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GEOmedia_Speciale_2025

Digitalizzazione, data space e piattaforme. Con i contributi di alcuni leader del settore: EPSILON ITALIA, GECSOFTWARE, GENEGIS, SPEKTRA, STONEX

Digitalizzazione, data space e piattaforme. Con i contributi di alcuni leader del settore: EPSILON ITALIA, GECSOFTWARE, GENEGIS, SPEKTRA, STONEX

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Rivista bimestrale - anno XXVIII - Speciale 2025 - Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma

TERRITORIO CARTOGRAFIA

GIS

CATASTO

3D CITY

INFORMAZIONE GEOGRAFICA

FOTOGRAMMETRIA EDILIZIA

URBANISTICA DIGITAL TWIN

REMOTE SENSING

GNSS

SPAZIO

RILIEVO AMBIENTE TOPOGRAFIA

LiDAR

GEOBIM

LASER SCANNING

BENI CULTURALI

SMART CITY

anno XXIX - Speciale allegato al n. 6 - 2025

Digitalizzazione, Data Space

e Piattaforme

Speciale

TECNOLOGIE

Credits by EPSILON ITALIA

2025

Con i contributi di alcuni leader del settore:

EPSILON ITALIA GECSOFTWARE GENEGIS SPEKTRA STONEX


AI-Driven Geospatial Insights

for Your Entire Organization

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Agent

GeoAgent is here—a new agentic AI platform for geospatial

intelligence! It interprets intent, orchestrates workflows, and delivers

geospatial outputs where you need them—automatically.

Move beyond dashboards and processing to turn geospatial data

into operational decisions at speed.

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Your Users, Workflows, and Objectives.

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Dal dato alla decisione: piattaforme

per la trasformazione digitale

Questo numero speciale di GEOmedia nasce con un obiettivo chiaro: dare spazio alle aziende che,

ogni giorno usano la geomatica per soluzioni operative, misurabili e scalabili. La digitalizzazione

non è più una promessa né un esercizio di stile: è il motore che connette rilievo, dati, modelli e

decisioni, in un ecosistema dove infrastrutture, territori e servizi pubblici richiedono affidabilità,

interoperabilità e velocità di aggiornamento.

Il filo conduttore che abbiamo scelto – Digitalizzazione, Data Space e Piattaforme – è oggi il punto

d’incontro tra innovazione tecnologica e nuove regole europee sui dati: standard, governance, qualità

informativa, tracciabilità, riuso. In altre parole, la capacità di passare dai “dati disponibili” ai “dati

utili”, pronti a sostenere scelte consapevoli e processi decisionali più solidi.

Abbiamo costruito lo speciale come un racconto che parte dall’origine, cioè dal dato, e arriva alla sua

forma più matura: la decisione informata. Si apre con il contributo di Epsilon Italia, che richiama

l’attenzione su ciò che spesso viene dato per scontato: prima ancora delle tecnologie, servono metodo

e regole condivise. Buone prassi, metadati, interoperabilità e capacità di allinearsi alle policy europee

sono gli ingredienti che rendono un data space realmente funzionante, sostenibile e riusabile nel

tempo, anche nel dialogo con INSPIRE e con l’evoluzione dei flussi informativi ambientali.

Da qui il discorso si sposta sul campo, dove la trasformazione digitale diventa operativa e misurabile.

Il caso presentato da Spektra – a Trimble Company, racconta la sperimentazione ANAS del luglio

2025 sul viadotto Fontanelle, un esempio concreto di workflow end-to-end che integra acquisizione,

ispezione, gestione del dato e condivisione cloud. È un passaggio chiave perché mostra come rilievo

e ispezione non siano più attività separate, ma componenti di un processo unico capace di generare

un patrimonio informativo affidabile, aggiornato e condivisibile, fino alla costruzione del digital

twin infrastrutturale.

La centralità della precisione e della continuità metrica emerge poi in un contesto emblematico come

il Traforo del Monte Bianco, dove l’aggiornamento della poligonale nel 2025 mette in evidenza

quanto la qualità della misura sia ancora la base di ogni processo digitale serio, soprattutto quando

si opera in ambienti complessi e con finestre operative ristrette. Il contributo di Stonex restituisce

proprio questa dimensione: la solidità del riferimento e la stabilità del dato come prerequisiti per

coordinare attori diversi e garantire sicurezza e manutenzione in un’infrastruttura strategica.

A fare da ponte tra mondi e discipline è infine il livello “piattaforma”, cioè il punto in cui la

moltiplicazione dei dataset (rilievi, modelli, sensori, ispezioni, documentazione) smette di essere

un problema di accumulo e diventa una questione di convergenza informativa. Il contributo di

GeneGIS introduce questa prospettiva con Pangea Cloud, pensata come layer trasversale che mette in

relazione strumenti e dati eterogenei, li contestualizza nello spazio e nel tempo e li rende consultabili

anche a profili non specialistici, trasformando l’informazione in supporto operativo e decisionale,

con una memoria digitale strutturata e verificabile dell’asset.

Chiude il percorso uno sguardo molto concreto su un tema che oggi è spesso decisivo per tempi e

costi dei progetti: il rilievo indoor e le tecnologie che lo rendono rapido, condivisibile e produttivo

nei deliverable. Il contributo di GEC Software mette in evidenza workflow e strumenti orientati

a risultati immediatamente fruibili — dalla produzione di nuvole di punti a elaborati 2D e tour

3D — insieme ai modelli di servizio e alle piattaforme web di condivisione che riducono le barriere

operative e rendono la digitalizzazione più accessibile nella pratica quotidiana.

Il valore aggiunto di questo numero sta proprio qui: raccontare l’innovazione con un linguaggio

tecnico ma concreto, attraverso esperienze, scelte progettuali, strumenti e risultati. È un invito a

leggere questi contributi come una mappa: non solo “cosa esiste”, ma come si applica, quali benefici

produce e quali opportunità apre per professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni.

Buona lettura,

Renzo Carlucci


N u m e r o

speciale

allegato

al n. 6 - 2025

Buone prassi

per la

realizzazione

di un data space

A cura di Espilon italia

6

Sullo sfondo una immagine

di Copernicus Sentinel-2

sull'Oceano Atlantico

meridionale mostra una vista

ravvicinata dell'iceberg A23a, un

tempo il più grande del mondo.

L'immagine, insolitamente priva

di nuvole, mostra i primi segnali

del fatto che l'iceberg presto si

disintegrerà completamente.

Credits: ESA

14 Digitalizzazione e

ispezione dei viadotti

in esercizio:

sperimentazione

tecnologica ANAS sul

viadotto Fontanelle

con workflow Trimble

integrato

A cura di Spektra –

a Trimble Company

Il Traforo del

Monte Bianco

aggiornamento

poligonale 2025

A cura diStonex Italia

20

e Studio Goso

GEOmedia, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica.

Da quasi 30 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei

processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati,

in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre.

In questo settore GEOmedia affronta temi culturali e tecnologici

per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi

geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia,

della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e

spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo.


NEWS

Dati eterogenei,

decisioni consapevoli:

una piattaforma per

la gestione integrata

degli asset complessi

A cura di GeneGIS GI

28

L’immagine di copertina

vuole evidenziare che la

“simplification” del nuovo

quadro europeo sui dati, se si

traduce in deregulation, rischia

di svuotare l’interoperabilità. I

data spaces possono trasformarsi

in silos che si scambiano

contenitori “empty boxes” in cui

il dato circola, ma perde qualità,

coerenza e valore informativo,

soprattutto se si indeboliscono i

riferimenti INSPIRE ai modelli

e alla semantica.

36

Allo stesso tempo, la crescente

fiducia nell’Intelligenza

Artificiale come soluzione

automatica non può colmare

il vuoto lasciato da regole

condivise: senza struttura e

significato, l’AI non ricostruisce

qualità, ma amplifica ambiguità

e incertezza. Il risultato è un

rischio concreto: compromettere

vent’anni di investimenti e di

costruzione delle infrastrutture

di dati territoriali in Europa.

EPSILON ITALIA

iGUIDE Planix

R1 vs. FJD

Trion P2: La

sfida del rilievo

indoor

a cura di Strumenti

Topografici

una pubblicazione

Science & Technology Communication

GEOmedia, la prima rivista italiana di geomatica.

ISSN 1128-8132

Reg. Trib. di Roma N° 243/2003 del 14.05.03

Direttore

RENZO CARLUCCI, direttore@rivistageomedia.it

Comitato editoriale

Vyron Antoniou, Fabrizio Bernardini, Caterina Balletti,

Roberto Capua, Mattia Crespi, Fabio Crosilla, Donatella

Dominici, Michele Fasolo, Marco Lisi, Flavio Lupia, Luigi

Mundula, Beniamino Murgante, Aldo Riggio, Monica

Sebillo, Attilio Selvini, Donato Tufillaro, Valerio Zunino

Direttore Responsabile

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Redazione

Gabriele Bagnulo, Valerio Carlucci, Massimo Morigi

Gianluca Pititto, Maria Chiara Spiezia

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riproduzione anche parziale del contenuto di questo numero della Rivista in

qualsiasi forma e con qualsiasi procedimento elettronico o meccanico, ivi inclusi i

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Numero chiuso in redazione il 25 febbraio 2025.

GEOmedia Speciale allegato al n.5 - 2024 5


CASE STUDY

EPSILON ITALIA

Buone prassi per la

realizzazione di un data space

a cura di Epsilon Italia

Figura 1 – USAGE – Urban Data Space for Green Deal

GIi urban data spaces svolgono un

ruolo fondamentale nell'attuazione

dei Local Green Deal nelle città

europee. Il progetto USAGE ha

prodotto una serie di buone pratiche

per l'implementazione degli urban

data spaces, strutturandoli attorno a

casi d'uso specifici e traducendo le

priorità politiche in requisiti precisi in

materia di metadati, dati e algoritmi.

Tuttavia, le politiche europee in

materia di dati in continua evoluzione

sembrano affidare all’Intelligenza

Artificiale il compito di arricchire

il contenuto informativo dei dati,

anziché continuare a ricorrere

all’uso di data model strutturati.

Questo processo, se incontrollato,

introduce il rischio di perdita di

qualità e affidabilità dei dati, che

devono continuare a fornire le

evidenze oggettive per un processo

decisionale efficace.

Nel corso del progetto

USAGE - Urban Data

Spaces for Green Deal

(https://www.usage-project.

eu/home), conclusosi a luglio

2025, co-finanziato nell’ambito

del Programma Horizon

Europe, sono stati progettati,

implementati e testati 4

urban data spaces, nelle città

di Ferrara, Saragozza, Graz e

Leuven. Pur dando uno sguardo

a quanto stava avvenendo

negli European Common Data

Spaces e, soprattutto, alle versioni

della Blueprint rese via

via disponibili dal Data Space

Support Centre (https://dssc.

eu/), USAGE aveva l’obiettivo

di realizzare dei data space,

che contribuissero in maniera

cross-settoriale all’attuazione

di local Green Deal, strumenti

di indirizzo programmatico

in grado di contestualizzare in

ambito urbano e locale esigenze

e priorità ricadenti nell’ambito

delle Policy Areas del Green

Deal Europeo.

Il ruolo chiave dei

casi d’uso in un data space

Ruolo chiave nel progetto

l’hanno avuto ben 11 casi d’uso

progettati, attuati e testati nelle

4 città pilota, seguendo rigorosamente

il modello logico illustrato

in figura 2.

La robustezza del modello risiede

nel fatto che ogni caso d’uso,

oltre ad essere necessariamente

legato a priorità contenute in

piani o regolamenti parte integrante

delle politiche locali,

è costituito da una sequenza di

step cui sono associati sia requisiti

in termini di dati che della

loro elaborazione. Ad esempio,

sono stati formalizzati requisiti

sul contenuto semantico dei

dati, sul formato, sulla loro risoluzione

spaziale e temporale,

così come sono stati indicati gli

algoritmi di Machine Learning

da utilizzare ed è stato descritto

il processo di elaborazione dei

dati.

