pereto (AQ), conosciuto anche come “La porta d’Abruzzo". Giunta

alla sua nona edizione, straperetana si conferma come spazio di dialogo tra arte contemporanea e memoria, dando continuità a un

confronto vivo tra passato e presente, tra tradizione e sperimentazione, e portando nuova linfa culturale a un luogo profondamente

intriso di storia

Dopo aver coinvolto oltre 150 artisti italiani e internazionali nelle scorse edizioni - da Tomaso Binga ad Hamish Fulton, da Francis

Alÿs a Paolo Icaro, da Enzo Cucchi a Maria Lai, e ancora Flavio Favelli, Adelaide Cioni, Elisa Montessori, Numero Cromatico, Rä di

Martino, Ruth Beraha e molti altri – ed essere stata visitata da più di 3000 persone, straperetana si presenta quest’anno con una

mostra dal titolo IPERFAMIGLIE, curata da Paola Capata e Annalisa Inzana. Oltre a mantenere una certa passione per l’iperbole, la

rassegna punta lo sguardo su una parola estremamente “densa”, capace di raccontare il modo in cui gli esseri umani guardano il

mondo e vivono la vita, ma che costituisce anche un tema da sempre centrale nella ricerca e nella produzione artistica.

A dar forma a IPERFAMIGLIE sono le opere di 15 artiste e artisti, tra voci affermate e sguardi emergenti: Gaia Alari, Diana

Anselmo, Stefano Arienti, Odonchimeg Davaadorj, Tomaso De Luca, Alessandra Di Mizio, Claudia Ferri, Sabrina Iezzi, Ketty La

Rocca, Antonio Leone, Marzia Migliora, MP5, Giovanni Ozzola, Alberto Podio e Vedovamazzei.

Il percorso espositivo si snoda tra due palazzi storici del centro: Palazzo Maccafani, nella parte alta del borgo, all’ombra del celebre

castello romanico, e Palazzo Iannucci, nel cuore del centro storico. Ma le opere non si fermano agli spazi interni: anche le stradine

medievali di Pereto accolgono interventi artistici site-specific. In questi luoghi, nel corso degli anni, hanno trovato dimora permanente

le opere di artisti come Daniela D’Arielli, Sara Dias, Raffaele Fiorella, Agostino Iacurci, Silvia Mantellini Faieta, Mattia Pajè eLetizia

Scarpello, lasciate come dono alla comunità. Ad ogni edizione, nuovi artisti arricchiscono questo patrimonio a cielo aperto.

Straperetana 2025 in continuità con le edizioni precedenti, rinnova il proprio impegno nel valorizzare la pluralità dei linguaggi

contemporanei e nel promuovere una relazione attiva tra l’arte contemporanea e il contesto storico e culturale del borgo di Pereto.

L’obiettivo è quello di attivare il territorio non come semplice sfondo, ma come parte viva del processo creativo, capace di generare

nuove letture e connessioni attraverso la ricerca visiva. Una pratica che si radica nella tradizione culturale italiana, con esempi

significativi come Arte all’Arte a San Gimignano, Quattro Venti a Manciano e il più recente Una Boccata d’Arte, diffusa nei borghi di

tutta Italia.

IG @straperetana / FB straperetana


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Marzia Migliora - Canto libero, 2019

Claudia Ferri- Rocca Rullo C14 - Courtesy l’artista

Sabrina Iezzi -Non comunicazione, 2021 - performance - Courtesy l’artista

Odonchimeg Davaadorj - Who's gonna ride your horse, 2023

Antonio Leone - Il divano, 2024


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OLTRE LA MAGIA DELLE WINX

30 ANNI DI RAINBOW


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Nel cuore pulsante dell'arte e dell'animazione, una mostra straordinaria si prepara a incantare il pubblico, celebrando tre

decenni di innovazione e sogni attraverso il fumetto, l'illustrazione e il cartoon. "OLTRE LA MAGIA DELLE WINX – 30 ANNI

DI RAINBOW – Visioni in movimento" non è solo un'esposizione, ma un vero e proprio viaggio nell'immaginario collettivo,

raccontato attraverso la storia esemplare di Rainbow, lo studio che ha rivoluzionato l'animazione italiana.

