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Museikon_1_2017

Mălâncrav / Malmkrog

Mălâncrav / Malmkrog (Laslea, Sibiu). La chiesa fortificata Rilievo Irina Baldescu Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per Venezia e Laguna, Venezia (it) Il rilievo della chiesa di Mălâncrav / Malmkrog (Laslea, Sibiu) è stato eseguito nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Diocesi Evangelica di Sibiu e fondi UE, negli anni 2008 – 2009, riguardante lavori di manutenzione e valorizzazione turistica di 20 chiese fortificate della Transilvania meridionale. Il rilievo è stato realizzato con mezzi tradizionali (assi, triangolazioni), con l’ausilio di un telemetro elettronico. Il lavoro di ricerca è stato assistito dall’ing. Georgiana Tirt (Cluj Napoca) e dal geol. Attila Antal Dávid (Sfântu Gheorghe), cui si ringrazia. La chiesa evangelica di Mălâncrav, in forma di basilica trinavata con abside poligonale e coro, sorge su un’altura a nord del nucleo del villaggio. La torre campanaria addossata al lato ovest (l’altezza del livello di calpestio dell’ultimo piano, costituito da una struttura lignea aperta sui lati, è di quasi 23 metri) consentiva una vista panoramica della vallata che collegava Mălâncrav al villaggio vicino di Laslea, sito sulla via principale di percorrenza tra le città di Sighișoara e di Mediaș. Sviluppo dell’organismo architettonico. Le prime fasi costruttive della chiesa risalgono al xiv secolo, dove probabilmente i più antichi corpi sono la torre e il coro con l’abside; gli affreschi conservati sulla parete nord della navata sono databili stilisticamente tra gli ultimi decenni del sec. xiv e i primi anni del xv, di conseguenza la costruzione si può considerare già conclusa all’epoca. Le modanature gotiche dell’arco a base della torre campanaria sono parimenti attribuibili alle prime fasi dell’edificio. L’intervento che condiziona maggiormente la percezione odierna della chiesa è il restauro eseguito negli anni dopo il 1913 dalla Commissione dei monumenti storici di Budapest, con metodologia ascrivibile alla corrente del restauro stilistico (concettualmente caratterizzato dall’interpretazione dello stile architettonico come linea evolutiva tendente verso una forma stilistica pefetta e, di conseguenza, la propensione a operare riportando il monumento a un modello stilistico idealizzato – in questo caso, quello di un medioevo fantastico). A Mălâncrav per esempio sono stati eliminati gli intonaci esterni lasciando le murature facciavista, è stata eliminata l’edicola eretta a protezione dell’ingresso in chiesa esistente sul lato nord, è stata aggiunta la parte terminale, circolare, sulla scala a chiocciola della sagrestia ecc. Bisogna specificare, comunque, che il restauro del 1913 ha adottato soluzioni tecniche che hanno posto rimedio a importanti problemi strutturali (per esempio il tamponamento dell’arco alla base della torre campanaria) e di umidità di risalita (un sistema di canali di ventilazione comunicanti sotteranei, intorno all’abside, all’interno e all’esterno, presenti nel progetto e intercettati durante le indagini geologiche condotte da Geoda srl su incarico della committenza nel 2008). Ai lavori degli anni 1970 risale probabilmente la realizzazione di un cordolo in calcestruzzo nella parte sommitale del muro nord (che presentava fessurazioni diffuse) e delle „otturazioni” in calcestruzzo sulle murature della torre, laddove presentavano delle discontinuità e perdite di materiale. Il rilievo geometrico e lo studio geologico hanno fornito delle motivazioni tecniche per alcuni problemi storici dell’edificio: dal punto di vista statico, per esempio, si è notato che tutti i solai della torre presentano la tessitura Mălâncrav. Chiesa di Santa Maria. Navata, vista verso l’abside. Si nota la decorazione delle volte (fine sec. xiv) e la pala d’altare (sec. xv). Foto: Mioritics Onlus. Mălâncrav. Chiesa di Santa Maria. Coro, volte a crociera affres-cate (fine xiv sec.), scene dell’infanzia di Cristo, raffigurazione dei dottori della chiesa e simboli dei quattro evangelisti; i campi decorativi sono arricchiti da una fettuccia ondulata sui bordi. Foto: Anca Crișan. Mălâncrav. Chiesa di Santa Maria. Navata, vista verso ovest (galleria lignea di inizio Novecento). Foto: Irina Baldescu. Museikon, Alba Iulia, 1, 2017, p. 160-168 | 161

