Διαφάνεια 1 - Neurofisiologia.unige.it
Διαφάνεια 1 - Neurofisiologia.unige.it
Διαφάνεια 1 - Neurofisiologia.unige.it
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
CORSO DI LAUREA in<br />
Scienze e tecniche psicologiche<br />
Corso di<br />
<strong>Neurofisiologia</strong> Clinica<br />
Guido Rodriguez<br />
Andrea Brugnolo<br />
Nicola Girtler<br />
<strong>Neurofisiologia</strong> Clinica (DiNOG)<br />
Univers<strong>it</strong>à di Genova
NEUROCHIMICA<br />
DEL<br />
COMPORTAMENTO
MODALITA’ DI COMUNICAZIONE INTERCELLULARE<br />
SINAPTICHE<br />
Tipiche del SN<br />
ANCESTRALI<br />
Autocrina (es. interleuchina-1)<br />
Paracrina (es. fattori di cresc<strong>it</strong>a)<br />
Endocrina (es. insulina)
Sinapsi chimiche<br />
CLASSIFICAZIONE DEI MEDIATORI SINAPTICI<br />
NEUROTRASMETTITORI NEUROMODULATORI<br />
MESSAGGERI<br />
RETROGRADI<br />
Aminoacidi Ormoni NO<br />
Glutamato es. ADH<br />
Aspartato Neuropeptidi CO<br />
GABA es. Oppioidi<br />
Glicina Derivati dell’<br />
acido arachido-<br />
Acetilcolina (Ach) nico<br />
Amine biogene<br />
Catecolamine (A, NA, DA)<br />
Serotonina<br />
Istamina<br />
Derivati Purinergici (Adenosina, ATP)
La scoperta dei neurotrasmett<strong>it</strong>ori<br />
1920 Otto Loewi utilizza 2 cuori di rana<br />
messi in due conten<strong>it</strong>ori comunicanti pieni<br />
di fisiologica (un cuore è connesso al vago<br />
l’altro no). La stimolazione elettrica del<br />
vago s causa un rallentamento delle<br />
pulsazioni del cuore 1 e quindi dopo poco<br />
anche il secodo rallenta; Loewi ipotizza<br />
che la stimolazione del vago comporti il<br />
rilascio nel primo vaso di una sostanza<br />
chimica "Vagusstoff“, la quale passa poi al<br />
secondo . Oggi sappiamo che la sostanza è<br />
l’acetilcolina.
J. Langley nel 1907<br />
introdusse il concetto di<br />
molecole recettrici.<br />
I recettori sono proteine<br />
che legano i<br />
neurotrasmett<strong>it</strong>ori e<br />
permettono la modificazione<br />
dei canali ionici nel versante<br />
postsinaptico<br />
Recettori sinaptici
Potenziali<br />
postsinpatici<br />
ecc<strong>it</strong>atori<br />
e<br />
inib<strong>it</strong>ori<br />
Recettori sinaptici<br />
Recettori<br />
IONOTROPI<br />
e<br />
METABOTROPI
LE CATECOLAMINE
LE CATECOLAMINE<br />
• Le catecolamine che agiscono come<br />
neurotrasmett<strong>it</strong>ori sono la noradrenalina e la<br />
dopamina (l’adrenalina è secreta dal surrene e non è<br />
presente nel SNC).<br />
• La via di sintesi è comune ed il fattore lim<strong>it</strong>ante è la<br />
tirosina idrossilasi. Non conosciamo ancora sostanze<br />
che interagiscano con questo enzima.<br />
• Alcune sostanze possono competere con la formazione<br />
di dopamina e quindi dare origine a falsi<br />
neurotrasmett<strong>it</strong>ori come l’octopamina<br />
nell’encefalopatia epatica o come altri prodotti<br />
durante la terapia con inib<strong>it</strong>ori delle MAO<br />
(spiegherebbe l’effetto sulla pressione).
LE CATECOLAMINE<br />
• LE VIE NORADRENERGICHE<br />
Varie teorie sul ruolo del locus<br />
ceruleus nella memoria,<br />
nell’acquisire conoscenza,<br />
nell’ansia e nelle psicosi. Un più<br />
generale e più comprensibile<br />
ruolo può essere descr<strong>it</strong>to come<br />
un sistema in grado di orientare<br />
il cervello verso gli stimoli<br />
derivanti dall’ambiente e dai<br />
visceri. Questo sistema è<br />
attivato da un gran numero di<br />
stimoli in relazione alla vigilanza,<br />
necessaria per esplorare<br />
l’ambiente.
LE CATECOLAMINE<br />
• Il sistema LC è una parte necessaria del controllo centrale del sistema<br />
nervoso autonomo e della regolazione del r<strong>it</strong>mo veglia-sonno, ed è<br />
coinvolto nel meccanismo della ricompensa e del rinforzo.<br />
• Si può r<strong>it</strong>enere che il sistema del LC è centrale nei disturbi affettivi,<br />
nei disordini d’ansia, nella dipendenza da sostanze psicoattive e nella<br />
sindrome d’astinenza.<br />
FUNZIONI DELLA NORADRENALINA<br />
Tono simpatico<br />
Tono timico (umore) > teoria monoaminergica del disturbo bipolare<br />
Veglia e Attenzione<br />
Comportamento alimentare<br />
Memoria<br />
Dolore<br />
Motil<strong>it</strong>à
Recettori adrenergici<br />
Sono tutti METABOTROPI.<br />
• Alfa-1. Legano solo NA e sono ecc<strong>it</strong>atori. Vasi, canale digerente, sistema<br />
gen<strong>it</strong>ourinario, occhio, cute, SNC.<br />
• Alfa-2. Autorecettori inib<strong>it</strong>ori, regolano il rilascio delle catecolamine.<br />
Presenti anche nel SNC.<br />
• Beta-1. Legano NA >> A e sono ecc<strong>it</strong>atori. Regolano i parametri cardiaci.<br />
• Beta-2. Legano soprattutto A e sono ecc<strong>it</strong>atori. Estesa distribuzione<br />
periferica.<br />
• Beta-3. Poco conosciuti, presenti nel tessuto adiposo.
LE CATECOLAMINE<br />
• LE VIE DOPAMINERGICHE<br />
4 sistemi di proiezione, di questi: il<br />
mesocorticale, il mesolimbico, il nigro<br />
striatale hanno similar<strong>it</strong>à<br />
farmacologiche. In generale il<br />
nigrostriatale (dalla nigra al caudato-<br />
putamen) influisce sull’inizio e<br />
mantenimeto dell’attiv<strong>it</strong>à motoria. Il<br />
mesolimbico (all’amigdala, ippocampo, n.<br />
accumbens e area del setto) ed il<br />
mesocorticale (alle regioni frontali)<br />
nascono dal tegmento ventrale. Ci sono<br />
modal<strong>it</strong>à di interscambio tra i due<br />
sistemi.<br />
Il tratto tuberoinfundibulare regola<br />
alcuni peptidi ipotalamici ed ipofisari (la<br />
prolattina aumenta se la dopamina è<br />
inib<strong>it</strong>a = galattorrea per l’uso dei<br />
neurolettici = predizione dell’effetto).
