Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

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Relazione generale – sull'attività dell'Unione europea - Europa

In giugno sono stati avviati i negoziati in merito a un accordo economico e

commerciale di vasta portata tra l’UE e il Canada, che potrebbe apportare

benefici economici supplementari alle due parti fino a 20 miliardi di euro l’anno.

L’accordo dovrebbe vertere sugli scambi di beni e servizi, gli investimenti,

gli appalti pubblici, la tutela e l’applicazione effettive dei diritti di proprietà

intellettuale, nonché su impegni relativi agli aspetti sociali e ambientali del

commercio e dello sviluppo sostenibile. In luglio il Consiglio ha dato mandato

alla Commissione di avviare nuovi negoziati per un accordo Euratom-Canada

sulla cooperazione nell’uso pacifico dell’energia atomica.

In gennaio l’UE e tre paesi andini — Colombia, Ecuador e Perù — hanno riaperto

i negoziati in merito a un accordo commerciale con l’obiettivo di una graduale e

reciproca liberalizzazione. Le cinque tornate di negoziati commerciali già svolte

consentono di intravedere per intanto la conclusione dell’accordo con la

Colombia e con il Perù. Per quanto riguarda l’America centrale, l’Unione ha

condotto dei negoziati su un accordo di associazione con Panama, Guatemala,

Costa Rica, El Salvador, Honduras e Nicaragua che comprenderà anche un

accordo di libero scambio.

In settembre la Commissione ha presentato una nuova politica intesa a raffor-

zare il partenariato strategico tra l’UE e l’America latina ( 31 ) incentrata sulle

sfide del cambiamento climatico, della crisi economica e finanziaria, della

sicurezza energetica e della migrazione. Il futuro Fondo investimenti per

l’America latina finanzierà progetti in infrastrutture per il settore energetico, in

particolare in sistemi di efficienza energetica e nelle energie rinnovabili, come

pure nei settori dei trasporti, dell’ambiente e della coesione sociale.

Anche i partenariati per l’accesso al mercato sono serviti ad accrescere le oppor-

tunità commerciali. La strategia dell’UE per l’accesso al mercato, che viene

attuata mediante partenariati con gli Stati membri e le aziende dell’Unione,

contribuisce alla riduzione degli ostacoli agli scambi nei paesi terzi. Essa,

ad esempio, è servita a semplificare le procedure amministrative per le esporta-

zioni di cosmetici dall’Unione verso il Giappone, il Messico e la Corea del Sud; in

collaborazione con gli Stati Uniti, è riuscita ad ottenere la sospensione degli

aumenti dei dazi sulle esportazioni di mietitrebbiatrici verso la Russia; infine, è

servita a ridurre gli ostacoli tecnici alle esportazioni di vini e bevande alcoliche

verso Colombia, India, Malaysia e Thailandia. L’Unione europea e l’Australia

hanno migliorato le loro prospettive in campo commerciale grazie alla firma, in

giugno, di un accordo di reciproco riconoscimento relativo a dispositivi medici,

apparecchiature elettriche e apparecchi di telecomunicazione; l’accordo agevola

gli scambi commerciali poiché consente lo svolgimento delle valutazioni della

conformità (collaudo, ispezione e certificazione) nel paese esportatore anziché

all’arrivo dei prodotti nel paese importatore.

ReLAZIOnI PIÙ FORTI cOn IL ReSTO deL MOndO

I rapporti dell’Unione europea con il resto del mondo non si limitano alle sole

discussioni sul commercio o lo sviluppo. Nelle relazioni dell’UE con gli altri paesi

assume una rilevanza sempre maggiore il dialogo sulla cooperazione in materia

di politica regionale: tale dialogo si avvale della considerevole esperienza

dell’Unione nelle strategie mediante cui le politiche regionali e di coesione

contribuiscono a sostenere il processo di integrazione economica e politica, e

promuove nel contempo la crescita, lo sviluppo sostenibile e la cooperazione

transfrontaliera. La cooperazione è appoggiata dal Parlamento europeo, che ha

affidato alla Commissione europea un nuovo progetto pilota in questo campo

per il 2009.

AccORdO SULLe BAnAne

In dicembre si è pervenuti alla risoluzione

di una controversia, durata quindici anni,

sulle importazioni di banane nell’UE

quando l’Unione ha accettato di ridurre

gradualmente i dazi sulle importazioni

di banane provenienti dall’America latina,

mettendo al tempo stesso a disposizione

fino a 200 milioni di euro di assistenza per

aiutare i principali paesi africani e caraibici

esportatori di banane ad affrontare una

concorrenza più forte. In cambio, gli Stati

Uniti hanno deciso di accettare

la composizione della relativa

vertenza con l’Unione.

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