I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli 15 e 16; memorie storiche e ...

booksnow1.scholarsportal.info

I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli 15 e 16; memorie storiche e ...

••!' ••T-'.i*

.-.. li—' ••y *. .

-'fJr'fi'.:, -.!,

•"'-« »»,....

• .-Jrrl";.-^--"'

. '^ti^^

ir-ì:

.- r :r--.

IS


«i .^^,^^m^wwsm^

/St^

Ali

^r\r^.

A'

7Z

'/^/^;

r/->

M

-^'

^W^^r


'W^'

c^y^^^

xvo'VsArN/^JV

•/^

c^^^^A if

VKh' K/^{^^e

:rv^A

A^>^v,

>\ *i

'Ai^^i^^^'^^,

.^r^rs 'AA/!?Sl!

^wi.


Digitized by the Internet Archive

in 2010 with funding from

University of Toronto

http://www.archive.org/details/igaginielascultu02marz


t- >

\

-^!.

,^v

r*

ri

^Vl-_- _

, LA

I GAGINI

SCULTURA IN SICILIA .

Nhl SHCOLI W h XVI

MHMORIK STORICI li: li DOCL'Ml:\ TI

PER

L ABBATE GIOACCHINO UI MARZC

CAPO BIBLIOTliCAHUl DKLLA COML'NALF. DI PALERMO

Volume II, — Documenti

I'AIJ:RM»y»TT»y»»»»»»»»»»»»»y^^«

• < t r «


I GAGINI

E LA SCULTURA IX SICILIA

NHl SHCOI.I W H XVI

VoiAMF Secondo — Doclmesti


] GAGINI

E LA SCULTURA IN SICILIA

NKI SECOLI .W i: XVl

MFMORll-: STORICHK H DOCUMHXTI

PER I. ABBATK

GIOACCHINO DI MARZO

Volumi; Skcinoo

pali:rmo

Tll'OGRAI lA D1;L (.U>RSMJ: Ul SlULl.l

MOCCCLXXXUI.


MB

V 1-

Proprietà letteraria.


'-''

",

f.#2ir-

Y'

^^A

."> KjÓOo) t^

AL LETTORE

CCCKil.II- // pii-siiiii ivliiiih i Jociiiiiaiti ila me rmvcììuti,

sili ijiiiili principiiUmuti' si finnìti ijiicsla iiiiiì opini , e che ,

non potuti piihbliiiiisi nelle noie ni lesto mi ikthime prece-

dente, l'i son tiittaviii progressivamente citati per numero, Jor-

niando con «,'// altri colà stampati l'intera serie liegli strumenti

}^iusi liti ami dei mio lavoro. "X'^»// sarà intanto forse del lutto inutile eh' io dica

quiìtcosa delle ricerche all'uopo da me praticate nel corso di molti anni iusiu dal iS)S,

e che, tiratami contro a principio 1' ira e la i^elosia di taluno, che mi je' st-i;no a

basse ingiurie e calunnie, vennero indi accolte con i;euerale favore.

Essendomi sin dalla mia


VI AL LliTTORli

jossc il hnììCiìlarc iiilonio ii ijiiclhi s^riìiidc ohcrosilù (Ielle arti, che iiiirtìhilnieiìte dispiegò

l'isola liei secoli XI' e Xl'f: olìrecbè, spedili mente per la sciiìtìira, la gloria della

insigne scuola rajipresenlata dal genio del palennilano sintonia Gagiiii veniva nii-

serainenle oscnr(tta da tjnella congerie di sogni e di enornii errori, che su tale ar-

gomento si vennero accninidaiido dair^-:lnria al Gallo. Tentai quindi ricorrere alle

sorgenti intatte per attingervi da' documenti del tempo la storia. Ne tal tentativo

hotea venir coronato da. miglior successo, laddove, concedutomi fra il i8^S e il 55;

dal signor C\Catteo Gesngraude , allor computista del duomo palerinitaiu) ed ancor

viveide, di poter penetrare nell'archivio della Maramma, ossia dell'Opera della fab-

brica del duomo stesso, trovai quivi primaniente la chiave a tutti gli ulteriori miei

studi. Era il detto archivio dentro la vetusta cappella di S. D\'Caria V Incoronata,

famosa perchè sin dal tempo de' Normanni vi s'incoronarono i re di Sicilia; e coni-

pouevasi di non pochi volnini, disposti in armadi nelle pareti all'intorno e ch'erano

i registri annuali di tutte le spese fatte per ogni maniera di fabbriche e di deco-

ra:iioììi di quel duonn^ dai primi anni del secolo XVI sino al corrente. Fu quindi

a me agevole rinvenirvi non. poche memorie degli artefici, che lavorarono in esso in

quell'età fioritissima delle arti, e soprattutto i conti tenuti con Antonello Gagini, coi

fi'^rK con gli aiuti e co' discepoli de' medesimi, non solo pei grandi lavori della tri-

buna, ma bensì per tutt'altre opere quivi allor fìtte. Siccome intanto in quei registri

di spese le note de' pagamenti allegavano ben di sovente i coidratti ed altri docu-

meiìti, onde gli artefici si eran obbligati ai lavori, ini apri ciò l'adito a tentare altre

indagini, e, chieste ed avutene le facoltìi necessarie dal marchese di Spaccaforno, allor

direttore dell'Interno, presi a far nuove ricerche lìell'archivio de' notai defunti. Questo,

che per rinìuvì:;^i avea piii volte mutato luogo ed era soggiaciuto a ben gravi danni

non meno a causa di sinistri eventi che dell'umana ignoran:^a ed incuria, aveva allora

di giìi fissato sua sede, dove I' ha tuttavia, in varie umide sale a pian terreno nel

lato di mer^r^odi del chiostro orientale dell'antico e vasto convento di S. Maria degli

Angeli della Gancia; ed ivi, affidato al vecchio notar Laudicina e ai suoi figli, era

soltanto aperto alle ricerche de' causidici, non essendovi alcuno che l'inter roteasse nell'in-


AI. LlilTOKI VII

Ifrfik- nuli ih'ììiì sloihi. Qiiiii oihiiiiiiic mviuio io iiuno picik, e profiltaiuìo ihf^li aiuti

gdiliìiih'itk tipfircstiiliiiii (/(» '

tldli si};tiori Liutlii-iiui con Li scorUi ili un xrcchio ed informe

indice generale, fnUei raccogliere un primo manipolo di pregeivli diHunienti, che in-

sieme a ijnelli dell' altro archivio dell' Incoronala o del duomo cominciarono a far

molla Ilice snlla genealogia de' (ùigini, sulle nu morie della lor vita e sulle loro opere,

rhriando non p\.ko di iiiunv inforno a latto // movimento artistico della Sicilia nel

loro tempo. Di tale accolla feci quindi tesoro nel quarto volume della mia opera Delle

belle ani in Sicilia, comunque non per mia colpa stampato assai male e abortivo,

e poi nelle Memorie storiche di Antonello Gagini e de' suoi fi


vili AL li:ttcìK]-:

,7/ riloniiiir alle Ivcdiìcltc uiic ììiiÌlP^ÌììÌ, c ii' ebbi in line il ilca/ii^ Lillorqìiiiiiilo, so-

spese altre fatiche e trovalo il leiiipo a qne' eari sliuli, me ne fu reso assai jv'ii Incile

il compito dair archivio l-)aìenììilaììo de' nolai defnnli, a cui la Solviiilendenr^a i^r-

iierale dci^li Archivi Sicdiani in Palermo non irascnrò di ilare novello assello. "Del

che sili lode alla illastre memoria del non mai abbastanr^a compianto soprintendente

comnieiìdatore Isidoro La Lamia ed al suo infiticabde successore cavalier (ììnsel->pe

Siìveslri.

Il detto archivio jrrlanlo , che contiene il bel nnnicro di circa treiìtanovemda

volami fra reo/'stri, minnle , bastardelli ed indici dei^li alti di c/nau' ilnemila noiat

diversi, a cominciar dai piii antichi di notar Pelleoriiìo Salerno ilei i}2j-24, appresta

oggi nel naovo sao ordinamento ano di qne' tesori, in cni la critica storica, rijia-

taiìdo le vane opinioni e le ipotesi degli scrittori, pnò rimontare alle intatte sorgenti

delle sincere lestinionian::^: de' tempi, e co' docnmenti scritti rifare a nnovo la stona.

Rimasto nel sito dov' era con V agginnta di qnalchc altra sala , ne avendosi Inogo

pili opportuno dove meglio poter collocarlo, vi si procedette ed ancora vi si procede

a tale ordinamento per ordine cronologico, per cni, comiììciando dagli atti de' notili

pili antichi , si vien progressivamente a finire a quelli de' piii . recenti : oltreché ad

un tempo, per agevolar sempre piii le ricerche, i rogiti appartenenti ai notai dello

stesso cognome, anche cronologicamente coordinati, si raggnippano in guisa da jor-

mare unica serie. Tutti i volumi delle scritture, ravvolti in prima in carta di fio

e chiusi poscia entro buste, che recano a stampa sul dorso i nomi, gli anni e le se-

gnature opportune, sou poi cronologicamente disposti in grandi scafjali di abete nelle

varie sale , essendosi curato di compdar per ciascuna un indice topografico ovvero

inventario de volumi, ch'essa contiene, oltre im indice generale alfabetico de' nomi

de' notai tutti. Da ciò adunque vien chiaro siccome un tal nnovo ordinamento del

detto archivio sia stato d'inestimabd vaniaggio alle mie nuove investiga-^ioni , nelle

quali alquanti documenti ancor m'indicarono e mi fiiron larghi del loro gentile aiuto

l'egregio barone Rajjacle Starrabba ed // signor Giuseppe Cosentino, che in sulle prime

trovai colà destinati a fornire l'assetto di tutte quelle scritture. Riordinatosi inoltre


Al. LLl lORi; IX

ad un Umpo ì'anbtvio comunale pakrmitano, fui avwnturato a trovarvi i capitoli

dellarte Je^li scultori e fabbricatori e quelli poi ancora degli orafi e de' legnajuoli.

Cosi potei riuscire a far la più gratule e notevol raccolta di preziosi nuileriali per

questa mia opt-ra, ed ancor di altri, che piìtran servire piit tardi Oil altri lavori e

speciidmente alla storia della pittura.

Benché però Palermo, qual sede del governo e metropoli, fosse stala d principal

unirò del gran movimento di attività spiegato in Sicdia nella scultura ed in tutte le

arti nei fortunati secoli XI '

e XI I, l'operosità dei Gagini e degli altri artefici non

si era nuli contenuta soltanto in essa, ma erasi an:^i diffusa oi'unque per l'isola, esten-

dendovi dall'un capo all'altro d culto dell'arte e disseminandovi immensa riccl)e:;;^a di

opere. Fu quindi mestieri che le mie ricerche si fossero estese per tutto dov'essi ope-

rarono ; e procurai sen:^a posa di estenderle quanto piii mi fu conceduto , vincendo

col buon volere la limita:;Jone dei ;//


X

AL LHTTORB

Oltre poi ti iiioìti docuiih'ììlì da me I rovai ivi , proseguì ad iiidugiirvi operosamente

il Rocca stesso, eavaiitloiie aìlri non soìainenle da quello, nni ancor dagli archivi

delle chiese, e tutti a me eoinnnieandoìi con soninio vantaggio a' miei sludi ().

Tal altro ancora me ne appresiò d Mirabella, che, pur egli frugando, attinse altre

vumorie utilissime a suoi lavori di patria storia; e quindi daU'impnlso da me dato

si eccitò quivi un cotale jervor di ricerche, per cui, salvala dalla totale imminente

distrii:{ione una si nofahd raccolta di scritture , ne furon tosto ottenuti i migliori

frutti. ^N^è men fruttuosaiìiente risposero a brevi e passaggere mie indagini gli ar-

chivi di Termini Inierese, Ciniinna, Castronovo, Sciacca, Marsala, Trapani e d'altre

città e terre dell' isola , e specialmente /' archivio comunale di Caltagirone, che mi

fornì copiose memorie intorno agli ìdtimi dei Gagini, accresciutemi poscia da nuove

ricerche ivi fatte negli archivi parrocchiali dagli egregi cav. Vincenzo Ingo e cav.

Eiiinmnuele Taranto Rosso.

Doveri dnffi:^io, strette:^::^c di me~::;^i- e gravi sinistri domestici m'impediron del

resto di estender piii oltre e di proseguire le mie investigazioni, essendo io altronde

convinto che quanto da me fu trovato fin ora di documenti e di memorie intorno

alla storia delle arti in Sicdia non è che piccola parte a fronte di quaido rimane

ancora a scoprire. Ma ad ogni modo mi basta se gli sforai da me praticati in que-

st'opera serviranno d'impulso in avvenire a più forinnate ricerche, pago sol che fin

ora ninno mi precedette con niiglior fortuna e con maggior buon volere in questo

ramo di patri studi.

(") Da lui fu rinvenuto il contratto di Antonello Gagini per la sua bellissima S. Oliva, da me pubbli-

cato nel precedente volume (pag. 258, in nota), essendo andato io stesso a trascriverlo in Alcamo. Ed altri

strumenti, ch'io debbo pure alle ricerche del medesimo, vedran la luce in questo volume.

=Sr^^:


}PS— •:•-:•- -

DOCUMENTI

I.

Die xiij." marcii vj.' ind. .m." ecce." Lxxij." (1473) (')•

Andionius de Como, filius et heres universalis, ut dixit, condam magistri Ambrosi» de

Como, coram nobis presens, animo et intencione sibi protesundi et jus suum et in futurum

conservandi adversus et contra revcrendissimum in Xpo patrem et doniinum dominum •

Joliannem de Gactis, episcopum cefaludcnsem, exposuit diccns: Quod olim xij nudii v.* ind.

proxime preterite , existenie dieta civitate et ecclesia Cefaludi absque episcopo et propter

mortem episcopi preteriti, dictus magister Ambroxius, sede vacante, obligavit se et operas

sue persone venerabili fratri Johanni Passaflumi, procuratori et capitulum reprcsentanti diete

majoris eclesie cefaludcnsis, cum interventu juratorum diete civitatis Cefaludi, et etiam in-

tervenientibus nonnuUis civibus eiusdem civitatis, ad faciendum , fabricandum , murandum ,

intaglandum portuale seu hospitium diete majoris ecclesie , existens in porta majori diete

ecclesie , videlicet prò dieta faciendo de suo magisterio sub certis modo et forma arcum ,

certis paetis et condictionibus laeius contentis et demonstratis in publico contractu celebrato

manu notarli Pauli de Passaflumine die xij madii preteriti, prò precio et integro pagamento

unciarum Lxxxxv, solvendarum eidem magistro Ambroxio per dictum procuratorem et ca-

pitulum de redditibus et introytibus diete majoris ecclesie in cenis modis et tenninis in

diao contrattu contentis. Celebratoque ditto contrattu , diaus magister Ambroxius ineepit

dictum opus construcre et construi facere et de eoJem fecit et fabricavii bonani panem et

(') Dal volume di num. iij; dei registri di nour Giacomo Rindisi (ju. 1471-74, ind. VI-VII, fog. j}9)

nctrarcliivio dei uoui defunti in Palermo.


I GAGINI ! t.A SCULTURA IN SICILIA

difficiliorem. Rcbusqiie sic spontibus {rorr. stantibiis), dictus niat^ister Anibroxius in prosc-

qiicione dicti operis in codoni opere mortuus et deriincius tìiit, lelicto et succedente et suc-

cedere volente dicto Antlionio, eius filio. Quo mortilo, dictus reverendus dominus episcopus

fuit locutus cum dicto Anthonio super prosequcione et expedicione dicti operis, et demum

fuerunt concordes , videlicet quod dictus dominus episcopus promisit et se obligavit dicto

Anthonio, tamquam heredi dicti quondam magistri Ambroxii eius patris, dare et solvere uncias

decem in urbe Panormi, ex quibus unciis decem ipso Anthonius debebat conducere magistros

fabrìcatores et operarios et per eosdem debebat prosequi et compleri facere opus predictum,

et sub huiusmodi accordio renianserunt. Noviter autem, et e>dstente ipso domino episcopo

in dieta urbe Panormi, dictus Anthonius, volens prosequi facere et compiere opus predictum,

pluries requisivit dittum reverendum dominum episcopum , ut deberet sibi dare et solvere

dictas uncias decem, juxta formam ditte eorum convencionis ; dictusque dominus episcopus

casdem uncias decem minime sibi dare et solvere voluit nec vult, et quorum pejus est, ut

id Anthonius percepir et intellexit, dictus dominus episcopus intendit dictum opus consequen-

dum et complendum dare alteri magistro fabricatori in grave dampnum, prejudicium et in-

teresse eiusdem Anthonii. Qua de re ipse Anthonius, volens facta sua cautius agere, tenore pre-

scntis intimavit et intimat dicto reverendo domino episcopo, presenti et audienti, quod ipse

Anthonius, tamquam heres prefati magistri Ambroxii, omni modo intendit et vult dictum opus

prosequi , finiri et compleri facere eis modo et forma prout obligatus erat dictus magister

Ambroxius, eius pater; et propterea requisivit et requirit eundem dominum episcopum, pre-

sentem et audientem, quatenus nullo modo debeat dictum opus dare alteri magistro, sed

debeat ipsi Anthonio dare et solvere dictas uncias decem, per eum ut supra promissas juxta

dictam eorum conventionem , ut possit magistros et operarios conducere et opus predictum

prosequi, compleri et expediri facere : alias protestatur sibi ipse Anthonius contra prefatum

dominum episcopum, presentem et audientem, de omnibus dampnis, interesse et expensis in-

cursis et incurrendis, constituendo eum in dolo, mora et culpa.

Testes, etc.

Eodem instanti traddita fuit copia proxime protestacionis dicto domino episcopo, et de

eius voluntate et mandato assignata et traddita honorabili Nicholao de Burrayato , jurato

ditte civitatis, presenti et recipienti.

IL

Donatlo prò magistro Gabrieli de Hatlisla ( '

Die nono decembris viiij.'" ind. M.° ecce. Lxxv.

Notum facimus et testamur qualiter magister Xpofarus de Comu, frabicator, civis Pa-

normi, presens coram nobis, considerans et attendens amorem innatum vigcntem inter eum

et magistrum Grabielern de Battista, eius fratrem carissimum, prout marmorum sculpitorem,

(•) Dai volume di num. 1166 dei registri di notnr Pietro Tagliante (an. 1473-78, ind. VII-XI, fog. 127

retro a 128) nell'archivio dei notai defunti in Palermo.

).


DOCt'MKKTI

ac iati* unta et acccjMa wrvicia, rcverentias et honorc», multiplicitcr prctfita et collata ipsi

donatori, et quc prestare de celerò non desinìt ^raciora ; noien» ip^a «rrvicia inreniuncrata

transire, sed coiìdif^ù* retribucioneni nìcritis respondcre, cum ex inctinctu hununc vite pro-

"

r, per « et iuos in

cedat ut henefactoribus bcncfiat; sponte et -

et Miccessores, dcdit, donavit et titillo diete li . .,..,. .iiis hodie concessit, i ; ...; v;

nundavit atquc traddidit prefato nuj^istro Gabrieli, eius fratri, presenti et •

, : prò se,

heredibus et successoribus suis in perpetuun), donium unam terraneam consistentem in duo-

bus corporibus cum quodani oniliolo et quadam arbore ficus in eo , existentem , sium et

positam in quanerio Albergarie, in coiitrata dili Divisi, flc.

III.

Eodem dominico iiij." marcii prime indiaionis 1497 (1498) (').

Magister Gabriel de Roma, fabricator, civis Panhomii, coram nobis spontc promisit et

sollemnitcr convenit ac se obligavit et obligat infrascriptis magnificis rectoribus venerabilis

confraternitatis Sanie Marie Nunciate diete urbis Panhormi, presentibus et stipulantibus no-

mine diete confraternitatis, videlicet: domino Pctro Amhonio de Inperatore, militi, Luciano

\'aldaura et Joanni Henrico de Diana, construere et facere bene et magistraliter infrascripta

maragmata in dicu ecclesia. Et primo faciatam totam diete ecclesie di xugleri (*) intagbti et

assectati, cum la canionera di petra mulara intaglata per oppositum conventus Sante Gte

de ealce et arena, et, ex parte incerrati ipsius maragmatis faciale, de lapide rustico abbuecato

cum petra rupia. Quod quidem maragma sit et esse debeai largitudinis palmorum trium, ad

omnes et singulas expensas ipsius obligati, prò tarenis viginrisex prò qualibet canna marag-

matis. Pro cantonera vero petre molare habere debeat dietus obligatus illud precium, ut di-

citur, chi spindirà, seu allura havirà spisu, di lu preczu di inusuni ad petra mulara. Item fa-

cere et construere supra portam diete ecclesie lu oehu sive O di squarra, tantum grossu nec

minus; et construere et facere ac fabrieare areus tresdeeim , videlicet quinque prò qualibet

alia, et tres prò apenuris ecclesie, di terezu puniu, cum la largicza et alricza, chi respundiri

la raxuni di li culonni, et irgiri li eulonni di marmora cum li capitelli. Li quali arclii sianu,

o li suptavasi, cliimasi et someroni, lavurati di musuni di intrambu li fachi, spannillati, cum

un altru arcu di supra, cu la sauuta chi sia di supra lu seeundu arcu, et la maragma larga

dui palmi et unu quartu, et di supia cum la raxuni sua ; et chi l'auticza di li archi sia tri

palmi , et ehinu lu vacanti di li archi, rasali di petra rustica , di cauezi et rina, ad omnes

expensas ipsius obligati, prò uneiis sex et urenis xij prò quolibet arcu, incipiendo nomine

suo in antea et continuando cum aliis magisiris, laborantibus et famulis necessariis et suf5-

cientibus dictis niaragmatibus, ila quod per toium mensem augusti proxime venturum habeat

dicnis magister obligatus construxisse et fecisse onmia supradiaa nuragnuta. Pro qua causa

(') Dal volume di num. 1758 dei registri di nour .Matteo Fallerà (an. 1497-9*. ">«!• I> f°i- 7*4 '^'"^

a y66) nell'archivio dei noui defunti in Palertno.

( ' ) Intendi uc^litrr, ossien piflre di scr-^ìic.

,


I GAGIXI !: LA SCULTURA IN SICHJA

dictiis obligatiis est coiifcssiis habuissc et recepisse a dictis rectoribus iincias tliinJecini per

maniis hon. Petri de \'ita, thesaurarii ipsius ecclesie ....(). Item quoJ tota quantitas lapidis

murati diete ecclesie diruendorum et tundamentorum sit et esse debeat dicti obligati ad opus

illam poiiendi in dictis maragmatibus. Itein quod dictus obligatus faciat fundamentum muri

diete f;iciatc .... calce et arena ad omnes expensas dicti obligati precio tarenorum xxvj prò

canna; et si opus erit tacere lundanienta niaragnuuibus di li ardii, teneatur dittus obligatus

illa Licere ad omnes expensas diete ecclesie. Iteni quod teneatur diruere maragmata vetera

diruenda. Iteni quod maragma janue magne laciate diete ecclesie mensurari debeat de vano:

verum dictus magister quod teneatur , ut dicitur , assectari li marmori di la dieta porta ,

veniendo li predicti marmori infra lu tempu di li dicti maragmi et non aliter, etc. Sub

ypotheca, de.

Testes: reverendus dominus Bernardinus de Bononia, canonicus et thesaurarius panor-

mitanus, Petrus de Berlione, presblter Bernardinus la Valina et Joannes Musca.

IV.

Frivilegitini prò lìianiiorariis et fabricatorihiis (2).

Universitas felicis urbis Panormi universis et singuUs presens privilegium inspecturis ,

tam presentibus, quam futuris , salutem et sincere dilectionis affectum. Comparentibus no-

viter corani nobis , in loco more solito congregatis, diete universitatis negocia pertractan-

tibus, infrascriptis magistris marmorariis et fobricatoribus, videlicet : magistro Dominico de

Cangino, magistro Petto de Bonitate, magistro Gabriele di Baptista, magistro Antonio Pruni,

magistro Jeorgio de Milano , magistro Andrea de Curso , magistro Jacobo de Sirignano ,

magistro Antonio di Verri, magistro Stephano de Caxino et magistro -Antonio di Vanella,

marmorariis: magistro Nicolao di Grisafi, caput magistro fabricatorum diete felicis urbis Pa-

normi , magistro Antonio Sassu , magistro Nicolao Longubardo , consule dictorum tabri-

catorum, magistro Joanne lu Tudiscu, magistro Thomeo Guastapani, magistro Joanne Fer-

rante , magistro Christoforo di Bergamo , magistro Lixandro de Bonn, magistro Benedicto

de Salerno, magistro Petto Mayorchino, magistro Christoforo de Como, magistro Paulo di

Avantaju , magistro iMicaele de Ragusis , magistro Luca lu Inzuccaratu, magistro Jaymu lu

Francisi , magistro Petro Birraya , magistro Petro de Paulo , magistro Pino Tornainbeni

magistro Petro de Granata, magistro Johanne de Ayello, magistro Guillelmo di Lonbardo,

magistro Joannello de lu Riami, magistro Johanne lu Gaytanu et magistro Jeorgio Gallu,

fabricatoribus, nec non Philippe Galluczu, Nicolao di Mazara, Micaela di Naso, Minico de

Milito, Laurencio Thominaru, Vincenchio Guerra, Johanne Labeso , Amico de Micalo, al-

banisi, et aliis perriatoribus ipsius felicis urbis, humiliter et devote presentaverunt infrascripta

capitala, videlicet :

( ' ) Seguono altri non rilevanti particolari sui pagamenti.

(O Dal volume degli ^tti, 'Bandi e VrovvisU dell' anno 1487-8S, ind. VI, fog. 211 retro a 215, ncl-

r Archivio Comunale di Palermo.


DOCUMENTI

Capituli cxliibili et presentati a li -.niviahili et miL-nilìji sÌL-miri ofTicijIi preturi et iu-

ratt di la felici chitati di Palermo.

V.i primo, per imponiri kmu ordini et costumi, li supradicti mastri marmorari et mu-

raturi petinu chi omni .inno in lu jornu di la festa di li Quattru Sanai Coronati tantu ma-

stri nianiìurari quantu inuraturi poczano et disiano creari et ordinari lu cunsulu et duy

cunsifjleri di tiiannorari et duy cimsif;Ieri di miiraturi di novo per lu anno sequenti. Per

scurtineri li quali cunsulu et cuiisifjlcri poczano esseri tantum cliitJtiiii di Palermo, et non

frusteri, dum modo chi siano pirsuni ydoney et sufficienti ad tali officiu. Lu capu mastro di

muratori , pirchi ò ad vitam , quia spectat la crcacioni di ipsu a li signurì jurati , si staya

comu è ordinatu ad vitam. — Phicft dictis doniitiis offuiaìibus.

Item li supradicti mastri adimaiidano humilitcr chi de cererò nixuna persona di li so-

pradicti tnastri, lavoranti et garzuni dif^ia fari sirviczu lo jornu di la prcdiaa festa di li

Quattru Sancii Coronati; la quali festa si celebra omrii annu a li octo jomi di lo misi di novemru.

Et cuy contravenissi sia impena di tari tri , videlicct la mitati sia applicata a la maragma

di la mayuri panormitana ecclesia, et l'altra mitati per hencficiu di la cappella seu altari no-

viter da fari ad laudem et honuri di li dicii Quattro Sancii Coronati.— Placet dominis officialthiis.

Item chi nixuno, tantu marmoraru, quanto moraiuri, lu qoali vegna di fora, non pocza

teniri potiga in quista chitati, né murari, chi primo non sia examinatu, si sarrà marmoraru,

di lu cunsulu et cunsigleri di marmurari, et si sarri muraturi, di lo capu mastro et cunsi-

gleri di muraturi. Et quillo, chi contravenissi ad tali ordinacioni, sia impena di uncza una,

di pagari la mitati a la dieta maragma di la mayuri ecclesia et l'altra mitati a la dieta cap-

pella seu altaru di la dieta festa di li Quattro Sancii Coronati. Et si per caso li dicti capo

mastro , consolo et consigleri dassiro liccncia ad alcono di li dicti mastri chi hagiano ad

teniri potiga oy morari inanti chi fussi examinatu, quod lune et eo easu li dicti capo mastro,

cunsulu et cunsigleri siano in la dieta pena. — Placet dominis officialihiis.

Item chi quandu aleunu mastro mamioraru oy muraturi vinissi di fora, et, servata la

forma supradicia , fachissi sir\'iczu in quista chitati , di Ila aJ octo ioma poy di lo diau

sirviczo sia tinoiu et digia pagari tari dechi per benefieiu di la diaa cappella. Et quandu

uli mastro fossi renitenti a non voliri pagari li dicii lari dechi, lo dictu capu mastru, cun-

sulu et cunsigleri lu poezanu cunstringiri et farilu pagari. — Placet dominis officialihiis.

Item chi quando aceadissi chi si havissi ad misurari alcuna maragma oy judicari alcuna

opera, chi tali casu lu dicto cunsulu et capu mastru poczano misurari , vidiri , canuxiri et

judicari tali maragmi et opera insenbla cum li cunsigleri: lu quali cunsulu, capo mastro ci

consigleri digiano essiri pagati di li parti per li pidagi loro ad raxuni di tari duy per homo

intra la chitati; et si fossi di fora, ad tari tri et a quattru, seeundu la distancia di lu loco,

cossi comu è solini et consuctu; et judicitu ehi sarri, farindi relacioni a la eurti. Et quandu

aceadissi chi la curti vulissi mandari un terzo a misurari oy judicari maragmi, tali terzo sia

sempri lu capo mastro di muraturi, et non aliru; et ad opera di marmura lu cunsulu di marmo-

rari. — Fiat proli t hacteniis consiietiim est fieri.

Item chi lu supradietu jornu di la festa di li Quanru Saneti Coronati omni nustm,

tantu marmuraro , quantu muraturi , sia tinutu pagari tari duy per homu, et li manuali ci


I GAGINI E LA SCULTURA IN' SICILL\

garzimi grana x per lioimi : li quali ilinari si disiano spendili per benelieiu di la dieta

cappella, lù qiiandii alciinu di li dicti mastri lavuranti oy garzimi fiissi renitenti a non vuliri

pagar!, chi hi dictu cuiisulu iu pocza fari pagari a f-irili spignari. — Placet doiuiìiis ojjicialibus.

Iteni chi quandii alcunu mastru lavuranti oy garzuni fussi malatu, chi li dicti cunsulu et

cunsigleri siami tenuti andari ad visitari tali infirmii et suhvenirilu in la dieta infirmitati di

li cosi necessarii : li quali cunsulu , capa mastru et cunsigleri poczano fori cogliri cum la

caxecta una certa cosa per subvencioni di hi dictu inlìrmu , et quistu per bonari et laudi

di hi omnipotenti Deu et di li dicti Qaattru Sancti Coronati. — Placet doniinis oficiaìibus.

Item pirchi multi volti accadi chi alcuni mastri piglanu garzuni per insignarili, tanta

marmiirari, coma muraturi, et da poy quisti tali garzuni, comu su' insignati et vidino putiri

avantagiari lu f-ictu loru in qualchi cosa, non havendu respectu a la stentu et dispisa di la

mastru, chi havir.'i bavato in lu tempa chi lu havirà insignata; et eciam, essendu alcuni volti

tali garzuni provocati di altri nìastri, chi hagiano a tornari cum loru, et cassi si nexino

di li mastri, chi li haviranno insignato; adimandano li dicti mastri, chi nixano mastru pocza

piglari garzuni, lu quali havissi statu cum altru mastru in quista chitati senza licencia di lu

dictu mastru , chi primo lu haviri insignatu, ad effectu per sapirisi pirchi causa si nexi di

taH mastru. Et quisti tali diferencii, chi fussira intra li mastri et li garzuni, li poczanu ca-

nuxiri li dicti cunsulu et cunsigleri : cum hoc, chi si li dicti mastri oy garzuni fussiru gra-

vati, chi poczanu haviri recursu a loro saperiuri. — Placet donùiiis officialibus.

Item chi lu cunsulu, capu mastru et cunsigleri a mezu agustu digiano cogliri la offerta

di la loru chirya et darindi canta incontinenti a li mastri maragmeri di la matri ecclesia;

et quillo, chi non haviranno pututu riscotiri, lu digiano dari per residiu a li dicti mastri ma-

ragmeri. — Placet dominis officialibus.

Et exinde extitisse a nobis humiliter petitum per omnes supradictos magistros, ut prein-

serta capitala et omnia et singala in eis contenta acceptare, confirmare et corroborare de-

beremus, et graciosias in privilegiam reddigi facere soUemniter dignaremar. Nos enim, vo-

lentes quod felix urbs nostra jam dieta habeat privilegiis et graciis, honoribus et prehemi-

nenciis suos cives decoratos, deliberate et consulte acceptamus, approbamus, laudamus et con-

firmamus preinserta capitula, et omnia et singula in eis et quolibet ipsorum expressa et con-

tenta nostre corroboracionis et assensus manimine roboramus jaxta instractiones, modifica-

ciones et formam uniascaiusque capitalorum sapradictoram appositas et adjectas. Mandantes

universis et singulis officialibus nostris, presentibus et fataris, officiales autem regios rogantes,

quatenus presentem nostram dictorum capitalorara confirniacionem et roboracionem firmiter

observent et observari faciant inconcasse, nec aliqaem contravenire permictant sive facere ,

sed supradictis consuli, caput magistro et consiliariis unanimiter et separatim, ut moris est,

juxta ipsorum capitalorum seriem et tenorem, presentibus et futuris, quando et qaocies opus

fuerit, et ab aliis fuerint requisiti, au.xiliam, favorem et opem prestent opportane. In caius

rey testimonium presens privilegium exinde fieri jassimus, nostreqae universitatis sigillo solito

et officialium nostrorum subscripcionibus roboratum. — Datam in urbe felici Panormi xviij."

mensis septembris (i) vj.'= indictionis M." ecce lxxxvij.°.

( ' ) Giova notare che per mero sbaglio tipografico la data di questi capitoli è accemuita ai 1 3 di scttL-mbre

* P^g- 29 del testo nel precedente volume di quest'opera. E ii d'uopo correggerla ai 18.


DOCUMENTI

Post ilitjm volumus quod in dictis cjpiiulis imelligamur cilcararìi presente* et qui in

futurum enini. Djium jus.

t Nos Simon df Sfplimo, milts et prttor.

t Jiuupu di Buhgna, juralu et priolu.

t Petrus Yiquarcialupus, jiiratus.

t

I.iua dì 'IhtlLiittii, juralu.

t K^amundu di 'Diania, juralu.

+ Perico di Bayliu, jiiratu.

t Antoni la Crapuna, juralu.

V.

Die ij." junii prime imi. (1468) ( ' ).

Magister Petrus de Boiiitatc et magister Franciscus de Laurana , scultores , habitatores

Panormi, presentes corani nobis, sponie in solidum promiserunt et se sollemniter obligave-

rum magnifico domino Antonio de Magistro Antonio, regio militi, civi Panormi, presenti

et stipulami ab eis , fabricare et de novo Tacere bene et magistraliter , sine impericia , seu

fabricari Tacere etiam magistraliter et sine impericia quamdam cappellam intus ecclesiam con-

venms Sanai Francisci diete urbis Panormi, ad omnes et singulas expensas diaorura ma-

gistrorum, tam de marmoris (sic), quam de magisterio, quam etiam de manualibus necessariis

ad opus fabrice diete cappelle, ac etiam ponere totani calcem necessariam fabrice diae cap-

pelle et etiam omncs lapides necessario^ fabrice prcdicte , et in eadem cappella Tacere , ut

dicitur, lu pavimentu sive planu cuni li scaluni di marmora; iteni camariam cum eius lapide

sive cohoperchio etiam di marmora; iteni in eadem cappella Tacere quamdam sepulturam di

marmora super columpnis etiam de marmora ; item altare cum lapide ditti aluris etiam di

mannora super quatuor columpnas etiam di marmora; item quamdam figurani sive jnuginem

gloriose Virginis Marie, ut dicitur, di grandiza a lu naturali, bene et magistraliter laboratam»

item, ut dicitur. Tari l'ochu et la eluvi dammusii diete cappelle di maniiura, nec non Tacere

totum arcuni, ut dicitur, di la Taciuta di Torà cum tìguris, juxta designum datum per eosdera

niagistros eidem domino Antonio, subscriptum manu propria magnifici domini prothonotarii,

incipiendo bborare ad requisicionem diai domini Antonii, et laborari Tacere bene et nugi-

straliter sine impericia, et continue Tabricare et Tabricari Tacere et non desistere, ita et taliter

quod lune ad annum unum cum dimidio sit cxpediium opus predictum. Et hoc prò unciis

auri ducentis ponderis generalis in totum , ita quod ipse dominus Antonius solum habeat

solvere prò toto opere predicto dictas uneias dueentas, tantum et non ultra. Pro qua causa

predicti magistri, ad instanciam dicti domini Antonii, sunt conTessi habuisse et recepisse ab

eodem per bancum honorabilium Jo. Petri et Joannis de Rigio, et assignatas eidem magi-

( ' )

Dil volume di num. 1154 bis de' registri di nour Giacomo Randisi (in. 1466-69, ind. XV-II) od-

l'archirio de' noui defunii in Palermo.


8 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

5tro Francisco, de voluntate dictl magistri Petri, prò emendo et habendo lapides marmoreos,

undas quinque , renunciantes exceptioni, etc. Et totum restans ipse dominus Antonius dare

et assignare promisit dictis magistris stipulantibus ab eo ... prout ipsi magistri fabricaverunt

et fabricari fecerunt opus predictum : promittentes sollemniter et convenientes predicti ma-

gistri in solidum predicto magnifico domino Antonio, stipulanti ab eis, predictum opus et

omnia necessaria fabrice predicte cappelle et super expressa bene et magistraliter fabricare

et fabricari facere sine impericia et non deficere : alias quod teneantur ad omnia interesse

et damna. Que omnia, etc. Et juraverunt omnes , etc. — Testes : magnificus dominus Gi-

rardus Agliata, prothonotarius regni Sicilie ; dominus Guido de Crapona , u. j. doctor, et

Antoninus Agliata.

Die xxij.° ejusdem mensis junii predictus magister Petrus de Bonitate, presens coram

nobis, tam suo proprio nomine , quam nomine et prò parte dicti magistri Francisci , prò

quo de rato promisit etc. , sponte, ad instanciam dicti magnifici domini Antonii de Magi-

stro Antonio , presentis et petentis , est confessus se ab eodem domino Antonio habuisse

et recepisse zuccari unius cocte cantarla duodecim et rotulos xxvij, per manus nobilis Raynerii

Agliata, prò pretio unciarum auri quatuor et tarenorum trium p. g. prò quolibet cantarlo;

ac etiam habuisse et recepisse in alia manu uncias quatuor per bancum Guillelmi Ayutamixpo

(^Ajutamicrisìó) in pecunia numerata , renuncians exceptioni, etc. , ultra pecunias in proxima

nota contentas , et ultra uncias quinque in nota proxima habitas per dictum magistrum

Franciscum. — Testes : presbiter Joannes de Caldarone, Roffinus de Flumine et Antonius de

Massa.

VI.

Die XVI augusti II indict. 1469 ( i ).

Quia cum Franciscus Laurana, prajsens coram nobis, habitator, ut asserit, urbis Panormi,

€t civitatis Venetiarum, ut asserit, se obligasset et promisisset rev. dopno Paulo de Gam-

micchia, archipresbitero terrae Montis S. Juliani, et nobili Paulo Tuscanu, thesaurario, ha-

bitatori dictae terrae Montis, tunc praesentibus et petentibus , nomine et prò parte operis

ecclesiae S. Mariae, matris ecclesiae dictae terrae Montis , construere, facere et compiere

imaginem gloriosissimae Virginis Mariae in dieta urbe, de petra marmorea, ad instar et si-

militudinem imaginis marmoreae B. M. Virginis, quae est in conventu S. Mariae Annunciatae

extra civitatem Drepani , prò pretio unciarum auri 25 , et eo modo et forma prout prae-

nominatae personae coram nobis asseruerunt contineri in quodam publico contractu facto

in dieta urbe Panormi in actis notarli Antonii de Messana; et facta, constructa et completa

dieta imagine per dictum Franciscum, officiales dictae urbis Panormi voluerunt dictam imagi-

( ' ) Dall'opera del gesuita Giovanni Maria Amato, De principe tempio panonnitano (Panormi, 1728, lib. Vili,

Cip. I, pag. 170 e seg.), giusta la trascrizione fattane da Vito Carvini dagli atti di notar Ruggero de Salute

di Erica in detta data.


DOCUMENTI

nem retincrc prò dieta urbe Panormi et non pcrmiserunt dictani imagincm extrahi de urbe prac-

dicta Panonni, et sic vcncrabilis ecclesia dictac terrae Montis S. Juliani non valuit habere

dictam imagincm: hodie vero, praetitulato die, praefatus Franciscus, coram nobis, consentiens

prius in nos , ctc, sponte promisit et se solemniter obligavit praefato rev. dopno Paulo

arciiipresbitero ut supra, et discreto notario Joanni de Bulgarella, et Andreae de Odo, yconimis

operariis et procuratoribus operis dictac majoris ccclcsiac diaae terrae Montis , sub voca-

bulo Sanctae Mariae, praesentibus et stipuiantibus, construere, Tacere, ordinare et compiere

unam aliam imagincm Virginis pracdictac de petra marmorea, quam dictus Franciscus as-

seruit de proximo habuisse et habere in dieta urbe Panormi, ipsamque imagincm Tacere me.

lioratam imaginis hujusmodi pracdictac civitatis Drcpani extra mocnia dictac civitatis , vel

saltem ad similitudincm imaginis pracdictac, et co modo et fomia, nihiiominus, prout con-

rinetur in dicto praeallegato contractu in dieta urbe Panormi. La quali petra di marmora in dieta

urbe Panormi dictus Franciscus la divi isgrussari, et exinde ad risicum et cxpensas dictae nutris

ecdesiae S. Marix debet deferre et portare Tacere in portu sivc plaja di Bonagia, territori!

dictae terrae Montis , et exinde dicti operarii dictam petram ad expensas dictae ecclesiae

apportare Tacere dcbent in dieta terra Montis, et in dieta terra dictus Franciscus debet la-

borare. Tacere, compiere et ordinare dictam petram ad imagincm B. \'irginis, modo et Tor-

ma ut supra , et prout dictus Franciscus se obligavit Tacere dictam primam imagincm Pa-

normi, virtute dicti contractus Tacti manu dicti notarii Antonii. Ipsamque imagincm, per eum

faciendam in dieta terra Montis , idem Franciscus coram nobis se obligavit dictis archipre-

sbitero et procuratoribus, praesentibus et stipulantibus, dare completam et expeditam in Testo

Annunciationis gloriosissimae Virginis Mariae , quod celcbratur 25 mensis martii proximi

Tuturi, anni praescntis ; et hoc prò prctio uneiarum auri 25 ponderis gencralis , de quibus

unceis 25 praeTatus Franciscus coram nobis , ad pctitionem et instantiam dictorum archi-

presbiteri et procuratorum, praesentium et stipulantium, dixit et conTessus extitit se habuisse

et recepisse, de pecunia dictae majoris ecclesiae et per bancum dili Rigii , urbis Panormi

uncias 3; et restans dicti pretii ad complementum dictarum uneiarum 25 dicti procuratores,

procuratorio nomine pracdieto, dare et assignare promiscrunt et promittunt dicto Francisco

praesenti et stipulanti, expedita et Tacta dieta imagine. Quae omnia ctc. diai contrahentcs

promiscrunt et promittunt rata habere, et non contraTaccre ctc, sub hypothcea et obligatione

omnium bonorimi dictae ecclesiae, ctc.

VII.

Eodcm {die xx mensis augusti, imi. Ili i^Sj) ( 1

Magister Gabriel de Baptista, marmorarius , e. p., corani me notario et testibus infra-

scriptis , sponte vendidit et dare et consignare promisit ven. domino Johanni Martino de

Vitale, canonico et archidiacono panhorraitano et chantro cappelle Sancii Petri sacri palacii

(') Dal volume di num. 1160 Je' registri Ji notar Giacomo RanJisi (an. 1484-85, ind. Ili , fog. 820)

nell'archivio de' noui defunti in Palermo.

).

,


IO I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

ac beneficiali ecclesie Sancte Lucie, fontem unum baptismatis et alium fontem ad opus aque

benedicte, de marmura, flictos per eumdem magistrum Gabriellem ad peticionem quondam

domini Friderici de Vitale, olim beneficialis diete ecclesie Sancte Lucie , per eumdem do-

minura Jo. Martinum visos et placitos; prò prccio et integro pagamento unciarum octo p. g.

Quas uncias octo dlctus dominus Jo. Martinus dare , solvere et integre assignare tenetur

et promisit dicto magistro Gabrielli, presenti et stipulanti, in pecunia numerata in Panormo

hinc ad annum unum , cum pacto quod dictus dominus Johannes non possit se opponete

nec defendere, nisi prius solvat, nec pignora dicto magistro Gabrielli adducere : promittens

dictus venditor eidem emptori presenti et stipulanti dictos fontes dare , traddere et consi-

gnare in ejus apotega in Panormo ad merani dicti emptoris requisicionem : alias, etc. Que

omnia, etc.

Actum in banco, presentibus Bettino de Benzu et n. Julio de Pollastra.

Die XXX. ° mensis octobris vj ind. 1487 cassum est presens mea linea , mandato dicti

ven. domini Jo. Martini, qui confessus est a dicto magistro Gabrielle habuisse et recepisse

dictum fontem. Qui magister predictus e converso fatetur a dicto dom. Jo. Martino habuisse

et recepisse precium dicti fontis. — Testes : m.'' Jacobus de Cili, Jacobus de Balsamo ( ' ).

VIIL

Die vj.° februarii viij." ind. (1488) (2).

Magister Gabriel de Battista et magister Andreas Mangino, lombardi et cives panormi-

( ' ) Il precedente strumento è in fatti cancellato con una linea a traverso nel citato volume. E qui ne

aggiungo un altro da me rinvenuto dopo la pubblicazione del testo di quest'opera , e che quindi non vi è

mentovato, dando contezza di una Nostra Donna, che Gabriele di Battista insieme ad un altro scultore Gia-

como di Benedetto ebbe allogata per Marsala nel 1490. Ed ecco pertanto: Eodem xiij.° augusti vii;.' ind.

M. ecce LXXXX. Magister Gabriel de Abbattista et mag.' Jacobus de 'Betiedicto, inannorarii, presentes corain nobis,

sponte promiserunt Paulo Zaffuto, uuo ex juratis terre Marsalie, presenti et stipulanti nomine universitatis predicte,

construere et facere de mannara quamdam ymaginem beate et intemerate semper Virginis Marie cum Xpo in

hrachiis ex parte sinistra, bene et optime sculpitam et lavoratam. de auro et coloribus, bene et magistraliter; cum

hoc quod sit longitudiiiis palmorum sex sine stannello, et septem et plus cum stannello : qui stannellus sit ornatus

et sculpitus cum istoria Nativitatis domini nostri Jhu Xpi. Cum hoc quod si dieta ymago non placebit dicto emptori

hic Panarmi cum erit expleta , tali casu liceat eisdcm magistris dictam ymaginem dimittere et refulare , et dicti

tnagistri ... teneantur incontinenti restituere dicto nobili Paulo pecunias per eos tunc babitas. Quam ymaginem prefati

magistri, ita expletam et campletam proni supra, dare et in solidum consignare promiserunt et convenerunt eidem

furato, delatam et apportatam usque ad ripam maritime diete terre SvCarsalie , ad earum expensas , risicum

periculum et fortunam, hinc et per tatuin mensem februarii proxime futurum. Et hoc prò unciisviginti duabus p. g.,

de quibus prefatiis Pautus promisit dare et solvere eisdem magistris uncias quatuor per bancum Abbattiste Lambardi

per totam septimanam proxime futuram; item uncias decem incontinenti cum habuerint et receperint dictam yma-

ginem prò actalentata; et totum restans hinc et per totum mensem augusti proxime futuri, etc. Que omnia, etc.— Testes:

mag.' Jannotlus Penuria, Kardus de Calalagirone et Paulus de Aiigilo. — Dal volume di num. 1170 de' registri

di notar Pietro Tagliante (an. 1489-90, ind. Vili, fog. 752-3) nell'archivio de' notai defunti in Palermo.

(2) Dal volume di num. 1160 bis de' registri di notar Giacomo Randisi (an. 1488-91, ind. VII-IX) nel-

l'archivio de' notai defunti in Palermo.


DOCLMhSTI

uni, inannorarii, corani nubis sjtontc miiiuI et in suliJuni vciiJidcrunt liun. nugistru Matiico

(le Camilivari, presenti et ementi ab eis nomine et prò parie spectabilis et nugnitici domini

Francisci de Abaiellis, hujus rej;ni nuj^isiri purtulani , kolumnas quaiuordeciii; ' 'nnorc

bono et optimo, qualiiatÌN et condizioni!. cujUNdam colunme nove de nurniure j

novi

conventus Sancti Francisci Panormi , construtti per Januenses, longitudinis polmorum irc»-

decim in quatuordecim prò qualibet columna , ad voluntatem dicti emptoris noinioc «)uo

supra , cum omnibus et singulis j-uarninientis congruis et opportunis et cuni earum baxi»

et cappitcllis, et plures alias liujusmodi columnas si plures nuluerit ipse emptor :

item et in

alia nunu alias columpnas marnioreas quairaginta , et ultra , si plures maluerit , grossitu-

dims ac magisterii sicut sunt columpne domus n. Luciani N'aldaura, et longitudinis juxta

velie dicti emptoris nomine quo supra. Quas quidem columpnas omnes, qualitatis ut supra,

ditti venditores, in solidum ut supra, promiserunt et se convenerunt dare ditto raagisiro

Maiheo , nomine quo supra dicti domini magistri portulani , me notario stipulanti prò eo,

prò edificando domum magnani ipsius domini magistri portulani, ad omnem eorum requi-

sicionem Et hoc prò precio unciarum duaruni et tarenorum noveni prò qualibet co-

lumpna magna quatuordecim columnarum , et tarenorum decem et novem prò qualibet

columna aliarum columnarum parvarum quatraginta. De quo precio dicti veiulitores confessi

sunt liabuisse et recepisse a dicto magistro Matheo et domino magistro portulano uncias

sex p. g. per bancum n. Petri Agiata, renunciantes, etc Que omnia, etc. — Testes: Joannes

Cas&acius, Andreas PoUacis et Antonius Salarus.

Die XXV fcbruarii viiij.' ind. Dittus m/ Matheus de Carnilivari , corani nobis, spontc,

nomine in proximo contractu contento, petentibus ab co dittis magistris Gabriele de Battista

et magistro Andrea Mangino , dixit et declaravit , quod precium columnarum magnarum

fuit et est unciarum duarum et tarenorum decem et otto prò qualibet columpna magna de

marmore vendita in proximo contrattu, non obstante quod in proximo contrattu sit positimi

precium ad uncias duas et tarenos novem prò qualibet, ex quo fuit captus error, ut dixerunt.

Unde, etc. — Testes : Joannes \'ascu et notarius Dominicus de Leo.

K.

Die xvij mayj secunde ind. (1499) ( ')•

Cum magister Grabiel de Battista, marmorarius, e. pa., vendidisset ven. archipresbitero

terre Nicoxie, tunc presenti et ementi ab ipso magistro Grabiele, custodiam unam mamioriam

ad opus raajoris ecclesie Sancti Nicolai eiusdem terre prò certo precio etc, et quia specu-

bilis pretor et jurati felicis urbis Panormi impediverint dictani custodiam in posse dicti ma-

gistri Grabielis, ut deberet concedere ven. cappelle Corporis Christi parrochie Sanai Nicolai

de Albergaria Panormi , et ita fuit sibi injuntum et mandatum prò commodo et utilitate

( ) Dal volume Ji num. 1 2 1 S Jc' registri Ji notar Giovanni do .Mes&anA ncll'jrchivio de' notai Jerunti

in Palermo.


12 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

ditte cappelle Corporis Christi, quoJ remancrc dcbcat prò ditta cappella; quapropter hodie, die

presenti pretitulato, preflitus magister Grabiel, vigore ditti mandati, vendidit et titulo ipsius

vendicionis dare et consignare promisit ven. presbitero Joanni de Lazaro et presbitero An-

tonio de Scarpachi, tamquam capellanis eiusdem eclesie , nec non hon. magistro Raynaldo

de la Lumbarda, tamquam uni ex marameriis eiusdem cappelle Corporis Christi eiusdem eclesie,

presentibus et ementibus, tam propriis nominibus, quam vice, nomine et prò parte Micaelis

de Milana, alterius ex marammeriis, et prò quo de rato promiserunt, dittam custodiam mar-

moream, assignaturam ad omnem dittorum emptorum requisicionem, cum quadam porta ad

opus diete custodie, di quilla largicza, chi esti ad presens ordinata. Et hoc prò precio un-

ciarum triginta: de quo quidem precio ipse magister Grabiel dixit et confessus est habuisse

et recepisse uncias sexdecim hoc modo, videlicet : uncias xij per bancum heredum quondam

Battiste de Lambardis per manus honorabilis magistri Antonii de li Fonti, tamquam thesaurarii

ejusdem cappelle Corporis Christi, et reliquas uncias quatuor ad conplimentum dictarum uncia-

rum sexdecim per manus dicti Micaelis de Milana. Et reliquas uncias xiiij, ad conplimentum

totius precii, prefati omnes emptores dare et solvere promiserunt et convenerunt prefato

magistro Grabieli, presenti et stipulanti, bine ad menses octo proxime venturos, numerandos

a primo mensis junii proxime venturi (i). Promisitque ipse magister Grabiel eisdem empto-

ribus stipulantibus dictam custodiam omni venturo tempore legitime defendere, etc. Que

omnia, etc.—Testes: honestus presbiter Geronimus de Antonio, presbiter Jo. Tostu, Vicencius

de Naso et Motta de Fidi.

X.

Eodem xxx.° decembris xij ind. 1508 (2).

Magister Dominicus de Pellegrino, scultor, civis pa., coram nobis sponte promisit et

soUemniter convenit ac se obligavit et obligat no. Gaspari de Aliberto de terra Nicoxie,

presenti et stipulanti , construere et facere quoddam monumentum de marmore bono et

albo, prout et quemadmodum et di quillo lavuri prout est monumentum, in quo fuit et

est sepultum cadaver quondam magnifici D. Petti de Bononia, miHtis, olim secreti et ma-

gistri procuratoris felicis urbis Panormi , ad presens existens in ecclesia conventus Sancti

Francisci Panormi, preter cohoperchium : quod quidem cohoperchium sit et esse debeat in

unu pezu; et in dicto cohoperchio dictus magister Dominicus teneatur sculpire bene et ma-

gistraliter figuram condam no. Friderici Cathanisi cum cappello in capite et libro in ma-

nibus et planellis in pedibus, et subtus pedibus facere et sculpire unu braccu; monumentum

vero, seu reliqua pars dicti monumenti, sit et esse debeat in peciis quatuor ve! quinque ad

alcius; nec non facere cum dicto monumento etiam de marmore bono et albo tres virtutes

( ' ) In margine del contratto son poi diverse apoche de' pagamenti fatti al De Battista per la detta

custodia da" io di giugno del 1499 agli 8 di luglio del 1500.

(2) Dal volume di num. 1768 de' registri di notar Matteo Fallerà (an. 1508-9, ind. XII, fog. 574 e

575) nell'archivio de' notai defunti in Palermo.


DOCl'MliNTI i ]

theolo^alcs cum carutn signis in nunibus, sublevaiis, super quibus, ut didtur, liiia di puuri

tu dicio inonimento, et uno scalunecto etiani di nurniorj , undi poliranno li dicti virtuti,

scu pedi di lu dicto niunuinento. Quod quideni nionuineniuiu cum dictis pedibus uve vir-

tutibus et scalonccto de mamiore tencatur dictus niagister Dominicus a&signarc kutnpletum

per loiuni xv inay proxinio venturi, dclatuin suinptibus et periculo dicti njagi;>tri Dominici

ad niaritiinani Thuse in terrani : alias teneatur ad omnia dapna , interesse et expenus. Et

hoc prò unciis quindecini , de quibus dictus magister Dominicus est confessus liabui&se et

recepisse a dicto Gaspare uncias tres per bancuin de Sanclies et Levi, renuncians cxceptioni.

Iteni dictus Gaspar solvere promisit ipsi magistro Dominico uncias iiij."' in festo Fascatis

Dominice Ressurressionis proxime venture iiic Fanormi, et uncias xij in dieta maritima Thuse,

assignato dicto monumento cum dictis virtutibus et scalunecto per modum ut supra , et

uuciam j ad complimentum dictarum unciarum xv, assectato ciii sarrà lu dicto monumento

cum li dicti pedi et scalunecto in lu locu seu ecclesia undi si diviri assectari in la dicu

terra di Nicoxia. Cum hoc tamen pacto, quod dictus m.' Dominicus teneatur accedere vel

miaere aliquem prò eo expertum et sufHcientem ad intcrveniendum circa lu assectari di

la dieta opera , la quali si dija assectari ad expensas dicti Gasparis , et quod dictus Gaspar

teneatur dare dicto magistro Dominico et eius famulo , dum vacabunt circa lu assectari di

la dieta opera, esum et potum et unam equitaturam tantum. Que omnia, etc. — Testes: hon.

Antonius Cauzccta de terra Nicoxie, Antonius Mantius et Troyanus de Maslia.

Die xxvj." aprilis xij.' ind. 1509 prefatus m." Dominicus sponte dixit et confessus est

habuisse et recepisse a dicto Gaspare, presente et stipulante, uncias septem et tarenos xxv,

computatis unciis mj.'"" presentialiter habitis in parvulis, ac etiam computatis pecuniis in con-

tractu contentis, ex causa in proximo contractu contenta, renuncians exceptioni, etc.—Testes:

Angelus de Piris et no. Petrus Speciali de terra Nicoxie.

Die x.° septembris xiij.' inJ. 1509 predictus m."^ Dominicus coram nobis , presente et

petente ab eo dicto n. Gaspare , sponte dixit et confessus est habuisse et recepisse alios

triumfos aureos deccm , ultra predicta in proximo contractu contenta et in proxima nota

renuncians, etc.—Testes: Jo. Antonius di Capua et Angelus de Piris et Gulielmus La Ruta.

Die XX vj junii xv." ind. 1512 cassa est proxima nota, tam de voluntate Margarite, olim

uxoris dicti quondam magistri Dominici ac tutricis testamentarie eius fìliorum ac fìliarum

ex voluntate dicti quondam magistri Dominici virtute testamenti facti in actis notarii Amonii

Taglanti, ut asseritur, quam n. Anthonini de Aliberto, filii dicti Gasparis, ex causa qua dicu

Margarita, coram nobis, proprio et tutorio nomine ut supra, est confessa sibi fuisse solutum

et integre satisfactum de dictis unciis xv in diversis solutionibus et temporibus, compuutis

pecuniis in proximis notis contentis et panini solutis dicto quondam eius viro, et aliis pecuniis

prò eo; et diaus Antonius coram nobis, prò pane dicti eius patris, prò quo de rato proiuisii,

est confessus dicium quondam magistrum Dominicum assignasse dictum raonumentum dicto

eius patri, renuncians etc.—Testes: Ratfael de \'ita, Alexander Porcellus et Franciscus Terreaa.

,


14 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

XI.

Die vj." junii xiiij.'" ind. (15 ii) (')•

Honorabilis magister Dominicus de Pellegrino, marmorarius, prcsens coram nobis, sponte

promisit et se soUemniter obligavit et obligat nobili Thedeo lu Pilatu, egregio notarlo Nicolao

de Pollina , honorabili Guillelmo de la Vita et no. Jo. Antonio de Fimia de terra Montis

Sancti Juliani, presentibus et stipulantibus, videlicet dictus egregius notarius Nicolaus ut pro-

curator, dictus Joannes Antonius ut rettor et dicti no. Thcdeus et Guillelmus ut confratres

confraternitatis Sancti Joannis Battiste terre Montis Sancti Juliani, facere unam finestram di

marmora cum duobus colonnis, largitudinis palmorum septem di vacanti et longitudinis decem

minus uno quarto etiam de vacanti, de bona marmora, bene et magistrabiliter, ut decet, et

de marmora alba et receptibili, cum coxiis diete finestre largitudinis palmi unius et duorum

digitorum, et di grossicza di meczo palmo et duy gidita et cum lu so frixo largo meczo

palmo, cum designis, mucto et litteris ac laboribus juxta formam cujusdam designi existentis

in posse dicti magistri Dominici Et hoc prò precio unciarum sex et tarenorum viginti

prò dieta fenestra, etc. — Testes: Vicencius Puglisi et Julianus de Medicis (2).

Ferdinandus, etc.

XI bis.

Vicerex etc. Micaeli de Bruno, porterio magne regie curie, fidali regio dilecto, salutem.

Pir mastro Dominico de Guaginis, sculturi, citatino di quista citati, ni è statu cum grandis-

sima querela exposto, chi, essendo tenuto et obligato mastro Georgi Lombardo, sculturi et

citatino di quista citati , spachari certa opera marmoria in la cappella di Sancta Cristina in

la majuri ecclesia di quista citati, intrao plegio cum altri in solidum lo prefato exponenti

et cussi, partendosi lo prefato mastro Georgi di quista citati et non si trovando, ad instancia

di lo procuraturi di la maramma di la dieta majuri ecclesia fu injunto in scriptis a lo expo-

nenti, corno plegio, divissi tractari et curari cum effectu chi omni jorno divissi mettiri tanti

mastri et laburanti in la dieta opera, chi infra misi uno fussi spachata tucta la opera: alias,

dicto termino elapso, contra la persuna et beni di lo exponenti pir lo prezo et valuri di la

dieta opera et di tucti li danni et interesse si farria la execucioni contra ipso , cussi comu

si demustra pir la dieta injunctioni facta xvii marcij proximi decursi , et quisto non senza

grandissimo interesse et damno di lo exponenti. Pirtanto ni fu pir sua parte humiliter sup-

j^licato volissimo a la sua indempnitati opportune providiri. Nui vero ad sua supplicationi

( ' ) L'ordinamento viceregio, citato pure nel testo al num. XI, in data de' I2 di maggio del 1484, per arre-

star lo scultore Giorgio da Milano, trovasi in seguito al num. XI bis.

(») Dal volume di num. 1840 de' registri di notar Vincenzo de Medicis (an. 1505-1514, ind. IX— II)

nell'archivio de' notai defunti in Palermo.

,


DOCUMIINTI 1

haviiiio mature pruvìsn), et per la presenti vi dii;liitno , «.ominiltiinu et aHiuadtiiio , chi,

conferendovi in qiuUivo^la Iik'o et terra lii lo regno , prciertini in U chitati di Qiifalii,

undi intendimo è lo dicto mastro Georgio, lo disiati ad istancia di lo cxponenti impacliari

CI prindiri, et priso portatilo innanti lo magistratu et officiali di quieta rdiclti ciuti , undi

comu citatino si divi conveniri, atalcliì si puzza providiri a la indempnitati ci juMicia di lo

ex|H)nenti comu plegio , non obstanti qualsivogla alle(>acioni et calunipni) di ipso mastro

(jourfii. N'erum chi si lo dicto mastro Georgi vi dassi idonea et sulhcienii j-lcgcria de x

presenundo corani dicto magistrato infra termino di jorni tri, non iu prìndiriti ne portirìti

carcerato. Ht quisto cxequiti cum eti'ectu, ca vi ndi damo piena et sulHcienti auctoriiati et po-

testati cum dependentibus emergentibus et connexis per la presenti, per la quali conundanio

a tutti otiìciali di lo regno et di la dieta citati vi digiuno assistiti et prestari tutto ajuto et

favuri vi serra necessario, sub pena unciarum centum. l:t di vestri jurnati soliti et consueti,

una cum li spisi di la presenti provisioni, vi fattiti pagati da ipso mastto Gcoriii.

Datum Panotmi xii mai) 11/ indictionis. -

Gaspar Dkspes.

Dominus ptotex mandavit mihi Petto Cavaleti. \'isa pet Antonium(').

XII.

xvij eiusdem {tnar^^o v imi. 14S6) (14SJ) (2).

M.' Geotgius de .Milano, civis Panliotmi , corani nobis sponte se obligavit et obligat

not. Petto Ugoni et niagistto Piiilippo Tatlilatio (.'), ptesentibus et stipulantibus, assettis pto-

cutatotibus ecclesie Sancti V'incencii , edificate et consttuliete et facete figutam unam sub

vocabulo Sancte .Marie de lu Succutsu ..., matmoteam, cum suo stanello et cum omnibus tebus

et labotibus ipse spectavetit et ptoniisetit ..., et nielioratam figure Sancte .Marie de Jesu Thet-

niatuni: quani edificatam et expeditam consignate promisit hinc per totum mcnseni augusti

ptoxime venturi. Et hoc pto ptectio et pagamento unciatum sex p. g.; qaas sibi date pto-

misit ..., videlicet uncias ttes labotando, et uncias ttes consignatà dieta figutj. Que omnia, etc.

— Testes: hon. Matheus de Btuno, n. Antonius Gugino et Natdus Timpanato.

.XIII.

Quintetnus ejusdem anni iij.' ind. a \vj onobris ante (>).

iMagistet Geotgius de Milano, mamiotatius, cotani nobis spontc obligavit se honotabili

(') Dal volume di num. 107 dell'archivio del Protonouro Jol regno di Sicilia (an. i4S}-84, log. iSo

retro) , ncll' .\rchivio di Stato in Palermo. Documento gentilmente conuinicatomi dal dottor cav. Giuseppe

Lodi, archivisu nel medesimo .\rchivio di Stato.

(') Dai bastardelli di notar Riccardo Pixi (an. I486-S7.ind. V) nell'archivio de' notai defunti in Ter-

mini Imerese.

(t) D«i regUlTi di nour Antonio De .Michele (an. 1484-89, ind. HI-VII) ndl'archivio de' noni defunti

in Termini Imerese.

5


l6 I GAGINI IZ LA SCULTURA IN SICILIA

Jacobo, Matheo et Antonio de Bruno, fratribus, ac magistro Potrò de Ferro, aromatario, pre-

sentibus et stipulantibus, tacere et laborare arcani unum marmoreum ad opus eorum capelle

construende in ecclesia Sancte Marie de Jesu , secundum formam cxistentem in posse pre-

fatorum stipulanciimi, designatam per eumdem magistrum Gcorgium, bine ad menses qua-

tuor completos ab Iiodie ante numerando, marmoribus eorumdem stipulancium: et prò illis

petris marmoreis, quo deficient prò arco faciendo in parte interiori capello, flicere et scuplere

debeat idem magister Georgius de potrà perrere balate Tbermarum, et similiter soglum: quas

petras lacere et apportare teneatur in eius apoteca Thermarum ad eius expcnsas. Et de dictis

petris ditto balate tacere promisit et se obligavit buccam unam carnare et balatam copertorii

diete carnarie, videlicet di ditta bucca. Et hoc prò precio unciarum decom et tarenorum xv,

de quibus idem magister Georgius fatetur habulsse uncias duas; restans ... successive laborando

et operando dictum arcum solvendo, pra;ter uncias duas, quas habere debet expedito, com-

pleto, laborato et in suo loco posito dicto arco, faciendo amplitudinis palmorum xuj et al-

titudinis palmorum xviij, grossicze etiam palmorum duorum cum dimidio, obligando etiam

se ipse magister Georgius imagines et alia designata (in) ditto arco facere di mezu relevu,

et se stare et intervenire cum magistro maragmatore, ut dictum arcum posuerint et assecta-

verint suo loco in dieta capella; quod ìpsi stipulantes assectari facere teneantur incontinenti

expedito dicto arco. Qiie omnia attendere promiserunt, etc.— Testes: magister Nicolaus de

Carnilivario, frater P." de Panhormo, guardianus Sancte Marie de Jesu, et magister Anto-

nius de Caglari.

XIV.

Die xxij decembris xv ind. (1496) (')•

Xotum facimus et testamur quod presens corani nobis magister Georgius de Mediola-

no, alias de Brigno, lumbardus, magister marmorarius, existens Policii, convencione presentis

contractus corani nobis sponte promisit et se sollemniter obligavit nobili notarlo Ludovico

de Bentivegna et d. Masio de Casali, tamquam ex rectoribus confraternitatis Corporis Do-

mini nostri Jesu Christi diete terre, presentibus et stipulantibus, tamquam rectoribus et no-

mine et prò parte aliorum confratruum diete confraternite, ut asseruit, construere, contìcere,

hedifieare et facere quamdam eustodiam marmoream prò eappella et altari magno Corporis

Domini nostri Jesu Christi; que custodia slt ad minus altitudinis palmorum decem et novem,

et latitudinis palmorum undeeim ad minus; et sit forma, videlicet magnitudinis fìgurarum, di

li stori! et di lu rilevu illius custodie terre Castri boni, admiglurati; et bene facere istorias,

ita quod sit in totum storiata di li ystorii da darisi per li recturi et confrati diete confra-

ternite; et quod marmora sit bene lucida, perfeeta, fina et alba, di omni perfeetioni; prò ma-

(') Dagli atti di notar Giovanni Perdicaro (an. 1495-98, fog. 324 retro a. 325) nell'arclii\ io de' notai de-

funti in Folizzi.


