Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

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Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

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Tra i recenti interventi riusciti dell’Unione

europea in materia di assistenza figurano

la ricostituzione di piante sarchiate

distrutte da cicloni nelle isole del Pacifico,

l’introduzione di patate dolci resistenti alla

salsedine e alla siccità negli atolli colpiti

dal cambiamento climatico e la fornitura

di sementi resistenti all’umidità nei paesi

esposti a frequenti inondazioni.

Altri programmi hanno permesso

di aiutare le comunità locali potenziando

la sostenibilità della pesca lagunare e

di scogliera dalla quale esse traggono

mezzi di sostentamento e cibo.

L’UE ha migliorato l’efficacia dell’aiuto grazie a un maggiore ricorso al sostegno al

bilancio dei paesi beneficiari, rendendo l’aiuto più prevedibile e assicurando un

più stretto coordinamento tra i donatori. La coerenza delle politiche tiene conto

altresì dell’incidenza delle strategie dell’Unione sullo sviluppo e dell’integrazione

di questioni quali la parità tra i sessi, l’ambiente e i diritti dei minori. A maggio

una dotazione finanziaria supplementare di 164 milioni di euro è stata destinata

alle iniziative volte ad aiutare i paesi in via di sviluppo a fronteggiare il cambia-

mento climatico.

Proseguono le iniziative dell’Unione europea volte a migliorare la coerenza delle

politiche. Una relazione elaborata dalla Commissione in settembre ha rilevato

che, pur svolgendo un ruolo fondamentale nel sostegno alle iniziative dei paesi

in via di sviluppo, l’aiuto non sarà in sé sufficiente, soprattutto alla luce della crisi

economica e finanziaria mondiale. La relazione esorta a concentrarsi maggior-

mente sugli effetti positivi per lo sviluppo delle scelte operate dall’Unione

europea in altri settori strategici, nonché a sfruttare in maniera più efficace il

potenziale di sviluppo dei flussi finanziari diversi dall’aiuto ufficiale. Uno studio

pubblicato durante le giornate europee dello sviluppo in ottobre ( 25 ) suggeriva

che un’impostazione europea in materia di aiuto allo sviluppo potrebbe fruttare

profitti pari a 3-6 miliardi di euro l’anno.

LA dIMenSIOne AcP

Nel 2009 la Commissione ha sollecitato una maggiore cooperazione regionale e

una maggiore integrazione economica tra i partner dei paesi dell’Africa, dei

Caraibi e del Pacifico per promuovere la crescita, gli scambi commerciali e lo

sviluppo. Sono stati condotti negoziati con gruppi di paesi sugli accordi regionali

di partenariato economico e un’ulteriore assistenza è stata fornita dalla compo-

nente regionale del nuovo Fondo europeo di sviluppo, dal Fondo per la pace in

Africa e dal Fondo mondiale per la lotta contro l’HIV/AIDS, la tubercolosi e la

malaria. Di concerto con i partner africani, l’Unione europea ha avviato i lavori

relativi a un’ambiziosa strategia congiunta di sviluppo e ha intensificato il dialogo

su questioni globali. In seguito al crescente coinvolgimento della Cina in Africa,

la Commissione ha formulato altresì alcune proposte in merito a una coopera-

zione trilaterale Unione europea-Cina-Africa per trovare soluzioni comuni a

problemi comuni.

In ottobre i 27 ambasciatori del comitato politico e di sicurezza dell’UE hanno

incontrato i loro omologhi dell’Unione africana a Addis Abeba per discutere le

misure volte a fronteggiare i cambiamenti incostituzionali di governo, gli atti di

violenza e le contestazioni legati alle elezioni, nonché i conflitti in Somalia e

Sudan. Nel corso dell’anno l’Unione europea ha continuato a fornire sostegno

all’unità di gestione e pianificazione strategiche dell’Unione africana, con un

programma di 4,7 milioni di euro inteso a contribuire ai costi operativi e di

personale, e con il distacco di quattro strateghi militari e consulenti di polizia.

Anche la cooperazione scientifica ha ricevuto un incoraggiamento in luglio con

un invito a presentare proposte nel settore della ricerca riservato all’Africa,

lanciato attraverso il programma quadro di ricerca dell’Unione europea. Si tratta

della prima iniziativa di ricerca interamente dedicata all’Africa e imperniata su

salute, ambiente, alimentazione, agricoltura, pesca e biotecnologia. Il quinto

round, coronato da successo, del dialogo tra Unione africana e Unione europea

sui diritti umani ha dimostrato che tale strumento rappresenta un prezioso

contributo alla cooperazione nel settore dei diritti umani, dal quale scaturiscono

conclusioni, raccomandazioni e impegni concreti e comuni.

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