E’ da evidenziare l’importanza

di creare metadati, sia per i dati

che per gli strumenti necessari

6 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

Figura 2 – Modello concettuale dei casi d’uso

per la loro elaborazione, e di

inserire in entrambi riferimenti

reciproci: i metadati dei dati

contengono il riferimento agli

strumenti utilizzati per la loro

elaborazione; i metadati degli

strumenti di elaborazione dei

dati contengono i riferimenti

ai dati di input e a quelli di

output. In USAGE, per i metadati

dei dati è stato utilizzato il

profilo INSPIRE; per i metadati

degli strumenti di elaborazione

dati è stato messo a punto un

profilo esteso a partire dalla ISO

19115-3.

Per aumentare la rintracciabilità

e la riusabilità dei dati, si sono

rivelate utili alcune decisioni

relative all’arricchimento semantico

dei metadati, adottate

a livello di data space. Ad esempio,

poiché l’ultimo step di elaborazione

dei dati di ogni caso

d’uso doveva necessariamente

produrre un dato di output rispondente

alle caratteristiche

Figura 3 – Dashboard di validazione dei data spaces

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 7


CASE STUDY

“decision ready information”,

cioè contenente informazioni

pronte a supportare le decisioni

senza ulteriori intermediazioni,

nel relativo metadato è stata

aggiunta la parola chiave “DRI

- decision ready information”.

Nell’elemento Lineage sono state

inoltre codificate le informazioni

contenenti i requisiti, che

hanno guidato i processi di creazione

del dato e costituiscono

un importante patrimonio conoscitivo

del dato prodotto.

I metadati di circa 350 dati e

oltre 60 software sono stati raccolti

in un catalogo di progetto,

realizzato con tecnologia opensource

e basato su GeoNetwork

(https://usage.geocat.live/).

Considerato che due delle città

pilota, Ferrara e Saragozza, erano

già in possesso di un catalogo

open-data contenente alcuni

dati di input per i casi d’uso, in

una fase iniziale il catalogo di

progetto effettuava periodicamente

l’harvesting dei due cataloghi

esistenti. Ciò grazie ad

una procedura ad-hoc, consistente

nell’aggiunta della parola

chiave “USAGE” nei metadati

dei dati di interesse da parte

dei responsabili dei rispettivi

Figura 4 – Membri dell’autorità di governo di un data space

cataloghi e di un filtraggio per

parola chiave durante l’operazione

di harvesting da parte dei

responsabili del catalogo di progetto.

Non appena un dato di

output di un caso d’uso veniva

validato dal data space, veniva

effettuato il percorso inverso,

al termine del quale il relativo

metadato era presente nel catalogo

ufficiale della città pilota e,

da qui, nei rispettivi cataloghi

nazionali; poi, da ultimo, nel

data.europa.eu, il portale europeo

dei dati, completando così

la filiera istituzionale della pubblicazione

dei metadati.

Nella co-creazione dei casi d’uso

con i vari attori coinvolti,

sono state sfruttate tecniche di

comunicazione differenziate in

funzione dei destinatari da raggiungere:

4Schede ed infografiche per

politici, cittadini e soggetti

privi di conoscenze tecniche

specifiche.

4Schede informative di dettaglio

e diagrammi BPMN

(Business Process Model and

Notation), schematizzanti i

flussi di lavoro, le sequenze

di step, le relazioni tra strumenti

di elaborazione dati

ed i dati stessi e contenenti

i link ai metadati pubblicati

nel catalogo, per il personale

tecnico impegnato nelle

varie fasi esecutive del caso

d’uso.

Per ciascuna scheda informativa

e per ciascun diagramma

BPMN è stato poi generato un

identificativo univoco (doi “document

object identifier”) usando

la piattaforma Zenodo.

La validazione

di un data space

Per quanto riguarda la validazione

dei data spaces, sono stati

definiti 19 indicatori e, per

ciascuno di essi, il valore target

e le metriche di misurazione.

E’ stata inoltre sviluppata una

dashboard per rappresentarli

graficamente (https://usage-dashboard.epsilon-italia.it/).

Esempi di aspetti trattati nella

validazione sono: il numero

di nuovi dati prodotti e la

relativa percentuale di open

data, l’aderenza ai principi

FAIR (Findability, Accessibility,

Interoperability, Reuse), il livello

delle competenze possedute dal

personale coinvolto a vario titolo

nel data space, la sostenibilità

del modello di business. I valori

degli indicatori, misurati in varie

fasi del progetto, mostrano

che tutti i data spaces hanno seguito

una evoluzione nel corso

dello stesso, a testimonianza di

una progressiva maturità raggiunta

dai data spaces, con le

dovute differenziazioni tra le

diverse città pilota, soprattutto

in conseguenza dei diversi modelli

di governance adottati.

Per ogni data space, un grafico

radar, come quelli mostrati

nella Figura 3, mostra i valori

di distanza dal target di tutti gli

indicatori, normalizzati tra 0 e

1. Nel caso migliore, il grafico

radar è costituito da un unico

8 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

punto al centro, il che significa

che tutti i valori hanno raggiunto

i loro valori target. Nel

caso peggiore, il grafico radar è

costituito da una linea prossima

al cerchio esterno, il che significa

che tutti i valori hanno la

massima distanza dai rispettivi

valori target.

Nell’ambito della validazione

dei data spaces è stata inoltre

condotta un’analisi per valutare

il grado di allineamento dei

data spaces delle quattro città

pilota con i cosiddetti “nontechnical

building blocks” della

Data Spaces Blueprint v2, pubblicata

dal Data Spaces Support

Centre.

Tale valutazione è stata effettuata

utilizzando una check-list

progettata a tale scopo, che ha

garantito una valutazione sistematica,

comparabile e riproducibile

nelle 4 implementazioni

pilota.

Per il Business Building Block

sono state valutate le seguenti

condizioni:

4È stato creato un Business

Model per il data space?

4In caso affermativo, nel

Business Model sono stati considerati

gli elementi descritti

nella Blueprint (princìpi, scopo,

obiettivi, casi d’uso, fornitori

e utilizzatori dei dati,

value proposition, prezzi e ricavi,

effetti di rete, strutture

e membri per la governance,

attori)?

4Sono stati sviluppati dei casi

d’uso nel data space?

4Dati e servizi offerti dal data

space sono stati effettivamente

usati da utenti reali (e non

simulati)?

4Il futuro riuso Dati e servizi

offerti dal data space è opportunamente

regolamentato?

4Dati e servizi offerti dal data

space aderiscono ai princìpi

FAIR?

4Esistono operatori e intermediari

nel data space? (gli intermediari

e gli operatori consentono

la condivisione dei

dati e l’effettuazione di transazioni

affidabili. 4Quando

un unico fornitore di servizi

fornisce tutti o la maggior

parte dei servizi abilitanti per

un data space, tale fornitore

viene spesso definito operatore

del data space. Quando

diversi servizi abilitanti sono

forniti da diversi fornitori

specializzati, questi ultimi

possono essere definiti intermediari).

Per il Governance Building Block

sono state valutate le seguenti

condizioni:

4E’ stata formalmente nominata

un’autorità di governo

del data space, responsabile

dello sviluppo, della manutenzione,

del funzionamento

e dell’applicazione di un quadro

di governance?

4E’ stato creato un quadro di

governance, consistente in un

insieme di regole interne e

politiche applicabili a tutte le

componenti del data space?

4Sono state definite regole per

la gestione dei partecipanti

all’autorità di governo, ad

esempio per il loro ingresso e

la loro uscita, così come regole

per la fornitura di servizi e

le loro transazioni?

Per il Legal Building Block sono

state valutate le seguenti condizioni:

4E’ assicurata la conformità

con il quadro normativo

Europeo (ad esempio Data

Act, Data Governance Act,

Interoperable Europe Act,

Digital Services Act, Digital

Market Act, regole sulla sicurezza,

legislazione di settore)?

4Esistono accordi istituzionali

(ovvero accordi che stabiliscono

regole che regolano il

rapporto tra tutti i partecipanti

e i membri del data

space, direttamente o indirettamente,

vincolandoli a un

quadro di governance specifico)?

4Esistono accordi per la condivisione

dei dati?

4Esistono accordi di servizio?

Nel processo di validazione è

stato inoltre simulato il fun-

Figura 5 – Validazione di aspetti specifici di un data space da parte dei membri dell’autorità di governo

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 9


CASE STUDY

zionamento di un’autorità di

gestione di un data space, che

riunisce intorno ad un tavolo

attori chiave coinvolti nel

suo funzionamento: decisori,

esperti di policy, di tecnologie,

di dati, di aspetti legali, di economia

digitale, cittadini), come

illustrato in figura 4.

Questo esercizio è stato effettuato

per supportare la progettazione

dei casi d’uso, garantendo

che fossero pienamente

in linea con le esigenze dei vari

attori del data space. A tal fine,

è stato sviluppato un apposito

questionario, condiviso con i

partner coinvolti, chiedendo

a ciascuno di loro di assumere

uno dei ruoli illustrati nella figura

4 e di compilare il questionario.

I contributi individuali hanno

consentito una valutazione basata

su prospettive diverse, con

l’obiettivo di garantire che tutti

gli elementi rilevanti per l’implementazione

e il funzionamento

di un data space fossero

presi in considerazione fin dalla

fase di progettazione.

A titolo esemplificativo, nella

figura 5 sono mostrate le risposte

fornite dai decisori alla domanda

su quanto gli obiettivi

dei casi d’uso fossero allineati

con le priorità delle decisioni

da prendere all’interno delle rispettive

policy areas.

Le risposte raccolte con il questionario

sono state successivamente

riesaminate e discusse

collettivamente durante le riunioni

di progetto, consentendo

di validare nuovamente i data

spaces, allineandone le prospettive

e risolvendo le questioni

aperte, avendo identificato problemi

o lacune e concordato

eventuali azioni correttive.

Conclusioni

Le buone prassi per la realizzazione

di un data space sperimentate

nell’ambito del progetto

USAGE descritte nel presente

articolo, possono considerarsi

rilevanti nell’orizzonte più ampio

della rapida evoluzione in

corso delle politiche Europee

sui dati.

Stiamo infatti assistendo a campagne

di comunicazione, forse

un po’ troppo trionfalistiche,

sul ruolo sempre più centrale

dei data spaces nell’economia

dei dati. Inoltre sono in corso

tentativi per dimostrare la riusabilità

dei componenti del

middleware SIMPL (https://

simpl-programme.ec.europa.

eu/dashboard/home) per l’implementazione

dei Building

Blocks dei data spaces. A nostro

avviso, ci sono ancora ampi

margini di miglioramento per

assicurare che i data spaces contribuiscano

concretamente a

risolvere problemi reali, magari

incoraggiando sempre più il ricorso

a dati aperti.

Parallelamente, la Data Union

Strategy (https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/

data-union-strategy-unlockingdata-ai),

con il suo motto

“sbloccare i dati per l’Intelligenza

Artificiale”, non può prescindere

da una regolamentazione

condivisa sull’impiego dell’IA

nella catena di produzione del

valore dei dati.

Occorre infine fare una riflessione

sul progressivo allentamento

delle regole tecniche

di INSPIRE, previsto nella

proposta del Digital Omnibus

Package, (https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/

digital-omnibus-regulationproposal),

la cui discussione

è alle battute finali. Malgrado

l’innegabile complessità di alcuni

aspetti, è su queste regole

tecniche che negli ultimi dieci

anni gli Stati Membri dell’Unione

Europea hanno basato

ingenti investimenti per la realizzazione

di infrastrutture di

dati geografici.

La ricchezza semantica di oltre

cento modelli di dati, progettati,

implementati e testati da comunità

di esperti di dominio,

è uno dei pilastri di INSPIRE

che sembra oggi sgretolarsi.

L’obbligatorietà per legge

dell’utilizzo dei modelli dati

sembra essere sostituita da una

delega in bianco all’Intelligenza

Artificiale, con il compito di

fornire il corredo informativo

di dati che, all’origine, potrebbero

essere addirittura costituiti

da sole geometrie prive di attributi.

Scatole vuote che potrebbero

essere riempite di contenuti

di dubbia qualità.

Si avverte in sintesi il timore di

una perdita di affidabilità del

dato e delle informazioni da

esso derivate, con il conseguente

rischio di indebolire quell’evidenza

oggettiva alla base di

tutte le fasi del ciclo di vita delle

policy, settoriali e non.

PAROLE CHIAVE

Data spaces; Casi d’uso; Validazione;

Digital Omnibus; Data Union

Strategy; INSPIRE; Principi FAIR;

Metadati; Open data

ABSTRACT

Urban data spaces play a key role

in implementing local Green Deals

across European cities. The USAGE

project produced a series of good

practices to deploy urban data spaces,

structuring them around specific use

cases and translating policy priorities

into precise data and processing requirements.

