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Camminare Insieme Anno 2007 - Diocesi Altamura - Gravina ...

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BOLLETTINO PERIODICO DELLA DIOCESI<br />

DI ALTAMURA • GRAVINA<br />

ACQUAVIVA DELLE FONTI<br />

UFFICIALE PER GLI ATTI<br />

DEL VESCOVO E DELLA CURIA<br />

Nuova Serie • <strong>Anno</strong> XIII • <strong>2007</strong>


CAMMINARE INSIEME<br />

Rivista della diocesi<br />

di altamuRa-GRavina-acquaviva delle Fonti<br />

uFFiciale peR Gli atti del vescovo e della cuRia<br />

Nuova Serie - <strong>Anno</strong> XIII - <strong>2007</strong><br />

Registrazione Tribunale di Bari n. 1384 del 06.08.1998<br />

Direttore Responsabile: Nunzio Falcicchio<br />

Redazione: Vincenzo Panaro<br />

Anna Garziano - Marisa Piazza<br />

Amministrazione:<br />

Curia Diocesana di <strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong>-Acquaviva delle Fonti<br />

Arco Duomo, 1 - 70022 AltamuRa (BA)<br />

Tel. e Fax 080/3117024 - e-mail: curiadiocesana@libero.it<br />

www.diocesidialtamura.it<br />

Fotografie: Immagini Sivilla - Acquaviva delle Fonti<br />

Impianti e Stampa:<br />

Grafiche Grilli srl<br />

Via Manfredonia Km 2.200 - 71100 FoGGia<br />

Tel. 0881/568034-568040 - Fax 0881/755525


Benedetto XVI


Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. Portico interno in restauro.


Esortazione Apostolica Postsinodale<br />

“Sacramentum caritatis”<br />

sull’Eucaristia fonte e culmine<br />

della vita e della missione della Chiesa<br />

Si riportano di seguito gli interventi del Card. Angelo Scola, Patriarca<br />

di Venezia e Relatore Generale all’XI Assemblea Generale Ordinaria<br />

del Sinodo dei Vescovi (2-23 ottobre 2005), e di S.E. Mons. Nikola<br />

Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, tenuti durante la<br />

Conferenza Stampa di presentazione il 13 marzo <strong>2007</strong>.<br />

1. Nello spazio dell’amore<br />

inteRvento<br />

del caRd. anGelo scola<br />

I. IntroduzIone<br />

Non è un caso che, tra tutte le denominazioni attribuite lungo i secoli<br />

all’Eucaristia, il Santo Padre abbia scelto come titolo del presente documento<br />

una delle espressioni con cui san Tommaso d’Aquino ha definito<br />

il Mistero eucaristico: Sacramentum Caritatis. Per l’Aquinate, infatti, il<br />

memoriale del dono che Cristo fa di Sé nel Suo corpo e nel Suo sangue<br />

è sacramento supremo dell’amore divino. Brilla così nell’Esortazione<br />

Apostolica il profondo magistero della Deus caritas est. L’insistenza del<br />

Santo Padre, in questi due anni di pontificato, sulla verità dell’amore<br />

dice con chiarezza che siamo di fronte ad uno dei temi cruciali su cui si<br />

gioca il futuro della Chiesa e dell’umanità. Anche se il Papa non l’avesse<br />

esplicitamente affermato – «intendo porre la presente Esortazione<br />

in relazione con la mia prima Lettera enciclica Deus caritas est» (n. 5)<br />

– sarebbero bastati i frequenti riferimenti all’Enciclica per confermarlo<br />

(cfr. nn. 5, 9, 11, 82, 88, 89).<br />

L’amore eucaristico di Gesù continua a stupire. Ha stupito i dodici<br />

mentre Egli si chinava a lavare loro i piedi, amandoli “sino alla fine”; ha<br />

stupito i discepoli di Emmaus nello spezzare il pane. È l’amore incarnato<br />

di Dio, che per sua natura sorprende sempre. Quello “stupore euca-


istico” di cui il servo di Dio Giovanni Paolo II ha parlato con efficace<br />

intensità, viene proposto come la via maestra, accessibile agli uomini e<br />

alle donne del nostro tempo, per fare l’esperienza dell’amore.<br />

2. Frutto del lavoro sinodale<br />

Con l’Esortazione Apostolica Postsinodale di Sua Santità Benedetto<br />

XVI sull’Eucaristia come fonte e culmine della vita e della missione della<br />

Chiesa, Sacramentum Caritatis, il lungo ed articolato itinerario della<br />

XI Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi trova il suo frutto più<br />

maturo (cfr. nn. 3-4). Come è noto, le esortazioni apostoliche postsinodali<br />

configurano, all’interno del magistero pontificio, uno specifico “genere<br />

letterario”. Il Sommo Pontefice vi raccoglie, conferma e approfondisce<br />

autorevolmente quanto è stato comunicato, dibattuto ed approvato<br />

lungo tutto l’itinerario sinodale, dalla indizione dell’Assemblea fino al<br />

termine dei lavori. Nel testo di Sacramentum Caritatis si sentono così<br />

riecheggiare, in modo implicito o esplicito, i vari documenti che hanno<br />

accompagnato i lavori sinodali: dai Lineamenta all’Instrumentum Laboris,<br />

dalle due Relationes, ante et post Disceptationem, fino alle 50<br />

propositiones elaborate dai circuli minores ed approvate dalla plenaria.<br />

Così come è ben riconoscibile l’eco degli interventi liberi in aula – voluti<br />

per la prima volta da Benedetto XVI – che, oltre ad apporti dottrinali,<br />

hanno spesso offerto testimonianze commoventi di varie comunità e<br />

dei loro pastori. I cristiani, a volte anche a rischio della vita, diffondono<br />

l’amorosa carità di Cristo che celebrano nel mistero.<br />

3. Nuovi approfondimenti<br />

Se da una parte l’Esortazione Apostolica costituisce il frutto maturo<br />

di un cammino percorso, dall’altra si pone esplicitamente l’obiettivo<br />

di aprire la strada ad ulteriori approfondimenti. Essa mira, infatti, ad<br />

«esplicitare alcune fondamentali linee di impegno, volte a destare nella<br />

Chiesa nuovo impulso e fervore eucaristico» (n. 5). Un contributo prezioso<br />

in tal senso lo darà anche la pubblicazione del Compendio eucaristico<br />

proposto dai Padri sinodali (cfr. n. 92).


II. un atto dI receptio dell’Insegnamento concIlIare<br />

1. Un’unità articolata<br />

La lettura e lo studio dell’Esortazione è facilitata dalla sua struttura<br />

tanto articolata quanto saldamente unitaria. Essa poggia sull’inscindibile<br />

nesso di tre aspetti: Mistero eucaristico, azione liturgica e nuovo culto<br />

spirituale. Si tratta del cardine stesso di tutto l’insegnamento che il Santo<br />

Padre ha voluto proporre nell’Esortazione. Egli, infatti, afferma: «nel<br />

presente documento desidero soprattutto raccomandare, accogliendo il<br />

voto dei Padri sinodali, che il popolo cristiano approfondisca la relazione<br />

tra il Mistero eucaristico, l’azione liturgica e il nuovo culto spirituale<br />

derivante dall’Eucaristia, quale sacramento della carità» (n. 5).<br />

L’Esortazione risulta in tal modo strutturata in tre parti ognuna delle<br />

quali approfondisce una delle tre dimensioni dell’Eucaristia superando<br />

ogni giustapposizione di dottrina, prassi liturgica e vita cristiana. Le tre<br />

parti del testo – Eucaristia, mistero da credere, Eucaristia, mistero da<br />

celebrare ed Eucaristia, mistero da vivere – sono a tal punto legate che i<br />

loro contenuti si illuminano a vicenda. Del resto un significativo guadagno<br />

del lavoro sinodale è proprio il superamento di taluni dualismi – per<br />

esempio quelli tra fede eucaristica e rito, tra celebrazione ed adorazione<br />

tra dottrina e pastorale – a volte ancora presenti nella vita della comunità<br />

ecclesiale e nella riflessione teologica.<br />

E questo in forza dell’innovativa affermazione della centralità dell’azione<br />

liturgica nella vita della Chiesa. Essa è in effetti il cuore di tutto<br />

il testo. Proprio all’inizio della Seconda Parte del documento, Benedetto<br />

XVI, ricordando l’assioma classico lex orandi - lex credendi, afferma<br />

che «è necessario vivere l’Eucaristia come mistero della fede autenticamente<br />

celebrato, nella chiara consapevolezza che “l’intellectus fidei<br />

è sempre originariamente in rapporto all’azione liturgica della Chiesa”.<br />

In questo ambito, la riflessione teologica non può mai prescindere<br />

dall’ordine sacramentale istituito da Cristo. Dall’altra parte, l’azione<br />

liturgica non può mai essere considerata genericamente, a prescindere<br />

dal mistero della fede» (n. 34).<br />

L’insegnamento del Santo Padre illustra con chiarezza come l’azione<br />

liturgica (mistero da celebrare) sia quell’azione specifica che rende<br />

possibile la conformazione della vita cristiana (mistero da vivere, nuovo<br />

culto) da parte della fede (mistero da credere). Nel rito eucaristico (cfr.


nn. 3, 6, 38, 40), luogo per eccellenza della traditio, il cristiano accoglie<br />

(receptio) il dono di Cristo stesso per diventare, in forza della fede e della<br />

rigenerazione sacramentale, membro del Suo corpo che è la Chiesa.<br />

2. Ars celebrandi ed actuosa participatio<br />

Alla luce di questo guadagno fondamentale occorre leggere una seconda<br />

novità dottrinale di grande importanza proposta dall’Esortazione.<br />

Si tratta di un insegnamento teso a favorire l’approfondimento ulteriore<br />

della riforma liturgica ed il rinnovamento della prassi celebrativa nelle<br />

comunità cristiane.<br />

Mi riferisco all’importanza dell’ars celebrandi (arte di celebrare)<br />

per una sempre più actuosa participatio (partecipazione attiva, piena e<br />

fruttuosa). Particolarmente innovativa infatti appare, in riferimento alla<br />

celebrazione, l’insistenza del documento sulla dipendenza dell’actuosa<br />

participatio dall’ars celebrandi. Benedetto XVI, riprendendo la propositio<br />

2 approvata dall’Assemblea Sinodale, afferma che «l’ars celebrandi<br />

è la migliore condizione per l’actuosa participatio. L’ars celebrandi<br />

scaturisce dall’obbedienza fedele alle norme liturgiche nella loro completezza,<br />

poiché è proprio questo modo di celebrare ad assicurare da<br />

duemila anni la vita di fede di tutti i credenti, i quali sono chiamati a<br />

vivere la celebrazione in quanto Popolo di Dio, sacerdozio regale, nazione<br />

santa (cfr. 1Pt 2, 4-5.9)» (n. 38).<br />

3. Una riproposizione creativa di Sacrosanctum Concilium<br />

L’insegnamento di Benedetto XVI circa l’inseparabile unità tra fede<br />

professata, azione liturgica e nuovo culto, risulta così essere uno sviluppo<br />

del n. 7 della Costituzione Sacrosanctum Concilium: «ogni celebrazione<br />

liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, che<br />

è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della<br />

Chiesa ne uguaglia l’efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado». La<br />

dottrina di Benedetto XVI in proposito rappresenta un paradigma di recezione<br />

dei testi conciliari. Siamo qui in presenza di quell’ermeneutica<br />

della continuità che il Santo Padre ha esplicitamente richiamato come<br />

necessaria chiave di comprensione e recezione del Vaticano II (cfr. n. 3,<br />

nota 6).


III. struttura e contenutI dell’esortazIone<br />

È ora opportuno far un sintetico riferimento ai contenuti delle tre<br />

parti dell’Esortazione, soffermandoci su taluni aspetti dottrinali e sulle<br />

preziose indicazioni pastorali in esse offerte. A questo proposito giova<br />

notare, per inciso, che la Sacramentum Caritatis, offre almeno una cinquantina<br />

di proposte pratiche di carattere liturgico-pastorale. Proprio in<br />

forza dell’impianto profondamente unitario dell’Esortazione, presentando<br />

i singoli contenuti di ogni parte non si potrà prescindere dal mettere<br />

in evidenza i nessi con argomenti presenti nelle altre due sezioni del<br />

documento.<br />

1. Eucaristia, mistero da credere<br />

Il dono della Trinità<br />

Nella Prima Parte (nn. 6-33) si illustra il mistero dell’Eucaristia a<br />

partire dalla sua origine trinitaria che ne assicura il permanente carattere<br />

di dono (cfr. nn. 7-8): «Si tratta di un dono assolutamente gratuito, che<br />

risponde soltanto alle promesse di Dio, compiute oltre ogni misura. La<br />

Chiesa accoglie, celebra, adora questo dono in fedele obbedienza» (n.<br />

8). In questo insegnamento si trova la radice profonda di quanto l’Esortazione<br />

insegna circa l’adorazione e il suo intrinseco rapporto con la<br />

celebrazione eucaristica (cfr. nn. 66-69): «l’adorazione eucaristica non<br />

è che l’ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica, la quale è in se<br />

stessa il più grande atto d’adorazione della Chiesa» (n. 66). Di seguito<br />

vengono puntualmente illustrate l’importanza della pratica (cfr. n. 67) e<br />

le forme (cfr. n. 68) dell’adorazione eucaristica.<br />

Istituzione cristologica e opera dello Spirito<br />

Particolarmente pregnanti e nutrite da forte afflato ecumenico sono<br />

le affermazioni del Santo Padre circa l’istituzione dell’Eucaristia in rapporto<br />

con la Cena pasquale ebraica (cfr. n. 10), che raccolgono il suo<br />

intervento in aula del 6 ottobre 2005. Scrive Benedetto XVI: «Con il<br />

comando “Fate questo in memoria di me” (Lc 22, 19; 1Cor 11, 25), Egli<br />

ci chiede di corrispondere al suo dono e di rappresentarlo sacramen-


10<br />

talmente. Con queste parole, pertanto, il Signore esprime, per così dire,<br />

l’attesa che la sua Chiesa, nata dal suo sacrificio, accolga questo dono,<br />

sviluppando sotto la guida dello Spirito Santo la forma liturgica del Sacramento.<br />

Il memoriale del suo dono perfetto, infatti, non consiste nella<br />

ripetizione dell’Ultima Cena, ma propriamente nell’Eucaristia, ossia<br />

nella novità radicale del culto cristiano» (n. 11). È un passaggio decisivo<br />

per illuminare il novum radicale operato da Gesù all’interno della<br />

antica cena rituale. Noi, infatti, nel rito non ripetiamo l’atto cronologicamente<br />

situato dell’Ultima Cena di Gesù, ma celebriamo l’Eucaristia<br />

quale novum radicale del culto cristiano. Egli ci chiama ad entrare nella<br />

Sua stessa ora, il mistero di morte e di risurrezione, principio innovativo<br />

di trasformazione – «una sorta di “fissione nucleare”» (n. 11) – di tutta<br />

la storia e del cosmo intero. In questa prospettiva, peraltro, si comprende<br />

l’insistenza del documento sull’importanza della domenica come il<br />

giorno in cui risplende la pienezza del mistero pasquale (cfr. nn. 72-75).<br />

Il Santo Padre indica con forza il criterio dell’autentica creatività liturgica<br />

quando, al n. 12, afferma: «questo grande mistero viene celebrato<br />

nelle forme liturgiche che la Chiesa, guidata dallo Spirito, sviluppa<br />

nel tempo e nello spazio» cioè in tutte le culture. L’opera feconda dello<br />

Spirito Santo nella stessa celebrazione eucaristica (epiclesi) si manifesta<br />

«in particolare riferimento alla transustanziazione» (n. 13).<br />

Eucaristia e Chiesa<br />

La radice trinitaria, cristologica e pneumatologica della celebrazione<br />

del Mistero eucaristico costituisce la base per un approfondimento della<br />

realtà teologica della Chiesa in chiave eucaristica. Diversi sono gli argomenti<br />

che il Papa propone in merito. Innanzitutto il fatto che l’Eucaristia<br />

è il principio causale della Chiesa: «in ogni celebrazione confessiamo il<br />

primato del dono di Cristo. L’influsso causale dell’Eucaristia all’origine<br />

della Chiesa rivela in definitiva la precedenza non solo cronologica<br />

ma anche ontologica del suo averci amati “per primo”. Egli è per l’eternità<br />

colui che ci ama per primo» (n. 14). Benedetto XVI, mentre afferma<br />

la circolarità tra l’Eucaristia che edifica la Chiesa e la Chiesa stessa che<br />

celebra l’Eucaristia, compie una significativa opzione magisteriale per<br />

il primato della causalità eucaristica su quella ecclesiale (cfr. n. 14). Anche<br />

questo approfondimento evidenzia un elemento di novità dottrinale<br />

di Sacramentum Caritatis.


L’origine eucaristica della Chiesa spiega poi il suo essere communio<br />

(cfr. n. 15) ed assicura la natura sacramentale della stessa Chiesa (cfr. n.<br />

16).<br />

L’Eucaristia e settenario sacramentale<br />

Dal n. 16 al n. 29 l’Esortazione approfondisce la centralità dell’Eucaristia<br />

nel settenario sacramentale. Sono pagine particolarmente dense di<br />

indicazioni pastorali. Accenniamo alle più significative.<br />

In primo luogo il riconoscimento del fatto che «la santissima Eucaristia<br />

porta a pienezza l’iniziazione cristiana e si pone come centro e<br />

fine di tutta la vita sacramentale» (n. 17). Questo implica la necessità<br />

di verificare la prassi dell’ordine con cui vengono conferiti i sacramenti<br />

dell’iniziazione cristiana (cfr. n. 18). Rispetto al sacramento della riconciliazione<br />

il Santo Padre insiste sull’esigenza di «un deciso recupero<br />

della pedagogia della conversione che nasce dall’Eucaristia» (n. 21)<br />

attraverso la confessione frequente, le attenzioni pastorali a livello parrocchiale<br />

(ivi compreso l’uso e la collocazione dei confessionali) e diocesano<br />

(assicurare la presenza del penitenziere) ed un’adeguata pastorale<br />

delle indulgenze. L’Unzione degli infermi e il santo Viatico offriranno<br />

ai fedeli la possibilità di associare «il sofferente all’offerta che Cristo ha<br />

fatto di sé per la salvezza di tutti» (n. 22).<br />

Eucaristia e Ordine<br />

Particolare attenzione merita il nesso tra l’Eucaristia e i sacramenti<br />

dell’Ordine e del Matrimonio, sia a motivo del ricco scambio avutosi<br />

in aula sinodale su questi temi sia per l’autorevole ripresa da parte del<br />

Santo Padre. Questi due sacramenti – i sacramenti al servizio della comunione,<br />

come li chiama il Catechismo della Chiesa Cattolica – trovano<br />

nell’Eucaristia la loro profonda ragion d’essere ed il loro alimento più<br />

potente.<br />

Il testo dell’Esortazione si sofferma in molti passaggi sul legame tra<br />

Eucaristia, sacramento dell’Ordine e spiritualità sacerdotale (cfr. nn. 23-<br />

26, 39, 53, 75 e 80). A tale proposito viene ribadita l’insostituibilità del<br />

sacerdozio ministeriale per la valida celebrazione della santa Messa, la<br />

quale non deve mai essere confusa con altre celebrazioni in attesa di<br />

sacerdote presiedute da ministri autorizzati (cfr. n. 75). Benedetto XVI,<br />

11


12<br />

inoltre, accogliendo quanto proposto dall’Assemblea Sinodale, riafferma<br />

ed approfondisce la relazione tra ordinazione sacerdotale e celibato:<br />

«Pur nel rispetto della differente prassi e tradizione orientale, è necessario<br />

ribadire il senso profondo del celibato sacerdotale, ritenuto giustamente<br />

una ricchezza inestimabile (…) In tale scelta del sacerdote,<br />

infatti, trovano peculiare espressione la dedizione che lo conforma a<br />

Cristo e l’offerta esclusiva di se stesso per il Regno di Dio. Il fatto che<br />

Cristo stesso, sacerdote in eterno, abbia vissuto la sua missione fino al<br />

sacrificio della croce nello stato di verginità costituisce il punto di riferimento<br />

sicuro per cogliere il senso della tradizione della Chiesa latina<br />

a questo proposito» (n. 24). In tal modo papa Benedetto XVI, riprendendo<br />

il Magistero dei suoi predecessori ed in particolare le ragioni cristologiche,<br />

ecclesiologiche ed escatologiche dell’enciclica di Paolo VI Sacerdotalis<br />

Caelibatus (1967), respinge ogni giustificazione del celibato<br />

su basi puramente funzionali. Si tratta invece di una scelta «sponsale;<br />

è immedesimazione con il cuore di Cristo Sposo che dà la vita per la<br />

sua Sposa» (n. 14). Viene in tal modo riconfermata la prassi latina della<br />

obbligatorietà del celibato sacerdotale quale ricchezza inestimabile per<br />

l’intera communio ecclesiale.<br />

Il forte ridimensionamento numerico del clero, in atto in alcuni continenti,<br />

deve essere fronteggiato anzitutto con la testimonianza della<br />

bellezza della vita sacerdotale, mostrando ai giovani la profonda convenienza<br />

della sequela radicale di Cristo e, in secondo luogo, con una<br />

formazione vocazionale accurata, mediante una precisa proposta di vita<br />

spirituale e un rigoroso discernimento che verifichi l’autenticità della<br />

motivazione vocazionale (cfr. n. 25). Il Santo Padre riserva un sentito<br />

grazie in generale ai presbiteri e ai presbiteri fidei donum in particolare<br />

(cfr. n. 26).<br />

Eucaristia e Matrimonio<br />

In modo specifico l’Esortazione Apostolica fa proprie ed approfondisce<br />

le riflessioni sinodali riguardanti il rapporto tra la divina Eucaristia<br />

e lo stato matrimoniale. Benedetto XVI ricorda che l’Eucaristia, sacramento<br />

sponsale per eccellenza, «corrobora in modo inesauribile l’unità<br />

e l’amore indissolubili di ogni Matrimonio cristiano. In esso, in forza del<br />

sacramento, il vincolo coniugale è intrinsecamente connesso all’unità<br />

eucaristica tra Cristo sposo e la Chiesa sposa» (n. 27). Si comprende


il forte incoraggiamento e la vicinanza della Chiesa a tutte le famiglie<br />

fondate sul sacramento del matrimonio, protagoniste dell’educazione<br />

cristiana dei figli (cfr. n. 19), nonché la cura che le comunità cristiane<br />

debbono profondere per l’accurata formazione dei nubendi (cfr. n. 29).<br />

A partire dal carattere nuziale dell’Eucaristia Benedetto XVI rilegge<br />

il tema della unicità del matrimonio cristiano, facendo riferimento alla<br />

questione della poligamia (cfr. n. 28), ed a quella della indissolubilità del<br />

vincolo coniugale (cfr. n. 29). Il testo contiene importanti suggerimenti<br />

pastorali rispetto a quei battezzati che versano nella dolorosa situazione<br />

di aver celebrato il sacramento del matrimonio e di aver poi divorziato<br />

e contratto nuove nozze. L’Esortazione dopo aver ribadito che essi,<br />

«nonostante la loro situazione, continuano ad appartenere alla Chiesa,<br />

che li segue con speciale attenzione» (n. 29), elenca ben nove modalità<br />

di partecipazione alla vita di comunità di questi fedeli che, pur senza<br />

ricevere la Comunione, possono così adottare uno stile cristiano di vita.<br />

Il Santo Padre ribadisce inoltre la necessità, quando sorgono dubbi<br />

legittimi, di verificare in tempi ragionevoli l’eventuale nullità matrimoniale,<br />

mediante accurate indagini dei tribunali ecclesiastici da svolgersi<br />

con spirito autenticamente pastorale e quindi pervaso di amore per la<br />

verità. Infine Benedetto XVI dà forma compiuta anche al suggerimento<br />

dei Padri sinodali circa la situazione di coloro che, avendo celebrato<br />

validamente il matrimonio, per condizioni obiettive si trovano a non poter<br />

sciogliere i nuovi legami contratti, proponendo loro, con adeguato<br />

supporto pastorale, di impegnarsi «a vivere la loro relazione secondo le<br />

esigenze della legge di Dio, come amici, come fratello e sorella» (n. 29),<br />

cioè trasformando il loro legame in amicizia fraterna. Al di là di facili<br />

preconcetti, tale suggerimento configura una proposta coraggiosa e realistica.<br />

L’esperienza pastorale indica questa strada come appropriata per<br />

riprendere il proprio cammino di fede e l’accesso ai sacramenti «con le<br />

attenzioni previste dalla provata prassi ecclesiale» (n. 29). Questi fedeli<br />

potranno riordinare gradatamente nel tempo gli affetti secondo la prospettiva<br />

autentica dell’amore, significato dal sacramento dell’altare.<br />

L’Eucaristia caparra della vita eterna<br />

La rilevanza antropologica del dono eucaristico è messa in evidenza<br />

dall’Esortazione in modo affascinante, quando essa si sofferma sulla<br />

dimensione escatologica dell’Eucaristia (cfr. nn. 30-32). Il Santissimo<br />

13


14<br />

Sacramento, infatti, è caparra della vita eterna poiché «la nostra libertà<br />

finita si smarrirebbe, se non fosse possibile già fin d’ora sperimentare<br />

qualcosa del compimento futuro» (n. 31).<br />

2. Eucaristia, mistero da celebrare<br />

La Seconda Parte dell’Esortazione (cfr. nn. 34-69) illustra lo svolgimento<br />

dell’azione liturgica nella celebrazione indicando gli elementi<br />

che meritano maggiore approfondimento ed offrendo alcuni suggerimenti<br />

pastorali di grande rilievo.<br />

La bontà del rinnovamento liturgico<br />

L’insegnamento racchiuso in questa Seconda Parte mette in evidenza<br />

la bontà della riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II. Talune<br />

difficoltà ed abusi «non possono oscurare la bontà e la validità del<br />

rinnovamento liturgico, che contiene ancora ricchezze non pienamente<br />

esplorate» (n. 3).<br />

Alle fonti del rito eucaristico<br />

Fedele al principio su cui si fonda tutto l’insegnamento proposto,<br />

l’Esortazione esordisce in questa seconda parte riconoscendo che «la<br />

sorgente della nostra fede e della liturgia eucaristica, infatti, è il medesimo<br />

evento: il dono che Cristo ha fatto di se stesso nel Mistero pasquale»<br />

(n. 34). Ecco perché è necessario riconoscere con forza che «la liturgia<br />

eucaristica è essenzialmente actio Dei che ci coinvolge in Gesù per<br />

mezzo dello Spirito» e che, proprio in questo modo, «la Chiesa celebra<br />

il Sacrificio eucaristico in obbedienza al comando di Cristo, a partire<br />

dall’esperienza del Risorto e dall’effusione dello Spirito Santo» (n. 37).<br />

L’evento pasquale nell’azione eucaristica coincide così con il rito stesso<br />

inteso come radice del culto spirituale che imprime all’esistenza del cristiano<br />

una forma eucaristica.<br />

Ne conseguono due considerazioni di carattere ad un tempo dottrinale<br />

e liturgico che costituiscono un originale apporto dell’Esortazione.


La bellezza liturgica<br />

In primo luogo la sottolineatura della «bellezza intrinseca della liturgia»<br />

(n. 36) che «non è mero estetismo, ma modalità con cui la verità dell’amore<br />

di Dio in Cristo ci raggiunge, ci affascina e ci rapisce, facendoci<br />

uscire da noi stessi e attraendoci così verso la nostra vera vocazione:<br />

l’amore» (n. 35). Su questo principio trovano fondamento le indicazioni<br />

del Papa in merito alla ricchezza dei segni liturgici (silenzio, paramenti,<br />

gesti: stare in piedi, in ginocchio… cfr. n. 40), all’arte posta al servizio<br />

della celebrazione (cfr. n. 41) – in merito si può anche ricordare quanto<br />

detto a proposito della collocazione del tabernacolo nelle Chiese (cfr. n.<br />

69) –, e al canto liturgico. Tutti questi elementi sono fondamentali per lo<br />

sviluppo di quella catechesi mistagogica che l’Esortazione, sulla scia di<br />

quanto affermato dai Padri sinodali, ha proposto come strada «che porti<br />

i fedeli a addentrarsi sempre meglio nei misteri che vengono celebrati»<br />

(n. 64).<br />

Il nesso ars celebrandi - actuosa participatio: indicazioni pratiche<br />

La seconda considerazione che costituisce un notevole apporto per<br />

l’approfondimento dottrinale-liturgico dell’Eucaristia, riguarda la cosiddetta<br />

ars celebrandi e il suo nesso intrinseco con l’actuosa participatio.<br />

Ci siamo già soffermati su questo argomento trattato in particolare<br />

dal n. 38 di Sacramentum Caritatis. Ora ci preme sottolineare alcune<br />

indicazioni dell’Esortazione tese a favorire questa participatio.<br />

Il Santo Padre afferma che «l’attiva partecipazione auspicata dal<br />

Concilio deve essere compresa in termini più sostanziali, a partire da<br />

una più grande consapevolezza del mistero che viene celebrato e del suo<br />

rapporto con l’esistenza quotidiana» (n. 52). Come si vede il riferimento<br />

è di nuovo all’unità articolata tra Mistero eucaristico, azione liturgica<br />

e nuovo culto spirituale. L’unità dei tre fattori appare evidente quando il<br />

Santo Padre descrive le condizioni personali per un’actuosa participatio<br />

(cfr. 55).<br />

L’attiva partecipazione sarà inoltre favorita da un’ordinata inculturazione,<br />

che deve essere attuata «secondo le reali necessità della Chiesa,<br />

la quale vive e celebra il medesimo mistero di Cristo in situazioni culturali<br />

differenti» (n. 54). Le Conferenze Episcopali, d’accordo con la<br />

Santa Sede, si prenderanno cura di tale decisivo compito.<br />

1


1<br />

Sempre per favorire una partecipazione attiva più adeguata l’Esortazione<br />

si sofferma su taluni aspetti pastorali particolari – l’uso dei mezzi<br />

di comunicazione (cfr. n. 57); l’attenzione agli infermi e ai disabili (cfr.<br />

n. 58), ai carcerati (cfr. n. 59) e ai migranti (cfr. n. 60); le grandi concelebrazioni<br />

(cfr. n. 61) e le liturgie eucaristiche in piccoli gruppi (cfr. n. 63)<br />

– e propone un più normale ricorso alla lingua latina, soprattutto nelle<br />

grandi celebrazioni internazionali, senza trascurare il peso del canto gregoriano<br />

(cfr. n. 62). Non mancano inoltre precise indicazioni in merito<br />

alla partecipazione alle celebrazioni eucaristiche da parte dei cristiani<br />

non cattolici (cfr. n. 56) e anche di persone appartenenti ad altre religioni<br />

o non credenti (cfr. n. 50).<br />

Su quanto questa actuosa partecipatio si esprima soprattutto nell’adorazione<br />

(cfr. nn. 66-69), e su come «l’ars celebrandi deve favorire<br />

il senso del sacro e l’utilizzo di quelle forme esteriori che educano a tale<br />

senso» (n. 40) abbiamo avuto già modo di soffermarci.<br />

La struttura della Celebrazione eucaristica<br />

La Seconda Parte dell’Esortazione vuole anche offrire un contributo<br />

in merito alla struttura della celebrazione eucaristica (cfr. nn. 43-51).<br />

Emerge un’altra volta l’importante coincidenza tra azione liturgica e<br />

rito. Solo un’adeguata prassi rituale esprime quell’ars celebrandi che<br />

rende possibile l’actuosa participatio. Innanzitutto il Papa richiama<br />

«l’unità intrinseca del rito della santa Messa» (n. 44), che si deve esprimere<br />

anche nel modo con cui viene curata la liturgia della Parola. Infatti<br />

«la Parola che annunciamo ed ascoltiamo è il Verbo fatto carne (cfr Gv<br />

1,14) ed ha un intrinseco riferimento alla persona di Cristo e alla modalità<br />

sacramentale della sua permanenza» (n. 45). Anche l’omelia deve<br />

contribuire a mostrare la stretta relazione della Parola di Dio «con la<br />

celebrazione sacramentale e con la vita della comunità» (n. 46). Inoltre<br />

Benedetto XVI richiama la notevole valenza educativa per la vita della<br />

Chiesa, soprattutto nell’attuale frangente storico, della presentazione<br />

dei doni (cfr. n. 47), dello scambio della pace (cfr. n. 49) e dell’Ite missa<br />

est (cfr. n. 51). Il Santo Padre affida lo studio di possibili modifiche su<br />

questi due ultimi punti ai competenti Dicasteri. Infine Benedetto XVI<br />

insegna che «la spiritualità eucaristica e la riflessione teologica vengono<br />

illuminate se si contempla la profonda unità nell’anafora tra l’invocazione<br />

dello Spirito Santo e il racconto dell’istituzione» (n. 48).


3. Eucaristia, mistero da vivere<br />

Nella Terza ed ultima parte l’Esortazione Apostolica (cfr. nn. 70-93)<br />

mostra la capacità del mistero creduto e celebrato di costituire l’orizzonte<br />

ultimo e definitivo dell’esistenza cristiana: «il mistero “creduto”<br />

e “celebrato” [possiede] in sé un dinamismo che ne fa principio di vita<br />

nuova in noi e forma dell’esistenza cristiana» (n. 70).<br />

La rilevanza antropologica dell’Eucaristia<br />

La riflessione della Terza Parte è in realtà già anticipata fin dall’inizio<br />

dell’Esortazione quando viene ribadita con forza la rilevanza antropologica<br />

dell’Eucaristia.<br />

Con i tratti sobri ma incisivi che caratterizzano il suo insegnamento,<br />

Benedetto XVI riafferma, fin dalla prime righe dell’Esortazione, che il<br />

dono dell’Eucaristia è per l’uomo, risponde alle attese dell’uomo. Ovviamente<br />

di ogni uomo di ogni tempo, ma specificamente dell’uomo nostro<br />

contemporaneo: «Nel sacramento dell’altare, il Signore viene incontro<br />

all’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio (Gn 1, 27), facendosi<br />

suo compagno di viaggio. In questo Sacramento, infatti, il Signore si fa<br />

cibo per l’uomo affamato di verità e di libertà» (n. 2). La scelta delle<br />

parole usate – cuore mendicante, verità e libertà (cfr. n. 2) – non è certo<br />

casuale. Del tutto estranei a qualunque fuga spiritualistica dal mondo e<br />

dalle circostanze in cui sono chiamati a vivere, i cristiani incontrano nella<br />

celebrazione eucaristica il Dio vivo e vero capace di salvare la loro vita.<br />

E questa salvezza ha come interlocutrice l’umana libertà. Il dono dell’Eucaristia,<br />

infatti, interpella originariamente la libertà dell’uomo e ne<br />

costituisce l’anticipo della definitiva liberazione. Richiamando un tratto<br />

assai suggestivo dell’antropologia di sant’Agostino, il Santo Padre ricorda<br />

che l’uomo è coinvolto in totale libertà nelle proprie azioni solo là<br />

dove il proprio desiderio costitutivo è messo in gioco: l’anima che cosa<br />

desidera più ardentemente della verità? Pertanto, «proprio perché Cristo<br />

si è fatto per noi cibo di Verità, la Chiesa si rivolge all’uomo, invitandolo<br />

ad accogliere liberamente il dono di Dio» (n. 2). Inoltre, affidando ai<br />

Suoi discepoli il memoriale del dono del Suo corpo e del Suo sangue, Gesù<br />

coinvolge la loro libertà nel Suo stesso rendimento di grazie al Padre,<br />

inaugurando così il nuovo culto a Dio, mediante il quale l’intera esistenza<br />

è posta sotto il segno della salvezza operata dal sacrificio di Cristo.<br />

1


1<br />

Logiké latreía e forma eucaristica dell’esistenza cristiana<br />

La rilevanza antropologica dell’Eucaristia emerge con tutta la sua<br />

forza nel culto nuovo caratteristico del cristiano. Di grande profondità<br />

e bellezza sono i numeri dedicati dall’Esortazione alla logiké latreia, il<br />

culto spirituale (cfr. nn. 70-71), e alla forma eucaristica dell’esistenza<br />

cristiana (cfr. n. 76), un’espressione che ricompare molto spesso in questa<br />

Terza Parte (cfr. nn. 70, 71, 76, 77, 80, 82, 84). Il culto cristiano vi<br />

risplende in tutta la sua forza e novità. Sulla base dell’azione eucaristica<br />

ogni circostanza dell’esistenza diventa per così dire “sacramentale”.<br />

Non c’è più separazione assoluta tra sacro e profano.<br />

Il Mistero eucaristico rappresenta il fattore dinamico che trasfigura<br />

l’esistenza. Rigenerato dal battesimo e incorporato eucaristicamente alla<br />

Chiesa l’uomo può finalmente compiersi pienamente, imparando ad<br />

offrire il “proprio corpo” – cioè tutto se stesso – come sacrificio vivente<br />

santo e gradito a Dio (Rm 12, 1-2). «Non c’è nulla di autenticamente<br />

umano – pensieri ed affetti, parole ed opere – che non trovi nel sacramento<br />

dell’Eucaristia la forma adeguata per essere vissuto in pienezza.<br />

Qui emerge tutto il valore antropologico della novità radicale portata<br />

da Cristo con l’Eucaristia: il culto a Dio nell’esistenza umana non è relegabile<br />

ad un momento particolare e privato, ma per natura sua tende a<br />

pervadere ogni aspetto della realtà dell’individuo. Il culto gradito a Dio<br />

diviene così un nuovo modo di vivere tutte le circostanze dell’esistenza<br />

in cui ogni particolare viene esaltato, in quanto vissuto dentro il rapporto<br />

con Cristo e come offerta a Dio. La gloria di Dio è l’uomo vivente (cfr<br />

1Cor 10, 31). E la vita dell’uomo è la visione di Dio» (n. 71).<br />

Appartenenza ecclesiale, evangelizzazione delle culture e vita come vocazione<br />

«La forma eucaristica dell’esistenza cristiana è indubbiamente una<br />

forma ecclesiale e comunitaria» (n. 76).<br />

Essa implica, inoltre, la possibilità di una cultura nuova, cioè di quel<br />

«rinnovamento di mentalità» (n. 77), capace di «confrontarsi con ogni<br />

realtà culturale, per fermentarla evangelicamente» (n. 78).<br />

Questo rapporto con le culture degli uomini nasce dal fatto che «l’Eucaristia,<br />

come mistero da vivere, si offre a ciascuno di noi nella condizione<br />

in cui egli si trova, facendo diventare la sua situazione esistenziale


luogo in cui vivere quotidianamente la novità cristiana» (n. 79). Questa<br />

è anche la ragione per cui il Santo Padre parla di «vita come vocazione»<br />

(n. 79). Tutti i fedeli cristiani sono chiamati a vivere la propria vita come<br />

vocazione sul solido fondamento dell’Eucaristia: i fedeli laici (cfr. n.<br />

79), i sacerdoti (cfr. n. 80) e coloro che sono stati chiamati alla vita consacrata<br />

(cfr. n. 81). L’esistenza di ogni cristiano è vista da Sacramentum<br />

Caritatis come la risposta umile e lieta all’esaltante chiamata del Padre.<br />

Trasformazione morale e coerenza eucaristica<br />

Ogni fedele è pertanto chiamato ad una profonda trasformazione della<br />

propria esistenza. Afferma il Santo Padre: «La trasformazione morale<br />

implicata nel nuovo culto istituito da Cristo, è una tensione e un desiderio<br />

cordiale di voler corrispondere all’amore del Signore con tutto il<br />

proprio essere, pur nella consapevolezza della propria fragilità» (n. 82).<br />

Rilievo particolare acquista in quest’ottica la responsabilità dei cristiani<br />

che ricoprono cariche pubbliche e politiche: «per la posizione sociale<br />

o politica che occupano, devono prendere decisioni a proposito di<br />

valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita umana, dal<br />

concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio<br />

tra uomo e donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione<br />

del bene comune in tutte le sue forme. Tali valori non sono negoziabili.<br />

Pertanto, i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave<br />

responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati<br />

dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi<br />

ispirate ai valori fondati nella natura umana. Ciò ha peraltro un nesso<br />

obiettivo con l’Eucaristia (cfr 1 Cor 11,27-29). I Vescovi sono tenuti a<br />

richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità<br />

nei confronti del gregge loro affidato» (n. 83).<br />

Testimonianza come forma della missione<br />

Nell’offerta della propria vita si può identificare la sorgente permanente<br />

della testimonianza. Vivere il Mistero eucaristico significa anche<br />

essere introdotti ad una conoscenza nuova della realtà e ad una nuova<br />

coscienza della propria responsabilità. Ecco perché Benedetto XVI approfondisce<br />

la relazione tra Eucaristia e missione (cfr. n. 84) in termini<br />

di testimonianza: «La prima e fondamentale missione che ci viene dai<br />

1


20<br />

santi Misteri che celebriamo è di rendere testimonianza con la nostra<br />

vita. Lo stupore per il dono che Dio ci ha fatto in Cristo imprime alla<br />

nostra esistenza un dinamismo nuovo impegnandoci ad essere testimoni<br />

del suo amore» (n. 85). La testimonianza-missione – che non ha altro<br />

intento se non «portare Cristo» (n. 86) – diviene in tal modo la modalità<br />

con cui il mistero dell’Eucaristia documenta la fecondità dell’esistenza<br />

credente.<br />

Benedetto XVI ci ricorda che «diveniamo testimoni quando, attraverso<br />

le nostre azioni, parole e modo di essere, un Altro appare e si comunica.<br />

Si può dire che la testimonianza è il mezzo con cui la verità dell’amore<br />

di Dio raggiunge l’uomo nella storia, invitandolo ad accogliere<br />

liberamente questa novità radicale. Nella testimonianza Dio si espone,<br />

per così dire, al rischio della libertà dell’uomo» (n. 85).<br />

Emblema ed archetipo di questa dinamica è la testimonianza del martire,<br />

culmine del nuovo culto spirituale gradito a Dio. Nel martire che<br />

dona la vita per testimoniare la verità dell’amore come significato esauriente<br />

della propria vita, l’Eucaristia si mostra in tutto il fulgore della sua<br />

verità. Non manca a questo proposito un riferimento alla libertà di culto<br />

e alla libertà religiosa (cfr. n. 87).<br />

Implicazioni sociali e cosmologiche della forma eucaristica dell’esistenza<br />

cristiana<br />

La forma eucaristica dell’esistenza cristiana riguarda ogni fedele<br />

battezzato, indipendentemente dallo stato di vita a cui egli è chiamato.<br />

Ecco perché l’Esortazione raccomanda vivamente a tutti, ma in particolare<br />

ai fedeli laici, di «coltivare il desiderio che l’Eucaristia incida<br />

sempre più profondamente nella loro esistenza quotidiana, portandoli<br />

ad essere testimoni riconoscibili nel proprio ambiente di lavoro e nella<br />

società tutta» (n. 79).<br />

Parte integrante della forma eucaristica dell’esistenza cristiana è la<br />

capacità del sacramento memoriale della nostra salvezza di farci guardare<br />

alla storia e al mondo intero con occhi nuovi. In effetti, come ricorda<br />

Benedetto XVI, «nell’Eucaristia si rivela il disegno di amore che guida<br />

tutta la storia della salvezza (cfr. Ef 1, 10; 3, 8-11)» (n. 8). Le numerose<br />

e precise implicazioni sociali del Mistero eucaristico creduto, celebrato<br />

e vissuto, che il Papa elenca possono essere comprese proprio alla luce<br />

della missione testimoniale della fede (cfr. nn. 88-91).


L’Esortazione non esita ad affermare che «l’Eucaristia spinge ogni<br />

credente… a farsi “pane spezzato” per gli altri, e dunque ad impegnarsi<br />

per un mondo più giusto e fraterno» (n. 88). Addirittura «è attraverso lo<br />

svolgimento concreto di questa responsabilità che l’Eucaristia diventa<br />

nella vita ciò che essa significa nella celebrazione» (n. 89). Ancora più<br />

forti si fanno le espressioni di Benedetto XVI in relazione alle situazioni<br />

di ingiustizia sociale, di violenze e guerre, di terrorismo, di corruzione<br />

e sfruttamento (cfr. n. 89) ed alla indigenza dell’uomo (cfr. n. 90). La<br />

Chiesa che vive dell’Eucaristia, soprattutto attraverso la responsabilità<br />

dei suoi fedeli laici, non può che essere presente nella storia e nella società<br />

in favore di ogni uomo, in particolare di chi a causa dell’ingiustizia e<br />

dell’egoismo di tanti, soffre l’indigenza, la fame e situazioni endemiche<br />

di malattia perché non ha accesso alle più elementari risorse alimentari<br />

e sanitarie. Gesù, cibo di verità – afferma l’Esortazione Apostolica – «ci<br />

spinge a denunciare le situazioni indegne dell’uomo, in cui si muore per<br />

mancanza di cibo a causa dell’ingiustizia e dello sfruttamento, e ci dona<br />

nuova forza e coraggio per lavorare senza sosta all’edificazione della<br />

civiltà dell’amore» (n. 90). La Dottrina Sociale della Chiesa è uno strumento<br />

prezioso per l’educazione alla giustizia e alla carità (cfr. n. 91).<br />

Agli occhi della fede eucaristica il nesso tra Eucaristia e cosmo non<br />

è certo facoltativo. Del resto la stessa Celebrazione eucaristica implica<br />

l’offerta del pane e del vino, frutto della terra, della vite e del lavoro<br />

dell’uomo: «Nel rapporto tra l’Eucaristia e il cosmo, infatti, scopriamo<br />

l’unità del disegno di Dio e siamo portati a cogliere la profonda relazione<br />

tra la creazione e la “nuova creazione”, inaugurata nella risurrezione<br />

di Cristo, nuovo Adamo» (n. 92). Il tema della salvaguardia del<br />

creato è sviluppato ed approfondito in relazione al disegno buono di Dio<br />

su tutta la creazione. La realtà non è mera materia neutrale alla mercè<br />

della manipolazione tecnico-scientifica, ma è voluta da Dio in vista della<br />

ricapitolazione in Cristo di tutte le cose. Da qui la responsabilità per la<br />

salvaguardia del creato propria del cristiano nutrito dell’Eucaristia.<br />

IV. Il metodo eucarIstIco<br />

Per concludere questo invito alla lettura dell’Esortazione Apostolica<br />

Sacramentum Caritatis, vorrei riprendere una preziosa indicazione di<br />

metodo contenuta nell’insegnamento di Benedetto XVI.<br />

Mi riferisco alla convinzione che nell’autenticità della fede e del cul-<br />

21


22<br />

to eucaristico si trova il segreto di una ripresa della vita cristiana capace<br />

di rigenerare il Popolo di Dio. Nel mistero della divina Eucaristia si<br />

spalanca l’accesso alla realtà di Dio che è amore. Si dischiude la vera<br />

intelligenza della realtà.<br />

In questa prospettiva «l’Eucaristia stessa getta una luce potente sulla<br />

storia umana e su tutto il cosmo» (n. 92). Ci troviamo di fronte ad<br />

una profonda prospettiva sacramentale – che riprende esplicitamente<br />

l’insegnamento del Servo di Dio Giovanni Paolo II nell’enciclica Fides<br />

et ratio 13 (cfr. n. 45) – in cui «impariamo, giorno per giorno, che ogni<br />

evento possiede il carattere di segno, attraverso il quale Dio comunica<br />

se stesso e ci interpella. In tal maniera, la forma eucaristica dell’esistenza<br />

può davvero favorire un autentico cambiamento di mentalità nel<br />

modo con cui leggiamo la storia ed il mondo» (n. 92).<br />

Dove è possibile contemplare la verità di queste affermazioni? Benedetto<br />

XVI lo dice con chiarezza nella Prima Parte e nella Conclusione<br />

dell’Esortazione Apostolica: «In Maria Santissima vediamo perfettamente<br />

attuata anche la modalità sacramentale con cui Dio raggiunge e<br />

coinvolge nella sua iniziativa salvifica la creatura umana» (n. 33). «Da<br />

Lei dobbiamo imparare a diventare noi stessi persone eucaristiche ed<br />

ecclesiali» (n. 96).<br />

Il Mistero eucaristico fa così scoprire che ogni circostanza della vita<br />

è inscritta nell’orizzonte sacramentale. Cristo non cessa mai di bussare<br />

alla porta della nostra libertà perché abbiamo ad accoglierlo e a lasciarci<br />

trasformare dal Suo amore redentore.<br />

«Vero amore è Gesù, e salute ne dà a chi segue virtù». Gesù, infatti,<br />

ama veramente perché ama per primo senza nulla attendere in cambio,<br />

ed ama in ogni istante come se fosse l’ultimo.<br />

inteRvento<br />

di S.E. MonS. nikola EtErović<br />

Esperienza di comunione ecclesiale<br />

Il Signore Gesù diede ai suoi discepoli una regola d’oro nel valutare<br />

il risultato delle attività degli uomini: “non c’è albero buono che faccia<br />

frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti<br />

si riconosce dal suo frutto” (Lc 43-44).


Quest’espressione di Gesù Cristo viene spontaneamente in mente<br />

nella felice occasione della presentazione dell’Esortazione Apostolica<br />

postsinodale Sacramentum Caritatis. Il Documento che il Santo Padre<br />

Benedetto XVI ha firmato il 22 febbraio corrente, festa della Cattedra<br />

di San Pietro, è in verità un frutto buono, maturato durante un lungo periodo<br />

di preghiera, di dialogo, di riflessione, di discussione, nell’attento<br />

ascolto a quanto lo Spirito Santo dice oggi alle Chiese (cf Ap 2, 7), i cui<br />

rappresentanti, successori degli Apostoli, si sono radunati a Roma, dal<br />

2 al 23 ottobre 2005, nell’XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo<br />

dei Vescovi, sotto la presidenza del Santo Padre Benedetto XVI, Successore<br />

di San Pietro Apostolo, Vescovo di Roma e Pastore universale della<br />

Chiesa.<br />

All’assise sinodale hanno partecipato, a vari titoli, anche i rappresentanti<br />

della vita consacrata e della vita apostolica, dei laici Uditori ed<br />

Uditrici, come pure un certo numero di Delegati fraterni, membri delle<br />

Chiese e comunità cristiane che non sono tuttora in piena comunione<br />

con la Chiesa Cattolica.<br />

Tutti loro hanno vissuto un’esperienza forte di comunione con Dio e<br />

tra i fratelli e sorelle che, pervenuti dai cinque continenti, appartenevano<br />

a varie razze, parlavano numerose lingue, avevano sensibilità assai diversa.<br />

Tutti, però, erano profondamente uniti, coscienti che la diversità<br />

di carismi, di ministeri e di operazioni proveniva da un’unica fonte, da<br />

un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo (cfr 1 Cor 12, 4-6) e che era<br />

orientata ad un solo bene, all’unità della santa Chiesa di Dio (cf Gv 17,<br />

21). Tale dimensione spirituale di comunione è stata il sottofondo su cui<br />

si è svolta l’assise sinodale. Essa rimane come un tesoro prezioso per<br />

tutti coloro che vi hanno preso parte, anche se non è facile quantificarlo<br />

e indicarlo con connotazioni troppo tangibili. Il clima di profonda comunione<br />

ecclesiale, però, si percepisce dall’Esortazione Apostolica postsinodale<br />

che, pertanto, può essere presentata come frutto maturo del lungo<br />

iter sinodale.<br />

Preparazione dell’XI Assemblea Generale Ordinaria<br />

Il processo sinodale incominciò in modo intenso dopo che il 12 febbraio<br />

2004 fu dato l’annuncio pubblico che il Servo di Dio Giovanni<br />

Paolo II aveva scelto, in vista dell’XI Assemblea Generale Ordinaria del<br />

Sinodo dei Vescovi, il tema L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e<br />

23


24<br />

della missione della Chiesa. Il X Consiglio Ordinario della Segreteria<br />

Generale del Sinodo dei Vescovi, aiutato da alcuni validi esperti, aveva<br />

pertanto incominciato a studiare il tema, gli aspetti dottrinali e pastorali<br />

di attualità, per preparare i Lineamenta, documento che ha per scopo di<br />

presentare in breve lo status quaestionis dell’argomento delle riflessioni<br />

sinodali, per suscitarne una vasta discussione a livello della Chiesa<br />

universale. Secondo gli Statuti dell’Ordo Synodi Episcoporum, che riflettono<br />

la struttura gerarchica della Chiesa, i privilegiati interlocutori<br />

sono gli organismi collegiali: Sinodi delle Chiese Orientali Cattoliche<br />

sui iuris, Conferenze Episcopali, Dicasteri della Curia Romana, Unione<br />

dei Superiori Generali. Essi sono chiamati a favorire una profonda<br />

discussione negli ambiti della loro giurisdizione, raccoglierne i risultati<br />

e trasmetterli alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Ovviamente,<br />

sono possibili contributi dei singoli membri del Popolo di Dio. I<br />

Lineamenta sono stati inoltrati agli interessati verso Pasqua 2004 e sono<br />

serviti per favorire la discussione sull’Eucaristia, in seno a tutte le forze<br />

vive a livello delle Chiese particolari. Dal punto di vista pratico, grande<br />

importanza ha avuto il Questionario con cui si chiudeva il documento, il<br />

quale aveva lo scopo di facilitare l’approfondimento sui singoli aspetti<br />

del tema, sulla percezione del mistero eucaristico, sulla sua celebrazione<br />

e sulle conseguenze nella vita ecclesiale e sociale.<br />

Entro la fine dell’anno 2004, gli organismi interpellati hanno inviato<br />

le loro risposte, assai numerose, raggiungendo il 95 % sul totale degli interpellati.<br />

Dopo un approfondito studio, esse sono state ordinate in quattro<br />

capitoli dell’Instrumentum laboris: I) Eucaristia e mondo attuale; II)<br />

Fede della Chiesa nel mistero dell’Eucaristia; III) Eucaristia nella vita<br />

della Chiesa e IV) Eucaristia nella missione della Chiesa. Tale lavoro è<br />

stato fatto dal Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo<br />

dei Vescovi, con l’aiuto di alcuni esperti. Il documento è stato pubblicato<br />

all’inizio dell’anno 2005 e ampiamente diffuso. Esso era, però, di particolare<br />

interesse soprattutto per coloro che dovevano intervenire nell’assemblea<br />

sinodale dato che si trattava in realtà dell’ordine del giorno<br />

della medesima.<br />

L’Istrumentum laboris rifletteva la prassi eucaristica presso le Chiese<br />

particolari. Le informazioni erano prevalentemente positive e consolanti,<br />

anche se non mancavano segnalazioni di talune deficienze, lacune o<br />

abusi da colmare e superare nella celebrazione del sublime sacramento<br />

dell’altare, nello spirito di umile accettazione del grande dono di Dio


Amore e di profonda adorazione che poi necessariamente deve rispecchiarsi<br />

sulla vita eucaristica di ogni fedele e dell’intera comunità nella<br />

vita ecclesiale e sociale attuale.<br />

Lavoro in seno all’Assemblea Sinodale<br />

È stato, poi, compito dell’Em.mo Card. Angelo Scola, Patriarca di<br />

Venezia, in qualità di Relatore Generale, indicare nella Relatio ante disceptationem<br />

gli aspetti salienti dell’Istrumentum laboris, risultato di<br />

un’ampia consultazione ecclesiale, e delineare alcuni temi principali da<br />

discutere e da approfondire tenendo conto della grande Tradizione della<br />

Chiesa Cattolica e delle mutevoli condizioni sociali in cui vive ed opera<br />

l’uomo contemporaneo. Sono dunque seguiti numerosi interventi dei<br />

padri sinodali, istituzionalmente 232, senza contare gli interventi liberi.<br />

Hanno potuto intervenire anche gli Uditori e le Uditrici come pure i<br />

Delegati fraterni. Aiutato dall’Ecc.mo Mons. Segretario Speciale e da<br />

alcuni esperti, l’Em.mo Relatore Generale ha raccolto il ricco contributo<br />

degli interventi nella Relatio post disceptationem. Il testo ha potuto<br />

essere discusso in 12 circoli minori, gruppi di studio, divisi secondo le<br />

5 lingue del Sinodo: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo-portoghese.<br />

Essi hanno formulato numerosi suggerimenti che sono poi<br />

confluiti nelle 50 Proposizioni su cui i membri dell’assemblea sinodale,<br />

dopo un’ulteriore discussione, apportandovi notevoli miglioramenti, si<br />

sono pronunciati per mezzo di una votazione personale. Tali Proposizioni<br />

sono state consegnate al Santo Padre Benedetto XVI con preghiera di<br />

prenderle in considerazione per un’auspicabile redazione del Documento,<br />

generalmente denominato Esortazione Apostolica postsinodale, da<br />

destinare a tutta la Chiesa Cattolica.<br />

Contributo del Santo Padre Benedetto XVI<br />

Il Santo Padre Benedetto XVI è stato eletto all’ufficio di Vescovo di<br />

Roma e Pastore universale della Chiesa il 19 aprile 2005, dopo che il<br />

Signore della vita aveva chiamato a sé, il 2 aprile 2005, il Servo di Dio<br />

Giovanni Paolo II che aveva indetto la celebrazione dell’XI Assemblea<br />

Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il nuovo Pontefice doveva<br />

pronunciarsi in merito. Sua Santità Benedetto XVI lo ha fatto con sollecitudine<br />

già il 12 maggio, riconfermando la convocazione dell’assi-<br />

2


2<br />

se sinodale dal 2 al 23 ottobre 2005. Al contempo, ha indicato alcune<br />

modifiche concernenti il tempo e la metodologia della celebrazione. Le<br />

principali riguardavano la durata dell’assemblea sinodale di 3 settimane<br />

invece di 4, come era abituale, e l’introduzione di un’ora di interventi<br />

liberi al termine delle sessioni generali quotidiane, per favorire una discussione<br />

più vivace. Riconfermando la validità dell’esperienza sinodale<br />

e inserendosi nella continuità, Sua Santità Benedetto XVI ha voluto<br />

imprimervi un suo tocco innovativo, risultato anche della sua grande<br />

esperienza di padre sinodale.<br />

Il Santo Padre ha seguito molto da vicino lo svolgimento dell’Assemblea<br />

sinodale, partecipando a tutti i momenti salienti. In qualità di<br />

Presidente del Sinodo dei Vescovi egli ha presieduto le Sante Messe di<br />

apertura e di chiusura dell’assise sinodale, pronunciando omelie ricche<br />

di contenuto sul sublime mistero dell’Eucaristia, fonte permanente della<br />

santità e della missione della Chiesa. Al raduno dei Vescovi Sua Santità<br />

ha dedicato la riflessioni di alcuni Angelus e la catechesi rivolta ai Bambini<br />

della Prima comunione. Il gesto assai eloquente è stata l’adorazione<br />

eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dal Papa Benedetto<br />

XVI in silenzioso raccoglimento, insieme con i padri sinodali e il popolo<br />

fedele di Roma pervenuti per mostrare la grande venerazione verso il<br />

Signore risorto, presente sotto le povere specie del pane e del vino nel<br />

cuore della sua Chiesa.<br />

Di particolare importanza sono stati due interventi del Santo Padre<br />

all’interno dell’aula sinodale. Col primo ha introdotto la meditazione<br />

dell’Ora media che ogni mattina precedeva i lavori. Con il secondo ha<br />

fatto uno splendido contributo sul rapporto tra il pasto tradizionale ebraico<br />

e il banchetto eucaristico istituito da Gesù Cristo nell’ultima cena e<br />

affidato alla Chiesa fino alla fine dei tempi.<br />

Il Sommo Pontefice aveva ereditato anche l’<strong>Anno</strong> dell’Eucaristia,<br />

proclamato dal suo predecessore, Giovanni Paolo II con la conclusione<br />

del Congresso Eucaristico Internazionale di Guadalajara, Messico, il 17<br />

ottobre 2004. Esso doveva concludersi con la celebrazione dell’XI Assemblea<br />

Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi dedicata appunto al<br />

mistero dell’Eucaristia. L’<strong>Anno</strong> dell’Eucaristia era un evento provvidenziale<br />

che ha avuto notevoli influssi positivi sul Sinodo dei Vescovi. I<br />

padri sinodali si sentivano in comunione con tutta la comunità ecclesiale<br />

viva che pregava per loro, adorando lo stesso Mistero su cui i membri<br />

dell’assemblea sinodale stavano discutendo in un clima di fede, di spe-


anza e di carità. Inoltre, il Santo Padre Benedetto XVI ha avuto modo<br />

di pronunciare numerose omelie ed interventi sul sublime sacramento<br />

dell’altare soprattutto durante l’<strong>Anno</strong> dell’Eucaristia. Si è trattato di un<br />

ricco patrimonio dottrinale, pastorale e spirituale che è confluito anche<br />

nell’Esortazione Apostolica postsinodale Sacramentum Caritatis. Tale<br />

processo ha oltrepassato i limiti dell’<strong>Anno</strong> dell’Eucaristia, come lo dimostrano,<br />

per esempio, le numerose citazioni della prima enciclica Deus<br />

caritas est, che il Santo Padre ha pubblicato il 25 dicembre 2005.<br />

Pertanto, la Sacramentum Caritatis è un esempio di collaborazione<br />

collegiale nella redazione di un Documento di così grande importanza.<br />

Si tratta di una Esortazione Apostolica postsinodale in quanto raccoglie<br />

molteplici contributi dell’ultima assise sinodale. Oltre alle Relatio ante<br />

e post disceptationem, occorre ricordare anche il Messaggio al Popolo<br />

di Dio, le Relazioni di 12 gruppi di studio e soprattutto le 50 Proposizioni<br />

che sono confluite nella Sacramentum Caritatis. Tale abbondante<br />

materiale era stato studiato e elaborato dall’XI Consiglio Ordinario della<br />

Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’aiuto di alcuni esperti,<br />

e portato al Santo Padre con preghiera, fatta dai padri sinodali, di farne<br />

un documento per il bene della Chiesa universale. Come è facile vedere,<br />

Sua Santità ha accettato tale proposta, servendosi abbondantemente del<br />

materiale sinodale a cui ha impresso il carisma petrino proprio, arricchendolo<br />

con le proprie riflessioni sul tema dell’Eucaristia, del sacerdozio<br />

e della carità fraterna che ne scaturisce verso tutti, soprattutto verso<br />

i più poveri. Diventa logico affermare che la Sacramentum Caritatis<br />

rappresenta un frutto maturo dell’XI Assemblea Generale Ordinaria del<br />

Sinodo dei Vescovi e della esemplare collaborazione tra i membri del<br />

collegiale episcopale, tra loro e con il loro Capo, il Vescovo di Roma.<br />

Il Sinodo dei Vescovi è l’ambiente propizio in cui tale collaborazione si<br />

può svolgere nella fruttuosa comunione ecclesiale che permette l’esercizio<br />

della collegialità episcopale affettiva ed effettiva.<br />

Sacramentum caritatis punto di partenza<br />

L’Esortazione Apostolica postsinodale Sacramentum Caritatis continua<br />

la serie dei grandi documenti sul sublime sacramento dell’Eucaristia<br />

come sono, per esempio, quelli del Servo di Dio Giovanni Paolo<br />

II Ecclesia de Eucharistia e Mane nobiscum Domine. La Sacramentum<br />

Caritatis si situa in tale continuità e al contempo ripropone in modo ag-<br />

2


2<br />

giornato alcune verità essenziali della dottrina eucaristica, esortando ad<br />

una dignitosa celebrazione del sacro rito, ricordando l’urgente necessità<br />

di svolgere una vita eucaristica nella vita di ogni giorno, annunciando<br />

le bellezze inimmaginabili del nostro Dio che per amore vuole restare<br />

in mezzo a noi sotto le specie del pane e del vino, come fonte e culmine<br />

della vita e della missione della sua Chiesa.<br />

La pubblicazione dell’Esortazione Apostolica postsinodale nel cuore<br />

della Quaresima permette di mettere in pratica l’auspicio che il Santo<br />

Padre ha formulato nel Messaggio per la Quaresima <strong>2007</strong> e cioè di vivere<br />

«la Quaresima come un tempo “eucaristico”, nel quale, accogliendo<br />

l’amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e<br />

parola». Tale processo, incominciato in Quaresima, è destinato a prolungarsi<br />

non solamente durante l’anno liturgico bensì anche durante tutta la<br />

vita di ogni fedele inserito nella comunità ecclesiale.<br />

Ai fedeli e agli uomini di buona volontà pertanto non resta altro da fare<br />

che seguire l’esempio di Maria, Donna Eucaristica, e cioè di vivere di<br />

tale grande mistero e di annunciarlo a parole e soprattutto con l’esempio<br />

della vita. In tale prospettiva la Sacramentum Caritatis ha un futuro promettente<br />

perché ripropone l’essenza della vita cristiana, sorgente della<br />

santità e della missione per tutti i tempi, incluso il momento attuale. Non<br />

vi è dubbio che il Popolo di Dio, guidato dai propri Pastori, attingerà a<br />

mani piene da questo Documento che, presentando in modo accessibile<br />

all’uomo contemporaneo le grandi verità sulla fede eucaristica, tratta<br />

vari aspetti di attualità nella sua celebrazione ed esorta ad un rinnovato<br />

impegno nella costruzione di un mondo più giusto e pacifico in cui il<br />

Pane spezzato per la vita di tutti divenga sempre di più causa esemplare<br />

nella lotta contro la fame e contro ogni specie di povertà che al contempo<br />

grida alle orecchie del Signore degli eserciti (cf Gc 5, 4) e degrada la<br />

dignità dell’uomo creato ad immagine di Dio (cf Gn 1, 26-27).<br />

Nella Divina provvidenza il frutto di un albero buono è dato agli uomini<br />

per mangiarlo e per nutrisi. Analogicamente è auspicabile che anche<br />

la Sacramentum Caritatis, frutto maturo dell’XI Assemblea Generale<br />

Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, diventi un cibo gustoso, saporito e<br />

nutriente per la vita spirituale dei membri della Chiesa Cattolica in tutta<br />

la sua ricchezza di sacrificio, banchetto e pegno della gloria futura, di<br />

cui ne possano godere sempre di più anche i membri di Chiese e comunità<br />

cristiane, di altre religioni e pure tutti gli uomini di buona volontà.


Telegramma augurale<br />

al Santo Padre Benedetto XVI<br />

nell’80° genetliaco<br />

16 aprile <strong>2007</strong><br />

SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI<br />

00120 CITTÀ DEL VATICANO<br />

A NOME MIO PERSONALE ET INTERA COMUNITÀ DIOCESANA<br />

DI ALTAMURA-GRAVINA-ACQUAVIVA DELLE FONTI FOR-<br />

MULO SANTITÀ VOSTRA FERVIDI AUGURI 80MO GENETLIA-<br />

CO ACCOMPAGNATI DA UNA PARTICOLARE PREGHIERA A<br />

SOSTEGNO SUPREMO MINISTERO APOSTOLICO.<br />

MARIO PACIELLO<br />

VESCOVO DI ALTAMURA-GRAVINA<br />

ACQUAVIVA DELLE FONTI<br />

2


30<br />

SEGRETERIA DI STATO<br />

________<br />

prIma sezIone - affarI generalI<br />

N. 55.300<br />

Eccellenza Reverendissima,<br />

Dal Vaticano, 3 maggio <strong>2007</strong><br />

il Santo Padre ha ricevuto le fervide espressioni augurali, che Ella<br />

ha voluto indirizzarGli, anche a nome di codesta Comunità diocesana,<br />

nella ricorrenza del Suo 80° genetliaco.<br />

Sua Santità ringrazia cordialmente per tale gesto di spirituale vicinanza<br />

ed invita a tenere sempre lo sguardo rivolto a Colui che per amore<br />

nostro è stato trafitto, per incontrarlo Risorto nella pienezza della gioia<br />

pasquale. Mentre invoca la materna intercessione della Beata Vergine<br />

Maria, segno di sicura speranza e di consolazione, Egli invia a Vostra<br />

Eccellenza e a quanti sono affidati alle sue cure pastorali la Benedizione<br />

Apostolica.<br />

Mi valgo della circostanza per confermarmi con sensi di distinta stima<br />

_______________________________<br />

A Sua Eccellenza Rev.ma<br />

Mons. MaRio PACIELLO<br />

Vescovo di <strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong>-Acquaviva delle Fonti<br />

Curia Vescovile - Arco Duomo, 1<br />

70022 ALTAMURA BA<br />

dell’Eccellenza Vostra Rev.ma<br />

dev.mo<br />

✠ Leonardo Sandri<br />

Sostituto


Udienza<br />

ai Vescovi italiani<br />

in occasione della 57 a Assemblea Generale della CEI<br />

24 maggio <strong>2007</strong><br />

Cari Fratelli Vescovi italiani,<br />

abbiamo oggi, in occasione di questa vostra 57 a Assemblea Generale,<br />

una nuova e felice opportunità di incontrarci e di vivere un momento<br />

di intensa comunione. Saluto il vostro nuovo Presidente, Mons. Angelo<br />

Bagnasco, e lo ringrazio di cuore per le gentili parole che mi ha rivolto<br />

a nome di voi tutti. Rinnovo l’espressione della mia gratitudine al<br />

Cardinale Camillo Ruini, che per tanti anni, in qualità di Presidente, ha<br />

servito la vostra Conferenza. Saluto i tre Vicepresidenti e il Segretario<br />

Generale. Saluto con affetto ciascuno di voi, rivivendo quei sentimenti<br />

di amicizia e di comunione che ho potuto manifestarvi personalmente in<br />

occasione della vostra Visita ad Limina. Per me è un bellissimo ricordo<br />

questo incontro con tutti i Pastori della Chiesa in Italia. Ho imparato così<br />

la geografia, diciamo, “esteriore”, ma soprattutto la geografia “spirituale”<br />

della bella Italia. Ho potuto realmente entrare nell’intimo della vita<br />

della Chiesa, dove c’è ancora tanta ricchezza, tanta vitalità di fede; dove,<br />

in questo nostro difficile periodo, non mancano i problemi, ma si vede<br />

anche che la forza della fede è profondamente operante nelle anime.<br />

Anche laddove la fede appare spenta, una piccola fiamma rimane; e noi<br />

possiamo ravvivarla.<br />

Proprio della Visita ad Limina che avete compiuto nei mesi scorsi desidero<br />

anzitutto parlarvi, perché essa è stata per me un grande conforto<br />

e un’esperienza di gioia, oltre che l’occasione per conoscere meglio le<br />

vostre persone e le vostre <strong>Diocesi</strong> e per condividere con voi le soddisfazioni<br />

e le preoccupazioni che accompagnano la sollecitudine pastorale.<br />

Dall’insieme di questi incontri con voi sono stato anzitutto confermato<br />

nella certezza che in Italia la fede è viva e profondamente radicata e<br />

che la Chiesa è una realtà di popolo, capillarmente vicina alle persone e<br />

alle famiglie. Vi sono indubbiamente situazioni differenziate, in questo<br />

Paese così ricco di storia, anche religiosa, e caratterizzato da molteplici<br />

eredità oltre che da diverse condizioni di vita, di lavoro e di reddito.<br />

31


32<br />

La fede cattolica e la presenza della Chiesa rimangono però il grande<br />

fattore unificante di questa amata Nazione ed un prezioso serbatoio di<br />

energie morali per il suo futuro.<br />

Naturalmente queste consolanti realtà positive non ci portano ad<br />

ignorare o sottovalutare le difficoltà già presenti e le insidie che possono<br />

crescere con il passare del tempo e delle generazioni. Avvertiamo<br />

quotidianamente, nelle immagini proposte dal dibattito pubblico e amplificate<br />

dal sistema delle comunicazioni, ma anche, sebbene in misura<br />

diversa, nella vita e nei comportamenti delle persone, il peso di una<br />

cultura improntata al relativismo morale, povera di certezze e ricca invece<br />

di rivendicazioni non di rado ingiustificate. Avvertiamo anche la<br />

necessità di un irrobustimento della formazione cristiana mediante una<br />

catechesi più sostanziosa, per la quale può rendere un grande servizio il<br />

Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Necessario è anche<br />

l’impegno costante di mettere Dio sempre più al centro della vita delle<br />

nostre comunità, dando il primato alla preghiera, alla personale amicizia<br />

con Gesù e quindi alla chiamata alla santità. In particolare, deve essere<br />

grande la cura per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, come<br />

anche la sollecitudine per la formazione permanente e per le condizioni<br />

in cui vivono e operano i sacerdoti: specialmente in alcune regioni, infatti,<br />

proprio il numero troppo esiguo di giovani sacerdoti rappresenta già<br />

adesso un serio problema per l’azione pastorale. <strong>Insieme</strong> a tutta la comunità<br />

cristiana, chiediamo con fiducia e con umile insistenza al Signore il<br />

dono di nuovi e santi operai per la sua messe (cfr Mt 9, 37-38). Sappiamo<br />

che qualche volta il Signore ci fa aspettare, ma sappiamo anche che chi<br />

bussa non lo fa invano. E quindi continuiamo, con fiducia e con pazienza,<br />

a pregare il Signore affinché ci doni nuovi santi “operai”.<br />

Cari Fratelli Vescovi, poco prima dell’inizio della Visita ad Limina<br />

questi temi sono stati oggetto del Convegno che ha visto riunita la Chiesa<br />

italiana a Verona. Conservo nel mio cuore un grande e grato ricordo<br />

della giornata che ho trascorso con voi in quell’occasione e sono felice<br />

dei risultati che nel Convegno sono maturati. Fondamentalmente si<br />

tratta ora di proseguire il cammino, per rendere sempre più effettivo e<br />

concreto quel “grande sì” che Dio in Gesù Cristo ha detto all’uomo e alla<br />

sua vita, all’amore umano, alla nostra libertà e alla nostra intelligenza:<br />

in quel “sì” si riassume il senso stesso del Convegno. Partire da questo<br />

fatto e farlo percepire a tutti – che, cioè, il cristianesimo è un grande “sì”,<br />

un “sì” che viene da Dio stesso ed è concretizzato nella Incarnazione del


Figlio – mi sembra di grandissima importanza. Solo se collochiamo la<br />

nostra esistenza cristiana all’interno di questo “sì”, se penetriamo profondamente<br />

nella gioia di questo “sì”, possiamo poi realizzare la vita<br />

cristiana in tutte le parti della nostra esistenza, anche in quelle difficili<br />

del vivere come cristiani oggi.<br />

Sono lieto dunque che in questa Assemblea voi abbiate approvato la<br />

Nota pastorale che riprende e rilancia i frutti del lavoro compiuto nel<br />

Convegno. È molto importante che quella speranza in Gesù risorto,<br />

quello spirito di comunione e quella volontà di testimonianza missionaria<br />

che hanno animato e sostenuto il cammino preparatorio e poi la<br />

celebrazione del Convegno continuino ad alimentare la vita e l’impegno<br />

multiforme della Chiesa in Italia.<br />

Il tema principale della vostra Assemblea si collega, a sua volta, strettamente<br />

con gli obiettivi del Convegno di Verona. State riflettendo infatti<br />

su “Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo: la Chiesa in missione, ad<br />

gentes e tra noi”. Abbracciate dunque, in una prospettiva di evangelizzazione<br />

articolata ma alla fine giustamente unitaria, perché si tratta sempre<br />

di annunciare e testimoniare il medesimo Gesù Cristo, sia i popoli che si<br />

stanno per la prima volta aprendo alla fede, sia i figli di quei popoli che<br />

ora vengono a vivere e a lavorare in Italia, sia anche la nostra gente, che a<br />

volte si è allontanata dalla fede ed è comunque sottoposta alla pressione<br />

di quelle tendenze secolarizzatrici che vorrebbero dominare la società e<br />

la cultura in questo Paese e in tutta l’Europa. A tutti e a ciascuno devono<br />

rivolgersi la missione della Chiesa e la nostra sollecitudine di Pastori: mi<br />

pare doveroso ricordarlo particolarmente in questo cinquantesimo anniversario<br />

dell’Enciclica Fidei donum di Pio XII.<br />

Mi rallegro che abbiate voluto mettere alla base dell’impegno missionario<br />

la fondamentale verità che Gesù Cristo è l’unico Salvatore del<br />

mondo: la certezza di questa verità ha fornito infatti, fin dall’inizio, l’impulso<br />

decisivo per la missione cristiana. Anche oggi, come ha riaffermato<br />

la Dichiarazione Dominus Iesus, dobbiamo avere piena coscienza che<br />

dal mistero di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, vivo e presente nella<br />

Chiesa, scaturiscono l’unicità e l’universalità salvifica della rivelazione<br />

cristiana e quindi il compito irrinunciabile di annunciare a tutti, senza<br />

stancarsi o rassegnarsi, lo stesso Gesù Cristo, che è la via, la verità e la<br />

vita (Gv l4, 16). Mi sembra che, se vediamo il panorama della situazione<br />

del mondo di oggi, si può capire – direi anche umanamente, quasi senza<br />

necessità di ricorrere alla fede – che il Dio che si è dato un volto umano,<br />

33


34<br />

il Dio che si è incarnato, che ha il nome di Gesù Cristo e che ha sofferto<br />

per noi, questo Dio è necessario per tutti, è l’unica risposta a tutte le sfide<br />

di questo tempo.<br />

La stima e il rispetto verso le altre religioni e culture, con i semi di verità<br />

e di bontà che vi sono presenti e che rappresentano una preparazione<br />

al Vangelo, sono particolarmente necessari oggi, in un mondo che cresce<br />

sempre più assieme. Non può però diminuire la consapevolezza dell’originalità,<br />

pienezza e unicità della rivelazione del vero Dio che in Cristo ci<br />

è stata definitivamente donata, e nemmeno può attenuarsi o indebolirsi<br />

la vocazione missionaria della Chiesa. Il clima culturale relativistico che<br />

ci circonda rende sempre più importante e urgente radicare e far maturare<br />

in tutto il corpo ecclesiale la certezza che Cristo, il Dio dal volto<br />

umano, è il nostro vero e unico Salvatore. Il libro “Gesù di Nazaret”<br />

– un libro personalissimo, non del Papa ma di quest’uomo – è scritto con<br />

questa intenzione: che possiamo di nuovo, con il cuore e con la ragione,<br />

vedere che Cristo è realmente Colui che il cuore umano attende.<br />

Cari Fratelli, come Vescovi italiani voi avete una precisa responsabilità<br />

non solo verso le Chiese a voi affidate ma anche verso l’intera<br />

Nazione. Nel pieno e cordiale rispetto della distinzione tra Chiesa e politica,<br />

tra ciò che appartiene a Cesare e ciò che appartiene a Dio (cfr. Mt<br />

22, 21), non possiamo non preoccuparci infatti di ciò che è buono per<br />

l’uomo, creatura e immagine di Dio: in concreto, del bene comune dell’Italia.<br />

Di questa attenzione al bene comune avete dato una chiara testimonianza<br />

con la Nota approvata dal Consiglio Episcopale Permanente<br />

riguardo alla famiglia fondata sul matrimonio e alle iniziative legislative<br />

in materia di unioni di fatto, muovendovi in piena consonanza con il costante<br />

insegnamento della Sede Apostolica.<br />

In questo contesto, la recentissima manifestazione a favore della famiglia,<br />

svoltasi per iniziativa del laicato cattolico ma condivisa anche da<br />

molti non cattolici, è stata una grande e straordinaria festa di popolo, che<br />

ha confermato come la famiglia stessa sia profondamente radicata nel<br />

cuore e nella vita degli italiani. Questo evento ha certamente contribuito<br />

a rendere visibile a tutti quel significato e quel ruolo della famiglia nella<br />

società che ha particolarmente bisogno di essere compreso e riconosciuto<br />

oggi, di fronte a una cultura che si illude di favorire la felicità delle<br />

persone insistendo unilateralmente sulla libertà dei singoli individui.<br />

Pertanto ogni iniziativa dello Stato a favore della famiglia come tale non<br />

può che essere apprezzata e incoraggiata.


