Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

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Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

cOOPeRAZIOne InTeRnAZIOnALe

Sin dall’inizio della crisi, sulla scena internazionale l’UE si è costantemente

dimostrata a favore di una migliore regolamentazione. Lo sforzo concertato

compiuto dall’UE in seno al G20 e al G8 le è servito da trampolino di lancio per

prendere parte alle decisioni a livello internazionale e ha inoltre influenzato le

discussioni sul rinnovamento della regolamentazione finanziaria a livello

mondiale. L’influenza dell’UE è apparsa chiaramente nella dichiarazione, fatta ad

aprile dai leader mondiali riuniti a Londra in occasione del G20, istitutiva di un

nuovo consiglio per la stabilità finanziaria (Financial Stability Board) — di cui ora

fanno parte rappresentanti della Commissione europea, della Spagna, dei Paesi

Bassi e di tutti i paesi del G20 — perché collabori con il Fondo monetario interna-

zionale ai fini dell’emissione di allarmi preventivi in merito ai rischi macropruden-

ziali e finanziari. Al vertice del G20 tenutosi a Pittsburgh a settembre, i leader

dell’UE sono riusciti a ottenere un impegno concreto da parte del G20 a favore di

un’economia mondiale sostenibile, etica ed equilibrata. Al vertice si è deciso di

ridurre i bonus esorbitanti concessi in seno al settore finanziario internazionale e

di mettere quest’ultimo di fronte alle proprie responsabilità. Il Consiglio europeo

di ottobre ha accolto con favore l’impegno assunto dal G20 di adottare misure

intese a rafforzare il sistema internazionale di regolamentazione finanziaria,

tra cui la riforma delle norme internazionali in materia di compensi.

L’UE ha costantemente sostenuto che gli scambi devono rimanere aperti,

opponendosi con forza all’innalzamento di barriere protezionistiche e ha caldeg-

giato che si continui a iniettare liquidità sui mercati finanziari fintantoché sarà

necessario per permettere una duratura ripresa dalla crisi.

La Commissione è stata la prima ad agire sugli accordi presi al vertice del G20 di

Londra con una strategia a sostegno dei paesi in via di sviluppo. In quell’occa-

sione si è esortato al rispetto delle promesse di aiuto, ad un maggior uso degli

aiuti allo sviluppo per reperire ulteriori fondi, anticipando e facendo convergere

gli attuali impegni verso i paesi più vulnerabili. L’UE è stata inoltre in prima fila nel

rendere gli aiuti esistenti più efficaci, grazie all’operato congiunto dei 27 Stati

membri e della Commissione.

Meno di una settimana dopo il vertice, la Commissione ha delineato una serie di

misure che l’UE potrebbe adottare nell’immediato per aiutare i paesi in via di

sviluppo a superare la crisi economica in atto. All’epoca i leader dell’UE si sono

così espressi: «La recessione non deve, non può e non sarà usata come scusa per

venir meno alle nostre promesse di continuare ad aumentare gli aiuti».

L’Ue InFLUenZA LA RIFLeSSIOne

deL G20 SUGLI ScAMBI

Al vertice del G20 di settembre è stata

l’Unione europea a fissare le priorità

delle misure da adottare a livello

mondiale. Basandosi sulle proprie

convinzioni, l’UE ha invitato ad opporre

forte resistenza contro ogni tentazione

di protezionismo nel commercio

mondiale, rilevando che una tale

tendenza pregiudicherebbe, inoltre, lo

sviluppo dei paesi più poveri del mondo.

Il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt

era a capo della delegazione UE al vertice

del G20 tenutosi a settembre a Pittsburgh,

dove i leader dell’UE sono riusciti ad

ottenere dal G20 un impegno a favore

di un’economia mondiale sostenibile,

etica ed equilibrata.

27 relazione generale 2009 | la ripresa dalla crisi

© BELGA / AFP / Eric Feferberg

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