Robust metadata frameworks

ensure data traceability, semantic

enrichment, and integration into

European catalogues. However, the

ongoing evolution of European data

policies, particularly the potential replacement

of structured data models

with AI-driven data enrichment, poses

significant risks to data reliability

and the objective evidence required

for effective policymaking.

AUTORE

Epsilon Italia

a.vercillo@epsilon-italia.it

https://www.epsilon-italia.it/

10 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


SCHEDA

GEOmedia Speciale allegato al n.5 - 2024 11


SCHEDA

Value proposition per la transizione ecologica e digitale

In uno scenario europeo in cui le normative evolvono rapidamente — passando dalla tradizionale conformità

alla Direttiva INSPIRE verso l'ecosistema dinamico e aperto dei Common European Data Spaces e della Direttiva

Open Data — orientarsi richiede profonda competenza e visione strategica. Epsilon Italia si pone come un

vero e proprio "faro visibile da lontano" e un punto di ancoraggio sicuro per le Pubbliche Amministrazioni, le

agenzie ambientali e le imprese che si trovano a navigare in questa complessa transizione ecologica e digitale.

Attraverso un'esperienza consolidata e una visione orientata all'innovazione, Epsilon Italia guida la transizione

ecologica e digitale delle organizzazioni: dalla solidità dell'infrastruttura INSPIRE all'agilità della nuova economia

europea dei dati, trasformando gli obblighi normativi in reale valore condiviso.

Affiancando i propri partner, Epsilon Italia fornisce le tecnologie e il know-how specialistico necessari per trasformare

il patrimonio geospaziale in un valore condiviso reale, facendo leva sull'adozione dei principi FAIR

(Findable, Accessible, Interoperable, Reusable), sulle moderne architetture basate sui nuovi standard OGC API e

sull'interoperabilità semantica.

Aree di Intervento e Servizi Tecnologici

Modernizzazione di INSPIRE, High-Value Datasets e OGC API. L'azienda accompagna le PA nell'allineamento

delle proprie infrastrutture ai recenti pacchetti europei di semplificazione ambientale, che mirano

a modernizzare i dati geospaziali abbattendo gli oneri amministrativi. In qualità di membro dell'Open Geospatial

Consortium (OGC) e contributore attivo delle "INSPIRE Good Practices", Epsilon Italia implementa

standard moderni come le OGC API - Features e formati di codifica alternativi come il GeoPackage. Questo

approccio abilita la continuità con INSPIRE e la contemporanea conformità alla Direttiva Open Data per i set

di dati di elevato valore (HVDs), massimizzando l'accessibilità delle informazioni territoriali.

Architettura e Integrazione per i Data Spaces e SIMPL. Forte delle competenze maturate in progetti di ricerca

europei come FAIRiCUBE e USAGE, l'azienda opera come integratore di tecnologie per l'ingresso delle

organizzazioni negli ecosistemi federati cloud-to-edge. Il servizio prevede un supporto diretto per l'adozione di

Simpl, il middleware open-source promosso dalla Commissione Europea. Le attività includono la strutturazione

dei dati e i test di interoperabilità negli ambienti Simpl-Labs, elementi fondamentali per connettere in modo

sicuro e sovrano le attuali infrastrutture dati nazionali e regionali al nascente Green Deal Data Space europeo.

Interoperabilità Semantica e Linked Data. Per far fronte alle necessità di un ecosistema di dati sempre più

interconnesso, l'interoperabilità semantica assume un ruolo centrale. Epsilon Italia sviluppa vocabolari controllati,

reti di Linked Data e API dedicate alle ricerche semantiche. Questa architettura permette di far dialogare in

modo intelligente database eterogenei (ad esempio suolo, idrologia, inquinamento) estendendo le potenzialità

dei modelli dati originari e facilitandone l'uso trasversale.

Ottimizzazione dell'e-Reporting Ambientale verso Reportnet 3. Sfruttando oltre un decennio di collaborazione

con l'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA), Epsilon Italia offre servizi avanzati di analisi e ottimizzazione

dei flussi di dati per le agenzie nazionali e regionali. L'azienda accompagna gli enti nella transizione

verso la piattaforma Reportnet 3, implementando metodologie agili che permettono di combinare nativamente

le infrastrutture INSPIRE con i flussi di dati tematici ambientali, garantendo processi più efficienti e conformi

alle direttive di semplificazione.

Reskilling Digitale e Capacity Building. Per supportare la transizione digitale e colmare il divario di competenze

("skills gap") nel settore della geoinformazione, Epsilon Italia progetta ed eroga percorsi di formazione

professionale altamente specializzati. Rivolti al personale della Pubblica Amministrazione e delle imprese, i

moduli formativi trasferiscono know-how pratico sull'evoluzione della direttiva INSPIRE, sull'applicazione

concreta dei principi FAIR, sullo sviluppo di OGC API e sull'architettura tecnologica dei nuovi Data Spaces.

Epsilon Italia (EPSIT) è una PMI indipendente fondata nel 1996, specializzata

nell'informazione geografica e membro attivo dell'Open Geospatial Consortium

(OGC). La mission dell'azienda è chiara: rimanere costantemente allineata alle

policy europee sui dati e allo stato dell'arte delle tecnologie geospaziali per supportare

i clienti nella risoluzione di complessità tecniche e organizzative, costruendo

competenze e trasferendo know-how all'interno delle loro organizzazioni.

Epsilon Italia srl

Via Pasquali, 79

87040 Mendicino (CS) - ITALY

P.IVA 02080030782

12 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2024


CASE STUDY

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 13


CASE STUDY

Digitalizzazione e ispezione dei viadotti in esercizio:

sperimentazione tecnologica ANAS sul viadotto

Fontanelle con workflow Trimble integrato

Un approccio end-to-end per connettere il mondo fisico e digitale delle infrastrutture

a cura di Spektra a Trimble Company

SPEKTRA

Digitalizzazione

e sicurezza delle

infrastrutture: ANAS

sperimenta sul viadotto

Fontanelle un workflow

Trimble che trasforma

rilievo e ispezione in un

Digital Twin.

La gestione, il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture

stradali rappresentano oggi una delle sfide

più complesse per i gestori pubblici e privati. L’esigenza

di garantire sicurezza, continuità di esercizio e sostenibilità

economica richiede strumenti digitali capaci di trasformare

l’opera fisica in un patrimonio informativo affidabile, aggiornato

e condivisibile.

In questo contesto si inserisce la sperimentazione tecnologica

condotta con ANAS il 9 luglio 2025 sul viadotto Fontanelle,

lungo la SS4 “Via Salaria” in direzione Roma, che ha rappresentato

un caso applicativo concreto di workflow digitale

integrato Trimble, dalla fase di acquisizione dati fino alla condivisione

cloud.

L’iniziativa, sviluppata da Spektra a Trimble Company, aveva

l’obiettivo di dimostrare come un ecosistema coordinato

di tecnologie hardware, software e servizi potesse supportare

14 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura,

migliorando sicurezza

operativa, qualità del dato, rapidità

di esecuzione e collaborazione

tra dipartimenti.

Il viadotto Fontanelle:

contesto operativo e

complessità dell’opera

Il viadotto Fontanelle si sviluppa

per circa 178 metri, con cinque

campate regolari da 40 m, impalcati

in cemento armato precompresso

semplicemente appoggiati,

pile costituite da doppi

piedritti e spalle in rilevato. L’opera

è inserita in un contesto

collinare, con traffico veicolare

continuo e senza possibilità di

interruzione prolungata dell’esercizio

stradale.

Queste condizioni lo rendono

un caso ideale per testare metodologie

di rilievo non invasive,

capaci di operare in sicurezza,

senza mezzi ingombranti, ponteggi

o by-bridge, e senza esporre

il personale a rischi inutili.

Obiettivi della

sperimentazione

Lo scopo principale della sperimentazione

era verificare sul

campo l’efficacia di un processo

digitale completo e integrato, in

grado di:

• eseguire il censimento e la digitalizzazione

3D dell’opera in

tempi estremamente ridotti;

• supportare attività di ispezione

strutturale avanzata con dati misurabili,

georiferiti e confrontabili

nel tempo;

• garantire massima sicurezza

operativa, eliminando o riducendo

drasticamente le attività

in quota;

• rendere i dati immediatamente

fruibili da tutti i dipartimenti

ANAS: manutenzione, ispezione,

progettazione, asset management

e controllo del territorio;

• dimostrare la semplicità d’uso

delle tecnologie, anche senza

operatori altamente specializzati.

Per raggiungere questi obiettivi è

stato implementato un workflow

Trimble end-to-end, basato su

tecnologie di positioning, laser

scanning, mobile mapping,

SLAM, droni, software di campo,

piattaforme di post-processing

e ambienti di collaborazione

cloud.

Workflow operativo:

dal campo all’ufficio

senza soluzione di continuità

Uno degli elementi distintivi

della sperimentazione è stato l’utilizzo

di un workflow realmente

integrato, in cui ogni tecnologia

dialoga nativamente con le altre.

La fase iniziale ha previsto la realizzazione

di una rete di GCP

rilevati con Trimble R12i, collegato

alla rete Trimble VRS Pegaso,

unica in Italia certificata

dall’Istituto Geografico Militare.

Questo ha permesso di definire

un sistema di riferimento comune

per tutte le acquisizioni.

Il Mobile Mapping Trimble

MX50 ha poi acquisito nuvole di

punti e immagini panoramiche a

360° direttamente dal veicolo in

movimento, in soli 5 minuti per

entrambe le carreggiate, garantendo

sicurezza e continuità del

traffico.

Le tecnologie SLAM Hovermap

STX, sia a terra sia su drone,

hanno consentito di mappare ra-

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 15


CASE STUDY

Due scenari operativi complementari

La sperimentazione si è articolata in due scenari operativi,

progettati per rispondere a esigenze differenti ma complementari.

Scenario A – Rilievo rapido per censimento e digitalizzazione

Lo scenario A era orientato alla produzione di un modello 3D

completo del viadotto, in tempi minimi, con copertura totale

dell’opera. Sono state impiegate le seguenti tecnologie:

• Sistema di Mobile Mapping Trimble MX50 per l’acquisizione

della sede stradale;

• Emesent Hovermap STX in modalità SLAM, utilizzato a zaino

per il sottoviadotto e montato su drone DJI Matrice 300 per il

rilievo dell’impalcato;

• Ricevitore GNSS Trimble R12i per la realizzazione dei Ground

Control Points e la georeferenziazione.

Il risultato è stato un modello 3D integrato del viadotto, ottenuto

con meno di 30 minuti complessivi di acquisizione dati, senza

alcuna interruzione del traffico.

Scenario B – Rilievo avanzato per ispezione strutturale

Lo scenario B era invece focalizzato sull’analisi degli ammaloramenti

e sulla documentazione di dettaglio a supporto della

manutenzione predittiva e della modellazione BIM. Sono stati

utilizzati:

• Trimble SX12, stazione totale robotica con laser scanner e imaging

integrato, per rilievi metrici e immagini ad altissima risoluzione;

• Laser scanner statico Trimble X12, per nuvole di punti ad altissima

densità e precisione millimetrica.

pidamente le parti più complesse

e meno accessibili dell’opera,

mentre SX12 e X12 hanno fornito

il livello di dettaglio necessario

per l’ispezione strutturale.

Grazie a Trimble Perspective,

l’allineamento e il controllo

qualità delle scansioni sono stati

effettuati direttamente in campo,

riducendo drasticamente i

tempi di post-processing.

Post-processing e valorizzazione

del dato con Trimble Business

Center

Tutti i dataset sono confluiti

in Trimble Business Center

(TBC), piattaforma unica per la

gestione integrata di dati GNSS,

mobile mapping, SLAM, laser

scanner statici e UAV.

All’interno di TBC è stato possibile:

• integrare e georeferenziare dataset

eterogenei;

• classificare automaticamente le

nuvole di punti;

• estrarre asset infrastrutturali;

• confrontare dati statici e dinamici

per validazioni metriche;

• visualizzare immagini ad alta

definizione sovrapposte alle

nuvole 3D.

Il risultato è un Digital Twin

affidabile e riutilizzabile, pronto

per applicazioni GIS, BIM,

CAD e monitoraggio evolutivo.