La medesima attenzione ai veri bisogni della gente si esprime nel servizio<br />

quotidiano alle molte povertà, antiche e nuove, visibili o nascoste;<br />

è un servizio nel quale si prodigano tante realtà ecclesiali, a cominciare<br />

dalle vostre <strong>Diocesi</strong>, dalle parrocchie, dalla Caritas e da molte altre<br />

organizzazioni di volontariato. Insistete, cari Fratelli Vescovi, nel promuovere<br />

e animare questo servizio, affinché in esso risplenda sempre<br />

l’autentico amore di Cristo e tutti possano toccare con mano che non<br />

esiste separazione alcuna tra la Chiesa custode della legge morale, scritta<br />

da Dio nel cuore dell’uomo, e la Chiesa che invita i fedeli a farsi buoni<br />

samaritani, riconoscendo in ciascuna persona sofferente il proprio prossimo.<br />

Desidero, infine, ricordare l’appuntamento che ci vedrà di nuovo<br />

insieme a Loreto, agli inizi di settembre, per quel pellegrinaggio e incontro<br />

che porta il nome di “Agorà dei giovani italiani” e che intende<br />

inserire più profondamente i giovani nel cammino della Chiesa dopo il<br />

Convegno di Verona e prepararli alla Giornata Mondiale della Gioventù<br />

del prossimo anno a Sydney. Sappiamo bene che la formazione cristiana<br />

delle nuove generazioni è il compito forse più difficile, ma sommamente<br />

importante che sta davanti alla Chiesa. Andremo, pertanto, a Loreto<br />

insieme ai nostri giovani perché la Vergine Maria li aiuti ad innamorarsi<br />

sempre più di Gesù Cristo, a stare dentro alla Chiesa riconosciuta come<br />

compagnia affidabile e a comunicare ai fratelli la gioiosa certezza di essere<br />

amati da Dio.<br />

Carissimi Vescovi italiani, nell’esercizio del nostro ministero incontriamo,<br />

oggi come sempre, non poche difficoltà, ma anche ben più<br />

abbondanti consolazioni del Signore, trasmesse anche attraverso le testimonianze<br />

di affetto del nostro popolo. Ringraziamo Dio per tutto questo<br />

e proseguiamo il nostro cammino fortificati dalla comunione che ci<br />

unisce e che oggi abbiamo di nuovo sperimentato. Con questo animo vi<br />

assicuro la mia preghiera per voi, per le vostre Chiese e per l’Italia e imparto<br />

di cuore a voi e a tutti i vostri fedeli la Benedizione Apostolica.<br />

3


3<br />

Lettera Apostolica “Motu proprio data”<br />

Summorum Pontificum<br />

sull’uso della liturgia romana<br />

anteriore alla riforma del 1970<br />

I Sommi Pontefici fino ai nostri giorni ebbero costantemente cura che<br />

la Chiesa di Cristo offrisse alla Divina Maestà un culto degno, «a lode e<br />

gloria del suo nome» ed «ad utilità di tutta la sua Santa Chiesa».<br />

Da tempo immemorabile, come anche per l’avvenire, è necessario<br />

mantenere il principio secondo il quale «ogni Chiesa particolare deve<br />

concordare con la Chiesa universale, non solo quanto alla dottrina della<br />

fede e ai segni sacramentali, ma anche quanto agli usi universalmente<br />

accettati dalla ininterrotta tradizione apostolica, che devono essere osservati<br />

non solo per evitare errori, ma anche per trasmettere l’integrità<br />

della fede, perché la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla<br />

sua legge di fede» 1 .<br />

Tra i Pontefici che ebbero tale doverosa cura eccelle il nome di san<br />

Gregorio Magno, il quale si adoperò perché ai nuovi popoli dell’Europa<br />

si trasmettessero sia la fede cattolica che i tesori del culto e della cultura<br />

accumulati dai Romani nei secoli precedenti. Egli comandò che fosse<br />

definita e conservata la forma della sacra liturgia, riguardante sia il Sacrificio<br />

della Messa sia l’Ufficio Divino, nel modo in cui si celebrava<br />

nell’Urbe. Promosse con massima cura la diffusione dei monaci e delle<br />

monache, che, operando sotto la Regola di san Benedetto, dovunque<br />

unitamente all’annuncio del Vangelo illustrarono con la loro vita la salutare<br />

massima della Regola: «Nulla venga preposto all’opera di Dio»<br />

(cap. 43). In tal modo la sacra Liturgia celebrata secondo l’uso romano<br />

arricchì non solo la fede e la pietà, ma anche la cultura di molte popolazioni.<br />

Consta infatti che la liturgia latina della Chiesa nelle varie sue<br />

forme, in ogni secolo dell’età cristiana, ha spronato nella vita spirituale<br />

numerosi Santi e ha rafforzato tanti popoli nella virtù di religione e ha<br />

fecondato la loro pietà.<br />

Molti altri Romani Pontefici, nel corso dei secoli, mostrarono particolare<br />

sollecitudine a che la sacra Liturgia espletasse in modo più efficace<br />

questo compito: tra essi spicca s. Pio V, il quale, sorretto da grande<br />

1 Ordinamento generale del Messale Romano, terza ed., 2002, n. 397.


zelo pastorale, a seguito dell’esortazione del Concilio di Trento, rinnovò<br />

tutto il culto della Chiesa, curò l’edizione dei libri liturgici, emendati<br />

e «rinnovati secondo la norma dei Padri», e li diede in uso alla Chiesa<br />

latina.<br />

Tra i libri liturgici del rito romano risalta il Messale Romano, che si<br />

sviluppò nella città di Roma, e col passare dei secoli a poco a poco prese<br />

forme che hanno grande somiglianza con quella vigente nei tempi più<br />

recenti.<br />

«Fu questo il medesimo obbiettivo che seguirono i Romani Pontefici<br />

nel corso dei secoli seguenti, assicurando l’aggiornamento o definendo i<br />

riti e i libri liturgici, e poi, all’inizio di questo secolo, intraprendendo una<br />

riforma generale» 2 . Così agirono i nostri Predecessori Clemente VIII,<br />

Urbano VIII san Pio X 3 , Benedetto XV, Pio XII e il b. Giovanni XXIII.<br />

Nei tempi più recenti, il Concilio Vaticano II espresse il desiderio che<br />

la dovuta rispettosa riverenza nei confronti del culto divino venisse ancora<br />

rinnovata e fosse adattata alle necessità della nostra età. Mosso da<br />

questo desiderio, il nostro Predecessore, il Sommo Pontefice Paolo VI,<br />

nel 1970 per la Chiesa latina approvò i libri liturgici riformati e in parte<br />

rinnovati. Essi, tradotti nelle varie lingue del mondo, di buon grado<br />

furono accolti da Vescovi, sacerdoti e fedeli. Giovanni Paolo II rivide<br />

la terza edizione tipica del Messale Romano. Così i Romani Pontefici<br />

hanno operato «perché questa sorta di edificio liturgico […] apparisse<br />

nuovamente splendido per dignità e armonia» 4 .<br />

Ma in talune regioni non pochi fedeli aderirono e continuano ad aderire<br />

con tanto amore ed affetto alle antecedenti forme liturgiche, le quali<br />

avevano imbevuto così profondamente la loro cultura e il loro spirito che<br />

il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, mosso dalla cura pastorale nei<br />

confronti di questi fedeli, nell’anno 1984 con lo speciale indulto «Quattuor<br />

abhinc annos», emesso dalla Congregazione per il Culto Divino,<br />

concesse la facoltà di usare il Messale Romano edito dal b. Giovanni<br />

XXIII nell’anno 1962; nell’anno 1988, poi, Giovanni Paolo II di nuovo<br />

con la Lettera Apostolica «Ecclesia Dei», data in forma di Motu proprio,<br />

2<br />

Giovanni paolo II, Lett. ap. Vicesimns qnintns annnus, 4 dicembre 1988, 3: AAS 81 (1989),<br />

899.<br />

3 Ibid.<br />

4 S. pio X, Lett. ap. Motu proprio data, Abhinc duos annos, 23 ottobre 1913: AAS 5 (1913), 449-<br />

450; cfr Giovanni Paolo II, lett. ap. Vicesimns qnintns annnus, n. 3: AAS 81 (1989), 899.<br />

3


3<br />

esortò i Vescovi ad usare largamente e generosamente tale facoltà in favore<br />

di tutti i fedeli che lo richiedessero.<br />

A seguito delle insistenti preghiere di questi fedeli, a lungo soppesate<br />

già dal Nostro Predecessore Giovanni Paolo II, e dopo aver ascoltato,<br />

Noi stessi, i Padri Cardinali nel Concistoro tenuto il 22 marzo 2006,<br />

avendo riflettuto approfonditamente su ogni aspetto della questione, dopo<br />

aver invocato lo Spirito Santo e contando sull’aiuto di Dio, con la<br />

presente Lettera Apostolica stabiliamo quanto segue:<br />

Art. 1. Il Messale Romano promulgato da Paolo VI è l’espressione<br />

ordinaria della «lex orandi» della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia<br />

il Messale Romano promulgato da s. Pio V e nuovamente edito dal b.<br />

Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria<br />

della stessa «lex orandi» e deve essere tenuto nel debito onore per il suo<br />

uso venerabile e antico. Queste due espressioni della «lex orandi» della<br />

Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella «lex credendi»<br />

della Chiesa; sono infatti due usi dell’unico rito romano.<br />

Perciò è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione<br />

tipica del Messale Romano promulgato dal b. Giovanni XXIII nel 1962<br />

e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa. Le<br />

condizioni per l’uso di questo Messale stabilite dai documenti anteriori<br />

«Quattuor abhinc annos» e «Ecclesia Dei», vengono sostituite come segue:<br />

Art. 2. Nelle Messe celebrate senza il popolo, ogni sacerdote cattolico<br />

di rito latino, sia secolare sia religioso, può usare o il Messale Romano<br />

edito dal beato Papa Giovanni XXIII nel 1962, oppure il Messale Romano<br />

promulgato dal Papa Paolo VI nel 1970, e ciò in qualsiasi giorno,<br />

eccettuato il Triduo Sacro. Per tale celebrazione secondo l’uno o l’altro<br />

Messale il sacerdote non ha bisogno di alcun permesso, né della Sede<br />

Apostolica, né del suo Ordinario.<br />

Art. 3. Le comunità degli Istituti di vita consacrata e delle Società<br />

di vita apostolica, di diritto sia pontificio sia diocesano, che nella celebrazione<br />

conventuale o «comunitaria» nei propri oratori desiderano<br />

celebrare la Santa Messa secondo l’edizione del Messale Romano promulgato<br />

nel 1962, possono farlo. Se una singola comunità o un intero<br />

Istituto o Società vuole compiere tali celebrazioni spesso o abitualmente


o permanentemente, la cosa deve essere decisa dai Superiori maggiori a<br />

norma del diritto e secondo le leggi e gli statuti particolari.<br />

Art. 4. Alle celebrazioni della Santa Messa di cui sopra all’art. 2, possono<br />

essere ammessi – osservate le norme del diritto – anche i fedeli che<br />

lo chiedessero di loro spontanea volontà.<br />

Art. 5. § 1. Nelle parrocchie in cui esiste stabilmente un gruppo di fedeli<br />

aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco accolga volentieri<br />

le loro richieste per la celebrazione della Santa Messa secondo il<br />

rito del Messale Romano edito nel 1962. Provveda a che il bene di questi<br />

fedeli si armonizzi con la cura pastorale ordinaria della parrocchia, sotto<br />

la guida del Vescovo a norma del can. 392, evitando la discordia e favorendo<br />

l’unità di tutta la Chiesa.<br />

§ 2. La celebrazione secondo il Messale del b. Giovanni XXIII può<br />

aver luogo nei giorni feriali; nelle domeniche e nelle festività si può anche<br />

avere una celebrazione di tal genere.<br />

§ 3. Per i fedeli e i sacerdoti che lo chiedono, il parroco permetta le<br />

celebrazioni in questa forma straordinaria anche in circostanze particolari,<br />

come matrimoni, esequie o celebrazioni occasionali, ad esempio<br />

pellegrinaggi.<br />

§ 4. I sacerdoti che usano il Messale del b. Giovanni XXIII devono<br />

essere idonei e non giuridicamente impediti.<br />

§ 5. Nelle chiese che non sono parrocchiali né conventuali, è compito<br />

del Rettore della chiesa concedere la licenza di cui sopra.<br />

Art. 6. Nelle Messe celebrate con il popolo secondo il Messale del b.<br />

Giovanni XXIII, le letture possono essere proclamate anche nella lingua<br />

vernacola, usando le edizioni riconosciute dalla Sede Apostolica.<br />

Art. 7. Se un gruppo di fedeli laici fra quelli di cui all’art. 5 § 1 non<br />

abbia ottenuto soddisfazione alle sue richieste da parte del parroco, ne<br />

informi il Vescovo diocesano. Il Vescovo è vivamente pregato di esaudire<br />

il loro desiderio. Se egli non può provvedere per tale celebrazione, la<br />

cosa venga riferita alla Commissione Pontificia «Ecclesia Dei».<br />

3


40<br />

Art. 8. Il Vescovo che desidera rispondere a tali richieste di fedeli<br />

laici, ma per varie cause è impedito di farlo, può riferire la questione alla<br />

Commissione «Ecclesia Dei», perché gli offra consiglio e aiuto.<br />

Art. 9. § 1. Il parroco, dopo aver considerato tutto attentamente, può<br />

anche concedere la licenza di usare il rituale più antico nell’amministrazione<br />

dei sacramenti del Battesimo, del Matrimonio, della Penitenza e<br />

dell’Unzione degli infermi, se questo consiglia il bene delle anime.<br />

§ 2. Agli Ordinari viene concessa la facoltà di celebrare il sacramento<br />

della Confermazione usando il precedente antico Pontificale Romano,<br />

qualora questo consigli il bene delle anime.<br />

§ 3. Ai chierici costituiti «in sacris» è lecito usare il Breviario Romano<br />

promulgato dal b. Giovanni XXIII nel 1962.<br />

Art. 10. L’Ordinario del luogo, se lo riterrà opportuno, potrà erigere<br />

una parrocchia personale a norma del can. 518 per le celebrazioni secondo<br />

la forma più antica del rito romano, o nominare un cappellano,<br />

osservate le norme del diritto.<br />

Art. 11. La Pontificia Commissione «Ecclesia Dei», eretta da Giovanni<br />

Paolo II nel 1988 5 , continua ad esercitare il suo compito.<br />

Tale Commissione abbia la forma, i compiti e le norme che il Romano<br />

Pontefice le vorrà attribuire.<br />

Art. 12. La stessa Commissione, oltre alle facoltà di cui già gode,<br />

eserciterà l’autorità della Santa Sede vigilando sull’osservanza e l’applicazione<br />

di queste disposizioni.<br />

Tutto ciò che da Noi è stato stabilito con questa Lettera Apostolica<br />

data a modo di Motu proprio, ordiniamo che sia considerato come «stabilito<br />

e decretato» e da osservare dal giorno 14 settembre di quest’anno,<br />

5 Cfr ioannes paulus II, Lett. ap. Motu proprio data Ecclesia Dei, 2 luglio l988, 6: AAS 80<br />

(1988), 1498.


festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nonostante tutto ciò che possa<br />

esservi in contrario.<br />

Dato a Roma, presso San Pietro, il 7 luglio <strong>2007</strong>, anno terzo del nostro<br />

Pontificato.<br />

* * *<br />

Lettera ai Vescovi di tutto il mondo<br />

per presentare il “Motu proprio”<br />

sull’uso della liturgia romana<br />

anteriore alla riforma del 1970<br />

Cari Fratelli nell’Episcopato,<br />

Benedictus pp. XVI<br />

con grande fiducia e speranza metto nelle vostre mani di Pastori il<br />

testo di una nuova Lettera Apostolica “Motu proprio data” sull’uso della<br />

liturgia romana anteriore alla riforma effettuata nel 1970. Il documento è<br />

frutto di lunghe riflessioni, di molteplici consultazioni e di preghiera.<br />

Notizie e giudizi fatti senza sufficiente informazione hanno creato<br />

non poca confusione. Ci sono reazioni molto divergenti tra loro che vanno<br />

da un’accettazione gioiosa ad un’opposizione dura, per un progetto il<br />

cui contenuto in realtà non era conosciuto.<br />

A questo documento si opponevano più direttamente due timori, che<br />

vorrei affrontare un po’ più da vicino in questa lettera.<br />

In primo luogo, c’è il timore che qui venga intaccata l’Autorità del<br />

Concilio Vaticano II e che una delle sue decisioni essenziali – la riforma<br />

liturgica – venga messa in dubbio. Tale timore è infondato. Al riguardo<br />

bisogna innanzitutto dire che il Messale, pubblicato da Paolo VI e<br />

poi riedito in due ulteriori edizioni da Giovanni Paolo II, ovviamente<br />

è e rimane la forma normale – la forma ordinaria – della Liturgia Eucaristica.<br />

L’ultima stesura del Missale Romanum, anteriore al Concilio,<br />

che è stata pubblicata con l’autorità di Papa Giovanni XXIII nel 1962<br />

41


42<br />

e utilizzata durante il Concilio, potrà, invece, essere usata come forma<br />

extraordinaria della Celebrazione liturgica. Non è appropriato parlare<br />

di queste due stesure del Messale Romano come se fossero “due Riti”. Si<br />

tratta, piuttosto, di un uso duplice dell’unico e medesimo Rito. Quanto<br />

all’uso del Messale del 1962, come forma extraordinaria della Liturgia<br />

della Messa, vorrei attirare l’attenzione sul fatto che questo Messale<br />

non fu mai giuridicamente abrogato e, di conseguenza, in linea di principio,<br />

restò sempre permesso. Al momento dell’introduzione del nuovo<br />

Messale, non è sembrato necessario di emanare norme proprie per l’uso<br />

possibile del Messale anteriore. Probabilmente si è supposto che si sarebbe<br />

trattato di pochi casi singoli che si sarebbero risolti, caso per caso,<br />

sul posto. Dopo, però, si è presto dimostrato che non pochi rimanevano<br />

fortemente legati a questo uso del Rito romano che, fin dall’infanzia,<br />

era per loro diventato familiare. Ciò avvenne, innanzitutto, nei Paesi in<br />

cui il movimento liturgico aveva donato a molte persone una cospicua<br />

formazione liturgica e una profonda, intima familiarità con la forma anteriore<br />

della Celebrazione liturgica. Tutti sappiamo che, nel movimento<br />

guidato dall’Arcivescovo Lefebvre, la fedeltà al Messale antico divenne<br />

un contrassegno esterno; le ragioni di questa spaccatura, che qui nasceva,<br />

si trovavano però più in profondità. Molte persone, che accettavano<br />

chiaramente il carattere vincolante del Concilio Vaticano II e che erano<br />

fedeli al Papa e ai Vescovi, desideravano tuttavia anche ritrovare la forma,<br />

a loro cara, della sacra Liturgia; questo avvenne anzitutto perché in<br />

molti luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo<br />

Messale, ma esso addirittura veniva inteso come un’autorizzazione o<br />

perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni<br />

della Liturgia al limite del sopportabile. Parlo per esperienza, perché<br />

ho vissuto anch’io quel periodo con tutte le sue attese e confusioni.<br />

E ho visto quanto profondamente siano state ferite, dalle deformazioni<br />

arbitrarie della Liturgia, persone che erano totalmente radicate nella fede<br />

della Chiesa.<br />

Papa Giovanni Paolo II si vide, perciò, obbligato a dare, con il Motu<br />

proprio “Ecclesia Dei” del 2 luglio 1988, un quadro normativo per l’uso<br />

del Messale del 1962, che però non conteneva prescrizioni dettagliate,<br />

ma faceva appello, in modo più generale, alla generosità dei Vescovi<br />

verso le “giuste aspirazioni” di quei fedeli che richiedevano quest’uso<br />

del Rito romano. In quel momento il Papa voleva, così, aiutare soprattutto<br />

la Fraternità San Pio X a ritrovare la piena unità con il Successore di


Pietro, cercando di guarire una ferita sentita sempre più dolorosamente.<br />

Purtroppo questa riconciliazione finora non è riuscita; tuttavia una serie<br />

di comunità hanno utilizzato con gratitudine le possibilità di questo Motu<br />

proprio. Difficile è rimasta, invece, la questione dell’uso del Messale<br />

del 1962 al di fuori di questi gruppi, per i quali mancavano precise norme<br />

giuridiche, anzitutto perché spesso i Vescovi, in questi casi, temevano<br />

che l’autorità del Concilio fosse messa in dubbio. Subito dopo il<br />

Concilio Vaticano II si poteva supporre che la richiesta dell’uso del Messale<br />

del 1962 si limitasse alla generazione più anziana che era cresciuta<br />

con esso, ma nel frattempo è emerso chiaramente che anche giovani<br />

persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi<br />

trovano una forma, particolarmente appropriata per loro, di incontro con<br />

il Mistero della Santissima Eucaristia. Così è sorto un bisogno di un regolamento<br />

giuridico più chiaro che, al tempo del Motu proprio del 1988,<br />

non era prevedibile; queste Norme intendono anche liberare i Vescovi<br />

dal dover sempre di nuovo valutare come sia da rispondere alle diverse<br />

situazioni.<br />

In secondo luogo, nelle discussioni sull’atteso Motu proprio, venne<br />

espresso il timore che una più ampia possibilità dell’uso del Messale del<br />

1962 avrebbe portato a disordini o addirittura a spaccature nelle comunità<br />

parrocchiali. Anche questo timore non mi sembra realmente fondato.<br />

L’uso del Messale antico presuppone una certa misura di formazione liturgica<br />

e un accesso alla lingua latina; sia l’una che l’altra non si trovano<br />

tanto di frequente. Già da questi presupposti concreti si vede chiaramente<br />

che il nuovo Messale rimarrà, certamente, la forma ordinaria del Rito<br />

Romano, non soltanto a causa della normativa giuridica, ma anche della<br />

reale situazione in cui si trovano le comunità di fedeli.<br />

È vero che non mancano esagerazioni e qualche volta aspetti sociali<br />

indebitamente vincolati all’attitudine di fedeli legati all’antica tradizione<br />

liturgica latina. La vostra carità e prudenza pastorale sarà stimolo e guida<br />

per un perfezionamento. Del resto le due forme dell’uso del Rito Romano<br />

possono arricchirsi a vicenda: nel Messale antico potranno e dovranno<br />

essere inseriti nuovi santi e alcuni dei nuovi prefazi. La Commissione<br />

“Ecclesia Dei” in contatto con i diversi enti dedicati all’“usus antiquior”<br />

studierà le possibilità pratiche. Nella celebrazione della Messa secondo<br />

il Messale di Paolo VI potrà manifestarsi, in maniera più forte di quanto<br />

43


44<br />

non lo è spesso finora, quella sacralità che attrae molti all’antico uso. La<br />

garanzia più sicura che il Messale di Paolo VI possa unire le comunità<br />

parrocchiali e venga da loro amato consiste nel celebrare con grande<br />

riverenza in conformità alle prescrizioni; ciò rende visibile la ricchezza<br />

spirituale e la profondità teologica di questo Messale.<br />

Sono giunto, così, a quella ragione positiva che mi ha motivato ad aggiornare<br />

mediante questo Motu proprio quello del 1988. Si tratta di giungere<br />

ad una riconciliazione interna nel seno della Chiesa. Guardando al<br />

passato, alle divisioni che nel corso dei secoli hanno lacerato il Corpo di<br />

Cristo, si ha continuamente l’impressione che, in momenti critici in cui<br />

la divisione stava nascendo, non è stato fatto il sufficiente da parte dei<br />

responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione<br />

e l’unità; si ha l’impressione che le omissioni nella Chiesa abbiano<br />

avuto una loro parte di colpa nel fatto che queste divisioni si siano potute<br />

consolidare. Questo sguardo al passato oggi ci impone un obbligo: fare<br />

tutti gli sforzi, affinché a tutti quelli che hanno veramente il desiderio<br />

dell’unità, sia reso possibile di restare in quest’unità o di ritrovarla nuovamente.<br />

Mi viene in mente una frase della Seconda Lettera ai Corinzi,<br />

dove Paolo scrive: “La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi,<br />

e il nostro cuore si è tutto aperto per voi. Non siete davvero allo stretto<br />

in noi; è nei vostri cuori invece che siete allo stretto… Rendeteci il contraccambio,<br />

aprite anche voi il vostro cuore!” (2Cor 6, 11-13). Paolo lo<br />

dice certo in un altro contesto, ma il suo invito può e deve toccare anche<br />

noi, proprio in questo tema. Apriamo generosamente il nostro cuore e<br />

lasciamo entrare tutto ciò a cui la fede stessa offre spazio.<br />

Non c’è nessuna contraddizione tra l’una e l’altra edizione del Missale<br />

Romanum. Nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma<br />

nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche<br />

per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto<br />

proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare<br />

le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa,<br />

e di dar loro il giusto posto. Ovviamente per vivere la piena comunione<br />

anche i sacerdoti delle Comunità aderenti all’uso antico non possono, in<br />

linea di principio, escludere la celebrazione secondo i libri nuovi. Non<br />

sarebbe infatti coerente con il riconoscimento del valore e della santità<br />

del nuovo rito l’esclusione totale dello stesso.


In conclusione, cari Confratelli, mi sta a cuore sottolineare che queste<br />

nuove norme non diminuiscono in nessun modo la vostra autorità e<br />

responsabilità, né sulla liturgia né sulla pastorale dei vostri fedeli. Ogni<br />

Vescovo, infatti, è il moderatore della liturgia nella propria diocesi (cfr.<br />

Sacrosanctum Concilium, n. 22: “Sacrae Liturgiae moderatio ab Ecclesiae<br />

auctoritate unice pendet quae quidem est apud Apostolicam Sedem<br />

et, ad normam iuris, apud Episcopum”).<br />

Nulla si toglie quindi all’autorità del Vescovo il cui ruolo, comunque,<br />

rimarrà quello di vigilare affinché tutto si svolga in pace e serenità. Se<br />

dovesse nascere qualche problema che il parroco non possa risolvere,<br />

l’Ordinario locale potrà sempre intervenire, in piena armonia, però, con<br />

quanto stabilito dalle nuove norme del Motu proprio.<br />

Inoltre, vi invito, cari Confratelli, a scrivere alla Santa Sede un resoconto<br />

sulle vostre esperienze, tre anni dopo l’entrata in vigore di questo<br />

Motu proprio. Se veramente fossero venute alla luce serie difficoltà, potranno<br />

essere cercate vie per trovare rimedio.<br />

Cari Fratelli, con animo grato e fiducioso, affido al vostro cuore di Pastori<br />

queste pagine e le norme del Motu proprio. Siamo sempre memori<br />

delle parole dell’Apostolo Paolo dirette ai presbiteri di Efeso: “Vegliate<br />

su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha<br />

posti come Vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata<br />

con il suo sangue” (At 20, 28).<br />

Affido alla potente intercessione di Maria, Madre della Chiesa, queste<br />

nuove norme e di cuore imparto la mia Benedizione Apostolica a Voi,<br />

cari Confratelli, ai parroci delle vostre diocesi, e a tutti i sacerdoti, vostri<br />

collaboratori, come anche a tutti i vostri fedeli.<br />

Dato presso San Pietro, il 7 luglio <strong>2007</strong><br />

Benedictus pp. XVI<br />

4


Un momento dei lavori.


Santa Sede


Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. Navata centrale vista dall'ingresso.


CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE<br />

Risposte a quesiti<br />

riguardanti alcuni aspetti<br />

circa la dottrina sulla Chiesa<br />

Introduzione<br />

Il Concilio Vaticano II, con la Costituzione dogmatica Lumen gentium<br />

e con i Decreti sull’Ecumenismo (Unitatis redintegratio) e sulle Chiese<br />

orientali (Orientalium Ecclesiarum), ha contribuito in modo determinante<br />

ad una comprensione più profonda dell’ecclesiologia cattolica. Al<br />

riguardo anche i Sommi Pontefici hanno voluto offrire approfondimenti<br />

e orientamenti per la prassi: Paolo VI nella Lettera Enciclica Ecclesiam<br />

suam (1964) e Giovanni Paolo II nella Lettera Enciclica Ut unum sint<br />

(1995).<br />

Il conseguente impegno dei teologi, volto ad illustrare sempre meglio<br />

i diversi aspetti dell’ecclesiologia, ha dato luogo al fiorire di un’ampia<br />

letteratura in proposito. La tematica si è infatti rivelata di grande<br />

fecondità, ma talvolta ha anche avuto bisogno di puntualizzazioni e di<br />

richiami, come la Dichiarazione Mysterium Ecclesiae (1973), la Lettera<br />

ai Vescovi della Chiesa Cattolica Communionis notio (1992) e la Dichiarazione<br />

Dominus Iesus (2000), tutte pubblicate dalla Congregazione per<br />

la Dottrina della Fede.<br />

La vastità dell’argomento e la novità di molti temi continuano a provocare<br />

la riflessione teologica, offrendo sempre nuovi contributi non<br />

sempre immuni da interpretazioni errate che suscitano perplessità e dubbi,<br />

alcuni dei quali sono stati sottoposti all’attenzione della Congregazione<br />

per la Dottrina della Fede. Essa, presupponendo l’insegnamento<br />

globale della dottrina cattolica sulla Chiesa, intende rispondervi precisando<br />

il significato autentico di talune espressioni ecclesiologiche magisteriali,<br />

che nel dibattito teologico rischiano di essere fraintese.<br />

Risposte ai quesiti<br />

Primo quesito: Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha forse cambiato<br />

la precedente dottrina sulla Chiesa?<br />

4


0<br />

Risposta: Il Concilio Ecumenico Vaticano II né ha voluto cambiare<br />

né di fatto ha cambiato tale dottrina, ma ha voluto solo svilupparla, approfondirla<br />

ed esporla più ampiamente.<br />

Proprio questo affermò con estrema chiarezza Giovanni XXIII all’inizio<br />

del Concilio 1 . Paolo VI lo ribadì 2 e così si espresse nell’atto di promulgazione<br />

della Costituzione Lumen gentium: «E migliore commento<br />

sembra non potersi fare che dicendo che questa promulgazione nulla veramente<br />

cambia della dottrina tradizionale. Ciò che Cristo volle, vogliamo<br />

noi pure. Ciò che era, resta. Ciò che la Chiesa per secoli insegnò, noi<br />

insegniamo parimenti. Soltanto ciò che era semplicemente vissuto, ora è<br />

espresso; ciò che era incerto, è chiarito; ciò che era meditato, discusso, e<br />

in parte controverso, ora giunge a serena formulazione» 3 . I Vescovi ripetutamente<br />

manifestarono e vollero attuare questa intenzione 4 .<br />

1 Giovanni XXIII, Allocuzione dell’11 ottobre 1962: «…il Concilio… vuole trasmettere pura<br />

e integra la dottrina cattolica, senza attenuazioni o travisamenti… Ma nelle circostanze attuali<br />

il nostro dovere è che la dottrina cristiana nella sua interezza sia accolta da tutti con rinnovata,<br />

serena e tranquilla adesione… È necessario che lo spirito cristiano, cattolico e apostolico del<br />

mondo intero compia un balzo in avanti, che la medesima dottrina sia conosciuta in modo più<br />

ampio e approfondito… Bisogna che questa dottrina certa e immutabile, alla quale è dovuto<br />

ossequio fedele, sia esplorata ed esposta nella maniera che l’epoca nostra richiede. Altra è la<br />

sostanza del depositum fidei, o le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, ed<br />

altro è il modo in cui vengono enunciate, sempre tuttavia con lo stesso senso e significato» :<br />

AAS 54 [1962] 791; 792.<br />

2 Cf. Paolo VI, Allocuzione del 29 settembre 1963: AAS 55 [1963] 847-852.<br />

3 Paolo VI, Allocuzione del 21 novembre 1964: AAS 56 [1964] 1009-1010 (trad. it. in: L’Osservatore<br />

Romano, 22 novembre 1964, 3).<br />

4 Il Concilio ha voluto esprimere l’identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa Cattolica. Ciò si<br />

trova nelle discussioni sul Decreto Unitatis redintegratio. Lo Schema del Decreto fu proposto<br />

in Aula il 23.9.1964 con una Relatio (Act Syn III/II 296-344). Ai modi inviati dai vescovi nei<br />

mesi seguenti il Segretariato per l’Unità dei Cristiani risponde il 10.11.1964 (Act Syn III/VII<br />

11-49). Da questa Expensio modorum si riportano quattro testi concernenti la prima risposta.<br />

A) [In Nr. 1 (Prooemium) Schema Decreti: Act Syn III/II 296, 3-6]<br />

«Pag. 5, lin. 3-6: Videtur etiam Ecclesiam catholicam inter illas Communiones comprehendi,<br />

quod falsum esset.<br />

R(espondetur): Hic tantum factum, prout ab omnibus conspicitur, describendum est. Postea clare<br />

affirmatur solam Ecclesiam catholicam esse veram Ecclesiam Christi» (Act Syn III/VII 12).<br />

B) [In Caput I in genere: Act Syn III/II 297-301]<br />

«4 - Expressius dicatur unam solam esse veram Ecclesiam Christi; hanc esse Catholicam Apostolicam<br />

Romanam; omnes debere inquirere, ut eam cognoscant et ingrediantur ad salutem<br />

obtinendam...<br />

R(espondetur): In toto textu sufficienter effertur, quod postulatur. Ex altera parte non est tacendum<br />

etiam in aliis communitatibus christianis inveniri veritates revelatas et elementa ecclesialia»<br />

(Act Syn III/VII 15). Cf. anche ibidem punto 5.<br />

C) [In Caput I in genere: Act Syn III/II 296s]


Secondo quesito: Come deve essere intesa l’affermazione secondo<br />

cui la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica?<br />

Risposta: Cristo «ha costituito sulla terra» un’unica Chiesa e l’ha<br />

istituita come «comunità visibile e spirituale» 5 , che fin dalla sua origine<br />

e nel corso della storia sempre esiste ed esisterà, e nella quale soltanto<br />

sono rimasti e rimarranno tutti gli elementi da Cristo stesso istituiti 6 .<br />

«Questa è l’unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una,<br />

santa, cattolica e apostolica […]. Questa Chiesa, in questo mondo costituita<br />

e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata<br />

dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui» 7 .<br />

Nella Costituzione dogmatica Lumen gentium 8 la sussistenza è questa<br />

perenne continuità storica e la permanenza di tutti gli elementi istituiti<br />

da Cristo nella Chiesa cattolica 8 , nella quale concretamente si trova<br />

la Chiesa di Cristo su questa terra.<br />

Secondo la dottrina cattolica, mentre si può rettamente affermare che<br />

la Chiesa di Cristo è presente e operante nelle Chiese e nelle Comunità<br />

ecclesiali non ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica grazie<br />

agli elementi di santificazione e di verità che sono presenti in esse 9 , la<br />

parola «sussiste», invece, può essere attribuita esclusivamente alla sola<br />

«5 - Clarius dicendum esset veram Ecclesiam esse solam Ecclesiam catholicam romanam...<br />

R(espondetur): Textus supponit doctrinam in constitutione ‘De Ecclesia’ expositam, ut pag.<br />

5, lin. 24-25 affirmatur» (Act Syn III/VII 15). Quindi la commissione che doveva valutare gli<br />

emendamenti al Decreto Unitatis redintegratio esprime con chiarezza l’identità della Chiesa di<br />

Cristo e della Chiesa cattolica e la sua unicità, e vede questa dottrina fondata nella Costituzione<br />

dogmatica Lumen gentium.<br />

D) [In Nr. 2 Schema Decreti: Act Syn III/II 297s]<br />

«Pag. 6, lin. 1- 24: Clarius exprimatur unicitas Ecclesiae. Non sufficit inculcare, ut in textu fit,<br />

unitatem Ecclesiae.<br />

R(espondetur): a) Ex toto textu clare apparet identificatio Ecclesiae Christi cum Ecclesia catholica,<br />

quamvis, ut oportet, efferantur elementa ecclesialia aliarum communitatum».<br />

«Pag. 7, lin. 5: Ecclesia a successoribus Apostolorum cum Petri successore capite gubernata<br />

(cf. novum textum ad pag. 6, lin.33-34) explicite dicitur ‘unicus Dei grex’ et lin. 13 ‘una et<br />

unica Dei Ecclesia’» (Act Syn III/VII).<br />

Le due espressioni citate sono quelle di Unitatis redintegratio 2.5 e 3.1.<br />

5 Cf. concilio ecumenico vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.1.<br />

6 Cf. concilio ecumenico vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 3.2; 3.4; 3.5; 4.6.<br />

7 concilio ecumenico vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.<br />

8 Cf. conGReGazione peR la dottRina della Fede, Dich. Mysterium Ecclesiae, 1.1: AAS 65<br />

[1973] 397; Dich. Dominus Iesus, 16.3: AAS 92 [2000-II] 757-758; Notificazione sul libro di P.<br />

Leonardo Boff, OFM, «Chiesa: carisma e potere»: AAS 77 [1985] 758-759.<br />

9 Cf. Giovanni paolo II, Lett. Enc. Ut unum sint, 11.3: AAS 87 [1995-II] 928.<br />

1


2<br />

Chiesa cattolica, poiché si riferisce appunto alla nota dell’unità professata<br />

nei simboli della fede (Credo… la Chiesa «una»); e questa Chiesa<br />

«una» sussiste nella Chiesa cattolica 10 .<br />

Terzo quesito: Perché viene adoperata l’espressione «sussiste nella»<br />

e non semplicemente la forma verbale «è»?<br />

Risposta: L’uso di questa espressione, che indica la piena identità<br />

della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica, non cambia la dottrina sulla<br />

Chiesa; trova, tuttavia, la sua vera motivazione nel fatto che esprime<br />

più chiaramente come al di fuori della sua compagine si trovino «numerosi<br />

elementi di santificazione e di verità», «che in quanto doni propri<br />

della Chiesa di Cristo spingono all’unità cattolica» 11 .<br />

«Perciò le stesse Chiese e Comunità separate, quantunque crediamo<br />

che hanno delle carenze, nel mistero della salvezza non sono affatto<br />

spoglie di significato e di peso. Infatti lo Spirito di Cristo non ricusa di<br />

servirsi di esse come di strumenti di salvezza, il cui valore deriva dalla<br />

stessa pienezza della grazia e della verità, che è stata affidata alla Chiesa<br />

cattolica» 12 .<br />

Quarto quesito: Perché il Concilio Ecumenico Vaticano II attribuisce<br />

il nome di «Chiese» alle Chiese orientali separate dalla piena comunione<br />

con la Chiesa cattolica?<br />

Risposta: Il Concilio ha voluto accettare l’uso tradizionale del nome.<br />

«Siccome poi quelle Chiese, quantunque separate, hanno veri sacramenti<br />

e soprattutto, in forza della successione apostolica, il Sacerdozio e<br />

l’Eucaristia, per mezzo dei quali restano ancora uniti con noi da strettissimi<br />

vincoli» 13 , meritano il titolo di «Chiese particolari o locali» 14 , e sono<br />

chiamate Chiese sorelle delle Chiese particolari cattoliche 15 .<br />

«Perciò per la celebrazione dell’Eucaristia del Signore in queste singole<br />

Chiese, la Chiesa di Dio è edificata e cresce» 16 . Siccome, però, la<br />

10 Cf. concilio ecumenico vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.<br />

11 concilio ecumenico vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.<br />

12 concilio ecumenico vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 3.4.<br />

13 concilio ecumenico vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 15.3; cf. conGReGazione<br />

peR la dottRina della Fede, Lett. Communionis notio, 17.2: AAS, 85 [1993-II] 848.<br />

14 concilio ecumenico vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 14.1.<br />

15 Cf. concilio ecumenico vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 14.1; Giovanni paolo II,<br />

Lett. Enc. Ut unum sint, 56 s : AAS 87 [1995-II] 954 s.<br />

16 concilio ecumenico vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 15.1.


comunione con la Chiesa cattolica, il cui Capo visibile è il Vescovo di<br />

Roma e Successore di Pietro, non è un qualche complemento esterno alla<br />

Chiesa particolare, ma uno dei suoi principi costitutivi interni, la condizione<br />

di Chiesa particolare, di cui godono quelle venerabili Comunità<br />

cristiane, risente tuttavia di una carenza 17 .<br />

D’altra parte l’universalità propria della Chiesa, governata dal Successore<br />

di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui, a causa della divisione<br />

dei cristiani, trova un ostacolo per la sua piena realizzazione nella storia 18 .<br />

Quinto quesito: Perché i testi del Concilio e del Magistero successivo<br />

non attribuiscono il titolo di «Chiesa» alle Comunità cristiane nate<br />

dalla Riforma del 16° secolo?<br />

Risposta: Perché, secondo la dottrina cattolica, queste Comunità non<br />

hanno la successione apostolica nel sacramento dell’Ordine, e perciò<br />

sono prive di un elemento costitutivo essenziale dell’essere Chiesa. Le<br />

suddette Comunità ecclesiali, che, specialmente a causa della mancanza<br />

del sacerdozio ministeriale, non hanno conservato la genuina e integra<br />

sostanza del Mistero eucaristico 19 , non possono, secondo la dottrina cattolica,<br />

essere chiamate «Chiese» in senso proprio 20 .<br />

Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nell’Udienza concessa al sottoscritto<br />

Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della<br />

Fede, ha approvato e confermato queste Risposte, decise nella Sessione<br />

Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.<br />

Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 29<br />

giugno <strong>2007</strong>, nella solennità dei SS. Pietro e Paolo, Apostoli.<br />

William Cardinale levada<br />

Prefetto<br />

✠ AnGelo amato, S.D.B.<br />

Arcivescovo tit. di Sila<br />

Segretario<br />

17 Cf. conGReGazione peR la dottRina della Fede, Lett. Communionis notio, 17.3: AAS 85<br />

[1993-II] 849.<br />

18 Cf. ibid.<br />

19 Cf. concilio ecumenico vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 22.3.<br />

20 Cf. conGReGazione peR la dottRina della Fede, Dich. Dominus Iesus, 17.2: AAS 92<br />

[2000-II] 758.<br />

3


4<br />

Articolo di commento<br />

Le diverse questioni alle quali la Congregazione per la Dottrina della<br />

Fede intende rispondere vertono sulla visione generale della Chiesa quale<br />

emerge dai documenti di carattere dogmatico ed ecumenico del Concilio<br />

Vaticano II, il concilio «della Chiesa sulla Chiesa», che secondo le<br />

parole di Paolo VI ha segnato una «nuova epoca per la Chiesa» in quanto<br />

ha avuto il merito di aver «meglio tratteggiato e svelato il volto genuino<br />

della Sposa di Cristo» 21 . Non mancano inoltre richiami ai principali documenti<br />

dei Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II e agli interventi della<br />

Congregazione per la Dottrina della Fede, tutti ispirati ad una sempre<br />

più approfondita visione della Chiesa stessa, spesso finalizzati ad apportare<br />

chiarimenti alla notevole produzione teologica postconciliare, non<br />

sempre immune da deviazioni e inesattezze.<br />

La stessa finalità è rispecchiata nel presente documento con il quale<br />

la Congregazione intende richiamare il significato autentico di alcuni interventi<br />

del Magistero in materia di ecclesiologia perché la sana ricerca<br />

teologica non venga intaccata da errori o da ambiguità. A questo riguardo<br />

va tenuto presente il genere letterario dei «Responsa ad quaestiones»,<br />

che di natura sua non comportano argomentazioni addotte a comprovare<br />

la dottrina esposta, ma si limitano a richiami del precedente Magistero e<br />

pertanto intendono dire una parola certa e sicura in materia.<br />

Il primo quesito chiede se il Vaticano II abbia mutato la precedente<br />

dottrina sulla Chiesa.<br />

L’interrogativo riguarda il significato di quel «nuovo volto» della<br />

Chiesa che, secondo le citate parole di Paolo VI, il Vaticano II ha offerto.<br />

La risposta, fondata sull’insegnamento di Giovanni XXIII e di Paolo<br />

VI, è molto esplicita: il Vaticano II non ha inteso mutare, e di fatto non<br />

ha mutato, la precedente dottrina sulla Chiesa, ma piuttosto l’ha approfondita<br />

ed esposta in maniera più organica. In tal senso vengono riprese<br />

le parole di Paolo VI nel suo discorso di promulgazione della Costituzione<br />

dogmatica conciliare Lumen gentium, nelle quali si afferma che<br />

la dottrina tradizionale non è stata affatto mutata, ma «ciò che era semplicemente<br />

vissuto, ora è espresso; ciò che era incerto, è chiarito; ciò<br />

21 Paolo VI, Discorso a chiusura del III periodo del Concilio (21 novembre 1964): EV 1,<br />

290*.


che era meditato, discusso, e in parte controverso, ora giunge a serena<br />

formulazione» 22 .<br />

Allo stesso modo c’è continuità tra la dottrina esposta dal Concilio e<br />

quella richiamata nei successivi interventi magisteriali che hanno ripreso<br />

e approfondito la stessa dottrina, costituendone nel contempo uno sviluppo.<br />

In questo senso, ad esempio la Dichiarazione della Congregazione<br />

per la Dottrina della Fede Dominus Iesus ha solo ripreso i testi conciliari e<br />

i documenti post-conciliari, senza aggiungere o togliere nulla.<br />

Nonostante queste chiare attestazioni, nel periodo postconciliare la<br />

dottrina del Vaticano II è stata oggetto, e continua ad esserlo, di interpretazioni<br />

fuorvianti e in discontinuità con la dottrina cattolica tradizionale<br />

sulla natura della Chiesa: se, da una parte, si vedeva in essa una «svolta<br />

copernicana», dall’altra, ci si è concentrati su taluni aspetti considerati<br />

quasi in contrapposizione con altri. In realtà l’intenzione profonda del<br />

Concilio Vaticano II era chiaramente di inserire e subordinare il discorso<br />

della Chiesa al discorso di Dio, proponendo una ecclesiologia nel senso<br />

propriamente teo-logico, ma la recezione del Concilio ha spesso trascurato<br />

questa caratteristica qualificante in favore di singole affermazioni<br />

ecclesiologiche, si è concentrata su singole parole di facile richiamo,<br />

favorendo letture unilaterali e parziali della stessa dottrina conciliare.<br />

Per quanto concerne l’ecclesiologia di Lumen gentium, sono restate<br />

nella coscienza ecclesiale alcune parole chiave: l’idea di popolo di Dio,<br />

la collegialità dei Vescovi come rivalutazione del ministero dei vescovi<br />

insieme con il primato del Papa, la rivalutazione delle Chiese particolari<br />

all’interno della Chiesa universale, l’apertura ecumenica del concetto di<br />

Chiesa e l’apertura alle altre religioni; infine, la questione dello statuto<br />

specifico della Chiesa cattolica, che si esprime nella formula secondo<br />

cui la Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, di cui parla il Credo,<br />

subsistit in Ecclesia catholica.<br />

Alcune di queste affermazioni, specialmente quella sullo statuto specifico<br />

della Chiesa cattolica con i suoi riflessi in campo ecumenico, costituiscono<br />

le principali tematiche affrontate dal documento nei successivi<br />

quesiti.<br />

22 Ibid., 283*.


Il secondo quesito chiede come si debba intendere che la Chiesa di<br />

Cristo sussiste nella Chiesa cattolica.<br />

Quando G. Philips scrisse che l’espressione «subsistit in» avrebbe<br />

fatto «scorrere fiumi d’inchiostro» 23 , probabilmente non aveva previsto<br />

che la discussione sarebbe continuata così a lungo e con tale intensità<br />

da spingere la Congregazione per la Dottrina della Fede a pubblicare il<br />

presente documento.<br />

Tanta insistenza, d’altronde fondata sui testi conciliari e del Magistero<br />

successivo citati, riflette la preoccupazione di salvaguardare l’unità e<br />

l’unicità della Chiesa, che verrebbero meno se si ammettesse che vi possano<br />

essere più sussistenze della Chiesa fondata da Cristo. Infatti, come<br />

si dice nella Dichiarazione Mysterium Ecclesiae, se così fosse si giungerebbe<br />

ad immaginare «la Chiesa di Cristo come la somma – differenziata<br />

e in qualche modo unitaria insieme – delle Chiese e Comunità ecclesiali»<br />

o a «pensare che la Chiesa di Cristo oggi non esista più in alcun luogo<br />

e che, perciò, debba essere soltanto oggetto di ricerca da parte di tutte le<br />

Chiese e comunità» 24 . L’unica Chiesa di Cristo non esisterebbe più come<br />

‘una’ nella storia o esisterebbe solo in modo ideale ossia in fieri in una<br />

futura convergenza o riunificazione delle diverse Chiese sorelle, auspicata<br />

e promossa dal dialogo.<br />

Ancora più esplicita è la Notificazione della Congregazione per la<br />

Dottrina della Fede nei confronti di uno scritto di Leonardo Boff, secondo<br />

il quale l’unica Chiesa di Cristo «può pure sussistere in altre Chiese<br />

cristiane»; al contrario, – precisa la Notificazione – «il Concilio aveva<br />

invece scelto la parola «subsistit» proprio per chiarire che esiste una sola<br />

«sussistenza» della vera Chiesa, mentre fuori della sua compagine visibile<br />

esistono solo «elementa Ecclesiae», che – essendo elementi della<br />

stessa Chiesa – tendono e conducono verso la Chiesa cattolica» 25 .<br />

Il terzo quesito chiede perché sia stata usata l’espressione «subsistit<br />

in» e non il verbo «est».<br />

È stato precisamente questo cambiamento di terminologia nel descrivere<br />

il rapporto tra la Chiesa di Cristo e la Chiesa cattolica che ha dato<br />

23 G. Philips, La Chiesa e il suo mistero nel Concilio Vaticano II (Milano 1975), I, 111.<br />

24 conGR. peR la dottRina della Fede, Dich. Mysterium Ecclesiae, 1: EV 4, 2566.<br />

25 conGR. peR la dottRina della Fede, Notificazione in merito allo scritto di p. Leonardo<br />

Boff: Chiesa. carisma e potere: EV 9, 1426. Il passo della Notificazione, pur non essendo formalmente<br />

citato nel «Responsum», si trova riportato integralmente nella Dichiarazione Dominus<br />

Iesus, nella nota 56 del n. 16.


adito alle più svariate illazioni, soprattutto in campo ecumenico. In realtà<br />

i Padri conciliari hanno semplicemente inteso riconoscere la presenza,<br />

nelle Comunità cristiane non cattoliche in quanto tali, di elementi ecclesiali<br />

propri della Chiesa di Cristo. Ne consegue che l’identificazione<br />

della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica non è da intendersi come<br />

se al di fuori della Chiesa cattolica ci fosse un «vuoto ecclesiale». Allo<br />

stesso tempo essa significa che, se si considera il contesto in cui è situata<br />

l’espressione subsistit in, cioè il riferimento all’unica Chiesa di Cristo<br />

«in questo mondo costituita e organizzata come una società... governata<br />

dal successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui», il passaggio<br />

da est a subsistit in non riveste un particolare significato teologico di<br />

discontinuità con la dottrina cattolica precedente.<br />

Infatti, poiché la Chiesa così voluta da Cristo di fatto continua ad<br />

esistere (subsistit in) nella Chiesa cattolica, la continuità di sussistenza<br />

comporta una sostanziale identità di essenza tra Chiesa di Cristo e<br />

Chiesa cattolica. Il Concilio ha voluto insegnare che la Chiesa di Gesù<br />

Cristo come soggetto concreto in questo mondo può essere incontrata<br />

nella Chiesa cattolica. Ciò può avvenire una sola volta e la concezione<br />

secondo cui il «subsistit» sarebbe da moltiplicare non coglie proprio ciò<br />

che si intendeva dire. Con la parola «subsistit» il Concilio voleva esprimere<br />

la singolarità e la non moltiplicabilità della Chiesa di Cristo: esiste<br />

la Chiesa come unico soggetto nella realtà storica.<br />

Pertanto la sostituzione di «est» con «subsistit in», contrariamente a tante<br />

interpretazioni infondate, non significa che la Chiesa cattolica desista dalla<br />

convinzione di essere l’unica vera Chiesa di Cristo, ma semplicemente significa<br />

una sua maggiore apertura alla particolare richiesta dell’ecumenismo di<br />

riconoscere carattere e dimensione realmente ecclesiali alle Comunità cristiane<br />

non in piena comunione con la Chiesa cattolica, a motivo dei «plura<br />

elementa sanctificationis et veritatis» presenti in esse. Di conseguenza,<br />

benché la Chiesa sia soltanto una e «sussista» in un unico soggetto storico,<br />

anche al di fuori di questo soggetto visibile esistono vere realtà ecclesiali.<br />

Il quarto quesito chiede perché il Concilio Vaticano II abbia attribuito<br />

il nome di «Chiese» alle Chiese orientali non in piena comunione con la<br />

Chiesa cattolica.<br />

Nonostante l’esplicita affermazione che la Chiesa di Cristo «sussiste»<br />

nella Chiesa Cattolica, il riconoscimento che, anche al di fuori del<br />

suo organismo visibile, si trovano «parecchi elementi di santificazione e


di verità» 26 , comporta un carattere ecclesiale, anche se diversificato, delle<br />

Chiese o Comunità ecclesiali non cattoliche. Anch’esse infatti «non<br />

sono affatto spoglie di significato e di peso» nel senso che «lo Spirito di<br />

Cristo non ricusa di servirsi di esse come strumenti di salvezza» 27 .<br />

Il testo prende in considerazione anzitutto la realtà delle Chiese orientali<br />

non in piena comunione con la Chiesa cattolica e, richiamandosi a<br />

vari testi conciliari, riconosce loro il titolo di «Chiese particolari o locali»<br />

e le chiama Chiese sorelle delle Chiese particolari cattoliche, perché<br />

restano unite alla Chiesa cattolica per mezzo della successione apostolica<br />

e della valida eucaristia, «per cui in esse la Chiesa di Dio è edificata e<br />

cresce» 28 . Anzi la Dichiarazione Dominus Iesus le chiama espressamente<br />

«vere Chiese particolari» 29 .<br />

Pur con questo esplicito riconoscimento del loro «essere Chiesa particolare»<br />

e del valore salvifico incluso, il documento non poteva non sottolineare<br />

la carenza (defectus), di cui risentono, proprio nel loro essere<br />

Chiesa particolare. Infatti, per la loro visione eucaristica della Chiesa,<br />

che pone l’accento sulla realtà della Chiesa particolare riunita nel nome<br />

di Cristo nella celebrazione dell’Eucaristia e sotto la guida del vescovo,<br />

esse considerano le Chiese particolari complete nella loro particolarità 30 .<br />

Ne consegue che, stante la fondamentale uguaglianza fra tutte le Chiese<br />

particolari e fra tutti i vescovi che le presiedono, esse hanno ciascuna<br />

una propria autonomia interna, con evidenti riflessi sulla dottrina del<br />

primato, che secondo la fede cattolica è un «principio costitutivo interno»<br />

per l’esistenza stessa di una Chiesa particolare 31 . Naturalmente sarà<br />

sempre necessario sottolineare che il primato del Successore di Pietro,<br />

Vescovo di Roma, non deve essere inteso in modo estraneo o concorrente<br />

nei confronti dei Vescovi delle Chiese particolari. Esso deve esercitarsi<br />

come servizio all’unità della fede e della comunione, entro i limiti che<br />

procedono dalla legge divina e dall’inviolabile costituzione divina della<br />

Chiesa contenuta nella Rivelazione 32 .<br />

26 conc. ecumen. vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 8.<br />

27 conc. ecumen. vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, n. 3.4.<br />

28 conc. ecumen. vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, n. 15.1.<br />

29 conGR. peR la dottRina della Fede, Dich. Dominus Iesus, n. 17: EV 19, 1183.<br />

30 Cf. comitato misto cattolico-oRtodosso in FRancia, Il primato romano nella comunione<br />

delle Chiese, Conclusioni: in «Enchiridion oecumenicum» (1991), vol. 4, n. 956.<br />

31 Cf. conGR. peR la dottRina della Fede, Lettera Communionis notio, n. 17: EV 13, 1805.<br />

32 Cf. conGR. peR la dottRina della Fede, Considerazioni su Il primato del Successore di


Il quinto quesito chiede perché non venga riconosciuto il titolo di<br />

«Chiese» alle Comunità ecclesiali nate dalla Riforma.<br />

Al riguardo si deve dire che «la ferita è ancora molto più profonda<br />

nelle comunità ecclesiali che non hanno conservato la successione apostolica<br />

e l’eucaristia valida» 33 ; pertanto esse «non sono Chiese in senso<br />

proprio» 34 , ma «Comunità ecclesiali», come attesta l’insegnamento conciliare<br />

e post-conciliare 35 .<br />

Nonostante queste chiare affermazioni abbiano creato disagio nelle<br />

Comunità interessate e anche in campo cattolico, non si vede, d’altra parte,<br />

come a tali Comunità possa essere attribuito il titolo di «Chiesa», dal<br />

momento che non accettano il concetto teologico di Chiesa in senso cattolico<br />

e mancano di elementi considerati essenziali dalla Chiesa cattolica.<br />

Occorre, comunque, ricordare che dette Comunità, come tali, per i<br />

diversi elementi di santificazione e di verità in esse realmente presenti,<br />

hanno indubbiamente un carattere ecclesiale e un conseguente valore<br />

salvifico.<br />

Riprendendo sostanzialmente l’insegnamento conciliare e il Magistero<br />

post-conciliare, il nuovo documento, promulgato dalla Congregazione<br />

per la Dottrina della Fede, costituisce un chiaro richiamo alla dottrina<br />

cattolica sulla Chiesa. Oltre a fugare visioni inaccettabili, tuttora diffuse<br />

nello stesso ambito cattolico, esso offre preziose indicazioni anche per il<br />

proseguimento del dialogo ecumenico, che resta sempre una delle priorità<br />

della Chiesa cattolica, come ha confermato anche Benedetto XVI<br />

già nel suo primo messaggio alla Chiesa (20 aprile 2005) e in tante altre<br />

occasioni, specie nel suo viaggio apostolico in Turchia (28 novembre - 1<br />

dicembre 2006). Ma perché il dialogo possa veramente essere costruttivo,<br />

oltre all’apertura agli interlocutori, è necessaria la fedeltà alla identità<br />

della fede cattolica. Solo in tal modo si potrà giungere all’unità di tutti<br />

i cristiani in «un solo gregge e un solo pastore» (Gv 10, 16) e sanare così<br />

quella ferita che tuttora impedisce alla Chiesa cattolica la realizzazione<br />

piena della sua universalità nella storia.<br />

Pietro nel mistero della Chiesa, n. 7 e n. 10, in: Il primato del Successore di Pietro nel mistero<br />

della Chiesa, Documenti e Studi, Libreria Editrice Vaticana, 2002, 16 e 18.<br />

33 conGR. peR la dottRina della Fede, Lettera Communionis notio, n. 17: EV 13, 1805.<br />

34 conGR. peR la dottRina della Fede, Dichiarazione Dominus Iesus, n. 17: EV 19, 1184.<br />

35 Cf. conc. ecumen. vaticano II, Decreto Unitatis redintegratio, n. 4; Giovanni paolo II,<br />

Lettera apost. Novo millennio ineunte (2001), n. 48: EV 20, 99.


0<br />

L’ecumenismo cattolico può presentarsi a prima vista paradossale.<br />

Con l’espressione «subsistit in», il Concilio Vaticano II volle armonizzare<br />

due affermazioni dottrinali: da un lato, che la Chiesa di Cristo, malgrado<br />

le divisioni dei cristiani, continua ad esistere pienamente soltanto<br />

nella Chiesa cattolica, e, dall’altro lato, l’esistenza di numerosi elementi<br />

di santificazione e di verità al di fuori della sua compagine, ovvero nelle<br />

Chiese e Comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione<br />

con la Chiesa cattolica. Al riguardo lo stesso Decreto del Concilio Vaticano<br />

II sull’ecumenismo Unitatis redintegratio aveva introdotto il termine<br />

plenitudo (unitatis/catholicitatis) proprio per aiutare a comprendere meglio<br />

questa situazione in certo qual modo paradossale. Benché la Chiesa<br />

cattolica abbia la pienezza dei mezzi di salvezza, «tuttavia le divisioni<br />

dei cristiani impediscono che la Chiesa stessa attui la pienezza della cattolicità<br />

ad essa propria in quei figli, che le sono bensì uniti col battesimo,<br />

ma sono separati dalla sua piena comunione» 36 . Si tratta dunque della<br />

pienezza della Chiesa cattolica, che è già attuale e che deve crescere<br />

nei fratelli non in piena comunione con essa, ma anche nei propri figli<br />

che sono peccatori «fino a che il popolo di Dio pervenga nella gioia a<br />

tutta la pienezza della gloria eterna nelle celeste Gerusalemme» 37 . Il progresso<br />

nella pienezza è radicato nel dinamismo dell’unione con Cristo:<br />

«L’unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali<br />

Egli si dona. Io non posso avere Cristo solo per me; posso appartenergli<br />

soltanto in unione con tutti quelli che sono diventati o diventeranno suoi.<br />

La comunione mi tira fuori da me stesso verso di Lui, e così anche verso<br />

l’unità con tutti i cristiani» 38 .<br />

36 conc. ecumen. vaticano II, Decreto Unitatis redintegratio, n. 4.<br />

37 conc. ecumen. vaticano II, Decreto, Unitatis redintegratio, n. 3.<br />

38 Benedetto XVI, Lettera Enc. Deus caritas est, n. 14: AAS 98 (2006) 228-229.


Risposte a quesiti<br />

della Conferenza Episcopale Statunitense<br />

circa l’alimentazione e l’idratazione artificiali<br />

Primo quesito: È moralmente obbligatoria la somministrazione di<br />

cibo e acqua (per vie naturali oppure artificiali) al paziente in “stato vegetativo”,<br />

a meno che questi alimenti non possano essere assimilati dal<br />

corpo del paziente oppure non gli possano essere somministrati senza<br />

causare un rilevante disagio fisico?<br />

Risposta: Sì. La somministrazione di cibo e acqua, anche per vie artificiali,<br />

è in linea di principio un mezzo ordinario e proporzionato di conservazione<br />

della vita. Essa è quindi obbligatoria, nella misura in cui e fino<br />

a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che consiste nel<br />

procurare l’idratazione e il nutrimento del paziente. In tal modo si evitano<br />

le sofferenze e la morte dovute all’inanizione e alla disidratazione.<br />

Secondo quesito: Se il nutrimento e l’idratazione vengono forniti<br />

per vie artificiali a un paziente in “stato vegetativo permanente”, possono<br />

essere interrotti quando medici competenti giudicano con certezza<br />

morale che il paziente non recupererà mai la coscienza?<br />

Risposta: No. Un paziente in “stato vegetativo permanente” è una<br />

persona, con la sua dignità umana fondamentale, alla quale sono perciò<br />

dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di<br />

principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali.<br />

Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nel corso dell’Udienza concessa<br />

al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato le presenti Risposte, decise<br />

nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato<br />

la pubblicazione.<br />

Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 1<br />

agosto <strong>2007</strong>.<br />

William Cardinale levada<br />

Prefetto<br />

✠ AnGelo amato, S.D.B.<br />

Arcivescovo tit. di Sila<br />

Segretario<br />

1


2<br />

Nota di commento<br />

La Congregazione per la Dottrina della Fede ha formulato la risposta<br />

a due quesiti, presentati da S.E. Mons. William S. Skylstad, Presidente<br />

della Conferenza Episcopale statunitense, con lettera dell’11 luglio<br />

2005, riguardanti l’alimentazione e l’idratazione dei pazienti che versano<br />

nella condizione comunemente denominata “stato vegetativo”. L’oggetto<br />

delle domande è se l’alimentazione e l’idratazione di questi pazienti,<br />

soprattutto se somministrate per vie artificiali, non costituiscano<br />

un onere eccessivamente pesante per loro, per i parenti o per il sistema<br />

sanitario, fino al punto da poter essere considerate, anche alla luce della<br />

dottrina morale della Chiesa, un mezzo straordinario o sproporzionato, e<br />

quindi non moralmente obbligatorio.<br />

In favore della possibilità di rinunciare all’alimentazione e all’idratazione<br />

di questi pazienti si invoca spesso il Discorso di Papa Pio XII ad<br />

un Congresso di Anestesiologia del 24 novembre 1957. In esso il Pontefice<br />

ribadiva due principi etici generali. Da una parte, la ragione naturale<br />

e la morale cristiana insegnano che, in caso di malattia grave, il paziente<br />

e coloro che lo curano hanno il diritto e il dovere di mettere in atto le cure<br />

necessarie per conservare la salute e la vita. D’altra parte, tale dovere<br />

comprende generalmente solo l’utilizzo dei mezzi che, considerate tutte<br />

le circostanze, sono ordinari, che non impongono cioè un onere straordinario<br />

per il paziente o per gli altri. Un obbligo più severo sarebbe troppo<br />

pesante per la maggioranza delle persone e renderebbe troppo difficile il<br />

raggiungimento di beni più importanti. La vita, la salute e tutte le attività<br />

temporali sono subordinate ai fini spirituali. Naturalmente ciò non vieta<br />

di fare più di quanto sia strettamente obbligatorio per conservare la vita e<br />

la salute, a condizione di non venir meno al rispetto di doveri più gravi.<br />

Si deve notare, innanzitutto, che le risposte date da Pio XII si riferivano<br />

all’utilizzo e all’interruzione delle tecniche di rianimazione. Ma il<br />

caso allo studio nulla ha a che vedere con tali tecniche. I pazienti in “stato<br />

vegetativo” respirano spontaneamente, digeriscono naturalmente gli alimenti,<br />

svolgono altre funzioni metaboliche, e si trovano in una situazione<br />

stabile. Non riescono, però, ad alimentarsi da soli. Se non vengono loro<br />

somministrati artificialmente il cibo e i liquidi muoiono, e la causa della<br />

loro morte non è una malattia o lo “stato vegetativo”, ma unicamente<br />

l’inanizione e la disidratazione. D’altra parte la somministrazione artificiale<br />

di acqua e cibo generalmente non impone un onere pesante né al


paziente né ai parenti. Non comporta costi eccessivi, è alla portata di qualsiasi<br />

sistema sanitario di tipo medio, non richiede di per sé il ricovero, ed è<br />

proporzionata a raggiungere il suo scopo: impedire che il paziente muoia<br />

a causa dell’inanizione e della disidratazione. Non è né intende essere una<br />

terapia risolutiva, ma una cura ordinaria per la conservazione della vita.<br />

Ciò che, invece, può costituire un onere notevole è il fatto di avere un<br />

parente in “stato vegetativo”, se tale stato si prolunga nel tempo. È un<br />

onere simile a quello di curare un tetraplegico, un malato mentale grave,<br />

un Alzheimer avanzato, ecc. Sono persone che hanno bisogno di un’assistenza<br />

continua per mesi o addirittura per anni. Ma il principio formulato<br />

da Pio XII non può essere interpretato, per ragioni ovvie, nel senso<br />

che allora è lecito abbandonare a se stessi i pazienti, la cui cura ordinaria<br />

impone un onere consistente per la loro famiglia, lasciandoli quindi morire.<br />

Non è questo il senso in cui Pio XII parlava di mezzi straordinari.<br />

Tutto fa pensare che ai pazienti in “stato vegetativo” debba essere<br />

applicata la prima parte del principio formulato da Pio XII: in caso di<br />

malattia grave, c’è il diritto e il dovere di mettere in atto le cure necessarie<br />

per conservare la salute e la vita. Lo sviluppo del Magistero della<br />

Chiesa, che ha seguito da vicino i progressi della medicina e i dubbi che<br />

essi suscitano, lo conferma pienamente.<br />

La Dichiarazione sull’eutanasia, pubblicata dalla Congregazione per<br />

la Dottrina della Fede il 5 maggio 1980, espose la distinzione tra mezzi<br />

proporzionati e sproporzionati, e quella fra trattamenti terapeutici e cure<br />

normali dovute all’ammalato: «Nell’imminenza di una morte inevitabile<br />

nonostante i mezzi usati, è lecito in coscienza prendere la decisione di<br />

rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento<br />

precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali<br />

dovute all’ammalato in simili casi» (parte IV). Meno ancora possono essere<br />

interrotte le cure ordinarie per i pazienti che non si trovano di fronte<br />

ad una morte imminente, come è generalmente il caso di coloro che versano<br />

nello “stato vegetativo”, per i quali sarebbe proprio l’interruzione<br />

delle cure ordinarie a causare la morte.<br />

Il 27 giugno 1981 il Pontificio Consiglio Cor Unum pubblicò un documento<br />

dal titolo Questioni etiche relative ai malati gravi e ai morenti,<br />

nel quale, tra l’altro, si affermava: «Rimane, invece, l’obbligo stretto di<br />

proseguire ad ogni costo l’applicazione dei mezzi cosiddetti “minimali”,<br />

di quelli cioè che normalmente e nelle condizioni abituali sono destinati<br />

a mantenere la vita (alimentazione, trasfusioni di sangue, iniezioni,<br />

3


4<br />

ecc.). Interromperne la somministrazione significherebbe in pratica voler<br />

porre fine ai giorni del paziente» (n. 2.4.4).<br />

In un Discorso rivolto ai partecipanti ad un Corso internazionale di<br />

aggiornamento sulle preleucemie umane, del 15 novembre 1985, Papa<br />

Giovanni Paolo II, richiamandosi alla Dichiarazione sull’eutanasia, affermò<br />

chiaramente che, in virtù del principio della proporzionalità delle<br />

cure, non ci si può dispensare «dall’impegno terapeutico valido a sostenere<br />

la vita né dall’assistenza con mezzi normali di sostegno vitale», tra<br />

i quali sta certamente la somministrazione di cibo e liquidi, e avverte che<br />

non sono lecite le omissioni che hanno lo scopo «di abbreviare la vita<br />

per risparmiare la sofferenza, al paziente o ai parenti».<br />

Nel 1995 venne pubblicata dal Pontificio Consiglio per la pastorale<br />

degli Operatori Sanitari la Carta degli Operatori Sanitari. Nel n. 120<br />

si afferma esplicitamente: «L’alimentazione e l’idratazione, anche artificialmente<br />

amministrate, rientrano tra le cure normali dovute sempre<br />

all’ammalato quando non risultino gravose per lui: la loro indebita sospensione<br />

può avere il significato di vera e propria eutanasia».<br />

È del tutto esplicito il Discorso di Giovanni Paolo II ad un gruppo<br />

di Vescovi degli Stati Uniti d’America in visita ad limina del 2 ottobre<br />

1998: l’alimentazione e l’idratazione vengono considerate cure normali<br />

e mezzi ordinari per la conservazione della vita. È inaccettabile interromperle<br />

o non somministrarle se da tale decisione consegue la morte<br />

del paziente. Saremmo davanti ad un’eutanasia per omissione (cf. n. 4).<br />

Nel Discorso del 20 marzo 2004, rivolto ai partecipanti ad un Congresso<br />

Internazionale su “I trattamenti di sostegno vitale e lo stato vegetativo. Progressi<br />

scientifici e dilemmi etici”, Giovanni Paolo II confermò in termini<br />

molto chiari quanto era emerso nei documenti prima citati, offrendone anche<br />

l’adeguata interpretazione. Il Pontefice mise in risalto i seguenti punti:<br />

1) «Per indicare la condizione di coloro il cui ‘stato vegetativo’ si<br />

prolunga per oltre un anno, è stato coniato il termine di stato vegetativo<br />

permanente. In realtà, a tale definizione non corrisponde una diversa<br />

diagnosi, ma solo un giudizio di previsione convenzionale, relativo al<br />

fatto che la ripresa del paziente è, statisticamente parlando, sempre più<br />

difficile quanto più la condizione di stato vegetativo si prolunga nel tempo»<br />

(n. 2) 39 .<br />

39 La terminologia relativa alle diverse fasi e forme dello “stato vegetativo” è controversa, ma<br />

per il giudizio morale ciò non ha rilevanza.


2) Di fronte a coloro che mettono in dubbio la stessa “qualità umana”<br />

dei pazienti in “stato vegetativo permanente”, occorre riaffermare «che<br />

il valore intrinseco e la personale dignità di ogni essere umano non mutano,<br />

qualunque siano le circostanze concrete della sua vita. Un uomo,<br />

anche se gravemente malato od impedito nell’esercizio delle sue funzioni<br />

più alte, è e sarà sempre un uomo, mai diventerà un “vegetale” o un<br />

“animale”» (n. 3).<br />

3) «L’ammalato in stato vegetativo, in attesa del recupero o della fine<br />

naturale, ha dunque diritto ad una assistenza sanitaria di base (nutrizione,<br />

idratazione, igiene, riscaldamento, ecc.), ed alla prevenzione delle<br />

complicazioni legate all’allettamento. Egli ha diritto anche ad un intervento<br />

riabilitativo mirato ed al monitoraggio dei segni clinici di eventuale<br />

ripresa. In particolare, vorrei sottolineare come la somministrazione<br />

di acqua e cibo, anche quando avvenisse per vie artificiali, rappresenti<br />

sempre un mezzo naturale di conservazione della vita, non un atto medico.<br />

Il suo uso pertanto sarà da considerarsi, in linea di principio, ordinario<br />

e proporzionato, e come tale moralmente obbligatorio, nella misura<br />

in cui e fino a quando esso dimostra di raggiungere la sua finalità propria,<br />

che nella fattispecie consiste nel procurare nutrimento al paziente e<br />

lenimento delle sofferenze» (n. 4).<br />

4) I documenti precedenti vengono assunti e interpretati nel senso<br />

suddetto: «L’obbligo di non far mancare “le cure normali dovute all’ammalato<br />

in simili casi” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione<br />

sull’eutanasia, parte IV) comprende, infatti, anche l’impiego<br />

dell’alimentazione e idratazione (cf. Pontificio Consiglio Cor Unum,<br />

Questioni etiche relative ai malati gravi e ai morenti, n. 2.4.4; Pontificio<br />

Consiglio per la pastorale degli Operatori Sanitari, Carta degli Operatori<br />

Sanitari, n. 120). La valutazione delle probabilità, fondata sulle scarse<br />

speranze di recupero quando lo stato vegetativo si prolunga oltre un anno,<br />

non può giustificare eticamente l’abbandono o l’interruzione delle<br />

cure minimali al paziente, comprese alimentazione ed idratazione. La<br />

morte per fame e per sete, infatti, è l’unico risultato possibile in seguito<br />

alla loro sospensione. In tal senso essa finisce per configurarsi, se consapevolmente<br />

e deliberatamente effettuata, come una vera e propria eutanasia<br />

per omissione» (n. 4).<br />

Pertanto le Risposte che ora dà la Congregazione per la Dottrina della<br />

Fede si collocano nella linea dei documenti della Santa Sede appena<br />

citati e, in particolare, del Discorso di Giovanni Paolo II del 20 marzo


2004. Due sono i contenuti fondamentali. Si afferma, in primo luogo,<br />

che la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali, è in<br />

linea di principio un mezzo ordinario e proporzionato di conservazione<br />

della vita per i pazienti in “stato vegetativo”: «Essa è quindi obbligatoria,<br />

nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua<br />

finalità propria, che consiste nel procurare l’idratazione e il nutrimento<br />

del paziente». Si precisa, in secondo luogo, che tale mezzo ordinario di<br />

sostegno vitale va assicurato anche a coloro che versano nello “stato vegetativo<br />

permanente”, in quanto si tratta di persone, con la loro dignità<br />

umana fondamentale.<br />

Nell’affermare che la somministrazione di cibo e acqua è moralmente<br />

obbligatoria in linea di principio, la Congregazione della Dottrina<br />

della Fede non esclude che in qualche regione molto isolata o di estrema<br />

povertà l’alimentazione e l’idratazione artificiali possano non essere<br />

fisicamente possibili, e allora ad impossibilia nemo tenetur, sussistendo<br />

però l’obbligo di offrire le cure minimali disponibili e di procurarsi,<br />

se possibile, i mezzi necessari per un adeguato sostegno vitale. Non si<br />

esclude neppure che, per complicazioni sopraggiunte, il paziente possa<br />

non riuscire ad assimilare il cibo e i liquidi, diventando così del tutto<br />

inutile la loro somministrazione. Infine, non si scarta assolutamente la<br />

possibilità che in qualche raro caso l’alimentazione e l’idratazione artificiali<br />

possano comportare per il paziente un’eccessiva gravosità o un<br />

rilevante disagio fisico legato, per esempio, a complicanze nell’uso di<br />

ausili strumentali.<br />

Questi casi eccezionali nulla tolgono però al criterio etico generale,<br />

secondo il quale la somministrazione di acqua e cibo, anche quando<br />

avvenisse per vie artificiali, rappresenta sempre un mezzo naturale di<br />

conservazione della vita e non un trattamento terapeutico. Il suo uso<br />

sarà quindi da considerarsi ordinario e proporzionato, anche quando lo<br />

“stato vegetativo” si prolunghi.


I. Introduzione<br />

Nota dottrinale<br />

su alcuni aspetti dell’evangelizzazione<br />

1. Inviato dal Padre ad annunciare il Vangelo, Gesù Cristo ha invitato<br />

tutti gli uomini alla conversione e alla fede (cf. Mc 1, 14-15), affidando<br />

agli Apostoli, dopo la sua risurrezione, la continuazione della sua missione<br />

evangelizzatrice (cf. Mt 28, 19-20; Mc 16, 15; Lc 24, 4-7; At 1,<br />

3): «come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20, 21; cf.<br />

17, 18). Mediante la Chiesa, egli vuole infatti raggiungere ogni epoca<br />

della storia, ogni luogo della terra ed ogni ambito della società, arrivare<br />

ad ogni persona, perché tutti diventino un solo gregge e un solo pastore<br />

(cf. Gv 10, 16): «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni<br />

creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà<br />

sarà condannato» (Mc 16, 15-16).<br />

Gli Apostoli, quindi, «mossi dallo Spirito, invitavano tutti a cambiare<br />

vita, a convertirsi e a ricevere il battesimo» 40 , perché «la Chiesa pellegrinante<br />

è necessaria alla salvezza» 41 . È lo stesso Signore Gesù Cristo che,<br />

presente nella sua Chiesa, precede l’opera degli evangelizzatori, l’accompagna<br />

e la segue, facendone fruttificare il lavoro: ciò che è accaduto<br />

alle origini continua lungo tutto il corso della storia.<br />

All’inizio del terzo millennio, è risuonato ancora nel mondo l’invito<br />

che Pietro, insieme al fratello Andrea ed ai primi discepoli, ascoltò da<br />

Gesù: «prendi il largo e calate le reti per la pesca» (Lc 5, 4) 42 . E, dopo il<br />

miracolo di una grande raccolta di pesci, il Signore annunciò a Pietro<br />

che sarebbe diventato «pescatore di uomini» (Lc 5, 10).<br />

40 Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio (7 dicembre 1990), n. 47: AAS 83 (1991),<br />

293.<br />

41 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 14; cf. Decr. Ad gentes, n. 7; Decr. Unitatis<br />

redintegratio, n. 3. Questa dottrina non si contrappone alla volontà salvifica universale di<br />

Dio, che «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità» (1Tim<br />

2, 4); perciò «è necessario tener congiunte queste due verità, cioè la reale possibilità della salvezza<br />

in Cristo per tutti gli uomini e la necessità della Chiesa in ordine alla salvezza» (Giovanni<br />

Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 9: AAS 83 [1991], 258).<br />

42 Cf. Giovanni Paolo II, Lett. Ap. Novo millennio ineunte (6 gennaio 2001), n. 1: AAS 93<br />

(2001), 266.


2. Il termine evangelizzazione ha un significato molto ricco 43 . In senso<br />

ampio, esso riassume l’intera missione della Chiesa: tutta la sua vita<br />

infatti consiste nel realizzare la traditio Evangelii, l’annuncio e la trasmissione<br />

del Vangelo, che è «potenza di Dio per la salvezza di chiunque<br />

crede» (Rm 1, 16) e che in ultima essenza si identifica con Gesù Cristo<br />

(cf. 1Cor 1, 24). Perciò, così intesa, l’evangelizzazione ha come destinataria<br />

tutta l’umanità. In ogni caso, evangelizzare significa non soltanto<br />

insegnare una dottrina bensì annunciare il Signore Gesù con parole ed<br />

azioni, cioè farsi strumento della sua presenza e azione nel mondo.<br />

«Ogni persona ha il diritto di udire la “buona novella” di Dio che si<br />

rivela e si dona in Cristo, per attuare in pienezza la sua propria vocazione»<br />

44 . Si tratta di un diritto conferito dal Signore a ogni persona umana,<br />

per cui ogni uomo e ogni donna può veramente dire con San Paolo: Gesù<br />

Cristo «mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2, 20). A questo<br />

diritto corrisponde un dovere di evangelizzare: «Non è infatti per me un<br />

vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi<br />

il Vangelo!» (1Cor 9, 16; cf. Rm 10, 14). Si comprende allora come<br />

ogni attività della Chiesa abbia una essenziale dimensione evangelizzante<br />

e non deve mai essere separata dall’impegno per aiutare tutti a<br />

incontrare Cristo nella fede, che è il primario obiettivo dell’evangelizzazione:<br />

«il fatto sociale e il Vangelo sono semplicemente inscindibili tra<br />

loro. Dove portiamo agli uomini soltanto conoscenze, abilità, capacità<br />

tecniche e strumenti, là portiamo troppo poco» 45 .<br />

3. Si verifica oggi, tuttavia, una crescente confusione che induce<br />

molti a lasciare inascoltato ed inoperante il comando missionario del<br />

Signore (cf. Mt 28, 19). Spesso si ritiene che ogni tentativo di convincere<br />

altri in questioni religiose sia un limite posto alla libertà. Sarebbe<br />

lecito solamente esporre le proprie idee ed invitare le persone ad agire<br />

secondo coscienza, senza favorire una loro conversione a Cristo ed alla<br />

fede cattolica: si dice che basta aiutare gli uomini a essere più uomini o<br />

più fedeli alla propria religione, che basta costruire comunità capaci di<br />

operare per la giustizia, la libertà, la pace, la solidarietà. Inoltre, alcuni<br />

43 Cf. Paolo VI, Es. Ap. Evangelii nuntiandi (8 dicembre 1975), n. 24: AAS 69 (1976), 22.<br />

44 Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 46: AAS 83 (1991), 293; cf. Paolo VI, Es.<br />

Ap. Evangelii nuntiandi, nn. 53 e 80: AAS 69 (1976), 41-42, 73-74.<br />

45 Benedetto XVI, Omelia durante la Santa Messa nella spianata della Neue Messe (10 settembre<br />

2006): AAS 98 (2006), 710.


sostengono che non si dovrebbe annunciare Cristo a chi non lo conosce,<br />

né favorire l’adesione alla Chiesa, poiché sarebbe possibile esser salvati<br />

anche senza una conoscenza esplicita di Cristo e senza una incorporazione<br />

formale alla Chiesa.<br />

Di fronte a tali problematiche, la Congregazione per la Dottrina della<br />

Fede ha ritenuto necessario pubblicare la presente Nota. Essa, presupponendo<br />

l’insieme della dottrina cattolica sull’evangelizzazione, ampiamente<br />

trattata nel Magistero di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, ha lo<br />

scopo di chiarire alcuni aspetti del rapporto tra il mandato missionario<br />

del Signore ed il rispetto della coscienza e della libertà religiosa di tutti.<br />

Si tratta di aspetti che hanno importanti implicazioni antropologiche,<br />

ecclesiologiche ed ecumeniche.<br />

II. Alcune implicazioni antropologiche<br />

4. «Questa è la vita eterna, che conoscano te, l’unico vero Dio e colui<br />

che hai mandato, Gesù Cristo» (Gv 17, 3): Dio ha donato agli uomini<br />

l’intelligenza e la volontà, perché lo potessero liberamente cercare, conoscere<br />

ed amare. Perciò la libertà umana è una risorsa ed una sfida offerta<br />

all’uomo da Colui che lo ha creato. Un’offerta rivolta alla sua capacità<br />

di conoscere ed amare ciò che è buono e vero. Nulla come la ricerca<br />

del bene e della verità mette in gioco la libertà umana, sollecitandola ad<br />

un’adesione tale da coinvolgere gli aspetti fondamentali della vita. Questo<br />

è in modo particolare il caso della verità salvifica, che non è soltanto<br />

oggetto del pensiero ma avvenimento che investe tutta la persona – intelligenza,<br />

volontà, sentimenti, attività e progetti – quando essa aderisce<br />

a Cristo. In tale ricerca del bene e della verità è già all’opera lo Spirito<br />

Santo, che apre e dispone i cuori all’accoglienza della verità evangelica,<br />

secondo la nota affermazione di san Tommaso d’Aquino: «omne verum<br />

a quocumque dicatur a Spiritu Sancto est» 46 . È perciò importante valorizzare<br />

questa azione dello Spirito, che crea affinità ed avvicina i cuori<br />

alla verità, aiutando la conoscenza umana a maturare in sapienza e in<br />

abbandono fiducioso al vero 47 .<br />

46 Tommaso D’Aquino, Summa Theologiae, I-II, q. 109, a. 1, ad 1.<br />

47 Cf. Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Fides et ratio (14 settembre 1998), n. 44 : AAS 91 (1999),<br />

40.


