Impianti protesici: Diagnostica per immagini - Aicod
Impianti protesici: Diagnostica per immagini - Aicod
Impianti protesici: Diagnostica per immagini - Aicod
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<strong>Impianti</strong> <strong>protesici</strong>:<br />
<strong>Diagnostica</strong> <strong>per</strong> <strong>immagini</strong><br />
G.M. Conti
Popolazione mondiale:<br />
6 milioni di donne portatrici di protesi mammarie<br />
(valutazione in difetto; trend in aumento)
Popolazione mondiale:<br />
6 milioni di donne portatrici di protesi mammarie<br />
(valutazione in difetto; trend in aumento)<br />
a) Interventi ricostruttivi dopo chirurgia mammaria sia<br />
demolitiva che parziale(rimodellamento/compensazione);
Popolazione mondiale:<br />
6 milioni di donne portatrici di protesi mammarie<br />
(valutazione in difetto; trend in aumento)<br />
b) Per correggere anomalie congenite o post-traumatiche;
Popolazione mondiale:<br />
6 milioni di donne portatrici di protesi mammarie<br />
(valutazione in difetto; trend in aumento)<br />
c) Motivi estetici (80%).
1895-1899: iniezione di tessuto adiposo/paraffina;<br />
1930: iniezione di biglie di vetro;<br />
1940: iniezione di silicone libero(gravi complicanze)<br />
1950: Pangman introduce la “spugna di Ivalon”(alcool polivinilico+formaldeide)<br />
1960: protesi di gel più o meno fluido di silicone, rinchiuso da<br />
involucro di silicone; “1962 Down Corning”<br />
1970: protesi in silicone tricamerata con setto interprotesico ad Y<br />
rico<strong>per</strong>ta da sottile strato di poliuretano (radicali liberi ad azione<br />
carcinogenetica <strong>per</strong> il p. epatico?), con frequenti complicanze infettive:<br />
fistole, sieromi, contratture<br />
1974 – 1978: su<strong>per</strong>ficie esterna molto spessa e gel viscoso<br />
1979 – 1987: su<strong>per</strong>ficie esterna molto sottile e gel più fluido<br />
1988: su<strong>per</strong>ficie esterna multistrato con rivestimento antitrasudazione<br />
e gel coesivo.<br />
2000: silicone altamente coesivo con rivesimento micropoliuretano
Numerossima la tipologia degli impianti<br />
(circa 240 in commercio), diversi <strong>per</strong><br />
numero di camere, forma, altezza,<br />
diametro alla base, spessore della parete,<br />
su<strong>per</strong>ficie.
Espansori temporanei<br />
Espansori tissutali, gonfiabili con soluzione salina, di forma anatomica<br />
con valvola integrata(a) o a distanza(b)<br />
a<br />
b
Espansori temporanei<br />
Espansori tissutali, gonfiabili con soluzione salina, di forma anatomica<br />
con valvola integrata(a) o a distanza(b)<br />
a<br />
b<br />
Espansori <strong>per</strong>manenti(Becker)<br />
Protesi a volume variabile, gonfiabili con<br />
soluzione salina, di forma anatomica e rotonda
Protesi definitiva monocamera:<br />
1) in gel di silicone: silicone liquido, gelatinoso, gommoso;<br />
involucro esterno in silicone<br />
2) con soluzione salina<br />
Protesi definitiva bicamera:<br />
1) silicone interno e sol. fisiologica esterna<br />
2) silicone esterno e sol. fisiologica interna (tipo Becker)<br />
3) silicone fuori e silicone dentro<br />
No aumento incidenza di ca. mammario o di patologia autoimmune<br />
( Committed on Safethy of silicon breast implants 1999)
Su<strong>per</strong>ficie<br />
Protesi liscie, ora meno utilizzate che in passato, (<strong>per</strong> il maggior rischio<br />
di contrattura); impiegate in particolare nelle mastoplastiche additive in<br />
sede retromuscolare
Su<strong>per</strong>ficie<br />
Protesi testurizzate/rivestite con micropoliuretano:<br />
su<strong>per</strong>ficie microvillosa che <strong>per</strong>mette una aderenza delicata fra tessuti<br />
umani e <strong>protesici</strong>, non consentendo ai miofibroblasti di unirsi fra loro;<br />
formazione di capsula fibrosa sottile, minor rischio di contrattura
Via di accesso:<br />
- <strong>per</strong>iareolare(sopra/sottoareolare): consente<br />
posizionamento sia retroghiandolare che retromuscolare: <strong>per</strong>dita di<br />
sensibilità? disturbi della lattazione?<br />
- sottomammaria: approccio più semplice <strong>per</strong> entrambe le sedi<br />