LE CATECOLAMINE<br />
• Il sistema tuberoinfundibulare (che non ha autorecettori sul terminale<br />
presinaptico) è inib<strong>it</strong>o nello stress acuto (al contrario del sistema<br />
mesocorticale e mesolimbico) e la prolattina è uno dei cosidetti ormoni<br />
dello stress.<br />
• I sistemi mesolimbico e mesocorticale sembrano importanti per l’inizio ed il<br />
mantenimento di comportamenti diretti al raggiungimento dello scopo ed<br />
all’ottenimento della ricompensa. Un’alterazione di questo sistema modifica<br />
il normale processo associativo e porta ad un malfunzionamento delle<br />
modalil<strong>it</strong>à percettive delle aree eteromodali del lobo frontale. Da ciò<br />
incapac<strong>it</strong>à a valutare stimoli non importanti forse alla base della perd<strong>it</strong>a<br />
delle associazioni, percezioni deliranti e fuga delle idee: la dopamina sembra<br />
essere coinvolta anche nella regolazione dell’espressione dell’affettiv<strong>it</strong>à.<br />
Una classica malattia di aumentato tono del sistema dopaminergico è la<br />
malattia di Huntington mentre il Parkinson è un classico esempio di<br />
diminizione del tono dopaminergico.<br />
FUNZIONI DELLA DOPAMINA<br />
Tono vasomotorio, Trasmissione gangliare autonoma (cellule SIF)<br />
Tono timico > gratificazione, euforia, aggressiv<strong>it</strong>à<br />
Ideazione, pensiero creativo > teoria dopaminergica della schizofrenia (↓via<br />
mesocorticale, ↑via mesolimbica)<br />
Termoregolazione<br />
Sessual<strong>it</strong>à (neurolettici > anedonia)<br />
Comportamento alimentare
Recettori dopaminergici<br />
Due famiglie di recettori esclusivamente METABOTROPI:<br />
D1-like family.<br />
Sono ecc<strong>it</strong>atori. Comprende:<br />
D1. striato (soprattutto neuroni nigrostriatali a sostanza<br />
P/dinorfina), tubercolo olfattivo, isole di Calleja (cellule a granuli),<br />
nucleo endopeduncolare, neocorteccia, ippocampo, amigdala, retina<br />
D5. ippocampo, nucleo talamico parafascicolare, nucleo mammilare<br />
laterale
D2-like family.<br />
Recettori dopaminergici<br />
Sono inib<strong>it</strong>ori. Comprende:<br />
D2. striato, tubercolo olfattivo, setto, ipotalamo, ippocampo,<br />
corteccia cerebrale, sostanza nera e area tegmentale ventrale<br />
(autorecettore), cellule melanotrofe e mammotrofe<br />
dell’adenoipofisi<br />
D3. isole di Calleja, guscio (shell) del nucleo accumbens,<br />
archicerebello, zone ventricolare subependimale, sostanza nera e<br />
area tegmentale ventrale<br />
D4. corteccia frontale, temporale, cingolata ed entorinale, nucleo<br />
settale laterale, nucleo preottico mediale, ippocampo, cellule a<br />
granuli cerebellari, ipofisi, retina, cuore
ALTRE AMINE BIOGENE<br />
Serotonina<br />
La via di sintesi è analoga a quella delle catecolamine, ma l’elemento lim<strong>it</strong>ante è<br />
l’assunzione di triptofano nei neuroni.<br />
Il triptofano attraversa la barriera ematoencefalica grazie ad un meccanismo<br />
di trasporto attivo per il quale compete con altri aminoacidi neutri, quali<br />
leucina, lisina e metionina. L’attiv<strong>it</strong>a’ di questo meccanismo di trasporto e’<br />
favor<strong>it</strong>a dalla presenza di insulina e di glucosio. Altro aspetto interessante di<br />
questo sistema e’ il fatto che il triptofano e’ uno dei pochi aminoacidi che si<br />
trovi in forma legata in quant<strong>it</strong>a’ significativa a livello plasmatico. L’effettivo<br />
s<strong>it</strong>o di legame e’ rappresentato dal recettore per gli acidi grassi dell’albumina.<br />
Questa modal<strong>it</strong>a’, in ultimo, determina il fatto che la sintesi di serotonina sia<br />
sotto il controllo di una serie di fattori lim<strong>it</strong>anti. Ad esempio, tutto cio’ che<br />
provoca un aumento di acidi grassi liberi determina lo spiazzamento del<br />
triptofano dal s<strong>it</strong>o di legame, aumentandone quindi la quant<strong>it</strong>a’ libera in grado<br />
di oltrepassare la BEE. Alcuni esempi: ogni evento stressante che aumenta la<br />
risposta dei glucocorticoidi, l’esercizio fisico, l’intossicazione acuta da alcol.<br />
Il metabolismo della serotonina e’ essenzialmente dovuto alle MAO; il<br />
metabol<strong>it</strong>a principale e’ rappresentato dal 5HIAA.
ALTRE AMINE BIOGENE<br />
• LE VIE SEROTONINERGICHE<br />
Nascono dal nucleo del rafe dorsale e dal rafe<br />
magnus che agiscono come facil<strong>it</strong>atori del<br />
processo di informazione tram<strong>it</strong>e gli input<br />
ascendenti. Un esempio è il sonno ad onda lenta.<br />
Altre implicazioni dovute agli input sensori<br />
verso questi nuclei sono rappresentate dal<br />
sensory gating e dall’attenzione diretta. Il<br />
Locus Ceruleus è importante nel risveglio e<br />
nella vigilanza. La Vigilanza è uno stato di<br />
aumentato risveglio ed e’ necessaria per<br />
focalizzare e dirigere l’attenzione, ma non e’<br />
sufficiente. La focalizzazione dell’attenzione<br />
richiede che le informazioni entranti dal<br />
sensorio ricevano una prior<strong>it</strong>a’ a seconda<br />
dell’importanza. Se gli stimoli non vengono<br />
rinforzati, si ha un processo di ab<strong>it</strong>uazione. Una<br />
carenza nell’attenzione diretta puo’ apparire<br />
come una mancanza di concentrazione.
