Il pasto nudo - Autistici/Inventati

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Il pasto nudo - Autistici/Inventati

William Burroughs

IL PASTO NUDO

[eBookLove - eBL 060 by Pico]

Titolo originale: The Naked Lunch. Copyright © 1959 by William Burroughs.

Prima edizione originale in inglese Olympia Press, Parigi 1959.

Traduzione di Claudio Gorlier, Donatella Manganotti, Giulio Saponaro.


PREFAZIONE

Totalitarismo, capitalismo, tirannia psichiatrica, razzismo antiomosessuale, guerra nucleare,

tossicodipendenza, lavaggio mentale, tecnologia quasi fantascientifica al potere: in realtà sono

questi i veri protagonisti di tutti i libri di Burroughs e soprattutto di questo Pasto Nudo, scritto in

un momento in cui totalitarismo, lavaggio mentale, tecnologia e guerra nucleare incombevano

sull'America di Joseph McCarthy e di Eisenhower e un minuscolo gruppo di dissidenti destinati a

diventare una piccola maggioranza che avrebbe cambiato la faccia della gioventù americana affrontò

il compito sovrumano di proporre un nuovo stile di politica e di vita.

Il materiale che costituisce il libro, appunti e lettere, racconti e schizzi, Burroughs cominciò a

scriverlo a Tangeri nel dicembre 1953; e il materiale continuò ad accumularsi per quattro anni

mentre Burroughs continuava a sperimentare ogni tipo di droga, ma era soprattutto dipendente

dall'eroina: così dipendente che nel 1957 si decise ad andare a Londra a farsi disintossicare con

l'apomorfina nella clinica del Dr. John Yerbury Dent. Fu al ritorno da Londra che si mise a

riordinare il materiale accumulato in quegli anni: Jack Kerouac e Alien Ginsberg, che erano venuti

a trovarlo a Tangeri con Peter Orlovsky, lo aiutarono e Kerouac batté il manoscritto a macchina e

trovò il titolo, The Naked Lunch. Più tardi Burroughs scrisse nell'introduzione al libro che non

aveva capito il significato del titolo fino alla sua guarigione; poi capì che «Pasto Nudo» è «un

attimo congelato quando ognuno vede cosa c'è sulla punta di una forchetta».

La cura dell'apomorfina, che lo liberò per sempre da quindici anni di tossicodipendenza, fu il

sesto tentativo che fece: tra il 1950 e il 1952 aveva tentato inutilmente cinque volte di

disintossicarsi continuando in realtà a prendere eroina, morfina, oppio, nembutal, codeina,

benzedrina, peyotl e ogni tipo di alcool. Aveva cominciato con la morfina a New York, quando vi si

stabilì alla fine del 1942, a 28 anni (è nato il 5 febbraio 1914 a St. Louis, nel Missouri); o forse poco

dopo. Erano gli anni che Burroughs viveva con Kerouac, la futura moglie Joan Vollmer Adams e

Edie Parker futura moglie di Kerouac, facendo esperimenti con la benzedrina e i barbiturici:

Kerouac e Burroughs si erano conosciuti per il tramite di Ginsberg e vissero insieme fino al luglio

1945, mentre Burroughs si faceva psicanalizzare dal Dr. Paul Federn e poi dal Dr. Louis Wolberg

specialista di ipnoanalisi analizzando poi a sua volta Ginsberg cinque volte alla settimana per

un'ora e Kerouac molto più di rado. In quei mesi Burroughs e Kerouac scrissero insieme il lungo


acconto And The Hyppos Were Boiled in Their Tanks e la poesia Yes; poi Joan divorziò dal

marito reduce dal fronte e sposò Burroughs stabilendosi con lui nel Texas, in una fattoria vicino a

New Waverly, a un'ottantina di chilometri da Houston, dove cominciarono a coltivare marijuana e

a ricevere visite degli amici di New York. Nel 1947 andarono a trovarli Ginsberg e Cassady allora

strettamente vicini, mentre già vi si trovava Herbert Huncke, un altro protagonista della saga dei

cosiddetti Beat; poi nacque il figlio di Burroughs e nel settembre Cassady si separò da Ginsberg e

accompagnò Burroughs a New York.

Ma l'anno dopo Burroughs, dopo aver scritto a Ginsberg formulando la sua teoria sul

fattualismo, lasciò di nuovo New York, questa volta andandosi a stabilire sul Mississippi a Algiers,

vicino a New Orleans, subito raggiunto, nel gennaio 1949, da Kerouac e Cassady. Rimase ad

Algiers fino alla fine dell'estate, poi si spostò in Messico (con una borsa di studio dopo 5 mesi di

vita militare a Goldspring, Texas, per studiare i dialetti locali), di nuovo raggiunto da Kerouac; più

o meno allora scrisse Junkie, ispirato alle sue esperienze di tossicomane e ancora scritto in uno stile

«facile».

Ma in Messico, il 7 settembre 1951, in un terribile incidente Burroughs uccise con un colpo di

revolver la moglie; nell'inverno 1952 lasciò il Messico per sempre e andò a Tangeri e di lì nel

gennaio 1953 nell'America Centrale e nell'America del Sud scrivendo a Ginsberg le lettere che poi

avrebbero costituito la raccolta The Yage Letters (che sarebbero uscite per la City Lights nel 1963)

e rimanendovi fino all'autunno del 1953, quando ritornò a New York con una valigia piena di yage

e si legò strettamente a Ginsberg.

Intanto, nell'aprile 1952, Ginsberg aveva fatto accettare Junkie dalle edizioni Ace Books, di cui

era proprietario A.A. Wyn, zio di Carl Solomon, altro protagonista della saga Beat; il libro uscì nel

1953 in 100.000 copie, con un'introduzione di Solomon, insieme a un romanzo di un ex agente

della Squadra Narcotici, Maurice Helbrant: Burroughs lo firmò con lo pseudonimo dì William Lee

dal nome della madre e, nel dicembre, si trasferì a Tangeri, dove, a Villa Munirìa o Delirium e poi

nel quartiere indigeno, cominciò a scrivere i testi che avrebbero costituito The Naked Lunch e

dove incontrò Brion Gysin che poi nel 1958 avrebbe ritrovato a Parigi e col quale elaborò nel 1959 il

Cut-up Manifesto, pubblicando per la Two Cities Press il volume Minutes to Go.

The Naked Lunch fu dunque scritto tra il dicembre 1953 e il 1957. Nell'intervista pubblicata

dalla «Paris Review» nell'autunno 1965, Burroughs disse: «Il libro fu scritto soprattutto a Tangeri,

dopo che ero stato curato dal Dr. Dent a Londra nel 1957. Ritornai a Tangeri e cominciai a lavorare

su un mucchio di appunti che avevo raccolto in molti anni. La maggior parte del libro fu scritto


allora. Andai a Parigi verso il 1959 e avevo un gran mucchio di manoscritti. Girodias se ne

interessò e mi chiese se potevo preparargli il libro in due settimane. Questo è il periodo al quale si

riferisce Brion Gysin quando dice che dai manoscritti raccolti in molti anni misi insieme ciò che

diventò un libro da un migliaio di pagine».

Girodias, che aveva respinto l'anno precedente una prima versione del libro, gli fece chiedere la

nuova versione da Sinclair Beiles e effettivamente lo pubblicò a Parigi nel 1959 per la sua Olympia

Press (il 20 novembre 1962 sarebbe uscita a New York l'edizione della Grave Press).

Dire che il libro esplose come una bomba è dir poco, il pubblico esoterico ne aveva letto qualche

brano, col titolo Ten Episodes from Naked Lunch sul primo numero della rivista «Big Table» di

Chicago, nella primavera 1959: da pagina 79 a pagina 137, 58 pagine che circolarono nello

sbalordito rispetto di quelli che avevano letto nella dedica allo Howl di Ginsberg la definizione:

«Un romanzo sconfinato che farà perdere a tutti la testa». Ma il clamore in America si alzò quando

uscì l'edizione americana della Grove Press. Mary McCarthy scrisse subito sul «New York Review

of Books» (nel 1963) una recensione che diventò famosa e l'articolo aiutò molto ad affermare la

reputazione di Burroughs fuori delle accuse di pornografia, anche se in realtà la McCarthy lo

scrisse soprattutto per buttare sabbia sull'entusiasmo che le era stato attribuito esagerando un suo

intervento al Convegno Internazionale di Scrittori di Edimburgo del 1962, quando, riferì poi la

McCarthy, disse «che ripensando ai romanzi usciti negli ultimi anni ero stata colpita dal fatto che

gli unici che oltre a procurarmi piacere mi avevano interessata erano stati quelli di Burroughs e di

Nabokov».

A quello stesso convegno di Edimburgo era presente Norman Mailer e anche lui parlò con

grande favore sia del libro che dell'autore, che aveva già letto sull'estratto di «Big Table»,

definendolo in quell'occasione: «L'unico romanziere americano vivente che si possa considerare

dotato di genio». A Edimburgo ripeté la sua solidarietà col romanzo dicendo che era il più

importante tra quelli contemporanei usciti in America; e questo era il clima che accolse il libro

quando poco dopo uscì l'edizione americana della Grove Press, subito recensita ampiamente, lodata

con entusiasmo e accettata come opera di importanza fondamentale.

E subito colpita dai processi per oscenità, naturalmente. Credo che i primi cominciarono a Los

Angeles e a Boston; in molte altre città i librai vennero infastiditi dalla polizia perché vendevano il

libro. Il processo che diventò un caso letterario fu quello di Boston, perché l'avvocato difensore

Edward Dr. Grazia chiamò a testimoniare Norman Mailer, Alien Ginsberg e John Ciardi, le cui tre

testimonianze furono così interessanti che a volte sono state in parte incluse nelle nuove edizioni

del Naked Lunch. La più famosa è quella di Norman Mailer che alla domanda della Corte relativa


al significato del libro rispose: «Per me questo è un semplice ritratto dell'Inferno. È esattamente

l'Inferno». Quel giorno davanti ai giudici Mailer disse anche: «Secondo la mia opinione Burroughs

— qualunque possa essere la sua intenzione conscia — è uno scrittore religioso. In Naked Lunch

c'è un senso della distruzione dell'anima più intenso di quello che ho trovato in qualunque altro

romanzo moderno. È una visione di come l'umanità agirebbe se fosse completamente separata

dall'eternità. Ciò che dà a questa visione una chiarezza da mitragliatrice è la completa mancanza di

sentimentalismo. L'espressione del sentimentalismo nelle questioni religiose si manifesta di solito

come una specie di pietà alla saccarina che rivolta qualunque idea di sentimento religioso in tutti

coloro che sono sensibili, discriminanti o profondi. Burroughs evita perfino la possibilità di questo

sentimentalismo (che naturalmente distruggerebbe il valore della sua opera) usando un vocabolario

stringente e mordente in una serie di avvenimenti precisi e orribili, una specie di humour da forca

che è l'ultimo orgoglio di un uomo sconfitto, l'orgoglio che ha l'uomo sconfitto di non avere almeno

perduto la sua amarezza».

Mailer parla anche dello humour nero di Burroughs; e del suo humour parla Mary McCarthy.

«Lo humour di Burroughs», dice la McCarthy, «è uno humour tipicamente americano, insieme

crudo e furbo, è lo humour di un attore di varietà che recita da solo sulla scena davanti al sipario

infiammabile di un vecchio teatro trasformato in cinema... A volte gli scherzi rivelano uno humour

nero (il Dr. Benway nel suo ultimo travestimento dice con voce languida e sognante: Cancro, mio

primo amore). Altri sono come puri numeri di cabaret, come per i danzatori Clemm e Joddy assunti

dai Russi per screditare gli Americani all'estero... Una buffonata di questo genere può raggiungere

la frenesia come in un film dei Marx Brothers... Questa confusione, questo baccano d'inferno è uno

degli effetti preferiti di Burroughs ed equivale alla vecchia finale del vaudeville, con la comparsa in

scena degli acrobati, dei giocolieri, degli illusionisti, dei danzatori, della donna tagliata a pezzi, il

pianista, i clowns che fanno le capriole e si schiacciano per entrare nella festa».

Questa descrizione di Naked Lunch come un circo, che a Burroughs piacque e piace tuttora

molto, queste illusioni allo humour nero che è certamente una delle grosse componenti della poetica

di Burroughs, non sono le sole indicazioni proposte dalla McCarthy: nel corso dell'articolo dice: «È

questo il primo romanzo interspaziale, la prima opera seria di fantascienza: le altre erano solo dei

giochetti». Ma la sua insistenza va all'immagine del circo: «L'immagine che questo libro, coi suoi

acrobati che eseguono i loro numeri sessuali sul trapezio volante, la sua forma circolare, evoca è

quella del circo. Un circo viaggia, ma è sempre identico a se stesso e traduce bene la visione

inorridita che Burroughs ha della vita contemporanea».


Quando la McCarthy accenna all'automatizzazione che deriva dalla tossicomania sfiora un altro

tasto importante, forse il più importante di tutti nel libro di Burroughs: «Il Barnum dello spettacolo

è uno che guida le folle sotto travestimenti e maschere diverse. La regolamentazione, come la droga,

ed è Burroughs a sottolinearlo, non può condurre che a una regolamentazione ancor più rigorosa, e

il circolo vizioso della malattia si allarga e si riproduce, trascinando con sé conseguenze politiche e

sociali importanti... Tutto è automatizzato».

Se invece di usare la parola «regolamentazione» usiamo la parola «controllo» entriamo nel cuore

del dramma poetico e esistenziale di Burroughs. Il controllo esercitato dal potere — tutti i poteri —

sull'uomo è per lui una specie di ossessione: come dice Bruce Cook Burroughs vede la minaccia del

controllo, vede «i diavoli sotto ogni letto e le cospirazioni dietro ogni dichiarazione ufficiale»: il

controllo è quello della super-autorità e del totalitarismo che sta serrando tutta l'America ma anche

tutto il mondo.

Non per niente il suo personaggio più famoso e ricorrente in molti suoi libri è il Dr. Benway, un

personaggio che immaginò nel 1938 quando era andato a vivere a New York dopo sei mesi trascorsi

in Europa in parte viaggiando e in parte seguendo un corso di medicina all'Università di Vienna.

A New York aveva ritrovato un antico compagno di liceo, Kell Elvins, e con lui aveva scritto Gave

Proof Through the Night che poi, dopo averlo elaborato con Brion Gysin, avrebbe pubblicato in

Minutes to Go e poi utilizzato in Nova Express: fu allora che nacque il Dr. Benway, la cui figura

volteggia come un acrobata da un episodio all'altro del Naked Lunch. La sua presentazione per

una volta è esplicita senza allusioni: «Il Dr. Benway è stato chiamato come consulente presso la

Repubblica della Libertà, un luogo consacrato al libero amore e ai bagni continuati... Benway è un

manipolatore e coordinatore di sistemi di simboli, un esperto di tutti gli aspetti dell'interrogatorio,

del lavaggio del cervello e del controllo... A Annexia il suo incarico era Demoralizzatore Totale...

"Deploro la brutalità", diceva. "Non serve. D'altra parte il maltrattamento prolungato, senza

violenza fisica, dà origine all'angoscia e a un particolare senso di colpa... Il soggetto non deve

rendersi conto che il maltrattamento è un attacco deliberato di un nemico antiumano alla sua

identità personale... Il bisogno spasmodico dei tossicomani del controllo deve essere opportunamente

nascosto da una burocrazia intricata e arbitraria"».

Burroughs descrive minutamente la vita ad Annexia, vagamente echeggiante quella da lui

conosciuta in Messico sotto Aleman e nei paesi dell'America del Sud, durante il regime del Dr.

Benway: cartelle di documenti, tessere, ispettori in uniforme e in borghese («Talvolta addirittura

nudi salvo che per una piastrina appuntata al capezzolo sinistro»), arresti, uffici senza

riscaldamento, senza sedie e senza servizi igienici, la città ridotta senza panchine, senza fontane,


senza fiori e senza alberi, il silenzio rotto ogni quarto d'ora da enormi segnali acustici, riflettori

accesi tutta la notte senza possibilità di difendersene, caffè e bar chiusi e così via. Ma il capolavoro

del Dr. Benway è il Centralino: «Trapani elettrici che possono essere messi in moto in qualsiasi

momento vengono infilati nei denti del soggetto, e gli si insegna a manovrare un centralino

Arbitrario... Ogni volta che egli fa uno sbaglio i trapani funzionano per venti secondi... mezz'ora di

centralino e il soggetto crolla come cervelli elettronici sovraccarichi... In mancanza di cognizioni

precise sull'elettronica del cervello, le droghe sono un'arma essenziale dell'interrogatore nel suo

assalto all'identità personale del soggetto».

Con questa esperienza fatta ad Annexia, il Dr. Benway, arrivato nella Terra della Libertà,

comincia a dirigere il Centro dì Ricondizionamento, dove non ci sono forme di omosessualità e

domina il matriarcato, cioè si è nella peggiore delle situazioni immaginabili di Burroughs. Mentre

accompagna il visitatore Lee a vedere i ricoverati, Benway racconta la propria biografia, che

culmina in un episodio in cui ha una colluttazione con un chirurgo a base di arterie femorali recise

e coltellate inferte col bisturi. Il Dr. Benway accompagna il visitatore a vedere le corsie di malati,

prima I Guasti Nervosi Irreversibili, poi i tossicomani, poi i devianti leggeri e la corsia dei

criminali, finché si arriva ai Parzialmente Ricondizionati e ai Simopatici («Un simopatico», dice

Burroughs, «è un cittadino convinto di essere una scimmia. È una malattia tipica dell'esercito e il

congedo la guarisce»).

Poi la figura del Dr. Benway si dissolve lentamente in una specie di fuoco d'artificio di immagini

orrende da incubo, humour nero portato alle estreme conseguenze dove vengono usate nozioni

accumulate da Burroughs mentre studiava antropologia a Harvard e medicina a Vienna,

linfogranulomi suppurati all'inguine e chemioterapia, Fiesta dei Chimu e Candiru delle Amazzoni

«che si infila nel pene o nel sedere o nella vagina, faute de mieux» e poi basta, il capitolo del Dr.

Benway finisce e ne incomincia un altro intitolato La Carne Nera.

Quando Bruce Cook chiese a Burroughs se davvero credeva che il futuro appartenesse alla gente

del controllo come il Dr. Benway, Burroughs rispose: «Non lo so... La situazione generale del

mondo — inflazione, sfruttamento del suolo, pioggia radioattiva, sovrappopolazione — è un quadro

abbastanza buio, non ti pare? Ma c'è qualche buon segno. Non c'è mai stata una maggior

resistenza in tutto il mondo al controllo e quanto a questo non c'è mai stata una miglior ragione per

opporre resistenza».

Il controllo è inesorabile, per Burroughs. A Daniel Odier che lo intervistò per The Job, che

uscì nel 1969 quando gli chiese: «Esistono uomini liberi nei tuoi libri?», rispose: «Gli uomini liberi

non esistono nei libri di nessuno, perché sono creazioni dell'autore. Direi che gli uomini liberi non


esistono su questo pianeta in questo momento perché non esistono nei corpi umani: per il fatto di

essere in un corpo umano si è controllati da ogni genere di necessità biologiche e ambientali». Il

controllo continua attraverso le immagini e le parole: «Immagine e parola sono gli strumenti di

controllo usati dalla stampa quotidiana e da riviste come "Time", "Life", "Newsweek"... Uno

strumento può essere usato senza conoscerne l'origine... Una ricerca è scoraggiata da coloro che

usano la parola e l'immagine come strumenti di controllo». Il controllo diventa dunque potere:

«L'esercizio del potere per amore del potere è ciò in cui consiste la macchina della distruzione. Il

potere antiquato, del generalissimo che spara a un governatore di provincia attraverso la scrivania

ha fini limitati... Confondere questo potere antiquato con la manifestazione della follia di controllo

che vediamo ora su questo pianeta è come confondere una verruca in via di scomparizione con un

cancro che esplode... Ciò che si vede adesso è il potere esercitato per scopi puramente distruttivi. Che

ne siano o no consapevoli, coloro che praticano il controllo adesso sono indirizzati alla distruzione».

Spesso la distruzione del controllo assume toni fantascientifici: Burroughs ripete spesso che le

sue letture preferite sono libri di fantascienza, anche se il suo scrittore più caro è Conrad.

Nell'intervista di Daniel Odier, Burroughs ha dato una lunga risposta nella quale, dopo aver

accusato l'associazione medica americana A.M.A. di impedire scoperte e prodotti che aiuterebbero

la libertà degli uomini dalla medicina, dopo aver accusato l'industria automobilistica di aver

impedito la produzione di un'automobile economica e migliore delle altre perché avrebbe rovinato il

mercato esistente e dopo aver dimostrato che la squadra narcotici ha interesse a far continuare la

tossicomania per rafforzare il potere della polizia, riferisce la polemica tra Frank Dorsey e Vladimir

Gavreau a proposito di un nuovo metodo di distruzione umana che consiste nell'uso

dell'infrasuono, «vale a dire vibrazioni dell'aria che oscillano a meno di dieci vibrazioni al secondo,

o 10 Hertz: l'orecchio umano registra, come vibrazioni di suono, da 16 a 20.000 Hertz». Durante

gli esperimenti di Vladimir Gavreau per studiare l'infrasuono tutti i tecnici presenti si sentirono

male e ulteriori studi mostrarono che l'infrasuono poteva uccidere un uomo a 8 chilometri di

distanza: «Un'arma ideale», dice Burroughs, «contro i dissidenti nell'Establishment».

Nel paese controllato dal Dr. Benway, dittatore sadico e antiumano sotto la veste di ottimistica

bonomia, gli individui sono classificati in varie categorie, per esempio i fattualisti, i liquefazionisti, i

divisionisti che raffigurano i vari tipi possibili di dittatura: i liquefazionisti che vogliono assorbire

tutta la ricchezza di tutte le altre vite, i divisionisti che si creano gli amici tagliando pezzi dei loro

corpi e i fattualisti che amano l'esistenza e vorrebbero vivere «in libertà»; ma sono classificazioni

che Burroughs considera ora superate dai tempi. Sembra proprio di poter dire che Naked Lunch è

soprattutto una inesorabile, spietata, sadica satira di qualsiasi genere di totalitarismo; e questo


atteggiamento di totale anarchia è uno dei fili che legano Burroughs a scrittori diversi da lui come

Kerouac o Ginsberg o Corso.

Ma il problema fondamentale per Burroughs resta quello del controllo raggiunto attraverso la

manipolazione del pensiero, il lavaggio mentale e la repressione. «Le riviste "Time", "Life",

"Fortune" esercitano un sistema di controllo più complesso e efficace di quello del calendario

Maya... Neanche Henry Luce capisce quello che sta succedendo nel sistema», ha detto Burroughs

nell'intervista della «Paris Review» e nella stessa intervista ha insistito dicendo: «Mi sono

interessato al sistema Maya, che era un calendario controllo. Il loro calendario postulava come

ciascuno doveva sentirsi a un dato momento. E mi pare che il sistema di Henry Luce sia

paragonabile a questo. È un sistema di controllo. Non ha niente a che fare col dare notizie. "Time",

"Life" e "Fortune" sono una specie di organizzazione poliziesca». In un articolo pubblicato su

«Mayfair» e poi sulla «Evergreen Review» Burroughs ha insistito: «La programmazione precisa del

pensiero... da parte della tecnologia rende possibile agli stati di polizia mantenere una facciata

democratica da dietro la quale denunciano come criminale, pervertito e tossicomane chiunque si

opponga alla macchina del controllo... Vogliamo distruggere la macchina della polizia... che va sotto

il nome di stampa conservatrice».

La macchina della tortura di Naked Lunch, il centralino usato per condizionare la gente, serve

a far credere alle vittime quello che viene loro detto; e quando si chiede a Burroughs che cosa speri di

ottenere dalla distruzione della macchina del controllo, che cosa voglia sostituire allo stato

poliziesco, risponde che eliminate come prima condizione la nazione, la famiglia e il metodo attuale

di riproduzione il «sistema» si potrebbe organizzare con comunità prive di confini nazionalistici

(«di quei campi di concentramento chiamati nazioni»): comunità raccolte intorno a gusti e affinità

comuni, per esempio comunità tutte femminili o tutte maschili, comunità ESP o igieniste o

praticanti lo judo o lo yoga o le teorie di Reich, come in un certo senso è avvenuto coi Mussulmani

Neri e gli hippies.

Naked Lunch è già in un certo senso un esempio di una comunità tutta maschile. Le donne non

sono proprio ben viste: quando tutto va bene vengono definite vecchie megere o vecchie baldracche,

come a pagina 138 o buone a nulla come a pagina 150, dove in più strangolano i figli non ancora

nati. A chiedergli che cosa pensa delle donne Burroughs risponde: «Per usare le parole di un grande

misogino nella Victory di Conrad, le donne sono una perfetta maledizione»; e Burroughs le

considera un errore fondamentale, tanto più che adesso non sono più indispensabili neanche per la

riproduzione (in The Job riferisce un articolo di Walter Sullivan dal quale risulta che gli scienziati

di Oxford riproducono rane da un'unica cellula).


Nel suo libro senza donne, popolato quasi intieramente da omosessuali (quasi profeticamente,

visto che il 3 dicembre 1973 l'Associazione Psichiatrica Americana ha deciso che l'omosessualità

non va più considerata una deviazione mentale) si accavallano visioni perverse, sadiche, grottesche,

fantastiche, brutte, o, come ha detto Paul Bowles, «vetriolesche»; si accavallano in pagine tanto più

sconcertanti e affascinanti in quanto totalmente prive di struttura. Come ha detto Norman Mailer:

«Ciò che mi affascina è l'imperfezione della struttura del libro». In realtà le sezioni del cosiddetto

romanzo balzano senza ordine e a volte anche si ripetono, come è il caso della nota del pesce

Candiru, quello che, faute de mieux, si infila nella vagina femminile. Caoticamente, con la sua

faccia impassibile che ricorda vagamente quella di Buster Keaton, i suoi occhi di acciaio o se si

preferisce di ghiaccio e il suo furore che lo fece confrontare da Kerouac al Dr. Mabuse, Burroughs fa

piroettare le sue allucinazioni da droga e quelle da astinenza, la sua gente sbudellata e quella

gocciolante di pus, i suoi insetti giganteschi da delirium tremens e i suoi bontemponi che per

scherzare riempiono di piranha la piscina di una lady mentre Presidenti e Primi Ministri si

sodomizzano con la violenza e lo spettacolo viene trasmesso per televisione in tutto il mondo arabo:

avvenimenti di un'altra galassia, insieme al robot stupratore o Tuttofare Automatico che «mette le

mani addosso» a una massaia seccata perché non aveva previsto quest'azione nella combinazione.

Norman Mailer non aveva torto a definire questo mondo come l'Inferno: è un mondo spietato,

con incubi di brutalità, di tortura e di morte; incubi della sofferenza dell'umanità afflitta oggi più di

ieri da torture psichiche e da massacri fisici più fantascientifici forse di quelli immaginati da

Burroughs misantropo e a suo modo realista.

Al processo per oscenità dì Boston Ginsberg presentò per la difesa una poesia, dalla quale ricavò

il titolo per la raccolta Sandwiches di Realtà che il pubblico italiano conosce perché è stata

pubblicata in Mantra del Re di Maggio per Mondadori nel 1973. La poesia dice:

Il metodo dev'essere purissima carne

e non condimento simbolico,

visioni reali & prigioni reali

come si vedono di quando in quando.

Prigioni e visioni presentate

con rare descrizioni

corrispondenze esatte a quelle

di Alcatraz e Rosa.

Un pranzo nudo è naturale per noi,


noi mangiamo sandwiches di realtà

ma le allegorie sono tali lattughe.

Non nascondete la follia.

È un ritratto molto sottile e preciso del metodo di composizione di Burroughs; e ancora più

preciso è quello che Burroughs stesso ha scritto nel suo autoritratto di scrittore nella Prefazione

Atrofica al fondo di Naked Lunch: «Non c'è che un'unica cosa di cui può scrivere uno scrittore:

ciò che è davanti ai suoi sensi nel momento in cui scrive... Io non sono che uno strumento di

registrazione... Non pretendo di imporre né "storia" né "trama" né "continuità"... Fintanto che

riesco nella registrazione diretta di alcune aree del processo psichico posso avere una funzione

limitata... Non sono uno che vuole divertire».

Questa registrazione diretta la realizzava tecnicamente scrivendo i suoi libri su tre colonne,

come ha detto nell'intervista rilasciata alla «Paris Review» nel 1965: tre colonne dove venivano

annotati i fatti che gli accadeva di vivere o di vedere, una colonna per registrare il resoconto

dell'accaduto, la successiva per descrivere i ricordi di quello stesso fatto e la terza per segnare

citazioni dal libro che in quel momento stava leggendo. Al momento in cui rilasciò questa

intervista, però, Burroughs aveva già preparato con Brian Gysin il Cut-Up Manifesto e aveva già

pubblicato Minutes to Go che fu il primo esempio dei suoi Cut-ups. Minutes to Go, ripeto, uscì

nel 1959; lo stesso anno in cui uscì Naked Lunch per la Olympia Press nell'edizione preparata a

velocità quasi drammatica in due settimane: forse il sistema delle tre colonne non è ancora stato

usato in Naked Lunch. Di sicuro credo si possa dire che già scrivendo Naked Lunch era chiaro il

suo intento di scrittore quale lo ha definito più tardi: «Quello che dico vorrei che venisse preso alla

lettera, per rendere la gente consapevole della vera criminalità del nostro tempo. Tutto il mio lavoro

è rivolto contro coloro che sono intenti, per stupidità o per programma, a far saltare in aria il

pianeta o a renderlo inabitabile... Mi interessa la precisa manipolazione della parola e dell'immagine

per creare un'azione, non per andare a comprare una coca-cola, ma per creare un'alterazione nella

consapevolezza del lettore».

Vorrei chiudere con queste parole di Burroughs stesso, così coerenti con l'azione e le proposte

condotte dal gruppo di scrittori del dissenso non violento d'America negli Anni Cinquanta nel

corso della loro Resistenza al neomaterialismo di Eisenhower e al neo-fascismo di Joseph McCarthy.

Come per Ginsberg e per Kerouac è accaduto per Burroughs che la qualità delle loro pagine abbia


scavalcato di gran lunga il loro programma. A vent'anni di distanza Naked Lunch è considerato

un classico contemporaneo come Sulla Strada di Kerouac e la poesia di Ginsberg.

Come ormai sanno tutti e dunque sembra inutile ripetere.

FERNANDA PIVANO

Luglio 1980


INTRODUZIONE

DEPOSIZIONE: testimonianza su una malattia

Mi risvegliai da La Malattia all'età di quarantacinque anni, calmo e sano di mente, e in

salute ragionevolmente buona salvo che per un fegato indebolito e quell'aria di carne

presa a prestito comune a coloro che sopravvivono a La Malattia... La maggior parte dei

sopravvissuti non ricordano il delirio nei dettagli. Io a quanto sembra presi annotazioni

dettagliate sulla malattia e sul delirio. Non ho ricordi precisi di aver scritto le note che ora

sono state pubblicate sotto il titolo di IL Pasto Nudo. Il titolo fu suggerito da Jack Kerouac.

Non compresi il significato del titolo fino alla mia recente guarigione. Il titolo significa

esattamente quello che le parole dicono: Pasto NUDO — un attimo congelato quando

ognuno vede cosa c'è sulla punta di ogni forchetta.

La Malattia è tossicomania ed io sono stato un tossicomane per quindici anni. Quando

dico tossicomane intendo dedito alla droga (termine generico per oppio e/o derivati

inclusi tutti i sintetici dal demerol al palfium. Ho usato droghe in molte forme: morfina,

eroina, delaudid, eukodal, pantopon, diocodid, diosane, opium, demerol, dolophine,

palfium. Ho fumato droghe, le ho mangiate, le ho annusate, le ho iniettate in vena-pelle-

muscolo, le ho assunte in supposte rettali. L'ago non è importante. Che voi le annusiate le

fumiate le mangiate oppure ve le ficchiate su in culo il risultato è lo stesso: abitudine.

Quando parlo di abitudine alla droga non mi riferisco a Kif, marijuana o qualsiasi

preparato di hashish, mescalina, Bannisteria Caapi, LSD6, Funghi Sacri o qualsiasi altra

droga del gruppo allucinogeno... Non vi è prova che l'uso di allucinogeni porti a

dipendenza fisica. L'azione di queste droghe è fisiologicamente l'opposto dell'azione delle

droghe pesanti. Una riprovevole confusione tra le due classi di droghe è sorta grazie allo

zelo della sezione narcotici USA e di altri paesi.

Ho visto il modo esatto in cui il virus della droga opera attraverso quindici anni di

abitudine. La piramide della droga, ciascun livello che divora quello di sotto (non è un

caso che i pezzi grossi della droga sono sempre grassi e il tossicomane della strada è


sempre magro) su fino al vertice o ai vertici poiché ci sono molte piramidi della droga che

mangiano sui popoli del mondo e tutti costruiti su principi basici di monopolio:

1 - Non dar mai via qualcosa per niente.

2 - Non dare mai più di quello che devi (sempre prendere il compratore affamato e farlo

sempre aspettare).

3 - Riprendersi sempre tutto se appena si può.

Lo Spacciatore si riprende sempre tutto. Il drogato ha bisogno di sempre più droga per

conservare una forma umana... per comprarsi via la Scimmia.

La droga è il modello del monopolio e del possesso. Il drogato sta lì mentre le sue

gambe di droga lo portano diritto dentro sul raggio di droga per ricadere. La droga è

quantitativa e accuratamente misurabile. Più droga usi meno ne hai e più ne hai e più ne

usi. Tutte le droghe allucinogene sono considerate sacre da coloro che le usano — ci sono

Culti del Peyote e Culti della Bannisteria, Culti dell'Hashish e Culti dei Funghi — «i

Funghi Sacri del Messico rendono un uomo capace di vedere Dio» — ma nessuno ha mai

suggerito che le droghe pesanti siano sacre. Non ci sono culti dell'oppio. L'oppio è profano

e quantitativo come il denaro. Ho sentito dire che c'era una volta in India una droga che

era benefica e non dava abitudine. Era chiamata soma e viene descritta come una

meravigliosa marea azzurra. Se il soma è mai esistito lo Spacciatore era già là a

imbottigliarlo e monopolizzarlo e venderlo ed è diventato normale vecchia DROGA.

La droga è il prodotto ideale... la mercanzia finale. Nessuna propaganda è richiesta. Il

cliente striscerebbe su da una fognatura a supplicare di comprare... Il mercante di droga

non vende il suo prodotto al consumatore, lui vende il consumatore al suo prodotto. Non

migliora né semplifica la sua merce. Degrada e semplifica il cliente. Paga il suo personale

in droga.

La droga mostra una formula fondamentale di virus «del male»: L'Algebra del Bisogno. Il

volto del «male» è sempre il volto del bisogno totale. Un tossicomane satanico è un uomo

in totale necessità di droga. Oltre una certa frequenza il bisogno non conosce

assolutamente limite o controllo. In parole di bisogno totale: «E voi no?» Sì anche voi.

Anche voi mentireste, imbrogliereste, fareste i confidenti contro i vostri amici, rubereste,

fareste di tutto per soddisfare un bisogno totale. Perché sareste in stato di male totale,

possesso totale, e non in posizione di agire in qualsiasi altro modo. Tossicomani satanici

sono persone malate che non possono agire altrimenti da come agiscono. Un cane con la


abbia non può scegliere altro che mordere. Assumere un atteggiamento perbenistico

fanatico non serve lo scopo a meno che il vostro scopo sia di mantenere il virus della droga

in azione. E la droga è una grande industria. Mi ricordo di aver parlato con un americano

che lavorava per la Commissione per l'Afta Epizootica in Messico. Seicento al mese e spese

pagate:

«Quanto durerà l'epidemia?» interrogai.

«Finché riusciremo a farla durare... E poi... magari l'afta scoppierà fuori in Sud

America,» disse sognante.

Se volete alterare o annientare una piramide di numeri in relazione seriale, alterate o

togliete il numero di base. Se vogliamo annientare la piramide della droga, dobbiamo

cominciare dal fondo della piramide: il Tossicomane della Strada, e smetterla di sfrucugliare

donchisciottescamente in cerca dei cosiddetti pezzi grossi, che sono tutti immediatamente

rimpiazzabili. Il tossicomane della strada che ha bisogno della droga per vivere è l'unico fattore

non rimpiazzabile nell'equazione della droga. Quando non ci sono più drogati a comprare

droga non c'è più traffico di droga. Finché esiste un bisogno di droga, qualcuno lo servirà.

I tossicomani possono essere curati o messi in quarantena — vale a dire ammessi a una

razione minima controllata di morfina come portatori di tifo. Quando ciò è fatto, le

piramidi di droga del mondo cadranno. Per quel che ne so, l'Inghilterra è il solo paese ad

applicare questo metodo al problema della droga. Hanno circa cinquecento drogati in

quarantena nel Regno Unito. Entro una generazione quando i drogati in quarantena

saranno morti e si scopriranno analgesici operanti su un principio antidroga, il virus della

droga sarà come la varicella, un capitolo chiuso — una curiosità medica.

Il vaccino che può relegare il virus della droga in un tempo passato chiuso a chiave è in

esistenza. Questo vaccino è il Trattamento con Apomorfina scoperto da un dottore inglese

il cui nome devo tenere segreto in attesa del suo permesso di usarlo e di fare citazioni dal

suo libro comprendente trent'anni di trattamenti con apomorfina di tossicomani e

alcoolizzati. Il composto apomorfina è formato facendo bollire Papomorfina con acido

cloridrico. Fu scoperto anni prima di essere usato per trattare tossicomani. Per molti anni il

solo uso dell'apomorfina che non ha proprietà narcotiche né analgesiche era come emetico

per indurre il vomito in casi di avvelenamento. Agisce direttamente sui centri del vomito

del cervelletto.


Ho trovato questo vaccino alla fine del percorso della droga. Vivevo in una stanza nel

quartiere indigeno di Tangeri. Non avevo fatto un bagno in un anno né cambiato vestiti né

mai tolti salvo che per infilarmi un ago ogni ora nella fibrosa grigia legnosa carne della

tossicomania terminale. Non pulivo né spolveravo mai la stanza. Scatole di boccette vuote

e rifiuti stavano in pigna fino al soffitto. Luce e acqua erano state tolte da un pezzo per

mancato pagamento. Non facevo assolutamente niente. Ero capace di guardarmi la punta

della scarpa per otto ore. Mi risvegliavo all'azione soltanto quando la clessidra della droga

finiva. Se un amico veniva a trovarmi — e di rado lo facevano visto chi o cosa restava da

essere trovato — restavo là seduto senza curarmi che lui era entrato nel mio campo visivo

— uno schermo grigio sempre più vuoto e più tenue — e senza curarmi che se ne andasse.

Se fosse morto sul colpo sarei rimasto lì seduto a guardarmi la scarpa in attesa di andargli

a frugare le tasche. E voi no? Perché non avevo mai abbastanza droga — nessuno ne ha

mai. Trenta grani di morfina al giorno e non era ancora abbastanza. E lunghe attese

davanti alla farmacia. Il ritardo è la regola nel traffico della droga. L'Uomo non è mai

puntuale. E non per caso. Niente è per caso nel mondo della droga. Al drogato viene

insegnato e riinsegnato cosa succede se non ha la sua razione di droga. Trova questi soldi

o altrimenti —. E improvvisamente il mio bisogno cominciò ad aumentare al galoppo.

Quaranta, sessanta grani al giorno. E ancora non era abbastanza. E non potevo pagare.

Ero lì con il mio ultimo assegno in mano e compresi che era il mio ultimo assegno. Presi

il primo aereo per Londra.

Il dottore mi spiegò che l'apomorfina agisce sul cervelletto per regolare il metabolismo e

normalizzare il flusso del sangue in modo tale che il sistema enzimatico della tossicomania

viene distrutto in un periodo di quattro o cinque giorni. Una volta regolato il cervelletto

l'apomorfina può essere smessa e usata solo in caso di ricaduta. (Nessuno prenderebbe

l'apomorfina per divertimento. Nemmeno un caso di abitudine all'apomorfina è stato registrato

mai.) Accettai di sottopormi al trattamento ed entrai in una clinica. Per le prime

ventiquattro ore fui letteralmente pazzo e paranoico come lo sono molti tossicomani in

disassuefazioni severe. Questo delirio venne disperso da ventiquattro ore di trattamento

intensivo con apomorfina. Il dottore mi mostrò il grafico. Avevo ricevuto quantità minime

di morfina che non potevano assolutamente spiegare la mancanza di più severi sintomi di

disassuefazione come i crampi alle gambe e allo stomaco, la febbre e il mio sintomo

particolare, Il Bruciore Freddo, come un immenso alveare che copre il corpo e cosparso di


mentolo. Ogni drogato ha il suo sintomo particolare che frantuma ogni controllo. C'era un

fattore mancante nell'equazione della disassuefazione — questo fattore poteva essere solo

l'apomorfina.

Ho visto il trattamento con l'apomorfina funzionare davvero. Otto giorni più tardi

lasciai la clinica mangiando e dormendo normalmente. Restai completamente fuori dalla

droga per due anni buoni — un record in dodici anni. Poi ebbi una ricaduta per pochi

mesi in seguito a una malattia dolorosa. Un'altra cura di apomorfina mi ha tenuto fuori

dalla droga fino a questo scritto.

La cura con l'apomorfina è qualitativamente diversa da altri metodi di cura. Io li ho

provati tutti. Riduzione rapida, riduzione lenta, cortisone, antistaminici, tranquillanti, cure

del sonno, tolserol, reserpina. Nessuna di queste cure durò oltre la prima opportunità di

ricaduta. Posso dire decisamente che non fui mai curato metabolicamente fino a che non feci

la cura con l'apomorfina. Le sconcertanti statistiche di ricadute del Lexington Narcotic

Hospital hanno indotto molti dottori a dire che la tossicomania non è curabile. Loro usano

una cura di riduzione con dolophine a Lexington e non hanno mai provato l'apomorfina

per quello che ne so. In realtà, questo metodo di trattamento è stato largamente negletto.

Nessuna ricerca è stata effettuata con varianti della formula del Papomorfina o con

sintetici. Senza dubbio si potrebbero sviluppare sostanze cinquanta volte più forti

dell'apomorfina e l'effetto collaterale del vomito potrebbe essere eliminato.

L'apomorfina è un regolatore metabolico e psichico che può venire smesso appena fatto

il suo lavoro. Il mondo è sommerso da tranquillanti e stimolanti ma questo regolatore

unico non ha ricevuto attenzione. Nessuna ricerca è stata compiuta da nessuna delle

grandi compagnie farmaceutiche. Credo che ricerche con varianti dell'apomorfina e sintesi

apriranno una nuova frontiera medica ben oltre il problema della tossicomania.

Il vaccino della varicella fu contrastato da un vociferante lunatico gruppo di anti-

vaccinazionisti. Nessun dubbio che un urlo di protesta si leverà da individui interessati o

squilibrati quando il virus della droga verrà silurato via da sotto di loro. La droga è un

grosso affare: ci sono sempre fissati e operatori. Essi non devono essere lasciati interferire

con un lavoro essenzialmente di vaccinazione e quarantena. Il virus della droga è il problema

sanitario numero uno del mondo di oggi.


Dal momento che Il Pasto Nudo tratta questo problema sanitario, è necessariamente

brutale, osceno e disgustoso. La malattia ha spesso dettagli ripugnanti inadatti a stomaci

deboli.

Certi passaggi del libro che sono stati chiamati pornografici furono scritti come un gesto

contro la Pena Capitale al modo del Modest Proposal di Jonathan Swift. Queste sezioni sono

intese a rivelare la pena capitale come l'osceno, barbaro e ripugnante anacronismo che è.

Come sempre il pasto è nudo. Se nazioni civili vogliono ritornare ai Riti Druidici

d'Impiccagione nel Bosco Sacro o a bere sangue con gli Aztechi e a nutrire i loro Dei con il

sangue di sacrifici umani, lasciate che vedano cosa veramente mangiano e bevono.

Lasciate che vedano cosa c'è sulla punta di quella lunga cucchiaiata di giornali.

Mentre scrivo ho quasi completato un seguito a Pasto Nudo. Un'estensione matematica

dell'Algebra del Bisogno oltre il virus della droga. Poiché ci sono molte forme di

assuefazione penso che tutte obbediscano a leggi fondamentali. Con le parole di

Heiderberg: «Questo potrebbe non essere il migliore di tutti i possibili universi ma

potrebbe ben dimostrare di essere uno dei più semplici.» Se si riesce a vedere.

Post Scriptum... E voi no?

E parlando Personalmente e se un uomo parla in qualsiasi altro modo possiamo anche

metterci a cercare il suo Paparino di Protoplasma o la sua Cellula Madre... Io Non Voglio

Più Sentire Nessun Vecchio Frusto Discorso di Droga o Imbroglio di Droga... Le stesse cose dette

un milione di volte e non c'è da dire niente perché NIENTE mai succede nel mondo della

droga.

La sola scusa per questo frusto giro di morte è IL BRIVIDO quando il circuito della

droga viene interrotto per mancato pagamento e la pelle di droga muore per mancanza di

droga e dose eccessiva di tempo e la Vecchia Pelle ha dimenticato il gioco della pelle

semplificando un suo modo sotto la copertura di droga al modo che hanno le pelli... La

condizione di esposizione totale è precipitata quando il Drogato sulla Via d'Uscita non

può far altro che vedere fiutare e ascoltare... Attenti alle auto...

È chiaro che la droga è un Giro-del-Mondo-Spingendo-un-Pallottola-d'Oppio-con-Il-

Naso. Strettamente per Scarafaggi — un incespicare barbonesco in un mucchio di droga. E

come tale chiama per eliminazione. Stanchi di vederlo intorno.


I drogati sempre la fanno lunga su Il Freddo come lo chiamano, tirando in su i baveri

dei loro abiti neri e stringendosi i colli striminziti... vera storiella da drogati. Un drogato

non vuole sentirsi caldo, lui vuole essere Freddo-Più freddo-FREDDO. Ma vuole Il Freddo

nel modo in cui vuole la Sua Droga — NON FUORI dove non gli servirebbe a niente ma

DENTRO in modo da starsene seduto con la spina dorsale congelata come una presa

idraulica... mentre il suo metabolismo si avvicina allo ZERO Assoluto. I tossicomani

TERMINALI spesso stanno due mesi senza un movimento di budella e gli intestini si

siedono aderenti — E a voi no? — così da richiedere l'intervento di un leva-torsoli di mela

o del suo equivalente chirurgico... Così è la vita nella Vecchia Casa di Ghiaccio... Perché

andare in giro e perdere TEMPO?

no?

Un Altro Posto Libero Dentro, Signore.

Alcune entità vanno a colpi termodinamici. Hanno inventato la termodinamica... E voi

E qualcuno di noi va a Colpi Differenti e questo è qualcosa fuori allo scoperto proprio

come mi piace vedere quello che sto mangiando e viceversa mutatis mutandis secondo che

sia il caso. La Sala da Pranzo Nudo di Bill... Entrino entrino... Buono per giovani e vecchi,

umani e bestiali. Niente come un piccolo filo d'olio per ungere le ruote e mettere lo

spettacolo in tournée Jack. Da che parte stai? Idraulico Fro-Zen 1 ? O vuoi dare uno sguardo

intorno con Honest Bill?

Così questo è il Problema sanitario Mondiale di cui stavo parlando prima ne L'Articolo.

La Prospettiva Davanti a Noi Amici di ME. Forse sento borbottare di un rasoio personale e

qualche artista dell'imbroglio facile su scala ridotta che si dice abbia inventato IL Bill? E

voi no? Il rasoio apparteneva a un uomo chiamato Occam e non era un collezionista di

cicatrici. Ludwig Wittgenstein Tractatus Logico-Philosophicus: «Se una proposizione è NON

NECESSARIA è INSIGNIFICANTE'e tendente a SIGNIFICATO ZERO.»

«E cosa è più INNECESSARIO della droga se non ne Avete Bisogno?»

Risposta: «I drogati, se non siete NELLA DROGA.»

Ve lo dico io ragazzi, ho sentito un po' di conversazione frusta ma nessun altro

GRUPPO OCCUPAZIONALE può avvicinarsi a quel vecchio RALLENTAMENTO della

droga. Adesso il vostro eroinomane non dice quasi niente e che io riesca ad ascoltare. Ma il

vostro «Fumatore» d'Oppio è più attivo dal momento che ha ancora una tenda e una

1 FROZEN significa congelato. Fro-Zen può anche voler dire «dallo Zen». (N.d.T.)


Lampada... e magari 7-9-10 messi lì come rettili ibernanti tengono su la temperatura a

Livello di Parlato: Come sono giù gli altri drogati «mentre Noi — NOI abbiamo questa

tenda e questa lampada e questa tenda e questa lampada e questa lampada e bello e caldo

qui dentro bello e caldo bello e QUI DENTRO e bello e FUORI FA FREDDO... FA

FREDDO FUORI dove i mangiatori di rifiuti e i ragazzi dell'ago non dureranno due anni

ma no sei mesi a malapena non dureranno un incespichio barbonesco intorno e non c'è

nessuna classe in loro... Ma NOI CI SEDIAMO QUI e non aumentiamo mai la DOSE... mai

— mai aumentare la dose fuorché STANOTTE che è una SPECIALE OCCASIONE con

tutti i mangiatori di rifiuti e i ragazzi dell'ago là fuori al freddo... E noi non lo mangiamo

mai non lo mangiamo mai mai mai... Scusatemi un attimo mentre faccio un viaggio a La

Sorgente Delle Gocce Vive che tutti hanno in tasca e le palline d'oppio cacciate sù nel culo

in un ditale con i Gioielli di Famiglia e il resto della merda.

Un altro posto libero dentro, Signore.

Be' quando quel disco ricomincia per il miliardesimo anno luce e il nastro non cambierà

mai noi non-drogati intraprendiamo un'azione drastica e gli uomini si separano dai

ragazzi della Droga.

L'unico modo di proteggervi contro quest'orrido pericolo è venir QUI e mettere le tende

con Cariddi... Ti tratta bene ragazzo... Cioccolatini e sigarette.

Io vengo da quindici anni in quella tenda. Dentro e fuori dentro e fuori dentro e FUORI.

Finito e Fuori. Così ascoltate il Vecchio Zio Bill Burroughs che inventò il Congegno

Regolatore della Macchina Calcolatrice Burroughs sul Principio della Presa Idraulica non

importa come tirate la maniglia il risultato è sempre lo stesso per date coordinate. Ho fatto

il mio addestramento presto... E voi no?

Bambini del Paregorico del Mondo Unitevi. Non abbiamo niente da perdere altro che i

Nostri Spacciatori. E LORO NON sono NECESSARI.

Guardate GUARDATE GIÙ per quella strada di droga prima di partire e di mescolarvi

con la Banda Sbagliata...

Una parola ai furbi.

William S. Burroughs


IL PASTO NUDO

Sento la polizia che si stringe, li sento lì fuori mentre fanno le loro mosse, mentre

preparano le loro demoniache «bambole» degli informatori, borbottano sul cucchiaio e sul

contagocce che ho buttato via alla Stazione di Piazza Washington, scavalco la porta

girevole e le due rampe giù per le scale di ferro, ce la faccio ad acchiappare un treno «A»

per il centro... Giovane, bel ragazzo, capelli a spazzola, membro della Ivy League, genere

dirigente pubblicitario, un finocchio mi tiene aperta la porta. Conoscete il genere: dà spago

a baristi e taxisti parlando di uncini destri e di baseball, chiama per nome il contabile di

Nedick. Un vero stronzo. E proprio all'ultimo minuto questo poliziotto della squadra

antinarcotici con il trench bianco (ve l'immaginate pedinare qualcuno con un trench

bianco? Suppongo che cerchi di farsi passare per un battone) riesce a saltare sulla

pensilina. Mi sento negli orecchi il modo con cui avrebbe detto, tenendo il mio

armamentario nella sinistra e la patacca nella destra: — Ehi, voi, mi sembra che vi sia

caduto qualcosa.

Ma la sotterranea si sta già muovendo.

— Arrivederci piedi piatti! — gli grido dietro, recitando per il finocchio il film di

seconda categoria che sogna lui. Lo fisso negli occhi, soppeso i denti bianchi,

l'abbronzatura da Florida, il vestito di grisaglia da duecento dollari, la camicia della Brooks

Brothers, The News portato come per una caratterizzazione teatrale. «L'unica cosa che leggo

è Li'l Abner».

Un borghese che vuol fare la parte del hip... Parla di «erba» e ogni tanto la fuma, e ne

tiene un po' a portata di mano per offrirla ai dritti tipo Hollywood.

— Grazie, ragazzo — gli dico, — vedo che sei uno dei nostri. — Il viso gli si illumina di

un stupido affetto roseo come una macchinetta del flipper che ha fatto centro.


— Ha cantato contro di me, ha cantato, — dico lúgubremente. (Nota: Cantare nel gergo

dei ladri inglesi è informare la polizia.) Mi avvicino e appoggio i miei sudici diti di

drogato sulla sua manica di grisaglia. — E noi fratelli di sangue nello stesso sporco ago.

Posso dirti in confidenza che si è meritato una puntura calda. — (Nota: è una dose di

eroina avvelenata che si vende ai drogati per liquidarli. Si dà spesso agli informatori. Di

solito la puntura calda è a base di stricnina che ha il sapore e l'aspetto della droga.)

«Mai visto come colpisce una puntura calda, ragazzo? Ho visto quando il Gimp se l'è

beccata a Philly. Mettemmo su uno specchio da bordello e ci facemmo pagare un

bigliettone per guardarci attraverso. Non si tolse neppure l'ago dal braccio. Non se lo

levano se la dose è giusta. Li ritrovano così, contagocce che pende pieno di sangue

coagulato dal braccio bluastro. Che espressione aveva negli occhi, quando lo colpì. Che

roba, ragazzi!

«Mi ricordo quando viaggiavo col Vigilante, il miglior segugio di tutta l'industria. Giù a

Chicago lui si lavora i pederasti al Lincoln Park. Così, una notte, il Vigilante se ne arriva al

lavoro con stivali da cowboy e un giubbotto nero con la patacca da poliziotto sopra, e il

lazo sulle spalle.

«Allora io gli dico: — Che ti succede, sei già impazzito?

«Lui si limita a guardarmi e dice: — Squagliatela, forestiero. — E tira fuori un vecchio

revolver arrugginito da sei colpi ed io me la batto per il Lincoln Park, con le pallottole che

mi sfrecciano tutto attorno. E lui buca tre pederasti prima che i piedipiatti lo acchiappino.

Dico che il Vigilante se lo è guadagnato il suo soprannome...

«Mai notato quante espressioni si travasano dai pederasti ai galeotti? Come "allevare", e

cioè far sapere a uno che sei nello stesso ramo.

« — E prendila!

« — Guarda il Paregoric Kid che getta l'amo a quel ghiozzo.

« — Il Castoro Solerte gli fa la corte troppo in fretta.

«Il ragazzo della Calzoleria (si è preso il nomignolo ricattando feticisti in negozi di

scarpe) dice:

— Dalla a un pollo con del K.Y. e tornerà a implorarne dell'altra. — E quando il Kid

vede un pollo comincia ad ansimare. La faccia gli si gonfia e le labbra gli si fanno blu come

a un esquimese in calore. Allora, piano piano, punta il pollo, lo esplora, lo palpa con dita

di ectoplasma in putrefazione.


«Il Semplicione ha uno sguardo sincero da ragazzino, che gli arde in corpo come neon

azzurro. Quello là è saltato fuori dritto da una copertina del Saturday Evening Post con una

sfilza di pesci-gatto; si è conservato sotto spirito nella droga e i suoi polli non si lamentano

mai e quelli del Bunko vanno pazzi per il Semplicione e gli corrono dietro. Un giorno Little

Boy Blue comincia a sentirsi male, e quello che butta fuori farebbe venire il vomito

all'inserviente di un'ambulanza. Alla fine il Semplicione schizza via, correndo attraverso

ristoranti automatici deserti e stazioni della sotterranea, gridando: «Torna indietro,

ragazzo!! Torna indietro!!», e segue il suo ragazzo fino all'East River, tra preservativi e

bucce di arancio, mosaico di giornali fluttuanti, giù nella silenziosa melma nera con

gangsters in cemento, le pistole messe in modo da evitare il dito accusatore di pruriginosi

esperti balistici.

E il finocchio pensa: «Che tipo! Figurati quando ne parlerò ai ragazzi, da Clark». È uno

che colleziona tipi strani. Starebbe lì a guardare perfino il numero di Joe Gould. Così gli

rifilo una stoccata e gli do un appuntamento per vendergli un po' di "erba", come la

chiama lui, pensando: «Gli darò la gattaria, a quel tanghero.» (Nota: «gattaria» — l'erba

dei gatti — ha l'odore della marijuana quando brucia. Viene data frequentemente agli

incauti o agli sprovveduti.)

— Bene — dissi io picchiandomi sul braccio — il dovere mi chiama. Come disse un

giudice a un altro: «Sii giusto, e se non puoi essere giusto, sii arbitrario.»

Mi infilo nel ristorante automatico e là c'è Bill Gains, infagottato nel soprabito di

qualcun altro che lo fa sembrare un banchiere del 1910 colpito da paresi, e Old Bart,

stracciato e insignificante, che inzuppa un dolce da due soldi con le dita sporche,

scintillanti tra la sporcizia,

Avevo alcuni clienti cittadini di cui s'occupava Bill e Bart conosceva alcuni vecchi relitti

di fumatori d'oppio: portinai spettrali, grigi come cenere, fantomatici portieri d'albergo che

spazzavano atri polverosi con mano lenta di vecchio, tossendo e sputando in un'alba

malata di droga, ricettatori asmatici ormai in pensione in alberghi di gente di teatro,

Pantopon Rose, la vecchia madama di Peoria, stoici camerieri cinesi che non tradiscono

mai la sofferenza. Bart li andava a cercare con il suo passo di vecchio tossicomane,

paziente e cauto e lento, e iniettava nelle loro mani senza sangue un poco di calore.

Una volta feci il giro con lui, così tanto per provare l'emozione. Sapete, no, come i

vecchi perdono ogni senso di vergogna nel mangiare, e vederli vi fa venire il


voltastomaco? Lo stesso fanno i vecchi tossicomani con la droga. Farfugliano e strillano

quando la vedono. La bava gli corre giù per il mento, e lo stomaco brontola sordamente e

tutte le budella scricchiolano in peristalsi mentre preparano la droga e la pelle si disfa in

tutto il corpo. Ti aspetti ad ogni momento che una grande massa di protoplasma salti fuori

e circondi la droga. Veramente disgustoso.

«Bene, ragazzi, un giorno saremo così anche noi,» pensai filosoficamente. «Non è

curiosa, la vita?»

E così giù di nuovo per la città dalla stazione di Sheridan Square nel caso che un

piedipiatti stia spiando da un ripostiglio.

Come dico non poteva durare. Sapevo che si erano riuniti, con le maledette magie che

fanno i poliziotti, mettendo a Leavenworth bambole con la mia immagine. «Non serve a

nulla conficcare spilli in quella lì, Mike.»

Ho saputo che con una bambola hanno fatto fuori Chapin. 'Sto vecchio eunuco di

piedipiatti se ne stava con la sua bambola alla stazione di polizia, un anno dopo l'altro. E

quando Chapin si impiccò nel Connecticut, ti trovano questo vecchio poliziotto con il collo

spezzato.

«È caduto per le scale,» dicono. Conoscete le solite frescacce della polizia.

La droga è circondata da magia e da tabù, da maledizioni e da amuleti. Io ho potuto

rintracciare il mio Collegamento a Città del Messico per mezzo del radar. «Non questa via,

la prossima, a destra... a sinistra, ora. Ora di nuovo a destra,» ed eccolo là, viso di vecchia

sdentata, con gli occhi cancellati.

So che questo spacciatore va in giro canticchiando un motivo e chi gli passa accanto è

costretto a imitarlo. È così grigio e spettrale e anonimo che quelli non lo vedono e credono

che il motivo stia risuonando nella loro mente. Così i clienti arrivano con Smiles, o I’m in

the Mood for Love, o They Say We're Too Young to Go Steady, o qualunque sia la canzone del

giorno. Qualche volta potete vedere magari cinquanta drogati dall'aspetto derelitto che

gridano malati, e corrono dietro a un ragazzo con l'armonica ed ecco che c'è l'Uomo su una

sedia di vimini che dà da mangiare ai cigni, una grassa regina che porta a spasso il suo

levriero per la Cinquantesima Est, un vecchio wino che orina contro un pilastro della

ferrovia sopraelevata, uno studente ebreo radicale che distribuisce volantini a Washington

Square, un chirurgo delle piante, un disenfestatore, un invertito che lavora nella pubblicità

e da Nedick chiama il cassiere per nome. La rete mondiale dei tossicomani, sintonizzata su


una corda di sperma rancido, si lega il braccio in stanze ammobiliate, rabbrividendo

nell'alba malata di droga. (Gli uomini di Old Pete fumano l'oppio nel retrobottega della

lavanderia cinese e Baby Melanconia muore per una dose troppo forte di tempo o

Tacchino Freddo 2 brusca astinenza di respiro.) Nello Yemen, a Parigi, a New Orleans, a

Città del Messico e ad Istanbul — rabbrividendo sotto i martelli pneumatici e le scavatrici

a vapore, i drogati si gridavano l’un l'altro maledizioni che nessuno di noi ha sentito, e

l'Uomo si sporse da un compressore stradale che stava passando, e mi «consegnò» un

secchio di catrame. (Nota: Istanbul viene demolita e ricostruita; specie i miserabili quartieri

dei tossicomani. Istanbul ha più consumatori di eroina che New York.) I vivi e i morti,

senza droga o fatti schiavi della droga o che l'hanno piantata o che ne sono schiavi di

nuovo, entrano così nel circuito dei tossicomani e lo Spacciatore mangia Chop Suey a

Dolores Street, nel Messico e poi inzuppa dolce da quattro soldi al ristorante automatico,

inseguito per l'Exchange Place da un branco urlante di Gente. (Nota: a New Orleans,

«Gente» è la parola di gergo che vuol dire squadra antinarcotici.)

Il vecchio cinese riempie con l'acqua di fiume un rugginoso barattolo di latta, lava lo

yen pox fino a farlo diventare duro e nero come un tizzone. (Nota: «Yen pox» è la cenere

dell'oppio una volta fumato.)

Bene, la polizia ha il mio cucchiaio e il mio contagocce, e io so che è sulle mie tracce

guidata dallo spione cieco noto come Willy il Disco. Willy ha la bocca rotonda come un

disco, foderata da peli neri, delicati ed erettili. È cieco perché si iniettava droga negli occhi;

ha il naso e il palato consumati a forza di annusare eroina, e il suo corpo è una massa di

tessuto cicatriziale duro e secco come legno. Adesso con quella bocca può mangiare

soltanto robaccia, e a volte emette un lungo tubo di ectoplasma, cercando la frequenza

silenziosa della droga. Segue le mie tracce in tutte le stanze della città che io man mano

abbandono, e la polizia fa irruzione da una coppia di sposi di Sioux Falls.

— Bene, Lee!! Vieni fuori da quel nascondiglio! Ti abbiamo riconosciuto!

Ora Willy comincia a scottare e si può sentirlo sempre, nel buio (funziona solo la notte)

che piagnucola, e si avverte l'ansia implacabile di quella bocca cieca e bramosa. Quando la

polizia fa le sue retate Willy perde ogni controllo di sé e la sua bocca divora un buco

2 Coldturkey withdrawal è in gergo la disintossicazione brusca di chi è chiuso in una cella senza nessuna cura.

(N.d.T)


attraverso la porta. Se i poliziotti non fossero lì a frenarlo col loro manganello,

succhierebbe la droga da tutti i tossicomani che insegue.

Io sapevo — lo sapevano tutti — che avevano messo il Disco sulle mie tracce. E se i miei

clienti finiranno mai sulla pedana dei testimoni: «Ci ha costretto a commettere ogni sorta

di orribili atti sessuali in cambio di droga», allora posso dire addio alla libertà.

Così facciamo provvista di eroina, compriamo una Studebaker di seconda mano e

partiamo per il West.