Condivisione e collaborazione:

Trimble Connect come CDE

L’intero progetto è stato infine

condiviso con ANAS tramite

Trimble Connect, ambiente

cloud di Common Data Environment

accessibile via browser,

senza software dedicati.

Questo approccio ha consentito di associare immagini fotometriche

ad alta definizione direttamente alla nuvola di punti,

rendendo fessure, degradi e esposizioni dei ferri misurabili, georiferiti

e confrontabili nel tempo.

16 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

Gli stakeholder hanno potuto

visualizzare, misurare, annotare

e verificare i dati in tempo reale,

con tracciabilità completa delle

revisioni e piena integrazione

con i flussi BIM.

Benefici concreti per il

gestore infrastrutturale

La sperimentazione sul viadotto

Fontanelle ha evidenziato vantaggi

chiave:

• riduzione drastica dei tempi di

rilievo e ispezione;

• incremento significativo della

sicurezza del personale;

• operatività senza interruzioni

del traffico;

• dati di qualità superiore, immediatamente

fruibili;

• supporto avanzato alla manutenzione

predittiva.

Conclusioni

Il caso studio del viadotto Fontanelle

dimostra come il workflow

Trimble integrato, implementato

da Spektra a Trimble Company,

rappresenti un modello

replicabile su larga scala per la

gestione delle infrastrutture stradali.

Un approccio rapido, sicuro, automatizzato

e scalabile, capace

di connettere il mondo fisico e

digitale e di trasformare il rilievo

in un vero strumento strategico

per la gestione del patrimonio

infrastrutturale nazionale.

La disponibilità del video della

sperimentazione e di ulteriori

approfondimenti tecnici completa

un’esperienza che segna un

passo concreto verso una gestione

digitale evoluta delle opere

d’arte stradali.

PAROLE CHIAVE

Digitalizzazione; infrastrutture; Workflow Trimble; Spektra; dataset;

gestione integrata; GNSS; mobile mapping; SLAM; laser scanner statici e

UAV.

ABSTRACT

The management, monitoring, and maintenance of road infrastructure today represent

one of the most complex challenges for public and private operators. The need

to ensure safety, operational continuity, and economic sustainability requires digital

tools capable of transforming the physical infrastructure into a reliable, up-to-date,

and shareable information asset.

This is the context for the technological trial conducted with ANAS on July 9, 2025,

on the Fontanelle viaduct, along the SS4 "Via Salaria" highway toward Rome. This

trial represented a concrete application case of Trimble's integrated digital workflow,

from data acquisition to cloud sharing.

The initiative, developed by Spektra, a Trimble Company, aimed to demonstrate how

a coordinated ecosystem of hardware, software, and services could support the entire

lifecycle of the infrastructure, improving operational safety, data quality, speed of

execution, and collaboration between departments.

AUTORE

SPEKTRA A TRIMBLE COMPANY

GIADA.QUERCIA@SPEKTRA.IT

FEDERICO.PALAZZOLI@TRIMBLE-ITALIA.IT

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 17


SCHEDA

Ecosistema Trimble per il rilievo digitale integrato delle infrastrutture

La sperimentazione condotta sul viadotto Fontanelle dimostra l’efficacia di un ecosistema tecnologico Trimble

completamente integrato, capace di supportare tutte le fasi del rilievo, dell’ispezione e della gestione digitale delle

infrastrutture lineari e puntuali. L’approccio adottato si basa sull’integrazione nativa di strumentazione di campo,

software di elaborazione e piattaforme cloud, garantendo continuità del dato, coerenza metrica e interoperabilità

verso ambienti GIS, BIM e Asset Management.

Il ricevitore GNSS Trimble R12i, dotato di IMU integrata e algoritmi avanzati di tracciamento,

assicura precisione elevata anche in ambienti complessi e in condizioni di segnale degradato. La

connessione alla rete Trimble VRS Pegaso, certificata IGM, consente la realizzazione di Ground

Control Points affidabili, fondamentali per la georeferenziazione unificata di tutti i dataset

acquisiti.

Il sistema di Mobile Mapping Trimble MX50 permette l’acquisizione simultanea di nuvole di

punti 3D ad alta densità e immagini panoramiche georeferenziate direttamente da veicolo in

movimento. Questa tecnologia consente rilievi in esercizio, senza interruzioni del traffico, con

elevati standard di sicurezza e produttività, rendendola ideale per il censimento degli asset stradali

e la generazione di Digital Twin infrastrutturali.

Il LiDAR SLAM Emesent Hovermap ST-X garantisce massima versatilità operativa, potendo essere

utilizzato a mano, a zaino o su drone. Gli algoritmi SLAM avanzati consentono acquisizioni

affidabili anche in assenza di segnale GNSS, permettendo la mappatura rapida di sottoviadotti,

impalcati e zone difficilmente accessibili, con tempi di acquisizione estremamente ridotti.

Il laser scanner statico Trimble X12 offre prestazioni di livello superiore in termini di densità,

portata e precisione millimetrica, risultando ideale per rilievi strutturali dettagliati.

La stazione totale robotica Trimble SX12 integra topografia, laser scanning e imaging ad alta

risoluzione, consentendo l’acquisizione di immagini foto-metriche perfettamente allineate alla

nuvola di punti, rendendo gli ammaloramenti strutturali misurabili, documentabili e confrontabili

nel tempo.

Il software Trimble Perspective consente la registrazione, l’allineamento e il controllo qualità delle scansioni direttamente

in campo. In ufficio, Trimble Business Center rappresenta la piattaforma unica per l’elaborazione

integrata di dati GNSS, SLAM, Mobile Mapping, UAV e laser scanner, con strumenti avanzati di classificazione,

estrazione asset e modellazione. La condivisione finale avviene tramite Trimble Connect, ambiente cloud CDE

che consente collaborazione, visualizzazione e gestione dei dati in tempo reale, senza software dedicati. L’intera

filiera tecnologica è progettata per ridurre tempi, costi e rischi operativi, migliorando la qualità informativa del

dato e supportando decisioni più rapide e consapevoli nella gestione del patrimonio infrastrutturale.

Dal 1981, operiamo al fianco di imprese e professionisti come azienda

italiana innovatrice, con un obiettivo ambizioso: cambiare il modo di

lavorare attraverso soluzioni complete e integrate - hardware, software e

servizi - agevolando la trasformazione digitale e tecnologica nelle imprese

e nelle organizzazioni.

Spektra fa parte del Gruppo Trimble (NASDAQ: TRMB), multinazionale

americana pioniera nella tecnologia GPS, e nella misurazione,

acquisizione e modellazione di dati in 3D: sfruttando tecnologie di positioning,

autonomy, connectivity IoT e big data analytics, supportano il

cliente in ogni momento della sua attività lavorativa con flussi di lavoro

che uniscono dati, processi e persone.

Spektra - a Trimble company

Via Pellizzari 23/A 20871

Vimercate MB (Italy)

+39.039.625051

info@spektra.it

18 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2024


SCHEDA

Connettiamo il mondo fisico e digitale

DAL RILIEVO 3D AL DATO. DAL DATO ALLA DECISIONE.

Spektra è parte del gruppo Trimble. Da oltre 40 anni

operiamo nel mercato italiano offrendo soluzioni

complete e integrate per la misurazione, l’acquisizione e

la modellazione dei dati 3D, connettendo il mondo fisico e

digitale attraverso hardware, software e servizi.

Spektra Workflow

ACQUISIZIONE

CONNESSIONE

MODELLAZIONE

DECISIONE

Rilievo e

misurazione 3D

ad alta precisione

Dati georeferenziati,

connessi e sempre

disponibili

Elaborazione

e modellazione

digitale dei dati

Supporto operativo

e decisionale

in tempo reale

lussi igitali continui ce uniscono il mono fisico e uello igitale

Industry Goals

Soluzioni progettate per pianificare, progettare, costruire e mantenere asset

complessi in moo eficiente, sicuro e sosteniile

Infrastrutture

stradali & ferroviarie

Building &

Construction

Utilities &

Energy

Costruzioni

edilizie

Spektra a Trimble Company

Via Pellizzari 23/A, Vimercate (MB)

Tel. +39 039 625051

www.spektra.it | info@spektra.it

GEOmedia Speciale allegato al n.5 - 2024 19


CASE STUDY

Il Traforo del Monte Bianco

aggiornamento poligonale 2025

a cura di Stonex e Studio Tecnico Goso

STONEX

Il progetto del sistema di

Monitoraggio Topografico del

Traforo del Monte Bianco è

iniziato nel 2010, portando lo

Studio Goso alla stesura delle

procedure da utilizzare per

il monitoraggio del Traforo

ed alla predisposizione di

tutti gli elaborati necessari

per lo sviluppo della rete di

monitoraggio.

Il Traforo del Monte Bianco (TMB) è un tunnel autostradale

(11,6 km) che collega Courmayeur, nella

regione italiana della Valle d'Aosta, a Chamonix, nel

dipartimento francese dell'Alta Savoia. Costruito tra il

1957 e il 1965, rappresenta una via di trasporto transalpina

strategica per il commercio, il turismo e la comunicazione

tra Italia e Francia. Ogni anno oltre 1,5 milioni

di veicoli utilizzano il TMB per spostarsi dall'Italia alla

Francia o viceversa.

Al fine di garantirne il regolare utilizzo, la manutenzione

e la sicurezza del Traforo del Monte Bianco sono aspetti

estremamente importanti per Italia e Francia. Attività di

manutenzione ordinaria o straordinaria si svolgono ogni

anno e coinvolgono numerosi enti e aziende, che devono

operare nel medesimo contesto ma utilizzando approcci e

tecniche completamente differenti.

20 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

La necessità di uniformare i riferimenti,

fornendo alle aziende

che operano nel TMB, una

serie di punti di coordinate

note interne al tunnel, ha portato

alla realizzazione della Poligonale

del Monte Bianco.

Poligonale del TMB -

Momenti chiave

Il progetto Poligonale del

Monte Bianco è stato avviato

nel 2016 con l’obiettivo di posizionare

all’interno della galleria

circa 600 punti da utilizzare

come punti di controllo (200

punti di controllo planimetrici

e 400 altimetrici). L’Ufficio

Gestione e Manutenzione del

Traforo del Monte Bianco ha

affidato l’incarico per la realizzazione

della poligonale

e la successiva manutenzione

allo Studio Tecnico Goso

(https://studiogoso.it/).

Nel 2016 è avvenuto il primo

aggiornamento e l’identificazione

di punti di coordinate

note interni alla galleria. Ciò

ha comportato il calcolo di una

poligonale composta da 50 stazioni

post ad una distanza di

240 metri l’una dall’altra.

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 21


CASE STUDY

La poligonale è stata collegata

a 4 punti GNSS all’esterno del

tunnel.

Mentre nel 2018 è stato necessario

sostituire circa 30 punti

rimossi a causa di lavori di

manutenzione ordinaria e straordinaria.

E nel 2020 sono stati

aggiunti alcuni punti nei piazzali

nord e sud.

Infine nel 2025 è stato aggiornata

la poligonale a seguito di

interventi di ristrutturazione del

tunnel che hanno comportato la

rimozione o distruzione 40 perni.

Lo stato di aggiornamento

della Poligonale del Traforo

del Monte Bianco nel 2025

Dopo la realizzazione della poligonale

nel 2016, Studio Tecnico

Goso è stato coinvolto anche

nella manutenzione con conseguente

aggiornamento della

Poligonale a causa degli ordinari

e straordinari lavori di manutenzione

interni al tunnel. Nel

2020 è stato necessario sostituire

circa 30 punti di controllo,

mentre nel 2025 circa 40 perni,

rimossi o distrutti durante i lavori

nel tunnel.

Questo caso di studio è relativo

all’aggiornamento della poligonale

del 2025 eseguito dallo

Studio Goso con stazione totale

robotica Stonex R180 (https://

www.stonex.it/it/prodotto/

r180-stazione-totale-robotica/).

L’uso di una stazione totale ad

alte prestazioni in termini di

precisione è una condizione necessaria

per questo tipo di rilievi.

Rilievi che vengono effettuati in

un ambiente complesso, caratterizzato

da numerose interferenze

e disturbi dovuti a cantieri e a

operai in movimento, e che devono

essere eseguiti rapidamente

durante le periodiche e rare

chiusure notturne della galleria.