ALTRE AMINE BIOGENE<br />
• LE VIE SEROTONINERGICHE<br />
FUNZIONI DELLA SEROTONINA<br />
Motil<strong>it</strong>à digerente, Tono vasomotorio, Emostasi<br />
Tono timico (umore) > teoria monoaminergica del disturbo bipolare<br />
Motil<strong>it</strong>à<br />
Dolore<br />
Comportamento alimentare > farmaci anoressizzanti<br />
Sessual<strong>it</strong>à > controbilancia la DA<br />
Controllo neuroendocrino<br />
Termoregolazione > controbilancia la DA<br />
Socievolezza > paroxetina un tempo pubblicizzata come “farmaco per la<br />
timidezza patologica”<br />
Percezione > allucinogeni, entattogeni e psicodislettici
Recettori serotoninergici<br />
Complessa famiglia recettoriale (5HT1, 5HT2, 5HT3, 5HT4, 5HT5, 5HT6,<br />
5HT7), con numerose isoforme. Sono tutti METABOTROPI tranne 5HT3.<br />
5HT1 sono stati suddivisi in quattro sottotipi principali, il più importante dei<br />
quali è il 5HT-1a, localizzato nel rafe e nell’ippocampo. Questo recettore<br />
agisce quale autorecettore nel modulare il rilascio di 5HT dai neuroni<br />
presinaptici. Inoltre, I recettori 5HT-1a sono legati alla proteina G e sono<br />
stati messi in relazione con i processi di termoregolazione, di risposta<br />
arteriolare vasomotoria, con l’ipotensione, con il comportamento sessuale e<br />
forse anche con il sonno.<br />
5HT-2 sono localizzati nella corteccia e sono stati messi in relazione con<br />
l’aggregazione piastrinica, con la vasocostrizione, con movimenti improvvisi<br />
del capo e forse con il sonno. Dal punto di vista farmacologico, questi<br />
recettori sono importanti e possono essere interessati da un’ampia varietà di<br />
agenti farmacologici, compresi i butirrofenoni e le fenotiazine.<br />
5HT-3 è presente nell’area postrema che stimola il vom<strong>it</strong>o.
ALTRE AMINE BIOGENE<br />
Istamina<br />
L’istamina viene sinentizzata per decarbossilazione dell’istidina, mentre il<br />
catabolismo è ad opera di istaminasi, MAO, aldeide idrogenasi. E’ prodotta<br />
soprattutto a livello locale, mentre nel SNC è molto concentrata a livello<br />
ipotalamico (nuclei tubero-mammillari).<br />
• LE VIE ISTAMINERGICHE<br />
FUNZIONI DELL’ISTAMINA<br />
Flogosi, Tono Vasomotorio,<br />
Immunosensibil<strong>it</strong>à, Secrezione<br />
ossintica gastrica, Motil<strong>it</strong>à<br />
uterina<br />
Veglia > gli antiistaminici hanno<br />
effetti ipnotici<br />
Termoregolazione<br />
Secrezione neuroendocrina
Recettori istaminergici<br />
H1. Molto rappresenato nel SNC, ma anche miocardio, tratto gen<strong>it</strong>ourinario,<br />
coclea, mastoc<strong>it</strong>i, arterie craniche.<br />
H2. Soprattutto a livello periferico (mucosa gastrica, utero, neutrofili, vasi),<br />
ma anche corteccia, cervelletto, gangli della base, ippocampo.<br />
H3. Autorecettore inib<strong>it</strong>orio presente soprattutto nel SNC e possibile<br />
bersaglio farmacologico per i disturbi del sonno. Modula un gran numero di<br />
vie neurochimiche centrali (tra cui nigro-striatale e colinergica).<br />
H4. Per lo più diffuso tra le cellule infiammatorie (eosinofili e mastoc<strong>it</strong>i).<br />
Sono tutti METABOTROPI.
ACETILCOLINA<br />
Viene sintetizzata a partire da colina (dieta, metabolismo lipidico) e<br />
acetilCoA. L’enzima colinacetiltransferasi (CAT) è contenuto solo nelle<br />
cellule che sintetizzano l’acetilcolina e quindi ne è un marker. Il catabolismo,<br />
molto rapido, è dovuto all’acetilcolinesterasi (vera o falsa), enzima<br />
particolarmente importante dal punto di vista farmacologico (AD, gas nervivi<br />
ecc). Dopo il rilascio nella sinapsi, l’acetilcolina viene idrolizzata a colina ed<br />
acetato; la colina viene recuperata nel neurone presinaptico (grazie alle<br />
proteine HACU) e quindi utilizzata per una nuova sintesi di acetilcolina o per<br />
sintetizzare fosfolipidi che possono servire come depos<strong>it</strong>o di colina.<br />
E’ un classico neurotrasmett<strong>it</strong>ore ecc<strong>it</strong>atorio<br />
FUNZIONI PERIFERICHE<br />
Contrazione muscolare scheletrica<br />
Trasmissione gangliare<br />
Trasmissione postgangliare parasimpatica<br />
Secrezione catecolamine surrenaliche
ACETILCOLINA<br />
• LE VIE COLINERGICHE La via basalo-corticale proietta dal nucleo<br />
basale del Meynert alla corteccia e risulta<br />
compromessa nella demenza di Alzheimer. Il<br />
nucleo sembra coinvolto nei processi di<br />
apprendimento e di memoria e nei processi<br />
di integrazione cogn<strong>it</strong>iva delle informazioni<br />
vegetative e di rilevanza motivazionale.<br />
Il secondo sistema nasce dal tronco e<br />
manda fibre nel mesencefalo e nel talamo:<br />
sembra collegato al r<strong>it</strong>mo sonno veglia ed<br />
alla insorgenza del sonno REM. Si r<strong>it</strong>iene che<br />
i neuroni di questi nuclei funzionino come dei<br />
filtri sensoriali e alcuni studi hanno<br />
Il terzo gruppo di neuroni<br />
colinergici si trova nei gangli della<br />
base e sembra che abbiano un<br />
ruolo nelle alterazioni<br />
del movimento.<br />
riportato in alcuni malati schizofrenici una<br />
minore disponibil<strong>it</strong>à di CAT nei nuclei<br />
pontini colinergici. Il significato di questa<br />
condizione è incerto, anche se è noto che gli<br />
agenti anticolinergici ad alte dosi mimano<br />
condizioni di psicosi.
Recettori colinergici<br />
• Esistono due tipi principali di recettori colinergici, basati su di un<br />
legame differenziale: il recettore muscarinico ed il recettore<br />
nicotinico.<br />
• Le tecniche di medicina nucleare sono in grado di legare preferibilmente<br />
i recettori muscarinici con agenti quali la dex<strong>it</strong>imide o il QNB. Sono in<br />
corso studi per valutare la sensibil<strong>it</strong>à di questi agenti nella valutazione<br />
della malattia di Alzheimer.<br />
• Analisi genetiche hanno dimostrato l’esistenza di cinque sottotipi di<br />
recettori muscarinici, tutti legati alla proteina G. (metabotropici)<br />
Questi sottotipi sembrano inoltre essere diversamente distribu<strong>it</strong>i nel<br />
cervello dei Mammiferi.<br />
• Il recettore nicotinico è un recettore ionotropico composto di cinque<br />
subun<strong>it</strong>à. E’ interessante notare che l’iniezione nel coniglio di una delle<br />
subun<strong>it</strong>à più lipofile dà luogo ad una sindrome indistinguibile dalla<br />
miastenia grave. Ciò sembra confermare il sospetto che la MG sia una<br />
malattia autoimmune. Il recettore nicotinico è un sistema canale-ligando<br />
composto di cinque subun<strong>it</strong>à. E’ il principale responsabile degli effetti<br />
periferici dell’acetilcolina a livello dei gangli periferici e della giunzione<br />
neuromuscolare. Ci potrebbero essere alcuni recettori nicotinici<br />
centrali, ma il loro contributo è incerto.