- ascellare: maggiori complicanze <strong>per</strong> scarsa visibilità della zona<br />
con rischio di malposizionamento<br />
<strong>per</strong>iareolare<br />
Periareolare
Posizionamento:<br />
A)Retromuscolare: minor rischio di contrattura capsulare.<br />
B)Retroghiandolare: adeguata presenza di tessuto ghiandolare ed adiposo<br />
A B
<strong>Diagnostica</strong> <strong>per</strong> <strong>immagini</strong> in presenza di protesi<br />
Mammografia;<br />
Ecografia;<br />
Risonanza Magnetica
<strong>Diagnostica</strong> <strong>per</strong> <strong>immagini</strong> in presenza di protesi<br />
Mammografia;<br />
Ecografia;<br />
Risonanza Magnetica<br />
Con sospetto clinico di complicanze in portatrici di impianto protesico<br />
è necessario ricorrere all’imaging <strong>per</strong>ché la sintomatologia può essere<br />
non chiara.<br />
Comparative study of breast implants ropture using Mammography,Sonography and Magnetic<br />
Resonance imaging: correlation with surgical Findings.<br />
The Breast Journal Vol. 14, number 6, 2008, 532-537
<strong>Diagnostica</strong> <strong>per</strong> <strong>immagini</strong> in presenza di protesi<br />
Mammografia;<br />
Ecografia;<br />
Risonanza Magnetica<br />
Obiettivi dell’imaging:<br />
<strong>Diagnostica</strong>re le eventuali complicanze<br />
( Committed on Safethy of silicon breast implants 1999)<br />
Evidenziare re<strong>per</strong>ti sospetti in senso eteroplastico
Complicanze più frequenti in presenza<br />
di impianti <strong>protesici</strong><br />
a) Immediate: ematoma (se di lieve entità provoca fibrosi capsulare<br />
precoce, se di grave entità necessita di svuotamento chirurgico),<br />
sieroma (se ridotti si risolvono spontaneamente; possono essere anche<br />
tardivi e recidivare), infezione (prevenzione con profilassi antibiotica)<br />
b) Tardive: contrattura capsulare, trasudazione di silicone in protesi<br />
integre ( “gel bleeding” con protesi prodotte prima del 1985), raccolte<br />
<strong>per</strong>iprotesiche, siliconoma(non necessariamente <strong>per</strong> rottura, ma anche <strong>per</strong><br />
gel-bleed), dislocamento, estrusione, rottura dell’impianto protesico<br />
intracapsulare(silicone fuori dall’involucro protesico, rotto, ma rimane<br />
all’interno della capsula integra) ed extracapsulare ( migrazione del<br />
silicone al di fuori sia dell’involucro protesico rotto che della capsula rotta)
Contrattura capsulare: fenomeno dovuto alla formazione della capsula<br />
<strong>per</strong>iprotesica che, fisiologicamente già evidente 3 settimane dopo<br />
l’intervento, si stabilizza a distanza di circa 3 mesi; a volte, dopo<br />
versamenti, ematomi, infezioni batteriche, gel-bleed, reazione al talco<br />
dei guanti del chirurgo, la capsula <strong>per</strong>iprotesica può andare incontro ad<br />
un ispessimento e retrazione notevoli;
Contrattura capsulare: fenomeno dovuto alla formazione della capsula<br />
<strong>per</strong>iprotesica che, fisiologicamente già evidente 3 settimane dopo<br />
l’intervento, si stabilizza a distanza di circa 3 mesi; a volte, dopo<br />
versamenti, ematomi, infezioni batteriche, gel-bleed, reazione al talco<br />
dei guanti del chirurgo, la capsula <strong>per</strong>iprotesica può andare incontro ad<br />
un ispessimento e retrazione notevoli;<br />
Lato a contatto con la protesi Lato a contatto con i tessuti
Contrattura capsulare: fenomeno dovuto alla formazione della capsula<br />
<strong>per</strong>iprotesica che, fisiologicamente già evidente 3 settimane dopo<br />
l’intervento, si stabilizza a distanza di circa 3 mesi; a volte, dopo<br />
versamenti, ematomi, infezioni batteriche, gel-bleed, reazione al talco<br />
dei guanti del chirurgo, la capsula <strong>per</strong>iprotesica può andare incontro ad<br />
un ispessimento e retrazione notevoli;<br />
Lato a contatto con la protesi Lato a contatto con i tessuti<br />
se è eccessivamente adesa alla parete protesica, può provocare intensa<br />
reazione algica e le manovre <strong>per</strong> lenire il dolore e relative aderenze<br />
capsulari possono anche provocare rottura protesica che, a volte, si può<br />
manifestare spontaneamente.
