Anch'io sono stato del ROSARIO VIVENTE!» Mi - Provincia San ...

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Anch'io sono stato del ROSARIO VIVENTE!» Mi - Provincia San ...

IN QUESTO NUMERO:

I/Adulti

Impariamo da Lei ad accogliere il Bambino (Benedetto XVI) pag. 1

Fra Martino della Carità (Paolo Risso) » 2

Lettera dal Purgatorio » 4

Un imprevisto “investimento” » 5

Ma che fanno le Suore di clausura? » 7

Natale: Terzo Mistero Gaudioso » 8

Novità librarie » 10

Vita dell’Associazione » 11

20 settembre: il Pellegrinaggio dei Rosarianti al Santuario di Cussanio (Cn) » 15

Il Capitolo Provinciale dei Frati Predicatori (Domenicani) » 18

Giubileo sacerdotale mariano a San Salvatore Monferrato (Al) » 19

Posta e Notizie » 20

Consensi e incoraggiamenti » 23

Nuove Vice Zelatrici e Zelatori – Nuovi Associati » 24

Ricordiamo i nostri Defunti » 26

II/Ragazzi

«Anch’io sono stato del Rosario Vivente!» (Giovanni Paolo II) » 30

Soffro, sì, ma per salvare i peccatori » 32

Ecco tre Rosarianti viventi! » 34

Ricordando Silvio... » 35

A Calamandrana (At) la Madonna Pellegrina e la “Promessa” » 36

Ridete, fa bene alla salute! 3ª cop.

INTENZIONI PER L’«ORA DI GUARDIA», cioè: recita del ROSARIO INTERO di 15 Mi steri (1) con le litanie lauretane,

UNA VOLTA AL MESE, nel giorno e ora scelta dall’As sociato/a e comunicata al Centro del Rosario (2).

NOVEMBRE, mese dei Defunti (2° Mistero glorioso). Per i nostri nostri cari Morti e per

tutte le Anime del Purgatorio, specialmente le più dimenticate. “Sfruttiamo” con

Fede i tesori della S. MESSA, indulgenze, opere buone, Rosario... Ricordiamo che, recitando

il Rosario con la corona benedetta, si acquista un’indulgenza parziale in più

(dunque, portiamo sempre con noi la corona e usiamola!).

DICEMBRE dell’ANNO SACERDOTALE (2009-2010): per la santificazione dei Sacerdoti, secondo

l’annuncio del Papa il 16 marzo u.s. (v. “Madonna del Rosario”n. 4/2009, p. 2).

(1) Ricordiamo che nella “Rosarium V. Mariae” n. 19 Giovanni Paolo II propone i 5 «Misteri della luce» come «opportuna

integrazione» (non elemento essenziale) «lasciata alla libera valorizzazione dei singoli e delle comunità». Cfr.

“Madonna del Rosario” N. 2/2004, p. 13 («Facciamo chiarezza sui Misteri della luce») e «Il nostro Rosario» 14ª ed., p. 39.

(2) Nota. Le intenzioni indicate dal Bollettino in ogni numero non sono obbligatorie; sono suggerite come ag giunta

alle intenzioni personali che l’Associato/a intende raccomandare alla Madonna.

IN COPERTINA: IGNOTO, Santi Domenicani (collezione privata).


IL PAPA E LA MADONNA

Impariamo

da Lei ad

accogliere

il Bambino

Il titolo di Madre di Dio è il fondamento

di tutti gli altri titoli con

cui la Madonna è stata venerata e

continua ad essere invocata di generazione

in generazione, in Oriente e

in Occidente. Al mistero della sua divina maternità fanno riferimento

tanti inni e tante preghiere della tradizione cristiana, come ad esempio

un’antifona mariana del tempo natalizio, l’Alma Redemptoris mater

con la quale così preghiamo: «Tu quae genuisti, natura mirante, tuum

sanctum Genitorem, Virgo prius ac posterius - Tu, nello stupore di

tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, Madre sempre vergine».

(...) Contempliamo quest’oggi Maria, madre sempre vergine del Figlio

unigenito del Padre; impariamo da Lei ad accogliere il Bambino che per

noi è nato a Betlemme. Se nel Bimbo nato da Lei riconosciamo il Figlio

eterno di Dio e lo accogliamo come il nostro unico Salvatore, possiamo

essere detti e lo siamo realmente figli di Dio: figli nel Figlio.

Omelia nella Basilica Vaticana, 1º gennaio 2008

BENEDETTO XVI

Madonna del Rosario N. 6/2009 1


3 NOVEMBRE: FESTA DI S. MARTINO DE PORRES

Fra Martino della Carità

TANTO grande era l’affetto che lo legava alla Madonna, che il suo volto

si illuminava tutto, solo a pronunciare il suo nome. Portava sempre con

sé la corona del Rosario; anzi ne aveva due: una grossa al collo, secondo

l’uso della sua Provincia domenicana, e un’altra alla cintura o tra le mani,

non appena le aveva libere dal lavoro.

MARTINO DE PORRES era nato a Lima nel 1579 dal castigliano Juan

de Porres e dalla negra Anna Velasquez. A 15 anni chiese di entrare come

fratello cooperatore nel convento del Santo Rosario a Lima. In lui, la sensibilità

della razza negra si armonizzò a meraviglia con la capacità organizzativa

e la intensa tradizione religiosa del popolo spagnolo.

Da giovane apprese l’arte infermieristica, unita a un singolare intuito

delle necessità dei fratelli malati o poveri. Compiuta la sua formazione

religiosa, fra Martino avrebbe voluto partire missionario per il Giappone,

per convertire quel popolo lontano dal vero Dio e versare il suo sangue

per Cristo... Non poté farlo... allora l’obbedienza religiosa, accettata con

gioia e fermezza, lo condusse a una singolare unione con Dio. La sua vita

si costella di episodi belli come i fioretti di S. Francesco: brillano in lui

la “piccola via dell’infanzia spirituale” diremmo oggi, unita a frequenti

fenomeni mistici, come la bilocazione e le estasi.

Avendo conosciuto che Gesù patì per noi e portò i nostri peccati sul

suo corpo sul legno della croce, fra Martino visse la sua vita come contraccambio

di amore al Crocifisso, percorrendo con amore la medesima

via della croce. Quando contemplava le sofferenze di Gesù Crocifisso, non

si tratteneva dal piangere assai diffusamente. Gesù Crocifisso egli lo trovava

nell’augustissimo Sacramento dell’Eucaristia, che Maestro S. Tommaso

d’Aquino definì, nella Summa, appunto «il Sacramento della Passione del Signore»

(III, 73, 3, 3). Per questo, in tutto il tempo che poteva, standosene

in un luogo appartato della chiesa del suo convento, sostava per molte

ore in adorazione dinanzi al Tabernacolo. Gesù Eucaristico, unico amore

della sua vita, fra Martino amava riceverlo assai spesso e santamente nella

Comunione, seguita da lungo ringraziamento.

Dal Sacramento dell’amore, egli alimentava la sua carità incontenibile

verso il prossimo, a cominciare dai piccoli, i poveri, i malati. Amava gli

2 Madonna del Rosario N. 6/2009


uomini – i suoi confratelli e chiunque incontrasse per strada o venisse al

suo convento – con la carità che gli nasceva in cuore: li stimava figli di Dio

e fratelli suoi, amandoli più di se stesso,

Scusava i difetti altrui e perdonava le offese più aspre, persuaso che si

meritava, per i suoi peccati, pene più gravi da soffrire. Con ogni zelo procurava

di ricondurre i colpevoli sulla buona via, pregando per la conversione

dei peccatori ed esortandoli a cambiare vita per amore al Crocifisso.

L’arte medica e infermieristica che possedeva fin dalla sua giovinezza,

la poneva ogni giorno a servizio dei sofferenti e dei poveri che assisteva

con ogni affabilità, vedendo in loro il volto di Gesù stesso. Ai più poveri

procurava cibo, vestiti, medicine. Sosteneva per quanto poteva i contadini

più poveri, i negri e i mulatti, allora considerati spregevoli. Offriva ogni

aiuto e si prodigava per loro con premura, tanto da meritare di essere

chiamato dal popolo “fra Martino della Carità”. Ma così egli era, perché

prima era “fra Martino di Gesù-Ostia”, e “di Maria SS.ma del S. Rosario”,

con il cuore ricco della presenza di Dio, ogni giorno più configurato al

Signore Gesù, incarnazione vivente della Verità e dell’amore.

Nella sua epoca tutt’altro che facile, l’America Latina, in modo particolare

il Perù, apparve illuminata da molti Santi. Proprio a costoro, i Santi

contemporanei della sua terra, fra Martino fu particolarmente legato e

fraternamente amico: Giovanni Macias, Rosa da Lima (che si rivolgeva

sovente a lui per averne aiuto), Francesco de Soland e Toribio de Mongrovejo,

il “S. Carlo Borromeo” dell’America Latina.

Già in vita, gli indigeni avevano una singolare stima, che diventò

autentica venerazione dopo la sua morte (1639).

A 300 anni dalla sua morte (1938), il Capitolo generale dell’Ordine dei

Predicatori proclamò fra Martino patrono dei fratelli cooperatori. Il 5 maggio

1962 Papa Giovanni XXIII lo iscrisse tra i Santi, in S. Pietro a Roma.

La sua luminosa santità era sbocciata alla scuola di Maria SS.ma, che gli

aveva insegnato a unirsi sempre di più al Figlio suo Gesù, a amare i

poveri e a offrirsi vittima per i peccatori.

Paolo Risso

La gloriosa Vergine Maria preserva dal peccato

coloro che operano per lei, e ricompensa abbondantemente

coloro che tessono le sue lodi.

B. GIACOMO DA VARAZZE (“Mariale, de laudibus Deiparae Virginis...”)

Madonna del Rosario N. 6/2009 3


NOVEMBRE, MESE DEI MORTI

Lettera dal Purgatorio

Carissimi figli,

avrei voluto ringraziarvi per tutti quei fiori che avete attaccato al mio

carro funebre, ma qui non mi servono a nulla: adesso ho visto che i becchini

del cimitero li hanno buttati nei rifiuti. Quando morirà mamma non fate

quello spreco.

A proposito della mamma: quando starà poco bene, non cercate solo il

dottore, chiamate anche il Sacerdote (quando ero vivo dicevo il “prete”): non

la farà morire certo prima del tempo. I Sacerdoti hanno le parole adatte e con

i Sacramenti ci aiutano in quel momento: avrei dovuto dirvelo anch’io, ma

non potevo parlare perché mi aveva preso la paralisi e voi credevate che fossi

già morto. Ho dovuto arrangiarmi da solo e fare un atto di dolore perché peccati

ne avevo fatti, anche se non sembrava; sapete: non andavo sempre a

Messa e non parlavo con la zia.

Vi consiglio anche di risparmiare i soldi per l’inserzione sul giornale: il

giornale fa venire tanta gente che non sa dire una preghiera e durante la sepoltura

chiacchiera tutto il tempo.

Domenica invece di andare al cimitero a portare ancora dei fiori, che qui

non servono, andate a Messa: mi serve di più. Se vi resta tempo, potrete fare

anche quello, per rispetto al mio povero corpo che è stato battezzato e qualche

volta ha fatto la Comunione.

Soprattutto quando andrete in Parrocchia per la Messa di Trigesima (non

dite tredicesima, perché qui non la dànno) non fate la figura di non sapere

che cosa sia la Messa, restando tutto il tempo in piedi con le mani dietro il...

fondo della schiena. Cercate di arrivare in tempo, in modo da confessarvi e

fate la Comunione per darmi un po’ di sollievo, perché qui soffro. Qui fa pena

a tutti vedere che nella Messa da morto vadano alla Comunione tutti gli

estranei e che i parenti stiano a guardare.

Per concludere voglio dirvi di non prendere la Religione troppo alla leggera

perché un giorno tutto si paga.

Soffro, soffro molto. La colpa è mia perché non vi ho mai dato l’esempio

(avessi detto, con voi, qualche Rosario in più...). Mi conforta però il pensiero

del vostro ricordo e dell’affetto e suffragio di mamma.