GLUTAMMATO<br />
•Il Glutammato e’ considerato il principale aminoacido ecc<strong>it</strong>atorio del SNC e il suo<br />
ruolo nel metabolismo cellulare e’ ben conosciuto.<br />
•E’ largamente distribu<strong>it</strong>o lungo tutto l’asse neurale. Le regioni in cui esso sembra<br />
assumere particolare importanza sono le cellule granulari del cervelletto, le cellule<br />
piramidali dell’ippocampo,le cellule di Betz della motor strip e le proiezioni dei lobi<br />
frontali sui gangli basali.<br />
•E’ stato difficile riconoscere al glutammato il suo ruolo di neurotrasmett<strong>it</strong>ore, in<br />
quanto e’ presente solo in piccola percentuale nelle vescicole sinaptiche: la<br />
stragrande maggioranza e’ infatti presente come intermedio metabolico. La<br />
possibil<strong>it</strong>à di definire il ruolo del glutammato e’ risultata dalla scoperta dei<br />
recettori specifici per questa molecola e dalla loro definizione tram<strong>it</strong>e marcatura<br />
con diversi analoghi.<br />
FUNZIONI ED EFFETTI DEL GLUTAMMATO<br />
Motil<strong>it</strong>à<br />
Memoria<br />
Epilettogenesi<br />
Allucinazioni > sostanze dissociative (es. PCD) > possibile ruolo nella schizofrenia???<br />
Neurotossic<strong>it</strong>à > XTC, squilibri metabolici
Recettori glutammatergici<br />
Esistono quattro tipi di recettori per il glutammato con una certa<br />
importanza. Certamente col tempo ne saranno scoperti molti altri e la<br />
nomenclatura potrebbe subire numerose variazioni nei prossimi anni. I 4<br />
sottotipi sono:<br />
•Il recettore NMDA<br />
•Il recettore quisqualte (AMPA)<br />
•Il recettore cainato<br />
•Il recettore metabotropico<br />
Caratteristica comune di questi recettori e’ la depolarizzazione del<br />
potenziale di membrana, con in più alcune peculiar<strong>it</strong>à che rendono questo<br />
sistema particolarmente interessante. Intanto, l’insieme dei recettori<br />
sembra possedere un certo grado di cooperativ<strong>it</strong>à’, cioè funzionano<br />
sostanzialmente in contemporanea (vedi sotto)
Recettori glutammatergici<br />
Va notato che il recettore NMDA è inattivo in presenza di ioni Mg++ che<br />
bloccano il canale del calcio. Affinché esso ridiventi attivo, è necessario che il<br />
magnesio liberi il s<strong>it</strong>o occupato nel canale. Ciò viene determinato dalla<br />
depolarizzazione di membrana indotta dagli altri recettori per il glutammato.<br />
Una volta che questo evento si sia verificato e il recettore sia di nuovo attivo,<br />
avviene un processo chiamato ecc<strong>it</strong>otossic<strong>it</strong>à, dovuto all’apertura dei canali<br />
del calcio e che risulta in un aumento del calcio libero. L’ent<strong>it</strong>à del danno<br />
sembra essere per lo più lim<strong>it</strong>ata da un meccanismo energia-dipendente che<br />
lega il calcio. In s<strong>it</strong>uazioni di ischemia o di ipoglicemia questo sistema non<br />
funziona e si ha una ecc<strong>it</strong>otossic<strong>it</strong>à elevata.<br />
Si è ripetutamente cercato di individuare specifici recettori NMDA che<br />
proteggano dal danno di tipo ischemico. Alcuni dei composti scoperti fino ad<br />
oggi sono i benzomorfani, il MK801, e la fenciclidina, molecole che possiedono<br />
attiv<strong>it</strong>à psicotomimetica, e che pertanto sono di util<strong>it</strong>à lim<strong>it</strong>ata. Pertanto<br />
l’attenzione viene ora focalizzata sul canale del calcio stesso. Un altro s<strong>it</strong>o<br />
potenziale è quello della glicina, che agisce come facil<strong>it</strong>atore allosterico. Il<br />
legame della glicina accresce la capac<strong>it</strong>à del glutammato di attivare<br />
apparentemente il canale; non è chiaro se si tratti anche dello stesso s<strong>it</strong>o su<br />
cui agisce l’acido n<strong>it</strong>rico.
GABA<br />
(Acido gamma-amino-butirrico)<br />
• L’acido gamma amino butirrico GABA è stato identificato nel<br />
cervello dei mammiferi negli anni ’50 ed è r<strong>it</strong>enuto essere il<br />
maggiore neurotrasmett<strong>it</strong>ore di tipo inib<strong>it</strong>orio. E’ sintetizzato<br />
dall’enzima Glutamico acido decarbossilasi (GAD), enzima<br />
fattore-dipendente. E’ noto che una deficienza congen<strong>it</strong>a di<br />
v<strong>it</strong>amina B6 predispone a convulsioni che rispondono alla terapia<br />
con v<strong>it</strong>amina B6.<br />
• Dopo il rilascio, il GABA puo’ essere recuperato dai neuroni o<br />
dagli astroc<strong>it</strong>i. Sembra inoltre che il rilascio del GABA sia anche<br />
sotto il controllo di un autorecettore. Il GABA viene<br />
metabolizzato dall’enzima GABA transaminasi (GABA-T) per<br />
formare la semialdeide dell’acido succinico. Questa viene<br />
ulteriormente metabolizzata ad acido succinico, che e’ un<br />
intermedio del ciclo di Krebs. L’enzima GABA-T e’ inib<strong>it</strong>o<br />
dall’acido valproico, il che suggerisce che l’acido valproico sia una<br />
molecola GABAergica. Per il metabolismo GABAergico esistono<br />
anche percorsi alternativi.
