Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

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Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

© Unione europea, 2009

neLL’Ue LA dISOccUPAZIOne SALe AncORA

Tasso di disoccupazione (%) nei 27 Stati membri

(2009: dati relativi ad agosto; 2010: previsioni)

10

8

6

0

2000 2002 2004 2006 2008 2010

Fonte: Commissione europea.

A maggio si è tenuto a Praga un vertice

sull’occupazione che ha proposto misure

concrete per salvaguardare i posti di

lavoro nel breve termine e creare

migliori opportunità d’impiego

a più lungo termine.

gli «stanziamenti per le PMI» e gli «stanziamenti alle PMI: programmi di condivi-

sione del rischio». Nel 2009 il flusso di capitali è ammontato a 10,9 miliardi di

euro e per il 2010 è previsto più o meno lo stesso importo. La Banca ha inoltre

fornito un ulteriore miliardo di euro — di cui 200 milioni di euro sono stati

assegnati nel 2009 — per lo sviluppo del mercato dei finanziamenti mezzanino

per le piccole e medie imprese, e ha fatto leva sulle sue banche intermediarie

perché sbloccassero i fondi velocemente.

La riduzione degli oneri amministrativi è stato un altro modo con cui l’UE ha

aiutato le imprese, soprattutto quelle piccole e medie. Nel corso del 2009 il piano

di ripresa ha incoraggiato la messa in atto dello «Small Business Act» (normativa

sulle piccole imprese) per l’Europa ( 24 ), adottato nel dicembre 2008, che impegna

gli Stati membri a ridurre considerevolmente i tempi e i costi di avvio di un’im-

presa, ivi inclusa la riduzione a un euro dei requisiti patrimoniali per le micro-

imprese. Le piccole e medie imprese saranno esentate dall’obbligo di presentare

conti annuali, il che dovrebbe permettere loro di risparmiare circa 7 miliardi di

euro l’anno che potranno essere reinvestiti nella crescita e nell’occupazione.

A febbraio la Commissione ha presentato proposte affinché gli Stati membri

attuassero i suddetti cambiamenti ( 25 ). Il piano di ripresa prevedeva impegni

addizionali tesi a spronare le piccole e medie imprese a fare affari oltre frontiera,

garantire che le amministrazioni pubbliche pagassero le loro fatture veloce-

mente e ridurre i costi delle domande di brevetto.

I cambiamenti sono stati messi in atto in fretta. Nella sua relazione al Consiglio

«Competitività» di maggio, la Commissione ha messo in evidenza i significativi

progressi che gli Stati membri stavano realizzando: stavano attuando misure

intese a facilitare l’accesso ai finanziamenti, così come un miglior quadro regola-

mentare e un migliore accesso ai mercati. Tali iniziative volte a sostenere l’eco-

nomia reale e l’occupazione non sono soltanto misure sociali in linea con i valori

di equità e solidarietà dell’Unione europea, ma hanno anche una portata

economica, dal momento che la tutela dei posti di lavoro tiene assieme la forza

lavoro qualificata, alleggerisce il carico sul sistema sociale e sulla spesa pubblica

e stimola l’attività economica.

SOSTeneRe L’OccUPAZIOne

In tempi difficili le aziende sono presto colpite, e i primi a pagarne le conseguenze

sono spesso i lavoratori. Le politiche occupazionali rientrano innanzitutto tra le

competenze degli Stati membri, ma non appena la crisi finanziaria si è fatta

sentire sull’economia reale, ovvero su crescita e occupazione, l’UE ha introdotto

misure per contenere l’aumento della disoccupazione e allentare la pressione

sulle imprese. La crisi ha messo in evidenza l’importanza di politiche sociali a

sostegno dei lavoratori che perdono il loro posto di lavoro.

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