Il Vigilante si finse uno schizofrenico invasato: — Stavo fuori di me stesso per tentare di

bloccare quelle cose appese con dita di fantasma... Io sono un fantasma che ha bisogno di

ciò che tutti i fantasmi vogliono — un corpo — dopo il lungo itinerario attraverso i viali

senza odore dello spazio dove la non vita è soltanto l'incolore non odore di morte...

Nessuno può respirarlo e annusarlo attraverso rosee spire di cartilagine allacciate con

muco cristallino, tempo devastato e neri filtri di sangue della carne.

Stava là nell'ombra allungata dell'aula del tribunale, il viso lacerato come una pellicola

spezzata dalla brama e dagli appetiti di organi larvali che si agitano nella sperimentale

carne ectoplasmica della mancanza della droga (dieci giorni al fresco al tempo della Prima

Udienza) carne che si sfa al primo silenzioso tocco della droga.

Ho visto come succede. Dieci libbre perse in dieci minuti stando in piedi con la siringa

in una mano e i pantaloni nell'altra, la sua carne sconfitta che arde in un freddo alone

giallo nella camera d'albergo di New York... avanzi di scatole di dolciumi sul comodino da

notte, mozziconi di sigaretta che precipitano come cascata da tre portaceneri, mosaico di

notti insonni e di improvvisi desideri di cibo del drogato che si sta disintossicando e

coccola la sua carne nuova...

Il Vigilante è deferito alla Corte Federale in base alla legge sul linciaggio e finisce in un

manicomio federale concepito appositamente per il ricovero dei fantasmi: preciso,

prosaico urto degli oggetti... lavandino... porta... gabinetto... sbarre... eccoli... è così... tutte

le linee tagliate... non resta nulla... vicolo cieco... e il vicolo cieco è sulla faccia di tutti...

I mutamenti fisici furono dapprima lenti, poi saltarono fuori come zolle nerastre,

allargandosi su tutta la pelle, cancellando le sembianze umane... In quel luogo di oscurità

totale bocca e occhi sono un organo solo che balza innanzi per azzannare con denti

trasparenti... ma nessun organo è costante sia riguardo alla funzione che alla posizione...


organi sessuali germogliano un po' dappertutto... l'intero organismo muta colore e

consistenza con adattamenti alla frazione di secondo...

Il Semplicione è un gran scocciatore con i suoi attacchi, come li chiama lui. Il pollo che

aveva dentro gli veniva su e questo è un brontolio che nessuno può placare; fuori

Filadelfia lui salta fuori per darla ad intendere ad un furgone della polizia e i questurini lo

guardano in faccia e poi ci sbattono tutti dentro.

Settantadue ore e cinque tossicomani malati nella nostra stessa cella. Ora, per non voler

adoperare la mia riserva segreta davanti a quei disgraziati affamati, mi tocca manovrare e

ungere il guardiano prima che ci mettano in cella separata.

I tossicomani previdenti, noti come scoiattoli, tengono nascosta la loro roba in vista di

perquisizioni. Ogni volta che mi faccio un'iniezione lascio cadere qualche goccia nella

tasca del panciotto, la fodera è indurita per via della droga. Avevo un contagocce di

plastica nella scarpa e una spilla di sicurezza infilata nella cintura. Sapete come questa

storia dello spillo e del contagocce viene poi descritta: «Afferrò uno spillo di sicurezza

incrostato di ruggine e di sangue raggrumato, si fece un buco in una gamba che pareva

spalancarsi come una bocca oscena e ulcerata in attesa di un incontro indicibile con il

contagocce che poi fece sparire dalla visuale dentro la piaga aperta. Ma il suo desiderio

schifoso e galvanizzato (fame di insetti in luoghi secchi) ha spezzato il contagocce dentro

la carne della sua coscia tormentata (facendolo sembrare un cartellone infisso in un terreno

eroso). Non si preoccupa neppure di rimuovere le schegge di vetro, osservandosi il fianco

insanguinato con gli occhi freddi e assenti di un mercante di carne. Che gliene importa

della bomba atomica, delle cimici, della sottoscrizione contro il cancro, delle agenzie di

credito in attesa di rientrare in possesso della sua carne delinquente... Sogni d'oro,

Pantapon Rose.»

In realtà, si deve pizzicare un po' di pelle della gamba e farci una rapida puntura con lo

spillo. Poi si mette il contagocce sopra, non nel buco, e si lascia scolare la soluzione adagio e

con cura, in modo che non schizzi fuori... Quando afferrai la coscia del Semplicione la

carne si sollevò come se fosse di sego e rimase così, e una goccia di pus colò adagio dal

foro. E non mi è mai capitato di toccare un corpo vivo gelato come quello del Semplicione,

già a Filadelfia...


Decisi di liquidarlo, anche se voleva dire ricorrere ad una smother party. (È questa una

consuetudine della campagna inglese, concepita per eliminare familiari anziani e costretti

a tenere il letto. Una famiglia che ne è afflitta organizza una smother party in cui gli ospiti

gettano pile di materassi sul vecchio rompiscatole, ci si arrampicano e ci si sbronzano

sopra). Il Semplicione è ormai un relitto nella nostra impresa e dev'essere «fatto fuori» in

qualche sordido angolo. (Questa è una pratica africana. È nota ufficialmente come «far

fuori il Capo» e ha la funzione di portare vecchi tipacci nella giungla e lasciarceli.)

Gli attacchi del Semplicione diventano una condizione abituale. Poliziotti, portieri, cani,

segretarie ringhiano al suo apparire. Il Dio biondo è caduto fino a un'abiezione intoccabile.

I galeotti non cambiano, si sfasciano, vanno in frantumi — esplosioni di materia nel freddo

spazio interstellare, vanno alla deriva in polvere cosmica, lasciano dietro di sé un corpo

vuoto. Battoni di tutto il mondo, c'è un Pollo che non potete sconfiggere: il Pollo che

portate dentro...

Lasciai il Semplicione a un angolo, tuguri di mattoni rossi contro il cielo, sotto una

pioggia insistente di fuliggine. «Vado a cercare quel dottore che conosco. Torno subito con

quella buona e pura morfina che vendono in farmacia. No, tu aspetta qui, non voglio che ti

consegnino alla polizia.» Non importa quanto sto via, Semplicione, aspettami all'angolo.

Arrivederci, Semplicione, arrivederci... Dove vanno quando escono e si lasciano dietro il

corpo?

Chicago: gerarchia invisibile di terroni decorticati, odore di gangsters atrofizzati, uno

spettro ancora legato alle cose terrene ti blocca a Nord e ad Halstead, a Cicero, a Lincoln

Park, mendicante di sogni, passate che invade il presente, magia rancida di macchine a

gettoni e di caffè ristoranti.

Nell'Interno: un vasto quartiere, antenne della televisione contro il cielo senza senso. In

case a prova di vita si curvano sui giovani, assorbono un poco di quello che essi rifiutano.

Solo i giovani portano qualcosa, e non rimangono giovani a lungo. (Attraverso i bar di

East St. Louis passa la morta frontiera, i giorni dei battelli fluviali.) Illinois e Missouri,

miasma di popoli che vivono in tumuli, umiliandosi nell'adorazione della Fonte del Cibo,

feste crudeli e repellenti, il cieco orrore del dio Millepiedi giunge dalla Città dei Tumuli

fino ai deserti lunari del Perù costiero.

L'America non è una terra giovane: è vecchia e sporca e malvagia fin da prima dei

colonizzatori, fin da prima degli Indiani. Il male è là che aspetta.


E sempre poliziotti: soavi poliziotti statali che hanno studiato all'università, che ti fanno

un discorso già preparato e ti chiedono scusa, occhi elettronici che ti pesano l'auto e il

bagaglio, gli abiti e la faccia; piedipiatti ringhianti di grande città, sceriffi di campagna

dalla parola gentile con qualcosa di scuro e di minaccioso nei vecchi occhi che hanno il

colore grigio stinto delle camicie di flanella...

E sempre guasti alla macchina: a St. Louis scambiammo la Studebaker 1942 (ha un

difetto meccanico congenito come il Semplicione) con una vecchia limousine Packard

spintissima e arrivammo a malapena a Kansas City, e comprammo una Ford che risultò un

vero brucia-olio, la barattammo con una jeep che forzammo troppo (non sono adatte per

marciare su autostrade) e qualcosa si brucia dentro, con un rumore di ferraglia tutto

intorno, e allora tornammo nella vecchia Ford V-8. Non c'è motore migliore di quello per

marciare su autostrada, brucia-olio o no.

E questa lagna degli Stati Uniti si chiude attorno a noi come nessun'altra lagna al

mondo, peggiore delle Ande, città di alta montagna, vento freddo che scende da montagne

tipo cartolina illustrata, in gola, aria sottile come la morte, città fluviali in Ecuador, malaria

grigia come la droga sotto neri cappelli Stetson, fucili da caccia ad avancarica, avvoltoi che

scendono a beccare nelle vie fangose — e ciò che ti colpisce quando scendi dal traghetto di

Malmö (nessuna tassa sugli alcoolici sul traghetto) ed entri in Svezia ti fa buttar fuori tutto

quel liquore a buon mercato e senza tassa e ti accompagna in tutto il tragitto: occhi che

guardano da un'altra parte e il cimitero in mezzo alla città (ogni città in Svezia sembra

costruita attorno al cimitero) e niente da fare nel pomeriggio, non un bar, un cinema, ed io

bruciai l'ultima stecca di tea di Tangeri e dissi: — K. E. torniamo su quel traghetto.

Ma non c'è nessuna lagna che sia lagna come gli Stati Uniti. Non riesci a vederla, e non

sai di dove viene fuori. Prendi uno di quei bar all'estremità di una stradetta — ogni isolato

ha il suo bar e il suo drug-store e il suo supermercato e il suo spaccio di liquori. Ci entri e ti

colpisce. Ma di dove viene?

Non il barista, non i clienti, non la plastica color crema attorno agli sgabelli del bar, non

il neon pallido. Nemmeno la TV.

E le nostre abitudini con quella lagna diventano sempre più esigenti, come l'euforia che

richiede sempre più cocaina per evitare la depressione che ne segue. E la droga

cominciava a scarseggiare. Così eccoci in questa città senza eroina, soltanto un po' di

sciroppo per la tosse. Così ce ne andammo dalla città, andammo sempre avanti, il vento


freddo della primavera che fischiava nella vecchia carriola e faceva rabbrividire i nostri

corpi malati e sudati e il freddo che ti senti sempre addosso quando l'effetto della droga se

ne va... Avanti verso l'orizzonte denudato, con armadilli morti sulla strada e avvoltoi sulle

paludi e sui ceppi di cipresso. Motels con pareti di compensato, riscaldamento a gas,

coperte sottili color rosa.

Piccoli truffatori viaggianti e inservienti dei circhi (di quelli specializzati nel dare il resto

sbagliato) hanno bruciato tutti i medici del Texas...

E nessuno in possesso delle sue facoltà mentali andrebbe a chiedere a un medico in

Louisiana. Legge di Stato contro i narcotici.

Alla fine arrivammo a Houston dove conosco un farmacista. Non c'ero stato da cinque

anni ma lui mi guarda e subito mi riconosce e solo mi fa segno e dice: — Aspetta vicino al

banco...

Così mi siedo a bere una tazza di caffè e dopo un po' lui arriva e mi siede accanto e dice:

— Che cosa vuoi?

— Un quarto di PG e un centinaio di pillole nembutal.

Lui fa segno di sì: — Torna tra mezz'ora.

Così quando torno mi porge un pacchetto e dice:

— Fa quindici dollari... Sta' attento.

Iniettarsi PG è un affare terribile, bisogna prima far bruciare l'alcool, poi far gelare la

canfora, riempire il contagocce con questo liquido color marrone - bisogna iniettarlo nella

vena o viene un ascesso, e in genere la storia finisce con un ascesso comunque lo si inietti.

Il modo migliore è di inghiottirlo con goof balls... Così lo versiamo in una bottiglia di

Pernod e partiamo per New Orleans, passando davanti a laghi iridescenti e vampe

arancioni di petrolio, a paludi e mucchi di spazzatura, alligatori che strisciano in mezzo a

bottiglie rotte e a barattoli di latta, arabeschi al neon dei motels, ruffiani sperduti su isole di

immondizia gridano oscenità alle auto che passano...

New Orleans è un museo morto. Passeggiamo per Exchange Place aspirando PG e ci

imbattiamo subito nell'Uomo. È un posto piccolo e la polizia sa sempre chi spaccia droga

così lui si domanda che diavolo importa e ne vende a tutti. Facciamo il pieno di eroina e ci

rimettiamo in strada per il Messico.

Torniamo indietro attraverso il Lago Charles e il morto paese delle macchine a gettone,

lungo il Texas meridionale; sceriffi ammazzanegri ci squadrano e controllano i documenti


dell'auto. Ti senti alleggerito quando attraversi la frontiera ed entri nel Messico, e

d'improvviso il paesaggio ti colpisce in pieno senza che ci sia nulla tra te e lui, deserto e

montagne e avvoltoi; macchioline roteanti e altri così vicini che puoi sentir le ali fendere

l'aria (un suono secco e crepitante), e quando individuano qualcosa precipitano giù dal

cielo azzurro, quel devastante schifoso cielo azzurro del Messico, giù in un imbuto nero...

Guidammo tutta la notte e giungemmo all'alba in un luogo caldo e nebbioso, con cani che

abbaiavano e il rumore di acqua corrente.

— Thomas e Charlie — dissi.

— Che?

— È il nome di questa città. Livello del mare. Ora ci arrampicheremo su per diecimila

piedi. — Mi feci un'iniezione e andai a dormire sul sedile posteriore. Era una buona

autista. È una cosa che si capisce appena uno prende in mano il volante.

Città del Messico dove Lupita siede come una Dea azteca della Terra e distribuisce le

sue cartine di robaccia.

— Venderla è un'abitudine più forte che usarla, — dice Lupita. Gli spacciatori che non

usano droga contraggono l'abitudine al contatto e non ti riesce più di liberartene. Anche

gli agenti. Prendi Bradley il Compratore. È il miglior agente antinarcotici di tutta

l'impresa. Chiunque lo farebbe un tossicomane. (Nota: «Fare» nel senso di considerare,

prendere per). Voglio dire che è in grado di andare da uno spacciatore e ottenere

facilmente la droga. È così anonimo, grigio e spettrale che lo spacciatore non si ricorda più

di lui. Così egli se li fa uno dopo l'altro...

Bene, il Compratore comincia ad avere sempre più l'aspetto di un drogato. Non può

bere. Non può più farcela. Gli cadono i denti. (Come le donne incinte perdono i denti per

nutrire l'intruso, i drogati perdono le loro gialle zanne per nutrire la scimmia.) Lui succhia

sempre dolciumi in tavolette. Gli piace enormemente Baby Ruths. — È veramente

disgustoso vedere il Compratore succhiare quelle tavolette così schifosamente, — dice un

poliziotto.

Il Compratore prende un dubbio colore grigio verdastro. In pratica il suo corpo produce

una droga o un suo equivalente. Il Compratore ha un suo Collegamento fisso. Si potrebbe

dire un Uomo Interno. O almeno lo pensa. — Mi basta aspettare nella mia stanza — dice.

— Vadano al diavolo. Teste di legno da tutte le parti. Io sono l'unico uomo completo in

tutta l'impresa.


Ma un desiderio folle gli passa come un oscuro fremito per le ossa. Così il Compratore

scova un giovane tossicomane e gli dà della grana per farselo.

— Oh, benissimo — dice il ragazzo. — E allora che vuoi fare?

— Voglio semplicemente strusciarmi contro di te per ricaricarmi.

— Ugh... Va bene... Ma perché non puoi comportarti come un normale essere umano?

Più tardi il ragazzo è seduto da Waldorf con due colleghi e inzuppa un dolce da quattro

soldi. — La cosa più disgustosa che mi sia mai capitata, — dice. — In qualche modo

diventa morbido come una massa di gelatina e mi circonda schifosamente. Poi diventa

tutto bagnato e coperto di una melma verde. Così credo che raggiunga una specie di

tremendo climax. Sto per impazzire con tutta quella roba verde che mi viene addosso, e lui

puzza come un melone marcio.

— Beh, ma anche così è sempre un modo facile di fare rifornimento.

Il ragazzo sospirò con rassegnazione: — Sì credo che ci si possa abituare a tutto. Ho un

appuntamento con lui domani.

Le abitudini del Compratore diventano sempre più esigenti. Ha bisogno di una ricarica

ogni mezz'ora. Talvolta penetra nelle stazioni di polizia e corrompe il poliziotto di guardia

perché lo lasci entrare in una cella di tossicomani. È arrivato a tal segno che non c'è

contatto che gli basti. A questo punto viene convocato dal Sovraintendente Distrettuale:

— Bradley, la vostra condotta ha provocato delle chiacchiere e spero per voi che non si

tratti altro che di chiacchiere — così indicibilmente disgustose che... voglio dire che la

moglie di Cesare... hum... cioè, il Dipartimento dev'essere al di sopra di qualsiasi

sospetto... in ogni caso al di sopra di sospetti del genere di quelli che apparentemente voi

avete suscitato. State rovinando la reputazione della nostra impresa. Siamo pronti ad

accettare le vostre dimissioni immediate.

Il Compratore si getta a terra e striscia verso il S. D.: — No, Capo, no... Il Dipartimento è

tutta la mia vita.

Bacia la mano del S. D. infilandosi le sue dita in bocca (il S. D. deve sentire le gengive

sdentate) lamentando di aver perso i denti «per cause di servizio». — Per favore, Capo. Vi

netterò il sedere, laverò i vostri condoms usati, vi luciderò le scarpe col muco del mio

naso.

— Veramente tutto questo è disgustoso! Non avete amor proprio? Devo dirvi che provo

una profonda repulsione. Voglio dire che in voi c'è qualcosa di marcio, e che voi puzzate


come un mucchio di immondizia. — Si mette un fazzoletto profumato sulla faccia. —

Devo chiedervi di lasciare questo ufficio immediatamente.

— Farò qualunque cosa, Capo, qualunque cosa. — La sua faccia verdastra e devastata si

apre in un orribile sorriso. — Sono ancora giovane, Capo, e abbastanza forte quando vado

su di giri.

Il S. D. vomita nel fazzoletto e mostra la porta con una mano inerte. Il Compratore si

leva in piedi guardando il S. D. con occhi trasognati. Il suo corpo comincia a vibrare come

la bacchetta di un rabdomante. Avanza lentamente...

— No! No! — grida il S. D.

— Schlup... schlup schlup. — Un'ora dopo trovano il Compratore addormentato sulla

poltrona del S. D. Il S. D. è scomparso senza lasciar traccia.

Il Giudice: — Tutto sta a indicare che voi, in qualche modo indescrivibile, uh..., avete

assimilato il Sovraintendente Distrettuale. Sfortunatamente non ci sono prove. Consiglierei

di ricoverarvi o più precisamente di rinchiudervi in qualche istituzione, ma non conosco

alcun luogo adatto a un uomo del vostro calibro. Devo quindi, con riluttanza, ordinare che

siate rilasciato.

— Quello dovrebbe stare in un acquario — dice l'ufficiale che lo ha arrestato.

Il Compratore sparge il terrore in tutta la impresa. Tossicomani e agenti scompaiono.

Come un vampiro spande un effluvio narcotizzante, una nebbia verde e umidiccia che

anestetizza le vittime e le rende impotenti di fronte alla sua avvolgente presenza. E una

volta che si è drogato si rintana per molti giorni come un boa satollo. Alla fine viene

sorpreso nell'atto di digerire il Commissario per i Narcotici e distrutto con un

lanciafiamme — la corte inquirente sentenzierà poi che mezzi simili erano giustificati dal

fatto che il Compratore aveva perso la sua qualità di essere umano ed era, di conseguenza,

una creatura priva di specie e una minaccia all'impresa dei narcotici ad ogni livello.

Nel Messico la procedura consiste nel trovare un tossicomane locale in possesso di una

autorizzazione governativa, per mezzo della quale gli si concede una razione mensile di

droga. Il nostro Uomo era il Vecchio Ike che aveva trascorso buona parte della sua vita

negli Stati Uniti.

— Viaggiavo con Irene Kelly, una donna di strada. A Butte, stato del Montana, le viene

il delirio da cocaina e si mette a correre per l'albergo gridando che poliziotti cinesi le


danno la caccia con coltellacci. Conobbi a Chicago un poliziotto che annusava cocaina

sotto forma di cristalli, cristalli azzurri. Così diventa matto e si mette a strillare che ha la

polizia federale alle calcagna e corre in strada e finisce con la testa in un bidone della

spazzatura. E io dissi: «Che cosa credi di fare?». E lui dice: «Levati di torno o ti sparo. Mi

sono nascosto per bene».

A quell'epoca abbiamo la C con la ricetta medica. Iniettala direttamente in vena,

ragazzo. Se ne sente l'odore mentre entra, pulita e fredda nel naso e nella gola, poi un

flusso di puro piacere fin dentro il cervello accende le connessioni della cocaina. La testa si

frantuma in mille esplosioni bianche. Dieci minuti dopo si sente il desiderio di un'altra

iniezione... e allora si gira per la città alla ricerca di un'altra dose. Ma se non si riesce a

procurarsi la cocaina si mangia, si dorme e ci se ne dimentica.

Questo è uno yen che appartiene unicamente al cervello, un bisogno privo di corpo e di

sensazioni, uno spettro di bisogno ancora legato alle cose terrene, rancido ectoplasma

spazzato via da un vecchio tossicomane che tossisce e sputa nel mattino malato.

Un mattino ci si sveglia e si prende una speed ball, e si sentono degli insetti sotto la pelle.

Poliziotti tipo 1890 con baffetti neri e patacche azzurre e oro bloccano le porte e si

affacciano dalle finestre, le labbra atteggiate a una smorfia di disprezzo. Tossicomani

marciano attraverso la stanza cantando il Canto Funebre dei Musulmani, portando il

corpo di Bill Gains, le stimmate delle ferite dell'ago risplendono con una dolce fiamma

bluastra. Investigatori deliberatamente schizofrenici annusano il vostro vaso da notte.

M.

Sono gli orrori della cocaina... Sedetevi e non ve la prendete e iniettatevi un bel po' di GI

Giorno dei Morti: mi è venuto un attacco di chucks e mi sono mangiato il teschio di

zucchero del mio piccolo Willy. Si è messo a piangere e sono dovuto uscire per

comprargliene un altro. Sono passato davanti al bar dove giocano al Jai Lai.

È stato a Cuernavaca o a Taxco? Jane incontra un mezzano suonatore di trombone e

scompare in una nube di fumo di tea. Il ruffiano è uno di quegli artisti che si fanno fare

massaggi e stanno a dieta — cioè egli degrada il sesso debole costringendo le sue ragazze a

ingurgitare tutte le scemenze che dice. Allargava di continuo le sue teorie... faceva l'esame

a una ragazza minacciando di andarsene se non aveva studiato a memoria ogni sfumatura

del suo più recente assalto alla logica e all'immagine dell'uomo.

— Senti, bimba. Ho qui qualcosa da darti. Ma se non lo vuoi, non ci posso fare niente.


Era un fumatore di tea rituale, molto puritano nei riguardi degli stupefacenti come lo

sono tanti teomani. Sosteneva che lo metteva in comunicazione con campi gravitazionali

ultra azzurri. Aveva le sue idee su ogni argomento: che tipo di biancheria è più sana,

quando bere acqua, e come lavarsi. Aveva una faccia rossa e lucida e un naso liscio e

Schiacciato, occhietti rossi che si illuminavano quando guardava una ragazza e si

spegnevano quando guardava qualsiasi altra cosa. Le sue spalle erano assai larghe e

suggerivano la deformità. Agiva come se non esistessero altri uomini, dando i suoi ordini

al ristorante o nei negozi a personale maschile attraverso un intermediario femminile. E

nessun uomo ha mai invaso la sua miserabile residenza segreta.

Così abbandona la morfina e si dedica al tea. Io tiro tre boccate, Jane lo guardò e la sua

carne si cristallizzò. Balzai in piedi gridando: — Mi viene la paranoia! — e corsi fuori.

Bevvi birra in un piccolo ristorante — bancone con mosaici e risultati di partite di calcio e

manifesti di corride — e aspettai l'autobus che andava in città.

Un anno dopo a Tangeri seppi che era morta.

Così ho ricevuto l'incarico di assicurarmi i servizi del Dottor Benway per conto della

Islam Inc.

Il Dottor Benway è stato chiamato come consulente presso la Repubblica della Libertà,

un luogo consacrato al libero amore e ai bagni continuati. I cittadini sono tutti molto

equilibrati, onesti, tolleranti e soprattutto puliti. Ma l'avere convocato Benway rivela che

non tutto procede bene dietro quella facciata igienica: Benway è un manipolatore e

coordinatore di sistemi di simboli, un esperto di tutti gli aspetti dell'interrogatorio, del

lavaggio del cervello e del controllo. Non avevo più visto Benway dal tempo della sua

precipitosa partenza da Annexia, dove il suo incarico era D.T. - Demoralizzatore Totale. Il

primo atto di Benway fu l'abolizione dei campi di concentramento, degli arresti in massa e,

salvo certe circostanze limitate e particolari, dell'uso della tortura.

— Deploro la brutalità — diceva. — Non serve.

D'altra parte il maltrattamento prolungato, senza violenza fisica, dà origine, se applicato

con abilità, all'angoscia e a un particolare senso di colpa. Si devono tenere a mente alcune

norme o piuttosto principi informatori. Il soggetto non deve rendersi conto che il

maltrattamento è un attacco deliberato di un nemico antiumano alla sua identità

personale. Deve essere costretto a sentire che egli merita qualsiasi trattamento riceva


perché c'è in lui qualcosa (mai specificato) di orribilmente colpevole. Il bisogno

spasmodico dei tossicomani del controllo deve essere opportunamente nascosto da una

burocrazia intricata e arbitraria in modo che il soggetto non possa entrare direttamente in

contatto con il suo nemico.

Ogni cittadino di Annexia era tenuto a richiedere una cartella completa di documenti e

a portarla sempre con sé. I cittadini potevano esser fermati per le strade in qualsiasi

momento, e l'Ispettore, che poteva indossare abiti borghesi, uniformi di vario genere, o

essere spesso in costume da bagno o in pigiama, talvolta addirittura nudo salvo che per

una piastrina appuntata al capezzolo sinistro, dopo aver verificato ogni documento lo

bollava. Nell'ispezione successiva il cittadino era tenuto a mostrare i bolli opportunamente

applicati nell'ultima ispezione. L'ispettore, quando fermava un grosso gruppo, si limitava

a esaminare e bollare le tessere di alcuni. Gli altri erano allora soggetti ad arresto perché le

loro tessere non risultavano appropriatamente bollate. L'arresto voleva dire «detenzione

provvisoria»; cioè, il prigioniero veniva rilasciato se e quando il suo Affidavit,

opportunamente firmato e bollato, veniva approvato dal Vice Arbitro delle Spiegazioni.

Dal momento che questo funzionario conosceva sì e no il suo ufficio, e l’Affidavit doveva

essere presentato personalmente, i postulanti trascorrevano settimane e mesi di attesa in

uffici senza riscaldamento, senza sedie e senza servizi igienici.

I documenti rilasciati in inchiostro simpatico si trasformavano in scontrini di pegno. Vi

era una continua richiesta di nuovi documenti. I cittadini si precipitavano da un ufficio

all'altro nel tentativo frenetico di far fronte a impossibili scadenze.

Tutte le panchine furono rimosse dalla città, tutte le fontane chiuse, tutti i fiori e gli

alberi distrutti. Enormi segnali acustici a elettricità in cima ad ogni isolato (tutti vivevano

in appartamenti) suonavano ogni quarto d'ora. Spesso le vibrazioni scaraventavano la

gente giù dal letto. Riflettori erano puntati sulla città tutta la notte (a nessuno era

consentito di usare schermi, tendine, gelosie o persiane).

Nessuno guardava mai gli altri a causa della legge che vietava di importunare, con o

senza approccio verbale, chiunque per qualsiasi scopo, sessuale o altro. Tutti i caffè e i bar

erano chiusi. I liquori si potevano ottenere soltanto con un permesso speciale, e quelli così

ottenuti non si potevano vendere o dare via o rifilarli in alcun modo ad altre persone, e la

presenza di chiunque altro nella stanza veniva considerata prima facie come prova di

cospirazione per trasferire liquori.


A nessuno era consentito chiudere a chiave la porta, e la polizia aveva il «passo» per

tutte le porte della città. Accompagnati da un sensitivo i poliziotti fanno irruzione

nell'appartamento di qualcuno e danno inizio alla «ricerca».

Il sensitivo li guida nel trovare tutto ciò che l'individuo intende nascondere: un tubetto

di vaselina, un apparecchio per clistere, un fazzoletto sporco di sperma, un'arma, alcoolici

detenuti illegalmente. E la polizia sottopone sempre la persona sospetta alla più umiliante

perquisizione delle sue nudità, sulle quali fa commenti beffardi e sprezzanti.

Oppure si buttano su qualsiasi oggetto. Da un nettapenne ad una forma di scarpe.

— E a che cosa dovrebbe servire questo?

— È un nettapenne.

— Un nettapenne, dice lui.

— Adesso posso dire di avere sentito tutto.

— Credo che sia proprio ciò che ci interessa. Venite con noi.

Dopo alcuni mesi di queste pratiche i cittadini si ritirarono spauriti negli angoli come

gatti nevrotici.

Naturalmente la polizia di Annexia processava agenti sospetti, sabotatori e

deviazionisti politici con un sistema da catena di montaggio. Riguardo all'interrogatorio

delle persone sospette, Benway ha questo da dire:

— Mentre io in generale evito il ricorso alla tortura — la tortura individua l'opposizione

e mobilita la resistenza — la minaccia della tortura è utile per suscitare nel soggetto

l'opportuno sentimento di impotenza e di gratitudine per l'interrogatore che si astiene

dall'usarla. E la tortura può essere usata vantaggiosamente come pena quando il soggetto

è abbastanza avanti nella cura da accettare la punizione come meritata. A questo scopo io

ho studiato parecchie forme di procedura disciplinare. Una era conosciuta come Il

Centralino. Trapani elettrici che possono essere messi in moto in qualsiasi momento

vengono infilati nei denti del soggetto, e gli si insegna a manovrare un centralino

arbitrario, e ad inserire certe spine in certe prese reagendo a campanelli e luci. Ogni volta

che egli fa uno sbaglio i trapani funzionano per venti secondi. I segnali vengono

gradualmente accelerati oltre il tempo di reazione. Mezz'ora di centralino e il soggetto

crolla come cervelli elettronici sovraccarichi.

«Lo studio dei cervelli elettronici ci insegna sul cervello molto più di quanto possiamo

imparare mediante metodi introspettivi. L'uomo occidentale si estrinseca sotto forma di


congegni. Vi siete mai iniettati cocaina in una vena? Colpisce il cervello, attivando le

connessioni nervose del piacere puro. Il piacere della morfina sta nei visceri. Dopo

un'iniezione ci si ascolta dentro. Ma la C è elettricità attraverso il cervello, e lo yen per la

cocaina appartiene unicamente al cervello, un bisogno privo di corpo e di sensazioni. Il

cervello carico di cocaina è una macchinetta impazzita, che lampeggia luci azzurre e rosa

in un orgasmo elettrico. Il piacere della cocaina potrebbe essere esperimentato anche da

una macchina pensante, i primi movimenti di una orribile vita d'insetto. La cocainomania

dura soltanto poche ore, finché i canali della cocaina sono stimolati. Naturalmente l'effetto

della C potrebbe venire prodotto da una corrente elettrica che attivi i canali della C...

«Così, dopo un poco i canali si logorano come le vene, e il tossicomane deve cercarne

dei nuovi. Una vena guarisce col tempo, e con una intelligente rotazione il tossicomane

può azzardarsi a stabilire qual è la buona, se non esagera nell'uso. Ma le cellule del

cervello non si reintegrano una volta che sono andate, e quando il tossicomane esaurisce le

cellule cerebrali egli viene a trovarsi in una posizione terribilmente fregata.

«Accovacciati su vecchie ossa ed escrementi e pezzi di ferro arrugginiti, un panorama di

idioti nudi si allarga all'orizzonte. Completo silenzio — i loro centri della parola sono

distrutti — salvo un crepitio di scintille e lo scoppiettare della carne bruciacchiata mentre

si applicano elettrodi lungo tutta la spina dorsale. Fumo bianco di carne bruciata ristagna

nell'aria immobile. Un gruppo di ragazzi ha legato un idiota a un palo con filo spinato e gli

ha acceso un piccolo falò fra le gambe e sta a guardare con curiosità bestiale mentre le

fiamme gli lambiscono le cosce. La carne sussulta nel fuoco con una agonia da insetto.

«Sto divagando, come al solito. In mancanza di cognizioni precise sull'elettronica del

cervello, le droghe sono un'arma essenziale dell'interrogatore nel suo assalto all'identità

personale del soggetto. I barbiturici, s'intende, sono virtualmente inutili. Cioè, chiunque

crolli per effetto di tali mezzi soccomberebbe ai metodi puerili usati dalla polizia

americana. La scopolamina è spesso efficace per distruggere la resistenza, ma indebolisce

la memoria: un agente potrebbe essere ormai pronto a rivelare i suoi segreti ma del tutto

incapace di ricordarli, oppure la storia di copertura e l'informazione segreta potrebbero

risultare inestricabilmente ingarbugliate. La mescalina, l'armalina, l’LSD6, la bufotenina, la

muscarina servono in molti casi. La bulbocapnina procura uno stato che si avvicina alla

catatonia schizofrenica... si sono osservati casi di obbedienza automatica. La bulbocapnina

è un depressivo del cervello posteriore, e probabilmente mette fuori uso i centri motori


dell'ipotalamo. Altre droghe che hanno provocato schizofrenia sperimentale — la

mescalina, l'armalina, l’LSD6 — sono stimolanti del cervello posteriore. Nella schizofrenia

il cervello posteriore viene alternativamente stimolato e depresso. La catatonia è spesso

seguita da un periodo di eccitazione e di attività motoria durante il quale il pazzo si mette

a correre per le corsie dando noia a tutti. Schizofrenici in stadio avanzato talvolta si

rifiutano di muoversi del tutto e trascorrono la vita a letto. Come «causa» (l'eziologia non

consente mai una descrizione precisa del processo metabolico — a causa delle limitazioni

del linguaggio ora esistente) della schizofrenia si indica un disturbo della funzione

regolatrice dell'ipotalamo. Dosi alternate di LSD6 e di bulbocapnina — bulbocapnina

potenziata con curaro — procurano il massimo di obbedienza automatica.

«Ci sono altri procedimenti. Il soggetto può essere ridotto a uno stato di profonda

depressione somministrandogli per parecchi giorni consecutivi dosi massive di

benzedrina. Gli si può provocare una psicosi con dosi massive e prolungate di cocaina o di

demerol, o con l'improvvisa sospensione dei barbiturici dopo una somministrazione

prolungata. Gli si può provocare una abitudine alla deidro-ossi-eroina e poi togliergli la

droga (questo preparato dovrebbe essere cinque volte più potente dell'eroina e perciò sia

l'abitudine che la sindrome da astinenza dovrebbero essere proporzionalmente gravi).

«Ci sono svariati "metodi psicologici", la psicanalisi forzata, per esempio. Il soggetto è

tenuto alla libera associazione un'ora al giorno (in casi in cui il tempo non sia essenziale).

"Su. su. Non dir di no, ragazzo. Non fare lo sciocco. Lasciati fare l'esperimento del

Centralino".

«Il caso di una agente che dimenticò la sua vera identità e si identificò completamente

con la sua storia di copertura — è tuttora fricoteuse ad Annexia — mi indusse a un altro

procedimento. Si allena un agente a negare la sua identità di agente e ad asserire la sua

storia di copertura. E allora perché non usare un jiu-jitsu psicologico e andare ancora più

avanti? Suggerirgli che la sua storia di copertura è la sua vera identità e che non ne ha

altre. La sua identità di agente diviene inconscia, cioè, fuori del suo controllo» e potete

scandagliarla con le droghe e con l'ipnosi. Con questa tecnica potete trasformare un

borghesuccio eterosessuale in un pederasta... cioè, rafforzate e assecondare il suo rifiuto di

tendenze omosessuali normalmente latenti — allo stesso tempo privarlo della donna e

sottoporlo a stimoli omosessuali. Poi, droghe, ipnosi, e...» Benway scosse un polso inerte.


— Molti soggetti sono vulnerabili alla umiliazione sessuale. La nudità, lo stimolo per

mezzo di afrodisiaci, un controllo costante per mettere in imbarazzo il soggetto e impedire

il sollievo della masturbazione (le erezioni durante il sonno fanno funzionare

automaticamente un avvisatore elettrico che butta il soggetto giù dal letto e lo fa

precipitare nell'acqua fredda, riducendo così al minimo la incidenza della polluzione).

Superfluo dire che l'umiliazione sessuale è controindicata per omosessuali manifesti.

(Voglio dire: teniamo gli occhi aperti e ricordiamoci la frase del partito... non si sa mai chi

ci ascolta). Mi ricordo di un ragazzo che io avevo condizionato al punto di fargli liberare lo

stomaco in mia presenza. Be', come vedete le possibilità sono infinite come i meandri di un

grande, bellissimo giardino. Stavo giusto tentando di scavare in quel terreno così

interessante quando fui silurato dai soliti rompiscatole del partito... Be', "son cosas de la

vida".

Arrivo nella Terra della Libertà, che è pulita e noiosa, mio Dio. Benway dirige il C.R.,

Centro di Ricondizionamento. Capito da lui, e: — Che è successo a tal dei tali? — Inizia: —

Sidi Idriss Smithers "La Spia" è andato dai Trasmettitori per avere del siero di lunga vita.

Non c'è cretino più cretino di una vecchia regina. Lester Stroganoff Smuunn, "El Hassein",

s'è fatto Latah tentando di perfezionare il P.O.A., Processo di Obbedienza Automatica un

martire dell'industria... (Il Latah è una malattia frequente nell'Asia sud orientale. Normali

sotto ogni altro aspetto, i Latah imitano obbligatoriamente qualsiasi movimento non

appena si richiama la loro attenzione facendo schioccare le dita o chiamando forte. Una

forma di ipnosi forzata involontaria. Talvolta si fanno male tentando di imitare i

movimenti di parecchie persone allo stesso tempo).

— Fermatemi se avete sentito questo segreto atomico...

Il viso di Benway conserva la sua forma nel lampo al magnesio dell'urgenza, soggetto in

ogni attimo a un'indescrivibile forma di sfaldamento o di metamorfosi. Oscilla come

un'immagine che non si riesce a mettere a fuoco.

— Venite — dice Benway — vi faccio visitare il C.R.

Camminiamo in una sala lunga e bianca. La voce di Benway vaga dentro di me

venendo da regioni indefinite... una voce senza corpo che talvolta è forte e chiara, talaltra

appena percettibile come musica in una strada spazzata dal vento.


— Gruppi isolati come gli indigeni dell'Arcipelago Bismarck. Nessuna forma di aperta

omosessualità tra di loro. Dannato matriarcato. Tutti i regimi matriarcali sono contro

l'omosessualità, conformisti e prosaici. Se vi trovate in un matriarcato dirigetevi alla più

vicina frontiera, ma non correte. Se correte, qualche poliziotto frustrato, pederasta latente,

probabilmente vi sparerà. Così, qualcuno vuole gettare una testa di ponte di omogeneità

in una confusione di potenziali come l'Europa Occidentale e gli Stati Uniti? Un altro

fetente matriarcato, ad onta di Margaret Mead. Ci succedono dei guai. Rissa col bisturi con

un collega nella sala operatoria. E il mio assistente babbuino è balzato sul paziente e lo ha

fatto a pezzi. I babbuini attaccano sempre la parte più debole negli alterchi. Giustissimo.

Non dobbiamo mai dimenticare la nostra gloriosa eredità scimmiesca. Il dottor Browbeck

faceva parte del personale. Praticante di aborti a riposo e spacciatore di droga (in realtà era

un veterinario) richiamato in servizio per crisi di mano d'opera. Bene, il dottore era stato

tutto il mattino nella cucina dell'ospedale a pomiciare con le infermiere e a rimpinzarsi di

gas illuminante e Klim — e un momento prima dell'operazione si prese una doppia dose

di noce moscata per tenersi su.

(In Inghilterra e specialmente a Edimburgo fanno ribollire gas illuminante attraverso

del Klim — un'orribile forma di latte in polvere che sa di gesso rancido — e poi prendono

ciò che ne risulta. Impegnano ogni cosa per pagare la bolletta del gas, e quando viene

l'addetto a chiudergli il contatore perché non hanno pagato, si possono sentire le loro urla

per miglia intorno. Quando un cittadino ne ha un bisogno spasmodico dice: — Quella

vecchia stufa mi sale sulla schiena 3 ).

Noce moscata. Cito ancora dall'articolo dell'Autore nel British Journal of Addiction:

«Galeotti e marinai fanno talvolta ricorso alla noce moscata. Se ne inghiotte un cucchiaio

diluito in acqua. Risultato vagamente simile alla marijuana con fenomeni collaterali di

emicrania e nausea. C'è un certo numero di narcotici della famiglia della noce moscata in

uso presso gli Indiani del Sud America. Si somministrano generalmente annusando la

polvere disseccata della pianta. Gli stregoni prendono queste sostanze nocive ed entrano

in stato convulsivo. Si attribuisce un significato profetico ai loro movimenti e ai loro

borbottii».

3 Allusione alla Scimmia sulla schiena. (N.d.T.)


«Avevo un residuo di intossicazione da yage, io, e non ero in condizione di sopportare

nessuna delle fesserie di Browbeck. Per prima cosa viene fuori a dire che dovrei

cominciare a incidere dal retro invece che dal davanti, borbottando alcune confuse

sciocchezze sul fatto che bisogna essere sicuri di asportare la vescica del fiele altrimenti si

rovina la carne. Credeva di essere in una fattoria e di ripulire un pollo. Gli dissi di

rimettere la testa nel forno, e qui ebbe la sfrontatezza di spingermi la mano, col risultato di

recidere l'arteria femorale del paziente. Il sangue spruzzò fuori e accecò l'anestesista, che

scappò gridando. Browbeck tentò di colpirmi a ginocchiate nel basso ventre, ed io feci in

modo di sgarrettarlo col bisturi. Lui strisciò sul pavimento tirandomi coltellate ai piedi e

alle gambe. Violet, che è il mio assistente — l'unica donna di cui mi importi — era

impazzita. Io mi arrampicai sul tavolo e mi apprestavo a balzare su Browbeck, con tutti e

due i piedi per calpestarlo quando si precipitarono dentro i poliziotti.

«Bene, questo casino nella sala operatoria, "questo inqualificabile avvenimento", come

lo chiamò il Sovra-intendente, si può dire che fu il colpo di grazia. Il cerchio si stava

chiudendo. Una crocifissione, ecco la parola adatta. Naturalmente avevo fatto qualche

sbaglio qua e là. Chi non ne fa? Ci fu quella volta in cui io e l'anestesista ci bevemmo tutto

l'etere e il paziente si svegliò e ci prese per il collo, e io fui accusato di mescolare cocaina

con il Saniflush. Ma era Violet che lo faceva. Dovetti proteggerla, naturalmente...

«Così la conclusione è che ci buttano fuori tutti dall'impresa. Non che Violet fosse un

medico qualificato, e non lo era neppure Browbeck, e persino la mia laurea fu messa in

dubbio. Ma Violet ne sapeva più di medicina di tutta la clinica Mayo. Aveva una

intuizione straordinaria e un alto senso del dovere. «Così eccomi fregato e senza laurea.

Dovevo forse dedicarmi a un'altra attività? No. La medicina l'avevo nel sangue. Cercai di

mantenermi in esercizio praticando aborti sottocosto nelle ritirate della ferrovia

sotterranea. Mi abbassai fino ad offrire i miei servigi a donne incinte nella pubblica via.

Era veramente immorale. Poi incontrai un tipo eccezionale, Placenta Juan, The After Birth

Tycoon. Si era fatto una fortuna durante la guerra. Bene, Tuanito controllava una flotta di

navi da carico che faceva navigare sotto bandiera abissina per evitare noiose limitazioni.

Mi offre lavoro come medico di bordo sulla motonave Filiarisis, la nave più sudicia che

abbia mai solcato i mari. Operavo con una mano allontanando con l'altra i topi dal

paziente, e cimici e scorpioni piovevano dal soffitto.


«Giunti a questo punto qualcuno vuole l'omogeneità. Si può fare, ma costa. Annoiato di

fronte a ogni prospettiva, io... eccoci qui... Drag Alley.

Benway traccia un segno nell'aria con la mano e una porta si apre. La attraversiamo e la

porta si chiude. Una lunga corsia luccicante di acciaio inossidabile, pavimenti di piastrelle

bianche, muri di mattoni di vetro. Letti lungo una sola delle pareti. Nessuno fuma,

nessuno legge, nessuno parla.

— Venite a vedere da vicino — dice Benway. — Non disturbate nessuno.

Proseguo e mi fermo di fronte a un uomo che sta seduto sul letto. Lo guardo negli occhi.

Nessuno, nulla ricambia lo sguardo.

— È un GNI — dice Benway. — Guasto Nervoso Irreversibile. Ultraliberato, si potrebbe

dire... un peso per l'impresa.

Passo una mano sugli occhi dell'individuo.

— Sì — dice Benway — hanno ancora dei riflessi. Guardate. — Benway prende di tasca

una tavoletta di cioccolato, la scarta e la mette sotto il naso dell'uomo. L'uomo annusa. Le

sue mascelle cominciano a funzionare. Fa il gesto di afferrarla con le mani. La saliva gli

esce dalla bocca e cola lungo il mento in rivoli. Lo stomaco gli borbottava. Tutto il corpo

gli si contorce nella peristalsi. Benway fa un passo indietro e ritira il cioccolato. L'uomo si

butta in ginocchio, arrovescia il capo e abbaia. Benway gli getta il cioccolato. L'uomo tenta

di morderlo, lo manca, si trascina per il pavimento ansimando e sbavando. Striscia sotto il

letto, trova il cioccolato e se lo infila in bocca con entrambe le mani.

— Gesù! Questi GNI sono proprio una categoria a parte.

Benway chiama il sorvegliante che sta seduto a una estremità della corsia leggendo un

libro di commedie di J.M. Barrie.

— Porta via di qui questi fottuti GNI. Sono già abbastanza deprimenti. Pregiudicano il

turismo.

— Che devo farne?

— Che cavolo ne so io? Io sono uno scienziato.

Uno scienziato puro. Buttali fuori di qui in modo che non debba vederli, e basta. Sono

un peso morto.

— Ma come? Dove?

— Segui la via gerarchica. Suona il campanello e avverti il Coordinatore Distrettuale o

come diavolo si chiama... un titolo nuovo tutte le settimane. Dubito che esista.


Il dottor Benway si ferma alla porta e si volta a osservare i GNI. — Il nostro fiasco —

dice. — Be', così va il mondo.

— Guariscono mai?

— Non guariscono e non guariranno, una volta andati — borbotta Benway. —

Quest'altra corsia ha qualche interesse.

I pazienti stanno a gruppi discorrendo e sputando sul pavimento. La droga grava

nell'aria come una nebbiolina grigia.

— Uno spettacolo che allarga il cuore — dice Benway — questi tossicomani che stanno

qui in attesa dell'Uomo. Sei mesi fa erano tutti schizofrenici. Alcuni di loro non si alzavano

dal letto da anni. Ora osservateli. In tutto il corso delle mie esperienze non ho mai visto un

tossicomane schizofrenico, e i tossicomani hanno per lo più il tipo fisico dello

schizofrenico. Voglio curare tutti di tutto, e scoprire chi non lo è. Così chi non è

schizofrenico? I tossicomani non lo sono. Oh, incidentalmente, c'è una zona in Bolivia

senza psicosi. Tutta gente normale su quelle colline. Vorrei andarci io, prima che siano

contagiati dalla letteratura popolare, dalla pubblicità, dalla TV e dai drive-in. Fare uno

studio serio dal punto di vista del metabolismo: dieta, uso di droghe e di alcoolici, sesso,

eccetera. Che importa quel che pensano? Tutti pensano le solite fesserie, direi.

«E perché i tossicomani non diventano schizofrenici? Ancora non si sa. Uno

schizofrenico può ignorare la fame e morire di fame se non lo si nutre. Nessuno può

ignorare la astinenza dall'eroina. L'abitudine impone dei rapporti.

«Ma questo è soltanto un punto di vista. La mescalina, l’LSD6, l'adrenalina guasta,

l’armalina provocano una specie di schizofrenia. La sostanza migliore viene estratta dal

sangue degli schizofrenici, così la schizofrenia è verosimilmente una psicosi da droga.

Hanno un Collegamento metabolico, una specie di Uomo Interno, si potrebbe dire. (Si

rimandano i lettori interessati all'articolo di William Burroughs sugli stupefacenti apparso

nel numero del gennaio 1957 del British Journal of Addiction).

«Nello stadio finale della schizofrenia il cervello posteriore è perennemente depresso e

quello anteriore quasi del tutto privo di contenuto, poiché tale parte del cervello diventa

attiva solamente in risposta agli stimoli provenienti dal cervello posteriore.

«La morfina produce l'antidoto della stimolazione del cervello posteriore che è una

sostanza simile a quella prodotta nella schizofrenia. (Notare la similarità fra la sindrome

da astinenza e l'intossicazione da Yage o da LSD6). Il risultato finale dell'uso dell'oppio e


suoi derivati — specialmente nell'abitudine all'eroina in cui il tossicomane ha la possibilità

di procurarsi forti dosi — è una perenne depressione del cervello posteriore ed una

condizione assai simile a quella riscontrata nello stadio finale della schizofrenia: completa

mancanza di affetti, autismo, virtuale assenza di manifestazioni cerebrali. Il tossicomane

può passare otto ore ad osservare un muro. Ha coscienza di ciò che lo circonda, ma

l'ambiente è per lui privo di caratteristiche emotive e di conseguenza anche di interesse.

Ricordare un periodo di abitudine grave è come riascoltare una registrazione a nastro di

avvenimenti esperimentati esclusivamente dal cervello anteriore. Piatte affermazioni di

eventi esteriori. «Sono andato in un negozio ed ho comperato dello zucchero grezzo. Sono

tornato a casa e ne ho mangiato mezza scatola... Mi sono fatto un'iniezione di tre grani etc»

Totale mancanza di nostalgia in tali ricordi. Tuttavia non appena l'ingestione della droga è

inferiore al fabbisogno la sostanza creata dall'astinenza entra immediatamente in

circolazione nell'organismo.

«Se ogni piacere è sollievo dalla tensione, la droga procura sollievo rispetto a tutto il

processo vitale, disinnestando l'ipotalamo, che è il centro della energia psichica e della

libido.

«Alcuni dei miei dotti colleghi (fessi innominabili) hanno suggerito che la droga derivi

il suo effetto euforico dallo stimolo diretto del centro dell'orgasmo. Sembra più probabile

che la droga sospenda l'intero ciclo di tensione, scarica e riposo. Nel drogato l'orgasmo

non ha alcuna funzione. La noia, che indica sempre una tensione non scaricata, non

disturba mai il tossicomane. Egli può fissarsi le scarpe per otto ore, e viene indotto

all'azione quando si capovolge la clessidra della droga.

All'estremità della corsia un addetto sbatte una persiana di ferro e lancia un richiamo da

maiali. I tossicomani si precipitano grugnendo e strillando.

— Tipo in gamba — dice Benway. — Nessun rispetto per la dignità umana. Ora vi

mostrerò i devianti leggeri e la corsia dei criminali. Sì, qui un criminale è un leggero

deviante. Egli non rifiuta la costituzione della Repubblica della Libertà. Cerca

semplicemente di eluderne qualche articolo. Riprovevole ma non troppo serio.

Attraversiamo questa sala. Salteremo le corsie 23, 86, 57 e 97... e il laboratorio.

— Gli omosessuali sono classificati come devianti?

— No. Ricordatevi dell'arcipelago Bismarck. Nessuna aperta omosessualità. Uno stato

poliziesco efficiente non ha bisogno di polizia. Nessuno concepisce l'omosessualità come


possibile comportamento... L'omosessualità è un delitto politico in un matriarcato. Nessuna

società ammette un ripudio aperto dei suoi principi fondamentali. Noi qui non siamo in

un matriarcato, Insh 'allah. Conoscete l'esperimento coi topi, quando vengono sottoposti

all'elettroshock e buttati nell'acqua fredda se fanno tanto di gettarsi sulla femmina. Così

diventano tutti topi finocchi ed ecco come funziona l'eziologia. E se un topo di questo tipo

strilla: «Sono un finocchio e mi piace» o «Chi te l'ha tagliato, mostro con due buchi che non

sei altro», sarebbe un topo borghese. Durante la mia piuttosto breve esperienza come

psicoanalista — ebbi dei guai con la Società — uno dei miei pazienti, colto da mania

omicida, penetrò nella stazione centrale di New York armato di lanciafiamme, due si

uccisero e uno mi morì sul divano, come un topo della giungla (i topi della giungla sono

soggetti a morire se messi improvvisamente di fronte a una situazione disperata). Così i

suoi parenti si lamentano e io gli dico: «Cose che capitano. Portate via questo cadavere.

Deprime i miei pazienti ancora in vita». Notai che tutti i miei pazienti omosessuali

manifestavano forti e inconsce tendenze eterosessuali e tutti i miei pazienti eterosessuali

inconsce tendenze omosessuali. Fa girare la testa, no?

— E che cosa ne deducete?

— Dedurre? Assolutamente nulla. È solo un'osservazione en passant.

Stiamo facendo colazione nell'ufficio di Benway quando lo chiamano al telefono.

— Che cosa?... Mostruoso! Fantastico!... Continuate e non muovetevi.

Abbassa il ricevitore. — Sono pronto ad accettare un incarico immediato dalla Islam Inc.

Sembra che il cervello elettronico sia diventato matto giocando a scacchi seidimensionali

con il Tecnico e abbia liberato tutti i soggetti del C.R. Saliamo sul tetto. È consigliata

l'Operazione Elicottero.

Dal tetto del C.R. osserviamo una scena di orrore senza precedenti. I GNI stanno di

fronte ai tavolini di un caffè, la saliva che cola giù per il mento, lo stomaco che ribolle

rumorosamente, alcuni godono alla vista delle donne. I Latah imitano i passanti con

oscenità scimmiesca. I tossicomani hanno dato l'assalto ai drugstore e si iniettano droga ad

ogni angolo... I catatonici decorano i parchi pubblici... Schizofrenici agitati corrono per le

strade con grida laceranti e inumane. Un gruppo di P.R. — Parzialmente Ricondizionati —

ha circondato alcuni turisti omosessuali con orribili sorrisi di intelligenza che rivelano in

doppia esposizione il cranio nordico.

— Che volete? — ringhia una delle regine...


— Vogliamo comprendervi.

Un contingente di simopatici urlanti si dondola su lampadari, balconi e alberi, fanno i

bisogni su quelli che passano di sotto. (Un simopatico — il nome tecnico di questa malattia

mi sfugge — è un cittadino convinto di essere una scimmia o di appartenere alla famiglia

delle scimmie. È una malattia tipica dell'esercito, e il congedo la guarisce). Psicopatici in

preda aìì'amok vanno in giro mozzando teste, il viso dolce e assente con un sorriso

sognante... Cittadini affetti da bang-utot incipiente stringono convulsamente il sesso e

chiedono aiuto ai turisti... ribelli arabi abbaiano e urlano, castrando, sbudellando, e

gettando benzina infiammata... Giovani danzatori fanno lo spogliarello con gli intestini...

Fanatici religiosi arringano la folla da elicotteri lasciando cadere sulle teste tavolette di

pietra con messaggi senza senso... Uomini Leopardo fanno la gente a pezzi con artigli di

ferro, sbuffando e grugnendo... iniziati della Società dei Cannibali del Kwakiutl strappano

a morsi nasi e orecchie...

Un battaglione di attaccabottoni sfrenati batte le strade e gli atri degli alberghi in cerca

di vittime. Un intellettuale d'avanguardia — «Naturalmente la sola lettura degna di

considerazione va cercata oggi nelle relazioni e nei periodici scientifici» — ha fatto

un'iniezione di bulbocapnina a qualcuno e si dispone a leggergli un bollettino sull'«uso

della neo-emoglobina nella cura del granuloma degenerativo multiplo». (Naturalmente, le

relazioni sono tutte fregnacce che egli ha manipolato e fatto stampare).

Le sue parole d'esordio: «Mi avete l'aria di una persona intelligente». (Parole sempre di

cattivo augurio, ragazzo mio... Quando le sentite non domandatevi se sia il caso di

andarsene ma andatevene immediatamente).

Un coloniale inglese, assistito da cinque ragazzi poliziotti, ha bloccato un paziente nel

bar del club: — Dico, conoscete il Mozambico? — e si getta nella saga interminabile della

sua malaria. — Così il dottore mi disse: "Posso consigliarvi soltanto di lasciare questo

luogo. Altrimenti vi accompagnerò al cimitero". Questo medico si occupa anche di pompe

funebri. Tanto per raggranellare qualcosa, e fare un po' di affari in proprio di tanto in

tanto. — Così dopo il terzo cocktail quando comincia a conoscerti, passa alla dissenteria.

— Un'evacuazione straordinaria. Più o meno di un colore bianco giallo come sperma

rancido e viscoso, sapete.

Un esploratore con il casco ha abbattuto un cittadino con la cerbottana e le frecce al

curaro. Gli pratica la respirazione artificiale con un piede. (Il curaro uccide paralizzando i


polmoni. Non ha altro effetto tossico, non è, strettamente parlando, un veleno.

Praticandogli la respirazione artificiale, la vittima non muore. Il curaro si elimina molto

rapidamente attraverso i reni). — Quello era l'anno della peste bovina, quando morivano

tutti persino le iene... Così rimasi completamente senza K.Y. presso le sorgenti del

Baboonsasshole. Quando me ne rifornirono con paracadute la mia gratitudine fu

indescrivibile... In effetti, e non l'ho mai detto finora ad anima viva, tipi elusivi — la sua

voce echeggia nel vasto atrio d'albergo stile 1890, velluto rosso, piante della gomma,

dorature e statue, — io fui l'unico bianco affiliato all'infame Agouti Society, e assistetti e

partecipai ai loro riti irripetibili.

L'Agouti Society è venuta giù per una Fiesta dei Chimu. (I Chimu del Perù antico erano

parecchio dediti alla sodomia e qualche volta inscenavano battaglie sanguinose con

mazze, causandosi diverse centinaia di perdite nel corso di un pomeriggio.) I giovani,

sogghignando e stuzzicandosi l'un l'altro con le mazze, sfilano verso il campo. Adesso la

battaglia comincia.

Gentil lettore, la bruttura di quello spettacolo fotte ogni descrizione. Chi sa essere un

tremebondo piscione vigliacco, e nello stesso tempo malevolo come un mandrillo dal culo

rosso, e alternare queste deplorevoli condizioni come macchiette di un vaudeville? Chi sa

cagare su un avversario caduto che, morente mangia la merda e strilla di gioia? Chi sa

impiccare un debole passivo e prendergli lo sperma in bocca come un cane malevolo?

Gentile lettore, io di buon grado vorrei risparmiarti tutto questo, ma la mia penna ha

volontà di suo come l'Antico Marinaio. O Cristo che scena è questa! Può lingua o penna

rendere questi scandali? Un bestiale giovane teppista ha fatto saltar fuori un occhio a un

compagno e lo fotte nel cervello. «Questo cervello si atrofizza già, secco come la fica di

nonna.» Diventa un giovinastro del Rock and Roll. «Io chiavo la vecchia — è una specie di

indovinello in che relazione sarà con me il risultato se ci sarà un risultato? Mio padre di

già o non ancora? Non posso chiavare te, Jack, tu stai per diventarmi padre, e meglio

sarebbe tagliarti la gola e chiavare mia madre facendola normale che non inculare mio

padre o vice versa mutatis mutandis a seconda del caso, e tagliare la gola a mia madre,

questa tizia santificata, anche se questo è il miglior modo che conosca per arginare il suo

diluvio di parole e congelare le sue disponibilità. Voglio dire quando uno si trova alle

strette e non sa se offrire il proprio culo al "paparone" o commettere un lavoro di torso

sulla vecchia lady. Datemi due fiche e un cazzo d'acciaio e tenete via il vostro sporco dito


dal mio deretano cosa credete che io sia un ricettivo di culo rosso già fuggiasco da

Gibilterra? Maschio e femmina lui li ha castrati? Chi può distinguere tra i sessi? Ti taglierò

la gola a te chiava-mamma bianco. Esci all'aperto come mio nipote e incontra tua madre

non nata in dubbia tenzone. La confusione ha fottuto il suo capolavoro. Ho tagliato la gola

del portiere solo per uno sbaglio di identità, essendo che è un orribile cazzaro proprio

come il vecchio. E nel secchio del carbone tutti i cazzi sono uguali.»

Così torniamo al campo di battaglia. Un giovane ha invero penetrato il proprio

camerata, mentre un altro giovane amputa tuttavia la più orgogliosa parte dell'elettrizzato

beneficiario di quel cazzo in tal modo che il membro visitatore si protende a riempire il

vuoto che la natura aborre ed eiacula nella Laguna Nera dove piranha impazienti

sbranano il bimbo non ancor nato né — visti certi fatti ben appurati — per nulla probabile.

Un altro attaccabottoni si porta dietro una valigia piena di trofei e di medaglie, di coppe

e di nastrini: — Questo l'ho vinto nella Gara per il Più Ingegnoso Espediente Sessuale a

Yokohama. (Tenetelo, è senza speranza). Me lo diede personalmente l'Imperatore e aveva

le lagrime agli occhi, e i competitori si castrarono tutti con coltelli da karakiri. Questo

nastrino lo vinsi in una Gara di Degradazione al congresso di Teheran dell'Anonima

Drogati.

— Mi sono iniettato la MS di mia moglie che è a letto con un calcolo renale grosso come

il Diamante Hope. Così le do mezza compressa di Veganin e le dico: "Non ti aspettare un

gran sollievo". "Zitto adesso. Voglio godere le mie medicazioni".

Un ipocondriaco prende al lazo un passante, gli mette la camicia di forza e comincia a

parlare del suo setto nasale infetto: — Ne viene fuori uno scarico orribilmente purulento...

aspettate un po' e lo vedrete.

Fa uno spogliarello alle cicatrici dell'operazione, guidando le dita riluttanti della

vittima. — Sentite questo gonfio suppurato all'inguine dove ho i linfogranulomi...

(C'è un riferimento al linfogranuloma, «bubbone climatico». Una malattia venerea tipica

degli indigeni Etiopi. — Non per nulla siamo conosciuti come sudici Etiopi — sogghigna

un mercenario etiopico© mentre sodomizza un Faraone, velenoso come il cobra reale.

Antichi papiri egiziani parlano tutto il tempo di loro dei sudici Etiopi).