Vostro aff.mo Papà

4 Madonna del Rosario N. 6/2009


UN IMPREVISTO “INVESTIMENTO”

Genitori coinvolti

nel mistero grande del prete

SONO il padre di un prete. Cioè: ho un figlio che è prete. Quando è

nato, non era prete: è nato, come si dice, con la camicia. Non con la

stola. Non ha mai fatto il chierichetto. Quanto a pratiche di pietà, stava

nel mezzo. Era buono. Aveva un bel carattere. Ma ciò non bastava per farci

dire: è così buono che si farà prete. Un bambino buono, da grande, può

fare anche il fornaio, oppure l’idraulico, oppure il cantautore.

Tornando un passo indietro, di bambini, ne avevamo tre, e quando si

era a tavola, si scherzava. E scherzando dicevo al bambino più grande: tu

un giorno sarai frate in un convento di clausura. E al bambino più piccolo:

tu andrai suora. Il bambino più piccolo era una bambina. E difatti, da

grandi, tutti e due puntualmente si sposarono. Invece il figlio di mezzo,

per il quale non avevo mai preconizzato vocazioni di quel genere, un bel

giorno, appena conseguito il diploma magistrale, senza enfasi, ci ha rivelato:

vado in Seminario. E così, da una decina d’anni abbiamo un prete in

famiglia.

La mia è una casa oscura. Non che manchi di finestre: grazie a Dio, le

finestre ci sono e abbiamo perfino la luce elettrica. È oscura nel senso che

è una casa semplice, popolare e quanto a censo non conta un’acca: nella

mia famiglia non c’è niente che conti, tranne il contatore del gas. Ma da

quando c’è un prete in casa, la casa è salita di rango catastale, s’è mutata

in villa, in reggia. Ho l’impressione di giocate in borsa e di fare colossali

investimenti.

C’è chi investe in bot, in terreni, in robe varie. Io, a tasche vuote e digiuno

di pratica bancaria, investo in titoli di “grazia”. Sono a cavallo.

Guazzo in un mare di tranquillità. Con rispetto parlando, è come se dai

cappelli a cilindro dello Spirito Santo fosse sgorgato uno scroscio d’acqua

buona e benedetta, investendomi tutto. Mi esprimo così e magari sbaglio,

ma per difetto.

Ho chiesto a Dario, un signore che ha un figlio sacerdote francescano,

cosa prova nel “trovarsi” papà di un prete. Ebbene, non so dir la gioia che

ho provato nel sentirmi ripetere, tali e quali, gli stessi sentimenti, le stesse

sensazioni, benché con parole diverse. Dario ed io ci sentiamo coin-

Madonna del Rosario N. 6/2009 5


volti, “imparentati” anagraficamente con un bel mistero: il mistero grande

del prete. Dario ha pure un figlio medico e un figlio professore. Io ho

l’altro figlio che fa l’impiegato e la figlia che fa la casalinga: tutte professioni

di gran pregio. Ma il prete non c’entra con arti e mestieri. A volte un

prete può fare il falegname, il musicista, l’infermiere. Un prete può fare lo

scultore, ma uno scultore, mille scultori non fanno un prete.

Il santo Curato d’Ars diceva: «Il prete è l’uomo che tiene il posto di Dio.

Se si avesse la fede, si vedrebbe Dio nascosto nel prete come una luce dietro un

vetro. Dopo Dio, il prete è tutto. Se andate a confessarvi dalla Santa Vergine o

da un angelo, vi assolveranno? Vi daranno il Corpo e il Sangue di Nostro

Signore? No, la Vergine non può far discendere il Suo divin Figlio nell’ostia.

E nemmeno cento angeli, duecento angeli potrebbero assolvervi. Il sacerdote, per

quanto povero sia, lo può... Il prete è qualcosa di grande».

Dimenticavo di dire che il giorno dell’Ordinazione, vuoi per l’emozione

vuoi per altro, avevo offerto la mia vita per il nostro prete e per tutti i

preti. Affinché gli uomini vedano Dio nel sacerdote «come una luce dietro

un vetro». Affinché il vetro sia sempre terso. O il meno appannato possibile.

Per noi poveri uomini, gementi in questa valle di lacrime.

Il Beato AMBROGIO SANSEDONI, Domenicano

nemico mortale degli usurai

Nato a Siena nel 1220, Ambrogio a diciassette anni abbracciò

la vita domenicana con Tommaso d’Aquino; frequentò

quindi lezioni di Sant’Alberto Magno a Parigi e sotto la sua

direzione iniziò l’insegnamento a Colonia nel 1248. Dopo alcuni anni,

si dedicò ad un’intensa attività di predicazione in Italia e in Germania.

Verso il 1270 fu a Roma chiamato dal Pontefice e si dedicò alla restaurazione

degli studi ecclesiastici. Nell’ultimo periodo della vita

portò la parola sicura sul pulpito a favore della crociata ed assolse ripetutamente

il delicato compito di paciere tra le città italiane. Facendo

a Siena un discorso contro l’usura, fu tale la veemenza che gli si

ruppe un’arteria e improvvisamente morì il 20 marzo 1286. Onorio IV

incaricò quattro compagni del beato di redigerne immediatamente le

memorie. Le sue reliquie si trovano in San Domenico di Siena.

6 Madonna del Rosario N. 6/2009


21 NOVEMBRE: Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio

GIORNATA PRO ORANTIBUS

Ma che fanno le Suore di clausura? (1)

«Il primo di maggio è andata alla Casa del Padre una nostra

consorella alla quale volevo tanto bene; aveva la bellezza di 98

anni; se ne è andata ma mi ha lasciato tanta gioia.

Da cinque anni era a letto immobile; ultimamente era tutto un

dolore, ma sempre serena. Un giorno le chiesi: “Che fai, dormi?”.

Mi rispose: “No”. Ed io continuai: “Preghi?”. La risposta: “No”. Ed

io ancora: “Ma allora cosa fai?”. Con un dolce sorriso mi rispose

sottovoce: “Offro”.

Io non potei rispondere, deposi sulla sua fronte un bacio e mi

caddero due lacrimone...

Il nostro Vescovo, quando gli raccontai questo piccolo discorso,

mi disse: “Queste sono le anime che salvano il mondo”».

Sr. M. Margherita (Pratovecchio - AR)

(1) Stralcio della lettera di una Monaca domenicana di Trino Vercellese al suo Parroco

don Piero Busso.

È già parte dell’eterna felicità!

Quali parole, o Beata, possono riuscire ad esprimere

la tua santità e a celebrare i benefici di cui ti ha

colmata il Salvatore e che tu riversi su tutto il

genere umano? (...) Mi sembra che faccia già parte dell’eterna

felicità riservata ai giusti anche solo il sapere e il parlare di te in

modo conveniente: sono infatti cose che «né occhio vide né

orecchio udì» (1Cor 2,9), cose che il mondo non può comprendere,

secondo Giovanni (cfr. Gv 14,17).

Madonna del Rosario N. 6/2009 7


NATALE:

1. Natale: festa di bambini e di cose

semplici, festa di gente che si vuol bene;

festa di bontà e di gioia tranquilla.

Eppure ebbe origine da una tragedia.

Bisogna risalire agli inizi dell’umanità,

quando, in un angolo incantato di

un mondo ancora tutto bello, vivevano i

primi due uomini, felici di una inimmaginabile

felicità: «fiume d’acqua vivo,

limpido come cristallo, che scaturiva

dal trono di Dio» (1). Ma, un giorno,

Satana vestito da serpente, si avvicinò

strisciando: «Perché non mangiate di

quel frutto?». Essi – Adamo ed Eva – lo ascoltarono. E da

TERZO

MISTERO

GAUDIOSO

allora l’umanità è infelice.

Era stato pattuito questo, tra Dio e l’uomo: «Se mi sarai fedele, godrai

per sempre di questi beni, insieme ai tuoi discendenti; disubbidendo, perderai

tutto, buttando nella miseria anche loro».

Dio fu giusto nel punire i nostri progenitori. Ma fortunatamente non

fu solo giusto. Punendo, l’immenso cuore di Dio pensava già al perdono:

verrà una Donna, il cui Figlio schiaccerà il capo al serpente e riporterà agli

uomini la gioia perduta.

La promessa di Dio fu una fiaccola di speranza che illuminò i secoli

della lunghissima attesa. Finché, nella pienezza dei tempi, «mentre tutte

le cose tacevano e la notte era giunta a metà del suo corso» (2), un improvviso

canto di Angeli annunciava all’umanità il dono del Terzo Mistero

Gaudioso.

2. Il Natale è una storia di peccato, di tristezza, di perdono.

Per perdonare, per riallacciare l’antica amicizia tra Dio e gli uomini, è

venuto il Figlio della Donna promessa.

Ma che dire, allora, di quegli uomini che rinnovano il maledetto gesto

di Adamo, peccando?

Il Battesimo rifà di ogni uomo un amico di Dio, grazie all’amore

onnipotente che volle, con l’Incarnazione, riparare la colpa d’origine.

Eppure all’uomo non basta questo amore: vuole anche lui, come i progenitori,

assaggiare il frutto proibito, provare il gusto della ribellione.

E, così, offende un Padre buono e danneggia se stesso, perdendo con la

Grazia la gioia.

(1) Apoc. XXII, 15.

(2) Ant. liturgia natalizia.

8 Madonna del Rosario N. 6/2009


Di quanta ingratitudine e stoltezza siamo capaci, noi, figli d’Adamo...

«Che ascolti?», domandò l’esploratore, stupito, al beduino che si

era posto a terra con l’orecchio sulla sabbia ardente. «Ascolto il deserto:

piange, perché un tempo era una prateria fiorita».

Il rimpianto d’una perduta primavera: ecco la tristezza dell’umanità,

ridotta dal peccato a un deserto, e la sua inconscia nostalgia del giardino

di delizie.

3. Ogni Natale rinnova l’entrata di Gesù nel mondo, nelle anime di

coloro che sono disposti ad accoglierlo. Come un bimbo intirizzito, bussa

alla nostra porta per chiedere un po’ di calore. Ma che ricchezze offre in

cambio, questo Bambino nato in una stalla! Grazia, amore, pace.

Invece, che vuoto, che tristezza, quando si rifiuta di riceverlo: è il

pianto del deserto. Ma lasciate che lo calchino i fragili passi del Bimbo Redentore,

e il pianto del deserto si tramuterà nelle risonanze festose della

prateria fiorita.

È venuto per questo il piccolo Re salutato dagli Angeli. Per riportarci

alle sorgenti dell’«acqua viva, limpida come cristallo che scaturisce dal

trono di Dio».

p. L. Minetti o.p.

Davanti a GESÙ EUCARISTIA

UN giovane della Diocesi di Taranto mi diceva di aver scoperto la

sua vocazione al Sacerdozio davanti al Santissimo Sacramento. Era

molto attivo in parrocchia: animava con passione la liturgia e insegnava

il catechismo, ma nello stesso tempo, non era pienamente soddisfatto

della programmazione pastorale di quella comunità cristiana.

Avrebbe voluto – e sono parole sue – «più preghiera, più occasioni e stimoli

per pregare». La Messa non gli bastava più.

Un giorno ha scoperto in una chiesa della sua città l’adorazione eucaristica

settimanale: ha iniziato ad andarci regolarmente, ogni giovedì

pomeriggio, e lì ha capito che doveva «accettare Cristo in pienezza»

e donarsi totalmente a lui.

Non saprei descrivere in modo adeguato l’entusiasmo e la gioia di

questo fratello, raggiunto dalla chiamata davanti a Gesù Eucaristia; mi

limito a registrare alcune sue parole, scritte proprio alla vigilia dell’Or -

dinazione presbiterale: «Anch’io voglio dare la vita per i fratelli».

P. Giuseppe Valsecchi

Madonna del Rosario N. 6/2009 9


NOVITA’ LIBRARIE

– PAOLO RISSO:

«FIACCOLE NELLA NOTTE»

Ed. l’Amore Misericordioso, Collevalenza - PG, 2009, pp. 432

Appassionata presentazione del SACERDOZIO, attualissima

in questo “Anno Sacerdotale” indetto dal Santo Padre Benedetto

XVI (19 giugno 2009-19 giugno 2010).

Dal “Preludio” dello stesso Autore (1):

«Ho un’idea alta, sublime del Sacerdozio, la medesima

che ha Gesù, come la rivela nel Vangelo e nelle Lettere di

S. Paolo, in particolare nella Lettera agli Ebrei. Non sono

teologo – anche se la Teologia, quella vera, trasmessa dalla

S. Tradizione cattolica, mi ha sempre appassionato, come

“sacra doctrina” e “scientia Christi” – ma mi sento un narratore

che ama raccontare agli altri i fatti, le persone e gli

incontri belli e grandi.