GABA<br />
(Acido gamma-amino-butirrico)<br />
• Neuroni GABAergici sono presenti in: corteccia, cervelletto,<br />
ippocampo, talamo, gangli della base, retina, midollo spinale.<br />
FUNZIONE DEL GABA<br />
Regolazione dell’ecc<strong>it</strong>abil<strong>it</strong>à neuronale<br />
Quando c’è un defic<strong>it</strong> di funzione GABAergica:<br />
• Epilettogenesi<br />
• Depressione<br />
• Ansia<br />
Quando c’è un eccesso di funzione GABAergica:<br />
• Soppressione dell’attiv<strong>it</strong>à del SNC (es. intossicazione etilica, BDZ)
Recettori GABAergici<br />
Ce ne sono due fondamentali sottotipi, GABA-A (IONOTROPO) e GABA-B<br />
(METABOTROPO).<br />
GABA-A è quello prevalente nel cervello dei Mammiferi. E’ simile al recettore<br />
per l’acetilcolina in quanto correlato con un canale ionico, in questo caso quello<br />
per il cloruro. Il legame del GABA a questo recettore comporta un aumento di<br />
permeabil<strong>it</strong>à allo ione cloruro e conseguentemente iperpolarizzazione o<br />
inibizione del neurone. Il recettore GABA-a è cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o da quattro subun<strong>it</strong>à<br />
fondamentali, i peptidi 2-alfa e 2-beta che circondano il canale del cloro. In<br />
questo complesso sono presenti tre fondamentali s<strong>it</strong>i di legame:Il primo è il<br />
s<strong>it</strong>o del GABA, il secondo quello delle benzodiazepine, il terzo è interno al<br />
canale ed è sostanzialmente un s<strong>it</strong>o per i barb<strong>it</strong>urici.<br />
Il legame al s<strong>it</strong>o delle benzodiazepine può avere tre tipi di effetto: agonismo,<br />
agonismo inverso, antagonismo. I tipici farmaci ansiol<strong>it</strong>ici o sedativi ipnotici,<br />
come il diazepam e il lorazepam, agiscono come agonisti di questi recettori. Il<br />
loro legame aumenta l’affin<strong>it</strong>à del recettore per il GABA: ciò dà luogo ad un<br />
aumento dell’entrata degli ioni cloruro. L’effetto di agonismo inverso avviene<br />
invece con le beta-carboline. Questi agenti riducono l’intake del cloruro al di<br />
sotto del livello basale: clinicamente, questa s<strong>it</strong>uazione è accompagnata da uno<br />
stato ansioso. Le molecole antagoniste come il flumazenil agiscono invece<br />
spiazzando gli agonisti e gli agonisti inversi, senza un’azione diretta sui canali<br />
del cloro.
Recettori GABAergici<br />
•GABA-B è collegato alla proteina G ed è distinto dai s<strong>it</strong>i per il GABA-A. La<br />
maggiore concentrazione di recettori GABA-B si trova nei nuclei<br />
interpeduncolari e nel cervelletto. Sembra che uno dei suoi effetti principali<br />
sia l’aumento dell’efflusso di potassio dalla cellula. Ciò si tradurrebbe in<br />
un’iperpolarizzazione. Dal punto di vista farmacologico, il baclofen è<br />
considerato un agonista GABA-b, il cui effetto fondamentale è il<br />
miorilassamento.<br />
•Esiste una relazione significativa tra la dopamina e il GABA. In generale il<br />
GABA agisce riducendo l’attivazione dei neuroni dopaminergici nel tegmento e<br />
nella substantia nigra. Questo è alla base dell’uso delle benzodiazepine come<br />
strategia di rinforzo nel trattamento delle psicosi. Inoltre, le benzodiazepine<br />
possono essere utili nel caso di un’iperattiv<strong>it</strong>à della dopamina nello striato<br />
motorio, come nella corea di Huntington o Discinesia tardiva. Si pensa che<br />
esse agiscano aumentando l’inibizione da feedback da parte dei neuroni<br />
GABAergici del globo pallido e del putamen verso i neuroni dopaminergici della<br />
substantia nigra, cost<strong>it</strong>uendo un importante meccanismo di regolazione<br />
dell’attiv<strong>it</strong>à di questi ultimi.
NEUROPEPTIDI E NEURO-ORMONI<br />
Sono numerosissimi, diffusamente distribu<strong>it</strong>i in varie sedi del SNC e hanno<br />
effetti per lo più modulatori.<br />
SOMATOSTATINA > regola motil<strong>it</strong>à, stato di arousal corticale (sedazione),<br />
secrezione neuro-endocrina.<br />
Ippocampo, talamo, gangli vertebrali, neocorteccia, amigdala.<br />
SECRETINE > come il VIP, coliberato con l’Ach in ipotalamo e striato.<br />
ORMONI STEROIDI > Ho tiroidei importanti per la loro azione neurotropa e<br />
neurotrofica (si pensi al cretinismo).<br />
Ho sessuali (soprattutto testosterone, in entrambi i sessi) regolano le<br />
funzioni limbiche e influenzano il dimorfismo sessuale delle funzioni<br />
cogn<strong>it</strong>ive.<br />
Cortisolo ha importanti funzioni modulatorie nella memoria e nello stress;<br />
quello esogeno può produrre effetti psicotomimetici.<br />
TACHININE > come la sostanza P (ponte, rafe midollare) che modula la<br />
percezione dolorifica, il vom<strong>it</strong>o e l’ansia.<br />
VARI NEUROPEPTIDI > come neuropeptide Y e colecistochinina che regolano<br />
il comportamento alimentare.
NEUROPEPTIDI E NEURO-ORMONI<br />
ORMONI IPOTALAMO-IPOFISARI<br />
ADH e Oss<strong>it</strong>ocina (OT) sono prodotti dai nuclei sopraottico e<br />
paraventricolare dell’ipotalamo endocrino, immaganizzati nella neuroipofisi e<br />
secreti in risposta a stimoli opportuni e con significato molto diverso.<br />
Hanno recettori variamente distribu<strong>it</strong>i in talamo, ippocampo, sistema<br />
limbico, sostanza nera, midollo spinale; utero, mammella e nefroni.<br />
Sono coinvolte in:<br />
Assunzione di liquidi<br />
Memoria<br />
Attenzione<br />
Comportamento materno<br />
Comportamento sessuale (OT release time-locked to orgasm phase)<br />
Negli ultimi anni, sono stati effetuati alcuni studi che vertono<br />
sull’endocrinologia del comportamento e, in particolare, della v<strong>it</strong>a<br />
sentimentale.<br />
L’OT è un ormone che si libera durante il rapporto sessuale e nell’amb<strong>it</strong>o di<br />
contesti comportamentali che riferiscono ad atteggiamenti di intim<strong>it</strong>à e di<br />
affetto, come l’abbraccio (“hug hormone”), il bacio o l’accarezzamneto.<br />
Pertanto, alcuni autori hanno ipotizzato un ruolo significativo dell’OT nella<br />
v<strong>it</strong>a sentimentale e affettiva dell’individuo, alcuni addir<strong>it</strong>tura propongono<br />
che potrebbe infuenzare la plastic<strong>it</strong>à corticale in modo che si rinforzino<br />
circu<strong>it</strong>i neuronali alla base di relazioni affettive stabili e durature ><br />
BONDING HORMONE.