Così cominciò a Addis Abeba come la Jersey Bounce, ma questi sono tempi moderni, un

Mondo Unico. Ora i bubboni climatici si rigonfiano a Shanghai e nelle Esmeraldas, a New

Orleans e ad Helsinki, a Seattle e a Città del Capo. Ma il cuore si volge sempre alla patria e


la malattia mostra una netta predilezione per i negri, in effetti è il cavallo di battaglia degli

assertori della supremazia dei bianchi. Ma gli stregoni Mau Mau preparano un VD

fortissimo per i bianchi. Non che i Caucasici ne siano immuni: cinque marinai inglesi

contrassero la malattia a Zanzibar. E nella Dead Coon County, nell'Arkansas, («Lo sporco

più nero, la gente più bianca degli Stati Uniti: — Negro non lasciare che il sole tramonti su

di te qui») al Coroner di contea vengono i bubboni a poppa e prua. Un comitato di

vigilanza dei vicini scusandosi lo arse vivo nel gabinetto del Palazzo di Giustizia quando

questa sua interessante malattia venne alla luce. — Su, Clem, cerca di immaginarti come

una mucca con l'afta. — O come un uccello con la peste del pollame. — Non vi avvicinate

troppo, ragazzi. I suoi intestini possono esplodere a contatto col fuoco. — La malattia ha il

dono di insediarsi nei punti più strategici, a differenza di certi sfortunati virus che sono

condannati a languire inconsunti nelle budella di una zecca o di una zanzara della giungla,

o nella saliva di uno sciacallo moribondo che sbava argento sotto la luna del deserto. E

dopo una lesione iniziale nel punto di infezione la malattia passa alle ghiandole linfatiche

dell'inguine, dove si sviluppa ed esplode in screpolature suppurate, dalle quali cola per

giorni, mesi e anni un liquido purulento macchiato di sangue e di linfa putrida. Una

complicazione frequente è l'elefantiasi dei genitali, e si sono annoverati casi di cancrena

nei quali l'amputazione in medio del paziente dalla vita in giù era indicata anche se non ne

valeva poi troppo la pena. Le donne soffrono in genere di infezione secondaria. Gli uomini

che si rassegnano a rapporti sessuali passivi con compagni infetti come babbuini indeboliti

possono essi pure nutrire un piccolo ospite. Proctite iniziale e l'inevitabile scarico

purulento — che può passare inosservato nella confusione — sono seguiti dal

restringimento del retto con necessità di intervento mediante un cavatorsoli o il suo

equivalente chirurgico. Fino a tempi assai recenti non esisteva una cura soddisfacente. «La

cura è sintomatica» nel gergo vuol dire che non ce n'è nessuna. Ora molti casi cedono ad

una intensa terapia con l'aureomicina, la terramicina e qualche nuova altra muffa.

Comunque una percentuale apprezzabile resta refrattaria, come i gorilla di montagna...

Così, ragazzi, secondo le parole di I.B. Watson, Pensate. Stop ansimare e su a palpare... e se

voi palpate un bubbone tiratevi indietro e dite in tono freddo e nasale: — Credete che mi

interessi tastare la vostra vecchia e orribile malattia? Non mi interessa affatto.

Adolescenti teppisti al Rock and Roll gettano lo scompiglio nelle vie di tutte le nazioni.

Essi fanno irruzione al Louvre e gettano acido sul viso di Monna Lisa. Aprono gli zoo, i


manicomi, le prigioni, fanno saltare gli acquedotti con martelli pneumatici, asportano il

pavimento nei gabinetti degli aerei passeggeri, sparano ai fari, assottigliano i cavi degli

ascensori fino a ridurli a un filo esilissimo, trasformano in fognature i serbatoi dell'acqua

potabile, gettano pescicani e razze, anguille elettriche e candiru nelle piscine (il candiru è

un pesciolino simile a un'anguilla o a un verme largo un quarto di pollice e lungo due

pollici che frequenta certi fiumi malfamati del Grande Bacino delle Amazzoni, e si infila

nel pene o nel sedere o nella vagina, fante de mieux, e vi rimane attaccato per mezzo di

spine acutissime non si sa per quale precisa ragione, visto che nessuno si è mai spinto ad

osservare il ciclo vitale del candiru in situ), vestiti da marinai spingono la Queen Mary a

tutta velocità nel porto di New York, giocano a scontrarsi con gli aerei passeggeri e gli

autobus, fanno irruzione negli ospedali in giacca bianca portando seghe e asce e bisturi

lunghi tre piedi, tirano fuori i paralitici dai polmoni d'acciaio (imitano la loro asfissia

gettandosi sul pavimento e strabuzzando gli occhi), somministrano iniezioni con pompe

da bicicletta, disinnestano i reni artificiali, segano in due una donna con una sega

chirurgica a quattro mani, spingono mandrie di maiali strillanti per le vie, si liberano sul

.pavimento delle Nazioni Unite e si nettano con trattati, patti, alleanze.

In aeroplano, automobile, cavallo, cammello, elefante, trattore, bicicletta e compressore

stradale, a piedi, in sci, slitta, stampelle e pogo sticks i turisti tumultuano alle frontiere,

chiedendo con inflessibile autorità protezione dalle «indescrivibili condizioni esistenti

nella Terra della Libertà», mentre la Camera di Commercio si sforza invano di arrestare la

catastrofe: — Prego restate calmi. Si tratta di pochi pazzi che sono evasi dal manicomio.

E Joselito che scriveva brutte poesie populiste cominciò a tossire. Il medico tedesco fece

un breve esame, tastando le costole di Joselito, con dita lunghe e delicate. Il dottore era

anche violinista da concerto, matematico, campione di scacchi, e Dottore in

Giurisprudenza Internazionale autorizzato a esercitare nei gabinetti dell'Aja. Il dottore

gettò uno sguardo duro e distante attraverso il torace abbronzato di Joselito. Guardò Carl

e sorrise — il sorriso di una persona colta a un'altra — e sollevò le sopracciglia, dicendo

senza parole:

— Anche con lo stupido contadino dobbiamo evitare l'uso della parola no? Altrimenti

egli può farsela addosso per paura. Koch e sputo sono entrambe parole sporche credo.

Disse forte: — È catarro de los pulmones.


Carlparlò al dottore fuori, sotto il portico angusto dove la pioggia gli schizzava dalla

strada sui pantaloni, pensando a quante persone diceva la stessa cosa, e alle scale, portici,

prati, autostrade, corridoi e vie del mondo che sono là negli occhi del dottore.. Soffocanti

alcove tedesche, teche di farfalle imbalsamate fino al soffitto, silenzioso, portentoso odore

di uremia che filtra attraverso la porta, prati suburbani al suono dell'annaffiatore, in una

calma notte di giungla sotto le ali silenziose della zanzara anofele. (Nota: Questa non è una

figura retorica: le zanzare anofeli sono effettivamente silenziose). Case di cura a

Kensington, con tappeti spessi, discrete: rigide poltrone di broccato e una tazza di tè, il

salotto svedese moderno con i giacinti in un vaso giallo; fuori c'è il cielo del nord azzurro

porcellana e le nuvole vaganti, sotto i brutti acquerelli dello studente in medicina

moribondo.

— Uno schnaps, prego, Frau Underschnitt. Il dottore parlava al telefono tenendosi

davanti una scacchiera. — Una lesione assai grave credo... naturalmente senza aver visto

la radioscopia. — Prende il cavallo e poi lo rimette a posto pensosamente. — Sì... Entrambi

i polmoni... sicuramente. — Riattacca il ricevitore e si rivolge a Carl. — Ho osservato che

questi individui rivelano un rimarginamento della lesione sorprendentemente rapido, con

bassa incidenza di infezione. Sono sempre i polmoni qui... polmonite e, naturalmente, il

Vecchio Fedele. — Il dottore balza in piedi con una risata volgare, da contadino. Il suo

sorriso di europeo ignora la cattiva condotta di un ragazzo o di un animale. Continua a

parlare quietamente nel suo inglese stranamente privo di accento, privo di sostanza. — Il

Nostro Vecchio Fedele Bacillo di Koch. — Il dottore batte i tacchi e china la testa. —

Altrimenti moltiplicherebbero i loro stupidi sederi contadini fino al mare, no? — grida,

spingendo la propria faccia contro quella di Carl. Carl si ritira da una parte con il grande

muro grigio della pioggia alle spalle.

— Non c'è qualche posto in cui si possa curarlo?

— Credo ci sia qualche specie di sanatorio — tira fuori la parola con ambigua oscenità —

nella Capitale del Distretto. Vi scriverò l'indirizzo.

— Chemioterapia?

La sua voce ricade piatta e pesante nell'aria umida.

— Chi può dirlo? Sono tutti contadini stupidi, e i peggiori di tutti sono i cosiddetti

contadini istruiti. A questa gente non dovrebbero soltanto impedire di imparare a leggere,


ma anche a parlare. Nessuna necessità di impedirgli di pensare; ha già provveduto la

natura.

— Ecco l'indirizzo — sussurrò il dottore senza muover le labbra.

Mise una pallina di carta in mano a Carl. Le sue dita sporche, lustre sopra la sporcizia,

rimasero appoggiate sulla manica di Carl.

— C'è la questione del mio onorario.

Carl gli passò una banconota arrotolata... e il dottore svanì nel crepuscolo, logoro e

furtivo come un vecchio tossicomane.

Carl vide Joselito in uno stanzone pulito pieno di luce, con bagno privato e balcone di

cemento. E nulla di cui parlare nella stanza fredda e vuota, giacinti che crescono in un

vaso giallo e il cielo azzurro porcellana e nuvole vaganti, la paura che gli guizza dentro e

fuori dagli occhi. Quando sorrideva la paura volava via in piccole scaglie di luce, e spiava

enigmatica negli angoli alti e freddi della stanza. E che cosa potrei dire sentendomi la

morte attorno, e le piccole immagini spezzate che al momento di addormentarsi si

affacciano nella mente?

— Mi manderanno domani al nuovo sanatorio. Vieni a trovarmi. Sarò solo.

Tossì e prese una compressa di codeina.

— Dottore, mi pare di capire, cioè mi hanno fatto capire, ho letto e sentito dire — pur

non essendo medico, né pretendo di esserlo — che il concetto di cura in sanatorio è stato

più o meno soppiantato, o per lo meno decisamente integrato con la chemioterapia. È

esatto a vostro parere? Cioè dottore, e vi prego di dirmelo in tutta sincerità, come un

essere umano a un altro, qual è la vostra opinione sulla chemioterapia nei confronti di

quella sanatoriale? Avete un partito preso?

La faccia da indiano malato di fegato del dottore era inespressiva come quella di un

croupier.

— Completamente moderna, come vedete, — gesticola attraverso la stanza con le dita

violacee per la cattiva circolazione. — Bagno... acqua... fiori. Tutto. — Finì di parlare in

cockney con un sorriso di trionfo. — Vi scriverò una lettera.

— Questa lettera? Per il sanatorio?

Il dottore parlava da una terra di rocce nere e di grandi lagune brune iridescenti. — Il

mobilio... moderno e confortevole. Non è vero?


Carl non riuscì a vedere il sanatorio a causa di una finta facciata in stucco sormontata da

un'intricata insegna al neon che si stagliava morta e sinistra contro il cielo che attendeva le

tenebre. Il sanatorio era evidentemente costruito su un grande promontorio di calcare, sul

quale si stendono in filari alberi fioriti e rampicanti. Il profumo dei fiori era intenso

nell'aria.

Il commandante sedeva su un lungo trespolo di legno sotto una pergola. Non faceva

assolutamente nulla. Prese la lettera che Carl gli porgeva e borbottò qualcosa, reggendosi

le labbra con la mano sinistra. Attaccò la lettera ad un grosso chiodo sulla porta di un

gabinetto. Cominciò a trascrivere da un libro mastro pieno di numeri. Scrisse a lungo.

Immagini spezzate esplosero dolcemente nella testa di Carl, ed egli cominciò a uscire di

sé in picchiata silenziosa. Limpidamente e chiaramente da una grande distanza si vide

seduto in una sala da pranzo. Dose eccessiva di eroina. La vecchia padrona di casa che lo

scuote e gli mette una tazza di caffè sotto il naso.

Fuori un vecchio drogato vestito da babbo Natale vende francobolli natalizi. —

Lottiamo contro la tubercolosi, amici, — sussurra con voce disincarnata di drogato. Coro

dell'Esercito della Salvezza, composto di allenatori di football sinceri ed omosessuali, canta:

— In the sweet Bye and Bye.

Carl rientrò nel proprio corpo, spettro di droga ancora legato alle cose terrene.

— Potrei corromperlo, naturalmente. Il commandante tamburella sul tavolo con un dito e

canticchia Corning Through the Rye. Lontano, e poi vertiginosamente vicino come una

sirena da nebbia giusto un secondo prima dello stridore dello scontro.

Carl estrasse per metà una banconota dalla tasca dei calzoni... Il commandante stava in

piedi presso un'ampia parete coperta di armadietti e cassette. Guardò Carl, gli occhi malati

e inespressivi di animale, in cui la vita si spegne, paura senza speranza che riflette il viso

della morte. Tra l'odore dei fiori, una banconota mezza fuori dalla tasca dei calzoni, un

senso di debolezza colpì Carl, mozzandogli il fiato e gelandogli il sangue. Si trovava in un

gran cono che girava vorticosamente fino a diventare un puntino nero.

— Chemioterapia? — Il grido gli esplose fuori dalla carne allargandosi e trasmettendosi

attraverso spogliatoi e caserme vuote, alberghi dall'aria viziata in una stazione climatica, e

corridoi spettrali risuonanti di tosse in sanatori, borbottii, grida, odore di risciacquatura di

piatti sporchi in alberghi a buon mercato o in ricoveri per i vecchi, grandi, polverose

tettoie e magazzini della dogana, attraverso portici e arabeschi sudici, orinatoi di ferro


consumati allo spessore di un foglio di carta dall'urina di un milione di pederasti, gabinetti

abbandonati pieni di erbacce con l'odore stantio di sterco che ritorna alla terra, falli di

legno su tombe di gente moribonda lamentosa come le foglie scosse dal vento, al di là del

grande fiume color marrone dove alberi interi galleggiano con verdi serpenti tra i rami e

lemuri dagli occhi tristi che guardano oltre la sponda su una vasta pianura (ali di

avvoltoio passano nell'aria secca). La strada è chiazzata di condom rotti e di capsule vuote

di eroina e di tubetti di K.Y. svuotati come farina d'ossa nel sole estivo.

— I miei mobili. — La faccia del commandante bruciò come metallo nel lampo istantaneo

di un attimo. I suoi occhi si annebbiarono. Una zaffata di ozono si sparse per la stanza. La

«novia» borbottava sulle sue candele e sui suoi altari in un angolo.

— È tutto Trak... moderno, eccellente... — annuisce in modo idiota e sbava. Un gatto

giallo si spinge contro i calzoni di Carl e poi fugge su un balcone di cemento. Le nuvole

vagano in cielo.

— Potrei farmi restituire la cauzione. Potrei avviare una piccola impresa da qualche

parte. — Annuisce e sorride come un giocattolo meccanico.

— Joselito!!! — Alcuni ragazzi alzano gli occhi dalle loro partite di calcio in istrada, da

corride e da corse in bicicletta mentre il nome sibila nell'aria e lentamente svanisce.

— Joselito!... Paco!... Pepe!... Enrique!.... — Le grida lamentose dei ragazzi vagano nella

luce calda. L'insegna di Trak si muove come una bestia notturna, ed esplode in una

fiammata azzurra.

La carne nera

— Noi amici, vero?

Lo sciuscià inalberò il suo sorriso da prostituto, e guardò negli occhi cadaverici, freddi,

sottomarini, del marinaio, occhi senza traccia di gioia o di odio o di qualsiasi sentimento il

ragazzo avesse mai provato egli stesso o visto negli altri, occhi al tempo stesso freddi e

intensi, impersonali e rapaci.

Il marinaio si chinò e appoggiò un dito sul braccio del ragazzo all'altezza del gomito.

Parlò con il suo sussurro spento di tossicomane.

— Con vene come queste, ragazzo, me la passerei mica male!

Rise, una risata da insetto nero che sembrava servire per qualche oscura funzione di

orientamento come lo strillo del pipistrello. Il marinaio rise tre volte. Smise di ridere e

rimase immobile ascoltandosi. Aveva adottato la frequenza segreta del tossicomane. La


sua faccia si spianò come un sego giallo sopra le guance ossute ed appuntite. Aspettò una

mezza sigaretta. Il Marinaio sapeva come aspettare. Ma i suoi occhi ardevano di una fame

secca e schifosa. Volse il viso a metà, lentamente, con fretta controllata, per squadrare da

capo a piedi l'uomo che era appena arrivato. «Fats» Terminal si mise a sedere spaziando

con lo sguardo sul caffè, con occhi inespressivi come un periscopio. Quando gli occhi gli

caddero sul Marinaio annuì impercettibilmente. Soltanto i nervi scarnificati della

mancanza di droga sarebbero stati capaci di registrare un movimento.

Il Marinaio porse una moneta al ragazzo; scivolò verso il tavolo di Fats con il suo passo

ondeggiante e si mise a sedere. Restarono seduti a lungo in silenzio. Il caffè era costruito

nel fianco di una rampa di pietra, in fondo ad un canyon in muratura, alto e bianco. Visi

della Città vi si riversavano silenziosi come pesci, e portavano le tracce di abitudini

ignobili e di brame da insetti. Il caffè illuminato era una campana sottomarina a cui si è

spezzata la corda, giù nelle profondità

oscure del mare.

Il Marinaio si lucidava le unghie sul bavero del vestito di lana scozzese. Fischiettava un

motivetto attraverso i denti luccicanti e gialli.

Quando si mosse un effluvio di muffa si sprigionò dai suoi abiti, un sentore stantio di

spogliatoi deserti. Si studiò le unghie con intensità fosforescente.

— Roba buona qui, Fats. Posso consegnarne venti. Ma ci vuole un anticipo,

naturalmente.

— È un buon affare?

— Non ho le venti uova qui in tasca. Ti dico che è brodo di gelatina. Un urlo da

spacciare. — Il Marinaio si guardò le unghie come se stesse studiando una mappa. — Sai

che io consegno sempre.

— Facciamo trenta. E un anticipo di dieci tubetti.

Domani a quest'ora.

— Ho bisogno di un tubetto ora, Fats.

— Fai una passeggiata, lo avrai. Il Marinaio scivolò in piazza. Un monello stava

spingendo un giornale in faccia al Marinaio per coprire la mano posta sulla penna del

Marinaio. Il Marinaio proseguì. Tirò fuori la penna e la spezzò come una noce con le sue

mani rosee, spesse e fibrose. Tagliò il tubetto a una estremità con un piccolo coltello

ricurvo. Ne uscì una nebbiolina scura che rimase nell'aria come una peluria fumante. La


faccia del Marinaio si dissolse. La sua bocca si piegò su un lungo tubetto e prese a

succhiare nella nebbiolina scura, vibrando in peristalsi supersonica e scomparve in una

esplosione silenziosa, rosata. Il suo viso tornò in fuoco intollerabilmente limpido e netto,

bruciando droga gialla, scottando l'anca grigia di un milione di tossicomani strillanti.

— Durerà un mese — concluse, consultando uno specchio invisibile.

Tutte le strade della Città digradavano lungo canyons sempre più profondi verso una

piazza vasta, a forma di rene, piena di oscurità. I muri lungo la strada e la piazza sono

scavati per contenere stanzette e caffè, alcuni profondi pochi metri, altri che si estendono a

perdita d'occhio in una rete di stanze e di corridoi.

A tutte le altezze si intersecano ponti, passerelle, funivie. Giovani catatonici vestiti da

donna con abiti fatti di tela di sacco e stracci putrescenti, la faccia truccata vistosamente e

volgarmente a colori vivaci sopra a tracce di percosse, arabeschi di cicatrici aperte e

suppurate fin all'osso, si spingono sui passanti con una silenziosa, avviluppante

insistenza.

Trafficanti di Carne Nera, carne del gigantesco millepiedi nero acquatico — raggiunge

talvolta la lunghezza di sei piedi — trovata in un sentiero tra rocce nere e lagune brune e

iridescenti, esibiscono crostacei paralizzati in angoli dissimulati della plaza visibili solo ai

Divoratori della carne.

Praticanti di commerci impensabili e fuori moda che scarabocchiano in Etrusco,

tossicomani di droghe non ancora sintetizzate, borsari neri della Terza Guerra Mondiale,

chirurghi della sensibilità telepatica, osteo-patici dello spirito, investigatori di infrazioni

denunciate da tranquilli paranoici giocatori di scacchi, latori di mandati frammentari stesi

in stenografia ebefrenica e che impongono indicibili mutilazioni dello spirito, funzionari di

stati polizieschi non costituiti, mercanti di sogni squisiti e di nostalgie collaudati sulle

cellule sensibilizzate della malattia della droga e barattati con materie prime della volontà,

bevitori di Fluido Pesante (nota) sigillati nell'ambra translucida dei sogni.

(Nota: il concetto di Fluido Pesante lo devo a Jacques Stern).

Il Meet Café occupa un lato della piazza, dedalo di cucine, ristoranti, piccole camere da

letto, pericolosi balconi di ferro e seminterrati che danno accesso a bagni sotterranei.

Su sgabelli coperti di satin bianco siedono dei Mugwumps nudi che succhiano sciroppi

colorati e translucidi attraverso cannucce di alabastro. I Mugwumps non hanno fegato e si

nutrono esclusivamente di dolciumi. Labbra sottili color porpora coprono un becco di osso


nero affilato come un rasoio con il quale spesso si fanno a pezzi in risse per disputarsi i

clienti. Queste creature secernono un fluido che provoca abitudine e prolunga la vita

rallentando il metabolismo. (In effetti tutti gli agenti di longevità provocano abitudine in

esatto rapporto con la loro efficacia). I tossicomani del fluido dei Mugwumps sono

conosciuti col nome di Rettili. Un certo numero di questi ultimi strisciano sulle sedie con

ossa flessibili e carne bianco rosa. Un ventaglio di cartilagine verde coperto di peli cavi ed

erettili, attraverso i quali viene assorbito il fluido, spunta dietro le orecchie dei Rettili. I

ventagli, che funzionano ogni tanto mossi da correnti invisibili, servono anche per una

forma di comunicazione nota soltanto ai Rettili.

Durante il Panico biennale quando la rozza e inesperta Polizia dei Sogni fa irruzione

nella città, i Mugwumps si rifugiano nei crepacci più profondi dei muri tappandosi in

piccoli vani di argilla e vi rimangono per settimane in biostasi. In quei giorni di cupo

terrore i Rettili sfrecciano sempre più velocemente, lanciano strilli a velocità supersonica,

mentre il loro cranio flessibile si agita al soffio nero di una agonia da insetti.

La Polizia dei Sogni si disintegra in globi di ectoplasma putrefatto spazzati via da un

vecchio tossicomane, che tossisce e sputa nel mattino malato. L'uomo del Mugwump arriva

con brocche di alabastro piene di fluido e i Rettili si placano.

L'aria è di nuovo calma e limpida come glicerina.

Il Marinaio scoprì il suo Rettile. Si mosse e ordinò uno sciroppo verde. Il Rettile aveva

una bocca piccola e circolare di cartilagine marrone, occhi verdi inespressivi coperti da

una sottile membrana a mo' di palpebra. Il Marinaio aspettò un'ora prima che la creatura si

rendesse conto della sua presenza.

— Niente roba per Fats? — egli chiese, e le sue parole si insinuarono attraverso i peli del

ventaglio del Rettile.

Ci vollero due ore prima che il Rettile sollevasse tre dita rosee e trasparenti coperte di

peluria nera.

Molti Mangiatori di Carne stavano distesi vomitando, troppo deboli per muoversi. (La

Carne Nera è come il formaggio fermentato, straordinariamente buona e nauseante così

che chi la mangia mangia e vomita e ricomincia a mangiare finché cade esausto.)

Un giovanotto truccato strisciò innanzi e afferrò uno dei grandi artigli neri che emise

per tutto il caffè volute di odore dolce e malsano.


Note sulla disintossicazione.

Paranoia della cessazione troppo rapida della droga... Tutto sembra azzurro... Carne

morta, moscia come la pasta, incolore.

Incubi da Astinenza.

Un caffè rivestito di specchi. Vuoto... Attesa di qualcosa... Un uomo appare sulla porta

laterale... Un Arabo magro, piccolo, vestito di un jellaba marrone, la barba grigia e la faccia

livida... Ho una caraffa di acido bollente in mano... Preso da un desiderio urgente d'azione

gliela getto in faccia...

Tutti hanno l'aspetto di tossicomani...

Due passi nel patio dell'ospedale... In mia assenza qualcuno ha usato le mie forbici, che

sono macchiate di una sostanza rosso marrone... Senza dubbio quella schifosa di una

criada le ha usate per tagliare i suoi panni.

Europei dall'aspetto disgustoso fanno baccano per le scale; intercettano l'infermiera

quando ho bisogno della medicina, orinano nel lavandino mentre mi lavo, occupano il

gabinetto per ore probabilmente per ripescare un ditale di protezione pieno di diamanti

che si sono nascosti addosso...

E difatti una vera tribù di Europei muove, nei miei paraggi... Strani visitatori,

presumibilmente parenti... Uno di loro porta al posto degli occhiali quegli aggeggi che i

gioiellieri si incastrano nell'occhio per esaminare le pietre preziose... Probabilmente un

tagliatore di diamanti decaduto... L'uomo che rovinò il diamante Throckmorton e fu

cacciato dall'industria...

Tutti questi gioiellieri stanno attorno al diamante in finanziera, aspettando l'Uomo. Un

errore di un millesimo di pollice rovina completamente il diamante ed essi devono

importare questo personaggio da Amsterdam per fare il lavoro... Così quello arriva

barcollando, ubriaco fradicio, con un enorme martello pneumatico e riduce il diamante in

polvere...

Non conosco questi cittadini. Spacciatori di droga di Aleppo?... Trafficanti di vitelli

prematuri di Buenos Aires? Ricettatori di diamanti di Johannesburg?... Mercanti di schiavi

della Somalia? Collaborazionisti come minimo...


Perenni sogni di droga: sto cercando un campo di papaveri... Distillatori clandestini di

alcool in Stetson nero mi indirizzano a un caffè nel Medio Oriente... Uno dei camerieri è

uno spacciatore di oppio jugoslavo...

Compro un pacchetto di eroina da una lesbica malese con impermeabile e cintura

bianchi... Lo ricevo nella sezione tibetana di un museo. Lei tenta di rubarmelo a sua volta...

Sto cercando un luogo in cui farmi la iniezione...

Il punto critico dell'astinenza non è la fase iniziale della malattia, ma il passo definitivo

per liberarsi dal medium della droga... C'è un incubo intermedio di panico cellulare, la vita

sospesa tra due modi di essere... A questo punto il desiderio della droga si concentra in

uno stimolo finale, estremo, e sembra raggiungere un potere di sogno: le circostanze vi

mettono sempre la droga davanti... Incontrate un vecchio Schmecker, un infermiere ladro,

un medico che si presta a fare ricette di stupefacenti...

Una guardia in uniforme di pelle umana, giacca scura di renna con bottoni di denti

gialli cariati, camicia-pullover elastica in rame indiano brunito, calzoni in adolescente

nordico abbronzato, sandali in piedi callosi di giovane agricoltore malese, una sciarpa

color marrone cenere annodata e infilata nella camicia. (Marrone cenere è un colore come

il grigio sotto una pelle marrone. Lo si trova talvolta in individui di sangue misto negro e

bianco; la mescolanza non riesce bene e i colon si separano come l'olio versato

nell'acqua...).

La guardia è un elegantone, giacché non ha nulla da fare e mette da parte l'intera paga

per comprarsi abiti eleganti e si cambia tre volte al giorno di fronte a un enorme specchio a

ingrandimento. Ha un bellissimo viso latino, liscio con baffetti sottili piccoli occhi neri,

inespressivi e avidi, occhi da insetto incapaci di sognare.

Quando raggiungo la frontiera la Guardia salta fuori dalla sua casita, con uno specchio

dalla cornice di legno che gli pende dal collo. Tenta di sfilarsi lo specchio dal collo... Non è

mai accaduto prima che qualcuno raggiungesse la frontiera. La Guardia si è fatta male alla

laringe togliendosi di dosso lo specchio... Ha perso la voce... Apre la bocca, si può vedere

la lingua che si agita freneticamente. Il viso giovane, liscio e inespressivo, e la bocca aperta

con la lingua che si muove dentro sono incredibilmente disgustosi. La Guardia solleva una

mano. Tutto il suo corpo è scosso da una negazione convulsa. Proseguo e sgancio la catena

tesa attraverso la strada. Cade con un rumore di metallo sulla pietra. Vado oltre. La


Guardia è là, in piedi, tra la foschia e mi guarda. Poi riaggancia la catena, ritorna nella

casita e comincia ad arricciarsi i baffetti.

Ed ecco che servono la cosiddetta colazione... Un uovo sodo senza guscio che rivela un

oggetto di cui non ho mai visto l'eguale... Un uovo molto piccolo, di color giallo marrone...

Forse di ornitorinco. Il tuorlo conteneva un verme enorme e quasi niente altro... Cresciuto

là dentro presto e bene... In Egitto c'è un verme che si introduce nei reni e cresce

enormemente. Alla fine i reni sono solo delle conchiglie sottili attorno al verme. Intrepidi

buongustai pongono la carne del Verme al disopra di qualsiasi altra ghiottoneria. Si dice

che sia gustosa oltre ogni dire... Un coroner dell'Interzona noto come Ahmed Autopsia si

fece una fortuna trafficando i Vermi.

La scuola francese è di fronte alla mia finestra ed io seguo i ragazzi con il mio binocolo

da campo a otto ingrandimenti... Così da vicino che potrei allungare la mano e toccarli...

Uno spettro nel mattino assolato, divorato da una brama disincarnata... Portano calzoni

corti... Posso vedere la pelle d'oca sulle gambe nel freddo mattino primaverile...

Ho incontrato Marv di fronte al Sagasso con due ragazzi arabi, e mi ha detto:

— Vuoi vedere questi due ragazzi che se la godono?

— Naturalmente. Quanto?

— Credo che si esibiranno per cinquanta cents. Sai com'è, hanno fame.

— È così che mi piacciono.

Mi ha fatto sentire come un vecchio sporcaccione, ma «Son cosas de la vida», come disse

Soberba de la Flor quando alla polizia gli fecero la morale perché aveva ucciso una donna

e ne aveva portato il corpo al Motel Bar O e l'aveva posseduta...

— Aveva già fatto troppo la difficile, — dice. — Non avevo certo voglia di sopportare

una commedia simile. — (Soberba de la Flor era un criminale messicano accusato di molti

omicidi senza scopo.)

Il gabinetto è chiuso a chiave da tre ore buone. Credo che stiano adoperandolo come

sala operatoria.

INFERMIERA: — Adrenalina, dottore?

DR. BENWAY: — Il portiere di notte se l'è iniettata tutta per divertirsi. — Si guarda

attorno e prende uno di quegli sturalavandino che hanno una ventosa di gomma in cima a

un manico... Avanza verso il paziente... — Faccia un'incisione, dottor Limpf — dice

all'assistente terrorizzato... — Io massaggerò il cuore.


Il dottor Limpf si stringe nelle spalle e comincia l'incisione. Il dottor Benway lava la

ventosa rimestando nello sciacquone...

INFERMIERA: — Non dovrebbe essere sterilizzata, dottore?

DR. BENWAY: — Molto probabilmente sì, ma non c'è tempo. — Si mette a sedere sulla

ventosa come se fosse una sedia di vimini, sorvegliando l'assistente che fa l'incisione... —

Voi giovanotti non sareste capaci di incidere un foruncolo senza un bisturi a vibrazione

elettrica e un apparecchio automatico per drenare e suturare... Tra non molto opereremo

con comandi a distanza su pazienti che non vedremo neppure... Non saremo altro che

degli schiacciabottoni. Tutta l'arte se ne va dalla chirurgia... Tutto il sapere e la pratica

manuale... Vi ho mai parlato di quella volta che praticai una appendicectomia con una

scatola di sardine arrugginita? E una volta rimasi senza ferri e rimossi un tumore uterino

con i denti. Questo fu nell'Effendi Superiore, e inoltre...

Dr. LIMPF: — L'incisione è pronta, dottore.

Il dottor Benway spinge a forza la ventosa nell'incisione e la manovra su e giù. Il sangue

zampilla sui dottori, sull'infermiera e sul muro... La ventosa fa un orribile rumore di

risucchio.

INFERMIERA: — Credo che sia morta, dottore...

DR. BENWAY: — Bene, sono cose che capitano a chi lavora. — Attraversa la stanza

dirigendosi verso l'armadietto delle medicine... — Qualche schifoso tossicomane ha diluito

la mia cocaina con Saniflush. Infermiera, mandi il ragazzo a farsi dare questa ricetta di

volata.

Il dottor Benway opera in un'aula piena di studenti. — Ora, ragazzi, non vedrete esibire

questa operazione molto spesso e c'è il suo motivo... Infatti non ha assolutamente alcun

valore pratico. Qualcuno di voi ha mai visto esibirsi il dottor Tetrazzini? Dico esibirsi di

proposito perché le sue operazioni erano vere e proprie esibizioni. Cominciava a lanciare il

bisturi nel paziente attraverso la stanza e poi faceva il suo ingresso come un ballerino. La

sua velocità era incredibile: «Non gli lascio il tempo di morire», ringhiava, avanzando

verso il tumore come un lanciatore di coltelli.

Un giovanotto balza nell'anfiteatro operatorio e afferrato un bisturi avanza verso il

paziente.

DR. BENWAY: — Un espontaneo! Fermatelo prima che mi sbudelli il paziente.


(Espontaneo è un termine di tauromachia che designa uno del pubblico il quale balza

nell'arena, estrae una cappa che teneva nascosta e tenta alcuni passi col toro finché non

viene trascinato via dall'arena.)

Gli inservienti si azzuffano con l’espontaneo che alla fine viene espulso dall'aula.

L'anestesista approfitta della confusione per far saltar via dalla bocca del paziente una

grossa capsula d'oro...

Passo davanti alla stanza numero dieci da dove mi hanno trasferito ieri. Un parto,

credo... Vasi pieni di sangue e di Kotex e di sostanze femminili innominabili, sufficienti

per appestare un continente... Se qualcuno viene a visitarmi nella vecchia stanza penserà

che ho dato alla luce un mostro e che il Dipartimento di Stato sta tentando di metter la

cosa a tacere...

Musica da I am an American... Un uomo attempato in pantaloni a righe e giacca da

diplomatico sta su un podio coperto dalla bandiera americana. Un tenore sfiatato — con

un costume alla Daniel Boone e con il busto che gli sta troppo stretto — canta la Star

Spangled Banner, accompagnato da grande orchestra. Canta con una pronuncia

leggermente blesa...

IL DIPLOMATICO (leggendo da un grande rotolo di carta da calcolatrice che gli si

ammucchia e gli si attorciglia attorno ai piedi): — E noi smentiamo categoricamente che

alcun cittadino maschio degli Stati Uniti d'America...

TENORE: — Oh thay can you the e... — la sua voce esplode con un falsetto acutissimo.

Nella cabina di controllo il tecnico si versa del bicarbonato di soda e rutta nella mano:

— Quel maledetto tenore è un artista del cavolo — borbotta acidamente. — Mike! uff — il

grido termina in un rutto. — Stacca quel finocchio e mandalo al diavolo. È licenziato

sull'istante... Mettici al suo posto Liz, quella donna atletica che ha cambiato sesso... Lei

almeno è un vero tenore... Costume? Che cavolo ne so io. Non sono mica un finocchio di

costumista! Che c'è? Tutto il reparto costumi è chiuso per misura di sicurezza? Che sono io,

un polpo? Vediamo... Che ne pensate di un numero di indiani? Pocahontas o Hiowatha?...

No, non va. C'è sempre qualche tizio che fa lo spiritoso sul renderla agli Indiani...

Un'uniforme della Guerra Civile, la giacca nordista e i pantaloni sudisti per mostrare che

sono di nuovo insieme? Potrebbe vestirsi alla Buffalo Bill o alla Paul Revere, altrimenti

quel tizio non la pianta, voglio dire si arrenderà, o in divisa da G.I. o della fanteria e da


Milite Ignoto... È la soluzione migliore... Copritela con un monumento, così nessuno la

vede...

La Lesbica, celata da un papier mâché Arc de Triomphe, si gonfia i capaci polmoni ed

emette un ruggito tremendo.

— Oh, dite, la Bandiera Trapunta di Stelle sventola ancora...

Un grande strappo lacera l'Arc de Triomphe da cima a fondo. Il diplomatico si porta

una mano alla fronte...

IL DIPLOMATICO: — Che alcun cittadino degli Stati Uniti abbia dato alla luce nella

Interzona o in qualsiasi altro luogo...

— Sulla terra dei LIBERIII...

La bocca del Diplomatico si muove ma nessuno riesce a sentirlo. Il Tecnico si mette le

mani sulle orecchie. — Madre di Dio! — grida. La dentiera gli comincia a vibrare come

un'arpa ebraica, e d'improvviso gli salta fuori dalla bocca... Egli cerca di afferrarla, irritato,

la manca, e si copre la bocca con una mano.

L'Are de Triomphe cade con tremendo fracasso di cosa che si sfascia, e rivela la Lesbica

in piedi su un piedistallo, vestita soltanto con uno slip di pelle di leopardo enormemente

imbottito... Rimane lì ferma, sorridendo stupidamente e flettendo i muscoli... Il tecnico

striscia sul pavimento della cabina di controllo cercando la sua dentiera e gridando ordini

inintelligibili: — Fpaventofo... Ftaccatela dalla trafmiffione...

IL DIPLOMATICO (tergendosi il sudore): — A qualsiasi creatura di qualsiasi tipo o

caratteristica... — E la patria dei valorosi.

Il viso del diplomatico è terreo. Egli barcolla, inciampa nel rotolo di carta, si appoggia

alla ringhiera, col sangue che gli esce dagli occhi, dal naso e dalla bocca, agonizzante per

via di una emorragia cerebrale...

IL DIPLOMATICO (appena percettibile): — Il Dipartimento smentisce... non -

americano... È stato distrutto... Cioè non è mai esistito... Categor... — Muore.

Nella Sala di Controllo esplodono le pareti coperte di strumenti... grandi fiammate di

elettricità crepitano in tutta la stanza... Il Tecnico, nudo, col corpo annerito dalle ustioni,

barcolla tutto attorno come una figura nel Götterdämmerung, gridando: — Fpavento-fo...

Trafmiffione... — Una vampata finale riduce il Tecnico in cenere.

«Mostrava nella notte

che la bandiera era ancora là».


Appunti sull'Abitudine.

Iniettarsi l'eukodol ogni due ore. Ho un posto dove posso infilare l'ago direttamente

nella vena; si apre come una bocca rossa e suppurata, rigonfia ed oscena, forma una lenta

goccia di sangue e di pus dopo l'iniezione.

L'eukodol è una variazione chimica della codeina-deidro-ossi-codeina.

Questa roba fa più l'effetto della cocaina che non della morfina... Quando ci si inietta in

vena la cocaina si prova un'ondata di piacere puro che arriva alla testa... Dieci minuti dopo

si desidera un'altra iniezione... il piacere della morfina sta nei visceri... Dopo un'iniezione

ci si ascolta dentro... Ma la cocaina endovenosa è elettricità attraverso il cervello che attiva

le connessioni nervose del piacere... La cocaina non dà alcuna sindrome da astinenza. È un

bisogno che appartiene unicamente al cervello — un bisogno privo di corpo e di

sensazioni. Uno spettro di bisogno ancora legato alle cose terrene. La cocainomania dura

solamente poche ore, finché i canali della cocaina sono stimolati. Poi ci se ne dimentica.

L'eukodol è come una combinazione di stupefacente e di cocaina. Affidatevi ai tedeschi

per preparare delle boiate veramente nocive. L'eukodol è sei volte più forte della codeina.

L'eroina sei volte più forte della morfina. La deidro-ossi-eroina dovrebbe essere sei volte

più forte dell'eroina. Dovrebbe essere possibile creare uno stupefacente che dopo un'unica

iniezione dia un'abitudine tale da durare poi per tutta la vita.

Continuazione degli appunti sull'Abitudine: Alzando l'ago arrivo con la sinistra a toccare

spontaneamente il laccio. Lo considero come un segno che posso iniettare nell'unica vena

ancora sfruttabile del braccio sinistro. (I movimenti necessari ad allacciare sono tali che

normalmente ci si lega il braccio col quale si è afferrato il laccio.) L'ago scivola lungo una

callosità. Lo smuovo. D'improvviso una sottile striscia di sangue irrompe nella siringa, per

un attimo tagliente e solida come una cordicella rossa.

Il corpo sa in quali vene è possibile iniettare e trasferisce questa consapevolezza nei

movimenti spontanei che si fanno preparandosi all'iniezione... Talvolta l'ago si orienta

come la bacchetta di un rabdomante. Talvolta devo attendere il messaggio. Ma quando

arriva trovo sempre il sangue.


Un'orchidea rossa fiorì all'estremità del contagocce. Egli esitò per un intero secondo, poi

premette la pompetta, osservando il liquido precipitarsi nella vena come se fosse succhiato

dalla sete silenziosa del suo sangue. Nel contagocce rimase uno strato iridescente, sottile,

di sangue, e il colletto di carta bianca era macchiato di sangue come una benda. Afferrò il

contagocce e lo riempì d'acqua. Mentre spruzzava via l'acqua l'effetto dell'iniezione lo

colpì allo stomaco, un colpo leggero e dolce.

Guardo i miei calzoni sudici, non li ho cambiati da mesi... I giorni scivolano via, legati a

una siringa con un lungo filo di sangue... Sto dimenticando il sesso e tutti gli aspri piaceri

del corpo — uno spettro grigio di drogato. I ragazzi spagnoli mi chiamano El Hombre

Invisible — l'Uomo invisibile...

L'uso dello stupefacente riduce il grasso, lascia il muscolo più o meno intatto. Il drogato

sembra aver bisogno di meno tessuti... Sarebbe possibile isolare la molecola dimagrante

della droga?

Sempre più radiodisturbi, lì al Drug Store, borbottii di controllo come un ricevitore del

telefono staccato... Passato tutto il giorno fino alle sei del pomeriggio per trovare due

scatole di Eukodol... Ho finito le vene ed ho finito i soldi.

La notte scorsa mi sono svegliato mentre qualcuno mi stringeva la mano. Era l'altra

mano... Mi addormento leggendo e le parole assumono un significato da codice cifrato...

Ossessionato dai codici... L'uomo contrae una serie di malattie che formulano un

messaggio in cifra...

Mi faccio una puntura davanti a D. L. Mi cerco una vena nel piede nudo e sporco... I

drogati non hanno vergogna... Sono tetragoni alla ripugnanza degli altri. C'è da dubitare

che la vergogna esista in assenza della libido sessuale... La vergogna del tossicomane

scompare con la sua mancanza di socievolezza sessuale che essa pure dipende dalla

libido... Egli considera il proprio corpo impersonalmente come strumento per assorbire

l'elemento in cui vive, valuta il proprio tessuto con le mani fredde di un mercante di

cavalli. «Non è possibile iniettare qui.» Occhi da pesce passano senza sostare su una vena

devastata.

Usato un nuovo tipo di pastiglia di sonnifero che si chiama Soneryl... Non si sente

desiderio di dormire... Si piomba nel sonno senza alcun momento di transizione, si cade

d'improvviso nel bel mezzo di un sogno... Per anni sono stato in un campo di prigionia

soffrendo di denutrizione...


Il Presidente è un tossicomane ma non può prendere lo stupefacente direttamente a

causa della sua posizione. Così si droga per mio tramite... Di tanto in tanto abbiamo dei

contatti, ed io lo ricarico. Questi rapporti sembrano, all'osservatore casuale, pratiche

omosessuali, ma la vera e propria eccitazione non è fondamentalmente sessuale, e il

culmine si raggiunge con la separazione, quando la ricarica è completa. Naturalmente

posso sempre drogarlo con la Ricarica ad Osmosi, che corrisponde a un'iniezione

sottocutanea, ma questo significa dichiararsi battuti. Una R.O. metterebbe il Presidente di

cattivo umore per settimane, e potrebbe esser causa di una carneficina atomica. Il

Presidente paga a caro prezzo per l'Abitudine Indiretta. Ha rinunciato ad ogni padronanza

della situazione, dipende dagli altri come un bambino che deve ancor nascere. Il

Tossicomane Indiretto soffre tutto uno spettro di orrore soggettivo, di silenziosa frenesia

protoplasmica, di orribile agonia delle ossa. La tensione cresce, e alla fine la pura energia

senza contenuto emotivo si irradia per il corpo riducendolo come un individuo a contatto

con i fili ad alta tensione. Se gli si toglie d'improvviso il collegamento per la carica, il

Tossicomane Indiretto cade in convulsioni elettriche così violente che le ossa gli vanno a

pezzi, ed egli muore con lo scheletro che si sforza di uscire dalla carne insopportabile per

correre dritto filato al più vicino cimitero.

La relazione tra T.I. (Tossicomane Indiretto) e il suo C.R. (Collegamento di Ricarica) è

così intensa che essi possono sopportare la reciproca compagnia solo per brevi e

infrequenti intervalli; cioè a parte gli incontri per la ricarica, quando ogni contatto

personale è eclissato dal processo di ricarica.

Leggendo il giornale... Qualcosa riguardo a un triplice assassinio in rue de Merde, a

Parigi. «Un regolamento di conti»... continuo a scorrere... «La polizia ha identificato

l'autore... Pepe el Culito... Il Culino, un vezzeggiativo.» Dice proprio così? Cerco di mettere

a fuoco le parole... si separano in mosaici senza senso...

Lazzaro torna a casa

Protendendosi attraverso un nastro scolorito verso la frontiera ove si trova la droga, una

languida grigia zona piena di iati miasmici di sbadigli e di /assenze mentali, Lee scoprì


che il tossicomane in piedi nella sua stanza alle dieci del mattino era reduce da due mesi di

pesca subacquea in Corsica e aveva smesso la droga...

«È qui per mostrare il corpo messo a nuovo», concluse Lee con un brivido mattutino per la

malattia da droga. Sapeva che stava guardando — ah sì, Miguel, grazie — tre mesi prima

seduto al Metropol sonnecchiava dopo aver mangiato una pasta che avrebbe avvelenato

un gatto due ore dopo, e decise che il semplice sforzo di veder Miguel alle dieci del

mattino era abbastanza anche senza il compito intollerabile di dover correggere un errore

(«che cos'è, una schifosa fattoria?») il che avrebbe anche comportato un'autentica

fotografia di Miguel in zone molto frequentate come un oggetto grosso e fastidioso in cima

alla valigia.

— Hai un magnifico aspetto — disse, cancellando i segni più ovvi di disgusto con una

salvietta sporca scelta a caso, vedendo le tracce grigie della droga sul viso di Miguel,

studiando gli aspetti della sua miserabile apparizione come se l'uomo e i suoi abiti

avessero viaggiato per anni per le vie sudice del tempo senza mai una zona di sosta per

rinfrescarsi.

«Inoltre, quando avrei potuto correggere l'errore... Lazzaro, torna a casa... Paga l'Uomo e torna

a casa... Perché dovrei guardare la tua vecchia carne presa in prestito?».

— Be', è una gran bella cosa vedere che l'hai piantata... Ti farà benissimo... — Miguel

stava nuotando per la stanza trafiggendo pesci con la mano...

— Quando sei là sott'acqua non pensi mai alla droga.

— Stai meglio così — disse Lee, accarezzando con aria sognante una cicatrice d'ago sul

dorso della mano di Miguel, seguendo le spire e i disegni sulla carne liscia violacea con un

lento movimento circolare...

Miguel si grattò il dorso della mano... Guardò fuori della finestra... Il suo corpo si

muoveva con piccoli scatti galvanizzati mentre i canali della droga gli si attivavano... Lee

stava seduto, in attesa. — Un'annusata sola non ha mai fatto ricascar nessuno, ragazzo.

— So quello che faccio.

— Lo sanno sempre.

Miguel prese la lima per le unghie.

Lee chiuse gli occhi: — È troppo faticoso.


— Uh, grazie; è stato proprio bello. — I pantaloni di Miguel gli calarono giù fino alle

caviglie. Stava in piedi là in un soprabito sformato di carne che da marrone diventò verde

e poi senza colore nella luce del mattino, e ricadde in sfere liquide sul pavimento.

Gli occhi di Lee gli scrutarono il volto... un movimento rapido, freddo, grigio... —

Pulisci — disse. — C'è già abbastanza sporcizia qui.

— Oh, uh, certo — Miguel annaspò con una paletta per la spazzatura.

Lee viveva in perenne terzo giorno di astinenza, con, naturalmente, uh, gli intervalli

necessari per alimentare il fuoco che ardeva attraverso la sua sostanza gelatinosa giallo-

rosa-marrone a tenere la carne che gli indugiava ancora. In un primo tempo la sua pelle

era semplicemente morbida, così morbida che gli penetravano fino all'osso particelle di

polvere, correnti d'aria e soprabiti ruvidi mentre il contatto diretto con porte e sedie non

sembrava originare alcun disagio. Nessuna ferita guariva sulla sua carne morbida,

provvisoria... Lunghi e bianchi viticci di miceti si arricciavano attorno alle ossa messe a

nudo. Sentori muschiosi di testicoli atrofizzati gli coprivano il corpo come una nebbia

confusa, grigia...

Durante la sua prima grave infezione il termometro che bolliva sparò un proiettile di

mercurio nel cervello dell'infermiera che cadde morta con un grido strozzato. Il dottore

diede un'occhiata e sbatté le persiane di acciaio della sopravvivenza. Ordinò che il letto

ardente e il suo occupante fossero immediatamente espulsi dai locali dell'ospedale.

— Credo che possa farsi da sé la sua penicillina! — ringhiò il dottore.

Ma l'infezione bruciò via la muffa... Lee viveva ora in vari stadi di trasparenza... Benché

non proprio invisibile, era per lo meno difficile da scorgere. La sua presenza non suscitava

particolare attenzione... La gente lo considerava una specie di proiezione o lo liquidava

come un riflesso, un'ombra. — Qualche gioco di luce o una reclame al neon.

Adesso Lee sentiva i primi tremori sismici del Vecchio Fedele Bruciore Freddo. Spinse

lo spirito di Miguel nella hall con un gentile, fermo tentacolo.

«Gesù!» disse Miguel «Devo andare!» Si precipitò fuori.

Fiamme rosa di istamina sprizzavano dall'interno incandescente di Lee e coprivano la

sua cruda periferia. (La stanza era a prova di fuoco, le pareti di ferro corrose e punteggiate

di crateri lunari.) Si iniettò una dose abbondante e falsificò la sua tabella.

Decise di andare a trovare un collega, NG Joe, che restò agganciato durante un attacco

di Bang-utot a Honolulu.


(Nota: Bang-utot, letteralmente, «cercare di alzarsi e grugnire...» La morte arriva nel

corso di un incubo... Il caso ricorre tra i maschi del SudEst Asiatico... A Manila circa dodici

casi di morte per Bang-utot sono segnalati ogni anno.

Un uomo che si salvò disse che «un omino» gli era seduto sul petto e cercava di

strangolarlo.

Le vittime spesso sanno di star per morire, esprimono il timore che il proprio pene

possa entrargli in corpo e li uccida. Talvolta si afferrano il pene in stato di isterismo

scalmanato chiamando altri ad aiutarli per paura che il pene gli sfugga e trapassi il corpo.

Le erezioni, così come normalmente capitano nel sonno, sono considerate particolarmente

pericolose e soggette a portare un attacco fatale... Un uomo inventò un congegno alla Rube

Goldberg per prevenire l'erezione durante il sonno. Ma morì di Bang-utot.

Autopsie accurate di vittime di bang-utot non hanno rivelato ragioni organiche di

morte. Vi sono spesso segni di strangolamento [causati da cosa?]; talvolta leggere

emorragie del pancreas e dei polmoni — insufficienti a causare la morte e pure di origine

ignota. All'autore è venuto in mente che la causa della morte potrebbe essere un disguido

di energia sessuale risultante in erezione di polmoni con conseguente' strangolamento...

[Vedere l'articolo di Nil Larsen, M.D., Gli uomini dal Sogno Mortale sul Saturday Evening

Post, 3 dicembre 1955. E anche un articolo di Earle Stanley Gardner per True Magazine.]

NG viveva in costante terrore di erezioni e così la sua assuefazione cresceva a ritmo

galoppante. (Nota: è un fatto ben noto e noioso, è un notoriamente barboso e tirato in

lungo fatto, che chiunque resti incastrato dalla droga a causa di un qualsiasi punto debole,

sarà messo di fronte, durante periodi di scarsità o mancanza [questa è una cosa troppo

divertente sapete] a una resa di conti arrogantemente imbottita, proliferante in

progressione geometrica.)

Un elettrodo collegato a un testicolo scintillò rapidamente e NG si svegliò nell'odore di

carne che brucia e allungò la mano verso una siringa piena. Si raggomitolò in posizione

fetale e si infilò l'ago nella spina dorsale. Tirò fuori l'ago con un piccolo sospiro di piacere,

e si rese conto che Lee era nella camera. Un lungo proiettile uscì ondulando dall'occhio

destro di Lee e scrisse sul muro in fanghiglia iridescente: «Il Marinaio è in Città a

comprare TEMPO.»

Sto aspettando di fronte a un drugstore che deve aprire alle nove. Due ragazzi arabi

fanno rotolare bidoni di spazzatura verso una grande, pesante porta di legno che si apre in


un muro intonacato. La polvere davanti alla porta era chiazzata di urina. Uno dei ragazzi

si chinò, facendo rotolare i pesanti bidoni, i calzoni aderenti sui suoi magri, giovani lombi.

Mi osserva con lo sguardo inespressivo di un animale. Mi risveglio con un sobbalzo come

se il ragazzo fosse reale e questo pomeriggio non fossi andato ad un appuntamento con

lui.

— Siamo in attesa di ulteriori informazioni — dice l'Ispettore al Vostro Cronista. —

Altrimenti accadrà — l'Ispettore solleva una gamba con un tipico© atteggiamento nordico,

— il guaio della risalita troppo rapida, no? Ma forse possiamo fornire una camera di

decompressione.

L'Ispettore si sbottona e comincia a cercarsi i pidocchi, applicando dell'unguento da un

vasetto di terracotta. L'intervista è giunta chiaramente alla fine. — Ma come, andate già

via? — esclama. — Bene, come disse un giudice a un altro: "Sii giusto, e se non puoi essere

giusto, sii arbitrario". Mi duole di non poter praticare le debite oscenità. — Solleva la

destra ricoperta di unguento giallo puzzolente.

Uno dei cronisti si precipita innanzi e stringe la mano sporca con entrambe le sue. — È

stato un piacere, Ispettore, un piacere indicibile — dice sfilandosi i guanti,

appallottolandoli e gettandoli nel cestino della carta straccia. — In conto spese — sorride.

La Stanza dei Giochi di Hassan.

Orpelli e velluti rossi. Bar rococò sostenuto da una conchiglia rosa. L'aria è impregnata

di una dolce sostanza maligna come miele rancido. Uomini e donne in vestito da sera

bevono caffè alla crema attraverso tubi di alabastro. Un Mugwump levantino è seduto

nudo su uno sgabello da bar coperto di seta rosa. Sta leccando il miele caldo da un globo

di cristallo con la sua lunga lingua nera. I suoi genitali hanno forme perfette — organo

circonciso, peli puberali neri splendenti. Le sue labbra sono sottili e violette come le labbra

di un pene, i suoi occhi vacui in una calma da insetto. Il Mugwump non ha fegato, e si

nutre esclusivamente di dolci. Il Mugwump spinge uno snello giovane biondo su un

lettino e lo sveste in modo esperto.

«Alzati e voltati,» ordina in pittografie telepatiche. Lega le mani del ragazzo di dietro

con una corda rossa di seta. «Stanotte lo facciamo fino in fondo.»


«No, no!» grida il ragazzo.

«Sì. Sì.»

I cazzi eiaculano in silenziosi «Sì.»

Il Mugwump solleva i tendaggi di seta, scopre una forca di legno di teak davanti a uno

schermo illuminato di selce rossa. La forca è su un baldacchino di mosaici Aztechi.

Il ragazzo cade in ginocchio con un lungo «OOO-OOOOOOOH», cagando e pisciando

dal terrore. Sente la merda calda tra le cosce. Una gran ondata di sangue caldo gli gonfia le

labbra e la gola. Il corpo gli si contrae nella posizione del feto e lo sperma cade caldo sulla

sua faccia. Il Mugwump attinge l'acqua calda profumata da un recipiente di alabastro, lava

pensosamente il ragazzo, e lo asciuga con un morbido asciugamani blu. Un vento caldo

gioca sul corpo del ragazzo e i peli ondeggiano. Il Mugwump mette una mano sotto il

petto del ragazzo e lo fa alzare. Tenendolo per tutt'e due i gomiti, lo spinge su per gli

scalini e sotto il cappio. Sta di fronte al ragazzo tenendo il cappio con tutte e due le mani.

Il ragazzo guarda negli occhi del Mugwump vacui come specchi di ossidiana, stagni di

sangue nero, buchi di gloria in un muro di gabinetto che si richiude sull'Ultima erezione.

Un vecchio spazzino, volto fine e giallo come avorio cinese, soffia Lo Squillo nel suo

corno di ottone dentellato, sveglia il ruffiano spagnolo con un'erezione. La puttana

barcolla attraverso polvere e merda e resti di gattini morti, portando mucchi di feti

abortiti, preservativi rotti, Kotex insanguinati, merda avvolta in fumetti a colori vivaci.

Un vasto, immobile golfo di acqua iridescente. Bagliori di gasometri abbandonati

sull'orizzonte fumoso. Puzza di olio e di fognature. Pescecani malati nuotano nell'acqua

nera, ruttano solfuro da fegati marci, ignorano uno spezzato, sanguinante Icaro. Un nudo

Mister America, ardente di un frenetico amore per le proprie ossa, urla: «Il mio buco del

culo confonde il Louvre! Io scorreggio ambrosia e cago stronzi di oro puro! Il mio pene

spruzza diamanti morbidi nella luce del sole del mattino!» Si lascia cadere dalla torre del

faro senza occhi, baciando e masturbandosi di fronte allo specchio nero, scivola giù

obliquamente con preservativi occulti e un mosaico di un migliaio di giornali attraverso

una città sommersa di mattoni rossi posandosi sul fango nero con scatole di latta e

bottiglie di birra, gangster chiusi in cemento, pistole schiacciate piatte e insignificanti per

evitare l'ispezione ravvicinata di pruriginosi esperti balistici. Aspetta il lento strip-tease

dell'erosione con lombi fossili.


Il Mugwump fa scivolare il laccio sulla testa del ragazzo e tende carezzevolmente il

nodo dietro l'orecchio sinistro. Il pene del ragazzo è rattrappito, le palle tese. Guarda dritto

davanti respirando fondo. Il Mugwump gira intorno al ragazzo toccandolo e

accarezzandogli i genitali in geroglifici di scherno. Si avvicina dietro al ragazzo con una

serie di sobbalzi e spinge il cazzo nel culo del ragazzo e resta lì in piedi muovendosi in

gesti circolari.

Gli ospiti si fanno segno di tacere, si danno di gomito e ridacchiano.

Improvvisamente il Mugwump spinge il ragazzo in avanti nello spazio, via dal suo

organo. Tiene fermo il ragazzo con le mani sulle anche, si sporge in su con le sue stilizzate

mani geroglifiche e colpisce il collo del ragazzo. Un brivido passa lungo il corpo del

ragazzo. Il pene gli si solleva in tre grandi ondate spingendo in su il bacino, eiacula

immediatamente.

Scintille verdi esplodono dietro i suoi occhi. Un dolce dolore come di mal di denti gli

esplode attraverso il collo, giù per la spina dorsale fino all'addome, contraendogli il corpo

in spasimi di delizia. Tutto il suo corpo si spreme fuori. Uno spasimo finale lancia un

grande spruzzo di sperma attraverso lo schermo rosso come una stella cadente.

Il ragazzo cade con un morbido risucchio attraverso un intrico di gallerie da un penny e

fotografie sconce. Uno stronzo gli esce di netto dal culo.

Scorregge gli scuotono il corpo snello. Razzi scoppiano in grappoli verdi dall'altra parte

di un grande fiume. Sente il debole tossire di un motoscafo nel crepuscolo di una giungla...

Sotto le ali silenziose delle zanzare anofele.

Il Mugwump tira ancora indietro il ragazzo. Il ragazzo guaisce, impalato come un pesce

infilzato. Il Mugwump si dondola sulla schiena del ragazzo, con il corpo che gli si contrae

in onde fluide. Il sangue scorre giù per il mento del ragazzo dalla bocca, semiaperta, dolce

e imbronciata nella morte. Il Mugwump cade con fluido, soddisfatto plop.

Un Satiro e un ragazzo greco nudo con respiratori subacquei tracciano un balletto di

inseguimento in mostruoso vaso di alabastro trasparente. Il Satiro prende il ragazzo dal

davanti e lo fa voltare. Si muovono in guizzi da pesci. Il ragazzo lascia uscire un'argentea

corrente di bolle dalla bocca. Sperma bianco eiacula nell'acqua verde e galleggia

pigramente intorno ai corpi che si contorcono.

Un negro solleva gentilmente un delicato ragazzo cinese in un'amaca. Spinge su le

gambe del ragazzo sopra la sua testa e si mette a cavalcioni dell'amaca. Fa scivolare il


cazzo nello snello sedere del ragazzo. Fa oscillare gentilmente l'amaca avanti e indietro. Il

ragazzo grida, un magico acuto guaito di gioia irresistibile.

Un danzatore giavanese in una sedia girevole di teak decorato, incastrata in una cavità

di natiche di calcare, tira giù un ragazzo americano — capelli rossi, occhi verde chiaro —

giù sul suo cazzo con gesti rituali. Il ragazzo siede impalato di fronte al danzatore che si

lancia in movimenti circolari, cospargendo la sedia di sostanze fluide. «Weeeeeeeee!» urla

il ragazzo mentre il suo sperma spruzza sullo snello torace bruno del danzatore. Una

goccia arriva sull'angolo della bocca del danzatore. Il ragazzo la spinge dentro con un dito

e ride: «Uomo, ecco cosa intendo per suzione!»

Due donne arabe dalle facce bestiali hanno tirato giù le mutande a un ragazzino

francese. Il ragazzo ringhia, morde, scalcia, scoppia in lacrime mentre il suo pene si alza ed

eiacula.

La faccia di Hassan si gonfia, tumida di sangue. Le labbra gli diventano purpuree. Si

toglie il suo vestito di banconote e lo butta in una cassaforte aperta che si chiude senza

rumore.

«Ecco il Salone della Libertà, gente!» urla nel suo fasullo accento del Texas. Con ancora

addosso il cappello da dieci galloni e gli stivali da cow-boy, danza la Giga Liquefazionista

finendo con un grottesco can-can al ritmo di She Started a Heat Wave

«Forza! E nessun buco nudo!!!»

Coppie attaccate a finimenti barocchi con ali artificiali copulano nell'aria, strillando

come gazze.

Acrobati eiaculano l'uno verso l'altro nell'aria con un solo tocco sicuro.

Equilibristi si succhiano destramente, tenendosi su pali pericolosi e sedie in bilico sul

vuoto. Un vento caldo porta l'odore di fiumi' e giungla da profondità nebbiose.

Ragazzi cadono a centinaia attraverso il tetto, tremando e scalciando in fondo a corde. I

ragazzi pendono a livelli diversi, qualcuno vicino al soffitto e altri a pochi centimetri dal

pavimento. Delicati balinesi e malesi, indiani messicani dai fieri volti innocenti e gengive

rosso vivo. Negri (denti, dita, unghie dei piedi e peli puberali dorati), ragazzi giapponesi,

lisci e bianchi come porcellana, ragazzi veneziani dai capelli rosso Tiziano, americani dai

riccioli biondi o neri che cadono attraverso la fronte (gli ospiti li spingono teneramente

indietro), biondi polacchi imbronciati dagli occhi bruni animaleschi, ragazzi di strada

arabi e spagnoli, ragazzi austriaci rosa e delicati con una lieve ombra di biondi peli


puberali, irridenti giovani tedeschi dagli occhi blu chiaro gridano «Heil Hitler!» mentre la

botola si apre sotto di loro. Sollubis cacano e mugolano.

Mr. Ricco-e-Volgare mastica il suo avana chiassoso e schifoso, sdraiato su una spiaggia

del Florida circondato da biondi succubi smorfiosi:

«Questo cittadino ha un Latah che ha importato dall'Indocina. Gli viene in mente di

impiccare il Latah e mandare un documentario TV ai suoi amici per Natale. Allora prepara

due corde — una congegnata in modo da allungarsi, l'altra un vero Mc Coy. Ma quel

Latah si alza d'umore vendicativo e si mette il suo costume da Santa Claus e si dà da fare

con l'interruttore. Viene l'alba. Il cittadino si mette una corda e il Latah, continuando alla

maniera dei Latah, mette l'altra. Quando le botole sono giù il cittadino si impicca sul serio

e il Latah resta lì con la corda truccata. Bene, il Latah imita ogni contorsione e spasimo.

Viene tre volte.