In questo libro ho raccolto 50 storie di sacerdoti. Qualcuno

è stato elevato dalla Chiesa alla gloria degli altari. Sono

Pontefici, Vescovi, Maestri e difensori della Fede, umili e

grandi Pastori, guide di anime verso il Paradiso. Martiri che

hanno sparso il sangue per Gesù o che si sono consumati per

Lui nella sofferenza unita alla sua Croce.

Infine ci sono alcuni candidati al Sacerdozio, giovanissimi,

che non hanno potuto salire all’altare, e che pertanto

chiamano altri a prendere il loro posto.

Leggendo queste pagine, appare chiaramente chi è il

sacerdote così come l’ha voluto Gesù Cristo, Sommo ed

eterno Sacerdote».

(1) Paolo Risso, l’autore di queste pagine, nato a Costigliole d’Asti nel 1947, laureato

in lettere all’Università di Torino, abilitato in filosofia e storia, è stato docente

nella scuola elementare e media, al liceo classico e al liceo psico-pedagogico,

e ha scritto biografie di Santi e di Servi di Dio (come Rolando Rivi, un ragazzo

per Gesù, Ed. Del Noce, Camposampiero - PD, 2004), e libri di catechesi

(come La Messa è la mia vita, Cantagalli, Siena, 1999-2003). Desidera continuare

il colloquio con i lettori: Piazza Umberto I, n. 30 - 14055 Costigliole d’Asti (AT).

Per l’acquisto del volume (€ 15,00) rivolgersi alle librerie cattoliche, oppure

direttamente all’Autore.

10 Madonna del Rosario N. 6/2009


VITA

dell’ASSOCIAZIONE

Tre livelli di impegno (a scelta) per iscriversi all’Associazione:

a) ROSARIO VIVENTE: ogni giorno una DECINA (Mi stero,

a) Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre);

b) CONFRATERNITA DEL ROSARIO: ogni settimana un

a) ROSARIO INTERO (15 decine, anche distribuite nei 7 giorni);

c) ROSARIO PERPETUO: ogni mese un’ORA DI GUARDIA,

a) in aggiunta al Rosario settimanale.

Nota: all’atto dell’iscrizione si riceve la pagellina/ricordo dalla Zela trice/

Zelatore o dal Centro del Rosario.

27º PELLEGRINAGGIO DEL ROSARIO, guidato dai Padri Domenicani

PELLEGRINO “novizio” alla sua prima partecipazione, nella

“Cova da Iria” due cose mi colpirono particolarmente: 1) uno

slogan a caratteri cubitali ad altezza d’uomo in portoghese

che recita: «I puri di cuore vedranno Dio»; 2) la Madonnina racchiusa

nell’urna di vetro a prova di proiettile, con gli occhi bassi, fissi

sui Pastorelli di oggi, i pellegrini che vanno a visitarla.

Madonna del Rosario N. 6/2009 11


Il resto? Un susseguirsi di emozioni, applausi, grida di gioia,

ovazioni alla Vergine da ogni parte del piazzale. Volti segnati dalla

sofferenza, rigati di lacrime di commozione, ma illuminati da una

grande gioia, persone che ginocchioni percorrono il piazzale: ti

feriscono il cuore e mettono in crisi la tua fede.

Una cronaca? È impossibile! Momenti particolari potrebbero

essere la solenne veglia del sabato sera: Rosario meditato nella

Cappellina delle apparizioni. La recita delle “Ave Maria” intercalate

in varie lingue: dal portoghese all’inglese, dall’italiano al romeno,

ungherese, ecc., ecc. Lo snodarsi della lunga processione

sul piazzale dalla Cappellina all’ingresso della Basilica, dove il Patriarca

di Lisbona, attorniato da un centinaio di sacerdoti, celebra

l’Eucaristia.

All’omelia, con parole entusiaste e convincenti, ripete all’assemblea

il messaggio della Madonna di Fatima: Penitenza, amore e

pace. È seguito con attenzione ed in silenzio dai presenti che con

la fiaccola in mano creano un mare di luci da sembrare una volta

celeste e stellata vista da un potente telescopio.

La stessa cerimonia si ripete il giorno seguente alle dieci del

mattino, presieduta da un Vescovo Ausiliare di Lisbona e dal Vescovo

di Fatima-Leiria, che al termine della funzione saluta e ringrazia

i pellegrini nelle loro lingue: il che è stato gradito da tutti.

Non possiamo tralasciare Filomena, la nostra guida portoghese,

che ci ha seguiti per tutti questi giorni. Donna colta ed innamorata

di Maria e della sua Nazione. Ci ha fatto rivivere la vita dei

tre Pastorelli, facendoci visitare le loro case natali e le tombe dove

riposano. Nonché i monumenti più importanti di Lisbona: casa

natale e chiesa dove fu battezzato S. Antonio.

Una “Via Crucis” sul cammino che i Pastorelli percorsero con

il loro gregge per non mancare a nessun appuntamento con la

Bianca Signora.

Ogni sera al rientro sul volto dei pellegrini c’era una gioia indescrivibile,

per cui al chiudersi di ogni giornata ci si scambiava il

solito ritornello: Stanchi, ma ne vale la pena.

Grazie, “o Vergine del Rosario di Fatima”, grazie!

P. Stefano Bonifetto, IMC (Missionario della Consolata)

12 Madonna del Rosario N. 6/2009


FATIMA, 11-15 settembre 2009 - 27º Pellegrinaggio Domenicano del Rosario.


■ LA PREZIOSA RICARICA

TESTIMONIANZE

«Il mio ritorno a Fatima con i Padri Domenicani mi ha ricaricato lo spirito

per poter affrontare di nuovo il lavoro e la vita quotidiana. Io sostengo sempre

che Fatima è la cura termale dell’anima. (Grazie, Fra Alberto!)».

Elena Gastaldi (Milano)

■ TRA SIMBOLISMO E TRADIZIONE

«Tradizione, dal latino “tradere”, trasmettere per insegnare, essere esempio

di valori. È tradizione che la Madonna di Fatima indossi la sua preziosa corona

solo da maggio a ottobre, il 13 di ogni mese per ricordare quel 13 maggio

del 1917, quando per la prima volta apparve ai tre Pastorelli.

La stupenda e suggestiva corona è ricca di significati simbolici. Intanto fu

realizzata il 13 ottobre 1942 con i gioielli donati alla Madonna dalle donne

portoghesi come ringraziamento di avere preservato il Paese dalla Seconda

guerra mondiale. La corona è sormontata da una sfera azzurra che simboleggia

il mondo, sopra al quale è la croce, simbolo della protezione divina sul

mondo intero.

Sotto il globo è incastonato il proiettile che colpì Giovanni Paolo II il 13

maggio 1981. Il Papa diceva di avere sentito una mano deviare il proiettile e,

durante la sua visita a Fatima del 12 maggio 2000, in segno di ringraziamento,

offrì alla “Regina del Rosario” la cosa più preziosa che aveva: l’anello che

il Cardinale Wszynski gli aveva donato all’inizio del suo Pontificato. Sue ultime

volontà furono anche quelle di donare alla sua Protettrice il rosario con il

quale aveva pregato al Policlinico Gemelli, come pure il fazzoletto bianco con

le sue iniziali e da lui stesso usato nel giorno della sua morte, offerto come sua

ultima volontà per unirsi spiritualmente ai milioni di fazzoletti bianchi che, per

tradizione, i pellegrini usano sventolare per salutare la Madonna il 13 di ogni

mese dopo la S. Messa, quando rientra nella Cappellina.

La tradizione del numero 13 si ripete anche nelle 13 porte della nuova e

straordinaria chiesa della SS. Trinità.

La recita del Rosario, quale desiderio espresso dalla Vergine Maria, proprio

nella sua ultima apparizione del 13 ottobre, viene esaudito con la recita quotidiana

del Rosario. Domenica 13 settembre 2009, nella Cappellina delle Apparizioni,

il S. Rosario è stato recitato con grande compostezza e devozione

da brillanti zelatori, i bambini di una seconda elementare, accompagnati dalle

loro maestre. In Portogallo è una cosa normale. Un elogio alla tradizione portoghese!».

Valeria Scandellari

14 Madonna del Rosario N. 6/2009


Domenica 20 Settembre

a CUSSANIO (Fossano - CN)

Pellegrinaggio dei Rosarianti di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

al Santuario “Madonna della Divina Provvidenza”

UNA giornata gioiosa e indimenticabile! La Madonna ci ha

concesso una grande grazia: non pioveva e c’era un bel sole.

Eravamo in tanti rosarianti, centinaia e centinaia, provenienti

da diverse località. Numerosi i pullman e le macchine private.

I vari “Gruppi del Rosario” presenti erano animati da un vivissimo

entusiasmo.

Alle 10,45 erano pronti nei caratteristici costumi i paggetti e le

damine del Rosario, orgogliosi di portare gli stendardi dei Misteri,

accompagnando in processione la bella statua della Madonna di

Fatima, ricca di fiori e splendente.

Alle 11 la S.Messa presieduta dal P. Stefano Bonifetto, Missionario

della Consolata e Assistente spirituale dei Rosarianti fossanesi,

il quale celebra quest’anno il 50º di Ordinazione sacerdotale.

Concelebranti i Padri Mattei e Minetti. La bella cantoria di Grana

Monferrato, col Diacono Franco, ha curato la scelta e l’esecuzione

dei canti.

L’omelia di P. Stefano ha toccato il nostro cuore: il Rosario deve

diventare strumento di preghiera per la pace nel mondo, per superare

la conflittualità tra i popoli, per la famiglia che è la cellula fondamentale

della società. Nelle famiglie si edifica la comunità attraverso

l’educazione e la formazione dei giovani. La nostra società è

indifferente e ostile al progetto cristiano, occorre pregare la Maddona

che ci aiuti a cambiare vita e fissare lo sguardo su Gesù affidandoci

a Lui e alla sua misericordia.

Nel pomeriggio alle ore 15,30 la preghiera del Santo Rosario,

sempre bella e sentita (1) e solenne adorazione e benedizione del

(1) Suggestiva la recita delle singole decine, guidate nell’ordine: la 1ª il P. Promotore;

la 2ª la Zelatrice romena Gabriella; la 3ª il seminarista cinese Francesco; la 4ª le Zell. Suor

Bianca e Salvatrice Avanzato di Fossano; la 5ª le nuove Vice-Zelatrici (v. pag. 24).

Madonna del Rosario N. 6/2009 15


Cussanio, 20 settembre 2009.

SS. Sacramento. Dopo la benedizione, la nostra Madonnina si è allontanata

e noi l’abbiamo salutata sventolando i nostri fazzoletti

bianchi (come avviene a Fatima).

Il nostro ringraziamento va al Rettore del Santuario don Willj,

il quale ha organizzato bene ogni cosa, con i suoi collabora tori,

frazionisti e carabinieri in congedo per la buona riuscita del pellegrinaggio.

Ringraziamo P. Minetti, Fra Alberto, il rag. Bassafontana e la

brava segretaria Sr. Milena insieme alla Zel. Lina e ai coniugi Pia e

Donato, tutti eccellenti cooperatori che lasciano nei nostri cuori

un bel ricordo, tanta pace e serenità.

QUEI SUOI OCCHI MISERICORDIOSI...

Zel. Salvatrice Avanzato (Fossano)

DOMENICA 20 settembre, noi tutti, fedelissimi alla Madonna del S. Rosario, ci

siamo ritrovati a Cussanio nel Santuario della Madonna della Divina Provvidenza,

felici di essere ancora insieme al nostro Padre Promotore Lorenzo Minetti

16 Madonna del Rosario N. 6/2009


e all’indispensabile Fra Alberto Mangili per una giornata intensa, tutta dedicata

alla comune preghiera. Abbiamo chiesto alla nostra dolce Madre di abbassare i

suoi occhi misericordiosi sulle nostre miserie e sulle nostre sofferenze; che le sue

labbra sorridano alle nostre gioie e che vegli amorosa sopra il nostro cammino.