La stazione totale robotica Stonex

R180 è stata scelta dallo

Studio Goso come soluzione ottimale

in termini di precisione,

affidabilità, rapidità e stabilità

del dato.

R180 è una Stazione Totale Robotica

Android rapida e precisa,

con una velocità di rotazione di

180°/s. Raggiuge una precisione

EDM di 1 mm + 1ppm in

modalità prisma ed è in grado di

effettuare misure fino a 1000 m

senza prisma. R180 è disponibile

in tre versioni da 0.5” – 1” e

2” secondi.

22 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 23


CASE STUDY

La silenziosità, la rapidità e la

fluidità nella ricerca prisma sono

tra le caratteristiche più osservate

e apprezzate nello strumento.

La Stazione Totale R180 è dotata

di sistema operativo Android

e di software a bordo Cube-a.

Questo consente agli utenti di

usufruire di servizi online e interagire

con il sistema tramite lo

schermo touch screen in modo

semplice e famigliare.

Seguendo lo schema della poligonale

visibile nell’immagine

sottostante, ogni punto è stato

misurato più volte in configurazione

F1/F2 da diverse posizioni.

L’elevata ridondanza dei dati,

necessaria per garantire misure

di alta qualità e una soluzione

robusta dal punto di vista statistico,

oltre all’elevata velocità

di centramento/misura automatica

del prisma, si sono rivelate

fondamentali per il successo del

progetto. Specifiche soddisfatte

completamente dalla stazione

totale R180.

Di seguito è riportato un esempio

di misure effettuate con

R180 in configurazione F1/F2

di un punto di controllo dalla

stazione S26. Lo stesso punto

è stato misurato anche da altre

posizioni della stazione per garantire

dati di alta qualità e una

soluzione robusta dal punto di

vista statistico.

Conclusione

L’aggiornamento della Poligonale

TMB 2025 si è rivelato essenziale

per fornire dati affidabili e

aggiornati a tutti coloro che lavorano

all’interno di questa infrastruttura

internazionale.

Precisione e velocità, aspetti fondamentali

per il raggiungimento

degli obiettivi prefissati, sono

stati rispettati grazie alla stazione

totale robotica Stonex R180.

Una soluzione completa che,

con la sua flessibilità, è in grado

di soddisfare ogni richiesta del

cliente e di adattarsi alle diverse

condizioni di rilievo, mantenendo

un elevato livello di accuratezza

nelle misure.

Precisione, affidabilità e velocità:

queste sono le parole chiave

utilizzate dallo Studio Tecnico

Goso per descrivere la propria

esperienza con R180. Fattori

che hanno fatto la differenza

nell’aggiornamento della poligonale

del Traforo del Monte

Bianco.

RINGRAZIAMENTI

Questo caso studio è stato reso possibile grazie al lavoro e al supporto di Studio

Goso Associati e TMB-GEIE

Fondato nel 1964, lo Studio Tecnico Goso è un importante

studio tecnico italiano, impegnato nella gestione e

realizzazione di opere pubbliche/private e rilievi topografici/cartografici

su larga scala. L’azienda, con sede a Savona

(SV) (Liguria, Nord Italia), opera su tutto il territorio

nazionale e dal 2016 è responsabile della Poligonale del Monte Bianco e della sua

manutenzione.

Il Traforo del Monte Bianco è gestito da un organismo

binazionale unitario, costituito parallelamente alla realizzazione

del programma di ripristino e di ammodernamento

del traforo, ultimato nel 2002. Si tratta di una struttura

italo-francese di diritto comunitario, il cui primo statuto

è stato depositato da ATMB (Autoroutes et Tunnel du

Mont Blanc s.a.) e da SITMB (Società Italiana per il Traforo

del Monte Bianco s.p.a.) il 18 maggio 2000 presso il

Registro delle Imprese di Aosta. Il 1° marzo 2022, la sua

denominazione è stata modificata in Traforo del Monte Bianco

– GEIE (TMB-GEIE). Ha la sede principale a Courmayeur, piazzale italiano

del Traforo, e una stabile organizzazione in territorio francese. (https://www.tunnelmb.net/it-IT)

PAROLE CHIAVE

Monitoraggio topografico; rete di monitoraggio; topografia; GNSS;

stazione totale; punti topografici; poligonale; stazione totale robotica;

stonex

ABSTRACT

The Mont Blanc Tunnel (TMB) is an 11.6 km highway tunnel connecting Courmayeur,

in the Aosta Valley region of Italy, to Chamonix, in the French department

of Haute-Savoie. Built between 1957 and 1965, it represents a strategic

transalpine transport route for trade, tourism, and communication between Italy

and France. Every year, over 1.5 million vehicles use the TMB to travel from Italy

to France and vice versa.

To ensure its proper use, maintenance and safety of the Mont Blanc Tunnel are

extremely important for both Italy and France. Ordinary and extraordinary maintenance

activities are carried out annually and involve numerous organizations

and companies, which must operate within the same context but using completely

different approaches and techniques.

The need to standardize references, providing companies operating in the TMB

with a series of known coordinates within the tunnel, led to the creation of the

Mont Blanc Polygonal.

AUTORE

Studio Tecnico GOSO

studiogoso@studiogoso.it

https://studiogoso.it/

Stonex Italia

info@stonex.it

24 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


SCHEDA

GEOmedia Speciale allegato al n.5 - 2024 25


SCHEDA

R180 - Stazione Totale Robotica con Android

R180 è una Stazione Totale Robotica Android molto veloce e precisa, con

una velocità di rotazione di 180°/s. Raggiuge una precisione EDM di 1

mm + 1ppm ed è in grado di effettuare misure fino a 1000 m senza prisma.

R180 è disponibile in tre versioni da 0.5” – 1” e 2″ secondi; tutte le

versioni solo fluide e silenziose durante la rotazione e la ricerca dei prismi.

La Stazione Totale R180 è dotata del sistema operativo Android e il software

a bordo è Cube-a. Questo consente agli utenti di navigare online e

interagire con il sistema tramite lo schermo touch screen in modo semplice

e famigliare.

Il software Cube-a a bordo include tutte le classiche funzioni del programma, nonchè la capacità di integrare

i lavori eseguiti tramite GNSS con i rilievi effettuati usando la Stazione Totale.

Ciò consente agli operatori di ottenere un lavoro completo e professionale in breve tempo e con una

elevata precisione. R180 è dotata anche di una fotocamera e una luce guida per semplificare il lavoro sul

campo.

La Stazione Totale Robotica R180 offre una rotazione di 180°/s, rendendola una delle più veloci nella sua

categoria. Non solo è veloce, ma è anche incredibilmente silenziosa, con livelli di rumore tra i più bassi

della sua classe.

Motore T-DRIVE, veloce e silenziosa

La tecnologia Tdrive utilizza un motore rapido e consente l’inseguimento di un target ad alta velocità

come un prisma installato su un veicolo in movimento. Il fatto di non utilizzare un motore ad ingranaggi

permette un movimento privo di attrito, una maggiore durata e meno manutenzione.

Lunga distanza senza prisma

R180 garantisce un’alta precisione anche a lunga distanza ed è in grado di misurare fino a 1000 m senza

prima e fino a 6000 m usando un singolo prima, garantendo una precisione millimetrica.

Alta precisione e risultati professionali

Questo è uno strumento di alta gamma. La sua tecnologia consente di avere prestazioni eccellenti, raggiungendo

una precisione di 1mm + 1 ppm con prisma, ad una velocità di misura significativamente

inferiore a un secondo.

Fotocamera Integrata

R180 è dotata anche di una fotocamera integrata, che può essere utilizzata agevolmente grazie alla presenza

di due schermi da 6 pollici. Questa fotocamera consente di visualizzare sull’ampio schermo i punti che

l’operatore rileva, ma è anche possibile utilizzare le immagini per aiutarsi con la collimazione.

Fast360 & APC

Questa efficiente Stazione Totale Robotica è equipaggiata da una tecnologia all’avanguardia per la ricerca

a 360° del prisma che consente agli utenti di localizzare l’obiettivo in modo rapido e

preciso da qualsiasi angolazione. Grazie alla tecnologia Automatic Center Prism l’utente può centrare

facilmente il prisma senza il minimo sforzo.

Stonex è una società italiana, con sede nella provincia di Milano, che

produce strumenti di precisione per la misurazione e il rilevamento. Stonex

opera in tutto il mondo ed è presente con la sua gamma di prodotti in più

di 90 paesi attraverso una rete qualificata di distributori.

La gamma di prodotti STONEX comprende: Ricevitori topografici GNSS

e Stazioni Totali,

3D e SLAM Scanner, Software per Topografia, Monitoraggio, Soluzioni

GIS & Mapping, Sistemi GNSS per reti CORS, Soluzioni per Machine

Control, Agricoltura di precisione e settore marino.

Stonex Srl

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26 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2024



CASE STUDY

Dati eterogenei, decisioni consapevoli:

una piattaforma per la gestione integrata

degli asset complessi

a cura di GeneGIS GI

di Nicole Dore, Valerio Corini, Francesco Incaprera, Davide Curone, Marc Giles

GeneGIS GI

Pangea Cloud è una piattaforma digitale cloud-based

sviluppata da GeneGIS GI per la gestione integrata di asset

complessi in ambito ambientale, infrastrutturale e territoriale.

L'articolo illustra cinque casi d'uso reali che documentano la

capacità della piattaforma di operare come layer trasversale

di convergenza informativa, analisi multitemporale e supporto

Il territorio come sistema

complesso: l'esigenza di

convergenza informativa

Ogni volta che il territorio manifesta

la propria fragilità, con una

frana, un'alluvione, un crollo infrastrutturale,

un incendio devastante,

si torna a parlare di monitoraggio,

prevenzione e studio

dei rischi naturali. Il problema,

però, non è soltanto quello di

disporre delle competenze giu-

decisionale in situazioni di elevata complessità.

ste o degli strumenti di misura

più avanzati. È, prima di tutto,

un problema di dato: di come

il dato viene prodotto, organizzato,

condiviso e trasformato in

informazione operativa nel momento

in cui serve.

In un'epoca in cui i sistemi di acquisizione

si sono moltiplicati in

modo esponenziale (dal LiDAR

aereo all'interferometria satellitare,

dalle stazioni meteo ai sensori

GNSS, dalle videoispezioni 360°

ai modelli BIM) la sfida non è

più solo raccogliere dati, ma farli

dialogare. Un rilievo laser scanner

ad alta densità vale poco se

non può essere correlato con la

stratigrafia del sottosuolo, con i

dati di monitoraggio inclinometrico

e con la documentazione

progettuale storica dell'opera.

Un'ortofoto aggiornata non diventa

strumento decisionale se

non può essere confrontata con

quelle degli anni precedenti in

un ambiente condiviso e accessibile

anche a chi non dispone di

software specialistici.

È esattamente su questa lacuna

che si innesta Pangea Cloud,

piattaforma sviluppata da GeneGIS

GI che si propone come

layer trasversale di convergenza

informativa per la gestione

integrata di asset complessi:

infrastrutture, siti industriali e

28 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

portuali, ambienti naturali sottoposti

a monitoraggio, territori

colpiti da eventi estremi, siti di

bonifica ambientale.

Non un sistema di acquisizione

del dato grezzo, dunque, ma un

ambiente in cui il dato diventa

informazione condivisa, contestualizzata

nello spazio e nel

tempo, interrogabile da attori

con profili e competenze diversi.

Sul campo: cinque

casi d'uso emblematici

Il modo più efficace per comprenderne

le potenzialità è seguirla

nei contesti reali in cui è

stata chiamata a operare. I cinque

casi illustrano come l’integrazione

tra dati eterogenei e accessibilità

condivisa si traduca in

valore concreto: più rapidità nelle

fasi di emergenza, più qualità

nell’analisi storica, più efficienza

nella gestione quotidiana di asset

ad elevata complessità. Attraverso

questi scenari (un’isola travolta

dal fango, un viadotto crollato

e ricostruito in novanta giorni,

una miniera di amianto da bonificare,

dighe alpine da monitorare

in condizioni estreme, un territorio

devastato dagli incendi)

emerge la logica profonda della

piattaforma: ambiente in cui il

dato diventa decisione.

La frana di Casamicciola

e la gestione dell'emergenza

La notte tra il 25 e il 26 novembre

2022 sei ore di pioggia intensa

trasformarono il versante settentrionale

del monte Epomeo

in una colata di fango e detriti

che travolse case, strade e veicoli

del comune di Casamicciola Terme.

