Regio - Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia

bcr.puglia.it

Regio - Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia

Ottobre/Dicembre 2006

Direttore responsabile: Arcangelo Tedone

Redazione: Paola Grimaldi, Anna Filograno, Giusy Di Pumpo, Irene Paolino

Conversione digitale e funzioni ipertestuali: Valter Messore

Sviluppo nel sito web: Vito Perugino

Marketing informativo: Giulia Murolo, Giuseppe Angiuli

Il periodico viene edito in formato digitale nell’URL della Biblioteca all’indirizzo

http://www.bcr.puglia.it/tdm/webzine.htm

L’edizione in formato cartaceo è in numero limitato di copie ed inviata solo su richiesta scrivendo a:

infopoint@bcr.puglia.it


SOMMARIO

Siti in Internet, pag. 3

Banche dati, pag. 14

Riviste, pag. 16

Monografie, pag. 19

Quotidiani, pag. 22

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Associazione italiana del Consiglio dei comuni e delle regioni d’Europa

http://www.aiccre.it

L’AICCRE (Associazione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) è la sede

italiana del CEMR (Council of European Municipalities and Regions).L’obiettivo fondamentale del

CEMR in Europa, la costruzione di un'Europa federale fondata sulle autonomie locali e sulla

sussidiarietà, richiede una sempre maggiore valorizzazione del ruolo degli Enti locali nel processo

di integrazione europea. In Italia, tale valorizzazione è perseguita dall'AICCRE in molteplici forme.

Sotto il profilo politico-istituzionale, l'AICCRE partecipa al coordinamento di segreteria della

delegazione italiana al Comitato delle Regioni (CdR) e al Consiglio dei Poteri Locali e Regionali

(CPLRE), le istituzioni rappresentative delle autonomie locali in seno, rispettivamente, all'Unione

europea e al Consiglio d'Europa. Sotto il profilo dei servizi agli Enti associati, l'AICCRE informa

costantemente gli associati sulle iniziative assunte dall'Unione europea, con particolare riferimento

ai programmi comunitari di possibile interesse per gli Enti locali, pubblicando un settimanale

(EuropaRegioni), che riporta commenti, scadenze e informazioni per accedere alle opportunità di

finanziamento; promuove e assiste gli Enti locali nella costituzione di gemellaggi con altri Paesi

europei e nella stesura delle domande di ricerca partners e di contributo; organizza, direttamente o

in collaborazione con gli Enti locali interessati, convegni e corsi di formazione sui temi di attualità

legati all'integrazione europea (introduzione dell'Euro, Agenda 2000 e fondi strutturali, politiche

dell'immigrazione, scambi culturali, public projects financing ed europrogettazione, comunicazione

pubblica, politiche ambientali, ecc.); promuove e sollecita il dibattito politico-culturale sui temi

dell'integrazione europea, mediante la pubblicazione del mensile Comuni d'Europa.

Il Bureau esecutivo del CCRE ha adottato a Roma, il 18 dicembre scorso, una dichiarazione sul

futuro e le prospettive dell’UE. Durante l’incontro il primo vice-presidente e sindaco di The Hague,

Wim Deetman ha presentato la dichiarazione ai rappresentanti dei governi locali e regionali. “A

cinquant’anni dall’adozione dei Trattati di Roma, i trattati esistenti non possono rispondere alle

sfide attuali. Per colmare il divario esistente tra i cittadini e la costruzione europea, deve essere data

nuova vita al processo comunitario tenendo conto del ruolo di primo piano dei governi locali e

regionali, un ruolo che comprende l’organizzazione e la fornitura di servizi pubblici di alta qualità

e la promozione della coesione economica, sociale e territoriale” ha affermato il primo

vicepresidente. Allo scopo di meglio connettere l’Unione europea ai suoi cittadini, il CCRE invita le

città, gli enti locali e le regioni d’Europa in occasione del cinquantesimo anniversario dei Trattati di

Roma, il 25 marzo prossimo, a moltiplicare le proprie iniziative per stimolare il dibattito con e tra i

cittadini, sui valori e le ambizioni dell’Europa.

Al margine della riunione delle Federazioni regionali dell’AICCRE che si è svolta di recente presso

la sede nazionale dell’Associazione, i consiglieri Gabriele Panizzi e Ubaldo Salomoni hanno

espresso la necessità di avviare un proficuo dibattito sul federalismo fiscale. Panizzi, coordinatore

del gruppo di lavoro sul tema si è detto disposto a raccogliere e ordinare tutti i contributi, le

relazioni, i documenti che l’AICCRE ha prodotto nel passato sulla questione del federalismo

fiscale. “Attendo – ha dichiarato – anche riflessioni nuove che riguardino il federalismo con aspetti

istituzionali; perché – ha aggiunto – non si può parlare di federalismo fiscale senza avviare un

dibattito sul titolo V della Costituzione e sull’architettura costituzionale in generale”. Sulla base dei

documenti raccolti, all’inizio del prossimo anno si terrà un incontro per stabilire le linee guida

dell’AICCRE su questo tema. Una questione che è già stata affrontata durante la direzione

nazionale dell’AICCRE dello scorso 16 novembre quando il Consigliere Salomoni ha ribadito la

necessità di “attivare meccanismi di federalismo solidale ovvero una sorta di solidarietà fra zone

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deboli e zone forti… E’ ingiusto - ha continuato - considerare che in un comune di pianura ci

vogliano 300 euro annui per pagare la navetta che porti i bambini a scuola, mentre in una zona

montuosa ce ne vogliano 3000”.

CEMR – Council of European Municipalities and Regions

http://www.ccre.org

Il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa è stato fondato a Ginevra nel 1951 da alcuni

sindaci europei ed in seguito si è aperto alle regioni. Al momento è la maggiore organizzazione di

governi locali e regionali in Europa e comprende rappresentanti di più di trenta paesi.

Il CEMR promuove azioni finalizzate a creare un’Europa unita basata sulle realtà locali e regionali,

sull’autonomia e sulla democrazia. Quale sezione europea della United Cities and Local

Government (UCLG) il CEMR si occupa di vari settori di attività come occupazione, energia e

sviluppo sostenibile.

Il sito (in inglese) offre informazioni sull’organizzazione, sui suoi componenti e sulla struttura,

nonché materiale informativo di vario tipo.

Per quanto riguarda l’Italia si può consultare anche il sito della sezione italiana all’indirizzo

http://www.aiccre.it.

In primo piano:

Il gruppo Dexia ed il CEMR hanno presentato il 20 dicembre a Bruxelles il loro studio congiunto

sullo stato delle autorità locali e regionali in Europa.

Bruno Deletré, Director Public Finance – gruppo Dexia, e Jeremy Smith, Segretariato generale

CEMR, hanno presentato il “nuancier 206” una serie di notizie ricche di dati sugli stati membri

dell’EU (strutture locali e regionali, fondi strutturali e di coesione, attività economiche, aspetti

finanziari del settore pubblico, gemellaggi…).

Bruno Deletré ha anche presentato l’ultima nota congiunturale della Dexia “Finanze locali e

regionali nell’UE – 2000-2005. La nota prospetta, tra altre tabelle comparative su elementi come il

fisco e gli investimenti, anche il debito delle autorità locali e regionali nell’UE.

Unione europea – Comitato delle Regioni

http://www.cor.europa.eu/it/index.htm

Il comitato delle Regioni (CdR) è l’assemblea politica che dà voce agli locali e regionali nel cuore

dell'Unione europea. La creazione del Comitato delle regioni nel 1994, ha consentito di affrontare

due questioni fondamentali. In primo luogo, dato che circa tre quarti della legislazione UE sono

applicati a livello locale o regionale, è importante che i rappresentanti locali e ragionali abbiano

voce in capitolo nel processo decisionale. Il secondo elemento è la preoccupazione che i cittadini

potessero restare tagliati fuori dalla crescita dell'UE. Coinvolgere in tale processo il livello di

governo eletto ad essi più vicino rappresentava pertanto uno strumento per avvicinarli all'Europa. A

norma dei trattati, la Commissione ed il Consiglio sono tenuti a consultare il Comitato delle regioni

ogni volta che vengono avanzate nuove proposte in settori che interessano la realtà locale e

regionale. Il trattato di Maastricht ha stabilito cinque settori di questo tipo: coesione economica e

sociale, reti transeuropee, sanità pubblica, istruzione e cultura. Il trattato di Amsterdam ne ha

aggiunti altri cinque: politica occupazionale, politica sociale, ambiente, formazione professionale e

trasporti.

Nel sito si possono trovare informazioni sulle attività e sulle manifestazioni promosse dal Comitato,

nonché documenti, pubblicazioni ufficiali e comunicati stampa.

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In primo piano:

Su invito della Regione Lazio, il Comitato delle Regioni commemorerà il 50° anniversario dei

Trattati di Roma il 22 ed il 23 marzo 2007, in occasione della sua 69ª Sessione Plenaria a Roma,

seguita da una sessione solenne. L'evento avrà luogo nell'Auditorium Conciliazione e riunirà

all'incirca 700 partecipanti.

Il CdR, presieduto dal francese Michel Delebarre, sindaco di Dunkerque, intende cogliere questa

opportunità per evidenziare la ricchezza delle diversità territoriali nella costruzione europea, e per

contribuire al rilancio del progetto di Costituzione europea in seguito al 'periodo di riflessione '.

Per tanto, una 'Dichiarazione delle città e delle regioni per l'Europa' sarà adottata alla fine della

sessione solenne. Questa risoluzione politica identificherà le priorità e gli obiettivi principali delle

collettività locali e regionali, e i mezzi necessari per realizzarli. La Dichiarazione sarà trasmessa al

Consiglio informale europeo, che si riunirà a Berlino il 25 marzo 2007.

Per questa riunione di Roma, il CdR conta sulla partecipazione dei massimi esponenti politici

italiani - in primo luogo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha già confermato il

suo vivo interesse a prendere parte all'evento - e dei rappresentanti delle istituzioni dell'UE e dei

governi nazionali. Inoltre intende coinvolgere attivamente i presidenti delle regioni e i sindaci delle

città dell'Unione Europea.

Il CdR terrà un dibatito con 27 rappresentanti del Vertice dei Giovani europei, che si terrà a Roma

parallelamente al Consiglio Europeo di Berlino il 25 marzo.

Una serie di eventi seguirà durante la primavera, durante i quali il CdR intende commemorare

degnamente l'anniversario.

Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime d’Europa – Commissione intermediterranea

http://www.crpm.org/

http://intermed.regione.abruzzo.it/DEFAULT.ASP

La Commissione Intermediterranea, articolazione sud della CRPM (Conferenza delle Regioni

Periferiche Marittime d'Europa) è attualmente composta da 44 Regioni di sette Paesi membri

dell'Unione Europea - Italia, Spagna, Grecia, Francia, Portogallo, Cipro e Malta - nonché di due

Paesi della riva sud, Marocco e Tunisia, le cui Regioni hanno lo status di membri associati. Le

stesse si riconoscono come appartenenti ad un'unica anche se articolata entità geo-politica, il Bacino

Mediterraneo, associandosi in un'azione comune diretta ad assicurare all'area mediterranea

maggiore attenzione delle istituzioni europee ed un'accelerazione dei processi di sviluppo

economico, territoriale, sociale e culturale. Un'acquisizione fondamentale è stata l'apertura della

CRPM alle Regioni delle rive sud ed est; alle Regioni del Maghreb già associatesi, altre, secondo i

generali auspici, si uniranno quanto prima ad essi.

Nel sito della Commissione sono disponibili informazioni sull'attività istituzionale delle Regioni

membri (ed i link ai loro siti), i documenti relativi al lavoro prodotto in regime di cooperazione

transnazionale e interregionale, nonché informazioni sulle normative e le politiche europee rilevanti

per il mediterraneo, ed ogni altra notizia ritenuta utile sulle realtà produttive, sociali e culturali

dell'area mediterranea. Le modalità di navigazione consentiranno di muoversi in modalità

generalizzata, ma anche in modo selettivo per aree tematiche, consentendo di dare un'unica visione

per tema dell'intera regione geografica del bacino mediterraneo.