«Il furbo giovane Latah tiene gli occhi aperti. L'ho preso a lavorare in una delle mie

fabbriche come spedizioniere.»

Sacerdoti Aztechi tolgono la tunica di piume azzurre al Giovane Nudo. Lo fanno

chinare su un altare di calcare, gli adattano un teschio di cristallo alla testa, stringendo i

due emisferi davanti e dietro con viti di cristallo. Una cascata d'acqua cade sul teschio

battendogli sul collo. Eiacula in un arcobaleno sullo sfondo del sole che sorge.

Un acuto odore di proteine riempie l'aria. Gli ospiti fanno scorrere le mani sui ragazzi

che si contorcono, gli si appendono alla schiena come vampiri.

Inservienti nudi portano dentro polmoni d'acciaio pieni di giovani paralizzati.

Ragazzi ciechi escono brancolando da enormi torte, schizofrenici deteriorati spuntano

da una fica di gomma, ragazzi con orribili malattie della pelle si alzano da uno stagno nero

(pesci indolenti mordicchiano stronzi gialli alla superficie).

Un uomo con cravatta bianca e camicia, nudo dalla vita in giù salvo che per le

giarrettiere nere, parla all'Ape Regina in toni eleganti. (Le Api Regine sono vecchie donne

che si circondano di pederasti per formare uno "sciame". È una sinistra usanza messicana).

«Ma dov'è la scultura?» Parla da un lato della faccia, l'altro è contorto dalla Tortura di

un Milione di Specchi. Si masturba selvaggiamente. L'Ape Regina continua la

conversazione, non nota niente.

Divani, sedie, tutto il pavimento comincia a vibrare, scuotendo gli ospiti fino a renderli

dei grigi fantasmi annebbiati che gridano in agonia.


Due ragazzi che si masturbano sotto un ponte della ferrovia. Il treno scuote fin dentro i

loro corpi, li fa eiaculare, svanisce con un fischio lontano. Le rane gracidano. I ragazzi si

lavano via il seme dagli snelli stomaci bruni.

Uno scompartimento di treno: due giovani tossicomani sofferenti senza droga in

viaggio verso Lexington si strappano giù le mutande in convulsioni di bramosia. Uno di

loro si insapona il cazzo e lo spinge su nel culo dell'altro con movimenti a cavatappi.

«Geeeeeeeeeeesù!» Entrambi eiaculano in piedi insieme. Si staccano uno dall'altro e si

tirano su i pantaloni.

«Un vecchio farmacista a Marshall fa ricette per la tintura e l'olio dolce».

«Le emorroidi di una vecchia madre urlano crude e sanguinanti per la Merda Nera...

Doc, immagini che sia sua madre, piena di vesciche residenti, che si agitano intorno così

schifose... Disattiva quel bacino, mamma, mi stai già disgustando.»

«Fermiamoci e chiediamogli un RX.»

Il treno irrompe nella fumosa notte di giugno illuminata dal neon.

Immagini di uomini e donne, ragazzi e ragazze, animali, pesci, uccelli, il ritmo di coito

dell'universo scorre nella stanza, una grande marea blu di vita. Il vibrante, silenzioso

ronzare della foresta profonda — improvvisa quiete di città quando il tossicomane cerca e

anche l'Impiegato pendolare espande le sue condutture intasate dal colesterolo in cerca del

contatto.

Hassan urla: «Questa è opera tua, A.J.! Mi hai svaccato il party!»

A.J. lo guarda, volto remoto come calcare: «Prenditelo in culo, bastardo in

liquefazione.»

Un'orda di donne americane in calore entra di corsa. Dalla fattoria e dal ranch di-lusso,

fabbrica, casino, club di campagna, attico, periferia, motel e yacht e sala da cocktail, si

strappano vestiti da amazzone, tenuta da sci, vestiti da sera, blue-jeans, tuniche pseudo

orientali, vestiti stampati, pantaloni, costumi da bagno e kimono. Strillano e guaiscono e

ululano, saltano addosso agli ospiti come cagne in calore con la rabbia. Afferrano i ragazzi

impiccati urlando: «Pederasta! Bastardo! Chiavami! Chiavami!» Gli ospiti fuggono

strillando, si nascondono in mezzo ai ragazzi impiccati, rovesciano polmoni d'acciaio.

A.J. «Chiamate i miei Sweitzers, accidenti! Proteggetemi da queste volpi!»

Mr. Hyslop, segretario di A.J., guarda su dal suo album di fumetti: «Gli Sweitzers si

sono già liquefatti.»


(La liquefazione implica sfaldamento di proteine e riduzione a liquido che viene

assorbito nell'essere protoplasmico di qualcun altro. Hassan, un famigerato

liquefazionista, è probabilmente il beneficiario in questo caso.)

A.J.: «Come fa un uomo senza i suoi Sweitzers? Le nostre schiene sono al muro,

gentlemen. Addirittura i nostri peni sono in questione. Tenersi pronti a resistere

all'abbordaggio, Mr. Hyslop, e distribuire armi bianche agli uomini.»

A.J. estrae un coltellaccio e comincia a decapitare le Ragazze Americane. Canta con

passione:

Quindici uomini sulla cassa dell'uomo morto Yo Ho ho e una bottiglia di rum. Il bere e

il diavolo si è preso cura del resto Yo Ho ho e una bottiglia di rum. Mr. Hyslop, annoiato e

rassegnato: «Oh dio! Ecco che ricomincia.» Sventola svogliatamente il Jolly Rogers.

A.J., circondato e in lotta in condizione di svantaggio, piega indietro la testa e fa il

richiamo dei maiali. Immediatamente un migliaio di eschimesi in calore si riversano

dentro grugnendo e uggiolando, i volti tumidi, occhi caldi e rossi, labbra purpuree, saltano

addosso alle donne americane.

(Gli eschimesi hanno una stagione dei calori quando le tribù si incontrano durante la

breve estate per darsi alle orge. Le loro facce si gonfiano e le labbra diventano purpuree.)

Un Poliziotto Locale con un sigaro lungo due piedi caccia dentro la testa attraverso il

muro: «Avete dentro una ménagerie?»

Hassan si torce le mani: «Un macello! Un lurido macello! Per Allah non ho mai visto

niente così spaventosamente schifoso!»

Si volta verso A.J. che è seduto su un baule da marinaio, pappagallo sulla spalla, benda

su un occhio, bevendo rum da un boccale. Scruta l'orizzonte con un enorme telescopio

d'ottone.

HASSAN: «Sporca cagna fattualista! Vattene e non offuscare più la mia stanza da

gioco!»

Campus of Interzone University

Asini, cammelli, risciò, carretti di mercanzie spinti da ragazzi tesi nello sforzo, occhi

strabuzzati come lingue strangolate pulsano scarlatti di odio animalesco. Branchi di pecore


e di capre e di armenti dalle lunghe corna passano fra gli studenti e il podio della lezione.

Gli studenti siedono in cerchio su panchine arrugginite, su blocchi di pietra calcarea, su

sedili da gabinetti, su gabbie da imballaggio, su taniche di petrolio, su polverosi cuscini da

inginocchiatoio, su ammuffite stuoie da palestra. Indossano levis, jellaba... calzamaglia —

bevono whisky da barattoli da marmellata, caffè da lattine, fumano gage (marijuana) in

sigarette di carta da imballaggio e biglietti di lotteria... si iniettano la droga con una spilla

di sicurezza e un contagocce, studiano schedine per le corse dei cavalli, fumetti, codici

Maya...

Il Professore arriva su di una bicicletta portando una fila di pesci-gatto. Monta sul podio

sorreggendosi la schiena (una gru gli fa ondeggiare sulla testa una mucca che muggisce).

PROF: — L'Armata del Sultano mi ha fregato, la notte scorsa. Mi sono slogato la schiena

al servizio della mia regina residente... Non riesco a far fuori quella vecchia arpia. Ho

bisogno di un elettricista del cervello che la disinnesti sinapsi per sinapsi e di un

inserviente chirurgico che le metta le interiora sul marciapiede. Quando punta su un

ragazzo armi e bagagli, quello si mette a suonare, che l'Inferno faccia fuori quella Gold Star

Boarder...

Guarda i pesci-gatto fischiettando canzonette degli Anni Venti. — Ragazzi, mi è venuto

un attacco di nostalgia e volente o nolente mi verrà fuori... dei ragazzi camminano lungo la

Midway del parco dei divertimenti mangiando zucchero filato... si adocchiano l'un l'altro

allo spettacolo di spogliarello... La luna sorge rossa e fumosa sopra la fonderia al di là del

fiume. Un Nigra è impiccato ad un albero di pioppo davanti al Vecchio Palazzo di

Giustizia... Donne uggiolanti acchiappano il suo sperma con denti vaginali. (Il marito

guarda il piccolo bambino scambiato con occhi socchiusi del colore di una scolorita

camicia di flanella grigia... «Doc, ho il sospetto che sia un Nigra»).

Il Dottore si stringe nelle spalle: — È la solita vecchia storia, figlio mio.

Un pisello sotto il guscio... Adesso lo vedi, adesso non lo vedi più...

E Doc Parker nella retrobottega della sua farmacia si inietta eroina da cavalli a tre grani

per volta — Tonico, — mormora. — È sempre primavera.

'Mani', il Pervertito di Benson Town, fa una querencia nella latrina della scuola

(Querencia è un termine di tauromachia... Il toro scopre nell'arena un punto che gli piace e

ci rimane, e il torero deve andare lì ad incontrarsi con il toro ai suoi stessi termini oppure

obbligarlo ad uscire — o l'una o l'altra). Lo Sceriffo A.Q. 'Piatti' Larsen dice: — In un modo


o nell'altro bisogna attirarlo fuori da quella querencia... — E la Vecchia Ma’ Lottie dorme

per dieci anni con una figlia morta e per di più imbalsamata in casa, si sveglia

rabbrividendo nell'alba dell'Est Texas... avvoltoi sopra le nere acque della palude e sopra i

moncherini dei cipressi...

— Ed ora signori — oso credere che non siano presenti dei travestiti — eh eh — e che

siate tutti gentiluomini per atto del Congresso essendo che rimane soltanto da stabilire che

siate tutti umani maschi, positivamente nessun Transizionale in un senso o nell'altro verrà

ammesso in questa rispettabile aula. Signori, presentate le armi individuali. Ora siete tutti

stati ragguagliati sull'importanza di tenere le vostre armi ben lubrificate e pronte per ogni

azione di fiancheggiamento o di retroguardia.

STUDENTI: — Senti! Senti! — Stancamente si sbottonano la patta. Uno di loro

brandisce un'enorme erezione.

— E adesso, signori, dove ero rimasto? Ah, sì, Ma’ Lottie... si sveglia rabbrividendo

nella dolce alba rosata, rosata come le candeline sulla torta del compleanno di una

bambina, rosata come zucchero filato... rosata come una conchiglia di mare... Ma Lottie...

hu-rumph... se non si taglia tutta questa prolissità finirà con il soccombere alle infermità

della vecchiaia e raggiungerà sua figlia nella formalina.

PROF: — La Ballata dell'Antico Marinaio del Poeta Coleridge... Vorrei richiamare la

vostra attenzione sul simbolismo dell'Antico Marinaio stesso.

STUDENTI: — Dello stesso, dice quell'uomo.

— Richiamando perciò la vostra attenzione sulla sua assai poco appetitosa persona.

— Non è molto gentile da parte sua, Maestro, dire una cosa simile.

Un centinaio di delinquenti minorili... lame a scatto tintinnanti come denti muovono

contro di lui.

PROF: — Tuoni e fulmini! — Cerca disperatamente di nascondersi camuffandosi da

vecchia signora con scarpe nere alte e ombrello... — Se non avessi la lombaggine che mi

impedisce di chinarmi farei come i babbuini... Se un babbuino debole viene attaccato da

uno più forte, il babbuino debole segue due linee d'azione (a) presenta il suo hurumph

sedere credo che sia la parola giusta, signori, hehe hehe, — o (b) se è un babbuino di tipo

diverso, più estroverso, più equilibrato, sferra un attacco contro un babbuino ancora più

debole, sempre che gli riesca di trovarne uno.


Una trasandata Diseuse in abiti 1920 nei quali sembra avere dormito da allora ondeggia

attraverso la tetra strada di Chicago illuminata al neon... peso morto dei Dear Dead Days

che pende nell'aria come uno spettro ancora legato alle cose terrene... Diseuse: — Trovate

il babbuino più debole.

Locale di frontiera: Babbuino Finocchio vestito di un azzurro abitino da bambina canta

con voce rassegnata sull'aria di Alice Blue Gown: «Sono il babbuino più debole di tutti.»

Un treno merci separa il Prof, dai delinquenti minorili... Quando il treno è passato essi

hanno stomachi grassi e posti di responsabilità...

STUDENTI: — Vogliamo Lottie!

PROF. — Ma quello era in un altro paese, signori... Come stavo dicendo prima di venire

così villanamente interrotto da una delle mie molteplici personalità... fastidiose bestiole...

prendiamo in considerazione l'Antico Marinaio privo di curaro, lasso, bulbocapnine o

camicia di forza, e cioè capace di catturare e trattenere un uditorio vivente... Qual è il suo

hrump trucco? Egli egli egli egli? Egli non ferma, come i cosiddetti artisti di oggigiorno,

chiunque capiti loro a tiro perciò infliggendo una noia non richiesta e lavorando duramente

a casaccio... Egli ferma quelli che non possono fare altro che ascoltarlo, a causa di una

preesistente relazione fra il Marinaio (per quanto Antico sia) e il huh Ospite del

Matrimonio...

«Ciò che il Marinaio dice è in realtà privo di importanza... Può darsi che sia un

chiacchierone, inconcludente, superficiale e perfino grossolano e furiosamente senile. Ma

all'ospite accade qualcosa come accade nella psicoanalisi quando accade se accade. Se mi

permettete una breve digressione... un analista di mia conoscenza non fa altro che parlare

— i pazienti ascoltano pazientemente o no. — E lui si lascia andare alle reminiscenze...

racconta barzellette sporche (vecchie), raggiunge dei contrappunti di idiozia come non se

li sogna neppure l'Impiegato Municipale. Egli illustra ampiamente il fatto che non si può

raggiungere niente ad un livello verbale... È arrivato a questo metodo osservando che

l'Ascoltare — lo Psicoanalista — non leggeva un bel nulla nella mente del paziente... Il

Paziente — Il Parlatore — leggeva nella sua mente... Cioè il Paziente ha una coscienza ESP

dei sogni e dei progetti dell'analista mentre l'analista ha contatto con il paziente solamente

per mezzo del cervello anteriore... Molti agenti segreti usano questa tecnica di

accostamento — sono notoriamente dei seccatori verbosissimi e dei pessimi ascoltatori...


«Signori, lascerò cadere una perla: Si scopre di più su di una persona parlandole che non

ascoltandola.

Dei maiali accorrono ed il Professore versa secchi di perle in truogolo...

— Non sono degno di mangiargli i piedi, — dice il verro più grasso di tutti.

— Argilla ad ogni modo.

La festa annuale di a.j.

A.J. si volta verso gli ospiti: «Fiche, cazzi, e voi a metà strada, stanotte vi offro —

l'impresario di fama internazionale del pornofilm e TV a onde corte, il sole, l'unico, Il

Grande Slashtubitch!»

Indica un sipario di velluto rosso alto venti metri. Fulmini squarciano il sipario da cima

a fondo. Il Grande Slashtubitch è in piedi svelato a ogni sguardo. La sua faccia è immensa,

immobile come un'urna funeraria Chimu. È in abito da sera, cappa blu e monocolo blu.

Enormi occhi grigi con sottili pupille nere che sembrano sputare aghi. (Solo i Fattualisti

Coordinati sanno ricambiargli lo sguardo.) Quando è arrabbiato tutta questa carica gli

spara il monocolo attraverso la stanza. Più di un attore imbidonato ha sentito il gelido

scoppio dello scontento di Slashtubitch: «Fuori dal mio studio, salame paonazzo da due

soldi! Credevi di rifilarmi un orgasmo contraffatto! IL GRANDE SLASHTUBITCH! Riesco

a capire se state venendo solo guardandovi il dito alluce. Idiota! Fesso insensato!! Sacco di

insolenza!!! Va' a dar via il culo e sappi che ci vuole sincerità e arte, e devozione, per

lavorare per Slashtubitch. Non trucchi stantii, ansiti da doppiaggio, stronzi di gomma ed

eiaculazioni di latte nascosto nelle orecchie e iniezioni di yohimbina schiaffate di nascosto

nelle chiappe.» (La yohimbina, derivata dalla corteccia di un albero che cresce nell'Africa

Centrale, è il più innocuo ed efficiente afrodisiaco. Agisce dilatando i vasi sanguigni sulla

superficie dell'epidermide, particolarmente nell'area dei genitali.)

Slashtubitch eietta il suo monocolo. Vola scomparendo alla vista, gli ritorna come un

boomerang nell'occhio. Fa una piroetta e sparisce in una nebbia blu, fredda come aria

liquida... dissolvenza...

Sullo Schermo. Ragazzo di capelli rossi, occhi verdi, pelle bianca con un po' di

lentiggini... che bacia una ragazzina bruna sottile in pantaloni. Abiti e pettinatura fanno


venire in mente i bar esistenzialisti delle città di tutto il mondo. Sono seduti su un letto

basso coperto di seta bianca. La ragazza gli apre i pantaloni con dita gentili e gli tira fuori

il cazzo che è piccolo e molto duro. Una goccia di lubrificante brilla sulla punta come una

perla. Gli carezza delicatamente la corona:

— Svestiti, Johnny. — Lui si toglie i vestiti con rapidi movimenti sicuri e le sta in piedi

davanti, con il cazzo che pulsa. Lei gli fa segno di voltarsi ed egli piroetta attraverso la

stanza, parodiando un modello, con la mano sul fianco. Lei si toglie la camicia. I suoi seni

sono piccoli e alti con i capezzoli eretti. Si sfila le mutande. Ha i peli neri e lucenti. Lui le si

siede accanto e fa per toccarle le tette. Lei gli ferma le mani.

— Tesoro, voglio toccarti il culo, — sussurra. — No. Non adesso.

— Per favore, ho voglia.

— Be', va bene. Vado a lavarmi il culo.

— No, lo lavo io.

— Oh cavolo poi, non è sporco.

— Sì che lo è. Su andiamo, Johnny bambinone. Gli fa strada verso il bagno. — Dai,

mettiti giù. — Lui si inginocchia a quattro zampe con il mento sul tappetino da bagno. —

Allah, — dice. Si volta a guardare e le sorride. Lei gli lava il culo con il sapone e l'acqua

calda e gli infila le dita nel culo.

— Fa male?

— Noooooooooooo.

— Dai vieni, bimbo. — Gli fa strada verso la camera da letto. Lui si sdraia sulla schiena

e butta indietro le gambe sopra la testa, tenendosi i gomiti sotto i ginocchi. Lei si

inginocchia e gli accarezza il dietro delle cosce, le palle, scorrendogli le dita lungo la linea

di mezzo. Gli allarga le natiche, si china e comincia a leccargli l'ano, movendo la testa in

un lento cerchio. Spinge sui lati del culo, leccando sempre più a fondo. Lui chiude gli occhi

e mugola. Lei lecca sulla linea di mezzo. Le sue piccole palle tese... Una grande perla esce

sulla punta del suo cazzo circonciso. La sua bocca si chiude sopra la corona. Succhia

ritmicamente su e giù, con una pausa nel momento su e movendo la testa in cerchio. La

sua mano gioca delicatamente con le palle, scivola in giù e gli infila il dito medio nel culo.

Mentre succhia giù verso la radice del cazzo gli solletica la prostata con gesto scherzoso.

Lui ridacchia e scorreggia. Adesso lei gli succhia il cazzo freneticamente. Il corpo comincia

a contrarglisi, spingendo su verso il mento. Ogni volta la contrazione è più lunga. —


Wheeeeeeee! — grida il ragazzo, con tutti i muscoli tesi, l'intero corpo che lotta per

svuotarsi attraverso il cazzo. Lei gli beve lo sperma che le riempie la bocca in grandi

spruzzi caldi. Lui lascia cadere i piedi sul letto. Stira la schiena e sbadiglia.

Mary si sta affibbiando su un cazzo di gomma. — Dan d'Acciaio III di Yokohama, —

dice, accarezzando il cannello. Del latte spruzza nella camera.

— Guarda che quel latte sia pastorizzato. Non metterti ad attaccarmi qualche orribile

malattia da mucche come l'antracite o i bubboni o l'afta...

— Quando ero una Liz travestita a Chicago lavoravo come disinfestatrice. Facevo

avances ai bei ragazzi per il gusto di essere picchiata come un uomo. Poi agguanto alla

fine questo ragazzo, riesco ad averne la meglio con uno judo supersonico che avevo

imparato da una vecchia monaca Zen lesbica. Lo lego, gli strappo i vestiti con un rasoio e

lo inculo con Dan d'Acciaio I. È così contento di non essere stato letteralmente castrato che

viene sul mio spruzzatore anticimici.

— Venne sbranato in due da una lesbicona. La più terrificante stretta vaginale che abbia

mai provato. Era capace di rompersi dentro un tubo di piombo. Era uno dei suoi giochetti

di società.

— E Dan d'Acciaio II.

— Fatto a pezzi da un candiru affamato nel Culodibabbuino Superiore. E stavolta non

dire "Wheeeeeee!"

— Perché no? È molto giovane.

— Ragazzetto scalzo, lascia giù i tuoi pesci dalla madame.

Lui guarda il soffitto, le mani dietro la testa, il cazzo che pulsa.

— Allora cosa dovrò fare? Non posso cagare "con quell'affare dentro di me. Chissà se è

possibile ridere e venire nello stesso momento? Mi ricordo, durante la guerra, allo Jockey

Club al Cairo, io e il mio amico del culo, Lu, entrambi gentiluomini per atto del

Congresso... Nient'altro avrebbe potuto farci qualcosa di simile a tutti e due... Così ci

siamo messi a ridere così forte da pisciarci addosso e il cameriere dice: «Voi fetenti

hasciscini, fuori subito da qui!» Voglio dire, se sono capace di ridere fuori la piscia dovrei

essere capace di ridere fuori lo sperma. Perciò dimmi qualcosa davvero da ridere quando

sto cominciando a venire. Puoi capirlo da certi spasmi d'avvertimento della ghiandola

prostatica...

Lei mette su un disco, be-bop metallico di cocaina.


Unge il suo affare, spinge le gambe del ragazzo sopra la testa e glielo spinge in culo con

una serie di movimenti a cavatappi delle sue fluide anche. Si muove in un lento cerchio,

ruotando sull'asse dell'affare. Gli strofina le dure tette sul petto. Lo bacia sul collo e mento

ed occhi. Lui le fa scorrere le mani giù per la schiena fino alle natiche, e se la spinge verso

il culo. Ruota sempre più in fretta. Il corpo di lui si scuote in spasimi convulsi. — Fa' in

fretta, — lei dice. — Il latte sta diventando freddo. — Lui non sente. Lei preme la bocca

sulla sua. Le loro facce vanno insieme. Il suo sperma la colpisce sul seno con leggere

leccate calde.

Mark è in piedi sulla porta. Ha un maglione nero a girocollo. Volto freddo, bello,

narcisista. Occhi verdi e capelli neri. Guarda Johnny con un leggero sogghigno, con la testa

di lato, le mani nelle tasche della giacca, come un grazioso gigolò da balletto. Fa un segno

con la testa e Johnny cammina davanti a lui verso la camera da letto. Mary viene dietro. —

Va bene, ragazzi, — dice, stando seduta nuda su un baldacchino di seta rosa sopra il letto.

— Forza fatelo!

Mark comincia a svestirsi con movimenti fluidi, ondeggiamenti d'anche, sguscia fuori

dal suo maglione rivelando il suo bel torace bianco in una parodia di danza del ventre.

Johnny come morto, volto raggelato, respiro ansimante, labbra secche, si toglie i vestiti e li

lascia cadere sul pavimento. Mark lascia cadere le mutande su un piede. Scalcia come una

chorus-girl, mandando le mutande attraverso la stanza. Adesso è in piedi nudo, col cazzo

teso, in su e in fuori. Scorre gli occhi lenti sul corpo di Johnny. Sorride e si lecca le labbra.

Mark cade su un ginocchio e si mette sulla schiena Johnny con un braccio solo. Si alza e

lo lancia per due metri fino al letto. Johnny atterra sulla schiena e rimbalza. Mark salta su e

l'afferra per le caviglie, gli butta le gambe sopra la testa. Le labbra di Mark sono tirate in

un ringhio teso. — Va bene, Johnny caro. — Contrae il corpo, lento e costante come una

macchina oliata, spinge il cazzo nel culo di Johnny. Johnny ha un gran sospiro, mugolando

in estasi. Mark aggancia le mani dietro le spalle di Johnny, tirandolo giù sul suo cazzo che

è sepolto fino all'elsa nel culo di Johnny. Grandi fischi tra i suoi denti. Mark sta

strofinando la faccia contro quella di Johnny, senza più ringhio, una faccia innocente e

fanciullesca mentre tutto il suo liquido viene spruzzato nel corpo rabbrividente di Johnny.

Un treno passa fragorosamente attraverso il suo corpo fischiando il suo segnale... fischi

di nave, sirene antinebbia, un razzo scoppia su lagune oleose... gallerie film da baraccone

si aprono in un mazzo di fotografie sconce... un cannone da cerimonia tuona nel porto...


un urlo esplode giù per un corridoio bianco d'ospedale... fuori luogo un'ampia strada

polverosa tra alberi di palma, sibila fuori attraverso il deserto come un proiettile (ali

d'avvoltoio frusciano nell'aria secca), un migliaio di ragazzi vengono insieme in

padiglioni, tetri gabinetti ginnasi, soffitte, scantinati, palafitte, automobiline delle

montagne russe, case abbandonate, cave di calcare, barche a remi, garage, fienili, sporche

periferie ventose dietro muri di fango (odore di escrementi secchi)... polvere nera che

soffia su snelli corpi di rame... pantaloni laceri caduti su piedi nudi screpolati

sanguinanti... (posti dove gli avvoltoi si azzuffano sopra teste di pesci)... vicino a lagune

della jungla, pesci maligni mordono lo sperma bianco che galleggia sull'acqua nera,

mosche della sabbia pungono culi di rame, scimmie urlatrici come vento tra gli alberi (una

terra di grandi fiumi marrone dove interi alberi passano galleggiando, serpenti dai colori

brillanti tra i rami, lemuri pensosi guardano la riva con gli occhi tristi), un aereo rosso

traccia arabeschi nella sostanza blu del cielo, un serpente a sonagli colpisce, un cobra

indietreggia, si gonfia, sputa veleno bianco, falde di perla e opale cadono in una lenta

pioggia silenziosa attraverso l'aria chiara come glicerina. Il tempo salta come una

macchina da scrivere rotta, i ragazzi sono uomini vecchi, giovani anche rabbrividenti e

contorcentesi in spasimi giovani diventano molli e flaccide, mentre stanno su una seggiola

in un padiglione, su una panchina in un parco, un muro di pietra nel sole di Spagna, un

letto spanciato in una camera ammobiliata (fuori muri di mattoni rossi dei quartieri brutti

nel sole limpido d'inverno)... dimenandosi e rabbrividendo nella biancheria sporca,

cercando una vena nella mattina senza droga, in un caffè arabo borbottando e sbavando —

gli arabi bisbigliano «Medjoub» e si fanno da parte — (un Medjoub è un tipo speciale di

pazzoide religioso musulmano... spesso epilettico tra gli altri disturbi). «I musulmani

hanno diritto a sangue e sperma... Guarda, guarda dove il sangue di Cristo scorre nello

spermamento,» ulula il Medjoub... Si alza urlando e sangue nero spruzza solido dalla sua

ultima erezione, una pallida statua bianca là ferma, come se avesse scavalcato

completamente la Grande Siepe, arrampicandovisi innocente e calmo come un ragazzo si

arrampica sulla staccionata per pescare nello stagno proibito — in pochi secondi prende

un enorme pesce gatto — Il Vecchio correrà fuori da una casupola nera imprecando con

un forcone e il ragazzo corre ridendo attraverso il campo nel Missouri — trova una

bellissima punta di freccia rosa e la afferra mentre corre con un'inarcata fluida di giovani

ossi e muscoli — (gli ossi gli si fondono nei campi, giace morto vicino alla staccionata di


legno con una doppietta di fianco, il sangue sulla zolla rossa gelata filtra tra le stoppie

invernali della Georgia)... Il pesce gatto si gonfia dietro a lui... Lui va fino alla staccionata e

butta il pesce gatto sull'erba chiazzata di sangue... il pesce giace guizzando e

boccheggiando — scavalca la staccionata. Raccatta il pesce gatto e sparisce su per una

strada di argilla rossa lastricata di pietre tra querce e persimmonie che lasciano cadere le

foglie rosso bruno in un tramonto ventoso d'autunno, verdi e gocciolanti in un'alba

d'estate, nere contro un giorno chiaro d'inverno... il Vecchio gli urla dietro imprecazioni... i

denti gli volan via di bocca e fischiano sopra la testa del ragazzo, si tende in avanti, le

corde del collo tese come cavi d'acciaio, sangue nero spruzza in un unico pezzo solido

sopra la palizzata ed egli cade in una mummia senza carne sull'erba della febbre. I rovi gli

crescono attraverso le costole, le finestre si rompono nella sua casupola, polverose schegge

di vetro nello stucco nero — i topi corrono sul pavimento e i ragazzi si fanno le seghe nella

buia stanza da letto ammuffita nei pomeriggi d'estate e mangiano le more che crescono dal

suo corpo e dalle sue ossa, fango impastato di succhi rosso porpora...

Il vecchio drogato ha trovato una vena... il sangue sboccia nel contagocce come un fiore

cinese... spinge a casa l'eroina e il ragazzo che si faceva le seghe cinquant’anni fa splende

immacolato attraverso la carne devastata, riempie la capanna dell'odore dolce di nocciola

di giovane bramosia maschia...

Quanti anni passati attraverso un ago di sangue? con le mani abbandonate in grembo

sta seduto a guardare l'alba d'inverno con gli occhi cancellati della droga. Il vecchio

pederasta si dimena su una panchina di pietra nel parco di Chapultepec mentre

adolescenti indiani gli passano accanto, le braccia intorno a colli e costole uno dell'altro, e

si strugge nella sua carne morente di occupare giovani natiche e cosce, palle tese e cazzi

che spruzzano.

Mark e Johnny siedono uno di fronte all'altro in una sedia a vibratore, Johnny impalato

sul cazzo di Mark.

— Tutto pronto, Johnny?

— Attaccalo.

Mark preme l'interruttore e la sedia vibra... Mark piega la testa e guarda su verso

Johnny, con il volto remoto, occhi freddi e sarcastici sul volto di Johnny... Johnny strilla e

mugola... La faccia gli si disintegra come fusa da dentro... Johnny strilla come un

mandrake, si annebbia mentre il suo sperma spruzza, cade contro il corpo di Mark un


angelo sonnecchiante. Mark batte sulla spalla di Johnny con aria assente... Una stanza

come di palestra... Il pavimento è di gommapiuma, coperta di seta bianca... Il sole nascente

riempie la stanza di luce rosa. Johnny viene condotto dentro, con le mani legate, tra Mary e

Mark, Johnny vede la forca e si piega con una gran «Ohhhhhhhhhhh!» con il mento che si

china giù verso il cazzo, le gambe piegate ai ginocchi. Lo sperma spruzza, in un arco quasi

verticale davanti alla sua faccia. Mark e Mary sono improvvisamente impazienti e caldi...

Spingono Johnny avanti verso la piattaforma della forca coperta di sospensori muffi e

magliette. Mark sta aggiustando il nodo.

— Be', ecco che ci sei. — Mark comincia a spingere Johnny giù dalla piattaforma.

Mary: — No, lascia che lo faccia io. — Intreccia le mani dietro le natiche di Johnny, gli

appoggia contro la fronte, sorridendogli negli occhi si sposta indietro, tirandolo giù dalla

piattaforma e nello spazio... La faccia gli si gonfia di sangue... Mark si sporge in su con un

solo movimento fluido e dà un colpo al collo di Johnny... un suono come di un bastone

spezzato tra asciugamani bagnati. Un brivido corre giù per il corpo di Johnny... un piede si

dibatte come un uccello in trappola... Mark si è drappeggiato su un'altalena e mima le

contorsioni di Johnny, chiude gli occhi e caccia fuori la lingua... Il cazzo di Johnny scatta su

e Mary se lo guida nella fica, dimenandoglisi contro in una fluida danza del ventre,

grugnendo e squittendo di delizia... Il sudore le scorre giù per il corpo, i capelli le pendono

sulla faccia in filacci bagnati. — Taglialo giù, Mark, — urla. Mark si sporge con un coltello

a scatto e taglia la fune, agguantando Johnny mentre cade, adagiandoselo sulla schiena

con Mary ancora impalata che rabbrividisce... Lei morde via le labbra di Johnny e il naso e

gli succhia fuori gli occhi con un plop... Gli sbrana via grandi pezzi di guancia... Adesso

banchetta con il suo cazzo... Mark le si avvicina e lei lo guarda su dai genitali di Johnny

semidivorati, con la faccia coperta di sangue, gli occhi fosforescenti... Mark le mette il

piede su una spalla e la butta all'indietro... Le salta addosso, e la chiava come un pazzo...

rotolano da un capo all'altro della stanza, si capovolgono piroettando come una trottola e

fanno grandi salti in aria come un gran pesce preso all'amo.

— Lascia che ti impicchi, Mark... Lascia che ti impicchi... Per favore, Mark, lascia che ti

impicchi!

— Certo, bambina. — La tira brutalmente in piedi e le blocca le mani dietro la schiena.

— No, Mark!! No! No! No!, — strilla, cagando e pisciando dal terrore mentre lui la

trascina verso la piattaforma. La lascia legata sulla piattaforma su una pigna di vecchi


preservativi usati, mentre aggiusta la fune attraverso la stanza... e torna portando il cappio

su un vassoio d'argento. La tira in piedi e stringe il cappio. Le infila su il cazzo e balla un

valzer in giro per la piattaforma e via fuori nello spazio dondolando in un grande arco...

«Wheeeee!» urla, voltandosi verso Johnny. Il collo della ragazza schiocca. Una grande

onda fluida le passa vibrando nel corpo. Johnny cade sul pavimento e resta raccolto e

all'erta come un giovane animale.

Salta intorno per la stanza. Con un urlo di bramosia che frantuma le pareti di vetro salta

fuori nello spazio. Masturbandosi in capriole, giù per mille metri, il suo sperma che fluttua

intorno a lui, urla per tutto il volo contro l'insostenibile azzurro del cielo, il sole nascente

che brucia intorno al suo corpo come benzina, giù oltre grandi querce e persimmonie,

cipressi palustri e mogani, a sfracellarsi in sollievo liquido su una piazza in abbandono

lastricata di calcare. Erbacce e liane crescono tra le pietre, e rugginose spranghe di ferro di

un metro penetrano la pietra bianca, la macchiano del bruno-merda della ruggine.

Johnny cosparge Mary di benzina da un'oscena anfora Chimu di giada bianca... La

versa anche sul proprio corpo... Si abbracciano, cadono sul pavimento e rotolano sotto una

lente d'ingrandimento situata sul soffitto... vanno in fiamme con un grido che frantuma la

parete di vetro, rotolano nello spazio, chiavando e gridando per l'aria, vanno in sangue e

fiamme e fuliggine sopra rocce brune sotto un sole del deserto. Johnny salta in giro per la

stanza in agonia. Con un grido che frantuma la parete di vetro sta dritto come un'aquila ad

ali aperte nel sole nascente, sangue che spruzza dal suo cazzo... un dio di marmo bianco,

piomba attraverso esplosioni epilettiche nel vecchio Medjoub che si contorce nella merda e

le immondizie di fianco a un muro di fango sotto un sole che brucia e attacca la carne che

si accappona... È un ragazzo che dorme contro il muro di una moschea, eiacula nel sogno

erotico in un migliaio di fiche rosa e lisce come conchiglie marine, sentendo la delizia dei

pungenti peli puberali che gli scivolano su per il cazzo.

John e Mary in una .camera d'albergo (musica di East St. Louis Toodleoo). Un vento

caldo di primavera soffia dentro le finestre aperte le tende rosa sbiadito... Rane gracidano

in terreni abbandonati dove cresce del granoturco e i ragazzi catturano piccole bisce verdi

sotto stele di calcare rotte macchiate di merda e striate di filo spinato arrugginito...

Neon — verde clorofilla, porpora, arancione — a flash intermittenti.)

Johnny estrae un candiru dalla fica di Mary con le forbicine... Lo lascia cadere in una

bottiglia di mescal dove si trasforma in un verme Maguey... Le fa un lavaggio con un


ammorbidente di ossa della jungla, i suoi denti vaginali escono mescolati con sangue e

cisti... La sua fica splende fresca e dolce come erba primaverile... Johnny lecca la fica di

Mary, prima lentamente, con crescente eccitazione separa le labbra e lecca di dentro

sentendo il solletico dei peli puberali sulla sua lingua tumescente... Con le braccia gettate

indietro, i seni puntati dritti in su, Mary giace trafitta da chiodi di neon... Johnny le va

sopra, il suo cazzo con una splendente opale rotonda di lubrificante alla fessura aperta,

scivola attraverso i peli puberali e le entra nel' la fica fino all'elsa, tirato dentro da un

risucchio di carne affamata... La faccia gli si gonfia di sangue, luci verdi gli esplodono

dietro agli occhi e cade con una ferrovia scenografica attraverso ragazze che strillano...

Peli umidi sul dietro delle sue palle seccano come erba nel vento caldo primaverile.

Vallata di jungla di alti alberi, liane strisciano fin dentro la finestra. Il cazzo di Johnny si

gonfia, grandi germogli rigogliosi erompono. Una lunga radice a tubero striscia dalla fica

di Mary, cerca verso la terra. I corpi si disintegrano in esplosioni verdi. La capanna cade in

rovine di pietra frantumata. Il ragazzo è una statua di calcare, con una pianta che gli

spunta dal cazzo, le labbra socchiuse nel mezzo sorriso di un drogato che sonnecchia.

Il Beagle ha nascosto l'eroina in un biglietto della lotteria.

Ancora un'iniezione — domani la cura.

La via è lunga. Erezioni e depressioni sono frequenti.

Era stata lunga lassù nella regione pietrosa all'oasi di palme da dattero dove i ragazzi

arabi cagano nel pozzo e fanno il rock and roll sulla sabbia della spiaggia culturista

mangiando hot-dog e sputando fuori denti d'oro a grappoli.

Sdentati e strettamente derivati dalla lunga fame, costole su cui potreste lavare le vostre

tute sudice, si corrugano, tremolano giù dalla canoa all'Isola di Pasqua e barcollano verso

riva su gambe rigide e malsicure come trampoli... sonnecchiano a finestre di club... caduti

nel bel mezzo del bisogno-mancanza a vendere un corpo snello.

Le palme da dattero sono morte per mancanza di incontri, il pozzo riempito di merda

secca e mosaici di un migliaio di giornali: «La Russia nega... Il Segretario agli Interni

osserva con crescente allarme... La botola venne fatta scattare alle 12,02. Alle 12,30 il

dottore andò a mangiare le ostriche, tornò alle 2,00 a battere giovialmente sulla schiena

dell'impiccato. "Cosa! Non sei ancora morto? Ho idea che dovrò tirarti per una gamba. Ah

Ah! Non posso lasciarti boccheggiare a questa andatura — riceverei un'ammonizione dal

Presidente. E che disgrazia se il carro dei morti ti portasse fuori vivo. Mi cadrebbero le


palle dalla vergogna e andrei a far l'apprendista da un bue con esperienza. Un due tre

issa."»

L'aliante cade silenzioso come un'erezione, silenzioso come il vetro unto rotto dal

giovane ladro con mani da vecchia e gli occhi cancellati della droga... In una esplosione

senza rumore penetra nella casa scassinata, camminando sopra i vetri unti, una sveglia

ticchetta forte in cucina, l'aria calda gli arruffa i capelli, la testa gli si disintegra in una

scarica di pallettoni da anitre... Il Vecchio fa volar fuori una cartuccia rossa e fa una

piroetta intorno alla sua doppietta. «Eh cavoli, gente, come se fosse niente... Pesci nel

barile... Soldi in banca... quel farabuttello, un bel colpo da oche ben unto e lui casca in una

posizione oscena... Puoi sentirmi da dove sei, ragazzo?

«Ero giovane anch'io una volta e sentivo il richiamo da sirena del denaro facile e donne

e culo sodo da ragazzo e per amor del cielo non fatemi scaldare il sangue o potrei

raccontarvi una storia da farvi venir su il cazzo ad anelare verso la fica giovane rosa perla

o l'adorabile motivetto bruno mucoso palpitante del culo ragazzo che vi suona il cazzo

come un flauto a becco... e quando arrivate alla prostata perlacea diamanti taglienti si

depositano nelle palle dorate del ragazzo inesorabili come un calcolo renale... Spiacente di

averti dovuto uccidere... La vecchia cavalla grigia non è più quella di una volta... Altro che

conquistare il pubblico... devo buttar giù quella casa da un'ala, in qualche modo... Come un

vecchio leone malamente afflitto da carie lui ha bisogno di quella pasta dentale che

mantiene uno con il morso fresco in ogni momento... Quei vecchi leoni di merda

diventano mangiatori di ragazzi... E chi può criticarli, con i ragazzi così dolci così freddi

così biondi nell'ospedale di St. James?? Su ragazzo, non metterti in rigor mortis con me.

Mostra rispetto per il cazzo attempato... Potresti essere tu stesso un tedioso vecchio

cazzaro un giorno... Oh, uh; forse no... Tu hai, come l'impudico catamita scalzo di

Housman, The Congealed Shropshire Ingenue, messo il tuo agile piede sul silo dei

cambiamenti... Ma non riuscite a uccidere quei ragazzi Shropshire... è stato impiccato tante

volte che resiste come un gonococco semicastrato dalla penicillina si gonfia di un'orribile

forza e si moltiplica geometricamente... Così spezziamo una lancia per una soluzione

decente e mettiamo una fine a queste esibizioni bestiali per cui lo sceriffo esige una libbra

di carne.»

Sceriffo: «Gli tiro giù i pantaloni per una sterlina, gente. Venite venite. Una seria e

scientifica esibizione riguardante la località del Centro della Vita. Questo personaggio ha


trenta centimetri, signore e signori, misurate voi stessi. Solo una sterlina, uno schifo di

biglietto da tre dollari per vedere un ragazzo venire tre volte almeno — io non mi abbasso

mai a trattare un eunuco — completamente contro la sua volontà. Quando il collo gli si rompe

di netto, questo personaggio è sicuro come la merda che verrà a un'attenzione ritmica e ve

lo spruzzerà tutto addosso.»

Il ragazzo è in piedi sulla botola e sposta il peso da un piede all'altro: «Dio! Quante ne

deve passare un ragazzo in questo ramo. Sicuro come la merda che qualche vecchio

orribile personaggio va su di giri.»

La botola si apre, la corda fischia come vento su un cavo, il collo schiocca forte e chiaro

come un gong cinese.

Il ragazzo si taglia giù con un serramanico, insegue un finocchio urlante giù per il

corridoio della platea. Il finocchio si tuffa attraverso il vetro di una galleria di moviole da

baraccone e tocca il culo a un negro ridacchiarne. Dissolvenza.

(Mary, Johnny e Mark si inchinano con le corde al collo. Non sono così giovani come

sembrano nei Film Blu... Hanno un'aria stanca e petulante.)

[eBookLove - eBL 060 by Pico]


RIUNIONE

DEL CONGRESSO INTERNAZIONALE

DI TECNOLOGIA PSICHIATRICA

Il dottor «Fingers» Schafer, il Lobotomy Kid, si alza e rivolge ai Congressisti la gelida

lama azzurra del suo sguardo:

— Signori, il sistema nervoso umano può essere ridotto a una colonna vertebrale

compatta e accorciata. La parte anteriore, media e posteriore del cervello dovrà seguire la

sorte delle adenoidi, dei denti del giudizio, dell'appendice... Vi presento il mio

Capolavoro: L'Uomo Americano Completo e Disangosciato...

Suono di trombe: l'uomo viene trasportato nudo da due Portatori Negri che lo lasciano

cadere sul palco con brutalità bestiale e sogghignante... L'Uomo si dimena... La sua carne si

muta in gelatina viscida e trasparente che si dissolve in nebbia verdastra, rivelando un

mostruoso millepiedi nero. Ondate di un puzzo sconosciuto riempiono la stanza

bruciando i polmoni, attanagliando lo stomaco...

Schafer si torce le mani singhiozzando: — Clarence!! Come hai potuto fare una cosa

simile, proprio a me? Ingrati! Tutti ingrati, uno per uno!!!

I Congressisti indietreggiano borbottando costernati:

— Temo che Schafer sia andato un po' troppo in là...

— Avevo cercato di avvertirlo...

— Tipo brillante Schafer... ma...

— Quell'individuo farebbe qualsiasi cosa per amore di pubblicità...

— Signori, questo figlio indescrivibile e del tutto illegittimo del cervello pervertito del

Dottor Schafer non deve vedere la luce... Il nostro dovere nei confronti della razza umana

è chiaro...

— Uomo lui veduta la luce — dice uno dei Portatori Negri.


— Dobbiamo calpestare e distruggere questa creatura non-americana — dice un dottore

del Sud grasso e con la faccia di rana, che continua a bere whisky di cereali da un barattolo

di marmellata. Avanza con passo da ubriaco, poi si ferma, terrorizzato dalle tremende

dimensioni e dall'aspetto minaccioso del millepiedi.

— Trovate della benzina! — muggisce. — Dobbiamo bruciare 'sto figlio di cane come un

Nigra pieno di arie.

— Io non voglio correre rischi — dice un giovane medico hip pieno di LSD25... —

Accidenti un Procuratore Distrettuale in gamba potrebbe...

Dissolvenza. «Ordine nella Corte!»

Procuratore Distrettuale: — Signori della giuria, questi «dotti signori» sostengono che

l'innocente creatura umana che essi hanno trucidato senza motivo si era trasformata

improvvisamente in un enorme millepiedi nero e che era «loro dovere verso la razza

umana» distruggere questo mostro prima che potesse, con qualsiasi mezzo a sua

disposizione, perpetuare la sua razza...

«Dobbiamo trangugiare questo tessuto di miserabili balle? Dobbiamo prendere queste

scuse menzognere come un sedere anonimo e unto? Dov'è questo straordinario

millepiedi?

«"Lo abbiamo distrutto", dicono loro con aria di sufficienza... Ed io vorrei rammentarvi,

Signori ed Ermafroditi della Giuria, che questa Gran Bestia — e indica il Dottor Schafer —

in numerose precedenti occasioni è comparso davanti a questa corte accusato del delitto

inqualificabile di violenza al cervello... in parole povere — picchia con la mano sulla

ringhiera del banco della giuria, e la sua voce diventa un urlo — in parole povere, Signori,

lobotomia forzata.

La Giuria rimane senza fiato... Un giurato muore d'infarto... Tre cadono al suolo con

convulsioni di libidine...

Il P.D. punta drammaticamente l'indice: — È lui... Lui e non altri che ha portato intere

province della nostra dolce terra sulla soglia dell'idiozia... È lui che ha riempito grandi

magazzini di file intere, di mucchi di creature inermi che adesso hanno bisogno di essere

assistite per tutte le loro necessità... «I Fuchi» le chiama con un cinico ghigno di pura,

raffinata malvagità... Signori, vi dico che la perversa uccisione di Clarence Cowie non deve

passare impunita! Questo atroce delitto grida come un pederasta ferito e chiede infine

giustizia!


Il millepiedi corre in qua e in là, agitatissimo.

— Perbacco, quello schifoso ha fame — strilla uno dei Portatori.

— Me ne vado di qui, io.

Una scossa di orrore elettrico passa tra i Congressisti... Essi si precipitano alle uscite

strillando e graffiandosi...

Il mercato

Panorama della Città dell'Interzona. Le prime battute di East St. Louis Toodleoo... a volte

forti e chiare poi deboli e intermittenti come musica in una strada battuta dal vento...

La stanza sembra scuotersi e vibrare per il movimento. Il sangue e la forma di molte

razze, Negri, Polinesiani, Mongoli delle montagne, Nomadi del deserto, Poliglotti del

Medio Oriente, Indiani — razze ancora da concepire e da nascere, combinazioni non

ancora realizzate passano attraverso il corpo. Migrazioni, viaggi incredibili attraverso

deserti e giungle e montagne (soste e morti in valli chiuse da montagne dove le piante

crescono dai genitali, grandi crostacei si schiudono e spezzano il guscio del corpo)

attraverso il Pacifico in una canoa outrigger verso l'Isola della Pasqua. La Città Composita

dove tutti i potenziali umani sono messi in mostra in un vasto e silenzioso mercato.

Minareti, palme, montagne, giungla... Un pigro fiume che ribolle di pesci perfidi, vasti

parchi ove crescono gramigne e dove i ragazzi stanno distesi sull'erba e praticano giochi

misteriosi. Non una porta chiusa a chiave nella città. Chiunque può entrare a casa vostra a

qualunque ora. Il Capo della Polizia è un Cinese, si stuzzica i denti e dà ascolto alle

denunce presentate da un pazzo. Ogni tanto il Cinese si toglie lo stecchino di bocca e ne

osserva l'estremità. Hipsters dal levigato viso color rame bighellonano nelle entrate facendo

dondolare teste mummificate da catenelle d'oro, il viso inespressivo con la calma cieca di

un insetto.

Dietro di loro, attraverso porte aperte, tavole e separé e bar, e cucine e bagni, coppie che

copulano su file di letti di ottone, intrichi di mille amache, tossicomani che si mettono il

laccio per un'iniezione, fumatori d'oppio, fumatori d'hascisc, gente che mangia che parla

che fa il bagno in una nebbia di fumo e di vapore.


Tavoli da gioco dove si gioca con poste incredibili. Ogni tanto un giocatore balza in

piedi con un grido disperato, ha perduto la sua giovinezza giocando con un vecchio o è

divenuto Latah del suo avversario. Ma ci sono poste più alte della giovinezza o del Latah,

partite in cui soltanto due giocatori in tutto il mondo conoscono qual è la posta.

Tutte le case della Città sono collegate. Case di argilla — Mongoli delle alte montagne

sbatton le palpebre in fumosi androni — case di bambù e di tek, case di adobe, di pietra e di

mattoni rossi, case del Pacifico meridionale e case Maori, case sugli alberi e su battelli

fluviali, case di legno lunghe cento piedi che ospitano intere tribù, case fatte di casse e di

lamiera ondulata dove dei vecchi stanno seduti, vestiti di stracci marci, preparano con

Meta grandi impalcature di ferro arrugginito che si innalzano duecento piedi in aria da

paludi e mucchi di spazzatura con tramezzi pericolanti costruiti su piattaforme a molti

piani, e amache che dondolano sul vuoto.

Partono spedizioni per paesi ignoti con scopi ignoti. Stranieri arrivano su zattere fatte di

ceste da imballaggio tenute insieme da corde fradice, escono barcollando dalla giungla, gli

occhi gonfi semichiusi per le punture degli insetti, scendono dalle montagne lungo i

sentieri con i piedi piagati e sanguinanti attraverso i sobborghi polverosi e ventosi della

città, dove la gente defeca a file lungo muri di adobe e gli avvoltoi lottano per teste di pesce.

Calano nei parchi con paracadute rappezzati... Vengono scortati da un poliziotto ubriaco a

farsi registrare in una vasta latrina pubblica. I dati raccolti sono infilati su dei ganci per

essere usati come carta igienica.

Un odore di cucina di tutti i paesi grava sulla Città, una nuvola di oppio, di hascisc, il

fumo rosso resinoso dello Yage, odore di giungla e di acqua salata e di fiume in

decomposizione, e di escrementi secchi e di sudore e di genitali...

Flauti delle montagne, jazz e bebop, strumenti mongoli a una sola corda, xilofoni di

zingari, tamburi africani, cornamuse arabe...

La Città è visitata da epidemie di violenza, e i morti abbandonati vengono divorati

dagli avvoltoi nelle vie. Albini sbattono le palpebre al sole. Ragazzi siedono sugli alberi...

Gente divorata da malattie sconosciute osserva i passanti con occhi malvagi, accorti.

Nel Mercato della Città c'è il Meet Café. Praticanti di commerci impensabili e fuori moda

che scarabocchiano in Etrusco, tossicomani di droghe non ancora sintetizzate, spacciatori

di armalina molto forte, droga ridotta a pura abitudine che offre una precaria serenità


vegetativa, liquidi per diventare Latah, 4 , sieri di longevità Titonici, borsari neri della Terza

Guerra Mondiale, chirurghi dalla sensibilità telepatica, osteopatici dello spirito,

investigatori di infrazioni denunciate da blandi paranoici giocatori di scacchi, latori di

mandati frammentari stesi in stenografia ebefrenica e che impongono indicibili

mutilazioni dello spirito, burocrati di dipartimenti spettrali, funzionari di stati polizieschi

non costituiti, una nana lesbica che ha condotto a termine l'operazione Bang-utot, 5

l'erezione del polmone che uccide il nemico nel sonno, venditori di camerini per l'orgone e

4 (Latah è una malattia diffusa nell'Asia sud orientale. Normale sotto ogni altro aspetto, il Latah imita forzatamente ogni

movimento una volta che la sua attenzione viene richiamata schioccando le dita o chiamando forte. Una forma di ipnosi

forzata involontaria: i Latah talvolta si feriscono tentando di imitare i movimenti di diverse persone allo stesso tempo.)

5 Bang-utot, letteralmente «tentare di alzarsi e gemere...» Morte che sopravviene durante un incubo... Questa

malattia si ha in maschi di estrazione Sud Est asiatica... A Manila si annoverano ogni anno circa dodici casi di morte per

Bang-utot.

Un uomo che guarì disse che «un ometto» gli stava seduto sul petto e lo strangolava.

Le vittime spesso sanno che stanno per morire, ed esprimono il timore che il pene gli entri nel corpo e li uccida.

Talvolta in preda ad un isterismo convulso si afferrano il pene e chiedono aiuto agli altri per paura che gli sfugga e gli

trafigga il corpo. Le erezioni, come quelle che si verificano normalmente durante il sonno, sono considerate

particolarmente pericolose e tali da portare a un attacco fatale... Un tale studiò un dispositivo Rube Goldberg per evitare

l'erezione durante il sonno. Ma morì di Bang-utot.

Accurate autopsie di vittime del Bang utot non hanno rivelato alcuna causa organica della morte. Ci sono spesso

segni di strangolamento (causati da che cosa?); e talvolta lievi emorragie del pancreas e dei polmoni non sufficienti a

causare la morte ed esse pure di origine ignota. L'autore pensa che la causa della morte sia un errato trasferimento di

energia sessuale che si traduce in erezione del polmone con conseguente strangolamento... (cfr. l'articolo di Nils Larsen

M.D., Gli uomini dal sogno mortale nel Saturday Evening Post, 3 dicembre 1955. Pure l'articolo di Earle Stanley

Gardener nel True Magazine).

La parte che descrive la Città e il Meet Café scritta in stato di intossicazione Yage... Yage, Ayuahuasca, Pilde,

Nateema sono nomi indiani per designare la Banisteria caapi, una liana dell'Amazzonia che cresce molto rapidamente.

Cito un articolo dell'Autore nel British Journal of Addiction, gennaio 1957: «Il principio attivo si trova in tutto il

legno e nella corteccia della vite appena tagliata. La parte interna della scorza è considerata la più attiva e le foglie non

si usano mai. Si deve prenderne una considerevole quantità per esperimentare tutti gli effetti della droga. Circa cinque

pezzi di liana, ciascuno lungo otto pollici, per una persona. La vite viene triturata, e bollita per due ore o più insieme

alle foglie di una pianta identificata come Palicourea sp. Rubiaceae; il cui nome indiano dell'Amazzonia Peruviana è

"Caway".

«Lo Yage è un narcotico allucinatorie che produce un profondo turbamento dei sensi. In dosi eccessive è un veleno

convulsivante, il cui antidoto è un barbiturico o un altro forte sedativo anticonvulsivo. Chiunque prenda lo Yage per la

prima volta deve tener pronto un sedativo nel caso che la dose sia eccessiva.

«Le proprietà allucinatorie dello Yage fanno sì che venga usato dagli stregoni per potenziare i loro poteri. Lo usano

come panacea per la cura delle malattie. Lo Yage abbassa la temperatura del corpo ed ha qualche utilità contro la

febbre. E' un potente antielmintico indicato contro i vermi intestinali e dello stomaco. Lo Yage provoca uno stato di

anestesia cosciente ed è usato in riti nei quali gli iniziati devono subire prove dolorose come frustarsi con rami nodosi o

esporsi alla puntura delle formiche...

«Per quel che sono riuscito a scoprire, soltanto la liana appena tagliata è attiva. Non sono riuscito a trovare il modo

di disseccare, estrarre o conservare il principio attivo. Le tinture sono inutili, la liana disseccata è completamente inerte.

La farmacologia della Banisteria richiede ricerche di laboratorio. Dal momento che l'estratto grezzo è un narcotico con

così forte potere allucinante, forse risultati anche più straordinari si potrebbero ottenere con variazioni sintetiche...»

(Dopo che l'articolo era già stato scritto ho scoperto che gli alcaloidi della Banisteria sono strettamente connessi

all'LSDó, che è stato usato per produrre psicosi sperimentali. Credo che si sia ormai vicini all'LSD25).


di macchine per rilassarsi, mercanti di sogni squisiti e di ricordi collaudati sulle cellule

sensibilizzate della malattia della droga e barattati con materie prime della volontà, dottori

specialisti nella cura di malattie latenti nella polvere nera di città in rovina, che

raggiungono la virulenza nel sangue bianco di vermi senza occhi che salgono lentamente

alla superficie del loro ospite umano, malattie dell'oceano e della stratosfera, malattie di

laboratorio e della guerra atomica... Un luogo in cui il passato ignoto e il futuro che viene

alla luce si incontrano in un ronzio vibrante e soffocato... Entità larvali che ne aspettano

una viva...

Note sulla condizione da Yage: Le immagini cadono silenziose e lente come la neve...

Serenità... Tutte le difese cadono... ogni cosa è libera di entrare o di uscire... La paura è

semplicemente impossibile... Una stupenda sostanza azzurra mi scorre dentro... vedo un

«Non ho osservato alcun effetto negativo che si potesse attribuire all'uso dello Yage. Gli stregoni che lo usano di

continuo sembrano godere di ottima salute e di longevità. La tolleranza viene acquisita subito di modo che si può berne

l'estratto senza nausea o altri effetti sgradevoli.

«L'ebbrezza da Yage è sotto certi aspetti simile a quella da hascisc. In entrambi i casi vi è uno spostamento del

punto di vista, un dilatarsi della Coscienza al di là dell'esperienza ordinaria. Ma lo Yage provoca un maggiore

turbamento dei sensi con vere, e proprie allucinazioni. Lampi blu dinanzi agli occhi sono caratteristici

dell'intossicazione da Yage.

«Vi è una vasta gamma di prese di posizione nei confronti dello Yage. Molti Indiani e molti bianchi che lo usano lo

considerano semplicemente un eccitante come le foglie di coca o l'alcool. Presso altre tribù ha uso e significato rituale.

Tra gli Jivaro i giovani prendono lo Yage (nome indiano "Nateema") per entrare in contatto con gli spiriti degli antenati

e ricevere istruzioni per il futuro. È usato durante i riti della pubertà per anestetizzare gli iniziati durante le prove più

dolorose. Tutti gli stregoni lo usano nelle loro pratiche per predire il futuro, ritrovare oggetti perduti o rubati,

diagnosticare e curare le malattie, individuare l'autore di un delitto».

Dal momento che gli Indiani (camicia di forza per Herr Boas — gioco di parole professionale — nulla fa ammattire

un antropologo più dell'Uomo Primitivo) non considerano mai la morte come accidentale, e non hanno nessuna

familiarità con le loro tendenze all'autodistruzione — che chiamano "i nostri cugini nudi" pensando forse che tali

tendenze sono soprattutto soggette a manipolazioni di volontà estranee ed ostili — essi calcolano ogni morte come un

assassinio. Lo stregone prende lo Yage e l'identità dell'assassino gli viene rivelata. Come potete immaginare, le

deliberazioni dello stregone durante una di queste inchieste nella giungla originano un certo disagio tra i membri della

tribù.

«Speriamo che il Vecchio Xiuptutol non impazzisca e non si metta ad indicare uno dei ragazzi».

«Prendi del curaro e rilassati. Tutto andrà a posto...».

«Ma se lui li accusa? A forza di prendere sempre quel Nateema sono vent'anni che non scende a terra... Io vi dico,

Capo, che nessuno può reggere a lungo in quel modo... Cuoce il cervello...».

«E allora lo dichiariamo incompetente...».

Così Xiuptutol vien fuori dalla, giungla e dice che i responsabili sono i ragazzi del territorio del Basso Tzpino, ciò

che non sorprende nessuno... Ascolta un vecchio Brujo, carino, quelli detestano le sorprese... Ma torniamo all'articolo

dell'Autore:

«L'alcaloide della Banisteria caapi fu isolato nel 1923 da Fisher Cardenas, chiunque sia. Egli chiamò l'alcaloide

Telepatina, ma è conosciuto anche coi nomi di Banisterina, e Yageina. Rumpf dimostrò che la Telepatina è identica

all'Armalina, l'alcaloide del Parganum harmala. (Dovrei ricordare en passant la stretta affinità chimica tra Mescalina e

Telepatina. I due stati di ebbrezza sono simili, benché non identici)».


viso arcaico sogghignante come una maschera del Pacifico meridionale... La faccia è

azzurro porpora chiazzato d'oro...

La stanza assume l'aspetto di un bordello del Medio Oriente con muri azzurri e

lampade con fiocchi rossi... Mi sento trasformare in negra, con il color nero che

silenziosamente mi invade la carne... Convulsioni di bramosia... Le mie gambe assumono

una forma polinesiana arrotondata... Tutto si agita con una vita furtiva e convulsa... La

stanza è Medio Orientale, Negra, del Pacifico meridionale, in qualche luogo familiare che

non riesco a localizzare... Lo Yage è viaggio attraverso lo spazio e il tempo... La stanza

sembra scuotersi e vibrare per il movimento... Il sangue e la forma di molte razze, Negri,

Polinesiani, Mongoli delle montagne, Nomadi del deserto, Poliglotti del Medio Oriente,

Indiani, razze ancora da concepire e da nascere, passano attraverso il corpo... Migrazioni,

viaggi incredibili attraverso deserti e giungle e montagne (soste e morti in valli chiuse da

montagne dove le piante crescono dai genitali, grandi crostacei si schiudono e spezzano il

guscio del corpo) attraverso il Pacifico in una canoa outrigger verso l'Isola di Pasqua...

(Penso che l'iniziale nausea dello Yage sia una specie di mal di mare del movimento verso

la condizione da Yage...)

Un funerale passa attraverso il mercato. Feretro nero — iscrizioni arabiche in filigrana

d'argento — portato da quattro necrofori. Processione di prefiche che cantano il canto

funebre... Clem e Jody seguono portando il feretro, ne salta fuori il cadavere di un maiale...

Il maiale è vestito in jellaba, una pipa da keif gli esce dalla bocca, uno zoccolo tiene un

pacco di fotografie oscene, ha un mezuzzoth attaccato al collo... Sul feretro c'è una

iscrizione: «Questo era l'arabo più nobile di tutti».

Cantano un'orrenda parodia di canto funebre in fai so arabo. Jody sa fare un discorso in

falso cinese da farvi morire, come il chiacchierio di un ventriloquo isterico. In effetti, egli

ha provocato a Shangai una rivolta xenofoba che è costata tremila vittime.

— Alzati, Gertie, e mostra rispetto per la gente del posto.

— Suppongo che dovrei.

— Mio caro, sto mettendo a punto la più mirabile invenzione... un ragazzo che

scompare appena vieni, lasciando un sentore di turbamento, foglie che bruciano e un

effetto sonoro di treno che fischia in lontananza.