Fondata dal visionario Iginio Straffi, Rainbow ha saputo trasformare i primi successi in fenomeni globali, come le iconiche

Winx, e ha continuato a sperimentare con nuove forme artistiche. La mostra, ospitata dal CLAP Museum in collaborazione

con SAE Comics e in partnership con Rainbow, offre un percorso immersivo che attraversa tre decenni di creatività. Con

oltre 240 tavole originali, tra bozzetti, disegni, storyboard e video inediti, i visitatori potranno esplorare la fucina creativa che

ha dato vita a successi come Winx Club, 44 Gatti, Huntik – Secrets and Seekers, Pinocchio and Friends e Mermaid Magic.

Questa esposizione non è solo un omaggio, ma una narrazione dell'evoluzione dell'animazione come arte e industria, un

equilibrio tra artigianato e tecnologia, design e storytelling. Particolare attenzione è dedicata a Iginio Straffi, la mente

creativa dietro Rainbow, la cui visione ha saputo fondere immaginazione e strategia con un tocco di creatività italiana,

sempre proiettata verso il futuro.

«Con questa mostra vogliamo offrire al pubblico un viaggio tra visioni in movimento, capaci di raccontare trent’anni di

immaginario collettivo. Al CLAP Museum, la cultura non si conserva soltanto: si rinnova, si condivide, si accende. È qui che

generazioni diverse, linguaggi e sogni possono dialogare con percorsi coinvolgenti e originali», ha dichiarato Nicola

Mattoscio, Presidente di SAE Comics e della Fondazione Pescarabruzzo, che ha dato vita al CLAP.

Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di arte e fumetti, che promette di ispirare e affascinare, celebrando

l'eredità di Rainbow e il suo impatto duraturo sulla cultura pop internazionale. Fino al 23 novembre 2025

CLAP MUSEUM - Via Nicola Fabrizi, n. 194 – Pescara

| www.clapmuseum.it


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Funerali di Togliatti, 1965 olio su tela, cm. 250×187

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La città dentro, 1987, olio su tela, cm 200x400

La Fondazione Pescarabruzzo celebra il grande Maestro Ennio Calabria (1937 – 2024) con la mostra “Essere pittura.

Omaggio a Ennio Calabria”, in programma dal 12 luglio al 5 ottobre presso la Maison des Arts. L’esposizione presenta circa

cinquanta opere, dagli esordi fino all’ultimo autoritratto realizzato poche settimane prima della sua scomparsa.

Il vernissage, previsto per sabato 12 luglio alle ore 18.00, vedrà la partecipazione di Nicola Mattoscio, Presidente della

Fondazione Pescarabruzzo; Carlo Masci, Sindaco di Pescara; dei curatori Marco Bussagli e Gabriele Simongini, professori

dell’Accademia di Belle Arti di Roma e membri del Comitato Scientifico dell’Imago Museum, nonché di Tiziana Caroselli,

compagna dell’artista, e Rita Pedonesi, curatrice dell’Archivio Calabria e Presidente dell’Associazione Culturale “In tempo”

di Roma. Il catalogo della mostra ospita anche il contributo critico di Ida Mitrano e fotografie di Alessandra Pedonesi.


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Michele Bravi

Dopo il grande successo della prima edizione, torna dal 30 luglio al 1°agosto la

seconda edizione di YOUTH! ARGENTARIO, ospitata anche quest’anno nella

splendida cornice di Piazzale dei Rioni a Porto Santo Stefano (Grosseto).

Il 31 luglio si esibirà il cantautore Michele Bravi.


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L'estate si accende di cultura e musica con YOUTH!

ARGENTARIO, un evento imperdibile che promette di

trasformare Monte Argentario in un palcoscenico vibrante e

ricco di emozioni. Con l'obiettivo di esaltare la visione

culturale dell'evento, l'ingresso sarà completamente

gratuito, offrendo a tutti l'opportunità di immergersi in

un'esperienza unica.

Il 30 luglio, il festival prenderà il via con la presentazione

dell'ultimo libro di Ermal Meta, "Le Camelie invernali", edito

da La nave di Teseo. Questo romanzo, intenso e

suggestivo, intreccia misteri e ombre del passato con il

presente, mettendo al centro due famiglie legate da un

destino antico e inevitabile. La serata proseguirà con il

concerto della band Les Votives, promettendo un mix di

letteratura e musica che incanterà il pubblico.

Il 31 luglio sarà dedicato a Michele Bravi, cantautore noto

per la sua sensibilità e raffinatezza, capace di trasformare

le emozioni più intime in musica. A seguire, Anna Castiglia

salirà sul palco, portando la sua ironia e la sua capacità di

alternare leggerezza e riflessione, invitando il pubblico a

guardare ai nostri giorni con consapevolezza e maturità.