DOCUMENTI 17

gìtterìo, stipendio, mercede e( vjlario lociuk custodie predicte, ex|>ediie et complete, unciarum

trì^iiuj p. g.: nec non et ultra vilarium predictuin rectore» diete cunfrateniile teneintur dare

et solvere precium nurmore in dieta custodia, ita quod si de dicto marinorc emendo per

dicios rectores et conikignando dicto manistro Georj;io aliquid iuperarct, tjuod illud , quod

supcrarct, luheat dictus maf^isicr Georgius nìIm capere et exconpuiare in salario suo et mer-

cede dictarum unciarum irifjinia. Quod quidcni salarium dictus magister Gcurgius iubere

debet et consequi a rectoribus diete confraternite modo infrascripto , videlicet : uncias duas

in |H.'Cunia numerata, nunc in presenciarum et presencialiter et manualiter habitas }>er dictum

nugistrum Georgium a dicto n. notario Ludovico rectore; et uncias duas alias Iubere debet

incipiendo in dicto opere et inagisterio: nec non dictus magister Georgius sibi capere debet

in comjvjtum et partem satisfactionis dicti magisterii custodiam, que est in presenti in dieta

eappella, videlicet la custodia di marmora, prò preeio unciarum decem deducendarum de

dictis uneiis triginta. Que quidem custodia, capienda per ipsum magistrum Georgium , ut

supra, non possii per eum amoveri de dicto loco , ubi in presenti est , nisi predieta fuerit

expedita per dictum magistrum Georgium, et completa dieta custodia magna, per eum eon-

struenda, videlicet tempore quo ipse vellet ponere et assietari la dieta custodia, quam pro-

misit ponere et assietari et mettiri in puntu ad sui expensas in dieta cappella. Cum hoc, quod

dicti rectores debent traddere frabicatores, ealcem et lapides et manuali prò iiuragmate con-

struendo in pedc diete custodie, in quo maragmate debet poni et erigi dieta custodia. Nec

non idem magister prò ilio eodem salario tenetur ponere et hedificare et eonstruere altare

illius lapidis tradendi per dietos rectores, et di quillu lavuri, oy ad colupnelli, proui elegerint

dicti rectores. Restans vero dicti salarii liabere debet faeiendo et se exereendo in dicto ina-

gisterio per quillu, ehi farrà, eompuiandis pccuniis servicii per eum habitis in magistcrio

per eum facto. Quam quidem custodiam dictus magister Georgius eonstruere et facere pro-

misit in terra Policii , apportato dicto mamiore sibi et consignato , et ipsam eonstruere et

vacare continuato tempore , non vacando in alio opere ; sed successive et continue vacare

debet in construeionem diete custodie; et ipsam, expeditam et compleiam et construetam bene

et perfeete ut supra, promisit ponere et assietari in dicto altari magno diete cappelle bine

ad annum unum cum dimidio, ab hodie numeranduni. Cum hoc, quod si neeesse erit isqua-

trari li pezzi grandi di la marmura ipsius custodie in urbe Panormi, aut in niaritinu Ru-

chelle.., quod teneatur dictus magister Georgius in loeis predietis isquatrari, ut habiliter pos-

sint apportari in terra Policii, exinde per eum construenda. Nec non, ultra sabrium suum

predietum, dictus magister Georgius habcre debet a rectoribus diete cappelle prò esu et vieto

suo, prò tempore quo vaeaverit in dicto magisterio in dieta terra Policii , salnus quatuor

vini et salmas duas frumenti et peetia quatuor cascy. Quam quidem custodiam dictus nu-

gister Georgius facere , compiere , expedire et ponere in punto et in ordine et in loco et

tribonà predietà diete cappelle facete promisit et se obligavit per contraetum pretitula-

tum et expressum: alias quod teneatur ad omnia dampna, interesse et expensas, tam dieto-

rum mamiorum emendorum, quam aliorum; et quod ad interesse et dampna dicti magistri

Georgii possint dicti rectores confici et eompleri Tacere dietani custodiam prò ilio moiori


i8 I c;ac;in'i i; la scultura ix sicill\

stipendio et mercede per alios magistros niarnunMrios et peritos, ad expensas , danipna et

interesse dicti in.igistri Georgii, vac.mtis et luiii .idiinplentis. Sub ypothecu, etc. Unde, ctc.

f

Ego presbite!- Thomas de Gigla Icsior.

f Ego Jacobns Drogiis t.

t

t

f

Ego presbiter Tomasiiis Fiìibeiins t.

Ego presbiter far"


DOCL'MI-rSTl 19

et m»vcm, a«l tonplimeiHuin diturum uticisruni xxx.** prò predo et intcfjro pagamento dine

porte ipvc revercndiis diwiiiiui I.ucas pron>Ì!»il dare et Milvere, nomine quo Mjpra , finiu

dina opera dine porte per nuxlum ut supra : proininc»^ dittu» magitter Anionius dinatn por-

tam cum omnibus supradittis des.if;nis , ut supra , expedire et expeditam dare eidem reve-

rendo domino Luce , nomine quo supra presenti et stipulami, et etian> illam poner* et a*-

senare, pri>ui decet, ad conplimentum tocius operis desij^nati et figurati ut supra, infra

menses tres ab hodie in antea numerando» : alias teneatur ad omnia dampna et intere^M;

et ad majus precium, renuncians cxceptioni, etc. Sub ypothcca, etc.—Tcstes : h. Qcmcns de

F«cio, porterius cammare, et n. Gautcrius et Marius de Paternione, fratres.

\V1.

Ihs. Die xxij." eiusdem mensis novembris xij ind. A. D. I. m." ecce." Lxiij." («).

Magister Dominicus de Gasinis de Bissone (*), parcium Lombardie, scultor, prcsens coram

(') Dal volume di num. 1154 de' registri di iiour Gijconiu RjiidÌM (jii. 1465-6$, ind. XII-XIII) nci-

l'arthivio de' nnui defumi in Palermo. Ed ivi, a fog. 152, è trascrino il solo principio dell'atto, die poi tro-

vasi intero in un foglio di boiza, non numerato e pur ivi aggiunto.

(•) Tetigo da ciò innegabile, che l'ampio e glorioso ramo de' Gagini di Sicilia, trapianuto nell' isola

con Domenico da Bissone e poscia del tutto estinto nel secolo XVII. provenga da unico stipite che l'altro

ramo de' Gagini di Genova, oriundo da Bissone pur esso e che tino a' di nostri fu ben fecondo di anefid

ed occupa onorato posto nella storia delle arti in Liguria. Il che fu ben naturale, ponendo mente alla nug-

gior viciiunu dì Genova alle rive del Ccresio o lago di Lugano, donde Domenico fu lutivo , laddove in-

unto ì certo che la sua figlia di nome Lucia fu moglie in Palermo ad un Gaspare Sirio di Piemonte, e che

più tardi un genovese maestro Giacomo Gagini, soprannomato Gallo e già cittadino palermiuno , eserdiò

l'arte di falegname in Palemto nel 1 S )t*. non altrimenti che due altri liguri Antonio da Lev-amo e France-

sco Ferrano nel i $42, siccome risulu da documenti del tempo. Ma e chiaro altronde che poscia un altro

Giacomo Gagini, lutivo pur ei di Bissone, nel decimottavo secolo si trasferì pure in Genova, dove con suc-

cesso coltivò la scultura, essendovi poi morto di sessantaquattr'anni nel 176}. Del che vedi l'opera "Dille vilt

àt filtori, scultori rJ archiutli gmovtsi, Limo secoiuìo, scritto da C.KRLO Giuseppe Ratti, ih ccvitinuaifoni dd-

raperà di Raffaello Soprani (Genova, 1769), e specialmente ivi Vlndict d/ pittori, scultori td arAiUtti forf

slieri, the i


20

'

I GAGINI H LA SCULTURA IN SICILIA

nobis, spontc et sollcmnitcr proniisit et se sollemniler oblii^.ivit magnifico et strenuo domino

Pctro de Speciali, regio militi, domino tenartim Alcanii et Calatafimi, regnique Sicilie ma-

oistro racionali, civi felicis urbis Panormi, presenti et ab eodem magistro Dominico soUemniter

stipulanti, de novo lahorare et tacere nionimentum unum novum , totum de marmoribus

albis et-nectis, bene, diligenter ac magistraliter, ad omnes dicti magistri expensas , ut puta

di marmori, magisterio et omnibus aliis et singulis rebus et expensis necessariis, laboratum

secundunr mostram datam et designatam per ipsum magistrum , et meliorem ipso designo

in quodam pergameno, in quo sunt descripta nomina et cognomina dicti magnifici domini

Petri, mei notarli et dicti magistri manibus propriis; quod pergameiium stare debeat in posse

dicti magnifici. Qui magister prò emendo et habendo lapides marmoreos necessarios prò

dicto monimento teneatur transfretare mare et se conferre in partibus Pisarum et ibi emere

et liabere dictos lapides marmoreos, ipsam quantitatem de marmoribus in dieta civitate Pi-

sarum onerari fiicere ad opus et nomen dicti magnifici, et sic ectiam exonerari facere exinde

Panormi nomine et prò parte dicti magnifici. Et antequam a dieta civitate Pisarum recedat

ipse magister Dominicus teneatur ipsamque quantitatem lapidum assecurari facere ad expensas

omnes dicti magistri , ita quod veniant dicti lapides marmorei risico , periculo et fortuna

divinis et humanis, Dey, maris et aliorum, dicti magistri. Et applicatis Panormi dictis mar-

moreis, teneatur ipse magister laborare et laborari facere dictum monimentum in conventu

Sancti Francisci diete urbis , et in eodem monimento , ultra contenta in designo predicto ,

facere duas figuras di pectu in susu , unam designantem personam dicti magnifici domini

Petri, et aliam personam quondam magnifici domini Nicolai Antonii, filli sui, in loco dicti

monimenti piacenti eidem magnifico, vel in alio loco cappelle dicti magnifici. Et quod caxia

monimenti sit octo palmorum di vacanti, et largitudinis di vacanti palmorum trium cum dimi-

dio, et trium palmorum di altiza di vacanti ; et quod faciata monimenti sit unius lapidis; item

fundus ipsius caxie sit unius lapidis, et quod cohopercliium sit unius pecii; item locus super

cohoperchium unius pecii, et figura in loco superius cohoperchii dicti monimenti sit alterius

pecii: sub pactis quod omnis facies omnium et predictarum figurarum sit illustrata, et quod

in loco superius dicti monimenti sit portellus quidam levatizu, videlicet in loco secus tre-

bonam; et quod arcus existens supra monimentum sit totus di marmora, et quod sit tante

magnitudinis arcus predictus, quod habeat cohoperire totum monimentum predictum et to-

tani operam ipsius monimenti. Et hoc prò precio unciarum auri centum p. g. in totum, ad

omnes et singulas expensas ipsius magistri, prout supra exprimitur. Quas uncias centum pre-

dictus dominus Petrus promisit dicto magistro stipulanti ab eo dare et assignare ey, aut per-

sone prò eo legitime, videlicet uncias decem tempore, quo idem magister voluerit recedere

ab urbe prò emendo et habendo dictam quantitatem di marmori ; item uncias triginta in

dieta civitate Pisarum prò emendo dictam quantitatem di marmori, et totum restans prectii

prout laboraverit et expleverit totum opus predictum.

Quod monimentum, expeditum, qualitatis et bonitatis melioris predicte, magister pro-

misit dicto magnifico, .stipulanti ab eo, dare et assignare ey, aut persone prò eo legitime, in

dicto conventu Sancti Francisci, in cappella dicti magnifici, .... in trebona altaris magni, af-

fixum , assectatum et completum , ita et taliter quod nichil deficiat, hinc ad annum unum

proxime futurum.

,


Que oninÌ3 proniiscrmit, ctc.

nOClMKSTI 2 1

Teste»: prcNbitcr Joannes Jc Salctn, prcsbitcr Nicolaus de Oppa, Aiitonius Je Isbarbaio

rt niacistcr Nicolaus di Musmi.

XVII.

Kodcni (primo decfmhris \ij ititi. 146}) (>).

Magister Dominicus de Cazinis, scultor, liabitator Panormi, presens coram nobis, sponic

promisit et se sollcmniter obligavit nobili Riccardo de Lancirocto, de terra Salem, procura-

tori, ut asseruit, tnaragniatis maiorìs ecclesie diete terre Salem, presenti et stipulanti ab eo

procuratorio nomine predicto, faccre et construcre de novo fontem unum di mantiora bene

et majjistraliter, sine impericia, ad cxpcnsas omnes dicti magistri, ad opus di baaiari, largi-

tudinis di vacanti palmorum triuni, juxta designiim datum et subscriptum manu dicti magi-

stri, in posse dicti procuratoris: prò precio unciarum scptem p. g. in totum. De quo prccio

prediaus procuraior suo proprio nomine promisit dicto Dominico, stipulanti ab eo, dare et

assignare ey aut persone prò eo Icgitimc, per bancum heredum quondam Jacobi de Cra-

pona, uncios ires hinc ad dies xv proxime futuros; et totum restans, etiam suo proprio no-

mine, assignato fonte prediao. Quem fontem predictus magister promisit dicto procuratori,

stipulanti ab eo, dare et assignare cy Panormi in festo Pasce Resurresionis dominice, proxime

venturo. Que omnia promiserunt, etc. Sub ypotheca, eie — Testes: frater Angelus de Mon-

teleone et Andreas de Principato.

XVIII.

Eodem (/ di mar^o viii ind. 1474) (147;) (-)•

Magister Dominicus de Gaginis , scultor, civis Panormi , presens coram nobis , spente

promisit et se soUemniter obligavit nobili Nicolao de Bononia , eius concivi , deputato ad

infrascripta tam per rcverendissimum dominum archiepiscopum panormitanum, quam per ma-

gnificos dominos pretorem et juratos, presenti et stipulanti ab eo, cum consensu infrascrip-

torum magnificorum pretoris et juratorum, presencium et consenciencium, ac sindici diae

universiiatis, videlicet domini Antonii de Magistro Antonio, domini pretoris, Jacobi de Bo-

nonia , Petri Antonii de Imperatore , Luce de Chagio , Ra\-mundi de Dvana et Mathei de

Campo, juratorum, et domini Raynaldi Subtili, u. j. d., sindici ipsius universiiatis, facere et

fabricare de novo quoddam opus de marmoribus intus quamdam cappellani fundatam intus

(•) Dal volume di num. 1154 de' registri di nour Gucomo Rendisi (an. i46;-6s , ind. XII-XIII, fog,

184) nell'archivio de' noui defunti in Palermo.

(•) Dal volume di num. 1156 de' registri di nour Gucomo Randisi (an. 1474-76, ind. VUl-IX , fog.

587 rftro) nell'archivio de' noui dcfunii in Palermo.


I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

niayorem panormitanam ccclesiain, bene et niagistraliicr, .sinc inipcricia, de niarmoribus bonis

et albis, ad omnes et singulas expensas dicti niagistri Dominici, juxta designum datum per

dietimi magistrnm eisdem doniinis archiepiscopo et officialibus in posse dicti nobilis Nicolai

de Bononia, ab liodie in antea, et continue laborare et laborari lacere, ita et taliter quod

per totum vicesimum quartum dieni mensis julii proxime venientis anni presentis sit expe-

ditum totum opus predictum per modum quod possit in eadem cappella poni corpus beate

Christine: prò precio, quo extimabltur opus per dictum magnificum d. Antonium de Magi-

stro Antonio, dominum castri et terre Jani, et per magnificum Petrum de Campo , domi-

num Mussumeli. Quod precium predictus nobilis Nicolaus, prò parte dicti domini archiepi-

scopi, per summam unciarum quatraginta quinque, et nobilis Johannes de Rigio, tamquam

prepositus maragmatis ma3-oris panormitane ecclesie, prò toto restanti, presentes coram no-

bis, sponte promiserunt dicto magistro Dominico , stipulanti ab eis, dare et assignare ey

aut persone prò eo legitime presenti, hoc modo, videlicet: expedita et assignata quarta parte

operis predicti, unam quartam partem precii predicti; item, assignata alia quarta parte , as-

signare aliam quartam partem precii predicti; item allam quartam partem, assignata alia quarta

parte operis predicti; et ultimam quartam partem, assignata ultima quarta parte operis pre-

dicti, etc. (i).

Die xvij." may viiij." ind. Prefatus magister Dominicus, coram nobis, ad instanciam et

requisicionem dicti nobilis Nicolai de Bononia, presentis et petentis, sponte dixit et confes-

sus est a dicto nobili Nicolao habuisse et recepisse uncias xxxxiij et tarenos vij de summa

dictarum unciarum xxxxv , promissarum et debitarum per ipsum Nicolaum, juxta formam

proxime note, in diversis vicibus, solucionibus et temporibus, per bancum Johannis de Con-

stando, pecunia contenta in proximo contrattu: et hoc prò parte et nomine quondam do-

mini archiepiscopi panormitani , de pecuniis dicti quondam domini archiepiscopi , renun-

cians, etc. — Testes: Diegus Curettu, Andreas Lazarus et Mactheus Fallerà.

Die xxvj.° augusti x.° ind. m." cccc.° lxxvij.° Quia opus in proxima nota contentum,

sive precium ipsius operis, fuit remissum quondam magnifico domino Antonio de Magistro

Antonio et magnifico Petro de Campo, et dictus magnificus dominus Antonius, sicut Do-

mino placuit , mortuus fuit, predictus magnificus Petrus de Campo , presens coram nobis,

quantum sua interest auctoritate sibi attributa, considerans, considerandis et omni diligencia

adhibita , precium operis predicti , extimavit et extimat valere uncias centum quinquaginta,

pocius gradando ecclesiam, quam dictum magistrum Dominicum, renuncians, etc. Et sic ju-

ravit, etc. — Testes: Magnificus Aloysius de Campo, nobilis Joannes Columba, Fridericus de

Monsone et nobilis Philippus de Catanzaro.

Die XXV]." februarii xj ind. Predictus magister Dominicus, ad instanciam mei notarli

stipulantis prò parte et nomine magnifici Raynerii Agiata, prepositi maragmatis majoris pa-

( ' ) In margine dell'atto trovansi aggiunte inoltre le note seguenti.

,


DOCUMESTI 2 5

nonnitanc ecclesie, spume dixit et confessus est sibi ab eoUem iiU{;niiìco fui&sc boluiiun de

dictis unciis centtiin quinquagiiitu contentìs in proxinu iiuia cxiiiiuciuiiis, facic per iiugni-

(ìcum Fetruin de Campo, computatis unciis XLlij solutis de dicto prò parte et iioniinc

dicti nugistri Doiuinici, reiìtiiicians exceptioni etc, et computatis pecuniis lubiiis in proxinu

nota. — Testcs: m. Andreas de Ferrano et no. Petrus de Ma^istro Andrea ( ' ).

( • ) Terminando qui i documcnii degli scultori , che lavorarono in Sicilia nel secolo XV, mi t d' uopo

a^ niu nota, di gi3 promessa net precedente volume di quest'opera (pag. 814) e che pure dinicnti-

CJ: -,

, ire pocanji al documcnio V oj al VI, imoriio allo scultore Francesco da Laurana Di costui ora

vien chiaro, che dopo aver lavorato in Sicilia, dov'ò indubitato il suo soggiorno dal 1468 al 71, fu della casa

di Renato d'Angiò, re titolare dell'isola, risultando ciò da varie sue opere, che ad un ul fatto si riferiscono.

Son esse i medaglioni del medesimo re Renato e di Giovanna de Lavai, quei di Carlo d'.^ngiò, suo fratello,

pubblicali da Hucher, quei di Ferry de Vaudcmont, suo nipote, e quella gii inciso per uiu memoria di A-

lois Heiss nel Bulleli» dt la SociHé Jt mimismaliqiu tt.J'areUologU di Parigi. Il medaglione di Luigi XI, an-

cor giovine, di cui Fillon possiede una riproJu/ione scolpila in pietra di paragone, che venne incisa nel BuJ-

Ittin dr la Soei^U da Anliquairts de France e che la durezza della pietra adopratavi fa credere eseguita dal

medesimo Laurana, si riferisce altresì al re Renato per la sua leggenda: Concordi Auguslorum, che Chabouillet

molto a buon dritto riferisce alla riconciliazione fatta in Lione fra il re di Francia ed il suo vecchio parente.

Delle medaglie intanto del Laurana quelle, che recan la data, sono del 1471, cioè dello stess'anno quand'egli

forni la statua di Nostra Donna per la citti di Noto (siccome dappiè vi è scrìtto) e quando probabilmente

poco di poi dovette partir di Sicilia. Oltreché indi apparisce ch'ei terminò nel 1481 una decorazione marmo-

rea d'altare, con una storia della salita di Gesù al Calvario e con due laterali figure di San Pier Celestino

e del beato Pietro di Lussemburgo, fin oggi esìstente in Saint-Didier de' Celestini in .Avignone: opera di gii

ordinata dal re Renato, e poi fatta finire dopo la morte di lui di Carlo d' .Angiò, suo nipote ed erede , sic-

come è chiaro da un'iscrizione ivi apposta. E vien oggi eziandio attribuito allo stesso scuhore nella catte-

drale di Mans il bel sarcofago con la figura giacente di Carlo d' Angiò , fratello del detto Renato e conte

di Maine, morto nel 1472. Del che di ragguaglio Anatole de Montaiglon in due suoi articoli su Fraiufsco

Laurana nella Chronique dts ..'Iris fi de la curiositi, siifipUment a la Gaiette des Beaux-jiris (Pirìs, 1881, n. io,

pag. 79; n. 14, pag. ili), rapportandovi inoltre una lettera di Eugenio Muntz, dove questo illustre scrinore

con sodi argomenti discopre 1' origine dalmata di Francesco. Sostiene egli dunque che non è a dubitare della

comunanza di origine e di patria del detto Francesco e del suo contemporaneo Luciano da Laurana ,

chitetto del palazzo d'Urbino, così denotato in autentici documenti: 19 sept. 14S} ; e^regius vir Lucianus a.

Mattini de Jadia, proi-incij Dalniali,e archilectut (Gave, I, 217), e del quale indi notò con qualche differenza

Bernardino Baldi nel secolo XVI, scrivendo di Federico d'Urbino: « 11 perchè, fatto pratica con molti prìn-

cipi per aver architetti, che fossero atti a soddisfarlo, fra molti altri, glie ne fu mandato uno dai re di Na-

« poli, chiamato Luciano, luto in Laurana, luogo della Schiavonia. Questi, per quanto si dice, fu quel medc-

« Simo, che fabbricò il palazzo di Poggio Reale di Napoli. » {l'ersi et frose scelti di Ber\.\rdis'o Baldi.

Firenze, 1859, pag. 546). Laonde (soggiunge il Muntz) Luciano, come Francesco, avea lavorato in Napoli;

e di ciò maggiore argomento a credere che i due artefici siano stati parenti , e probabilmente fratelli. .Ma

checché di ciò sia, è ceno almanco , a mio avviso, che l'uno e l'altro furon cognominati dalla comune lor

patria Laurana, o Lo\Tana, piccob citti delb llliria , a diciassette leghe da Trieste, sul golfo del Quamero.

Né altronde Francesco fu deno veneto nel documento gii pubblicato per la sua sutua di Madonna in .Monie

San Giuliano in Sicilia, se non pei noti legami, che allora uni\nino a Venezia l'IIliria e la Dalmazia.

1' ar


24 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

XIX.

Die nono junii scxtc indictionis 1503 (').

Magister Julianus de Almanchino et magister Bartholomeus de Birritario , marmorei

scultores, presentes coram nobis, consentientes prius in nos, commorantes, ut asserunt , in

urbe Panornìi, quilibet ipsorum simul eque principaliter et in solidum, ... sponte et industria

eorum magisterii se obligaveruut et obligant ac promiserunt et promittunt sculpire, fabricare,

facere et laborare nobilibus Antonino de Laurifici , Gasparino Crisulfis et egregio notari'o

Antonio Cutrona (tam eorum propriis nominibus, quam nomine et prò parte nobilis Joannis

de Mauritio et Joannis Antonii de Palermo, prò quibus de facto ratique habicione promi-

serunt et promittunt, juxta formam rithus et omnem dictorum magistrorum requisitionem,

presentem contractum ratificare facere confratribus venerabilis confraternitatis Sanati Barnabae

civitatis Sacca;) (2) quamdam imaginem marmoream Sancte Marie de lo Succurso, stature

illius imaginis venerabilis conventus Sancti Francisci civitatis Saccas ( 3 ), cum omnibus illis

ornamentis aureis et coloratis melius diete imaginis, et cum tribus imaginibus dimidii relevi,

unius parvuli, unius angeli et demonii, juxta designum datum et designatum dictis magistris

per dictos confratres, et cum pede sub predictos pedes ipsius, ut dicitur, contorniato cum

tribus historiis, juxta memoriale traditum per dictos confratres dictis magistris (4). Quam

quidem imaginem ipsi magistri, in solidum, ut supra, sponte traddere et assignare promise-

runt dictis confratribus Sancti Barnaba, presentibus et stipulantibus ab eis, expeditam bine

et per totum festum Nativitatis domini nostri Jesu Christl sequentis anni septime indictionis

proxime sequentis, ut dicitur, incaxiata in littore felicis urbis Panormi. Que quidem imago

a dicto littore urbis Panormi usque ad litus oneratorii civitatis Saccje apportar! debet risico,

periculo et fortuna dictorum magistrorum et ad expensas dictorum confratrum, et sic a lit-

() Dal cos'i detto Libro rosso, che si conserva nel palazzo comunale di Sciacca, a fog. 255 e seg. Ed

è un volume di varie scritture risguardanti quella città, compilato nel secolo XVI.

(-) La nobile confraternita di S. Barnaba era ivi annessa al convento degli Agostiniani, dove fu posta

in prima la statua, che per tale contratto scolpirono il Mancino ed il Berrettaro.

( 5 ) Nella chiesa di S. Francesco, già de' Minori Osservanti, riman tuttavia una pregevole statua di No-

stra Donna col bambino , del secolo XV e sul fare di Francesco da Laurana , sopra una base esagona sto-

riata con piccole figure in bassorilievo, che rappresentano S. Girolamo, S. Francesco, S. Sebastiano e S. Aq-

tonio di Padova, e col nome di Gesù in fronte: YHS. Laonde stimo che appunto di tale statua (benché ora

molto deturpata e sconciamente imbrattata di colori) facciasi cenno in questo luogo dell'atto.

(4) Essendo poi stata trasferita la statua suU'altar maggiore del duomo di Sciacca, dove si vede al pre-

sente, vi manca l'antico piedistallo, che vi è sostituito da un altro posteriore con gli stemmi di casa PeroUo.

E la statua stessa per altro non è che assai debole opera, mancando di espressione, di grazia e di eleganza

di lavoro, del pari che ancor ivi in una laterale cappella un'altra della Madonna della Catena, forse pur essa

scolpita da' medesimi artefici. Di alto pregio però si ammira in vece in quel duomo una terza statua della

Madonna di Monserrato con gli stemmi de' Tagliavia nella base , mostrando tanta vita e bellezza di senti-

mento ed un si fatto sviluppo di scalpello da ben potersi attribuire a Domenico Gagini.


DOCUMENTI 15

torc cìvitatis Sacc* usquc ad ccclesiam Sancti Barnabx- riuco, pcriculo « fonuna ipsoruni

ma^istrorum; et ipsi magistri icneantur, ci sic promistfrunt, aJessc in assettando ip&am ima-

ginem ci dare ordincm ; et ipsi confratrcs tencantur dare aciratium totius asùttaturac. Qui

quidcm magistri sculiorcs consequi et habcre debeant Icctum et victum, et, ut dicitur, cal-

vacaiura ab urbe Panormi usquc ad civitatem Saccx. Alias dicti magistri, si non expeditam

dedcrint et assìgnaverint diciam imagincni qualitaiis jam diete, icneantur ad omnia daniiu,

interesse et cxpcnsas ... prò expeditionc ipsius imaginis, et alteram iniagincm consiniileni fieri

Tacere ad interesse eorum per aliqucm alium expcrtum inagistrum de mannoribus. Et hoc

prò pretio pretiique nomine unciarum scxdecini pondcris gencralis: quas quidcm uncias scx-

decim prefati confratres .... spontc dare et solvere promiscrunt diais magistris presentibus

et in solidum ab cis stipulantibus hoc modo, videlicct : dictus nobilis Anionius dare et sol-

vere promisit dictis magistris stipulantibus uncias ocio, et dicti nobilis Gaspar et nobilis An-

tonius cum dieta rathi promissione alias uncias octo, hoc modo, videlicet : uncias quinque

et tarenos decem per totum mcnscm septembris anni vii indiciionis proxime venture; uncias

quinque et tarenos decem per totum festum Paschaiis Resurrectionis domini nostri Jesu Christi

dicti anni septime indiciionis, et uncias quinque et tarenos decem ad complemenium totius

pretii per totum mensem septembris anni vi 11 indiciionis proxime scquentis. Que omnia, etc.

Unde, ftc. — Tesies: nobilis Jacobus Cubrici, magisicr Petrus de Puchio ci Marius de Per-

nidiiaro.

Die decimonono junii sexie indiciionis 1503. Lecto et paiefacto tenore preseniis con-

traaus dictis nobilibus Joanni de Maurilio et Joanni .\ntonio de Palermo, presentibus et au-

dientibus, in vulgaribus verbis, de verbo ad verbum, per me infrascriptum noiarium, per eos

bene intelleao et conscio, percepio ei audiio, ipsi, presentes et coram nobis, preseniem con-

tractum et in eo contenta ... rathificaverunt et confirmaverunt, rathificant penitus et accep-

tant, et cum dictis nobilibus Gasparo et Antonio se obligaverunt et obligani in dictis unciis

octo , etc. — Testes : nobilis Petrus quondam Francisci Graffco et Andreas la Jannetta et

Petrus Guarino.

Die vigesimo secundo octobris oaavc indiciionis 1504 prcfaius magister Bartholomeus,

per se et socium, prò quo de ratho promisit, presens coram nobis, ad insiantiam nobilis do-

minx- Banholomia; de Aurifici, reliete quondam miserandi Antonii de Aurifici, me noiario

prò ea stipulante, dicit habuisse uncias sex et tarenos xxii per bancum nobilis Petri de Bur-

gio ad complementum unciarum octo promissarum prò imaginc in precitato contractu

contenta, ex quo resuns habuit per manus dicti quondam nobilis Antonii, renuncians, etc;

et propterea voluii preseniem coniractum, quoad eam, fore et esse cassum, renuncians, etc.

Unde, eie. — Testes: hon. Franciscus Fa2ellus et Almenotta Faija.

Ex actis quondam notarii Vinceniii Pemiciaro, Saccensis. Collaiione salva.


26 I GAGINI E LA SCULTURA IN SIGILLA

XX.

Eodcm {22 oltohre XI 'unì. ijoj) (')•

Honorabilis m.'' Julianus de Manchino, marniorarius fclicis urbis Panhormi, prescns co-

rani nobis, prò se et honorabili magistro Bartolomeo de Birrittaro, marmorario, eius socio

absente, a quo dixit liabere speciale mandatum et prò quo de rato promisit etc, animo et

intencione protestandi et jus suum in futurum conservandi adversus et centra magnificum

Joannem Petrum de Salamene, procuratorem capelle gloriosissimi Corporis domini nostri

Jesu Christi in civitate Thermarum, nec non Nicolaum Antonium de Ricio, Antonium Guzu-

lino et Antonium de Chambris, proprio nomine obligatos et tamquam procuratores maragmatis

maioris ecclesie diete civitatis Thermarum, ... narravit dicens, quod cum idem magistri Julia-

nus et Bartolomeus sint et appareant obligati ac cum eisdem magnificis convenisse eisdem

certam operani per ipsos construendam in malori ecclesia diete civitatis prò predo inter eos

accordato, ut hec omnia apparent lacius vigore publici contractus celebrati manu egregii no-

tarli Philippi Jacob! de Ugone die vj junii viij.^ ind. proximo preterite, ad quera se referunt,

et quia dicti magistri tam diu est quod habuerunt et habent in ordinem dictam operam et

omnia quatra in dicto contractu expressata, que quatra essent jam edificata et constructa in

dieta ecclesia eiusdem civitatis, et semper jam diu promiserunt ad omnem requisicionem et

mandatum dictorum magnificorum, et non obstante quod dictus m."" Julianus ter se contu-

lerit in dictam civitatem et notificaverit dictis magnificis protestatis de dieta opera expedita,

et nunquam curaverunt nec curant dictani operam et quatra apportar! facere in darapnum,

interesse et expensas ipsorum protestancium; propterea hodie, pretitulato die, dictus m.'' Ju-

lianus per se et quo supra nomine intimavit et intimat ac notificavit et notificat dictis magni-

ficis protestatis, licet absentibus etc, quod dieta quatra sunt expedita et in ordine tempore quo

debebant illa expediri facere juxta formam dicti contractus, et semper fiierunt et sunt parati

ipsi magistri marmorari!, quod per se non deficiet prout sunt obligati, requirendo dictos ma-

gnificos, quod dictis protestantibus debeant solvere uncias triginta de precio dictorum qua-

trorum expeditorum et ... requirendo quod debeant per .... eorum expertum dare facultatem

extimand! facere totum opus, per dictos marmorarios protestatos frabicatum, ex quo est fra-

bicatum, laboratum et in ordine, ita quod, incipiendo frablcare dieta quatra et assectare, semper

continuabunt alias figuras necessarias ad complendum dictum opus juxta formam dicti con-

tractus; et requisiverunt et requirunt instanter et instantissime, quod statini et omni mora

postposita debeant traddere, solvere et assignare eisdem protestantibus uncias xxx.'" expres-

saias in dicto contractu de precio dictorum quatrorum :

alias protestantur se accedere ad

majorem requisicionem et destinare commissarium prò dictis unciis xxx.'" et prò aliis quan-

docunque ad eorum beneplacitum, soUempnibus adinpletis, etc. — Testes: Joannes de Facio,

Matheus Bacca et Maziocta Carmona.

Imerese.

(') Da' registri di notar Riccardo Pixi (an. 1507-8, ind. XI) nell'archivio de' notai defunti in Termini


DOCUMtNTI a?

XXI.

EoJcm (3_> mar^o XI inJ. tfoS) (


2 8 I GAGINI E LA SCULTURA IN S1CILL\

XXII.

Eodem ultimo jiilii rij/ ind. 1504 ( )

Magistcr Julianus Manchinus, e. p., et magistcr Bartholonieus Birrictarius, habitator terre

Alcami, scultores, coram nobis sponte promiserunt et sollcmniter convenerunt ac se obliga-

vcruiit et obligant in solidum magnifico domino Georgio Bracco, militi, civi Panormi, pre-

senti et stipulanti, construerc et facerc bene et maglstralitcr, arbitrio boni viri, de marmore

albo et bono, infrascripta opera marmorea in tribona seu altari magno ecclesie venerabilis

conventus Santi Agustini Panormi, videlicet quemdam arcum largitudinis palmorum xxij di

vacanti et altitudinis palmorum xxxiij di vacanti, cum duabus pilaustis prò banda in arcu

dicti altaris magni; que pilausta sint et esse debeant largitudinis palmorum sex pri banda, et

lu arcu dintra marmoreu quantu ò grossu lu muru di lu arcu per modu chi lu muru sia

cohopertu di marmora di la grossicza di l'arcu, et clii li coxi dintra di lu arcu sianu acanalati,

la mltati plina et la mitati vacanti, fina ali chimasl et di lu arcu in susu fina a lu O, tucti di

marmori laborati et cum figuri et lavuri juxta la forma di lu disignu esistenti in putiri di

ipsu magnificu, subscriptu di manu di mi notaru, et istoriar! cum li historii plachenti ad ipsu

magnificu, et chi li figuri di li historii sianu di meczu relevu et alcuna cosa plui, et chi li tri

ficjuri di supra, videlicet lu Deu Patri, la Nunciata et lu angelu, sianu di tuctu relevu. Item ba-

latam unatn marmoream longitudinis canne unius et palmi unius, ad opus altaris magni, et

largitudinis palmorum cum quatuor figuris , videlicet mj.""" virtutibus cardinalibus, ad

opus supra eis apponendi dictam balatam prò dicto altari. Item quoddam monimentum eciam

marmoreum ad dui peczi, laboratum, quoad caxiam, prout est monimentum quondam magni-

fici domini Severi, cum tribus figuris, videhcet tribus virtutibus theologalibus, prò illis appo-

nendis subtus dictum monimentum, et cum eius cappello marmoreo cum tribus figuris di

tuctu relevu, eciam laborato juxta designum existens penes dictum dominum Georgium, sub-

scriptum eciam manu mea, et duas januas marmoreas, videlicet unam prò sacristia dicti con-

ventus, et alteram, qua itur ad dormitorium, qui correspondet altari magno, cum lu archi-

travu et cornichi et dui spiriteUi, chi tegnanu li armi di ipsu magnificu in lu architravu di

chascuna porta, illius magnitudinis et latitudinis placentis dicto domino Georgio, ad omnes

expensas dictorum magistrorum; incipientes ab hodie in antea, dummodo quod, continuando

infra annum unum proxime futurum, sint et esse debeant omnia supradicta opera completa

et expedlta. Et hoc prò unciis ducentis tresdecim in parvulis, quas dictus dominus Georgius

solvere promisit eisdem obligatis hoc modo, videlicet: uncias l in contanti, prestito, de resti-

tuendo eas in casu contravencionis; item alias L cum primum venient marmores a Carraria,

eciam prestito idoneo ut supra et non aliter; et totum restans successive serviendo solvendo,

compensatis pecuniis predictis. Sub pactis infrascriptis, Inter dictos contrahentes sollemni sti-

(') Dal volume di num. 1764 de' registri di notar Matteo Fallerà (an. 1503-4, ind. VII, log. 1419-20)

nell'archivio de' notai defunti in Palermo.


DOCUMENTI 29

pulacionc et juramcnto $cn*ati$. Et primo, quod si Jicti obligati c;cat dicio (lumino Ccorgio dieta opera >. .., fivcrc per alio»

magÌNtros ad interesse et dapna dictorum obligatorum, et sibi restituì Tacere pecunias et» fo-

luus. Item quod dicti obIi(;ati teneantur estendere dicto domino Georgio predicta opera de

pecio in pecium, lavurati chi sarrannu; et quillu peczu, chi non agradassi ad ipso nugnifico,

lu pocza refutari et farili fari un aliru peczu: et lavurati li prcdicti operi et compiiti , dii

sarannii, poi chi sarannu visti per ipso magnifico di pecru in pcczu si intindiri per plachuti

et actalentati in putiga, clii di la potiga a lu dictu conventu si portinu ad risicum dictorum

obligatorum, eciam di lu mectiri. Item quod dictus dominus Georgius teneatur solvere ju$

delature dictorum operum ab apotheca eorum usque ad dictum convenium. Item quod diai

obligati teneantur dare ordinem ac vacare sine aliqua solutione circa lu fari asseaari et mu-

rtri di li diai operi; que quidcm opera teneatur dictus d. Georgius suis impensis fari as-

sectarì et murari. Item lì dicti obligati, elapso anno, non compiila dieta opera, inicUigantur

eidem domino Georgio relaxare uncias xx de summa dicti precii ; quas ex nunc prò tunc

dicti obligati, casu predicto, a dictis rclaxarunt et relaxant eidem domino Georgio presenti

et recipienti. Que omnia, eie. — Testes : nobiles Jacobus Andreas et Anihonius de Castel-

lictis, fratres, et Michael Gallecius.

Die vmj augusti vij.' ind. 1504 ('). Predictis obligaiis et eorum partibus erga eumdem

d. Georgium absentem, me notario stipulante prò eo, de solvendo seu restituendo ipsi do-

mino Georgio uncias quinquaginta in casu contravencionis, modo, forma et tenore ac pactis

in proximo contractu contentis, magnificus Puchius de Homodeis prò unciis xxv et magister

Gabriel de Baptista prò aliis unciis xxv corani nobis sponte fideiusserunt ac se fideiussores

et principales solutores et debiiores constiiuerunt .... Cum hoc, quod diete uncie xxv fideius-

sionis dicti Puchii sint compensature ex primis unciis xxv precii prcdicti operis faeiendi per

dictos obligatos in proximo contractu. Quem quidem Puchium, eciam stipulantem, dictus m/

Gabriel, tani nomine suo proprio , quam nomine et prò pane magistri Pauli eius filli ab-

sentis, prò quo de rato promisit cte., promisit a dieta fideiussione et ab omnibus dapnis,

interesse et expensis servare indepnum .... et sine dapnis. Sub ypoteca, ete. — Testes: \ico-

laus de Lucio, m. Chancius Cappilleri et Manfridus Guaglardus.

Eodem vnij agusti vij.' indictionis ( J ). Predictus d. Georgius coram nobis conten-

tatus est et se contentai de proximis fidciussionibus prestiiis erga eum per diaos obligatos,

ut supra, in personis diai Puchii et magistri Gabrielis. Unde, etc. — Presentibus n. Thoma

Ingualbes et no. \'inccneio Pastamolla.

*

Eodem, paulo post, predicti magistri obligati coram nobis sunt confessi habuisse et re-

cepisse a diao d. Georgio uncias quinquaginta per bancum magnificorum Jo. Baptiste Lara-

bardi et sociorum, etc. — Testes: no. \'ineeneius Pastamolla, Jacobus Chachaloni et Gerardus

La Rocca.

() Nota in niirgine del precederne ano a fog. 1419.

(>) Nou in nurginc del precedente atto a fog. 1419 rtUe.


30 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

Dio xxviiij." maij viij.'' ind. 15 15. Predictus magister Julianus, alter ex dictis obligatis,

corani nobis, tain nomine suo, quam nomine et prò parte dicti magistri Bartholomei ab-

sentis, prò quo do rato promisit, est confessus habuisse et recepisse a dicto d. Geòrgie uncias

quinquaginta por bancum m. Sanches et Levi hodie, ultra pecunias .... eis solutas, etc.

XXIII.

viij novembris xij ind. 1508 (').

Magister Julianus de Manchino, marmorarius, e. p., presens coram nobis, sponte se obli-

gavit nobili Jacobo Scorchalupu , suo concivi , presenti et stipulanti , nomine et prò parte

magnifice domine Violantis de Francisco, absentis, prò qua de rato promisit etc, facete et

construere unum monumentum marmoreum modo et forma juxta designum in posse mey

notarli, de altitudine in totum palmorum tresdecim cum dimidio, videlicet li coxi di altiza

di palmi dudichi, bianchi et plani, di larchiza di palmo unu; l'architravu di altiza di palmo unu

et larcliiza seu lonchiza di palmi dechi; la cornichi di palmu meczu; lu monimento di canna

una longu, computata la cornichi di altiza di palmi duy et meczu, cum coperchu cum una

donna morta sculpita et relevata, cum una muntagnetta et la cruchi di supra; et digia pusari

supra tri figuri relevati, scilicet Spes, Fides, Charitas, cum li armi di Spatafora a l'una punta ...

et l'altra cum li armi di Francisco; et totum dictum monimentum predictum facere bene et

magistraliter de bono marmore albo, et illud assictari in capella magnifìcorum di Spatafora

intus ecclesiam Sancti Francisci Panormi , scilicet cavari lu muru undi si havi asictari , et

oninia facere ad eius .... expensas. Et hoc prò precio sive mercede unciarum viginti p. g.,

de quo precio idem m.'' Julianus est confessus habuisse a dieta magnifica domina Violante

uncias quinque per bancum magnificorum heredum quondam Battiate Lambardi, renuncians

exceptioni etc; et totum restans dictus no. Jacobus solvere promisit quo supra nomine dicto

magistro Juliano, presenti et stipulanti, successive serviendo, laborando solvendo, prout idem

m.'' Julianus et ita se obligavit dictum monumentum ut supra dare expeditum et assittatum

in ditto loco ad alcius per totani edomadam sanctam proxime venturam: alias sit licitum ditte

magnifice repetere pecunias solutas et dimittere dictum monumentum prò dicto magistro

Juliano. Sub ypotheca, etc. — Testes: h. Gabriel Carpanu et reverendus frater Franciscus de

Bonanno.

XXIV.

Eodem (^2^ marino XI ind. ijoS) (2).

Notum facimus et testamur, quod presens corani nobis hon. magister Julianus de Man-

chino, magister marmorarius et civis felicis urbis Panormi, existens Policii, consencione pre-

(') Dal volume di num. 2300 de' registri di notar Pietro de Monaco (an. 1504-23, ind. VIII-XII) nello

archivio de' notai defjnti nell'Archivio di Stato in Palermo.

(2) Dal volume degli atti di notar Giovanni Perdicaro (an. 1507-8, ind. XI, fog. 255 di antica numera-

zione, e fog. 252 di numerazione moderna) nell'archivio de' notai defunti in Polizzi.


iJuuL'MKSTI JI

seniis contractus, spoutc promisit, coiivcnit ci se &olleniniter ubligavit cotutrucrc, conficcrc

et l>cdiHt:jrc quainJam yiiugìncin iiiiciiicratc virgtnis Marie, inarmoreain, cuiii Jcsu fìlio in

bracino (ci quc sii «le iiunnora lotius pcrfcctionis, bene alba et illusirata, ipsius magistcrìi

et proui icona nia^na maioris ecclesie terre Policii, palmoruni quinque et trium quartoruni

altiiuJinis et cmn scaiinellio etiani marmoreo palmi unius; et quod sii bene confecta et labo-

rata, et quod sit aspectus illius ymaginis marmorea.-, que est in dicu maiori ecclesia in altari

in cappella ma>;nìtici Vincencii de Notario banulo) ven. presbitero Francisco de Calcgra

yconomo et procuratori diete maioris ecclesie, presenti et stipulanti: et quod dieta ynugo,

construenda per dictum magistrum julianum, sii grata et hagia ad gradari et aculintarì

eidem ven. procuratori in apotega dicti magistri Juliani. Et hoc prò precio et preci! nominc

unciarum viginti p. g., ad omnes expensas ipsius magistri Juliani, lam dicti sui magisteri!,

quam maniioris atque auri et colorum necessariorum in dieta ymagine. Quam ymagincm de-

pingerc tencatur tani de auro ... fino, quam de ac/olu finu ... in dicu perfectione ipsius yma-

ginis, et ipsam ymaginem completam et perfeciam dare expeditam, visam .... et reevisam in

apotega dicti magistri Juliani, exinde delatam et apportatam ad sui risicum, periculum et inju-

riam in maritima Castri Ruchelli hinc ad medietatem mensis julii proxime venturi. Pre-

cium vero predictum dictus ven. yconomus nec non et presentes corani nobis Johannes

et Gandulfus de Odo, fratres, tamquam heredes universales quondam hon. Philippi de Odo,

eorum fratris, virtute legati facti per dictum quondam Philippum ipsius ymaginis tam in suo

testamento, quam .... post testamentum oreienus per totum aliquid, dare illud et in pecunia

numerata assignare promiserunt, convenerunt et se obligaverunt eidem magistro Juliano sti-

pulanti, aut alicui legitime prò eo, in solucionibus infrascriptis, videlicet; uncias octo in me-

dietate mensis julii proxime futuri, apportata dieta ymagine in la Ruchella, ut supra; et hoc

modo, videlicet: dictus yconomus solvat quartum, et omnium aliorum quartuum dicti Joannes

et Gandulfus, scilicet quilibet ipsorum fratrum, uncias duas: reiiquas vero uncias duodecim

dicti Joannes et Gandulphus, fratres, quilibet prò rata sua, videlicet uncias sex prò quoiibet,

dare et solvere promiserunt et se obligaverunt in duabus solucionibus, videlicet uncias sex

in ultimo septemhris proxime futuri quilibet eorum; et reiiquas uncias sex in festo Natalis

Domini, proxime sequentis, quilibet eorum in pace ... Sub ypotheca, etc.

t Ego preshiler Stepbaniis Benvenuto I.

t Eh presto Gandolfii In bramiti t.

t Ego preshiter Barlulus de Leo t.

t Eli Arigu di Trapani t. ( ' ).

XXV.

xxiilj martii xij." ind. 1508 (1509) (^).

Magister Julianus Manchinu et magister Bartholomeus de Berrettario, nugistri frabica-

( ) In nurgine di tale sirumento sono diverse apoche di pagamenti fatti al Mancino del prezzo di deni

statua, compresone uno a Bartolomeo Berrcttaro, qual procuratore delio stesso Giuliano.

(•) Dal volume di num. 2299 delle minute di nour Pietro de Monaco (an. ISO4-9, ind. VII-XIO nel-

l'archivio de' not.ii defumi nell'Archivio di Stato in Palermo. 6

,


32 1 GAGINl E LA SCULTURA IN SICILIA

tores mamiorum, commorantes Panormi, e. p., prcsentcs corani nohis et in solidum renun-

ciantcs novo constitucioni


DOCUMENTI

(li palmy -.cy et Juy tcrczi ciascuna banda, cum soy pcUi^tally et baunicnti di palmi qua-

tro, et intro li ditti pedistally a ciascuno pilastro uno scuto cum li armi di dicto spccubtli

et cum soy capitelli et cliinusa, et intra li dicti capitelli chi sia ad omni uno lu scuto cum

li armi di dicto spectabili , et intra dicti tri pilastri li duy di fora, videlicet uno di omni

banda, lavorati a foglami, et li altri dui per ciascuduna banda cum chinco sancii per pib-

stro, di mezo relevo, cum soy piduchi di supta ; et li dicti figuri siano di palmi tri iii tri

et mezo li più alti.

Item promectino ancora fari supra dicti tri pilastry , videlicet supra li pibstry di fora

supra la chimasa, un pilastro per banda di largiza di duy palmi per uno, cum soy basi et

capitelly, videlicet la baxa, clii sta supta lu sanao, divi essiri duy terczi di palmo, et lu ca-

pitello palmy duy; infra li quali pilastri digiano fari di mezo rilevo duy figuri per pibstro,

da eligiri per ipsum spectahili; li quali figuri stayano supra soy piduclii ciascuno, et di supta

chi staya lu poco di spacio l'uno di l'altro cum alcuno ornamento.

Item dicti maysiri divino fari in la dieta trlbona mayuri lu arco di supu cum li soy

coxi, di largicza di palmi tri et menzo , videlicet li coxi accanatati et lu arco ystoriato di

mezo relevo cum Sancto Francisco et sua ystoria, chi preporcionatamenti clii porrà capiri;

la quali coxa et arco divi afruntari cum li pilastri di jusu et cum lu arco in fachy ; et in

tuao li coxi et arco cum qulllo, chi atfruntiri, sia di la misura supradicta di palmi tri et menzo.

Item divino fari supra lo dicto arco di la volta duy archi in fachi di la alti/a et largiza

supradicta a terzo punto di largiza; dicti duy arciii di palmi duy et un terzo ciascuduno in

fachi, cum otto mezi sancii di mezo rilevo supra nuvoly , licei per lu disigno dicti figuri

mustrano esseri sey, da eligiri dicti sancii per dicto spcctabily, di palmi tri li primi et li altri

mancando, secundo porranno veniri in dicio arco, scripii per manu di lu dicio signuri di Prizi.

Item promectino supra dicti pilastri et archi fari so arcotravo, lavorato secundo lo de-

signo, di misura di alticza in fachi di un palmo et un quarto di canna, et supra dicto arco-

travo fari so frixu di altiza di palmi duy et mezo, cum littri in mezo ad eleptioni di dicto

speaabily, et supra dicto frixo fari so cornichi, lavorato juxta lo designo, di aliiza in fachi

di palmo uno et un terczo.

Item intra li tri angoli fari la Nuntiaia cum lu angelo, chi b annuniia; ad una banda

l'angelo et a l'altra Nostra Donna, di mezo rilevo quanto pò veniri.

Item supra dicto cornichi supra lo frixo divino fari di meczo rilevo un Christo di palmi

sey, cum lo munimento et b bandera in nuno; et lu munimento sia di pahni duy, cum uno

scuto tucto relevato, di palmi sey di longicza, et largiza palmi quattro, cum U anni di diao

speaabili undi vurrà lo dicto signuri.

Item diai maystri promectino in dieta tribona mayuri fari uno altari di mannora, zoè

la balata di longiza di palmi novy, oy puro ad eleptione di fratri Bernardino de Lucca, o y

di lu guardiano di la Ganchia predicta, et di brgicza di palmi quatro, cum li quatro virtuti

cardinali di la altiza convenienti a dicto altaro, cum soy scuti cum li armi di dicto spcctabily ( • ).

conto.

( ' ) Seguono altre condizioni, che si può a meno di riporure, intorno a scalini da farvi e lavori di minor

35


34

I GAGINI E LA SCULTURA IN SICUJA

Itcm promcctiiio tari cliinco sciiti, di palmi tri l'uno longu, et largo palmi day, cum

li armi di dicto spectabily, et un tundo di tri palmi largo cum una meza Nostra Donna cum

lu figlo in braxa, di la chintura in susu, di mczo rilcvu, per mectiri intra la diavi di lu dani-

niusu in la dieta cappella.

Et tucta quista opera promectino dicti magistri laborari magistrivilmenti, comu si ap-

parteni , et dari expedita intra loro potiga di za ad anno uno et mezo, di ogi innanti di

contari ( ' ).

Et quisto è per prezo et integro pagamentu di unczi duychento trenta chinco, ad tucti

spisi di dicti mastri, intro loro potiga predicta; deli quali unzi 235 dicti maistri confessano

da dicto spectabili stipulanti haviri havuto et rechiputo, videlicet: unzi xxv.° per lu banco dili

heredi di lo condam Battista Lambardi; et li restanti promecti dicto spectabili pagari ad ipsi

maistri stipulanti successive serviendo pagando (2).

La quali opera tucta divi essiri juxta la forma di lo designo conservato in potiri di mi

notarlo infrascripto. Ceterum lu excellenti don Joanni Villaragut, figlo primogenito di dicto

spectabili, corani nobis, una simul principaliter et in solidum cum dicto spectabili eius ge-

nitore, se obligavit et obligat dictis mastris stipulantibus attendere et observare formam et

tenorem proximi contractus, renunciando, etc. Quc omnia, etc.

XXVII.

Eodem xviiij." februarii p.^ ind. 1512 (1513) (3).

Honorabilis magister Julianus Manchinus, scultor, civis Panhormi, corani nobis sponte

vendidit clerico Joanni de Rixifina, presenti et ab eo ementi, tamquam procuratori majoris

eclesie terre Castanie, quamdam figuram Sancte Catherine , ad presens existentem in apo-

theca dicti magistri Juliani, quam dictus magister Julianus teneatur illustrare et mettirila a

punto de auro et aczolo fino, ita et taliter quod sit liuiusmodi figura bene decorata et hor-

nata more solito et consueto: cum hoc, quod capelleria sit et esse debeat tota deorata. Et

hoc prò precio unciarum vij et tarenorum xviij p. g. in pecunia numerata :

quod

precium

dictus emptor procurator, tam procuratorio nomine, quam nomine proprio, principaliter se

obligando, renunciando juri de prius principali conveniendo, promisit seque soUempniter o-

bligavit et obligat dare et solvere eidem magistro Juliano venditori, presenti et stipulanti,

hoc modo, videlicet: uncias tres per totum festum Pascatis dominice Resurressionis proximo

futurum ; restans vero ad complimentum incontinenti expedita et fatta dieta figura. Quam

figuram dictus venditor dare et assignare promisit bene expeditam in eius apotheca eo modo

( ' ) Seguono altri particolari della consegna da farne.

(2) E cosi aggiungonsi altre condizioni de' pagamenti, che non importa trascrivere.

(3) Dal volume di num. 2504 de' registri di notar Gerardo La Rocca (an. 1512-13, ini 1, fog. 511 e

seg.) nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCLMtNTl

et fornii, conditiionibus et jlii», quibus supra Jiauiu est, per totum octavuni menM« jcp-

tembris anni sequentìs scctinde indictionis: alias lencatur jJ omnia Janpna, interesse et expen-

sas. Pro quo emptore, proprio et quo supra nomine, erga eumtleni ventlitorem creJitorem,

presentem et stipubntem, de solvendo sibi precium diete figure eo mf)do et fomu ac ter-

minis, quibus supr.», honorabilis Jtunnes SjH'ciali sponte fìdeiussit et se fideiussorem et prin-

cipalem solutorem et debitorem constituit, rcnunciando, etc. Que omnia, etc. — Testev: ma-

gnifìcus Franciscus de Sansone , no. Jo. Petrus de Siscor et Joannes Siscoro.

XXVIII.

Afcordium prò magistro Jiiliiuio Manchino am magislro Barthohmto Berridaru ( :

Eodem xviiij." octobris vj.' ind. IJ17.

Cum ohm Inter iionorabilcs ma-^istruiii Jiiliaiium Manchinu et magistruni Banholonieum

Berrinaru, scultorcs marmorum, fuerit socictas inter eos regendi apotccam marmorarii, que

socieias inter eosdem sotios fuerit et sit divisa et separata certo modo et forma inter eos

accordato; et quia dini magistri, tamquam olim sotii, tenentur et sunt obligati personis in-

frascripiis et ecclesiis conficere, expedire et assignare infrascripta opera, videlicet: raaiori ec-

clesie civitatis Thcrmarum unam conam et custodiam marmoream prò dina ecclesia ceno

modo et forma et sub certis pattis et condittionibus contentis et declaratis in quodam con-

trattu celebrato in ditta civitate nianu egregii notarii Jacobi de Ugo die, eie; item maiori

ecclesie terre Poliiii unam custodiam prò dina majori ecclesia, ceno modo et fonna coiuento

et declarato in dina terra manu notarii Joannis Perdicaru die, etc; item heredibus quondam

Stephani de Dragna cappellam unam cum una conetia mannorea prò Nunptiata terre Alcami

ceno modo et forma contento et declarato in quodam contranu celebrato manu notarii .\n-

dree de Milatio; item magnifico Bernardino de Perdicario unam sepulturam marmoream prò

magnifica quondam eius uxore, certo modo et forma contento et declarato in quodam con-

trattu celebrato manu quondam notarii Petri Boy olim die , etc. ; item magnifice domine

Laure de Septimo et magnifico domino eius filio, baroni Jarratane, unam sepulturam mar-

moriani prò quondam magnifico domino Banholomeo, eius filio et fratre, eis modo et forma

contentis et declaratis in quodam contranu celebrato manu notarii Petri Russu die etc- et

magnifico Marino de Notario banhulo cappellam unam marmoriam cum duabus inuginis (siA

magnis prò Sancto Francisco terre Politii, eis modo et forma prò ut continetur in quodam

contrattu celebrato manu notarii Joannis Perdicaro die etc: propterea hodie, presenti die

pretitulato, supradini magistri Julianus et Banholomeus, olim sotii, presentes coram nobis

unus ad instantiam alterius stipulantis et e converso , sponte dixerunt et confessi fuerunt

(>) Dal volume di num. 2508 de' registri di nour Gerardo La Rocca (aa. IJ17-18, ind. VI , fog. loa

e scg.) nell'archivio de" noui defunti nell'Archivio di Suto io Palenno.

).

)5


36 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

ac dcclnr;irunt et dccl.ir.mt obligationes predittas, per cos factas, spettare et partinere ad eos

et qucmlibct eorum modo infrascripto, videlicct: ad dittum magistrum Bartholomeum tria

opera, scilicet opus majoris ecclesie civitatis Thermarum ; item opus majoris ecclesie terre

Politi! et opus heredum quondam Stephani de Adragna, scilicet cappellam prcdittam: ad ip-

sum vero magistrum Julianum reliqua opera , scilicet opus ditte sepulture uxoris ditti ma-

gnifici Bernardini; item opus sepulture ditti quondam magnifici domini Bartholomei de Sep-

timo , baronis Jarratane , et opus ditte cappelle ditti m/' Marini de Notarlo barthulo. Que

quidem opera ditte partes, quelibet per se, teneatur et debeat expedire, perficere, compiere

et assignare supra dittis ecclesiis et personis, eis modo et forma prout et quemadmodum te-

nentur et sunt obligati virtute dittorum contrattuum, scilicet quilibet eorum ditta tria opera

ut supra declarata et expf essata: et hoc prò eo pretio et prò illis pecuniis , quibus patroni

dittorum operum tenentur ad presens et sunt obligati. Et prò pecuniis ad presens debitis

ditte partes ad invicem sibi ipsis renuntiarunt et renuntiant ditta opera. Declarantur omnes

pecunias per eosdem sotios captas et habitas a patronis dittorum operum hattenus usque in

presentem diem esse captas in communi et Inter eos esse compensatas et fattas bonas , ita

et taliter quod ditti sotii non teneantur alter alteri reficere nec restituere, nisi ... capere illas

pecunias , quas ad presens sunt recepturi , scilicet quilibet eorum prò dittis tribus operibus

sibi assignatis et non aliter nec alio modo. Quas pecunias ditte partes, quilibet per se, sci-

licet prò pretio ad presens debito trium operum prò quolibet, ut supra declaratur, possint

et valeant exigere ac percipere a supra dittis personis, modo et forma, quibus supra dittum

est. Et hac ex causa ditte partes ad invicem promiserunt seque soUemniter obligarunt et obli-

gant eos eorumque bona servare indempnes et indempnia penitus et sine damno , scilicet

dittus magister Julianus a dittis de Perdicario et a dittis de Septimo et a ditto Nothario bar-

thulo ; dittus m.'' Bartholomeus a ditta ecclesia terre PoUtii, item a ditta ecclesia civitatis

Thermarum et a dittis heredibus de Adragna. Que omnia promiserunt, etc.—Testes: no. Vin-

centius de Vivaya et Bernardus Jambleri.

XXIX.

Testamentuìii prò niJ° Juliano Manchino ( ' ).

Die XXX et ultimo junii vij ind. 15 19.

Hon. magister Julianus Manchino, sculpitor, e. p., presens corani nobis, jacens infirmus

in lecto, eger corpore, sanus tamen mente, eiusque proprie rationis bene compos existens,

timens divinum judicium repentinum et casum humane fragilitatis, ne (quod absit) ab hoc

seculo intestatus discederet, prout plerisque accidere soler, corlsiderans et attendens quod nil

(') Dal volume di num. 1603 de' registri di notar Vincenzo Sinatra (an. 15/5-19, ind. IV-VII) nell'ar-

chivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCLMnS'TI

sh ccrcior morte, nilul inccrcius ori ipsius mortis, voicns igirur de suis proprìis bonis sa-

lubritrr providere dum stai cius vite decursum et integre memorie, suum prc&ens ultimum

nuncupativum «rondidìi tcstainenium, cassis et annullatis prius per eum omnibus aliis lesta-

mentis, codicillis et itltimis voluntatihus per eum hactenus fone conditis atijuc faais ; pre-

sentem autcm voluit et mandavit in suo rohborc et firmitate omni venturo tempore pennancrc.

In primis dictus tcstator tomendavit aiiimam suam summo creatori domino nostro Ihu

X." jjlorioseque virgini cius matri Marie: cadaver vero suum jussit sepclliri in fovea scu sc-

pultura cxistenij ante altare quatuor sanctorum martirum, fundato intus venerabilcm conven-

tum Sancti Francisci Panormi, in qua solent et debent sepclliri omnes sculptores et magtstri

marmorarii, indutum abitu ordinis Minorum. Cui quidem convcntui ipsc testator legavit u-

renos quindccinì annuales, ccnsualcs et rcndales, debitos et solvendos singulo anno in per-

pctuum per infrascriptos cius hcrcdcs universales in et super quadam cius domo solcrau cxi-

stente in plano maritimc huius fclicis urbis Panormi, sccus domum quondam m. \'ita!is de

Viuli ex una, et secus domum magistri Pauli de Baptista, eius cognati, ex altera, et ex pane

retro sccus domum egrcgii (•) Cum hoc tamcn pacto scu onere et dcbeai

in prediao convcntu celebrare unam missam de requiem in remissioncm suorum

peccatorum. Et si fone dicti fratrcs minime curavcrint celebrare dictam missam , tali casu

dictus convemus minime consequi et habcre dcbcat dictum ccnsum, et liceat eius nrcdicti

tesiatoris filiis et heredibus ciusquc tutoribus, tali casu advcnicnte, diaam missam celcbrari

facere qualibet ebdomeda in quovis alio convcntu eis beneviso et non aliter.

Itcm diaus testator instituit , fecit et ordinavit in eius heredes universales in et super

omnibus et singulis bonis suis mobilibus et stabilibus, redditibus, juribus et accionibus qui-

buscumque sese movcntibus ac nominibus debitorum, et tam cxistentibus in hac felici urbe

Panormi et in toto hoc regno Sicilie, quam eciam in castro Carrare parcium Tuscane, Si-

monem et Marcum Antonium , eius filios Icgitimos et naturales, natos et procreatos ex se

et domina Jacobella, eius legitima uxorc, vivente et pregnante, nec non posiumum seu na-

sciturum, si erit maris (sic), ex predicta Jacobella eius uxore, ut supra, ad presens pregnante,

et quemlibet corum prò una equali porcione, ita quod, deficiente aliquo ipsorum in pupil-

lari etatc, vel quocumque sine filiis de corum corporibus legitime descendentibus, succedat

alter, et non aliter, salvo in Icgatis et disposicionihus infrascriptis.

Itcm dictus testator substituit in hcrcdcm particularem postumara ruscituram nec

non et Laurenciam natam quoque et procreatam in earum dotibus .... Et

si forte predicta eius uxor pepcrcrit feminam, tunc et eo casu habeant et con-

scquantur prò dotibus suis uncias quinquaginta in pecunia numcrau, et predictas alias un-

cias Lxxx." in amesio, et non aliter. Quam quidem Laurenciam ipse tesutor ex nunc, ad-

vcnicnte casu predicto, substituit in hercdem particularem in dictis unciis L.'" in pecunia et

in unciis lxxx in amesio, et non aliter.

Itcm dictus testator voluit et mandavit, quod casu quo discedercnt ab hoc seculo omnes

( ) Queste e le seguenti lacune sono a causa di strappi ne' ToglL

37


38 I GAGINI 1- LA SCULTURA IN SICILIA

prcdicti cius tìlii inarcs ac postuuius et nascitiu'iis, ut .supra, in inipill.iri ctatc, aut quicumquc

sine filiis de eorum corporibus Icgitinic desccndcntibus, quod utique in omnibus bonis he-

reditariis predictis, prout cxprimitur in precedenti eapitnlo hereditario, succedat et succedere

debeat predicta Laurencia et postuma et nascitura e\ predicta cius uxore, ut supra pregnante,

simul unaqueque eorum in una equali porcione , et non aliter ; et exinde , deficiente ima

ipsarum sine filiis ut supra, succedat altera.

Item dictus testator voluit et mandavit , quod si forte omnes predicti eius filli mares

ac ut supra nasciturus universales morirentur sine filiis de

eorum succedentibus , tunc et co casu in omnibus bonis hereditariis predictis

succedant et succedere debeant eius consanguinei propinquiores in gradu, existentes et com-

morantes in castro Carrare parcium Tuscane.

Item dictus testator fecit et ordinavit in tutores et gubernatores omnium honorum pre-

dictorum hereditariorum ac suorum filiorum utriusque sexus ac postumi ut supra nascituri, vel

postume nasciture, prefatam Jacobellam eius uxorem, nec non et magnificum dominum Puchium

Homodei, baronem Vallis longhe, ac etiam magnificum et egregium Gismundum Scursuni, con-

junctim et non divisim, ita quod nemo ipsorum aliquid minime agere possit sine alio : quibus

dedit et dat auctoritatem et potestatem ac plenum posse omnia bona hereditaria predicta, mo-

bilia et stabilia, ac alia ut supra existencia in hac predicta felici urbe Panormi et in toto hoc

regno Sicilie, ac etiam in Carrara , manutenere, regere et gubernare, debita exigere , quas-

cumque scripturas publicas et privatas cassare et annullare, et prò raubis et bonis existentibus

in Carrara et intus regnum constituere et creare procuratorem et gubernatorem predictorum

honorum, remansorum post mortem quondam Simonis del Manchino, patris ipsius testatoris

tores honorum ipsius nare et prudenter de omnibus

tamdiu predicti eius sint et eiEciantur perfecte etatis filie vero

femine sint nuptui tradende et non aliter.

Item dictus testator voluit et mandavit, quod si forte dieta Jacobella eius uxor noluerit

servare viduitatem et se convolaret ad secunda vota , tali casu adveniente , tunc cadat ab

administraccione et tutela predicta, et tunc remaneant supradictus dominus baro Vallis longhe

et m. Gismundus Scursuni ; dictaque Jacobella tunc et eo casu habeat et consequatur jus

seu porcionem et tangentem in et super omnibus bonis hereditariis predictis; cum qua Ja-

cobella ipse testator dixit se contraxisse matrimonium cum ea ad morem Latinorum ; cui

quidem Jacobelle eciam ipse testator voluit et mandat quod etiam solvatur et consignetur

dodarium per eum sibi promissum in contractu matrimoniali et non aliter.