0<br />

Tuttavia oggi vengono formulati, con sempre maggiore frequenza,<br />

degli interrogativi proprio sulla legittimità di proporre ad altri – affinché<br />

possano aderirvi a loro volta – ciò che si ritiene vero per sé. Tale proposta<br />

è vista spesso come un attentato alla libertà altrui. Questa visione<br />

della libertà umana, svincolata dal suo inscindibile riferimento alla verità,<br />

è una delle espressioni «di quel relativismo che, non riconoscendo<br />

nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le<br />

sue voglie, e sotto l’apparenza della libertà diventa per ciascuno una prigione»<br />

48 . Nelle diverse forme di agnosticismo e relativismo presenti nel<br />

pensiero contemporaneo, «la legittima pluralità di posizioni ha ceduto<br />

il posto ad un indifferenziato pluralismo, fondato sull’assunto che tutte<br />

le posizioni si equivalgono: è questo uno dei sintomi più diffusi della<br />

sfiducia nella verità che è dato verificare nel contesto contemporaneo. A<br />

questa riserva non sfuggono neppure alcune concezioni di vita che provengono<br />

dall’Oriente; in esse, infatti, si nega alla verità il suo carattere<br />

esclusivo, partendo dal presupposto che essa si manifesta in modo uguale<br />

in dottrine diverse, persino contraddittorie tra di loro» 49 . Se l’uomo<br />

nega la sua fondamentale capacità della verità, se diviene scettico sulla<br />

sua facoltà di conoscere realmente ciò che è vero, egli finisce per perdere<br />

ciò che in modo unico può avvincere la sua intelligenza ed affascinare<br />

il suo cuore.<br />

5. A tale riguardo, nella ricerca della verità, chi pensa di fare affidamento<br />

soltanto sulle proprie forze, senza riconoscere il bisogno che ciascuno<br />

ha dell’aiuto altrui, si inganna. L’uomo «fin dalla nascita, si trova<br />

immerso in varie tradizioni, dalle quali riceve non soltanto il linguaggio<br />

e la formazione culturale, ma molteplici verità a cui, quasi istintivamente,<br />

crede. [...] Nella vita di un uomo, le verità semplicemente credute rimangono<br />

più numerose di quelle che egli acquisisce mediante la personale<br />

verifica» 50 . La necessità di affidarsi alle conoscenze trasmesse dalla<br />

propria cultura, o acquisite da altri, arricchisce l’uomo sia con verità che<br />

egli non poteva attingere da solo, sia con quei rapporti interpersonali<br />

48 Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti del Convegno Ecclesiale della <strong>Diocesi</strong> di Roma<br />

su «Famiglia e Comunità cristiana: formazione della persona e trasmissione della fede» (6<br />

giugno 2005): AAS 97 (2005), 816.<br />

49 Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Fides et ratio, n. 5: AAS 91 (1999), 9-10.<br />

50 Ibidem, n. 31: AAS 91 (1999), 29; cf. Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, n. 12.


e sociali che egli sviluppa. L’individualismo spirituale, invece, isola la<br />

persona impedendole di aprirsi con fiducia agli altri – e perciò di ricevere<br />

e donare in abbondanza quei beni che nutrono la sua libertà – e mettendo<br />

in pericolo anche il diritto di manifestare socialmente le proprie<br />

convinzioni e opinioni 51 .<br />

In particolare, la verità che è in grado di illuminare il senso della propria<br />

vita e di guidarla viene raggiunta anche mediante l’abbandono fiducioso<br />

a coloro che possono garantire la certezza e l’autenticità della<br />

verità stessa: «La capacità e la scelta di affidare se stessi e la propria vita<br />

a un’altra persona costituiscono certamente uno degli atti antropologicamente<br />

più significativi ed espressivi» 52 . L’accoglienza della Rivelazione<br />

che si realizza nella fede, pur avvenendo ad un livello più profondo,<br />

rientra nella dinamica della ricerca della verità: «A Dio che rivela è<br />

dovuta l’obbedienza della fede (cf. Rm 16, 26; 1, 5; 2Cor 10, 5-6), con<br />

la quale l’uomo gli si abbandona tutt’intero e liberamente, prestando il<br />

pieno ossequio dell’intelletto e della volontà a Dio che rivela e assentendo<br />

volontariamente alla rivelazione data da Lui» 53 . Il Concilio Vaticano<br />

II, dopo aver affermato il dovere e il diritto di ogni uomo di cercare la<br />

verità in materia religiosa, aggiunge: «La verità poi va cercata in modo<br />

rispondente alla dignità della persona umana, e alla sua natura sociale,<br />

cioè con una ricerca libera, con l’aiuto del magistero o dell’insegnamento,<br />

della comunicazione e del dialogo, con cui, allo scopo di aiutarsi vicendevolmente<br />

nella ricerca della verità, gli uni espongono agli altri la<br />

verità che hanno scoperta o che ritengono di avere scoperta» 54 . In ogni<br />

caso, la verità «non si impone che in forza della stessa verità» 55 . Perciò,<br />

sollecitare onestamente l’intelligenza e la libertà di una persona all’incontro<br />

con Cristo ed il suo Vangelo non è una indebita intromissione nei<br />

suoi confronti, bensì una legittima offerta ed un servizio che può rendere<br />

più fecondi i rapporti fra gli uomini.<br />

6. L’evangelizzazione, inoltre, è una possibilità di arricchimento non<br />

soltanto per i suoi destinatari ma anche per chi ne è attore e per la Chiesa<br />

51 Tale diritto è stato riconosciuto ed affermato anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti<br />

dell’Uomo del 1948 (aa. 18-19).<br />

52 Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Fides et ratio, n. 33: AAS 91 (1999), 31.<br />

53 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, n. 5.<br />

54 Concilio Vaticano II, Dich. Dignitatis humanae, n. 3.<br />

55 Ibidem, n. 1.<br />

1


2<br />

tutta. Ad esempio, nel processo di inculturazione, «la stessa Chiesa universale<br />

si arricchisce di espressioni e valori nei vari settori della vita cristiana<br />

[...]; conosce ed esprime ancor meglio il mistero di Cristo, mentre<br />

viene stimolata a un continuo rinnovamento» 56 . La Chiesa, infatti, che<br />

fin dal giorno di Pentecoste ha manifestato l’universalità della sua missione,<br />

assume in Cristo le innumerevoli ricchezze degli uomini di tutti i<br />

tempi e luoghi della storia umana 57 . Oltre al suo valore antropologico intrinseco,<br />

ogni incontro con una persona o una cultura concreta può svelare<br />

delle potenzialità del Vangelo poco esplicitate in precedenza, che<br />

arricchiranno la vita concreta dei cristiani e della Chiesa. Anche grazie a<br />

questo dinamismo, la «tradizione, che viene dagli apostoli, progredisce<br />

nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo» 58 .<br />

È infatti lo Spirito che, dopo aver operato l’incarnazione di Gesù<br />

Cristo nel grembo verginale di Maria, vivifica l’azione materna della<br />

Chiesa nell’evangelizzazione delle culture. Sebbene il Vangelo sia indipendente<br />

da tutte le culture, esso è capace di impregnarle tutte, senza<br />

tuttavia lasciarsene asservire 59 . In questo senso, lo Spirito Santo è anche<br />

il protagonista dell’inculturazione del Vangelo, è colui che presiede in<br />

modo fecondo al dialogo fra la Parola di Dio, rivelatasi in Cristo, e le domande<br />

più profonde che sgorgano dalla molteplicità degli uomini e delle<br />

culture. Prosegue così nella storia, nell’unità di una medesima ed unica<br />

fede, l’evento della Pentecoste, che si arricchisce attraverso la diversità<br />

dei linguaggi e delle culture.<br />

7. L’attività con cui l’uomo comunica ad altri eventi e verità significativi<br />

dal punto di vista religioso, favorendone l’accoglienza, non solo<br />

è in profonda sintonia con la natura del processo umano di dialogo, di<br />

annuncio e di apprendimento, ma è anche rispondente ad un’altra importante<br />

realtà antropologica: è proprio dell’uomo il desiderio di rendere<br />

partecipi gli altri dei propri beni. L’accoglienza della Buona Novella<br />

nella fede, spinge di per sé a tale comunicazione. La Verità che salva la<br />

vita accende il cuore di chi la riceve con un amore verso il prossimo che<br />

muove la libertà a ridonare ciò che si è gratuitamente ricevuto.<br />

56 Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 52: AAS 83 (1991), 300.<br />

57 Cf. Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Slavorum Apostoli (2 giugno 1985), n. 18: AAS 77 (1985), 800.<br />

58 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, n. 8.<br />

59 Cf. Paolo VI, Es. Ap. Evangelii nuntiandi, nn. 19-20: AAS 69 (1976), 18-19.


Sebbene i non cristiani possano salvarsi mediante la grazia che Dio<br />

dona attraverso «vie a Lui note» 60 , la Chiesa non può non tener conto del<br />

fatto che ad essi manca un grandissimo bene in questo mondo: conoscere<br />

il vero volto di Dio e l’amicizia con Gesù Cristo, il Dio-con-noi. Infatti,<br />

«non vi è niente di più bello che essere raggiunti, sorpresi dal Vangelo,<br />

da Cristo. Non vi è niente di più bello che conoscere Lui e comunicare<br />

agli altri l’amicizia con Lui» 61 . Per ogni uomo è un grande bene la rivelazione<br />

delle verità fondamentali 62 su Dio, su se stesso e sul mondo;<br />

mentre vivere nell’oscurità, senza la verità circa le ultime questioni, è<br />

un male, spesso all’origine di sofferenze e di schiavitù talvolta drammatiche.<br />

Ecco perché San Paolo non esita a descrivere la conversione<br />

alla fede cristiana come una liberazione «dal regno delle tenebre» ed un<br />

ingresso «nel regno del Figlio prediletto, nel quale abbiamo la redenzione<br />

e la remissione dei peccati» (Col 1, 13-14). Perciò la piena adesione<br />

a Cristo, che è la Verità, e l’ingresso nella sua Chiesa non diminuiscono<br />

ma esaltano la libertà umana e la protendono verso il suo compimento,<br />

in un amore gratuito e colmo di premura per il bene di tutti gli uomini.<br />

È un dono inestimabile vivere nell’abbraccio universale degli amici di<br />

Dio, che scaturisce dalla comunione con la carne vivificante del Figlio<br />

Suo, ricevere da Lui la certezza del perdono dei peccati e vivere nella<br />

carità che nasce dalla fede. Di questi beni la Chiesa vuole fare partecipi<br />

tutti, affinché abbiano così la pienezza della verità e dei mezzi di salvezza,<br />

«per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8, 21).<br />

8. L’evangelizzazione comporta anche il dialogo sincero, che cerca<br />

di comprendere le ragioni ed i sentimenti altrui. Al cuore dell’uomo, infatti,<br />

non si accede senza gratuità, carità e dialogo, cosicché la parola<br />

annunciata non sia solo proferita ma anche adeguatamente attestata nel<br />

cuore dei suoi destinatari. Ciò esige di tener conto delle speranze e delle<br />

sofferenze, delle situazioni concrete di coloro ai quali ci si rivolge. Inol-<br />

60 Concilio Vaticano II, Decr. Ad gentes, n. 7; cf. Cost. dogm. Lumen gentium, n. 16; Cost. past.<br />

Gaudium et spes, n. 22.<br />

61 Benedetto XVI, Omelia durante la Santa Messa per l’inizio del Pontificato (24 aprile 2005):<br />

AAS 97 (2005), 711.<br />

62 Cf. Concilio Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius, n. 2: «È grazie a questa divina rivelazione che<br />

tutti gli uomini possono nella presente condizione del genere umano, conoscere facilmente, con<br />

assoluta certezza e senza alcun errore, ciò che nelle cose divine non è di per sé inaccessibile alla<br />

ragione (cf. Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, I, 1, 1)» (DH 3005).<br />

3


4<br />

tre, proprio attraverso il dialogo, gli uomini di buona volontà aprono più<br />

liberamente il cuore e condividono sinceramente le loro esperienze spirituali<br />

e religiose. Tale condivisione, caratteristica della vera amicizia, è<br />

un’occasione preziosa per la testimonianza e per l’annuncio cristiano.<br />

Come in ogni campo dell’attività umana, anche nel dialogo in materia<br />

religiosa può subentrare il peccato. Può accadere talvolta che tale dialogo<br />

non sia guidato dal suo naturale scopo, bensì ceda all’inganno, ad interessi<br />

egoistici o all’arroganza, mancando così di rispetto alla dignità e alla libertà<br />

religiosa degli interlocutori. Perciò «la Chiesa proibisce severamente di<br />

costringere o di indurre e attirare qualcuno con inopportuni raggiri ad abbracciare<br />

la fede, allo stesso modo che rivendica energicamente il diritto<br />

che nessuno con ingiuste vessazioni sia distolto dalla fede stessa» 63 .<br />

Il movente originario dell’evangelizzazione è l’amore di Cristo per<br />

la salvezza eterna degli uomini. Gli autentici evangelizzatori desiderano<br />

soltanto donare gratuitamente quanto essi stessi hanno gratuitamente<br />

ricevuto: «Fin dagli inizi della Chiesa, i discepoli di Cristo si sono adoperati<br />

per convertire gli uomini a confessare Cristo Signore, non con una<br />

azione coercitiva né con artifizi indegni del Vangelo, ma anzitutto con la<br />

forza della parola di Dio» 64 . La missione degli apostoli e la sua continuazione<br />

nella missione della Chiesa antica rimane il modello fondamentale<br />

dell’evangelizzazione per tutti i tempi: una missione spesso contrassegnata<br />

dal martirio, come dimostra anche la storia del secolo appena trascorso.<br />

Proprio il martirio dà credibilità ai testimoni, che non cercano<br />

potere o guadagno ma donano la propria vita per Cristo. Essi manifestano<br />

al mondo la forza inerme e colma di amore per gli uomini che viene<br />

donata a chi segue Cristo fino al dono totale della sua esistenza. Così, i<br />

cristiani, dagli albori del cristianesimo fino ai nostri giorni, hanno subito<br />

persecuzioni a motivo del Vangelo, come Gesù aveva preannunziato:<br />

«Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv 15, 20).<br />

III. Alcune implicazioni ecclesiologiche<br />

9. Sin dal giorno di Pentecoste, chi accoglie pienamente la fede viene<br />

incorporato alla comunità dei credenti: «coloro che accolsero la sua<br />

63 Concilio Vaticano II, Decr. Ad gentes, n. 13.<br />

64 Concilio Vaticano II, Dich. Dignitatis humanae, n. 11.


parola [di Pietro] furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa<br />

tremila persone» (At 2, 41). Fin dall’inizio il Vangelo, nella potenza dello<br />

Spirito, è annunciato a tutti gli uomini, affinché credano e diventino<br />

discepoli di Cristo e membri della sua Chiesa. Anche nella letteratura<br />

patristica sono costanti le esortazioni a compiere la missione affidata da<br />

Cristo ai discepoli 65 . Generalmente si usa il termine «conversione» in<br />

riferimento all’esigenza di portare i pagani alla Chiesa. Nondimeno, la<br />

conversione (metanoia), nel suo significato propriamente cristiano, è un<br />

cambiamento di mentalità e di azione, come espressione della vita nuova<br />

in Cristo proclamata dalla fede: si tratta di una continua riforma di<br />

pensiero e di opere verso una più intensa identificazione con Cristo (cf.<br />

Gal 2, 20), cui sono chiamati anzitutto i battezzati. Tale è, in primo luogo,<br />

il significato dell’invito formulato da Gesù: «convertitevi e credete<br />

al Vangelo» (Mc 1, 15; cf. Mt 4, 17).<br />

Lo spirito cristiano è sempre stato animato dalla passione di condurre<br />

tutta l’umanità a Cristo nella Chiesa. Infatti l’incorporazione di nuovi<br />

membri alla Chiesa non è l’estensione di un gruppo di potere, ma l’ingresso<br />

nella rete di amicizia con Cristo, che collega cielo e terra, continenti<br />

ed epoche diverse. È l’ingresso nel dono della comunione con<br />

Cristo, che è «vita nuova» animata dalla carità e dall’impegno per la<br />

giustizia. La Chiesa è strumento – «germe ed inizio» 66 – del Regno di<br />

Dio, non è un’utopia politica. É già presenza di Dio nella storia e porta<br />

in sé anche il vero futuro, quello definitivo nel quale Egli sarà «tutto in<br />

tutti» (1Cor 15, 28); una presenza necessaria, poiché solo Dio può portare<br />

al mondo pace e giustizia autentiche. Il Regno di Dio non è – come<br />

alcuni oggi sostengono – una realtà generica che sovrasta tutte le esperienze<br />

o le tradizioni religiose, ed a cui esse dovrebbero tendere come ad<br />

un’universale ed indistinta comunione di tutti coloro che cercano Dio,<br />

ma è anzitutto una persona, che ha il volto e il nome di Gesù di Nazareth,<br />

immagine del Dio invisibile 67 . Perciò ogni libero moto del cuore umano<br />

65 Cf., ad esempio, Clemente di Alessandria, Protreptico IX, 87, 3-4 (Sources chrétiennes, 2,154);<br />

Aurelio Agostino, Sermo 14, D [= 352 A], 3 (Nuova Biblioteca Agostiniana, XXXV/1, 269-271).<br />

66 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 5.<br />

67 Cf. al riguardo Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 18: AAS 83 (1991), 265-<br />

266: «Se si distacca il Regno da Gesù, non si ha più il Regno di Dio da lui rivelato, e si finisce<br />

per distorcere sia il senso del Regno, che rischia di trasformarsi in un obiettivo puramente<br />

umano o ideologico, sia l’identità di Cristo, che non appare più il Signore, a cui tutto deve esser<br />

sottomesso (cf. 1Cor 15, 27)».


verso Dio ed il suo Regno non può che condurre, per sua natura, a Cristo<br />

ed essere orientato all’ingresso nella sua Chiesa, che di quel Regno è segno<br />

efficace. La Chiesa è, dunque, veicolo della presenza di Dio e perciò<br />

strumento di una vera umanizzazione dell’uomo e del mondo. Il dilatarsi<br />

della Chiesa nella storia, che costituisce la finalità della missione, è un<br />

servizio alla presenza di Dio mediante il suo Regno: non si può infatti<br />

«disgiungere il Regno dalla Chiesa» 68 .<br />

10. Oggi, tuttavia, l’annuncio missionario della Chiesa viene «messo<br />

in pericolo da teorie di tipo relativistico, che intendono giustificare il<br />

pluralismo religioso, non solo de facto ma anche de iure (o di principio)»<br />

69 . Da molto tempo si è venuta a creare una situazione nella quale,<br />

per molti fedeli, non è chiara la stessa ragione d’essere dell’evangelizzazione<br />

70 . Si afferma addirittura che la pretesa di aver ricevuto in dono la<br />

pienezza della Rivelazione di Dio nasconde un atteggiamento d’intolleranza<br />

ed un pericolo per la pace.<br />

Chi ragiona così ignora che la pienezza del dono di verità che Dio fa,<br />

rivelandosi all’uomo, rispetta quella libertà che Egli stesso crea come<br />

tratto indelebile della natura umana: una libertà che non è indifferenza,<br />

ma tensione al bene. Tale rispetto è un’esigenza della stessa fede cattolica<br />

e della carità di Cristo, un costitutivo dell’evangelizzazione e, quindi,<br />

un bene da promuovere in modo inseparabile dall’impegno a far conoscere<br />

e abbracciare liberamente la pienezza di salvezza che Dio offre<br />

all’uomo nella Chiesa.<br />

Il dovuto rispetto per la libertà religiosa 71 e la sua promozione «non<br />

68 Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 18: AAS 83 (1991), 266. Sul rapporto tra<br />

Chiesa e Regno, cf. anche Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Dominus Iesus (6<br />

agosto 2000), nn. 18-19: AAS 92 (2000), 759-761.<br />

69 Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Dominus Iesus, n. 4: AAS 92 (2000), 744.<br />

70 Cf. Paolo VI, Es. Ap. Evangelii nuntiandi, n. 80: AAS 69 (1976), 73: «Perché annunziare<br />

il Vangelo dal momento che tutti sono salvati dalla rettitudine del cuore? Se, d’altra parte, il<br />

mondo e la storia sono pieni dei “germi del Verbo” non è una illusione pretendere di portare il<br />

Vangelo là dove esso già si trova nei semi, che il Signore stesso vi ha sparsi?».<br />

71 Cf. Benedetto XVI, Discorso ai membri della Curia e della Prelatura Romana per la presentazione<br />

degli auguri natalizi (22 dicembre 2005): AAS 98 (2006), 50: «se la libertà di religione<br />

viene considerata come espressione dell’incapacità dell’uomo di trovare la verità e di<br />

conseguenza diventa canonizzazione del relativismo, allora essa da necessità sociale e storica<br />

è elevata in modo improprio a livello metafisico ed è così privata del suo vero senso, con la<br />

conseguenza di non poter essere accettata da colui che crede che l’uomo è capace di conoscere<br />

la verità di Dio e, in base alla dignità interiore della verità, è legato a tale conoscenza. Una cosa


devono in alcun modo renderci indifferenti verso la verità e il bene. Anzi<br />

lo stesso amore spinge i discepoli di Cristo ad annunciare a tutti gli uomini<br />

la verità che salva» 72 . Tale amore è il sigillo prezioso dello Spirito<br />

Santo che, da protagonista dell’evangelizzazione 73 , non cessa di muovere<br />

i cuori all’annuncio del Vangelo, aprendoli alla sua accoglienza. Un<br />

amore che vive nel cuore della Chiesa e da lì, come fuoco di carità, si irradia<br />

sino ai confini della terra, fino al cuore di ogni uomo. Tutto il cuore<br />

dell’uomo, infatti, attende di incontrare Gesù Cristo.<br />

Si comprende allora l’urgenza dell’invito di Cristo ad evangelizzare<br />

e come la missione, affidata dal Signore agli apostoli, riguardi tutti<br />

i battezzati. Le parole di Gesù, «andate dunque e ammaestrate tutte le<br />

nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito<br />

Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt<br />

28, 19-20), interpellano tutti nella Chiesa, ciascuno secondo la propria<br />

vocazione. E, nell’ora presente, di fronte alle tante persone che vivono<br />

nelle diverse forme di deserto, soprattutto nel «deserto dell’oscurità di<br />

Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e<br />

del cammino dell’uomo» 74 , il Papa Benedetto XVI ha ricordato al mondo<br />

che «la Chiesa nel suo insieme, ed i Pastori in essa, come Cristo devono<br />

mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il<br />

luogo della vita, verso l’amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci<br />

dona la vita, la vita in pienezza» 75 . Questo impegno apostolico è un dovere<br />

ed anche un diritto irrinunciabile, espressione propria della libertà<br />

religiosa, che ha le sue corrispondenti dimensioni etico-sociali ed eticopolitiche<br />

76 . Un diritto che purtroppo, in alcune parti del mondo, non è<br />

ancora legalmente riconosciuto ed in altre non è rispettato nei fatti 77 .<br />

completamente diversa è invece il considerare la libertà di religione come una necessità derivante<br />

dalla convivenza umana, anzi come una conseguenza intrinseca della verità che non può<br />

essere imposta dall’esterno, ma deve essere fatta propria dall’uomo solo mediante il processo<br />

del convincimento».<br />

72 Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, n. 28; cf. Paolo VI, Es. Ap. Evangelii nuntiandi,<br />

n. 24: AAS 69 (1976), 21-22.<br />

73 Cf. Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, nn. 21-30: AAS 83 (1991), 268-276.<br />

74 Benedetto XVI, Omelia durante la Santa Messa per l’inizio del Pontificato (24 aprile 2005):<br />

AAS 97 (2005), 710.<br />

75 Ibidem.<br />

76 Cf. Concilio Vaticano II, Dich. Dignitatis humanae, n. 6.<br />

77 Infatti, laddove è riconosciuto il diritto alla libertà religiosa, è solitamente riconosciuto ad<br />

ogni uomo pure il diritto di partecipare ad altri le proprie convinzioni, nel pieno rispetto della<br />

coscienza altrui, anche per favorirne l’ingresso nella propria comunità di appartenenza reli-


11. Chi annuncia il Vangelo partecipa alla carità di Cristo, che ci ha<br />

amati e ha donato se stesso per noi (cf. Ef 5, 2), è suo ambasciatore e supplica<br />

in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio! (cf. 2Cor 5, 20).<br />

Una carità che è espressione di quella gratitudine che si effonde dal cuore<br />

umano quando si apre all’amore donato da Gesù Cristo, quell’Amore<br />

«che per l’universo si squaderna» 78 . Questo spiega l’ardore, la fiducia e<br />

la libertà di parola (parrhesia) che si manifestavano nella predicazione<br />

degli Apostoli (cf. At 4, 31; 9, 27-28; 26, 26; ecc.) e che il re Agrippa<br />

sperimentò ascoltando Paolo: «Per poco non mi convinci a farmi cristiano!»<br />

(At 26, 28).<br />

L’evangelizzazione non si realizza soltanto attraverso la predicazione<br />

pubblica del Vangelo, né unicamente attraverso opere di pubblica rilevanza,<br />

ma anche per mezzo della testimonianza personale, che è sempre<br />

una via di grande efficacia evangelizzatrice. In effetti, «accanto alla<br />

proclamazione fatta in forma generale del Vangelo, l’altra forma della<br />

sua trasmissione, da persona a persona, resta valida ed importante. [...]<br />

Non dovrebbe accadere che l’urgenza di annunziare la buona novella a<br />

masse di uomini facesse dimenticare questa forma di annuncio mediante<br />

la quale la coscienza personale di un uomo è raggiunta, toccata da una<br />

parola del tutto straordinaria che egli riceve da un altro» 79 .<br />

In ogni caso, va ricordato che nella trasmissione del Vangelo la parola<br />

e la testimonianza della vita vanno di pari passo 80 ; affinché la luce della<br />

verità sia irradiata a tutti gli uomini, è necessaria anzitutto la testimonianza<br />

della santità. Se la parola è smentita dalla condotta, difficilmente<br />

viene accolta. Ma neppure basta la sola testimonianza, perché «anche la<br />

più bella testimonianza si rivelerà a lungo impotente, se non è illuminata,<br />

giustificata – ciò che Pietro chiamava “dare le ragioni della propria<br />

speranza” (1Pt 3, 15) – ed esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile<br />

del Signore Gesù» 81 .<br />

giosa, come sancito altresì da numerosi ordinamenti giuridici odierni e da una ormai diffusa<br />

giurisprudenza al riguardo.<br />

78 Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso, XXXIII, 87.<br />

79 Paolo VI, Es. Ap. Evangelii nuntiandi, n. 46: AAS 69 (1976), 36.<br />

80 Cf. Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 35.<br />

81 Paolo VI, Es. Ap. Evangelii nuntiandi, n. 22: AAS 69 (1976), 20.


IV. Alcune implicazioni ecumeniche<br />

12. Fin dai suoi inizi il movimento ecumenico è stato intimamente<br />

collegato all’evangelizzazione. L’unità è, infatti, il sigillo della credibilità<br />

della missione e il Concilio Vaticano II ha rilevato con rincrescimento<br />

che lo scandalo della divisione «danneggia la santissima causa della<br />

predicazione» 82 . Gesù stesso alla vigilia della sua morte ha pregato: «affinché<br />

tutti siano una sola cosa…perché il mondo creda» (Gv 17, 21).<br />

La missione della Chiesa è universale e non è limitata a determinate<br />

regioni della terra. L’evangelizzazione, tuttavia, si realizza diversamente,<br />

secondo le differenti situazioni in cui avviene. In senso proprio c’è<br />

la «missio ad gentes» verso coloro che non conoscono Cristo. In senso<br />

lato si parla di «evangelizzazione», per l’aspetto ordinario della pastorale,<br />

e di «nuova evangelizzazione», verso coloro che non seguono più<br />

la prassi cristiana 83 . Inoltre, vi è l’evangelizzazione in paesi dove vivono<br />

cristiani non cattolici, soprattutto in paesi di antica tradizione e cultura<br />

cristiana. Qui si richiede sia un vero rispetto per la loro tradizione e le loro<br />

ricchezze spirituali che un sincero spirito di cooperazione. I cattolici,<br />

«esclusa ogni forma sia di indifferentismo sia di sconsiderata concorrenza,<br />

attraverso una comune – per quanto possibile – professione di fede in<br />

Dio e in Gesù Cristo di fronte alle genti, attraverso la cooperazione nel<br />

campo tecnico e sociale come in quello religioso e culturale, collaborino<br />

fraternamente con i fratelli separati secondo le norme del Decreto sull’Ecumenismo»<br />

84 .<br />

Nell’impegno ecumenico, si possono distinguere diverse dimensioni:<br />

anzitutto l’ascolto, come condizione fondamentale di ogni dialogo;<br />

vi è poi la discussione teologica, nella quale, cercando di capire le confessioni,<br />

le tradizioni e le convinzioni altrui, si può arrivare a trovare<br />

la concordia, a volte nascosta nella discordia. Ed inseparabilmente da<br />

tutto ciò, non può mancare un’altra essenziale dimensione dell’impegno<br />

ecumenico: la testimonianza e l’annuncio degli elementi che non sono<br />

tradizioni particolari o sfumature teologiche bensì appartengono alla<br />

Tradizione della fede stessa.<br />

82 Concilio Vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, n. 1; cf. Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris<br />

missio, nn. 1, 50: AAS 83 (1991), 249, 297.<br />

83 Cf. Giovanni Paolo II , Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 34: AAS 83 (1991), 279-280.<br />

84 Concilio Vaticano II, Decr. Ad gentes, n. 15.


0<br />

Ma l’ecumenismo non ha solo una dimensione istituzionale che mira<br />

a «far crescere la comunione parziale esistente tra i cristiani verso la<br />

piena comunione nella verità e nella carità» 85 : esso è compito di ogni<br />

singolo fedele, anzitutto mediante la preghiera, la penitenza, lo studio<br />

e la collaborazione. Ovunque e sempre, ogni fedele cattolico ha il diritto<br />

e il dovere di dare la testimonianza e l’annuncio pieno della propria<br />

fede. Con i cristiani non cattolici, il cattolico deve entrare in un dialogo<br />

rispettoso della carità e della verità: un dialogo che non è soltanto uno<br />

scambio di idee ma di doni 86 , affinché si possa offrire loro la pienezza dei<br />

mezzi di salvezza 87 . Così si viene condotti ad una sempre più profonda<br />

conversione a Cristo.<br />

Al riguardo va notato che se un cristiano non cattolico, per ragioni di<br />

coscienza e convinto della verità cattolica, chiede di entrare nella piena<br />

comunione della Chiesa cattolica, ciò va rispettato come opera dello<br />

Spirito Santo e come espressione della libertà di coscienza e di religione.<br />

In questo caso non si tratta di proselitismo, nel senso negativo attribuito<br />

a questo termine 88 . Come ha esplicitamente riconosciuto il Decreto sull’Ecumenismo<br />

del Concilio Vaticano II, «è chiaro che l’opera di preparazione<br />

e di riconciliazione di quelle singole persone che desiderano la<br />

piena comunione cattolica è di natura sua distinta dall’iniziativa ecumenica;<br />

non c’è però alcuna opposizione, poiché l’una e l’altra procedono<br />

dalla mirabile disposizione di Dio» 89 . Perciò tale iniziativa non priva del<br />

diritto né esime dalla responsabilità di annunciare in pienezza la fede<br />

cattolica agli altri cristiani, che liberamente accettano di accoglierla.<br />

Questa prospettiva richiede naturalmente di evitare ogni indebita<br />

pressione: «Nel diffondere la fede religiosa e nell’introdurre usanze ci<br />

si deve sempre astenere da ogni genere d’azione che sembri aver sapore<br />

85 Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Ut unum sint (25 maggio 1995), n. 14: AAS 87 (1995), 929.<br />

86 Cf. ibidem, n. 28: AAS 87 (1995), 939.<br />

87 Cf. Concilio Vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, nn. 3, 5.<br />

88 Originalmente il termine «proselitismo» nasce in ambito ebraico, ove «proselito» indicava<br />

colui che, proveniente dalle «genti», era passato a far parte del «popolo eletto». Così anche in<br />

ambito cristiano il termine proselitismo spesso è stato utilizzato come sinonimo dell’attività<br />

missionaria. Recentemente il termine ha preso una connotazione negativa come pubblicità per<br />

la propria religione con mezzi e motivi contrari allo spirito del vangelo e che non salvaguardano<br />

la libertà e la dignità della persona. In tale senso, il termine «proselitismo» viene compreso nel<br />

contesto del movimento ecumenico: cf. The Joint Working Group between the Catholic Church<br />

and the World Council of Churches, “The Challenge of Proselytism and the Calling to Common<br />

Witness” (1995).<br />

89 Concilio Vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, n. 4.


di coercizione o di sollecitazione disonesta o scorretta, specialmente se<br />

si tratta di persone incolte o bisognose» 90 . La testimonianza alla verità<br />

non intende imporre alcunché con la forza, né con un’azione coercitiva<br />

né con artifici contrari al Vangelo. Il medesimo esercizio della carità è<br />

gratuito 91 . L’amore e la testimonianza alla verità mirano a convincere anzitutto<br />

con la forza della parola di Dio (cf. 1Cor 2, 3-5; 1Ts 2, 3-5) 92 . La<br />

missione cristiana risiede nella potenza dello Spirito Santo e della stessa<br />

verità proclamata.<br />

V. Conclusione<br />

13. L’azione evangelizzatrice della Chiesa non può mai venire meno,<br />

poiché mai verrà a mancarle la presenza del Signore Gesù nella forza<br />

dello Spirito Santo, secondo la sua stessa promessa: «Io sono con voi<br />

tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Gli odierni relativismi<br />

ed irenismi in ambito religioso non sono un motivo valido per venir<br />

meno a questo oneroso ma affascinante impegno, che appartiene alla<br />

natura stessa della Chiesa ed è «suo compito primario» 93 . «Caritas Christi<br />

urget nos – l’amore del Cristo ci spinge» (2Cor 5, 14): lo testimonia<br />

la vita di un gran numero di fedeli che, mossi dall’amore di Gesù hanno<br />

intrapreso, lungo tutta la sua storia, iniziative ed opere di ogni genere<br />

per annunciare il Vangelo, a tutto il mondo ed in tutti gli ambiti della<br />

società, come monito ed invito perenne ad ogni generazione cristiana ad<br />

adempiere con generosità il mandato di Cristo. Perciò, come ricorda il<br />

Papa Benedetto XVI, «l’annuncio e la testimonianza del Vangelo sono il<br />

primo servizio che i cristiani possono rendere a ogni persona e all’intero<br />

genere umano, chiamati come sono a comunicare a tutti l’amore di Dio,<br />

che si è manifestato in pienezza nell’unico Redentore del mondo, Gesù<br />

Cristo» 94 . L’amore che viene da Dio ci unisce a Lui e «ci trasforma in un<br />

90 Concilio Vaticano II, Dich. Dignitatis humanae, n. 4.<br />

91 Cf. Benedetto XVI, Lett. Enc. Deus caritas est (25 dicembre 2005), n. 31 c: AAS 98 (2006),<br />

245.<br />

92 Cf. Concilio Vaticano II, Dich. Dignitatis humanae, n. 11.<br />

93 Benedetto XVI, Omelia durante la visita alla Basilica di S. Paolo fuori le mura (25 aprile<br />

2005): AAS 97 (2005), 745.<br />

94 Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti del Convegno internazionale in occasione del 40°<br />

anniversario del Decreto conciliare «Ad gentes» (11 marzo 2006): AAS 98 (2006), 334.<br />

1


2<br />

Noi che supera le nostre divisioni e ci fa diventare una cosa sola, fino a<br />

che, alla fine, Dio sia “tutto in tutti” (1Cor 15, 28)» 95 .<br />

Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nell’Udienza concessa al sottoscritto<br />

Cardinale Prefetto il giorno 6 ottobre <strong>2007</strong>, ha approvato la presente<br />

Nota dottrinale, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione,<br />

e ne ha ordinato la pubblicazione.<br />

Dato in Roma, nella sede della Congregazione per la Dottrina della Fede,<br />

il 3 dicembre <strong>2007</strong>, memoria liturgica di S. Francesco Saverio, Patrono<br />

delle Missioni.<br />

William Cardinale levada<br />

Prefetto<br />

95 Benedetto XVI, Lett. Enc. Deus caritas est, n. 18: AAS (2006), 232.<br />

✠ AnGelo amato, S.D.B.<br />

Arcivescovo tit. di Sila<br />

Segretario


PENITENZIERIA APOSTOLICA<br />

Indulgenza plenaria<br />

in occasione del 150° anniversario<br />

della manifestazione della Beata Vergine Maria<br />

nella Grotta di Massabielle a Lourdes<br />

DECRETO<br />

Con mirabile rapporto l’onnipotenza e l’infinita bontà di Dio hanno<br />

congiunto il compito provvidenziale di Maria, Madre del Nostro Signore<br />

Gesù Cristo e perciò Madre del Corpo Mistico di Lui, che è la Chiesa,<br />

e l’opera salvifica della Chiesa stessa.<br />

Così il Beato Guerrico, abate, associa la protezione, che i fedeli attendono<br />

fiduciosamente da Maria Madre, e l’universale ministero di<br />

salvezza della Chiesa Cattolica: “La santa Madre di Cristo si riconosce<br />

madre dei cristiani sul piano del mistero, e perciò esercita verso di loro<br />

tutte le sollecitudini e l’amore propri di una madre… Anche i cristiani<br />

la riconoscono per madre e, mossi dal loro naturale affetto di figli, si<br />

rifugiano in lei in ogni necessità e pericolo, invocandone con fiducia il<br />

nome, come bimbi in braccio alla loro mamma” (Disc. 1. nell’Assunzione<br />

della B. Vergine Maria).<br />

Così la Costituzione Dogmatica “Lumen Gentium” del Concilio<br />

Vaticano II esalta la missione, che possiamo chiamare congiunta, della<br />

Beatissima Vergine Maria e della Chiesa Cattolica: “Maria, che ha una<br />

parte di primissimo piano nella storia della salvezza, sintetizza in sé e riflette<br />

sulla Chiesa i principali valori della rivelazione. Così quando la si<br />

predica e la si onora, ella rinvia i credenti al Figlio suo, al suo sacrificio<br />

e all’amore del Padre. A sua volta la Chiesa, mentre opera per la gloria di<br />

Cristo, diventa più simile al suo alto modello, progredisce continuamente<br />

nella fede, nella speranza e nella carità, e in ogni cosa cerca e segue la<br />

divina volontà” (n. 65).<br />

La storia della Chiesa e memorabili testimonianze del culto mariano<br />

spesso e con chiara evidenza manifestano e raccomandano ai fedeli,<br />

3


4<br />

per accrescerne la devozione, tale modo di operare della Divina Provvidenza.<br />

Orbene la prossima ricorrenza del centocinquantesimo anniversario<br />

del giorno in cui Maria Santissima, rivelando alla fanciulla Bernardetta<br />

Soubirous di essere l’Immacolata Concezione, volle che fosse eretto e<br />

venerato nel luogo detto “Massabielle”, della città di Lourdes, un santuario,<br />

tesoro di grazia, evoca l’innumerevole serie di prodigi, mediante<br />

i quali la vita soprannaturale delle anime e la stessa salute dei corpi<br />

trassero grande vantaggio dall’onnipotente bontà di Dio; in questa disposizione<br />

della Provvidenza Divina, per intercessione della Beatissima<br />

Vergine Maria, si dimostra con evidenza che il fine integrale dell’uomo<br />

è il bene di tutta la persona, qui sulla terra e soprattutto nell’eternità della<br />

salvezza.<br />

I fedeli, fin dalle origini del santuario di Lourdes, compresero che la<br />

Beata Vergine Maria, mediante il ministero della Chiesa Cattolica, vuole<br />

amabilissimamente provvedere in quel luogo a tale integrale salvezza<br />

degli uomini.<br />

Infatti venerando la Beatissima Vergine Maria nel luogo “che i suoi<br />

piedi toccarono”, i fedeli si alimentano con i Santi Sacramenti, formulano<br />

fermi propositi di condurre nell’avvenire una vita cristiana di crescente<br />

fedeltà, percepiscono vivamente il senso della Chiesa e di tutte queste<br />

cose sperimentano validissimi argomenti. Del resto, la stessa connessione,<br />

nel succedersi dei tempi, di eventi meravigliosi, lascia intravedere la<br />

congiunta operazione della Beata Vergine Maria e della Chiesa. Infatti<br />

nell’anno 1854 fu definito il Dogma della Immacolata Concezione di<br />

Maria Vergine; nell’anno 1858 Maria Santissima si mostrò con ineffabile<br />

materna dolcezza alla pia Bernardetta Soubirous, utilizzando le parole<br />

della definizione dogmatica “Io sono l’Immacolata Concezione”.<br />

Affinché da questa pia memoria derivino crescenti frutti di rinnovata<br />

santità, il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito di concedere largamente<br />

il dono dell’Indulgenza plenaria, come è spiegato di seguito:<br />

Tutti e singoli fedeli veramente pentiti, debitamente purificati mediante<br />

il sacramento della Confessione, e ristorati con la Santa Comunione,<br />

e innalzando infine devotamente preghiere secondo l’intenzione<br />

del Sommo Pontefice, potranno quotidianamente lucrare l’Indulgenza<br />

plenaria, applicabile anche, a modo di suffragio, alle anime dei fedeli in<br />

Purgatorio:


A. se, dal giorno 8 del mese di Dicembre <strong>2007</strong> a tutto il giorno 8 del medesimo<br />

mese del prossimo anno 2008, devotamente visiteranno, seguendo<br />

preferibilmente l’ordine proposto: 1. il battistero parrocchiale<br />

utilizzato per il battesimo di Bernadetta; 2. la casa detta “cachot”<br />

della famiglia Soubirous; 3. la Grotta di Massabielle; 4. la cappella<br />

dell’ospizio, dove Bernardetta fece la Prima Comunione, e, ogni volta,<br />

si soffermeranno per un congruo spazio di tempo in raccoglimento<br />

con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la<br />

Professione di fede in qualsiasi forma legittima, e la preghiera giubilare<br />

o altra invocazione mariana.<br />

B. se, dal giorno 2 Febbraio 2008, nella Presentazione del Signore, fino<br />

all’intero giorno 11 Febbraio 2008, nella memoria liturgica della<br />

Beata Vergine Maria di Lourdes e 150° anniversario dell’Apparizione,<br />

devotamente visiteranno, in qualsiasi tempio, oratorio, grotta, o<br />

luogo decoroso, l’immagine benedetta della medesima Vergine di<br />

Lourdes, solennemente esposta alla pubblica venerazione, e dinnanzi<br />

all’immagine medesima parteciperanno ad un pio esercizio di devozione<br />

mariana, o almeno si soffermeranno per un congruo spazio di<br />

tempo in raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita<br />

del Padre Nostro, la professione di fede in qualsiasi forma legittima<br />

e l’invocazione della Beatissima Vergine Maria.<br />

C. Gli anziani, gli infermi, e tutti quelli che, per legittima causa, non possono<br />

uscire da casa, potranno ugualmente conseguire, nella propria<br />

casa o là dove l’impedimento li trattiene, l’Indulgenza plenaria, se,<br />

concepita la detestazione di qualsiasi peccato e l’intenzione di adempiere,<br />

non appena possibile, le tre solite condizioni, nei giorni 2-11<br />

Febbraio 2008, compiranno col desiderio del cuore, spiritualmente,<br />

una visita (ai luoghi sopra indicati), reciteranno le preghiere di cui<br />

sopra e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria le malattie e<br />

i disagi della loro vita.<br />

Perché i fedeli possano più facilmente essere partecipi di questi celesti<br />

favori, i sacerdoti, approvati per l’ascolto delle confessioni dall’autorità<br />

competente, si prestino con animo pronto e generoso ad accoglierle<br />

e guidino solennemente la recita di pubbliche preghiere all’Immacolata<br />

Vergine Madre di Dio.


Nonostante qualunque contraria disposizione.<br />

Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 21 Novembre <strong>2007</strong>,<br />

nella Presentazione della Beata Vergine Maria.<br />

James Francis Card. StaFFoRd<br />

Penitenziere Maggiore<br />

✠ Gianfranco GiRotti, OFM Conv.<br />

Vescovo tit. di Meta<br />

Reggente


Conferenza<br />

Episcopale<br />

Italiana


Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. Il matroneo dopo il restauro.


Comunicazione del Card. Camillo Ruini<br />

a conclusione del suo mandato<br />

di Presidente della Conferenza Episcopale Italiana<br />

Al termine del mio mandato di Presidente della Conferenza Episcopale<br />

Italiana, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine anzitutto<br />

ai Sommi Pontefici Giovanni Paolo II di venerata memoria, che per<br />

tre volte ha voluto conferirmi questo incarico, e Benedetto XVI, che mi<br />

ha ulteriormente confermato in esso. Corrispondere agli indirizzi e ai<br />

desideri dei Successori di Pietro è stata lungo tutti questi anni la gioia del<br />

mio cuore oltre che il primo criterio di orientamento della mia azione.<br />

La mia gratitudine va inoltre, dal profondo dell’animo, a tutti i Vescovi<br />

italiani, e in particolare a coloro che più direttamente hanno lavorato<br />

con me in questi anni. Ricordo in primo luogo il compianto Card. Ugo<br />

Poletti, che fu il Presidente con il quale ho collaborato, a partire dall’ormai<br />

lontano 28 giugno 1986, in qualità di Segretario Generale della<br />

CEI. È grande e affettuosa la mia riconoscenza per i Cardinali Dionigi<br />

Tettamanzi ed Ennio Antonelli, che sono stati Segretari Generali durante<br />

la mia presidenza, come anche per tutti i Presuli che sono stati Vicepresidenti,<br />

in particolare per i tre attuali, Mons. Benigno Luigi Papa, Mons.<br />

Giuseppe Chiaretti e Mons. Luciano Monari. Non posso dimenticare<br />

inoltre l’opera preziosa svolta al servizio della CEI dall’allora Mons.<br />

Attilio Nicora.<br />

Uno specialissimo ringraziamento, che viene dal cuore, porgo all’attuale<br />

Segretario Generale Mons. Giuseppe Betori, a cui mi lega una<br />

quotidiana collaborazione protrattasi per ben undici anni. Con lui desidero<br />

ringraziare tutti i collaboratori della Segreteria Generale, per me<br />

anzitutto degli amici. Mi sia permesso ricordare inoltre coloro che, pur<br />

con ruoli diversi, hanno dato un contributo fondamentale all’opera della<br />

nostra Conferenza: tra loro nomino almeno il primo responsabile di<br />

“Avvenire” e di “Sat2000”, Dott. Dino Boffo.<br />

Al nuovo Presidente, Mons. Angelo Bagnasco, va il mio augurio più<br />

fervido e affettuoso per l’opera che lo attende, accompagnato da profonda<br />

amicizia e dall’assicurazione della mia costante vicinanza nella<br />

preghiera.<br />

Roma, 7 marzo <strong>2007</strong> camillo caRd. Ruini


0<br />

* * *<br />

Saluto di S.E. Mons. Giuseppe Betori<br />

al Card. Camillo Ruini<br />

a conclusione del suo servizio come Presidente della CEI<br />

Siamo grati al Signore che, mediante la volontà dei Sommi Pontefici<br />

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha permesso alla CEI di potersi a<br />

lungo avvalere della Sua guida, Eminenza: una guida illuminata, sicura,<br />

appassionata e generosa, per sedici anni come Presidente e, prima, per<br />

cinque anni come Segretario Generale.<br />

Non sono stati, questi, anni facili per la Chiesa in Italia e per la società<br />

italiana, ma, grazie alla Sua azione, abbiamo potuto affrontarli<br />

con coraggio, senza perdere l’orientamento evangelico, aprendo altresì<br />

orizzonti nuovi per la pur ricca storia del nostro cattolicesimo. Possiamo<br />

oggi con orgoglio misurare una maggiore unità dell’episcopato<br />

e dei cattolici nel nostro Paese, pur in mezzo a non poche prove. Senza<br />

scivolare, come si vorrebbe far credere da parte di qualche non amichevole<br />

osservatore, nella uniformità, siamo cresciuti invece nell’unità, nel<br />

pieno rispetto delle diverse identità, in un consenso sempre ricercato e<br />

mai imposto. In questa ricerca di cammini condivisi si è pure maturata,<br />

grazie alla Sua saggezza, la trasformazione della CEI del dopo Accordi<br />

concordatari, che hanno conferito a questo organismo collegiale ulteriori<br />

compiti e responsabilità al servizio di ciascuna delle diocesi italiane e<br />

del mondo cattolico tutto.<br />

Le siamo grati, Eminenza, per le prospettive teologiche e umane con<br />

cui ha svolto il Suo servizio tra noi. Ogni Suo intervento ci ha sempre rinviato<br />

a fondamenti cristologici ed ecclesiologici non fragili e ha impresso<br />

spinte di novità alla vita pastorale e sociale, saldamente ancorate alla centralità<br />

della persona e al ruolo della cultura. Ne è testimonianza il “progetto<br />

culturale”, da Lei voluto e costantemente alimentato con un pensiero<br />

forte, non a caso incentrato attorno alla questione antropologica.<br />

Se alle cronache giornalistiche e agli osservatori superficiali è parso<br />

emergere nella Sua azione l’impatto con l’ambito politico, chi come noi<br />

ha lavorato con Lei non può dimenticare che tutto si è collocato all’interno<br />

di una progettualità pastorale fortemente propositiva, come attestano<br />

gli interventi, per limitarci a quest’ultimo decennio, a riguardo della comunicazione<br />

della fede, della iniziazione cristiana, della missionarietà


della parrocchia. Questo sì, però: Lei ci ha insegnato che nessuna azione<br />

pastorale è degna della Chiesa se essa si chiude in se stessa, se diventa<br />

incapace di interloquire con tutto ciò che muove la cultura e la vita<br />

sociale di un popolo. Responsabili della Chiesa sì, ma al tempo stesso<br />

responsabili per il mondo.<br />

Che tutto questo non sia stata solo arida dottrina, ma una figura di<br />

esistenza cristiana e pastorale, lo può testimoniare ciascuno di noi, io<br />

ovviamente per primo. Ciascuno di noi in questi anni si è infatti sentito<br />

sostenuto da gesti e sentimenti di amicizia e di ricco rapporto umano. E<br />

siccome gli amici si misurano nelle prove, ciascuno di noi può dire che<br />

nessun momento difficile della nostra vita e delle nostre famiglie è passato<br />

senza la Sua telefonata premurosa o il Suo biglietto che esprimeva concreta<br />

vicinanza. Questa ricchezza di rapporti, che purtroppo sfugge a chi<br />

ci guarda dall’esterno, è il segno e dà il senso di un ministero, il Suo, che è<br />

stato sempre vissuto in rapporto alla persona umana e alla sua crescita.<br />

Non possiamo nasconderLe, Eminenza, che Lei ci mancherà, anche<br />

se siamo già pronti a collaborare con la medesima dedizione e lealtà con<br />

il Suo successore, che domani accoglieremo tra noi e al quale fin da oggi<br />

facciamo giungere un caloroso benvenuto e un fervido augurio. Siamo<br />

confortati dalla certezza che Lei ci resterà spiritualmente vicino, continuerà<br />

a dare il Suo contributo alla vita della CEI nel Consiglio Permanente.<br />

Lei sappia che sarà sempre circondato dal nostro affetto.<br />

Roma, 7 marzo <strong>2007</strong><br />

* * *<br />

✠ Giuseppe BetoRi<br />

Saluto di S.E. Mons. Angelo Bagnasco<br />

all’inizio del mandato<br />

di Presidente della Conferenza Episcopale Italiana<br />

In data odierna, 7 marzo <strong>2007</strong>, il Sommo Pontefice Benedetto XVI<br />

mi ha nominato Presidente della Conferenza Episcopale Italiana rimanendo<br />

Arcivescovo di Genova. Quando il Papa chiama, si risponde.<br />

Esprimo a Lui, Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa Universale, i<br />

sentimenti più profondi della mia gratitudine per l’atto di grande fiducia<br />

nell’affidarmi personalmente un compito così alto e impegnativo a servizio<br />

1


2<br />

dei Confratelli nell’Episcopato. Alla chiamata del Santo Padre ho prontamente<br />

aderito rassicurato dalle sue autorevoli indicazioni, confidando nella<br />

grazia del Signore e certo della benevola collaborazione di tutti.<br />

La CEI è una struttura di comunione e di servizio per la fraternità<br />

episcopale, per il discernimento delle sfide contemporanee, nonché dei<br />

grandi orientamenti pastorali che vengono declinati dai Pastori nelle<br />

concrete realtà diocesane. Com’è noto, infatti, ogni atto della Conferenza<br />

Episcopale ha una meditata indole pastorale ed ha sempre a cuore il<br />

bene di tutti.<br />

La stessa organizzazione della Segreteria Generale, articolata in molteplici<br />

settori e competenze, è funzionale a sostenere la missione propria<br />

della Chiesa secondo il mandato del Signore Gesù: annunciare la gioia<br />

della fede e della vita cristiana perché, attraverso la testimonianza delle<br />

opere e della parola, sia luce della storia e lievito di cultura. Nella missione<br />

della CEI il Magistero del Santo Padre, alla cui venerata persona la<br />

Chiesa in Italia è legata in modo specialissimo essendo Egli il Vescovo<br />

di Roma, è luce chiara e sicura.<br />

All’Eminentissimo Cardinale Camillo Ruini, che per sedici anni ha<br />

guidato la Conferenza Episcopale, rivolgo il pensiero riconoscente mio<br />

personale e di tutto l’Episcopato italiano. Egli ha svolto il suo impegnativo<br />

compito di Presidente con fede esemplare e pastorale afflato,<br />

in assoluta e puntuale fedeltà al Magistero dei Papi Giovanni Paolo II<br />

e Benedetto XVI. Ma anche ha saputo prevedere e interpretare i grandi<br />

movimenti culturali della storia recente.<br />

Ai Confratelli nell’Episcopato rivolgo il mio saluto e la mia rinnovata<br />

amicizia, certo della preghiera vicendevole e della stima reciproca che<br />

già ci lega. A loro chiedo comprensione e collaborazione per camminare<br />

insieme guardando a Cristo, Pastore grande delle anime, al Santo Padre,<br />

alla Chiesa che è in Italia, alla storia. La Chiesa, come è noto, è radicata<br />

nella storia e nell’ethos del nostro popolo grazie alla presenza diffusa<br />

delle Parrocchie e delle Aggregazioni laicali, alla condivisione dei problemi<br />

della gente, all’attenzione concreta ai suoi bisogni spirituali e materiali.<br />

Nessuna situazione difficile la vede lontana o indifferente: essa<br />

è alleata dell’uomo. Come ricorda il Concilio, “le gioie e le speranze,<br />

le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di<br />

tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le<br />

angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che<br />

non trovi eco nel loro cuore” (Gaudium et spes 1). Ai nostri Sacerdoti, ai


Diaconi e a tutte le persone consacrate va la stima grata di tutti i Vescovi<br />

e mia personale.<br />

Al Segretario Generale, S.E.R. Mons. Giuseppe Betori, rinnovo la<br />

mia amicizia e rivolgo il mio riconoscente pensiero per la dedizione e la<br />

competenza con cui svolge il suo prezioso servizio; come pure mi faccio<br />

fraternamente vicino ai Sottosegretari, ai Direttori degli Uffici e a tutti i<br />

Collaboratori. Mentre riconosco le loro competenze, confido sulla loro<br />

generosa e indispensabile collaborazione.<br />

Alla mia amatissima <strong>Diocesi</strong> di Genova e ai miei Sacerdoti, chiedo<br />

che mi stiano ancor più vicini con l’affetto, la bontà e la forza della<br />

preghiera, perché il loro Pastore possa adempiere il nuovo servizio con<br />

umiltà di cuore e con la luce dello Spirito. Desidero con tutti i Vescovi<br />

annunciare al mondo contemporaneo la speranza cristiana, come è<br />

emerso nel Convegno Ecclesiale di Verona. Sono certo che Genova sentirà<br />

questa scelta come atto di stima e di apprezzamento da parte del<br />

Santo Padre, ma anche come motivo di una più intensa responsabilità<br />

ecclesiale e civile.<br />

Affido il mio nuovo compito alla Madonna della Guardia, veneratissima<br />

a Genova e in Liguria. Sia Lei a guardare con occhi materni il mio<br />

servizio, a guidare e a sostenere i miei passi e il cammino delle Chiese<br />

che sono in Italia.<br />

Genova, 7 marzo <strong>2007</strong><br />

* * *<br />

✠ anGelo BaGnasco<br />

Arcivescovo di Genova<br />

Saluto di S.E. Mons. Giuseppe Betori<br />

a S.E. Mons. Angelo Bagnasco<br />

nominato Presidente della Conferenza Episcopale Italiana<br />

Eccellenza carissima, con gioia l’accogliamo tra noi in questo primo<br />

giorno di esercizio della Presidenza della CEI, a cui la benevolenza del<br />

Santo Padre L’ha voluta chiamare. Vorremmo che, fin da questo saluto,<br />

Lei possa percepire la dedizione e l’amicizia con cui si deve sentire accolto<br />

in questa Segreteria Generale, dove operano sacerdoti, religiosi e<br />

religiose, laici e laiche con diversi incarichi e su diversi fronti culturali,<br />

3


4<br />

sociali e pastorali, ma tutti uniti dall’amore per la Chiesa e dalla convinzione<br />

che qui ci si sta con un atteggiamento di servizio verso le Chiese<br />

particolari d’Italia e per tutto il cattolicesimo del nostro Paese.<br />

Sappiamo che non Le siamo del tutto sconosciuti, alcuni di noi anche<br />

personalmente, io per primo che faccio memoria dei felici anni di collaborazione<br />

nell’ambito della catechesi e dell’insegnamento della religione<br />

cattolica. Lei ci conosce, perché come Vescovo, prima a Pesaro, poi<br />

nell’Ordinariato Militare e ora a Genova, ha potuto provare il sostegno<br />

che dalla CEI e dalla sua Segreteria Generale può venire alle diocesi.<br />

Non Le è neanche sconosciuto del tutto il modo di lavorare della CEI,<br />

grazie all’esperienza che ha potuto fare nella segreteria di due Commissioni<br />

Episcopali e nella presidenza del Consilio di Amministrazione della<br />

società che edita il quotidiano Avvenire. Sarà quindi facile individuare<br />

modalità di collaborazione che possano permetterLe di svolgere al meglio<br />

il servizio di presidenza della Conferenza che Le è richiesto.<br />

Non sono questi momenti facili per la vita della Chiesa in Italia e per<br />

la società italiana. Possiamo fare affidamento su quanto è stato preziosamente<br />

seminato dal Card. Ruini negli anni della sua presidenza. Ora<br />

però è immaginabile che ci attendano ulteriori prove e quindi ulteriori<br />

traguardi, in una continuità che, proprio per essere fedele, deve sapersi<br />

anche sviluppare e trovare forme specifiche per i nuovi contesti che si<br />

apriranno davanti a noi. Siamo tutti convinti che, per la Sua preparazione<br />

ed esperienza, Lei potrà affrontare con successo tali compiti. Da parte<br />

nostra Le assicuriamo l’appoggio più convinto e la messa a disposizione<br />

delle nostre risorse intellettuali e organizzative. Sappia di poter contare<br />

su una Segreteria Generale totalmente disponibile e generosamente<br />

coinvolta fin d’ora nei progetti che vorrà indicarci. Sappiamo anche che<br />

la nostra collaborazione potrà avvalersi della disponibilità e serenità dell’approccio<br />

umano che La contraddistingue e che favorirà l’intessersi di<br />

rapporti umani e di lavoro autentici e profondi.<br />

Per quanto mi riguarda, sono certo che l’amicizia che ci lega da lunghi<br />

anni potrà ulteriormente prolungarsi e intensificarsi in una collaborazione<br />

che Le assicuro fin d’ora sarà la più ampia e la più devota. Il Signore<br />

colmi dei suoi doni il cammino che oggi inizia e ne abbiano beneficio la<br />

Chiesa e la gente in Italia.<br />

Roma, 8 marzo <strong>2007</strong><br />

✠ Giuseppe BetoRi


Telegramma augurale<br />

a S.E. Mons. Angelo Bagnasco<br />

Arcivescovo Metropolita di Genova<br />

Presidente della Conferenza Episcopale Italiana<br />

SUA ECCELLENZA<br />

MONS. ANGELO BAGNASCO<br />

PIAZZA MATTEOTTI N. 4<br />

16123 GENOVA<br />

7 marzo <strong>2007</strong><br />

MENTRE A NOME MIO PERSONALE E DELLA DIOCESI DI<br />

ALTAMURA-GRAVINA-ACQUAVIVA DELLE FONTI LE PORGO<br />

I PIÙ GIOIOSI AUGURI, LE ASSICURO COSTANTE E DEVOTA<br />

INVOCAZIONE DELLO SPIRITO PER L’ALTA MISSIONE CHE IL<br />

SANTO PADRE LE HA AFFIDATO.<br />

MARIO PACIELLO VESCOVO


ANGELO BAGNASCO<br />

Arcivescovo Metropolita di Genova<br />

Eccellenza Reverendissima,<br />

Genova, marzo <strong>2007</strong><br />

grato per le benevoli espressioni di stima e vicinanza, manifestate in<br />

occasione della mia designazione da parte del Santo Padre a Presidente<br />

della Conferenza Episcopale Italiana, assicuro il mio ricordo nella preghiera.<br />

Con viva fraternità<br />

✠ Angelo Bagnasco<br />

__________________________<br />

A Sua Eccellenza Reverendissima<br />

Mons. Mario Paciello<br />

vescovo di altamuRa-GRavina-acquaviva delle Fonti<br />

Curia Vescovile - Arco Duomo, 1<br />

70022 ALTAMURA - BA


Prot. N. 184/07<br />

conferenza epIscopale ItalIana<br />

Cari e Venerati Confratelli,<br />

Roma, 8 marzo <strong>2007</strong><br />

Agli E.mi Membri<br />

della Conferenza Episcopale Italiana<br />

loRo sedi<br />

è con gioia e non senza trepidazione che mi rivolgo a voi nel nuovo<br />

incarico di Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.<br />

Il Santo Padre mi ha chiamato ed io, come era mio dovere, ho risposto<br />

confidando nella grazia di Dio. Al Papa rivolgo i sentimenti profondi<br />

della mia gratitudine per la fiducia che mi ha espresso, e la filiale riconoscenza<br />

dell’intera Conferenza per la paterna sollecitudine con cui segue<br />

e sostiene il nostro cammino a servizio della Chiesa che è in Italia.<br />

Un pensiero pieno di stima grata e di fraterna amicizia va al Card. Camillo<br />

Ruini che per sedici anni ha guidato la nostra Conferenza con fede<br />

profonda, fedeltà assoluta al Magistero di Pietro, e con rare doti di mente<br />

e di cuore. Con lui, la Conferenza ha assunto sempre meglio una sua efficace<br />

fisionomia a servizio delle Chiese Particolari e del bene comune.<br />

In questa linea di semplice servizio dei miei Confratelli e del bene di<br />

tutti, intendo pormi insieme alla Segreteria Generale, secondo le indicazioni<br />

del Papa.<br />

Oltre che nella grazia del Signore, confido nella vostra comprensione,<br />

nella consolidata esperienza e nella collaborazione, perché insieme<br />

possiamo sostenerci nel cammino della santità personale, della evangelizzazione,<br />

dell’educazione di coscienze rette. Perché possiamo essere<br />

segno e annuncio di fiducia e speranza, offrendo a tutti la verità della<br />

carità e la carità della verità.


Uniti nella preghiera a Cristo, affidiamo a Lui, Pastore grande delle<br />

nostre anime, la Chiesa che è in Italia, e invochiamo su noi e su tutti la<br />

presenza materna della Santa Vergine Maria.<br />

✠ Angelo Bagnasco<br />

Presidente


Ripartizione delle somme<br />

derivanti dall’otto per mille dell’IRPEF<br />

per l’anno <strong>2007</strong><br />

La 57 a Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha<br />

approvato la proposta di ripartizione delle somme derivanti dall’otto<br />

per mille dell’IRPEF per l’anno <strong>2007</strong> presentata dalla Presidenza della<br />

CEI, dopo aver sentito il Consiglio Episcopale Permanente nella sessione<br />

di marzo <strong>2007</strong>.<br />

La determinazione è stata approvata con 159 voti favorevoli su 159<br />

votanti.<br />

La 57 a Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana<br />

– pReso atto che, sulla base delle informazioni ricevute il 22 gennaio<br />

<strong>2007</strong> dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la somma relativa<br />

all’8 per mille iRpeF che lo Stato è tenuto a versare alla CEI nel corso<br />

dell’anno <strong>2007</strong> risulta pari a € 991.278.769,09 (€ 104.289.348,32 a<br />

titolo di conguaglio per l’anno 2004 e € 886.989.420,77 a titolo di<br />

anticipo dell’anno <strong>2007</strong>);<br />

– consideRate le proposte di ripartizione e assegnazione presentate<br />

dalla Presidenza della CEI;<br />

– visti i paragrafi 1 e 5 della delibera CEI n. 57,<br />

approva<br />

le seguenti determinazioni<br />

1. La somma di € 991.278.769,09, di cui in premessa, è così ripartita e<br />

assegnata:<br />

a) all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero:<br />

353.708.000,00;<br />

b) per le esigenze di culto e pastorale:<br />

432.570.769,09 di cui:


100<br />

– alle diocesi: 160 milioni;<br />

– per l’edilizia di culto: 185 milioni<br />

(di cui 110 milioni destinati alla nuova edilizia<br />

di culto, 7 milioni destinati alla costruzione<br />

di case canoniche nel Sud d’Italia e 68<br />

milioni destinati alla tutela e al restauro dei<br />

beni culturali ecclesiastici);<br />

– al Fondo per la catechesi e l’educazione cristiana:<br />

39.820.769,09;<br />

– ai Tribunali Ecclesiastici Regionali:<br />

8.500.000,00;<br />

– per esigenze di culto e pastorale di rilievo nazionale:<br />

39.250.000,00;<br />

c) per gli interventi caritativi:<br />

205.000.000,00 di cui:<br />

– alle diocesi: 90 milioni;<br />

– per interventi nei Paesi del terzo mondo: 85 milioni;<br />

– per esigenze caritative di rilievo nazionale: 30 milioni.<br />

2. Alle voci “nuova edilizia di culto” e “Fondo per la catechesi e<br />

l’educazione cristiana” è ulteriormente destinata la somma di €<br />

14.500.000,00, prelevandola dall’avanzo di gestione del bilancio<br />

consuntivo della Conferenza Episcopale Italiana per l’anno 2006,<br />

che è così ripartita:<br />

− per la nuova edilizia di culto: 10.000.000,00;<br />

− per il Fondo per la catechesi e l’educazione cristiana: 4.500.000,00.<br />

3. Eventuali variazioni in positivo o in negativo della somma di cui in<br />

premessa derivanti dalle comunicazioni definitive dell’Amministrazione<br />

statale competente saranno imputate al “fondo di riserva” costituito<br />

presso la CEI.


“RIGENERATI PER UNA SPERANZA VIVA” (1Pt 1, 3):<br />

TESTIMONI DEL GRANDE “SÌ” DI DIO ALL’UOMO<br />

Nota pastorale dell’Episcopato italiano<br />

dopo il 4° Convegno Ecclesiale Nazionale<br />

presentazIone<br />

Con questa Nota pastorale, approvata nel corso della 57ª Assemblea<br />

Generale (Roma, 21-25 maggio <strong>2007</strong>), noi, vescovi italiani, riconsegniamo<br />

alle diocesi la ricchezza dell’esperienza vissuta nel 4° Convegno<br />

ecclesiale nazionale Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo,<br />

tenutosi a Verona dal 16 al 20 ottobre 2006.<br />

Il documento, da leggere in coerenza e continuità con gli Orientamenti<br />

pastorali per il decennio Comunicare il Vangelo in un mondo che<br />

cambia, rimanda ai numerosi testi elaborati in occasione del Convegno<br />

ecclesiale e destinati alla pubblicazione: essi comprendono la sintesi<br />

dei contributi preparatori, le meditazioni e i discorsi pronunciati a Verona,<br />

fra cui spiccano le parole illuminanti del Santo Padre, i risultati dei<br />

gruppi di studio sui diversi ambiti della testimonianza e le conclusioni<br />

generali del Convegno. Tutti insieme, costituiscono un nutrito patrimonio<br />

di idee e di riflessioni di cui fare tesoro e da approfondire nel prosieguo<br />

del cammino.<br />

Pur tenendo conto dell’intero iter del Convegno, questo testo non può<br />

certo sintetizzare l’amplissima quantità delle indicazioni emerse dai diversi<br />

contributi; ci proponiamo piuttosto di far risaltare gli aspetti che<br />

paiono maggiormente fecondi e sui quali dovrà concentrarsi l’attenzione<br />

delle Chiese particolari, in vista delle scelte operative che ciascuna<br />

di esse è chiamata a compiere.<br />

Affidiamo la Nota alle comunità ecclesiali perché, alla luce del cammino<br />

condiviso, rinnovino l’impegno a sostenere l’itinerario spirituale<br />

ed ecclesiale dei singoli battezzati, chiamati ad essere in questo tempo e in<br />

questo nostro amato Paese Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo.<br />

Roma, 29 giugno <strong>2007</strong>, solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo<br />

✠ Angelo Bagnasco<br />

Presidente della Conferenza Episcopale Italiana<br />

101


102<br />

Capitolo I - Chiamati a una speranza viva<br />

1. «Pace a voi tutti che siete in Cristo!» (1Pt 5, 14)<br />

Il saluto dell’apostolo Pietro ci sgorga dal cuore, ripensando al 4°<br />

Convegno ecclesiale nazionale, per il quale proviamo un forte senso di<br />

gratitudine e di responsabilità. A Verona, noi vescovi per primi, abbiamo<br />

fatto esperienza di una Chiesa fraterna e appassionata del Vangelo,<br />

capace di interrogarsi e porsi in ascolto, protesa al bene di ogni persona.<br />

Ringraziamo il Signore e siamo grati a tutti coloro che, sia nella lunga<br />

fase preparatoria che nel culmine dei lavori, hanno portato il loro contributo<br />

nel dialogo fraterno, illuminati dalla Parola di Dio che è consegnata<br />

nella Sacra Scrittura e che risuona nella Tradizione viva della Chiesa.<br />

Attraverso i suoi diversi momenti, il Convegno ha messo in luce<br />

un’immagine significativa ed esemplare della Chiesa del Risorto: un popolo<br />

in cammino nella storia, posto a servizio della speranza dell’umanità<br />

intera, con la multiforme vivacità di una comunità ecclesiale animata<br />

da una sempre più robusta coscienza missionaria.<br />

Abbiamo vissuto soprattutto un fecondo incontro con il Signore Gesù,<br />

il Figlio di Dio fatto uomo, morto e risuscitato per noi. È questo il<br />

“cuore del Cristianesimo, fulcro portante della nostra fede, leva potente<br />

delle nostre certezze, vento impetuoso che spazza ogni paura e indecisione,<br />

ogni dubbio e calcolo umano” 1 .<br />

È nostro desiderio portare nelle comunità cristiane, come primo frutto,<br />

la grande gioia sperimentata, la stessa della Veglia pasquale, che<br />

esprime la qualità umana e la maturità ecclesiale del nostro incontro,<br />

nel quale sono convenute tutte le componenti del popolo di Dio. Oltre<br />

ad aver costituito un’occasione di grazia per molti, è stata un’autentica<br />

parola di speranza che ha varcato i confini del Convegno e della stessa<br />

comunità cristiana.<br />

2. Un terreno molto favorevole<br />

Nella prima Lettera di Pietro abbiamo trovato conforto e orientamento<br />

per il nostro lavoro. Essa ci ha ricordato la saldezza dell’insegnamento di<br />

1 Benedetto XVI, Omelia alla Messa nello stadio comunale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 249.


fede ricevuto e la grandezza della nostra chiamata alla santità, che ci portano<br />

ad essere “concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati<br />

da affetto fraterno, misericordiosi, umili” (1Pt 3, 8). Come “stranieri e<br />

pellegrini” (1Pt 2, 11), abbiamo cercato “ciò che è prezioso davanti a Dio”<br />

(1Pt 3, 4) per mostrare a tutti le ragioni della nostra speranza e condividere<br />

con ogni uomo la gioia “indicibile e gloriosa” (1Pt 1, 8) che il Risorto infonde<br />

nei nostri cuori. È proprio la Pasqua del Signore a suggerirci la via<br />

da seguire, a svelarci l’origine e il compimento di ogni speranza.<br />

La presenza e la parola del Papa ci hanno accompagnato ed orientato.<br />

Indicandoci “quel che appare davvero importante per la presenza<br />

cristiana in Italia” 2 , egli ci ha ricordato che il nostro Paese costituisce<br />

“un terreno assai favorevole per la testimonianza cristiana. La Chiesa,<br />

infatti, qui è una realtà molto viva, che conserva una presenza capillare<br />

in mezzo alla gente di ogni età e condizione” 3 , resa forte dal radicamento<br />

delle tradizioni cristiane nel tessuto popolare, dal grande sforzo di evangelizzazione<br />

e catechesi specialmente verso i giovani e le famiglie, dalla<br />

reazione delle coscienze di fronte a un’etica individualistica e dalla possibilità<br />

di dialogo con segmenti della cultura che percepiscono la gravità<br />

del distacco dalle radici cristiane della nostra civiltà. Abbiamo davanti<br />

a noi grandi opportunità per dare, con la forza dello Spirito Santo, “risposte<br />

positive e convincenti alle attese e agli interrogativi della nostra<br />

gente: se sapremo farlo, la Chiesa in Italia renderà un grande servizio<br />

non solo a questa Nazione, ma anche all’Europa e al mondo” 4 .<br />

3. Nel solco del Concilio<br />

In questi primi anni del nuovo millennio, spinta dall’eredità del grande<br />

Giubileo, che Giovanni Paolo II indicò nella contemplazione del volto<br />

di Cristo, la Chiesa italiana ha scelto di mettere al centro della sua<br />

azione l’impegno a comunicare il Vangelo in un mondo in profondo<br />

cambiamento. È questo un orientamento di cui ancora oggi siamo debitori<br />

al Concilio e il 4° Convegno ecclesiale ha costituito una nuova tappa<br />

2 Benedetto XVI, Discorso al Convegno ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 232.<br />

3 Ibidem, 234.<br />

4 Ibidem.<br />

103


104<br />

nel cammino di attuazione del Vaticano II, nella perenne continuità della<br />

vita della Chiesa.<br />

È in quest’ottica che ci interroghiamo sulle modalità e sugli ambiti<br />

della nostra testimonianza, senza nasconderci le inadempienze e i ritardi,<br />

consapevoli di quanto il nostro tempo sia un’ora propizia per la diffusione<br />

dell’annuncio di salvezza nel mondo. A questo ci portano anche le<br />

scelte compiute circa la testimonianza al Vangelo della carità, le nuove<br />

prospettive missionarie della parrocchia, l’urgenza del primo annuncio,<br />

il rinnovamento dell’iniziazione cristiana, l’attenzione alla famiglia,<br />

l’accompagnamento e la proposta di senso alle nuove generazioni, il<br />

ruolo strategico della cultura e della comunicazione.<br />

Sono queste, infatti, le “decisioni di fondo capaci di qualificare il nostro<br />

cammino ecclesiale” 5 esplicitamente richieste dagli Orientamenti<br />

pastorali dell’Episcopato italiano per il primo decennio del Duemila Comunicare<br />

il Vangelo in un mondo che cambia: dare alla vita quotidiana<br />

della Chiesa una chiara connotazione missionaria, fondata su un forte<br />

impegno formativo e su una più adeguata comunicazione del mistero<br />

di Dio, fonte di gioia e di speranza per l’umanità intera. Su tali linee<br />

direttrici continua il nostro cammino. Su questi stessi punti crediamo<br />

necessario sollecitare una verifica in itinere nelle nostre comunità, aiutati<br />

dalle indicazioni per una “agenda pastorale” posta in appendice agli<br />

Orientamenti per il decennio 6 .<br />

La grazia del Convegno non andrà sprecata se sapremo ora assumerne<br />

lo stile, continuare a elaborarne le intuizioni e le proposte, mantenere<br />

vivo quel senso di responsabilità comune che si coniuga con la gioia di<br />

appartenere alla Chiesa del Signore e di sentirsi da lui inviati a testimoniare<br />

il suo amore per ogni uomo. È ciò che deve vederci tutti all’opera<br />

negli spazi della nostra azione quotidiana.<br />

4. Scelte di fondo<br />

Riconsegnare l’esperienza del Convegno alle nostre Chiese, perché<br />

vi possano individuare le scelte più adatte per la loro vita, è quanto ci<br />

5 conFeRenza episcopale italiana, Orientamenti pastorali Comunicare il Vangelo in un mondo<br />

che cambia, 29 giugno 2001, n. 44.<br />

6 Cfr conFeRenza episcopale italiana, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, Ap-<br />

pendice.


accingiamo a fare con questo documento. In particolare, vorremmo che<br />

diventassero patrimonio comune tre scelte di fondo, che costituiscono<br />

anche un metodo di lavoro:<br />

– il primato di Dio nella vita e nella pastorale della Chiesa, con la fede<br />

in Cristo risorto come forza di trasformazione dell’uomo e dell’intera<br />

realtà, la centralità della Parola, ribadita in questa occasione nella<br />

meditazione della prima Lettera di Pietro, l’assunzione della santità<br />

quale misura alta e irrinunciabile del nostro essere cristiani. Lo abbiamo<br />

proclamato nelle diverse celebrazioni liturgiche, in particolare<br />

in quella presieduta dal Santo Padre e vissuta in comunione con la<br />

Chiesa di Verona, che vivamente ringraziamo per l’accoglienza delle<br />

Chiese sorelle e l’esperienza condivisa (cfr capitolo secondo);<br />

– la testimonianza, personale e comunitaria, come forma dell’esistenza<br />

cristiana capace di far adeguatamente risaltare il grande “sì” di Dio<br />

all’uomo, di dare un volto concreto alla speranza, di mostrare l’unità<br />

dinamica tra fede e ragione, eros e agape, verità e carità. La scelta degli<br />

ambiti esistenziali come luoghi di esercizio della testimonianza conferma<br />

che non è possibile dire la novità che proclamiamo in Gesù risorto,<br />

se non dentro le forme culturali dell’esperienza umana, che costituiscono<br />

la trama di fondo delle esperienze di prossimità (cfr capitolo terzo);<br />

– una pastorale che converge sull’unità della persona ed è capace di<br />

rinnovarsi nel segno della speranza integrale, dell’attenzione alla vita,<br />

dell’unità tra le diverse vocazioni, le molteplici soggettività ecclesiali,<br />

le dimensioni fondamentali dell’esperienza cristiana. Al centro<br />

di tale rinnovamento sta l’approfondimento della comunione e del<br />

senso di appartenenza ecclesiale, con gli spazi di corresponsabilità<br />

che ne derivano e che riguardano a pieno titolo anche i laici, con l’urgenza<br />

di una nuova stagione formativa (cfr capitolo quarto).<br />

Capitolo II - Gesù risorto è la nostra speranza<br />

5. La risurrezione di Cristo, esplosione dell’amore<br />

Gesù è il Signore! Lo sguardo del cuore e della fede sul Crocifisso<br />

risorto è ciò che da duemila anni fonda e alimenta la speranza del popolo<br />

cristiano. La risurrezione di Cristo, ha ricordato il Papa a Verona, “non è<br />

affatto un semplice ritorno alla nostra vita terrena; è invece la più grande<br />

10


10<br />

‘mutazione’ mai accaduta, il ‘salto’ decisivo verso una dimensione di<br />

vita profondamente nuova, l’ingresso in un ordine decisamente diverso,<br />

che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta<br />

la famiglia umana, la storia e l’intero universo” 7 . La risurrezione è una<br />

parola che il Signore rivolge a ciascuno di noi, dicendoci: “Sono risorto<br />

e ora sono sempre con te (…) La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa<br />

cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della<br />

morte. Dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare<br />

niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce” 8 . È dunque<br />

essenziale e decisivo tener ferma e viva la centralità di questo annuncio.<br />

L’incontro con il Risorto e la fede in lui ci rendono persone nuove,<br />

risorti con lui e rigenerati secondo il progetto di Dio sul mondo e su ogni<br />

persona. È questo il cuore della nostra vita e il centro delle nostre comunità.<br />

Non sono le nostre opere a sostenerci, ma l’amore con cui Dio ci ha<br />

rigenerati in Cristo e con cui, attraverso lo Spirito, continua a darci vita.<br />

Da qui deriva la domanda che, anche dopo la conclusione del Convegno,<br />

continua a provocarci: in che modo nelle nostre comunità è possibile a<br />

tutti fare esperienza viva del Risorto?<br />

Il punto decisivo – ha richiamato ancora il Papa – è “il nostro essere<br />

uniti a Lui, e quindi tra noi, lo stare con Lui per poter andare nel suo<br />

nome (cfr Mc 3, 13-15). La nostra vera forza è dunque nutrirci della sua<br />

parola e del suo corpo, unirci alla sua offerta per noi, adorarlo presente<br />

nell’Eucaristia: prima di ogni attività e di ogni nostro programma, infatti,<br />

deve esserci l’adorazione, che ci rende davvero liberi e ci dà i criteri<br />

per il nostro agire” 9 . La spiritualità cristiana, infatti, a differenza di uno<br />

spiritualismo disincarnato, è lasciare che il Signore operi nella nostra<br />

vita quotidiana e la trasformi con la forza travolgente del suo amore.<br />

6. Uomini e donne del Risorto<br />

Le caratteristiche di colui che testimonia la risurrezione e la speranza<br />

si riassumono in un’affermazione essenziale: “il testimone è ‘di’ Gesù<br />

7 Benedetto XVI, Discorso al Convegno ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 232.<br />

8 Benedetto XVI, Omelia nella Veglia Pasquale, 7 aprile <strong>2007</strong>, in “Il nostro Dio ha un cuore di<br />

carne”. Pasqua <strong>2007</strong> nelle parole del Papa, Città del Vaticano <strong>2007</strong>, p. 32.<br />

9 Benedetto XVI, Discorso al Convegno ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 241.


isorto, cioè appartiene a Lui, e proprio in quanto tale può rendergli valida<br />

testimonianza, può parlare di Lui, farlo conoscere, condurre a Lui,<br />

trasmettere la sua presenza” 10 . Proprio perché siamo suoi, uomini e donne<br />

di Dio, popolo che egli ama e guida, possiamo rendere le nostre comunità<br />

sacramento della risurrezione, presenze capaci di porre germi di<br />

vita nuova, convertita e perdonata.<br />

Come vivere, oggi, il nostro appartenere a Lui? In questa stagione<br />

difficile e complessa, occorre ritrovare l’essenziale della nostra vita nel<br />

cuore della fede, dove c’è il primato di Dio e del suo amore. Appartenere<br />

a Lui è l’altro nome della santità, misura alta e possibile del nostro essere<br />

cristiani. La vita di Dio già circola in noi, e nello Spirito ci dona la pienezza<br />

di un’umanità vissuta come Gesù: amando, pensando, operando,<br />

pregando, scegliendo come lui 11 .<br />

Per vivere come persone radicate in Gesù Cristo si devono riconoscere<br />

alcune priorità nel cammino di ogni credente e della comunità, rispetto<br />

alle quali siamo chiamati a continua verifica. È necessario riservare il<br />

giusto spazio alla Parola di Dio. La fede deriva dall’ascolto: possiamo<br />

dunque essere “sale della terra e luce del mondo” (Mt 5, 13-14) se ci alimentiamo<br />

alla Parola, che dà una forma originale e unica alla vita e alla<br />

speranza.<br />

L’Eucaristia, memoriale del sacrificio di Cristo, costituisce il centro<br />

propulsore della vita delle nostre comunità. Nell’Eucaristia, infatti, “si<br />

rivela il disegno d’amore che guida tutta la storia della salvezza. In essa<br />

il Deus Trinitas, che in se stesso è amore, si coinvolge pienamente con<br />

la nostra condizione umana” 12 . Per questo, l’Eucaristia domenicale è il<br />

cuore pulsante della settimana, sacramento che immette nel nostro tempo<br />

la gratuità di Dio che si dona a noi per tutti.<br />

L’Eucaristia conduce all’ascesi personale e al servizio ai poveri, segni<br />

dell’autenticità del nostro conformarci a Cristo e della nostra testimonianza,<br />

perché “un’Eucaristia che non si traduca in amore concretamente<br />

praticato è in se stessa frammentata” 13 .<br />

10<br />

Benedetto XVI, Omelia alla Messa nello stadio comunale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 250.<br />

11 Cfr conFeRenza episcopale italiana, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, n.<br />

25.<br />

12<br />

Benedetto XVI, esort. ap. Sacramentum caritatis, 22 febbraio <strong>2007</strong>, n. 8.<br />

13<br />

Benedetto XVI, lett. enc. Deus caritas est, 25 dicembre 2005, n. 14.<br />

10


10<br />

7. Il profilo dei cristiani, uomini e donne di speranza<br />

Dall’essere “di” Gesù deriva il profilo di un cristiano capace di offrire<br />

speranza, teso a dare un di più di umanità alla storia e pronto a mettere<br />

con umiltà se stesso e i propri progetti sotto il giudizio di una verità e di<br />

una promessa che supera ogni attesa umana.<br />

Sant’Ignazio di Antiochia definiva i cristiani come “coloro che sono<br />

giunti alla nuova speranza”, presentandoli anche come quelli che vivono<br />

“secondo la domenica” 14 . Partecipe dell’umanità, di cui condivide “gioie<br />

e speranze, tristezze e angosce” 15 , intensamente solidale con tutti, il cristiano<br />

orienta il cammino della società verso quella pienezza che Dio ha<br />

iscritto nel cuore di ogni persona, mettendosi al suo fianco nel percorrere<br />

i sentieri del tempo. La speranza del cristiano è dono di Dio, dinamico e<br />

creativo, e si traduce in progetti che anticipano nella storia il senso della<br />

nuova umanità portata dalla risurrezione. Sono germi di “vita risorta”<br />

capaci di cambiare il presente, secondo la stupefacente abbondanza di<br />

ministeri e di carismi di cui il Signore arricchisce la Chiesa.<br />

8. Una speranza per tutti<br />

La speranza di cui siamo testimoni è la persona stessa del Signore<br />

Gesù, il suo essere in mezzo a noi per sempre, la sua promessa di “quel<br />

mondo nuovo ed eterno, nel quale saranno vinti il dolore, la violenza e<br />

la morte, e il creato risplenderà nella sua straordinaria bellezza” 16 . Non<br />

si tratta, certo, di un ottimismo illusorio o di un’indefinita fiducia in un<br />

domani migliore. È questa speranza a dare respiro e alimento alle “certezze”<br />

della fede. Infatti, la Pasqua ci insegna che il male e la morte sono<br />

parte dell’esperienza umana, ma non sono l’ultima parola sulla nostra<br />

esistenza. “Aggrappati al suo Corpo noi viviamo, e in comunione con il<br />

suo Corpo giungiamo fino al cuore di Dio. E solo così è vinta la morte,<br />

siamo liberi e la nostra vita è speranza” 17 .<br />

14 Cfr Benedetto XVI, esort. ap. Sacramentum caritatis, n. 72.<br />

15 concilio vaticano II, cost. past. Gaudium et spes, n. 1.<br />

16 4° conveGno ecclesiale nazionale, Messaggio alle Chiese particolari: «Notiziario della<br />

Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 287-288.<br />

17 Benedetto XVI, Omelia nella Veglia pasquale, 7 aprile <strong>2007</strong>, in “Il nostro Dio ha un cuore<br />

di carne”. Pasqua <strong>2007</strong> nelle parole del Papa, cit., p. 36.


