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18/09/11 Rassegna di settore

Corriere della Sera

La Tbc, la bimba e i tagli. L'anno nero del Gemelli

Il futuro legato al nuovo assetto dell'Istituto Toniolo

ROMA L'ultima tegola sul Policlinico Gemelli è arrivata ieri: secondo il risultato dell'autopsia, era sana la

bimba nata morta il 13 settembre, dopo che la madre era stata rimandata a casa malgrado da 15 giorni fosse

scaduto il termine previsto per il parto. La bufera sull'ospedale del Papa non accenna a placarsi dopo i 122

casi ufficiali di positività di neonati alla tubercolosi (ma ci sarebbero altri 30 bimbi nelle stesse condizioni,

oltre a un gruppo di infermieri): a scatenare quella che appare come una epidemia, potrebbe essere stata

una infermiera del nido, positiva anche lei dal 2005, che per mesi non si è accorta di avere la Tbc e quindi di

essere contagiosa. Sul futuro del Gemelli, ritenuto un centro d'eccellenza a livello internazionale, pesano i

conti in profondo rosso della sanità romana: il Policlinico vanta un credito di 701 milioni con la Regione Lazio

per prestazioni erogate dal 2006 ad oggi e non retribuite. E se per l'assistenza quest'anno l'ospedale aveva

chiesto quasi 600 milioni di euro e la giunta Polverini ne ha offerti 560, nel 2012 potrebbe andare peggio,

temono preoccupati alcuni primari. La morsa che sembra stringere il «Vaticano Tre» (come lo aveva

chiamato Karol Wojtyla), potrebbe essere composta da un doppio fronte: la Regione, per diminuire il

pesantissimo deficit (1 miliardo e 200 milioni nel 2010) ha già bloccato l'attività di alcuni dei 25 piccoli

ospedali che saranno chiusi (mandando spesso in tilt i pronto soccorso della Capitale). E ha colpito con la

mannaia i budget di nosocomi e cliniche private convenzionate. Dall'altra, però, potrebbe esserci una sorta di

«fuoco amico»: i vertici dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (da cui dipende il Gemelli)

potrebbero decidere di usare le forbici per tagliare reparti e servizi (magari quelli economicamente meno

produttivi) nel Policlinico romano, già in forte difficoltà per la vicenda della Tbc e della bimba nata morta.

Quest'ultimo scenario viene ipotizzato nella struttura capitolina, in cui viene vista con apprensione anche la

situazione finanziaria di altre prestigiose strutture cattoliche: la voragine nei conti del San Raffaele di Milano,

i gravi problemi nei bilanci del Bambino Gesù e dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata (Idi) di Roma, del

Gaslini di Genova e dell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. In pratica, le

perle della sanità religiosa italiana. In questo quadro preoccupante un ruolo molto importante per il futuro del

Gemelli lo giocherà il destino dell'Istituto Toniolo di Milano che, per il momento, amministra solo

parzialmente la stessa Cattolica. A chiedere la rifondazione del Toniolo raccontano in Vaticano è stato lo

stesso Benedetto XVI. Una rifondazione «culturale, ma anche economica»: il lavoro di redigere un nuovo

statuto è stato affidato dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ad una commissione di dieci

esperti. Rispetto al passato il Toniolo dovrà avere «poteri reali e sostanziali» e sembra dunque destinato ad

amministrare in modo diretto i bilanci dell'Università e del Gemelli (che fa 100 mila ricoveri l'anno). Il

candidato in pole position alla presidenza del Toniolo sembra essere Giovanni Maria Flick ma l'esito della

partita è incerto. A difesa del Policlinico, il rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi in una lettera scritta al

personale dell'ospedale ha sottolineato come questa sia «una della fasi più gravi nella storia del Gemelli,

certamente la più dolorosa». Sul caso della bimba nata morta, al centro di una inchiesta della magistratura

per omicidio colposo, è intervenuto Antonio Lanzone, responsabile del reparto di Ginecologia disfunzionale.

Ha espresso «vicinanza alla famiglia» e ha aggiunto: «Siamo addolorati per quello che è successo.

Purtroppo può accadere, ma fa tanto male perché si parla di neonati». Scosso è anche Rocco Bellantone,

preside di Medicina alla Cattolica e chirurgo: rifiuta però «processi sommari» e ricorda «le migliaia di vite

salvate ogni anno». Ha aggiunto un primario, che ha chiesto l'anonimato: «Ci stanno trattando come una

clinica privata qualsiasi. Siamo un servizio pubblico, non facciamo profit sulla salute dei cittadini: forse diamo

fastidio anche per questo...».

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Come si stabilisce se una terapia è efficace

Se c'è una cosa che piace a chi va dal medico è sentirsi preso in considerazione come caso specifico e

individuale. Piace meno essere trattati secondo schemi prefissati. Negli ultimi venti anni si è sviluppata la

cosiddetta Evidence Based Medicine (EBM), la Medicina basata sulle prove di efficacia, grazie alla quale per

molti disturbi sono disponibili precise indicazioni provenienti dalla ricerca clinica su cosa è efficace e cosa

non lo è. È possibile che la disponibilità di linee guida cosiddette evidence based possa aver ridotto

l'attenzione dei medici verso le aspettative del singolo paziente? Se lo sono chiesti Pamela Hartzband e

Jerome Groopman dell'Harvard Medical School di Boston in un editoriale pubblicato sul New England

Journal of Medicine, nel quale affermano che ci sarebbero due "scuole" nel pensiero medico

contemporaneo: il medical humanism che si focalizza sui valori personali e le preferenze del paziente; la

pratica medica evidence based che avrebbe invece l'obiettivo della scientificità. Dice in proposito il professor

Roberto D'Alessandro responsabile del programma di Evidence Based Medicine - Medicina orientata al

paziente del Policlinico S.Orsola Malpighi di Bologna: «Ascoltare il paziente, sì, anche se un medico troppo

condiscendente non è augurabile. Si sa, ad esempio, che gli strumenti diagnostici tecnologici sono guardati

favorevolmente dai pazienti, che magari chiedono di poter effettuare una Tomografia Computerizzata, la

cosiddetta TAC, o una Risonanza Magnetica, per una migliore definizione diagnostica del loro mal di

schiena. Ma le prove derivanti dall'EBM indicano che queste esplorazioni diagnostiche sono spesso

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