chiesa del gesu - Comune di Perugia
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NOME<br />
CHIESA DEL GESU’ - ORATORI DELLE CONGREGAZIONI DEI NOBILI, DEGLI<br />
ARTISTI - MERCANTI E DEI COLONI<br />
INDIRIZZO Piazza Matteotti<br />
RECAPITO tel. 075 5721786 Padri Barnabiti e-mail: barnabiti.perugia@email.it<br />
NOTA<br />
Proprietà FEC Fondo E<strong>di</strong>fici <strong>di</strong> Culto.<br />
Orario <strong>di</strong> apertura : feriali 07,15-11,45; 16,45-18,45 ; festivi 09,00-13,00; 17,00-20,00.<br />
Visite guidate agli oratori <strong>del</strong>la <strong>chiesa</strong> svolte dai padri Barnabiti il lunedì e mercoledì dalle<br />
h 11,45 e domenica pomeriggio dalle h 17.30.<br />
Foto gentilmente concesse dai Padri Barnabiti, tratte dal cd-rom “ La Chiesa <strong>del</strong> Gesù <strong>di</strong><br />
<strong>Perugia</strong>”.<br />
La struttura occupa l’area che un tempo era <strong>del</strong>le chiese <strong>di</strong> S.<br />
Andrea e <strong>del</strong>la Compagnia <strong>del</strong> S.Salvatore.<br />
La costruzione iniziò nel 1562 su commissione dal Vescovo<br />
perugino Car<strong>di</strong>nale Fulvio <strong>del</strong>la Corgna, con progetto<br />
<strong>del</strong>l’architetto Gesuita Giovanni Tristano destinata al nuovo<br />
Or<strong>di</strong>ne nascente Compagnia <strong>del</strong> Gesù. Nel 1596 fu ingran<strong>di</strong>ta<br />
con l’aggiunta <strong>del</strong>la crociera e completata nel 1620 da<br />
Valentino Martelli. La parte superiore <strong>del</strong>la facciata fu<br />
completata nel 1938 dall’architetto Edoardo Vignaroli . Nel<br />
1775 con la soppressione <strong>del</strong>l’Or<strong>di</strong>ne <strong>del</strong>la Compagnia <strong>di</strong><br />
Gesù, fu affidata ai Barnabiti e in questa occasione fu spogliata<br />
<strong>di</strong> molte opere che emigrarono a Roma.<br />
L’ interno barocco a tre navate è riccamente decorato con<br />
ampia profusione <strong>di</strong> oro. Il magnifico soffitto a lacunari <strong>del</strong> XVI<br />
secolo, intagliato e dorato su fondo azzurro, nel 1989 fu<br />
colpito da un grave incen<strong>di</strong>o che lo danneggiò gravemente; nel<br />
2001 è stato quin<strong>di</strong> ricostruito.<br />
Gli altari <strong>del</strong>le navate sono lignei intagliati e dorati, con colonne<br />
corinzie che mostrano <strong>di</strong>pinti <strong>del</strong>l’ inizio XX sec.: S. Antonio da<br />
Padova , S. Giuseppe e Gesù <strong>del</strong> pittore Polacco Ysoldatij e<br />
S.Anna e Maria <strong>di</strong> Stefano Lan<strong>di</strong> . Nella Cappella de<strong>di</strong>cata a S.<br />
Anna è collocato un fine <strong>di</strong>pinto <strong>di</strong> piccolo formato:<br />
“Gesù agonizzante” che, stando alla de<strong>di</strong>ca scritta<br />
nel retro viene attribuito a Federico Barocci (XVI).<br />
Opere scultoree <strong>di</strong> pregio sono il Crocifisso ligneo<br />
nella cappella <strong>del</strong> Crocifisso e uno più piccolo in<br />
bronzo precedentemente collocato nell’Oratorio<br />
dei Conta<strong>di</strong>ni, ambedue attribuiti a Bartolomeo<br />
Tronchi (XVI). Nell’altare de<strong>di</strong>cato ai fondatori<br />
<strong>del</strong>l’Or<strong>di</strong>ne Barnabita è una tela <strong>di</strong> Paolo Bartolini<br />
(XX). La volta <strong>del</strong> presbiterio è interamente<br />
affrescata <strong>del</strong> genovese Giovanni Andrea Carlone<br />
raffigura le storie <strong>di</strong> Giosué testimonia l’antico<br />
splendore <strong>del</strong>la <strong>chiesa</strong> avuto nel XVII sec.(Ve<strong>di</strong><br />
Foto 3).<br />
Foto 1: Facciata<br />
La pala <strong>del</strong>l’altare maggiore con la Circoncisione <strong>di</strong><br />
Gesù , è opera <strong>del</strong> fiammingo Michele Desubleo<br />
Foto 2: Interno<br />
(XVII) ed è inserita tra due colonne <strong>di</strong> marmo nero<br />
africano (ve<strong>di</strong> Foto 4). Nell’abside sono due tele <strong>del</strong> XVII <strong>del</strong> Perugino Stefano Amadei: La nascita <strong>di</strong> Gesù<br />
e l’Adorazione dei Magi. Il paliotto <strong>del</strong>l’altare è opera moderna, ma perfettamente integrata, <strong>del</strong>lo scultore<br />
perugino Artemio Giovagnoni (XX). Da notare il lucernaio detto <strong>del</strong> Para<strong>di</strong>so. Sopra la porta <strong>del</strong>la sacrestia è<br />
un <strong>di</strong>pinto <strong>di</strong> piccolo formato: la Nativita’ <strong>di</strong> Maria <strong>di</strong> Pietro da Cortona precedentemente collocato<br />
