Il Rosario

win.downloadsantuario.it

Il Rosario

POSTE ITALIANE S.P.A. SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE D. L. 353/2003 (CONV. IN LEGGE 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 2, DCB - NA - TASSA PAGATA TAXE PERÇUE

Il Rosario

e la Nuova Pompei

Anno 128 - N. 3 - Marzo 2012

Un cristiano esemplare

un politico fedele al popolo

un cittadino onesto


Il RosaRIo

E la Nuova PomPEI

Fondata nel 1884, è dono del Beato Bartolo Longo

a quanti diffondono la devozione

alla Vergine del Rosario e ai sostenitori

dei progetti di Carità del Santuario di Pompei

Anno 128 - N. 3 - Marzo 2012

Piazza Bartolo Longo, 1

80045 Pompei (NA)

Tel. +39 081 8577321

Fax +39 081 8503357

e-mail: rnp@santuario.it

www.santuario.it

Direttore: Carlo Liberati

Direttore Responsabile: Francesco Rosso

Caporedattore: Giuseppe Pecorelli

Coordinatore: Salvatore Casciello

Redazione: Ciro Cozzolino, Marida D’Amora,

Collaboratori:

S. Brugno, A. Ciancio, K. Di Ruocco,

A. Fontanella, B. Immediata,

C. Papadia, D. Romano

Realizzazione Grafica:

Ettore Palermo, Mario Curtis

Fotografie: G. Angellotto

Stampa: Mediagraf S.p.A. - Padova

Di questo numero sono state stampate

252.000 copie

Registrazione presso il Tribunale di Torre

Annunziata - N. 32 del 15/07/1996

Associato USPI

(Unione Stampa Periodica Italiana)

ISNN 0035 - 8282

Di questa Rivista vengono pubblicate le edizioni in

lingua inglese e spagnola. Possono essere richieste alla

Segreteria Generale - Ufficio estero del Santuario

Tel. +39 081 8577328 - Fax +39 081 8503357

ForeignOffice@santuariodipompei.it

S o m m a r i o

3 L'arte nobile della politica,

la coerenza di un vero cristiano

✠ Carlo Liberati

4 Ci si converte amando e si ama

condividendo

✠ Carlo Liberati

6 Un cristiano esemplare,

un grande italiano

✠ Vincenzo Paglia

12 I seminari formino sacerdoti

santi e santificatori

Papa Benedetto XVI

16 Benedetto XVI e Pio IX,

difensori della verità

Giuseppe Pecorelli

18 Umiltà, radice e madre

di tutte le virtù

Salvatore Casciello

22 La signora Maria,

testimonianza viva dell'amore di Dio

Giuseppe Pecorelli

24 A Maria, Salute degli infermi

Bartolo Longo

25 Il coraggio di Andrew

Marida D'Amora

26 Internet è una risorsa,

ma attenti ai pericoli

Marida D'Amora

28 Bartolo Longo in India,

una meravigliosa scoperta

Cosimo Papadia

30 In cammino con la

Madonna Pellegrina

a cura di Andrea Fontanella

32 Mons. Carlo Liberati incontra

i 195 collaboratori del Santuario

✠ Carlo Liberati

34 Tra i tanti pellegrini del Rosario

a cura di Marida D'Amora

36 Il grazie di Trame Africane

al nostro Arcivescovo

Salvatore Casciello

37 In Africa, il centro educativo

"Madonna del Rosario di Pompei"

Annamaria Ciancio

38 L'Avvocato e la giovane

contessa

Beatrice Immediata

41 Edizioni Santuario di Pompei

a cura della redazione

42 Grati alla Madonna

e al Beato Bartolo Longo

a cura di Ciro Cozzolino

44 La parola ai lettori

a cura di Katia Di Ruocco

Oscar

Luigi

Scalfaro

Editoriale

L’arte nobile della politica,

la coerenza di un vero cristiano

Oscar Luigi Scalfaro, Presidente

emerito della Repubblica italiana,

ci ha lasciato nella notte del

29 gennaio, all'età di 93 anni. Si è

spento nel sonno, nella sua casa

alla periferia di Roma.

Durante l'omelia dell’indomani,

giorno dei funerali, Mons. Paglia,

Vescovo di Terni-Narni-Amelia,

ha commosso tutti raccontando:

“Andando da lui, sul suo comodino

c’erano la Bibbia, le Fonti

Francescane, la Costituzione e il

Rosario. Ecco: Scalfaro era tutto

qui”.

Alcide De Gasperi, indimenticato

leader della Democrazia Cristiana,

chiedeva sempre ai suoi

parlamentari: “Bisogna che anche

la vostra vita privata sia in armonia

con i principi che sostenete

nella vita pubblica”. Senza voler

dare un giudizio politico sul presidente

Scalfaro, ne vogliamo ricordare

la sobrietà, l’umiltà, ma anche

la fedeltà al Vangelo e l’incondizionato

amore per la Vergine Maria.

Difese sempre pubblicamente i

valori cristiani, ma ancora di più

li visse, dando una testimonianza

di quel che vuol dire seguire Cristo

anche nell’ambiente non sempre

nobile della politica.

Quando era in visita a Napoli e

quando i tempi ristretti di un uomo

impegnato come lui lo consentivano,

non mancava mai di raggiungere

il Santuario di Pompei, per

raccogliersi in preghiera dinanzi

al venerato Quadro della Vergine.

In compagnia dell’amata figlia

Marianna, arrivava senza clamori,

in assoluta riservatezza, mentre

la scorta lo seguiva da lontano.

Entrato in Basilica, sedeva nelle

panche alla sinistra dell’altare,

proprio dietro le colonne che cingono

il presbiterio, abbandonandosi

all’abbraccio della Madonna del

Santo Rosario.

Ogni sua scelta era ricondotta

alla fede e all’amore per Maria,

che amava chiamare “la nostra

Mamma che sta nel cielo”.

Ne era così innamorato da esserne

studioso attento e, da fine

mariologo, era spesso impegnato

a tenere conferenze sulla figura

della Madre di Cristo in ogni parte

d’Italia.

Amava professare la sua fede

con la corona del Rosario accarezzata

sempre nella sua mano.

L’Italia ha bisogno urgente di politici

autenticamente cristiani.

Certo, è una grande responsabilità

rappresentare il popolo e,

forse, è umanamente impossibile

non commettere errori, però un giovane

che vuole entrare in politica

dovrebbe sentire forte il dovere di

imitare Scalfaro nella coerenza di

pensiero, di azione e di vita e di

ricordare le parole di Papa Paolo

VI, che definiva la politica “la più

alta forma di carità”.

La politica è una missione, è

servizio in cui occorre mettere da

parte il proprio interesse personale

per il bene comune.

Il cristiano, in forza della propria

fede, è chiamato all’impegno

sociale e politico.

Si tratta di una vera e propria vocazione.

Chi si fa prendere dall’ozio,

dalla pigrizia e dalla indolenza

compie un grave peccato di

omissione, trascurando il proprio

dovere quotidiano.

Il Presidente Scalfaro è stato un

modello esemplare anche per il

suo impegno politico quotidiano.

di ✠ Carlo Liberati

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

2 Anno 128 - N. 3 - 2012 [98] 3

Anno 128 - N. 3 - 2012 [99]


Il messaggio di Mons. Carlo Liberati per la Quaresima 2012

Quaresima: Mercoledì delle Ceneri

22 febbraio 2012 “Anno B”

Introduzione:

Il cammino quaresimale, che inizia con l’imposizione delle Ceneri,

prepara alla Pasqua ed è il tempo della conversione.

“L’imposizione delle Ceneri” richiama un atteggiamento interiore

– profondo di penitenza.

Il cuore è al centro della pagina di S. Matteo 6,1-6.16-18, nella

quale Gesù invita a vivere le tradizionali opere della pietà giudaica

Ci si converte amando

e si ama condividendo

e cristiana – l’elemosina, la preghiera,

il digiuno - in profondità,

nella verità e sotto lo sguardo di

Dio.

Il “Miserere” (salmo responsoriale)

ci offre il clima e il tono

penitenziale della supplica per il

perdono dei peccati.

“La preghiera”

Ha bisogno del suo clima naturale

che è il silenzio.

L’ambiente assordante che ci

circonda ci fa perdere l’atmosfera

necessaria per realizzare un

rapporto con Dio, autentico.

Qualche volta anche certe nostre

liturgie troppo teatrali, con

strepiti, suoni di cattivo gusto e

assordanti non ci permettono di

incontrare il Signore (cf. “il canto

gregoriano”).

Dio non sta mai nel chiasso

della folla: la sopporta ma non la

può condividere.

La preghiera che è l’espressione

più alta e perfetta del dialogo

con Dio diventa anche lo spazio

necessario per l’ascolto paziente

e per la normale apertura al prossimo.

“La penitenza”

La penitenza rende possibile

la sobrietà che è il vero antidoto

dello spreco.

La sobrietà ci aiuta a riscopri-

re l’essenzialità. L’avere molto

facilita la dispersione perché ci

fa sentire ingolfati nella molteplicità

delle cose inutili.

Questo ci rende impossibile

di tendere a “quell’unicum necessarium”

di cui parla Gesù alle

sorelle di Lazzaro.

Non è soltanto astenerci da

“un pasto” quello che conta, ma

piuttosto combattere l’ingordigia.

(Es. un’auto…ogni persona!).

Aggiungiamo piuttosto un posto

a tavola a chi è solo e spezziamo

il pane con il povero.

Se ci innamorassimo davvero

del pensiero di Gesù e del suo mo-

do di vivere, il mondo cambierebbe

e non soltanto perché abbiamo lasciato

vuoto il piatto ma perché abbiamo

arricchito lo spirito.

“La Carità”

Per liberarci dall’egoismo e dall’angoscia

che spesso lo accompagna

non basta dare qualcosa agli

altri.

Bisogna stemperare il desiderio

smodato (=bramosia) del possesso

con la disponibilità al servizio.

Spesso, le cose date di fronte

al bisogno più che cambiare la

situazione, illudono la nostra devozione.

Il servizio rivoluziona

la mentalità sociale, perché immersi

come siamo nella cultura

aziendale, ci allontana dalla logica

perversa dell’interesse.

Il servizio ci avvicina ed educa

all’esigenza liberante del dono.

Non dimentichiamoci l’antico

slogan quaresimale colmo di

sapienza cristiana: “ci si converte

amando e si ama condividendo”.

✠ Carlo Liberati

Arcivescovo - Prelato

e Delegato Pontificio

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

4 Anno 128 - N. 3 - 2012 [100] 5

Anno 128 - N. 3 - 2012 [101]


Un cristiano esemplare,

un grande italiano di

Pompei, Altare Maggiore del Santuario.

Spesso il Presidente Scalfaro vi si recava in forma

privata per pregare ai piedi della Vergine Maria.

L’ultimo saluto, ma la morte

non ha l’ultima parola

Autorità, care sorelle e cari fratelli,

carissima Marianna,

abbiamo ascoltato il Vangelo della morte di

Gesù mentre diamo il nostro ultimo saluto al presidente

Scalfaro. Lo salutiamo da qui, da questa

Basilica divenuta per lui il luogo della Eucarestia

domenicale. Lo rivedo tra i banchi partecipare con

gioia alle celebrazioni assieme a tutta la gente con

uno stile di fraterna semplicità che toccava il cuore

dei partecipanti.

Oggi vi entra per l’ultima volta e alla stessa ora

- le tre del pomeriggio - di quando Gesù “consegnò

il suo spirito” al Padre. Oggi non è, come sempre

prima, tra i banchi; sta davanti a noi tutti o, meglio,

davanti al Signore, con il suo corpo senza vita. Ho

scelto questo brano evangelico perché solo la morte

di Gesù può aprire uno spiraglio di luce sul buio

della morte, quella che giungerà per ciascuno di noi

e quella che oggi ci toglie questo amico caro.

Per lui c’è poi una ragione in più, la presenza

della Madre di Gesù, accanto al Figlio che muore.

Credo che anche oggi, come allora, Maria stia

qui, accanto a questo suo figlio, morto. L’amore,

la vicinanza, l’affetto rendono il terribile momento

della morte più sostenibile e il distacco meno amaro.

Stando accanto a Gesù che muore, la morte non

è l’ultima parola. E noi oggi ci stringiamo attorno

al presidente, assieme a te cara Marianna, che gli

✠ Vincenzo Paglia

Vescovo di Terni-Narni-Amelia

sei stata accanto per la tua intera vita e che hai avuto

la consolazione di sorreggerlo tra le tue braccia

proprio mentre, senza soffrire, è spirato dopo averti

detto con tono affettuoso e rassicurante per te: “sto

bene”. Era appena iniziata la domenica, il giorno

della risurrezione di Gesù. La sua Messa, ieri, era

quella del cielo.

Innamorato di Maria

Noi questa mattina, in questa santa celebrazione,

vorremmo fare nostra preghiera le parole che

Gesù rivolse dalla croce alla Madre: “Donna, ecco

tuo figlio”, nella certezza che Maria accoglie tra le

sue braccia questo suo figlio per presentarlo al Signore.

La profonda pietà mariana che segnava la

fede del Presidente non può non intenerire il cuore

di questa Madre che lui non ha cessato di amare e

per la quale ha continuato a tessere ovunque le lodi.

Sì, il presidente, per l’intero corso della sua vita, ha

sentito in profondità il bisogno di una presenza materna

nella vita dei credenti, nella vita degli uomini,

spesso indurita dalla violenza e dall’abbandono.

Tutti abbiamo bisogno di una protezione materna,

nessuno è così forte da poterne fare a meno.

Testimone della fede,

senza ideologismi

Anche per questo Oscar Luigi Scalfaro è stato

un grande cristiano, un credente con una religio-

Così Mons. Vincenzo Paglia,

che ha presieduto i funerali,

ha definito il compianto Presidente

emerito della Repubblica Italiana,

scomparso il 30 gennaio 2012.

Nella sua omelia, che pubblichiamo,

il ritratto di un uomo dalla profonda

fede e dalla umanità semplice,

innamorato di Dio e dell’Italia.

sità che lo legava alla tradizione profonda della

pietà anche nel nostro Paese. Era una fede scevra

da ideologismi; si nutriva della lettura delle Sante

Scritture, partecipava con attenzione alla Santa Liturgia,

non tralasciava mai la preghiera ed era fedele

all’aiuto per i poveri, sino alla fine della sua vita,

sino a questi ultimi giorni. Lo ricordo, ad esempio,

inviare i suoi doni per il pranzo dei poveri a Natale

che si tiene qui in Basilica. E non dimenticò mai il

turbamento che ebbe nel vedere la condizione dei

poveri a Calcutta quando volle partecipare ai fune-

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

6 Anno 128 - N. 3 - 2012 [102] 7

Anno 128 - N. 3 - 2012 [103]


Il presidente Scalfaro con Giovanni Paolo II,

al quale lo legava una profonda e reciproca stima.

rali di Madre Teresa. Fu audace, durante la guerra

Iran - Irak, nel richiedere al governo turco di lasciar

passare attraverso la frontiera trecento profughi irakeni

permettendo loro così di sfuggire dalla morte.