In primo piano:

Il 6 novembre 2006 si è tenuto a Livorno il seminario intitolato “La Governance della politica

marittima europea futura: quale ruolo per le Regioni?” Lo scopo del seminario, a cui hanno

partecipato 18 paesi, era quello di aprire il dibattito seguito alla pubblicazione del Green Paper

“Towards a Future Maritime Policy for the Union: A European Vision for the Oceans and Seas”,

pubblicato dalla Commissione europea il 7 giugno, che identificava il possibile ruolo delle Regioni

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in una serie di politiche inerenti la pesca, i trasporti marittimi, i porti, l’ambiente marino, la gestione

delle coste, etc.

CALRE – Conferenza delle assemblee legislative regionali europee

http://www.calre.eu/it/about_it.html

La CALRE è la conferenza dei presidenti dei Parlamenti regionali europei con poteri legislativi. I

presidenti che vi aderiscono non presiedono i parlamenti nazionali dei loro rispettivi paesi, ma il

parlamento di una regione. L'adesione alla CALRE è limitata alle regioni appartenenti all' Unione

Europea. Il grado di autonomia attribuita alle regioni varia fortemente da paese a paese. Certi paesi

come Francia e Paesi Bassi sono Stati unitari nei quali solo l'autorità centrale possiede poteri

legislativi. Paesi come Germania e Belgio invece sono delle federazioni all'interno delle quali le

regioni godono ampi poteri legislativi. In altri Paesi ancora, ad esempio Regno Unito e Portogallo,

alcune regioni hanno un proprio Parlamento, mentre per il resto del Paese sono in vigore solo le

leggi nazionali.

La Riforma della Costituzione nell’analisi dei costituzionalisti

http://www.associazionedeicostituzionalisti.it

L’A.I.C. (Associazione italiana dei costituzionalisti) è nata per iniziativa di alcuni studiosi con

l’intento di approfondire lo studio e i metodi di insegnamento del diritto costituzionale, mediante la

promozione e il coordinamento di ricerche collettive e di incontri tra studiosi. Il sito è articolato in

diverse sezioni: Dibattiti, vero e proprio forum dell’Associazione, sede si discussione permanente

su temi di grande attualità ed interesse come il nuovo titolo 5., la revisione della Costituzione, i

rapporti tra amministrazione e Costituzione; Materiali, sezione all’interno della quale è possibile

accedere ad atti normativi, disegni e proposte di legge, atti di convegni, e così via; La sezione

Dossier, che fa il punto su alcuni argomenti specifici, come i pareri espressi dal Consiglio di Stato

in materia di potestà regolamentare dopo la riforma del Titolo 5., o i procedimenti di adozione dei

nuovi Statuti regionali. Altre tre sezioni (Appuntamenti, Cronache, Novità editoriali) arricchiscono

e completano il sito.

ICT: Information communication technology

http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/

E’ disponibile on line - nella sezione dedicata alle pubblicazioni del Cnipa - il Piano triennale 2007-

2009 per l’informatica nella Pubblica Amministrazione centrale. Il Piano triennale è un documento

che viene redatto dal Cnipa sulla base delle proposte inviate dalle varie amministrazioni,

verificandone la coerenza con le linee strategiche elaborate dallo stesso Centro e integrandole con

iniziative volte a soddisfare i bisogni informativi fondamentali. Sono esposte le iniziative di

automazione volte a migliorare i servizi, rendere più trasparente l’azione amministrativa, potenziare

i supporti conoscitivi per i decisori pubblici e contenere i costi dell’amministrazione. Il Piano viene

aggiornato ogni anno. Entro il mese di febbraio il Cnipa comunica alle amministrazioni le linee

strategiche e le procedure da seguire per la redazione delle bozze del Piano. Entro 60 giorni le

amministrazioni trasmettono al Centro le bozze, in base alle quali viene aggiornato il documento

che viene di seguito trasmesso al Ministro per l’innovazione e le tecnologie e al Ministro

dell’economia e finanze, che lo approvano entro il 30 giugno. I finanziamenti proposti nel Piano

vengono successivamente definiti nell’ambito della manovra finanziaria predisposta dal Governo

che dovrà essere approvata dal Parlamento.

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Tra i compiti istituzionali del CNIPA vi è quello di redigere e pubblicare ogni anno una relazione

che illustra lo stato dell’informatizzazione nelle PA, con particolare riferimento al livello di

utilizzazione effettiva delle tecnologie e ai relativi costi e benefici. A tale scopo il CNIPA raccoglie

e analizza una notevole mole di informazioni fornita dalle Pubbliche Amministrazioni Centrali.

Per inserire in un contesto più ampio i risultati di questo lavoro di analisi, il CNIPA ha realizzato

una nuova sezione del sito, pubblicando dati, risorse ed approfondimenti relativi allo stato

dell’informatizzazione nelle PA locali e in quelle degli altri Paesi europei. Queste informazioni,

provenienti da varie fonti autorevoli, consentono di completare il quadro già delineato dal CNIPA

grazie alla Relazione annuale sulla PAC, in modo da poter trarre spunti analitici e propositivi,

nell’ottica di una maggiore circolazione delle informazioni.

Lo scopo è dunque quello di raccogliere qui in un unico contenitore virtuale un insieme ordinato di

risorse selezionate, valutate di grande interesse e utilità per chi intenda studiare il tema

dell’informatizzazione della Pubblica Amministrazione.

Il CNIPA ha curato la realizzazione di una raccolta della normativa ICT, disponibile ora on line.

Questo lavoro si propone come un nuovo strumento di consultazione per le pubbliche

amministrazioni, per i cittadini e per gli operatori del settore. Si intende così contribuire alla

realizzazione dei principi di efficienza e trasparenza dell’azione amministrativa, particolarmente

utile alla luce delle rilevanti e profonde modifiche introdotte negli ultimi anni dal legislatore.

Il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa

http://www.coe.int

Il 23 e 24 febbraio 2006 il Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa ha

organizzato, a Strasburgo, la prima riunione generale delle Associazioni nazionali dei poteri locali e

regionali degli Stati membri del Consiglio d’Europa (www.coe.int/Cplre.htm).

Il CPLRE ha sostituito, alla fine degli anni Novanta, la Conferenza permanente dei poteri locali e

regionali d’Europa, con lo scopo di aiutare gli Stati membri a porre in essere tutti i provvedimenti

necessari per attuare una effettiva autonomia locale e regionale. Fra gli obiettivi che il Congresso si

prefigge vi sono quelli di dare voce agli interessi delle regioni e dei comuni d’Europa, sviluppare

iniziative che consentano una reale partecipazione democratica dei cittadini sia a livello locale sia a

livello regionale, incoraggiare la cooperazione regionale e transfrontaliera con iniziative volte a

favorire la tolleranza e lo sviluppo sostenibile. Le linee-guida delle politiche attuate dal Congresso

sono contenute in alcuni dei documenti ai quali è possibile accedere all’interno del sito: la Carta

europea dell’autonomia locale, la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, la Carta sulla

partecipazione dei giovani alla vita municipale e regionale.

L’innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione

http://www.cronache-egovernment.it

Il “cuore verde” dell’Italia adesso è diventato anche “libero”, almeno dal punto di vista delle licenze

d’uso del software utilizzato, dal momento che l’Umbria si è dotata di una legge regionale che si

propone di garantire al cittadino il “pluralismo informatico”, tramite l’adozione di programmi “a

sorgente aperto”, per garantire la l’accesso e la libertà di scelta nella realizzazione di piattaforme

informatiche ed eliminare ogni barriera dovuta a diversità di standard, anche al fine di liberare

l’amministrazione pubblica dai vincoli che la legano ai monopoli imposti dai fornitori di software.

L’Umbria è infatti la prima Regione ha promuovere in maniera esplicita la diffusione delle

soluzioni “Open Source”, anche se un movimento in tal senso sta crescendo negli ultimi anni in

tutta Italia, con un proliferare di proposte di legge, a livello regionale, e di mozioni che incentivano

l’adozione di tale tipo di software, a livello comunale.

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Il motivo principale dell’attenzione dell’amministrazione pubblica nei confronti dell’Open Source

sta, apparentemente, nei costi, dal momento che tale software consente di risparmiare sull’acquisto

delle “licenze d’uso” (in genere i programmi informatici, specialmente quelli già pronti, non si

acquistano, ma si compra il diritto ad utilizzarli). Se la questione fosse tutta lì, non ci sarebbe storia,

ma in realtà le cose sono un po’ più complicate, ed anche i vantaggi delle soluzioni “a sorgente

aperto” vanno ben oltre il mero risparmio in fase iniziale.

Gli applicativi Open Source sono gratuiti e si scaricano direttamente dalla rete, cosa che, peraltro,

rappresenta un enorme vantaggio per gli addetti ai sistemi informativi, che in questi casi non

debbono neanche passare per l’ufficio acquisti. Ma la questione dei costi va affrontata in maniera

più ampia. A tal proposito, la “Commissione per il software a codice sorgente aperto nella Pubblica

Amministrazione”, istituita dal Governo nel 2002, raccomandava alle amministrazioni di basarsi,

per la scelta del software, sul criterio del “value for money”, cioè del rapporto tra costi e benefici,

considerando tra i costi non solo l’acquisto, ma anche tutto il resto (servizi di supporto, formazione,

migrazione, installazione, gestione), senza discriminazioni nei confronti dei prodotti Open Source.

Ma per la pubblica amministrazione contano pure altri fattori, come quello degli standard. I

software proprietari tendono a generare dati e documenti in formati che non possono essere letti da

applicazioni di produttori diversi, mentre gli Open Source si basano, per loro natura, su formati

standard, universalmente diffusi e stabili nel tempo. È questa la “conditio sine qua non” per ottenere

uno dei maggiori vantaggi che il settore pubblico può ricavare dall’informatica: quello di poter

dialogare e condividere dati tra amministrazioni diverse, all’insegna di quella che i tecnici del

settore chiamano “interoperabilità” e che è il requisito imprescindibile per realizzare veramente il

Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione, cioè la grande rete del settore pubblico italiano.

Per non parlare della necessità di facilitare il dialogo con gli interlocutori esterni - cioè i cittadini e

le imprese - in un’ottica di piena equanimità.

Inoltre il software Open Source è molto flessibile, poiché permette di apportare modifiche,

adattamenti e personalizzazioni alla bisogna e pertanto si adatta particolarmente ad una realtà nella

quale ci sono molte organizzazioni diverse, ma assai simili (si pensi agli ottomila comuni italiani),

le quali condividono la gran parte delle esigenze tecniche. Attorno a ciascun software si possono

creare “comunità” di amministrazioni utilizzatrici, che condividono le problematiche di gestione e

si scambiano le soluzioni, nella più tipica ottica del “riuso”.

Un altro vantaggio, dal punto di vista dell’Ente locale, è che migliora il rapporto con i produttori,

poiché la singola amministrazione non dipende troppo da un unico fornitore, dal quale deve sempre

aspettare le nuove versioni (sperando che contengano proprio quelle modifiche di cui aveva

bisogno), poiché essa può rivolgersi, di volta in volta, ad un fornitore diverso, e può persino

permettersi il lusso di privilegiare le piccole imprese di informatica presenti nel proprio territorio,

quasi sempre promosse da giovani.

C’è chi sostiene anche che, tra i vantaggi, c’è quello di avere la certezza che, all’interno del codice,

non siano nascoste procedure che segretamente leggono o modificano i dati.