NEUROPEPTIDI E NEURO-ORMONI<br />
PEPTIDI OPPIOIDI<br />
Per agente ANALGESICO si intende una sostanza farmacologicamente<br />
capace di sopprimere la percezione dolorifica (un agente ANESTETICO,<br />
invece, sopprime due o più modal<strong>it</strong>à sensoriali; l’analgesia rientra tre le prime<br />
fasi dell’anestesia).<br />
OPPIACEI > analgesici esogeni, come morfina, codeina, eroina, metadone.<br />
Derivano dall’oppio (nepente), la resina che si estrae dal lattice delle spore<br />
immature del papavero sonnifero. L’uso dell’oppio a scopi medici e r<strong>it</strong>uali è<br />
conosciuto fin dall’antich<strong>it</strong>à (i Sumeri ne parlavano già al 4000 aC,<br />
riferendosi al Papaver Somniferum come la “pianta della felic<strong>it</strong>à”).<br />
Era molto diffuso nel XIX dC, usato anche<br />
dagli artisti a scopo ricreativo e perché si<br />
credeva aumentasse la creativ<strong>it</strong>à (Samuel T.<br />
Coleridge, “Kubla Khan”).<br />
Successivamente, nel 1913 la Harrison<br />
Narcotic Act ha<br />
vietato l’uso non medico degli oppiacei (si<br />
erano già fatti vedere gli effetti<br />
dell’eroina...).
NEUROPEPTIDI E NEURO-ORMONI<br />
PEPTIDI OPPIOIDI<br />
OPPIOIDI > analgesici endogeni, prodotti dal nostro organismo; sono<br />
praticamente ubiqu<strong>it</strong>ari nel SNC. Già negli anni ’30 si notava che la<br />
stimolazione elettrica di certe aree cerebrali, come il PAG o la porzione<br />
rostrale del bulbo, poteva produrre effetti analgesici.<br />
Verso la metà degli anni ’70 si venne poi a sapere che tale effetto è dovuto alla<br />
produzione endogena di peptidi che mimano l’azione della morfina (analgesico a<br />
t<strong>it</strong>olo di prototipo) > ENCEFALINE ENDORFINE DINORFINE<br />
Recettori per gli oppioidi<br />
Delta. Encefalinergico specifico. Corteccia, bulbo olfattivo, tubercolo<br />
olfattivo, caudato, putamen, nucleo accumbens, amigdala, midollo spinale;<br />
utero, cellule immuni, cute.<br />
Mu. Endorfinergico specifico, lega anche encefaline e morfina. E’ diffusissimo.<br />
Kappa. Dinorfinergico specifico. Distribuzione simile a delta.<br />
NOP. Lega la NOCICETTINA (orfanina FQ), un oppioide dinorfino-simile<br />
scoperto più recentemente.<br />
Sigma. Lega l’allucinogeno fenciclidina (PCD), un vecchio anestetico<br />
dissociativo; è discussa la sua appartenenza ai recettori oppioidi (perché<br />
insensibile al naloxone).
NEUROPEPTIDI E NEURO-ORMONI<br />
PEPTIDI OPPIOIDI<br />
ENCEFALINE > storicamente furono scoperte per prime, ma sono le meno<br />
potenti. Derivano dalla pre-encefalina e sono le protagoniste dell’analgesia<br />
spinale endogena.<br />
Altri effetti: analgesia centrale (stress), sedazione, tono timico.<br />
ENDORFINE > “morfine endogene”, potenza media tra encefaline e dinorfine.<br />
Derivano dalla POMC per spicing alternativo. Sono principalmente coinvolte<br />
nell’analgesia centrale da stress (liberate insieme all’ACTH).<br />
Altri effetti: catatonia, euforia, analgesia spinale (stimoli termo-nocicettivi).<br />
DINORFINE > sono le più potenti. Hanno effetti a breve termine e se ne<br />
studia l’uso come farmaco per l’assuefazione alla cocaina e come antidepressivo<br />
(un’antagonista).<br />
Effetti: analgesia spinale (stimoli meccano-nocicettivi) e centrale, disforia,<br />
appet<strong>it</strong>o.<br />
FUNZIONI PERIFERICHE<br />
prur<strong>it</strong>o (liberazione HA mastoc<strong>it</strong>ica), immunosoppressione, inibizione motil<strong>it</strong>à<br />
uterina-urinaria-intestinale, vasodilatazione, soppressione della tosse.
NEUROPEPTIDI E NEURO-ORMONI<br />
PEPTIDI OPPIOIDI<br />
FUNZIONI CENTRALI<br />
Analgesia<br />
Tono timico<br />
Vigilanza<br />
Memoria > la dinorfina ha effetti amnesizzanti, mentre l’encefalina potenzia a<br />
livello ippocampale il consolidamento degli engrammi. Il recettore NMDA<br />
facil<strong>it</strong>a l’attiv<strong>it</strong>à dell’ultima e inibisce quella della dinorfina.<br />
Piacere conscio (gratificazione) > modulazione via dopaminergica a livello<br />
dell’accumbens<br />
Piacere inconscio (liking) > agiscono direttamente su recettori oppioidi a livello<br />
dell’accumbens > blocco interneuroni GABAergici<br />
Comportamento alimentare (assunzione di zuccheri)<br />
Comportamento sessuale (endorfine = “ormoni del piacere”)<br />
Vom<strong>it</strong>o<br />
Secrezione neuroendocrina (PRL)<br />
Miosi<br />
Depressione respiratoria
DISTURBI MEDICI DI PROBABILE<br />
EZIOLOGIA NEUROCHIMICA<br />
• M. DI PARKINSON: ↓ via nigrostriatale e altri nuclei pigmentati (rafe, locus ceruleus,<br />
nuclei colinergici); ↑ interneuroni colinergici intrastriatali<br />
• M. DI HUNTINGTON: ↑ via nigrostriatale<br />
• M. DI ALZHEIMER: degenerazione vie colinergiche; neurotossic<strong>it</strong>à glutamatergica<br />
• EPILESSIE: ↑ attiv<strong>it</strong>à glutamatergica, ↓ attiv<strong>it</strong>à GABAergica<br />
• CEFALEA: i farmaci antiemicranici funzionerebbero attivando il rilascio di 5HT<br />
• DISTURBI DEL SONNO: complesse interazioni tra catecolamine, Ach, 5HT, HA<br />
• TICS: possibile coinvolgimento 5HT?<br />
• ENCEFALOPATIA EPATICA: sintesi di falsi o deboli neurotrasmett<strong>it</strong>ori<br />
• SINDROME SEROTONINERGICA DA CARCINOIDE: tossic<strong>it</strong>à multi-organo<br />
5HTergica<br />
In molte malattie neuro-comportamentali si osserva disregolazione degli assi neuroendocrini.