“Un vero miracolo”, commentava lui stesso.

Promotore del bene comune

e dei valori etico-cristiani

Ha sempre manifestato la sua fede, senza tuttavia

ostentarla. Per lui la fede era fonte di ispirazione

per la vita, era un sostegno per conservare l’integrità

nei comportamenti, era la forza per l’impegno

civile e politico. Per questo non ha mai voluto abbandonare

il distintivo della Azione Cattolica nella

quale era entrato militante fin da giovane. L’impegno

nella vita pubblica, anche in quella politica,

non significò mai mettere da parte la professione

della sua fede cristiana. Semmai, era proprio dalla

fede che traeva il disinteressato impegno in favore

del bene comune del Paese, dell’intera società, del-

l’Europa. Del resto, lui riluttante, dovette cedere

alle pressioni dell’allora vescovo di Novara, Leone

Ossola, che gli impose di scendere in campo per

aiutare il Paese a ristabilirsi.

Il vescovo si giustificò: “Oggi sacrifichiamo

uno dei nostri giovani migliori, d’altra parte ora la

prima linea è lì, nella politica”. E il giovane Oscar

Luigi non ha mai pensato la sua fede staccata dalla

militanza nella politica, senza confondere i piani,

sino al termine dei suoi giorni. Sono significative le

parole inviate dal papa Benedetto XVI: “Si è adoperato

per la promozione del bene comune e dei

valori etico-cristiani propri della tradizione storica

e civile dell’Italia”.

Ha amato l’Italia

Il Presidente Scalfaro in effetti è stato anche un

grande italiano. Ha speso l’intera sua vita per l’Italia,

impegnandosi negli anni della ricostruzione

e dello sviluppo e poi combattendo perché conser-

vasse la struttura costituzionale stabilita negli anni

del dopoguerra. Abbiamo appena terminato di celebrare

i 150 anni dell’unità.

Lui, con qualche orgoglio, sottolineando la diversità

delle sue origini familiari, napoletane, calabresi

e piemontesi, amava dire: “sono figlio dell’unità d’I-

11 Ottobre 1987. Il presidente Scalfaro

partecipa al Meeting dei Giovani all’interno

degli Scavi di Pompei.

Nella foto in alto, una tenera carezza

della figlia Marianna.

talia”. È stato figlio di questo Paese

e assieme ne è stato un grande

servitore.

Nel corso del Novecento sono

state molteplici e talora apicali le

responsabilità che lo hanno visto

in prima linea. Non è mio compito

parlarne, altri lo faranno con

ben maggiore competenza, e sarà

la storia a trarre le conclusioni.

Ma dobbiamo riconoscere - ed

è bene sottolinearlo oggi mentre lo

accompagniamo verso la patria del

cielo che pure ha tenacemente cercato

- che nel corso della sua vita Oscar

Luigi Scalfaro ha amato questa patria

terrena con passione, con tenacia,

anche con caparbietà sino

all’ostinazione.

Ultimamente - consapevole delle difficoltà del

Paese ma anche dell’urgenza di una nuova consapevolezza

- amava ricordare un episodio che diceva

avesse segnato in lui una svolta nella coscienza del

primato del bene comune del Paese.

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

8 Anno 128 - N. 3 - 2012 [104] 9

Anno 128 - N. 3 - 2012 [105]


Difensore della Costituzione

Raccontava che lo colpì il fatto di alcuni parlamentari

che al mattino, nell’approntare le leggi

ordinarie, si scontravano e non solo verbalmente,

mentre nel pomeriggio, impegnati nella scrittura

della Costituzione, si trasformavano: le differenze

del mattino - quelle legate ai pur legittimi interessi

di parte - venivano accantonate per far emergere la

comune volontà nel delineare le fondamenta su cui

costruire il Paese distrutto dalla guerra. “Avevo 27

anni, allora, e non ho mai più dimenticato quella

scena”, concludeva il Presidente, come ad auspicare

anche oggi lo stesso spirito.

Di qui la sua passione nella difesa della Costituzione

repubblicana perché quel “patto che ci lega”

- come amava dire - fosse rispettato nella lettera e

nello spirito, senza dimenticare il bisogno di modifiche

da apportare ma, appunto, nello spirito che

l’ha fatta nascere.

“Scalfaro era tutto qui”

E ieri mattina, quando sono giunto al suo capezzale,

mentre la morte - arrivata dolce e senza

traumi, forse a ricompensa di altri che aveva dovuto

soffrire nella vita - mi è caduto lo sguardo sul

suo comodino, accanto al letto: vi erano poggiati la

corona del rosario, la Bibbia, le Fonti Francescane

e la Costituzione Italiana.

Si potrebbe dire che Scalfaro era tutto qui. Sì,

cari amici, oggi il nostro Paese perde un grande

credente e un grande cittadino.

Ma se ne conserviamo la passione che aveva per

il Signore e quella che aveva per il Paese, partirà

certamente più lieto verso la patria del cielo, la Gerusalemme

celeste di cui abbiamo ascoltato dall’Apocalisse.

È stato un servo buono e fedele e può

entrare a far parte del cielo, come sta scritto: “Chi

sarà vincitore erediterà questi beni: io sarò suo Dio

ed egli sarà mio figlio” (Ap 21,7).

A colloquio con il presidente

Giorgio Napolitano.

Vedrà il Volto di Dio,

che ha cercato per tutta

l'esistenza terrena

Sulle porte della Gerusalemme del cielo incontrerà

il Signore - Domineddio, come lui lo chiamava

- che ha amato nella sua lunga vita e di cui ha

cercato il volto. La Madre di Gesù, già da questa

Basilica lo sostiene tra le sue braccia e lo conduce

nel cielo per consegnarlo tra le braccia del Figlio

perché abiti là dove ogni lacrima è asciugata e non

vi è più la morte. E tanti altri si accalcano alle porte

della santa Gerusalemme per salutarlo, si possono

scorgere gli amici dell’avventura politica, a partire

dal suo De Gasperi e tanti che ha incontrato

nella sua vita. Tra tutti, ecco anche la sua adorata

sposa, Maria, Marianuzza, che la morte gli tolse

giovanissima. Il dolore per questa separazione lo

ha accompagnato per la vita. E quando ti diceva,

cara Marianna, che “era bellissima” tu lo prendevi

anche un po’ in giro dicendogli che lui invece

era ormai vecchio. Oggi si riabbracceranno con un

amore ancora più grande e senza più separazione. E

il Presidente, circondato dai tanti amici che lo circonderanno

nel cielo, ben più numerosi di quanti ne

contiene ora questa basilica, ripeterà anche a noi:

“Sto bene”. Sì, caro Presidente tu starai certamente

bene, ma a noi comunque mancherai, ci mancheranno

le tue parole, il tuo sorriso, i tuoi consigli, le

tue impennate, il tuo rigore, la tua testimonianza di

credente, la tua umanità profonda, il tuo amore per

questo nostro Paese.

Il feretro di Oscar Luigi Scalfaro

sul quale spicca un fascio

di peperoncini rossi, omaggio

alle sue origini calabresi.

Mons. Paglia in corteo

con il feretro del Presidente

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

10 Anno 128 - N. 3 - 2012 [106] 11

Anno 128 - N. 3 - 2012 107]


I discorsi del Santo Padre

I seminari formino sacerdoti

santi e santificatori

26 gennaio, nella Sala Clementina

del Palazzo Apostolico Vaticano,

Papa Benedetto XVI, citando il beato

Papa Giovanni XXIII, ha così esortato

i superiori e i seminaristi dei Pontifici

Seminari Campano, Calabro e Umbro,

incontrati in occasione del centenario

di fondazione.

Signori Cardinali, venerati Fratelli

e cari Seminaristi!

Sono molto lieto di accogliervi in occasione del centenario

di fondazione dei Pontifici Seminari Campano,

Calabro e Umbro. Saluto i Confratelli nell’Episcopato

e nel Sacerdozio, i tre Rettori con i collaboratori

e i docenti, e soprattutto saluto con affetto voi,

cari Seminaristi! La nascita di questi tre Seminari

Regionali, nel 1912, va compresa nella più ampia

opera di incremento della formazione dei candidati

al sacerdozio portata avanti dal Papa san Pio X, in

continuità con Leone XIII. Per venire incontro alle

accresciute esigenze formative, la strada intrapresa

fu quella dell’aggregazione dei Seminari diocesani

in nuovi Seminari regionali, insieme con la riforma

degli studi teologici, la quale produsse un sensibile

innalzamento del livello qualitativo, grazie all’acquisizione

di una cultura di base comune a tutti e ad

un periodo di studio sufficientemente lungo e ben

strutturato. Un ruolo importante svolse al riguardo

la Compagnia di Gesù. Ai Gesuiti, infatti, fu affidata

la direzione di cinque Seminari regionali, tra

cui quello di Catanzaro, dal 1926 al 1941, e quello

di Posillipo dalla fondazione ad oggi. Ma non fu la

sola formazione accademica a trarne benefici, poiché

la promozione della vita comune tra giovani seminaristi

provenienti da realtà diocesane differenti

favorì un notevole arricchimento umano. Singolare

è il caso del Seminario Campano di Posillipo, che

dal 1935 si aprì a tutte le regioni meridionali, dopo

che ebbe riconosciuta la possibilità di concedere i

gradi accademici.

Nell’attuale contesto storico ed ecclesiale l’e-

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

12 Anno 128 - N. 3 - 2012 [108] 13

Anno 128 - N. 3 - 2012 109]


sperienza dei Seminari regionali

si presenta ancora assai opportuna

e valida. Grazie al collegamento

con Facoltà ed Istituti

teologici, consente di avere accesso

a percorsi di studio di livello

elevato, favorendo una preparazione

adeguata al complesso

scenario culturale e sociale nel

quale viviamo. Inoltre, il carattere

interdiocesano si rivela una

efficace “palestra” di comunione,

che si sviluppa nell’incontro con

sensibilità diverse da armonizzare

nell’unico servizio alla Chiesa

di Cristo.

In questo senso, i Seminari regionali

forniscono un incisivo e

concreto contributo al cammino

di comunione delle Diocesi, favorendo

la conoscenza, la capacità

di collaborazione e l’arricchimento

di esperienze ecclesiali tra

i futuri presbiteri, tra i formatori

e tra gli stessi Pastori delle Chiese

particolari. La dimensione regionale

si pone inoltre come valida

mediazione tra le linee della

Chiesa universale e le esigenze

delle realtà locali, evitando il rischio

del particolarismo.

Le vostre regioni, cari amici,

sono ricche di grandi patrimoni

spirituali e culturali, mentre vivono

non poche difficoltà sociali.

Pensiamo, ad esempio, all’Umbria,

patria di san Francesco e

di san Benedetto! Impregnata di

spiritualità, l’Umbria è meta continua

di pellegrinaggi.

Al tempo stesso, questa piccola

regione soffre come e più di altre

la sfavorevole congiuntura economica.

In Campania e in Calabria

la vitalità della Chiesa locale, alimentata

da un senso religioso ancora

vivo grazie a solide tradizioni

e devozioni, deve tradursi in

Mons. Carlo Liberati saluta il Santo Padre

nell'occasione del Centenario della Fondazione

dei Pontifici Seminari Campano, Calabro e Umbro.

una rinnovata evangelizzazione.

In quelle terre, la testimonianza

delle comunità ecclesiali deve

fare i conti con forti emergenze

sociali e culturali, come la mancanza

di lavoro, soprattutto per i

giovani, o il fenomeno della criminalità

organizzata.

Il contesto culturale di oggi

esige una solida preparazione filosofico-teologica

dei futuri presbiteri.

Come ho scritto nella

mia Lettera ai Seminaristi, a conclusione

dell’Anno Sacerdotale,

«non si tratta soltanto di imparare

le cose evidentemente utili,

ma di conoscere e comprendere

la struttura interna della fede nella

sua totalità, che non è un sommario

di tesi, ma è un organismo,

una visione organica, così che

essa diventi risposta alle domande

degli uomini, i quali cambiano,

dal punto di vista esteriore,

di generazione in generazione, e

tuttavia restano in fondo gli stessi»

(cfr n. 5). Inoltre, lo studio

della teologia deve avere sempre

un legame intenso con la vita di

preghiera. È importante che il seminarista

comprenda bene che,

mentre si applica a questo oggetto,

è in realtà un “Soggetto” che

lo interpella, quel Signore che gli

ha fatto sentire la sua voce invitandolo

a spendere la vita a servizio

di Dio e dei fratelli. Così

potrà realizzarsi nel seminarista

oggi, e nel presbitero domani,

quella unità di vita auspicata dal

documento conciliare Presbyterorum

Ordinis (n. 14), la quale

trova la sua espressione visibile

nella carità pastorale, «il principio

interiore, la virtù che anima

e che guida la vita spirituale del

presbitero in quanto configurato

a Cristo capo» (Giovanni Paolo

II, Esort. ap. postsinodale Pastores

dabo vobis, 23). È indispensabile,

infatti, l’armoniosa integrazione

tra il ministero con le

sue molteplici attività e la vita

spirituale del presbitero. «Per il

sacerdote, il quale dovrà accompagnare

altri lungo il cammino

della vita e fino alla porta della

morte, è importante che egli stesso

abbia messo in giusto equilibrio

cuore e intelletto, ragione e sentimento,

corpo e anima, e che sia umanamente

“integro”» (Lettera

ai Seminaristi, 6). Sono queste le

ragioni che spingono a prestare

molta attenzione alla dimensione

umana della formazione dei candidati

al sacerdozio.

È infatti nella nostra umanità

che ci presentiamo davanti a Dio,

per essere davanti ai nostri fratelli

degli autentici uomini di Dio.

Infatti, «chi vuole diventare sacerdote,

deve essere soprattutto

un “uomo di Dio”, come lo scrive

san Paolo al suo allievo Timoteo

(1 Tm 6,11). ... Perciò la cosa

più importante nel cammino ver-

so il sacerdozio e durante tutta la

vita sacerdotale è il rapporto personale

con Dio in Gesù Cristo»

(cfr Lettera ai Seminaristi, 1). Il

beato Papa Giovanni XXIII, nel

ricevere i Superiori e gli alunni

del Seminario Campano, in occasione

del 50° di fondazione, alle

soglie del Concilio Vaticano II,

espresse questa ferma convinzione

così: «A questo tende la vostra

educazione, in attesa della missione

che vi verrà affidata a gloria

di Dio e per la salvezza delle

anime: formare la mente, santificare

la volontà. Il mondo aspetta

dei santi: questo soprattutto.

Prima ancora che sacerdoti colti,

San Giovanni Maria Vianney,

noto come il Santo Curato d'Ars

eloquenti, aggiornati, si vogliono

sacerdoti santi e santificatori».

Queste parole risuonano ancora

attuali, perché forte più che

mai è nella Chiesa tutta, come

nelle vostre particolari regioni di

provenienza, la necessità di operai

del Vangelo, testimoni credibili

e promotori di santità con la

loro stessa vita.