Item dictus testator voluit et mandavit, quod post eius obitum celebrari debeant in re-

missionem suorum peccatorum misse Sancti Gregorii, Sancti Amadoris et Sancte Dominice

in loco seu conventu eligendo per fratrum fideycommissum.

Item dictus testator fecit et ordinavit in eius fideicommissarium et exequutorem pre-

sentis sui testamenti magistrum Jacobum de Benedicto , cui dedit tradendi et ca-

piendi ad satisfaciendum et solvere elemosinas missarum ac

etiam solvere quibus supra, dandis et ordinandis per memoriale ipsius testatoris.


DOCl'MtKTI y'f

Ita» diciuì tcitUioi Ic^ivit niihi ìnfraKTipco noiario, prò coiifcaioitc et copia prcumtif

lotjmrnii, urcnos xv in pecunia nuincrau.

I!i hcc est ciuN iiltiiiu Miliiiiijs et uliimum tcst.tiiienium ,

'

-.it ci \ 're

jure testamenti. I;t si jurc icstunicnti non valeret, \aleit et valc;^ ^v.vjt jure ^.v^.w. hi

si jurt codicilli non valeret, valeat et valere Jebeat ac valebit quocunque alio modo, quo

de jure dici et (ieri poiest.

Testes: hon. nu{;ister Jacobiis de Benedicto, Petrus de Accurso, Salvator Cumpagnuni,

Vicencius Trankida, N'icencius Stilla, Thomas Guerchu, N'icencius Miglaczu et Bartolumcus

Carusu.

XXX.

viiij." aprilis xij." ind. 1324 (').

Honorabilis Simon de Manchino, etatis annorum xviiij, ut dixerunt, presens coram nobis,

jacens in lecto, eger corpore, sanus tamen mente et sue proprie rationis bene conipos existens,

timens divinum judiciuin repentinum et casum Immane fragilitatis , ne (quod absit) ab hoc

seculo intestatus discederct, considerans et attendens quod nil cercius morte et nil incercius

hora raortis, cassis prius et per cum totis viribus evacuatis omnibus testamentis , codicillis,

donationibus et aliis ultimis voluntatibus per cum hacienus conditis atque factis, suum presens

nuncupativum testamentum condidit, quod valere voluit omnimcxlam robboris Jìniiitatem.

Imprimis dictus testator recomendavit animam suam omnipotenti Deo eiusque inteme-

rate Virgini Marie et omnibus aliis Sanctis curie celestis , et jussit cadaver suum unuri et

sepelliri debere in conventu Sancti Francisci Panormi, in camarea existente ante alure quatuor

Incoronatorum, fundati (sic) intus dictum conventum, indutum tunica et abitu ordinis Mi-

norum.

Item dìaus testator instituit, fecit et ordinavit sibi suos universales heredes super omnibus

bonis suis, mobilibus et stabilibus, juribus et actionibus quibuscumque ac nominibus debi-

torum, ubique existentibus et melius apparentibus, dominam Jacobellam oKm de Manchino,

eius matrem, et Laurinzellam, eius sororem minorem, equis porcionibus , salvis legaiis , tì-

deycommissis et dispositionibus infrascriptis.

Item dictus testator voluit et mandavii quod dieta domina jacobella , eius mater , de

porcione, scilicct de medietate sibi contingente hereditatis predicte, sit et esse debeat usu-

frucTuaria, eius \'ita durante; et post eius mortem in dieta porcione sibi contingente heredi-

tatis predicte succedai et succedere debeat dieta Laurinzella, eius soror, si repcriretur viva ;

et si non repcriretur viva, succedant eius filii et lìlii tìliorum suonim equis portionibus. Et

similiter si prefata L.iurinzclla premoriretur diete eius matri sine hliis legiiimis et naturahbus.

(•) Dal volume di num. 1085 di franiraenri de' registri Ji notar .Xntonin.i J' Ai!:!,i fi-v 1 ;;i-:« inj \-Xl)

nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Suto in Palermo.

7


40 1 CAGIXI E LA SCULTURA IN SICILIA

de suo corpore legitimc descendentibiis, in cius porciono hcreJitatis proJictc succcdat et suc-

cedere dchent dieta domina Jacobella, eius matcr, que, cius vita durante, totius hcreditatis

preditte sit usufructuaria ; et post eius mortem in tota dieta hereditate succedant et succe-

dere debcant Icgitimi et naturales filii diete domine Jacobelle, si tunc temporis reperirentur

filii; et si non reperirentur filii legitinii et n.itiu-.iles, in bonis omnibus succedant et succe-

dere Jebeant venerabilis prcsbiter Abbattista de Abbattista, egregius Antonius de Abbattista,

magister Paulus et magister Petrus de Abbattista, fratres, eiusdem testatoris avunculi, equis

porcionibus, et eorum filii et filii filiorum, nepotes et pronepotes, usque ad infinitum : ita

quod bona predicta hereditaria intelligantur rinculata et subjepta (j/c) restitucionum, et non

vendi, pignorari nec alienari possint, sed succedant in eis dicti filii, nepotes et pronepotes,

usque ad infinitum. Et vincam ipsius testatoris bene et massariatico modo quolibet anno con-

ciare et cultivare tcneantur: alias, si quis ipsorum successorum et filiorum eorum defecerit

in cultivare fitciendo suam porcionem, ipso facto et ipso jure et ille talis cadat a sua substitu-

eione , et in porcione illi tali contingenti hereditatis predicte succedant alii substituti equis

porcionibus, bene eultivantes dictam vineam : ita tamen quod prefatus presbiter Abbattista,

unus ex substitutis predictis , intelligatur et censeatur de eius porcione hereditatis predicte

usufructuarius, eius vita durante; post cuius mortem dieta perciò sit et esse debeat aliorum

substitutorum et eorum filiorum, nepotum et pronepotum, ut supra, equis porcionibus.

Item, jure institucionis particularis, legavit Agatucie de Abbattista, eius sorori et con-

sobrine, filie prefati egregii Antonii de Abbattista, untias quatuor in pecunia numerata, sol-

vendas una vice suo futuro sponso tempore sui matrimonii. Et si forte dieta legataria ele-

gerit velie monacari, solvantur et tradantur domine abbatisse illius monasterii, quo elegerit

monacar!.

Item prefatus testator voluit et mandavit, quod in altare predlcto quatuor Incoronato-

rum eelebrentur misse Saneti Gregorii, Saneti Amadoris , Virginis Marie et quinque misse

quinque vukierum domini nostri Jesu Christi et misse Sancte Catharine, que debeant cele-

brari de die in horis licitis, tempore, quo omnes christifideles reperirentur in dieta ecclesia

et conventu Sancti Francisci. Jus quarum missarum solvatur per dietos heredes, ineontanenti

sequta morte eiusdem testatoris, prò Deo et eius anima et venia peccatorum suorum.

Item legavit predicto altari quatuor Incoronatorum tobaliam unam prò dieto altare prò

venia peccatorum suorum.

Item legavit Bertucie, filie quondam magistri Andree de Janeurso, uneias ij in pecunia,

semel solvendas suo futuro sponso tempore sui maritagii, aut, si monicaretur, domine abba-

tisse illius monasterii, quo eligerit monacari, et non aliter nec alio modo, prò Deo et venia

peccatorum suorum (').

Item decrevit, statuit et ordinavit in tutores et gubernatores porcionis hereditatis compe-

( ) Vi ha quindi in margine aggiunta la nota seguente: Die viilj." augusti xv imi. Magister Vicencius

Pulpu, maritus diete Bettucie, in proximo testamento nominate, presens corani nohis, spante dixit et confessiis est

habiiisse et recepisse a no. Antonio lu Scorsono ... dictas uneias duas, etc.


DOCLMtNTI 1 1

tcntìs prcdicic Laurinzcllc prcilictum cgregium Antonium rt iiugiktruiii IViruni de Abb4ni-

stj, frjircs, in &oIiduin, ad utilia agcrc et inutilia prctcriiiittcrc, ita i]uud prcfati luiorcv aec

aliquis ip&orum nullo modo audcant ncc possint omnia bona licrcditatiit prcdicic vendere,

pignorare et onerare , ncc ullum presiitum Tacere prò quacunque cauu sine liceniia , con-

sulta et interventu et videre no. Sigismundi de Scor&ono, e'ms avunculi: alias, m m;cus fece-

rint, talcs venJiiioncs et prestila, per eos et eorum quemlibet forte fienda, intelligantur et

sint nulla, invalida, et per non facta liabeantur. Quo casu et nunc prò tunc, ca^u prcdicio

adveniente, auctoritatem et plenariam putestatein dedit et dat ipsi no. Sigismundo sine Mrepitu

et figura judicii eosdem tutores amoveiìdi, et alium seu alios tutores sibi benevisos eligendi

toties quoties opus erit cum conditione supradicta, et non aliter nec alio modo , ita quod

idem no. Sigismundus ad aliquod interesse nullatenus teneatur.

Item statuii et ordinavit in eia» fideycoinmissarium et exequiorem sui testamenti pre-

fatum no. Sigismundum de Corsono (sic), cui auctoritatem dcdit et dat intrandi et capiendi

tot de bonis hereditariis donec presens tcst.micritum et ultima sua volumas sit satisfactum.

Item legavit mihi notano prò confecione et copia presentis testamenti tarenos sex.

Item voluit et mandavit quod prefata domina Jacobella debeat et teneatur quolibet anno,

massariatico modo , conciari et cultivar! facere porcionem sibi contingentem sue vinee , et

illam putarc ....: alias liceat tutoribus diete Laurinzelle illam conciari facere ad dampna et inte-

resse ipsius domine Jacobelle et suorum successorum. Et hec est eius ultima voluntas, etc.

Testes: no. Joannes de Magistro Jeanne, Joannes de Noto, Bertus de Petro, magisier Ja-

cobus de Benedictis, Paulus Gilocta, Sigismundus Chirnuto, honorabilis Jacobus Papino.

XXXI.

Eodem primo martii viiij.* ind. 1520 (1521) (•).

Cum olim m.' Bartholomeus de Birrictario, scultor marmorum, prò se et quondam ma-

gistro Juliano Manchino se obligaverit construere, facere et sculpire ac fabricare unam cu-

stodiam marmoream prò cappella sacratissimi Corporis Christi maioris ecclesie terre Policii,

certo modo et forma prout et qucmadmoduni continetur et apparct in quod.mi publico con-

tractu celebrato manu notarli Jo-innis de Perdicario die vij." mavì xij.' ind. 1509, cum cenis

notis in margine, ad quem contractum cum notis in omnibus habeatur relactio; et, licet tempus

sit elapsum , dictus m.*" Banholomeus nunquam dictam custodiam cxpediverit nec comple-

verit: verum quod dictus m.' Bartholomeus asserii de diaa custodia habere cena peda in

cius apoieca, nondum completa, ac asserii habere totani quantitaiem mamiorum sufficieniem

ad complendum huiusmodi custodiam: propierea hodie, preiitulato die, stame prius et per-

manente supradicto contractu cum omnibus et singulis in eo contentis, expressis et declaraiis.

(>) Dal volume di nuni. 5477 de' registri di nour Geronimo Corraccino (an. I $19-21, ind. Vlll-lX, fo-

gli 443 e seg.) nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


42 I GAGIN'I i; LA SCULTURA IN SICILLV

et Clini dictis notis, ita quod per prcscntcm minime intclligatur iìeri aliqiui innovatio ncque

derojjatio , ymmo addita obligactione obligationi et cautela cautele , et non aliter nec alio

modo, supradictus m.'' Bartliolomeus, presens corani nobis, sponte promisit seque soUemni-

tcr obligavit et obligat venerabili presbitero Francisco de Nichio, vicario terre predicte Po-

licii, ac nobili Francisco de Salomonibus, tamquam procuratqribus yconomi et procuratoris

cappelle sacratissimi Corporis Christi, existentis in dieta niajori ecclesia terre Policii, virtute

procuractionis celebrate in actis dicti notarli Joannis die xxv februarii proxime elapsi indic-

tionis istantis, presentibus et stipulantibus, ex nunc in antea onerare tam supra dieta peczia

diete custodie, que dixit luibere in eius apoteca, quani totani illani quantitatem marniorum

necessariam prò complimento et expedictione ipsius custodie, ita quod per totuni xv diem

mensis aprilis dieta marmora reperiri debent in la Ruchella , quo ire debent juxta formam

dicti contractus. Et existentibus dictis marnioribus in la Ruchella, exinde in antea dicti pro-

curatores teneantur et debeant curare dictam quantitatem marmorum apportari facere ad dic-

tam terrani Policii juxta formam dicti contractus. Et ipse m.'" Bartholomeus se obligavit se

conferre ad dictam terram Policii, videlicet, quod in primo die mensis mayi se reperire debet

in dieta terra Policii, et ibi construere, compiere et expedire dictam custodiam eo modo et

forma prout et quemadmodum in dicto contractu continetur, et cum illis pactis, obligactio-

nibus et aliis in eo expressis, ita quod et cum hoc quod dictus m/ Bartholomeus non possit

ncque valeat usque ad expedictionem discedere a dicto servicio: alias, premissis vel aliquo

ipsorum contraveniens, liceat et licitum sit dictis procuratoribus refutare dictum opus et con-

tra ipsum magistrum Bartholomeum exceptionem causare de omnibus illis pecuniis per ipsum

magistrum Bartholomeum habitis et receptis prò prectio diete custodie, vel ipsam custodiam

ad danipna et interesse ipsius magistri Bartholomei expediri et compleri facere eo modo et

forma prout melius invenire poterunt ad ipsorum procuratorum electionem et voluntatem,

nulla protestactione nec requisictione necessaria, quia sic voluit dictus m.'' Bartholomeus et

ita sibi placuit fieri, obligando se sub obligacionibus omnibus, pactis, clausulis, cautelis, re-

nunciationibus, juramentis et aliis in dicto contractu expressis et declaratis, cui per presens

nulla intelligatur fieri innovatio, neque derogatio, modo et forma, quibus supra dictum est.

Et predicta attendere et non contravenire, cum juramento, etc. — Testes: no. D. Gaspar de

Monte aperto et n. Matheus Rabera.

XXXII.

Die xxviij." marcii xj ind. 1523 (i).

Testamur quod presentes corani nobis magister Petrus et Paulus de Paulo de alma urbe

Rome et magister Aloysius de Abbattista, civis Panormi, existentes Policii, sponte, animo

(') Dagli atti di notar Leonardo Cirillo (an. 1522-25, ind. XI-I, fog. 132 retro a 133) nell'archivio dei

notai defunti in Polizzi.

,


DOCLMUNTI 4 J

ÌDKncionc et propo&iiu ubi protcstJiiJi, requircndi, iniiinaiiJi et ju» coruiii in futuruin con-

scnaoJt advcrsu» e% centra nugistruin UaMliuloincuin de Dirrìiario, civcin Panonni, abMm-

teni, spontc cxpo&ucrunt , quod cuin in anno preterito diaus> magi^ter BanliuImiMni» tnce-

peht laborare et sculpire quanidani cusaodiani Corpurì^ Domini nostri Je^u Qiri^i in terra

Folicii, aJ quam tcncbaiur, et de mamiorc, tandem incepta dieta "«.ultura j>er

strum Haitliolonicum, et ipse niagisler Baiiliulonieu!», aliiiuibu» »uis ncj;o4.iÌ!> i: , ,

potuehi illani ad tinetn perducere in tantum quod devenerit cuni ipùs protestantibus ad quod-

dam accordiuni, per quod ipsi protestante» m: obligaverint predicum custodiam finire et ad

complinienium expcdire prò predo et niagisterio unciaruni auri xviij et a la scarsa, prout

hcc et alia asscruerunt coniineri vinuie publici contractus facii in civitatc Panormi die xj

decenibris \j ind. ij22; et quod dicti protcstantes totani illam quaniiiatcm pcctorum mar-

moris, que erant in dieta terra Policii, cxpcdiverunt, in tantum quod dcfcctu aliquorum pe-

dorum mannoris, que eis detìciunt prò producendo totum opus ad complimcntum, sedcni; et

super hoc defectu peciorum marmoris plures litteras miserunt a terra Policii dicto protestato,

ut voluisset (mittere) dieta pecia numioris, ut potuis&ent dicti protestantes dictum opus expe-

dire et prò eorum abire negociis; qui quidem protestatus nunquam curaverii missioneni dic-

tarum litterarum et nunquam voluerit mietere dieta pccia marmoris, in tantum quod defectu

dicti magistri Bartiiolomei protestati ipsi protestantes sedcnt et dictum opus non expediunt

et tempus aniinunt et dicus in grave damnum , prejudicium et interesse dictorum prote-

stanciuni. Qui quidem protesuntes, volentes eorum indemnitati providere , tenore presentis

iiutante , requisiverunt et requirunt dictum magistrum Banholomeum , qui sutim et incon-

tinenti debeat et velit mietere eisdem protestantibus dieta pecia maniioris, ut possint totum

opus, ad quod icnentur, expedire : alias protestantur sibi de omnibus damili s, cxpensis et in-

teresse, quomodolibet passis et paciendis prò huiusmodi suo defectu, et de dietis amissis et

aniinendis die quolibet prò quolibet ipsorum. Que omnia, ete.

t Ego Joanufs Petrus PfrJicaritis test.

t Ego Joannes 'Bartoliis Pcrdicarins test.

XXXIII.

Die viij aprìlis xi ind. 1523 (').

Magister Petrus Paulus de Paulo , de alma Rome , nec non et magister Aloysius de

Abbattista, e. p., sculptores mamiorum, presentes corani nobis, animo et intencione omnium

premissa notificandi et intimandi lion. magistro Bartholomeo, et qualiter opus est eis proie-

standi et jus eorum in futuruni conservandi contra et adversus hon. magistrum Banholomeum

Brituro, etiam sculptorem, prescntem et audientem, exposuerunt et fuerunt protestati in hac

forma, dicentcs : Quod cum ipsi raag/ Petrus et nug.' Aloysius in solidum se obligaverint

ipsi nug.'^ Bartholomeo precitato, tune presenti et stipulanti, bene et magistraUter vidcUcet

(' ) Dal volume degli anni i$ia-i$ fra gli ani di nour Gianfnncesco La Paniucra ndl" archino dei

notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.

'


44 1 GAGINI H LA SCULTURA IN SICILIA

fiicere et expcJirc totani ill.ini qnantit.itoni opcruin coriiin artis, inco]n,un jut iiisimi niagi-

struni Bartliolomeum in tona Polizii prò custodia Corporis Domini nostri Jesu C>hristi majoris

ecclesie diete terre Polizii, noe non illiid opus, ad quod tcnetur dictus mag.'' Bartiiolomeus

juxta forniam contractus initi intor cum cum yconomo et primate diete majoris ecclesie, et

do scnsu illius particularitatis do supradicta quantitate operis juxta supradictum contractum,

prò magisterio unciarum decem et otto p. g. a la scarsa, solvendo per ipsum magistrum Bar-

tholomeum ipsis obligatis, successive serviendo solvendo, sub certis pactis et aliis de promissis

contrahentis in quodam contractu celebrato Inter eos manu egregi! notharii Gerardi La Rocca

de Panhormo, die xi decembris xi ind. instantis, ad quod in omnibus ipsi se referunt : Et

Inter alia pacta adjecta in dicto contractu fuorit pactum infrascriptum tenoris huius, videlicet :

« Item quod si dictus mag.'' Bartiiolomeus minus curaverit mietere marmora dictis obligatis

« ad faciendimi opus predictum, f;icta prius per eos ipsi magistro Bartholomeo requisicione et

« non aliter , quod tencatur dictus magister Bartiiolomeus ad omnia damna , interesse et

« exponsas : » Et quia ipsi protestantes post celebratum dietum contractum accesserunt ad

dictam terram Polizii prò expedicndo et faciendo opus predictum, in qua steterunt per fere

menses tres et ultra, ibi expediendo et faciendo dietum opus continuatis temporibus, in eo

persistendo adeo et taliter quod dietum opus foret expeditum, et deficiunt prò ilio compiendo

aliqua pezia marmorum, fere pezia quatuor :

Et

licet dieti magistri protestantes per eorum

litteras ipsi mag.'° Bartholomeo protestato notificaverunt et requisiverunt ipsum magistrum

Bartholomeum qualiter vellet et deberet mittere dieta pezia marmorum prò expediendo et

conplendo dietum opus , neque magister Bartiiolomeus ipso curavit dieta marmora mittere

prò ilio conplendo ..., nee voluerit mittere de aliquibus peziis marmorum prò continuacione

ditti magisteri! , prout tenetur per dietum contractum ; et prò parte steterunt per aliquos

dies, .... non fachendo sirvizo et aspettando li marmori preditti ...: Unde ipsi, instantes et vi-

dentes tarditatem et negligentiam ipsius magistri Bartholomei, non mittentis pezia marmorum

predicta et necessaria prò dietum opus compiendo et expedendo , feeerunt sibi protestar!

eontra eum eerto modo contento et deelarato in quodam actu protestatorio facto in dieta

terra Polizii manu egregi! notar!! Leonardi Zirilli diete terre Polizii, die xxviii mensis martii

preteriti, ind. instantis, uti dixerunt. Et stantibus premissis, noviter ipsi magistri Petrus Paulus

et Alo3"sius protestantes ad majorem eautelam se contulerunt in hane urbem, premissa omnia

notificando ipsi magistro Bartholomeo, presenti et audienti; et oretenus omnia premissa no-

tificaverunt ipsi magistro Bartholomeo , petiendo ab eo succursum dieti magisteri! , prout

tenetur per dietum contractum, quod huc usque minime curaverit adimplere, etc.

XXXIV.

Die X aprilis xi ind. 1523 (').

Ad supradietam protestacionem ex parte ipsius magistri Bartholomei breviter respon-

() D.al cit. volume degli anni 1522-25 fra gli atti di notar Gianfrancesco La Panittera neirarchivio dei

notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCUMENTI 45

datur, quoti ipsi pramtanm, nulU lr(;itiuu ciuu isijnic, se protc^tantur conirj ipsuni mi-

gistruin llinholuiucuin prutcstaiuin , quonìam ipsi lubucrunt numiora prò bboraiiJo et

perficicndo opus prcJìttuni in dieta niayori ecclesia terre Puli/ii , et ab eiu» yconomo et

procuratore NU«.'v;cNsive fuerunt %ulute certe pecunie ipsis prote^tantibus , de quibut et (um-

nuruin ipsaruin ipsc ina^iMcr Hartholomeus non habct noticiaiii. Ht quai^

dicunt i]U(>d dcluiuni circa quatuor peiia nunnorum, ipse est prontu> ni::.... . .

i

.,

operìs predilli; nec ipv: nu({.' lìartltolunieus nunquam habuit noiitiam de dicio man.

nunuorum niu modo: aliter misisiiet, ut conpleretur dictum opus, adeo quod non defecerit

prò eo in mittendo ditta mamioni. Et quatenus dicunt et eum requirunt citi ii iugia di

stinurì, ipse prote&tatus, viso conputo pccuiii.irum liabitarum per ipsos protcstantes ab ipso

procuratore diete ecclesie, si debcbunt reciporc aliquod ... prò manufattura ditti operis juxia

fonnam coniractus, fatetur quod dictus yconomus successive solvat eis juxta formam con-

traaus. Et hec est eius responsio, quam noiificjvit et notificai ipsis protestantibus , qui re-

grediendo quod vclint accedere ad dictum tcrram Polizii prò compiendo dictum opus. Et

requisivi! et requirit eos, quod velini et debeant statini dicere eidem nug.*^ Bartholomeo

que peccia sunt illa, que deficiunt, et ad chi hanno a serviri, prò quilli poiiri imbarcari et

nundari a li protestanti, rcquircndo eos de omnibus damnis, interesse et expensis passis et

patiendis culpa et defectu ipsorum protestantium, constituendo eos in dolo, mora et illorum

culpa. Presentibus, ftc.

XXXV.

Eodem iij." augusti xij.' ind. 1524 (").

Honorabihs m.' Bartholomeus Birrictario, marmorarius, presens corani nobis animo et

intencione sibi proiesundi et jus suum in futurum conservandi contra et adversus inagistnim

Aloysium de Abbaitista, presentem et audientem, sua exposicione narravit dicens, quod cum

diaus m.' Aloisius se obligaverit eidem protestanti per contractum in actis egregii notarii

Gerardi la Rocca die xij." decembris xj.' ind. 1522, proxime clapse, expedire et compiere

unara cusiodiam numioream prò cappella sacratissimi Gjrporis Christi in majorì ecclesia

terre Policii ad omnes expensas dicti magistri Aloisii protestati , eo modo et forma prout

tenebatur dictus m.' Bartholomeus procuratoribus diete majoris ecclesie virtute contraaus

celebrati nunu notarii Joannis de Perdicario die vij.'' mayi xij.* ind. 1 509 : qui m/ Aloisius

minime compleverit et expediverit dictum opus non sine gravi dapmno, prejudicio et inte-

resse dicti magistri Bartholomei, qui non potest assectare dictum opus et consequi precium

ipsius operis; et licet pluries atque pluries requisiverit dictum proiestatum quatenus vellet

se conferre ad dictam terram Policii et ibi expedire et compiere dictum opus, quod minime

(< ) Dal volume di num. ^479 Je' rcgiitri di nour Geronimo Comcciiio (xn. i^aj-jj , inJ. \tl-\lll)

nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


_j^6

1 GAGINI 1: LA SCULTl'RA IN SICILIA

curavit ncque ciir.u f.iccro : proptcrc.i protostans ipso , \olcns tacta sua agerc eie. , tenore

presentis requisivit et reqiiirit dictuni prcnestatuni, presentem et audientem, qiiatenus velit et

dcbcat incontinenti , omni mora postposita , se conferre ad dictam terram Policii et ibi

expedire dictum opus in totum, prout tenetur virtute dicti contractus : alias protestatus extitit

et protestatur sibi de omnibus dampnis , interesse et expensis factis et faciendis , et quod

mieter alios magistros ad interesse dicti protestati ad complendum et expediendum dictum

opus, et centra eum causabit exceptionem de toto eo, quod et quantum dictus m.'' Bartho-

lomeus recipere et iiabere debet a dieta inajori ecclesia, una cum dampnnis, interesse et

expensis, constituendo eum in dolo, mora et lata culpa, eie. Hanc suam protcstacioncm, etc.

— Presentibus prò testibus m."^' Antonio Gagini et Paulo Romano.

XXXVI.

Die v.° novembris {iiid. FUI, ijip) (')

Hon. magister Bartholomeus de Berrittaro, civis panormitanus et habitator terre Alcami,

presens corani nobis, sponte se obligavit et obligat hon. Baptiste de Perfecto de dieta terra

Alcami, presenti et stipulanti , construere et fiibricare quemdam arcum marmoreum album

ad opus unius capelle , quam ipse honorabilis Abaptista fabricare pretendit intus malorem

ecclesiam terre predine , altitudinis et amplitudinis ut infra , videlicet di lu modu et forma

di la cappella, chi fichi lu nobili Jo. Abaptista Vernacza intus ecclesiam Sante Marie de Jesu

ditte terre, videlicet di vacanti palmi novi di larghicza, zoè di una coxa a l'altra, et di alticza

palmi xij di vacanti, et li coxi di lu dictu arcu plani, et ala fachata di lu dictu arcu chi sia

quattro profeti, comu porranno veniri, et intra la chavi di lu dittu arcu chi sia et dija esseri

la Resurresioni di Christu, comu porrà veniri, et cum li chimasi supra lu cappitellu et cum

eius soglu, ncc non et una balata per la sepultura in lu modu et di quilla grandicza ki esti

la balata di petra, ki è a lu presenti in ditta sepultura, cum li soi colli di meczu palmu largi,

marmorei , et etiam unu altaru marmoreu di palmi chinco di larghicza et dui palmi largu

cum tri culonni. Quam operam dittus m."' Bartholomeus dare et consignare promisit, ut di-

citur, spachata et complita per totum festum Pasce dominice Resurressionis anni presentis,

portata in maritima ditte terre Alcami et in loco vocato li Petri di li Bombardi, ad expensas

ipsius magistri Bartholomei. Cum patto, ki statini ki sarranno scarricati et isbarcati dijano

stari risico et periculo ditti Abaptiste, requisito prius dicto Abaptista; et si innanti li man-

dassi, innanti sia tenutu lu dittu Baptista piglarisili. Cum patto etiam, ki ipsu mastro Bar-

tolomeo sia tenuto alu assettati di la ditta opera darih soluni lu ordini: alias, etc. Pro precio

unciarum undecim p. g., solvendarum per dictum iionorabilem Abaptistani dicto honorabili

magistro Bartholomeo, presenti et stipulanti, statini et incontinenti scarricati li dicti marniori

absque uUa mora. Que omnia, etc. — Testes: hon. clericus Petrus Grigorius et Marcus de

Morfine.

(") Dal volume degli anni 1519-20, ind. Vili, fra' registri di notar .Andrea Orofino ncirarchivio de' no-

tai defunti in Alcamo.


DOCUMENTI 47

XXXVU.

Die xvtij cìumIciu aprìlU prime iiiJ. ijl) (>).

HonorjhilÌN m.' Frauciscus Jc li MaNtri de Carrara, sculptor uurmoriin., j.n , n

nohiN, N|vii!i, iiiDiniiii et m: oblinavit liunorabili iua(>i(ro Francisco la InJiviiu, p: .,.;i

cappelle 1-- Ulti Coiporis domini nostri Jesu Giristi nuìoris ecclesie civiutis Themu-

rum, presenti et >iipulanti ah eo, Tacere, laborarc et construere liic in civitatc Tliemurum

bene, diligenter et nuistrivilimenii. ad servicium revidendum, quamdam custodiam numio-

ream Corporis domini nostri Jesu Christi ad opus diete cappelle, lar^jhicze palmoruni quin-

decim et ahic/e palmorun» vif^inti in vi^inti unum , videlicet de alticza et larghicza muri

diete cappelle , deducta altiera altaris, de bonis nunnoribus de Carrara , albis et neais de

venis ... in nudis, cum figuris trìbus, chi passano assai menczu rilevo , videlicet , chi tanto

siano manco di tucto relevo quanto teni lo ischino di dicti tri iìgurì : longhic^e dicurum

tìgurarum trium palmorum quinque prò qualibet, cum tìgurìs bene impumicluti, cum istorìis

eligendis et declarandis per ipsum magistrum Franciscum la Indivina ex parte ... quatrorum,

et in sunnello cum tìguris duodecim apostolorum de menczo relevo, et in la gula di li cor-

nicili inta^^lati di fogli, et li cornicili intaglati di ovoli, et lu architravu di paieniostri, cum

suis capitellis et pilastris bene intaglatis; et quod opus predictum conrespondeat bene l'uno

pcczo cum l'altro: alias quillo peczo, chi non correspondissi, si pocza refutari, et sia tenuto

ip.so mastro refarilo bono ut supra; et Tacere dictum opus taliter quod bene ingastetur. El

onmia predicta et etiam casellas promisit ipse magister Franciscus sculptor Tacere de mar-

more modo predicto, bono et albo, et cum serrafiiiis intaglatis in lo frixo. Et prò liuiusmodi

obligacione diete faeiionis diete custodie dlctus m.' Franciscus la Indivina eidem nugistro

Francisco de li .Mastri dare et solvere promisit uncias quinquagintaquinque p. g. in pecunia

numerau, hoc modo, videlicet : terciam partem apponatis hic in civitate Themurum diais

marmoribus ad opus construende diete custodie; aliam terciam partem facta et iiitaglau rae-

dietate dicti operis, et aliam terciam partem expedito dieto opere. Cum paeto et condicione,

quod diaus m.' Franciscus la Indivina, procuratorio nomine quo supra, possit et valeat, si

voluerit, diaum opus extimari Tacere. Et easu quo vellet illud exiimari Tacere, exiiman de-

bcat per duos magistros expertos, unum prò una parte et alierum prò altera, eligendos infra

terminum mettsis unius, numerandi a tempore, quo dictum opus Tuerit e.xpeditum, in antea.

Quod opus ipse m.'' Franci&cus de li Mastri Tacere promisit a primo die mensis augusti

proxime Tuturi in antea ad non Taciendum alium servicium, nisi predictum, et quemdam qua-

trum, quod est obligatus, ut dixit. Tacere conTratemitati Sancte .Marie terre Petralie inferioris.

Quod opus Tacere promisit modo predicto, juxta eomposicionem designi ischiezati, dati in

posse ipsius procuratoris diete cappelle, cuius composicionis designi est ischiczata medietas.

() Dal volume Jdl'aono i(i2-i{ fra' registri Ji notar Filippa Giacomo d'Ugo nell' archilo de' notai

defunti in Temimi laierese. &


.|8 1 GAGINI il LA SCULTURA IN SICILIA

nd omnes cxpcnsns ipsius magistri Prancisci de li Mastri. l:t conplctcì et facto dicto opere,

promisit ipsc ni.'' Franciscus de li Mastri vacare a hi asscptari di !a dieta opera: quod opus

asseptari debeat expcnsis dicti magistri l'rancisci, prociiratoris ]iredicti, et asseptari risico ipsius

magistri Francisci deli Mastri , ita quod ad niinus extimari debeat dietimi opus obligatum

per ipsiim niagistrum Pranciscum, expensis suis fienduni, valere uncias sexaginta; et si plus

unciarum LX extimaretur, non teneatur dictus procurator ad plus dictarum unciarum quin-

quaginta quinque. Et etiam promisit ipse procurator diete cappelle dare eidem magistro scul-

ptori dare (sic) usum domus prò eius habitacione et ut in ea laborare posset tempore diete

custodie laborande; et apportar! lacere marmora a maritima civitatis Tliermarum ad domum,

in qua laborari debeat dieta custodia, expensis ipsius procuratoris. Ad quam solucionem dic-

tarum unciarum quinquaginta quinque et ad omnia predicta dictus m.'' Franciscus la Indi-

vina, ultra dictum procuratorium nomen, se obligavit et obligat nomine suo, renunciando

juri de primo et principali conveniendo. Et processit ex pacto, quod si dictus m.'' Franciscus

deli Mastri defecerit in premissis, possit dictus procurator dictum opus fieri facere ad inte-

resse ipsius magistri sculptoris prò precio prout melius invenire poterit. Et promisit etiam

ipse m.'' Franciscus sculptor, antequam laboret figuras principales dicti operis, earumdem fi-

gurarum principalium facere modellos de carta, et ostendere ipsi procuratori, et si sibi pla-

cebunt dicti modelli, secundum eos facere dictas figuras principales. Et promisit etiam ipse

m.'' Franciscus la Indivina expensis suis et risico dicti magistri Francisci sculptoris apportari

facere dictum opus, postquam fuerit intaglatum, a domo, in qua intaglabitur, ad dictam cap-

pellam. Qua; omnia, etc. — Testes: n. Girardus de Pisano, Joannes Petrus Solito, ven. pre-

sbiter Bartholomeus de Matheo, m."' Nicolaus de Pictineo ( ' ).

XXXVIII.

Die 17 februarii x ind. 1 521 (1522) (2).

Hon. magister Bartholomeus Birrictaru , nec non et domina Jacobella Manchino , re-

(') In margine di tale strumento è in prima un'apoca in data de' 17 di maggio del 15 14, ind. II, onde

il detto scultore dichiara ricevute in diverse rate once trentasei a conto del prezzo di detta opera ; ed indi

una nota in data del settembre del seguente anno 151 5, ind. IV, onde il medesimo per maggior cautela nuo-

vamente si obbliga airindivina di recarsi in Termini di li a tutto il primo del prossimo novembre per conti-

nuar la custodia e terminarla, prendendo anche all'uopo qualche altro maestro. Oltreché in fine vi ha questo

atto a compimento del tutto: 'Dii: xviij." marcii nij.° imi. r/ió (1517). Hon. m.' Franciscus la Indivina, pro-

curatorio nomine in proxiino contrada contento, ai instanciam et rcquisicionem hon. magistri Francisci deli Ma-

stri, prcsentis et stipulanlis ab eo, sponte fatetiir ah eoiìem magistrc Francisco imbuisse et recepisse ciistodiam obli-

gatam per ipsum magistntm Franciscum deli C\{astri virlnte proxiini contraclns contenti in proxima nota. Et e

converso ipse m.' Franciscus deli Mastri faletur ah eodem. magistro Francisco la Indivina , presenti et stipulanti

ah eo. Imbuisse et recepisse uncias quinquagintaqainquc ponderis generalis in pecunia numerata , i'i proximo con-

iTOctu coiUenla et iuìarata, etc. — Testes: m. Vincencius de Bruno, ^'ìntoninus Favolo et Vaulus de Retro.

(*) Dal volume di num. 2254 de' registri di notar Giovan Francesco Formaggio (an. 1521-22, ind. X,

fog. 499 retro e seg.) nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCUMENTI

lictJ quiMiJjin ina^iittri JulUni Manchino, prcM.-fiic% corani nobis, ^pontc, uni«]ujni tutore»

filioruni et hrrcdmu quonJjnt nuitistri Juliaiii juxtj fornuni sui testamenti celebrati iiunu

notarti Vinceniii de Sinatra, ii{K>nte, tutorio dicto nomine , venJiJcrunt hun. nugiaro An-

tonio Birrìctaro , preMmti , stipulanti et ab cis emenii, toiam illam quantiutem nunnorum

rustìcorum ipvnum iicrcJuni , existeniiuin ante apotecani Jetenuin per Jictum n

eorum pari-man, et ojKra et stivilia infrascricta, viJelicet: VM^uatras Juas fcrreas iulv^i./vh.»,

itcìn nia/ol.is sectem ferreas, vacuas ; iteni linias tres , duas> nu|;ius et unani pars ani ; iteui

compa&M)!> «luos i'errcos , unum nia(;nuni et alteruni mediocrem ; iteni trapanum unum ap-

pecto (ti pflto) ; iteni alios trapanos tres a braczu ; item aliuni coinpassum parvuni ; itcm

cena ferra di lavurari, vetcra, et sunt })onderis rotiiulorum triuin et unciarum noveni; item

^iJoiini unum veterem de ere; item tripodum unum ferreum cuiii duobus pedibus et con-

viiiiium unam de ere fractam ; item serrani unam iiuf^nam ; item par unum de nuniicis

incuynam, nurtellum et tina^las; item cullunnas quatuor mannoreas, lon^itudinis palmoruni

novem prò qualibet; item alias colunnas quinquc lon^itudinis palniorum sectem ; item alias

colunnas tres, longitudinis palniorum sex prò qualibet; item alias columias quinque longitudinis

palniorum sectem; item alias colunnas tres, lon{;itudinis palniorum sex prò qualibet; item alias

colunnas quatuor, longitudinis palniorum quatuor cuni dimidio prò qualibet ipsarum; item

alias colunnas duas, iongitudinis palniorum quinque prò qualibet ipsarum; item alias duas

colunius, lon^iitudinis palniorum quatuor prò qu.ilihet (').

stimatores per dictas partes ad hoc electi ad exiimanda dieta bona vendita juxta fomum

proximi contractus, presentes corani me notario et testibus infrascriptis, cum juramenio di-

xerunt vidisse predicta bona, particulariter descricta juxta contractum, et illa valere pretiis in-

frascrictis, vidclicei onines maniioras rusticas venditas, existentes foris ante dicum apotecam,

fore et esse ptìnderis carrarum viginti unius, exclusis a predicta sumnia et stinu uno capi-

tello magno laborato et duobus vasis rusticis magnis et duabus colunnis etiam magnis ru-

sticis, que remaneant prò dictis heredibus. Item dixerunt extimasse onines alias nurmorcs,

colunnas et alia laborau, stivilia et alia vendiu, in proximo superiori contractu vendita et

particulariter descricta ac etiam annotata in quodam alio inventario de eis facto, de una in

unam, juxta earuni qualitatem, quantiutcm et conditionem, consideratis considerandis,


1 GAGINl V. LA SCULTURA IN SIGILLA

XXXIX.

Die XX aprilis xi imi. 1523 ( "

Magistcr Bartiiolomcus uo Birrittario, scultor marmonini, civis Panormi, presens corani

nobis, sponte se obligavit et obligat magnifico Nicolao Antonio de Fontana, terre Nicoxie,

presenti et stipulanti tamquain procuratori vciicrabilis conventus Sancte Marie de Carmelio

diete terre Nicoxie, lacere, compiere et expedire bene, diligenter, magistrabiliter et ad revi-

dendum per duos magistros artis predicte hic Panormi imaginem gloriosissime virginis Marie

Anunciacionis in capilli, cum angelo anunciante et cum eorum scannellis altitudinis palmi uniiis

et cum disco. Que quidem imagines gloriosissime virginis Marie et angeli sint et esse debeant

longitudinis palmorum quinque, di tutto relevo, nec non et cum Deo Patte palmorum trium,

cum tronis et serapliinis di mezo relevo. Et hoc prò unciis triginta duobus prò omnibus su-

pradictis , ad omnes et singulas expensas prefati magistri Bartholomei. Quas quidem uncias

xxxij dictus magnificus Nicolaus Antonius, procuratorio nomine dicti conventus, nec non proprio

suo nomine et principaliter se obligando, renunciando etc, dare et solvere promisit prefato

magistro Bartholomeo, presenti et stipulanti , hic Panormi , in pecunia numerata , in tribus

solutionibus, videlicet : uncias x et tarenos xx per totum mensem augusti proximi venientis

anni presentis; item uncias xxi, x, ad complimentum dictarum unciarum 32, per totum mensem

augusti anni xiij." ind. proxime venientis : promittens dictus magister Bartholomeus predictas

3'magines, videlicet gloriosissimam virginem Mariani in capilli, cum angelo annunciante, cum

scanello et disco, di tutto relevo, modo ut supra, et Deum Patreni cum tronis et serapliinis

di mezo relevo, bene, diligenter et magistrabiliter facere ad revidendum per duos magistros

hic Panormi, modo et forma, quibus supra dictum est, expedire et in totum compiere per

totum XV diem mensis augusti proximi venientis. Et exinde, figuris visis prius et revisis per

duos magistros hic Panormi, teneatur dictus magister Bartholomeus imbarcare totum dictum

opus, expedltum ut supra, et assignare in maritima Thuse ad risicum semper, periculum et

fortunam ac expensas prefati magistri Bartholomei; et exinde ex dieta maritima Thuse in terram

predictam Nicoxie ire debeat ad risicum dicti conventus: alias teneatur ad omnia et singula

dampna, interesse et expensas, liceatque dicto magnifico huius (5/r) opus fieri facere ab aliis

prò eo malori precio, quod poterit invenire. Que omnia, etc.— Testes: Bernardinus Truccu

et Baptista de Aurea.

(') D.il volume di num. 3478 de' registri di notar Girolamo Corraccino (an. 1522-25, ind. XI, fog. 597)

nell'archivio de' notai defunti neH'.Archivio di Stato in Palermo. Documento comunicatomi dal signor Giuseppe

Cosentino.

).


DOCUMENTI J»

XL.

l^^fliixaftio prò fOHi'ftitu Sancte (Sharie df Sunciata cum magistro xAntonino Berrielario ( • ).

Hixlcm p". aprili* xiij.* ind. 152J.

Cuni quondam nu}>i.Mcr Banholonìcus de IJcrritario, magistcr mamioreorum (j»V), &c obli-

gavcrii no. Nicolao Antonio la Fontana, untquam procuratori convcntus Sanac Marie de

Nunciau terre Kicoxie, faccre et expedire inuginem et N'unciationeni beate Marie \'irgini«,

consistenteni scilicet la imagini di Nostra Donna, l'angelo, lu Deu Patri et lu disco, per

unci xxxij, prout in quodam publico contractu celebrato maiiu egregii notharii M- •i

de Garrachino die etc. lacius et ditfusius continetur; et mortuo dicto magistro Ban

accersito egregio Jo. Michaele filio, prout uno ex -heredibus diai quondam magistrì Bartho-

lomci et ut procuratore no. Thomie, eius matris, uxoris dicti quondam magistrì Banholomei

et tutrìcis aliorum filiorum suorum, ad dittam terram Nicoxie, devenerint ad quamdam con-

ventionem, concordiam, pactum et transactum cum reverendo priore et fratribus ditti con-

ventus, quibus dictus prior se obligavit cum aliis fratribus certo modo et fonna prout con-

tinentur in contractu transationis et accordìi celebrato manu notharii Petri de Baldo die i j no-

vembris xiij ind. instantis, in quodam contractu transationis et accordìi dinus .Michael, proprio

et quo supra nomine et prò quibus de rato promisit, relaxavit de ditta summa unciarum xxxjj,

scilicet ditto conventui, seu dino priori et fratribus, uncias septem in pecunia, prout patet per

dictum contractum transationis et accordi!, letto et declarato (sii) per me notharium infrascriptum

infrascripto hon. magistro .intonino de Berritario, presenti et audienri, in vulgari sermone,

tamquam procuratori supradine domine Thomie virtute procurationis celebrate manu egregii

notharii Stephani de Tomerio, civitatis Drepani, terrarum Alcami, die xvij." novembris xiij ind.

insuntis, revocato procuratorio fano ditto egregio Michaeli per dinam d. Thomiam, et con-

stituto procuratore supraditto magistro Antonino cum potestate ampia et libera etiam tran-

sigendi et concordandi cum omnibus debitoribus dini quondam et dittorum heredum: propterea

hodie, presenti die pretitulato, ratificando prius, acceptando, laudando et confirmando supra-

dittum contractum transationis et accordìi, ut supra, cum omnibus illis pactis, clausulis, cau-

telis, renunciatìonìbus, juramentìs et alììs in ditto contraau contenris et declaratis, supradittus

magister Antoninus, proprio et procuratorio nomine quo supra, et supradittus .Michael, tam-

quam unus ex heredibus dini quondam magistri Banholomei, presentes corani nobis, proprio

« procuratorio nomine quo supra, et prò qua de rato promiserunt in solidum juxta formam

ritus etc, in vim presentii actus iterum et de novo relaxarunt et relaxant supraditto conventui et

prò eo supradittis reverendo priori et supraditto nugistro procuratori, presemibus et stipubnti-

(') Dal volume di num. ZJM de' registri di nour Gerardo Li Rocca (aii. iji4-3S> ioJ- XHI, fof. 401

rilro a 403) nell'archivio de' noui defunti nell'.Archivio di Stato in Palcrmu.


52 I GAGIXl H LA SCULTURA IN SICILIA

bus -.ih cis, siipraditt.us uncuus scptcm, j.iiii rclaxatas in supraJitto contractu traiisutionis et accor-

dìi, illasquc non potere nec peti tacere quomodolibet, et de eis lecerunt et l'aciunt donationem

inrevocabilitcr inter vivos : promittentes supraditti magistri Antoninus proprio et quo supra

nomine et supradittus Micliael proprio et quo supra nomine ab omni calumpnlante, mole-

stante et contradicente persona logltime defenderc. Quod quideni opus et magisterium su-

praditti magistri Antoninus proprio et quo supra nomine et dittus Michael in solldum dare

et conslgnare promlslt (sic) dlcto priori et procuratori stipulanti Oxpcdltum in barca marltlma

Panlìorml per totum uij.""" dicm mensis presentis mensis aprills, proximo futurum, et ad-

portatum seu apportanduni risico, periculo, fortuna et expensls supradittoriim de Birritario,

proprio et quo supra nomine, usque ad maritimam castelli suptus terre Tuse, prout et que-

madmodum tenentur et continetur In supradlctis contractlbus fattls In actls ditti notarli Petri

de Baldo et Hyeronlml Corrachlno. Et hac ex causa dittus prlor et procurator, nomine quo

supra, promlslt solvere supradlttls Michaell et maglstro Antonino stipulantlbus dittas uncias

XXV, eo modo et forma et tempore prout in supradlctis contractlbus continetur. Que om-

nia, etc. — Testes : m.""' d. Bernadinus de Fontana, u. j. d., m.'' Nlcolaus Guglotta et An-

dreas Curdino.

XLI.

Die xxvj septembris xiij Ind. 1524 (').

Cum diebus de proximo preterltls, slcut altissimo, omnlpotentl et immortali Deo placult,

hon. maglster Bartholomeus Berlctarlus , sculptor marmorum , mortuus et defunctus fuerlt

ac suum diem clauserlt extremum, nullo per eum condito testamento, relittls hon. Joanne

Micaele et Antonino, elus fillis majorlbus, nec non Antonina, in minori etate constituta, natis

et legitlme procreatls ex eo et honorablli Thumea, elus uxore; que Tumea, nec non et do-

mini Joannes Micael et Antoninus, filil majores, volentes adhire diete heredltati cum bene-

ficio Inventarli, ne forte debita excederent vlres hereditarias et ne tenerentur de preterito,

comparuerunt coram egregio Pompeo Perfetto, judice causarum, ci ve habitatore ditte terre,

ut voce preconla vellet cltari et requlri omnes creditores dlctl quondam ... ad dlctl inventari!

confectionem; qui domlnus index mandavlt Antonino de Llxandro, curie servienti, ut voce

preconia, ut morls est, omnes creditores hereditarlos, si qui sunt, citaretur, ut adcederent con-

fectioni dlctl inventarli ; qui servlens retullt semel , bis , ter et ultra voce preconia citasse

creditores predictos in locis solitis et consuetis per totani plateam diete terre; presente dlcto

domino judice dictarum causarum civilium, prò tribunali sedente et suam judiciariam aucto-

ritatem ponente, pariter et decretum prestante, adhlbltis ad hec omnia magnifico Melchiore

de Aversa, no. Joanne de Maglstro Andrea et Antonino de Como, virls probls, bona pos-

( ) Dal volume dell'anno 1 524-25, ind. XIII, fra' regisrri di notar Andrea Orofino nell'archivio de' notai

defunti in Alcamo. La data però del 26 di settembre non è del tutto sicura, essendo molto sbiadit;i e corrosa.


OOCUMEKTI 5 )

iàklcntìbus ci Jiiitiin Jcfuiituin cognosvcntibu!» , sdjuntn cgrc^iiu noiario Strfino Tometio

loco ... crctliturum, more solilo prcscns invcniariuin faccrc procursvcrunt, pouto priu» ve-

nerabili sitano sanie GucÌìì inanii diete hon. Tumie et duininis Jiunni Micaeli et Antonino,

ut velini omnia bona hereditatis preditte in presenti inventario ponere et nihii ex ci» ocul-

tare ; qui dixerunt cum ditto juramento invenisse et i>enes eos per>enisie et extinuta eisc

ex ditta hercditaic bona infrascripia : cum

hac tamen lege et condicione, et non aliter ncc

alio modo , videlicet , quod si que bona non ponenda sint posiu , vcl quc erant ponenda

non sunt posila , quod eis non prejudicet , et protesuntur ponere ponenda et toUere non

ponenda quandocunque ad corum noticiam pervenient. Unde, etc.

Bona mobilia (xistencia in domo predicti condam sunt hec, indelieet :

Imprimis par unum linteaminum, laboratorum seu intrataglatorum tele subctilis, novoruni,

longitudinis cannarum trium et latitudinis cannarùni duarum.

Iteni linteamina sexdecim tele sicule dimidie mine.

Iteni cultre due, laborate a cruchicha, una videlicet longitudinis cannarum duarum et

palmonim duorum, et aliani canne unius cum dimidia, dimidie mine.

Item mataracii quìnque minati, lane pieni.

Iiem paviglones duos, unum novum et alium dimidie mine, tele sicule, videlicet novus

cannarum quindecim et alium cannarum duodecim.

Item plomacii quatuor tele subailis, videlicet duo intrataglati et duo non, cum inbestis

tele rubee.

Item tobalie quindecim mense, nove, tele sicule, videlicet tres cum listis bombacie azole

et alie albe.

Item tobalie duodecim facie, tele sicule, dimidie mine.

Item tobalie quatuor barbe, tele subctilis, in toccu, longitudinis cannarum quinque cum

dimidio et latitudinis palmonim quatuor.

Item horitergia quatraginta nova in toccu.

Item horitergia viginti dimidie mine.

Item credentia una stagni puri scu hiberi, consistens in pectiis viginti quinque minati.

Item candelabra quatuor heris minati.

Item olla una de bere, magna, minata.

Item dui scrigni minati, in quibus sunt bona infrascripta :

"Bona existtncia in diiohus scriniis ft jocaìia argenti et aiiri :

Imprimis tobalie due serici albi, circum circa cum frìnzis serici violati et rubei et serici

albi et nigri.

Item chinture seu zone tres serici nigri et rubei , una videlicet guamuta seu fulciia

argenti et alie due sine fulcimentis.

Item par unum patemostrorum ambre.


54 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

Item par iiiuini patcrnostrorum de corallo.

Item moreniila una ...

Item coclarelle quatuor argenti.

Item .muli duo auri, arabo cum lapidibus de...

Item unu infaxaturi serici viridis cum floccis et buctuni auri.

Item cultre parve due pri infaxari.

Bona existenlia inhis coqu'uia :

Imprimis conce due iieris, una magna et alia parva.

Item tripedes duo, unus magnus et alius parvus.

Item due padelle ferri, una magna et alia parva.

Item caldarie due de bere, una magna et alia parva.

Item armarium unum lignaininis.

Item tabola una magna nucis comedendi cum suis trispidibus.

Item scanna tria lignaminis ...

Item vegetes octo infra nova et vetera.

Bona existcncia in quadain caxia nucis magna iniisiata, in qua shìiI bona infrascripta, videlicel :

Inprimis faxie due nove per infaxiari.

Item duodecim, ut dicitur, mofE di filu filato lini neapolitani.

Item dimidium cantareum lane albe filate.

Item coperture quatuor lecti lane dimidie mine.

Bona existenctia in rure:

Imprimis servi duo, unus nomine Hyeronimus, etatis annorum viginti sex incirca, albus,

et alter niger, nomine Franciscus, etatis annorum triginta incirca , qui habet oculum per-

foratum.

Item boves sex diversorum pilorum et mercorum.

Item vacce due cum duobus vitellis maribus.

Item salme octo novalium ..., quc sunt inter terras seu rure Dionisii Nazarita , super

quibus fuit factum quodam litigium.

timulu.

circa.

Item domus quatuor, coperte, nove, in una quarum est quodam molendinum seu chin-

Item duo teguria, in quibus manent homines.

Debita recipienda per dictos heredes:

Item quoddam debitum debendum per m. Sebastianum Romanu unciarum viginti vel


DOCUMENTI

Itcm «liud drbituiit JcbciìJiiiu per nu(;iii(ÌLUin V'incriicium Jc Adragiu.

Item aliud dcbituin per hcrcJcin quonJaiii AnJrcc Jc Cindolfu unciiruin xx vcl circa.

Item aliud dcbitum uncuriiin quinquaginta vcl circa , dcbcnduiii per hcrcdc» quondam

no. domine .Ardente de Gemili.

CrfdilorfS difli quondam:

Antoninus de Berriciario iti unciis sexjginta vel circa.

Die xxiij ottobris xiij.' niJ. 1524 comp.iruit corani ine intraiHiripio iiotariu l'etru;» de

Vivona de terra Gibelline, ut dixit, et dixit recipere debere a diete quondaa) uncia;» viginti

Otto vel circa, et dixit esse ad complimcntuin prcirii imins m.iNs.iric, olim \ciul!ii- ditto quon-

dam per ipsum Fetrum.

Tesies : egrcgius Antonius de Aurofino, ni.'' Santus Perfectus et Jacobus de .Monulto.

XLII.

Compromissum prò doiuina Jacobeìla de Manchino el consorte contro egregium

Jo. Micaelem de 'Birrittario el consorte»! ( ' ).

xxvij." marcii xiij.' inJ. 1525.

Cum temporibus preteritis quondam honorabilis magister Julianus .Manchino , veniens

ad mortem, suum ... condiJerit testamentum manu egregii notarii \'icencii de Sinatro die etc,

in quo quidem testamento suos universaies hcredes instituerit super omnibus bonis suis Si-

raonellum et Marcum, eius filios legitimos et naturales, ex se procreatos et natos ex domina

Jacobeìla eius uxorc, cum qua more latinorum vertebatur; quos ad invicem substituit , vi-

delicet, quod, uno deficiente, alter suprestes (i/V) succedat, et, omnibus prediais deficientibus,

in bonis omnibus succedere debuisset domina Laurincella, eius filia, ad presens uxor hono-

rabilis V'icencii lu Piscopo; quorum heredum et bonorum hereditariorum statuerit et ordi-

naverit certos tutores , et inter alios quondam honorabilem magistrum Bartholomeum de

Birricurio et dictam dominam Jacobellam, alii vero tutores excusaverint se a tutela predicu;

demum per certas cedulas emanatas per magnam regiam curiam diaus quondam magister

Bartolomeus remansit solus tutor, et rebus sic siantibus dictus quondam .Marcus fuerit den-

funtus (i/c) et mortuus, remanente dicto Simone; quo quidem Simone existente mayoris .v-

tatis et a dicto tutore liberato, inde ad tempus, sicut Domino placuit, mortuus et defuntus

fuerit, condito per eum nuncupativo testamento, manu mea notarii infrascrìpti celebrato, in

( ) Dal volume di nuni. ;o8} di franimeiiii disordinati di registri di nour Antonino d'.\juio (an. i(3i-)8.

ìnd. X-XI) nell'archivio de' notai defunti llcl^.^rc:hivlo di Stato in Palermo.

9

55


j6 1 GAGINI II LA SCULTURA IN SICILIA

quo suos univcrsiilcs licrcdos instinicrit et orJin.iverit dict.un doniin.ini Jaci)bcll.ini et prc-

f.itani Laiirinzcll.iiii, ciiis m.iticm et soroicm, cquis jiortitinibus, jiroiit patct virtutc prcdicti

testamenti; et rebus it.i so h;ibentihus, sicut Altissimo placiiit, dictus quondam magister Bar-

tolomeus tutor fuerit mortuus et dcfuntus, remancntibus sibi tribus filiis, quorum fuit et est

egrcy;ius Jo. Micacl adultus et puber factus, alii duo vero, scilicet Antoninus et Antonina,

sunt minores, quorum remansit tutrix domina Tiiumia, eius mater; cupiens eapropter dictus

cgregius Joannes Micael racionem reddcrc amministrationis tutele predicte, se contulerit in

hac urbe Panhormi , et pctiit a dieta domina Jacobella et honorabili magistro Antonio lu

Piscopo, patre et legitimo amministratore dicti Vicencii, mariti et legitimi amministratoris

diete Laurinzelle, si voluissent dictam causam compromittere; qui quidem magister Antonius

et dieta domina Jacobella, moti precibus et rogaminibus predictis , prò evitandis expensis,

curis et laboribus personarum, amicis comunibus intervenientibus, fuerunt et sunt: bine est

quod liodie, presenti pretitulato die, prefatus Joannes Micael, tam prò et suo proprio nomine,

quam tamquam unus de filiis et heredibus dicti quondam magistri Bartolomei , ac nomine

et prò parte diete domine Tumie, eius matris, proprio et tutorio nomine suorum filiorum

predictorum, abscntis, prò qua de rato promisit et in solidum obligatur cum eo juxta formam

ritus hinc ad dies xv copiam ratificacionis ad eius expensas dare debeat dictis

domine Jacobelle et magistro Antonio, ex una parte, et dieta domina Jacobella, proprio suo

nomine prò portione sibi contingente, et dictus magister Antonius lu Piscopu, proprio suo

nomine ac nomine quo supra, presentes corani nobis, omnes eorum diferentias amministra-

tionis diete tutele de jure et de facto conpromiserunt et conpromittunt in no. Sigismundum

de Scursuni, positum et electum per dictos dominam Jacobellam et magistrum Antonium

et in no. Antonium la Quatragesima, positum per dictum Johannem Micaelem , in eorum

arbitros et arbitratores et propterea comunes amicos , et in casu discordie possint eligere

tertium, etc. — Testes: honorabilis Jacobus Papino et Leonardus Rosolmini.

XLIII.

Eodem xij.° septembris xiij." ind. 1524 (').

Cum quondam honorabilis m.'' Bartholomeus de Birrictario, scultor marmorum, se o-

bligaverit procuratoribus cappelle sacratissimi Corporis domini nostri Jesu Christi, existentis

intus majorem ecclesiam civitatis Marsalie, nec non et ministralibus ipsius civitatis, facere,

fabricare et compiere quamdam custodiam marmoream eiusdem domini nostri cum arco mar-

moreo, ad omnes expensas ipsius magistri Bartholomei, prò certo prccio et sub certis pactis

et conditionibus contentis et expressatis in quodam publico contractu celebrato manu egregii

(>) Dal volume di num. 3479

de' registri di not.ir Geronimo Corraccino (an. 1523-25, ind. XII-XIII),

e specùilmente in esso .-i fog. 31 e scg. del registro del 1524, ind. XIII, nell'archivio de' notai defunti nel-

r.\rchivio di Stato in Palermo.

,


DOCUMENTI

notarii Marci Aiuoiùi de Zito in dicu civitjtc die primo fcbruarii vj.* ind. 1517 i>r(iv!itic-

eUp»e; et exindc vero kupradictuin coniractum in aciis dicti notjrii Marci Antonii <

et ùngula in eo contenta m.' Antoninu!> de Rirrìctario , frater ipsius nugistrì Bai '

nti6cavcrit et in soliduin cum ipso magistro Rartholomeo eius fratre k ii facerc

dictam custodiain modo et forma prout erat obligatus dictus m/ Bar*" dicti

ctwtractUN, prtMit de dieta ratificatione apparct in actis quondam notai.. I

J7

i!e

Panormo die xxvuij marcii vij.* ind. 1519, ctiam proximc elapse: unde\- i;

nedictus de iVmicharìo, tamquam procurator dictorum procuratorum et mini^tralium dUte

civitaiis, vigore prcKurationis in actis dicti notarìi Marci Antoni! tu Zizo die etc, cocgerìt

diamn magi&tnim Antoninum , alterum ex ohiigatis, ad consìgnationem diai operìs; quod

quidem opuN adliiic non est completum in totum, dictusque m/ Antoninus rogaverit eum-

deni don Bciicdictum procuratorem quatenus vellet ad infrascriptum accordium devenire ;

qui procurator prò evitandis expensis fuerit contentus modo ut infra et non aliter, prout

diete et infrascriptc partes presentes dixerunt, renunciantes exceptioni: propterea hodie, pre-

titulato die, supradictus venerabilis don Benedictus, procurator, ex una, et dictus m/ Antoni-

nus ex alia, presentes corani nobis, ad infrascriptam transationem, tantum ad hcc et non a-

liter nec alio modo, devenerunt et de\ eniunt, hoc est, quod, stante dicto contractu in aais

diai notarli Marci Antonii et ratificatione dicti magistri Antonini quoad alia in suo roborc

et firmitate, dictus magister Antoninus, presens etc, se obligaverit et obligat dicto venera-

bili don Benediao, procuratorio dicto nomine, presenti et stipulanti , bine ad menses duos

proxime venturos , ab hodie in antea numerandos , apportare ad dictam civitatem Marsalie

infrascripta pezia marmorea de dieta custodia, videlicet : lu quatro di in mezo, nominato

la custodia; item pe^i dui scolpiti quatro evangelisti; item uno pezo sculpito di Sancto Josep;

itera uno pezo scolpito di Sancto Crispino; item quattro pezi di arco scolpiti cum quattro

seraphìni; item uno pezo incomenzato di Sancto Crispiniano; item uno scanello cum sei a-

postoli et Christo in mezo in picola figura; item una comichi di lu dicto scanello et uno pezo

rustico, ad omnes et singulas expensas et ad risicum, periculum et fortunam ipsius magistri

Antonini, prout tenetur et obligatus est vigore dicti contraaus in actis dicti notarii Marci

Antonii et non aliter nec alio modo :

ipseque m/ Antoninus (^sic) personaliter cum eius famulis

et laborantibus accedere ad dictam civitatem cum supradictis peziis marmorets ad effectum

complendi ec expediendi prout obligatus est : alias teneatur ad omnia et singula dampna, in-

teresse et expensas : cum

hoc, quod dictus va.' Antoninus teneatur se assecurari facere, dictusque

procurator teneatur solvere hic Panhomii ad requisitionem ipsius nugistrì Antonini jus se-

curìtatis super precio ipsius custodie , nec non solvere in dieta civiute Marsalie jus noli

diciarum pcviarum marmorum, solvendum personis dieta marmora apporuntibus super eodem

precio custodie. Pro quo magistro Antonino de deferendo dieta pezia supradicta nurmorea

et de ipsum magistrum Antoninum et laborantes eius ad dictam civitatem accedendo, modo,

fornu et thermino, quibus supra, et juxta fornum presentis contraaus, magister Santinus de

Peri rìnchuni de Carrara et habitator Panormi, presens etc, fidcjubsii et se fidejubsorem et

principalem sulutorem et debitorem et apjKjrtatorem constituit, rcnunciando, etc. Que om-

nia, etc. — Testes : Banholomeus Fiali et ven. presbiter Thomas Marcellino.


58 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

XLIV.

Die viij." novcnibris iij.'' inJ. 1499 (').

Magister Antonius Gaginu, scultor lapidimi artis marnioric, e. m., sponte se constituit

et sollemniter obligavit fitcere quamdani iconani diete artis mai-morie Sancte Marie Majoris

ecclesie terre Nicosie honcsto presbitero Joanni Crapa de dieta terra Nicosie , tamquam

procuratori et cappellano diete ecclesie, ibidem presenti cognito. Qiiam ieonam dietus ma-

gister Antonius debet et tenetur scolpire juxta formam desini subscripti manu mei notarii

et honesti presbiteri Honórati de Arassimo de eadem terra Nicosie , et subscriptis testibus

in presenti contractu contentis. Que icona debet esse hoc modo , videlicet : Quatuor

ima-

gines, que veniunt ex utroque latere, tam dextro quam sinistro, fini surlevi, debent esse de

roto surlevo, videlicet palmorum quinque prò qualibet imagine, et in medio ipsius quatrum,

videlicet in medio predictarum quatuor imaginum, secundum suam idoneam convenien-

tiam et prospectivam. Et omnia alia quatra simili modo correspondeant secundum eorum

debitam prospectivam, juxta formam desini; nec non sex spiritus adactari debent supra ..., et

sint faeti de toto surlevo , et quilibet eorum predictorurri spirituum sit altitudinis palmoram

duorum cum dimidio, convenienti forma; et totum integrum quatrum palmorum xxvj usque

ad pedes Sancii Mieaelis. Et dietus Sanctus Micaeli debet esse palmorum quinque in sum-

mitate dicti quatri, cum ejus dracone sub pedibus. Que icona debet esse optime et elegan-

ter scolta, cum luxu di li dicti figuri di surlevu. Quam ieonam, juxta formam desini pre-

dicti, dietus magister Antonius expedire debet et tenetur hinc ad annos tres , ineipiendo a

Nativitate domini nostri Jesu Christi, proxime ventura, in antea nunierandos. Et expedita quod

erit, dietus magister Antonius se constituit et debet apportare dictam ieonam suis expensis

in civitate Catlianie seu in terra Tuse, ad eleptionem dicti magistri Antonii scultoris; et de

civitate Cathanie seu Tuse usque ad Nicosiam sit et esse debeat expensis ipsius presbiteri

Joannis, procuratoris nomine quo supra, et maxime ad frabicandum seu morandum dictam

ieonam in dieta ecclesia. Que icona debet piacere dieto procuratori in apoteca, seu alio prò

nomine ipsius procuratoris legitime comparenti. Cum hoc tamen paeto et condieione, quod

quando erit necesse adaptare dictam ieonam in dieta ecclesia Sancte Marie , ipse magister

Antonius possit et valeat recedere a civitate Messane usque ad Cathaniam seu in terra Tuse

cum omnibus suis discipulis seu laborantibus, expensis ipsius magistri Antonii. Praster quod

dietus proeurator, ut supra, teneatur dare eidem magistro Antonio expensas mule tantum ;

et si venient per mare , sit ad omnes expensas ipsius procuratoris , nomine quo supra. Et

venuti terre Cathanie seu Tuse, usque ad Nicosiam dietus proeurator teneatur eidem ma-

gistro Antonio et ejus discipulis dare omnes expensas, et dare eidem magistro Antonio mulam

tantum prò ipso: nec non idem proeurator teneatur eidem magistro Antonio dare sibi abi-

( ' ) Da' registri di notar Giovan Matteo d'Angelo nell'archivio de' notai defunti in Messina.


