Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

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Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

SeGnALI dI RIPReSA

Ad ottobre l’indicatore del clima

economico dell’UE è salito a 86,0

(+ 3,4 punti) nell’UE e a 86,2

(+ 3,4 punti) nell’area dell’euro,

costituendo in entrambi i casi il

settimo aumento consecutivo

dopo il minimo di marzo 2009.

Nelle previsioni economiche

di autunno della Commissione,

pubblicate a novembre, si leggeva

che la ripresa economica era imminente

e che i timori di una recessione

profonda e prolungata erano svaniti.

A dicembre è stato deciso il bilancio dell’UE per il 2010, garantendo gli impegni

per un ammontare di 2,4 miliardi di euro per continuare a finanziare il piano

europeo di ripresa economica per l’anno in questione. Al tempo stesso, in un

comunicato congiunto, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno

esortato gli Stati membri a ripensare il modo in cui fanno uso dei programmi del

Fondo di coesione e dei fondi strutturali, in modo che i finanziamenti dell’UE

possano aiutare a superare gli effetti della crisi economica e, in particolare, a

sostenere la crescita e la competitività e a limitare le perdite occupazionali.

RIPRISTInARe UnA cReScITA SOSTenIBILe

L’UE è stata in grado di offrire una serie di risposte immediate alla

crisi e di concepire velocemente strategie per evitarne il possibile

ripetersi. Al tempo stesso, però, l’UE ha riconosciuto che, oltre a

combattere e prevenire l’incendio, era necessario fare di più. Nel

2009 l’altra preoccupazione è stata come ripristinare una crescita

sostenibile una volta risolta la crisi e come alleviare le tensioni

generate sui mercati finanziari dalla lotta alla crisi. C’era bisogno di

una strategia d’uscita che implicasse la soppressione delle misure di

stimolo di bilancio e che funzionasse non solo per l’UE ma per il

mondo intero, compresi i paesi in via di sviluppo.

Come concluso dal Consiglio europeo di ottobre, la vigorosa risposta politica alla

crisi economica e finanziaria ha cominciato a dare risultati nel corso dell’anno. Il

forte calo dell’attività economica europea si è arrestato, accompagnato da una

stabilizzazione dei mercati finanziari e da un miglioramento della fiducia. I primi

segni di ripresa sono tuttavia rimasti sotto stretta osservazione e i governi e le

banche centrali continueranno a fornire il loro appoggio fino a quando la ripresa

non sarà pienamente garantita.

Per rinsaldare le aspettative e rafforzare la fiducia, si era deciso che era necessario

preparare una strategia coordinata d’uscita dalle politiche di stimolo su larga

scala. Il Consiglio europeo di ottobre ha invitato il Consiglio e la Commissione a

lavorare sulle strategie d’uscita.

Sempre ad ottobre, i ministri delle Finanze sono giunti a un accordo sui principi di

una strategia d’uscita dalle misure di stimolo di bilancio ( 44 ). Le strategie d’uscita

dovrebbero essere coordinate tra i paesi nel quadro del patto di stabilità e crescita

e dovrebbero garantire una tempestiva soppressione delle misure straordinarie;

dovrebbero comprendere un ulteriore risanamento strutturale di bilancio di oltre

lo 0,5 % del PIL all’anno e ampie riforme strutturali, e dovrebbero inscriversi nel

quadro del patto di stabilità e crescita. Inoltre, tali strategie dovrebbero essere

messe in atto al più tardi nel 2011 e prima di tale data in quei paesi in cui le circo-

stanze economiche lo rendano opportuno, sempre che la ripresa proceda regolar-

mente. Il Consiglio europeo di dicembre ha confermato tali principi generali e ha

invitato il Consiglio a continuare i lavori sulle strategie d’uscita e a presentare

una relazione sui progressi realizzati, sia nel settore fiscale sia finanziario, entro

giugno 2009.

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