Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

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Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

dIALOGO cOn LA cInA

L’obiettivo dei contatti intercorsi con la

Cina nel corso dell’anno consisteva

nell’offrire un forum per discutere di

diverse questioni commerciali prima che

queste ultime si trasformino in vertenze

legali avviate dinanzi all’OMC. Tra i risultati

emersi da questo dialogo si possono citare

la conclusione di un accordo di

trasferimento di tecnologia tra un

produttore europeo di apparecchiature

per le telecomunicazioni e il suo omologo

cinese e l’assistenza a uno dei maggiori

produttori di cemento dell’UE nel risolvere

un caso di violazione del marchio.

dA chI IMPORTA L’Ue?

Quota delle importazioni nell’UE,

primo semestre del 2009

norvegia

5,9 %

svizzera

6,3 %

russia

8,7 %

cina

17,4 %

giappone

4,8 %

Fonte: Commissione europea.

Per contrastare le minacce che pesano sul sistema internazionale degli scambi, la

Commissione ha profuso ogni sforzo — ottenendo un buon risultato — per

orientare il contenuto degli impegni assunti al G20 di Londra, quando i leader

mondiali hanno deciso di fondare la loro politica commerciale sulle norme e le

discipline dell’OMC e sulle prospettive di una più approfondita liberalizzazione

offerte dall’agenda di sviluppo di Doha. L’UE ha ribadito inoltre il suo impegno a

dare nuovo slancio al ciclo di negoziati commerciali di Doha, poiché lo ritiene lo

strumento migliore per sbarrare il passo all’avanzata di un nuovo protezionismo,

e ha insistito perché si pervenga rapidamente a risultati soddisfacenti: tali risultati

sono infatti essenziali per liberare nuove opportunità commerciali per tutti, in

particolare per i paesi in via di sviluppo. Gli sforzi dell’Unione sono stati di grande

rilevanza nel quadro della riunione ministeriale informale dell’OMC a Delhi e

della ripresa, in autunno, delle riunioni a livello di alti funzionari a Ginevra.

Il concetto di «commercio equo e solidale» è la chiave di volta di tutte queste

iniziative. La Commissione ha altresì affrontato la tematica del commercio equo e

solidale e dei programmi non governativi in ambito commerciale a garanzia della

sostenibilità ( 30 ), prendendo atto della forte crescita del movimento per un

com mercio di questo tipo e dell’importanza che assume il mercato europeo dei

relativi prodotti, che oggi rappresenta un valore annuo di 1,5 miliardi di euro. La

Commissione ha definito nuovi settori di politica comunitaria in cui programmi nel

campo del commercio equo e solidale e altri tipi di programmi possono contribuire

al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Anche il settore degli

appalti pubblici costituisce un mercato strategico per i prodotti di tale commercio.

Le GRAndI POTenZe ecOnOMIche

Le potenze economiche mondiali — Cina, India, Corea del Sud, Russia e Stati

Uniti — hanno avuto un ruolo di primo piano nel programma dell’UE in materia

di commercio per il 2009.

L’Unione ha raccolto la sfida — che è al tempo stesso un’opportunità — di conso-

lidare le relazioni con la Cina, paese che negli ultimi anni ha registrato una

straordinaria crescita con un conseguente incremento di proporzioni eccezionali

del commercio bilaterale, il che ha fatto della Cina il secondo più importante

partner commerciale dell’UE dopo gli Stati Uniti e la sua principale fonte di

importazioni. Dai primi dati disponibili, tuttavia, emerge che nel 2009 gli scambi

UE-Cina hanno registrato un calo pari a 326 miliardi di euro rispetto al livello del

2008: se tale diminuzione è in parte dovuta alla recessione economica, essa è

però anche da imputare alle barriere che ostacolano l’accesso delle aziende

72

usa

14,4 %

turchia

3,0 %

altri

39,5 %

veRSO chI eSPORTA L’eU?

Quota delle esportazioni dell’UE,

primo semestre del 2009

norvegia

3,5 %

svizzera

8,4 %

russia

5,9 %

cina

7,2 %

giappone

3,3 %

usa

19,5 %

turchia

3,8 %

altri

48,4 %

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