DOCtMtKTI 59

tjtìonciii , et ibi tenere iconjin. Quc icona delnri esse prccii et niMnine precii unciarum

cciiium «]tuira(;inij; de quibus uncii» ccntui» quatra{{inta diaus magistcr jam fonnalitcr mtu

manualiter rccepit et habtiit et confessu» est se recepisse et habuissc a diao honesto pre-

>bitero, suo procuratorio nomine, uncias xj in parvulis et in achuii» artjentet!» ci in docatit

aureis, renuncians, etc. Restans vero ad coiipliincntum dictarum unciarum centum quatra-

ginta dictus procurator solvere promisit et tenetur eidem nu^istro Antonio, in pace et in

pecunia numerata, lioc nKxlo, videlicet: uncias decem liusque ad Nativitatem domini nostri

Jcsu Giristi proxime venturam, et alias uncias decem ad festum l'asce proxime venture, et

imcias duodecim et tarenos decem luisquc ad mcdietatem mensis augusti proxime venturi,

et uncias qujtraj^inta tres et tarenos decem ad medietatem mensis augusti sequentis, anni iiij.*

ind. proxime venture; et totum restans, ad conpiimentum dictarum unciarum centum qua-

traginta, iti expedicione et assectacione diete opere. I£t in casu coniraveiuionis solucionum

dictarum pecuniarum possit fieri exequutio brevi manu in persona et in bonis, cum autho-

ritate variandi in quolibet judicio et mundi parte, et quod non possit se opponere vei de-

fendere, etc. lìt dictus presbiter Joannes teneri voluit ad expensas viaticas ad racionem u-

rcnorum quatuor prò qualibet die; et contra predictum magistrum Antonium non adimpien-

tem possit fiori exequutio brevi manu in persona et in bonis, et quod non possit se oppo-

nere vel defendere , modo quo supra. l:t dictus m.igister Antonius teneri voluit ad omnia

damiu, expensas et interesse ac expensas viaticas et omissiones, etc. Et juraverunt, etc. —

Presentibus: hon. Leonardo Sanczuni et nobili Simone de Tortorecis et lionesto presbitero

Raynerio Debellomo, e. m.

.\LV.

Eodem (} di aprile IJO}) ( ' ).

Magister Antonius Gagini, scultor lapidum artis marmorie, e. m., sponte se consiituii

et obligavit Jacobo Stagnili et Micaeli de Copa de terra 0«V)(-), ibidem presentibus lani-

quam magisiris ecclesie Sante Marie de lu Ritu de dieta terra , facere de surlevo quandam

yconani , videlicet Nostra Dona cum so figlu in bracza, videlicet vj (palmorum) altitudinis

cum unu palmu di scanellu simplichi, tota deorata de oro et azoro, ad moduni et similitu-

dinem ymaginis Sancte Marie de Jesu in conventu, e l'oru e l'a^oru et Cristu a la nuda ...,

bona et receptibilis, prò precio et sue nustrie consequucione unciarum xvj. De quibus

unciis sexdccim prò jure arre prefatus magister Antonius recepii et liabuit ac confessus est

se recepisse et habuisse florenos decem presencialiter et manualiter in achulis argenteis , ci

in alia nunu achulas sex, renuncians, etc. Restans vero dictarum unciarum sexdccim prefaii

(') Dal volume degli anni l$oa-} de' registri di iiour Matteo d'Angelo nell'archivio de' notai defunti

in Messina.

(') .Manca nell'atto il nome della terra, s^u^urji.imciitc rmubio nella peniu al copista.


éo I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILL\

Jacobus et Mic.icl solverò promiserunt et tenentur line modo, \-idelieet : iineias ceto in

expedicionc diete yniagiiiis et in assignacionc ipsius yniaginis, et totum restans ad eompli-

mentum dare teneantur per totum mensem augusti. Et ad serenitatem et eautelam dieti ma-

gistri Antonii, de solvendo dictum precium temporibus prelixis ut supra, intercesserunt ho-

nestus presbiter Andreas Barsanna et magister Luca Barsanna , fratcs , frabicator , ibidem

presentes, de rure Peczuli, e. m., tìdejussores Quod preciura predictum diete yma-

ginis dare teneatin- de moneta aurea et argentea, et in ultima solucione cliirca annuni ... di

pichuli. Et in casu contravencionis possit tam centra principales quam contra lìdejussores fieri

exequutio brevi manu in persona et in bonis, eie. — Presentibus: Antonio Mustica, Sinrone

Paga et Antonio Marza, e. m.

Die primo junii ind. instantis prefitti Jacobus Stagniti et Micaeli di Coppa et magister

Franciscus Barsanna, tamquam magistri diete ecclesie, .... confessi sunt se recepisse et habuisse

a dicto magistro Antonio dictam 3'maginem ut supra, renunciando etc. ; et dictus magister

recepir et habuit ac confessus est se recepisse et liabuisse a dictis Jacobo, Micaele et Fran-

cisco uncias decem, renunciando, etc. Et sic prefatus Franciscus se obligavit una in solidum

cum dictis fìdejubsoribus cum omnibus illis pactis et condicionibus in dicto contractu

contentis. Et juraverunt. Unde, etc.

Die xj aprilis vij ind. 1504. Prefatus magister Antonius sponte confessus est se fuisse

et esse integre contentum et satisfactum a dictis debitoribus, et ipsi habuerunt dictam yco-

nam. Renunciando, etc. — Presentibus: presbitero Plrilippo Riczu et Czullo Curdella, e. m.

XLVI.

xxiij frebuarii (F// ind., IJO)) (1S04) ( ' ).

Magister Antonellus Gangini, mazonus messanensis, sponte se constituit et sollemniter

obligavit construere et ad eius expensas omnes frabicare , ad opus monasteri! seu ecclesie

Sancte Marie de Jesu insule Melite, quamdam ymaginem sive figuram marmoream , repre-

sentantem personam gloriosissime virginis Marie, domine nostre, regentem in manu sinistra

suum preciosissimum filium, et alia manus dextera sit apta ad regendum florem (2): que

imago sit longitudinis palmorum sex de canna , et scannellum altitudinis palmy unius ; et

sic erunt in totum pabni septem : ibidem presentibus et prò dicto monasterio seu ecclesia

stipulantibus nobilibus hon.'" Antonello Faga, tamquam asserto procuratore ipsius monasterii.

() Dal volume degli .inni 1305-4, fog. 256, fra' registri di notar Geronimo Mangiami nell'archivio dei

notai defunti in Messina.

(^) Ed ora ho in fatti certezza che tale statua, scolpita dal Gagini, tuttavia esiste nella chiesa di S. Maria

di Gesù de' Minori Osservanti nella Notabile in Malta.


DOCL'ML'MTl 6|

ci venerabile fratre Antuiiio Jc Terra nova, munaco ipsius moiusterii. Qtuin (igurani , ut

supra, bene construaam et frabicatain ac projHircioiiatain , cun» auro et azoro in liK'is ne-

ce&urìis et opportunis in |>onen(lÌ!> , et expeditani de toto puncto , apum ni asìccunJum,

ip&e nu{>ister Aninnellus hic Messane in cius apoteca consignare promisit et icnetur ipd

mona&terìo. seti eius procuratori, hinc ad fcstum domini nostri Jesu Christi proxinio ventu-

rum : et hoc prò precio et precii nomine seu riscaptito ipsius unciarum viginti , de quibus

ipsc ni/ Amoncllus confessiis est recepisse et lubuissc uncias tres et tarenos viginti quatuor,

rcnunciando etc; et hinc ad festuni Pascatis proximo intrantis prefaius procurator se obligat

solvere et pagare ipsi magistro Antonello supplimcntinn unciarum sex; et restans ad com-

plimentum tocius summe solvere et pagare se obligat ac ipsi magistro dare, statini facu

consignatione ipsius figure, ut supra cxprimitur. Et casu contraventionis de non adsignando

ipsam ymaginem in tempore ut supra , bene constructam , liceat ipsi monastcrio , seu eius

procuratori, posse habcre et emere aliam figuram, prout invenict, ad inaius precium, ad omnia

dampna, expensas et interesse ipsius magistri Antoitclli. Pro quibus et omnibus predictis adim-

plendis, maxime prò restitucione ipsarum pecuniarum, possit contra eum fieri exequutio brevi

manu, eie. — Presentibus : magnifico Antonio La Rocca et hon. Pantaleone Jurba.

XLVII.

Die xxvij augusti vij ind. 1504 (1).

Cum quondam magnifici dominus Fridericus et dominus Franciscus de Diana, milites,

pater et filius, cives felicis urbis Panhorrai, tamquam veri domini et patroni tcnentes et pos-

sidentes in eorum cappella totum integrum chorum ac altare raaius cum tribona et panibus

ecclesie venerabilis conventus Sante Cito diete urbis Panhormi, ordinis Predicatorum de obser-

vancia, prò ornamento et fabrica ac decore ipsius chori et maioris altaris, sive ipsius cap-

pelle, legaverint uncias centum quinquaginta in duobus memorialibus per eos faais , uno

manu venerabilis fratris Antonii de Mayda, ordinis prediai, et alio manu fratris Georgii de

ordinis Minorum de observancia confiniiatis per eorum testamenta nuncupativa

et sine scriptis, celebrata unum videlicet manu mei notarii infrascripti die ... , et reli-

quum manu egregii notarii Dominici de Leo die . . . , solvendas et expendendas quolibet

anno uncias quindecim, videlicet uncias x prò legato dicti quondam domini Friderici et

uncias V prò legato diai quondam domini Francisci; unde nugnificus dominus Franciscus

de Bononia, rej^'ius miles, tutor testamentarius magnificorum filiorum et lieredum dicti quon-

dam domini Francisci, nepotum et lieredum ipsius quondam domini Friderici, volens adim-

plcre disposiciones et voluni.ues tesumcntarias dictorum defunctorum et predicta legata

satisfacere prò exoneratione eorum, conservata ... pectore eorum, perquireos aliquem bonum

(') Dal volume di num. 1764 de' registri di notar .Matteo Fallerà (an. i$oj-4. md. VII, fog. 114}-$)

nell'archivio de' noui defunti nell'Archino di Suto in Palermo.


62 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILLX

et cxpcrtum ningistriim scultorcni, qui hujusmodi (ijnis niarnioreum in dicto altari scu tri-

bona ipsius altaris diete cappello coiistruere et faccre deberet , ciini voto et Consilio nia-

"uifici domini Joannis Aloy.sii de Septinio , iitrinsque jiii'is doctoris, contutoris, corani me

notano verbo prestitis, invenit infrascriptum magistrum Antonium de Gagino , .scnltoiem,

qui se obtulit prcdictum opus marmoreum facere et construere in dieta cappella seu al-

tari malori ipsius, modo et forma i\c precio prout infra. Hinc est qiiod hodie , pretitulato

die, predictus magister Antonins corani nobis sponte promisit et sollemniter convenit ac

se obligavit et obligat dicto magnifico domino Francisco, presenti et stipulanti prò dictis

magnificis heredibus minoribus et absentibus, voto et Consilio dicti magnifici Joannis Aloysii

ut supra, facere et construere bene et magistraliter , ut decet, arbitrio boni viri, de mar-

more bono et perfecto , infrascripta opera in dieta tribona altaris magni predicte ecclesie

Sante Gite. Et primo quemdam arcum, laboratum et figuratum ex utroque latere; qui quidem

arcus sit et esse debeat altitudinls di vacanti palnioram vigintiocto et largitudinis di vacanti

palraorum decem et octo, cuin pilastro laborato di li coxi di largicza di palmi dui et dui

terczi et lu contrapilastri di largicza di palmu unu di canna, et la grossicza di lu contrapila-

stru, dintra laboratu, di largicza di dui palmi et dui terczi, et di l'arcu dintra sina a la cornicili

di supra di largicza di tri palmi et dui terczi, cum quilli sculpimenti seu scultura et lavuri

modo et forma secundu la mustra seu designu factu per lu dictu obligatu , et conservatu

per lu dictu magnificu tuturi, subscriptu manu propria mei notarii infrascripti. Insuper pre-

dictus magister Antonius se obligavit et obligat dicto magnifico domino tutori, eciam pre-

senti et stipulanti ut supra, facere et construere bene et magistraliter, ut decet, iconam pre-

dicti altaris magni de marmore bono et perfecto, expensis ipsius obligati; que quidem icona

sit et esse debeat altitudinis palmorum vigiliti duorum cum dimidio di lu scanellu per sina

ala testa di lu angelu di supra, et di largicza di palmi xiiij, vldelicet di la cornichi suptana

di lu scanellu : nec non et facere altare magnum marmoreum cum duabus januis ali canti,

vultati cum marnioreis , di la grandlcza , alticza et largicza di lu altaru grandi , chi è alu

presenti, cum quilla scultura et lavuri et proporcioni juxta lu predictu designu. Que quidem

opera incipere teneatur dictus obligatus a primo septembris anni nij.*" indictionis proximo

venientis in antea, et continuare ita et taliter quod infra annum unum cum dimidio debeat

complevisse predictum arcum juxta dictum designum et deferri fecisse suis expensis ad dictum

conventum in navi : vero teneatur incipere , completo opere dicti arcus in antea, et conti-

nuare dummodo quod inde ad alium annum cum dimidio immediate sequentem sit com-

pleta et expedita predicta icona, juxta predictum designum, ac delata ad dictum conventum

suniptibus , risico et periculo ipsius obligati. Et hoc prò unciis centum quinquaginta prò

omnibus dictis operibus, de quibus dictus magister Antonius est confessus habuisse et rece-

pisse a dicto domino tutore uncias xxx per bancum magnifici Joannis Baptiste Lunbardi,

renuncians exceptioni, etc. Item solvere promisit dictus dominus tutor quo supra nomine

alias uncias xv in mense marcii proxime venientis; et totum restans ad complenientum dic-

tarum unciarum cl modo infrascripto , videlicet in fine marcii cujuslibet anni ab inde in

antea uncias quindecim, donec fuerit ipse magister Anthonius solutus et integre satisfactus


DOCUMENTI

de dkùi unciis et. Sub pactis infrascripiis, intcr diciu» contralicntcs noniinibu» quibut uipra

soUciimi stipuUcionc et jurimcnio timutis. Hi primo , quud , vcnuii U opera in l'alcrrou,

chi (assi qualdii pccxu, chi non agradassi alu diete nugnifìco tuturi , lu pocza rcfuuri , et

ipsu nusiru Antoniu sia tcnutu quillu refari. Itein teneatur dictui obligatus asseptari la dicu

opera expensis ipsius obligati. Iteni, chi li dicii operi sianu subtilimenti lavurati cum omni

diligencia et sapirì di lu dictu inastru Antoniu et perfectioni di inamiori. Itein si dictus

obligatu contralecerit in preniis-tis vel aliquo prcinissorum , teneatur ad omnia dapna, in-

teresse et expensas eciam viaticas ad tarenos iiij prò die , ad quas expensas viaiicas possit

contra eum mitti et destinari commissarius vel procuraior. Frescntibus ad hoc reverendissimo

frairc Johanne de Oddo, provinciale tocius dicti ordinis in hoc regno Sicilie, nec non et infra-

scriptis venerabilibus fratribus, ad sonum campanelle capitulariier congregatis in loco capituli

ipsius convcntus, vocatis vocandis, ut nioris est, videlicct : fratre Petro de Mayda, fratrc Marco

de Brixa, fratre Banliolomeo de Maura, vicario , fratrc Laurcncio de Laurenzio, fratre Ga-

briele Deutiguardi, fratre Nicolao de Rignono, fratre Jordano de Visconti, fratre Jacobo de

Placia, fratre Anthonio de Jardino, fratre Hieronimo de Vigintimiliis , fratre Fetro Griflb,

fratrc Vincencio de Milo, fratre Francisco Bono, fratre Benedicio de Cathania, fratrc Hie-

ronimo de Tabemiia et fratre .\ndrea de Catliania , et premissa omnia fore et esse vera

contìteniibus ac acceptantibus, et consencientibus presenti contractui , et de omnibus in co

contentis sese contentantibus tocius dicti coniractus. Que omnia , etc. Sub ypoteca , etc. —

Testes : Santinus de Carrara, m.' Petrus de Vemengo et Petrus de Barthuloni.

XLVIII.

Eodem xxx." agusti vij ind. 1504 (').

Quia magnificus dominus Franciscus de Bononia, railes regius , tamquam tutor tesia-

mentarius magnificorum filiorum et heredum quondam magnifici domini Francisci de Diana,

nepotum et heredum quondam magnifici domini Friderici de Diana, patri? et fUii, mihtum,

volens expendere et solvere uncias CL in pecunia, olim legatas per dictos quondam dominos

patrem et filium prò fabrica mannorea ad opus altaris magni et chori ac tribone ecclesie

venerabilis conventus Sante Gte; seu infrascripti venerabiles fratres ipsius convcntus, infor-

nuti qualiter magister Antonius de Gaginis, scultor, fuit et est peritus ac optimus scultor,

qui huiusmodi opus subtilius et pulcrius faceret aliis magistris scultorìbus, rogavcrum eum-

dem dominum Franciscum tutorem, quod prediaum fieri faceret per dictura magistrum An-

tonium et non alium magistrum prò dicto respeau : qui quidem magister .\ntonius , non

contentus de dictis unciis cl prò toio hujusmodi opere, voluit et vult habere a dictis fra-

archirio.

( ) Segue al precedente strumento nel cii. volume de' registrì di nour Mitieo Fallerà nel mcncovaio

IO


6.[ I GAGINl H LA SCULTURA IN SIC1LL\

tribus alias uncias xxx, ultra Jict.is imcias ci., et cum cisi.lL'ni fratribus fuit de accordio con-

sequi ab cis seii diete conventu dictas uncias xxx, ultra dictas uncias cl, et dictus dominus

Franciscus, ad complacimcntiim tam reverendissimi provincialis, qiiam intVascriptonini fratrum

sivc conventus, dictum opus fieri per dictum magistrum Antonium co modo et forma prout

ei ... se obligavit construere et facere virtute contractus f;icti manu mea die xxvij prescntis

mensis agusti : ideo venerabili? frater Joannes de Brancliiis, subprior dicti conventus Sante

Gite, corani nobis, cum consensu et auctoritate rev.""' fratris Joannis de Oddo, provincialis

totius dicti ordinis in regno Sicilie, ac in persona sua et nomine interveniens infrascripto-

rum venerabilium fratrum, ad sonimi campanelle capitulariter congregatorum in loco capi-

tuli ipsius conventus , vocatis vocandis , ut moris est , videlicet fratris Antoni! de Salem,

fratris Silvestri de Maraglano, fratris Petri de Mayda, fratris Marci Formica, fratris Bartho-

lomei de Maura, vicarii, fratris Laurencii de Laurencio, fratris Gabrielis Deutiguardi, fratris

Nicolai de Rignono, fratris Jacobi de Platea, fratris Antonii de Jardino, fratris Jordani de

Visconti, fratris Hieronimi de Vigintimiliis, fratris Dominici Agiata, fratris Santorii de No-

vato, fratris Andree de Paternione , fratris Nicolai de Virginali , fratris Vincencii de Milo,

fratris Francisci de Bono, fratris Benedicti de Cathania et fratris Joannis Villanova, sponte

promisit et sollemniter convenit nomine dicti conventus dare et solvere dicto magistro An-

tonio, presenti et stipulanti, dictas uncias xxx, ultra dictas uncias cl in dicto contractu con-

stitutas et promissas per dictum dominum tutorem, completo dicto opere et assectato. Ve-

runi quod si ante dictum tempus dictus conventus recuperaret illas uncias xx, quas habere

pretendit ab heredibus quondam magnifici Joannis Gerardi de Diana , filli et fratris dicto-

rum quondam domini Friderici et domini Francisci, jure legati relictas in ultimis suis volunta-

tibus dicto conventui, seu dicto operi, ante teneatur illas solvere dicto magistro Anthonio,

vel depositare in aliquo banco Panormi prò .... satisfactione dictarum unciarum xxx. Et licet

dictus magister Antonius in dicto contractu, facto manu mea, cum dicto tutore appareat obli-

gatus deferri facere marmores laboratos dicti operis a maritima Panormi ad dictam eccle-

siam, et intervenire a lu assictari, et illum, ut dicitur, farilu assectari impensis suis, modo

dictus subprior, consensu predicto, nomine dicti conventus, promisit eciam dicto magistro An-

thonio solvere delaturam dicti operis a maritima Panormi usque ad dictum .conventum, et

dictum opus farilu assictari expensis dicti conventus. Sed tamen teneatur dictus magister An-

tonius intervenire alu assectari, et dictus conventus teneatur ei et laborantibus dare victum

necessarium duranti lu assectari dicti operis, quamvis sub hoc accordio dictus magister An-

thonius se obligavit dicto magnifico domino tutori in dicto contractu et non aliter .... Qui

quidem contractus quoad reliqua stet et stare debeat in suo robbore et firmitate. Sub ypo-

teca, etc. — Testes: hon. Jacobus de Mineo, Jacobus de Junta et Puchius de Trovato (').

e LXX.

( ) Sulla medesima opera di Antonello in S. Cita in Palermo vedi anehe appresso i documenti LXIX


•tXKL'MHS'TI 6 5

XLIX.

Eodmi icptiino octobris (T/// inJ. ijo^) (i).

Magistcf AmoncUus Gazini , iiunnonrius , e. m. , spontc venJiJii n. joinni Coco de

Clltunuro, prcicmi. ^tunJjin \ui4|;liicm nuniioreain gloriosisMinc N'irginis Marie, co inotlo

et fornu proui est ymago mannorca terre Nicotre in ecclesia Sancte .\(ane la Graccia de

Nicocra, iu quod la mannora sit et esse Jebeat bona et perfecta et chi non chi sia man-

camento nixuno, Jeaurata Jcbitanienti, coniu è solitu; et hoc prò preccio et nomine prcccii

undarum viginti de pecuniis, quarum dictus magister Anionellus recepii et habuit ac con-

fessus est se recepisse et habuissc uncias deccm per maiius hon. KicoUy Filia, renuncian-

do, «e. Reliquas vero uncias deccm , ad coiiiplimentuin dictarum unciarum viginti integri

precii et statuti pagamenti diae ynuginis, ut supra vendite, dictus no. Joanncs solvere te-

netur et promisit, et sic se constituit et sollemniter se obligavit per se dicto nugistro An-

tonello, in pecunia numerata ac in pace, tempore assignaccionis diete ynuginis in eius apo-

theca. Quam quidcm pnagiiiem , co modo et forma ut supra, dictus magistcr Antoncllus

dare, traddcre et ossignare icnctur et promisit, et sic se constituit et sollemniter se obligaNÌt

per se dicto emptori, hinc ad medietaiem quairagesime proximo venture, et ante, si ante

ipsani expediverit ; ìu quod dictus magister Antoncllus tencatur et debeat diaam figuram

sumptibus et expensis ipsius emptoris incaxarc et consignare. Et .... ad mayorcm cauihelam

dia! nugistri AntonelU , circa soluccioncm diaarum unciarum deccm, hon. \'icolaus Rlia,

ibidem prcsens ut supra, se constituit et sollemniter se obligavit una in solidum cum diao

n. Joanne, etc. Cum pacto, quod si aliqua ipsarum parcium contravenerit, etc. — Prescntibus

ven. presbitero Francisco Laxaiu, m. Ferruccio Stagno et presbitero Antonino Micari, e. m.

Eodem (7

L.

di mar^o VII ind. IJO}) (//o./) (-).

Magister Antoncllus Gagini, e. m., marmorarius, presente ibidem et ab co sollemniter

et Icgitime stipulante et recipiente reverendo domino Antonio de Lignamine, condve suo,

perpetuo commendatario abbatie Sante Marie de Gala ac decano nuyoris messanensis ec-

clesie, sponte se convenit, constituit et sollemniter obligavit eidem r. d. Antonio laborare

et Tacere quandam cappellani cum figura Sante .Marie de lu Succursu, de lapidibus numio-

(' ) D»l volume degli anni 1 JO4-5, fog. 61. fra* rci-iitr! Jl nour Giulio de Pascilio neD'irchino dei no-

tai defunti in Messina.

(•) Dal volume degli anni i$oj-4. fog. jJ4 tww a $jj, fra' registri di nour Beirurdino Caseru od-

l'archivio de" noui defunti in Messina.


(>^ I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

rcis, proiit dieta c;ippcll.i et ligure per ipsum iiKioistrum Antonclluni est signata et dejMeta

in quodam designo in earta, remanente ad ... cautclain pencs ipsum doniiniim abbatem cum

siibscriptione manus proprie mei infrascripti notarii. Qiie cappella marmorea debet esse de

mensiira infrascripta, videlicet: l'arcu divi essiri largii palmi novi di nettu vacanti, et autu

palmi xiij: item li coxi largi palmi dui di canna per omni coxa, zoo pilastru di fora et quillo

di l'arcu dintra: la grossicza di l'arcu dintra palmu uno di canna cu li soy rusuni, secundu

è lu designu predictu: item di l'arcu arcutravi, frixu et cornicili palmi tri di canna : item

supra la cornichi la Nunciata cum l'angilu, di palmi tri per figura, di tuctu rilevu naturali:

item a meczu lu bucali palmi dui di canna: item in meczu l'arcu di la cappella de fari la

dieta ynia"ini di Nostra Donna di lu Succursu, corno ò in dicto designo, di tuctu rilevu, senza

alcuno difectu; et quando cbi fussi defectu di la petra oy di lu mastru, clù non fussi na-

turali et senza difectu, lu dictu mastru la divi refari: la quali ymagina divi essiri di palmi

sev et palmo uno di scandello , et cussi sarà di secti palmi ; subta di la quali divi fari la

sepultura cussi comò è designata, zoè di palmi octu, laborata dintra et di fora di quattro

facili et la tavula di sucta laburata dintra: et lu vacanti dintra sia secti palmi di canna, et

la caxa senza lu cuperchiu di auticza di palmi dui di canna, et di largicza di palmi dui et

meczu di canna; et si plui .besognassi, plui la divi fari ad voluntati di ipsu rev. Antoniu :

item lu cuverchiu di supra di palmi secti, scorpita la persuna sua naturali di tuctu rilevu

qucllu chi pari, et sia larga quantu la sepultura, che chyuda comò caxa: item et lu so so-

"liu di l'arcu quantu è la largicza di tuctu l'arcu, cum li soy sporti di meczu palmo di al-

ticza et uno parmu largu: item li fuglagi, che siano ben relevati, ben cavati et naturali, Ti

quali fucilaci si divino fari ad voluntati di ipsu rev. Antonio: item la tavula di l'autaru, chi

la divi dari ipsu rev. magn. Antonio, et ipsu mastro Antonello laburarila: item ancora divi

fari et se constituisci dari a lu dictu rev. magn. Antonio un' altra tavula cum una donna

scorpita di palmi sey, zoè chinqu di figura et l'autro palmo compartirisi in testa et pedi

et di altiza di palmi dui, cum lu so pitafEu ad voluntati di ipsu rev. magn. Antoniu. Quam

cappellam et omnia et singula supradicta bene, legaliter et diligenter ... sine defectu, prout

supra dictum est, se constituit dare et consignare, juxta dictum designum et prout supra est

declaratura, eidem domino abbati per annum unum cum dimidio, numerandum a festo Pa-

scatis proxime venienti in antea, in pace et sine molestia. Quod opus et cappellam ut supra

consignare debet dictus magister Antonellus dicto domino abbati intus mayorem ecclesiam

Messane apud sacrestiam intra, et inde ipsam cappellam murare facere cum eius ... industria

in loco predicto, videlicet ubi est ymago Virginis Marie de Succurso. Quas expensas fien-

das in ferendo dictam cappellam ad dictum locum et in murando et assectando in eodem

loco solvere debet et tenetur ipse dominus abbas. Pro qua causa, pretio omnium premis-

sorum, dictus dominus abbas sponte se convenit et promisit dare et consignare eidem ma-

gistro Antonello uncias auri quinquaginta, in pecunia numerata et in pace solvendas per eum

ipsi Antonello, hoc modo, laborando solvendo , videlicet singulis mensibus quatuor uncias

decem: et nichilominus prò prima solucione infra solucionem premissarum promisit sibi dare

dictas uncias decem in festo Pasce proxime venientis, et inde solvat prout supra. Et si dictus

,


UOCt'MbNTI 67

nugtstcr Anioncllus dcfrccrìt in prcniisùs vcl aliquo premi sM)r uni, imch vuluit id iNiinia

damna et inieresM?, et nuxiine quoti liceat ipu domino Antonio Jictam cappelbm uurino-

ream fieri facere seu emcrc in qualibct mundi parte prò co previo, quo pocuerit et invcnerit,

ad ipsius magistri Antonelli damna et interesse. Pro quibus omnibus simul cum pccuniit

per cum forte receptis fiat contra eum excquutio brevi manu in persona et in bonis, cu.

Presentibiis n. Luciano de Balsamo, ven. presbitero .\ntonio de Panonno, presbitero Bianco

Cjtlcti.i et Aiiiiiiiiii ili- l'jula.

LI.

bodcm fiy Ji ouobre, tnJ. Vili, i J04) (').

Magister Antonellus Gavino, mannorarius , e. m. (civis mtssanatsis) , sponte constituit

et sollemniter se obligavit de novo construere et laborare quamdam custodiam seu rcposiio-

rium Gsrporis domini nostri Jesu Oiristi marmorum no. Nerio Romano, ibidem presenti, ctc;

qium {su) debct esse altiiudinis palmorum quinque a pede usque ad comicem, cum dimidio

tundo, et in diete tundo ymagincm Pietatis, et largitudims de vivo et vivo palmorum trium,

et in cantuneriis figuras de duobus angelis, et supra la porta ipsius custodie unu calichi cum

ostia et altri labori et fuglachi bene laborati et scurpiii. Quam dare promisit expcditam ut

supra eidem Rayncrio, et sic se constituit et obligavit per se et in pace, huc Messane bine

ad fcstum Nativitatis domini nostri Jesu Christi , proximo venientis , prò precio et prccii

nomine unciarum quinque et tarcnorum xv , de quo idem magister Antonellus recepii et

habuit et confessus est recepisse et liabuisse a dicto Raynerio unciam unam, renunciando etc;

et restans precii prcdicti dictus Raynerius sponte se constituit et sollemniter se obligavit per

se in pace in pecunia, et dare, traddere et assignare teneatur eidem raagistro Antonello in

duabus soluctionibus : unciam unam liinc ad edomodam {sic) proximo venientem, et aliam

ad complimentum temporis et assignacionis prediae. Et si aliquid diete partes contravenient

in premissis vel in aliquo premissorum, possit fieri exequutio brevi manu, etc. — Presentibus

m.'° Hieronymo Corvaya, Bem.irdo Spataru et .Vtatheo \'iparano.

UL

W] novembris (1J04) (-).

Hon. magister .\ntonius Gagini, scunor lapidum anis marmorie, e. m., sponte se con-

stituit et sollenmiter oblig.ivit venerabili frati Bartholomeo de Parisio ordinis Sante .\Lirie

(') Dil volume degli anni iS04-6« fog- 90 'f^^o a 91, fra' registri di nour N'icolò Ismiridi ncirarchivio

de' notai defunti in .Messina.

(*) Dal volume degli anni IS02-) fra' registri di nour Manco d'Angelo nell'archivio de' notai defunti

in Messina, e specialmente dal quintultimo di alquanti fogli in fine del detto volume , i quali appartengooo

al seguente anno 1504.


68 I GAGINI E LA SCULTURA IN SIC1LL\

de Monte Carmelo, procuratori convcntus minoris civltatis Cathanie, ibidem presenti, ita et

prout hec et alia iiuius di>dt contineri et apparere in actis iion. notarii Guillelini de Santa

Crucili de civitate Cathanie die iiij novembris viij ind. 1504, facere et sorlevare quamdam

januam marmoree, videlicet palmorum octo altitudinis di vacanti et largitudinis palmorum

quatuor di vacanti, cum so guardapulviri cum so fuglachi, li coxi tucti ad unu peczu, larghi

palmi unius cum dimidio di bona misura, l'arcutravu tuctu ad unu peczu, et simili lu soglu

ben fornita a dui peczi justa formam designi, et lu guardapulviri a dui peczi justa formam

dicti designi, quod est in posse dicti magistri Antoni et procuratoris, subscripti manu mey

infrascripti notarii, prò precio et nomine precii unciarum xj, de quibus unciis xj prefatus

magister Antonius presencialiter et manualiter recepit et habuit ac confessus est se recepisse

et habuisse a dicto procuratore uncias tres in achulis argenteis, renunciando, etc. Restans

vero precii predicti prefatus procurator solvere promisit et tenetur in pace fornyta la

dieta hopera; et ipse procurator debet ponere dictam operam in barca suis expensis ad ri-

sicum et periculum dicti magistri Antoiiii usque ad portum Messane. Quam quidem operam

consignare debet eidem procuratori hinc ad primum diem mensis januarii proximi. Et co-

rani me notario teneri voluerunt ad omnia dampna, expensas et interesse, etc. Sub

pena, etc. Presentibus: n. Hieronimo Muleri, magistro Antonello Neapolitano et Santino de

Carragra.

LUI.

Eodem {2"] di settembre, XI ind., ijoj) (')•

Mag."" Antonellus de Gagini , marmorarius , e. m., sponre constituit et sollemniter se

obligavit hon. Friderico de Blandina de terra Milacii, ibidem presenti, veluti potestati ec-

clesie Sancte Marie de Crispino, situate in dieta terra, de novo construere, laborare et fa-

cere quamdam imaginem marmoream, quam (sic) debet esse bene laborata et proporcionata et

altitudinis palmorum duorum et dui tercii, et suo scanello altitudinis palmi unius simplicis,

deorato a misturi et azori, cum eius filio in blachibus {sic) (2). Quam inmaginem dictus

magister Antonellus dare et consignare promisit et teneatur, et sic se constituit et sollem-

niter se obligavit, expeditam, ut supra, eidem Fiderico, ut supra, hinc ad medietatem men-

sis novembris proximo venturi et in eius apothecam Qic) , prò precio et precii nomine

unciarum sex et tarenorum xv, de quibus idem magister Antonellus a dicto Fiderico con-

fessus est recepisse et habuisse unciam unam, renunciando, etc. Et restans ad complimentum

dare promisit et teneatur, et sic se constituit et sollemniter se obligavit per se in pace et

(') Dal volume degli anni 1506-8, e specialmente a fog. 36 degli strumenti del 1507-8 , ind. XI, frai

registri di notar Niccolò Ismiridi nell'archivio de' notai defunti in Messina.

( = ) Da ciò è chiaro doversi intendere una Nostra Donna col divin pargolo in grembo, comunque non

sia espresso nell'atto il soggetto della statua.


1

DOCL'MISTI 6$

in pecunia ctc, cijmi nu^iviro Anicmcllo in Jiubu^k »olucionibuk, viddicrt unci4* irc« Itine

«d XV i? I vcmun

tempore ' Et u aliquiJ Jiae

pancs V...;.- i,rti.- ... i>. Ani... j. —

Thomco Y&ayi.

I.IV.

Eodcm (li di ottohrf, XI ind., ijoj) (•).

dio Axjrcllo

Magistcr Aniondlus Vachino, nunnoranus, civis Messane, sponte se constituit et sol-

lemniter se obligavii ven. fratrì Antonino Zanchi, guardiano loci terre Castri regalis , pre-

senti , (acere arcum unum de numiora super sepultura quondam m. Geronimi Russu , di

palmi novi di autiza di vacanti et di largita di octu et mezu di vacanti, et di undi suynu

li foglachi di unu palmu di canna et di mezu palmii di grossicza , cum tucti quilli bvuri

comu si demustra in lu designu daiu per ipso mastru Antonellu : veruni chi undi è la diavi

chi divi esseri unu scutu cum li amìi, cum duy spiritelli, chi teninu li armi. Quod quidem

arcum dare sibi tenetur spacliatu et bonu, ut supra, hinc ad menses duos proximo venturos

in dviute Messane, assignatu in putiga, prò preccio et nomine preccii unciarum sexdecira.

Quas quidem uncias sexdecim dictus fratcr Antoninus solvere tenetur et promisit, et sic se

constituit et soUemniter se obligavit per se etc. , in civitate Messane in pecunia numerata

ac in pace etc, hoc modo, videlicet : unam terciam partem cum primum venerit m. Angelus

Saccanu in ciNnute Messane, et secundam terciam panem essendu menczu faau lu lavuru,

et ultimam terciam partem, spachatu lu lavuru; iu quod lu lavuru chi lu digia assignari in

dvitate Messane, et digia andari a lu Castru a spisi loru, scilicet di ipsu m. Angilu. Et diaus

m/ Antonellus digia andari alu Castru a spisi di ipsu m. Angilu alu assictari di lu diau

b\'uru. Cum paao, quod si dictus m. Angelus non aceptaverit prescntem contraaum , nec

se obligaverit ut supra , quod presens contractus sit cassus , irritus et nullus in judiciis ac

si nunquam faaus fuisset. Que omnia, etc, sub pena, etc. — Preseniibus Dominico Mayurana

et Antonino Mancuso, e. m.

xxnj eiusdem diaus m. Angelus Saccano , cercioratus de tenore supradiai conrraaus

et de omnibus et singulis in ipso contraau contentis , sponte contraaum ipsum et omnia

et singula in eo contenu acepuvit, ratificavii et confirmavit ac aceput, ratificai et confir-

nut, ac se obligavit et obligat in omnibus et singulis in ipso contraau contentis. Cum hoc

edam declarato, quod designum est subscriptum manu mey infrascripti nourii, presentibus

n. Antonio Tramuntana et m. Frandsco Saccano, e m.

( ) Dal volume del i S07-8, ind. XI, fog. 34, fra' registri di notar Giulio de Piscalio aell' archivio dei

notai defunti in Messini.

fi "


yo I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

LV.

Eodcm (i6 di agosto, XI ind., ijoj) ( ' ).

Magister Antonellus Gazini, marmorarius, e. m., sponte se constituit et sollemniter se

obligavit Antonino Ansaluni et Antonino Cephilio, duobus ex confratribus confratrie Sancte

Marie Magdalene de Buccheri ( 2 ), facere et de novo construere quamdam ymaginem gloriose

Marie Magdalene, de marmora, longitudinis palmorum sex et unu palmu di scannellu, in quo

scannello sit et esse debeat sculpita la storia di la dieta gloriosa Sancta, et in una manu lu

so puma et in alia manu lu libru. Quam quidem ymaginem, dicto modo et storia ut supra,

e3's dare, traddere et assignare tenetur et promisit in civitate Messane, spachata et bona et

deaurata et incaxata, hinc per totum mensem junii proximo venturum; et hoc prò precio et

nomine precii unciarum viginti quatuor , de summa quarum dictus m/ Antonellus recepii

et habuit ac confessus est se recepisse et habuisse florenos duodecim presencialiter et ma-

nualiter, renunciando, etc. Restans vero dicti confratres solvere tenentur et promiserunt, et

sic se constituerunt et sollemniter obligaverunt per eos etc, dicto magistro Antonello , in

pecunia numerata et in bona moneta in civitate Panhormi, hoc modo , videlicet : supra li

dicti xij fiorini tantam summam pecuniarum ascendentem ad summam unciarum sexdecim,

smarrata chi sarrà la ymagini predicta et meza facta, et complimentum dictarum unciarum

viginti quatuor in dieta urbe Panhormi, expedita dieta ymagine, quam dictus magister An-

tonellus mittere debet in civitate Messane risico et periculo suo , et in dieta civitate Mes-

sane stare risico et periculo ipsorum confratruum. Cum hoc tamen pacto, quod si aliqua

ipsarum parcium, etc. — Presentibus n. Joannello de Ardingo et Geronimo de Polictio, e. m.

( ' ) Dal volume del 1 507-8, ind. XI, fra' registri di notar Giulio de Pascalio nell'archivio de' notai de-

funti in Messina.

( 2 ) Non più ora dubito cosi doversi leggere in questo luogo dell'atto. Imperocché, recatomi io stesso

in Buccheri, vi trovai esistente la bellissima statua della Maddalena, di cui qui è discorso, posta sull'altare in

fondo dell'ala sinistra dell'odierna chiesa a lei dedicata, trasferitavi già da un'altra più antica chiesa del me-

desimo titolo e che fu distrutta da' tremuoti. Lo stile della gioventù di Antonello vi è in tutto evidente dalla

bellezza e dal sentimento del volto, dal modo eletto del comporre, dalla semplicità ed eleganza de' panneg-

giamenti e da quella squisita esecuzione, ond' egli al certo fu sovrano maestro. E tien essa nella sinistra un

libro, giusta il contratto : ma sciaguratamente vi fu rotta la destra mano, la quale, mancante di due dita, con-

servasi in sacrestia, mentre nella statua ne fu supplita un'altra, che la deforma. Oltreché il primitivo piedi-

stallo vi fu ancor rinnovato , serbatovi però in fronte un delicato bassorilievo della Maddalena fra due an-

geli, indubitato lavoro dello stesso Gagini.


DOCUMtNTI 7 1

LVI.

Die vi(;esimo ociavo mcnus julii x.' ind. 1507 (').

In nomine Joniini nostri Jesu Clirisii. Amen. Q^ram nobis notario et tcstibus infra-

scrìptis , Mrrio accersitis , viKatis ci cxistcntibus in prcscntia illustri;» et potemis domini D.

Raimundi de Girdona, providentia Dei et serenissimi domini nostri regis, proregis dignis-

sàmi huius regni Sicilix* citra Farum, pr.t'sentis et buie contractui suam proregiam auaori-

utem presiantis et interponentis , coram rev."*" domino D. Jeanne de Patemione , miscra-

tione divina archiepiscoptì panomiitano, doctorc in decrctis, ipse dominus Joanncs, archie-

ptscopus panonnitanus, sua nobis cxpositione narravit, qualiter rev.*""' dominus archiepisco-

pus prò ornamento et decoro tribonx- altaris maioris dictx* panormitanx- ecclcsix-, cum vo-

lunute concedente et asseniienie spectabilium et iiugnificorum dominorum Nicolai Amonii

de Afflittis, prx'toris, Francisci la Xhabica, prioris, Jacobi de Casirono, Bartholomei de Ma-

strantonio, Jo. Enrici de Diana, Vinccntii Je Bencdicto et Bernardini de Terminis, officia-

lium et juratorum pr;vdicta' urbis, ac ctiam speaabilis don Joannis de Vigintimiliis, marag-

merii diaa- mara^matis , electi et ordinati de comuni consensu dicti rev.' " domini archie-

piscopi et pr.vfatorum et magnificorum dominorum juratorum diax- urbis, proposuerit, velit

et intendat, Deo dante, facere et construere, scu fieri facere, quoddam magnum et excellens

et sumptuosum edificium marmoreum in iribona diax- ccclesix- , maioris altaris , ex parte

intus, ut dicitur, infurrari seu infoderare dictam tribonam de marmore , cum certis relevis

et figuris ac historiis et aliquibus omamentis, iuxta formam capitulationis facix- et firmate

inier ipsum rev.""" dominum archiepiscopum et consortes et magistrum .\ntonellum Gagini,

scuiptorem eximium, tenoris sequeniis :

Memoriate dell' opera , eh' ha edificare e complire mastro Antonello Gagini, scultore di mar-

muri, in la tritona di la matri chiesa di Palermo, secundti pri lu disignu .dimustra. Dio

volendo.

In primis lu dinu mastru si obliga di fari perfetta ogni opera , sculta e lavorau in

tucu perfettioni e bontati di ogni bonu et optimu magisteriu di marmuri, basi, reguli, gule,

ovuli, d'intaglio, frisu, guli reversi, relissivi (?) e coriniii, di rusuni, fughiaci spasati e re-

duplicati cu li soi fruni, gucliulaturi et in soi pilastri spinuli, viticci, candeleri, maroche (1),

( ) Questo primo contratto per U gran decorauone marmorea della tribuna del duomo di Palermo

non trovasi più uggi fra gli atti di notar Pietro Tagliarne, dove in tal data venne gii stipulato. Laonde non

resta che profittar di una copia, benché poco esalta ed incompleta, che ne lasaò di sua mano il Mongitore

e che serbasi al nuro. 10 del volume miscellaneo segnato Qq G jv

nale di Palenno.

Ira' manoscriiii della Biblioteca Comu-

( ' ) Intendi ma^orcii, ovvero ornati composti di quantità di cote legate insieme a guisa di mazto.

Il


I GAGIN'I E LA SCULTURA IN SIC1LL\

trofei, di lu vivii e n.uurali, in prim.i beni lustrati, e di tutta altra opera perfettissima, iì-

nuta di li siipraditti cosi et infrascritti, juxta lu modcllu e secundu la forma di lu dlsignu;

lu quali modella più tostu niiglitn-ari chi peiiu'ari.

L'opera, secundu lu disignu et ordinanza, chi si cunteni in quista forma , ha d' essiri

d'autizza di terra pir fina a lu terzu puntu canni io e palmi 4, livata la grussizza di li mar-

muri; e quistu è di vacanti. L'amplizza e tundu di la ditta tribona sar;\ secundu a lu pre-

senti sta, proportionata, levata la grussizza di li marnimi, incuminzandu di l'ultima culonna

sutta l'arcu di li merguli pir tinu a l'altra simili culonna; e sar;\ ditta larghizza di fora la

tribona proportionata.

Lu appidamentu principali d'in terra, chi caminirii di lu modu et vacanti di la tribona,

ha d'essiri ben cumplitu e proportionatu in sua grussizza di sol corinthi (.'') di basamentu,

secundu è disignatu in disignu, cum la sua altizza proportionata.

Lu tavulaggiu di li marmuri di l'appidamentu ha di essiri commissu a li soi curniciuni

e contra diametri, senza junturi in la sua amplizza, e d'autizza a lu mancu di dui pezzi pir

finu a la sua curnici.

La grussizza di la marmura a lu mancu ha di essiri tri quarti di palmu pir tutta l'o-

pera, et a finiri di la prima curnici in susu ha di esseri di soi ligamenti forti e forniti

A l'assittari 'ntra la maramma in lu edifitiu non ci sia mancamentu, ne pir lu mininiu

a r altru (r), havendu di essiri in ditta opera in li primi quatri dudici apostoli, di autizza

di palmi otto per unu, chi hannu da stari ognunu in sua tribunella cu so nicchia di mar-

mura, subtus a la grussizza di li pilastri; e dittu apostolu, di tutta rileva, chi sulu staia pir

si (per 5(') cu so atti e muvimenti di lu viva e naturali, cum so panniggiari , secundu ri-

chiedi ad ognuna per s'i è per so attu di lu naturali.

Similmenti hannu di esseri 12 altri pirsunaggi supra ditti apostuli, di autizza di palmi

otta, et in menzu loru tribunelli cu li loru nicchi, attiggiandu di lu naturali cu soi muvi-

menti, conforme è dittu di supra in lu precedenti capitulu. Li figuri e pirsunaggi su' quisti:

li quattro virgini, videlicet S.^° Christina, S.'" Agata, a li cantuneri S.'" Lucia e S.'" Sicilia;

appressu li dutturi et evangelisti cu li loru cartocci scritti e libri in manu.

Et supra li nicchi di 1' apostali hannu di esslri per ogni nicchiu un angilu di più di

menzu rilevo, et ogn'unu attiggiandu cun so attu in manu, d'autizza di quattru palmi: supra

li evangelisti, dutturi e virgini lo architravu, frixu e curnici, in la quali frixa havi di essiri

una cumpagnia di angeli di più di menzo rilevo pr'autizza proportionata a tri palmi, juxta

la forma di lu disignu, et havi di intrari cu li soi ligamenti e proportioni intra la maramma,

secundu richiedi sua fortizza e spatietati.

In lu arcu di lu terzu puntu, undi finisci l'opera, pirch'i su' 12 profeti et in menzu

un tanna cun soi significationi secundu lu disignu, li profeti hannu di essiri chiù di menzu

rileva, di autizza proportionati chiù di 7 palmi, cun soi movimenti et atti di lu viva e na-

turali, cun soi cartocci in manu di loru ditti scritti, cun tutti soi guarnimenti dilicati di fo-

ghiaci e spiritelli sapra l'arcu, coma appari pri lu disignu, et in megghiu perfettioni lavurati.

Lu Deu Patri e jerarchia d'angeli in lu summu gradu di la tribona ha di esseri di mu-

sia, Dio volendo, et non va in quista ordinationi.


DOCl'MES'TI 7 )

I.'ircu stipra di lii Dio Patri, unJi su' li siarafini , ha «li nari di nurmorj e Ji tuni

rrgtumiinrnti di lu supracrlu, tindi ha di c^siri la jcrarchia di l' ingili, dnou^tritiJu i]iii%ti

uli mannurì di bonu e pcrfcttu lavuri di fii^'hiaci e ruutni spiranti e d'etùrì dupUti cuti

coi gUk'huli, coniu è prì lu disignu et in più pcrfcttinni lavurati e cuinpiiti, di li quali farri

rtiam modellu, sì farri bi«^fn>u.

In hi menni di li ap»i$tuli et cvan^tlisu, joniu e diiiu di supra, ha di c\Mri v


I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

mazoche, trofei et altri cosi simili, in tutta perfettioni et optimi magisterii lavorati; e suina

li pedi di ornili apostolo la storia Ji li santi niartirii, di più di menzu rileva, di la perfet-

tioni ut supra.

Lu secundu quatru di S.'" Christina in lu ringu di li virgini, dutturi et evangelisti, lu

quali quatru incumincia di la curnici supta li pedi di li virgini e va a la curnici supta lu

Deo Patri et di profeti, sar;\ d'autizza canni dui et un palmu; e la larghizza seu amplizza

di lu dittu quatru di vivu a vivu cu 'ntrambu li pilastri sar;\ palmi 7 e 2 terzi. Et in ditta

autizza e larghizza di lu dittu quatru ha di essiri la Virgini intru la tribunella, cun so nic-

cliiu, cu la grussizza di li soi pilastri e tutti soi guarnimenti, comu è dittu supra, per summa

e prezzu di unzi 80. E per quista summa e prezzu di unzi 80 si obliga sequitari e cumpliri

tutti li altri II quatti di unu in unu, correspondenti cioè di li virgini, dutturi et evange-

listi, chi sequitanu in lu disignu, da farsi in lu modu e forma di lu primu quatru di li ditti

virgini, cum tutti soi misuri, ordinattioni, buntati e formi naturali in li personaggi , comu

di supra è dittu. E sarrannu ditti 1 1 quatti, tantu in la misura di l'autizza, quanta in l'am-

plizza, di simili misura, bontati e qualitati di lu primu quatru di S. Christina, lavuratu in

tutta perfettioni , cumplitu secundu riquidiranno da per sì {di per sé) li virgini , li evange-

listi e dutturi per loro personaggi et attiggiaraenti.

Lu quatru d'immenzu (^d'iti me:^:(o o centrale), undi veni la seggia di lu prelatu e li dui

storli di Nostra Donna, di autizza di terra , undi principia ditta seggia , per finn a li pedi

di lu Diu Patri, sarrà canni 7 e palmi 4, e di amplizza e vacanti una canna di lu vivu din-

tra di pilastro a pilastro, ondi sarrà la figura di Nostra Donna assittata co lu so fighiu in

brazza et attorno soi angeli, rosoni, foghiaci e supracelu, intru una tribona. In l'altru quatru

di supra la storia di 1' Asunsioni di Nostra Donna cun so apostoli , histuriata comu si ri-

qoedi, com omni soi perfettioni e pirsunaggi di lu naturali in tutta perfettioni, cu lu vacanti

e misura et cum la ditta seggia di lu prelatu pri finn a la curnici sutta li pedi di lu Diu

Patri, l'aotizza, amplizza et forma jam dieta, pir preczo di onzi 248. L'arco, ondi so' li 12

profeti et in menzo ono tonno, comu demostra lo disigno, sarrà di amplizza di ona canna,

con so cartoccio, .... spiritelli e foghiaci. Sarrà dittu arco di l'aotizza rispondenti a lo terzo

punto, co li ditti profeti di più di menzu rilevo in totta perfettioni, comu è dictu di supra;

et ancora li riqoatramenti di la jrarchia di l'anglli in lo supracelu e supra lu Diu Patri e

tutti altri goarnimenti disignati in lo dittu supracelu di soi rusuni e fughiaci spicati e re-

dimpUcati cum soi gottole perfettissimi, per preczo di onzi 351.

L'arco sopra lo Dio Patri, ondi su' li serafini designati, in tutta perfettioni e soi cum-

plimenti, per preczu di unzi 50.

Item si obliga lo ditto mastro pri patto espresso, chi lu marmuro havi di essiri netto,

bianco, lustranti e di bona grana, netto cioè di omni vina e brottizza, a totti .... perfettioni

undi è visu e mano di omni figura di rilevo , chi farrà a 1' opera , tanto picciula , quanto

grandi sia, di tali condittioni e nittizza lavurata. Però li figuri di rilevo e li quatti di Nostra

Donna hannu di essiri cumpliti e finiti di nianu di lu dittu mastra , et omni altra opera

si possibili fossi.

,


DOCUMtSTI 75

Et ancora pri pattu »pccialì et csprcMU u oblila e vuli dittu nustru, ciii, ki a li pir-

Wiuggi e figuri di rilevu ci fussi alcuiiu nuncanirtitu o disproportioni, tantu in tcua, :

spalli , bnxzi , manu , gambi, |>cdi et in otnni altru mcmbru et in tuttu lu curpu , fora di

mnni nixuni di lu vivu e di lu naturali, chi quilla tali figura resti senza altra raxuni e cauu

a lu dittu mastru Antonellu. Judicata però (sia) e vista ditta figura pir loru comuni r

uno expeno di l'ani pri lu diitu nusiru, et unu gintilliomu pri lu inarammeri di la >.ii4,

e pri loru tenta cliginu et elessiru ex nunc prò tunc a misser Antonio di Riiuldu , et in

ditettu di lu dittu misscr Antonio ... volinu e sunnu di accordu chi lu dittu terzu sia scmprì

gentilomu intelligenti di la citati, non itustru d' ani. Da li quali expeni si darà juraniento

solletmi, chi haviranno visto l'opera fatta; et notatoli o a loro li parissi alcuno minimo

difetto e mancamento, comu è dittu, quilla tali opera diva restari pir dittu nustru senz'altra

raxuni o causa, nò farili .... chiù nullo altro rispcttu, salvo alcuna buiitati e tutu bona per-

fettioni di omni complimento et in superlativo inagistcrio (?); a lo iudiiiu di li quah pro-

metti cum iuramento stari et obediri , etc. Et compiila tali opera , si havi di rividiri in

terra et in potiga, e lu dittu mastru divi punari la ditu opera per insina davanti lu altaru

a so rìsicu e fununa et a dispisa di la maramma.

Item, dittu nustru si obliga dari ordini et usari omni diligencia in lu assitun di li mar-

muri, figuri, pirsunaggi et omni altra opera, cun tutta so fatica di spiritu et intcllettu; però

a dispisa di la maramma. Et in casu chi a lu assittari di 1' opera ci fussi alcunu pezzu di

marmura, chi si vulissi aggiustari o replanari per equalari juntamenti a la juntura , quistu

l'haia di fari lu dittu mastru.

Item di ìì imagini di rilevu prometti dittu mastru chi di ognuna farri modella avanti

chi la principia di marmura; e quillu tali mudcllu divi musirari a li nurammeri davanti per-

suni expeni e maturi per poi fiiri di lu dittu misser Antonio di Rinaldu , terzu elenu.

Item, pir tutta quilla quantitati e summa di dinari fussi data per accaitari marmuri, ipsu

prefatu mastru Antonellu sia tenutu, e cussi si obliga, dari idonia plegeria e securiuti a la

ditta maramma, ac ctiam havissi d'assicurari ditti mannuri e quiUi fari veniri in Palermu lu

più prestu chi sarrà possibili. E casu chi nun dassi ditta securitati, ditta maramma sia untu

tenuta dipusitari li dinari in bancu cun ditti cunditioni, et ipso mastro Antonello s'intenda

constituto in mora et culpa.

E più per pano voU lu dinu mastru , chi li unzi 150, e si più per diversi pezzi o-

gn' anno per l'expedittioni di l'opera, chi si ci dugnanu in tri paghi; e dinu si obliga dari

sculpitu, spiditu e complitu unu dì H quatri in fini di la terza paga, intendendo chi la ditu

terza paga nun la pozza haviri eccettu finitu lu quatru ut supra. E si diiuri currìssiru pri

summa di dui quatri o tri simili, si obliga cumpliri e spidiri omni altra opera in lavuri per

dari. Dio volendo, continuo e presto fini a l'opera (>).

( ) Qvi resta in tronco la copia di iiuno Jd .Moii^itorc, clic quindi in fine vi ha :

uni posùlU

nel aurginc: • L'ano l'habiamo bsdato. Il nouro: Ex jctis mtis nWdWi Trlri Tagliènti _. . _ • Laonde,

nuncinJo jdcsso l'originale strumento fra' rogiti di quest'ultimo nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio

di Stato in Palermo , non si ha che ad aggiungere una nou , la quale solo vi si rìn\-iene nel volume del

detto anno della X ind. 1 S07-8 e che dovea icmiiiure il detto strumento.


•jé I GAGINM 1- LA SCULTURA IN SICILL\

In nomine domini nostri Jcsu Christi. Amen. — Ex quo magister Antonius G;it;inus

marmorarius , se obligavit maragmati majoris panoimitane ecclesie facere qiioddam opus

marmoreum in tribona magna ditte majoris panormitane ecclesie , jiixta formam contractus

celebrati manii mea infrascripti notarli Petri Taglantis et juxta designum factum in parga-

meno per ipsum magistrum Antonium, quod conservar! debetur per dittum maragma ad fu-

turam rei liujus mcmoriam , et cautclam contrahentium : et ideo factum est presens actum

publicum per me notarium supradittum, ad cautclam et instanciam contrahentium predicto-

rum , ad hoc ut et fides in posterum adhibeatur quoties ad dictum designum erit relatio;

die vicesimo octavo mensis julii 1507; presentibus prò testibus magnifico domino Girardo

de Bonanno, magistro ràtionali hujus regni Sicilie, et magnifico domino Yheronimo de Franco,

utriusque juris doctore, judice magne curie rationum; subscriptione mei ditti notarli et signo

roboratum.

LVII.

Die xxv.° mensis januarii xiij ind. 1509 (i).

In nomine domini nostri Jesu Xpi. Amen. Cum in presencia spectabilis domini don

Ra3"mundi de Cardona, providencia Dey et serenissimi domini nostri regis, tunc proregis

huius regni Sicilie citra Farum, coram reverendissimo domino don Joanne de Paternione,

miseracione divina archiepiscopo panhormitano, dottore in decretis, cum voluntate coadhe-

rente et assentiente spettabilium et magnificorum dominorum pretoris et juratorum felicis

urbis Panorml ac etiam spectabilis domini Johannis de Vigintimillis, tunc maragmerii ma-

ragmatis majoris panhormitane ecclesie, magister Antonellus di Gagini scultor se obligaverit

construere et facere seu fieri facere quoddam magnum, excellens et sumptuosum hedificium

marmoreum in tribona diete majoris panhormitane ecclesie , seu in altare ipsius ex parte

intus, certo modo et sub certis pactis , legibus et conditionibus , prout patet virtute con-

trartus facti manu egregiì not. Petri Taglantis die xxviij mensis julii x.'' ind. 1507, proxime

preteriti : quem contractum (sic) in omnibus et per omnia stare habeat et debeat in suo ro-

bore et firmitate, ita quod per presentem non intelligatur dictus contractus derogatus, sed

in eo addiderunt obligacionem obligacioni et cautelam cautele: propterea hodie, presenti die

pretitulato, coram me notarlo et testibus infrascrittis, serio accersitis et vocatis et existentibus

coram dicto reverendissimo domino archiepiscopo et magnifico domino Fabio de Bononia,

thesaurario et maragmerio, dictusque magnificus dominus Fabius prò parte et nomine spec-

tabilium dominorum Petri Antoni! de Pilaya, militis et baronis feudi di lu Bactican! , pre-

toris, magn. Nicolai Impax, prioris, magnifici Aloysii Manuelis, magnifici Antonini de Ho-

(') Dal volume di num. 2261 de' registri dinotar Antonino Lo Verde (an. 1509-10, ind. XIII, fog. 422-

26) nell'archivio de' notai defunti neir.\rchivio di Stato in Palermo.

,


'OOCUMENTI 77

modets, iiugnifici Guilicimi Spjufora , nugniiicì X'inccniii Jc Zabattcrio et nu(;ni(ici Yhc-

rontnu Saiulics, juraiorum Jivtc felici» urbis, abscniium, prò ijuibu» Jc rato pruiitÌMi prc-

sentent womracium et omnia in co contenta ratificari facete juxu fonnain ritu», sub ypo-

theca, «e, Jictus nu^^sier Anionellus de Gagìni se obligavit et obligat construerc et faccre

dictum edificium juxta fomuni et tenore infrascrittoruin cjpitulorum et junture.

In primis : l'crkl alu presenti ò stata misa certa parti di tavulaju di inarmori plani,

lu quali a multi persuni di la chitati, e maxime alu reverendissimo munsignuri ari.liii:piscopu,

priturì, juraii et nuragmeri, non pari esseri aconsu lu dictu tavulaju e basamcntu, pcrchi fu

et i muhu poviro, actenta la opera havi di sequiri cu la diaa tribona; et cussi lu diao

reverendissimo signuri arcliiepiscopu, preturi, jurati et maragnieri li havìno parsu undi era

lu tavulaju planu fari lo lavuratu, comu veni aprcssu lu prìmu quatro supra diau tavulaju,

cum altro basamento pluy grandi, comu sì conteni in una junta facta novamcnti per lu diao

mastro Antonellu , designata in una carta cum soy misuri , li quali si narrirannu apressu;

et quilla subscripta di nianu di mi notaru infrascrii)tu.

Lu dictu quatru ajuntu serri di auticza di palmi vintiottu inancu un terczu cum tuctu

lu basamentu, comu in la dieta junta designata in la cana si conteni, videlicet : la cornicili

supra li Apostuli di autiza di un palmu et unu terczu , e lu frixu di auticza di dui palmi,

et l'arkitravu di uno palmu et unu quanu; et li pilastri e soy capitelli et vasi scrranno di

palmi quatordichi ; et lu basamentu di li storii supta li apostoli cum li loru cornicili di

sulta e di supra serranno di auticza di palmi quattro : resta di netto per la storia palmi

tri , et r unu palmu si comparti per intranbu li cornicili sutta et supra , et lu basamentu

grandi serrai di palmi cliincu di auticz;^; a la quali auticza liaianu di essiri li soy cornicili

di supra e di suna , e lu planu di in meczu; la quali cornicili di supra serra di grussicza

di un palmu et un terzu, et la larghicza di dieta cornicili serri di palmi tri , chi ondirà a

tuccari lu muru. Et lu planu di ininicczu serri di duy palmi manco meczu quartu, e la sua

grussicza serri di quarti tri e non niancu, e la cornicili di in terra serri di unu palmu e

tri quarti ; e tucta la supradicta misura si havi di fari di tuctu quillo lavuri, chi alu disignu

si dimustra, cum li sporti loru correspondenti et onni altra cosa etiam in la larghicza di lu

quatro, comu per lu dictu contractu è specificata di la loru perfectioni cani tucti quilli paai

et conJictioni in ipsu contractu specificati.

Et per lu dicio ajunginientu cum soy misuri, comu è dictu di supra, considerati ormi

cosa e dicto tavulaju, su' di accordiu cum lu dicto mastro Antonello e maragmcri per unzi

siaanta tri , chi veni ad esseri cum li unczi chentu quindiclii unczi chentu sictanu octu

per li duy quatri ; in lu quali quatro supranu chi csti lu quatro di li Virgini , Doauri et

Evangelisti incostu lu dictu quatro , cum soy pilastri , comichi e lu nicchiu , chi era di li

Apostoli, cum so architraverso supu lu nicchiu e lu cunpiimentu di li canni chincu e palmi

tri, prout infra, lu quali su alu locu, dondi era l'Apostuli, comu si demustra per lu primo

designu ; li quali dui quatri intranu in la misura di 1' auticza di diai canni chincu e plui,

secundu si conteni per unu capitulu pri lu primu quatro di Santu Petru.

Et per comoditati di la ecclesia e di lu dictu mastro Antonellu sunno di accordio di la


•jS I GAGINI H LA SCULTURA IN SICILIA

summa Ji iinczi chcntii sictant.iotto pagari a lu Jicto mastro Antonellu unczi clientu, juxta

la forma di dicco primo contractu, per iu primu quatro di terra fina ali pedi di li Virgini,

infra pagamento di li dicti duy quatri. Lu quali mastro Antonellu, conplito tuctu lu primo

oiro di li Apostuli, divi sequiri lu quatru di lu ringu di li Virgini, Docturi et Evangelisti,

et haviri di quatro in quatro lu conplimentu di li unzi 178, pagatu comu di supra è dictu.

E non sequendu lu dicto mastro Antonello la dieta opera, e mancando per ipsu, sia tinuto

a danni et interessi , secundu la raxuni permittir;\. Et non avendo dictu mastro Antonellu

dinari di la ecclesia, juxta la forma di dictu contractu, non sia tinuto a dicti danni et in-

teressi.

Et spachatu lu dictu quatro , si digianu extimari li marmuri , chi intranu in lu dictu

quatro per li infrascripti nominati alu octavu capitulu , e tantu si digia pagari minu di li

unzi 176 {sic): e lu maragmeri li digia fari boni a lu dicto mastro Antonellu, ali dinari, chi

lu dictu mastro Antonellu havi havutu per lu preczu di Ji marmuri, chi havi acaptatu: cussi

si digia livari di quatro in quatro.

Et perch'i illà, undi stavatiu li Virgini, Docturi et Evangelisti, ora li dicti Virgini si

mectinu in lu quatru undi eranu li Apostuli, et quillu spaciu, undi eranu li Virgini , resta

vacanti, undi in quillu locu si chi hanno di fari Martiri et altri Santi a loru electioni, cum

li medesimi pacti di lu dictu quatru di li Virgini, cum li loru misuri , chi su' specificati a

lu primu contractu et lu designu, lu quali è per lu preczu di unzi Lxxx, cum tucti li pacti

e condiccioni di lavuri et misuri per lu contractu e designu si demustra.

Et a lu quatru di in meczu, undi havi di essiri Nostra Donna cum la storia di la Tra-

passioni di supra, comu specifica lu dicto primo contractu, tantu di lu preczu , quantu di

la misura, chi in dicto quatro si aja di livari la valuta di lu tavulaju e basamentu, chi divia

fari; et ànnuchi di pagari lu basamentu grandi e li soy cornichi, crixuto a dicto criximentu,

et la fenestra, la quali verrà in meczu di lu ringu di li Martiri. E tucti quisti tali cosi si

hayanu di stimar! per dui comuni amichi, e lu terczu sempri sia lu magnifico misser An-

tonio di Rinaldi, juxta la forma di lu primo contractu, chi in la stima digianu extimari et

esseri tucti tri insemi: li quali comuni amichi digiano esseri mastri di l'arti per quisti dui

cosi tantum in dicto capitulu ,

juxta la forma di dicto primo contractu. Li quali cosi si

digianu vidiri juxta la dieta forma di dictu primo contractu, et di rividiri li figuri et antri

cosi si intendano juxta la forma di dicto primo contractu: et stimati chi serranno, agiano

di pagari incontinenti tuctu quillu vestiranno di dinari, computato quillo divia fari ut supra,

juxta la forma di lu designo. Et sempri si digiano extimari li marmori , chi crixinu in la

dieta opera, di quatro in quatru, et deduchiri, comu ò dictu di supra, dictu mastro Anto-

nellu di li dinari, chi havi e ki havirà di la ecclesia.

Et si lu maragmeri dassi pluy dinari chi non è lu primu quatro , chi in tali casu lu

dictu mastro Antonellu sia tenuto lavurari e fari lavurari per dicto quatro et in quilli se-

quenti, e dari spachamentu: et si chiuy dinari chi dassi per dui oj tri quatri , comu dicto

primo contractu declara, ipsu mastro Antonellu sia tinuto alligari (sic) et mectiri mastri e dari

spachamentu, chi la ecclesia sia secura di esseri servuta, quando non abastassiro quilli labe-


DOCUMKNTI

rami havi dictu mastro Anioiicllu in la dicia opera, intendendo Mmipri, chi ! >''•''•, tamu

di siorii, quantu di figuri grandi, li digia fari di manu propria dicto nuutru .. «cuni

tucta perfeccioni et bontaii, juxta la fonna di dicto primo contractu, ad qucni in oainibiu

et per omnia se referunt.

Et si lu dictu mastro Amoncllu non actendissi a lavurari et Uri Ltvurari la dieta opera

continuu, chi in tali casu la maragnia seu mara^^mcri di quilla pocza fari lavurari cuin altri

mastri a dispisi et interesse di ipso mastro Antoncilu , et chi pocza fari veniri mastri di

undi meglu li porrà haviri , et staya a la electioni di dictu nuragmerì fari lavurari a soy

interessi, oy resindiri lu primo et presenti contractu e contracuri cum altri nustri. Et non

havendo dinari lu dictu mastro Antonellu di la ecclesia di terczu in terczu. juxu la forma

di dictu primo contractu, non sia tinuto ad interessi né danni. Et casu ki diau austro An-

tonello, lavurando di manu sua propria per fari li cosi cum diligentia, non potendu com-

pliri dicti figuri e li cosi divi fari di manu sua in dicto ..... in uh casu. non fachcndo sir-

vicio ad altru locu e pani, eceptu a lu dictu sCrvitio, non si pocza diao contraau resin-

diri. né fari a lu dicto mastru Antonellu danni nò interesse, non venendo lu mancamento

di dicto mastro Antonellu.