Zel. Giancarlo Tione (Trino Vercellese)

LA GRANDE FAMIGLIA ATTORNO A MARIA

IL PELLEGRINAGGIO a Cussanio è riuscito molto bene, grazie alla Madonna della

Provvidenza: una giornata splendida, tutta pervasa di preghiera e di fraternità!

Nel ritorno i pellegrini erano tutti gioiosi ed entusiasti, più ricchi di fede e di

amore! Si sentiva l’appartenenza fraterna alla grande famiglia rosariana che ci riunisce

due volte all’anno attorno a Maria, Regina del Santo Rosario.

Grazie, Padre, grazie, Fra Alberto e tutti i collaboratori!

Con affetto e riconoscenza.

Sr. Bianca Piola o.p. (Fossano)

TRA I PRESENTI AL PELLEGRINAGGIO (1)

Da Chieri e Poirino (TO), con le Zell. Afra Marangon, Filomena Laurenzana e Daniela

Casetta: 31 pellegrini • Da Torino-S. Domenico, con Fra Alberto, le Zell. Gabriella, Pia,

Sr. Elvira e lo Zel. Donato: 100 • Da Torino-Madonna delle Rose, con le Zell. Agnese

Lieupozz, Teresa Provana e Lia Baldi Pera: 38 • Da Varazze (SV), con P. Minetti, Sr. Milena

e il rag. G.B. Bassafontana: 10 • Da Santena e Villastellone (TO), con la Zel. Catterina

Gili: 47 • Da Pralormo (TO), con le Zell. Marisa Zappino e Emma Baravalle: 18

• Da Savignone, Busalla, Borgo Fornari, Ronco Scrivia (GE), con le Zell. Pina, Giorgina

e Anna: 50 • Da Trino Vercellese, Caresana e Costanzana (VC), e Castell’Alfero (AT),

con lo Zel. Giancarlo Tione e le Zell. Maria Carla Conti e Carla Tricerri: 46 • Da Ver celli,

con la Zel. Maria Rosa Perino: 20 • Da Roata Rossi, Passatore e Madonna dell’Olmo

(CN), con le Zell. Teresa Saretti, Giuseppina Brignone e Vittoria Mellano: 38 • Da Ronchi,

San Chiaffredo, San Pietro del Gallo, San Rocco Bernezzo, Paschera San Carlo (CN),

con le Zelatrici: 50 • Da Pralormo, Carmagnola (TO), Polonghera e Racconigi (CN), con

P. Mattei e la Zel. Lucrezia Chicco: 52 • Da Vigone (TO), con la Zel. Maria Giorgia

Morero: 10 • Da Diano Marina (IM), Borghetto Santo Spirito e Boissano (SV), con le

Zell. Maria Lavezzari, Piera Ferrua, Anna Cavalleri, Maria Rosa Nervi e lo Zel. Giovanni

Ardissone: 23 • Da Fossano (CN), con P. Stefano Bonifetto I.M.C., le Zell. Sr. Bianca

O.P., Salvatrice Avanzato, Rita Bagnasco, Anna Lerda, M. Rosa Riccardi, Pinuccia Perotti

e gli Zel. Antonio Buonanno e Paolo Mereu: 100.

(1) Come sempre, l’elenco è incompleto. Mancano parecchi nominativi di famiglie, gruppetti e

singoli che non si sono fatti registrare dalla nostra Zel. Lina Giusto (di Varazze) e da Sr. Milena.


A BOLOGNA, NEL CONVENTO PATRIARCALE

Il Capitolo Provinciale

dei FRATI PREDICATORI

(DOMENICANI)

ORDINE fondato da San Domenico di Gusman e confermato solen-

L’ nemente da Papa Onorio III il 22 dicembre 1216, è diviso territorialmente

in 44 Province, sparse in tutti i Continenti. In Italia le Province sono

tre, intitolate a S. Domenico (Nord), S. Caterina (Centro), S. Tommaso

d’Aquino (Sud).

Le Costituzioni dell’Ordine prevedono per ogni quadriennio la celebrazione

dei Capitoli Provinciali per le elezioni degli organi direttivi, il confronto

sulle situazioni e l’emanazione di norme opportune.

Nella Provincia di S. Domenico è stato rieletto Provinciale per un

secondo quadriennio il P. Fr. RICCARDO BARILE.

Definitori/Consiglieri i Padri Giovanni Bertelé, Giorgio Carbone,

François Dermine, Giuseppe Paparone, Marco Rainini, Antonio Visentin.

Promotori del S. Rosario sono stati riconfermati i Padri Mauro Persici

(Fontanellato - PR) e Lorenzo Minetti (Varazze - SV).

Provinciale della Provincia di S. Caterina il P. Daniele Cara. Della Provincia

di S. Tommaso il P. Gaetano Cangiano.

SU QUANTE STRADE IMPENSATE, IL BENE!

La Bosnia, i Carabinieri, e.. «Il nostro Rosario»

R OBERTO Serapiglia, carabiniere attualmente in servizio nella

Sardegna, anni fa faceva parte del contingente di pace in Bosnia.

E lì si trovò occasionalmente tra le mani una copia del libretto

«IL NOSTRO ROSARIO».

Di chi si sarà servita la Madonna per fargli quella sorpresa?... Fatto

sta che ora il risveglio di quel ricordo ha segnato (in bene!) la sua vita...

Grazie, Madre e Regina del Rosario! (l.m.)

18 Madonna del Rosario N. 6/2009


SABATO 5 SETTEMBRE

GIUBILEO

SACERDOTALE

MARIANO

a San Salvatore

Monferrato (AL)

I L 20 luglio dell’anno scorso, a Varazze

avevamo festeggiato i 70

anni di Sacerdozio del nostro Padre

CARLO DEMARTINI, ringraziando

con lui il Signore per gli innumerevoli

benefici che hanno accompagnato

questo dono (v. “Madonna

del Rosario” n. 6/2008, p. 18).

Ma per il P. Carlo mancava ancora

un appuntamento importantissimo:

il ringraziamento alla

Madonna che lo aveva salvato miracolosamente quando, bambino, era caduto

in un pozzo. E questa era avvenuto proprio nei pressi del Santuario della

MADONNA DEL POZZO!

E così, in questo Santuario, parenti, amici e numerosi estimatori si sono riuniti

sabato 5 settembre per una bellissima Messa di ringraziamento, presieduta

da P. Carlo e concelebrata dal Rettore del Santuario don Carlo Grattarola e dal

P. Minetti, con la partecipazione del Coro del Santuario (belli i canti, ben eseguiti).

Commovente l’affettuosa regia (anche a tavola!...) dei nipoti Fabrizio e

Rosetta con la cugina Giuseppina.

Una giornata splendida sotto ogni aspetto. E tutti ci siamo associati al fervido

ringraziamento del festeggiato al Signore e alla Madonna del Pozzo.

Ora, a conclusione, vogliamo rinnovare il nostro grazie a Lei, amato e

venerato Padre Carlo. Grazie ...e non abbia troppa fretta di andare a ricevere il

meritato premio in Paradiso!

p.L.M.

Madonna del Rosario N. 6/2009 19


POSTA e NOTIZIE

Dalla COLOMBIA - BOGOTÀ

Col “NUESTRO ROSARIO

tutti pregano volentieri

«Rev.mo Padre L., grazie del suo ricordo

e della sorpresa fattami con Suor Milena.

Io sono felice di donare questi libretti

del Rosario che tutti accettano volentieri e

pregano. Io li accompagno con la preghiera

perché la Madonna illumini i cuori che

lo leggono e tocchi i loro cuori alla conversione.

Grazie che me li ha mandati. Se

ne vanno rapidamente! Che la Virgen

Maria benedica con la sua presenza e la sua

parola le molte persone che la cercano.

Gli anni aumentano, le forze diminuiscono

e con la forza di Gesù che mi protegge

sempre faccio quello che posso e

cerco di compiere il mio dovere. Sono contenta

che ancora posso aiutare le suore che

posso aiutare, che hanno bisogno.

Con i soldi di mio fratello Vincenzo

[abita a Torino con la moglie dott.ssa Celestina

- N.d.R.] ho potuto ritirare il pacco e

grazie alla Provvidenza.

Le auguro molta salute e prego perché

possa continuare la sua missione con la

Madonna. Per tanta confidenza con lei

avevo chiesto le corone, pensando che le

metteva con i libretti. Grazie tantissime.

Gesù la colmi della sua luce. La ricordo

tanto e le chiedo la sua benedizione.

In Gesù e Maria, Suor Guglielmina

Lano».

Da FUBINE (AL)

Il Rosario con S. Domenico

«A Fubine l’incontro mensile delle rosarianti

del “Cenacolo di Maria” l’8 agosto

si è svolto in chiesa per recitare il Santo

«REPETITA IUVANT...» (O NO?!)

Attenzione al NUOVO NUMERO TELEFONICO

del CENTRO DEL ROSARIO/P. MINETTI:

019.923.00.10

N O TA - Chiedo alla vostra comprensione di servirvi

della posta ordinaria anziché del telefono, quando non

c’è urgenza di comunicare. In ogni caso, se telefonate

fatelo possibilmente tra le 10 e le 12,

oppure tra le 18 e le 19. GRAZIE. P. Minetti

20 Madonna del Rosario N. 6/2009


Rosario chiedendo (come ogni mese) a Dio

Padre il dono di sante vocazioni.

È seguita la Celebrazione eucaristica

che si rende “preziosa” quando il cuore si è

già aperto alla preghiera cristocentrica e

mariana del S. Rosario.

San Domenico dal Paradiso ci avrà

senz’altro benedetto in modo speciale, poiché

ricorreva la sua festa».

Zel. Silvia Save Ferrari

Da ST. RHEMY (AO)

La “Medaglia miracolosa”

«La ringrazio di cuore per il suo vivo

interessamento per le medagliette: dopo

diverse tappe sono arrivate al collo di

tante persone bisognose, compresa la mia

famiglia e me. Le ho distribuite tutte, insieme

alla spiegazione (tramite fotocopie)

dell’importanza e del valore di queste

medaglie.

Sarebbe, secondo me, importante e

bello distribuirle nelle scuole e aiutare i

bambini a crescere spiegando loro che la

“Medaglia Miracolosa” è un aiuto per la

vita in ogni circostanza, pregando e chiedendo

aiuto alla cara Mamma in cielo.

Dobbiamo ringraziare Dio perché ci ha donato

la Madonna, la quale ci protegge e ci

mette tutti sotto il suo manto. Io purtroppo

non sono mamma, ma se lo fossi insegnerei

questo ai miei figli.

Grazie ancora».

Tiziana Alliod

Da ROSONE (TO)

L’aiuto del Bollettino

«I Bollettini arrivano sempre puntuali,

ed è un piacere grande leggerli e riflettere

sui casi successi in passato e in quelli del

presente. Le belle parole e i buoni insegnamenti

sono un sollievo nella vita quotidiana

e un pensiero rivolto alla Madre Santa,

di cui abbiamo immenso bisogno, ci aiuta

al ricordo di una preghiera.

La ringrazio, Padre, del dono dei trenta

Bollettini che ha voluto inviarmi tempo fa:

è stato un vero regalo per chi è riuscito ad

averne una copia.

Un caro saluto invio a Suor Milena, che

ricordo sempre con affetto.

A lei, Padre, e a tutti i suoi collaboratori,

auguro buon lavoro, ogni bene e tanta

salute. Da tutte noi cordiali saluti e chiediamo

un ricordo nelle preghiere».

Zel. Elena Roscio Bugni

e Associati

Da ROMA

Quando il cuore rimane

sempre giovane

«Carissima Suor Milena, sono Suor

M. Concetta Lamberti, “la vivace novantenne

di Roma”, così mi chiama la mia

brava e generosa Zel. Ivana Nardoni di

Cengio (v. “M.d.R.” n. 5/2009, p. 26).

Ho ricevuto al mio nuovo indirizzo il

Bollettino n. 5, grazie di cuore. Nell’aprirlo,

ho letto la bella e profonda riflessione

del Santo Padre sul Beato Bartolo Longo.

Quanta gioia nel mio cuore! Sono cresciuta

ai piedi del Santuario di Pompei, dove

poco distante vive la mia famiglia, quindi

sono innamorata della mia Regina del

Cielo; ignoravo che in Liguria ci fosse un

Centro così importante dedicato alla dolce

Regina di Pompei.

La ringrazio ancora tanto, e le assicuro

le mie preghiere e quelle delle mie consorelle,

anche a tutti i collaboratori di questo

santo e benedetto Centro mariano.