Possa ciascuno di voi rispondere

a questa chiamata! Per questo

assicuro la mia preghiera, mentre

vi affido alla guida materna della

Beata Vergine Maria e di cuore vi

imparto una speciale Benedizione

Apostolica. Grazie.

Benedetto XVI

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

14 Anno 128 - N. 3 - 2012 [110] 15

Anno 128 - N. 3 - 2012 [111]


Pontefici e profeti

Benedetto XVI e Pio IX,

difensori della verità

“L’idea di verità è stata nella pratica

eliminata e sostituita con quella di

progresso. Il progresso stesso è la

verità. Tuttavia in quest’apparente

esaltazione esso diventa privo di

direzione e si vanifica da solo”.

Papa Benedetto XVI

■ di Giuseppe Pecorelli

Èil 18 aprile 2005 quando il cardinale

Joseph Ratzinger, nell’omelia

della Missa pro eligendo

Romano Pontefice, colpì tutti

con queste parole: “Quanti

venti di dottrina abbiamo conosciuto

in questi ultimi decenni, quante correnti

ideologiche, quante mode di pensiero… La piccola

barca del pensiero di molti cristiani è stata non di

rado agitata da queste onde, gettata da un estremo

all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo”.

E più avanti, colui che all’indomani sarà eletto

successore di Pietro e assumerà il nome di Benedetto

XVI, aggiunse: “Mentre il relativismo, cioè il

lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina

appare come l’unico atteggiamento all’altezza

dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura

del relativismo che non riconosce nulla come definitivo

e che lascia come ultima misura solo il proprio

io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un’altra

misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. È lui la

misura del vero umanesimo”.

Queste parole, riprese ampiamente dalla stampa

mondiale, delinearono in anticipo alcuni tratti

rilevanti della figura del Santo Padre: la capacità

dello studioso di arrivare immediatamente al centro

dei problemi, ma anche tutta la premura di un

padre, che vede l’umanità prendere strade del tutto

sbagliate.

L’uomo sembra aver dimenticato Dio e vive

come se non esistesse un Padre, un Creatore. In altri

casi ancora, ci si costruisce un Dio “di convenienza”,

un Dio a propria misura, un Dio che dice sempre sì ai

Nella pagina accanto, ritratto del beato Pio IX ,

opera di G. P. A. Healy del 1871

esposta nel Museo Pio IX di Senigallia.

desideri dell’uomo. Il Papa, pur nella sua paterna

dolcezza, è fermo nel dire che Dio è Amore ed è

anche Verità.

La figura di Papa Benedetto XVI ci ricorda

quella di Papa Pio IX, pontefice dal 1846 al 1878 e

anch’egli difensore indomabile della Verità, di cui

riconobbe sempre il primato. L’8 dicembre 1864,

giorno dell’Immacolata Concezione, Papa Pio IX

pubblicò l’enciclica “Quanta cura” e, in contemporanea,

il “Sillabo”, un elenco degli errori più gravi

che derivano dalla negazione di Dio, visti e condannati

alla luce divina della Verità.

I punti toccati dal Sillabo sono ottanta. Vogliamo

citare il terzo: “L’umana ragione, senza tener

verun conto di Dio, è l’unica arbitra del vero e del

falso, del bene e del male, e legge a se stessa, e con

le naturali sue forze basta a procacciare il bene degli

uomini e dei popoli”. Non è forse quello che sta

capitando anche oggi? Con quali risultati? Si pensi

al mondo della scienza e della medicina, che con

somma razionalità, ma senza alcuna fede, alcuna

religiosità, sembra migliorare la vita degli uomini,

ma in taluni casi volge all’autodistruzione dell’umanità

(si consideri la pillola abortiva, la RU486).

E si pensi al mondo della finanza, razionalissimo

anch’esso, ma altrettanto privo di fede e di religiosità,

capace spesso di creare potentati economici

sulla prevaricazione, sull’inganno legalizzato, sul

soffocamento dei diritti altrui.

Se solo si fosse dato retta a Papa Pio IX, che

invece fu accusato di fermare il progresso e lo sviluppo

della civiltà, nonché d’essere un oscurantista

e un fanatico, le più grandi tragedie del Novecento

sarebbero state evitate e nazismo e comunismo non

avrebbero ucciso decine di milioni di uomini e di

donne.

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

16 Anno 128 - N. 3 - 2012 [112] 17

Anno 128 - N. 3 - 2012 [113]


Umiltà

radice e madre

di tutte le virtù

■ di Salvatore Casciello

L

a prima regola dell’umiltà

cristiana è

quella di riconoscere

il nostro essere creatura

e il diritto di Dio ad essere

Dio e a disporre della nostra vita.

Nel libro dei Proverbi è scritto:

Il timore di Dio è scuola di saggezza...”(Pr

15,33)

Il Vangelo condanna chi si esalta,

tiranneggia ed angoscia; ed eleva

invece tutti coloro che sono umili.

Il Magnificat, lo mette meravigliosamente

in evidenza: “L'anima

mia magnifica il Signore, e

lo spirito mio esulta in Dio, mio

Salvatore, perché egli ha guardato

all’umiltà della sua serva.

Da ora in poi tutte le generazioni

mi chiameranno beata (...)” (Lc

1:46-48,52,53).

È Gesù stesso che percorre la via

dell'umiltà: “Prendete su di voi

il mio giogo e imparate da me,

che sono mite e umile di cuore; e

troverete ristoro delle vostre anime;

poiché il mio giogo è dolce

e il mio carico è leggero” (Mt

11:28-30). Gesù ce lo spiega in

maniera mirabile quando effettua

la lavanda dei piedi ai suoi

discepoli. “Quando dunque ebbe

loro lavato i piedi ed ebbe ripreso

le sue vesti, si mise di nuovo a tavola,

e disse loro: “Capite quello

che vi ho fatto? Voi mi chiamate

Maestro e Signore; e dite bene,

perché lo sono. Se dunque io, che

sono il Signore e il Maestro, vi ho

lavato i piedi, anche voi dovete lavare

i piedi gli uni agli altri” (Gv.

7:12-14).

L'umiltà cristiana però, non dovrebbe

mai scaturire da una pessima

opinione di sé stessi. Non riconoscere

le virtù che Dio ci ha

dato è una forma di umiltà inopportuna.

Quand'anche il non sentirsi

importante, fosse davvero

giustificato, l'umiltà non implica

mai il disprezzare sé stessi.

Paradossalmente è proprio quel

non essere importante che é im-

portante agli occhi di Dio.

L'umiltà cristiana, quindi, non è né

tristezza né sottomissione. L'umiltà

vera è invece la capacità di ridimensionare

necessità e affanni.

“Chi di voi, per quanto si affanni,

può aggiungere un'ora sola alla

sua vita?” (Lc 12:22-31). L’umiltà

deve generare fraternità vera, nel

bisogno interiore di aiutarci gli uni

Ancora una volta, dunque,

guardiamo a Cristo

come modello di umiltà

e di gratuità: da Lui

apprendiamo la pazienza

nelle tentazioni,

la mitezza nelle offese,

l’obbedienza a Dio nel dolore,

in attesa che Colui

che ci ha invitato ci dica:

"Amico, vieni più avanti!"

(cfr Lc 14,10);

il vero bene, infatti,

è stare vicino a Lui.

Benedetto XVI

con gli altri. L’umiltà allora non

deve essere un sentimento negativo,

ma al contrario deve nascere

da un sentimento appagato e appagante

che porta a scelte concrete

e gradite a Dio.

Gesù nel Vangelo ci dice di imparare

da lui che è “mite e umile di

cuore”. E Gesù non era certamente

né un uomo triste né un uomo sot-

tomesso. Era libero da convenzioni

e da condizionamenti. L'umiltà per il

cristiano è il primo gradino verso la

perfezione, la virtù più gradita a Dio.

Saper riconoscere i propri limiti,

quindi, ma apprezzare anche le proprie

potenzialità e, consci di queste

ultime, mettersi a disposizione del

prossimo, lasciandosi guidare esclusivamente

dall'Amore di Dio.

San Francesco d’Assisi, umile tra gli umili

Un esempio evidente di Umiltà è stato dato dalla vita e dall’Ordine fondato

da San Francesco, nato nel 1182 ad Assisi e morto nella stessa cittadina nel

1226.

Povertà, obbedienza e castità sono aspetti fondamentali della vita di Francesco

e dei suoi discepoli. L’umiltà e la rinuncia dei beni terreni, ai quali si accompagnò

sempre l’opera del santo, gli valse il nome di “Imitatore di Cristo”.

L’Umiltà secondo Francesco é porsi al di sotto di tutto e di tutti, al servizio

dell’ultimo, per essere davvero al servizio di Dio, liberandosi anche dai desideri

terreni che allontanano l’uomo dal bene e dalla giustizia.

Francesco d’Assisi fondò tre ordini riconosciuti dalla Chiesa cattolica esistenti

tutt’oggi ed aventi Costituzioni proprie. Il primo ordine è quello dei frati

minori. La loro vita è ancora oggi ispirata dalla Regola bollata approvata

dal papa Onorio III nel 1223. Il secondo ordine è quello delle Clarisse fondato

insieme a Santa Chiara d’Assisi, la quale ha redatto una Regola propria. È

costituito da suore di clausura ed attualmente è presente in tutto il mondo. Il

terzo ordine nacque per i laici, o meglio per i secolari, cioè coloro che pur non

entrando in convento, vivono nelle loro famiglie la spiritualità francescana.

Oggi è chiamato Ordine Francescano Secolare.

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

18 Anno 128 - N. 3 - 2012 [114] 19

Anno 128 - N. 3 - 2012 [115]


"Imparate da me,

che sono mite

ed umile di cuore"

(Mt 11,29)

Caterina Volpicelli, fondatrice della

Congregazione delle Ancelle del Sacro

Cuore, vissuta tra il 1839 e il 1894, fu

proclamata santa da Papa Benedetto XVI

il 26 aprile 2009. Sebbene appartenente

all’alta borghesia napoletana, rinunciò agli

effimeri valori di una vita elegante e spensierata,

per aderire ad una vocazione di

perfezione e di santità.

Caterina era così umile che quando andava

a visitare chi si trovava in cattive condizioni

sia economiche sia di salute, si vesti-

Giovanni Paolo II, un’opera instancabile

per portare Dio ad ogni uomo

Con queste parole, Gesù chiedeva

ai suoi discepoli di imitarlo

nella pratica di una virtù così

rara al giorno d'oggi. In queste

due pagine proponiamo cinque

figure di vita santa, che hanno

seguito Cristo compiendo la volontà

di Dio assumendola come

propria.

■ a cura di Marida D'Amora, Giuseppe Pecorelli, Salvatore Casciello

Caterina Volpicelli, la buona samaritana

della Napoli del suo tempo

Giovanni Paolo II celebrò la sua prima liturgia domenicale da Pontefice il 22

ottobre 1978, in Piazza San Pietro. Nell’omelia di quel giorno, disse con

forza a tutto il popolo di Dio: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le

porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi

economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.

Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!”. Al termine

della celebrazione Eucaristica, con un gesto inaspettato, Giovanni Paolo II scese

i gradini della Basilica e andò incontro ai fedeli. Poi, prima di andar via, rivolto

verso le folle, sollevò le croce pastorale e la innalzò come un vessillo. Come

dire: guardate il Crocifisso e non me, osannate il Crocifisso e non me.

Papa Wojtyla, pur nella sua grandezza, restò sempre umile. Era animato da una

continua premura: portare Dio ad ogni uomo, anche nelle terre più lontane.

Giovanni Paolo II visitò Pompei il 21 ottobre 1979. Circa cento anni prima, siamo

nel 1901, Bartolo Longo, inaugurando la facciata del Santuario di Pompei,

aveva profetizzato: “Vedremo la bianca figura del rappresentante di Cristo benedire

le genti accolte in questa piazza”.

va sempre in modo molto semplice per

non mettere in soggezione. Costante fu

la sua opera verso i malati dell’Ospedale

degli “Incurabili” in Napoli, ai quali portava

sollievo materiale e spirituale. Visitava

spesso anche i “bassi” della sua città,

soffermandosi a parlare con la gente più

umile del popolo.

Quando si accorgeva di non avere con sé

altri soldi da donare, arrivava a privarsi

dei suoi stessi vestiti pur di portare un

po’ di conforto ai più sfortunati.

Giuseppe Moscati, il medico santo

L

’umiltà di san Giuseppe Moscati, vissuto tra il 1880 e il 1927, affondava le sue

radici nella profonda convinzione di non aver nulla di suo, ma di aver ricevuto

tutto in dono da Dio. Nella sua professione di medico, come nella vita ordinaria,

non faceva mai valere i suoi titoli, anzi si scherniva quando gli attribuivano guarigioni

miracolose, affermando che tutto il merito era di Dio. Chiamava “colleghi” anche

gli studenti del primo anno, coinvolgendoli spesso nella risoluzione di casi clinici.

Esempio fulgido di umiltà e di carità cristiana, non chiedeva compenso a chi aveva

bisogno di assistenza e non poteva pagarsela, anzi li aiutava addirittura a sue spese:

senza farsi scorgere, al momento di consegnare le ricette, metteva al suo interno

anche delle banconote. A chi gli chiedeva quali erano, nell’ordine, le virtù più gradite

a Dio era solito rispondere con una frase di Sant’Agostino: “La prima è l’umiltà,

la seconda è l’umiltà, e se mi domanderai ancora, è sempre l’umiltà”.

Leonardo Murialdo nacque nel 1828 a Torino,

in una famiglia benestante e profondamente

cristiana.

Per estrazione sociale avrebbe potuto condurre

una brillante carriera ecclesiastica,

ma preferì aiutare i poveri, soprattutto la

gioventù misera e abbandonata. Il suo motto

era “fare e tacere” e la sua vita si svolse

nella normalità, estranea alla ricerca di visibilità,

gloria o consensi.

Presi i voti, nel 1851, cominciò il suo apostolato

nel primo oratorio della città, dove

dovette provvedere a miserie inimmagina-

L

’amore e la misericordia divina suscitano

nel servo di Dio Eustachio Montemurro

una vocazione adulta, segnata da un severo

esame di sé e da profonda umiltà. Eustachio,

in alcune note scritte durante gli esercizi spirituali

che precedono l’ordinazione sacerdotale

a 47 anni, è molto critico nei confronti

di se stesso per non aver saputo riconoscere

subito il progetto di Dio su di lui.

Nato a Gravina di Puglia nel 1857, fu sempre

sensibile alle sofferenze e ai bisogni del prossimo

e il suo impegno fu profuso ad alleviarne

Leonardo Murialdo, al servizio dei

ragazzi poveri e abbandonati

Eustachio Montemurro, una vita

per il bene del prossimo

bili e, dove molti genitori, prima di morire,

gli affidavano i propri figli affinché si prendesse

cura di loro.

Fu direttore del Collegio Artigianelli, in cui

i giovani venivano educati e preparati a un

mestiere, e fondò la Confraternita laicale

di San Giuseppe, che aveva lo scopo di aiutare

i ragazzi soli e poveri.