La speranza cristiana non è solo un desiderio: è una realtà concreta,<br />

un esercizio storico, personale e comunitario. Essa abita e plasma l’esistenza<br />

quotidiana, riportando le attese degli uomini a contatto con l’origine<br />

stessa della vita e della giustizia, dell’amore e della pace. Sperare<br />

è essere disposti a scorgere l’opera misteriosa di Dio nel tempo. Mentre<br />

riconosce con chiarezza il peso negativo del peccato, la speranza cristiana<br />

apre il peccatore all’amore di Dio. Essa è certezza della misericordia<br />

di Dio, invito alla conversione, apertura della mente e del cuore, un dono<br />

dello Spirito che non allontana dalla vita, ma spinge ad assumere anche<br />

la fragilità e la sofferenza.<br />

Custodire e proporre senza timore l’“eccedenza” della speranza cristiana,<br />

portando nel cuore l’anelito di vita di ogni uomo, appartiene alla<br />

testimonianza del credente. In particolare, ci sembra urgente oggi non<br />

tacere il tratto escatologico della nostra fede, “che viene proclamato nelle<br />

ultime parole del Credo: «Credo la risurrezione della carne e la vita<br />

eterna». Sì, sono le ultime parole, ma in qualche modo sono quelle riassuntive<br />

e decisive dell’intero Credo, proprio perché offrono la chiave di<br />

lettura e di soluzione dei problemi antropologici più complessi e decisivi<br />

per l’esistenza, a cominciare dal senso del morire e quindi dell’intera<br />

esistenza umana come tale” 18 .<br />

9. Aperti all’universalità<br />

È capace di sperare chi si riconosce amato da Cristo, ma in questo sta<br />

anche l’origine della missione del cristiano, mosso ad andare verso gli<br />

altri perché raggiunto dalla grazia e sorpreso dalla misericordia. L’evangelizzazione<br />

è una questione di amore.<br />

Attingendo a questo dono, la Chiesa italiana rilegge nella prospettiva<br />

della speranza la scelta di comunicare il Vangelo in un mondo che<br />

cambia. Ci interpellano gli immensi orizzonti della missione ad gentes,<br />

paradigma dell’evangelizzazione anche nel nostro Paese. La vasta tradizione<br />

dell’invio di missionari ad altre terre mostra del resto la costante<br />

vitalità della fede. <strong>Insieme</strong> ai religiosi e religiose, i fidei donum, sacer-<br />

18 dioniGi tettamanzi, Prolusione al Convegno ecclesiale di Verona, 16 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 257; cfr conFeRenza episcopale italiana,<br />

Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, n. 2.<br />

10


110<br />

doti e laici, hanno scritto e continuano a scrivere una pagina esemplare,<br />

testimoniando il Vangelo ed edificando nel mondo la pace in nome di<br />

Cristo. La loro generosità, giunta talora fino al martirio, spinge le nostre<br />

comunità a essere attive nella propagazione del regno di Dio.<br />

Desideriamo che l’attività missionaria della Chiesa italiana si caratterizzi<br />

sempre più come comunione-scambio tra Chiese e, mentre offriamo<br />

la ricchezza di una tradizione millenaria di vita cristiana, riceviamo<br />

l’entusiasmo con cui la fede è vissuta in altri continenti. Non solo quelle<br />

Chiese hanno bisogno della nostra cooperazione, ma noi stessi abbiamo<br />

bisogno di loro per crescere nell’universalità e nella cattolicità. Chiediamo<br />

pertanto ai Centri missionari diocesani, insieme alle altre realtà di<br />

animazione missionaria, di aiutare a far sì che la missionarietà pervada<br />

tutti gli ambiti della pastorale e della vita cristiana.<br />

Ci è anche chiesto un forte impegno nel far nascere e sostenere percorsi<br />

che riavvicinino le persone alla fede, promuovendo luoghi di incontro<br />

con quanti sono in ricerca della verità e con chi, pur essendo battezzato,<br />

sente il desiderio di scegliere di nuovo il Vangelo come orientamento di<br />

fondo della propria esistenza.<br />

In tale contesto non può sfuggire che l’immigrazione si presenta<br />

quale nuovo areopago di evangelizzazione: ne è eloquente conferma il<br />

fatto che molti di quelli che si accostano da adulti al fonte battesimale<br />

sono di origine straniera. Lo spirito di accoglienza e la testimonianza<br />

della carità delle nostre comunità cristiane hanno in sé una forte valenza<br />

evangelizzatrice, che può produrre anche in questo campo frutti di<br />

grazia inaspettati.<br />

Capitolo III - Rendere visibile il grande “sì” della fede<br />

10. Il grande “sì” di Dio all’uomo in Gesù Cristo<br />

La risurrezione di Gesù non soltanto apre alla speranza di “nuovi cieli<br />

e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” (2Pt 3, 13).<br />

Essa ci mostra la vicenda storica dell’umanità nella sua intrinseca bontà,<br />

anche se ferita dalla presenza del male e nel cammino verso il suo<br />

compimento. A Verona Benedetto XVI ci ha ricordato come l’incontro<br />

con il Signore faccia emergere “soprattutto quel grande ‘sì’ che in Gesù<br />

Cristo Dio ha detto all’uomo e alla sua vita, all’amore umano, alla nostra


libertà e alla nostra intelligenza; come, pertanto, la fede nel Dio dal volto<br />

umano porti la gioia nel mondo” 19 .<br />

Il “sì” che continuamente e fedelmente Dio pronuncia sull’uomo trova<br />

compimento nel “sì” con cui il credente risponde ogni giorno con la fede<br />

nella parola di verità, con la speranza della definitiva sconfitta del male e<br />

della morte, con l’amore nei confronti della vita, di ogni persona, del mondo<br />

plasmato dalle mani di Dio. “I discepoli di Cristo riconoscono pertanto<br />

e accolgono volentieri gli autentici valori della cultura del nostro tempo,<br />

come la conoscenza scientifica e lo sviluppo tecnologico, i diritti dell’uomo,<br />

la libertà religiosa, la democrazia. Non ignorano e non sottovalutano<br />

però quella pericolosa fragilità della natura umana che è una minaccia per il<br />

cammino dell’uomo in ogni contesto storico; in particolare, non trascurano<br />

le tensioni interiori e le contraddizioni della nostra epoca. Perciò l’opera di<br />

evangelizzazione non è mai un semplice adattarsi alle culture, ma è sempre<br />

anche una purificazione, un taglio coraggioso che diviene maturazione e<br />

risanamento, un’apertura che consente di nascere a quella ‘creatura nuova’<br />

(2Cor 5, 17; Gal 6, 15) che è il frutto dello Spirito Santo” 20 .<br />

Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia ci chiede di esaminare<br />

ogni cosa per tenere ciò che è buono (cfr 1Ts 5, 21), accompagnando<br />

il nostro discernimento con una proposta profondamente positiva,<br />

incoraggiante, essenziale, carica di futuro. In tal modo, la Chiesa non<br />

cesserà di essere amica dell’uomo e allo stesso tempo “segno di contraddizione”,<br />

presenza profetica che indica una ulteriorità non riconducibile<br />

agli orizzonti mondani.<br />

11. La testimonianza, via privilegiata della missione oggi<br />

Mostrare il “sì” di Dio tocca le fondamenta stesse della Chiesa, che<br />

di quel “sì” è figlia, discepola e responsabile. Per questo, la via della<br />

missione ecclesiale più adatta al tempo presente e più comprensibile per<br />

i nostri contemporanei prende la forma della testimonianza, personale<br />

19 Benedetto XVI, Discorso al Convegno ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 235; cfr concilio vaticano II, cost. dogm. Lumen<br />

gentium, n. 42.<br />

20 Benedetto XVI, Discorso al Convegno ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 235.<br />

111


112<br />

e comunitaria: una testimonianza umile e appassionata, radicata in una<br />

spiritualità profonda e culturalmente attrezzata, specchio dell’unità inscindibile<br />

tra una fede amica dell’intelligenza e un amore che si fa servizio<br />

generoso e gratuito.<br />

Il testimone comunica con le scelte della vita, mostrando così che<br />

essere discepolo di Cristo non solo è possibile per l’uomo, ma arricchisce<br />

la sua umanità. Egli quando parla, non lo fa per un dovere imposto<br />

dall’esterno, ma per un’intima esigenza, alimentata nel continuo dialogo<br />

con il Signore ed espressa con un linguaggio comprensibile a tutti. La<br />

testimonianza pertanto è l’esperienza in cui convergono vita spirituale,<br />

missione pastorale e dimensione culturale. Le nostre comunità devono<br />

favorire l’incontro autentico tra le persone, quale spazio prezioso per<br />

il contatto con la verità rivelata nel Signore Gesù, perché l’esemplarità<br />

della vita non sminuisce il dovere di annunciare anche con la parola:<br />

ogni cristiano deve saper dare ragione della propria speranza, narrando<br />

l’opera di Dio nella sua esistenza e nella storia dell’umanità.<br />

12. La vita quotidiana, “alfabeto” per comunicare il Vangelo<br />

Il linguaggio della testimonianza è quello della vita quotidiana. Nelle<br />

esperienze ordinarie tutti possiamo trovare l’alfabeto con cui comporre<br />

parole che dicano l’amore infinito di Dio. Abbiamo declinato pertanto la<br />

testimonianza della Chiesa secondo gli ambiti fondamentali dell’esistenza<br />

umana. È così emerso il volto di una comunità che vuol essere sempre<br />

più capace di intense relazioni umane, costruita intorno alla domenica,<br />

forte delle sue membra in apparenza più deboli, luogo di dialogo e d’incontro<br />

per le diverse generazioni, spazio in cui tutti hanno cittadinanza.<br />

La scelta della vita come luogo di ascolto, di condivisione, di annuncio,<br />

di carità e di servizio costituisce un segnale incisivo in una stagione<br />

attratta dalle esperienze virtuali e propensa a privilegiare le emozioni sui<br />

legami interpersonali stabili. Ne scaturisce un prezioso esercizio di progettualità,<br />

che desideriamo continui e si approfondisca ulteriormente. Si<br />

tratta di cinque concreti aspetti del “sì” di Dio all’uomo, del significato<br />

che il Vangelo indica per ogni momento dell’esistenza: nella sua costitutiva<br />

dimensione affettiva, nel rapporto con il tempo del lavoro e della<br />

festa, nell’esperienza della fragilità, nel cammino della tradizione, nella<br />

responsabilità e nella fraternità sociale.


Non intendiamo qui riassumere quanto espresso nei lavori dei gruppi<br />

e, ancora prima, nelle relazioni inviate dalle diocesi e dalle diverse realtà<br />

ecclesiali: faremmo torto alla grande ricchezza di contributi. Ci limitiamo<br />

a segnalare alcune proposte emerse nelle sintesi degli ambiti, a partire<br />

dalle quali riteniamo sia possibile realizzare un cammino condiviso<br />

nelle nostre comunità.<br />

Vita affettiva - Comunicare il Vangelo dell’amore nella e attraverso<br />

l’esperienza umana degli affetti chiede di mostrare il volto materno della<br />

Chiesa, accompagnando la vita delle persone con una proposta che<br />

sappia presentare e motivare la bellezza dell’insegnamento evangelico<br />

sull’amore, reagendo al diffuso “analfabetismo affettivo” con percorsi<br />

formativi adeguati e una vita familiare ed ecclesiale fondata su relazioni<br />

profonde e curate. La famiglia rappresenta il luogo fondamentale e privilegiato<br />

dell’esperienza affettiva. Di conseguenza, deve essere anche il<br />

soggetto centrale della vita ecclesiale, grembo vitale di educazione alla<br />

fede e cellula fondante e ineguagliabile della vita sociale. Ciò richiede<br />

un’attenzione pastorale privilegiata per la sua formazione umana e spirituale,<br />

insieme al rispetto dei suoi tempi e delle sue esigenze. Siamo<br />

chiamati a rendere le comunità cristiane maggiormente capaci di curare<br />

le ferite dei figli più deboli, dei diversamente abili, delle famiglie disgregate<br />

e di quelle forzatamente separate a causa dell’emigrazione, prendendoci<br />

cura con tenerezza di ogni fragilità e nel contempo orientando<br />

su vie sicure i passi dell’uomo. Peraltro, la dimensione degli affetti non è<br />

esclusiva della famiglia e del cammino che a essa conduce; gli affetti innervano<br />

di sé ogni condizione umana e danno sapore amicale e spirituale<br />

a ogni relazione ecclesiale e sociale. Educare ad amare è parte integrante<br />

di ogni percorso formativo, per ogni vocazione di vita e di servizio.<br />

Lavoro e festa - Il rapporto con il tempo, in cui si esplica l’attività del<br />

lavoro dell’uomo e il suo riposo, pone forti provocazioni al credente,<br />

condizionato dai vorticosi cambiamenti sociali e tentato da nuove forme<br />

di idolatria. Occorre pertanto chiedere che l’organizzazione del lavoro<br />

sia attenta ai tempi della famiglia e accompagnare le persone nelle fatiche<br />

quotidiane, consapevoli delle sfide che derivano dalla precarietà del<br />

lavoro, soprattutto giovanile, dalla disoccupazione, dalla difficoltà del<br />

reinserimento lavorativo in età adulta, dallo sfruttamento della manodopera<br />

dei minori, delle donne, degli immigrati. Anche se cambiano le mo-<br />

113


114<br />

dalità in cui si esprime il lavoro, non deve venir meno il rispetto dei diritti<br />

inalienabili del lavoratore: “Quanto più profondi sono i cambiamenti,<br />

tanto più deciso deve essere l’impegno dell’intelligenza e della volontà<br />

per tutelare la dignità del lavoro” 21 . Altrettanto urgente è il rinnovamento,<br />

secondo la prospettiva cristiana, del rapporto tra lavoro e festa: non<br />

è soltanto il lavoro a trovare compimento nella festa come occasione di<br />

riposo, ma è soprattutto la festa, evento della gratuità e del dono, a “risuscitare”<br />

il lavoro a servizio dell’edificazione della comunità, aiutando a<br />

sviluppare una giusta visione creaturale ed escatologica. La qualità delle<br />

nostre celebrazioni è fattore decisivo per acquisire tale coscienza. Occorre<br />

poi fare attenzione alla crescita indiscriminata del lavoro festivo<br />

e favorire una maggiore conciliazione tra i tempi del lavoro e quelli dedicati<br />

alle relazioni umane e familiari, perché l’autentico benessere non<br />

è assicurato solo da un tenore di vita dignitoso, ma anche da una buona<br />

qualità dei rapporti interpersonali. In questo quadro, grande giovamento<br />

potrà venire da un adeguato approfondimento della dottrina sociale della<br />

Chiesa, sia potenziando la formazione capillare sia proponendo stili di<br />

vita, personali e sociali, coerenti con essa. Assai significative sono in<br />

proposito le risorse offerte dallo sport e dal turismo.<br />

Fragilità umana - In un’epoca che coltiva il mito dell’efficienza fisica<br />

e di una libertà svincolata da ogni limite, le molteplici espressioni della<br />

fragilità umana sono spesso nascoste ma nient’affatto superate. Il loro<br />

riconoscimento, scevro da ostentazioni ipocrite, è il punto di partenza<br />

per una Chiesa consapevole di avere una parola di senso e di speranza<br />

per ogni persona che vive la debolezza delle diverse forme di sofferenza,<br />

della precarietà, del limite, della povertà relazionale. Se l’esperienza<br />

della fragilità mette in luce la precarietà della condizione umana, la<br />

stessa fragilità è anche occasione per prendere coscienza del fatto che<br />

l’uomo è una creatura e del valore che egli riveste davanti a Dio. Gesù<br />

Cristo, infatti, ci mostra come la verità dell’amore sa trasfigurare anche<br />

l’oscuro mistero della sofferenza e della morte nella luce della risurrezione.<br />

La vera forza è l’amore di Dio che si è definitivamente rivelato e<br />

donato a noi nel Mistero pasquale. All’annuncio evangelico si accompagna<br />

l’opera dei credenti, impegnati ad adattare i percorsi educativi,<br />

21 pontiFicio consiGlio della Giustizia e della pace, Compendio della Dottrina sociale<br />

della Chiesa, n. 319, Città del Vaticano 2004, p. 175.


a potenziare la cooperazione e la solidarietà, a diffondere una cultura e<br />

una prassi di accoglienza della vita, a denunciare le ingiustizie sociali, a<br />

curare la formazione del volontariato. Le diverse esperienze di evangelizzazione<br />

della fragilità umana, anche grazie all’apporto dei consacrati<br />

e dei diaconi permanenti, danno forma a un ricco patrimonio di umanità<br />

e di condivisione, che esprime la fantasia della carità e la sollecitudine<br />

della Chiesa verso ogni uomo. Deve infine crescere la consapevolezza<br />

di quella forma radicale di fragilità umana che è il peccato, su cui si<br />

staglia l’amore redentivo di Cristo, che è dato di sperimentare in modo<br />

particolare nel sacramento della Riconciliazione.<br />

Tradizione - Nella trasmissione del proprio patrimonio spirituale e<br />

culturale ogni generazione si misura con un compito di straordinaria<br />

importanza e delicatezza, che costituisce un vero e proprio esercizio di<br />

speranza. Alla famiglia deve essere riconosciuto il ruolo primario nella<br />

trasmissione dei valori fondamentali della vita e nell’educazione alla fede<br />

e all’amore, sollecitandola a svolgere il proprio compito e integrandolo<br />

nella comunità cristiana. Il diffuso clima di sfiducia nei confronti<br />

dell’educazione rende ancor più necessaria e preziosa l’opera formativa<br />

che la comunità cristiana deve svolgere in tutte le sedi, ricorrendo in<br />

particolare alle scuole e alle istituzioni universitarie. In modo del tutto<br />

peculiare, poi, la parrocchia costituisce una palestra di educazione permanente<br />

alla fede e alla comunione, e perciò anche un ambito di confronto,<br />

assimilazione e trasformazione di linguaggi e comportamenti,<br />

in cui un ruolo decisivo va riconosciuto agli itinerari catechistici. In tale<br />

prospettiva, essa è chiamata a interagire con la ricca e variegata esperienza<br />

formativa delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà<br />

ecclesiali. La sfida educativa tocca ogni ambito del vissuto umano e si<br />

serve di molteplici strumenti e opportunità, a cominciare dai mezzi della<br />

comunicazione sociale, dalle possibilità offerte dalla religiosità popolare,<br />

dai pellegrinaggi e dal patrimonio artistico. Nella valorizzazione dei<br />

diversi apporti, alle Chiese locali è chiesto di coniugare l’elaborazione<br />

culturale con la formulazione di un vero e proprio progetto formativo<br />

permanente.<br />

Cittadinanza - Il bisogno di una formazione integrale e permanente<br />

appare urgente anche per dare contenuto e qualità al complesso esercizio<br />

della testimonianza nella sfera sociale e politica. A tale riguardo, sarà<br />

11


11<br />

opportuno far tesoro della riflessione e delle opere maturate in cento anni<br />

dalle Settimane sociali dei cattolici italiani. Come ricorda il documento<br />

preparatorio della prossima 45ª Settimana sociale: “Agli occhi della<br />

storia non si può non riconoscere che i cattolici hanno dato un apporto<br />

fondamentale alla società italiana e alla sua crescita, nella prospettiva<br />

del bene comune. È necessario alimentare la consapevolezza, non solo<br />

fra i cattolici ma in tutti gli italiani, del fatto che la presenza cattolica<br />

– come pensiero, come cultura, come esperienza politica e sociale – è<br />

stata fattore fondamentale e imprescindibile nella storia del Paese” 22 . Se<br />

oggi il tessuto della convivenza civile mostra segni di lacerazione, ai<br />

credenti – e ai fedeli laici in modo particolare – si chiede di contribuire<br />

allo sviluppo di un ethos condiviso, sia con la doverosa enunciazione dei<br />

principi, sia esprimendo nei fatti un approccio alla realtà sociale ispirato<br />

alla speranza cristiana. Ciò esige l’elaborazione di una seria proposta<br />

culturale, condotta con intelligenza, fedele ai valori evangelici e al Magistero,<br />

insieme a una continua formazione spirituale. Implica una rivisitazione<br />

costante dei veri diritti della persona e delle formazioni sociali<br />

nella ricerca del bene comune e deve promuovere occasioni di confronto<br />

tra uomini e donne dotati di competenze e professionalità diverse.<br />

13. Un forte impulso all’elaborazione culturale<br />

Fede e cultura si richiamano reciprocamente. Ogni aspetto dell’esperienza<br />

cristiana possiede una forte valenza in ordine alla promozione<br />

di stili di pensiero e di vita, all’elaborazione di mentalità e di comportamenti,<br />

all’orientamento della fecondità dello spirito umano nella direzione<br />

del bello, del buono e del vero. La stessa comunicazione del<br />

Vangelo non può fare a meno di categorie e di un linguaggio capaci di<br />

raggiungere l’uomo nel suo vissuto personale e sociale, attraverso forme<br />

ed espressioni a lui comprensibili e congeniali.<br />

Il “Progetto culturale orientato in senso cristiano” è lo strumento che<br />

la Chiesa italiana si è data a partire dal Convegno ecclesiale di Palermo<br />

(1995) per mettere in evidenza e far crescere la dimensione culturale<br />

22 comitato scientiFico e oRGanizzatoRe delle settimane sociali dei cattolici italiani, Il<br />

bene comune oggi: un impegno che viene da lontano. Documento preparatorio della 45ª Settimana<br />

sociale, febbraio <strong>2007</strong>, n. 2.


presente nel vissuto di fede del popolo di Dio. A distanza di dodici anni,<br />

vogliamo ribadire la necessità di alimentare la consapevolezza e la responsabilità<br />

proprie della comunità cristiana, dando un nuovo impulso<br />

al Progetto culturale attraverso il suo consolidamento e radicamento, sia<br />

in chiave formativa sia in prospettiva missionaria. L’obiettivo di fondo<br />

resta quello di un nuovo incontro tra la fede e la ragione, così che i credenti<br />

possano mostrare a tutti che “la vita cristiana è possibile oggi, è<br />

ragionevole, è realizzabile” 23 .<br />

Per questo all’interno della comunità cristiana l’elaborazione culturale<br />

deve essere curata anzitutto nelle sue forme ordinarie e popolari.<br />

In quanto dimensione costitutiva della vita ecclesiale, essa deve vedere<br />

coinvolti tutti, a partire dalle situazioni abituali dell’azione pastorale,<br />

fino alla promozione, anche a livello locale, di particolari occasioni e<br />

luoghi di confronto, secondo la “dinamica della rete” e dell’integrazione<br />

pastorale. Le pur necessarie competenze e iniziative specifiche non<br />

devono mettere in ombra la grande risorsa che il Progetto culturale costituisce<br />

per avvicinare l’esperienza ecclesiale alla vita e alle domande<br />

delle persone, rendendola maggiormente incisiva e capace di entrare in<br />

dialogo senza complessi di inferiorità con le dinamiche culturali del nostro<br />

tempo. È questo un compito non facile, ma anche “un’avventura<br />

affascinante nella quale merita spendersi, per dare nuovo slancio alla<br />

cultura del nostro tempo e per restituire in essa alla fede cristiana piena<br />

cittadinanza” 24 .<br />

14. Discernimento e dialogo<br />

L’elaborazione culturale e la formazione delle coscienze sono i primi<br />

obiettivi del discernimento ecclesiale. Esso costituisce una parte essenziale<br />

della testimonianza, oltre a essere un’espressione della comunione<br />

e l’esito di una profonda vita spirituale.<br />

Il discernimento dei credenti, che tende alla ricerca della volontà di<br />

Dio in ogni situazione della vita individuale e sociale, ha bisogno anche<br />

23 Benedetto XVI, Discorso ai preti della diocesi di Roma, 22 febbraio <strong>2007</strong>: «Avvenire», 23<br />

febbraio <strong>2007</strong>, p. 11.<br />

24 Benedetto XVI, Discorso al Convegno ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 236.<br />

11


11<br />

del confronto critico con le diverse forme di pensiero e di un fecondo<br />

rapporto con le presenze religiose nel nostro Paese, accresciute dalle recenti<br />

ondate migratorie. Il cristianesimo, infatti, è aperto a tutto ciò che<br />

di giusto, di vero e di buono vi è nelle culture e nelle civiltà. Il dialogo<br />

con tutti, che insieme alla fiducia nell’altro presuppone una chiara e profonda<br />

coscienza della propria identità, è condotto in nome e con gli strumenti<br />

della ragione umana, terreno comune in cui è possibile incontrarsi<br />

e collaborare in spirito di ascolto senza falsi irenismi.<br />

Con lo stesso atteggiamento di ricerca della comunione nella verità,<br />

è necessario che cresca nelle nostre comunità lo spirito ecumenico. Il<br />

cammino dei credenti verso l’unità voluta da Gesù costituisce un segno<br />

di speranza e un impegno irreversibile a cui non possiamo sottrarci. A tal<br />

proposito acquistano un particolare valore la Settimana di preghiera per<br />

l’unità dei cristiani e la Giornata per la salvaguardia del creato.<br />

L’incontro con persone portatrici di differenti sensibilità religiose ci<br />

induce a sostenere, anche a livello popolare, una sempre più puntuale e<br />

consapevole conoscenza degli elementi fondamentali della nostra fede,<br />

come pure un’adeguata informazione circa le differenti religioni, perché<br />

non vi può essere incontro autentico, dialogo rispettoso e costruttivo tra<br />

realtà diverse nell’ignoranza o nella confusione.<br />

15. La questione dell’uomo e della verità<br />

Tra i contenuti del Progetto culturale, spiccano due filoni particolarmente<br />

rilevanti. Entrambi si comprendono alla luce dell’invito di Benedetto<br />

XVI ad “allargare gli spazi della razionalità” 25 , senza limitare la<br />

ragione entro i soli confini di ciò che è sperimentabile e controllabile.<br />

Sono problematiche che, con grande concretezza, chiamano in causa il<br />

nostro futuro.<br />

Il primo filone riguarda la “questione antropologica”, ossia la domanda<br />

su che cosa sia e che cosa significhi essere uomo. Da tempo assistiamo<br />

a tentativi volti a ridurre l’uomo a semplice prodotto della natura, mortificandone<br />

la dignità e la costitutiva vocazione alla trascendenza. Siamo<br />

provocati a recuperare e riproporre l’autentica unicità e grandezza della<br />

25 Ibidem.


persona umana, segnata dal peccato ma non irrimediabilmente compromessa<br />

nel suo tendere a orizzonti definitivi di vita, di libertà, di amore<br />

e di gioia. L’impegno profuso in questa direzione deve continuare, per<br />

contrastare con efficacia le molteplici applicazioni di tale riduzionismo<br />

nel campo della cultura, delle scienze e della tecnologia, dell’etica e del<br />

diritto.<br />

La “questione antropologica” si inserisce nella più ampia “questione<br />

della verità”, con cui tutti – credenti o meno – devono confrontarsi.<br />

Il diffondersi della sfiducia verso la capacità dello spirito umano di<br />

raggiungere una verità non puramente soggettiva e provvisoria, bensì<br />

oggettiva e impegnativa, genera non raramente la messa in questione<br />

dell’esistenza stessa di tale verità, con la conseguenza di ritenere assurda<br />

ogni posizione, a cominciare da quella cristiana, che indichi la via<br />

per guadagnarla e ne prospetti le prerogative e le esigenze. È quanto mai<br />

necessario, quindi, saper mostrare lo stretto legame esistente tra verità e<br />

libertà e come la coscienza umana non esca mortificata, ma anzi arricchita,<br />

dal confronto con la verità cui la fede ci fa rivolgere.<br />

16. Le possibilità offerte dalla comunicazione e dall’arte<br />

Sul fronte della comunicazione, si devono registrare i notevoli passi<br />

compiuti negli anni recenti, ma anche la necessità che non si attenui<br />

l’impegno alla formazione. Resta obiettivo non trascurabile l’immettere<br />

nel circuito della comunicazione la voce della Chiesa, costruendo ponti<br />

di comprensione tra l’esperienza ecclesiale, nelle sue forme quotidiane e<br />

peculiari, e la mentalità corrente. È doveroso, in questo ambito, prendere<br />

atto dei progressi compiuti a partire dalle scelte maturate dopo il Convegno<br />

ecclesiale di Palermo, grazie alla crescita di Avvenire, dell’agenzia<br />

SIR, dei settimanali diocesani e di numerose altre testate cattoliche, ma<br />

anche grazie all’avvio di Sat 2000 e del circuito radiofonico InBlu, realtà<br />

che favoriscono nel rispettivo ambito il coordinamento fra le emittenti<br />

d’ispirazione cristiana. Inoltre è cresciuta la capacità della comunità<br />

cristiana di essere presente in internet e di animare il mondo del cinema<br />

e del teatro. In questi vasti campi resta fondamentale l’apporto che<br />

può venire dalle case editrici e dalla rete delle librerie cattoliche. Una<br />

presenza efficace nell’areopago contemporaneo comporta un sapiente<br />

investimento da parte delle nostre comunità sui carismi comunicativi di<br />

11


120<br />

tante persone, come sulla qualità e la diffusione dei media ecclesiali, nazionali<br />

e locali, ma anche su iniziative che prevedono la valorizzazione<br />

di altri linguaggi, come quello artistico e musicale, raccordati in esperienze<br />

qualificate e significative.<br />

17. La sfida educativa<br />

L’impegno educativo della Chiesa italiana è ampio e multiforme: si<br />

avvale della crescente responsabilità di molte famiglie, della vasta rete<br />

delle parrocchie, dell’azione preziosa degli istituti religiosi e delle<br />

aggregazioni ecclesiali, dell’opera qualificata delle scuole cattoliche e<br />

delle altre istituzioni educative e culturali, dell’impegno profuso nella<br />

scuola dagli insegnanti di religione cattolica.<br />

L’appello risuonato in tutti gli ambiti ci spinge a un rinnovato protagonismo<br />

in questo campo: ci è chiesto un investimento educativo capace di<br />

rinnovare gli itinerari formativi, per renderli più adatti al tempo presente<br />

e significativi per la vita delle persone, con una nuova attenzione per gli<br />

adulti. La formazione, a partire dalla famiglia, deve essere in grado di<br />

dare significato alle esperienze quotidiane, interpretando la domanda di<br />

senso che alberga nella coscienza di molti. Nello stesso tempo, le persone<br />

devono essere aiutate a leggere la loro esistenza alla luce del Vangelo, così<br />

che trovi risposta il desiderio di quanti chiedono di essere accompagnati<br />

a vivere la fede come cammino di sequela del Signore Gesù, segnato da<br />

una relazione creativa tra la Parola di Dio e la vita di ogni giorno.<br />

Il tempo presente è straordinariamente favorevole a nuovi cammini<br />

di fede, che esprimano la ricchezza dell’azione dello Spirito e la possibilità<br />

di percorsi di santità. Tutto questo però potrà realizzarsi solo se le<br />

comunità cristiane sapranno accompagnare le persone, non accontentandosi<br />

di rivolgersi solo ai ragazzi e ai giovani, ma proponendosi più<br />

decisamente anche al mondo adulto, valorizzando nel dialogo la maturità,<br />

l’esperienza e la cultura di questa generazione. Rilevante sarà, in<br />

proposito, il contributo delle scuole cattoliche, dei centri universitari e<br />

delle facoltà e degli istituti teologici.<br />

Per rendere maggiormente efficace questa azione, non va sottovalutata<br />

l’importanza di un migliore coordinamento dei soggetti educativi<br />

ecclesiali, le cui originalità potrebbero trovare un luogo di collegamento<br />

e valorizzazione in un forum nazionale delle realtà educative.


18. La sollecitudine per il bene dell’uomo e della società<br />

Alla testimonianza che la Chiesa è chiamata a rendere al Vangelo appartiene<br />

a pieno titolo l’interesse per il rispetto della dignità della persona<br />

umana in ogni momento della vita, per il sostegno alla famiglia fondata sul<br />

matrimonio, per la giustizia e la pace, per lo sviluppo integrale e il bene<br />

della comunità civile, nazionale e internazionale. Le “ragioni della speranza”<br />

comprendono infatti alcune istanze etiche che, fondate sulla natura<br />

stessa dell’uomo, possono costituire un terreno di incontro e di dialogo<br />

anche con coloro che appartengono a tradizioni ideali o spirituali diverse.<br />

Tale sollecitudine per il bene della società umana fa sì che la Chiesa,<br />

senza rischiare sconfinamenti di campo, parli e agisca non per preservare<br />

un “interesse cattolico”, bensì per offrire il suo peculiare contributo<br />

per costruire il futuro della comunità sociale in cui vive e alla quale è<br />

legata da vincoli profondi. Ciò è vero anche quando i credenti si trovano<br />

a dover “fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti, il<br />

rischio di scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali<br />

valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere<br />

umano” 26 . Compito della fede cristiana, infatti, è quello di purificare la<br />

ragione e aiutarla a essere veramente se stessa.<br />

Allo stesso tempo, la comunità cristiana considera suo dovere, attraverso<br />

una capillare opera formativa, contribuire a radicare nelle coscienze<br />

quelle “energie morali e spirituali che consentano di anteporre le esigenze<br />

della giustizia agli interessi personali, o di una categoria sociale,<br />

o anche di uno Stato” 27 . Se la Chiesa in quanto tale “non è e non intende<br />

essere un agente politico”, come ha ricordato a Verona Benedetto XVI,<br />

risalta in modo particolare il compito dei fedeli laici nella ricerca di strade<br />

praticabili e condivise per trasformare, umanizzandoli in senso pieno,<br />

gli spazi della convivenza. Quei cristiani che responsabilmente scelgono<br />

di impegnarsi in politica sanno che “operano come cittadini sotto propria<br />

responsabilità”, che devono essere animati da competenza e onestà e che<br />

sono chiamati a essere protagonisti di uno stile politico virtuoso, guidati<br />

da una coscienza retta e informata, illuminata dalla fede e dal Magistero<br />

della Chiesa.<br />

26 Benedetto XVI, Discorso al Convegno ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006: «Notiziario<br />

della Conferenza Episcopale Italiana» 2006, 240.<br />

27 Ibidem.<br />

121


122<br />

Senza restringere i suoi orizzonti, la speranza cristiana fonda e orienta<br />

l’impegno storico dei credenti, animati dallo stesso amore di Dio per<br />

il mondo. In particolare, essi sanno che il Vangelo chiede di mettersi<br />

dalla parte degli ultimi, senza i quali non potrà realizzarsi una società<br />

più giusta e fraterna. Accanto all’impegno per la giustizia, a cui sono<br />

riconducibili numerose problematiche sociali, economiche e politiche,<br />

la testimonianza cristiana è costantemente chiamata a percorrere la via<br />

della carità. Essa si articola in diverse forme e mantiene uno stretto legame<br />

con l’evangelizzazione, costituisce non solo una risposta ai bisogni<br />

delle persone nella loro integralità, ma anche il segno della progressiva<br />

assimilazione della nostra vita all’amore di Cristo e la trasposizione in<br />

noi del suo stesso modo di vivere.<br />

19. <strong>Insieme</strong> responsabili del futuro<br />

Cogliendo con sguardo d’insieme la realtà del nostro Paese, dell’Europa<br />

e dello scenario internazionale, non possiamo tacere la profonda<br />

crisi, che si trascina da tempo e interessa tragicamente aspetti fondamentali<br />

della vita di ciascuno e dell’intero pianeta. È peraltro vero che<br />

l’Europa, con la sua storia recente di conflitti oggi superati e di cammini<br />

di riconciliazione, è motivo di speranza ed esempio di quella unione nella<br />

diversità che può favorire una globalizzazione rispettosa delle persone.<br />

Perché il processo di integrazione avviato sia veramente fecondo,<br />

occorre tuttavia che l’Europa non rinneghi le proprie radici cristiane,<br />

dando spazio a quei principi etici che costituiscono parte integrante e<br />

fondamentale del suo patrimonio spirituale.<br />

Consapevoli dei segni di speranza presenti nel nostro tempo, rafforziamo<br />

il senso di responsabilità e la volontà di operare per lo sviluppo<br />

di tutti gli uomini e di tutto l’uomo, per le generazioni future, senza<br />

trascurare nessuna delle energie che possono contribuire a farci crescere<br />

insieme. La speranza cristiana comporta il dovere di abbattere muri,<br />

sciogliere catene, aprire strade nuove, anche mediante la promozione e<br />

la tutela dei diritti fondamentali di ogni persona, incluso lo straniero. Per<br />

quanto riguarda in particolare l’Italia, nell’ottica della promozione del<br />

bene comune, esortiamo ad affrontare con sapienza e coraggio la questione<br />

demografica, i problemi e le risorse dell’immigrazione, le sfide<br />

della questione giovanile. È parimenti necessario evidenziare la centra-


lità della persona nelle scelte economiche e il senso di responsabilità nei<br />

confronti del lavoro, far sì che si dispieghi fattivamente il ruolo sociale<br />

della famiglia, contrastare il dilagare dell’illegalità, farsi carico delle<br />

future generazioni con una doverosa cura del creato, superare i divari<br />

interni al Paese, aiutandolo ad aprirsi agli orizzonti della pace e dello<br />

sviluppo mondiale, sfruttando le opportunità positive della globalizzazione<br />

e promuovendo un ordine più giusto tra gli Stati.<br />

In questo cantiere aperto il contributo dei credenti, sul piano etico e<br />

spirituale, culturale, economico e politico è essenziale per concorrere ad<br />

orientare il cammino dell’umanità. Sappiamo bene che non ci sono soluzioni<br />

a buon mercato o scorciatoie che sollevino dalla fatica e cancellino<br />

lo smarrimento. Di ciò è segno anche il crescente numero dei cristiani<br />

martirizzati.<br />

Questo è il nostro programma: vivere fino in fondo la Pasqua di Gesù.<br />

Da essa deriva una forza profetica dalla quale noi per primi dobbiamo<br />

continuamente lasciarci plasmare. Il nostro unico interesse è infatti<br />

metterci a servizio dell’uomo perché l’amore di Dio possa manifestarsi<br />

in tutto il suo splendore.<br />

Capitolo IV - La Chiesa della speranza<br />

20. Una Chiesa e una santità “di popolo”<br />

La Chiesa comunica la speranza, che è Cristo, soprattutto attraverso<br />

il suo modo di essere e di vivere nel mondo. Per questo è fondamentale<br />

curare la qualità dell’esperienza ecclesiale delle nostre comunità,<br />

affinché esse sappiano mostrare un volto fraterno, aperto e accogliente,<br />

espressione di un’umanità intensa e cordiale. Parla al cuore degli uomini<br />

e delle donne una Chiesa che, alla scuola del suo Signore, pronuncia il<br />

proprio “sì” a ciò che di bello, di grande e di vero appartiene all’umanità<br />

di ogni persona e della storia intera.<br />

Nella Chiesa particolare è possibile incontrare un simile volto: nella<br />

comunità diocesana raccolta intorno al vescovo e innestata in una tradizione<br />

viva, che accompagna lo svolgersi dell’esistenza e rappresenta<br />

la possibilità per tutti di una fraternità concreta, di un rapporto intimo<br />

e condiviso con la Parola di Dio e il Pane della vita; nella parrocchia,<br />

Chiesa che vive tra le case, vicina alla gente; nella preghiera e nella li-<br />

123


124<br />

turgia, che ci rende partecipi della bellezza che salva. In questo modo,<br />

le nostre Chiese continuano a mostrare il loro tratto più originale: essere<br />

una famiglia aperta a tutti, capace di abbracciare ogni generazione e<br />

cultura, ogni vocazione e condizione di vita, di riconoscere con stupore<br />

anche in colui che viene da lontano il segno visibile della cattolicità.<br />

Appartiene alla nostra tradizione il patrimonio di una fede e di una<br />

santità di popolo: un cristianesimo vissuto insieme, significativo in tutte<br />

le stagioni dell’esistenza, in comunità radicate nel territorio, capace di<br />

plasmare la vita quotidiana delle persone, ma anche gli orientamenti sociali<br />

e culturali del Paese. Il carattere popolare del cattolicesimo italiano,<br />

ben diverso da un “cristianesimo minimo” o da una “religione civile”, è<br />

una ricchezza e una responsabilità che dobbiamo conservare e alimentare<br />

facendo brillare davanti alla coscienza di ragazzi e giovani, adolescenti<br />

e adulti, la bellezza e la “vivibilità” di una vita ispirata dall’amore<br />

di Dio, da cui nessuno è escluso.<br />

21. Per una pastorale rinnovata<br />

L’ascolto della vita delle comunità cristiane permette di cogliere una<br />

forte istanza di rinnovamento. Se negli ultimi anni è parso sempre più evidente<br />

che il principale criterio attorno al quale ridisegnare la loro azione<br />

è la testimonianza missionaria, oggi emerge con chiarezza anche un’ulteriore<br />

esigenza: quella di una pastorale più vicina alla vita delle persone,<br />

meno affannata e complessa, meno dispersa e più incisivamente unitaria.<br />

Secondo queste linee occorre impegnarsi in un “cantiere” di rinnovamento<br />

pastorale, al quale sono dedicati i paragrafi che seguono. Le prospettive<br />

verso cui muoversi riguardano la centralità della persona e della vita, la<br />

qualità delle relazioni all’interno delle comunità, le forme della corresponsabilità<br />

missionaria e dell’integrazione tra le dimensioni della pastorale,<br />

così come tra le diverse soggettività, realtà e strutture ecclesiali.<br />

22. La persona, cuore della pastorale<br />

L’attuale impostazione pastorale, centrata prevalentemente sui tre<br />

compiti fondamentali della Chiesa (l’annuncio del Vangelo, la liturgia e<br />

la testimonianza della carità), pur essendo teologicamente fondata, non


di rado può apparire troppo settoriale e non è sempre in grado di cogliere<br />

in maniera efficace le domande profonde delle persone: soprattutto<br />

quella di unità, accentuata dalla frammentazione del contesto culturale.<br />

Da questo punto di vista, l’esperienza del Convegno ecclesiale è stata<br />

esemplare. La scelta di articolare i lavori in alcuni ambiti fondamentali<br />

intorno a cui si dispiega l’esistenza umana, in qualsiasi età, ha messo in<br />

luce l’unità della persona come criterio fondamentale per ricondurre a<br />

unità l’azione ecclesiale, necessariamente multiforme. Questo sguardo<br />

dalla parte della persona è stato radicato in una solida visione teologica,<br />

che prende le mosse dal Risorto che ci precede e ci insegna a rinnovare<br />

le forme dell’annuncio nei diversi tempi e luoghi. È stata così tracciata<br />

una via, che occorre percorrere per portare lo stesso metodo e le medesime<br />

attenzioni nella vita ordinaria delle comunità.<br />

Mettere la persona al centro costituisce una chiave preziosa per rinnovare<br />

in senso missionario la pastorale e superare il rischio del ripiegamento,<br />

che può colpire le nostre comunità. Ciò significa anche chiedere<br />

alle strutture ecclesiali di ripensarsi in vista di un maggiore coordinamento,<br />

in modo da far emergere le radici profonde della vita ecclesiale,<br />

lo stile evangelico, le ragioni dell’impegno nel territorio, cioè gli atteggiamenti<br />

e le scelte che pongono la Chiesa a servizio della speranza di<br />

ogni uomo. Non si intende indebolire la dimensione comunitaria dell’agire<br />

pastorale, né si tratta di ideare nuove strutture da sostituire a quelle<br />

attuali, bensì di operare insieme in maniera più essenziale. A partire da<br />

queste attenzioni, le singole Chiese particolari sono chiamate a ripensare<br />

il proprio agire con sguardo unitario.<br />

23. La cura delle relazioni<br />

Durante il Convegno tre parole sono risuonate come una triade indivisibile:<br />

comunione, corresponsabilità, collaborazione. Esse delineano<br />

il volto di comunità cristiane che procedono insieme, con uno stile che<br />

valorizza ogni risorsa e ogni sensibilità, in un clima di fraternità e di<br />

dialogo, di franchezza nello scambio e di mitezza nella ricerca di ciò che<br />

corrisponde al bene della comunità intera.<br />

In un contesto sociale frammentato e disperso, la comunità cristiana<br />

avverte come proprio compito anche quello di contribuire a generare<br />

stili di incontro e di comunicazione. Lo fa anzitutto al proprio interno,<br />

12


12<br />

attraverso relazioni interpersonali attente a ogni persona. Impegnata a<br />

non sacrificare la qualità del rapporto personale all’efficienza dei programmi,<br />

la comunità ecclesiale considera una testimonianza all’amore<br />

di Dio il promuovere relazioni mature, capaci di ascolto e di reciprocità.<br />

In particolare, le relazioni tra le diverse vocazioni devono rigenerarsi<br />

nella capacità di stimarsi a vicenda, nell’impegno, da parte dei pastori,<br />

ad ascoltare i laici, valorizzandone le competenze e rispettandone le opinioni.<br />

D’altro lato, i laici devono accogliere con animo filiale l’insegnamento<br />

dei pastori come un segno della sollecitudine con cui la Chiesa si<br />

fa vicina e orienta il loro cammino. Tra pastori e laici, infatti, esiste un<br />

legame profondo, per cui in un’ottica autenticamente cristiana è possibile<br />

solo crescere o cadere insieme 28 .<br />

Lo stile di comunione che si sperimenta nella comunità costituisce un<br />

tirocinio perché lo spirito di unità raggiunga i luoghi della vita ordinaria.<br />

Il dono della comunione che viene da Dio deve animare, soprattutto<br />

attraverso i laici cristiani, tutti i contesti dell’esistenza e contribuire a<br />

rigenerarne il tessuto umano.<br />

24. La corresponsabilità, esigente via di comunione<br />

Accogliere la comunione che viene da Dio richiede disciplina, concretezza,<br />

gesti coerenti che coinvolgono non solo le persone, ma anche le<br />

comunità. La corresponsabilità infatti è un’esperienza che dà forma concreta<br />

alla comunione, attraverso la disponibilità a condividere le scelte<br />

che riguardano tutti. Questo comporta che si rendano operativi quei luoghi<br />

in cui ci si allena al discernimento spirituale, all’ascolto reciproco, al<br />

confronto delle posizioni, fino a maturare, secondo le responsabilità di<br />

ciascuno, decisioni ponderate e condivise.<br />

Gli organismi di partecipazione ecclesiale e anzitutto i consigli pastorali<br />

– diocesani e parrocchiali – non stanno vivendo dappertutto una<br />

stagione felice. La consapevolezza del valore della corresponsabilità ci<br />

impone però di ravvivarli, elaborando anche modalità originali di uno<br />

stile ecclesiale di maturazione del consenso e di assunzione di responsabilità.<br />

Di simili luoghi abbiamo particolarmente bisogno per consentire<br />

28 Cfr concilio vaticano II, cost. dogm. Lumen Gentium, n. 9.


a ciascuno di vivere quella responsabilità ecclesiale che attiene alla propria<br />

vocazione e per affrontare le questioni che riguardano la vita della<br />

Chiesa con uno sguardo aperto ai problemi del territorio e dell’intera<br />

società. La partecipazione corale e organica di tutti i membri del popolo<br />

di Dio non è solo un obiettivo, ma la via per raggiungere la meta di una<br />

presenza evangelicamente trasparente e incisiva.<br />

25. Una pastorale sempre più “integrata”<br />

Una strada da percorrere con coraggio è quella dell’integrazione pastorale<br />

fra i diversi soggetti ecclesiali. È lontana da noi l’idea di attuare<br />

“un’operazione di pura ingegneria ecclesiastica” 29 . Siamo invece davanti<br />

a un “disegno complessivo”, richiesto dal ripensamento missionario in<br />

atto nelle nostre comunità. Siamo chiamati a verificare il rapporto delle<br />

parrocchie tra loro e con la diocesi, le forme con cui viene accolto il dono<br />

della vita consacrata, la valorizzazione delle associazioni, dei movimenti<br />

e delle nuove realtà ecclesiali. Si tratta in primo luogo di un’espressione<br />

e di una verifica concreta della comunione, che non si riduce mai<br />

a un’azione indifferenziata e accentrata, ma – in un contesto di effettiva<br />

unità nella Chiesa particolare – riconosce il valore delle singole soggettività<br />

e fa leva sulla loro maturità ecclesiale. Tutto ciò non è possibile<br />

se non nasce ed è alimentato dalla consapevolezza che la comunione è<br />

dono di Dio, opera della sua iniziativa che rigenera la persona in Cristo e<br />

pone gli uomini in una nuova relazione tra loro. Alla base della pastorale<br />

“integrata”, dunque, sta quella “spiritualità di comunione” che precede<br />

le iniziative concrete e purifica la testimonianza dalla tentazione di cedere<br />

a competizioni e personalismi.<br />

Una pastorale “integrata” mette in campo tutte le energie di cui il<br />

popolo di Dio dispone, valorizzandole nella loro specificità e al tempo<br />

stesso facendole confluire entro progetti comuni, definiti e realizzati<br />

insieme. Essa pone in rete le molteplici risorse di cui dispone: umane,<br />

spirituali, culturali, pastorali. In tal modo, una pastorale integrata, con<br />

le differenze che accoglie e armonizza al proprio interno, rende la comunità<br />

in grado di entrare più efficacemente in comunicazione con un<br />

29 conFeRenza episcopale italiana, nota pastorale Il volto missionario delle parrocchie in un<br />

mondo che cambia, 30 maggio 2004, n. 11.<br />

12


12<br />

contesto variegato, bisognoso di approcci diversificati e plurali, per un<br />

fecondo dialogo missionario.<br />

Vediamo crescere un forte impulso a far convergere esperienze pastorali<br />

diverse su temi comuni, per uscire dalla settorialità e rispondere<br />

efficacemente ai problemi concreti delle persone. Sempre più si sta<br />

diffondendo l’esperienza delle “unità pastorali”: una scelta che non è<br />

riducibile alla mera esigenza di fronteggiare la carenza di sacerdoti, né<br />

alla costituzione di “super-parrocchie”, ma va nella direzione di un rapporto<br />

nuovo con il territorio, di una corresponsabilità pastorale diffusa,<br />

di un’azione più organica e missionaria.<br />

Essenziale per un’autentica integrazione pastorale di tutte le risorse<br />

vive è anche uno stretto collegamento con le realtà missionarie e con le<br />

comunità pastorali di immigrati presenti nel nostro Paese, in collaborazione<br />

con gli uffici e le associazioni che operano in tale campo.<br />

26. Dare nuovo valore alla vocazione laicale<br />

L’ottica della testimonianza e della corresponsabilità permette di<br />

mettere meglio a fuoco le singole vocazioni cristiane, senza cadere in<br />

una visione puramente funzionale dei carismi. La vocazione laicale, in<br />

modo particolare, è chiamata oggi a sprigionare le sue potenzialità nell’annuncio<br />

del Vangelo e nell’animazione cristiana della società.<br />

A Verona abbiamo sentito echeggiare l’insegnamento del Vaticano II<br />

sul laicato, arricchito dal Magistero successivo e dall’esperienza di tanti<br />

laici e comunità che in questi anni si sono impegnati a vivere con passione,<br />

talvolta con sofferenza, tali insegnamenti. Il Convegno ha rivelato<br />

il volto maturo del laicato che vive nelle nostre Chiese. Le comunità<br />

cristiane devono trarne conseguenze capaci di farle crescere nella missione,<br />

individuando scelte pastorali che esprimano una conversione di<br />

atteggiamenti e di mentalità.<br />

Per questo diventa essenziale “accelerare l’ora dei laici”, rilanciandone<br />

l’impegno ecclesiale e secolare, senza il quale il fermento del Vangelo<br />

non può giungere nei contesti della vita quotidiana, né penetrare<br />

quegli ambienti più fortemente segnati dal processo di secolarizzazione.<br />

Un ruolo specifico spetta agli sposi cristiani che, in forza del sacramento<br />

del Matrimonio, sono chiamati a divenire “Vangelo vivo tra gli uomi-


ni” 30 . Riconoscere l’originale valore della vocazione laicale significa,<br />

all’interno di prassi di corresponsabilità, rendere i laici protagonisti di<br />

un discernimento attento e coraggioso, capace di valutazioni e di iniziativa<br />

nella realtà secolare, impegno non meno rilevante di quello rivolto<br />

all’azione più strettamente pastorale.<br />

Occorre pertanto creare nelle comunità cristiane luoghi in cui i laici<br />

possano prendere la parola, comunicare la loro esperienza di vita, le loro<br />

domande, le loro scoperte, i loro pensieri sull’essere cristiani nel mondo.<br />

Solo così potremo generare una cultura diffusa, che sia attenta alle<br />

dimensioni quotidiane del vivere. Perché ciò avvenga dobbiamo operare<br />

per una complessiva crescita spirituale e intellettuale, pastorale e sociale,<br />

frutto di una nuova stagione formativa per i laici e con i laici, che porti<br />

alla maturazione di una piena coscienza ecclesiale e abiliti a un’efficace<br />

testimonianza nel mondo. Questo percorso richiede la promozione di<br />

forme di spiritualità tipiche della vita laicale, affinché l’incontro con il<br />

Vangelo generi modelli capaci di proporsi per la loro intensa bellezza.<br />

27. Una forma della comunione: la convergenza tra le aggregazioni<br />

Negli ultimi tempi i fedeli laici sono stati protagonisti di un’intensa<br />

esperienza ecclesiale, che ha permesso alle diverse realtà aggregative<br />

– associazioni, movimenti e comunità di antica o di recente origine – di<br />

sperimentare la ricchezza di un percorso che avvicina le esperienze e<br />

le sensibilità, facendo scoprire a tutti il valore che l’essere insieme aggiunge<br />

alle proprie iniziative, condotte come espressione corale di una<br />

testimonianza cristiana che, pur nelle molteplici forme, attinge all’unico<br />

Vangelo ed è animata dalla stessa volontà di manifestarlo nel mondo.<br />

Occorre accelerare il cammino intrapreso, che porta a una fisionomia<br />

laicale non omologata né uniforme, non dispersa né contrapposta, ma<br />

animata da uno spirito di comunione che sa generare una testimonianza<br />

unitaria, benché differenziata nelle sensibilità e nelle forme. Al di fuori<br />

della comunione, infatti, non si dà autentica testimonianza cristiana.<br />

Questo processo di convergenza e di reciprocità si manifesta in modi<br />

diversi, che vanno dalle occasioni informali che permettono la cono-<br />

30 Rito del Matrimonio, n. 88.<br />

12


130<br />

scenza e l’incontro fraterno, al diffondersi di prassi stabili di confronto<br />

e di collaborazione. Un ruolo importante nel perseguire questo obiettivo<br />

spetta alle consulte delle aggregazioni laicali, promosse a livello diocesano,<br />

regionale e nazionale, a cui chiediamo di impegnarsi a rinnovare la<br />

propria fisionomia.<br />

Un segno interessante in questa direzione è dato anche dal sorgere di<br />

alcuni organismi di coordinamento del laicato intorno a obiettivi specifici<br />

o di collegamenti promossi dai cattolici a sostegno di valori umani,<br />

come il Forum delle Associazioni familiari, l’associazione “Scienza e<br />

Vita”, “RetinOpera”, il Forum del Terzo Settore di Associazioni di ispirazione<br />

cristiana, il Forum delle Associazioni socio-sanitarie, il Forum<br />

delle Associazioni degli studenti universitari e il Coordinamento delle<br />

Associazioni per la Comunicazione (CoperCom).<br />

28. Una nuova proposta vocazionale<br />

Tutte le vocazioni e i ministeri, anche se in modi diversi, sono chiamati<br />

a testimoniare la speranza cristiana in mezzo a una società in rapido<br />

cambiamento. Da questa varietà nell’unità scaturisce il segno vivo di<br />

una comunità che si mostra come una cosa sola perché il mondo creda.<br />

Chi si consacra al Signore per il Regno e quanti accolgono la chiamata<br />

al sacerdozio ministeriale e al diaconato permanente offrono in modo<br />

speciale la loro esistenza perché altre persone possano essere aiutate a<br />

“vedere” e “toccare” in certo modo quel Gesù che essi hanno accolto.<br />

Perché il mondo e la Chiesa non si impoveriscano di tale presenza, occorre<br />

una nuova capacità di proposta vocazionale ai giovani, per la quale<br />

è necessario riscoprire l’esperienza della guida spirituale.<br />

In un mondo in cui tutto è misurato secondo valori materiali, l’umanità<br />

ha bisogno di presbiteri, consacrate e consacrati che siano sempre<br />

più conformi al dono ricevuto. Se in una vita sacerdotale o consacrata si<br />

perdesse la centralità di Dio, si svuoterebbe anche l’agire e verrebbe meno<br />

il centro che dà senso a tutto. Benediciamo il Signore e lo invochiamo<br />

per coloro che danno alla propria esistenza la forma della contemplazione<br />

e del servizio ai poveri, della carità pastorale e della configurazione a<br />

Cristo sacerdote: con la loro vita essi annunciano il mistero di Cristo e,<br />

in lui, la misura del vero umanesimo.


Conclusione - Comunità credenti e credibili<br />

29. Uomini toccati da Dio<br />

Il Convegno di Verona ha posto al centro della nostra attenzione il<br />

messaggio trasformante della Pasqua di Cristo, insieme alla condizione<br />

dell’uomo d’oggi, alla ricerca di un futuro personale e comunitario rinnovato.<br />

Il cammino percorso insieme ci dice che questa ricerca avrà un esito<br />

positivo se ognuno potrà incontrare cristiani e comunità credibili, dallo<br />

sguardo attento e profondo, sintesi tangibili della fecondità che scaturisce<br />

dall’incontro tra l’esistenza umana e la sapienza di Dio. “Ciò di cui<br />

abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia – ricordava<br />

il cardinale Ratzinger poche settimane prima della sua elezione alla cattedra<br />

di Pietro – sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta,<br />

rendano Dio credibile in questo mondo. La testimonianza negativa di<br />

cristiani che parlavano di Dio e vivevano contro di Lui ha oscurato l’immagine<br />

di Dio e ha aperto le porte dell’incredulità. Abbiamo bisogno di<br />

uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera<br />

umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla<br />

luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa<br />

parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli<br />

altri. Soltanto attraverso uomini toccati da Dio, Dio può far ritorno presso<br />

gli uomini” 31 .<br />

30. Guardiamo al futuro con gioiosa speranza<br />

Camminiamo verso il futuro con gioiosa speranza. Il nostro messaggio<br />

di fiducia si indirizza alle famiglie, ai fedeli laici, ai presbiteri e ai<br />

diaconi, ai consacrati, ai missionari. Sono queste le “pietre vive” della<br />

speranza, poste dal Signore come segnali indicatori sulla strada verso<br />

un’umanità nuova.<br />

Al mondo giovanile, impegnato in un triennio particolare denominato<br />

“Agorà dei giovani” va tutto il nostro incoraggiamento a proseguire<br />

31 Joseph RatzinGeR, L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, Siena 2005, pp. 63-64.<br />

131


132<br />

con tenacia: mettersi in ascolto con gratuità è una forma di testimonianza<br />

e di evangelizzazione, ma è anche necessario condividere con i propri<br />

coetanei percorsi di ricerca della verità, alla sequela di Gesù.<br />

A portare una parola di speranza agli uomini e alle donne, stretti nella<br />

morsa dell’inquietudine e del disorientamento, più delle attività e delle<br />

iniziative saranno la saldezza della nostra fede, la maturità della nostra<br />

comunione, la libertà dell’amore, la fantasia della santità. La nostra speranza<br />

si sostiene con la preghiera, che in molte occasioni ha raccolto<br />

i convegnisti di Verona: sarà la preghiera, anzitutto quella liturgica, il<br />

luogo privilegiato dell’incontro col Risorto e la fonte dell’impegno dei<br />

credenti.<br />

In questo cammino non siamo soli. Lo Spirito del Risorto continua a<br />

spingere i nostri passi, ad attenderci nel cuore degli uomini, ad allargare<br />

gli orizzonti ogni volta che prevale la stanchezza o l’appagamento.<br />

Ci sostiene l’intercessione di innumerevoli santi e beati, testimoni dell’amore<br />

di Dio seminato nella nostra terra, autentiche luci per il futuro<br />

dell’Italia, e ci accompagna la presenza amorevole di Maria, Madre della<br />

Chiesa, invocata con mille nomi nei tanti santuari a lei dedicati nel nostro<br />

Paese, vera testimone del Risorto e modello autentico per il nostro<br />

cammino di speranza.


Conferenza<br />

Episcopale<br />

Pugliese


Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. Stemma domenicano del matroneo.


Verbale<br />

della riunione ordinaria<br />

29-31 gennaio <strong>2007</strong><br />

Centro di Accoglienza “Santa Maria delle Grazie”<br />

San Giovanni Rotondo (FG)<br />

La Conferenza Episcopale Pugliese si è riunita nei giorni 29-30-31<br />

gennaio <strong>2007</strong> presso il Centro di Accoglienza “Santa Maria delle Grazie”<br />

in San Giovanni Rotondo (FG). Presiede la sessione S.E. Mons.<br />

Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce e Presidente CEP. L’O.<br />

d.g. è il seguente:<br />

29 gennaio: Comunicazioni di Mons. Presidente<br />

Visita ad Limina<br />

Seminario Regionale<br />

Facoltà Teologica<br />

Santa Messa (per chi non ha celebrato)<br />

30 gennaio: Tribunale Ecclesiastico Regionale<br />

Incontro coi Medici sui problemi etici<br />

Commissioni Regionali: riferiscono i vari Delegati<br />

Istituto Pastorale Pugliese: iniziative varie<br />

Approvazione Documento del Centro regionale Vocazioni<br />

Pastorale Giovanile<br />

Pastorale Familiare<br />

Concelebrazione Eucaristica nel Santuario<br />

31 gennaio: Incontro con la CISM e l’USMI<br />

Pranzo e fine dei lavori<br />

Sono presenti gli Ecc.mi: Ruppi (Presidente); Cacucci (Vicepresidente);<br />

Papa; Tamburrino; Pichierri; Calabro; Paciello; Padovano; Martella;<br />

D’Ambrosio; Di Molfetta; Zerrillo; Renna; Talucci; Negro; Caliandro;<br />

13


13<br />

De Grisantis; Fragnelli; Scarafile; Todisco; Cassati; Ruotolo; Castoro<br />

(Segretario).<br />

Lunedì 29 gennaio <strong>2007</strong><br />

Ore 11.00 Celebrazione dell’Ora Media<br />

1. Comunicazioni di Mons. Presidente<br />

A. PACS<br />

Il Presidente riferisce sulla questione dei PACS. Il Governo è deciso<br />

ad andare avanti con la legge. I Ministri Bindi e Pollastrini hanno presentato<br />

una proposta ambigua sulla quale si sono create delle alleanze<br />

trasversali nei due schieramenti politici, sia a favore sia contro. Il Santo<br />

Padre è recentemente intervenuto molte volte per ribadire l’unicità della<br />

famiglia così anche il Presidente e il Segretario della CEI. La CEP si<br />

atterrà a questa medesima posizione, in totale adesione al magistero di<br />

Benedetto XVI e in piena sintonia con la Presidenza della CEI, anche se<br />

dovesse passare la legge.<br />

B. Regione Puglia<br />

a. È stato pubblicato il Regolamento regionale della legge sulla famiglia.<br />

Essa parla, tra l’altro, anche di Oratori, di ex IPAB, di Case di<br />

riposo e di Case protette, e stabilisce i contributi per i vari tipi di enti. Le<br />

Case di riposo hanno la possibilità di mettersi a norma entro tre anni.<br />

b. Stamani alla Regione inizia la discussione sui POR. Saranno stabiliti<br />

i contributi per i Beni Culturali. Nel presentare la domanda per<br />

ottenere contributi, è bene che ogni Vescovo tenga presenti anche le richieste<br />

degli Istituti religiosi e non solo quelle della diocesi.<br />

C. Conferenza Episcopale Italiana<br />

a. Nel prossimo numero del Notiziario CEI sarà pubblicata una nuova<br />

Istruzione riguardo alla richiesta dello “sbattezzo”: d’ora in poi non basterà<br />

una semplice richiesta scritta, ma sarà necessaria la presenza della<br />

persona interessata la quale dovrà esprimere liberamente la sua volontà<br />

davanti all’Ordinario o al parroco.<br />

Mons. Papa: bisogna fare una distinzione tra chi chiede lo “sbattezzo”<br />

per motivi economici (si tratta di emigrati che vogliono sottrarsi alla


tassa per la religione) e chi presenta la richiesta per motivi ideologici<br />

(sono atei dichiarati o appartenenti alle nuove sette). In caso di ripensamento,<br />

in futuro bisognerà essere più indulgenti con i primi.<br />

b. Mons. Presidente riferisce che in ben 12 Regioni si è costituito<br />

l’Osservatorio Giuridico Regionale. Nella nostra Regione l’Osservatorio<br />

è già attivo dallo scorso anno e sta lavorando con profitto.<br />

c. Quanto all’Insegnamento della Religione nelle scuole, la legge<br />

riserva il 70% dei posti al personale in ruolo e il 30% alla libera assegnazione<br />

da parte dell’Ordinario. Si sta verificando che, a motivo della<br />

contrazione delle classi, diminuiscono anche le ore di religione. Bisogna<br />

vigilare perché le ore perdute non siano tutte a carico del 30% di cui dispone<br />

l’Ordinario.<br />

d. [omissis]<br />

e. [omissis]<br />

D. Olio a San Francesco d’Assisi<br />

Mons. Presidente ricorda che quest’anno spetta alla regione Puglia<br />

offrire l’olio per l’accensione della Lampada votiva ad Assisi. Per questo<br />

motivo sono tra noi i Padri Custodi del Sacro Convento e di S. Maria<br />

degli Angeli, venuti appositamente per illustrare l’iniziativa. Essi distribuiscono<br />

ai Vescovi un opuscoletto con informazioni e ipotesi di programma<br />

(Allegato 2). Il 2006-<strong>2007</strong> è l’anno della Conversione di San<br />

Francesco. I Padri Custodi suggeriscono che i Vescovi pugliesi indirizzino<br />

una lettera alle proprie diocesi, come anche i Ministri Provinciali ai<br />

propri istituti. Le celebrazioni in Assisi avranno il seguente programma:<br />

• 3 ottobre, sera, Celebrazione del Vespro a Santa Maria degli Angeli.<br />

• 4 ottobre, mattina: Concelebrazione Eucaristica nella Basilica Superiore<br />

di S. Francesco, con accensione della Lampada votiva da<br />

parte del Sindaco di Bari. Subito dopo, il Presidente della Regione<br />

Puglia rivolgerà un saluto dalla loggia del Sacro Convento.<br />

Le diocesi possono già organizzare un pellegrinaggio per quei giorni<br />

(la recettività di Assisi è di 2.500-3.000 pellegrini), ma anche nei vari<br />

periodi dell’anno. Si potrà contare sui Centri di accoglienza esistenti<br />

presso il Sacro Convento e la Porziuncola.<br />

I Vescovi incaricano Mons. Padovano, come coordinatore del pellegrinaggio,<br />

Mons. Di Molfetta come responsabile di preparare i testi liturgici<br />

e la lettera pastorale alle Chiese di Puglia, Mons. D’Ambrosio per l’offer-<br />

13


13<br />

ta e il trasporto dell’olio (ogni singolo Vescovo si impegna poi a versargli<br />

la propria quota), Mons. Cacucci (Vice Presidente CEP) a presiedere i<br />

Primi vespri del 3 ottobre, Mons. Ruppi (Presidente CEP) a presiedere la<br />

solenne Concelebrazione del 4 ottobre. I Vescovi designati accettano.<br />

Con la preghiera dell’Angelus, alle ore 13, si chiudono i lavori del<br />

mattino.<br />

Lunedì 29 gennaio <strong>2007</strong><br />

Ore 16.00 Celebrazione del Vespro<br />

2. Seminario Regionale di Molfetta<br />

Mons. Antonio Ladisa, Rettore del Pontificio Seminario Regionale di<br />

Molfetta, tiene una relazione sul Seminario che viene distribuita ai presenti<br />

(Allegato 3). La relazione si articola in sei punti: 1) La comunità del Seminario<br />

(i seminaristi sono attualmente 172). 2) La traccia formativa (modulata<br />

sull’espressione evangelica “Se tu conoscessi il dono di Dio” Gv<br />

4,10). 3) L’équipe educativa. 4) L’incontro con i parroci e le famiglie. 5)<br />

Le esperienze pastorali. 6) L’<strong>Anno</strong> propedeutico. Su quest’ultimo punto,<br />

relaziona don Gianni Caliandro, responsabile del cammino propedeutico.<br />

Mons. Renna auspica che nella formazione dei seminaristi venga inserita<br />

la stima per gli Istituti di vita consacrata. Il Propedeutico deve<br />

essere come una scuola di base, con attenzione a tutti gli aspetti umani<br />

della formazione, una vera scuola elementare.<br />

Mons. De Grisantis esprime compiacimento per la valida impostazione<br />

data al Seminario. Nel Propedeutico si evidenziano le lacune dei<br />

giovani di oggi. È importante la preparazione fatta in diocesi prima dell’ingresso<br />

al propedeutico, ma non basta: perché non fare due anni di<br />

propedeutico?<br />

Mons. D’Ambrosio lamenta che il rapporto del Vescovo con i seminaristi<br />

è limitato al periodo delle vacanze e a sporadici incontri. La conoscenza<br />

personale è importante. Prima dell’<strong>Anno</strong> propedeutico è necessario<br />

un filtro più stretto in diocesi. Anziché aumentare gli anni del<br />

propedeutico, occorre maggiore selezione: ci vuole già un inizio di vita<br />

spirituale, di cultura generale ecc.<br />

Mons. Fragnelli manifesta apprezzamento per l’impostazione data al<br />

Seminario e per l’attenzione alla formazione dei formatori. D’accordo


con i Superiori, per due suoi seminaristi egli ha chiesto la sospensione<br />

del cammino in Seminario per un ulteriore approfondimento della conoscenza<br />

di sé. Uno fa esperienza in una comunità di recupero, l’altro a<br />

Nomadelfia.<br />

Mons. Talucci sostiene che ogni Vescovo ha l’impegno di conoscere<br />

bene i suoi seminaristi e di non perdere occasione per seguirli anche nella<br />

formazione culturale. La vita pastorale abbia presente anche l’esperienza<br />

di vita comune tra sacerdoti. Il Seminario non è solo un luogo, ma anche<br />

un tempo: anche facendo pastorale in parrocchia si è ‘in seminario’,<br />

perciò è necessario che i parroci di pastorale facciano una relazione sui<br />

seminaristi. Quanto al Propedeutico non è importante istituzionalizzare<br />

i due anni. È sufficiente un anno, ma la preparazione in diocesi deve essere<br />

molto più attenta e curata. Apprezza la presenza dei docenti nell’iter<br />

formativo, purché siano attenti anche a curarsi della fedeltà agli insegnamenti<br />

della Chiesa. È vero che i seminaristi sono lo specchio dei giovani<br />

di oggi, ma bisogna fare ogni sforzo per educarli a come devono essere.<br />

Mons. Padovano esprime apprezzamento per il lavoro di Mons. Ladisa<br />

e di don Calandro. Di fatto abbiamo due anni di Propedeutico, uno in<br />

diocesi (anno zero) e uno a Molfetta (anno propedeutico). A suo parere<br />

la maturità non deve essere limitata alla formazione letteraria, ma anche<br />

alla matematica, all’economia e ad altre scienze. Ciò aiuterà i futuri preti<br />

ad un miglior inserimento nell’ambiente sociale e del lavoro. Egli poi<br />

chiede se in seminario si fa uso di consulenza psicologica ‘ad personam’<br />

e, in caso positivo, come si innesta nel cammino formativo e come viene<br />

vissuta dal soggetto.<br />

Mons. Calabro rileva che alcuni seminaristi provengono da famiglie<br />

povere e dissestate e possono trovare nel seminario una risposta ai loro problemi<br />

di ordine sociale. Se rifiutano di sottoporsi al cammino formativo<br />

occorrerà bloccarli subito. Quanto al Propedeutico è confortante il numero,<br />

perché i seminari diocesani vanno svuotandosi. La fragilità e le lacune culturali<br />

e spirituali vanno colmate prima del seminario e dentro il seminario.<br />

Mons. Papa esprime apprezzamento e gratitudine al Rettore e a don<br />

Caliandro. Con i seminaristi insensibili alla formazione e al dialogo occorre<br />

essere più severi perché si rischia di ordinarli senza conoscerli bene.<br />

La traccia educativa è molto bella, ma il profilo del presbitero deve<br />

essere presente fin dal primo anno. Per il prete la sua umanità è importante,<br />

non un ostacolo ma un ponte per la sua formazione. Il processo<br />

formativo dell’umano conduce alla sequela Christi. Il mistero dell’uomo<br />

13


140<br />

infatti si può capire solo alla luce del mistero del Verbo Incarnato. Egli<br />

ritiene opportuna la formazione dei formatori, come anche la collaborazione<br />

delle famiglie e dei parroci, anche se non possiamo aspettarci molto.<br />

Sono i rettori dei seminari diocesani che devono collaborare di più<br />

perché più competenti e vicini ai ragazzi. È importante che i seminaristi<br />

sappiano che la loro formazione deve continuare anche da preti. Quanto<br />

al Propedeutico, la selezione più attenta deve essere fatta in diocesi.<br />

Mons. Di Molfetta ringrazia per l’aria nuova che si respira in Seminario<br />

e auspica una maggiore attenzione alla vita spirituale e alla liturgia.<br />

Mons. Tamburrino ringrazia e apprezza. Ha notato che i seminaristi<br />

sono ora più interessati alla vita della diocesi e manifestano maggiore<br />

serenità. Anche la diocesi sembra avere maggiore interesse verso i seminaristi.<br />

Il programma esposto è molto adeguato ed equilibrato.<br />

Mons. Cacucci sostiene che il rapporto del Vescovo con i singoli seminaristi<br />

deve passare attraverso un rapporto continuo col Rettore del<br />

seminario. Anche per il Propedeutico l’ammissione deve passare attraverso<br />

una conoscenza diretta del Vescovo che ha il carisma del discernimento.<br />

Non è questione di uno o di due anni, ma selezionare quei giovani<br />

che ci danno una certa sicurezza.<br />

Mons. Martella ritiene che non sia il caso di prolungare il Propedeutico,<br />

ma di garantire che in diocesi i giovani vengano seguiti bene. È ottima<br />

l’impostazione data al Propedeutico. Dagli “Orientamenti e Norme”<br />

della CEI, di prossima pubblicazione, noi Vescovi pugliesi dobbiamo<br />

tirare alcune linee pratiche per la nostra regione. Prima dell’ordinazione<br />

dobbiamo tenere in diocesi i nostri seminaristi per conoscerli bene. Perché<br />

non prevedere nel Seminario regionale un prefetto agli studi?<br />

Mons. Zerrillo esprime apprezzamento per la relazione e per il lavoro,<br />

soprattutto, per la formazione dei formatori. Sono gli educatori infatti<br />

che hanno più contatti con i ragazzi e questo è molto positivo. Non<br />

bisogna dimenticare che l’<strong>Anno</strong> propedeutico suppone un altro anno in<br />

diocesi, che deve servire per una formazione di base a livello umano. È<br />

importante infatti per un seminarista il modo di presentarsi, di parlare, di<br />

comunicare, perché il prete è un comunicatore.<br />

Mons. Caliandro esprime apprezzamento per il lavoro e per il metodo.<br />

Apprezza anche l’impostazione data al Propedeutico dove arriva un<br />

materiale umano molto grezzo.<br />

Mons. Paciello esprime gratitudine e apprezzamento per l’impegno<br />

degli educatori. Quando ci si trova di fronte a ragazzi che sono come


“muri di gomma” o ipercritici occorre essere molto severi perché fanno<br />

ostruzione prima alla grazia del Signore e poi ai consigli dei superiori.<br />

Nel metodo educativo non basta chiedere ad un giovane un determinato<br />

comportamento, ma occorre anche metterlo alla prova, cioè sottoporlo a<br />

verifica. Egli parla anche della sua recente visita in Africa e ritiene utile<br />

un’esperienza missionaria per i seminaristi anche per apprezzare la fede<br />

che esiste in quei territori. Nella sua diocesi sta dando buoni risultati la<br />

nomina di un sacerdote responsabile per i seminaristi e i preti giovani.<br />

Quanto al Propedeutico il primo discernimento va fatto in diocesi.<br />

Mons. Castoro si unisce al coro degli apprezzamenti per la traccia<br />

formativa e per il lavoro svolto dal Rettore e da don Caliandro. Il rapporto<br />

personale del Vescovo con i seminaristi, durante l’iter formativo,<br />

favorisce la conoscenza. Egli auspica che prima dell’ordinazione venga<br />

concesso ai seminaristi un periodo di esperienza forte, in missione o in<br />

attività caritativa (es. al Cottolengo). I seminaristi dovranno assolutamente<br />

sapere che la loro formazione continua anche dopo l’ordinazione,<br />

con appositi programmi che essi dovranno seguire. Quanto al Propedeutico,<br />

non parlare di un anno, ma di cammino propedeutico.<br />

Mons. Ruppi si dice soddisfatto per l’impostazione e il lavoro del Seminario.<br />

Chiede di non escludere nella formazione la dimensione del<br />

sacrificio. Il cammino propedeutico inizia in diocesi e continua nel seminario.<br />

Meglio non parlare di anni. Egli auspica che il seminario possa<br />

colmare le lacune riscontrate nell’insegnamento della Teologia, inserendo<br />

alcune discipline utili al ministero del prete-pastore (pastorale liturgica,<br />

comunicazione sociale, amministrazione dei beni, tutela dei beni<br />

artistici e culturali, ecc.)<br />

Mons. Ladisa rispondendo alle osservazioni fatte afferma che il seminario<br />

è già attento ad integrare l’insegnamento della Facoltà Teologica.<br />

Il biennio è ritenuto di discernimento vocazionale, mentre il triennio è<br />

specifico per il ministero presbiterale, ma il contesto è unico, cioè quello<br />

della formazione al presbiterato. È frequente il dialogo del Rettore con i<br />

singoli Vescovi, ma anche con i rettori dei seminari minori. In Seminario<br />

non ci sono test psicologici obbligatori. Ci sono solo degli incontri in cui<br />

si affrontano le dinamiche psicologiche. Se qualche ragazzo chiede un<br />

approfondimento lo si invia allo studio privato di uno psicologo di fiducia.<br />

Il discernimento vocazionale viene fatto dall’équipe degli educatori,<br />

con l’aiuto dei padri spirituali.<br />

141


142<br />

3. Documento del Centro Regionale Vocazioni<br />

Mons. Castoro ricorda che nell’ultima riunione era stato distribuito<br />

ai Vescovi un documento del Centro Regionale Vocazioni: “Verso Emmaus”,<br />

elaborato dai rettori dei seminari diocesani. Si tratta di una pista<br />

per accompagnare i giovani nel discernimento della vocazione al suo<br />

inizio. I Vescovi esprimono il loro consenso al documento, con l’avvertenza<br />

che non si parli di anno propedeutico, ma di cammino propedeutico<br />

(Allegato 4).<br />

4. Visita ad limina<br />

Mons. Presidente comunica di aver segnalato alla Prefettura della Casa<br />

Pontificia il programma completo delle visite personali al Papa e delle<br />

visite collegiali alle Congregazioni Romane. Si stabiliscono ora le visite<br />

ad alcuni Pontifici Consigli: Famiglia (Ruppi, Papa, Negro, Caliandro,<br />

De Grisantis); Unità dei Cristiani (Cacucci, Tamburrino, Pichierri,<br />

Castoro); Giustizia e Pace (D’Ambrosio, Calabro, Fragnelli, Martella);<br />

Laici (Talucci, Renna, Paciello, Padovano, Di Molfetta).<br />

I Vescovi incaricati di fare una breve relazione alle Congregazioni<br />

leggono il loro testo, che viene approvato all’unanimità. I Vescovi sono<br />

tutti d’accordo di offrire collegialmente al Santo Padre in occasione della<br />

Visita ad limina un’offerta per le sue opere di carità. Si conviene per la<br />

somma complessiva di Euro 50.000,00.<br />

Martedì 30 gennaio<br />

Ore 7.30 Concelebrazione presso la Tomba di S. Pio<br />

Ore 9.00 Celebrazione dell’Ora Media<br />

Mons. Presidente introduce in aula il dott. Buonavita, il quale sostituirà<br />

nel lavoro di diffusione in Puglia del quotidiano “Avvenire” il dimissionario<br />

dott. Bruno. I Vescovi ringraziano il dott. Bruno e augurano<br />

buon lavoro al dott. Buonavita.