Rottura protesica<br />
Intracapsulare: quando il silicone fuoriesce dall’involucro protesico,<br />
rotto, ma rimane all’interno della capsula, integra, senza migrazione nel<br />
parenchima mammario<br />
capsula fibrosa integra<br />
Risonanaza Magnetica Mammaria: istruzioni <strong>per</strong> l’uso<br />
parete protesica<br />
rotta
Rottura protesica<br />
Intracapsulare: quando il silicone fuoriesce dall’involucro protesico,<br />
rotto, ma rimane all’interno della capsula, integra, senza migrazione nel<br />
parenchima mammario<br />
Extracapsulare: rottura sia dell’involucro protesico, che della capsula<br />
con migrazione di silicone nel parenchima mammario<br />
capsula fibrosa rotta<br />
Risonanaza Magnetica Mammaria: istruzioni <strong>per</strong> l’uso<br />
parete protesica<br />
rotta
Imaging Mammografico<br />
Tecnica di dislocamento di Eklund<br />
esecuzione non facile a causa della capsula fibrosa <strong>per</strong>iprotesica
Imaging Mammografico<br />
Negli impianti retromuscolari il muscolo è visibile come una<br />
sottile banda densa al davanti dell’impianto protesico<br />
m.pettorale<br />
Retromuscolare<br />
Retroghiandolare
Imaging Mammografico<br />
Negli impianti retromuscolari il muscolo è visibile come una<br />
sottile banda densa al davanti dell’impianto protesico<br />
m.pettorale<br />
Retromuscolare<br />
La fibrosi <strong>per</strong>iprotesica:<br />
riconoscibile come una<br />
sottile linea densa circondante<br />
la protesi<br />
fibrosi <strong>per</strong>iprotesica<br />
Retroghiandolare
Imaging Mammografico<br />
Negli impianti retromuscolari il muscolo è visibile come una<br />
sottile banda densa al davanti dell’impianto protesico<br />
m.pettorale<br />
Retromuscolare<br />
La fibrosi <strong>per</strong>iprotesica:<br />
riconoscibile come una<br />
sottile linea densa circondante<br />
la protesi che, a volte, può calcificare.<br />
fibrosi <strong>per</strong>iprotesica<br />
Retroghiandolare
Imaging Mammografico<br />
Le sede più difficilmente esplorabili sono le zone retroareolari,<br />
le retroprotesiche e le <strong>per</strong>iferiche.<br />
Le maggiori difficoltà si hanno con protesi retroghiandolari, voluminose<br />
e non conformate.<br />
E’ utile nella valutazione del parenchima <strong>per</strong>iprotesico:<br />
sensibilità: in donne asintomatiche: con protesi 45% vs. 66,8% senza<br />
sensibilità: in donne sintomatiche: con protesi 73,2% vs. 81,4% senza<br />
La specificità con o senza protesi è simile: 97%.<br />
Bassa sensibilità nella diagnosi delle complicanze precoci<br />
( ematoma, sieroma,..) e della rottura intracapsulare.
Imaging Mammografico<br />
Solo alcune complicanze tardive: dislocazioni, deformazioni, irregolarità<br />
dei contorni, calcificazioni capsulari,
Imaging Mammografico<br />
Solo alcune complicanze tardive: dislocazioni, deformazioni, irregolarità<br />
dei contorni, calcificazioni capsulari, granulomi/siliconomi
Imaging Mammografico<br />
Solo alcune complicanze tardive: dislocazioni, deformazioni, irregolarità<br />
dei contorni, calcificazioni capsulari, granulomi/siliconomi e le<br />
rotture extracapsulari con spandimento di silicone.