Con stima e devoto affetto, cordialmente

la saluto, nel nome del Signore Gesù».

Sr. M. Concetta Lamberti

Madonna del Rosario N. 6/2009 21


Da CAMPOLIGURE (GE)

Da un pellegrinaggio

all’altro

«Rev. Padre, mi scuso ancora per il ritardo

nel ringraziare lei e i suoi collaboratori

per la bella riuscita del pellegrinaggio

al Santuario di Crea lo scorso 1º maggio.

Ogni raduno è sempre più numeroso! È

stata una bellissima giornata di sole, con

✦ ✦ ✦

tanta devozione alla Vergine Maria. Nel

pomeriggio è stato molto bello visitare le

Cappelle; poi recitare e meditare il S. Rosario

è stato molto emozionante.

Siamo tornati a casa pieni di gioia e di

riconoscenza per aver partecipato a questa

bella e grande manifestazione di fede e devozione

alla Madonna del Rosario.

Cordiali saluti a lei, a Suor Milena e

collaboratori».

Zel. Èlia Oliveri,

con Francesca e Associate

E ANCORA: da Borgo S. Dalmazzo (CN), Zel. Margherita Viale in Occelli. Da S. Pietro

del Gallo (CN), Zel. Teresina Rosso in Armando. Da Sassari, il carabiniere Roberto Serapiglia

(W sempre la Benemerita, caro Roberto!). Da Lourdes, il prof. Elio Giovanelli (di

Sesto S. Giovanni - MI) con la signora Maria Luisa. Da Racconigi (CN), la Zel. Margherita

Busso (sì, preghiamo per quelle intenzioni...). Da Tricerro (VC), la Zel. Vincenzina Cavallone

(coraggio, cara Vincenzina...). Da Trino Vercellese, lo Zel. Giancarlo Tione con «le

tante persone di Trino che la ricordano sempre e che pregano per Lei...». Da Fubine (AL),

la Zel. Silvia Save Ferrari, con la figlia (grazie per la parte personale così bella e cordiale,

non riportata nella lettera di pag. 20»!). Da Chiavari (GE), la Zel. Elena Faggioni (sì, il nostro

amato Mons. Cavallero continua di lassù a recitare il Rosario con lei...). Da Cengio

(SV), la Zel. Ivana Nardoni con la figlia Anita (mi hanno commosso le loro condoglianze

per la morte di mio fratello don Giannino, e qui rinnovo il mio più profondo grazie). Da Villastellone

(TO), la Zel. Mariuccia Lerda (la dolorosa rinuncia aumenta il merito, cara Mariuccia...).

Da Rossiglione (GE), Gian Luca Pizzorni (il carissimo cugino sempre presente

negli eventi gaudiosi e dolorosi delle nostre famiglie, nel recente lutto per la morte di don

Giannino è intervenuto, anche a nome dei parenti, col suo cuore nobile e grande).

P. L.Minetti

Andando verso Natale e fine Anno...

AUGURI a tutte le ZELATRICI, ZELATORI,

ASSOCIATI del Rosario, agli amici TIPOGRAFI

Gino, Sandro, Mario, Gianfranco.

BUON NATALE cristiano, BUON ANNO 2010,

dal Padre Promotore e Fra Alberto e Sr. Milena

e Rag. G.B. Bassafontana.

VI BENEDICANO GESÙ BAMBINO

E LA SUA DOLCISSIMA MADRE!

22 Madonna del Rosario N. 6/2009


CONSENSI e INCORAGGIAMENTI

Grazie, amici rosarianti e lettori! Ho pregato per voi a FATIMA l’11-15 settembre u.s.

Con me vi ringraziano le “colonne” del Centro del Rosario: Fra Alberto, Suor Milena,

il Rag. G.B. Bassafontana. (P.L.M.)

Da S. PIETRO DEL GALLO (CN):

«Carissima Suor Milena e Collaboratori.

Pen so di rivedervi tutti in buona salute al

prossimo incontro rosariano. Da diversi

anni partecipiamo con gioia grande a queste

belle Giornate in cui ci fate dono di preghiera

con Gesù e Maria. Vorrei aggiungere

un abbraccio pieno di auguri di ogni

bene al Padre Minetti per il suo 80º compleanno...

A tutti voi un grazie speciale per

tutto quello che fate; e saluti cari». Zel. Teresina

Rosso in Armando.

Da RACCONIGI (CN): «Grazie per

il bellissimo Bollettino. Da parte mia prego

il S. Curato d’Ars per l’Anno Sacerdotale».

Zel. Margherita Busso.

Da TORINO: «Revv. Padri, ringrazio

del sempre gradito Bollettino “Madonna

del Rosario” ed invio la mia adesione».

Colombina Gariglio.

Da VALLE MOSSO (BI): «... sono lieta

di poterle dire la nostra riconoscenza per il

bene che ci dona con il caro e bel Bollettino

“Madonna del Rosario” e del ricordo vivo e

perseverante che ha per noi nella sua fervorosa

preghiera che di cuore ricambiamo (...).

La ringrazio tanto della sua bontà e comprensione

e la prego di donarci la sua benedizione».

Zel. Adele Viano e Associate.

Da MORRA-VILLAR SAN CO-

STANZO (CN): «La ringrazio per i bei

Bollettini sempre graditi e per le preghiere

per tutti noi Associati. Anche noi la ricordiamo».

Zel. Germana Biodo.

Dal Santuario di CREA (AL): «Davanti

alla statua della Madonna ho rivolto

una fervida preghiera per lei, amatissimo e

stimatissimo Padre, e per la sempre cara

Suor Milena, perché vi benedica e vi protegga!».

Zel. Luigi Zavattaro (Casale - AL).

Da RIVA FARALDI (IM): «Cari Padri

Domenicani, ricevo di tanto in tanto il Bollettino

del S. Rosario e vi ringrazio. Non

potendo fare grosse offerte, rimetto tutto

alla Madonna che vede e giudicherà. Unisco

alla presente devote preghiere». Bartolomeo

Umberto Martini.

DA MONASTEROLO di Savigliano

(CN): «Con gioia ho ricevuto il Bollettino

ultimo, e leggendolo con amore e attenzione

ho provato una sensazione bella e ricca

di pace nei confronti del bellissimo Pellegrinaggio

a Cussanio...». Ma ria Rattalino.

Da FUBINE (AL): «Le scrivo anche

per ricevere un plico delle preghiere per i

Sacerdoti (1) e anche per avere 10 copie in

più della rivista (sempre meravigliosa poiché

densa di parole di vita e di verità!) perché

sono poche quelle che già ricevo». Zel.

Silvia Save Ferrari.

(1) “Donaci Sacerdoti santi” e “O Dio onnipotente

ed eterno”: v. i due testi su “Madonna

del Rosario” n. 4/2009, pag. 3.

ZELATRICI e ZELATORI, non mancate di consegnare

la pagellina d’iscrizione ai nuovi Associati.

Se ne siete sprovvisti, chiedetele al Centro.

Madonna del Rosario N. 6/2009 23


NUOVE VICE-ZELATRICI E ZELATORI

A CASTAGNOLE PIEMONTE (TO), Vice-Zel. Vittoria Rossi Beltrando (presentata

dalla Zel. Lodovica Carena Scarasso).

A BORGO S. DALMAZZO (CN), Vice-Zel. coniugi Bruno e Mariella Betassa

(presentati dalla Zel. Margherita Viale in Occelli).

A S. DAMIANO D’ASTI: Eufrosina Gallo (che prende il posto della defunta Zel.

Olga Damasio).

A ROATA ROSSI (CN): Iolanda Tallone.

A CUNEO-S. Pio: Giulia Giordano.

A S. PIETRO DEL GALLO (CN): M. Tardivo.

A BENE VAGIENNA (CN): Vilma Trabucco (Zel. dei Piccoli Rosarianti).

Ad ASIGLIANO (VC), dalla Zel. Antonella

Roione: don Valentino Panocco

(S. Maria Assunta), Giulia Suman, Elena

Bensi, Luciana Forti, Assunta Olmo, Raffaele

Demaria, p.a. Eusebio Margara, Grazia

Daffara, Rita Colombi, Paola Forte,

Emanuele Pugliesi, dott.ssa Carla Quaglia,

maestra Barbara Bodo, Donatella Rapetti,

Giuseppina Pini, Gabriella Merlo p.g.s.,

Roberta Sedda.

A MONDOVÌ Carassone (CN), al termine

degli Esercizi spirituali (predicati dal

P.L.M.): Suore Domenicane dell’Unione S.

Tommaso d’Aquino: Sr. Alfonsina Mozzone

(Priora), Sr. Rosa Maria Albai, Sr. Lidia Andrianò,

Sr. Raimonda Armanelli, Sr. Isidora

Borgna, Sr. Gustava Bracco, Sr. Franca

Gius. Briatore, Sr. Prassede Cagliero, Sr. Ermelinda

Canale, Sr. Pia Nazarena Castaldo,

Sr. Candida Cavallero, Sr. Angela Colombo,

Sr. Antoniangela Cugusi, Sr. Claudia Daniele,

Sr. Aurelia Di Marzio, Sr. Venanzia Fal -

co, Sr. Agostina Ferro, Sr. Andreana Gay, Sr.

NUOVI ASSOCIATI

Amedea Gallo, Sr. Enrica Dom. Gagliardi,

Sr. Rosaria Gattu, Sr. Osvalda Gino, Sr. Isabella

Giorgis, Sr. Fedele Griseri, Sr. Anna

La Mantia, Sr. Alessandrina Lodi, Sr. Francesca

Manassero, Sr. Giordana Macrina, Sr.

Benedetta Mana, Sr. Domenica Muzio, Sr.

Cherubina Nicolino, Sr. Gabriella Ottani,

Sr. Raffaella Rossi, Sr. Rosaria Rossi, Sr.

Lucetta Scotto, Sr. Ida Supparo, Sr. Lucia

Tallone, Sr. Gonzaga Viglietti, Sr. Gemma

Volpe, Sr. Fidenzia Zanini, Sr. Dolores Toni,

Sr. Adeodata Sorello; Personale prestante

servizio: Mira Tirana, Maria Rosa Deninotti,

Luciana Grosso, Giovanna Paglietta,

Giusi Costanzo, Cristina Bertolino, Maria

Harapi, Lucia Savio, Maria Politanò, Vita

Costanzo, Daniela Sorba, Carla Manfredi.

Ad ASTI-Località Valgiera, dalla Zel.

Caterina Mirigliani: Maria Montesano

(Callianetto), Rita Scarlata (Azzano), Angela

Bovino, Gaetana Corleto, Giusy Vitello,

Rita Giacone, Samantha Marteddu, Angela

Manuli.

(1) PER FAVORE: come ripetuto altre volte, preghiamo Zelatrici e

Zelatori di scrivere i nomi e gli indirizzi CON ESATTEZZA E CHIARA-

MENTE, a macchina o in stampatello. Grazie. Suor Milena e P. Minetti.

24 Madonna del Rosario N. 6/2009

(1)


A VARAZZE (SV), dalla Zel. Lina

Giusto: Maria Antonietta Giangreco.

A DIANO MARINA (IM), dalla Zel.

Maria Lavezzari: Angela Delfino in Cannonero.

Dalla Zel. Lina Damonte: Anna Cavalleri

ved. Ardissone.

A SETTIMO TORINESE: Grazia Rapalino.

A MORRA DEL VILLAR S. CO-

STANZO (CN), dalla Zel. Germana

Biodo: Anna Cherasco, Ines Ribero.

A VILLADOSSOLA (VB), dalla Zel.

Olga Bronzini: Laura Punta.

A COGOLETO (GE): don Luciano

Colombo.

A S. MAURIZIO CANAVESE (TO),

dalla Zel. Teresina Cusin: Giuseppina Caroppo,

Luigina Martinetto, Maria Iosè Origlia,

Lia Vichi, Anna Maria Verzelletti,

Carla Fornero.

A CENGIO (SV), dalle Zell. Ivana

Nardoni e Anita Pizzorno: Olga Fracchia,

Clara Gottardo (Concordia Sagittaria - Ve).

A BORGO S. DALMAZZO (CN),

dalla Zel. Margherita Viale Occelli: Beatrice

Isernia, Armanda Abello, Daniela Betassa,

Corrado Bongiovanni.