Et perkl alu presenti chi surmo marmori per lavurari più quatri. chi quandu dicii mar-

mori venissiro a finiri, dictu mastro Antonellu sey misi iiinanti digia requcdiri lu marag-

meri, chi landu serri, chi li digia donari dinari per fari veniri figuri oj nurmori: et quando

diau mastru Antonellu non H polissi haviri , chi non sia tenuto a damai né ad interessi :

e danduchi dictu maragmeri dinari, chi sia tenuto dicto mastro Antonello dari pligiria di

dicti dinari, juxta la forma di dictu contractu, et non aliter nec alio modo.

Item chi l'opera di lu tavulaju planu misa e quilla laborata per nutati ipsu mastro An-

tonellu la digia , risico e periculu so, hvari, dandoli la maragma seu maragmeri di quilb

U ingegni et U homini; lu quali mastro Antonellu agia di haviri uozi vjij per lu interessi

di la manifactura di dictu tavulaju, perchì non si metti più.

Item perchì lu dictu mastro Antonellu era tinutu per dictu primo contractu a necuri

li capitelli e basi di li culonni, li quaU su' ala tribona , a soy dispisi , et. ora non intranu

più a l'opera, chi tali capitelli e vasi si digianu cxtimari per li supradicti chi tempu potia

andari per anncctarili, e tanti divi fari boni dictu mastro .\nionellu a la dieta maragma; e

ki dicu maragma digia pagari a lu dicto mastro Antonellu quillu serri stimatu la nustria

di l'unu capitellu e basa, lu quali è factu novu.

Item chi H supradicti capituli et cauteli si intendanu per lu ajungimentu di novu ac-

cordati, stanti sempri diau primo contractu in suo robore et finniute; et ipsa nuragma sia

sempri obligau juxta la forma di dicto primo contractu. Que omnia etc. promiserunt rata

habere etc. in omnem eventum et in pace etc, de plano, sine lite, etc. Sub ypotiieca, etc.

Testes: magnificus Petrus Poncius Mignia, no. Jacobus Biczolus, ven. presbiter ... Bellauu,

spca. Franciscus La Panictera, Bertus de Trapani et alii quamplurimi.


79


80 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

LVIII.

Reverendissime et in Christo pater et domine, prelate noster observandissime comend.

— Profecto ncque magis necessariam, neque majori laude dignam rem potuit referre reve-

rendus dominus Joannes Sanches, quam proponere magnitudinem et prestantiam operis mar-

more}-, quod ccptum est in convexa testudine circa maximam aram huius alma; ecclesias

panormitana;; functusque est flagrantissimi intercessoris partibus apud Vestram R."'"" Domi-

nationem, prò decore et adjumento predicti operis, veluti vir spectatus, huius patrice aman-

tissimus et gloria sempiternc'e Vestra; R.'"°'^ Dominationis cupidissimus. At Vestra R."'" Do-

minatio, qum in exoranda plenaria indulgentia prevenerit nostra vota nostrasque preces,

usa est offictio spontaney et beneficentissimi principis, apparuitque repente nobis tale be-

nefictium, sic ultimo datum, jucundius et grandius quam sperabamus. Itaque in presens quas

referre debeamus, pares tanto muneri coelesti, non facile invenimus, sed quas possumus a-

gimus et liabemus Vestras Rev ."'"'' Dominationi gratias, que prudentissime dignata est omnium

animarum saluti unico dono bene consulere , et condecorand^ ecclesias suse panormitanae

opem frugiferam ferre. Verum persuadere sibi debet Vestra R.""" Dominatio, quod hac sua

benefica et auxiliaria industria oblatàque opera, prò simili futuro pr^esidio, devinxit sibi no-

stros et omnium civium panormitanorum animos: nec diffidimus eandem consecuturum di-

vinum presidium apud omnipotentem Deum, bonorum omnium certissimum remuneratorem.

De custodienda cautissime ac fideliter dividenda pecunia, que proventura est ex Christi fi-

delium dextra adjuvante, omnia efficientur secundum voluntatem Vestrse R.""" Dominationis,

cui nos obnixe commendamus. Et supplices oramus Divinam Majestatem, ut talem et tantum

pastorem nostrum concedat nobis imposterum, prò huiusmodi munere plenarie indulgentia

non intercessorem et advocatum , sed largitorem et unicum ecclesie militantis pastorem et

dominum clementissimum

(i).

Datum Panormi, in palatio urbis, die viiij januarii ij.'' ind. M.° D xiiij.

Tetriis Antonius Farfagla m7 not.

KJ"° in Christo patri et domino d. Francisco , titulo Sancti Marcelli Sacrosancte Ro-

mane Ecclesie presbitero Cardinali, panormit'ano prelato nostro observandissimo (2).

LIX.

Multo illustri, potenti et virtuosissimo signuri (5),

Havendo in questa nostra maior ecclesia incomensato la tribona di lo altari majori di

( ' ) Continua qui la lettera, facendogli istanza d'interporre la sua autorità perchè l'abbate del monastero

di S. Spirito rinunziasse l'abbazia da lui tenuta per unirla al grande ospedale, allor di recente fondazione in

Palermo. Il che però non fa al nostro scopo.

(2) Dal volume dell'anno 1515-14, ind. II, fog. 262 retro a 263, nella raccolta ÌQg\{ Atti, Vandi e Trav-

viste del senato palermitano nell' Archivio Comunale di Palermo.

(>) Dal cit. volume dell'anno 1513-14, ind. II, fog. 261 retro a 262 , nella mentovata raccolta degli

Atti, Bandi e Trowi$te del senato palermitano nell'Archivio Comunale di Palermo.


DOCUMENTI 8l

una sumptuosa npcra marmorea, comii X'ostra illustri Si^nuria esti beni infoniuia; viJendo

CUOI lu ordinario vntroito di la nuramina non la potiri finiri senu grandi distaniia di tem-

po; desiderusi di lo complimento di tanta opera, pen&amo alcuno expedienti comò quilla si

hivissi potuto compliri. E non sindi prisi altro chi liavirì recurso et suplicarì a la Sanaiti

di nostro signuri el papa, con lo mezo di lo reverendissimo cardinali panomiitano, nostro

prelato, che si avissìro indulgencii plciì.irii. Et Sua Sanciit!^ , liavciido rcspccto a quiiu fe-

lichi chitaii et una tanta sumptuosa et soUenmi opera, con lo mezo di lo supradicto rcv.""

cardinali, ni ha conchesso uno giubileo plenario, lu quali incomensa la vigilia di la gloriusi

Nostra Signura di marzo, chi è a li vintiquaiiro per tucti li vintisei ditto; el quali non si

pò exequìri, né havirisi ad pruvidiri in farilo promulgari per tutto el regno, sensa la exc-

cuioria di Vostra illustri Signuria, a la quali supplicamo li plara conundari si expedisca lo

più presto sia possibili. Et per inviari lo preditto giubileo non curanio allargarini in altro per

quillo si diri. E similimemi , perch'i più tempi fa trovamo in putiri di certi gintilhomini,

deputati collecturi di lo munti di la pietati, rescòssi in summa di unzi sissanta vel circa, et

videndo chi dicti dinari non serviano più a dicto opo , anzi si convertiano ad utilità par-

ticulari di alcuni persuni, ni parsi haviri recurso similimemi a Sua Sanctità, chi si havissiro

di convertiri a la frabica di ditu opera. El quali, juntamenti cum lo giubileo, tramenimo a

Vostra illustri Signuria, supplicando quilla cum cclcriiate vogla comandari chi expedixano li

execucioni di quilli. Et non indi occurrendo altro , baxando li mano di Vostra illustri Si-

gnuria, la supplicamo acceleri suo felichi advento in quista felichi chitati, el quali da tutti

è desiderato in la chitati. Laudatu Dio, non occurri cosa per adviso di Vostra illustri Si-

gnorìa. Omni uno sta quietaraenti , e dal canto nostro si attendi alo servicio di lo omni-

potenti Dio, di Sua Catholica Maestà, di Vostra illustri Signuria, et in tutto quillo ni pari

esseri beneficio generali di quista republica. Nostro Signuri la molto illustri sua pcrsoiu

guardi e prosperi comu desidera con augmento di so stato.

Ex urbe felici Tanormi, die vij januarii ij ind. iji) (iji-f)-

LX.

Ttstamentum magislri rincenlii Carrara (i).

Eodem xxj.° augusti ij.' ind. 1529.

Petrus xAntonius Farfagla magJ not.

Notum facimus et testamur quod hon. magister Vincentius Carrara, corani nobis, ja-

cens in lecto, licet eger corpore , sanus tamen prò Dey gracia mente et intellectu , ac sue

proprie racionis bene compos, limens divinum judicium repentinum et casum humanje fra-

(') Dal volume di num. 1781 de' registri di nour Francesco Cavarretu (an. i}i6-i9, iaJ. XV-H. fog.

774 rttró a 77;) neU'archix'io de' noui defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


82 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

gilitatis pntscntis vite lubriciiin, consiJeiMns et attemlcns quod nil ccrcius morie, nilque in-

certius Iiorà ipsiiis mortis , volens it;ique Je bonis suis temporalibiis solemniter disponere

diini vite temiinus niemorieque integritas sibi instaut, cassis piius et viribus omnibus eva-

cuatis omnibus testamentis, codicillis, donacionibus causa mortis et .... juramcntis aliisque

suis ultimis voluntatibus sivc per cum lìuc hactcnus conditis et perfectis, suum nuncupativum

et sine scriptis condidit testamentum, quod valere jussit et omnimodam robboris firmitatem

obtinere debere.

Imprimis dictus testator imploravit auxilium omnipotentis Dey eiusque intemerate ge-

netricis virginis Marie , tocius humani generis protectricis , et omnium Sanctorum superne

curie.

Item dictus testator jussit cadaver suum sepelliri et humari intus ecclesiam Sancii Fran-

cisci et in cappella marmorariorum.

Item instituit in suos heredes universales in omnibus bonis suis mobilibus et stabilibus,

juribus et actionibus quibuscunque, salvis nihilominus legatis et disposicionibus infrascriptis,

Franciskellum, Baldassarem et Bertuciam, eius filios legitimos et naturales, .-equis porcionibus,

quos ad invicem vulgariter et pupillariter substituit et similiter instituit ....

Item instituit et ordinavit in tutores et gubernatores dictorum heredum pupillorura Aga-

tuciam, elus uxorem, dum viduytatem servaverit, magnificum dominum Antoninum de Lello,

u. j. d., et no. Jo. Henricum Damianum , quilibet eorum in solidum , ita quod occupatis

condicio pocior non existat , nec subsequentis deterior , sed quod unus fecerit per omnes

factum intelligatur.

Item legavit maragmati majoris panhormitane ecclesie tarenum unum.

Item dixit se esse debitorem Luciolae, uxoris Jacobi, in tarenis xxvij ex restanti mer-

cedis cuiusdam planturae, quam tenebatur plantare.

Item dixit se esse creditorem magistri Antonelli Jacino in uncia una et tarenis xij, re-

manentibus de liquido et necto ex restanti majoris summas serviciorum per eum prestitorum

dicto magistro Antonello.

Item dixit se esse creditorem Nicolai Drago in tarenis xij , tamquam fidejussoris An-

toni! Catanisi.

Item dixit se esse creditorem magistri Andrea; Jannex in tarenis octo ex restanti con-

ciorum vinearum.

Item dixit se esse creditorem ven. clerici Petri Jamboy, eius contubernalis, in uncia una

et tarenis xviij, prò quibus transivit exceptio in curia archiepiscopali felicis urbis Panormi.

Item dixit se esse creditorem ex causa dotium suorum (sic) in maxima summa pecu-

niarum heredum quondam Philippi et Jannae Jamboy, olim jugalium, eius soceri et socrus,

ac aliorum jurium et racionum sibi competencium.

Item dixit habere loco depositi docatos novem vel decem, de quibus distincte non re-

cordatur, magistri Bernardini Gulpi, ahas Carrara; qui docati sunt restituendi dicto magistro

Bernardino.

Item dixit se esse creditorem magistri Sanctini Carrara in tribus carrociatis marmoris


DULLMLMl 8j

prò &cr\ iciiì per cuin prcstiiik Jiao iiugiktro Sdntino in »uj ìiirinnitjic ; «le quibu» ilictus

OMgisttr Saniinuj. iniui Jicio tcoatori qujindiiii arcani tcpuliurc Upidù nunnorri; que arca

est tntus ponuin felicis urbis Panunni versus sahiu moli.

Iiein dixit fccisic duo cjpiii-lla numioris reverendo ministro Sanai Francisci prò mer-

cede WKiaruiii dujrum et tjrenorum nuvcin ; et dictus rev. miniiiter est refecturus larenos

tres tantum.

Iiem dixit se lubere alium cjpitelluni in eius domo, quod est dicti reverendi miniitrì,

noodum expeditum : quod si expedireiur, dictus testator csset consequuturus unciam unaro,

tarenos decem et (;r. x.

Item dixit liahere in eius domo quinque lapides, videlicet duas marmoreas et alias de

lapidibus civitatis Thernurum , que sunt reverendi fratris Petri Lanutiiu, militis liierusolo-

mitani {su).

Et liec est eius ultiiiu voluntas et ultimum suum testanienium, eie.

Tcstes rogati : vcn. presbiter Aloysius de Capsara, no. Jo. Ikmardus de Marino, An-

dreas Ronunus, Alfonsus Miraglano, Hyeronimus Lancza , Benedittus Cavaleri et magister

Hveroiìiiiius F.uiera (•).

LXI.

Eodem x-vi;." mensis aprilis xiij.' ind. ijio (2).

Honorabilis magister .\ntonelIus de Angagini , scultor , civis Panhorrai , coram nobis

sponte promisit et sollemniter convenit et se obligavit et obligat honorabilibus Jo. de Aiexio

et Bcnediao de Calabria de terra Nicoxie , tamquam rectoribus venerabilis confraiemiutis

Sante .Nbrie de la Misericordia terre predicte, presentibus et stipulantibus, construere et fa-

cere bene, diligenter et magistraliter quandam yconam marmoriam , albam , ad omnes eius

expensas, juxta modum et dcsignuin faaum per dictum magistrum Antonellum, penes diaos

reaorcs conservatum, designatum et subscriptum nunu mey notharìi infrascripti, aliitudinis

palmorum sex; videlicet lu ironu, undi sta lu Cristu, cum li sarafini et largitudinis palmo-

rum trium; la Nostra Donru in ginuchuni di la pani destra, altitudinis palmorum quatuor,

e San Joanni di la pani sinistra in ginuchuni, diete altitudinis , cum eorum scannello alti-

tudinis unius palmi, et plus aliquid longitudinis palmorum novem, cum illis bboribus in eo

existentibus : et hoc prò prccio , magisierio et manifactura unciarum viginti octo p. g. De

quo precio dicti rettores presentialiter dcderunt et solverunt diao magistro Antonello uncias

( > ) Nello stesso volume, a fog. 81 ) rrtro, segue indi un altro strumento in dau dd d) ultimo dd me-

desimo agosto, per cui la Jena Agatucóa, gii vedova e tutrice de' figli, creò tuo procunuore uà Gioran

Bernardo di Marino.

(>) Dal volume di num. 3161 de' registri di notar Antonino Lo Verde (an. 1 s'>^io, ind. XIII, fog. 6)|-4)

nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio dì Stato io Palermo.


84 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

septem et tarenos vigiliti in parviilis et argento : et restans dicti precii dicti rectorcs in so-

lidiim solvere promiserunt et promittunt expedito dicto opere incontinenti in ipoteca ipsius

mai^istri Antonelli. Quod opus dictus magister Antonellus teneatur expedire per totum mensem

aui^usti proxime vcnientis : alias teneatur ad omnia danna, interesse et expensas : et in tali

casu dicti rettores possint alium conducere, a quanto più trovassiro, ad danna et interesse

dicti tnagistri Antonelli, sub pactis infrascriptis, Inter dictos contralientes sollemni stipulatione

et juramento fimiatis. Et primo quod dictus magister Antonellus teneatur tractare et laborare et

cum effectu mittere dictum opus ad omnes eius expensas ad maritimam terre Tuse, et ibi illuni

consignare dictis rectoribus. Que omnia, etc.—Testes : Antonius Bradulachi, Jo. Franciscus

Lapanictera, spect. Joannes et Jacobus Larocca, pater et filius, et Benedictus Morroelli ( ' ).

Die vj.° mensis septenibris xiiij." ind. 15 io, prefatus hon. Joannes, alter ex rettoribus

in dicto proxinio contractu notatus , corani nobis , presentialiter dedit et solvit ditto hon.

mac'istro Antonello, obligato in dicto proxinio contractu, uncias v et tarenos x ad conpli-

mentuni unciarum xnj in proximo contractu. Restantes vero, ad conplinientum unciaruni xviij,

dictus Joannes corani nobis se obligavit et obligat solvere eideni magistro Antonello, data

per dictum magistruni Antonellum noticià ditto Joanni incontinenti qualiter opus in dicto

proximo contractu sit expeditum. Et totum restans ad conplinientum dictaruni unciarum

xxviij dictus Joannes solvere promisit per totum mensem marcii liic Panormi , applicato

dicto opere ad terram Tuse , juxta formani dicti contractus , nullo tamen prejudicio gene-

rato eideni magistro Antonello contra Benedictum de Calabria, alterum ex dittis rettoribus,

sub pattis omnibus, obligacionibus, clausulis, cautelis, renunciationibus et juramentis in dicto

proximo contractu contentis. Renunciantes, etc. Unde, etc. — Testes : Jo. Franciscus La Pa-

nittera, no. Philippus Mazamuto et Benedittus Panaro.

Die viij.° mensis aprilis xiiij." ind. 15 11, prefatus magister Antonellus, in dicto proximo

contractu nominatus, coram nobis dixit et fatetur habuisse et recepisse a dicto Jo. de Alexio,

nominato in dicto proximo contractu , et a Leonardo Guisa, dictusque Leonardus alter ex

procuratoribus ecclesie in dicto proximo contractu , uncias quinque in parvulis et argento

prò sua solucione precii in dicto proximo contractu. Insuper dictus magister Antonellus se

obligavit et obligat eisdem Joanni et Leonardo dieta opera contenta in dicto proximo con-

tractu deorari facere et depingere bene et diligenter cui dictus magister Antonellus voluerit

prò ilio magisterio et manifactura prout se concordare possit tam erga pittorem, quam

magistrum. Et dictus magister Antonellus teneatur solvere dicto pictori, et ipsi Joannes et

Leonardus teneantur solvere omne id totum et quicquid expenderet in ilio tempore prout

tenentur solvere restans in proximo contractu in solidum sub pactis contentis, annotatis et

declaratis in dicto contractu. Quam operam dixerunt dicti Joannes et Leonardus illam vi-

disse et revidisse, et illam placuisse. Que opera dictus magister Antonellus consignare pro-

( ' ) Le seguenti note ricorrono in margine del medesimo atto.


DOCL'MI-NTI 85

miùt ju&u funium dicii prosimi «.l•nItJt.t>l^ m iiunimu (erre Tute (]uojJ con^j^iutiofictn.

Quam opcrani Jictus nugi&ier Antonellus tenejtur dare incaxaum et poruum kJ cjiu ex*

pcnsas in dicu nurìtinu per totuin fe&ttim PiM;hati& Doniinice Reuirrectionit , ulvo juao

ìmpetlimento. Unde , etc. — Teste* : Antonius De Agithio, ven. presbitcr llonophriut Car-

della et Kayneriu:» de Gino.

Die vij/ mcnsis inadii xtiij.* ind. 151 1, prefatus magister Antonellus in priori contractu

corani nobis dixit ci fatctur habuisse et recepisse a Benedicto de Cabbria et Antonio de

Alessi ( ' )> '1^ proxiino contractu nominatis (dictus Bencdictus presencialiicr), uncias dccem

in argento ad conpleincntuni precii yconc in priori contractu , et fatetur super solutuni

deauraiure et nugistrie in dicto priori contractu, renuncians exceptioni, etc. Quam yconam

dicti Benedictus et Antonius dixerunt vidisse et revidissc et eis placuisse, prout dictum est

in superiori nota. Quam yconam dictus magister Antonellus consignare promisit eisdem

eius riùco in maritima terre Tuse, prout dictum .est in priori contractu, et non aliier nec

alio modo. Et applicati dicti yconi in dieta maritima terre Tuse, si dicti Benedictus et

Antonius non sint prcscntes ad consignacionem diete ycone, dictus magister Antonellus vel

alter nomine ipsius chi pocza quilla lassari , et stet risico, pcriculo et fortuna ipsorum , et

ipse magister Antonellus non tcncatur predictis nec ad danna, nec ad interesse, etc. Unde, etc.

— Testes : Jacobus di Falco , honorabilis Jacobus Militello de terra Nicoxie et Antoninus

di Alibeno.

salutem.

LXII.

Ferdisakdls, Dei graiia rex Castelle, Aragonum, Sicilie, Granate, etc.

Vicerex in dicto Sicilie regno, nobilibus juratis terre Nicoxie fidelibus regiis dilectis

Pirchi li tempi passati fu votato et concluso pri generali parlamento, chi dilli renditi

di quissa universitari fussiru dati a la maggiuri ecclesia di S. Maria Maggiuri di quissa terra

und vinti pri la campana grossa , allura sfardata in dieta ecclesia, et finaliter essendu suii

dicti renditi impignati, nun si putiru quilli pagari, et cum altri vii et expedienti fu fatu et

compluu dieta campana; e vulendusi fari una bella Cona di marmora et uno paru di organi,

incominzati, cusi da parti dillu iconomu et procuraturi di la dieta ecclesia in iscripto fu

supplicatu ni avissimu dignatu et provistu, chi dicti unci vinti , offeni ut supra, si avissinu

comutatu et convertutu ad tali opera pia et laudabili : tandem, vulendu nui in quistu debite

providiri, fichimu supra und vinti provisioni a vui dirceu , chi prindissivii li debiti infor-

madoni si tali dinari eranu stati pagati, e pirchi causa nun foru pagati, comu pri b dicu

pruvisioni a vui directa, dau Panormi xxviii junii, v ind. proxime preterite, più brgamcnti

( ' ) Sembra che per mero sbaglio sia in qutsta nota nominato più volte Antonio J' .Messi in vece che

Giovanni d' Alessi, come si ha nel contratto principale e nelle due altre note precedenti.


86 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

si diimistra , pri viguri Ji Li quali provisioni ricipinni elicti informacioni : et csscndu stati

quilli visti pri li magnifici nostri rationali et conscrvaturi di lu regiu patrimoniu, ad nui tali

jani supcrius remissi, avimu in locu dcliberatu , preniissis omnibus consideratis et attentis

provisto, et per la presenti ordinamo et expresse comandamo, chi, attenti li renditi di quissa

universitati su' dedicati ala regia collecta, utique digiati ala taxa proxima sequenti adjungiri

et taxari li ditti unci vinti, vidclicet oncia una de contanti a quarteri, et quilli esigiri .... la

dieta regia collecta , digiati quilli pagari et consignari a lu iconomu et procuratori diete

ecclesie ... Volimu però chi li dicti dinari nun si pozano nò digianu convertiri ad autru usu

chi a la dieta Cona et organi , seu ad qualsivoglia di loru. E pirchl intendimu , chi in la

taxa passata vui jurati di lu quarteri di S. Maria Maggiori taxastivu di la dieta summa et

a lu dictu opu unci chinco, et quilli nun aviti vuluto dari ad ipso iconomo et procuratori

senza nostro cumandamentu, vi dicimu propterea et comandamu expresse, chi, essendu stati

taxati universaliter, et essendu pagata la regia curti, quilli digiati dari et pagari a lu dictu

iconomu et procuraturi diete ecclesie; et li altri unci quindici ad complimentu taxiriti a la

taxa di la regia collecta proxime sequenti ; videlicet : oncias decem a lo quarteri di S. Ni-

cola , et alteras oncias chinco a lu dicto quarterio di S. Maria , ut fieri solet et debetur,

comò pri la presenti comandamo a lu nostro mastru jurato, seu so locumtenenti, exibendolo

cu lu presenti nostro ordinamento et apoca de recepto , quilli vi digianu admettiri et ad-

cetari sine aliquo dubio et dificultate, et premissa exeqoamini coni efecto, quoniam, omnibus

predictis et justicia suadente, sic duximus fore exeqoendum ; certificandu , chi, facendu voi

lu contrario , quod non credimus , distiniremu centra voi et vostri beni seriu comissario,

tanto per exigiri dicti dinari , comu la infrascripta pena , non aspettando sopra zò da nui

altru comandamento e consulta. Né di la presenti exeqoatis renovatoria alcuna, nisi sit ab-

solute obtenta et audita, sub pena mille florenorum, regio fisco aplicandorum.—Datom Pa-

normi, die xxviii mensis septembris vii ind. mdiii. — Premissa exequantur soliciter plus.

JoANNEs De Lanuzza. Corradus Bonomo.

Super satisfactione une. viginti ecclesie majoris terre Nicoxie. — Dominus vicerex man-

davi! mihi: Joannes Salma locum ten. ( ).

LXIII.

Eodem xxij." febroarii p."" ind. 15 12 (15 13) (2).

Honorabilis magister Antonios de Gagine, scultor marmoreorum, e. pa., coram nobis

sponte promisit seque sollemniter obligavit et obligat domine Margarite de Giliberto, eius

( ) Questo documento, che serbasi nella cosi detta Cassa dello Scrutinio nella chiesa di S. Maria in Ni-

cosia, fu primamente pubblicato da Melchior Galeotti nei suoi Preliminari alla storia di Antonio Gagini (Paler-

mo, 1860, pag. 136 e seg.).

(') Dal volume di num. 2504 de' registri di notar Gerardo La Rocca, an. 1512-13 , ind. I, fog. 318 e

seg., nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCUMESTI 87

concivi, presenti ei stipulanti, faccrc ad uinnc» ciu- - " " •

' -Ja-

ttn» iniu^ ucram MauMuncm Panlionni, ijujihJjih :

,, ^ ,!|C

cuin Jcsu Cliristo in hncxx niortuo, di mistura Ji siuccu, viJclicct dili ginochi in uuu 6-

gurau, de unmibus iUis culoribus boiiis, pcrfcctis ci ncccsuriis. Quc «juidein figura sit et

«tae debcat de la proporaioni naturali, bene ci diligcnier ic nugiarivilitcr, ut dccct, cuni

hoc quod suptus dictam figuraui (cncaiur idem (>lili^atu> faccrc quuddam S4:jnnclluin inir-

mckreum cum !>oy cornici>i. Ht Ikk prò prccio uiiciarum vidimi octo p. ^., de quo precio

diaa Mari;ariia, prcsentialitcr et maiiualitcr numerando, dedii et solvit dicto magistro pre-

senti et stipulanti uncias octo in parvulis. Restans vero ad complimenium solvere proiuicit

successive etc, ita quod, expedito supradicto opere, debeat dictus obligaius fore et esse in-

tegre soiutus et satisfactus a dieta Margariu de toto dicto precio: proniittens diaus nugi-

ner obligatus huiusniodi opus facete bene et diligcnter ac nugistrivilitcr, ut dccct, per modum

ut supra dictum, etc. , incipicndo a primo sequcntis inensis marcii in antca, et continuare

ita et talitcr quod per totam vigiliam Cor[K>ris domini nostri Jcsu Ciiristi debeat illud dictus

nugistcr cxpcdisse et posui&se in loco diete capelle : alias, etc. Cum hoc tanien paao etiam,

quod dictus magister obligatus non tencatur facerc apcrturam , in qua erit ponenda dieta

figura, et non alitcr nec alio modo. Quc omnia, etc. — Testes : venerabilis frater Bonifactius

de Pbcido et venerabilis presbiter Baptista de Tigino.

LXIV.

xj.° aprilis prime ind. 15 15 (').

Hon. magister Anthonellus de Gagino, e. p., scultor, corani nobis sponte promisit, se

convenit et sollemniter obligavit et obligat hon. Petto Antonio de Gurrerio et magistro Petro

de Tropia, duobus ex reaoribus ven. confratcmitatis Sancii Michaclis Arclungcii de Indul-

ciis Panorrai, presentibus et stipulantibus, tam eorum nominibus, quam nominibus et prò

parte nugistri Petri Badalucu et magistri Pasquahs Kavarru , Antonii de Ansaldo et ma-

gistri Petri Palumbu, eorum correciorum et collcgarum absencium, facere et construere iina-

ginem et figuram unam Sancii Michaelis Archangeli cum imagine diaboli subtus eius pedibus,

habentis halas (iiV) diabolicos, prout infra, et di lu chintu in su ad modum bestie, stature proprie

unius pueri annorum octo in novera, vel, ut dicitur, tuau diabolu, ad eleaioncni ipsorum recto-

rum : figuram autem dicti Sancii Michaelis suture palmorum vij, includendo lu ^'^1^" chi si

fachissi in lu modu, chi si forra, cum eius halis a b angelica, deoratam de auro fino et aliis

coloribus opiimis, prout dicitur, de mistura seu stucco, bene et magistraliter, cum eius capite

ornato de capillis deoraiis, cum diademate super rotundo, cum eius brachio dexiero, ut dicitur,

alzato, ci cum ense in manu dexiera argentato cum pomo et guamimentis deoratis, et in

( • ) Dal volume di num. 1917 Jc' registri di nour Giovaani Catania, «a. ijii-i|, ind. l,(og. ina re-

tro a 1114, nell'archivio dei notai defunti nell'Archivio di Stato in Palenno.

Il


ss 1 GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

m.iiui siiiistr;i tencntcìn inundiiin Joor.uum cani cius crucccta desuper deorata, et in corpore

cum armaturis albis cimi eius fauda argentata per totiini corpus usque ad manus et pedes, de

auro et argento optimis et finis, bene et magistraliter , videlicct ad servicium revidendum,

sumptibus omnibus et expensis ipsius magistri Antonelli obligati, cxccptis vara et fcrramentis

necessariis vare et figure , ad quam equ:t (sic) tcneantur ipsi rectorcs et confratres infra-

scripti : veruni quod ipse magistcr Antlionellus teneatur dictam varani f;icere et ordinare

expensis dictoruin rectoruni. Et hoc prò stipendio et nianufactura unciarum vigintiquinque

p. g.; quas uncias xxv dictus lion. Petrus Antonius et magister Petrus , tamquam rectores

et eorum propriis noniinibus, et hon. Joannes Sigismundi et egregius Joannes Matheus Can-

tavena, confratres ipsius confraternitatis et nominibus propriis, corani nobis in solidum, re-

nunciando juri de primo et principali conveniendo, etc, sponte solvere promiserunt diete

magistro Anthonello stipulanti prout infra, videlicet uncias iij bine ad dies xv proxime fu-

tures; uncias vj et tarenos x per totum niensem septembris proxime futuri ; uncias viij et

tarenos x per totum festum Natalis domini nostri Jesu Christi anni sequentis ij ind., et reliquas

uncias viij et tarenos x ad conplimentum per dies octo ante festum Sacratissimi Corporis Chri-

sti dicti anni sequentis ij." indictionis predicte, quo tempore dictus magister Anthonellus tenea-

tur ymaginem assignare dictis rectoribus : alias dictum stipendium sit et intelligatur unciarum

xxij tantum et non ultra. Et casu predicto adveniente, scilicet non expedito diete opere diete

tempere ante dictum festum Corporis Christi per dies octo ante, ut supra, ipse magister An-

thonellus .... relaxavit et relaxat diete confraternitati, dictis rectoribus prò ea stipulantibus,

dictas uncias iij ex pacto : promittens dictus magister Anthonellus dictam figuram et ima-

gineni Sancti Michaelis facere et compiere bene et magistraliter ad servicium revidendum,

ut supra : alias sit facta dieta relaxatio ut supra. Que omnia promiserunt , etc. — Testes :

magister Michael de Trapani et magister Andreas de Pisa.

LXV.

Die viiij." mayi p." ind. 15 13 ().

Hon. magister Antonius de Gagini, scultor marmoreus, e. p., presens corani nobis, spente

obligavit et obligat se nobili Petre de Anello de civitate Marsalie, presenti et stipulanti ab

eo, ad omnes expensas ipsius magistri Antonii , bene et magistraliter facere et laborare de

bene marniere , albo et netto de venis in partibus discopertis, ymaginem seu figuram Sancti

Thomasii apostoli, relevatam, palmorum septem et dimidii altitudinis, ad medum et foniiam

prout est alia figura Sancti Thomasii majoris panhormitane ecclesie, cum suo pede altitu-

dinis palmi unius et dimidii, storiato ystorià ditti apostuli, secundum ordinem ysterie fatte

eidem apostulo existenti in ditta majori panhormitana ecclesia , non di tante relevo , ma

(') Dal volume di num. 557 de' registri di not.ir Niccolò Bruno, an. 1511-15, ind. XV-I, fog. 767 retro

a 768, nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCt'MtNTI S9

coacspondcnti lU autiu et ljr{>iiiu «li lu KMncllu ili lu a|K>Mulu kupraJittu, chi uà di quitti

miJcMini ^c&ti , chi »u' ilu apostulu prcJittu di la supraditta iiutri culcùa , cum libro in

nuitu sinistra ci utu j^^uarra in nunu dcxtrra, laboratam labore et pannijamcntik paniticn-

tibus ad cantdcni litjurain ut supra; et in latere y»turie preditte pedi» Tacere pcrM>nak ipùu»

Petri et cius uxori», rclcvata», in ginuchuni, cum sui» armi» subtus dituin ) aoriam, et dare

ci predili ani ti^ urani laboratam et bene fattam, totani ut supra in albo, tradendain et atti-

gnandam m punu et nuriiima l'anhormi, a terra, intus caxiam faciendain ad expcnxis ipsius

Petri, liinc ad annum unum ab hodie in antea numerandum. Et hoc prò prccio unciarum

quairaginta p. g., solvendarum {kt dicium Pctrum eidem nugis>(ro Antonio presenti et sti-

pulanti, scu legitime persone prò co, in pecunia numerata, in lue urbe Panliormi, hoc modo,

videlicet : uncias decem hinc per totum mcnscm augusti anni prescntis ; uncias dcccra in

fcsto Natalis Domini anni venturi sccunde indictiunis proximc sci^ucntis , et uncias viginii

incontinenti asMgnato ditto opere, ut supra, ad complimentum diitarum unciarum quatraginu.

Et deinde dinus m/ Antonius teneatur et debeat ad omnem simplicem requisitionem ditti

Petri accedere ad ditum civiiatcm Marsalic et a&scturc ditum iìguram in loco suo intus

trujorem ecclesiam ditte civiiatis Marsalie, ad omnes expensas dini nobilis Petri, tam accessus

et status, quam redditus sui ad lune urbcm Panhomii. Et in casu contraventionis, quod te-

neantur ad invicem dicti contrahentcs ad omnia dampna et interesse et ad expensas viaticas

partium et commissarii. Quam figuram icneaiur Tacere di b blanchiza , nettiza et laviui et

cum illis obligacionibus prout tenetur et est obligatus dictus magistcr Antonius de nugi-

sterio et nettiza in opere majoris panhomiiune ecclesie. Que omnia , etc. — Testcs : hon.

m/ Johannes Aloysius Grassia, Bartholomeus Zodaro et Petrus Lupu (>).

Die x." mavì mj.' ind. 1516. Hon. magister Johannes lu Rallu et Amhonius lu Impa-

statu de civiiate Lilibey, tamquam procuratores nobilis Petri de Anello de ditu civitate, ad

hec serio constituti vigore procuracionis celebrate die xxiiij." aprìlis iiij." ind. 15 16 in actis

nettuni Jacobi de Gandolfo, prout asserunt in ea, coram nobis presentes et peliti, dixenmt

et confessi fuerunt se procuratorio nomine predino habuisse et recepisse a ditto hon. ma-

gistro Antonio de Gagini, presente et petente ab eis ..., dittam figuram seu yraaginem Sanai

Thomasii apostoli, relevatam ut supra, di autiza juxta fomuni proximi contrattus, per ipsos

visam et recognitam, renunciantes, etc. Et obligaverunt et obligant se prefaii procuratores,

procuratorio et propriis eorum nominibus et principaliter, solvendi eidem nugistro Antonio,

presenti et stipulanti, totum restans precii, quod habere debet a dino nobili Petro ad com-

plimentum diturum untiarum quatraginu, contentarum in proximo contrattu, liinc ad me-

dietatem mensis junii ind. presentis, sub omnibus pactis et obligacionibus in diao proxinio

comractu contentis, eie. Que omnia, etc. — Testes : Bernardus de Errigo et Joannes Q)n-

sunti (2).

( ) La seguente nou trovasi aggiunu in uurginc Jel p>rcccJcnte contratto.

(*) Se]{ue indi a fog. 768 un'altra nou marginale in Jau de' i; di giugno IV ind. ijlé, eooKaeodo

un'apoca, onde il Gagini ancsiò ricevere once due e uri ventisene del debito dell' Anello per detto cooiD

per nuno del medesimo Aaionio l'Impastato.


90 1 GAGINl E LA SCULTURA IN SICILIA

LXVI.

Eodem v." januarii iij.'' imi. 151.} (15 15) (')•

Magister Anthonius de Gaginis, scultor, ortiis et civis Panhormi, corani nobis, sponte

promisit et sollemniter convenir Benedicto Minnexi de terra Polline, presenti et stipulanti,

facere bene et magistraliter quamdam imaginam intemerate Virginis Marie di la Gracia, as-

sectata cum lu fighi in bracza, chi tcgna la niinna in bucca, di mcczo relevo, in uno quatro

de marmore hono et albo et sinc venis ala tachi et ali manu di li supradicti figuri et ali

lochi nudi et discoperti, cum eius scandio di uno pecio, altitudinis palmorum quinque, com-

putato lo scandio. Quam figuram teneatur dictus magister Antonius dare depictam de auro

et azolo fino in eius apotheca, et in scandio facere arma dicti Benedicti, et ali canti di la

dieta figura, ali anguli dintra, subta li bandi di la rosa, farichi certi sarafini et depingiri de

auro : quam figuram assignarc complitam et expeditam et depictam per totum mensem maij

proxime venturi , et quilla assignare in eius apotheca, prò unciis xvj in bona moneta , de

quibus dictus Benedictus presencialiter et manualiter manibus dedit et solvit dicto magistro

Anthonio, presenti et recipienti, ducatos iiij."'' venetos aureos ad tareni x et gr. iij prò ducato.

Item dictus Benedictus solvere promisit eidem magistro Anthonio ueque ad uncias v et ta-

renos x, computatis dictis ducatis ni]."'', per totum measem januarii; item aliud tercium facta

la mitati di la opera, et totum restans finito opere et assignata dieta figura in maritima Pa-

nhormi : cum pacto etiam , quod debeat dieta figura ire ab hac urbe Panhormi usque ad

flumcn Polline ..., ad rippa di mari, undi finixi lu dictu fiumi, expensis dicti Benedicti, tam

de caxia facienda de tabolis prò dieta figura, quam de aliis expensis, et ad risicum et pe-

riculum dicti magistri Antonii. Que omnia, ete. — Testes : Jacobus la Picturuta et no. Marcus

de Parisio.

LXVII.

Eodem iiij eiusdem mensis maij v." ind. 15 17 (2).

Hon. magister Antonellus de Gagini, e. p., corani nobis sponte vendidit ven. presbitero

Jaconie de Minexio de terra Polline, presenti et ab eo ementi, quoddam tabernaculum marmo-

rium solum, sine inmagine intus, ex quo dictam inmaginem fecit jam sunt tempora, ut dixerunt

apparere virtute contractus facti manu publiea olim die ete., cum figuris infraseriptis et fo-

( ' ) Dal volume di num. 1773 de' registri di notar Matteo Fallerà, an. 1514-15, ind. Ili, fog. 513, nel-

l'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.

(') Dal volume di num. 3372 di frammenti de' registri di notar Giacomo Antonio Spmò, an. i 516-17,

ind. V, nell'archivio dei notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCl'MbNTI 91

(•Uds, ac ItHi^jitudinc ci brgìtuJinc, viiiclicct: ti pilastri di Ur^iiuiltni di tri quarti di pjimu

per unu et Icm^hin cuin soi ba» et capitelli di palmi chincu : item lu tcannellu palmi uniut

cum dimidio : item la cumichi cum so frìxu et architravu etiam palmi uitiut ciun dimidio,

ita quod tcìtum dictum tabemaculum sit loiigitudiiiis palmorum oao et meni quartu, et lar-

ii:v.> M!


92 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

palmoruni viij cuiii dimiJio et altituJinis palnioruin vj a facic tcrrx usquc ad crucectam,

cum armis Jicti quondam domini Francisci et ipsius domino Elisabecte ac epithafio dcorato

Clini quadam crucccta supra, et illud ponoio in cappella dicti quondam domini Francisci, fun-

data intus ecclesiam Sancii Francisci Panormi , ac murare illud et , ut dicitur , ponere in

puncto bene et magistraliter, prout decet, ad omnes cxpensas ipsius magistri Anthonelli. Et

hoc prò stipendio et mercede unciarum xxiiij.""" p. g., de quibus unciis xxinj.'"' dictus magister

Anthonellus confitetur habuisse et recepisse a dieta domina Elisabecta uncias viij per bancum

magnificorum Joannis Sanches et Ambroxii Levi, renuncians exceptioni, etc. Restans autem

solvere promisit dieta domina Elisabecta dicto magistro Anthonello prout infra, videlicet:

uncias viij facta medletate operis predicti, et rcliquas uncias octo posito dicto sepulchro in

dieta cappella : promittens dictus magister Anthonellus dictum opus expedivisse et posuisse

in ordine hinc et per totum xv diem mensis augusti anni presentisi alias tcneatur ad omnia

dampna , interesse et expensas, etc. Qua: omnia , etc. —•

sencza et hon. Marcus de Missabili.

LXIX.

Eodem vij februarii iiij." ind. 1515 (1516) (')•

Testes

: ven. presbiter Jo. de Cri-

Cum magister Antonius de Gaginis , scultor et civis Panormi, se obligaverit quondam

magnifico domino Francisco de Bononia, militi, tunc presenti et stipulanti tutorio nomine ma-

o-nificorum heredum quondam magnifici domini Francisci de Diana, construere et facere

quemdam fornicem cappelle seu altaris magni venerabilis conventus Sante Gite Panormi

marmoreum , cum quadam icona etiam marmorea , juxta quoddam designum conservatum

penes infrascriptum magnificum tutorem, prò certo precio inter eos accordato, de quo precio

remansit creditor dictus m."" Antonius hereditatis dicti quondam domini Francisci in unciis

XXV, salvo errore calculi, ultra alias uncias x eidem magistro Anthonio promissas per dictum

quondam dominum Franciscum, olim tutorem, prò dicto opere, virtute contractus facti manu

mei notarli infrascripti jam sunt anni xij vel circa ; propterea hodie, pretitulato die, magni-

ficus Guillelmus quondam Gerardi Spatafora, tutorio nomine magnifici heredis dicti quondam

domini Francisci de Diana, non animo innovandi dictum contractum, nec ab eo discedendi,

sed addendi obligacionem obligacioni ac cautelam cautele (qui quidem contractus stet et stare

debeat in suo robbore et firmitate , ita quod liceat dicto magnifico tutori uti, si voluerit,

dicto primo contractu et discedere a presenti, et equidem in casu contraventionis presentis con-

tractus, ad electionem et voluntatem dicti tutoris), ex una parte, et dictus magister Antonius,

ex alia , coram nobis ad infrascripta sponte et sollemniter devenerunt , hoc est : Quia in

dicto opere deficiunt aliqua ad complementum ipsius operis, contenta in dicto designo, ideo

(') Dal volume di num. 1774 de' registri di notar Matteo Fallerà, an. 1515-16, ind. IV, fog. 581 retro

a }82, nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.

,


DOCUMKNTI 9$

Jicius iiu^iNicr Anii^iius kfKNUc pruiuikit ci uillctiuiitcr cunvcnit compiere diauin rr«uni

operis CI illuJ haviri! tu, ita et tiliicr chi non chi wa biso^nu plui co^ a' r

toiiun men&em iv.v ... ^cniuruni: alia» tcncatur Jicius> nuj^i^icr Antotuu» e. ,. ,..j

rcstiturrc cidcm :

.

' tutori

uncias xxx de ^uinma pccuniarunt per cuiu lubiuruin Ite-

rediutìs ad opus illas solvendi aliis magistrìst prò coniplctaiido et a&Mxxarì faciendu diaum

resuns operi», etiam quA-iàtìs aliis unciik xxv solvendis ipù magistru Antonio, ut infra; qua»

omnes pecunias tenetur dictus nugi»ti-r Anthonius rcstitucrc incontinenti, clapu) diao iucom:

inaij, ad opus complendi dictum rcstans operis , pcrdcndu luctu quillu, dii luvissi operata

in diao restanti operis. De quibus unciis xxv dictus niagister Antonius est confessus lubuissc

uncias vnj a dicto domino tutore per bancuni nugniùci Ambroxii Levi et M>ciorun). Itcm

dictus nugniiicus tutor solvere promisit eideni niagistro Antlionio , facti li dui pani di lu

dictu restanti di opera, medietatem restanti» diciarum unciaruin xxv, et, finito opere et as-

secuto modo ut supra, reliqua dicti restanti», et non aliter nec alio modo. Que omnia, ctc.

— Testes : nugnificus Jaymus de Platani et l'ranciscus Luise.

LXX.

Eodem v." niaij v ind. 1 3 1 7 ( ' ).

Magister Antonius de Gaginis, scultor, civis pa., coram nobis, ad istanciam mei notariì

sdpubntis prò m.ignifico Anihonio Lombardo absenti, sponte dixit et confessus est

habuisse et recepisse uncias cl in diversis solutionibus et temporibus tam a quondam ma-

gnifico domino Francisco de Bononia , tutore , et a magnifico Guillelrao Spaufora , etiam

tutore, quam a dicto magnifico Anthonio, tam per bancos, quani contanti, compuutis unciis

llj habitis per bancum di li Agiati hodie a dicto magnifico Anthonio : et hoc prò predo

illius operis facti per eum in altari magno Sancte Gte, ad quod erat obligatus vinute con-

traauum factorum manu mei notarli infrascripti die, etc.—Testes : Joannes de Bergamo et

hon. Nicolaus de Poragelo.

LXXl.

Eodem xxvj junii x." ind. 1522 {-).

Cum sit quod istis temporibus preteritis fuerit et sit contracutum legitimum matrimonium

more grccorum usque ad nativitatem filiorum, natisque filiis boiu confundantur ad morem

latìnonun huius felicis urbis Panormi, inter dominam Antoninam, puellam nrginem, filiam

(') Dil volume di num. 1775 de' registri di notar .Mirco Filièra, «n. i{i6-i7, ind. V, (og. 418, nel-

l'archivio de' noui defunti neU'.\rchivia di Suto in Pjlenno.

(>) Dal volume di num. 24)4 de' regi&iri di nour .\nionino Lo Vecchio, in. isai-ai, iod. X, (og. i


94 I GAGINI H LA SCULTURA IN SICILIA

legitimam et naturalcni quondam honorabilLs magistri Leonardi do Valcna et domine Costancle

vivcntis, ex una, et honorabilem magistrum Autonellum de Gaginis, scultorem marmorcum,

sponsum, parte ex altera, sub illa promissione docium et obligacione diete domine Costancie

et filiorum suorum juxta formam cuiusdam public! matrimonialis contractus celebrati in actis

notarli Frederici de Jacopinello die xwij decembris inj.'' ind. 15 15, tempore decurso, adjuntis

notis , in margine dicti contractus existentibus, in quibus dotibus de restante ipse honora-

bilis Antonellus sponsus fuerit et sit creditor diete domine Costancie et filiorum suorum

in imciis ccntum septuaginta quatuor in pecunia numerata, computatis unciis sessaginta, prò

quibus ipse sponsus habuerat a dlctis dotantibus certas vineas in contrata Bayharie , que

fuerunt evicte ipsi sponso per Ja3'mum Vignavecha, mayorchinum, virtute scntencie late per

regiam curiam preture felicis urbis Panormi die etc. ; et volens ipse sponsus dictas dotes

restantes habere a dieta domina Costancia, eius socru, et suis filiis , intendebat centra eos

procedere et expenciones causare ; ob quid dieta domina Costancia rogaverit et rogare

fecerit eundem generum suum ut cum ea se mite gereret, et expensas aliquas non causare,

sed pocius ad infrascripta devenire; et quia creditor, motus precibus predictis , fuerit et sit

contemptus (sic) ad infrascripta devenire; bine est quod hodie, pretitulato die, stantibus et

remanentibus obligatis dictis matre et filiis juxta obligacionem contemptam {sic) in dicto

matrimoniali contractu et notis marginum, quibus serie presentis nulla intelligatur fieri no-

vacio , neque derogatio , immo addicio obligacionum obligacionibus et cautelarum cautelis

in eisdem expressis, tam prò temporis anterioritate, quam prò juris pocioritate, eadem do-

mina Costancia per se et suos heredes et successores in concurrentem satisfacionem dictarum

unciarum centum septuaginta quatuor , restancium de dictis dotibus , existens ipsa domina

Costancia in presenti contractu cum consulta et voluntate hon.- magistri Gemignani de Car-

rara, prò ea absunti in hac parte in eius mundualdum et consultorem, presentem et ipsam

consulentem, in presentia nobilis Nicolai Grassu , judicis ydeote feUcis urbis Panormi anni

presentis, prò tribunali sedentis suamque judiciariam auctoritatem presenti contractui tribuentis

pariter et prestantis, ipsamque mulierem interrogantis si presentem contractum facit sponte,

et ipsa respondetur, quod non prò causis predictis, sed sponte sua, per se et suos heredes

et successores in perpetuum, in compotum et infra pagamentum dicti restantis, tradidit ac

licere et habere concessit dicto honorabili magistro Antonello , genero suo , presenti et ab

ea recipienti prò se et suis heredibus et successoribus in perpetuum, tres pertinencias vinearum

versus trappetum terre Careni de vineis diete d. Costancie, sitis et positis in plana Careni,

secus vineas cuiusdam vocati de Ochi nigri et secus vineas illius vocati di lu Stancu et di

lu Tunchanti et secus aUas pertinencias vinearum remansas per ipsam dominam Constantiam,

et secus quoddam pecium terre, in quo sunt cannamele, et secus alios suos fines, spectantes

dictas vineas et pertinentes diete domine Costancie racione docium suarum sibi restitutarum

ex virtute cuiusdam publici contractus celebrati in actis dicti notarli Frederici de Jacopinello

die v.° frebuarii vij." ind. proxime decurso, etc. ( ' ). — Testes : magister Fidelis de Carrada

et magister Petrus de Vigere.

( ' ) E seguono altri particolari, che qui non importa trascrivere.


OOCL'MkKTl 95

LXXII.

Eodcin X." novembri^ v.* ind. ijt6 ().

Honorabili» ma^Utcr Antunìus Gj^iiii, !>t:ultur mamioruni, civis Panornii, pretetu oonm

nobis, spcwtc prcMUÌMt scque sollcinnitcr obligivit et obligai no. Jacobo Stayii, alia» Galvanu,

de civiutc Drcpani, prcstcìiti et stipulanti, Tacere ci cunipicrc ad unmcs et stngulas cipcnus

ipsius nugistri Antonii quamdain cappellani inarmorcani ad opus ecclesie Saucte Marie de

Jesu diete civiutis Drepani in cappella seu alurc dicii no. Jacobi, altitudini^ di vacanti pal-

morum duodecim , largitudinis vero di pileri ad pileri di vacanti paliuoruw dcccm. Quc

cappella debeat esse in pileriiii tribus , et li pilastri dcbeant esse omncs ad un pezu prò

quolibet dictorum trium. Item pilcriuni cantonerie esse debeat quatru, di quattru Taciuti, vi-

delicet unius palmi canne prò qualibct facliiata. Quod pileriuni diete cantonerie esse dcbet

inuglatu differenti di una fachata ad un'altra, secundum voluntatein dicti nia}{istri obligati:

vcrum quod prima fachata ipsius pilerii debei esse secundum infrascripte dimustre existentis

penes dictum Jacobum et illius intagli, ac ctiam alia fachiata diai pilerii esse debeat illius

tnagisterii prout erii dieta prima faciùata, differenti tamen di lavuri a lavuri, et sic duo fa-

chiata (su) sint ad voluntatem dicti magistri. Reliqua vero duo fachiata de ante sint magisterii

desiimati in dieta dimustra seu pagina , et omnes sint et esse debeant di diversi intagli.

Reliqua duo pileria sint et esse debeant unius fachiate palmi unius prò quolibet pilerio, ap-

poyati alu muru eum eorum capitellis et basamentis juxta formam supradieti dcsinni. Item

facere architravum diete cappelle et li frixi et corinihi juxta foniiam diete dimustre et de-

sinni et illius laboris et intaglu; item scutum et armas in cantoneria diete cappelle, videUcei

postizi; item sealonum diete cappelle, ut dicitur, pri quantu teni dieta cappella, largiiudinis

palmi unius, altitudinis vero duorum terciorum di palmu. De quo desinno diete cappelle sunt

duo mostre, una penes dictum no. Jacobum, altera vero penes dictum magistrum, cura scripto

mei notharii infrascripti. Et quia in dieta mustra existente penes dictum no. Jacobum, in

quodam pilerio, qui debet esse alu muru, apparet esse in eodem pilerio duo facliati, ideo,

lieet et non obstante quod apparent esse duo fachaii , dixerunt et declararunt debere esse

imius facliiaie untum, juxu formam illius pilerii desinnati in mustra existente penes dictum

magistrum : verum quod esse debet illius inugli et laboris prout et quemadmodum fuit et

est desiniuu la fachiau di avanti illius mustre existentis in posse dicti Jaeobi. Que quidem

cappella {_sic), expcdita et completa modo et forma ut supra dictum est, de bono mamiore et re-

ceptibili, dietus magister obligatus dare et assignare promisit dicto no. Jacobo stipulanti hic

Panormi in ripa maritime huius urbis Panormi ; ad quam ripam venire debeat huiusmodi

marmore seu cappella (su) ad risicum, periculum et fortunam dicti magistri et ad expensas dicti

( ' ) Dal volume di num. 2507, an. 1 S16-17. ind. V, fog. 1 $9-40, fra' registri di notar Gerardo La Rocca

ndl'archivio de' noui defunti nell'Archivio di Suio in Palermo.

U


t)6 I GAGINI H LA SCULTURA IN SICUJA

Jacobi, vidclicet de .ipoteca ip.sius magistri usque .ul ri]i.un ni.iris, ad akius per totani nicu-

sem augusti proxime vcnturum : alias teneatur ,id omnia danipna, interesse et expensas, et

iiceat dicto no. J.icobo dict.uii c.ippcll.un ab aliis (ieri faccrc ad interesse dicti niagistri. Et

iioe prò preeio et integro pagamento unciarum quatraginta pecuniarum pondcris generalis.

Quod precium solvere promisit dictus no. Jacobus ipsi magistro stipulanti bic Panormi hoc

modo, videlicct : unam

terciam partem in festo Nativitatis Domini proxime venturo; secun-

dam terciam partem in tempore, quo medietas ipsius cappelle et magisterii erit perfecta, et

ultimam terciam partem incontinenti consignata ipsa c.apella modo ut supra dictum est, et

bene facta et conpressionata (sic). Cum hoc, quod dictus magister teneatur ire seu mittere

aliquam personam sufficientem ad ponendum et assectandum dictam cappellani in dieta ci-

vitate Drepani , ad expensas tamen dicti no. Jacobi , preter dietas , ad quas dietas minime

teneatur ipse Jacobus. Que omnia, etc. — Testes : Philippus de Longubardo, Autobellus Pa-

tella et Zozimus de Inzeta.

LXXIIL

Eodem V niensis eiusdeni marcii vij.'' ind. 15 18 (15 19) (')•

Hon. magister Antonellus de Gagini, e. p., corani nobis sponte se obligavit et obligat

magnifico Juliano Castellano , eius concivi , presenti et conducenti, ad faciendum , sculpen-

dum et construhendum quatrura unum marmoreum altitudinis palmorum octo, comprehen-

sis scanello et cornice , et latitudinis palmorum sex cum dimidio, et comprehensis corni-

cibus de stremo ad stremum, cum figuris infrascriptis, videlicet: Sancta Anna cum gloriosa

et intemerata Virgine Maria, dictaque Virgine Maria cum eius filio in braczu, Sancto Joseppi

cum eius panarello et Sancto Jo. evangelista più di mezu relevu : de quo quatro et quibus

fio-uris, cornicibus et aliis ipse magnificus dedit formam sculpitam in pagina eidem obligato,

ad omnes et singulas expensas marmore et magisterii in bianco ipsius obligati, ac etiam et

balatam unam etiam marmoriam prò sepultura : et hoc prò precio et integro pagamento

unciarum viginti unius p. g., de quo precio dixit et fatetur habuisse et recepisse uncias tres

per bancum magnificorum Francisci et Benedicti AUiata, renuncians exceptioni etc, et totum

restans successive laborando solvendo , ut infra : uncias quatuor per totum festum Pascatis

dominice Resuressionis proxime venturi ; uncias septem per totum mensem maij sequentis,

et uncias septem ad conplimentum in consignacione dicti quatri : promittens dictum qua-

trum dare et consignare eidem magnifico stipulanti, delatum in Cangia Sancte Marie de Jesu

Panormi, asectatu et bonu in capella ipsius magnifici per dies sex ante festum Sancte Anne

proxime venturum :

alias possit dictum quatrum fieri facere ad dampna, interesse et expensas

ipsius obligati; cum pactis infrascriptis etiam : Et primo quod ipse magnificus teneatur sol-

() Dal volume di nuni. 5374

de' registri di iiour Giacomo Antonio Spanò, an. 15 18-19, ind. VII,

fog. 406, nell'arcliivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCUMESTl

vere ritlcin ii(>li^j(o Mipuljiti. U ptmaiura ci |Hrr inmium Jiau quitro. Iirtn quoJ figure

«ì-

prrdule lubcic lubrant vulium, {•c»tum et a>utuin MrcuiiJuin et quenuJ ' ''-•

gure Sjiiae Marie h Otina, wiilpiui («V) in tela per manti» nu({istri '1

Que omnia, etc. Sub ypoiheca, ctc. — Tevtes : rcverendus frater Bonaviniura «le Panonno,

vicarìus «liete Cangie, et magister Fninciscu:» de Mulo.

LXXIV

EoJetn XV." aprilisi vj inJ. 1518 (>).

Honorabilis m.' Antonius Gagini, scultor marmorum, prescns coram nobis, sponte pro-

misii seque sollemniier oblifjavit et obligat m." domino Alvaro de Patemione, regio militi

de dariiksimj civitate Catlianic, presenti et stipulanti prò se et suis heredibus, facere, expe-

dire et compiere bene, diligenier ac magistrivilher, ut decet, quandam januam marmoream

prò quadam cappella dicti nugnitìci domini Alvari , existente intus ecclesiam Sancte Marie

de Jesu predicte civitatis Cathanie, cum marmore diai nugistri Antonelli obligati, sub pactis

et condicionibus infrascriptis , ad que dictus m.' .\ntonellus se obligavit et obligat diao

magnifico stipulanti, etc. Ft primo, quod marmor ditte januc ac perfectio bboris ipsius sint

et esse dcbeaiìt illius qualitatis et pcrfectionis prout fuit et est opus seu cona , quod idem

ni.' Antonellus facit in majori panomiìtana ecclesia. Item , quod prediaa janua marmorea

sit et esse debeai largitudinis palmorum quinque di vacanti, secundum mustram et desinnum

factum per dictum magistrum Antonellum in quadam pagina conservanda per dictum ma-

gnificum .\lvarum et subscripta manu mea infrascripti notarli , et cum iliis desinnis, oma-

memis , figuris et aliis desinnatis in dicto dcsinno seu pagina et secundum modum et for-

mali! in eoJcm desinno seu pagina apparentem. Item, quod in ilio dimidio tundo existente

supra dictani januam sit et esse debeat figura Pietatis, videlicet Virgo Maria cum eius filio

domino nostro Jesu Christo in eius bracliiis. Item, quod marmor figurarum existencium et

apparencium in dicto desinnio sit et esse debeat perfectum, album, sine vinis et sine aliqua

nucula et di menzu relevu. Item , quod in cima di li comichi supra dictam januam fieri

debent duo spiritus cum scutis in manibus, in quibus scutis fieri debent arma dicti domini

Alvari : qui quideni spiritus sint et esse debeant de ilio perfecto marmore prout erit marmor

figurarum et di chiù di nienczu relevu. Item, quod fieri debet lu xunini supra tundum exi-

stentem supra dictam januam. Item, quod dicu janua sit et esse debeat altitudinis palmorum

deceni et otto, videlicet a terra usque supra lu xuruni, largitudinis vero ex parte foris, ut

dicitur, di lu vivu di li pilastri acanalati et chani, palmorum oao. Item , quod in contra-

pibstris, ubi sunt designati li festini cum fructibus, fieri debent due vites, videlicet una vitis

prò quolibet contrapilastro : que quidem vites occurrere seu obviari debent in medio arki-

travi , nec non cum illis aliis desinnis contentis et desinnatis in ditto desinno seu pagiiu,

() Dal «-olume di num. {476 Je' registri di nour GiroUmo Corracciao , an. I{I7-I9. iai- VI-VII,

fog. 177-8, nell'archivio de' noui defunti nell'Archivio di Suro in Pilenno.

.

,.

97

i


9$ I GAGINI li LA SCULTURA IN SICILIA

et UT dicitur amiglorando ditto dcsinno, sccunduin vidcrc tamcn dicti magistri scultoris quoad

melioracionem. Et etiam toneatur dittus ni.'' Antonellus faccre et compiere cuin eius mar-

more bene et diligenter coperchium unum carnale cum eius nellis de intorno : quod

co-

perchiuni esse debet largitudinis palmorum duorum cum dlmidio, quatru; li colli vero lar-

gitudinis terciorum duorum palmi. Et hoc prò precio et integro pagamento unciarum tri-

ginta, tam prò dieta janua, quam prò dicto coperchio et eius nellis, modo et forma quibus

supra dictum est. De quibus quidem unciis xxx precii predicti dictus m.'' Antonellus, pre-

sentialitcr et manualiter numerando, habuit et recepii ab eodem magnifico, presente et sol-

vente presentialitcr ut supra , ducatos quindecim aureos , scilicet septem cammare et octo

inter triumphos et venetos. Restans ad complementum solvere promisit dictus magnificus

prefato magistro obligato stipulanti hic Panhormi in pecunia modo infrascripto, videlicet: com-

plimentum usque ad summam unciarum xx per totum menscm augusti proxime venturum;

reliquas uncias decem ad complimentuin totius supradicti pretii incontinenti expedita et as-

signata supradicta opera : promittens dictus m.'" Antonellus obligatus supradicto magnifico

stipulanti prò se et suis heredibus supradicta opera marmorea, videlicet januam et coper-

chium carnale cum eius collis, cum omnibus supradictis desinnis, figuris et aliis ut supra

expressatis et narratis, et illius perfectionis marmoris et desinni , prout et quemadmodum

fuit et est opus seu cona majoris panormitane ecclesie , dare et assignare ei expedita et

completa, modo et forma quibus supra dictum est, hic Panormi, in apoteca dicti magistri

Antonelli, per totum festum Nativitatis domini nostri Jesu Christi vij ind. proximo venture.

Facto etiam , quod si ante dictum terminum idem magister expediret supraditta opera, tali

casu teneatur dittus magnificus Illa sibi capere dictoque magistro incontinenti solvere restans

dicti precii. Cum hoc, quod dictus magister teneatur et debeat, et sic promisit, ut dicitur, dari

indrizu ad inbarcari et incaxari dieta opera , ad expensas tamen dicti magnifici Alvari. Et

contrafaciendo dicto magistro obligato in premissis seu aliquo ipsorum, teneatur et voluit

teneri ad omnia et singula dampna, interesse et expensas, liceatque dicto magnifico Alvaro

seu suis etc. huiusmodi opera fieri facere ab aliis prò eo major! precio, quo invenire po-

terit, et niliilominus teneatur ad majus precium, etc. Que omnia, etc.—Testes : m. d. Joannes

Ferdinandus de Platamone, baro di Cuto, m. d. don Sigismundus de Vigintimiliis et m. Jo.

Andreas de Tudisco et Antonius Tudiscu, fratres (i).

Die xxx.° octobris vij.^ ind. 15 18 prefatus m."' Antonius de Gagini, obligatus in proximo

contrattu, presens coram nobis, ad istanciam supradicti domini Alvari, presentis et stipulantis,

sponte dixit et confessus est habuisse et recepisse ab eo untias tres et tarenos xv per ban-

cum magnificorum Joannis Sanches et Benedicti Ram his diebus nuper decursis, et ultra du-

catos quindecim aureorum, scilicet triumphos et venetos, ab ipso magnifico domino Alvaro

de contanti. Et sunt infra solucionem predi diete opere marmoree contente in proximo con-

tractu, renunciando, etc. Unde, etc. Presentibus prò testibus magnifico domino Joanne Phi-

lippo de Paternione, u. j. d., et Jo. Bernardo Jardini.

( ' ) La seguente nota ricorre in margine del precedente contratto nel cit. volume a fog. 177.


DOCUMENTI

LXXV.

Die X." novembri» (l'Ili imi., ijif) (i).

Reverendus dominus Joinnes de Spcciis, archiprcsbiicr et vicirìus terre Alcuni, •>"~--«-:

corani nobis, mimo et inteiicionc intimandi, moncndi, requirendi et protestandi, pi<

nungmitù cedere ditte terre Alcimi, in futiiruro conservondis, cujus nura^nuti» ipte rev.

doininus Ji-ani»es, tonquam archiprekbiter ditte ecclesie, curam habct etc, adversus et contra

bon. Riccam de Laciu, tanquain niairem et uni ' quondam

Pctri de Lado, ejut

olim filli, cxponii, quod cum temporibus prcu;... .,..;.> ^..«...ùuin Petrus de lacio monuus et

defunius fuiiset, condilo prius per eum lesumcnto manu egrcgii nuurii Andrex de Milacio,

in quo quidem testamento testaior ipse legaverit maragmati ecclesie majorìs, ad opus faciendi

seu sculpendi figurain domini nostri Jesu Christi crucifixi, relevati, qui ser\-irc debcat et stare

in medio ditte majoris ecclesie, uncia^ deccm solvendas per cjus univcrsalem heredcm infra

annum unum sub cenis condicionibus, et primo, videlicet, quod dine pecunie sure dcbeant

penes Riccan), nutrem et univcrsalem heredem ditti quondam , ad opus illas solvendi nu-

gistro, qui fecerit diitam figuram, et quod ditta figura faccre debcat infra annos duos, qui-

bus clapsis et non fatti ditti figuri , ditta cjus universalis hcres posset et valuisset diitas

undas decem trasmutare et illas expendcre ad aliud omamentum cujuscumque alterìus ec-

desie ad voluntatcm dine ejus universalis hercdis , prout de hiis omnibus latius continetur

per capitulum ditti legati; et quia idem rev. protcstans, unquam archiprcsbiter ut supra et ut

ille, qui Jebet curare de ditta nuragnutc, pluries requisivit diitam Riccam, univcrsalem he-

redem ut supra et tanquam illam, cixi penes se per\enerunt dine uncic decem ad opus pre-

dittiun, ne transeat tcrminus dittorum duorum annorum, quibus transanis et ditti figuri non

fatti, ditta maragma non posset ulterìus consequi dittas undas decem prò ditu figura ficnda:

et quia modo in dina terra Alcami adest nugister quidam panormitanus, qui posset ditum

figuram sculpire et operare, tanquam in talibus expertissimus, cum quo posset comraaare,

ex quo ipse reverendus jam supra de tali negocio loqutus fuit cum dino magistro, qui nugister

est periiissimus dittam figuram operare et sculpire, petens aliqium pecunie summam

prò arra et prò sicuriute dine figure , ex quo aliter non \'ult incipere dittam figuram : et

proptcrea reverendus ipse, nomine predino , instanter et instantissime rcquisint et requirìt

ditum Riccam nomine quo supra , qualiter statini et incontinenter debeat dare et solvere

dittas uncìas x ad opus predìttum, ne dina opera et figura, causi et culpi ipsius Ricce, non

faiu remaneat; aliter, ea negligente et tardante dittas uncias x dare et solvere dino magi-

stro ad opus predìttum , et ditius nugister reccderct a ditu terra et inde oporteret alias

( ) Dal volume di deno anno fra' reg:istrì Ji nour Andrei Orofino nell'archirio de' aolii ddood in Al-

camo. Documento comunicatomi dal cav. Pietro Miria Rocca.