Imaging ecografico<br />
retroghiandolare retromuscolare<br />
Esame non panoramico ed o<strong>per</strong>atore dipendente;<br />
Elevata sensibilità e specificità
Sonde >12 MHz complesso capsula parete: 3 linee ecogene<br />
anteriore:<br />
su<strong>per</strong>ficie esterna capsula<br />
intermedia:<br />
faccia interna capsula<br />
+<br />
faccia esterna protesi<br />
posteriore:<br />
su<strong>per</strong>ficie interna protesi<br />
Imaging ecografico
Sonde >12 MHz complesso capsula parete: 3 linee ecogene<br />
anteriore:<br />
su<strong>per</strong>ficie esterna capsula<br />
intermedia:<br />
faccia interna capsula<br />
+<br />
faccia esterna protesi<br />
posteriore:<br />
su<strong>per</strong>ficie interna protesi<br />
Imaging ecografico<br />
che delimitano 2 spazi ipo-anecogeni<br />
anteriore: spessore capsula fibrosa<br />
posteriore: spessore parete protesica
Imaging ecografico<br />
Può diagnosticare contrattura capsulare,
Imaging ecografico<br />
Può diagnosticare contrattura capsulare, versamenti,
Imaging ecografico<br />
Può diagnosticare contrattura capsulare, versamenti, les.neoplastiche
Imaging ecografico<br />
Può diagnosticare contrattura capsulare, versamenti, les.neoplastiche<br />
ematomi/raccolte <strong>per</strong>iprotesiche,
Imaging ecografico<br />
Può diagnosticare contrattura capsulare, versamenti, les.neoplastiche<br />
ematomi/raccolte <strong>per</strong>iprotesiche,<br />
rotture intra ed extracapsulari
Imaging ecografico<br />
Nelle protesi più datate - su<strong>per</strong>ficie esterna molto sottile e gel più fluido -<br />
risulta difficile differenziare il fenomeno del “gel bleed”<br />
( trasudazione di microparticelle di silicone attraverso la parete integra<br />
della protesi), dall’accumulo fisiologico di liquido all’interno delle<br />
pliche radiali
Imaging ecografico<br />
Rottura intracapsulare<br />
1) Anomala i<strong>per</strong>ecogenicità tra capsula fibrosa e parete protesica che<br />
può presentare evidenti introflessioni;
Imaging ecografico<br />
Rottura intracapsulare<br />
1) Anomala i<strong>per</strong>ecogenicità tra capsula fibrosa e parete protesica che<br />
può presentare evidenti introflessioni;<br />
2) Multiple linee preferibilmente orizzontali, a binario, i<strong>per</strong>ecogene<br />
definite con il termine “stepladder sign”(= “linguini-sign” in R.M.)<br />
Tipici degli impianti non recenti(silicone a bassa coesività), sono segni<br />
specifici, ma non sensibili in quanto si verificano solo in caso di rotture<br />
ampie, associato a collasso completo o quasi, della parete dell’impianto.
Imaging ecografico<br />
Rottura extracapsulare<br />
Accumuli macroscopici di silicone nel parenchima mammario,
Imaging ecografico<br />
Rottura extracapsulare<br />
Accumuli macroscopici di silicone nel parenchima mammario,<br />
associati o meno a siliconoma: massa i<strong>per</strong>ecogena con margini netti<br />
anteriormente, ma scarsa definizione in sede posteriore con aspetto<br />
“ snowstorm”
Imaging ecografico<br />
Rottura extracapsulare<br />
ma anche accumuli di silicone sotto forma di <strong>immagini</strong><br />
anecogene, di dimensioni variabili e di aspetto simil cistico;<br />
aspetto a “tempesta di neve”(globuli silicone molto piccoli)
Imaging ecografico<br />
Rottura extracapsulare<br />
ma anche accumuli di silicone sotto forma di <strong>immagini</strong><br />
anecogene, di dimensioni variabili e di aspetto simil cistico;<br />
aspetto a “tempesta di neve”(globuli silicone molto piccoli)<br />
oppure di formazione cistica complessa:<br />
granuloma contenente globuli<br />
di silicone di dimensioni maggiori
Risonanza Magnetica Mammaria<br />
Metodica più efficace <strong>per</strong> la valutazione dell’integrità dell’impianto<br />
protesico<br />
Sensibilità: 72-94%<br />
Specificità: 85-97%<br />
Protesi intatte dopo 5 anni: probabilità 98%<br />
dopo 10 anni: probabilità 83-85%<br />
EJR Lisbet R.Holmic “The diagnosis of breast implant rupture: MR findings<br />
Compared with findings at esplantation”