DISTURBI MEDICI DI PROBABILE<br />
EZIOLOGIA NEUROCHIMICA<br />
• SCHIZOFRENIA: ↓ via mesocorticale e ↑ via mesolimbica; disfunzione<br />
glutamatergica; complesse interazioni anche con 5HT, GABA, Ach,<br />
endorfine<br />
• DISTURBO BIPOLARE: ↓ NA e 5HT (depressione), ↑ NA e ↓ 5HT<br />
(mania); ipoattiv<strong>it</strong>à GABAergica (in entrambe); possibile coinvolgimento<br />
Ach e glutamato<br />
• DISTURBI D’ANSIA: ↓ NA, 5HT, GABA; possibile coinvolgimento<br />
neuropeptidi (ADH)<br />
• DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: disfunzioni<br />
neurochimiche/endocrine, soprattutto nella bulimia
NEUROCHIMICA DELLA DIPENDENZA<br />
DA SOSTANZE D’ABUSO<br />
Le dipendenze possono essere innate (es. acqua, cibo) o acquis<strong>it</strong>e. Tra le<br />
seconde troviamo dipendenze fisiologiche o patologiche e le dipendenze<br />
terapeutiche (es. insulina nel DM1).<br />
Alla neurobiologia della dipendenza interessano soprattutto le dipendenze<br />
patologiche da sostanze psicoattive, che possono essere fisiche e/o<br />
psichiche.<br />
Due dei principali cr<strong>it</strong>eri per parlare di “dipendenza da sostanze” sono:<br />
•TOLLERANZA > necess<strong>it</strong>à di aumentare la quant<strong>it</strong>à di sostanza assunta per<br />
raggiungere l’effetto desiderato e/o calo dell’effetto desiderato per l’uso<br />
continuato del medesimo dosaggio<br />
•ASTINENZA > sviluppo di una sindrome caratteristica per ogni sostanza, a<br />
segu<strong>it</strong>o di marcata sospensione o riduzione della stessa<br />
Queste caratteristiche denunciano una dipendenza FISICA e possono essere<br />
attese nel caso delle dipendenze terapeutiche (es. beta-bloccanti); non sono<br />
obbligatoriamente presenti in tutte le tossicodipendenze.
Si parla di ABUSO DI SOSTANZE quando vi sia presente un uso ripet<strong>it</strong>ivo<br />
delle stesse che può condurre a problemi di salute e psicosociali, con o senza<br />
la presenza di astinenza o di assuefazione.<br />
L’ASSUEFAZIONE (addiction) (tossicofilia) è una malattia bio-psico-sociale<br />
caratterizzata dall’uso continuato di sostanze psicoattive, senza tener conto<br />
dei possibili danni biologici, psicologici e sociali che ne derivano, e da<br />
alterazioni neurochimiche documentate.<br />
Denuncia la presenza di una dipendenza assolutamente patologica,<br />
caratterizzata da comportamenti ripet<strong>it</strong>ivi e compulsivi verso l’assunzione di<br />
una determinata sostanza.<br />
Due ne sono i punti cardine, che la differenziano dalle dipendenze<br />
terapeutiche:<br />
• Craving > desiderio incotrollabile per l’assunzione della sostanza; vi è<br />
una base neurobiologica<br />
• Drug-seeking behavior > i comportamenti intrappresi per la ricerca<br />
della sostanza<br />
Esempio: un paziente che assume morfina o metadone può aumentare la dose<br />
per ottenere l’effetto desiderato, ma non si crea un bisogno psicopatologico<br />
di dipendenza, anche perché non li usa a scopo ricreativo; l’eroinomane,<br />
invece, presenta il craving.
CLASSIFICAZIONE DELLE<br />
SOSTANZE D’ABUSO PSICOATTIVE<br />
Non tutte le sostanze psicoattive si identificano nelle sostanze d’abuso, ad<br />
esempio è difficile che ciò succeda con i neurolettici.<br />
Non tutte le sostanze d’abuso sono psicoattive, com’ è il caso di parecchie<br />
sostanze usate nel doping (es. steroidi sessuali, emopoietina).<br />
Approccio Classificativo<br />
• DEPRESSORI DEL SNC<br />
Esempi: Alcol, eroina, barb<strong>it</strong>urici, solventi (es. etere, cloroformio), BDZ<br />
• STIMOLANTI DEL SNC<br />
Esempi: Cocaina, anfetamine dopaminomimetiche, nicotina, caffeina ed altre<br />
xantine, sostanze inalanti (es. n<strong>it</strong>r<strong>it</strong>i)<br />
• ALLUCINOGENI<br />
Innumerevoli, tra cui: LSD, XTC, sostanze naturali (es. mescalina), dissociativi<br />
(es. ketamina, PCD, destrometorfano), cannabis<br />
Da notare che alcune classificazioni sono convenzionali, per comod<strong>it</strong>à descr<strong>it</strong>tiva<br />
(es. XTC > “entattogeno” e sostanza con effetti overlap tra allucinogeno e<br />
psicostimolante)<br />
Caffeina + Nicotina + Alcol = “domestic drugs”
BASI NEUROBIOLOGICHE DELL’ASSUEFAZIONE<br />
Il Circu<strong>it</strong>o della Ricompensa<br />
HT laterale + nuclei settali + amigdala + nucleo accumbens + corteccia limbica<br />
frontale (ACC, OFC), un<strong>it</strong>i dal fascicolo proencefalico mediale che trasporta la<br />
maggior parte delle vie monoaminergiche del tronco encefalico
• Come si sviluppano alcuni<br />
comportamenti? Il ruolo<br />
dei meccanismi della<br />
“ricompensa”.
Per “ricompensa” si intende la<br />
capac<strong>it</strong>à del nostro cervello di<br />
comprende che un’azione è<br />
“pos<strong>it</strong>iva” perchè risponde a quanto<br />
previsto o desiderato dall’individuo;<br />
i collegamenti che servono a<br />
“sintetizzare” questa azione<br />
saranno resi più stabili insieme ad<br />
una ricompensa di “piacere”.<br />
Il contrario per azioni che non<br />
rispondono al goal.
Quando la corteccia riceve ed elabora uno stimolo<br />
sensoriale che potrebbe indicare una possibile<br />
“ricompensa” manda un segnale ad un’area del mesencefalo<br />
–area del tegmento ventrale- la cui attiv<strong>it</strong>à aumenta.<br />
L’area del tegmento<br />
rilascia dopamina in varie<br />
regioni cerebrali quali il<br />
nucleo accumbens, il<br />
nucleo del setto, l’amigdala<br />
e la corteccia prefrontale.