162 | Irina Baldescu delle travi sulla direzione est-ovest, laddove il mancato ancoraggio sulla direzione nord-sud ha contribuito, probabilmente, al cinematismo di apertura della fessura verticale sul prospetto ovest della torre; durante le indagini geologiche è stata intercettata la falda freatica a circa 2,50 m sotto il livello del pavimento attuale interno, posizionata al di sopra di un esteso strato argilloso, fatto che ha contribuito estesamente, nei secoli, ad alimentare l’umidità di risalita nei pilastri e nelle pareti; un altro sondaggio ha confermato l’esecuzione del sistema di ventilazione delle fondazioni dell’abside, come da progetto del 1913. Riferimenti cronologici. 1305 – Il villaggio di Mălâncrav risulta essere già in possesso della famiglia Apafi. Il feudo che includeva le zone circostanti risulta possedimento del Comitato di Alba. Inizi del secolo xiv – Probabilmente prime fasi costruttive della basilica trinavata (cantiere probabilmente iniziato nella zona absidale) e della torre campanaria. E’ probabile che il cantiere fosse finanziato sia dalla famiglia Apafi che dalla parrocchia del villaggio. Metà del secolo xiv – Prime fasi della decorazione interna (affreschi conservati sul muro nord della navata, a registri orizzontali sovrapposti). Fine sec. xiv (ante 1382? o ante 1405?) – intervento pittorico nella zona absidale, ridecorata da affreschi di alto livello artistico. A questa fase di rielaborazione estetica è da assegnare, secondo Dancu, anche la rimodellazione del portale ovest della chiesa. 1405 – Sgrafitto nel coro: Anno domini millesimo quadringentesimo quinto dominus Nicolaus exstitisset et fugitivus propter dampnum. 1442 – Un documento papale menziona la cappella del Santo Sangue di Mălâncrav, dove il principe Apafi è abilitato ad emettere indulgenze. Si è assunto che si tratti di un edificio distinto dalla chiesa, eventualmente rimasto in uso per il culto cattolico, anche dopo la riforma. 1447 – Prima menzione della chiesa di Santa Maria di Mălâncrav, nel testamento di Nikolaus Apafi. 1852 – Inclusione della chiesa nell’elenco dei monumenti rilevanti della Transilvania, pubblicata da László Kövári a Budapest. 1857 – Incendio che ha danneggiato o distrutto totalmente le strutture lignee. È probabilmente in questa occasione che è andato perduto un camminamento di ronda ligneo posizionato sopra il coro della chiesa, a cui conduceva la scala a chiocciola presente in sagrestia (cf. Dancu 1980). 1865 – Il letterato inglese Charles Boner menziona la chiesa nelle sue memorie di viaggio (Transylvania, its Products and People, 1865 - Siebenbürgen. Land und Leute, 1868). 1902 – Sopralluogo a Mălâncrav dello storico d’arte Viktor Roth. 1912 – Rilievo dell’architetto Istvan Möller, per conto della Commissione dei Monumenti di Budapest (nell’archivio dell’istituzione si trovano il rilievo e il progetto di restauro). In Transilvania Möller si è occupato anche del restauro del Castello di Hunedoara. 1912 – Descrizione del monumento da parte di Viktor Roth, nello stato precedente ai lavori di restauro. 1913 – 1916 – Intervento di restauro condotto da Möller. Sono databili in questa fase: - il completamento della forma attuale degli annessi laterali della torre, già in stato di rudere, forse anche con l’intento di creare dei corpi di appoggio per la torre; - inserimento di alcune cornici di finestre e porte, sui prospetti nord e sud; - il tamponamento del portale della torre; - realizzazione di un nuovo sistema di capriate e del manto di copertura; - inserimento della galleria e del balcone ligneo; - inserimento di un sistema di canali di ventilazione sotterraneo, intorno al muro perimetrale dell’abside, che ha contribuito in modo molto efficace ad eliminare l’umidità di risalita e alla conservazione degli affreschi; - a seguito del tamponamento dell’arco alla base della torre, riorganizzazione dell’accesso alla torre tramite l’annesso a nord (questo spazio dovevo essere voltato, secondo il progetto). 1925 – Nuovi interventi di restauro, difficilmente identificabili. 1968 – Realizzazione dell’impianto elettrico (cf. archivio inmi – Institul Naţional al Monumentelor Istorice, Bucarest). 1974 – Restauro dell’altare ligneo decorato. (cf. archivio inmi. Sarebbe probabilmente databile nello stesso periodo: - il rinforzo delle murature della torre tramite otturazioni in calcestruzzo nei punti dove la muratura della torre aveva perso la coesione; - la realizzazione del cordolo in calcestruzzo in sommità del muro nord della navata. 2001 – Progetto e interventi conservativi puntuali per il restauro degli affreschi. Bibliografia selezionata: J. Fabritius-Dancu, Cetăţi ţărăneşti săseşti din Transilvania, Sibiu 1980. H. Fabini, Atlas der siebenbürgisch-sächsischen Kirchenburgen und Dorfkirchen, 1, 2, Heidelberg 1998 [include citazione delle fonti documentarie]. Gogâltan, Anca, The architecture of the church in Malâncrav (Sibiu County), in „Ars Transsilvaniae“, vol. 8/9 (1998/99), p. 125-143. Gogâltan, Anca, Family, Patronage, and Artistic Production: The Apafis and Malâncrav (Almakerék, Malmkrog), Sibiu District, in Transylvania, in Medium Aevum Quotidianum, 39, Krems 1998, p. 138-157. Gogâltan, Anca, The church in Malancrav (Malmkrog, Almakerek). A historiographic overview, in „Apulum”, 37, 2000, p. 305-313 [include commenti estesi sulla bibliografia precedente]. Gogâltan, Anca, Sallay, Dora, The Church of Malancrav and the Holy Blood Chapel of Nicholas Apa, in Arhitectura medievală religioasă din Transilvania, a cura di Adrian Andrei Rusu, Satu Mare 2002, p. 181 segg. Dana Jenei, Goticul in Transilvania. Pictura, Bucarest 2016. Archivio omvh (Commssione dei Monumenti storici, Budapest); Archivio inmi (Institul Naţional al Monumentelor Istorice, Bucarest).

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