Risonanza Magnetica Mammaria<br />
Metodica più efficace <strong>per</strong> la valutazione dell’integrità dell’impianto<br />
protesico<br />
Sensibilità: 72-94%<br />
Specificità: 85-97%<br />
ma anche di fenomeni flogistici <strong>per</strong>i<strong>protesici</strong>, ematomi, sieromi<br />
FDA: Breast implant consumer handbook, 2004<br />
Belli P et al.:Rays 27(4) 259-257, 2002<br />
Gorczyca DP ey al. Plast. Reconst.Surg.120(7): 49-61,2007<br />
The breast Journal, Vol. 14, n°6, 2008 532-537<br />
Scaranello AM, Marquez AM: San Paulo Med.J. 2004;122/2;41-47<br />
WA Berg WA et al.:Radiographics 13: 1.323-336 1993<br />
Di Benedetto et al.: Breats J. 14(6):532-537, 2008<br />
Chekaroua K et al.: Ann. Chir. Palstique Esthetique 50:544-553, 2005<br />
Javaid M. et al.: Br. J.Plast.Surg.;52:676-677,1999<br />
Morgan DE et al.:AJR; 167: 1271-1275, 1996<br />
McNamara MP Jr: Radiographics, 2000
Risonanza Magnetica Mammaria<br />
Tecnica<br />
Sequenze necessarie <strong>per</strong> lo studio degli impianti <strong>protesici</strong>:<br />
sagittali, assiali e coronali<br />
a) Sequenze T1 e T2 pesate<br />
b) Sequenze IR con soppressione del segnale del silicone<br />
c) Sequenze IR con soppressione del segnale dell’acqua<br />
d) Sequenze con m.d.c. <strong>per</strong> eventuale patologia neoplastica<br />
Campo magnetico almeno 1,5T, bobina dedicata bilat., alta risoluzione<br />
Importante conoscere il tipo di protesi impiantato
m. pettorale<br />
AssialeT2<br />
monoc. silicone retromuscolare integra<br />
Imaging R.M.<br />
capsulafibrosa/membrana protesica<br />
AssialeT2<br />
monoc.silicone retroghiandolare integra
T1 assiale monocamera silicone<br />
Monocamera silicone<br />
T2 assiale monocamera silicone<br />
Silicone Grasso H2O<br />
T1 I/S medio-alta medio-alta ipointensa<br />
T2 i<strong>per</strong>intensa media intens. molto i<strong>per</strong>int.<br />
IR soppr. H2O i<strong>per</strong>intenso bassa/media intens. ipointensa<br />
IR soppr.grasso ipointenso bassa/media intens. i<strong>per</strong>intensa
H2O<br />
silicone<br />
Doppia camera sagittale soppressione H2O<br />
Doppia camera<br />
silicone<br />
H2O<br />
DX:doppia camera Becker SX.: monocamera di silicone<br />
Assiale silicon only:<br />
Silicone Grasso H2O<br />
T1 I/S medio-alta medio-alta ipointensa<br />
T2 i<strong>per</strong>intensa media intens. molto i<strong>per</strong>int.<br />
IR soppr. H2O i<strong>per</strong>intenso bassa/media intens. ipointensa<br />
IR soppr.grasso ipointenso bassa/media intens. i<strong>per</strong>intensa
La protesi ha forma ovale o a goccia; se è rotonda si può già ipotizzare<br />
contrattura capsulare, <strong>per</strong>altro fisiologica, che provoca minima<br />
compressione protesica, con formazione di invaginazione/ripiegatura<br />
delle pareti protesiche(radial fold).<br />
Le radial fold originano dal contorno esterno della protesi ed hanno<br />
decorso radiale verso il centro; una minima componente liquida<br />
espressione di reazione flogistica, entro la ripiegatura può rientrare nella<br />
normalità<br />
radial fold<br />
Imaging R.M.<br />
Radial fold
Contrattura capsulare<br />
Classificazione di Baker<br />
I° grado: all’ispezione la mammella con protesi è normale e presenta<br />
consistenza quasi uguale a quella di una mammella senza<br />
impianto;<br />
II° grado: mammella normale all’ispezione, ma meno morbida della<br />
norma alla palpazione con protesi palpabile ma non visibile;<br />
III° grado: all’ispezione la protesi è visibile ed alla palpazione la<br />
mammella risulta dura con protesi facilmente palpabile;<br />
IV° grado: mammella di consistenza dura, fredda( seni di “marmo”),<br />
dolente con visibile deformazione sferica della protesi.
Imaging R.M.<br />
Versamenti para<strong>protesici</strong><br />
Silicon supp. Silicon only<br />
Versamento postraumatico di n.d.d.
T2<br />
prima<br />
Imaging R.M.<br />
Versamenti para<strong>protesici</strong><br />
T2<br />
dopo drenaggio<br />
Versamento postraumatico di n.d.d.