5. Edilizia di Culto<br />

Interviene ai lavori della CEP don Giuseppe Russo, responsabile del<br />

Servizio Nazionale per l’Edilizia di Culto della CEI, il quale presenta il<br />

nuovo sistema elettronico per inviare i progetti dalle diocesi. Egli elenca<br />

le iniziative in corso del suo Ufficio e fa delle osservazioni sull’Architettura<br />

sacra. La relazione di don Russo è distribuita ai presenti (Allegato 5).<br />

Mons. Calabro ritiene importante che si avvii un dialogo con gli architetti<br />

i quali spesso hanno criteri diversi dai nostri. Inoltre alcuni architetti<br />

sono più conosciuti e ottengono più facilmente le autorizzazioni,<br />

ma spesso non sono i migliori.<br />

Mons. Padovano esprime apprezzamento per il lavoro che si va facendo<br />

alla CEI. È necessario un salto di qualità con la costituzione in<br />

ogni diocesi di una commissione formata da: committenti, architetti, artisti,<br />

liturgisti, teologi. Egli inoltre informa che la CEI ci fa dono di un<br />

corso di formazione per i Responsabili diocesani di arte sacra e beni culturali<br />

ecclesiastici. Il corso si terrà a Bari il 19-20 febbraio prossimo.<br />

Mons. Di Molfetta afferma che in diocesi dobbiamo essere attenti a<br />

creare queste commissioni. L’architetto deve ispirarsi alle fonti della liturgia<br />

e della teologia. Egli informa che all’Accademia di Belle Arti di<br />

Lecce è stato attivato un Master per architetti in vista del loro impegno<br />

nell’edilizia di culto.<br />

Mons. Cacucci ritiene necessaria una norma obbligatoria in materia,<br />

altrimenti i parroci agiranno per conto proprio.<br />

Mons. Caliandro auspica architetti competenti, ma che abbiano anche<br />

spirito di fede, per poter dare un’anima all’edificio.<br />

Don Giuseppe Russo ringrazia per le osservazioni e rimarca l’importanza<br />

di un reale dialogo e di una interazione fra le varie figure in causa.<br />

Ogni diocesi deve strutturare il percorso della pratica in modo più rigoroso.<br />

È importante inoltre che l’architetto prescelto abbia un continuo<br />

contatto con la comunità dei fedeli per coglierne lo spirito e le attese. È<br />

infine importante che l’architetto si mantenga entro i parametri stabiliti<br />

dello spazio e della spesa.<br />

6. Tribunale Ecclesiastico Regionale<br />

Mons. Luca Murolo Vicario Giudiziale del TER, presenta la relazione<br />

annuale dell’attività svolta dal Tribunale nel 2006, che viene distri-<br />

143


144<br />

buita ai presenti (Allegato 6). I Vescovi esprimono apprezzamento per il<br />

lavoro svolto e ringraziano.<br />

7. Questioni di bioetica<br />

Mons. Presidente introduce alcuni medici della Casa Sollievo della<br />

Sofferenza per parlare di bioetica. Il dott. Fasanella della Direzione Sanitaria<br />

parla del ‘testamento biologico’. Il prof. Melchionda, primario<br />

di terapia intensiva, parla di ‘accanimento terapeutico ed eutanasia’. Il<br />

dott. Zelante, primario di ostetricia e ginecologia, parla di ‘procreazione<br />

assistita, sterilità e cellule staminali’. Interviene infine il prof. Boscia,<br />

Vice Presidente nazionale dei Medici Cattolici, il quale parla di questioni<br />

relative al codice deontologico dei medici, in particolare dell’obiezione<br />

di coscienza, dell’eugenetica e dell’aborto. Segue un ampio dibattito<br />

sulle questioni trattate.<br />

Martedì 30 gennaio<br />

Ore 16.00 Celebrazione del Vespro.<br />

8. Varie ed eventuali<br />

Mons. Presidente informa che la prossima Settimana Sociale dei Cattolici<br />

Italiani avrà luogo dal 18 al 21 ottobre <strong>2007</strong> nelle città di Pistoia<br />

e di Pisa e sarà preceduta da un seminario di studi a Bari. Egli informa<br />

altresì che l’iniziativa ‘Agorà Giovani’ avrà luogo dal 29 agosto al 2 settembre<br />

prossimo a Loreto e prevede la partecipazione del Santo Padre.<br />

Occorre sensibilizzare le diocesi.<br />

Mons. Pichierri chiede il nulla osta per la casa di beatificazione della<br />

Serva di Dio Luisa Piccarreta di Corato. I Vescovi sono unanimemente<br />

favorevoli.<br />

Mons. Castoro riferisce sulle presunte apparizioni della Madonna a<br />

Manduria (diocesi di Oria). Il caso, che è sotto controllo nell’ambito della<br />

diocesi, sta ritornando ad interessare alcuni fedeli e sacerdoti di altre<br />

diocesi, soprattutto nel nord Italia. Invita a vigilare perché non si organizzino<br />

pellegrinaggi. Il suo predecessore, Mons. Semeraro, aveva già<br />

pubblicato una dichiarazione al riguardo, inserita sul sito internet della<br />

diocesi di Oria, che sarà distribuita a tutti i Vescovi d’Italia.


Mons. Negro chiede come bisogna comportarsi di fronte alla richiesta<br />

di introdurre feste popolari per San Pio da Pietrelcina.<br />

Mons. Di Molfetta risponde che non bisogna moltiplicare le feste<br />

esterne e attenersi ai documenti della Santa Sede e della CEI.<br />

Mons. D’Ambrosio pone il problema dei concerti nelle chiese.<br />

Mons. Cacucci, Mons Talucci, Mons. Padovano: non proibire concerti<br />

gratuiti di musica classica o incontri culturali, niente però deve disdire<br />

al luogo di culto, secondo i documenti della CEI.<br />

Mons. Martella informa che quest’anno ricorre il centenario della nascita<br />

di don Grittani: un apposito comitato sta elaborando il programma.<br />

Egli informa inoltre che quest’anno ricorre il 25° di episcopato e il 50° di<br />

sacerdozio del compianto Mons. Tonino Bello. La diocesi di Molfetta è<br />

pronta ad avviare la sua Causa di Beatificazione. Al momento opportuno<br />

il vescovo Martella chiederà il nulla osta alla CEP.<br />

Mons. Ruppi riferisce di aver avuto la richiesta da parte di un fedele<br />

di poter partecipare alla S. Messa in latino. Anche Mons. Tamburrino<br />

comunica di aver ricevuto una simile richiesta a Foggia. Dopo ampio<br />

confronto, i Vescovi all’unanimità ritengono che, al momento, non si<br />

ravvede l’opportunità pastorale di dare una tale concessione.<br />

9. Istituto Pastorale Pugliese<br />

Mons. Fragnelli, Presidente dell’IPP, informa circa le iniziative in<br />

corso (Allegato 7).<br />

a. Percorso di formazione “Parroci e Parrocchie dal volto missionario”.<br />

Sono stati realizzati già tre appuntamenti con buona partecipazione,<br />

ne mancano due. Ogni incontro si tiene su uno dei cinque ambiti del<br />

Convegno di Verona.<br />

b. Percorso per Responsabili Diocesani per la Formazione del Clero.<br />

Il primo incontro tenuto il 19 gennaio, ha visto la partecipazione di<br />

rappresentanti di quasi tutte le diocesi. L’iniziativa sembra riscuotere<br />

ampio interesse.<br />

c. Progetto di Scuola Regionale Biennale per Formatori di Operatori<br />

Pastorali per rispondere alle esigenze della Commissione per la Catechesi,<br />

del Servizio Regionale di Pastorale Giovanile e del Seminario<br />

Regionale.<br />

d. Iniziative per i quaranta anni dell’IPP. Si propone venerdì 27 aprile<br />

14


14<br />

come data celebrativa, un numero speciale della Rivista di Scienze<br />

Religiose e la assegnazione di una Borsa di Studio.<br />

Egli riferisce inoltre che il prossimo 25 aprile ci sarà un convegno<br />

regionale di pastorale giovanile.<br />

Mons. De Grisantis si chiede perché una Scuola regionale per operatori<br />

pastorali, visto che in ogni diocesi c’è una scuola simile?<br />

Mons. Papa apprezza la scelta degli ambiti di Verona. Quanto alla<br />

Scuola Regionale, non deve limitarsi solo alla catechesi, ma operare<br />

un’interazione fra catechesi, liturgia e carità per un’iniziazione cristiana<br />

completa.<br />

Mons. Negro sostiene che occorre mettere al centro la persona e la<br />

comunità. Buona l’iniziativa di formare i responsabili della formazione<br />

permanente. Quanto alla Scuola biennale, dovrà formare i formatori della<br />

pastorale per giungere ad una iniziazione cristiana seria.<br />

Mons. Caliandro dichiara che occorre preparare gli animatori dei cresimandi<br />

per una iniziazione cristiana seria. È valida l’impostazione dell’ACR<br />

dove i più grandi diventano educatori dei ragazzi.<br />

Mons. Di Molfetta ritiene che l’IPP deve favorire iniziative che portino<br />

all’unitarietà dell’iniziazione cristiana. Sarebbe bene individuare per<br />

ogni diocesi una parrocchia pilota che il Vescovo dovrà seguire più da<br />

vicino.<br />

Mons. Cacucci si chiede: “cosa si vuole dalla Scuola biennale?” Ci<br />

vuole unitarietà nella pastorale. L’unità delle varie dimensioni della persona<br />

avverrà se facciamo l’unità in Cristo, cioè l’unità ecclesiale. Perché<br />

non attenersi alla sequenza dei documenti conciliari? Prima la SC, poi la<br />

DV, poi la LG, infine la GS.<br />

Mons. Papa ricorda che fare pastorale significa portare la gente a Dio,<br />

alla comunione trinitaria. Occorre recuperare le coordinate fondamentali<br />

della pastorale, frenando l’attivismo e il pragmatismo non sufficientemente<br />

illuminato.<br />

Mons. Ruppi ritiene che Verona è una tappa ancora non compiuta,<br />

occorre fare una riflessione più approfondita su LG, SC e DV per centrare<br />

il discorso ecclesiologico e poi tirare le linee operative. Egli esprime<br />

qualche dubbio sull’ipotesi della Scuola biennale, perché ogni diocesi<br />

ha già la sua.<br />

Per Mons. Di Molfetta bisogna seguire questo cammino: partire dal<br />

Popolo di Dio (LG), nutrito dalla Parola di Dio (DV) e dai sacramenti<br />

(SC), per aprirsi poi al mondo (GS).


I Vescovi, infine, concordano per la data del 27 aprile come giorno<br />

celebrativo dei quaranta anni dell’IPP; indicando Mons. Ruppi come<br />

primo relatore, mentre come secondo relatore chiedono di invitare un<br />

pastoralista.<br />

Mercoledì 31 gennaio<br />

Ore 9.00 Celebrazione dell’Ora Media<br />

10. Facoltà Teologica Pugliese, CISM e USMI regionali<br />

Mons. Salvatore Palese, Pro-Preside della Facoltà, informa i Vescovi<br />

e i Superiori Maggiori circa l’organizzazione e le attività della Facoltà.<br />

È stato pubblicato il primo Annuario e la Guida dello Studente. Gli alunni<br />

sono attualmente 325. Sono in corso quattro progetti: 1) Neuroscienze<br />

e comportamento umano. 2) Condizione dei presbiteri nelle Chiese di<br />

Puglia. 3) Storia delle diocesi di Puglia. 4) Ricerche di esegesi patristica.<br />

Il Pro-Preside conclude parlando del rapporto tra la Facoltà Teologica<br />

Pugliese e i sette Istituti di Scienze Religiose (Allegato 8).<br />

I Vescovi e i Superiori hanno preso atto dello sviluppo crescente della<br />

facoltà teologica, dei suoi programmi di ricerca ed hanno ringraziato il<br />

Gran Cancelliere (Mons. Cacucci) ed il Pro-Preside confermando l’impegno<br />

a sostenerla.<br />

Il Presidente regionale CISM, P. Francesco Neri, cappuccino, parla<br />

dell’importanza del cammino degli Istituti di Vita Consacrata alla luce<br />

del recente magistero della Chiesa. Egli segnala due elementi di collaborazione<br />

con i vescovi per il futuro: 1) Nella formazione dei presbiteri si<br />

prendano in considerazione sempre più sistematicamente la componente<br />

ecclesiale della vita consacrata. Così come nella formazione permanente<br />

si tengano presenti anche i religiosi presbiteri. 2) Intensificare la<br />

collaborazione nella tutela del patrimonio storico-artistico di proprietà<br />

degli Istituti Religiosi (Allegato 9).<br />

Madre Teresa Resta, Presidente regionale USMI, parla della presenza<br />

delle religiose nella pastorale diretta, nella pastorale della salute, nella<br />

pastorale sociale e di promozione umana e nella pastorale della salute. In<br />

particolare rivolge un appello perché la Scuola cattolica sia considerata<br />

come possibilità di cultura cristiana a servizio delle nuove generazioni.<br />

Per questo chiede la fiducia e l’appoggio delle Chiese locali (Allegato 10).<br />

14


14<br />

Mons. Ruppi esprime ai due relatori il grazie dei Vescovi e delle Chiese<br />

di Puglia e auspica che il Tavolo di riflessione sulla scuola libera in<br />

Italia, aperto dal Ministero della Pubblica Istruzione, porti concreti risultati<br />

a vantaggio della Scuola cattolica.<br />

Mons. Renna ritiene che sia bene coinvolgere, sul territorio, il discernimento<br />

del vescovo nelle scelte di un Istituto Religioso. È bene aprire<br />

anche in Puglia un Tavolo di trattativa sulle scuole private.<br />

Mons. Tamburrino sostiene che i Vescovi devono valorizzare tutti i<br />

carismi presenti nelle Chiese locati. Il documento Mutuae Relationes<br />

deve portare alla mutua comunione. Il problema della scuola cattolica è<br />

importante, ma non è definitivo. Ciò che conta per la vita della Chiesa è<br />

il carisma, non tanto i servizi.<br />

Mons. Talucci: più che il servizio è importante valorizzare la presenza<br />

dei religiosi. È importante il dialogo continuo e previo tra Vescovo e Superiori<br />

religiosi, anche per le decisioni sul futuro delle loro case in diocesi.<br />

Mons. D’Ambrosio: il dialogo dei religiosi con il Vescovo deve essere<br />

continuo e frequente, anche per integrarsi con le realtà analoghe presenti<br />

in diocesi. I religiosi non dimentichino che sono i testimoni del primato<br />

dell’assoluto di Dio.<br />

Mons. Papa esprime plauso per le due relazioni. Non bisogna scoraggiarsi<br />

di fronte alla diminuzione delle vocazioni (“non temere piccolo<br />

gregge”). Bisogna vivere il presente con gioia non guardando al passato<br />

o proiettandosi nel futuro, ma pensando di essere destinatari del Regno<br />

di Dio. Quali gli obiettivi della scuola cattolica? Non basta l’esaltazione<br />

dell’autonomia della persona umana, ma vedere la persona umana aperta<br />

al mistero di Dio. La battaglia per la scuola cattolica va ripensata, ma<br />

non come edizione riveduta della scuola statale. La scuola cattolica deve<br />

essere il luogo di trasmissione dell’umanesimo cristiano, luogo di formazione<br />

di un laicato maturo, una specie di seminario per i laici, dove<br />

non c’è scissione tra fede e vita. Quanto alla formazione permanente, il<br />

documento CEI “Orientamenti e norme” vale anche per il religiosi, è normativo<br />

anche per i seminari dei religiosi. I religiosi devono guardare la<br />

diocesi con una mentalità più cattolica, come luogo formativo non come<br />

un contenitore o un luogo neutro. Quanto ai contributi per i Beni culturali,<br />

ogni Vescovo deve essere pronto a sostenere le domande dei Provinciali.<br />

Mons. Padovano prende atto del buon rapporto che c’è in Puglia tra<br />

le diocesi e i religiosi e auspica la fine di ogni discriminazione per i contribuiti<br />

sui Beni culturali.


Mons. Negro auspica incontri più continui tra Vescovo e Provinciali.<br />

Il mistero della comunione è un dono di Dio, ma va alimentato. Egli<br />

esprime apprezzamento per la relazione sulla scuola: “nutrire di Vangelo<br />

la cultura odierna”, è una buona sintesi tra fede e cultura. Occorre maggiore<br />

sinergia tra le scuole cattoliche e le diocesi, aprendo anche tavoli<br />

di riflessioni a livello di diocesi o di metropolie.<br />

Padre Buccoliero, provinciale ofm di Lecce: è questo il tempo della<br />

grazia e della conversione per una riqualificazione della vita religiosa.<br />

Lo Spirito ci sta conducendo su strade nuove. È dentro la Chiesa che nasce<br />

la speranza. Ci aspettiamo aiuti dai vescovi, sia per il discernimento<br />

sia come garanzia di unità.<br />

Padre Carfagna, provinciale ofm di Foggia: è importante la profezia<br />

della vita religiosa, mettersi in ascolto dello Spirito. Egli auspica<br />

maggiori incontri tra vescovi e religiosi per un confronto reciproco (una<br />

commissione mista).<br />

Mons. Martella parla dell’Istituto “Betania” di Terlizzi e ne fa l’elogio<br />

per la testimonianza di accoglienza, di ascolto e di preghiera. Per<br />

questo, ha molte vocazioni. Bisogna evitare la polarizzazione del servizio<br />

dei religiosi alla scuola e all’assistenza agli anziani.<br />

Padre Lucarelli, provinciale dei Rogazionisti: nella Chiesa locale si<br />

sviluppa un’esperienza forte e autentica di Chiesa. Gli organismi diocesani<br />

siano centri di coordinamento di tutte le realtà, anche dei religiosi.<br />

Mons. De Grisantis: dare il primato alla profezia della vita religiosa,<br />

mentre il tarlo che corrode la vita religiosa come anche quella del clero è<br />

l’imborghesimento.<br />

Mons. Cacucci: non dobbiamo colpevolizzare gli istituti religiosi,<br />

ma aiutarli a vivere con serenità la crisi. Il dialogo aiuta, altrimenti ci si<br />

mette sulla difensiva. Auspica una maggiore apertura dei religiosi alla<br />

Facoltà Teologica.<br />

Mons. Cassati invita ad essere più ottimisti sulla situazione attuale.<br />

Lo Spirito Santo è all’opera nella Chiesa.<br />

Mons. Ruppi: la collaborazione tra diocesi e religiosi è intensa e sincera.<br />

Soprattutto quando il superiore maggiore risiede in Puglia.<br />

Padre Piemontese, provinciale dei Conventuali: vivere l’attuale momento<br />

di crisi come invito alla purificazione. Buono il dialogo tra Vescovo<br />

e religiosi, ma occorre concretizzare alcuni orientamenti.<br />

Padre Curto, provinciale dei Passionisti: non è questo il tempo dei<br />

grandi numeri. Bisogna puntare sulla qualità della vita religiosa e non<br />

14


1 0<br />

lasciarsi prendere dal pessimismo. È importante la fedeltà al proprio carisma<br />

e fare spazio al primato di Dio.<br />

Mons. Renna invita a rileggere insieme il documento Mutuae Relationes.<br />

Mons. Fragnelli condivide la gioia di questo incontro, che contribuisce<br />

a creare un clima di dialogo. L’aiuto tra Vescovi e religiosi è reciproco.<br />

L’IPP si pone come strumento per concretizzare alcuni orientamenti,<br />

per esempio la formazione permanente che riguarda anche i religiosi.<br />

Dobbiamo passare dal puntare tutto sull’Insegnamento della Religione<br />

ad una pastorale scolastica più ampia.<br />

Padre Alfarano, provinciale dei Carmelitani: favorire gli incontri<br />

anche a livello locale. Far maturare, in seminario, l’attenzione alla vita<br />

consacrata e, negli istituti religiosi, la convinzione che il carisma di una<br />

congregazione si manifesta nella chiesa locale.<br />

Suor Lucia Resta ringrazia per gli interventi e ritiene quest’incontro<br />

utile per condividere il cammino e fare un discernimento comune.<br />

Padre Francesco Neri: occorre crescere nell’ecclesiologia di comunione.<br />

I religiosi devono sviluppare la dimensione della diocesanità,<br />

mentre il vescovo deve aiutare allo sviluppo del carisma religioso, tenendo<br />

conto che non tutti i religiosi sono presbiteri e non tutte le attività<br />

passano dalle parrocchie. Egli auspica inoltre incontri più frequenti a livello<br />

diocesano o di metropolia perché l’amore nasce dalla conoscenza.<br />

Mons. Ruppi ringrazia tutti per gli interventi e assicura che la Chiesa<br />

è vicina alla vita consacrata. Quanto ai beni culturali, ricorda che l’accesso<br />

ai fondi della CEI è determinato da regolamenti, mentre l’accesso<br />

ai fondi comunitari è sempre più favorito. Egli parla anche del Regolamento<br />

regionale per le case di riposo e invita a mettersi in regola. Infine<br />

invita i religiosi e le religiose a partecipare al pellegrinaggio che le diocesi<br />

di Puglia terranno ad Assisi il 3 e il 4 ottobre prossimo, per l’accensione<br />

della Lampada votiva a San Francesco.<br />

La riunione di chiude con la preghiera dell’Angelus alle 12.30.<br />

✠ Michele Castoro<br />

Segretario CEP


Verbale<br />

della riunione straordinaria<br />

15 marzo <strong>2007</strong><br />

“Domus Sanctae Marthae”<br />

Città del Vaticano<br />

La Conferenza Episcopale Pugliese si è riunita in sessione straordinaria<br />

il 15 marzo <strong>2007</strong>, alle ore 16.30, presso la “Domus Sanctae Marthae”<br />

in Vaticano, in occasione della Visita ad limina.<br />

Presiede la riunione S.E. Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo<br />

di Lecce e Presidente della CEP. Sono presenti tutti gli Ecc.mi Vescovi<br />

Ordinari delle diocesi di Puglia.<br />

1. Calendario CEP<br />

La prossima riunione della CEP avrà luogo a Taranto nel restaurato<br />

Palazzo arcivescovile il giorno 4 giugno. Se ne darà conferma.<br />

Gli esercizi spirituali della CEP avranno luogo nei giorni 8-12 ottobre<br />

oppure 15-19 ottobre, secondo la disponibilità del predicatore. Tra i nomi<br />

da contattare si suggeriscono in ordine di preferenza: Mons. Ravasi,<br />

Card. Cé, Mons. Corti, Abate Mosconi.<br />

2. Adempimento CEI<br />

Il Consiglio Permanente della CEI chiede un nome da inserire nella<br />

lista per la nomina a Presidente della Commissione Episcopale per la<br />

Cultura e le Comunicazioni Sociali. [omissis]<br />

3. Causa di Beatificazione<br />

S.E. Mons. Luigi Martella, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-<br />

Terlizzi chiede il nulla osta per l’introduzione della Causa di Beatifi-<br />

1 1


1 2<br />

cazione di Mons. Antonio Bello, suo predecessore. Allo scopo aveva<br />

distribuito in precedenza ai Vescovi un’ampia scheda (Allegato 1). I vescovi<br />

all’unanimità accordano il loro placet.<br />

4. Legge Regionale sugli oratori<br />

Nella Legge Regionale sugli oratori si pensa di inserire l’ANSPI nella<br />

Commissione Regionale per gli Oratori, come rappresentante dell’area<br />

cattolica.<br />

I Vescovi, prima di pronunciarsi al riguardo, ritengono opportuno<br />

sentire don Vito Campanelli, assistente zonale ANSPI, invitandolo a<br />

parlare nella Conferenza Episcopale di giugno.<br />

5. Accademia Pierluigi da Palestrina<br />

L’Accademia propone un convegno regionale degli operatori di musica<br />

sacra. Si chiede a S.E. Mons. Felice di Molfetta di valutare la proposta.<br />

6. Pubblicazione degli interventi dei vescovi pugliesi al Concilio Vaticano<br />

II<br />

Mons. Presidente informa che la pubblicazione è in corso di stampa e<br />

che i fondi per la spesa sarebbero già stati assicurati.<br />

7. Protocollo d’Intesa Regionale sul Turismo<br />

L’Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera della Regione Puglia<br />

chiede l’approvazione del Protocollo d’intesa tra la medesima Regione<br />

e la CEP. Il testo della bozza è stato concordato in un incontro<br />

avuto l’8 marzo scorso tra Mons. Ruppi, Mons. Padovano, l’Assessore<br />

Regionale e i responsabili delle sei Aziende provinciali di Promozione<br />

Turistica (AAPT) presenti in Puglia. Mons. Ruppi informa che negli anni<br />

<strong>2007</strong>-2012 saranno stanziati cospicui fondi comunitari per assicurare


la fruizione turistica delle chiese più importanti della nostra regione. Si<br />

dà lettura della bozza (Allegato 2).<br />

[omissis]<br />

In conclusione, si delega Mons. Ruppi e Mons. Padovano a tener presenti<br />

le osservazioni fatte prima di approvare il Protocollo d’Intesa, soprattutto<br />

facendo attenzione all’art. 2/f.<br />

8. Pellegrinaggio ad Assisi<br />

Circa l’offerta dell’olio per la Lampada votiva di San Francesco,<br />

spettante quest’anno alla Puglia, Mons. Padovano informa che sta già<br />

pensando a come organizzare il pellegrinaggio ad Assisi il 3-4 ottobre<br />

prossimo. A giorni avrà un incontro con i Provinciali delle Famiglie<br />

Francescane.<br />

Mons. di Molfetta infine assicura che sta lavorando a preparare i testi<br />

della liturgia [omissis].<br />

La riunione si chiude alle ore 18.00.<br />

✠ Michele Castoro<br />

Segretario CEP<br />

1 3


1 4<br />

Verbale<br />

della riunione ordinaria<br />

4 giugno <strong>2007</strong><br />

Palazzo Arcivescovile<br />

Taranto<br />

La Conferenza Episcopale Pugliese si è riunita in sessione ordinaria<br />

il 4 giugno <strong>2007</strong>, presso il Palazzo Arcivescovile di Taranto.<br />

La riunione è iniziata alle ore 10.00, con la recita dell’Ora Media ed è<br />

stata presieduta da S.E. Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di<br />

Lecce e Presidente della CEP.<br />

Argomenti all’O.d.g.:<br />

1. Intervento del Nunzio Apostolico in Italia;<br />

2. Comunicazioni del Presidente;<br />

3. Pellegrinaggio ad Assisi per l’offerta dell’olio;<br />

4. Seminario Regionale di Molfetta;<br />

5. Varie ed eventuali.<br />

Sono presenti gli Ecc.mi: Ruppi, presidente; Cacucci, vicepresidente;<br />

Papa; Tamburrino; Caliandro; D’Ambrosio; De Grisantis; Di Molfetta;<br />

Fragnelli; Martella; Negro; Paciello; Padovano; Pichierri; Renna; Talucci;<br />

Todisco; Scarafile; Zerrillo; Castoro, segretario. Assente giustificato<br />

S.E. Mons. Calabro.<br />

1. Intervento del Nunzio Apostolico in Italia<br />

Mons. Ruppi apre la seduta dando il benvenuto al Nunzio Apostolico<br />

in Italia, S.E. Mons. Giuseppe Bertello, che ringrazia per la sua presenza<br />

e al quale lascia subito la parola. Il Nunzio Apostolico esprime gratitudine<br />

per l’invito alla riunione della CEP. È la prima volta che partecipa ad<br />

una Conferenza Episcopale Regionale in Italia. Egli rivolge un cordiale<br />

saluto ai Vescovi assicurando vicinanza e condivisione nel lavoro pastorale.<br />

È suo desiderio mettersi in ascolto dei Vescovi e accompagnarli nel


loro ministero. Rileva con soddisfazione la religiosità diffusa in Puglia<br />

e il buon numero di vocazioni e invita ad una pastorale più missionaria,<br />

basata sull’annuncio e sulla formazione, così come è emerso nell’Assemblea<br />

CEI del maggio scorso.<br />

2. Comunicazioni del Presidente<br />

a) Mons. Ruppi esprime gratitudine a Mons. Papa, Arcivescovo di<br />

Taranto, per l’ospitalità nel restaurato Palazzo arcivescovile per il quale<br />

esprime ammirazione. Rivolge inoltre al Presule tarantino congratulazioni<br />

per la recuperata salute. Estende infine gli auguri a Mons. Padovano<br />

che il 24 ottobre prossimo ricorderà il XXV di episcopato e a Mons.<br />

Cacucci che il 13 giugno celebrerà il XX di episcopato. I Vescovi, poi,<br />

esprimono allo stesso Mons. Ruppi auguri per il 6 giugno, giorno del suo<br />

75° compleanno.<br />

b) [omissis]<br />

c) Oneri di Urbanizzazione. Il Presidente distribuisce ai presenti un<br />

foglio in cui viene riportato il “Rapporto Decennale sulla Legge Regionale<br />

del 4 febbraio 1994 relativa agli Oneri di Urbanizzazione per<br />

l’Edilizia Sacra”. La Legge prevede che ogni Comune versi alla propria<br />

diocesi il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria (mercati, scuole,<br />

edifici di culto). Alcuni Comuni in questi dieci anni sono stati inadempienti<br />

(o morosi o completamente assenti). Bisogna intervenire presso<br />

gli Uffici comunali perché queste sono somme dovute alla diocesi. Il<br />

Presidente invierà ai Vescovi un foglio sul modo di procedere, perché<br />

tutti si adoperino per ottenere tali somme.<br />

3. Pellegrinaggio ad Assisi<br />

Mons. Padovano, incaricato del Pellegrinaggio ad Assisi per l’offerta<br />

dell’olio alla lampada di S. Francesco, informa che si è costituito un<br />

Comitato da lui presieduto, comprendente i Provinciali francescani di<br />

Puglia ed alcuni laici. È questa un’occasione pastorale straordinaria che<br />

capita ogni venti anni. Il tema scelto è: “Dammi una speranza certa”,<br />

per sottolineare il cammino ecclesiale da Verona ad Assisi. Il Comitato<br />

ha già incontrato il Sindaco di Bari e il Presidente della Regione, i quali<br />

1


1<br />

hanno approntato un loro messaggio, pubblicato assieme a quello dei<br />

Vescovi su un pieghevole distribuito alle diocesi. Prossimamente sarà<br />

consegnato alle diocesi anche altro materiale: un itinerario catechistico<br />

liturgico e un sussidio per la novena di S. Francesco. Sono anche disponibili<br />

le reliquie del Santo e pannelli con riproduzione del ‘ciclo giottesco’.<br />

Per prenotare questo materiale si può prendere contatto con la<br />

Curia Provinciale dei Conventuali di Bari. È bene invitare i giovani al<br />

pellegrinaggio e coinvolgerli nella preparazione.<br />

Mons. Padovano, inoltre, chiede il benestare sulla proposta del Comitato<br />

di raccogliere l’olio presso i Comuni e le Associazioni di categoria<br />

(Coldiretti ecc.) e non affidare più l’impegno all’azienda di Casa Sollievo<br />

(San Giovanni Rotondo). La somma prevista per l’acquisto dell’olio<br />

potrà essere impiegata per la stampa dei manifesti e dei sussidi. I Vescovi<br />

approvano all’unanimità.<br />

Quanto all’ospitalità, ad Assisi sono disponibili per noi circa 1.000<br />

posti letto. Ogni diocesi può intervenire con un pullman di persone.<br />

Naturalmente, altri pellegrini potranno arrivare, ma senza richiesta di<br />

pernottamento. I Vescovi saranno ospiti presso il Sacro Convento. La<br />

Segreteria è costituita presso la Curia di Bari. I Provinciali Francescani<br />

collaboreranno con un contributo complessivo di 25.000,00 euro, le diocesi<br />

con 28.000,00 (1.500 euro per ciascuna diocesi). Si ritiene di ridurre<br />

le spese al minimo. Il pellegrinaggio va organizzato in ogni singola diocesi,<br />

ma il Comitato è a disposizione.<br />

4. Seminario Regionale<br />

Il Presidente introduce Mons. Antonio Ladisa, Rettore del Seminario<br />

Regionale di Molfetta. Questi parla della Lettera che la Congregazione<br />

per l’Educazione Cattolica ha inviato al Vescovo di Molfetta, al termine<br />

della Visita ad limina (Allegato). In essa, tra l’altro, si invita ad attenersi<br />

alle disposizioni sul VI anno. Mons. Ruppi ricorda che la CEP sta studiando<br />

da anni questo problema e che non è facile uniformarsi a livello<br />

nazionale o regionale. Anche il Nunzio Apostolico afferma che si tratta<br />

di un problema di non facile soluzione viste la diverse situazioni delle<br />

diocesi. Mons. Ladisa informa che i due nuovi Animatori e i due nuovi<br />

Padri spirituali si sono inseriti molto bene nella vita di seminario e ringrazia<br />

i rispettivi Vescovi. Per il prossimo anno occorre sostituire Don


Pasquale Gallucci, di Andria, che il suo Vescovo ha deciso di richiamare<br />

in diocesi. Bisogna pensare ad un sacerdote che abbia non meno di cinque<br />

anni di sacerdozio e particolari attitudini a questo specifico ministero.<br />

Mons. Ladisa presenta alcuni nomi. Al primo posto figura Don<br />

Roberto Pezzano, di Foggia-Bovino, viceparroco all’Annuciazione.<br />

Mons. Tamburrino, Arcivescovo di Foggia-Bovino, lo ritiene un ottimo<br />

sacerdote e, pur con il dispiacere di privarsene, lo mette a disposizione<br />

del seminario. I Vescovi ringraziano.<br />

5. Varie ed eventuali<br />

a) Mons. Fragnelli distribuisce ai presenti un foglio con l’elenco delle<br />

attività svolte dall’Istituto Pastorale Pugliese e la bozza dell’“Itinerario<br />

Biennale di Formazione per gli operatori Pastorali”.<br />

b) Mons. Paciello presenta la necessità che in Puglia si costituisca un<br />

“Tavolo regionale della sanità”. Chiede di poter partire con l’elaborazione<br />

di una bozza di Statuto che la CEP potrà poi presentare alla Regione.<br />

[omissis].<br />

Dopo ampio dibattito, i Vescovi autorizzano Mons. Paciello ad approfondire<br />

il problema perché, a tempo opportuno, dopo che si saranno<br />

calmate le acque alla Regione, possa essere esaminata una bozza di Statuto<br />

per aprire eventualmente il “Tavolo regionale della sanità”.<br />

c) Mons. Paciello invita i Vescovi a far partecipare agli incontri regionali<br />

i responsabili degli Uffici diocesani di pastorale sanitaria, perché<br />

alcune diocesi sono da tempo assenti.<br />

d) Mons. Paciello riferisce che, in un recente incontro, il Provinciale<br />

dei Minimi di Paola ha sollecitato un messaggio dei Vescovi di Puglia<br />

per il V Centenario della morte di S. Francesco di Paola. I presenti, atteso<br />

che un messaggio è stato già pubblicato dai Vescovi di Calabria,<br />

di cui S. Francesco di Paola è patrono, non ritengono di intervenire al<br />

riguardo.<br />

e) [omissis].<br />

f) Il Presidente ha ricevuto una lettera dall’Arcivescovo di Rossano-<br />

Cariati su presunte apparizioni in quella diocesi. Si invita alla prudenza.<br />

g) Il Presidente informa che la Coldiretti Regionale chiede che la<br />

“Madonna della Coltura” sia eletta a Patrona Regionale dell’Associazione.<br />

Per il momento, i Vescovi decidono di soprassedere.<br />

1


1<br />

h) Mons. Ruppi informa che il Presidente del C.S.I. propone Don<br />

Antonio Menichella, di Foggia-Bovino, come Assistente Ecclesiastico<br />

Regionale. Mons. Tamburino esprime parere favorevole e i Vescovi approvano<br />

all’unanimità.<br />

i) Il Presidente informa che è ormai pronto il volume degli Interventi<br />

dei Vescovi pugliesi al Concilio. L’opera ha richiesto un impegnativo<br />

lavoro per la traduzione e quindi una spesa maggiore di quella prevista.<br />

l) Il Presidente distribuisce ai presenti copia della Lettera sottoscritta<br />

da tutti i Vescovi Pugliesi con cui, in data 14 marzo <strong>2007</strong>, è stata presentata<br />

al Santo Padre Benedetto XVI l’offerta di Euro 50.000,00 in occasione<br />

della Visita ad limina e la Lettera di ringraziamento da parte del<br />

Cardinale Segretario di Stato.<br />

m) Infine, il Presidente comunica la data degli Esercizi Spirituali per<br />

i Vescovi della CEP, a cui possono partecipare anche i sacerdoti: 8-12<br />

ottobre. Predicatore sarà S.E. Mons. Renato Corti, Vescovo di Novara.<br />

La riunione si è conclusa alle ore 12.30, con la recita dell’Angelus.<br />

✠ Michele Castoro<br />

Segretario CEP


Messaggio<br />

in occasione dell’offerta dell’olio<br />

alla lampada votiva<br />

in onore di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia<br />

3-4 ottobre <strong>2007</strong><br />

“Il Signore vi dia pace”.<br />

Con questo saluto pasquale, fiorito sulle labbra di San Francesco<br />

d’Assisi, Noi, Vescovi di Puglia, auguriamo salute a voi, sorelle e fratelli<br />

carissimi, mentre vi invitiamo a peregrinare con noi nei giorni 3-4 ottobre<br />

<strong>2007</strong> ai luoghi santificati dalla presenza del Poverello di Dio, umile<br />

servo del Signore Gesù e il più piccolo di tutti i fratelli, per amore del<br />

Signore.<br />

Ad Assisi, Noi Pastori, insieme con gli Amministratori della Cosa<br />

Pubblica, e voi fedeli tutti, nella tradizionale offerta dell’olio e dell’accensione<br />

della Lampada votiva, che notte e giorno arde sulla tomba del<br />

Santo, intendiamo ringraziare e lodare l’“Altissimo, Onnipotente, bon<br />

Signore”, per aver suscitato in San Francesco il bisogno di intraprendere<br />

una vita evangelica, ponendosi a servizio di Cristo nei poveri e nei diseredati,<br />

facendosi egli stesso povero.<br />

La Regione Puglia, raggiungendo Assisi, intende assolvere un debito<br />

di riconoscenza verso San Francesco, “viva immagine del Cristo”. Da<br />

giovane, spensierato quale egli fu, sognò le nostre terre come luogo di<br />

conquista e di onori cavallereschi.<br />

Da uomo nuovo, afferrato da Cristo, soggiornò tra le nostre contrade,<br />

predicando l’amore di Dio; unì a sé, in comunione di vita, alcuni nostri<br />

figli; e non mancò di visitare il Gargano, dove onorò l’Arcangelo Michele.<br />

Da allora, non ha cessato di far risuonare la sua voce attraverso i tanti<br />

fratelli e sorelle che, mossi dal fascino del suo carisma, sono fermento di<br />

pace e bene sull’intero territorio pugliese. E di questo siamo profondamente<br />

grati.<br />

Come canta il Sommo Poeta, San Francesco d’Assisi “Altro non è<br />

ch’un lume di suo raggio” (Paradiso XXVI, 33): irradiazione della luce<br />

di Cristo. E tale egli fu nei rivolgimenti sociali e politici, religiosi e morali<br />

del suo tempo, contrassegnati da lacerazioni e oscuri progetti di vita.<br />

1


1 0<br />

Più che le sue parole, la sua esistenza fu luce, avendo preso, alla lettera,<br />

tutte le parole di Gesù con il cuore semplice di un bambino, in un intensissimo<br />

rapporto di amore con Cristo.<br />

Avendo realizzato in pienezza l’Evangelo attraverso una appassionata<br />

adesione e configurazione a Cristo, Francesco poté denunciare con<br />

la sua vita la bramosia delle vanità del mondo e dei beni terreni, nel generoso<br />

esercizio della carità e della povertà, divenendo così per tutti,<br />

luminoso esempio di vita cristiana.<br />

La fioritura di uomini e donne, votati all’amore di Cristo e dei fratelli,<br />

suscitata da San Francesco, attesta che nei momenti più oscuri della storia<br />

di ieri e di oggi, il cuore e la pietà delle persone più umili e più caritatevoli<br />

arrivano a scuotere le coscienze più indurite, avviando silenziosamente<br />

ed efficacemente la ricostruzione sociale, politica, evangelica che<br />

in varie forme emerge dal cuore di tutti.<br />

È il grande miracolo compiuto ieri da San Francesco tutto serafico in<br />

ardore (Paradiso XI, 37) e oggi, da coloro che seguono il suo esempio di<br />

vita.<br />

La Regione Puglia, offrendo l’olio per la lampada votiva, frutto della<br />

operosità della nostra gente e della generosità dei nostri campi, vuole<br />

esprimere il proprio impegno di altruismo, solidarietà e accoglienza di<br />

uomini e culture, pur nelle difficoltà di un cammino incerto e faticoso,<br />

ma pur sempre carico di attese e di speranze, nell’abbraccio tra i popoli,<br />

culture e religioni differenti.<br />

Francesco, uomo di pace, perché totalmente pacificato e riconciliato<br />

con Dio, riaccese la fiamma della concordia nel cuore degli uomini e<br />

delle istituzioni del suo tempo. Voglia ancora oggi mettere nel cuore di<br />

ogni donna e ogni uomo di buona volontà la stessa sua passione per una<br />

rinascita civile e religiosa dell’Italia e della nostra Regione, in un clima<br />

di fattiva e operosa collaborazione.<br />

È con questa speranza nel cuore che i Vescovi delle Chiese di Puglia,<br />

facendo propria la benedizione data da Francesco a frate Leone, chiedono<br />

al Signore che “vi benedica e vi custodisca! Mostri il Suo volto e<br />

abbia di voi misericordia! Volga a voi il Suo sguardo e vi dia pace”.<br />

I Vescovi di Puglia


Verbale<br />

della riunione ordinaria<br />

11 dicembre <strong>2007</strong><br />

Seminario Regionale - Molfetta<br />

La Conferenza Episcopale Pugliese si è riunita in sessione ordinaria<br />

martedì 11 dicembre <strong>2007</strong>, presso il Seminario Regionale di Molfetta.<br />

La riunione è iniziata alle ore 9.30, con la preghiera di rito, ed è stata<br />

presieduta da S.E. Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce<br />

e Presidente della CEP.<br />

Argomenti all’O.d.g.:<br />

1. Comunicazioni dell’Ecc.mo Presidente.<br />

2. Intervento del Rettore del Seminario Regionale di Molfetta.<br />

3. Discussione sulla traduzione in italiano della ‘editio typica tertia’<br />

del Messale Romano.<br />

4. Varie ed eventuali.<br />

Sono presenti gli Ecc.mi: Ruppi, presidente; Cacucci, vicepresidente;<br />

Papa; Tamburrino; Todisco; Franco; Talucci; Pichierri; D’Ambrosio;<br />

Negro; Padovano; Calabro; Paciello; Caliandro; De Grisantis; Di Molfetta;<br />

Fragnelli; Martella; Renna; Cornacchia; Castoro, segretario.<br />

1. Comunicazioni dell’Ecc.mo Presidente<br />

Mons. Ruppi introduce i lavori rivolgendo un fraterno benvenuto a<br />

Mons. Domenico Cornacchia, nuovo Vescovo di Lucera-Troia.<br />

Il Presidente ha un pensiero grato e commosso per don Pierino Arcieri,<br />

padre spirituale del Seminario Regionale di Molfetta, deceduto nei<br />

giorni scorsi. Il suo zelante ministero e la testimonianza di fede data durante<br />

la grave malattia hanno edificato tutti, superiori e alunni del Seminario.<br />

Nella presente riunione si dovrà nominare il suo successore.<br />

Mons. Ruppi informa inoltre che don Franco D’Apollonio, anch’egli<br />

padre spirituale è attualmente in cura presso l’Ospedale di S. Giovanni<br />

Rotondo e si spera che presto possa tornare al suo posto di lavoro. Per lui<br />

gli auguri e la preghiera dei Vescovi.<br />

1 1


1 2<br />

In seguito alla nomina di don Vincenzo Annicchiarico a responsabile<br />

dell’Ufficio Scuola della CEI, la CEP è invitata a nominare il suo sostituto<br />

nell’omonimo Ufficio regionale. Tra i vari nomi emerge quello di<br />

don Ciro Alabrese, dell’arcidiocesi di Taranto, già collaboratore di don<br />

Annichiarico. L’Arcivescovo di Taranto dà il suo benestare ed i Vescovi<br />

approvano la sua nomina.<br />

Si passa poi alla nomina del Coordinatore Regionale dei Gruppi di<br />

Preghiera di Padre Pio, in sostituzione del dimissionario cappuccino p.<br />

Luciano Lotti. A questo incarico viene proposto p. Fortunato Grottola,<br />

o.f.m. cap. I Vescovi approvano la nomina.<br />

Si procede inoltre a nominare il nuovo Assistente Spirituale del Consiglio<br />

Regionale “Fratres” di Puglia, in seguito alla rinuncia di don Giuseppe<br />

Di Mauro. Il Consiglio Regionale propone tre nomi, tra i quali i<br />

Vescovi scelgono don Pasquale Fracasso, parroco di Cerfignano, arcidiocesi<br />

di Otranto.<br />

I Vescovi infine nominano Consulente Ecclesiastico del Consiglio<br />

Regionale del Centro Turistico Giovanile di Puglia Mons. Luigi Romanazzi,<br />

della arcidiocesi di Taranto. Egli è stato proposto dal Consulente<br />

Ecclesiastico Nazionale.<br />

Il Presidente informa che il Comitato Regionale del Forum delle Associazioni<br />

Familiari chiede un aiuto economico per le sue attività. Il<br />

Forum sta lavorando molto bene anche nella nostra regione e si sta adoperando<br />

a livello nazionale per l’approvazione di una legge in favore<br />

dei figli, come documentato anche dalla recente circolare dell’Ecc.mo<br />

Segretario della CEI. Il Presidente propone di inviare la somma di Euro<br />

10.000,00 dalla cassa della CEP. Si approva.<br />

Il Presidente informa inoltre sull’attività del Comitato Scienza e Vita<br />

e sulla discussione a livello regionale circa la legge sulle case di riposo.<br />

Al riguardo si sta andando verso il sostegno alle grandi strutture, con<br />

enormi affari. Si teme che molte piccole case di riposo gestite da suore<br />

siano destinate a chiudere. Sempre a livello regionale, si è ottenuta la<br />

proroga fino al 2010 della legge sull’assistenza sociale.<br />

2. Intervento del Rettore del Seminario Regionale di Molfetta<br />

Mons. Antonio Ladisa ringrazia i Vescovi per la vicinanza espressa in<br />

occasione della morte di don Pierino Arcieri e chiede che sia nominato


subito un nuovo Padre spirituale. La Commissione Episcopale per il Seminario<br />

ha formulato una rosa di nomi che viene presentata ai Vescovi.<br />

Dopo ampia discussione la scelta cade su don Angelo Panzetta, dell’arcidiocesi<br />

di Taranto, attuale docente di Teologia morale presso la Facoltà<br />

Teologica Pugliese. Mons. Papa lo presenta come un ottimo sacerdote<br />

e un bravo docente che ama la ricerca scientifica. Quella di Padre spirituale<br />

sarebbe per lui un’attività inedita. Egli comunque si dichiara disponibile<br />

a concederlo per il prospettato incarico. I Vescovi ringraziano<br />

Mons. Papa e danno il loro assenso alla nomina. Mons. Ladisa si associa<br />

al coro degli apprezzamenti per don Panzetta, auspicando tuttavia che<br />

egli riduca i numerosi impegni fuori del seminario.<br />

Mons. D’Ambrosio presenta lo Statuto e la Regola di Vita del Seminario<br />

Regionale di Molfetta, documenti che erano stati distribuiti in precedenza<br />

ai singoli Vescovi. I Vescovi all’unanimità approvano (Allegato 1).<br />

3. Discussione sulla traduzione in italiano della ‘editio typica tertia’<br />

del Messale Romano<br />

Mons. Ruppi informa che la Segreteria CEI chiede suggerimenti,<br />

emendamenti e proposte sul testo inviato a tutti i Vescovi.<br />

Mons. Di Molfetta, Presidente Nazionale della Commissione Episcopale<br />

per la Liturgia, spiega il lavoro svolto dalla Commissione. I Vescovi<br />

consegnano per iscritto a Mons. Di Molfetta le loro osservazioni. Per<br />

quanto riguarda la traduzione del racconto dell’istituzione dell’Eucaristia<br />

presente nelle Preghiere Eucaristiche, i Vescovi esprimono il loro<br />

parere favorevole a che il “pro multis” venga tradotto “per tutti”.<br />

Mons. Di Molfetta, inoltre, si scusa per alcuni errori apparsi nel nuovo<br />

Lezionario e invita i Vescovi a diffondere il nuovo Sussidio pastorale<br />

per le esequie.<br />

4. Varie ed eventuali<br />

a) Mons. Cacucci come Gran Cancelliere della Facoltà Teologica Pugliese<br />

informa di aver nominato Preside della Facoltà Mons. Salvatore<br />

Palese, esprimendo vivo apprezzamento per l’ottimo lavoro da lui finora<br />

svolto come Pro-preside. I nuovi Direttori dei tre Istituti Teologici sono:<br />

1 3


1 4<br />

p. Rosario Scognamiglio per l’Istituto di Teologia ecumenico-patristica;<br />

p. Luigi Orlando per l’Istituto interreligioso “S. Fara” e don Carlo Dell’Osso<br />

per l’Istituto teologico “Regina Apuliae”.<br />

Mons. Ruppi informa che con i tre Istituti Teologici sono state sottoscritte<br />

le dovute convenzioni.<br />

b) Mons. Fragnelli, Presidente dell’Istituto Pastorale Pugliese, presenta<br />

il quaderno n. 2 dell’IPP, che contiene gli atti del Forum di riflessione<br />

sulla dimensione comunitaria delle parrocchie svolto negli anni<br />

scorsi.<br />

Mons. Fragnelli informa inoltre sullo svolgimento del “Corso Biennale<br />

per i responsabili diocesani della formazione permanente del clero”,<br />

guidato dal salesiano prof. Michele Pellerey. Sono previste ancora<br />

due tappe e un incontro conclusivo a metà giugno 2008.<br />

Mons. Fragnelli presenta il “Percorso Biennale Estivo per operatori<br />

della catechesi e della pastorale giovanile”. Si comincia nell’estate<br />

2008.<br />

Mons. Fragnelli espone poi due proposte dell’IPP in vista del Sinodo<br />

dei Vescovi e dell’<strong>Anno</strong> Paolino: 1) un incontro di tutto il clero di Puglia,<br />

diviso per metropolie, in collaborazione con la Facoltà Teologica<br />

Pugliese; 2) una festa regionale della Bibbia, la domenica prima dell’apertura<br />

del Sinodo (Allegato 2).<br />

Mons. Fragnelli, infine, informa che per la GMG di Sydney si sono<br />

prenotati finora centocinquantacinque giovani della Puglia.<br />

c) Mons. De Grisantis chiede il nulla osta della CEP per l’introduzione<br />

della Causa di Canonizzazione della giovane laica Mirella Solidoro,<br />

della diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, nata nel 1964 e morta nel<br />

1999. Dopo aver espresso il loro parere circa l’opportunità o meno di<br />

introdurre nuove cause in Puglia, alla fine i Vescovi approvano.<br />

d) Mons. Talucci presenta l’attività svolta dalla Consulta Regionale<br />

del Laicato (Allegato 3).<br />

e) Mons. Ruppi parla della riunione CEP di gennaio, fissata per i giorni<br />

28-29-30 a S. Giorgio Jonico. Si concorda per il seguente O.d.G.: 1.<br />

Comunicazioni del Presidente; 2) Elezione della Presidenza; 3. Commissioni<br />

Episcopali; 4. Facoltà Teologica; 5. Seminario Regionale; 6.<br />

Forum delle Associazioni familiari; 7. Istituto Pastorale Pugliese. L’incontro<br />

con i religiosi e religiose potrebbe aver luogo più in là.<br />

Mons. Paciello si chiede se non sarebbe più fruttuoso dare alla riunione<br />

una tematica unica, sull’esempio delle assemblee della CEI, nel cui


contesto far seguire le varie comunicazioni. Si associano Mons. Negro e<br />

Mons. Padovano.<br />

Mons. Negro propone come possibili temi la laicità, l’emergenza<br />

educativa o la speranza.<br />

Mons. Padovano propone come tema la pastorale per le coppie in<br />

crisi.<br />

Mons. Papa propone un Convegno regionale sul laicato legato al tema<br />

della speranza. Questo tema si collega col Convegno di Verona e si<br />

pone di fronte alle grandi sfide della modernità (fede-ragione, vita-morte<br />

ecc.). Il Convegno dovrebbe però essere di spessore culturale.<br />

Mons. Talucci: dopo il Convegno regionale sui religiosi è opportuno<br />

quello sul laicato.<br />

Mons. Todisco chiede che prima della riunione elettiva vengano inviati<br />

ai singoli Vescovi i testi dello Statuto e del Regolamento CEP e auspica<br />

che le riunioni non abbiano molti argomenti, ma siano occasione<br />

di confronto e di corresponsabilità tra i Vescovi per un sentire fraterno<br />

sui temi che interpellano maggiormente le nostre Chiese di Puglia.<br />

Mons. Renna chiede che, dovendo egli assentarsi per un viaggio missionario<br />

in Africa, possa votare per iscritto o per delega.<br />

Mons. Padovano propone, per favorire una maggiore fraternità fra i<br />

Vescovi, qualche pellegrinaggio spirituale o viaggio di interesse culturale.<br />

Mons. Calabro chiede che il tema della speranza sia affrontato non<br />

solo nel laicato, ma nella comunità in genere.<br />

Mons. Ruppi concorda sull’esigenza di una maggiore comunione e<br />

fraternità all’interno della CEP e sulla proposta di mettere al centro della<br />

riunione di gennaio il tema della speranza. Vede con favore anche un<br />

Convegno sul laicato.<br />

Alle 12.45 la riunione si conclude con la recita dell’Angelus.<br />

✠ Michele Castoro<br />

Segretario CEP<br />

1


Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. Madonna di Loreto con i santi Giacinto<br />

di Cracovia e S. Pietro martire, olio su tela di Francesco Carella.


Tribunale<br />

Ecclesiastico<br />

Regionale<br />

Pugliese


Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. Santa Margherita da Cortona e Sant'Agnese<br />

da Montepulciano adorano il crocifisso ligneo del XVII sec.


Relazione<br />

dell’attività del Tribunale nell’anno 2006<br />

agli Eccellentissimi Vescovi<br />

della Regione Puglia<br />

30 gennaio <strong>2007</strong><br />

Eccellenze Reverendissime,<br />

questo incontro annuale in cui io relaziono a Voi sulla attività del<br />

nostro Tribunale Regionale lo ritengo doveroso e necessario perché è<br />

l’occasione in cui in modo concreto e diretto vi rendo partecipi dell’andamento<br />

dell’amministrazione della giustizia nel campo specifico delle<br />

dichiarazioni di nullità di matrimonio nella nostra regione. È un compito<br />

delicato che noi Operatori del Tribunale assolviamo per vostro incarico<br />

e in nome vostro, sforzandoci di corrispondere alle vostre aspettative e<br />

alle attese dei nostri fedeli.<br />

La conoscenza del numero delle cause, dei motivi per cui i fedeli<br />

della nostra regione chiedono la dichiarazione di nullità e della durata<br />

delle convivenze coniugali dà la possibilità a Voi e ai vostri collaboratori,<br />

corresponsabili nell’impegno per la pastorale del matrimonio e della<br />

famiglia, di riflettere e orientarsi nelle priorità delle scelte operative.<br />

1. LE CAUSE (cfr. Allegato n. 2)<br />

A) Nel 2006 sono stati introdotti 264 nuovi libelli (13 in più del 2005);<br />

sono state concluse con decisione 242 cause (14 in meno<br />

del 2005);<br />

ne sono state archiviate 36;<br />

al 31 Dicembre 2006 risultano pendenti 742 cause (al<br />

31 Dicembre 2005 risultavano pendenti 756 cause).<br />

Delle cause concluse con decisione:<br />

166 si sono concluse affermativamente, cioè con la dichiarazione di<br />

nullità del matrimonio;<br />

73 si sono concluse negativamente, cioè con il riconoscimento della<br />

validità del matrimonio;<br />

1


1 0<br />

3 si sono concluse con la dispensa pontificia super rato et non consummato.<br />

B) Le motivazioni principali:<br />

Matrimoni dichiarati nulli:<br />

• 70 per esclusione della indissolubilità;<br />

• 49 per esclusione della prole;<br />

• 35 per difetto di discrezione di giudizio e per incapacità ad assumere<br />

gli obblighi coniugali (iuxta can. 1095, n. 2 e n. 3);<br />

• 29 per simulazione totale del consenso;<br />

• 12 per timore;<br />

• 11 per esclusione della fedeltà;<br />

• 4 per errore di qualità (iuxta can. 1097 § 2);<br />

• 3 per condizione;<br />

• 3 per impotenza;<br />

• 2 per esclusione del bonum coniugium;<br />

• 1 per esclusione della sacramentalità;<br />

• 1 per errore di persona;<br />

• 1 per dolo;<br />

• 1 per difetto di forma canonica;<br />

• 1 per vincolo precedente.<br />

C) Durata della convivenza dopo la celebrazione: dai 264 libelli presentati<br />

nel 2006 risulta che 211 unioni matrimoniali sono durate tra 7<br />

giorni e 7 anni (cfr. Allegato n. 5).<br />

* * *<br />

Quest’anno c’è stato un aumento di libelli introduttivi di cause per la<br />

dichiarazione delle nullità matrimoniali. Il fenomeno è da considerare<br />

come un segno di fiducia nella Chiesa da parte dei tanti fedeli i quali<br />

dopo l’esperienza di un matrimonio fallito desiderano verificare la eventuale<br />

inesistenza del matrimonio stesso e quindi tranquillizzare la coscienza<br />

ed eventualmente passare a nuove nozze, (si spera) con maggior<br />

consapevolezza. A questo proposito appare fondamentale il ruolo dei<br />

parroci nel processo di consapevolezza e di orientamento delle persone<br />

che vivono in situazioni di disagio matrimoniale.


* * *<br />

Come da diversi anni, si rileva il dato costante, con tendenza alla crescita,<br />

che tra i motivi di nullità il primato è della esclusione della indissolubilità<br />

(70), della esclusione della prole (49), della esclusione della<br />

fedeltà (11) e della simulazione totale (29), e della incapacità per cause<br />

di natura psichica e per grave difetto di discrezione di giudizio (35).<br />

Si constata che tanti giovani sono andati alla celebrazione del matrimonio<br />

senza le idee chiare, senza la volontà di impegnarsi in una comunione<br />

di amore per tutta la vita, senza una progettualità precisa e la finalità<br />

di costituire una famiglia, e con tanta immaturità e superficialità.<br />

Nelle deposizioni giudiziali emerge con evidenza che essi, avendo<br />

assorbito la corrente mentalità della società in cui viviamo, “ritengono<br />

difficile o addirittura impossibile legarsi ad una persona per tutta la vita”<br />

e “travolti da una cultura che rifiuta l’indissolubilità matrimoniale<br />

e che deride apertamente l’impegno degli sposi alla fedeltà” (cfr. Alloc.<br />

di Giov. Paolo II alla Rota Romana del 21/1/00), hanno difficoltà ad accettare<br />

la perpetuità del vincolo matrimoniale.<br />

È confermata l’urgenza di intensificare e perfezionare i percorsi di<br />

preparazione al matrimonio, in linea con il Direttorio di pastorale familiare<br />

che propone il fidanzamento come tempo di grazia. In tali percorsi<br />

i giovani è opportuno che siano affiancati da significative coppie di<br />

sposi e da un sacerdote. Le coppie per una testimonianza entusiastica<br />

di come si può vivere l’ideale del matrimonio cristiano, e per un aiuto a<br />

discernere, a comprendere la vocazione matrimoniale e le motivazioni<br />

giuste per un cammino di coppia; il sacerdote per un sostegno nella<br />

riscoperta del senso umano e cristiano della loro storia d’amore onde<br />

acquisire consapevolezza del vero significato del matrimonio e delle<br />

sue responsabilità.<br />

Nei progetti pastorali delle diocesi della Puglia si riscontrano queste<br />

indicazioni e ciò è segno di speranza per il futuro.<br />

Inoltre un validissimo aiuto alle famiglie può provenire dai Consultori<br />

familiari di ispirazione cristiana che sono presenti nelle diocesi della<br />

nostra regione e che vanno promossi, valorizzati e sostenuti. Essi oltre<br />

a offrire il loro contributo per la formazione degli animatori degli itinerari<br />

di preparazione dei fidanzati al matrimonio, hanno come ambito<br />

di servizio i problemi della coppia, l’educazione degli adolescenti e dei<br />

giovani alla vita.<br />

1 1


1 2<br />

L’Ufficio Nazionale della C.E.I. per la Pastorale familiare sta promuovendo<br />

una collaborazione tra i Tribunali Ecclesiastici Regionali e le<br />

Commissioni di Pastorale Familiare Regionali e Diocesane.<br />

Il nostro Tribunale già opera una collaborazione con la Commissione<br />

di Pastorale Familiare Regionale e con la Confederazione Regionale dei<br />

Consultori di Ispirazione Cristiana ed è disponibile a collaborare eventualmente<br />

con le singole <strong>Diocesi</strong>.<br />

2. L’ATTIVITÀ DEI GIUDICI (cfr. Allegato n. 1)<br />

Nell’ anno 2006 con l’impegno di tutti i giudici e uditori sono state<br />

concluse con decisione 241 cause.<br />

A fine maggio 2006 la dott.ssa sorella Federica Dotti, della comunità<br />

Loyola, dopo 5 anni di servizio reso a tempo pieno con impegno, professionalità<br />

e passione pastorale, ha rassegnato le dimissioni dall’ufficio di<br />

giudice perché trasferita missionaria nella <strong>Diocesi</strong> di Goiania in Brasile.<br />

L’ecc.mo Moderatore a nome della Conferenza Episcopale Pugliese le<br />

ha fatto giungere il ringraziamento per il lavoro svolto.<br />

Col 1 giugno 2006 il giudice don Giuseppe Montanaro della <strong>Diocesi</strong><br />

di Taranto, e cancelliere della Curia della stessa <strong>Diocesi</strong>, avendo assunto<br />

l’incarico di parroco di una nuova parrocchia in Martina Franca, ha chiesto<br />

di limitare il suo servizio in Tribunale passando dalla disponibilità a<br />

tempo parziale a giudice occasionale, pertanto ha rinunziato a svolgere<br />

le istruttorie e ad essere giudice ponente.<br />

Nell’ultimo trimestre dello scorso anno con piacere abbiamo accolto<br />

cinque nuovi giudici che Voi avete nominato, i quali, dopo aver prestato<br />

il giuramento, hanno già iniziato a lavorare. Essi sono : don Baldassarre<br />

Chiarelli della diocesi di Castellaneta (a tempo parziale); don Massimo<br />

Mancino della diocesi di Nardò-Gallipoli (a tempo parziale); don Pasquale<br />

Morelli della <strong>Diocesi</strong> di Taranto (a tempo parziale); don Angelo<br />

Altavilla della diocesi di Oria (giudice occasionale) e P. Lorenzo Lorusso<br />

O.P., della Comunità dei Domenicani di S. Nicola di Bari (giudice<br />

occasionale).<br />

La presenza di questi nuovi giudici è un ulteriore segno di particolare<br />

attenzione che Voi Vescovi avete verso il Tribunale e della comprensione<br />

del delicato lavoro che in esso si svolge.


Mi permetto riproporre alla Vostra considerazione quanto dissi lo<br />

scorso anno:<br />

1) Il lavoro sarebbe ottimizzato se i sacerdoti impegnati come giudici<br />

potessero essere alleggeriti da qualche servizio diocesano che non li rende<br />

solleciti specialmente nel redigere le sentenze. In diversi casi, dopo la<br />

decisione del Collegio, i fedeli sono costretti ad attendere molti mesi prima<br />

di poter avere la sentenza (e …giustizia ritardata = giustizia negata).<br />

2) Sarebbe opportuno che si provveda a far si che i sacerdoti giovani<br />

con doti e sensibilità particolari siano invitati a studiare il diritto canonico<br />

e conseguano i titoli accademici necessari per poter rendere il<br />

servizio presso il nostro Tribunale.<br />

3) E sarebbe anche opportuno che i sacerdoti impegnati già come<br />

giudici, i quali hanno solo il titolo accademico della Licenza in Diritto<br />

canonico abbiano a meglio qualificarsi in competenza professionale<br />

conseguendo il dottorato, visto che dagli avvocati si esige tale titolo per<br />

poter esercitare l’ufficio di patrono nel nostro Tribunale. Tale indicazione<br />

peraltro viene continuamente rimarcata dagli Organi superiori della<br />

Giustizia ecclesiale.<br />

* * *<br />

* Per la formazione degli operatori del Tribunale è stata incentivata<br />

la partecipazione a diverse occasioni culturali.<br />

Infatti 4 giudici, 2 uditori, e 2 difensori del vincolo hanno partecipato<br />

al II Corso residenziale di Diritto canonico applicato (Cause matrimoniali)<br />

che si è tenuto dal 28 agosto al 2 settembre 2006 a Valdragone<br />

(Rep. S. Marino), organizzato dalla Redazione di “Quaderni di Diritto<br />

Ecclesiale”;<br />

10 Giudici e un Difensore del Vincolo hanno partecipato al Congresso<br />

Nazionale di Diritto Canonico sul tema: “Il Giudizio di nullità matrimoniale<br />

dopo l’Istruzione ‘Dignitas Connubii’”, svoltosi a Baia delle<br />

Zagare (Foggia) dal 4 al 7 Settembre 2006 organizzato dall’Associazione<br />

Canonistica Italiana;<br />

Il 6 e il 7 Marzo <strong>2007</strong> diversi Operatori del nostro Tribunale parteciperanno<br />

alla Seconda Giornata Canonistica Interdisciplinare organizzata<br />

dalla Facoltà di Diritto Canonico e dalla Facoltà di Filosofia della<br />

Pontificia Università Lateranense sul tema: “Diritto canonico, antropologia<br />

e personalismo”.<br />

1 3


1 4<br />

3. DIFENSORI DEL VINCOLO E PROMOTORE DI GIUSTIZIA<br />

(cfr. Allegato n. 1)<br />

Il titolare dell’Ufficio di Difensore del Vincolo è Mons. Felice Posa.<br />

Con lui hanno collaborato come difensori del Vincolo sostituti 4 sacerdoti<br />

e 6 laici. Tutti hanno svolto il loro compito con impegno e competenza.<br />

Dal mese di Giugno del 2006 ha iniziato il suo servizio di Difensore<br />

del Vincolo la dott.ssa Campa Fabiana, della <strong>Diocesi</strong> di Lecce.<br />

Mentre ha rassegnato le dimissioni il sac. Lazzari Luigi, della diocesi<br />

di <strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong>-Acquaviva.<br />

Anche nell’anno 2006 l’Ufficio di Promotore di Giustizia è stato<br />

svolto da Mons. Felice Posa e quando ciò è risultato incompatibile perché<br />

impegnato come “difensore del vincolo”, l’incarico di Promotore di<br />

Giustizia è stato svolto dal Sac. Ignazio Pansini.<br />

4. I COSTI E I TEMPI<br />

Ci tengo a ricordare, perché se ne faccia una larga diffusione di conoscenza,<br />

che secondo le determinazioni della CEI (aggiornate ancora al<br />

marzo 2004) il concorso delle parti ai costi delle cause è il seguente:<br />

la parte attrice, che invoca il ministero del Tribunale, è tenuta a versare<br />

Euro 450,00 al momento della presentazione del libello;<br />

la parte convenuta non è tenuta ad alcuna contribuzione, ove partecipi<br />

all’istruttoria senza patrocinio. Nel caso in cui nomini un patrono<br />

di fiducia o ottenga di usufruire dell’assistenza di un patrono stabile, è<br />

tenuta a versare Euro 225,00.<br />

La durata delle cause, stando al numero di esse e alla disponibilità<br />

dei giudici, è non meno di due anni.<br />

Certe volte i tempi si allungano:<br />

1) perché quando il capo di nullità è la incapacità psichica o psicologica<br />

(e sono tanti i casi) è necessaria la perizia di un perito d’ufficio,<br />

psichiatra o psicologo. Si trova difficoltà a reperire specialisti (specialmente<br />

gli psichiatri) disponibili che si ispirino ad una chiara antropologia<br />

cristiana. Sarebbe utile che dai Vescovi giungesse qualche sicura<br />

indicazione in modo tale che l’albo dei periti sia più ampio e l’incarico<br />

per le perizie possa essere distribuito equamente e possa essere espletato<br />

in tempi più brevi.


2) perché, forse per una esagerata interpretazione della legge sulla<br />

privacy, alcuni parroci fanno difficoltà a dare all’avvocato ecclesiastico<br />

o alle parti il certificato di battesimo e la fotocopia dell’atto integrale di<br />

matrimonio e la causa non può essere iniziata o conclusa con la pubblicazione<br />

degli atti perché mancano quei certificati.<br />

5. I PATRONI STABILI (cfr. Allegato n. 6)<br />

I Patroni stabili del nostro Tribunale sono l’avv. Paolo Stefanì e l’avv.<br />

Franca Maria Lorusso. Essi fanno parte dell’organico del Tribunale cosi<br />

come è previsto dal can. 1490 e dall’art. 6 delle Norme della CEI “circa<br />

il regime amministrativo dei Tribunali Ecclesiastici Regionali Italiani e<br />

l’attività di patrocinio svolta presso gli stessi”.<br />

Secondo tali norme, ai Patroni stabili i fedeli possono rivolgersi per<br />

ottenere la consulenza canonica circa la loro situazione matrimoniale e<br />

per avvalersi del loro patrocinio.<br />

Il servizio di consulenza avviene ordinariamente nella sede del Tribunale<br />

e, una volta al mese, nelle sedi delle <strong>Diocesi</strong> dei capoluoghi di<br />

provincia, in un ufficio delle rispettive Curie, cosi come stabilito dal nostro<br />

Regolamento.<br />

Per potersi avvalere del patrocinio di uno dei patroni stabili, la parte<br />

che ne abbia interesse deve farne richiesta scritta e motivata al Preside<br />

del Collegio giudicante. Questi accoglie la richiesta tenuto conto delle<br />

ragioni addotte e delle effettive disponibilità di servizio.<br />

Il patrono stabile non riceve alcun compenso dai fedeli, né per la consulenza,<br />

né per il patrocinio o la rappresentanza in giudizio perché alla<br />

retribuzione dei patroni stabili provvede il Tribunale, attingendo dalle<br />

risorse messe a disposizione dalla CEI.<br />

I nostri patroni stabili durante l’anno 2006 hanno introdotto n. 40 libelli<br />

così come è indicato nell’allegato n. 6.<br />

Il numero delle consulenze da essi svolte è il seguente:<br />

n. 241 a Bari, n. 83 a Foggia, n. 20 a Brindisi, n. 45 a Taranto, n.<br />

70 a Lecce.<br />

Attualmente, i nostri patroni stabili tra le cause introdotte nel 2006 e<br />

quelle degli anni precedenti stanno seguendo n. 121 cause l’avv. Paolo<br />

Stefanì e n. 100 cause l’avv. Franca Maria Lorusso.<br />

1


1<br />

Intanto mi sembra necessario e doveroso fare una nota di chiarificazione.<br />

La figura ed il servizio del Patrono stabile sono entrati nella comprensione<br />

dei parroci e dei fedeli, ma è bene precisare che:<br />

1) il Patrono stabile non è l’Avvocato d’ufficio, poiché alle situazioni<br />

di indigenza è possibile provvedere con il gratuito patrocinio assicurato<br />

dai liberi professionisti iscritti all’Albo, secondo un turno determinato<br />

dal Vicario Giudiziale,<br />

2) per una diffusa, non retta comprensione della figura del Patrono<br />

stabile, si sta creando la mentalità, di richiedere il Patrono stabile (che è<br />

gratuito) pur avendo la possibilità di rivolgersi ad un patrono di fiducia,<br />

con la pretesa di essere serviti con “celerità” e reagendo male se il patrono<br />

stabile si rifiuta di assumere la difesa quando si rende conto che la<br />

causa potrebbe essere “temeraria”. Questo comporta il rischio di un aggravio<br />

di lavoro e l’impossibilità di seguire serenamente tutte le cause.<br />

6. I PATRONI DI FIDUCIA (cfr. Allegati n. 7 e n. 8)<br />

È utile che sia a tutti noto l’elenco aggiornato degli avvocati residenti<br />

in Puglia, ammessi a patrocinare nel nostro Tribunale perché ai fedeli<br />

che si rivolgono alle Curie Diocesane o ai Consultori Familiari siano<br />

date esatte informazioni.<br />

L’albo è costituito dai professionisti che hanno conseguito il titolo di<br />

Avvocato Rotale, da quelli che sono Laureati in Diritto Canonico, dai<br />

Licenziati “vere periti” in Diritto Canonico e dai giovani Licenziati ammessi<br />

“ad biennium” al fine di concedere la possibilità di conseguire il<br />

dottorato.<br />

Il Consiglio Episcopale Permanente della CEI, nell’ultimo aggiornamento<br />

che risale al marzo 2004, ha stabilito che l’onorario per i patroni<br />

di fiducia è determinato dal Preside del Collegio giudicante (e non<br />

dall’avvocato), tra un minimo di Euro 1.400,00 ed un massimo di Euro<br />

2.700,00 (escluso IVA e ulteriori oneri, sostenuti dal patrono, che non<br />

possono essere compresi in tali onorari).<br />

Anche durante questo anno nei confronti di alcuni avvocati che ai fedeli<br />

rivoltisi a loro hanno fatto richieste fuori dei parametri, ci sono stati<br />

degli interventi disciplinari.


Una raccomandazione mi permetto rivolgere a Voi Vescovi che presentate<br />

gli avvocati quando questi fanno richiesta di ammissione all’Albo.<br />

Non basta che uno abbia i titoli accademici per esercitare il<br />

patrocinio presso il Tribunale Ecclesiastico, ma è necessario che abbia<br />

le qualità morali necessarie perché possa svolgere un servizio ecclesiale<br />

tanto delicato. Pertanto le Vostre lettere di presentazione dovrebbero<br />

essere una garanzia perché poi il Moderatore accolga la domanda di<br />

ammissione.<br />

7. LA CANCELLERIA E LA SEDE DEL TRIBUNALE<br />

Anche quest’anno il Cancelliere, gli Addetti alla Cancelleria e i Notai<br />

hanno dedicato tutto il loro impegno per far fronte all’ordinaria mole di<br />

lavoro che comporta il seguire tutte le pratiche.<br />

Alcuni giudici, per venire incontro ai fedeli che risiedono nelle diocesi<br />

più distanti e che hanno difficoltà a venire fino a Bari per le deposizioni,<br />

svolgono le sessioni presso alcune Curie diocesane come p.e.<br />

Cerignola, Brindisi e Lecce. Essi hanno bisogno di un notaio in loco.<br />

Propongo agli Eccellentissimi Vescovi interessati che mettano a disposizione<br />

per questo servizio un sacerdote di Curia o che la diocesi assuma<br />

un laico.<br />

La sede di Largo S. Sabino 1, nella quale il Tribunale si è trasferito<br />

da Luglio 2004, durante il 2006 è stata ulteriormente ampliata, arredata<br />

e resa funzionale poiché oltre al terzo piano dello stabile, anche tutto il<br />

secondo piano è ora a disposizione del Tribunale. Infatti è stata allestita<br />

una aula per incontri con 40 posti a sedere, due ampie sale per l’archivio<br />

perché quello attuale era insufficiente, e gli uffici dei patroni stabili.<br />

Ancora una volta va il ringraziamento all’Arcivescovo di Bari-Bitonto<br />

Mons. Cacucci, nostro Moderatore e alla Conferenza Episcopale Italiana<br />

che sono intervenuti molto concretamente con la loro attenzione e la<br />

loro contribuzione alle spese necessarie.<br />

Ricordo che il nostro Tribunale ha il sito internet: www. terpuglia.it<br />

visitando il quale si possono apprendere tutte le notizie utili riguardanti<br />

l’indirizzo della sede, l’organico del Personale che opera, l’elenco degli<br />

avvocati, il Regolamento del Tribunale e le Norme della CEI “circa il<br />

regime amministrativo dei Tribunali Ecclesiastici Regionali Italiani e<br />

1


1<br />

l’attività di patrocinio svolta presso gli stessi”, le statistiche annuali, e le<br />

relazioni dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.<br />

L’indirizzo di posta elettronica: amministrazione@terpuglia.it<br />

8. CONCLUSIONE<br />

A Voi esprimo la gratitudine per la fiducia che avete riposto in noi<br />

Operatori del Tribunale e confermo a nome di tutti piena collaborazione<br />

e fedeltà in questo delicato servizio che ci avete affidato.<br />

Sac. Luca Murolo<br />

Vicario Giudiziale


Organico del Tribunale<br />

nell’anno <strong>2007</strong><br />

Moderatore S.E. Mons.<br />

Francesco Cacucci<br />

Allegato n. 1<br />

Arcivescovo di Bari<br />

Bitonto<br />

Vicario Giudiziale Mons. Luca Murolo (Molfetta-Ruvo<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Vicario Giudiziale Mons. Luigi<br />

(Bari-Bitonto)<br />

emerito<br />

Stangarone<br />

Vicario Giudiziale Mons. Antonio<br />

(Lecce)<br />

agg.<br />

Caricato<br />

Vicario Giudiziale Sac. Pasquale<br />

(Bari-Bitonto)<br />

agg.<br />

Larocca<br />

Giudici Mons. Angelo<br />

Altavilla<br />

(Oria)<br />

Sac. Gianfranco<br />

Aquino<br />

(Oria)<br />

Sac. Baldassarre<br />

Chiarelli<br />

(Castellaneta)<br />

Mons. Mario Cota<br />

Sac. Pietro De Punzio<br />

Sac. Nicola Dileo<br />

(San Severo)<br />

(Brindisi-Ostuni)<br />

(<strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong><br />

Acquaviva delle Fonti)<br />

Sac. Michele<br />

Di Nunzio<br />

(Foggia-Bovino)<br />

Sac. Agostino<br />

(Cerignola<br />

Divittorio<br />

Ascoli Satriano)<br />

Mons. Leonardo<br />

Erriquenz<br />

(Conversano-Monopoli)<br />

Mons. Domenico<br />

Fusillo<br />

(Conversano-Monopoli)<br />

Mons. Giacomo<br />

Giampetruzzi<br />

(Bari-Bitonto)<br />

1


1 0<br />

Dott. Antonio Lia (Bari-Bitonto)<br />

P. Lorenzo Lorusso O.P. (Bari-Bitonto)<br />

Sac. Antonio<br />

Magnocavallo<br />

(Bari-Bitonto)<br />

Sac. Massimo<br />

Mancino<br />

(Nardò-Gallipoli)<br />

Mons. Giuseppe<br />

Montanaro<br />

(Taranto)<br />

Sac. Pasquale Morelli (Taranto)<br />

Sac. Antonio Neri (Molfetta-Ruvo<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Mons. Paolo Oliva (Taranto)<br />

Sac. Nunzio<br />

(Molfetta-Ruvo<br />

Palmiotti<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Sac. Giuseppe Pica (Nardò-Gallipoli)<br />

Sac. Filippo Salvo (Trani-Barletta-Bisceglie)<br />

Sac. Antonio Sozzo (Lecce)<br />

Difensori del Vincolo<br />

Titolare Mons. Felice Posa (<strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong><br />

Acquaviva delle Fonti)<br />

Sostituti Sac. Giuseppe (Conversano-Monopoli)<br />

Laterza<br />

Sac. Ignazio Pansini (Molfetta-Ruvo<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

P. Giuseppe Tomiri (Ordine Frati Minori<br />

Puglia)<br />

Dott.ssa Valentina<br />

(Bari-Bitonto)<br />

Bovio<br />

Dott.ssa Fabiana<br />

(Lecce)<br />

Campa<br />

Dott. Damiano<br />

(Ugento-Santa Maria<br />

De Nuccio<br />

di Leuca)<br />

Dott.ssa Margherita<br />

(Taranto)<br />

Di Ponzio<br />

Dott. Vito Giannelli (Bari-Bitonto)<br />

Dott. Fabio Alberto<br />

(Bari-Bitonto)<br />

Russo


Promotore di Giustizia<br />

Titolare Mons. Felice Posa (<strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong><br />

Acquaviva delle Fonti)<br />

Aggiunto Sac. Ignazio Pansini (Molfetta-Ruvo<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Uditori Sac. Giovanni Pinto (Lucera-Troia)<br />

Dott.ssa Maria<br />

(Molfetta-Ruvo<br />

Colaluce<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Dott. Giuseppe Nuzzi (<strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong><br />

Acquaviva delle Fonti)<br />

Dott. Vittorio<br />

Palumbieri<br />

(Trani-Barletta-Bisceglie)<br />

Patroni stabili Avv. Franca<br />

(Molfetta-Ruvo<br />

M. Lorusso<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Avv. Paolo Stefanì (Bari-Bitonto)<br />

Cancelleria<br />

Cancelliere - Notaio Sac. Vito Spinelli (Bari-Bitonto)<br />

Addetti<br />

Rag. Alfonso De Leo (Molfetta-Ruvo<br />

alla Cancelleria<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Rag. Patrizio<br />

Tarantino<br />

(Bari-Bitonto)<br />

Amministrazione Prof. Benedetto<br />

Morea<br />

(Bari-Bitonto)<br />

Dott. Carlo Cassano (Bari-Bitonto)<br />

Attuari - Notai<br />

Sostituti Rag. Leonardo<br />

Amato<br />

Rag. M. Antonietta<br />

Baronchelli<br />

(Bari-Bitonto)<br />

(Molfetta-Ruvo<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Rag. Vito Colaianni (Bari-Bitonto)<br />

Rag. Antonio Iurilli (Molfetta-Ruvo<br />

Giovinazzo-Terlizzi)<br />

Rag. Angela Sette (Bari-Bitonto)<br />

Dott. Liborio Tridente (Trani-Barletta-Bisceglie)<br />

Rag. Rosa Zaffanella (Bari-Bitonto)<br />

1 1


1 2<br />

Relazione al 31.12.2006<br />

Cause introdotte 264<br />

Cause archiviate 36<br />

Rato et non consumato 3<br />

Cause decise 239<br />

Decise<br />

Affermative 166<br />

Negative 73<br />

Totale 239<br />

Allegato n. 2<br />

Capi di nullità<br />

Esclusione dell’indissolubilità 70 affermative 68 negative<br />

Esclusione della prole 49 affermative 42 negative<br />

Simulazione totale del consenso 29 affermative 36 negative<br />

Incapacità ad assumere<br />

gli obblighi coniugali 21 affermative 29 negative<br />

Defectus discretionis iudicii 14 affermative 18 negative<br />

Timore 12 affermative 23 negative<br />

Esclusione della fedeltà 11 affermative 5 negative<br />

Errore di qualità 4 affermative 6 negative<br />

Impotenza 3 affermative 0 negative<br />

Condizione 3 affermative 4 negative<br />

Esclusione del bonum coniugum 2 affermative 11 negative<br />

Errore di persona 1 affermative 0 negative<br />

Dolo 1 affermative 7 negative<br />

Difetto di forma canonica 1 affermative 0 negative<br />

Esclusione della sacramentalità 1 affermative 2 negative<br />

Vincolo precedente 1 affermative 0 negative<br />

La somma dei capi ammessi o respinti non corrisponde al numero delle<br />

sentenze affermative o negative in quanto alcune volte nella stessa sentenza<br />

il Tribunale si è pronunziato su più capi, alcuni dei quali vengono<br />

ammessi e altri respinti.