Fu un prete semplice e gioioso e trovava

forza nella preghiera “fatta con umiltà, confidenza,

perseveranza”. Morì nel 1900 a causa

di una polmonite. Venne beatificato nel

1963 e canonizzato nel 1970.

i mali e le angosce. Come medico, ascoltava,

curava e incoraggiava i malati, come cittadino

fece sua la voglia di giustizia delle classi meno

abbienti. Fondò le Congregazioni dei “Piccoli

Fratelli del SS. Sacramento”, delle suore

“Missionarie Catechiste del Sacro Cuore” e

delle “Figlie del Sacro Costato e di Maria SS.

Addolorata”. Accusato di troppo zelo, chiese

al Papa il trasferimento a Pompei, dove

fu medico di Bartolo Longo e dove si dedicò

all’educazione dei fanciulli abbandonati, dei

figli dei carcerati e alla cura dei moribondi.

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

20 Anno 128 - N. 3 - 2012 [116] 21

Anno 128 - N. 3 - 2012 [117]


Una storia di guarigione

■ di Giuseppe Pecorelli

La signora Maria,

testimonianza viva

dell’amore di Dio

■ di Giuseppe Pecorelli

La signora che sorride

nella foto si

chiama Maria Recce

e vive ormai da

anni a Melbourne,

in Australia, paese

che la Missione mariana del Santuario

di Pompei visitò dal 18 novembre

al 3 dicembre del 2005.

All’epoca, la signora Maria era

gravemente ammalata, tanto che

i medici le sconsigliavano ogni

spostamento. La sua fede fu, però,

più forte del dolore e della malattia,

che pure la debilitava e le provocava

profonda sofferenza. In

Australia le distanze tra le città

sembrano infinite. Maria, che veniva

da un ciclo di terapia, pesantissimo

nelle sue conseguenze,

comprò il biglietto e, insieme a

suo marito Pasquale, salì a bordo

dell’aereo che l’avrebbe portata

da Melbourne a Sydney, dove la

sacra Icona della Madonna del

Rosario stava per essere accolta

nella Cattedrale di St. Mary.

Quando Maria entrò nella magnifica

chiesa gotica e vide lontano

il dipinto della Vergine, cominciò

a camminare con passo

sostenuto, andando incontro alla

Madonna come per cercarne l’abbraccio.

Era tanto il bisogno di Maria

Santissima, del suo amore di Madre,

che la signora Recce ci racconta

che, nell’avvicinarsi, perse finanche

le scarpe. E, quando fu davanti

alla Madonna, le si prostrò ai piedi,

togliendo la parrucca che le copriva

la testa priva di capelli, conseguenza

della chemioterapia. Alla Vergine,

Maria non chiese la guarigione,

ma le si volle mostrare in tutta la

propria sofferenza, supplicandola

interiormente: “Guarda le mie condizioni,

prendimi con te!”. Per

quattro giorni, Maria pregò nella

cattedrale di St. Mary, ritrovando

serenità. La Madre celeste era lì

con lei e questo la rendeva forte,

al di là delle proprie forze.

Quel che sorprese tutti - Maria

era affetta da un tumore al seno,

che lasciava poche speranze

- fu ciò che accadde nei giorni

successivi. Ci racconta Maria: “Incredibilmente,

settimana dopo settimana,

cominciai a sentirmi meglio.

Ad ogni controllo, mi sentivo dire

che andavo migliorando sempre

di più. Crebbero anche i capelli.

Dopo sei mesi, i due dottori che

avevano seguito il corso del mio

male, mi riferirono che il tumore

era scomparso”. Maria era guarita.

Nel mese di novembre, la missione

mariana è tornata in Austra-

lia e ha visitato anche Melbourne,

dal 9 al 13 novembre. Maria

è tornata a ringraziare la Madonna

di Pompei, stavolta serena e

sorridente, accompagnata nella

vita dall’amore del marito, delle

due figlie, dei tre nipoti e delle

due sorelle, Lucia e Celina, che

è religiosa tra le Suore Domenicane

“Figlie del Santo Rosario di

Pompei” e vive nella città mariana.

Nel Messaggio di Papa Benedetto

XVI per la XX Giornata

Mondiale del Malato, tenutasi

l’11 febbraio, il Santo Padre si è

soffermato sulle parole che Gesù

rivolse ad un lebbroso: “Àlzati

e va’; la tua fede ti ha salvato!”

(Lc 17,19). Abbiamo voluto parlare

della signora Maria non solo

per dire come, ancora oggi, Dio

misericordioso si pieghi sul dolore

dell’uomo, ma anche perché

questa storia sia di aiuto a quanti,

nelle sofferenze della vita, si sentono

scoraggiati.

Dio ci ha creati per essere felici,

siamo chiamati alla gioia. Questa

deve essere la nostra certezza.

Anche quando il Padre non ci

dona la grazia della guarigione,

non smette di amarci, anzi sembra

amarci di più perché diventiamo

come suo Figlio Gesù in

Croce. Scrive il Papa nel suo Messaggio:

“La fede di quell’unico

lebbroso che, vedendosi sanato,

pieno di stupore e di gioia, a differenza

degli altri, ritorna subito

da Gesù per manifestare la propria

riconoscenza, lascia intravedere

che la salute riacquistata è

segno di qualcosa di più prezioso

della semplice guarigione fisica,

è segno della salvezza che Dio ci

dona attraverso Cristo”.

Ai malati diciamo, dunque:

forza! Non abbiate paura! Maria

è con voi! E noi li sosterremo, da

questo venerato Santuario, mettendoli

al primo posto nelle nostre

preghiere.

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

22 Anno 128 - N. 3 - 2012 [118] 23

Anno 128 - N. 3 - 2012 [119]


in preghiera

20 agosto 1879: Bartolo Longo sta male, molto

male, è quasi moribondo. Le condizioni

critiche di salute, però, non lo fermano e il Fondatore

del Santuario della Beata Vergine del Rosario

di Pompei continua a scrivere.

Quel 20 agosto sarà ricordato come il giorno in

cui il Beato avrà terminato di comporre la “Novena

alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per

impetrare le grazie nei casi più disperati”. Di quel

testo, mirabile esempio d’abbandono totale tra le

braccia della Madre di Dio, vogliamo proporre ai

nostri lettori l’orazione che Bartolo Longo scrisse

perché si recitasse nel secondo dei nove giorni di

preghiera. Grazie a quella richiesta di soccorso,

il Beato guarirà e, grato e gioioso, dedicherà alla

Vergine una seconda novena, questa volta “di

A Maria, Salute degli infermi

“Prostrata a’ piedi del tuo trono,

o grande e gloriosa Signora,

l’anima mia ti venera tra gemiti ed affanni

ond’è oppressa oltre misura.

In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo,

io alzo confidente gli occhi a Te,

che ti sei degnata di eleggere per tua dimora

le campagne dei poveri ed abbandonati contadini.

E là, rimpetto alla città ed all’anfiteatro

da gentileschi piaceri, ove regna silenzio e ruina,

Tu, come Regina delle Vittorie, hai levato la tua

voce potente per chiamare

d’ogni parte d’Italia e del mondo cattolico

i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio.

Deh, ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia

che giace avvilita nel fango.

Miserere di me, o Signora,

miserere di me che sono oltremodo ripieno

di miserie e di umiliazione.

Tu, che sei lo sterminio dei demonii,

difendimi da questi nemici che mi assediano.

Tu, che sei l’Aiuto dei Cristiani,

traimi da queste tribolazioni

in cui verso miserevolmente.

Tu, che sei la Vita nostra,

trionfa della morte che minaccia l’anima mia

in questi pericoli in cui trovasi esposta;

ridonami la pace, la tranquillità, l’amore,

la salute. Così sia”.

Bartolo Longo

ringraziamento”. Scriverà: “Con la letizia nel cuore,

coll’animo compreso dalla più viva

gratitudine io ritorno a Te, mia generosa

Benefattrice, mia dolce Signora, Sovrana del mio

cuore, a Te, che ti dimostrasti veracemente la Madre

mia, la Madre che assai mi ama. Io era gemebondo,

e Tu mi ascoltasti; io era afflitto, e Tu mi consolasti;

io era nelle angustie, e Tu mi ridonasti la pace”.

Proponiamo questo testo perché

l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine

di Lourdes, si terrà la XIX Giornata Mondiale

del Malato. Nel suo tradizionale Messaggio, Papa

Benedetto XVI s’è soffermato sul tema “Dalle sue

piaghe siete stati guariti” (1Pt 2, 24), proposto dal

Pontificio Consiglio per la

pastorale della salute. (G.P.)

Andrew Adansi Bonnah ha 11 anni e abita

ad Accra, la capitale del Ghana, in Africa

Occidentale. Ingegnoso e coraggioso,

ma soprattutto generoso, Andrew,

guardando in televisione, in questi ultimi mesi,

le immagini della Somalia, in Africa Orientale,

dove migliaia di ragazzini della sua età muoiono

ogni giorno di fame, ha trascorso le sue vacanze da

scuola raccogliendo fondi da inviare in loro aiuto.

A causa della guerra civile, che dura ormai da 80

anni, e della ciclica siccità, la Somalia vive una situazione

davvero critica, la carestia che ne deriva

colpisce ormai quasi 13 milioni di persone tra Somalia,

Kenya, Etiopia e Gibuti.

Vedere quei bambini scheletrici, malati e privi della

possibilità di curarsi, ha destato in Andrew il desiderio

di fare concretamente qualcosa per loro.

Sacrificando il suo tempo libero, ha cominciato a

chiedere a tutti di aiutarlo nella sua impresa.

Così, con l’ingenuità e la temerarietà di un ragazzino

della sua età, si è fatto innanzitutto profeta in

casa propria, convincendo il suo papà, insegnante,

a donare l’intero stipendio di un mese, circa 500

dollari, poi, altri familiari e via via numerosi cono-

Imparare dai piccoli

Il coraggio di Andrew

Un bambino del Ghana

raccoglie da solo 4.000 dollari

per aiutare i coetanei meno

fortunati della Somalia

scenti. Infine, bussando alle porte di molte aziende

importanti, quali banche, istituti assicurativi, società

di telecomunicazioni e case farmaceutiche, Andrew

è riuscito a raccogliere ben 4.000 dollari in

soli due mesi.

“Save Somali Children from Hunger”, che tradotto

significa, “Salva i bambini somali dalla fame”, è

lo slogan che ha fatto stampare su una maglietta

indossata il 26 agosto 2011 ad Addis Abeba, alla

conferenza dell’Unione Africana, l’organizzazione

internazionale che raggruppa tutti gli Stati africani,

eccetto il Marocco. Per niente intimorito dal fatto

di trovarsi tra i più importanti leader africani, ha

lanciato il suo grido di speranza per i bambini della

Somalia.

Ma la sua impresa non si ferma qui. Andrew vuole

raccogliere almeno 13.000 dollari e per questo

si sta impegnando nell’organizzazione di concerti,

spettacoli e partite di calcio affinché l’Africa possa

contare su se stessa per risolvere i propri problemi.

Se molti altri giovani del nostro secolo si comportassero

in maniera così generosa, il futuro del mondo

sarebbe lastricato di speranza.

Marida D’Amora

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

24 Anno 128 - N. 3 - 2012 [120] 25

Anno 128 - N. 3 - 2012 [121]


Giovani e nuove tecnologie

■ di Marida D'Amora

Nonostante i ripetuti inviti da parte della

Chiesa, degli Stati e delle associazioni

a tutela dei minori a educare i

giovani a un uso attento e moderato

di internet, bambini e adolescenti

continuano a essere maltrattati, sfruttati

e abusati sessualmente da adulti conosciuti in

rete.

I dati sono allarmanti. Solo negli ultimi mesi, la

stampa ha reso noti innumerevoli casi in cui ragazzine

di età compresa tra i 13 e i 14 anni, sono state

adescate in chat da falsi coetanei, per poi essere

costrette a prostituirsi, ad avere rapporti sessuali

con il proprio adescatore o a realizzare video e foto a

sfondo erotico, da inviare tramite web al proprio “fidanzato

virtuale”.

“Save the Children”, l’Organizzazione che tutela

i diritti dei bambini e degli adolescenti, mette in

guardia le famiglie: il 27% dei ragazzi italiani dà appuntamento

di persona a qualcuno conosciuto su

internet e il 17% ha rapporti intimi con persone con-

Internet è una risorsa,

ma attenti ai pericoli

In Italia, secondo un’indagine

dell’Unione Europea, 8 genitori

su 10 non percepiscono il rischio

legato alla frequentazione della

Rete da parte dei loro figli

adolescenti. Eppure, proprio

come nella vita reale, “le strade

virtuali” sono piene di insidie

e non sempre sicure.

tattate via web. Inoltre, l’8% dei minori tra i 15 e

i 17 anni mette le proprio foto nude o provocanti in

rete.

Anche il centro studi di Telefono Azzurro ci aiuta

a capire meglio il fenomeno: ogni anno, 1 minore su

5 è contattato in rete da un molestatore o da un pedofilo,

mentre il 30% delle adolescenti ammette di

essere stata molestata sessualmente in chat. Eppure

molte mamme e molti papà sembrano ignorare il

fenomeno.

È evidente che una delle insidie più pericolose

della rete è proprio il “grooming”, la tecnica di manipolazione

psicologica grazie alla quale il potenziale

abusante cura (dall’inglese grooms) la potenziale

vittima, inducendola gradualmente a superare

le resistenze per passare dall’incontro virtuale a

quello reale, con tutti i rischi che questo comporta.

Eppure quella degli adolescenti di oggi è stata

definita la prima “generazione digitale”, quella Digital

Native (cresciuta con le nuove tecnologie) che

dovrebbe avere tra le sue fila capitani di lungo cor-

so, abili a navigare in tutta sicurezza tra gli sconfinati

oceani di Internet. Forse lo è in quanto abile a “smanettare”

tra i suoi contenuti ma, di contro, in quanto

pioniera, è completamente sprovveduta riguardo ai

pericoli che esso nasconde.

Internet, ovvero Interconnected networks (reti interconnesse),

è ormai una giungla senza confini e senza

punti di riferimento, dove è facile restare intrappolati.

Per questo la Comunità Europea ha istituito,

nel 2004, il Safer Internet Day, celebrato quest’anno

il 7 febbraio, per informare le persone di tutte le

età a un utilizzo corretto, sicuro e consapevole dei

nuovi media.

Ma la colpa non è tutta dei media. La Chiesa stessa

ne riconosce le grandi potenzialità. Papa Benedetto

XVI, nel Messaggio pubblicato nel 2011 per

la Giornata delle Comunicazioni Sociali, affermava

che le nuove tecnologie, e in particolare i Social

Network, offrono nuove opportunità di condivisione

e di creazione di relazioni positive tra i giovani,

che devono però evitarne i pericoli, come il rifugiar-

si in un mondo “parallelo” o l’eccessiva esposizione

al mondo virtuale.