A CUNEO, dalla Zel. Teresina Peano

Tarditi: Sara Vigna, Valentina Bergese.

A ROSSIGLIONE INF. (GE), dagli

Zell. Elio e Liliana Pastorino: Maria

Olivieri.

A SANTENA (TO), dalla Zel. Catterina

Gili: Vittoria Torretta, Margherita

Te sio, Edda Bolognini.

A TORINO, dalla Zel. Lia Baldi Pera:

Fiorella Scopelliti, Arianna Bartoli (Collegno),

Mario Piemontese (Mortara - Pv),

Matteo Camagna (Balzola - Al), Adriana

Vacca (Balzola - Al).

A PASSATORE (CN), dalle Zell.

sorelle Brignone: Maddalena Gastaldi

(Gianola).

A FOSSANO (CN), dalla Zel. Salvatrice

Avanzato: Domenico Pagliero, Caterina

Vissio, Antonio Mana.

Dallo Zel. Antonio Buonanno:

Giorgio Costamagna, Alessia Pistone.

Dalla Zel. Beatrice Cometto: Stefania

Burdino, Maria Pamelo.

A ISOLA DEL CANTONE (GE),

dalla Zel. Bruna Rivara Rossetti: Anna

Rossi, Silvia Marelli, Miranda Ghelfi.

A CASTAGNOLE PIEMONTE (TO),

dalla Zel. Lodovica Carena Scarasso:

Margherita Angenti Quaglia, Caterina Beltrando

Ponta.

A CAMPOLIGURE (GE), dalla Zel.

Elia Olivieri: Elisa Piana, Bianca Piana.

A ROSONE (TO), dalla Zel. Elena

Roscio Bugni: Caterina Anselmo e Daniela

Picco.

A ERBA (CO), dallo Zel. Ambrogio

Galbusera: Francesca Acquati.

Ad AOSTA, dalla Zel. Rosina Celesia:

Maria Panebianco (Pietra Ligure - Sv), Antonia

Gagliardi, Genny Busetto (Padova),

Federico Menetto (Padova), Elisabetta

Donzel (Charvensod), Bruna Locatello,

Graziella Empereur (Aymavilles), Giuseppe

Careri, Caterina Pagliero (S. Mau ro

T.se), Jolanda Ansermin (Do ves), Giovanna

Scapin, Emma Diemoz (Gressan), Dina

Sabbadini, Silvia Ghigo, Gloria Ghigo,

Gian Roberto Ricciotti (Pré St. Didier),

Lucia Citro (Battipaglia - Sa), Antonietta

Zammiello (Battipaglia - Sa), Piera Ansaldi,

Caterina Napoli, Sr. Antonette Ravaoa

Rimalala, Maria Teresa Fazari, don Lino

Capuzzo (Parroco di Villeneuve), Nella

Tognolo, Tania De Biagi, Marianna Polimeni

(Charvensod), Lucia Jorrioz (Charvensod),

Ilde Peroni (Arvier), Angela Allegri

(Quart), Sabrina Biscaro (St. Marcel),

Mauro Bredy, Maria Rosa Martinet, Vincenza

Bionaz (Pollein).

NOTA. Al prossimo numero l’elenco dei

molti nominativi pervenuti a Bollettino già in

stampa.

Madonna del Rosario N. 6/2009 25


RICORDIAMO I NOSTRI DEFUNTI

Non dimenticate! Ogni mese vengono celebrate due Sante Messe per le Zelatrici e Zelatori e

Associati del Rosario, vivi e defunti, nella chiesa dei Padri Dome nicani di Varazze, sede del Centro

del Rosario di Liguria-Piemonte-Val d’Aosta. La celebra zione avviene alle ore 9 del 1º e del

sabato di ogni mese. Ventiquattro Messe per voi, care Zelatrici e Zelatori e Associati del Rosario!

SACERDOTI E RELIGIOSI

A Bari: p. Battista Mezzanotte O.P. (1).

Ad Asti: don Placido Musso (2). A Passatore

(CN): don Giuseppe Giordano e

Suor Maria Eugenia (3). Ad Acqui Terme/Morsasco

(AL): don Giannino Minetti,

fratello di Padre Lorenzo (v. pag.

28). A Cogoleto (GE): Suor Imelda Andreis,

Carmelitana (4). A Mondovì Carassone

(CN) e Case dell’Unione S. Tommaso

d’Aquino: Sr. Ernesta Ribero, Sr. Franca

Tonini, Sr. Michelina Goria, Sr. Pasqualina

Terzano, Sr. Carmela Cerra, Sr. Pie-

rangela Dalmasso, Sr. Piera Bianco, Sr.

Eustella Filetti, Sr. Raffaella Garrone, Sr.

Isnarda Toscano, Sr. Teresina Rassoyssoy,

Sr. Caterina Tamorelli.

ZELATRICI

A Villadossola (VB): Rosa Botta (5).

A Rossiglione (GE): Rosetta Tommasina

Ottonello (6). A Fossano (CN): Giovanna

Dalmasso (7). A Cogorno (GE): Maria

Teresa Bruzzone (8). A San Damiano

d’Asti: Olga Damasio. A Vinadio-Pratolungo

(CN): Rosina Giordanetto (9).

(1) Della Provincia domenicana di S. Tommaso d’Aquino (Sud-Italia), il P. Battista era da sempre una

presenza costante e attiva nei nostri pellegrinaggi rosariani nazionali a Lourdes e a Fatima. Presenza discreta,

silenziosa, orante. Grazie, caro P. Battista, confratello e amico! p.L.M.

(2) Sacerdote esemplare, vera anima di apostolo specialmente come parroco e come confessore. Ardente

di amore per Dio e per la SS. Vergine invocata con l’istancabile recita del Rosario. Nell’Anno Sacerdotale,

don Placido è andato incontro al volto festoso dell’eterno Sacerdote Gesù. L.M.

(3) Figure esemplari di Religiosi in una dedizione senza risparmio per 48 anni di energie e fatiche per

il bene della comunità e della scuola materna. Un grazie di cuore per tutto il tempo che avete speso e vissuto

con noi per tantissimi anni. Zel. Giuseppina Brignone.

(4) È mancata improvvisamente nella Comunità carmelitana di Cogoleto, lasciando un grande dolore

fra le suore ed i suoi cari. Era umile, generosa, con un sorriso umano, accoglieva gli ammalati dando fiducia

e la certezza di una vita che non finisce mai. All’età di 51 anni è entrata con Gesù nella gloria eterna.

Zel. Salvatrice Avanzato.

(5) Per lunghi anni e tanto impegno ha consegnato il nostro giornalino “Madonna del Rosario”. Aveva

lasciato a noi l’impegno di continuare ed una nuova Associata si è unita a questo piccolo gruppo: è Laura

Punta. Chiedo preghiere per lei e per tutte le Associate. Grazie. Zel. Olga Bronzini.

(6) Alla veneranda età di 97 anni, nel Ricovero di S. Giuseppe, dove si era ritirata, ha terminato la vita

terrena Ottonello Tommasina Rosetta, Zelatrice benemerita e sostenitrice del Bollettino “Madonna del Rosario”.

Nell’arco della sua lunga vita, finché le forze l’hanno sostenuta, partecipava giornalmente alle funzioni

nella parrocchia di N. S. Assunta, prestandovi con capacità ed esperienza il suo servizio. Zel. Elio Pastorino

e Liliana.

(7) Ha servito per tanti anni i rosarianti. È stata una mamma e nonna affettuosa, dedita alla famiglia e

con tante opere buone. Zel. Antonio Buonanno.

(8) Donna di profonda preghiera e grande carità. Ha dedicato tutta la sua vita all’assistenza dei ra gazzi

bisognosi di cure e affetto. Ha sempre soccorso persone sole e abbandonate con amore cristiano. Zel. Rachele

Canepa.

(9) Il Parroco don Guido Revelli e il P. Promotore del Rosario hanno ricordato durante le esequie con

parole commosse la ricchezza d’anima di Rosina: il carattere amabile e sereno, la grande generosità del cuore

verso tutti, la fede cristiana profonda, alimentata dalla devozione semplice e fattiva verso la Madonna e il

Rosario (con quanta sollecitudine distribuiva il nostro Bollettino al gruppetto degli Associati di Pratolungo

e Roviera!). p.L.M.

26 Madonna del Rosario N. 6/2009


ASSOCIATI

A S. Maurizio Canavese (TO): Diana

Nicolazzo. A Isola del Cantone (GE):

Norma Balostro. A Locana (TO): Maria

Rambaldi, sorella di don Giuseppe (pag.

29). A Fontainemore (AO): Margherita

Jacquemet, mamma della Zel. Lina (10). A

Trino Vercellese: dott. Mario Guaschino e

consorte Robertina Bodiglio (11). A Varazze

(SV): Carolina Bo (12), Tonina

Fazio ved. Maccari. A Fossano (CN): Margherita

Rivoira (13), Luigina Grasso in

Bima (14), Caterina Caula, Celeste Cotto,

Gemma Galliano in Scotta, Anna Maria

Vaira ved. Prato, Margherita Sodano in

Vincenti, Margherita Ferrero, Lorenzo

Chiapella, Salvatore Nicoletti, Elisabetta

Sarvia, Domenico Roccia, Monica Cravero,

Maddalena Ballario. A Rossiglione

(GE): Angela Aluigi (15). A Campoligure

(GE): Edda Stabellini (16). A Tricerro

(VC): Mariuccia Corenegna. A Madonna

dell’Olmo (CN): Dionisia Armando. A

Dia no Marina (IM): Giacomina Bonfante

ved. Basso, Lorenzina Cavallotto ved. De

Marchi, Angela Elena ved. Pittaluga. A

Genova: Caterina Salvani. A Chiavari

(GE): Agnese Zaraboldi. A Valle Mosso

(BI): Bice Tonella ved. Bozzo. A Morra

del Villar S. Costanzo (CN): Caterina Giraudo.

A Bagnolo Piemonte (TO): Caterina

Marnetto. A S. Damiano d’Asti: Giuseppe

Monticone. A Torino: Gino Tanzi. A

Cuneo: Giovanna Serra, Rosaria Angotti.

A Borgo S. Dalmazzo (CN): Maria Lorena,

Olderina Bertaina in Bergia. A Pralormo

(TO): Maria Maddalena ved. Tallone,

Caterina Grosso in Fogliato, Rosina Valsania

in Baravalle, Maria Giuseppina in Baravalle.

A Poirino (TO): Maria Serra. A

Santena (TO): Rosa Ronco, Assunta Pochettino,

Mariangela Graglia, Antonia

Bosio. A Vicolungo (NO): Elsa Bartone. A

Druento (TO): Elsa Manfredini. A Passatore

(CN): Maria Matiauda.

O MARIA, nostra Signora del Purgatorio

e Porta del Cielo, dopo questo esilio

mostra a noi e ai nostri Morti Gesù,

il frutto benedetto del tuo seno.

O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!

(10) Aveva raggiunto il traguardo dei 102 anni di età. Ha amato tanto, e tanto pregato la Madonna. L.J.

(11) A Trino Vercellese sono in tanti a ricordare con affetto e gratitudine questo medico “all’antica” nel

senso più nobile del termine. La grande umanità professionale, unita alla vivissima devozione alla Madonna

di Lourdes (partecipava ai pellegrinaggi come medico e come pellegrino), fa sentire più vivo il rimpianto

per la scomparsa sua e della moglie esemplare. (Segnalazione della Zel. Ionella Tricerri).

(12) Figura “istituzionale” a Varazze per la chiesa di S. Caterina, Carolina Bo vi profuse l’appassionata

dedizione di tutta una vita. I Varazzini non potranno dimenticarne l’ardente zelo, l’operosa devozione,

l’instancabile impegno.

(13) Fervente Associata al Rosario, dedita all’Azione Cattolica e al servizio sacerdotale nel Seminario

di Fossano. Zel. Salvatrice Avanzato.

(14) Mamma esemplare per fede, amore e generosità. Ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore di

tutti. Zel. Suor Bianca Piola o.p.