nell’Oratorio dei Conta<strong>di</strong>ni. Fino al 1773 era in questo luogo la celebre Madonna <strong>del</strong>la Ciliegia <strong>di</strong> Federico<br />
Barocci (1573) , scampata alle requisizioni napoleoniche, dopo la soppressione <strong>del</strong>l’or<strong>di</strong>ne Gesuita fu<br />
trasferita in Vaticano dove è tuttora conservata nella Pinacoteca . Entrati nella sacrestia si può ammirare
nella parete <strong>di</strong> fondo, una Natività <strong>di</strong> scuola <strong>del</strong> Perugino e nella volta un affresco <strong>del</strong> XVIII <strong>di</strong> Andrea Pozzi .<br />
Le pareti sono interamente ricoperte <strong>di</strong> arma<strong>di</strong> in noce <strong>del</strong> XVIII .<br />
E’ ritenuta tra le chiese più particolari e interessanti<br />
<strong>del</strong>la città perché al <strong>di</strong> sotto <strong>del</strong>la parte absidale si<br />
susseguono tre oratori, l’uno sotto l’altro, a forma <strong>di</strong><br />
torre, visibili esternamente dalla terrazza <strong>del</strong><br />
mercato. Sono posti secondo la gerarchia sociale:<br />
più in alto è l'Oratorio <strong>del</strong>la Congregazione dei<br />
Nobili, quin<strong>di</strong> quello degli Artisti e Mercanti, in<br />
basso quello dei Conta<strong>di</strong>ni ( Quest’ultimo con<br />
accesso esterno per accentuare la <strong>di</strong>versità sociale).<br />
La struttura architettonica <strong>del</strong>l’e<strong>di</strong>ficio è precedente<br />
all’adattamento ad oratorio (ve<strong>di</strong> Foto 5). Il primo<br />
“Dei Nobili”, fondato nel 1596, ha la volta affrescata<br />
con motivi architettonici fortemente prospettici,<br />
tendenti all'alto; al <strong>di</strong> sopra una limpi<strong>di</strong>ssima<br />
atmosfera celeste fatta <strong>di</strong> luce e colore con L'Eterno e<br />
Foto 3: Andrea Carlone Volta Presbiterio<br />
schiere <strong>di</strong> angeli, <strong>di</strong>pinta dai pittori assisani Girolamo<br />
Martelli e Cesare Sermei (XVII sec.) . All'altare è<br />
l'Annunciazione <strong>di</strong> Pietro Racanelli (XVII), alle pareti sopra<br />
all'altare <strong>di</strong>pinti prospettici <strong>di</strong> P. Carattoli ( XVIII sec.). Sulla<br />
parete opposta all'altare sono due tele semicircolari: il<br />
Sogno <strong>di</strong> Giacobbe e Elia sfamato dall’angelo <strong>di</strong> un maestro<br />
<strong>di</strong>scepolo <strong>di</strong> G. Reni: Bartolomeo Giorgetti XVII sec..(ve<strong>di</strong><br />
Foto 6).<br />
Al piano sottostante segue l’oratorio <strong>del</strong>la “Congregazione<br />
degli Artisti” (1603) con affreschi ispirati ai temi mariani <strong>di</strong><br />
Antonio Maria Fabrizi, G. Andrea Carlone, Cesare Sermei<br />
(ve<strong>di</strong> Foto 7) e due gran<strong>di</strong> lunettoni dei perugini Paolo<br />
Gismon<strong>di</strong> con Natività <strong>del</strong>la Vergine , <strong>di</strong> Pietro Montanini con<br />
Presentazione al Tempio (XVII sec.) (ve<strong>di</strong> Foto 8). Pregevole<br />
ed unico in Umbria nel suo genere è l'altare con intarsi in<br />
avorio ed ebano, eseguito da Fortunato Tedesco (XVII sec.),<br />
sormontato da una tela <strong>di</strong> Francesco Amadei (XVII). Nella<br />
Cantoria un rarissimo esemplare <strong>di</strong> organo seicentesco con<br />
decorazioni a grottesco pompeiano <strong>di</strong> Armo<strong>di</strong>o Maccioni da<br />
Cerreto, uno dei massimi esponenti <strong>del</strong>la scuola organaria<br />
umbra.<br />
L’oratorio dei conta<strong>di</strong>ni o dei<br />
Coloni (attualmente non<br />
visitabile perchè in attesa <strong>di</strong><br />
intervento <strong>di</strong> restauro, l’ingresso<br />
è da via Angusta trav. via<br />
Alessi) è a pianta quadrangolare<br />
con volte a quattro vele<br />
concentriche <strong>di</strong>pinte da Pier<br />
Francesco Colombati nel 1746<br />
con figure bibliche e<br />
architetture finte. Il centro<br />
visivo è costituito dalla volta<br />
centrale che rappresenta una<br />
elaborata cupola fortemente<br />
prospettica (ve<strong>di</strong> Foto 9).<br />
Foto 5: L'oratorio dei nobili<br />
Foto 4: Parete <strong>di</strong> Fondo <strong>del</strong> Presbiterio
Foto 6: Bartolomeo Giorgetti - Elia sfamato dall'Angelo e Il sogno <strong>di</strong> Giacobbe<br />
Foto 7: Oratorio degli Artisti - Volta nel suo insieme
Foto 8: Pietro Montanini - Presentazione <strong>di</strong> Maria al Tempio<br />
Foto 9: Pier Francesco Colombati Oratorio dei Conta<strong>di</strong>ni - Volta centrale