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umane sono attratte o respinte da ciò che è in sintonia

con il loro spirito, con la propria vocazione. Ecco allora

che il primo passo, nel momento in cui si ritiene di essere

pronti, per attrarre a questo progetto chi effettivamente

ha non solo volontà di “popolare” ma ancor prima chi

metta a disposizione le proprie capacità in termini

tecnici, intellettivi, organizzativi e anche finanziari

(quest’ultimo aspetto da non sottovalutare) starebbe nel

farlo conoscere. La limatura verrà attratta dalla

calamita. A quel punto si potrà porre in atto un vero e

proprio progetto realizzativo.

Fin da ora siamo però chiamati ad esporre alcuni punti

fondamentali:

Il tipo umano che deve essere parte attiva in questo

progetto deve sentire sinceramente la spinta a riallacciarsi

alle forze ancestrali rigettando categoricamente

qualunque ambientalismo modaiolo o multietnico.

Avere chiaro in mente che un simile centro deve essere

la trasformazione in

realtà dell’Idea

totalizzante a cui Thule

si richiama: Essere

l’Ordine che riunisce

quelli che saranno i

progenitori di una vera e

propria generazione che sarà chiamata a sbaragliare

non solo un vecchio sistema di idee ma lo stesso

vecchio modello di uomo. Ecco la nostra aspirazione:

L’Uomo Nuovo (vedi Essere e Divenire vol. I ).

E’ un progetto Aristocratico, nel senso primordiale del

termine, è la volontà eterna della

nascita-rinascita dei primordiali elementi etnici del

nostro Popolo, il Popolo Bianco, identificati

spiritualmente come uomini totali, in cui ogni aspetto

della vita sia legato indissolubilmente allo scopo della

loro esistenza: restare fedeli al Sangue e al Suolo.

Appare chiaro che si tratta quindi di un qualcosa che

non può rivolgersi a qualunque nostro connazionale,

tanto meno a qualunque essere umano. Non è quindi

un progetto razzista, è qualcosa di più, è un progetto

ur-neoantropico.

Questo è ciò che possiamo definire come “Colonia”, da

altri chiamata “isola rifugio”, bastione elitario di una

nuova alba, che nasca prima localmente e che poi si

diffonda come massima espressione di lotta al sistema

antietnico ovunque esistano ancora Uomini Bianchi

E’ un progetto Aristocratico, nel senso primordiale del

termine, è la volontà eterna della

nascita-rinascita dei primordiali elementi etnici del

nostro Popolo

degni di essere così definiti.

Da un punto di vista economico esso dovrebbe nascere

facendo leva su progetti di “moneta locale”, che già sia

in Italia che in altre parti d’Europa si sono visti

realizzati e alcuni perdurano tutt’ora. Innestarsi nel

luogo geografico individuato con questo punto di

partenza potrebbe anche servire a creare prima il

terreno adatto, su cui operare in seguito su più larga

scala con i futuri Coloni. Inoltre per poter avere

elementi su cui basare il progetto è d’obbligo lo studio

della nascita, dell’organizzazione e delle eventuali

cause del fallimento, di progetti simili creati in passato,

o attuali (es. visitare centri come Monte Verità, anche

se non completamente consoni a ciò che noi abbiamo

in vista, è utile per quanto riguarda questi aspetti oltre

quello importante della strutturazione).

Non solo quindi instaurare un sistema economico e

sociale in linea con i nostri principi, ma dare anche dei

chiari riferimenti

educativi e spirituali,

poiché i primi aspetti e i

secondi non sono

assolutamente slegati

tra loro ma fanno

riferimento a un’unica

visione del mondo, a un’unica visione dell’uomo che a

cui noi aspiriamo.

Sarebbe la formazione di un’Elite nel vero senso del

termine, microsocietà composte di famiglie che si

differenzino in tutto, dagli aspetti esterni a quelli più

intimi, in un mondo che si fa sempre più subumanizzato,

che darebbero domani il colpo di grazia

alla vecchia società anti-etnica per la creazione del loro

nuovo Ordine. E’ un progetto che ha la sua logica

eterna, la logica della selezione naturale. Al suo

interno sarebbe data la Formazione, in ogni aspetto, a

chi all’esterno troverà un mondo da cui avrà la

sensazione di essere stato salvato, e per questo non ne

perderà mai il contatto, proprio per rendersi conto di

cosa non dovrà mai diventare, a cosa ci è chiamati ad

abbattere, per quali motivi egli dovrà essere orgoglioso

e sprezzante di quella massa amorfa che

indirettamente, o direttamente, minaccerà il nuovo

mondo, mondo che già nel suo nascita dichiara guerra

al vecchio a cui vuol fare da contro altare. Con il

passare dei decenni questi uomini raccoglieranno non

Alessandro Murtas / Ripopolamento 7

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