La Finanziaria guarda all’Open Source

http://www.crcitalia.it/news/finanziaria_OS.html

La sezione “Le Politiche per l’innovazione” di questo sito è dedicata alle politiche regionali per l'egovernment

e la società dell'informazione e ospita i principali documenti ufficiali sul tema. La

gamma dei documenti proposti, suddivisi per regione, comprende: piani e le strategie vigenti per la

società dell'informazione, e-government e innovazione; piani operativi e attuativi delle strategie; gli

Accordi di Programma Quadro firmati; linee guida regionali su politiche anche di settore; eventuali

leggi recenti sulla società dell'informazione; alcuni programmi regionali di matrice comunitaria,

come le Azioni Innovative.

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Dalla sezione “Le politiche” è possibile consultare i principali documenti di policy relativi all’egovernment

e alla Società dell’informazione in ambito regionale. Per quanto riguarda la Puglia, con

deliberazione n. 519 del 14 maggio 2002 la Giunta regionale ha approvato il Piano di Azione

Territoriale per l'e government della Regione Puglia quale nuovo strumento di coordinamento oltre

che di sistematizzazione dei progetti e degli interventi per l'e-government ideati e promossi dalle

amministrazioni locali della regione.

Sono due gli atti integrativi dell’Accordo di Programma Quadro per la Società dell’informazione

sottoscritti tra Regione Puglia, MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), DIT (Dipartimento

per l’Innovazione e le Tecnologie) e CNIPA.

L’APQ (dell’agosto 2004) ha un valore complessivo di 67,4 milioni di euro, comprende dieci

interventi e si articola su tre assi programmatici: infrastrutture di comunicazione a banda larga,

sistema federato di e-government e innovazione digitale nelle imprese.Nel luglio 2005 gli stessi

attori istituzionali hanno sottoscritto il I atto integrativo dell’APQ, mirato al potenziamento degli

interventi programmati. Nel novembre 2005, su proposta della Regione Puglia, il Comitato

paritetico di attuazione ha approvato una serie di variazioni portandone il valore complessivo a 76,2

milioni di euro. Infine, nel maggio 2006, è stato sottoscritto il II atto integrativo dell’APQ, basato

interamente su fondi derivanti da Delibere Cipe e dal valore totale di 7,4 milioni di euro.

Federalismo e regionalismo: quali tendenze in Europa e nel mondo?

http://www.eurac.edu

In un contesto globale caratterizzato dalla compresenza di un numero elevato di livelli istituzionali

(internazionale, europeo, nazionale, regionale e locale), l'interrelazione tra le diverse "sfere" di

governo presenta non poche difficoltà.

L'Istituto adotta l'acronimo SFeRe, abbreviazione per Istituto per lo Studio del Federalismo e del

Regionalismo, proprio per riferirsi all'attuale tendenza volta all'affermazione di una struttura

verticale di poteri multi-livello.

L'attività dell'Istituto si concentra pertanto sull'analisi scientifica di questi processi, al fine di

suggerire soluzioni per una migliore amministrazione del pluralismo istituzionale.

Le principali attività dell'Istituto sono:

● Federalismo e Regionalismo: pubblicazione dei risultati della ricerca sul pluralismo istituzionale

Attraverso questa attività si intende promuovere, da un lato, la pubblicazione di libri e monografie

e, dall'altro, l'organizzazione di conferenze e seminari, che affrontino le problematiche collegate al

pluralismo istituzionale; il pubblico cui ci si rivolge è rappresentato dalla comunità scientifica e

politica, così come dall'intera cittadinanza locale.

● Federalismo e Regionalismo: come affrontare questi temi?

L'Istituto si propone di condurre uno studio comparato delle diverse politiche regionali, al fine di

individuare le migliori pratiche e strategie di governo maturate all'interno di esperienze politiche

decentralizzate. L'intento è quello di contribuire alla comprensione della complessità istituzionale,

alla ricerca di soluzioni concrete e all'offerta di servizi di consulenza.

● Federalismo e Regionalismo: strumenti per la soluzione dei conflitti etnici?

L'Istituto è impegnato nella produzione di pubblicazioni e nell'organizzazione di seminari di

approfondimento sulla capacità del sistema istituzionale territoriale di contribuire alla risoluzione

dei conflitti etnici; ciò ricorrendo sia all'approccio classico allo studio del federalismo, sia a studi

volti alla protezione della diversità culturale e territoriale. Queste attività permettono all'Istituto di

mantenere strette collaborazioni con l'Istituto sui Diritti delle Minoranze.

● Federalismo e Regionalismo: il caso Alto Adige

La Provincia Autonoma di Bolzano rappresenta un ottimo esempio di convergenza di tutti questi

elementi. La presenza dell'Istituto nel territorio altoatesino fornisce un punto d'osservazione

privilegiato per lo studio dell'autonomia speciale che contraddistingue la Provincia di Bolzano ed

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offre all'Istituto l'opportunità di divenire un importante centro per la conoscenza di materie quali

federalismo asimmetrico e good governance.

Alcuni attuali progetti in corso:

- European and Diversity Autonomy Papers (EDAP)

- Handbook on Comparative Federalism

- Master in European Integration and Regionalism

-Handbook on Self-Government and Group Rights: the Autonomy of South Tyrol

- Osservatorio sull'autonomia dell'Alto Adige

- Workshop: Authors' meeting for the 2006 "Yearbook on Federalism"

Europ.a: la prima occasione del 2007 per fare il punto sulle tematiche delle P.A.

http://euro-pa.it

Il Salone delle Autonomie Locali che si terrà presso la Fiera di Rimini dal 28 al 31 marzo, sarà la

prima vera occasione di dibattito, confronto e programmazione del 2007 per tutti gli operatori della

P.A. locale e centrale.

Enti, Istituzioni ed Aziende potranno fare il punto sulle novità legate alla nuova Finanziaria ed a

tutti gli interventi normativi recenti e di prossima realizzazione. Oltre 120 convegni gratuiti

organizzati con le più autorevoli Associazioni e rappresentanti del Governo Locale per discutere

con i più qualificati esperti sulle riforme istituzionali ed i grandi temi della Pubblica

Amministrazione:

• Ambiente

• Città e sport

• Città e territorio

• Contrattualistica pubblica

• Europa Governance

• Finanza e Fiscalità locale

• Innovazione • Istruzione

• Organizzazione e Personale

• Polizia locale e Commercio

• Riforme istituzionali

• Sanità

• Servizi alla persona

• Servizi demografici

• Servizi pubblici locali

• Sviluppo locale.

Programma “Europa per i Cittadini” 2007-2013

http://www.europportunita.it

La proposta della Commissione europea relativa al programma «Europa per i cittadini» per il

periodo 2007-2013 dovrebbe essere adottata entro breve dal legislatore europeo. La Commissione,

per consentire un’attuazione rapida del programma e permettere ai potenziali beneficiari delle

sovvenzioni comunitarie di preparare le loro proposte, ha deciso di pubblicare una versione

provvisoria della Guida al programma, comprendente informazioni dettagliate sull’attuazione.

La Guida al programma non costituisce un impegno dal punto di vista giuridico per la

Commissione. Potrà infatti essere annullata e potrà essere pubblicata un’altra versione.

La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea hanno deciso di

istituire il programma «Europa per i cittadini», che pone in essere il quadro giuridico per sostenere

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un ampio numero di attività e organizzazioni volte a promuovere «una cittadinanza europea attiva»,

ossia la partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni della società civile nel processo di

integrazione europea.

Gli obiettivi generali del programma «Europa per i cittadini» consistono nel contribuire a:

dare ai cittadini l’opportunità di interagire e partecipare alla costruzione di un’Europa sempre più

vicina, democratica e aperta al mondo, unita nella sua diversità culturale e da questa arricchita,

sviluppando in tal modo la cittadinanza dell’Unione europea;

sviluppare un’identità europea fondata su valori, una storia e una cultura comuni;

promuovere un senso di appartenenza all’Unione europea tra i cittadini;

migliorare la comprensione reciproca dei cittadini europei rispettando e valorizzando la diversità

culturale e linguistica, e contribuendo al tempo stesso al dialogo interculturale.

Per conseguire tali risultati, il programma «Europa per i cittadini» propone quattro azioni, suddivise

in differenti misure.

Azione 1 - Cittadini attivi per l’Europa, che coinvolge i cittadini attraverso sia attività di

gemellaggio di città sia altri tipi di progetti dei cittadini.

Azione 2 - Una società civile attiva in Europa, indirizzata alle organizzazioni della società civile sia

attraverso un sostegno strutturale sulla base dei loro programmi di lavoro a livello europeo sia

attraverso un sostegno ai progetti transnazionali.

Azione 3 - Insieme per l’Europa comprendente eventi, studi e strumenti di informazione di grande

visibilità.

Azione 4 - Memoria europea attiva, che sostiene le azioni volte a preservare i principali siti e

memoriali connessi con le deportazioni nonché volti a commemorare le vittime del nazismo e dello

stalinismo e che contribuiscono a un’ampia riflessione sulle origini e sul futuro dell’integrazione

europea.

Il programma è accessibile a tutti i soggetti che promuovono la cittadinanza europea attiva.

Per esempio: autorità e organizzazioni locali, centri di ricerca sulle politiche europee (gruppi di

riflessione), gruppi di cittadini, organizzazioni della società civile, organizzazioni non governative,

sindacati, istituti di istruzione, organizzazioni attive nel settore del volontariato e dello sport

dilettantistico, ecc.

Il programma dispone di un bilancio complessivo di 215 Mio EUR per il periodo 2007-2013.

Federalismo e Sviluppo istituzionale, on line il nuovo focus su PMI e Riforme costituzionali

http://www.formez.it

E' disponibile on line, sul canale tematico “Federalismo e Sviluppo Istituzionale”, il nuovo focus sul

tema “PMI e Riforme Costituzionali”. Obiettivo del progetto è quello di fornire informazioni e di

promuovere la conoscenza specialistica necessaria all’attuazione delle riforme costituzionali da

parte delle Regioni e delle autonomie locali, in particolare per ciò che riguarda la regolazione e la

promozione delle attività produttive.

Nello specifico il focus è articolato nelle seguenti sezioni:

- Documentazione: l’area sarà dedicata principalmente alla raccolta di documenti, dossier, analisi,

sentenze e articoli relativi alla materia specialistica riguardante la promozione delle attività

produttive;

- Normativa e diritto: lo spazio sarà riservato alla principale normativa regionale di semplificazione

di interesse per le PMI;

- Notizie ed eventi: al fine di mantenere gli utenti del settore costantemente aggiornati, la sezione

ospiterà le notizie relative ad eventi, convegni, corsi, seminari, riportando inoltre informazioni su

eventuali pubblicazioni e novità dal mondo istituzionale;

- Progetti ed attività: nell’area saranno presenti i progetti e le attività del Formez relativi alla

tematica in oggetto. Non mancherà poi all’interno del nuovo strumento telematico l’elenco dei

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maggiori siti di interesse nel settore a cui si aggiunge la presenza di una rassegna stampa sul tema

del federalismo.

Il Focus, riguardante la Linea D “Regolazione e promozione delle attività produttive”, si inserisce

all’interno del più ampio progetto dal titolo “Sostegno a Regioni ed Enti locali nell’attuazione delle

Riforme Costituzionali”, che il Formez svolge su incarico della Presidenza del Consiglio dei

Ministri- Dipartimento della Funzione Pubblica- nell’ambito del Programma Triennale 2002-2004

di EMPOWERMENT delle Amministrazioni pubbliche del Mezzogiorno – Delibera CIPE n.

36/02.

La linea D è gestita dal Centro di Competenza Strumenti e Servizi per la Competitività.

Il focus rappresenta uno strumento indispensabile per tutti i soggetti interessati allo sviluppo e

all’approfondimento delle problematiche riguardanti le PMI nel processo di implementazione della

Riforma.

L’intento è duplice: si intende offrire sia un luogo privilegiato di diffusione delle informazioni, sia

uno spazio per facilitare l’interazione tra attori operanti in ambiti differenti, che spesso non riescono

a comunicare tra loro.