È quello che sottolineano anche gli psicologi quando

affermano che oggi, soprattutto tra le ragazzine, è

molto diffuso il bisogno di presentarsi in maniera

provocante e allusiva su pagine web. Per questo è

molto importante educare i bambini al rispetto del

proprio corpo e della propria dignità e metterli in

guardia dalle false identità che si incontrano in chat.

La responsabilità, dunque, è anche della società

che ha smarrito i valori e in cui i ragazzi crescono

in maniera sempre più spregiudicata. La verità è che

l’unico media pericoloso è quello usato senza criterio.

Per questo il Papa rivolge un invito ai cattolici

affinché esercitino una presenza attiva in rete. “Esiste

- ha detto il Papa - uno stile cristiano di presenza

anche nel mondo digitale, che si concretizza in una

forma di comunicazione onesta e aperta, responsabile

e rispettosa dell’altro”. La Chiesa ha, infatti, più

volte sottolineato che il messaggio del Vangelo può

essere veicolato anche attraverso internet.

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

26 Anno 128 - N. 3 - 2012 [122] 27

Anno 128 - N. 3 - 2012 [123]


Bartolo Longo in India,

una meravigliosa scoperta

■ di Cosimo Papadia

Ho intrapreso questo viaggio in India

non solo per visitarla, ma anche per

conoscere una realtà, quella realizzata

da un sacerdote indiano molto attivo,

Padre Alessandro Mariadas Ravindran (nella foto,

ndr), già Rettore di un seminario minorile, molto

devoto della Madonna di Pompei, una devozione

che risale alla sua infanzia, quando, nella casa

della madre, di estrazione cattolica, esisteva un

quadro della Regina del Santo Rosario.

Padre Alessandro ha conosciuto la Carità dell’Avvocato

Longo verso i ragazzi dopo un incontro

con un devoto del Beato nella Santa Casa di

Loreto, assieme al quale è nata l’idea di costruire

in India un orfanotrofio intitolato proprio al Beato

Bartolo Longo. Una storia apparentemente semplice,

per la sua naturale conclusione, ma altrettanto

complessa da raccontare, per le molteplici combinazioni

che hanno caratterizzato gli eventi. In soli

due anni, infatti, si è realizzato il grande progetto

Un orfanotrofio nel villaggio di Thalarkulam,

nello Stato del Tamil Nadu. L’opera del

Fondatore del Santuario continua grazie

al lavoro instancabile di Padre Alessandro

Mariadas Ravindran, che in soli due anni ha

realizzato un’imponente struttura, capace

di accogliere decine di ragazzi, bisognosi

d’affetto e di formazione.

dell’Orfanotrofio intitolato “Casa della Divina

Misericordia Beato Bartolo Longo”.

Cosa dire? Mi ha commosso scoprire in India, alla

periferia di un villaggio del Tamil Nadu, una via

intitolata al nostro Beato di Pompei; non avrei mai

creduto, se non avessi visto di persona con i miei

occhi. Così mi sono incamminato lungo una strada

battuta e, attraversando un silenzioso boschetto

di alberi di cocco, che costeggia una risaia, con

grande sorpresa mi trovo davanti una imponente

struttura, di circa 1500 mq., posta su due piani,

circondata da un bosco di cocco e piante esotiche,

in un clima di vera pace, sul cui tetto “troneggia”

una eloquente statua del Beato Bartolo Longo.

Forse la grande opera di carità del Beato continua

ai nostri giorni anche in India, nel silenzio,

a beneficio di tanti ragazzi soli, con tante storie

alle spalle, con cronache di omicidi in famiglia,

di AIDS ed altro… una commovente storia, forse

utile ed opportuna da far conoscere proprio ai vostri

affezionati giovani lettori! L’ospite più piccolo

ha solo quattro anni; il papà è morto di AIDS e la

madre, anch’essa affetta dal morbo, è in fin di vita.

Vicende complesse ed anche drammatiche vissute

da questi ragazzi, ospitati da Padre Alessandro,

che segue con amore e determinazione lo stile di

vita che appartiene alla scuola longhiana.

Mi riallaccio, così, ad un articolo apparso sulla

vostra Rivista “Il Rosario e la nuova Pompei”:

“L’AIDS c’è… io l’ho incontrata”, in cui veniva

messo ben in evidenza il dramma di questa

sconcertante malattia, largamente diffusa anche

in India; un dramma umano, vissuto da numerose

famiglie che, non avendo sostegno alcuno e comprensione

umana (tanto meno sociale), sfociano

nel suicidio, lasciando abbandonati tanti bimbi

che, non avendo nessuno al mondo, rischiano di

essere travolti dalla ‘subdola carneficina’ dei trafficanti

di organi!

È un dramma reale che si incontra ovunque in

India, dove, per tante ragioni, sono coinvolti

Sua Beatitudine George Alencherry, Arcivescovo Maggiore di

Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi, in India, è stato

creato cardinale da Sua Santità Papa Benedetto XVI il 18

febbraio. Fu proprio il cardinale Alencherry ad inaugurare, il 9

febbraio 2010, l’orfanotrofio “Casa della Divina Misericordia

Beato Bartolo Longo”.

bambini che non possono avere nessun aiuto dalla

società legata ad ataviche tradizioni culturali.

Ritornando nell’ambiente dell’orfanotrofio, sarebbe

interessante descrivere come vivono questi

ragazzi i vari momenti della giornata, scanditi da

un dolcissimo suono di campanello. Tutti momenti

diversi perché vissuti con spontanea volontà, con

solidale cameratismo, anche se ognuno nasconde

tristi vicende personali, commoventi storie, utili

da far conoscere a quei giovani che, volendo, possono

visitare l’India e vivere, per qualche giorno,

la quotidianità di questi ragazzi. (1-continua)

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

28 Anno 128 - N. 3 - 2012 [124] 29

Anno 128 - N. 3 - 2012 [125]


In cammino con la

Madonna Pellegrina

■ a cura di Andrea Fontanella

Agerola 9-16 ottobre 2011

Agerola, poco più di settemila anime che vivono tra

case arroccate sui verdeggianti Monti Lattari, ha un

legame speciale con la Beata Vergine del Rosario. Da

venticinque anni, nella seconda settimana di maggio,

gli agerolesi si mettono in cammino e, percorrono i

faticosi diciannove chilometri che li separano da Pompei.

Per quanto l’incontro con Maria sia continuo e la

Madre di Cristo segua ovunque tutti i suoi figli, è talora

necessario incontrarsi e, attraverso gli occhi, vedere

e sentire più vicina la Madonna del Rosario.

A distanza di due anni dall’ultima visita, dal 9 al 16 ottobre,

Maria è stata pellegrina ad Agerola, accolta dal

sindaco Luca Mascolo e da tanti devoti nella parrocchia

di San Martino Vescovo nella frazione di Campora

e nella parrocchia della Madonna delle Grazie

nella frazione di San Lazzaro. Parroco di entrambe

le comunità è don Luigi Avitabile, promotore dell’i-

niziativa insieme all’equipe della Missione mariana. Il

sacerdote non si è sorpreso per il grande afflusso in

chiesa: “È Maria che chiama le persone, tante persone

che pure non frequentano”. La sua speranza è che

quest’avvenimento possa conquistare soprattutto i

giovani e che possa avvicinarli alla preziosa preghiera

del Rosario. Anzi, don Luigi e tutta la sua comunità hanno

assunto un impegno: far diventare i padri di famiglia

promotori, nelle loro case, del pregare insieme il

Rosario. Don Luigi ci spiega che “le famiglie pregano,

ma spesso non hanno tempo”.

La celebrazione Eucaristica conclusiva è stata presieduta

da Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi-

Cava de’ Tirreni, che ha esortato i presenti ad affidare

la propria vita nelle mani di Maria e a pregare il Santo

Rosario, perché autentico compendio del Vangelo.

G.P.

Capurso 4-8 dicembre 2011

Ultimo impegno, nel 2011, dell’Icona pellegrina

della Vergine del Santo Rosario è stata la comunità

di S. Maria del Pozzo in Capurso di Bari. Alla

presenza del Rettore del Santuario P. Francesco

Piciocco, di tutta la comunità dei Frati minori, del

Sindaco Francesco Crudele, delle autorità militari

e dei tanti fedeli accorsi, domenica 4 dicembre, l’Icona

è giunta presso la Chiesa Madre, accolta dal

Parroco don Franco Ardito.

Dopo la Santa Messa, in processione, ha fatto il

suo ingresso nel Santuario di santa Maria del Pozzo.

Anche qui, la Missione Mariana del Rosario ha

realizzato pienamente la sua specifica vocazione,

quella fondata sulla più nota e popolare preghiera

mariana: il Santo Rosario. Questa preghiera semplice

ma profonda, rivolta a Maria e guidata da Maria,

che va al cuore della fede cristiana, è stata riscoperta

e vissuta con grande devozione dai tanti fedeli e

pellegrini che hanno sostato dinanzi all’Icona.

Attraverso una catechesi attenta, ispirata alla lettera

Apostolica “Rosarium Virginis Mariae”, i padri missionari

hanno potuto avvicinare ogni persona indicando

una strada privilegiata per la salvezza.

Per realizzare un’esperienza di conversione, di missionarietà,

di costruzione della pace è necessario

affidarsi, confidare in Maria e fidarsi di Maria, che

ci aiuta alla contemplazione dei misteri di Cristo.

L’esperienza mariana pervade tutta la vita del fondatore

del Santuario e della Nuova Pompei, il Beato

Bartolo Longo, di origini pugliesi. “Uomo della Madonna”

come ha affermato il Beato Papa Giovanni

Paolo II, il Longo ha risposto alla chiamata di Dio

divenendo strumento di diffusione del culto mariano

nel mondo. Seguendo l’esempio del B. Bartolo

Longo, ciascuno è chiamato ad essere apostolo e

discepolo di Cristo nonché missionario del Vangelo

nella vita di tutti i giorni. Ogni giorno, come un

fiume in piena, in tanti hanno riempito il Santuario

per l’intera durata della missione. Migliaia di persone

giunte anche dai centri vicini, in un alternarsi di

preghiere, hanno salutato ed aperto i loro cuori, si

sono abbandonati tra le braccia della Madre, affidandole

la loro vita, le proprie sofferenze, certi del

suo amore materno e misericordioso.

Nella solennità dell’Immacolata Concezione si è conclusa

la peregrinatio Mariae nella bella comunità del

Santuario di Santa Maria del Pozzo in Capurso di

Bari e dopo la celebrazione Eucaristica delle 11.00,

l’Icona pellegrina ha fatto ritorno a Pompei.

Domenico Romano

Le prossime Missioni

MONTEROSSO ALMO (RG)

07/11 Marzo 2012

Parrocchia S. Giovanni Battista

SCILLICHENTI (CT)

11/12 Marzo 2012

Parrocchia Maria Ss. del Rosario

SABAUDIA (LT)

21/25 Marzo 2012

Parrocchia SS. Annunziata

dei Frati M. Conv.

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

30 Anno 128 - N. 3 - 2012 [126] 31

Anno 128 - N. 3 - 2012 [127]


16 febbraio 2012, Sala Marianna De Fusco

Mons. Carlo Liberati incontra

i 195 collaboratori del Santuario

Riportiamo di seguito l'intervento

dell'Arcivescovo rivolto ai dipendenti

Situazione grave e persistente dal punto di vista

economico-finanziario per tutto il Santuario.

La legge N. 149 del 2001, abolendo gli Orfanotrofi

ha distrutto il nostro carisma.

Non avendo più “Istituti” di accoglienza quotidiana

continuata e non essendoci più “Collegi”,

non abbiamo più offerte.

Né oblazioni, né testamenti con donazioni di im-

mobili, né oro, né argento, né monili o oggetti preziosi

o quadri d’arte. Le offerte sono diminuite di

circa il 95% e tendono ad assottigliarsi ancora in

modo preoccupante.

L’Arcivescovo non riceve quasi più offerte da

oltre due anni.

Il nostro bilancio comprende un fabbisogno mensile

per il mantenimento del personale che ammonta

a Euro 350.000,00.

L’Arcivescovo deve fare i conti con entrate

che non ci sono più mentre le spese sono in aumento.

Se dal 2001 sono stati chiusi gli Istituti, restano

però in piedi i N. 925 Alunni delle nostre

Scuole che il Beato Bartolo Longo ha istituito per

“Istituti” già chiusi fin dallo stesso anno 2001 perché

aboliti.

Il Beato Bartolo Longo li aveva aperti e consolidati

per dare ai bambini, ai ragazzi, ai giovani, titoli

di studio che lo Stato italiano non poteva conferire

e perché non c’era, allora, la “scuola dell’obbligo”.

Ormai da quasi un secolo le cose sono profondamente

cambiate e le nostre Scuole secondarie paritarie

superiori (Istituto Professionale e Liceo Socio

– Pedagogico) sono un “doppione” della Scuola

di Stato e per noi non risultano più indispensabili.

A noi ora spetta coltivare in modo fondamentale

gli Asili, le Scuole Elementari, le Scuole Medie

perché danno un impulso determinante all’educazione

globale alla vita dei giovani e li indirizzano

alla scoperta della propria vocazione e ruolo sociale.

Il resto, in una situazione così drammatica dal

punto di vista economico-finanziario, non riusciamo

a gestirlo più né, voi, mi avete mai suggerito

alcunché in questi otto anni.

Sto cercando personalmente, per salvare gli

Istituti Superiori, “Sponsor” che finanzino direttamente

queste Scuole, ad essi ho chiesto di

poter dare domani “occupazione” ai futuri diplomati.

Perché è inutile spendere Euro 450.000,00

annui per giovani che al termine degli studi si trovano

regolarmente disoccupati.

E spero di riuscirci anche se non ho ancora

le necessarie garanzie. Intanto ringrazio e molto

Mons. Salvatore Acampora e Don Giovanni Russo

che si stanno interessando, con amore vero, del

problema scolastico.

Porterò il fatto al prossimo Consiglio di Amministrazione

che si riunirà martedì p.v. 21 febbraio.

In questo contesto di una intensa mia fatica personale

e di qualche intelligente collaboratore sopra

citato, è molto triste e porta sconforto che qualche

“irresponsabile” tra voi offenda, calunni, sbeffeggi

il vostro Arcivescovo come dimostra questo

documento che vi distribuisco.

Qualcuno ritiene ancora che il Santuario

sia ricco: non è vero.

I beni che ci sono stati dati in un secolo, sono

serviti a mantenere gli Istituti di Carità, gli orfani,

i figli e le figlie dei carcerati, i ragazzi e i poveri di

strada, gli anziani soli, le donne e le ragazze madri,

i “pellegrini poveri”, i diseredati e questuanti

di ogni giorno.

I beni che restano servono a garantire un minimo

di sussistenza e il fondamento legale dell’esistenza

autonoma del Santuario e vanno gelosamente

conservati, ben amministrati e con la dovuta

manutenzione ordinaria e straordinaria.

In questo panorama desolante di crisi si inserisce

la realtà domenicale della diminuzione delle offerte.

Aumentano “i pellegrini” ma diminuiscono

le oblazioni nonostante il grande apostolato di

accoglienza che riserviamo a 3 milioni e mezzo

di fedeli.