<strong>Diocesi</strong> di provenienza<br />

delle 264 cause introdotte nell’anno 2006<br />

<strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong>-Acquaviva 6<br />

Andria 6<br />

Bari-Bitonto 55<br />

Brindisi-Ostuni 16<br />

Castellaneta 6<br />

Cerignola-Ascoli Satriano 2<br />

Conversano-Monopoli 13<br />

Foggia-Bovino 13<br />

Lecce 13<br />

Lucera-Troia 5<br />

Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo 6<br />

Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi 10<br />

Nardò-Gallipoli 16<br />

Oria 17<br />

Otranto 17<br />

San Severo 7<br />

Taranto 32<br />

Trani-Barletta-Bisceglie 16<br />

Ugento-Santa Maria di Leuca 8<br />

Totale 264<br />

Allegato n. 3<br />

1 3


1 4<br />

Professioni<br />

Allegato n. 4<br />

Attori Attrici Convenuti Convenute<br />

Agricoltore 4 1 1<br />

Artigiano 6 1 1<br />

Casalinga 21 22<br />

Commerciante 12 3 5 3<br />

Commessa 3 2 7<br />

Disoccupato 4 9 1 16<br />

Forze dell’Ordine 5 4 1<br />

Impiegato 31 19 21 27<br />

Imprenditore 2 3 2<br />

Infermiere 3 1<br />

Insegnante 6 14 5 20<br />

Libero Profess. 25 13 22 13<br />

Medico 9 8 6 3<br />

Militari 10 5<br />

Operaio 27 3 36 13<br />

Parrucchiera 2 3 2 1<br />

Sportivo 1<br />

Studente 1 17 3 17<br />

Non dichiarati 1 1<br />

Totale 146 118 118 146<br />

Attori 146<br />

Attrici 118<br />

Totale parte attrice 264<br />

Convenuti 118<br />

Convenute 146<br />

Totale parte convenuta 264


Durata della convivenza matrimoniale<br />

delle coppie che hanno introdotto il libello<br />

nell’anno 2006<br />

7 giorni 2<br />

15 giorni 1<br />

1 mese 2<br />

2 mesi 5<br />

3 mesi 2<br />

4 mesi 2<br />

5 mesi 3<br />

6 mesi 7<br />

7 mesi 3<br />

8 mesi 1<br />

9 mesi 6<br />

11 mesi 4<br />

1 anno 15<br />

14 mesi 3<br />

15 mesi 1<br />

16 mesi 3<br />

18 mesi 5<br />

19 mesi 2<br />

22 mesi 1<br />

2 anni 33<br />

3 anni 30<br />

4 anni 28<br />

5 anni 25<br />

6 anni 14<br />

7 anni 13<br />

8 anni 5<br />

9 anni 5<br />

10 anni 4<br />

11 anni 1<br />

12 anni 3<br />

Allegato n. 5<br />

1


1<br />

13 anni 1<br />

14 anni 1<br />

15 anni 5<br />

17 anni 2<br />

18 anni 2<br />

19 anni 2<br />

20 anni 4<br />

25 anni 1<br />

30 anni 2<br />

Coppie non dichiarate 15<br />

Totale 264


Statistiche sull’attività del Tribunale<br />

in particolare per la diocesi di<br />

<strong>Altamura</strong>-<strong>Gravina</strong>-Acquaviva delle Fonti<br />

<strong>Anno</strong> 2006<br />

totale cause decIse<br />

Totale cause decise<br />

nella <strong>Diocesi</strong><br />

Allegato n. 6<br />

aff. neg.<br />

239 7 6 1<br />

Capi di nullità Totale Aff. Neg. Arch.<br />

Esclusione della indissolubilità 4 1 3<br />

Esclusione della prole 4 3 1<br />

Timore 0 0 0<br />

Defectus discretionis iudicii 1 0 1<br />

Incapacità ad assumere gli<br />

obblighi coniugali<br />

0 0 0<br />

Simulazione totale del consenso 1 1 0<br />

Errore di persona 0 0 0<br />

Errore di qualità 0 0 0<br />

Esclusione della fedeltà 0 0 0<br />

Dolo 0 0 0<br />

Impotenza 0 0 0<br />

Condizione 1 0 1<br />

Esclusione del bonum coniugum 1 0 1<br />

Ratto 0 0 0<br />

Vincolo precedente 1 1 0<br />

La somma dei capi ammessi o respinti non corrisponde al numero delle<br />

sentenze affermative o negative in quanto alcune volte nella stessa sentenza<br />

il Tribunale si è pronunziato su più capi, alcuni dei quali vengono<br />

ammessi e altri respinti.<br />

1


RipuliRe dall'impalcatuRa<br />

Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. La volta dopo il restauro.


Atti<br />

del Vescovo


TOGLIERE LUCE E PORTA A SX<br />

Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. Natività del Signore con adorazione dei<br />

Magi e dei pastori sec. XVI.


Decreti<br />

Modifica dei confini tra le Parrocchie<br />

della SS. Trinità, S. Maria Assunta e S. Nicola dei Greci<br />

in <strong>Altamura</strong><br />

Prot. n. 21/<strong>2007</strong><br />

A seguito dell’apertura al culto in <strong>Altamura</strong> della nuova chiesa della<br />

Trasfigurazione e del trasferimento in essa della sede della Parrocchia<br />

della SS. Trinità, si rende necessario rivederne i confini.<br />

Pertanto, volendo dare esecuzione al progetto studiato da un’apposita<br />

Commissione di Sacerdoti e Tecnici, dopo aver ascoltato in più occasioni<br />

il parere dei Sacerdoti di <strong>Altamura</strong>, in attesa di una ristrutturazione<br />

globale dei confini di tutte le Parrocchie di <strong>Altamura</strong>, a norma del can.<br />

515 § 2 del CJC, con il presente<br />

decReto<br />

stabilisco la modifica dei confini tra le Parrocchie della SS. Trinità,<br />

S. Maria Assunta e S. Nicola dei Greci in <strong>Altamura</strong>, così come di<br />

seguito specificato:<br />

1. alla Parrocchia di S. Maria Assunta si aggiungono le abitazioni<br />

finora appartenenti alla Parrocchia della SS. Trinità, delimitate tra<br />

Via Già Corte d’Appello (numeri dispari, a partire dal 49), Piazza<br />

Don Minzoni (lato destro), Via Foggiali (numeri dispari), Corso<br />

Umberto I (numeri pari, dal 166 al 26), Via S. Marco (numeri pari),<br />

Via Del Giudice (numeri dispari), Via S. Caterina (numeri dispari,<br />

dal 15 al 25), Via S. Michele (numeri dispari) e Via L. Martucci<br />

(numeri pari);<br />

2. alla Parrocchia di S. Nicola dei Greci si aggiungono le abitazioni<br />

finora appartenenti alla Parrocchia della SS. Trinità, delimitate tra<br />

Via Già Corte d’Appello (numeri pari, a partire dal 30), Piazza<br />

Don Minzoni (lato sinistro), Via Foggiali (numeri pari), Corso Vit-<br />

1 1


1 2<br />

torio Emanuele (numeri pari, dal 148 al 98), Piazza Madonna dei<br />

Martiri (lato sinistro), Via Madonna dei Martiri (numeri pari).<br />

Il presente Decreto entra in vigore con effetto immediato.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 15 aprile <strong>2007</strong>, Domenica della Divina Misericordia<br />

Il Cancelliere Vescovile<br />

Mons. Diego Carlucci<br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo


Prot. n. 44/<strong>2007</strong><br />

Statuto unico<br />

per le Confraternite<br />

Enti Ecclesiastici civilmente riconosciuti<br />

Tra le associazioni di fedeli laici riconosciute e promosse dalla Chiesa,<br />

acquistano particolare rilevanza, fin dai tempi remoti, le Confraternite,<br />

a motivo della loro incidenza in campo liturgico, pastorale, amministrativo<br />

e caritativo.<br />

Anche nella nostra <strong>Diocesi</strong>, tali aggregazioni hanno sempre costituito,<br />

per quanti ne fanno parte, uno stimolo a realizzare pienamente la propria<br />

vocazione cristiana, mediante un’intensa vita spirituale, l’unione<br />

fraterna di persone aventi un comune vincolo di origine, di categoria o di<br />

lavoro, ed una adeguata attività apostolico-caritativa.<br />

Ora, preso atto della necessità di rivedere lo Statuto promulgato dal<br />

mio Venerato Predecessore, Mons. Tarcisio Pisani, in data 31 maggio<br />

1990 e da me integrato con Decreto in data 22 giugno 1998, al fine di<br />

renderlo più rispondente alle attuali situazioni ed attese pastorali, a norma<br />

dei cann. 305 e 314 del CJC,<br />

decReto<br />

la promulgazione del nuovo Statuto unico per le Confraternite<br />

Enti Ecclesiastici civilmente riconosciuti, secondo il testo allegato al<br />

presente Decreto, composto da 45 articoli, da me firmato e sigillato, stabilendone<br />

l’entrata in vigore a partire dalla data odierna.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 29 settembre <strong>2007</strong>, Festa dei Santi Arcangeli<br />

Michele, Gabriele e Raffaele<br />

Il Cancelliere Vescovile<br />

Mons. Diego Carlucci Carlucci<br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo<br />

1 3


1 4<br />

* * *<br />

tItolo I<br />

costItuzIone e scopo<br />

Art. 1<br />

La Confraternita è un’associazione pubblica di fedeli, eretta con decreto<br />

del Vescovo diocesano e retta in conformità ai cann. 312-320<br />

del Codice di diritto canonico. Essa è un Ente Ecclesiastico civilmente<br />

riconosciuto, in quanto ha finalità di culto riconosciuta con decreto<br />

dell’Autorità civile ed è iscritta nel Registro delle Persone Giuridiche<br />

presso la Prefettura della Provincia nella quale ha la sede.<br />

Art. 2<br />

§ 1. La Confraternita ha come fini principali la santificazione dei propri<br />

membri, l’esercizio del culto pubblico e la promozione di opere di carità<br />

fraterna. Per realizzare tali fini, essa si propone di:<br />

a) vivere come aggregazione ecclesiale che aiuta i Soci a realizzare pienamente<br />

la propria vocazione cristiana mediante un’intensa vita spirituale<br />

ed un’efficace attività apostolica;<br />

b) promuovere iniziative per la formazione permanente dei Soci, soprattutto<br />

in campo religioso;<br />

c) dare incremento alle manifestazioni del culto pubblico e della pietà<br />

popolare, soprattutto nelle feste tradizionali;<br />

d) favorire l’unione fraterna di persone aventi un vincolo comune di origine,<br />

di categoria o di lavoro, in modo da poter assumere un impegno<br />

nell’apostolato di ambiente;<br />

e) promuovere iniziative di carattere educativo, culturale, di assistenza<br />

e di accoglienza in varie forme, sempre in spirito di carità fraterna e<br />

tenendo conto delle necessità locali e del Progetto Pastorale Diocesano.<br />

§ 2. La Confraternita può svolgere anche attività diverse da quelle di<br />

religione o di culto, a norma dell’art. 15 delle Norme approvate con il<br />

Protocollo del 15 novembre 1984 tra l’Italia e la Santa Sede.


Art. 3<br />

La Confraternita è sottoposta, a norma del diritto canonico, alla giurisdizione<br />

del Vescovo diocesano, con il quale collabora per realizzare<br />

gli obiettivi pastorali della <strong>Diocesi</strong>. Inoltre, essa mantiene rapporti di<br />

fraternità e di collaborazione con le altre Aggregazioni di fedeli e con<br />

gli Organismi ecclesiali della <strong>Diocesi</strong>.<br />

tItolo II<br />

I socI<br />

Art. 4<br />

Possono far parte della Confraternita, come Confratelli o Consorelle,<br />

quei fedeli che hanno compiuto i diciotto anni di età, godono di buona<br />

reputazione e si propongono di perseguire le finalità della medesima<br />

Confraternita, impegnandosi a rispettarne lo Statuto.<br />

Art. 5<br />

L’ammissione è deliberata dal Consiglio Direttivo, previa domanda<br />

scritta da parte degli interessati, accompagnata da una lettera di presentazione<br />

del proprio Parroco, dopo un periodo di prova stabilito dallo<br />

stesso Consiglio Direttivo. Con la cerimonia di investitura, descritta dal<br />

Regolamento interno di ciascuna Confraternita secondo le proprie tradizioni,<br />

ciascun Socio acquista l’esercizio dei diritti attivi e passivi.<br />

Art. 6<br />

È consentita l’appartenenza a non più di due Confraternite o altre<br />

Aggregazioni ecclesiali, purché non si ricoprano contemporaneamente<br />

incarichi direttivi e non si cumulino benefici di natura temporale.<br />

1


1<br />

Art. 7<br />

Non sarà ammesso alla Confraternita chi si è allontanato dall’integrità<br />

della fede e dei costumi, chi ha infranto la disciplina ecclesiastica,<br />

chi è stato coinvolto in attività criminose e chi è stato espulso da altre<br />

Confraternite o Aggregazioni ecclesiali.<br />

Art. 8<br />

I Soci cessano di appartenere alla Confraternita, con conseguente perdita<br />

di ogni diritto:<br />

a) per dimissione volontaria: devono considerarsi implicitamente dimissionari<br />

quanti risultano assenti per un anno in maniera continuativa<br />

ed omettono il pagamento della quota annuale;<br />

b) per dimissione deliberata dal Consiglio Direttivo: i Soci dimessi possono<br />

ricorrere, contro la delibera di dimissione, all’Ordinario diocesano.<br />

tItolo III<br />

dIrIttI e doVerI<br />

Art. 9<br />

Ciascun Confratello e Consorella ha il diritto di:<br />

a) possedere ed indossare, nelle celebrazioni ufficiali, le insegne della<br />

Confraternita;<br />

b) esercitare voce attiva e passiva negli atti collegiali;<br />

c) essere aiutato nella vita spirituale e, in caso di grave bisogno, anche<br />

nelle necessità materiali dalla solidarietà degli altri Soci, secondo la<br />

possibilità e la disponibilità di ciascuno;<br />

d) ricevere suffragi, secondo le modalità stabilite dal Regolamento interno<br />

di ciascuna Confraternita.


Art. 10<br />

Ciascun Confratello e Consorella ha il dovere di:<br />

a) condurre una vita cristiana esemplare, alimentata dall’ascolto della<br />

Sacra Scrittura, dalla frequenza alla catechesi periodica della<br />

Confraternita e dalla partecipazione alla Messa domenicale e festiva,<br />

accostandosi frequentemente ai sacramenti dell’Eucaristia e della<br />

Riconciliazione;<br />

b) nutrire sincera devozione verso il Signore, la Vergine Maria o il<br />

Santo titolare della Confraternita, partecipando alle attività apostoliche<br />

della medesima, secondo le direttive del Vescovo diocesano;<br />

c) tenere un comportamento corretto, che non contrasti con le finalità<br />

della Confraternita;<br />

d) collaborare per il conseguimento delle finalità della Confraternita ed<br />

essere in regola con gli adempimenti di natura amministrativa.<br />

Art. 11<br />

Ciascun Confratello e Consorella verserà, all’atto di iscrizione, un contributo<br />

nella misura stabilita dal Consiglio Direttivo e, annualmente,<br />

una quota fissata dall’Assemblea su proposta dello stesso Consiglio.<br />

Art. 12<br />

La non osservanza degli articoli 10 e 11, dopo giusto richiamo, è sottoposta<br />

a sanzioni determinate dal Consiglio Direttivo.<br />

Art. 13<br />

Ciascun Confratello e Consorella deve possedere copia del presente<br />

Statuto e ne deve rispettare le prescrizioni. Inoltre, deve avere un libretto<br />

personale, sul quale verranno registrate le annualità pagate e le<br />

multe per morosità, determinate dal Consiglio Direttivo sulla base del<br />

Regolamento interno della Confraternita.<br />

1


1<br />

TItolo IV<br />

organI dI goVerno<br />

Art. 14<br />

Sono organi di governo della Confraternita:<br />

1) l’Assemblea;<br />

2) il Consiglio Direttivo;<br />

3) il Collegio dei Sindaci revisori.<br />

Art. 15<br />

§ 1. L’Assemblea, composta da tutti i Confratelli e le Consorelle in regola<br />

con le presenti norme statutarie, è il supremo organo deliberativo della<br />

Confraternita. Tuttavia, le sue decisioni sono valide se sono in linea con<br />

la fede e la morale cattolica, le direttive del Magistero della Chiesa e le<br />

finalità della medesima Confraternita.<br />

§ 2. L’Assemblea è convocata, in seduta ordinaria, due volte l’anno per:<br />

a) verificare l’andamento della vita della Confraternita;<br />

b) approvare il rendiconto economico;<br />

c) esaminare le linee direttive proposte dal Consiglio.<br />

Può essere convocata, in seduta straordinaria, su richiesta del Consiglio<br />

Direttivo, di un terzo dei Confratelli, del Padre Spirituale.<br />

§ 3. La convocazione deve essere fatta da parte del Priore almeno cinque<br />

giorni prima della data fissata, mediante avviso scritto, con indicazione<br />

dell’ordine del giorno. Ciascun Confratello o Consorella può essere latore<br />

di non più di due deleghe di altri Confratelli.<br />

§ 4. L’Assemblea è valida, in prima convocazione, con la presenza, di<br />

persona o per delega, di almeno la metà dei membri della Confraternita;<br />

in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei presenti o rappresentati.<br />

§ 5. Ogni deliberazione presa su argomenti non contenuti nell’ordine<br />

del giorno è nulla. Il punto riportante “varie ed eventuali” non può co-


stituire oggetto di decisioni, per mancanza di conoscenza e di opportuna<br />

consultazione tra gli aventi diritto all’Assemblea.<br />

Art. 16<br />

Spetta all’Assemblea:<br />

a) eleggere i membri del Consiglio Direttivo, nel numero e secondo le<br />

modalità di cui agli articoli 17 e 30-36 del presente Statuto;<br />

b) definire il Regolamento interno, secondo l’indole specifico e le tradizioni<br />

proprie della Confraternita, da sottoporre all’approvazione<br />

dell’Ordinario diocesano, e accogliere ogni successiva proposta di<br />

modifica;<br />

c) deliberare la quota sociale annuale;<br />

d) decidere su tutte le questioni che vengono ad essa demandate per Statuto,<br />

Regolamento interno o delibera del Consiglio Direttivo.<br />

Art. 17<br />

Il Consiglio Direttivo, eletto dall’Assemblea, è composto da sette Consiglieri;<br />

vi partecipa di diritto anche il Padre Spirituale. Esso dura in<br />

carica cinque anni e può essere rieletto per un secondo mandato, salvo<br />

dimissioni della maggioranza dei componenti o scioglimento da parte<br />

dell’Ordinario diocesano e nomina di un Commissario, che in ogni caso<br />

non potrà reggere la Confraternita oltre la durata di un anno.<br />

Art. 18<br />

Il Consiglio Direttivo si riunisce ordinariamente ogni tre mesi, per deliberare<br />

su qualsiasi punto relativo alla vita della Confraternita che non<br />

sia di competenza dell’Assemblea e per deliberare gli atti di straordinaria<br />

amministrazione, i quali devono essere autorizzati dalla competente<br />

Autorità ecclesiastica, a norma del can. 1281 § 1 del Codice di diritto canonico.<br />

Per gli atti il cui valore supera la somma fissata dalla Conferenza<br />

Episcopale Italiana o aventi per oggetto beni di valore storico-artistico o<br />

donati alla Chiesa ex voto, occorre la licenza della Santa Sede.<br />

1


200<br />

Art. 19<br />

Spetta al Consiglio Direttivo:<br />

a) proporre all’Ordinario diocesano il nome del Priore per la conferma;<br />

b) nominare il Vice Priore, il Cassiere-Economo e il Responsabile liturgico<br />

e designare altri incarichi eventualmente previsti dal Regolamento<br />

interno della Confraternita;<br />

c) decidere l’accettazione di nuovi Confratelli, la durata e le modalità<br />

del periodo previo di prova;<br />

d) concordare la quota d’iscrizione e quella annuale, quest’ultima da<br />

sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;<br />

e) ratificare gli atti di espulsione, di cui all’art. 8 b), e determinare le<br />

sanzioni, di cui all’art. 12 del presente Statuto;<br />

f) predisporre il rendiconto annuale e sottoporlo all’approvazione dell’Assemblea.<br />

Art. 20<br />

Il Consiglio Direttivo, a norma del can. 1280 del Codice di diritto canonico,<br />

opera anche quale Consiglio per gli Affari Economici della<br />

Confraternita; pertanto, all’inizio del suo mandato, presta giuramento<br />

di fedeltà davanti all’Ordinario diocesano o a un suo Delegato, a norma<br />

del can. 1283, 1° del Codice di diritto canonico, di svolgere onestamente<br />

e fedelmente le funzioni amministrative.<br />

Art. 21<br />

Nell’organizzazione di un’eventuale festa esterna, religiosa e civile, in<br />

onore del Titolare della Confraternita, il Consiglio Direttivo si assume<br />

la responsabilità dell’osservanza delle disposizioni ecclesiastiche e civili<br />

in materia, sotto l’autorità del Padre Spirituale, al quale è riservato<br />

presiedere tutte le funzioni religiose e le eventuali processioni fuori<br />

della chiesa.<br />

Art. 22<br />

Il Priore, scelto dal Consiglio Direttivo all’interno dei suoi membri, dirige<br />

la Confraternita nel rispetto dello Statuto e ne ha l’ordinaria am-


ministrazione e la rappresentanza legale. Egli inizia l’esercizio del suo<br />

ufficio dopo la conferma da parte dell’Ordinario diocesano e può essere<br />

rimosso con decreto dello stesso Ordinario in presenza delle cause previste<br />

dalle disposizioni canoniche.<br />

Art. 23<br />

Spetta al Priore:<br />

a) scegliere il Segretario;<br />

b) convocare e presiedere le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio<br />

Direttivo, determinandone l’ordine del giorno e la data;<br />

c) accettare, a nome e per conto della Confraternita, versamenti e offerte<br />

liberali di qualsiasi natura, rilasciandone quietanza per le somme deducibili<br />

a norma di legge;<br />

d) far parte, quale membro di diritto, del Consiglio Pastorale Parrocchiale<br />

della Parrocchia nel cui territorio ha sede la Confraternita;<br />

e) far parte della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali.<br />

Art. 24<br />

Il Vice Priore collabora con il Priore e lo sostituisce in caso di assenza.<br />

Venendo a mancare per qualsiasi causa il Priore, il Vice Priore assume le<br />

sue funzioni fino al termine del quinquennio.<br />

Art. 25<br />

Il Cassiere-Economo:<br />

a) provvede alle riscossioni e ai pagamenti;<br />

b) aggiorna l’elenco dei morosi;<br />

c) custodisce i registri di cassa con relativa documentazione;<br />

d) annota la soddisfazione di eventuali legati pii;<br />

e) predispone la custodia dei beni di un certo valore e pregio artistico.<br />

201


202<br />

Art. 26<br />

Il Segretario, scelto dal Priore tra i membri del Consiglio Direttivo:<br />

a) redige i verbali delle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo,<br />

da leggere di volta in volta all’inizio dell’incontro per l’approvazione;<br />

b) invia, per mandato del Priore, notizia delle convocazioni, con il preciso<br />

ordine del giorno;<br />

c) verifica, ad ogni riunione, la presenza dei membri, tenendone aggiornato<br />

l’elenco;<br />

d) cura l’archivio della Confraternita.<br />

Art. 27<br />

Il Responsabile liturgico:<br />

a) vigila sulla pulizia e il decoro della chiesa e della Cappella cimiteriale;<br />

b) custodisce gli arredi e i paramenti sacri o altra suppellettile della Confraternita;<br />

c) dispone il servizio liturgico, per uno svolgimento ordinato e devoto<br />

delle celebrazioni religiose.<br />

Art. 28<br />

Il Padre Spirituale, nominato dall’Ordinario diocesano, a norma del<br />

can. 317 § 1 del Codice di diritto canonico:<br />

a) rappresenta l’Autorità ecclesiastica, alla quale è dovuta rispettosa obbedienza<br />

e collaborazione per il bene di tutti;<br />

b) cura la formazione catechetica e pastorale dei Soci, favorendo la loro<br />

partecipazione alle attività degli Organismi pastorali parrocchiali e<br />

diocesani;<br />

c) è responsabile delle celebrazioni liturgiche;<br />

d) partecipa, con voto consultivo, alle riunioni dell’Assemblea e del<br />

Consiglio Direttivo.<br />

Art. 29<br />

Il Collegio dei Sindaci revisori, nominato dal Consiglio Direttivo su<br />

indicazione dell’Assemblea, è composto da tre membri, anche non ap-


partenenti alla Confraternita, ai quali spetta il compito di verificare la<br />

legittimità delle partite ordinarie e straordinarie di amministrazione.<br />

tItolo V<br />

elezIonI<br />

Art. 30<br />

Il Priore uscente, o chi ne esercita legittimamente le funzioni, previa richiesta<br />

all’Ordinario diocesano della nomina di un Delegato Vescovile,<br />

convoca l’Assemblea per eleggere il Consiglio Direttivo.<br />

Art. 31<br />

La presidenza dell’Assemblea per le elezioni spetta al Delegato<br />

Vescovile, pena la illegittimità delle votazioni.<br />

Art. 32<br />

Primo atto dell’Assemblea è la costituzione del seggio elettorale, con<br />

la scelta per alzata di mano del Presidente, di due Scrutatori e di un<br />

Segretario, che verbalizzi la riunione, elencando tutti coloro che riportano<br />

voti per eventuali sostituzioni nel tempo.<br />

Art. 33<br />

§ 1. Tutti i membri dell’Assemblea sono elettori e tutti eleggibili, a<br />

meno che il Regolamento interno della Confraternita non disponga diversamente.<br />

§ 2. Non può essere eletto chi ha fatto parte del Consiglio Direttivo per<br />

due mandati consecutivi, se non dopo l’interruzione di un quinquennio.<br />

Nell’impossibilità di trovare persone idonee e disponibili a svolgere<br />

tale ufficio, occorre chiedere deroga scritta all’Ordinario diocesano per<br />

la conferma di un ulteriore quinquennio a chi ne ha fatti già due.<br />

203


204<br />

Art. 34<br />

Le schede elettorali, ai fini della validità del voto, devono essere vidimate<br />

dal Presidente del seggio. Le operazioni di voto si protrarranno al<br />

massimo per tre ore consecutive dall’inizio dell’Assemblea, permettendo<br />

la votazione a chi arriva nel frattempo. Allo scadere dell’orario, si<br />

attenderà fino a che l’ultimo elettore presente in aula avrà votato. A tutta<br />

l’operazione dovrà assicurarsi la segretezza del voto.<br />

Art. 35<br />

A conclusione delle votazioni, il Presidente del seggio dà inizio allo<br />

scrutinio. Risulteranno eletti quanti avranno raggiunto il maggior numero<br />

dei voti espressi. A parità di voti, risulterà eletto chi vanta più<br />

anzianità di appartenenza alla Confraternita; ulteriormente, chi ha maggior<br />

età.<br />

Art. 36<br />

Il Delegato Vescovile indice la prima riunione del Consiglio Direttivo<br />

eletto, al fine di procedere agli adempimenti di cui all’art. 19 del presente<br />

Statuto e, quanto prima, comunica alla Curia diocesana l’esito<br />

delle elezioni e degli adempimenti statutari, chiedendo all’Ordinario<br />

diocesano la conferma del Priore designato.<br />

tItolo VI<br />

norme generalI<br />

Art. 37<br />

§ 1. Ogni Confraternita deve darsi un Regolamento interno conforme<br />

alle norme del Codice di diritto canonico e del presente Statuto,<br />

che valorizzi – adattandole ai tempi – le tradizioni proprie di ciascuna<br />

Confraternita, disciplinando in modo particolare quanto attiene le quote<br />

associative, la forma e l’uso delle insegne, i suffragi dei Soci defunti e<br />

la gestione delle Cappelle cimiteriali.


§ 2. Spetta all’Ordinario diocesano, a norma del can. 305 § 1 del Codice<br />

di diritto canonico, approvare tale Regolamento e vigilare sull’osservanza<br />

degli impegni assunti dalla Confraternita.<br />

Art. 38<br />

§ 1. La Confraternita non ha fine di lucro. Tutte le prestazioni dei Soci<br />

nei confronti della Confraternita non sono retribuite e devono essere<br />

esercitate nello spirito di servizio, salvo che il Regolamento interno non<br />

disponga diversamente per singoli e determinati negozi.<br />

§ 2. Le attività svolte dalla Confraternita in diretta attuazione degli scopi<br />

istituzionali, anche se effettuate attraverso pagamento di corrispettivi<br />

specifici nei confronti degli iscritti, o associati di altre organizzazioni<br />

collegate, o di terzi, pur se dovessero comportare concessioni temporanee<br />

o perpetue, non sono da considerarsi attività commerciali.<br />

Art. 39<br />

Il patrimonio della Confraternita è costituito dalle quote annuali dei Soci,<br />

dal ricavato di attività associative e da eventuali oblazioni, lasciti o<br />

contributi di Soci o di terzi. L’amministrazione del patrimonio è regolata<br />

dai canoni del libro quinto del Codice di diritto canonico.<br />

Art. 40<br />

§ 1. Per l’amministrazione dei beni, il Consiglio Direttivo è tenuto ad osservare<br />

le disposizioni del Codice di diritto canonico e del Codice civile,<br />

specie per quanto attiene alla validità degli atti di straordinaria amministrazione.<br />

In caso di inadempienza, il medesimo Consiglio Direttivo<br />

sarà chiamato ai danni da parte della Confraternita.<br />

§ 2. Durante la vita della Confraternita, è fatto espresso divieto di distribuire<br />

ai Soci, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, riserve<br />

o capitali, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte<br />

dalla legge.<br />

20


20<br />

§ 3. L’Assemblea approva ogni anno il rendiconto economico e lo presenta<br />

all’Ordinario diocesano, a norma del can. 1287 § 1 del Codice di<br />

diritto canonico.<br />

§ 4. I Soci non hanno la titolarità di quote associative, ma solo il diritto<br />

alla sepoltura nelle Cappelle funerarie della Confraternita, nonché il<br />

privilegio di essere beneficiari, dopo il loro decesso, delle preghiere e<br />

delle Messe di suffragio che la Confraternita fa celebrare ogni anno in<br />

ottemperanza agli obblighi morali statutariamente stabiliti. Detti diritti<br />

non sono trasmissibili, né per atto tra vivi, né mortis causa, essendo<br />

strettamente personali.<br />

Art. 41<br />

La Confraternita si estingue per legittima soppressione da parte dell’Ordinario<br />

diocesano o per cessazione della propria attività da oltre venticinque<br />

anni. In caso di estinzione, il patrimonio della Confraternita sarà<br />

devoluto ad altro Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto indicato<br />

dall’Ordinario diocesano, seguendo la procedura prevista dall’art. 20<br />

delle Norme approvate con il Protocollo stipulato tra la Repubblica Italiana<br />

e la Santa Sede il 15 novembre 1984.<br />

Art. 42<br />

In presenza di speciali circostanze, ove gravi ragioni lo richiedano, il Vescovo<br />

può nominare, ai sensi del can. 318 § 1 del Codice di diritto canonico,<br />

un Commissario che in suo nome diriga e rappresenti temporaneamente<br />

la Confraternita, in sostituzione degli organi statutari, con tutti i<br />

poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Il Commissario non<br />

potrà reggere la Confraternita oltre la durata di un anno.<br />

Art. 43<br />

Ogni Confraternita è tenuta a far parte della Consulta Diocesana delle<br />

Aggregazioni Laicali (CDAL), osservandone lo Statuto, in sintonia con<br />

quanto richiamato nella Nota pastorale della Commissione Episcopale


della Conferenza Episcopale Italiana per l’apostolato dei laici “Criteri<br />

di ecclesialità dei gruppi, movimenti, associazioni” (22 maggio 1981).<br />

Art. 44<br />

La Confraternita è tenuta, come tutti gli altri Enti Ecclesiastici, a contribuire<br />

alle necessità della <strong>Diocesi</strong>, a norma del can. 1263 del Codice<br />

di diritto canonico e delle Deliberazioni della Conferenza Episcopale<br />

Italiana.<br />

Art. 45<br />

Per quanto non previsto nel presente Statuto, valgono le norme del diritto<br />

canonico e le leggi dello Stato italiano in quanto applicabili agli<br />

Enti Ecclesiastici, abrogata ogni altra norma e consuetudine contraria.<br />

L’interpretazione autentica del presente Statuto, o la modifica di esso, o<br />

le eventuali deroghe sono di competenza dell’Ordinario diocesano.<br />

Il presente Statuto entra in vigore a partire dalla data odierna.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 29 settembre <strong>2007</strong>, Festa dei Santi Arcangeli<br />

Michele, Gabriele e Raffaele<br />

Il Cancelliere Vescovile<br />

Mons. Diego Carlucci<br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo<br />

20


20<br />

Prot. n. 56/<strong>2007</strong><br />

Determinazione<br />

degli atti di straordinaria amministrazione<br />

per le Persone Giuridiche Pubbliche<br />

soggette all’autorità del Vescovo diocesano<br />

§ visto il can. 1276 § 1 del CJC, circa il diritto-dovere dell’Ordinario<br />

diocesano di vigilare con cura sull’amministrazione di tutti i beni appartenenti<br />

alle Persone Giuridiche Pubbliche a lui soggette;<br />

§ visti i cann. 1291 e 1295, relativi, rispettivamente, alle alienazioni ed<br />

ai negozi che possono peggiorare lo stato patrimoniale delle Persone<br />

Giuridiche Pubbliche, nonché il can. 1297, relativo alle locazioni,<br />

con le ulteriori determinazioni contenute nella delibera n. 38 della<br />

Conferenza Episcopale Italiana, promulgata il 18 aprile 1985, e successiva<br />

modifica, promulgata il 21 settembre 1990;<br />

§ vista la delibera n. 20 della Conferenza Episcopale Italiana, promulgata<br />

il 6 settembre 1984, e successive modifiche, promulgate il 21<br />

settembre 1990 e il 27 marzo 1999, che stabilisce la somma minima<br />

(attualmente di Euro 250.000,00 - Duecentocinquantamila/00) e la<br />

somma massima (attualmente di Euro 1.000.000,00 - Unmilione/00)<br />

per gli atti di cui al can. 1292 § 1 del CJC;<br />

§ vista l’Istruzione in materia Amministrativa della Conferenza Episcopale<br />

Italiana, promulgata il 1 settembre 2005;<br />

§ a noRma del can. 1281 § 2 del CJC, che affida all’Ordinario il compito<br />

di fissare, oltre ai casi previsti dal diritto, quali siano gli atti di<br />

straordinaria amministrazione per le Persone Giuridiche a lui soggette;<br />

§ sentito il parere del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici in<br />

data 1 ottobre <strong>2007</strong>;<br />

con il presente


decReto<br />

stabilisco che sono da considerarsi<br />

atti di straordinaria amministrazione,<br />

per le Persone Giuridiche Pubbliche a me soggette:<br />

1. l’alienazione di beni immobili di qualunque valore;<br />

2. l’alienazione di beni mobili di valore superiore a 1/5 della somma<br />

minima stabilita dalla Conferenza Episcopale Italiana per gli atti di<br />

cui al can. 1291;<br />

3. ogni disposizione pregiudizievole per il patrimonio, quali, ad esempio:<br />

contratto, convenzione, comodato, usufrutto, uso non occasionale<br />

di beni dell’Ente, diritto di superficie, servitù, enfiteusi, ipoteca,<br />

pegno o fideiussione, incarico professionale, transazione;<br />

4. l’acquisto a titolo oneroso di immobili;<br />

5. la mutazione della destinazione d’uso di immobili;<br />

6. l’accettazione di donazioni, eredità e legati;<br />

7. la rinuncia a donazioni, eredità, legati e diritti in genere;<br />

8. l’esecuzione di lavori di costruzione, ristrutturazione, restauro e risanamento<br />

conservativo, straordinaria manutenzione di qualunque<br />

valore;<br />

9. ogni atto relativo a beni immobili o mobili di interesse artistico, storico<br />

o culturale;<br />

10. l’inizio, il subentro o la cessione di attività imprenditoriali o commerciali;<br />

11. la costituzione o la partecipazione in società di qualunque tipo;<br />

12. la costituzione di un ramo di attività ONLUS;<br />

13. la contrazione di debiti di qualsiasi tipo con istituti di credito, persone<br />

giuridiche, enti di fatto, persone fisiche;<br />

14. la decisione di nuove voci di spesa rispetto a quelle indicate nel preventivo<br />

approvato;<br />

15. l’assunzione di personale dipendente e la stipulazione di contratti<br />

per prestazioni non aventi carattere occasionale;<br />

16. l’introduzione di un giudizio avanti le autorità giudiziarie, i collegi<br />

arbitrali e le giurisdizioni amministrative e speciali dello Stato;<br />

17. per le parrocchie, l’ospitalità permanente a qualsiasi persona non<br />

facente parte del clero parrocchiale.<br />

20


210<br />

Per porre validamente gli atti sopra specificati, è necessaria l’autorizzazione<br />

scritta o licenza del Vescovo diocesano, fatti salvi i controlli<br />

canonici indicati nella Tabella allegata al presente Decreto, di cui è parte<br />

integrante.<br />

Alla richiesta di autorizzazione deve essere allegato il parere del<br />

Consiglio per gli Affari Economici o dell’organismo amministrativo<br />

dell’Ente.<br />

All’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero si applicano<br />

esclusivamente i summenzionati nn. 1, 10, 11, 12, 15 e 16. Qualora il valore<br />

del bene oggetto della disposizione o il valore per il quale l’Istituto<br />

si espone fosse superiore alla somma minima stabilita dalla Conferenza<br />

Episcopale Italiana ai sensi del canone 1292 § 1, si applicano anche i<br />

nn. 3, 4, 7, 8, 13, e il n. 6, limitatamente alle ipotesi in cui gli atti a titolo<br />

gratuito siano gravati da condizioni od oneri.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 24 ottobre <strong>2007</strong>, Anniversario della Dedicazione<br />

della Cattedrale<br />

Il Vice Cancelliere Vescovile<br />

Mons. Diego Carlucci<br />

* * *<br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo


TABELLA<br />

allegata al Decreto Vescovile Prot. n. 56/<strong>2007</strong> del 24 ottobre <strong>2007</strong><br />

circa gli Atti di straordinaria amministrazione<br />

per le Persone Giuridiche Pubbliche soggette al Vescovo diocesano<br />

per i quali è sempre necessaria l’autorizzazione canonica<br />

Nella presente Tabella, per “somma minima” e “somma massima”<br />

si intendono i valori fissati dalla delibera n. 20 della Conferenza<br />

Episcopale Italiana, ad oggi rispettivamente pari ad Euro 250 mila ed<br />

1 milione. Tali valori saranno da ritenersi automaticamente aggiornati<br />

in caso di modifica della predetta delibera da parte della C.E.I.<br />

Articoli del<br />

Decreto<br />

Vescovile<br />

1-2<br />

TIPO di ATTI<br />

Alienazione di beni immobili<br />

di valore inferiore alla<br />

somma minima<br />

Alienazione di beni mobili<br />

di valore compreso tra 1/5<br />

della somma minima e la<br />

somma massima<br />

Alienazione di beni che<br />

costituiscono il patrimonio<br />

stabile dell’Ente di valore<br />

compreso tra la somma minima<br />

e la somma massima<br />

Alienazione di beni che<br />

costituiscono il patrimonio<br />

stabile dell’Ente di valore<br />

superiore alla somma massima,<br />

o di ex voto, o di beni di<br />

valore artistico o storico<br />

Consiglio<br />

Diocesano<br />

per gli<br />

Affari<br />

Economici<br />

Parere<br />

Parere o consenso di<br />

Collegio<br />

dei<br />

Consultori<br />

Consenso Consenso<br />

Santa<br />

Sede<br />

Consenso Consenso Autorizzazione<br />

211


212<br />

3<br />

4<br />

5<br />

6<br />

7<br />

8<br />

Atti che possono pregiudicare<br />

o peggiorare il patrimonio<br />

dell’Ente di valore<br />

compreso tra la somma minima<br />

e la somma massima<br />

Atti che possono pregiudicare<br />

o peggiorare il patrimonio<br />

dell’Ente di valore<br />

superiore alla somma massima<br />

Acquisto a titolo oneroso di<br />

beni immobili di valore inferiore<br />

alla somma minima<br />

Acquisto a titolo oneroso di<br />

beni immobili di valore superiore<br />

alla somma minima<br />

Mutazione di destinazione<br />

d’uso di immobili<br />

Accettazione di donazioni,<br />

eredità, legati<br />

Rinunzia a donazioni, eredità,<br />

legati e diritti in genere<br />

Lavori di costruzione, ristrutturazione<br />

e straordinaria<br />

manutenzione di<br />

valore inferiore ad 1/5 della<br />

somma minima<br />

Consenso Consenso<br />

Consenso Consenso Autorizzazione<br />

Parere Parere


9<br />

10-11<br />

12<br />

13<br />

Lavori di costruzione, ristrutturazione<br />

e straordinaria<br />

manutenzione di valore<br />

superiore ad 1/5 della<br />

somma minima<br />

Atti relativi a beni immobili<br />

o mobili di interesse artistico,<br />

storico o culturale di<br />

valore inferiore alla somma<br />

minima *<br />

* necessario il parere della<br />

Commissione Diocesana<br />

per l’Arte Sacra e i Beni<br />

Culturali<br />

Atti relativi a beni immobili<br />

o mobili di interesse<br />

artistico, storico o culturale<br />

di valore superiore alla<br />

somma minima **<br />

** necessario il parere della<br />

Commissione Diocesana<br />

per l’Arte Sacra e i Beni<br />

Culturali<br />

Attività imprenditoriali o<br />

commerciali, ingresso in<br />

società di qualunque tipo,<br />

costituzione di un ramo<br />

ONLUS<br />

Contrazione di debiti di<br />

qualsiasi tipo con qualunque<br />

persona o ente di<br />

valore, con riferimento alla<br />

somma da restituire, inferiore<br />

alla somma minima<br />

Parere<br />

Parere<br />

Parere Parere<br />

213


214<br />

14<br />

15<br />

16<br />

17<br />

Contrazione di debiti di<br />

qualsiasi tipo con qualunque<br />

persona o ente di valore<br />

superiore alla somma<br />

minima<br />

Impegno di spesa diverso<br />

rispetto a quello indicato nel<br />

preventivo approvato<br />

Assunzione di personale<br />

dipendente o contratti per<br />

prestazioni non occasionali<br />

Liti attive e passive in foro<br />

civile<br />

Locazioni o cessione a terzi<br />

dell’uso o del godimento, a<br />

qualsiasi titolo, di immobili<br />

– o di una parte degli stessi<br />

– appartenenti alla persona<br />

giuridica<br />

Parere Parere<br />

Dal Palazzo Vescovile, 24 ottobre <strong>2007</strong>, Anniversario della Dedicazione<br />

della Cattedrale<br />

Il Vice Cancelliere Vescovile<br />

Sac. Vincenzo Panaro<br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo


Obblighi<br />

da parte delle Persone Giuridiche Pubbliche<br />

soggette al governo del Vescovo diocesano<br />

Prot. n. 57/<strong>2007</strong><br />

§ consideRato l’obbligo da parte di tutti i fedeli di sovvenire alle necessità<br />

della Chiesa, nonché il diritto da parte del Vescovo diocesano<br />

di imporre alle Persone Giuridiche Pubbliche soggette al suo governo<br />

un contributo per le necessità della <strong>Diocesi</strong>;<br />

§ viste le deliberazioni nn. 2 e 3 della Conferenza Episcopale Italiana<br />

in materia tributaria canonica, promulgate il 19 gennaio 1987, e<br />

successive modifiche apportate dalla XXXVII Assemblea Generale,<br />

riguardanti il Tributo ordinario sui redditi degli Istituti Diocesani per<br />

il Sostentamento del Clero e la Tassa in occasione di autorizzazioni<br />

rilasciate dal Vescovo agli Istituiti Diocesani per il Sostentamento del<br />

Clero per il compimento di atti di straordinaria amministrazione;<br />

§ visto il Tariffario approvato dalla Conferenza Episcopale Pugliese e<br />

promulgato con nostro Decreto in data 11 febbraio 2006;<br />

§ udito il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici ed il Collegio<br />

dei Consultori in data 1 ottobre <strong>2007</strong>;<br />

§ a noRma dei cann. 222 §1 e 1263 del CJC;<br />

con il presente<br />

decReto<br />

stabilisco che le Persone Giuridiche Pubbliche<br />

soggette al nostro governo:<br />

1. nel presentare alla Curia diocesana il rendiconto annuale, a norma<br />

del can. 1287 §1 del CJC, verseranno un contributo per le necessità<br />

della <strong>Diocesi</strong>:<br />

21


21<br />

a) per le Parrocchie, pari a € 0,10 (dieci centesimi di Euro) per<br />

abitante;<br />

b) per gli altri Enti Ecclesiastici (Capitoli, Confraternite, Chiese,<br />

ecc.), pari al il 5% sulle entrate (al lordo);<br />

2. in occasione di autorizzazioni rilasciate dal Vescovo per il compimento<br />

di atti di straordinaria amministrazione, verseranno una<br />

tassa:<br />

a) del 15% sul valore del bene oggetto del negozio giuridico, al<br />

netto degli oneri, per acquisti a titolo gratuito (donazioni, lasciti,<br />

legati, ecc.);<br />

b) del 10% sul valore del bene oggetto del negozio giuridico, al<br />

netto degli oneri, per alienazioni o permute.<br />

Il presente Decreto ha valore immediato.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 24 ottobre <strong>2007</strong>, Anniversario della Dedicazione<br />

della Cattedrale<br />

Il Cancelliere Vescovile<br />

Mons. Diego Carlucci<br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo


Carissimi,<br />

Lettere<br />

Ai fedeli laici della <strong>Diocesi</strong><br />

all’inizio del decimo anno del mio servizio pastorale in mezzo a voi,<br />

ho sentito la necessità di perfezionare l’assetto della Curia e di rinnovare<br />

gli Uffici, affidandoli a nuovi responsabili.<br />

Questa riforma è scaturita dal bisogno avvertito da tutti di dare un<br />

nuovo impulso allo spirito di comunione e allo slancio pastorale e missionario<br />

della <strong>Diocesi</strong>.<br />

Per questi motivi ho ripartito il territorio diocesano in quattro Foranie,<br />

ho indetto una consultazione tra i sacerdoti delle Foranie e, accettando<br />

le loro indicazioni, ho nominato quattro Vicari Foranei.<br />

Le quattro Vicarie foranee sono:<br />

• <strong>Altamura</strong> (15 parrocchie)<br />

• <strong>Gravina</strong> - Spinazzola - Poggiorsini (15 parrocchie)<br />

• Acquaviva (7 parrocchie)<br />

• Santeramo (3 parrocchie)<br />

I Vicari Foranei sono:<br />

• Sac. Giacomo Fiore per <strong>Altamura</strong><br />

• Sac. Saverio Ciaccia per <strong>Gravina</strong><br />

• Sac. Domenico Giannuzzi per Acquaviva<br />

• Sac. Vito Nuzzi per Santeramo<br />

Questi sono i compiti del Vicario Foraneo:<br />

1. Promuovere e coordinare l’azione pastorale comune tra le parrocchie;<br />

2. Aiutare il Vescovo nel prendersi cura dei sacerdoti della Vicaria;<br />

3. Provvedere che:<br />

• le norme liturgiche siano rispettate;<br />

• il tabernacolo, l’altare, gli arredi e le suppellettili liturgiche siano<br />

decorosi;<br />

• i registri siano completi e conservati correttamente;<br />

21


21<br />

• i beni ecclesiastici siano amministrati avvedutamente;<br />

• i sacerdoti della vicaria partecipino agli incontri e ai convegni<br />

diocesani;<br />

• ai sacerdoti in difficoltà o malati sia prestata attenzione.<br />

I Vicari Foranei sono un importante anello di comunione e di comunicazione<br />

tra la Curia e le parrocchie; per questo li ho nominati anche<br />

Vicari Episcopali dei quattro settori pastorali della Curia.<br />

Ho ritenuto importante che tutta la Comunità Diocesana fosse messa<br />

a conoscenza di queste nomine, anche perché ognuno sappia quale è il<br />

punto di riferimento più vicino al quale rivolgersi quando ci si vuole<br />

mettere in contatto con la Curia o con la <strong>Diocesi</strong>.<br />

I Vicari Foranei, a loro volta, ogni settimana si incontrano in Curia<br />

col Vescovo e col Vicario Generale per tenere viva la comunione e aperto<br />

il dialogo all’interno della <strong>Diocesi</strong>.<br />

Con l’augurio che la disponibilità e la buona volontà di quanti lavorano<br />

in Curia a servizio della <strong>Diocesi</strong>, possa far progredire il cammino<br />

missionario della nostra Chiesa locale, paternamente vi benedico.<br />

<strong>Altamura</strong>, 29 gennaio <strong>2007</strong><br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo


MESSAGGIO<br />

in occasione della<br />

Festa Patronale di Sant’Erasmo<br />

Santeramo in Colle, 2 giugno <strong>2007</strong><br />

Messaggi<br />

La Cittadinanza e la Comunità cristiana di Santeramo in Colle, ogni<br />

anno, si preparano con grande impegno e corale partecipazione per tributare<br />

a Sant’Erasmo onori degni di un patrono.<br />

Dopo diciassette secoli dal passaggio di Erasmo, Santeramo dimostra<br />

che il tempo non ha cancellato né il ricordo né la devozione; ma al contrario,<br />

di generazione in generazione, ha sentito il bisogno di accrescere<br />

i segni dell’attaccamento al suo Protettore.<br />

Si spiegano così il moltiplicarsi delle statue, delle processioni e dei<br />

cortei, le varie manifestazioni ludiche e folcloristiche, le luminarie sempre<br />

più sontuose, i fuochi sempre più costosi, le bande, i concerti e tutte<br />

gli altri modi e momenti di divertimento, insieme a un ingenuo appropriarsi<br />

della gestione della festa da parte dei Comitati che nel tempo si<br />

sono susseguiti.<br />

Organizzare dei festeggiamenti non è cosa semplice!<br />

Anche se la festa si svolge nel giro di pochi giorni, di anno in anno<br />

essa lascia una traccia, crea una tradizione.<br />

Se di volta in volta non si pone tutto l’impegno per darle contenuti<br />

religiosi e forme adeguate, si corre il rischio di trasformare un momento<br />

di alta spiritualità e di fede in un insieme di manifestazioni senza senso<br />

con relativo spreco di preziose risorse.<br />

È questo il motivo per cui ogni Comitato-festa deve agire in piena<br />

sintonia con il Consiglio Pastorale, deve essere presieduto dal Parroco,<br />

deve fare programmi approvati dalla Curia, deve rispettare le norme<br />

emanate dal Vescovo per le Feste patronali e per i Comitati festa.<br />

Obiettivo di un Comitato non deve essere “raccogliere di più per<br />

spendere di più”; ma organizzare una festa nella quale l’aspetto ludico<br />

sia una cornice a misura dell’aspetto religioso, sia moralmente sano, degno<br />

del Santo che si vuole onorare.<br />

È vero che le feste patronali e tutte le celebrazioni dei santi costituiscono<br />

una pausa gioiosa nel corso faticoso dell’anno; ma è anche vero<br />

21


220<br />

che devono tenere presente la situazione sociale ed economica della comunità<br />

in festa e i grandi bisogni dei poveri che sono fra noi e in tutte le<br />

parti del mondo.<br />

Ogni comunità cristiana, in ogni festa patronale, dovrebbe lasciare un<br />

segno di carità a favore di quanti sono privi dell’essenziale.<br />

Se si riscoprono queste dimensioni essenziali ed originarie delle feste<br />

cristiane, diventa più semplice anche eliminare tutti quegli strati di abitudini<br />

e di tradizioni che man mano sono andati sovrapponendosi e che<br />

tanti pensano che costituiscano la sostanza della festività, tanto da non<br />

potersi più toccare.<br />

I Cristiani del terzo millennio sono figli della Chiesa del Concilio<br />

Vaticano II, di una Chiesa che cammina in un mondo secolarizzato, bisognoso<br />

di segni forti e di messaggi convincenti di fede.<br />

Questa responsabilità ricade sui Pastori e su tutti i Credenti in Cristo.<br />

Sant’Erasmo ci aiuti a rispondere nel modo più luminoso alle attese<br />

di Cristo e degli uomini del nostro tempo.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 1 maggio Festa di San Giuseppe Lavoratore<br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo


MESSAGGIO<br />

AI FEDELI DI GRAVINA<br />

Carissimi,<br />

finchè un fenomeno o un avvenimento può essere spiegato scientificamente<br />

o con il concorso di circostanze naturali, abbiamo il dovere di<br />

non ricorrere ad affrettate spiegazioni soprannaturali per rispetto della<br />

ragione umana, della scienza e della religione stessa.<br />

Quanto si osserva su una finestra della Chiesa del Buon Pastore in<br />

<strong>Gravina</strong> ha tutte le caratteristiche di un naturale fenomeno di condensa,<br />

dovuto probabilmente a un difetto o a un deterioramento del vetrocamera.<br />

Qualunque forma abbia preso il vapore acqueo all’interno del vetro,<br />

nessuno è autorizzato a decidere chi o che cosa rappresenta e tanto meno<br />

a coinvolgere la Santa Vergine.<br />

Chi non si è fermato a fantasticare quali forme si individuano nelle<br />

nuvole o in un pavimento di marmo intensamente venato?<br />

Perché quella sagoma dovrebbe essere necessariamente la Madonna”<br />

e non semplicemente una forma, che stimola la fantasia a individuare<br />

in essa un quadro, un atteggiamento, la posizione di una persona, una<br />

nuvola, una macchia che ha approssimativamente la forma che richiama<br />

un volto?<br />

La forza creativa della fantasia e la facile suggestione collettiva possono<br />

giocare brutti scherzi e far correre il rischio di esporre alla commiserazione,<br />

al ridicolo, alla derisione la religione, la Chiesa, la fede di un<br />

popolo, da parte dei nemici della religione e degli avversari della Chiesa<br />

Cattolica.<br />

A quanti sono e si sentono convintamente cristiani sento il dovere di<br />

ricordare che nella Chiesa abbiamo segni di presenza del cielo in mezzo<br />

a noi infinitamente più veri e reali di un fenomeno di condensa.<br />

• Cristo in persona è realmente presente, vivo e vero nei tabernacoli<br />

delle Chiese.<br />

• Ogni domenica si rende presente nel sacrificio eucaristico e nell’assemblea<br />

riunita per celebrare il giorno del Signore.<br />

221


222<br />

• Continuamente, attraverso la Parola del Vangelo ci invita a cercare<br />

il Regno di Dio, a convertirci, a non farci soffocare dalle preoccupazioni<br />

terrene, a vivere da degni figli di Dio, a pensare alla vita eterna,<br />

a pregare ed amare.<br />

• Ogni anno, dal Natale alla Pentecoste, viviamo in modo attuale, vero,<br />

presente ed efficace tutto quello che Egli, per amore, ha fatto per<br />

noi e per la nostra salvezza.<br />

• Egli stesso ci ha detto che è presente nei piccoli, nei poveri, nei sofferenti,<br />

perché tutto quello che facciamo per questi fratelli lo facciamo<br />

a Lui.<br />

Chiediamoci, allora, se, andando dietro certi fenomeni, non si corre<br />

il rischio di mancare di fede in quello che Gesù ha fatto e ci ha dato; di<br />

offendere il Signore, perché crediamo più alle suggestioni che alla Sua<br />

Parola; di deformare il senso stesso della fede.<br />

Chi, spinto dalla curiosità, crede di vedere nel vetro un “segno” del<br />

cielo, senta il dovere di incamminarsi verso la conversione a una vita cristiana<br />

coerente e impegnata, per diventare, con la grazia, immagine viva<br />

di Cristo e tempio santo di Dio.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 6 novembre <strong>2007</strong><br />

✠ Mario Paciello<br />

Vescovo


GIORNATA DEL SEMINARIO <strong>2007</strong><br />

MESSAGGIO DEL VESCOVO MARIO<br />

Carissimi,<br />

la solennità di Cristo Re ci ha fatto celebrare la festa di un Regno di<br />

verità, di grazia, di giustizia e di pace, che, pur essendo stato riscattato a<br />

prezzo del Sangue del Figlio di Dio, è ancora in costruzione ed è affidato<br />

da Cristo alle nostre mani.<br />

La prima domenica di Avvento ci ha messi in cammino per andare<br />

incontro al Signore che viene.<br />

Ci guida la testimonianza di Giovanni Battista che invita non solo<br />

ad aprire il cuore, ma anche a preparare la via del Signore per le generazioni<br />

che verranno.<br />

La festa dell’Immacolata è l’esaltazione e la contemplazione di una<br />

fanciulla che ha aperto totalmente il suo cuore a Dio per dargli la sua piena<br />

e gioiosa disponibilità a realizzare il piano di salvezza di Dio.<br />

Maria e Giovanni Battista sono modello e monito per i cristiani di<br />

tutti i tempi circa la responsabilità di conoscere il progetto di Dio e di<br />

attuarlo nella fedeltà e nella generosità.<br />

Il Seminario è la Nazaret delle vocazioni, è la scuola del discernimento<br />

e dell’accompagnamento educativo e vocazionale; è il “luogo in<br />

disparte” dove Gesù conduce quelli che chiama per formarli come uomini,<br />

come cristiani e come futuri apostoli.<br />

Il Seminario è necessario alla vita del Corpo della Chiesa come il fegato<br />

per il benessere dell’organismo umano.<br />

Una <strong>Diocesi</strong>, per la vita delle parrocchie, per la crescita nella fede di<br />

ogni battezzato, per la testimonianza della carità, per compiere il mandato<br />

ricevuto da Cristo, non può fare a meno del Seminario.<br />

Tutte le iniziative progettate dal Seminario per curare germi di vocazione<br />

nei fanciulli, negli adolescenti e nei giovani, responsabilizzano<br />

famiglie, parrocchie e associazioni ad accoglierle e valorizzarle.<br />

Nei campi e nelle vigne del Signore tutti siamo chiamati, a tutte le<br />

ore, a fare la nostra parte, con la preghiera, la collaborazione, il sostegno<br />

economico, l’opera educativa.<br />

Il gesto augurale più bello ed unico che mi permetto umilmente di<br />

chiedere a tutti, per i dieci anni di ministero episcopale in questa Dio-<br />

223


224<br />

cesi, è vedere una rifioritura di attenzione al Seminario, di presenze di<br />

seminaristi, di generosità nel sostegno economico.<br />

Abbiamo un bellissimo Seminario: rendiamolo ancora più prezioso<br />

impegnandoci tutti a riempirlo di adolescenti felici di seguire Cristo.<br />

La testimonianza forte e austera di Giovanni Battista e la delicata, silenziosa<br />

e fedele risposta di Maria alla proposta dal Signore, illuminino<br />

gli occhi di quelli ai quali Cristo oggi dice: “Vieni e seguimi”.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 2 dicembre <strong>2007</strong> I Domenica di Avvento<br />

✠ Mario, Vescovo


MESSAGGIO AUGURALE<br />

IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE<br />

“Oggi vi è nato…<br />

un salvatore,<br />

che è Cristo Signore.<br />

Questo per voi il segno:<br />

troverete un bambino…<br />

che giace in una mangiatoia”<br />

(Lc 2, 12)<br />

“In una mangiatoia”! Dunque, in una stalla! Il “Segno” per trovare<br />

il “Salvatore”, che è Cristo Signore, Dio presente in mezzo a noi, è una<br />

stalla! Un segno non fortuito, forzato, da rifugio di emergenza; ma voluto,<br />

scelto fra mille, per rivelare l’Onnipotenza di Dio.<br />

Tu, l’Altissimo tre volte santo,<br />

Tu, eterna Sapienza Creatrice,<br />

Tu, infinita Bellezza di Amore Trinitario,<br />

Tu dell’universo Signore e Padre,<br />

Tu, sommo Dio onnipotente,<br />

…in una stalla!<br />

Tu, alla cui maestosa presenza<br />

fondono come cera i monti,<br />

sussulta stupita la terra,<br />

s’accheta obbediente il mare;<br />

Tu, che cieli dei cieli<br />

e abissi di abissi<br />

non possono contenere,<br />

…in una stalla!<br />

22


22<br />

Non sei Tu l’Onnipotente?<br />

Non sei il Dio dei Troni,<br />

delle Potestà e delle Dominazioni?<br />

Cherubini e Serafini non proclamano<br />

notte e giorno: “Santo, Santo, Santo”?<br />

…perché in una stalla?<br />

“Grandi cose Egli ha compiuto,<br />

sussurra nel silenzio attonito<br />

la dolce voce della Madre,<br />

non mentre stendeva i cieli<br />

e plasmava con mano agile la terra,<br />

ma quando, scelto lo scrigno<br />

del mio umile grembo verginale,<br />

è entrato nella stalla<br />

per mostrare la Sua Gloria<br />

nella tenerezza struggente e inerme<br />

di questo Figlio che piange.<br />

Solo un Dio che sceglie<br />

una stalla per nascere<br />

e una croce per dare la vita<br />

è veramente Amore Onnipotente.<br />

Oggi, come un tempo,<br />

l’uomo cerca Dio;<br />

ma né fasti, né potere,<br />

né magnificenza, né sapere<br />

lo conducono a Lui.<br />

L’Onnipotenza divina,<br />

che abbaglia e vince l’uomo<br />

è la debolezza dolce dell’Amore<br />

di chi si fa umile mangiatoia<br />

per accogliere e mostrare Cristo Signore,<br />

che giace, bambino, in una stalla”.<br />

✠ Mario, Vescovo


Mons. Vescovo ha nominato:<br />

Nomine<br />

6 gennaio <strong>2007</strong> il Sac. Saverio Ciaccia, Vicario Episcopale per<br />

l’Evangelizzazione e la Catechesi e Vicario foraneo<br />

per <strong>Gravina</strong>-Spinazzola-Poggiorsini “ad quinquennium”<br />

(Prot. n. 01/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Giacomo Fiore, Vicario Episcopale per la<br />

Liturgia e la Santificazione e Vicario foraneo per<br />

<strong>Altamura</strong> “ad quinquennium” (Prot. n. 01/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Domenico Giannuzzi, Vicario Episcopale<br />

per la Testimonianza cristiana e la Carità e Vicario<br />

foraneo per Acquaviva delle Fonti “ad quinquennium”<br />

(Prot. n. 01/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Vito Nuzzi, Vicario Episcopale per il settore<br />

tecnico-amministrativo e Vicario foraneo per<br />

Santeramo in Colle “ad quinquennium” (Prot. n.<br />

01/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Vincenzo Panaro, Incaricato Diocesano<br />

della F.A.C.I. (Prot. n. 02/<strong>2007</strong>).<br />

1 febbraio <strong>2007</strong> P. Giovanni Mario Strafella, ofmConv., Vicario<br />

parrocchiale della Parrocchia di S. Francesco<br />

d’Assisi in <strong>Gravina</strong> (Prot. n. 05/<strong>2007</strong>).<br />

18 marzo <strong>2007</strong> il Sac. Vincenzo Mazzotta, Parroco della Parrocchia<br />

dei Santi Nicola e Cecilia in <strong>Gravina</strong> (Prot. n.<br />

09/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Giuseppe Nuzzi, Cappellano dell’Ospedale<br />

Civile di <strong>Gravina</strong> in Puglia (Prot. n. 10/<strong>2007</strong>);<br />

22


22<br />

il Sac. Vito Nuzzi, Membro del Consiglio<br />

Presbiterale (Prot. n. 11/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Nunzio Falcicchio, Membro del Consiglio<br />

Presbiterale (Prot. n. 12/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Vito Cassese, Membro del Consiglio<br />

Presbiterale (Prot. n. 13/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Michele Lombardi, Membro del Consiglio<br />

Presbiterale (Prot. n. 14/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Rocco Scalera, Membro del Consiglio<br />

Presbiterale (Prot. n. 15/<strong>2007</strong>);<br />

P. Daniele Carraro, smm, Membro del Consiglio<br />

Presbiterale (Prot. n. 16/<strong>2007</strong>).<br />

15 aprile <strong>2007</strong> il Sac. Giovanni Monitillo, Direttore Spirituale<br />

del Gruppo di Preghiera di Padre Pio “S. Chiara”<br />

in <strong>Altamura</strong> e Delegato Vescovile per i Gruppi di<br />

Preghiera presenti in <strong>Diocesi</strong> (Prot. n. 18/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Oronzo Valerio, dell’Arcidiocesi di Bari-<br />

Bitonto, Confessore straordinario del Monastero<br />

delle Carmelitane Scalze in <strong>Gravina</strong> (Prot. n.<br />

20/<strong>2007</strong>).<br />

8 settembre <strong>2007</strong> il Sac. Giuseppe Cifarelli, Amministratore parrocchiale<br />

della Parrocchia del SS. Redentore in <strong>Altamura</strong><br />

(Prot. n. 34/<strong>2007</strong>);<br />

il Diac. Francesco Elia, Collaboratore presso le<br />

Parrocchie di S. Eustachio e S. Agostino in Acquaviva<br />

delle Fonti (Prot. n. 37/<strong>2007</strong>);


il Diac. Benito Bolognese, Collaboratore presso<br />

la Parrocchia della SS. Trinità nella Trasfigurazione<br />

in <strong>Altamura</strong> (Prot. n. 38/<strong>2007</strong>);<br />

il Diac. Angelo Goffredo, Collaboratore presso<br />

la Parrocchia di S. Agostino in <strong>Altamura</strong> (Prot. n.<br />

39/<strong>2007</strong>);<br />

il Diac. Pietro Dipace, Collaboratore presso la<br />

Parrocchia di S. Michele Arcangelo in <strong>Altamura</strong><br />

(Prot. n. 40/<strong>2007</strong>).<br />

29 settembre <strong>2007</strong> Mons. Giuseppe Lofrese, Cappellano delle Monache<br />

Carmelitane Scalze del Monastero “S. Teresa”<br />

in <strong>Gravina</strong> (Prot. n. 42/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Michele Capodiferro, Vicario parrocchiale<br />

della Parrocchia Gesù Buon Pastore in <strong>Gravina</strong><br />

(Prot. n. 43/<strong>2007</strong>).<br />

1 ottobre <strong>2007</strong> il Sac. Francesco Saverio Colonna, Cappellano<br />

della Casa Circondariale di <strong>Altamura</strong> (Prot. n.<br />

45/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Ferdinando Pentimone, Rettore della<br />

Chiesa di S. Emidio e Cappellano dell’annessa Comunità<br />

delle Suore Missionarie del Sacro Costato<br />

in <strong>Gravina</strong> (Prot. n. 46/<strong>2007</strong>);<br />

P. Giovanni Personeni, smm, Vice Rettore della<br />

Chiesa-Santuario Madonna del Buoncammino in<br />

<strong>Altamura</strong> (Prot. n. 47/<strong>2007</strong>);<br />

P. Vincenzo Troletti, smm, Vicario parrocchiale<br />

della Parrocchia di S. Erasmo in Santeramo in<br />

Colle (Prot. n. 48/<strong>2007</strong>).<br />

22


230<br />

4 ottobre <strong>2007</strong> P. Francesco Calderoni, ofmConv., Confessore<br />

ordinario del Monastero “S. Chiara” in <strong>Altamura</strong><br />

(Prot. n. 49/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Giuseppe Pietroforte, Assistente Spirituale<br />

della Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare<br />

di Acquaviva delle Fonti (Prot. n. 50/<strong>2007</strong>).<br />

6 ottobre <strong>2007</strong> il Sac. Nicola Chiarulli, Vicario parrocchiale della<br />

Parrocchia del SS. Redentore in <strong>Altamura</strong> (Prot.<br />

n. 51/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Francesco Colamonaco, dell’Arcidiocesi<br />

di L’Aquila, Vicario parrocchiale della Parrocchia<br />

di S. Maria Maggiore in Acquaviva delle Fonti<br />

(Prot. n. 52/<strong>2007</strong>).<br />

24 ottobre <strong>2007</strong> il Sac. Michele Gramegna, Vice Assistente Diocesano<br />

di Azione Cattolica per il Settore Giovani<br />

(Prot. n. 54/<strong>2007</strong>);<br />

con Decreto Prot. n. 55/<strong>2007</strong>, Mons. Vescovo ha<br />

nominato:<br />

il Diac. Benito Bolognese, l’Ins. Lucia Indrio, il<br />

Sig. Nicola Scalera, la Sig.ra Mariateresa Liotti,<br />

Addetti di Segreteria della Curia diocesana;<br />

il Sac. Giacomo Lorusso, Direttore dell’Archivio<br />

storico di <strong>Gravina</strong>;<br />

l’Ins. Anna Garziano, Direttore del Servizio per il<br />

progetto culturale;<br />

il Sac. Nunzio Falcicchio, Direttore dell’Ufficio<br />

per le comunicazioni sociali;<br />

l’Ins. Marisa Piazza, Vice Direttore dell’Ufficio<br />

per le comunicazioni sociali;<br />

l’Avv. Massimo Marvulli, Incaricato per il Servizio<br />

Informatico;<br />

il Sac. Nunzio Falcicchio, il Sac. Vincenzo Panaro,<br />

l’Ins. Anna Garziano, Membri dell’Ufficio


Stampa e della Redazione del Bollettino Diocesano;<br />

il Sac. Nunzio Falcicchio, Direttore del Centro<br />

Diocesano Vocazioni;<br />

il Sac. Giuseppe Loviglio, Vice Direttore del Centro<br />

Diocesano Vocazioni;<br />

il Sac. Giuseppe Pietroforte, Direttore dell’Ufficio<br />

per la formazione permanente del clero;<br />

Sr. Dolores Barletta, fdz, Vice Direttore dell’Ufficio<br />

per la vita consacrata;<br />

il Sac. Domenico Natale, Direttore dell’Ufficio<br />

per la pastorale del tempo libero, turismo e sport;<br />

il Sig. Dionisio Baldassarre e l’Avv. Giovanni<br />

Loporcaro, Collaboratori dell’Ufficio per la pastorale<br />

del tempo libero, turismo e sport;<br />

il Sac. Vito Colonna, Direttore ecclesiastico dell’Ufficio<br />

per i beni culturali ecclesiastici e del Servizio<br />

per l’edilizia di culto;<br />

Salvatore Bisignano, Presidente; Andrea Cavazzoni,<br />

Donato Clemente, Loreto De Stefano, Eustachio<br />

Ferrulli, Marta Genco, Michele Loiudice,<br />

Michelangelo Musci, Vito Policoro, Vincenzo<br />

Ventricelli, Membri del Comitato Organizzatore<br />

del V Cammino di Fraternità delle Confraternite di<br />

Puglia (Prot. n. 58/<strong>2007</strong>).<br />

01.12.<strong>2007</strong> il Sac. Angelantonio Cianciotta, Consulente Ecclesiastico<br />

dell’Unione Cattolica Italiana Insegnanti<br />

Medi (U.C.I.I.M.) e dell’Associazione Italiana<br />

Maestri Cattolici (A.I.M.C.), Sezioni di <strong>Altamura</strong><br />

(Prot. n. 78/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Vito Incampo, Membro del Consiglio Presbiterale<br />

(Prot. n. 79/<strong>2007</strong>).<br />

231


232<br />

Mons. Vescovo ha confermato:<br />

Conferme<br />

1 febbraio <strong>2007</strong> Lovecchio Antonio, Priore della Confraternita di<br />

S. Giuseppe, con sede in Santeramo in Colle (Prot.<br />

n. 03/<strong>2007</strong>);<br />

Clemente Donato, Priore della Confraternita di<br />

S. Pasquale Baylon, con sede in <strong>Altamura</strong> (Prot. n.<br />

04/<strong>2007</strong>).<br />

3 marzo <strong>2007</strong> il Comitato Feste in onore di Maria SS. del Buoncammino<br />

in <strong>Altamura</strong> per l’anno <strong>2007</strong> (Prot.<br />

07/<strong>2007</strong>).<br />

19 marzo <strong>2007</strong> Scippa Martino, Priore della Confraternita del<br />

SS. Sacramento, con sede in <strong>Altamura</strong> (Prot. n.<br />

17/<strong>2007</strong>).<br />

15 aprile <strong>2007</strong> il Comitato Feste in onore di Maria SS. del Bosco<br />

in Spinazzola per l’anno <strong>2007</strong> (Prot. 19/<strong>2007</strong>).<br />

30 aprile <strong>2007</strong> il Comitato Feste in onore della Madonna della<br />

Croce in <strong>Altamura</strong> per l’anno <strong>2007</strong> (Prot.<br />

23/<strong>2007</strong>).<br />

10 maggio <strong>2007</strong> il Comitato Feste in onore di Maria SS. Ausiliatrice<br />

in <strong>Altamura</strong> per l’anno <strong>2007</strong> (Prot.<br />

24/<strong>2007</strong>);<br />

il Comitato Feste in onore di S. Rita in <strong>Altamura</strong><br />

per l’anno <strong>2007</strong> (Prot. 25/<strong>2007</strong>);<br />

il Comitato Feste in onore di S. Antonio in <strong>Altamura</strong><br />

per l’anno <strong>2007</strong> (Prot. 26/<strong>2007</strong>).


27 maggio <strong>2007</strong> Mons. Giovanni Tritto, Presidente del Capitolo<br />

ex Palatino della Basilica Concattedrale di Acquaviva<br />

delle Fonti (Prot. n. 29/<strong>2007</strong>).<br />

1 giugno <strong>2007</strong> il Comitato Feste in onore di Maria SS. di Costantinopoli<br />

in Acquaviva delle Fonti per l’anno<br />

<strong>2007</strong> (Prot. 30/<strong>2007</strong>).<br />

30 luglio <strong>2007</strong> il Comitato Feste in onore dei SS. Medici in <strong>Altamura</strong><br />

per l’anno <strong>2007</strong> (Prot. 32/<strong>2007</strong>).<br />

8 settembre <strong>2007</strong> il Comitato Feste in onore dell’Arcangelo S.<br />

Michele in <strong>Altamura</strong> per l’anno <strong>2007</strong> (Prot.<br />

36/<strong>2007</strong>);<br />

il Comitato Feste in onore della Madonna del<br />

Rosario in <strong>Altamura</strong> per l’anno <strong>2007</strong> (Prot.<br />

41/<strong>2007</strong>).<br />

233


234<br />

Mons. Vescovo ha autorizzato:<br />

Autorizzazioni<br />

30 aprile <strong>2007</strong> il Sac. Michele Lombardi, Parroco della Parrocchia<br />

S. Pietro Apostolo in Spinazzola, ad accettare<br />

le disposizioni testamentarie della Sig.ra Maria<br />

Barbera in favore della medesima Parrocchia (Prot.<br />

n. 22/<strong>2007</strong>).<br />

8 agosto <strong>2007</strong> il Sac. Vincenzo Mazzotta, Parroco della Parrocchia<br />

dei Santi Nicola e Cecilia in <strong>Gravina</strong>, all’alienazione<br />

di 3 fondi rustici di proprietà della medesima<br />

Parrocchia in agro di <strong>Gravina</strong> in Puglia (Prot. n.<br />

33/<strong>2007</strong>).<br />

15 ottobre <strong>2007</strong> il Sac. Vito Nuzzi, Parroco della Parrocchia S.<br />

Erasmo in Santeramo in Colle, ad acquistare un immobile<br />

sito in Santeramo in Colle, Via Annunziata<br />

n. 10, angolo Via Catterina (Prot. n. 53/<strong>2007</strong>).<br />

3 novembre <strong>2007</strong> il Sac. Michele Lombardi, Parroco della Parrocchia<br />

S. Pietro Apostolo in Spinazzola, ad alienare 8<br />

fondi rustici di proprietà della medesima Parrocchia<br />

in agro di Minervino Murge (Prot. n. 77/<strong>2007</strong>).<br />

3 dicembre <strong>2007</strong> il Sac. Michele Lombardi, Parroco della Parrocchia<br />

S. Pietro Apostolo in Spinazzola, ad alienare<br />

un immobile di proprietà della medesima Parrocchia,<br />

sito nel comune di Minervino Murge in Via<br />

Roma (già Via Belvedere) n. 58 (Prot. n. 80/<strong>2007</strong>);<br />

il Sac. Michele Lombardi, Parroco della Parrocchia<br />

S. Pietro Apostolo in Spinazzola, ad alienare<br />

due immobili di proprietà della medesima Parrocchia,<br />

siti nel comune di Minervino Murge, rispettivamente<br />

in Via Sorruoto n. 3 e Via Tocco n. 61 (ex<br />

59) (Prot. n. 82/<strong>2007</strong>).


Mons. Vescovo ha concesso la licenza:<br />

Licenze<br />

3 marzo <strong>2007</strong> a S.E. Mons. Settimio Todisco, Arcivescovo emerito<br />

di Brindisi-Ostuni, per conferire il Ministero<br />

del Lettorato al Seminarista Giuseppe Logruosso<br />

(Prot. n. 06/<strong>2007</strong>).<br />

8 settembre <strong>2007</strong> al Sac. Giuseppe Pietroforte, Parroco della Parrocchia<br />

di S. Domenico in Acquaviva delle Fonti,<br />

per celebrare i matrimoni che ricadono sotto la<br />

giurisdizione della propria Parrocchia, durante i<br />

lavori che interesseranno la chiesa parrocchiale<br />

dal 3 settembre u.s. fino a Natale p.v., nella chiesa<br />

parrocchiale di S. Maria Maggiore in Acquaviva<br />

delle Fonti, come se fosse nel proprio territorio,<br />

con la trascrizione dell’atto di Matrimonio nel registro<br />

della Parrocchia di San Domenico (Prot. n.<br />

35/<strong>2007</strong>).<br />

20 settembre <strong>2007</strong> al Sac. Vito Cassese, Parroco della Parrocchia<br />

dei Santi Pietro e Paolo in <strong>Gravina</strong>, ad acquistare<br />

l’immobile del complesso parrocchiale per la realizzazione<br />

di impianto sportivo (Prot. n. 76/07).<br />

3 dicembre <strong>2007</strong> a Mons. Giuseppe Lofrese, Presidente del Capitolo<br />

Cattedrale di <strong>Gravina</strong>, a costituirsi nel giudizio<br />

di appello promosso dai Signori Capone Raffaele<br />

e Vignola Francesco, al fine di impugnare la sentenza<br />

di primo grado pronunziata dal Tribunale di<br />

Bari - Sezione distaccata di <strong>Altamura</strong> il 15.05.2006<br />

(Prot. n. 81/<strong>2007</strong>).<br />

11 dicembre <strong>2007</strong> a S.E. Mons. Lucio Angelo Renna, Vescovo di<br />

San Severo, per conferire il Ministero del Lettorato<br />

al Seminarista Marcio Oliveira Duarte (Prot. n.<br />

83/<strong>2007</strong>).<br />

23


23<br />

Mons. Vescovo:<br />

Riconoscimenti e Approvazioni<br />

3 luglio <strong>2007</strong> ha eretto in Associazione privata di fedeli l’associazione<br />

“Teresa Orsini”, con sede in <strong>Gravina</strong>, approvandone<br />

contestualmente lo Statuto, “ad experimentum”<br />

per un triennio (Prot. n. 31/<strong>2007</strong>).


Omelia per la<br />

Festa Patronale di San Michele Arcangelo<br />

Cattedrale di <strong>Gravina</strong> - 29 settembre <strong>2007</strong><br />

La solennità dei Ss. Angeli Michele, Gabriele, Raffaele:<br />

• è una festa che parla di Dio;<br />

• è una festa che invita ad alzare lo sguardo verso Dio;<br />

• è una festa che porta a Dio.<br />

Nel prefazio (prima del santo e della consacrazione) diremo:<br />

• “la tua gloria risplende negli angeli”;<br />

• “onorando i tuoi messaggeri, esaltiamo la tua bontà”;<br />

• “negli angeli ci riveli quanto sei grande e amabile”.<br />

Omelie<br />

Gli stessi nomi dei tre Angeli che oggi celebriamo sono tutta una rivelazione<br />

di chi è Dio.<br />

Michele, “Chi è come Dio”, ci richiama la trascendenza di Dio;<br />

• ci ricorda che Dio è totalmente diverso dalla nostra condizione di<br />

creature.<br />

• Dio è Dio, e come tale va riconosciuto, adorato, servito e amato.<br />

La prima tentazione dell’uomo d’oggi è di lasciarsi invaghire dall’atteggiamento<br />

orgoglioso di negare Dio. L’ateismo teorico e pratico<br />

dilaga in tutte le fasce di età e in tutti gli ambiti del vivere sociale e del<br />

sapere.<br />

Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di ritrovare Dio e metterlo al primo<br />

posto, per ritrovare noi stessi.<br />

Gabriele “Forza di Dio” ci ricorda l’onnipotenza di Dio:<br />

• Dio è creatore e Signore di tutte le cose;<br />

• tutto esiste per Lui e per mezzo Suo;<br />

• senza di Lui nulla esiste.<br />

La seconda tentazione dalla quale l’uomo d’oggi si lascia sedurre è la<br />

tentazione dell’onnipotenza.<br />

23


23<br />

Il progresso scientifico e tecnico, le potenzialità della ricerca scientifica,<br />

l’applicazione della tecnologia più avanzata fanno credere di non<br />

avere bisogno di Dio, di poter risolvere i propri problemi e bisogni con<br />

le proprie forze, di non aver bisogno di pregare, di essere proprietari di<br />

se stessi, dell’universo, della vita e della morte, di poter liberamente disporre<br />

di ogni cosa, di colmare il bisogno di felicità che è in ogni persona<br />

soddisfacendo ogni suo desiderio.<br />

Raffaele, “Dio ha curato”, ci insegna che Dio è salvatore dell’uomo,<br />

perché è amore e misericordia, è padre che salva e perdona.<br />

Il terzo male dell’uomo d’oggi è di non riconoscere il peccato; la presunzione<br />

di non sbagliare, di non aver bisogno di pentirsi di qualcosa, di non<br />

dovere chiedere perdono a nessuno.<br />

Nella preghiera iniziale della Messa, il Vescovo, a nome di tutti, si è<br />

espresso così: “Dio, tu chiami gli angeli e gli uomini a cooperare al tuo<br />

disegno di salvezza”.<br />

Il progetto, il disegno che Dio ha è di salvare tutti gli uomini, cioè di<br />

dare a tutti gli uomini la sua vita, la sua grazia, il suo amore; vuole rendere<br />

tutti gli uomini Figli di Dio, vuole che nessuno si perda, ma che tutti<br />

entrino nell’eternità di Dio, nella vita eterna, nel paradiso.<br />

Per realizzare questa sua volontà ha mandato il Figlio Suo, fattosi<br />

uomo, morto e risorto per la nostra salvezza.<br />

Ma Dio ha voluto che a questo grandioso progetto partecipassero gli<br />

angeli e gli uomini (orazione).<br />

Se apriamo la Bibbia, vediamo come Dio, si è servito dei suoi angeli,<br />

sia nel Vecchio Testamento che nel Nuovo Testamento, per inviare i suoi<br />

messaggi agli uomini.<br />

La grande testimonianza che gli angeli ci danno nella Bibbia è<br />

• di adorare e contemplare Dio;<br />

• essere fedeli e obbedienti esecutori della Sua volontà;<br />

• portare agli uomini gli annunci di salvezza.<br />

Se ci paragoniamo con gli angeli notiamo che l’unica cosa che ci distingue<br />

è che loro sono puri spiriti; noi abbiamo spirito e corpo.<br />

• Ma siamo fratelli e sorelle degli angeli;<br />

• noi e gli angeli siamo figli di Dio;<br />

• noi e gli angeli partecipiamo della stessa vita divina: la Grazia.


