Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

europa.eu

Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

Nel 2009 sono stati firmati accordi interinali, riguardanti essenzialmente gli

scambi di merci, con il Camerun, con Botswana, Lesotho, Swaziland e Mozam-

bico nella Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe, e con Papua Nuova

Guinea, Maurizio, Seychelles, Zimbabwe e Madagascar nella regione dell’Africa

orientale e australe. Sono proseguiti, in Africa e nel Pacifico, i negoziati di accordi

regionali globali adeguati alle esigenze regionali specifiche, in modo da poter

concludere accordi su misura per ciascuna regione. Onde garantirne la riuscita,

bisogna che tali accordi siano equilibrati nell’interesse di entrambe le parti, come

ha insistito il Parlamento europeo in febbraio approvando la conclusione, da

parte dell’Unione europea, del primo accordo regionale raggiunto con i Caraibi

(Cariforum) nel 2008.

cOMMeRcIO InTeRnAZIOnALe

L’Unione europea è un protagonista di primo piano del commercio

internazionale, dal momento che rappresenta un quinto di tutte le

importazioni ed esportazioni a livello mondiale. Essa si basa su un

sistema efficiente di scambi commerciali internazionali contraddistinto

dall’apertura dei mercati, tanto per la prosperità che le sue

esportazioni le apportano quanto per l’approvvigionamento in

importazioni ai prezzi e alle condizioni migliori.

MeRcATI APeRTI

Nel 2009 l’UE ha proseguito gli sforzi per ampliare i mercati e garantirne l’apertura.

In questo modo, la strategia commerciale dell’Unione ha contribuito a ridimen-

sionare la recessione e, quindi, a limitare il numero di cittadini europei che hanno

perso il posto di lavoro e si ritrovano oggi a dipendere dalle politiche sociali.

La forza dell’economia europea al giorno d’oggi, in un mercato globalizzato,

dipende dalla sua capacità di rimanere competitiva a livello planetario. Circa i

due terzi delle importazioni dell’Unione sono rappresentati da fattori produttivi

immessi in processi di produzione che li trasformano in beni a più elevato valore

aggiunto, i quali vengono poi in gran parte esportati. L’UE deve importare per

poter esportare: perciò ha intensificato gli sforzi — con il sostegno dei 27 Stati

membri — per garantire alle sue imprese condizioni di parità di accesso agli

altri mercati, spesso non altrettanto liberalizzati del mercato UE. L’Unione ha

investito nuove risorse al fine di ottenere una migliore protezione dei diritti di

proprietà intellettuale e un accesso equo alle materie prime.

Come si è illustrato nel capitolo 1, l’UE ha dato prova di capacità di leadership

globale nel reagire alla crisi economica e finanziaria mondiale, sostenendo con

coerenza che una ripresa duratura dipende dal mantenimento dell’apertura dei

mercati, fondata su norme internazionali che regolamentino un commercio

libero ed equo. Di fronte alla diminuzione dei volumi degli scambi mondiali in

conseguenza della crisi economica e della contrazione del credito commer-

ciale — l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) prevedeva un calo del

10-12 % nel 2009 — l’Unione ha combattuto le tendenze protezionistiche che si

ergevano a difesa degli interessi commerciali nazionali, insistendo soprattutto

sul fatto che, se i paesi di tutto il mondo innalzano nuove barriere agli scambi

commerciali, le catene di produzione a livello mondiale potrebbero subire un

crollo, il che trasformerebbe la recessione in una depressione.

IL MeRcATO deLL’UnIOne eUROPeA

IncOnTRA I MeRcATI AFRIcAnI

Un accordo di partenariato economico

interinale firmato in agosto tra l’Unione

europea e alcuni paesi del gruppo

regionale dell’Africa australe e orientale

offre a tali paesi un accesso immediato e

integrale ai mercati dell’Unione, con

periodi transitori per il riso e lo zucchero,

unitamente a un miglioramento delle

norme d’origine. A loro volta, tali paesi

apriranno progressivamente i propri

mercati nei prossimi 15 anni, con una serie

di importanti deroghe che ne rispecchiano

le esigenze in materia di sviluppo.

LA cReScITA deL cOMMeRcIO MOndIALe

Variazione annuale in percentuale

del volume di tutti gli scambi internazionali

nel mondo (2009 e 2010: previsioni)

%

12

10

8

6

4

2

0

-2

2000 2002 2004 2006 2008

Fonte: Commissione europea.

ScAMBI cOMMeRcIALI

cOn LA cOReA deL SUd

71 relazione generale 2009 | l’ue Quale attore gloBale

2009

2010

In ottobre l’UE e la Corea del Sud hanno

concluso i negoziati in merito a un

ambizioso accordo di libero scambio.

L’accordo — che secondo le stime

rappresenterà un valore di 19 miliardi di

euro in nuove esportazioni per gli

esportatori dell’Unione — comporterà

l’eliminazione pressoché totale dei dazi tra

le due economie, come pure di numerosi

ostacoli non tariffari. Servirà inoltre a

creare nuove possibilità di accesso ai

mercati di servizi e di investimenti.

Esso comporta altresì importanti passi

in avanti in una serie di settori quali la

proprietà intellettuale, gli appalti, la

politica di concorrenza e gli scambi,

nonché lo sviluppo sostenibile, il che

contribuirà in misura significativa alla

crescita di entrambe le economie.

L’accordo deve ora essere ratificato dal

Consiglio e dal Parlamento europeo.

More magazines by this user
Similar magazines