ANALISI PROSPETTICA DEGLI INDICATORI DI ... - Infodiabetes.it

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alcuni Centri di una quota di soggetti con controllo

glicemico scompensato superiore al 30%!

Una possibile spiegazione a tale osservazione è da

ricercare nella constatazione di come, a differenza

del controllo lipidico e pressorio, per ottimizzare il

controllo glicemico nelle persone con DM1 non basti

la migliore terapia farmacologica. In altre parole,

di come il ricorso alla migliore terapia insulinica

multidose, o al microinfusore non sia sufficiente per

ritenere che una persona con DM1 sia trattata adeguatamente,

ovvero intensivamente.

Le componenti indispensabili di un approccio intensivo

sono, infatti, molteplici, oltre a una moderna

terapia insulinica e a un autocontrollo glicemico

intensivo, il paziente deve essere sostenuto da

un’educazione terapeutica strutturata finalizzata al

self management della terapia insulinica stessa. In

questo senso, dati derivati dalla Survey Subito Diabete

di tipo 1 2011 offrono spunti di riflessione stimolanti

e contestualmente preoccupanti, perché su

un campione di oltre 600 persone con DM1, oltre il

40% riferiva di non fare, o non saper fare il calcolo

dei carboidrati.

A tal proposito, occorre sottolineare come ormai indiscutibili

siano le evidenze sulla necessità di sottoporre

tutte le persone con DM1 a un programma intensivo

AMD

dIabete MellIto dI tIPo 1

di educazione terapeutica strutturata, centrato proprio

sul calcolo dei carboidrati e sul self management

della terapia insulinica e di come questo approccio

debba essere offerto a tutti i pazienti nel nostro Paese

fin dall’inizio del trattamento. Considerando la contrazione

delle risorse rese disponibili per l’assistenza

al DM1, evidente dal 2004 al 2011 e, ancor di più,

l’ampia variabilità tra i diversi Centri osservata nella

percentuale di pazienti con valori di HbA1c superiori

a 9%, possiamo ipotizzare che oggi ancora non ci si

trovi, rispetto a questa dimensione dell’assistenza, di

fronte a un accesso equo alla “cura”. Proprio perché

non è accettabile che la qualità e la quantità della

cura/assistenza siano legate a fattori quali la prossimità

a un centro di cura specializzato, pare più che mai

opportuno per il DM1 proporre una modalità organizzativa

assistenziale specifica che consenta equità

di accesso alla cura, valorizzando al tempo stesso le

competenze e l’esperienza dei centri più specializzati

e ad alto livello di organizzazione. Tale modello,

hub and spoke, sarebbe garanzia dell’erogazione di

programmi di educazione terapeutica certificati, caratteristica

questa indispensabile per ogni Servizio di

diabetologia che si proponga di assistere le persone

con DM1.

Antonino Cimino, Paolo Di Bartolo

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