— Mai fatto l'amore senza gravità? Il tuo liquido fluttua semplicemente nell'aria come

un delicato ectoplasma... Mi fa venire in mente un vecchio amico, uno degli uomini più


elli che abbia mai conosciuto, e dei più pazzi e assolutamente rovinato dai soldi. Se ne

andava in giro per i ricevimenti sparando liquido su per le career women con una pistola ad

acqua. Vinse tutte le cause per riconoscimento di paternità senza fatica. Usava sempre il

liquido di qualcun altro, capisci.

Dissolvenza... Ordine nella Corte. Avvocato di A.J.: — Tests conclusivi hanno

dimostrato che il mio cliente non ha alcuna uh relazione personale con il uh lieve incidente

subito dall'affascinante parte civile...

... Forse si sta preparando a emulare la Vergine Maria e a concepire immacolatamente

indicando il mio cliente come hurumf padre fantasmagorico.

«Mi fa venire in mente un caso avvenuto in Olanda nel secolo quindicesimo, in cui una

giovane donna accusò un anziano e rispettabile mago di avere evocato un succubo, che

aveva poi conosciuto carnalmente la suddetta giovane con il risultato di una gravidanza

assai deplorevole in tali circostanze. E così il mago venne incriminato come complice e

palese voyeur prima durante e dopo il fatto. Comunque, signori della giuria, noi non

diamo più alcun credito a simili uh leggende, e una giovane donna che attribuisca il suo

uh stato interessante alle attenzioni di un succubo verrebbe considerata in questi tempi

illuminati, romantica o, in parole povere, una dannatissima bugiarda hehe hehe hehe...

E adesso l'Ora del Profeta:

— Millins morì nei banchi di fango. Soltanto una vampata ai polmoni.

«"Aye, aye, Capitano", disse, occhieggiando qua e là per il ponte... "E chi tirerà le ancore

per stanotte? È opportuno osservare qualche precauzione avvicinandosi sopravvento, dal

momento che sottovento non ci è riuscito di trovare nulla che valesse un soldo bucato... Le

señoritas sono di moda questa stagione all'Inferno, e sono stanco per la lunga arrampicata

su un Vesuvio palpitante di affari estranei".

Mi ci vuole l'Orient Express per uscire di qui e in questa zona ci sono troppe mine... Si

muore un poco ogni giorno, fa passare il tempo...

Apritevi una strada verso la libertà.

«Cristo?» ringhia il malevolo, finocchioso vecchio Santo prendendo una frittella da un

recipiente di alabastro... «Credete che io mi abbasserei a commettere un miracolo?...

Quello là avrebbe dovuto stare in un circo...»

«'Entrino, Pollastre e Polli, e portino anche i Pol-lastrelli. Va bene per giovani e vecchi,

uomini e bestie... L'unico e solo legittimo Figlio dell'Uomo curerà la verruca di un ragazzo


con una mano — per solo contatto, gente — creerà marijuana con l'altra, mentre

camminerà sull'acqua e spruzzerà fuori vino dal culo... Adesso fate largo, gente, voialtri

siete soggetti a venire irradiati dalla pura carica di questo personaggio.'

«E io lo conoscevo quando, caro mio... Mi ricordo che stavamo facendo un Numero di

Personificazione — molto di classe anche — a Sodoma, e quella è una città a buon

mercato... Strettamente basata sulla fame... Bene, questo, cittadino, questo fottuto filisteo

arrivato giù da Podunk Baal o un posto così, mi chiama fottuto culatone proprio sulla

scena. E io gli ho detto: 'Tremila anni nella vita di teatro e mi son sempre tenuto il naso

pulito. Del resto non ho da prendere nessuna cagata da nessun succhiacazzi incirconciso...

Più tardi viene nel mio camerino ( e mi fa le scuse... Vien fuori che è un gran dottore. Ed

era anche un tipo simpatico...

— Budda? Un noto tossicomane metabolico... Fa tutto da sé, capite. In India, dove non

hanno senso del tempo, spesso L'Uomo è in ritardo di un mese... "Fatemi un po' vedere,

questo è il secondo o il terzo monsone? Ho un appuntamento a Ketchupore circa a

quell'epoca."

«E tutti i tossicomani seduti attorno con le gambe incrociate sputano per terra e

attendono L'Uomo.

«Così Budda dice: "Non ho bisognò di sopportare un comportamento simile. Per dio

metabolizzerò io stesso la mia droga"

«"Amico, non puoi farlo. Gli esattori ti si precipiteranno addosso".

«"No, su di me no. Ho un trucco, vedete. Da questo momento sono un maledetto

Santone".

«"Gesù, capo, che razza di idea".

«"Ci sono delle persone che diventano matte per davvero quando hanno a che fare con

la Nuova Religione. Questi pazzi non sanno comportarsi. Inoltre, sono esposti al

linciaggio, perché nessuno vuole vedersi intorno della gente meglio di lui. — Cosa ti credi

di fare, tu, di seccare la gente?... — Così noi dobbiamo agire con freddezza, inteso, con

freddezza... Gente, abbiamo una proposta da farvi, di quelle da prendere o lasciare. Non

forziamo niente dentro la vostra anima, non come certi personaggi da quattro soldi che

non avranno nome e non sono in nessun luogo. Tenetevi pronti per l'azione. Io

metabolizzerò una speed ball e poi eseguirò il Sermone del Fuoco".


«Maometto? Scherzi? È stata un'invenzione della Camera di Commercio della Mecca. Un

giornalista egiziano rovinato dall'alcool ha scritto il seguito.

«"Ne bevo un altro, Gus. Poi, per Allah, vado a casa a ricevere una sura... Aspetta che

vengano fuori le edizioni del mattino. Smaschererò le Immagini Associate".

«Il barista solleva gli occhi dalla schedina per le corse dei cavalli.

«"Sì. E il loro sarà un triste destino".

«"Oh... uh... davvero. Ora, Gus, ti firmo un asse-gno".

«"Siete soltanto il più grande attacchino della Grande Mecca. Io non sono un muro,

signor Maometto".

«"Be', Gus ho ricevuto due tipi di pubblicità, favorevole e no. Tu vuoi già un po' di no?

Sono in procinto di ricevere una sura che riguarda i baristi che non fanno credito a quelli

che ne hanno necessità".

«"E il loro sarà un triste destino. L'Arabia li ha comprati". Salta al di qua del bancone.

"Non intendo sopportare oltre, Ahmed. Piglia le tue sure e vattene. Ti aiuterò. E sta' al

largo".

«"Ti metterò a posto io, sporco miscredente. Ti ridurrò chiuso e secco come il sedere di

un tossicomane. Per Allah, prosciugherò tutta la penisola".

«"È un continente, ormai...".

«Quello che dice Confucio lascialo al livello di Little Audrey e dei suoi cani. Lao-Tze?

Ormai non conta più nulla... E basta con questi santi melodrammatici con lo sguardo di

apatico sgomento come se li violentassero e loro non ci facessero caso. E perché dovremmo

permettere a qualche vecchio guitto rovinato di venirci a spiegare che cos'è la saggezza?

"Tremila anni nella rivista e ho sempre conservato le mani pulite...".

— Innanzitutto, ogni Fatto è imprigionato con prostituti e con quelli che profanano gli

dei del commercio giocando per le strade, e qualche vecchiaccio - dai capelli bianchi va in

giro barcollando per farci partecipi dei benefici della sua matura idiozia. Non ci

libereremo mai di questo vecchio dalla barba grigia che si cela su ogni vetta del Tibet,

capace di trascinarsi fuori di una capanna nell'Amazzonia, o di mettersi in agguato nella

Bowery? "Ti aspettavo, figlio mio", comincia a riversare le sue banalità. "La vita è una

scuola in cui ogni allievo deve imparare una lezione differente. Ed ora io riverserò la mia

Word Hoard".

«"Lo temo proprio".


«"Nulla può fermare l'alta marea".

«"Non posso fermarlo, ragazzi. Sauve qui peut".

«"Io vi dico che quando lascio il Saggio non mi sento neppure più un essere umano.

Trasforma i miei organi vivi in robaccia morta".

«"Così mi sono procurato un servizio esclusivo, perché non lo do alle stampe? La parola

non si può esprimere direttamente... La si può indicare forse con mosaici di

giustapposizioni come articoli abbandonati nel cassetto di un albergo, definiti dalle

negazioni e dalle assenze...

«Credo che mi farò rimboccare lo stomaco... Sarò forse vecchio, ma sono ancora

desiderabile.

(La Rimboccatura dello Stomaco è un intervento chirurgico per togliere il grasso dello

stomaco rimboccando al tempo stesso la parete addominale e creando così un corsetto di

carne, che, comunque, è soggetto a rompersi e a spandere le vostre vecchie e orribili

budella per terra... I modelli di C.C. snelli e fatti bene sono, naturalmente i più pericolosi.

In effetti, alcuni modelli spinti sono noti come B.U.N. — Buoni per una Notte —

nell'impresa.)

Il Dottor «Doodles» Rindfest afferma perentoriamente: «Il letto è il luogo più pericoloso

per uno con il C.C.».

Il motivo del C.C. è «Believe Me If Ali Tbese En-dearing Young Charms». Il partner con C.C.

è portato a «sfuggirvi dalle braccia come doni delle fate che svaniscono».

In una candida stanza di museo piena di sole, nudi rosa alti sessanta piedi. Borbottii di

adolescenti. Ringhiera d'argento... burrone profondo mille piedi nel sole scintillante.

Piccole superfici verdi di cavoli e di lattughe. Giovani bruni con asce ricurve spiati dalla

vecchia regina al di là di un canale di scolo.

— Oh, caro, mi domando se concimano la terra con escrementi umani... Forse lo faranno

proprio adesso.

Tira fuori un binocolo da teatro in madreperla — mosaico azteco nel sole.

Una lunga fila di ragazzi greci marcia con in mano vasi di alabastro pieni di sterco, li

vuota in fosse di marna calcarea.

Pioppi polverosi si curvano nella Plaza de Toros di mattoni rossi sotto il vento del

pomeriggio.


Cabine di legno attorno a una sorgente calda... frantumi di muri franati in un boschetto

di paulonie...

Ragazzi greci bianchi come marmo si inculano come cani sul portico di un gran tempio

dorato... un mugwump nudo suona un liuto.

Camminando giù lungo i binari col suo maglione rosso incontrò Sammy il figlio di Doc

Keeper con due messicani.

«Ehi, Skinny,» disse, «vuoi farti inculare?» «Be'... Sì.»

Su un materasso di paglia malconcio il messicano lo fece mettere a quattro zampe — un

ragazzo negro gli balla intorno battendo il ritmo... sole attraverso il buco della serratura

una macchia rosa gli illumina il cazzo.

Uno sciupio di cruda rosea vergogna contro uno orizzonte azzurro pastello dove mesas

ferrigne crollano nel cielo tempestoso.

— Va benissimo. — Il Dio grida attraverso di te tremila anni a becco asciutto...

Una grandinata di crani di cristallo fece a pezzi la serra nella luna d'inverno...

La donna americana si è lasciata dietro una zaffata di veleno nell'umidità di una garden

party a St. Louis.

Una piscina coperta di melma verde in un giardino francese in rovina. Enormi rane

patiche si sollevano lentamente dall'acqua su una piattaforma di fango suonando il

clavicembalo.

Un Sollubi irrompe nel bar e comincia a lucidare le scarpe del Santone col muco del

naso... Il Santone gli sferra insolentemente un calcio in bocca. Il Sollubi strilla, gira come

una trottola e la fa sui pantaloni del Santone. Poi fugge sulla strada. Un ruffiano lo segue

pensosamente con lo sguardo...

Il Santone chiama il direttore: — Gesù, Al, che razza di locale è questo? I miei Dégagées a

spina di pesce nuovi fiammanti...

— Mi duole, Santone. Mi è sfuggito.

(I Sollubi sono una casta intoccabile in Arabia, noti per la loro spregevole bassezza.

Caffè di lusso sono muniti di Sollubi che puliscono i clienti mentre mangiano — a tale

scopo i sedili sono forniti di un foro. Quelli che vogliono essere completamente degradati

e umiliati — al giorno d'oggi ce ne sono moltissimi che lo fanno sperando di essere i primi

— si offrono per commercio omosessuale passivo in un accampamento di Sollubi... Non

v'è nulla di simile, mi dicono... In effetti, i Sollubi sono portati a diventare ricchi ed


arroganti e perdono la loro bassezza originaria. Qual è l'origine degli intoccabili? Forse

una casta di preti decaduta. In effetti, gli intoccabili adempiono una funzione sacerdotale

raccogliendo su di loro tutta la viltà umana.)

A.J. passeggia in giro per il Mercato in cappa nera con un avvoltoio appollaiato su una

spalla. Si ferma a un tavolo di agenti.

«Questa dovete sentirla. Un ragazzo a Los Angeles età quindici anni. Il padre decide

che è ora che il ragazzo abbia il suo primo pezzo di fica. Il ragazzo è sdraiato sul prato a

leggere fumetti, il padre va fuori e dice: "Figliolo ecco venti dollari; voglio che tu vada da

una buona puttana e abbia un po' di fica da lei."

«Allora prendono la macchina e vanno a questo bordello di lusso e il padre dice, "Va

bene ragazzo. Adesso tocca a te. Suona il campanello e quando la donna viene tu dalle i

venti dollari e dille che vuoi un pezzo di fica."

«"Intesi, papà."

«Così circa quindici minuti dopo il ragazzo esce:

«"Be', ragazzo, hai avuto un pezzo di fica?"

«"Sì sì. Questa tizia viene alla porta, e io dico che voglio un pezzo di fica e le metto in

mano il biglietto. Andiamo su nella sua tana, e lei si tira giù la biancheria. Allora io tiro

fuori il mio serramanico e le taglio una gran fetta di culo, lei fa un casino tale che devo

togliermi una scarpa e romperle la testa. Poi la scopo tanto per divertimento."»

Rimangono solo le ossa a ridere, la carne se n'è andata oltre le colline lontano con il

vento dell'alba e un fischio di treno. Non siamo all'oscuro del problema, e le necessità dei

membri della nostra comunità sono sempre presenti alla nostra mente, perché questa è la

loro residenza e chi può rompere un contratto d'affitto per novantanove anni?

Un altro episodio delle avventure di Clem Snide il Buco del Culo Privato: «Allora entro

nel locale, e questa prostituta femmina è seduta al bar, e io penso "Oh Dio, fai già la poule

de luxe." Voglio dire, è come se avessi già visto la tizia prima. Così non le faccio attenzione

al principio, poi vedo che si sta strofinando le gambe una contro l'altra e si destreggia con i

piedi in su dietro la testa e la spinge in giù a farsi un lavaggio intimo con un affare che le

sporge dal naso in un modo che non si può fare a meno di notare.»

Iris — mezza cinese e mezza negra — tossicomane dedita alla deidro-ossi-eroina, si fa

un'iniezione ogni quindici minuti per cui si lascia contagocce e aghi infilati in tutto il

corpo. Gli aghi arrugginiscono nella pelle disseccata che, in qua e in là, ci è cresciuta sopra


formando delle cisti lisce color verde bruno. Sul tavolo di fronte a lei c'è un samovar di tè e

un pane di zucchero grezzo da venti libbre. Nessuno l'ha mai vista mangiare altro.

Soltanto prima di un'iniezione essa ascolta ciò che uno le dice e risponde. Poi fa qualche

osservazione piatta e oggettiva relativa alla sua persona.

«Il culo mi si sta chiudendo.»

«La mia vagina ha dei terribili liquidi verdi.»

Iris è uno dei pazienti di Benway. — Il corpo umano può vivere di solo zucchero,

accidenti... Mi rendo conto che alcuni dei miei dotti colleghi, che tentano di sminuire il mio

geniale lavoro, sostengono che io introduco nello zucchero di Iris clandestinamente

vitamine e proteine... Sfido questi innominabili bischeri' a strisciar fuori dalle loro latrine e

ad analizzare minutamente il tè di Iris e il suo zucchero. Iris è una donna sanamente

americana. Nego categoricamente che si nutra di seme. E consentitemi di cogliere questa

occasione per dichiarare che io sono uno scienziato degno di stima, non un ciarlatano, né

un pazzo o un finto taumaturgo... Non ho mai preteso che Iris potesse vivere soltanto di

fotosintesi... Non ho detto che essa sia in grado di respirare biossido di carbonio

espellendo ossigeno — confesso che sono stato tentato di fare l'esperimento ma

naturalmente mi ha trattenuto la mia etica professionale... Per farla breve, le vili calunnie

dei miei striscianti avversari si ritorceranno inevitabilmente su di loro e ritorneranno al

punto di partenza come un piccione viaggiatore.

Uomini e donne ordinari

Colazione del Partito Nazionalista su un terrazzo che dà sul Mercato. Sigari, scotch, rutti

educati... Il Capo del Partito va su e giù a grandi passi in jellaba, fumando un sigaro e

bevendo scotch. Ha scarpe inglesi di lusso, calzini sgargianti, giarrettiere, gambe

muscolose e pelose — effetto generale di un gangster arrivato e travestito.

C.P. (puntando drammaticamente il dito): — Guardate laggiù. Che vedete?

LUOGOTENENTE: — Huh? Be', io vedo il Mercato.

C.P.: — Non è vero. Vedete uomini e donne ordinari che svolgono i loro compiti ordinari

di ogni giorno. Che conducono una vita ordinaria. È di questo che noi abbiamo bisogno.

Un ragazzo di strada si arrampica su per la ringhiera del terrazzo.


LUOGOTENENTE: — No, non vogliamo comprare preservativi usati! Fila!

C.P.: — Un momento!... Vieni, ragazzo mio. Mettiti a sedere... Prendi un sigaro... Bevi

qualcosa.

Passeggia attorno al ragazzo come un gatto eccitato.

— Che ne pensi dei Francesi?

— Uuh?

— I Francesi. I Colonialisti bastardi che vi succhiano i corpuscoli.

— Senti, signore. Costa duecento franchi succhiare il mio corpuscolo. Non ho ridotto i

prezzi dall'anno della peste bovina quando tutti i turisti morirono, persino gli Scandinavi.

C.P.: — Vedete? Questo è un ragazzo di strada non ancora corrotto.

— Li sapete scegliere bene, capo.

— M.I. non sbaglia mai il colpo.

C.P.: — Ora senti, ragazzo, mettiamola così. I Francesi ti hanno defraudato del tuo

diritto di primogenitura.

— Dici come la Friendly Finance? ... Per far questo hanno preso l'eunuco egiziano

sdentato. Immaginano che susciti meno antagonismo, capisci, lui si tira sempre giù i

pantaloni per mostrare le sue condizioni. "Sono soltanto un povero vecchio eunuco che

cerca di conservare le sue abitudini. Signora, vorrei potervi concedere una dilazione per il

rene artificiale, ma mi pagano per fare questo mestiere... Staccatele la spina, ragazzi!".

«Mostra le gengive con un debole ringhio... "Non per nulla sono noto come Nellie il

Recuperatore".

«Così essi staccano la spina a mia madre, quella vecchia matta, e lei si gonfia e diventa

nera e tutto il souk puzza di urina e i vicini vanno a protestare al Ministero dell'Igiene e

mio padre dice: "È il volere di Allah. Non butterà più i miei soldi giù dalla fogna".

«I malati mi disgustano, ormai. Quando qualche cittadino comincia a raccontarmi del

suo cancro alla prostata o del suo setto nasale che emette un liquido purulento io gli dico:

"Credete che mi interessi la vostra vecchia orrenda malattia? Non mi interessa affatto".

C.P.: — Va bene. Lascia perdere... Tu odi i Francesi, no?

— Signore, io odio tutti. Il dottor Benway dice che è un fatto del metabolismo, e che ho

questa malattia del sangue... Ce l'hanno soprattutto gli arabi e gli americani... Il Dottor

Benway sta preparando un siero.

C.P.: — Benway è un agente occidentale infiltratosi tra noi.


LUOGOTENENTE 1 : — Un palesissimo ebreo francese.

L.2: — Un ebreo negro comunista con le palle da maiale e il sedere nero.

C.P.: — Stai zitto, cretino!

L.2: — Chiedo scusa, capo. Sono così da quando mi hanno rimesso a Pigeonhole.

CP.: — Non avvicinatevi a Benway. (A parte: «Mi domando se ci crederanno. Non si sa

mai fino a che punto siano primitivi...»). In confidenza, pratica la magia nera.

L.l: — Ha il suo dijnn fisso.

— Uhuh... Bene, ho un appuntamento con un cliente americano di lusso. Un tipo

veramente di classe.

C.P.: — Non sai che è vergognoso vendere il proprio corpo a stranieri miscredenti?

— Be' è un punto di vista. Divertitevi.

C.P.: — È evidente. — Il ragazzo esce. — Sono senza speranza, vi dico, senza speranza.

L.l: — Che roba è questo siero?

C.P.: — Non lo so, ma mi suona equivoco. Meglio puntare un ricercatore di direzione

telepatico su Benway. È un tipo da non fidarsene. È capace di fare praticamente qualsiasi

cosa... Trasformare un massacro in un'orgia sessuale...

— O in uno scherzo.

— Precisamente. Un dilettante... Niente principi... MASSAIA AMERICANA: (aprendo

una scatola di

Lux): — Perché non ci hanno messo una cellula fotoelettrica che apra la scatola appena

mi vede e la porga al Tuttofare Automatico che la verserebbe nell'acqua... Il Tuttofare è

fuori servizio da giovedì, ha tentato di mettermi le mani addosso e non glielo avevo certo

messo nella combinazione... E il Raccogli Spazzatura che tenta di mordermi, e lo schifoso

vecchio Mixmaster che cerca di entrarmi sotto il vestito... Mi son presa il più noioso

raffreddore, e i miei intestini sono tutti costipati... Bisogna che inserisca il Tuttofare perché

mi somministri un clistere.

COMMESSO VIAGGIATORE (qualcosa tra un Latah aggressivo e un Trasmettitore

timido): — Mi ricordo di quando viaggiavo con K.E., l'uomo più in gamba di tutta

l'industria degli apparecchi.

«"Pensa!" esclama "una scrematrice per la tua cucina!"

«"K.E., mi gira la testa al solo pensiero".

«"È cinque, forse dieci, sì, forse venti anni in anticipo. Ma verrà. "


«"Aspetterò, K.E. Non importa quanto mi toccherà aspettare. Quando saranno estratti i

primi numeri io ci sarò. "

«Fu K.E. che inventò lo Octopus Kit per Saloni di Massaggio, Barbieri e Bagni Turchi, col

quale si può somministrare un clistere, un massaggio, uno shampoo, mentre taglia le

unghie dei piedi al cliente e gli strizza i comedoni. E il Can Do Kit medico per dottori

indaffarati taglia l'appendice, opera l'ernia, estrae un dente del giudizio, asporta le

emorroidi e circoncide. Bene, K.E. è un commesso viaggiatore talmente atomico che se

rimane senza Octopus Kit riesce a persuadere un barbiere a comperare un Can Do medico, e

così qualche cliente si sveglia con le emorroidi asportate...

«"Gesù, Homer, che razza di posto è questo? Mi hanno fregato".

«"Be', perdiana, sì, mi proponevo di somministrarti il nostro clistere omaggio del tutto

gratuito per il Giorno del Ringraziamento. K.E. deve avermi venduto di nuovo

l'apparecchio sbagliato...».

PROSTITUTO: — Che cosa non si deve sopportare in questo mestiere! Dio! Le proposte

che mi fanno, da non crederci... Vogliono giuocare ai Latah, vogliono mescolarsi al mio

protoplasma, vogliono una copia, vogliono aspirarmi gli orgoni, vogliono rilevare le mie

esperienze passate e lasciare in cambio vecchi ricordi che mi disgustano...

«Sto con questo cittadino, e mi dico: "Finalmente un tipo normale", ma lui si eccita e si

trasforma in una specie di granchio spaventevole... Io gli dico: "Jack, non ho nessuna

voglia di sopportare una routine come questa... Queste cose puoi andarle a fare da

Walgreen." C'è gente che proprio non ha classe.

I giovani vagabondi in preda alla confusione ritornano al limite della rete Sovietica

dove dei Cosacchi impiccano dei partigiani al suono lamentoso di una cornamusa e i

ragazzi marciano lungo la Quinta Avenue per incontrare Jimmy Walkover con le chiavi

del Regno e non sono legate portatevele sciolte in tasca...

Perchè così pallido e così smagrito, dolce amico? Odore di sanguisughe morte in un

barattolo di latta arrugginito scende su quella ferita aperta, succhiano il corpo e il sangue e

le ossa di Geeesù, lo lasciano paralizzato dalla vita in giù.

Cedi le tue schedine, ragazzo, al paparino, lui ha dato gli esami tre anni prima e conosce

tutte le risposte e arrangia tutti i risultati della World Series.

Trafficanti di vitelli prematuri seguono una mucca


incinta fino a che ha le doglie. Il contadino dichiara una couvade, si rotola strillando nel

letame. Il veterinario combatte con uno scheletro di mucca. I trafficanti si sparano raffiche

di mitra, balzando qua e là tra attrezzi e silos, recipienti per grano, fienili e mangiatoie con

una grossa ringhiera rossa. Il vitello è nato. Le forze della morte si sciolgono nel mattino. Il

garzone si inginocchia reverentemente; la gola gli palpita nel sole nascente.

Tossicomani seduti sugli scalini del palazzo di giustizia, attendono l'Uomo. Contadini

del Sud con Stetson neri e Levis scoloriti legano un ragazzo negro a un vecchio fanale di

ferro e lo irrorano di benzina infiammata. I tossicomani si precipitano a respirare il fumo

della carne con i polmoni sofferenti... Provano un vero sollievo...

L'IMPIEGATO MUNICIPALE: «Allora ero seduto là di fronte al magazzino di Jed su a

Cunt Lick con il mio pistolino su dritto come un pino sotto i miei Levis che proprio

pulsava nel sole... Bene, passa il vecchio Doc Scranton, un caro vecchio ragazzo anche lui,

non c'è uno migliore di Doc Scranton in questa vallata. Ha il buco del sedere prolassato e

quando vuole farsi inculare vi passa il buco su tre piedi di in-te-stini... Se proprio vuole è

capace di mandar fuori un pezzo di intestino che arriva dal suo ufficio dritto fino alla

birreria di Roy, e si mette a cercare intorno, proprio a cercare intorno un uccello come un

verme cieco... Così il vecchio Doc Scranton mi vede e si ferma come un cane che punta e

mi dice, 'Luke, riesco a sentirti il polso da qui.»

Brubeck e il giovane Seward si battono con coltelli per castrare i maiali tra granai,

gabbie e canili abbaianti... i cavalli nitriscono e mostrano grandi denti gialli, le mucche

muggiscono, i cani ululano, gatti che fanno all'amore strillano come bambini, da un recinto

di grossi maiali con le setole irte provengono violenti gridi di disapprovazione. Brubeck il

Vacillante è caduto sotto la spada del giovane Seward, e si tiene in mano gli intestini

azzurri che vengon fuori da una ferita lunga otto pollici.

Il giovane Seward taglia via il pene a Brubeck e lo tiene pulsante nella fumosa aurora

rosa...

Brubeck grida... i freni della sotterranea mandano odore di ozono.

— Indietro, signori... Indietro.

— Dicono che qualcuno gli ha dato una spinta.

— Barcollava e vacillava come se non ci vedesse bene.

— Troppo fumo negli occhi, penso.


Mary la Governante Lesbica è scivolata sul pavimento dell'osteria su un Kotex

insanguinato... Un pederasta che pesa trecento libbre la calpesta a morte con nitriti potici...

Canta uno sgradevole falsetto:

Egli calpesta il raccolto della vigna in cui si vendemmiano i grappoli dell'ira.

Egli ha scoccato il lampo fatale della sua tremenda e rapida spada.

Estrae una spada di legno dorato e fende l'aria. Il corsetto gli vola via e sibilando si

infila nel bersaglio per le frecce.

La spada del vecchio torero si curva sull'osso e penetra con un sibilo nel cuore

dell’Espontaneo, inchioda il suo valore inconsunto alle tribune.

— Così questo elegante pederasta viene a New York da Cunt Lick, ed è il pederasta più

elegante di tutti. Viene preso in consegna da vecchie che si ingrassano su pederasti

giovani, vecchie predatrici sdentate troppo deboli e troppo lente per gettarsi su qualsiasi

altra preda. La vecchia tigre logora si trasforma in mangia-trice di pederasti... Così questo

cittadino, che è un pederasta con pretese artistiche, comincia a fare gioielli e articoli di

oreficeria. Tutte le vecchie baldracche della Grande New York vogliono farsi fare i gioielli

da lui, e lui fa soldi, 21, El Morocco, Stork, ma niente tempo per fare all'amore, e sempre

preoccupato della sua rep... Comincia a giocare alle corse dei cavalli, si suppone che il

gioco sia molto virile, Dio sa perché, e immagina che contribuirà al suo prestigio esser

visto agli ippodromi. Non molti pederasti giocano alle corse, e quelli che giocano perdono

più degli altri, sono pessimi giocatori, si buttano quando perdono e si fermano quando

vincono... questo è il loro modo di vita... Ora anche un bambino sa che c'è una legge

quando si gioca: sia il vincere che il perdere viene in serie. Buttati quando vinci, tirati

indietro quando perdi. (Una volta ho conosciuto un pederasta che aveva fatto uno scippo.

Non scommise tutti i duemila dollari sul cavallo vincente — se perdeva finiva a Sing

Sing... Non il nostro Gertie... Oh no; solo due dollari per volta...)

— Così lui perde e perde e perde sempre di più. Un giorno sta per incastonare un

diamante quando avviene una cosa prevedibile. "Naturalmente, la rimetterò a posto poi."

Le ultime parole famose. Così per tutto l'inverno, uno dopo l'altro, i diamanti, gli smeraldi,

le perle, i rubini e gli zaffiri dell'alta società finiscono al monte dei pegni e vengono

sostituiti con pezzi falsi...

«Così alla serata inaugurale del Metropolitan questa vecchia megera appare, o almeno

lo crede, splendente nella sua tiara di diamanti. Così quest'altra vecchia baldracca le si


avvicina e le dice: "Oh, Miggles, sei furba... lasciare quelli veri a casa... Dico che siamo

proprio pazze ad andare in giro sfidando il destino".

«"Sbagli, cara. Sono veri".

«"Oh, ma Miggles caara, non è vero... Prova a chiedere al gioielliere... Chiedi a chiunque.

Haaaaaa".

«E così un sabbath viene affrettatamente riunito. (Lucy Bradshinkel, da' un'occhiata ai

tuoi smeraldi.)

Tutte queste vecchie streghe esaminano i loro diamanti come un cittadino che scopre di

avere la lebbra.

«"Il mio rubino sangue di piccione!"

«"I miei oopali neeeri!" La vecchia cagna si è sposata tante di quelle volte con tanti e poi

tanti di quei Gialli e di quegli Spaghetti che non sa più distinguere il suo accento dal suo

sedere...

«"Il mio zaffiro!" geme una poule de luxe. "Oh, è tutto così tremendo!"

«"Dico che sono proprio roba da Woolworth..."

«"Resta solo una cosa da fare. Chiamiamo la polizia" dice una vecchia esplicita e decisa,

e camminando pesantemente sui suoi tacchi bassi va a chiamare i questurini.

«"Bene, il pederasta si becca due anni, e in carcere conosce questo gatto che è una specie

di prostituto a buon mercato, e nasce l'amore, o per lo meno un facsimile e poi riesce a

convincere i giudici in prima e seconda istanza. Di conseguenza sono liberati più o meno

allo stesso momento e vanno a stare in un appartamento sul Lower East Side... E cucinano

in casa ed entrambi fanno mestieri leciti e modesti... Così Brad e Jim conoscono per la

prima volta la felicità.

«Compaiono le forze del male... Lucy Bradshinkel viene per dire che tutto è perdonato.

Ha fede in Brad e vuole aprirgli uno studio. Naturalmente, dovrà trasferirsi su alla

Sessantesima Est... "Questo posto è impossibile, caaro, e il tuo amico..." E una banda di

scassinatori di casseforti vuole che Jim torni a farle da autista. È una promozione, capisci?

Arrivano offerte da cittadini che non aveva mai visto.

«Jim tornerà sulla strada del delitto? Soccomberà Brad alle blandizie di una vecchia

vampira, una vecchia baldracca rapace...? Inutile dirlo, le forze del male hanno radici

profonde e si manifestano con ghigni e borbottìi equivoci.

«"Al capo non piacerà di certo."


«"Non so perché ho perso il mio tempo con te, piccolo lercio pederasta da quattro soldi".

«I ragazzi stanno alla finestra della casa l'uno nelle braccia dell'altro, guardando il ponte

di Brooklyn. Un vento caldo di primavera scompiglia i riccioli neri di Jim e i bei capelli

tinti di Brad.

«"Be', Brad, che c'è per cena?"

«"Va' nell'altra stanza e aspetta". Spinge Jim scherzosamente fuori della cucina e si

mette il grembiule.

«Per cena c'è il cuore di Lucy Bradshinkel a sangue, cotto in Kotex papillon. I ragazzi

mangiano di gusto guardandosi negli occhi. Il sangue gli cola già per il mento.

Lasciate che l'alba azzurra come una fiamma attraversi la città... I cortili sono stati

ripuliti della frutta, e gli inceneritori esalano i loro morti incappucciati... 6

— Potreste indicarmi la strada per Tipperay, signora?

Oltre le colline, verso la Prateria Azzurra... Attraverso il prato fino allo stagno gelato...

Il cranio urlante rotola giù per le scale interne per mordere il marito peccatore che si è

approfittato del mal d'orecchi della moglie per fare cose sconvenienti. Il giovane marittimo

si mette un sud-ovest e ammazza di botte la moglie sotto la doccia...

BENWAY: — Non prendertela cosi, ragazzo mio... "Jeder macht eine kleine Dummheit"

(Ognuno commette qualche sciocchezza).

SCHAFER: — Vi dico che non posso sottrarmi a un senso... be', di peccato in questo caso.

BENWAY: — Sciocchezze, ragazzo mio... Siamo scienziati... Scienziati puri. Ricerca

disinteressata e al diavolo chi grida: "Basta, è troppo!" Gente simile non è meglio dei

rompiscatole del Partito.

SCHAFER: — Sì, sì, naturalmente... eppure... Non riesco a mandar via quel puzzo dai

polmoni...

BENWAY (irritato): — Nessuno di noi ci riesce... Non ho mai annusato nulla di neppure

lontanamente simile... Dov'ero rimasto? Ah sì, che risultato si otterrebbe a somministrare

del curaro plus polmone d'acciaio durante la mania acuta? Forse il paziente, incapace di

scaricare la propria tensione in attività motoria, soccomberebbe sul posto come un topo

della giungla. Una causa di morte interessante, no?

6 Allusione al verso del Giulio Cesare di Shakespeare (atto II scena II): «And ghost did shriek and squeal about the

streets». (N.d.T.)


Schafer non sta ascoltando. — Sapete — dice impulsivamente — penso che tornerò alla

semplice chirurgia all'antica. Il corpo umano è scandalosamente inefficiente. Invece di una

bocca e di un ano, perché non avere un solo buco buono a tutti gli usi per mangiare ed

espellere? Potremmo tappare naso e bocca, riempire lo stomaco, e praticare un foro per

l'aria direttamente nei polmoni dove avrebbe dovuto essere fin dall'inizio...

BENWAY: — Perché non una massa buona a tutti gli usi? Ti ho mai detto dell'uomo che

aveva insegnato a parlare al suo sedere? Tutto l'addome si muoveva su e giù capisci

scorreggiando parole. Non ho mai sentito nulla di simile.

«Questo sedere aveva una specie di frequenza viscerale. Ti prendeva giù in basso come

se dovessi andare. Sai quando il vecchio colon ti dà di gomito e ti senti qualcosa di freddo

dentro, e sai che tutto quel che ti resta da fare è andare? Bene, questo modo di parlare ti

prendeva là, un suono denso, gorgogliante e stagnante, un suono che potevi odorare.

«Quest'uomo lavorava in un luna park, capisci, e tanto per cominciare era una bella

novità come ventriloquo. Proprio divertente, da principio. Faceva un numero che si

chiamava The Better Hole, che era una cannonata, te lo dico io. Non lo ricordo più tanto

bene ma era una cosa intelligente. Come: "Ehilà, dico, sei ancora laggiù, vecchio?"

«"Nooh! Ho dovuto andare a liberarmi."

«Dopo un po' il sedere cominciò a parlare da sé. Lui si presentava senza dover

preparare nulla e il sedere improvvisava o rispondeva alle sue battute.

«Poi gli si svilupparono dei piccoli uncini ricurvi rasposi simili a denti e cominciò a

mangiare. Lui pensava fosse una bella cosa e ci mise su un numero, ma il sedere si aprì

una finestra attraverso i pantaloni e cominciò a parlare per la strada, gridando che voleva

l'uguaglianza dei diritti. Si ubriacava, anche, e quando era sbronzo dava in smanie che

nessuno gli voleva bene. Alla fine si mise a parlare di continuo giorno e notte, e da

parecchi isolati di distanza si poteva sentire il tizio che gli gridava di star zitto e lo colpiva

col pugno, ma nulla serviva e il sedere gli diceva: "Sei tu che alla fine ti azzittirai. Non io.

Perché non abbiamo più bisogno di te qui in giro. Io posso parlare e mangiare e defecare."

«Dopo di che il tipo cominciò a svegliarsi la mattina con una pellicola trasparente come

la coda di un girino su tutta la bocca. Questa pellicola era quello che gli scienziati

chiamano T.in-D., Tessuto Indifferenziato, che può trasformarsi in qualsiasi tipo di carne

sul corpo umano. Se la strappava dalla bocca e i lembi gli rimanevano attaccati sulle mani

come uno strato di nafta infiammata e ci crescevano sopra e crescevano da per tutto finché


cadevano, brano a brano. Alla fine la bocca gli si chiuse ermeticamente, e tutta la testa gli

si sarebbe amputata spontaneamente (sapete che c'è una malattia che si manifesta in certe

parti dell'Africa e solo tra i Negri, e per cui i mignoli dei piedi si amputano

spontaneamente?) se non fosse stato per gli occhi, capisci. Una cosa che il sedere non

sapeva fare era vedere. Aveva bisogno di occhi. Ma le connessioni nervose erano bloccate

e infiltrate e atrofizzate in modo tale che il cervello non poteva più dare ordini. Era

prigioniero nel cranio, chiuso ermeticamente. Per un po' si vide la silenziosa, disperata

sofferenza del cervello dietro gli occhi, poi alla fine il cervello dovette morire, perché gli

occhi si spensero, e non vi era in essi più vitalità che nell'occhio di un granchio all'estremità

di un'antenna.

«Quello è il sesso che sfugge al censore, che si infiltra fra un ufficio e l'altro, perché nelle

canzoni popolari e nei film di seconda categoria c'è sempre un po' di spazio che rivela il

basilare marciume americano e butta fuori come un foruncolo suppurato, facendo

schizzare tutt'attorno lembi di quel T.in-D. che cadono dappertutto e si trasformano in

qualche rigogliosa forma degenerata e cancerosa, riproducendo una orribile immagine

casuale. Alcune sono fatte interamente di tessuto erettile, altre di visceri appena coperti di

pelle, grappoli di tre o quattro occhi messi insieme, intrico di bocche e di ani, membra

umane agitate e versate come vengono.

«Il risultato finale della rappresentazione cellulare completa è il cancro. La democrazia è

cancerosa, e gli uffici sono il suo cancro. Un ufficio mette radici ovunque nello stato,

diventa maligno come l'Ufficio Narcotici, e cresce e cresce, riproducendone altri dello

stesso tipo, fino a che soffoca il suo ospite se non viene dominato e tagliato. Gli uffici non

possono vivere senza qualcuno che li ospiti, essendo organismi parassitari. (Una

cooperativa, d'altro canto può vivere senza lo stato. Ecco la strada da seguire. Formare

organismi indipendenti per venire incontro ai bisogni di coloro che ne fanno parte.

L'ufficio funziona in base al principio opposto di inventare i bisogni per giustificare la

propria esistenza.) La burocrazia è un male come il cancro, un allontanamento dalla

direzione dell'evoluzione umana di infiniti potenziali e azioni differenziate e indipendenti,

verso la parassitarietà completa del virus.

«Si ritiene che il virus sia una degenerazione di una forma di vita più complessa. Può

anche essere stato capace di avere una vita indipendente. Ora è decaduto al limite fra la

materia organica e quella vivente. Può mostrare capacità vitali solo su un ospite, usando la


vita altrui, la rinuncia alla vita stessa, una caduta verso la macchina inorganica e

inflessibile, verso la materia organica.

«Gli uffici muoiono quando la struttura dello stato crolla. Sono senza speranza e

incapaci di esistenza indipendente come un verme solitario fuori del suo elemento, o un

virus che ha ucciso l'ospite.

«Ho visto una volta un ragazzo arabo a Timbuctù che sapeva suonare il flauto col culo,

e i pederasti mi dissero che a letto era davvero qualcuno. Era capace di suonare un motivo

su e giù per il membro toccando i punti sensibili più erogeni, che sono diversi in ciascuno,

naturalmente. Ogni amante aveva il suo speciale motivo che per lui era perfetto e arrivava

al suo parossismo. Il ragazzo era un grande artista quando si trattava di migliorare nuove

combinazioni e orgasmi speciali, alcune note erano sconosciute, impasti di apparenti

dissonanze che improvvisamente si attiravano l'una nell'altra e si schiacciavano insieme

con uno sbalorditivo urto caldo e dolce.

«Fats» Terminal ha organizzato una caccia con lance per infilzare i babbuini dal sedere

viola dalla motocicletta.

I Cacciatori si sono riuniti per la Colazione di Caccia allo Swarm Bar, un ritrovo per

pederasti eleganti. I Cacciatori incedono con narcisismo idiota indossando giacche di cuoio

nero e cinturoni costellati di borchie, flettendo i muscoli per farli sentire ai pederasti.

Portano tutti slips enormemente imbottiti.

Ogni tanto uno di loro sbatte per terra un finocchio e ci piscia sopra.

Bevono Victory Punch, un miscuglio di paregorico, cantaride, rum nero forte, brandy

Napoléon e Meta.

Il punch è servito da un grande, vuoto, babbuino d'oro, rannicchiato ringhiante di

paura, che cerca di mordere una lancia che ha nel fianco. Di tanto in tanto hors-d'oeuvres

caldi erompono dal culo del babbuino con un fragore di scorregge. Quando questo

avviene i Cacciatori ruggiscono risate da bestie, e i finocchi strillano e si dimenano.

Capo dei Cacciatori è il Capitano Everhard, che fu buttato fuori dal Sessantanovesimo

Reggimento per avere barato ed essersi nascosto nella manica uno slip durante una partita

di strip poker. Motociclette sbandano, saltano, si rovesciano. Babbuini allo spiedo strillano

lottando a corpo a corpo con i Cacciatori. Biciclette senza guida cozzano nella polvere

come insetti storpiati, attaccando babbuini e Cacciatori.


Il Capo del Partito passa in trionfo attraverso folle che abbaiano. Un vecchio dignitoso

alla sua vista tenta di sacrificarsi sotto le ruote della sua automobile.

CAPO PARTITO: — Non sacrificate la vostra persona rinsecchita sotto le ruote della

mia nuovissima Buick Roadmaster Convertible con pneumatici a fascia bianca, finestrini

idraulici e finizioni di lusso. È un misero trucchetto arabo — stai attento al tuo accento

Ivan — serbatelo per far concime... Vi affidiamo al dipartimento della Conservazione

perché possiate attuare il vostro degno proponimento...

Le assi per lavare non sono più disponibili, e le lenzuola vengono mandate alla

lavanderia automatica per eliminare quelle macchie colpevoli; Emanuele profetizza una

Seconda Venuta...

C'era un ragazzo oltre il fiume con un sedere che sembrava una pesca; ahimè, non

sapevo nuotare e persi la mia Clementina.

Il tossicomane è seduto con l'ago sospeso sul messaggio del sangue, e il criminale palpa

la vittima con dita di ectoplasma putrefatto...

Ora della Salute Mentale, del dottor Berger... Dissolvenza.

TECNICO: — Ora state a sentire, ve lo dirò ancora, e ve lo dirò adagio. "Sì." —

Annuisce. — E fate un sorriso... Il sorriso. — Mostra 1 denti finti con una brutta parodia di

una pubblicità di dentifricio. — «Amiamo la torta di mele, e ci amiamo. È semplicemente

così», e dategli un tono semplice, di una semplicità agreste... bovina, va bene? Volete di

nuovo il centralino? O il secchio?

PAZIENTE — Psicopatico Criminale Guarito: — No!... No!... Che cosa vuol dire bovino?

TECNICO: — Che dovete sembrare una mucca.

IL PAZIENTE — con una testa di mucca: — Muuu, Muuu.

TECNICO (arretrando): — Troppo!!! No! Prendete l'aria di un borghesuccio, capito?,

come un tizio qualunque...

PAZIENTE: — Un pollo?

TECNICO: — Be', non esattamente da pollo. Non c'è abbastanza senso del ladrocinio in

questo cittadino. Ha avuto una leggera commozione cerebrale... Conoscete il tipo.

Trasmettitore e ricevitore telepatico tagliato. Aspetto da Servizio Militare...

TECNICO: — Azione, telecamera.

PAZIENTE: — Sì, amiamo la torta di mele. — Il suo stomaco brontola forte e a lungo.

Rivoli di saliva gli gocciolano dal mento...


Il dottor Berger alza il capo da alcuni appunti. Sembra una civetta ebrea con gli occhiali

neri, la luce gli dà fastidio agli occhi: — Credo che sia un soggetto inadatto... Mandatelo

all'Ufficio Liquidazioni.

TECNICO: — Be', potremmo togliere quel brontolio dalla colonna sonora, mettergli un

drenaggio in bocca e...

DR. BERGER: — No... è inadatto. — Osserva il malato con disgusto come se

commettesse qualche faux pas tipo cercarsi i pidocchi nel salotto della signora Worldly.

TECNICO (rassegnato ed esasperato): — Fa' entrare l'omosessuale guarito.

Entra l'omosessuale guarito... Cammina attraverso contorni invisibili di metallo

rovente... Si siede di fronte alla telecamera e comincia a disporre il corpo in modo

campagnolo. I muscoli vanno a posto come parti autonome di un insetto sminuzzato. Una

stupidità inespressiva gli offusca e gli ammorbidisce la faccia. — Sì — annuisce e sorride,

— amiamo la torta di mele e ci amiamo. È semplicemente così. — Annuisce e sorride e

annuisce e sorride e...

— Taglia... — strilla il Tecnico. L'omosessuale guarito viene portato fuori mentre

annuisce e sorride.

— Proiettatelo.

Il Consulente Artistico scuote il capo. — Manca qualcosa. Per essere preciso, manca di

salute.

BERGER (balza in piedi): — Assurdo! È l'incarnazione della salute!...

CONSULENTE ARTISTICO (educatamente): — Bene, se avete qualcosa per illuminarmi

sull'argomento sarò molto lieto di sentirla, dottor Berger... Se voi con la vostra mente

brillante siete in grado di portare avanti il lavoro da solo non vedo perché abbiate bisogno

di un Consulente Artistico. — Esce con la mano sul fianco cantando a bassa voce. —

Tornerò quando te ne sarai andato.

TECNICO: — Mandatemi lo scrittore guarito... Che cosa gli è venuto? Un attacco di

Buddismo?... Ahhh, non può parlare? Potevi dirlo subito, no? — Si volta verso Berger: —

Lo scrittore non può parlare... Ultraliberato, si potrebbe dire. Naturalmente possiamo

doppiarlo...

BERGER (tagliente): — No, non servirebbe a nulla... Che mandino qualcun altro.

TECNICO: — Quei due erano i miei migliori allievi. Ho dedicato cento ore di

straordinario a quei ragazzi, e non me le hanno ancora pagate...


BERGER: — Fate domanda in triplice copia... Modulo 6090.

TECNICO: — E lo dite a me come far domanda? Ora sentite, Dottore, una volta avete

detto una cosa: "Parlare di un omosessuale guarito è come dire che un cittadino può essere

perfettamente sano con una cirrosi all'ultimo stadio: " Ricordate?

BERGER: — Oh sì. Molto ben detto, naturalmente, — sogghigna malvagiamente. —

Non pretendo di essere uno scrittore.

Sputa la parola con tale odio che il Tecnico vacilla indietro spaventato...

TECNICO (a parte): — Non posso sopportare il suo odore. Come vecchie colture di

copie putrefatte... Come le scorregge di una pianta cannibale... Come gli «hurumph» di

Schafer — (fa la parodia dei modi accademici) — Strano Serpente... Quello che voglio dire,

Dottore, è come potete aspettarvi che un corpo sia sano dopo un lavaggio del cervello?...

Ossia: può un paziente guarire in absentia solo per procura?

BERGER (balza in piedi): — Io procuro la salute!... Tutta la salute... Salute sufficiente

per il mondo intero, il fottuto mondo intero!!! Guarisco tutti!

Il tecnico lo guarda acidamente. Si versa del bicarbonato di soda e lo beve e si rutta in

una mano. — Da vent'anni sono martirizzato dalla dispepsia.

Lovable Lu il vostro paparino dal cervello lavato dice: «Sono esclusivamente per il terzo

sesso e mi piaaaaaace... In confidenza, ragazze, io uso Steely Dan's Yokohama, voi cosa ne

dite? Danny Boy non vi tradisce mai. Inoltre è più igienico così ed evita ogni genere di

spaventosi contatti che lasciano un uomo paralizzato dalla vita in giù. Le donne hanno dei

succhi velenosi...»

«E allora gliel'ho detto, dico: "Dottor Berger, non creda di poter rifilare le sue vecchie e

stanche checche a me. Io sono il più vecchio finocchio dell'Upper Baboon's Asshole..."»

Locali da "bidoni" dove ragazze fasulle ti danno la Benzedrina in favore della House 666

e sono impestate, baldracche fradice di malattie veneree fino all'osso del mio sesso

inconsunto. Chi ha ucciso Cock Robin?... Il passero cade vittima del mio fidato Webley, e

una goccia di sangue gli si forma sul becco...

Lord Jim è diventato di un giallo brillante nella luna del mattino avvizzita per le

sofferenze come fumo bianco su uno sfondo azzurro, e le camicie si agitano al vento

freddo della primavera sui picchi di pietra calcarea al di là del fiume, Mary, e l'alba si

spezza in due come Dillinger in fuga verso il Biograph. Odore di neon e di gangster


atrofizzati, e il criminale mancine si fa coraggio per scassinare un cesso a pagamento

annusando ammoniaca in un secchio...

— Una battuta, — dice. — Mi farò questo battone, voglio dire, questa battuta.

CAPO DEL PARTITO (versandosi un altro scotch): — La prossima rivolta si svolgerà

come una partita di football. Abbiamo importato dall'Indocina un migliaio di Latah nastro

azzurro... Ora abbiamo bisogno di un capo-rivolta per tutto il gruppo. — I suoi occhi

percorrono il tavolo.

LUOGOTENENTE: — Ma, capo, non possiamo metterli in moto, tanto poi si imitano a

vicenda come una reazione a catena?

solo?

La Diseuse passa ancheggiando attraverso il Mercato: — Che cosa fa un Latah quando è

C.P.: — È una questione tecnica. Dovremo consultare Benway. Personalmente penso

che qualcuno dovrebbe seguire l'intera operazione.

— Non so, — disse in mancanza dei requisiti necessari per ottenere la nomina.

— Non hanno sensazioni — disse il dottor Benway, riducendo a brandelli il paziente. —

Soltanto riflessi... Consiglio la distrazione.

— L'età della ragione si ha quando cominciano a parlare.

— Possano tutte le tue preoccupazioni essere piccole, come disse un molestatore di

bambini ad un altro.

— È davvero di malaugurio, mio caro, quando cominciano a provarsi i tuoi vestiti e a

darti quel brivido doppelgänger...

va.

Un finocchio frenetico tenta di strappare la giacca sportiva di dosso al ragazzo che se ne

— La mia giacca di cashmere da duecento dollari, — strilla lei...

— Così ha una relazione con questo Latah, vuole dominare completamente qualcuno, il

vecchio scemo... Il Latah imita tutte le sue espressioni e modi di dire e in sostanza gli

risucchia tutta la personalità come il pupazzo di un losco ventriloquo... "Mi avete

insegnato tutto quello che siete... Ho bisogno di un nuovo amigo." E il povero Bubu lui

non può rispondere perché non gli rimane più ego.

TOSSICOMANE: — Così eccoci qua in questa città in cui non c'è un filo di eroina,

soltanto un po' di sciroppo per la tosse.


PROFESSORE: — La coprofilia... signori... potrebbe essere chiamata il hurumph... vizio

ridondante...

— Da vent'anni sono attore di film osceni e non sono mai sceso tanto in basso da fingere

l'eccitazione.

— Questa tossicomane buonanulla strangola il figlio che non è ancora nato. Le donne

non sono buone a nulla, ragazzo.

— Voglio dire questo sesso così cosciente di sé... Tanto varrebbe che tu portassi i tuoi

vestiti sporchi alla Lavanderia Automatica...

— E nell'ardore della passione lui dice: «Hai un'altra forma da scarpe?»

— Lei mi racconta come quaranta Arabi la trascinano in una moschea e la violentano,

presumibilmente uno dopo l'altro... Per quanto siano difficili da spingere — d'accordo,

capolinea, Ali. Davvero, tesorucci miei, la storia più sgradevole che abbia mai sentito. Ero

appena stato violentato io stesso da un gruppo di sfrenati attaccabottoni.

Un gruppo di Nazionalisti inaciditi sta seduto di fronte al Sargasso motteggiando i

pederasti e chiacchierando in arabo... Compaiono Clem e Jody vestiti come il Capitalista in

un manifesto comunista.

CLEM: — Siamo venuti per ingrassarci a spese delle vostre condizioni primitive ed

arretrate.

JODY: — Secondo le parole del Bardo Immortale, a far polpette di questi Mori.

NAZIONALISTA: — Porci! Sporcaccioni! Figli di cane! Non vi rendete conto che il mio

popolo ha fame?

CLEM: — Così mi piacciono.

Il Nazionalista cade morto, avvelenato dall'odio... Il dr. Benway si fa sotto: — Tutti

indietro, fatemi largo. — Prende un campione di sangue. — Be' è tutto quello che posso

fare. Quando devi crepare, crepi.

L'errabondo bizzarro albero di Natale brucia luminoso sui mucchi di rifiuti di casa dove

i ragazzi si masturbano nel cesso della scuola — quanti giovani spasimi su quel vecchio

sedile di quercia lucido come oro...

Lungo sonno nella valle del Fiume Rosso dove le ragnatele pendono da finestre scure e

scheletri di ragazzi...

Due omosessuali negri gridano l'uno contro l'altro.


OMOSESSUALE 1: — Stai zitto, schifoso da quattro soldi col granuloma... Tu che sei

noto nel mestiere come Lu il Disgustoso.

DISEUSE: — La ragazza dall'inguine interessante.

OMOSESSUALE 2: — Miao, miao. — Indossa pelle di leopardo e artigli di ferro...

OMOSESSUALE 1: — Oh oh. Una donna di Società. — Fugge strillando per il Mercato,

inseguito dal travestito che mugola e brontola...

Clem fa lo sgambetto a uno storpio spastico e gli porta via le stampelle... Ne fa una

disgustosa parodia contorcendosi e sbavando...

Rumori di rivolta in distanza — un migliaio di cani di Pomerania isterici.

Le saracinesche dei negozi si abbassano come ghigliottine. Bicchieri e vassoi stanno

sospesi nell'aria mentre i clienti vengono aspirati all'interno dal risucchio del panico.

CORO DI OMOSESSUALI: — Saremo tutti violentati. Lo so, lo so. — Si precipitano in

un drug-store a comprare una scatola di KY.

CAPO DEL PARTITO (tenendo sollevata la mano con gesto drammatico): — La voce

del Popolo.

Pearson, lo Scambiato per Danaro, mentre taglia l'erba viene afferrato dal comandante

di Karma, specialista in estorsioni, e nascosto in un terreno abbandonato in compagnia di

vipere, per essere poi individuato dal fiuto del cane scrutabile...

Il Mercato è vuoto ad eccezione di un vecchio ubriacone di nazionalità imprecisata che è

svenuto con la testa in un pissoir. I rivoltosi irrompono nel Mercato abbaiando e strillando

«Morte ai Francesi» e fanno a pezzi l'ubriacone.

SALVADOR HASSAN (dimenandosi davanti al buco della serratura): — Guardate solo

queste espressioni, questi meravigliosi esseri protoplasmici tutti esattamente uguali. —

Danza la Giga della Liquefazione.

Zie uggiolanti cadono per terra in preda alle convulsioni. «Ohhh, è troppo eccitante.

Come un milione di cazzi caldi palpitanti.»

BENWAY: — Mi piacerebbe prendere un campione di sangue a quei ragazzi.

Un uomo portentosamente insignificante, barba grigia e faccia grigia e un miserabile

jellaba marrone, canta con leggero e indefinibile accento senza muovere le labbra:

«Oh voi bambole, belle bambolone.»


Squadre di poliziotti con labbra sottili, grandi nasi e freddi occhi grigi entrano nel

Mercato da tutte le vie adiacenti. Manganellano e prendono a calci i rivoltosi con fredda,

metodica brutalità.

I rivoltosi vengono caricati su autocarri e portati via. Le saracinesche si rialzano e i

cittadini dell'Interzona escono nella piazza coperta di denti e sandali e resa scivolosa dal

sangue.

Il baule del morto è all'ambasciata, e il viceconsole comunica la notizia alla madre:

— Non c'è nessun... Mattina... Alba... n’existe plus... Se lo sapessi sarei ben lieto di

dirvelo. In un modo o nell'altro è sempre una mossa sbagliata verso l'Ala Orientale... Se n'è

andato da una porta invisibile... Non qui... Potete guardare dappertutto... Non buono... No

bueno... Anch'io cerco di arrangiarmi... Tolnale Veneldì.

La islam incorporated e i partiti dell'interzona

Lavoravo per un'impresa nota come Islam Inc., finanziata da A.J., il ben noto Mercante

di Sesso, che scandalizzò la società internazionale comparendo al ballo del Duca de Ventre

mascherato da pene che cammina coperto da un enorme condom con il motto di A.J.:

«Non Passeranno».

— Piuttosto di cattivo gusto, vecchio mio, — disse il Duca.

Al che A.J. rispose: — Fatevi i fatti vostri con il K.Y. dell'Interzona. — Era un

riferimento allo scandalo del K.Y. che a quel tempo si trovava ancora in stato embrionale.

Le botte e risposte di A.J. si riferiscono spesso ad avvenimenti futuri. Egli è un maestro

nelle battute a scoppio ritardato.

C'è immischiato anche Salvador Hassan O'Leary, The After Birth Tycoon. Cioè, una

delle sue compagnie sussidiarie ha contribuito in modo non specificato, e una delle sue

personalità sussidiarie è legata alla organizzazione con funzioni di consulenza senza

impegnarsi affatto, o associarsi, alla politica, azioni od obiettivi dell'Islam Inc. Si

dovrebbero anche citare Clem e Jod, i Fratelli Ergotina, che decimarono la Repubblica di

Hassan con grano velenoso, Ahmed Autopsia e Hai Epatite, il grossista di frutta e verdura.

Una frotta di Mullah, Muftì, Mussein, Caid, Glaouis, Sceicchi, Sultani e Santoni e

rappresentanti di ogni partito arabo immaginabile costituiscono il nerbo e partecipano ai


eali convegni dai quali i capoccioni prudentemente si astengono. Benché i delegati

vengano accuratamente perquisiti alla porta, questi raduni si concludono invariabilmente

con risse. Gli oratori vengono spesso irrorati di benzina e arsi vivi, oppure qualche rosso

Sceicco del deserto apre il fuoco sui suoi avversari con un mitra nascosto nel ventre di una

pecora che si era portata dietro. Martiri nazionalisti con bombe a mano nel sedere si

mescolano con i congressisti riuniti e improvvisamente esplodono, causando gravi perdite.

E ci fu un'occasione in cui il Presidente Ra gettò per terra il Primo Ministro della Gran

Bretagna e lo sodomizzò con la forza, e lo spettacolo fu trasmesso per televisione in tutto il

Mondo Arabo. Selvaggi ululati di gioia si udirono a Stoccolma. L'Interzona ha una

ordinanza che proibisce i convegni dell'Islam Inc. nel raggio di cinque miglia dalla città.

A.J. — egli è in effetti di oscura estrazione medioorientale — si presentava un tempo

come gentiluomo inglese. Il suo accento inglese svanì con l'Impero Britannico, e dopo la

seconda guerra mondiale egli diventò americano per legge del Congresso. A.J. è un agente

come me, ma nessuno è mai stato capace di scoprire per chi o per che cosa. Si sussurra che

egli rappresenti un trust di insetti giganti che vivono in un'altra galassia... Io credo che egli

stia dalla parte dei fattualisti (che rappresento anch'io); naturalmente potrebbe essere un

Agente della Liquefazione (il programma della Liquefazione comprende la possibile

fusione di tutti in un Uomo Unico con un processo di assorbimento protoplasmico). Non si

può mai essere sicuri di nessuno nella industria.

La storia di copertura di A.J.? Un playboy internazionale e un innocente amante degli

scherzi. Fu A.J. che mise dei piragna nella piscina di Lady Sutton-Smith, e preparò un

punch con una mistura di Yage, hascisc e Yohimbina durante un ricevimento per il quattro

luglio all'ambasciata degli Stati Uniti, provocando un'orgia. Dieci autorevoli cittadini —

Americani, naturalmente — morirono poi di vergogna. Morire di vergogna è una pratica

caratteristica degli Indiani Kwakiutl e degli Americani; gli altri dicono semplicemente

«Zut alors», o «Son cosas de la vida», oppure «Allah mi ha fregato, l'Onnipotente...»

E quando la Società Contro il Fluoro di Cincinnati organizzò un convegno per brindare

alla vittoria con pura acqua di fonte, ai partecipanti caddero immediatamente tutti i denti.

— E io vi dico, fratelli e sorelle del movimento Contro il Fluoro, oggi abbiamo sferrato

un tale colpo a difesa della purezza da non dover mai battere in ritirata... Fuori, io dico, lo

sporco fluoro straniero. Noi renderemo questa dolce terra delicata e pulita come i fianchi

tesi di un ragazzo... Ora vi guiderò nel nostro canto «Il Vecchio Secchio di Quercia.»


La sommità di un pozzo è illuminata da luci fluorescenti che ci giocano sopra con gli

orribili colori di un juke-box. Gli Anti-Fluoristi in fila passano accanto al pozzo cantando

mentre si riempiono il bicchiere dal secchio di quercia.

«Il vecchio secchio di quercia, l'aureo secchio di quercia.

Il glublthulunnubbeth...»

A.J. ha inquinato l'acqua, mettendoci una vite del Sud America che trasforma le gengive

in pappa.

(Ho sentito parlare di questa vite da un vecchio cercatore tedesco che ora sta morendo

di uremia a Pasto, Columbia. Si suppone che cresca nella zona di Putumayo. Non è mai

stata localizzata. Nessuno ci si è mai messo sul serio... Lo stesso cittadino mi racconta di

uno scarabeo delle dimensioni di una grossa cavalletta noto come Xiucutil: — Un

afrodisiaco così potente che se ti vola addosso e non puoi procurarti subito una donna

muori. Ho visto gli Indiani correre disperatamente per sottrarsi al contatto con questo

animale. — Sfortunatamente non ho mai trovato uno Xiucutil...)

Ad una prima del Metropolitan di New York, A.J., protetto da un liquido insetticida,

liberò uno sciame di Xiucutil.

La signora Vanderbligh, schiacciando uno Xiucutil: «Oh!... Oh... OOOOOH!!!» Urli,

occhiali infranti, abiti lacerati. Un crescendo progressivo di brontolii, e strilli e gemiti e

uggiolii e rantoli... Diamanti e brandelli di pellicce, abiti da sera, orchidee, vestiti e

biancheria sono sparsi sul pavimento che è coperto da una massa ondeggiante di corpi

nudi che si contorcono freneticamente.

Una volta A.J. prenotò con un anno di anticipo un tavolo da Chez Robert, dove un

buongustaio enorme e freddo come il ghiaccio prepara la miglior cucina del mondo. Il suo

sguardo è così velenoso e sprezzante che più di un cliente, sotto quella corrente

implacabile, si è rotolato sul pavimento facendosela addosso con tentativi convulsi di

ingraziarselo.