Ciò che voi tutti non dovete e non potete dimenticare

è che il Santuario non è un’Azienda, né

Società per Azioni, né Società a Responsabilità

limitata, né Cooperativa ma soltanto un’Istitu-

zione Caritativa che esiste per fare il bene ai più

bisognosi, ai veri poveri, all’infanzia e alla gioventù

abbandonata, agli anziani soli.

Nel Santuario ci si sta soltanto per amore.

Chi ci si trovasse soltanto perchè riceve uno

stipendio, non sta al posto giusto.

Non so se in futuro vi si potranno garantire tutte

le certezze assicurate fino ad oggi: lo spero.

Intanto da oltre tre anni - e in silenzio e spesso

senza riposare la notte - con l’aiuto della Divina

Provvidenza e l’intercessione della Vergine SS.ma

del S. Rosario, vi abbiamo dato tutto.

Aiutiamoci a garantirlo anche per il futuro.

Che il Signore e la Madonna ci benedicano.

✠ Carlo Liberati

Arcivescovo - Prelato e Delegato Pontificio

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

32 Anno 128 - N. 3 - 2012 [128] 33

Anno 128 - N. 3 - 2012 [129]


Tra i tanti pellegrini del Rosario

1. Nella foto in basso, Suor Elvira

Martinelli, pellegrina al Santuario

mariano nei mesi scorsi. In occasione

del suo 50° anniversario di

professione religiosa, suor Elvira,

originaria di Castellammare di

1

Stabia, ha ringraziato la Madonna

per questi anni trascorsi nella

Congregazione delle Suore Carmelitane

Missionarie di S. Teresa

del Bambino Gesù a Roma e,

poi, a Cerveteri, durante i quali

ha ricoperto molteplici incarichi

e mansioni. Tra questi, l’educazione

e la formazione di tantissimi

bambini e ragazzi che l’hanno

resa vera testimone del Vangelo.

A Pompei è giunta con le sue sorelle,

Anna e Rita, altri familiari

ed amici.

2. Nel mese di ottobre, come è

ormai tradizione da moltissimi

anni, è giunta in pellegrinaggio al

Santuario la Confraternita “Beata

Vergine del Rosario di Pompei”

di Cassina de’ Pecchi, in provincia

di Milano. Guidate dalla Priora,

Maria Rosaria Di Benedetto,

le pellegrine hanno pregato per

le sorelle e per tutta la comunità.

Dopo aver partecipato alla Catechesi

fatta da don Rosario Pepe

sul tema dell’Eucarestia, le pellegrine

cassinesi hanno incontrato

Mons. Liberati che le ha spronate

a coinvolgere sempre di più i giovani,

futuro della società e della

Chiesa.

3. In visita al Santuario di Pompei,

il 26 gennaio, il Rettore dei

Santuari di Lourdes, Padre Horacio

Brito. In Italia per partecipare

a diverse conferenze e incontri,

Padre Brito ha fatto tappa

a Pompei per rendere omaggio

alla Vergine del Rosario, accompagnato

dal Preside della Sezione

“Napoli San Felice” dell’Ordine

Equestre del Santo Sepolcro di

Gerusalemme, Angelo Giovanni

Marciano, da don Sebastiano Bonavolontà,

Cappellano della Grot-

ta di Lourdes, e dal Delegato, Domenico

Cuozzo.

4. In occasione del “Patto di Amicizia”

stipulato con il Comune di

Pompei, Sakae Kumagawa, Sindaco

della città giapponese Tsumagoi-Mura,

ha visitato la Basilica

della Vergine del Rosario di

Pompei, assieme al vice-sindaco,

Kuroiwa Noriyuki, e al Rappresentante

dei media giapponesi

in Italia, Tetsuro Akanegakubo.

Il patto fonda le basi sul comune

destino delle due città, Pompei e

Tsumagoi Mura, entrambe nate

sulle rovine di una precedente

città distrutta da un’eruzione vulcanica.

La delegazione giapponese

è stata accompagnata al santuario

dal Gen. Giovanni Albano,

a cura di Marida D'Amora

Responsabile dei rapporti diplomatici

della città di Pompei, e dal

consigliere Raffaele Marra (nella

foto).

5. Pellegrino al Santuario, Mons.

Pedro Daniel Martinez Perea,

Vescovo di San Luis, Argentina.

Caro amico di Mons. Carlo Liberati,

Mons. Martinez è venuto in

visita nella città mariana per porgere

i suoi auguri all’Arcivescovo

in occasione del suo VIII anniversario

di episcopato a Pompei,

festeggiato lo scorso 24 gennaio.

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

34 Anno 128 - N. 3 - 2012 [130] 35

Anno 128 - N. 3 - 2012 [131]

12

15

13

14


Il 31 dicembre scorso, durante

il rito tradizionale del “Te

Deum”, presieduto dall’Arcivescovo

di Pompei, Monsignor

Carlo Liberati, l’associazione

“Trame Africane”, guidata dal

presidente, Pasquale Coppola, ha

consegnato al prelato una targa

di ringraziamento per l’impegno

profuso a sostegno delle iniziative

benefiche dalla onlus in Ken-

Il presidente di Trame Africane, Pasquale Coppola,

con Mons. Carlo Liberati.

Il grazie di Trame Africane

al nostro Arcivescovo

■ di Salvatore Casciello

ya e in Repubblica Democratica

del Congo.

La targa è una copia fedele di

quella che la onlus ha apposto

all’interno del St. Therese Mission

Hospital di Kiirua, in Kenia.

Una targa che ha inteso rendere

pubblico e tangibile un sentimento

come la riconoscenza non

sempre facile da esternare. Un

gesto all’apparenza semplice, ma

di immenso valore nella sostanza.

“La catena di solidarietà messa

in moto dall’associazione con

sede in Pompei e Scafati, si alimenta

e si sostiene con l’affetto

e l’aiuto proprio delle persone

che vivono in quest’area.

È qui che abbiamo avviato il

nostro percorso di solidarietà.

Importantissimi per noi sono

stati l’affetto e il sostegno accordatoci

soprattutto quando eravamo

agli inizi”. Con queste poche

ma sentite parole il presidente

Coppola ha inteso ringraziare i

numerosissimi sostenitori che,

con il loro impegno, hanno consentito

di raggiungere traguardi

sempre più importanti: “Un

ringraziamento particolare – ha

proseguito - va sicuramente al

Pontificio Santuario di Pompei

ed al suo Arcivescovo Carlo

Liberati, che ci ha sempre incoraggiato

e sostenuto aprendoci le

porte e accogliendoci con affetto

e pazienza.

Grazie appunto alla disponibilità

e alla benevolenza del

Santuario di Pompei e del suo

Arcivescovo nel metterci a

disposizione strutture come

il teatro, il chiostro e l’area

meeting, tante sono state nel

tempo le attività organizzate per

far conoscere i nostri progetti e

per permetterci di raccogliere

i fondi necessari per portare il

nostro aiuto alle popolazioni

della regione del Meru, un pezzo

d’Africa tartassato dalla povertà

e dall’emergenza sanitaria. È

proprio grazie all’aiuto di uomini

come Mons. Liberati, che

siamo arrivati alla realizzazione

di una struttura sanitaria divenuta

in breve tempo la struttura di

riferimento di un’intera regione,

di un ospedale capace di dare

una risposta concreta alla grave

emergenza sanitaria che attanaglia

quest'area del Kenya”.

Un nuovo progetto di solidarietà in Costa d’Avorio

In Africa, il centro educativo

“Madonna del Rosario di Pompei”

Si raccolgono i primi frutti di “Le note degli

Angeli”, la trasmissione televisiva andata in onda

quest’estate su Raiuno dal Santuario di Pompei,

riscuotendo uno strepitoso successo di critica e di

pubblico. Grazie ai fondi raccolti, l’Associazione

onlus “La Carità genera carità” ha cominciato,

in un’area di estrema povertà, la costruzione di

una struttura per bambini portatori di handicap

o vittime di pesanti situazioni familiari.

Grazie al ricavato degli sms solidali, ricevuti

l’estate scorsa, durante la diretta, si è potuto dare

inizio ad un nuovo progetto di solidarietà in Costa

d’Avorio, per sancire un gemellaggio con questa

terra d’Africa, già da qualche anno meta di missioni

umanitarie dei giovani della Diocesi di Pompei.

Lo scorso novembre, il produttore televisivo

Enzo Palumbo, accompagnato dalla cantante lirica

Cecilia Gasdia, ospite della trasmissione, hanno

partecipato alla cerimonia di posa della prima

pietra del prossimo Centro Educativo dedicato

alla Madonna del Rosario di Pompei.

“La Carità è forza d’Amore, la Carità è sintesi

di cuori”, sosteneva il Beato Bartolo Longo.

Un grazie, dunque, a quanti, attraverso gli sms,

hanno unito il proprio cuore al nostro.

Annamaria Ciancio

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

36 37

Anno 128 - N. 3 - 2012 [132] Anno 128 - N. 3 - 2012 [133]


L’Avvocato

e la giovane contessa

Il 9 febbraio del 1924 la contessa

Marianna De Fusco-Longo

entrava nell’eternità.

Questo anniversario è motivo

per ricordare quanto di mirabile è

accaduto in Valle di Pompei dalla

fine dell’Ottocento in poi.

Valle di Pompei (era chiamato

così questo luogo all’epoca) custodiva

i ruderi dell’antica Pompei

distrutta dall’eruzione del Vesuvio

del 79 dopo Cristo, e pochi

contadini abitavano ormai la valle

semi deserta ai piedi del gigante

di fuoco. Ma in questa valle è avvenuto

uno dei più grandi prodigi

della fede cristiana: la redenzione

di un popolo pressoché abbandonato

a se stesso e il sorgere di

una nuova èra di fede, proprio in

un posto dove in antico venivano

adorati gli idoli del paganesimo.

Questo libro ripercorre i tratti

salienti di una storia che ha segnato

il percorso di fede di tante persone,

una vera moltitudine. Molto

è stato scritto sui fatti pompeiani,

ma quest’ultimo lavoro è certamente

“nuovo” per quel piglio quasi

investigativo sul passato che

stempera poi in uno sguardo affettuoso,

comprensivo per le vicissitudini

umane che hanno cercato

di condizionare i disegni di Dio

nella Storia degli uomini. Ed è

certamente uno dei libri più com-

■ di Beatrice Immediata

pleti e documentati sulla Storia

di Pompei.

L’Autrice si incammina in una

ri-lettura del passato attorno alle

origini del Santuario mariano, ritenuto

tra i più famosi al mondo:

quello della SS. ma Vergine del

Rosario di Pompei. E scandaglia

con passione i fatti, gli eventi, la

vita dei protagonisti perché ne emerga

il substrato autentico, al di

là del già detto e magari complementare

a quello.

Questo lavoro è un ultimo sguardo,

in ordine di tempo, sulle origini

della “Nuova Pompei” con il

suo Santuario, le sue opere sociali

e la fede di una coppia particolare

che li rese possibili. Ed è una

sorta di “rivisitazione”, più di un

secolo dopo, di quei fatti lontani,

quasi a richiamare alla memoria

lo splendore di un affresco mariano

di singolare bellezza, e coloro

che lo resero possibile attraverso

i disegni di Dio.

Ma è altresì un tributo di riconoscenza

verso una delle tante

donne del passato, Marianna De

Fusco-Longo. Donne che, ancorché

dimenticate, hanno contribuito

con la loro abnegazione e solidarietà

alla Storia civile e religiosa

del nostro Paese.

Infine, è un omaggio a una coppia

storica: Marianna e Bartolo

Longo. Questi due furono posti

dalla Provvidenza a fondamento

di uno dei Santuari mariani più

amati al mondo, ad accendere una

luce di fede e di speranza.

È interessante notare come,

attraverso l’indagine storica che

ricostruisce la realtà socio-culturale

dell’epoca in “Valle di Pompei”,

si vengono a conoscere le

motivazioni, le urgenze, le istanze

che furono alla base di un’opera

religiosa e sociale, unica.

Pompei prima dell’arrivo

del Beato: una terra

abbandonata a se stessa

È la fine dell’Ottocento. Un’epoca

in cui non esistono infrastrutture

pubbliche, specialmente

nell’entroterra rurale; non esiste

l’obbligo scolastico per i bambini

e neppure scuole statali; un’epoca

in cui prolifera il brigantaggio

e si moltiplicano i piccoli e grandi

reati; un’epoca in cui le donne,

fin da bambine, in questi livelli

infimi di povertà, sono a rischio

di prostituzione; un’epoca in cui

i poveri vivono nell’ignoranza

e nella miseria, abbrutiti da un

lavoro dagli orari impossibili e

mal pagato. E i loro figli hanno

lo stesso orizzonte di futuro miserabile

e senza speranza.

L’inizio dell’opera

di Bartolo Longo

e di Marianna De Fusco

Ma un giorno, “correva l’anno

1872…”, scrive l’avvocato

Bartolo Longo, capita a Valle di

Pompei un giovane avvocato in

crisi esistenziale. Quest’uomo, per

un impulso interiore che lui stesso

racconta, trova la soluzione nel

dedicarsi a un’opera di fede e di

solidarietà umana a favore della

gente di questi luoghi. E comincia

dai bambini che, senza genitori

(al lavoro nei campi fino a

sera o in carcere) sono abbandonati

per strada. È l’inizio della realtà

straordinaria di Pompei. Realtà

che verrà costruita in tandem con

una giovane donna della nobiltà

partenopea, la contessa Marianna

De Fusco, che in seguito diverrà

sua moglie.

Un’idea grandiosa:

la costruzione del Santuario

e della Nuova Pompei

E venne la costruzione del Santuario;

agli inizi doveva essere soltanto

una piccola chiesa di campagna…

Seguirono le opere di

promozione umana, religiosa e

sociale che vi fiorirono: asili,

scuole, orfanotrofi, istituti per i

figli e le figlie dei carcerati, laboratori

di arti e mestieri, e altre

opere urbane di utilità sociale

come l’acqua potabile, la luce

elettrica… E da tutto il mondo

arrivarono aiuti economici per il

Santuario e per le opere.

E gli abitanti di Pompei, che

in pochi anni aumentarono in modo

esponenziale, cominciarono

a vivere una esistenza di nuova

dignità, mai sperimentata; di conoscenza

della fede cristiana, di

laboriosità e di speranza di un futuro

migliore per sé e per i propri

figli.

Quella coppia che, per strade

diverse, era approdata a Valle di

Pompei, era stata una benedizione

mandata da Dio per il presente

e per gli anni a venire di quel territorio

abbandonato.

Dunque, il Santuario della Madonna,

le opere che, adattate alle

nuove necessità, continuano ancora

oggi, la stessa città di Pompei… tutto

ha origine in questa antica «Valle

di Pompei» dove, un avvocato in

crisi e una giovane contessa, misero

mano a un’opera meravigliosa

a favore dei più svantaggiati nella

società dell’epoca.