(15) Il giorno di S. Bernardo, 20 agosto 2009, la Comunità di S. Caterina ha ricordato i defunti della classe

1936 con una S. Messa celebrata dal Parroco, rev.do Don Alfredo Vignolo, nella suggestiva cappella, che si

trova su un grande scoglio del torrente Berlino e che è dedicata al grande Santo cistercense. Questa Messa era

voluta dalla cara Angela Aluigi, morta il 25 gennaio scorso. Poco prima di morire aveva espresso il desiderio

di ricordare i coetanei defunti durante l’estate. Gli amici della sua classe1936 hanno ritenuto doveroso soddisfare

questo suo desiderio, per ricordare in particolare lei, con affetto e riconoscenza, per la sua sempre pronta

disponibilità ad occuparsi delle necessità parrocchiali, sollecita ad aiutare i Missionari per i quali da anni e anni

eseguiva lavori di maglia, ricamo e uncinetto, a visitare gli ammalati e ad essere presente in ogni celebrazione

liturgica, fedele ai Cenacoli mariani e all’Ora di Guardia del S. Rosario. La Madonna degli Angeli, della quale

era tanto devota, sicuramente vorrà la nostra Angela accanto a sé, nel suo Paradiso. Zel. Elda Ravera.

(16) Rev. Padre, con tanta tristezza le comunico che la nostra associata Edda Stabellini è andata alla

casa del Padre. Da tanti anni la sua vita era molto sofferente, aveva un brutto male. Molto devota della Madonna,

trovava la forza di andare a recitare il S. Rosario in chiesa tutti i giorni. Zel. Elia Olivieri con la sorella

Francesca.

Madonna del Rosario N. 6/2009 27


DON GIANNINO MINETTI (1923-2009)

L A MORTE di don Giannino Minetti crea un vuoto nella comunità di Morsasco, che lo

ha avuto Parroco dal 24 agosto 1971 (festa patronale di San Bartolomeo apostolo) ad

oggi, 24 agosto 2009.

Conosco don Giannino da cinquant’anni, e ogni volta che ho avuto occasione di avvicinarlo

e praticarlo, il sentimento costante che è sempre sorto nel mio cuore, ha fatto

riferimento al Vangelo di Matteo: «Se non vi convertirete e non diventerete come bambini,

non entrerete nel regno dei cieli».

Nato a Rossiglione il 25 dicembre 1923, Giannino ha formato la sua educazione ad

Acqui Terme, piazzetta dei Dottori, nel cuore antico della città, scandito, nello scorrere

dei suoi anni giovanili, al suono delle campane del Duomo. Una mamma minuta, un papà

trasparente, tanti fratelli e sorelle: nella famiglia Minetti più del pane, del vestito, dei

libri, la prima esigenza era la fede, soprattutto vissuta nella gioia quotidiana della preghiera,

divenuta sostegno di vita. Seminario a pochi passi da casa, casa esso stesso, con i

fratelli Stefano e Paolino (poi affascinato dalla famiglia Domenicana), ha maturato il suo

corso di studi nell’attesa felice del Sacerdozio: erano gli anni difficili del dopo guerra,

della povertà diffusa, a volte della fame.

Duomo di Acqui, 29 giugno 1948, tanti compagni, un nuovo Vescovo a consacrarli:

Giuseppe Dell’Omo. 1948, 1949, 1950 viceparroco a Masone, Fontanile, Visone. Per quattro

anni Parroco a Gnocchetto di Ovada, quindi a Caranzano. Per un anno, nel 1970, a Castelletto

d’Erro, quindi a Morsasco dal 1971. Carriera da gavetta, piccoli passi, voli da cortile.

La tentazione di tutti (o quasi) è valutare il successo di una persona dalla sua carriera

umana, dal potere che ha esercitato, dai posti che ha occupato, dai titoli che ha accumulato,

dal successo di popolo e di opinione pubblica. Nulla di tutto questo in don Giannino,

dal nome alla figura fisica, dal sorriso timido e introverso, dalla sensibilità quasi imbarazzata,

dalla paura di occupare spazio e dare fastidio. Amava la musica, soprattutto liturgica,

e la sapeva far amare anche con la fisarmonica, l’armonium, piccoli cori, insegnamenti

semplici ed efficaci, quasi lo spezzare e condividere un pezzo di pane.

Due le beatitudini evangeliche che ha particolarmente esercitato: «Beati i miti»,

anche se lui lo ha fatto gratuitamente, senza ereditare la terra, e «Beati voi quando vi

insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di

voi, per causa mia». Anche per questo ha sofferto, e molto. Ma mai una parola di lamentela

o di benché minimo risentimento: «Nel giorno, che lampi, che tuoni... che pace

la sera» (G. Pascoli).

Scriveva Santa Teresina: «Torniamo alla vera infanzia dello spirito che è libertà e generosità

silenziosa». Nelle grandi cose gli uomini si mostrano come loro conviene, nelle

piccole si mostrano come sono. Le grandi cose sono per buona parte frutto di abile propaganda

e di mistificazione; nelle piccole cose, non è necessario allargare la ruota del pavone,

basta il quotidiano nascosto, fedele, paziente.

Georges Bernanos in Saggezza scriveva: «Non basta svuotare il cuore dall’io, dalle

cose, dalla ricchezza. Bisogna riempirlo di Dio, della vita, della sapienza, dell’infinito».

Ciao don Giannino, non hai accumulato terra qui tra noi, ma il Paradiso te lo sei

guadagnato!

Giacomo Rovera (dal settimanale “L’ANCORA”, Acqui Terme, 30-VIII-2009)

28 Madonna del Rosario N. 6/2009


Molto Rev.do e carissimo P. Lorenzo

La Comunità Parrocchiale di Rossiglione ricorda con affetto e viva commozione il

rev.do Don Giannino Minetti, straordinaria figura di sacerdote, grande testimone della

Fede e instancabile pastore. Don Giannino è stato sempre credibile per la sua radicale fedel

al Vangelo, che ha vissuto in modo francescano.

A Rossiglione, suo paese natale, ha vissuto anni fecondi di tanto bene come giovane,

dinamico prete, insegnante di religione nelle scuole elementari e medie rossiglionesi, e

come musicista e cantore. Con gli indimenticabili cori dei suoi alunni, che tanto lo rimpiangono,

allietava le feste con grande entusiasmo, vivacità e bravura. Con la sua musica,

mirabilmente, sentitamente lodava il suo amato Signore. Negli anni ’60, quando Don

Giannino era viceparroco a Campoligure, tanti rossiglionesi andavano alla S. Messa festiva

celebrata da lui nell’Oratorio di San Sebastiano, per ascoltare le sue omelie, sentite,

convincenti, che alimentavano la fede e arrecavano tanta gioia e conforto nel cuore dei

suoi ascoltatori.

Don Giannino è stato un amico, un fratello, un padre per tutti coloro che incontrava

ed amava. Il suo ricordo resterà sempre vivo in tutti coloro che l’hanno conosciuto. Le

molte persone convenute all’ultimo saluto, pur numerosissime, non sono che una piccola

immagine di tutte le anime, che nel corso della sua vita, ha avvicinato a Dio e che gli

faranno corona, come contemplazione, come amore, come gloria, per la vita del Cielo.

Elda Ravera

MARIA RAMBALDI ved. Massucco

VENERDÌ 28 agosto, ricorrenza di S. Agostino, Dottore della Chiesa, si sono svolti a

Locana (TO) i funerali della sig.ra Maria Rambaldi vedova Massucco, sorella del nostro

Parroco don Giuseppe di Cantavenna (AL). La cerimonia funebre è stata officiata dal

fratello insieme con molti altri sacerdoti tra i quali il Parroco della chiesa di S. Pietro

in Vincoli, don Luciano, i domenicani Fra Alberto Mangili e Padre Cristoforo Mezzasalma.

C’erano il prof. don Luigi Calvo di Cantavenna e il novello sacerdote Padre Johnny

de Jesus.

Nell’omelia, pronunciata da P. Cristoforo prendendo spunto da una Lettera di

S. Paolo ai Romani, è stato trattato il tema della purificazione attraverso l’esperienza terrena

della sofferenza fisica e morale e della morte stessa.

Il saluto alla sorella Maria è stato accompagnato dalla fiducia che la Madonna da lei

onorata e invocata in vita, l’abbia introdotta a contemplare in pienezza il volto di Dio.

Zel. Antonella Monti

I morti non sono assenti, sono degli invisibili.

Tengono i loro occhi pieni di luce fissi nei nostri,

pieni di lacrime. (S. Agostino)

Madonna del Rosario N. 6/2009 29


R.V.:

Rosario Vivente:

ogni giorno

la tua decina!

(Mistero,

Padre Nostro,

10 Ave Maria,

Gloria al Padre).

SEMPRE VIVO L’ESEMPIO DI GIOVANNI PAOLO II

«Anch’io sono stato

del ROSARIO VIVENTE!»

Mi è stato parlato delle vostre attività e

del vostro entusiasmo; della vostra Associazione

e di come siete organizzati.

Vi esprimo perciò il mio compiacimento soprattutto

per il proposito di imitare sempre più la

Madonna.

* * *

Voi sapete che è necessario pregare, e volete

farlo considerando e ricordando quello che Gesù

ha fatto e sofferto per noi: i misteri della sua infanzia,

della sua Passione e Morte, della sua Risurrezione

gloriosa.

Recitando il vostro “mistero” o “decina”, voi seguite

l’ispirazione dello Spirito Santo che, istruendovi

interiormente, vi porta a imitare più da vicino

Gesù facendovi pregare con Maria e, soprattutto,

come Maria.

Vi incoraggia a questa recita quotidiana anche il

Papa, che del Rosario, lo sapete, ha fatto “la sua preghiera

prediletta”. Egli soprattutto vi incoraggia, secondo

il nome che portate, a far vostre le virtù che

riconoscete nei Misteri del S. Rosario. Dite questa

30 Madonna del Rosario N. 6/2009


preghiera con i vostri amici e soprattutto recitatela in famiglia

con l’entusiasmo e l’insistenza che vi è propria.

* * *

La Vergine Santa voglia sempre tenere il suo sguardo su di voi,

ragazzi e ra gazze carissimi. Vi custodisca nel vostro cammino, nella

vostra crescita umana e cristiana.

Così pure protegga i vostri genitori, insegnanti, parenti, amici.

Benedica largamente anche i Frati e le Suore dell’antico glorioso

Ordine di San Domenico, al quale risalgono le origini prime

di questa devozione rosariana oggi ormai diffusa in tutta la Chiesa.

Mistero Gaudioso

(= della gioia)

GESÙ NASCE

A BETLEMME

GIOVANNI PAOLO II

(dal discorso ai cinquemila ragazzi del “Rosario Vivente”, 25-V-1987)

Con la tua DECINA verso il Natale...

LEGGI nel Vangelo di San

Luca i versetti 4-7 del capitolo

2º.

PENSA: GESÙ BAMBINO è

l’EMANUELE, il Dio con noi, nato da Maria, la Vergine Madre;

IMPEGNATI a stare sempre con Gesù, vivendo in GRAZIA

(la grazia santificante, ricevuta nel Battesimo) e accostandoti

degnamente alla SS. EUCARISTIA: Messa e Comunione.

Madonna del Rosario N. 6/2009 31


«Pregate, fate sacrifici per i peccatori: molte anime vanno

all’inferno perché non c’è chi prega e chi si sacrifica per

loro». La Madonna ai tre Pastorelli, a Fatima (1917).

Soffro, sì,

ma per salvare

i peccatori

Nel 1919 FRANCESCO, il fratello di

Giacinta, si ammala di spagnola. Così racconta

la cugina Lucia:

«Durante la malattia Francesco si mostrò

sempre sereno e contento. Talvolta gli

domandavo: “Francesco, soffri molto?”. “Abbastanza, ma non fa niente.

Soffro per consolare il Signore, e poi, fra poco, vado in Cielo”. Il

pensiero del Cielo, la gioia di incontrare la Madonna superava di

molto il dolore del male che la sua malattia gli procurava. Sensibile e

buono preparava la sua anima bella al grande incontro e chiese a Lucia

di aiutarlo a ricordare i peccati che aveva commesso. “Hai disobbedito

qualche volta alla mamma, quando lei ti diceva di stare in casa e tu

invece scappavi per venire da me o per nasconderti”. “È vero, quel

peccato ce l’ho”. Chiese anche a Giacinta e lei gli ricordò che, prima

ancora che la Madonna apparisse, aveva rubato un soldo a papà per

comprare un organetto al suo amico, e che quando i ragazzi di Aljustrel

tiravano i sassi a quelli di Bolàros anche lui ne tirò qualcuno.