• Abbiamo il loro stesso destino: la vita eterna, e la loro stessa missione<br />

in terra: annunciare il Vangelo con la nostra fede, con la coerenza<br />

cristiana, l’obbedienza, la fedeltà a Dio.<br />

Il Programma Pastorale di quest’anno, incentrato sulla carità, ci invita:<br />

1) innanzitutto a fare esperienza dell’amore e del perdono di Dio nel<br />

sacramento della confessione;<br />

2) di impegnarci insieme, nelle unità pastorali, per curare in modo<br />

speciale i giovani e la famiglia;<br />

3) di curare la nostra formazione cristiana, cioè di crescere in una<br />

fede vera.<br />

Quanto entusiasmo, intorno all’immagine del Santo protettore!<br />

Dobbiamo chiederci perché facciamo festa e che significa fare festa.<br />

Non basta ripetere tradizioni, preoccupati solo di spendere sempre di<br />

più.<br />

A San Michele non importa quanti cortei si fanno, come sono ricche e<br />

artistiche le luminarie, se i fuochi o i cantanti sono stati migliori dell’anno<br />

precedente o del paese vicino.<br />

San Michele<br />

• vuole vederci in cammino dietro Gesù,<br />

• vuole vedere la domenica santificata,<br />

• i fidanzati casti,<br />

• le famiglie unite,<br />

• i datori di lavoro rispettosi degli operai,<br />

• i professionisti e i lavoratori impegnati e onesti.<br />

• le comunità cristiane che crescono intorno alla Parola di Dio, alla<br />

catechesi,<br />

• i sacramenti celebrati come eventi di fede e di salvezza,<br />

• tutti i battezzati, aperti e attenti ai problemi e ai bisogni della Città<br />

e dei gravi squilibri del mondo dei poveri.<br />

L’aspetto allegro, gioioso, ludico, artistico in una comunità che celebra<br />

una festa religiosa, ci sta bene, ci vuole, ma senza perdere di vista, né<br />

far passare sotto silenzio, in secondo piano l’incontro col Signore.<br />

Il personaggio più importante da incontrare in una festa è Gesù, non<br />

il cantante.<br />

23


240<br />

La luce da cui farsi illuminare è Gesù, non le luminarie. Luci, fuochi,<br />

musiche devono festeggiare la fede, la rinascita spirituale, la conversione<br />

dei cuori, il ristabilimento della pace, della concordia, della solidarietà.<br />

Se le feste cristiane non annunziano Gesù Cristo e non migliorano la<br />

comunità cristiana, non c’è motivo che si facciano.<br />

Il Signore nel salmo 149 della Bibbia richiama il popolo di Israele a<br />

offrire un culto vero:<br />

“Tu che detesti la disciplina e le mie parole te le getti alle spalle, abbandoni<br />

la tua bocca al male, e la tua lingua ordisce inganni, parli contro il<br />

tuo fratello getti fango contro di lui…<br />

Hai fatto questo e dovrei tacere?<br />

…chi cammina per la retta via, questi mi onora!<br />

San Michele, con la sua intercessione, ci aiuti a vivere in modo “alto”<br />

la nostra fede per portare a compimento la missione che il Signore ci<br />

ha affidato: essere testimoni del Risorto nel mondo.<br />

Omelia per la<br />

Cerimonia di Investitura Cavalieri Santo Sepolcro<br />

Acquaviva delle Fonti - 23 giugno <strong>2007</strong><br />

La liturgia della dodicesima Domenica del tempo ordinario, quest’anno,<br />

coincide con la solennità della natività di San Giovanni Battista. Anche<br />

questa cerimonia di investitura si svolge nella liturgia della natività<br />

di San Giovanni Battista! Da questa coincidenza attingiamo tanta luce,<br />

per entrare nella verità, nel significato di quello che stiamo celebrando.<br />

Una figura eccezionale e straordinaria quella di Giovanni Battista!<br />

Nei Vangeli solo di Giovanni Battista, vengono narrati eventi che sono<br />

propri di Gesù; per esempio solo di Gesù e di Giovanni Battista viene<br />

annunciata la nascita: abbiamo sentito nel Vangelo l’annunzio della nascita<br />

del Battista fatto a Zaccaria.<br />

Solo di Gesù e di Giovanni Battista è raccontata la nascita; solo alla<br />

nascita di Gesù e di Giovanni Battista ci sono due inni di gloria e di rin-


graziamento. Quando nasce Giovanni Battista, il padre Zaccaria esulta<br />

con quel meraviglioso inno: “Benedetto il signore, Dio di Israele”; alla<br />

nascita di Gesù, gli Angeli cantano: “Gloria al Dio nell’alto dei cieli”.<br />

Solo di Giovanni Battista e di Gesù è raccontato, quasi in parallelo, il<br />

ministero: Giovanni predica per preparare i cuori ad accogliere il Cristo;<br />

Gesù, per tre anni circa, svolge il suo ministero pubblico.<br />

La vicenda di Giovanni Battista si conclude con l’incarcerazione e la<br />

decapitazione; la vicenda terrena di Gesù si conclude sul calvario, ma<br />

culmina nella resurrezione.<br />

Chi è Giovanni Battista? Come ci appare nei pochi tratti che ci offrono<br />

i vangeli? L’angelo, annunciando a Zaccaria la nascita di un figlio,<br />

gli dice anche quale sarà la sua missione, quale compito il Signore gli<br />

avrebbe affidato.<br />

Tutto quello che l’angelo aveva predetto, Giovanni Battista lo ha realizzato.<br />

Giovanni Battista è stato un portatore di gioia<br />

Elisabetta, quando riceve la visita di Maria esclama: “Non appena la<br />

tua voce mi è giunta all’orecchio il bambino ha esultato di gioia nel mio<br />

grembo”. Quando Giovanni Battista viene alla luce, i presenti, vedendo<br />

il prodigio di Zaccaria che riacquista la parola, restano meravigliati ed<br />

esultano chiedendosi cosa sarà di quel bambino. Il Signore su ognuno di<br />

noi fa un progetto di amore e vorrebbe che ogni uomo e ogni donna che<br />

vengono al mondo siano portatori di gioia.<br />

San Giovanni Battista portatore di luce<br />

Giovanni ha preparato i cuori che erano “nelle tenebre e nell’ombra<br />

di morte” per accogliere la predicazione di Gesù; ha mostrato la<br />

luce quando ha indicato il messia presente ai propri discepoli: “Ecco<br />

l’Agnello di Dio, ecco Colui che toglie i peccati del mondo”.<br />

Giovanni è stato un testimone credibile, perché tutto quello che diceva,<br />

o chiedeva agli altri di fare, lo metteva in pratica innanzitutto lui.<br />

Era testimone austero di vita di preghiera, di ricerca di Dio, di attenzione<br />

agli altri , di servizio al prossimo; modello e invito a preparare i cuori<br />

per accogliere il regno di Dio. Quando Giovanni Battista ha dato una<br />

definizione di se stesso ha usato diverse immagini: diceva di sé che era<br />

“l’amico dello Sposo”. Lo sposo era Gesù; lui si considerava l’amico<br />

dello sposo, perché, come l’amico dello sposo, nel giorno delle nozze, è<br />

241


242<br />

tutto al servizio dello sposo, così Giovanni Battista vive la sua vita tutta<br />

orientata a Gesù, fa tutto per lui: parla per lui, converte i cuori perché<br />

accolgano Gesù. Il suo programma era questo: bisogna che egli cresca e<br />

che io diminuisca.<br />

Questo è il programma di ogni ministro di Dio, ma anche di ogni<br />

cristiano, poiché, come battezzati, siamo chiamati ad essere testimoni di<br />

Cristo nel mondo; cioè attraverso la nostra vita si deve vedere presente<br />

il Cristo.<br />

Giovanni Battista è stato un testimone dell’Assoluto, un testimone<br />

dell’Invisibile: parlava con chiarezza, con fermezza, di uno che gli altri<br />

non vedevano. diceva di sé stesso: io non sono il messia; io sono una voce.<br />

La voce permette al pensiero di comunicarsi; la voce lascia un messaggio.<br />

La parola resta, la voce passa. Io sono solo un suono, un flatus,<br />

un soffio; ma la parola, che è Gesù, resta; e io non sono degno nemmeno<br />

di sciogliere i lacci dei suoi sandali. In mezzo a voi, diceva Giovanni<br />

Battista, c’è uno che voi non conoscete, ma che è la ragione di tutto ciò<br />

che io faccio, è colui per il quale io vivo; è in preparazione alla sua venuta,<br />

che io annunzio la conversione dei cuori.<br />

Giovanni Battista è stato un profeta coerente e coraggioso. Tutto ciò<br />

che l’angelo dice a Zaccaria che egli avrebbe fatto, lo ha portato a termine<br />

fino al martirio. anche davanti a un re corrotto, non teme di annunciare<br />

la legge del Signore e di rimproverare i suoi misfatti; anche ai capi del<br />

popolo e ai militari diceva la verità circa i loro doveri.<br />

Ho voluto soffermarmi su questa figura meravigliosa per mettere davanti<br />

ai vostri occhi un’icona, un modello, un campione, col quale confrontarci<br />

tutti; un testimone col quale è chiamata a confrontarsi la nuova delegazione<br />

che viene istituita, e ogni cavaliere che oggi riceverà l’investitura.<br />

Nella liturgia della natività di San Giovanni Battista, con la lettura del<br />

decreto di istituzione e con la benedizione dello stendardo con le cinque<br />

croci, simbolo dei cavalieri del Santo Sepolcro, nasce la Delegazione di<br />

Acquaviva delle Fonti e di Santeramo in Colle.<br />

Lo stendardo deve essere, per la Delegazione che nasce, un segno<br />

visibile del Cristo crocifisso. Accogliendo la croce Cristo ha riportato<br />

la vittoria sul male e sulla morte. Ma lo stendardo ricorda anche che<br />

cavalieri e dame sono chiamati a confrontarsi e a conformarsi col Cristo<br />

crocifisso, portando nel modo giusto la propria croce ogni giorno. Nata<br />

la Delegazione, si investono i cavalieri.


Colgo il significato del rito di investitura proprio dalle parole che<br />

ascolteremo: diventare cavaliere significa prendere coscienza di essere,<br />

come cristiano, un lottatore per il regno di Cristo; uno che è chiamato<br />

a diffondere il regno di Dio, ad operare per la carità, a non profanare il<br />

nome di Cristo, cioè a lottare contro il peccato di qualunque genere esso<br />

sia.<br />

Il cavaliere del Santo Sepolcro si impegna a gloriarsi di essere soldato<br />

di nostro Signore Gesù Cristo, di non vergognarsi di essere cristiano e<br />

di professare la propria fede, a comportarsi in modo degno della propria<br />

vocazione.<br />

Ci sono due simboli che esprimono i contenuti dell’investitura: la<br />

consegna degli speroni, e l’imposizione della spada. Gli speroni sono il<br />

simbolo dei cavalieri: uno strumento di cui non possono fare a meno. Io<br />

penso che gli speroni devono ricordare ad ogni cavaliere il suo rapporto<br />

diretto con il Santo Sepolcro. Un tempo i cavalieri andavano a fare guerra<br />

per la liberazione del Santo Sepolcro; oggi i cavalieri testimoniano<br />

il loro amore al Santo Sepolcro, (il punto più prezioso sulla terra della<br />

nostra identità cristiana), sentendosi chiamati, anche con sacrifici personali,<br />

a custodirlo e sostenerlo.<br />

Gli speroni ricordano ai cavalieri che sono custodi del luogo che fu<br />

l’unico testimone della risurrezione. L’imposizione della spada vi ricorda<br />

ciò che dice l’Apostolo Paolo: la spada è simbolo della Parola di Dio,<br />

del coraggio con cui bisogna testimoniare la propria fede e della fortezza<br />

che bisogna avere per mettere in pratica la parola di Dio. Ricevere l’imposizione<br />

della spada nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo<br />

è come dire: Signore, nel tuo nome e con la tua grazia mi impegno ad<br />

essere un credibile testimone della mia fede e un servo della carità nella<br />

chiesa e nel mondo.<br />

L’augurio che faccio alla nuova delegazione è che tutti i contenuti del<br />

rito che stiamo celebrando e tutti gli impegni che oggi assumete davanti<br />

al Signore, possano essere seguiti da una luminosa testimonianza in qualunque<br />

luogo vi rendete presenti come uomini, cittadini, professionisti,<br />

cristiani.<br />

Colgo l’occasione per porgere un cordiale saluto a tutti gli intervenuti:<br />

al Luogotenente, ai Presidi venuti da altre Sezioni, ai rappresentanti<br />

delle altre Delegazioni, alle Personalità Civili e Militari che onorano<br />

questa celebrazione.<br />

243


244<br />

CELEBRAZIONE EUCARISTICA<br />

per Francesco e Salvatore<br />

Cattedrale di <strong>Gravina</strong> - 5 giugno <strong>2007</strong><br />

SALUTO INIZIALE<br />

Fratelli carissimi,<br />

grazie per aver risposto all’invito di radunarci in solenne assemblea<br />

liturgica per pregare per Francesco e Salvatore.<br />

Siamo qui, come Chiesa Diocesana, per implorare ufficialmente il<br />

Signore, perché dia la luce del Suo Spirito a quanti sono sulle tracce dei<br />

fratellini e perché protegga Francesco e Salvatore.<br />

Ma il nostro pensiero, in questo tristissimo anniversario, va a tutte le<br />

vittime della malavita, a tutti i minori scomparsi o uccisi, a tutte le famiglie<br />

offese, derubate degli affetti più sacri e delle persone più care.<br />

Vogliamo supplicare il Padre celeste per tutti gli oppressi e le vittime<br />

della criminalità, dell’ingiustizia e della violenza, perché le loro<br />

sofferenze, unite al sacrificio di Cristo, facciano germogliare legalità,<br />

giustizia, pace e tocchino il cuore dei manovali della criminalità e dei<br />

loro mandanti.<br />

OMELIA<br />

La prima lettura, dal Libro della Genesi, ci ha raccontato la storia di<br />

un delitto in famiglia conclusosi felicemente: un tentativo di fratricidio,<br />

la vendita di un fratello minore, la simulazione di un reato, il dolore inconsolabile<br />

di un padre.<br />

Il ragazzo venduto si chiamava Giuseppe, figlio di Giacobbe.<br />

Dopo essere stato vittima di un tentativo di seduzione, fu calunniato<br />

e messo in carcere; ma la sua innocenza fu premiata: diventò vicerè di<br />

Egitto e salvatore della sua stessa famiglia e del suo popolo dalla carestia.<br />

“Cerco i miei fratelli. Indicami dove sono”, disse Giuseppe al passante,<br />

mentre vagava per la campagna.<br />

“Cerchiamo i nostri fratelli, Signore! Indicaci dove sono”, diciamo<br />

noi questa sera.<br />

La risposta a questa domanda ci viene dal Vangelo che è stato proclamato.


Infatti, oggi, siamo noi i discepoli che si avvicinano a Gesù per domandargli<br />

chi sono i “grandi”, le persone più importanti del mondo.<br />

Anche a noi Gesù risponde con un gesto profetico.<br />

Egli pone tutti i bambini del mondo nel mezzo di questa assemblea e<br />

grida: “chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli, sarebbe meglio<br />

per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse<br />

gettato negli abissi del mare… Guai all’uomo per colpa del quale avviene<br />

lo scandalo”.<br />

Sono talmente preziosi i bambini, è tanto intangibile la loro vita, che<br />

Gesù non ha difficoltà a ricorrere al linguaggio iperbolico: è meglio farsi<br />

legare una macina da mulino e farsi inabissare nel mare, anziché “disprezzare”,<br />

umiliare e fare del male a un solo bambino.<br />

Finché continueremo a pensare che i bambini non valgono quanto gli<br />

adulti e le persone importanti, non li troveremo mai, anzi li perderemo<br />

tutti.<br />

Purtroppo la nuova generazione vive in una società e in un contesto<br />

culturale in cui si pretende che tutto sia consentito, tutto sia lecito, tutto<br />

sia dovuto, nulla deve essere limitato, nessun valore è stabile e fondamentale<br />

per una convivenza onesta giusta e pacifica.<br />

In questa cornice è impossibile che non avvengano scandali e reati a<br />

danno dei piccoli, dei deboli, degli ultimi.<br />

I difensori di una cultura laica, insofferente di principi, di verità assolute,<br />

sprezzante di ogni sensibilità pedagogica, bisogna che riflettano bene<br />

sulle deleterie conseguenze che si riversano sulla vita privata dei cittadini<br />

e sulla società, particolarmente sulle membra più fragili e indifese.<br />

Tutti coloro che creano opinione pubblica devono prendere coscienza<br />

della loro gravissima responsabilità di formare o deformare il pensiero e<br />

i comportamenti delle nuove generazioni.<br />

Credo che sia ora di trovare il coraggio civico e morale di riconoscere<br />

i danni che subiscono bambini, adolescenti e giovani, ai quali, col favore<br />

delle leggi, vengono permessi comportamenti che li segnano per tutta la<br />

vita, o perlomeno, ostacolano uno sviluppo armonico della personalità.<br />

Giornali - Radio - TV, forse preoccupati più dell’audience che di un<br />

vero interesse educativo, danno quotidianamente resoconti dettagliati di<br />

delitti in famiglia, di stragi del sabato sera, di interminabili processi; noi<br />

chiediamo che legislatori, responsabili della legalità, della comunicazione,<br />

dell’educazione e della vita del nostro popolo, si pongano interrogativi<br />

e diano risposte sulle cause di questa escalation di reati e di morti.<br />

24


24<br />

Non vogliamo rassegnarci né assuefarci a sentire ogni giorno notizie<br />

di bambini sottratti alle loro famiglie, di figli impiccati, soffocati, accoltellati<br />

da padri e madri omicidi e suicidi; di genitori uccisi dai figli, di<br />

famiglie sterminate dai vicini di casa.<br />

Vorremmo parlare di bambini solo quando essi tirano fuori dal tesoro<br />

delle loro doti e della loro creatività, cose belle; solo quando il mondo<br />

degli adulti fa qualcosa di buono e di educativo per loro.<br />

Ma per permettere ai bambini di essere bambini, di pensare da bambini,<br />

di vivere nel mondo dei bambini, bisogna aiutare la famiglia a credere<br />

in se stessa, a riscoprire la bellezza unica della propria identità, a<br />

vivere la gioia delle relazioni, del dialogo, dello stare insieme.<br />

Quando parliamo di famiglia dobbiamo evitare l’errore gravissimo<br />

di pensare solo ai diritti di un uomo e una donna (a danno dei diritti dei<br />

figli).<br />

La famiglia (da “Famulus”, servo) è un insieme di relazioni di servizio<br />

alla vita fondate su un patto matrimoniale, su vincoli di sangue e<br />

sull’amore.<br />

Quando mancano queste componenti si creano situazioni di fragilità<br />

e le fragilità della famiglia ricadono tutte a danno dei figli.<br />

I problemi della famiglia non si risolvono dando soltanto qualche<br />

contributo, qualche agevolazione fiscale, o creando alternative e surrogati.<br />

La famiglia ha bisogno di essere affermata, riconosciuta, difesa, sostenuta,<br />

aiutata, consolidata, salvata.<br />

Tutto il bene dei bambini è innanzitutto nelle mani dei genitori, ma<br />

anche degli adulti, della Società della Chiesa, delle Istituzioni.<br />

Ma anche tutto il male dei bambini è nelle stesse mani.<br />

I tutori, i difensori dei bambini non sono né i magistrati né le Forze<br />

dell’Ordine; quando essi intervengono è segno che qualcosa di illegale è<br />

già avvenuto, qualche reato è stato commesso.<br />

Per Francesco e Salvatore qualcosa di anomalo, di incomprensibile è<br />

accaduto.<br />

Noi rinnoviamo la nostra fiducia negli investigatori; ma non vogliamo<br />

scaricare solo sulle loro spalle tutta la responsabilità.<br />

Non possiamo sostituirci a loro, ma dobbiamo prendere coscienza<br />

che la vicenda di Francesco e Salvatore ci interessa da vicino e direttamente.<br />

Ciccio e Tore fanno parte di questa Città e di questa <strong>Diocesi</strong>.


È tutta la famiglia civile ed ecclesiale che vive oggi il dramma della<br />

loro scomparsa con la stessa sofferta partecipazione e con la stessa speranza<br />

di una positiva conclusione, di un anno fa.<br />

Vogliamo collaborare con le Forze dell’Ordine e i Magistrati con una<br />

risalita in dignità, in legalità, in solidarietà, in impegno educativo fatto<br />

col linguaggio dell’esempio a tutti i livelli.<br />

Salviamo i bambini! Tutti i bambini!<br />

Vorrei che questo anniversario facesse risuonare in <strong>Gravina</strong> e in tutta<br />

l’Italia il grido altissimo di Ciccio e Tore che ci dicono: “Salvate i bambini”.<br />

Cittadini di <strong>Gravina</strong>, sacerdoti, politici, educatori, imprenditori, professionisti,<br />

genitori, Associazioni di ogni tipo, salviamo i bambini.<br />

La famiglia, la scuola, la parrocchia non rinuncino alle loro grandi<br />

responsabilità di essere centri primari ed essenziali di formazione.<br />

Il Governo Regionale aiuti le parrocchie che hanno spazi, a portare<br />

a positive conclusioni le pratiche per la creazione di oratori e strutture<br />

sportive.<br />

Le Amministrazioni comunali promuovano luoghi per lo sport e il<br />

tempo libero per quanti non possono frequentare strutture private.<br />

Le Associazioni, le Comunità parrocchiali, attraverso la catechesi, la<br />

Pastorale Giovanile e le attività agonistiche, artistiche e culturali, offrano<br />

ai ragazzi occasioni di aggregazione e di formazione.<br />

Si offrano agli adolescenti e ai giovani occasioni di volontariato, di<br />

impegno solidale, di servizio gratuito.<br />

<strong>Gravina</strong>, come tutte le città del nord e del sud, ha tanti problemi irrisolti<br />

e piaghe da curare; ma ha anche tanti talenti e tanta sensibilità per<br />

l’arte, la cultura, lo sport.<br />

Mettiamo a frutto insieme e con gratuità i doni ricevuti per far crescere<br />

i bambini nell’ambiente più idoneo, per farli diventare cittadini onesti<br />

e cristiani maturi.<br />

Dio onnipotente ed eterno, padre di tutti noi, ma specialmente dei<br />

piccoli e degli orfani, ascolta la supplica di questi tuoi figli.<br />

Noi non abbiamo che Te per dare un fondamento alla nostra speranza<br />

di ritrovare sani e salvi Ciccio e Tore.<br />

Tu conosci la loro sorte e la nostra angoscia.<br />

Vieni in nostro aiuto, Padre, e salvaci. Te lo chiediamo per il Figlio<br />

Tuo morto e risorto per noi, Gesù Cristo nostro Signore. Amen.<br />

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24<br />

Fratelli e sorelle,<br />

Omelia per la Celebrazione Diocesana<br />

del Corpus Domini<br />

<strong>Altamura</strong> - 7 giugno <strong>2007</strong><br />

“EUCARISTIA CIBO DI VERITÀ”<br />

siamo qui radunati in Solenne assemblea liturgica, illuminati da una<br />

sola fede, riuniti da una sola carità, per celebrare il memoriale della Passione<br />

del Signore, offrire il sacrificio della nuova alleanza, accostarci al<br />

sacro convito del suo Corpo e del suo Sangue e pregustare la gioia della<br />

Pasqua eterna nella Gerusalemme del cielo.<br />

Mai, come nel nostro tempo, i Sommi Pontefici hanno dato tanta attenzione<br />

magisteriale al Mistero dell’Eucaristia: Encicliche, Esortazioni<br />

Apostoliche, Sinodo, Lettere, Discorsi, Omelie, Istruzioni delle Congregazioni.<br />

Questa abbondanza di insegnamenti, mentre alimenta la fede, la conoscenza<br />

e la vita spirituale dei singoli fedeli e delle comunità ecclesiali,<br />

denota anche il bisogno di illuminare angoli bui di pensiero e di comportamento<br />

nei confronti del bene più grande che Cristo ha lasciato alla sua<br />

Chiesa e all’umanità di tutti i secoli: il sacramento del suo Corpo e del<br />

suo Sangue.<br />

Se guardiamo il rapporto di tanti cristiani con l’Eucaristia, non sempre<br />

vediamo segni di fede matura.<br />

Per molti cristiani la presenza reale di Gesù nei segni del pane e del<br />

vino non è creduta o almeno non percepita: lo dimostra il modo di trattare<br />

e di ricevere l’Eucaristia.<br />

La Messa domenicale per tanti credenti è un fatto raro, episodico, non<br />

essenziale, incomprensibile. La comunione è un gesto che fa parte dei<br />

gesti rituali della Messa: si va all’altare perché ci vanno tutti; a ricevere<br />

cosa? Non si sa. L’adorazione: una pratica per alcuni devoti. I rapporti<br />

fraterni e la comunione ecclesiale spesso sono in contrasto con l’Eucaristia<br />

che celebriamo.<br />

Benedetto XVI, (Sacramentum Caritatis, n. 2) scrive: “In questo sacramento<br />

il Signore si fa cibo per l’uomo affamato di verità e di libertà”.<br />

Ai giovani universitari di Roma nel Dicembre 2006 Benedetto XVI


disse: “Gesù Eucaristia è come un prisma attraverso il quale si può meglio<br />

penetrare nella realtà è una sorgente inesauribile di pensiero e di<br />

azione per chiunque si ponga in ricerca della verità e voglia cooperare<br />

con essa. È, per così dire, un concentrato di verità e di amore”.<br />

L’Eucaristia è cibo di verità:<br />

1) perché dice tutta la verità di Dio: dice che Dio è amore; che cerca la<br />

piena comunione con noi; che ci ama fino a spezzarsi, sacrificarsi,<br />

farsi cibo per noi;<br />

2) perché dice tutta la verità della Chiesa. Papa Benedetto XVI (in Sacramentum<br />

Caritatis n. 15) scrive che “l’Eucaristia è costitutiva<br />

dell’essere e dell’agire della Chiesa”. Nell’omelia al Convegno di<br />

Verona (19/10/2006) ha affermato che “il cuore di ogni evento ecclesiale<br />

è l’Eucaristia nella quale Cristo Signore ci convoca, ci parla, ci<br />

nutre e ci invia”;<br />

Nell’Esortazione Apostolica al n. 6, Benedetto XVI scrive: “Grazie<br />

all’Eucaristia la Chiesa rinasce sempre di nuovo. Quanto più viva<br />

è la fede Eucaristica nel popolo di Dio, tanto più profonda è la sua<br />

partecipazione alla vita ecclesiale”;<br />

3) perché dice la verità sull’intimo rapporto della comunione con Cristo<br />

e fra di noi. Scrive S. Giovanni Crisostomo (cfr. Omelia su I Cor. 24,2<br />

– PG 61,200): “Che cos’è infatti il pane? È il Corpo di Cristo. Cosa<br />

diventano quelli che lo ricevono? Corpo di Cristo; ma non molti corpi,<br />

bensì un solo Corpo. Infatti, come il pane è tutt’uno, pur essendo<br />

costituito di molti grani… alla stessa maniera anche noi siamo uniti<br />

reciprocamente fra noi e tutti insieme con Cristo”. Giovanni Paolo<br />

II in “Ecclesia de Eucaristia” n. 39 afferma: “sarebbe pertanto<br />

una grande incongruenza se il Sacramento per eccellenza dell’unità<br />

della Chiesa fosse celebrato senza una vera comunione col Vescovo”.<br />

L’Eucaristia “esige di essere celebrata in un contesto di integrità<br />

di legami anche esterni di comunione (n. 38); “Una comunità<br />

veramente Eucaristica, non può ripiegarsi su se stessa, quasi fosse<br />

autosufficiente, ma deve mantenersi in sintonia con ogni altra comunità<br />

cattolica” (n. 39). Benedetto XVI (Sacramentum Caritatis)<br />

aggiunge: “Dove non viene vissuta la comunione fra noi, anche la<br />

comunione col Dio Trinitario non è viva e vera. La forma Eucaristica<br />

dell’esistenza cristiana è indubbiamente una forma ecclesiale e<br />

24


2 0<br />

comunitaria. Attraverso la <strong>Diocesi</strong> e le Parrocchie…ogni fedele può<br />

fare esperienza concreta della sua appartenenza al Corpo di Cristo”<br />

(n. 89);<br />

4) perché dice la verità a chi la riceve. È sempre attuale e valida la raccomandazione<br />

di Paolo ai cristiani di Corinto: “Ciascuno, pertanto,<br />

esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice;<br />

perché chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore,<br />

mangia e beve la propria condanna” (1 Cor 11, 28-29). Non riconosce<br />

il Corpo del Signore chi lo riceve senza fede; chi vive situazioni<br />

di divisione, di non comunione; chi è in peccato mortale. Il Catechismo<br />

della Chiesa Cattolica (n 1385) è esplicito: “chi è consapevole di<br />

avere commesso un peccato grave, deve ricevere il Sacramento della<br />

Riconciliazione prima di accedere alla Comunione”. S. Giovanni<br />

Crisostomo così esortava i fedeli: “Anch’io alzo la voce, supplico,<br />

prego e scongiuro di non accostarci a questa sacra Mensa con una<br />

coscienza macchiata e corrotta. Un tale accostamento, infatti, non<br />

potrà mai chiamarsi comunione, anche se tocchiamo mille volte il<br />

Corpo del Signore, ma condanna, tormento e aumento di castighi”.<br />

Benedetto XVI (Sacramentum Caritatis) ci ricorda che: “L’amore<br />

all’Eucaristia porta ad apprezzare sempre più anche il Sacramento<br />

della Riconciliazione”. Siamo “immersi in una cultura che tende<br />

a cancellare il senso del peccato… a dimenticare la necessità di<br />

essere in grazia di Dio per accostarsi degnamente alla comunione<br />

sacramentale” (n. 20). Bisogna “favorire tra i fedeli la confessione<br />

frequente. Tutti i sacerdoti si dedichino con generosità, impegno e<br />

competenza all’amministrazione del Sacramento della Riconciliazione”;<br />

5) perché dice la verità alla nostra fede nel Risorto. Il Papa, nell’Esortazione<br />

Apostolica ci avverte che “la vita di fede è in pericolo quando<br />

non si avverte più il desiderio di partecipare alla Celebrazione Eucaristica<br />

in cui si fa memoria della vittoria Pasquale”; “smarrire il<br />

senso della Domenica è sintomo di una perdita del senso autentico<br />

della libertà cristiana, della libertà dei figli di Dio” (n. 73). Nel discorso<br />

inaugurale della V Conferenza dell’Episcopato Latino Americano,<br />

al Santuario dell’Aparecida a S. Paolo del Brasile, Benedetto<br />

XVI ha detto: “Ogni domenica ed ogni Eucaristia è un incontro personale<br />

con Cristo. Quando nell’Eucaristia si spezza il pane, è Lui che<br />

si riceve personalmente. L’Eucaristia è l’alimento indispensabile per


la vita del discepolo e del missionario di Cristo. Di qui la necessità<br />

di dare priorità, nei programmi pastorali, alla valorizzazione della<br />

Messa domenicale. Dobbiamo motivare i cristiani affinché partecipino<br />

ad essa attivamente e, se possibile, meglio con la famiglia.<br />

L’assistenza dei genitori con i loro figli è una pedagogia efficace per<br />

comunicare la fede ed uno stretto vincolo che mantiene l’unità tra loro.<br />

È necessario che i cristiani sperimentino che non seguono un personaggio<br />

della storia passata, bensì Cristo vivo, presente nell’oggi<br />

ed ora delle loro vite. Egli è il Vivente che cammina al nostro fianco,<br />

rivelandoci il senso degli avvenimenti, del dolore e della morte, dell’allegria<br />

e della festa. L’incontro con Cristo nell’Eucaristia suscita<br />

l’impegno dell’evangelizzazione e la spinta alla solidarietà; sveglia<br />

nel cristiano il forte desiderio di annunciare il Vangelo e testimoniarlo<br />

nella società per renderla più giusta ed umana”.<br />

Alla luce di questo insegnamento comprendiamo meglio il rito semplice<br />

che ora faremo: il conferimento del Ministero Straordinario della<br />

Comunione.<br />

Il Ministero Straordinario della Comunione:<br />

1) è un servizio impegnativo: richiede disponibilità e spirito di adattamento<br />

alle esigenze dei malati;<br />

2) è un servizio nascosto: perché si svolge nel silenzio e nella forma più<br />

discreta;<br />

3) è un servizio prezioso: perché permette a chi è crocifisso con Cristo<br />

di comunicare col Cristo Risorto e di ricevere la Sorgente della vita<br />

nuova, della carità e della fortezza, necessarie per accettare e valorizzare<br />

la croce;<br />

4) è un servizio esigente: non basta portare l’Eucaristia; bisogna portare<br />

la testimonianza di una vita spirituale e cristiana che si nutre di Parola<br />

di Dio, di Eucaristia, di adorazione e che cerca di crescere nella fede<br />

e in quelle virtù necessarie per un giusto ed edificante approccio ai<br />

malati.<br />

Mi piace concludere queste riflessioni con alcune invocazioni della preghiera<br />

con la quale Benedetto XVI si è congedato con i Vescovi al Santuario<br />

dell’Aparecida.<br />

2 1


2 2<br />

“Resta con noi, Signore,<br />

accompagnaci benché non sempre<br />

abbiamo saputo riconoscerti.<br />

Resta con noi,<br />

perché intorno a noi stanno addensandosi le ombre,<br />

e Tu sei la Luce;…<br />

Tu che sei la Verità stessa,…<br />

illumina le nostre menti con la Tua Parola;<br />

aiutaci a sentire la bellezza di credere in Te.<br />

Resta nelle nostre famiglie,<br />

illuminale nei loro dubbi,<br />

sostienile nelle loro difficoltà,<br />

consolale nelle loro sofferenze<br />

e nella fatica di ogni giorno,<br />

quando intorno a loro si accumulano ombre<br />

che minacciano la loro unità<br />

e la loro identità naturale...<br />

Resta, Signore, con quelli<br />

che nelle nostre società sono più vulnerabili;<br />

resta con i poveri e gli umili...<br />

Resta, Signore, con i nostri bambini<br />

e con i nostri giovani…,<br />

proteggili dalle tante insidie che attentano<br />

alla loro innocenza ed alle loro legittime speranze.<br />

Oh buon Pastore,<br />

resta con i nostri anziani e con i nostri malati.<br />

Fortifica tutti nella fede<br />

affinché siano i tuoi discepoli e missionari!”.


Ai Presbiteri e ai Diaconi<br />

Diocesani e Religiosi<br />

Carissimi,<br />

l’invito del Santo Padre Benedetto XVI a volgere “lo sguardo a Colui<br />

che hanno trafitto” (Gv 19,37) ci ha portati alle soglie della Settimana<br />

Santa, facendoci passare attraverso la meravigliosa esperienza dell’incontro<br />

delle nostre Chiese di Puglia con il Vicario di Cristo.<br />

Vi scrivo la presente per invitare personalmente voi e le vostre comunità<br />

alla solenne Concelebrazione della Messa Crismale; ma voglio<br />

cogliere l’occasione per ringraziarvi per la partecipazione all’Udienza<br />

papale del 14 marzo scorso.<br />

Se la nostra <strong>Diocesi</strong> ha riempito di gioia, di colore e di entusiasmo<br />

piazza S. Pietro; se la Basilica ha accolto un’assemblea formata quasi<br />

tutta dalla nostra Chiesa locale; se i pellegrini, nonostante i disagi e la<br />

stanchezza, sono stati felici ed entusiasti dell’esperienza vissuta, è merito<br />

vostro.<br />

Vi ringrazio di aver accettato il mio invito di vivere con me il momento<br />

della “Visita ad Limina” e di portare la <strong>Diocesi</strong> alla presenza del<br />

Santo Padre.<br />

Il Papa, al quale, nell’udienza privata di lunedì 12 marzo, avevo detto<br />

di testimoniargli nella mia umile persona la fede, l’obbedienza, l’affetto<br />

e la gratitudine di tutta la <strong>Diocesi</strong> per il suo magistero chiaro, profondo e<br />

fermo, ricordava il suo passaggio per <strong>Gravina</strong> e le figure di Mons. Squicciarini,<br />

di Mons. Berloco e di Mons. Castoro. E quando gli ho detto che<br />

sareste venuti con 3500 fedeli, ha risposto: “ma io li vedrò mercoledì !”.<br />

E mercoledì 14 marzo, la presenza corposa della <strong>Diocesi</strong> è stata vista<br />

non solo dal Papa, ma anche dai Vescovi e da tutti gli altri pellegrini.<br />

Il Santo Padre, che aveva letto la sintesi della relazione nella <strong>Diocesi</strong>,<br />

si è informato circa le scelte pastorali, la famiglia, i sacerdoti, le vocazioni,<br />

i giovani, i bambini, dimostrando compiacimento e apprezzamento.<br />

Perché l’evento ecclesiale che abbiamo vissuto resti a lungo nella<br />

memoria personale e collettiva, vi farò pervenire al più presto una foto<br />

del Papa e del Vescovo con la data dell’Udienza, da esporre nei locali<br />

delle parrocchie o delle comunità e una cartolina da consegnare innanzitutto<br />

a quanti hanno partecipato all’udienza. Vi aspetto, mercoledì 4<br />

aprile <strong>2007</strong> alle ore 17.30 presso la Curia di <strong>Altamura</strong> per la vestizione<br />

2 3


2 4<br />

dei paramenti e alle ore 18.00 in S. Michele al Corso per dare inizio alla<br />

preghiera e alla processione di ingresso in Cattedrale.<br />

Sapete quanto desidero che condividiamo la gioia e l’intensità spirituale<br />

della Messa Crismale con i vostri fedeli, e quanto ci tenga che ci<br />

fermiamo tutti per l’agape fraterna.<br />

In attesa di incontrarci vi abbraccio e vi benedico.<br />

Dal Palazzo Vescovile, 24 marzo <strong>2007</strong>


Triennio Pastorale Diocesano 2006-2009<br />

P r o g r a m m a P a s t o r a l e<br />

per il <strong>2007</strong> - 2008<br />

Nell’Assemblea Pastorale Diocesana del 9 settembre 2006, la nostra<br />

Chiesa Locale ha intrapreso una tappa triennale del suo cammino.<br />

Alla luce del magistero del Papa Benedetto XVI (“Deus caritas est”,<br />

“Sacramentum Caritatis”), Sacerdoti, Comunità parrocchiali, Religiosi,<br />

Uffici di Curia, Associazioni e Movimenti, fedeli laici, sono stati<br />

chiamati dal Vescovo a lasciarsi guidare dalla virtù teologale della carità,<br />

poiché in essa è il naturale sviluppo del Progetto Pastorale Diocesano<br />

(1998).<br />

L’anno pastorale 2006-<strong>2007</strong> è stato l’anno del rinnovo della Curia e<br />

dell’inizio del cammino verso le unità pastorali; un anno caratterizzato<br />

dall’esigenza di ridare slancio agli Uffici di Curia e stimolare una maggiore<br />

partecipazione da parte delle Comunità e delle Aggregazioni.<br />

Alcuni eventi straordinari ed esperienze nuove hanno contribuito a<br />

coinvolgere maggiormente i fedeli e le Comunità: per esempio, il Pozzo<br />

di Giacobbe cittadino, la nuova impostazione della Scuola di Formazione<br />

Teologico Pastorale, l’inaugurazione e l’attività del nuovo Seminario<br />

Diocesano, l’inaugurazione del nuovo Ospedale “F. Miulli”, la partecipazione<br />

del Vescovo al World Social Forum di Nairobi (Kenia), come<br />

Delegato di Caritas Italiana.<br />

Nella seconda tappa, <strong>2007</strong>-2008, cercheremo di coniugare meglio il<br />

tema della carità con le priorità pastorali che abbiamo scelte (giovani,<br />

famiglia, unità pastorali, caritas, formazione) e con tutte le iniziative, le<br />

attività, le esigenze pastorali e gli appuntamenti previsti dal programma.<br />

È impossibile amare se non si fa esperienza di essere amati.<br />

I cristiani attingono la forza di amare dall’amore che ricevono da Dio;<br />

il loro amore è riflesso dell’amore rivelato da Dio nel Suo Figlio Gesù e<br />

sperimentato particolarmente nel sacramento del perdono.<br />

L’esperienza di Dio rivelata in Gesù di Nazareth è per noi il fondamento,<br />

la misura, la meta di ogni percorso pastorale, di ogni iniziativa e<br />

proposta. La carità di Gesù si coniuga con la misericordia.<br />

2


2<br />

In questo nuovo anno pastorale, perciò, vogliamo lasciarci interrogare<br />

dalla misericordia di Dio, dall’amore di Dio rivelato in Gesù.<br />

Nell’Assemblea Pastorale Diocesana a Foggia offrirò un’icona che ci<br />

accompagnerà in tutto l’anno pastorale: l’icona del Pastore che cerca la<br />

sua pecora smarrita. È, questa, una delle tre immagini che l’evangelista<br />

Luca ci offre per raccontarci la misericordia di Dio (Lc 15,1-32).<br />

La moneta perduta, la pecora smarrita, il figlio prodigo ci raccontano<br />

il cuore misericordioso di Dio che va alla ricerca dell’uomo smarrito.<br />

L’uomo per Dio è la sua moneta, la sua pecora, il suo figlio.<br />

Da questa esperienza di misericordia partiamo per interrogarci innanzitutto<br />

sulla nostra esperienza di Dio:<br />

ä abbiamo bisogno di riscoprire il senso del peccato e la celebrazione<br />

del perdono;<br />

ä è necessario mettere al primo posto la Parola di Dio, spazi di silenzio<br />

e di ascolto;<br />

ä siamo chiamati a coniugare il perdono di Dio con il perdono dei<br />

fratelli.<br />

Da questa esperienza partiamo per annunciare il dono ricevuto:<br />

ä siamo chiamati ad essere comunità costantemente in missione: come<br />

il pastore, come la donna, come il padre alla ricerca del tesoro<br />

perduto;<br />

ä dobbiamo riscoprire la profonda natura missionaria della Chiesa e<br />

metterci alla ricerca dell’uomo che ha ormai smarrito non solo la<br />

verità su Dio ma anche su se stesso;<br />

ä siamo invitati a condividere le povertà dell’umanità e a percorrere<br />

itinerari nuovi di solidarietà e misericordia.<br />

Il traguardo finale dell’annuncio, di ogni azione liturgica, di qualsiasi<br />

attività pastorale è la testimonianza incondizionata e illimitata della carità.<br />

Una via breve ed efficace per aprirsi alla carità è l’apertura alla mondialità.<br />

In questo anno pastorale sacerdoti e fedeli possono dare seguito con<br />

impegni concreti e possibilmente concordati e unificati con tutte le comunità,<br />

alla profonda riflessione personale e comunitaria suscitata dalla<br />

Lettera Pastorale “Cenere e fuoco” (marzo <strong>2007</strong>).<br />

La Caritas Diocesana e l’Ufficio Missionario si adopereranno per<br />

mettere a fuoco le risposte da dare a quanti si sono chiesti “cosa possiamo<br />

e dobbiamo fare?”.


I SERVI DELLA CARITÀ<br />

1 - I Vicari e i Direttori degli Uffici di Curia<br />

Nello scorso anno ci si è preoccupati di dare una fisionomia più stabile<br />

e meglio articolata e coinvolgente agli Uffici di Curia, perché Vicari<br />

e Direttori potessero più efficacemente servire la comunione, la carità e<br />

l’unità.<br />

Molto lavoro di tipo organizzativo si è fatto: ora è necessario guidare,<br />

sostenere e coordinare percorsi unitari nell’attuazione del Programma<br />

Pastorale.<br />

Poiché l’impresa non è facile e la responsabilità è costante, Vicari e<br />

Direttori devono chiedersi continuamente qual è il proprio contributo<br />

per la realizzazione del programma.<br />

2 - Le Comunità parrocchiali e religiose<br />

Ogni Comunità parrocchiale o religiosa non è un frammento informe<br />

e smarrito di un coccio rotto, ma un tassello necessario per la bellezza e<br />

la completezza del volto della nostra Chiesa Locale.<br />

Nelle comunità parrocchiali e religiose, la carità nei rapporti personali<br />

deve essere la premessa alla carità verso il territorio e alla carità di<br />

comunione con tutte le altre realtà ecclesiali.<br />

È impossibile aprirsi a prospettive nuove, essere convintamente disponibili<br />

a entrare nell’unità pastorale, collaborare in modo stabile e<br />

condiviso con altre realtà comunitarie, se non si assimila l’esigenza primordiale<br />

della testimonianza della carità.<br />

3 - Le Associazioni, i Movimenti, i Gruppi, le Confraternite<br />

Per grazia di Dio nella nostra <strong>Diocesi</strong> vi è una ricchezza di esperienze<br />

aggregative di fedeli laici: associazioni, confraternite, gruppi di preghiera,<br />

di volontariato, movimenti, ecc. La ricchezza e la varietà dei gruppi,<br />

mentre arricchisce la spiritualità e la missione dei laici, potrebbe correre<br />

il rischio di far fare esperienze di fede isolate o autosufficienti.<br />

2


2<br />

Per superare questo rischio è necessario un percorso di comunione:<br />

ogni responsabile deve sentire il bisogno di confrontare le proprie proposte<br />

con il cammino della Chiesa Locale. Il Programma Pastorale, il<br />

Pozzo di Giacobbe, la Scuola di Formazione Teologico Pastorale, il lavoro<br />

degli Uffici è un contributo necessario al cammino di comunione<br />

a cui tutti siamo chiamati. Il Consiglio Pastorale Diocesano e il CDAL<br />

hanno un compito importante in questo cammino di comunione e partecipazione<br />

alla vita diocesana.<br />

Quest’anno ricorre il 140° anniversario della fondazione dell’Azione<br />

Cattolica Italiana.<br />

In questi anni l’Azione Cattolica ha intrapreso un cammino di rinnovamento<br />

che, purtroppo, non ha sempre ritrovato nelle parrocchie piena<br />

corrispondenza.<br />

Bisogna ammettere che a molti gruppi parrocchiali manca la guida<br />

del proprio assistente; che i responsabili non sempre accolgono con entusiasmo<br />

le iniziative e gli inviti offerti dalla <strong>Diocesi</strong>.<br />

Il rinnovamento dell’Azione Cattolica parte dalle comunità parrocchiali,<br />

dall’interesse dei laici, dalla loro disponibilità a mettersi a servizio<br />

della Chiesa Locale, dall’entusiasmo e generosità dei giovani, dal<br />

ministero quotidiano e faticoso dei sacerdoti.<br />

L’anniversario dell’Azione Cattolica sia richiamo per i Parroci, i Sacerdoti,<br />

la Presidenza e il Consiglio Diocesano, i Presidenti e i Consigli<br />

Parrocchiali, tutti i soci e i simpatizzanti, a vivere la propria missione<br />

con responsabilità e generosità.<br />

I Giovani<br />

CARITÀ E PRIORITÀ PASTORALI<br />

Nella Lettera “Carissimi Don” (8 settembre <strong>2007</strong>) parlo dei giovani<br />

e delle altre priorità pastorali diocesane.<br />

Rimando a quello scritto per condividere qualche riflessione su questo<br />

tema.<br />

Qui espongo solo le iniziative e gli impegni previsti dal programma.<br />

Il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile si propone:


ä una maggiore collaborazione con la pastorale scolastica e con la<br />

pastorale delle comunicazioni sociali;<br />

ä far decollare i “Punto-Giovani” cittadini;<br />

ä la partecipazione all’incontro col Santo Padre a Loreto;<br />

ä la partecipazione al pellegrinaggio regionale ad Assisi (4 ottobre<br />

<strong>2007</strong>);<br />

ä la Scuola di Preghiera;<br />

ä la Via Crucis Diocesana;<br />

ä la GMG Diocesana;<br />

ä gli incontri di formazione (14 gennaio);<br />

ä la Consulta Diocesana di Pastorale Giovanile;<br />

ä l’invio di una Delegazione alla XXIII GMG di Sidney;<br />

ä gli appuntamenti via etere con i giovani di Sidney.<br />

La Famiglia<br />

ä Promuovere una “conversione pastorale” delle Parrocchie verso la<br />

famiglia;<br />

ä formare laici protagonisti per raggiungere meglio la famiglia;<br />

ä formare famiglie che affianchino i parroci nell’incontro con le famiglie<br />

che:<br />

• chiedono il battesimo per i propri figli;<br />

• sono nei primi anni di matrimonio;<br />

• vivono situazioni di povertà, di sofferenza;<br />

ä unificare e prolungare i percorsi formativi di preparazione al matrimonio;<br />

ä programmare alcuni incontri formativi diocesani specifici per le famiglie<br />

(ritiri – convegni con specialisti).<br />

Gli Immigrati<br />

La lettera “Carissimi Don” e la lettera “Cenere e fuoco” offrono spunti<br />

e suggerimenti di riflessione e di azione verso gli immigrati.<br />

Una risposta fattiva ai tanti problemi è possibile se si studia insieme e si<br />

uniscono le forze.<br />

2


2 0<br />

Il Presbiterio<br />

L’Ufficio di Formazione Permanente propone:<br />

Incontri per Sacerdoti sui seguenti temi:<br />

1. Il Vescovo e i Presbiteri.<br />

2. Il discernimento spirituale e il problema delle vocazioni.<br />

3. A 50 anni dalla “Fidei Donum”.<br />

4. Servizio di informazione economico-amministrativo.<br />

Estate con Sem-Pre;<br />

ä Esperienza missionaria in Albania/Brasile per Seminaristi di Teologia<br />

e Preti.<br />

ä Ritiri spirituali per Sacerdoti e Diaconi il terzo venerdì del mese,<br />

predicati da Mons. Michele Lenoci, biblista.<br />

ä Esercizi spirituali per i Sacerdoti, Diaconi, Laici, dal 23 al 27 giugno<br />

2008 presso la Casa “Santa Chiara” a San Giovanni Rotondo,<br />

predicati da Mons. Antonio Pitta, biblista.<br />

CARITÀ E ATTIVITÀ PASTORALE<br />

DEGLI UFFICI DI CURIA<br />

• Impegno primario: la formazione del cuore per tutti gli operatori Caritas<br />

a livello diocesano e parrocchiale.<br />

• Progettazione e programmazione in sintonia e in piena obbedienza e<br />

comunione col Vescovo e con tutta la Curia Diocesana.<br />

• Collaborazione diretta con il servizio di Pastorale Giovanile, l’Ufficio<br />

Missionario, l’Ufficio Migranti.<br />

• Costituzione dei Centri di Ascolto sotto la direzione delle Missionarie<br />

del Samaritano, in ogni città.<br />

• Costituzione del settore globalizzazione e educazione alla mondialità<br />

in collaborazione con l’Ufficio Missionario.<br />

• Avvio del settore Promozione Caritas.<br />

• Organizzazione e servizio del banco alimentare.<br />

• Avvio del banco farmaceutico.<br />

• Costituzione del settore Banca etica, antiusura, micro-debito e settore<br />

legale.


• Avvio della mensa per i poveri e gli immigrati.<br />

• Avvio del settore ecologia e ambiente in collaborazione con gli altri<br />

uffici, specialmente per la preparazione della Giornata della salvaguardia<br />

del Creato (1° settembre).<br />

• Per raggiungere, informare e coinvolgere tutti, ritiene importante dare<br />

rilievo ai mezzi e ai momenti della comunicazione in collaborazione<br />

con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali attraverso:<br />

– comunicati agli organi di informazione;<br />

– conferenze stampa su progetti e programmi in atto;<br />

– intervista ai responsabili Caritas per le agenzie di stampa:<br />

– pubblicazione di articoli per divulgazione di eventi;<br />

– creazione della casella di posta elettronica;<br />

– creazione di una banca dati per raccolta di informazioni sulle<br />

Caritas parrocchiali;<br />

• Servizio Civile;<br />

• Incubaritas o Progetto Policoro.<br />

Ufficio Catechistico<br />

L’ufficio Catechistico diocesano curerà la formazione dei catechisti<br />

parrocchiali con:<br />

• Scuola di Base per catechisti a livello di unità pastorali.<br />

Temi: 1) Documento di Base “Il Rinnovamento della Catechesi”<br />

(CEI). 2) Riscoperta e valorizzazione del Catechismo dei Bambini<br />

(per Genitori e Insegnanti nelle Scuole Materne); Tempi e luoghi:<br />

il Mercoledì; nelle Unità pastorali, a turno.<br />

• Convegno Diocesano in data da concordare e in collaborazione<br />

con gli Uffici CDV, Missionario e Liturgico.<br />

Scuola Formazione Teologico-Pastorale<br />

• Sviluppare l’itinerario del secondo anno sulla scia delle costituzioni<br />

conciliari.<br />

• Prolusione: presentazione del libro di Benedetto XVI: “Gesù di<br />

Nazaret”.<br />

2 1


2 2<br />

• Inserire tre seminari tematici aperti a tutti, su iniziativa dei tre settori<br />

pastorali, con la partecipazione di esperti.<br />

• Presentazione del libro di Don Giacomo Lorusso: “La seconda<br />

lettera ai Corinzi”.<br />

Ufficio Missionario<br />

• L’Ufficio si propone di animare e coordinare la dimensione missionaria<br />

nelle diverse comunità cristiane della <strong>Diocesi</strong> e promuove<br />

le Pontificie Opere Missionarie.<br />

• Nel mese di settembre si consegneranno alle parrocchie i sussidi<br />

per l’animazione missionaria preparati dalle PP.00.MM.<br />

• Proseguirà il contatto con tutte le parrocchie per conoscerne le<br />

realtà missionarie e per far conoscere l’attività dell’Ufficio.<br />

• In accordo con i parroci e inserito nel programma di catechesi delle<br />

parrocchie, si avvierà un lavoro di animazione per i bambini con<br />

i sussidi della Pontificia Opera per l’Infanzia Missionaria.<br />

• Si è ripreso l’aiuto al Vicariato Apostolico di Awasa (Etiopia),<br />

con il quale la <strong>Diocesi</strong> è gemellata: è stata inviata la cifra di €<br />

10.000,00 che il Vicario Apostolico, S. E. Mons. Lorenzo Cerasoli<br />

destinerà prevalentemente a sostenere la vita e l’attività del clero<br />

del Vicariato.<br />

• Si desidera promuovere, in collegamento con l’Ufficio per la Formazione<br />

Permanente (vedi p. 7), un’esperienza missionaria in Albania<br />

per seminaristi di teologia e preti. (L’esperienza può essere<br />

rivolta, con altre modalità, anche ai laici).<br />

• Senza nulla togliere ai progetti di gemellaggio e aiuto già in atto, si<br />

propone a tutte le comunità cristiane della <strong>Diocesi</strong> un progetto da<br />

sostenere insieme come Chiesa Locale.<br />

• Si farà un censimento delle realtà missionarie presenti in <strong>Diocesi</strong>:<br />

gruppi di sostegno, gemellaggi, aiuti stabili a missionari. Ugualmente<br />

si farà un censimento dei missionari nativi della <strong>Diocesi</strong> per<br />

poter mantenere una comunicazione con loro.<br />

• Il 20 ottobre si organizzerà a livello cittadino una veglia di preghiera<br />

per la Giornata Missionaria Mondiale. Il Vescovo sarà presente<br />

quest’anno nella città di <strong>Altamura</strong>.


Ufficio per l’Ecumenismo<br />

• Incontri sulla “III Assemblea Ecumenica di Sibiu” (Romania).<br />

• Incontro europeo per i giovani a Ginevra (Svizzera) organizzato<br />

dalla Comunità di Taizè.<br />

• Settimana di preghiera.<br />

• Veglia ecumenica.<br />

• Giornata del creato.<br />

Ufficio Liturgico<br />

• Porre le premesse per un direttorio liturgico diocesano.<br />

• Elaborare un criterio per la migliore distribuzione del numero, dei<br />

luoghi e dell’orario delle Messe.<br />

• Percorso triennale di incontri liturgico-spirituali per operatori di<br />

pastorale liturgica.<br />

Ufficio Pellegrinaggi<br />

• Pellegrinaggio in Terra Santa nel 2008.<br />

Ufficio Confraternite<br />

• Preparare le Confraternite al V° Cammino di Fraternità Regionale<br />

che si terrà ad <strong>Altamura</strong> il 19/20 aprile 2008, con incontri formativi<br />

sul tema: “La Confraternita: luogo di pietà e di carità”.<br />

Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro<br />

• Coordinamento tra le associazioni presenti sul territorio.<br />

• Istituzione di una scuola diocesana di formazione alla Dottrina<br />

Sociale della Chiesa e all’impegno socio-politico.<br />

• Inchiesta per un monitoraggio delle aziende.<br />

2 3


2 4<br />

• Collaborazione con “Pensare Politicamente” di <strong>Gravina</strong> con il<br />

Dott. Liborio Di Battista.<br />

• Seminari di formazione per ragazzi e giovani sulla responsabilità<br />

nei confronti della salvaguardia del creato.<br />

Ufficio della Pastorale della Salute<br />

• Tre incontri diocesani per operatori della Pastorale della Salute e<br />

Ministri Straordinari della Comunione, per la presentazione della<br />

nota CEI.<br />

• Organizzazione della Giornata del Malato.<br />

• Censimento, incontro e collaborazione con le associazioni di volontariato<br />

che si prendono cura dei malati.<br />

Servizio Informatico<br />

• Portare a termine il progetto del sito internet della <strong>Diocesi</strong>.<br />

• Censire le Parrocchie e le Comunità dotate di attrezzature informatiche,<br />

per entrare in rete.<br />

Ufficio Amministrativo<br />

• Predisporre nuovi libri contabili uguali per tutti.<br />

• Organizzare incontri di aggiornamento per sacerdoti e laici che<br />

curano l’amministrazione parrocchiale.<br />

CARITÀ E PARTECIPAZIONE<br />

• VIII Assemblea Pastorale Diocesana<br />

8 settembre <strong>2007</strong>- ore 10,00-19,00 - Santuario Incoronata - Foggia<br />

• Ordinazione Episcopale di Mons. Domenico Cornacchia<br />

22 settembre <strong>2007</strong> ore 17,00 - <strong>Altamura</strong>


• La Puglia Pellegrina ad Assisi<br />

3-4 ottobre <strong>2007</strong><br />

• Ordinazione Presbiterale di don Nicola Chiarulli<br />

6 ottobre <strong>2007</strong> ore 18,00 - Cattedrale - Acquaviva delle F.<br />

• Messa del Crisma<br />

19 marzo 2008 ore 18,00 - Cattedrale - Acquaviva delle F.<br />

• V° Cammino Regionale delle Confraternite<br />

19-20 Aprile 2008 - <strong>Altamura</strong><br />

• Corpus Domini Diocesano<br />

22 maggio 2008 - Acquaviva delle Fonti<br />

• Incontro Uffici di Curia<br />

IV° lunedì del mese<br />

• Esercizi Spirituali per Sacerdoti - Diaconi - Laici<br />

23-27 giugno 2008 - Casa S. Chiara - S. Giovanni Rotondo<br />

• Ritiri Spirituali del Clero<br />

III° venerdì del mese - Centro Giovanile “Benedetto XIII” <strong>Gravina</strong><br />

• Pozzo di Giacobbe<br />

II° Lunedì del mese in ogni città<br />

• Consiglio Presbiterale e Collegio Consultori<br />

30 novembre <strong>2007</strong> Aula Giovanni Paolo II – Episcopio - <strong>Gravina</strong><br />

29 febbraio 2008 Aula Giovanni Paolo II – Episcopio - <strong>Gravina</strong><br />

11 aprile 2008 Aula Giovanni Paolo II – Episcopio – <strong>Gravina</strong><br />

• Consiglio Episcopale<br />

Ogni mercoledì<br />

• Consiglio Pastorale Diocesano e CDAL<br />

27 ottobre <strong>2007</strong> Centro Giovanile “Benedetto XIII” <strong>Gravina</strong><br />

2


2<br />

7 giugno 2008 Centro Giovanile “Benedetto XIII” <strong>Gravina</strong><br />

17 novembre <strong>2007</strong> Centro Giovanile “Benedetto XIII” <strong>Gravina</strong><br />

23 febbraio 2008 Centro Giovanile “Benedetto XIII” <strong>Gravina</strong><br />

• Incontri Vicariali di Sacerdoti e Diaconi<br />

Gli incontri mensili saranno coordinati dai Vicari Foranei<br />

• Incontri Formativi Diaconi e Ministri Istituiti<br />

Temi, tempi e momenti saranno concordati con l’Ufficio Formazione<br />

Permanente<br />

• IX Assemblea Pastorale Diocesana<br />

6 settembre 2008 - Santuario Incoronata Foggia<br />

• Marcia Nazionale per La Pace<br />

31 dicembre 2008 - <strong>Altamura</strong><br />

• Assemblea Diocesana di A. C.<br />

24 febbraio 2008 - Centro Giovanile “Benedetto XIII” - <strong>Gravina</strong><br />

CARITÀ E FRAGILITÀ<br />

Una delle dimensioni fondamentali della virtù della carità è la correzione<br />

fraterna.<br />

1) Visto che in alcune parrocchie si celebra la Santa Messa anche il<br />

lunedì sera, ribadisco a tutta l’assemblea e ai Consigli Pastorali<br />

che la sera di tale giorno non si celebra per nessun motivo l’Eucaristia,<br />

per favorire altre iniziative liturgico-pastorali.<br />

Le eventuali eccezioni, o sono già previste dal programma, o bisogna<br />

sottoporle ogni volta al Vescovo o al Vicario.<br />

2) Nelle rettorie e nelle cappelle delle suore o dei monasteri non si<br />

può celebrare più di una messa al giorno. Le eccezioni devono essere<br />

sottoposte al giudizio del Vescovo.<br />

3) Nessun sacerdote può celebrare messe nelle rettorie e cappelle<br />

senza aver avvertito il parroco del luogo, e averne ottenuto il consenso.


4) Nei matrimoni si vigili sugli abusi dei fiorai, sui brani musicali e<br />

sui canti dei musicisti.<br />

5) Le binazioni, come prassi ordinaria sono proibite. Nei giorni feriali<br />

sono consentite solo per matrimoni, esequie e vere necessità<br />

pastorali. I sacerdoti “soli” in parrocchia, non devono binare per<br />

due messe di orario.<br />

Quando nei giorni feriali manca il celebrante, si avvertano per<br />

tempo i fedeli o si faccia una celebrazione della Parola.<br />

Il numero delle messe non è di origine divina come i sacramenti:<br />

si possono e si devono ridurre e adeguare al numero dei sacerdoti e<br />

nei limiti stabiliti dalle norme canoniche.<br />

LA SETTIMANA DEL VESCOVO<br />

lunedì: Curia: incontro col Vicario, i Segretari, i Direttori di Uffici<br />

maRtedì: Giornata di studio e preghiera<br />

meRcoledì: Curia: incontro con i Vicari Episcopali; ascolto dei Sacerdoti<br />

Giovedì: ad Acquaviva per ascolto: ogni 15 giorni<br />

veneRdì: Ritiro - Consigli - Aggiornamento - Visite<br />

saBato: Curia: udienze<br />

domenica: Celebrazioni<br />

INCONTRI CON I SACERDOTI<br />

altamuRa: lunedì - mercoledì - sabato (ore 11,00 - 13,00)<br />

GRavina: lunedì - mercoledì - sabato (ore 8,45 - 9,45)<br />

acquaviva: giovedì ogni 15 giorni (ore 10,30 - 12,30)<br />

santeRamo: a richiesta dei sacerdoti<br />

2


Chiesa S. Domenico - Acquaviva delle Fonti. Navata centrale vista dal presbiterio.


Atti<br />

della Curia


VICARIO GENERALE<br />

Indirizzo augurale<br />

a S.E. Mons. Vescovo<br />

in occasione dell’8 a Assemblea Diocesana<br />

Santuario dell’Incoronata - Foggia<br />

8 settembre <strong>2007</strong><br />

Eccellenza Reverendissima,<br />

gli incontri significativi, che si rinnovano puntualmente di anno in<br />

anno, sono segni dell’Amore di Dio che continuamente convoca i suoi<br />

figli affinché diventino una sola famiglia.<br />

Ed eccoci ancora qui, in questo Santuario Mariano tanto caro a Lei<br />

per avervi celebrato la Sua consacrazione episcopale e ormai caro anche<br />

a noi che ci poniamo sotto la protezione vigile della Madonna Incoronata<br />

per incominciare un nuovo anno pastorale diocesano.<br />

Abbiamo tutti ancora negli occhi, negli orecchi e nel cuore il recente<br />

incontro a Loreto per l’Agorà dei giovani italiani (1-2 settembre <strong>2007</strong>)<br />

cui Lei ha partecipato con i Ragazzi e i Sacerdoti della nostra <strong>Diocesi</strong>,<br />

Giovani che il Papa Benedetto XVI ha accolto amorevolmente e ascoltato<br />

con grande attenzione, rispondendo ad inquietanti interrogativi esistenziali<br />

e indicando con umile coraggio l’unica Parola nel cui nome ha<br />

senso spendere la vita: Gesù Cristo nostro Salvatore.<br />

Carissimo Padre,<br />

anche noi oggi qui, nella casa di Maria, abbiamo vissuto l’Agorà degli<br />

Adulti, delle Famiglie, delle Comunità parrocchiali arrivate dai vari paesi<br />

della <strong>Diocesi</strong>. Abbiamo pregato, ascoltato, meditato; espresso dubbi<br />

ed opinioni sul Programma Pastorale Diocesano presentatoci; abbiamo<br />

condiviso e fatto festa con i fratelli, ci siamo riconciliati con Dio e abbiamo<br />

celebrato il sacrificio salvifico del Suo Figlio. Ci siamo sentiti accolti<br />

da Lei con affetto e guidati per mano, gradualmente ed efficacemente,<br />

nella Lectio del brano del Vangelo e nella riscoperta della centralità della<br />

collaborazione in parrocchia e tra le parrocchie, stimolati alla realizzazione<br />

dell’unità pastorale che supera e converte ogni incomprensione<br />

umana o campanilismo e ogni tradizionale rivalità cittadina.<br />

Siamo l’unica Chiesa di Cristo in cammino instancabile verso una<br />

nuova tappa del pellegrinaggio terreno, tappa caratterizzata nel nostro<br />

2 1


2 2<br />

prossimo anno pastorale dal tema della reciproca Carità, pallido riflesso<br />

di quell’Amore immenso e gratuito con cui Dio ama ciascuno e lo<br />

vuole parte della Sua famiglia cristiana.<br />

Lo stesso Dio che ha chiamato alcuni tra noi a dare una testimonianza<br />

più piena della fede attraverso la totale consacrazione della vita nel Sacerdozio<br />

(don Nicola Chiarulli) e nel servizio episcopale (Don Mimmo<br />

Cornacchia) alla Sua amata Chiesa: Sacramenti che la nostra <strong>Diocesi</strong><br />

avrà la gioia di celebrare nel corso di questo anno e per i quali innalziamo<br />

sin d’ora il nostro canto di lode.<br />

Carissimo don Mario,<br />

a conclusione di questa bella giornata di comunione fraterna e della<br />

solenne celebrazione eucaristica, oltre a farmi portavoce dei presenti nel<br />

ringraziarLa di cuore per quanto ci ha donato spezzando per e con noi<br />

la parola e il Pane della salvezza, Le porgo in anticipo gli Auguri più<br />

calorosi per il 16° anniversario della Sua Ordinazione Episcopale (29<br />

settembre 1991), il compiersi del 10° anniversario dell’ingresso nella<br />

nostra <strong>Diocesi</strong> quale Guida docile ed autorevole (25 ottobre 1997) e per<br />

il 70° compleanno (26 ottobre 1937).<br />

Lo Spirito Santo, che l’ha sostenuta e fortificata nella Sua missione<br />

evangelizzatrice fino ad oggi, continui ad effondere su di Lei copiosamente<br />

i Suoi doni affinché sia per il gregge affidatoLe fonte inesauribile<br />

di consiglio ed accoglienza paterna e Pastore d’anime premuroso e compassionevole<br />

sulla strada verso il Regno.<br />

Auguri vivissimi, Carissimo Mons.! Le vogliamo bene!<br />

Carissimi Confratelli,<br />

Mons. Vito Colonna<br />

Vicario Generale<br />

la sera del 31 marzo 1999 durante la celebrazione solenne della S.<br />

Messa Crismale, S. E. Mons. Mario Paciello dava l’annuncio ufficiale<br />

della Missione Diocesana (11 marzo - 11 giugno 2000). Nel programma<br />

il Vescovo parlava di “sperimentazione di una nuova concezione della<br />

pastorale per il terzo millennio”, e divideva le Parrocchie della <strong>Diocesi</strong><br />

in zone pastorali cittadine. Per la Visita pastorale del 2001 le zone subivano<br />

alcune modifiche.


Ora siamo chiamati a dare una risposta definitiva al Programma Pastorale<br />

Diocesano 2006-2009. Il Vescovo ci ricorda:: “Ci siamo incamminati<br />

verso l’esperienza delle unità pastorali. Queste non sono semplicemente<br />

una risposta alla diminuizione del clero, ma una esigenza<br />

missionaria della nostra Chiesa Locale: solo attraverso una vera collaborazione<br />

tra i parroci, i consigli pastorali, le comunità parrocchiali<br />

possiamo dare risposte alle tante domande della nostra gente. La comunione<br />

è una delle risposte che la carità offre ai tanti isolamenti e soggettivismi.<br />

Incoraggio, e apprezzo i diversi tentativi che nelle parrocchie<br />

della diocesi si stanno realizzando…desidero con voi costruire questo<br />

percorso di carità da offrire alla <strong>Diocesi</strong>…”.<br />

Questo desiderio del Vescovo in quale misura è stato realizzato nelle<br />

varie zone pastorali di <strong>Altamura</strong>, <strong>Gravina</strong>-Spinazzola-Poggiorsini, Acquaviva<br />

e Santeramo?<br />

Le attuali “unità pastorali” come hanno vissuto questo anno pastorale?<br />

Quali le difficoltà incontrate o emerse che non hanno reso possibile<br />

l’attuazione del programma?<br />

Quali proposte per il futuro circa la collaborazione e la composizione<br />

delle stesse unità?<br />

Il Vescovo desidera incontrare i Sacerdoti per un confronto e una verifica.<br />

GRAVINA<br />

SPINAZZOLA<br />

POGGIORSINI<br />

Lunedì 18 Giugno Ore 9.00-12.00 Episcopio<br />

<strong>Gravina</strong><br />

ALTAMURA Martedi 19 Giugno Ore 9.30-12.30 Curia<br />

SANTERAMO Mercoledi 20 Giugno Ore 9.30-12.30 Parrocchia<br />

S. Cuore<br />

ACQUAVIVA Giovedi 21 Giugno Ore 9.30-12.30 Cattedrale<br />

Nell’attesa di incontrarvi vi saluto cordialmente.<br />

<strong>Altamura</strong>, 31maggio <strong>2007</strong><br />

Mons. Vito Colonna<br />

Vicario Generale<br />

2 3


2 4<br />

• Sac. Giuseppe Creanza<br />

• Sac. Vincenzo Panaro<br />

Il Consiglio Presbiterale della <strong>Diocesi</strong> di <strong>Altamura</strong> - <strong>Gravina</strong> - Acquaviva<br />

delle Fonti, convocato Venerdì 16 novembre <strong>2007</strong> alle ore 11.30, ha<br />

preceduto a eleggere due sacerdoti che faranno parte della nuova Commissione<br />

Presbiterale Regionale Pugliese.<br />

I due sacerdoti eletti sono:<br />

Sac. Saverio Ciaccia<br />

Piazza D. Digiesi, 1<br />

70024 GRavina in puGlia<br />

e-mail donsaverio@virgilio.it<br />

Sac. Giovanni Bruno<br />

Via Cardarelli, 7<br />

70024 GRavina in puGlia<br />

e-mail dongiovannibruno@alice.it<br />

N.B. Erano assenti alle votazioni i sacerdoti:<br />

Sac. Saverio Paternoster<br />

Sac. Vincenzo Confetti<br />

P. Giuseppe Rolli ofm conv.<br />

P. Maurizio Bevilacqua cmf<br />

Sac. Ciro Solfora sdb<br />

Sac. Michele Lombardi<br />

Sac. Domenico Giannuzzi<br />

P. Giacomo Paris monf.<br />

360/37 13 80<br />

080/326 12 17<br />

Mons. Vito Colonna<br />

Vicario Generale


UFFICI DI CURIA<br />

VERBALE del 22 Gennaio <strong>2007</strong><br />

La seduta ha avuto inizio alle ore 16.00 con un breve momento di<br />

preghiera presieduto dal Vicario Generale, presso la parrocchia di S.<br />

Anna in <strong>Altamura</strong>.<br />

Sono presenti: Don Vito Colonna, Don Giacomo Fiore, Don Saverio<br />

Ciaccia, Don Domenico Giannuzzi, Don Vito Nuzzi, , Don Luigi Dimarno,<br />

Don Angelo Cianciotta, Don Rocco Scalera, , Don Giovanni Bruno,<br />

, Don Vincenzo Panaro, Don Saverio Colonna, , Don Vincenzo Lopano,<br />

Don Peppino Chironna, Don Giovanni Monitillo, Don Vito Incampo,<br />

Don Michele Lorusso, Don Giuseppe Cifarelli, Don Giuseppe Creanza,<br />

P. Mario Marino, , Diac. Leonardo Ferrulli, Avv. Massimo Marvulli,<br />

Dott. Pietro Dipace, Prof.ssa pina Lombardi, Sig. Salvatore Francesco<br />

Bisignano.<br />

Sono assenti:<br />

Mons. Felice Posa, P. Maurizio Bevilacqua Don Domenico Cornacchia,<br />

Don Vito Cassese, Don Giuseppe Pietroforte, Don Alessandro<br />

Amapani, Don Nicola Chiarulli, Ing. Franchini.<br />

I P. o. g. sono stati:<br />

1. Lettura verbale precedente seduta<br />

2. Comunicazione del Vicario Generale<br />

3. Divisione in Settori Pastorali<br />

1. Lettura verbale precedente seduta<br />

Il segretario ha dato lettura del verbale dell’incontro tenutosi il 22 dicembre,<br />

fornendone copia ai presenti. Dopo l’approvazione del verbale,<br />

ha preso la parola il Vicario generale che ha salutato e ringraziato i presenti<br />

a nome del Vescovo che, si trovava in Kenia per il Forum mondiale<br />

della Caritas.<br />

2


2<br />

2. Comunicazione del Vicario Generale<br />

Il Vicario generale, ha informato i presenti del viaggio che il Vescovo<br />

stava facendo in Kenia (Nairobi) a capo della delegazione Italiana Caritas<br />

che partecipava al Forum Mondiale della Caritas e li ha invitati ad<br />

accompagnarlo con la preghiera.<br />

Ha, poi, offerto chiarimenti circa il pellegrinaggio diocesano a Roma<br />

in vista della Visita ad Limina:<br />

• Ogni parroco verserà per ogni pullman € 50,00 alla Curia come<br />

contributo spese (Cappellini e libricini).<br />

• Ogni parroco può contattare qualsiasi ditta di Pullman sapendo<br />

che il costo massimo per il viaggio è di € 1.100,00 e che la quota<br />

diocesana da chiedere ai singoli partecipanti è di € 25,00.<br />

Il Vicario generale ha anche informato i presenti degli incontri che si<br />

stanno facendo con i Vicari Episcopali, che il primo lunedì del mese (29<br />

gennaio; 5 marzo; 11 aprile; 7 maggio), si incontrano anche con la presenza<br />

del Vescovo. A questo seguirà l’incontro del Vicario di settore con<br />

i direttori degli uffici per formulare il programma e la collaborazione tra<br />

gli stessi. Ha ribadito la funzione pastorale e non burocratica degli uffici,<br />

l’opportunità di non moltiplicare gli incontri, di valutare le proposte dei<br />

singoli uffici con il vicario di settore e di non improvvisarli. Pian piano<br />

è auspicabile che ogni parrocchia abbia dei referenti per ogni ufficio. E’<br />

importante offrire un quadro organizzativo completo delle proposte per<br />

non sovrapporre iniziative; è importante che le lettere vengano consegnate<br />

in curia almeno tre giorni prima per uniformarne lo stile, protocollarle<br />

e spedire insieme nelk caso in cui ci sono più comunicazioni (per<br />

questo è importante far riferimento al segretario).<br />

3. Divisione in Settori Pastorali<br />

I settori si sono divisi in quattro luoghi diversi con il proprio vicario.<br />

Gli uffici hanno relazionato brevemente sulla programmazione.


A) settore eVangelIzzazIone e catechesI<br />

Don G. Cifarelli (CDV) rilieva la necessità di aver referenti per ogni<br />

parrocchia, espone le iniziative del CDV per i giovani, per i ragazzi e per<br />

i ministranti.<br />

Il diacono L. Ferrulli (IRC) augura un coordinamento con la Pastorale<br />

Scolastica e propone corso di aggiornamento per gli insegnanti di religione.<br />

Don A. Cianciotta (Uff. Past. Scolastica), propone di formare<br />

una consulta diocesana dei docenti e di monitorare la situazione scolastica.<br />

Don S. Ciaccia (Uff. Catechistico)circa la situazione generale dei catechisti<br />

propone un corso di formazione cittadino sul documento base e<br />

mette in evidenza la questione vocazionale come urgente.<br />

B) settore lIturgIa e santIfIcazIone<br />

Don G. Fiore (Servizo Catecumenato) ritiene necessario un lavoro in<br />

comune tra le parrocchie, sottolinea l’importanza della scelta “oculata”<br />

dei referenti, pone l’interrogativo su quale è la continuità dopo i sacramenti<br />

e se c’è un’ inserimento nella comunità parrocchiale?<br />

Don V. Panaro (Uff. Vita Consacrata) propone di spostare la celebrazione<br />

del Vescovo al lunedì per dare a tutti la possibilità di partecipare.<br />

Don G. Monitillo (Uff. Confraternite) parla di un superamento delle<br />

chiusure, di ridurre le Messe domenicali, verificare l’ecclesialità delle<br />

confraternite, e dell’arrivo di un nuovo Statuto.<br />

c) settore testImonIanza crIstIana e carItà<br />

Don G. Bruno (Uff. Famiglia) propone un Consultorio Diocesano (è<br />

necessario reperire i fondi), un incontro di aggiornamento sui temi della<br />

bioetica.<br />

Don M. Lorusso (Uff. Past. Sociale) propone un osservatorio socio-politico<br />

(evidenzia la mancanza di locali).<br />

Don D. Giannuzzi (SFTP) propone di elaborare un progetto concreto<br />

e una collaborazione con i catechisti. Don S. Colonna (Caritas) auspica<br />

quanto prima un chiarimento sui ruoli e sui tipi di collaboratori.<br />

2


2<br />

Don V. Incampo (Uff. Salute) propone come referente ad Acquaviva il<br />

Diac. P. Caporosso.<br />

d) settore tecnIco-ammInIstratIVo<br />

Don V. Nuzzi propone un libro per la contabilità quotidiana uguale per<br />

tutti, il libro mastro mensile; alcune voci attualmente in uso nei registri<br />

economici andrebbero tolte e altre aggiunte.<br />

I vari settori hanno poi proposto il prossimo incontro per i14 febbraio<br />

a S. Teresa il 2 settore, per il 19 febbraio a S. Anna per il 1 - 3 e 4 settore.<br />

L’incontro si è concluso alle ore 18.30.<br />

<strong>Altamura</strong>, 22 gennaio <strong>2007</strong><br />

UFFICI DI CURIA<br />

VERBALE del 26 Febbraio <strong>2007</strong><br />

Sac. Nunzio Falcicchio<br />

segretario<br />

La seduta ha avuto inizio alle ore 16.00 con un breve momento di<br />

preghiera presieduto dal Vescovo Mario, presso la parrocchia di S. Anna<br />

in <strong>Altamura</strong>. Il vescovo ha innanzitutto ringraziato i presenti per aver<br />

risposto all’invito.<br />

Sono presenti:<br />

Don Vito Colonna, Don Giacomo Fiore, Don Saverio Ciaccia, Don Domenico<br />

Giannuzzi, Don Vito Nuzzi, Don Luigi Dimarno, Don Angelo<br />

Cianciotta, Don Vincenzo Panaro, Don Saverio Colonna, Don Peppino<br />

Chironna, Don Vito Incampo, Don Michele Lorusso, Don Giuseppe<br />

Creanza, Don Giovanni Monitillo, P. Mario Marino, Diac. Leonardo<br />

Ferrulli, Avv. Massimo Marvulli, P. Maurizio Bevilacqua, Don Vito<br />

Cassese, Don Nicola Chiarulli, Don Michele Gramigna, Rag. Luca Cagnazzi.


Sono assenti:<br />

Don Rocco Scalera, Don Giovanni Bruno, Mons. Felice Posa, Don Vincenzo<br />

Lopano, Don Domenico Cornacchia, Don Giuseppe Pietroforte,<br />

Don Giuseppe Cifarelli, Don Alessandro Amapani, Ing. Franchini.<br />

I P. o. g. sono stati:<br />

1. Lettura verbale precedente seduta<br />

2. Comunicazione dei Vicari Episcopali<br />

1. Lettura verbale precedente seduta<br />

Il segretario ha dato lettura del verbale dell’incontro tenutosi il 22<br />

gennaio, fornendone copia ai presenti. Dopo l’approvazione del verbale,<br />

ha preso la parola il Vescovo che, in un caloroso saluto, ha riportato<br />

brevemente le sensazioni provate in Kenia per il Forum mondiale della<br />

Caritas.<br />

2. Comunicazione dei Vicari Episcopali<br />

I quattro Vicari Episcopali hanno preso la parola ed hanno illustrato<br />

ai presenti i progetti, le iniziative prossime e future degli uffici relativi ai<br />

settori di cui ricoprono la responsabilità (vedi Allegati).<br />

Il Vescovo ha accolto con entusiasmo il lavoro che si sta svolgendo ed<br />

ha richiamato particolare attenzione al progetto con la <strong>Diocesi</strong> di Awasa<br />

(Etiopia) con la quale intratteniamo una relazione di gemellaggio. Il Vescovo<br />

annuncia ai presenti la prossima uscita della Lettera Pastorale che<br />

prende spunto dal viaggio fatto in Africa, dove cercherà di dare anche<br />

suggerimenti concreti per vivere l’impegno della carità; inoltre chiede di<br />

scegliere insieme un obiettivo comune per la <strong>Diocesi</strong> nell’ambito della<br />

Carità.<br />

Il Vescovo chiede di non moltiplicare le consulte, ogni ufficio deve<br />

avere una sua equipe di lavoro, ma di consulta è bene ce ne sia solo una<br />

che comprenda tutti gli uffici.<br />

2


2 0<br />

Viene proposto di cambiare il giorno di Istituzione dei ministri<br />

Straordinari dell’Eucaristia per permettere ai parroci di essere presenti.<br />

Pertanto si chiede di spostare il giorno dal Giovedì Santo al Giorno del<br />

Corpus Domini Diocesano. La proposta fatta da Don Domenico Giannuzzi<br />

viene accolta favorevolmente da tutti.<br />

Il Vescovo presenta come interessante, bella e lodevole l’iniziativa<br />

promossa dall’Ufficio Permanente del Clero svoltasi a Matera sul tema<br />

della Direzione Spirituale. Invita i presenti a partecipare ai prossimi incontri.<br />

L’incontro si è concluso alle ore 18.00.<br />

<strong>Altamura</strong>, 26 febbraio <strong>2007</strong><br />

UFFICI DI CURIA<br />

VERBALE del 30 Marzo <strong>2007</strong><br />

Sac. Nunzio Falcicchio<br />

segretario<br />

La seduta ha avuto inizio alle ore 16.00 con un breve momento di<br />

preghiera presieduto dal Vescovo Mario, presso la parrocchia di S. Anna<br />

in <strong>Altamura</strong>. Il vescovo ha innanzitutto ringraziato i presenti per aver<br />

risposto all’invito.<br />

Sono presenti:<br />

Don Vito Colonna, Don Giacomo Fiore, Don Saverio Ciaccia, Don Domenico<br />

Giannuzzi, Don Vito Nuzzi, Don Angelo Cianciotta, Don Vincenzo<br />

Panaro, Don Peppino Chironna, Don Vito Incampo, Don Giuseppe<br />

Creanza, Don Giovanni Monitillo, P. Mario Marino, Diac. Leonardo<br />

Ferrulli, Avv. Massimo Marvulli, P. Maurizio Bevilacqua, Don Vito<br />

Cassese, Don Nicola Chiarulli, Don Michele Gramegna, Diac. Benito<br />

Bolognese, Don Michele Capodiferro, Don Giovanni Bruno, Don Domenico<br />

Cornacchia, Don Giuseppe Pietroforte, Don Giuseppe Cifarelli,<br />

Don Vincenzo Lopano.