Il software Open Source nella Pubblica Amministrazione

http://www.innovazione.gov.it

“Vogliamo dare una svolta decisiva alla diffusione e all’utilizzo del software Open Source nella

Pubblica Amministrazione, oggi quanto mai indispensabile per abbattere i costi della burocrazia e

consentire agli enti pubblici di dialogare tra loro in maniera più efficiente, utilizzando formati

standard e aperti”. Così il Sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi ha illustrato la norma

della legge Finanziaria (art. 1, c. 897) che – nella valutazione dei progetti da finanziare con i 30

milioni di euro previsti a sostegno della Società dell’Informazione – assegna priorità a quelli che

utilizzano e sviluppano applicazioni software a codice aperto.

La stessa norma della legge Finanziaria, ha spiegato Beatrice Magnolfi, “dispone anche la

realizzazione di un ambiente di sviluppo cooperativo su web, dove le amministrazioni pubbliche

possano condividere i codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione dei software sviluppati. Il

nuovo ambiente web consentirebbe inoltre di dare vita a comunità di amministrazioni utilizzatrici

dei diversi software, per renderle protagoniste dei successivi sviluppi delle soluzioni, su base

collaborativa”.

Secondo il Sottosegretario all’Innovazione “è un’assoluta novità per un ambiente che si configura

come un vero e proprio marketplace delle soluzioni informatiche della PA, capace di favorire e

rendere produttivo l’incontro tra la domanda pubblica e l’offerta delle sempre più numerose imprese

italiane specializzate nello sviluppo di piattaforme a codice aperto”.

“Il fine è quello di sostenere la crescita di un’industria del software italiana in grado di competere

con le grandi multinazionali, ma alimentando al contempo lo sviluppo locale nei territori” ha

aggiunto Magnolfi. “Si tratta di un settore in espansione formato da un arcipelago di piccole

imprese, quasi sempre gestite da giovani, e capace di infondere al mercato un forte contenuto di

innovazione e creatività”.

Verso una riforma della Conferenza Stato-Regioni

http://www.regioni.it

Le Regioni sono “una parte indispensabile del governo del Paese” e “vogliono essere protagoniste

del risanamento dei conti pubblici e del rilancio”. In un'intervista all'ASCA il presidente della

Conferenza delle Regioni e presidente dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, traccia un bilancio

dell'anno che si sta per chiudere.

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Che tipo di giudizio si sente di esprimere sul 2006?

Dal punto di vista della vita delle istituzioni il 2006 è stato l'anno delle elezioni politiche che hanno

bocciato il governo di centro-destra e portato Romano Prodi alla Presidenza del Consiglio. Un

cambiamento secondo me necessario per riportare sotto controllo i conti pubblici dicendo la verità

sul grave debito che grava sul Paese e per impostare politiche capaci di far ripartire su basi solide lo

sviluppo. Sono convinto che quando, fra qualche anno, ci guarderemo indietro collocheremo qui,

nel 2006, il punto di svolta di una Italia che torna ad essere innovativa e competitiva.

I rapporti col Governo sono migliorati rispetto a quelli con l'esecutivo Berlusconi?

I problemi non mancano. Ma si è tornati a guardare a Regioni ed Autonomie come ad una parte

indispensabile del governo del Paese. Questo è stato un punto sul quale in questi anni abbiamo

insistito molto: al di là del tema delle competenze, al di là della necessaria applicazione del nuovo

Titolo V della Costituzione, le Regioni vogliono essere protagoniste del risanamento dei conti

pubblici e del rilancio del Paese. Ricerca, lavoro, sicurezza, trasporti, servizi: sono tutte cose che

necessitano di contesti territoriali favorevoli e di politiche nazionali e regionali coordinate e mirate

al risultato. Vogliamo lavorare a questo obiettivo, oggi come ieri.

La grande partita del 2007 sarà il federalismo fiscale? È d'accordo?

Certo. Lo stesso Governo ha indicato il 2007 come anno di transizione e il 2008 come anno di

partenza di una nuova stagione di federalismo fiscale. E' la vera sfida che abbiamo davanti. Intendo

anche per le Regioni, che devono dimostrare qualità e capacità di spesa, pieno impiego delle

opportunità che si presentano (specie di livello europeo), iniziativa di risparmio e di efficienza sul

proprio funzionamento. Le situazioni di partenza sono diverse, lo sappiamo bene, ma vanno studiati

percorsi, obiettivi, verifiche che consentano in un lasso di tempo da definire una maggiore

omogeneità di servizi e di diritti per tutto il territorio nazionale. Federalismo e migliore

distribuzione delle risorse verso i territori non può essere una pura battaglia di potere. Per essere

una cosa seria, una vera innovazione, deve significare concretamente più opportunità di cura, di

assistenza, di mobilità, di vivibilità per i cittadini.

L'accordo sull'attuazione del Titolo V dimostra che i rapporti col sistema delle autonomie sono

solidi? È vero?

È un passo rilevante, ma si tratta comunque di un lavoro da seguire giorno dopo giorno. Intendo

dire che non ci sono convergenze o conflitti predeterminati: si tratta di lavorare assieme ad un

riassetto complessivo del sistema istituzionale del paese e affermare una cultura nuova che mette al

centro non già le strutture e gli apparati consolidati, ma le persone, i consumatori, i cittadini che

hanno bisogno di un sistema democratico che funziona e che risponde alle domande in modo pronto

e efficace.

Cosa si aspetta dalla riforma del sistema della Conferenze?

L’obiettivo è creare il Senato delle Autonomie, una vera rappresentanza parlamentare delle regioni

e dei territori, in un contesto stabile e bilanciato, in luogo dell'attuale bicameralismo. Il sistema

delle Conferenze nel frattempo va senza dubbio riformato per semplificare le sedi di confronto e di

decisione e rendere più semplice e lineare il lavoro del governo. Mi attendo dunque un

alleggerimento della macchina e un pieno coinvolgimento nell'attività di governo delle Regioni e

delle Autonomie.

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Banca Dati Comune di Equal (ECDB)

https://equal.cec.eu.int/equal/jsp/index.jsp?lang=it

L’iniziativa EQUAL è un laboratorio per nuove idee per la Strategia europea di occupazione e per il

processo di integrazione sociale. La sua missione è quella i promuovere un a vita lavorativa più

integrata combattendo la discriminazione basata sul sesso, sulla razza o origine etnica, sulla

religione o credo, sulla disabilità, età e orientamento sessuale.

La Banca Dati Comune di Equal (ECDB) contiene informazioni su tutti i progetti (Partnership di

Sviluppo - PS) finanziati all'interno dell'Unione Europea. La Banca Dati Comune di Equal (ECDB)

raccoglie i dati forniti dalle PS, che sono stati validati dalle Autorità Nazionali e trasmessi a livello

europeo. Questi dati sono destinati a:

• Soggetti coinvolti in Equal, per il networking tematico e per le attività transnazionali

• Osservatori specifici (politici, della ricerca ecc);

• Il pubblico interessato alle problematiche sul lavoro, all'integrazione sociale, alla lotta alla

discriminazione ed alle disuguaglianze, all'innovazione ecc.

PreLex

http://europa.eu.int/prelex/apcnet.cfm?CL=it

PreLex è la base di dati delle procedure interistituzionali che permette di seguire le grandi tappe del

processo decisionale tra la Commissione e le altre istituzioni :

• la fase della procedura,

• le decisioni delle istituzioni,

• i nomi delle persone,

• i servizi responsabili,

• i riferimenti di documenti…

• e di seguire i lavori delle diverse istituzioni implicate (Parlamento europeo, Consiglio, CES,

Comitato delle Regioni, Banca centrale europea, Corte di giustizia... ecc..)

Prelex segue tutte le proposte (dossier legislativi e di bilancio, conclusioni degli accordi

internazionali) e le comunicazioni della Commissione a partire dalla loro trasmissione al Consiglio

o al Parlamento europeo

Dei collegamenti permettono di accedere direttamente ai testi elettronici disponibili (documenti

COM, Gazzetta ufficiale, documenti del Parlamento europeo, dispacci di stampa... ecc.).

InfoRegio

http://europa.eu.int/comm/regional_policy/country/prordn/index_en.cfm

Questo sito fornisce informazioni aggiornate sull'azione dell'Unione europea a favore dello sviluppo

regionale. La politica regionale si ispira ad un principio di solidarietà. In questa ottica, oltre un terzo

del bilancio dell’Unione europea è destinato a ridurre le disparità di sviluppo fra le regioni e i divari

economici fra i cittadini. Attraverso questa politica l’Unione intende contribuire a riassorbire il

ritardo delle regioni più svantaggiate, nonché a favorire la riconversione delle zone industriali in

crisi, la diversificazione economica delle campagne penalizzate dal declino delle attività agricole e

la riqualificazione dei quartieri cittadini in stato di abbandono e degrado. Tali interventi mirano

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principalmente a creare occupazione. In sintesi, si tratta di rafforzare la «coesione» economica,

sociale e territoriale dell’Unione.

RED – Registro Elettronico dei Documenti

http://www.cor.eu.int/red/it/search.htm

Il Registro Elettronico dei Documenti (RED) è una banca dati che raccoglie i documenti elaborati o

ricevuti dal Comitato delle regioni nel quadro delle sue attività. Il RED è alimentato

automaticamente dai diversi servizi del Comitato che vi immettono direttamente i documenti fin

dalla loro elaborazione.

Il Registro, accessibile via Internet, fornisce al pubblico i riferimenti dei documenti e, nella maggior

parte dei casi, dà direttamente accesso al testo integrale in tutte le lingue disponibili.

Per consultare il Registro, il cittadino dispone di un modulo di ricerca semplice e avanzato nelle

undici lingue ufficiali dell'Unione.

Eurlex

http://europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

Con l'obiettivo di offrire un quadro completo del diritto dell’Unione europea, in particolare della

legislazione e della giurisprudenza, nonché delle procedure decisionali fra la Commissione e le altre

istituzioni, il sito web EUR-Lex:

• è il punto d'accesso unico alle collezioni complete dei testi giuridici dell'Unione in tutte le

lingue ufficiali;

• fornisce un accesso diretto alle banche dati gestite dalle istituzioni o dall’EUR-OP e ad altre

fonti di documenti istituzionali, in particolare a CELEX, con opzioni di ricerca sofisticate

(servizio a pagamento);,

• rende disponibili i documenti in vari formati (HTML, PDF, TIF, WORD);

• presenta funzioni di ricerca armonizzate che permettono di cercare in una categoria specifica

di documenti oppure nell'insieme dei documenti per mezzo di una richiesta testuale;

• contiene testi esplicativi sulle procedure legislative dell'Unione europea. Nella rubrica «A

proposito del diritto dell'UE» si possono trovare un glossario e le descrizioni del processo

decisionale.

Scad Plus

http://europa.eu.int/scadplus/scad_it.htm

Questo sito contiene una sintesi della legislazione UE sotto forma di schede informative facilmente

consultabili, suddivise in 32 settori tematici che rappresentano le Attività dell’Unione Europea.

Troverete non solo i sunti delle disposizioni esistenti, ma anche il trattamento riservato alle proposte

legislative in materie molto varie quali le relazioni esterne e l’occupazione e gli affari sociali. Con

quasi 2 500 pagine tematiche aggiornate quotidianamente, la copertura è esauriente e attuale.

L'obiettivo di questo sito non è quello di fornire le ultime notizie sulle attività dell'Unione europea,

ma di presentare delle sintesi complete sugli ultimi sviluppi della legislazione. La data, che figura in

calce ad ogni scheda di sintesi, corrisponde al giorno dell'ultima modifica sostanziale inserita nella

scheda (ad es. aggiunta di un atto modificativo, inserimento di un atto connesso ecc.)

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Giuseppe Franco Ferrari, Federalismo, regionalismo e decentramento del

potere in una prospettiva comparata

in:Le Regioni, n. 4, 2006, p. 589-593

Le nozioni concettuali di federalismo e regionalismo paiono ormai, volgendo lo

sguardo alle dinamiche evolutive degli ordinamenti costituzionali considerati nella

prospettiva della macrocomparazione intersistemica, sempre più sfuggenti,

segnate al loro interno da crescente frammentazione in figure e disegni

istituzionali intermedi, nonché da parziali sovrapposizioni dei rispettivi modelli, tali da rendere per

certi versi opaca la stessa distinzione tra due fondamentali archetipi.