Il 1° agosto, l'eclettica e magnetica Joan Thiele chiuderà il

festival con uno stile che mescola sonorità internazionali,

elettronica e atmosfere intime, promettendo una

performance indimenticabile.

YOUTH! ARGENTARIO è presentato da iCompany e la Pro

Loco di Monte Argentario, con il contributo e il patrocinio

del Comune di Monte Argentario. Il Contest Youth!

Argentario, un'opportunità unica per i nuovi talenti di esibirsi

accanto ad artisti di rilievo nazionale. La direzione artistica

del festival selezionerà tre giovani artisti che avranno

l'onore di aprire le serate del 30 e 31 luglio e del 1° agosto

2025.

Il festival non è solo un evento musicale, ma un'occasione

per scoprire la bellezza di Porto Santo Stefano e Porto

Ercole, mete turistiche rinomate per i loro paesaggi marini e

porti di scalo per crociere di lusso. Facilmente accessibili

grazie ai tomboli della Giannella e della Feniglia, queste

località offrono un mix perfetto di natura, cultura e

intrattenimento.

YOUTH! ARGENTARIO è pensato per attrarre sia i turisti

che scelgono l'Argentario come destinazione estiva, sia i

residenti che vivono questa splendida area tutto l'anno. Un

evento che promette di essere un punto di riferimento nel

panorama culturale e musicale italiano.

Ermal Meta Anna Castiglia Joan Thiele Les Votives


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VIII edizione di Videocittà, il Festival della

Visione e della Cultura Digitale, ideato da

Francesco Rutelli e la direzione creativa di

Francesco Dobrovich.

Con un giorno in più di programmazione

rispetto alle edizioni precedenti, l’area di

archeologia industriale più estesa d’Europa, il

Gazometro di Roma, diventa ancora una volta

un polo di innovazione culturale e si prepara

ad accogliere quattro giorni di maestose

installazioni, music audio visual show,

videoarte, video mapping, esperienze

immersive, talk e AV experiences, guardando

già ai linguaggi di domani.

L’attrazione di principale del Festival sarà,

come di consueto, la grande installazione site

specific che avvolgerà il Gazometro G4. Per

l’edizione 2025, l’intervento sul monumento

simbolo della Roma Contemporanea avrà come

titolo Solar e sarà affidata all’artista romano, di

fama internazionale, Quayola. Con Solar, il

Gazometro si accende di una luce nuova e

potente, celebrando il Sole come fonte primaria

di vita, energia e trasformazione.

Attesa la partecipoazione di Victoria, l’anima

ribelle di un techno cult sfrontato e y2k.

Cresciuta tra rock, skate e party, ha

trasformato la sua sete di libertà in uno stile

sonoro unico, dove la grinta del basso si fonde

con i beat da club. Dopo aver attraversato le

scene di Milano e Berlino, ha portato il suo

groove esplosivo dalle band giovanili ai

dancefloor più iconici, tra influenze ‘90s, baile

funk e un’estetica early 2000s senza

compromessi. Fra le tantissime date in giro per

il mondo, Victoria accenderà il palco romano

con un set ad alta intensità, accompagnata da

un attesissimo show audiovisivo inedito curato

da Videocittà con i contenuti visivi prodotti da

Nic Paranoia.

Victoria (c) Ilaria Ieie


TuttoBallo

I MUSIC AUDIO VISUAL SHOW, curati da

Michele Lotti, coinvolgono artisti il cui linguaggio è

strettamente legato all’audiovisivo: un’alternanza

di ospiti affermati e nuove promesse internazionali

e nazionali, confermano anche nel 2025 la visione

innovativa di Videocittà. Da Max Cooper a

Victoria, da Caribou a okgiorgio, passando per

Dardust, Ela Minus e Noémi Büchi, come ogni

anno Videocittà presenta le frontiere più avanzate

dell’audiovisivo attraverso coinvolgenti live

audiovisivi – molti dei quali in anteprima o site

specific - firmati dai grandi nomi della musica

internazionale e dai più apprezzati artisti

multimediali, dando spazio anche agli esponenti

delle nuove generazioni.

Dardust


TuttoBallo

Fra i protagonisti assoluti di questa edizione c’è uno dei grandi nomi della creazione

contemporanea, Max Cooper, compositore elettronico e artista multidisciplinare che

ha fatto della contaminazione tra scienza e arte il cuore della sua ricerca creativa.