Lo zucchero cala nel sangue<br />
Fame<br />
Non tutte le “ricompense”<br />
Aumento lo zucchero nel sangue<br />
a) Con una flebo di glucosata<br />
b) Con un piatto i ravioli<br />
sono uguali<br />
La ricompensa dei ravioli non è quella della flebo
A volte la “ricompensa” è<br />
difficile da intuire<br />
Faccio un’azione come quella di “leggere”<br />
L’azione è finalizzata ad imparare<br />
Perché leggo ed imparo?<br />
Perché mi piacerebbe vincere il premio Nobel l<br />
Perché mi piace leggere Topolino e non siamo tutti<br />
uguali
Quando il cervello ottiene una<br />
ricompensa anche se non “attesa”<br />
aumenta la scarica nella corteccia<br />
Braver & Cohen 2000<br />
prefrontale
La ricompensa<br />
So di aver vinto Ricevo la vinc<strong>it</strong>a
Quando si verifica una<br />
discrepanza tra la<br />
ricompensa che si<br />
ottiene e quella che<br />
avremmo atteso?
C’è l’errore!<br />
Come si riconosce?
Quando avviene il riconoscimento dell’errore si<br />
attivano moltissime aree cerebrali.<br />
Potrebbe essere il funzionamento tipico se dobbiamo<br />
apprendere dagli errori.
Il sistema ricompensa-<br />
riconoscimento dell’errore<br />
si evolve.
Esagerata attivazione del nucleo accumbens negli<br />
adolescenti. In contrasto l’estensione dell’attivazione<br />
della corteccia frontale degli adolescenti sembra più<br />
quella dei bambini che quella degli adulti.
BASI NEUROBIOLOGICHE DELL’ASSUEFAZIONE<br />
Il nucleo accumbens (NAc) fa parte, insieme alle relative porzioni ventrali del<br />
caudato e del putamen, dello STRIATO VENTRALE o LIMBICO.<br />
Riceve la via dopaminergica mesolimbica e può essere funzionalmente<br />
suddiviso in due parti:<br />
• Core: importante per funzioni somatomotorie<br />
• Shell: importante nell’acquisizione di comportamenti associati a stimoli<br />
motivazionali rilevanti<br />
Entrambi giocano un proprio ruolo nei comportamenti appresi e nel<br />
condizionamento pavloviano.<br />
Recentemente è stato scoperto che, mentre il NAc è importante negli stadi<br />
iniziali di induzione della dipendenza, caudato e putamen sembrano<br />
contribuire alla formazione dell’ab<strong>it</strong>udine di assumere la sostanza > casual<br />
versus hab<strong>it</strong>ual drug-use shift.<br />
Tale processo è presumibilmente dovuto a fenomeni di plastic<strong>it</strong>à a lungo<br />
termine sequenziali e reciprochi.
BASI NEUROBIOLOGICHE DELL’ASSUEFAZIONE<br />
Il potenziale di dipendenza/assuefazione di una sostanza d’abuso sembra<br />
essere dovuto soprattutto, ma non esclusivamente, alla sua capac<strong>it</strong>à di<br />
modulare la trasmissione dopaminergica a livello del nucleo accumbens.<br />
Infatti, alcune di queste sostanze non hanno un effetto diretto su tale<br />
modulazione, ma possono interferire tram<strong>it</strong>e altre vie neurochimiche, come il<br />
GABA e la 5HT; di conseguenza, l’attivazione della via dopaminergica<br />
mesolimbica rappresenta la via finale comune dell’assuefazione e non<br />
necessariamente ne è l’evento iniziale.<br />
Il circu<strong>it</strong>o mesolimbico e le modificazioni neurochimiche che vi avvengono<br />
ci spiega il correlato neurobiologico delle caratteristiche dell’assuefazione<br />
(craving, drug-seeking behavior) ma NON gli effetti comportamentali<br />
“tipici” di una determinata sostanza.<br />
Esempio:<br />
l’eroina blocca i neuroni GABAergici che proiettano al NAc, liberandone<br />
l’attiv<strong>it</strong>à > assuefazione<br />
attiva i recettori oppioidi > effetti comportamentali: sedazione,<br />
euforia (se si lega ai recettori mu), rash, prur<strong>it</strong>o ecc
BASI NEUROBIOLOGICHE DELL’ASSUEFAZIONE<br />
Corteccia insulare ed assuefazione alla nicotina<br />
Damage to the Insula Disrupts Addiction to Cigarette Smoking<br />
Nasir H. Naqvi et al, Science 26, January 2007<br />
The results of this study suggest that the insula is a cr<strong>it</strong>ical<br />
neural substrate for the urge to smoke, although they do not<br />
in themselves indicate why the insula, a region known to play a<br />
role in the representation of the bodily states), would play<br />
such an important role in urge. A clue may be provided by the<br />
account of one patient in our sample who qu<strong>it</strong> smoking<br />
immediately after he suffered a stroke that damaged his left<br />
insula. He stated that he qu<strong>it</strong> because his "body forgot the<br />
urge to smoke" . His experience suggests that the insula plays<br />
a role in the feeling that smoking is a bodily need. Indeed,<br />
much of the pleasure and satiety that is obtained from<br />
smoking is derived from <strong>it</strong>s bodily effects, in particular <strong>it</strong>s<br />
impact on the airway. In add<strong>it</strong>ion, nicotine w<strong>it</strong>hdrawal is<br />
associated w<strong>it</strong>h changes in autonomic and endocrine function,<br />
which may contribute to <strong>it</strong>s unpleasantness. Current evidence<br />
suggests that the insula plays a role in conscious feelings<br />
by anticipating the bodily effects of emotional events. The<br />
insula may therefore function in the conscious urge to<br />
smoke by anticipating pleasure from the airway effects of<br />
smoking and/or relief from the aversive autonomic effects<br />
of nicotine w<strong>it</strong>hdrawal. Thus, damage to the insula could<br />
lead a smoker to feel that his or her body has "forgotten"<br />
the urge to smoke.<br />
FUNZIONI DELLA NICOTINA NEL SNC<br />
(Benow<strong>it</strong>z, 1996):<br />
• Migliora le prestazioni cogn<strong>it</strong>ive<br />
• Innalza il tono timico<br />
• Induce uno stato di benessere soggettivo<br />
• Riduce lo stress emotivo<br />
T U T T A V I A<br />
è la sostanza con il massimo potenziale di<br />
assuefazione ↑ tasso di morbid<strong>it</strong>à e di<br />
mortal<strong>it</strong>à per altre sostanze presenti nel<br />
tabacco<br />
Links: http://www.iuphar-db.org/GPCR/ReceptorFamiliesForward (tutto quello che volete sapere sui recettori)<br />
http://www.tvo.org/TVOs<strong>it</strong>es/WebObjects/TvoMicros<strong>it</strong>e.woa?bestlecturer (video-lezione sulle sostanze d’abuso)