L’articolo analizza attraverso uno studio sia diacronico che sincronico della modellistica comparata

dello Stato che i poli estremi rappresentati dalla forma massima del legame confederativo tra enti

statuali sovrani sono a frequentazione rarefatta, mentre affollate sono le posizioni mediane occupate

dalle variegate forme di federalismo e regionalismo.

Collocazione in Biblioteca: BR 6C6

Diana Urania Galletta, Il concetto di “governance europea”

in:Rivista italiana di diritto pubblico comunitario n. 2, 2006, p. 265-285

Il termine “governance” è un termine versatile in uso soprattutto nel linguaggio

dell’economia e della scienza politica. Con riferimento all’ultimo contesto citato,

il termine “governance” viene spesso utilizzato in contrapposizione al concetto

“government” che evidenzia la centralità e/o la centralizzazione delle azioni poste

in essere dalle istituzioni responsabili di una politica. Mentre la “governance” rimanda all’idea della

presenza di una pluralità di attori coinvolti nell’attuazione della politica stessa.

Nella scienza politica parlare di “governance”significa individuare un modo di disegnare e gestire le

politiche decentralizzate in cui partecipano molteplici attori pubblici e privati a diversi livelli e in

cui interessi divergenti entrano in gioco, in un processo di contrattazione, negoziazione e

interazione complesso, dinamico interattivo.

Collocazione in Biblioteca: BR 4E7

Heinrich Hoffschulte, L’autonomia locale e regionale nel progetto di Trattato

costituzionale

in:Comuni d’Europa n. 13, 2006, p. 66-81

Il progetto di trattato costituzionale elaborato dalla Convenzione europea

2003/2004 è stato ormai ratificato da 16 nazioni. Due nazioni lo hanno respinto

con un referendum, sicuramente per motivi che nulla hanno a che vedere con il

contenuto della Costituzione. Oggi i governi dei 25 Stati membri hanno imposto una pausa di

riflessione per riconquistare in un dialogo più stretto con i cittadini europei e con i loro elettorati

nazionali, la fiducia perduta soprattutto a causa degli errori che il trattato costituzionale vorrebbe

correggere. Si parla intensamente di deficit e di patologie dell’UE, ma si rifiuta la stessa medicina

che viene offerta per la cura. Il rafforzamento del principio di sussidiarietà e del principio di

proporzionalità ne sono il migliore esempio

Collocazione in Biblioteca: DEM2A4

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Giovanna Iurato, L’UE e la rappresentanza territoriale regionale

in:Le Regioni, n. 4, 2006, p. 679-685

L’esclusione della dimensione territoriale regionale fu uno dei tratti distintivi

delle prime fasi dell’integrazione europea. Nei decenni successivi, gli stati

dell’Europa occidentale hanno subito una significativa ristrutturazione, in seguito

al passaggio di una parte delle loro competenze presso i livelli di governo europeo

e regionale.

Lo sviluppo dei processi di integrazione europea e di regionalizzazione ha comportato una serie di

effetti rilevanti. Innanzitutto, ha prodotto la riorganizzazione dello spazio europeo su tre livelli,

ossia i livelli europeo, statuale e regionale. Inoltre, rafforzando il sistema comunitario e i governi

regionali, ha stimolato questi ultimi a mobilitarsi presso il primo.

La “regionalizzazione dell’UE” costituisce l’oggetto del presente articolo, che prende l’avvio con la

trattazione sintetica tanto del ruolo riconosciuto alle Regioni nei trattati istitutivi quanto dei

processi di ulteriore integrazione e di regionalizzazione.

Collocazione in Biblioteca: BR 6C6

Roberto Mastroianni, Il contributo delle Regioni italiane all’elaborazione del

diritto dell’Unione europea

in:Diritto dell’Unione Europea n. 2, 2006, p. 423-442

Negli ultimi anni si registra, a livello comunitario così come a livello dei singoli

Stati membri dell’Unione, un rinnovato interesse sulle modalità di

coinvolgimento delle articolazioni territoriali nella gestione degli “affari

comunitari”. Le motivazioni di questo interesse sono state analizzate a fondo, e sono certamente

collegabili sia alla spinta regionalistica che si riscontra all’interno di numerosi Paesi dell’Unione,

con la conseguente necessità per le articolazioni territoriali di non perdere in sede comunitaria

competenze e poteri conquistati in casa, sia all’evoluzione propria del processo di integrazione

europea, che oggi appare sia pure con modalità s strumenti ancora in via di definizione,

maggiormente attento agli interessi ed alle necessità delle autonomie locali.

Obiettivo dell’articolo è un’analisi delle modalità con cui l’evoluzione verso la definizione di un

ruolo più attivo delle Regioni ha trovato risposta nella legislazione italiana, con riferimento limitato

alla c.d. “fase ascendente” di elaborazione delle politiche comunitarie.

Collocazione in Biblioteca: BR 4E5

Gabriele Panizzi, Rilanciare con vigore il processo di integrazione europea

in:Comuni d’Europa n. 13, 2006, p. 47-50

L’articolo analizza il processo di costruzione europea proceduto nella direzione

voluta da Einaudi, Spinelli, Schuman, Adenauer ed altri lungimiranti uomini di

Stato.

L’autore sottolinea l’importanza di alcuni impegni storici del nostro Stato per la

costruzione di una Europa con caratteristiche sopranazionali e la necessità che le

azioni di governo perché il nostro Paese esca dalla crisi che lo caratterizza siano collocate in un

quadro di riferimento europeo.

La seconda e non meno importante constatazione è quella legata all’esigenza che l’Europa debba

darsi un ordinamento costituzionale per superare i limiti strettamente nazionali dei vari Stati

membri per guardare al Parlamento europeo come il solo organo politicamente abilitato a svolgere

un ruolo nella politica internazionale.

Collocazione in Biblioteca: DEM2A4

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Stefania Ravazzi, Quando i cittadini decidono

in:Rivista italiana di politiche pubbliche, n. 2, 2006, p. 29-57

I sistemi democratici contemporanei sono regimi fondati sul principio della

rappresentanza senza vincolo di mandato. I cittadini hanno potere decisionale

diretto sulle questioni politiche solo nel momento della selezione del personale di

governo e in occasione dei referendum. La questione della riforma delle prassi

della democrazia non è certo un tema nuovo nella scienza come nella teoria politica. Da qualche

tempo, tuttavia, il terreno della riflessione normativa si sta arricchendo di esperienze pratiche,

soprattutto a livello locale e prevalentemente nelle realtà comunali.

Tali innovazioni istituzioni modificano almeno in parte le procedure decisionali della democrazia

rappresentativa.

Collocazione in Biblioteca: BR 1A8

Giuseppe Tesauro, Sovranità degli Stati e integrazione comunitaria

in:Diritto dell’Unione Europea n. 2, 2006, p. 235-252

L’articolo tenta di fare una riflessione, non facile, sul rapporto tra sovranità e

processo di integrazione comunitaria. Sulla nozione di sovranità tantissimo è stato

detto e scritto, ma permangono ancora dubbi. La sovranità è una nozione giuridica

o un fatto? E in questo secondo caso è un fatto strutturale e politico, dunque

metagiuridico?

L’analisi viene condotta sotto un duplice profilo, in quanto lo schema di competenze materiali,

quale definito nei Trattati istitutivi, ha subito una profonda evoluzione da un lato per

l’interpretazione evolutiva della Corte di giustizia, dall’altro al ricorso sempre più frequente all’art.

308, che ha permesso di ampliare l’ambito effettivo delle competenze già previste.

Collocazione in Biblioteca: BR 4E5

Jacques Ziller, La sussidiarietà come principio del diritto amministrativo

europeo

in:Rivista italiana di diritto pubblico comunitario, n. 2, 2006, p. 285-299

L’articolo prende in esame il principio di sussidiarietà fin dal suo inserimento nel

trattato di Maastricht, in particolare ci si è posti la questione se si trattasse di un

principio di natura giuridica o politica.

Si tratta sicuramente di un principio giuridico, dal momento che è scritto nei

trattati, che può essere utilmente invocato dinanzi alle giurisdizioni e che ha generato una

giurisprudenza che permette di apprezzarne la portata.

Più difficile è indagare se il principio di sussidiarietà si applica soltanto all’attività legislativa della

Comunità e dell’Unione che ha altresì la vocazione ad essere applicato all’attività di esecuzione

della legislazione e delle politiche comuni. Il principio di sussidiarietà può essere considerato come

un principio del diritto amministrativo europeo?

Il Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa apporta degli elementi di novità che implicano

una risposta essenzialmente negativa e che confermano gli elementi rilevanti della giurisprudenza

comunitaria. Mentre ove si prendano in considerazione il testo dei Trattati attualmente in vigore e il

diritto comparato, si giunge ad una risposta più sfumata se non addirittura di segno positivo.

Collocazione in Biblioteca: BR 4E7

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Il *diritto europeo dell’istruzione : oltre l’integrazione dei mercati / Monica

Cocconi. – Milano : Giuffrè, 2006. – IX, 464 p. ; 24 cm

INDICE: * Introduzione * Le basi giuridiche dell’istruzione nell’ordinamento

comunitario * Le tecniche di costruzione dello spazio europeo dell’istruzione e

della formazione * La funzione europea dell’istruzione e della formazione fra

diritto europea e diritto nazionale * Il metodo aperto di coordinamento delle

politiche nazionali dell’istruzione * Gli effetti della dimensione europea

dell’istruzione e della formazione sul sistema formativo nazionale * L’Europa

oltre la costruzione del mercato: lo spazio europeo dell’istruzione * Conclusioni

L’iniziativa comunitaria nell’istruzione concorre, nel contempo, a favorire l’effettivo concretizzarsi

della prospettiva politica dell’integrazione, contribuendo a privare il fattore dell’appartenenza

nazionale dei suoi caratteri originari di assolutezza e di esclusività nella costruzione delle relazioni

internazionali. Attraverso la promozione della mobilità transnazionale dei cittadini europei, infatti,

la dimensione europea dell’istruzione tende ad accrescere l’apertura e le possibilità di reciproca

influenza fra le diverse culture nazionali, rendendo meno esclusiva l’appartenenza a queste. Tale

dimensione contribuisce a favorire quella “unione sempre più stretta tra i popoli dell’Europa” che

rappresenta l’obiettivo ultimo del processo di integrazione europea.

I diritti di accesso all’istruzione e alla formazione, in particolare, consentono nel contempo agli

individui di arricchire le proprie dotazioni iniziali di risorse ma permettono anche alla società di

utilizzare pienamente le risorse potenzialmente disponibili sotto forma di capitale umano.

Collocazione in Biblioteca BM71L29a

*Diritto amministrativo europeo : principi e istituti / a cura di Giacinto della

Cananea. – Milano : Giuffrè, 2006. – X, 242 p. ; 24 cm

INDICE: *Introduzione *Il diritto amministrativo europea e i suoi principi

fondamentali *Le figure organizzative *L’attività amministrativa *Le garanzie *I

caratteri del diritto amministrativo europeo *La scelta del diritto

Nel presente volume vengono illustrati i principi e gli istituti giuridici di ambito

più generale. In seguito gli stessi vengono approfonditi in modo da consentire una

maggiore comprensione del diritto amministrativo europeo. Di fatto tale argomento non deve essere

considerato quale disciplina autonoma, poiché non esiste una normativa distinta da altre a sé stante,

ma si tratta da una maniera costituita dallo studio del diritto dell’Unione europea.

Inizialmente inquadrato nel diritto internazionale ha in seguito assunto una propria identità ed

autonomia che ha portato ad interessanti studi soprattutto in Francia ed in Germania.