100 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

revcrti facoro dittum magistrum , ex quo non csset sinc danno ditte maragmatis : alias

protestatus fuit et est adversus et centra dittam Riccani , nomine quo supra, presentem et

audientem, de omnibus et singulis dannis, interesse et expensis, tam de dietis ditti magistri,

si alias oporteret huc Alcami reverti prò contrattando, quani ctiam si ditti anni duo tran-

sirent et ditta figura non essct operata de dittis unciis x: quas solvere teneatur ipsa Ricca

de proprio, tanquam passa dolo, culpa et negligentià ipsius Ricce, nolentis dare dittas un-

cias decem usque ad presens; et de presenti constituendo eam in omni dolo, moni et culpa

lata et latissimà, hanc suam protestacionem faciendo, suo die valituram, cum protestacione

addendi et minuendi semel et pluries ad sensum et consilium sapientis, in favorem , opem

et auxilium ditte maragmatis. Unde, etc. — Testes: rev. presbiter Joannes Funduto et rev.

presbiter Petrus de Vutera.

LXXVI.

xiij.° novembris {Vili iìid., ijip) ( ' )

Hon. magister Antonellus de Gagini de urbe Panormi, ut dixit, Alcami ad presens exi-

stens, corani nobis sponte se obligavit et obligat nobili Bartholomeo Beninati de ditta terra,

ut procuratori et yconomo maragmatis ecclesie majoris ditte terre Alcami , presenti et sti-

pulanti , construere et operare figuram seu imaginem domini nostri Jesu Christi crucifixi,

relevati, ut dicitur, di mistura, longitudinis seu magnitudinis et similitudinis , et ut dicitur

amigluratu, prout et quemadmodum est figura ejusdem Domini existens intus ecclesiam Santi

Dominici ditte urbis Panormi, fatta et scalpita per manus dili Marinati de civitate Messane,

et cum eius cruce, titulo et ornamentis, prout et quemadmodum est supradicta figura, absque

eius tabernaculo, et non aliter nec alio modo. Quam figuram et inmaginem modo preditto

et positam supra ditta cruce dittus m.'' Antonellus dare et consignare promisit eidem pro-

curatori, presenti et stipulanti, completam et finitam modo preditto, per totum mensem au-

gusti anni presentis Panormi; et hoc prò precio unciarum trigintaquinque p. g., de quìbus

dittus m.'" Antonellus dixit et fatetur habuisse et recepisse a dicto procuratore, presenti et

stipulanti, uncias decem, quas habuit per manus nobilis Simonis de Speciis, renuncians ex-

ceptioni, etc. Quas quidem uncias decem dictus nobilis Simon solvit prò parte et nomine

honorabilis Ricce de Lacio, tanquam heredis universalis quondam Petri de Lacio, eius olim

fìlii, virtute cuiusdam legati fatti in eius testamento manu egregii notarli Andree de Milacio

die xiiij.° aprilis vj.* ind. proxime preterite : que uncie decem fuerunt legate per dittum quon-

dam Petrum ad opus faciendi dictum Crucifixum. Reliquas vero uncias xxv, ad complemen-

tum dictarum unciarum xxxv, dittus nobilis Bartholomeus dare et solvere promisit, procuratorio

nomine preditto, ditto magistro Antonello, presenti et stipulanti, bine per totum predittum

( ' ) Dal cit. volume de' registri di notar Andrea Orofino nell'archivio de' notai defunti in Alcamo. Do-

cumento indicatomi dal cav. Pietro Maria Rocca e da me trascritto.


DOCL'MnSTI lOI

menscm augusti presentis anni, consi^^nail ditti figuri. Cum patto, quod (cnratur dinus m/

Antoncllus, et ita promisit ditto yconoino stipulanti, ut dicitur , fari portari la ditta figura

cza in Alcamo ad cxpcnsas ditte maragtnatis et risico et periculo ipsius magistri AntoneHi;

et cum hoc etiam patto, quod dittus m/ Antonellu* teneatur venire preicncialiter huc Al-

cami ad p


102 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

Alcami, facere, compiere et expedire figuram seu imaginem domini nostri Jesu Cliristi cru-

cifixi, suUevati , de mistura, similcm et quasi ad meliorandum figure et imaginis Crucifixi,

intus venerabilem conventum Sancii Dominici Panormi, dili Matinati nobilis civitatis Mes-

sane, et hoc certo modo , forma , precio et sub certis pactis et coudiclonibus contentis et

declaratis in quodam primo contractu celebrato manu notarli dompni Andree de Aurofino

de eadcm terra die xiij nov^mbris viij.® ind. 15 19

proximo elapsi, propterea hodie, preti-

tulato die, egregius notarius Andreas de Milacio, tamquam procurator ad infrascripta legi-

timc constitutus per dictum n. Bartholomeum procuratorem, cum consensu nobilium jurato-

rum ditte terre, ut contincri vidimus tenore procuracionis celebrate manu dicti dompni An-

dree die vij.° presentis mcnsis februarii, presens coram nobis, ad istanciam et requisictionem

supradicti magistri Antonelli, presentis , petentis et stipulantis, sponte dixit et confessus est

se ab eo habuisse et recepisse supradictam imaginem domini nostri Jesu Christi crucifixi

ipsamque fore et esse per eum apportatam ad dictum conventum Sancti Dominici ad ef-

fectum videndi et ut dicitur apparagunandi si fuit et est similis dicti Crucifixi di li Matinati

et juxta obligacionem factam per dictum magistrum Antonellum; et eam visam et revisam

ac bene consideratam , tam per eum , quam per alios magistros et cognitos de hujusmodi,

apparuit et apparet fore et esse juxta formam ymaginis Crucifixi intus Sanctum Domlnicum, et

admi


DOCUMENTI IO}

LXXVIII.

Eodcm viiij.* mcnsis eiiisdcm scptcmbris viiij.* ind. 15K).

Hoiiorahilis m'. Anthoncllus de Angaj-cnis, tcultor ci e. pa., corani nobis tponte pro-

misit et sollcniniicr convcnit ci ne obligavit ci obligai hon. Petro de Pitti^nano de leaa

Salvaions, presemi et stipulami, coiistruere et facere bene, diligemer et nugiktraliter quaodam

ymjgineni maniioream gloriosissime N'irginis Marie cum filio in brachiis, altiiudinis pal-

niorum quinque, cum cius scannello palmi unius simplicis; et hoc prò nugistcriu unciarum

•>. :.ii, frtml ri farmdJio.UMiM ni fi aJ limililuJintm tiuidtm Cra^ifixi. il mi JUitmr « lii liti. Qm*m f uiimm

Cii..iji%um tt ft^é» ìpùtn Crufijul iielui m.' ^Imlcminmì iart ti titignart fremuti itelo mmfmfk«, f*» Ofra

ntmunt Uifmiénti, mi iicilur, inoirnatu ti lUoralm mndi divi tstìri H potim in cruchi, td nptnus ipiiut mufiitri

itmtmuui, im mtJie Itmifcrii ^utlragtiinuJit tuuù prtimlit Et hae i* nuu iitlmt mutai/uut i*n it uhMtt

Inwi'iif iicto m^islro ^ImloHimo slifiJjitli, éJ ofus tìUlt iiuamatuii


104 ^ GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

duodecim p. g. , ad oiniies cxpensas ipsius inagistri Anthonelli ; de quo magisterio dittus

m.'" Anthonellus dixit et confessus est ab eodem habuisse et recepisse uncias tres contanti,

rcnuncians exceptioni, ctc. Et totum restans ad complimcntum solvere promisit dittus Petrus

ditto m.'" Anthonello stipulanti hic Panormi per totum mensem februarii proximo venturi:

proniittcns dittus ni.'' Anthonellus dittam ymaginem expedirc per totum dittum mensem fe-

bruarii et illam consignare bianca in eius apotheca, illamque bene, diligenter et magistraliter

facere boni marmoris : alias teneatur ad omnia dampna , interesse et expensas ; et in tali

casu possit per alium fieri facere ad quanto più trovassi. Que omnia, etc.—Testes: ven. pre-

sbiter Franciscus lu Marchisotto, archipresbiter Salvatoris, Joannes la Rocca et presbiter Fran-

ciscus de Seltore de Turtureti (i).

« randola, ci troviamo. E poiché inoltre l'artista , al quale pel contratto davasi in cambio il Crocifisso fatto

« novitcr di mistiin', vien qualificato cittadino di Trapani, essendo probabile ch'ai l'avesse colà portato, crc-

« derei Giovevole indagare se mai nelle chiese trapanesi esistesse alcun antico e pregevole Crocifisso di mi-

« sturi, pari a quello, che il nostro Gagini si obbligò lavorare per la maggior chiesa alcamese, e, trovatolo,

« discernere qual de' due Crocifissi, se cioè questo di Alcamo, ovvero quello di Trapani, fosse più simigliante al

« Crocifisso de' Matinati in San Domenico in Palermo, di già proposto a modello al detto Gagini nel primitivo

« atto di obbligazione. » Ma oltreché bisogna non poco tempo a praticar simigliami ricerche, io credo in fine

ch'esse non potran mai riuscire a rimuovere i dubbi e ad apportar la luce della certezza, com'è in vece a sperarla

da qualche altro documento , che possa all' uopo venir nuovamente scoperto. Imperocché chiaro risulta dal-

l'atto col Soprano, ch'ei dovea fare il nuovo Crocifisso in tutto simile all'altro , eodem modo factum di mi-

sturi, ùrout et quemadiiwdum est et ad similitudinem eiusdeiii Crucifixi. Laonde, dato altresì che siasi effettualo

lo scambio del Cristo di .Antonello, si avrebbe in Alcamo una copia del medesimo Cristo, fatta poco di poi da

un artefice contemporaneo e che dovea possedere molta pratica di quell'arte. Né in tali condizioni sarebbe agevol

discernere dall'originale una copia ben fatta e del tempo, la quale, non anco in tutto corrispondendo al Cristo

de' Matinati in Palermo ed avendo maggiore sviluppo, come a me pare quello di Alcamo, potè ciò stesso avere

ritratto dall' originale medesimo del Gagini, che si era bens» obbligato a farlo meglio del proposto modello^

come si nota sin dal primo contratto. Del resto io non son fin ora in tutto convinto, che il Crocifisso dato in

cambio al Soprano, giusta il nuovo contratto, sia stato Io stesso che quello del sommo artefice; e trovo anzi

fra essi notevole diff'erenza, che l'uno vi si afferma tuttavia in bianco e senz' alcun colore, album prout est,

laddove il Gagini avea già da due anni consegnato il suo del tutto finito e dipinto, quoad operam, magisterium

ac per/ectum. colorem et picturam ipsius imaginis, come è certezza dall'atto di consegna. Perlochè non mi si di-

legua il sospetto che siasi trattato di ben altro Crocifisso, fatto alquanto dopo che quello del gran caposcuola e

da servire ad ahr' uso in quella stessa chiesa. — Giova poi finalmente qui aggiungere, che la figura in le-

gno dell'angelo, stimata a torto dal Fraccia e dal Galeotti pure opera di Antonello e che io primo in vece

affermai non essere stata che una barocca aggiunta fatta di poi al Crocifisso dell' Abboudania, vien già per docu-

mento chiarita esser fattura del 17 12. E ciò giusta la nota seguente, trovata dallo stesso cav. Pietro Maria Rocca

a fog. 229 retro di un libro II di conti nell'archivio della maggior chiesa di Alcamo: ^ io agosto 1712 on^e

ottantacinque, tari i/, 8 a m.'° Cristoforo Pica, mastro paretario, per haver fabricato con suo attratto le cappelle

di S. ^Anna, di, nostra Signora del Rosario , come anche ec. ec. e per haver fatto fare un angelo di legname in

Trapani per sostenere il SS."" Crocifisso sotto Varco viaggiare, come per mandato oggi ed apoca ... li 12 del mede-

simo: onxe 8;. i}. 8. Né senza ragione inoltre il lodato cav. Rocca inclina a credere, che tale figura dell'an-

gelo sia opera d'Ignazio Ingrassia, scultore trapanese del secolo XVII, e di cui egli die in luce pregevoli

memorie e documenti nel volume XII delle Nuove Effemeridi Siciliane in Palermo.

(') Dal volume di num. 560 de' registri di notar Niccolò Bruno, an. 1519-22, ind. VIII-X, e special-

mente da fog. 22 retro a 23 degli atti dell'anno 1 520-21, ind. IX, nell'archivio de' notai defunti nell'Archi-

vio di Stato in Palermo.


DOCUMEKTI 105

IXXIX.

Eodcm (3(< 'li wiif»ihf


I06 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

Die iij.'' augusti none indictionis 1521, prefatus magnificus D. Joannes Maitinus, presens

corani nobis, coniìtetur ab honorabill magistro Antonello de Gaginis, presenti et stipulanti,

habuisse et recepisse ymagincm contemptani (_sic) in proximo contractu , juxta qualitatem

et ordineni contcmptum in proximo contractu, consignatam eius predicti ordinacione vene-

rabili magistro et fratribus Baptiste Spano et Jacobo vVnJreachio, presentibus et confitentibus

habuisse et recepisse illani. Et e contra dictus magister Antonius confitetur a dicto niagnifico

stipulanti habuisse et recepisse uncias xxxvj, contemptas et debitas in proximo contractu, etc.

Et propterea proximus contractus vacat et cassus est («). — Testes: hon. Franciscus La Vccha

et Celestinus de Padua.

LXXX.

Eodem xxij eiusdem mensis madii viirj.'' ind. 1521 (2).

Magister Antonellus de Gagini , e. p., corani nobis sponte se obligavit et obligat re-

verendo magistro Leonardo de Vigintimiliis, ministro tocius ordinis Sancii Francisci regni

Sicilie, presenti et conducenti, ad faciendum et construhendum sumptibus ipsius obligati Cru-

cifixum unum di mistura , longitudinis palraoruni sex , cum la cruchi di Ugnami , pictura,

inauratura et tucti coluri necessarii, ac tadenia, titulo et tucti cosi necessari, ad opus con-

ventus Sancti Francisci terre Chimimie: et hoc prò solido et mercede unciarum decem p.g.,

de quo solido dixlt et fatetur habuisse et recepisse uncias tres per bancum niagnificoruni

Joannis Sanches et Benedicti Rani, renuncians exceptioni, etc. Et totuni restans dare et sol-

vere promisit eidem obligato stipulanti hoc modo , videlicet : uncias tres in consignacione

dicti Crucifixi, et uncias quatuor infra menses quatuor tunc venturos, numerandos a die con-

signacionis dicti Crucifixi in antea: promittens dictum Crucifixum bene et diligenter con-

struhere di bona vista et illum consignare dicto conductori in apoteca ipsius obligati per

totuni niensem augusti proxime venturi: alias teneatur ad omnia dampna, interesse et expen-

sas, et possit alium emere et fieri facere ad interesse ipsius obligati. Cum hoc, quod exti-

mari facere habeant per duos eorum comunes amlcos comuniter eligendos: et si extimabi-

tur minus dictarum unciarum x, quod difalcare habeant; et si extimabitur plus , illud plus

relaxavit et relaxat dicto conductori stipulanti nomine predicto, non rechercato, sed ex eius

mera, pura, gratuita et spontanea voluntate. Que omnia, etc. Sub ypotheca, etc. — Testes:

hon. Bartholomeus Jamconti, ni.'' Antoninus de Jardino et m.' Gaspar de Stefano.

( ' ) É in fatti cancellato il precedente contratto in prova del suo adempimento.

(^) Dal volume di num. 5376 de' registri dinotar Giacomo Antonio Spanò, an. 1520-21, ind. IX, nel-

l'archivio dei notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCUMENTI 107

LXXXl

JcMU. — Quarto marcii viiij.* ind. ijao (1521) (')•

Prcscns corani nobis hotiorabili» ina^i^icr Aiuottius Jc Cagino, nugistcr iiunnorahut

«k urbe felici Panhoniii , conscacicns priu» in nos , sponte vcnJiJit et nomine vcndicioau

issif^nare promisit nugnificis Gerardo de Sigcrio, Jacobo Antonio de Ferro et nugiaro Ja-

ci>bo Greco, rectoribus ecclesie confratemiiiiis Sancii Jacobi discipline civitaiis Drepam, pre-

ientibus et ab eo einentibus, qujindani ynugineiu marinoream ligure Sancii Jacobi nujoris,

cuni bordono nunnoreo in nuno et cum cappello darreri li spalli, di bono nunnorc, albo,

neao et bene lucido, prout sunt apostoli inajoris ecclesie felicis urbis Panhormi, longitudi-

nis palmorum septeni, bone proporcionatani, cum scannello marmoreo, in quo sit depiaum

nunirium dicti Soncti Jacobi ; qui scannellus sit aliitudinis palmi unius ; ac etìom tabulam

altaris marmoream, longitudinis palmorum sex et latitudinis palmorum duorum cum dimi-

dio, laboraiam prout est laboraia tabula alcaris ymaginis Annunciate civitatis Drepani , de

bono nurmore. Que omnia dictus magistcr Anionius promisit de suo proprio nurmore la-

borare, &culpere, expedire et assignare diciis empcoribus seu legitime personis prò eis in ufi>e

felici Panhormi et in apotcca ipsius mogistri in festis Nativiutis domini nostri Jesu Chrìsti

proxime sequentis, expedita tamen de propriis nunibus ipsius venditoris: et hoc prò predio

et integro pagamento unciarum viginti sex in pecunia p. g.; de quo precio dictus magistcr

Antonius habuit et prcsencialiter recepii uncios duas in pecunia p. g., in moneta auri , ar-

genti et par\ulorum; et restans ad complimentum dicti rectores emptores dare , solvere et

assignare promiserunt in urbe felici Panormi dicto magistro Antonio, presenti et stipulanti,

hoc modo, videlicet: uncios sex et tarenos viginti in festo Pasce Resurressionis domini nostri

Jesu Christi proxime sequentis; uncias octo et urenos viginti in fine septembris proxime

sequentis; uncias quatuor et tarenos decem in festis Nativitatis domini nostri Jesu Christi pro-

xime sequentis, et imcias quatuor et tarenos decem ad complimentum assecuu la dieta

ymagini et oluru in ecclesia predicu in civiute Drepani per ipsum magistrum venditorem,

quoniam dictus venditor se obligavit et obligat viniri in civiute Drepani et osseaarìb : verum

quod ipsi emptores teneantur darichi li spisi di la bestia per viniri in Trapani , et mentri

starri in Trapani per assictari la dieta opera darichi a mangiari et biviri et lecto, quoniaiv.

sic ex paao inter eos processit. Cum pacto , quod si dictus venditor ante dictum tcnipui

assigiuret et asseaassi la dicu opera, ante teneantur solvere dictum precium, diao termino

non obsunte. Et hec onuiia, eie. — Tesies : no. Franciscus Antonius de Vicencius, dominus

V'ims de Sexta et honorabilis Petrus de Amodeo, civis Drepani (*).

() Dal vulume di Jeno anno, fog. 41 1, fra' registri di notar Giacomo Gianferga o Giaufroa d«11' ar-

chivio de' Doiai defunti in Trapani.

(


Io8 I GAGINI H LA SCULTURA IN SICILIA

xvj." scptembris xj ind. 1522. Vacat et cassus est dictus comractiis de voluntiue dicti

magistri Antoni! , quoniam fuit sibi integre solutum de residuo et restante precii predicti,

ut patet per quandam publicam scripturam celebratam manu egregii notarii Aloysii de Urso,

publici notarii felicis urbis Panormi, olinl die xj.° septembris instantis , per manus n. Ber-

nardi Riera, presentis et confitentis uncias tres solutas in dicto contractu ad complimcntum

precii predicti fuisse de pecuniis sibi assignatis per Narcisium Nin, presentem et confitcntem

dictas uncias tres fuisse de pecuniis ecclesie predicte. — Presentibus prò testibus no. Luca de

Sext.i et \'icencio Sances, cive Drepani ( " ).

LXXXII.

Die xj.° mensis madii viiij." ind. 1521 (2).

Hon. magister Antonellus de Gagini, e. p., coram nobis sponte se obligavit et obligat

magnifico Nino Taglavia, eius concivi, presenti et conducenti nomine et prò parte confra-

ternitatis Sancii Joannis Baptiste terre Castri veterani, ad construhendum et faciendum de

eius manu , sumptibus ipsius obligati , quandam inmaginem Sancti Joannis Baptiste lapidis

marmorie, bone, albe, etc, altitudinis palmorum septem, cum Agnosdei in manu, bene pro-

porcionatam de omnibus proporcionibus solitis et consuetis, cum eius scano altitudinis palmi

unius cum storiis infrascriptis, videlicet : ex parte ante Sanctum Joannem cum Christo bac-

tizantem; ex uno latere decollacionem ipsius Sancti Joannis, et ex altero latere nativitatem

dicti Sancti Joannis : et hoc prò salario et mercede unciarum viginti quinque ; de quibus

unciis XXV dictus obligatus dixit et fatetur habuisse et recepisse uncias octo per bancum ma-

gnificorum Jo. Sanches et Benedicti Ram, renuncians exceptioni, etc; et totum restans dare

(') Nel volume poi di num. 2270 de' registri di notar Antonino Lo Verde (an. 1521-22, ind. X, fog.

722) si trova in Palermo l'atto della consegna di detta statua : Eodein iiij.° mensis eiusdem juìii x." ind. 1/23.

— Cum honorabilis magister Anthonellus de .jlngagenis, sctiltor, e. pa., se obligaverit conslruere et facere m. Ge-

rardo de Sigerio, Jacobo Antonio de Ferro et magistro Jacobo de Ortichi , alias Jangreco , rettoribus ecclesie et .

con/raternitatis Santi Jacobi civitalis Drepani, quandam imnginem et figuram marmoream Santi Jacobi prò certo

magisterio et sub certis pattis et condicionibus contentis et declaratis in quodam contrattu fatto manu notarii Ja-

cobi de Jan/erfa ditte civitatis "Drepani iiij." marcii viiij.' ind. proxime preterite; et inde m. Jacobus "Petrus de

Ferro et Gerardus de Sierio ditte civitatis, tamquam rettores ipsius confraternitatis, constituerìnt in procuratorem

eorum dittimi magistrum Jacobum Ortichi, alias Jangrecu, ad recuperandum , pelendum et habendum dittam ima-

ginem a ditto magistro Antonello, illamque portare in dittam civitalem Drepani, prout continetur juxta formam

procurationis fatte manu notarii Francisci de Lombardo primo presentis mensis: propterea hodie, presenti die pre^

titillato, dittus magisler Jacobus... coram nobis, ad pcticionem et instanciam ditti magistri Antonelli , presentis et

ab eo petentis, dixit et con/essus est ab eodein habuisse et recepisse dittam iinaginem seu Jiguram ditti Santi Jaco-

bi, modo et forma prout in preditto contrattu continetur, prò bona, placito et attalentata, visa et revisa , renun-

cians exceptioni, etc. Unde, etc. — Testes: no. "Bernardinus !\Corrovelli, Joannes Larocca et Tetins de "RJcca.

(^) Dal volume di detto anno e di num. 3576 de' registri di notar Giacomo Antonio Spanò nell'archi-

vio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCL'MENTI IO9

d solvere pronuttiiur ridcin ohligiio stipulami hoc modo, videlìcct : uncUt octo rnmpUta

madieuic diac innug(ni


110 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

macistro Antonio stipulanti carociatas trcs uvarum in vcnJemiis presentibus, de vineis di io

Parco, in gassirea dittarum vinearum , ad requisicionem dicti magistri Antonii : alias,, etc.

Et restans in pecunia numerata vel in uvis in duabus solucionibus, hoc modo , videlicet :

unam medietatem per totum mensem augusti proxime venturum, si elegerit ipse conduttor no-

minibus quibus supra solvere in pecuniis; si vero in uvis, in mense septembris xi]." ind. proxime

venturo: et reliquam medietatem, si in pecuniis, per totum mensem augusti xij." ind.; si

verp in uvis, in mense septembris xiij." ind. proxime venturo, in gassirea dittarum vinearum :

quas uvas racionarunt ipsi contrahentes ad metani Panormi : alias , etc. Sub ypotheca, etc.

— Testes: hon. Jacobus de Grixenda et hon. Aloysius de Trapani.

LXXXIV.

Die xxj octobris xj ind. 1522 (i).

Hon. magister Antonius de Gagini , ci vis Panormi , presens coram nobis , sponte se

obli^avit et obligat venerabili presbitero Joanni Petro de Santangelo de terra Randatii, pro-

curatori coUegii et parodile ecclesie Sancti Nicolai ejusdem terre, virtute procurationis facte

manu notarli presbiteri Mathei Suita die undecimo presentis mensis, et procuratorio nomine

conducenti , cum interventu , consensu et auctoritate spectabilis domini Joannis Michaelis

Spatafora, baronis Roccelle, etiam presentis, ad faciendum, construendum et sculpendum di

tuttu rilevu inmaginem Sancti Nicolai, assectatu, chi nun tocca li spalli ex parte retro, de

proportione altitudinis palmorum octo, computato lo sediri et exceptuatu lu scannellu, induto

cum ejus casubla cum soi ricamamenti et lavuri di borcato ; cum ejus sedia et scannello :

cum qua sedia et scannello sit latitudinis palmorum quinque de extremo ad extremum di

li cornichi, et altitudinis per fina supra lu xuruni, chi sta supra lu cappellu, palmorum duo-

decim; in quo cappello sit mitra diete inmaginis, laborata di tucto rilevo, cum duobus angelis

et aliis ornamentis , juxta designum datum eidem spectabili , non obstante quod in diete

designo non sunt designati angeli ut supra : quod designum remanet penes ipsum obligatum,

subscriptum manu mei infrascripti notarli. Quod scannellum habeat altitudinem palmorum

duorum, computatis in dictis palmis duodecim; ita quod sint due historie in dicto scannello

ad electioneni dicti conductoris, et figure dictarum historiarum sint li plui grandi palmi unius:

cum hoc, quod sedia marmorea et scannello sint laborati et sculpiti intus et extra di tuttu

rilevu. Et hoc prò pretio et mercede unciarum sexaginta ponderis generalis; de quo pretio

dixit et fatetur habuisse et recepisse uncias quindecim per bancum Joannis Sanches et Be-

nedicti Ram, renuncians exceptioni, etc. Et totum restans dictus conductor dare et solvere

promisit eidem obligato stipulanti hic Panormi hoc modo, videlicet : uncias quindecim, facta

et completa medietate diete inmaginis Sancti Nicolai; uncias quindecim, completa tota dieta

(') Da un volume di varie scritture, detto libro rosso, nell' arcliivio della chiesa di S. Niccolò in Ran-

dazzo, a fog. 203.


DOCL'MCKTI I I I

upcrji et contiiiiuia liic l'jtuinni ui inlrj, ci uncia» t)uinJccìm , inconiinciiti ai>Mrct«u chi

sarri dieta opera. Cimi pactis infrascrìpti^, viiiclicci : Et primo quoj dieta omnia opera «nt

marmorea, di quillu lavuri ei rilevu pr«>ui miih fif-iire A; ec-

clesie; «rum h(V qtiod lencatur faccre croiram iiurntorcaiii .,. , iti,

et deoraiaiii Qiiain quidcin iniiuf'inctn, una cimi onmibus e]> are

et depingere auri et asoli fini, sumptibus ipsius obligaii. Iteni quod dictus obli)>atuti tencatur

accedere ad dictam terram Kandatii, incontinenti ci>mpleti dicii operi et lati in dieta lem

Randatii, ci iilain jsscctarc in ilio loco, quo dictus conducior vellet; ita quod diaut con-

diictor, noininibui prcdictis, lencaiiir faccre cxpcnsas dicto obli^aio ci piciori, per eum fe-

rendo, de victu et Ih-IIuìs, tain in cimdo in dieta terra K.tndaiii, quain ni rcdctiiido liic l'anormi,

et stando in dieta terra per asseetari, pìngiri et deorari dieta opera. Itein, quod easu, quo

dictus pietor se recederei, tencatur ipse obligatus ad omnia daniiu , interesse et expensas :

er in tali casu diaus conductor possit alium eonducere, a quantu più trovassi, ad interesse

ipsius obligati. Item quod diaus speetabilis possit et valeat dieta opera videre faeerc per

magistros cligcndos per ipsum spcetabilcm : et si dieti magistri diecrent quod non est tali»

prout est opera AfK>sto!orum diete niajoris panorniiianc ecclesie , quod ipse obligatus te-

ncatur faeere aliam de novo aJ eiectionent ipsius speetabilis, seu fieri facere per alios nu-

gistros, ad damna, interesse et expcnsas ipsius obligati : et sit in eleetionem ipsius condue-

toris posse dieu opera rcnunciare eidein obligato, et ipse obligatus teneaiur restituere pc-

cunias per eum lune temporis habitas, incontinenti, et tencatur ut supra. Proiuittens diaus

obligatus dieta opera , modo ut supra , dare et consigliare eidem conduetori stipulanti in

ntaritima Panormi, risico, pericuio et fortuna ipsius obligati, solvendo eonduaor ipse onuies

expcnsas ncecssarias , per totum inensem aprilis proximc venturi : alias tencatur ad omnia

damna, interesse et expcnsas et alia, ut supra diaum est. Que omnia, etc. — Testes : Phi-

lippus Camarata, Paulus Brocca et magister Gaspar Coneglio. — Ex aais mei nourìi An-

tonii Jaeobi Spanò. CoUationc salva.

LXXXV.

Die ij marcii xj ind. 1522 (1523) (')

Cum magisicr .Amoiiius Gaginiì se obligavcru ^jicctabili don Mattlieo de Barresio, ba-

roni Petrepereie , tunc presenti et stipulanti , construcre et facere sibi unum monimenium

«ve sepulcrum numioreum sub certis modo, forma, pretio, paais etc. et condieionibus juxta

fomum actus redacti in actis curie civilis diae terre Petrepereie , de quo preeio iubucrìt

partcm juxta formam dieti aaus, propterea hodie, presenti die prctitulaio, prefaius magister

Amonius Gaginii, presens corani nobis, ad instaneiam mei notarii et no. Guillelmi \uelii ...

procuratoris dieti speetabilis, stipulantium prò eodem speaabili don .Mattheo absente, spontc

(•)^J*1 volume di nura. 1191 de' registri di nour Pietro Tj^ltante, an. ijii-ji. 'uJ- X-IV. ndTjrchi-

vio de' noui defunli ncll'Archixno di Suio in Palermo. 16


112 1 GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

ilixit et confessus est se habuissc et recepisse ab eodem spectabili per bancuni Joannis Sanclies

et Benedicci R.ini uncias quindecini p. g. hodie ; et sunt in compotum prccii dicti numi-

menti sive scpulcri, renuncians exccptioni, etc. Ht quia prcfatus spcctabilis vult obligacionem

domine Antonine , uxoris dicti magistri Antonii , prò eius maiori cautela dicti munimcnti,

propterea prefata domina Antonina, uxor dicti magistri Antonii, presens coram nobis, non

ex dolo , metu etc. , sed de eius libera et spontanea voluntatc , cerciorata de obligacione

predicta et actu obligacionis huiusmodi monimenti, cuni consensu et expressa voluntate dicti

sui mariti ac eius auctoritate, etiam in prcsentia subscripti judicis, sponte ratificavit, accep-

tavit , acceptat , ratificat et confirmat dictum actum obligacionis constructionis dicti monu-

menti, factum per dictum eius maritum, cuni omnibus suis obligacionibus, et una simul et

in solidum cum dicto niagistro Antonio eius marito se obligavit et obligat dare , traddere

et consignarc eidem spectabili et mihi notarlo prò eo stipulanti dictum monumentum exple-

tum in tempore et juxta obligacionem factam per dictum eius maritum virtute actus pre-

dicti, nec non ad omnia contenta in actu predicto. Que omnia, etc. — Testes : Joannes Chri-

stoferus Pulizanus et Ferrandus Barresius.

LXXXVI.

xxj." aprilis xij.^ ind. 1524 (i).

Hon. magister Antonellus de Gagino et domina Antonina, jugales, existens ipsa domina

Antonina in presenti actu cum auctoritate ditti eius viri, sponte dixerunt et confessi fuerunt

habuisse et recepisse a spectabili domino don Mattheo Barresi, barone Petrepercie, absenti,

me notarlo stipulanti prò eo , uncias viginti sex ponderis gerieralis hoc modo , videlicet :

uncias duas his diebus preteritis per contractum factum manu notarli Petri Russu die xij

januarii proxime preteriti, et uncias 24 per manus fratris Pasqualis de Aversa, datas et so-

lutas de voluntate ditte domine Antonine ipsi magistro Antonello per bancum de Sanches,

renunciantes , etc. Et sunt in cunto et infra solucionem cuiusdam monimenti faciendi per

ipsum magistrum Antonellum prò ditto spectabili juxta formam contractus fatti manu no-

tarli Petri Taglanti die, etc. Quem voluerunt stare in suo robore et firmitate , renuncian-

tes, etc. Unde, etc. — Testes : no. Jo. Guglielmus Michichemi et Geronimus Farachi.

LXXXVII.

Die xj julii xij.° ind. 1524 (2).

Honorabilis magister Antonellus Gagini, scultor marmorius, e. p., presens coram nobis,

(') Dal volume di num. 5618, an. 1525-26, ind. XII-XIV, fog. 33 retro, fra' registri di notar Giacomo

Scavuzzo nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di State in Palermo.

(2) Dal volume di num. 2393 delle minute di notar Antonino Lo Vecchio, an. 1523-4, ind. XII, nel-

l'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCUMENTI 1 1 1

promisit xi\ue »oUcinimcr ubli^avit et coiivriui rcvcrciitlo (rieri i'ctru Jc Cunoan-

tino , priori vcn. cmivctttu» Saiiac Gic de l'anlioniiu , prcMniti , stipuUnii et >:uiuliiC(mu,

CUtu COtuensu , a^itcìuu et voIuntJtc icvcrcMiluruni iiU(;ikirorum l-rrJiiiiuJt Jc 1 jivo , nu-

gisth BcmarJi Jc l)cntivc{;iu, nu(;Ì!>tri Sclukiiani Jc Cunsunciu, ucraruiii latcrarum pru-

fessorui», et vcncrabilis frairis Katradìs Jc Guirrcrio, procuratorit cìumIciii convaitut, prc-

aenàuui ci conMrnciciicium. bette et magistrali inoJu, aJ Mrrxiciuni revÌMiin, conficcre intu»

cappelUin quoiiJjin JiMiiiiic Jc Braiit.l)Ì!>fonibus, intus ccclcMani prcJicti coitvcntus funJaum,

opu> iiunnuicuni intrj!M:riptum, viJclicet : luiuiii arcuili nunnurcuin cuin sui> ì]ujuis, Jc lar-

gituJiac CI aliiiuJinc arci cip(>ellc nu('nirK-i domini Ulasci Ltiikcu, in Jitu ecclesia fuiiJaic,

et de vacuo palmorum quinJeciin et prout crii arcus ditte cappelle quaaJu erit locaius loco

suo; et largiiuJo debei esse palmorum ij et un terczo prò quulibet pilastro et contrapilastro,

bene laboratum ; et in piiasuis sint folic , et in pedc pilastroruin sint arma ditte dotnine

Frisine, et largitudo interior ditti arcus sii et esse dcbeat palmorum duorum de canna: et

in tundis in an^ulis arcus preditti conficerc inmagincs duorum Sanctorum benevisorum ipsi

priori , et desupcr contìccrc frixum cum festinis, juxta Jcsignum factum Jc Jitu opera, aJ

quoJ Jesignum sumnu presentis contrattus in omnibus et per onmia se retulit et refen.

Item et confìcere unum monumentum marmoreum in muro, secunJum formam designi, et non

aliter nec alio modo ; et monumentum sit bene operatura cum suis proporcionibus neces-

sariis juxta formam designi; quod dcsignum est signatum et subscriptum manu mei notahi

infrascripti : et ultra in solo ditte cappelle faccre unam balaum marmoream de communi

magnitudine , planam, et ultra in altare ditte cappelle conficere unam innuginem marrao-

riam gloriose Virginis de Salterio cum quindecim instoriis sive misteriis , bene laboraiam

et de delicato bbore ad similitudinem laboris cone mayoris panhonnitane ecclesie, et hoc

de dimidio sublevo (^sic); et in medio istoriarum sii inmago gloriose Virginis cum Chrìsto

in sinu, assettata, et in manu dextera gloriose Matris sit inmago Sanai Dominici cum mul-

titudine fratrum et sororum , et in altera parte de dimidio relevo sit persona pontiticis et

Cesarix Magesiatis cum aliis personis, de dimidio relevo; et totuni quatnmi debeat esse de

largitudine palmorum septem et quarti unius de vivo ad vivum, et de altitudine palmorum

xj de netto et vivo et dimidii palmi altitudinìs ultra. Et hoc , ad omnes expensas todus

anrattus et magisterii ditti magistrì obligati , prò precio et integro pagamento dina opera

unciarum ccntum deccm p. g. in pecunia numerata; et ultra ipse magister Antoncllus ha-

beat ditiusque prior sibi consignare teneatur peccios sex laboratos nurmoris, existentes in

ditto conventu; de quo nugisterio dictus nugister Antonellus fatetur habuisse a dittis reve-

rendo nugistro Bernardo et fratre Ratfaele, quibus est cura ditte opere, uncias xv per ban-

cum nugtùfìcorum Joannis Sanches et Benediai Ram; et reliquas uncias nonaginuquinque

magister Bemardus et frater Raffael procurator, vi presentii, solvere promiseruni diao nu-

gistro obligato stipulami hic Panhormi in pecunia numerau hoc modo, videlicet : uncias X in

mense septembris proxime venturi ; item in festo Nativitatis Domini proxime venturo un-

cias XX p. g., et resuns successive serviendo solvendo. Promisit propterea diaus magister

dicum operam facere bene et Jiligenter, ut decet , eamque inciperc de cetero et pcrseve-


114 ^ GAGINI U LA SCULTURA IN SICILIA

rare, et continue tenere duos l,ibor:intes, et eis satisfacere teneatiir ipse comluctor; et si po-

nct alios laborantes, suppleant ipsi conductores de pecuiiiis de ditto niagisterio ; dittanique

operani expeditam dare ad alcius liinc ad anniim unum proxime venturum : alias teneatur ad

omnia dampna, interesse et expensas, et liceat dicto priori dictum opus ab aliis prò eo (fieri

fiicere) ad quantum poterit invenire ad interesse ipsius oblij^ati, qui teneatiu- ad preditta, etc.

Quani operam et lapides marmoreos promisit ipse magister Antonellus consignare suis sun-

tibus in ditta cappella ; et assettatio opcris fieri debet sumptibus dicti conventus : alias, ut

supra, etc. In pace, etc. Sub ypotiieca, etc. — Testes : m.'' Andreas de Auro et m.' Bernar-

dinus de Daunisio.

LXXXVIII.

Eodem xxij novembris xiij ind. 1524 (i).

Magister Antonius de Gaginis, civis Panormi, corani nobis sponte promisit et sollcm-

niter convenit ac se obligavit et obligat ili.""' domino don Hectori Pignatello, comiti Mon-

tisleonis et proregi Sicilie, presenti et stipulanti, facete seu sculpire bene et magistraliter,

arbitrio boni viri, infrascriptas imagines sive figuras de marmore fino per modum ut infra,

videlicet : la imaginl seu figura intemerate Virginis Marie cum lu figlu in bracza, lu quali

picbirillu tegna (cum) una manu la minna, et cum l'altra manu tegna unu pumu, et Nostra

Donna cum l'una manu tegna lu figlu, et l'altra la minna.

Item la imagini seu figura di Santu Micheli, armatu ala antiqua, cum li ali et la lancza

in manu dextra et lu demonio di supta.

Item la imagini seu figura di Santo Joanni evangelista cum lu calichi in manu, et cum

l'altra manu fa la benedicioni a lu calichi.

Item la imagini seu figura di la Magdalena cu una buxula in manu dextra, et 1' altra

manu tegna lu libru, scapillata cum li capilli pendenti.

Item la imagini seu figura di Santo Josep cum la figura di Cristu pichirillu, lu quali

porti ala manu dextra, et lu bastuni ala manu sinistra.

Li quali imagini seu figuri chinco divino essiri di alticza di palmi sei et meczo, grossi

secundu la proporcioni loru, senza lu scabellu; lu quali scabellu divi essiri di altiza di palmu

uno et uno quarto, lavurati in lu frontispicio di alcuni lavuri convenienti, et ali costati di

li scabelli dui scuti cum li armi di ipsu ili.""-' signuri viceré.

Havi di essiri tucta la dieta opera di marmora di Carrara , finu et sencza vini in

la fachi et altri lochi nudi ; et in li altri lochi , chi verranno cohoperti , non siano multo

venusi, tali menti chi siano receptibili arbitrio expertorum. La quali opera tucta divi esseri

laborata magistrivilmenti, beni et naturali et ben finita, chi appara essiri cussi bona opera

(•) Dal volume di num. 177S de' registri di notar Matteo Fallerà, an. 1519-25, ind. Vlil-XIII , ael-

l'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCt'MtMTI I I 5

ci b«it UvorjtJ coniu li apii«i(>li, citi m' ab nutrì ccclctia Ji l'alcrnio; et chi li ilkti :

divino cs»rì luMrjii rt ben liK'iJi. Li t)uali Ai^irì ùanu faai et completi infra tcniiino ii

inno unu et miu tri ci infra , NÌtlelicet : per luctu febrani prokiine da veniri la figura di

Nostra Donna; itein per tticiu mavu pioxinio la figura di Santo Micheli; i' ui

augusti! pro\im


Il6 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

ut Jccct, l.ibor.iro alias diuis 3-magiiies, unmn viJelicet gloriosi Santi Luce et altcram glo-

riose Virginis Marie cum ymagine domini nostri Jesu Christi in braccliiis, illius qualitatis, pro-

ponionis, mensure, bonitatis et qualitatis marmoris et aliarum, prout in proximo contratta

continetur. Quas duas ymagines promisit dare completas et expeditas per totum ottavum

diem niensis junii anni presentis : alias, etc. A quo ili." domino ipse magister Antonius con-

fessus est habuisse et recepisse alias uncias decem in compotum dictarum duarum ymagi-

narum por bancuin magnificorum Cosimi Xirotta et sociorum , renuncians exceptioni, etc.

Restantes vero uncias triginta dittus no. Innocccntius , nomine quo supra , dare et solvere

promisit hoc modo , videlicet : uncias viginti , completa et expedita una dittarum duarum

}'maginarum; et restantes uncias decem completis et consignatis dittis ambabus ymaginibus.

Que omnia promiserunt rata liabere sub omnibus pattis in proximo contratta contentis, et

juraverunt, etc. Unde ad requisitionem et instantiam dittorum contrahentium fattus est per me

notarium Joannem de Marchisio, conservatorem actuum dicti quondam notarli Mattey Fallerà,

presens attus, suis loco et tempore valiturus. — Testes : m.""' Joannes Aloysius de Berlione et

Vincentius de Christina.

LXXXIX.

'Profestacio prò magistro Antonello de Gagenis ( i ).

Die xviij mensis eiusdem junii ind. eiusdem (XII) 1524.

Honor. magister Antonellus de Gagenis, scultor et civis felicis urbis Panormi , coram

nobis animo et intencione sibi protestandi et jus suura in futurum construendi centra et

adversus magnificum Bernardinum de Perdicario, maragmerium maragmatis majoris panor-

mitane ecclesie, presentem et audientem, exposuit et fuit protestatus in hac forma, dicens :

Quod cum in presencia spettabilis domini don Rayraundi de Cardona , providencia bone

memorie serenissimi domini nostri regis Ferdinand! tunc proregis huius regni Sicilie citra

Farum, corani domino quondam reverendissimo domino Johanne de Paternione, miseracione

divina archiepiscopo panormitano , dottore in decretis , cum voluntate quoadherente (5zV)

spett. et magnificorum dominorum pretoris et juratorum ditte felicis urbis ac etiam quon-

dam spett. domini don Johannis de Vigintimiliis , tunc maragmerii ditte maragmatis ditte

majoris panormitane ecclesie, dittus magister Antonellus se obligaverit dittis quondam spett.

domino don Raymundo, rev.""" domino archiepiscopo et dittis spett. domino pretori et do-

mino Jo. de Vigintimiliis , maragmeriis et magnificis dominis juratis construhere et facere

seu fieri facere quoddam magnum, excellens et sumptuosum edificium marmoreum in tri-

bona ditte majoris panormitane ecclesie , seu in altare magno ipsius ex parte intus , certo

(') Dal volume di num. 2271 de' registri di notar Antonino Lo Verde, an. 1523-24, ind. XII, fog.

700 a 702, nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCUMENTI 117

modo e( sub cena pacti», Irgibut et condiciotubus cunicniis et dcclaratit in quodom eoo»

(rattu fatto nunu nocarii Fctri Taglantis xxviij mcnsis julii x.' ind. proxìme preterite 157

(«MT. IJ07); inde koraii) ditto reverendisMinu domino arcliicpitcopo et magnifico domino

Fabio de Bononia, the&aurario et mara^merio , dittu»«]ue dcmiinus Fabius prò parte et no-

imnc Npett. domini Pciri Aniuiiii de Flava, m. Nikulai Inpax, Jo. Aluysii Manueli , Anto-

nini de HonuKleiik, Guiilelmi Spatafora, Vincentii de Zavatterio ac Yheronimi Sanches, ju*

ratoruin ditte fclicis urbis Panormi, ab&enciutn, prò quibiu de rato promiscrit et se obliga-

verìi nugister Anioncllus ipsc construhere et Tacere dittum sumptuosum edeticium juxu for>

mam cuiuMlam contratius , seu capitulorum et junture fatte manu mcy luxarii infrascripti

XXV menMs januarii xv ind. proximc preterite 159 (corr. 1 fo^); et inter alia capiiula , in

dino contratta adjetta , dcclaraia et annoiata fecerint capitulum infrascriptum tenoris se-

quentis : « Et pirchi alu presenti chi suno nurmori per lavurarì chui quatri, citi, quandu

« ditti marmori venissiru a finiri, dittu mastru Antonellu scy misi innanti digia requediri lu

« maragmeri, chi tandu serri, dii h digia denari dinari per fari vcniri figuri ov marmori :

• et quandu dittu mastru Antonellu non li polissi haviri , non sia tenuto a damni né ad

« interessi ; et danduchi dittu maragmeri dinari , chi sia tenutu dittu mastru Antonellu do-

« turi prigiria di dicti dinari, juxta la forma di dittu contrattu et capitulu existcnti in quillu : »

et casu quo dittus magister Antonellus non presuverit dittam fidejussionem , ditius magni-

ficus maragmerius debeat depositare pecunias necessarias penes aliquod bancum , juxu formam

capituli contenti et declaraii in dino contranu fatto manu dini nobilis nourii Retri :

lu quali mastru Antonellu di dittu edificiu et opera havissi faaututtu lu ringu di li apostuli,

di dittu edeficiu et opera, undi ànnu ad essiri li evangelisti, dotturi et virgini, mancanu dechi

figuri, vinti pilastri, dudichi nichi, vinti capitelli , vinti basi , tunu lu ringu di 1' arcutravu,

frixi et cornicili, la marmora di la Assumcioni et trapassioni di Nostra Donna, chi havi ad

esseri supra lu quatru di lu Christo et in menzu di li evangilisti, dotturi et virgini: et pirchi

dinu mastru Antonellu protestanti ha più et più tempi, misi et anni chi ha requestu li ma-

ragmeri di ditta niaragma volissiru donari dinari per fari viniri ditti marmori per lu expe-

dimentu di dittu ringu di supra, juxta la forma di dittu capitulu, non fui mai possibili da

quilli potiri conseguiri cosa alcuna per lu dittu expedimentu in grave dapnum, prejudiciimi

.et interesse dini magisiri Antonelli , chi per non haviri ha\-utu né haviri dinari per ditti

marmori non ha potutu né pò conpliri dittu ringu supra ditti apostuU : Et propterea volens

magister Antonellus ipse fatta sua caucius agere et a futuro incomodo se precaverc, nunquam

recedendo de forma et continencia ditti contranus et capitulorum, requisivi! coram me no-

tarlo et tesdbus infrascriptis, vocatis et presentibus, dinum magnificum Bemardinum marag-

merium, presentem et audientem, quod sutini et incontinenti, sine aliqua mora, debeat dare

pecunias sufficientes et necessarias prò expedicione ditti operis , causa mittendi prò dittis

mamioris (sic), et obser\-are fomum et continenciam capituli ditti contranus , quia semper

fuit et est dirtum opus et edeficium conplere , prout obligatus tenetur per dinos con-

tranus : alias protestatur contra eundem magniticum Bemardinum , maragmerium nomine

dine maragmatis , de omnibus et singulis dapnis , interesse et expensis , um

pasis (su).


IlS I GAGIN'I E LA SCULTURA IN SICILL\

HU.iiii quomodolibot p.iciciidis, et di soy hivur.mti et ip.sii mastrii Antoiicllu, chi Anna seduta

et sedimi , perdendu lu tenipn , mediunti hi causa preditta di non liaviri havuto nò liaviri

ditti niarniori : et quandociiiique dictiis niagister Antonelliis qiiod absit , nioreretiir , quod

,

Iieredcs ipsius non tcne;intiu- ad nicliiluin diete maragmati di quillu, quod forte contra eosdem

pretendere:, et sub penis et exconiunicacionibus contcntis , dcclaratis et annotatis in ditto

contrattu fatto manu egregi! notarii Petri Taglantis, de omnibus aliis dapnis , interesse ac

expensis protestatis, constituendo eum in dolo, mora et lata culpa. Hanc suam, eie. — Qui

magnificus protestatus respondit , quod omnia supraditta sunt verba penitus et minus vera;

et nicliilominus, habita copia, melius respondebit ; et quod ipse protestans est debitor ditte

maragmati in unciis tricentis vel circa, et chi non ha mancato per marmori, chi a lu pre-

—• senti ancora indi havi per lavurari. Testes : no. Jacobus Bizolus, Augustinus Napulitanus,

Yheronimus de Andrea et m.' Jo. la Prestila (i).

Die xviij mensis eiusdem ad horam vicesimam secundam tradita et assignata fuit copia

proxime protestacionis per me notarium infrascriptum ad peticionem et instanciam ditti

magistri Antonelli de Gagenis protestantis in ditta proxima protestacione magnifico Bernar-

dino Predicarlo, maragmerio protestato in ditta proxima protestacione, presenti et recipienti.

Unde, etc. — Testes : no. Jacobus Bizolus, Yheronimus de Andrea et Augustinus Napulitanus.

XC.

li^esponsio prò ni."' 'Bernardino Pereiicario (2).

Eodem xx." mensis eiusdem junii ind. eiusdem 1524.

Ad quandam protestacionem factam per honorabilem magistrum Antonellum de Gagenis

magnifico Bernardino de Perdicario , preposito et maragmerio maragmatis majoris panor-

mitane ecclesie, fattani manu mey notarii in die xvuj." presentis mensis, ex parte ditti ma-

gnifici domini Bernardini protestati, presentis et respondentis, breviter respondetur , quod

contenta in ditta protestacione et alligata per dittum magistrum Antonellum protestantem

non continent veritatem penitus et expresse , quod ex quo dittus magister Antonellus

protestans nunquam nec hucusque conplevit lu primu ringu seu giru di li apostuli di ditti

sumptuosi edificii marmorii, prout est notorium et apparet universis, ex quo dittus ma-

gister Antonellus habuit et habet in eius posse et apotheca onnia marmora necessaria ad

conplendum dittum girum, seu primu ringu di li dudichi apostuli et altri figuri, lavuri et

guarnimenti necessari! a dittu primu giru et ringu, juxta la forma di li capituli contenti in

li contratti fra ipsu ma.stru Antonellu et la ditta maragma firmati, et ultra quod ex quo bis

( ' ) La seguente nota trovasi aggiunta in margine del precedente strumento a fog. 700.

( ' ) Dal cit. volume de' registri di notar Antonino Lo Verde a fog. 706-8.


DOCUMENTI 119

proximis dicbu» «littus nu^iiit'u-us dotn. IkntJrJinus, quo supra nomine, ctnit quinque citnus

vel circa maniiorum. quc sunt in nuritinu ponus huius. urbis Panoraii et intru l'acqua

Itm sunt clapsi quaiuor nienstf$ et ultra, et Jittus inacister Antoncllui» non M>lum non com-

plevit dittuni primuin girun» et rin^^iini de in.i' ' ,

que lubet plano

majorìs p:>mìrniit4iie ecclesie, sed etiam culpa n ùv...^iìì suo dit'"- js liuc

usque nunquam curavit ditta niarinora, per ipsuin iua({ni(ìcuni d< 1 mipta

« existencia Ihtus niaritinum portus preditti , apportari faccre in ditta apotlieca et plano

dille luajoris panomiitane ecclesie ad eius expenus, prout tenctur, et illa laborare , et de

illis Tacere reliquas fì{;uras , opera et alia necessaria prò sccundo giro et quatro inmagtnis

scu fifjure Christi. Ipse 11 dominus IWrnardinuN pmicstatus nullo pacto tenetur dare

aliquas pecunias, seu illas ^.,. ..;.ire in banco ad opus emendi alia nunnora : t>'"' "••^is

quia dictus iiia^ister Aiitoneiius habuii et consequutus fuit a magnifico \'incentio > .11,

maragmerìo anni preteriti, uncias triginta, de quibus fuerunt empta mamiora ad opus ditti

sumptuosi edilìcii, a quo tempore non fecit nec posuit aliquam fìguram, nec aliquid in diao

edificio mannoreo. Et etiam dittus magìster Anionellus, ultra dittas uncias triginu , lubuit

et consequius fuit a quondam magnifico Claudio de Leofante, etiam nuragmerio anni pre-

teriti, uncias undecim, de quibus fuerunt etiam empta marmerà ad opus dini sumptuosi edc-

ficii, prout apparet per partitas bancorum, et dictus magistcr Antonellus ditta numiora alie-

luvit edificando in alienum usum et illa vendendo diversis exteris in hoc regno; tanto nugis

etiam , quod , ultra predicta marmora empta per dictos magnificos dominos maragmerios,

ut supra dictum est, fuit et est debitor ditte maragmatis in unciis tercentis et ultra , ultra

precium et salarium ac magisterium ipsius magistri Antonelli quando conpievissei dinum

primum girum seu ringum tam de figuris apostolorum, quam de reliquis figuris et aliis ne-

cessarìis prò totali conplemcnto ditti primi giri et ringki, videlicet : Dinus magister Anto-

nellus bue usque, ut supra dittum est, secundum fomiam capitulorum et contraauuni, nun-

quam compleverit adeo et taliter quod est sibi integre solutus prò toto ditto complimento

et magisterio ipsius dicti primi giri et ringki , et habuit et consequutus fuit uncias mille

ducentas septuaginta duas, et ultra predicta rcmanet debitor in dinis unciis tercentis et ultra,

gravando couscienciam et animam suam, eam in perdicione constituendo uiu cum filiis et

heredibus suis ..., quia, si discederet ab hac vita, quod Deus non pemiinat prò interesse dine

maragmatis, dittum sumptuosum edificium rcmancret incompletum cum interesse tante quan-

tiutis pecuniarum habitarum et consequutarum per ipsum magistrum Antonellum protestan-

tem. Et propterea ipse magnificus doni. Bcrnardinus, quo supra nomine, respondens animo sibi

protestandi contra dittum nugistrum Antonellum, et jus ditte maragnuiis in futurum illesum

conservandi, rcquisivit et requirit eundem magistrum Antonellum, presentem et audientem,

quod statini et incontinenti habeat et debeat dittum primum girum et ringum conplere ,

prout tenetur ex forma capitulorum et contractuum , et ditta mamiora existencia tam in

apothcca et plano diete majoris panoniiitane ecclesie, quam in maritinu portus huius urbis,

frabicare et sculpire una cum omnibus eius discipulis et magistris eius apothecx , et non

habeat nec dcbeat una cum dittis eius discipulis et magistris sculpire et facere alia opera


120 1 GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

aliena , nisi t.mtuniodo dictuni suniptuosuni cJiiìcium , proiit tenctur prò dicto sumptuoso

edificio ad opus ipsius secundi giri et prò qiuivis parte, in qua essent necessaria : et quod

statini et incontinenti habeat et debeat de precio reliquorum marmorum emptorum per

dictos magnificos maragmerios preteritos, et per ipsum magistrum Antonellum convcrsorum

in alienum usum, eniere alia marniora et illa scolpire et edificare prò dicto sumptuoso edi-

ficio : et casa quo figura domini nostri Jesu Christi , sculpita et existens intus apotecam,

non fuit ncc est de perfecto marmore sinc venis, ymmo fuit et est tamen plurimis defectibus et

inperfettissimi marmoris, adeo quod pocius videtur res mostruosa et defectuosa et contra formam

dictorum capitulorum et contractuum, requisivit et requirit eundem magistrum Antonel-

lum, quod statini et incontinenti habeat et debeat emere aliud marmor et construhere et scol-

pire dittam figuram Ciiristi juxta formam capitulorum et contractuum, quia precium ditte figure

Cliristi, quod est unciarum lx.'", dittus magister Antonellus habuit et consequutus fuit a ditto

maragmate et cius magnificis maragmeriis, ultra dittas uncias tricentas et ultra; et de dittis

unciis LX.'", de quibus non habuit nec habet aliquam excusacionem, potuit et potest emere

marmora prò resculpcndo et reedificando dittam figuram et inmaginem Christi : protestando

se ipse magnificus dominus, respondens quo supra nomine, de omnibus dapnis, interesse et

expensis incursis et incurrendis ac passis et paciendis quomodocumque et qualitercumque;

et sit Hcitum ipsi magnifico domino, respondenti quo supra nomine, conducere alios magi-

stros et scultores ad interesse ditti magistri Antonelli ad conplendum dittum prinium girum

seu ringum, et dieta marmora existencia in dieta maritima et portu sculpiri facere ad opus

secundi giri ditti sumptuosi edificii et aliis necessariis in eo , ita etiam taliter quod omni

futuro tempore dictus magister Antonellus per se et suos sit constitutus in dolo, mora et

lata culpa, prout in vicio semper fuit et est constitutus culpa et defectu suo ex causis

supra declaratis. Et nichilominus ad majorem confusionem et condepnacionem ditti magistri

Antonelli ipse magnificus dominus respondens et protestans semper optulit ac de novo of-

fert observare ad unguem formam capitulorum et contractuum predittorum, a quibuscumque

nunquam recessit , prout observavit tam in solvendo salarium et magisterium , quam in

emendo marmora. Unde, etc.— Qui magister Antonellus respondit, quod, habita copia, re-

spondebit. Quam copiam presencialiter dederunt et assignaverunt. — Testes : no. Jacobus

Bizolus, m."" Petrus Cappilleri, m.'' Paulus de Ricca et Yheronimus de Andrea.

XCI.

T(_esponsio protestantis prò magistro Antonello de Angagenis (').

Die xxnj mensis eiusdem junii ind. eiusdem 1524.

Ad quandara responsionem et protestacionem fattam per magnificum Bernardinum de

Perdicario, prepositum et maragmerium majoris panormitane ecclesie, manu mei notarli in-

(') Dal cit. volume de' registri dì notar Antonino Lo Verde, fog. 711 retro a 716.


DOCUMENTI I 2 I

friscripii fattam lionor. lujigixro Antonello «le Gigcnis , K'uliorì , ex pine ipwu» nugtstrì

Anionrilì ditte rc^ponùoni et protesucioni breviier re^ponJetur , quoj omnia conienu et

decbrata in Jitu eius responuone sunt verbi inania, frivula, vacua et a ventate Jeviancii.

Et primo ad iliuJ, quod Jicit ina^^nifìcus ipse Bemardinus respondens et proie«tajis , quod

huc usquc non compievit primuin rii>j;uin seu {«iruiii apostoli>ruin di ''\ io per

cundem nij^istruiii Antoncllum fatto et faciendo in ditta majori pa:. ....: ,u, non

Cit veruni, pirchi dittu rinf-u è conpiitu, et quilli peci, citi nuncanu, su' lavurati, isquatrati

et inuglati et lavuranusi di continuu in ditta sua apoteca, prout manifestius et clarius om-

nibus videtur ; et tanto magis chi quisti su' cosi, chi 1' innu facti et hannu di fari li più

siniplichi lavui^nti di dittu inastru Antonellu, et in brevi jomi scrranu expediti. A quillu,

chi diclii dictu inagnifìcu Bemardinu rcspondenti, chi accaptao cliinco carraii di marmora,

li quali su' in la marina intro 1' acqua jà su' quattro misi passati , dittu nusiru Antonellu

li havirìa lavuratu et factu, sì dictu nugnifìcu li havissi dittu et dichissi di quilli chi figura

volissi fari, pirchi chi è unu pezu grandi infra li altri per lu secundu ringu. Et ancora pirchi

dittu magnifìcu dichi et ha dittu : dittu inastru Antonellu esseri debiturì a la iiuragnu in

unci trichentu .... et ultra, salva cius matjnificencia et revcrcncia, pirchi per non luviri volutu

dictu magnificu fari li cunti, et dunnandusi di quilli , ymmo

danduli sempri longhi palori

senza conclusioni alcuna, è stato ditiu niastru Antonellu inpeditu a lu presenti in eius grave

dapnum, prejudicium et interesse quoad dictum sumptuosum opus faciendum et construendum;

et ad omnia alia dictus magister Antonellus in omnibus et per omnia se refert ad con-

trattus et capitula ipsorum, quia est prontus et paratus illa observare. Di quillu, chi dichi,

da lu magnificu Vincenciu di Bulogru haviri havutu unci trenta, confitetur; di li quali sindi

hanno accaptato marmori per lu guamimentu di lu Cristo, comu per la partiu di lu bancu

appari ; di lu quali guamimentu è la più parti lavuratu et lavurasi di cominu. Di li unci

undichi di lu quondam magnificu Claudiu di Leofanti, si foru pagati, foru pagati in cuntu

di la opera per la sustentacioni di lavuranti et non per accaptari nunnori. Et non fu mai,

chi di li marmori , chi ser\inu ad opu di ditta maragma, havissi quilli conversu in alienu

usu : )-ramo dittu mastru Antonellu chi ndi havi juntu et lavuratu di li marmori proprii di

dittu mastru Antonellu. Et ultra più dittu mastru Antonellu di tutti li operi, chi ha fattu

et fa per lu regnu di soi marmori, lu magisteriu et prezu di quilli su' stati et su* conversi

in lu salariu di ditti soi lavuranti, et tutti su' morti in ditu opera et edificiu in dittum eius

grave dapnum, prejudicium et interesse, pirchi per la opera fatu dinu mastru .\ntoneIlu è

gravatu ultra dimidium justi precii di la opera preditta, et circa hoc non intelligatur ditto

magistro .\ntonello nuUum generatum prejudicium, quia est lesus et deceptus, ut dinum est,

et comu claramenti per mastri pratiki et expeai si pò vidiri : et cussi dittu mastru Anto-

nellu è più tostu crediiuri di ditta maragma in unci chinqiunu per lu prìmu ringu di li

figuri, di lu quatru di lu Cristu et la storia di l'Asunssioni seu irapassioni, chi debituri in ditti

unci trichentu, comu dittu niagnificu Bemardinu dichi, né in cosa nulla; jinmo cura b ditu

maragma, fatta la ditu opera declarata di lu Cristu et di la ditta storia cum tuttu lu conplimentu

di li dudichi apostuli , luvuti li dicti unci chinquanta per lu dittu mastru Amo-


122 1 G ACINI E LA SCULTURA IN SICILIA

nellu et ;ul ipsum pagati, esseri eqiutli, rest.tndu tutti li mannori et dinari, havuti per dlttu

mastri! Antonellu, per ipsu mastro Antonelki, et non per cuntu di ditta maragma, ma esseri

proprii di ditti! mastru Antonellu, conputanduchi a dittu mastrii Antonellu la rata di !u su-

pracluii di la opera, chi ha fattu, cum ista previa protestacione di potiti dittu mastru An-

tonellu dima!idari di ditta opera et edeficiu fattu quilli, chi chui divissi haviri, pirchi è lesu

et deceptu, ut dictum est, et non aliter nec alio modo. Di la figura di lu Cristu, la quali

dittu magnificu Bernardinu maragmeri dichi non esseri di perfettu marmoru senza veni,

vmmo ... di chui defetti et inperfettissimu marmoru, taliter quod pocius videtur res mostruosa

et defettuosa et contra formam capitulorum, magister Antonellus ipse dixit et dicit, chi ditta

figura di Cristu ò multu bonissima et magistrivilmenti fatta , chi mastru nixumi li porrà

a quilla inpotari defettu; et ad majorem confusionem ditti magnifici, et per levarilu di quista

evidenti calunia et partinacia (^/r) , dittu mastru Antonellu requedi a dittu magnificu , chi

mandanu per regnum per dui mastri 3'donei et sufìclenti, chi hagiano flittu simili opera et

edifìciu, unu da mittiri per dittu mastru Antonellu et 1' autru per la ditta maragma et ma-

ragmeri di quilla, et venuti serrannu et vistu ditta figura, a dispisi di cui perdirà, si con-

depnirannu a dittu mastru Antonellu a la refeccioni di ditta figura, chi non sia ben fatta

et magistrivilmenti in tutta perfeccioni, ipsu si ohliga quilla refari a tutti soi dispisi, dapni

et interesse; et casu chi ditti mastri declarassiru ditta figura esseri in perfeccioni, dittu ma-

ragmeri, nomine ditte maragmatis, sia tenutu a li ditti dapni, interesse et dispisi, ut dittum

est, quomodocunque et qualitercumque; non obstanti chi dittu mastru Antonellu non sia tenutu

a cosa alcuna , ma ex equitate sua lu fa , pirchi li altri maragmeri passati et etiam dittu

magnificu Bernardinu si piglaru ditta figura per bona, placita et attalentata, vista et revista

in sua potiga, juxta la forma di ditti contratti, et quilla dapoi poitatusi in so magaseni et

pagatuchi di quilla lu conpllmentu , comu per la partita di lu bancu si demustra. Li mar-

mori, li quali dittu !nastru Antonellu havi a_ la marina et a la potiga, su' di dittu mastru

Antonellu , et quilli , chi mancanu a lu conplimentu di lu Cristu et di la Assunssioni , ut

dittum est supra, est preventus dittus magister Antonellus laborare et facere conplimentum,

ut declaravit, di dittu quatru di Cristu et Assunssioni, solutis prius pecuniis supradictis ... et

non aliter nec alio modo; declarando dittu mastru Antonellu, chi in li contratti fatti cu la

ditta maragma et maragmeri non chi è vetatu chi ipsu mastru Antonellu non potissi fari

aliena opera, et tantu si l'ha fatta per lu passatu et fa et farrà per lu presenti et da veniri,

l'ha fattu et farn\ per lu mancamentu di non haviri per potiri conpliri et sequiri dittu edi-

ficiu, et ideo causa fuit et est ditte maragmatis et maragmerii. In qua quidem responsione

et protestacione dittus magnificus Bernardinus dixit, chi si dittu mastru Antonellu non ob-

servirà la forma di ditti capituli et contratti , chi a dapni et interessi di dittu mastru An-

tonellu potissi mandar! per altri mastri et tari fari dittu su!nptuosu edificiu. Ipse magister

Antonellus declaravit et declarat, chi non è bisognu, pirchi ipsu et soi garzuni sempri su'

stati et su' pronti, danduchi dinari juxta la forma di ditti conti-atti , observari et fari tuttu

quillu et quantu per ditti contratti et capituli si conteni, di quilli non contravenendo di cosa

alcuna. Et pirchi per lu dittu primu contrattu et capituli di quillu ditti maragmeri si obli-


nOCL'MESTI «23

jjani i;iK>lil'it unno per la Mj^rcnaciiwi diri linci cJicniu chinquanu, li quali di lu )ornu chi

fu fanu diciu cumrattu a li xxviij di jupncttu x.« ind. 1507 per fina a lu presenti, a U

raxuni predina, pi^lirianu la sumina di unci dui milia et chincuchentu quaranu in tutu

la ditta opera per fina a lu presenti, tutto lu restu et lu conpiinientu prcdittu su' resuti et

suniiu in poiiri di ditti nura},Mneri , tantu parsati, comu di dittu nufjnificu presenti, et fai-

• -idi li fatti loru et j-uernitu in alienu umi una cuin altri unci clientu cliinquanu quo-

anno di ditta inaraj-ina di li legati et di lu gihileu et altri eleniosini, chi m lunno

pigiato et dispiso per li fatti loru et non in la opera segregata, non havendu rcspettu a

lu expedimentu di dittu sumptuosu edificiu, nò a li peni conienti in dittu contrattu et ca-

pituli di quillu, pirchi, si li havissiru bistrattu (lù) oy depusitatu per lu necessariu di ditta

.1, serria quasi cxpcdita et compiila; et quisto è stato per lu loru mancamentu, et non

kÌì viitiu mastni Antoncllu ; et ipsu mastru Antoncllu non haviria pigbtu altra opera, cuin

sit chi tutta dina opera per ipsuin fatta è statu conversa et dispisa in dina opera di ditu

maragnia , chi quasi si chi ha consumatu et distruttu et pcrdutu sua juventuti ; et quista è

statu la causa et non altru. Et propterca volcns dictus nugister Antonellus facta sua caucius

agere et a futuro incomodo se prccavcrc , retorquendo omnes penas in responsione dicti

magnifici in eundem protestanteni et audicntem, et sub pcnis contentis in dicto contrattu et

capitulis ipsius ac cxcuminicacionibus in eis dcciaratis, li quali peni di hora per tandu si in-

tendano acorsari , et quilli chi acusau et acusa , et protcstatur sibi de omnibus et singulis

dapnis , interessi et expcnsis passis et quomodolibei paciendis quomodocunquc et qualiter-

cunque, stante prima protestacione per eundem magistruin Antonellum fatta, co modo prout

est cum omnibus illis penis et aliis in ea adjectis. Et prò causa preditta dittus nugister An-

tonellus se excusavit et cxcusat corani Deo et hominibus mundi , quia est semper prontus

et paraius observare fonnam ditti contrattus et capitulorum : et si ha mancatu , à nuncaiu

per ditti maragmcri tantu passati, comu per dittu magnificu, non li haviri observatu b forma

di dittu contranu, comu ò dittu di supra et decbratu. Et hec est eius responsio prò modo

fatta, salva semper meliore responsione cum Consilio sapieniis, si opus erit. — Qui ma^nificus

Bemardinus coram infrascriptis testibus respondit, quod omnia contenta in ditta responsione

et protestacione sunt verba propria ipsius magistri Antonelli et ininus vera , et referixisi a

la sua risposta fatta a la protesta di dittu nustru Antoncllu, et nichilominus respondit, quod,

habita copia, respondebit, requirendo dittum magistruni Antonellum interea, chi adinplixi la

forma di li capitulacioni et contratti fatti fra ipsu mastru Antoncllu et li nuragraeri passati;

lu quali magnificu scmpri è prontissimu observari et exequiri la fonm di ditti contratti et

capituli. — Testes : no. Dionisius de Adamo , Yheronimus Rusiikclb et nugister Johannes

la Prestissa ( « ).