“Quelli li ho già confessati, ma li confesso ancora. Forse è per

causa di questi peccati che ho fatto, che il Signore è tanto triste. Sono

molto pentito, e se non dovessi morire, questi peccati non li commetterei

più”. Giunse le mani e disse la preghiera: “Gesù perdonate le

nostre colpe, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le

anime specialmente quelle che hanno più bisogno della vostra misericordia”.

Il giorno seguente disse: “Oggi sono felice perché ho Gesù

nascosto nel mio cuore”. Il Cielo si avvicinava, Lucia saluta il cugino:

32 Madonna del Rosario N. 6/2009


“Ciao, Francesco, arrivederci in Cielo”. “Addio in Cielo”. Il suo volto

si illuminò di un sorriso angelico e senz’agonia, senza contrazioni,

senza gemito, si addormentò dolcemente. Aveva undici anni».

Morire sorridendo è uno dei privilegi dei prediletti di Maria.

Francesco, un bambino prediletto da Maria perché ha preso sul

serio le richieste di Lei, un bambino che ha saputo essere fedele fino

in fondo alle esigenze di Dio, un bambino che ha vissuto per consolare

Dio, non per essere consolato da Lui, un bambino che è morto

sorridendo perché non ha dimenticato mai che la Madonna gli era accanto

e gli offriva il suo Cuore Materno. Guardiamo anche noi a questo

bambino che è grande, non perché ha visto la Madonna, ma perché

ha saputo fare posto nel suo cuore a quello che Lei ha detto, ha

vissuto per farla contenta e per dirle di sì fino in fondo con la semplicità

e la generosità dei santi.


– LA CHIAMATA DI DIO –

«A sette-otto anni dicevo: farò il prete...»

Sono stato educato in una famiglia di fede profonda, con tanti buoni

esempi; Rosario tutte le sere in famiglia, una grande unità e amore vicendevole.

Ho perso la mamma a cinque anni, e il papà quando avevo dodici anni: è andato

in guerra, in Russia, e non è più tornato. Con i miei fratelli sono stato educato

dalla nonna Anna e dalla zia Adelaide, mamma e sorella di mio papà, due

sante donne.

Se penso ai miei anni giovanili, stupisco del fatto che io ho sempre manifestato

la volontà di consacrare la mia vita a Dio. I miei parenti mi dicono che

già a sette-otto anni dicevo: «Farò il prete, farò il missionario».

Quando ho celebrato la prima Messa al mio paese di Tronzano in provincia

di Vercelli nel 1953, il mio vecchio Parroco, mons. Giovanni Ravetti, mi disse:

«Oggi il Signore ha esaudito una grazia che hanno chiesto i tuoi genitori quando

si sono sposati qui davanti a me nel 1928: che almeno uno dei loro figli diventasse

sacerdote o suora». Io questo non lo sapevo e mi ha fatto immenso

piacere. Dei miei genitori ho conservato questo dolcissimo ricordo: avevano

pregato per la mia vocazione sacerdotale, avevano già offerto a Dio uno dei

loro figli. Non so davvero come ringraziarli: la mia vita sacerdotale e missionaria

è stata piena di gioia.

P. Gheddo

(da: “Gesù su Rai Uno”, Casale Monferrato 1994, p. 107)

Madonna del Rosario N. 6/2009 33


Ecco tre Rosarianti viventi!

«Assidua lettrice del Bollettino» (così si è presentata al telefono),

la dottoressa Vanda Vittonatto è nipote del nostro indimenticabile

professore di Sacra Scrittura, Padre Giuseppe Vittonatto. Oftaliana,

ammiratrice del defunto Mons. Galliano di Acqui Terme e sua collaboratrice

sanitaria (col marito, pure lui medico) nei passati pellegrinaggi

a Lourdes.

Con i tre figli recita la decina in macchina, portandoli a

scuola. La decina la guidano a turno i ragazzi. Il più grande ha

17 anni, frequenta la scuola cattolica.


LA PROMESSA DEL “ROSARIO VIVENTE

Sei ragazzo/a di parola? E allora SII FEDELE, OGNI GIORNO, ALLA

TUA DECINA.

Così: 1) incomincia con un bel Segno di croce; 2) enuncia il Mistero;

3) recita (né troppo adagio né troppo in fretta...) un Padre nostro, dieci

Ave Maria, un Gloria al Padre; 4) puoi finire con la Salve Regina

e un altro bel Segno di croce.

Quale Mistero scegliere?

Ordinariamente è consigliabile enunciarli di seguito, per ordine, uno ogni

giorno. Così si imparano più facilmente. Però, secondo le circostanze, è

preferibile scegliere il Mistero che sia più indicato o dalla ricorrenza liturgica

(per esempio a Natale il 3º gaudioso, il 15 agosto il 4º glorioso, il 14

settembre il 5º doloroso, ecc.); oppure dalla situazione del momento: il 2º

gaudioso se vai a trovare la nonna o un malato; il 1º doloroso quando sei

provato da qualche dispiacere o tentazione; il 3º glorioso se ti prepari per

un’interrogazione o un compito in classe; e così via...

Il ROSARIO è quella preghiera meravigliosa che la DECINA ti aiuta

a scoprire ogni giorno!

34 Madonna del Rosario N. 6/2009


Ricordando

SILVIO...

Carissimo Silvio, i tuoi genitori e amici

ti ricordano nel tuo 30º anniversario dalla

morte, ma è come se fosse trascorso un

giorno. Non possiamo dimenticare il tuo

volto, con le nostre quotidiane visite sulla

tua tomba; anche se fisicamente tu non ci

rispondi, il nostro desiderio è di parlarti, di

continuare a colloquiare con te, al di là

della morte, nella vita che non ha fine. Noi

sappiamo che tu ci sei sempre vicino.

Tante persone che ti fanno visita, pregano per la tua intercessione presso

la Madonna e il Signore Gesù, affinché tu aiuti i loro familiari ed amici che

ti invocano, nelle loro necessità.

Caro figlio, guardando il tuo volto sulla fotografia al camposanto, continuiamo

a riflettere e a pregare come tu ci hai insegnato, per imparare a portare

la nostra croce; tu sopportavi le sofferenze della malattia e del cuore,

sempre con il Rosario tra le mani che recitavi più volte di giorno e di notte,

alla tua Madonnina che sentivi vicina.

Davanti a te ricordiamo le parole del Papa Benedetto XVI, il quale nella

sua omelia nella Basilica di S. Paolo a Roma, il 28 giugno 2008, spiegava che

la Verità si paga con la sofferenza: tu, Silvio, con la tua sofferenza offerta a

Dio, ci hai rivelato la Verità ed il valore della vita.

Carissimo Silvio, anche se sono passati 30 anni, molti singoli e diversi

gruppi di parrocchie e di pellegrini vengono ancora a pregare sulla tua tomba

o ci chiedono preghiere per le loro necessità, portandoti fiori e lumini. Chiedi,

tu che sei vicino più di tutti noi a Gesù, di esaudirli tutti. Noi, tuoi genitori,

più volte accarezziamo i tuoi ricordi che ci hai lasciato: vestiti, libri di scuola

e del catechismo, il Vangelo, la Storia Sacra e le biografie dei Santi che ti

erano tanto care e che noi conserviamo con affetto e nostalgia.

Carissimo Silvio, tu dal Paradiso ascolta le nostre preghiere di ogni giorno:

ti supplichiamo di essere sempre vicino a quanti ti chiedono aiuto; dona

loro salute, serenità, la fede e l’amore grande di seguire Gesù, unico Salvatore,

sino all’ultimo giorno.

Ottavio e Gabriella

(dal periodico “Agli amici di Silvio Dissegna” n. 55/09)

Madonna del Rosario N. 6/2009 35


PROMEMORIA PER PICCOLI E ADULTI...

A Calamandrana (AT) la MADONNA PELLEGRINA

e la “PROMESSA” (10 maggio 2009 - v. “M.d.R.” n. 5/2009, pag. 21)

➹ Ultime istruzioni per l’avvio in chiesa...

➷ Protagonisti anche i più piccoli!

36 Madonna del Rosario N. 6/2009


RIDETE, FA BENE ALLA SALUTE!

«Quando ridiamo, i muscoli vengono attivati, mentre quando smettiamo di ridere si rilassano.

Poiché la tensione muscolare aumenta il dolore, molte persone afflitte da artrite,

reumatismi e altri stati dolorosi traggono grande beneficio da una bella risata. Lo stesso

sollievo che prova chi soffre di mal di testa». Dott. William Frey Jr. (ricercatore della

Stanford University in California).

STILE BRITANNICO

Un lord, che ha avuto una discussione

con la moglie, abbandona

il salotto con la dignità che conviene

al suo rango, e al domestico

che lo aspetta in anticamera per

porgergli cappello e bastone, dice

con voce tranquilla:

— John, volete avere la cortesia

di sbattere con forza la porta alle

mie spalle?

ATTESE

Cosa fa il gatto dinanzi a un’edicola

di giornali?

Attende che esca Topolino.

SCUOLA DI STORIA

— Parlami chiaramente e brevemente

delle guerre puniche.

— Roma-Cartagine: 3-0.

È NATA LA SORELLINA

A Pierino viene presentata la sorellina

appena nata.

«Come la trovi?», chiede la

mamma.

«Boh, niente di speciale; e non

capisco perché tu l’abbia tenuta

nascosta tanto tempo sotto il cappotto

».

Madonna del Rosario N. 6/2009

L’OMELIA

Terminata la Messa, il sacerdote

si avvicina a una parrocchiana:

— Spero che la mia predica non

abbia infastidito suo marito: l’ho

visto uscire a metà del discorso...

— No, non si preoccupi, Padre;

mio marito è sonnambulo.

LA BUONA INTENZIONE

La moglie: «Caro, quando ti chiedo

soldi, mi dai sempre una cifra

tanto piccola che fa ridere».

Il marito: «Cara, è perché mi

piace vederti di buon umore».

ALPINISTI

Al ritorno da un’escursione, i

due improvvisati alpinisti vogliono

far credere agli amici di aver scalato

l’alta montagna.

Tutto euforico, il più spaccone

racconta: «... e in vetta c’era un’atmosfera

così tersa, così tersa, che

di lassù ho visto distintamente nel

fondovalle un pastore che mungeva

una mucca e persino un pelo che

cadeva nel secchio del latte. Anche

tu l’hai visto, vero?», domanda al

compagno, che, preso alla sprovvista,

balbetta: «Beh, a esser sincero,

il pelo non l’ho visto cadere... ma

ne ho sentito il tonfo».


L’EDIZIONE SPAGNOLA DEL LIBRETTO “IL NOSTRO ROSARIO

(rinnoviamo la segnalazione di M.d.R. n. 6/2007)

Il “NUESTRO ROSARIO” in America Latina

Dopo le edizioni in

ITA LIANO (ristampa

del la 14ª nell’aprile del

2007), in INGLESE

(1999), in ROMENO

(4ª edizione 2009),

l’umile libriccino in lingua

SPAGNOLA sta

vo lando verso l’America

Latina per promuovere

con semplicità e

ar dente amore la devozione

alla Ma donna e

al suo Rosario. È un

fraterno piccolo omaggio,

offerto grazie anche

ai generosi che

contribuiscono a questa

iniziativa di apostolato.

Con San Massimiliano

M. Kolbe (il Martire

di Auschwitz) «Non ci

daremo riposo finché

non avremo messo il

mondo intero ai piedi

della nostra Regina!».

DIREZIONE: Centro del Rosario di Piemonte e Liguria, Convento PP. Domenicani, Piazza S. Domenico,

5 - 17019 VARAZZE (SV) - Tel. 019.923.00.10 - Fax 019.935.972 - C.C.P. n. 12931176 - Reg. n. 2138 -

9/2/1971 Trib. di Torino - Dir. resp.: P. Giuseppe Marcato O.P. - Direttore: P. L. Paolino Minetti O.P.

Edigraph s.n.c. - Via Conceria, 12 - 10023 Chieri (TO) - Tel. e Fax 011.947.27.24 - E-mail: edigraphsnc@virgilio.it

A. 75º – N. 6 – Novembre-Dicembre 2009 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbona -

men to Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/CN • n. 5/2009

In caso di mancato recapito restituire al mittente

che si impegna a corrispondere la relativa tassa.

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