Cooper è un vero pioniere del genere e figura chiave nell’evoluzione della club

culture, spingendo l’elettronica verso i territori dell’arte contemporanea, tra concert

hall, musei e nuove forme di racconto immersivo. A Videocittà 2025 presenterà il suo

nuovo album On Being in, una performance audiovisiva intensa e avvolgente,

capace di trasformare dati, emozioni e astrazione in un’esperienza sensoriale

totalizzante.

Max Cooper - Main Avatar Image (credit @elmithead - Ella Mitchell)


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CARTELLONE 2025|2026

LA STAGIONE INIZIA IL 2 SETTEMBRE CON

STEVE HACKETT - GENESIS GREATS, LAMB HIGHLIGHTS & SOLO


La stagione 2025/2026 del Teatro Arcimboldi di Milano (TAM) si preannuncia come un viaggio straordinario

attraverso la musica, il teatro e l'arte, con un programma che promette di incantare e ispirare il pubblico.

L'apertura, il 2 settembre, è affidata al leggendario chitarrista dei Genesis, Steve Hackett, che porterà in scena

"Genesis Greats - Lamb Highlights & Solo", un omaggio al cinquantesimo anniversario dell'iconico album "The

Lamb Lies Down On Broadway". Questo evento segna l'inizio di una stagione che intreccia spettacoli di grande

impatto, mostre ed esperienze immersive, con un occhio sempre rivolto all'innovazione tecnologica.

Il cartellone del TAM è un punto di riferimento per le produzioni internazionali, che scelgono Milano per

debuttare e stupire. Grazie alla collaborazione con dilium, la nuova sezione dell'Arcimboldi APP introduce un

sistema di sottotitolazione multilingua, ampliando l'accessibilità degli spettacoli a un pubblico internazionale. Il

teatro non è solo un luogo di spettacolo, ma anche un centro di formazione, ospitando l'Accademia Ucraina di

Balletto e la STM – Scuola del Teatro Musicale, oltre alla residenza artistica dell'OFI Orchestra Filarmonica

Italiana. La stagione offre un mix di prime esclusive e grandi ritorni, con artisti come Massimo Ranieri, Edoardo

Bennato, Niccolò Fabi, e Carmen Consoli, Serena Brancale. Tra gli eventi speciali, il "Morricone Film History"

celebrerà le colonne sonore di Ennio Morricone, mentre "Tra sogni e desideri" con Diana Del Bufalo interpreterà

le canzoni Disney più amate. Il cine-concerto "Harry Potter e i Doni della Morte" offrirà un'esperienza immersiva

unica. In tournée, spettacoli di grande richiamo come "Sapore di Mare – Il Musical", "The Rocky Horror Show", e

"Cats" nella sua versione originale, arricchiranno ulteriormente la stagione. Eventi come "Slava’s Snowshow" e

"Les Ballets Trockadero de Monte Carlo" promettono di affascinare il pubblico, mentre il debutto teatrale di Joe

Bastianich e le performance di artisti come Arturo Brachetti aggiungeranno un tocco di eclettismo.

La stagione 2025/2026 del TAM è un invito a rallentare, a riflettere e a riscoprire la bellezza dell'incontro con

l'arte, offrendo esperienze che uniscono riflessione, emozione e narrazione.

STEVE HACKETT

Genesis greats, lamb highlights & solo


La stagione 2025/2026 del TAM segna il debutto ufficiale della compagnia

e si preannuncia ricca di appuntamenti straordinari.

Si partirà il 19 ottobre 2025 con La Fille Mal Gardée e il 10 e 11 gennaio

2026 con Il Lago dei Cigni al TAM Teatro Arcimboldi Milano, seguito da Lo

Schiaccianoci al Teatro Lirico di Cagliari dal 12 al 23 dicembre 2025,

accompagnato dall’Orchestra Sinfonica del teatro.

Oltre a questi titoli vedremo anche Il Lago dei Cigni e Cenerentola il 1°

febbraio 2026 al Teatro Municipale di Piacenza.