Un libro costruito sui

documenti, le testimonianze

e gli aneddoti

Ma quello che più conquista

il lettore di questa storia, è che attraverso

un raccontare fluido e lineare,

emergono i ricordi degli stessi

interessati, le varie testimonianze

rese da testimoni ai Processi

di beatificazione… Tutto a docu-

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

38 Anno 128 - N. 3 - 2012 [134] 39

Anno 128 - N. 3 - 2012 [135]


40

B. Immediata, Marianna

e Bartolo Longo. Pompei

e le opere pompeiane.

Paoline, Milano 2011. - € 15,50

Il Rosario e la Nuova Pompei

Anno 128 - N. 3 - 2012 [136]

mentare ciò di cui si parla, persino

di una affettuosa aneddotica

che spunta qua e là, ad alleggerire

una storia che a volte ha dei

risvolti sconcertanti per il raziocinio

comune.

Ma il tutto riporta sempre

alla grande fede di questa coppia

così stranamente assortita e non

per loro volere, bensì “per arcani

disegni di Dio”, come aveva

confidato don Bartolo a un amico

dopo il matrimonio con Marianna.

Dunque, gli stessi protagonisti

hanno vissuto istanze, scelte

non previste. Vi si sono trovati

coinvolti loro malgrado. E tuttavia

sempre disponibili ad accogliere

gli eventi che si susseguono.

Li accolgono in un’ottica

di fede assoluta, anche quando

è più difficile, più oscuro l’orizzonte,

perché la loro fiducia

nella Vergine Maria è veramente

totale. Questa multiforme opera

pompeiana fu la loro vocazione,

la ragione della loro vita che portarono

a compimento con generosità

fino alla fine.

Il Santuario di Pompei oggi:

4 milioni di pellegrini

ogni anno

Oggi, entrando nella Basilica

pompeiana, è come respirare la

fede di tante generazioni del passato

che hanno pregato, creduto

e avuto fiducia nella intercessione

della Madre di Dio che, oggi

come ieri, accoglie la fiducia di

chi ripone in lei le sue speranze.

Quattro milioni di pellegrini

all’anno, che si recano al Santuario

di Pompei per pregare la

Vergine Madre di Dio, dicono

qualcosa della fede dei credenti

in questo terzo millennio di Storia

cristiana.

La Via Crucis è uno dei pii esercizi più amati dal popolo di Dio: essa riconduce

alle vicende ultime della vita di Gesù da quando, lasciato il Cenacolo,

si avviò al monte degli Ulivi andando incontro alla crocifissione e alla morte.

Questo sussidio raccoglie - in un’unica pubblicazione - alcuni schemi utilizzati

nel Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei per la

preghiera e la devozione dei fedeli. La peculiarità della pubblicazione sta nel

fatto che essa attinge a quel gran tesoro di fede e di amore che sono gli scritti

del Beato Bartolo Longo. Molte delle preghiere utilizzate a conclusione delle

singole stazioni appartengono a lui.

Il cammino della Croce. Celebrazioni della Via Crucis

A cura di Gioacchino Cozzolino

Edizioni Santuario di Pompei

pp. 186, € 3,00

Sin dal suo nascere, tutta l’Opera di Pompei fu posta sotto la protezione di San

Giuseppe dai Fondatori, Bartolo Longo e Marianna De Fusco. La devozione del

Beato per il custode del Redentore fu resa ancora più forte da ciò che accadde

nel marzo del 1888: Giovannina, figlia della Contessa Marianna, guarì istantaneamente

da una grave malattia per intercessione di San Giuseppe. Per illustri

medici dell’epoca quel morbo non lasciava speranza. Tra i voti formulati durante

la malattia di Giovannina, emergeva quello di erigere un altare in onore del

Santo nel Santuario che si stava costruendo. L’altare fu consacrato, il 7 maggio

1890, dal Cardinale Guglielmo Sanfelice, Arcivescovo di Napoli.

Questo volumetto, che Bartolo Longo mandò alle stampe, accompagna nella

preghiera per ogni singolo giorno di marzo, il mese dedicato a San Giuseppe,

proponendo riflessioni, spunti di preghiera e modelli di devozione al Santo.

Beato Bartolo Longo, IL MESE DI MARZO in onore di San Giuseppe

Edizioni Santuario di Pompei

pp. 234, € 4,00

Via Lucis per la Famiglia di Sabino Palumbieri

– Questo piccolo, ma prezioso sussidio ha come

obiettivo la promozione, nei coniugi cristiani, di un

itinerario di spiritualità pasquale, facendo loro assaporare

la bellezza dell’esperienza sponsale e familiare.

Il volume propone un formulario della Via Lucis

frutto della collaborazione di coppie più o meno

giovani del Movimento Testimoni del Risorto, di cui

tra l’altro è fondatore proprio l’autore, professore di

Antropologia e Filosofia all’Università Pontificia

Salesiana di Roma.

Sabino Palumbieri, Via Lucis per la Famiglia,

Edizioni Santuario di Pompei,

pp.80, € 3,00

Per informazioni:

SEGRETERIA GENERALE

Piazza Bartolo Longo, 1

80045 POMPEI (NA)

Tel. (+39) 081 8577321/495

www.santuario.it

Il Rosario e la Nuova Pompei

Anno 128 - N. 3 - 2012 [137]

41


Grati alla Madonna

e al Beato Bartolo Longo

a cura di Ciro Cozzolino

Siamo abbonati da tantissimi anni alla vostra

Rivista e ogni mese mandiamo un’offerta al

Santuario per sostenere le vostre opere di carità.

Saremmo lieti se pubblicaste la nostra esperienza:

mia madre è sempre stata molto devota alla

Madonna di Pompei, tanto che io ne porto il nome

e ho sempre avuto la sensazione della Sua presenza

nella nostra vita, quando l’abbiamo invocata nei

momenti più difficili. Sensazione che è divenuta

certezza l’estate scorsa, quando una delle mie sorelle

è stata investita da un’auto mentre attraversava

la strada. In un primo momento non sembrava

grave, ma, verso sera, la situazione è precipitata.

Ha subìto un primo intervento e il giorno successivo

un secondo. Quando l’ho vista in rianimazione

ho pensato che non ce l’avrebbe fatta. Nei giorni

successivi, i medici della rianimazione ci comuni-

Chi riceve grazie per intercessione del Beato Bartolo Longo

è vivamente pregato di darne comunicazione al Vice Postulatore

della causa di canonizzazione

Mons. Raffaele MatRone

Piazza Bartolo Longo, 1 - 80045 Pompei (NA)

Tel. (+39) 081 8577275 - (+39) 081 863 8366

Fax (+39) 081 850 3357

cavano il sopraggiungere di altre complicanze, finché

dissero che avevano fatto il possibile per salvarla

e che poche erano le possibilità: l’unica cosa

che rimaneva da fare era pregare e attendere. Sono

tornata a casa e solo allora ho messo al corrente

mia madre, ottantenne e cardiopatica, della gravità

delle sue condizioni. Dopo aver pianto insieme,

abbiamo acceso una candela davanti alle numerose

immagini della Vergine di Pompei che abbiamo

in casa, abbiamo iniziato a pregare la Novena alla

Vergine con la recita del Rosario.

L’abbiamo fatto ogni mattina, insieme, finché mia

sorella non è stata dimessa dalla rianimazione e,

nel mese di ottobre, ha ripreso a camminare. Dopo

lunghi mesi di terapie riabilitative, a cui ancora si

sottopone, con una grande forza di volontà e il sostegno

della famiglia, mia sorella sta bene e, nonostante

i tanti acciacchi e invalidità, è ancora con noi

e può condurre una vita autonoma.

Il tutto con lo stupore dei medici che leggono la sua

cartella clinica. Avevo promesso a mia madre che

l’avrei portata al Santuario di Pompei e il 3 Aprile

siamo venuti con tutta la famiglia e gli amici più

cari per ringraziare personalmente la Vergine della

grazia ricevuta e pregarLa di continuare a proteggere

la nostra famiglia. Sempre devoti della Madonna

di Pompei, vogliamo ringraziarLa pubblicamente

per testimoniare la nostra difficilissima esperienza

e la felice risoluzione di essa, grazie alla sua intercessione.

Vi chiediamo di pubblicare la foto del

nostro pellegrinaggio dove si vede dai nostri sorrisi

come la gioia e la serenità sia tornata nelle nostre

famiglie.

Rosaria Cannatella

Palermo

All’età di quattro anni dormii per quattro giorni

e quattro notti senza svegliarmi mai. I

medici dissero trattarsi di una malattia tipo

morbillo, ma più grave. Mi svegliai dopo quattro

giorni e dissi alla mamma: “Mi fai il vestitino come

la Madonna?”. Soffrivo dell’incapacità di trattenere

il cibo, portando il vestitino cominciai a star

meglio e poi guarii nel giro di un mese circa. Era

l’anno 1950. Mi sposai nel 1970 con Antonio Perotti.

Incinta del primo figlio, subii un aumento di

azotemia. Il bambino stava per morire. Il medico,

alla puericultrice che voleva preparare il nido al

bambino disse di non farlo, perché non si sentiva

più il battito del cuore. Era l’8 maggio 1970, e così

pregai la Madonna di Pompei: “Se me lo farai vivere,

lo chiamerò Rosario”. Il bambino nacque. Era

cianotico. Pesava 1 chilo e 800 grammi. Era nato

di otto mesi, sano. Questo stesso figlio, il 27 aprile

2011, in Afghanistan, Maresciallo della Marina,

subisce un infarto. Trasportato in Italia, viene operato.

Ho pregato: “Tu me l’hai fatto vivere, tu me lo

devi guardare”. L’8 maggio di quest’anno è uscito

dall’ospedale. Ora è a casa e sta bene.

Giuseppina Nastri

Miano (Napoli)

Con tanta fede e riconoscenza verso la Madonna

di Pompei, che dal suo trono di codesto

Santuario mi ha ascoltato ed ha esaudito

le mie suppliche e accorate preghiere affinché

salvasse mio fratello Nicola, che stava molto male

dopo un difficile e complicato intervento al cuore,

tanto da temere per la sua vita. Ma la Regina del Cielo

lo ha salvato e miracolato e, dopo 50 giorni in

ospedale, da alcuni giorni è ritornato a casa sua, curato

e amato dalla famiglia. Io, grato e riconoscente alla

Celeste Mamma, che consola ed esaudisce i suoi cari

figli, chiedo che questa mia lettera venga pubblicata

sulla vostra Rivista.

Pasqualino Bova

Reggio Calabria

Ho ricevuto una Grazia dalla Vergine di Pompei.

Era una mattina di settembre, mi faceva

male molto la schiena. Intorno alle 11 il dolore

si fece sempre più insopportabile. Presi due compresse

di Spasmex, ma il dolore non si calmava. Verso le

13 feci una siringa, ma il dolore era sempre lì. Allora

chiamai il dottore che mi disse che se il dolore continuava

così forte, dovevo andare in ospedale, poiché,

avendo avuto in passato un’ischemia celebrale,

Preghiera per la canonizzazione

del Beato Bartolo Longo

Dio, Padre di misericordia, noi ti lodiamo per aver donato

alla storia degli uomini il Beato Bartolo Longo, ardente apostolo

del Rosario e luminoso esempio di laico impegnato

nella testimonianza evangelica della fede e della carità.

Noi ti ringraziamo per il suo straordinario cammino spirituale,

le sue intuizioni profetiche, il suo instancabile prodigarsi

per gli ultimi e gli emarginati, la dedizione con cui servì

filialmente la tua Chiesa e costruì la nuova città dell’amore

a Pompei.

Noi ti preghiamo, fa’ che il Beato Bartolo Longo sia presto

annoverato tra i Santi della Chiesa universale, perché tutti

possano seguirlo come modello di vita e godere della sua

intercessione. Amen

potevo assumere altre medicine solo sotto controllo

medico. Avevo tanta paura, invocavo tutti i Santi, il

Volto Santo, il Sacro Cuore di Gesù, poi guardando

un’immagine piccola della Madonna di Pompei dissi,

nel mio dialetto: “Madonna mia, vengo a piedi da

Te”. Subito sentii che dal mio corpo usciva un peso,

come fosse una liberazione; mi venne uno sforzo di

vomito, allora mi girai ai margini del letto per vomitare,

poi nel rimettermi a posto, sentii che non avevo

più dolore. Scoppiai a piangere, non ci credevo. La

fede che ho nella Madonna di Pompei mi ha salvato.

Anna Ruggiero

Desidero ringraziare la Madonna di Pompei

e il Beato Avvocato Bartolo Longo per

avermi concesso la grazia per cui ho tanto

pregato. Mi sono affidata a loro, come sempre, e

mi hanno esaudita. Grazie alla loro intercessione,

si è interrotta una causa civile che mi ha visto coinvolta

e che era stata intentata contro la mia volontà.

Per una serie di accadimenti, che mi inducono

a pensare ad un intervento dall’alto, posso dire di

aver sentito accanto sia la Vergine Maria sia il Beato

Bartolo Longo, che d’altra parte in vita fu un

valente avvocato. Continuo a mettere sotto la loro

protezione la mia vita e quella dei miei cari. Con

immenso affetto.

E.C.

Torre Annunziata (Napoli)

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

42 Anno 128 - N. 3 - 2012 [138] 43

Anno 128 - N. 3 - 2012 [139]


lettere

al Direttore

■ a cura di Katia Di Ruocco

Voglio ringraziarvi della rivista

che ricevo: è stupenda

Eccellenza Reverendissima Mons. Carlo Liberati,

innanzitutto voglio ringraziarvi della bella Rivista

che ricevo “Il Rosario e la Nuova Pompei”,

è stupenda. Vi invio un contributo in dollari per

La rivista mi porta una gioia immensa

All’Eccellentissimo

Mons. Carlo Liberati,

Le invio un vivo ringraziamento

per la Rivista che mi porta una

gioia immensa. È tutto interessante

e meraviglioso, specie le

feste in gloria della nostra Mamma

Celeste.

Chissà come ne sarà contenta e

vi benedirà in modo speciale!

Ho un ricordo meraviglioso nel

cuore: ero a Salerno con mio marito,

il 5 marzo del 1948, e per le

strade incontrammo la Madonna

di Pompei! Che incanto! Passando

ci benediceva con tutto il Suo

Splendore!

Il giorno dopo andammo a Pompei

e per le strade c’erano i cartelloni

che dicevano “Mamma ritorna

a casa tua”, nel Suo Tempio

meraviglioso che voi custodite

con fede e amore.

ringraziarvi delle preghiere che fate per noi e per

l’abbonamento. Accludo anche una foto, che vorrei

fosse pubblicata sulla bella rivista di Pompei,

dell’altarino che faccio nella mia casa nei mesi di

maggio e ottobre (la pubblichiamo in questa pagina,

ndr) , intorno al quale io e le mie amiche recitiamo

il S. Rosario, eleviamo canti alla Madonna e

infine recitiamo la Supplica, veramente molto bella

e preziosa. Mi sento così appassionata di fare tutte

queste belle cose religiose, la fede mi aiuta a vivere

e sono felice: sono dei bei ricordi italiani. Vi avevo

chiesto di spedirmi il meraviglioso libro dei “15

Sabati” e mi avete risposto che è in ristampa. Spero

che presto sarà di nuovo pubblicato.