Diexxviij mensis cjusdem junii ind. eiusdem 1524, ad horam decimcseptinu (j/V^, tradiu et

assignata fuii copia proxime responsione et protestacionis per me notarium infrascriptum

( ' ) Lj seguente nou trovasi aggiuou in niirgine Jd preccJcnte strumento t fog. 7 1 1 rHro.


124 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

ad peticionem et instanciam ditti magistii Antonclli de Gagcnis, lespondentis et protestaa-

tis in ditta proxima responsione et protestacione magnifico Bernardino de Perdicario , ma-

ragmerio niaragmatis majoris panorniitane ecclesie, protestato in dieta proxima protestacione

et responsione, presenti et recipienti. Unde, etc. — Testes : Yheronimus de Andrea , Augu-

stinus Napulitanus et niagister Laurencius Nuche.

XCII.

Die xxviuj augusti xij ind. 1524, bora quasi ij." noctis, tribus kiminibus accensis ().

Cum hon."^ magister Antonellus de Gaginis, sculptor, e. p., se obligaverit et obligatus

convenerit ac proniiserit quondam spect. don Joanni de Vigintimiliis, olim preposito et ma-

ragmerio majoris panormitane ecclesie, et reverendissimo quondam d. Joanni de Paternione,

tunc archiepiscopo panormitano , et sp." et magn." pretori et juratis huius urbis, bene, di-

li^enter et magistraliter construere, fabricare et facere quoddam magnum et excellens sumptuo-

sum edificium marmoreum in tribona diete ecclesie maioris altaris ex parte intus, prò precio,

magisterio et aliis contentis et declaratis in contrattu ipsius obligationis , fatto manu egr.

notharii Petri Taglantis olim die xxviij mensis julii x ind. 1507 preterite, et pactis in eo; et

exinde per alium contrattum initum et firmatum Inter ipsum magistrum Antonellum et quon-

dam magn.""" d. Fabium de Bononia, etiam tunc maragmerium illius, fuerit deventum ad

certuni accordium et capitulacionem, prout in eo apparet, factum in actis egr. notharii An-

tonini lo Virdi olim die xxv januarii xiij." ind. 1509

: vigore quorum ipse mag."' Anto-

nellus tamquam obligatus incepit frabicare et construere opus predictum , et in eo fecerit

huc usque aliqua , prout in presenti apparent : et cum predictus mag."" Antonellus , tam a

dittis quondam magnificis et spectabilibus maragmeriis, quam ab aliis, exinde consequtus fuerit

aliquam pecuniarum summam diversimode, cumque ad presens dictus mag.'' Antonellus, nec

non magn."" d. Bernardinus de Perdicario , presens maragmerius illius , velint videre con-

potum seu conpota pecuniarum, non obstante alio conpoto facto cum quondam magn.

Claudio de Leofanti, olim maragmerio, devenerunt ad conpotum seu conpota infrascripta,

videlicet : Ex hodie , presenti die pretitulato , facto conpoto finali, universali et legali bene

et legaliter , videlicet inter prefatum magnificum d. Bernardinum maragmerium ex una

parte et mag.'"" Antonellum parte ex altera, de omnibus et singuhs pecuniis et pecuniarum

summis diversimode habitis et perceptis per ipsum mag.'" Antonellum a maragmeriis pre-

teritis et ab aliis personis ipsius maragmatis et solutis prò eo ahis personis quomodocumque

et qualitercumque , tam per bancos, quam contanti, a die celebracionis supradictorum con-

tractuum et principii frabice predicte et constructionis , illis etiam in raubis et precio ser-

vicii , videlicet vino et aliis raubis habitis et perceptis per eum , omnibus bine inde bene

( ' ; Dal volume di num. 2703 delle minute di notar Giovan Francesco La Panittera, an. 1522-25, ind-

XI-XIII, nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCUMEKTI 125

dckluciit et cak'uljtis , jpparuii et jpparct Jiaum nug.'** AnioncUum hibuÌMC et rcMpitiC

undis mille quin(;mia)> quatrj(>inuquinquc, (arcno& iiij et ^r. xiiij, hoc modo, viJrticct : a

diao &p. d. Joannc Jc N'igintimiliis . iiura(;mcrìo , uncus cmtum quinqiuf^inu in qiuiuor

ftanitis; itrm a iiugn.*" Jo. Jac(>bo de IkMunno, etiani tunc nuragmerìo, unciat oaiuginu

noveni et tarcnos xxv in diversis paniti^ ; itctn a dicto quondam inafjn."' d. Fabio , etiam

inaragnierio , iiikus centuni sexaginta quatuor et tarenos duos in diversi^ paniti» ; ìieni a

ma{>n.** Bernardino de Therminis, edam maragmerio, undas sexcentas duas et tarenos qua-

tuordccim, etian» in diverMs partitis; iiem a nugn.'" d. Simone de Bononia , et eius collega

et maragmerio, uncias centuni quatraginta novem, tarenos duos et gr. xiiij in diversis par-

titis iieui a quondam inafin.*" Claudio de I.ctifame, ctiam tunc i' ts centum

quatraginta otto et tarenos tres in diversis partitis; itcm a diao magli, m i/^..;lailiill>., tunc ma-

ragmerio, uncias centum sexaginta duas et tarenos xxv in diversis partitis; item a magn.*" Vin-

centio de Bononia et m."" Friderico Inperatore, tunc maragmeriis, uncias trìgìnta in una panita

in compotum di mannori, juxta fonnam partite banci; item etiam a dicto quondam magn." Qau-

dio de Leofanti, etiam maragmerio, uncias undecim in duobus partitis; item a dicto magn." Ber-

lurdino, ad presens maragmerio, uncias triginta quinquc et tarenos quinque in diversis partitis

usque ad presentem dieiii; item uncias duas et tarenos xviij in una basa et uno cappitcllo nur-

morco, captis per dictum magistrum Antonellum a dicto nuragmate prò eius utilitate. Que

quidem panitc, superius decbratc et habite per ipsum mag.'*" Antonellum modo quo supra a

supradiais magn."* maragmeriis et prepositis, summam capiunt prefatarum unciarum mille quin-

geniarum quatraginta quinque, tarenorum quatuor et granorum quatuordecim, reser-

vatis et semper salvis aliis partitis pcndentibus, quas dictus magn."" Bemardinus pretendit fuisse

solutas dicto magisiro Antonello, quas e converso dictus mag.*^ AntoncUus pretendit illas non

habuisse nec fieri debcre bonas : videlicet unciam j et tarenos v, quam et quos diaus magn.*^

Bemardinus pretendit magistrum Antonellum habuisse a magn." Jeanne Jacobo de Bonanno,

tunc maragmerio, prout asseritur apparere ex forma contractus in aais noiharii \'incentii de Tin-

loribus; item uncus iij et tarenos xij, quas et quos diaus magnificus pretendit fuisse et esse so-

luus et solutos \'incentio Pidamiglio prò delaturis niannorum, ponatorum et debtorum a mari-

tima ad apoihecam ipsius mag."^ Antonelli, nomine et prò pane ipsius mag.'^ Antonelli. Item etiani

dictus magnificus pretendi! dictum mag."" Antonellum teneri ad uncias decem vel circa per to-

tidem faaas bonas per diaum maragma quondam magistro Juliano Manchino et magistro Bar-

tholomeo Berrittaro prò totidem habitis per ipsum mag.""° Antonellum a diais Juliano et Bar-

tholomeo nomine ditti nuragmatis, ac etiam reservatis diao nuragmati prò tribus aliis panitis

bancorum, que sunt in supra dicum summam uncurum mille quingeniarum xxxxv,

tt. nij , gr. xmj ; nec non et alie summe, lam pecuniariun, quam aliarum renmi, solute et

consignaie tam diao mag." Antonello, quam aliis eius nomine; que panile pecunie et res,

casu quo invenientur legitime solute ultra supradittas summas, debentur facere bone diao

maragmati. Et viceversa diaus magn.'"' Bemardinus, quo supra nomine, confessus est

mag."" Antonellum fuisse et esse crediiorem ditti maragmatis et operis in unciis mille ducentis

septuaginta duobus prò sculptura et opere duodecim quatrorum duodecim apostolorum, con-

pletis tamen ipsis quatris et apostolis per consequens duodecim, juxta formam coniraauum


126 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

predictonini et causa adinplinicnti dictonini duodecim apostolonini et quatroiuni. lù dictiis

magnificus, quo supra nomino, promisit Jictas unci.is mille Juccntas septuaginta duas facerc

bonas cidcm ni.ii^.'" Antonello, et ill.is deduceie de summa unciannn mille quingentanim qua-

traginta quinque, tarcnorum quatuor et granorum qiiatuordecim, solutarum et solutorum eidem

niag.''" Antonello modo quo supra, et in quibus apparet dcbitor ipsius maragmatis. Quod qui-

dem adinplementum ipsorum duodecim quatrorum dictorum duodecim apostolorum ipse

mag."' Antonellus tenctur supra dictos compiere et perficere, et se sollemniter obligavit et

obligat eidem magn.-'° Bernardino stipulanti, prò ea perfectione, juxta formani contractuum,

per totum mensem octobris proxime venientis anni xiij ind. sequentis : aliter possit cogi

viribus curie et in persona, quod dictus mag.'' Antonellus non possit nec valeat facere aliud

magisterium et opus quibusvis personis , nisi facere adinplementum predictum. Item dictus

magn/'" d. Bernardinus, quo supra nomine, promisit et se sollemniter obligavit eidem mag."'"

Antonello stipulanti habere deducere de dieta summa unciarum 1545, tt. 4,

gr. 14 terciam

partem presentis magisteri! quatri Jesu Christi, cum omnibus illis figuris et aliis juxta formam

contractuum predictorum, reservatis tamen eidem mag.'° Antonello et semper salvis infra-

scriptis partitis et summis , quas promisit sibi fieri bonas et deduci debere de dictis unciis

mille quingentis xxxxv, tarenis quatuor et gr. xiiij, in quibus ipse mag.'' Antonellus est factus

debitor, videlicet : uncias septem et tarenos xxij prò rotidem marmoribus, que dictus mag.''

Antonellus pretendit dedisse dicto maragmati , prout asserir contineri ex forma contractus

initi inter eum et quondam magn.""'"" Claudium de Leofltnte, tunc maragmerium, die xxv sep-

tembris vii ind. 15 18, in actis quondam noth. Nicolai de Bruno. Item uncias xxx prò tantis

marmoribus quatri Jesu Christi, emptis ex parte magn.'' 'Vincentii de Bononia et sociorum,

tunc maragmerii :

quas quidem uncias xxx dictus mag."' Antonellus pretendit sibi deduci debere

de dieta summa une. 1545, tt. 4,

gr. 14. Item uncias otto, tt. v, quas et quos dictus mag.''

Antonellus pretendit sibi deduci debere de supradicta summa ; quas et quos asserir fuisse

solutas et solutos per dictum d. Bernardinum prò tantis marmoribus, et dicto magistro An-

tonello factas bonas una cum supradictis unciis xxx in supradicta summa une. 1545, tt. 4

et gr. 14. Item uncias lviiij, tt. xiiij et gr. vij sibi debere et exconputari de summa predicta

prò augmento sex palmorum superflui et asserti facti in dicto opere per ipsum magistrum

{Antonellum, ultra obllgationem in dictis coiitractibus. Quas quidem partitas, superius declaratas

vCt reservatas per ipsum magistrum Antonellum, ipse magnificus Bernardinus, quo supra no-

mine, pretendit non debere fieri bonas dicto magistro Antonello , nec deduci debere ullo

unquam tempore, nec de dieta summa unciarum 1545, tt. 4, gr. 14, nec de alia aliqua

summa, in qua dictum maragma appareret creditor ipsius magistri Antonelli. Quas quidem

partitas , superius expressatas et reservatas tantum et pretensas per utramque partem , ipse

magnificus d. Bernardinus quo supra nomine et dictus mag.'' Antonellus , presentes corani

nobis, sponte ad illas videndas et cognoscendas mandatum et auctoritatem remiserunt et

remittunt in magnificum d. Antonium de Sargrisio, u. j. doctorem, ad presens unum de ma-

gnificis judicibus pretorianis, cui tamquam judici fuit commissa causa, etc. — Testes : nobilis

Antonellus de Quatragesima, Petrus Gariglo, Jo. Antonius de Contissa, Franciscus li Colonni,

no. Nicolaus de Uria et Anbroxius de Joanne lonbardus.


lìoriMrvTi

xeni

Die XX." iiurcii XII j.* ind. isij (ijJ$) (•)•

Hon. m.' Amoncllus de Gaj;iiiis, scultor nurmorioruiii (sie), civi» panoraiiianut, prrtctu

corani nohis, spontc pmmiiii et |>romictit • \mniicr obligavit et obli(>i( ni.i \{i-

riano de AccjrJo, rc}jio > - - uri

et conduoetili, faccrc itit;.; - ,: ,- . ^ , , ut

dccet, videlicet quamdam sepulitinm nurmoream albani et perfectam et de meliorìbu» nur-

morets, quos habet et habebit diaus ni/ Antonellus ante confectionem operìs prcdicti, co

modo et fonila ac laboribus, quibus fuit et est illa sepultura marmorea specubilis d. Heu-

finiic de RequisciiN, l'xistcns in cius cappella fundata intiis .

'

13*

•,,.,unelle , olini ca-

rissime uxoris dicti nugnitìci Mariani, nec non et ma^^nifici Camilli, eorum comuni^ (Uii :

curo hoc, quod in frontispicio ditte sepulture fìant et (ieri debeant arma et insignia dicti

magnitìci Mariani et diete quondam d. Johan nelle, sue uxoris, nec non et illi labores irt

folia, que placebunt eideni magnitìco Mariano, prout per ipsum petitum fuerii ad sui libitum

'

:;s. Et supradicta sepultura sit et esse debeai, ut dicitur , di vacanti dila banda di

...:.. „. palmi septi ; et Jicu sepultura fiat et fieri debeat di alcuni peczi , et non di unu

peczu, appoy di lu fundu , lu quali fundu sia di unu pec2u : hoc lamen subinielleao , chi

dila banda di dieta sepultura, chi va in lu muro per la longhicza predica di septi palmi,

sia tenuto ipso mastro Antonello farilo di marmora sencza labori. Ii;ni , chi li dicti peczi

di numiora, undi sarranno lu pitafiu et li armi, et etiam li testagni, undi serrannu li com-

missuri, si hagiano ad ingarganari; et undi serra necessariu di ingrappari li grappi di ramu,

sia tenuto ipso mastro farili in quillu modu et forma, chi ordinari diao mastro notano,

ad spisi di dicto magnifico .Mariano. Item , chi supra b dieta sepultura si hagiano ad fari

dui imagini dili dicti defuncti, beni laborati di omni perfectioni, et in quillu modo et forma,

chi si conteni per unu modellu di crìta, fano per ipso mastro Antonello et existenU in sua

ponga, quanto ali gesti et mayneri di dicto modellu; li quali ymagini siano in duy peczi

divisi in meczu di modu chi li commissuri paranu mancu chi si po'. Item, chi li vestimenti

et la eultra di dicti imagini si hagiano a laborari di brucato ad eleetioni et voluntaii di

diao magnifico .Marianu. Et hoc prò preeio et integro pagamento unciarum xxvj ponderis

generalis in pecunia; de quibus unciis xxvj diaus magister Antonellus obligatus, ad istan-

ciam ejusdem magnifici .Mariani presentis et petentis, sponte dixit et confessus est habuisse

et recepisse ab eodem uncias deeem hodie per baneum magnifieorum Joannis Sanches et

BencJieti Ram.rentincians cxceptioni.ete. Restantes vero uncias xvj ad complimentum ipsarum

(') Olì volume di num. 2(14 de' registri di nour lìcrardo La Roco .

)$!•;, nell'irchivio de' notai defunti nc)r.\rchivio dì Suio in Palenno.

ìì

ici-i;, ind. XIII, (og.


128 I GAGINI E LA SCULTURA IN SIGILLA

unci.irum xxvj dictus magniiìcus Marianus dare et solvere promisit eidem magistro Anto-

nello hoc modo, vldelicet : uncias vj, sculpitis bene et diligenter, modo ut sopra dictum est,

supradictis imaginibus : residuum vero unciarum x ad complimentum supradictarum unciarum

XXVJ, expedito toto dicto opere et magisterio, modo quo supra, et ilio consignato in apoteca

dicti magistri obligati dicto m." Mariano, vel persone legitime prò eo. Quam quldem ope-

ram, bene et diligenter faciendam modo ut sopra dictum est, dictos obligatus dare et consi-

gnare promisit eidem m."' Mariano stipulanti, vel persone legitime prò eo, in supra dieta

apoteca modo infrascripto , videlicet : sopradictas duas imagines, sculpitas modo ut supra

dictum est, per totum mensem maij proximo futuri : restans vero tocius dicti operis per

totum mensem augusti etiam proximo futuri anni presentis : alias teneatur ad majorem va-

lutam et ad omnia dampna, interesse et expensas et ad repeticioneni omnium pecuniarum, per

ipsum magistrom Antonellom quomodolibet hac ex causa perceptarum. Processit tamen ex

pacto Inter eos etiam, quod dictus m/ Antonellus obligatus teneatur et sit obligatus, ad omnem

dicti mag/' Mariani simplicem requisicionem, raittere ex Panormo suis sumptibus et expensls

quendam magistrum eius laboratum (sic), idoneum ac sufficientem, usque in civitatem Nothi

ad effectum assittandi et dandi ordinem reponendi dictam sepulturam in ilio loco, quo ele-

f^erit et voluerit dictus m."" Marianus, vel persona legitime prò eo; ita quod, applicato dicto

magistro laboranti idoneo in eadem civitate Nothi, teneatur idem magniiìcus Marianus seu

persona prò eo facere ipso magistro laboranti expensas necessarias potus, dorante ilio tem-

pore, qoo stabit in eadem civitate Nothi prò caosa predicta. Verum qood ad omnes alias illas

expensas necessarias prò assectando dictom opus, tam magisterii , fabricatoris et actractus ,

quam ahorum, teneatur dictus m."" Marianus, seo persona legitima prò eo. Q.oe omnia, etc.

— Testes : Michael de Castro, Antoninus Speciali et Antoninus Belguardo de terra Xichili.

XCIV.

Die XXX mensis ejusdem ottobris xiiij." ind. 1525 (').

Hon. mag.'" Antonius de Gaginis, sculptor, e. p., presens coram nobis, sponte vendidit

et consignare promisit et se sollemniter obligavit et obligat magnifico Christofaro de Palermo,

de nobili civitate Messane, presenti, stipulanti et ab eo ementi , sepulturam unam marmo-

ream seu monumentum marmoreum, bene, diHgenter et magistrabiliter per eum sculpitum

et factum , videlicet illam caxiam marmoream , que in presenciarum est in apotheca ipsius

magistri Antonii laborata , visa per dictum magnificum. In qua caxia dictus mag.'' Anto-

nius teneatur facere duo scuta di armi postizi in li capi dì la ditta caxa, videHcet uno pri

banda , dati per ipsum magnificum ipsi magistro Antonio , cum eius epithafio in medio di

littri nigri , et facere de supra eius coperchum marmoreum , in dui pezzi laboratum , cum

( ' ) Dal volume di detto anno fra gli atti di notar Giovan Francesco La Panittera nell'archivio de' notai

defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOCLML'NTl I J9

uno junno mu lultrj labori» di borcato, cuin una imitine fcminca ••• •• 'luni, palmorum

quìnquc jltiiuJiiiì», viJclìkCt Ji quìllj nuniiora vìmj |>ri lo ditto tt .

'

, ncc non et fa-

cere et wulpire ires mensulas tnannoreas cuni eius pilastrellìs et baiit, a lo modu chi su'

li mensuli, pilastri e bau in lo monumentu di lo nugn.** misscr Blavro, existenii a Sancta

Gta ; li quali inen&uli , pilastri et bau siano di altiza di palmi chinco. Et hoc prò pretio

ducatorum quinquj^intaquinquc de oro in oro, ad rationcin tarenorum xiij sin^^ulo ducato:

de quihus preM:n»:ialiter habuit et recepii ducatos vidimi divers«irurn cugnoruni; et alios du-

cato» XXXV ad complementuni dicius ina^nificus solvere promisit in manibus ipsius nugistri

Antonii in docitis aureis, incontinenti con&ignata dieta sepultura cum supradictis dicto ma-

g:iìifico vel alteri prò eo. Promictens dictus magistcr Antonius soUemniier et convenicnter

dicto magnitìco Qiristofaro, presenti et stipulanti, dictam sepulturam nurmoream, ut supra

obligatam, cum omnibus supra expressatis, bene, diligenter et nugisiraliier sculpitam, con-

signare dicto magnitìco vel alteri persone prò eo liic Fanormi in eius apotheca hinc per totum

festum N'atalitium proxime veniens anni presentis : aliter teneatur ad omnia damna, interesse

et expensas, et ad maius precium diete sepulture et aliorum, ut supra, que possit emere et

habere ab aliis ad eius interesse, in omnem eventum in pace. Sub ypot!ieca, etc. — Tcstes :

egregius Franciscus de Sabbato, hon. Barth. Panerà et Jo. Ransetto.

XCV.

Die xxviij." mensis mayi xiiij.* ind. 1526 (>).

Magistcr Antonius Gaggini, scultor mamiorum, presens corani nobis, sponte se obligavit

et obligat nobilibus Nicolao de Trapani de terra Nicoxie et Mione de Alhcno eiusdem terre

thesaurariis majoris ecclesie ipsius terre Nicoxie, prcsentibus et stipulantibus, facere bene et

diligenter ac magistribilitcr, di bona mamiora et receptibili, et belli lavurati di propria manu

dicti magistri Antonelli , de rebus appaninentibus ipsi magistro Antonio , veluti principali

custodiam marmoream cum figuris circum circa de meczo relevo et lu Cristo di tuno re-

levo cum li armati {corr. ornati) de relevo, juxta illos majoris ecclesie Panhormi , largitu-

dinis de stremo a stremo palmorum tresdecim et de auticza etiam de stremo ad stremo

palmorum viginti duorum, juxta desinnum subscriptum manu mey , existentetn penes ipsos

thesaurarios. V'erum in li vacanti di lu pedi, scu loco di lu pidagno, ipse magister Antonius

teneatur facere ystoriam di la G;na. Et hoc ad totum attrattum marmorum et niagisterii

dicti magistri Antonii obligati. Et liQC prò magisterio unciarum centum quindecim, quas dicti

nobiles thesaurarii solvere promiserunt, quo supra nomine thesaurario, prefato magistro •Vn-

tonello stipulanti, hoc modo, videlicet : uncias x per totum mensem junii proximo futuri;

item alias uncias decem per totum mensem augusti intnediate sequentem; item undas x in

( • ) Dal volume Ji detto anno e di num. a}i9 de' registri di nour Marco La Cavi Dell'archivio de' aotai

defunti nell'Archivio di Suio in Palermo.


IjO 1 CAGINI H LA SCULTURA IN SICILLV

XV." die nicnsis aprilis anni tutiiri w.' indicticinis ; ilcm uncias xx per totani menseni aii-

t^usti dicti anni; item uncias xx per touini festum Pasce Resurrettionis anni prime indictionis;

et restans consignato assictato opere preJicto. Pi-oniittens dictiis magister Antonellus dictuni

opus fiicere, ut dictum est, bene et diligenter successive, ita quod teneatur expedisse et com-

plivisse per totuni annum prime indictionis proximo kiturum , et consignare hic Panormi

in apoteca dicti Antonelli in parte in dicto mense aprilis dicti anni xv." indictionis future,

et reliquum per totum annum prime indictionis. Quod opus dictus magister Antonellus te-

neatur ad expensas ipsorum nobilium thesaurariorum, quibiis supra nominibus, incaxarilu et

assictari in ecclesia predicta major! ditte terre ad expensas eorum quibus supra nominibus :

alias, etc. Cum pacto, quod si ante solverent cathamena predicta, ante teneatur. dictus ma-

gister Antonellus complivisse dictum opus. Quc omnia, etc. — Testes : Pinus de Mansone,

Nicolaus Matheus de Castro et Miotta de Polo de Nicoxia ( ' ).

Die ij." mensis ottobris xv.- ind. I526prefatus magister Antonellus, nominatus in pro-

ximo contractu, presens coram nobis, presencialiter et manualiter habuit et recepit a dictis

thesaurariis nominatis in proximo contractu, absentibus, uncias quatuordecim in docatis aureis

et aquilis argenteis per manus venerabilis presbiteri Andree Lignoviridi de terra Nicoxie,

solventis nomine dittorum thesaurariorum. Et sunt infra soluptionem unciarum viginti prime

solutionis contente in proximo contractu. Propterea dictus magister Antonellus, ultra illud,

ad quod tenetur prò proximo contractu, consequtis prius per eum a dictis thesaurariis no-

minatis in proximo contractu aliis unciis quinque ultra summam pecuniarum contentarum

in proximo contractu et non ahter nec alio modo, se obligavit et obligat tutta quilla opera

contenta in proximo contractu deferri suis sumptibus, expensis, risico et fortuna, delata ad

maritimam terre Cluse {corr. Tuse), dummodo quod dicti thesaurarii debeant dare ipsi ma-

gistro Antonello, ultra dictas uncias quinque, partem arcarum necessariarum prò dieta opera,

et non aliter nec alio modo, sub obligationibus et aliis in dicto proximo contractu contentis

et annotatis : et predicta attendere, etc. — Testes : egregius notarius Antonius Ochipinti et

Alfonsius Castonus.

XCVI.

Die primo junii xnij." ind. 1526 (2).

Hon. magister Antonius de Gagino, scultor marmorarius, e. pa., presens coram nobis,

sponte se obligavit et obligat spectabili d. Antonino de Septimo, baroni Sambuce, presenti

et stipulanti, magistriviliter laborare et facere ad omnes eius expensas quoddam monimentum

( ' ) In margine dello stesso contratto è poi la nota seguente.

(2) Dal volume di nutn. }6i8 de' registri di notar Giacomo Scavuzzo (an. 1523-6, iuJ. XII-XIV, fog. 377)

nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


OOCUMLMt i>i

nuniutrcuiu prò rcpoitcuJo cjJjivcr quoiiJain k|>ccubili)k D. Jo. Aiuykii


132 1 GAGINI n LA SCULTURA IN SICILIA

chi dcmustra hi p.iliuni, et in ni.inu possit tenero b.iculum pastorale postizuni, et in dextra

manii fieri debet ciii demustra fari la bcnedictioni cuni tucta la manu; quam quidem figuram

et dietimi scaiinelluni sint et esse debeant eiusdem bonitatis, mensure et qualitatis prout siipra

dictum est de aliis tìguris; et in medio scannelli fieri debet liistoria dicti Sancti Marcialis

(coir. Alartiani), et in quolibet latore debet osse eius rev.""" dominacio ciini eius armis modo

ut siipra dictum est: et in quolibet scannello etiam li cornichi fiori debent sculpiti , item

eligendas per dictum rev."""" dominum episcopum. Quas quidem tres figuras, expoditas ut

supra dictum est, dictus magistor Antonius dare et consignare promisit dicto rev."'° domino

episcopo, seu eius legitime persone prò eo hic Panormi, in eius apoteca, per totum mensem

julii proxinio venturum : alias teneatur et teneri voluit ad omnia et singola dampna, inte-

resse et expensas, etc. Et hoc, videlicet prò dieta figura gloriose Virginis, ut supra, per uncias

quindecim, et prò aliis duabus figuris cum prodictis per uncias vigintiquatuor, de quibus pre-

sencialiter dictus magistor Antonius habuit et recepit a dicto rev."" domino episcopo, pre-

sente et solvente, ducatos quatraginta quinque auri in auro de triumphis et venetis. Restans

solvere promisit hic Panormi, expeditis et assignatis dictis figuris modo ut supra dictum est.

Cum hoc, quod, si ante dictum tempus expediret, teneatur dictus magister Antonius (nun-

ciare) eidom rev.""" domino episcopo in eadem civitate, et habeat tempus dierum viginti; et

infra dictos dies xx habeat solvere dictum restans et sibi capere dictas figuras. Processi! ex

pacto, quod dictus magister Antonius de dictis pecuniis teneatur per totum sequentem mensem

octobris emere tres marmoras et illas ismarrare, et declarare per actum illas tres marmoras

esse emptas de propriis pecuniis persolutis sibi per dictum rev."""" dominum episcopum, ad

eius nomen, prò faciendo ut supra dictum est. Processit etiam ex pacto, quod, elapso dicto

mense julii et non completis dictis figuris, stet ad electionem dicti rev."" si voluerit cogere

dictum magistrum Antonium ad restitucionem dictarum pecuniarum, habitarum ut supra, et

dimictere prò eo dictas figuras , vel cogere ad illas expediendum ad elecionem dicti rov.""

episcopi. Et teneatur illas expedire incontinenti. Que omnia, etc. — Testes : rev.'^"= don Primus

de Guillelmo, canonicus siracusanus, no. Franciscus di Laurentio et ven. dompnus Antoninus

di Blasco (>)•

Die X novembris xv ind. Ex quo dictus magister Antonius non implevit ismarrare dictas

tres figuras, prout tenebatur juxta formam proximi contractus , ob quod dictus rev."""' epi-

scopus intendebat repetere dictas pecunias et dimittere dictas figuras, ad infrascriptum ac-

cordium devenerunt dictus rev.""^ episcopus et dictus m."" Antonius, videlicet, quod ipso m.''

Antonius se obligavit et obligat eidem rev.° stipulanti per totum mensem januarium proximo

venturum expedire, compiere et assignare figuram gloriose Virginis Marie eo modo et forma

prout in proximo contractu; item per totum mensem marcii compiere et assignare figuram

Sancte Lucie juxta formam etiam dicti contrattus; et per totum mensem may proximo ve-

nientis assignare completam figuram Sancti Marciani juxta formam etiam dicti contrattus ;

( ' ) Ed indi t aggiunta la seguente nota in margine dello stesso contratto.


DOCL'MENTl l 5 j

aliai intcr co» cu paao «liaut m/ Aiitomu» voluti tcnrn dicto t Sii pjnc» ìtali>.Ms prò Acri ficiciiJo JisXi» fifcurak ulira ciut pccuniati et in dua-

li! 'ne Jiiitu» rcv.""' tcncaiur Jjrc tcrciam pjnrm .

'

I" ittu «)uoaJ ilÌ4 il» ^uo rubborc et tinniutc, n. ;>„.. ..., ; ,^,.^.^,., ^^

Laurenctio et m/ N'icencius Sancto Mauro ( • ).

XCVIII

Die XXIII j.' scptcjnbris xv.* inJ. 1526 (J).

Honorabilis maf^istcr Antoiieltu» de Cachino, ciris Panomii, prennu corani nobi», »pontc

ae obligavit et obligat spcctabili domino Antonino de IMatanione, baroni Risichillie cu., pre-

senti et stipulanti, magistrìviliter Tacere et operare quendam arcum et guamiciones nurroonun

in aluri cappelle dicti speciabilis, fundato in ecclesia Sante Gte Panormi, modo infriscri'

videlicet : Tacere arcum mamioreum largitudinis palmorum duorum cum dimidio uni pi!.> •

quam pilastro, et largitudinis ex pane foris ditti arci palmorum dcccm et otto et tercii un._i

et altitudinis ab humo usque ad sunimitatcìn dammusii ditte cappelle , et in ditto arco ex

parte foris facere genologiam gloriose et intemerate Marie \'irginis cuni illis regibus et figuris

descriptis in infrascripto designo; nec non ex pane intus dictum arcum debeat esse di gros^cza

palmi unius cum illis scraiìnis intaglatis juxta fomiam infrascripti disigni ; et in frixo con-

trapilastri describere teneatur versuni infrascriptum , videlicct : T(/corJatus misericordie sue.

Queni arcum debeai et teneatur facere juxta foniiam cuiusdam designi fatti per dittum nu-

gistrum Antonium et subscriptum manu ipsius speaabilis et niev nourii infrascripti ; quod

designum remanet in posse ditti magistri Antonii. Et quia in ditto designo est figura beate

Marie X'irginis desuper ditto arco, ideo ditta figura esse debeat intus grossiczam ditti arci

( ') Dissi nel precederne volume di quest'opera, tratundo di uli tre 5:

. ^on

• mi si aflemuno ni in duomo, ne iltruve esistenti in Siracusa, non ric^ ^ y^

• duto in mia giovinezza altri marmi di potere al Gagini anribuirsi, che una bellissima stitua giacente di Situa

• Lucia nelh chicsj del sepolcro Ji.Ib iiicdo.iiiia Santa, c> ncor non si abbia alcun documento, che

• da lui la comcrmi scolpiu. • Kccitimu perù di nuovo i;. tìcl passato anno, ebbi ad accorgermi che

la mia giovanile impressione mi avea trano in inganno, laddove la detu sutua giacente, antichi bellissima e

gaginesca, non ò che debole ed ammanierata opera del seicento sul far del Bernini Fané iuuiuo coU mi>

gliori indagini intomo alle tre statue allogate al nostro .\ntondlo in Palermo dal .— ''

dubito in vece che una di esse sia quin un'altra S. Lucia, bella ed elegante statua .. litXc,

enaido sut* dinami in una cappella di quel seminario , vi si vede oggi nell'atrio del pilaxzo ardvescovale,

rap; ' 1 la Santa col \-ase con gli occhi nella sinistra e con h Je^• jjre

stur . sua viu nel piedisullo e l'iscrizione: LODOVICVS l'LA 1 -. .

'"•

-.:._».

'


oog

M.

D. XXVII SCVLPIRI MANDAVIT. Delle due altre sutue perO . cio4 la Madonna ed U S. Marùno , non

rimane alcuna conteua, e quindi i da sospeture che non furon più fatte.

( *) Dal volume di detto anno e di num. )6l9, fog. 4S-47. fra' registri di notar Giacomo Sctrano od-

l'jrchivio de' ooui defunti nell'Archivio di Suto in Palermo.


I GAGIXI l- LA SCULTURA IN SIGILLA

sive Sdito. l:t cti.iiii ex quo in angulis ex p;irtc supcrn.i dcsupor ditto arco siint depitti duo

profetc et cornice et iVixc et architravo, ideti pnicessit ex jiatto quod ipse niagister Anto-

nius non tene.itur lacero angulos predittcjs, nec duos protetas, noe cornices, frixas et archi-

traviim, sed idem magistcr Antonius teneatur facere, suttus figuram ditte beate Virginis, suttus

dittum arcum, ex una parte Ottavianum imperatorem , marnioreum, vestitum pontificaliter,

et etiani Sibiilam cuni c'erti;; dittis sacre scripture ad elettionem dicti spcctabilis: ex altera

et etiani compiere totum vacuum tundi ditti arci ex marmore quanto è lu mecxo tundo.'

Insuper etiam dittus magistcr Antonius teneatur face-re portani unam in intrata ditte cappelle,

marmoream, largltudiuis palmorum settem di vacanti et altitudinis jialmorum xj di vacanti,

planam, cum suis pilastris largitudinis palmi unius et quartarum trium, ita quod coxo sint

in dui peczi cum suo architravo, in quo debeat facere scutum cum duobus angelis tenentibus

dittum scutum, in quo sint arma ditti spcctabilis di Alagona et Platamonii quartiata, et cum

sua cornicili proporcionata super ditta porta et cum suglo etiam marmoreo. Insuper etiam

teneatur idem magistcr Antonius facere taglum tabernaculi Sancti Ostagli i

( ) , existentis in

ditta cappella, tanto di a pedi comò vicinu circa ditti tabernaculi, marmoreum, largitudinis

dicti dui palmi intus , et dimidii foris planum . Et hoc ad omnes et singulas expensas ditti

obligati, ita quod idem magistcr Antonius teneatur consignare res predittas in apoteca, et idem

spcctabilis teneatur ad ejus expensas fieri reportari in cappella preditta; et idem m.'' Antonius

presencialiter debeat esse presens et dare ordinem in reponendo rcs predittas in locum eorum

diete cappelle. Et hoc prò precio unciarum quatraginta unius ponderis generalis prò omnibus

dittis rebus supra dittis. Veruni quod si dittus magister Antonius cxpedierit dittas res per

modum ut supra ita et taHter sint posite in cappella preditta per totum xxiiij dicm decembris

proximo venturi, tali casu idem spcctabilis ex sua liberalitate promisit dare eidem magistro

Antonio stipulanti alias uncias decem ad conplimentum unciarum 51. Et si forte in ditto

tempore non esset expedita dieta porta et taglum Sancti Ostagli, tali casu dittam portam et ta-

glum Sancti Ostagli teneatur facere per totum mensem januarii proximi venturi et habeat dittas

uncias IO ut supra. De quo precio dittus spcctabilis presencialiter dedit cidem obligato uncias

decem in ducatis aureis viginti tribus et tareno uno argentei. Et positis anbobus coxis ditti

arci, idem spcctabilis teneatur succurrere ad cius bencplacitum; et restans expcditis dittis rebus.

Qui obligatus promisit bene et diligenter et magistriviliter facere dittas res de servicio revi-

dendo: alias teneatur ad omnia dampna et interesse, et possit ipse spcctabilis fieri facete per

alium ad eius interesse prò precio, prò quo invenerit. Processit etiam ex patto, si forte dittus

magister Antonius non complcverit dittum arcum ut supra per totum dittum xxiiij dicm de-

cembris proximo venturi, quod ipse spcctabilis possit refutare dittas res et cogere ipsum o-

bligatum ad restituendum pecunias per eum perceptas in tempore preditto, vel petere dam-

pna et interesse ad eius voluntatem, habito prò casso contrattu fatto manu notarli Antoni!

Jacobi Spano die xvj." novembris viij.*' indictionis 15 19 obligacionis similis opere. Que om-

nia, etc. — Testes : Joannes Baptista Jangrecu et Petrus Chifalunia (2).

( ) Cos'i corrottamente vieii detto e ripetuto in vece che Sancti Eiislachii.

(*) In margine dello strumento è poi la seguente nota a fog. 45 retro a 46.


UOCLMISTI l}J

Die XMij. w* iiiii. ijjf'. i:ii.iiu> 111.1^1'icr A. o

limo vomranu : ., prescns lOriin iio!''v x .' .

It «ntrattum , nec etiam ipso mafjistro Antonio et non aliter ncc alio modo. Insupcr ctùm


.,^ d

KCrpivstf » ditto ^pct.tibilt J. Antonino de Pt... >*, pre-

•enri rt stipulanti, ultra pccuniai in proximo contrattu contmias, alias uncùs xvni) hoc modo,

vìdclicrt: DiKias viti) de contanti in pluribus panitis , de quibu» ipsc nugister Anioniui fc>

cmi apodixam, quanì iVan^'crunt, renunciansi ctc, et uncias x presencialiter in ducati» aurei»,

renunctans. eie. Ft sunt ditto pecunie prò causa in proximo contrattu contenta in concur-

rentnn satisfacioneni precii contenti in proxinio contrattu, renunciin% cxceptioni, etc. Insupcr

quia ipse m.' Antonius asserit coniplevisve arcum contentum in proxinio contrattu jusu

fomum proximi contrattus, ideo processi! ex patto quod non intelligatur aliquod prejudiciuin

gencratum ipsi sTvaabili, si forte ipse m.' Antonius non adinplevit in aliquo dittuni proximum

\ , , m

•istcr Antonius promÌMt ponerc scutum cum annis, quod erat in pede figure beate

pede Sanai Ostagii, cum guamimento contento in proximo contritiu, c\ jutto,

rcnuncians, etc. — Testes : no. Joannes Jangrecu et Lelius Olivara ( ' ).

Die xxij." marcii xv ind. 1526 (1527). Fuit per me notarium infrascriptum istud extensum

juxta stilum meum, de mandato m." d. Thonie de Donato, u. j. d., judicis magne regie curie,

referenti Nicoleno N'ivachito procuratori, ad peticionem diai magistri .Anionelli de Gagino,

modo infrascripto, videlicct non possint se opponere, excipere, defendere, aliquid dicere ve!

allegare .... nec principalitcr agere, nec officium judicis implorare, nec exceptiones legitinus

pronptuarias vel concreus facere, nisi prius adinpleatur lenor et forma presentis contrattus

et solvantur debitum et expensos omnes , non obsiante quod venient cum sacculo parato,

ritu magne regie curie non obstante.

XCIX.

Die xxvj januarìi xv.' ind. 1526 (1527) (j).

Honorabilis magister Joh.mnes .\ndreas Comisu , pinor , e. pa., presens coram nobis,

sponte se obligavit et obligat speaabili domino Antonino de Plaiojnone, baroni Risichillie

etc, presenti et stipulanti, magistriviliter et bene et diligenter inaurare et ornare colorìbus

peninentibus et specialiter di azolu finn quemdam arcum mamioreum cum eius regibus et

figurìs et genologis intemerate .Marie Virginis et figuri .Marie V'irginis , ex una et altera

parte existentcm in eius cappella ditti spectabilis, fundata in eius conventu Sanae Gte Pa-

normi, et inaurare anbas pancs dilli archi juxta forinam cuiusdam designi ditti archi , re-

( ' ) E segue aoco in nurgine quest' jhra nou a fog. 47.

(*) Dal cii. volume Ji Jcnu anno e di nuro. ;6i9 , fog. 271 , fra' registri di aour Gùcocao Scivucso

nel mentovalo archivio.

»9


136 1 GAGIKI li LA SCULTURA IN SICILIA

mansi pencs ipsiim spectabilem, et scutiim cum armis ditti spectabilis in ditto arco cxistens,

nec non et edam sibillani et iniperatorem existentes in cona in medio ardii, etiam magistrivili-

ter, in locis solitis et consuetis, nec non etiam inaurare tundum et vacuiun ditti arclii totum

di burcatu di oru et di alacca lina, a modo di burcato, prò illa parte, in qua debet esse, cum

bellutu supra l' oro in loca di carmixiuu et tuccaturi rizi di oro supra lu carmixiiiu. Item

etiam inaurare arma et angelos et scutum existentes supra porta ditte cappelle in locis ap-

partinentibus et etiam scutum cum armis ditti spectabilis, existens in pede figure Sancti Ostagli

in ditta cappella. Item etiam promisit innaurare rayas beate Marie Virginis, ponendas desuper

dittum arcum; quas rayas idem spectabilis debeat tacere de lignamine vel de rame ad eius

elecionem , quia non sunt raye marmoree ; et ipse obligatus teneatur inaurare tantum : et

hoc ad ... singulas expensas ipsius obligati prò omnibus rebus predittis. Et hoc prò prezio

unciarum otto ponderis generalis, ut dicitur, ala staglata, de quo prezio idem obligatus pre-

sencialiter habuit ducatos quatuor aureos , et restans idem spectabilis promisit solvere ipsi

obligato successive serviendo solvendo. Qui obligatus promisit dittam operam expedire per

totimi carnilivari presentem. Qui obligatus promisit dittam operam f;icere bene et diligenter

de bono servicio, de servicio reviso, ita quod lu murdenti sia ad oglu , et dare expeditam

in tempore preditto : alias teneatur ad omnia dampna, interesse et expensas , et possit ipse

spectabilis dittam operam fieri facere ad eius interesse prò ilio prezio, prò quo inveniet; de

quibus dampnis, interesse et expensis et mayori prezio stetur simplici juramento ipsius spectabilis

ex patto. Que omnia, etc. — Testes :

Jangrecu.

hon. Lucas de Mayo, Furtusius Mirexi et Joannes Baptista

C.

Die vij.° junii xiiij." ind. 1526 (').

Honorabilis magister Antonellus Gaginis, scultor marmoreus, e. p., presens coram nobis,

sponte promisit seque soUemniter obligavit et convenit magnificis Petro de Amico et Leonardo

de Alberto de terra Sancte Lucie, presentibus et in solidum conducentibus, bene et magistrali

modo et ad servicium revisum et ad miglurari altri operi fatti per ipsum magistrum, sculpire

unam imaginem marmoream de bona marmora ditti magistri Antonelli , albam et nettam

de venis ad possibile, more solito et consueto, de gloriosa Matre cum filio in brachiis, ut

dicitur, imago gloriose Virginis de Nive, relevata, cum filio relevato, bonam et bene laboratam,

de altitudine palmorum sex et quarti unius sine scannello , et lu scannellu sia palmu unu

et quartu unu cum historia dimidii relevi de Sancta Maria de Nive; et puer habeat manum

desteram super mamillam sinistram gloriose Virginis, et in alia manu sinistra habeat aliquid

ad eleccionem ipsius magistri, bene laboratam ad totum possibile ipsius magistri; et ultra a

( ' ) Dal volume di detto anno delle minute di notar Antonino Lo Vecchio nell'archivio dei notai defunti

nell'Archivio di Suto in Palermo.


'.juiilm» iiiiJ^iiii!> j^lmii^w \ !ij.'.iiii» itMifivc-tc .in^'c!t>\ J;

OOCL'MtSTI 157

(uliiimum itiuiu mmc i\ul»c, ci cuiii nube ii» pcJibu» iiuiu.. . '•

lubcjiu tenere in nùnìbiis unjm coronam, ijuim facerc \\>'.

'

, ,

vel de ramo, ad expenus ipsorum conduttorum. Et hoc prò precio, tota ditta opera in blincu,

unciarum quatra^ima p. g., quas uncias quatraginia prefati conduttores, in solidum ut kupra,

dare et solvere proniiserunt et in solidum convenerunt prefato niagistro stipulanti hic Panormi

in iH-cunia hoc modo, vidcli>;et : uncias decetn nunc, quas ditius mafjistcr confitctur a ditti»

vi>nduiuiribus stipulaniibus habuisse et recepisse per bancum nu^nifìcuruni Anionii Sanches

et Bcnedini Ram, renuncians, etc; iteni, fatta nicdietate opere, uncias quindccim p. g. soKere

proniìserunt ipsi conduttores prefato magistro; et reliquas uncias quindecim, expcdita opera.

Quam expeditam consignare teneatur ipse magister eisdem conduttoribus stipulantibut hic

Panonni, in eius apoteca, in blancu, per totum festum Pasce Ressurressionis Domini proxiine

venture. Et fani operi , si erit ut supra dicitur et videretur magnifico domino Bernardino

de Terminis, tamquam medio in presenti partito, adderc ditto precio uncias duas, eas ipsi

conduttores in solidum solvere promiserunt prefato magistro stipulanti hic Panormi in pecunia

numerata, incontinenti fatta declaracione per dittum dominum Bemardinum. Promisit propterea

ipse nugister ditram inmaginem facere bene et diligenter ut supra et eam expeditam dare

ut supra per totum festum Pasce Ressurressionis Domini proxime venture: alias teneatur ad

omnia dapna, interesse et expensas, et liceat dittis conduttoribus predittam imaginem ab aliis

tìeri lacere prò eo quod potcrint invenire ad interesse ipsius magistri, qui teneatur ad mavus

precium. In pace, etc. — Testes: Joannonus Crispi et clerìcus Paulus ChipuUa ( « ).

Die vij.° junii ij.* ind. 1529. Vacat et cassus est proximus contrattus de voluntate et

nundato diai honorabilis nìagistri .\ntonelli , presentis, volcntis et niandantis esse cassum,

et etiam dini magnifici Pctri concurrcniis et volentis esse cassum et nullum, quia suni contenti

et satisfacti de comentis in eo, vidclicci dittus magister Antoncllus de precio et addicione

unciarum duarum, et dittus magnificus de imagine juxta formam proximi contrattus, renun-

ciantes , etc. Unde , eie. — Testes : honorabilis magister Philippus Mannino et honorabilis

Thomas SauUi et Dominicus Pellegrinus.

CI.

Die xiij." ottobris xv.' ind. 1526 (i).

Honorabilis magister .\ntonius Gaginus, scultor marmorum, civis Panormi, p:. .:n

nobis, spontc se obli^avit et oblÌL'at snectabili J. joanni .Mich.u-li SpiTifori h.no:-. .....e.

(•)!-• teguenic non trovasi poi aggiunu in nur^ne della copia dello ttcao stnnnento, di cui [xrò è

irascrino -' nuro. 24)8 Can. isss-4, ind. XIV, fog. ioo{) de' registri dello tteno

Dour Lo '.

. iO.

(>) Dal volume di dcno anno e di nuni. )6i9, fog. S8-9, de' ref(i«ri di nour Giacomo Scav-uuo nel-

l'archivio de' noui defunti nell'Archivio di Suio in Pilenno.


138 I GAGIN'I E LA SCULTURA IN SICILIA

civi Panonni, presenti et stipulanti, magistrivilitef labi-icni-e et sculplre quanJam figuram scu

quatrum niarmoreum cum Nativitate domini nostri Jesti Christi intus, et desuper cum Spi-

rita Sancto, et ex parte dextra cum figura Sancti Nicolai," et ex parte sinistra Sancti Joan-

nis Baptiste; que ligure Sancti Nicolai et Sancti Joannis Baptiste sint di tutto relevo; et fi-

gure desuper Nativitate debeant esse illius rele\ i prout erunt figure ditte Nativitatis Domini

ex patto, et cum illis pilastris et guarnimentis, figuris, cherubinis et aliis positis et denotatis in

quodam designo fotto per ditturn magistrum Antonium, subtascripto (sic) manu ipsorum con-

trahencium et manu mea notarli infrascripti, remanso in posse ditti spectabilis; ita quod in

omnibus figuris personarum ditti designi, in locis iiudis dittarum figurarum, non sit vena nigra

marmorea, sed sint nepti de vina. Item etiam quod in quatro Nativitatis Domini sint ille

persone posile in quatro Nativitatis Domini fatto in mayori altare monasteri! Sancte Gite, et

sit fottum dittum quatrum illius lavoris et perfettionis , bonitatis et relevi prout est dittum

quatrum Sancte Gite; et etiam figure debeant esse proporcionate prout sunt figure ditti quatri

Sancte Gite; et etiam quod dittum quatrum sit altitudinis palmorum xv a scannello usque ad

yurunem (sic) cornicium, et largitudinis palmorum xj a punta scannelli ad alios cornices juxta

formam disigni, et etiam cum cornicis intaglatis; et demum facere dittum quatrum marmo-

reum juxta formam ditti designi ita et taliter quod dittum quatrum sit melior vel saltem similis

et non deterior in omnibus, tam in laboribus, quam in aspettu relevi et aliis, prout est qua-

trum mayoris altaris Sancte Gite Panormi, et non aliter nec alio modo: et cum suo scan-

nello cum xij apostolis, cum portella Gorporis domini nostri Jesu Ghristi in medio, etiam

cum illis laboribus prout est scannellum figure ditte Sancte Gite Panormi. Et hoc prò precio

unciarum quatraginta quinque ponderis generalis, de quo ipse obligatus habuit presentialiter

uncias iij et tarenos xxvij in ducatis novem presentialiter, renuncians exceptioni, etc. Restans

utique ad summam unciarum xx." dittus spectabilis solvere promisit per totum xv januarii

proxime venientis, et restans ad conplimentum consignata opera hic Panormi: alias teneatur

ad expensas viaticas. Quam quidem operam dittus magister Antonius consignare promisit ei-

dem spectabili stipulanti in eius apoteca ad alcius per totum merisem junii proximo venturi,

ita quod debeat dictam operam consignare in eius apoteca dicto spectabili, et deinde tenea-

tur incaxare et fieri portare in maritima Panormi super ilio vaxello eligendo per dittum specta-

bilem, risico, periculo et fortuna ipsius obligati usque quo erit super vaxello tantum, ita

quod dittus spectabilis teneatur solvere expensas caxarum et delaturarum ab apoteca usque

desuper vaxellum. Quam operam ipse obligatus promisit facere bonam et, ut dicitur, avan-

tagiata, juxta videre illius magistri scultoris marmorum eligendi per ipsum spectabilem ex

patto: alias teneatur ad omnia danpna, interesse et expensas declarandas per magistrum eli-

gendum per ipsum spectabilem ex patto. Gum patto, quod si forte, visa ditta opera per ma-

gistrum eligendum per ipsum spectabilem, non esset equalis cum opera mayoris altaris San-

cte Gite vel melior, et etiam fortasse deterior et non perfetta ut supra, tali casu liceat ipso

spectabili refutare dittam operam, et teneatur idem obligatus solvere pecunias per eum ha-

bitas in contanti; quas pecunias dixit tenere loco banci. Gum patto, quod dittus magister

Antonius teneatur personaliter accedere ad terram Ruchelle ad omnem requisicionem ipsius


DOCUMENTI 1 39

kpcv'tabilu, et ibi stare et dare or Jtncin quou^uc dittuin quitnun (ueril rrpukituni et mura-

toni in loco mio, et ad expenusi taroen ditti ^pectabilit, tatn ca^'ac«:alural^lll), qiuni alianuu

cxpeitvirum, àne aliqua soluciime dieunim iy Que omnia etc. prtNiii-

senint rata lubcrc, etc— Teste» : nu>'nifi«:ii% ;.v..ituw> u>. i\'^;ii>, ho. Aiiioiiius Dicctulu et

HflblllS \'il\..C-|\> Ul\ 1' lllUll ìllU T' I

Die vij." nuy xv.* ind. ip; prefaius nij^^ister Antonius de Gagino, in proiiino con-

tnctu nonìinaius, presens .NC a > Petro Spjtjfora, preM-utc et stipulante et sf>lventc ;

prefati spevtibilis d. Jo. ..'..^..^..> Spatafora, barcmis Ruchelle , in proxinui contrjt.i>

nati, uncias decein per bancum de Xirotta, renuncians exceptioni, etc. L'nde, etc. — Testes :

inignificus et reverendus Kogerius Paruta , canonicus panomiiunus , et magnifìcus jo. Vl-

cencius de Rigio.

Die XX.* nuy xv.' ind. 1527 prefatus magist^r Antonius Gaginu, in proxinio contrattu

nominatus, presens corani nobis , sponte presenti.>litcr habuii et recepii a prefaio speaabili

d. Joannc Micaele, barone Ruchelle, presenti et presentialiter solvente , uncias tres et ure-

nuni unum ponderis generalis in ducatis settem aureis , renuncians exceptionì, etc. Et sunt

prò causa in proximo contraau contenta, renuncians exceptioni, etc. Unde, etc. — Testes :

no. Antonius de Dicendo, Jo. Thomas Spataro et magnifìcus Petrus Spataforj.

Die xxviiij." septenbris p.' ind. 1527 prefatus m.' Antonius de Gagino coram nobis

iponte dixit et fuit confessus lubuisse et recepisse a magnifico Petro Spatafora, presenti et

stipulante et solvente, prò parte ditti spectabilis domini baronis Ruccelle, uncias tres per ban-

cum de Xirona, renuncians exceptioni, etc. Et sunt ad complimentum unciarum xx.", coni-

putatis pecuniis contentis in proximo contraitu et precedentibus notis, renunciando, eie, prò

causa in proximo contranu contenta. Unde, etc. — Testes : magnifici Franciscus et Joannes

Vicencius de Rigio, fratres.

Die xij." mayi p.' ind. 1528. Quia noviter venerabilis presbiier Marianus Calanzuni de

terra Tauromenii, tanquam procurator dicti spectabilis domini Jo. Micaelis Spatafora virtuie

procuracionis facte manu notarti Vicencii de Luna die penultimo marcii p.' indictionis in-

stantis, injungi fecit prefato magistro Antonio de Gagino, in proximo contractu contento,

quatenus infra dies oao debcrei dare expcditam operam in proximo contraau conieniaro,

prout patet per injuncionem factam per eumdem procuratorem die etc; qui m.' Antonius

non valens infra dilacionem predictam expedire dicum operam, rogavii eumdem venerabilem

ut vellet prorogare lemiinum ad expediendam dictam operam prò tempore infrascripto; qui

venerabilis, motus precibus predictis, restante proximo contractu in suo robore cum omiùbus

in co contentis, fuerìt contentus; propterea hodie, die presenti pretitulato, prefatus venerabilis

presbiier Marianus, procuratorio dicto nomine prefati speaabilis d. Jo. Micaelis, baronis Rucelle,

et prò quo ad cautelam de rato promisit juxia formam riius etc, sponte prorogavit et pro-

( ) Le seguenti noie posteriori trovansi lune \i\ nurginc dello stesso contrano.


140 1 GAGINI E LA SCULTURA IN SIGILLA

rogar ipsi niagistro. Antonio stipulanti tcrminum ad cxpcdicndum operam contentam in pro-

ximo contractu liinc per totum monsoni augusti proximo venturi , juxta formani proximi

contractus et sub illis cautolis et aliis in oodom contentis. Qui m.'' Antonius per totum dic-

tum niensem augusti proximo venturi promisit dictam operam dare expeditam juxta eiusdem

proximi contractus sorieni et tcnorom: alias ex patto por oum posslt dostinari procurator ad

veniendum dio quolibot a ditta terra Ruccelle usquo ad liane urbem Panormi, qui procurator

tam diu possit liic vacare contra eumdeni magistrum Antonium donec et quousque expe-

diverit operam predittam : ex pacto etiam quod teneatur ad omnia alia et singula dapna,

interesse et expensas contentas in proximo contractu, et juxta ojusdom proximi contractus

tenorem, sub omnibus obligacionibus et aliis in proximo contractu contentis et declaratis,

renuncians, otc. Unde, etc. — Testes : egregius Franciscus de Milano et n. Petrus de Scavucio.

Die xxiiij." lobruarii xuj.'' ind. 1539 (1540). Honorabilis magister Jacobus de Gagino,

tìlius ditti quondam magistri Antonelli de Gagino, presens coram nobis, se obligavit et o-

bligat ditto spectabili domino baroni Ruccelle absenti, me notarlo prò eo stipulanti, proprio

suo nomine et principaliter, ad omnia et singula in proximo contractu contenta .... ad con-

signationem opero in ditto contrattu contente, sub omnibus pattis, obligationibus et aliis in

ditto proximo contrattu contentis, prò eodem precio etiam contento in proximo contrattu,

in conpotum cuius fecit et f;icit bonas uncias xx." habitas per dictum quondam eius patrem,

nec non et uncias, quas ipso m.'' Jacobus presencialiter habuit in ducatis aureis et sciitis et

argento per manus magnifici domini Petti Spatafora et pecuniis dicti domini baronis habitis

per manus Nicolai de Monforti de terra Ruccelle. Et uncias sex dittus Nicólaus de Mun-

forti prò parte ditti domini baronis, prò quo de rato promisit juxta formani contractus, sol-

vere promisit in consignatione ipsius opere. Quam dittus dominus baro teneatur sibi capere

ad altius per totum xv aprilis proximo venientis; et reliquas uncias io ad complimentum

dittus dominus Petrus Spatafora, suo proprio nomine et principaliter se obligando, solvere

promisit ditto magistro Jacobo stipulanti ad altius per totum xv diem mensis julii proxime

venturi. Qui magister Jacobus teneatur ad omnia alia et singula, ad que erat obligatus dit-

tus quondam eius pater juxta formam proximi contractus, sub omnibus pactis, obligationi-

bus et aliis in proximo contrattu contentis, renunciando, etc. Unde, etc. — Testes: no. Vi-

cencius Cannata et no. Jacobus Grassillinu.

Die xxx.° aprilis xiij.^ ind. 1540. Presbiter Micahel Scarchella, tamquam procurator ditti

spectabilis domini Jo. Micahelis Spatafora, baronis Ruccelle, in proximo contractu nominati,

virtuto procuracionis fatte manu presbiteri Jo. Benedirti de Pidaro, publici notarli de civitate

Randatii die xvnj.° aprilis, presentis mensis, coram nobis sponte, procuratorio ditto nomine,

dixit et fuit confessus habuisse et recepisse a prefato ni. Jacobo de Gagino , presenti et

stipulanti, operam marmoream contentam in proximo contrattu, infrascripta pecia marmorea,

videlicet: lu scannello cum li dudichi apostuli in due peczi; item uno peczo cum la porta di

la custodia; item lu quatto di la Nativitati in quatto peczi; item quattro pilastri cum soi basi

et capitelli, li quali su' dudichi peczi; item dui crochuli in dui peczi; item dui figuri di tutto

relevo, una di Sancto Nicola et un'altra di Sancto Joanni Baptista, in dui peczi; item dui peczi.


DOCUMENTI 141

citi Manno supu li perdi di diai Sancti; itcm dui pccd dì frixo et comichi. chi %-anno tupn

U CTOciiuli di dilli Sancti; iinn l'angilo et U Kunciiu in dui pec»; ìtem lo rìctumo, chi vj

wpra lo quatro di la Naiiviiati, in dui pecxi; iieni lo frìu> . tini ad ui 1

la comivhi, chi va vupra li Natalini, ut dui pccn; iicni lo nu lo di tu .

uno pcc/o; iicin li xuruni in dui (wcri. Quc jHvia supra rxprc^uia ipsc procu' '.

ptuc prò boni\ ci aoaleiìiaiis justa fomiain proxinii contranuì» ad opus ponandi in dictani

lerram Kucccllc. in qua terra, applicau dina opera, dittus ni/ jacobus promiùt accedere ad

danduni ordinein prò reponrndo dittain oivrain iuxta fomiani prosimi conirattus. Qui nu-

gistcr Jactìbus dixit habuissc a ditto prcsbiicro Micahcic de Scarcliclla, procuratore vtipuljnti,

alias uncui sex de contanti hodic in conpotuni prccii ditte opere, reiniiiciaiu, ctc. L'nde. etc.

— Tcsies : no. Hieronimus de Ruiiello, alias Piciiuni, et Cataldus Jardinus.

Die xviiij." junii xv.' ind. 1542. Prefatus magistcr Jacobus de Gagino, in precedenti-

bus notis noniinaius , presens corani nobis, sponte dixit et fuii confessus lubuisse et rece-

pisse a ditto nugnifico Petro Spatafora, in precedcntibus notis nominato, presenti et stipu-

lanti, dictas uncias io, ad quas ipse dominus Petrus se obligavit proprio nomine, hoc nirj

videlicet : uncias octu solutas ipsi nugistro Jacobo per bancum de Czavatteri, et uncias d-a-

de etus voluntate soluus magistro Vicencio Gagino, eius fratri, per bancum de Masbegl, de

proprìis pecuniis ditti dontini baronis Ruccelle, ut dixit ipse dominus Petrus. Et sunt ad com-

plimenium precii contenti in proximo contrattu, renunciando, ctc. Unde, etc. — Tcstcs: de-

ricus Laurencius Pitrolu et Baptista Marczano.

CU.

Eodem xj." aprilis xv ind. 1527 ( ' ).

Honorabilis magister Antonellus de Gaginis , scultor marmorcus , e. p., preseiu corani

nobb, sponte proniisit seque soUemniter obligavit et convenit magnifico Jacobo Magdaleiu,

concivi suo, presenti, stipulanti et conducenti, bene et diligenter et magistrali modo et ad

serviczium revisum sculpire sibi ac conficere unam imaginem marmoream de gloriosa xnrgine

Catarina, de altitudine palmorum sex, et ultra unum scannellum sub pedibus rìusdem, isto-

riatum in pane anteriori et cuni amiis dicti magnifici ex ambabus partibus, de pulcro lapide

marmoreo beneque laborato; et scannellum sit altitudinis palmi unius, cum rota suptus pedes

gloriose virginis super caput turcicum: et cnsem .... cum palma in nianibus diete gloriose

virginis faciet ipse magnificus suis sumptibus, juxta ordiiiem dandum per ipsum magistrum.

Et hoc in omnibus et per omnia juxta fonnam modelli facti per ipsum magistrum et in

posse dicti magnifici existentis, de optimo et laudabili labore. Et hoc prò preczio et nugisterio

unciaruni xviij ponderis generalis cum numiore dicti nugistri , de quibus unciis xvtij ipse

(') Dal \-oluinc di num. 34)9 Jc' re^strì di nour .\ntonino Lo Vecfhio (an. 1(26-7, >">L ^^'•fog-894

rrtre a 89S) Ddl'ardiivio de' noui dclunti nell'Archivio di Suio iu Piicnuo

J

^c


l,p 1 GAGINl E LA SCULTURA IN SICILIA

honorahilis niagister Antonelliis presencialiter liabuit et recepir a dicto magnifico presente et

solvente uncias vj in argento; et restans dictiis magnificus conductor dixit et solvere pro-

misit seqiie convenit dicto niagistro obligato stipulanti hic Panormi in pecunia numerata,

expedita opera. Promisit propterea dictus magister dictani operam facere ut supra, eamque

expoJiro per totuiii nicnseni augusti proxiine vcnturuni ad alcius: alias, etc. Qui magnificus

solvere teneatur dcLuuram diete imaginis de apoteca dicti magistri usque ad venerabileni

conventum Sancti Dominici; et quando opus erit assectandum ipse magister debeat intervenire

et assectare : alias, etc. Sub ypotheca, etc. —• Testes : magnificus Nicolaus Barresi et Guglelmus

Agnellus ( i

).

Die xwij marcii prime ind. Preflitus hon. magister Antonellus de Gaginis, presens corani

nobis, presencialiter habuit et recepir a ditto magnifico Jacobo Madalena, presente et ei sol-

vente, uncias quatuor, tarenos tres et granos x... in ducatis otto aureis ...; et sunt infra pa-

gamentum unciarum xij restancium de precio in proximo contractu contento. Unde, etc.

Testes : hon. Mcencius Miglazo et Andreas Molinaro.

Die vj octobris secunde ind. 1528. Prefatus hon. magister Antonellus de Gaginis, presens

corani nobis , sponte fatetur se habuisse et recepisse a dicto magnifico Jacobo Madalena,

presente et stipulante , unciam unam per manus honorabilis magistri Antonii de Crixenza,

pictoris, diebus elapsis, de contanti, prò parte dicti magnifici Jacobi, in compotum dicti precii

et magisterii; et ultra ipse magister Antonellus Gaginis presencialiter habuit et recepii a dicto

magnifico Jacobo, presente et ei solvente, uncias sex, tarénos vigintisex et granos deceni in

tarenis argenteis ad complementum unciarum deceni et orro precii er magisterii in proximo

contractu contenpti , computatis omnibus pecuniis in proximo contractu et nota superiori

habitis et solutis, renunciando exceptioni, etc. Et vice versa ipse magnificus Jacobus fatetur

a dicto magistro Antonello stipulante habuisse et recepisse dictam ymaginem expeditam juxta

formam proximi contractus, debitam sumptibus dicti magnifici Jacobi, in eius domo prò nunc;

quam, quando erit opus, ipse magister Antonellus teneatur intervenire ad assectandum eam

juxta forniani proximi contractus, renunciando, etc. Unde, etc. — Testes : magnificus Joannes

Bernardus de Messana, regius secretarius; magister Fidelis de Carona, marmorarius, et Lan-

zilaus Mazocta.

CHI.

Eodem xviij eiusdem niensis octobris p." ind. 1527 (2).

Hon. magister Antonellus de Gagini, e. p., corani nobis sponte se obligavit et obligat

hon. Dominico la Franchina de terra Salvatoris, presenti et conducenti, tam nomine proprio,

( ' ) Le seguenti due apoche trovaiisi aggiunte in margine delio stesso contratto.

(^) Dal volume di num. 3383 de' registri di notar Giacomo Antonio Spanò (an. 1527-9, ind. I-II, fog.