Imaging R.M.<br />
Reazioni flogistiche<br />
Seq. dinamica dopo m.d.c.:intenso enhancement <strong>per</strong>iprotesico, compatibile con flogosi acuta <strong>per</strong>iprotesica
Imaging R.M.<br />
Rottura intracapsulare<br />
Sono le più frequenti, spesso asintomatiche; collasso di vario grado<br />
dell’impianto protesico.<br />
Collasso parziale: segni “keyhole sign”(possibile rottura se evidenziato<br />
in più fette)<br />
keyhole sign”<br />
keyhole sign”<br />
T2<br />
radial fold<br />
“keyole sign” silicon only<br />
Lisbet R. Holmic, Ilse Vejborg et al. EJR 2005 “The diagnosis of brest implant ropture”
Imaging R.M.<br />
Rottura intracapsulare<br />
Sono le più frequenti, spesso asintomatiche; collasso di vario grado<br />
dell’impianto protesico.<br />
Collasso parziale: segni “keyhole sign”(possibile rottura se evidenziato<br />
in più fette), foci ipo-i<strong>per</strong>intensi intracapsulari(segno frequente, non certo)
Imaging R.M.<br />
Rottura intracapsulare<br />
Sono le più frequenti, spesso asintomatiche; collasso di vario grado<br />
dell’impianto protesico.<br />
Collasso parziale: segni “keyhole sign”, foci ipo-i<strong>per</strong>intensi intracapsulari<br />
“noose sign”(possibile rottura se evidenziato in più fette),“parallele line<br />
sign”(segno certo)<br />
noose sign<br />
parallele line sign<br />
T2<br />
parallele line sign<br />
keyhole sign<br />
noose sign
Imaging R.M.<br />
Rottura intracapsulare<br />
Sono le più frequenti, spesso asintomatiche; collasso di vario grado<br />
dell’impianto protesico.<br />
Collasso parziale: segni “keyhole sign”, foci ipo-i<strong>per</strong>intensi intracapsulari<br />
“noose sign”, parallele line sign”,“pinze nez sign”(segno certo)<br />
pinze nez sign<br />
T2<br />
parallele line sign
T1 T2 T2 sag.<br />
Sil supp.<br />
Silic only<br />
Rottura/riassorbimento sx. camera esterna soluzione salina
Sagittale T2: doppia camera retromusc. con rottura parete interna:<br />
Sol. Salina i<strong>per</strong>intensa; silicone ipointenso<br />
Rottura camera interna: “salad oil sign”
Imaging R.M.<br />
Rottura intracapsulare<br />
Sono le più frequenti, spesso asintomatiche; collasso di vario grado<br />
dell’impianto protesico.<br />
Collasso marcato: ”C sign”, “linguini sign”<br />
“Linguini sign”: segno più significativo. Linee ondulate, parallele alla<br />
capsula riferibili alla protesi collassata con pareti che galleggiano nel<br />
gel di silicone( segno tipico della seconda generazione protesica); la<br />
diversa morfologia dipende dall’entità del collasso.<br />
Non si evidenzia nella ultima generazione <strong>per</strong> l’alta coesività del<br />
silicone
Imaging R.M.<br />
Sono le più frequenti, spesso asintomatiche; collasso di vario grado<br />
dell’impianto protesico.<br />
Collasso marcato: ”C sign”<br />
C sign<br />
Rottura intracapsulare
Imaging R.M.<br />
Rottura intracapsulare<br />
Sono le più frequenti, spesso asintomatiche; collasso di vario grado<br />
dell’impianto protesico.<br />
Collasso marcato: ”C sign”, “linguini sign”<br />
rot intra bil sil only<br />
T1
T2<br />
silicone extracaps.<br />
Imaging R.M.<br />
Rottura extracapsulare<br />
siliconomi<br />
silicone extracaps.<br />
silic only r.m. integra con<br />
siliconomi da pregressa rott.
silicone extracaps.: può cambiare le caratteristiche di segnale<br />
T2<br />
silicone extracaps.<br />
silicon only
silicone extracaps.<br />
sil only
linfonodo ascellare .I° liv.<br />
Il silicone può migrare<br />
anche a distanza (arti su<strong>per</strong>iori,<br />
fegato, linfonodi inguinali,<br />
sinovia, cute e liquido pleurico)<br />
linfonodo ascellare II° liv<br />
finestra sottoclaveare<br />
linfonodo catena<br />
mammaria interna
Vi ringraziano <strong>per</strong> l’attenzione