Collocazione in Biblioteca BM71L28a

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La *strategia euro-mediterranea : prospettive politico-economiche per il

Mezzogiorno / Dino Nicolia ; prefazione di Boutros Boutros-Ghali. – Milano :

Franco Angeli, c2005. – 171 p. ; 23 cm

INDICE: * Prefazione * Introduzione * Parte prima: La strategia euromediterranea

* Il sogno europeo * La politica di vicinato * La strategia euromediterranea:

Il valore emblematico della candidatura della Turchia, Il mondo

arabo, Il contesto socio-economico dei paesi terzi, I legami storici dell’Europa con il Mediterraneo

* Il partenariato Euro-Mediterraneo: Il processo di Barcellona, Il progetto politico-istituzionale *

Il programma MEDA * Le priorità per il 2006 * Lo stato di attuazione del processo di Barcellona:

i risultati raggiunti e le difficoltà incontrate * Il nuovo spirito della strategia euro-mediterranea: I

recenti orientamenti politici dell’Unione europea, Il cambio di strategia: Europa allargata/politica

di vicinato, Gli strumenti * Parte seconda: Le prospettive politico-economiche per il Mezzogiorno *

Le possibili relazioni tra il mezzogiorno ed i paesi terzi mediterranei: Le politiche meridionalistiche

dagli anni cinquanta a gli anni ottanta, La politica regionale europea e l’influsso sulle politiche

meridionalistiche, La nuova sfida per il post 2006 * Le maggiori sfide comuni ed i settori

complementari: L’ambiente, L’agricoltura, La questione dell’acqua * Parte terza: Una sfida da

raccogliere * Conclusioni: La nuova politica meridionalistica europea, Le paure da sconfiggere, Il

ruolo degli enti territoriali nel Mezzogiorno, La cooperazione Sud-Sud, Le sfide poste dalla

strategia euro-mediterranea e gli strumenti per affrontarle

Per moltissime ragioni l’iniziativa euro-mediterranea costituisce, sotto il profilo storico oltre che

politico, un vero evento. L’obiettivo degli interventi deve essere, da una parte, l’eliminazione dei

notevoli svantaggi ancora esistenti in molte regioni meridionali in materia di legalità, qualità e costo

dei trasporti e delle comunicazioni, servizi finanziari e costi del denaro, dall’altra, l’avvio di un

processo irreversibile di sviluppo economico capace di autosostenersi.

Il patrimonio storico e culturale delle regioni meridionali, le reti di comunicazione, la formazione e

l’informazione, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, la specializzazione produttiva

potrebbero costituire le carte vincenti per la scommessa del Mezzogiorno sul suo futuro.

Collocazione in Biblioteca BM71L30a

*Diritto dell’Unione e delle Comunità europee / Fausto Pocar. – Milano : Giuffrè,

[2006]. – XXVIII, 366 p. ; 24 cm.

INDICE: *Introduzione *Il sistema bancario del Mezzogiorno: 1990-2005 *La

normativa internazionale convenzionale relativa all’Unione europea e alle

Comunità europee *Le norme relative alla struttura istituzionale dell’Unione

europea e delle Comunità europee *Le norme emanate dalle istituzioni

comunitarie *I rapporti fra il diritto dell’Unione e delle Comunità europee e il

diritto degli stati membri

Il testo prende in esame gli aspetti giuridici del fenomeno “integrazione europea” nei suoi caratteri

particolari senza precedenti che identificano un sistema giuridico sui generis.

Le norme che riguardano questo “fenomeno” possono essere suddivise in tre gruppi. Il primo è

quello che riunisce le norme contenute nei trattati internazionali che creano diritti ed obblighi

reciproci tra gli Stati contraenti.

Il secondo riguarda l’ordinamento interno dell’Unione e delle Comunità e comprende le norme che

si esprimono in regole di comportamento delle istituzioni, distinte da quelle che contemplano gli

obblighi delle stesse. Il terzo gruppo è costituito da quelle disposizioni normative che le istituzioni

comuni possono emanare e che sono destinate a trovare applicazione nell’ambito degli Stati

membri. Di fatto si prende atto dell’inesistenza di un sistema giuridico omogeneo che però non

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pregiudica l’autonomia e l’individualità dell’Unione e delle Comunità europee. Il volume considera

quindi nell’ordine le norme che interessano l’Unione e le Comunità europee, la normativa

internazionale relativa all’integrazione, le strutture istituzionali interne ed il complesso delle norme

emanate dalle istituzioni. Infine sarò presa in esame la problematica sollevata da dette norme al

momento del recepimento da parte degli Stati membri.

Collocazione in Biblioteca BM71L27a

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Una Conferenza per fare sistema. Intese all’unanimità sulle materie di competenza

concorrente

in: Italia oggi, del 22 dicembre 2006

Il governo sta per licenziare un disegno di legge delega per la riforma delle Conferenze Statoregioni,

province autonome e Stato, città e autonomie locali. L’attuale sistema delle Conferenze è

nato ben prima della riforma costituzionale del 2001 ed è ovvia la sua inadeguatezza rispetto alla

situazione che si è determinata non solo dopo l’approvazione della riforma, ma ancora di più oggi

che sono venute meno le ragioni per dilazionare una sua rapida e significativa attuazione. Quindi è

ampiamente condivisibile il disegno del governo di porre mano a una riforma di tali sedi di raccordo

e appare significativa anche la proposta di qualificarla come “Conferenza Stato-istituzioni

territoriali della Repubblica”. L’assorbimento nella nuova conferenza delle attribuzioni spettanti a

quelle attuali rafforza la logica di “sistema” regioni-enti locali ed è coerente con le caratteristiche

del processo federale italiano, articolato in una pluralità di centri di autonomia che si coordinano tra

loro nell’unitarietà della Repubblica.

Federalismo fiscale al capolinea. La Finanziaria 2007 non riuscirà a invertire la tendenza

in: Italia Oggi, del 15 dicembre 2006

Il rapporto Isae sulla finanza locale 2006 sembra sancire la fine del modello di federalismo fiscale

lanciato dopo gli anni ’90. Tra le cause di questa situazione di stallo è sicuramente il ristagno

economico sofferto dall’Italia in questi anni, l’atteggiamento centralista delle ultime manovre, la

riduzione della spesa corrente, le imposte locali.

Ma i tecnici sono giunti alla conclusione che anche senza questi ostacoli il processo federalista non

avrebbe avuto esiti migliori perché c’è un calo di fiducia nel modello federalista e poi perché ci si è

resi conto che il paese è troppo differenziato.

Si afferma inoltre che il federalismo non sia mai partito bene perché non si è trovato l’’accordo

sulle formule di ripartizione delle risorse.

Servizi UE, al via le liberalizzazione. Entro il 2010 tutti gli stati dovranno eliminare le

barriere

in: Italia Oggi, del 13 dicembre 2006

Sono trascorsi due anni dalla proposta Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi all’interno

dell’UE, ma l’11 dicembre il Consiglio dei Ministri Ue ha approvato finalmente la direttiva che ne

stabilisce il termine al 2010. È stato eliminato il principio del potere normativo, di tariffa e di

controllo del paese di origine ed è stato introdotto quello di libera prestazione dei servizi. Saranno

inoltre aperti degli sportelli unici per le pratiche amministrative delle imprese ed è previsto l’uso di

procedure elettroniche.

Si parte dal federalismo fiscale

in: Il sole 24 ore, del 12 dicembre 2006

Si è chiusa ieri la prima fase dei lavori delle commissioni bicamerali relativi all’indagine

conoscitiva. I risultati hanno indicato la priorità della realizzazione del federalismo fiscale (art. 119

cost.) e l’attuazione del Titolo V della Costituzione. Il presidente della commissione di Palazzo

Madama Bianco nel tirare le somme della discussione ha sottolineato l’importanza delle indicazioni

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emerse dalle audizioni. Si auspica in linea di massima un disegno riformatore organico e bipartisan.

C’è inoltre accordo sulla necessità di “riportare alla competenza esclusiva dello Stato materie

attualmente in regime di podestà legislativa concorrente tra Stato e Regioni”.

TV regionale, nuovo volano per il Digitale Europeo

in: Finanza & Mercati, del 6 dicembre 2006

L’Unione europea ha finora attuato una politica di liberalizzazione del mercato delle

telecomunicazioni, fissando nuove norme e principi per la concorrenza. L’evoluzione normativa di

questi anni del mercato radiotelevisivo, sia nazionale che internazionale, è stata volta alla

promozione contestuale di misure a sostegno delle diversità culturali e delle produzioni regionali,

come riportato nella Convenzione sulla diversità culturale approvata dall’Unesco nell’ottobre 2005.

La dimensione europea va quindi a intrecciarsi con quella locale anche nell’attuale fase di

trasformazioni tecnologiche. Si sta facendo sempre più spazio, infatti, la tendenza all’approccio

regionale pur nelle differenze dei modelli produttivi e organizzativi che si registrano nel Vecchio

Continente. Un esempio viene dal Regno Unito dove, negli ultimi dieci anni, la Bbc ha fortemente

incrementato l’utilizzazione dei centri di produzione regionale con il potenziamento delle Divisioni

Bbc English Regions e Bbc Nations and Regions che opera in Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

“In-house, no alla retroattività”: Lombardia Informatica lancia l’appello sui progetti già in

corso

in: Corriere delle comunicazioni, del 3 dicembre 2006

“Se la mannaia del decreto Bersani deve colpire le aziende IT regionali potrebbe almeno

risparmiare i progetti già in corso”. Di fronte allo sgretolamento di un ecosistema IT pubblicoprivato

che sembrava poter decollare con successo su tutto il territorio nazionale, Marcello Barone,

presidente di Lombardia Informatica suggerisce una via d’uscita: “per noi è evidente che i progetti

avviati, con bandi di gara europei, debbano essere portati a termine. In particolare difenderemo le

ragioni di una delle più grosse collaborazioni tra pubblico e privato, nell’ambito dei servizi IT, mai

realizzate in Italia: quella tra Lombardia Informatica e un raggruppamento temporaneo di imprese.

Per mezzo di questo accordo, della durata di sette anni, tutti i cittadini della Lombardia sono stati

dotati di un unico strumento innovativo, la Carta Regionale dei Servizi, per accedere ai servizi delle

amministrazioni regionali e delle strutture sanitarie presenti sul territorio”.

Ultimo treno per il Sud con le risorse europee

in: Avvenire, dell’1 dicembre 2006

Politici, associazioni e sindacati lanciano l’allarme sul lavoro giovanile nel corso del dibattito sulle

“Politiche di sviluppo nel Mezzogiorno”, promosso dall’Ufficio Cei per i problemi del lavoro. In

controtendenza il progetto Policoro per l’occupazione dei giovani nelle regioni meridionali che in

un decennio ha ottenuto risultati lusinghieri, alimentando nuove speranze.

Il ciclo di programmazione settennale dell’Ue che si aprirà nel 2007 sarà forse l’ultima occasione,

per il Sud, di salire sul treno dello sviluppo. Ma servono fin d’ora chiarezza nel progettare gli

interventi e qualità nello spendere le risorse. Completare l’infrastrutturazione, la portualità, le

ferrovie, puntare sull’innovazione e combattere concretamente la criminalità organizzata. Queste le

misure più importanti proposte nel corso di un dibattito su “Politiche di sviluppo nel Mezzogiorno”,

promosso dall’ufficio Cei per i problemi sociali e del lavoro. Facendo leva anche sulle nuove forze

della società, come ad esempio il Progetto Policoro, ormai giunto al suo decennale. Questa

iniziativa, infatti, ha cercato di favorire l’accesso dei giovani meridionali al mondo del lavoro,

puntando soprattutto sull’autoimprenditorialità.

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Intesa sul federalismo, le province si rafforzano

in: Il sole 24 ore, del 30 novembre 2006

Le Regioni, insieme con Province, Comuni e Comunità montane hanno presentato un documento

che vuole essere la proposta al Governo “per l’attuazione del vigente Titolo V della Costituzione”.