Così A.J. arriva con sei Indiani della Bolivia che masticano foglie di coca tra una portata

e l'altra. E quando Robert, con tutta la sua maestà di buongustaio, si avvicina al tavolo, A.J.

alza gli occhi e grida: — Ehi, ragazzo! Portami del ketchup.

(Alternativa: A.J.: si versa una quantità di ketchup col quale annega la haute cuisine.)

Trenta buongustai smettono di masticare di colpo. Avreste potuto sentir cadere un

soufflé. In quanto a Robert, egli emette un muggito di rabbia come un elefante ferito, si


precipita in cucina e si arma di un coltellaccio... Il Sommelier ringhia orribilmente, mentre il

viso gli diventa color porpora stranamente iridescente. Infrange una bottiglia di

Champagne Brut... '26... Pierre, il Capo Cameriere, brandisce un coltello da scalco. Tutti e

tre danno la caccia a A.J. per il ristorante con laceranti e inumane grida di rabbia... I tavoli

si rovesciano, vini pregiati e vivande incomparabili si spiaccicano sul pavimento... Grida

di «Linciatelo!» risuonano nell'aria. Un anziano gourmet, con i folli occhi iniettati di sangue

di un mandrillo, prepara un nodo da boia con un cordone di velluto rosso da tende...

Vedendosi sopraffatto e in imminente pericolo di essere come minimo fatto a pezzi, A.J.

gioca l'ultima carta... Rovescia il capo e lancia un richiamo per i maiali, e un centinaio di

maiali affamati che aveva disposto nelle vicinanze irrompono nel ristorante, facendo

scempio della haute cuisine. Come un grande albero Robert crolla al suolo colpito da infarto

e viene divorato dai maiali: — Poveri bastardi, non ne sanno abbastanza per apprezzarlo,

— dice A.J.

Il fratello di Robert, Paul, emerge da un manicomio in cui era ricoverato e rileva il

ristorante per dispensare ciò che egli chiama la «Cucina Trascendentale»...

Impercettibilmente la qualità del cibo declina fino a che egli serve letteralmente

immondizia, mentre i clienti sono troppo intimiditi dalla fama di Chez Robert per

protestare.

Esempio di Menu:

Zuppa di orina chiara di cammello

con lombrichi bolliti

Filetto di pesce elettrico stagionato al sole spruzzato con Eau de Cologne e guarnito

con ortiche

Suprème di placenta di bue

cotta in lubrificante di ricupero,

servita con salsa piccante di

tuorli d'uova marce e cimici tritate


Formaggio Limburger marinato con orina di diabetico annegato in Meta Flamboyant

Così i clienti muoiono tranquillamente di botulismo... Poi A.J. ritorna con un entourage

di arabi espatriati dal Medio Oriente. Inghiotte un boccone e strilla: — Maledizione, è

immondizia. Mettete a cuocere questo valente cittadino nella sua rigovernatura!

E così la leggenda di A.J., il divertente, amabile eccentrico, crebbe sempre di più...

Dissolvenza: Venezia... Canto di gondolieri e grida patiche si innalzano da San Marco e da

Harry's.

A.J. attraversa di corsa piazza San Marco colpendo i colombi con un coltellaccio: —

Bastardi! Figli di cane! — grida... Sale barcollando sulla sua lancia, una costruzione

mostruosa dorata e rosa e azzurra con vele di velluto porpora. Indossa una inverosimile

uniforme da marina coperta di galloni e nastrini e medaglie, sporca e stazzonata, con i

bottoni infilati negli occhielli sbagliati... A.J. si dirige verso una enorme riproduzione di

un'urna greca sormontata dalla statua dorata di un ragazzo e un getto di champagne

zampilla in bocca. Si terge la bocca e si guarda intorno.

— Dove sono i miei Nubiani, dannazione? — grida. Il suo segretario alza gli occhi da un

album di fumetti: — Bevendo... Dando la caccia alle donne...

— Maledetti fannulloni. Che cos'è un uomo senza i suoi Nubiani?

— Perché non prendete una gondola?

— Una gondola? — Strilla A.J. — Mi posso permettere questa lancia e dovrei già andare

in gondola? Accorciate la vela maestra e disarmate i remi, signor Hyslop... Ce la faremo

con i motori ausiliari — Il signor Hyslop si stringe nelle spalle con rassegnazione. Con un

dito egli comincia a premere i bottoni su un quadro di controllo... Le vele cadono, i remi si

ritirano nello scafo.

— E mettete in funzione il profumo, no? La brezza del canale puzza.

— Gardenia? Legno di sandalo?

— No. Ambrosia. — Il signor Hyslop preme un altro bottone e una densa nube di

profumo si forma sulla lancia. A.J. vien colto da un accesso di tosse...

— Attaccate i ventilatori! — grida. — Soffoco! — Il signor Hyslop sta tossendo in un

fazzoletto. I ventilatori girano e assottigliano la nuvola di ambrosia. A.J. si installa al

timone. — Contatto! — La lancia comincia a vibrare. — Avanti 7 , dannazione! — A.J. grida

7 In italiano nel testo. (N.d.T.)


e la lancia si muove lungo il canale a velocità spaventosa rovesciando gondole piene di

turisti, evitando i motoscafi per pochi centimetri, virando da una parte all'altra del canale

(le ondate spazzano i marciapiedi ammollando i passanti), fracassando una flotta di

gondole ormeggiate, e alla fine si va a incastrare in un molo, rimbalza nel mezzo del

canale... Una colonna d'acqua zampilla alta sei piedi da una falla nello scafo.

— Alle pompe, signor Hyslop. Imbarca acqua. — La lancia ha un improvviso sobbalzo e

scaraventa A.J. nel canale.

— Abbandonare la nave, dannazione! Si salvi chi può! — Dissolvenza su un mambo.

L'inaugurazione della Escuela Amigo, una scuola per giovani delinquenti di origine

latino-americana, creata grazie alla munificenza di A.J. I ragazzi e la stampa sono in attesa.

A.J. sale barcollando su un podio coperto di bandiere americane.

— Secondo le immortali parole di Padre Flanagan, non esiste nessun ragazzo cattivo...

Dov'è la statua, dannazione?

TECNICO: — La volete adesso?

A.J.: — Che cosa credete che stia a fare qui, Cristo? Dovrei scoprire questo figlio di cane

in absentia?

TECNICO: — E va bene... Va bene. Arriva subito. — La statua viene rimorchiata da un

trattore Graham Hymnie e sistemata di fronte al podio. A.J. preme un bottone. Sotto il

podio si mettono in moto delle turbine facendo un fracasso assordante. Una brezza fa

cadere dalla statua i drappi di velluto rosso che si aggrovigliano addosso ai componenti il

corpo insegnante, in prima fila... Nuvole di polvere e frammenti sferzano gli spettatori. I

componenti il corpo insegnante si liberano dai drappi... Il suono delle sirene si attenua

lentamente. Tutti guardano la statua in silenzio, co! fiato mozzo.

PADRE GONZALES: — Madre di Dio!

L'INVIATO di Time: — Non ci credo.

Daily News: — Ma è decisamente da pederasti.

Dai ragazzi viene un coro di fischi.

Una creazione monumentale di pietra rosa lucida compare non appena la polvere si è

posata. Un ragazzo nudo si china su un compagno addormentato con l'intenzione

evidente di svegliarlo con un flauto. Con una mano regge il flauto, con l'altra afferra il telo

che avvolge il dormiente. Il telo sta sollevato in modo allusivo. Entrambi i ragazzi portano

un fiore all'orecchio, hanno espressioni identiche, sognanti e brutali, depravate ed


innocenti. Questa creazione è alla sommità di una piramide sulla quale è inciso in lettere

formate da un mosaico di porcellana — rosa azzurro e oro — il motto della scuola:

«Con essa e per essa».

A.J. avanza barcollando e infrange una bottiglia di champagne contro i fianchi della

statua.

— E ricordate, ragazzi, che è di qui che viene lo champagne.

Serenata a Manhattan.

A.J. e i suoi accompagnatori entrano in un night club di New York. A.J. tiene legato ad

una catena d'oro un babbuino dal sedere viola. A.J. indossa dei knickerbockers di lino a

scacchi e una giacchetta di cashemere.

DIRETTORE: — Aspettate un momento. Aspettate un momento. Che è quello?

A.J.: — Un cagnolino dell'Illiria. L'animale più chic che si possa portare al guinzaglio.

Alzerà il tono della vostra stamberga.

DIRETTORE: — Ho il sospetto che sia un babbuino dal sedere viola, e se ne resta fuori.

SCAGNOZZO: — Non sapete chi è? È A.J., l'ultimo dissipatore dei tempi d'oro.

DIRETTORE: — Si prenda il suo bastardo di babbuino col sedere viola e vada a

dissipare in qualche altro posto...

A.J. si ferma davanti a un altro club e guarda dentro: — Omosessuali eleganti e vecchie

baldracche, dannazione! Siamo arrivati al posto giusto. Avanti, ragassi 8 .

Pianta per terra un paletto d'oro e ci lega il babbuino. Si mette a parlare in maniera

raffinatissima, mentre gli scagnozzi si accalcano.

— Fantastico!

— Formidabile!

— Divino!

A.J. si mette in bocca un lungo bocchino. Il bocchino è fatto di materiale oscenamente

flessibile. Oscilla e dondola come se fosse dotato di una disgustosa vitalità da rettile.

A.J.: — Così io ero a pancia in giù a trentamila piedi d'altezza.

Molti omosessuali seduti nei paraggi alzano il capo annusando il pericolo. A.J. balza in

piedi con un ringhio inarticolato.

— Schifoso col sedere viola! — strilla. — Ti insegnerò a farla sul pavimento..— Estrae

una frusta dall'ombrello e colpisce il babbuino sul sedere. Il babbuino strilla e strappa il

8 Così nel testo. {N.d.T.)


paletto. Balza sul tavolo più vicino e si arrampica su per il corpo di una vecchia signora

che muore di attacco cardiaco sul posto.

A.J.: — Spiacente, signora. La disciplina, sapete.

Preso dalla frenesia insegue il babbuino frustandolo da una parte all'altra del bar. Il

babbuino, strillando e ringhiando e facendosela addosso per il terrore, si arrampica sui

clienti, balza sul bancone del bar, ne ridiscende, si dondola attaccandosi alle tende e ai

lampadari...

SCAGNOZZO: — Dovresti vergognarti di tormentare così A.J. dopo tutto quello che ha

fatto per te.

A.J.: — Ingrati! Tutti ingrati! Lasciatelo dire a una vecchia regina.

Naturalmente nessuno dà retta a questa storia di copertura. A.J. pretende di essere un

«indipendente», vale a dire: «Bada agli affari tuoi». Non ci son più indipendenti... La Zona

pullula di tutti i tipi di gonzi, ma non vi sono neutrali. Un neutrale della posizione di A.J. è

naturalmente impensabile...

Hassan è un noto liquefazionista e si sospetta che sia un Trasmettitore segreto. — Per

carità, ragazzi,

— egli dice con un sorriso disarmante, — io sono soltanto un vecchio cancro in sboccio

e devo proliferare.

— Si è scelto un accento del Texas associandosi con Dry Hole Dutton, il wildcatter dì

Dallas, e porta stivaletti e cappelli da cowboy in casa e fuori... I suoi occhi sono invisibili,

celati da occhiali neri, il suo viso è liscio e inespressivo come la cera, sopra un abito

elegante fatto interamente di banconote immature di grosso taglio. (Le banconote sono

effettivamente valuta, ma devono maturare prima di poter essere usate... Le banconote

salgono fino ad un milione di dollari l'una.)

— Me le covo addosso, — dice timidamente... — È come, accidenti, non so come dirlo. È

come se io fossi la mamma scorpione e mi tenessi addosso tutte quelle banconotine figlie

sentendole crescere... Perbacco, spero di non annoiarvi con tutto questo discorso.

Salvador, noto agli amici come Sally — si tiene sempre attorno un po' di «amici» e li

paga un tanto all'ora — guarì (guarire significa arricchirsi. Espressione usata dai petrolieri

del Texas) trafficando in vitelli prematuri durante la seconda guerra mondiale. (I

prematuri sono vitelli minorenni che si portano dietro la placenta e molti batteri e sono

generalmente poco sani e immangiabili. Un vitello non può essere venduto per scopi


commestibili finché non raggiunge un'età minima di sei settimane. Fino a quel momento è

classificato come prematuro. Il traffico dei vitelli prematuri è passibile di gravi sanzioni.) Il

Pure Food and Drug Department ha la sua fotografia nei suoi dossier, un uomo dal viso

grasso con uno sguardo imbalsamato, come se gli fosse stata iniettata della paraffina sotto

la pelle che è liscia, lucida e senza pori. Un occhio è di un grigio spento, tondo come una

biglia, con screpolature e macchie opache. L'altro è nero e lucido, un occhio inespressivo di

insetto.

I suoi occhi sono in genere invisibili, celati dietro occhiali neri. Ha un aspetto sinistro ed

enigmatico — i suoi gesti e i suoi modi per il momento non sono ancora comprensibili —

come la polizia segreta di uno stato in embrione.

Nei momenti di eccitazione Salvador parla inglese con inflessioni da immigrato

dell'Europa meridionale. In certi momenti il suo accento fa pensare a un'origine italiana.

Legge e parla l'etrusco.

Una squadra di investigatori fiscali ha fatto un'indagine durata tutta una vita del dossier

internazionale di Sai... Le sue operazioni si estendono in tutto il mondo in una rete

inestricabile e sempre in movimento di sussidiari, di aziende che gli fanno da facciata, di

alias. Ha avuto ventitré passaporti ed è stato espulso quarantanove volte; pratiche di

espulsione sono ancora in corso a Cuba, nel Pakistan, a Hongkong ed a Yokohama.

Salvador Hassan O'Lesry, alias il Ragazzo della Calzoleria, alias Wrang Way Marv, alias

After Birth Leary, alias Skunky Pete, alias Placenta Juan, alias K.Y. Ahmed, alias El

Chinche, alias El Culito, ecc., ecc., per quindici pagine filate di dossier, finito per la prima

volta nelle maglie della legge a New York City dove viaggiava con un tipo noto alla

polizia di Brooklyn come Wilson il Piagnone, che si procurava i soldi per le goof balls

facendo estorsioni ai danni dei feticisti nei negozi di scarpe. Hassan fu accusato di

estorsione di terzo grado e di essersi spacciato per ufficiale di polizia. Aveva imparato la

Regola Numero Uno del professionista di estorsioni: Molla la Patacca, che corrisponde al

KFS per i piloti, Keep Flying Speed 9 ... Per dirla col Vigilante: «Se ti hanno fatto una spiata,

ragazzo, molla la Patacca anche a costo di ingoiarla». Hassan testimoniò contro Wilson,

che si ebbe un Pen Indef (la detenzione più lunga che esista in base alla legge di New York

per un delitto comune. Teoricamente è una condanna a tempo indeterminato, ma significa

tre anni a Riker's Island). Il caso di Hassan fu dichiarato non perseguibile. — Mi sarei

9 Formula internazionale di volo: «Mantenere Velocità di volo» (N.d.T.)


sicuramente beccato cinque anni, — disse Hassan. — se non avessi trovato un poliziotto

decente. — Hassan incontrava sempre un poliziotto decente tutte le volte che veniva

messo dentro. Il suo dossier contiene tre pagine di nomignoli che indicano la sua

inclinazione a cooperare con la legge, a «star al giuoco», come dicono 1 piedipiatti. Altri lo

chiamano diversamente: Ab l'Amante della Polizia, Finky Mary, The Crooning Hebe, Ali

the Stool, Wrongo Sai, The Wailing Spie, The Sheeny Soprano, The Bronx Opera House,

The Copper's Djinn. Il Servizio di Segreteria Telefonica, The Squeaking Syrian, The Cooig

Cocksucker, The Musical Fruit, The Wrong Ass Hole, The Fairy Fink, Leary the Nark, The

Lilting Leprechaun... Grassy Gert.

Aprì un bordello a Yokohama, spacciò droga a Beirut, fece il ruffiano a Panama.

Durante la seconda guerra mondiale fece carriera, rilevò una latteria in Olanda e miscelò il

burro con olio lubrificante usato, accaparrò il mercato del K.Y. nel Nord Africa, e alla fine

fece fortuna con i vitelli prematuri. Prosperò e proliferò, inondando il mondo di medicine

tagliate, e di merci contraffatte a buon mercato. Liquido contro gli squali adulterato,

antibiotici tagliati, paracadute avariati, contravveleni andati a male, vaccini inattivi,

salvagente bucati.

Clem e Jody, due ballerini di vaudeville dei tempi andati, che si spacciano per agenti

della Russia il cui solo incarico è di mettere in cattiva luce gli Stati Uniti. Quando furono

arrestati per sodomia in Indonesia, Clem disse al magistrato inquirente:

— Non facevo mica il finocchio. Dopo tutto sono soltanto dei Gialli.

Fecero la loro apparizione in Liberia portando Stetson neri e bretelle rosse.

— Così ho sparato a quel vecchio negro e lui è caduto su un fianco scalciando con una

gamba.

— Sì, ma l'hai mai bruciato un negro?

Vanno sempre in giro per le bidonvilles fumando enormi sigari:

— Qui bisogna far venire qualche bulldozer, Jody. Spazzar via tutte queste sozzure.

Folle morbose li seguono sperando di assistere a qualche superlativo oltraggio

americano.

— Da trent'anni nella rivista, e mai mi è toccato fare un lavoro come questo. Devo far

sgombrare una bidonville, farmi un'iniezione di eroina, orinare sulla Pietra Nera, eseguire

l'Invito alla Preghiera vestito da maiale, annullare la legge di Affitti e Prestiti e

prostituirmi allo stesso tempo... Cosa sono diventato, un polpo? — si lamenta Clem.


Stanno tramando per rubare la Pietra Nera con un elicottero e mettere al suo posto un

recinto pieno di maiali, dopo aver insegnato ai maiali a lanciare il grido del Bronx quando

compaiono i pellegrini.

— Tentiamo di addestrare quei bastardi strillanti a intonare: Tre urrah per la bandiera

rossa bianca e azzurra; ma non ci riusciamo...

— A Panama ci associamo con Ali Wong Chapultepec per quel frumento. Ci dice un

sacco di balle: che questo capitano finlandese è morto in un locale di infimo ordine e ha

lasciato il cargo alla madama... "Era come una madre per me" dice e quelle furono le sue

ultime parole... Così compriamo in buona fede dalla vecchia baldracca. Le abbiamo dato

dieci confezioni di eroina.

— Buona eroina, tra l'altro. Buona eroina di Aleppo.

— E quel tanto di lattosio per tenerla su.

— Dovremmo forse guardare in culo a cavai donato?

— È vero che quando siete andati da Hassan avete dato un banchetto per il Caid ed

avete fatto servire cuscus fatto con quel frumento?

— Certo. E sai, quelli erano talmente carichi di marijuana che a metà del banchetto

impazzirono tutti... Io ho preso solo pane e latte... l'ulcera, sai.

— Naturalmente.

— Così quelli scappano via gridando che han preso fuoco e la maggior parte di loro ti

muore la mattina dopo.

— E gli altri la mattina successiva.

— Ma che cosa diavolo si aspettano quando si infognano nei vizi dell'Oriente?

— Fatto divertente, quei cittadini diventano tutti neri e perdono le gambe.

— Orribile conseguenza dell'abitudine alla marijuana.

— Già, ho pensato anche io la stessa cosa.

— Così trattiamo direttamente col Sultano che sta diventando un noto Latah. Dopo di

che si potrebbe dire che tutto va a gonfie vele.

— Be', non lo crederesti, alcuni elementi insoddisfatti ci hanno dato la caccia fino alla

nostra lancia.

— Ostacolati in certo senso dalla mancanza di gambe.

— E da una malattia nella testa.


(La Segale cornuta è un parassita che si sviluppa nel frumento. Durante il Medioevo,

l'Europa era decimata periodicamente da esplosioni di ergotismo, che veniva chiamato

fuoco di Sant'Antonio. Sopravviene frequentemente la cancrena, le gambe diventano nere

e si staccano.)

Consegnano una partita di paracadute avariati alla Aviazione Equadoriana. Grandi

manovre: giovanotti si lanciano con i paracadute che ondeggiano come vecchi condom e

spruzzano col loro giovane sangue panciuti generali... Assordante scia di suono mentre

Clem e Jody scompaiono sopra le Ande in aviogetto...

Gli scopi precisi della Islam Inc. sono oscuri. Inutile dirlo, tutti quelli che ne fanno parte

hanno punti di vista differenti, e ciascuno si propone di imbrogliare l'altro.

A.J. si agita per la distruzione di Israele: — Con tutti questi sentimenti antioccidentali se

uno si vuole procurare un po' di divertimenti arabi va incontro a dei guai... La situazione è

quasi intollerabile... Israele rappresenta una vera seccatura. — Tipica storia di copertura di

A.J.

Clem e Jody fanno sapere di essere interessati alla distruzione dei pozzi di petrolio del

Medio Oriente per far salire il valore delle loro azioni venezuelane.

Clem scrive un numero sull'aria di «Crawdad» (Big Bill Bronzy).

Che farai mentre il petrolio se ne va?

Mi siedo e guardo gli Arabi morir là.

Salvador emette un fitto schermo di finanza internazionale per mascherare, per lo meno

di fronte al grosso pubblico, le sue attività di liquefazionista... Ma dopo alcune dosi di

Yage si lascia andare con gli amici.

— La Islam ormai è un brodo di gelatina, — dice, danzando la Giga della

Liquefazione... E poi, incapace di trattenersi, erompe in uno sgradevole falsetto.

Trema tutto il tondo

Lo spingi e sen va a fondo.

Ehi, Mammina, preparami il velo.


— Bene, questi cittadini hanno preso al proprio servizio un Ebreo di Brooklyn che si fa

passare per una reincarnazione di Maometto... In effetti il Dottor Benway lo ha estratto col

taglio cesareo da un Santone della Mecca...

— Se Ahmed non vuole uscire. Andremo noi a tirarlo fuori.

Questa storia sfacciata è accettata senza discussione dagli Arabi creduloni.

— Brava gente, questi Arabi... Brava gente ignorante, — dice Clem.

Così questo impostore trasmette per radio delle sure quotidiane: — Ora, amici radio-

ascoltatori, questo è Ahmed, il vostro amico profeta... Oggi vi voglio parlare

dell'importanza di essere in forma e di aver sempre l'alito fresco... Amici, usate le pastiglie

alla clorofilla di Jody e non ve ne pentirete.

Ora qualche parola sui partiti dell'Interzona...

Apparirà subito chiaro che il Partito Liquefazionista è, con l'eccezione di un solo

individuo, composto interamente di marionette, ma non sarà chiaro fino all'assorbimento

finale chi è la marionetta di chi... I Liquefazionisti sono dediti ad ogni forma di

perversione, e segnatamente a pratiche sado-masochistiche...

I Liquefazionisti sono in genere dei dritti. I Trasmettitori, d'altra parte, sono noti per la

loro ignoranza sulla natura e sullo stadio finale delle trasmissioni, per le loro maniere

barbare e farisaiche e per il terrore furioso di ogni fatto. — Fu solo l'intervento dei

Fattualisti che impedì ai Trasmettitori di far ricoverare Einstein e di distruggere la sua

teoria. Si può dire che soltanto pochi Trasmettitori sanno quello che fanno e questi

trasmettitori eminenti sono gli individui più pericolosi e malvagi del mondo... Le tecniche

della trasmissione erano in un primo tempo piuttosto primitive. Dissolvenza sul

Congresso Elettronico Nazionale di Chicago.

I Congressisti stanno mettendosi il soprabito... Il conferenziere parla con noiosa voce di

commessa di negozio:

— Per finire voglio spendere una parola di avvertimento... L'estensione logica della

ricerca encefalografica è il biocontrollo, cioè il controllo del movimento fisico, dei processi

mentali, delle reazioni emotive e delle impressioni sensoriali apparenti per mezzo di

segnali biolettrici inseriti nel sistema nervoso del paziente.

— Sempre più forte e sempre più divertente!

I Congressisti escono in massa tra nuvole di polvere.


— Un chirurgo potrebbe inserire delle connessioni elettriche nel cervello di un bambino

appena nato e collegarci poi una radio in miniatura che permetterebbe di comandare il

paziente da trasmittenti controllate dallo Stato.

La polvere scende nell'aria stagnante di una vasta sala vuota — odore di ferro rovente e

di vapore; un radiatore sibila in distanza... Il Conferenziere agita gli appunti e soffia via la

polvere...

— L'apparato per il biocontrollo è il prototipo del controllo telepatico unidirezionale. Il

paziente potrebbe essere reso sensibile agli impulsi del trasmettitore con stupefacenti o

altri procedimenti senza installare alcun apparato. In ultima analisi i Trasmettitori

useranno esclusivamente la trasmissione telepatica... Mai letto i codici Maya? La mia

interpretazione è questa: i preti — all'inarca l'uno per cento della popolazione — per

mezzo di trasmissioni telepatiche unidirezionali insegnavano ai lavoratori quali sensazioni

dovevano provare e quando... Un trasmettitore telepatico deve trasmettere sempre. Egli

non può mai ricevere, perché se riceve ciò vuol dire che qualcun altro ha sensazioni sue

proprie che possono interferire con la sua continuità. Il trasmettitore deve trasmettere

sempre, ma non può ricaricarsi per mezzo del contatto. Prima o poi non ha più sensazioni

da trasmettere. Non si possono avere sensazioni da soli. Non soli come lo è il

Trasmettitore — e capite bene che ci può essere un solo Trasmettitore per tempo-luogo...

Alla fine lo schermo è vuoto... I1 Trasmettitore si è trasformato in un enorme millepiedi...

Così i lavoratori capiscono ciò che sta succedendo e bruciano il millepiedi ed eleggono un

nuovo Trasmettitore di comune accordo... I Maya erano limitati dal loro isolamento... Ora

un Trasmettitore potrebbe controllare il pianeta... Il controllo non può mai essere un mezzo per

ottenere alcun fine pratico... Non può essere altro che un mezzo per ottenere un controllo

maggiore... Come la droga...

I Divisionisti occupano una posizione mediana, e in effetti si potrebbero definire

moderati... Sono chiamati Divisionisti perché si dividono letteralmente. Si tagliano pezzetti

di carne e allevano identiche copie di se stessi in gelatine da colture. Sembra probabile, a

meno che il processo di divisione non venga bloccato, che alla fine ci sarà soltanto una

copia di un solo sesso sul pianeta: cioè una persona sola al mondo con milioni di corpi

separati... Questi corpi sono davvero indipendenti, e potrebbero, col tempo, generare

caratteristiche diverse? Ne dubito. Le copie devono ricaricarsi periodicamente con la

Cellula Madre. Questo è un articolo di fede per i Divisionisti, che vivono nel terrore di una


ivoluzione delle copie... Alcuni Divisionisti pensano che il processo possa essere bloccato

prima che si arrivi al monopolio definitivo di una copia. Essi dicono: — Lasciami produrre

ancora qualche copia così non sarò solo quando viaggio... — E dobbiamo severamente

controllare la divisione degli Indesiderabili... Ogni copia all'infuori della vostra diventa

alla fine un «Indesiderabile». Naturalmente se qualcuno si mette a inondare la zona di

Copie Identiche, tutti sanno che cosa succederà. Gli altri cittadini possono dichiarare uno

«Schluppit» (massacro generale di tutte le copie identificabili). Per evitare lo sterminio

delle proprie copie, i cittadini le tingono, le deformano e le alterano con calchi sul viso e

sul corpo. Soltanto i tipi più disgraziati e svergognati si azzardano a produrre C.I. —

Copie Identiche.

Un Caid albino e idiota, risultato di una lunga serie di geni recessivi (piccola bocca

sdentata segnata da una peluria scura, corpo di enorme granchio, artigli invece di braccia,

occhi sporgenti su antenne) accumulò ventimila CI.

— A perdita d'occhio, niente altro che copie, — egli dice, strisciando sulla sua terrazza e

parlando con uno strano frinire di insetto. — Non devo starmene nascosto in qualche

posto infame a preparare copie nel cesso e metterle furtivamente in circolazione camuffate

da idraulici o da fattorini... La bellezza abbagliante delle mie copie non è guastata dalla

chirurgia plastica o dai barbari processi di tintura o di sbiancatura. Esse se ne stanno al

sole perché tutti le vedano, nella leggiadria incandescente del loro corpo, viso e anima. Le

ho fatte a mia immagine ed ho loro imposto di crescere e di moltiplicarsi in proporzione

geometrica, perché esse erediteranno la terra.

Uno stregone di professione fu chiamato perché rendesse per sempre sterili le colture di

copie dello Sceicco Arachnid... Mentre lo stregone si disponeva a lanciare una raffica di

anti-orgoni, Benway gli disse: — Non vi affannate. L'atassia di Frederick liquiderà quel

nido di copie. Ho studiato neurologia col professore Fingerbottom a Vienna... conosceva

ogni nervo del corpo. Magnifico vecchio... Fece una fine triste... Le sue emorroidi esterne

fecero saltare l'auto del Due de Ventre e si attorcigliarono alla ruota posteriore. Rimase

completamente sbudellato, lasciando un guscio vuoto seduto sul sedile di pelle di giraffa...

Persino gli occhi e il cervello si staccarono con un orribile gorgoglio. Il Due de Ventre dice

che si porterà il ricordo di quello spaventoso gorgoglio fino al mausoleo.

Dal momento che non vi è nessun modo sicuro di individuare una copia camuffata

(benché ogni Divisionista abbia un suo metodo che considera infallibile) i Divisionisti sono


paranoici in modo isterico. Se qualche cittadino si azzarda ad esprimere una opinione

liberale, un altro cittadino invariabilmente ringhia: — Chi sei? La copia sbiancata di un

Negro puzzolente?

Le perdite nelle risse che avvengono nei bar sono sbalorditive. In effetti la paura delle

copie di negri — che possono essere bionde e con gli occhi celesti — ha spopolato intere

regioni. I Divisionisti sono tutti omosessuali latenti o manifesti. Vecchie regine malvagie

dicono ai ragazzini: — Se vai con una donna le tue copie non cresceranno. — E i cittadini

fanno perennemente malefici sulle colture di copie degli altri. Grida di: «Fai un maleficio

alle mie colture, Biddy Blair!», seguite da rumori di baruffe echeggiano continuamente per

il quartiere... I Divisionisti sono largamente dediti alle pratiche di magia nera in generale, e

hanno innumerevoli formule di varia efficacia per distruggere la Cellula Madre, nota

anche come Papalino Protoplasma, torturando o uccidendo una copia presa prigioniera...

Le autorità alla fine hanno rinunciato ad ogni tentativo di tenere sotto controllo, tra i

Divisionisti, i delitti di assassinio e di produzione abusiva di copie. Ma ordinano

incursioni pre-elettorali e distruggono grandi colture di copie nelle regioni montuose della

Zona dove si annidano produttori clandestini di copie.

Il commercio sessuale con una copia è severamente proibito e quasi universalmente

praticato. Ci sono bar di omosessuali in cui persone prive di ritegno stanno apertamente

con le loro copie. Poliziotti privati mettono la testa nelle stanze degli alberghi dicendo: —

Avete una copia qui con voi?

I bar più comunemente esposti ad essere inondati dalle copie innamorate di bassa

estrazione espongono cartelli con virgolette «Non si servono " " " "». Si può dire che il

Divisionista medio viva in una continua crisi di paura e di rabbia, incapace di pervenire

sia al compiacimento ipocrita dei Trasmettitori che alla tranquilla depravazione dei

Liquefazionisti... Comunque, i partiti non sono praticamente separati ma si mescolano in

tutti i tipi di combinazione.

I Fattualisti sono anti-Liquefazionisti, anti-Divisio-nisti, e soprattutto anti-Trasmettitori.

Bollettino del Fattualista coordinato sull'argomento delle copie: «Noi dobbiamo

respingere la facile soluzione consistente nell’inondare il pianeta di "copie desiderabili". È

quanto mai dubbio che possano esistere delle copie desiderabili, poiché tali creature

costituiscono un tentativo di eludere ogni processo e ogni mutamento. Anche le copie più

intelligenti e geneticamente perfette costituiscono con ogni probabilità una minaccia per la


vita di questo pianeta...»; B.P. — Bollettino Provvisorio - Liquefazione: «Noi non

dobbiamo respingere o negare la nostra struttura protoplasmica, e dobbiamo sforzarci di

mantenere in qualsiasi situazione il massimo della flessibilità senza cadere nei pantani

della liquefazione...». Bollettino Provvisorio e Incompleto: «Noi non ci opponiamo

assolutamente alla ricerca telepatica. In effetti, la telepatia usata e compresa

appropriatamente potrebbe essere la difesa estrema contro ogni forma di coercizione o di

tirannide da parte di gruppi di pressione o di maniaci del controllo individuale. Ci

opponiamo come ci opponiamo alla guerra atomica, all'uso di una simile conoscenza per

controllare, violentare, degradare, sfruttare o distruggere l'individualità di qualsiasi

creatura vivente. La telepatia non è, per la sua stessa natura, un processo unidirezionale. Il

tentativo di stabilire una trasmissione telepatica unidirezionale deve essere considerato

come un male assoluto...»

B.D. — Bollettino Definitivo: «Il Trasmettitore si può definire per mezzo di termini

negativi. Una zona di bassa pressione, un vuoto aspirante. Sarà portentosamente anonimo,

senza viso, senza colore. Nascerà, probabilmente, con piccoli dischi di pelle al posto degli

occhi. Sa sempre dove va come lo sa un virus. Non ha bisogno di occhi.»

— Non potrebbe esservi più di un Trasmettitore?

— Oh sì, molti, almeno in un primo tempo. Ma non a lungo. Qualche cittadino

sdolcinato penserà di poter trasmettere roba edificante, senza rendersi conto che il

trasmettere è male. Gli scienziati diranno: «Trasmettere è come l'energia atomica... Se

imbrigliato appropriatamente». A questo punto un tecnico anale si versa del bicarbonato

di sodio e aziona l'interruttore che riduce la terra a polvere atomica. (Rutto... Sentiranno

questa scorreggia su Giove)... Gli artisti confonderanno il trasmettere con la creazione.

Scenderanno in campo strillando «Un nuovo strumento espressivo» finché le loro

quotazioni crolleranno. I filosofi si accapiglieranno per la disputa sui fini e sui mezzi,

ignorando che il trasmettere non potrà mai essere altro che un mezzo per ottenere una

trasmissione maggiore. Come la Droga... Provate a usare la droga come mezzo per ottenere

qualche altra cosa... Alcuni cittadini abituati a consumare Coca Cola e aspirina parleranno

del fascino perverso del trasmettere. Ma nessuno parlerà a lungo. Il Trasmettitore, lui non

ama parlare.

Il Trasmettitore non è un individuo umano... È il Virus Umano. (Tutti i virus sono

cellule alterate che conducono una esistenza parassitaria... Hanno una affinità specifica


con la Cellula Madre, perciò la cellula alterata del fegato cerca il posto per l'epatite, ecc.

Così ogni specie ha un suo Virus Principale: Immagine Alterata di quella specie.)

L'immagine frantumata dell'Uomo avanza minuto per minuto, cellula per cellula...

Povertà, odio, guerra, polizia-criminali, burocrazia, pazzia, tutti sintomi del Virus Umano.

Il Virus Umano può essere ora isolato e curato.

Il Funzionario di Contea ha il suo ufficio in un enorme edificio di mattoni rossi noto

come Il Vecchio Palazzo di Giustizia. Le cause civili, in effetti, si discutono là, e i

procedimenti si trascinano inesorabilmente fino a che le parti muoiono o abbandonano la

lite. Ciò è dovuto al gran numero di documenti che riguardano assolutamente tutto e che

sono tutti archiviati nel posto sbagliato cosicché nessuno all'infuori del Funzionario di

Contea e dei suoi impiegati riesce a trovarli, e spesso impiega anni nella ricerca. In effetti,

egli sta ancora cercando il materiale relativo a una causa per danni che venne risolta in via

amichevole nel 1910. Molte parti del Vecchio Palazzo di Giustizia sono rovinate, e altre

sono assai pericolose a causa dei crolli frequenti. Il Funzionario di Contea assegna le

missioni più pericolose ai suoi impiegati, molti dei quali hanno perso la vita per cause di

servizio. Nel 1912 duecentosette impiegati rimasero intrappolati nel crollo dell'ala Nord-

Nord-Est.

Quando nella Zona si fa causa ad una persona i suoi avvocati tramano in modo da far

trasferire il caso al Vecchio Palazzo di Giustizia. Dopo di che la parte civile ha perso la

causa, cosicché gli unici processi che si celebrano nel Vecchio Palazzo di Giustizia sono

quelli provocati da eccentrici e paranoici che vogliono «farsi un nome in tribunale», ciò che

ottengono di rado perché soltanto la più disperata carestia di notizie porta un giornalista

al Vecchio Palazzo di Giustizia.

Il Vecchio Palazzo di Giustizia è situato nella città di Pigeon Hole, fuori della zona

urbana. Gli abitanti di questa città e della zona adiacente coperta di paludi e di boschi di

alberi d'alto fusto sono di una stupidità tale e seguono pratiche così barbare che

l'Amministrazione ha deciso di metterli in quarantena in una riserva circondata da un

muro radioattivo di mattonelle di ferro. Come rappresaglia i cittadini di Pigeon Hole

coprono la città di cartelli: «Urbanità, non lasciare che il sole tramonti su di te qui»,


ingiunzione superflua, perché nulla se non affari urgenti indurrebbe alcun urbanità a

recarsi a Pigeon Hole.

Il caso di Lee è urgente. Deve far acquisire agli atti un documento da cui risulta che

soffre di peste bubbonica, per evitare la espulsione dalla casa che occupa da dieci anni

senza pagare l'affitto. Egli è in quarantena perpetua. Così prepara la valigia piena di atti e

petizioni e ingiunzioni e certificati e prende un autobus per la Frontiera. L'ispettore delle

dogane urbanesi gli fa segno di venire avanti.

— Spero che abbiate una bomba atomica in quella valigia.

Lee inghiotte una manciata di tranquillanti ed entra nell'edificio della dogana di Pigeon

Hole. Gli Ispettori impiegano tre ore a esaminare i suoi documenti, consultando volumi

polverosi di regolamenti e di diritti doganali dai quali leggono estratti incomprensibili e

sinistri che terminano con: «E come tale è passibile di multa e di penalità in base alla legge

666». Lo osservano con sguardo carico di significato.

Esaminano i suoi documenti con una lente d'ingrandimento.

— Qualche volta inseriscono poesiole sporche tra le righe.

— Forse pensa di venderle come carta igienica. Questa roba è per vostro uso personale?

— Sì...

— Dice di sì.

— E come possiamo saperlo?

— Ho un affidavit.

— Fa il furbo! Svestitevi.

— Sì. Forse ha dei tatuaggi sconci.

Gli controllano il corpo verificando che non abbia generi di contrabbando infilati nel

sedere e lo esaminano per vedere se esistono prove di sodomia. Gli lavano i capelli e

mandano ad analizzare l'acqua. — Forse ha degli stupefacenti nei capelli.

Alla fine gli trattengono la valigia; ed egli esce dall'edificio barcollando sotto il peso di

cinquanta libbre di documenti.

Una dozzina circa di Archivesi sono seduti sugli scalini di legno fradicio del Vecchio

Palazzo di Giustizia. Lo osservano avvicinarsi con occhi azzurro chiari, voltando

lentamente il capo su colli grinzosi (le rughe sono piene di polvere) per seguirne il corpo

su per le scale fino alla porta. All'interno, la polvere è sospesa nell'aria come nebbia,

scendendo dal soffitto e sollevandosi in nuvole dal pavimento mentre egli cammina. Sale


per una scala pericolante — dichiarata impraticabile nel 1929. A un certo punto ci

sprofonda dentro con un piede e le schegge del legno secco gli entrano nella carne della

gamba. La scala finisce in un'impalcatura da imbianchino, legata con corde fradice e

carrucole ad una trave semi invisibile nella lontananza polverosa. Egli si spinge

cautamente in una cabina di ruota panoramica. Il suo peso mette in moto il meccanismo

idraulico (rumore di acqua che scorre). La ruota si muove gradualmente e silenziosamente

per fermarsi presso una balconata di ferro arrugginito, consunta qua e là come una suola

di scarpa. Egli avanza per un lungo corridoio punteggiato di porte, molte delle quali sono

inchiodate o chiuse con assi. In un ufficio, Exquisitries del Medio Oriente su una placca di

ottone, il Mugwump sta acchiappando termiti con la sua lunga lingua nera. La porta

dell'ufficio del Funzionario di Contea è aperta. Il Funzionario di Contea è dentro, seduto,

mastica tabacco circondato da sei impiegati. Lee rimane in piedi sulla porta. Il Funzionario

di Contea continua a parlare senza alzare lo sguardo.

— L'altro giorno mi imbatto in Ted Spigot... un bravo ragazzo, tra l'altro. Non ce n'è uno

nella Zona meglio di Ted Spigot... Ora, era venerdì, me lo ricordo perché la Vecchia aveva

le mestruazioni e io andai alla farmacia del dottor Parker in Dalton Street, proprio di

fronte al Salone per il Massaggio Etico di Ma Green, dove una volta c'era lo stallaggio di

Jed... Ora, Jed, il suo cognome ve lo dico fra un minuto, era guercio da un occhio e la

moglie proveniva da un posto nell'Est, credo fosse Algeri, e dopo che Jed morì si risposò, e

sposò uno dei giovani Hoot, Clem Hoot se la memoria non mi tradisce, un gran bravo

ragazzo anche lui; e Hoot a quel tempo era sui cinquantaquattro cinquantacinque... Così io

dico al dottor Parker: — La mia vecchia soffre di nuovo per le mestruazioni". Vendimi due

once di paregorico.

«Così il Dottore dice: — Bene, Arch, devi firmare il libro. Nome, indirizzo e data di

acquisto. È la legge.

«Così io chiesi al dottore che giorno era, e lui disse: — Venerdì tredici.

«Così io dissi: — L'ho già avuto.

« — Bene, — dice il dottore, — c'era un tipo qui stamattina. Un cittadino. Abito

sgargiante. Così, aveva una ricetta per un vasetto di morfina... Una strana ricetta scritta su

carta igienica... E io gli ho detto in faccia: "Signore, sospetto che siate un tossicomane."

«"Ci ho le unghie incarnate, Babbo. Un male da morire", dice.


«"Bene" dico io. "Devo starci attento. Ma poiché avete una malattia lecita e la ricetta di

un medico autorizzato sono onorato di servirvi."

«"Quel medico è proprio autorizzato", 10 dice... Bene, credo che una mano non sapesse

quello che faceva l'altra quando gli ho dato un vasetto di Saniflux per errore... Così penso

che ha avuto il fatto suo.

« — Proprio quello che ci vuole per depurare il sangue.

« — Sai, ho pensato anch'io la stessa cosa... Ora, Arch, non dire che sono un ficcanaso,

ma un uomo non deve avere segreti né con Dio né con il farmacista, dico sempre io... La

monti ancora la Vecchia Cavalla Grigia?

« — Be', dottor Parker... Devi sapere che ho famiglia e sono Anziano nella Prima Chiesa

Denominazionale Non-settaria e non ho più toccato nessuno da quando eravamo ragazzi

insieme.

« — Quelli erano tempi, Arch. Ricordi quella volta che io ho mescolato il grasso con la

mostarda? Io prendo sempre il vaso sbagliato, dice la gente. Ti si poteva sentir strillare per

tutta la Contea di Cunt Lick, proprio come un ermellino appena castrato.

« — Ti ricordi male, Dottore. Fosti tu che prendesti la mostarda e toccò a me aspettare

che tu ti fossi calmato.

« — Proiezione del desiderio. L'ho letto una volta in una rivista nel cesso verde dietro la

stazione... Ora quello che volevo dire prima, Arch, non l'hai capito... mi riferivo a tua

moglie quando parlavo della Vecchia Cavalla Grigia... Dico che non dev'essere più quella

di prima con tutti quegli ascessi e la cataratta e i geloni e le emorroidi e l'afta.

«— Già, dottore, Liz è proprio malandata. Non è più stata lei dopo l'undicesimo

aborto... Quella volta è successo qualcosa di insolito. Il dottor Ferris, lui me l'ha detto in

faccia, me l'ha detto: «Arch, è bene che tu non veda quella creatura.» E mi dà un lungo

sguardo che mi fa accapponare la pelle... Be', l'hai detto bene, dottore. Non è più quella di

prima. E le tue medicine sembra che non l'aiutino proprio per niente. In pratica non è più

capace di distinguere il giorno dalla notte da quando usa quelle gocce per gli occhi che le

hai venduto il mese passato... Ma, dottore, devi sapere che io non vado più a letto con Liz,

la vecchia vacca, con tutto il rispetto per la madre dei miei defunti mostri. Non lo faccio

più da quando ho conosciuto una bella ragazzina quindicenne...Sai, quella mulatta che

10 Gioco di parole tra Certified, qualificato, diplomato, e anche dichiarato infermo di mente, da ricoverarsi in

manicomio. (N.d.T.)


lavorava nel Salone di Marylou per lisciare i capelli e sbiancare la pelle, su nel quartiere

negro.

« — E tu Arch, te la fai con quella pollastrella nera?

« — P,egolarmente, dottore. Regolarmente. Be' dicono che il dovere mi chiama. Devo

tornare da quel vecchio rottame. Be', grazie per il paregorico.

« — E grazie per l'acquisto, Arch... Hi, hi, hi... Senti, Archy, ragazzo mio, quando ti

capita di ritrovarti a becco asciutto fai un salto qui e ci facciamo una bevuta di Yohimbina.

« — Certo, dottore, ci vengo sicuro, sarà come ai vecchi tempi.

«Così tornai a casa, scaldai un po' d'acqua e ci sciolsi dentro del paregorico, e un po' di

chiodi di garofano e cinnamomo e sassifraga e lo diedi a Liz, e la sollevò un poco, credo.

Almeno mi lasciò in pace un po' di tempo... Be', dopo andai di nuovo dal dottor Parker per

comprare un goldone... e proprio mentre uscivo mi imbattei in Roy Bane, un gran bravo

ragazzo anche lui... E in tutta la Zona non ce n'è uno migliore di Roy Bane... Così lui mi

disse: — Arch — mi dice, — vedi quel vecchio negro là su quel terreno abbandonato?

Bene, come sono vere la merda e le tasse, quello viene là tutte le sere puntuale che potreste

metterci a posto l'orologio. Lo vedi dietro quelle ortiche? Ogni sera alle otto e mezzo va in

quel terreno e si masturba... Un predicatore negro, mi dicono.

«Ecco come sono venuto a ricordarmi che ora più ora meno era venerdì tredici e non

poteva essere più di venti minuti mezz'ora dopo, avevo comprato della cantaride nel

negozio del Dottore e cominciava giusto a farmi effetto mentre passavo vicino al Grennel

Bog andando al quartiere negro ...Bene, lì c'è una curva, e una volta c'era una capanna di

negri... Bruciarono quel vecchio negro là a Cunt Lick. Il negro aveva l'afta ed era rimasto

cieco completo... Così questa ragazza bianca di Texarkana si mette a strillare:

« — Roy, quel vecchio negro mi guarda in modo così indecente. Per amor di Dio mi

sento sporca dalla testa ai piedi.

« — Tesoro, non ti irritare. Io e i ragazzi lo bruciamo.

« — Fai piano, Amore. Fai piano. Mi fa venire il mal di testa.

«Così bruciarono il negro e quel tipo con la moglie tornò a Texarkana senza pagare la

benzina e il vecchio Whispering Lou che gestiva la stazione di servizio non seppe parlare

d'altro per tutto l'autunno: — Questi cittadini vengono qui a bruciare un negro e non mi

pagano neppure la benzina.


«Be', Chester Hoot demolì quella capanna di negri e la ricostruì proprio dietro casa sua

a Bled Valley. Coprì tutte le finestre con tendine nere, e che cosa succede là dentro non è il

caso di dirlo... Ora Chester ha delle strane abitudini... Bene, proprio là dove c'era la

capanna di negri, proprio dall'altra parte dove il posto dei Brooks è inondato tutte le

primavere, solo allora non era dei Brooks... era di un tipo che si chiamava Scranton. Quel

pezzo di terra era stato misurato nel 1919... Dovresti conoscere anche tu quello che fere

il lavoro... Un tizio che si chiamava Hump Clarence e che trovava anche pozzi con la

bacchetta da rabdomante... Gran bravo ragazzo anche lui, non c'è in questa Zona un tipo

meglio di Hump Clarence... Bene, fu proprio là intorno che mi imbattei in Ted Spigot che

se la faceva con una salamandra.

Lee si schiarì la gola. Il funzionario lo guardò sopra gli occhiali. — Ora se avete

pazienza, giovanotto, di aspettare che abbia finito di parlare, mi occuperò dei vostri affari.

E si buttò in un aneddoto su un negro che aveva contratto l'idrofobia da una mucca.

— Così il mio babbino mi dice: «Finisci i tuoi compiti, figlio mio, e poi andiamo a

vedere il negro matto...» Avevano legato quel negro al letto con una catena, e lui muggiva

come una mucca... Ne ebbi abbastanza di quel negro. Bene, se volete tutti scusarmi ho da

fare nella sala del Consiglio Privato. Hi, hi, hi!

Lee ascoltò con orrore. Il Funzionario di Contea spesso trascorreva delle settimane nel

gabinetto, vivendo di scorpioni e di cataloghi della Montgomery Ward. In parecchie

occasioni gli impiegati avevano forzato la porta e lo avevano estratto in uno stadio

avanzato di denutrizione. Lee decise di giocare la sua ultima carta.

— Signor Anker — disse, — mi rivolgo a voi come Razor Back — ed estrasse la sua

tessera di Razor Back un ricordo della sua giovinezza dissipata.

Il Funzionario osservò la tessera con sospetto: — Non mi sembrate un vero Razor

Back... Che ne pensate degli Ebrei?...

— Be', signor Anker, sapete anche voi che tutto quel che un Ebreo vuole fare è di andare

a letto con una ragazza cristiana... Un giorno o l'altro taglieremo anche il resto.

— Bene, parlate molto assennatamente per essere un cittadino... Vedete di che cosa ha

bisogno e occupatevi di lui... È un gran bravo ragazzo.

[eBookLove - eBL 060 by Pico]


Interzona

L'unico indigeno dell'interzona che non sia né omosessuale né disponibile è l'autista di

Andrew Keif, e questa non è affettazione né perversione da parte di Keif, ma un pretesto

utile per rompere i suoi rapporti con tutti coloro che non desidera vedere: — Avete fatto

delle proposte a Aracknid ieri sera. Non posso più invitarvi. — Nella Zona la gente è

spesso fuori di conoscenza, sia che sia ubriaca o no, e nessuno può dire con sicurezza di

non aver mai fatto proposte alla poco attraente persona di Aracknid.

Aracknid è un autista inetto, a malapena capace di guidare. Una volta investì una

donna incinta che era scesa dalla montagna con un carico di carbone di legna sulla schiena,

e quella abortì per la strada, e Keif scese e si sedette sul marciapiede rimestando il sangue

con un bastone mentre la polizia interrogava Aracknid e alla fine arrestò la donna per

violazione del Codice Sanitario.

Aracknid è un giovanotto truce e sgradevole con un viso allungato di uno strano colore

azzurro lavagna. Ha un gran naso e grossi denti gialli come un cavallo. Chiunque può

trovare un autista attraente, ma soltanto Andrew Keif poteva trovare Aracknid; Keif il

giovane romanziere brillante, decadente, che vive in un pissoir rimodernato nel "quartiere

con la luce rossa".

La Zona è un solo, vasto edifìcio. Le stanze sono fatte di un cemento plastico che cede

per consentire alle persone di sistemarsi a loro agio, ma quando troppe persone si

affollano in una stanza c'è un leggero tanfo e qualcuno attraversando involontariamente il

muro finisce nella casa adiacente, cioè nel letto adiacente, giacché le stanze sono composte

per lo più da letti in cui si trattano gli affari della Zona. Un ronzio di sesso e di traffico

scuote la Zona come un vasto alveare:

— Due terzi di uno per cento. Non mi muovo da questa cifra.

— Ma dove sono le polizze di scarico, mio caro?

— Non dove le cerchi, tesoro. Sarebbe troppo evidente.

— Una balla di blue-jeans con sederi finti interni. Fatti a Hollywood.

— Hollywood nel Siam.

— Sì, ma in stile americano.

— Qual è la provvigione?... La provvigione... La Provvigione...


— Sì, caro, un carico di K.Y. di vero drek 11 di balena dell'Atlantico meridionale, che il

Ministero della Sanità ha messo in quarantena alla Terra del Fuoco. La provvigione mio

caro! Se combiniamo questo affare, d'ora in poi vivremo fra due guanciali.

La Interzone Imports Unlimited, che consiste in Marvie e Leif lo Sfortunato, si era gettata

in un affare di K.Y. Difatti si specializzano in prodotti farmaceutici e gestiscono una

stazione di profilassi aperta 24 ore al giorno, con sei forme di assicurazione da poppa a

prua come attività collaterale. 12

Si buttano nell'affare. Prestano servigi irriferibili a un agente marittimo greco spastico, e

a un intero gruppo di ispettori della Dogana. I due soci litigano e alla fine si denunciano

l'uno con l'altro all'Ambasciata dove vengono mandati al Dipartimento del Non Vogliamo

Sentirne Parlare, da cui sono buttati fuori attraverso una porta di servizio che dà su un

terreno abbandonato cosparso di rifiuti, dove gli avvoltoi lottano per delle teste di pesce.

Si flagellano istericamente.

— Tu stai tentando di fregarmi la provvigione!

— La tua provvigione! Chi è stato il primo ad annusare questo affare?

— Ma io ho la polizza di scarico.

— Mostro! Ma l'assegno verrà emesso al mio nome.

— Bastardo! Non vedrai mai la polizza di carico finché la mia parte di azioni non sarà

depositata in garanzia presso terzi.

— Be', potremmo pure fare la pace, no? Non sono una persona così meschina o gretta.

Si stringono la mano senza entusiasmo. Le trattative si trascinano per mesi. Essi

assumono un Sollecitatore. Alla fine Marvie ricompare con un assegno di quarantadue

curdi del Turkestan, emesso su una banca anonima del Sud America, da esigere attraverso

Amsterdam, una trafila che richiederà più o meno undici mesi.

Ora può riposarsi nei caffè della Plaza. Mostra una copia fotostatica dell'assegno. Non

mostrerebbe mai l'originale, naturalmente, per timore che qualche cittadino invidioso

sputi della scolorina sulla firma o mutili l'assegno in qualche altra maniera.

Tutti gli chiedono di ordinare da bere per festeggiare l'occasione, ma egli ride

giovialmente e dice: — Il fatto è che non posso permettermi una bevuta neppure io. Ho

11 Il drek di balena è il materiale che si accumula durante il processo di squartamento e di cottura della balena.

Un'orribile porcheria che sa di pesce e il cui odore si può sentire per miglia intorno. A tutt'oggi nessuno ha trovato il

modo di utilizzarlo. (N. d.A.).

12 Fino ad ora è stata accertata l'esistenza di sei diverse malattie veneree. (N.d.A.).


speso tutti i curdi che ho guadagnato per comprare del Penstrep per le malattie veneree di

Ali. Da poppa a prua. Sono stato lì lì per prenderlo a calci e mandarlo in un'altra stanza

attraverso il muro. Ma sapete bene che tipo sentimentale sono io.

Marvie ordina un bicchierino di birra, fa saltar fuori una moneta annerita

dall'abbottonatura dei calzoni e la mette sul tavolo. — Tenga il resto. — Il cameriere butta

la moneta in una pattumiera, sputa sul tavolo e se ne va.

— Che tipo suscettibile! È invidioso del mio assegno.

Marvie è nell'Interzona «dall'anno prima dell'uno», come dice lui. Ha dovuto dare le

dimissioni da un posto non specificato al Dipartimento di Stato «per il bene

dell'amministrazione». Evidentemente una volta era stato molto bello, del genere con i

capelli a spazzola e modi da studente di college, ma il viso gli ha ceduto e sotto il mento gli

si sono formati dei groppi come di paraffina che si sta sciogliendo. Si è appesantito ai

fianchi.

Leif lo Sfortunato era un Norvegese magro e alto, con una benda su un occhio, il viso

atteggiato in permanenza in un sorriso ingraziante. Dietro di lui si stendeva una saga

epica di imprese fallite. Non era riuscito nel tentativo di allevare rane, cincillà, pesci

siamesi da combattimento, ramié e perle coltivate. Aveva tentato variamente e senza

successo di organizzare cimiteri con bare a due piazze per coniugi, di monopolizzare il

mercato dei preservativi durante la crisi della gomma, di gestire un bordello per

corrispondenza, di brevettare la penicillina. Aveva praticato sistemi di gioco disastrosi nei

casinò europei e sugli ippodromi degli Stati Uniti. Ai suoi rovesci negli affari

corrispondeva la sua incredibile sfortuna nella vita privata; aveva perso gli incisivi una

volta che era stato calpestato a Brooklyn da alcuni imbestialiti marinai americani. Gli

avvoltoi gli avevano strappato un occhio quando era fuori conoscenza nel parco di

Panama City per aver bevuto una pinta di paregorico. Era rimasto intrappolato cinque

giorni in un ascensore fermo tra un piano e l'altro di una casa con un'abitudine da «brucia

olio» ed aveva avuto un attacco di delirium tremens mentre si celava in una cassetta

portabagagli. Poi c'era stata la volta che era stato colpito da occlusione intestinale, ulcera

perforata e peritonite al Cairo e l'ospedale era così affollato che lo ricoverarono nella

latrina, e il chirurgo greco era talmente drogato che gli cucì una scimmia viva nella pancia,

poi fu selvaggiamente sodomizzato dagli infermieri arabi, e un inserviente rubò la

penicillina sostituendola con Saniflux; e la volta in cui gli era venuta una malattia venerea


e un presuntuoso dottore inglese lo aveva curato con un clistere bollente di acido solforico,

e uno specialista tedesco di Tecnologia Medica gli aveva tolto l'appendice con un

apriscatole arrugginito e un paio di forbici di latta (considerava la teoria dei germi «una

sciocchezza»). Esaltato dal successo cominciò poi a sforbiciare e a tagliare tutto quello che

gli capitava sotto gli occhi: — Il corpo umano è pieno di parti superflue. Si può

soppraffifere anche con un solo rene. Perchè aferne due? Sì, un rene... le parti interne non

dofrebbero essere così ficine e numerose. Hanno bisogno di Lebensraum come la

Vaterland.

Il Sollecitatore non era stato ancora pagato, e Marvie dovette affrontare il problema di

tenerlo a bada per undici mesi, finché l'assegno non veniva sbloccato. Si diceva del

Sollecitatore che fosse venuto alla luce sul Traghetto tra la Zona e l'Isola. La sua

professione consisteva nel sollecitare la consegna della mercanzia. Nessuno sapeva se i

suoi servigi fossero utili oppure no, e far riferimento al suo nome significava sempre

provocare una disputa. Si citavano casi che dimostravano la sua miracolosa efficacia e la

sua più totale inutilità.

L'Isola era una stazione Militare e Navale Britannica, proprio di fronte alla Zona.

L'Inghilterra è in possesso dell'Isola in base ad un contratto d'affitto annuale gratuito, ed

ogni anno l'affitto e il permesso di residenza vengono formalmente rinnovati. L'intera

popolazione si riversa fuori e si raccoglie allo scarico municipale delle immondizie; la

partecipazione è obbligatoria. Il Presidente dell'Isola è tenuto a strisciare con la pancia

sulla spazzatura ed a consegnare il permesso di Residenza e il Rinnovo dell'Affitto,

firmato da tutti i cittadini dell'Isola, al Governatore Residente che si erge risplendente

nella sua uniforme di gala. Il Governatore prende il permesso e lo infila nella tasca della

giacca:

— Bene — dice con un sorriso stirato, — così avete deciso di permetterci di rimanere

ancora un anno, no? Molto bello da parte vostra. E tutti ne sono lieti?... C'è qualcuno che

non ne sia lieto?

Soldati su jeep brandeggiano mitragliatrici avanti e indietro sulla folla, con un

movimento lento di ricerca.

— Tutti sono lieti. Bene, è una bella cosa. — Si volge giovialmente al Presidente

prosternato. — Mi terrò le vostre carte caso mai dovessi restare a corto. Ha, ha, ha. — La


sua risata forte e metallica risuona oltre, l'ammasso di immondizia, e la folla ride con lui

sotto l'occhio scrutatore delle mitragliatrici.

Nell'Isola l'ordinamento democratico viene scrupolosamente rispettato. C'è un Senato e

un Congresso che si riuniscono in sedute interminabili discutendo l'eliminazione dei rifiuti

e la sorveglianza dei cessi, le uniche due questioni sulle quali hanno giurisdizione. Per un

breve periodo di tempo verso la metà dell'Ottocento era stato loro permesso il controllo

del Dipartimento della Manutenzione dei Babbuini, ma queste privilegio fu revocato a

causa dell'assenteismo del Senato.

La carica di Presidente viene sempre attribuita forzosamente a qualche cittadino

particolarmente fastidioso e impopolare. Essere eletto presidente è la maggior disgrazia

che possa toccare a un Isolano. Le umiliazioni e l'ignominia sono tali che pochi presidenti

vivono fino al termine del mandato, perché generalmente muoiono di crepacuore un anno

o due dopo l'elezione. Il sollecitatore era stato Presidente una volta e aveva coperto i

cinque anni del suo mandato. Successivamente aveva cambiato nome e si era sottoposto

alla chirurgia plastica, per cancellare, nella maggior misura possibile, il ricordo della sua

sventura.

I babbuini di Tripoli dal sedere viola erano stati portati dai pirati nell'Isola durante il

secolo decimosettimo. C'era una leggenda, secondo la quale quando i babbuini se ne

fossero andati l'Isola sarebbe caduta. Nelle mani di chi e in qual modo non era precisato, e

uccidere un babbuino è un delitto passibile di morte, benché il contegno riprovevole di

questi animali costituisca per gli abitanti una forma di vessazione che è prossima a

superare i limiti della sopportabilità. Talvolta a qualcuno dà di volta il cervello, ed egli

uccide numerosi babbuini e se stesso.

— Sì, naturalmente... vi pagheremo — diceva Marvie al Sollecitatore.

— Non prendetevela. Può darsi che non ci voglia molto...

— Non prendermela! Non molto... State a sentire.

— Sì, so tutto. La banca dei prestiti si è ripresa il rene artificiale di vostra moglie...

Stanno cacciando fuori vostra nonna dal polmone d'acciaio.

— Osservazioni piuttosto di cattivo gusto, ragazzo... Francamente vorrei non essere mai

entrato in questo affare, uh. Quel grasso maledetto contiene troppo acido fenico. La

settimana passata sono stato giù alla dogana. Ho infilato un manico di scopa in un barile


di quella roba, e il grasso ne ha letteralmente divorato un'estremità. Inoltre, il puzzo è tale

da mettere uno fuor di sentimento. Dovreste provare a fare un salto fino al porto.

— Non faccio cose simili — strillò Marvie. È una caratteristica di casta, nella Zona, non

toccare mai o addirittura avvicinare ciò che si vende. Farlo solleva il sospetto della vendita

al minuto, e cioè di essere un volgare ambulante. Buona parte della merce viene venduta

nella Zona per mezzo di ambulanti, per le strade.

— Perché mi dite tutto questo? È troppo sordido! Lasciate che se ne preoccupino i

dettaglianti.

— Oh, per voi due va tutto benissimo, potete venirne fuori tranquillamente. Ma io ho

una reputazione da difendere... Ci sarà un sacco di guai.

— Insinuate forse che c'è qualcosa di illecito in questa operazione?

— Non esattamente di illecito. Ma scadente, sì. Merce decisamente scadente.

— Oh, tornatevene alla vostra Isola prima che cada! Vi abbiamo conosciuto quando vi si

poteva comprare nei gabinetti della Plaza per cinque pesetas.