In un periodo storico in cui la danza classica trova sempre meno spazio

nei cartelloni dei grandi teatri italiani, questa iniziativa assume un valore

ancora più importante di rilancio artistico, un impegno concreto per

garantire al pubblico – dagli appassionati ai neofiti – la possibilità di vivere

l’esperienza unica del balletto in tutte le sue sfumature. Tutti gli spettacoli

saranno realizzati con grande attenzione ai dettagli: coreografie fedeli alla

tradizione, costumi ricchi e scenografie dipinte a mano, per regalare al

pubblico un’esperienza unica ed emozionante. In alcune produzioni, sarà

previsto l’accompagnamento dell’orchestra dal vivo, per un livello artistico

ancora più elevato.

TAM Ballet è una compagnia giovane, ma già proiettata verso il futuro:

aperta a collaborazioni con teatri italiani e internazionali, attenta a creare

progetti condivisi e a costruire un ponte culturale tra diverse realtà. Un

luogo di crescita per i ballerini, un laboratorio di eccellenza per la danza

classica, un riferimento per il pubblico che ama lasciarsi emozionare dalle

grandi storie e dall’eleganza del movimento.

Alla proposta di TAM Ballet si aggiunge al TAM Teatro Arcimboldi Milano

un cartellone dedicato alla danza classica con un’offerta culturale che

arricchisce il panorama teatrale della città. Oltre ai titoli firmati TAM Ballet,

infatti, il pubblico potrà assistere anche alle produzioni dell’Accademia

Ucraina di Balletto: Lo Schiaccianoci e La Bella Addormentata.


TAM KIDS

Un’intera rassegna pensata per i più giovani e le loro famiglie, dove il teatro

diventa esperienza viva, emozione condivisa e scoperta continua. Spettacoli

che parlano ai bambini e ai ragazzi con linguaggi semplici ma potenti, fatti di

luci, suoni, colori e storie capaci di aprire mondi immaginari e interiori.

In sala, il teatro non è solo intrattenimento: è un luogo dove si cresce, si

sogna, si impara ad ascoltare e a riconoscere le proprie emozioni. Un invito a

vivere il palco come uno spazio magico dove tutto è possibile, insieme.

LA MUSICA È VITA

La grande avventura di Miguel

Lo spettacolo racconta la storia di Miguel, un ragazzino che, per uno

strano caso del destino, viene trasportato nel mondo dei defunti

proprio durante il Día de Muertos, la tradizionale festa messicana

dedicata ai morti. In questo universo straordinario, Miguel si mette

alla ricerca del suo trisavolo musicista sperando che possa aiutarlo

a tornare tra i vivi e, soprattutto, a far accettare alla sua famiglia la

sua grande passione per la musica. Un viaggio ricco di incontri

inaspettati, che renderanno l’avventura ancora più emozionante e

magica.

2 NOVEMBRE 2025 - ORE 11.00

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI

Sta per iniziare un affascinante viaggio tra terre lontane,

avventure imprevedibili e momenti di grande divertimento: Il

Giro del Mondo in 80 Giorni accompagna il pubblico sulle

tracce di Phileas Fogg, distinto gentiluomo inglese, e del suo

fedele servitore Passe-partout.

Determinato a vincere una scommessa, Fogg tenta l’impresa

di compiere il giro del mondo in soli 80 giorni.

I due protagonisti attraverseranno paesaggi suggestivi,

incontreranno personaggi straordinari e affronteranno

numerosi imprevisti. Ad ostacolarli, un detective goffo ma

tenace, convinto che Fogg sia coinvolto in un crimine.

Riusciranno a completare l’impresa entro i tempi stabiliti? Uno

spettacolo musicale ricco di colori, canzoni e colpi di scena,

pensato per coinvolgere spettatori di tutte le età e celebrare la

bellezza del mondo e il valore della curiosità, dell’amicizia e

della determinazione.

30 NOVEMBRE 2025 - ORE 11.00


STEFANO FRANCIA ENJOYART

presenta

COMPILATION e PODCAST

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME

Ascolta ora

PODCAST/STEFANOFRANCIA


TuttoBallo

PIERRE SCHAEFFER

ALLA RICERCA DI UNA MUSICA CONCRETA

Traduzione Giancarlo Carlotti

Finalmente in lingua italiana uno dei testi classici della musica

elettroacustica. Un'avventura pionieristica i cui effetti si estendono

oltre i confini della musica contemporanea e sono applicabili a

molte aree del pensiero musicale odierno, come la definizione di

“strumento” e la classificazione dei suoni. Alla fine degli anni

Quaranta, Schaeffer inventò una nuova forma di espressione

artistica che chiamò “musica concreta”, utilizzando i rumori come

materiali per la composizione e gli strumenti registrazione a nastro

e giradischi, per modellarli attraverso tagli, potenziometri, e

manopole dei volumi. Locomotive, lattine, padelle, suoni ambientali,

della natura e del corpo umano, tutti diventarono "oggetti sonori",

nuovi strumenti per una nuova musica. Furono composti studi, e poi

opere, dove alla musica concreta si accostarono anche cantanti

lirici, e balletti con la coreografia di stelle come Maurice Béjart.

