2009 - La Santa Sede

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2009 - La Santa Sede

Per questo non stupisce che si sia sviluppato

un Ordine cavalleresco che si riferisce così

strettamente al Santo Sepolcro. Le sue antiche

origini lo collegano al Capitolo dei canonici che

officiava la Basilica del Santo Sepolcro, laici che

al tempo delle crociate furono chiamati «fratres,

famuli, clientes Sepulcro dedicati, milites

Sancti Sepulcri». Lo sviluppo dell’Ordine è

fondato senza dubbio sulla fedeltà costante

all’ideale di spendersi per il Santo Sepolcro. Di

qui la nascita dell’investitura che nei secoli XIV

e XV i Cavalieri ricevono alla Tomba vuota, e

poi i graduali riconoscimenti della Santa Sede

che fino al 1847, anno della ri-nascita del

Patriarcato latino di Gerusalemme, delega alla

Custodia di Terra Santa il privilegio di creare

i cavalieri. Poi la riforma del 1847, quando

papa Pio IX conferisce all’Ordine una ben

individuata struttura e l’alto ideale, affidando

ai suoi membri la missione del servizio alla

Terra Santa e ponendolo, insieme con il

Sovrano Militare Ordine di Malta, alla diretta

dipendenza della Santa Sede.

«Sovvenire alla necessità della Chiesa di

Terra Santa». È questa l’aspirazione essenziale

dei Cavalieri del Santo Sepolcro. E questo

significa innanzitutto ricollegarsi idealmente

a quanto fecero gli Apostoli che, partiti da qui

per annunciare il Vangelo a tutte le genti, non

potevano dimenticare i bisogni di questa Terra.

Questo significa anche e certamente assumere

ufficialmente il dovere di contribuire alle

necessità del Patriarcato Latino. Ma significa

soprattutto testimoniare concretamente,

costantemente, con una fede che si fa gesto

di solidarietà, l’attenzione, l’amore, la compassione

per la Terra Santa. Allora ogni gesto

diventa testimonianza di quell’alta Carità che

il cristiano è chiamato a vivere come virtù, di

quella Verità – a volte faticosa – che è richiesta

per zelare la conservazione e la propagazione

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della fede in questa Terra, per sostenere i diritti

della Chiesa cattolica anche in mezzo alle

contraddizioni di questa Terra.

La Custodia di Terra Santa, fedele al suo

mandato di servizio, di cura e di custodia dei

Luoghi Santi ha, lungo i secoli, riscattato,

acquistandoli, molti Luoghi evangelici in cui

si sono compiuti scavi archeologici e studi

a conferma storica della parola evangelica.

Ha reso questi Luoghi accoglienti: spazi di

preghiera che, indirizzando e suggerendo il

messaggio e la grazia legata ad ognuno, aiutano

i pellegrini a ricondurre e confermare la propria

fede nel Signore Gesù che qui ha voluto vivere

la sua umanità. Accanto a questi Luoghi si

sono costituite le comunità cristiane: «pietre

vive», testimoni della continuità di fede che è

nata dagli accadimenti della storia di Nazareth,

di Betlemme, lungo il Giordano, di Betania

e di ogni luogo che Gesù ha attraversato, di

Gerusalemme. Testimoni della continuità di

fede della folla variegata che ascoltarono gli

Apostoli che uscirono dal Cenacolo «pieni di

Spirito Santo».

Oggetto di animazione e cura da parte

dei francescani, esse sono, accanto ai reperti

archeologici, le «pietre vive» che fanno

della Terra Santa il Luogo d’elezione del

pellegrinaggio cristiano «alla sorgenti della fede

e della chiesa». Per i cristiani di Terra Santa,

ma sempre aperti ad ogni uomo «immagine

di Dio», senza distinzione di stirpe o di credo,

i francescani hanno fanno nascere e crescere

opere assistenziali e culturali, spendendosi

generosamente per la promozione umana delle

genti di questo Paese.

Perché la fede senza le opere è morta, come

ben sanno anche i Cavalieri del Santo Sepolcro!

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