119 retro a 120) nell'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


Doct'utsit 1 n

quiin procuraionu mttiiinc ecclesie Sjiiicie Miiie, nujori» ecclesie diete terre, ui iliùt, ad

ficicnJum, UborinJiim et K-ulpcnduin quaiuLiiii coiuiii iiumM>rUm. uoriaum J U-

bor ibus , inu^ilts et ' li jHrr i|>

ugnati

inortniì .

'

' «ri,

»!; inci .^u....viij.. ...i.,,.., ..> winiics cxj. .• -d-

cuin

iniJio, computjnJo culmiuicin rutuiidi, : , '.1%,

ave floronis, et laiittidinis pilmomm octo cuin diinidio di piUstro a pilastro cu parte forù.

Et hoc prò prccio unciarum quinqiu^ìntj p. g.; de quo preciu prescncialitcr et nunualitcf

habuit et recepii uncias octo in dcvaiis aurei» et aquili*i argenteis. F.t (oiuiii restane dare et

solvere promisit dicco obIii;.u«) siipnlanti liic Panonni, unius im-dii'

totum inenscm aprilis pnivunc vcatiinun, et .ilijin incdictatcì» '

'

;icr

' -. -ini

unciarum quinquaginta in fine dicti o|K-ris: pruniittcniì dictus ^ bene ci diligcnter

Uborarc, sculpire et Tacere dictuni opus niarmorcum bene album ac dare et consignire

dkto conductori stipulami, vidclicct : innuginein inurmeratc matris Marie Virginis, cxistentis

in medio .... quatri, cum quatuor saratìnis, corona et aiiis historiis juxta dcsignum, per totani

menwm aprìlis proximc venturi : que innugo sit et esse dcbcjt altitudinis palmorum sex,

et alic inmagincs aliiiudinis palmorum quatuor cum dimidio: et totum restans u{>cris per to-

tum mensem augusti proximc vcnicntis, in apotcca ipsius obligati : alias tcneatur ad omnia

danipiu, interesse et expensas, ftc. Sub j potheca, ftc. — Testcs : m.' Jo. di Salemu et Jo.

Mazurra de terra Salvatoris et m.' Florinus di Salemu, calaber ( ' ).

Die iij." mensis maij p.' ind. 1 5 28 dictus m.' Dominicus Franchina, nominatus in pro-

ximc contractu , corani nobis sponte dixit et faterur habuisse et recepisse a dicto magistro

Antonello Gagini, etiam nomiiuio in proximo contractu, presenti et stipulanti, innuginem

intemerate Marie N'irginis, pilastros duos cum capitellis, basis, architravo, in quo architravo

defìciunt duo junti prò testa, ac cum scandio cum sarafinis; que opera sunt in uno pecio:

ipseque nugistcr Anionellus dixit et faietur liabuisse et recepisse a dicto nugistro Dominico

stipulanti, ultra pecunias contentas in proximo contractu, alias uncias xv contami, renunciaiu

cxceptioni, ctc. Unde, ctc. — Testes: Jo. lu \'alvu et Lconardus Meli.

Die xij mensis septembris nij." ind. 1530 dictus magister Antonellus de Gagini corani

nobis spontc personal iter et manualiter habuit et recepii alias uncias tres in docatis aureis

a diao magistro Dominico la Franchina, presenti et stipulanti , ex causa contenta in pro-

ximo contractu, renuncians, ctc.— Testcs: frater Antonius de Barsalona, ordinis Minorum,

et Hieronimus Salaniiru.

CIV.

Eodem xxvuj ejusdcm mensis novcmbris p.' uid. 1527 (i).

Magister Anionellus de Gagini, e. p., coram nobis spontc se obligavii et obligat no.

('^ Vi ricorrono iiiolirc m iiur^iiic le Juc jpoclic icgucoti.

(*) Dal rolunic Ji iiuni. ',}»\ de' re^tri «li nour Giacomo Antonio Spanò dn m-j iiJ MI,

fog. 198) oell'archivio de' notai defunti ncH'Archivio di Stato in Paleinto.


144 I GAGINI H LA SCULTURA IN SIC1LL\

Nicchio Ganberi, cjus concivi, presenti et conducenti, ad t;iciendum , labor.induni et sciil-

pendum, .id onines cxpensas ipsius obligati, quandani conam seu tabernaculuni marnioreuni,

relcvatiim et sculpitum plus medii relevii, justa designttm datura per ipsum obligatuni dicto

nobili et rcmanentem penes ipsura obligatum , designatum (sic) manu mca infrascripti no-

tarli, cura ejus figuris, angclis, saratìnis et aliis in dicto designo designatis, altitudinis pal-

morum septem di supta lu scanellu usqiie ad suraraum floronis, et latitudinis palmorum trium

cura diniidio, numerando de partibus exterioribus; et hoc prò predo et mercede unciarum

decera p. g., de quibus presencialiter et manualiter habuit et recepir uncias tres in docatis

aurcis, et totum restans in consignacione ipsius: promittens dictus obligatus bene et diligen-

ter facere et sculpire dieta opera ac dare et consignare eidem conductori stipulanti per to-

tum carnis privium proxirae venturum, in apoteca ipsius obligati : alias teneatur ad omnia

dampna, interesse et expensas, etiara viaticas, ad tarenos quatuor die quolibet, cum pactis

infrascriptis, videlicet : Et primo, quod dictus obligatus habeat laborare dictum opus di sua

propria manu et facere litteras infrascriptas dicentes : Qui manducat ineaiii carnem et bibil

menili sangiiincin iiidigiic judicium sibi manducat et bibit. Itera quod dictus obligatus teneatur

incipere dieta opera, dando ipse conductor arcas, ac accedere risico, periculo et fortuna ipsius

obligati usquequo erunt onerata in barca. Que omnia, etc.— Testes: m.'' Marianus Zuppellu

et Antoninus Frixina.

Die XV raensis raaij p." ind. instantis, dictus ra.'' Antonellus de Gagini, nominatus in

proxìrao contractu, coram nobis sponte dixit et fatetur habuisse et recepisse a dicto no. Ni-

colao Ganberi, presenti et stipulanti, uncias quatuor contanti per manus raagistri Gasparis

de Jufrida, solventis nomine et prò parte ven. presbyteri Dominici Fundacari; et sunt infra

solupcionem tarbernaculi (sic) contenti in proxirao contractu, renuncians exceptioni, etc. —

Testes: Petrus Antonius Turturichi, m.'' Antoninus ....ana et ra.'' Gaspar de Arena.

cv.

Die viij." januarii p." ind. 1527 (1528) (').

Hon. m.'' Antonius de Gagino, e. pa., presens corani nobis, sponte se obligavit et obligat

spectabili domino Petro de Augustine , raagistro racionali huius regni Sicilie , presenti et

stipulanti, bene et diligenter ac raagistriviliter facere quoddam monimentum marmoreum de

marmoribus albis et nettis et bonis et condicentibus, cum suis scutis et ornaraentis, juxta

formam cuiusdam designi fatti per dittum niagistrum Antonium, subscripti manu ditti raa-

gistri Antonii et ditti spectabilis et raanu raea notarli infrascripti. Quod quidem monimentum

idem m.'' Antonius promisit facere de eius marmore bene et diligenter ac raagistriviliter, de

(') Dal volume di num. 5620, .in. 1527-8, ind. I, log. 353, de' registri dì not.ir Giacomo Scavuzzo,

ncirarchivio de' notai defunti nell'Archivio di Stalo in Palermo.


DOCLMKSTI 145

longilutjinr palmoruiii vritcìn cuiii JimiJio vcl circa et juxia foniuni ditti «Icugni. Et hoc

prò prcziu unciirum vigiliti Juarum puiidcri» generili^ qui>d prcziutn idem «pcaibili» tolverc

proiiiivit ipsi hon. n)j)>is>(ro Antonio stipulanti hoc modo ;

unam

tercijin pancni per tocum

prcscntcni mcnMrin; unam tcrciani pancni cxpcdita diniiJia opera ditti nionintcìui , et reli-

quani tcrciani partcm cxpcJito loto ditto moniincnto. Qucxl nioninic:' '

prO(iiÌMt dare et consignare cidcni spettabili ex|H.-ditum ad alciui per tui ...;e»-

«onis Domini proxime vcnturum, in aputeca ditti honorabilis, ita qucxl ipsc ubligatus tmcatur

penonaliter interesse prò dando ordineni in re|K)ncndo dittum monimentum in l^KU ubi sure

debet ad expen&as ditti spectabilis, sine aliqua !>olucione. Qui obligatus promisit dittum mo>

nimenium dare expeditum ut supra et bene et diligenter ac nugistriviliter facere : alias le-

neatur ad omnia dampna, interesse et cxpensas, in onuu-ni eventum ctc. impace, etc. — Tc-

stes : no. H.ilJuv Ciuiiisi et rr.incisciis Carusius.

Die xj septembris IJ.* ind. 1528 (>). Prefatus m.' Antonius Gaginu , presens corani

nobis, presencialiter liabuit a spettabili domina YsabcUa Augustine, solventi prò parte spec-

ubilis d. Petri eius filii, uncias tres et tarenos 26 in ducatis et aquilis, renuncians etc. Et

sunt ad conplimentum unciarum septem et tarcnorum x, computatis ducatis otto liabiiis a

ditto spectabili Petro de contanti his diebus preteritis prò primo lercio pecuniarum in proximo

contractu contentarum, renuncians, etc. — Testes : nugnifìcus d. Ludovicus Sanches et no.

Perius Benvinuto.

evi.

Die xxviiij." januarii p.' ind. 1527 (1528) (-).

Honorabilis magister Antonellus de Gaginis, magister scultor marmorum, civis panor-

mitanus, prescns coram nobis, sponie in vim presentis actus promisit et promiait seque sol-

Icmniter obligavit et obligai cuni suo marmore spectabili domine donpne .

'*

itu»

Lauree de Re-

cliisens, presenti et stipulanti , facere quoddam monimentum nurmoreum bone marmore,

bianche et necte , bonitatis et qualìtatis ut infra , ad opus et effectum deponendi cadaver

quondam spectabilis domini don Yhalczerandi de Rechisens, eius olim viri, intus eius cap-

pelbm nominatam Sanae Marie de Monseratt, fundaum intus venerabilem conventum Sanac

Marie de .\ngelis , olim nominaium Granchia Sanctc .Marie de Jesu. Quod quidem moni-

mentum marmorium sit et esse debeat modo ut infra, viJelicet : la casa di quilla longhicza,

chi è lu monimemo di donpno Alotiso Manriciies, existenie intus monasterium Sancte Marie

de Jesu extra mcnia. Iiem lo cobercho et figura similiter divi esseri corno lu diao nK>-

( ) QiiMi'ipoci è aggiunta in margine del precolcnte contratto.

(*) Dal volume di num. ijió, an. 1 J27-8, ind. I. fog. {78-9, de' registri di notar Gerardo La Rocca nel-

l'archivio de" noui Jei'unti neir.\rchivio di Stato in Pjlerroo.


1^6 I GAGINl E LA SCULTURA IN SICILIA

niincnto Ji dicto donpnu Alonso. Itom lu labori di la caxa ciim soy mcnsuli, chi la tonino,

di lu modu et forma, chi ò lu labori, bonitati, qualitati et condictioni et peczii di marmori,

ciii è dilo nioniniento dila signura donpna llcuphimia Rcchiscns, cxistentc in la sua cappella

intro lu dicto conventu di Sancta Maria de Angelis ' ( ), appoy dilu coberchu et figura, li

quali divino esseri corno quilli di donpno Alonso Manriches, et di quilli bonitati et qualitati,

chi è dicto di supra, et non aliter nec alio modo. Et hoc prò magisterio sive precio un-

ciarum xxxij p. g. in pecunia; quas quidem uncias 32 dieta domina donpna Laurea diìre

et solvere promisit eidem magistro Antonello, presenti et stipulanti, in tribus terciis et ca-

thamenis, videlicet terciam partem incontinenti applicatis marmoris (sic) huc Panormi, seu

in portu ipsius ; item reliquam terciam partem facta medietate dicti magisterii et operis

monumenti supra dicti ; reliquam vero ultimam terciam partem incontinenti expedito dicto

magisterio et monumento , et ilio bene completo illius bonitatis et qualitatis ut supra , et

assectato dicto monimento in supra dieta cappella. Quod quidem assectamentum fiat

et fieri debeat per magistros flibricatores sumptibus et expensis diete domine donpne Lauree,

appov dili marmori, li quali marmori sempri sia tenuto mectirili dicto magistro Antonello;

et dictum assectamentum fiat et fieri debeat in presentia tamen, consiho et parere dicti ma-

gistri Antonelli, absque aliqua soluctione quoad dietas vacandas per dictum magistrum An-

tonellum : veruni quod jus delature supra dicti monimenti raarmorii ab apotheca dicti ma-

gistri Antonelli usque ad dictam cappellani intus dictum coiiventum Sancte Marie de Angelis

solverit (sic) et solvi debeat per dictam dominam donpnam Lauream. Quod quidem raa-

gisterium et opus predictum marmoreum, bonitatis et qualitatis ut supra, dictus m.'' Anto-

nellus dare et assignare promisit eidem domine donpne Lauree stipulanti , bene conpletum

bonitatis et qualitatis ut siipra, inde ad menses tres proximo futuros, numerandos a die soluctionis

primi cathameni : alias teneatur ad omnia danpna, interesse et expensas, etc. Cum

( ' ) Di questo monumento sepolcrale di Eufemia Requesens è discorso di sopra nel precedente volume

di quest'opera (cap. VI, pag. 281 e seg.), dov'è riportato il contratto in data de' 4 di novembre del 1517,

ond'esso venne allogato ad Antonio Gagini, il quale dovea scolpirvi al di sopra la detta Eufemia genuflessa

dinanzi ad una imagine o statua di S. Margherita , eh' egli medesimo le avea di già consegnato. Né v' ha

dubbio che un tal monumento fu fatto e collocato, venendo cosi descritto dal Cannizzaro come esistente al

suo tempo nella chiesa della Gancia, uscendo dal cappellone, nella prima cappella del lato sinistro della nave,

dov' era suU' altare la statua di detta Santa. Ruìnato però in seguito il cappellone con alcune cappelle con-

tigue a 2 di aprile del 1672, siccome afferma il Mongitore, andaron ivi a male molti sepolcri, che vi eran

prima , e fra gli altri ancor quello di Eufemia Requesens , di cui oggi non riman più vestigio. Né pur ivi

più esiste la statua di S. Margherita, eh' erroneamente il Cannizzaro stimò di S. Eufemia. Ma credo che tale

statua non altra sia se non quella , che oggi si vede nella scala del palazzo Drago sul Cassare , rappresen-

tando una sant.i vergine , mutila della destra mano e con un libro aperto ncll' altra, con un dragone , che

spalanca la gola ai suoi piedi. S'ignora come e quando sia essa colà pervenuta, dove fu indi ribattezzata per

figura simbolica della Prudenza , incisovi il nome di prvdenti.^ in fronte del piedistallo. Però non dubito

ch'essa sia appunto la S. Margherita anzidetta, giudicandone dall'evidente stile gaginesco, che vi prevale, così

nel carattere del comporre, che nel sentimento del volto e nella eleganza e nel gusto de' panneggiamenti,

oltreché il sottostante drago, simbolo di quella Santa, chiaramente denota il soggetto.


UOCt'MtKM 1^7

l^acto rtuin, quod. vcituti chi «cfTiinno li mannorì hic Panonni, pouh et libere valcat dicu

iloniiiu Jon|>iu Laurea elicere quali pcciu voni ni uia volunuii, quoniam uc vuluii Jiaut

nM(;ikter Aiiioiicllus ci ita vibi pUcuit fieri. Que otnnii, etc. — Tene» : no. Jo. de li Camelli ei Peiru» Torret^l.

Hon. ma^istiT Ante • " ' 1-

lenmiter convonit seque ^^ n-"

cvri.

Die ultimo januarii p.* ind. IJ37 (t^zS) (>).

vcultor mamioreus , coram nobis sptmic et y.>i-

^pectabili domina: donna- l.aurijt- de Cardona,

presenti et stipulanti , contìcere et sculpire quoddam sepulchrum mannoreum prò cadavere

^Kctabilis quondam don Charles de Cardona, olim eius viri, de bona , optinu et perfecu

scultura, seu vcrius de bono, optimo et perfeao- relevo usquc ad unguem, ad similitudinero

exemplaris in pajjin.! bonbicina dcpicti , quod exemplar remaneat in posse ipsius magistri

Antonclli, quod exemplar est scriptum manu mea infrascripti notarii in pedc ipsius. Quod

sepulchrum sit et esse dcbcat altitudinis ab infima pane ipsius usque ad culmitatem et su-

perficiem (loronis palmorum duodecim, et tatitudinis, videlicet : ab extremis comibus caxie

usque ad alia extrema comua ipsius caxie, seu arca;, palmorum oao; et in tegminc ipsiut

sepulchri sit sculpiu Beata Virgo cum duobus angelis, necti et vitreati lavoris, cum reliquis

iìguris et signaculis dcsiijnatis et descriptis in dicto esemplare, superadditis in dicto sepuU

chro per ipsum magistrum Antonelium cavatura et littcris epitaphii, quas ipsa domina Lauria

voluit in dicto sepulchro scuipiti prò epiiaphio prcdicto , licet dieta* linera- ad prescns in

diao exemplare non sint descripta'. Pra-terea in pedc inferiori diai sepulchri , ubi esc an-

gelus cum scuto, videlicet in illa parte, ubi est descriptio mea infrascripti notarii, sculpiatur

et relevetur prò armis ipsius spectabilis quondam don Charles uiu grasu cum unu pedi

di carduni, licet in diao exemplare non sit designata, cum omnibus aliis signaculis, comi-

cibus et figuris in dicto exempbre apparentibus : prò precio unciarum viginti quinque. De

quo precio dictus magister Antonellus dixit et fuit confessus habuisse et recepisse a dicu

domina Lauria stipulanti uncias quinque per bancum nugnilicorum Cosimi Xirotta et so-

ciorum, renuncians exceptioni, etc. Kestans vero ad conplementum dieta domina Lauria dare

et solvere promisit , existens in presenti contractu cum auaoritate et consensu ven. pre-

sbyteri Aloysii de Rustclla , sui mundualdi et consultoris , per eam in hac pane elepti et

absumpii, presentis et cani auctorizantis, dare et solvere presenti hoc modo, videUcet : uncias

undecim et tarcnos xx." cum fuerit expediu medìetas diai sepulchri, et lotum restans cum

fuerit integre expeditum et ad unguem sculpitum : promittens proptcrea diaus nugister An-

( ) Dal volume Ji iium. 1781 >lc' registri di nour Francesco Civarrttta (an. 1 S16-9, in«L XV-II), e ifC-

cialmenie da fog. 104 rrlro a ics deU'anao 1 {ly-S, ind. I, oell'irchit-io de' notai defunti nel)' Archivio di Suto

in Palermo.


148 I G ACINI E LA SCULTURA IN SICILIA

toncUus cxpodirc et consignaic dietimi sepidclii'iini cidein domine L;uii'ie stipulanti, in apoteca

ipsius magistri Antonelli hic Panornii, per totani \v diem niensis jidii proxinie venturi pre-

sentis anni : alias liceat diete domine Laurie perduci alii scultores (sic) ad dapna et interesse

ipsius magistri Antonelli prò majori mercede sibi bene visa et prò qua invenerit, ex pacto, etc.

Sub ypotheca, etc. — Testes : nobilis Franciscus Natoni et hon. Paulus de Grinialdo.

CVIII.

Eodem, die xvij." februarii (I iiid. i)2'/) (1S2S) (').

Honorabilis magister Thomas de Chino, scultor marmoreus aquilensis et civis civitatis

Thermarum, presens corani nobis, sponte promisit seque soUemniter obligavit et convenit

magnifico et reverendo domino fratri Petro Baylim, militi jerosolymitano, preceptori et per-

petuo commendatario commende Sancti Joannis Aculice Panormi etc, presenti et stipulanti

et conducenti, de cetero et e nunc in anthea, ita quod et dummodo quod per totum junium

proxime venturum sit expedita et posita, intaglare et laborare sibi unani portam de lapide

civitatis predictiE Thermarum, bene laboratam, lixam et absque defettu aliquo , et condit-

tionibus infrascriptis, videlicet : la largicza di vacanti divi esseri palmi septi et quartu unù,

la altiza palmi xj et mezo, et la largicza di lo pilastro di largicza di fachy di palmu j et

meczu, cum In so architravu ad un pezu, et li coxi etiam ad un pezu perfina alu zocculu,

lu quali zocculu insemi cum lu pilastru divi esseri di la supradicta altiza di palmi xj et mezu;

et lu frixu divi esseri a dui pezi, et li curnichi a dui pezi, ben cummissi et quatrati; et lu

soglu divi esseri ad unu pezu per quantu è lu vacanti et tri gyditi chui per omni banda,

chi afferra supra lu zoccu, et li soy juncti appaltati per tenirisi li cardinali per quantu con-

teni la largicza di la petra : lu quali soglu da la parti di intro divi esseri cum so rebattu

di altiza di unu palmu, zoè mezu palmu per lu rebattu et l'altro mezo palmo di altiza per

undi pos3'ranno li suchuri : et supra lu architravu a lu mezu divi esseri lassatu lu scutu cum

soi comprisi seu divisi per lì armi di ipso signuri commendaturi; li quali armi et scutu cum

comprisi et divisi divi lavorari iza in Palermo lu honorabili mastro Antoni de Gaginis ad

elettioni et voluntati di lu dictu signuri commendaturi, cum li litteri per lu epithaphiu seu

muttu a dispisi del prefato mastro Masi obligato: et quistu in tuctu et per tuctu cum li

designi et altri apparenti in lu designu, in potiri di dito signuri commendaturi existenti, di

dita porta : et demum, epilocando operam predictam, ipsa opera debeat esse bene laborata,

perfetta, polita et lixa et sine defettu et mancamento. Quam quidem portam et operam eius,

modo ut predicitur faciendam et laborandam et sine defettu ut supra, ipse magister obligatus,

sine aliqua exceptione juris vel fatti se obligando, laboratam et expeditam consignare pro-

misit seque convenit dicto commendatori stipulanti hic Panormi, in ripa maritime, per totum

(') Dal volume di detto anno e di num. 2440, fog. 711-2, de' registri di notar Antonino Lo Vecchio

neir arcWvio de' notai defunti nell'Archivio di Stato in Palermo.


DOLtMrsTi 149

Jictuni inriiMnii junii proxiinc vcitturutn, cxpcdium n poMtjrn jJ punauni, et aJco et u-

liicr quuJ inni mirt iiìm j^MVtarì. El Ihx' pru prrtiio ci tiu(>itfrn(i uaciaruin dcccni p. g.

prò tota dieta operi, modo ut prcdicitur operanda et coiuigiunda, ad CMimc* npenut dicti

nuciktrì Thontx , adeo quod nìchii aliud restei prò ipso domino . 're niu eam

a&scviarì falere in Itxo suo, cu. Sub vptMheca, etc. — Teste»: re\c. ;

^..j Sintun de

Bonanno , miles hierosolimitanus , honorabilis magister Antonina de Gagini» ei Joannes

Barberi (1).

a\

lìodcm (jo (/( nuìt't^ii' II inJ 1 (I9) (').

Honorabilis nugister Anionellus de Gaginis, sculior mamjoreus, civis pa., presens corani

nobis, in vini presentii , sine aliqua excepiione jnris vel fatti, se obligavit et convenit no.

Jo. Francisco de Bianco, concivi suo, uni ex rcaoribus venerabilis confraternitatis S. Gi-

therine de Olivella Fanormi, presenti et stipulanti et conducenti nomine ditte confratemiutis

prò se et aliis correctoribus, a quibus dixit habuisse speciale mandatum, prò quibus de rato

promisit ratificari etc, cum consensu et voto infrascriptorum confratruuin eiusdeni confra-

ternitatis, presencium et consenciencium, nemine discrepante, videlicet nugnificorum Nicolai

Anionii Carbono, Joannis Retri et Joannis Antonii Madalena , fratruum , hon. Henrici de

Granala et hon. magistri Andree de Silivestro et aliorum , bene et niagistralitcr , ut decet,

ei ad servicium revisum et sine defectibus, conficere unum Cruchitìxum stature vel aliitu-

dinis palmorum sex, de mistura carte piste, bene et magistraliter operatum, cum pulcro aspenu

et confomjibus et compaginatis membris; et hoc, ut dicitur, in bianco; et ultra facere caput

inperatoris ab umeris supra, de ditu mistura , prò reponendo illud suptus pedes dive vir-

ginis Catherine, ut dicitur, in bbnco. Et hoc prò magisterio unciarum decem p. g., de quibus

dittus magister dixit et fassus extitit habuisse et recepisse uncias duas per bancum magni-

ficorum Cosimi Xirot et sociorum, per manus ditti magnifici Nicobi Antonii, tesaurarii; et

restans promisit ipse condunor, nomine quo supra, prefato magistro stipubnti dare et solvere

hic Panormi in pecunia numerata, incontinenti expediu opera. Promisit propterea dinus ma-

gister dittum ser\'icium et opus incipere, illudque expeditum dare per totum julium proxime

venturum : alias, etc. Patto expresso, quod si dittus Crucifissus non esset gratus ditte coo-

fratemitati causa defetius, tali casu possit dimitterc illuni ditta confratemitas; et ditto casu

dittus magister Antonellus teneatur restituere ditte confratemiiati , me notano prò ea sti-

pulante, dittas uncias duas incontinenti in pace, etc. Sub ypotheca, etc. — Testes : ven. prc-

sbiter Pandolfus Sandici et Doniinicus Pellegrino et ven. presbiter Johannes Qaranionte.

( ) Segue in nurgine un'apoca de' 31 Ji luglio del 1(39, oade lo icultort- .ILhurj ricevere il compi'

menio del prcuo, avendo fornito e collocato gii l'opera.

(>) Dal volume di nuni. 24.11 de' registri di nour .\monino Lo Vecchio (an. t{2S-9,ind. Il, fog. ili})

nell'archivio de' noui defunti neir.\rchivic di Slato in Pilermo.


150 I GAGIXI U LA SCULTURA IN SICILIA

ex.

Trivilegiuiii pio niagistro Aiiloiiio de Gagiiio ( ' ).

Nos pretor et juiwti fclicis urbis Panoniii lionorabili viro niagistro Antonio de Gachino,

concivi nostro carissimo, salutcni et animiim ad grata paratum. Tanta est in nobis afFecio,

quam erga vos gerimus ob vestri servicia , que prestitistis (istis) temporibus erga univer-

sitatem nostrani et prcscrtim in laborando , edificando et sculpendo devotas inmagines et

figuras nonnullorum Santarum et Santoruni in mayori nostra panormitana ecclesia in honorem

divini cultus , et ut ea inrenionerata non pertranseant , benigniter supplicastis ut tibi (et)

heredibiis tuis in pcrpetuum concederemus, ut de aquis, que decadunt et confluunt ex fonte

magno biviraturle maritime in frontespicio apoteco honorabilis magistri Bartholomey For-

mica, possis et valeas capere denarium unum ex ditis aquis et eas reducere in domo vestra

in quarterio Concerie, confinante cum tarzena ex ui\a parte, et ex alia cum domo magistri

Gu^'lebni de Placzea, cum hac tamen lege et condlcione, quod vos, magister Antonius, te-

neamini conciare labia et ditum fontem expensis vestris, que labia consunta sunt ex nimio

decursu aquarum , ad habendum , utifruendum -, gaudendum dittam aquam vos et heredes

vestrum in perpetuum :

raandantes per has easdem onnibus officialibus nostre jurisdicioni

subjectis, regios auteni rogantes, quatenus vobis (sic) in possessionem ditte aque manu te-

neant et defendant ac manu teneri et defendere taciant. In cuius rey testimonium presens

privilegium et decretum fieri jussimus, nostris subscripcionibus et sigillo impendenti munita, etc.

Datum in urbe felici Panormi die xij mensis januarii iij." ind. 1529.—Post data : Ita tamen

quod vos et heredes vestri onni tempore teneamini conciare et reparare custuras et junturas

diti fontis, adeo quod ipsa aqua in terra non decurrat, tociens quociens opus fuerit. Datum

ut supra.

f

don Aiitoiiiiis Santapau, pirituri.

t don Francisco Larca, prioìu e jiiratn.

t Geronimo di 'Bonannu, jiiratii.

t Petra Antoni Iniperatiiri, juralit.

f Antonino Saccanii, juratit.

t Stefano Vassalili, juratit.

f Alfonsa Saladinu, jurato.

Petrus Antonius Farfagla, magister notarius.

(') Dal volume degli Alti, 'BunJi e Provvisti dell'anno 1529-50, ind. Ili, fog. 147, uell' Archivio Co-

munale di Palermo.


OOCL'XU:N TI I { I

CXI.

luiunliotit falla a Gagino ( ).

Hodeni (Jf i/»' luglio /' hid. ifji) (»).

Iniuiuuin et iiunJjiunt fuii et c^t Jc provisionc et nuiiditu spctiabilis iiugiiiiici An-

tonini de AlHitiis, prcturis liuitis felicis urbis l'jnornii, ad pcticioneni et instanciain iiugni-

licorum et reverendi d. Salvatori:» de Platainone , canonaci et nugistrì cappellani nujorìs

panomìitane ecclesie, et domini Fetri de Iin)K*ratore, pre|>ositoruin et nugistroruni nurag-

meriorum ditti nuragmatis panomìitane ecclesie, et eius yconinii et procuratoris, honorabili

magistro Antonello de Gacliinio, scultori marniorum, quod a die lune, que sunt viij. ' pre-

sentis mensis, in jniea, liabeat et debeat ipse personaliter una cum suis magistris et labo-

ramibus mamiorum accedere et continuo fabricare et fabricari facere sculturas inarniorc in

magaseno prope dittain inajorem panormitanani ecclesiam ad hoc opus deputato, et continuo

ibi sculpire et sculpiri facere mamiora prò ycona ditte majoris panomìitane ecclesie justa

fomiam contractus et instanciam, et non attendere ad aliud opus nisi predina ycona mar-

morea ditte majoris panormitane ecclesie justa fonnam obligacionis : et hoc sub pena flo-

renorum mille, maragmati ditte majoris panormitane ecclesie applicanda prò una medietatc,

et prò alia medieiate maragnuti iiuius urbis Fanormi. Retulit Micael Inco^'la, contesubilis.

Unde, etc.

CXII.

Die X.' mensis aprilis v.' ind. 1552 (i).

Cum inter maragma mayoris panomìitane ecclesie, seu prò eo inter infrascriptos rc-

verendum et nugnificum dominos maragmerios ex una , et hon. magisirum Antonium de

Gaginis, scultorem marmorum, vertant seu existant plures dilferencie, dependentes et emer-

gentes super construciionem ycone marmoree magne et sumptuose tribone ditte majoris pa-

nomìitane ecclesie, in parte constructe et in parte construende per dittum iiugistrum An-

tonium, oblìgatum virtute plurìum contractuum obligationis ipsius mag." Antonii. ad quos

() Dal volume dogli Alti. 'HunJi e Pri'ii'iitt dcH'aniio ii;i-2, inJ. V, fog. 124, ncH'Archirio Comu-

nale di Palermo.

(*) Nel precedente volume di quest'opera ( cip. Vili, pag. \yi ) recasi erronea la data di questo do-

cumento addi 8 di luglio del $]; ed e in vece a C'>' ii>li S di luglio del ISW

(!) Dal volume di num. 2705 delle minute di 11 :i Francesco La Pjiiif.erj Tiri i;3S:> !:-.J

II-V) ndl'archivio de' notai defunti nell'Archivio di Suto in Palermo.

ai


152 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

tclaccio h;ibc;uur; et hoc tam super compotis pecuniarum diversimode solutarum ipso mag.

Antonio per Jominos maragmcrios preteritos, quam super pendentiam aliquarum partitarunn

impendenti rcmanencium juxta formam dittorum contractuum, nec non et super quatro mar-

moreo posito per ipsum mag/""" Antonium in medio ditte tribone; super quibus, volentes

tam ditti et infrascripti domini maragmerii, tamquam zelatores divini cultus et cupidi quod

dittum opus marmoreum inceptr.m ad optatum finem perveniat, dittus vero mag/ Antonius

tamquam zolator sui honoris et desiderans in eius vita illud compiere, deliberaverunt ami-

cabiliter in prcmissis se gerere , quia res ecclesie , et de ea trattationem supra dittas diffe-

rencias et alias forte insurgentes, usque ad decisionem fiendam per infrascriptum magnificum

arbitrum, compromittere in infrascriptum magnificum Jacobum de Bononia , cui haberent

pactum publicum compromittere; super quibus rev. dom. Salvator de Platamone, canonacus

et magister cappellanus ditte ecclesie majoris, et magn."" Petrus de Inperatore, tamquam ad

presens magistri maragmerii ditti maragmatis supraditte ecclesie, recursum habuerint ad spec-

tabiles et magn.'°' dominos pretorem et juratos hujus felicis urbis Panormi, et, eos de pre-

missis informando, eorum assensum habuerint premissa conficiendi et dittas diferencias com-

promitendi in ipsum magnificum Jacobum: Et propterea hodie, presenti die pretitulato, prefatus

dominus magnificus Petrus, maragmerius nostre ditte maragmatis , tam suo nomine , quam

prò parte ditti d. Salvatoris, alterius maragmerii absentis, habito consenso predicto dittorum

dominorum officialium, ut dixit, ex una parte, et dittus Antonius ex altera, presentes coram

nobis, supra dittas diiferencias superius declaratas et alias emergentes ut supra , sponte et

de eorum sentencia, deliberate et consulto, sponte compromiserunt atque compromittunt ac

consentierunt et consentiunt in prefatum magnificum dominum Jacobum de Bononia, tam-

quam in eorum arbitrum arbitratorem amicabiliter , et compositorem et comunem amicum

juris et fatti. Cui quidem magnifico domino Jacobo , arbitro arbitratori et comuni amico,

ditte partes, quibus supra nominibus, dederunt et dant, tribuerunt et tribuunt potentem auc-

toritatem et plenum posse videndi et revidendi computa preditta ac partitas pendentes , in

contractibus declaratas, et extra fqrsan in libris existentes; ipsasque partes, super premissis

ac etiam super pretensa differencia ditti quatri de medio , audire in eorum juribus , defen-

sionibus et allegationibus, in bis, que dicere et alligare voluerint, tam in scriptis, quam verbo,

et eius laudum proferre et sentenciare, tam de jure, quam de fatto, hinc ad mensem unum

proximo venturum, ab hodie in antea numerando , et infra dittum tempus quandocumque

sedendo, stando, ambulando, die noctuque, diebus feriatis et non feriatis, una parte presente

et altera absente ut contumace, ut, omnibus presentibus , unum quod in eo erit videndum

et recognoscendum in ditto opere constructo in ditta jcona per expertos, quod tunc et eo

casu habeat videri, considerari et cognosci per expertos idoneos et sufficientes, juxta formam

contractuum obligationis costructionis ipsius icone, et non aliter nec alio modo; et sub

presenti condicione quoad dictos expertos presens compromissum censeatur factum et cele-

bratum, et non aliter nec alio modo. Cui quidem laudo, per dittum dominum Jacobum pro-

ferendo, presentes ipsi, quibus supra nominibus, stare "et acquiescere promiserunt, ymmo ei

et obedire et in aliquo non contradicere, nec ab eo appellare, nec ad boni viri ossequium


DOCUMENTI I J J

rcduvcrc raccioncm cujus>viimc Icstunit , sub pctu uttcurum quinqtu-

gintj, prò una incJirtatc pjni acquicvkcuti et altera inaragiiuti Sancte Marie de Cailieiu

inremisMbiliter applicanda, abscnti, me notario prò eo stipulante : qua pciu toluu ut Mjpra,

prescns conipromi&sum cum contentis in eo ratum iiuneat. Que omnia, etc. Inonmcm evcntuiu

et in pcc, eie. Sub yptMlic>:a, etc. — Testes : revcrcndui d. Angelus de Rigano, «.anonicu»

panorniiianus, nugnitki Antonius Speciali et Geroniiniis Bartulocta.

CXIll

Die xxviiij." mensis maj v.' ind. IJ32. apud Panhonnum, urbem felicein ( « ).

Hon. niag.' Antonius de Crixenza, pittor, et mag.*^ Joannes Gili, sculptor^ civcs Panonni,

cxperti positi et electi per reverendum et magnitìcum dominos maragnierios inaragnuti;»

nujoris panormitane ecclesie et hon. niag.""** Antonium de Gaginis, sculpiorem, prescntcs

corani me notario et tcstibus infrascriptis, dixerunt et retuleruni se vidisse opus in fra scriptum,

factum per dictum mag.""" Antonium de Gaginis in quatro de medio, in quo est persona

Ciiristi resurgentis, et illud cxtimasse secundum eorum judicium et videre , prestito prius

per eos juramenio in manibus mei notlurii, tactis corporaliter scripturis, ut infra, \ idelicct :

Lo basamento grandi cu la comichami misa in opera in lo quatro preditto di in mezo,

reservati li intagli, quali su' di autiza di palmi novi, loè l'auiiza di la segia, pri manifattura

di lo intaglo di la ditta segia, unzi quattro, cum cena tavolata di la marmora di la segia

in susu, tantu di l' altìza comu di la larghiza, palmi otiu; di la quali mannora valirì unzi

cinqu e tari dui, ammissi comu dieta tavulata in cuntu di la ecclesia; et pri manifactura di

la opra di ditta tavulata exiimasse unzi iij e tt. vj. Et liec est relacio ut supra (acu, eie. —

Testes : magn."' Antonius Sosinno et magn."" Dominicus Bracco. — Ex actis meis notharìi

Joannis Francisci La Panictera. CoUatione salva.

CXI\'.

Die xvj." junii vj." ind. 15^5 (2).

Honorabilis magìster Antonius de Gaginis, sculptor marmorum, e. p., presens corani

nobis, sponte, ad instanciam et requisitionem reverendi d. Friderici \'aldaura, canonaci pa-

normitani, et magnifici d. Petri de Afflicto , suoruni concivium , lamquam prepositoruni et

() Dal cii. volume di nuni. 3705 delle luinuie di nour Giovan Francesco La Panincra (an. i{jS-)i.

ind. Il-V) nel meniovato ircliivio de' notai defunti in Palermo.

(>) Dal volume di uum. 3706 delie minute di nour Giovan Francesco La Panittera (.an. iS)3'i, ind

VI-VIIl) e dall' altro di num. 2718 de' registri del medesimo (an. lS{l-i. ind. VI. fog. 44{ reiró » 44{)

neir archino de' notai defunti nellWrchivio di Stato in Palemto.


154 1

GAGINI

U LA SCULTURA IN SICUJA

ma"istrorum inar.ijjmerioruni niar.igmatis iiiajoris p.inhormit.inc ecclesie, prescntiuin et sti-

pulancium , dixit et fiiit confessus et est so .ib eisdeiii Joniinis iii.uMj;iiieriis presentilnis et

stipulantibiis habiiisse et recepisse uncias sex lioJie por b.mcuni ni,i,miilìcoriim Cosimi Xirocta

et socioruni; et simt ad complcnicntum unciariuii ducentaium ciiiinquaLjinta novem , tt. xi

et gr. xvij, computatis unciis diiceiitis quinqua^'inta tribus ei t. j et i;r. xvij, babitis hoc

modo, videlicet : uncias ceiuum ceto, tarenos novem et gr. xiiij, in quibus dictiis mag.'

Anionius fiiit factus dcbitor per magnifìcmu Jacobum de l^ononia coinniissarÌLini, virtute coiii-

promissi fiicti marni mea et sentencie die x." aprilis et xij." junii v.'' ind. preterite; item uncias

nonagiiita liabitas in diiabiis partitis a doniiiiis maragmeriis preteritis, virtute contractus ut

siipra facti manu mea; et uncias quinquaginta quinque, tt. ij, gr. ij, etiam habitas a dictis

dominis maragmeriis preteritis in diversis solutionibus et partitis, tain ei solutas quam aliis

prò eo per bancos publicos iiujus urbis, ut patct per libruni ditti maragmatis, ut di^ierunt

ad invicem, renunciantes etc, facto compoto inter eos. Et sunt ditte uncie ducente quinqua-

ginta novem, tareni undecim et gr. xvij prò nlarmore et magisterio infrascripti operis per

eum flicti et asseptati in tribona majoris panormitanc ecclesie , et asscptandi , ut infra, vi-

delicet : Et prò modo uncie septuaginta due et tt. xxij pri lo isquarcbiato d'incanto li bandi

di la fenestra, undi est miso a lo presenti lu Christo resurgenti. Item uncie xxiiij pri li pi-

lastri misi a lo costato di la parti d'iiura di ditto squarcliiato. Item une. xiiij pri lo supra-

chelo. Item une. nij pri lo tundo di la fenestra. Item une. v pri lo frixo di lo suprachelo, lo

quali conferisci cu li pilastri di la banda dintro di lo squarchiato. Item une. xxxx.'° per li dui

Marii misi ( ' ). Item une. ij pri lo monimcnto. Item une. x pri lo Deo Patri da mettiri

supra la Nostra Donna. Item la meza Maria une. x, da mectirisi a li pedi di Nostra Donna

ili la banda d'intra. Item la cornicili et frixo da mectirisi supra lo arcotravo di ditta finestra

ad complimento, di altiza di canni septl et meza, une. x. Item une. l.'" pri la storia di la

Trapassioni in dui pezi, da mectirisi subta li pedi di Nostra Donna, undi a lo presenti è la

historia in dui pezi di lo Spasimo et la sepoltura di Christo , chi si ha da levari : li quali

Deo Patri , meza Maria , cornichi et frixo et istorii predicti lo dicto mastro Antonello sia

tenuto, et cussi promisi et obligaosi et obliga, quilli fari et conpliri bene, diligenter et ma-

gistraliter et di tutta perfectioni, justa la forma di li contratti fatti di dieta 3-cona; et quilli

sia tenuto asseptari, justa la forma di ditti contratti, et dari conpliti pri tutta la festa di Natali

sequenti da viniri di lo anno sequenti vij.'" ind. Et une. xxxiiij pri lo preczo di tutti li marmori

pri tutta la supradicta opera facta, comu di supra è declarato. Item eciam dictus mag."" Antonius

gratiose se obligavit et obligat facere diligenter quamdam manum prò Sancto Taddeo, vide-

licet illam, que ad presens est fracta, per totum dictum tempus, sine aliqua solutione et non

( ' ) Intendi le due figure di vergini genuflesse pregando con libro in mano, qua' l'uron poste J.ill' un

capo e dall' altro del sepolcro di Nostra Donna sotto la statua dell'Assunta. E per hi m< -r/ Maria ricordata

qui appresso intendi la mezza figura della stessa Madre di Dio, che di dietro il detto sepolcro sporgeva pur

genuflessa, levate in alto le braccia e come esalando l'immacolato spirito. Del che vedi nel precedente volume

di quest'opera (cap. V, pag. 225).


UOCt'MENTI 15)

aliicr. kijiuibuk unicn in nnum roborc ci lìmiiute imuubu» liin contrjaibus, «rr. In um-

non cvciHuin et in pace, rtr. Sub ^ ' flt. — Tcmc»: lìu^jn."" dixiiinu» ^' ' • An-

loniut de AfUicto. reu-iiiN !nile\, mn-..-- i..^.)us Tintpinello, in. jo. Andrei» «k U,,.».iuti et

ven. prcsbitcr 1 iuiuiv.ii> Luiiwia.

cxv.

Die wj. jiimi \j, ind, iJjjV.'/

Honorabtli» nu^i^tcr Antoniuik Jc Ga|;iim , »culptor mannoruin , e. p., preseti» corani

nobis, !>ponie proiniMi et se obli^'avit ci obligat rev.'*" domino FriJerico Valdaura, cano-

naco panonniijno, preM^nti, et luagn.'" domino Petro de Alfliao, prepo«iiis et magiaris ma-

ragmeriis maragmatis nujoris panonnitane ecclesie, prcsentibus et stipulantibus, minere ma-

gistrum Antoninum eius tìlium in Carrara ; qui nug/ Antoninus nomine ipsius nui^isirì

Antonii Itabeat mittcre hic Fanomii cum primo passagio carratas i]uinquaginia maniwrum

ad opus ycone ditte majoris panonnitane ecclesie ; prò qua causa dictì domini nuragmerìi

promiserunt solvi facere diao mag."* Antonino ducatos centum per diaam seu litteras canbii

in civitaiem Lucce ad opus emendi dictas carratas quinquaginta marmorum: quìbus emptij,

dictus magister Antoninus habeat curare illas inbarcare et trasmiacre hic Fanormi. Quos

ducaios cemum, nilvendos ut supra, diaus magister Antonius bonos fecit et facit diao ma-

ragmati in comjKituni primi tercii illius, quod lubcre debet prò opere fiendo jam incepto

sdlicet Evangelistarum in diaa ycona, justa formam contraauum diete ycone. Que nurmora

venienda .sini et esse debeant dictì magistri Antonii : verum quod non possint ser\ire, nec

illa bborare in alium opus melius quam opere ditte ecclesie et ycone predicte, et tali cisu,

applicatis dictis mannoribus et illis stantibus prò opere predicto , dicti domini nuragmerii

teneantur, et sic promiserunt ipsi mag.'" Antonio, prò opere, quod ad presens facit, solvere

juxta formam dictorum contractuum , scilicet prò quatuor Evangelistis. De quibus marmo-

ribus dicti domini nuragmerii teneantur solvere naulum, et iliud dictus njag' Antonius fa-

cere bonum teneatur in supradicto primo tercio. Cum paao, quod si venirent marmerà hic

Fanormi, et non venient diete carrate quinquaginta marmorum prò diaa ecclesia, quod dieta

mamiora, que venient prò dicto mag.*^ Antonio, mag.' Antonius ipse non possit operare nisi

usquequo venient diete carrate L." marmorum diete ecclesie: in que omnia predieta intelligatur

obligatus diete ecclesie et non aliter nec alio modo. Verum, quod si, ultra diaos ducatos centum

snipra declaratos, dicto m."" Antonino erit soluta quevis summa pecuniarum, quod ilU stet risico,

periculo et fortuna diai magistri Antonii, ut infra; et vinuto lo primo viagio di diai marmorì,

lo diao m." Antoni sia tenuto fari commorari a Io dicto m.~ Antonino so lìgio in la

dieu terra di Carrara; lo quali continuamenti haja di fari fari marmori pri la ecclesia, unto

( ) DjiI volume di num. 2;(.>6 .

regiMrì (jn. ijjj-j, ind. N'I, fog. 4;,

noui Jerumi neir.\rchivio Ji Suto in Pilemio.


1^6 I GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

quilli di mandar! pri la ecclesia, faclienduchi duri li ditti sigiiuri maragmeri dinari in dieta

chitati di Lucca pri lo pagamento di li dicti marmuri. Li quali dinari et marmori, per sino chi

dicti mannuri siano venuti za in Palermo, stajanu risico, periculo et fortuna dicti mag." An-

tonii: et venuti chi sarranno za in Palermo li dicti marmuri, stajano pri la ecclesia , justa

la forma di li contratti et non aliter nec alio modo: et di la opera, chi lavurirà pri la ecclesia,

ipso m.'"" Antoni sia pagato justa la forma di dicti contracti. Et si pri li ditti ducati chentu

supra espressati, et altri da pagarisi ut supra, fussi necessario pagarisi qualchi interesso, chi

quillo si intenda pagato per ipso m.''° Antoni et a so cunto. Que omnia , etc. — Testes:

nobilis Blasius Timpanello et no. Joannes Andreas Benvenuti ( i

CXVL

Die xvij." julii vj." ind. 1533 (2).

Honorabilis magister Antonius de Gaginis, sculptor marmorum, e. p., presens coram

nobis, sponte, ad instanciam reverendi domini Friderici Valdaura, canonaci panhormitani,

et magnifici d. Petri de Afflictis, eius concivium, tamquam prepositorum et magistrorum

maragmeriorum maragmatis majoris panhormitane ecclesie, presentium et stipulantium, dixit et

fuit confessus et est se habuisse et recepisse ab eis dictis dominis maragmeriis, presentibus

et stipulantibus , uncias nonaginta , tarenos vigintiquinque et gr. xij p. g., hoc modo prò

eo solutas et solvendas, videlicet : uncias lxx et tarenos xvj Abbattiste de Segi, patrono navis,

per bancum magnificorum Cosimi Xirocta et sociorum, et sunt tam prò naulo carratarum

sexaginta trium marmorum, apportatarum per eum cum dieta ejus navi hic Panhormi a mari-

tima Carrare, quam eciam prò pecuniis solutis per dictum Abbattistam, patronum navis, prò

ipso magistro Antonio, patrono marmorum, in dieta maritima Carrare, infra solucionem dieta-

rum carratarum lxiij marmorum et prò aliis juribus dictorum marmorum; et une. xxij, tt. viiij,

et gr. xij Bartholomeo de . . . per bancum magnificorum Alexandri Chinquini et sociorum,

tamquam conductori et patrono dictorum marmorum, ad complimentum unciarum Lxxxx.'^ et

tarenorum xxv et gr. xij ad complimentum precii ipsorum marmorum, etc. In omnem even-

tum in pace. Sub ypotheca, etc.— Testes: ven. presbiter Franciscus Carecta, Hector Briga-

rello et Philippus Russo.

( '

) duesto documento fu già la prima volta da me pubblicato nella mia opera Delle belle arti in Sicilia

(voi. IV, pag. 209-210), ma dal solo volume delle minute di notar Gianfrancesco La Panittera, dove per dif-

ficoltà della grafia non ne fu chiara ed esatta la lezione in alcuni punti. Da £iò, ad esempio, s'incorse nell'e-

quivoco di far menzione di un altare, di cui in verità non è motto nel documento, e di cui perciò è da to-

gliere ia tutto il ricordo, che pure ne è fatto erroneamente nel primo volume della presente opera (cap. Vili,

pag. 382, lin. penult.). Laonde adesso giova sostituire questa nuova miglior lezione, riscontrata sopra una

più chiara copia dello stesso strumento, eh' è ancor fra' registri del notajo medesimo, come si è detto.

{-) Dal volume di num. 2706 delle minute (»n. 1532-5, ind. VI-VIII) e dal volume di num. 2718 dei

registri (an. 1552-3, ind. VI, fog. 497 rclro a 498) degli atti di notar Gianfrancesco La Panittera nel men-

tovato archivio in Palermo.

).


DOCUMENTI IJ7

cwn.

Wic vxiiii" ijniurii VII* InJ 133J (1534) (').

Honorabilit mag.' Antonius Csginu pre^ciuibu» et itij

buisse et recepisse uncias xxaginta quinque p. g., hodie per bancum, videlicet uncias tri^inu

per bancum raagnificoruni Alexandri Chinquini et sociorum, et uncias rriginu quinque per ban-

cuni iiugnificurum Perutti Torongi et sociorum: et sunt infra solutionem tertiorum, que dittua

mag.' Antonellus habere debct prò precio et magisterio quatuor Evangelistarum, quos ad prcsens

ipse mag/ Anionius operatur et laborat prò ycona diete majoris panhorinitane eccieue, juxta

formam contractuum de dieta ycona factorum, ad quos in omnibus habeatur relatio, ad o-

pus expediendi et complendi dinos quatuor Evangelistas prò illis ponendo in ditta ycona: quos

dittus mag/ Antonius promisit et se stillemniter obligavit et obligai eisdem dominis marag-

merìis peteniibus et stipulantibus dare completos et expeditos cum eorum guamicionibus, et

positos in dina ycona, bine per totum diem festum Pascatis Dominice Resurr^ :

xime venturum anni presentis : cum

conditione, quod habeant succurrcre lab^ ;

laborabunt dictos Evangelistas et guamitiones. Quorum Evangelistarum pretium sii et esse

debeat jusia formam contractuum. Et casu quo dictus mag.' Antonius per loium festum Pa-

scatis non posuisset dittos quatuor Evangelistas completos et expeditos et positos in predina

ycona, cum eorum necessariis, exceptuati lo frixo et la cornicili, tali casu de precio ipsorum

quatuor Evangelistarum et eorum guamicionum intelligantur et sint rclaxate ditto nuragmati

abscnti , dittis dominis maragmeriis stipulantibus prò eo, uncias triginta ... ; et exinde id

quod defecerit in compiendo leneatur expedire juxta formam cujusdam contractus fatti manu

mea olim die xvij." julii vj.* ind. proxime preterite, fti'. — Testes: nugn. dora. Kicolaus

Antonius de Afflicto, regius miles, et hon. Jacobus Lucchisi.

CX\'III.

vij." mayi ij.* ind. 1529 (*).

Honorabilis magister Antonellus de Gaginis, nugister scultor marmorcorum, civis Pa-

(') Dal volume di num. 2706 Jellc minute (in. iSti'S» >'^- Vl-VIlI) e dal volume Ji aum. 1719 dei

regìfirì (an. IS)}'4. ind. VII, fog. }0{ rrtro a )o6) degli aiti di nour Gianfrancesco La Paniitera ne) mea-

' ' .' lovato

' ^

'

(- 11. a$i7 de' rcgiitri di notar Gerardo La Rocca fan i;jS-


IS8 1 GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

nhormi, presens coram nohis, sponte in vini presentis actus promisit et proniictit seque sol-

lemniter obligavit et obligat ven. fratti Joanni de Cara, tamquam vicario et procuratori ad

infrascripta ven. conventus Sancte Marie Annunciate nove terre Moach in vini cujusdam

procurationis celebrate in eadem terra Mohac manu egregii notarii Jo. Jacobi de Ansono

die X." niensis aprilis ij.*" ind. istantis (in qua quidem procuratione fuerunt et sunt congre-

gati ad faciendum infrascripta omnes fratres dicti conventus, ad sonum campanelle capitu-

lariter congregati, vocatis vocandis, ut moris est, prò ut in ipsa procuratione lacius est vi-

dere), presenti, stipulanti et conducenti, facete ad opus dicti conventus, omnibus sumptibus

et expensis dicti magistri Antonelli obligati, tam de marmore, quam de magisterio , modo

ut infra, quandam conam marmoream, ut dicitur, di più di menczu relevo, figure gloriosis-

sime virginis Marie et cum omnibus illis allis figuris marmoreis, prò ut fuit et est flicta de-

signactio de dieta j-cona, depicta in quadam pagina bonbicis conservata et existente penes dic-

tum vicarium et procuratorem et subscripta manu mei notarii infrascripti et dicti magistri

Antonelli obligati, et cum omnibus illis designis, ordinactionibus, condictionibus, frixis, qua-

litatibus et figuris et aliis contentis et declaratis in eadem designactione pagine, et non a-

liter nec alio modo :

cum

lioc, quod largitudo diete jcone sit et esse debeat palmorum qua-

tuordecim, numerandorum di la strema parti di fora di li pilastri di dieta ycona, et altitudo

sit et esse debeat palmorum viginti duorum, numerandorum, ut dicitur, di supta lu scanello

fina ala coimitati di la testa di lu Christo, lu quali Christo divi stari alu finimento di dieta

cona, eo modo, forma, qualitatibus , proporcionibus et condictionibus juxta designum pre-

dictum, et non aliter nec alio modo. Et hoc prò magisterio et precio unciarum centum tri-

ginta p. g. in pecunia; de quo quidem magisterio et precio dictus ven. vicarius et procu-

rator, quo supra nomine, presencialiter et manualiter numerando, dedit et solvit eidem hon.

magistro Antonello obligato recipienti uncias undecim in tot ducatis aureis. Item dictus ven.

vicarius et procurator, quo supra nomine, dare et solvere promisit eidem obligato stipulanti

alias uncias viginti per totum sequentem mensem junii hic Panormi. Restans vero, ad com-

plimentum omnium supradictarum unciarum 130, dictus vicarius et procurator dare et sol-

vere promisit eidem obligato stipulanti successive serviendo solvendo, intantum quod , ex-

pedito magisterio hic Panhormi in eius apoteca, debeat et teneatur ipse procurator solvere

et satisfacere eidem magistro Antonello obligato stipulanti totum complimentum integre: pro-

mictens dictus obligatus supradictam yconam marmoream facere bene, diligenter et magistrivi-

liter cum omnibus supradictis figuris, cum qualitatibus et condictionibus supradictis et de mar-

more bono et perfecto et albo ac receptibili, et non aliter nec alio modo, incipiendo inconta-

nenti quod marmerà venient et applicabunt huc Panormi, que aspectabuntur hic Panormi de

Carraria, et continuare et non chi livari manu quo usque fuerit et sit completum dictuni opus

marmoreum bonitatis et quaUtatis ut supra, ita quod ad alcius ipse magister Antonellus obligatus

teneatur et debeat assectasse et expedivisse supradictum opus marmoreum hinc ad annos duos

cum dlmidio proximo futuros, ab hodie in antea numerandos: alias teneatur ad omnia danpna,

interesse et expensas, de quibus intelligatur et sit facta protestactio, nulla tamen alia protestac-

tione et requisitione necessaria facienda ex pacto, etc. Cum pacto etiam, quod, expedità hujusmodi


OOCt'MtS'TI 1 59

jrcuiil iiunuorcik ci) iiukIo et (otitiÀ t]uibu» Mjpra Jictuin est , ck màe imcjiur «iuiu» iiuf\rius

cxpcMM» rt pcriculo JircJit.ic- MitliJv.' in loco di Iti I.....1M.. yi ic:i.i,

ibi iact4 in lm. Jilu l'iu/iJo in terra, ex inde diaiini nii^ m siri >.

pcriculo et fortuna diai convcntu». V'erum chi ali ordinoctioni dilo a-

inter\enia( et intervenire deheai dictus tiugister Antoncllu« oblif^atu» cura etut famulis, cui

nu^iviro Anioiielli> obliatalo et eius famuli» dictu% conventu» lencatur facere cxpctiM» evi»

et potusi . durante tempore chi si a§irJk 1' >iu : et cum hoc , chi in andari et ala

veniri dictu» conveiitiis teneatur eidem ma^isi ..^^ito stipulanti dare eqt:

peiM>;i.t tantum, imclliyendo, chi, i>er hi as\cctari sarri necessario in dicto :-^^ ... _. .

conventus leneatur suis sumptibus et expcnùs, tanto in li mastri muraturì, quantu a lu st-

tractu necessario, quoniam sic voluerunt dicti contralietites proprio et noniintbus jam J

et iu sibi placuit fieri. Que omnia promiserunt, etc. — Testes : nugntfìcus Antonii» Dero»,

no. Jo. Jacobus de Pisano, m. "' IVanciscus de Trapani, no. Bemardus de Maczara, no. An-

toninus MichuUa et no. Andreas de Salemi.

CXIX

Die primo aprilis v.' ind. d. i. 1552 ( ' ).

Cum honorabilis ma^ister Antonius de Gaginis, scuhor marmorum, e. pa., se obligav t"-'*

vcn. fratri Joanni de Cara, tamquam vicario et procuratori ven. conventus Sanae Sì.

Nuntiate nove terre Mohac, facere quandam yconam mannoream cum ynugine glorìosisamc

virginis Marie et cum cenis aliis liguris prò pretio et magisterio unciarum centum trìginta

pond. gen. ad omnes expensas dicti nugistri Antonii, de quo pretio dictus magister Anto-

nius habuerit et receperit uncias undecim prout patet virtute contraaus celebrati hic Pa-

normi manu egregii notarli Gerardi La Rocca die \ij.' maij ij." ind. 1529, et ultra dittus

ntagisier Antonius lubuerii et receperit alias uncbs viginti quinque virtute contratius apodixe

celebrati manu publica olim die ctc; et quia dictus m.'^ Antonius minime huc usque fecit

neque consignavit dictam yconam juxu fonnam ditti contratius, prò qua causa dinus coa-

ventus iransmisit contra ipsum magistrum .\nionium commissarium seu procuratoreni; (et)

demum diaus magister Antonius ex una et ven. fraier Gregorius Straquadayno, procurato*

ditti conventus, parte ex altera, devenerunt ad certuni accordium, prout patet vinute con-

ii^ttus celebrati manu niey notarìi infrascripti hodie, paulo ante: propterea hodie, pretiiulato

die, dittus ven. frater Gregorius procurator, procuratorio nomine ditti conventus, ex tina, et

dittus hon. m.' Antonius de Gaginis parte ex altera, presentes corani nobis, sponte dtxeruni

et confessi fuerunt dittum accordium et contrattum, fattum nunu mey noiarii infrascripti Ijodic

( > Dal volume Ji nutn. 4289 delle minute di nour Antonino Lo jacono (aa. i{{o-i. ind. IV-V) ndli

archivio de' noui dev'unti nell'Archivio di Suto in Palcnno.

ai


l(-,0 1 GAGINI E LA SCULTURA IN SICILIA

palilo ante, fecisse et faccre sub conditionibus et pattis infrascriptis , videlicet : quod

casu

ciiio infra mensem unum, ab hodie in antea numerandum, dittus conventus fucrit contentus

quod dittus magister Antonius faceret, compleret et assignaret dittam yconam marmoream

juxta formani ditti contrattus fatti manu ditti egregii notarli Gerardi La Rocca infra termi

num .inni iinius, ab hodie in antca numerandi, per attum publicum, et casu quo dittus con-

ventus fuerlt contentus ut supra, tali casu dittus magister Antonius teneatur et promisit dittam

vconam marmoream facere et compiere ac assignare juxta formam contrattus, (qui), tali casu

eveniente ut supra, stare debeat in suo robbore et firmitate : alias, elapso ditto anno et ditta

ycona non fatta, laborata et assignata juxta formam ditti contrattus , dittus m.'' Antonius

teneatur ad omnia dampna, interesse et expensas, et liceat ditto conventui, vel ejus procu-

ratori, dittam yconam fieri facere in hac urbe seu regno, vel extra in qualibet mundi parte,

marmore vel lignaminis ad eletionem ditti conventus, vel ejus procuratoris, ad mayus pre-

tium : de quibus dampnis, interesse et expensis et mayori pretio credatur et stetur simplici

juramento ditti conventus, vel ejus procuratoris, seu ille persone transmittende per dictum

conventum. Ex pacto veruni, quod casu quo dittus conventus contentaretur ut supra, dittus

ven. procurator teneatur notificare infra dictum mensem ipsi magistro Antonio ad efFettum

quod ipse magister Antonius possit eam facere, compiere et assignare ut supra. Item et casu

quo dittus conventus contentaretur ut supra, teneatur dittus ven. procurator solvere uncias

decem ditto magistro Antonio infra eundem mensem simul cum dieta notificatione ...., et

dittus contractus accordìi, facti manu mey notarli Infrascripti hodie paulo ante, sit et esse debeat

cassus, irritus et nuUus. Et casu quo dittus conventus non fuerit contentus de predicto ac-

cordio infra eundem mensem ut supra, tali casu presens contrattus et dittus contrattus factus

manu ditti egregii notarli Gerardi La Rocca intelligantur et sint cassi, stante ditto contrattu ac-

cordii, celebrati manu mey notarli paulo ante, in suo robbore et firmitate. Que omnia, etc. ( ' ).

cxx.

Eodem xxviij eiusdem mensis marcii nj." ind. 1530 (2).

Hon. magister Antonellus de Gagini, e. p.,_ corani nobis sponte se obligavit et obHgat

e)

Nel precedente volume di quest' opera (cap. Vili, pag. 385 e seg.) notai esistenti nella chiesa del

Carmine in Modica, gi.i un tempo detta di S. Maria Annunziata la Nuova, due statue dell' Annunziata e del

celeste nunzio , le quali per informazioni avutene , essendomi stata lodatissima specialmente la prima , stimai

poter essere opere di Antonello. Essendomi però in seguito colà recato a vederle, ho dovuto convincermi

che, sebben gaginesche, non sono affatto ad attribuirsi a quel sommo, ma bensì ai suoi figli ovvero alla sua

scuola , siccome è chiaro dall' inferiorità d' arte e dal manco di finitezza , che vi si avverte. Ed in ciascuno

de' piedistalli di entrambe sono scolpite tre teste virili in altrettanti scudi, rappresentando forse ritratti de' si-

gnori di Modica di quel tempo.

(^) Dal volume di num. 5384 de' registri di notar Giacomo .Antonio Spanò (an. 1529-30, ind. Ili, fo-

gli 328-9) nell'archivio de' notai defunti nell'Arcliivio di Stato in Palermo.

-,


DOCUMENTI l6l

vcn presbitero IVtro de Cirulli Jc lern Mirti, prckciiti et conducenti, ad ficienduin, Ktil-

peiiduin CI UtHiranduni qiundain coium seu tabemaculum nurmoreum, relevatuni et tajì-

pituin plus medii relevi, ad omne» espensas ipsius obligati, juxta designuni daium per ipcutn

obii^atum diete «.onducenti et penes ipsum conduceiiieiu rcitunetitein, xc co modo et forma

prixit Cit cona scu tibernacuiuni Sancii Nicolai terre Tortorcti, olim per ipuun ubligatum

laburjtum juxia funiuni contracius fjcti nunu niea infra&cripti notarii die xkviij noveni-

brìs ij.* ind. proxiine preterite ( * ), cutn eis figuris, . . . urafiim

et alti» in co factit, alti-

tudinis palmorum scptem di supta lu scanellu usque ad suminum floronis, et latitudini» pal-

muruin trium cuin diniidiu , numerando de partibus pusterioribus : et hoc prò precio un-

ciarum decem p. g., de quo precio prcscnciiliter et nunualiier liabuit et recepit uncias tre»

in docatis aurei»; et totuni re»tan» dare et solvere pronii»it dicto obligato stipulanti uiuin

medietatem facta medietate dicti operìs, et aliani inedietateni in fine consigiucionts diai

operis : promittens dictu» obligatus bene et diligenter Tacere et sculpire dictuin opus ac dare

et consignare eidem conduciori stipulanti per toium mensem junii proximc venieniis in apo-

teca ipsius obligaii : alias, etc: cum pactis, etc. Et primo, quod dictum opus habeai laborare

de propria manu ipse obligatus et Tacere litteras in scanello, dandas per diaum conduc-

torem. Item quod dictus obligatus habeat incaxare dicium opus, dando ipse conductor ar-

ca» . . . , risico, periculo et fortuna ipsius . . . usquequo erit oneratum in barca. Quc omnia, «e.

Sub ypotheca, etc. — Testes : Franciscus Calendula et Gregorius Girullu de Mirto.

C.XXI.

Eodcm X.XIJ." novembris iiij.' ind. IJ30 (s).

Hon. inagister Antonellus Gagini, scultor marmorarius, corani nobis sponie se obligavit

et obligat no. Silvestro de Bonanno, tamquam benefactori ecclesie Annunciate terre Grami,

presenti et stipulanti, sculpire de optima et perfecta scultura ac de optimo et bono relevo

unam imaginem marmoriam Beata; \'irginis Mari.x-, apparentem genibus fle.vis et ciuii ma-

nibus in cruce et xtatis annorum xv , altitudinis a genibus usque ad vérticem palmonun

trium cum dimidio, quam dare et consignare promisit dicto nobili stipulami e.\pcditam in

albo in apoteca ipsius magistri Antonelli hic Panhormi bine et per totum decembrem proxime

veniurum : alias, etc. : prò precio scu permuiacione pecudum quinquagìnia et uncix* unius

in pecunia : quas pecudes dictus no. Silvester dare et consignare promisit diao magistro

Antonello stipulanti, ductas hic Panhormum, bonas etc, hinc et per totum juliura anni pre-

( ) Q)ii è sbaglùu 1' indtxionc , che Jcbb' esser U prìnu e oon gii U scconili, dundosi il proMiente

coiiuaito di nuni. CiV, pubblicato dj sopra a pax- Mi * scg., io data de' li di novembre I ind. 1(17

(' ) Dal volume di num. 178; de' registri di nour Francesco Cavarretu (an. ino*'- tnJ- I^'> fog. 119),

neU'archino de' noui defunti nell'Archivio di Suio in Palermo.


l62 1 GAGISI H LA SCULTURA IN S1C1LL\

sentis, ... :

alias, Ltc. Dictani vero iinciam un.im li.wc et solvere promisit dicto magistro

Antonello stipukinti .kÌ simplicem requisicionem ipsius magistri Antonelli. Processlt tamcn

ex pacto , etc, quod tempore consignacionis dictarum pecuduni dictus magister Antonellus

teneatur dare dicto no. Silvestro expertos duos coadjutores , qiios duos coadjutores dictus

nobilis po.s.sit conducerc .sumptibus ipsius magistri Antonelli prò ducendo dictas pecudes de dieta

terra Girami hic Panhormum. Demum processit ex pacto etc. quod terminus faciendi dictam

imaginem non currat nisi prius solutis tarenis xv dicto magistro Antonello de summa diete

uncie unius. Sub vpothcca, etc. — Testes : magnificus Antonius de Markisio et magnificus

Stelanus Gavarrecta.

GXXII.

Die XXII ottobris iiij.'" ind. 1530 ( i

Hon. mag.'' Antonius de Gagino, marmorarius, civis felicis urbis Panormi, prescns coraiii