2009 - La Santa Sede

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colletta

per I

«santI a gerusaleMMe»

L’offerta della

comunità di Antiochia

Gli Atti degli Apostoli narrano che il

profeta Agabo, insieme ad altri profeti, giunge

da Gerusalemme ad Antiochia e annuncia

una grande carestia. In seguito alle parole di

Agabo «i discepoli si accordarono, ciascuno

secondo quello che possedeva, di mandare un

soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea; questo

fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo

di Barnaba e Saulo» (At 11, 29-30).

I «discepoli», ovvero i cristiani di

Antiochia, donano del denaro per i cristiani di

Gerusalemme e della Giudea, che considerano

loro «fratelli»/«sorelle». Il soccorso a chi è nel

bisogno corrisponde all’ideale della comunità

primitiva (cfr. At 2, 42-47; 4, 32-35). Al contempo

è segno di «servizio» (in greco: diakonia;

cfr. At 6, 1). Dopo aver svolto la loro missione

e il loro «servizio», Barnaba e Saulo (Paolo)

ritornano ad Antiochia (At 12, 24-25). L’unione

con la comunità di Gerusalemme si manifesta

non solo attraverso la fede comune in Cristo, ma

anche attraverso la diaconia (diakonia).

di Martin Hasitschka SJ

Due volte il nuovo Testamento racconta di soccorsi inviati

alla comunità primitiva di Gerusalemme,

che si trova nel bisogno. Nel primo caso, l’aiuto giunge dai

cristiani di Antiochia sull’Oronte, nel secondo viene

portata a Gerusalemme la colletta fatta da alcune comunità della

Macedonia e dalla comunità di Corinto.

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La comunità primitiva di Gerusalemme

occupa un posto preminente nel cristianesimo

post-pasquale dei primordi. È, insieme alle

sue guide, l’autorità influente al cosiddetto

concilio degli apostoli (ca. 48/49), dove viene

affrontata e risolta una difficile controversia,

che è di fondamentale importanza per

l’ulteriore sviluppo del cristianesimo, ossia se

i pagani convertiti al cristianesimo devono

essere obbligati a osservare per intero la legge

ebraica. Ancora una volta Paolo e Barnaba

giungono a Gerusalemme come rappresentanti

della comunità di Antiochia. Questa volta non

vengono con un’offerta di denaro, bensì con una

controversia (At 15, 2-3). Tuttavia, la diaconia

precedente ha già contribuito a creare un clima

di comunione, che è un presupposto favorevole

per poter affrontare insieme un problema

riguardante la fede cristiana.

Un accenno agli eventi del concilio degli

apostoli si trova nella lettera di Paolo ai

Galati, laddove Paolo dice che le autorità di

Gerusalemme lo hanno confermato nella sua

opinione che non occorre imporre il giogo della

legge ebraica ai pagani convertiti. Dalle autorità

della comunità di Gerusalemme, tuttavia,

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