— E non avevate neppure troppi clienti — aggiunse Leif. Aveva detto «trooeppi».

Questo riferimento alle sue origini isolane il Sollecitatore non lo poteva tollerare... Si

inalberò, raccolse tutte le sue forze per sostenere la parte di un aristocratico inglese,

preparandosi a fare un discorso secco e sarcastico, glaciale, ma invece dalla bocca eruppe

un gemito, un uggiolio, un ringhio di cane preso a calci. La sua faccia pretrattamento

chirurgico riemerse in un alone di odio incandescente... Cominciò a proferire maledizioni

con i suoni gutturali, orrendi e soffocati, del dialetto dell'Isola.

Gli isolani professano tutti una assoluta ignoranza del dialetto o negano semplicemente

che esista. — Siamo Ingleesi; — dicono. — Non abbiamo nessun maledetto dialetto.

La bava si raccolse agli angoli della bocca del Sollecitatore. Egli sputava palline di saliva

simili a fiocchi di cotone. Il puzzo della sua bassezza spirituale gravava nell'aria attorno a

lui come una nuvola verde. Marvie e Leif si ritirarono precipitosamente tremando di

paura.

— È diventato matto — ansimò Marvie. — Andiamo via di qui. — La mano nella mano

scappano via nella nebbia che copre la Zona nei mesi invernali come un bagno turco

freddo.


Carl Peterson trovò nella sua cassetta per le lettere una cartolina postale che gli

chiedeva di presentarsi alle dieci a un appuntamento con il Dottor Benway al Ministero

dell'Igiene e della Profilassi Mentale...

«Che cosa diavolo possono volere da me?» pensò con irritazione... «Molto

probabilmente è un errore». Ma sapeva che non fanno errori... Certo non errori di

identità...

Non sarebbe mai passato per la testa a Carldi mancare all'appuntamento anche se la

cosa non portava ad alcuna conseguenza penale... La Terra della Libertà era uno Stato

Assistenziale. Se un cittadino aveva bisogno di qualsiasi cosa, dalla farina d'ossa ad uso

industriale e fertilizzante a un partner sessuale, qualche dipartimento era pronto a offrire

la sua efficace collaborazione. La minaccia implicita in questa benevolenza soffocante

mortificava il concetto di ribellione...

Carlattraversò la Piazza del Municipio... Nudi di nickel alti sessanta piedi con genitali

di ottone si insaponavano sotto docce luccicanti... La cupola del Municipio, fatta di

mattoni di vetro e di rame, sembrava dissolversi nel cielo.

Carlsi svoltò a osservare un turista americano omosessuale che abbassò gli occhi e si

mise ad armeggiare nervosamente con i filtri di luce della sua Leica...

Carlentrò nel labirinto di acciaio smaltato del Ministero, si diresse allo sportello delle

informazioni... e presentò la sua cartolina.

— Quinto piano... Stanza ventisei...

Nella stanza ventisei un'infermiera lo guardò con freddi occhi sottomarini.

Il Dottor Benway vi sta aspettando, — disse sorridendo. — Entrate pure.

«Come se non avesse altro da fare che aspettar/ me», pensò Carl...

L'ufficio era completamente silenzioso, inondato di luce lattiginosa. Il dottore strinse la

mano a Carl, tenendo gli occhi sul torace del giovane...

«Ho già incontrato quest'uomo», pensò Carl... «Ma dove?»

Si sedette e accavallò le gambe. Notò un portacenere sulla scrivania e si accese una

sigaretta. Rivolse al dottore uno sguardo fisso e indagatore, non privo di una sfumatura di

insolenza.

Il dottore sembrò imbarazzato... Egli si agitò e tossì... armeggiò con le carte...

— Hurumph — disse finalmente... — Vi chiamate Carl Peterson credo... — Gli occhiali

gli scivolarono sul naso come in una parodia di modi professionali... Carl annuì


silenziosamente... Il dottore non lo guardò ma sembrò nondimeno aver registrato la

ammissione... Si rimise a posto gli occhiali con un dito e aprì una pratica sulla scrivania di

smalto bianco.

— Mmmmm. Carl Peterson. — Ripetè il nome con voce carezzevole, increspò le labbra e

annuì parecchie volte. Riprese a parlare d'improvviso: — Sapete naturalmente che noi

cerchiamo. Cerchiamo tutti. Qualche volta naturalmente non ci riesce. — La sua voce si

trascinava lieve e tenue. Si mise una mano sulla fronte. — Di adattare lo stato — uno

strumento puro e semplice — ai bisogni di ogni singolo cittadino. — La sua voce

rimbombò improvvisamente diventando così forte e profonda che Carl sobbalzò. —

Questa è la sola funzione dello stato come la vediamo noi. La nostra conoscenza,

incompleta, naturalmente, — fece un gesto leggermente sprezzante... — Per esempio, per

esempio... prendete la questione della uh deviazione sessuale. — Il dottore si mise a

dondolare sulla sedia. Gli occhiali gli scivolarono nuovamente sul naso. Carl si sentì

improvvisamente a disagio.

— Noi la consideriamo una disgrazia... una malattia... certo nulla che debba essere

riprovato o uh punito più, che, diciamo, la tubercolosi... Sì, — ripeté decisamente come se

Carl avesse sollevato qualche obiezione... — Tubercolosi. D'altra parte potete capire

facilmente che ogni malattia impone certi, potremmo dire, obblighi, certe misure di natura

profilattica alle autorità responsabili della salute pubblica, misure che si devono imporre,

superfluo dirlo, con un minimo di disagio e di fastidio per lo sfortunato individuo che,

senza sua colpa, è diventato un infetto... Vale a dire, naturalmente, il minimo fastidio

necessario per l'adeguata protezione di altri individui che non hanno contratto la

malattia... Noi non consideriamo una misura irragionevole la vaccinazione obbligatoria

contro il vaiolo... Né l'isolamento per determinate malattie contagiose... Sono sicuro che

voi ammetterete che gli individui contagiati hurumph da quelle che i francesi chiamano

«Les Maladies Galantes» hih hih hih devono essere costretti a sottostare a una cura se non

si presentano volontariamente. — Il dottore continuò a ridacchiare e a dondolarsi sulla

sedia come un giocattolo meccanico... Carl capì che doveva dire qualcosa.

— Mi sembra ragionevole — disse.

Il dottore smise di ridacchiare. Smise improvvisamente di muoversi. — Ora, per tornare

a questa uh questione della deviazione sessuale. Francamente, noi non pretendiamo di

capire — per lo meno non del tutto — perché alcuni uomini e donne preferiscono la uh


compagnia sessuale di persone del loro sesso. Noi sappiamo che il uh fenomeno è

abbastanza comune, e, in certe circostanze, uh, riguarda questo dipartimento.

Per la prima volta gli occhi del dottore si posarono sulla faccia di Carl. Occhi senza

traccia di simpatia o di odio o di alcuna emozione che Carl avesse mai provato egli stesso

o visto in alcun altro, allo stesso tempo freddi e intensi, rapaci e impersonali. Carl si sentì

improvvisamente intrappolato in questa specie di silenziosa caverna sottomarina, tagliato

fuori da ogni fonte di calore e di sicurezza. Il ritratto di se stesso seduto là calmo, attento,

con una vena di educato disprezzo si oscurò, come se la vitalità gli venisse risucchiata via

per mescolarsi all'atmosfera grigio lattiginosa della stanza.

— La cura di queste malattie è, oggi come oggi hurumph sintomatica. — Il dottore si

arrovesciò improvvisamente sulla sedia e scoppiò in scrosci di risa metalliche. Carl lo

osservò con terrore... «Quest'uomo è pazzo» pensò. Il viso del dottore diventò inespressivo

come quello di un giocatore d'azzardo. Carl provò una strana sensazione allo stomaco,

come l'arresto improvviso di un ascensore.

Il dottore stava studiando il fascicolo che aveva davanti. Parlò con un tono divertito e

lievemente accondiscendente:

— Non spaventatevi così, giovanotto. È solo un gioco di parole professionale. Dire che

la cura è sintomatica significa che non ce n'è nessuna, serve solo a far sentire il paziente il

più possibile a suo agio. E questo è precisamente ciò che cerchiamo di fare in casi simili. —

Ancora una volta Carl sentì l'urto di quel freddo interesse sul viso. — Vale a dire

rassicurare quando ciò è necessario... e, naturalmente, provocare sfoghi adatti con altri

individui di tendenze analoghe. Non è consigliabile alcun isolamento... la malattia non è

più direttamente contagiosa di quanto lo sia il cancro. Il cancro, il mio primo amore. — La

voce del dottore si smorzò. Sembrava davvero che fosse uscito da una porta invisibile

lasciando il suo corpo svuotato seduto là, davanti alla scrivania.

Improvvisamente riprese a parlare con vivacità. — E così avete il diritto di chiedervi

perché ci interessiamo della questione. — Si illuminò di un sorriso chiaro e freddo come la

neve al sole.

Carl si strinse nelle spalle: — Non sono affari miei... ciò che mi sto domandando è

perché mi avete chiesto di venire qui e perché mi raccontate queste... queste...

— Sciocchezze?


Carl si avvide con disappunto di essere arrossito. Il dottore si piegò all'indietro e

intrecciò le dita.

— I giovani — disse con indulgenza — hanno sempre fretta. Un giorno forse imparerete

il significato della pazienza. No, Carl... Posso chiamarvi Carl? Non sto eludendo la vostra

domanda. Nei casi di sospetta tubercolosi noi, cioè il dipartimento adatto, possiamo

chiedere, persino pretendere, che uno si presenti per un esame radioscopico©. È la prassi,

capite. Molti di questi esami risultano negativi. Così vi è stato chiesto di presentarvi qui

per, devo dire una radioscopia psichica???? Posso aggiungere che dopo aver parlato con

voi mi sento relativamente sicuro che il risultato sarà, ai fini pratici, negativo...

— Ma è una cosa ridicola. Mi hanno sempre interessato soltanto le ragazze. Ho una

relazione con una ragazza, attualmente, e pensiamo di sposarci.

— Sì, Carl, lo so. Ed è per questo che siete qui. Una prova del sangue prima del

matrimonio, è una cosa ragionevole, no?

— Per favore, dottore, parlate chiaro.

Il dottore sembrava non sentire. Si alzò dalla sedia e cominciò a passeggiare alle spalle

di Carl, con la voce fiacca e intermittente come musica in una strada battuta dal vento.

— Posso dirvi in tutta confidenza che vi è la prova evidente di un fattore ereditario.

Pressione sociale. Molti omosessuali latenti o manifesti disgraziatamente si sposano.

Questi matrimoni si risolvono in... Fattore di ambiente infantile. — La voce del dottore

continuò all'infinito. Parlava di schizofrenia, di cancro, di disfunzioni ereditarie e di

ipotalamo.

Carl piombò in un dormiveglia. Apriva una porta verde. Un orribile odore gli afferrò i

polmoni e si svegliò con un sussulto. La voce del dottore era stranamente piatta e senza

vita, la voce smorzata di un tossicomane:

Il test di Kleiberg-Stanislouski di flocculazione dello sperma... uno strumento

diagnostico... indicativo almeno in senso negativo. Utile in certi casi; preso come parte

dell'intero quadro... forse in certe uh circostanze. — La voce del dottore si alzò fino ad un

grido patico. — L'infermiera prenderà il vostro uh campione.

— Da questa parte prego... — L'infermiera aprì la porta e lo introdusse in una stanzetta

dalle pareti nude e bianche. Gli porse un vaso.

— Usate questo per favore. Chiamate quando siete pronto.


C'era un vaso di K.Y. su una mensola di vetro. Carl ebbe vergogna come se sua madre

gli avesse steso davanti un fazzoletto. Uno squallido piccolo messaggio come: — Se io

fossi una fica potremmo aprire un negozio.

Ignorando il K.Y. eiaculò nel vaso, una fredda brutale chiavata dell'infermiera in piedi

davanti alla parete di vetro. — Vecchia Fica di Vetro, — ridacchiò, e vide una fica piena di

schegge di vetro colorato sotto i lampioni della Northern Lights.

Carl si lavò e si riabbottonò i pantaloni.

Qualcosa osservava ogni suo pensiero e ogni suo movimento con odio freddo e

beffardo. Era in una stanza piena di luce verde. C'era un letto di legno a due piazze, un

armadio con uno specchio lungo. Carl non riusciva a vedersi la faccia. Qualcuno stava

seduto su una sedia nera da albergo. Indossava una camicia bianca con petto inamidato e

una cravatta di carta sporca. Il viso congestionato, senza cranio, e gli occhi come pus

ardente.

— Qualcosa non va? — disse l'infermiera con indifferenza. Gli stava porgendo un

bicchiere d'acqua. Lo osservò bere con distaccato disprezzo. Si voltò e afferrò il vaso con

evidente disgusto.

L'infermiera si voltò verso di lui: — Aspettate qualcosa di particolare? — disse con

asprezza. Nessuno aveva mai parlato a Carl in quel tono da quando era adulto. —

Veramente no... — Potete andare, allora, — e si volse di nuovo verso il vaso. Con una

piccola esclamazione di disgusto essa si ripulì la mano da una goccia di sperma. Carl

attraversò la stanza e si fermò presso la porta.

— Ho un altro appuntamento?

Lo guardò con sorpresa mista a disapprovazione. — Sarete informato, naturalmente. —

Stava sulla porta della stanzetta e lo osservò uscire attraverso l'ufficio e aprire la porta. Lui

si voltò e tentò un gesto amichevole. L'infermiera non si mosse né cambiò espressione.

Mentre scendeva le scale il sorriso forzato e falso gli fece avvampare la faccia per la

vergogna.

Carl corse in un parco e trovò una panchina libera presso un fauno di bronzo con i

cembali.

— Lasciati andare, tesoro! Ti sentirai meglio. — Il turista si stava curvando su di lui,

mentre la sua macchina fotografica oscillava davanti al viso di Carl come una grande

mammella ondeggiante.


— Va' al diavolo!

Carlvide qualcosa di ignobile e di disgustoso riflesso negli occhi castani della regina, gli

occhi di un animale a cui sono state tolte le ovaie.

— Oh! Non parlerei a quel modo se fossi in te, carino. Ci sei dentro anche tu! Ti ho visto

uscire dall'Istituto.

— Che volete dire con questo? — chiese Carl.

— Oh, nulla. Assolutamente nulla.

— Bene, Carl, — cominciò il dottore sorridendo e tenendo gli occhi all'altezza della

bocca di Carl. — Ho delle buone notizie per voi. — Prese un foglietto di carta blu dalla

scrivania e con una elaborata pantomima arrivò a metterlo alla distanza giusta per

leggerlo. — Il vostro uh test... il test Robinson-Kleiberg di flocculazione...

— Credevo che fosse il test di Blomberg-Stanlouski... Il dottore ridacchiò. — Oh, mio

Dio, no... Correte troppo, giovanotto. Dovete avere sbagliato. Il Blomberg-Stanlouski,

quello è un tipo di test completamente diverso. Io spero... non necessario... — Ridacchiò di

nuovo: — Ma come stavo dicendo prima di essere così simpaticamente interrotto... dal mio

hurumph giovane colto collega. Il vostro KS sembra essere... — teneva il foglietto a

distanza, con il braccio teso. — ... completamente negativo. Così forse non vi daremo altri

fastidi. E così... — Infilò il foglietto con molta cura in un fascicolo. Sfogliò il fascicolo.

Chiuse il fascicolo, ci appoggiò la mano e si chinò in avanti.

— Carl, quando facevate il servizio militare... Ci devono essere stati... in effetti ci furono

lunghi periodi in cui vi siete trovato privo delle uh consolazioni e uh comodità del gentil

sesso. Durante questi periodi senza dubbio penosi e difficili avete avuto forse una pin up??

O forse più verosimilmente un harem di pin up? Hih hih hih...

Carl guardò il dottore con manifesta antipatia. — Sì, naturalmente, — disse. — Lo

facevano tutti.

— Ed ora, Carl, vorrei mostrarvi qualche pin up girl. — Estrasse una busta da un

cassetto. — E chiedervi per favore di scegliere quella che preferireste... hi, hi, hi... — Si

chinò improvvisamente in avanti sventolando le fotografie davanti alla faccia di Carl. —

Scegliete una ragazza qualsiasi!

Carl le afferrò con dita paralizzate e indicò una delle fotografie. Il dottore rimise la foto

nel mazzo, mescolò, alzò e mise il mazzo sul fascicolo di Carl e gli diede un colpetto.

Sparse le foto davanti a Carl con le immagini bene in vista. — È qui?


Carl scosse il capo.

— Naturalmente no. È qui al suo posto. Qual è il posto di una donna??? — Aprì il

fascicolo e mostrò la foto della ragazza attaccata a una tavola di Rorschach.

— È lei?

Carl annuì silenziosamente.

— Avete buon gusto, ragazzo mio. Posso dirvi in tutta confidenza che alcune di queste

ragazze... — con dita da giocatore d'azzardo muoveva le fotografie con le mosse del

Giuoco delle Tre Carte — sono in realtà ragazzi. Uh travestiti, credo che sia la parola, no???

— Le sue sopracciglia si inarcarono e si abbassarono con incredibile velocità. Carl non

poteva dire con sicurezza se aveva visto qualcosa di insolito. Il viso del dottore di fronte a

lui era assolutamente immobile e inespressivo. Ancora una volta Carl provò allo stomaco e

ai genitali la stessa sensazione di un improvviso arresto in ascensore.

— Sì, Carl, sembra che ve la stiate cavando molto brillantemente. Immagino che troviate

tutto quanto un po' idiota vero...???

— Be', per dire la verità, sì.

— Siete franco, Carl... È un bene... Ed ora... Carl... — Articolò il nome con voce

carezzevole come uno sbirro insinuante che ti sta offrendo una Old Gold (è proprio da

poliziotto fumare Old Gold) e poi tenta di attaccare discorso...

Lo sbirro fa un passo di danza.

— Perché non fate una proposta all'Uomo? — spinge il capo verso il suo minaccioso

superego di cui parla sempre in terza persona chiamandolo «L'Uomo» o «Il Tenente».

Il Tenente è fatto così, se siete gentile con lui, lui sarà gentile con voi... Preferiremmo

trattarvi bene... Se soltanto ci voleste aiutare in qualche modo. — Le sue parole si

schiudono in un deserto desolato di cafeterias e angoli di strade e stanze di ristoranti.

Tossicomani guardano dall'altra parte sgranocchiando una fetta di dolce da quattro soldi.

Il Finocchio è diventato informatore.

Il Finocchio crolla su una sedia d'albergo intontito dalle goof balls, con la lingua

penzolante.

Si alza in un trance da goof balls, si impicca senza mutare espressione o senza ritirare la

lingua.

— E così, Carl, per favore, vorreste essere così gentile da dirmi quante volte e in quali

circostanze voi uh vi siete lasciato tentare a compiere azioni omosessuali??? — La sua voce


svanisce. — Se non lo avete mai fatto sarò costretto a considerarvi una specie di giovane

atipico©. — Il dottore alza lentamente un dito ammonitore. — In ogni caso... —

Tamburellò sul fascicolo e in viso gli si accese un'espressione rivoltante. Carl notò che il

fascicolo era spesso sei pollici. Sembrava davvero che si fosse enormemente ispessito da

quando era nella stanza.

— Bene, quando facevo il servizio militare... I pederasti mi facevano delle proposte e

qualche volta... quand'ero al verde...

— Sì, naturalmente, Carl, — il dottore fece eco con cordialità. — Al vostro posto avrei

fatto lo stesso, non ho nessun ritegno a dirvelo hih hih hih... Bene, credo che possiamo uh

scartare come non pertinenti questi uh comprensibili mezzi di rimpinguare il Tesoro. Ed ora,

Carl, ci sono state forse, — un dito continuava a tamburellare sul fascicolo che emetteva

un debole effluvio di sospensori ammuffiti e di cloro — occasioni. Quando uh non c'erano

di mezzo fattori economici.

Nel cervello di Carl esplose una fiammata verde. Vide il corpo abbronzato e magro di

Han che si muoveva verso di lui, respiro affannoso sulla spalla. La vampata si spense. Un

enorme insetto gli si contorceva nella mano.

Tutto il suo essere si agitò con uno spasimo elettrico di repulsione.

Carl balzò in piedi tremando di rabbia.

— Che cosa state scrivendo là? — domandò.

— Vi capita spesso di appisolarvi così??? nel bel mezzo di una conversazione...?

— Non mi ero addormentato.

— Ah no?

— La verità è che tutto è irreale... Me ne vado subito. Non me ne importa. Non potete

costringermi a restare.

Camminava attraverso la stanza verso la porta. Camminava da molto tempo. Un senso

di intorpidimento gli salì su per le gambe e lo costrinse a camminare trascinando i piedi.

La porta sembrava indietreggiare.

— Dove potete andare, Carl? — La voce del dottore lo raggiunse da una grande

distanza.

— Fuori... Via... Dalla porta...

— La Porta Verde, Carl?


La voce del dottore era appena percettibile. Tutta la stanza stava esplodendo nello

spazio.

Avete visto pantopon rose?

Sta' al largo da Queens Plaza, figlio mio... Un brutto posto frequentato da poliziotti che

strillano dietro a un amante drogato 13 ... Troppi livelli... La polizia balza fuori dal

ripostiglio ebbra di ammoniaca... come leoni che bruciano... balza sulla povera tagliaborse

che sente la paura correrle per le vene fino all'osso... si inietta nella pelle perché non ha più

vene e si gode l'emozione del cinque e ventinove offerta gratis senza spesa dalla città di

New York ai tossicomani che 'urtano'...

Così Finocchio, Beagle, Irlandese, Marinaio, attenti... Guardate, guardate lungo la linea

prima di partire...

La ferrovia sotterranea sfreccia con una nera vampata di ferro...

— Queens Plaza è un brutto posto per i tagliaborse... Troppi livelli e nascondigli per la

polizia della ferrovia sotterranea, ed è impossibile essere coperti quando si allunga la

mano...

Cinque mesi e ventinove giorni : sentenza pronunciata per aver "urtato", cioè per aver

toccato un ubriaco fuori conoscenza con intenzioni evidenti. Gli innocenti possono essere

condannati per assassinio ma non per aver «urtato».

Finocchio, Beagle, Irlandese, Marinaio, tossicomani e tagliaborse, tutte mie vecchie

conoscenze... La vecchia gang della centoseiesima strada... Il Marinaio e l'Irlandese si sono

impiccati alle Tombe... Il Beagle è morto per una dose troppo forte e il Finocchio è

diventato informatore.

— Avete visto Pantopon Rose? — disse il vecchio tossicomane... — Ora di andarsene —

si mise un soprabito nero e scese in piazza...

Giù per un vicolo fino al Market Street Museum che mostra ogni genere di

masturbazione e autoabuso. I ragazzini ne hanno particolarmente bisogno...

13 «Dick scream for dope field lover», ispirato dal verso di Coleridge in Kubla Khan: «By woman wailing for her demon

lover». (N.d.T.)


Il gangster in cemento rotola lungo il canale... Gli hanno fatto cow boy nella sala

macchine... Questo è Cherry Ass Gio il Ragazzo dell'Asciugamano o è Mother Gillig, la

Vecchia Zia di Westminster Place??? Soltanto dita morte parlano in Braille.

Il Mississippi fa rotolare grossi massi di calcare lungo la strada silenziosa...

Brontolio distante di stomachi... Colombi avvelenati cadono dalle Northern Lights... I

serbatoi sono vuoti... Statue di ottone crollano per le piazze e le strade affamate della città

spalancata...

Cercare una vena' nella mattina malata di droga....

Soltanto sciroppo per la tosse...

Un migliaio di tossicomani fanno irruzione nella clinica delle colonne vertebrali di

cristallo e preparano la roba per farsi una puntura...

Nella cava di calcare ho incontrato un uomo con una testa di Medusa in una cappelliera

e ho detto «Fa' attenzione» all'Ispettore delle Dogane... pietrificato con la mano a pochi

centimetri dal doppio fondo...

Vetrinisti gridano per la stazione, torturano i cassieri con il fairy hype...

— Frattura multipla — disse il medico importante... — Sono molto tecnico.

Una tubercolosi palese infuria nei portici scivolosi per gli sputi di bacilli Koch...

Il millepiedi annusa la porta di ferro ridotta a sottile carta nera dall'orma di un milione

di checche...

Non è sostanza pregiata, ma solo polvere viziata; cotone di seconda qualità che traccia

le ossa in una puntura.

Insetti della cocaina

Il cappello grigio di feltro del Marinaio e il suo soprabito nero restano appesi ripiegati

in una atrofizzata delirante attesa di droga. Il sole del mattino disegnava il profilo del

Marinaio nella fiamma giallo-arancio della droga. Aveva un tovagliolo di carta sotto la

tazza del caffè, emblema di coloro che stanno seduti a lungo nei caffè delle plazas, nei

ristoranti, nelle stazioni e nelle sale di aspetto del mondo. Un tossicomane, anche del

livello del Marinaio, va col Tempo della droga e quando irrompe importunamente nel

Tempo degli altri, come tutti i postulanti, deve fare anticamera. (Quanti caffè all'ora?)


Arrivò un ragazzo e si mise a sedere al banco con le membra distorte per la lunga attesa

della droga. Il Marinaio tremava. La sua faccia svanì sfuocata in una tremolante nebbia

marrone che dava i brividi. Le sue mani si spostarono sul tavolo, leggendo il Braille del

ragazzo. I suoi occhi tracciarono piccoli intagli e circoletti, seguendo spirali di capelli

castani sul collo del ragazzo con un lento movimento di ricerca.

Il ragazzo si agitò e si grattò il collo: — Qualcosa mi ha morso, Joe. Ma che razza di

locale è questo?

— Gli insetti della cocaina, ragazzo, — disse Joe, tenendo le uova contro la luce. —

Viaggiavo con Irene Kelly, una donna di strada. A Butte, Stato del Montana, le venne il

delirio della cocaina e si mise a correre per l'albergo gridando che poliziotti cinesi le

davano la caccia con coltellacci. Conobbi a Chicago un poliziotto che annusava cocaina

sotto forma di cristalli, cristalli azzurri. Così lei diventa matta e si mette a strillare che ha la

polizia federale alle calcagna e corre in strada e finisce con la testa in un bidone della

spazzatura. E io dissi: — Che cosa credi di fare? — e lei dice: — Levati di torno o ti sparo!

Mi sono nascosta qui per bene!

— Quando faranno l'appello lassù ci saremo, va bene? Joe guardò il Marinaio e tese le

mani con il gesto del

drogato.

Il Marinaio parlò con la sua voce sottile che si ricombina in testa di chi lo ascolta, e

compitò le parole con dita fredde:

Il tuo collegamento è rotto, ragazzo.

Il ragazzo si ritrasse. Il suo viso da ragazzo di strada, devastato dalle cicatrici scure

della droga, conservava una innocenza selvaggia disperata; animali timidi che fanno

capolino tra grigi arabeschi di terrore.

— Non ti capisco, Jack.

La droga fece ritornare il Marinaio in fuoco perfetto. Rivoltò il bavero della giacca,

mostrando un ago ipodermico di ottone coperto di muffa e di verderame.

— Dimissionario per il bene della amministrazione...

Siediti e ordina una torta di mirtilli sul mio conto. Piace alla tua scimmia... Le fa venire

il pelo lucido.

Il ragazzo si sentì toccare il braccio attraverso il ristorante da qualcuno che stava a tre

metri di distanza. Fu risucchiato improvvisamente nel separé e toccò terra con un rumore


impercettibile. Guardò il Marinaio negli occhi, un universo verde scosso da fredde correnti

nere.

— Tu agente, signore?

— Preferisco la parola... portatore. — La sua risata sonora vibrò attraverso la materia

del ragazzo.

— Ne hai, amico? Io ho i soldi...

— Non voglio il tuo denaro, Tesoro: voglio il tuo Tempo.

— Non capisco.

— Vuoi l'iniezione? La vuoi subito? Siii?

Il Marinaio agitò un oggetto color rosa e vibrò fuori fuoco.

— Sì.

— Be', prendi la Independent. Hanno la loro polizia speciale che non porta rivoltella,

soltanto sfollagente. Mi ricordo di quando io e il Finocchio siamo stati arrestati una volta a

Queen's Plaza. Sta' alla larga dalla Queen's Plaza, ragazzino mio... brutto posto... battuto

dalla polizia. Troppi livelli. La polizia balza fuori dal ripostiglio ebbra di ammoniaca come

leoni che bruciano... salta sulla povera tagliaborse che sente la paura correrle per le vene

fino all'osso. Si inietta nella pelle perché non ha più vene e si gode l'emozione del cinque e

ventinove offerta gratis e senza spesa dalla città di New York ai tossicomani che "urtano"...

Così Finocchio, Beagle, Irlandese, Marinaio, attenti! Guardate, guardate lungo la linea

prima di partire...

La ferrovia sotterranea sfreccia con una nera vampata di ferro.

Il disinfestatore fa un buon lavoro

Nota: Queen's Plaza è un brutto posto per i taglia borse. Troppi livelli e nascondigli per

la polizia della ferrovia sotterranea ed è impossibile essere coperti quando si allunga la

mano...

Cinque mesi e ventinove giorni: sentenza pronunciata per aver "urtato." Cioè, per aver

toccato un ubriaco fuori conoscenza con intenzioni evidenti. Gli innocenti possono essere

condannati per assassinio ma non per aver «urtato».


Il Marinaio toccò delicatamente la porta, tastando le vene della quercia verniciata con

un lento movimento delle mani, lasciando lievi e iridescenti spirali di sudicio. Ci passò

attraverso il braccio fino al gomito. Fece scattare una serratura interna e si fece da parte

per lasciar entrare il ragazzo.

Un odore pesante, incolore di morte riempì la stanza vuota.

— Questa stamberga non ha più preso aria da quando il Disinfestatore ha fatto

suffumigi per gli insetti della cocaina, — disse il Marinaio come per scusarsi.

I sensi scarnificati del ragazzo sfrecciarono intorno in un'esplorazione frenetica.

Appartamento a buon mercato, appartamento con le stanze allineate che vibrano con un

movimento silenzioso. Lungo un muro della cucina un lavatoio di metallo — ma era

metallo, veramente? — terminava in una specie di acquarium o di vasca piena a metà di

liquido verde traslucido. Oggetti ammuffiti, logori dopo un impiego misterioso, coprivano

il pavimento: un sospensorio fatto per proteggere qualche delicato organo piatto come un

ventaglio; cinti erniari e bende a più strati; un grosso giogo a forma di U fatto di pietra

rosa e porosa; tubetti tagliati a una estremità.

Correnti in movimento tra i due corpi agitarono stagnanti pozzanghere di odori;

atrofizzati puzzi adolescenti di spogliatoi polverosi, di cloro nelle piscine, di seme secco.

Altri odori si sollevarono in spine rosee, toccando porte sconosciute.

Il Marinaio allungò una mano sotto il lavabo ed estrasse un pacco avvolto con carta da

imballaggio che si ruppe e gli sfuggì dalle dita in polvere gialla. Posò contagocce, ago e

cucchiaio su un tavolo coperto di piatti sporchi. Ma nessuna antenna di scarafaggio

esplorò l'oscurità in cerca di briciole.

Il Disinfestatore fa un buon lavoro, — disse il Marinaio. — Anche troppo, qualche

volta.

Immerse le dita in un barattolo quadrato di polvere insetticida ed estrasse un pacchetto

piatto coperto di carta cinese rossa e oro.

«Come un cartoccio di fuochi artificiali» pensò il ragazzo. A quattordici anni perse due

dita... incidente durante i fuochi artificiali del Quattro Luglio... più tardi, all'ospedale,

primo silenzioso contatto da padrone della droga.

— Vengon fuori di qui, ragazzo. — Il Marinaio gli posò una mano sulla nuca. Si

accampò oscenamente mentre apriva il pacchetto, un complesso assortimento di fessure e

di strati.


— Eroina pura al cento per cento. Pochi sono ancor vivi! 14 ... ed è tutta tua.

— Così che vuoi da me?

— Tempo.

— Non capisco.

— Ho qualcosa di cui tu hai bisogno, — la sua mano toccò il pacchetto. Si spostò

nell'altra stanza, la voce remota e indistinta. — Tu hai qualcosa di cui ho bisogno... cinque

minuti qui, un'ora in qualche altro luogo... due... quattro... otto... Forse sto andando troppo

oltre. Ogni giorno si muore un poco... Fa passare il Tempo...

Tornò in cucina, la voce forte e limpida: — Cinque anni il pezzo. Nessuno fa condizioni

migliori sul mercato. — Mise un dito sulla linea mediana sotto il naso del ragazzo. —

Giusto nel centro.

— Signore, non so di che stiate parlando.

— Lo saprai, bimbo... col tempo.

— O.K. E allora che devo fare?

— Accetti?

— Sì, credo... — Gettò uno sguardo sul pacchetto. — Qualunque cosa... accetto.

Il ragazzo sentì passargli nella carne un fremito silenzioso e oscuro. Il Marinaio mise

una mano sugli occhi del ragazzo ed estrasse un roseo uovo scrotale con un occhio chiuso

e palpitante. Una peluria nera in ebollizione dentro la carne translucida dell'uovo.

Il Marinaio accarezzò l'uovo con mani chiaramente inumane — tentacoli rosa-neri,

spessi, fibrosi, lunghi, flaccidi, che spuntavano da dita raccorciate. La paura e la debolezza

della Morte assalirono il ragazzo, togliendogli il respiro, fermandogli il sangue nelle vene.

La droga lo fece ritornare in fuoco.

Il Marinaio stava preparando un'iniezione. — Quando faranno l'appello lassù ci saremo,

no? — disse, tastando la vena del ragazzo, cancellandogli la pelle d'oca con dita delicate di

vecchia. Infilò l'ago. Un'orchidea rossa sbocciò all'estremità del contagocce. Il Marinaio

premette la pompetta, osservando la soluzione che scorreva nella vena del ragazzo,

risucchiata dalla silenziosa sete del sangue.

— Gesù, — disse il ragazzo. — Mai fatta un'iniezione come questa.

14 Gioco di parole su un verso della poesia di Longfellow, La cavalcata di Paul Revere: «Forse nessuno è ancor vivo di

coloro che ricordano quel giorno, quell'anno famoso' . (N.d.T.)


Si accese una sigaretta e volse lo sguardo attorno per la cucina, agitandosi per il bisogno

di zucchero. — Stai già partendo? — domandò.

— Con quella boiata piena di lattosio? La droga è una strada a senso unico. Divieto di

invertire la marcia. Non puoi più tornare indietro.

Mi chiamano il Disinfestatore. In un breve punto di intersezione ho esercitato quella

funzione ed ho visto la danza del ventre degli scarafaggi che soffocano in nubi di polvere

insetticida. («Difficile procurarsene ora, signora... siamo in tempo di guerra. Eccone un

po'... Due dollari»). Ho stanato grasse cimici dalla tappezzeria rosa in miserabili alberghi

di gente di teatro sul North Clark e ho avvelenato il Topo testardo, mangiatore occasionale

di bambini. Non vi piacerebbe?

Il mio compito attuale: Trovare i vivi e sterminarli. Non i corpi ma gli «stampi», capisci

— ma dimentico che non puoi capire. Ce ne mancano pochissimi. Ma anche uno solo

potrebbe rovesciarti il vassoio col mangiare. Il rischio, come sempre, viene dagli agenti che

disertano: A.J., il Vigilante, l'Armadillo Nero (portatore di vettori Chagas, non ha fatto un

bagno dai tempi dell'epidemia in Argentina del '35, ricordi?) e Lee e il Marinaio e Benway.

E so che qualche agente è là nel buio che mi osserva. Perché tutti gli Agenti falliscono e

tutti i Resistenti tradiscono...

L'algebra del bisogno

«Fats Terminal» veniva dai Gasometri della Città dove la vita zampilla in un milione di

forme, divorate immediatamente, e i divoratori sono fatti fuori dalla polizia del tempo

nero...

Pochi raggiungono la Plaza, un punto in cui i Gasometri si scaricano in un grosso fiume,

trascinando forme di sopravvivenza protette da difese di fango avvelenato, nero, carne

imputridita, miceti, e odori verdi che inaridiscono i polmoni e chiudono lo stomaco con

nodi intrecciati...

Perché i nervi di «Fats» erano scoperti e scarnificati per sentire gli spasimi di morte di

un milione di gelide emozioni... «Fats» aveva imparato l'Algebra del Bisogno ed era

sopravvissuto...


Un venerdì «Fats» si sentì risucchiare nella Plaza, scimmia fetale, grigia e translucida,

ventose alle piccole mani morbide e grigio viola, e una bocca circolare di lampreda fatta di

cartilagine grigia fredda con denti cavi, neri, erettili, che palpano le cicatrici arabescate

della droga...

E un ricco passò e fissò il mostro e «Fats» si rotolò per il terrore e mangiò i propri rifiuti

e l'uomo si commosse per questo tributo al suo sguardo possente e gettò una moneta

estraendola dal suo bastone del venerdì (il venerdì è la domenica dei musulmani, in cui i

ricchi dovrebbero distribuire elemosine).

Così «Fats» imparò a servire la Carne Nera e il suo corpo diventò un grasso acquarium...

E i suoi occhi inespressivi e periscopici spazzarono la superficie del mondo... Nella sua

scia di tossicomani, scimmie di un grigio translucido balenavano come fiocine verso il

Bersaglio della droga, e stavano appese lì a succhiare e tutto confluiva dentro «Fats», e la

sua sostanza continuò a crescere riempiendo plazas, ristoranti e sale d'aspetto del mondo

con un grigio sedimento di droga.

Ebefrenici e Latah e scimmie compitano in oscene sciarade i Bollettini emessi dalla

Direzione del Partito. Negri aprono e chiudono la bocca per lanciare messaggi sui loro

denti d'oro — segnali fumogeni lanciati da rivoltosi arabi che bruciano con la benzina

grandi eunuchi grassi come il burro, mosaico di melodie, tristi flauti di Pan di un

mendicante gobbo, vento freddo soffia giù da un Chimborazi da cartolina, flauti del

Ramadan, musica di piano giù per una strada ventosa, chiamate della polizia mutilate,

opuscoli propagandistici si sincronizzano con risse stradali e compitano SOS.

Due agenti si sono reciprocamente identificati attraverso la scelta di pratiche sessuali

confondendo microfoni estranei, fottono segreti atomici avanti e indietro in un codice così

complesso che solo due fisici al mondo pretendono di capirlo e ciascuno smentisce

categoricamente l'altro. Più tardi l'agente che riceve sarà impiccato, accusato di colpevole

possesso di un sistema nervoso, e ritrasmette il messaggio in spasimi di orgasmo trasmessi

da elettrodi attaccati al pene.

Ritmo ansimante di un vecchio malato di cuore, battiti di un danzatore del ventre,

scoppiettare di un motoscafo sull'acqua oleosa...

Il cameriere lascia cadere una goccia di martini secco sull'Uomo dal Vestito Grigio che si

precipita al treno delle sei e dodici Sapendo che È Stato Scoperto.


Dei tossicomani si arrampicano dalla finestra del gabinetto del Chop Suey mentre passa

rombando il treno della Sopraelevata...

Il Gimp, a cui hanno fatto cow boy 15 al Waldorf, Partorisce una Cucciolata di Topi.

E persino le Vergini Folli badano al Colonnello Inglese che cavalca brandendo una

lancia sulla cui punta è infilato un porcellino strillante.

Il pederasta elegante va al vicino pissoir per ricevere un messaggio della Madre Morta,

vive in synapsis ed evocherà l'eccitante Nanny Beater.

I ragazzi che si masturbano nel gabinetto della scuola si riconoscono come agenti della

galassia X... rinviano la seduta a un incontro notturno in un luogo in cui stanno seduti

squallidi e solenni bevendo aceto di vino e succhiando limoni per confondere Tenor Sax

(un arabo hip con occhiali azzurri) sospettato di essere un Trasmettitore Nemico.

La rete mondiale dei tossicomani, sintonizzata su una corda di sperma rancido... in

camere ammobiliate — rabbrividendo nel mattino malato... (Gli uomini del Vecchio Pete

fumano l'oppio nel retrobottega di una lavanderia cinese. Baby Melanconia muore per una

dose eccessiva di Tempo o Tacchino Freddo, brusca astinenza di respiro — in Arabia — a

Parigi — a Città del Messico — a New York — a New Orleans...) i vivi e i morti... sofferenti

o carichi... schiavi della droga o che l'hanno piantata o che ne sono schiavi di nuovo...

entrano così nel circuito dei tossicomani, lo Spacciatore mangia Chop Suey a Dolores

Street, inzuppando dolce da quattro soldi da Bickford... inseguito per l'Exchange Place da

un branco urlante di Gente.

Malarici di tutto il mondo si fondono in protoplasma tremolante... La paura mette il

sigillo a una relazione scritta in alfabeto cuneiforme.

Quella sensazione oppressiva, fratello? Mal di gola persistente e inquietante come il

vento in un pomeriggio afoso? Benvenuti alla Loggia Internazionale della Sifilide...

«Epifcopale Metodifta maleditzione» (Frase usata per verificare la menomazione della

parola tipica della paresi). O il primo tocco silenzioso del sifiloma fa di te un membro in

piena regola.

Il ronzio vibrante e opaco di profonde foreste... improvviso silenzio delle città quando il

drogato si dà da fare e perfino l'impiegato pendolare fa parlare le sue vene ingrommate di

colesterolo per stabilire un contatto. Segnali luminosi dell'orgasmo esplodono sul mondo.

15 Cow boy: gergo della mala di New York, significa ammazza il chiara-mamme dovunque tu lo trovi. Un topo è un

topo è un topo è un topo. E' un informatore. (N.d.A.)


Un fumatore di erba si alza gridando «Ho la paranoia!» e corre nella notte messicana a

deprimere i ervelletti del mondo. Il Boia se la fa addosso per il errore alla vista del

condannato. Il Torturatore strilla nelle orecchie della sua vittima implacabile... duellanti

col coltello si abbracciano nell'adrenalina... Il cancro è alla porta con un Telegramma di

Auguri.

Quando entrarono da me quella mattina alle otto sapevo che era la mia occasione, la

mia ultima occasione. Ma essi non lo sapevano. Come potevano saperlo? Un arresto come

tanti altri. Ma non proprio del tutto.

Hauser stava facendo la prima colazione quando il Tenente lo chiamò al telefono: —

Voglio che tu e il tuo compagno arrestiate un individuo di nome Lee, William Lee, quando

scendete in città. È all'hotel Lampreda. Al 103, appena fuori Broadway.

— Sì, so dov'è. Ricordo anche lui.

— Bene. Stanza 606. Arrestalo e basta. Non buttar per aria la stanza. Prendi solo tutti i

libri, le lettere, i manoscritti. Qualsiasi cosa stampata, dattiloscritti o manoscritti. Capito?

— Capito. Ma che senso ha... Libri...

— Fallo, e basta. — Il Tenente riattaccò. Hauser e O'Brien. Erano nella Squadra

Cittadina

Antinarcotici da vent'anni. Vecchi del mestiere come me. Io prendo droga da sedici

anni. Non erano male, compatibilmente col lavoro che facevano. Per lo meno O'Brien non

lo era. O'Brien era il tipo insinuante, e Hauser il duro. Una coppia da vaudeville. Hauser

aveva un suo modo di picchiarti prima di dir qualcosa tanto per rompere il ghiaccio. Poi

O'Brien ti offre una Old Gold — è proprio da poliziotto fumare le Old Gold... e comincia a

dire menzogne insinuanti e stagionate come vecchio whisky. Non è un cattivo tipo, e non

volevo farlo. Ma era la mia unica alternativa.

Stavo proprio legandomi il braccio per la mia iniezione del mattino quando entrarono

con un «passo». Era del tipo speciale che si può usare anche quando la porta è chiusa

dall'interno con la chiave nella toppa. Sulk tavola di fronte a me c'era un pacchetto di

droga, l'ago, la siringa — ho preso l'abitudine di usare una normale siringa nel Messico e

non ho mai più usato il contagocce — alcool, cotone e un bicchiere d'acqua.

— Bene, bene — dice O'Brien... — È un po' che on ci vediamo eh?


— Mettiti la giacca, Lee — dice Hauser. Aveva estratto la pistola. Lo fa sempre quando

arresta qualcuno per via dell'effetto psicologico e per bloccare un eventuale balzo verso il

gabinetto, il lavabo o la finestra.

— Posso farmene una prima? — chiesi... — Tanto ne resta un mucchio come prova...

Mi stavo domandando come sarei potuto arrivare alla valigia se mi avessero detto di

no. La valigia non era chiusa a chiave, ma Hauser aveva la pistola in mano.

— Vuol farsi un'iniezione, — disse Hauser.

— Lo sai bene che non possiamo, Bill, — disse O'Brien con la sua insinuante voce da

sbirro, pronunciando adagio il nome con una familiarità untuosa, brutale e oscena.

Voleva dire, naturalmente: — Che puoi fare per noi, Bill? — Mi guardò e sorrise. Il

sorriso gli rimase sul viso troppo a lungo, odioso e nudo, il sorriso di un vecchio

pervertito, un concentrato di tutto il male negativo che c'era nell'ambigua funzione di

O'Brien.

— Potrei aiutarvi a scovare Marty Steel — dissi. Sapevo che volevano Marty a tutti i

costi. Spacciava

droga da cinque anni, e non erano mai riusciti a prenderlo con le mani nel sacco. Marty

era vecchio del mestiere, e molto cauto nella scelta dei clienti. Doveva conoscere il suo

uomo e conoscerlo bene prima di accettar soldi da lui. Nessuno può dire di essere stato

dentro per causa mia. La mia reputazione è perfetta, eppure Marty non mi voleva rifornire

perché non mi conosceva da abbastanza tempo. Ecco com'era scettico Marty.

— Marty! — disse O'Brien. — Puoi acquistare droga da lui?

— Certamente.

Erano sospettosi. Uno non può fare il poliziotto tutta la vita senza che si sviluppi in lui

una tendenza particolare all'intuizione.

— O.K. — disse finalmente Hauser. — Ma è meglio che tu mantenga la parola, Lee.

— La manterrò, state sicuri. Credetemi, vi sono molto grato...

Mi misi il laccio per l'iniezione, con le mani che tremavano per la fretta, un archetipo di

tossicomane.

— Un vecchio tossicomane, ragazzi, soltanto un innocuo relitto vacillante di vecchio

tossicomane. — Ecco come mi presento. Come avevo sperato, quando cominciai a cercare

una vena, Hauser guardò dall'altra parte. È uno spettacolo francamente poco gradevole.


O'Brien stava seduto sul bracciolo di una poltrona fumando una Old Gold, guardando

fuori della finestra con lo sguardo sognante di uno che pensa: che farò quando sarò andato

in pensione?

Iniettai decisamente in una vena. Una colonna di sangue entrò nella siringa, per un

attimo limpida e solida come una cordicella rossa. Spinsi giù il pistone col pollice,

sentendo il colpo della droga che mi correva nelle vene per nutrire un milione di cellule

affamate di droga, per portare forza e vita ad ogni nervo e ad ogni muscolo. Non mi

stavano sorvegliando. Riempii di alcool la siringa.

Hauser giocherellava con la sua pistola speciale da poliziotto, una Colt a canna corta, e

si guardava intorno per la stanza. Era in grado di annusare il pericolo come un animale.

Con la sinistra aprì la porta del gabinetto e gettò un'occhiata dentro. Lo stomaco mi si

contrasse. Pensai: «Se guarda nella valigia sono spacciato».

Hauser si voltò bruscamente verso di me. — Hai finito? — ringhiò. — È meglio che non

tenti di fregarci con Marty. — Le parole gli vennero fuori così brutalmente che egli stesso

rimase sorpreso e stupito.

Afferrai la siringa piena di alcool, avvitando l'ago per essere sicuro che stesse ben saldo.

— Appena due secondi, — dissi.

Spruzzai un sottile getto di alcool, glielo sferzai sugli occhi muovendo a ventaglio la

siringa. Gettò un muggito di dolore. Lo vidi che si copriva gli occhi con la mano sinistra

come se strappasse una benda invisibile mentre cadevo in ginocchio sul pavimento,

allungando una mano verso la valigia. Aprii la valigia e la sinistra si chiuse sul calcio della

pistola — io sono destrorso ma sparo con la sinistra. Sentii l'urto dello sparo di Hauser

prima di udirlo. Il proiettile si schiacciò sul muro alle mie spalle. Sparando dal pavimento,

tirai rapidamente due colpi nel ventre di Hauser dove il gilet si era sollevato mostrando

un dito di camicia bianca. Gemette in modo tale da farmi sentire il dolore e si piegò in

avanti. Paralizzata dal panico, la mano di O'Brien cercava di raggiungere la pistola nella

fondina ad armacollo. Con una mano strinsi il polso di quella che impugnava la pistola in

modo da sostenerla per premere a fondo il grilletto — la mia pistola ha il cane limato e

bisogna sparare sempre doublé action 16 — e lo colpii in mezzo alla fronte rossa due dita

sotto la linea color argento dei capelli. I suoi capelli si erano ingrigiti dall'ultima volta che

lo avevo visto. Circa quindici anni fa. Il mio primo arresto. Gli occhi gli si spensero. Cadde

16 Cioè un solo movimento del grilletto fa alzare e poi abbassare il cane. (N.d.T.)


dalla poltrona con la faccia in giù. Le mie mani stavano già protendendosi verso ciò di cui

avevo bisogno, gettando i miei appunti nella borsa insieme all'armamentario, alla droga, e

a una scatola di proiettili. Mi infilai la pistola nella cintura e uscii nel corridoio

mettendomi la giacca.

Sentii l'impiegato e il fattorino che correvano su per le scale. Presi l'ascensore senza il

lift e scesi, attraversai l'atrio vuoto e uscii in strada.

Era un bellissimo giorno dell'estate di San Martino. Sapevo di non avere molte

speranze, ma una speranza è meglio di nessuna, meglio che esser soggetti a esperimenti

con ST (6) o comunque sia la sigla.

Dovevo rifornirmi di stupefacente al più presto. Avrebbero controllato tutti gli

aeroporti, le FFSS, i capolinea degli autobus e le zone della droga e dei collegamenti. Presi

un tassì fino a Washington Square, scesi e proseguii a piedi fino alla Quarta Strada finché

scoprii Nick ad un angolo. Si può sempre trovare Nick, lo spacciatore. I vostri bisogni lo

evocano come un fantasma. — Ascolta, Nick, — dissi — vado via dalla città, ido bisogno

di un po' di eroina. Puoi scovarmela subito?

Camminavamo lungo la Quarta Strada. Sembrava che la voce di Nick si insinuasse nella

mia coscienza senza provenire da nessun luogo. Una voce disincarnata e soprannaturale.

— Sì, credo di farcela. Devo fare un salto in periferia.

— Possiamo prendere un tassì.

— O.K., ma non posso portarti con me dal tipo, capisci.

— Capisco. Andiamo.

Eravamo nel tassì diretti a nord. Nick parlava con la sua voce piatta e spenta.

— Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto della merce ben strana. Non che sia proprio

debole... Non so... È diversa. Forse ci hanno messo dentro qualche porcheria sintetica...

Surrogati o roba del genere...

— Che cosa!!!? Di già?

— Huh?... Ma questa che andiamo a prendere a-desso è O.K. Infatti è la migliore che ci

sia in giro... Fermiamoci qui.

— Fa' in fretta, per favore, — dissi.

— Dovrebbe essere un affare di dieci minuti, sempre che non ne sia a corto e non debba

fare un salto... È meglio che tu ti sieda qui e prenda una tazza di caffè... Sono posti che

scottano.


Mi sedetti al banco e ordinai un caffè, e indicai col dito una pasta danese in una

vetrinetta di plastica. Inghiottii il dolce gommoso e stantio con il caffè, pregando che

almeno questa volta, a Dio piacendo, gliela desse subito e non tornasse indietro a dire che

il tipo l'ha finita e deve fare un salto a East Orange o a Green-point.

Eccolo di ritorno, in piedi dietro di me. Lo guardai, senza chiedergli nulla. Divertente,

pensai, sto seduto qui con una probabilità forse su cento di essere ancora vivo tra

ventiquattr'ore — avevo deciso di non arrendermi e passare i prossimi tre o quattro mesi

nell'anticamera della morte. Ed ecco che adesso mi preoccupavo di un rifornimento di

droga. Ma mi erano rimaste soltanto cinque punture, e senza droga sarei rimasto

immobilizzato... Nick annuì.

— Non darmela qui — dissi. — Prendiamo un tassì.

Prendemmo un tassì e ripartimmo per tornare in città. Tesi la mano e afferrai il

pacchetto, poi feci scivolare nel palmo della mano di Nick un biglietto da cinquanta

dollari. Lo guardò e mostrò le gengive con un sorriso sdentato: — Grazie mille. Questo mi

metterà a posto...

Mi abbandonai sul sedile lasciando lavorare la mente senza sforzarla. Sforzate troppo la

mente, e si incepperà come un centralino sovraccarico, o vi si rivolterà contro

sabotandovi... Ed io non avevo margine per l'errore. Gli Americani provano un orrore

particolare all'idea di rinunciare a tenere tutto sotto controllo e lasciare che le cose vadano

avanti per conto loro senza interferenze. Vorrebbero scendere nello stomaco per digerire il

cibo e spalar via la merda.

La vostra mente risponderà a molte più domande se imparerete a rilassarvi e ad

aspettare la risposta. Come una di quelle macchine pensanti, nelle quali infilate la

domanda, vi mettete a sedere e state ad aspettare...

Cercavo un nome. La mia mente passava in rassegna dei nomi, scartando subito A.P.,

Amico della Polizia; N.S., nato sbagliato; B.B.M.F., Bravo Bullo Ma Fifone; elencandoli,

discutendoli, facendo una cernita, cercando di trovare una combinazione soddisfacente.

— Qualche volta, sai, mi fa aspettare tre ore. Altre volte me la cavo subito come ora. —

Nick fece una risatina di disapprovazione che gli serviva come punteggiatura. Una specie

di scusa per il fatto di parlare nel mondo telepatico del drogato in cui soltanto il fattore

quantitativo — Quanti dollari? Quanto stupefacente? — richiede un'espressione verbale.

Sapeva, come sapevo io, tutto sull'aspettare. Ad ogni livello il commercio della droga


funziona senza orario. Nessuno consegna puntualmente se non per sbaglio. Il drogato si

regola sull'ora dello stupefacente. Il suo corpo è il suo orologio, e lo stupefacente vi scorre

come in una clessidra. Il tempo ha un senso per lui soltanto in relazione ai suoi bisogni.

Poi egli fa la sua brusca intrusione nel tempo degli altri, e, come a tutti gli Estranei, come a

tutti i Postulanti, gli tocca attendere, a meno che non gli capiti di ingranare con un tempo

senza droga.

— Che posso dirgli? Sa che aspetterò, — rise Nick. Passai la notte ai Bagni Ever Hard

(l'omosessualità è la migliore storia di copertura che un agente possa usare) dove un

inserviente italiano che ringhia sempre crea un'atmosfera quanto mai snervante

spazzando il dormitorio con un binocolo da campo a infrarossi per vedere al buio.

(«Ehi voi all'angolo a nord-est! Vi vedo!») accende riflettori, infila la testa attraverso

botole praticate nel pavimento o nei muri delle stanze singole, così che più di una regina è

stata portata via con la camicia di forza...

Rimasi sdraiato lì nel mio camerino scoperchiato a guardare il soffitto... ad ascoltare i

grugniti e gli strilli e i borbottii nella mezza luce da incubo di un desiderio confuso e

inappagato...

— Va' al diavolo!

— Mettiti due paia di occhiali e forse ti riuscirà di vedere qualcosa!

Sono uscito nel mattino fresco ed ho comprato un giornale... Niente... Ho telefonato

dalla cabina di un drugstore... e ho chiesto della squadra antinarcotici:

— Tenente Gonzales... chi è all'apparecchio?

— Voglio parlare a O'Brien. — Un attimo di statici ronzanti fili telefonici, di

collegamenti interrotti...

— Nessuno che si chiami così in questa sezione... Chi siete voi?

— Allora fatemi parlare con Hauser.

— State a sentire, non c'è nessun O'Brien e nessun Hauser in questo ufficio. Che cosa

volete?

— Sentite, è importante... Ho saputo di un grosso carico di eroina in arrivo... Voglio

parlare a Hauser o ad O'Brien... Non tratto affari con nessun altro...

— Aspettate... Vi faccio parlare con Alcibiades.

Cominciai a domandarmi se c'era ancora qualche nome anglosassone nella Sezione...

— Voglio parlare a Hauser o ad O'Brien.


— Quante volte vi devo dire che non c'è nessun Hauser e nessun O'Brien in questa

sezione... Ma chi è che parla?

Riattaccai e presi un tassì per allontanarmi dalla zona... Nel tassì capii che cosa era

accaduto... Si era bloccato il mio rapporto spazio tempo come si occlude il sedere di una

anguilla quando smette di mangiare nel suo viaggio verso i Sargassi... Chiuso fuori... Non

avrei mai più avuto una Chiave, un Punto di Intersezione... La Polizia non mi ricerca più...

io sono relegato con Hauser e O'Brien in una terra proibita di un passato di droga, in cui

l'eroina costa sempre ventotto dollari all'oncia e ci si può sempre procurare lo yen pox nella

Lavanderia Cinese di Sioux Falls...

Nella parte più lontana dello specchio del mondo, muovendosi dentro il passato con

Hauser e O'Brien... artigliando ancora inesistenti Burocrazie Telepatiche, Monopoli del

Tempo, Droghe per il Controllo, Tossicomani del Fluido Pesante:

— Ci ho pensato trecento anni fa.

Il vostro progetto era irrealizzabile allora e inutile adesso... Come i progetti di

macchine per volare di Leonardo da Vinci.

PREFAZIONE ATROFICA

Non vi piacerebbe???

Perché tutto questo spreco di carta per fare andare La Gente da un posto all'altro? Forse

per risparmiare al Lettore lo stress di improvvisi balzi nello spazio e per mantenerlo nella

bambagia? E così si compera un biglietto, si chiama un tassì, si sale su di un aeroplano. Ci

viene concesso uno sguardo fuggevole nell'antro caldo e foderato di color pesca mentre

Lei (la hostess delle aviolinee, naturalmente) si china sopra di noi bisbigliando di gomma

da masticare, di dramamina e perfino di Nembutal.

— Parla paregorico, Tesoro, e ti sentirò.

Io non sono l'American Express... Se uno dei miei personaggi si vede a passeggio per

New York vestito da cittadino e nelle frasi seguenti a Timbuctù che parla ad un giovane

dagli occhi di gazzella, possiamo dedurre che lui (la persona non residente a Timbuctù) vi

si è recata con i soliti mezzi di comunicazione...


Lee L'Agente (un agento doppio - quattro - otto -sedici) sta facendo la cura di

disintossicazione... viaggio nello spazio tempo spaventosamente familiare quando la

droga fa quadrare tutto al tossicomane... trattamenti di disintossicazione passati e futuri

spolettano immagini attraverso la materia spettrale vibrando in venti silenziosi di Tempo

accelerato... Scegli una puntura... Una puntura qualunque...

Un formale mordersi di nocche, una «ripresa» di gente che rotola sul pavimento nella

cella di un posto di polizia... — Hai voglia di una puntura di Eroina, Bill? — Hu, hu, hu.

Mezze impressioni sperimentali che si dissolvono in luce... sacchetti di ectoplasma

putrido spazzati via dal un vecchio drogato che tossisce e sputa nel mattino malato...

Vecchie fotografie bruno-violette che si arricciano e si screpolano come fango al sole:

Panama City... Bill Gains che rifila una storia per del paregorico ad un farmacista cinese.

— Ho questi cani da corsa... dei levrieri grigi con il pedigree... Tutti malati di

dissenteria... il clima tropicale... le merde... lei sabe merda?... I Miei Fulmini Stanno

Morendo... — Gridava... Gli occhi accesi da I un fuoco bluastro... La fiamma si smorzò...

odore di [ metallo che brucia... — Le dispiacerebbe darglielo con un contagocce?... Crampi

mestruali... Mia moglie... Kotex... Vecchia madre... Emorroidi... carne viva... sanguinanti...

— Chinò la testa verso il banco... Il farmacista si tolse di bocca uno stuzzicadenti e ne

guardò la punta scuotendo la testa...

Gains e Lee bruciarono la Repubblica di Panama da David a Darien per il paregorico...

Volarono via con un suono di risucchio... I drogati hanno la tendenza a fondersi in un

corpo solo... Bisogna stare attenti specialmente nei climi caldi... Gains di ritorno a Mexico

City... Lo scheletrico disperato ghigno della mancanza cronica della droga smaltato di

codeina e di goof balls... I buchi di sigarette nell'accappatoio... macchie di caffè sul

pavimento... fumosa stufa al kerosene... rugginosa fiamma arancione...

L'Ambasciata rifiuta di dare particolari, solo quelli sul luogo della sepoltura nel

Cimitero Americano...

E Lee ritorna al sesso e al dolore e al tempo e allo Yage, amara Amazónica Liana

dell'Anima...

Mi ricordo di una volta dopo una dose eccessiva di Majoun (che è Cannabis seccata e

polverizzata fine come zucchero in polvere e mischiata con un aroma che di solito ha il

sapore di un sabbioso budino di prugne, ma la scelta dell'aroma è soggettiva...) sto

tornando dal Lulu o Johnny o Stanzino (tanfo di infanzia atrofizzata e di educazione al


gabinetto) guardo attraverso il soggiorno di quella villa alla periferia di Tangeri e tutto ad

un tratto non so più dove sono. Forse ho aperto la porta sbagliata ed in qualunque

momento l'Uomo In Possesso, Il Proprietario Che È Arrivato Per Primo si precipiterà a

gridare:

— Cosa fai qui? Chi sei?

Ed io non so né cosa ci sto a fare né chi sono. Decido di pigliarmela calma e forse

riuscirò ad orientarmi prima che il Proprietario si faccia vedere... Così invece di gridare

«Dove sono?» raggelatelo e guardatevi intorno e scoprirete più o meno... Non ci eravate

per Il Principio. Non ci sarete per La Fine... La vostra conoscenza di quello che sta

succedendo può essere soltanto superficiale e relativa... Che cosa ne so io di questo

giovane volto di drogato giallo e appassito che si sostenta soltanto di oppio grezzo? Cercai

di dirgli: — Un giorno o l'altro ti sveglierai con il fegato in grembo — e di insegnargli a

raffinare l'oppio grezzo quel tanto da non farlo essere veleno puro. Ma i suoi occhi si

smaltano e non vuole sapere. I drogati sono così e la maggior parte di loro non vuole

sapere... e non gli si può dire niente... Un fumatore non vuole conoscere nient'altro che il

fumo... E un eroinomane è lo stesso... Soltanto l'ago e qualunque altra route è pappa di

cereali.

Suppongo che stia ancora là, seduto nella sua villa spagnola stile 1920 fuori Tangeri a

mangiare quell'oppio grezzo pieno di porcherie e di paglia... tutto quanto per paura di

perdere qualcosa... Non c'è che un'unica cosa di cui può scrivere uno scrittore: ciò che è

davanti ai suoi sensi nel momento in cui scrive... Io non sono che uno strumento di

registrazione... Non pretendo di imporre né «storia» né «trama» né «continuità»... Fin

tanto che riesco nella registrazione Diretta di alcune aree del processo psichico posso avere

una funzione limitata... non sono un fantasista...

«Ossessione» la chiamano... Talvolta un'entità balza nel corpo — i contorni ondeggiano

in gelatina giallo arancione — e le mani si muovono per sventrare la puttana che passa o

per strangolare il bimbo del vicino nella speranza di rimediare ad una cronica crisi degli

alloggi. Come se di solito fossi là ma soggetto a rèverie di quando in quando... Sbagliato! Io

non sono mai qui... Cioè mai posseduto in pieno, ma in un certo senso nella posizione di

prevedere delle mosse sconsiderate... Pattugliare è, infatti, la mia occupazione principale...


Per quanto il Servizio di Sicurezza sia rigido e serrato, io sono sempre in qualche posto

all'Esterno a dare ordini e all'Interno di questa camicia di forza di gelatina che cede e si

tende ma si riforma sempre davanti ad ogni movimento, ad ogni pensiero, ad ogni

impulso, bollata dal sigillo di un'ispezione estranea...