L'impatto creato andò, come succede per le avanguardie più spinte,

dall'interesse entusiastico, come quello di Olivier Messiaen e Henry

Michaux, alle reazioni sdegnate e violente. Ma questa musica e la

tenacia coraggiosa di Schaeffer, in piena assonanza con i

movimenti artistici non solo musicali di quel periodo, come arte

astratta, surrealismo, lettrismo, furono un segnale di grande libertà

creativa e aprirono nuovi spazi prima inesplorati. Tanto che Pierre

Schaeffer è una figura centrale non solo per la storia musicale del

Novecento, ma lo è anche per i dj e i produttori di musica hip-hop,

sperimentale ed elettronica, nonché per i creatori dei media sonori

in genere. La traduzione in italiano è stata curata da Giancarlo

Carlotti, conoscitore della letteratura del fantastico e della

letteratura d'appendice, traduttore di consolidata esperienza, con

oltre quattrocento libri al suo attivo.

Pierre Schaeffer

Pierre Schaeffer, 1910-1995, nato in una famiglia di musicisti ma di

formazione scientifica, si è diplomato all'École Polytechnique nel

1934. Dopo diversi incarichi come ingegnere delle

telecomunicazioni, nel 1944 ha fondato lo Studio d'Essai presso la

Radiodiffusion Française, dedicato alla sperimentazione radiofonica

e divenuto subito uno strumento di ricerca al servizio della sua

musica e dove ha condotto i primi esperimenti. Dal 1948 fu

affiancato come assistente da Pierre Henry, con il quale scrisse

diverse opere. Dalla loro collaborazione nacque quella fondante

della musica concreta: Symphonie pour un homme seul,

coreografata poi da Maurice Béjart, e che fu portata in tournée in

tutto il mondo nel 1955.

Nel 1951 fondò il Groupe de musique concrète presso cui più tardi

lavorarono molti compositori, tra cui Luciano Berio e Pierre Boulez,

e che era un laboratorio nato per mettere in discussione nozioni

come musica, ascolto, timbro e suono. Nel 1974 ha fondato l’Institut

National de l’Audiovisuel INA, che metteva insieme gli organismi

preposti alla ricerca, alla formazione professionale, alla

cooperazione e alla conservazione archivistica. Dal 1968 fino al

1980, è stato professore di musica sperimentale e di musica

audiovisiva applicata al Conservatorio di Parigi.

Dopo aver abbandonato la composizione sperimentale si è dedicato

alla letteratura, pubblicando saggi, racconti e romanzi. Tra le sue

opere musicali si ricordano, Concert de bruits, Orphée 53 e

Symphonie pour un homme seul. Tra i suoi libri, Traité des objets

musicaux, Machines à communiquer e Essai sur la radio et le

cinéma.


Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

https://www.solomente.it

Le parole uccidono. O ci vanno vicino. Le parole

feriscono. Spesso più dei gesti. Le parole, certe

parole, dette in un momento di rabbia o di

disperazione, fanno tanto male. Ti ritornano in mente.

Ti risuonano dentro. Cerchi di non pensarci ma poi

eccole lì. Urlate o dette sottovoce in fondo il risultato

non cambia granché. Io mi salvo. Perché non parlo.

Credo che se dessi voce ai miei pensieri negativi nel

momento esatto in cui li penso succederebbe

l'inimmaginabile. Neanche voglio pensarci. La mia

nonna mi diceva sempre "conta fino a 10 prima di

parlare". La mia mamma "non è quello che dici ma

come lo dici". La mia soluzione è il silenzio. Fa meno

danni. Vigliaccheria? Probabile. In tempi di parole

dette e scritte ovunque e per la qualunque credo sia

più produttivo il silenzio. Tanto dal tuo sguardo di chi

ti conosce capisce. Eccome se capisce. Ogni tanto

stiamoci zitti. E guardiamoci negli occhi. Chissà,

forse andrà tutto meglio. O forse no. Ma almeno

quelle brutte parole non risuoneranno nella nostra

mente.


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