Scusatemi se non scrivo molto bene, ma voi mi capite.

Vi auguro tante cose buone e che la Madonna

stia sempre vicino a voi per tutto quello che fate per

questo bel Santuario. Ho ormai 86 anni, ma ancora

sento la nostalgia della mia bella Patria nativa, sono

stata a Pompei 20 anni fa e non potrò mai dimenticare

il cielo azzurro di dove sono nata. Sono più di

50 anni che vivo in America. Vi invio i nostri rispettosi

saluti e vi auguro un felice Santo Natale e un

prospero Anno 2011 e tanta benedizione dal Cielo.

Caterina e Saverio Polletta

Ossining (New York) – USA

Che bello le processioni con la

nostra Madonna di Pompei che

vuole benedire tutti i suoi figli.

Grazie di tutto ciò che ci fate sapere

e vedere.

Vi chiedo di pregare per la mia

famiglia la Beata Vergine che ne

abbiamo tanto bisogno.

Lei ve ne darà la ricompensa.

Devotissima.

Aida D’Alessandro

Oceanside (New York) – USA

Dalla Russia, il ricordo del

“magnifico Santuario di Pompei”

Egregio Direttore, sono di nazionalità russa. Ho lavorato per sette

anni come badante e colf in varie cittadine della regione Campania

ed ero molto affezionata alla Madonna di Pompei. In ogni momento

di difficoltà, tristezza, dolore o gioia, andavo a quel magnifico Santuario

della Madonna di Pompei. Lì ritrovavo sempre la pace, e mi

ricaricavo di fede e di energia. Adesso lavoro in Russia come ingegnere

nella società italiana ENEL. Dio è grande. Lo ringrazio per

aver tenuto unita la mia famiglia con la Sua benedizione e per tutti i

beni che mi ha donato. Per cortesia, devolvete questa mia offerta per

gli ammalati. Grazie infinite per la Rivista che ricevo regolarmente

e per il materiale informativo sul Beato Bartolo Longo che mi avete

inviato.

Ruslana Novosad

Nevinnomiss City – Russia

La gratitudine di un ex alunno

Spettabile Direzione Santuario, sono un anziano ex alunno dell’Istituto

Bartolo Longo e, col passare del tempo, non ho mai dimenticato

il luogo che mi ha accolto ed educato per più di dieci anni. Nonostante

gli alti e bassi della vita, posso affermare con orgoglio di essere

stato benedetto dalla Vergine del Rosario e dal Beato Bartolo Longo

con una consorte meravigliosa (52 anni di matrimonio fino ad ora),

tre bravi e generosi figli e quattro adorabili nipoti. Quindi con grande

umiltà, accludo una piccola offerta per una prece, con la speranza

della pace universale, la salute di tutti di famiglia ed un buon futuro

per i figli e i nipoti. Auguri ancora a tutta la famiglia pompeiana. Con

affetto e riconoscenza.

Joseph Licenziato

Cresskill (New Jersey) – USA

La mia fede verso il Signore

e la Madonna non avrà mai fine

Carissimi, il mio pensiero è sempre rivolto a Voi, al Santuario, alla

Beata Vergine del Rosario, affinché ci protegga e ci guidi sempre nel

nostro cammino. Vi chiedo in modo particolare di tenermi sempre

presente nelle preghiere che elevate ai piedi dell’Altare della Beata

Vergine del Rosario e pregate anche per le mie figlie e per tutta la mia

famiglia, che è la cosa più cara e importante che ho. La mia fede verso

il Signore e la Beata Vergine non avrà mai fine ed io spero e prego

di meritare sempre il suo aiuto facendo sempre del mio meglio nella

società, con le azioni, con l’aiuto agli altri, con gli esempi di amore,

di perdono e di fede. Termino salutandovi con i sensi della maggiore

stima. Devotissima.

Gina Celico Leo

Lille – Francia

Non posso viaggiare, ma

sono li con il cuore

Cari Direttori del Rosario e la Nuova Pompei,

voglio ringraziare per le Riviste che ci

inviate regolarmente. Ho 84 anni e ho visitato

il Santuario due volte da quando vivo qui, in

California. Purtroppo ho perso mia moglie in

questo periodo, la vita è fatta così. Vorrei ancora

visitare il Santuario della Beata Vergine,

ma non sono più in grado di viaggiare nelle

mie condizioni, comunque la mia preghiera

non manca mai: recito il Rosario tutti i giorni

e prego la Vergine Madre che mi dia ancora

un po’ di vita. Vi mando un dono per il restauro

del Santuario e ringrazio ancora per tutto

quello che fate per la nostra Vergine Madre

di Pompei.

Antuono Pesce

San Pedro (California) – USA

Il Rosario e la Nuova Pompei

Il Rosario e la Nuova Pompei

44 Anno 128 - N. 3 - 2012 [140] 45

Anno 128 - N. 3 - 2012 [141]


INFORMAZIONI UTILI

Orario delle Celebrazioni Liturgiche

Giorni festivi

aLtaRe DeLLa MaDoNNa

Sante Messe: ore 06.00 - 07.00 - 08.00 - 09.00

10.00 - 11.00 - 13.00 - 16.00 - 17.00 - 19.00 - 20.00

Santo Rosario: ore 18.00

CaPPeLLa Beato BaRtoLo LoNgo

Sante Messe: ore 08.30 - 09.30 - 10.30 - 11.30 - 12.30 - 17.30

Giorni feriALi

aLtaRe DeLLa MaDoNNa

Sante Messe: ore 07.00 (con Lodi) - 08.00 - 09.00

10.00 - 11.00 - 16.00 - 17.00 - 19.00

Santo Rosario: ore 18.00

CaPPeLLa Beato BaRtoLo LoNgo

Sante Messe: ore 06.30 - 08.30 - 09.30 - 10.30

11.30 - 12.30 - 17.30

CaPPeLLa S. gIuSePPe MoSCatI

S. Messa in lingua ucraina: sabato ore 16.00,

domenica e giorni festivi ore 10.00

CaPPeLLa SaNta faMIgLIa

S. Messa in lingua polacca:

domenica ore 10.30

S. Messa in rito Siro-Malabarese:

2 a domenica di ogni mese ore 11.00

CaPPeLLa CoNfeSSIoNI

07.00-12.30 e 15.30-19.00 (20.00 festivi)

Per comunicare

con il Santuario

CeNtRaLINo:

Tel. (+39) 081 8577370

(+39) 081 8577371

Fax: (+39) 081 8503357

RettoRato:

Informazioni, celebrazioni

e accoglienza dei pellegrini

Tel. (+39) 081 8507000

(+39) 081 8577379

Fax (+39) 081 8577482

rettorato@santuariodipompei.it

SegReteRIa geNeRaLe:

Corrispondenza devoti

e abbonamenti Rivista:

Tel. (+39) 081 8577321/495

Fax: (+39) 081 8503357

info@santuariodipompei.it

uffICIo eSteRo:

Tel. (+39) 081 8577328

ForeignOffice@santuariodipompei.it

(+39) solo per chi chiama dall'estero

BIBLIoteCa-aRCHIVIo:

Tel. (+39) 081 8577336/325

Per raggiungere Pompei

IN aeReo:

Capodichino-Napoli aeroporto.

IN auto: A3 Autostrada Napoli-Salerno,

uscita Pompei Ovest (per chi viene dal Nord),

e Pompei Est-Scafati (per chi viene dal Sud).

IN PuLLMaN: Sita: (+39) 199730749

www.sitabus.it

CSTP: Tel. (+39) 089 487286 - www.cstp.it

Circumvesuviana: Tel. (+39) 081 7722444.

IN tReNo: Trenitalia - Pompei Stazione:

Tel.(+39) 081 8506176;

Circumvesuviana: linea Napoli-Sorrento

con arrivo alla Stazione Pompei-Villa dei Misteri;

Napoli-Poggiomarino (via Scafati) con arrivo

alla Stazione Pompei-Santuario;

Tel. (+39) 081 7722444 - www.vesuviana.it.

IN NaVe: Stazione Marittima di Napoli

Tel. (+39) 081 2283291

www.porto.napoli.it

Le Opere di Carità del Santuario di Pompei

CeNtRo PoLIfuNzIoNaLe DIuRNo “CReSCeRe INSIeMe”

Tel. (+39) 081 8577401

CeNtRo DI aSCoLto “MyRIaM”

Tel. (+39) 081 8577418 - centroascoltopompei@libero.it

MoVIMeNto PeR La VIta e CeNtRo DI aIuto aLLa VIta

Tel. (+39) 081 8577458 - movimentovita.pompei@libero.it

“CaSa eMaNueL” PeR geStaNtI, MaDRI e BaMBINI

Tel. (+39) 081 8577404 - casaemanuel@libero.it

CoMuNItà DI tIPo faMILIaRe PeR BaMBINI “gIaRDINo DeL SoRRISo”

Tel. (+39) 081 8633103 - giardinodelsorriso@alice.it

CeNtRo DI aCCogLIeNza oRatoRIaLe SeMIReSIDeNzIaLe “BaRtoLo LoNgo”

Tel. (+39) 081 8577700 - bartololongo@virgilio.it

“CoMuNItà INCoNtRo” - Per il recupero dei tossicodipendenti - Tel. (+39) 334 6497841

PoLo SCoLaStICo

Scuola Primaria - Tel. (+39) 081 8577311 - 329 - Scuola Secondaria - Tel. (+39) 081 8577700

CaSa aLBeRgo PeR SIgNoRe “MaRIaNNa De fuSCo” - Tel. (+39) 081 8632712

CoNSuLtoRIo faMILIaRe DIoCeSaNo

Tel. (+39) 081 8577501 - consultoriodiocesanopompei@gmail.com

INFORMAZIONI UTILI

Testamenti a favore del Santuario

della Beata Vergine di Pompei

e delle annesse Opere di Carità

Il testamento è uno strumento a disposizione

di ogni individuo per affermare

la sua volontà in merito alla destinazione

del proprio patrimonio proiettandola

nel futuro. Il testamento è un

atto assolutamente personale sempre

modificabile e/o revocabile. La legge

prevede due tipi di testamento:

- il testamento pubblico, che va redatto

alla presenza di un notaio,

- il testamento olografo, che può essere

predisposto senza la presenza di

un notaio ma con l’obbligo di essere

scritto, datato e sottoscritto per intero

a mano dal testatore. La sottoscrizione

(firma) deve essere posta alla fine delle

disposizioni testamentarie e la data deve

Per inviare offerte al Santuario

DaLL’ItaLIa:

Conto Corrente Postale prestampato inviato dal Santuario,

oppure quello in bianco da compilare intestando l’offerta al

Santuario della Beata Vergine di Pompei, c.c.p. n. 6817;

assegno non trasferibile (a mezzo assicurata) intestato al

Santuario della Beata Vergine di Pompei;

Bonifico bancario intestato al Santuario della Beata Vergine di

Pompei, ad uno dei seguenti Istituti Bancari:

CARIPARMA - IBAN: IT41S0623040080000056500729

MONTe PASChI dI SIeNA - IBAN: IT80G0103040080000000000166

BANCO dI NAPOLI - IBAN: IT32B0101040080000027000216

UNICRedIT - IBAN: IT73D0200840081000400000465

UNICRedIT - Restauro Basilica

IBAN: IT70D0200840081000400459329

BANCO POSTA - Offerte - IBAN: IT24R0760103400000000006817

Ecco le offerte

finora pervenute

per il restauro della

Basilica della

Beata Vergine del

Santo Rosario di

Pompei

Offerte per il Restauro della nostra Basilica

Anno Cassa e/o banche C.C. Postale Totale

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

Totale

contenere l’indicazione di giorno, mese

e anno. Se si sceglie il testamento olografo

è consigliabile redigere sempre

almeno due originali, inviandone uno

al Santuario, in modo da limitare il rischio

di smarrimento, corredandolo dei

dati e dei recapiti personali.

Se si intende beneficiare il Santuario

destinandogli un bene particolare, a

titolo di legato, la disposizione testamentaria

potrà essere così formulata:

“Lego al Santuario della Beata Maria

Vergine di Valle di Pompei... (scrivere

di seguito l’elenco dei beni)”. Firma e

data.

Se, invece, si desidera destinare al Santuario

l’intero patrimonio, la formula

da usare è la seguente:

“Nomino il Santuario della Beata Maria

Vergine di Valle di Pompei erede

universale di tutti i miei beni mobili

ed immobili... (eventuale elenco dei

€ 70.295,00

€ 134.225,84

€ 18.072,62

€ 23.315,13

€ 50.379,73

€ 32.918,63

€ 120.496,11

€ 8.390,00

€ 458.093,06

DaLL’eSteRo:

Assegno non trasferibile o Vaglia internazionale bancario

intestato al Santuario della Beata Vergine di Pompei;

Bonifico bancario intestato al Santuario della Beata Vergine di

Pompei, ad uno dei seguenti Istituti Bancari:

CARIPARMA - IBAN:

IT41S0623040080000056500729 - BIC: CRPPIT2P555

UNICRedIT - Restauro Basilica - IBAN:

IT70D0200840081000400459329 - BIC: UNCRITM1F72

Western union (trasferimento rapido) indicando, come persona

incaricata di riscuotere l’offerta Caterina Di Ruocco;

Carta di credito, comunicando al Santuario, attraverso e-mail,

fax, lettera, il tipo, il numero, la scadenza della carta e l’importo

dell’offerta.

€ 510,00

€ 69.412,28

€ 27.699,18

€ 31.806,00

€ 28.767,27

€ 18.948,44

€ 20.285,98

€ 2.863,00

€ 200.293,05

beni)”. Firma e data.

Per evitare il rischio di errori che possano

inficiarne la validità è possibile

prendere contatti con l’Ufficio Legale

del Santuario

Tel (+39) 081 8577316

Per ogni informazione e per eventuali

offerte rivolgersi al:

Santuario Beata Vergine

del S. Rosario

Piazza Bartolo Longo, 1

80045 POMPEI (NA)

Tel. (+39) 081 8577111

Fax (+39) 081 8503357

www.santuario.it

info@santuariodipompei.it

C/C N. 6817 SANTUARIO B.V.

80045 POMPEI (NA)

€ 70.805,00

€ 203.638,12

€ 45.771,80

€ 55.121,13

€ 79.147,00

€ 51.867,07

€ 140.782,09

€ 11.253,90

€ 658.386,11


Via Aurelia, 480 - 00165 Roma (RM)

Tel.: 06.664911 - Fax: 06.66491036

www.parcotirreno.it

congress@parcotirreno.it

Parco Tirreno

Suite Hotel & Residence

Residenza confortevole e accessibile per:

gruppi culturali, studiosi di monumenti antichi,

basiliche, musei, gruppi sportivi, associazioni e comitati

turistici, pellegrini, comitive parrocchiali,

gite scolastiche, turismo quotidiano.

More magazines by this user
Similar magazines