Non si trattava di un evento

imprevedibile in senso assoluto:

Ischia è geologicamente predisposta

alle frane e i cambiamenti

climatici stanno intensificando

frequenza e violenza degli eventi

estremi. L’abusivismo edilizio e

la mancata manutenzione hanno

però reso ogni episodio meteorologico

più letale di quanto

dovrebbe essere.

In questo contesto Pangea Cloud

viene attivata sin dalle prime ore

come punto di raccolta e distribuzione

dei dati. L’obiettivo è

concentrare in un unico ambiente

accessibile tutti i dati storici

e quelli prodotti in tempo reale

(ispezioni drone, rilievi LiDAR,

immagini satellitari) e renderli

fruibili, con privilegi differenziati,

a tecnici, Protezione Civile e

amministratori locali. Ciascuno

accede alla propria vista sull’evento,

con il proprio livello di

dettaglio, senza scambi di file via

e-mail o strumenti incompatibili.

Il supporto prosegue nella ricostruzione,

con monitoraggio

continuo e censimento interventi

a supporto del nuovo piano

urbanistico. La piattaforma

costruisce progressivamente una

memoria digitale dell’evento e

delle risposte messe in campo,

base documentale per le decisioni

future.

Crollo di un viadotto:

demolizione e ricostruzione

in novanta giorni

Il 24 novembre 2019, dopo intense

precipitazioni, una massa

di terra e pietre si stacca dalla

collina sovrastante il viadotto

Madonna del Monte sull’A6 Torino-Savona.

La società di progettazione

incaricata interviene

sin dalle prime fasi emergenziali.

L’operazione è di estrema com-

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 29


CASE STUDY

plessità: verifiche post-crollo,

piano di monitoraggio articolato,

demolizione, progettazione

preliminare ed esecutiva, direzione

lavori e collaudo finale.

Tutto in soli tre mesi: il nuovo

viadotto viene collaudato il 21

febbraio 2020.

Pangea Cloud viene attivata subito

per concentrare tutti i dati,

storici e post-crollo, in un unico

ambiente: indagini geognostiche,

rilievi Laser Scanner, rilevamenti

UAV, immagini satellitari,

prove di laboratorio, dati

GBInSAR in continuo.

La piattaforma distribuisce

queste informazioni con accessi

differenziati per ruolo a

ingegneri strutturali, tecnici di

cantiere, manager e responsabili

ripristino. Tutti hanno la stessa

rappresentazione aggiornata di

avanzamento lavori, criticità e

documentazione associata, senza

perdere tempo nella ricerca

dell’ultimo file. Il caso Madonna

del Monte dimostra come

una piattaforma di convergenza

informativa sia uno strumento

critico nelle situazioni di massima

pressione temporale e complessità

tecnica.

30 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

La bonifica di

una miniera di amianto

Quella di Balangero e Corio è

stata per decenni la miniera di

amianto più grande d’Europa.

Oggi Sito di Interesse Nazionale,

è oggetto di un intervento di

bonifica di lunga durata. Il contesto

è radicalmente diverso da

quello di un'emergenza: non c'è

un evento improvviso da gestire,

ma un processo lento, pluriennale,

che richiede monitoraggio

continuo, documentazione rigorosa,

confronto costante tra

lo stato attuale e quello atteso.

Nel 2022 la società responsabile

avvia un progetto di digitalizzazione

avanzata per il monitoraggio

delle bonifiche. L'obiettivo

è raccogliere dati digitali ad alta

risoluzione (rilievi aerei, laser

scanner, ispezioni immersive

360° degli impianti) per ottenere

un quadro sinottico accurato

delle condizioni ambientali e

infrastrutturali dell'area, e per

confrontare in modo strutturato

lo stato attuale con la progettazione

degli interventi futuri.

Pangea Cloud diventa la piattaforma

operativa: integra dati

eterogenei con il patrimonio

storico, georeferenzia la documentazione

tecnica e consente

di rivisitare gli impianti in modalità

immersiva, classificando

criticità e producendo report

strutturati senza rientri fisici in

sito a rischio sanitario.

Il caso Balangero esprime una

delle funzioni più strategiche

della piattaforma: costruire nel

tempo una memoria digitale

strutturata di un asset complesso,

che permetta agli operatori

– anche quelli che si avvicendano

negli anni – di comprendere

l’evoluzione del sito, valutare

l’efficacia degli interventi e pianificare

quelli futuri su basi documentali

solide e verificabili.

Dighe alpine: monitoraggio

di infrastrutture critiche

ad alta quota

Una importante multiutility italiana

attiva in energia elettrica,

gas, teleriscaldamento, servizi

idrici integrati, ambientali e tecnologici

gestisce invasi e sbarramenti

in ambienti montani di

difficile accesso, soggetti a condizioni

meteorologiche estreme

e rischi geomorfologici elevati.

Nel 2019 avvia un progetto di

telerilevamento aereo con DigiSky

(rilievo fotogrammetrico

stereoscopico ad alta risoluzione

con aeromobili e droni). Pangea

Cloud si integra come layer

di valorizzazione: unisce i dati

telerilevati a quelli storici (documentazione,

foto, videoispezioni,

cartografia OGC, nuvole

3D, ortofoto, dati meteo, videosorveglianza

e webcam). Questo

patrimonio integrato diventa

strumento operativo per gestione,

manutenzione e progettazione

preliminare.

Il caso mette in luce la continuità

informativa nel tempo:

i rilievi periodici hanno valore

reale solo se confrontati con

quelli precedenti e correlati a

variazioni morfologiche, eventi

meteorologici e ispezioni visive.

Pangea Cloud costruisce questa

continuità, trasformando dati

puntuali in serie storiche interrogabili.

Incendi in Sardegna: indagini

investigative e geomatica

L’estate 2021 è stata per la Sardegna

una delle più devastanti

degli ultimi decenni: migliaia di

ettari bruciati tra Montiferru e

GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025 31


CASE STUDY

Oristanese. Come sempre accade

dopo eventi di questa portata,

la risposta non è solo operativa

(contenere le fiamme, mettere in

sicurezza le popolazioni), ma anche

investigativa: determinare le

cause degli incendi, identificare

i responsabili quando si tratta di

atti dolosi, e ricostruire la dinamica

degli eventi su basi documentali

rigorose.

Opera il Nucleo Informativo

Antincendio Boschivo dell’Arma

dei Carabinieri, che richiede

l’integrazione di dati geospaziali

eterogenei: satellitari, GPS,

mappe meteoclimatiche, laser

scanner, fotogrammetria aerea,

drone, immagini da telecamere,

GBInSAR e InSAR. In occasione

degli incendi 2021 Pangea

Cloud viene messa a disposizione

come ambiente di convergenza

di tutti questi dati, organizzati

per area ed evento.

La piattaforma consente di analizzare

le aree colpite, mappare

i danni, correlare temperatura

e vento con l’andamento degli

incendi e confrontare i dati interferometrici

con l’andamento

termico: strumento prezioso sia

per le indagini post-evento sia

per il monitoraggio del ripristino

ambientale.

La collaborazione con Pangea

Cloud, attivata in risposta a

quell'emergenza specifica, ha

dimostrato come la geomatica

possa svolgere un ruolo di supporto

non solo nel monitoraggio

ambientale, ma anche in

processi di natura investigativa,

dove la qualità e la tracciabilità

della documentazione sono condizioni

essenziali per la validità

delle evidenze raccolte.

Architettura e interoperabilità

Dal punto di vista tecnico, Pangea

Cloud è una piattaforma

cloud-native per la gestione di

Digital Twin territoriali e infrastrutturali,

concepita come layer

di integrazione tra dati eterogenei

provenienti da rilievi UAV e

LiDAR (LAS/LAZ, E57), cartografia

GIS/CAD (SHP, DXF,

GeoJSON, KML), modelli

GeoBIM/IFC, ortofoto e serie

temporali da reti IoT e sistemi

di monitoraggio continuo.

L’architettura consente la fruizione

via browser di ambienti

2D/3D/4D con strumenti di

interrogazione metrica (coordinate,

distanze, sezioni, superfici)

e confronto multi-temporale tra

dataset successivi. I dati sono

organizzati preservando georeferenziazione,

metadati e relazioni

semantiche, favorendo interoperabilità

con servizi esterni, basi

cartografiche e open data.

Moduli specialistici supportano

monitoraggio IoT in tempo reale,

gestione di sondaggi e stratigrafie,

visualizzazione di sezioni

geologiche e ispezioni immersive.

Il controllo degli accessi è basato

su ruoli e privilegi differenziati,

rendendo la piattaforma

idonea a contesti multi-attore,

emergenziali o infrastrutturali

complessi.

Una piattaforma per la

complessità del

territorio reale

I cinque casi presentati condividono

un tratto comune: la complessità

intrinseca dei sistemi

reali (fisici, sociali, normativi)

che caratterizzano la gestione del

territorio e delle infrastrutture.

Un sito di bonifica pluriennale,

un'emergenza da frana, un viadotto

da ricostruire in tre mesi,

dighe in alta quota, indagini su

incendi boschivi: ciascuno di

questi contesti mobilita attori,

competenze, strumenti e istituzioni

diverse, e richiede che tutti

abbiano accesso alla stessa base

di informazione affidabile, aggiornata

e contestualizzata.

Pangea Cloud si propone come

risposta a questa esigenza strutturale,

non come sostituto degli

strumenti specialistici già in

uso, ma come strato di convergenza

che li mette in relazione.

È una posizione consapevole,

che riconosce la solidità dei sistemi

esistenti di acquisizione e

monitoraggio, e si propone di

aggiungere valore nella fase successiva:

quella in cui il dato deve

diventare informazione condivisa,

consultabile, storicizzata,

e quindi utilizzabile da tecnici,

manager e decisori con profili

molto diversi.

Il valore generato si articola

su tre livelli: operativo (accesso

rapido e strutturato ai dati),

decisionale (visione integrata e

affidabile dello stato dell’asset)

e storico-documentale (costruzione

di una memoria digitale

persistente nel tempo). In

contesti caratterizzati da lunga

durata, pluralità di attori e alta

complessità tecnica, la continuità

informativa diventa elemento

strategico. In questo senso la geomatica

non è solo produzione

del dato, ma infrastruttura capace

di garantirne tracciabilità,

interoperabilità e valore nel ciclo

di vita dell’opera.

Pangea Cloud si muove esattamente

su questo confine, in

uno spazio ancora largamente

inesplorato tra la produzione del

dato tecnico e la sua trasformazione

in patrimonio informativo

condiviso e durevole.

PAROLE CHIAVE

Pangea Cloud; piattaforma cloudnative;

Digital Twin; gestione

integrata; asset complessi; infrastrutture;

monitoraggio ambientale;

analisi multi-temporali;

emergenza; interoperabilità

ABSTRACT

Pangea Cloud is a cloud-based digital

platform developed by GeneGIS

GI for the integrated management of

complex environmental, infrastructure,

and land-use assets. This article

illustrates five real-world use cases that

demonstrate the platform's ability to

serve as a cross-functional layer for

information convergence, multitemporal

analysis, and decision support in

highly complex situations.

AUTORE

GeneGIS GI

info@genegis.it

32 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

Il dato che hai raccolto vale quanto riesci a condividerlo

P I A T T A F O R M A · A S S E T M A N A G E M E N T

Un unico ambiente.

Tutti i dati che contano.

Rilievi, modelli, sensori, ispezioni: tutto esiste già nel

tuo patrimonio digitale.

Dal dato alla decisione.

Pangea Cloud è il posto dove tutto questo

smette di essere archiviato e comincia a

essere usato.

Navigabile via browser. Accessibile a tecnici,

manager e decisori, con profili differenziati.

Senza installazioni, senza perdite informative.

GeneGIS GI srl | HQ Milano | Torino - Bologna - Benevento | info@genegis.it GEOmedia Speciale | www.genegis.it

allegato al n.6 - 2025 33


SCHEDA

Pangea Cloud - Piattaforma integrata

per la gestione di asset complessi

Pangea Cloud è una piattaforma digitale

cloud-based sviluppata da GeneGIS GI

per la gestione integrata di asset complessi.