L’attuazione riguarda almeno tre provvedimenti: il primo è quello relativo alla “carta delle

autonomie”. Il secondo riguarda l’art. 119 cost., ovvero il federalismo fiscale. Il terzo ridefinisce i

rapporti fra Stato, Regioni e autonomie locali.

Il documento ripropone l’autonomia regolamentare degli enti locali.

L’Italia ha ottenuto 24 miliardi di euro, ora le regioni puntino su progetti mirati

in: Il Riformista, del 24 novembre 2006

Non era affatto scontato che l’Italia potesse contare, per il nuovo periodo di programmazione 2007-

2013, su un budget di circa 24 miliardi di euro, solo per gli impegni dei fondi strutturali. Al netto

delle riserve esplicite sulla esiguità del quadro finanziario complessivo del bilancio comunitario, la

disponibilità di 18 miliardi per le regioni dell’obiettivo “convergenza” (Calabria, Campania, Puglia

e Sicilia), un miliardo per Basilicata e Sardegna, e sei miliardi per le regioni dell’obiettivo

“competitività” (centro-nord) – senza considerare i fondi per lo sviluppo rurale – costituisce un

risultato rilevante che chiama tutti a uno sforzo di responsabilità e di serietà.

Dalla Regione fondi per allearsi: la strategia anti-burocrazia

in: Il sole 24 ore, del 21 novembre 2006

È di 9 milioni il contributo per far decollare le gestioni associate nel campo dei servizi pubblici. È

questa la somma impegnata dalla Regione Toscana per incentivare l’aggregazione e la

riorganizzazione dei servizi amministrativi nel triennio 2004-2006. È uno sforzo destinato a

prolungarsi anche a medio termine, visto che il tema dell’associazionismo e della riforma

amministrativa è una delle sfide contenute nel piano regionale di sviluppo 2006/2010. La politica di

incentivazione messa in atto dalla Regione già dal 2001 sembra oggi aver dato i suoi frutti, visto che

in quattro anni sono più che raddoppiati i comuni che partecipano a gestioni associate: erano 103

nel 2002, sono passati a 212 nel 2006.

“Un allargamento che è stato troppo precipitoso”

in: La repubblica, del 17 novembre 2006

In questo articolo Helmut Schmidt propone la sua valutazione sullo stato delle cose all’interno

dell’Unione europea, sottolineando come di fatto negli ultimi anni l’Europa si sia dimenticata della

politica internazionale, mentre l’allargamento a 25 stati, e presto a 27, ha portato alla luce l’urgenza

di un adeguamento delle regole per un buon funzionamento. A tale scopo è stato proposto il Trattato

costituzionale europeo che non è stato approvato unanimemente come ci si aspettava, ma è stato

sicuramente un successo in quanto mai prima d’ora tante nazioni e stati sono arrivati ad una “unione

libera e spontanea e non sotto il diktat di una potenza conquistatrice”.

“Europa è ora di riprendere il cammino”

in: La repubblica, del 17 novembre 2006

In occasione dell’incontro organizzato dal Gabinetto Viesseux e dall’Istituto universitario europeo il

Presidente Carlo Azeglio Ciampi ripercorre il percorso compiuto nell’età moderna dagli Stati

europei per giungere ella costituzione dell’Unione europea. Sottolinea quindi l’importanza

dell’adozione di un Trattato costituzionale quale “snodo necessario del processo dell’integrazione”.

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A fronte del rifiuto di due stati ritiene che sia giunto il momento di riprendere il discorso e di

approvare un Trattato prima delle elezioni europee che avranno luogo nel 2009.

“Federalismo avanti tutta ma senza scambi politici”: intervista a Linda Lanzillotta

in: Il sole 24 ore, del 17 novembre 2006

Il ministro per gli affari regionali, Linda Lanzillotta, conferma la volontà del governo di accelerare

l’attuazione del federalismo: “nel Seminario dell’8 novembre abbiamo dato una nuova lettura,

condivisa con Regioni, Province e Comuni, del disegno federale, recuperando lo spirito originario

della riforma federalista e superando l’impasse della scorsa legislatura. Procediamo quindi a dare

attuazione al Titolo quinto della Costituzione con i disegni di legge sul codice delle autonomie,

sulla riforma delle Conferenze, sul federalismo fiscale. Nessuno può immaginare, però, che questo

disegno di revisione dell’architettura dello Stato si presti a scambi politici opportunistici per

allargare la maggioranza alla Lega o ad altre forze politiche. Il confronto su questi temi deve durare

ben oltre l’orizzonte di una legislatura”.

“Giscard: “Può rinascere la Costituzione europea”

in: Il giornale, del 17 novembre 2006

In questa intervista Giscard d’Estaing esprime la sua convinzione che proprio dalla Francia, che nel

2005 ha bocciato il Trattato europeo, potrebbe ripartire la discussione sulla Costituzione europea.

Sarà sicuramente necessario attendere la fine delle elezioni perché la Francia possa riprendere il

“cammino europeo”, ma certamente l’argomento Europa sarà importante anche per la campagna

elettorale. Importanti a questo proposito è anche l’atteggiamento del governo tedesco che promuove

sia la Costituzione che una pausa per quanto riguarda l’allargamento, in quanto ancora bisogna

stabilizzare l’organizzazione sociale, economica e politica dell’Europa. L’intervistato esprime

inoltre dubbi sulla possibilità che la Turchia possa agevolmente ed in breve tempi entrare a far parte

dell’Unione, soprattutto a causa delle differenze inerenti l’identità ed il patrimonio culturale.

L’ente strumentale piace alle Regioni. Forte spinta nei nuovi Statuti

in: Il sole 24 ore, del 13 novembre 2006

Con i nuovi Statuti approvati fino ad oggi da nove Regioni a statuto ordinario, i Governatori hanno

spinto sulla creazione di agenzie di sviluppo ed enti strumentali.

Un impulso forte, al punto che gli enti locali, soprattutto le Province, hanno a più riprese mostrato

preoccupazione per gli orientamenti di una parte delle Regioni, tesi a sviluppare l’articolazione

societaria e territoriale del governo regionale piuttosto che a premere sul decentramento.

Si tratta di una tendenza destinata a subire un radicale cambio di rotta se l’attuale orientamento

normativo del governo (legge “Bersani”) fosse confermato, con l’introduzione del divieto per le

autonomie locali (salvo casi eccezionali), di ricorrere all’affidamento diretto (in house) alle società

partecipate.

La fine dei fondi pubblici spegne le Agenzie locali. Sviluppo, scarsi i risultati degli enti nel

richiamare i capitali privati

in: Il sole 24 ore, del 13 novembre 2006

Bilancio in rosso per le agenzie di sviluppo promosse dagli enti territoriali.

Spinte dai principi Ue di partenariato, concertazione e coesione sociale, le Agenzie di Sviluppo

locale si sono diffuse soprattutto al Sud, dove sono almeno 99 (cioè pari al 78% del totale), con una

forte incidenza in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania. Dovevano dare più vigore alle politiche di

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sviluppo locale e rimuovere limiti organizzativi e deficit che ostacolano il funzionamento degli enti

territoriali.

“Cosa chiedono le autonomie”

in: Italia oggi, del 10 novembre 2006

Nel corso di un seminario tenutosi a Roma il giorno 8 novembre i rappresentanti di regioni, comuni,

province e comunità montane hanno avanzato al governo, impegnato nella revisione del TUEL, le

proprie richiesta sulle quali si deve fondare il nuovo assetto delle stesse: attuazione del Titolo V

Cost., federalismo fiscale, riforma delle sedi di concertazione tra governo ed autonomie. In

particolar modo andrà regolata la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni che tanti

problemi hanno causato alla Corte costituzionale.

Project financing, vale il dialogo. Il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione con le

regole sul partenariato pubblico-privato

in: Italia oggi, dell’8 novembre 2006

Dialogo competitivo come procedura tipo per il partenariato pubblico-privato (Ppp). Ė questa la

richiesta contenuta nella relazione sul Ppp e il diritto comunitario in materia di appalti pubblici e

concessioni approvata dal Parlamento europeo nei giorni scorsi. Si è nell’ambito di fattispecie che

vedono il soggetto pubblico e quello privato operare al fine di realizzare e gestire insieme progetti

infrastrutturali o fornire servizi pubblici”. In sostanza, si è prevalentemente nel campo delle

concessioni di lavori pubblici o di servizi pubblici.

La p.a. online e supermoderna ora ha il suo salone specializzato

in: La Repubblica, del 6 novembre 2006

Comincia il 7 novembre a Bologna il ComPa, salone europeo della comunicazione pubblica dei

servizi al cittadino e alle imprese. Il titolo di quest’anno è Città, Regioni, Europa: quale

comunicazione pubblica?. Sono tre giorni dedicati alle tecnologie della pubblica amministrazione,

nonché a temi come la comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadini, l’università come

formazione professionale, la comunicazione sociale e la comunicazione politica.

Regioni e Comuni entrano nella rete

in: Il sole 24 ore, del 6 novembre 2006

Anche Regioni ed enti locali entrano nel grande gioco delle banche dati tributarie. Un emendamento

del governo all’articolo 5 della Finanziaria prevede l’istituzione del “sistema integrale delle banche

dati in materia tributaria e finanziaria”. Il suo scopo, si legge sempre nell’emendamento, è di

consentire la “condivisione e la gestione coordinata delle informazioni dell’intero settore pubblico”.

Tradotto in pratica, significa che anche Comuni, Province e Regioni avranno accesso ai dati

dell’anagrafe tributaria, almeno per le parti che interessano più direttamente i tributi di loro

competenza.

“Puntare sul decentramento, unico federalismo possibile”

in: Il mattino, del 5 novembre 2006

In occasione di questa intervista il costituzionalista Michele Ainis ribadisce l’importanza della

riforma del Titolo V della Costituzione. Il suo ragionamento muove dall’art. 5 cost. “la Repubblica

italiana, una ed indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali” e passa poi ad esaminare

l’opportunità di avere un Senato rappresentativo delle autonomie regionali.

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Sottolinea quindi la necessità di completare la riforma del 2001 in base alla giurisprudenza

costituzionale, che oramai è copiosa, e soprattutto portare avanti il federalismo fiscale.

Le regioni, motore d’Europa

in: La gazzetta del Mezzogiorno, dell’1 novembre 2006

In occasione della due giorni del CALRE svoltasi a Venezia il Presidente del Consiglio regionale

della Puglia Pietro Pepe ha ritenuto opportuno sottolineare ancora una volta l’importanza del ruolo

svolto dalle assemblee regionali per l’obiettivo strategico dell’UE e dell’integrazione europea.

Punti cardine di questa azione sono il principio di sussidiarietà ed il federalismo fiscale che l’Italia

si augura di attuare entro il 2007.

La Carta UE nelle mani dell’Italia

in: Il sole 24 ore, dell’1 novembre 2006

Il ruolo svolto dall’UE nella crisi libanese ha portato ancora una volta all’attenzione di tutti

l’importanza dell’adozione di un Trattato costituzionale, reso sempre più importante proprio dalle

responsabilità internazionali dell’Europa.

Il tutto dovrebbe però partire dalla Francia, paese da cui è partita la bocciatura del Trattato. Ma per

questo bisognerà attendere le elezioni presidenziali dell’aprile 2007, e quindi andrà sprecato il

semestre di presidenza UE della Germania. Ci si augura che l’approvazione del Trattato si concluda

entro la presidenza francese del secondo semestre del 2008.

Insieme alla Germania, l’Italia è chiamata ad assumere iniziative per promuovere il rilancio del

Trattato costituzionale.