Gli scrittori parlano dell'odore dolciastro-malato della morte mentre ogni drogato può

dirvi che la morte non ha nessun odore... allo stesso tempo un odore che blocca il respiro e

ferma il sangue... incolore non-odore di morte... nessuno può respirarlo e odorarlo

attraverso le rosee circonvoluzioni e i neri filtri di sangue della carne... l'odore di morte è

indiscutibilmente un odore e la completa assenza di esso... l'assenza dell'odore colpisce

prima il naso perché tutta la vita organica ha odore... il blocco dell'odore viene avvertito

come l'oscurità dagli occhi, il silenzio dalle orecchie, la tensione e la mancanza di peso

dall'equilibrio e dal senso di orientamento...

Durante l'astinenza dalla droga uno lo odora e lo emana perché lo sentano gli altri...

Con il suo odore di morte un drogato che abbia piantato la droga può rendere un intero

appartamento inabitabile... ma una buona arieggiata riappesterà il luogo in modo tale che

il corpo potrà respirare di nuovo... Lo si annusa anche durante una di quelle abitudini da

«brucia olio» che tutto ad un tratto si mettono a saltellare con la geometria di un poderoso

incendio di una foresta...

Il trattamento è sempre: Molla! Salta!

Un mio amico si ritrovò nudo in una stanza al secondo piano di un albergo di

Marrakesh... (È sotto processo da parte di una madre Texana che da piccolo lo vestiva da

bambina... Grossolano ma efficace contro il protoplasma infantile...) Gli altri occupanti

sono arabi, tre arabi... coltelli alla mano... L'osservano... scintillio di metallo e punte di luce

negli occhi scuri... pezzi di omicidio cadono come schegge di opale attraverso la glicerina...

Reazioni animalesche più lente gli concedono un intero secondo per decidere: Dritto fuori

dalla finestra giù nella strada affollata come una stella cadente la sua scia di vetri scintilla

nel sole... ebbe una caviglia spezzata ed una spalla incrinata, avvolto in una diafana

tendina rosa, con un'asta da tende come bastone, zoppicò via al Commissariat de Police...

O prima o poi il Vigilante, il Semplicione, Lee L'Agente, A.J., Clem e Jody I Gemelli

Ergotina, Hassan O'Leary The After Birth Tycoon, Il Marinaio, Il Disinfestatore, Andrew

Keif, «Fats» Terminal, il Dottor Benway, Fingers Schafer sono soggetti a dire la stessa cosa

con le stesse parole per occupare, in quel punto di intersecazione, la stessa posizione nello


spazio-tempo. Usando quel comune apparato vocale completo di tutte le apparecchiature

metaboliche che è essere la stessa persona — un modo assai poco accurato per esprimere

Riconoscimento: il drogato nudo nel sole...

Lo scrittore vede se stesso leggere allo specchio come sempre... Deve controllare ogni

tanto per rassicurarsi che Il Delitto Dell'Azione Separata non era, non è accaduto, non può

accadere...

Chiunque abbia mai guardato dentro uno specchio sa qual è questo delitto e cosa

significhi in termini di controllo perduto quando l'immagine riflessa non obbedisce più...

Troppo tardi per formare il numero della Polizia...

Quanto a me voglio adesso terminare i miei servigi nel senso che. non posso continuare

a vendere le materie grezze della morte... Il suo, signore, è un caso disperato e per di più

rumoroso...

— La Difesa è priva di significato nell'attuale stato del nostro sapere, — disse La Difesa

sollevando lo sguardo dal microscopio elettronico...

Portate i vostri affari da Walgreen's

Noi non siamo responsabili

Rubate tutto quanto c'è in vista

Non so come restituirlo al lettore bianco

Potete scriverlo o urlarlo o sussurrarlo... dipingerlo... recitarlo... cacarlo in mobiles...

Purché non andiate a farlo...

Senatori balzano su e ragliano per la Pena di Morte con l'inflessibilità dello Yen del

virus... Morte per i tossicomani, morte per le regine del sesso (voglio dire per i maniaci),

morte per lo psicopatico che offende la carne domata e priva di grazia con la spezzata

innocenza animale di movimenti flessuosi...

La nera manica a vento della morte ondeggia sopra la terra, sentendo, annusando per il

delitto della vita separata, movers della carne raggelata dalla paura che rabbrividisce sotto

una vasta curva di probabilità...

Blocchi di popolazioni spariscono in un giuoco di

scacchi di genocidio... Tutti i numeri possono giocare...

La Stampa Liberale e La Stampa Non Troppo Liberale e La Stampa Reazionaria Urlano

la loro approvazione — Sopra tutto si deve sradicare il mito dell'esperienza ad altri


livelli... — E parlano oscuramente di alcune crude realtà... vacche con l'afta epizootica...

profilassi...

Gruppi di potere nel mondo tagliano freneticamente le linee di collegamento...

Il Pianeta va alla deriva verso un casuale destino di insetti...

La Termodinamica ha vinto strisciando... L'Orgone si impunta... Cristo sanguinò... Il

Tempo finì...

Potete inserirvi nel Naked Lunch in qualunque punto di intersecazione... Ho scritto molte

prefazioni. Si atrofizzano e si amputano spontaneamente come il mignolo del piede in

quella malattia africana confinata alla razza negra 17 e la bionda che passa mette in mostra

la sua caviglia di ottone mentre sulla terrazza del club rimbalza un dito ben curato, che il

suo levriero afgano "riporta" e depone ai suoi piedi...

Naked Lunch è un libro tecnico, un Manuale-Per... Nere brame d'insetti si spalancano nei

vasti paesaggi di altri pianeti... Concetti astratti, nudi come algebra, si restringono fino ad

essere uno stronzo nero o un paio di vecchi cojones...

Un Manuale-Per estende i livelli dell'esperienza aprendo la porta alla fine di un lungo

corridoio... Porte che si aprono solo nel Silenzio... Naked Lunch richiede Silenzio da parte

del Lettore. Altrimenti egli ha il suo proprio battito...

Robert Christie conosceva La Segreteria Telefonica... Ammazzava le vecchie megere...

non vi piacerebbe?

Robert Christie, strangolatore in massa di donne — si direbbe una «catena di

margherite» — impiccato nel 1953.

Jack Lo Sventratore, Spadaccino con i piedi sulla terra degli Anni Novanta e mai colto

in fallo... scrisse una lettera alla Stampa...

— La prossima volta vi manderò un orecchio, così tanto per gradire... Non vi

piacerebbe?

— Oh, fai attenzione! Eccole che ricominciano! — disse la vecchia regina mentre gli si

rompeva il filo e le palline si riversavano sul pavimento... — Fermale, James, fesso buono a

nulla! Non restare lì impalato mentre le palline del padrone rotolano nel secchio del

carbone!

17 La malattia esiste realmente e si chiama ainhum, è di solito limitata alla sola razza negra e provoca un restringimento

dei mignoli fino alla completa essiccazione e caduta di essi. (N.d.T.)


Vetrinisti gridano attraverso la stazione, battono i cassieri con il Hyp Finocchio (Il Hyp

è una truffa specializzata nel dare il resto sbagliato... Nota anche come The Bill...)

Il Delaudid consegna un povero me (Delaudid è morfina truccata e disidratata).

Lo sceriffo in panciotto nero scrive a macchina un mandato di morte: — Devo renderlo

legale ed esentare i narcotici...

Violazione della Legge per la Sanità Pubblica 334... Procurare un orgasmo con l'uso

della frode...

Johnny a quattro zampe e Mary che lo bacia mentre gli passa le dita dietro le cosce.

Sopra la sedia rotta e fuori attraverso la finestra del capanno degli attrezzi la biancheria

stesa ad asciugare sferza nel gelido vento primaverile su un picco di Calcare al di sopra

del fiume... pezzi di fumo lunare pendono nel cielo azzurro porcellana... fuori su di una

lunga linea di liquido seminale attraverso il pavimento polveroso...

Motel... Motel... Motel... spezzati arabeschi al neon... solitudine che si lamenta attraverso

il continente come sirene da nebbia sulle ferme acque oleose dei fiumi...

— Bubble bubble — indica ciò che una volta ero io...

Il fiume è servito, signore.

Foglie morte riempiono la fontana e gerani impazziscono insieme alla menta, riversano

una route di macchine venditrici attraverso il prato...

Il playboy invecchiato indossa il suo impermeabile autografo del 1920, infila la sua

ululante moglie giù per lo scarico della spazzatura... capelli, rifiuti e sangue spruzzano

1963 sul muro... — Sì, signore, la merda raggiungerà il culmine nel '63, — disse il vecchio

profeta seccatore che riuscirebbe a farvi andare dalla noia in qualunque spazio tempo

direzione...

Be', me ne ricordo perché proprio due anni dopo un ceppo di afta umana coltivato in un

cesso boliviano evase per mezzo di una pelliccia di chinchilla... E una Liz partorì una

scimmietta di 6 once attraverso l'ombelico... Dicono che il medico fosse connivente alla

burla e avesse tenuto la scimmietta sulla schiena per tutto il tempo...

Io, William Seward, capitano di questa sotterranea dalla testa di hascisc, domerò il

Mostro di Loch Ness con rotenone e farò cow boy alla balena bianca (Far Cow Boy: nel gergo

dei gangster nuovayorchesi significa uccidere uno schifoso dovunque lo si trovi.) — Io

ridurrò Satana all'Obbedienza Automatica, e sublimerò i demoni ausiliari. Bandirò il

candiru dalle vostre piscine. (Il candiru è un pesciolino simile ad un'anguilla o ad un


verme largo un quarto di pollice e lungo due pollici che frequenta certi fiumi malfamati

del Grande Bacino delle Amazzoni, e vi si infila nel pene o nel sedere o nella vagina fante

de mieux e vi rimane attaccato per mezzo di spine acuminatissime e non si sa per quale

precisa ragione lo faccia visto che nessuno si è mai spinto ad osservare il ciclo vitale del

candiru in situ...)

— Più spesso accade e più un avvenimento è eccezionale e meraviglioso, — disse il

pretenzioso giovane nordico stando sul trapezio a studiare il compito a casa di

Massoneria...

— Gli Ebrei non credono in Cristo, Clem... Non vogliono fare altro che andare a letto

con una ragazza cristiana...

1952.

— Gimpy spaccia una boiata che è tutto lattosio... — Johnny Impiccato Recentemente

(Tenore imbustato e decaduto canta Danny Deever in abiti da travestito...)

I muli non si riproducono in questa decorosa contea e nessun morto incappucciato

borbotta dagli incenera tori... Violazione della Legge per la Sanità Pubblica 334.

E allora dove sono le statue e dov'è la percentuale? Chi può dirlo? Io non ho il Verbo...

L'ho lasciato a casa nella doccia da viaggio... Il Re è libero e con un lanciafiamme e

l'uccisore, torturato in effigie da un migliaio di vagabondi, scivola lungo la strada

malfamata per farla nel cortile di pietra calcarea.

Il Giovane Dillinger camminò dritto fuori della casa e non si guardò mai indietro...

— Non guardare mai indietro, ragazzino... Diventeresti il sale per qualche vecchia

mucca.

Proiettili della polizia nel vicolo... Spezzate ali di Icaro, urla di un giovane che brucia

inalato dal vecchio tossicomane... Occhi vuoti come una vasta prateria... (ali di avvoltoio

che si spogliano nell'aria secca).

Il Granchio, anziano Preside dei Ladri di Ubriachi, indossa il suo abito crostaceo per

vagare e pattugliare il cimitero, con artigli di acciaio strappa le corone e i denti d'oro di

tutti gli ubriachi che dormono con la bocca aperta... Se l'ubriaco rinviene e si sveglia il

Granchio rincula facendo schioccare gli artigli per offrire una dubbia battaglia sulle

pianure del Queens.

Il Ragazzo Ladro, fatto su nel lungo periodo di prigione, espulso dal cimitero per

mancato pagamento, entra farfugliando nel bar di finocchi con un muffoso scontrino di


pegno per raccogliere le palline nere di Tent City dove commessi viaggiatori voci bianche

cantano l'inno della IBM.

Block Yen emette sopra le marcite salate dove non cresce niente, neppure una

mandragola...

La Legge delle percentuali... Un po' di pollastrelle... Unico modo per vivere...

— Salve, Cash.

— Sei sicuro che sia qui?

— Certo che ne sono sicuro... Entro con te. Treno di notte per Chicago... Incontro una

ragazza

nella hall e mi accorgo che lo è anche lei e le chiedo dov'è il rifornimento?

— Entra, ragazzo.

Intendiamoci non una pollastrella giovane ma con una figura... — Che ne diresti di una

puntura prima?

— Nossignore, non saresti nella condizione adatta.

Tre volte una in fila all'altra... mi sveglio rabbrividendo malato nel caldo vento

primaverile che attraversa la finestra, l'acqua brucia negli occhi come acido...

Lei si alza dal letto nuda... Il nascondiglio è nella lampada Cobra... Prepara la droga...

— Voltati... Te la faccio nel sedere.

Fa scivolare l'ago fino in fondo, lo tira fuori e massaggia la natica...

Si lecca una goccia di sangue dal dito.

Lui si volta a pancia in su con un'erezione che si dissolve nella grigia nebbia della

droga.

In una valle di cocaina e di innocenza giovani dagli occhi tristi fanno degli yodel per un

perduto Danny Boy... Fiutammo tutta la notte e la facemmo quattro volte... dita giù per la

lavagna nera... raschiare l'osso bianco. A casa è l'eroina di ritorno dal mare 18 e il battone di

ritorno da The Bill...

Il Battitore si agita a disagio: — Ti dispiace prendere il mio posto, ragazzino? Devo

vedere un uomo per via di una scimmia.

Il Verbo è diviso in unità che dovrebbero essere tutte in un pezzo e così andrebbero

prese, ma i pezzi si possono avere in qualunque ordine dato che sono collegati avanti e

18 E' una delle tante citazioni deliberatamente alterate di cui è pieno il libro: questa è «home is the sailor from the sea

and the hunter home from the hill» («Il marinaio è ritornato dal mare e il cacciatore dalle colline»). (N.d.T.)


indietro, dentro e fuori, da poppa a prua come un interessante arrangiamento sessuale.

Questo libro si riversa dalle pagine in tutte le direzioni, caleidoscopio di vistas, miscellanea

di melodie e di rumori di strada, rutti e grida di risse e lo sbattere delle saracinesche di

ferro del commercio, urla di dolore e di pathos e grida puramente patiche, gatti che si

accoppiano e l'oltraggiato strepitare del pesce-gatto 19 quando viene strappato dal suo

elemento, borbottìi profetici del brujo in trance da noce moscata, colli che si schiantano e

mandragole urlanti, sospiri di orgasmo, eroina silenziosa come l'alba nelle celle assetate,

Radio Cairo che strepita come un'asta di tabacco impazzita, e flauti del Ramadan che

perquisiscono il tossicomane malato come un gentile ladro di ubriachi che nella grigia alba

della sotterranea con dita delicate palpi un ubriaco per scoprire il nascosto crepitio verde...

Questa è Rivelazione e Profezia di quello che riesco a captare senza FM sulla mia radio

1920 di cristallo con antenne di liquido seminale... Vediamo Dio attraverso i nostri orifìzi

nel flash dell'orgasmo... Attraverso questi orifìzi trasmutate il vostro corpo... La via FUORI

è la via DENTRO...

Adesso io, William Seward, rilascerò l'orda delle

mie parole... 20 Il mio cuore vichingo si erge sul grande fiume bruno dove i motori

stantuffano nel crepuscolo della giungla ed interi alberi galleggiano con immani serpenti

fra i rami e con lemuri dagli occhi tristi che osservano la riva; al di là del campo del

Missouri (Il Ragazzo trova la rosea punta silicea di una freccia) laggiù in lontananza un

treno fischia, ritorna a me affamato come un ragazzo che non sappia mettere in vendita

quello che Dio gli ha dato... Gentile Lettore, Il Verbo balzerà sopra di te con gli artigli di

acciaio di un uomo leopardo, amputerà dita delle mani e dei piedi come un granchio

opportunista, ti impiccherà e afferrerà il tuo liquido come un cane scrutabile, ti si

avvolgerà intorno alle cosce come un gigantesco serpente bushmaster e ti inietterà

ectoplasma rancido... E perché poi un cane scrutabile?

L'altro giorno sto tornando dal lungo filo bocca-sedere del pranzo di ogni giorno di

ogni anno, quando vedo un ragazzo arabe con un cagnolino bianco e nero che sa

camminare sulle zampe di dietro... E un grosso cane giallo si avvicina al ragazzo con

19 Bull-ead è un tipo di pesce-gatto (che si trova nei fiumi e negli stagni americani), che letteralmente strepita

(squawk) quando viene tolto dall'acqua. (N.d.T.)

20 Riferimento alla «Word Hoard»: raccolta di parole, vocabolario, discorso.


affetto, ma il ragazzo lo spinge via, e il cane ringhia e tenta di morderlo, brontolando come

se avesse il dono umano della parola: — Un delitto contro natura!

E così battezzo quel grosso cane giallo Scrutabile... E permettetemi di dire en passant, ed

io sono sempre di passaggio come un Negro sincero, che l'Imperscrutabile Oriente ha

bisogno di un mucchio di sale per digerirlo... Il vostro Reporter butta giù trenta grani di M

al giorno e sta seduto per otto ore filate imperscrutabile come uno stronzo.

— A che pensi — chiede ancheggiando il Turista Americano...

Al che rispondo: — Poiché la morfina mi ha depresso l'ipotalamo, sede della libido e

delle emozioni, e poiché il cervello anteriore agisce soltanto di seconda mano in seguito ai

titillamenti del cervello posteriore, è un tipo di cittadino subordinato che prova delle

emozioni soltanto dal di dietro, io devo fare rapporto su di una virtuale assenza di

manifestazioni cerebrali. Mi rendo conto della vostra presenza, ma poiché essa non ha per

me alcun connotato affettivo, dato che i miei affetti sono stati disinnestati dall'uomo delle

droghe per mancato pagamento, io non provo il benché minimo interesse per le vostre

azioni... Andate o restate, fatevela o godetevela con una grattugia o con un aspide bello e

adatto ad una Regina — ma I Morti e I Drogati se ne infischiano di tutti... sono

Imperscrutabili.

— Da che parte del corridoio per andare al w.c.? — domando alla bionda mascherina.

— Per di qua, signore... Dentro c'è ancora un posto per una persona.

— Avete visto Pantopon Rose? — chiese il vecchio drogato con il cappotto nero.

Lo sceriffo Texano ha ucciso il suo complice Vet., Brewbeck L'Incerto, coinvolto in un

losco traffico di eroina da cavalli... Un cavallo con l'afta ha bisogno di un po' di eroina per

soffrire meno e può anche darsi che una parte di quell'eroina si involi attraverso la

solitaria prateria e nitrisca in Piazza Washington... I drogati accorrono urlando: — Heih o

o O O Silver.

— Ma dove sono le statue? — Questo archetipo di pathos urlato nelle sale da tè di

alberghi dalle decorazioni di bamboo, Calle Juarez, Mexico, DF... Sperduto laggiù per una

scocciante accusa di violenza carnale... una donnaccia ti artiglia giù i pantaloni e ti ritrovi

condannato per violenza carnale, è la legge, fratello...

Chiamata da Chicago... Accomodatevi per favore... Chiamata da Chicago...

Accomodatevi per favore... Perché credi che mi sia messo la gomma come galoshes, a

Puyo? Un posto maledettamente umido, lettore...


— Levatele! Levatele!

La vecchia regina incontra se stesso dall'altra parte di un burlesque di adolescenti, sente

fare piedino dal suo fantasma del Vecchio Vecchio Howard...

Giù per un vicolo fino al Market Street Museum che mostra ogni genere di

masturbazione e autoabuso. I ragazzini ne hanno particolarmente bisogno.

Erano pronti per essere raccolti e dimenticati laggiù nel grano... sperduti in pezzettini di

gioia e di rotoli che bruciano...

Leggete la metastasis con dita cieche.

Messaggio fossile di artrite...

«Venderla è un'abitudine più forte che usarla.»

Lola La Chata, Mexico, DF.

Succhiando terrore da cicatrici di aghi, urla subacquee danno voce a torpide avvisaglie

nervose di un bisogno spasmodico che sta per arrivare, morso pulsante dell'idrofobia...

— Se Dio ha fatto qualcosa di meglio se l'è tenuto per sé, — disse Il Marinaio, la

trasmissione rallentata da 20 goof balls.

(Pezzi di omicidio cadono lenti come schegge di opale attraverso glicerina.)

Osservandovi e continuando a canterellare «Johnny's So Long at the Fair,»

Spacciare in modo modesto tanto per conservare la nostra abitudine...

— E adopera l'alcool, — dico sbattendo la lampada a spirito sul tavolo.

— Col cavolo che non riuscite — ad aspettare — voi drogati smaniosi non fate altro che

annerirmi i cucchiai con i fiammiferi... Non mi ci vuole altro per un Pen. Indef. Se la polizia

trova un cucchiaio annerito dai fiammiferi...

— Credevo che tu l'avessi piantata... Non sarebbe giusto se tu fregassi la cura di

disintossicazione.

— Ci vuole un bel po' di fegato, ragazzino, a far fuori un'abitudine.

Cercando delle vene nella carne che si disgela. La clessidra della droga sparge i suoi

ultimi grani scuri nelle reni...

— Area fortemente infetta, — egli mormorò smuovendo il laccio.

— La Morte era l'Eroe della loro Cultura, — disse la Mia Vecchia alzando gli occhi dai

Codici Maya... — La morte dette loro il fuoco e la parola e le sementi del grano... La Morte

si tramuta in semente del mais.


I Giorni Ouab sono sopra di noi

nudi tintinnanti venti di odio e di sfortuna

soffiarono la dose.

— Porta via queste dannate fotografie sconce, — le dissi. Lo Schmecker dei Vecchi

Tempi si appoggiò alla spalliera di una sedia, sbronzo e pieno di goof balls... un disonore

per quelli del suo sangue.

— E che sei uno di quegli artisti alle Goof Balls?

Gialli odori di sherry da vicoli malfamati e di fegati che si occludono esalavano dai suoi

abiti mentre faceva il gesto tipico© dei drogati di rovesciare il palmo delle mani verso

l'alto in segno di sopportazione...

odore di restaurant da chili e di cappotti

umidi e di testicoli atrofizzati...

Mi guardò attraverso la timida carne sperimentale, ectoplasmica della cura di

disintossicazione... trenta libbre si materializzano in un mese quando la piantate... molle

roseo stucco che svanisce al primo tocco silenzioso della droga... l'ho visto accadere... dieci

libbre perdute in dieci minuti... stare lì con la siringa in una mano... e tenersi su i pantaloni

con l'altra

acuta esalazione di metallo malato. Camminando in un mucchio di spazzatura verso il

cielo... sparpagliati fuochi di benzina... fumo che pende nero e solido come escrementi

nell'aria immota... che imbratta la bianca pellicola del calore meridiano... D.L. cammina

accanto a me... un riflesso delle mie gengive sdentate e del mio cranio calvo... carne

spalmata sopra le imputridite ossa fosforescenti consumate da lenti fuochi freddi... Lui

porta una latta di benzina e l'odore della benzina lo avviluppa... Arrivando sopra una

collina di ferro arrugginito incontriamo un gruppo di Indigeni... piatti volti bidimensionali

da pesce...

— Buttagli sopra la benzina e accendila...

Rapido

flash bianco... maciullati gridi di insetti Mi svegliai con in bocca il metallico sapore del

ritorno dai morti


lasciando una scia dell'incolore odore di morte placenta di una rinsecchita

scimmia grigia fitte fantasma di amputazione...

— Taxi boys che aspettano di essere scelti, — Eduardo disse e morì a Madrid per una

dose eccessiva...

Treni di polvere bruciano attraverso rosee circonvoluzioni di carne

tumescente... accendono flash di orgasmo... fotografie di movimenti arrestati...

liscio fianco bruno contorto per accendere una sigaretta...

Stava lì con un cappello di paglia stile 1920 che gli era stato regalato... insinuanti parole

da mendicante cadevano come uccelli morti nella strada buia...

— No... Basta... Non...

Un mare ondeggiante di martelli pneumatici nel crepuscolo bruno rossastro corrotto

dall'odore di metallo decomposto del gas delle fognature... giovani volti di lavoratori

vibrano fuori fuoco nelle aureole gialle delle lampade a carburo... esposte condutture

spezzate...

— Stanno ricostruendo la Città.

Lee annuì con aria assente... — Sì... Sempre...

In un modo o nell'altro è sempre una mossa sbagliata verso l'Ala Orientale...

Se lo sapessi sarei ben lieto di dirvelo...

— Non buono... no bueno... anch'io sto cercando di arrangiarmi...

Nota dell'autore: i veterani del passato sconfitti dal tempo grigio della droga se ne

ricorderanno... Negli Anni Venti un sacco di spacciatori cinesi trovarono l'Occidente

talmente infido, disonesto, e sbagliato, che chiusero tutti bottega, e quando un tossicomane

occidentale veniva a rifornirsi, rispondevano:

— Non avele...Venile Veneldì...

Tangeri, 1959.


APPENDICE

British Journal of Addiction

Vol. 53, n. 2, 1957

LETTERA DI UN SUPER TOSSICOMANE

Venezia, 3 agosto 1956

Caro Dottore,

Grazie per la sua lettera. Le accludo l'articolo sugli effetti delle varie droghe che ho usato. Non so

se sarà adatto alla pubblicazione. Non ho niente da obiettare a che venga usato il mio nome.

Nessuna difficoltà con il bere. Nessun desiderio di usare alcuna droga. Salute generale eccellente.

La prego di porgere i miei saluti a X. Faccio quotidianamente i suoi esercizi con eccellenti risultati.

Sto pensando di scrivere un libro sugli stupefacenti, sempre che mi riesca di trovare un

collaboratore adatto per la parte tecnica.

William Burroughs

Suo

L'uso dell'oppio e dei suoi derivati produce uno stato che definisce, limita e descrive la

parola «abitudine». (Il termine viene usato liberamente per indicare una qualsiasi cosa a

cui uno si abitui o che desideri fortemente. Parliamo di abitudine ai dolci, al caffè, al

tabacco, al bel tempo, alla televisione, ai romanzi gialli, alle parole incrociate). Un termine

usato così a sproposito perde ogni utile precisione di significato. L'uso della morfina

produce una schiavitù metabolica verso la morfina. La morfina diventa un bisogno

biologico come l'acqua, e chi la usa può anche morire se gli viene tolta bruscamente.

Anche il diabetico muore se rimane senza insulina, ma non per questo è un tossicomane


dell'insulina. Il suo bisogno di insulina non è stato creato dall'uso di quest'ormone di cui

ha bisogno per mantenere un metabolismo normale. Il morfinomane ha bisogno della

morfina per mantenere la sua deviazione metabolica di morfina, ed evitare così il

dolorosissimo ritorno ad un metabolismo normale.

Per vent'anni ho usato un grandissimo numero di droghe. Alcune di queste creano

l'abitudine nel senso sopra citato. La maggior parte no.

OPPIACEI — Per un periodo di dodici anni ho usato l'oppio, l'ho fumato e l'ho preso

oralmente (le iniezioni cutanee producono ascessi. Le endovenose sono sgradevoli e forse

pericolose); ho usato l'eroina, iniettandola sotto cute, nelle vene, nei muscoli e fiutandola

quando nessun ago era disponibile; la morfina, il dilaudid, il pantopon, l'eukodal, la

paracodina, la dionina, la codeina, il demerol 21 , il metadone. Tutti danno un'assuefazione

di varia entità. Il modo con cui viene somministrato il farmaco non fa nessuna differenza:

fumato, fiutato, iniettato, preso oralmente, introdotto per supposte rettali, il risultato finale

sarà sempre lo stesso: l'abitudine. E la tossicomania per una droga fumata è difficile da

interrompere quanto quella prodotta da endovenose. Il concetto che un'abitudine prodotta

da iniezioni sia particolarmente nociva deriva da un'irrazionale paura dell'ago («Le

iniezioni avvelenano il sangue». Come se il sangue circolante fosse avvelenato in modo

minore dalle sostanze assorbite dallo stomaco, dai polmoni o dalle muco se).

Probabilmente il demerol provoca meno abitudine della morfina. Ma è anche meno

soddisfacente per il tossicomane e meno efficace per dominare il dolore. Anche se

l'abitudine al demerol è più facile da interrompere di quella alla morfina, il demerol è

certamente più nocivo alla salute ed in modo specifico al sistema nervoso. Tempo fa ho

usato il demerol per tre mesi e ho riscontrato dei sintomi sconvolgenti: tremore alle mani

(con la morfina le mani mi sono sempre rimaste fermissime); progressiva perdita della

coordinazione, contrazioni muscolari, ossessioni paranoidi, terrore della pazzia. Alla fine

mi venne un'opportunissima intolleranza al demerol — senza dubbio una misura di

autoconservazione — e passai al metadone. Immediatamente tutti i sintomi scomparvero.

Posso aggiungere che il demerol produce atonia intestinale quanto la morfina, crea degli

effetti ancora più deprimenti sull'appetito e sulle funzioni sessuali, ma non produce miosi.

Per anni mi sono fatto migliaia di iniezioni con aghi non sterilizzati, anzi addirittura

sporchi, e non ho mai avuto un'infezione fino a quando non ho usato il demerol. Dopo di

21 Petidina.


che sono stato colpito da una serie di ascessi uno dei quali dovette venire inciso e drenato.

Per concludere, il demerol mi sembra una sostanza più pericolosa della morfina. Il

metadone è del tutto soddisfacente per il tossicomane ed un eccellente inibitore del dolore,

ma produce un'abitudine per lo meno pari a quella verso la morfina.

Ho preso la morfina per dei dolori acuti. Qualunque oppiaceo che sollevi efficacemente

dal dolore, solleva con eguale efficacia dai sintomi da astinenza. La conclusione è ovvia:

qualunque oppiaceo che tolga il dolore produce l'abitudine; e quanto più efficacemente

toglie il dolore tanto più produce l'abitudine. La molecola che produce la tossicomania e la

molecola che sopprime il dolore sono probabilmente identiche, ed il processo per cui la

morfina solleva dal dolore è lo stesso processo che porta alla tolleranza ed alla

tossicomania. Una morfina che non induca all'abitudine mi sembra una Pietra Filosofale

del mondo moderno. D'altro canto, le modificazioni molecolari determinate per realizzare

l'apomorfina possono dimostrarsi estremamente efficaci per dominare la sindrome da

astinenza, ma non possiamo aspettarci che questa sostanza sia anche inibitrice dei dolore.

I fenomeni della morfinomania sono ben conosciuti e non c'è nessun motivo per

parlarne qui. Mi sembra però che non sia stata dedicata la debita attenzione ad alcuni

punti importanti. L'incompatibilità metabolica fra morfina ed alcool è già stata rilevata, ma

nessuno, che io sappia, ha avanzato una spiegazione. Se un morfinomane beve dell'alcool

non prova nessuna sensazione di piacere o di euforia. Prova invece un crescente senso di

disagio ed il bisogno di un'altra iniezione. L'alcool sembra produrre un corto circuito,

probabilmente nel fegato. Una volta ho tentato di bere quando non ero del tutto guarito da

un attacco di itterizia (allora non usavo morfina). Le sensazioni metaboliche furono

identiche. Nel primo caso il fegato era parzialmente meiopragico per l'itterizia, nell'altro

era completamente dominato dal metabolismo della morfina. In nessuno dei due casi era

in grado di metabolizzare l'alcool. Se un alcolista diventa morfinomane, la morfina

rimpiazza invariabilmente l'alcool nel modo più completo. Ho conosciuto parecchi alcolisti

che cominciarono ad usare la morfina. Furono immediatamente in condizione di tollerare

forti dosi di morfina (1 grano = 0,0648 grammi per iniezione) senza effetti negativi, e nel

breve volgere di alcuni giorni smisero del tutto di prendere l'alcool. Il contrario non accade

mai. Il morfinomane non può tollerare l'alcool quando usa la morfina o soffre per il

divezzamento dalla morfina. La capacità di tollerare l'alcool è un segno sicuro di

disintossicazione. Di conseguenza l'alcool non può mai sostituire di rettamente la morfina.


Naturalmente un ex tossicomane divezzato può cominciare a bere e diventare un

alcolizzato.

Durante il divezzamento il tossicomane diventa conscio dell'ambiente che lo circonda in

modo estremamente brusco. Le impressioni sensoriali sono acuite al punto da determinare

allucinazioni. Gli oggetti familiari sembrano pervasi da una vita furtiva e guizzante. Il

tossicomane diventa soggetto ad un «barrage» 22 di sensazioni estero ed enterocettive e

talvolta prova folgorazioni di bellezza e di nostalgia, ma comunque l'impressione

complessiva è estremamente dolorosa. Probabilmente tali sensazioni diventano penose a

causa della loro intensità. Quando superi una certa intensità una sensazione piacevole può

diventare addirittura intollerabile.

Ho osservato due particolari reazioni al divezzamento iniziale: 1) stato d'ansia perché

tutto sembra minaccioso; 2) stato di leggera paranoia. I medici e le infermiere appaiono

come mostri malefici. Nel corso di parecchi trattamenti mi sembrava di essere circondato

da pazzi pericolosi, ho parlato con un paziente del dottor Dent, che era appena stato

divezzato da un'abitudine alla petidina, il quale mi a raccontato di un'identica esperienza

in cui per 24 ore le infermiere ed il medico gli «sembravano brutali e ripugnanti». E tutto

intorno a lui sembrava opprimente e blue 23 ». Ed ho parlato con altri tossicomani che hanno

sperimentato le stesse identiche reazioni. Ora, le basi psicologiche per le manifestazioni

paranoidi durante il divezzamento sono ovvie. La somiglianza specifica di queste reazioni

indica una comune origine metabolica. La somiglianza fra i fenomeni da divezzamento ed

alcuni stadi di intossicazioni da droghe è addirittura sbalorditiva. L'hashish, la Banisteria

caapi (Armalina), il Peyotl (mescalina) producono degli stati di ipersensibilità acuta con

manifestazioni allucinatorie. Tutto sembra vivo. Le idee paranoidi sono frequentissime.

L'intossicazione da Banisteria caapi riproduce specificamente la condizione del

divezzamento. Tutto sembra minaccioso. Le idee paranoidi sono marcatissime,

specialmente se si eccede nella dose. Dopo aver preso la Banisteria caapi ero convinto che

lo Stregone ed il suo apprendista stessero complottando per assassinarmi. Sembrerebbe

che particolari alterazioni metaboliche del nostro organismo possano riprodurre gli effetti

di diverse sostanze.

22 In francese nel testo.

23 Blue in inglese ha il doppio significato di colore e di «triste, malinconico» (da cui è derivato il tipo di canzone

negra) ed ho perciò preferito lasciare la parola nella lingua originale per conservare l'ambiguità del testo.


Negli Stati Uniti gli eroinomani ricevono una involontaria cura di riduzione delle dosi

da parte degli stessi spacciatori che tagliano progressivamente la loro merce con lattosio e

barbiturici. Ne risulta che molti dei tossicomani che richiedono di venire curati hanno

soltanto una leggera abitudine e possono venire divezzati in breve tempo (da 7 a 8 giorni).

Guariscono rapidamente senza medicamenti. Nel frattempo qualunque sedativo,

tranquillante o antiallergico, soprattutto se iniettato, conferisce un certo sollievo. Sapendo

che gli circola nel sangue una sostanza estranea, il tossicomane si sente meglio: tolserol 24 ,

thorazine 25 o tranquillanti affini, qualunque tipo di barbiturico, cloralio e paraldeide, anti-

istaminici, cortisone e perfino lo «shock», (la lobotomia sarà ancora molto lontana?) e la

reserpina sono stati usati tutti con dei risultati che di solito vengono definiti come

«incoraggianti». La mia personale esperienza mi suggerisce che questi risultati vanno

accettati con qualche riserva. Naturalmente, una cura sintomatica è indicata, e tutti questi

medicamenti (ad eccezione forse di quelli più comunemente usati, i barbiturici) hanno il

loro compito nel trattamento della sindrome da divezzamento. Ma nessuno di essi, da

solo, risolve questo problema. La sintomatologia da astinenza varia a seconda del tipo di

metabolismo individuale e della costituzione fisica. Gli individui facilmente soggetti a

febbre da fieno ed a manifestazioni di tipo asmatico, per tutto il divezzamento soffrono

enormemente per una sintomatologia di tipo allergico: rinorrea, crisi di starnuti, bruciore,

occhi lacrimosi, difficoltà di respiro. In questi casi il cortisone e gli antistaminici possono

dare un notevole sollievo. Il vomito potrebbe probabilmente venire frenato con preparati

anti-nausea come la clorpromazina.

Mi sono sottoposto a dieci "trattamenti" diversi nel corso dei quali sono stati usati tutti

questi medicamenti. Sono stato sottoposto alla cura con riduzione rapida, con riduzione

lenta; alla cura del sonno; all'apomorfina, agli antistaminici, e ad un sistema francese che

utilizza un prodotto inattivo conosciuto come "amorphine", a tutto tranne che allo shock.

(Mi interesserebbe sapere i risultati di ulteriori esperienze con lo shock condotte,

naturalmente, sugli altri). Il successo di ogni trattamento dipende dal grado e dalla durata

dell'abitudine, dallo stadio del divezzamento (dei preparati che sono efficaci nel tardo

divezzamento o in quello leggero possono essere disastrosi nella fase acuta) dai sintomi

individuali, dalla salute, dall'età ecc. Un metodo di trattamento può essere del tutto

24 Mefenesina.

25 Clorpromazina, largactil.


inefficace in un dato momento, ma dare eccellenti risultati in un altro. Oppure un

trattamento che a me non fa alcun effetto può essere di grande aiuto ad un'altra persona.

Non pretendo certo di promulgare un giudizio definitivo, ma solo di riferire le mie

reazioni personali ai vari farmaci ed ai vari metodi di trattamento usati.

TRATTAMENTO CON RIDUZIONE GRADUALE — Questa è la forma più comune di trattamento, e

nessun metodo è stato ancora scoperto che possa rimpiazzarlo nel caso di una

tossicomania grave. Il paziente bisogna che abbia un po' di morfina. Se esiste una regola

da applicare a tutti i casi di tossicomania è proprio questa. Ma la morfina deve essere tolta

il più rapidamente possibile. Mi hanno fatto dei trattamenti di riduzione lenta ed in ogni

caso il risultato è sempre stato lo stesso: scoraggiamento e, alla fine, ricaduta. Una

riduzione impercettibile ha tutte le probabilità di diventare una riduzione senza fine.

Quando il tossicomane ricerca il trattamento egli ha, nella maggior parte dei casi, già

esperimentato molte volte i sintomi da astinenza. Perciò è già preparato a subire una

prova molto dura ed è disposto a sopportarla. Ma se il tormento dell'astinenza è protratto

per due mesi invece che per dieci giorni può darsi che il tossicomane non sia in grado di

sopportarlo. Non è l'intensità, ma la durata del dolore che frantuma la volontà di resistere.

Se il tossicomane prende abitualmente una qualsiasi quantità, sia pure piccolissima, di un

qualunque oppiaceo per alleviare la debolezza, l'insonnia, la noia e l'inquietudine del lento

divezzamento, i sintomi saranno prolungati indefinitamente ed una ricaduta completa

diventa quasi sicura.

CURA DEL SONNO — In teoria va benissimo: vi addormentate e vi svegliate guariti.

Tuttavia dosi correnti di idrato di cloralio, di barbiturici e di clorpromazina producono

solamente uno stato di incubo di semi coscienza. Il semplice fatto di togliere i sedativi,

dopo 5 giorni, mi provocò un grave shock a cui sopravvennero i sintomi da astinenza

brusca da morfina. Il risultato finale fu una sindrome combinata di un orrore senza

paragoni. Di tutte quelle che ho subito nessuna cura è stata così penosa come questa che

viene prospettata come del tutto indolore. Durante il divezzamento da morfina il ritmo del

sonno e della veglia è già profondamente disturbato. Disturbarlo ulteriormente con dosi

massive di ipnotici mi sembra controindicato, per non dire di peggio. La soppressione

della morfina è già di per sé notevolmente traumatizzante e non vi è davvero bisogno di

aggiungerci il successivo divezzamento da barbiturici. Dopo due settimane di ospedale

(cinque giorni di ipnotici e dieci giorni di "riposo") ero ancora talmente debole che sono


svenuto tentando di camminare su per un leggero pendio. Ritengo che il sonno prolungato

sia il peggior metodo immaginabile per le cure di divezzamento da stupefacenti.

ANTISTAMINICI — L'uso degli antistaminici si basa sulla teoria allergica del divezzamento.

Il togliere improvvisamente la morfina provoca una istantanea iperproduzione di istamina

con conseguenti sintomi allergici. (Negli shock prodotti da traumi fisici con dolore acuto,

si liberano nel sangue forti quantità di istamina. Nel dolore acuto come nell'abitudine

vengono rapidamente tollerate dosi tossiche di morfina. I conigli, che hanno un alto livello

d'istamina nel sangue, sono estremamente resistenti alla morfina).

La mia personale esperienza con gli antistaminici non è stata definitiva. Una volta mi

fecero un trattamento in cui vennero usati solamente antistaminici ed i risultati furono

buoni. Ma a quell'epoca avevo solo un'abitudine leggera e quando iniziai il trattamento

ero rimasto senza morfina per 72 ore. Da allora ho usato spesso gli antistaminici per i

sintomi di astinenza con i risultati deludenti. Di fatto sembra che mi aumentino la

depressione e l'irritabilità (non soffro di tipiche manifestazioni allergiche).

APOMORFINA — L'apomorfina è sicuramente il miglior metodo di cura per il

divezzamento che abbia esperimentato. Non elimina completamente tutti i sintomi da

astinenza, ma li riduce ad un livello tollerabile. I sintomi acuti come i crampi allo stomaco

ed alle gambe, gli stati convulsivi o maniacali vengono completamente dominati. Di fatto,

il trattamento con l'apomorfina implica minor disagio di un trattamento con riduzione

graduale e la guarigione è più rapida e completa 26 . Sono convinto di non essere mai

guarito del tutto dalla morfinomania finché non ho fatto la cura con l’apomorfina. Forse la

morfinomania "psichica" che persiste dopo il trattamento non è affatto una mania psichica,

ma metabolica.

Delle modificazioni opportune della formula costituzionale della apomorfina

potrebbero potenziare il trattamento di ogni tipo di abitudine.

CORTISONE — Sembra che dia un certo sollievo specialmente se iniettato endovena.

CLORPROMAZINA — Dà un certo sollievo nei sintomi da astinenza, ma niente di

eccezionale. Gli effetti collaterali, depressione, disturbi nel campo visivo e dispepsia,

costituiscono dei ben dubbi vantaggi.

26 Per maggiori chiarimenti, vedi il libro del Dottor Dent «Anxiety and Its Treatment», Skeffington - 1955.


RESERPINA — Se si esclude una leggera depressione, non ho mai osservato effetti di

nessun genere in seguito alla somministrazione di questo alcaloide.

MEFENESINA — Risultati trascurabili.

BARBITURICI — È di uso comune prescrivere i barbiturici per l'insonnia da astinenza, ma in

realtà l'uso dei barbiturici ritarda il ritorno del sonno fisiologico, prolunga l'intero periodo

del divezzamento e può condurre ad una ricaduta. (Il tossicomane è tentato di prendere

un po' di codeina o di paregorico insieme col nembutal. Piccolissime quantità di oppiacei,

che sarebbero del tutto innocue in una persona normale, riconducono all'abitudine un

tossicomane già guarito.)

La mia personale esperienza conferma decisamente l’opinione del dottor Dent che i

barbiturici sono controindicati.

CLORALIO e PARALDEIDE — Probabilmente preferibili ai barbiturici quando vi sia necessità

di un sedativo, ma la maggior parte dei tossicomani vomitano immediatamente la

paraldeide. Di mia spontanea iniziativa, durante il divezzamento, ho provato anche i

seguenti farmaci:

ALCOOL — Assolutamente controindicato in qualunque stadio del divezzamento. L'uso

dell'alcool esacerba invariabilmente i sintomi da astinenza e porta ad una ricaduta.

L'alcool può essere tollerato soltanto dopo che il metabolismo è ritornato normale. Nel

caso di un'abitudine grave non ci si arriva di solito prima di un mese.

BENZEDRINA — Può apportare un certo sollievo temporaneo alla depressione da lento

divezzamento, ma è disastrosa durante il divezzamento rapido, ed è controindicata in

qualunque stadio perché produce uno stato di nervosismo al quale l'unico rimedio idoneo

è la morfina.

COCAINA — Quanto detto più sopra vale raddoppiato per la cocaina.

CANNABIS INDICA - MARIJUANA — Nel divezzamento lento da assuefazione ancora lieve dà

un certo sollievo alla depressione ed aumenta l'appetito ma nel divezzamento rapido è un

disastro senza remissioni. (Una volta ho fumato della marijuana all'inizio di un

divezzamento con risultati assolutamente da incubo). La Canapa indiana è un

sensibilizzante. Se uno si sente già male lo fa stare ancora peggio. È nettamente

controindicata.

PEYOTL - BANISTERIA CAAPI — Non mi sono avventurato nell'esperimento. Il solo pensiero

dell'intossicazione da Banisteria sovraimposto al divezzamento rapido fa vacillare la


mente. Conosco un uomo che sostituì il peyolt durante il divezzamento lento e poi

dichiarò di avere perso completamente ogni desiderio per la morfina; alla fine morì di

avvelenamento da peyotl.

Nei casi di un'abitudine grave una ben definita sintomatologia fisica da astinenza

persiste per almeno un mese.

Non ho mai visto né ho mai sentito parlare di un morfinomane psicotico, voglio dire di

una persona che mostri sintomi psicotici mentre si dedica agli stupefacenti. Di fatto, i

tossicomani sono atrocemente sani di mente. Forse c'è una incompatibilità metabolica fra

schizofrenia e tossicomania per gli stupefacenti. D'altro canto il togliere bruscamente la

morfina fa spesso comparire immediatamente delle reazioni psicotiche e di solito produce

una lieve paranoia. Interessante come i farmaci ed i metodi di trattamento che danno dei

risultati nella schizofrenia, siano anche di una certa utilità nel divezzamento: tranquillanti,

antistaminici, apomorfina, shock.

Sir Charles Sherington definisce il dolore come 1'"accessorio psichico di un prepotente

riflesso protettivo".

Il sistema nervoso vegetativo modifica il proprio tono in risposta ai ritmi viscerali ed

agli stimoli esterni: si rilascia di fronte a certi stimoli, come piaceri sessuali, cibo, contatti

sociali gradevoli ecc.; e si innalza per il dolore, l'ansia, il timore, il disagio, la noia. La

morfina altera l'intero ciclo di ipo e di ipertonia simpatica di rilasciamento e di

innalzamento di tono. La funzione sessuale è inattiva, la peristalsi intestinale inibita, le

pupille cessano di reagire alla luce. L'organismo non rifugge dal dolore né è attratto verso

le normali fonti di piacere. Si può dire che si mette in sintonia col ciclo della morfina. Il

tossicomane è immune dalla noia. Può guardarsi le scarpe per delle ore o semplicemente

restarsene a letto. Non ha bisogno di nessuno sfogo sessuale, di nessun contatto sociale, di

nessun lavoro, di nessuna distrazione, di nessun esercizio; di nient'altro che della morfina.

La morfina può sollevare dal dolore impartendo all'organismo alcune delle qualità delle

piante. (Il dolore non può avere alcuna funzione nelle piante che sono, per la maggior

parte, immobili, incapaci di riflessi protettivi.)

Gli studiosi cercano una morfina che non dia abitudine e che inibisca il dolore senza

dare il piacere, i tossicomani vogliono — o credono di volere — l'euforia senza la

tossicomania. Non vedo come le funzioni della morfina possano venire separate, penso

che qualunque efficace inibitore del dolore deprimerà contemporaneamente la funzione


sessuale, indurrà sempre euforia e provocherà sempre abitudine. Un perfetto inibitore del

dolore provocherebbe probabilmente un'abitudine immediata. (Se a qualcuno interessasse

sintetizzare un simile farmaco, la deidro-ossi-eroina potrebbe essere un buon punto di

partenza.)

Il tossicomane vive in una condizione priva di dolore, di sesso e di tempo. La via del

ritorno al ritmo della vita animale attraversa la sindrome da astinenza. Dubito che questo

trapasso possa essere mai compiuto in modo gradevole. Ci si potrà soltanto avvicinare al

divezzamento indolore, ma non raggiungerlo.

COCAINA — La cocaina è la droga più esilarante che abbia mai usato. L'euforia si

concentra nella testa. Forse la droga attiva le connessioni nervose del piacere direttamente

nel cervello. Penso che uno stimolo elettrico applicato nel punto giusto dovrebbe produrre

lo stesso effetto. Ma la piena e totale euforia può venire raggiunta solo con una

endovenosa. Gli effetti piacevoli non durano più di cinque O dieci minuti. Se la droga

viene iniettata sottocute l'assorbimento più lento e l'eliminazione rapida ne viziano gli

effetti. Il che vale raddoppiato quando la si fiuta.

È di uso comune fra i cocainomani stare alzati tutta la notte per iniettarsi

alternativamente eroina e cocaina ad intervalli di un minuto, o di cocaina ed eroina

miscelate nella stessa siringa per creare una "speed ball". (Non ho mai conosciuto un

cocainomane abituale che non fosse anche un morfinomane.)

Il desiderio verso la cocaina può essere intenso. Ho trascorso intere giornate passando

da una farmacia all'altra con delle ricette per provvedermi di cocaina. Si può desiderare la

cocaina intensamente, ma non si stabilisce un vero bisogno metabolico. Se non si può

avere la cocaina si mangia, si dorme e ci se ne dimentica. Ho parlato con persone che

avevano usato la cocaina per anni ed anni e poi sono stati improvvisamente tagliati fuori

dalle loro fonti di rifornimento. Nessuno di essi ha provato alcun sintomo da astinenza. È

infatti difficile pensare come uno stimolante del cervello anteriore possa creare l'abitudine,

dato che l'abitudine sembra essere monopolio dei sedativi.

L'uso continuato della cocaina porta al nervosismo, alla depressione, talvolta alla

psicosi da droga con allucinazioni paranoidi. Il nervosismo e la depressione come

conseguenza dell'uso della cocaina non vengono alleviati da una quantità maggiore di

cocaina. Vengono invece efficacemente alleviati dalla morfina. L'uso della cocaina da parte


di un morfinomane porta invariabilmente ad iniezioni di morfina sempre più forti e

sempre più frequenti.

CANNABIS INDICA (HASHISH, MARIJUANA) — L'effetto di questa droga è stato descritto spesso

ed in modo orripilante: alterazioni nella percezione di spazio-tempo, acutizzata sensibilità

alle impressioni, voli di idee, attacchi di riso, stupidità. La marijuana è un sensibilizzante,

ed i risultati non sono sempre piacevoli. Rende peggiore una brutta situazione. La

depressione diventa disperazione, l'ansia panico. Ho già ricordato la mia terribile

esperienza con la marijuana durante un periodo di divezzamento rapido da morfina. Una

volta detti della marijuana, ad un ospite che aveva un leggero stato d'ansia. Dopo aver

fumato mezza sigaretta balzò improvvisamente in piedi e scappò fuori di casa urlando

fuori di sé dal terrore.

Un effetto dell'intossicazione da marijuana particolarmente snervante è la alterazione

nell'orientamento affettivo. Non si sa più se una cosa piace o no, se una sensazione è

piacevole o spiacevole.

L'uso della marijuana varia grandemente da una persona all'altra. Taluni la fumano

costantemente, altri di tanto in tanto, non pochi la detestano intensamente. Pare che sia

specialmente impopolare presso i morfinomani incalliti, molti dei quali assumono un

atteggiamento puritano al riguardo.

Negli Stati Uniti gli effetti negativi della marijuana sono stati grossolanamente

esagerati. La nostra droga nazionale è l'alcool. Ed abbiamo la tendenza a considerare con

particolare orrore l'uso di qualsiasi altra droga voluttuaria. Chiunque sia dedito a questi

vizi di origine esotica merita la rovina totale del corpo e della morte. E la gente crede

quello che vuole credere senza alcuna considerazione per la realtà dei fatti. La marijuana

non produce abitudine. D'altra parte non ho mai rilevato effetti patologici per un uso

moderato della droga. La psicosi da droga può essere il risultato di un uso prolungato ed

esagerato.

BARBITURICI — Quando vengano presi in grandi quantità, qualunque sia la durata del

periodo di tempo d'assunzione, i barbiturici creano senz'altro l'abitudine (circa un

grammo al giorno provoca abitudine). La sindrome da astinenza da barbiturici è più

pericolosa di quella del divezzamento da morfina e consiste in allucinazioni con

convulsioni a tipo epilettico. I tossicomani si feriscono spesso sbattendo contro quei

pavimenti di cemento che sembrano essere il destino abituale del divezzamento brusco.


Spesso i morfinomani prendono dei barbiturici per potenziare delle razioni insufficienti di

morfina. E così alcuni di essi diventano per di più anche dei tossicomani verso i

barbiturici.

Una volta presi due capsule di nembutal (un grano e mezzo ciascuna) tutte le sere per

quattro mesi senza poi soffrire di alcun sintomo da astinenza. La tossicomania da

barbiturici è questione di quantità. Probabilmente non è un'abitudine metabolica come

quella per la morfina, ma una reazione meccanica provocata dall'eccessiva depressione del

cervello anteriore.

Il tossicomane da barbiturici presenta uno spettacolo pietoso. Non riesce a coordinare i

movimenti, cade giù dagli sgabelli dei bar, si addormenta nel bel mezzo di una frase, si

lascia cadere il cibo di bocca. È confuso, litigioso e istupidito. E quasi sempre usa altre

droghe, tutto quello su cui riesce a mettere le mani: alcool,' benzedrina, oppiacei,

marijuana. Quelli che usano i barbiturici vengono diprezzati nella società dei tossicomani:

«Goof ball bums 27 . Non hanno neppure un briciolo di classe.» Ma ad un gradino ancora più

basso sta chi usa gas di carbone nel latte, o fiuta l'ammoniaca in un secchio. "Il brivido

della donna delle pulizie".

Mi sembra che i barbiturici provochino la peggior forma possibile di tossicomania,

brutta da vedere, difficile da curare.

BENZEDRINA — È uno stimolante cerebrale come la cocaina. Forti dosi provocano una

prolungata mancanza di sonno con sensazioni di eccitamento. Il periodo di euforia è

seguito da una orribile depressione. La droga tende ad aumentare l'ansia. Provoca la

stitichezza e la perdita dell'appetito.

Personalmente mi risulta soltanto un caso in cui dei ben definiti sintomi seguirono

all'astinenza da benzedrina. Si trattava di una donna di mia conoscenza che per sei mesi

aveva preso delle quantità incredibili di benzedrina. Durante questo periodo le si sviluppò

una psicosi da droga e venne ospedalizzata per dieci giorni. Continuò l'uso della

benzedrina fino a quando venne improvvisamente tagliata fuori dalle sue fonti di

rifornimento. Fu colta da un attacco di tipo asmatico. Non riusciva a tirare il respiro e

27 Bum significa «individuo inutile, pigro, fannullone, buono a nulla, vagabondo»; viene usato quasi sempre in senso

dispregiativo.


diventò blu. Le detti una dose di anti-istamico (Thepherene 28 ) che le procurò un

immediato sollievo. I sintomi non si ripresentarono più.

PEYOTL - MESCALINA — Anche questo è indubbiamente uno stimolante. Dilata le pupille e

impedisce il sonno. Il Peyotl è estremamente nauseante. Chi lo usa prova una certa

difficoltà a trattenerlo nello stomaco abbastanza a lungo da realizzarne l'effetto che, sotto

certi aspetti, è simile a quello della marijuana. Provoca un aumento della sensibilità alle

impressioni, specialmente ai colori. L'intossicazione da peytol provoca anche una

particolare coscienza vegetale o identificazione con la pianta. Tutto sembra una pianta di

peyotl. È facile capire perché gli Indiani credono che vi sia uno spirito che abita nel cactus

del peyotl.

Una dose eccessiva di peyotl può portare ad una paralisi respiratoria ed alla morte. Ne

conosco un caso. Non vi è alcun motivo per ritenere che il peyotl provochi abitudine.

BANISTERIA CAAPI (ARMALINA, BANISTERINA, TELEPATINA) — La Banisteria caapi è una vite che

cresce rapidamente. A quanto pare il principio attivo si trova in tutto il legno della vite

appena tagliata. La corteccia interna viene considerata la più attiva e le foglie non vengono

mai adoperate. Ci vuole una notevole quantità di vite per risentire tutto l'effetto della

droga. La dose per una persona è di circa cinque pezzi di vite lunghi ciascuno 20 cm. La

vite viene triturata e bollita per due ore o più insieme alle foglie di un cespuglio

identificato come Palicourea sp., Rubiaceae, il cui nome Indiano nell'Amazonia Peruviana è

"Caway".

Lo Yage o Ayuahuaska (i nomi indiani della Banisteria caapi più comunemente usati) è

un narcotico allucinatorio che produce un profondo turbamento dei sensi. A dosi troppo

elevate è un veleno convulsivante. L'antidoto è un barbiturico o un altro sedativo forte e

anti-convulsivo. Chiunque prenda lo Yage per la prima volta dovrebbe avere un sedativo

a portata di mano nell'eventualità di sbagliare la dose e prenderne una eccessiva.

Le proprietà allucinatorie dello Yage l'hanno messo in uso fra gli Stregoni per

potenziare i loro poteri. Lo usano anche come "guarisci-tutto" nel trattamento di varie

malattie. Lo Yage abbassa la temperatura corporea e di conseguenza è di una certa utilità

nel trattamento della febbre. È un potente anti-elmintico, indicato nel trattamento contro i

vermi intestinali e dello stomaco. Lo Yage produce uno stato di anestesia cosciente e viene

usato nei riti in cui gli iniziati devono subire prove dolorose come l'essere frustati con

28 Fenindamina o Teforin.


viticci arrotolati o venire esposti ai morsi delle formiche. Per quello che ho potuto scoprire

personalmente, solo la vite appena tagliata è attiva. Non sono riuscito a trovare alcun

sistema per seccare, estrarre o conservare il principio attivo. Nessuna tintura si è

dimostrata attiva, la vite seccata è completamente inerte. La farmacologia della Banisteria

richiede delle ricerche di laboratorio. Dal momento che l'estratto grezzo è un narcotico

allucinatorio di una tale potenza, dei risultati ancora più spettacolari si potrebbero forse

ottenere mediante opportune modificazioni chimiche. La questione varrebbe certamente la

pena di ulteriori ricerche.

Non ho osservato alcun effetto negativo attribuibile all'uso dello Yage. Lo Stregone che

per professione lo deve usare continuamente sembra non ne risenta affatto e goda di

ottima salute e di longevità. La tolleranza viene acquistata subito, di modo che ben presto

si può berne l'esatta quantità senza nausea né altri effetti spiacevoli.

Lo Yage è un narcotico veramente unico. L'intossicazione da Yage, è sotto alcuni aspetti,

simile all'intossicazione da hashish. In tutti e due i casi vi è uno spostamento del punto di

vista, un dilatarsi della coscienza al di là dell'esperienza ordinaria. Ma lo Yage produce un

maggior turbamento dei sensi con vere allucinazioni. Dei lampi blu di fronte agli occhi

sono peculiari all'intossicazione da Yage.

Lo Yage provoca un'ampia varietà di atteggiamenti. Molti Indiani e la maggior parte dei

Bianchi che lo usano lo considerano semplicemente un altro dei tanti intossicanti come

liquore. Presso altre tribù ha un impiego ed un significato rituale. Fra gli Jivaro 29 i giovani

prendono lo Yage (che chiamano "Nateema") per mettersi in contatto con gli spiriti dei loro

antenati ed essere dettagliatamente istruiti riguardo alla loro vita futura. Viene usato

durante l'iniziazione per anestetizzare gli iniziati durante le prove più dolorose. Tutti gli

stregoni lo usano nella loro pratica di predizione del futuro, per localizzare gli oggetti

perduti o rubati, per identificare l'autore di un delitto, per diagnosticare o trattare una

malattia.

L'alcaloide della Banisteria caapi venne isolato nel 1923 da Fisher Cárdenas che lo

chiamò l'alcaloide Telepatina, ma è conosciuto anche coi nomi di Benisterina e Yagerina.

29 Jivaro: individuo appartenente al vasto gruppo delle tribù Jivariche che abitano il Perù nord occidentale e l'Equator

Meridionale. Sono noti per la loro abilità nel cacciare e conservare le teste dei nemici e dei capi.


Rumpf dimostrò che la Telepatina è identica all'Armalina 30 alcaloide del Perganum

harmala.

La Banisteria caapi evidentemente non determina né tossicomania né abitudine.

NOCE MOSCATA — Prigionieri e marinai talvolta ricorrono alla Noce moscata. Circa un

cucchiaio da tavola viene ingoiato con dell'acqua. I risultati sono vagamente simili alla

marijuana con effetti collaterali di cefalea e nausea. Probabilmente la morte

sopravverrebbe prima dell'abitudine, se mai una simile abitudine fosse possibile. Ho preso

la noce moscata una volta sola.

Vi è un certo numero di narcotici della famiglia della noce moscata usati dagli Indiani

del Sud America. Di solito vengono somministrati fiutando la polvere disseccata della

pianta. Gli stregoni prendono queste sostanze nocive e vengono colti da uno stato

convulsivo. Si ritiene che le loro convulsioni ed i loro mugolii abbiano un significato

profetico. Dopo aver sperimentato, nel Sud America, una droga della famiglia della noce

moscata un mio amico stette malissimo per tre giorni con violenta nausea e mal di

stomaco.

DATURA-SCOPOLAMINA — Le condizioni dei morfinomani vengono spesso aggravate

dall'uso della morfina associata con la scopolamina. Una volta riuscii ad avere alcune fiale

ciascuna delle quali conteneva un sesto di grano di morfina (circa 1 cg.) e un centesimo di

grano di scopolamina (circa 0,6 mg). Pensando che un centesimo di grano fosse una

quantità trascurabile, ne usai sei fiale in un'unica iniezione. Il risultato fu uno stato

psicotico che durò alcune ore durante le quali venni opportunamente trattenuto dai mio

tollerantissimo padrone di casa. Il giorno dopo non ricordavo più niente.

Le droghe del gruppo della Datura vengono usate dagli Indiani del Sud America e del

Messico. Si dice che le disgrazie mortali siano frequenti.

La scopolamina è stata usata dai Russi per estorcere delle confessioni con risultati

alquanto dubbi. Il soggetto può essere dispostissimo a rivelare i suoi segreti, ma può anche

essere del tutto incapace di ricordarseli. Spesso "storia di copertura" e informazioni segrete

sono inestricabilmente ingarbugliate. Mi risulta che la Mescalina sia molto efficace per

estorcere informazioni alle persone sospette.

30 Armalina, alcaloide cristallino, C12H14N2O, scoperto nei semi profumati del Perganum harmala (un'erba dell'India e

del Levante) usati comunemente come vermifughi.


La morfinomania è una malattia metabolica creata dall'uso della morfina. Secondo me il

trattamento psicologico è non solo inutile ma addirittura contro-indicato. Statisticamente

parlando quelli che diventano morfinomani sono coloro che possono procurarsela

liberamente: medici, infermieri, chiunque sia in contatto con le fonti del mercato nero. In

Persia dove nelle "botteghe d'oppio" la droga viene venduta senza controllo, il 70% della

popolazione adulta è dedita a questo vizio. E con questo dovremmo psicoanalizzare

parecchi milioni di Persiani per scoprire quali profondi conflitti e quali ansie li abbiano

spinti verso l'uso della droga? Penso proprio di no. Secondo la mia personale esperienza la

maggior parte dei tossicomani non sono dei nevrotici e non hanno alcun bisogno di una

psicoterapia. Il trattamento con l'apomorfina e, nel caso di una ricaduta, il libero ricorso

alla medesima, darebbero sicuramente una percentuale assai più alta di guarigioni

permanenti di quanto non dia qualsiasi programma di "riabilitazione psicologica".

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