Opera come layer di convergenza

informativa a valle degli strumenti di produzione

del dato (rilievo, monitoraggio,

GIS, CAD/BIM) ricevendo dati eterogenei,

contestualizzandoli nello spazio e nel

tempo e trasformandoli in informazione operativa condivisa, consultabile via browser senza

software specialistici. Non acquisisce il dato grezzo: è l'ambiente in cui il dato diventa strumento

di lavoro e di decisione per tecnici, manager e responsabili con profili diversi.

Funzionalità Core e moduli specialistici

La piattaforma organizza il patrimonio informativo in fascicoli e progetti digitali, integra

dati 2D, 3D, GIS, BIM, documenti e sensor data, e consente la navigazione di scene

complesse via browser. Supporta la consultazione di nuvole di punti, modelli 3D e dati

geognostici; gestisce ispezioni immersive georeferenziate con classificazione delle criticità e

produzione di report; storicizza l'informazione costruendo una memoria digitale strutturata

e verificabile dell'asset.

Modulo Funzione principale

IoT & Monitoring

Cross-Section

Geologia & Geognostica

Videoispezioni 360°

Integrazione di dati da sensoristica in campo (inclinometri, GNSS, piezometri,

stazioni meteo). Contestualizzazione spaziale, serie temporali, storicizzazione.

Sezioni trasversali e longitudinali: profili altimetrici e stratigrafici, interferenze tra

opere e sottosuolo.

Sondaggi, stratigrafie 3D, livelli geologici, dati piezometrici. Correlazione

sottosuolo–monitoraggio–infrastrutture.

Contenuti immersivi georeferenziati: annotazioni in scena, classificazione criticità,

report tecnici strutturati.

Ambiti Applicativi

Infrastrutture di trasporto e impianti (viadotti, dighe, ferrovie, impianti a fune); ambienti

naturali soggetti a monitoraggio e rischio (bacini idrografici, versanti instabili); siti industriali

e di bonifica ambientale; contesti di emergenza e post-emergenza; siti portuali e

aeroportuali; patrimonio archeologico e beni culturali.

Valore Generato

Pangea Cloud genera valore su tre livelli: operativo (riduzione dei tempi di accesso all'informazione,

qualità delle valutazioni tecniche), decisionale (visione integrata e affidabile

dello stato reale dell'asset per decisioni basate su dati contestualizzati), storico-documentale

(memoria digitale strutturata e verificabile, essenziale in contesti a lungo ciclo di vita e ad

alta rotazione di competenze).

GeneGIS GI è il partner strategico che trasforma dati geospaziali

in vantaggio competitivo e sostenibile. Con oltre 100 professionisti,

40 sviluppatori e 40 anni di esperienza, offre servizi

in più di 20 Paesi per acquisire, organizzare e rendere accessibili

le informazioni territoriali a tutti i livelli organizzativi,

sviluppando soluzioni scalabili per molteplici settori.

GeneGIS GI

Via Privata Cesare Battisti, 1

20122 Milano+39 02 33 00 09 04

tel. +39 02 33 00 09 04

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www.genegis.it

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34 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2024


GESTIONE INTEGRATA DEGLI ASSET COMPLESSI

Un territorio.

Centinaia di fonti.

Una sola visione.

Chi gestisce asset complessi (infrastrutture, siti industriali, ambienti naturali sottoposti a monitoraggio)

lavora ogni giorno con dati eccellenti che faticano a dialogare tra loro. Rilievi tridimensionali, serie di

monitoraggio, modelli geologici, documentazione tecnica, videoispezioni: ciascuno nel proprio sistema,

ciascuno nel proprio formato.

* Tutti i marchi, i nomi di prodotti e i loghi presenti in questa pagina sono di proprietà esclusiva dei rispettivi titolari. Il loro utilizzo ha finalità puramente descrittive e serve unicamente a indicare la compatibilità del nostro prodotto con le relative piattaforme. Non esiste alcuna affiliazione, approvazione o sponsorizzazione da parte dei titolari dei marchi.

Pangea Cloud è la piattaforma che trasforma questo patrimonio disperso in informazione operativa

condivisa. Integra dati eterogenei in un unico ambiente navigabile, li contestualizza nello spazio e nel

tempo, li rende accessibili, con profili differenziati, a tecnici, manager e responsabili, direttamente via

browser.

Non è un nuovo strumento di acquisizione.

È il luogo dove i dati che già possiedi

diventano decisioni.

GeneGIS GI srl | HQ Milano | Torino - Bologna - Benevento | info@genegis.it | www.genegis.it


CASE STUDY

iGUIDE Planix R1 vs. FJD Trion P2:

La sfida del rilievo indoor

GEC SOFTWARE

a cura di Strumenti Topografici

Velocità di consegna o

profondità del dato?

Un confronto sul campo

tra fotogrammetria

assistita e SLAM.

Nel settore del rilievo

digitale regna spesso

una sottile ma insidiosa

confusione. Il mercato

odierno offre una vasta gamma

di soluzioni tecnologiche e

spesso si tende a mettere nello

stesso calderone strumenti nati

per il "visual" (come i creatori

di tour virtuali e planimetrie

di marketing) e sistemi SLAM

(Simultaneous Localization and

Mapping) progettati per la generazione

di nuvole di punti ingegneristiche

e dense. Spesso, le

schede tecniche e il marketing

sovrappongono termini come

"LIDAR", "Nuvola di punti" e

"Digital Twin", rendendo difficile

per il professionista distinguere

la reale vocazione di uno

strumento.

La domanda guida che abbiamo

posto come cardine di questo

test non è banalmente "quale

sia il migliore" in assoluto, ma

una riflessione più pragmatica:

Quale tecnologia garantisce il

miglior equilibrio tra sforzo

operativo, costi occulti e completezza

del deliverable per il

mio specifico obiettivo?".

Sbagliare strumento, infatti,

non è una questione di etica

professionale o di capacità

tecnica, ma di pura efficienza

aziendale. Scegliere la tecnologia

errata significa rischiare di

processare gigabyte di dati superflui

e pesanti per ottenere

una semplice planimetria catastale,

o viceversa, trovarsi in

ufficio senza i dati strutturali

sufficienti (come spessori, travi

o fuori piombo) necessari per

modellare un BIM complesso,

costringendo a un oneroso ritorno

in campo.

Lo scenario:

la tavernetta "ostica"

Per mettere alla prova le due tecnologie,

non abbiamo scelto un

capannone industriale vuoto o

un ufficio open-space, ma un ambiente

reale, vissuto e geometricamente

complesso: una tavernetta

residenziale di 152 mq, suddivisa

in 6 vani, incluso un garage ingombro.

Il contesto presentava tutte le

insidie tipiche che un tecnico incontra

quotidianamente nel rilievo

di interni abitati:

• Arredi densi e occlusioni: Il garage

e le stanze erano pieni di oggetti,

scaffali alti, scatoloni e ostacoli visivi.

Questo crea il classico problema

delle "zone d'ombra" dove il laser

potrebbe non arrivare se non si studia

bene il punto di presa.

• Geometrie critiche per lo

SLAM: Corridoi lunghi e stretti,

che sono storicamente i nemici

degli algoritmi SLAM (senza

feature geometriche distinte,

l'algoritmo fatica a calcolare l'avanzamento),

pareti curve che

confondono l'allineamento e

superfici riflettenti come grandi

televisioni e specchi, che possono

generare "punti fantasma".

• Assenza di riferimenti: Ampie

superfici lisce, bianche e uniformi,

che offrono pochi appigli

visivi per la ricostruzione 3D automatica.

L'obiettivo del test era simulare

una giornata lavorativa tipo sotto

stress: un solo operatore disponibile,

tempi di intervento stretti e

la necessità imperativa di "portare

a casa il risultato" buono alla

prima, senza possibilità di dover

36 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

tornare sul posto per integrare

misure mancanti.

Cronaca del test: due ritmi

e due mentalità diverse

Il rilievo è stato eseguito dallo

stesso tecnico specializzato per

entrambi gli strumenti, per eliminare

la variabile umana. Qui

la narrazione si divide, perché

l'approccio mentale e fisico al lavoro

cambia radicalmente in base

all'hardware impugnato.

Il metodo Trion P2: "Pianificazione

lenta, esecuzione fulminea"

Con il Trion P2, lo strumento

SLAM portatile che si impugna

come una torcia, il lavoro vero è

iniziato prima ancora di premere

il tasto "REC". Il tecnico ha dedicato

30 minuti esclusivamente

alla preparazione strategica e all'analisi

ambientale.

Ha studiato il percorso ottimale

per garantire la "chiusura dei

loop" (ritornare su un punto già

noto per azzerare l'errore di deriva

accumulato dal sensore inerziale),

ha gestito l'apertura delle porte

per evitare interruzioni nel cammino

e ha verificato le condizioni

di luce per la colorazione della

nuvola.

Una volta pronto, l'acquisizione è

stata pura velocità cinetica. Grazie

al LIDAR rotante da 200.000

punti al secondo e una portata di

70 metri, la scansione integrale

dei 152 mq è durata appena 13

minuti. L'operatore si è mosso

con fluidità tra le stanze, rallentando

consapevolmente solo nei

corridoi lunghi per permettere

all'algoritmo di agganciare i pochi

riferimenti geometrici disponibili

e garantire una traiettoria stabile.

È un'operazione che richiede

"sensibilità": bisogna camminare

pensando a come lo strumento

sta "vedendo" lo spazio.

Il metodo iGUIDE Planix R1:

"metodico, visivo e senza stress"

Passando all'iGUIDE Planix R1,

il ritmo e la filosofia sono cambiati.

La preparazione è stata decisamente

più snella: circa 15 minuti,

il tempo necessario per montare

lo strumento su treppiede, calibrare

l'altezza e verificare che i

varchi fossero aperti.

La fase di acquisizione ha richiesto

25 minuti, quasi il doppio

rispetto allo SLAM. Qui non si

tratta di camminare fluidamente,

ma di posizionare lo strumento

staticamente, stanza per stanza

(seguendo la logica dei vani), assicurandosi

che ogni scansione

abbia una linea di visuale diretta

con la precedente per permettere

al software di collegarle.

Sebbene il tempo totale in campo

sia stato superiore, il tecnico ha

riportato una sensazione operativa

di "zero stress". Il motivo? Il

feedback visivo immediato sullo

smartphone. Mentre scansioni,

vedi la planimetria formarsi in

tempo reale sullo schermo. Questo

feedback

istantaneo garantisce di aver catturato

tutto e di non aver lasciato

"buchi" neri nella mappa, eliminando

completamente l'ansia

tipica dello SLAM di "perdere

la traccia" o di avere una nuvola

disallineata una volta tornati in

ufficio.

Il Ritorno in ufficio:

dove le strade si dividono

È seduti alla scrivania, davanti al

monitor, che emerge la vera natura

economica e operativa dei due

sistemi. Il tempo risparmiato in

campo con lo SLAM viene spesso

"speso" in post-produzione.

Con il Trion P2, il lavoro "sporco"

e tecnico tocca all'operatore.

La nuvola di punti grezza scaricata

dallo strumento ha richiesto

un'ora e mezza (90 minuti) di elaborazione

attiva:

1. Processamento: Calcolo della

traiettoria e generazione della nuvola

densa.

2. Pulizia: Rimozione del rumore

(punti spuri, riflessi su specchi,

persone di passaggio).

3. Colorazione: Applicazione delle

texture fotografiche sulla nuvola

tramite il software Trion Model.

4. Vettorializzazione: La "lucidatura"

della planimetria, ovvero il

ricalco manuale o semi-automatico

di muri, porte e finestre partendo

dalla sezione della nuvola.

Questo flusso richiede hardware

performante (workstation o PC

da gaming con molta RAM e

GPU dedicata) e un know-how

specifico, ma offre in cambio il

controllo totale e granulare sul

dato grezzo.

Con iGUIDE, l'operatore ha premuto

quello che potremmo definire

il "pulsante facile". Dopo soli

20 minuti dedicati allo scarico

dati e a un controllo rapido degli

allineamenti nel software proprietario

Stitch, il progetto è stato inviato

al portale cloud di iGUIDE.

Da quel momento, il lavoro attivo

del tecnico è terminato. Il processo

di vettorializzazione è stato

completamente esternalizzato ai

drafters di iGUIDE. Entro 12 ore

sono stati consegnati il Tour 3D

immersivo, i PDF commerciali e

i DXF pronti all'uso. Per il DWG

strutturato e modificabile, l'attesa

ha superato di poco le 24 ore, ma

il vantaggio chiave è che durante

quell'attesa il tecnico ha potuto

dedicarsi ad altri clienti o cantieri.