Sono assenti:<br />

Don Luigi Dimarno, Don Michele Lorusso, Don Rocco Scalera, , Mons.<br />

Felice Posa, Don Alessandro Amapani, Ing. Franchini, Rag. Luca Cagnazzi.<br />

I P. o. g. sono stati:<br />

1. Lettura verbale precedente seduta<br />

2. Comunicazione del Sig. Liborio Dibattista circa la possibilità<br />

di un inizio di scuola di Formazione Socio-Politica in <strong>Diocesi</strong>;<br />

3. Verifica del lavoro svolto dagli Uffici (Organizzazione dell’ufficio<br />

stesso, impegni assunti, difficoltà incontrate, sovrapposizione<br />

di iniziative, ecc…);<br />

4. Varie ed eventuali<br />

Prima di passare ai punti all’Ordine del giorno il Sac. Vincenzo Mazzotta<br />

ha fatto il giuramento come nuovo parroco di Ss. Nicola e Cecilia<br />

in <strong>Gravina</strong>.<br />

Il Vescovo ha chiesto la parola e ha nuovamente ringraziato i presenti<br />

e tramite di essi tutti i sacerdoti e i fedeli per la bella testimonianza data<br />

in occasione del pellegrinaggio a Roma.<br />

Prima di leggere il verbale della scorsa seduta è stata data la parola al<br />

sig. Dibattista che ha presentato una proposta di progetto per la Scuola di<br />

Formazione socio-politica.<br />

Sia il Vescovo che i presenti hanno accolto favorevolmente la proposta.<br />

Don Vincenzo Lopano ha anche raccontato il lavoro che l’Ufficio<br />

Pastorale del Sociale sta portando avanti e il lavoro di mettere insieme<br />

più associazioni che si sono rese disponibili per far nascere una scuola<br />

di Formazione Socio-Politica. Ha anche parlato di un’ iniziativa sul tema<br />

dell’acqua per il 18-20 maggio (da specificare nel prossimo incontro<br />

degli uffici). Dopo altri interventi (Incampo - Giannuzzi - Falcicchio<br />

- Colonna) è nato il suggerimento per l’Ufficio di Pastorale Sociale di<br />

prendere in seria considerazione tale proposta che nasce anche da un<br />

sondaggio condotto tra 1200 giovani di <strong>Gravina</strong>. Esaurito il 2 punto all’O.<br />

d. G. il segretario ha dato lettura del verbale dell’incontro tenutosi il<br />

26 febbraio, fornendone copia ai presenti. Dopo l’approvazione del ver-<br />

2 1


2 2<br />

bale, ha preso la parola il Vescovo che, ha chiesto ai presenti di iniziare<br />

una verifica sul lavoro fatto in questo periodo da parte degli uffici.<br />

3. Verifica del lavoro svolto dagli Uffici (Organizzazione dell’ufficio<br />

stesso, impegni assunti, difficoltà incontrate, sovrapposizione di iniziative,<br />

ecc…)<br />

Don Vito Cassese (Caritas) ha preso la parola dicendo che uno dei<br />

primi impegni dell’ ufficio è stato quello di valorizzare l’esistente.<br />

Per il Banco Alimentare sono state fatte alcune domande alle quali<br />

don Vito Cassese ha risposto facendo notare le differenze tra i prodotti<br />

AGEA e il Banco Alimentare. Don Saverio Ciaccia, Don Vito Incampo<br />

e Don Vincenzo Panaro hanno fatto notare alcune difficoltà nell’accogliere<br />

la nuova proposta; forse sarebbe stato meglio non interrompere<br />

il rapporto con AGEA lasciando libertà ai parroci di aderire o meno alla<br />

nuova proposta del Banco Alimentare. Alcuni hanno evidenziato la<br />

difficoltà di sostenere la spesa dei 300 Euro chiesti e del non arrivo dei<br />

prodotti nelle parrocchie.<br />

Il Vescovo ha ribadito che non c’è l’obbligo nel sottoscrivere la convenzione,<br />

che è importante incontrare i poveri nelle proprie abitazioni,<br />

che è urgente cambiare volto alle caritas parrocchiale e diocesana. La<br />

necessità, già espressa nella Lettera Pastorale, di chiederci: quale tipo di<br />

carità vogliamo fare? Deve diventare stimolo ad aprire le menti e i cuori<br />

ai poveri.<br />

Il diacono Ferrulli ha poi parlato delle iniziative dell’Ufficio Scuola<br />

sottolineando la difficoltà a radunare i docenti di religione, molto spesso<br />

assenti agli incontri diocesani specie della Pastorale Giovanile.<br />

Don Vito Incampo ha informato i presenti che l’Ufficio della Pastorale<br />

della Salute sta cercando di formare una equipé diocesana.<br />

Don Giovanni Bruno dell’Ufficio Famiglia ha proposto il ritiro delle<br />

famiglie.<br />

Don Domenico Cornacchia ha parlato delle iniziative dell’ufficio per<br />

la Formazione Permanente del Clero facendo un appello a partecipare<br />

data la validità degli incontri.<br />

Don Saverio Ciaccia ha chiesto a tutti di non perdere mai di vista il<br />

Programma Pastorale per programmare le iniziative.<br />

Padre Mario Marino, Assistente della Pastorale Giovanile, ha espres-


so il ringraziamento a nome suo e del Direttore Cagnazzi a tutti coloro<br />

che hanno sostenuto l’iniziativa della GMG.<br />

Per l’Ufficio Pellegrinaggi il diacono Bolognese riferendosi sul contenuto<br />

di un convegno a cui ha partecipato, ha detto che stanno cercando<br />

referenti nelle parrocchie.<br />

Don Giannuzzi dell’Ufficio per i Beni Culturali ha comunicato che<br />

si stanno impegnando a far sbloccare le pratiche e che a volte ci sono<br />

difficoltà con i parroci nel collaborare (es. comunicare i beni per essere<br />

inventariati per poter poi rispondere ai carabinieri sullo smarrimento di<br />

oggetti appartenenti alla nostra Chiesa).<br />

Il Vicario ha ricordato che nel prossimo incontro degli Uffici di Curia<br />

ogni direttore deve presentare le iniziative in programma per il prossimo<br />

anno con date approssimative di riferimento. È stata data informazione<br />

circa l’iniziativa per il 20 maggio sulla giornata delle Comunicazioni<br />

Sociali.<br />

L’incontro si è concluso alle ore 18.30.<br />

<strong>Altamura</strong>, 30 marzo <strong>2007</strong><br />

UFFICI DI CURIA<br />

VERBALE del 23 Aprile <strong>2007</strong><br />

Sac. Nunzio Falcicchio<br />

segretario<br />

La seduta ha avuto inizio alle ore 16.00 con un breve momento di<br />

preghiera presieduto dal Vescovo Mario, presso la parrocchia di S. Anna<br />

in <strong>Altamura</strong>. Il vescovo ha innanzitutto ringraziato i presenti per aver<br />

risposto all’invito.<br />

Sono presenti:<br />

Don Vito Colonna, Don Giacomo Fiore, Don Saverio Ciaccia, Don Domenico<br />

Giannuzzi, Don Vito Nuzzi, Don Angelo Cianciotta, Don Vincenzo<br />

Panaro, Don Peppino Chironna, Don Vito Incampo, Don Giuseppe<br />

Creanza, Don Giovanni Monitillo, P. Mario Marino, Diac. Leonardo<br />

Ferrulli, Avv. Massimo Marvulli, P. Maurizio Bevilacqua, Don Vito<br />

Cassese, Don Nicola Chiarulli, Don Michele Gramegna, Diac. Benito<br />

Bolognese, Don Michele Capodiferro, Don Giovanni Bruno, Don Do-<br />

2 3


2 4<br />

menico Cornacchia, Don Giuseppe Pietroforte, Don Giuseppe Cifarelli,<br />

Don Vincenzo Lopano.<br />

Sono assenti:<br />

Don Luigi Dimarno, Don Michele Lorusso, Don Rocco Scalera, Mons.<br />

Felice Posa, Don Alessandro Amapani, Ing. Franchini, Rag. Luca Cagnazzi.<br />

I P. o. g. sono stati:<br />

1. Lettura verbale precedente seduta.<br />

2. Comunicazione del Sig. Liborio Dibattista circa la possibilità<br />

di un inizio di scuola di Formazione Socio-Politica in <strong>Diocesi</strong>.<br />

3. Verifica del lavoro svolto dagli Uffici (Organizzazione dell’ufficio<br />

stesso, impegni assunti, difficoltà incontrate, sovrapposizione<br />

di iniziative, ecc…).<br />

4. Varie ed eventuali.<br />

Prima di passare ai punti all’Ordine del giorno il Sac. Vincenzo Mazzotta<br />

ha fatto il giuramento come nuovo parroco di Ss. Nicola e Cecilia<br />

in <strong>Gravina</strong>.<br />

Il Vescovo ha chiesto la parola e ha nuovamente ringraziato i presenti<br />

e tramite di essi tutti i sacerdoti e i fedeli per la bella testimonianza data<br />

in occasione del pellegrinaggio a Roma.<br />

Prima di leggere il verbale della scorsa seduta è stata data la parola al<br />

sig. Dibattista che ha presentato una proposta di progetto per la Scuola di<br />

Formazione socio-politica.<br />

Sia il Vescovo che i presenti hanno accolto favorevolmente la proposta.<br />

Don Vincenzo Lopano ha anche raccontato il lavoro che l’Ufficio<br />

Pastorale del Sociale sta portando avanti e il lavoro di mettere insieme<br />

più associazioni che si sono rese disponibili per far nascere una scuola<br />

di Formazione Socio-Politica. Ha anche parlato di un’ iniziativa sul tema<br />

dell’acqua per il 18-20 maggio (da specificare nel prossimo incontro<br />

degli uffici). Dopo altri interventi (Incampo - Giannuzzi - Falcicchio<br />

- Colonna) è nato il suggerimento per l’Ufficio di Pastorale Sociale di<br />

prendere in seria considerazione tale proposta che nasce anche da un<br />

sondaggio condotto tra 1200 giovani di <strong>Gravina</strong>. Esaurito il 2° punto


all’O. d. G. il segretario ha dato lettura del verbale dell’incontro tenutosi<br />

il 26 febbraio, fornendone copia ai presenti. Dopo l’approvazione<br />

del verbale, ha preso la parola il Vescovo che, ha chiesto ai presenti di<br />

iniziare una verifica sul lavoro fatto in questo periodo da parte degli<br />

uffici.<br />

3. Verifica del lavoro svolto dagli Uffici (Organizzazione dell’ufficio<br />

stesso, impegni assunti, difficoltà incontrate, sovrapposizione di iniziative,<br />

ecc…)<br />

Don Vito Cassese (Caritas) ha preso la parola dicendo che uno dei<br />

primi impegni dell’ ufficio è stato quello di valorizzare l’esistente.<br />

Per il Banco Alimentare sono state fatte alcune domande alle quali<br />

don Vito Cassese ha risposto facendo notare le differenze tra i prodotti<br />

AGEA e il Banco Alimentare. Don Saverio Ciaccia, Don Vito Incampo<br />

e Don Vincenzo Panaro hanno fatto notare alcune difficoltà nell’accogliere<br />

la nuova proposta; forse sarebbe stato meglio non interrompere<br />

il rapporto con AGEA lasciando libertà ai parroci di aderire o meno alla<br />

nuova proposta del Banco Alimentare. Alcuni hanno evidenziato la<br />

difficoltà di sostenere la spesa dei 300 Euro chiesti e del non arrivo dei<br />

prodotti nelle parrocchie.<br />

Il Vescovo ha ribadito che non c’è l’obbligo nel sottoscrivere la convenzione,<br />

che è importante incontrare i poveri nelle proprie abitazioni,<br />

che è urgente cambiare volto alle caritas parrocchiale e diocesana. La<br />

necessità, già espressa nella Lettera Pastorale, di chiederci: quale tipo di<br />

carità vogliamo fare? Deve diventare stimolo ad aprire le menti e i cuori<br />

ai poveri.<br />

Il diacono Ferrulli ha poi parlato delle iniziative dell’Ufficio Scuola<br />

sottolineando la difficoltà a radunare i docenti di religione, molto spesso<br />

assenti agli incontri diocesani specie della Pastorale Giovanile.<br />

Don Vito Incampo ha informato i presenti che l’Ufficio della Pastorale<br />

della Salute sta cercando di formare una equipé diocesana.<br />

Don Giovanni Bruno dell’Ufficio Famiglia ha proposto il ritiro delle<br />

famiglie.<br />

Don Domenico Cornacchia ha parlato delle iniziative dell’ufficio per<br />

la Formazione Permanente del Clero facendo un appello a partecipare<br />

data la validità degli incontri.<br />

2


2<br />

Don Saverio Ciaccia ha chiesto a tutti di non perdere mai di vista il<br />

Programma Pastorale per programmare le iniziative.<br />

Padre Mario Marino Assistente della Pastorale Giovanile ha espresso<br />

il ringraziamento a nome suo e del Direttore Cagnazzi a tutti coloro che<br />

hanno sostenuto l’iniziativa della GMG.<br />

Per l’Ufficio Pellegrinaggi il diacono Bolognese riferendosi sul contenuto<br />

di un convegno a cui ha partecipato, ha detto che stanno cercando<br />

referenti nelle parrocchie.<br />

Don Giannuzzi dell’Ufficio per i Beni Culturali ha comunicato che<br />

si stanno impegnando a far sbloccare le pratiche e che a volte ci sono<br />

difficoltà con i parroci nel collaborare (es. comunicare i beni per essere<br />

inventariati per poter poi rispondere ai carabinieri sullo smarrimento di<br />

oggetti appartenenti alla nostra Chiesa).<br />

Il Vicario ha ricordato che nel prossimo incontro degli Uffici di Curia<br />

ogni direttore deve presentare le iniziative in programma per il prossimo<br />

anno con date approssimative di riferimento. È stata data informazione circa<br />

l’iniziativa per il 20 maggio sulla giornata delle Comunicazioni Sociali.<br />

L’incontro si è concluso alle ore 18.30.<br />

<strong>Altamura</strong>, 30 marzo <strong>2007</strong><br />

UFFICI DI CURIA<br />

VERBALE del 10 Maggio <strong>2007</strong><br />

Sac. Nunzio Falcicchio<br />

segretario<br />

La seduta ha avuto inizio alle ore 16.00 con un breve momento di<br />

preghiera presieduto dal Vescovo Mario, presso la parrocchia di S. Anna<br />

in <strong>Altamura</strong>. Il vescovo ha innanzitutto ringraziato i presenti per aver<br />

risposto all’invito.<br />

Sono presenti: Don Giacomo Fiore, Don Saverio Ciaccia, Don Domenico<br />

Giannuzzi, Don Vincenzo Panaro, Don Vito Incampo, Don Giovanni<br />

Monitillo, Diac. Leonardo Ferrulli, Avv. Massimo Marvulli, Don Vito<br />

Cassese, Don Michele Gramegna, Diac. Benito Bolognese, Don Michele<br />

Capodiferro, Don Giovanni Bruno, Don Michele Lorusso, Don Rocco<br />

Scalera, Don Vincenzo Lopano, Dott. Pietro Dipace, diac. Goffredo


Sono assenti:<br />

Don Vito Colonna, Don Vito Nuzzi, Don Luigi Dimarno, Don Peppino<br />

Chironna Don Giuseppe Creanza, Don Angelo Cianciotta, P. Maurizio<br />

Bevilacqua, Don Nicola Chiarulli P. Mario Marino, Don Domenico Cornacchia,<br />

Don Giuseppe Cifarelli, Don Giuseppe Pietroforte, Mons. Felice<br />

Posa, Don Alessandro Amapani, Ing. Franchini, Rag. Luca Cagnazzi.<br />

I P. o. g. sono stati:<br />

1. Lettura verbale precedente seduta<br />

2. Proposte e programmazione per il nuovo <strong>Anno</strong> Pastorale<br />

<strong>2007</strong> - 2008<br />

3. Varie ed eventuali<br />

Vengono illustrate le proposte dell’Ufficio Pastorale sociale e del<br />

Lavoro, della Caritas, ecumenico. Poi con una scheda proposta da don<br />

Domenico Giannuzzi si passa ad una verifica del programma pastorale<br />

svolto durante l’anno. Si affrontano i seguenti punti:<br />

a) Carità, territorio e parrocchia<br />

b) Carità Giovani e famiglia<br />

c) Carità e Presbiterio.<br />

In modo particolare si concorda sulla necessità di continuare l’esperienza<br />

del Pozzo di Giacobbe cittadino perchè coinvolge più gente ed<br />

offre la possibilità ai sacerdoti di approfondire la Parola di Dio; in alcuni<br />

paesi però, la presenza dei sacerdoti in questo anno, è stata minima.<br />

Viene proposta una Lectio divina alla base del Programma pastorale da<br />

tenersi al Santuario dell’ Incoronata, la presentazione di un’icona della<br />

Carità. Poi per unità pastorali ci potrà essere il confronto e a seguire la S.<br />

Messa. Dopo un’ampia discussione si conviene sull’opportunità di far<br />

arrivare nelle parrocchie una proposta di programma pastorale per giugno<br />

in modo tale da poterne discutere nei consigli pastorali parrocchiali.<br />

Per quanto riguarda le Unità Pastorali don Vito Incampo parla dell’<br />

esperienza positiva che si sta vivendo nella sua unità pastorale. Don<br />

Giovanni Bruno chiede che ci sia un cammino unitario concreto. Poi<br />

propone una preparazione dei giovani alla famiglia in collaborazione<br />

con il Servizio di Pastorale Giovanile e con il Centro Diocesano Voca-<br />

2


2<br />

zioni. A proposito della Pastorale Giovanile ci si chiede se la Scuola di<br />

Preghiera per i Giovani è una “manna” o viene vista come un “ruba” giovani<br />

dalle parrocchie. Viene proposto di chiedere ai gruppi giovanili delle<br />

parrocchie cosa e come vogliono la Scuola di Preghiera, si chiede più<br />

coinvolgimento dei giovani nelle parrocchie e un’attenzione maggiore<br />

delle equipe cittadine. Infine si chiede anche di rivedere la struttura della<br />

proposta della Scuola di Preghiera e si propone una esperienza cittadina<br />

come il Pozzo di Giacobbe.<br />

Viene annunciato che il terzo venerdì del mese ci saranno i ritiri Spirituali<br />

proposti da Mons. Michele Lenoci e che gli esercizi Spirituali<br />

saranno predicati da Mons. Antonio Pitta. Per la SFTP si propone di iniziarla<br />

con la presentazione del libro scritto dal Papa. Il Vescovo ritiene<br />

buona l’intuizione di seguire i documenti del Concilio Vaticano II come<br />

bussola per la SFTP.<br />

Si conviene che vengano proposti tre momenti uno per settore, a livello<br />

Diocesano, per non aumentare le iniziative e per non creare troppa<br />

settorializzazione. È necessario che anche le proposte degli uffici convergano<br />

nella SFTP in modo tale da non ritrovarsi con tante proposte<br />

con il rischio di stancare.<br />

Il Vescovo ancora una volta chiede di trovare un modo per concretizzare<br />

una delle proposte sulla Carità.<br />

L’incontro si è concluso alle ore 18.30.<br />

<strong>Altamura</strong>, 30 marzo <strong>2007</strong> Sac. Nunzio Falcicchio<br />

segretario<br />

UFFICI DI CURIA<br />

VERBALE del 26 Novembre <strong>2007</strong><br />

La seduta ha inizio alle ore 16.30 con un breve momento di preghiera<br />

presieduto dal Vescovo Mario, presso la parrocchia di S. Anna in <strong>Altamura</strong>.<br />

Il vescovo ha innanzitutto ringrazia i presenti per aver risposto<br />

all’invito.<br />

Sono presenti:<br />

Don Vito Colonna, Don Vincenzo Panaro, Don Giovanni Monitillo, Don<br />

Luigi Dimarno, Don Giuseppe Chironna, Don Giuseppe Creanza, Sig.


Rino Bisognano, Ins. Anna Garziano, Don Domenico Natale, Don Angelo<br />

Cianciotta, Don Giacomo Fiore, Sig. Maria Teresa Liotti, Don Michele<br />

Lorusso, Ins. Marisa Piazza, Don Domenico Giannuzzi, P. Maurizio<br />

Bevilacqua, Ins. Lucia Indio, Sr. Dolores Barletta, Don Saverio Colonna,<br />

Don Saverio Ciaccia, Don Vito Incampo, Avv. Massimo Marvulli,<br />

Don Vito Cassese, Don Michele Gramegna, Don Giovanni Bruno, Don<br />

Rocco Scalera, Don Vincenzo Lopano, Don Giuseppe Pietroforte, Don<br />

Nicola Chiarulli.<br />

Sono assenti:<br />

Don Vito Nuzzi, P. Mario Marino, Mons. Felice Posa, Don Alessandro<br />

Amapani, Ing. Franchini, Rag. Luca Cagnazzi, Diac. Leonardo Ferrulli.<br />

I P. o. g. sono stati:<br />

1. Proposte e programmazione per il quinquennio 2008 - 2013<br />

Apre la seduta il Vescovo che invita i presenti, a guardare con attenzione<br />

il Progetto Pastorale del 1998 alla luce di questi 10 anni trascorsi<br />

insieme. L’invito rivolto è stato quello di chiedersi quali dovrebbero o<br />

potrebbero essere le tappe significative del prossimo quinquennio, quali<br />

momenti la <strong>Diocesi</strong> dovrebbe vivere per camminare verso la “comunione<br />

con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”, meta del Progetto Pastorale<br />

del 1998.<br />

Il Vescovo poi lancia tre idee possibili quali: la Visita Pastorale, il Sinodo,<br />

e il Congresso Eucaristico concludendo che qualsiasi scelta fatta<br />

dovrebbe impegnare in modo serio e responsabile tutti.<br />

Vicario Generale - Ribadisce la necessità, dopo aver in questi anni sperimentato<br />

una certa collaborazione ed impegno, di avere un quadro pieno<br />

e chiaro per il prossimo quinquennio. Propone di mettere al centro la<br />

Parola di Dio come punto di partenza, richiamando il prossimo Sinodo<br />

sulla Parola di Dio.<br />

Don D. Natale - Pone alcune domande essenziali per la riflessione:<br />

Quali attenzioni dobbiamo avere per i prossimi 5 anni? Quali sono le<br />

necessità urgenti? Dove vogliamo andare? Quale la componente su cui<br />

focalizzare la nostra attenzione, dopo aver messo al centro la Famiglia<br />

nel Progetto Pastorale del 1998?<br />

2


2 0<br />

Don D. Giannuzzi - Propone di sottolineare la dimensione escatologica<br />

della Trinità. “Oggi c’è un deficit di Speranza nelle famiglie, nei giovani,<br />

nei ragazzi, si potrebbe partire dai segni di Speranza presenti in <strong>Diocesi</strong><br />

e dai segni di non Speranza”. Pensare ad una Visita Pastorale diversa dai<br />

canoni previsti, guardando ai luoghi di Speranza, partendo da una lettura<br />

del territorio alla luce della Parola di Dio.<br />

Don V. Cassese - Propone di partire chiedendosi quali sono i segni di un<br />

avvenimento già avvenuto? Cosa il Signore ha seminato in questi anni?<br />

Don V. Panaro - Suggerisce di partire dalla Nota Pastorale della CEI dopo<br />

Verona che indica alcune piste per il cammino della Chiesa Italiana.<br />

Don S. Colonna - Propone di ripubblicare la mappa della Carità; facendo<br />

un bilancio si constata come in questi anni si è molto lavorato per<br />

creare una struttura organica e funzionante. Propone, pensando al prossimo<br />

quinquennio, un impegno missionario evitando celebrazioni che<br />

diventino autocelebrazione di noi stessi.<br />

Don N. Falcicchio - richiama la Visita Pastorale fatta negli scorsi anni e<br />

chiede di verificare l’efficacia di tale impegno. Inoltre propone di partire<br />

dalla realtà leggendola alla luce della Parola di Dio e quindi trovare il<br />

modo per offrire segni di speranza alla comunità diocesana.<br />

Don S. Ciaccia - Si chiede quali sono gli obiettivi da raggiungere. Propone<br />

di valorizzare i Centri di Ascolto, le Caritas Parrocchiali, le Unità<br />

Pastorali, le Missioni ad gentes, le comunità parrocchiali.<br />

Don A. Cianciotta - Propone tre categorie per riflettere:<br />

Tempo: Come nel nostro tempo possiamo vivere tenendo presente passato<br />

e futuro?; Globalizzazione: come è possibile vivere nella quotidianità<br />

un’apertura al futuro?; come dialogare con la cultura, con chi oggi<br />

fa cultura?<br />

Don M. Lorusso - È necessario operare una missione continua nei club,<br />

nei pub, nelle aziende, tra gli immigrati. È necessario formare gli operatori<br />

pastorali.


Don G. Pietroforte - Sottolinea l’importanza di lavorare sulla comunione<br />

e sul perdono reciproco per essere veri annunciatori, testimoni<br />

di quello che annunciamo. Sostiene che dobbiamo prima sperimentare<br />

quello che annunciamo. Coltiviamo i rapporti di unità.<br />

Sig. R. Bisignano - “La carità appartiene alla natura della Chiesa”; La<br />

comunione parte dall’ascolto e dalla comunicazione.<br />

Don G. Bruno - Rivolge l’invito a vivere la Visita Pastorale come strumento<br />

pastorale e non giuridico. È necessario una risonanza sul dopo Verona.<br />

Vescovo - Bisogna evitare che ci sia un sovraccaricarsi di iniziative. È<br />

necessario assumersi le proprie responsabilità nella verità.<br />

Don V. Cassese - Evitare due rischi quello di fare bilanci e quello di colpevolizzare<br />

una realtà che non c’è.<br />

Don V. Incampo - Propone di mettere al centro la Parola di Dio con una<br />

particolare attenzione alla realtà che noi viviamo. Atteggiamenti di simpatia<br />

ed empatia con il mondo che ci circonda, cercando di vedere non<br />

solo le brutture ma anche gli elementi positivi per poter dialogare.<br />

Don G. Monitillo - Mettere al centro i giovani facendo una missione<br />

diocesana con l’aiuto di forze esterne.<br />

P. M. Bevilacqua - Chiediamoci come essere presenti come Chiesa nel<br />

mondo.<br />

Don R. Scalera - È opportuno chiederci come portare avanti nella ferialità<br />

quello che si fa in modo straordinario.<br />

Don G. Creanza - Rilanciare l’attenzione alla famiglia.<br />

Don D. Giannuzzi - Dobbiamo portare Parole di Speranza a partire dall’accogliere<br />

questa Parola.<br />

Don G. Chironna - Dobbiamo portare la Parola in alcuni luoghi.<br />

Sac. N. Falcicchio - Dobbiamo ri-evangelizzare noi stessi (sacerdoti -<br />

2 1


2 2<br />

parrocchie - famiglie - giovani) a partire dalla Parola di Dio che diviene<br />

Parola di Speranza per tutti. Inoltre è opportuno trovare modi e forme<br />

per comunicare il Vangelo dialogando con il mondo della cultura.<br />

Vescovo - Come facciamo passare questo messaggio? Quali le tappe, le<br />

iniziative che coinvolgono spazio, tempo, persone? Come Chiesa come<br />

vogliamo andare avanti? Sinodo è missione, è comunione, è verifica con<br />

la Parola di Dio, è coinvolgimento delle persone.<br />

Don V. Incampo - Propone uno Stato Sinodale a partire dalla Visita Pastorale<br />

poi al centro il Sinodo e a conclusione il Compresso Eucaristico.<br />

In conclusione:<br />

1. Mettersi in ascolto del territorio;<br />

2. Riscoprire la centralità della Parola di Dio;<br />

3. Porre attenzione sia alle famiglie, ai giovani, ai sacerdoti, alle<br />

vocazioni, alle comunità parrocchiali e dialogare con il mondo<br />

della cultura;<br />

4. Offrire e riscoprire i segni di speranza.<br />

Metodologia:<br />

1. Visita Pastorale per Unità Pastorali<br />

2. Sinodo Diocesano<br />

3. Congresso Eucaristico Diocesano<br />

L’incontro si è concluso alle ore 18.30.<br />

<strong>Altamura</strong>, 26 novembre <strong>2007</strong><br />

Sac. Nunzio Falcicchio<br />

Segretario


Rendiconto<br />

relativo alla erogazione<br />

delle somme derivanti dall’otto per mille dell’IRPEF<br />

per l’esercizio 2006<br />

I. PER ESIGENZE DI CULTO E PASTORALE<br />

A. Esercizio del culto:<br />

1. Conservazioni o restauro edifici di culto già<br />

esistenti o altri beni culturali ecclesiastici 30.500,00<br />

2. Sussidi liturgici 2.100,00<br />

3. Centro Giovanile 50.000,00<br />

B. Esercizio e cura delle anime:<br />

82.600,00<br />

1. Attività pastorali straordinarie 10.828,00<br />

2. Curia diocesana e centri pastorali diocesani<br />

65.000,00<br />

3. Mezzi di comunicazione sociale a finalità<br />

pastorale<br />

44.897,95<br />

4. Archivi e biblioteche di enti ecclesiastici<br />

5. Manutenzione straordinaria di case cano-<br />

10.000,00<br />

niche e/o locali di ministero pastorale 18.600,00<br />

6. Parrocchie in condizioni di straordinaria<br />

necessità<br />

11.000,00<br />

7. Clero anziano e malato 160,00<br />

8. Istituti di vita consacrata in straordinaria<br />

necessità<br />

6.000,00<br />

9. Rimborso collaboratori 15.020,00<br />

181.505,95<br />

2 3


2 4<br />

C. Formazione del clero:<br />

1. Seminario diocesano, interdiocesano, re-<br />

84.136,04<br />

gionale<br />

2. Rette di seminaristi e sacerdoti studenti a<br />

Roma o presso altre facoltà ecclesiastiche 3.000,00<br />

3. Formazione permanente del clero 2.900,00<br />

4. Restauro Seminario 168.543,36<br />

258.579,40<br />

D. Scopi missionari:<br />

1. Centro missionario diocesano e animazione<br />

missionaria<br />

E. Catechesi ed educazione cristiana:<br />

1.000,00<br />

1. Oratori e patronati per ragazzi e giovani 500,00<br />

2. Associazioni ecclesiali (per la formazione<br />

dei membri)<br />

3.000,00<br />

3. Iniziative di cultura religiosa nell’ambito<br />

della diocesi<br />

1.980,00<br />

4. Istituti Regionali 1.600,00<br />

F. Contributo al servizio diocesano per la promozione<br />

del sostegno economico alla Chiesa:<br />

G. Altre erogazioni:<br />

1. Casa S. Lorenzo 2.000,00<br />

3. Fitto Parrocchia Spirito Santo 12.485,79<br />

4. Manutenzione Casa di Accoglienza<br />

“Mastrogiacomo”<br />

4.880,00<br />

1.000,00<br />

7.080,00<br />

0,00<br />

19.365,79<br />

a) totale delle erogazIonI effettuate nel 2006 550.131,14


Riepilogo<br />

- totale delle somme da erogare per l’anno<br />

2006<br />

- a dedurre totale delle erogazIonI ef-<br />

1.146.957,46<br />

fettuate nell’anno 2006 (fino al 31 marzo<br />

<strong>2007</strong>)<br />

550.131,14<br />

- dIfferenza<br />

L’importo “differenza” è così suddiviso:<br />

596.826,32<br />

* Fondo diocesano di garanzia<br />

(fino al 10% del contributo dell’anno 2006)<br />

52.676,35<br />

* Fondo diocesano di garanzia relativo agli esercizi<br />

precedenti<br />

298.248,30<br />

Totale fondo diocesano di garanzia (da riportare<br />

nel rendiconto assegnazioni <strong>2007</strong>) 350.924,65<br />

* Altre somme assegnate nell’esercizio 2006 e<br />

non erogate al 31/03/<strong>2007</strong> (da riportare nel rendiconto<br />

assegnazioni <strong>2007</strong>) 256.638,62<br />

- InteressI nettI del 30/06/06;<br />

30/09/06 e 31/12/06<br />

- assegnI emessI o BonIfIcI effettuatI ma<br />

non ancora contaBIlIzzatI nell’e/c<br />

saldo conto corrente e/o deposIto tItolI<br />

al 31 marzo <strong>2007</strong><br />

7.274,58<br />

5.000,00<br />

619.837,85<br />

2


2<br />

II. PER INTERVENTI CARITATIVI<br />

A. Distribuzione a persone bisognose:<br />

1. Da parte della diocesi 43.938,00<br />

2. Da parte delle parrocchie 42.200,00<br />

3. Da parte di altri enti ecclesiastici 20.000,00<br />

B. Opere caritative diocesane:<br />

1. In favore di extracomunitari 12.000,00<br />

2. In favore di tossicodipendenti 25.000,00<br />

3. In favore di anziani 20.000,00<br />

4. In favore di portatori di handicap 20.000,00<br />

5. In favore di altri bisognosi 32.793,00<br />

6. Fondo antiusura (diocesano o regionale) 20.000,00<br />

C. Opere caritative parrocchiali:<br />

2. In favore di altri bisognosi 21.500,00<br />

D. Opere caritative di altri enti ecclesiastici:<br />

1. Fondazione Benedetto XIII 27.000,00<br />

2. Opere Caritative 17.000,00<br />

3. Casa Accoglienza “Loglisci” 51.923,41<br />

E. Altre erogazioni:<br />

1. Opere Caritative Missionarie 3.390,00<br />

106.138,00<br />

129.793,00<br />

21.500,00<br />

95.923,41<br />

3.390,00<br />

b) totale delle erogazIonI 356.744,41


Riepilogo<br />

- totale delle somme da erogare per l’anno 2006 484.389,53<br />

- a dedurre totale delle erogazIonI effettuate<br />

nell’anno 2006 (fino al 31 marzo <strong>2007</strong>) 356.774,41<br />

- dIfferenza 127.645,12<br />

L’importo “differenza” è così suddiviso:<br />

* Altre somme assegnate nell’esercizio 2006<br />

e non erogate al 31/03/<strong>2007</strong> (da riportare nel<br />

rendiconto assegnazioni 2006) 140.129,17<br />

- InteressI nettI del 30/09/06; 31/12/06 e 31/03/07 4.661,78<br />

- assegnI emessI o BonIfIcI effettuatI<br />

ma non ancora contaBIlIzzatI nell’e/c 11.000,00<br />

saldo conto corrente e/o deposIto tItolI<br />

155.790,95<br />

al 31 marzo <strong>2007</strong><br />

Si allegano:<br />

1. relazione esplicativa del rendiconto relativo alle somme erogate;<br />

2. fotocopia delle pagine di tutti gli estratti conto bancari dal 01.04.2006<br />

al 31.03.<strong>2007</strong>;<br />

3. documentazione dei depositi amministrati o della gestione patrimoniale<br />

nel caso in cui le disponibilità siano state temporaneamente investite.<br />

Si attesta che:<br />

• il presente “Rendiconto” è stato sottoposto alla verifica del Consiglio<br />

Diocesano per gli affari economici;<br />

• il “Rendiconto” è pubblicato nel bollettino ufficiale della diocesi n. 1,<br />

anno <strong>2007</strong>.<br />

l’economo diocesano<br />

Sac. Luigi Dimarno<br />

il vescovo diocesano<br />

X Mario Paciello<br />

2


2<br />

Rendiconto<br />

relativo alla assegnazione<br />

delle somme derivanti dall’otto per mille dell’IRPEF<br />

per l’esercizio <strong>2007</strong><br />

I. per esIgenze dI culto e pastorale<br />

- contRiButo Ricevuto dalla c.e.i. nel <strong>2007</strong> 588.644,05<br />

- inteRessi netti matuRati sui depositi BancaRi<br />

e suGli investimenti:<br />

al 30.09.2006 2.614,47<br />

al 31.12.2006 3.321,65<br />

al 31.03.<strong>2007</strong> 2.661,40<br />

al 30.06.<strong>2007</strong> 2.775,75<br />

- Fondo diocesano di GaRanzia Relativo aGli eseR-<br />

cizi pRecedenti<br />

- somme impeGnate peR iniziative pluRiennali eseR-<br />

cizi pRecedenti<br />

- somme asseGnate nell’eseRcizio 2006 e non eRoGate<br />

al 31.03.<strong>2007</strong><br />

A. Esercizio del culto:<br />

11.373,27<br />

350.924,65<br />

256.638,62<br />

a) totale delle somme da assegnare<br />

per l’anno <strong>2007</strong> 1.196.206,93<br />

1. Nuovi complessi parrocchiali 40.000,00<br />

2. Conservazione o restauro edifici di culto già<br />

esistenti o altri beni culturali ecclesiastici<br />

50.000,00<br />

3. Sussidi liturgici 22.380,40<br />

4. Centro Giovanile 50.000,00<br />

162.380,40


B. Esercizio e cura delle anime:<br />

1. Attività pastorali straordinarie 34.867,32<br />

2. Curia diocesana e centri pastorali diocesani 65.000,00<br />

3. Tribunale ecclesiastico diocesano 2.000,00<br />

4. Mezzi di comunicazione sociale a finalità<br />

53.484,00<br />

pastorale<br />

5. Istituto di scienze religiose 8.000,00<br />

6. Archivi e biblioteche di enti ecclesiastici 10.000,00<br />

7. Manutenzione straordinaria di case canoniche<br />

e/o locali di ministero pastorale<br />

51.920,00<br />

8. Consultorio familiare diocesano 15.000,00<br />

9. Parrocchie in condizioni di straordinaria necessità<br />

28.400,00<br />

10. Enti ecclesiastici per il sostentamento dei<br />

sacerdoti addetti<br />

2.000,00<br />

11. Clero anziano e malato 6.160,00<br />

12. Istituti di vita consacrata in straordinaria<br />

necessità<br />

6.000,00<br />

13. Rimborsi collaboratori 18.000,00<br />

C. Formazione del clero:<br />

299.831,32<br />

1. Seminario diocesano, interdiocesano, re-<br />

100.000,00<br />

gionale<br />

2. Rette di seminaristi e sacerdoti studenti a<br />

Roma o presso altre facoltà ecclesiastiche 3.800,00<br />

3. Formazione permanente del clero 9.500,00<br />

4. Restauro Seminario 173.397,97<br />

286.697,97<br />

D. Scopi missionari:<br />

1. Centro missionario diocesano e animazione<br />

missionaria<br />

1.333,24<br />

2. Volontari missionari laici 5.000,00<br />

3. Cura pastorale degli immigrati presenti in<br />

diocesi<br />

5.000,00<br />

11.333,24<br />

2


300<br />

E. Catechesi ed educazione cristiana:<br />

1. Associazioni ecclesiali (per la formazione<br />

dei membri)<br />

4.000,00<br />

2. Istituzioni Regionali 5.500,00<br />

f. Contributo al servizio diocesano per la<br />

promozione del sostegno economico alla<br />

Chiesa<br />

G. Altre assegnazioni:<br />

1.200,00<br />

1. Casa San Lorenzo 3.000,00<br />

2. Fitto Parrocchia Spirito Santo 15.000,00<br />

3. Manutenzione Casa Mastrogiacomo 7.264,00<br />

H. Somme impegnate per iniziative pluriennali:<br />

1. Fondo diocesano di garanzia (fino al 10%<br />

49.075,35<br />

del contributo dell’anno 2006)<br />

2. Fondo diocesano di garanzia relativo agli<br />

350.924,65<br />

esercizi precedenti<br />

9.500,00<br />

1.200,00<br />

25.264,00<br />

400.000,00<br />

b) totale delle assegnazIonI 1.196.206,93


II. per InterVentI carItatIVI<br />

- contRiButo Ricevuto dalla c.e.i. nel <strong>2007</strong> 331.868,12<br />

- inteRessi netti matuRati sui depositi BancaRi<br />

e suGli investimenti:<br />

al 30.09.2006 1.474,40<br />

al 31.12.2006 1.924,36<br />

al 31.03.<strong>2007</strong> 1.263,02<br />

al 30.06.<strong>2007</strong> 880,02<br />

- somme impeGnate peR iniziative pluRiennali eseRcizi<br />

pRecedenti<br />

- somme asseGnate nell’eseRcizio 2006 e non eRoGate<br />

al 31.03.<strong>2007</strong><br />

a) totale delle somme da assegnare<br />

per l’anno <strong>2007</strong><br />

A. Distribuzione a persone bisognose:<br />

5.541,80<br />

140.129,17<br />

471.997,29<br />

1. Da parte della diocesi 60.900,00<br />

2. Da parte delle parrocchie 52.000,00<br />

3. Da parte di altri enti ecclesiastici 50.000,00<br />

162.900,00<br />

B. Opere caritative diocesane:<br />

1. In favore di extracomunitari 23.000,00<br />

2. In favore di tossicodipendenti 30.000,00<br />

3. In favore di anziani 30.000,00<br />

4. In favore di portatori di handicap 30.000,00<br />

5. In favore di altri bisognosi 23.000,00<br />

6. Fondo antiusura (diocesano o regionale) 20.000,00<br />

156.000,00<br />

301


302<br />

C. Opere caritative parrocchiali:<br />

1. In favore di portatori di handicap 5.000,00<br />

2. In favore di altri bisognosi 32.600,00<br />

D. Opere caritative di altri enti ecclesiastici:<br />

1. Fondazione Benedetto XIII 10.000,00<br />

2. Opere Caritative Religiose 30.000,00<br />

3. Casa di Accoglienza Loglisci 33.454,16<br />

E. Altre assegnazioni:<br />

1. Gemellaggio Awasa 20.000,00<br />

2. Opere caritative missionarie 22.043,13<br />

37.600,00<br />

73.454,16<br />

42.043,13<br />

b) totale delle assegnazIonI 471.997,29<br />

1. il parere del Consiglio diocesano per gli affari economici è stato<br />

espresso nella riunione tenutasi in data 1 ottobre <strong>2007</strong><br />

2. Il parere del Collegio dei Consultori è stato espresso nella riunione<br />

tenutasi in data 1 ottobre <strong>2007</strong><br />

3. L’Incaricato Diocesano per la promozione del Sostegno Economico<br />

alla Chiesa è stato sentito dal Vescovo in data 1 ottobre <strong>2007</strong><br />

4. Il Direttore della Caritas Diocesana è stato sentito dal Vescovo in merito<br />

agli interventi caritativi in data 1 ottobre <strong>2007</strong><br />

<strong>Altamura</strong>, 27 novembre <strong>2007</strong><br />

il vescovo diocesano<br />

X Mario Paciello


Diario<br />

del Vescovo


Olio su tela Madonna del Rosario.


GENNAIO <strong>2007</strong><br />

Lun. 1 Celebrazione Eucaristica ore 11,30 - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Mar. 2 Udienze ore 18,30.<br />

Mer. 3 Udienze ore 11,00 - Curia;<br />

Incontro con i ragazzi del catechismo della Parrocchia di <strong>Altamura</strong><br />

“San Michele Arcangelo” - Episcopio.<br />

Gio. 4 Udienze ore 8,30 - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 6 Assistenza alla Messa del 50° di sacerdozio di Padre Giovanni<br />

Incampo - Chiesa Trasfigurazione - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 7 Celebrazione Eucaristica con Battesimi ore 11,00 - Cattedrale<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 8 Incontro con i Vicari Episcopali ore 11,00,<br />

Pozzo di Giacobbe - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Mar. 9 Monastero di Santa Chiara - <strong>Altamura</strong> - ore 9,00 ascolto monache<br />

per Capitolo elettivo Priora e del Consiglio - Celebrazione<br />

Eucaristica ore 11,00 - <strong>Altamura</strong>,<br />

Mer. 10 Udienze.<br />

Intervista sul Miulli ore 19,00.<br />

Gio. 11 Udienze - <strong>Altamura</strong>.<br />

Monastero di Santa Chiara - <strong>Altamura</strong> - ore 9,30 ascolto monache<br />

per Capitolo elettivo Priora e del Consiglio.<br />

Ven. 12 Ritiro Clero - ore 9,00 - Centro Giovanile “Benedetto XIII”<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 14 Celebrazione delle lodi con gli Animatori dei gruppi Giovani<br />

ore 9,30 - Centro Giovanile “Benedetto XIII” - <strong>Gravina</strong>.<br />

30


30<br />

Lun. 15 Aggiornamento Clero ore 16,30 - Sant’Anna - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Mar. 16 Monastero Santa Chiara ore 10,00 - <strong>Altamura</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 11,00 - Santa Chiara - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Mer. 17 Udienze - Curia.<br />

Gio. 18 Roma.<br />

Ven. 19/26 Partecipazione al Social Forum Mondiale - Nairobi - Kenia.<br />

Dom. 28 Cresime adolescenti ore 11,30 - Sant’Erasmo -Santeramo.<br />

Tavola rotonda ore 20,00 - Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 29/31 C.E.P. - San Giovanni Rotondo - ore 10,00.<br />

Mer. 31 Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - Salesiani - Santeramo.<br />

FEBBRAIO <strong>2007</strong><br />

Ven. 2 Celebrazione Eucaristica ore 18,30 - Giornata della Vita<br />

Consacrata - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Sab. 3 Udienze.<br />

Dom. 4 Cresime adolescenti ore 11,30 - S. Erasmo - Santeramo.<br />

Lun. 5/7 Presidenza Caritas Italiana - Roma.<br />

Gio. 8 Udienze.<br />

Partecipazione al Convegno - “Tuteliamo la dignità dei malati”<br />

- Santuario S. Cosimo - Oria.


Ven. 9 Ritiro Clero ore 9,00 - Centro Giovanile “Benedetto XIII”<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Incontro al Miulli.<br />

Sab. 10 Visita a un sacerdote ammalato.<br />

Udienze.<br />

Consacrazione della Chiesa “Santa Maria della Salute” -<br />

Ospedale “Miulli” - Acquaviva.<br />

Dom. 11 Udienze.<br />

Cresime adolescenti ore 11,30 - S. Erasmo - Santeramo.<br />

Visita a un malato.<br />

Lun. 12 Pozzo di Giacobbe ore 19.00 - San Pietro Apostolo - Spinazzola.<br />

Mar. 13 Udienze.<br />

Mer. 14 Visita alla Pia Unione Femminile - <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 16 Incontro con alcuni sacerdoti di <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 17 Udienze.<br />

Incontro con Serra Club e genitori dei Seminaristi ore 19,30<br />

sul tema “Famiglia e Vocazione”- <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 19 Incontro con i sacerdoti ore 8,00 - Celebrazione Eucaristica<br />

e formazione ore 9,00 - Casa Sant’Anna - Matera.<br />

Udienze.<br />

Mar. 20 Udienze.<br />

Mer. 21 Celebrazione Eucaristica ore 19,00 “Cattedrale” <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 22 Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 21,00 per l’anniversario della<br />

morte di Don Giussani - Ss. Pietro e Paolo - <strong>Gravina</strong>;<br />

30


30<br />

Ven. 23 Udienze.<br />

Incontro col Capitolo di <strong>Altamura</strong> - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Sab. 24 Udienze.<br />

Via Crucis Diocesana dei Giovani - Poggiorsini.<br />

Dom. 25 Intervento alla Giornata Diocesana Comunitaria RnS - Sacro<br />

Cuore - <strong>Altamura</strong>.<br />

Benedizione dell’organo della parrocchia del Rosario ore<br />

10,30 - <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 26 Udienze.<br />

Uffici di Curia ore 16,00 - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Mar. 27 Delegazione Caritas ore 9,30 - Molfetta.<br />

Mer. 28 Udienze - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 1 Udienze.<br />

Ven. 2 Udienze.<br />

MARZO <strong>2007</strong><br />

Sab. 3 Udienze.<br />

Conferenza su: “La Caritas tra attenzione al territorio e apertura<br />

alle mondialità” - parrocchia Maria Madre della Chiesa<br />

- Matera.<br />

Dom. 4 Celebrazione Eucaristica con elezione catecumeni Cattedrale<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 5 Celebrazione Eucaristica per I° anniversario morte Mons.<br />

Squicciarini ore 10,30 - Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.


Pozzo di Giacobbe ore19,00 Parrocchia “Sant’Erasmo”<br />

Santeramo.<br />

Mar. 6 Celebrazione Eucaristica ore 11,00 - Madonna di Costantinopoli<br />

- Cattedrale - Acquaviva.<br />

Mer. 7 Precetto Pasquale: Guardia di Finanza e Carabinieri ore<br />

10,00 Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Visita al Santuario del Buoncammino - <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 8 Udienze.<br />

Lectio divina al “Sacro Cuore” di Santeramo.<br />

Ven. 9 Ritiro Clero “Centro Giovanile” ore 9,00 - <strong>Gravina</strong>.<br />

Incontro al Miulli ore 16,30.<br />

Sab. 10 Udienze.<br />

Dom. 11 Predicazione Ritiro USMI presso le suore del Divino Zelo<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Partenza per Roma “Visita ad Limina”.<br />

Lun. 12/17 Roma “Visita ad Limina”.<br />

Lun. 12 Incontro privato col Santo Padre Benedetto XVI.<br />

Merc. 14 Udienza della <strong>Diocesi</strong> in Piazza San Pietro.<br />

Lun. 19/20 Presidenza Caritas - Roma.<br />

Mer. 21 Consiglio Nazionale Caritas - Roma.<br />

Gio. 22 Udienze.<br />

Conversazione ore 20,00: “Per una Chiesa attenta al territorio<br />

e aperta alla mondialità” Chiesa della Trasfigurazione<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Ven. 23 Udienze.<br />

30


310<br />

Sab. 24 Udienze.<br />

Partecipazione alla G.M.G. Diocesana - <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 25 Visita al Monastero ortodosso di Mirabella Eclano.<br />

Incontro col falegname per lavori Chiesa Trasfigurazione.<br />

Lun. 26 Incontro a Foggia col Tipografo Grilli.<br />

Mar. 27 Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Via Crucis con la Parrocchia del Ss. Redentore.<br />

Mer. 28 Udienze.<br />

Incontro al Miulli - Acquaviva.<br />

Gio. 29 Conversazione con i seminaristi su Gv 13 - Seminario Diocesano<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 30 Uffici di Curia - Sant’Anna - <strong>Altamura</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - San Sepolcro - <strong>Altamura</strong>.<br />

Partecipazione al recital: “Donna de Paradiso” di Iacopone<br />

- Madonna delle Grazie - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 31 Inaugurazione cappelle ore 11,00 - <strong>Altamura</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica per inizio ministero di Don Vincenzo<br />

Mazzotta ore 19,00 - Ss. Nicola e Cecilia - <strong>Gravina</strong>.<br />

APRILE <strong>2007</strong><br />

Dom. 1 “Domenica delle Palme” Celebrazione Eucaristica ore 11,30<br />

- Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 2 Udienze.<br />

Incontro con la Fraternità Marta e Maria.<br />

Mar. 3 Auguri pasquali presso la Scuola Infermieri - Ospedale<br />

Miulli - Acquaviva.


Mer. 4 Messa del Crisma ore 18,00 - Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 5 Inaugurazione di una piazza intitolata a Giovanni Paolo II<br />

- Santeramo.<br />

Messa in Coena Domini ore 19,00 - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Ven. 6 Azione Liturgica - ore 15,30 - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Processione del Legno Santo ore 19,00 - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 7 Veglia Pasquale ore 22,30 - Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 8 Pasqua - Celebrazione Eucaristica ore 11,30 - Cattedrale -<br />

<strong>Gravina</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 20,00 - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Lun. 9 Udienze.<br />

Mar. 10 Celebrazione Eucaristica ore 10,30 - Santuario Madonna del<br />

Bosco - Spinazzola.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 per ammissione di Stefano<br />

Nacucchi e Oliveira Duarte Marcio tra i candidati al<br />

sacerdozio - Ss. Crocifisso - <strong>Gravina</strong>.<br />

Mer. 11 Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 12 Incontro con il Sem.Pre - Casa San Lorenzo - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Ven. 13 Udienze.<br />

Convegno Pastorale della Salute - Martinafranca.<br />

Sab. 14 Convegno Pastorale della Salute - Martinafranca.<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - San Sepolcro - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 15 Incontro della Fidapa.<br />

Celebrazione Eucaristica con la presenza della reliquia di<br />

San Domenico ore 19,00 - San Domenico - <strong>Gravina</strong>.<br />

311


312<br />

Lun. 16 Benedizione nuovi locali Tenenza di Finanza - <strong>Altamura</strong>.<br />

Inaugurazione con rappresentazione ore 20,30 oratorio San<br />

Domenico e 70° della parrocchia San Domenico - Acquaviva.<br />

Mar. 17 Udienze.<br />

Celebrazione eucaristica ore 11,00 per 50 anni di autonomia<br />

del Comune di Poggiorsini - M. Ss. Addolorata - Poggiorsini.<br />

Conversazione su S. Antonio M. Claret - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mer. 18 Udienze.<br />

Consegna lavori di restauro di Casal Sabini - <strong>Altamura</strong>.<br />

Incontro ore 11,30 con i sacerdoti di <strong>Altamura</strong> - Curia Diocesana<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Ven. 20 Udienze.<br />

Consiglio Presbiterale e Istituto Pastorale Pugliese - Aula<br />

Giovanni Paolo II - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Incontro con l’Ordo Virginum.<br />

Sab. 21 Assemblea Nazionale Pax Christi - Incontro di preghiera e<br />

riflessione - parrocchia San Pio X - Taranto.<br />

Cresime adolescenti ore 18,00 - Buon Pastore - <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 22 Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 11,30 - Ss. Rosario di Pompei<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 23 Udienze.<br />

Uffici di Curia ore 16,30 - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Lezione alla S.F.T.P. ore 19,00 - Istituto Volpicelli - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mar. 24 Incontro annuale di Caritas Italiana - Seminario Maggiore<br />

- Molfetta.<br />

Presentazione Libro del prof. Michele Laddaga - <strong>Gravina</strong>.


Mer. 25 Cresime adolescenti ore 11,00 - M. Ss. Annunziata - Spinazzola.<br />

Gio. 26 Presidenza Caritas Italina - Roma.<br />

Ven. 27 Consiglio Affari Economici - Ospedale Miulli - Acquaviva;<br />

Incontro con i Cappellani dell’Ospedale Miulli - Acquaviva.<br />

Visita a dei sacerdoti - Acquaviva.<br />

3° Incontro Diocesano Apostolato della Preghiera - Riflessione<br />

e Celebrazione Eucaristica ore 17,00 - S. Sepolcro -<br />

<strong>Altamura</strong>.<br />

Scuola di Preghiera dei Giovani ore 20,00 - Centro Giovanile<br />

“Benedetto XIII” - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 28 Udienze.<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - Parrocchia Spirito Santo<br />

(Cattedrale) - <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 29 Cresime adolescenti ore 11,00 - Ss. Crocifisso - <strong>Gravina</strong>.<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - San Domenico - <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 30 Udienze.<br />

MAGGIO <strong>2007</strong><br />

Mar. 1 Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 18,30 per centenario fondazione<br />

Suore Missionarie del Sacro Costato - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Mer. 2 Inaugurazione Mostra - Chiesa Purgatorio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Premiazione Concorso dell’A.C. sulla povertà - Poggiorsini.<br />

Gio. 3 Incontro con i cresimandi della parrocchia di S. Agostino<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

313


314<br />

Sab. 5 Celebrazione Eucaristica ore 11,30 con 50° di vita religiosa<br />

di Suor Gaudenzia - Festa di Sant’Irene - Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Cresime adolescenti ore 18,30 - S. M. del Carmine - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 6 Concelebrazione Eucaristica ore 11,30 - San Giovanni Rotondo.<br />

Lun. 7 Incontro presbiterale a Noci.<br />

Mar. 8 Udienze.<br />

Incontro con la Caritas Diocesana - Aula Giovanni Paolo II<br />

- Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Mer. 9 Udienze - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Incontro con le Fraternità OFS della <strong>Diocesi</strong> ore 18,00 - San<br />

Francesco - <strong>Gravina</strong>.<br />

Gio. 10 Riunione di Curia ore 16,00 - Sant’Anna - <strong>Altamura</strong>.<br />

Incontro con gli adolescenti cresimandi della parrocchia<br />

della Consolazione - <strong>Altamura</strong>.<br />

Ven. 11 Ritiro del Clero - Santuario del Buoncammino - <strong>Altamura</strong>;<br />

Presentazione di Missa cum Psalmis di Don Vincenzo De<br />

Tuziis - Monastero Domenicane - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 12 Udienze.<br />

Incontro con l’A.C.R. - Fiera di <strong>Gravina</strong>.<br />

Incontro con i Lions Club per inizio lavori affresco San Cristoforo<br />

- Chiesa San Biagio - <strong>Altamura</strong>.<br />

Celebrazione Cresime Adolescenti ore 19,00 - M. Ss. Addolorata<br />

- Poggiorsini.<br />

Dom. 13 Cresime Adolescenti ore 11,00 - S. Nicola - <strong>Gravina</strong>.<br />

Tavola Rotonda ore 19,30 - Chiostro - Seminario Diocesano<br />

- <strong>Gravina</strong>.


Lun. 14 Udienze.<br />

Pozzo di Giacobbe - M. Ss. Addolorata - Poggiorsini.<br />

Mar. 15 Incontro con il Capitolo di Acquaviva - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Udienze.<br />

Partecipazione al concerto per il Risorto - parrocchia S. Croce<br />

- Bari.<br />

Gio. 17 Udienze.<br />

Consegna del decreto di idoneità agli insegnanti di Religione<br />

Cattolica - “Aula Giovanni Paolo II - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Premiazione per Concorso sulla Vita - Bottega dell’Orefice<br />

- Chiesa Purgatorio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 18 Incontro con il Capitolo di <strong>Gravina</strong> - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Udienze.<br />

Tavola Rotonda sulle Comunicazioni Sociali - Cinema<br />

Grande - <strong>Altamura</strong>.<br />

Sab. 19 Udienze.<br />

Cresime adolescenti ore 18,30 - S. Michele Arcangelo - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 20 Cresime adolescenti ore 18,30 - San Matteo - <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 21/25 C.E.I. - Roma.<br />

Mer. 23 Cena con l’Ambasciatore della Repubblica di Cina presso la<br />

Santa Sede - Roma.<br />

Sab. 26 Sessione di apertura del processo sul presunto miracolo di<br />

Giovanni Paolo I.<br />

Udienze.<br />

Veglia di Pentecoste - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 27 Cresime adolescenti ore 11,00 - Ss. Pietro e Paolo - Spinazzola.<br />

31


31<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - San Francesco - <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 28 Incontro con il Vescovo e i Curiali di Bari - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Lezione alla S.F.T.P. ore 19,00 - Istituto Volpicelli - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mar. 29 Udienze.<br />

Incontro in seminario con i ragazzi di Santeramo.<br />

Concelebrazione ore 19,00 per il mantello di San Francesco<br />

di Paola - Cattedrale - Bari.<br />

Mer. 30 Udienze.<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - S. M. Consolazione - <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 31 Udienze.<br />

Celebrazione eucaristica ore 18,30 per chiusura mese di<br />

maggio - Santuario del Buoncammino - <strong>Altamura</strong>.<br />

GIUGNO <strong>2007</strong><br />

Ven. 1 Celebrazione Eucaristica ore 19,00 con le famiglie dei seminaristi<br />

- Gruppo Samuel - Seminario Diocesano - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 2 Celebrazione Eucaristica e processione ore 9,00 - Festa Patronale<br />

S. Erasmo - Chiesa Madre - Santeramo.<br />

Cresime adolescenti ore 18,30 - Santa Teresa - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Dom. 3 Celebrazione Eucaristica ore 11,00 - Ss. Crocifisso - <strong>Gravina</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - Ss. Trinità - <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 4 Conferenza Episcopale Pugliese - Taranto.<br />

Celebrazione matrimonio ore 16,30 - Cattedrale - Lucera.


Mar. 5 Celebrazione Eucaristica ore 20,00 per primo anniversario<br />

della scomparsa dei fratellini Pappalardi - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Mer. 6 Udienze.<br />

Gio. 7 Celebrazione Eucaristica e istituzione nuovi ministri straordinari<br />

dell’Eucaristia - ore 18,30 - Corpus Domini Diocesano<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Ven. 8 Celebrazione matrimonio ore 11,30 - Spirito Santo - Foggia.<br />

Sab. 9 Udienze.<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - Sant’Agostino - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 10 Cresime adolescenti ore 10,30 - San Francesco - Acquaviva.<br />

Lun. 11 Presidenza Caritas Italiana - Roma.<br />

Mar. 12 Presidenza Caritas Italiana e Consiglio Nazionale - Roma.<br />

Gio. 14 Udienze.<br />

Pranzo con i sacerdoti di Santeramo - Sacro Cuore - Santeramo.<br />

Incontro ore 16,30 con l’équipe Seminario Diocesano - Episcopio<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - Sacro Cuore - Acquaviva.<br />

Ven. 15 Celebrazione Eucaristica ore 11,30 - Sacro Cuore - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - Sacro Cuore - Santeramo.<br />

Sab. 16 Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

31


31<br />

Benedizione ambulanza Croce Rossa presso il 31° Reggimento<br />

Carri - <strong>Altamura</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica per cresime ore 19,00 - Sacro Cuore<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 17 Saluto ai ministranti della <strong>Diocesi</strong> - Centro Giovanile “Benedetto<br />

XIII” - <strong>Gravina</strong>.<br />

Cresime Adolescenti ore 11,00 - Ss. Redentore - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 17,00 per la Giornata del Ministrante<br />

- Centro Giovanile “Benedetto XIII” - <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 18 Incontro presbiterale cittadino sulle unità pastorali ore 9,00<br />

12,00 - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Udienze.<br />

Uffici di Curia ore 16,30 - <strong>Altamura</strong>.<br />

Incontro ore 18,30 con la Delegazione Regionale delle Confraternite.<br />

Incontro ore 20,00 con i Diaconi, Lettori, Accoliti e consorti<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Mar. 19 Udienze.<br />

Incontro presbiterale cittadino sulle unità pastorali ore 9,00<br />

12,00 - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mer. 20 Incontro presbiterale cittadino sulle unità pastorali ore 9,00<br />

12,00 - Sacro Cuore - Santeramo.<br />

Udienze.<br />

Incontro con la Presidenza di Azione Cattolica Diocesana<br />

- Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Gio. 21 Incontro presbiterale cittadino sulle unità pastorali ore 9,00<br />

12,00 - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Ven. 22 Convegno sul debito estero - Roma.<br />

Sab. 23 Celebrazione Eucaristica ore 8,00 - Seminario Diocesano<br />

- <strong>Gravina</strong>.


Celebrazione Eucaristica ore 18,30 per investitura nuovi<br />

Cavalieri del Santo Sepolcro - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Dom. 24 Cresime adolescenti ore 11,30 - Sacro Cuore - Acquaviva.<br />

Udienze.<br />

Lun. 25/28 31° Convegno Nazionale Caritas Italiana - Montecatini Terme.<br />

Ven. 29 Udienze.<br />

Concerto ore 20,30 - San Francesco - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 30 Udienze.<br />

Ospedale Miulli - Acquaviva.<br />

LUGLIO <strong>2007</strong><br />

Dom. 1 Campo-scuola unitario di Azione Cattolica Diocesana - Celebrazione<br />

Eucaristica ore 8,30. Riflessione ore 10,00 - Matera.<br />

Lun. 2/7 Sem. Pre - Sardegna.<br />

Lun. 9 Incontro con l’Associazione “Pensare Politicamente” - Episcopio<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Mar. 10 Udienze.<br />

Mer. 11 Udienze.<br />

Gio. 12 Incontro al “Miulli”.<br />

Udienze.<br />

Ven. 13 Consiglio episcopale ore 10,00 - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Sab. 14 Partenza per la Sicilia.<br />

31


320<br />

Dom. 15 Celebrazione Eucaristica ore 19,30 - Santa Caterina d’Alessandria<br />

(Messina).<br />

Mer. 18 Consiglio episcopale.<br />

Udienze.<br />

Sab. 21/26 Predicazione Esercizi Spirituali Fraternità Marta e Maria -<br />

Castel Madama - Roma.<br />

Ven. 27 Visita alle Abbazie di Farfa e Grottaferrata.<br />

Sab. 28 Visita all’Abbazia di Subiaco.<br />

Dom. 29 Celebrazione Eucaristica ore 9,00 - Monastero Benedettino<br />

- Castel Madama - Roma.<br />

Lun. 30 Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Esequie Suora domenicana ore 16,30 - Monastero Domenicano<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Mar. 31 Celebrazione matrimonio ore 17,30 - parrocchia S. Francesco<br />

da Paola - Bari.<br />

AGOSTO <strong>2007</strong><br />

Mer. 1 Incontro col falegname a Ponte (Bn) per la nuova parrocchia<br />

della Trasfigurazione.<br />

Udienze.<br />

Gio. 2 Consiglio episcopale - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Incontro con il Presidente Vendola per il Miulli.<br />

Sab. 4 Udienze.<br />

Esequie di Don Adolfo Palombella ore 17,00 - Cattedrale<br />

- Acquaviva.<br />

Incontro ore 18,30 per il Programma Pastorale Diocesano<br />

- Cattedrale - Acquaviva.


Incontro con il Consiglio Pastorale Parrocchiale di Santa<br />

Maria Maggiore - Acquaviva.<br />

Dom. 5 Celebrazione Eucaristica ore 18,00 per inizio noviziato nelle<br />

Clarisse di Lucrezia Noviello - Monastero delle Clarisse<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 6 Udienze.<br />

Mar. 7 Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mer. 8 Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - San Domenico - <strong>Gravina</strong>.<br />

Gio. 9 Udienze.<br />

Ven. 10 Udienze.<br />

Sab. 11 Celebrazione Eucaristica ore 11,00 - Festa Patronale Madonna<br />

Addolorata - Poggiorsini.<br />

Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - Monastero Santa Chiara<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Inaugurazione Mostra fotografica sul restauro della Cattedrale<br />

- ore 20,30 Monastero M. del Soccorso - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 12 Celebrazione Eucaristica ore 10,30 per professione perpetua<br />

di un membro dei Piccoli Fratelli del Ss. Sacramento - cattedrale<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 13 Conferimento ad una giovane adulta del Sacramento del<br />

Battesimo e della Cresima - Cappellina Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 18,30 - Festa Patronale - Madonna<br />

del Bosco - Spinazzola.<br />

Mar. 14 Udienze.<br />

321


322<br />

Mer. 15 Concelebrazione Eucaristica ore 11,30 - Festa Patronale -<br />

Maria Ss. Assunta e S. Irene - Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Processione ore 20,00 - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mar. 21 Udienze.<br />

Mer. 22 Udienze.<br />

Gio. 23 Stesura Programma Pastorale.<br />

Ven. 24 Stesura Programma Pastorale.<br />

Sab. 25 Stesura Programma Pastorale.<br />

Udienze.<br />

Dom. 26 Udienze.<br />

Lun. 27 Consiglio Episcopale - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mar. 28 Riunione di Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Mer. 29 Udienze.<br />

Incontro con il settore internazionale di Caritas Diocesana.<br />

Gio. 30 Udienze.<br />

Ven. 31 Ospedale “Miulli” - Acquaviva.<br />

Visita a sacerdoti ammalati - Acquaviva.<br />

SETTEMBRE <strong>2007</strong><br />

Sab. 1 Loreto “Agorà dei Giovani” - Veglia col Papa - Piana di<br />

Montorso.<br />

Dom. 2 Loreto “Agorà dei Giovani” - Concelebrazione Eucaristica<br />

con il Papa - Piana di Montorso.


Lun. 3 Udienze.<br />

Mar. 4 Celebrazione Eucaristica ore 11,30; Festa Patronale S. Maria<br />

di Costantinopoli - Cattedrale - Acquaviva; Processione<br />

ore 20,00.<br />

Visita ad un sacerdote ammalato - Acquaviva.<br />

Mer. 5 Stesura Programma Pastorale.<br />

Mer. 6 Stesura Programma Pastorale.<br />

Celebrazione Eucaristica per i Seminaristi ore 19,00 - Seminario<br />

Diocesano - <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 7 Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - Madonna delle Grazie<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 8 VIII Assemblea Pastorale Diocesana.<br />

Santuario dell’Incoronata - Foggia.<br />

Dom. 9 Celebrazione Eucaristica ore 11,30 - Madonna del Buoncammino<br />

- Cattedrale <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 10 Presidenza Caritas Italiana - Roma.<br />

Mar. 11 Presidenza Caritas Italiana - Roma.<br />

Mer. 12 Udienze.<br />

Gio. 13 Visita alla Parrocchia della Trasfigurazione-Ss.Trinità per<br />

completamento lavori - <strong>Altamura</strong>.<br />

Ven. 14 Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,30 - Ss. Crocifisso - Santeramo.<br />

Sab. 15 Udienze.<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - Madonna delle Grazie -<br />

<strong>Gravina</strong>.<br />

323


324<br />

Lun. 17 Commissione Episcopale CEI per la Pastorale della Salute e<br />

della Carità - Roma.<br />

Mar. 18 Incontro e pranzo con i parroci di Spinazzola - Convento -<br />

Spinazzola.<br />

Mer. 19 Udienze.<br />

Veglia di preghiera ore 20,00 con la presenza delle reliquie<br />

di San Francesco - Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Incontro ore 21,00 con la Caritas Diocesana e Missioni - Curia<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 20 Udienze - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze - Acquaviva.<br />

Incontro con i Consigli Pastorali delle Parrocchie del Centro<br />

storico di <strong>Gravina</strong> - S. Agostino - <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 21 Udienze - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Sab. 22 Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 17,00 per ordinazione episcopale<br />

di don Domenico Cornacchia - Piazzale Cattedrale -<br />

<strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 23 Celebrazione Eucaristica ore 17,00 per il 50° Superiora Generale<br />

Suore della Misericordia - Chiesa Santa Caterina - Roma.<br />

Lun. 24 Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mar. 25 Udienze.<br />

Visita alla Tipografia Grilli.<br />

Mer. 26 Celebrazione Eucaristica ore 10,30 - Ss. Medici - Consolazione<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 27 Udienze.<br />

Incontro ore 20,00 con i Presidenti di A.C. - Aula “Giovanni<br />

Paolo II” - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.


Ven. 28 Primi Vespri di San Michele - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 29 Celebrazione Eucaristica ore 9,00 - S. Michele Arcangelo<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 11,00 - Festa Patronale S. Michele<br />

Arcangelo - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>; Processione ore 19,00.<br />

OTTOBRE <strong>2007</strong><br />

Lun. 1 Udienze.<br />

Incontro plenario con gli Uffici di Curia ore 16,00; Consiglio<br />

Affari Economici e Collegio Consultori - Parrocchia S.<br />

Anna - <strong>Altamura</strong>.<br />

Cena in onore di Mons. Cornacchia.<br />

Mar. 2 Udienze.<br />

Mer. 3/4 Pellegrinaggio Regionale con i Vescovi ad Assisi per offerta<br />

Olio lampada di San Francesco.<br />

Ven. 5 Udienze.<br />

Sab. 6 Celebrazione Eucaristica ore 18,00 per Ordinazione Sacerdotale<br />

del Diacono Nicola Chiarulli - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Dom. 7 Celebrazione Eucaristica ore 11,00 con il Lettorato di Nicola<br />

Scalera - Ss. Rosario - <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 8 Presidenza Caritas Italiana - Roma.<br />

Mar. 9 Consiglio Nazionale Caritas Italiana - Roma.<br />

Mer. 10 Consiglio Nazionale Caritas Italiana - Roma.<br />

Incontro con giurista per il Miulli - Roma.<br />

Incontro presso il Pontificio Consiglio per i Laici per progetto<br />

Honduras.<br />

32


32<br />

Gio. 11 Visita ad un sacerdote ammalato - Acquaviva.<br />

Visita dei Vescovi della Puglia al nuovo Ospedale “Miulli”<br />

- Acquaviva.<br />

Ven. 12 Udienze.<br />

Sab. 13 Celebrazione matrimonio ore 11,00 - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - San Giovanni Bosco - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 14 Ingresso nella <strong>Diocesi</strong> di Lucera-Troia di Sua Eccellenza<br />

Mons. Domenico Cornacchia - Concelebrazione Eucaristica<br />

- Cattedrale - Lucera.<br />

Lun. 15 Consiglio Pastorale Unitario - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Mar. 16 Udienze.<br />

Mer. 17 Udienze.<br />

Presentazione del Libro sul Natale dell’Avv. Langiulli - Aula<br />

“Giovanni Paolo II” - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Gio. 18 Consiglio Economico Caritas Diocesana - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 per il Pellegrinaggio<br />

della Madonna - S. Erasmo - Santeramo.<br />

Ven. 19 Ritiro del Clero.<br />

Udienze.<br />

Sab. 20 Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 per consacrazione verginale<br />

nella Fraternità Marta e Maria di Angela Ninivaggi<br />

- Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 21 Cresime adolescenti ore 11,30 - S. Lucia - Acquaviva.<br />

Cresime adolescenti ore 19,00 - S. Anna - <strong>Altamura</strong>.


Lun. 22 Udienze.<br />

Uffici di Curia - Sant’Anna - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mar. 23 Udienze.<br />

Mer. 24 Udienze.<br />

Incontro con l’Associazione Teresa Orsini - <strong>Gravina</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 18,45 per il II Centenario della<br />

nascita di S. Antonio M. Claret - S. Lucia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 25 Celebrazione Eucaristica ore 19,30 - Seminario Diocesano<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 26 Udienze.<br />

Manifestazione culturale e presentazione Libro su <strong>Gravina</strong><br />

- ore 20,00 - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 27 Visita ai lavori della Parrocchia di San Nicola - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Inaugurazione ore 19,00 dell’Azienda Max Divani - <strong>Altamura</strong>.<br />

Dom. 28 Cresime adolescenti ore 11,30 - San Nicola - <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 29 Consulta della Pastorale della Salute - Santa Fara - Bari;<br />

Udienze.<br />

Mer. 31 Udienze.<br />

NOVEMBRE <strong>2007</strong><br />

Gio. 1 Cresime adolescenti ore 11,00 - Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Lun. 5 Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Mar. 6 Udienze.<br />

32


32<br />

Mer. 7 Udienze.<br />

Ven. 9 Convegno Regionale Caritas - Lucera.<br />

Inaugurazione S.F.T.P - Centro Giovanile “Benedetto XIII”<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 10 Udienze.<br />

Dom. 11/16 Cresime adolescenti ore 11,30 - S. Maria Maggiore - Acquaviva.<br />

Predicazione Esercizi Spirituali per i Sacerdoti di Castellammare-Sorrento.<br />

Sab. 17 Udienze.<br />

Rappresentazione dei Giovani al Centro Giovanile “Benedetto<br />

XIII” - <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 18 Udienze.<br />

Lun. 19 Udienze.<br />

Pozzo di Giacobbe - Spinazzola.<br />

Mar. 20 Udienze.<br />

Visita al Santuario Madonna del Bosco - Spinazzola.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 18,00 - Giornata Diocesana<br />

delle Claustrali - Monastero Santa Maria - <strong>Gravina</strong>.<br />

Intervista dei giovani di Acquaviva al Vescovo - Episcopio<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Mer. 21 Udienze.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 10,30 - Virgo Fidelis per i Carabinieri<br />

- Cattedrale - <strong>Altamura</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 18,00 - Mater Purissima - Seminario<br />

Diocesano - <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 23 Aggiornamento del Clero - Seminario Diocesano - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 24 Partecipazione all’investitura dei nuovi Cardinali - San Pietro<br />

- Roma.


Dom. 25 Convegno Diocesano A.C. - Centro Giovanile “Benedetto<br />

XIII” - <strong>Gravina</strong>.<br />

Cresime adolescenti ore 11,30 - S. Eustachio - S. Agostino<br />

- Cattedrale - Acquaviva.<br />

Lun. 26 Incontro con il Settore Antiusura - Curia - <strong>Altamura</strong>.<br />

Uffici di Curia ore 16,00 - Sant’Anna - <strong>Altamura</strong>.<br />

Tavola rotonda sul tema: “III Assemblea europea ecumenica<br />

di Sibiu” - Romania - Aula “Giovanni Paolo II - Episcopio<br />

- <strong>Gravina</strong>.<br />

Mar. 27 Visita al cantiere Vecchio Ospedale Miulli (Collone) - Acquaviva.<br />

Mer. 28 Udienze.<br />

Incontro con i tecnici per la nuova Chiesa dello Spirito Santo<br />

- Epicopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Incontro con l’UCID - <strong>Altamura</strong>.<br />

Gio. 29 Udienze.<br />

Visita alla Parrocchia di San Domenico per lavori di ristrutturazione<br />

- Acquaviva.<br />

Incontro con i cresimandi della parrocchia della Consolazione<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Ven. 30 Incontro col Tipografo Grilli per la nuova Agenda Pastorale<br />

<strong>2007</strong>/2008 - Foggia.<br />

DICEMBRE <strong>2007</strong><br />

Sab. 1 Udienze - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 16,45 per investitura nuovi<br />

Cavalieri del Santo Sepolcro - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 2 Cresime adolescenti ore 11.30 - S. Maria della Consolazione<br />

- <strong>Altamura</strong>;<br />

32


330<br />

Lun. 3/4 Presidenza Caritas Italiana - Roma.<br />

Mer. 5 Udienze.<br />

Gio. 6 Udienze.<br />

Ven. 7 Celebrazione Eucaristica ore 9,30 - Colonia Hanseniana -<br />

Gioia del Colle.<br />

Cresime adolescenti ore 18,30 - Ss. Trinità - <strong>Altamura</strong>.<br />

Sab. 8 Celebrazione Eucaristica ore 10,00 - Cattedrale - Acquaviva.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 18,00 per l’Associazione San<br />

Giuseppe Operaio per gemellaggio con la parrocchia San<br />

Giuseppe Op. di Kangemi - Kenia - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 9 Ritiro Spirituale USMI ore 9,00 - Suore Divino Zelo - <strong>Altamura</strong>.<br />

Udienze.<br />

Lun. 10 Udienze.<br />

Pozzo di Giacobbe - San Domenico - Poggiorsini.<br />

Mar. 11 C.E.P. - Molfetta.<br />

Mer. 12 Consiglio Affari Economici Miulli - Acquaviva.<br />

Gio. 13 Celebrazione Eucaristica ore 11,00 - Santa Lucia - Acquaviva.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 17,30 - Santa Lucia - San Giovanni<br />

Evangelista - <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 14 Appuntamenti rinviati per neve.<br />

Sab. 15 Appuntamenti rinviati per neve.<br />

Dom. 16 Appuntamenti rinviati per neve.


Lun. 17 Incontro con l’Enaip - <strong>Altamura</strong>.<br />

Mar. 18 Visita sacerdoti ammalati - Acquaviva.<br />

Udienze.<br />

Mer. 19 Udienze.<br />

Interviste sul Natale.<br />

Gio. 20 Benedizione del Presepe ore 9,30; Scuola Primaria “S. Domenico<br />

Savio” e “M. Soranno” - <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 21 Ritiro del Clero.<br />

Udienze per il Santo Natale - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Sab. 22 Celebrazione Eucaristica ore 8,30 per gli allievi della Scuola<br />

Infermieri; scambio di auguri con i dipendenti dell’Ospedale<br />

Miulli” - Acquaviva.<br />

Udienze per il Santo Natale - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Dom. 23 Udienze per il Santo Natale - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Benedizione della mensa dei poveri ore 13,00 - Parrocchia<br />

San francesco - <strong>Gravina</strong>.<br />

Concerto di Natale ore 20,00 - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 24 Udienze per il Santo Natale - Episcopio - <strong>Gravina</strong>.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 24,00 - Cattedrale - <strong>Gravina</strong>.<br />

Mar. 25 Celebrazione Eucaristica ore 11,30 - Santo Natale” - Cattedrale<br />

- Acquaviva.<br />

Celebrazione Eucaristica ore 19,00 - Santo Natale” - Cattedrale<br />

- <strong>Altamura</strong>.<br />

Mer. 26 Udienze.<br />

Gio. 27 Celebrazione Eucaristica ore 7,30, diretta su Radio Maria<br />

- Parrocchia Buon Pastore - <strong>Gravina</strong>.<br />

Ven. 28 Incontro con il SEM. PRE - S. Maria Maggiore - Acquaviva.<br />

331


332<br />

Sab. 29 Udienze.<br />

Inaugurazione Studio Televisivo di <strong>Gravina</strong> on-line - <strong>Gravina</strong>.<br />

Lun. 31 Veglia per la pace e di ringraziamento.


Temi di predicazione<br />

OMELIE<br />

Periodico mensile - <strong>Anno</strong> LII<br />

7 numeri dedicati a:<br />

❏ Prima parte: SUSSIDI PER LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA<br />

Per ognuna delle Domeniche o Solennità dell’anno liturgico:<br />

1. Formulario per l’Eucaristia - 2. Per l’animazione della celebrazione<br />

- 3. Esegesi - 4. Per l’Omelia - 5. Pagina patristica - 6. Per i giovani<br />

7. Per i ragazzi.<br />

❏ Seconda parte: SUSSIDI VARI<br />

1. Primi venerdì - 2. Ritiri per presbiteri e religiosi - 3. Giornate e<br />

ricorrenze - 4. Santorale - 5. Mesi, Novene, Tridui - 6. Bookmarks<br />

- 7. Genitivo, plurale - 8. Bibbia e liturgia: «Tra le belle parole» - 9.<br />

Esempi, spunti, testimonianze - 10. Segnalazioni bibliografiche.<br />

2 numeri dedicati a:<br />

❏ Monografie<br />

DESTINATARI: Ministri ordinati - Lettori - Accoliti - Religiosi - Seminaristi<br />

- Missionari - Laici - Catechisti - Animatori ecclesiali.<br />

ABBONAMENTI<br />

Italia<br />

Cartaceo € 57,00<br />

PDF * € 42,00<br />

Cartaceo + PDF € 87,00<br />

Modalità di pagamento degli abbonamenti *<br />

333


334<br />

Per l’Italia<br />

• Con Bollettino di Conto Corrente Postale premarcato fornito da noi<br />

n. 2479802<br />

Per Italia ed Estero<br />

• Versamento/bonifico intestato a:<br />

EDITRICE DOMENICA ITALIANA<br />

Poste Italiane:<br />

Paese: IT Check - Digit: 70 - CIN: O - ABI: 07601 - CAB: 03400<br />

N° Conto: 24794802 - BIC: BPPIITRRXXX<br />

Banca Sella:<br />

Paese: IT Check - Digit: 13 - CIN: F - ABI: 03268 - CAB: 03400<br />

N° Conto: 052868482870 - BIC: SELBIT2B<br />

• Carta di Credito per acquisti direttamente dal sito www.edi.na.it con<br />

• Assegni esteri a condizione che siano aggiunti € 8,00 per le spese<br />

bancarie<br />

• Per condizioni particolari di abbonamento domandare informazioni<br />

in segreteria al numero verde. Gli abbonamenti decorrono da gennaio<br />

a dicembre e possono essere sottoscritti in qualsiasi momento dell’anno.<br />

Per informazioni, rinnovi e acquisti di tutte le nostre pubblicazioni<br />

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DIREZIONI, REDAZIONI, AMMINISTRAZIONE<br />

Via Giuseppe Marotta, 12 - 80133 Napoli - Italia<br />

Tel. + 39 081 7375658 e Fax + 39 081 4109563 - info@edi.na.it<br />

Numero Verde: 800.800.389<br />

Orario ufficio di segreteria: dal lunedì al venerdì 9,00-13,00 / 14,30-17,00


Indice<br />

Benedetto XVI ........................................................................ 3<br />

santa sede ................................................................................ 47<br />

conferenza epIscopale ItalIana ......................................... 87<br />

conferenza epIscopale puglIese ........................................ 133<br />

trIBunale ecclesIastIco regIonale puglIese .................. 167<br />

attI del VescoVo .................................................................... 189<br />

attI della curIa ..................................................................... 269<br />

dIarIo del VescoVo ................................................................ 303


Finito di stampare<br />

nel mese di giugno 2008<br />

dalle Grafiche Grill Srl

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