Le Regioni meglio dello Stato. L’”e-gov” sta nascendo federale

in: Il sole 24 ore, del 30 ottobre 2006

Da una recente indagine condotta da Aitech-Assinform emerge che la spesa degli enti locali per l’egovernment

è notevolmente superiore a quella delle amministrazioni centrali, rivelando il maggiore

carattere “europeo” delle Regioni rispetto allo Stato centrale. Mentre a livello centrale il processo di

radicamento dell’e-gov non viaggia a grandi velocità, si pensi alla firma digitale, all’uso della posta

elettronica ed all’interoperabilità delle grandi banche dati, le Regioni da anni sono riuscite a mettere

in comune le loro competenze, ad esempio attraverso la costituzione del Cisis (Centro interregionale

per il sistema informatico e il sistema statistico), che riunisce e coordina i sistemi informativi

regionali.

Enti locali, arriva l’authority. Il Viminale prevede una struttura per il controllo di gestione

in: Il sole 24 ore, del 19 ottobre 2006

La bozza di legge delega presentata dai ministri dell’Interno e degli Affari regionali in merito alla

riforma degli enti locali prevede l’istituzione di un’authority preposta a vigilare sul rispetto del patto

di stabilità interno da parte delle autonomie locali.

Attualmente tali compiti di controllo di gestione sono già affidati alla Corte dei Conti, quindi

andranno ben definiti gli ambiti di competenza di questo nuovo ente, a meno che la Corte dei Conti

non si attrezzi con strumenti specifici in modo da renderne superflua la creazione.

Altro tema interessante della summenzionata legge delega è quello dell’istituzione delle città

metropolitane che dovrebbero sostituire una o più province.

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In primavera il federalismo fiscale

in: Il sole 24 ore, del 15 ottobre 2006

Il gruppo di lavoro delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato si è riunito per

valutare i risultati dell’indagine conoscitiva sul titolo V della Costituzione organizzata dal gruppo

stesso. Al centro della discussione è la problematica del riparto delle competenze fra Stato, Regioni

ed Autonomie locali. La discussione è stata caratterizzata dalla cautela con cui andranno effettuati

gli interventi, al fine di attuarli entro la primavera del 2007.

I rappresentanti delle Autonomie hanno in questa sede ribadito l’importanza e la necessità di attuare

il federalismo fiscale e quindi di intervenire sull’art. 119 del titolo V.

Ė Meridiano il corridoio via mare. La linea di trasporto unirà le città portuali del

Mediterraneo

in: Italia oggi, del 14 ottobre 2006

Il sistema europeo di reti di trasporto intermodale conta un nuovo corridoio: si chiama Meridiano ed

è dedicato al traffico marittimo nel Mediterraneo, dove i porti del Sud d’Italia sono i nodi di questa

linea di trasporto che taglia il Mare Nostrum dal Marocco all’Egitto, restituendogli una nuova

centralità, anche economica. Il corridoio Meridiano è nato da un’idea che ricalca quella dei Tens

(reti europee di trasporto intermodale) finanziati dalla Ue (L’Italia è interessata, tra gli altri, al

corridoio 8 che dalla Puglia va verso i Balcani). Sull’esempio dei Tens, il corridoio Meridiano

servirà a intercettare le risorse comunitarie e a distribuirle nei porti del Mezzogiorno che, messi in

rete, dovranno essere capaci di fare sistema.

A Palazzo Chigi torna il rigore: non si fanno sconti alle Regioni

in: Finanza & Mercati, del 13 ottobre 2006

Dopo il passo indietro con i sindaci, il governo conferma i tagli e tiene fermi gli arretrati del

56/2000. Ma ha già concesso su sanità, investimenti e cogestione fondi nelle materie concorrenti.

Nessuna riduzione dei tagli né garanzia sugli arretrati del decreto 56/2000. In realtà, i presidenti di

regione si sono presentati al governo avendo già incassato quello che volevano, l’accordo sulla

Sanità siglato due settimane fa. La maggior parte delle Regioni ha comunque espresso un giudizio

positivo sull’incontro, mentre il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha chiesto di

rivedere la norma della legge Bersani che limita l’operatività delle società strumentali di regioni ed

enti locali.

I bond locali triplicati in 5 anni. Nel 2005 raggiunti 6,1 miliardi di Euro, il 65% emessi al

Nord

in: Italia oggi, del 13 ottobre 2006

Gli enti territoriali italiani nel 2005 hanno effettuato 397 emissioni per un totale di 6,1 miliardi di

euro. Un trend che negli ultimi cinque anni si è andato sempre incrementando e addirittura

triplicandosi dal 2001. Ė quanto emerge da una ricerca di Dexia crediop, banca d’affari per la

finanza pubblica e di progetto, presentata al settimo incontro finanziario delle autonomie locali,

L’88% di queste emissioni riguarda i Boc, l’11% i Bop e l’1% i Bor. La Lombardia fa la parte da

leone con 2 miliardi di bond. Al Sud il ruolo predominante lo ricoprono la Campania e la Puglia.

Concorrenza, impugnata la normative regionale. L’abbaglio del governo sui servizi pubblici

locali

in: Il riformista, del 13 ottobre 2006

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Il governo ha appena impugnato, davanti alla Corte Costituzionale, la nuova legge della Regione

Lombardia sui servizi pubblici locali. Nello specifico, la nuova legge regionale introduce – anche

con riferimento al ciclo idrico integrato – la separazione fra gestione delle reti ed erogazione del

servizio. La gestione delle reti viene affidata a società a capitale pubblico totalitario. L’erogazione

del servizio viene invece affidata, tramite procedure esclusivamente competitive, innovando sulla

disciplina nazionale, la quale consente anche affidamenti diretti, senza alcun vaglio concorrenziale.

Secondo il governo il legislatore regionale avrebbe in tal modo invaso la competenza esclusiva

dello Stato, ponendosi in contrasto con la normativa nazionale a tutela della concorrenza. Lo Stato

detta norme che, accanto alla gara, lasciano ampi margini ad affidamenti senza competizione. La

Regione approva una legge che impone l’assegnazione di un servizio esclusivamente tramite gara.

Più vincoli alle Spa partecipate. Enti locali, nella delega sul testo unico il limite dei “servizi

diretti ai cittadini”

in: Il sole 24 ore, del 13 ottobre 2006

Nel Codice delle autonomie vietata l’esternalizzazione delle attività di back office e razionalizzati i

compensi e le nomine nei Cda. Un capitolo importante nel testo della delega collegata alla

Finanziaria è dedicato alla disciplina delle società di capitale. Secondo i parametri definiti dal

disegno di legge delega, il nuovo Codice consentirà a Comuni, Province e Città metropolitane di

costituire o partecipare solo alle società di capitale “il cui oggetto sociale sia esclusivamente

finalizzato alle prestazione diretta di servizi a favore dei cittadini”. La definizione puntuale di questi

servizi è lasciata ai decreti, ma la stretta è netta. Sicuramente escluse dal nuovo perimetro d’azione

delle società di capitali sono tutte le operazioni di back office, ed è netto il freno alle

esternalizzazioni di attività, che nel 2005 erano cresciute anche per dribblare i vincoli del patto di

stabilità.

Innovazione, spazio alle Regioni

in: Il sole 24 ore, del 13 ottobre 2006

Probabile accordo fra Pierluigi Bersani e le Regioni sul disegno di legge di riforma della politica per

l’innovazione. Nell’incontro tecnico del 12 ottobre, il ministero dello Sviluppo economico ha infatti

espresso parere favorevole praticamente a tutte le richieste avanzate dalle Regioni. Risultato: le

regioni parteciperanno, con lo strumento dell’intesa e non più con il solo parere, già alla fase

dell’elaborazione delle linee-guida e all’individuazione delle aree strategiche in cui intervenire. E

avranno un peso maggiore anche nel riordino del sistema degli incentivi e nella gestione della crisi

d’impresa.

Cresce la domanda di Europa

in: La stampa, del 09 ottobre 2006

L’articolo di Arrigo Levi prende spunto dall’incarico recentemente affidato a Javier Solana, Alto

Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea, relativamente al

negoziato nucleare con l’Iran, anche in rappresentanza dell’ONU. Questo denota la necessitò di un

intervento di una “potenza” caratterizzata da un modello di cooperazione istituzionale fra nazioni

che non susciti sentimenti ostili, come riconosciuto dagli stessi analisti di matrice anglosassone.

Questa “domanda di Europa” proviene da diverse aree geografiche e nasce da diverse tipologie di

situazioni. L’autore inoltre è dell’opinione che tale richiesta di intervento sopravanzi di molto i reali

ambiti di azione previsti dalle istituzioni europee, che di fatto rimangono indietro rispetto alla realtà

del quadro politico mondiale.

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Le Regioni spingono sulla semplificazione. Strategie locali, si moltiplicano i progetti per

migliorare le prestazioni della Pa

in: Il sole 24 ore, del 4 ottobre 2006

La riforma del rapporto tra pubblica amministrazione e imprese non passa solo dal Governo.

Accanto all’iniziativa del ministro Luigi Nicolais, che studia il modo di sanzionare gli enti pubblici

che ritardano nella fornitura di servizi, si stanno moltiplicando una serie di progetti che vedono in

primo piano le Regioni del Centro-Nord. In territori sui quali insistono tanti comuni ancora esclusi

dalla rete Adsl, il gap tecnologico si fa sentire minando uno dei pilastri della semplificazione, l’egovernment.

Dopo il referendum del giugno 2006: riforma o attuazione del titolo V?

in: Federalismi.it, del 04 ottobre 2006

Come si evince dal titolo, l’autore di questo articolo cerca di prospettare le conseguenze che

potrebbero seguire alla riforma o all’accettazione del titolo V della Costituzione. Nel primo caso si

porrebbe tutta una serie di questioni politiche che a suo avviso condurrebbero ad una discussione

della quale sarebbe arduo intravedere l’esito. Nel secondo caso prevede una serie di passi che

sarebbe necessario compiere. In primo luogo bisognerebbe individuare le maggiori problematiche

così come sono state poste dalla Corte costituzionale. In seguito bisognerebbe mettere mano alle

leggi ed agli atti di attuazione dello stesso titolo V. Infine si renderebbe necessario verificare se

sono necessari degli aggiustamenti costituzionali. Quindi segue un’elencazione degli scenari che si

aprirebbero in entrambi i casi. Emerge in ogni caso l’importanza della riforma del bicameralismo

che vorrebbe il nuovo Senato quale camera di rappresentanza territoriale. Ci si chiede però se questa

riforma sia necessaria o se la collaborazione delle rappresentanze territoriali non possa essere svolta

da altri organi o istituzioni.

I governatori lanciano un “allarme pmi”. Parla Spacca, coordinatore delle politiche per le

attività produttive della Conferenza Stato-Regioni

in: Finanza & Mercati, del 3 ottobre 2006

Mentre il disegno di legge Bersani viene inviato alla Conferenza Stato-Regioni per il parere, sono

proprio le Regioni ad esprimersi sul provvedimento. Non senza interrogativi. Il governatore delle

Marche, Gian Mario Spacca, coordinatore per le attività produttive della Conferenza, anticipa la

posizione delle Regioni: la principale critica mossa al provvedimento è “l’eccesso di dirigismo e

gigantismo: si rischia di tagliar fuori dai grandi progetti di innovazione industriale gran parte del

sistema di piccola e media impresa, cioè il nerbo del tessuto produttivo nazionale che ha più

bisogno di sostegno per avanzare la propria frontiera tecnologica”.

Enti locali, tagli per 4,3 miliardi e più autonomia fiscale

in: Il sole 24 ore, del 2 ottobre 2006

Saranno Regioni ed Enti locali a sobbarcarsi uno dei tagli più consistenti alla spesa pubblica: 4,3

miliardi di cui 2,2 peseranno su Province e Comuni, che subiranno una stretta del patto di stabilità

interna attraverso il nuovo meccanismo del tetto ai saldi (e non più alle spese come nella scorsa

Finanziaria). “in compenso – ha detto il ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa nel

presentare la manovra – gli Enti locali potranno godere di maggiore autonomia fiscale, come si

addice a un sistema federale”. La Finanziaria introduce anche un complesso e più severo

meccanismo di sanzionamento per gli enti locali che non rispettano le regole del nuovo patto di

stabilità.

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