Tabella comparativa dei tempi

(Case Study 152 mq).

Il verdetto dei dati: accuratezza

La velocità è nulla senza il controllo

metrico. Abbiamo confrontato

le misure estratte dai due

sistemi con un set di 15 distanze

di controllo prese manualmente

tramite distanziometro laser di

precisione e verificate successivamente

su CAD.

Il risultato è sorprendente e rassicurante

per il professionista medio:

lo scarto medio per entrambi

gli strumenti si attesta sui 2 cm.

Questo dato certifica che, per la

quasi totalità delle applicazioni

di rilievo architettonico standard,

pratiche catastali, computi metrici

o stime immobiliari (dove non

è richiesta la precisione millimetrica

strutturale o meccanica),

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CASE STUDY

entrambe le soluzioni sono ampiamente

dentro le tolleranze accettabili.

La differenza non è nella

precisione del singolo punto, ma

nella densità e nella completezza

dell'informazione geometrica

raccolta.

Analisi economica:

l'investimento reale

Per completare il quadro, è fondamentale

analizzare i costi, distinguendo

tra investimento iniziale

(CAPEX) e costi operativi

ricorrenti (OPEX), poiché i due

sistemi adottano modelli di business

opposti.

Il modello iGUIDE Planix R1: Bassa

soglia d'ingresso, costo a consumo

La barriera all'ingresso è estremamente

competitiva: circa 2.599€

+ IVA per l'hardware.

Il vero punto di forza risiede nel

software. Stitch, necessario per il

pre-processing, è gratuito e non

ci sono canoni annuali di rinnovo

o manutenzione obbligatoria. Il

modello è "Pay as you go": paghi

solo se lavori e invii dati al cloud.

Per questo specifico case study

(152 mq), i costi vivi di elaborazione

sono stati:

• 29,11€ per la restituzione Standard

(che include DXF, Tour 3D

HTML scaricabile e Planimetria

PDF/SVG).

• 53,66€ se si necessita anche della

Planimetria in formato DWG

editabile.

È un modello ideale per il flusso

di cassa: il costo è certo e ribaltabile

direttamente sul cliente finale.

Il modello FJD Trion P2: Investimento

importante, libertà operativa

Qui l'impegno iniziale è più oneroso:

circa 8.000€ + IVA.

Tuttavia, questo prezzo include

una licenza a vita per il software

di elaborazione Trion Model

(per 1 postazione PC), eliminando

qualsiasi costo ricorrente per

scansione. Una volta acquistata

la macchina, rilevare 100 o 1000

appartamenti non ha costi vivi

aggiuntivi se non il tempo dell'operatore.

Va però considerata una "spesa

occulta": il software Trion Model

gira esclusivamente su ambiente

Windows e richiede risorse hardware

importanti. Se lo studio

non possiede già una workstation

grafica o un PC da gaming

di fascia alta, bisognerà mettere a

budget l'acquisto di una macchina

adeguata per gestire le nuvole

di punti.

Conclusioni: a chi serve cosa?

Alla luce del test tecnico ed economico,

possiamo tracciare due

profili di utilizzo ideali.

La scelta per l'Immobiliare, le Assicurazioni

e il Facility Management

Se il tuo obiettivo è "congelare"

lo stato di fatto di un immobile

per una perizia assicurativa, per

creare un annuncio di vendita

immobiliare di alto livello o per

un archivio patrimoniale rapido,

iGUIDE è la soluzione vincente.

• Perché: Richiede drasticamente

meno tempo-uomo (solo 1 ora

totale del tuo tempo attivo). Non

serve investire in un PC potente

né avere competenze CAD avanzate.

Il costo del singolo rilievo è

basso e prevedibile. Ottieni un

Tour 3D navigabile che è uno

strumento di marketing emozionale

e di prova legale fortissimo.

• Ideale per: Agenti immobiliari,

Periti Assicurativi, Property Manager,

Geometri che si occupano

prevalentemente di catasto e conformità

urbanistica leggera.

La scelta per il Progettista, il BIM

Specialist e il Topografo

Se il rilievo è la base fondamentale

per un progetto esecutivo, una

ristrutturazione complessa,

un restauro o un modello BIM

(Building Information Modeling),

il Trion P2 è insostituibile.

• Perché: Sebbene richieda un

investimento iniziale triplo e più

tempo in ufficio, ti consegna una

Nuvola di Punti completa e tridimensionale

senza costi per ogni

elaborazione. Questo significa

avere informazioni "profonde"

(altezze solai, travi, fuori piombo)

e la libertà di tornare virtualmente

in cantiere infinite volte. È una

macchina da produzione massiva

per chi fa del rilievo il proprio

core business.

• Ideale per: Architetti, Ingegneri

Strutturisti, Geometri esperti in

topografia, Studi di progettazione

integrata.

In sintesi: iGUIDE vende velocità,

standardizzazione e flessibilità

di cassa; Trion P2 vende potenza

di analisi, autonomia totale e abbattimento

dei costi variabili sui

grandi volumi.

PAROLE CHIAVE

Rilievo; strumenti topgrafici; geometri; indoor

sruvey; fotogrmmaetria; SLAM; nuvole di

punti; LIDAR

ABSTRACT

A subtle yet insidious confusion often reigns in the

digital surveying sector. Today's market offers a vast

array of technological solutions, and there's often a

tendency to lump together tools designed for visuals

(such as virtual tour and marketing floor plans) and

SLAM (Simultaneous Localization and Mapping)

systems designed for generating dense engineering

point clouds. Technical specifications and marketing

often overlap with terms like LIDAR, Point Cloud,

and Digital Twin, making it difficult for professionals

to distinguish the true purpose of a tool.

The guiding question we've posed as the cornerstone

of this article isn't simply which is the best, but rather

a more pragmatic reflection: which technology offers

the best balance between operational effort, hidden

costs, and complete deliverables for my specific objective?

Choosing the wrong tool isn't a question of professional

ethics or technical ability, but of pure business

efficiency. Choosing the wrong technology means

risking processing gigabytes of unnecessary and

cumbersome data to obtain a simple cadastral plan

or, conversely, finding yourself in the office without

sufficient structural data (such as thicknesses, beams,

or out-of-plumb) needed to model a complex BIM,

forcing the operator to make an expensive return to

the field.

AUTORE

Strumenti Topografici, marchio GEC Software Srl

Tel. 0825-1912258

info@strumentitopografici.it

www.strumentitopografici.it

www.gecsoftware.it

38 GEOmedia Speciale allegato al n.6 - 2025


CASE STUDY

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SCHEDA

LiDAR SLAM FJD Trion P2

FJD Trion P2 è uno scanner LiDAR SLAM compatto che combina velocità di acquisizione

e controllo immediato sul campo: fino a 200.000 punti/s, portata fino a

70 m e nuvola di punti a colori in tempo reale direttamente durante la scansione.

Progettato per interni ed esterni, l’operatività è immediata: si cammina, si acquisisce

e si verifica subito la nuvola colorata. L’algoritmo Multi-SLAM usa vincoli ibridi per

contenere la deriva anche in aree “anonime” (es. tunnel o superfici con poche feature)

mentre HyperDense+ genera nuvole più dense con una resa colore più pulita

e una qualità complessiva superiore.

Trion P2 integra tre fotocamere dedicate alla colorizzazione in tempo reale; per chi desidera una resa cromatica

ancora più spinta o la creazione di asset avanzati, come il Gaussian Splatting 3D, sono disponibili

versioni con supporto Insta360 X3 o X5. Per la georeferenziazione è incluso il modulo RTK.

Grazie alla camere integrate, alla protezione IP54 e all’autonomia fino a 4 ore, Trion P2 è ideale per rilievi

completi e accurati con un workflow rapido e affidabile.

Da una singola scansione è possibile ottenere più output: nuvola di punti, planimetrie 2D, modelli/mesh

3D, Gaussian Splatting 3D, panorami georeferenziati e tanto altro ancora. L’esportazione è possibile nei

formati standard come .las, .ply, .pts, .e57.

App e software

• FJD Trion Scan: app da campo per visualizzare in tempo reale la nuvola di punti e monitorare l’acquisizione,

così da assicurare una scansione completa;

• FJD Trion Model: software per elaborare e colorare la nuvola di punti;

• FJD Trion Explorer: piattaforma web per condividere i progetti online e supportare la collaborazione tra team

Link: https://www.strumentitopografici.it/fjd-trion-p2/

Laser Scanner iGUIDE Planix R1

iGUIDE Planix R1 è un laser scanner monolinea ad alta precisione in grado di acquisire

immagini e misure in un’unica operazione. È progettato per il rilievo rapido di

ambienti interni e consente di ottenere planimetrie 2D accurate (DXF/DWG) e tour

3D immersivi e navigabili in tempi ridotti.

Il sistema iGUIDE® prevede un flusso operativo strutturato: la scansione viene eseguita

con il laser scanner Planix R1 e app dedicata; i dati acquisiti vengono caricati sul

portale iGUIDE; entro 12/24 ore vengono restituiti gli elaborati finali scelti (planimetrie

in diversi formati e tour 3D) pronti per la condivisione.

A differenza di molte soluzioni presenti sul mercato, iGUIDE Planix R1 non richiede un abbonamento ma

utilizza un modello pay-per-use: si pagano soltanto le elaborazioni richieste. In questo modo non ci sono

spese fisse e il dispositivo può essere utilizzato solo quando necessario.

• iGUIDE Planix: app per la scansione e l’invio dei dati (iOS e Android).

• Stitch: software per eventuali perfezionamenti e regolazioni manuali sulle immagini 360° prodotte dalla

fotocamera

• Portale iGUIDE®: piattaforma web per il caricamento dei dati e la consultazione/condivisione dei risultati.

Link: https://www.strumentitopografici.it/iguide-planix-r1/

Strumenti Topografici è un marchio GEC Software, azienda italiana

specializzata nello sviluppo e nella vendita di software, applicativi e

strumentazione professionale per i settori edile, topografico e catastale.

L’azienda propone soluzioni avanzate per topografia, fotogrammetria e

rilievo di interni ed esterni, integrando strumenti come GNSS, LiDAR

SLAM, laser scanner e droni, selezionati per precisione e semplicità d’uso.

Le strumentazioni sono affiancate da software professionali per la topografia,

progettati per lavorare con facilità sul campo e completare le elaborazioni in

ufficio (TPad e Topografo), oltre a soluzioni dedicate alla fotogrammetria

e alla gestione delle nuvole di punti.Strumenti Topografici si distingue per

innovazione e affidabilità con tecnologie pensate per rispondere alle esigenze

reali dei professionisti, semplificando le attività di rilievo e di gestione dei dati.

Strumenti Topografici

Strumenti Topografici è un

marchio GEC Software S.r.l.

Via Nazionale Torrette 98

83013 Mercogliano (AV)

0825 191 22 58

info@strumentitopografici.it

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NEWS

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GISTAM

2026

NEWS

12 th International Conference on Geographical Information

Systems Theory, Applications and Management

Benidorm, Spain

21 - 23 May, 2026

The International Conference on Geographical Information Systems Theory, Applications and Management aims at creating a

meeting point of researchers and practitioners that address new challenges in geo-spatial data sensing, observation, representation,

processing, visualization, sharing and managing, in all aspects concerning both information communication and technologies (ICT)

as well as management information systems and knowledge-based systems. The conference includes original contributions of either

practical or theoretical nature, presenting research or applications, of specialized or interdisciplinary nature, addressing different

aspects of geographic information systems and technologies.

CONFERENCE AREAS

Data Acquisition and Processing

Sensing

Spatial Data Mining and Computation

Spatial Data Analysis and Management

Artificial Intelligence and Learning

Interacting with Data

Modelling, Representation and Visualisation

Domain Applications

Our Changing Planet

Future Earth

Society, Culture and Education

MORE INFORMATION AT: HTTPS://GISTAM.SCITEVENTS.ORG/

UPCOMING SUBMISSION DEADLINES

REGULAR PAPER SUBMISSION: JANUARY 5, 2026

POSITION/ REGULAR PAPER SUBMISSION: FEBRUARY 17, 2026

SPONSORED BY: INSTICC IS MEMBER OF: LOGISTICS:

PUBLICATION:

Communications

in Computer and

Information

Science

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